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Tag Archivio per: ristrutturazione edilizia

CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

Ecobonus 2026: Guida Completa alle Detrazioni per Risparmio Energetico

Ecobonus 2026: Guida Completa alle Detrazioni per Risparmio Energetico

L’Ecobonus 2026 rappresenta uno degli strumenti fiscali più utilizzati dagli italiani per ridurre le tasse grazie agli interventi di efficientamento energetico. Con la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024), le cui disposizioni si applicano anche al 2026, le aliquote di detrazione sono state riviste rispetto agli anni precedenti: non più il 110% del Superbonus, ma un sistema strutturato su tre livelli — 50%, 65% e 70% — che rimane comunque conveniente per chi vuole migliorare la classe energetica della propria abitazione e risparmiare in bolletta.

In questa guida trovi tutto ciò che devi sapere: quali lavori sono agevolati, le aliquote aggiornate al 2026, i tetti massimi di spesa, come richiedere la detrazione e le scadenze per la comunicazione ENEA. Aggiornata con le ultime circolari dell’Agenzia delle Entrate.

Cos’è l’Ecobonus 2026

L’Ecobonus è una detrazione IRPEF o IRES riconosciuta a chi sostiene spese per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti. Introdotto con la Legge Finanziaria 2007 e prorogato ogni anno, nel 2026 è disciplinato dall’art. 14 del D.L. 63/2013 (convertito con L. 90/2013) e dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, commi 54-88), le cui disposizioni sono prorogate al 2026.

A differenza del Superbonus (terminato nella sua versione ordinaria per la maggior parte dei casi), l’Ecobonus ordinario è rimasto attivo e si ripartisce in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi. Chi non può usufruire interamente della detrazione in un anno può portarla a scomputo nelle annualità successive fino al completamento del periodo.

Chi può accedere all’Ecobonus 2026:

  • Persone fisiche (proprietari, nudi proprietari, usufruttuari, inquilini, comodatari)
  • Condomini (per interventi sulle parti comuni)
  • Titolari di reddito di impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali)
  • Enti non commerciali per immobili non destinati ad attività commerciale

Aliquote Ecobonus 2026: la Tabella Completa

Nel 2026 le aliquote variano in base al tipo di intervento e alla natura dell’immobile. Ecco la tabella aggiornata:

Tipo di interventoAliquotaTetto spesa (per unità immobiliare)Detrazione massima
Caldaie a gas (sostituzione, solo A+)50%30.000 €15.000 €
Pompe di calore, geotermico65%30.000 €19.500 €
Infissi, finestre, schermature solari50%60.000 €30.000 €
Pannelli solari termici65%60.000 €39.000 €
Coibentazione pareti, tetti, solai65%60.000 €39.000 €
Sistemi di building automation65%15.000 €9.750 €
Interventi su parti comuni condominiali70% o 75%40.000 € x n. unitàVariabile

Nota: per le caldaie a gas, a partire dal 2025, l’aliquota è scesa al 50% (era 65%) in linea con la direttiva UE Case Green. Le caldaie a gasolio/kerosene sono escluse dalle agevolazioni.

Quali Lavori Sono Ammessi all’Ecobonus 2026

L’Ecobonus 2026 copre una vasta gamma di interventi finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici esistenti. Ecco i principali.

Riqualificazione energetica globale (65%)

Si tratta di interventi che interessano l’intero edificio e che permettono di raggiungere determinati valori limite di fabbisogno di energia primaria. È l’intervento che consente di ottenere la detrazione massima (65%) con tetto di spesa fino a 100.000 euro per unità immobiliare.

Involucro edilizio: coibentazione e infissi (50-65%)

Rientrano in questa categoria:

  • Sostituzione di finestre, infissi e vetrate (50%): devono rispettare i valori limite di trasmittanza termica previsti dal D.M. 6 agosto 2020. Tetto di spesa: 60.000 euro.
  • Schermature solari (50%): tende da sole, veneziane, frangisole che riducono l’apporto solare estivo. Tetto: 60.000 euro.
  • Coibentazione di pareti, tetti e pavimenti (65%): il cappotto termico esterno è l’intervento più comune. Tetto: 60.000 euro.

