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Come fare fattura elettronica forfettario: guida in 8 passi alla prima fattura

fatturazione elettronica CAF Udine

Se hai appena aperto la partita IVA e ti stai chiedendo come fare fattura elettronica forfettario, sei nel posto giusto. La prima fattura è un momento importante: segna l’inizio concreto della tua attività, ma porta con sé anche parecchi dubbi. Cosa si scrive al posto dell’IVA? Serve la marca da bollo? Cos’è il codice destinatario? E come arriva la fattura al cliente?

In questa guida ti spieghiamo passo passo come emettere la prima fattura elettronica da forfettario, con parole semplici e senza dare nulla per scontato. Vedremo prima i dati fiscali obbligatori, cioè la natura IVA N2.2, il regime fiscale RF19, la dicitura obbligatoria e il bollo da 2 euro. Poi seguiremo il percorso reale di un software di fatturazione elettronica, dalla registrazione fino all’invio tramite SdI e alla conservazione.

Alla fine saprai esattamente come fare fattura elettronica forfettario evitando gli errori più comuni. E se preferisci avere qualcuno al tuo fianco, il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna nella gestione del regime forfettario, sia in ufficio sia online.

Fattura elettronica forfettario: cosa sapere prima di iniziare

Dal 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i contribuenti in regime forfettario, senza soglie di fatturato. Significa che, anche se hai appena aperto la partita IVA e fatturi poche migliaia di euro l’anno, le tue fatture devono essere elettroniche. Un documento in Word o un PDF inviato per email non valgono come fattura.

Ma cos’è, in concreto, una fattura elettronica? Non è un semplice PDF: è un file in formato XML, cioè un documento strutturato che i computer sanno leggere in automatico. Dentro il file ogni informazione ha il suo “campo”: i tuoi dati, quelli del cliente, gli importi, la natura IVA, il regime fiscale. Tu non devi scrivere codice: è il software di fatturazione a trasformare i dati che inserisci in un file XML corretto.

Il file, poi, non viene spedito direttamente al cliente. Passa prima dal Sistema di Interscambio (SdI), la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate che fa da “postino”: riceve la fattura, esegue alcuni controlli formali e la consegna al destinatario. Se qualcosa non va, la scarta e ti comunica l’esito. Prima di emettere la tua prima fattura ti servono quindi tre cose:

Se stai ancora valutando se il forfettario fa per te, trovi requisiti e aliquote nella guida sul regime forfettario 2026. Se invece pensi al cambio di regime dal prossimo anno, leggi l’approfondimento su come passare al regime forfettario dal 2027.

I dati fiscali obbligatori della fattura elettronica forfettario

Prima di passare alla pratica, conviene capire i cinque elementi che distinguono la fattura elettronica forfettario da quella di un’impresa in regime ordinario. Sono proprio questi i punti su cui si sbaglia più spesso la prima volta, e conoscerli ti permette di controllare che il software abbia fatto tutto nel modo giusto.

Natura IVA N2.2: perché in fattura non c’è l’IVA

Il forfettario non applica l’IVA sulle sue fatture. Il tracciato della fattura elettronica, però, chiede comunque di spiegare perché l’IVA è a zero. Per farlo si usa un codice chiamato natura IVA: una sigla che indica allo SdI il motivo per cui l’imposta manca. Per il regime forfettario il codice corretto è N2.2, che significa “operazione non soggetta – altri casi”. Se scegli un codice sbagliato, la fattura contiene un errore fiscale che poi andrà corretto.

Regime fiscale RF19

Nella parte del file XML dedicata ai tuoi dati c’è il campo regime fiscale. Per il forfettario il codice è RF19. Di solito il software lo imposta una volta sola, durante la configurazione iniziale, in base al regime che hai indicato. Non devi ricordarlo a memoria, ma è utile sapere che esiste: se in una fattura vedi un codice diverso, qualcosa non va.

La dicitura obbligatoria del regime forfettario

Oltre ai codici, la fattura deve riportare una frase che spiega il regime applicato. La dicitura obbligatoria è questa: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 comma 58 della Legge 190/2014, regime forfettario – operazione senza applicazione dell’IVA”. La Legge 23 dicembre 2014, n. 190 è la legge che ha introdotto l’attuale regime forfettario: citarla serve a chi riceve la fattura per capire subito perché l’IVA non c’è.

Niente ritenuta d’acconto: la seconda dicitura

Molti clienti sono sostituti d’imposta: aziende, società o professionisti che versano le tasse anche per conto di altri. Di solito trattengono una parte del compenso come ritenuta d’acconto, cioè un anticipo d’imposta pagato al posto tuo. Il forfettario, però, non subisce la ritenuta d’acconto sui compensi. Per evitare che il cliente la applichi per errore, aggiungi questa frase: “Si richiede di non applicare la ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1 comma 67 della Legge 190/2014”.

