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Aprire Partita IVA Medico 2026: ATECO 86.22.01, ENPAM Quota A/B e Sistema TS

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Aprire la partita IVA da medico nel 2026 richiede di fare i conti con tre pilastri fondamentali: il codice ATECO corretto, i contributi previdenziali all’ENPAM (Ente Nazionale Previdenza Assistenza Medici e Odontoiatri) e gli obblighi legati al Sistema TS (Tessera Sanitaria) per l’invio delle spese mediche al Fisco. Scegliere il regime fiscale giusto fin dall’inizio può fare una differenza enorme sul reddito netto: i medici liberi professionisti, grazie al coefficiente di redditività del 78% e all’imposta sostitutiva agevolata, sono tra le categorie che possono beneficiare di più del regime forfettario.

In questa guida trovi tutto quello che serve sapere: dall’iscrizione all’Ordine dei Medici alla gestione dell’ENPAM, dalle regole del Sistema TS alle spese deducibili. Se hai già la specializzazione e stai per avviare l’attività in libera professione, oppure sei un medico dipendente che vuole aprire una partita IVA per le guardie mediche o le consulenze private, questa è la lettura giusta.

Codice ATECO per Medico: 86.22.01 e le Varianti

Il codice ATECO identifica l’attività economica svolta e viene utilizzato dall’Agenzia delle Entrate, dall’INPS e da tutti gli enti previdenziali per classificare la tua professione. Per i medici il codice principale è il 86.22.01 – Studi medici generici, che si applica ai medici di medicina generale, ai medici di guardia medica e, in generale, a chi esercita la medicina non specialistica in forma libero-professionale.

Esistono però varianti importanti in base alla specializzazione. Il codice 86.22.02 riguarda invece gli ambulatori medici generici (poliambulatori), cioè strutture con più professionisti. Se sei un chirurgo, uno specialista o un dermatologo, il codice più indicato è 86.22.09 – Studi specialistici. Per gli odontoiatri esiste invece un codice dedicato, il 86.23.00.

Come si sceglie il codice corretto? Segui questa regola pratica:

  • Medico di medicina generale o guardia medica → 86.22.01
  • Medico specialista (cardiologo, dermatologo, ortopedico, ecc.) → 86.22.09
  • Odontoiatra / dentista → 86.23.00
  • Struttura ambulatoriale con più professionisti → 86.22.02

Il codice ATECO incide anche sul coefficiente di redditività del regime forfettario (ne parliamo nella sezione dedicata): per tutti i codici 86.xx il coefficiente è del 78%, uno dei più alti tra le categorie agevolate. Questo significa che il reddito imponibile viene calcolato su una quota più ampia dei ricavi rispetto, ad esempio, al commercio.

Puoi verificare il codice ATECO corretto oppure affidarti al CAF Centro Fiscale di Udine per l’apertura della partita IVA medico con tutta la documentazione in regola fin dall’inizio.

ENPAM 2026: Quota A (Contributo Fisso) e Quota B (Proporzionale)

L’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri) è la cassa previdenziale di riferimento per tutti i medici iscritti all’Ordine. È la cassa più grande tra quelle dei liberi professionisti italiani, con oltre 350.000 iscritti. L’iscrizione è obbligatoria per i medici che esercitano la libera professione, indipendentemente dal regime fiscale scelto.

Il sistema previdenziale ENPAM si articola in due componenti principali: la Quota A, che è un contributo fisso annuale, e la Quota B, che è proporzionale al reddito libero professionale.

ENPAM Quota A 2026: il Contributo Fisso per Fascia d’Età

La Quota A ENPAM è un contributo fisso dovuto da tutti gli iscritti, il cui importo varia in base alla fascia d’età. È il contributo di base che garantisce la copertura previdenziale minima. Per il 2026 gli importi aggiornati sono i seguenti:

  • Studenti universitari iscritti all’Ordine: 152,37 euro annui
  • Medici fino a 30 anni: 304,73 euro annui
  • Da 30 a 35 anni: 591,47 euro annui
  • Da 35 a 40 anni: 1.109,92 euro annui
  • Oltre 40 anni: 2.049,83 euro annui

A questi importi si aggiunge il contributo di maternità di 84,26 euro annui, uguale per tutti gli iscritti. La scadenza per il versamento della Quota A è il 30 aprile di ogni anno. Il pagamento avviene tramite bollettini o MAV inviati direttamente dall’ENPAM.

