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Ecobonus 2026: Guida Completa alle Detrazioni per Risparmio Energetico

Ecobonus 2026: Guida Completa alle Detrazioni per Risparmio Energetico

L’Ecobonus 2026 rappresenta uno degli strumenti fiscali più utilizzati dagli italiani per ridurre le tasse grazie agli interventi di efficientamento energetico. Con la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024), le cui disposizioni si applicano anche al 2026, le aliquote di detrazione sono state riviste rispetto agli anni precedenti: non più il 110% del Superbonus, ma un sistema strutturato su tre livelli — 50%, 65% e 70% — che rimane comunque conveniente per chi vuole migliorare la classe energetica della propria abitazione e risparmiare in bolletta.

In questa guida trovi tutto ciò che devi sapere: quali lavori sono agevolati, le aliquote aggiornate al 2026, i tetti massimi di spesa, come richiedere la detrazione e le scadenze per la comunicazione ENEA. Aggiornata con le ultime circolari dell’Agenzia delle Entrate.

Cos’è l’Ecobonus 2026

L’Ecobonus è una detrazione IRPEF o IRES riconosciuta a chi sostiene spese per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti. Introdotto con la Legge Finanziaria 2007 e prorogato ogni anno, nel 2026 è disciplinato dall’art. 14 del D.L. 63/2013 (convertito con L. 90/2013) e dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, commi 54-88), le cui disposizioni sono prorogate al 2026.

A differenza del Superbonus (terminato nella sua versione ordinaria per la maggior parte dei casi), l’Ecobonus ordinario è rimasto attivo e si ripartisce in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi. Chi non può usufruire interamente della detrazione in un anno può portarla a scomputo nelle annualità successive fino al completamento del periodo.

Chi può accedere all’Ecobonus 2026:

  • Persone fisiche (proprietari, nudi proprietari, usufruttuari, inquilini, comodatari)
  • Condomini (per interventi sulle parti comuni)
  • Titolari di reddito di impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali)
  • Enti non commerciali per immobili non destinati ad attività commerciale

Aliquote Ecobonus 2026: la Tabella Completa

Nel 2026 le aliquote variano in base al tipo di intervento e alla natura dell’immobile. Ecco la tabella aggiornata:

Tipo di interventoAliquotaTetto spesa (per unità immobiliare)Detrazione massima
Caldaie a gas (sostituzione, solo A+)50%30.000 €15.000 €
Pompe di calore, geotermico65%30.000 €19.500 €
Infissi, finestre, schermature solari50%60.000 €30.000 €
Pannelli solari termici65%60.000 €39.000 €
Coibentazione pareti, tetti, solai65%60.000 €39.000 €
Sistemi di building automation65%15.000 €9.750 €
Interventi su parti comuni condominiali70% o 75%40.000 € x n. unitàVariabile

Nota: per le caldaie a gas, a partire dal 2025, l’aliquota è scesa al 50% (era 65%) in linea con la direttiva UE Case Green. Le caldaie a gasolio/kerosene sono escluse dalle agevolazioni.

Quali Lavori Sono Ammessi all’Ecobonus 2026

L’Ecobonus 2026 copre una vasta gamma di interventi finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici esistenti. Ecco i principali.

Riqualificazione energetica globale (65%)

Si tratta di interventi che interessano l’intero edificio e che permettono di raggiungere determinati valori limite di fabbisogno di energia primaria. È l’intervento che consente di ottenere la detrazione massima (65%) con tetto di spesa fino a 100.000 euro per unità immobiliare.

Involucro edilizio: coibentazione e infissi (50-65%)

Rientrano in questa categoria:

  • Sostituzione di finestre, infissi e vetrate (50%): devono rispettare i valori limite di trasmittanza termica previsti dal D.M. 6 agosto 2020. Tetto di spesa: 60.000 euro.
  • Schermature solari (50%): tende da sole, veneziane, frangisole che riducono l’apporto solare estivo. Tetto: 60.000 euro.
  • Coibentazione di pareti, tetti e pavimenti (65%): il cappotto termico esterno è l’intervento più comune. Tetto: 60.000 euro.

Impianti di climatizzazione invernale (50-65%)

È l’area dove le novità 2026 si fanno sentire di più:

  • Sostituzione caldaia a gas (classe A+): aliquota 50%, tetto 30.000 euro. Le caldaie a condensazione mantengono il bonus ma con aliquota ridotta rispetto al passato.
  • Pompe di calore (65%): rappresentano la soluzione preferita dall’UE per la transizione energetica. Tetto: 30.000 euro. Includono i sistemi split, multi-split e i sistemi ibridi pompa di calore + caldaia.
  • Sistemi geotermici (65%): impianti che sfruttano il calore del sottosuolo. Tetto: 30.000 euro.
  • Sistemi a biomassa certificata (65%): stufe, caldaie e camini a pellet e legna certificati. Tetto: 30.000 euro.