Marca da bollo da 2 euro sopra 77,47 euro

Le fatture senza IVA sono soggette all’imposta di bollo. La regola è semplice: se l’imponibile della fattura (in pratica il compenso) supera 77,47 euro, va applicata una marca da bollo da 2 euro. Se è pari o inferiore a 77,47 euro, il bollo non serve. Sulla fattura elettronica non si incolla nessun contrassegno: il bollo è “virtuale”, viene indicato nel file XML e poi versato tramite il servizio dedicato del portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate, con addebito sul conto corrente, oppure con il modello F24. Puoi decidere se addebitare i 2 euro al cliente o tenerli a tuo carico: lo vediamo al passo 5.

Come fare fattura elettronica forfettario: la guida in 8 passi

Vediamo ora in pratica come fare fattura elettronica forfettario seguendo il percorso di Fatturazione Italia, il software che abbiamo analizzato nella nostra recensione di Fatturazione Italia. I passaggi descritti sono quelli reali del portale, dalla registrazione alla conservazione della fattura. Ecco il riepilogo:

  1. Registrati gratis e attiva la prova di 14 giorni senza carta (30 giorni con il link di invito di un collega).
  2. Completa l’onboarding: tipo di attività, dati della partita IVA e IBAN.
  3. Annota il codice destinatario che trovi in dashboard, per ricevere le fatture dei fornitori.
  4. Crea l’anagrafica del cliente.
  5. Crea la fattura: righe, natura IVA N2.2 e gestione del bollo.
  6. Scegli il layout del PDF.
  7. Invia la fattura allo SdI e controlla l’esito.
  8. Conservazione a norma automatica per 10 anni.

Passi 1 e 2: registrazione e dati della tua attività

Il primo passo è la registrazione gratuita al portale, con la conferma del tuo indirizzo email. Parte così una prova di 14 giorni senza carta di credito, sul piano Pro, che diventano 30 se ti registri con il link di invito di un collega. Segue l’onboarding, cioè la configurazione guidata iniziale: scegli il tipo di attività tra libero professionista, ditta individuale o figura sanitaria, poi inserisci i dati della tua partita IVA e l’IBAN su cui ricevere i pagamenti.

Passi 3 e 4: dashboard e anagrafica del cliente

Terminato l’onboarding arrivi alla dashboard, la pagina principale del portale. Qui trovi subito il tuo codice destinatario per ricevere le fatture passive (ne parliamo nel paragrafo dedicato), le prossime scadenze fiscali, una stima indicativa di imposta e contributi e la funzione per invitare un amico. A questo punto, prima di emettere la prima fattura, crea l’anagrafica del cliente nella sezione Clienti/Fornitori/Prodotti. Tieni pronti questi dati:

  • nome e cognome o ragione sociale;
  • indirizzo completo della sede;
  • partita IVA e/o codice fiscale;
  • codice destinatario del cliente oppure la sua PEC.

Una volta salvata l’anagrafica, per le fatture successive allo stesso cliente basterà selezionarlo dall’elenco, senza reinserire i dati.

Passo 5: creare la fattura con natura N2.2 e bollo

Nella sezione Fatture crei il documento: scegli il cliente, aggiungi le righe con descrizione, quantità e prezzo, poi imposti la natura IVA N2.2. Quando l’imponibile supera 77,47 euro, devi scegliere come gestire il bollo:

  • “a carico del cliente”: i 2 euro vengono aggiunti in fattura e li paga il cliente;
  • “a carico mio”: il bollo resta indicato nel file XML, ma non viene addebitato al cliente.

Prima di procedere, controlla che nel documento compaia la dicitura del regime forfettario e, se il cliente è un sostituto d’imposta, anche quella sulla ritenuta d’acconto. Facciamo un esempio. Marco è un grafico in regime forfettario e deve fatturare un logo a un’azienda per 500 euro. Inserisce una riga da 500 euro, natura N2.2, e sceglie il bollo a carico del cliente: il totale diventa 502 euro. Poiché l’azienda è un sostituto d’imposta, aggiunge la dicitura per non applicare la ritenuta. Se avesse fatturato una consulenza da 70 euro, il bollo non sarebbe stato dovuto.

Passi 6, 7 e 8: layout, invio allo SdI e conservazione

Prima dell’invio puoi scegliere l’aspetto del PDF tra sette layout: Classico, Moderno, Minimale, Corporate, Elegante, Compatto e Colonna laterale, personalizzabili con il tuo logo, i colori e i contatti in intestazione. Ricorda però che il PDF è una copia di cortesia, comoda da leggere: il documento fiscale valido resta il file XML.

