NOTIZIEForfettario a 100mila euro e IVA dagli 85mila: cosa valuta il Governo per la Manovra 2027Il forfettario a 100mila euro non è una regola: è un’ipotesi emersa nel dibattito sulla Manovra 2027. Al 21 ottobre 2026 il disegno di legge di bilancio non risulta ancora presentato alle Camere e oggi il tetto dei ricavi del regime forfettario resta fissato a 85.000 euro. L’idea in discussione prevede di restare nel forfettario fino a 100.000 euro, applicando però l’IVA sulle operazioni oltre gli 85.000 euro.Indice dei contenutiCosa sta valutando il Governo sul forfettario a 100mila euro?Il disegno di legge di bilancio 2027 è già stato approvato?Quali regole valgono oggi per il regime forfettario?Perché l’IVA scatterebbe dagli 85mila euro? Il vincolo europeoCosa cambierebbe se l’ipotesi diventasse legge?Domande frequenti sul forfettario a 100mila euroFontiIn sintesiIpotesi, non norma: il tetto a 100.000 euro per il forfettario è allo studio per la Manovra 2027, senza alcun testo approvato.Disegno di legge di bilancio: alla data del 21 ottobre 2026 non risulta ancora presentato al Parlamento; secondo le ricostruzioni di stampa l’esame in Consiglio dei ministri è slittato a fine ottobre, data non ancora ufficiale.Regole vigenti: soglia ricavi 85.000 euro, uscita immediata oltre 100.000 euro, imposta sostitutiva al 15% (5% per le nuove attività).Vincolo UE: la direttiva (UE) 2020/285 fissa a 85.000 euro il massimo della franchigia IVA; per questo l’ipotesi prevede l’IVA tra 85.000 e 100.000 euro.Cosa sta valutando il Governo sul forfettario a 100mila euro?Nelle ultime settimane si è parlato dell’innalzamento del tetto del forfettario da 85.000 a 100.000 euro tra le possibili misure della legge di bilancio per il 2027. Le notizie diffuse dalla stampa descrivono uno schema in due livelli: fino a 85.000 euro di ricavi nulla cambierebbe, mentre tra 85.000 e 100.000 euro il contribuente resterebbe nel regime forfettario ma dovrebbe applicare l’IVA.Un passaggio ufficiale, però, c’è e riguarda la soglia di oggi: il 21 ottobre 2026 il Dipartimento delle Finanze del MEF ha aperto una consultazione pubblica sull’innalzamento a 85.000 euro della soglia dei ricavi per accedere al forfettario, disposto dalla legge di bilancio 2023 (legge 197/2022). La consultazione resta aperta fino al 18 novembre 2026: è una verifica dell’impatto della regolamentazione (VIR), cioè un questionario per valutare gli effetti della soglia in vigore, non una proposta di portarla a 100.000 euro.Si tratta, ripetiamo, di indiscrezioni e ipotesi di lavoro: non esiste a oggi un articolo di legge, una bozza ufficiale o un comunicato del Ministero dell’Economia che fissi importi, decorrenza o modalità. Per il quadro generale del confronto politico sulla manovra puoi leggere anche l’articolo su flat tax, pensioni, giovani e forfettari nella Manovra 2027. Il disegno di legge di bilancio 2027 è già stato approvato?No, il disegno di legge di bilancio 2027 non risulta ancora approvato alla data del 21 ottobre 2026. Il passaggio ufficiale già compiuto è il Documento programmatico di bilancio (DPB), approvato dal Consiglio dei ministri del 13 ottobre 2026, cioè il documento che il Governo invia alle istituzioni europee per indicare i grandi saldi della manovra. Il DPB non contiene il testo delle norme fiscali e non conferma, da solo, alcuna modifica al forfettario.Il disegno di legge di bilancio è il testo con le norme vere e proprie: viene approvato dal Consiglio dei ministri e poi trasmesso alle Camere, dove può essere modificato. Secondo le ricostruzioni di stampa, l’esame del disegno di legge in Consiglio dei ministri, inizialmente atteso intorno al 20 ottobre, è slittato più volte ed è ora ipotizzato per fine ottobre, con successiva trasmissione alle Camere: sono informazioni non ufficiali, da confermare con i comunicati del Governo. Le tappe già note sono riassunte nell’approfondimento sulle tappe della Manovra 2027 e le misure sul tavolo. Quali regole valgono oggi per il regime forfettario?Finché non arriva una nuova legge, il regime forfettario resta disciplinato dall’articolo 1, commi 54-89, della legge 190/2014. Le regole oggi in vigore, valide anche per il 2026, sono queste:Soglia di ricavi o compensi: 85.000 euro annui. Se la superi, esci dal forfettario dall’anno successivo.Uscita immediata: se nell’anno superi i 100.000 euro, il regime cessa subito e l’IVA è dovuta a partire dall’operazione che determina il superamento, senza ricalcolare le operazioni precedenti.Reddito da lavoro dipendente o pensione: non deve superare 35.000 euro nell’anno precedente (limite valido per il 2025 e il 2026).Imposta sostitutiva: 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di una nuova attività che rispetta