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Tag Archivio per: agenzia entrate riscossione

NOTIZIE

Rottamazione quater, rata in scadenza il 31 maggio: pagamento posticipato a giugno

ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

I contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater devono tenere a mente una data importante: il 31 maggio 2026 scade la prossima rata della rateazione decennale. Si tratta della dodicesima rata complessiva per chi ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023 (legge 197/2022) e ha optato per il piano di pagamento dilazionato fino al 2027. La buona notizia per chi si trova in difficoltà o ha dimenticato la scadenza arriva direttamente dalla normativa: grazie ai 5 giorni di tolleranza previsti dall articolo 3, comma 14-bis del D.L. 119/2018, il versamento può essere effettuato senza decadenza entro il 5 giugno 2026, posticipando di fatto la scadenza operativa al primo giorno utile della settimana successiva.

In questa guida completa analizziamo nel dettaglio cosa cambia per i contribuenti, come calcolare correttamente l importo della rata, quali sono i canali di pagamento disponibili, cosa succede in caso di ritardo e come funziona la riammissione alla rottamazione quater introdotta dal decreto Milleproroghe 2025 (D.L. 202/2024 convertito in legge 15/2025). Vedremo anche le differenze tra la rottamazione quater e la nuova rottamazione quinquies introdotta nel 2026, per orientarsi tra le diverse misure di pace fiscale ancora attive.

Indice dei contenuti

  1. Scadenza del 31 maggio: cosa cambia con il posticipo a giugno
  2. I 5 giorni di tolleranza: la normativa che salva il contribuente
  3. Calendario completo delle rate 2026 della rottamazione quater
  4. Chi deve pagare la rata in scadenza il 31 maggio 2026
  5. Come pagare: modello F24, PagoPA e canali digitali
  6. Decadenza dalla rottamazione: cosa rischia chi non paga
  7. Riammessi alla rottamazione quater: il quadro post Milleproroghe
  8. Esempio pratico: come calcolare l importo della rata
  9. Cosa fare in caso di difficoltà nel pagamento
  10. Rottamazione quater e quinquies: le differenze fondamentali
  11. Il ruolo del CAF nell assistenza alla rateazione
  12. FAQ sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026

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Scadenza del 31 maggio: cosa cambia con il posticipo a giugno

La rata della rottamazione quater in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta una delle scadenze più importanti dell anno per chi ha aderito alla definizione agevolata 2023 introdotta dalla legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023). Si tratta di un appuntamento ricorrente per i contribuenti che hanno scelto il piano massimo di rateazione, articolato in 18 rate distribuite dal 2023 al 2027 secondo lo schema previsto dalla norma.

Il punto centrale di questa scadenza riguarda la scivolata operativa al mese di giugno. Tecnicamente la rata scade il 31 maggio, ma per due ragioni concorrenti il pagamento effettivo può essere posticipato senza alcuna penalità al primo giorno utile di giugno:

  • I 5 giorni di tolleranza previsti dall articolo 3, comma 14-bis del decreto-legge 119/2018, convertito in legge 136/2018, che si applicano a tutte le rate delle definizioni agevolate
  • La possibile coincidenza del quinto giorno con un giorno festivo o prefestivo, che fa scivolare ulteriormente il termine al primo giorno feriale successivo

Nel concreto, il 31 maggio 2026 cade di domenica. Questa circostanza, di per sé, già sposta il termine ordinario al 1° giugno (lunedì). Considerando poi i 5 giorni di tolleranza, il termine effettivo entro cui versare senza decadere dal beneficio si attesta al 5 giugno 2026. Si tratta di una previsione strutturale del meccanismo della rottamazione, non di una proroga eccezionale: il legislatore ha voluto riconoscere uno spazio di flessibilità per evitare che ritardi minimi facciano perdere ai contribuenti il beneficio dell agevolazione.

Una scadenza che riguarda milioni di contribuenti

Secondo i dati pubblicati da Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER), le domande di adesione alla rottamazione quater hanno coinvolto una platea molto ampia di contribuenti, una larga parte dei quali ha optato per il piano di rateazione massima. La scadenza di maggio 2026 riguarda quindi una platea molto ampia, composta da:

  • Contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater entro il 30 giugno 2023
  • Soggetti che hanno presentato la domanda integrativa entro il 30 settembre 2023 per ulteriori carichi
  • Decaduti riammessi grazie alla riapertura introdotta dal decreto Milleproroghe 2025

I 5 giorni di tolleranza: la normativa che salva il contribuente

La regola dei 5 giorni di tolleranza è uno degli elementi più importanti da conoscere per chi ha aderito alla rottamazione quater. Si tratta di una previsione normativa strutturale, non di una concessione discrezionale: il termine entro cui pagare per non perdere il beneficio è quello ordinario aumentato di 5 giorni.

La base normativa

Il riferimento è l articolo 3, comma 14-bis del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136. La norma stabilisce che il mancato, insufficiente o tardivo versamento, alle relative scadenze, dell unica rata o di una di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento, determina la decadenza dai benefici della definizione agevolata se superiore a cinque giorni.

In parole semplici: pagare entro il quinto giorno successivo alla scadenza ordinaria è come pagare il giorno stesso. Non si tratta quindi di una proroga o di un favore, ma di una franchigia legale che il legislatore ha inserito per evitare effetti decadenziali sproporzionati rispetto a ritardi minimi.

Come si calcolano i 5 giorni

Il calcolo dei 5 giorni segue le regole generali del computo dei termini di diritto civile (art. 2963 del codice civile): si conta a partire dal giorno successivo a quello della scadenza ordinaria. Se il quinto giorno cade in un giorno festivo o di sabato/domenica, il termine slitta automaticamente al primo giorno feriale successivo.

Ad esempio, per la scadenza del 31 maggio 2026 (domenica) il calcolo è il seguente:

  • Scadenza ordinaria: domenica 31 maggio 2026
  • Conteggio 5 giorni di tolleranza a partire dalla scadenza: dal 1° al 5 giugno 2026
  • Termine ultimo per pagare senza decadenza: venerdì 5 giugno 2026 (giorno feriale, nessun ulteriore slittamento)

La prassi consolidata di Agenzia delle Entrate-Riscossione è di computare i 5 giorni a partire dal giorno stesso della scadenza nominale; qualora il quinto giorno cadesse di sabato, domenica o festivo, il termine slitterebbe ulteriormente al primo giorno feriale successivo. Nel caso della rata del 31 maggio 2026 il quinto giorno cade di venerdì, quindi il termine resta fissato al 5 giugno.

Attenzione: la lettura prudenziale che AdER suggerisce ai contribuenti è di considerare la scadenza del 31 maggio come termine ordinario, ricorrendo alla tolleranza solo in caso di reale necessità. Programmare il pagamento già in scadenza tolleranza, infatti, espone a rischi operativi (errori bancari, ritardi di sportello) che possono determinare la perdita irreversibile dell agevolazione.

Calendario completo delle rate 2026 della rottamazione quater

Per chi ha aderito al piano massimo di rateazione previsto dalla rottamazione quater, il 2026 prevede quattro rate trimestrali, secondo lo schema stabilito dall articolo 1, comma 232 della legge 197/2022. Ecco il calendario completo:

Numero rataScadenza ordinariaTermine con tolleranzaNote
Rata 11 (di 18)28 febbraio 20269 marzo 2026 (lunedì)Slitta per festività e tolleranza
Rata 12 (di 18)31 maggio 20265 giugno 2026 (venerdì)Slitta per domenica + tolleranza
Rata 13 (di 18)31 luglio 20265 agosto 2026 (mercoledì)Tolleranza 5 giorni
Rata 14 (di 18)30 novembre 20267 dicembre 2026 (lunedì)Slitta per domenica + tolleranza

Schema generale del piano fino al 2027

Il piano di rateazione completo della rottamazione quater prevede 18 rate distribuite secondo lo schema seguente:

  • 2023: 2 rate (31 ottobre e 30 novembre)
  • 2024-2027: 4 rate annuali (28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio, 30 novembre)

La rata di maggio 2026 rappresenta dunque la dodicesima delle 18 rate complessive e segna il superamento dei due terzi del percorso di pagamento dilazionato. Per chi sta rispettando il piano, ogni rata pagata regolarmente consolida l agevolazione fiscale ottenuta con la rottamazione, eliminando definitivamente sanzioni e interessi di mora.

Chi deve pagare la rata in scadenza il 31 maggio 2026

La rata in scadenza il 31 maggio 2026 riguarda tutti i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater entro i termini stabiliti e hanno optato per il piano di rateazione massima. Vediamo nel dettaglio le diverse categorie interessate.

Aderenti originari della rottamazione quater

Sono i contribuenti che hanno presentato domanda di adesione entro il termine originario del 30 giugno 2023, successivamente prorogato per i ritardatari. Per questa categoria la rata di maggio 2026 rappresenta la prosecuzione regolare del piano scelto al momento dell adesione.

Aderenti tramite domanda integrativa

Una circostanza meno nota riguarda chi ha presentato una domanda integrativa entro il 30 settembre 2023 per includere ulteriori carichi nella rottamazione quater. Anche per questi soggetti la rata di maggio 2026 corrisponde a una scadenza ordinaria del piano di pagamento.

Decaduti riammessi dal decreto Milleproroghe 2025

La novità più rilevante riguarda i contribuenti riammessi alla rottamazione quater grazie al decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202 (decreto Milleproroghe), convertito in legge 21 febbraio 2025, n. 15. La norma ha previsto la possibilità per i contribuenti decaduti al 31 dicembre 2024 di rientrare nel piano, presentando apposita istanza entro il 30 aprile 2025.

I riammessi seguono un piano di pagamento ad hoc che può prevedere il versamento integrale entro il 31 luglio 2025 oppure in 10 rate di pari importo con scadenze a partire dal 31 luglio 2025. Per chi ha aderito al piano rateale, la rata di maggio 2026 rientra in questo nuovo calendario.

Come pagare: modello F24, PagoPA e canali digitali

Per il versamento della rata della rottamazione quater i contribuenti hanno a disposizione diversi canali di pagamento. La scelta del canale dipende dalle preferenze personali, dalla disponibilità di strumenti digitali e dall importo da versare.

Modello F24 con bollettini precompilati

Il canale tradizionale è rappresentato dai bollettini precompilati inviati dall Agenzia delle Entrate-Riscossione al momento dell adesione. I bollettini riportano:

  • L importo esatto della rata
  • I codici tributo specifici per la definizione agevolata
  • La scadenza di ogni singola rata
  • I dati identificativi del contribuente e della pratica

I bollettini possono essere utilizzati per il pagamento presso banche, uffici postali, sportelli bancomat abilitati, ricevitorie convenzionate (Sisal, Lottomatica) e tabaccai che offrono servizi di pagamento.

Pagamento online tramite area riservata AdER

Sul sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione (agenziaentrateriscossione.gov.it) è possibile accedere all area riservata con SPID, CIE o CNS per visualizzare il piano di pagamento, scaricare i bollettini, monitorare i versamenti effettuati e pagare direttamente online con carta di credito, bonifico online o addebito su conto corrente tramite il circuito PagoPA.

App EquiClick e canali mobile

L Agenzia delle Entrate-Riscossione ha sviluppato anche un app mobile che consente di gestire i pagamenti delle rate da smartphone, ricevere notifiche sulle scadenze e visualizzare lo stato del piano in modo immediato. Questi canali digitali sono particolarmente utili per chi viaggia o per chi vuole avere sempre sotto controllo la propria situazione.

Domiciliazione bancaria

Una soluzione molto comoda per non rischiare di dimenticare le scadenze è l attivazione della domiciliazione bancaria tramite il modulo SDD (Sepa Direct Debit). Una volta attivato, il pagamento avviene automaticamente alla scadenza, senza necessità di intervento da parte del contribuente. La richiesta di domiciliazione deve essere effettuata almeno 30 giorni prima della scadenza della rata per essere operativa.

Decadenza dalla rottamazione: cosa rischia chi non paga

Il mancato pagamento della rata di maggio 2026 entro il termine di tolleranza del 5 giugno 2026 comporta conseguenze gravi e irreversibili per il contribuente. La normativa è chiara: la decadenza dalla rottamazione quater è automatica e produce effetti molto pesanti.

Effetti immediati della decadenza

Quando un contribuente decade dalla rottamazione, si verificano i seguenti effetti automatici:

  • Riemerge il debito originario comprensivo di sanzioni e interessi di mora, che la rottamazione aveva eliminato o ridotto
  • Le somme già versate vengono considerate a titolo di acconto e vengono scomputate dal debito complessivo
  • Riprendono le procedure di riscossione coattiva (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche)
  • Non si può più rateizzare il debito residuo con la dilazione ordinaria di AdER (art. 19 D.P.R. 602/1973), salvo eccezioni

Cosa significa nella pratica

Immaginiamo un contribuente che ha aderito alla rottamazione quater per un debito originario di 30.000 euro, ridotto a 18.000 euro grazie alla cancellazione di sanzioni e interessi. Ha già pagato 5 rate per un totale di 5.000 euro. Se non paga la rata di maggio 2026 entro il 5 giugno, la situazione cambia drasticamente:

  • Il debito torna a 30.000 euro (importo originario)
  • Vengono scomputati i 5.000 euro già versati
  • Restano dovuti 25.000 euro
  • Su questa somma riprendono a maturare interessi di mora
  • AdER può avviare immediatamente le azioni di recupero coattivo

Possibilità di rateizzazione ordinaria post-decadenza

Una volta decaduto dalla rottamazione, il contribuente può comunque richiedere la rateizzazione ordinaria ad AdER per il debito riemerso. La dilazione ordinaria può arrivare fino a 84 rate mensili (84 mesi = 7 anni) per debiti fino a 120.000 euro, o fino a 120 rate per importi superiori, secondo le regole vigenti nel 2026 introdotte dal D.Lgs. 110/2024 in attuazione della riforma fiscale.

Tuttavia, va sottolineato che la rateizzazione ordinaria non comporta lo sconto su sanzioni e interessi previsto dalla rottamazione. Il contribuente paga l importo pieno con interessi di dilazione, perdendo definitivamente il beneficio fiscale ottenuto con la pace fiscale 2023.

Riammessi alla rottamazione quater: il quadro post Milleproroghe

Il decreto Milleproroghe 2025 (D.L. 202/2024 convertito in legge 15/2025) ha introdotto una novità di grande rilievo per i contribuenti che erano decaduti dalla rottamazione quater: la riapertura dei termini per la riammissione al piano.

Chi può riammettersi

Il decreto ha consentito la riammissione ai contribuenti che, al 31 dicembre 2024, erano decaduti dai benefici della rottamazione quater per il mancato, insufficiente o tardivo versamento di una o più rate. La riammissione doveva essere richiesta presentando apposita istanza entro il 30 aprile 2025 tramite i canali telematici di Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Modalità di pagamento per i riammessi

I contribuenti riammessi hanno potuto scegliere tra due modalità di pagamento:

  • Pagamento in unica soluzione entro il 31 luglio 2025
  • Pagamento dilazionato in un massimo di 10 rate di pari importo con le seguenti scadenze: 31 luglio e 30 novembre 2025; 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre 2026; 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre 2027

Per i riammessi che hanno scelto il piano in 10 rate, la rata in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta la quarta delle 10 rate complessive. Anche a questa categoria si applicano regolarmente i 5 giorni di tolleranza, con possibilità di versare entro il 5 giugno 2026.

Importanza di non perdere la seconda chance

Per i riammessi la rata di maggio 2026 assume un significato particolare: si tratta della seconda opportunità concessa dal legislatore per beneficiare della rottamazione. Una nuova decadenza preclude definitivamente l accesso alla rottamazione quater e impone il pagamento integrale del debito secondo le procedure ordinarie. Per questo motivo è fondamentale rispettare le scadenze e, in caso di difficoltà, valutare per tempo le alternative disponibili con il supporto di un consulente fiscale o di un CAF.

Esempio pratico: come calcolare l importo della rata

Per comprendere meglio come funziona il piano di pagamento della rottamazione quater, vediamo un esempio pratico con numeri concreti.

Il caso di Marco, artigiano di Udine

Marco è un artigiano friulano con sede a Udine. Nel 2023 aveva accumulato debiti con il fisco per un totale di 40.000 euro di cartelle esattoriali, così composti:

  • Tributo iscritto a ruolo: 25.000 euro
  • Sanzioni: 10.000 euro
  • Interessi di mora: 4.500 euro
  • Aggio della riscossione: 500 euro

Aderendo alla rottamazione quater, Marco ha potuto beneficiare della cancellazione integrale di sanzioni, interessi di mora e aggio. L importo da versare si è quindi ridotto al solo tributo, più le spese esecutive e di notifica delle cartelle (di solito poche decine di euro).

Calcolo dell importo da rateizzare

Per Marco l importo definitivo da pagare con la rottamazione è di circa 25.300 euro (25.000 euro di tributo + 300 euro di spese). Avendo optato per il piano massimo di rateazione in 18 rate, il calcolo è il seguente:

  • Rate del 2023 (2 rate, ciascuna pari al 5% del totale, per il 10% complessivo): 1.265 euro a rata = 2.530 euro complessivi
  • Rate dal 2024 al 2027 (16 rate del restante 90%): circa 1.423 euro a rata

La rata di maggio 2026 per Marco ammonta dunque a circa 1.423 euro, da versare entro il 31 maggio (o entro il 5 giugno sfruttando la tolleranza). Su questo importo va aggiunto l interesse del 2% annuo previsto dalla legge 197/2022 per le rate successive alla prima.

Confronto con la situazione senza rottamazione

Senza rottamazione, Marco avrebbe dovuto pagare l intero importo di 40.000 euro, oltre agli interessi di mora che continuavano a maturare nel tempo. Con la rottamazione quater Marco ha ottenuto un risparmio di circa 14.700 euro, pari al 37% del debito originario. È evidente come il rispetto delle scadenze sia fondamentale per non perdere questo importante beneficio.

Cosa fare in caso di difficoltà nel pagamento

Può capitare che, per circostanze impreviste, un contribuente si trovi in difficoltà nel versare una rata della rottamazione quater alla scadenza prevista. Vediamo quali sono le opzioni disponibili.

Utilizzare i 5 giorni di tolleranza

La prima opzione è ovviamente quella di sfruttare appieno i 5 giorni di tolleranza, organizzandosi per reperire la liquidità necessaria. Per la rata di maggio 2026 questo significa avere fino al 5 giugno per provvedere al versamento senza alcuna penalità.

Pagamento parziale: cosa succede

Un errore comune è pensare che un pagamento parziale possa evitare la decadenza. Non è così: la normativa è chiara nel prevedere che il versamento insufficiente (oltre i 5 giorni di tolleranza) determina la decadenza, esattamente come il mancato pagamento. Per evitare la decadenza è necessario versare l intero importo della rata, non somme parziali.

Verificare il piano di pagamento

Prima della scadenza è sempre opportuno verificare il proprio piano di pagamento accedendo all area riservata di AdER. Può capitare che vi siano stati versamenti già effettuati in eccesso che possono compensare la rata in scadenza, oppure che il piano abbia subito modifiche di cui non si era consapevoli.