Pannelli solari termici (65%)

I pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria (termici, non fotovoltaici) continuano a beneficiare del 65%. Tetto di spesa: 60.000 euro. L’impianto deve essere abbinato a un serbatoio di accumulo e la produzione di acqua calda deve essere destinata in almeno il 50% al fabbisogno dell’unità immobiliare.

Attenzione: i pannelli fotovoltaici non rientrano nell’Ecobonus ma possono beneficiare del Bonus Ristrutturazioni 50% (art. 16 D.L. 63/2013) se installati contestualmente a interventi di ristrutturazione.

Building Automation (65%)

I sistemi domotici di controllo degli impianti energetici dell’edificio (cronotermostati, sistemi di gestione centralizzata) danno diritto al 65% con tetto di 15.000 euro, purché rispettino la classe minima prevista dalla norma EN 15232.

Ecobonus Condominiale 2026: Aliquote 70% e 75%

Per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali l’Ecobonus 2026 prevede aliquote ancora più elevate:

  • 70%: per interventi sull’involucro che interessano più del 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio condominiale.
  • 75%: come sopra, ma con il raggiungimento di qualità media dell’isolamento termico dell’involucro.

Il tetto di spesa è di 40.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio. Per un condominio di 10 appartamenti, il limite è quindi 400.000 euro.

Importante: anche i condomini con non più di 8 unità immobiliari (i cosiddetti “condomini minimi”) possono accedere a queste agevolazioni. L’assemblea condominiale deve deliberare i lavori con le maggioranze previste dall’art. 1136 c.c.

Come Funziona: Requisiti e Condizioni

Per accedere all’Ecobonus 2026 devono essere rispettate alcune condizioni fondamentali:

1. L’immobile deve essere esistente

L’Ecobonus si applica agli edifici già costruiti, non alle nuove costruzioni. Non è necessario che l’immobile sia la prima casa: si può applicare anche a seconde case, immobili di proprietà di società o enti.

2. Pagamento con bonifico parlante

Tutti i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale “parlante”, che deve riportare obbligatoriamente:

  • Causale specifica: “Bonifico per detrazione fiscale ai sensi dell’art. 14 del D.L. 63/2013” (o art. 16 per il bonus ristrutturazioni)
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • Numero di partita IVA o codice fiscale del soggetto che esegue i lavori

La banca o Poste Italiane applicano automaticamente una ritenuta d’acconto del 8% al momento del pagamento del bonifico (così come previsto dall’art. 25 del D.P.R. 600/1973).

3. Asseverazione tecnica e APE

Per la maggior parte degli interventi è necessaria l’asseverazione di un tecnico abilitato (geometra, architetto, ingegnere, perito) che certifichi:

  • Il rispetto dei requisiti tecnici minimi previsti dal D.M. 6 agosto 2020
  • La congruità delle spese sostenute rispetto ai prezziari di riferimento

In alcuni casi (come la riqualificazione globale) è richiesto anche l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) prima e dopo i lavori, rilasciato da un certificatore energetico accreditato.

4. Comunicazione ENEA

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori (e comunque entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di fine lavori) è obbligatorio inviare la comunicazione all’ENEA tramite il portale dedicato (www.acs.enea.it o www.detrazionifiscali.enea.it).

La comunicazione ENEA non è richiesta per gli interventi di sostituzione di infissi in unità immobiliari singole e per le schermature solari. Per tutti gli altri interventi è obbligatoria pena la perdita della detrazione.

Hai bisogno di supporto per la comunicazione ENEA? Il nostro CAF ti assiste in tutti i passaggi burocratici. Scopri la procedura per il bonus condizionatori 2026 con istruzioni passo-passo.

Esempi Pratici e Calcolo della Detrazione

Vediamo alcuni esempi concreti per capire come funziona il calcolo.

Esempio 1: Sostituzione caldaia a pompa di calore (65%)

Mario sostituisce la vecchia caldaia a gas con una pompa di calore da 20.000 euro (IVA inclusa).

  • Spesa sostenuta: 20.000 euro
  • Detrazione spettante: 20.000 x 65% = 13.000 euro
  • Ripartizione: 10 quote annuali da 1.300 euro ciascuna
  • Anno di inizio: se i lavori finiscono nel 2026, prima quota nel 730/2027

Esempio 2: Sostituzione infissi (50%)

Laura sostituisce tutte le finestre della sua abitazione per 15.000 euro.