le condizioni di legge.L’imposta sostitutiva è una tassa unica che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP: invece di più imposte, ne paghi una sola calcolata su una quota forfettaria dei ricavi. Nel regime attuale il forfettario non applica l’IVA in fattura, ed è proprio questo il punto su cui interviene l’ipotesi allo studio. Perché l’IVA scatterebbe dagli 85mila euro? Il vincolo europeoLa ragione è nel diritto europeo. La direttiva 2006/112/CE (la direttiva IVA), come modificata dalla direttiva (UE) 2020/285, consente agli Stati membri di esonerare dall’IVA le piccole imprese, la cosiddetta franchigia IVA, fino a un massimo di 85.000 euro di fatturato annuo. Le nuove regole si applicano dal 1° gennaio 2025.Nel forfettario l’esenzione IVA è collegata al regime fiscale: chi ne fa parte non addebita l’IVA ai clienti. Portare il tetto a 100.000 euro mantenendo l’esenzione IVA contrasterebbe con il limite europeo di 85.000 euro, a meno di una nuova decisione di esecuzione del Consiglio dell’Unione europea che autorizzi una deroga all’Italia. Ad oggi non ne risulta alcuna per una soglia di 100.000 euro: l’ultima deroga ottenuta, la decisione di esecuzione (UE) 2023/664 del Consiglio, copriva la soglia di 85.000 euro per il 2023 e il 2024, prima che dal 2025 la direttiva 2020/285 consentisse quel limite senza autorizzazioni specifiche. Per questo l’ipotesi riportata dalla stampa separa i due piani: regime fiscale agevolato fino a 100.000 euro, ma IVA applicata sulla parte eccedente gli 85.000 euro.Non risulta, alla data odierna, che tale schema sia stato formalizzato in un atto ufficiale: i tempi e l’esito di un eventuale confronto con le istituzioni europee restano quindi incerti. Cosa cambierebbe se l’ipotesi diventasse legge?Va chiarito che quanto segue è un ragionamento teorico, non una descrizione di norme in vigore. Immagina una professionista in forfettario che nel 2027 arrivi a 92.000 euro di ricavi: con le regole di oggi uscirebbe dal regime dal 2028; con l’ipotesi in esame resterebbe nel forfettario, ma sulle fatture oltre la quota di 85.000 euro dovrebbe addebitare l’IVA ai clienti, con i relativi adempimenti.Restano da chiarire molti dettagli: da quale anno varrebbe la novità, come si calcolerebbe il passaggio dei 85.000 euro, quali obblighi di liquidazione e dichiarazione IVA scatterebbero e come verrebbero trattati i contributi. Finché non c’è un testo ufficiale, la scelta prudente è non modificare la pianificazione in base alle indiscrezioni e continuare a monitorare i ricavi rispetto alla soglia di 85.000 euro oggi vigente. Domande frequenti sul forfettario a 100mila euroIl forfettario a 100mila euro è già in vigore?No. Il limite di ricavi del forfettario resta 85.000 euro; il tetto di 100.000 euro è solo un’ipotesi legata alla Manovra 2027.Cosa succede oggi se supero 85.000 euro di ricavi?Resti nel forfettario fino alla fine dell’anno e lo lasci dall’anno successivo. Se invece superi 100.000 euro nel corso dell’anno, esci subito e l’IVA è dovuta dall’operazione che determina il superamento.Perché si parla di IVA dagli 85mila euro?Perché la direttiva (UE) 2020/285 fissa a 85.000 euro il massimo della franchigia IVA nazionale. L’ipotesi tiene quindi separati il tetto del regime fiscale e la soglia dell’IVA.Il limite di 35.000 euro di reddito da lavoro dipendente cambia?Al momento no: per il 2025 e il 2026 il limite è 35.000 euro. Eventuali modifiche per gli anni successivi dipenderebbero dal testo definitivo della manovra.FontiDipartimento delle Finanze (MEF), consultazione pubblica sull’innalzamento a 85.000 euro della soglia dei ricavi per il regime forfetario, dal 21 ottobre al 18 novembre 2026Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario) – NormattivaDirettiva (UE) 2020/285 del Consiglio, del 18 febbraio 2020, che modifica la direttiva 2006/112/CE sul regime speciale per le piccole imprese – EUR-LexDirettiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto – EUR-LexComunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 192 del 13 ottobre 2026 (approvazione del Documento programmatico di bilancio 2027) – Governo.itDecisione di esecuzione (UE) 2023/664 del Consiglio (deroga all’art. 285 della direttiva 2006/112/CE per l’Italia, soglia 85.000 euro, anni 2023-2024) – EUR-LexMinistero dell’Economia e delle Finanze, sito istituzionale (aggiornamenti sulla manovra) – mef.gov.itQuesto articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. Ottobre 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Regime-Forfettario-2026-limiti-e-controlli.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-22 11:00:002026-10-22 09:21:16Forfettario a 100mila euro e IVA dagli 85mila: cosa valuta il Governo per la Manovra 2027