Quando rivolgersi al CAF

Se la difficoltà nel pagamento non è transitoria ma strutturale, è importante rivolgersi tempestivamente a un consulente fiscale o a un CAF per valutare le alternative. Più ci si rivolge per tempo, più ampia è la gamma di soluzioni esplorabili: dalla pianificazione dei pagamenti residui, all eventuale adesione alla nuova rottamazione quinquies (se applicabile al caso specifico), fino alla richiesta di rateazione ordinaria post-decadenza.

Rottamazione quater e quinquies: le differenze fondamentali

Con l introduzione della rottamazione quinquies nel 2026 (Legge di Bilancio 2026), molti contribuenti si trovano confusi sulle differenze tra le due misure e su quale convenga in caso di scelta. Chiariamo i punti principali.

Periodo dei carichi rottamabili

La differenza più importante riguarda il periodo dei carichi affidati all agente della riscossione:

  • Rottamazione quater (legge 197/2022): carichi affidati ad AdER dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022
  • Rottamazione quinquies (legge di bilancio 2026): carichi affidati ad AdER successivamente, secondo il perimetro temporale stabilito dalla nuova norma

Convenienza economica

Entrambe le rottamazioni prevedono la cancellazione di sanzioni e interessi di mora, lasciando dovuti solo il tributo, le spese di notifica e quelle esecutive. Tuttavia, la quinquies introduce piani di rateazione potenzialmente diversi e modalità di pagamento differenziate.

Possibilità di cumulo

Un contribuente può aderire contemporaneamente alla rottamazione quater (per i debiti precedenti già in piano di pagamento) e alla rottamazione quinquies (per i debiti rientranti nel nuovo perimetro temporale), trattandosi di due procedure distinte. È però importante valutare la sostenibilità complessiva dei pagamenti, perché le scadenze possono sovrapporsi.

Il ruolo del CAF nell assistenza alla rateazione

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza qualificata a tutti i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater e si trovano a gestire le scadenze di pagamento. La nostra esperienza pluriennale sul territorio friulano ci consente di seguire ogni pratica con la massima cura, garantendo il rispetto delle scadenze e l ottimizzazione fiscale.

I servizi offerti

Per la gestione della rottamazione quater il CAF Centro Fiscale fornisce:

  • Verifica del piano di pagamento e dello stato delle rate pagate
  • Predisposizione dei modelli F24 e supporto per il versamento
  • Attivazione della domiciliazione bancaria SDD per i pagamenti automatici
  • Calendario personalizzato delle scadenze con promemoria
  • Consulenza sulle alternative in caso di difficoltà (rottamazione quinquies, rateazione ordinaria, ecc.)
  • Assistenza per i riammessi dal decreto Milleproroghe 2025

Perché rivolgersi a un CAF

La rottamazione quater è una procedura tecnicamente complessa che richiede attenzione e precisione. Un errore nel pagamento o una scadenza dimenticata possono comportare la perdita definitiva di un beneficio fiscale anche di migliaia di euro. Affidarsi a un CAF significa avere un punto di riferimento competente che monitora le scadenze, predispone la documentazione e assiste in caso di problematiche.

Il CAF Centro Fiscale di Udine, in particolare, vanta una conoscenza approfondita delle problematiche fiscali del territorio friulano e una rete consolidata di rapporti con gli uffici locali di AdER, che ci consente di gestire con efficacia anche le situazioni più complesse.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

FAQ sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026

Quando scade esattamente la rata della rottamazione quater di maggio 2026?

La scadenza ordinaria è il 31 maggio 2026. Tuttavia, cadendo di domenica, il termine slitta automaticamente al 1° giugno 2026. Considerando i 5 giorni di tolleranza previsti dall art. 3, comma 14-bis del D.L. 119/2018, il termine ultimo per pagare senza decadere è il 5 giugno 2026.

Cosa succede se pago il 6 giugno 2026?

Pagare il 6 giugno 2026 significa pagare oltre i 5 giorni di tolleranza e comporta la decadenza automatica dalla rottamazione quater. Il debito originario riemerge integralmente, comprensivo di sanzioni e interessi di mora, scomputando le somme già versate.

Posso pagare in più tranche entro il 5 giugno?

No. La rata deve essere versata in un unica soluzione entro il termine di tolleranza. Un pagamento parziale, anche se effettuato entro i 5 giorni, equivale a un mancato pagamento e produce la decadenza.

Come faccio a sapere l importo esatto della mia rata?

L importo della rata è indicato nel piano di pagamento trasmesso da Agenzia delle Entrate-Riscossione al momento dell adesione alla rottamazione. Puoi consultarlo nell area riservata del sito AdER accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure utilizzando l app EquiClick. In caso di smarrimento dei bollettini puoi richiederne copia all AdER o al tuo CAF di fiducia.

Quali sono i codici tributo per il modello F24?

I codici tributo per la rottamazione quater sono stati istituiti con specifica risoluzione dell Agenzia delle Entrate. I codici sono riportati direttamente sui bollettini precompilati inviati da AdER. Per chi prepara il modello F24 manualmente è necessario fare riferimento alla risoluzione AdE pertinente o richiedere assistenza al proprio CAF.

Posso aderire alla rottamazione quinquies se sono ancora in rottamazione quater?

Sì, ma per carichi diversi. La rottamazione quater riguarda i carichi dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. La rottamazione quinquies riguarda carichi successivi, secondo il perimetro stabilito dalla legge di bilancio 2026. Le due procedure sono indipendenti e possono coesistere per posizioni debitorie diverse.

Cosa succede se la mia banca esegue il bonifico in ritardo?

Ai fini della rottamazione quater fa fede la data di esecuzione del pagamento, non la data di valuta. Se il bonifico viene disposto in tempo utile ma la banca lo esegue con ritardo per ragioni tecniche, il contribuente non è in colpa, ma rischia comunque la decadenza. Per questo motivo è sempre consigliato pagare con qualche giorno di anticipo rispetto al termine di tolleranza.

La rata di maggio è sempre uguale alle altre rate?

Dipende dal piano scelto. Nel piano massimo di 18 rate, le prime 2 rate del 2023 corrispondevano al 10% del totale (5% ciascuna), mentre le 16 rate successive (dal 2024 al 2027) corrispondono al restante 90% diviso equamente. La rata di maggio 2026 ha quindi lo stesso importo delle altre 15 rate del periodo 2024-2027, aumentato dell interesse del 2% annuo previsto dalla legge.

Cosa devo fare se non riesco a pagare la rata?

Se prevedi di non riuscire a pagare la rata, non aspettare la scadenza. Contatta tempestivamente il tuo CAF di fiducia per valutare le alternative: dalla pianificazione dei pagamenti, alla verifica dell adesione alla rottamazione quinquies (se applicabile), fino alla rateazione ordinaria post-decadenza. Più ci si muove in anticipo, più ampie sono le possibilità di trovare una soluzione sostenibile.

Conclusione: il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine

La rata della rottamazione quater in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta un appuntamento importante per migliaia di contribuenti che hanno aderito alla pace fiscale 2023. Grazie ai 5 giorni di tolleranza previsti dalla normativa, il termine effettivo per pagare senza decadere si sposta al 5 giugno 2026, offrendo uno spazio di flessibilità utile a chi avesse necessità di organizzare la liquidità.

Ricordiamo però che la tolleranza non è una proroga: la scadenza ordinaria resta il 31 maggio e l ideale è pianificare il pagamento con largo anticipo, riservando la tolleranza solo a situazioni di reale necessità. Una rata pagata in ritardo oltre i 5 giorni comporta la decadenza definitiva dal beneficio e la perdita dello sconto su sanzioni e interessi di mora.

Il CAF Centro Fiscale di Udine è al fianco dei contribuenti per la gestione completa della rottamazione quater: dalla verifica del piano di pagamento alla predisposizione dei modelli F24, dall attivazione della domiciliazione bancaria fino alla consulenza sulle alternative in caso di difficoltà. La nostra esperienza pluriennale e la conoscenza approfondita del territorio friulano ci permettono di seguire ogni cliente con la massima professionalità.

Hai dubbi sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026? Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine in viale Giuseppe Tullio 13, scala B, chiamaci al numero 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Ti aiuteremo a verificare la tua posizione, calcolare correttamente l importo dovuto e individuare la modalità di pagamento più adatta alle tue esigenze.

Maggio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 14:10:272026-05-31 17:43:07Rottamazione quater, rata in scadenza il 31 maggio: pagamento posticipato a giugno
NOTIZIE

Rottamazione quater: per la Cassazione basta la prima rata per perfezionare la sanatoria

ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

Una nuova pronuncia della Corte di Cassazione riapre il dibattito sulla rottamazione quater, la “definizione agevolata” prevista dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022). Secondo i giudici di legittimità, per perfezionare la sanatoria e mettere al riparo il contribuente dalla riscossione coattiva è sufficiente il pagamento della prima rata entro la scadenza prevista. Una lettura che potrebbe avere ricadute concrete su migliaia di contribuenti decaduti dal beneficio per il mancato pagamento delle rate successive.

In questa guida ti spieghiamo, in modo semplice e con esempi pratici, cosa ha stabilito la Cassazione, cosa cambia per chi è in difficoltà con le rate, quali sono i riferimenti normativi (art. 1 commi 231-252 della Legge 197/2022 e successive modifiche tramite il DL 145/2023 convertito nella L. 191/2023) e quali strade restano aperte oggi, nel 2026, tra riammissione e nuova rottamazione quinquies.

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Indice dei contenuti

  1. Cosa ha detto la Cassazione: il principio della “prima rata”
  2. Rottamazione quater: cos’è e come funziona
  3. Perfezionamento vs decadenza: la distinzione chiave
  4. Effetti pratici per i contribuenti
  5. Riferimenti normativi: L. 197/2022 e DL 145/2023
  6. Cosa rischia chi decade dalle rate successive
  7. La riammissione introdotta dal DL 202/2024
  8. Rottamazione quinquies 2026: la nuova definizione agevolata
  9. Esempi pratici e simulazioni
  10. Tabella di confronto tra le rottamazioni
  11. Cosa fare oggi se sei decaduto
  12. Il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine
  13. Domande frequenti (FAQ)

Cosa ha detto la Cassazione: il principio della “prima rata”

La Corte di Cassazione, con una recente pronuncia in materia di definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione, ha chiarito un punto delicato che da tempo divide contribuenti e Agenzia delle Entrate-Riscossione: cosa succede se il contribuente paga la prima rata della rottamazione e poi salta una rata successiva?

Secondo i giudici di legittimità, occorre distinguere due momenti diversi: il perfezionamento della definizione agevolata e la successiva decadenza dal piano di pagamento rateale. Il pagamento della prima rata (o dell’unica rata, in caso di pagamento in soluzione unica) entro la scadenza prevista perfeziona la sanatoria, producendo effetti immediati: in particolare, blocca le procedure esecutive in corso e impedisce all’agente della riscossione di avviare nuove azioni cautelari (fermi amministrativi, ipoteche, pignoramenti) basate sui carichi rottamati.

Se poi il contribuente non paga le rate successive, scatta la decadenza dal beneficio: il debito residuo torna esigibile per intero, con sanzioni e interessi di mora. Ma — ed è qui il punto innovativo — gli effetti del perfezionamento già prodotti non vengono cancellati retroattivamente. In particolare, le somme già versate restano acquisite definitivamente dall’Erario a titolo di acconto sul debito originario.

Rottamazione quater: cos’è e come funziona

La rottamazione quater è la quarta edizione della definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia). È stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge 29 dicembre 2022, n. 197), articolo 1, commi da 231 a 252.

In parole semplici, si tratta di una sanatoria che permette al contribuente di chiudere i debiti con il fisco pagando solo l’imposta, senza sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione. Le uniche somme dovute, oltre al capitale, sono:

  • le spese per le procedure esecutive eventualmente sostenute;
  • i diritti di notifica;
  • per le multe stradali e altre sanzioni amministrative non tributarie: rimangono dovuti il capitale (la sanzione) e gli interessi, ma vengono cancellate le maggiorazioni e gli interessi di mora.

Quali carichi sono “rottamabili”

La rottamazione quater riguarda i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. Il termine originario per presentare domanda era fissato al 30 aprile 2023, poi prorogato al 30 giugno 2023.

Modalità di pagamento

Il contribuente che ha aderito ha potuto scegliere tra:

  • Pagamento in soluzione unica: scadenza originaria 31 ottobre 2023, poi prorogata.
  • Pagamento rateale: fino a 18 rate in 5 anni. Le prime due rate (di importo pari al 10% del totale ciascuna) scadevano il 31 ottobre 2023 e il 30 novembre 2023; le successive 16 rate, di pari importo, con scadenza il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno fino al 2027.

Sulle rate successive alla prima si applicano interessi al tasso del 2% annuo, a decorrere dal 1° novembre 2023.

Perfezionamento vs decadenza: la distinzione chiave

La differenza tra perfezionamento e decadenza è il cuore della pronuncia della Cassazione. Vediamola nel dettaglio.

Perfezionamento della sanatoria

Il perfezionamento è il momento in cui la definizione agevolata diventa “efficace”: il contribuente ha aderito (presentando la domanda entro i termini) e ha versato la prima rata (o l’unica rata, se ha scelto la soluzione unica) entro la scadenza. Da quel momento:

  • le procedure esecutive in corso restano sospese e non possono proseguire;
  • l’Agente della riscossione non può iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche sui carichi rottamati;
  • il contribuente risulta in regola ai fini del rilascio del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva, se applicabile);
  • il contribuente può ottenere il certificato dei carichi pendenti “pulito” per le posizioni in rottamazione.

Decadenza dal beneficio rateale

La decadenza è invece la perdita del beneficio della rateazione e si verifica quando il contribuente, dopo aver perfezionato, salta il pagamento di una o più rate (o paga in ritardo oltre i 5 giorni di tolleranza). Le conseguenze sono:

  • il debito residuo torna esigibile per intero;
  • vengono ripristinati sanzioni, interessi di mora e aggio sulle somme non ancora versate;
  • l’Agente della riscossione può riprendere o avviare le procedure esecutive;
  • le somme già versate restano acquisite a titolo di acconto sul debito originario.

Il principio espresso dalla Cassazione è che il perfezionamento non viene “annullato” dalla decadenza successiva: gli effetti della rottamazione si producono al momento del pagamento della prima rata, anche se poi il contribuente non riesce a portare a termine il piano. Questo principio ha rilevanza soprattutto per le procedure esecutive eventualmente avviate o aggravate dopo il perfezionamento e prima della decadenza, che possono essere considerate illegittime.

Effetti pratici per i contribuenti

La pronuncia della Cassazione ha effetti molto concreti. Vediamo i principali.

1. Tutela dalle azioni esecutive nel periodo “intermedio”

Se hai pagato la prima rata e poi sei decaduto, il periodo che va dal versamento della prima rata fino alla decadenza è coperto dagli effetti del perfezionamento. Quindi se l’Agente della riscossione ha avviato un’azione esecutiva (ad esempio un pignoramento) in quel periodo, puoi contestarla davanti al giudice tributario o ordinario, perché in quel momento la rottamazione era pienamente efficace.

2. Acquisizione definitiva delle somme versate

Le rate già pagate non vanno perdute: vengono imputate a riduzione del debito complessivo. In pratica, se hai versato 1.000 euro su un debito di 5.000 e poi sei decaduto, il debito residuo non sarà più 5.000 ma 4.000 (al netto del ripristino di sanzioni e interessi sulla parte non pagata).

3. Possibilità di accedere a soluzioni alternative

Anche dopo la decadenza, restano aperte alcune strade:

  • la rateazione ordinaria con l’Agente della riscossione (fino a 120 rate in casi di grave difficoltà economica);
  • l’eventuale riammissione alla rottamazione quater per chi ne ha avuto diritto (vedi paragrafo dedicato);
  • l’adesione alla nuova rottamazione quinquies, prevista dalla normativa più recente.

Riferimenti normativi: L. 197/2022 e DL 145/2023

Il quadro normativo della rottamazione quater è articolato. Ecco i principali riferimenti.

Legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023)

L’articolo 1, commi 231-252, della Legge 29 dicembre 2022, n. 197 ha istituito la “definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022”. I commi rilevanti sono:

  • Comma 231: definisce l’ambito applicativo e i carichi rottamabili;
  • Comma 232: disciplina cosa si paga (capitale, spese, diritti di notifica) e cosa è abbuonato (sanzioni, interessi di mora, aggio);
  • Comma 233: stabilisce le modalità di pagamento (unica soluzione o rateale fino a 18 rate);
  • Comma 234: disciplina la sospensione delle procedure esecutive a seguito del perfezionamento;
  • Comma 244: stabilisce la decadenza in caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento, anche di una sola rata, oltre cinque giorni dalla scadenza.

DL 145/2023 (Decreto Anticipi)

Il Decreto-Legge 18 ottobre 2023, n. 145, convertito con modificazioni nella Legge 15 dicembre 2023, n. 191, ha introdotto importanti correttivi:

  • ha differito i termini di pagamento delle prime rate al 18 dicembre 2023 (cumulando le prime due rate inizialmente previste per il 31 ottobre e il 30 novembre 2023);
  • ha previsto specifiche regole per i contribuenti dei territori colpiti dall’alluvione del maggio 2023 in Emilia-Romagna, Marche e Toscana.

DL 202/2024 (Milleproroghe)

Il Decreto-Legge 27 dicembre 2024, n. 202 (Milleproroghe), convertito nella Legge 21 febbraio 2025, n. 15, ha introdotto la riammissione alla rottamazione quater per i contribuenti decaduti al 31 dicembre 2024, riaprendo i termini fino al 30 aprile 2025 (per dettagli vedi paragrafo dedicato).

Cosa rischia chi decade dalle rate successive

La decadenza dalla rottamazione comporta conseguenze rilevanti. Il comma 244 della L. 197/2022 prevede espressamente che, in caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento — oltre la tolleranza di 5 giorni rispetto alla scadenza della rata — la definizione agevolata diventa inefficace e:

  • il debito residuo torna ad essere costituito dalle somme originarie (capitale, sanzioni, interessi di mora, aggio), al netto di quanto già versato;
  • l’Agente della riscossione può riprendere o avviare tutte le azioni cautelari ed esecutive (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche);
  • non è più possibile ottenere una nuova rateazione sui carichi decaduti se non a determinate condizioni;
  • il contribuente non può presentare una nuova domanda di rottamazione per gli stessi carichi (se non in caso di riapertura dei termini per legge).

Tuttavia, come ha chiarito la Cassazione, la decadenza ha effetti ex nunc (cioè “da ora in poi”), non ex tunc (“da allora”, quindi retroattivamente): gli effetti del perfezionamento prodotti prima della decadenza restano efficaci.

La riammissione introdotta dal DL 202/2024

Il legislatore, consapevole delle difficoltà incontrate da molti contribuenti, ha previsto una riammissione alla rottamazione quater. Il DL 202/2024 (art. 3-bis, introdotto in sede di conversione) ha consentito ai contribuenti decaduti entro il 31 dicembre 2024 di rientrare nella definizione agevolata, presentando una nuova istanza entro il 30 aprile 2025 tramite l’area riservata o l’area pubblica del sito di Agenzia Entrate-Riscossione.

Modalità di pagamento per i riammessi

I contribuenti riammessi hanno potuto scegliere tra:

  • Pagamento in soluzione unica entro il 31 luglio 2025;
  • Pagamento rateale in massimo 10 rate di pari importo, con scadenze a luglio 2025, novembre 2025, febbraio 2026, maggio 2026, luglio 2026, novembre 2026, febbraio 2027, maggio 2027, luglio 2027 e novembre 2027.

