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Tag Archivio per: bonus ristrutturazione

CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

Bonus Mobili nel Modello 730/2026: Come Richiedere la Detrazione al 50%

Bonus Mobili

Con la stagione della dichiarazione dei redditi ormai nel vivo, molti contribuenti si chiedono se e come e’ possibile detrarre le spese per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici nel Modello 730/2026. La risposta e’ si: il bonus mobili consente di recuperare il 50% delle spese sostenute nel 2025 per arredare un’abitazione ristrutturata. In questa guida completa scoprirai tutto cio’ che devi sapere: requisiti, limite massimo di spesa, quali beni sono ammessi, come compilare il 730 e a quanto ammonta il risparmio fiscale effettivo.

Cos’e’ il Bonus Mobili 2026 (spese 2025)

Il bonus mobili e’ un’agevolazione fiscale che permette ai contribuenti italiani di detrarre dall’IRPEF il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi e di grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia.

Nel Modello 730/2026 si inseriscono le spese effettivamente sostenute nell’anno d’imposta 2025. L’agevolazione e’ prorogata di anno in anno dalla Legge di Bilancio: per il 2025 e’ stata confermata dalla Legge n. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025), con un’importante novita’ rispetto all’anno precedente: la riduzione del limite massimo di spesa detraibile da 8.000 a 5.000 euro per unita’ immobiliare.

Quanto si Detrae: Percentuale e Importo Massimo

Ecco i numeri chiave del bonus mobili per le spese 2025 (Modello 730/2026):

  • Aliquota di detrazione: 50%
  • Limite massimo di spesa detraibile: 5.000 euro per unita’ immobiliare
  • Detrazione massima ottenibile: 2.500 euro (il 50% di 5.000 euro)
  • Numero di rate annuali: 10 rate di pari importo
  • Detrazione massima per anno: 250 euro (2.500 euro diviso 10)

Il limite di 5.000 euro si riferisce alla singola unita’ immobiliare, non al nucleo familiare. Cio’ significa che se hai ristrutturato piu’ immobili, puoi richiedere il bonus per ciascuno di essi separatamente, entro i rispettivi limiti.

Requisito Fondamentale: Il Collegamento con la Ristrutturazione Edilizia

Il requisito piu’ importante e spesso trascurato e’ che il bonus mobili non e’ autonomo: e’ indissolubilmente legato all’esecuzione di un intervento di ristrutturazione edilizia sull’immobile in questione, che beneficia della detrazione del 50% (ex art. 16-bis del TUIR).

  • Devi aver avviato lavori di ristrutturazione a partire dal 1 gennaio 2024 o successivamente (la data di inizio lavori deve essere anteriore all’acquisto dei mobili)
  • I lavori devono rientrare tra quelli ammessi al bonus ristrutturazione (manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia)
  • L’acquisto dei mobili deve essere destinato all’immobile ristrutturato
  • Non e’ necessario che i lavori siano terminati al momento dell’acquisto dei mobili

Attenzione: la semplice manutenzione ordinaria (tinteggiatura, piccole riparazioni) non e’ sufficiente. Occorre un intervento qualificato di manutenzione straordinaria o superiore.

Quali Beni Sono Ammessi al Bonus Mobili

Non tutti gli acquisti rientrano nel bonus. Ecco cosa e’ ammesso e cosa non e’ ammesso:

Beni Ammessi

  • Mobili nuovi: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze
  • Cucine componibili (anche cucine complete)
  • Grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica A o superiore (dove esiste la classificazione energetica): frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, ventilatori elettrici
  • Materassi e apparecchi di illuminazione purche’ acquistati insieme ai mobili per completare l’arredo

Beni NON Ammessi

  • Pavimenti, tende, infissi (questi rientrano semmai nel bonus ristrutturazione)
  • Porte interne (non considerate mobili)
  • Piccoli elettrodomestici (aspirapolvere, ferro da stiro, frullatori)
  • Elettrodomestici di classe energetica inferiore ad A (dove esiste la classificazione)
  • Mobili usati

Modalita’ di Pagamento Obbligatorie

Per accedere al bonus mobili e’ obbligatorio pagare con mezzi tracciabili. I pagamenti in contanti non sono ammessi. Le modalita’ valide sono:

  • Bonifico bancario o postale (non necessariamente quello “parlante” previsto per l’ecobonus; per il bonus mobili e’ sufficiente un bonifico ordinario)
  • Carte di credito o debito
  • Assegno bancario

Come Si Compila il Modello 730/2026: Quadro E, Riga E57

Nel Modello 730/2026, il bonus mobili si inserisce nel Quadro E (Oneri e Spese), alla riga E57, dedicata specificamente alle spese per mobili ed elettrodomestici.

  • Colonna 1: il codice identificativo dell’immobile ristrutturato (lo stesso utilizzato nel quadro del bonus ristrutturazione, sezione IV del Quadro E)
  • Colonna 2: l’importo delle spese sostenute nel 2025 (massimo 5.000 euro)

Il software dell’Agenzia delle Entrate (sia il 730 precompilato disponibile dal 30 aprile 2026, sia i software CAF) calcolera’ automaticamente la detrazione del 50% da ripartire in 10 rate annuali.

Collegamento con il bonus ristrutturazione: prima di inserire la riga E57, assicurati di aver correttamente inserito i dati del bonus ristrutturazione nella sezione IV del Quadro E (righe da E41 a E43). Senza questa correlazione, il 730 non accettera’ la detrazione per il bonus mobili.

Documenti da Conservare (Non da Allegare)

Per il bonus mobili non e’ necessario allegare alcun documento alla dichiarazione dei redditi. Tuttavia, devi conservare la seguente documentazione per almeno 5 anni (termine di accertamento fiscale), da esibire in caso di controllo:

  • Fatture o ricevute fiscali degli acquisti di mobili/elettrodomestici
  • Estratti conto bancari o ricevute dei pagamenti tracciabili
  • Documentazione dei lavori di ristrutturazione (fatture, bonifici parlanti, comunicazione all’ENEA se applicabile)
  • Titolo abilitativo edilizio (CILA, SCIA, permesso di costruire) o dichiarazione sostitutiva per lavori che non richiedono titolo

Chi Puo’ Richiedere il Bonus Mobili nel 730

  • Proprietari dell’immobile che hanno eseguito i lavori di ristrutturazione
  • Titolari di un diritto reale sull’immobile (usufrutto, uso, abitazione)
  • Inquilini e comodatari se hanno eseguito essi stessi i lavori di manutenzione straordinaria o superiore e il contratto lo consente
  • Familiari conviventi del possessore/detentore dell’immobile, se hanno sostenuto le spese
  • Acquirenti di immobili ristrutturati da imprese (l’acquisto deve avvenire entro 18 mesi dal termine dei lavori)

Il bonus si applica sia agli immobili destinati a prima casa che a seconda casa. Non ci sono limiti ISEE o reddituali.

Confronto Storico dei Limiti: Non Confondere gli Anni

Il limite di spesa detraibile e’ cambiato nel tempo. Ecco il riepilogo storico per non fare errori:

  • Spese 2023 (730/2024): limite 8.000 euro
  • Spese 2024 (730/2025): limite 5.000 euro
  • Spese 2025 (730/2026): limite 5.000 euro (confermato dalla L. 207/2024)

Esempi Pratici di Calcolo del Risparmio

Esempio 1: Cucina da 4.500 euro

  • Spesa 2025: 4.500 euro
  • Detrazione totale: 2.250 euro (50%)
  • Risparmio annuo per 10 anni: 225 euro/anno

Esempio 2: Mobili per 6.000 euro (sopra il limite)

  • Spesa 2025: 6.000 euro
  • Limite detraibile: 5.000 euro
  • Detrazione totale: 2.500 euro (50% di 5.000)
  • Risparmio annuo per 10 anni: 250 euro/anno (massimo)

Il CAF Puo’ Aiutarti a Compilare il 730 con il Bonus Mobili

La compilazione corretta del Modello 730 con il bonus mobili richiede attenzione ai dettagli: dal collegamento con il bonus ristrutturazione alla corretta indicazione delle spese nel quadro E. Il CAF Centro Fiscale ti assiste nella compilazione del Modello 730/2026, verificando che tutte le detrazioni siano inserite correttamente e supportate dalla documentazione necessaria.

Per prenotare un appuntamento o richiedere un preventivo personalizzato, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: siamo a tua disposizione per rispondere a qualsiasi domanda sulla tua dichiarazione dei redditi.

Domande Frequenti sul Bonus Mobili nel 730/2026

Si puo’ richiedere il bonus mobili senza fare la ristrutturazione?

No. Il bonus mobili e’ subordinato all’esecuzione di lavori di manutenzione straordinaria o di interventi di livello superiore sull’immobile. Senza ristrutturazione non si puo’ accedere a questa agevolazione.

Il bonus mobili vale anche per gli inquilini?

Si’, a condizione che l’inquilino abbia eseguito direttamente i lavori di ristrutturazione (con il consenso del proprietario) e che le spese per i mobili siano sostenute dallo stesso inquilino.

Cosa succede se ho acquistato mobili a fine 2024 e inizio 2025?

Le spese si considerano detraibili nell’anno in cui sono state effettivamente sostenute (principio di cassa). Per il 730/2026 si inseriscono solo le spese pagate nel 2025.

Il limite di 5.000 euro e’ per persona o per immobile?

Il limite di 5.000 euro e’ per singola unita’ immobiliare. Se l’immobile e’ intestato a piu’ soggetti (es. coniugi comproprietari), il limite si riferisce all’immobile nel suo complesso, e la detrazione si ripartisce tra i comproprietari in proporzione alle spese sostenute.

Cosa succede se vendo l’immobile prima di aver fruito di tutte le 10 rate?

In caso di vendita dell’immobile, le rate residue del bonus mobili vengono trasferite automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo tra le parti indicato nell’atto di compravendita.

Riepilogo: Checklist Bonus Mobili 730/2026

  • Effettuati lavori di ristrutturazione qualificati sull’immobile (avviati prima dell’acquisto dei mobili)
  • Acquistati mobili nuovi e/o grandi elettrodomestici di classe A o superiore nel 2025
  • Pagato con mezzi tracciabili (bonifico, carta, assegno)
  • Conservate fatture e prove di pagamento
  • Codice immobile presente nella sezione IV del Quadro E (bonus ristrutturazione)
  • Spese totali entro il limite di 5.000 euro per unita’ immobiliare
  • Inserimento corretto alla riga E57 del Quadro E del 730

Ricorda: la detrazione si recupera in 10 anni, con rate annuali uguali. Il risparmio fiscale massimo per il 2026 (prima rata per spese 2025) e’ di 250 euro (su un massimo di 5.000 euro spesi). Per qualsiasi dubbio, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: ti offriremo assistenza personalizzata e professionale per ottimizzare la tua dichiarazione dei redditi nel rispetto della normativa vigente.

Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2016/11/bonus-mobili-640x342.jpg 342 640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:262026-06-01 22:36:26Bonus Mobili nel Modello 730/2026: Come Richiedere la Detrazione al 50%
CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

Bonus Barriere Architettoniche 2026: Stop al 75%, Detrazione al 50% e 36%

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il bonus barriere architettoniche 2026 ha subito una trasformazione radicale rispetto agli anni precedenti. La detrazione del 75% introdotta dalla Legge di Bilancio 2022 (art. 119-ter del DL 34/2020) non e piu applicabile alle spese sostenute dopo il 31 dicembre 2025, salvo casi particolari legati a lavori gia avviati con specifiche condizioni. Per il 2026, chi vuole eliminare le barriere architettoniche nella propria abitazione deve orientarsi su percorsi alternativi: principalmente la detrazione del 50% prevista dall’art. 16-bis del TUIR per le ristrutturazioni edilizie, oppure la detrazione ridotta al 36% valida per immobili diversi dalla prima casa. Questa guida aggiornata spiega nel dettaglio cosa e ancora possibile, quali interventi rientrano, come calcolare il risparmio fiscale e quali documenti preparare.

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Indice dei contenuti

  1. Cosa e cambiato dal 2024 al 2026: addio al bonus 75%
  2. Detrazione 50% e 36%: come funziona nel 2026
  3. Quali interventi sono ammessi nel 2026
  4. Limiti di spesa e tetti agevolabili
  5. Requisiti tecnici: il DM 236/1989
  6. Cessione del credito e sconto in fattura nel 2026
  7. Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscale
  8. Documenti necessari: asseverazione, bonifico e fatture parlanti
  9. Tabella riepilogativa: confronto tra le detrazioni disponibili
  10. Domande frequenti sul bonus barriere architettoniche 2026

Cosa e cambiato dal 2024 al 2026: addio al bonus 75%

Il bonus barriere architettoniche al 75% e stato introdotto dall’articolo 119-ter del Decreto Legge 34/2020 (Decreto Rilancio), in origine previsto per le spese sostenute nel 2022. Successivamente prorogato e modificato, ha subito un drastico ridimensionamento attraverso due interventi legislativi fondamentali:

  • Decreto Legge 212/2023 (convertito con Legge 17/2024): ha introdotto per la prima volta paletti significativi, limitando la cessione del credito e lo sconto in fattura per il bonus 75% e restringendo il perimetro degli interventi ammissibili.
  • Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024): ha sancito la definitiva scadenza del bonus 75% al 31 dicembre 2025, senza proroghe. Dal 1° gennaio 2026, la detrazione del 75% non e piu applicabile per le nuove spese, salvo lavori in corso con condizioni specifiche.

In pratica, nessuna spesa sostenuta nel 2026 per l’eliminazione di barriere architettoniche puo beneficiare della detrazione al 75%. Chi ha avviato lavori entro il 31 dicembre 2025 e li ha completati (con relativa spesa sostenuta entro tale data) puo ancora fruire del vecchio incentivo in dichiarazione dei redditi. Per tutti gli altri, la strada obbligata passa per la detrazione ordinaria sulle ristrutturazioni edilizie, disciplinata dall’art. 16-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

Detrazione 50% e 36%: come funziona nel 2026

Dal 2026, l’agevolazione fiscale per l’eliminazione delle barriere architettoniche si articola su due aliquote principali, entrambe previste dall’art. 16-bis del TUIR e dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024):

Detrazione del 50% (prima casa)

La detrazione del 50% si applica alle spese per interventi di ristrutturazione edilizia sostenute su unita immobiliari adibite ad abitazione principale (prima casa). Questa aliquota e valida per il 2025 e il 2026 grazie alla Legge di Bilancio 2025, che ha confermato il mantenimento del 50% (anziche il ritorno al 36% previsto dalla normativa base) per le abitazioni principali. Gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche rientrano pienamente tra le ristrutturazioni edilizie agevolabili ai sensi dell’art. 16-bis, comma 1, lettera e) del TUIR.

Detrazione del 36% (altri immobili)

La detrazione del 36% si applica invece alle spese sostenute su immobili diversi dall’abitazione principale: seconde case, immobili locati, immobili di proprieta non utilizzati come dimora abituale. Questa aliquota e quella “base” prevista dall’art. 16-bis del TUIR, tornata applicabile per tutti gli immobili diversi dalla prima casa a partire dal 2025, con la fine delle proroghe che storicamente avevano mantenuto il 50% per tutte le tipologie.

In entrambi i casi, la detrazione si porta in dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) in 10 quote annuali di pari importo, a partire dall’anno in cui la spesa e sostenuta.

Quali interventi sono ammessi nel 2026

Gli interventi ammessi dalla detrazione sulle ristrutturazioni edilizie (art. 16-bis TUIR) comprendono tutte le opere finalizzate all’eliminazione delle barriere architettoniche, vale a dire quegli ostacoli fisici che impediscono o rendono difficoltosa la vita quotidiana a persone con disabilita motoria, sensoriale o cognitiva. Non e necessario che il richiedente sia portatore di handicap: la detrazione spetta a tutti i contribuenti che eseguono tali lavori.

