NOTIZIEManovra 2027: le tappe fino al 20 ottobre e le misure sul tavoloLa manovra 2027 entra nella settimana decisiva: il Documento programmatico di bilancio (DPB) va trasmesso a Bruxelles entro il 15 ottobre 2026 e il disegno di legge di bilancio deve arrivare alle Camere entro il 20 ottobre 2026. Sul fronte delle misure, però, finora è deciso poco: il Consiglio dei ministri del 2 ottobre 2026 ha approvato solo il quadro dei conti, non gli interventi per famiglie, pensionati e partite IVA.Il DPB è il documento con cui l’Italia comunica alla Commissione europea le linee della legge di bilancio, cioè la legge che ogni anno fissa entrate, spese e agevolazioni fiscali dell’anno successivo. Ne parliamo ora per fare ordine: cosa è già stato approvato, quali sono le tappe e quali proposte restano ipotesi.In sintesiDeciso: il 2 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato il DPFP; nella stessa seduta il ministro dell’Economia ha illustrato la Relazione al Parlamento sullo scostamento per energia e sicurezza.Tappe: DPB a Bruxelles entro il 15 ottobre 2026, ddl di bilancio alle Camere entro il 20 ottobre 2026.Ipotesi: Irpef per il ceto medio, flat tax su parte del reddito, ecobonus al 65%, interventi sulle pensioni.Attenzione: le misure non sono legge finché il testo non è approvato dal Parlamento, di norma entro fine dicembre.Indice dei contenutiCosa è stato deciso finora sulla manovra 2027?Quali sono le prossime tappe della manovra 2027?Quali misure della manovra 2027 sono solo ipotesi?Cosa cambia per famiglie, pensionati e partite IVA?Domande frequenti sulla manovra 2027FontiCosa è stato deciso finora sulla manovra 2027?L’unico atto ufficiale è quello del 2 ottobre 2026. Come risulta dal Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 191 pubblicato su governo.it, il Governo ha approvato, su proposta del ministro dell’Economia, il Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP). È il documento che fotografa i conti pubblici e prepara la manovra 2027.I numeri principali indicati nel comunicato sono questi: crescita 2026 rivista al rialzo all’1%, deficit al 2,9% del Pil nel 2026 e debito pubblico al 138,1% a fine anno, in lieve salita al 138,5% nel 2027. Il Pil, cioè il valore di tutto ciò che il Paese produce in un anno, dovrebbe crescere dello 0,8% nel 2027.Nella stessa seduta il ministro Giorgetti ha illustrato la Relazione al Parlamento prevista dall’articolo 6 della legge n. 243/2012. È collegata alla richiesta di attivare la clausola nazionale di salvaguardia per le maggiori spese di energia e sicurezza, che il Governo ha presentato alla Commissione europea il 10 settembre 2026: fino a circa 29 miliardi nel biennio 2027-2028, pari a circa lo 0,3% del Pil l’anno per ciascuna delle due clausole. In parole semplici è il cosiddetto scostamento: la possibilità di spendere più di quanto previsto dal percorso concordato con l’Unione europea. Per autorizzarlo serve il voto del Parlamento a maggioranza assoluta. Quali sono le prossime tappe della manovra 2027?Il calendario ordinario della legge di bilancio prevede alcuni passaggi ravvicinati. Il primo è il DPB, da inviare alla Commissione europea e all’Eurogruppo entro il 15 ottobre 2026. Il secondo è la presentazione alle Camere del disegno di legge di bilancio entro il 20 ottobre 2026: solo allora si vedrà il testo con le misure effettive.Entro il 15 ottobre 2026: trasmissione del DPB a Bruxelles.Entro il 20 ottobre 2026: deposito del ddl di bilancio alla Camera o al Senato.Novembre-dicembre 2026: esame in commissione e in Aula, con emendamenti.Entro il 31 dicembre 2026: approvazione definitiva, per evitare l’esercizio provvisorio.Prima di queste scadenze è atteso un nuovo Consiglio dei ministri per dare il via libera al testo. È in quel passaggio che le ipotesi di queste settimane diventeranno proposte scritte, ancora modificabili in Parlamento. Per le scorse puntate puoi leggere anche l’approfondimento sulla manovra 2027 tra giovani e bonus ISEE. Quali misure della manovra 2027 sono solo ipotesi?Nessuna misura per i contribuenti è stata ancora approvata con un atto ufficiale. Le proposte che circolano sono ipotesi di lavoro, spesso legate alle richieste dei diversi partiti di maggioranza, e dipendono dalle risorse disponibili, che nelle stime restano limitate rispetto al numero di interventi proposti.Irpef per il ceto medio: ipotesi di alleggerire l’imposta sui redditi intermedi. Nessuna aliquota o soglia è stata fissata.Flat tax: si ragiona su un’imposta sostitutiva (un’aliquota unica al posto dell’Irpef) su alcune componenti di reddito, per esempio gli aumenti. Per i dettagli sul regime delle partite IVA vedi come passare al regime forfettario nel 2027.Bonus casa ed ecobonus: la base di partenza è il mantenimento delle detrazioni attuali; si valuta un ecobonus al 65% per l’efficienza energetica. Approfondimento: ecobonus 2027 al 65%.Pensioni: si discute di correttivi sulle uscite anticipate e sull’adeguamento all’aspettativa di vita.ISEE e cedolare secca: temi citati nel dibattito, senza una proposta definita.La regola pratica è semplice: finché una misura non compare nel testo del ddl di bilancio è un’ipotesi, e finché il ddl non è approvato definitivamente non è legge. Per ogni voce, quindi, conviene attendere il testo del ddl, atteso entro il 20 ottobre. Cosa cambia per famiglie, pensionati e partite IVA?Per ora, nulla di nuovo è in vigore: restano valide le regole attuali. Le famiglie guardano soprattutto a ISEE e bonus; per chi ristruttura casa vale la lettura di bonus casa 2027 tra proroga del 50% e calo al 36%, che mostra il percorso delle aliquote. I pensionati e i lavoratori vicini all’uscita possono confrontare le regole correnti sulla pensione anticipata a 64 anni.Le partite IVA attendono di capire se la flat tax verrà estesa o modificata e se cambieranno i limiti del forfettario. Anche qui valgono le regole in vigore fino all’approvazione della legge. Noi aggiorneremo il quadro quando il testo del ddl sarà pubblico. Domande frequenti sulla manovra 2027 Cos’è il Documento programmatico di bilancio?È il documento sintetico che l’Italia invia a Bruxelles ogni autunno con le linee della manovra, prima che il testo di legge sia esaminato dal Parlamento. Per la manovra 2027 la scadenza è il 15 ottobre 2026.La manovra 2027 è già legge?No. È stato approvato solo il DPFP il 2 ottobre 2026. Il ddl di bilancio va presentato alle Camere entro il 20 ottobre 2026 e poi approvato dal Parlamento, di norma entro fine dicembre.Il taglio dell’Irpef al ceto medio è confermato?No, è un’ipotesi. Non sono state fissate aliquote, scaglioni o platea, e la disponibilità di risorse è limitata.Cos’è lo scostamento di bilancio?È l’autorizzazione a deviare temporaneamente dal percorso dei conti concordato con l’Unione europea, qui richiesta per maggiori spese di energia e sicurezza. Richiede il voto del Parlamento a maggioranza assoluta.FontiPresidenza del Consiglio dei ministri, Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 191, 2 ottobre 2026 (DPFP e richiesta di scostamento).Ministero dell’Economia e delle Finanze, sezione Documento programmatico di finanza pubblica.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Ottobre 15, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-15 07:00:002026-10-13 21:22:59Manovra 2027: le tappe fino al 20 ottobre e le misure sul tavolo
NOTIZIEBonus casa 2027: scende al 36%, in Manovra si attende la proroga del 50%Il bonus casa 2027, cioè la detrazione per le ristrutturazioni edilizie, secondo la legge oggi vigente scende al 36% per l’abitazione principale e al 30% per gli altri immobili. Una proroga del 50% anche per il 2027 è soltanto un’ipotesi in discussione: al 13 ottobre 2026 non risulta pubblicato un testo ufficiale del disegno di legge di bilancio che la preveda.Il Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP), il documento che apre la strada alla Manovra 2027, è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 2 ottobre 2026. Il Documento programmatico di bilancio (DPB) 2027 dovrà essere inviato alla Commissione europea entro il 15 ottobre 2026. Finché non c’è il testo di legge, ogni percentuale diversa da quelle vigenti resta una previsione.In sintesiSpese sostenute nel 2026: detrazione del 50% per l’abitazione principale e del 36% per gli altri immobili, su un massimo di 96.000 euro.Spese sostenute nel 2027 (legge vigente): 36% per l’abitazione principale e 30% per gli altri immobili, sempre su 96.000 euro.Dal 2028: 30% su un massimo di 48.000 euro.La proroga del 50% per il 2027 è un’ipotesi: non è norma finché non entra nel testo approvato dal Parlamento.Il DPFP è stato approvato il 2 ottobre 2026; il DPB va inviato a Bruxelles entro il 15 ottobre.Indice dei contenutiQuanto vale il bonus casa 2027 con la legge attuale?Cosa significa “proroga del 50%” e perché oggi è solo un’ipotesi?A che punto è la Manovra 2027 al 13 ottobre 2026?Cosa succede se la proroga non arriva?E gli altri bonus casa per il 2027, come l’ecobonus?Domande frequenti sul bonus casa 2027FontiQuanto vale il bonus casa 2027 con la legge attuale? Il bonus casa 2027 è la detrazione IRPEF per le ristrutturazioni edilizie: in pratica una parte della spesa sostenuta per i lavori si recupera come sconto sulle imposte, in dieci rate annuali di pari importo. Le percentuali sono fissate dall’articolo 16-bis del TUIR (il Testo unico delle imposte sui redditi) e dall’articolo 16 del DL 63/2013, come modificati dalla Legge di Bilancio 2026.Secondo la scheda dell’Agenzia delle Entrate, per le spese del 2025 e del 2026 la detrazione è del 50% se i lavori riguardano l’abitazione principale di chi ne è proprietario o titolare di un diritto reale (ad esempio l’usufrutto) e del 36% negli altri casi. Per le spese del 2027 le aliquote scendono al 36% per l’abitazione principale e al 30% per tutti gli altri immobili. In entrambi i casi il tetto di spesa è di 96.000 euro per unità immobiliare. Dal 2028 l’aliquota è del 30% con un tetto di 48.000 euro.Un esempio pratico: per lavori da 40.000 euro pagati nel 2026 sulla prima casa la detrazione è di 20.000 euro (50%), recuperati in dieci anni. La stessa spesa sostenuta nel 2027, con le regole oggi in vigore, darebbe diritto a 14.400 euro (36%).Cosa significa “proroga del 50%” e perché oggi è solo un’ipotesi? Prorogare significa estendere nel tempo una misura che sta per scadere. Nel caso del bonus casa 2027, l’ipotesi in discussione è mantenere anche l’anno prossimo le aliquote del 2026 (50% e 36%) invece di far scattare il calo al 36% e al 30% già