Anche per i riammessi vale il tasso di interesse del 2% annuo sulle rate successive alla prima, decorrente dal 1° novembre 2023.

Chi non è stato riammesso

Non hanno potuto accedere alla riammissione i contribuenti decaduti dopo il 31 dicembre 2024. Per loro, le strade aperte sono la rateazione ordinaria o l’eventuale adesione alla rottamazione quinquies.

Rottamazione quinquies 2026: la nuova definizione agevolata

Nel 2026 si parla con sempre maggiore insistenza di una rottamazione quinquies, la quinta edizione della definizione agevolata. Le ipotesi sul tavolo prevedono:

  • ambito esteso ai carichi affidati all’Agente della riscossione in un periodo da definire (presumibilmente dal 1° gennaio 2000 fino a una data più recente rispetto al 30 giugno 2022 della quater);
  • abbuono di sanzioni, interessi di mora e aggio, secondo lo schema collaudato delle precedenti rottamazioni;
  • piano di rateazione esteso (ipotesi di fino a 120 rate mensili per le situazioni più complesse);
  • regole più flessibili sulla decadenza (con possibile reintegrazione automatica in caso di pagamento entro tempi più ampi).

Al momento in cui scriviamo, i dettagli operativi sono in via di definizione. Per restare aggiornato sulle novità ti consigliamo di iscriverti alla nostra newsletter o di contattare il CAF Centro Fiscale di Udine, che monitora costantemente l’evoluzione normativa.

Esempi pratici e simulazioni

Vediamo alcuni esempi pratici per capire concretamente cosa cambia con il principio espresso dalla Cassazione.

Esempio 1: Mario, decaduto dopo la prima rata

Mario ha aderito alla rottamazione quater per un debito complessivo di 10.000 euro (importo originario con sanzioni e interessi: 14.000 euro). Ha pagato la prima rata di 1.000 euro il 18 dicembre 2023, ma poi non è riuscito a pagare le rate successive ed è decaduto.

Conseguenze:

  • il debito residuo torna a essere quello originario (14.000 euro), ma Mario può detrarre i 1.000 euro già versati: debito netto residuo 13.000 euro;
  • l’Agente della riscossione può riprendere le procedure esecutive sui 13.000 euro;
  • ma Mario era protetto dal perfezionamento dal 18 dicembre 2023 fino alla decadenza: se in quel periodo è stato iscritto un fermo amministrativo o un’ipoteca, Mario può contestarlo;
  • Mario può valutare la riammissione (se decaduto entro il 31 dicembre 2024) o attendere la rottamazione quinquies.

Esempio 2: Lucia, pagamento in unica soluzione

Lucia ha un debito di 5.000 euro (originario 7.500 con sanzioni e interessi). Ha scelto il pagamento in unica soluzione e ha versato i 5.000 euro entro il 18 dicembre 2023.

Conseguenze:

  • la rottamazione si è perfezionata definitivamente;
  • il debito è chiuso, non c’è alcun rischio di decadenza;
  • Lucia ha risparmiato 2.500 euro tra sanzioni e interessi.

Esempio 3: Giuseppe, riammesso nel 2025

Giuseppe è decaduto dalla rottamazione quater a fine 2024 per non aver pagato due rate consecutive. Ha presentato istanza di riammissione il 15 marzo 2025 ed è stato riammesso per il debito residuo di 8.000 euro (al netto delle rate già pagate).

Conseguenze:

  • Giuseppe paga in 10 rate di 800 euro ciascuna, con scadenze tra luglio 2025 e novembre 2027;
  • sulla seconda e successive rate paga il 2% di interessi annui;
  • se rispetta il piano, chiude definitivamente il debito senza ulteriori sanzioni.

Tabella di confronto tra le rottamazioni

Per orientarti tra le varie definizioni agevolate che si sono susseguite, ecco una tabella riepilogativa.

EdizioneNormaCarichi inclusiCosa si pagaNumero rate
Rottamazione (prima)DL 193/20162000-2016Capitale + spese, no sanzioni e interessi5
Rottamazione bisDL 148/20172000-2017Capitale + spese5
Rottamazione terDL 119/20182000-2017Capitale + spese18
Rottamazione quaterL. 197/2022 (commi 231-252)2000-2022 (30 giugno)Capitale + spese, no sanzioni, interessi e aggio18 (in 5 anni)
Riammissione quaterDL 202/2024 art. 3-bisDecaduti entro 31/12/2024Debito residuo, sempre senza sanzioni e interessi10 (in circa 2,5 anni)
Rottamazione quinquiesIn via di definizioneDa definireProbabilmente capitale + speseIpotesi fino a 120 mensili

Cosa fare oggi se sei decaduto

Se hai aderito alla rottamazione quater e poi sei decaduto per il mancato pagamento di una o più rate, ecco i passi concreti che puoi fare oggi, alla luce della pronuncia della Cassazione e delle norme vigenti nel 2026.

1. Richiedi un estratto di ruolo aggiornato

Accedi all’area riservata di Agenzia Entrate-Riscossione (con SPID, CIE o CNS) e scarica l’estratto di ruolo aggiornato. Verifica:

  • quali carichi sono ancora attivi a tuo nome;
  • l’importo residuo dopo le rate già versate;
  • se ci sono procedure esecutive in corso (pignoramenti, fermi, ipoteche).

2. Verifica se sei stato riammesso

Se hai presentato domanda di riammissione entro il 30 aprile 2025, controlla nell’area riservata di Agenzia Entrate-Riscossione la comunicazione di accoglimento e il nuovo piano di pagamento.

3. Valuta la rateazione ordinaria

Se non sei stato riammesso, puoi richiedere una rateazione ordinaria al di fuori della rottamazione (con sanzioni e interessi pieni). Le rateazioni possono arrivare fino a 120 rate mensili per i debiti più ingenti o in caso di comprovata difficoltà economica documentata dall’ISEE.

4. Controlla le azioni esecutive

Alla luce del principio della Cassazione, se hai subito una procedura esecutiva (fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento) nel periodo tra il perfezionamento e la decadenza, puoi valutare con un professionista la possibilità di contestarla in giudizio.

5. Monitora la rottamazione quinquies

Se la rottamazione quinquies verrà effettivamente approvata, potrai aderire e includere anche i carichi sui quali sei decaduto dalla quater (sempre nei limiti previsti dalla nuova norma).

Il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine

Districarsi tra rottamazioni, decadenze, riammissioni ed estratti di ruolo può essere complicato. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

  • verifica della tua posizione presso Agenzia Entrate-Riscossione;
  • lettura e interpretazione dell’estratto di ruolo;
  • valutazione della convenienza tra rottamazione, riammissione e rateazione ordinaria;
  • presentazione delle domande di rateazione e definizione agevolata;
  • assistenza nei rapporti con l’Agente della riscossione per la gestione delle procedure esecutive;
  • monitoraggio del rispetto dei piani di pagamento per evitare nuove decadenze.

I nostri consulenti ti aiuteranno a scegliere la soluzione più adatta alla tua situazione personale, valutando attentamente i pro e i contro di ogni strada disponibile. Contattaci per prenotare un appuntamento: la prima consulenza è il primo passo per riprendere il controllo della tua situazione fiscale.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti (FAQ)

Cosa significa “perfezionare” la rottamazione quater?

Perfezionare significa rendere efficace la definizione agevolata: serve aver presentato la domanda entro il termine (originariamente 30 giugno 2023) e aver pagato la prima rata (o l’unica rata, in caso di pagamento in soluzione unica) entro la scadenza, beneficiando dei 5 giorni di tolleranza. Da quel momento si bloccano le procedure esecutive e l’Agente della riscossione non può iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche sui carichi rottamati.

Se pago solo la prima rata e poi salto le altre, perdo tutto?

No. Secondo il principio della Cassazione, gli effetti del perfezionamento prodotti dal pagamento della prima rata restano efficaci fino alla decadenza. Le somme versate sono acquisite definitivamente dall’Erario e vengono detratte dal debito residuo, che torna alla cifra originaria (con sanzioni e interessi) al netto di quanto già pagato.

Posso ancora aderire alla riammissione alla rottamazione quater?

No. La riammissione introdotta dal DL 202/2024 (Milleproroghe) era riservata ai contribuenti decaduti entro il 31 dicembre 2024 e la finestra per presentare istanza si è chiusa il 30 aprile 2025. Chi è decaduto successivamente o non ha presentato istanza in tempo non può più rientrare nella quater.

Quanto tempo ho di tolleranza per pagare una rata?

Il comma 244 della L. 197/2022 prevede una tolleranza di 5 giorni rispetto alla scadenza della rata. Oltre questo termine, scatta automaticamente la decadenza dalla rottamazione.

Le procedure esecutive avviate dopo la decadenza sono legittime?

Sì. Dopo la decadenza, l’Agente della riscossione recupera pienamente i propri poteri di azione esecutiva sui carichi sui quali era stata aperta la rottamazione. Le procedure avviate nel periodo successivo alla decadenza sono pienamente legittime. La pronuncia della Cassazione riguarda invece le procedure avviate nel periodo tra il perfezionamento e la decadenza, che possono essere contestate.

Cosa rischio se ignoro le cartelle dopo la decadenza?

Rischi tutte le azioni cautelari ed esecutive previste dalla legge: pignoramento dello stipendio o della pensione (fino a un quinto), pignoramento del conto corrente, iscrizione di ipoteca sugli immobili (per debiti superiori a 20.000 euro), fermo amministrativo di veicoli a motore (notificato con preavviso di 30 giorni, scaduto il quale il fermo viene iscritto al PRA). Il consiglio è di rivolgersi subito a un CAF per valutare le alternative.

Quando arriverà la rottamazione quinquies?

Al momento (maggio 2026) la rottamazione quinquies è in fase di definizione politica e tecnica. I dettagli operativi — periodo dei carichi inclusi, modalità di pagamento, numero di rate — saranno chiariti con la pubblicazione del provvedimento normativo. Ti invitiamo a iscriverti alla nostra newsletter o a contattare il CAF Centro Fiscale per essere aggiornato in tempo reale.

Conclusioni

La pronuncia della Cassazione sulla rottamazione quater rappresenta un’importante chiarificazione a favore dei contribuenti: il pagamento della prima rata perfeziona la sanatoria e produce effetti immediati di tutela, anche se poi il piano non viene completato. Si tratta di un principio coerente con la ratio della definizione agevolata, che vuole favorire il rientro del contribuente nella legalità fiscale e non punire chi prova a mettersi in regola.

Se sei un contribuente decaduto dalla rottamazione quater, oggi hai diverse opzioni: dalla rateazione ordinaria (fino a 120 rate per i casi più gravi) all’attesa della rottamazione quinquies, passando per l’eventuale contestazione di procedure esecutive avviate quando la rottamazione era ancora efficace. La scelta migliore dipende dalla tua situazione personale, dall’entità del debito e dalle tue capacità di pagamento.

Per una valutazione personalizzata, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri consulenti analizzeranno la tua posizione e ti indicheranno la strada più conveniente. Prenota un appuntamento oggi stesso e riprendi il controllo della tua situazione fiscale.

Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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ESTRATTO CONTRIBUTIVO

Dilazioni INPS fino a 60 mesi: le nuove regole per chi ha debiti contributivi

contributi INPS artigiani e commercianti, regime forfettario

Se hai accumulato debiti contributivi verso l’INPS, sappi che esistono soluzioni concrete per ripianare la situazione senza dover pagare tutto in un’unica soluzione. Le dilazioni INPS fino a 60 mesi rappresentano oggi uno degli strumenti più utilizzati da artigiani, commercianti, professionisti iscritti alla Gestione Separata e datori di lavoro per regolarizzare la propria posizione previdenziale senza compromettere la continuità dell’attività. Con la Riforma della Riscossione 2024-2026 (D.Lgs. 110/2024) il quadro normativo è cambiato in maniera significativa, ampliando le possibilità di rateazione anche per i carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione. In questa guida ti spieghiamo chi può ottenere la dilazione, quali sono i nuovi limiti di rate, come calcolare gli interessi e quali documenti servono per presentare la domanda nel 2026.

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Indice dei contenuti

  1. Cosa sono le dilazioni INPS e a chi si rivolgono
  2. I due binari della dilazione: fase amministrativa e ruolo
  3. Dilazione amministrativa INPS fino a 60 mesi: regole 2026
  4. Dilazione cartelle esattoriali INPS: la riforma D.Lgs. 110/2024
  5. Requisiti soggettivi: chi può accedere alla rateazione
  6. Calcolo degli interessi di dilazione e importo della rata
  7. Come presentare la domanda di dilazione
  8. Decadenza dalla rateazione: cosa succede se salti una rata
  9. Esempi pratici di calcolo della rata
  10. Consigli pratici e ruolo del CAF
  11. Domande frequenti

Cosa sono le dilazioni INPS e a chi si rivolgono

La dilazione INPS è uno strumento che consente al contribuente moroso di pagare in più rate mensili i contributi previdenziali e assistenziali non versati alle scadenze ordinarie. In parole semplici: anziché saldare tutto il debito in un’unica soluzione, l’INPS (o l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, se il debito è già stato iscritto a ruolo) ti concede di spalmare l’importo su un piano di rateizzazione che può arrivare fino a 60 rate mensili in fase amministrativa e fino a 120 rate mensili per i carichi affidati alla riscossione coattiva.

Lo strumento è pensato per chi attraversa una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria e non riesce a far fronte all’intero importo dovuto in un’unica soluzione. Possono richiedere la dilazione:

  • Artigiani e commercianti iscritti alla Gestione IVS che non hanno versato la “fissa” o gli acconti/saldi sul reddito eccedente il minimale
  • Professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS con contributi a percentuale non versati
  • Datori di lavoro (imprese, studi professionali, condomini) che non hanno pagato i contributi UniEmens per i propri dipendenti
  • Committenti che non hanno versato i contributi sui compensi a collaboratori
  • Datori di lavoro domestico con omissioni contributive su colf e badanti
  • Lavoratori autonomi agricoli (coltivatori diretti, IAP) con debiti sulla Gestione speciale CD-CM

La dilazione, oltre a evitare l’aggravarsi delle sanzioni civili, è una condizione essenziale per ottenere il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva): senza DURC regolare, un’impresa non può partecipare ad appalti pubblici, ricevere pagamenti dalla Pubblica Amministrazione, accedere a bonus edilizi o utilizzare crediti d’imposta in compensazione.

I due binari della dilazione: fase amministrativa e ruolo

Per capire quale tipo di dilazione richiedere, è fondamentale sapere in quale fase si trova il tuo debito contributivo. La distinzione è cruciale perché cambiano l’ente competente, i limiti massimi di rate e gli interessi applicati.

Fase amministrativa (debito gestito dall’INPS)

Il debito contributivo è “in fase amministrativa” finché l’INPS non lo ha ancora iscritto a ruolo e affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. In questa fase la gestione spetta direttamente alla sede INPS competente per territorio e la dilazione è disciplinata dalla Circolare INPS n. 108 del 12 luglio 2013 e successivi aggiornamenti.

In sintesi: in fase amministrativa puoi chiedere fino a 24 rate mensili direttamente al Direttore della sede INPS, oppure fino a 60 rate mensili con autorizzazione del Direttore Regionale o del Comitato Amministratore della gestione di riferimento nei casi più complessi.

Fase di riscossione coattiva (debito iscritto a ruolo)

Quando l’INPS, decorsi i termini di pagamento, iscrive il debito a ruolo, la gestione passa ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdE-R). Riceverai quindi una cartella esattoriale o un avviso di addebito. In questa fase si applica la disciplina dell’art. 19 del DPR 602/1973, come riformata dal D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110 (“Riforma della Riscossione”), che ha rivoluzionato i limiti di rateazione introducendo un meccanismo progressivo fino a 108 rate (su semplice richiesta) e fino a 120 rate (con documentazione).

Dilazione amministrativa INPS fino a 60 mesi: regole 2026

Concentriamoci ora sulla dilazione amministrativa, quella che ti permette di rateizzare il debito quando è ancora gestito direttamente dall’INPS, prima che venga iscritto a ruolo.

Rateazione fino a 24 mesi (competenza ordinaria)

La regola di base prevede che il Direttore della sede INPS competente possa concedere una dilazione fino a un massimo di 24 rate mensili. Questa è la modalità più diffusa e si applica alla maggior parte dei contribuenti che si trovano in difficoltà temporanea. Non è richiesta documentazione particolarmente complessa: basta dimostrare la temporanea impossibilità di pagare in unica soluzione e l’INPS valuta l’esistenza dei requisiti formali (anzianità del debito, regolarità delle ultime denunce, assenza di precedenti decadenze).

Rateazione fino a 60 mesi (competenza superiore)

Per dilazioni più lunghe, fino a un massimo di 60 rate mensili, la competenza si sposta a livelli superiori. In particolare:

  • Per importi più consistenti o per situazioni complesse, decide il Direttore Regionale INPS
  • Per importi ancora maggiori e per contribuenti in situazioni di crisi documentata, può intervenire il Comitato Amministratore della Gestione di riferimento (Artigiani, Commercianti, Gestione Separata, Lavoratori Dipendenti)
  • Nei casi più gravi e in presenza di particolari condizioni (calamità naturali, eventi straordinari, procedure concorsuali) si può arrivare alla dilazione massima

Per ottenere una dilazione superiore a 24 mesi è necessario presentare una documentazione più articolata: bilanci aggiornati, situazione contabile, business plan di rientro, eventuali certificazioni di crisi (es. accordi di ristrutturazione, concordato preventivo, composizione negoziata della crisi).

Tabella riassuntiva: chi decide e quante rate

Organo competenteNumero massimo rateTipologia di caso
Direttore di Sede INPSFino a 24 rateDifficoltà ordinaria documentata
Direttore Regionale INPSFino a 36 rateImporti rilevanti, crisi documentata
Comitato Amministratore della GestioneFino a 60 rateCrisi grave, eventi eccezionali, procedure concorsuali

Nota importante: i valori e le soglie possono essere aggiornati periodicamente con messaggi INPS. Per la situazione aggiornata alla tua specifica richiesta, ti consigliamo di chiedere conferma al CAF o di consultare la sede INPS competente.

Dilazione cartelle esattoriali INPS: la riforma D.Lgs. 110/2024

Se il tuo debito contributivo è già stato iscritto a ruolo e hai ricevuto una cartella esattoriale o un avviso di addebito INPS, devi rivolgerti ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdE-R). La novità più importante è arrivata con il D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 agosto 2024, che ha riformato in profondità il sistema della riscossione.

Le nuove regole progressive 2025-2029

Il legislatore ha previsto un aumento progressivo del numero massimo di rate concedibili, calibrato in base all’anno di presentazione della domanda. Le nuove regole valgono per qualsiasi tipo di debito iscritto a ruolo, comprese le cartelle INPS.