Gli interventi piu comuni agevolabili nel 2026 comprendono:

  • Installazione di ascensori e montacarichi: installazione ex novo o ampliamento di impianti elevatori in edifici privi di ascensore o con cabine non conformi alle norme di accessibilita.
  • Installazione di servoscala e montascale: dispositivi elettromeccanici che permettono la salita e la discesa lungo scale esistenti a persone con difficolta motorie.
  • Costruzione di rampe di accesso: realizzazione di percorsi in pendenza che sostituiscono gradini all’ingresso dell’edificio o all’accesso ai vari locali.
  • Adeguamento dei bagni: installazione di maniglioni antipanico, allargamento delle porte, realizzazione di docce a pavimento (walk-in shower), sostituzione di vasca con box doccia accessibile.
  • Allargamento di porte e varchi: ampliamento di porte o finestre-porta per consentire il passaggio di carrozzine (larghezza minima 75-80 cm).
  • Modifica di pavimentazioni: realizzazione di pavimenti antisdrucciolo, rimozione di dislivelli, installazione di segnaletica tattile a pavimento.
  • Adeguamento degli spazi interni: modifiche agli ambienti domestici per rendere i percorsi fruibili da persone su sedia a rotelle (corridoi, cucine, camere).
  • Impianti di automazione: sistemi domotici per l’apertura automatica di porte, finestre, tapparelle, a vantaggio di chi ha limitazioni motorie agli arti superiori.

Limiti di spesa e tetti agevolabili

I limiti di spesa per la detrazione ex art. 16-bis TUIR sono unici per tutte le tipologie di intervento e si applicano per unita immobiliare. Il tetto massimo di spesa agevolabile e pari a 96.000 euro per unita immobiliare per ciascun anno solare. Questo limite si riferisce all’importo complessivo di tutte le spese di ristrutturazione edilizia sostenute nell’anno sull’immobile: se hai gia eseguito altri lavori (es. rifacimento bagno, tinteggiatura, cambio infissi), le spese per le barriere architettoniche si sommano agli altri interventi fino al raggiungimento del tetto.

Riepilogo limiti e detrazioni massime ottenibili:

Tipologia immobileAliquota detrazioneSpesa massima agevolabileDetrazione massima totaleDetrazione annua (10 anni)
Prima casa (abitazione principale)50%96.000 euro48.000 euro4.800 euro/anno
Seconda casa / altri immobili36%96.000 euro34.560 euro3.456 euro/anno

Nota importante: il limite di 96.000 euro e per unita immobiliare e per anno. Se l’immobile e in comproprietà, ogni comproprietario puo detrarre le spese in proporzione alla sua quota di proprieta. Ad esempio, due coniugi comproprietari al 50% che spendono 60.000 euro possono detrarre ciascuno il 50% di spesa, cio 30.000 euro, con una detrazione del 50% pari a 15.000 euro a testa (1.500 euro/anno per 10 anni).

Requisiti tecnici: il DM 236/1989

Per beneficiare della detrazione fiscale, gli interventi devono essere conformi ai requisiti tecnici minimi previsti dal Decreto Ministeriale 14 giugno 1989, n. 236 (“Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilita, l’adattabilita e la visitabilita degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata”). Questo decreto, ancora in vigore e applicabile anche nel 2026, stabilisce le misure minime per la piena accessibilita delle abitazioni.

I requisiti tecnici principali da rispettare riguardano:

  • Porte: larghezza minima di 75 cm per le porte interne, 80 cm per la porta d’ingresso. Lo spazio di manovra laterale alla porta deve essere almeno 60 cm sul lato maniglia e 15 cm sul lato cerniere.
  • Corridoi e disimpegni: larghezza minima di 100 cm; punti di allargamento a 150 cm ogni 10 metri per consentire l’inversione di marcia della carrozzina.
  • Rampe: pendenza massima dell’8%, larghezza minima 90 cm, con corrimani su entrambi i lati a 90 cm di altezza. Per rampe oltre i 10 metri, obbligo di ripiani orizzontali intermedi.
  • Ascensori: cabina minima di 130 cm di profondita e 95 cm di larghezza. La porta deve avere una luce di almeno 80 cm. Pulsantiera entro 120 cm da terra, preferibilmente con Braille.
  • Bagni accessibili: spazio di manovra antistante wc e doccia di almeno 80×150 cm, maniglioni di sostegno a 80 cm da terra, doccia a livello del pavimento senza piatto rialzato.
  • Pavimentazioni: materiali antisdrucciolo certificati con coefficiente di attrito dinamico non inferiore a 0,40 in condizioni asciutte.

L’agenzia delle Entrate, con varie circolari (tra cui la Circolare 43/E del 2016 e i successivi chiarimenti), ha confermato che il mancato rispetto dei requisiti tecnici del DM 236/1989 comporta la decadenza dal beneficio fiscale. E quindi fondamentale che l’impresa esecutrice rilasci un’asseverazione tecnica che attesti la conformita dei lavori al decreto.

Cessione del credito e sconto in fattura nel 2026

La cessione del credito e lo sconto in fattura per gli interventi di ristrutturazione edilizia ordinaria (compresa l’eliminazione di barriere architettoniche in regime 50%/36%) sono stati definitivamente bloccati dalla Legge di Bilancio 2023 (art. 1, comma 538, Legge 197/2022) e confermati nella loro impossibilita di utilizzo anche per il 2026.

In sostanza, nel 2026 per gli interventi di eliminazione barriere architettoniche agevolati al 50% o 36%:

  • NON e possibile cedere il credito fiscale a banche, intermediari o altri soggetti terzi.
  • NON e possibile optare per lo sconto diretto in fattura applicato dall’impresa edile.
  • L’unica modalita e la fruizione diretta in dichiarazione dei redditi, in 10 quote annuali.

Questo rappresenta un cambiamento sostanziale rispetto al vecchio bonus 75%, per il quale era ancora possibile (in specifici casi) la cessione del credito fino alla sua scadenza. Nel 2026, chi non ha sufficiente capienza fiscale per utilizzare la detrazione puo rischiare di perdere in parte il beneficio: la detrazione, infatti, non e rimborsabile se supera l’imposta dovuta.

Eccezione importante per i soggetti IRPEF a basso reddito: le persone con redditi molto bassi o esenti (es. chi percepisce solo pensione minima o redditi inferiori alla no-tax area) potrebbero non riuscire a sfruttare appieno la detrazione. In questi casi, e opportuno valutare con attenzione il costo/beneficio dell’intervento prima di procedere, oppure optare per finanziamenti agevolati.

Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscale

Vediamo in concreto quanto si risparmia con la detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche nel 2026, attraverso esempi numerici su diverse tipologie di intervento e di immobile.

Esempio 1: installazione montascale su prima casa (spesa 15.000 euro)

Un contribuente proprietario della propria prima casa installa un servoscala per l’accesso all’appartamento al primo piano. La spesa complessiva, comprensiva di installazione e materiali, e di 15.000 euro.

  • Aliquota applicabile: 50% (prima casa)
  • Detrazione totale: 15.000 x 50% = 7.500 euro
  • Quota annua detraibile: 7.500 / 10 = 750 euro/anno per 10 anni
  • Risparmio fiscale immediato (primo anno): 750 euro in meno di IRPEF

Esempio 2: installazione ascensore su seconda casa (spesa 50.000 euro)

Un proprietario installa un ascensore in un edificio bifamiliare che non e la propria abitazione principale. La spesa complessiva e di 50.000 euro.

  • Aliquota applicabile: 36% (immobile non prima casa)
  • Detrazione totale: 50.000 x 36% = 18.000 euro
  • Quota annua detraibile: 18.000 / 10 = 1.800 euro/anno per 10 anni

Esempio 3: ristrutturazione bagno e rampe su prima casa (spesa 30.000 euro)

Intervento combinato: adeguamento del bagno (doccia walk-in, maniglioni, allargamento porta) + costruzione rampa di accesso esterno. Spesa totale: 30.000 euro sulla prima casa.

  • Aliquota applicabile: 50% (prima casa)
  • Detrazione totale: 30.000 x 50% = 15.000 euro
  • Quota annua detraibile: 15.000 / 10 = 1.500 euro/anno per 10 anni

Esempio 4: spesa al limite massimo su prima casa (spesa 96.000 euro)

Intervento complesso che esaurisce il tetto massimo agevolabile: ristrutturazione totale dell’immobile con ascensore, rifacimento totale dei bagni, rampe, allargamento porte e sistema domotico. Spesa: 96.000 euro (limite massimo).

  • Aliquota applicabile: 50% (prima casa)
  • Detrazione totale massima: 96.000 x 50% = 48.000 euro
  • Quota annua detraibile: 48.000 / 10 = 4.800 euro/anno per 10 anni

Documenti necessari: asseverazione, bonifico e fatture parlanti

Per fruire della detrazione fiscale per le barriere architettoniche nel 2026, e indispensabile conservare e produrre una serie di documenti obbligatori. La loro assenza o irregolarita puo comportare il disconoscimento della detrazione in sede di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

1. Bonifico bancario “parlante” (obbligatorio)

Il pagamento deve avvenire esclusivamente tramite bonifico bancario o postale specificamente dedicato alle ristrutturazioni edilizie (il cosiddetto “bonifico parlante”). Il bonifico deve contenere obbligatoriamente:

  • Causale di versamento con riferimento esplicito all’art. 16-bis del DPR 917/1986 (o art. 1, L. 449/1997 – la dicitura dipende dal software bancario)
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione (chi paga)
  • Codice fiscale o P.IVA dell’impresa esecutrice che riceve il pagamento

Le banche e le Poste applicano su questo tipo di bonifico una ritenuta d’acconto dell’8% (ex art. 25 DL 78/2010) sull’importo corrisposto all’impresa. Questo importo viene poi portato in compensazione dall’impresa stessa in sede di dichiarazione. E importante sapere che la ritenuta e automatica e non influenza il calcolo della detrazione, che si applica sull’intero importo pagato (al lordo della ritenuta).

2. Fatture “parlanti”

Le fatture emesse dall’impresa devono specificare chiaramente la natura dei lavori eseguiti e l’indirizzo dell’immobile oggetto degli interventi. Le fatture generiche che indicano solo “lavori edili” o “prestazioni varie” non sono sufficienti: devono descrivere in modo inequivocabile che si tratta di interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

3. Asseverazione tecnica

L’asseverazione tecnica e un documento firmato da un tecnico abilitato (geometra, ingegnere o architetto) che attesta la conformita dei lavori eseguiti ai requisiti tecnici del DM 236/1989. Non e richiesta la presentazione all’Agenzia delle Entrate in via preventiva, ma deve essere conservata dal contribuente per esibirla in caso di controllo. Per installazioni di ascensori o impianti elevatori, serve anche il collaudo dell’ENEA e la dichiarazione di conformita dell’impianto.

4. Altri documenti da conservare

  • Titolo abilitativo: DIA (Dichiarazione di Inizio Attivita), SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attivita) o permesso di costruire, a seconda della tipologia di intervento e del comune. Per interventi di manutenzione straordinaria, normalmente basta la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata).
  • Comunicazione al Comune (se richiesta dalla normativa locale)
  • Contratto con l’impresa esecutrice e preventivo dettagliato
  • Estratti conto bancari che attestano i pagamenti tramite bonifico parlante
  • Documentazione fotografica prima/dopo i lavori (utile in caso di contestazioni)

Tutti questi documenti devono essere conservati per almeno 10 anni dalla data della dichiarazione dei redditi in cui si porta la prima quota di detrazione. In caso di trasferimento dell’immobile, il diritto alla detrazione (per le quote non ancora utilizzate) si trasferisce automaticamente all’acquirente.

Tabella riepilogativa: confronto tra le detrazioni disponibili

Di seguito un confronto schematico tra il vecchio bonus 75% e le detrazioni disponibili nel 2026, per avere un quadro chiaro della situazione attuale:

CaratteristicaBonus 75% (scaduto 31/12/2025)Detrazione 50% (prima casa 2026)Detrazione 36% (altri immobili 2026)
Base normativaArt. 119-ter DL 34/2020Art. 16-bis TUIR + L. 207/2024Art. 16-bis TUIR
Aliquota75%50%36%
Limite spesa50.000 euro (singolo), 40.000 (condominio), 30.000 (condominii >8 unita)96.000 euro per unita96.000 euro per unita
Cessione del creditoBloccata dal 17/02/2023Non disponibileNon disponibile
Sconto in fatturaBloccato dal 17/02/2023Non disponibileNon disponibile
Quote di detrazione5 anni10 anni10 anni
Applicabile nel 2026NO (scaduto)SI (prima casa)SI (altri immobili)
Requisiti DM 236/1989SiSiSi

Come si vede chiaramente dalla tabella, il bonus 75% e definitivamente scaduto per le spese del 2026. Il vantaggio fiscale massimo ottenibile ora e la detrazione del 50%, spalmata pero su 10 anni anziche 5. Dal punto di vista del valore attuale netto (VAN) del beneficio fiscale, la differenza tra il vecchio 75% in 5 anni e il nuovo 50% in 10 anni dipende molto dall’aliquota fiscale individuale e dal tasso di sconto applicato.

Come si inserisce la detrazione nella dichiarazione dei redditi

La detrazione per le barriere architettoniche si inserisce nella dichiarazione dei redditi – sia nel modello 730 che nel modello Redditi PF – nel quadro dedicato alle spese detraibili. In particolare:

  • Nel modello 730: nel quadro E, sezione III-A (“Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio”), con il codice spesa specifico per ristrutturazioni edilizie art. 16-bis TUIR.
  • Nel modello Redditi PF: nel quadro RP, con le stesse modalita.

Se l’immobile e in condominio e i lavori sono stati deliberati dall’assemblea condominiale, spetta all’amministratore di condominio comunicare ai singoli condomini la quota di spesa di loro pertinenza tramite la Certificazione Unica o apposita comunicazione scritta. Il condomino inserisce poi la propria quota nella dichiarazione dei redditi. Per i lavori su parti comuni condominiali, il tetto di 96.000 euro si moltiplica per il numero di unita abitative presenti nell’edificio.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti sul bonus barriere architettoniche 2026

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Il bonus barriere architettoniche 75% esiste ancora nel 2026?

No. Il bonus barriere architettoniche al 75% (art. 119-ter DL 34/2020) e scaduto il 31 dicembre 2025. Non e stato prorogato dalla Legge di Bilancio 2025. Per le spese sostenute dal 1 gennaio 2026 in poi, non e piu possibile applicare questa aliquota. Chi ha effettuato e pagato lavori entro il 31/12/2025 puo ancora fruire del 75% nelle dichiarazioni dei redditi relative a quegli anni.

Cosa posso detrarre per le barriere architettoniche nel 2026?

Nel 2026 puoi detrarre le spese per l’eliminazione delle barriere architettoniche con l’aliquota del 50% se l’immobile e la tua prima casa (abitazione principale), oppure con l’aliquota del 36% per seconde case e altri immobili. La detrazione avviene in 10 quote annuali con un tetto massimo di spesa di 96.000 euro per unita immobiliare. Non sono piu disponibili la cessione del credito ne lo sconto in fattura.

Quali lavori rientrano nella detrazione barriere architettoniche 2026?

Rientrano ascensori, montascale, servoscala, rampe di accesso, adeguamento dei bagni (doccia a livello pavimento, maniglioni, allargamento porte), allargamento di porte e corridoi, pavimentazioni antisdrucciolo, sistemi domotici per l’apertura automatica di porte e finestre. I lavori devono rispettare i requisiti tecnici minimi del DM 236/1989 per poter beneficiare della detrazione.

Devo avere una disabilita per accedere alla detrazione barriere architettoniche?