Impianti di climatizzazione invernale (50-65%)

È l’area dove le novità 2026 si fanno sentire di più:

  • Sostituzione caldaia a gas (classe A+): aliquota 50%, tetto 30.000 euro. Le caldaie a condensazione mantengono il bonus ma con aliquota ridotta rispetto al passato.
  • Pompe di calore (65%): rappresentano la soluzione preferita dall’UE per la transizione energetica. Tetto: 30.000 euro. Includono i sistemi split, multi-split e i sistemi ibridi pompa di calore + caldaia.
  • Sistemi geotermici (65%): impianti che sfruttano il calore del sottosuolo. Tetto: 30.000 euro.
  • Sistemi a biomassa certificata (65%): stufe, caldaie e camini a pellet e legna certificati. Tetto: 30.000 euro.

Pannelli solari termici (65%)

I pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria (termici, non fotovoltaici) continuano a beneficiare del 65%. Tetto di spesa: 60.000 euro. L’impianto deve essere abbinato a un serbatoio di accumulo e la produzione di acqua calda deve essere destinata in almeno il 50% al fabbisogno dell’unità immobiliare.

Attenzione: i pannelli fotovoltaici non rientrano nell’Ecobonus ma possono beneficiare del Bonus Ristrutturazioni 50% (art. 16 D.L. 63/2013) se installati contestualmente a interventi di ristrutturazione.

Building Automation (65%)

I sistemi domotici di controllo degli impianti energetici dell’edificio (cronotermostati, sistemi di gestione centralizzata) danno diritto al 65% con tetto di 15.000 euro, purché rispettino la classe minima prevista dalla norma EN 15232.

Ecobonus Condominiale 2026: Aliquote 70% e 75%

Per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali l’Ecobonus 2026 prevede aliquote ancora più elevate:

  • 70%: per interventi sull’involucro che interessano più del 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio condominiale.
  • 75%: come sopra, ma con il raggiungimento di qualità media dell’isolamento termico dell’involucro.

Il tetto di spesa è di 40.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio. Per un condominio di 10 appartamenti, il limite è quindi 400.000 euro.

Importante: anche i condomini con non più di 8 unità immobiliari (i cosiddetti “condomini minimi”) possono accedere a queste agevolazioni. L’assemblea condominiale deve deliberare i lavori con le maggioranze previste dall’art. 1136 c.c.

Come Funziona: Requisiti e Condizioni

Per accedere all’Ecobonus 2026 devono essere rispettate alcune condizioni fondamentali:

1. L’immobile deve essere esistente

L’Ecobonus si applica agli edifici già costruiti, non alle nuove costruzioni. Non è necessario che l’immobile sia la prima casa: si può applicare anche a seconde case, immobili di proprietà di società o enti.

2. Pagamento con bonifico parlante

Tutti i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale “parlante”, che deve riportare obbligatoriamente:

  • Causale specifica: “Bonifico per detrazione fiscale ai sensi dell’art. 14 del D.L. 63/2013” (o art. 16 per il bonus ristrutturazioni)
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • Numero di partita IVA o codice fiscale del soggetto che esegue i lavori

La banca o Poste Italiane applicano automaticamente una ritenuta d’acconto del 8% al momento del pagamento del bonifico (così come previsto dall’art. 25 del D.P.R. 600/1973).

3. Asseverazione tecnica e APE

Per la maggior parte degli interventi è necessaria l’asseverazione di un tecnico abilitato (geometra, architetto, ingegnere, perito) che certifichi:

  • Il rispetto dei requisiti tecnici minimi previsti dal D.M. 6 agosto 2020
  • La congruità delle spese sostenute rispetto ai prezziari di riferimento

In alcuni casi (come la riqualificazione globale) è richiesto anche l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) prima e dopo i lavori, rilasciato da un certificatore energetico accreditato.

4. Comunicazione ENEA

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori (e comunque entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di fine lavori) è obbligatorio inviare la comunicazione all’ENEA tramite il portale dedicato (www.acs.enea.it o www.detrazionifiscali.enea.it).

La comunicazione ENEA non è richiesta per gli interventi di sostituzione di infissi in unità immobiliari singole e per le schermature solari. Per tutti gli altri interventi è obbligatoria pena la perdita della detrazione.

Hai bisogno di supporto per la comunicazione ENEA? Il nostro CAF ti assiste in tutti i passaggi burocratici. Scopri la procedura per il bonus condizionatori 2026 con istruzioni passo-passo.