previsto dalla legge. Per ottenerlo serve una norma nuova, da inserire nella legge di bilancio.Una legge di bilancio nasce da un disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri, che poi viene discusso e modificato da Camera e Senato e deve essere approvato in via definitiva entro la fine dell’anno. Solo il testo finale, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, crea diritti. Le anticipazioni su una possibile conferma del 50% sono quindi indicazioni politiche, non regole su cui basare oggi un contratto con l’impresa.Lo stesso meccanismo si è già visto per il 2026: l’aliquota del 50% sull’abitazione principale per quell’anno è stata mantenuta con la Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025), approvata alla fine del 2025. Questo precedente non garantisce però l’esito del 2027.A che punto è la Manovra 2027 al 13 ottobre 2026? Il percorso è ancora nella fase preparatoria. Il 2 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato il DPFP, che fissa il quadro dei conti pubblici per il triennio 2027-2029 e include la richiesta di attivare la clausola nazionale di salvaguardia per spese legate a energia e sicurezza. Il comunicato del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) parla di indebitamento netto al 2,8% del PIL nel 2027 (3,4% considerando la clausola di salvaguardia), senza entrare nel dettaglio delle detrazioni edilizie.Il Documento programmatico di bilancio (DPB) 2027 è il documento che l’Italia invia alla Commissione europea entro il 15 ottobre. Alla data del 13 ottobre 2026 non abbiamo trovato su governo.it o mef.gov.it un testo ufficiale del disegno di legge di bilancio 2027 che contenga la proroga del 50%. Per questo motivo ogni indicazione sul contenuto delle misure edilizie va considerata provvisoria.Cosa succede se la proroga non arriva? Se nella Manovra non comparisse alcuna modifica, resterebbero valide le percentuali già scritte nella legge: 36% per l’abitazione principale e 30% per gli altri immobili sulle spese sostenute nel 2027. Il passaggio è automatico e non richiede alcun nuovo provvedimento.Conta il momento del pagamento, non la data di inizio dei lavori: per i privati vale il principio di cassa, cioè la detrazione si calcola in base all’anno in cui la spesa viene effettivamente pagata con bonifico. Una fattura saldata entro il 31 dicembre 2026 rientra nelle aliquote 2026; il pagamento di gennaio 2027 segue le regole del 2027. Chi ha lavori in corso può quindi valutare con il proprio tecnico e il proprio consulente come distribuire i pagamenti, tenendo conto degli stati di avanzamento.Un aspetto da non dimenticare riguarda le rate: la detrazione si recupera in dieci quote annuali e la dimenticanza della prima rata in dichiarazione ha regole di recupero specifiche.E gli altri bonus casa per il 2027, come l’ecobonus? La detrazione per le ristrutturazioni non è l’unica agevolazione sugli immobili. L’ecobonus, dedicato agli interventi di efficienza energetica, segue regole e aliquote proprie: ne abbiamo parlato nella guida all’ecobonus 2027 e all’ipotesi di una detrazione del 65% per l’efficienza energetica. Anche per queste misure valgono le stesse cautele: le novità diventano certe solo con il testo definitivo della legge di bilancio.Chi ha già sostenuto spese nel 2026 deve inoltre conservare con cura bonifici e fatture, perché serviranno per la dichiarazione dei redditi. A questo proposito è utile consultare la checklist del 31 dicembre per il 730 del 2027, che elenca i pagamenti e i documenti da sistemare entro fine anno.Domande frequenti sul bonus casa 2027Nel 2027 il bonus casa sarà al 50%?Con la legge vigente no: per le spese del 2027 le aliquote sono 36% (abitazione principale) e 30% (altri immobili). Il 50% potrebbe tornare solo se la Legge di Bilancio 2027 lo prevederà, ipotesi non ancora confermata da un testo ufficiale.Qual è il tetto di spesa del bonus casa 2027?Per le spese del 2027 il massimale resta di 96.000 euro per unità immobiliare. Dal 2028 scende a 48.000 euro.Conta la data di inizio lavori o quella del pagamento?Per i privati conta la data del pagamento (principio di cassa): l’aliquota applicabile è quella dell’anno in cui il bonifico viene effettuato.Quando sapremo se la proroga ci sarà?Il DPB 2027 va inviato alla Commissione europea entro il 15 ottobre 2026, ma la certezza arriverà solo con l’approvazione definitiva della legge di bilancio da parte del Parlamento, di norma entro fine dicembre.Fonti Agenzia delle Entrate, scheda “Ristrutturazioni edilizie – Che cos’è” (aliquote 2025, 2026, 2027 e dal 2028, massimali): agenziaentrate.gov.itMinistero dell’Economia e delle Finanze, comunicato sul Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP) approvato dal Consiglio dei ministri il 2 ottobre 2026: mef.gov.itLegge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), articolo 1, comma 22: normattiva.itArticolo 16-bis del DPR 917/1986 (TUIR) e articolo 16 del DL 4 giugno 2013, n. 63, come modificati dalla Legge 30 dicembre 2024, n. 207 e dalla Legge n. 199/2025.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Ottobre 14, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-14 13:00:002026-10-13 21:08:30Bonus casa 2027: scende al 36%, in Manovra si attende la proroga del 50%
NOTIZIEEcobonus Detrazione Aliquote 2026: le Novità della Manovra 2027Chi ha lavori di riqualificazione energetica in programma sulla propria casa si chiede quali siano davvero le percentuali di ecobonus detrazione aliquote 2026 ancora in vigore e se convenga aspettare eventuali novità della prossima Legge di Bilancio. Secondo quanto riportato da alcuni approfondimenti di settore che hanno analizzato le prime bozze della manovra, per il 2027 sarebbe allo studio un ulteriore ritocco delle percentuali di detrazione, dopo che quest’anno il governo aveva già scelto di congelare un taglio che era stato previsto in precedenza. Facciamo chiarezza su cosa prevede oggi l’ecobonus, quali sono le aliquote realmente applicabili nel 2026 e quali ipotesi circolano per il 2027.Indice dei contenutiEcobonus: come funziona la detrazione oggiLe aliquote Ecobonus in vigore nel 2026Parti comuni condominiali: come funziona l’aliquotaCosa potrebbe cambiare con la Manovra 2027Cosa conviene fare per chi ha lavori in programmaDomande frequenti sull’ecobonus detrazione aliquote 2026Ecobonus: come funziona la detrazione oggiL’ecobonus è la detrazione fiscale prevista dall’articolo 14 del Decreto Legge 63/2013 per gli interventi che migliorano l’efficienza energetica di un immobile: cappotto termico, sostituzione di infissi e serramenti, installazione di caldaie a condensazione o pompe di calore, schermature solari e impianti di climatizzazione invernale. È un bonus distinto dal cosiddetto bonus ristrutturazioni (articolo 16-bis TUIR), che riguarda invece i lavori edilizi più generici: spesso i due incentivi vengono confusi perché in molti casi condividono le stesse aliquote, ma restano due misure autonome, con requisiti e asseverazioni diverse.In pratica, la detrazione non è un rimborso immediato: l’importo speso, entro i massimali previsti per ciascuna tipologia di intervento, viene recuperato in dieci quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi. Per una guida completa a tutti gli interventi ammessi e ai massimali di spesa, abbiamo dedicato un approfondimento specifico all’ecobonus 2026 e alle relative detrazioni per il risparmio energetico. Le aliquote Ecobonus in vigore nel 2026Per il 2026 le aliquote ecobonus restano invariate rispetto al 2025: la Legge di Bilancio 2026 ha infatti sospeso il taglio che era stato programmato in precedenza, mantenendo per tutto l’anno in corso le percentuali più favorevoli. La regola generale, valida sia per l’ecobonus sia per il bonus ristrutturazioni sulle singole unità immobiliari, prevede due percentuali diverse a seconda dell’immobile su cui si interviene.50% di detrazione per gli interventi sull’abitazione principale, cioè quella in cui il contribuente o i suoi familiari risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente;36% di detrazione per gli interventi su tutti gli altri immobili, comprese le seconde case e gli immobili concessi in locazione o comodato;massimale di spesa e requisiti tecnici che variano in base alla tipologia di intervento (infissi, caldaie, cappotto termico, schermature solari);ripartizione della detrazione in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi.Chi sta valutando un intervento come la sostituzione della caldaia trova un quadro pratico anche nel nostro approfondimento sul bonus casa 2026 per i lavori sulle prime abitazioni, dove sono riepilogate le principali agevolazioni ancora attive quest’anno. Parti comuni condominiali: come funziona l’aliquotaUn capitolo che genera spesso confusione riguarda gli interventi sulle parti comuni condominiali. Fino al 31 dicembre 2024 erano infatti previste aliquote maggiorate specifiche per il condominio, che potevano arrivare al 70% o al 75% (e fino all’80%-85% nelle zone a maggior rischio sismico). Queste percentuali sono però decadute e dal 2025 non sono più in vigore: la Legge di Bilancio 2025 le ha sostituite con un regime unificato, confermato anche per il 2026 dalla proroga disposta con la Legge di Bilancio 2026 e chiarito dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 8/E del 19 giugno 2025.In pratica, oggi anche per i lavori sull’edificio condominiale si applicano le stesse due aliquote previste per le singole unità immobiliari: il 50% per il condomino che possiede l’unità come abitazione principale, in proprietà o in virtù di un diritto reale di godimento, e il 36% per tutti gli altri condomini, proprietari di seconde case o di immobili diversi dall’abitazione principale. Resta invece invariato il massimale di spesa: per gli interventi sull’involucro dell’edificio che interessano più del 25% della superficie disperdente lorda, il tetto complessivo è pari a 40.000 euro per ciascuna unità immobiliare che compone lo stabile. È bene ricordare che si tratta di un limite massimo di spesa su cui calcolare la detrazione, non di una percentuale di detrazione più alta.Il tema si intreccia spesso con quello della cessione dei crediti tra superbonus e sismabonus, un meccanismo che negli ultimi anni ha subito diverse strette normative e che continua a essere osservato con attenzione anche in vista della prossima manovra. Cosa potrebbe cambiare con la Manovra 2027Il nodo principale riguarda proprio il 2027. In base al quadro normativo definito dalla Legge di Bilancio 2026, dal prossimo