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Tag Archivio per: partita IVA medico

Medici e Odontoiatri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari

Commercialista medici o CAF? Partita IVA medico online: guida 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Sei un medico e stai valutando la libera professione, magari accanto al lavoro in ospedale? Allora probabilmente ti sei chiesto se ti serve un commercialista medici, cioè qualcuno che conosca bene le regole fiscali e previdenziali della tua categoria. È una delle domande più frequenti tra chi lavora come dipendente del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e vuole aprire la partita IVA medico per visite in studio, sostituzioni, collaborazioni con poliambulatori o strutture private.

Per molti medici liberi professionisti la strada più semplice è il regime forfettario: un regime fiscale agevolato in cui, al posto di IRPEF e addizionali, si paga una sola tassa chiamata imposta sostitutiva. Una gestione di questo tipo non richiede per forza uno studio professionale: può essere seguita da un CAF con esperienza nelle professioni sanitarie, anche completamente online.

In questo articolo chiariamo la differenza tra commercialista per medici e CAF, cosa fa concretamente il CAF Centro Fiscale, quali sono i dati corretti su codice ATECO e contributi ENPAM e perché il limite dei 35.000 euro di redditi da lavoro dipendente è decisivo per chi lavora anche in ospedale. Per gli aspetti tecnici di dettaglio trovi la nostra guida alla partita IVA per medici 2026. Qui rispondiamo a una domanda precisa: commercialista medici o CAF, chi può seguirti davvero?

Indice dei contenuti

  1. Commercialista medici o CAF: da dove nasce il dubbio
  2. Il CAF non è un commercialista: cosa fa Centro Fiscale per i medici
  3. ATECO e cassa ENPAM: i dati corretti per i medici
  4. Medico dipendente SSN e forfettario: il limite dei 35.000 euro
  5. Quanto costa la partita IVA medico gestita dal CAF
  6. Partita IVA medico gestita online: come lavoriamo
  7. Fatturazione elettronica per medici e Sistema TS
  8. Domande frequenti su commercialista medici e CAF
  9. Apri la tua partita IVA da medico con il CAF Centro Fiscale

Commercialista medici o CAF: da dove nasce il dubbio

Chi cerca un commercialista medici ha di solito tre esigenze molto concrete. La prima è aprire la partita IVA senza errori, con il codice attività e la cassa previdenziale giusti. La seconda è sapere in anticipo quanto pagherà tra tasse e contributi. La terza è avere qualcuno che si occupi della dichiarazione dei redditi e delle scadenze, così da potersi concentrare sui pazienti. Per un medico, poi, c’è un elemento in più: spesso l’attività autonoma si somma a un contratto da dipendente, con limiti e controlli aggiuntivi.

La vera domanda, però, non riguarda il titolo di chi ti segue, ma il livello di assistenza che serve alla tua attività. Un medico in regime forfettario non tiene la contabilità ordinaria e non registra le spese una per una. Il reddito si calcola con il coefficiente di redditività, una percentuale fissa stabilita per legge che indica quale parte degli incassi viene considerata reddito. Per i medici è del 78%: il restante 22% copre in modo presunto le spese, senza bisogno di documentarle.

Facciamo un esempio. Chiara, 34 anni, specialista, ha lasciato l’ospedale e lavora in alcuni poliambulatori privati. Se incassa 50.000 euro in un anno, il suo reddito è di 39.000 euro (50.000 × 78%). Da questa cifra si sottraggono i contributi ENPAM versati e sul risultato si applica l’imposta sostitutiva del 15%. L’aliquota ridotta del 5% per i primi cinque anni spetta solo alle nuove attività che rispettano precisi requisiti: ad esempio, l’attività non deve essere la semplice prosecuzione di un precedente lavoro dipendente. È un punto delicato proprio per chi lascia l’ospedale, da verificare caso per caso.

Il CAF non è un commercialista: cosa fa Centro Fiscale per i medici

Partiamo da un chiarimento importante, perché la trasparenza viene prima di tutto. Il commercialista è una professione ordinistica: per esercitarla bisogna essere iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Il CAF (Centro di Assistenza Fiscale) è invece una struttura autorizzata a prestare assistenza fiscale ai contribuenti. Il CAF Centro Fiscale non è uno studio di commercialisti e non si presenta come tale.

Detto questo, per un medico in regime forfettario il CAF può seguire tutto ciò che serve davvero, dall’apertura alla dichiarazione annuale. Chi cerca un commercialista medici spesso scopre che ciò di cui ha bisogno è proprio questo: un referente unico che conosca le professioni sanitarie, la cassa ENPAM e le scadenze del forfettario. Ecco cosa facciamo concretamente per te:

  • Verifica iniziale dei requisiti del forfettario, a partire dal tetto dei 35.000 euro di redditi da lavoro dipendente se lavori anche in ospedale o in struttura.
  • Apertura della partita IVA con il codice ATECO corretto per la tua attività.
  • Supporto nei rapporti con l’ENPAM, compreso il calcolo del reddito libero professionale da indicare nel Modello D.
  • Calcolo e preparazione degli F24 per imposta sostitutiva, saldi e acconti.
  • Dichiarazione dei redditi annuale (Modello Redditi PF con quadro LM, quello dedicato al forfettario).
  • Monitoraggio delle scadenze e della soglia di 85.000 euro di compensi, con consulenza via WhatsApp ed email durante l’anno.

