CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIACessione Crediti Superbonus e Sismabonus 2026: Cosa Resta e Come FunzionaIndice dei contenutiIl quadro attuale: cosa e’ ancora possibile nel 2026Il blocco della cessione e dello sconto in fatturaLe eccezioni ancora valide nel 2026Sismabonus: regole specifiche per la cessioneLa detrazione diretta: come recuperare i crediti in 730 o Modello RedditiComunicazione all’Agenzia delle Entrate: adempimenti 2026Errori da evitare e trappole normativeDomande frequenti (FAQ)Se hai eseguito lavori con il Superbonus o il Sismabonus negli anni scorsi e ti stai chiedendo cosa fare con i crediti fiscali maturati, questa guida fa per te. Dopo il blocco generalizzato della cessione del credito e dello sconto in fattura introdotto nel 2023-2024, molte famiglie e condomini si trovano oggi in una situazione di incertezza: il credito c’è, ma le strade per utilizzarlo si sono ristrette. In questo articolo spieghiamo cosa resta concretamente possibile nel 2026, quali eccezioni sopravvivono e come recuperare la detrazione in dichiarazione dei redditi.Il quadro attuale: cosa e’ ancora possibile nel 2026Il meccanismo della cessione del credito e dello sconto in fattura per i bonus edilizi — Superbonus 110% (poi 90%, 70%, 65%) e Sismabonus — è stato progressivamente smantellato attraverso una serie di provvedimenti legislativi tra il 2023 e il 2024:D.L. 11/2023 (febbraio 2023): primo blocco generalizzato per le nuove comunicazioni di cessione e sconto in fattura;D.L. 212/2023 (dicembre 2023): chiusura dei cantieri Superbonus con SAL non completati entro fine 2023;D.L. 39/2024 (marzo 2024): ulteriore stretta, eliminazione delle ultime deroghe residue e introduzione del divieto di compensazione per crediti da cessione oltre determinate soglie.Nel 2026, quindi, la situazione normativa è la seguente: non è più possibile cedere il credito o chiedere lo sconto in fattura per nuovi lavori avviati dopo il blocco, salvo le eccezioni tassative descritte di seguito. I crediti già acquisiti prima del blocco restano utilizzabili, ma seguono regole diverse a seconda di quando e come sono stati generati. Il blocco della cessione e dello sconto in fatturaPrima del blocco, il contribuente aveva tre strade per sfruttare il Superbonus:Detrazione diretta: in 4 o 10 rate nella dichiarazione dei redditi;Sconto in fattura: l’impresa esecutrice applicava uno sconto pari alla detrazione spettante, recuperandolo poi come credito d’imposta;Cessione del credito: il contribuente cedeva il credito maturato a banche, intermediari finanziari o altri soggetti terzi (incluse le imprese).Con il D.L. 11/2023, sconto in fattura e cessione del credito sono stati bloccati per le spese sostenute dal 17 febbraio 2023 in poi, con pochissime eccezioni. Il blocco definitivo è arrivato con il D.L. 39/2024 che ha eliminato anche le ultime finestre residue.Questo significa che chi ha avviato lavori agevolati dopo quelle date può utilizzare la detrazione solo in modo diretto, portandola in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi. Un problema concreto per chi ha redditi bassi o insufficienti a capienza fiscale. Le eccezioni ancora valide nel 2026Non tutte le porte sono chiuse. La normativa vigente nel 2026 mantiene alcune eccezioni al blocco della cessione: 1. Crediti maturati prima del 17 febbraio 2023I crediti fiscali generati da spese Superbonus sostenute entro il 16 febbraio 2023 e correttamente comunicati all’Agenzia delle Entrate entro i termini possono ancora essere ceduti — ma solo se non è già avvenuta una prima cessione. Dal 2023 la regola è che la cessione è consentita una sola volta (con possibilità di una sola ulteriore cessione a banche o intermediari vigilati dalla Banca d’Italia).2. IACP, cooperative, terzo settore ed edilizia socialeGli Istituti Autonomi Case Popolari (IACP), le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, le ONLUS e gli enti del Terzo Settore che realizzano interventi su immobili adibiti ad abitazione principale di soggetti svantaggiati hanno mantenuto la facoltà di optare per cessione o sconto in fattura anche dopo il blocco del 2023, a condizione che i lavori rispettino i requisiti SAL (stato avanzamento lavori) documentati.3. Zone sismiche 1 e 2: cantieri avanzatiPer interventi antisismici in zone classificate sismiche 1 e 2, con CILAS (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata per il Superbonus) presentata prima del 17 febbraio 2023, era prevista una deroga specifica che consentiva di completare le opzioni di cessione anche successivamente. Tuttavia, con il D.L. 39/2024 questa finestra si è ulteriormente ristretta: verifica sempre la posizione specifica del tuo cantiere con un professionista abilitato.Sismabonus: regole specifiche per la cessioneIl Sismabonus è un’agevolazione distinta dal Superbonus, disciplinata dall’art. 16 del D.L. 63/2013. Nel 2026 permane in forma ridotta:Tipo