anno le aliquote per gli interventi sulle singole unità immobiliari dovrebbero scendere al 36% per l’abitazione principale e al 30% per gli altri immobili. Si tratta però di un percorso di riduzione che, come già successo quest’anno, potrebbe essere nuovamente rivisto: nel 2026 il governo ha infatti scelto di congelare un taglio analogo che era stato fissato in precedenza, mantenendo le percentuali più alte.Con la Manovra 2027, la cui discussione parlamentare è attesa nelle ultime settimane del 2026, si parla anche di altre ipotesi ancora allo studio: una possibile revisione dei meccanismi di cessione del credito, una diversa articolazione delle aliquote in base all’ISEE del nucleo familiare o alla tipologia di immobile, e un’eventuale semplificazione delle procedure di asseverazione. Va ribadito che, a oggi, si tratta di proposte e scenari non ancora approvati: il testo definitivo della Legge di Bilancio 2027 emergerà solo con l’approvazione parlamentare, attesa come da prassi entro la fine dell’anno. Cosa conviene fare per chi ha lavori in programmaPer chi ha già lavori di efficientamento energetico in cantiere o in programmazione, la fotografia attuale è chiara: nel 2026 le aliquote ecobonus restano quelle più favorevoli, il 50% per la prima casa e il 36% per gli altri immobili, valide ormai anche per gli interventi condominiali, dove ogni condomino applica la percentuale corrispondente alla propria situazione personale. Le ipotesi di riduzione per il 2027 non sono ancora scritte nero su bianco in via definitiva, ma il precedente di quest’anno insegna che le regole sui bonus edilizi possono cambiare anche a ridosso di fine anno.Chi sta pianificando spese detraibili in dichiarazione dei redditi può fare anche un ragionamento più ampio, verificando quali altre agevolazioni sono in scadenza nel corso dell’anno: un quadro d’insieme è disponibile nel nostro riepilogo sui bonus in scadenza nel 2026 e nella guida alle spese detraibili e deducibili nel modello 730. Domande frequenti sull’ecobonus detrazione aliquote 2026Qual è l’aliquota ecobonus per la prima casa nel 2026?Per gli interventi sull’abitazione principale la detrazione è pari al 50% delle spese sostenute, entro i massimali previsti per ciascun intervento.Qual è l’aliquota per le seconde case?Per gli immobili diversi dall’abitazione principale l’ecobonus scende al 36% delle spese sostenute.Ecobonus e bonus ristrutturazioni sono la stessa cosa?No, sono due misure distinte con norme di riferimento diverse: l’ecobonus riguarda la riqualificazione energetica (art. 14 DL 63/2013), il bonus ristrutturazioni riguarda i lavori edilizi generici (art. 16-bis TUIR). Spesso condividono le stesse aliquote, ma restano bonus autonomi.È vero che dal 2027 le aliquote si abbasseranno?In base al quadro attuale la riduzione al 36%/30% è prevista dal 2027, ma le regole potrebbero essere nuovamente modificate con la prossima Legge di Bilancio, come già accaduto per il 2026.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/11/ecobonus-110-superbonus-110.jpg 720 1280 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-21 19:00:002026-09-16 08:10:33Ecobonus Detrazione Aliquote 2026: le Novità della Manovra 2027
NOTIZIEManovra 2027 giovani: le ipotesi su flat tax al 5% e bonus IseeLa Manovra 2027 comincia a prendere forma, e uno dei temi più discussi riguarda proprio i giovani. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha fatto sapere di voler inserire nella prossima legge di bilancio misure fiscali pensate per chi entra nel mondo del lavoro, puntando in particolare su una flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio riconosciuti ai giovani dalle aziende. Sul fronte dei sostegni alle famiglie, il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha espresso forti perplessità sui bonus legati all’Isee, l’indicatore che misura la situazione economica delle famiglie, ritenendo che finiscano per escludere ceto medio, famiglie numerose e pensionati. Le due posizioni non sono necessariamente in contrasto, ma riflettono priorità diverse e disegnano lo scenario in cui si muoverà il governo nelle prossime settimane di trattativa sulla Manovra 2027 giovani.Indice dei contenutiCosa propone Giorgetti per i giovani nella Manovra 2027La posizione di Salvini sui bonus legati all’IseeLe altre misure allo studio: Irpef, ecobonus e carburantiLe prossime tappe della Manovra 2027Domande frequenti sulla Manovra 2027 e i bonus giovaniCosa propone Giorgetti per i giovani nella Manovra 2027Al centro delle ipotesi allo studio del Ministero dell’Economia c’è una flat tax al 5% da applicare agli aumenti di stipendio riconosciuti dalle aziende ai lavoratori più giovani. Giorgetti ha richiamato il successo di una misura analoga già sperimentata l’anno precedente, dichiarando: “Penso che questo successo possa essere trasferito, con i dovuti accorgimenti, anche sugli eventuali aumenti di stipendio riconosciuti ai giovani”. Si tratterebbe, in sostanza, di un’imposta sostitutiva agevolata che andrebbe a sostituire la tassazione ordinaria sulla quota di retribuzione aggiuntiva, rendendo più conveniente per le imprese premiare i propri dipendenti under 30 (l’età esatta della platea non è ancora stata definita).Non è la prima volta che il governo lavora su una misura di questo tipo: ne avevamo già parlato in un nostro approfondimento dedicato alla flat tax sugli aumenti di stipendio ai giovani, proposta che ora tornerebbe centrale nella prossima legge di bilancio. Accanto a questa misura, Giorgetti avrebbe suggerito anche di realizzare un “inventario delle misure” esistenti, con l’obiettivo di evitare sovrapposizioni e duplicazioni tra i vari sostegni già in vigore per specifiche fasce di reddito. La posizione di Salvini sui bonus legati all’IseeSul fronte dei bonus legati all’Isee, la linea del vicepremier Matteo Salvini è invece critica. Secondo quanto riportato dalla stampa, il leader della Lega avrebbe fatto notare che in Italia esisterebbero circa 50 bonus pubblici diversi, erogati da Comuni, Province, Regioni, INPS e altri enti, che finirebbero spesso nelle stesse mani, senza un reale coordinamento tra le misure. Per questo motivo Salvini chiederebbe non tanto l’abolizione dei bonus, quanto un ampliamento della platea dei beneficiari, in modo da non lasciare fuori chi si trova appena sopra le soglie Isee più basse.Il timore espresso dalla Lega è che, così come sono strutturati oggi, molti bonus legati all’Isee finiscano per escludere il ceto medio, le famiglie numerose e i pensionati, categorie che secondo Salvini resterebbero tagliate fuori dalla stragrande maggioranza dei contributi pubblici. Si tratta, va precisato, di una posizione politica espressa in vista del confronto sulla manovra, non di una decisione già assunta dal governo: i bonus collegati all’Isee restano per ora pienamente in vigore. Per un quadro più ampio sulle misure di sostegno al lavoro allo studio, si può consultare il nostro approfondimento su incentivi lavoro e decontribuzioni nella prossima manovra. Le altre misure allo studio: Irpef, ecobonus e carburantiOltre alla flat tax per i giovani, tra le ipotesi che circolano per la Manovra 2027 ci sarebbe anche l’estensione dell’aliquota Irpef del 33% fino a un reddito di 60mila euro, con l’obiettivo dichiarato di allargare la platea di chi beneficia della riduzione fiscale destinata al ceto medio. Si parla inoltre di un possibile aumento della detrazione per l’efficientamento energetico, che passerebbe al 65% rispetto all’attuale 50% riconosciuto sull’abitazione principale (36% sugli altri immobili), e di un bonus una tantum di 100 euro destinato alle spese per i carburanti, riservato però a chi si trova sotto una determinata soglia Isee.Anche quest’ultima misura, se confermata, sarebbe un bonus legato all’Isee: il confronto sui criteri di accesso ai sostegni è quindi ancora aperto. Tra i temi in discussione per la prossima legge di bilancio rientra anche l’ipotesi di una tassazione agevolata per il lavoro notturno e festivo, altro dossier seguito con attenzione dalle parti sociali.Va sottolineato che, al momento, non sono ancora stati resi noti importi precisi e definitivi per nessuna di queste misure: si tratta di ipotesi e proposte in discussione tra i partiti di maggioranza, che potranno essere modificate, ridimensionate o accantonate nel corso della trattativa sulla manovra. Le prossime tappe della Manovra 2027Come da prassi, il testo della legge di bilancio dovrà essere definito dal governo e presentato alle Camere in autunno, di norma entro il 20 ottobre, per poi essere discusso ed eventualmente approvato entro la fine dell’anno. I tempi e i contenuti definitivi della Manovra 2027, tuttavia, dipenderanno dal confronto ancora in corso tra i ministri economici e gli alleati di governo, a partire proprio dal nodo tra le misure per i giovani volute da Giorgetti e le richieste della Lega sui bonus Isee.Il dibattito sulla manovra si intreccia peraltro con altri dossier caldi, come quello delle pensioni: nei giorni scorsi lo stesso Giorgetti aveva aperto alla proposta della Lega di un pensionamento anticipato a 64 anni, tema che avevamo approfondito nell’articolo dedicato a Giorgetti e l’apertura alla pensione a 64 anni. Anche su questo fronte, come per i bonus legati all’Isee, la parola definitiva spetterà al testo che il governo presenterà nelle prossime settimane. Domande frequenti sulla Manovra 2027 e i bonus giovani Quando sarà approvata la Manovra 2027?Non ci sono ancora date certe. Seguendo la prassi parlamentare, il testo dovrebbe essere presentato entro l’autunno per essere approvato entro fine anno, ma i contenuti definitivi dipendono dal confronto politico ancora in corso tra Giorgetti e gli alleati di governo.I bonus legati all’Isee saranno aboliti?Al momento non risulta alcuna decisione in questo senso. Salvini ha criticato la frammentazione dei bonus Isee e chiesto di allargare la platea dei beneficiari, ma non ne ha proposto l’abolizione. Restano quindi, per ora, pienamente in vigore.Cosa prevede la flat tax sugli aumenti di stipendio per i giovani?Si tratterebbe di un’imposta agevolata al 5% sugli aumenti di stipendio riconosciuti dalle aziende ai lavoratori più giovani, sul modello di una misura già sperimentata l’anno precedente. Platea esatta e requisiti non sono ancora stati definiti.Cosa cambia per il ceto medio nella Manovra 2027?Tra le ipotesi allo studio c’è l’estensione dell’aliquota Irpef del 33% fino a 60mila euro di reddito, oltre a un possibile aumento dell’ecobonus per l’efficientamento energetico dal 50% al 65%. Anche in questo caso si tratta di proposte, non di misure già approvate.Perché Salvini è contrario ai bonus con l’Isee?Secondo la posizione espressa dal leader della Lega, i circa 50 bonus pubblici oggi legati all’Isee sarebbero troppo frammentati e finirebbero per escludere ceto medio, famiglie numerose e pensionati, che restano spesso appena sopra le soglie di accesso.Nelle prossime settimane il confronto tra i ministri economici e gli alleati di governo dovrebbe portare a un testo più definito della Manovra 2027. Aggiorneremo questo articolo non appena saranno resi noti maggiori dettagli ufficiali.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-21 11:00:002026-09-30 08:43:22Manovra 2027 giovani: le ipotesi su flat tax al 5% e bonus Isee