Con l’invio, la fattura passa al Sistema di Interscambio, che la recapita al cliente. L’esito (consegna, mancata consegna oppure scarto) si vede nel dettaglio della fattura, e dopo l’invio puoi mandare al cliente la copia di cortesia in PDF via email. Infine c’è la conservazione a norma: un archivio elettronico conforme alla legge che garantisce che la fattura resti integra e non modificabile. Su Fatturazione Italia è automatica e dura 10 anni, anche dopo un’eventuale disdetta del servizio.

Il codice destinatario nella fattura elettronica forfettario

Il codice destinatario è uno dei concetti che confonde di più chi affronta per la prima volta la fattura elettronica forfettario. In parole semplici, è un “indirizzo” di sette caratteri che dice allo SdI dove consegnare una fattura. Funziona un po’ come il CAP per la posta: senza, il postino non sa a chi recapitare la busta. Ci sono due situazioni da distinguere: le fatture che ricevi e quelle che emetti.

Ricevere le fatture passive dai fornitori

Le fatture passive sono quelle che ricevi quando acquisti qualcosa per la tua attività: un computer, il telefono, un corso. Nel forfettario le spese non si deducono una per una, perché il reddito si calcola applicando un coefficiente fisso ai ricavi, ma ricevere e conservare correttamente queste fatture resta importante. Con Fatturazione Italia il codice destinatario è JKKZDGR, uguale per tutti gli utenti. Lo trovi subito in dashboard, insieme alle istruzioni per comunicarlo ai fornitori e registrarlo su Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate: non c’è nulla da configurare. Se hai dubbi sulla registrazione, il CAF Centro Fiscale la verifica insieme a te.

Il codice destinatario del tuo cliente

Quando emetti tu la fattura, ti serve il codice destinatario del cliente oppure la sua PEC. Chiedili sempre prima di fatturare, per esempio nel preventivo. Se il cliente è un privato senza partita IVA, di norma si indica il codice “0000000” (sette zeri): la fattura resta disponibile al cliente nella sua area riservata dell’Agenzia delle Entrate, e devi consegnargli anche una copia della fattura, in PDF o su carta, salvo che il cliente vi rinunci. Le fatture verso enti pubblici seguono invece regole proprie, spiegate nella guida su come fatturare alla Pubblica Amministrazione nel 2026.

Errori da evitare nella prima fattura elettronica forfettario

Anche con un buon software, nella prima fattura elettronica forfettario qualche distrazione può capitare. La buona notizia è che gli errori più frequenti sono sempre gli stessi, e conoscerli in anticipo ti permette di evitarli. Ecco quelli che vediamo più spesso allo sportello:

  • applicare l’IVA al 22% per abitudine, invece della natura IVA N2.2;
  • dimenticare il bollo da 2 euro quando l’imponibile supera 77,47 euro, oppure applicarlo su importi più bassi;
  • omettere la dicitura del regime forfettario o quella sulla ritenuta d’acconto;
  • inserire una partita IVA o un codice destinatario errati, con il rischio di scarto;
  • considerare il PDF come fattura valida e non verificare l’esito dello SdI.

L’ultimo punto merita attenzione. Se lo SdI scarta la fattura, per il fisco quella fattura non è mai stata emessa: va corretta e inviata di nuovo. Per questo, dopo ogni invio, è buona abitudine aprire il dettaglio della fattura e controllare l’esito. Un’ultima nota per le figure sanitarie: le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche seguono regole particolari, perché per queste fatture vige il divieto di invio tramite SdI. Se lavori in ambito sanitario, chiarisci questo punto con il CAF prima di emettere la prima fattura.

Quanto costa il software per la fattura elettronica forfettario

Dopo aver capito come fare fattura elettronica forfettario, la domanda successiva è quasi sempre quanto costa il software. Fatturazione Italia prevede tre piani, solo con abbonamento annuale:

  • Start: 49 € + IVA l’anno (59,78 € IVA inclusa), fino a 150 fatture, adatto a chi emette poche fatture al mese. Comprende già preventivi, pro forma, fatture PA, import da altri programmi, la simulazione di imposte e contributi (“entro il 30 giugno paghi X, entro il 30 novembre paghi Y, metti da parte ogni mese Z”), i bolli trimestrali con l’F24 compilato in PDF (il pagamento lo fai tu) e i promemoria via email delle scadenze;
  • Pro: 89 € + IVA l’anno (108,58 € IVA inclusa), fino a 500 fatture; il Sistema TS è incluso solo in questo piano, insieme alle autofatture per gli acquisti dall’estero (TD17, TD18, TD19), alle casse previdenziali e ritenute e a 7 layout PDF personalizzabili;
  • ASD: 69 € + IVA l’anno (84,18 € IVA inclusa), fino a 300 fatture, per le associazioni sportive dilettantistiche con partita IVA; si attiva tramite l’assistenza.