Quando è meglio rivolgersi a un commercialista

Vogliamo essere onesti anche su questo. Se non puoi accedere al forfettario (ad esempio perché, come molti dirigenti medici, superi il limite dei redditi da dipendente), la tua partita IVA segue le regole ordinarie, con IRPEF a scaglioni e adempimenti più articolati. Lo stesso vale se costituisci una società tra professionisti o uno studio associato. In questi casi può essere opportuno valutare un commercialista: nel primo colloquio analizziamo la tua situazione e, se il servizio CAF non è la soluzione adatta, te lo diciamo subito.

ATECO e cassa ENPAM: i dati corretti per i medici

Due elementi fanno la differenza tra una partita IVA medico aperta bene e una da correggere dopo: il codice ATECO e la cassa previdenziale. Il codice ATECO è una sequenza di numeri che identifica l’attività economica che svolgi: serve all’Agenzia delle Entrate per classificarti e, nel forfettario, per individuare il coefficiente di redditività.

Il codice ATECO 2025 per medici di base e specialisti

Dal 1° gennaio 2025 è in vigore la classificazione ATECO 2025, operativa per l’Agenzia delle Entrate dal 1° aprile 2025. Per il medico di medicina generale il codice è 86.21.00, rimasto invariato rispetto al 2007. Per il medico specialista che lavora in studio come professionista indipendente il codice è 86.22.02, che ha sostituito l’ex 86.22.09 (ATECO 2007). Attenzione a non confonderlo con codici vicini ma diversi: nella nuova classificazione l’86.22.01 riguarda i trattamenti di chirurgia estetica e l’86.22.03 le strutture sanitarie.

Chi aveva già la partita IVA è stato riclassificato d’ufficio. Il coefficiente di redditività resta del 78% in entrambi i casi: fino al nuovo decreto, per individuarlo resta il riferimento il codice ATECO 2007 corrispondente, ma il risultato per te non cambia.

ENPAM Quota A 2026: il contributo fisso per fascia d’età

L’ENPAM è l’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri, cioè la cassa pensionistica privata della categoria. L’iscrizione è legata all’albo professionale, non al codice ATECO: chi è iscritto all’Ordine dei Medici è iscritto anche all’ENPAM. Il primo contributo è la Quota A, un importo fisso annuale che paga ogni iscritto, anche chi lavora solo come dipendente. Per il 2026 gli importi sono:

  • studenti universitari iscritti: 152,37 euro;
  • fino a 30 anni: 304,73 euro;
  • da 30 a 35 anni: 591,47 euro;
  • da 35 a 40 anni: 1.109,92 euro;
  • oltre 40 anni: 2.049,83 euro.

A questi importi si aggiunge il contributo di maternità di 84,26 euro, uguale per tutti. La scadenza della Quota A è il 30 aprile. Tornando all’esempio di Chiara, che ha 34 anni, la sua Quota A 2026 vale 591,47 euro più 84,26 euro di maternità.

ENPAM Quota B: il contributo sul reddito libero professionale

La Quota B è il contributo proporzionale al reddito libero professionale e riguarda la parte di reddito che supera l’importo già coperto dalla Quota A. Il reddito va comunicato ogni anno all’ENPAM con il Modello D, entro il 31 luglio. Per i redditi prodotti nel 2025, da dichiarare nel 2026, l’aliquota piena è del 19,5% fino a 150.000 euro di reddito; sulla parte eccedente si applica l’1%.

Esiste poi un’aliquota dimezzata del 9,75%, che si può chiedere se hai già un’altra contribuzione previdenziale obbligatoria: è il caso tipico del medico dipendente che svolge anche attività libero professionale. L’aliquota ridotta del 2% è invece riservata a chi ha redditi da attività intramoenia e ai tirocinanti del corso di formazione in Medicina generale. La differenza è enorme: su 20.000 euro di reddito imponibile ai fini ENPAM, il 19,5% vale 3.900 euro, il 9,75% vale 1.950 euro. Proprio per questo conviene valutare con attenzione quale aliquota ti spetta: è uno dei controlli che facciamo insieme a te.

Medico dipendente SSN e forfettario: il limite dei 35.000 euro

Questo è il punto che rende la partita IVA medico diversa da quella di molte altre professioni. Per accedere al regime forfettario, nell’anno precedente i redditi da lavoro dipendente e assimilati non devono superare 35.000 euro (art. 1, comma 12, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, esteso al 2026 dalla legge 30 dicembre 2025, n. 199). È il limite valido per il 2025 e il 2026, innalzato rispetto ai 30.000 euro originari. La soglia non conta, invece, se il rapporto di lavoro dipendente è cessato. Per chi cerca un commercialista medici perché lavora anche in corsia, è il primo controllo da fare.