No. La detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche spetta a tutti i contribuenti che eseguono questi interventi, indipendentemente dalla presenza di persone con disabilita in famiglia. E sufficiente che i lavori siano funzionali all’eliminazione di ostacoli fisici e rispettino i requisiti tecnici del DM 236/1989.

Come pago per ottenere la detrazione barriere architettoniche 2026?

Il pagamento deve avvenire esclusivamente con bonifico bancario o postale parlante, contenente: causale con riferimento all’art. 16-bis DPR 917/1986, codice fiscale del beneficiario della detrazione, codice fiscale o P.IVA dell’impresa esecutrice. Non sono ammessi pagamenti in contanti, assegni o carte di credito. Le banche applicano automaticamente una ritenuta d’acconto dell’8% sull’importo del bonifico.


Hai bisogno di assistenza per detrarre le barriere architettoniche?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se i tuoi lavori rientrano nella detrazione, a predisporre tutta la documentazione necessaria e a inserire correttamente le spese nella dichiarazione dei redditi. Ti affianchiamo anche nella valutazione dell’ISEE e di altri bonus abbinabili.

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    Con la stagione della dichiarazione dei redditi ormai nel vivo, molti contribuenti si chiedono se e come e’ possibile detrarre le spese per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici nel Modello 730/2026. La risposta e’ si: il bonus mobili consente di recuperare il 50% delle spese sostenute nel 2025 per arredare un’abitazione ristrutturata. In questa guida completa scoprirai tutto cio’ che devi sapere: requisiti, limite massimo di spesa, quali beni sono ammessi, come compilare il 730 e a quanto ammonta il risparmio fiscale effettivo.

    Cos’e’ il Bonus Mobili 2026 (spese 2025)

    Il bonus mobili e’ un’agevolazione fiscale che permette ai contribuenti italiani di detrarre dall’IRPEF il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi e di grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia.

    Nel Modello 730/2026 si inseriscono le spese effettivamente sostenute nell’anno d’imposta 2025. L’agevolazione e’ prorogata di anno in anno dalla Legge di Bilancio: per il 2025 e’ stata confermata dalla Legge n. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025), con un’importante novita’ rispetto all’anno precedente: la riduzione del limite massimo di spesa detraibile da 8.000 a 5.000 euro per unita’ immobiliare.

    Quanto si Detrae: Percentuale e Importo Massimo

    Ecco i numeri chiave del bonus mobili per le spese 2025 (Modello 730/2026):

    • Aliquota di detrazione: 50%
    • Limite massimo di spesa detraibile: 5.000 euro per unita’ immobiliare
    • Detrazione massima ottenibile: 2.500 euro (il 50% di 5.000 euro)
    • Numero di rate annuali: 10 rate di pari importo
    • Detrazione massima per anno: 250 euro (2.500 euro diviso 10)

    Il limite di 5.000 euro si riferisce alla singola unita’ immobiliare, non al nucleo familiare. Cio’ significa che se hai ristrutturato piu’ immobili, puoi richiedere il bonus per ciascuno di essi separatamente, entro i rispettivi limiti.

    Requisito Fondamentale: Il Collegamento con la Ristrutturazione Edilizia

    Il requisito piu’ importante e spesso trascurato e’ che il bonus mobili non e’ autonomo: e’ indissolubilmente legato all’esecuzione di un intervento di ristrutturazione edilizia sull’immobile in questione, che beneficia della detrazione del 50% (ex art. 16-bis del TUIR).

    • Devi aver avviato lavori di ristrutturazione a partire dal 1 gennaio 2024 o successivamente (la data di inizio lavori deve essere anteriore all’acquisto dei mobili)
    • I lavori devono rientrare tra quelli ammessi al bonus ristrutturazione (manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia)
    • L’acquisto dei mobili deve essere destinato all’immobile ristrutturato
    • Non e’ necessario che i lavori siano terminati al momento dell’acquisto dei mobili

    Attenzione: la semplice manutenzione ordinaria (tinteggiatura, piccole riparazioni) non e’ sufficiente. Occorre un intervento qualificato di manutenzione straordinaria o superiore.

    Quali Beni Sono Ammessi al Bonus Mobili

    Non tutti gli acquisti rientrano nel bonus. Ecco cosa e’ ammesso e cosa non e’ ammesso:

    Beni Ammessi

    • Mobili nuovi: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze
    • Cucine componibili (anche cucine complete)
    • Grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica A o superiore (dove esiste la classificazione energetica): frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, ventilatori elettrici
    • Materassi e apparecchi di illuminazione purche’ acquistati insieme ai mobili per completare l’arredo

    Beni NON Ammessi

    • Pavimenti, tende, infissi (questi rientrano semmai nel bonus ristrutturazione)
    • Porte interne (non considerate mobili)
    • Piccoli elettrodomestici (aspirapolvere, ferro da stiro, frullatori)
    • Elettrodomestici di classe energetica inferiore ad A (dove esiste la classificazione)
    • Mobili usati

    Modalita’ di Pagamento Obbligatorie

    Per accedere al bonus mobili e’ obbligatorio pagare con mezzi tracciabili. I pagamenti in contanti non sono ammessi. Le modalita’ valide sono:

    • Bonifico bancario o postale (non necessariamente quello “parlante” previsto per l’ecobonus; per il bonus mobili e’ sufficiente un bonifico ordinario)
    • Carte di credito o debito
    • Assegno bancario

    Come Si Compila il Modello 730/2026: Quadro E, Riga E57

    Nel Modello 730/2026, il bonus mobili si inserisce nel Quadro E (Oneri e Spese), alla riga E57, dedicata specificamente alle spese per mobili ed elettrodomestici.

    • Colonna 1: il codice identificativo dell’immobile ristrutturato (lo stesso utilizzato nel quadro del bonus ristrutturazione, sezione IV del Quadro E)
    • Colonna 2: l’importo delle spese sostenute nel 2025 (massimo 5.000 euro)

    Il software dell’Agenzia delle Entrate (sia il 730 precompilato disponibile dal 30 aprile 2026, sia i software CAF) calcolera’ automaticamente la detrazione del 50% da ripartire in 10 rate annuali.

    Collegamento con il bonus ristrutturazione: prima di inserire la riga E57, assicurati di aver correttamente inserito i dati del bonus ristrutturazione nella sezione IV del Quadro E (righe da E41 a E43). Senza questa correlazione, il 730 non accettera’ la detrazione per il bonus mobili.

    Documenti da Conservare (Non da Allegare)

    Per il bonus mobili non e’ necessario allegare alcun documento alla dichiarazione dei redditi. Tuttavia, devi conservare la seguente documentazione per almeno 5 anni (termine di accertamento fiscale), da esibire in caso di controllo:

    • Fatture o ricevute fiscali degli acquisti di mobili/elettrodomestici
    • Estratti conto bancari o ricevute dei pagamenti tracciabili
    • Documentazione dei lavori di ristrutturazione (fatture, bonifici parlanti, comunicazione all’ENEA se applicabile)
    • Titolo abilitativo edilizio (CILA, SCIA, permesso di costruire) o dichiarazione sostitutiva per lavori che non richiedono titolo

    Chi Puo’ Richiedere il Bonus Mobili nel 730

    • Proprietari dell’immobile che hanno eseguito i lavori di ristrutturazione
    • Titolari di un diritto reale sull’immobile (usufrutto, uso, abitazione)
    • Inquilini e comodatari se hanno eseguito essi stessi i lavori di manutenzione straordinaria o superiore e il contratto lo consente
    • Familiari conviventi del possessore/detentore dell’immobile, se hanno sostenuto le spese
    • Acquirenti di immobili ristrutturati da imprese (l’acquisto deve avvenire entro 18 mesi dal termine dei lavori)

    Il bonus si applica sia agli immobili destinati a prima casa che a seconda casa. Non ci sono limiti ISEE o reddituali.

    Confronto Storico dei Limiti: Non Confondere gli Anni

    Il limite di spesa detraibile e’ cambiato nel tempo. Ecco il riepilogo storico per non fare errori:

    • Spese 2023 (730/2024): limite 8.000 euro
    • Spese 2024 (730/2025): limite 5.000 euro
    • Spese 2025 (730/2026): limite 5.000 euro (confermato dalla L. 207/2024)

    Esempi Pratici di Calcolo del Risparmio

    Esempio 1: Cucina da 4.500 euro

    • Spesa 2025: 4.500 euro
    • Detrazione totale: 2.250 euro (50%)
    • Risparmio annuo per 10 anni: 225 euro/anno

    Esempio 2: Mobili per 6.000 euro (sopra il limite)

    • Spesa 2025: 6.000 euro
    • Limite detraibile: 5.000 euro
    • Detrazione totale: 2.500 euro (50% di 5.000)
    • Risparmio annuo per 10 anni: 250 euro/anno (massimo)

    Il CAF Puo’ Aiutarti a Compilare il 730 con il Bonus Mobili

    La compilazione corretta del Modello 730 con il bonus mobili richiede attenzione ai dettagli: dal collegamento con il bonus ristrutturazione alla corretta indicazione delle spese nel quadro E. Il CAF Centro Fiscale ti assiste nella compilazione del Modello 730/2026, verificando che tutte le detrazioni siano inserite correttamente e supportate dalla documentazione necessaria.

    Per prenotare un appuntamento o richiedere un preventivo personalizzato, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: siamo a tua disposizione per rispondere a qualsiasi domanda sulla tua dichiarazione dei redditi.

    Domande Frequenti sul Bonus Mobili nel 730/2026

    Si puo’ richiedere il bonus mobili senza fare la ristrutturazione?

    No. Il bonus mobili e’ subordinato all’esecuzione di lavori di manutenzione straordinaria o di interventi di livello superiore sull’immobile. Senza ristrutturazione non si puo’ accedere a questa agevolazione.

    Il bonus mobili vale anche per gli inquilini?

    Si’, a condizione che l’inquilino abbia eseguito direttamente i lavori di ristrutturazione (con il consenso del proprietario) e che le spese per i mobili siano sostenute dallo stesso inquilino.

    Cosa succede se ho acquistato mobili a fine 2024 e inizio 2025?

    Le spese si considerano detraibili nell’anno in cui sono state effettivamente sostenute (principio di cassa). Per il 730/2026 si inseriscono solo le spese pagate nel 2025.

    Il limite di 5.000 euro e’ per persona o per immobile?

    Il limite di 5.000 euro e’ per singola unita’ immobiliare. Se l’immobile e’ intestato a piu’ soggetti (es. coniugi comproprietari), il limite si riferisce all’immobile nel suo complesso, e la detrazione si ripartisce tra i comproprietari in proporzione alle spese sostenute.

    Cosa succede se vendo l’immobile prima di aver fruito di tutte le 10 rate?

    In caso di vendita dell’immobile, le rate residue del bonus mobili vengono trasferite automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo tra le parti indicato nell’atto di compravendita.

    Riepilogo: Checklist Bonus Mobili 730/2026

    • Effettuati lavori di ristrutturazione qualificati sull’immobile (avviati prima dell’acquisto dei mobili)
    • Acquistati mobili nuovi e/o grandi elettrodomestici di classe A o superiore nel 2025
    • Pagato con mezzi tracciabili (bonifico, carta, assegno)
    • Conservate fatture e prove di pagamento
    • Codice immobile presente nella sezione IV del Quadro E (bonus ristrutturazione)
    • Spese totali entro il limite di 5.000 euro per unita’ immobiliare
    • Inserimento corretto alla riga E57 del Quadro E del 730

    Ricorda: la detrazione si recupera in 10 anni, con rate annuali uguali. Il risparmio fiscale massimo per il 2026 (prima rata per spese 2025) e’ di 250 euro (su un massimo di 5.000 euro spesi). Per qualsiasi dubbio, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: ti offriremo assistenza personalizzata e professionale per ottimizzare la tua dichiarazione dei redditi nel rispetto della normativa vigente.

    Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2016/11/bonus-mobili-640x342.jpg 342 640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:262026-06-01 22:36:26Bonus Mobili nel Modello 730/2026: Come Richiedere la Detrazione al 50%
    CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

    Bonus Barriere Architettoniche 2026: Stop al 75%, Detrazione al 50% e 36%

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il bonus barriere architettoniche 2026 ha subito una trasformazione radicale rispetto agli anni precedenti. La detrazione del 75% introdotta dalla Legge di Bilancio 2022 (art. 119-ter del DL 34/2020) non e piu applicabile alle spese sostenute dopo il 31 dicembre 2025, salvo casi particolari legati a lavori gia avviati con specifiche condizioni. Per il 2026, chi vuole eliminare le barriere architettoniche nella propria abitazione deve orientarsi su percorsi alternativi: principalmente la detrazione del 50% prevista dall’art. 16-bis del TUIR per le ristrutturazioni edilizie, oppure la detrazione ridotta al 36% valida per immobili diversi dalla prima casa. Questa guida aggiornata spiega nel dettaglio cosa e ancora possibile, quali interventi rientrano, come calcolare il risparmio fiscale e quali documenti preparare.

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    Indice dei contenuti

    1. Cosa e cambiato dal 2024 al 2026: addio al bonus 75%
    2. Detrazione 50% e 36%: come funziona nel 2026
    3. Quali interventi sono ammessi nel 2026
    4. Limiti di spesa e tetti agevolabili
    5. Requisiti tecnici: il DM 236/1989
    6. Cessione del credito e sconto in fattura nel 2026
    7. Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscale
    8. Documenti necessari: asseverazione, bonifico e fatture parlanti
    9. Tabella riepilogativa: confronto tra le detrazioni disponibili
    10. Domande frequenti sul bonus barriere architettoniche 2026

    Cosa e cambiato dal 2024 al 2026: addio al bonus 75%

    Il bonus barriere architettoniche al 75% e stato introdotto dall’articolo 119-ter del Decreto Legge 34/2020 (Decreto Rilancio), in origine previsto per le spese sostenute nel 2022. Successivamente prorogato e modificato, ha subito un drastico ridimensionamento attraverso due interventi legislativi fondamentali:

    • Decreto Legge 212/2023 (convertito con Legge 17/2024): ha introdotto per la prima volta paletti significativi, limitando la cessione del credito e lo sconto in fattura per il bonus 75% e restringendo il perimetro degli interventi ammissibili.
    • Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024): ha sancito la definitiva scadenza del bonus 75% al 31 dicembre 2025, senza proroghe. Dal 1° gennaio 2026, la detrazione del 75% non e piu applicabile per le nuove spese, salvo lavori in corso con condizioni specifiche.

    In pratica, nessuna spesa sostenuta nel 2026 per l’eliminazione di barriere architettoniche puo beneficiare della detrazione al 75%. Chi ha avviato lavori entro il 31 dicembre 2025 e li ha completati (con relativa spesa sostenuta entro tale data) puo ancora fruire del vecchio incentivo in dichiarazione dei redditi. Per tutti gli altri, la strada obbligata passa per la detrazione ordinaria sulle ristrutturazioni edilizie, disciplinata dall’art. 16-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

    Detrazione 50% e 36%: come funziona nel 2026

    Dal 2026, l’agevolazione fiscale per l’eliminazione delle barriere architettoniche si articola su due aliquote principali, entrambe previste dall’art. 16-bis del TUIR e dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024):

    Detrazione del 50% (prima casa)

    La detrazione del 50% si applica alle spese per interventi di ristrutturazione edilizia sostenute su unita immobiliari adibite ad abitazione principale (prima casa). Questa aliquota e valida per il 2025 e il 2026 grazie alla Legge di Bilancio 2025, che ha confermato il mantenimento del 50% (anziche il ritorno al 36% previsto dalla normativa base) per le abitazioni principali. Gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche rientrano pienamente tra le ristrutturazioni edilizie agevolabili ai sensi dell’art. 16-bis, comma 1, lettera e) del TUIR.

