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Cessione Crediti Superbonus e Sismabonus 2026: Cosa Resta e Come Funziona

assistenza fiscale e legale superbonus e ristrutturazioni CAF Udine

Se hai eseguito lavori con il Superbonus o il Sismabonus negli anni scorsi e ti stai chiedendo cosa fare con i crediti fiscali maturati, questa guida fa per te. Dopo il blocco generalizzato della cessione del credito e dello sconto in fattura introdotto nel 2023-2024, molte famiglie e condomini si trovano oggi in una situazione di incertezza: il credito c’è, ma le strade per utilizzarlo si sono ristrette. In questo articolo spieghiamo cosa resta concretamente possibile nel 2026, quali eccezioni sopravvivono e come recuperare la detrazione in dichiarazione dei redditi.

Il quadro attuale: cosa e’ ancora possibile nel 2026

Il meccanismo della cessione del credito e dello sconto in fattura per i bonus edilizi — Superbonus 110% (poi 90%, 70%, 65%) e Sismabonus — è stato progressivamente smantellato attraverso una serie di provvedimenti legislativi tra il 2023 e il 2024:

  • D.L. 11/2023 (febbraio 2023): primo blocco generalizzato per le nuove comunicazioni di cessione e sconto in fattura;
  • D.L. 212/2023 (dicembre 2023): chiusura dei cantieri Superbonus con SAL non completati entro fine 2023;
  • D.L. 39/2024 (marzo 2024): ulteriore stretta, eliminazione delle ultime deroghe residue e introduzione del divieto di compensazione per crediti da cessione oltre determinate soglie.

Nel 2026, quindi, la situazione normativa è la seguente: non è più possibile cedere il credito o chiedere lo sconto in fattura per nuovi lavori avviati dopo il blocco, salvo le eccezioni tassative descritte di seguito. I crediti già acquisiti prima del blocco restano utilizzabili, ma seguono regole diverse a seconda di quando e come sono stati generati.

Il blocco della cessione e dello sconto in fattura

Prima del blocco, il contribuente aveva tre strade per sfruttare il Superbonus:

  • Detrazione diretta: in 4 o 10 rate nella dichiarazione dei redditi;
  • Sconto in fattura: l’impresa esecutrice applicava uno sconto pari alla detrazione spettante, recuperandolo poi come credito d’imposta;
  • Cessione del credito: il contribuente cedeva il credito maturato a banche, intermediari finanziari o altri soggetti terzi (incluse le imprese).

Con il D.L. 11/2023, sconto in fattura e cessione del credito sono stati bloccati per le spese sostenute dal 17 febbraio 2023 in poi, con pochissime eccezioni. Il blocco definitivo è arrivato con il D.L. 39/2024 che ha eliminato anche le ultime finestre residue.

Questo significa che chi ha avviato lavori agevolati dopo quelle date può utilizzare la detrazione solo in modo diretto, portandola in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi. Un problema concreto per chi ha redditi bassi o insufficienti a capienza fiscale.

Le eccezioni ancora valide nel 2026

Non tutte le porte sono chiuse. La normativa vigente nel 2026 mantiene alcune eccezioni al blocco della cessione:

1. Crediti maturati prima del 17 febbraio 2023

I crediti fiscali generati da spese Superbonus sostenute entro il 16 febbraio 2023 e correttamente comunicati all’Agenzia delle Entrate entro i termini possono ancora essere ceduti — ma solo se non è già avvenuta una prima cessione. Dal 2023 la regola è che la cessione è consentita una sola volta (con possibilità di una sola ulteriore cessione a banche o intermediari vigilati dalla Banca d’Italia).

2. IACP, cooperative, terzo settore ed edilizia sociale

Gli Istituti Autonomi Case Popolari (IACP), le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, le ONLUS e gli enti del Terzo Settore che realizzano interventi su immobili adibiti ad abitazione principale di soggetti svantaggiati hanno mantenuto la facoltà di optare per cessione o sconto in fattura anche dopo il blocco del 2023, a condizione che i lavori rispettino i requisiti SAL (stato avanzamento lavori) documentati.

3. Zone sismiche 1 e 2: cantieri avanzati

Per interventi antisismici in zone classificate sismiche 1 e 2, con CILAS (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata per il Superbonus) presentata prima del 17 febbraio 2023, era prevista una deroga specifica che consentiva di completare le opzioni di cessione anche successivamente. Tuttavia, con il D.L. 39/2024 questa finestra si è ulteriormente ristretta: verifica sempre la posizione specifica del tuo cantiere con un professionista abilitato.