Esempi Pratici e Calcolo della Detrazione

Vediamo alcuni esempi concreti per capire come funziona il calcolo.

Esempio 1: Sostituzione caldaia a pompa di calore (65%)

Mario sostituisce la vecchia caldaia a gas con una pompa di calore da 20.000 euro (IVA inclusa).

  • Spesa sostenuta: 20.000 euro
  • Detrazione spettante: 20.000 x 65% = 13.000 euro
  • Ripartizione: 10 quote annuali da 1.300 euro ciascuna
  • Anno di inizio: se i lavori finiscono nel 2026, prima quota nel 730/2027

Esempio 2: Sostituzione infissi (50%)

Laura sostituisce tutte le finestre della sua abitazione per 15.000 euro.

  • Spesa sostenuta: 15.000 euro (entro il tetto di 60.000 euro)
  • Detrazione spettante: 15.000 x 50% = 7.500 euro
  • Ripartizione: 10 quote annuali da 750 euro ciascuna

Esempio 3: Cappotto termico + pompa di calore (65%)

I coniugi Rossi fanno il cappotto termico (spesa 40.000 euro) e installano una pompa di calore (spesa 25.000 euro) sulla stessa unità immobiliare. Sono due interventi distinti con tetti separati:

  • Cappotto termico: 40.000 x 65% = 26.000 euro di detrazione
  • Pompa di calore: 25.000 x 65% = 16.250 euro di detrazione
  • Totale detrazioni: 42.250 euro (in 10 quote da 4.225 euro/anno)

Ecobonus 2026 e Nuovo Tetto alle Detrazioni IRPEF

Una delle novità più rilevanti introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 (e confermate per il 2026) è il tetto complessivo alle detrazioni IRPEF per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro.

Per chi ha un reddito imponibile superiore a 75.000 euro, le detrazioni (incluso l’Ecobonus) vengono riproporzionate in base a un coefficiente basato sul numero di figli a carico:

Reddito imponibileFigli a caricoCoefficienteLimite base x coeff.
Da 75.001 a 100.000 euro00,507.000 euro (14.000 x 0,50)
Da 75.001 a 100.000 euro10,709.800 euro (14.000 x 0,70)
Da 75.001 a 100.000 euro20,8511.900 euro (14.000 x 0,85)
Da 75.001 a 100.000 euro3+ o disabile grave1,0014.000 euro (nessuna riduzione)
Oltre 100.000 euro00,504.000 euro (8.000 x 0,50)
Oltre 100.000 euro10,705.600 euro (8.000 x 0,70)
Oltre 100.000 euro20,856.800 euro (8.000 x 0,85)
Oltre 100.000 euro3+ o disabile grave1,008.000 euro (nessuna riduzione)

Le spese per mutui e affitto della prima casa sono escluse dal tetto. L’Ecobonus, invece, rientra nel calcolo del plafond. Per approfondire questo aspetto, leggi la nostra guida alle detrazioni 2026 sopra 75.000 euro.

Come Inserire l’Ecobonus nel 730 o nel Modello Redditi 2026

La detrazione Ecobonus si indica nel Quadro E del Modello 730 (o Quadro RP del Modello Redditi PF). Le righe da utilizzare variano in base all’anno in cui sono state sostenute le spese:

  • Righe E61-E62: per le spese di riqualificazione energetica con percentuale 65%
  • Righe E41-E53: per le spese di ristrutturazione edilizia (bonus 50%)

Se usi il 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate recupera automaticamente i dati trasmessi dal tuo tecnico e dall’ENEA. Tuttavia, è sempre consigliabile verificare con il CAF che le informazioni inserite siano corrette e complete, soprattutto in caso di lavori complessi o condominiali.

Per sapere come compilare correttamente il quadro E, consulta la nostra guida: Come compilare il quadro E del 730 nel 2026: guida spese detraibili.

Cessione del Credito e Sconto in Fattura: Cosa Rimane nel 2026

Dal 17 febbraio 2023 (D.L. 11/2023, il cosiddetto “Decreto Cessioni”) la cessione del credito e lo sconto in fattura sono stati aboliti per la stragrande maggioranza degli interventi di efficientamento energetico, incluso l’Ecobonus ordinario.