    Detrazione del 36% (altri immobili)

    La detrazione del 36% si applica invece alle spese sostenute su immobili diversi dall’abitazione principale: seconde case, immobili locati, immobili di proprieta non utilizzati come dimora abituale. Questa aliquota e quella “base” prevista dall’art. 16-bis del TUIR, tornata applicabile per tutti gli immobili diversi dalla prima casa a partire dal 2025, con la fine delle proroghe che storicamente avevano mantenuto il 50% per tutte le tipologie.

    In entrambi i casi, la detrazione si porta in dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) in 10 quote annuali di pari importo, a partire dall’anno in cui la spesa e sostenuta.

    Quali interventi sono ammessi nel 2026

    Gli interventi ammessi dalla detrazione sulle ristrutturazioni edilizie (art. 16-bis TUIR) comprendono tutte le opere finalizzate all’eliminazione delle barriere architettoniche, vale a dire quegli ostacoli fisici che impediscono o rendono difficoltosa la vita quotidiana a persone con disabilita motoria, sensoriale o cognitiva. Non e necessario che il richiedente sia portatore di handicap: la detrazione spetta a tutti i contribuenti che eseguono tali lavori.

    Gli interventi piu comuni agevolabili nel 2026 comprendono:

    • Installazione di ascensori e montacarichi: installazione ex novo o ampliamento di impianti elevatori in edifici privi di ascensore o con cabine non conformi alle norme di accessibilita.
    • Installazione di servoscala e montascale: dispositivi elettromeccanici che permettono la salita e la discesa lungo scale esistenti a persone con difficolta motorie.
    • Costruzione di rampe di accesso: realizzazione di percorsi in pendenza che sostituiscono gradini all’ingresso dell’edificio o all’accesso ai vari locali.
    • Adeguamento dei bagni: installazione di maniglioni antipanico, allargamento delle porte, realizzazione di docce a pavimento (walk-in shower), sostituzione di vasca con box doccia accessibile.
    • Allargamento di porte e varchi: ampliamento di porte o finestre-porta per consentire il passaggio di carrozzine (larghezza minima 75-80 cm).
    • Modifica di pavimentazioni: realizzazione di pavimenti antisdrucciolo, rimozione di dislivelli, installazione di segnaletica tattile a pavimento.
    • Adeguamento degli spazi interni: modifiche agli ambienti domestici per rendere i percorsi fruibili da persone su sedia a rotelle (corridoi, cucine, camere).
    • Impianti di automazione: sistemi domotici per l’apertura automatica di porte, finestre, tapparelle, a vantaggio di chi ha limitazioni motorie agli arti superiori.

    Limiti di spesa e tetti agevolabili

    I limiti di spesa per la detrazione ex art. 16-bis TUIR sono unici per tutte le tipologie di intervento e si applicano per unita immobiliare. Il tetto massimo di spesa agevolabile e pari a 96.000 euro per unita immobiliare per ciascun anno solare. Questo limite si riferisce all’importo complessivo di tutte le spese di ristrutturazione edilizia sostenute nell’anno sull’immobile: se hai gia eseguito altri lavori (es. rifacimento bagno, tinteggiatura, cambio infissi), le spese per le barriere architettoniche si sommano agli altri interventi fino al raggiungimento del tetto.

    Riepilogo limiti e detrazioni massime ottenibili:

    Tipologia immobileAliquota detrazioneSpesa massima agevolabileDetrazione massima totaleDetrazione annua (10 anni)
    Prima casa (abitazione principale)50%96.000 euro48.000 euro4.800 euro/anno
    Seconda casa / altri immobili36%96.000 euro34.560 euro3.456 euro/anno

    Nota importante: il limite di 96.000 euro e per unita immobiliare e per anno. Se l’immobile e in comproprietà, ogni comproprietario puo detrarre le spese in proporzione alla sua quota di proprieta. Ad esempio, due coniugi comproprietari al 50% che spendono 60.000 euro possono detrarre ciascuno il 50% di spesa, cio 30.000 euro, con una detrazione del 50% pari a 15.000 euro a testa (1.500 euro/anno per 10 anni).

    Requisiti tecnici: il DM 236/1989

    Per beneficiare della detrazione fiscale, gli interventi devono essere conformi ai requisiti tecnici minimi previsti dal Decreto Ministeriale 14 giugno 1989, n. 236 (“Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilita, l’adattabilita e la visitabilita degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata”). Questo decreto, ancora in vigore e applicabile anche nel 2026, stabilisce le misure minime per la piena accessibilita delle abitazioni.

    I requisiti tecnici principali da rispettare riguardano:

    • Porte: larghezza minima di 75 cm per le porte interne, 80 cm per la porta d’ingresso. Lo spazio di manovra laterale alla porta deve essere almeno 60 cm sul lato maniglia e 15 cm sul lato cerniere.
    • Corridoi e disimpegni: larghezza minima di 100 cm; punti di allargamento a 150 cm ogni 10 metri per consentire l’inversione di marcia della carrozzina.
    • Rampe: pendenza massima dell’8%, larghezza minima 90 cm, con corrimani su entrambi i lati a 90 cm di altezza. Per rampe oltre i 10 metri, obbligo di ripiani orizzontali intermedi.
    • Ascensori: cabina minima di 130 cm di profondita e 95 cm di larghezza. La porta deve avere una luce di almeno 80 cm. Pulsantiera entro 120 cm da terra, preferibilmente con Braille.
    • Bagni accessibili: spazio di manovra antistante wc e doccia di almeno 80×150 cm, maniglioni di sostegno a 80 cm da terra, doccia a livello del pavimento senza piatto rialzato.
    • Pavimentazioni: materiali antisdrucciolo certificati con coefficiente di attrito dinamico non inferiore a 0,40 in condizioni asciutte.

    L’agenzia delle Entrate, con varie circolari (tra cui la Circolare 43/E del 2016 e i successivi chiarimenti), ha confermato che il mancato rispetto dei requisiti tecnici del DM 236/1989 comporta la decadenza dal beneficio fiscale. E quindi fondamentale che l’impresa esecutrice rilasci un’asseverazione tecnica che attesti la conformita dei lavori al decreto.

    Cessione del credito e sconto in fattura nel 2026

    La cessione del credito e lo sconto in fattura per gli interventi di ristrutturazione edilizia ordinaria (compresa l’eliminazione di barriere architettoniche in regime 50%/36%) sono stati definitivamente bloccati dalla Legge di Bilancio 2023 (art. 1, comma 538, Legge 197/2022) e confermati nella loro impossibilita di utilizzo anche per il 2026.

    In sostanza, nel 2026 per gli interventi di eliminazione barriere architettoniche agevolati al 50% o 36%:

    • NON e possibile cedere il credito fiscale a banche, intermediari o altri soggetti terzi.
    • NON e possibile optare per lo sconto diretto in fattura applicato dall’impresa edile.
    • L’unica modalita e la fruizione diretta in dichiarazione dei redditi, in 10 quote annuali.

    Questo rappresenta un cambiamento sostanziale rispetto al vecchio bonus 75%, per il quale era ancora possibile (in specifici casi) la cessione del credito fino alla sua scadenza. Nel 2026, chi non ha sufficiente capienza fiscale per utilizzare la detrazione puo rischiare di perdere in parte il beneficio: la detrazione, infatti, non e rimborsabile se supera l’imposta dovuta.

    Eccezione importante per i soggetti IRPEF a basso reddito: le persone con redditi molto bassi o esenti (es. chi percepisce solo pensione minima o redditi inferiori alla no-tax area) potrebbero non riuscire a sfruttare appieno la detrazione. In questi casi, e opportuno valutare con attenzione il costo/beneficio dell’intervento prima di procedere, oppure optare per finanziamenti agevolati.

    Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscale

    Vediamo in concreto quanto si risparmia con la detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche nel 2026, attraverso esempi numerici su diverse tipologie di intervento e di immobile.

    Esempio 1: installazione montascale su prima casa (spesa 15.000 euro)

    Un contribuente proprietario della propria prima casa installa un servoscala per l’accesso all’appartamento al primo piano. La spesa complessiva, comprensiva di installazione e materiali, e di 15.000 euro.

    • Aliquota applicabile: 50% (prima casa)
    • Detrazione totale: 15.000 x 50% = 7.500 euro
    • Quota annua detraibile: 7.500 / 10 = 750 euro/anno per 10 anni
    • Risparmio fiscale immediato (primo anno): 750 euro in meno di IRPEF

    Esempio 2: installazione ascensore su seconda casa (spesa 50.000 euro)

    Un proprietario installa un ascensore in un edificio bifamiliare che non e la propria abitazione principale. La spesa complessiva e di 50.000 euro.

    • Aliquota applicabile: 36% (immobile non prima casa)
    • Detrazione totale: 50.000 x 36% = 18.000 euro
    • Quota annua detraibile: 18.000 / 10 = 1.800 euro/anno per 10 anni

    Esempio 3: ristrutturazione bagno e rampe su prima casa (spesa 30.000 euro)

    Intervento combinato: adeguamento del bagno (doccia walk-in, maniglioni, allargamento porta) + costruzione rampa di accesso esterno. Spesa totale: 30.000 euro sulla prima casa.

    • Aliquota applicabile: 50% (prima casa)
    • Detrazione totale: 30.000 x 50% = 15.000 euro
    • Quota annua detraibile: 15.000 / 10 = 1.500 euro/anno per 10 anni

    Esempio 4: spesa al limite massimo su prima casa (spesa 96.000 euro)

    Intervento complesso che esaurisce il tetto massimo agevolabile: ristrutturazione totale dell’immobile con ascensore, rifacimento totale dei bagni, rampe, allargamento porte e sistema domotico. Spesa: 96.000 euro (limite massimo).

    • Aliquota applicabile: 50% (prima casa)
    • Detrazione totale massima: 96.000 x 50% = 48.000 euro
    • Quota annua detraibile: 48.000 / 10 = 4.800 euro/anno per 10 anni

    Documenti necessari: asseverazione, bonifico e fatture parlanti

    Per fruire della detrazione fiscale per le barriere architettoniche nel 2026, e indispensabile conservare e produrre una serie di documenti obbligatori. La loro assenza o irregolarita puo comportare il disconoscimento della detrazione in sede di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

    1. Bonifico bancario “parlante” (obbligatorio)

    Il pagamento deve avvenire esclusivamente tramite bonifico bancario o postale specificamente dedicato alle ristrutturazioni edilizie (il cosiddetto “bonifico parlante”). Il bonifico deve contenere obbligatoriamente:

    • Causale di versamento con riferimento esplicito all’art. 16-bis del DPR 917/1986 (o art. 1, L. 449/1997 – la dicitura dipende dal software bancario)
    • Codice fiscale del beneficiario della detrazione (chi paga)
    • Codice fiscale o P.IVA dell’impresa esecutrice che riceve il pagamento

    Le banche e le Poste applicano su questo tipo di bonifico una ritenuta d’acconto dell’8% (ex art. 25 DL 78/2010) sull’importo corrisposto all’impresa. Questo importo viene poi portato in compensazione dall’impresa stessa in sede di dichiarazione. E importante sapere che la ritenuta e automatica e non influenza il calcolo della detrazione, che si applica sull’intero importo pagato (al lordo della ritenuta).

    2. Fatture “parlanti”

    Le fatture emesse dall’impresa devono specificare chiaramente la natura dei lavori eseguiti e l’indirizzo dell’immobile oggetto degli interventi. Le fatture generiche che indicano solo “lavori edili” o “prestazioni varie” non sono sufficienti: devono descrivere in modo inequivocabile che si tratta di interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

    3. Asseverazione tecnica

    L’asseverazione tecnica e un documento firmato da un tecnico abilitato (geometra, ingegnere o architetto) che attesta la conformita dei lavori eseguiti ai requisiti tecnici del DM 236/1989. Non e richiesta la presentazione all’Agenzia delle Entrate in via preventiva, ma deve essere conservata dal contribuente per esibirla in caso di controllo. Per installazioni di ascensori o impianti elevatori, serve anche il collaudo dell’ENEA e la dichiarazione di conformita dell’impianto.

    4. Altri documenti da conservare

    • Titolo abilitativo: DIA (Dichiarazione di Inizio Attivita), SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attivita) o permesso di costruire, a seconda della tipologia di intervento e del comune. Per interventi di manutenzione straordinaria, normalmente basta la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata).
    • Comunicazione al Comune (se richiesta dalla normativa locale)
    • Contratto con l’impresa esecutrice e preventivo dettagliato
    • Estratti conto bancari che attestano i pagamenti tramite bonifico parlante
    • Documentazione fotografica prima/dopo i lavori (utile in caso di contestazioni)

    Tutti questi documenti devono essere conservati per almeno 10 anni dalla data della dichiarazione dei redditi in cui si porta la prima quota di detrazione. In caso di trasferimento dell’immobile, il diritto alla detrazione (per le quote non ancora utilizzate) si trasferisce automaticamente all’acquirente.

    Tabella riepilogativa: confronto tra le detrazioni disponibili

    Di seguito un confronto schematico tra il vecchio bonus 75% e le detrazioni disponibili nel 2026, per avere un quadro chiaro della situazione attuale:

    CaratteristicaBonus 75% (scaduto 31/12/2025)Detrazione 50% (prima casa 2026)Detrazione 36% (altri immobili 2026)
    Base normativaArt. 119-ter DL 34/2020Art. 16-bis TUIR + L. 207/2024Art. 16-bis TUIR
    Aliquota75%50%36%
    Limite spesa50.000 euro (singolo), 40.000 (condominio), 30.000 (condominii >8 unita)96.000 euro per unita96.000 euro per unita
    Cessione del creditoBloccata dal 17/02/2023Non disponibileNon disponibile
    Sconto in fatturaBloccato dal 17/02/2023Non disponibileNon disponibile
    Quote di detrazione5 anni10 anni10 anni
    Applicabile nel 2026NO (scaduto)SI (prima casa)SI (altri immobili)
    Requisiti DM 236/1989SiSiSi

    Come si vede chiaramente dalla tabella, il bonus 75% e definitivamente scaduto per le spese del 2026. Il vantaggio fiscale massimo ottenibile ora e la detrazione del 50%, spalmata pero su 10 anni anziche 5. Dal punto di vista del valore attuale netto (VAN) del beneficio fiscale, la differenza tra il vecchio 75% in 5 anni e il nuovo 50% in 10 anni dipende molto dall’aliquota fiscale individuale e dal tasso di sconto applicato.

    Come si inserisce la detrazione nella dichiarazione dei redditi

    La detrazione per le barriere architettoniche si inserisce nella dichiarazione dei redditi – sia nel modello 730 che nel modello Redditi PF – nel quadro dedicato alle spese detraibili. In particolare:

    • Nel modello 730: nel quadro E, sezione III-A (“Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio”), con il codice spesa specifico per ristrutturazioni edilizie art. 16-bis TUIR.
    • Nel modello Redditi PF: nel quadro RP, con le stesse modalita.

    Se l’immobile e in condominio e i lavori sono stati deliberati dall’assemblea condominiale, spetta all’amministratore di condominio comunicare ai singoli condomini la quota di spesa di loro pertinenza tramite la Certificazione Unica o apposita comunicazione scritta. Il condomino inserisce poi la propria quota nella dichiarazione dei redditi. Per i lavori su parti comuni condominiali, il tetto di 96.000 euro si moltiplica per il numero di unita abitative presenti nell’edificio.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti sul bonus barriere architettoniche 2026

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    Il bonus barriere architettoniche 75% esiste ancora nel 2026?

    No. Il bonus barriere architettoniche al 75% (art. 119-ter DL 34/2020) e scaduto il 31 dicembre 2025. Non e stato prorogato dalla Legge di Bilancio 2025. Per le spese sostenute dal 1 gennaio 2026 in poi, non e piu possibile applicare questa aliquota. Chi ha effettuato e pagato lavori entro il 31/12/2025 puo ancora fruire del 75% nelle dichiarazioni dei redditi relative a quegli anni.