Sismabonus: regole specifiche per la cessione

Il Sismabonus è un’agevolazione distinta dal Superbonus, disciplinata dall’art. 16 del D.L. 63/2013. Nel 2026 permane in forma ridotta:

Tipo di interventoAliquota detrazioneTetto spesaCessione/Sconto possibile?
Riduzione 1 classe di rischio (prima casa)50%96.000 euro per unita’No (spese post-17/02/2023)
Riduzione 2 classi di rischio (prima casa)70%96.000 euro per unita’No (spese post-17/02/2023)
Parti comuni condominio — 1 classe75%96.000 euro per unita’No (spese post-17/02/2023)
Parti comuni condominio — 2 classi85%96.000 euro per unita’No (spese post-17/02/2023)
Acquisto case antisismiche (sismabonus acquisti)75-85%96.000 euroNo (spese post-17/02/2023)

Per il Sismabonus, analogamente al Superbonus, la cessione del credito e lo sconto in fattura sono bloccati per spese sostenute dopo il 17 febbraio 2023. I crediti da Sismabonus maturati prima di tale data seguono le stesse regole di circolazione dei crediti Superbonus: una sola cessione possibile, con eventuale ulteriore cessione limitata a banche e intermediari vigilati.

Il Sismabonus acquisti (acquisto di case costruite ex-novo da impresa su zona sismica con riduzione classi rischio) merita un’attenzione particolare: alcune interpretazioni normative hanno sostenuto che, trattandosi di atto di compravendita e non di lavori edilizi in senso stretto, le limitazioni alla cessione potrebbero applicarsi diversamente. Sul punto è consigliabile una verifica con il proprio CAF o commercialista.

La detrazione diretta: come recuperare i crediti in 730 o Modello Redditi

Per chi non puo’ piu’ cedere il credito, la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi rimane l’unica opzione. Ecco come funziona concretamente nel 2026:

Rateizzazione: 4 o 10 anni?

La detrazione Superbonus si spalma su 10 anni a partire dall’anno di sostenimento della spesa (la riforma da 5 a 10 anni è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2022). Ciò significa che una spesa sostenuta nel 2022 andrà in detrazione fino al 2031. Una spesa del 2023 fino al 2032, e così via.

Il Sismabonus ordinario, invece, si detrae in 5 anni (salvo il componente che rientra nel Superbonus 110%, che segue le regole del Superbonus).

Il problema della capienza fiscale

La detrazione non è rimborsabile: se la rata annua supera l’imposta lorda dovuta (IRPEF), la quota eccedente va persa. Non si riporta all’anno successivo. Questo è il principale problema per pensionati con redditi bassi, giovani lavoratori o chi ha poca IRPEF da pagare: rischia di perdere quote di detrazione ogni anno.

Esempio pratico: spesa Superbonus 2022 di 50.000 euro, detrazione 110% = 55.000 euro, rata annua = 5.500 euro/anno per 10 anni. Se la tua IRPEF lorda è 3.000 euro/anno, perdi 2.500 euro di detrazione ogni anno = 25.000 euro totali non recuperati su 10 anni. In questi casi era essenziale la cessione, che ora non è più disponibile per le spese recenti.

Come indicare la detrazione nel 730 2026

Nel 730/2026 (dichiarazione dei redditi per l’anno d’imposta 2025), le detrazioni per interventi edilizi si indicano nel quadro E, sezione III-A e III-B. Il CAF compila automaticamente queste sezioni sulla base della documentazione che fornisci (fatture, bonifici parlanti, asseverazioni, visto di conformità).

Documenti necessari per portare in detrazione il Superbonus nel 730:

  • Fatture dei lavori agevolati;
  • Bonifici parlanti (con causale specifica che cita la norma di riferimento);
  • Asseverazione del tecnico abilitato (APE ante e post operam per l’ecobonus);
  • Visto di conformità del CAF o professionista abilitato;
  • Per i condomini: delibera assembleare, tabelle millesimali, rendiconto spese.

Se il tuo CAF ha gia’ gestito la pratica negli anni scorsi, molto probabilmente ha gia’ tutta la documentazione. Aggiorna i dati se ci sono state variazioni nei lavori o nei SAL.

Comunicazione all’Agenzia delle Entrate: adempimenti 2026

Anche se hai scelto (o sei costretto a scegliere) la detrazione diretta, in alcuni casi hai obblighi comunicativi verso l’Agenzia delle Entrate:

  • Comunicazione opzione (modello cessione/sconto): obbligatoria solo se hai optato per cessione o sconto in fattura, non per la detrazione diretta;
  • CILAS o CILA: comunicazione al Comune già avvenuta all’avvio dei lavori;
  • Comunicazione SAL: per cantieri a SAL, ogni stato di avanzamento lavori rilevante ai fini della cessione richiedeva una comunicazione separata;
  • Pratiche di correzione: se hai errori nelle comunicazioni già inviate (ad es. importi errati), è possibile presentare una comunicazione sostitutiva o annullamento entro i termini.