Nel 2026 quindi, salvo eccezioni specifiche (IACP, cooperative di abitazione, soggetti fragili, aree sismiche in Zone 1 e 2), l’unica modalità disponibile è la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi in 10 quote annuali.

Questo significa che per beneficiare dell’Ecobonus è necessario avere sufficiente capienza fiscale: se la tua imposta IRPEF lorda è inferiore alla quota annua di detrazione, la parte eccedente va persa (a differenza del Superbonus dove era possibile la cessione).

Ecobonus vs Bonus Ristrutturazioni: Differenze Chiave

Spesso si confondono l’Ecobonus e il Bonus Ristrutturazioni (art. 16 D.L. 63/2013). Ecco le differenze principali:

CaratteristicaEcobonusBonus Ristrutturazioni
Aliquota 202650-75%36% (caso generale) / 50% prima casa*
AmbitoSolo efficienza energeticaManutenzione straord., ristrutturazione
Tetto di spesa15.000-100.000 euro48.000 euro
Ripartizione10 anni10 anni
Comunicazione ENEAObbligatoria (quasi sempre)Non richiesta
APERichiesto per alcuni interventiNon richiesto

*Per il Bonus Ristrutturazioni 2026: aliquota 50% per prima casa (fino al 31/12/2027), 36% per le altre abitazioni. Il tetto di spesa è di 48.000 euro per unità immobiliare.

In alcuni casi è possibile scegliere quale bonus applicare allo stesso intervento (ad esempio per la sostituzione degli infissi). Conviene fare un calcolo personalizzato con il CAF o il commercialista.

Documenti da Conservare per l’Ecobonus 2026

Conserva tutti i seguenti documenti per almeno 5 anni dal termine del periodo di imposta (in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate):

  • Asseverazione del tecnico abilitato con rispetto dei requisiti tecnici
  • Ricevuta dell’invio telematico della comunicazione ENEA
  • Fatture e ricevute fiscali relative alle spese sostenute
  • Ricevute dei bonifici parlanti con i dati obbligatori
  • APE prima e dopo i lavori (se richiesto per l’intervento)
  • Delibera condominiale (per interventi su parti comuni)
  • Comunicazione preventiva al Comune (per interventi che la richiedono)

Tieni una copia digitale di tutti i documenti in un cloud sicuro. Il CAF Centro Fiscale può aiutarti a organizzare la documentazione e a inserire correttamente le spese nella dichiarazione dei redditi.

Domande Frequenti sull’Ecobonus 2026

L’Ecobonus è confermato per il 2026?

Sì. L’Ecobonus è stato confermato e prorogato dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) con le aliquote indicate in questa guida. Le percentuali di detrazione per caldaie a gas sono scese al 50% (erano 65%), mentre rimangono invariate per pompe di calore, pannelli solari termici e coibentazione.

Posso fare l’Ecobonus anche se sono in affitto?

Sì, l’inquilino che sostiene direttamente le spese (con il consenso del proprietario) può accedere all’Ecobonus, a condizione che i lavori siano autorizzati dal proprietario e che le fatture siano intestate all’inquilino. Il proprietario non deve comparire nel bonifico parlante.

Qual è la scadenza per la comunicazione ENEA?

La comunicazione ENEA va inviata entro 90 giorni dalla data di fine lavori. Se i lavori terminano il 30 settembre 2026, hai tempo fino al 29 dicembre 2026. Se la fine lavori cade tra il 1° e il 31 dicembre, la scadenza si sposta automaticamente al 31 marzo dell’anno successivo.

Posso cumulare Ecobonus e Bonus Ristrutturazioni?

Non puoi cumulare le due agevolazioni sullo stesso intervento (stesso importo di spesa). Puoi però applicarli su interventi diversi nello stesso immobile, oppure scegliere il bonus più conveniente per i lavori che rientrano in entrambe le categorie.

Cosa succede se non invio la comunicazione ENEA in tempo?

La mancata o tardiva comunicazione ENEA comporta la decadenza dal diritto alla detrazione. L’Agenzia delle Entrate può recuperare le imposte non versate maggiorate di sanzioni e interessi. In alcuni casi è possibile la remissione in bonis (pagando una sanzione di 250 euro), ma solo se la comunicazione omessa non riguarda il 2026 e non è già stata avviata un’attività di controllo.