Dilazione su semplice richiesta (importi fino a 120.000 euro)

Per debiti complessivi fino a 120.000 euro, è sufficiente una dichiarazione di temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria, senza necessità di documentazione. I limiti progressivi sono:

Anno di presentazione domandaRate massime (importi ≤ 120.000 €)
2025 – 2026Fino a 84 rate mensili (7 anni)
2027 – 2028Fino a 96 rate mensili (8 anni)
Dal 1° gennaio 2029Fino a 108 rate mensili (9 anni)

Dilazione con documentazione (situazione comprovata)

Se invece documenti la tua temporanea situazione di difficoltà economico-finanziaria (anche per importi pari o inferiori a 120.000 euro), puoi accedere a piani più lunghi, fino a un massimo di 120 rate mensili (10 anni). Le rate disponibili crescono progressivamente:

  • Anni 2025-2026: da 85 a 120 rate mensili
  • Anni 2027-2028: da 97 a 120 rate mensili
  • Dal 1° gennaio 2029: da 109 a 120 rate mensili

Per importi superiori a 120.000 euro, è sempre obbligatoria la documentazione e il limite è fisso a 120 rate mensili, indipendentemente dall’anno di presentazione della domanda.

Quali documenti servono per la dilazione documentata

I parametri di valutazione della “temporanea situazione di obiettiva difficoltà” sono individuati con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Per imprese e persone giuridiche si guarda generalmente all’indice di liquidità e al rapporto tra debito complessivo e valore della produzione. Per le persone fisiche e le ditte individuali a contabilità semplificata si considera invece l’ISEE del nucleo familiare e il rapporto tra debito e reddito.

Requisiti soggettivi: chi può accedere alla rateazione

Non basta avere un debito contributivo per ottenere automaticamente la dilazione. L’INPS verifica una serie di requisiti soggettivi prima di concedere il piano. Vediamo i principali.

Regolarità delle denunce contributive

Il primo requisito è la regolarità formale delle denunce. In pratica, devi aver presentato correttamente UniEmens (per i datori di lavoro), il modello Redditi/Unico (per artigiani, commercianti e professionisti) e tutte le comunicazioni telematiche obbligatorie. Se hai omesso denunce, l’INPS può chiederti di regolarizzarle prima di concedere il piano di dilazione.

Assenza di precedenti decadenze

Se in passato hai già beneficiato di una dilazione e sei decaduto (cioè non hai pagato regolarmente le rate), l’INPS può rifiutare una nuova domanda o concederla con condizioni più restrittive. La decadenza è infatti un campanello d’allarme per l’Istituto, che valuta con maggior rigore la nuova richiesta.

Situazione di temporanea difficoltà

Bisogna dimostrare (o, per i piccoli importi, dichiarare) di trovarsi in una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria. La parola chiave è “temporanea”: la dilazione non è uno strumento per chi è in stato di insolvenza definitiva, ma per chi ha problemi di cassa contingenti e ha prospettive concrete di rientro.

Limiti per crediti contributivi specifici

Alcuni debiti hanno limiti specifici o esclusioni dalla dilazione amministrativa. Ad esempio, i contributi trattenuti ai dipendenti (quota a carico del lavoratore non versata) hanno regole più severe perché si tratta tecnicamente di somme che il datore di lavoro ha già incassato dal dipendente e dovrebbe versare per suo conto. In questi casi spesso è richiesto il versamento immediato di una quota prima dell’avvio della rateazione.

Calcolo degli interessi di dilazione e importo della rata

Una dilazione non è gratuita: oltre al capitale, devi pagare anche gli interessi di dilazione. Le regole di calcolo cambiano a seconda che ti trovi in fase amministrativa o in fase di riscossione coattiva.

Interessi in fase amministrativa INPS

In fase amministrativa, gli interessi di dilazione sono pari al tasso ufficiale di riferimento BCE maggiorato di 6 punti percentuali, come previsto dall’art. 116 della Legge 388/2000. Si tratta dello stesso tasso applicato alle sanzioni civili ridotte per omissione contributiva. Il tasso può variare nel corso del piano di dilazione perché segue le decisioni della Banca Centrale Europea sui tassi.

Esempio: se il tasso ufficiale BCE è al 3%, gli interessi di dilazione INPS in fase amministrativa saranno pari al 9% annuo.

Interessi in fase di riscossione (AdE-R)

Quando il debito è iscritto a ruolo, sulle somme rateizzate si applicano gli interessi di dilazione previsti dall’art. 21 del DPR 602/1973, attualmente fissati al 4,5% annuo. Questo tasso è generalmente più favorevole rispetto a quello applicato in fase amministrativa, ma attenzione: sui ruoli si pagano anche gli aggi e i compensi di riscossione, che incrementano l’importo finale.

Formula di calcolo della rata mensile

Per calcolare l’importo della rata mensile si usa la formula della rata costante (sistema francese), simile a quella dei mutui bancari:

Rata = C × [i × (1+i)^n] / [(1+i)^n – 1]
dove:
C = capitale (debito iniziale)
i = tasso di interesse mensile (tasso annuo / 12)
n = numero di rate

Nella pratica, sia INPS sia AdE-R mettono a disposizione simulatori online nell’area riservata del proprio portale (con SPID, CIE o CNS), che calcolano automaticamente il piano di ammortamento con le rate effettive.

Come presentare la domanda di dilazione

La procedura per ottenere una dilazione è interamente telematica e cambia a seconda dell’ente competente. Vediamo i due canali.

Domanda di dilazione amministrativa INPS

Per presentare la domanda all’INPS in fase amministrativa devi:

  1. Accedere al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
  2. Cercare il servizio “Rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa”
  3. Selezionare la gestione di riferimento (Artigiani, Commercianti, Gestione Separata, UniEmens, lavoratori domestici, agricoli)
  4. Indicare il numero di rate richieste (fino a 24 per la competenza ordinaria, oltre con motivazione)
  5. Allegare la documentazione richiesta in caso di piani superiori a 24 rate
  6. Confermare l’invio e attendere il provvedimento di accoglimento o diniego

Il piano viene generalmente comunicato entro pochi giorni, con indicazione delle scadenze mensili e degli importi delle rate. Il pagamento avviene con F24 precompilato o con MAV.

Domanda di dilazione per cartelle esattoriali (AdE-R)

Se il debito è già stato iscritto a ruolo e ti è arrivata una cartella o un avviso di addebito, devi rivolgerti ad Agenzia delle Entrate-Riscossione:

  1. Accedi all’area riservata di AdE-R (agenziaentrateriscossione.gov.it) con SPID, CIE o CNS
  2. Seleziona “Rateizza il debito” e individua le cartelle/avvisi da rateizzare
  3. Per importi fino a 120.000 euro: scegli la dilazione “semplice” (sola dichiarazione) o quella “documentata” (con prova della difficoltà)
  4. Per importi superiori a 120.000 euro: solo dilazione documentata
  5. Carica i documenti richiesti (ISEE, bilanci, indici di bilancio)
  6. Conferma la richiesta: il piano è generalmente concesso entro pochi giorni

Una volta accolta la richiesta, il piano viene caricato nell’area riservata. Le rate si pagano con i bollettini PagoPA inviati da AdE-R, oppure con addebito SEPA automatico (consigliato per evitare dimenticanze).

Decadenza dalla rateazione: cosa succede se salti una rata

La decadenza dalla dilazione è una delle situazioni più temute dai contribuenti, perché comporta conseguenze pesanti. Le regole sono diverse tra fase amministrativa INPS e fase di riscossione AdE-R.

Decadenza in fase amministrativa INPS

Si decade dalla dilazione amministrativa INPS quando si omette il pagamento di una sola rata alla scadenza prevista. La conseguenza è l’iscrizione immediata a ruolo dell’intero residuo del debito (capitale + sanzioni + interessi maturati), con perdita del beneficio della rateazione e passaggio al sistema più costoso della riscossione coattiva.

Decadenza nella riscossione AdE-R

Con la riforma del D.Lgs. 110/2024 sono cambiate anche le regole sulla decadenza. Per i piani concessi dall’AdE-R, la decadenza scatta in caso di mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive, durante l’intero piano. Si tratta di una soglia più tollerante rispetto al passato, pensata proprio per dare maggior flessibilità al contribuente che attraversa fasi di difficoltà.

Attenzione: in caso di decadenza dalla rateizzazione AdE-R, le somme residue non possono più essere oggetto di una nuova dilazione, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge (per esempio per i debiti diversi da quelli oggetto del piano decaduto).

Esempi pratici di calcolo della rata

Vediamo ora alcuni esempi numerici per renderti più concreto il funzionamento delle dilazioni.

Esempio 1: artigiano con debito IVS in fase amministrativa

Situazione: Marco, artigiano idraulico di Udine, non ha versato 4 rate fisse della Gestione Artigiani per un totale di 18.000 euro. Riceve un avviso bonario INPS prima dell’iscrizione a ruolo. Chiede una dilazione a 24 mesi al Direttore della sede INPS di Udine.

  • Capitale: 18.000 €
  • Rate: 24 mensili
  • Tasso di riferimento (esempio): 9% annuo (BCE 3% + 6 punti)
  • Rata mensile stimata: circa 822 €
  • Totale rimborsato: circa 19.728 € (interessi di circa 1.728 €)

Esempio 2: srl con cartella esattoriale INPS

Situazione: Bianchi Srl, piccola impresa edile di Tavagnacco (UD), riceve nel 2026 una cartella esattoriale per 95.000 euro di contributi UniEmens non versati. Chiede ad AdE-R una dilazione “su semplice richiesta” (debito sotto 120.000 €) per il massimo consentito: 84 rate.

  • Capitale: 95.000 €
  • Rate: 84 mensili (7 anni)
  • Tasso di interesse di dilazione: 4,5% annuo
  • Rata mensile stimata: circa 1.320 €
  • Totale rimborsato: circa 110.880 €

Esempio 3: professionista Gestione Separata in crisi grave

Situazione: Laura, psicologa libero professionista iscritta alla Gestione Separata, ha accumulato 32.000 euro di contributi non versati negli ultimi 3 anni a causa di una grave malattia. Ottiene, con il supporto del CAF, una dilazione a 60 rate dal Comitato Amministratore della Gestione Separata.

  • Capitale: 32.000 €
  • Rate: 60 mensili (5 anni)
  • Tasso di riferimento (esempio): 9% annuo
  • Rata mensile stimata: circa 664 €
  • Totale rimborsato: circa 39.840 €

Gli esempi sopra sono indicativi e basati su tassi di riferimento ipotetici. Gli importi effettivi delle rate dipendono dal tasso BCE vigente al momento della concessione e dalle modalità di calcolo applicate dall’ente competente.

Consigli pratici e ruolo del CAF

Le dilazioni INPS sono uno strumento utile ma vanno gestite con attenzione. Ecco i consigli che diamo ai nostri clienti del CAF Centro Fiscale di Udine.

Non aspettare l’iscrizione a ruolo

La fase amministrativa INPS è quasi sempre più conveniente della riscossione coattiva, perché evita aggi, compensi di riscossione e le sanzioni piene. Se hai un avviso bonario o un avviso di addebito non ancora notificato come cartella, attivati subito per la dilazione amministrativa prima che il debito venga affidato ad AdE-R.

Calibra il numero di rate

Chiedere il numero massimo di rate sembra sempre la scelta migliore (rata più bassa, più sostenibile), ma comporta maggiori interessi totali. Valuta con attenzione: se hai una rata di 1.000 euro a 24 mesi e una di 600 euro a 60 mesi, nel secondo caso pagherai più interessi sull’intero periodo. Il CAF può aiutarti a fare la simulazione e scegliere l’opzione migliore.

Attiva l’addebito automatico SEPA

Una rata saltata in fase amministrativa INPS comporta la decadenza immediata. Per evitare questo rischio, attiva l’addebito SEPA automatico sul conto corrente: in questo modo le rate vengono prelevate alle scadenze previste senza che tu debba ricordartene. Verifica però sempre che il conto abbia disponibilità sufficiente.

Pianifica i flussi di cassa

Prima di firmare un piano di rateazione, fai una proiezione realistica dei tuoi flussi di cassa per tutta la durata del piano. Includi anche i contributi correnti (continuano a maturare durante la dilazione!) e le imposte. Un piano sostenibile sulla carta ma troppo aggressivo nella pratica porta inevitabilmente a decadenza.

Affidati al CAF per la pratica

La normativa in materia di dilazioni INPS è in continua evoluzione, soprattutto dopo la Riforma della Riscossione 2024-2026. Le competenze interne dell’INPS (Direttore di sede, Direttore Regionale, Comitato Amministratore), la documentazione da produrre per i piani lunghi, il coordinamento con AdE-R per i carichi già iscritti a ruolo richiedono esperienza specifica. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste artigiani, commercianti, professionisti e datori di lavoro di tutto il Friuli Venezia Giulia nella predisposizione delle domande di dilazione, nella scelta del piano più conveniente e nella gestione del rapporto con INPS e Agenzia delle Entrate-Riscossione.

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Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti

Posso chiedere la dilazione anche se non ho ancora ricevuto un avviso di addebito?

Sì, è possibile presentare istanza di rateazione anche su debiti contributivi non ancora oggetto di formale richiesta di pagamento, purché siano scaduti e iscritti nella tua posizione contributiva. Anzi, agire tempestivamente è raccomandato per evitare l’aggravarsi delle sanzioni civili.

Durante la dilazione devo continuare a pagare i contributi correnti?

Assolutamente sì. La dilazione riguarda solo i debiti pregressi indicati nel piano. I contributi correnti (le rate fisse trimestrali per artigiani e commercianti, l’UniEmens mensile per i datori di lavoro, i contributi a percentuale per professionisti) vanno comunque versati alle ordinarie scadenze. Omettere i contributi correnti durante la dilazione genera nuovi debiti e può compromettere il DURC.

La dilazione INPS mi permette di ottenere il DURC regolare?

Sì. Uno dei principali vantaggi della dilazione è il mantenimento del DURC regolare a condizione che paghi regolarmente le rate del piano. Per le imprese che lavorano con la PA o che vogliono usufruire di bonus edilizi e crediti d’imposta, è un requisito essenziale.

Posso estinguere anticipatamente la dilazione?

Sì. In qualsiasi momento puoi versare l’intero importo residuo (capitale + interessi maturati al momento dell’estinzione) e chiudere il piano. L’estinzione anticipata ti fa risparmiare sugli interessi delle rate future.

Se sono in regime forfettario posso rateizzare i contributi INPS Gestione Separata?

Sì, i contributi della Gestione Separata INPS (26,07% nel 2026 per i professionisti senza altra copertura previdenziale, 24% per chi è iscritto ad altre gestioni o pensionati) possono essere rateizzati come qualsiasi altro debito contributivo. Le regole della dilazione amministrativa e di quella sui ruoli sono le stesse.

Cosa succede se decado dalla rateazione?

In caso di decadenza, l’intero residuo del debito (capitale, sanzioni e interessi) diventa immediatamente esigibile. In fase amministrativa, il debito viene iscritto a ruolo e affidato ad AdE-R. In fase di riscossione, partono le procedure esecutive (fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento). Inoltre, di norma non è più possibile chiedere una nuova rateazione sullo stesso debito.

Posso chiedere la dilazione a 60 mesi solo se sono in grave crisi?

In fase amministrativa, le dilazioni più lunghe (fino a 60 rate) sono concesse solo in casi di particolare gravità e richiedono documentazione. In fase di riscossione AdE-R, invece, già nel 2025-2026 puoi chiedere fino a 84 rate su semplice dichiarazione (per importi sotto 120.000 €) e fino a 120 rate con documentazione, senza necessità di essere in crisi grave.

Conclusioni e prossimi passi

Le dilazioni INPS rappresentano un’opportunità concreta per uscire da una situazione di debito contributivo senza compromettere la continuità della propria attività o della propria vita professionale. Con la Riforma della Riscossione 2024-2026 il quadro normativo è oggi più favorevole rispetto al passato, soprattutto per i debiti iscritti a ruolo, dove le rate possono arrivare fino a 84 (su semplice richiesta) o 120 (con documentazione).

Tuttavia, ottenere una dilazione richiede attenzione: documentazione corretta, scelta del numero di rate adeguato ai propri flussi di cassa, gestione puntuale dei pagamenti per evitare decadenze. Affidarsi a un CAF esperto come Centro Fiscale di Udine ti permette di valutare la soluzione migliore per la tua situazione specifica, gestire al meglio la documentazione e mantenere il DURC sempre regolare.

Se hai debiti contributivi INPS e vuoi capire quale dilazione ti conviene davvero, prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri consulenti analizzeranno la tua posizione contributiva, simuleranno i piani di rateazione possibili e ti accompagneranno passo dopo passo nella presentazione della domanda. Chiamaci allo 0432 1638640, scrivici su WhatsApp al 366 6018121 o scrivi a info@centrofiscale.com.

Fonti normative principali: D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110 (Riforma della Riscossione); art. 19 DPR 602/1973 come modificato dal D.Lgs. 110/2024; art. 116 Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (sanzioni civili e interessi di dilazione); Circolare INPS n. 108 del 12 luglio 2013 e successive integrazioni in materia di rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa.

Maggio 22, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 17:44:562026-05-31 17:46:29Dilazioni INPS fino a 60 mesi: le nuove regole per chi ha debiti contributivi
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

Rottamazione-quinquies: le FAQ dell Agenzia delle Entrate-Riscossione (Maggio 2026)

ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

Il 4 maggio 2026, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER) ha pubblicato il proprio Diario Quotidiano con una serie di FAQ ufficiali sulla Rottamazione-quinquies, la definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione introdotta dal Decreto Legislativo n. 19 del 2024 (convertito dalla Legge n. 56/2024). Si tratta di risposte alle domande più frequenti dei contribuenti che hanno aderito o intendono aderire alla procedura, con chiarimenti su scadenze, modalità di pagamento, decadenza e situazioni particolari. In questo articolo analizziamo nel dettaglio ogni FAQ, aggiornando le informazioni in base agli ultimi provvedimenti normativi disponibili al 4 maggio 2026.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è la Rottamazione-quinquies
  2. Chi può aderire: i requisiti
  3. Quali carichi sono ammessi alla definizione agevolata
  4. Scadenze di pagamento: il piano rateale 2026
  5. Decadenza: quando si perde il beneficio
  6. Rimborsi e sgravi: cosa succede ai pagamenti effettuati
  7. Comunicazione ADER: come ricevere il piano di pagamento
  8. Modifica o integrazione della domanda
  9. Situazioni particolari: procedure concorsuali, soggetti deceduti, società
  10. Effetti giuridici della definizione agevolata
  11. Come effettuare i pagamenti
  12. Assistenza del CAF per la Rottamazione-quinquies

Cos’è la Rottamazione-quinquies

La Rottamazione-quinquies — tecnicamente denominata Definizione Agevolata — è la quinta edizione della procedura che consente ai contribuenti di estinguere i debiti iscritti a ruolo versando unicamente il capitale originario e le spese procedurali, con l’abbattimento integrale di sanzioni, interessi di mora e aggi di riscossione. È stata introdotta dall’articolo 19 del Decreto Legislativo n. 19 del 2 marzo 2024 (PNRR-ter), convertito con la Legge n. 56 del 29 aprile 2024.

La misura era originariamente rivolta ai carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Successivamente, il Decreto Legge n. 202 del 27 dicembre 2024 (cosiddetto “Milleproroghe”), convertito con la Legge n. 15 del 21 febbraio 2025, ha esteso la finestra temporale includendo anche i carichi del primo semestre 2025 (dal 1° gennaio al 30 giugno 2025) e ha rimodulato il calendario delle scadenze per le rate successive.