NOTIZIEManovra 2027, flat tax e bonus casa: il Governo punta su ceto medio e giovaniLa Manovra 2027 comincia a prendere forma e, stando alle prime indiscrezioni circolate nelle ultime ore, il Governo starebbe lavorando a un pacchetto di misure pensato per due categorie considerate prioritarie: il ceto medio e i giovani. Tra le ipotesi sul tavolo ci sarebbe una flat tax 2027 su alcune componenti del reddito, insieme a un possibile alleggerimento dell’Irpef per i redditi medio-alti e al ritorno di un ecobonus potenziato per chi ristruttura casa in chiave di efficienza energetica. Il quadro, va detto, resta ancora fluido: le misure sono al vaglio del Governo e potrebbero cambiare nelle prossime settimane, man mano che si avvicina la presentazione ufficiale della legge di bilancio.Indice dei contenutiCosa prevede la Manovra 2027: le prime linee guida del GovernoCeto medio: la possibile sforbiciata all’IrpefLe misure per i giovani: flat tax sugli aumenti di stipendio e affitti più leggeriEcoedilizia: verso il ritorno dell’ecobonus potenziato al 65%Tempistiche e iter parlamentare della Manovra 2027Domande frequenti sulla Manovra 2027 e la flat taxCosa prevede la Manovra 2027: le prime linee guida del GovernoSecondo le prime indicazioni circolate, la Manovra 2027 dovrebbe muoversi lungo alcune direttrici principali: un intervento sull’Irpef per alleggerire la pressione fiscale sul ceto medio, una flat tax agevolata dedicata ai giovani lavoratori, e il rilancio delle detrazioni per la casa attraverso un ecobonus rinnovato. A queste misure si affiancherebbero interventi minori, come un possibile bonus una tantum legato al caro carburanti per le famiglie sotto una certa soglia ISEE.Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenendo pubblicamente nei giorni scorsi, ha confermato che il confronto tra i partiti di maggioranza è ancora in corso e che le risorse a disposizione restano limitate. Questo significa che non tutte le misure allo studio troveranno necessariamente spazio nel testo definitivo: molto dipenderà dalla copertura finanziaria che si riuscirà a trovare nelle prossime settimane. Ceto medio: la possibile sforbiciata all’IrpefUna delle ipotesi più discusse riguarda una revisione degli scaglioni Irpef per alleggerire il carico fiscale su quello che viene definito il ceto medio, ovvero i redditi collocati tra i 50.000 e i 60.000 euro annui. L’idea, ancora in fase di valutazione, sarebbe quella di estendere l’aliquota intermedia del 33% anche a questa fascia di reddito, che oggi sconta l’aliquota più alta del 43%. Un intervento di questo tipo avrebbe un costo stimato di diversi miliardi di euro e per questo motivo non è ancora certo che venga confermato nella versione definitiva della manovra.Va precisato che si tratta, al momento, di un’ipotesi allo studio e non di una misura già approvata: i numeri definitivi (soglie di reddito, aliquote, decorrenza) potranno essere confermati soltanto con la pubblicazione del testo ufficiale della legge di bilancio, atteso nelle prossime settimane. Chi ha un reddito in questa fascia farà bene a monitorare gli sviluppi, perché un’eventuale riduzione dell’aliquota si tradurrebbe in un risparmio concreto in busta paga o nella dichiarazione dei redditi. Le misure per i giovani: flat tax sugli aumenti di stipendio e affitti più leggeriIl secondo grande capitolo della Manovra 2027 riguarda i giovani lavoratori. Tra le proposte più discusse c’è quella di una flat tax agevolata, indicativamente al 5%, da applicare non allo stipendio nel suo complesso ma alla sola quota di aumento riconosciuta dal datore di lavoro. In pratica, se un’azienda decide di alzare la retribuzione di un giovane dipendente, quella parte aggiuntiva verrebbe tassata con un’aliquota molto più bassa rispetto all’ordinaria Irpef, incentivando così le imprese a riconoscere incrementi salariali più consistenti a chi è all’inizio della carriera.Chi vuole approfondire il funzionamento di questa misura può leggere il nostro articolo dedicato alla flat tax sugli aumenti di stipendio ai giovani, che spiega più nel dettaglio la proposta e le fasce di età potenzialmente coinvolte.Sul fronte casa, per i giovani che cercano un alloggio in affitto (le ipotesi circolate parlano di under 35 oppure di under 36: la soglia anagrafica non è ancora definita) starebbe circolando anche l’ipotesi di dimezzare l’Iva sugli affitti, portandola dal 10% al 5%. Attenzione però al perimetro della misura: riguarderebbe soltanto le locazioni abitative soggette a Iva, cioè quelle stipulate con imprese costruttrici, fondi immobiliari e società di gestione del risparmio. La maggior parte degli affitti tra privati è invece esente da Iva (art. 10 c. 1 n. 8 DPR 633/1972, con eventuale cedolare secca) e resterebbe quindi fuori dall’agevolazione. Se confermata, la misura andrebbe ad affiancarsi ad altri strumenti già esistenti per agevolare l’accesso alla prima casa in locazione da parte delle nuove generazioni.Nel filone delle misure legate alla flat tax rientra anche il tema, già trattato in altri nostri approfondimenti, della detassazione della tredicesima 2027 e della possibile flat tax al 15% sulla tredicesima, misure distinte da quelle rivolte specificamente ai giovani ma che si inseriscono nello stesso disegno complessivo di riduzione del carico fiscale sul lavoro. Ecoedilizia: verso il ritorno dell’ecobonus potenziato al 65%Il terzo pilastro della manovra riguarda l’edilizia sostenibile. Secondo le indiscrezioni raccolte da diverse testate economiche, il Governo starebbe valutando di riportare la detrazione per gli interventi di efficientamento energetico al 65% sulla prima casa, mantenendo un’aliquota più contenuta, intorno al 36%, per le abitazioni diverse dalla prima casa. Un innalzamento che, se confermato, rappresenterebbe un vero e proprio potenziamento rispetto alle percentuali attualmente in vigore, e non una semplice proroga delle detrazioni esistenti.Tra gli interventi che potrebbero rientrare nel nuovo ecobonus figurano la sostituzione di infissi e serramenti, l’installazione di pompe di calore e sistemi ibridi, i pannelli solari termici, le schermature solari e gli interventi di isolamento termico dell’edificio. Si tratta, ricordiamo, di lavori che oggi rientrano già in parte nelle agevolazioni fiscali per la casa, ma che con la nuova manovra potrebbero beneficiare di una percentuale di detrazione più alta.Anche in questo caso è bene mantenere prudenza: fino alla pubblicazione del testo ufficiale, percentuali, massimali di spesa e requisiti di accesso restano ipotesi allo studio e potrebbero subire modifiche nel corso dell’iter parlamentare. Tempistiche e iter parlamentare della Manovra 2027Come ogni anno, la legge di bilancio dovrà seguire un percorso definito: prima l’approvazione in Consiglio dei Ministri, poi l’invio alle Camere per la discussione e le eventuali modifiche, fino all’approvazione definitiva entro la fine dell’anno. Il confronto tra i partiti della maggioranza sulle coperture finanziarie è ancora in corso, e proprio da questo dipenderà quali delle misure oggi allo studio troveranno davvero spazio nel testo finale della Manovra 2027.Nelle prossime settimane sono attesi ulteriori dettagli su aliquote, soglie di reddito e requisiti di accesso alle diverse misure. Continueremo a seguire gli sviluppi della manovra per fornire aggiornamenti puntuali su flat tax, Irpef e agevolazioni per la casa. Domande frequenti sulla Manovra 2027 e la flat taxQuando entrerà in vigore la Manovra 2027?Come da prassi, la legge di bilancio dovrebbe essere approvata definitivamente entro la fine dell’anno, con le misure in vigore dal 1° gennaio 2027, salvo modifiche in corso di approvazione parlamentare.Che cos’è la flat tax sugli aumenti di stipendio per i giovani?È una proposta allo studio del Governo che prevede una tassazione agevolata, indicativamente al 5%, non sull’intero stipendio ma solo sulla quota di aumento riconosciuta ai giovani lavoratori dalle aziende.La riduzione Irpef per il ceto medio riguarda tutti i redditi?No, l’ipotesi allo studio riguarda in particolare la fascia di reddito tra 50.000 e 60.000 euro annui, che potrebbe passare dall’aliquota del 43% a quella intermedia del 33%, ma la misura non è ancora confermata.L’ecobonus al 65% sarà valido per tutte le case?Secondo le indiscrezioni circolate, la percentuale più alta del 65% dovrebbe applicarsi alla prima casa, mentre per le altre abitazioni potrebbe restare un’aliquota più bassa, intorno al 36%. Anche questi dettagli dovranno essere confermati dal testo ufficiale.Ci sono altre misure previste per i giovani nella Manovra 2027?Tra le ipotesi allo studio figura anche una riduzione dell’Iva sugli affitti ai giovani (under 35 o under 36 a seconda delle ipotesi circolate), che potrebbe scendere dal 10% al 5%. La misura riguarderebbe però solo le locazioni soggette a Iva, cioè quelle stipulate con imprese costruttrici, fondi immobiliari e società di gestione: gli affitti tra privati, esenti da Iva, ne resterebbero esclusi.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/01/legge-di-bilancio-2025.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-20 14:00:002026-09-30 08:45:11Manovra 2027, flat tax e bonus casa: il Governo punta su ceto medio e giovani