L’Ecobonus vale anche per le seconde case?

Sì. A differenza di alcune agevolazioni riservate alla prima casa, l’Ecobonus si applica a qualsiasi unità immobiliare residenziale esistente, indipendentemente dalla destinazione (prima casa, seconda casa, immobile locato). Non si applica invece agli immobili in costruzione o a terreni.

Conclusione: Conviene ancora l’Ecobonus nel 2026?

Nonostante le modifiche degli ultimi anni e la riduzione delle aliquote rispetto ai picchi del Superbonus, l’Ecobonus 2026 rimane una delle agevolazioni fiscali più vantaggiose per chi vuole migliorare il proprio patrimonio immobiliare.

Recuperare il 65% delle spese per una pompa di calore o il 65% per il cappotto termico significa dimezzare (e oltre) il costo effettivo dell’intervento nel medio periodo, con in più il risparmio in bolletta e la valorizzazione dell’immobile.

I punti da tenere a mente per il 2026:

  • Le caldaie a gas hanno aliquota ridotta al 50% (non più 65%)
  • Non c’è più la cessione del credito per la maggior parte dei contribuenti
  • Il tetto alle detrazioni IRPEF colpisce chi ha redditi sopra 75.000 euro
  • La comunicazione ENEA è obbligatoria (salvo eccezioni) entro 90 giorni
  • Il bonifico parlante rimane condizione essenziale di validità

Hai già pianificato dei lavori di efficientamento energetico? Il nostro team di esperti CAF può aiutarti a calcolare la detrazione spettante, verificare i requisiti e compilare correttamente la dichiarazione dei redditi. Scopri tutte le spese detraibili nel Modello 730 2026.

Luglio 19, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/11/ecobonus-110.jpg 378 649 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-19 14:53:532026-07-19 10:04:28Ecobonus 2026: Guida Completa alle Detrazioni per Risparmio Energetico
CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

Bonus Casa 2026: Guida Completa a Detrazioni e Agevolazioni Fiscali

detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia



Indice dei contenuti

  1. Cosa Cambia nel 2026
  2. Bonus Ristrutturazione 50%
  3. Ecobonus 2026: Efficienza Energetica
  4. Sismabonus: Interventi Antisismici
  5. Bonus Mobili ed Elettrodomestici
  6. Bonus Verde: Giardini e Terrazzi
  7. Superbonus: La Situazione nel 2026
  8. Come Richiedere le Detrazioni
  9. Domande Frequenti sui Bonus Casa

I bonus casa 2026 rappresentano un’importante opportunità per chi desidera ristrutturare, migliorare l’efficienza energetica o la sicurezza sismica della propria abitazione. Con la Legge di Bilancio 2026, il panorama delle detrazioni fiscali per lavori in casa ha subito alcune modifiche significative rispetto agli anni precedenti.

Nel 2026 restano attivi diversi incentivi edilizi, anche se con percentuali e massimali differenti. Il bonus ristrutturazione mantiene la detrazione al 50% per la prima casa, mentre l’ecobonus e il sismabonus continuano a premiare chi investe in efficienza energetica e sicurezza. Il bonus mobili si conferma, seppur con tetti di spesa ridotti, e il controverso superbonus entra in una nuova fase con percentuali più basse.

In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine analizza nel dettaglio tutti i bonus casa disponibili nel 2026: requisiti, limiti di spesa, modalità di richiesta e documentazione necessaria. Che tu stia pianificando una ristrutturazione, l’installazione di nuovi infissi o un intervento di riqualificazione energetica, troverai tutte le informazioni per massimizzare le detrazioni fiscali.

Cosa Cambia nel 2026

Il 2026 segna un punto di svolta per le agevolazioni edilizie in Italia. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato la maggior parte degli incentivi, ma con alcune importanti differenze rispetto al passato.