di interventoAliquota detrazioneTetto spesaCessione/Sconto possibile?Riduzione 1 classe di rischio (prima casa)50%96.000 euro per unita’No (spese post-17/02/2023)Riduzione 2 classi di rischio (prima casa)70%96.000 euro per unita’No (spese post-17/02/2023)Parti comuni condominio — 1 classe75%96.000 euro per unita’No (spese post-17/02/2023)Parti comuni condominio — 2 classi85%96.000 euro per unita’No (spese post-17/02/2023)Acquisto case antisismiche (sismabonus acquisti)75-85%96.000 euroNo (spese post-17/02/2023)Per il Sismabonus, analogamente al Superbonus, la cessione del credito e lo sconto in fattura sono bloccati per spese sostenute dopo il 17 febbraio 2023. I crediti da Sismabonus maturati prima di tale data seguono le stesse regole di circolazione dei crediti Superbonus: una sola cessione possibile, con eventuale ulteriore cessione limitata a banche e intermediari vigilati.Il Sismabonus acquisti (acquisto di case costruite ex-novo da impresa su zona sismica con riduzione classi rischio) merita un’attenzione particolare: alcune interpretazioni normative hanno sostenuto che, trattandosi di atto di compravendita e non di lavori edilizi in senso stretto, le limitazioni alla cessione potrebbero applicarsi diversamente. Sul punto è consigliabile una verifica con il proprio CAF o commercialista. La detrazione diretta: come recuperare i crediti in 730 o Modello RedditiPer chi non puo’ piu’ cedere il credito, la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi rimane l’unica opzione. Ecco come funziona concretamente nel 2026: Rateizzazione: 4 o 10 anni?La detrazione Superbonus si spalma su 10 anni a partire dall’anno di sostenimento della spesa (la riforma da 5 a 10 anni è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2022). Ciò significa che una spesa sostenuta nel 2022 andrà in detrazione fino al 2031. Una spesa del 2023 fino al 2032, e così via.Il Sismabonus ordinario, invece, si detrae in 5 anni (salvo il componente che rientra nel Superbonus 110%, che segue le regole del Superbonus).Il problema della capienza fiscaleLa detrazione non è rimborsabile: se la rata annua supera l’imposta lorda dovuta (IRPEF), la quota eccedente va persa. Non si riporta all’anno successivo. Questo è il principale problema per pensionati con redditi bassi, giovani lavoratori o chi ha poca IRPEF da pagare: rischia di perdere quote di detrazione ogni anno.Esempio pratico: spesa Superbonus 2022 di 50.000 euro, detrazione 110% = 55.000 euro, rata annua = 5.500 euro/anno per 10 anni. Se la tua IRPEF lorda è 3.000 euro/anno, perdi 2.500 euro di detrazione ogni anno = 25.000 euro totali non recuperati su 10 anni. In questi casi era essenziale la cessione, che ora non è più disponibile per le spese recenti.Come indicare la detrazione nel 730 2026Nel 730/2026 (dichiarazione dei redditi per l’anno d’imposta 2025), le detrazioni per interventi edilizi si indicano nel quadro E, sezione III-A e III-B. Il CAF compila automaticamente queste sezioni sulla base della documentazione che fornisci (fatture, bonifici parlanti, asseverazioni, visto di conformità).Documenti necessari per portare in detrazione il Superbonus nel 730:Fatture dei lavori agevolati;Bonifici parlanti (con causale specifica che cita la norma di riferimento);Asseverazione del tecnico abilitato (APE ante e post operam per l’ecobonus);Visto di conformità del CAF o professionista abilitato;Per i condomini: delibera assembleare, tabelle millesimali, rendiconto spese.Se il tuo CAF ha gia’ gestito la pratica negli anni scorsi, molto probabilmente ha gia’ tutta la documentazione. Aggiorna i dati se ci sono state variazioni nei lavori o nei SAL.Comunicazione all’Agenzia delle Entrate: adempimenti 2026Anche se hai scelto (o sei costretto a scegliere) la detrazione diretta, in alcuni casi hai obblighi comunicativi verso l’Agenzia delle Entrate:Comunicazione opzione (modello cessione/sconto): obbligatoria solo se hai optato per cessione o sconto in fattura, non per la detrazione diretta;CILAS o CILA: comunicazione al Comune già avvenuta all’avvio dei lavori;Comunicazione SAL: per cantieri a SAL, ogni stato di avanzamento lavori rilevante ai fini della cessione richiedeva una comunicazione separata;Pratiche di correzione: se hai errori nelle comunicazioni già inviate (ad es. importi errati), è possibile presentare una comunicazione sostitutiva o annullamento entro i termini.Nel 2026, l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile un’apposita funzionalita’ nell’area riservata del portale per consultare le comunicazioni di cessione già trasmesse e lo stato dei crediti ceduti. Accedendo con SPID o CIE puoi verificare se il credito risulta correttamente registrato e se ci sono anomalie da correggere.Errori da evitare e trappole normativeDopo anni di continui cambiamenti normativi, il rischio di errori è concreto. Ecco i piu’ frequenti: 1. Doppia cessione non consentitaDal 2023 la cessione è