NOTIZIEManovra 2027: Giorgetti fa il punto su flat tax, pensioni, giovani e forfettariLa Manovra 2027 comincia a prendere forma, almeno nelle intenzioni. Il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha fatto il punto sui principali dossier ancora aperti: dalla possibile estensione della flat tax incrementale alle novità sulle pensioni, passando per le misure dedicate ai giovani e agli interventi che potrebbero riguardare le partite IVA in regime forfettario. Si tratta, va detto subito, di ipotesi e linee di indirizzo: la Manovra 2027 non è ancora stata approvata e molti dettagli dipenderanno dalle risorse effettivamente disponibili e dal confronto con Bruxelles.Vediamo quindi cosa filtra finora dalle dichiarazioni del Ministro e quali sono i temi più caldi in vista della prossima legge di bilancio.Indice dei contenutiFlat tax nella Manovra 2027: la soglia del regime forfettario potrebbe salireFlat tax incrementale per i giovani: la proposta di GiorgettiPensioni nella Manovra 2027: si valuta la flessibilità a 64 anniRegime forfettario e partite IVA: cosa potrebbe cambiare nel 2027Le prossime tappe della Manovra 2027Domande frequenti sulla Manovra 2027Flat tax nella Manovra 2027: la soglia del regime forfettario potrebbe salireUno dei punti più discussi della Manovra 2027 riguarda proprio il regime forfettario. Attualmente l’imposta sostitutiva agevolata si applica ai lavoratori autonomi con ricavi o compensi fino a 85.000 euro annui. Secondo quanto emerso dalle prime dichiarazioni, la Lega spingerebbe per portare questa soglia fino a 100.000 euro, un innalzamento che permetterebbe a una platea più ampia di professionisti e piccole partite IVA di restare nel regime agevolato.Giorgetti, pur confermando l’attenzione del Governo sul tema, ha usato toni prudenti: l’innalzamento della soglia non dipende solo dalla volontà politica interna, ma richiede anche una negoziazione con l’Unione Europea: la direttiva UE 2020/285 sul regime di franchigia IVA per le piccole imprese fissa infatti in 85.000 euro il tetto massimo della soglia applicabile dagli Stati membri. Lo stesso Giorgetti ha parlato di un limite europeo «con cui bisogna negoziare». In pratica, per ora si tratta di un’ipotesi allo studio, non di una misura già scritta. Chi opera in regime forfettario farebbe bene comunque a monitorare gli sviluppi, perché un eventuale cambio della soglia potrebbe incidere sulle scelte di fatturazione degli ultimi mesi dell’anno. Per un quadro più ampio sulle novità che potrebbero coinvolgere le partite IVA, può essere utile consultare il nostro approfondimento su regime forfettario a rischio nel 2027. Flat tax incrementale per i giovani: la proposta di GiorgettiUn secondo filone della Manovra 2027 riguarda i lavoratori più giovani. L’obiettivo dichiarato dal Ministro è quello di contrastare la cosiddetta fuga dei cervelli, offrendo un vantaggio fiscale a chi, terminati gli studi, decide di iniziare a lavorare in Italia invece di trasferirsi all’estero. Si parla in particolare di una flat tax incrementale, cioè un’imposta sostitutiva applicata solo sulla parte di reddito che cresce rispetto agli anni precedenti: in pratica, sulla parte di stipendio in più rispetto al passato si applicherebbe un’aliquota agevolata, più bassa di quella IRPEF ordinaria.Giorgetti ha spiegato che serve una proposta di vantaggio fiscale coerente con la disponibilità dei datori di lavoro, segno che la misura non riguarderà solo il cuneo fiscale a carico del lavoratore, ma dovrà trovare un equilibrio anche con il costo per le imprese. Anche in questo caso non ci sono ancora cifre definitive: si parla di ipotesi allo studio, che potrebbero essere affinate nelle prossime settimane con l’avvicinarsi della presentazione ufficiale della Manovra 2027.Il tema della flat tax applicata ai redditi da lavoro dipendente si intreccia peraltro con altre misure già allo studio per il 2027, come la flat tax sulla tredicesima e la detassazione della tredicesima in busta paga, entrambe pensate per alleggerire il carico fiscale sui lavoratori dipendenti. Pensioni nella Manovra 2027: si valuta la flessibilità a 64 anniSul fronte previdenziale, la Manovra 2027 dovrà affrontare il nodo delle uscite anticipate. Tra le ipotesi circolate c’è quella di una maggiore flessibilità pensionistica intorno ai 64 anni, l’età prevista oggi per l’uscita anticipata di chi rientra interamente nel sistema contributivo (con almeno 20 anni di contributi e una pensione di importo minimo). Va ricordato che Quota 103 (62 anni di età e 41 di contributi) non è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2026 e resta utilizzabile solo da chi aveva già maturato i requisiti entro le scadenze previste: il dibattito si è quindi spostato su nuove formule, come l’ipotesi di Quota 41 sostenuta dalla Lega. Al momento non ci sono conferme definitive su quale formula verrà scelta: si valuta un intervento organico che tenga conto sia della sostenibilità dei conti INPS sia delle richieste delle parti sociali.Accanto alle misure per chi è più vicino alla pensione, il Governo starebbe riflettendo anche su strumenti dedicati ai giovani lavoratori, come una possibile pensione di garanzia pensata per chi ha carriere discontinue o con basse contribuzioni nei primi anni di lavoro. Anche qui, però, si tratta per ora di riflessioni preliminari più che di misure già definite nei dettagli tecnici.Chi si avvicina alla pensione e vuole valutare in anticipo le diverse opzioni disponibili può comunque farsi un’idea più ampia leggendo l’articolo dedicato alla tassazione del lavoro notturno e festivo nella Manovra 2027, un’altra misura che potrebbe incidere sul reddito degli ultimi anni di attività lavorativa. Regime forfettario e partite IVA: cosa potrebbe cambiare nel 2027Oltre all’ipotesi di innalzamento della soglia, la Manovra 2027 potrebbe intervenire anche su altri aspetti del regime forfettario, come i requisiti di accesso o le cause di decadenza. Al momento non risultano indicazioni ufficiali su modifiche a questi meccanismi, ma il tema resta sul tavolo insieme alla discussione sulla soglia dei ricavi.Per i lavoratori autonomi, capire in anticipo come potrebbero evolvere le regole del regime forfettario è importante per pianificare l’attività dell’anno successivo, valutare eventuali investimenti o decidere come distribuire la fatturazione tra fine 2026 e inizio 2027. Anche le famiglie con partita IVA, spesso, incrociano queste valutazioni con altre misure della manovra, come quelle su bonus mamme, premi e fringe benefit previste nel medesimo pacchetto di interventi. Le prossime tappe della Manovra 2027Come da prassi, la Manovra 2027 dovrà seguire un iter che prevede la presentazione del disegno di legge di bilancio, il passaggio parlamentare con eventuali emendamenti e l’approvazione definitiva entro la fine dell’anno. In questa fase, quindi, le dichiarazioni del Ministro Giorgetti vanno lette come linee di indirizzo, non come misure già scritte nero su bianco.Confronto con le forze di maggioranza sulla copertura finanziaria delle misureVerifica della compatibilità con i vincoli europei, in particolare per interventi come l’innalzamento della soglia del regime forfettarioDefinizione tecnica delle misure su pensioni e flat tax per i giovaniPresentazione del testo definitivo e discussione parlamentareNelle prossime settimane sono attesi ulteriori dettagli, man mano che il confronto tra le forze politiche entrerà nel vivo. Fino ad allora, resta consigliabile seguire con attenzione gli aggiornamenti ufficiali prima di prendere decisioni fiscali basate su misure ancora in fase di valutazione. Domande frequenti sulla Manovra 2027La soglia del regime forfettario salirà davvero a 100.000 euro nel 2027?Al momento è solo un’ipotesi sostenuta da una parte della maggioranza. Servirà un confronto con l’Unione Europea e la misura dovrà trovare copertura nella Manovra 2027 definitiva.Cos’è la flat tax incrementale per i giovani?È un’imposta agevolata pensata per applicarsi solo sulla quota di reddito che cresce rispetto agli anni precedenti, con l’obiettivo di incentivare i giovani a restare o tornare a lavorare in Italia.Ci sarà una proroga di Quota 103 nella Manovra 2027?Quota 103 (62 anni di età e 41 di contributi) non è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2026 e al momento non ci sono conferme ufficiali su un suo ritorno. Il confronto verte piuttosto su un intervento più ampio di flessibilità in uscita, con attenzione all’uscita a 64 anni e all’ipotesi di Quota 41.Quando sarà approvata definitivamente la Manovra 2027?Seguendo la prassi degli anni precedenti, l’approvazione definitiva è attesa entro la fine del 2026, dopo il passaggio parlamentare e gli eventuali emendamenti.Chi ha una partita IVA in regime forfettario deve fare qualcosa già ora?Per ora non sono richiesti adempimenti particolari: le misure sono ancora allo studio. È comunque utile monitorare gli sviluppi della Manovra 2027 prima di prendere decisioni sulla fatturazione di fine anno.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 16, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-16 11:00:002026-09-10 15:55:20Manovra 2027: Giorgetti fa il punto su flat tax, pensioni, giovani e forfettari
NOTIZIEFlat tax sugli aumenti di stipendio ai giovani: la proposta di GiorgettiNegli ultimi giorni si parla molto di una possibile flat tax aumento stipendio giovani, un’idea lanciata dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nell’ambito dei lavori per la manovra 2027. Va detto subito, con la massima chiarezza, che si tratta di una proposta politica ancora in fase di discussione, non di una norma già approvata né tantomeno in vigore. Manca infatti un testo normativo definitivo, e i dettagli concreti potrebbero cambiare più volte prima di un eventuale via libera parlamentare.L’idea di fondo, secondo le prime indiscrezioni circolate dopo un evento della Lega a inizio settembre 2026, sarebbe quella di incentivare le aziende ad aumentare gli stipendi dei lavoratori più giovani, applicando una tassazione agevolata proprio sulla quota di incremento salariale. In pratica, non si tasserebbe l’intera busta paga con l’aliquota ordinaria, ma solo la parte “aggiuntiva” con un’imposta sostitutiva più leggera. Vediamo cosa si sa finora e quali sono i punti ancora da chiarire.Indice dei contenutiCos’è la proposta di Giorgetti sulla flat tax per i giovaniCome potrebbe funzionare la flat tax sugli aumenti di stipendioPerché si parla di flat tax per i giovani nella manovra 2027Cosa cambierebbe per lavoratori e imprese con la nuova flat taxDomande frequenti sulla flat tax aumento stipendio giovaniCos’è la proposta di Giorgetti sulla flat tax per i giovaniIl Ministro Giorgetti avrebbe illustrato l’ipotesi di una flat tax aumento stipendio giovani come strumento per contrastare la cosiddetta fuga dei cervelli, cioè il fenomeno per cui molti giovani italiani qualificati scelgono di lavorare all’estero attratti da stipendi più alti. L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di rendere