Vediamo due esempi. Luca è dirigente medico in un ospedale pubblico e nel 2025 ha percepito 58.000 euro di stipendio: nel 2026 non può aprire una partita IVA in forfettario, e l’eventuale attività autonoma segue le regole ordinarie. Giulia, invece, lavora con un contratto part-time in una struttura privata e nel 2025 ha guadagnato 28.000 euro: resta sotto la soglia e può accedere al forfettario per l’attività in studio, se rispetta anche gli altri requisiti.

C’è un secondo paletto spesso trascurato: il forfettario è escluso se lavori in prevalenza per il datore di lavoro attuale, o per quello dei due anni precedenti. Pensiamo al medico che lascia l’ospedale e poi fattura quasi tutte le prestazioni alla stessa struttura: in questo caso il regime agevolato non è accessibile.

Intramoenia, extramoenia e incompatibilità: cosa verificare con l’Azienda Sanitaria

Due termini ricorrono spesso. L’intramoenia è la libera professione svolta all’interno dell’ospedale o dell’Azienda Sanitaria, che la organizza e la retribuisce: di norma questi compensi rientrano tra i redditi assimilati al lavoro dipendente e non richiedono una partita IVA propria. L’extramoenia è invece l’attività svolta fuori dalle strutture pubbliche, ad esempio in uno studio privato: è qui che serve la partita IVA.

Per un medico dipendente pubblico, la possibilità di svolgere attività esterna dipende dal tipo di rapporto con il Servizio Sanitario (esclusivo o non esclusivo), dal contratto e dai regolamenti aziendali. Sono regole di lavoro, non fiscali: prima di aprire la partita IVA verifica sempre con l’ufficio personale della tua Azienda Sanitaria eventuali incompatibilità o autorizzazioni necessarie. Noi ci occupiamo della parte fiscale e previdenziale, dopo che hai chiarito questo aspetto con il tuo ente.

Quanto costa la partita IVA medico gestita dal CAF

Uno dei motivi per cui molti medici cercano un commercialista medici online è capire in anticipo i costi. Al CAF Centro Fiscale il listino è pubblico e senza sorprese. I prezzi che seguono sono tutti IVA inclusa:

  • Apertura della partita IVA per i professionisti: 120-150 euro, una tantum.
  • Gestione annuale del forfettario: a partire da 350 euro l’anno, IVA inclusa, con la dichiarazione dei redditi compresa.
  • Software di fatturazione elettronica: non fa parte della gestione, è un abbonamento separato che scegli tu.

Nella quota annuale rientrano la dichiarazione dei redditi con quadro LM, il calcolo e la preparazione degli F24 per imposta sostitutiva, saldi e acconti, il monitoraggio delle scadenze, il supporto nei rapporti con l’ENPAM e la consulenza durante tutto l’anno. È un costo dichiarato in anticipo, così sai esattamente quanto mettere a budget.

Il software di fatturazione, invece, non è compreso nella gestione e va considerato a parte. Se affidi al CAF la gestione fiscale completa della partita IVA, Fatturazione Italia ha un prezzo convenzionato: piano Start a 40 € IVA inclusa l’anno, piano Pro a 70 € IVA inclusa l’anno, con il Sistema TS incluso nel Pro. Non sono previsti sconti o promozioni sul servizio CAF: il prezzo è lo stesso per tutti.

Come avere il prezzo convenzionato: è riservato ai medici che affidano al CAF Centro Fiscale la gestione fiscale completa della partita IVA. Scrivici su WhatsApp al 366 6018121, mandaci una mail a info@centrofiscale.com oppure compila il modulo di richiesta.

Partita IVA medico gestita online: come lavoriamo

Turni, guardie e reperibilità rendono difficile trovare il tempo per gli appuntamenti in ufficio. Per questo la partita IVA medico può essere gestita dal CAF interamente online, tramite WhatsApp, email e firma digitale, da qualsiasi città italiana. Se preferisci il contatto di persona, ti aspettiamo nelle sedi di Udine (Viale Tullio 13) e di Cividale del Friuli, dal lunedì al venerdì.

Il percorso è pensato per farti perdere meno tempo possibile. In genere si svolge in questi passaggi:

  1. Primo contatto: ci racconti la tua situazione (solo libera professione o anche lavoro dipendente, tipo di attività, incassi previsti).
  2. Verifica dei requisiti del forfettario, a partire dal limite dei 35.000 euro.
  3. Raccolta documenti: documento d’identità, codice fiscale, dati di iscrizione all’Ordine dei Medici ed eventuale contratto di lavoro dipendente.
  4. Apertura della partita IVA con il codice ATECO corretto.
  5. Gestione annuale: scadenze, F24, supporto per il Modello D ENPAM e dichiarazione dei redditi.