consentita una sola volta (prima cessione dal beneficiario) + eventuale ulteriore cessione solo a banche o intermediari vigilati Banca d’Italia. Una seconda cessione a soggetti diversi è nulla e può comportare il recupero del credito con sanzioni.2. Crediti bloccati per mancanza di documentazioneL’Agenzia delle Entrate ha intensificato i controlli sui crediti ceduti. Crediti privi di corretta asseverazione, visto di conformità o con difformita’ nella documentazione possono essere sospesi o recuperati anche anni dopo la cessione. Conserva tutta la documentazione per almeno 10 anni.3. Frode nella cessione: responsabilità del cedenteSe il credito ceduto è inesistente o fondato su documentazione falsa, il cedente (cioè tu, il beneficiario) risponde in solido con i cessionari — a meno che non dimostri di aver agito in buona fede e con diligenza. Il D.L. 11/2023 ha introdotto la disciplina specifica sulla responsabilità in solido.4. Sconto in fattura con impresa poi fallitaSe l’impresa che ti ha applicato lo sconto in fattura è poi fallita senza aver correttamente ceduto o compensato il credito, potresti ritrovarti senza detraibilita’ della spesa. In questi casi è necessaria un’analisi case by case con il CAF o un commercialista.Per approfondire le agevolazioni bonus casa ancora disponibili nel 2026, consulta anche il nostro articolo sui bonus in scadenza 2026: 8 agevolazioni da sfruttare subito.Domande frequenti (FAQ)Posso ancora cedere il credito Superbonus nel 2026?Solo se il credito deriva da spese sostenute entro il 16 febbraio 2023 e la comunicazione di cessione non è ancora avvenuta, oppure si tratta di una prima cessione da soggetto cedente originario. Per spese successive a quella data, la cessione non è più consentita.Cosa succede se ho poca IRPEF e non riesco a capire tutta la detrazione?Purtroppo la quota di detrazione che eccede l’IRPEF lorda dovuta va perduta: non è rimborsabile e non si riporta all’anno successivo. È una delle principali criticità del sistema attuale, che penalizza i contribuenti a basso reddito. Non esistono attualmente meccanismi di compensazione alternativa per questi casi, salvo le eccezioni per IACP e soggetti vulnerabili.Il Sismabonus è ancora valido per nuovi lavori nel 2026?Si, il Sismabonus ordinario (non il componente Superbonus) è ancora in vigore nel 2026, con aliquote dal 50% all’85% in base alla riduzione delle classi di rischio sismico. Tuttavia, anche per il Sismabonus non è possibile optare per cessione o sconto in fattura per spese successive al 17 febbraio 2023: si può solo detrarre direttamente in 5 anni.Ho un credito Superbonus ceduto che la banca non vuole. Cosa posso fare?Se la banca cessionaria non utilizza o non vuole acquistare il credito, il cedente si trova in una situazione difficile: il credito rimane “intrappolato” nella piattaforma. Dal 2023 è stata introdotta la possibilità di utilizzare i crediti incagliati in compensazione con le ritenute sui redditi da lavoro dipendente operate dai datori di lavoro. Per i privati, le opzioni restano limitate: consulta un professionista per valutare eventuali vie di recupero.Posso portare in detrazione il Superbonus nel 730/2026?Si. Se hai sostenuto spese Superbonus nel 2025 o negli anni precedenti senza aver optato per cessione o sconto in fattura, la rata annua della detrazione va indicata nel quadro E del 730/2026 (dichiarazione per l’anno d’imposta 2025). Il tuo CAF puo’ assisterti nella compilazione.Qual è la differenza tra cessione del credito e sconto in fattura nel Superbonus?Con lo sconto in fattura, l’impresa esecutrice dei lavori applica uno sconto al costo dei lavori pari alla detrazione spettante: tu paghi meno e l’impresa recupera il credito. Con la cessione del credito, tu ricevi la detrazione come credito d’imposta e lo cedi a un terzo (banca, intermediario) ricevendo liquidita’ in cambio. Entrambe le opzioni sono bloccate per spese successive al 17 febbraio 2023.Questo articolo e’ stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne e’ responsabile dei contenuti.Hai dubbi sulla cessione del credito? Contatta il CAF Centro FiscaleAgosto 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/11/Progetto-senza-titolo.png 500 2000 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-28 18:00:002026-08-28 10:36:01Cessione Crediti Superbonus e Sismabonus 2026: Cosa Resta e Come Funziona
CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIABonus in Scadenza 2026: 8 Agevolazioni da Sfruttare SubitoIl tema dei bonus scadenza 2026 è diventato improvvisamente urgente per migliaia di famiglie italiane: entro il 31 dicembre 2026 alcune delle agevolazioni fiscali più utilizzate sulla casa si riducono, cambiano aliquota o rischiano di sparire del tutto. Chi ha in programma lavori di ristrutturazione, un cambio di caldaia, l’acquisto di nuovi elettrodomestici o un intervento antisismico ha davanti pochi mesi per decidere se anticipare la spesa e portare a casa la detrazione più alta. In questa guida completa trovi il quadro aggiornato di tutti i bonus in scadenza 2026, di quelli che sono già terminati (e che purtroppo molti credono ancora attivi) e di quelli che restano prorogati anche oltre il 2026. Per ogni misura ti spieghiamo in parole semplici cosa scade, entro quando, chi può ancora sfruttarla, cosa cambia dal 2027 e soprattutto quale azione concreta conviene fare adesso. Il riferimento normativo principale è la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025 ed entrata in vigore il 1° gennaio 2026). Prima di muoverti, ricorda che ogni situazione ha le sue particolarità: il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a capire a quali bonus in scadenza nel 2026 hai diritto, sia in ufficio che online.Indice dei contenutiPerché parlare di bonus scadenza 2026 proprio adessoBonus ristrutturazione: cosa cambia con la scadenza 2026Ecobonus: scadenza 2026 e riduzione prevista dal 2027Bonus mobili 2026: il più a rischio tra i bonus in scadenzaSuperbonus 2026: attenzione, è già chiuso per quasi tuttiSismabonus: aliquote 2026 e step-down dal 2027Bonus verde: già terminato, ma restano le rate in corsoBonus prima casa under 36: cosa resta davvero nel 2026Bonus barriere architettoniche 75%: scaduto, cosa fare nel 2026Riepilogo bonus scadenza 2026: in scadenza, scaduti e prorogatiCome sfruttare i bonus in scadenza 2026 senza erroriPerché parlare di bonus scadenza 2026 proprio adessoParlare di bonus scadenza 2026 ad agosto non è allarmismo: è semplicemente il momento giusto. Le detrazioni fiscali sulla casa funzionano secondo il cosiddetto principio di cassa, un termine tecnico che significa una cosa molto semplice: conta la data in cui paghi, non la data in cui i lavori finiscono o in cui ricevi la fattura. Se il bonifico parte il 30 dicembre 2026 hai diritto all’aliquota del 2026; se parte il 2 gennaio 2027 ti applicano le regole del nuovo anno.Questo dettaglio, apparentemente burocratico, può valere migliaia di euro. Su una spesa di 50.000 euro per ristrutturare l’abitazione principale, la differenza tra il 50% e il 36% è di 7.000 euro di detrazione persa. Immagina che Marco stia valutando di rifare bagno e impianti di casa: se riesce a pagare almeno una parte dei lavori entro fine 2026, quella quota resta agganciata all’aliquota più alta.Ecco perché conviene muoversi ora, con qualche mese di margine:le imprese edili si riempiono di richieste negli ultimi mesi dell’anno e i tempi si allunganoalcune agevolazioni richiedono pratiche preliminari (comunicazione ENEA, asseverazioni tecniche, titoli edilizi)servono i documenti corretti fin da subito: bonifico parlante, fatture intestate bene, dati catastaliun errore formale scoperto a gennaio non è più recuperabileIn sintesi, ragionare oggi sui bonus in scadenza a fine 2026 significa avere il tempo materiale di organizzare la spesa. Il CAF Centro Fiscale Udine segue anche le comunicazioni ENEA obbligatorie per diversi interventi agevolati. Bonus ristrutturazione: cosa cambia con la scadenza 2026Il bonus ristrutturazione è la detrazione più utilizzata dagli italiani e nel 2026 è pienamente confermato, ma con due aliquote diverse a seconda dell’immobile. Si tratta di una detrazione IRPEF, cioè di uno sconto sulle imposte che paghi ogni anno, ripartito in 10 rate annuali di pari importo.Come funziona nel 2026:50% di detrazione per gli interventi sull’abitazione principale (la casa dove risiedi e vivi abitualmente)36% per tutti gli altri immobili: seconde case, immobili locati, pertinenze non collegate alla prima casatetto di spesa 96.000 euro per unità immobiliarerecupero in 10 quote annuali nella dichiarazione dei redditiFacciamo un esempio concreto. Supponiamo che Laura ristrutturi la sua abitazione principale spendendo 60.000 euro nel 2026: la detrazione complessiva è di 30.000 euro (il 50%), cioè 3.000 euro all’anno per dieci anni di minori imposte. Se lo stesso intervento riguardasse la casa al mare, la detrazione scenderebbe a 21.600 euro (il 36%).Cosa cambia dal 2027 sul bonus ristrutturazioneLa Legge di Bilancio 2026 ha posticipato lo step-down delle aliquote, cioè la riduzione progressiva già programmata. Ad oggi, salvo modifiche che potrebbero arrivare con la manovra 2027, dal 1° gennaio 2027 le percentuali previste scendono a:36% per l’abitazione principale (oggi 50%)30% per gli altri immobili (oggi 36%) Guardando ancora più avanti, la normativa attuale prevede dal 2028 e fino al 2033 un’aliquota unica del 30% con tetto di spesa ridotto a 48.000 euro per unità immobiliare.Attenzione: la manovra per il 2027 non è ancora stata scritta, quindi questi valori sono quelli previsti dalla normativa attualmente in vigore e potrebbero essere rivisti. La prudenza però suggerisce di non scommettere su una proroga: chi può, anticipa.Azione consigliata: se hai lavori già decisi, concorda con l’impresa un acconto