più conveniente, per le imprese, aumentare la retribuzione dei lavoratori under 35 (o comunque di una fascia di età ancora da definire), sapendo che su quella quota di aumento si applicherebbe un prelievo fiscale ridotto rispetto all’IRPEF ordinaria.Il meccanismo richiamerebbe, nelle intenzioni, quello già sperimentato con la detassazione al 5% prevista per i rinnovi contrattuali nella legge di bilancio 2026. In quel caso, gli aumenti derivanti dal rinnovo del contratto collettivo hanno beneficiato di un’imposta sostitutiva agevolata invece della tassazione IRPEF piena. Per approfondire questo meccanismo già esistente, può essere utile leggere la nostra guida sulla detassazione tredicesima Manovra 2027 con flat tax al 15%, che spiega come funzionano le imposte sostitutive applicate a specifiche voci della busta paga. Come potrebbe funzionare la flat tax sugli aumenti di stipendioSecondo le prime ricostruzioni giornalistiche, il meccanismo allo studio prevederebbe una sorta di accordo tra Stato e imprese: le aziende disposte ad aumentare gli stipendi dei giovani dipendenti potrebbero applicare, sulla parte di reddito corrispondente all’aumento, un’aliquota agevolata anziché le aliquote IRPEF ordinarie (che oggi, ricordiamolo, arrivano fino al 43% per gli scaglioni di reddito più alti). Non si tratterebbe quindi di un aumento automatico riconosciuto a tutti i lavoratori, ma di un incentivo fiscale che le imprese potrebbero decidere di attivare volontariamente.L’ipotesi allo studio richiamerebbe il modello già utilizzato per i rinnovi contrattuali, con un’imposta sostitutiva che, in parole semplici, è una tassa unica che prende il posto di più imposte (IRPEF e addizionali) su una determinata quota di reddito. In questo modo, invece di applicare l’aliquota marginale piena sull’aumento, si pagherebbe una percentuale fissa e più bassa. Al momento, però, non esistono cifre ufficiali sull’aliquota che verrebbe applicata: qualsiasi percentuale circolata sui media resta un’ipotesi giornalistica, non un dato confermato dal Ministero dell’Economia.Nello stesso pacchetto di dichiarazioni, Giorgetti avrebbe fatto riferimento anche a un possibile innalzamento della soglia di ricavi per accedere al regime forfettario delle partite IVA, portandola dagli attuali 85.000 euro fino a 100.000 euro. Anche in questo caso si tratta di una proposta e non di una misura già decisa. Chi gestisce una partita IVA e vuole capire come funziona oggi il regime agevolato può consultare la nostra guida al regime forfettario 2026 con requisiti e aliquote vigenti. Perché si parla di flat tax per i giovani nella manovra 2027La discussione sulla flat tax aumento stipendio giovani si inserisce nel più ampio dibattito sulla manovra 2027, la legge di bilancio che il Governo dovrà presentare nei prossimi mesi. Tra i temi affrontati da Giorgetti, oltre alla tassazione degli aumenti salariali e all’ampliamento del forfettario, sarebbero emerse anche riflessioni sul sistema pensionistico, con l’obiettivo dichiarato di trovare un equilibrio tra sostenibilità dei conti pubblici ed equità generazionale.Va sottolineato che, in questa fase, si tratta di orientamenti politici emersi durante un evento di partito, non di testi già trasmessi al Parlamento. La strada per arrivare a una norma effettiva passa attraverso diversi passaggi: la stesura di un disegno di legge di bilancio, l’esame parlamentare, eventuali emendamenti e, infine, l’approvazione definitiva, che normalmente avviene entro la fine dell’anno per le manovre economiche. Solo a quel punto sapremo se la flat tax giovani diventerà una misura concreta e con quali regole precise.Chi si occupa di dichiarazioni fiscali sa bene quanto sia importante distinguere tra proposte allo studio e norme effettivamente in vigore, perché applicare regole non ancora approvate può generare errori nella busta paga o nella dichiarazione dei redditi. Per chi in futuro dovesse verificare l’effetto di eventuali imposte sostitutive sul proprio modello 730, sarà comunque utile affidarsi a professionisti aggiornati sulle norme effettivamente vigenti in quel momento. Cosa cambierebbe per lavoratori e imprese con la nuova flat taxSe la proposta dovesse trasformarsi in norma, gli effetti pratici dipenderebbero molto dai dettagli tecnici che verranno definiti. Per i lavoratori giovani, un’eventuale tassazione incrementi salariali più leggera significherebbe vedere una parte più consistente dell’aumento di stipendio riflessa in busta paga netta, invece di essere in gran parte assorbita dalle imposte. Per le imprese, invece, l’incentivo sarebbe quello di rendere più sostenibile, dal punto di vista del costo del lavoro, la scelta di premiare i dipendenti più giovani.Tra i punti ancora da chiarire ci sarebbero, tra gli altri:la fascia d’età esatta dei lavoratori beneficiari (si parla genericamente di “giovani”, senza un limite anagrafico ufficiale);l’aliquota dell’imposta sostitutiva applicabile sulla quota di aumento;se la misura sarà obbligatoria per le aziende o basata su adesione volontaria;l’eventuale tetto massimo di reddito o di importo dell’aumento agevolabile;la copertura finanziaria della misura, elemento sempre decisivo nell’iter di approvazione di una manovra.Solo con la pubblicazione di un testo normativo, anche in bozza, sarà possibile valutare con precisione la reale portata di questa flat tax aumento stipendio giovani e capire quanti lavoratori potrebbero effettivamente beneficiarne. Chi in questi mesi ha già usufruito di imposte sostitutive in dichiarazione, ad esempio su premi di produttività o rinnovi contrattuali, e si chiede come vengono gestite in fase di conguaglio, può trovare utili indicazioni nel nostro approfondimento sui rimborsi 730 e imposte sostitutive. Domande frequenti sulla flat tax aumento stipendio giovaniLa flat tax sugli aumenti di stipendio ai giovani è già legge?No. Al momento si tratta soltanto di una proposta emersa dalle dichiarazioni del Ministro Giorgetti in vista della manovra 2027. Non esiste ancora un testo normativo, né una data ufficiale di presentazione in Parlamento.Quando potrebbe entrare in vigore questa flat tax per i giovani?Se la proposta venisse effettivamente inserita nella legge di bilancio, l’iter prevederebbe la discussione parlamentare nei mesi finali del 2026, con un’eventuale entrata in vigore dal 1° gennaio 2027. Si tratta comunque di un’ipotesi, condizionata all’effettiva approvazione della misura.Chi potrebbe beneficiare della flat tax sugli aumenti di stipendio?Secondo le prime indiscrezioni, la misura sarebbe pensata per i lavoratori dipendenti più giovani che ricevono un aumento di stipendio dall’azienda. Non è ancora chiaro quale sarebbe il limite di età esatto né se ci saranno altri requisiti di reddito o di settore.Quanto si risparmierebbe con la flat tax aumento stipendio giovani?Non ci sono ancora cifre ufficiali sul risparmio fiscale. L’ipotesi allo studio è di applicare un’imposta sostitutiva più bassa dell’aliquota IRPEF ordinaria sulla sola quota di aumento, ma l’entità esatta del beneficio dipenderà dall’aliquota che verrà eventualmente stabilita nel testo definitivo.Questa proposta è collegata ad altre misure della manovra 2027?Sì, secondo le dichiarazioni riportate, la stessa occasione sarebbe stata usata da Giorgetti per parlare anche di un possibile innalzamento della soglia del regime forfettario per le partite IVA e di temi legati al sistema pensionistico, nell’ambito della più ampia discussione sulla manovra 2027.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. Settembre 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-11 09:00:002026-09-10 16:24:12Flat tax sugli aumenti di stipendio ai giovani: la proposta di Giorgetti
NOTIZIEDetassazione tredicesima 2027: fino a 500 euro netti in più in busta paga con l’imposta sostitutivaLa Manovra 2027 potrebbe riservare una piacevole sorpresa per milioni di lavoratori dipendenti italiani: la detassazione della tredicesima mensilità. Secondo le indiscrezioni riportate da PMI.it, il governo sta valutando l’introduzione di una imposta sostitutiva agevolata al posto della normale tassazione IRPEF, con un risparmio potenziale fino a 500 euro netti in busta paga. Vediamo cosa prevede la proposta e a chi si applicherebbe.Indice dei contenutiCos’è la detassazione della tredicesimaCome funzionerebbe l’imposta sostitutivaFino a 500 euro netti: i calcoliChi potrebbe beneficiarneL’iter di approvazione della Manovra 2027Domande frequentiCos’è la detassazione della tredicesimaLa tredicesima mensilità — tecnicamente chiamata «gratifica natalizia» — è una retribuzione aggiuntiva che i lavoratori dipendenti ricevono solitamente a dicembre, pari a una mensilità di stipendio. Oggi viene tassata con le aliquote IRPEF ordinarie, esattamente come le altre buste paga: per chi ha redditi medio-alti, questo significa perdere una parte consistente dell’importo lordo.La detassazione significa applicare un’imposta ridotta — o nulla — su quella voce di reddito. In passato l’Italia ha già sperimentato misure simili (ad esempio la tassazione agevolata dei premi di produttività, oggi al 5%), ma mai in forma strutturale per la tredicesima. Come funzionerebbe l’imposta sostitutivaSecondo le anticipazioni sulla Manovra 2027, il meccanismo allo studio prevederebbe una imposta sostitutiva sulla tredicesima. In parole semplici: invece di pagare l’IRPEF ordinaria (che può arrivare al 35% o al 43% per le fasce di reddito più alte), il lavoratore pagherebbe un’aliquota fissa e ridotta su questa mensilità.L’imposta sostitutiva è uno strumento già noto in Italia: la trovi, ad esempio, nel regime forfettario (dove sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP con una flat tax al 15% o 5%), o nella tassazione dei premi di risultato aziendali. L’idea è la stessa: semplificare e alleggerire il carico fiscale su una specifica voce di reddito.La proposta, stando alle fonti giornalistiche, si inserirebbe nel più ampio pacchetto di misure sul lavoro della Manovra 2027, che include anche altri interventi su premi, fringe benefit e decontribuzioni. Il testo definitivo non è ancora disponibile: si tratta di ipotesi di lavoro che verranno messe nero su bianco nel disegno di legge di bilancio, atteso in Parlamento entro ottobre 2026. Fino a 500 euro netti: i calcoliIl dato che circola — fino a 500 euro netti in più in busta paga — non è casuale. Dipende dallo stipendio, dall’aliquota marginale IRPEF del lavoratore e dalle addizionali regionali e comunali. Facciamo un esempio pratico:Lavoratore con