A differenza della Rottamazione-quater (la quarta edizione, prevista dalla Legge n. 197/2022), la Rottamazione-quinquies consente il pagamento dilazionato fino a 54 rate mensili, di importo costante, distribuite nell’arco di 5 anni e mezzo. Questa caratteristica la rende particolarmente accessibile per i contribuenti con debiti consistenti e difficoltà di liquidità.

Chi può aderire: i requisiti

La FAQ ufficiale ADER chiarisce che possono accedere alla Rottamazione-quinquies tutti i soggetti — persone fisiche, persone giuridiche, imprenditori individuali, enti non commerciali — che abbiano carichi affidati all’Agente della Riscossione nei periodi ammessi, indipendentemente dalla natura del debito (tributaria, contributiva, etc.).

Non occorre alcun requisito reddituale, né un limite massimo di debito da definire. In particolare, possono aderire anche i contribuenti che:

  • Hanno già usufruito di precedenti rottamazioni (Rottamazione-quater, ter, bis) ed erano decaduti per mancato pagamento di una rata
  • Si trovano in procedura concorsuale (fallimento, concordato, liquidazione giudiziale), a condizione che il curatore/commissario autorizzi la domanda
  • Sono debitori di contributi previdenziali (INPS, casse professionali) iscritti a ruolo
  • Hanno debiti verso enti locali che abbiano affidato la riscossione ad ADER
  • Sono soggetti con carichi parzialmente già pagati grazie a precedenti misure

Attenzione: non tutti i tributi sono definibili. L’ADER ha precisato nelle FAQ che sono esclusi dalla definizione agevolata i carichi relativi a:

  • Risorse proprie tradizionali dell’Unione Europea (dazi doganali)
  • IVA all’importazione
  • Somme dovute a seguito di sentenze di condanna della Corte dei Conti
  • Sanzioni pecuniarie penali
  • Debiti di natura non tributaria già oggetto di rateizzazione attiva con il creditore originario

Quali carichi sono ammessi alla definizione agevolata

Una delle FAQ più richieste riguarda l’identificazione dei carichi ammissibili. L’ADER chiarisce che rientrano nella Rottamazione-quinquies:

  • Carichi originari (2000-2023): tutti i debiti affidati ad ADER dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023
  • Carichi del primo semestre 2025 (estensione Milleproroghe): debiti affidati dal 1° gennaio 2025 al 30 giugno 2025, inclusi nella finestra grazie alla Legge n. 15/2025
  • Carichi in rateizzazione attiva: anche i piani di rateizzazione concessi da ADER possono essere “riversati” nella definizione agevolata
  • Carichi sospesi per ricorso: i debiti oggetto di contenzioso tributario possono rientrare, con conseguente rinuncia al ricorso
  • Carichi con accertamento esecutivo: le somme derivanti da accertamenti divenuti definitivi

Per verificare quali carichi specifici sono presenti nella propria posizione debitoria, il contribuente può accedere al portale ADER (ader.gov.it) nell’area “La mia cartella”, utilizzando le credenziali SPID, CIE o CNS. In alternativa, può rivolgersi agli sportelli ADER prenotando un appuntamento oppure richiedere supporto al proprio CAF o patronato di riferimento.

Scadenze di pagamento: il piano rateale 2026

Le scadenze di pagamento della Rottamazione-quinquies rappresentano il punto centrale delle FAQ ADER. Il piano rateale, ricordiamo, può prevedere un versamento unico oppure fino a 54 rate mensili. Di seguito le date chiave aggiornate al 4 maggio 2026, tenendo conto delle proroghe intervenute:

RataScadenza originariaNote / Proroghe
1ª rata (o pagamento unico)31 luglio 2025Prorogata al 30 settembre 2025 per i carichi originari 2000-2023
2ª rata30 novembre 2025Confermata; tolleranza 5 giorni lavorativi
3ª rata28 febbraio 2026Confermata; in scadenza
4ª rata31 maggio 2026Prossima scadenza
5ª rata31 luglio 2026–
6ª rata30 novembre 2026–
Dalla 7ª alla 54ª rataMensili fino a luglio 2030Importo costante, calcolato su quota capitale residua

Tolleranza di 5 giorni: la normativa prevede che il pagamento effettuato entro cinque giorni lavorativi successivi alla scadenza sia comunque considerato tempestivo ai fini della definizione agevolata. Questa tolleranza è applicata automaticamente da ADER, senza necessità di comunicazioni da parte del contribuente.

Per i carichi del primo semestre 2025 (estensione Milleproroghe), le scadenze del piano rateale decorrono da una data successiva, che ADER comunica nella lettera con il piano di pagamento personalizzato. Il contribuente che ha aderito alla quinquies per questi carichi deve prestare attenzione alla corrispondenza ADER e verificare le date sulla propria area personale di ader.gov.it.

Ricorda che puoi consultare il nostro articolo dettagliato sullo scadenzario ADER 2026 per un quadro completo di tutte le date.

Decadenza: quando si perde il beneficio

La decadenza dalla Rottamazione-quinquies è uno degli argomenti più delicati e tra le FAQ più frequenti ricevute dall’ADER. La perdita del beneficio si verifica quando il contribuente:

  • Non paga una rata entro i 5 giorni lavorativi di tolleranza successivi alla scadenza
  • Paga in misura insufficiente rispetto all’importo dovuto (anche un centesimo in meno determina la decadenza)
  • Effettua il pagamento con strumenti non ammessi (ad esempio, con un bollettino intestato a un’altra pratica)

In caso di decadenza, la definizione agevolata è definitivamente perduta per tutti i carichi inclusi nella domanda. Non è possibile readerire alla stessa misura. Le somme già versate sono acquisite dal Fisco a titolo di acconto sul debito originario complessivo (comprensivo di sanzioni, interessi e aggi), che torna ad essere esigibile per intero. L’ADER riprende le attività di riscossione coattiva.

Una FAQ specifica dell’ADER chiarisce che la decadenza è selettiva per cartella: se il contribuente ha incluso più cartelle nella domanda e risulta inadempiente solo su alcune, la decadenza colpisce unicamente i carichi interessati da quella specifica inadempienza, non l’intera definizione agevolata. Questa interpretazione, tuttavia, va verificata caso per caso con la documentazione ufficiale ADER.

Per approfondire cosa succede dopo la domanda e i rischi di decadenza, leggi il nostro articolo: Rottamazione-quinquies: cosa succede dopo la domanda.

Rimborsi e sgravi: cosa succede ai pagamenti effettuati

Tra le FAQ ADER più frequenti figurano quelle sui rimborsi. La normativa prevede due scenari:

Scenario 1 – Contribuente che ha già pagato parzialmente il debito. Se prima dell’adesione alla Rottamazione-quinquies il contribuente aveva già versato somme a titolo di sanzioni, interessi o aggi (ovvero le componenti “condonate” dalla definizione agevolata), queste somme non vengono rimborsate. Vengono però computate a riduzione del debito residuo da pagare in sede di definizione agevolata.

Scenario 2 – Contribuente che ha versato più del dovuto. Se il contribuente dimostra di aver pagato in eccesso rispetto al debito “rottamato” (ossia al solo capitale e spese procedurali), ha diritto a un rimborso della differenza. La richiesta va presentata all’ADER con la documentazione attestante i pagamenti effettuati.

Le FAQ chiariscono anche che i pagamenti effettuati in precedenza a titolo di rateizzazione ordinaria (piani di rateizzazione ex art. 19 DPR 602/1973) sono integralmente considerati ai fini del calcolo del debito residuo, anche se si trattava di pagamenti misti (quota capitale + quota interessi). In pratica, si ricalcola l’intero debito originario e si sottrae quanto già versato complessivamente.

Sgravi e annullamenti

Un’altra FAQ riguarda il caso in cui il debito originario venga sgravato o annullato parzialmente dall’ente creditore (ad esempio, il Comune annulla parte delle sanzioni per un errore nell’avviso di accertamento) dopo l’adesione alla rottamazione. In questo caso, l’ADER aggiorna il piano di pagamento personalizzato, rideterminando le rate in modo proporzionale. Il contribuente riceve comunicazione della variazione.

Comunicazione ADER: come ricevere il piano di pagamento

L’ADER invia a ogni contribuente che ha presentato domanda di adesione una comunicazione personalizzata contenente:

  • L’accoglimento o il rigetto della domanda (con motivazione in caso di rigetto)
  • L’importo complessivo da pagare (capitale + spese, al netto di sanzioni e interessi condonate)
  • Il numero e l’importo delle rate, con le relative scadenze
  • I bollettini di pagamento precompilati (o le istruzioni per scaricarli dall’area personale)
  • Il codice identificativo della pratica da utilizzare per qualsiasi comunicazione successiva

La comunicazione viene inviata:

  • Via posta elettronica certificata (PEC) per i soggetti che dispongono di un indirizzo PEC registrato
  • Via posta ordinaria raccomandata per le persone fisiche senza PEC
  • Tramite area personale del portale ader.gov.it (sempre disponibile online)

La FAQ ADER del 4 maggio 2026 precisa che in caso di mancata ricezione della comunicazione, il contribuente può verificare lo stato della propria domanda direttamente nell’area riservata di ader.gov.it, accedendo con SPID, CIE o CNS. In caso di problemi tecnici, è possibile contattare il numero verde 060101 oppure recarsi fisicamente presso gli sportelli ADER.

Modifica o integrazione della domanda

Una delle FAQ più dibattute riguarda la possibilità di modificare la domanda di adesione alla Rottamazione-quinquies dopo averla presentata. L’ADER chiarisce che:

  • Non è possibile ritirare la domanda una volta presentata: la rinuncia implicita avviene solo attraverso il mancato pagamento della prima rata (con conseguente decadenza)
  • Non è possibile aggiungere nuovi carichi alla domanda presentata, a meno che non vi sia una riapertura dei termini normativa
  • Non è possibile ridurre il numero di carichi inclusi nella domanda: se un carico è stato inserito, rimane incluso nella definizione agevolata
  • È possibile integrare la domanda se si individuano ulteriori carichi ammissibili che non erano stati inizialmente inclusi, ma solo nel caso in cui i termini di presentazione siano ancora aperti o vi sia stata una riapertura

Per i contribuenti che si accorgono di aver omesso carichi dalla propria domanda, l’ADER suggerisce di verificare nell’area personale se esistono ulteriori cartelle non incluse. In caso di nuovi carichi affidati successivamente alla domanda iniziale, questi potranno essere oggetto di una nuova istanza (se e quando la normativa preveda ulteriori finestre di adesione).

Situazioni particolari: procedure concorsuali, soggetti deceduti, società

Il Diario Quotidiano ADER del 4 maggio 2026 dedica ampio spazio alle situazioni particolari che i contribuenti si trovano ad affrontare. Ecco i principali chiarimenti:

Procedure concorsuali (fallimento, liquidazione giudiziale)

Le imprese in fallimento o liquidazione giudiziale possono aderire alla Rottamazione-quinquies, ma la domanda deve essere presentata dal curatore fallimentare o dal commissario liquidatore, previa autorizzazione del giudice delegato o del comitato dei creditori (a seconda della fase procedurale). L’ADER accetta la domanda subordinatamente alla produzione del provvedimento autorizzativo. In caso di concordato preventivo, la facoltà di aderire è generalmente riconosciuta nell’ambito del piano concordatario.

Soggetti deceduti

Se il titolare del debito è deceduto dopo aver presentato domanda, gli eredi subentrano nel piano di pagamento. Se invece il titolare è deceduto prima di presentare domanda, spetta agli eredi presentare l’istanza di adesione, allegando la documentazione comprovante la qualità di erede (dichiarazione di successione, atto di notorietà, etc.). La dichiarazione di successione è lo strumento chiave in questi casi; per supporto, il CAF Centro Fiscale offre assistenza per la dichiarazione di successione.

Società estinte e soggetti non più esistenti

Per le società cancellate dal Registro delle Imprese, i soci (nelle società di persone) o gli ex amministratori (nelle società di capitali, entro i limiti della responsabilità patrimoniale prevista dall’art. 2495 c.c.) possono presentare la domanda. L’ADER esamina le domande caso per caso, tenendo conto della struttura societaria e dei provvedimenti di cancellazione.

Contribuenti con debitoria mista (carichi ammissibili e non ammissibili)

Quando un contribuente ha sia carichi ammissibili alla definizione agevolata sia carichi non ammissibili (ad esempio, dazi doganali o sanzioni penali), la domanda di adesione riguarderà esclusivamente i carichi ammissibili. I carichi non ammissibili rimangono soggetti alle ordinarie procedure di riscossione. L’ADER nella propria comunicazione personalizzata separerà chiaramente i due gruppi.

Effetti giuridici della definizione agevolata

La normativa sulla Rottamazione-quinquies produce importanti effetti giuridici sin dal momento della presentazione della domanda, anche prima che il contribuente abbia effettuato alcun pagamento. Le FAQ ADER del 4 maggio 2026 chiariscono questi aspetti con precisione.

Sospensione delle procedure esecutive

A seguito della presentazione della domanda di definizione agevolata:

  • Sono sospese le procedure esecutive (pignoramenti, fermi amministrativi) già avviate su carichi inclusi nella domanda
  • Non possono essere avviate nuove procedure cautelari ed esecutive sui medesimi carichi
  • I fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti rimangono in essere fino al completamento del pagamento, ma non possono essere eseguiti ulteriori atti esecutivi
  • Viene sospesa anche l’iscrizione a ruolo di eventuali ulteriori carichi correlati ai periodi ammessi

Questi effetti sono automatici e non richiedono alcuna comunicazione del contribuente al creditore o al giudice (in caso di procedimenti pendenti).

Contenzioso tributario e rinuncia al ricorso

Se il contribuente ha in corso un ricorso tributario relativo ai carichi inclusi nella domanda di rottamazione, l’adesione alla definizione agevolata comporta la rinuncia implicita al ricorso. Il contribuente deve comunicare al giudice tributario (CTP/CGT di primo e secondo grado) la rinuncia al ricorso, con conseguente estinzione del giudizio. Le spese processuali rimangono a carico del contribuente rinunciante, salvo diverso accordo con l’Amministrazione.

È importante valutare attentamente la convenienza della rinuncia al ricorso prima di aderire alla rottamazione, soprattutto se le probabilità di successo del ricorso sono elevate. In questi casi è utile consultare un esperto fiscale o il proprio CAF per una valutazione complessiva della propria situazione tributaria.

Effetti sull’ISEE e sulle certificazioni fiscali

Una FAQ molto pratica riguarda gli effetti della rottamazione sull’ISEE. I debiti inclusi nella Rottamazione-quinquies non incidono negativamente sull’ISEE una volta presentata la domanda di adesione, poiché vengono “congelati” in attesa del pagamento. Tuttavia, in caso di decadenza, il debito torna ad essere computato pienamente. Per ottenere il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) o altre certificazioni di regolarità fiscale, è necessario essere in regola con i pagamenti della definizione agevolata: la sola presentazione della domanda non è sufficiente se ci sono rate scadute non pagate.

Come effettuare i pagamenti

Le FAQ ADER chiariscono che i pagamenti della Rottamazione-quinquies possono essere effettuati attraverso diversi canali, tutti indicati nel piano di pagamento personalizzato inviato dall’ADER:

  • Portale ader.gov.it: area personale, pagamento con carta di credito/debito o bonifico bancario
  • App ADER: disponibile su iOS e Android, con pagamento tramite pagoPA
  • Sportelli bancari e uffici postali: presentando i bollettini RAV precompilati
  • Tabaccherie e ricevitorie abilitate al servizio pagoPA
  • Home banking: utilizzando il codice RAV fornito da ADER
  • Sportelli ADER: fisicamente presso le sedi territoriali, previo appuntamento

Attenzione al codice RAV: ogni bollettino di pagamento ha un codice RAV univoco collegato alla specifica rata e al contribuente. È fondamentale utilizzare il bollettino corretto per ogni rata: il pagamento con un bollettino errato (ad esempio, di una rata già pagata o di un’altra pratica) potrebbe non essere correttamente imputato, con rischio di decadenza. In caso di dubbio, verificare sempre sull’area personale di ader.gov.it prima di effettuare il pagamento.

Per la 4ª rata in scadenza il 31 maggio 2026, ricordiamo che la tolleranza di 5 giorni lavorativi porta la scadenza effettiva al 5 giugno 2026 (tenendo conto dei giorni lavorativi). Consigliamo di non attendere l’ultimo momento utile, soprattutto per chi utilizza il portale bancario, dove potrebbero verificarsi ritardi tecnici.

Assistenza del CAF per la Rottamazione-quinquies

La Rottamazione-quinquies è una misura potenzialmente vantaggiosa per milioni di contribuenti italiani, ma richiede attenzione nella verifica dei carichi, nella comprensione del piano di pagamento e nel rispetto delle scadenze. Un singolo errore — come il pagamento di un centesimo in meno o l’uso del bollettino sbagliato — può comportare la decadenza definitiva dal beneficio, con il ripristino dell’intero debito originario.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

  • Verifica della posizione debitoria ADER e identificazione dei carichi ammissibili
  • Calcolo del risparmio effettivo derivante dalla definizione agevolata rispetto al debito complessivo
  • Controllo del piano di pagamento ricevuto dall’ADER
  • Supporto nella presentazione di nuove domande in caso di riapertura dei termini
  • Assistenza per le situazioni particolari (eredi, procedure concorsuali, contenzioso tributario)
  • Consulenza integrata con la dichiarazione dei redditi e il regime fiscale complessivo

Contatta il nostro CAF per una consulenza personalizzata. Siamo a Udine, in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, e puoi raggiungerci anche via WhatsApp al 366 6018121 o per telefono al 0432 1638640.

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Domande Frequenti sulla Rottamazione-quinquies

Posso ancora aderire alla Rottamazione-quinquies nel 2026?

La finestra originaria di adesione alla Rottamazione-quinquies si e chiusa il 30 aprile 2025. Salvo riaperture dei termini previste da nuovi provvedimenti normativi, attualmente non e possibile presentare nuove domande. Chi ha gia aderito e regolare con i pagamenti puo continuare a beneficiare della definizione agevolata.

Cosa succede se salto una rata della Rottamazione-quinquies?

Se non paghi una rata entro i 5 giorni lavorativi successivi alla scadenza, o se paghi un importo inferiore al dovuto anche di un solo centesimo, perdi definitivamente il beneficio della definizione agevolata per tutti i carichi inclusi in quella domanda. Il debito originario torna esigibile per intero, comprensivo di sanzioni, interessi e aggi, e ADER riprende le attivita di riscossione coattiva.

Quanto risparmio con la Rottamazione-quinquies rispetto al debito originale?

Il risparmio varia in base alla composizione del debito. In media, le sanzioni rappresentano il 30% del debito complessivo e gli interessi di mora un ulteriore 15-20%. Il risparmio totale puo dunque oscillare tra il 30% e il 50% del debito iscritto a ruolo, con punte piu elevate per i debiti piu datati (dove gli interessi accumulati nel tempo sono maggiori). Per un calcolo preciso, e necessario analizzare le singole cartelle.

Il fermo auto viene tolto con la Rottamazione-quinquies?

Il fermo amministrativo sul veicolo viene sospeso automaticamente dalla presentazione della domanda, ma viene cancellato definitivamente solo a pagamento completato (unica soluzione o ultima rata). Durante il piano di pagamento, il contribuente puo circolare con il veicolo nonostante il fermo non sia ancora formalmente cancellato, previo rilascio di specifica autorizzazione ADER. E consigliabile richiedere questa autorizzazione se si necessita di utilizzare il veicolo durante il periodo di pagamento rateale.