Un aspetto importante: la Quota A è dovuta anche dai medici dipendenti che non svolgono libera professione, come contributo anagrafico minimo di partecipazione alla Fondazione.

ENPAM Quota B 2026: il Contributo Proporzionale al Reddito

La Quota B ENPAM è il contributo proporzionale al reddito derivante dalla libera professione medica. Si applica a tutto il reddito professionale dichiarato, non solo alla parte eccedente un minimale. Per il 2026 le aliquote sono:

  • Aliquota piena: 19,5% sul reddito libero-professionale fino a 140.000 euro
  • Aliquota di solidarietà: 1% sulla parte di reddito eccedente i 140.000 euro
  • Aliquota ridotta: 2% per i medici che hanno già un’altra contribuzione obbligatoria (ad esempio i medici dipendenti SSN che svolgono anche libera professione)

Il reddito da dichiarare all’ENPAM è quello derivante esclusivamente dall’attività libero-professionale: guardie mediche private, visite in studio, consulenze, ecc. La dichiarazione si presenta tramite il Modello D ENPAM, con scadenza al 31 luglio di ogni anno. Il versamento dei contributi Quota B avviene in due rate, tipicamente a giugno e dicembre.

Un vantaggio rilevante: i contributi versati all’ENPAM (sia Quota A che Quota B) sono integralmente deducibili dal reddito nella dichiarazione dei redditi, anche per chi è in regime forfettario. Questo riduce il reddito imponibile complessivo e abbassa le imposte dovute.

Hai dubbi su come calcolare i tuoi contributi ENPAM o come compilare il Modello D? Il team del CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione fiscale dei professionisti sanitari: contattaci per un preventivo personalizzato.

Regime Forfettario per Medici: Coefficiente 78% e Imposta Sostitutiva

Il regime forfettario è la scelta fiscale più vantaggiosa per molti medici liberi professionisti nel 2026, soprattutto nelle fasi iniziali dell’attività. Funziona in modo semplice: non paghi l’IRPEF ordinaria con i suoi scaglioni progressivi, ma una imposta sostitutiva unica molto più bassa.

Ecco come funziona nel concreto per i medici. Il reddito imponibile non è calcolato sulle spese effettivamente sostenute (come nel regime ordinario), ma viene determinato applicando ai tuoi compensi lordi un coefficiente di redditività del 78%. Questo significa che, per definizione, il 22% dei tuoi ricavi è considerato “spesa” (forfettizzata), e le tasse le paghi solo sul restante 78%.

Come si Calcolano le Tasse con il Forfettario per i Medici

Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che il medico Marco, specialista ortopedico, abbia incassato 60.000 euro di compensi in un anno:

  • Reddito imponibile: 60.000 × 78% = 46.800 euro
  • Imposta sostitutiva al 15%: 46.800 × 15% = 7.020 euro
  • Imposta sostitutiva al 5% (se attività nuova, primi 5 anni): 46.800 × 5% = 2.340 euro

A questa imposta si aggiungono i contributi ENPAM (Quota A + Quota B), che come abbiamo visto sono deducibili. L’aliquota al 5% si applica per le nuove attività nei primi cinque anni, a condizione che il medico non abbia esercitato la stessa attività libero-professionale nei tre anni precedenti.

Per accedere al regime forfettario occorre rispettare il limite di ricavi di 85.000 euro annui. Chi supera questa soglia esce dal regime dall’anno successivo (o immediatamente se supera i 100.000 euro). Un altro requisito importante: il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non deve superare i 35.000 euro (soglia elevata dalla Legge di Bilancio 2025).

Per approfondire tutti i requisiti e i limiti, puoi leggere la nostra guida completa al regime forfettario 2026.

Medico Dipendente con Partita IVA Forfettaria: Si Può?

Molti medici si chiedono se possono aprire la partita IVA in regime forfettario pur lavorando come dipendenti del SSN (Servizio Sanitario Nazionale). La risposta è sì, ma con attenzione. Il regime forfettario è compatibile con il lavoro dipendente a patto che il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non superi i 35.000 euro. Per un medico dipendente del SSN a tempo pieno, questo limite viene quasi sempre superato.