  • Spesa sostenuta: 15.000 euro (entro il tetto di 60.000 euro)
  • Detrazione spettante: 15.000 x 50% = 7.500 euro
  • Ripartizione: 10 quote annuali da 750 euro ciascuna

Esempio 3: Cappotto termico + pompa di calore (65%)

I coniugi Rossi fanno il cappotto termico (spesa 40.000 euro) e installano una pompa di calore (spesa 25.000 euro) sulla stessa unità immobiliare. Sono due interventi distinti con tetti separati:

  • Cappotto termico: 40.000 x 65% = 26.000 euro di detrazione
  • Pompa di calore: 25.000 x 65% = 16.250 euro di detrazione
  • Totale detrazioni: 42.250 euro (in 10 quote da 4.225 euro/anno)

Ecobonus 2026 e Nuovo Tetto alle Detrazioni IRPEF

Una delle novità più rilevanti introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 (e confermate per il 2026) è il tetto complessivo alle detrazioni IRPEF per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro.

Per chi ha un reddito imponibile superiore a 75.000 euro, le detrazioni (incluso l’Ecobonus) vengono riproporzionate in base a un coefficiente basato sul numero di figli a carico:

Reddito imponibileFigli a caricoCoefficienteLimite base x coeff.
Da 75.001 a 100.000 euro00,507.000 euro (14.000 x 0,50)
Da 75.001 a 100.000 euro10,709.800 euro (14.000 x 0,70)
Da 75.001 a 100.000 euro20,8511.900 euro (14.000 x 0,85)
Da 75.001 a 100.000 euro3+ o disabile grave1,0014.000 euro (nessuna riduzione)
Oltre 100.000 euro00,504.000 euro (8.000 x 0,50)
Oltre 100.000 euro10,705.600 euro (8.000 x 0,70)
Oltre 100.000 euro20,856.800 euro (8.000 x 0,85)
Oltre 100.000 euro3+ o disabile grave1,008.000 euro (nessuna riduzione)

Le spese per mutui e affitto della prima casa sono escluse dal tetto. L’Ecobonus, invece, rientra nel calcolo del plafond. Per approfondire questo aspetto, leggi la nostra guida alle detrazioni 2026 sopra 75.000 euro.

Come Inserire l’Ecobonus nel 730 o nel Modello Redditi 2026

La detrazione Ecobonus si indica nel Quadro E del Modello 730 (o Quadro RP del Modello Redditi PF). Le righe da utilizzare variano in base all’anno in cui sono state sostenute le spese:

  • Righe E61-E62: per le spese di riqualificazione energetica con percentuale 65%
  • Righe E41-E53: per le spese di ristrutturazione edilizia (bonus 50%)

Se usi il 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate recupera automaticamente i dati trasmessi dal tuo tecnico e dall’ENEA. Tuttavia, è sempre consigliabile verificare con il CAF che le informazioni inserite siano corrette e complete, soprattutto in caso di lavori complessi o condominiali.

Per sapere come compilare correttamente il quadro E, consulta la nostra guida: Come compilare il quadro E del 730 nel 2026: guida spese detraibili.

Cessione del Credito e Sconto in Fattura: Cosa Rimane nel 2026

Dal 17 febbraio 2023 (D.L. 11/2023, il cosiddetto “Decreto Cessioni”) la cessione del credito e lo sconto in fattura sono stati aboliti per la stragrande maggioranza degli interventi di efficientamento energetico, incluso l’Ecobonus ordinario.

Nel 2026 quindi, salvo eccezioni specifiche (IACP, cooperative di abitazione, soggetti fragili, aree sismiche in Zone 1 e 2), l’unica modalità disponibile è la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi in 10 quote annuali.

Questo significa che per beneficiare dell’Ecobonus è necessario avere sufficiente capienza fiscale: se la tua imposta IRPEF lorda è inferiore alla quota annua di detrazione, la parte eccedente va persa (a differenza del Superbonus dove era possibile la cessione).

Ecobonus vs Bonus Ristrutturazioni: Differenze Chiave

Spesso si confondono l’Ecobonus e il Bonus Ristrutturazioni (art. 16 D.L. 63/2013). Ecco le differenze principali:

CaratteristicaEcobonusBonus Ristrutturazioni
Aliquota 202650-75%36% (caso generale) / 50% prima casa*
AmbitoSolo efficienza energeticaManutenzione straord., ristrutturazione
Tetto di spesa15.000-100.000 euro48.000 euro
Ripartizione10 anni10 anni
Comunicazione ENEAObbligatoria (quasi sempre)Non richiesta
APERichiesto per alcuni interventiNon richiesto

*Per il Bonus Ristrutturazioni 2026: aliquota 50% per prima casa (fino al 31/12/2027), 36% per le altre abitazioni. Il tetto di spesa è di 48.000 euro per unità immobiliare.