significativo entro il 31 dicembre 2026, pagato con bonifico parlante (il bonifico speciale che riporta causale, riferimento normativo, codice fiscale di chi detrae e partita IVA della ditta). Quella quota resta agganciata all’aliquota 2026.Chi può ancora usare il bonus ristrutturazione nel 2026Possono accedere alla detrazione i proprietari, i titolari di diritti reali (usufrutto, uso, abitazione), gli inquilini con contratto registrato e i familiari conviventi che sostengono effettivamente la spesa. Rientrano manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, oltre alla manutenzione ordinaria sulle parti comuni condominiali.Un passaggio spesso sottovalutato riguarda l’abitazione principale: per applicare il 50% l’immobile deve essere adibito a dimora abituale. Le casistiche particolari (immobile acquistato durante i lavori, cambio di residenza in corso d’opera, comproprietà) meritano una verifica preventiva. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per far controllare la tua posizione prima di iniziare i lavori. Ecobonus: scadenza 2026 e riduzione prevista dal 2027L’Ecobonus è la detrazione dedicata agli interventi di risparmio energetico e nel 2026 segue esattamente lo stesso schema del bonus ristrutturazione: 50% per l’abitazione principale e 36% per gli altri immobili, con tetto di spesa 96.000 euro e recupero in 10 rate annuali. Rientrano tipicamente la sostituzione di infissi, la coibentazione, le caldaie a condensazione ad alta efficienza, le pompe di calore e i pannelli solari termici.Anche qui la Legge di Bilancio 2026 ha spostato in avanti la riduzione: dal 2027, ad oggi e salvo interventi della prossima manovra, è previsto il passaggio a 36% per la prima casa e 30% per gli altri immobili. Un dettaglio importante è la comunicazione ENEA, obbligatoria entro 90 giorni dalla fine lavori per la maggior parte degli interventi energetici: dimenticarla può compromettere la detrazione.Azione consigliata: se stai valutando di cambiare gli infissi o l’impianto di riscaldamento, il 2026 è l’anno con l’aliquota più favorevole tra quelli attualmente programmati.👉 Approfondisci: Ecobonus 2026: Detrazioni per Risparmio Energetico, Aliquote e Lavori Ammessi Bonus mobili 2026: il più a rischio tra i bonus in scadenzaTra tutti i bonus scadenza 2026, il bonus mobili ed elettrodomestici è quello che merita la massima attenzione. Nel 2026 è confermato (proroga disposta dalla L. 199/2025, art. 1 c. 22) con detrazione 50% su una soglia di spesa di 5.000 euro, per un massimo di 2.500 euro di detrazione recuperabile in 10 rate annuali. Il motivo dell’urgenza è semplice: al momento non è stata deliberata alcuna proroga per il 2027. A differenza di ristrutturazione ed ecobonus, che dal 2027 si riducono ma restano, il bonus mobili rischia di sparire del tutto, salvo diversa decisione della prossima manovra.Ricorda la regola base: il bonus mobili si può utilizzare solo se collegato a un intervento di ristrutturazione sull’immobile. Non esiste come agevolazione autonoma per chi semplicemente compra un divano nuovo.Cosa scade: l’intera misura, non prorogata oltre il 31 dicembre 2026Entro quando: pagamento effettuato entro il 31 dicembre 2026Chi può usarlo: chi ha in corso o ha avviato una ristrutturazione agevolataAzione consigliata: anticipare gli acquisti di arredi ed elettrodomestici entro dicembre👉 Approfondisci: Bonus Mobili ed Elettrodomestici 2026: Guida Completa a Detrazione, Tetto di Spesa e Requisiti Superbonus 2026: attenzione, è già chiuso per quasi tuttiIl Superbonus è il caso più frainteso quando si parla di bonus scadenza 2026. Molti contribuenti pensano ancora di poterlo utilizzare: non è così. Il Superbonus nella sua ultima versione, con aliquota al 65%, si è chiuso definitivamente il 31 dicembre 2025, ed era riservato esclusivamente a chi aveva CILAS presentata, delibera assembleare o avvio lavori entro il 15 ottobre 2024.Nel 2026, quindi, il Superbonus non esiste più come misura autonoma per la generalità dei casi privati. Chi oggi vuole riqualificare energeticamente o mettere in sicurezza la propria casa rientra nel bonus ristrutturazione o nell’Ecobonus ordinario, con le aliquote 50%/36% viste sopra.Esiste un’unica eccezione rilevante, legata alle ricostruzioni post-sisma nei territori colpiti di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria: si tratta di un regime speciale, alternativo al contributo per la ricostruzione, la cui applicazione nel 2026 va verificata caso per caso in base alle proroghe vigenti e alla data di sostenimento delle spese. Si tratta di situazioni molto specifiche, legate a immobili danneggiati dagli eventi sismici e a procedure di ricostruzione dedicate.Azione consigliata: se hai lavori avviati negli anni scorsi con il Superbonus, verifica che le rate residue siano correttamente riportate nella dichiarazione dei redditi. Se invece pensavi di iniziare adesso, sappi che devi ragionare sulle