La procedura richiede attenzione, perché un errore nel codice attività o nella scelta del regime si trascina per anni. Per questo è il nostro team a occuparsi di ogni passaggio. Se vuoi approfondire le regole generali, leggi la guida al regime forfettario 2026 e quella su come aprire la partita IVA. Per una valutazione del tuo caso puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine oppure prenotare un appuntamento, in sede o da remoto.

Fatturazione elettronica per medici e Sistema TS

Una volta aperta la partita IVA dovrai emettere le fatture. Verso poliambulatori, cliniche e aziende si usa la fattura elettronica trasmessa tramite il Sistema di Interscambio (SdI), il canale dell’Agenzia delle Entrate. Per le prestazioni sanitarie rese ai pazienti privati, invece, vale il divieto di fattura elettronica via SdI a tutela della privacy (art. 10-bis del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119): i dati delle spese vanno comunicati al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS), con invio annuale entro il 31 gennaio (art. 5 del D.Lgs. 12 giugno 2025, n. 81). Tutti i dettagli sono nella guida alla partita IVA medico.

Come abbiamo detto, il software di fatturazione non fa parte della gestione CAF. Chi lo desidera può affiancarle Fatturazione Italia, il software che consigliamo ai nostri clienti forfettari. Il piano Start costa 49 € + IVA l’anno (59,78 € IVA inclusa) con 150 fatture; il piano Pro costa 89 € + IVA l’anno (108,58 € IVA inclusa) con fino a 500 fatture e ha il Sistema TS incluso nel piano Pro, utile proprio per i medici: ai pazienti emetti fatture sanitarie in PDF senza SDI, alle strutture fatture elettroniche via SDI, e le spese si inviano al Sistema TS con un clic o in automatico ogni notte, a scelta, con variazioni, cancellazioni e opposizione del paziente gestite. Questi prezzi di listino sono bloccati per 3 anni per contratto e c’è una prova gratuita di 14 giorni senza carta. Con la gestione fiscale completa affidata al CAF, invece, paghi il prezzo convenzionato: 40 € IVA inclusa l’anno per lo Start e 70 € IVA inclusa l’anno per il Pro.

Puoi confrontare i piani nella pagina prezzi di Fatturazione Italia, leggere la nostra recensione di Fatturazione Italia oppure consultare il confronto sul miglior software di fatturazione elettronica 2026, dove trovi anche le alternative presenti sul mercato.

Fonti

  • Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89 – Regime forfetario (Normattiva)
  • Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025), art. 1, comma 12 – limite di 35.000 euro per i redditi di lavoro dipendente, esteso al 2026 dall’art. 1, comma 27, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Normattiva)
  • Decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, art. 10-bis – Divieto di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie (Normattiva)
  • Decreto legislativo 12 giugno 2025, n. 81, art. 5 – Invio annuale dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (Normattiva)
  • ENPAM – Contributi di Quota A 2026
  • ENPAM – Aliquota intera Quota B

Domande frequenti su commercialista medici e CAF

Un medico ha bisogno del commercialista per la partita IVA?

Non necessariamente. Se rientri nel regime forfettario, la gestione è semplificata e può essere seguita da un CAF come Centro Fiscale, che si occupa di apertura, F24 e dichiarazione dei redditi. Il CAF non è un commercialista: se la tua situazione richiede il regime ordinario o una contabilità più complessa, te lo segnaliamo nel primo colloquio.

Un medico dipendente SSN può aprire la partita IVA forfettaria?

Sì, se nell’anno precedente i redditi da lavoro dipendente e assimilati non hanno superato 35.000 euro (limite valido per il 2025 e il 2026) e se rispetta gli altri requisiti. Prima, però, deve verificare con la propria Azienda Sanitaria che l’attività esterna sia compatibile con il suo rapporto di lavoro.

Quanto si paga all’ENPAM con la partita IVA?

Tutti gli iscritti pagano la Quota A, fissa per fascia d’età (da 152,37 a 2.049,83 euro nel 2026, più 84,26 euro di maternità). Sul reddito libero professionale si aggiunge la Quota B: 19,5% fino a 150.000 euro e 1% oltre (redditi 2025), oppure l’aliquota dimezzata del 9,75% se hai già un’altra contribuzione obbligatoria e ne fai richiesta; il 2% è riservato ai redditi intramoenia e ai tirocinanti in Medicina generale.

Quanto costa la partita IVA medico con il CAF?

L’apertura costa 120-150 euro una tantum, IVA inclusa. La gestione annuale del forfettario costa a partire da 350 euro l’anno, IVA inclusa, dichiarazione dei redditi compresa. Il software di fatturazione è un costo separato: con la gestione fiscale completa affidata al CAF, Fatturazione Italia costa 40 € IVA inclusa l’anno con il piano Start e 70 € IVA inclusa l’anno con il piano Pro.

Qual è il codice ATECO corretto per il medico?

Con la classificazione ATECO 2025 il medico di medicina generale usa l’86.21.00, mentre il medico specialista in studio indipendente usa l’86.22.02. In entrambi i casi il coefficiente di redditività del forfettario è del 78%.