    Cosa posso detrarre per le barriere architettoniche nel 2026?

    Nel 2026 puoi detrarre le spese per l’eliminazione delle barriere architettoniche con l’aliquota del 50% se l’immobile e la tua prima casa (abitazione principale), oppure con l’aliquota del 36% per seconde case e altri immobili. La detrazione avviene in 10 quote annuali con un tetto massimo di spesa di 96.000 euro per unita immobiliare. Non sono piu disponibili la cessione del credito ne lo sconto in fattura.

    Quali lavori rientrano nella detrazione barriere architettoniche 2026?

    Rientrano ascensori, montascale, servoscala, rampe di accesso, adeguamento dei bagni (doccia a livello pavimento, maniglioni, allargamento porte), allargamento di porte e corridoi, pavimentazioni antisdrucciolo, sistemi domotici per l’apertura automatica di porte e finestre. I lavori devono rispettare i requisiti tecnici minimi del DM 236/1989 per poter beneficiare della detrazione.

    Devo avere una disabilita per accedere alla detrazione barriere architettoniche?

    No. La detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche spetta a tutti i contribuenti che eseguono questi interventi, indipendentemente dalla presenza di persone con disabilita in famiglia. E sufficiente che i lavori siano funzionali all’eliminazione di ostacoli fisici e rispettino i requisiti tecnici del DM 236/1989.

    Come pago per ottenere la detrazione barriere architettoniche 2026?

    Il pagamento deve avvenire esclusivamente con bonifico bancario o postale parlante, contenente: causale con riferimento all’art. 16-bis DPR 917/1986, codice fiscale del beneficiario della detrazione, codice fiscale o P.IVA dell’impresa esecutrice. Non sono ammessi pagamenti in contanti, assegni o carte di credito. Le banche applicano automaticamente una ritenuta d’acconto dell’8% sull’importo del bonifico.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se i tuoi lavori rientrano nella detrazione, a predisporre tutta la documentazione necessaria e a inserire correttamente le spese nella dichiarazione dei redditi. Ti affianchiamo anche nella valutazione dell’ISEE e di altri bonus abbinabili.

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      Bonus Mobili 2026: Detrazione 50%, Importo Massimo 5.000 Euro, Requisiti e Come Ottenerlo

      Bonus Mobili

      Il bonus mobili 2026 è una delle agevolazioni fiscali più interessanti per chi sta ristrutturando casa. Si tratta di una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, fino a un importo massimo di 5.000 euro. In questa guida completa ti spieghiamo cos’è, quali sono i requisiti per ottenerlo, quali mobili ed elettrodomestici rientrano nell’agevolazione, come pagare correttamente e come inserire la detrazione nel modello 730/2026.

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il Bonus Mobili 2026
      2. Importo Massimo e Detrazione
      3. Requisiti per il Bonus Mobili 2026
      4. Quali Mobili Sono Ammessi
      5. Quali Elettrodomestici Sono Ammessi
      6. Come Pagare: Metodi di Pagamento Ammessi
      7. Documenti Necessari per la Detrazione
      8. Come Inserire il Bonus Mobili nel 730/2026
      9. Differenza tra Bonus Mobili e Bonus Ristrutturazione
      10. Esempi Pratici di Calcolo
      11. Errori Comuni da Evitare
      12. Domande Frequenti (FAQ)
      13. Assistenza del CAF Centro Fiscale

      Cos’è il Bonus Mobili 2026

      Il bonus mobili è un’agevolazione fiscale introdotta dall’articolo 16, comma 2, del D.L. 63/2013 e prorogata dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024) anche per il 2026. Consiste in una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione edilizia.

      In parole semplici, se stai facendo lavori di ristrutturazione a casa tua, puoi ottenere un rimborso del 50% su quello che spendi per comprare mobili e grandi elettrodomestici nuovi, fino a un tetto di spesa di 5.000 euro. Questo rimborso avviene direttamente nella tua dichiarazione dei redditi 730, distribuito in 10 rate annuali di pari importo.

      È importante sottolineare che il bonus mobili non è un contributo a fondo perduto: si tratta di una detrazione dall’IRPEF, cioè riduce l’importo delle tasse che devi pagare. Per questo motivo, ne beneficia solo chi ha un reddito soggetto a IRPEF (non è utile, ad esempio, per chi è in regime forfettario, che paga un’imposta sostitutiva).

      Importo Massimo e Detrazione: Quanto Si Risparmia

      L’importo massimo di spesa detraibile per il bonus mobili 2026 è pari a 5.000 euro. Questo significa che la detrazione massima ottenibile è di 2.500 euro (il 50% di 5.000), ripartita in 10 rate annuali da 250 euro ciascuna.

      Ecco come è cambiato il tetto di spesa negli ultimi anni:

      AnnoImporto massimo di spesaDetrazione massima (50%)
      202116.000 euro8.000 euro
      202210.000 euro5.000 euro
      20238.000 euro4.000 euro
      20245.000 euro2.500 euro
      20255.000 euro2.500 euro
      20265.000 euro2.500 euro

      Il limite di 5.000 euro si riferisce alla singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione. Se stai ristrutturando due appartamenti diversi, puoi beneficiare del bonus mobili per ciascuno di essi, fino a 5.000 euro per immobile.

      Requisiti per il Bonus Mobili 2026

      Per ottenere il bonus mobili 2026 è necessario rispettare alcuni requisiti fondamentali. Il più importante è che l’acquisto dei mobili deve essere collegato a interventi di ristrutturazione edilizia.

      Requisito principale: la ristrutturazione

      Il bonus mobili spetta solo a chi ha in corso (o ha completato) lavori di ristrutturazione sull’immobile dove andranno i nuovi mobili o elettrodomestici. I lavori che danno diritto al bonus includono:

      • Manutenzione straordinaria su singole unità immobiliari (rifacimento bagno, sostituzione impianto elettrico o idraulico, installazione scala interna)
      • Restauro e risanamento conservativo (interventi su edifici storici o degradati)
      • Ristrutturazione edilizia vera e propria (demolizioni e ricostruzioni, modifiche strutturali)
      • Manutenzione ordinaria e straordinaria su parti comuni condominiali (tinteggiatura facciate, sostituzione portone, rifacimento tetto)

      Attenzione: la semplice manutenzione ordinaria su un singolo appartamento (come tinteggiare le pareti o sostituire i pavimenti senza modificare la struttura) non dà diritto al bonus mobili. Serve un intervento di manutenzione straordinaria come minimo.

      Tempistica: date dei lavori e degli acquisti

      Per il bonus mobili 2026, la data di inizio dei lavori di ristrutturazione deve essere non anteriore al 1° gennaio 2025. La data di inizio lavori deve risultare da eventuali abilitazioni amministrative (CILA, SCIA, permesso di costruire), comunicazione preventiva all’ASL o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

      Importante: non è necessario che le spese per i mobili siano sostenute dopo quelle per la ristrutturazione. L’acquisto dei mobili può avvenire anche prima del pagamento dei lavori, purché i lavori siano già iniziati.

      Quali Mobili Sono Ammessi al Bonus Mobili

      Il bonus mobili copre l’acquisto di mobili nuovi (non usati) destinati ad arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione. Ecco l’elenco completo:

      • Letti (singoli, matrimoniali, a castello, divani letto)
      • Armadi e guardaroba
      • Cassettiere e comò
      • Librerie e scaffalature
      • Scrivanie e tavoli
      • Sedie e poltrone
      • Comodini
      • Divani
      • Materassi
      • Credenze e madie
      • Cucine (la struttura e i mobili della cucina)
      • Mobili da bagno
      • Apparecchi di illuminazione che costituiscono arredo (lampadari, applique, piantane)

      Non sono ammessi: porte, pavimenti e rivestimenti (rientrano nella ristrutturazione), tende e complementi tessili, mobili usati o di seconda mano, oggetti di antiquariato.

      Quali Elettrodomestici Sono Ammessi e Classi Energetiche Minime

      Oltre ai mobili, il bonus copre anche l’acquisto di grandi elettrodomestici nuovi, purché rispettino determinate classi energetiche minime. Dal 1° marzo 2021 l’Unione Europea ha introdotto nuove etichette energetiche (da A a G).

      ElettrodomesticoClasse energetica minima
      Forni e forni a microondeClasse A
      LavatriciClasse E
      LavasciugaClasse E
      LavastoviglieClasse E
      AsciugatriciClasse A
      Frigoriferi e congelatoriClasse F
      Apparecchi di cottura (piani cottura)Nessuna classe richiesta
      Stufe elettriche e radiatoriNessuna classe richiesta
      Ventilatori e condizionatoriNessuna classe richiesta

      Consiglio pratico: prima di acquistare un grande elettrodomestico, verifica sempre l’etichetta energetica. Se la classe non rispetta il minimo richiesto, non potrai portare la spesa in detrazione. Conserva l’etichetta come prova.

      Come Pagare: Metodi di Pagamento Ammessi

      Per ottenere il bonus mobili 2026 è fondamentale pagare con i metodi corretti. L’Agenzia delle Entrate accetta esclusivamente i seguenti metodi di pagamento:

      • Bonifico bancario o postale (anche non “parlante”)
      • Carta di credito
      • Carta di debito (bancomat)
      • Finanziamento a rate, a condizione che la società finanziaria paghi con le modalità sopra indicate

      Non sono ammessi: contanti, assegni bancari o circolari, altri mezzi di pagamento non tracciabili.

      Nota importante: per il bonus mobili, a differenza del bonus ristrutturazione, non è obbligatorio utilizzare il “bonifico parlante” (quello con causale specifica, codice fiscale e partita IVA). Va bene anche un bonifico ordinario. La data del pagamento è quella che fa fede: per il bonifico conta la data di effettuazione, per la carta conta la data della transazione (non quella dell’addebito sul conto).

      Documenti Necessari per la Detrazione nel 730

      Per ottenere la detrazione nel 730/2026, devi conservare e presentare al CAF una serie di documenti. Ecco la checklist completa:

      • Fattura o scontrino fiscale di acquisto dei mobili/elettrodomestici, con indicazione della natura, qualità e quantità dei beni e i dati del compratore
      • Ricevuta del bonifico bancario o postale (se pagato con bonifico)
      • Ricevuta di avvenuta transazione con carta di credito/debito e relativo estratto conto
      • Documentazione della ristrutturazione: CILA, SCIA o permesso di costruire
      • Comunicazione all’ASL (se obbligatoria per il tipo di lavori)
      • Dichiarazione sostitutiva con data di inizio lavori e dati catastali dell’immobile
      • Etichetta energetica degli elettrodomestici

      Consiglio: crea una cartellina dedicata dove raccogliere tutti questi documenti man mano che fai gli acquisti. Al momento della dichiarazione dei redditi avrai tutto pronto.

      Come Inserire il Bonus Mobili nel 730/2026

      La detrazione per il bonus mobili si inserisce nel modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025) nella sezione dedicata alle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio:

      1. Le spese vanno indicate nel Quadro E, Sezione III C – “Spese per l’arredo degli immobili ristrutturati”
      2. Nella Riga E57 devi indicare il numero della riga della Sezione III A o III B dove hai indicato le spese di ristrutturazione collegate, e l’importo delle spese sostenute
      3. Il software calcola automaticamente la detrazione del 50% e la divide in 10 rate annuali

      Se utilizzi il 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate potrebbe aver già inserito alcune spese. È comunque consigliabile verificare e, se necessario, integrare i dati con l’aiuto di un professionista del CAF.

      Differenza tra Bonus Mobili e Bonus Ristrutturazione

      È fondamentale non confondere il bonus mobili con il bonus ristrutturazione, anche se sono strettamente collegati. Ecco le principali differenze:

      CaratteristicaBonus MobiliBonus Ristrutturazione
      OggettoMobili e grandi elettrodomesticiLavori di ristrutturazione edilizia
      Aliquota50%50% (prima casa 2025-2026) / 36% (altre)
      Tetto di spesa5.000 euro96.000 euro (2025) / variabile
      Rate annuali1010
      PagamentoBonifico ordinario o cartaBonifico parlante obbligatorio
      CollegamentoRichiede ristrutturazione in corsoAutonomo

      In sintesi: i due bonus sono complementari e si possono sommare. Puoi ottenere fino a 2.500 euro di detrazione per i mobili in aggiunta alla detrazione per i lavori di ristrutturazione.

      Esempi Pratici di Calcolo della Detrazione

      Esempio 1: Marco ristruttura il bagno

      Marco sta rifacendo il bagno (manutenzione straordinaria, lavori iniziati a marzo 2025). Acquista un mobile bagno sospeso (800 euro), una lavatrice classe E (600 euro) e un materasso nuovo (500 euro).

      Totale spesa: 1.900 euro | Detrazione 50%: 950 euro | Rata annuale: 95 euro per 10 anni

      Esempio 2: Laura arreda la cucina

      Laura ha ristrutturato la cucina (rifacimento impianti). Acquista cucina completa (3.200 euro), frigorifero classe F (700 euro), lavastoviglie classe E (500 euro) e forno classe A (400 euro).

      Totale spesa: 4.800 euro | Detrazione 50%: 2.400 euro | Rata annuale: 240 euro per 10 anni

      Esempio 3: Paolo supera il tetto

      Paolo acquista mobili per 7.000 euro. Poiché il tetto è 5.000 euro: importo detraibile 5.000 euro, detrazione 2.500 euro, rata annuale 250 euro per 10 anni. I restanti 2.000 euro non sono detraibili.

      Errori Comuni da Evitare

      Ecco gli errori più frequenti che possono farti perdere il diritto alla detrazione del bonus mobili:

      1. Pagare in contanti o con assegno: il pagamento deve essere tracciabile
      2. Acquistare mobili senza ristrutturazione: senza un intervento edilizio in corso, non hai diritto al bonus
      3. Non conservare i documenti: fatture, ricevute e CILA devono essere conservate per almeno 15 anni
      4. Comprare elettrodomestici con classe energetica troppo bassa: verifica sempre l’etichetta
      5. Superare il limite pensando di detrarre tutto: il tetto è 5.000 euro
      6. Acquistare mobili usati: il bonus vale solo per mobili nuovi
      7. Non collegare le spese alla pratica di ristrutturazione: nel 730 devi indicare il riferimento

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti (FAQ) sul Bonus Mobili 2026

      Posso ottenere il bonus mobili senza ristrutturazione?

      No. Il bonus mobili è strettamente collegato a interventi di ristrutturazione edilizia. Senza una pratica di ristrutturazione in corso (almeno manutenzione straordinaria), non puoi accedere al bonus.

      Il bonus mobili vale anche per la seconda casa?

      Sì. Il bonus mobili si applica a qualsiasi immobile residenziale oggetto di ristrutturazione, incluse seconde case e case vacanza. Il limite di 5.000 euro vale per ogni singola unità immobiliare ristrutturata.

      Posso comprare i mobili prima di iniziare la ristrutturazione?

      No. La data di inizio dei lavori deve essere antecedente o coincidente con la data di acquisto dei mobili. Puoi però acquistare i mobili prima di aver pagato i lavori, purché i lavori siano già formalmente iniziati.

      Il materasso rientra nel bonus mobili?

      Sì. I materassi rientrano tra i beni ammessi al bonus mobili. Anche letti, divani letto e reti a doghe sono inclusi. Devono essere nuovi e il pagamento deve essere tracciabile.

      Come funziona il bonus mobili per chi ha una partita IVA forfettaria?

      Chi è in regime forfettario paga un’imposta sostitutiva e non l’IRPEF ordinaria. Poiché il bonus mobili è una detrazione IRPEF, i forfettari non possono beneficiarne direttamente. Tuttavia, se il forfettario ha anche altri redditi soggetti a IRPEF (lavoro dipendente, fabbricati), può sfruttare la detrazione su quei redditi.

      Cosa succede se cambio casa dopo aver ottenuto il bonus?