detrazioni ordinarie. Una verifica documentale con il CAF ti evita brutte sorprese in fase di controllo. Sismabonus: aliquote 2026 e step-down dal 2027Il Sismabonus è la detrazione per gli interventi di riduzione del rischio sismico, cioè i lavori che rendono l’edificio più sicuro in caso di terremoto: rinforzi strutturali, consolidamento delle fondazioni, miglioramento della classe di rischio. Nel 2026 segue lo stesso binario delle altre detrazioni edilizie: 50% per l’abitazione principale, 36% per gli altri immobili, tetto 96.000 euro, 10 rate annuali.Anche per il Sismabonus, dal 2027 è previsto ad oggi lo scivolo verso 36% (prima casa) e 30% (altri immobili), salvo modifiche introdotte dalla manovra 2027.Cosa cambia: riduzione dell’aliquota dal 1° gennaio 2027Entro quando agire: spese pagate entro il 31 dicembre 2026Chi può usarlo: proprietari e detentori di immobili in zona sismica 1, 2 e 3Attenzione: serve l’asseverazione del tecnico depositata insieme al titolo edilizio, prima dell’inizio dei lavoriIl Sismabonus è particolarmente rilevante in Friuli Venezia Giulia, territorio con una lunga memoria sismica e un patrimonio edilizio in parte datato. Molti comuni della provincia di Udine rientrano in zone a rischio significativo, e gli interventi di consolidamento sono spesso combinabili con quelli di efficientamento energetico.Azione consigliata: la parte più delicata è la tempistica delle asseverazioni. Se l’asseverazione arriva dopo l’avvio dei lavori, la detrazione può essere contestata. Fatti seguire fin dall’inizio per non perdere il beneficio.Bonus verde: già terminato, ma restano le rate in corsoIl bonus verde non rientra tecnicamente tra i bonus in scadenza 2026, perché è già terminato il 31 dicembre 2024. Non è stato prorogato né dalla Legge di Bilancio 2025 né dalla Legge di Bilancio 2026. Lo citiamo comunque perché continua a generare confusione e perché migliaia di contribuenti hanno ancora rate in corso da portare in dichiarazione.Ricordiamo come funzionava: detrazione del 36% su una spesa massima di 5.000 euro per la sistemazione a verde di giardini, terrazzi, aree scoperte private e impianti di irrigazione, con recupero in 10 rate annuali. Il massimo detraibile era di 1.800 euro complessivi, pari a circa 180 euro all’anno.Chi ha sostenuto la spesa entro il 2024 ha ancora diritto a portare in detrazione le quote residue nei prossimi anni: nulla è perso, ma bisogna ricordarsi di inserirle correttamente nel modello 730 o nel modello Redditi. È un errore frequente dimenticare le rate degli anni precedenti, soprattutto quando si cambia intermediario.Azione consigliata: conserva la documentazione (fatture, bonifici parlanti) e assicurati che le rate residue vengano riportate ogni anno. Il CAF Centro Fiscale di Udine recupera anche le detrazioni pluriennali avviate in passato e verifica che non ne manchi nessuna. Bonus prima casa under 36: cosa resta davvero nel 2026Il bonus prima casa under 36 è un altro caso da chiarire, perché su questo tema circolano molte informazioni superate. L’agevolazione fiscale che prevedeva l’esenzione da imposta di registro, ipotecaria e catastale per i giovani under 36 con ISEE fino a 40.000 euro è chiusa alle nuove richieste dal 31 dicembre 2023. Il regime transitorio, che copriva chi aveva già firmato un preliminare, si è concluso il 31 dicembre 2024.Tradotto in pratica: nel 2026 non è più possibile ottenere quell’esenzione acquistando casa oggi. Chi compra prima casa applica le regole ordinarie dell’agevolazione prima casa (imposta di registro agevolata al 2% da privato, oppure IVA al 4% da impresa).C’è però una buona notizia. Resta pienamente attivo il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa gestito da Consap: si tratta di una garanzia pubblica che può arrivare fino all’80% della quota capitale del mutuo, per le categorie prioritarie e a determinate condizioni (tra cui un mutuo di importo superiore all’80% del prezzo di acquisto), pensata per chi ha difficoltà a ottenere finanziamenti elevati senza garanzie personali. È rivolto in particolare a giovani under 36, giovani coppie, famiglie monogenitoriali e conduttori di alloggi IACP, con ISEE fino a 40.000 euro. Questa misura è stata prorogata fino al 31 dicembre 2027.Cosa non c’è più: esenzione imposte di registro/ipotecaria/catastale under 36Cosa resta: Fondo Garanzia Consap (garanzia fino all’80%), valido fino al 31 dicembre 2027Requisito chiave: ISEE fino a 40.000 euroAzione consigliata: far calcolare un ISEE aggiornato prima di avviare la pratica di mutuoPer ottenere la garanzia serve un ISEE valido e corretto: un valore calcolato male può farti superare la soglia dei 40.000 euro e farti perdere l’accesso al Fondo. Il CAF Centro Fiscale a Udine si occupa dell’intera pratica DSU, in sede o da remoto.Bonus barriere architettoniche 75%: scaduto, cosa fare nel 2026Il bonus barriere architettoniche con detrazione al 75% è