Posso gestire tutto online anche se non abito a Udine?

Sì. Il servizio è disponibile online in tutta Italia tramite WhatsApp, email e firma digitale. Chi preferisce può venire nelle sedi di Udine o Cividale del Friuli.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Apri la tua partita IVA da medico con il CAF Centro Fiscale

Cercare un commercialista medici è il primo passo, ma ciò che conta è trovare chi segua la tua partita IVA forfettaria con competenza e costi chiari. Il CAF Centro Fiscale verifica i requisiti, apre la posizione con il codice ATECO corretto, ti supporta con l’ENPAM e si occupa della dichiarazione dei redditi ogni anno, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

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Hai bisogno di assistenza per la partita IVA da medico? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121, oppure prenota un appuntamento.

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    Ottobre 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-23 13:00:002026-10-21 08:15:05Commercialista medici o CAF? Partita IVA medico online: guida 2026
    Medici e Odontoiatri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari

    Aprire Partita IVA Medico 2026: ATECO 86.21.00, ENPAM Quota A/B e Sistema TS

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Aprire la partita IVA da medico nel 2026 richiede di fare i conti con tre pilastri fondamentali: il codice ATECO corretto, i contributi previdenziali all’ENPAM (Ente Nazionale Previdenza Assistenza Medici e Odontoiatri) e gli obblighi legati al Sistema TS (Tessera Sanitaria) per l’invio delle spese mediche al Fisco. Scegliere il regime fiscale giusto fin dall’inizio può fare una differenza enorme sul reddito netto: i medici liberi professionisti, grazie al coefficiente di redditività del 78% e all’imposta sostitutiva agevolata, sono tra le categorie che possono beneficiare di più del regime forfettario.

    In questa guida trovi tutto quello che serve sapere: dall’iscrizione all’Ordine dei Medici alla gestione dell’ENPAM, dalle regole del Sistema TS alle spese deducibili. Se hai già la specializzazione e stai per avviare l’attività in libera professione, oppure sei un medico dipendente che vuole aprire una partita IVA per le guardie mediche o le consulenze private, questa è la lettura giusta.

    Indice dei contenuti

    1. Codice ATECO per Medico: 86.21.00 e le Varianti
    2. ENPAM 2026: Quota A (Contributo Fisso) e Quota B (Proporzionale)
    3. Regime Forfettario per Medici: Coefficiente 78% e Imposta Sostitutiva
    4. Sistema TS (Tessera Sanitaria): Obbligo, Esclusione e Fatturazione
    5. Adempimenti per Aprire la Partita IVA da Medico
    6. Spese Deducibili per il Medico con Partita IVA
    7. Convenienza del Regime Forfettario per i Medici nel 2026
    8. Domande Frequenti sulla Partita IVA Medico

    Codice ATECO per Medico: 86.21.00 e le Varianti

    Il codice ATECO identifica l’attività economica svolta e viene utilizzato dall’Agenzia delle Entrate, dall’INPS e da tutti gli enti previdenziali per classificare la tua professione. Per i medici il codice principale è il 86.21.00 – Attività di medicina generale (classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° aprile 2025), che si applica ai medici di medicina generale, ai medici di guardia medica e, in generale, a chi esercita la medicina non specialistica in forma libero-professionale.

    Esistono però varianti importanti in base alla specializzazione. Se sei un chirurgo, uno specialista o un dermatologo che esercita in forma indipendente, il codice corretto è 86.22.02 – Altre attività di medicina specialistica svolte da medici specialisti indipendenti (nella vecchia classificazione ATECO 2007 era l’86.22.09). Attenzione: in ATECO 2025 il codice 86.22.01 identifica i trattamenti di chirurgia estetica, non la medicina generale. Le strutture con più professionisti (poliambulatori) hanno invece codici dedicati, da verificare in base all’attività svolta. Per gli odontoiatri esiste invece un codice dedicato, il 86.23.00.

    Come si sceglie il codice corretto? Segui questa regola pratica:

    • Medico di medicina generale o guardia medica → 86.21.00
    • Medico specialista (cardiologo, dermatologo, ortopedico, ecc.) → 86.22.02
    • Odontoiatra / dentista → 86.23.00
    • Struttura ambulatoriale con più professionisti → codici dedicati alle strutture, da verificare caso per caso

    Il codice ATECO incide anche sul coefficiente di redditività del regime forfettario (ne parliamo nella sezione dedicata): per tutti i codici 86.xx il coefficiente è del 78%, uno dei più alti tra le categorie agevolate. Questo significa che il reddito imponibile viene calcolato su una quota più ampia dei ricavi rispetto, ad esempio, al commercio.

    Puoi verificare il codice ATECO corretto oppure affidarti al CAF Centro Fiscale di Udine per l’apertura della partita IVA medico con tutta la documentazione in regola fin dall’inizio.