In questo caso, il medico dipendente che vuole esercitare anche la libera professione (guardie mediche private, visite a pagamento, consulenze) deve aprire la partita IVA in regime ordinario. All’ENPAM verserà i contributi Quota B con l’aliquota ridotta del 2% (invece del 19,5%), proprio perché ha già una copertura previdenziale tramite la dipendenza.

Se invece sei un medico precario, un tirocinante o hai un contratto part-time con reddito sotto i 35.000 euro, il forfettario potrebbe essere la scelta giusta. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a fare il calcolo di convenienza preciso per la tua situazione specifica.

Sistema TS (Tessera Sanitaria): Obbligo, Esclusione e Fatturazione

Il Sistema TS (Tessera Sanitaria) è il sistema telematico gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che permette ai professionisti sanitari di trasmettere al Fisco le spese mediche sostenute dai loro pazienti. Queste informazioni vengono usate per la precompilazione del modello 730.

Per i medici liberi professionisti, il Sistema TS crea una situazione particolare e spesso fonte di confusione riguardo alla fatturazione elettronica. Puoi approfondire la gestione del sistema con la nostra guida al software di fatturazione elettronica per sanitari e Sistema TS.

L’Obbligo di Invio Dati al Sistema TS

I medici e tutti i professionisti sanitari che emettono ricevute o fatture per prestazioni sanitarie a persone fisiche sono obbligati a trasmettere i dati delle spese al Sistema TS entro il mese successivo all’incasso. La trasmissione avviene tramite il portale del Sistema TS con le credenziali ottenute al momento dell’abilitazione.

I dati trasmessi comprendono: codice fiscale del paziente, data della prestazione, importo pagato e tipo di prestazione. Questo sistema è stato introdotto proprio per alimentare il 730 precompilato e ridurre gli errori nella detraibilità delle spese mediche.

Un dettaglio pratico rilevante: il Sistema TS va usato per le prestazioni verso persone fisiche (pazienti privati). Non si applica alle prestazioni verso enti, ASL, ospedali o aziende.

Fatturazione Elettronica per Medici: L’Eccezione TS

Qui sta il punto più delicato per i medici. A differenza degli altri professionisti, i medici hanno una esenzione dall’obbligo di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie verso persone fisiche che hanno esercitato il diritto di opposizione alla trasmissione dei dati al Sistema TS.

In pratica, quando un paziente si oppone alla trasmissione delle sue spese sanitarie al Fisco (un diritto garantito dalla normativa sulla privacy), il medico non invia i dati al Sistema TS e non emette fattura elettronica tramite SDI per quella prestazione (ma una ricevuta o fattura cartacea).

Per le prestazioni verso pazienti che non si oppongono, invece, vige l’obbligo di trasmissione al Sistema TS (che sostituisce di fatto l’obbligo di fattura elettronica verso privati). Per le prestazioni verso soggetti IVA (es. aziende, studi associati), vale invece la regola ordinaria della fattura elettronica tramite SDI.

Adempimenti per Aprire la Partita IVA da Medico

Aprire la partita IVA medico nel 2026 richiede una serie di adempimenti che vanno completati in un ordine preciso. Non basta la sola apertura della partita IVA all’Agenzia delle Entrate: ci sono iscrizioni ad enti, ordini e registri che vanno fatte in parallelo. Ecco il percorso completo.

Il primo passo è ovviamente la laurea in Medicina e Chirurgia e il superamento dell’esame di Stato. Questi sono requisiti abilitanti senza cui non è possibile esercitare la professione. Una volta ottenuta l’abilitazione, si procede con questi passaggi:

  • Iscrizione all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (OMCeO) della provincia in cui si intende esercitare. L’iscrizione all’Ordine è obbligatoria per legge per chiunque voglia esercitare la professione medica.
  • Apertura della partita IVA all’Agenzia delle Entrate, con la scelta del codice ATECO corretto (86.22.01 per medici generici, 86.22.09 per specialisti) e del regime fiscale.
  • Iscrizione all’ENPAM, che avviene automaticamente tramite comunicazione dell’Ordine dei Medici. Tuttavia, è utile verificare l’avvenuta iscrizione e attivarsi per ricevere i bollettini della Quota A.
  • Abilitazione al Sistema TS sul portale del MEF, per poter trasmettere i dati delle spese sanitarie dei pazienti.
  • Comunicazione all’ASL di riferimento per l’apertura dello studio medico (se si apre un ambulatorio), con eventuali adempimenti SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) comunali per la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA).