Posso chiedere assistenza al CAF per la Rottamazione-quinquies?

Si, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza per la verifica della posizione debitoria ADER, il controllo del piano di pagamento e la valutazione della convenienza della definizione agevolata. Puoi contattarci via WhatsApp al 366 6018121, per telefono al 0432 1638640 o recandoti di persona in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.


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    NOTIZIE

    Rottamazione quater, rata in scadenza il 31 maggio: pagamento posticipato a giugno

    ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

    I contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater devono tenere a mente una data importante: il 31 maggio 2026 scade la prossima rata della rateazione decennale. Si tratta della dodicesima rata complessiva per chi ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023 (legge 197/2022) e ha optato per il piano di pagamento dilazionato fino al 2027. La buona notizia per chi si trova in difficoltà o ha dimenticato la scadenza arriva direttamente dalla normativa: grazie ai 5 giorni di tolleranza previsti dall articolo 3, comma 14-bis del D.L. 119/2018, il versamento può essere effettuato senza decadenza entro il 5 giugno 2026, posticipando di fatto la scadenza operativa al primo giorno utile della settimana successiva.

    In questa guida completa analizziamo nel dettaglio cosa cambia per i contribuenti, come calcolare correttamente l importo della rata, quali sono i canali di pagamento disponibili, cosa succede in caso di ritardo e come funziona la riammissione alla rottamazione quater introdotta dal decreto Milleproroghe 2025 (D.L. 202/2024 convertito in legge 15/2025). Vedremo anche le differenze tra la rottamazione quater e la nuova rottamazione quinquies introdotta nel 2026, per orientarsi tra le diverse misure di pace fiscale ancora attive.

    Indice dei contenuti

    1. Scadenza del 31 maggio: cosa cambia con il posticipo a giugno
    2. I 5 giorni di tolleranza: la normativa che salva il contribuente
    3. Calendario completo delle rate 2026 della rottamazione quater
    4. Chi deve pagare la rata in scadenza il 31 maggio 2026
    5. Come pagare: modello F24, PagoPA e canali digitali
    6. Decadenza dalla rottamazione: cosa rischia chi non paga
    7. Riammessi alla rottamazione quater: il quadro post Milleproroghe
    8. Esempio pratico: come calcolare l importo della rata
    9. Cosa fare in caso di difficoltà nel pagamento
    10. Rottamazione quater e quinquies: le differenze fondamentali
    11. Il ruolo del CAF nell assistenza alla rateazione
    12. FAQ sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026

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    Scadenza del 31 maggio: cosa cambia con il posticipo a giugno

    La rata della rottamazione quater in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta una delle scadenze più importanti dell anno per chi ha aderito alla definizione agevolata 2023 introdotta dalla legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023). Si tratta di un appuntamento ricorrente per i contribuenti che hanno scelto il piano massimo di rateazione, articolato in 18 rate distribuite dal 2023 al 2027 secondo lo schema previsto dalla norma.

    Il punto centrale di questa scadenza riguarda la scivolata operativa al mese di giugno. Tecnicamente la rata scade il 31 maggio, ma per due ragioni concorrenti il pagamento effettivo può essere posticipato senza alcuna penalità al primo giorno utile di giugno:

    • I 5 giorni di tolleranza previsti dall articolo 3, comma 14-bis del decreto-legge 119/2018, convertito in legge 136/2018, che si applicano a tutte le rate delle definizioni agevolate
    • La possibile coincidenza del quinto giorno con un giorno festivo o prefestivo, che fa scivolare ulteriormente il termine al primo giorno feriale successivo

    Nel concreto, il 31 maggio 2026 cade di domenica. Questa circostanza, di per sé, già sposta il termine ordinario al 1° giugno (lunedì). Considerando poi i 5 giorni di tolleranza, il termine effettivo entro cui versare senza decadere dal beneficio si attesta al 5 giugno 2026. Si tratta di una previsione strutturale del meccanismo della rottamazione, non di una proroga eccezionale: il legislatore ha voluto riconoscere uno spazio di flessibilità per evitare che ritardi minimi facciano perdere ai contribuenti il beneficio dell agevolazione.

    Una scadenza che riguarda milioni di contribuenti

    Secondo i dati pubblicati da Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER), le domande di adesione alla rottamazione quater hanno coinvolto una platea molto ampia di contribuenti, una larga parte dei quali ha optato per il piano di rateazione massima. La scadenza di maggio 2026 riguarda quindi una platea molto ampia, composta da:

    • Contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater entro il 30 giugno 2023
    • Soggetti che hanno presentato la domanda integrativa entro il 30 settembre 2023 per ulteriori carichi
    • Decaduti riammessi grazie alla riapertura introdotta dal decreto Milleproroghe 2025

    I 5 giorni di tolleranza: la normativa che salva il contribuente

    La regola dei 5 giorni di tolleranza è uno degli elementi più importanti da conoscere per chi ha aderito alla rottamazione quater. Si tratta di una previsione normativa strutturale, non di una concessione discrezionale: il termine entro cui pagare per non perdere il beneficio è quello ordinario aumentato di 5 giorni.

    La base normativa

    Il riferimento è l articolo 3, comma 14-bis del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136. La norma stabilisce che il mancato, insufficiente o tardivo versamento, alle relative scadenze, dell unica rata o di una di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento, determina la decadenza dai benefici della definizione agevolata se superiore a cinque giorni.

    In parole semplici: pagare entro il quinto giorno successivo alla scadenza ordinaria è come pagare il giorno stesso. Non si tratta quindi di una proroga o di un favore, ma di una franchigia legale che il legislatore ha inserito per evitare effetti decadenziali sproporzionati rispetto a ritardi minimi.

    Come si calcolano i 5 giorni

    Il calcolo dei 5 giorni segue le regole generali del computo dei termini di diritto civile (art. 2963 del codice civile): si conta a partire dal giorno successivo a quello della scadenza ordinaria. Se il quinto giorno cade in un giorno festivo o di sabato/domenica, il termine slitta automaticamente al primo giorno feriale successivo.

    Ad esempio, per la scadenza del 31 maggio 2026 (domenica) il calcolo è il seguente:

    • Scadenza ordinaria: domenica 31 maggio 2026
    • Conteggio 5 giorni di tolleranza a partire dalla scadenza: dal 1° al 5 giugno 2026
    • Termine ultimo per pagare senza decadenza: venerdì 5 giugno 2026 (giorno feriale, nessun ulteriore slittamento)

    La prassi consolidata di Agenzia delle Entrate-Riscossione è di computare i 5 giorni a partire dal giorno stesso della scadenza nominale; qualora il quinto giorno cadesse di sabato, domenica o festivo, il termine slitterebbe ulteriormente al primo giorno feriale successivo. Nel caso della rata del 31 maggio 2026 il quinto giorno cade di venerdì, quindi il termine resta fissato al 5 giugno.

    Attenzione: la lettura prudenziale che AdER suggerisce ai contribuenti è di considerare la scadenza del 31 maggio come termine ordinario, ricorrendo alla tolleranza solo in caso di reale necessità. Programmare il pagamento già in scadenza tolleranza, infatti, espone a rischi operativi (errori bancari, ritardi di sportello) che possono determinare la perdita irreversibile dell agevolazione.

    Calendario completo delle rate 2026 della rottamazione quater

    Per chi ha aderito al piano massimo di rateazione previsto dalla rottamazione quater, il 2026 prevede quattro rate trimestrali, secondo lo schema stabilito dall articolo 1, comma 232 della legge 197/2022. Ecco il calendario completo:

    Numero rataScadenza ordinariaTermine con tolleranzaNote
    Rata 11 (di 18)28 febbraio 20269 marzo 2026 (lunedì)Slitta per festività e tolleranza
    Rata 12 (di 18)31 maggio 20265 giugno 2026 (venerdì)Slitta per domenica + tolleranza
    Rata 13 (di 18)31 luglio 20265 agosto 2026 (mercoledì)Tolleranza 5 giorni
    Rata 14 (di 18)30 novembre 20267 dicembre 2026 (lunedì)Slitta per domenica + tolleranza

    Schema generale del piano fino al 2027

    Il piano di rateazione completo della rottamazione quater prevede 18 rate distribuite secondo lo schema seguente:

    • 2023: 2 rate (31 ottobre e 30 novembre)
    • 2024-2027: 4 rate annuali (28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio, 30 novembre)

    La rata di maggio 2026 rappresenta dunque la dodicesima delle 18 rate complessive e segna il superamento dei due terzi del percorso di pagamento dilazionato. Per chi sta rispettando il piano, ogni rata pagata regolarmente consolida l agevolazione fiscale ottenuta con la rottamazione, eliminando definitivamente sanzioni e interessi di mora.

    Chi deve pagare la rata in scadenza il 31 maggio 2026

    La rata in scadenza il 31 maggio 2026 riguarda tutti i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater entro i termini stabiliti e hanno optato per il piano di rateazione massima. Vediamo nel dettaglio le diverse categorie interessate.

    Aderenti originari della rottamazione quater

    Sono i contribuenti che hanno presentato domanda di adesione entro il termine originario del 30 giugno 2023, successivamente prorogato per i ritardatari. Per questa categoria la rata di maggio 2026 rappresenta la prosecuzione regolare del piano scelto al momento dell adesione.

    Aderenti tramite domanda integrativa

    Una circostanza meno nota riguarda chi ha presentato una domanda integrativa entro il 30 settembre 2023 per includere ulteriori carichi nella rottamazione quater. Anche per questi soggetti la rata di maggio 2026 corrisponde a una scadenza ordinaria del piano di pagamento.

    Decaduti riammessi dal decreto Milleproroghe 2025

    La novità più rilevante riguarda i contribuenti riammessi alla rottamazione quater grazie al decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202 (decreto Milleproroghe), convertito in legge 21 febbraio 2025, n. 15. La norma ha previsto la possibilità per i contribuenti decaduti al 31 dicembre 2024 di rientrare nel piano, presentando apposita istanza entro il 30 aprile 2025.

    I riammessi seguono un piano di pagamento ad hoc che può prevedere il versamento integrale entro il 31 luglio 2025 oppure in 10 rate di pari importo con scadenze a partire dal 31 luglio 2025. Per chi ha aderito al piano rateale, la rata di maggio 2026 rientra in questo nuovo calendario.

    Come pagare: modello F24, PagoPA e canali digitali

    Per il versamento della rata della rottamazione quater i contribuenti hanno a disposizione diversi canali di pagamento. La scelta del canale dipende dalle preferenze personali, dalla disponibilità di strumenti digitali e dall importo da versare.

    Modello F24 con bollettini precompilati

    Il canale tradizionale è rappresentato dai bollettini precompilati inviati dall Agenzia delle Entrate-Riscossione al momento dell adesione. I bollettini riportano:

    • L importo esatto della rata
    • I codici tributo specifici per la definizione agevolata
    • La scadenza di ogni singola rata
    • I dati identificativi del contribuente e della pratica

    I bollettini possono essere utilizzati per il pagamento presso banche, uffici postali, sportelli bancomat abilitati, ricevitorie convenzionate (Sisal, Lottomatica) e tabaccai che offrono servizi di pagamento.

    Pagamento online tramite area riservata AdER

    Sul sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione (agenziaentrateriscossione.gov.it) è possibile accedere all area riservata con SPID, CIE o CNS per visualizzare il piano di pagamento, scaricare i bollettini, monitorare i versamenti effettuati e pagare direttamente online con carta di credito, bonifico online o addebito su conto corrente tramite il circuito PagoPA.

    App EquiClick e canali mobile

    L Agenzia delle Entrate-Riscossione ha sviluppato anche un app mobile che consente di gestire i pagamenti delle rate da smartphone, ricevere notifiche sulle scadenze e visualizzare lo stato del piano in modo immediato. Questi canali digitali sono particolarmente utili per chi viaggia o per chi vuole avere sempre sotto controllo la propria situazione.

    Domiciliazione bancaria

    Una soluzione molto comoda per non rischiare di dimenticare le scadenze è l attivazione della domiciliazione bancaria tramite il modulo SDD (Sepa Direct Debit). Una volta attivato, il pagamento avviene automaticamente alla scadenza, senza necessità di intervento da parte del contribuente. La richiesta di domiciliazione deve essere effettuata almeno 30 giorni prima della scadenza della rata per essere operativa.

    Decadenza dalla rottamazione: cosa rischia chi non paga

    Il mancato pagamento della rata di maggio 2026 entro il termine di tolleranza del 5 giugno 2026 comporta conseguenze gravi e irreversibili per il contribuente. La normativa è chiara: la decadenza dalla rottamazione quater è automatica e produce effetti molto pesanti.

    Effetti immediati della decadenza

    Quando un contribuente decade dalla rottamazione, si verificano i seguenti effetti automatici:

    • Riemerge il debito originario comprensivo di sanzioni e interessi di mora, che la rottamazione aveva eliminato o ridotto
    • Le somme già versate vengono considerate a titolo di acconto e vengono scomputate dal debito complessivo
    • Riprendono le procedure di riscossione coattiva (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche)
    • Non si può più rateizzare il debito residuo con la dilazione ordinaria di AdER (art. 19 D.P.R. 602/1973), salvo eccezioni

    Cosa significa nella pratica

    Immaginiamo un contribuente che ha aderito alla rottamazione quater per un debito originario di 30.000 euro, ridotto a 18.000 euro grazie alla cancellazione di sanzioni e interessi. Ha già pagato 5 rate per un totale di 5.000 euro. Se non paga la rata di maggio 2026 entro il 5 giugno, la situazione cambia drasticamente:

    • Il debito torna a 30.000 euro (importo originario)
    • Vengono scomputati i 5.000 euro già versati
    • Restano dovuti 25.000 euro
    • Su questa somma riprendono a maturare interessi di mora
    • AdER può avviare immediatamente le azioni di recupero coattivo

    Possibilità di rateizzazione ordinaria post-decadenza

    Una volta decaduto dalla rottamazione, il contribuente può comunque richiedere la rateizzazione ordinaria ad AdER per il debito riemerso. La dilazione ordinaria può arrivare fino a 84 rate mensili (84 mesi = 7 anni) per debiti fino a 120.000 euro, o fino a 120 rate per importi superiori, secondo le regole vigenti nel 2026 introdotte dal D.Lgs. 110/2024 in attuazione della riforma fiscale.

    Tuttavia, va sottolineato che la rateizzazione ordinaria non comporta lo sconto su sanzioni e interessi previsto dalla rottamazione. Il contribuente paga l importo pieno con interessi di dilazione, perdendo definitivamente il beneficio fiscale ottenuto con la pace fiscale 2023.

    Riammessi alla rottamazione quater: il quadro post Milleproroghe

    Il decreto Milleproroghe 2025 (D.L. 202/2024 convertito in legge 15/2025) ha introdotto una novità di grande rilievo per i contribuenti che erano decaduti dalla rottamazione quater: la riapertura dei termini per la riammissione al piano.

    Chi può riammettersi

    Il decreto ha consentito la riammissione ai contribuenti che, al 31 dicembre 2024, erano decaduti dai benefici della rottamazione quater per il mancato, insufficiente o tardivo versamento di una o più rate. La riammissione doveva essere richiesta presentando apposita istanza entro il 30 aprile 2025 tramite i canali telematici di Agenzia delle Entrate-Riscossione.

    Modalità di pagamento per i riammessi

    I contribuenti riammessi hanno potuto scegliere tra due modalità di pagamento:

    • Pagamento in unica soluzione entro il 31 luglio 2025
    • Pagamento dilazionato in un massimo di 10 rate di pari importo con le seguenti scadenze: 31 luglio e 30 novembre 2025; 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre 2026; 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre 2027

    Per i riammessi che hanno scelto il piano in 10 rate, la rata in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta la quarta delle 10 rate complessive. Anche a questa categoria si applicano regolarmente i 5 giorni di tolleranza, con possibilità di versare entro il 5 giugno 2026.

    Importanza di non perdere la seconda chance

    Per i riammessi la rata di maggio 2026 assume un significato particolare: si tratta della seconda opportunità concessa dal legislatore per beneficiare della rottamazione. Una nuova decadenza preclude definitivamente l accesso alla rottamazione quater e impone il pagamento integrale del debito secondo le procedure ordinarie. Per questo motivo è fondamentale rispettare le scadenze e, in caso di difficoltà, valutare per tempo le alternative disponibili con il supporto di un consulente fiscale o di un CAF.

    Esempio pratico: come calcolare l importo della rata

    Per comprendere meglio come funziona il piano di pagamento della rottamazione quater, vediamo un esempio pratico con numeri concreti.

    Il caso di Marco, artigiano di Udine

    Marco è un artigiano friulano con sede a Udine. Nel 2023 aveva accumulato debiti con il fisco per un totale di 40.000 euro di cartelle esattoriali, così composti:

    • Tributo iscritto a ruolo: 25.000 euro
    • Sanzioni: 10.000 euro
    • Interessi di mora: 4.500 euro
    • Aggio della riscossione: 500 euro

    Aderendo alla rottamazione quater, Marco ha potuto beneficiare della cancellazione integrale di sanzioni, interessi di mora e aggio. L importo da versare si è quindi ridotto al solo tributo, più le spese esecutive e di notifica delle cartelle (di solito poche decine di euro).

    Calcolo dell importo da rateizzare

    Per Marco l importo definitivo da pagare con la rottamazione è di circa 25.300 euro (25.000 euro di tributo + 300 euro di spese). Avendo optato per il piano massimo di rateazione in 18 rate, il calcolo è il seguente:

    • Rate del 2023 (2 rate, ciascuna pari al 5% del totale, per il 10% complessivo): 1.265 euro a rata = 2.530 euro complessivi
    • Rate dal 2024 al 2027 (16 rate del restante 90%): circa 1.423 euro a rata

    La rata di maggio 2026 per Marco ammonta dunque a circa 1.423 euro, da versare entro il 31 maggio (o entro il 5 giugno sfruttando la tolleranza). Su questo importo va aggiunto l interesse del 2% annuo previsto dalla legge 197/2022 per le rate successive alla prima.

    Confronto con la situazione senza rottamazione

    Senza rottamazione, Marco avrebbe dovuto pagare l intero importo di 40.000 euro, oltre agli interessi di mora che continuavano a maturare nel tempo. Con la rottamazione quater Marco ha ottenuto un risparmio di circa 14.700 euro, pari al 37% del debito originario. È evidente come il rispetto delle scadenze sia fondamentale per non perdere questo importante beneficio.

    Cosa fare in caso di difficoltà nel pagamento

    Può capitare che, per circostanze impreviste, un contribuente si trovi in difficoltà nel versare una rata della rottamazione quater alla scadenza prevista. Vediamo quali sono le opzioni disponibili.

    Utilizzare i 5 giorni di tolleranza

    La prima opzione è ovviamente quella di sfruttare appieno i 5 giorni di tolleranza, organizzandosi per reperire la liquidità necessaria. Per la rata di maggio 2026 questo significa avere fino al 5 giugno per provvedere al versamento senza alcuna penalità.

