Rateizzazione cartelle esattoriali fino a 8 anni: le novità sulla riscossione al via dal 2027

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Cosa cambia dalla rateizzazione delle cartelle esattoriali dal 2027

La riforma della riscossione fiscale in Italia compie un passo decisivo: a partire dal 2027 sarà possibile rateizzare le cartelle esattoriali fino a 96 rate mensili, corrispondenti a 8 anni di dilazione. Una misura che amplia significativamente le possibilità di gestione dei debiti con il fisco, allontanando lo spettro di azioni esecutive per i contribuenti in difficoltà.

Ma la novità non si ferma qui: il percorso di allargamento progressivo dei piani di rateizzazione è già in atto, con tappe intermedie nel 2025 e nel 2026 che stanno modificando radicalmente il rapporto tra contribuenti e Agenzia delle Entrate-Riscossione.

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Il percorso progressivo: da 72 a 96 rate

La riforma della riscossione, introdotta con il D.Lgs. n. 110/2024 in attuazione della delega fiscale (L. 111/2023), ha ridisegnato il sistema di dilazione dei debiti iscritti a ruolo seguendo un calendario a tappe:

PeriodoRate massimeAnni di dilazione
Fino al 15 luglio 202572 rate6 anni
Dal 16 luglio 2025 al 31 dicembre 202684 rate7 anni
Dal 1° gennaio 202796 rate8 anni

Il legislatore ha scelto un approccio graduale per permettere all’Agenzia delle Entrate-Riscossione di adeguare i propri sistemi e al contempo evitare uno shock nel numero di richieste. Ogni fase del piano rispetta le scadenze stabilite dalla norma e si applica alle istanze presentate a partire dalla data indicata, non retroattivamente ai piani già in corso.

Come fare domanda di rateizzazione

La procedura per richiedere la rateizzazione delle cartelle esattoriali avviene attraverso i canali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER). Esistono due modalità principali:

  • Online: tramite l’area riservata del portale agenziaentrateriscossione.gov.it, accessibile con SPID, CIE o CNS. Il servizio è disponibile 24 ore su 24 e permette di ottenere il piano di rateizzazione in tempo reale per importi fino a 120.000 euro senza dover dimostrare la situazione di difficoltà economica.
  • Allo sportello o per posta: per importi superiori a 120.000 euro o nei casi in cui sia richiesta documentazione ISEE, la domanda va presentata fisicamente o via raccomandata all’ADER.

Una delle novità introdotte dalla riforma riguarda proprio la semplificazione della procedura per importi fino a 120.000 euro: il contribuente non deve più dimostrare la propria situazione di difficoltà economica. È sufficiente presentare la richiesta e viene concesso automaticamente il piano di dilazione.

Soglie, importi e documentazione richiesta

Le regole variano in base all’importo totale della cartella o delle cartelle per cui si chiede la dilazione:

  • Fino a 120.000 euro: la rateizzazione è concessa in automatico, senza necessità di documentazione ISEE o altra prova di difficoltà economica. Il contribuente sceglie il numero di rate (fino al massimo previsto per il periodo in cui presenta la domanda).
  • Superiore a 120.000 euro: è necessario dimostrare la temporanea situazione di difficoltà. Per le persone fisiche e i titolari di ditte individuali in regime semplificato si usa l’ISEE; per gli altri soggetti (società, enti) si utilizza l’indice di liquidità e il rapporto tra debito e valore della produzione.

La riforma ha anche introdotto la possibilità di richiedere un numero di rate proporzionale alla difficoltà economica documentata: più grave è la situazione, più rate potranno essere concesse, fino al massimo di legge. Questo rappresenta un cambio di paradigma rispetto al passato, dove la durata massima era fissa indipendentemente dalle circostanze.

Decadenza dal piano di rate: quando si perde il beneficio

Il piano di rateizzazione decade — e il debito residuo torna immediatamente esigibile per intero — quando il contribuente non paga un numero di rate stabilito dalla normativa. La riforma ha modificato anche questa soglia:

  • Prima della riforma: la decadenza scattava dopo il mancato pagamento di 5 rate anche non consecutive.
  • Con la nuova disciplina (D.Lgs. 110/2024): la soglia è stata elevata a 8 rate anche non consecutive. Questo dà più margine di manovra ai contribuenti in caso di temporanea impossibilità di pagamento.

In caso di decadenza, il contribuente perde la rateizzazione e può subire azioni esecutive (fermi amministrativi, ipoteche, pignoramento). È per questo che è fondamentale valutare attentamente la sostenibilità del piano prima di presentare la domanda.

Domande frequenti sulla rateizzazione cartelle esattoriali 2027

Dal 2027 quante rate massime sono previste per le cartelle esattoriali?

Dal 1° gennaio 2027 il numero massimo di rate mensili sale a 96, pari a 8 anni di dilazione. Si tratta dell’ultima tappa del piano di allargamento progressivo introdotto dal D.Lgs. 110/2024.

Devo dimostrare difficoltà economica per chiedere la rateizzazione?

No, per debiti fino a 120.000 euro la rateizzazione viene concessa automaticamente senza dover dimostrare alcuna difficoltà economica. Per importi superiori è invece necessario presentare documentazione (ISEE per persone fisiche, indici di bilancio per società).

Cosa succede se non pago alcune rate?

Con la nuova normativa, la decadenza dal piano di rateizzazione scatta dopo il mancato pagamento di 8 rate anche non consecutive (prima erano 5). Superata questa soglia, il debito residuo torna esigibile nella sua totalità e l’ADER può avviare azioni esecutive.

Le nuove regole si applicano ai piani di rateizzazione già in corso?

No, le nuove soglie massime di rate si applicano alle domande presentate a partire dalla data di entrata in vigore di ciascuna fase. I piani già in essere restano regolati dalle norme vigenti al momento della loro concessione.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

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