Le principali novità riguardano:

  • Aliquote differenziate: per alcuni bonus, la percentuale di detrazione varia in base al tipo di immobile (prima casa vs altri immobili)
  • Massimali ridotti: il tetto di spesa per il bonus mobili è stato ulteriormente abbassato
  • Superbonus in fase di uscita: la percentuale continua a scendere, rendendo l’incentivo meno conveniente
  • Stop a cessione del credito e sconto in fattura: per la maggior parte degli interventi, è possibile solo la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi
  • Controlli rafforzati: l’Agenzia delle Entrate ha intensificato le verifiche sui requisiti e sulla documentazione

Nonostante questi cambiamenti, i bonus casa 2026 rimangono uno strumento fondamentale per ridurre i costi di ristrutturazione e riqualificazione. La chiave è conoscere bene i requisiti e affidarsi a professionisti esperti per evitare errori che potrebbero compromettere l’accesso alle detrazioni.

Bonus Ristrutturazione 50%

Il bonus ristrutturazione è l’agevolazione più utilizzata dagli italiani e nel 2026 continua a garantire una detrazione IRPEF del 50% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio sulla prima casa. Per gli altri immobili, la percentuale scende al 36%.

Tetto di Spesa e Detrazione

Il limite massimo di spesa ammessa è di 96.000 euro per unità immobiliare. Questo significa che:

  • Per la prima casa: detrazione massima di 48.000 euro (50% di 96.000 euro), ripartita in 10 quote annuali da 4.800 euro
  • Per altri immobili: detrazione massima di 34.560 euro (36% di 96.000 euro), sempre in 10 anni

Esempio pratico: Mario ristruttura il bagno della sua prima casa spendendo 20.000 euro. Potrà detrarre 10.000 euro (50%) in 10 anni, recuperando 1.000 euro all’anno nella dichiarazione dei redditi.

Interventi Ammessi

Il bonus ristrutturazione 2026 copre un’ampia gamma di lavori:

  • Manutenzione straordinaria: rifacimento bagni, cucine, pavimenti, impianti
  • Restauro e risanamento conservativo: consolidamento strutture, rifacimento facciate
  • Ristrutturazione edilizia: demolizione e ricostruzione, cambio destinazione d’uso
  • Interventi per il risparmio energetico: coibentazione, installazione pannelli solari
  • Eliminazione barriere architettoniche: ascensori, rampe, montascale
  • Misure antisismiche: anche se il sismabonus offre percentuali più vantaggiose
  • Bonifica amianto
  • Prevenzione atti illeciti: grate, porte blindate, videocitofoni

Requisiti e Documentazione

Per accedere al bonus ristrutturazione è necessario:

  • Essere proprietari o titolari di diritto reale sull’immobile (anche in usufrutto, comodato)
  • Effettuare pagamenti tracciabili: bonifico parlante con causale specifica, ritenuta d’acconto dell’8% per imprese
  • Conservare titolo abilitativo (CILA, SCIA, permesso di costruire) quando necessario
  • Comunicare all’ENEA gli interventi che comportano risparmio energetico (entro 90 giorni dalla fine lavori)
  • Indicare la spesa nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF)

Attenzione: le spese devono essere sostenute tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 per rientrare nell’agevolazione di quest’anno.

Ecobonus 2026: Efficienza Energetica

L’ecobonus 2026 premia chi investe nel miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, con detrazioni che variano dal 50% al 75% in base al tipo di intervento.

Percentuali di Detrazione

L’ecobonus prevede diverse aliquote:

  • 50%: per interventi su singole unità immobiliari (infissi, schermature solari, caldaie a condensazione classe A)
  • 65%: per interventi più complessi (cappotto termico, pompe di calore, sistemi di building automation)
  • 70-75%: per interventi su parti comuni condominiali che migliorano la prestazione energetica
  • 80-85%: per interventi condominiali che riducono il rischio sismico oltre che migliorare l’efficienza (ecobonus + sismabonus)

Interventi Ammessi e Massimali

Gli interventi agevolabili con l’ecobonus 2026 includono:

1. Infissi e serramenti (detrazione 50%, max 60.000 euro)
Sostituzione di finestre, porte-finestre, persiane, con miglioramento della trasmittanza termica.

2. Schermature solari (detrazione 50%, max 60.000 euro)
Installazione di tende, veneziane, tapparelle che riducono l’irraggiamento solare.

3. Caldaie a condensazione (detrazione 50-65%, max 30.000 euro)
Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie ad alta efficienza classe A.

4. Pompe di calore (detrazione 65%, max 30.000 euro)
Installazione di pompe di calore aria-acqua, geotermiche o ibride.

5. Cappotto termico (detrazione 65%, max 60.000 euro)
Coibentazione delle pareti esterne o del tetto con materiali isolanti certificati.