Nel 2026, l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile un’apposita funzionalita’ nell’area riservata del portale per consultare le comunicazioni di cessione già trasmesse e lo stato dei crediti ceduti. Accedendo con SPID o CIE puoi verificare se il credito risulta correttamente registrato e se ci sono anomalie da correggere.

Errori da evitare e trappole normative

Dopo anni di continui cambiamenti normativi, il rischio di errori è concreto. Ecco i piu’ frequenti:

1. Doppia cessione non consentita

Dal 2023 la cessione è consentita una sola volta (prima cessione dal beneficiario) + eventuale ulteriore cessione solo a banche o intermediari vigilati Banca d’Italia. Una seconda cessione a soggetti diversi è nulla e può comportare il recupero del credito con sanzioni.

2. Crediti bloccati per mancanza di documentazione

L’Agenzia delle Entrate ha intensificato i controlli sui crediti ceduti. Crediti privi di corretta asseverazione, visto di conformità o con difformita’ nella documentazione possono essere sospesi o recuperati anche anni dopo la cessione. Conserva tutta la documentazione per almeno 10 anni.

3. Frode nella cessione: responsabilità del cedente

Se il credito ceduto è inesistente o fondato su documentazione falsa, il cedente (cioè tu, il beneficiario) risponde in solido con i cessionari — a meno che non dimostri di aver agito in buona fede e con diligenza. Il D.L. 11/2023 ha introdotto la disciplina specifica sulla responsabilità in solido.

4. Sconto in fattura con impresa poi fallita

Se l’impresa che ti ha applicato lo sconto in fattura è poi fallita senza aver correttamente ceduto o compensato il credito, potresti ritrovarti senza detraibilita’ della spesa. In questi casi è necessaria un’analisi case by case con il CAF o un commercialista.

Per approfondire le agevolazioni bonus casa ancora disponibili nel 2026, consulta anche il nostro articolo sui bonus in scadenza 2026: 8 agevolazioni da sfruttare subito.

Domande frequenti (FAQ)

Posso ancora cedere il credito Superbonus nel 2026?

Solo se il credito deriva da spese sostenute entro il 16 febbraio 2023 e la comunicazione di cessione non è ancora avvenuta, oppure si tratta di una prima cessione da soggetto cedente originario. Per spese successive a quella data, la cessione non è più consentita.

Cosa succede se ho poca IRPEF e non riesco a capire tutta la detrazione?

Purtroppo la quota di detrazione che eccede l’IRPEF lorda dovuta va perduta: non è rimborsabile e non si riporta all’anno successivo. È una delle principali criticità del sistema attuale, che penalizza i contribuenti a basso reddito. Non esistono attualmente meccanismi di compensazione alternativa per questi casi, salvo le eccezioni per IACP e soggetti vulnerabili.

Il Sismabonus è ancora valido per nuovi lavori nel 2026?

Si, il Sismabonus ordinario (non il componente Superbonus) è ancora in vigore nel 2026, con aliquote dal 50% all’85% in base alla riduzione delle classi di rischio sismico. Tuttavia, anche per il Sismabonus non è possibile optare per cessione o sconto in fattura per spese successive al 17 febbraio 2023: si può solo detrarre direttamente in 5 anni.

Ho un credito Superbonus ceduto che la banca non vuole. Cosa posso fare?

Se la banca cessionaria non utilizza o non vuole acquistare il credito, il cedente si trova in una situazione difficile: il credito rimane “intrappolato” nella piattaforma. Dal 2023 è stata introdotta la possibilità di utilizzare i crediti incagliati in compensazione con le ritenute sui redditi da lavoro dipendente operate dai datori di lavoro. Per i privati, le opzioni restano limitate: consulta un professionista per valutare eventuali vie di recupero.

Posso portare in detrazione il Superbonus nel 730/2026?

Si. Se hai sostenuto spese Superbonus nel 2025 o negli anni precedenti senza aver optato per cessione o sconto in fattura, la rata annua della detrazione va indicata nel quadro E del 730/2026 (dichiarazione per l’anno d’imposta 2025). Il tuo CAF puo’ assisterti nella compilazione.

Qual è la differenza tra cessione del credito e sconto in fattura nel Superbonus?

Con lo sconto in fattura, l’impresa esecutrice dei lavori applica uno sconto al costo dei lavori pari alla detrazione spettante: tu paghi meno e l’impresa recupera il credito. Con la cessione del credito, tu ricevi la detrazione come credito d’imposta e lo cedi a un terzo (banca, intermediario) ricevendo liquidita’ in cambio. Entrambe le opzioni sono bloccate per spese successive al 17 febbraio 2023.


Questo articolo e’ stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne e’ responsabile dei contenuti.


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