      Se vendi l’immobile ristrutturato, le rate residue della detrazione restano a te (non si trasferiscono al nuovo proprietario), a meno che non concordiate diversamente nell’atto di vendita. In caso di decesso, le rate si trasferiscono all’erede che conserva la detenzione dell’immobile.

      Hai Bisogno di Assistenza per il Bonus Mobili? Contatta il CAF Centro Fiscale

      Gestire correttamente la detrazione per il bonus mobili richiede attenzione ai documenti, ai metodi di pagamento e alla compilazione del 730. Se vuoi essere sicuro di non commettere errori e ottenere il massimo rimborso possibile, affidati ai professionisti del CAF Centro Fiscale di Udine.

      I nostri operatori ti aiuteranno a verificare che i tuoi acquisti rientrino nel bonus, controllare la documentazione necessaria, compilare correttamente il modello 730 con la detrazione e gestire il bonus in combinazione con la detrazione per ristrutturazione.

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        CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
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        Aprile 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2016/11/bonus-mobili-640x342.jpg 342 640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-18 08:00:002026-05-31 18:02:20Bonus Mobili 2026: Detrazione 50%, Importo Massimo 5.000 Euro, Requisiti e Come Ottenerlo
        CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

        Bonus Edilizi 2026: i 5 Errori che Fanno Perdere Tutte le Detrazioni Fiscali

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        I bonus edilizi 2026 rappresentano un’opportunità significativa per ridurre il carico fiscale legato a ristrutturazioni, riqualificazioni energetiche e interventi sulla casa. Tuttavia, un errore anche minimo può costare l’intera detrazione fiscale, con perdite che possono arrivare a decine di migliaia di euro. In questa guida analizziamo i 5 errori più gravi e frequenti che portano alla perdita totale delle detrazioni, con esempi concreti, riferimenti normativi aggiornati e le soluzioni per evitarli.

        Se stai pianificando lavori in casa o hai già avviato cantieri, questa guida ti salverà da errori irreversibili che costano migliaia di euro. Dal bonifico errato alla documentazione mancante, dalla mancata comunicazione ENEA ai massimali superati: ogni dettaglio conta quando si tratta di bonus ristrutturazione, ecobonus, bonus facciate e superbonus.

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        Marzo 8, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-08 21:14:332026-03-17 15:57:18Bonus Edilizi 2026: i 5 Errori che Fanno Perdere Tutte le Detrazioni Fiscali
        FINANZIAMENTI, Prestiti Ristrutturazione

        Ristrutturare Casa Over 55: Le Migliori Opzioni di Finanziamento

        finanziamenti e prestiti CAF Centro Fiscale

        Indice dei contenuti

        1. Opzioni di Finanziamento Specifiche per Over 55
        2. Vantaggi della Cessione del Quinto per Ristrutturare Casa
        3. Detrazione Fiscale + Finanziamento Agevolato
        4. Quando Conviene il Finanziamento per Ristrutturazione Over 55
        5. Come Ottenere il Prestito: Procedura per Pensionati
        6. Quanto Puoi Ottenere in Base alla Tua Pensione
        7. Domande Frequenti

        Se hai più di 55 anni e desideri ristrutturare casa, esistono opzioni di finanziamento specifiche pensate per pensionati e lavoratori senior. Per una panoramica completa sulle diverse tipologie di prestiti per ristrutturazione, consulta la nostra guida dedicata.

        In questa guida, il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega quali sono le migliori soluzioni di finanziamento per over 55, come funziona la cessione del quinto della pensione per lavori edilizi, e come combinare i vantaggi fiscali delle detrazioni con un prestito conveniente.

        Ristrutturare la propria abitazione dopo i 55 anni è spesso una necessità: eliminare barriere architettoniche, migliorare l’efficienza energetica, rendere la casa più confortevole. Con le opzioni di finanziamento giuste, puoi affrontare questi interventi senza intaccare i tuoi risparmi.

        Opzioni di Finanziamento Specifiche per Over 55

        Per i pensionati e i lavoratori over 55 che vogliono ristrutturare casa, esistono diverse soluzioni di finanziamento dedicate, ciascuna con caratteristiche e vantaggi specifici.

        1. Cessione del Quinto della Pensione

        La cessione del quinto della pensione è la soluzione più diffusa tra i pensionati per finanziare lavori di ristrutturazione. Consente di ottenere fino a 75.000 euro con rimborso automatico tramite trattenuta diretta sulla pensione mensile (massimo 1/5 dell’importo netto).

        Vantaggi principali:

        • Nessuna garanzia reale richiesta (no ipoteca)
        • Detrazione automatica dalla pensione INPS
        • Approvazione rapida (7-10 giorni lavorativi)
        • TAN competitivo (tra 7% e 10% annuo)
        • Assicurazione inclusa (CPI – Creditor Protection Insurance)
        • Età massima: fino a 85 anni alla scadenza del prestito

        2. Prestiti Senior Dedicati

        Alcuni istituti di credito offrono prestiti personali dedicati agli over 55, con condizioni agevolate e tassi d’interesse ridotti. Questi prestiti sono pensati per chi ha una pensione o stipendio stabile e vuole finanziare lavori edilizi senza vincolare la pensione.

        Caratteristiche:

        • Importo: da 5.000 a 50.000 euro
        • Durata: fino a 10 anni
        • TAN: variabile tra 6% e 12% (dipende dall’età e dal reddito)
        • Garanzie: generalmente non richieste, ma possibile richiesta di fideiussione
        • Destinazione: libera (non vincolata a ristrutturazione)

        3. Prestito Vitalizio Ipotecario

        Il prestito vitalizio ipotecario (reverse mortgage) è una soluzione per chi possiede un immobile di proprietà e ha almeno 60 anni. Consente di ottenere liquidità senza vendere casa, con rimborso posticipato al decesso o alla vendita dell’immobile.

        Funzionamento:

        • Erogazione: in capitale unico o rendita mensile
        • Importo: fino al 50% del valore dell’immobile
        • Rimborso: differito (dopo decesso o vendita)
        • Proprietà: rimane al richiedente, che può continuare a vivere nell’immobile
        • Interesse: capitalizzato (si accumula nel tempo)

        Consigliato per: pensionati con immobile di proprietà che vogliono liquidità immediata per ristrutturare senza rate mensili.

        Confronto: Quale Opzione Scegliere?

        OpzioneImporto MaxGaranziaRimborsoEtà Max
        Cessione del Quinto75.000 €NessunaAutomatico (pensione)85 anni
        Prestito Senior50.000 €Nessuna/FideiussioneRata mensile80 anni
        Prestito Vitalizio50% valore immobileIpotecaDifferitoNessun limite

        Vantaggi della Cessione del Quinto per Ristrutturare Casa

        La cessione del quinto della pensione è la soluzione più richiesta dai pensionati che vogliono ristrutturare casa. Ecco perché è così conveniente.

        Detrazione Automatica dalla Pensione

        Con la cessione del quinto, la rata mensile viene trattenuta automaticamente dall’INPS sulla tua pensione, prima dell’accredito. Questo significa:

        • Nessun rischio di dimenticare il pagamento
        • Nessun addebito SEPA o bonifico manuale
        • Nessuna penale per ritardi (impossibili)
        • Gestione automatica per tutta la durata del prestito

        Nessuna Garanzia Richiesta

        A differenza del mutuo ristrutturazione (che richiede ipoteca) o di altri prestiti personali (che possono richiedere fideiussione), la cessione del quinto NON richiede garanzie reali.

        Questo significa che puoi ottenere il finanziamento anche se:

        • Non possiedi immobili di proprietà
        • Non hai familiari disponibili come garanti
        • Hai un ISEE basso (non è richiesto per l’approvazione)

        Importi Fino a 75.000 Euro

        La cessione del quinto consente di ottenere importi significativi, sufficienti per ristrutturazioni importanti:

        • Rifacimento completo bagno: 10.000-15.000 euro
        • Nuova cucina: 8.000-12.000 euro
        • Sostituzione infissi: 5.000-8.000 euro
        • Nuova caldaia a condensazione: 3.000-5.000 euro
        • Impianto fotovoltaico: 8.000-12.000 euro
        • Eliminazione barriere architettoniche: 10.000-20.000 euro

        Esempio: Con una pensione netta di 1.500 euro/mese, puoi ottenere circa 40.000-45.000 euro con rata massima di 300 euro/mese (1/5 della pensione).

        Durata e TAN Competitivi

        La cessione del quinto per pensionati ha condizioni vantaggiose:

        • Durata massima: 120 mesi (10 anni)
        • TAN tipico: 7%-10% annuo
        • TAEG medio: 9%-12% (include assicurazione CPI)
        • Assicurazione inclusa: protegge in caso di decesso o invalidità permanente

        IMPORTANTE: L’età massima del richiedente alla scadenza del prestito è generalmente 85 anni. Ad esempio, se hai 70 anni, puoi richiedere un finanziamento con durata massima di 15 anni (fino a 85 anni).

        Detrazione Fiscale + Finanziamento Agevolato

        Uno dei vantaggi principali di ristrutturare casa con un finanziamento è la possibilità di cumulare il prestito con le detrazioni fiscali previste per i lavori edilizi.

        Bonus Ristrutturazione 50%

        Il bonus ristrutturazione consente di detrarre il 50% delle spese sostenute per lavori di manutenzione straordinaria, recupero edilizio e miglioramento energetico. Per approfondire, consulta la nostra guida sulle detrazioni fiscali.

        Caratteristiche:

        • Percentuale detrazione: 50% della spesa
        • Importo massimo: 96.000 euro per unità immobiliare
        • Recupero: in 10 anni (rate annuali costanti)
        • Modalità pagamento: bonifico parlante obbligatorio

        Come Compensare Rate con Detrazioni

        Ecco il vantaggio combinato di prestito + detrazione fiscale:

        Esempio pratico:

        • Spesa totale ristrutturazione: 30.000 euro
        • Finanziamento cessione del quinto: 30.000 euro
        • Rata mensile: 300 euro per 10 anni
        • Detrazione 50%: 15.000 euro in 10 anni = 1.500 euro/anno = 125 euro/mese

        Rata effettiva dopo detrazione: 300 euro – 125 euro = 175 euro/mese

        In pratica, grazie al bonus ristrutturazione, il costo mensile del prestito si riduce del 40%.

        Requisiti per Beneficiare della Detrazione

        Per ottenere il bonus ristrutturazione 50%, devi:

        1. Pagare con bonifico parlante (causale specifica per ristrutturazione edilizia)
        2. Conservare fatture e ricevute dei lavori
        3. Comunicare inizio lavori al Comune (se richiesto)
        4. Indicare la spesa nel 730 o nel Modello Redditi (quadro E)

        IMPORTANTE: Anche se usi un prestito per pagare i lavori, il bonifico deve essere parlante e intestato a te (richiedente del prestito). La banca eroga il prestito sul tuo conto corrente, e tu paghi le ditte con bonifico parlante.

        Quando Conviene il Finanziamento per Ristrutturazione Over 55

        Il prestito ristrutturazione per over 55 è particolarmente utile in alcuni casi d’uso comuni in cui i pensionati hanno necessità di interventi edilizi ma non vogliono intaccare i risparmi.

        1. Eliminazione Barriere Architettoniche

        Con l’avanzare dell’età, molte abitazioni diventano poco accessibili. L’eliminazione delle barriere architettoniche è una priorità per molti over 55.

        Interventi comuni:

        • Installazione montascale: 5.000-10.000 euro
        • Rampe per accesso disabili: 2.000-4.000 euro
        • Adeguamento bagno per disabili: 8.000-12.000 euro (box doccia a pavimento, maniglie, sanitari rialzati)
        • Allargamento porte: 1.000-2.000 euro
        • Ascensore interno/esterno: 15.000-25.000 euro

        Detrazione aggiuntiva: Per eliminazione barriere architettoniche, la detrazione sale al 75% (anziché 50%) fino a dicembre 2025.

        2. Efficientamento Energetico

        Ridurre i consumi energetici è fondamentale per i pensionati con reddito fisso. Gli interventi di efficientamento consentono di risparmiare sulle bollette.

        Interventi tipici:

        • Sostituzione caldaia a condensazione: 3.000-5.000 euro (detrazione 50% o 65% con ecobonus)
        • Nuovi infissi doppio/triplo vetro: 5.000-8.000 euro (risparmio 20-30% su riscaldamento)
        • Cappotto termico: 15.000-30.000 euro (detrazione 65% con ecobonus)
        • Fotovoltaico + accumulo: 8.000-12.000 euro (ammortamento in 6-8 anni)

        3. Rifacimento Bagno e Cucina

        Dopo 20-30 anni, bagno e cucina necessitano di un rinnovo completo: impianti obsoleti, piastrelle danneggiate, mobili deteriorati.

        Importi medi:

        • Rifacimento bagno completo: 10.000-15.000 euro (sanitari, piatto doccia, rivestimenti, impianto idraulico)
        • Nuova cucina: 8.000-12.000 euro (mobili, elettrodomestici, piano cottura)

        4. Manutenzione Straordinaria

        Con il tempo, le abitazioni richiedono interventi strutturali che non possono essere rimandati.

        Esempi:

        • Rifacimento tetto: 10.000-20.000 euro
        • Consolidamento fondamenta: 15.000-30.000 euro
        • Rifacimento impianto elettrico: 5.000-8.000 euro
        • Sostituzione serramenti: 6.000-10.000 euro

        Come Ottenere il Prestito: Procedura per Pensionati

        La procedura per ottenere una cessione del quinto o un prestito ristrutturazione è semplice e veloce per i pensionati.

        Documenti Necessari

        Per richiedere un prestito ristrutturazione over 55, prepara:

        1. Documento d’identità (carta d’identità o patente)
        2. Codice fiscale
        3. Ultimi 2 cedolini pensione INPS
        4. Estratto conto INPS (ObisM o CUD pensione)
        5. IBAN per accredito prestito
        6. Stato di famiglia (se richiesto)
        7. Preventivi lavori (opzionale, ma consigliato)

        NON sono richiesti:

        • ISEE (non influisce sull’approvazione)
        • Buste paga (solo cedolini pensione)
        • Garanzie reali o fideiussioni

        Tempi di Erogazione

        La cessione del quinto pensione ha tempi rapidi:

        1. Presentazione domanda: 1 giorno (online o tramite CAF)
        2. Valutazione finanziaria: 3-5 giorni lavorativi
        3. Approvazione preliminare: 7-10 giorni
        4. Firma contratto: 1-2 giorni
        5. Erogazione sul conto: 15-20 giorni dalla domanda

        Totale: circa 3-4 settimane dalla domanda all’accredito.

        Criteri di Approvazione

        La finanziaria approva la domanda se:

        • Pensione netta sufficiente per sostenere la rata (1/5 disponibile)
        • Età compatibile con durata del prestito (massimo 85 anni alla scadenza)
        • Assenza di pignoramenti sulla pensione
        • Nessun protesto o insolvenza attiva

        IMPORTANTE: Anche con segnalazioni in Centrale Rischi (CRIF), la cessione del quinto può essere approvata, perché la trattenuta è automatica.

        Assistenza CAF Centro Fiscale

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta in tutte le fasi:

        • Verifica idoneità e calcolo importo ottenibile
        • Raccolta documentazione
        • Confronto preventivi da più finanziarie
        • Assistenza compilazione domanda
        • Verifica detrazione fiscale nel 730 per lavori di ristrutturazione

        Quanto Puoi Ottenere in Base alla Tua Pensione

        L’importo massimo ottenibile con la cessione del quinto dipende dalla tua pensione netta mensile. Ecco una tabella orientativa per calcolare quanto puoi richiedere.

        Calcolo Rata Massima (1/5 della Pensione)

        La rata massima della cessione del quinto è pari a 1/5 (20%) della pensione netta, cioè della somma che ricevi effettivamente sul conto dopo le trattenute fiscali.