6. Pannelli solari termici (detrazione 65%, max 60.000 euro)
Installazione di collettori solari per produzione di acqua calda sanitaria.

7. Building automation (detrazione 65%, max 15.000 euro)
Sistemi di controllo e gestione automatizzata degli impianti di riscaldamento e raffrescamento.

Comunicazione ENEA Obbligatoria

Per tutti gli interventi che beneficiano dell’ecobonus, è obbligatorio inviare la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. La comunicazione va effettuata tramite il portale dedicato (detrazionifiscali.enea.it) allegando:

  • Scheda descrittiva dell’intervento
  • Attestato di prestazione energetica (APE) per alcuni interventi
  • Asseverazione di un tecnico abilitato che certifichi il rispetto dei requisiti tecnici

Attenzione: la mancata comunicazione comporta la perdita del diritto alla detrazione.

Esempio di Risparmio

Lucia sostituisce gli infissi di casa spendendo 12.000 euro. Con l’ecobonus al 50%, detrae 6.000 euro in 10 anni (600 euro all’anno). Se installa anche una pompa di calore (costo 8.000 euro), con detrazione al 65% recupera altri 5.200 euro. Risparmio totale: 11.200 euro.

Sismabonus: Interventi Antisismici

Il sismabonus è l’agevolazione dedicata agli interventi di riduzione del rischio sismico degli edifici, con detrazioni dal 50% all’85%. Le aliquote sono: 50% senza miglioramento classe, 70% per una classe inferiore, 80% per due classi, 75-85% per condomi. Limite: 96.000 euro in 5 anni.

Bonus Mobili ed Elettrodomestici

Il bonus mobili 2026 offre detrazione 50% per acquisto mobili e elettrodomestici (immobile ristrutturato). Limite 5.000 euro, detrazione massima 2.500 euro in 10 anni. Ammessi: mobili nuovi, elettrodomestici classe A minima, pagamento tracciabile.

Bonus Verde: Giardini e Terrazzi

Detrazione 36% per sistemazione a verde, giardini, terrazzi. Massimale 5.000 euro (1.800 euro detrazione in 10 anni). Interventi: giardini, impianti irrigazione, pozzi, recinzioni.

Superbonus: La Situazione nel 2026

Il superbonus scende al 65% (solo lavori con delibera/CILAS entro 31/12/2023). Per nuovi interventi 2026 NON è disponibile. Bloccata cessione credito: solo detrazione diretta in dichiarazione redditi.

Come Richiedere le Detrazioni

Requisiti: essere proprietario, pagamenti tracciabili con bonifico parlante (ritenuta 8%), comunicazioni ENEA entro 90 giorni, indicare in dichiarazione redditi, conservare documentazione 10 anni. Il CAF Centro Fiscale verifica massimali e quote annuali.

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Domande Frequenti sui Bonus Casa

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    Cosa Cambia nel 2026
    Bonus Ristrutturazione 50%
    Ecobonus 2026: Efficienza Energetica
    Sismabonus: Interventi Antisismici
    Bonus Mobili ed Elettrodomestici
    Bonus Verde: Giardini e Terrazzi
    Superbonus: La Situazione…

    Gennaio 2, 2026

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    Andrea Damiani2022-02-07 16:20:582022-10-28 17:56:18Visto di Conformità: documenti necessari

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      ELENCO LAVORI EDILIZIA LIBERA E CILA

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      Dicembre 16, 2021/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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      CAF