Se lo studio medico richiede apparecchiature particolari (es. RX, ecografi), potrebbero essere necessarie ulteriori autorizzazioni sanitarie regionali. Il percorso burocratico è complesso: il CAF Centro Fiscale di Udine ti guida in tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

Spese Deducibili per il Medico con Partita IVA

La gestione fiscale delle spese è uno degli aspetti più rilevanti per la convenienza economica della partita IVA medico. In regime ordinario, il medico può dedurre le spese effettivamente sostenute per l’attività professionale; in regime forfettario, invece, le spese sono forfettizzate tramite il coefficiente del 78% (e quindi non si deducono le spese analiticamente, ma si beneficia della forfettizzazione).

Per chi è in regime ordinario, le principali categorie di spese deducibili sono:

  • Affitto dello studio medico o quota dell’immobile di proprietà adibita a studio (calcolata pro quota)
  • Attrezzature mediche e strumentazione: fonendoscopio, elettrocardiografo, ecografo, tavolo operatorio, lampade, autoclavi per sterilizzazione. Le attrezzature con valore superiore a 516,46 euro si ammortizzano in più anni.
  • Materiale di consumo: guanti, mascherine, siringhe, materiale da medicazione
  • Software gestionale e Sistema TS: abbonamenti a software per la gestione dello studio, la fatturazione elettronica e l’invio dati al Sistema TS
  • Spese di aggiornamento professionale: corsi ECM (Educazione Continua in Medicina), congressi, abbonamenti a riviste scientifiche
  • Assicurazione professionale RC Medici: obbligatoria per legge, integralmente deducibile
  • Compensi a collaboratori: segretaria, infermiere, receptionist (nei limiti previsti)

Un capitolo a parte meritano i contributi ENPAM: Quota A e Quota B sono deducibili dal reddito complessivo nella dichiarazione dei redditi, indipendentemente dal regime fiscale. Questo vale anche per i forfettari, che pur non deducendo le spese analitiche possono dedurre i contributi previdenziali obbligatori. Anche il conto corrente dedicato all’attività professionale è consigliato per separare le spese personali da quelle professionali: puoi confrontare le opzioni nella nostra guida ai conti business per medici e sanitari 2026.

Convenienza del Regime Forfettario per i Medici nel 2026

Il regime forfettario conviene davvero a un medico? La risposta dipende dalla situazione specifica, ma in molti casi la risposta è sì, soprattutto nelle fasi iniziali della carriera libero-professionale. Vediamo perché.

Con il forfettario al 15% (o al 5% per i primi cinque anni di nuova attività), il medico paga le imposte solo sul 78% dei compensi. Nel regime IRPEF ordinario, invece, ogni euro di reddito professionale è soggetto agli scaglioni IRPEF (23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro), più le addizionali regionali e comunali.

Quando il Forfettario Non Conviene per i Medici

Il regime forfettario ha dei limiti che possono renderlo meno conveniente in alcuni casi specifici:

  • Spese reali molto alte: se il medico ha spese effettive superiori al 22% forfettizzato (attrezzature costose, affitto di studio in zona centrale, personale), nel regime ordinario potrebbe dedurre di più e pagare meno imposte.
  • Ricavi vicini o superiori a 85.000 euro: avvicinarsi al limite comporta il rischio di uscire dal regime. Con ricavi tra 80.000 e 85.000 euro, meglio pianificare con attenzione.
  • Medici dipendenti SSN con reddito da lavoro sopra 35.000 euro: come già detto, in questo caso il forfettario non è accessibile.
  • Perdite nei primi anni: il forfettario non permette di portare avanti le perdite dei primi anni come nel regime ordinario.

In ogni caso, la valutazione di convenienza va fatta sulla base dei numeri reali del singolo medico. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre una consulenza personalizzata per aiutarti a scegliere il regime fiscale più vantaggioso per la tua situazione. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Leggi anche la nostra guida completa al regime forfettario 2026 per un confronto dettagliato.

Domande Frequenti sulla Partita IVA Medico

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


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Hai bisogno di assistenza per aprire o gestire la partita IVA da medico nel 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione con un team specializzato nella fiscalità dei professionisti sanitari. Il servizio è disponibile sia in ufficio presso Viale Giuseppe Tullio 13 a Udine, sia online in tutta Italia.

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