        Pensione NettaRata Max (1/5)Importo Ottenibile (10 anni)
        1.000 euro/mese200 euro/mese22.000-25.000 euro
        1.200 euro/mese240 euro/mese26.000-30.000 euro
        1.500 euro/mese300 euro/mese33.000-38.000 euro
        1.800 euro/mese360 euro/mese40.000-45.000 euro
        2.000 euro/mese400 euro/mese44.000-50.000 euro
        2.500 euro/mese500 euro/mese55.000-62.000 euro
        3.000 euro/mese600 euro/mese66.000-75.000 euro

        Nota: Gli importi sono indicativi e dipendono da: età del richiedente, durata del prestito, TAN applicato, assicurazione CPI inclusa.

        Esempio Pratico di Calcolo

        Pensionato con 1.500 euro netti al mese:

        • Rata massima: 1.500 / 5 = 300 euro/mese
        • Durata prestito: 120 mesi (10 anni)
        • TAN: 8,5% annuo
        • Importo finanziato: circa 35.000 euro
        • Totale restituito: 300 euro x 120 mesi = 36.000 euro (include capitale + interessi)

        Verifica Personalizzata con CAF

        Per conoscere esattamente quanto puoi ottenere in base alla tua pensione e alla tua età, prenota una consulenza gratuita presso il CAF Centro Fiscale di Udine.

        Ti aiuteremo a:

        • Calcolare l’importo massimo finanziabile
        • Confrontare preventivi da diverse finanziarie
        • Verificare la convenienza rispetto ad altre soluzioni
        • Calcolare il risparmio fiscale con bonus ristrutturazione

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti su Prestito Ristrutturazione Over 55

        A quale eta posso richiedere cessione del quinto pensione per ristrutturare?

        Non c’e un’eta minima per richiedere la cessione del quinto della pensione. L’unico limite e l’eta massima alla scadenza del prestito, generalmente fissata a 85 anni. Ad esempio, se hai 70 anni, puoi ottenere un finanziamento con durata massima di 15 anni (fino a 85 anni). Alcune finanziarie accettano anche richieste fino a 80 anni con durata ridotta a 5 anni.

        Posso cumulare cessione del quinto con bonus ristrutturazione?

        Si, puoi cumulare il prestito con la detrazione fiscale del 50% (bonus ristrutturazione). Il finanziamento viene erogato sul tuo conto corrente, e tu paghi le ditte con bonifico parlante. Nella dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi) indichi la spesa sostenuta e recuperi il 50% in 10 anni. Questo riduce il costo effettivo del prestito di circa il 40%.

        Quali documenti servono per prestito ristrutturazione over 55?

        Servono: documento d’identita, codice fiscale, ultimi 2 cedolini pensione INPS, estratto conto INPS (ObisM), IBAN per accredito. Non servono ISEE, garanzie reali, fideiussioni o buste paga. La documentazione e semplice perche la pensione INPS e una garanzia sufficiente per la finanziaria.

        Quanto tempo ci vuole per ottenere il finanziamento?

        Dalla presentazione domanda all’erogazione del prestito passano circa 3-4 settimane: 7-10 giorni per approvazione preliminare, 1-2 giorni per firma contratto, 15-20 giorni totali per accredito sul conto. I tempi possono ridursi a 2 settimane se la documentazione e completa e non ci sono intoppi burocratici.


        Hai Bisogno di Assistenza per Finanziare la Ristrutturazione?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a trovare il prestito ristrutturazione migliore per le tue esigenze, con supporto completo su cessione del quinto, bonus fiscali e detrazioni.

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          CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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          Indice dei contenuti

          1. Bonus Ristrutturazione 2026: Detrazione 50% per Interventi Edilizi
          2. Ecobonus 2026: Detrazione 65% per Efficientamento Energetico
          3. Bonus Mobili 2026: Detrazione 50% fino a 5.000 Euro
          4. Superbonus 2026: Solo Lavori Già Avviati
          5. Come Finanziare i Lavori in Attesa del Rimborso Fiscale
          6. Documenti e Adempimenti Obbligatori
          7. Errori Comuni da Evitare
          8. Cessione del Credito 2026: Situazione Attuale
          9. Domande Frequenti

          Stai pensando di ristrutturare casa nel 2026? I bonus ristrutturazione 2026 offrono importanti detrazioni fiscali per chi investe nella propria abitazione. La Legge di Bilancio 2026 conferma incentivi come il bonus casa 50%, l’ecobonus 65% e il bonus mobili, ma con regole più restrittive rispetto agli anni precedenti.

          Se hai bisogno di liquidità per avviare i lavori prima di recuperare le detrazioni fiscali, scopri le soluzioni di prestiti per ristrutturazione disponibili nel 2026.

          In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine spiega quali bonus sono ancora attivi, come ottenerli, quali documenti servono e come finanziare i lavori in attesa del rimborso IRPEF.

          Bonus Ristrutturazione 2026: Detrazione 50% per Interventi Edilizi

          Il bonus ristrutturazione 2026 è la principale agevolazione fiscale per chi esegue lavori di manutenzione straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia sulla propria abitazione.

          Aliquota e Massimale di Spesa

          Per il 2026, la detrazione è pari al 50% delle spese sostenute, fino a un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi PF).

          Esempio pratico:

          • Spesa totale: 50.000 euro
          • Detrazione spettante (50%): 25.000 euro
          • Quota annuale detraibile: 2.500 euro per 10 anni

          Questo significa che per 10 anni consecutive potrai ridurre l’IRPEF dovuta di 2.500 euro annui, recuperando gradualmente l’investimento effettuato.

          Lavori Ammessi al Bonus Ristrutturazione

          Il bonus casa 50% copre una vasta gamma di interventi edilizi:

          • Manutenzione straordinaria: rifacimento bagni, cucina, pavimenti, tinteggiature straordinarie
          • Impianti: sostituzione impianto elettrico, idraulico, riscaldamento, climatizzazione
          • Infissi e serramenti: sostituzione finestre, porte blindate, persiane, scuri
          • Risparmio energetico: isolamento termico, cappotto, caldaie a condensazione
          • Sicurezza: sistemi antifurto, videocitofoni, porte blindate
          • Eliminazione barriere architettoniche: rampe, ascensori, montascale
          • Cablatura: impianti per fibra ottica, wi-fi, domotica
          • Fotovoltaico: installazione pannelli solari (con limiti specifici)

          Attenzione: La manutenzione ordinaria (piccole riparazioni, tinteggiature semplici) è ammessa solo per parti comuni condominiali, non per singole abitazioni.

          Chi Può Richiedere il Bonus

          Possono beneficiare del bonus ristrutturazione 2026:

          • Proprietari dell’immobile
          • Titolari di diritto reale (usufrutto, uso, abitazione, superficie)
          • Locatari e comodatari (con consenso del proprietario)
          • Familiari conviventi del proprietario
          • Conviventi more uxorio (coppie di fatto)

          IMPORTANTE: Chi sostiene la spesa deve essere titolare di un diritto reale sull’immobile o comunque avere un titolo giuridico che giustifichi l’esecuzione dei lavori.

          Detrazione in 10 Anni: Come Funziona

          La detrazione del 50% viene recuperata tramite la dichiarazione dei redditi in 10 rate annuali di uguale importo. Le rate iniziano dall’anno successivo a quello in cui è stata sostenuta la spesa.

          Esempio:

          • Lavori completati e pagati nel 2026
          • Prima rata detraibile: dichiarazione 2027 (redditi 2026)
          • Ultima rata: dichiarazione 2036 (redditi 2035)

          Se vendi l’immobile prima di aver goduto di tutte le 10 rate, le quote residue si trasferiscono automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo scritto nell’atto di compravendita.

          Ecobonus 2026: Detrazione 65% per Efficientamento Energetico

          L’ecobonus 2026 è la detrazione fiscale dedicata agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Permette di recuperare il 65% delle spese sostenute (in alcuni casi anche il 50%) per lavori che migliorano l’efficienza energetica dell’abitazione.

          Interventi Ammessi all’Ecobonus

          I principali interventi che rientrano nell’ecobonus 2026 sono:

          • Cappotto termico: isolamento delle pareti esterne (detrazione 65% fino a 60.000 euro)
          • Sostituzione caldaia: installazione caldaie a condensazione classe A+ (detrazione 65% fino a 30.000 euro)
          • Pompe di calore: impianti ad alta efficienza per riscaldamento/raffrescamento (65%)
          • Infissi e serramenti: finestre con vetrocamera, tripli vetri (50% fino a 60.000 euro)
          • Schermature solari: tende da sole, tapparelle, persiane orientabili (50%)
          • Pannelli solari termici: per produzione acqua calda (65%)
          • Sistemi di building automation: domotica per gestione energia (65%)

          Requisiti Tecnici e Asseverazioni

          Per accedere all’ecobonus 65% è necessario rispettare precisi requisiti tecnici:

          • Asseverazione tecnica: certificazione di un tecnico abilitato che attesta il rispetto dei requisiti energetici
          • Comunicazione ENEA: invio telematico dei dati entro 90 giorni dalla fine lavori sul portale ENEA (enea.it)
          • APE: Attestato di Prestazione Energetica (obbligatorio per alcuni interventi)

          Attenzione: Senza la comunicazione ENEA entro i 90 giorni dalla fine lavori, si perde il diritto alla detrazione.

          Combinazione Ecobonus e Bonus Ristrutturazione

          È possibile combinare ecobonus e bonus ristrutturazione nello stesso immobile, ma non sugli stessi lavori. Ad esempio:

          • Cappotto termico → ecobonus 65%
          • Rifacimento bagno → bonus ristrutturazione 50%

          Se un intervento rientra in entrambe le agevolazioni (es. sostituzione infissi), il contribuente può scegliere quale bonus applicare. Conviene valutare caso per caso con il supporto del CAF.

          Bonus Mobili 2026: Detrazione 50% fino a 5.000 Euro

          Il bonus mobili 2026 permette di detrarre il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici ad alta efficienza energetica, fino a un massimo di 5.000 euro.

          Mobili ed Elettrodomestici Ammessi

          Mobili ammessi:

          • Letti, materassi, armadi, cassettiere, comodini
          • Librerie, scrivanie, tavoli, sedie
          • Divani, poltrone
          • Cucine componibili
          • Credenze, madie, comò

          Elettrodomestici ammessi:

          • Frigoriferi e congelatori (classe energetica minima E)
          • Lavatrici, lavasciugatrici, asciugatrici (classe E)
          • Lavastoviglie (classe E)
          • Forni (classe A)
          • Piani cottura elettrici
          • Cappe aspiranti

          IMPORTANTE: Non sono ammessi porte, pavimenti, tende, complementi d’arredo non elencati sopra.

          Collegamento con Ristrutturazione

          Il bonus mobili è vincolato all’esecuzione di lavori di ristrutturazione edilizia. Per accedervi è necessario:

          • Aver avviato lavori di ristrutturazione a partire dal 1° gennaio 2025
          • Gli acquisti devono essere effettuati dopo l’inizio dei lavori o nello stesso anno
          • I pagamenti devono avvenire con bonifico bancario o carta di credito/debito (non in contanti)

          Esempio pratico:

          • Lavori di ristrutturazione iniziati: marzo 2026
          • Acquisto cucina nuova: maggio 2026 (ammesso)
          • Acquisto divano: dicembre 2026 (ammesso)
          • Spesa totale mobili: 8.000 euro
          • Detrazione: 50% di 5.000 euro = 2.500 euro (il limite è 5.000)

          La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo, come per il bonus ristrutturazione.

          Superbonus 2026: Solo Lavori Già Avviati

          Il Superbonus, l’agevolazione che ha caratterizzato gli anni 2020-2025 con detrazioni al 110%, è ormai in fase di esaurimento nel 2026.

          Situazione 2026: Ultimi Cantieri

          Nel 2026, il Superbonus è ancora applicabile solo per lavori già avviati entro il 31 dicembre 2025, con le seguenti condizioni:

          • Condomini: lavori con SAL (Stato Avanzamento Lavori) al 60% entro 31/12/2023 → Superbonus 110% fino al 31/12/2025, poi 65% per lavori conclusi entro 31/03/2026
          • Villette unifamiliari: il Superbonus è terminato il 31/12/2023 (salvo rarissime eccezioni)
          • IACP (case popolari): 65% fino al 31/12/2025

          Dal 1° gennaio 2026, non è più possibile avviare nuovi interventi con il Superbonus.

          Alternative per Chi Non Rientra più nel Superbonus

          Chi aveva programmato lavori con il Superbonus ma non rientra più nei termini può optare per:

          • Ecobonus 65% per interventi di efficientamento energetico
          • Bonus ristrutturazione 50% per lavori edilizi generici
          • Sismabonus per interventi antisismici (detrazione dal 50% al 85%)

          Queste alternative hanno percentuali inferiori ma sono ancora valide e convenienti, soprattutto se combinate con soluzioni di finanziamento per ristrutturazione.

          Come Finanziare i Lavori in Attesa del Rimborso Fiscale

          Uno dei principali ostacoli per chi vuole ristrutturare casa è la liquidità immediata. Le detrazioni fiscali del bonus ristrutturazione 2026 vengono recuperate in 10 anni, ma i lavori vanno pagati subito.

          Soluzioni di Finanziamento Disponibili

          1. Prestiti Personali per Ristrutturazione

          I prestiti personali dedicati alla ristrutturazione offrono importi elevati (fino a 50.000-75.000 euro) con tassi agevolati rispetto ai prestiti generici. Vantaggi:

          • Erogazione rapida (anche in 7-10 giorni)
          • Importo elevato
          • Durata fino a 10 anni
          • Rimborso graduale mentre recuperi le detrazioni

          2. Cessione del Quinto dello Stipendio/Pensione

          La cessione del quinto è ideale per dipendenti pubblici, privati e pensionati. Permette di ottenere liquidità immediata rimborsando una rata fissa pari al 20% dello stipendio/pensione netta.

          Vantaggi:

          • Nessuna garanzia richiesta
          • Approvazione rapida anche per over 65
          • Rate trattenute direttamente in busta paga/cedolino

          3. Prestiti con Garanzia Ipotecaria

          Per importi molto elevati (oltre 75.000 euro), si può valutare un mutuo di ristrutturazione con garanzia ipotecaria sull’immobile. Tassi molto competitivi ma iter più lungo.

          4. Anticipazione del Rimborso Fiscale

          Alcune banche e finanziarie offrono prodotti che anticipano il rimborso fiscale delle detrazioni, cedendo il credito. Attenzione: verificare costi e condizioni.

          Per approfondire tutte le opzioni di finanziamento e trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze, visita la nostra guida completa sui prestiti per ristrutturazione.

          Documenti e Adempimenti Obbligatori

          Per accedere al bonus ristrutturazione 2026 è fondamentale rispettare precisi adempimenti documentali. La mancanza anche di un solo documento può comportare la perdita della detrazione.

          Bonifico Parlante: Come Funziona

          Tutti i pagamenti relativi ai lavori devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale parlante, un bonifico speciale che riporta:

          • Causale: “Bonifico per detrazione prevista dall’art. 16-bis del DPR 917/1986” (o riferimento all’ecobonus)
          • Codice fiscale del beneficiario della detrazione (chi paga)
          • Codice fiscale o Partita IVA del destinatario (impresa che esegue i lavori)

          Esempio di causale corretta:

          “Pagamento ristrutturazione edilizia art. 16-bis DPR 917/86 – CF beneficiario: RSSMRA80A01H501Z – P.IVA ditta: 01234567890”

          ATTENZIONE: Un bonifico ordinario (non parlante) fa perdere il diritto alla detrazione. La banca trattiene una ritenuta d’acconto dell’8% che viene versata direttamente all’Erario.