    Pagamento parziale: cosa succede

    Un errore comune è pensare che un pagamento parziale possa evitare la decadenza. Non è così: la normativa è chiara nel prevedere che il versamento insufficiente (oltre i 5 giorni di tolleranza) determina la decadenza, esattamente come il mancato pagamento. Per evitare la decadenza è necessario versare l intero importo della rata, non somme parziali.

    Verificare il piano di pagamento

    Prima della scadenza è sempre opportuno verificare il proprio piano di pagamento accedendo all area riservata di AdER. Può capitare che vi siano stati versamenti già effettuati in eccesso che possono compensare la rata in scadenza, oppure che il piano abbia subito modifiche di cui non si era consapevoli.

    Quando rivolgersi al CAF

    Se la difficoltà nel pagamento non è transitoria ma strutturale, è importante rivolgersi tempestivamente a un consulente fiscale o a un CAF per valutare le alternative. Più ci si rivolge per tempo, più ampia è la gamma di soluzioni esplorabili: dalla pianificazione dei pagamenti residui, all eventuale adesione alla nuova rottamazione quinquies (se applicabile al caso specifico), fino alla richiesta di rateazione ordinaria post-decadenza.

    Rottamazione quater e quinquies: le differenze fondamentali

    Con l introduzione della rottamazione quinquies nel 2026 (Legge di Bilancio 2026), molti contribuenti si trovano confusi sulle differenze tra le due misure e su quale convenga in caso di scelta. Chiariamo i punti principali.

    Periodo dei carichi rottamabili

    La differenza più importante riguarda il periodo dei carichi affidati all agente della riscossione:

    • Rottamazione quater (legge 197/2022): carichi affidati ad AdER dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022
    • Rottamazione quinquies (legge di bilancio 2026): carichi affidati ad AdER successivamente, secondo il perimetro temporale stabilito dalla nuova norma

    Convenienza economica

    Entrambe le rottamazioni prevedono la cancellazione di sanzioni e interessi di mora, lasciando dovuti solo il tributo, le spese di notifica e quelle esecutive. Tuttavia, la quinquies introduce piani di rateazione potenzialmente diversi e modalità di pagamento differenziate.

    Possibilità di cumulo

    Un contribuente può aderire contemporaneamente alla rottamazione quater (per i debiti precedenti già in piano di pagamento) e alla rottamazione quinquies (per i debiti rientranti nel nuovo perimetro temporale), trattandosi di due procedure distinte. È però importante valutare la sostenibilità complessiva dei pagamenti, perché le scadenze possono sovrapporsi.

    Il ruolo del CAF nell assistenza alla rateazione

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza qualificata a tutti i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater e si trovano a gestire le scadenze di pagamento. La nostra esperienza pluriennale sul territorio friulano ci consente di seguire ogni pratica con la massima cura, garantendo il rispetto delle scadenze e l ottimizzazione fiscale.

    I servizi offerti

    Per la gestione della rottamazione quater il CAF Centro Fiscale fornisce:

    • Verifica del piano di pagamento e dello stato delle rate pagate
    • Predisposizione dei modelli F24 e supporto per il versamento
    • Attivazione della domiciliazione bancaria SDD per i pagamenti automatici
    • Calendario personalizzato delle scadenze con promemoria
    • Consulenza sulle alternative in caso di difficoltà (rottamazione quinquies, rateazione ordinaria, ecc.)
    • Assistenza per i riammessi dal decreto Milleproroghe 2025

    Perché rivolgersi a un CAF

    La rottamazione quater è una procedura tecnicamente complessa che richiede attenzione e precisione. Un errore nel pagamento o una scadenza dimenticata possono comportare la perdita definitiva di un beneficio fiscale anche di migliaia di euro. Affidarsi a un CAF significa avere un punto di riferimento competente che monitora le scadenze, predispone la documentazione e assiste in caso di problematiche.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine, in particolare, vanta una conoscenza approfondita delle problematiche fiscali del territorio friulano e una rete consolidata di rapporti con gli uffici locali di AdER, che ci consente di gestire con efficacia anche le situazioni più complesse.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    FAQ sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026

    Quando scade esattamente la rata della rottamazione quater di maggio 2026?

    La scadenza ordinaria è il 31 maggio 2026. Tuttavia, cadendo di domenica, il termine slitta automaticamente al 1° giugno 2026. Considerando i 5 giorni di tolleranza previsti dall art. 3, comma 14-bis del D.L. 119/2018, il termine ultimo per pagare senza decadere è il 5 giugno 2026.

    Cosa succede se pago il 6 giugno 2026?

    Pagare il 6 giugno 2026 significa pagare oltre i 5 giorni di tolleranza e comporta la decadenza automatica dalla rottamazione quater. Il debito originario riemerge integralmente, comprensivo di sanzioni e interessi di mora, scomputando le somme già versate.

    Posso pagare in più tranche entro il 5 giugno?

    No. La rata deve essere versata in un unica soluzione entro il termine di tolleranza. Un pagamento parziale, anche se effettuato entro i 5 giorni, equivale a un mancato pagamento e produce la decadenza.

    Come faccio a sapere l importo esatto della mia rata?

    L importo della rata è indicato nel piano di pagamento trasmesso da Agenzia delle Entrate-Riscossione al momento dell adesione alla rottamazione. Puoi consultarlo nell area riservata del sito AdER accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure utilizzando l app EquiClick. In caso di smarrimento dei bollettini puoi richiederne copia all AdER o al tuo CAF di fiducia.

    Quali sono i codici tributo per il modello F24?

    I codici tributo per la rottamazione quater sono stati istituiti con specifica risoluzione dell Agenzia delle Entrate. I codici sono riportati direttamente sui bollettini precompilati inviati da AdER. Per chi prepara il modello F24 manualmente è necessario fare riferimento alla risoluzione AdE pertinente o richiedere assistenza al proprio CAF.

    Posso aderire alla rottamazione quinquies se sono ancora in rottamazione quater?

    Sì, ma per carichi diversi. La rottamazione quater riguarda i carichi dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. La rottamazione quinquies riguarda carichi successivi, secondo il perimetro stabilito dalla legge di bilancio 2026. Le due procedure sono indipendenti e possono coesistere per posizioni debitorie diverse.

    Cosa succede se la mia banca esegue il bonifico in ritardo?

    Ai fini della rottamazione quater fa fede la data di esecuzione del pagamento, non la data di valuta. Se il bonifico viene disposto in tempo utile ma la banca lo esegue con ritardo per ragioni tecniche, il contribuente non è in colpa, ma rischia comunque la decadenza. Per questo motivo è sempre consigliato pagare con qualche giorno di anticipo rispetto al termine di tolleranza.

    La rata di maggio è sempre uguale alle altre rate?

    Dipende dal piano scelto. Nel piano massimo di 18 rate, le prime 2 rate del 2023 corrispondevano al 10% del totale (5% ciascuna), mentre le 16 rate successive (dal 2024 al 2027) corrispondono al restante 90% diviso equamente. La rata di maggio 2026 ha quindi lo stesso importo delle altre 15 rate del periodo 2024-2027, aumentato dell interesse del 2% annuo previsto dalla legge.

    Cosa devo fare se non riesco a pagare la rata?

    Se prevedi di non riuscire a pagare la rata, non aspettare la scadenza. Contatta tempestivamente il tuo CAF di fiducia per valutare le alternative: dalla pianificazione dei pagamenti, alla verifica dell adesione alla rottamazione quinquies (se applicabile), fino alla rateazione ordinaria post-decadenza. Più ci si muove in anticipo, più ampie sono le possibilità di trovare una soluzione sostenibile.

    Conclusione: il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine

    La rata della rottamazione quater in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta un appuntamento importante per migliaia di contribuenti che hanno aderito alla pace fiscale 2023. Grazie ai 5 giorni di tolleranza previsti dalla normativa, il termine effettivo per pagare senza decadere si sposta al 5 giugno 2026, offrendo uno spazio di flessibilità utile a chi avesse necessità di organizzare la liquidità.

    Ricordiamo però che la tolleranza non è una proroga: la scadenza ordinaria resta il 31 maggio e l ideale è pianificare il pagamento con largo anticipo, riservando la tolleranza solo a situazioni di reale necessità. Una rata pagata in ritardo oltre i 5 giorni comporta la decadenza definitiva dal beneficio e la perdita dello sconto su sanzioni e interessi di mora.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è al fianco dei contribuenti per la gestione completa della rottamazione quater: dalla verifica del piano di pagamento alla predisposizione dei modelli F24, dall attivazione della domiciliazione bancaria fino alla consulenza sulle alternative in caso di difficoltà. La nostra esperienza pluriennale e la conoscenza approfondita del territorio friulano ci permettono di seguire ogni cliente con la massima professionalità.

    Hai dubbi sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026? Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine in viale Giuseppe Tullio 13, scala B, chiamaci al numero 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Ti aiuteremo a verificare la tua posizione, calcolare correttamente l importo dovuto e individuare la modalità di pagamento più adatta alle tue esigenze.

    Maggio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 14:10:272026-05-31 17:43:07Rottamazione quater, rata in scadenza il 31 maggio: pagamento posticipato a giugno
    NOTIZIE

    Rottamazione quater: per la Cassazione basta la prima rata per perfezionare la sanatoria

    ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

    Una nuova pronuncia della Corte di Cassazione riapre il dibattito sulla rottamazione quater, la “definizione agevolata” prevista dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022). Secondo i giudici di legittimità, per perfezionare la sanatoria e mettere al riparo il contribuente dalla riscossione coattiva è sufficiente il pagamento della prima rata entro la scadenza prevista. Una lettura che potrebbe avere ricadute concrete su migliaia di contribuenti decaduti dal beneficio per il mancato pagamento delle rate successive.

    In questa guida ti spieghiamo, in modo semplice e con esempi pratici, cosa ha stabilito la Cassazione, cosa cambia per chi è in difficoltà con le rate, quali sono i riferimenti normativi (art. 1 commi 231-252 della Legge 197/2022 e successive modifiche tramite il DL 145/2023 convertito nella L. 191/2023) e quali strade restano aperte oggi, nel 2026, tra riammissione e nuova rottamazione quinquies.

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    Indice dei contenuti

    1. Cosa ha detto la Cassazione: il principio della “prima rata”
    2. Rottamazione quater: cos’è e come funziona
    3. Perfezionamento vs decadenza: la distinzione chiave
    4. Effetti pratici per i contribuenti
    5. Riferimenti normativi: L. 197/2022 e DL 145/2023
    6. Cosa rischia chi decade dalle rate successive
    7. La riammissione introdotta dal DL 202/2024
    8. Rottamazione quinquies 2026: la nuova definizione agevolata
    9. Esempi pratici e simulazioni
    10. Tabella di confronto tra le rottamazioni
    11. Cosa fare oggi se sei decaduto
    12. Il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine
    13. Domande frequenti (FAQ)

    Cosa ha detto la Cassazione: il principio della “prima rata”

    La Corte di Cassazione, con una recente pronuncia in materia di definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione, ha chiarito un punto delicato che da tempo divide contribuenti e Agenzia delle Entrate-Riscossione: cosa succede se il contribuente paga la prima rata della rottamazione e poi salta una rata successiva?

    Secondo i giudici di legittimità, occorre distinguere due momenti diversi: il perfezionamento della definizione agevolata e la successiva decadenza dal piano di pagamento rateale. Il pagamento della prima rata (o dell’unica rata, in caso di pagamento in soluzione unica) entro la scadenza prevista perfeziona la sanatoria, producendo effetti immediati: in particolare, blocca le procedure esecutive in corso e impedisce all’agente della riscossione di avviare nuove azioni cautelari (fermi amministrativi, ipoteche, pignoramenti) basate sui carichi rottamati.

    Se poi il contribuente non paga le rate successive, scatta la decadenza dal beneficio: il debito residuo torna esigibile per intero, con sanzioni e interessi di mora. Ma — ed è qui il punto innovativo — gli effetti del perfezionamento già prodotti non vengono cancellati retroattivamente. In particolare, le somme già versate restano acquisite definitivamente dall’Erario a titolo di acconto sul debito originario.

    Rottamazione quater: cos’è e come funziona

    La rottamazione quater è la quarta edizione della definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia). È stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge 29 dicembre 2022, n. 197), articolo 1, commi da 231 a 252.

    In parole semplici, si tratta di una sanatoria che permette al contribuente di chiudere i debiti con il fisco pagando solo l’imposta, senza sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione. Le uniche somme dovute, oltre al capitale, sono:

    • le spese per le procedure esecutive eventualmente sostenute;
    • i diritti di notifica;
    • per le multe stradali e altre sanzioni amministrative non tributarie: rimangono dovuti il capitale (la sanzione) e gli interessi, ma vengono cancellate le maggiorazioni e gli interessi di mora.

    Quali carichi sono “rottamabili”

    La rottamazione quater riguarda i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. Il termine originario per presentare domanda era fissato al 30 aprile 2023, poi prorogato al 30 giugno 2023.

    Modalità di pagamento

    Il contribuente che ha aderito ha potuto scegliere tra:

    • Pagamento in soluzione unica: scadenza originaria 31 ottobre 2023, poi prorogata.
    • Pagamento rateale: fino a 18 rate in 5 anni. Le prime due rate (di importo pari al 10% del totale ciascuna) scadevano il 31 ottobre 2023 e il 30 novembre 2023; le successive 16 rate, di pari importo, con scadenza il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno fino al 2027.

    Sulle rate successive alla prima si applicano interessi al tasso del 2% annuo, a decorrere dal 1° novembre 2023.

    Perfezionamento vs decadenza: la distinzione chiave

    La differenza tra perfezionamento e decadenza è il cuore della pronuncia della Cassazione. Vediamola nel dettaglio.

    Perfezionamento della sanatoria

    Il perfezionamento è il momento in cui la definizione agevolata diventa “efficace”: il contribuente ha aderito (presentando la domanda entro i termini) e ha versato la prima rata (o l’unica rata, se ha scelto la soluzione unica) entro la scadenza. Da quel momento:

    • le procedure esecutive in corso restano sospese e non possono proseguire;
    • l’Agente della riscossione non può iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche sui carichi rottamati;
    • il contribuente risulta in regola ai fini del rilascio del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva, se applicabile);
    • il contribuente può ottenere il certificato dei carichi pendenti “pulito” per le posizioni in rottamazione.

    Decadenza dal beneficio rateale

    La decadenza è invece la perdita del beneficio della rateazione e si verifica quando il contribuente, dopo aver perfezionato, salta il pagamento di una o più rate (o paga in ritardo oltre i 5 giorni di tolleranza). Le conseguenze sono:

    • il debito residuo torna esigibile per intero;
    • vengono ripristinati sanzioni, interessi di mora e aggio sulle somme non ancora versate;
    • l’Agente della riscossione può riprendere o avviare le procedure esecutive;
    • le somme già versate restano acquisite a titolo di acconto sul debito originario.

    Il principio espresso dalla Cassazione è che il perfezionamento non viene “annullato” dalla decadenza successiva: gli effetti della rottamazione si producono al momento del pagamento della prima rata, anche se poi il contribuente non riesce a portare a termine il piano. Questo principio ha rilevanza soprattutto per le procedure esecutive eventualmente avviate o aggravate dopo il perfezionamento e prima della decadenza, che possono essere considerate illegittime.

    Effetti pratici per i contribuenti

    La pronuncia della Cassazione ha effetti molto concreti. Vediamo i principali.

    1. Tutela dalle azioni esecutive nel periodo “intermedio”

    Se hai pagato la prima rata e poi sei decaduto, il periodo che va dal versamento della prima rata fino alla decadenza è coperto dagli effetti del perfezionamento. Quindi se l’Agente della riscossione ha avviato un’azione esecutiva (ad esempio un pignoramento) in quel periodo, puoi contestarla davanti al giudice tributario o ordinario, perché in quel momento la rottamazione era pienamente efficace.

    2. Acquisizione definitiva delle somme versate

    Le rate già pagate non vanno perdute: vengono imputate a riduzione del debito complessivo. In pratica, se hai versato 1.000 euro su un debito di 5.000 e poi sei decaduto, il debito residuo non sarà più 5.000 ma 4.000 (al netto del ripristino di sanzioni e interessi sulla parte non pagata).

    3. Possibilità di accedere a soluzioni alternative

    Anche dopo la decadenza, restano aperte alcune strade:

    • la rateazione ordinaria con l’Agente della riscossione (fino a 120 rate in casi di grave difficoltà economica);
    • l’eventuale riammissione alla rottamazione quater per chi ne ha avuto diritto (vedi paragrafo dedicato);
    • l’adesione alla nuova rottamazione quinquies, prevista dalla normativa più recente.

    Riferimenti normativi: L. 197/2022 e DL 145/2023

    Il quadro normativo della rottamazione quater è articolato. Ecco i principali riferimenti.

    Legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023)

    L’articolo 1, commi 231-252, della Legge 29 dicembre 2022, n. 197 ha istituito la “definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022”. I commi rilevanti sono:

    • Comma 231: definisce l’ambito applicativo e i carichi rottamabili;
    • Comma 232: disciplina cosa si paga (capitale, spese, diritti di notifica) e cosa è abbuonato (sanzioni, interessi di mora, aggio);
    • Comma 233: stabilisce le modalità di pagamento (unica soluzione o rateale fino a 18 rate);
    • Comma 234: disciplina la sospensione delle procedure esecutive a seguito del perfezionamento;
    • Comma 244: stabilisce la decadenza in caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento, anche di una sola rata, oltre cinque giorni dalla scadenza.

    DL 145/2023 (Decreto Anticipi)

    Il Decreto-Legge 18 ottobre 2023, n. 145, convertito con modificazioni nella Legge 15 dicembre 2023, n. 191, ha introdotto importanti correttivi:

    • ha differito i termini di pagamento delle prime rate al 18 dicembre 2023 (cumulando le prime due rate inizialmente previste per il 31 ottobre e il 30 novembre 2023);
    • ha previsto specifiche regole per i contribuenti dei territori colpiti dall’alluvione del maggio 2023 in Emilia-Romagna, Marche e Toscana.

    DL 202/2024 (Milleproroghe)

    Il Decreto-Legge 27 dicembre 2024, n. 202 (Milleproroghe), convertito nella Legge 21 febbraio 2025, n. 15, ha introdotto la riammissione alla rottamazione quater per i contribuenti decaduti al 31 dicembre 2024, riaprendo i termini fino al 30 aprile 2025 (per dettagli vedi paragrafo dedicato).

    Cosa rischia chi decade dalle rate successive

    La decadenza dalla rottamazione comporta conseguenze rilevanti. Il comma 244 della L. 197/2022 prevede espressamente che, in caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento — oltre la tolleranza di 5 giorni rispetto alla scadenza della rata — la definizione agevolata diventa inefficace e:

    • il debito residuo torna ad essere costituito dalle somme originarie (capitale, sanzioni, interessi di mora, aggio), al netto di quanto già versato;
    • l’Agente della riscossione può riprendere o avviare tutte le azioni cautelari ed esecutive (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche);
    • non è più possibile ottenere una nuova rateazione sui carichi decaduti se non a determinate condizioni;
    • il contribuente non può presentare una nuova domanda di rottamazione per gli stessi carichi (se non in caso di riapertura dei termini per legge).

    Tuttavia, come ha chiarito la Cassazione, la decadenza ha effetti ex nunc (cioè “da ora in poi”), non ex tunc (“da allora”, quindi retroattivamente): gli effetti del perfezionamento prodotti prima della decadenza restano efficaci.