      Detrazione fiscale – Bonus Arredi

      I contribuenti che fruiscono della detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio possono fruire di un’ulteriore riduzione d’imposta per l’acquisto di mobili, nonché per l’acquisto di grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione. La detrazione, che va ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, spetta sulle spese sostenute dal 6 giugno al 31 dicembre 2013 ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.Per l’esattezza, i contribuenti ammessi a beneficiare del bonus arredi sono gli stessi che fruiscono della detrazione con la maggiore aliquota del 50% e con il maggior limite di 96.000 euro di spese ammissibili; quindi, le ristrutturazioni edilizie con spese sostenute dal 26 giugno 2012. E’ possibile che le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici siano sostenute prima di quelle per la ristrutturazione dell’immobile, a condizione che siano stati già avviati i lavori di ristrutturazione dell’immobile cui i beni sono destinati.In altri termini, basta che la data di inizio lavori sia anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici; non è necessario che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’abitazione. La data di avvio potrà essere provata dalle eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalle norme edilizie, dalla comunicazione preventiva all’Asl (indicante la data di inizio dei lavori) se obbligatoria, oppure, per lavori per i quali non siano necessarie comunicazioni o titoli abitativi, da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (articolo 47 del Dpr 445/2000), come prescritto dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011.Il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto al beneficio più volte. L’importo massimo di 10.000 euro va, infatti, riferito a ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione.Quali beniLa detrazione spetta per le spese sostenute dal 6 giugno al 31 dicembre 2013 per l’acquisto di:
      • mobili
      • grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica.
      Nell’importo delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici possono essere considerate anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati, purché le spese stesse siano state sostenute con le modalità di pagamento richieste per fruire della detrazione (bonifico, carte di credito o di debito)Aprono all’ulteriore detrazione anche i lavori eseguiti su parti comuni degli edifici residenziali. La realizzazione di lavori di ristrutturazione sulle parti comuni condominiali non consente però ai singoli condomini (che usufruiscono pro quota della relativa detrazione) di detrarre le spese sostenute per acquistare mobili e grandi elettrodomestici da destinare all’arredo della propria unità immobiliare, ma solo per gli arredi delle parti comuni, come guardiole oppure l’appartamento del portiere.In sintesi, la detrazione è collegata agli interventi:
      • di manutenzione ordinaria, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale
      • di manutenzione straordinaria effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali
      • di restauro e di risanamento conservativo, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali
      • di ristrutturazione edilizia, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali
      • necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se non rientranti nelle categorie elencati nei punti precedenti, sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza
      • di restauro e di risanamento conservativo, e di ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro sei mesi dal termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.
      Possono essere agevolate solo le spese sostenute per gli acquisti di mobili o grandi elettrodomestici nuovi.Non è, invece, richiesto che ci sia un collegamento fra i mobili e l’ambiente ristrutturato; il collegamento deve esserci con l’immobile oggetto di ristrutturazione nel suo complesso. In altri termini, l’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici è agevolabile anche se i beni siano destinati all’arredo di un ambiente diverso da quelli oggetto di interventi edilizi, purché l’immobile sia comunque oggetto degli interventi edilizi.Rientrano tra i “mobili” agevolabili, a titolo esemplificativo, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.Non sono agevolabili, invece, gli acquisti di porte, di pavimentazioni (ad esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo.Per quel che riguarda i grandi elettrodomestici, la norma limita il beneficio all’acquisto delle tipologie dotate di etichetta energetica di classe A+ o superiore, A o superiore per i forni, se per quelle tipologie è obbligatoria l’etichetta energetica. L’acquisto di grandi elettrodomestici sprovvisti di etichetta energetica è agevolabile solo se per quella tipologia non sia ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica. Rientrano, per esempio, fra i “grandi elettrodomestici”, frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento. ADEMPIMENTIIl contribuente, per avvalersi del nuovo beneficio fiscale, deve eseguire i pagamenti mediante bonifici bancari o postali, con le stesse modalità già previste per i pagamenti dei lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati. Nei bonifici, pertanto, dovranno essere indicati:
      • la causale del versamento attualmente utilizzata dalle banche e da Poste Italiane Spa per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati
      • il codice fiscale del beneficiario della detrazione
      • il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.
      Per esigenze di semplificazione legate alle tipologie di beni acquistabili, è consentito effettuare il pagamento degli acquisti di mobili o di grandi elettrodomestici anche mediante carte di credito o carte di debito. In questo caso, la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta di credito o di debito da parte del titolare, evidenziata nella ricevuta telematica di avvenuta transazione, e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso. Non è consentito, invece, effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.Le spese sostenute, inoltre, devono essere documentate, conservando la documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente) e le fatture di acquisto dei beni con la usuale specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi acquisiti.

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      Novembre 13, 2013/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2013/11/arredi1.jpg 362 600 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2013-11-13 10:03:152026-05-31 18:34:02Detrazione fiscale – Bonus Arredi

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