    ENPAM 2026: Quota A (Contributo Fisso) e Quota B (Proporzionale)

    L’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri) è la cassa previdenziale di riferimento per tutti i medici iscritti all’Ordine. È la cassa più grande tra quelle dei liberi professionisti italiani, con oltre 350.000 iscritti. L’iscrizione è obbligatoria per i medici che esercitano la libera professione, indipendentemente dal regime fiscale scelto.

    Il sistema previdenziale ENPAM si articola in due componenti principali: la Quota A, che è un contributo fisso annuale, e la Quota B, che è proporzionale al reddito libero professionale.

    ENPAM Quota A 2026: il Contributo Fisso per Fascia d’Età

    La Quota A ENPAM è un contributo fisso dovuto da tutti gli iscritti, il cui importo varia in base alla fascia d’età. È il contributo di base che garantisce la copertura previdenziale minima. Per il 2026 gli importi aggiornati sono i seguenti:

    • Studenti universitari iscritti all’Ordine: 152,37 euro annui
    • Medici fino a 30 anni: 304,73 euro annui
    • Da 30 a 35 anni: 591,47 euro annui
    • Da 35 a 40 anni: 1.109,92 euro annui
    • Oltre 40 anni: 2.049,83 euro annui

    A questi importi si aggiunge il contributo di maternità di 84,26 euro annui, uguale per tutti gli iscritti. La scadenza per il versamento della Quota A è il 30 aprile di ogni anno. Il pagamento avviene tramite bollettini o MAV inviati direttamente dall’ENPAM.

    Un aspetto importante: la Quota A è dovuta anche dai medici dipendenti che non svolgono libera professione, come contributo anagrafico minimo di partecipazione alla Fondazione.

    ENPAM Quota B 2026: il Contributo Proporzionale al Reddito

    La Quota B ENPAM è il contributo proporzionale al reddito derivante dalla libera professione medica. Si applica a tutto il reddito professionale dichiarato, non solo alla parte eccedente un minimale. Per il 2026 le aliquote sono:

    • Aliquota piena: 19,5% sul reddito libero-professionale fino a 150.000 euro
    • Aliquota di solidarietà: 1% sulla parte di reddito eccedente i 150.000 euro
    • Aliquota dimezzata: 9,75%, su domanda, per i medici iscritti ad altra previdenza obbligatoria o pensionati (ad esempio i medici dipendenti SSN che svolgono anche libera professione)
    • Aliquota ridotta: 2% solo per i tirocinanti del corso di formazione in Medicina generale e per i redditi da attività intramoenia ed equiparata

    Il reddito da dichiarare all’ENPAM è quello derivante esclusivamente dall’attività libero-professionale: guardie mediche private, visite in studio, consulenze, ecc. La dichiarazione si presenta tramite il Modello D ENPAM, con scadenza al 31 luglio di ogni anno. Il versamento dei contributi Quota B parte dal 31 ottobre, in un’unica soluzione o a rate.

    Un vantaggio rilevante: i contributi versati all’ENPAM (sia Quota A che Quota B) sono integralmente deducibili dal reddito nella dichiarazione dei redditi, anche per chi è in regime forfettario. Questo riduce il reddito imponibile complessivo e abbassa le imposte dovute.

    Hai dubbi su come calcolare i tuoi contributi ENPAM o come compilare il Modello D? Il team del CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione fiscale dei professionisti sanitari: contattaci per un preventivo personalizzato.

    Regime Forfettario per Medici: Coefficiente 78% e Imposta Sostitutiva

    Il regime forfettario è la scelta fiscale più vantaggiosa per molti medici liberi professionisti nel 2026, soprattutto nelle fasi iniziali dell’attività. Funziona in modo semplice: non paghi l’IRPEF ordinaria con i suoi scaglioni progressivi, ma una imposta sostitutiva unica molto più bassa.

    Ecco come funziona nel concreto per i medici. Il reddito imponibile non è calcolato sulle spese effettivamente sostenute (come nel regime ordinario), ma viene determinato applicando ai tuoi compensi lordi un coefficiente di redditività del 78%. Questo significa che, per definizione, il 22% dei tuoi ricavi è considerato “spesa” (forfettizzata), e le tasse le paghi solo sul restante 78%.

    Come si Calcolano le Tasse con il Forfettario per i Medici

    Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che il medico Marco, specialista ortopedico, abbia incassato 60.000 euro di compensi in un anno:

    • Reddito imponibile: 60.000 × 78% = 46.800 euro
    • Imposta sostitutiva al 15%: 46.800 × 15% = 7.020 euro
    • Imposta sostitutiva al 5% (se attività nuova, primi 5 anni): 46.800 × 5% = 2.340 euro

    A questa imposta si aggiungono i contributi ENPAM (Quota A + Quota B), che come abbiamo visto sono deducibili. L’aliquota al 5% si applica per le nuove attività nei primi cinque anni, a condizione che il medico non abbia esercitato la stessa attività libero-professionale nei tre anni precedenti.