scaduto il 31 dicembre 2025 e non è stato riproposto come misura autonoma dalla Legge di Bilancio 2026. È una notizia importante per le famiglie con persone anziane o con disabilità in casa, perché quella detrazione era particolarmente generosa e con tempi di recupero più brevi per le spese sostenute fino al 2023 (5 quote annuali, poi passate a 10 dal 2024).Cosa succede a chi fa questi lavori nel 2026? Gli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche — installazione di montascale, ascensori, servoscala, rifacimento di bagni accessibili, allargamento porte, rampe — rientrano nel bonus ristrutturazione ordinario, quindi al 50% se si tratta dell’abitazione principale o al 36% per gli altri immobili, con tetto 96.000 euro e recupero in 10 anni.Un’avvertenza: nel dibattito parlamentare sono stati presentati emendamenti di tipo “salva-bonus” in sede di conversione del Milleproroghe, che al momento non risultano approvati. La materia è in movimento, quindi verifica con il tuo CAF se nel frattempo sono intervenute proroghe prima di dare per persa l’aliquota maggiorata.Azione consigliata: chi deve rendere accessibile un’abitazione può comunque contare sul 50% nel 2026, aliquota destinata a scendere al 36% dal 2027 secondo la normativa attuale. Anche in questo caso, anticipare conviene. Se in famiglia c’è una persona con invalidità o Legge 104, valuta con il Patronato anche le altre agevolazioni collegate. Riepilogo bonus scadenza 2026: in scadenza, scaduti e prorogatiPer orientarti rapidamente, ecco il quadro sintetico dei bonus scadenza 2026 suddivisi in tre gruppi. È lo schema che usiamo allo sportello per capire in pochi minuti su cosa vale la pena muoversi subito.1. Bonus in scadenza o in riduzione a fine 2026 (agisci entro il 31 dicembre)Bonus ristrutturazione: 50%/36% nel 2026 → previsto 36%/30% dal 2027Ecobonus: 50%/36% nel 2026 → previsto 36%/30% dal 2027Sismabonus: 50%/36% nel 2026 → previsto 36%/30% dal 2027Bonus mobili ed elettrodomestici: 50% su 5.000 euro → nessuna proroga deliberata per il 20272. Bonus già terminati (non più richiedibili)Superbonus 65%: chiuso al 31/12/2025, resta il 110% solo per ricostruzioni post-sisma 2016Bonus verde: terminato al 31/12/2024, restano solo le rate residueBonus prima casa under 36 (esenzione imposte): chiuso alle nuove richieste dal 31/12/2023Bonus barriere architettoniche 75%: scaduto al 31/12/2025, oggi confluisce nel bonus ristrutturazione3. Misure ancora attive oltre il 2026Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa Consap (garanzia 80%, ISEE fino a 40.000 euro): prorogato al 31 dicembre 2027La lettura di questo schema porta a una conclusione netta: il 2026 è un anno di passaggio, con aliquote ancora favorevoli ma destinate a ridursi. Chi ha lavori in programma nei prossimi due anni ha un incentivo concreto ad anticipare almeno una parte della spesa.Come sfruttare i bonus in scadenza 2026 senza erroriSapere quali sono i bonus scadenza 2026 è solo metà del lavoro. L’altra metà è non commettere errori formali, perché in materia di detrazioni edilizie la forma è sostanza: un bonifico compilato male o una comunicazione dimenticata possono azzerare anni di beneficio fiscale.Ecco gli adempimenti che fanno la differenza:Bonifico parlante: deve indicare causale con riferimento normativo, codice fiscale di chi detrae e partita IVA o codice fiscale del beneficiario del pagamentoFatture intestate correttamente a chi sostiene la spesa e detrarràComunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori, per gli interventi di risparmio energeticoAsseverazione tecnica depositata prima dell’inizio lavori per il SismabonusTitolo edilizio adeguato all’intervento (CILA, SCIA o permesso di costruire)Dati catastali dell’immobile da riportare in dichiarazioneUn errore ricorrente riguarda le comproprietà: se l’immobile è di due coniugi ma paga solo uno, la detrazione spetta solo a chi ha effettivamente sostenuto la spesa e risulta nei documenti. Un altro riguarda la capienza fiscale: se l’IRPEF che paghi ogni anno è inferiore alla rata di detrazione, la parte eccedente si perde, perché non è rimborsabile. È una valutazione da fare prima di impostare i lavori, non dopo.La procedura richiede attenzione e una verifica preliminare della tua situazione fiscale complessiva. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: controllo dei requisiti, verifica della capienza IRPEF, corretta compilazione dei documenti, comunicazioni obbligatorie e inserimento delle detrazioni in dichiarazione. Puoi prenotare un appuntamento in sede a Udine oppure farti seguire online da qualsiasi parte d’Italia.Se stai valutando quali detrazioni fiscali inserire nella prossima dichiarazione, il nostro CAF Centro Fiscale di Udine analizza l’intera posizione e individua tutte le agevolazioni a cui hai diritto, comprese quelle che spesso restano inutilizzate. Domande Frequenti sui Bonus in Scadenza 2026Quali bonus casa scadono a fine 2026?Il più a rischio è il bonus mobili ed elettrodomestici, per cui al momento non è prevista alcuna proroga oltre il 31 dicembre 2026. Bonus ristrutturazione, Ecobonus e Sismabonus non scadono ma si riducono: dal 2027, secondo la normativa attuale, passano dal 50% al 36% per l’abitazione principale e dal 36% al 30% per gli altri immobili. Anche in questo caso, quindi, conviene pagare entro fine 2026.Il Superbonus è ancora disponibile nel 2026?No. Il Superbonus 65% si è chiuso il 31 dicembre 2025 ed era riservato a chi aveva CILAS, delibera assembleare o avvio lavori entro il 15 ottobre 2024. Nel 2026 non esiste più come misura autonoma per i casi privati ordinari. Un regime speciale resta previsto solo per le ricostruzioni post-sisma in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, la cui applicabilità nel 2026 va verificata caso per caso. Chi oggi ristruttura utilizza il bonus ristrutturazione o l’Ecobonus ordinari.Conviene anticipare i lavori prima di fine 2026?Nella maggior parte dei casi sì. Poiché vale il principio di cassa, cioè conta la data del pagamento, anticipare anche solo un acconto entro il 31 dicembre 2026 permette di agganciare quella quota all’aliquota più alta. Su una spesa di 50.000 euro sull’abitazione principale, la differenza tra 50% e 36% vale 7.000 euro di detrazione. Prima di decidere, però, va verificata la tua capienza IRPEF.Il bonus prima casa under 36 esiste ancora nel 2026?L’esenzione da imposte di registro, ipotecaria e catastale per gli under 36 è chiusa alle nuove richieste dal 31 dicembre 2023, con regime transitorio terminato a fine 2024. Nel 2026 non è più applicabile. Resta invece attivo il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa Consap, con garanzia pubblica che può arrivare fino all’80% per le categorie prioritarie per chi ha ISEE fino a 40.000 euro, prorogato fino al 31 dicembre 2027.Posso ancora usare il bonus barriere architettoniche al 75%?No, la detrazione maggiorata al 75% è scaduta il 31 dicembre 2025 e non è stata riproposta come misura autonoma dalla Legge di Bilancio 2026. Chi esegue questi lavori nel 2026 rientra nel bonus ristrutturazione ordinario (50% prima casa, 36% altri immobili). Sono stati presentati emendamenti “salva-bonus” non ancora approvati: verifica con il tuo CAF se nel frattempo sono intervenute proroghe.Ho ancora rate del bonus verde: le perdo?No. Il bonus verde è terminato il 31 dicembre 2024 e non è più richiedibile, ma chi ha sostenuto la spesa entro quella data continua a fruire delle rate residue — fino a circa 180 euro all’anno — per completare le 10 annualità. Devi solo ricordarti di riportarle correttamente in dichiarazione ogni anno, conservando fatture e bonifici parlanti.Cosa succede se la mia IRPEF è troppo bassa per usare la detrazione?Le detrazioni edilizie si recuperano solo fino a capienza dell’IRPEF dovuta: se l’imposta annuale è inferiore alla rata di detrazione, la parte eccedente si perde e non viene rimborsata. È una verifica da fare prima di programmare i lavori, valutando eventualmente di intestare la spesa a un familiare con reddito più alto, se ne ricorrono le condizioni. Il CAF ti aiuta a fare questo calcolo.Il quadro dei bonus scadenza 2026 è chiaro: il 31 dicembre 2026 è una data spartiacque. Chi ha lavori in programma sulla casa ha davanti pochi mesi per sfruttare le aliquote più alte prima della riduzione prevista dal 2027, e nel caso del bonus mobili il rischio è addirittura la scomparsa totale dell’agevolazione. Allo stesso tempo, misure che molti credono ancora attive — Superbonus, bonus verde, bonus prima casa under 36, bonus barriere architettoniche 75% — sono già terminate, e continuare a contarci significa fare i conti sbagliati.La cosa più utile che puoi fare adesso è una verifica personalizzata della tua situazione: quali agevolazioni ti spettano davvero, quanta detrazione riesci effettivamente a recuperare in base al tuo reddito, come vanno impostati pagamenti e documenti per non perdere il beneficio. È un’analisi che richiede pochi minuti allo sportello ma che può valere migliaia di euro.Hai bisogno di assistenza per i bonus in scadenza nel 2026 e le detrazioni sulla casa? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio in Viale Tullio 13 che online in tutta Italia, con preventivo personalizzato in base alla pratica. Contattaci per prenotare un appuntamento: chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Richiedi Assistenza per i Bonus Casa in ScadenzaIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a capire quali bonus casa ti spettano ancora nel 2026 e come sfruttarli prima delle scadenze, con preventivo personalizzato in base alla pratica.Contattaci su WhatsAppCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640Agosto 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-25 09:00:002026-08-25 09:00:00Bonus in Scadenza 2026: 8 Agevolazioni da Sfruttare Subito