Canone Rai in pensione: chi può pagarlo a rate e come fare domanda entro il 15 novembre 2026

Il canone Rai in pensione si può pagare a rate: i titolari di una pensione o di una prestazione assistenziale INPS, intestatari dell’abbonamento Rai e con un reddito di pensione inferiore a 18.000 euro, possono chiedere la rateizzazione in 11 mensilità senza interessi. La domanda per il canone Rai 2027 va presentata entro il 15 novembre 2026, e le trattenute partono dal gennaio successivo.

Si tratta di un’alternativa al normale addebito del canone nella bolletta della luce. Vediamo chi può accedere, quali sono i numeri da conoscere e come funziona la richiesta.

In sintesi

  • Chi può farlo: titolari di pensione o prestazione assistenziale INPS, intestatari dell’abbonamento Rai.
  • Soglia di reddito: reddito di pensione dell’anno precedente a quello della domanda sotto i 18.000 euro.
  • Come si paga: 11 mensilità senza interessi, trattenute direttamente sulla pensione.
  • Scadenza: domanda entro il 15 novembre 2026 per il canone 2027.
  • Importo del canone: 90 euro all’anno.

Chi può pagare il canone Rai in pensione a rate?

Per l’addebito del canone Rai sulla pensione servono due condizioni. La prima: essere titolari di una prestazione pensionistica o assistenziale dell’INPS ed essere intestatari dell’abbonamento Rai. La seconda: avere avuto, nell’anno precedente a quello della domanda, un reddito di pensione inferiore a 18.000 euro.

Per la domanda da presentare nel 2026, quindi, si guarda al reddito di pensione percepito nel 2025. La scheda dell’INPS parla di reddito di pensione “inferiore a 18.000 euro”, mentre quella dell’Agenzia delle Entrate fa riferimento a un reddito familiare “non superiore a 18.000 euro”: chi è vicino alla soglia farebbe bene a verificare il proprio importo prima di presentare la richiesta.

Un esempio pratico: una pensionata con un reddito di pensione di 14.500 euro, titolare di un abbonamento Rai, rientra nel requisito. Chi invece supera la soglia continua a pagare il canone con le modalità ordinarie.

Quante rate sono previste e quando partono le trattenute?

Il canone Rai in pensione viene suddiviso in 11 mensilità, senza interessi. Le trattenute avvengono direttamente sulla pensione a partire dal gennaio successivo alla presentazione della domanda. Chi presenta la richiesta entro il 15 novembre 2026 vedrà quindi le prime trattenute da gennaio 2027.

Il canone ordinario di abbonamento alla televisione è di 90 euro all’anno. Dividendolo in 11 rate, la trattenuta mensile è di poco superiore a 8 euro (importo indicativo, calcolato sul totale annuo). Il canone va pagato una sola volta, a prescindere dal numero di televisori presenti nell’abitazione.

Come si presenta la domanda e entro quando?

La richiesta va presentata entro il 15 novembre dell’anno precedente a quello a cui si riferisce il canone: per il 2027, quindi, entro il 15 novembre 2026. La domanda è rivolta all’INPS, che gestisce il servizio “Rateizzazione canone RAI su pensione – Domanda”.

Secondo la scheda INPS, la domanda può essere inviata online all’Istituto attraverso il servizio dedicato; è prevista anche la trasmissione tramite gli enti di patronato e gli intermediari dell’Istituto, che usano i servizi telematici a loro riservati. L’Agenzia delle Entrate precisa che l’esito viene comunicato dall’ente previdenziale.

Va ricordato che la scadenza si riferisce al singolo anno di canone: la richiesta presentata entro il 15 novembre 2026 riguarda il canone del 2027.

Cosa cambia rispetto al pagamento nella bolletta della luce?

Dal 1° gennaio 2016, in base all’articolo 1, commi 152 e seguenti, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, il canone si paga mediante addebito nella fattura della fornitura di energia elettrica per i titolari di un’utenza. La possibilità di rateizzare con trattenute sulla pensione è alternativa all’addebito in bolletta.

In pratica, chi sceglie la trattenuta sulla pensione paga il canone attraverso il cedolino INPS e non con le rate della fattura elettrica. Per le famiglie senza un contratto di fornitura elettrica residenziale, l’Agenzia delle Entrate indica invece il pagamento con modello F24 entro il 31 gennaio di ogni anno.

Quali verifiche conviene fare prima di presentare la domanda?

Prima di inviare la richiesta conviene controllare tre aspetti: che l’abbonamento Rai sia effettivamente intestato al pensionato, che il reddito di pensione dell’anno precedente a quello della domanda (il 2025, per le richieste presentate nel 2026) sia sotto la soglia di 18.000 euro e che si rispetti la scadenza del 15 novembre 2026. Il canone, ricordiamo, è dovuto una sola volta per famiglia anagrafica, a prescindere dal numero di televisori.

Chi sceglie la trattenuta sulla pensione rinuncia all’addebito in bolletta: le due modalità sono alternative e non si sommano. Il pagamento in 11 mensilità, senza interessi, può rendere più leggero l’impatto sul bilancio mensile, perché la somma da versare viene distribuita su 11 trattenute mensili, contro le dieci rate (da gennaio a ottobre) dell’addebito in bolletta. Le informazioni sull’esito della richiesta arrivano dall’ente previdenziale, che attesta anche l’avvenuto pagamento dell’intero importo dovuto.

Domande frequenti sul canone Rai in pensione

Il canone Rai sulla pensione è obbligatorio?

No. È una facoltà riconosciuta ai pensionati che hanno i requisiti, alternativa all’addebito nella fattura della luce.

Quanto costa il canone Rai nel 2027 se pago in pensione?

L’importo attualmente indicato dall’Agenzia delle Entrate è di 90 euro annui. Con la rateizzazione sulla pensione non sono applicati interessi.

Cosa succede se presento la domanda dopo il 15 novembre?

Il termine indicato dalle fonti ufficiali è il 15 novembre dell’anno precedente a quello del pagamento. Una richiesta oltre tale data non rientra nella scadenza per il canone 2027.

Si può chiedere l’addebito sulla pensione di un altro ente previdenziale?

La scheda INPS riguarda i titolari di prestazioni INPS. Per le pensioni erogate da altri enti, l’Agenzia delle Entrate precisa che ogni ente previdenziale stabilisce le proprie modalità di presentazione della richiesta.

Fonti

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

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