stipendio lordo 2.000 euro/mese (reddito annuo ~26.000 euro): tredicesima lorda ≈ 2.000 euro → aliquota IRPEF del 23% + addizionali medie (~2,5%) = pressione fiscale complessiva del 25-26% → imposta pagata oggi ≈ 500-520 euro → con detassazione totale, risparmio ≈ 500 euro.Lavoratore con stipendio lordo 1.500 euro/mese: tredicesima lorda ≈ 1.500 euro → aliquota IRPEF del 23% → risparmio IRPEF potenziale ≈ 345 euro (più addizionali).Lavoratore con stipendio lordo 3.500 euro/mese (reddito annuo ~46.000 euro): tredicesima lorda ≈ 3.500 euro → aliquota IRPEF del 35% → senza detassazione si pagano fino a 1.225 euro di IRPEF sulla tredicesima.Il risparmio effettivo dipenderà dall’aliquota dell’imposta sostitutiva eventualmente approvata. Se fosse una flat tax simile a quella dei premi di produttività (oggi al 5%), il beneficio per un lavoratore con stipendio medio sarebbe significativo. Se invece fosse un’aliquota intorno al 15%, il vantaggio sarebbe comunque tangibile ma più contenuto per le fasce di reddito più basse (dove la differenza rispetto all’IRPEF ordinaria del 23% è minore).Per capire la tua situazione specifica, considera che la dichiarazione dei redditi 730 già riporta le aliquote IRPEF applicate al tuo reddito complessivo. Quelle stesse aliquote si applicano oggi alla tredicesima. Chi potrebbe beneficiarneLa misura, se approvata, riguarderebbe i lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico che ricevono la tredicesima mensilità. Si tratta di una platea molto ampia: in Italia quasi tutti i contratti collettivi nazionali (CCNL) prevedono la gratifica natalizia come parte integrante della retribuzione.Non è ancora chiaro se ci sarebbero:Limiti di reddito: come per i premi di produttività (oggi agevolati solo fino a 80.000 euro di reddito annuo), potrebbe essere introdotta una soglia oltre la quale la detassazione non si applica.Tetti massimi: ovvero un importo massimo di tredicesima detassabile (ad esempio, solo i primi 3.000 euro).Esclusioni per categoria: alcune categorie di lavoratori potrebbero essere escluse o trattate diversamente.Vale la pena ricordare che misure simili sul fringe benefit e premi aziendali sono già in discussione nella stessa Manovra 2027, il che suggerisce un approccio complessivo di alleggerimento fiscale sul lavoro dipendente. L’iter di approvazione della Manovra 2027È importante chiarire che al momento si tratta di una proposta in fase istruttoria. Il percorso legislativo prevede:Entro il 15 ottobre 2026: il governo presenta il Disegno di Legge di Bilancio (DDL Bilancio) al Parlamento.Ottobre-dicembre 2026: Camera e Senato discutono e modificano il testo con emendamenti.Entro il 31 dicembre 2026: approvazione definitiva e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.1° gennaio 2027: entrata in vigore delle norme approvate.Questo significa che la detassazione della tredicesima — se approvata — si vedrebbe per la prima volta nella busta paga di dicembre 2027. Tra ora e allora, la misura potrebbe essere modificata, ridimensionata o addirittura eliminata durante il dibattito parlamentare.Chi vuole restare aggiornato può seguire anche altre novità fiscali in arrivo, come il taglio IRPEF 2027 (con l’aliquota che potrebbe scendere al 22% per i redditi fino a 28.000 euro) e la rateizzazione delle cartelle esattoriali fino a 8 anni, entrambe misure in discussione per la stessa Manovra. Domande frequentiLa detassazione della tredicesima è già legge?No. Al momento è una proposta in discussione per la Manovra 2027. Non è ancora un provvedimento approvato. Sarà ufficiale — se confermata — solo dopo l’approvazione della Legge di Bilancio, prevista entro fine dicembre 2026.Quanto risparmierò con la detassazione della tredicesima?Dipende dal tuo reddito e dall’aliquota dell’imposta sostitutiva che verrà approvata. Con uno stipendio lordo di circa 2.000 euro/mese, il risparmio potenziale stimato (IRPEF al 23% + addizionali) è fino a 500 euro netti. Le cifre definitive si conosceranno solo quando il testo di legge sarà disponibile.Vale anche per i dipendenti pubblici?Al momento non ci sono indicazioni precise. Le misure simili esistenti (come la tassazione agevolata dei premi di produttività) si applicano sia al settore privato sia al pubblico, ma con condizioni diverse. Occorre attendere il testo definitivo della Manovra 2027.Cosa succede alla tredicesima nel 2026?Nel 2026 non cambia nulla: la tredicesima di dicembre 2026 è tassata normalmente con le aliquote IRPEF ordinarie, come ogni anno. Le novità potrebbero valere dal 2027 in poi, solo se la Manovra verrà approvata con questa misura.Come viene calcolata la tredicesima oggi?La tredicesima equivale a una mensilità di retribuzione lorda (o alla quota proporzionale ai mesi lavorati nell’anno). Viene tassata con le aliquote IRPEF applicate all’intero reddito annuo del lavoratore. Non esiste oggi un’agevolazione specifica: si comporta come qualsiasi altra mensilità.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 3, 2026/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-03 18:00:002026-09-01 14:36:36Detassazione tredicesima 2027: fino a 500 euro netti in più in busta paga con l’imposta sostitutiva
NOTIZIETassazione agevolata al 15% su lavoro notturno e festivi: la Manovra 2027 valuta il taglio al 5%Con la fine dell’estate il Governo torna a lavorare sulla Legge di Bilancio 2027. Tra i tanti temi in discussione c’è una misura che riguarda direttamente chi lavora di notte, nei giorni festivi o su turni: la tassazione agevolata sulle indennità e maggiorazioni retributive. L’opzione principale è la proroga dell’imposta sostitutiva al 15% già in vigore nel 2026, ma sul tavolo c’è anche un’ipotesi più ambiziosa: ridurre l’aliquota al 5%, tagliando di due terzi la tassa attuale.Indice dei contenutiCome funziona la tassazione agevolata al 15%Chi ne ha diritto: requisiti e limite di redditoManovra 2027: l’ipotesi di proroga al 15%La proposta alternativa: aliquota al 5%Quanto si risparmia in busta pagaDomande frequenti Come funziona la tassazione agevolata al 15%La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una misura importante per i lavoratori del settore privato che prestano la propria attività in condizioni particolari. Per l’intero anno 2026, alcune somme percepite da questi lavoratori non sono tassate con la normale IRPEF (l’imposta sul reddito delle persone fisiche), ma con un’imposta sostitutiva al 15%.In parole semplici: invece di pagare l’aliquota IRPEF ordinaria (che può arrivare fino al 43% per i redditi più alti), chi lavora di notte, nei festivi o a turni paga su queste voci aggiuntive solo il 15%. Un risparmio fiscale concreto, anche se con un tetto massimo.Le somme che rientrano nell’agevolazione sono tre tipologie distinte:Maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, così come definite dall’articolo 1, comma 2, del Decreto Legislativo 66/2003 e dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL);Maggiorazioni e indennità per il lavoro nei giorni festivi e nei giorni di riposo settimanale, secondo quanto previsto dai CCNL;Indennità di turno e altri emolumenti connessi al lavoro a turni, come stabiliti dai CCNL.Il limite massimo entro cui si applica l’imposta sostitutiva è di 1.500 euro annui. Le somme che eccedono questa soglia vengono invece tassate con le aliquote IRPEF ordinarie. Chi ne ha diritto: requisiti e limite di redditoNon tutti i lavoratori possono accedere all’agevolazione. La misura è destinata ai lavoratori dipendenti del settore privato che hanno percepito, nell’anno d’imposta precedente (2025), un reddito non superiore a 40.000 euro.Questo significa che la misura è pensata per i redditi medi e medio-bassi: chi guadagna più di 40.000 euro lordi l’anno non può beneficiare dell’aliquota agevolata al 15%, e le sue indennità notturne e festive vengono tassate con le aliquote ordinarie IRPEF.Vale la pena ricordare che nel 2026 era previsto anche un trattamento integrativo del 15% sulle retribuzioni lorde per lavoro notturno e straordinario festivo, applicabile dal 1° gennaio al 30 settembre 2026. Questa misura, combinata con l’imposta sostitutiva, ha rappresentato un pacchetto di agevolazioni pensato per incentivare la flessibilità dei lavoratori. Manovra 2027: l’ipotesi di proroga al 15%Il Ministero del Lavoro sta preparando per la Manovra 2027 un pacchetto di sgravi sul lavoro che, secondo le prime stime, dovrebbe superare i 2 miliardi di euro complessivi. Si tratta di un insieme di misure che punta a sostenere l’occupazione e aumentare i salari netti.Tra i punti considerati “relativamente certi” ci sono:La riconferma delle decontribuzioni per le assunzioni stabili di giovani e donne;Gli sgravi per le imprese nelle Zone Economiche Speciali (ZES);Misure per la stabilizzazione dei lavoratori precari.Sul fronte della tassazione del lavoro notturno, festivo e a turni, la conferma dell’aliquota al 15% è «in fase di studio», come riportano diverse fonti che seguono i lavori della maggioranza. Si tratterebbe di una semplice proroga delle condizioni già in vigore nel 2026, comprensive del tetto di 1.500 euro annui e del vincolo di reddito a 40.000 euro.È importante precisare che, al momento, si tratta ancora di ipotesi e valutazioni interne al Governo. La Legge di Bilancio 2027 deve essere presentata entro il 15 ottobre 2026 e approvata entro il 31 dicembre 2026: i testi definitivi potrebbero essere diversi da quanto circolato fino ad oggi. La proposta alternativa: aliquota al 5%La proposta più ambiziosa allo studio non si limita a prorogare le condizioni attuali, ma va oltre: prevede l’introduzione di un’aliquota del 5% sul lavoro notturno, festivo e sugli straordinari. Accanto a questa, ci sarebbe anche un’imposta sostitutiva dell’1% sui premi di produttività.Non sarebbe quindi una semplice conferma, ma un vero e proprio rafforzamento dell’agevolazione: l’aliquota scenderebbe dal 15% attuale al 5%, riducendo di due terzi la tassa applicata su queste voci retributive.Questa ipotesi si inserisce in un dibattito più ampio sulla detassazione degli straordinari e dei premi, un tema ricorrente nella politica fiscale degli ultimi anni. L’obiettivo dichiarato è incentivare la produttività e aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori senza aumentare i costi fissi per le aziende. Quanto si risparmia in busta pagaPer capire l’impatto concreto sul portafoglio dei lavoratori, il confronto sul tetto massimo di 1.500 euro annui è il più immediato:ScenarioTassa dovutaNetto percepitoAliquota attuale 15%225 euro1.275 euroIpotesi nuova al 5%75 euro1.425 euroRisparmio-150 euro+150 euroIl risparmio sarebbe di 150 euro l’anno per ogni lavoratore che raggiunge il tetto massimo, pari a un terzo della tassazione attuale. Non si tratta di cifre enormi, ma per molti lavoratori a reddito medio-basso rappresenta comunque un miglioramento tangibile della busta paga mensile.