In alcuni casi è possibile scegliere quale bonus applicare allo stesso intervento (ad esempio per la sostituzione degli infissi). Conviene fare un calcolo personalizzato con il CAF o il commercialista.

Documenti da Conservare per l’Ecobonus 2026

Conserva tutti i seguenti documenti per almeno 5 anni dal termine del periodo di imposta (in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate):

  • Asseverazione del tecnico abilitato con rispetto dei requisiti tecnici
  • Ricevuta dell’invio telematico della comunicazione ENEA
  • Fatture e ricevute fiscali relative alle spese sostenute
  • Ricevute dei bonifici parlanti con i dati obbligatori
  • APE prima e dopo i lavori (se richiesto per l’intervento)
  • Delibera condominiale (per interventi su parti comuni)
  • Comunicazione preventiva al Comune (per interventi che la richiedono)

Tieni una copia digitale di tutti i documenti in un cloud sicuro. Il CAF Centro Fiscale può aiutarti a organizzare la documentazione e a inserire correttamente le spese nella dichiarazione dei redditi.

Domande Frequenti sull’Ecobonus 2026

L’Ecobonus è confermato per il 2026?

Sì. L’Ecobonus è stato confermato e prorogato dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) con le aliquote indicate in questa guida. Le percentuali di detrazione per caldaie a gas sono scese al 50% (erano 65%), mentre rimangono invariate per pompe di calore, pannelli solari termici e coibentazione.

Posso fare l’Ecobonus anche se sono in affitto?

Sì, l’inquilino che sostiene direttamente le spese (con il consenso del proprietario) può accedere all’Ecobonus, a condizione che i lavori siano autorizzati dal proprietario e che le fatture siano intestate all’inquilino. Il proprietario non deve comparire nel bonifico parlante.

Qual è la scadenza per la comunicazione ENEA?

La comunicazione ENEA va inviata entro 90 giorni dalla data di fine lavori. Se i lavori terminano il 30 settembre 2026, hai tempo fino al 29 dicembre 2026. Se la fine lavori cade tra il 1° e il 31 dicembre, la scadenza si sposta automaticamente al 31 marzo dell’anno successivo.

Posso cumulare Ecobonus e Bonus Ristrutturazioni?

Non puoi cumulare le due agevolazioni sullo stesso intervento (stesso importo di spesa). Puoi però applicarli su interventi diversi nello stesso immobile, oppure scegliere il bonus più conveniente per i lavori che rientrano in entrambe le categorie.

Cosa succede se non invio la comunicazione ENEA in tempo?

La mancata o tardiva comunicazione ENEA comporta la decadenza dal diritto alla detrazione. L’Agenzia delle Entrate può recuperare le imposte non versate maggiorate di sanzioni e interessi. In alcuni casi è possibile la remissione in bonis (pagando una sanzione di 250 euro), ma solo se la comunicazione omessa non riguarda il 2026 e non è già stata avviata un’attività di controllo.

L’Ecobonus vale anche per le seconde case?

Sì. A differenza di alcune agevolazioni riservate alla prima casa, l’Ecobonus si applica a qualsiasi unità immobiliare residenziale esistente, indipendentemente dalla destinazione (prima casa, seconda casa, immobile locato). Non si applica invece agli immobili in costruzione o a terreni.

Conclusione: Conviene ancora l’Ecobonus nel 2026?

Nonostante le modifiche degli ultimi anni e la riduzione delle aliquote rispetto ai picchi del Superbonus, l’Ecobonus 2026 rimane una delle agevolazioni fiscali più vantaggiose per chi vuole migliorare il proprio patrimonio immobiliare.

Recuperare il 65% delle spese per una pompa di calore o il 65% per il cappotto termico significa dimezzare (e oltre) il costo effettivo dell’intervento nel medio periodo, con in più il risparmio in bolletta e la valorizzazione dell’immobile.

I punti da tenere a mente per il 2026:

  • Le caldaie a gas hanno aliquota ridotta al 50% (non più 65%)
  • Non c’è più la cessione del credito per la maggior parte dei contribuenti
  • Il tetto alle detrazioni IRPEF colpisce chi ha redditi sopra 75.000 euro
  • La comunicazione ENEA è obbligatoria (salvo eccezioni) entro 90 giorni
  • Il bonifico parlante rimane condizione essenziale di validità

Hai già pianificato dei lavori di efficientamento energetico? Il nostro team di esperti CAF può aiutarti a calcolare la detrazione spettante, verificare i requisiti e compilare correttamente la dichiarazione dei redditi. Scopri tutte le spese detraibili nel Modello 730 2026.

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