    Per accedere al regime forfettario occorre rispettare il limite di ricavi di 85.000 euro annui. Chi supera questa soglia esce dal regime dall’anno successivo (o immediatamente se supera i 100.000 euro). Un altro requisito importante: il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non deve superare i 35.000 euro (soglia elevata dalla Legge di Bilancio 2025).

    Per approfondire tutti i requisiti e i limiti, puoi leggere la nostra guida completa al regime forfettario 2026.

    Medico Dipendente con Partita IVA Forfettaria: Si Può?

    Molti medici si chiedono se possono aprire la partita IVA in regime forfettario pur lavorando come dipendenti del SSN (Servizio Sanitario Nazionale). La risposta è sì, ma con attenzione. Il regime forfettario è compatibile con il lavoro dipendente a patto che il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non superi i 35.000 euro. Per un medico dipendente del SSN a tempo pieno, questo limite viene quasi sempre superato.

    In questo caso, il medico dipendente che vuole esercitare anche la libera professione (guardie mediche private, visite a pagamento, consulenze) deve aprire la partita IVA in regime ordinario. All’ENPAM potrà chiedere di versare la Quota B con l’aliquota dimezzata del 9,75% (invece del 19,5%), proprio perché ha già una copertura previdenziale tramite la dipendenza; sui redditi da attività intramoenia si applica invece il 2%.

    Se invece sei un medico precario, un tirocinante o hai un contratto part-time con reddito sotto i 35.000 euro, il forfettario potrebbe essere la scelta giusta. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a fare il calcolo di convenienza preciso per la tua situazione specifica.

    Sistema TS (Tessera Sanitaria): Obbligo, Esclusione e Fatturazione

    Il Sistema TS (Tessera Sanitaria) è il sistema telematico gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che permette ai professionisti sanitari di trasmettere al Fisco le spese mediche sostenute dai loro pazienti. Queste informazioni vengono usate per la precompilazione del modello 730.

    Per i medici liberi professionisti, il Sistema TS crea una situazione particolare e spesso fonte di confusione riguardo alla fatturazione elettronica. Puoi approfondire la gestione del sistema con la nostra guida al software di fatturazione elettronica per sanitari e Sistema TS.

    L’Obbligo di Invio Dati al Sistema TS

    I medici e tutti i professionisti sanitari che emettono ricevute o fatture per prestazioni sanitarie a persone fisiche sono obbligati a trasmettere i dati delle spese al Sistema TS entro il mese successivo all’incasso. La trasmissione avviene tramite il portale del Sistema TS con le credenziali ottenute al momento dell’abilitazione.

    I dati trasmessi comprendono: codice fiscale del paziente, data della prestazione, importo pagato e tipo di prestazione. Questo sistema è stato introdotto proprio per alimentare il 730 precompilato e ridurre gli errori nella detraibilità delle spese mediche.

    Un dettaglio pratico rilevante: il Sistema TS va usato per le prestazioni verso persone fisiche (pazienti privati). Non si applica alle prestazioni verso enti, ASL, ospedali o aziende.

    Fatturazione Elettronica per Medici: L’Eccezione TS

    Qui sta il punto più delicato per i medici. A differenza degli altri professionisti, i medici hanno una esenzione dall’obbligo di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie verso persone fisiche che hanno esercitato il diritto di opposizione alla trasmissione dei dati al Sistema TS.

    In pratica, quando un paziente si oppone alla trasmissione delle sue spese sanitarie al Fisco (un diritto garantito dalla normativa sulla privacy), il medico non invia i dati al Sistema TS e non emette fattura elettronica tramite SDI per quella prestazione (ma una ricevuta o fattura cartacea).

    Per le prestazioni verso pazienti che non si oppongono, invece, vige l’obbligo di trasmissione al Sistema TS (che sostituisce di fatto l’obbligo di fattura elettronica verso privati). Per le prestazioni verso soggetti IVA (es. aziende, studi associati), vale invece la regola ordinaria della fattura elettronica tramite SDI.

    Adempimenti per Aprire la Partita IVA da Medico

    Aprire la partita IVA medico nel 2026 richiede una serie di adempimenti che vanno completati in un ordine preciso. Non basta la sola apertura della partita IVA all’Agenzia delle Entrate: ci sono iscrizioni ad enti, ordini e registri che vanno fatte in parallelo. Ecco il percorso completo.

    Il primo passo è ovviamente la laurea in Medicina e Chirurgia e il superamento dell’esame di Stato. Questi sono requisiti abilitanti senza cui non è possibile esercitare la professione. Una volta ottenuta l’abilitazione, si procede con questi passaggi:

    • Iscrizione all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (OMCeO) della provincia in cui si intende esercitare. L’iscrizione all’Ordine è obbligatoria per legge per chiunque voglia esercitare la professione medica.
    • Apertura della partita IVA all’Agenzia delle Entrate, con la scelta del codice ATECO corretto (86.21.00 per la medicina generale, 86.22.02 per gli specialisti indipendenti) e del regime fiscale.
    • Iscrizione all’ENPAM, che avviene automaticamente tramite comunicazione dell’Ordine dei Medici. Tuttavia, è utile verificare l’avvenuta iscrizione e attivarsi per ricevere i bollettini della Quota A.
    • Abilitazione al Sistema TS sul portale del MEF, per poter trasmettere i dati delle spese sanitarie dei pazienti.
    • Comunicazione all’ASL di riferimento per l’apertura dello studio medico (se si apre un ambulatorio), con eventuali adempimenti SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) comunali per la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA).