È ovviamente un calcolo sul valore massimo: chi percepisce indennità notturne o festive inferiori a 1.500 euro annui vedrà un risparmio proporzionalmente più contenuto, ma sempre secondo la stessa logica (un terzo in meno di tasse rispetto alla soluzione di semplice proroga).Domande frequenti La tassazione al 15% su lavoro notturno e festivi è già in vigore?Sì. L’imposta sostitutiva IRPEF al 15% sulle indennità per lavoro notturno, festivo e a turni è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 ed è in vigore per tutto il 2026. Il limite massimo è 1.500 euro annui e la misura si applica ai lavoratori dipendenti del settore privato con reddito 2025 fino a 40.000 euro.La riduzione al 5% è già confermata per il 2027?No. Al momento si tratta di una proposta allo studio del Governo nell’ambito della Manovra 2027. La misura non è ancora stata inserita in un testo di legge ufficiale. La Legge di Bilancio 2027 deve essere presentata entro il 15 ottobre 2026.Chi può beneficiare dell’agevolazione sul lavoro notturno e festivo?I lavoratori dipendenti del settore privato che nel 2025 hanno avuto un reddito non superiore a 40.000 euro. I lavoratori autonomi e i dipendenti pubblici non rientrano in questa misura.Qual è il limite massimo dell’agevolazione?Il beneficio si applica entro un tetto di 1.500 euro annui di indennità e maggiorazioni. Le somme che eccedono questo limite vengono tassate con le aliquote IRPEF ordinarie.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-01 19:00:002026-08-31 15:19:52Tassazione agevolata al 15% su lavoro notturno e festivi: la Manovra 2027 valuta il taglio al 5%
NOTIZIEDetassazione della tredicesima in Manovra 2027: flat tax al 15% al posto dell’IRPEF e le altre proposteCon l’avvicinarsi della stagione autunnale, iniziano a circolare le prime indiscrezioni sulla Manovra 2027. Tra le misure allo studio del governo c’e’ la detassazione della tredicesima mensilita’, con l’applicazione di una flat tax al 15% in sostituzione della tassazione ordinaria IRPEF. Una proposta che, se confermata, potrebbe portare a un risparmio concreto per milioni di lavoratori dipendenti. Indice dei contenutiCos’e la tredicesima e come viene tassata oggiLa proposta: flat tax al 15% sulla tredicesimaChi beneficerebbe della detassazioneLe altre proposte nella Manovra 2027Quando potrebbe entrare in vigoreDomande frequentiCos’e’ la tredicesima e come viene tassata oggiLa tredicesima mensilita’ e’ una voce di retribuzione aggiuntiva che quasi tutti i lavoratori dipendenti ricevono solitamente a dicembre, in coincidenza con le festivita’ natalizie. Viene calcolata in proporzione ai mesi lavorati nell’anno ed e’ pari, nella maggior parte dei contratti collettivi, a una mensilita’ intera di stipendio.Dal punto di vista fiscale, la tredicesima e’ trattata come un reddito ordinario da lavoro dipendente: viene quindi tassata con le aliquote IRPEF progressive, che nel 2026 si articolano in tre scaglioni:23% fino a 28.000 euro di reddito imponibile35% da 28.001 a 50.000 euro43% oltre i 50.000 euroA differenza del trattamento di fine rapporto (TFR), che gode di una tassazione separata e mediamente piu’ vantaggiosa, la tredicesima concorre alla formazione del reddito complessivo e quindi puo’ far scattare l’aliquota marginale piu’ alta. Questo significa che per chi si trova vicino alla soglia di uno scaglione IRPEF, la tredicesima potrebbe essere tassata in modo significativamente piu’ pesante rispetto alle normali mensilita’. La proposta: flat tax al 15% sulla tredicesimaLa proposta in discussione prevede di applicare alla tredicesima un’imposta sostitutiva flat al 15%, in luogo delle aliquote IRPEF ordinarie. Il meccanismo e’ simile a quello gia’ adottato in passato per i premi di produttivita’: anziche’ sommare la tredicesima al reddito annuo e tassare tutto insieme con le aliquote progressive, si tasserebbe questa voce separatamente con un’aliquota fissa e piu’ bassa.Facciamo un esempio concreto per capire la differenza:Lavoratore con reddito annuo di 25.000 euro e tredicesima di 1.800 euro: oggi paga il 23% sulla tredicesima (414 euro di IRPEF). Con la flat tax al 15% pagherebbe 270 euro, risparmiando 144 euro.Lavoratore con reddito di 35.000 euro e tredicesima di 2.500 euro: oggi la tredicesima potrebbe essere tassata in parte al 35% (aliquota marginale). Con la flat tax al 15% il risparmio sarebbe piu’ consistente, nell’ordine di alcune centinaia di euro.Si tratta, in sostanza, di un’agevolazione che riduce il peso fiscale su una voce di reddito che molte famiglie utilizzano per spese straordinarie di fine anno, come regali, bollette arretrate o piccoli investimenti domestici. Chi beneficerebbe della detassazioneLa misura, se approvata, riguarderebbe tutti i lavoratori dipendenti del settore privato che percepiscono la tredicesima in base al proprio contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL). Nella maggior parte dei CCNL italiani la tredicesima e’ prevista per contratto, ma le modalita’ di erogazione possono variare.Tuttavia, secondo le prime indiscrezioni, potrebbero essere previste soglie di reddito oltre le quali l’agevolazione non si applica. L’ipotesi piu’ citata e’ quella di un tetto a 35.000 euro di reddito lordo annuo, in linea con la platea gia’ individuata per la detassazione dei premi di produttivita’. In questo modo il beneficio sarebbe concentrato sulle fasce di lavoratori piu’ bisognose di sostegno al reddito.Sono invece esclusi dalla proposta, nella forma attuale:I lavoratori autonomi e i titolari di partita IVA (che non percepiscono la tredicesima per definizione)I dipendenti pubblici, per i quali occorrerebbero disposizioni separate legate ai contratti della pubblica amministrazioneI pensionati, che pur ricevendo la tredicesima INPS (la cosiddetta “mensilita’ aggiuntiva”) potrebbero essere soggetti a regole distinte Le altre proposte nella Manovra 2027La detassazione della tredicesima non e’ l’unica misura fiscale in discussione per la prossima legge di bilancio. Tra le ipotesi circolate nelle ultime settimane figurano anche:Proroga e ampliamento del taglio del cuneo fiscale: il bonus sulle buste paga introdotto nel 2024 e confermato nel 2025 e nel 2026 potrebbe essere stabilizzato in forma strutturale nella Manovra 2027, con un’eventuale estensione alle fasce di reddito tra 35.000 e 40.000 euro.Revisione delle detrazioni per carichi familiari: si discute di rimodulare le detrazioni per figli a carico in coordinamento con l’Assegno Unico, per evitare sovrapposizioni e semplificare il sistema.Riduzione IRPEF al 35% sul secondo scaglione: alcune forze di maggioranza propongono di portare l’aliquota intermedia dal 35% al 33%, con un beneficio per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro.Estensione della flat tax incrementale: la misura che consente ai lavoratori autonomi di tassare al 15% la parte di reddito che supera il massimo degli ultimi tre anni potrebbe essere resa strutturale o ampliata come soglia massima di incremento tassabile.Tutte queste proposte sono ancora in fase di discussione e non hanno trovato una forma definitiva. La presentazione ufficiale del disegno di legge di bilancio e’ attesa entro il 15 ottobre 2026, termine entro cui il governo deve depositare il testo alle Camere. Quando potrebbe entrare in vigoreIl calendario parlamentare prevede che la legge di bilancio venga approvata entro il 31 dicembre 2026 per entrare in vigore dal 1 gennaio 2027. Se la detassazione della tredicesima trovasse spazio nel testo definitivo, i lavoratori potrebbero beneficiarne gia’ dalla tredicesima di dicembre 2027.Tuttavia, come sempre accade in questa fase dell’anno, molte delle misure annunciate vengono poi ridimensionate o stralciate durante il dibattito parlamentare, sia per ragioni di copertura finanziaria sia per scelte politiche. Il costo stimato della sola detassazione della tredicesima e’ nell’ordine di 3-4 miliardi di euro annui, una cifra significativa che dovra’ essere trovata tra tagli di spesa o nuove entrate.In ogni caso, il tema della tredicesima mostra come il dibattito sulla riforma fiscale in Italia rimanga centrale: dopo anni di interventi frammentati, la prospettiva e’ quella di una progressiva semplificazione del sistema, con meno scaglioni e aliquote piu’ chiare per i contribuenti. Domande frequenti sulla tredicesima e la Manovra 2027 La detassazione della tredicesima e’ gia’ legge?No. Al momento si tratta di una proposta in fase di discussione nell’ambito della Manovra 2027. Il testo definitivo del disegno di legge di bilancio sara’ presentato entro il 15 ottobre 2026 e approvato dal Parlamento entro fine anno. Chi percepisce la tredicesima?La tredicesima spetta a quasi tutti i lavoratori dipendenti del settore privato in base al proprio contratto collettivo. Anche i pensionati ricevono una mensilita’ aggiuntiva INPS. I lavoratori autonomi e i titolari di partita IVA non hanno diritto alla tredicesima. Qual e’ la differenza tra flat tax e IRPEF ordinaria sulla tredicesima?Con l’IRPEF ordinaria la tredicesima si somma al reddito annuo e viene tassata con le aliquote progressive (23%, 35%, 43%). Con la flat tax al 15% verrebbe tassata separatamente a un’aliquota fissa e piu’ bassa, risultando in un risparmio per la maggior parte dei lavoratori. Ci sono limiti di reddito per beneficiare della detassazione?Le prime indiscrezioni parlano di un possibile tetto a 35.000 euro di reddito lordo annuo, in analogia con la platea dei premi di produttivita’. Tuttavia, questo limite non e’ ancora ufficiale e potrebbe variare nel testo definitivo della legge. Quando verrebbe erogata la tredicesima detassata?Se la misura fosse approvata nella Manovra 2027 ed entrasse in vigore dal 1 gennaio 2027, il primo beneficio pratico si vedrebbe sulla tredicesima di dicembre 2027, erogata dal datore di lavoro.Questo articolo e’ stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne e’ responsabile dei contenuti.Settembre 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/aliquote-irpef-2024-e-calcolo-detrazioni-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-01 18:00:002026-08-31 15:14:00Detassazione della tredicesima in Manovra 2027: flat tax al 15% al posto dell’IRPEF e le altre proposte