          Comunicazione ENEA per Interventi Energetici

          Per lavori che rientrano nell’ecobonus è obbligatorio inviare la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori tramite il portale ufficiale:

          • Sito: detrazionifiscali.enea.it
          • Documenti da allegare: scheda descrittiva intervento, asseverazione tecnica

          La comunicazione ENEA va inviata anche per interventi di risparmio energetico che rientrano nel bonus ristrutturazione (es. caldaia a condensazione).

          Asseverazioni Tecniche

          Per alcuni interventi è necessaria l’asseverazione di un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, geometra) che attesti:

          • Il rispetto dei requisiti tecnici previsti dalla norma
          • La conformità dei lavori al progetto approvato
          • Il miglioramento della classe energetica (per ecobonus)

          L’asseverazione va conservata insieme alla documentazione fiscale.

          Conservazione Fatture e Documenti

          Tutti i documenti relativi ai lavori vanno conservati per almeno 10 anni (durata della detrazione):

          • Fatture delle imprese
          • Ricevute dei bonifici parlanti
          • Comunicazione preventiva ASL (se prevista)
          • Titolo abilitativo comunale (CILA, SCIA, permesso di costruire)
          • Asseverazioni tecniche
          • Ricevuta comunicazione ENEA

          In caso di controlli fiscali, l’Agenzia delle Entrate può richiedere tutta la documentazione per verificare la legittimità della detrazione.

          Errori Comuni da Evitare

          Molti contribuenti perdono il diritto al bonus ristrutturazione a causa di errori evitabili. Ecco i più frequenti:

          1. Bonifico Non Parlante

          Utilizzare un bonifico ordinario invece del bonifico parlante è l’errore più comune. Conseguenze:

          • Perdita totale della detrazione
          • Impossibilità di rimediare a posteriori

          Soluzione: Verifica sempre che il bonifico sia di tipo “per ristrutturazione edilizia” e contenga tutti i dati obbligatori.

          2. Mancata Comunicazione ENEA nei 90 Giorni

          Dimenticare di inviare la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori comporta la perdita dell’ecobonus. Non esistono proroghe o sanatorie.

          Soluzione: Affidati a un tecnico che si occupi anche degli adempimenti ENEA, oppure segna la scadenza in agenda appena terminano i lavori.

          3. Lavori Non Detraibili

          Non tutti i lavori rientrano nel bonus ristrutturazione. Ad esempio:

          • Manutenzione ordinaria (tinteggiature semplici, piccole riparazioni) su singole abitazioni
          • Acquisto mobili usati (ammessi solo nuovi)
          • Elettrodomestici senza etichetta energetica conforme

          Soluzione: Prima di iniziare i lavori, verifica con il CAF quali interventi sono ammessi.

          4. IBAN Errato per Rimborso Diretto

          Chi non ha un sostituto d’imposta (es. pensionati senza pensione, autonomi) deve indicare l’IBAN nella dichiarazione dei redditi per ricevere il rimborso. Un IBAN errato blocca il pagamento.

          Soluzione: Verifica sempre l’IBAN inserito nel 730 o Modello Redditi. L’IBAN deve essere intestato al contribuente che richiede la detrazione.

          5. Pagamento in Contanti o Assegno

          Pagare i lavori in contanti o con assegno (anche bancario) fa perdere la detrazione. L’unico metodo ammesso è il bonifico parlante (per lavori) e bonifico/carta per acquisto mobili.

          Cessione del Credito 2026: Situazione Attuale

          Una delle principali novità degli ultimi anni riguarda la cessione del credito e lo sconto in fattura, meccanismi che permettevano di cedere la detrazione fiscale a terzi (banche, imprese) o di ottenere uno sconto immediato sui lavori.

          Divieto Generale di Cessione del Credito

          Dal 2024, la cessione del credito e lo sconto in fattura sono stati aboliti per la quasi totalità dei bonus edilizi, inclusi:

          • Bonus ristrutturazione 50%
          • Ecobonus 65%
          • Bonus mobili
          • Sismabonus (salvo casi specifici)

          Questo significa che nel 2026 non è più possibile:

          • Cedere il credito fiscale a banche, poste o intermediari finanziari
          • Ottenere lo sconto in fattura dall’impresa edile

          Eccezioni Residue

          La cessione del credito rimane possibile solo per:

          • Barriere architettoniche (75%) – ma il bonus scade il 31/12/2025
          • Superbonus per lavori già avviati con comunicazione di inizio lavori entro specifiche scadenze

          Per tutti gli altri interventi, la detrazione è utilizzabile solo in dichiarazione dei redditi.

          Solo Detrazione in Dichiarazione Redditi

          Nel 2026, chi beneficia del bonus ristrutturazione deve:

          • Pagare i lavori per intero con bonifico parlante
          • Recuperare la detrazione in 10 anni tramite il modello 730 o Redditi PF
          • Eventualmente richiedere un finanziamento per coprire le spese immediate

          Questa modifica normativa ha reso fondamentale pianificare con attenzione la disponibilità finanziaria per i lavori di ristrutturazione.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti

          Serve l’ISEE per ottenere il bonus ristrutturazione 2026?

          No, il bonus ristrutturazione 2026 (detrazione 50%) non richiede alcun requisito ISEE. La detrazione spetta a tutti i contribuenti proprietari o titolari di diritto reale sull’immobile, indipendentemente dal reddito.

          Posso cumulare bonus ristrutturazione ed ecobonus sullo stesso immobile?

          Si, e possibile beneficiare sia del bonus ristrutturazione che dell’ecobonus sullo stesso immobile, ma non per gli stessi lavori. Ad esempio, puoi detrarre il rifacimento bagno con il bonus ristrutturazione 50% e il cappotto termico con l’ecobonus 65%.

          Quanto tempo ho per completare i lavori di ristrutturazione?

          Non esiste un termine massimo per completare i lavori. La detrazione spetta per le spese sostenute (pagate) nell’anno fiscale. Puoi iniziare i lavori nel 2026 e completarli nel 2027, detraendo le spese anno per anno in base ai pagamenti effettuati.

          Il rimborso del bonus ristrutturazione e immediato?

          No, il bonus ristrutturazione non prevede rimborsi immediati. La detrazione viene recuperata in 10 quote annuali tramite la dichiarazione dei redditi, riducendo l’IRPEF dovuta o aumentando il rimborso spettante. Per avere liquidita immediata, valuta un prestito per ristrutturazione.

          Cosa succede se vendo casa prima di aver usato tutte le 10 rate?

          Se vendi l’immobile prima di aver goduto di tutte le 10 rate, le quote residue di detrazione si trasferiscono automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo scritto formalizzato nell’atto di compravendita.

          Come posso finanziare i lavori se non ho liquidita immediata?

          Puoi richiedere un prestito personale per ristrutturazione, una cessione del quinto dello stipendio o pensione, oppure un mutuo di ristrutturazione. Visita la nostra guida completa sui prestiti per ristrutturazione per confrontare le soluzioni disponibili.

          Il bonus ristrutturazione 2026 rappresenta un’opportunità importante per chi vuole migliorare la propria abitazione beneficiando di detrazioni fiscali significative. Tra bonus casa 50%, ecobonus 65% e bonus mobili, le agevolazioni disponibili permettono di recuperare una parte consistente dell’investimento, a patto di rispettare tutti i requisiti documentali e procedurali.

          Se hai bisogno di liquidità immediata per avviare i lavori prima di recuperare le detrazioni, scopri le soluzioni di finanziamento per ristrutturazione disponibili nel 2026.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assistenza completa su tutti gli aspetti fiscali della ristrutturazione.


          Hai Bisogno di Assistenza per i Bonus Ristrutturazione?

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con tutte le pratiche per ottenere il bonus ristrutturazione 2026, l’ecobonus e il bonus mobili. Ti seguiamo passo per passo per massimizzare le detrazioni fiscali.

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            CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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            Bonus Casa 2026: 50% per la Prima Casa e 36% per le Altre

            Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

            La Legge di Bilancio 2026 conferma i bonus casa con aliquote differenziate: 50% per la prima casa e 36% per le altre abitazioni. Si tratta dell’ultima opportunita per usufruire della detrazione al 50% sulla ristrutturazione dell’abitazione principale, prima che le percentuali scendano ulteriormente nel 2027. L’ISEE non e richiesto: il beneficio spetta a tutti i contribuenti proprietari o titolari di diritto reale sull’immobile.

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            Bonus Casa 2026: Cosa Prevede la Legge di Bilancio

            La Manovra 2026, approvata in via definitiva dalla Camera dei Deputati con 216 voti favorevoli, conferma per un altro anno il sistema delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica.

            Le aliquote previste per il 2026 sono:

            • 50% per spese relative a interventi sull’abitazione principale
            • 36% per spese su altri immobili (seconde case, immobili locati o in uso gratuito)

            Il limite massimo di spesa resta fissato a 96.000 euro per unita immobiliare, da recuperare in 10 quote annuali di pari importo. In pratica, chi spende 96.000 euro sulla prima casa potra detrarre 4.800 euro all’anno per 10 anni (50% di 96.000 diviso 10).

            Aliquota 50%: Requisiti per la Prima Casa

            Per beneficiare della detrazione al 50%, non basta essere proprietari dell’immobile. La normativa specifica che l’agevolazione spetta ai proprietari o titolari di diritto reale (usufrutto, uso, abitazione) che utilizzano l’unita immobiliare come abitazione principale.

            In altre parole, e necessaria la coincidenza tra:

            • L’immobile oggetto dei lavori di ristrutturazione
            • La residenza anagrafica del contribuente

            Un aspetto importante riguarda la tempistica: se l’immobile non e abitazione principale all’avvio dei lavori ma lo diventa al termine degli interventi, e comunque possibile accedere all’aliquota del 50%. Per le seconde case, case vacanza o immobili dati in locazione si applica invece l’aliquota ridotta del 36%, sempre con tetto di 96.000 euro.

            Lavori Ammessi al Bonus Ristrutturazione 2026

            Il Bonus Casa 2026 copre un’ampia gamma di interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Tra i lavori ammessi rientrano:

            • Rifacimento bagni e cucina
            • Sostituzione infissi e serramenti
            • Realizzazione o rifacimento impianti (elettrico, idraulico, riscaldamento)
            • Consolidamento statico e antisismico
            • Installazione ascensori e scale di sicurezza
            • Realizzazione di autorimesse o posti auto
            • Efficientamento energetico (cappotto termico, caldaie a condensazione, pompe di calore)
            • Cablatura edifici e installazione impianti fotovoltaici

            Per gli interventi su parti comuni condominiali valgono le stesse aliquote: 50% se il condominio e composto prevalentemente da abitazioni principali dei condomini, 36% negli altri casi.

            Come Funziona la Detrazione in 10 Rate Annuali

            La detrazione fiscale del Bonus Casa 2026 viene recuperata attraverso la dichiarazione dei redditi in 10 quote annuali di pari importo.

            Esempio pratico: supponiamo di spendere 60.000 euro per ristrutturare l’abitazione principale nel 2026.

            • Spesa totale: 60.000 euro
            • Detrazione spettante (50%): 30.000 euro
            • Importo annuale detraibile: 3.000 euro (30.000 / 10)

            Nel modello 730 o Redditi PF degli anni dal 2027 al 2036, si potra indicare una detrazione di 3.000 euro annui, che ridurra l’IRPEF dovuta o aumentera il rimborso spettante.

            Importante: a differenza degli anni scorsi, non e piu possibile cedere il credito a terzi o ottenere lo sconto in fattura. Il beneficio e utilizzabile esclusivamente come detrazione nella propria dichiarazione dei redditi.

            Bonus Mobili 2026: Confermato al 50% con Tetto 5.000 Euro

            Insieme al Bonus Casa, la Legge di Bilancio 2026 conferma anche il Bonus Mobili ed Elettrodomestici.

            L’agevolazione permette di detrarre il 50% delle spese sostenute per acquisto di mobili nuovi (cucine, letti, armadi, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, divani) e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata (frigoriferi A+, lavatrici A, lavastoviglie A).

            Il limite di spesa e fissato a 5.000 euro per unita immobiliare. Requisito fondamentale: gli acquisti devono essere collegati a lavori di ristrutturazione iniziati a partire dal 1 gennaio 2025.

            Cosa Cambia dal 2027: Aliquote in Calo

            Il 2026 rappresenta l’ultima opportunita per usufruire della detrazione al 50% sulla ristrutturazione dell’abitazione principale. Dal 2027 in poi, infatti, le aliquote subiranno un progressivo ridimensionamento.

            Calendario delle riduzioni:

            • 2027: 36% per la prima casa, 30% per le altre abitazioni
            • Dal 2028: 30% per tutte le abitazioni (senza distinzione)

            Per questo motivo, chi ha in programma lavori di ristrutturazione importanti potrebbe valutare di anticiparli al 2026 per beneficiare dell’aliquota piu vantaggiosa.

            Superbonus e Bonus Barriere: Fine Corsa nel 2025

            La Legge di Bilancio 2026 segna la definitiva chiusura di due agevolazioni che hanno caratterizzato gli ultimi anni.

            Superbonus: non e prevista alcuna proroga oltre il 2025. Gli ultimi interventi condominiali ancora in corso si concludono entro il 31 dicembre 2025 con aliquota al 65%. Dal 1 gennaio 2026 il Superbonus non sara piu disponibile.

            Bonus Barriere Architettoniche (75%): anche questa detrazione scade il 31 dicembre 2025 senza proroghe. Gli interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche potranno comunque rientrare nel Bonus Ristrutturazione ordinario al 50% o 36%, ma senza l’aliquota maggiorata del 75%.

            Bonifico Parlante e Documentazione Obbligatoria

            Per accedere al Bonus Casa 2026 e fondamentale rispettare precisi adempimenti documentali.

            Bonifico parlante: tutti i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale dedicato alle ristrutturazioni edilizie, che riporta:

            • Causale del versamento con riferimento normativo (articolo 16-bis DPR 917/86)
            • Codice fiscale del beneficiario della detrazione
            • Codice fiscale o partita IVA del destinatario del pagamento

            Documentazione da conservare: fatture dei lavori, ricevute dei bonifici parlanti, comunicazione preventiva ASL (se prevista), titolo abilitativo comunale (CILA, SCIA, permesso di costruire), asseverazioni tecniche per interventi di efficientamento energetico.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti

            Serve l’ISEE per il Bonus Casa 2026?

            No, il Bonus Casa 2026 (detrazione 50% o 36% per ristrutturazioni) non richiede alcun requisito ISEE. L’agevolazione spetta a tutti i contribuenti proprietari o titolari di diritto reale sull’immobile, indipendentemente dal reddito.

            Posso usare il Bonus Casa sulla seconda casa?

            Si, il Bonus Casa 2026 e valido anche per le seconde case, ma con aliquota ridotta al 36% anziche 50%. Il tetto di spesa resta 96.000 euro per unita immobiliare, con detrazione in 10 quote annuali.

            Quali sono le scadenze per i lavori nel 2026?

            I lavori possono essere eseguiti in qualsiasi momento del 2026. Per fruire della detrazione e necessario che le spese siano sostenute (pagate) entro il 31 dicembre 2026. La detrazione si recuperera dal 2027 in poi in 10 rate annuali.

            Il Bonus Casa 2026 e cumulabile con altri bonus?

            Il Bonus Casa (ristrutturazione) non e cumulabile con l’Ecobonus sugli stessi lavori. E invece cumulabile con il Bonus Mobili se collegato a interventi di ristrutturazione. Non e possibile cumulo con Superbonus o Bonus Barriere (scaduti nel 2025).

            Cosa succede se vendo casa prima di aver usato tutte le 10 rate?

            In caso di vendita dell’immobile, le quote residue di detrazione non ancora utilizzate si trasferiscono automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo tra le parti formalizzato nell’atto di compravendita.


            Fonti: Legge di Bilancio 2026, Agenzia delle Entrate – Guida Bonus Casa

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