    Se lo studio medico richiede apparecchiature particolari (es. RX, ecografi), potrebbero essere necessarie ulteriori autorizzazioni sanitarie regionali. Il percorso burocratico è complesso: il CAF Centro Fiscale di Udine ti guida in tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

    Spese Deducibili per il Medico con Partita IVA

    La gestione fiscale delle spese è uno degli aspetti più rilevanti per la convenienza economica della partita IVA medico. In regime ordinario, il medico può dedurre le spese effettivamente sostenute per l’attività professionale; in regime forfettario, invece, le spese sono forfettizzate tramite il coefficiente del 78% (e quindi non si deducono le spese analiticamente, ma si beneficia della forfettizzazione).

    Per chi è in regime ordinario, le principali categorie di spese deducibili sono:

    • Affitto dello studio medico o quota dell’immobile di proprietà adibita a studio (calcolata pro quota)
    • Attrezzature mediche e strumentazione: fonendoscopio, elettrocardiografo, ecografo, tavolo operatorio, lampade, autoclavi per sterilizzazione. Le attrezzature con valore superiore a 516,46 euro si ammortizzano in più anni.
    • Materiale di consumo: guanti, mascherine, siringhe, materiale da medicazione
    • Software gestionale e Sistema TS: abbonamenti a software per la gestione dello studio, la fatturazione elettronica e l’invio dati al Sistema TS
    • Spese di aggiornamento professionale: corsi ECM (Educazione Continua in Medicina), congressi, abbonamenti a riviste scientifiche
    • Assicurazione professionale RC Medici: obbligatoria per legge, integralmente deducibile
    • Compensi a collaboratori: segretaria, infermiere, receptionist (nei limiti previsti)

    Un capitolo a parte meritano i contributi ENPAM: Quota A e Quota B sono deducibili dal reddito complessivo nella dichiarazione dei redditi, indipendentemente dal regime fiscale. Questo vale anche per i forfettari, che pur non deducendo le spese analitiche possono dedurre i contributi previdenziali obbligatori. Anche il conto corrente dedicato all’attività professionale è consigliato per separare le spese personali da quelle professionali: puoi confrontare le opzioni nella nostra guida ai conti business per medici e sanitari 2026.

    Convenienza del Regime Forfettario per i Medici nel 2026

    Il regime forfettario conviene davvero a un medico? La risposta dipende dalla situazione specifica, ma in molti casi la risposta è sì, soprattutto nelle fasi iniziali della carriera libero-professionale. Vediamo perché.

    Con il forfettario al 15% (o al 5% per i primi cinque anni di nuova attività), il medico paga le imposte solo sul 78% dei compensi. Nel regime IRPEF ordinario, invece, ogni euro di reddito professionale è soggetto agli scaglioni IRPEF (23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro), più le addizionali regionali e comunali.

    Quando il Forfettario Non Conviene per i Medici

    Il regime forfettario ha dei limiti che possono renderlo meno conveniente in alcuni casi specifici:

    • Spese reali molto alte: se il medico ha spese effettive superiori al 22% forfettizzato (attrezzature costose, affitto di studio in zona centrale, personale), nel regime ordinario potrebbe dedurre di più e pagare meno imposte.
    • Ricavi vicini o superiori a 85.000 euro: avvicinarsi al limite comporta il rischio di uscire dal regime. Con ricavi tra 80.000 e 85.000 euro, meglio pianificare con attenzione.
    • Medici dipendenti SSN con reddito da lavoro sopra 35.000 euro: come già detto, in questo caso il forfettario non è accessibile.
    • Perdite nei primi anni: il forfettario non permette di portare avanti le perdite dei primi anni come nel regime ordinario.

    In ogni caso, la valutazione di convenienza va fatta sulla base dei numeri reali del singolo medico. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre una consulenza personalizzata per aiutarti a scegliere il regime fiscale più vantaggioso per la tua situazione. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Leggi anche la nostra guida completa al regime forfettario 2026 per un confronto dettagliato.

    Domande Frequenti sulla Partita IVA Medico

    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


    Apri la Partita IVA da Medico con il CAF Centro Fiscale

    Hai bisogno di assistenza per aprire o gestire la partita IVA da medico nel 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione con un team specializzato nella fiscalità dei professionisti sanitari. Il servizio è disponibile sia in ufficio presso Viale Giuseppe Tullio 13 a Udine, sia online in tutta Italia.

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      Agosto 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-25 10:44:002026-09-27 19:11:13Aprire Partita IVA Medico 2026: ATECO 86.21.00, ENPAM Quota A/B e Sistema TS

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