Se superi il limite puoi aggiungere un pacchetto extra di 100 fatture a 12 € IVA inclusa. CAF e studi che seguono più partite IVA possono contattare Fatturazione Italia per le condizioni dedicate. Il prezzo è bloccato 3 anni per contratto, così puoi programmare la spesa senza sorprese. Per un neo-forfettario il piano Start è spesso sufficiente all’inizio; chi lavora in ambito sanitario valuterà invece il piano Pro, l’unico che comprende il Sistema TS. Prima di scegliere puoi provare tutto gratis per 14 giorni senza carta (30 giorni con il link di invito di un collega): attiva la prova gratuita di Fatturazione Italia e prepara la tua prima fattura con calma. Se vuoi confrontare più soluzioni, consulta la nostra guida al miglior software di fatturazione elettronica.

La prima fattura elettronica forfettario con il CAF Centro Fiscale

Ora sai come fare fattura elettronica forfettario: natura IVA N2.2, regime RF19, dicitura, bollo sopra 77,47 euro, codice destinatario e invio allo SdI. Il software ti guida nella compilazione, ma le scelte fiscali restano tue: per questo molti neo-forfettari preferiscono avere un punto di riferimento a cui rivolgersi quando qualcosa non è chiaro.

Il CAF Centro Fiscale di Udine non è uno studio di commercialisti: è un Centro di Assistenza Fiscale che ogni anno segue privati e partite IVA in regime forfettario. Ti aiutiamo nell’apertura della partita IVA (120-150 euro per i professionisti) e nella gestione annuale del forfettario a 350 euro l’anno IVA inclusa, con la dichiarazione dei redditi compresa. Il software di fatturazione non fa parte di questo servizio e va attivato a parte. Se preferisci non pensare a nulla, c’è anche il pacchetto completo con il CAF: il CAF Centro Fiscale si occupa di dichiarazione dei redditi, F24 di tasse e contributi, Sistema TS e consulenza fiscale, e il software di fatturazione è compreso. È un unico canone annuale, con un preventivo in una telefonata di 10 minuti: puoi chiederlo con il modulo “Ti chiamiamo noi” su fatturazioneitalia.it/contatti. Scopri tutti i dettagli nella pagina dedicata alla partita IVA in regime forfettario con il CAF Centro Fiscale di Udine.

Fonti

Partita IVA forfettaria senza pensieri

Apertura, gestione annuale e dichiarazione dei redditi: il CAF Centro Fiscale di Udine ti segue in ufficio in Viale Tullio 13 oppure online, ovunque tu sia. Scopri il servizio Partita IVA forfettario.

Scrivici su WhatsApp al 366 6018121, chiamaci allo 0432 1638640 oppure prenota un appuntamento dal modulo contatti.

Devi ancora scegliere il software? Prova Fatturazione Italia gratis per 14 giorni, senza carta di credito.

Hai bisogno di assistenza per il regime forfettario? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio sia online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121: insieme la tua prima fattura elettronica forfettario sarà un passo semplice.

Domande frequenti sulla fattura elettronica forfettario

Il forfettario deve fare la fattura elettronica anche se ha pochi clienti?

Sì. Dal 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari, senza soglie di fatturato: non conta quanti clienti hai né quanto fatturi.

Quando va messa la marca da bollo da 2 euro?

Quando l’imponibile della fattura supera 77,47 euro. Se l’importo è pari o inferiore a 77,47 euro, il bollo non è dovuto. Puoi addebitarlo al cliente oppure tenerlo a tuo carico.

Quale natura IVA e quale regime fiscale usa il forfettario?

La natura IVA è N2.2 (“operazione non soggetta – altri casi”) e il regime fiscale nel file XML è RF19. In fattura va sempre riportata anche la dicitura che richiama l’art. 1 comma 58 della Legge 190/2014.

Il forfettario subisce la ritenuta d’acconto?

No. Se il cliente è un sostituto d’imposta, aggiungi la frase: “Si richiede di non applicare la ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1 comma 67 della Legge 190/2014”.

Come ricevo le fatture dei fornitori?

Tramite il codice destinatario. Con Fatturazione Italia è JKKZDGR, uguale per tutti gli utenti e visibile in dashboard con le istruzioni per comunicarlo ai fornitori. Se hai dubbi, il CAF Centro Fiscale ti aiuta a verificare che sia tutto in ordine.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

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