    La riammissione introdotta dal DL 202/2024

    Il legislatore, consapevole delle difficoltà incontrate da molti contribuenti, ha previsto una riammissione alla rottamazione quater. Il DL 202/2024 (art. 3-bis, introdotto in sede di conversione) ha consentito ai contribuenti decaduti entro il 31 dicembre 2024 di rientrare nella definizione agevolata, presentando una nuova istanza entro il 30 aprile 2025 tramite l’area riservata o l’area pubblica del sito di Agenzia Entrate-Riscossione.

    Modalità di pagamento per i riammessi

    I contribuenti riammessi hanno potuto scegliere tra:

    • Pagamento in soluzione unica entro il 31 luglio 2025;
    • Pagamento rateale in massimo 10 rate di pari importo, con scadenze a luglio 2025, novembre 2025, febbraio 2026, maggio 2026, luglio 2026, novembre 2026, febbraio 2027, maggio 2027, luglio 2027 e novembre 2027.

    Anche per i riammessi vale il tasso di interesse del 2% annuo sulle rate successive alla prima, decorrente dal 1° novembre 2023.

    Chi non è stato riammesso

    Non hanno potuto accedere alla riammissione i contribuenti decaduti dopo il 31 dicembre 2024. Per loro, le strade aperte sono la rateazione ordinaria o l’eventuale adesione alla rottamazione quinquies.

    Rottamazione quinquies 2026: la nuova definizione agevolata

    Nel 2026 si parla con sempre maggiore insistenza di una rottamazione quinquies, la quinta edizione della definizione agevolata. Le ipotesi sul tavolo prevedono:

    • ambito esteso ai carichi affidati all’Agente della riscossione in un periodo da definire (presumibilmente dal 1° gennaio 2000 fino a una data più recente rispetto al 30 giugno 2022 della quater);
    • abbuono di sanzioni, interessi di mora e aggio, secondo lo schema collaudato delle precedenti rottamazioni;
    • piano di rateazione esteso (ipotesi di fino a 120 rate mensili per le situazioni più complesse);
    • regole più flessibili sulla decadenza (con possibile reintegrazione automatica in caso di pagamento entro tempi più ampi).

    Al momento in cui scriviamo, i dettagli operativi sono in via di definizione. Per restare aggiornato sulle novità ti consigliamo di iscriverti alla nostra newsletter o di contattare il CAF Centro Fiscale di Udine, che monitora costantemente l’evoluzione normativa.

    Esempi pratici e simulazioni

    Vediamo alcuni esempi pratici per capire concretamente cosa cambia con il principio espresso dalla Cassazione.

    Esempio 1: Mario, decaduto dopo la prima rata

    Mario ha aderito alla rottamazione quater per un debito complessivo di 10.000 euro (importo originario con sanzioni e interessi: 14.000 euro). Ha pagato la prima rata di 1.000 euro il 18 dicembre 2023, ma poi non è riuscito a pagare le rate successive ed è decaduto.

    Conseguenze:

    • il debito residuo torna a essere quello originario (14.000 euro), ma Mario può detrarre i 1.000 euro già versati: debito netto residuo 13.000 euro;
    • l’Agente della riscossione può riprendere le procedure esecutive sui 13.000 euro;
    • ma Mario era protetto dal perfezionamento dal 18 dicembre 2023 fino alla decadenza: se in quel periodo è stato iscritto un fermo amministrativo o un’ipoteca, Mario può contestarlo;
    • Mario può valutare la riammissione (se decaduto entro il 31 dicembre 2024) o attendere la rottamazione quinquies.

    Esempio 2: Lucia, pagamento in unica soluzione

    Lucia ha un debito di 5.000 euro (originario 7.500 con sanzioni e interessi). Ha scelto il pagamento in unica soluzione e ha versato i 5.000 euro entro il 18 dicembre 2023.

    Conseguenze:

    • la rottamazione si è perfezionata definitivamente;
    • il debito è chiuso, non c’è alcun rischio di decadenza;
    • Lucia ha risparmiato 2.500 euro tra sanzioni e interessi.

    Esempio 3: Giuseppe, riammesso nel 2025

    Giuseppe è decaduto dalla rottamazione quater a fine 2024 per non aver pagato due rate consecutive. Ha presentato istanza di riammissione il 15 marzo 2025 ed è stato riammesso per il debito residuo di 8.000 euro (al netto delle rate già pagate).

    Conseguenze:

    • Giuseppe paga in 10 rate di 800 euro ciascuna, con scadenze tra luglio 2025 e novembre 2027;
    • sulla seconda e successive rate paga il 2% di interessi annui;
    • se rispetta il piano, chiude definitivamente il debito senza ulteriori sanzioni.

    Tabella di confronto tra le rottamazioni

    Per orientarti tra le varie definizioni agevolate che si sono susseguite, ecco una tabella riepilogativa.

    EdizioneNormaCarichi inclusiCosa si pagaNumero rate
    Rottamazione (prima)DL 193/20162000-2016Capitale + spese, no sanzioni e interessi5
    Rottamazione bisDL 148/20172000-2017Capitale + spese5
    Rottamazione terDL 119/20182000-2017Capitale + spese18
    Rottamazione quaterL. 197/2022 (commi 231-252)2000-2022 (30 giugno)Capitale + spese, no sanzioni, interessi e aggio18 (in 5 anni)
    Riammissione quaterDL 202/2024 art. 3-bisDecaduti entro 31/12/2024Debito residuo, sempre senza sanzioni e interessi10 (in circa 2,5 anni)
    Rottamazione quinquiesIn via di definizioneDa definireProbabilmente capitale + speseIpotesi fino a 120 mensili

    Cosa fare oggi se sei decaduto

    Se hai aderito alla rottamazione quater e poi sei decaduto per il mancato pagamento di una o più rate, ecco i passi concreti che puoi fare oggi, alla luce della pronuncia della Cassazione e delle norme vigenti nel 2026.

    1. Richiedi un estratto di ruolo aggiornato

    Accedi all’area riservata di Agenzia Entrate-Riscossione (con SPID, CIE o CNS) e scarica l’estratto di ruolo aggiornato. Verifica:

    • quali carichi sono ancora attivi a tuo nome;
    • l’importo residuo dopo le rate già versate;
    • se ci sono procedure esecutive in corso (pignoramenti, fermi, ipoteche).

    2. Verifica se sei stato riammesso

    Se hai presentato domanda di riammissione entro il 30 aprile 2025, controlla nell’area riservata di Agenzia Entrate-Riscossione la comunicazione di accoglimento e il nuovo piano di pagamento.

    3. Valuta la rateazione ordinaria

    Se non sei stato riammesso, puoi richiedere una rateazione ordinaria al di fuori della rottamazione (con sanzioni e interessi pieni). Le rateazioni possono arrivare fino a 120 rate mensili per i debiti più ingenti o in caso di comprovata difficoltà economica documentata dall’ISEE.

    4. Controlla le azioni esecutive

    Alla luce del principio della Cassazione, se hai subito una procedura esecutiva (fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento) nel periodo tra il perfezionamento e la decadenza, puoi valutare con un professionista la possibilità di contestarla in giudizio.

    5. Monitora la rottamazione quinquies

    Se la rottamazione quinquies verrà effettivamente approvata, potrai aderire e includere anche i carichi sui quali sei decaduto dalla quater (sempre nei limiti previsti dalla nuova norma).

    Il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine

    Districarsi tra rottamazioni, decadenze, riammissioni ed estratti di ruolo può essere complicato. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

    • verifica della tua posizione presso Agenzia Entrate-Riscossione;
    • lettura e interpretazione dell’estratto di ruolo;
    • valutazione della convenienza tra rottamazione, riammissione e rateazione ordinaria;
    • presentazione delle domande di rateazione e definizione agevolata;
    • assistenza nei rapporti con l’Agente della riscossione per la gestione delle procedure esecutive;
    • monitoraggio del rispetto dei piani di pagamento per evitare nuove decadenze.

    I nostri consulenti ti aiuteranno a scegliere la soluzione più adatta alla tua situazione personale, valutando attentamente i pro e i contro di ogni strada disponibile. Contattaci per prenotare un appuntamento: la prima consulenza è il primo passo per riprendere il controllo della tua situazione fiscale.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti (FAQ)

    Cosa significa “perfezionare” la rottamazione quater?

    Perfezionare significa rendere efficace la definizione agevolata: serve aver presentato la domanda entro il termine (originariamente 30 giugno 2023) e aver pagato la prima rata (o l’unica rata, in caso di pagamento in soluzione unica) entro la scadenza, beneficiando dei 5 giorni di tolleranza. Da quel momento si bloccano le procedure esecutive e l’Agente della riscossione non può iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche sui carichi rottamati.

    Se pago solo la prima rata e poi salto le altre, perdo tutto?

    No. Secondo il principio della Cassazione, gli effetti del perfezionamento prodotti dal pagamento della prima rata restano efficaci fino alla decadenza. Le somme versate sono acquisite definitivamente dall’Erario e vengono detratte dal debito residuo, che torna alla cifra originaria (con sanzioni e interessi) al netto di quanto già pagato.

    Posso ancora aderire alla riammissione alla rottamazione quater?

    No. La riammissione introdotta dal DL 202/2024 (Milleproroghe) era riservata ai contribuenti decaduti entro il 31 dicembre 2024 e la finestra per presentare istanza si è chiusa il 30 aprile 2025. Chi è decaduto successivamente o non ha presentato istanza in tempo non può più rientrare nella quater.

    Quanto tempo ho di tolleranza per pagare una rata?

    Il comma 244 della L. 197/2022 prevede una tolleranza di 5 giorni rispetto alla scadenza della rata. Oltre questo termine, scatta automaticamente la decadenza dalla rottamazione.

    Le procedure esecutive avviate dopo la decadenza sono legittime?

    Sì. Dopo la decadenza, l’Agente della riscossione recupera pienamente i propri poteri di azione esecutiva sui carichi sui quali era stata aperta la rottamazione. Le procedure avviate nel periodo successivo alla decadenza sono pienamente legittime. La pronuncia della Cassazione riguarda invece le procedure avviate nel periodo tra il perfezionamento e la decadenza, che possono essere contestate.

    Cosa rischio se ignoro le cartelle dopo la decadenza?

    Rischi tutte le azioni cautelari ed esecutive previste dalla legge: pignoramento dello stipendio o della pensione (fino a un quinto), pignoramento del conto corrente, iscrizione di ipoteca sugli immobili (per debiti superiori a 20.000 euro), fermo amministrativo di veicoli a motore (notificato con preavviso di 30 giorni, scaduto il quale il fermo viene iscritto al PRA). Il consiglio è di rivolgersi subito a un CAF per valutare le alternative.

    Quando arriverà la rottamazione quinquies?

    Al momento (maggio 2026) la rottamazione quinquies è in fase di definizione politica e tecnica. I dettagli operativi — periodo dei carichi inclusi, modalità di pagamento, numero di rate — saranno chiariti con la pubblicazione del provvedimento normativo. Ti invitiamo a iscriverti alla nostra newsletter o a contattare il CAF Centro Fiscale per essere aggiornato in tempo reale.

    Conclusioni

    La pronuncia della Cassazione sulla rottamazione quater rappresenta un’importante chiarificazione a favore dei contribuenti: il pagamento della prima rata perfeziona la sanatoria e produce effetti immediati di tutela, anche se poi il piano non viene completato. Si tratta di un principio coerente con la ratio della definizione agevolata, che vuole favorire il rientro del contribuente nella legalità fiscale e non punire chi prova a mettersi in regola.

    Se sei un contribuente decaduto dalla rottamazione quater, oggi hai diverse opzioni: dalla rateazione ordinaria (fino a 120 rate per i casi più gravi) all’attesa della rottamazione quinquies, passando per l’eventuale contestazione di procedure esecutive avviate quando la rottamazione era ancora efficace. La scelta migliore dipende dalla tua situazione personale, dall’entità del debito e dalle tue capacità di pagamento.

    Per una valutazione personalizzata, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri consulenti analizzeranno la tua posizione e ti indicheranno la strada più conveniente. Prenota un appuntamento oggi stesso e riprendi il controllo della tua situazione fiscale.

    Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 21:55:042026-05-31 17:46:12Rottamazione quater: per la Cassazione basta la prima rata per perfezionare la sanatoria
    ESTRATTO CONTRIBUTIVO

    Dilazioni INPS fino a 60 mesi: le nuove regole per chi ha debiti contributivi

    contributi INPS artigiani e commercianti, regime forfettario

    Se hai accumulato debiti contributivi verso l’INPS, sappi che esistono soluzioni concrete per ripianare la situazione senza dover pagare tutto in un’unica soluzione. Le dilazioni INPS fino a 60 mesi rappresentano oggi uno degli strumenti più utilizzati da artigiani, commercianti, professionisti iscritti alla Gestione Separata e datori di lavoro per regolarizzare la propria posizione previdenziale senza compromettere la continuità dell’attività. Con la Riforma della Riscossione 2024-2026 (D.Lgs. 110/2024) il quadro normativo è cambiato in maniera significativa, ampliando le possibilità di rateazione anche per i carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione. In questa guida ti spieghiamo chi può ottenere la dilazione, quali sono i nuovi limiti di rate, come calcolare gli interessi e quali documenti servono per presentare la domanda nel 2026.

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    Indice dei contenuti

    1. Cosa sono le dilazioni INPS e a chi si rivolgono
    2. I due binari della dilazione: fase amministrativa e ruolo
    3. Dilazione amministrativa INPS fino a 60 mesi: regole 2026
    4. Dilazione cartelle esattoriali INPS: la riforma D.Lgs. 110/2024
    5. Requisiti soggettivi: chi può accedere alla rateazione
    6. Calcolo degli interessi di dilazione e importo della rata
    7. Come presentare la domanda di dilazione
    8. Decadenza dalla rateazione: cosa succede se salti una rata
    9. Esempi pratici di calcolo della rata
    10. Consigli pratici e ruolo del CAF
    11. Domande frequenti

    Cosa sono le dilazioni INPS e a chi si rivolgono

    La dilazione INPS è uno strumento che consente al contribuente moroso di pagare in più rate mensili i contributi previdenziali e assistenziali non versati alle scadenze ordinarie. In parole semplici: anziché saldare tutto il debito in un’unica soluzione, l’INPS (o l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, se il debito è già stato iscritto a ruolo) ti concede di spalmare l’importo su un piano di rateizzazione che può arrivare fino a 60 rate mensili in fase amministrativa e fino a 120 rate mensili per i carichi affidati alla riscossione coattiva.

    Lo strumento è pensato per chi attraversa una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria e non riesce a far fronte all’intero importo dovuto in un’unica soluzione. Possono richiedere la dilazione:

    • Artigiani e commercianti iscritti alla Gestione IVS che non hanno versato la “fissa” o gli acconti/saldi sul reddito eccedente il minimale
    • Professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS con contributi a percentuale non versati
    • Datori di lavoro (imprese, studi professionali, condomini) che non hanno pagato i contributi UniEmens per i propri dipendenti
    • Committenti che non hanno versato i contributi sui compensi a collaboratori
    • Datori di lavoro domestico con omissioni contributive su colf e badanti
    • Lavoratori autonomi agricoli (coltivatori diretti, IAP) con debiti sulla Gestione speciale CD-CM

    La dilazione, oltre a evitare l’aggravarsi delle sanzioni civili, è una condizione essenziale per ottenere il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva): senza DURC regolare, un’impresa non può partecipare ad appalti pubblici, ricevere pagamenti dalla Pubblica Amministrazione, accedere a bonus edilizi o utilizzare crediti d’imposta in compensazione.

    I due binari della dilazione: fase amministrativa e ruolo

    Per capire quale tipo di dilazione richiedere, è fondamentale sapere in quale fase si trova il tuo debito contributivo. La distinzione è cruciale perché cambiano l’ente competente, i limiti massimi di rate e gli interessi applicati.

    Fase amministrativa (debito gestito dall’INPS)

    Il debito contributivo è “in fase amministrativa” finché l’INPS non lo ha ancora iscritto a ruolo e affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. In questa fase la gestione spetta direttamente alla sede INPS competente per territorio e la dilazione è disciplinata dalla Circolare INPS n. 108 del 12 luglio 2013 e successivi aggiornamenti.

    In sintesi: in fase amministrativa puoi chiedere fino a 24 rate mensili direttamente al Direttore della sede INPS, oppure fino a 60 rate mensili con autorizzazione del Direttore Regionale o del Comitato Amministratore della gestione di riferimento nei casi più complessi.

    Fase di riscossione coattiva (debito iscritto a ruolo)

    Quando l’INPS, decorsi i termini di pagamento, iscrive il debito a ruolo, la gestione passa ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdE-R). Riceverai quindi una cartella esattoriale o un avviso di addebito. In questa fase si applica la disciplina dell’art. 19 del DPR 602/1973, come riformata dal D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110 (“Riforma della Riscossione”), che ha rivoluzionato i limiti di rateazione introducendo un meccanismo progressivo fino a 108 rate (su semplice richiesta) e fino a 120 rate (con documentazione).

    Dilazione amministrativa INPS fino a 60 mesi: regole 2026

    Concentriamoci ora sulla dilazione amministrativa, quella che ti permette di rateizzare il debito quando è ancora gestito direttamente dall’INPS, prima che venga iscritto a ruolo.

    Rateazione fino a 24 mesi (competenza ordinaria)

    La regola di base prevede che il Direttore della sede INPS competente possa concedere una dilazione fino a un massimo di 24 rate mensili. Questa è la modalità più diffusa e si applica alla maggior parte dei contribuenti che si trovano in difficoltà temporanea. Non è richiesta documentazione particolarmente complessa: basta dimostrare la temporanea impossibilità di pagare in unica soluzione e l’INPS valuta l’esistenza dei requisiti formali (anzianità del debito, regolarità delle ultime denunce, assenza di precedenti decadenze).

    Rateazione fino a 60 mesi (competenza superiore)

    Per dilazioni più lunghe, fino a un massimo di 60 rate mensili, la competenza si sposta a livelli superiori. In particolare:

    • Per importi più consistenti o per situazioni complesse, decide il Direttore Regionale INPS
    • Per importi ancora maggiori e per contribuenti in situazioni di crisi documentata, può intervenire il Comitato Amministratore della Gestione di riferimento (Artigiani, Commercianti, Gestione Separata, Lavoratori Dipendenti)
    • Nei casi più gravi e in presenza di particolari condizioni (calamità naturali, eventi straordinari, procedure concorsuali) si può arrivare alla dilazione massima

    Per ottenere una dilazione superiore a 24 mesi è necessario presentare una documentazione più articolata: bilanci aggiornati, situazione contabile, business plan di rientro, eventuali certificazioni di crisi (es. accordi di ristrutturazione, concordato preventivo, composizione negoziata della crisi).

    Tabella riassuntiva: chi decide e quante rate

    Organo competenteNumero massimo rateTipologia di caso
    Direttore di Sede INPSFino a 24 rateDifficoltà ordinaria documentata
    Direttore Regionale INPSFino a 36 rateImporti rilevanti, crisi documentata
    Comitato Amministratore della GestioneFino a 60 rateCrisi grave, eventi eccezionali, procedure concorsuali

    Nota importante: i valori e le soglie possono essere aggiornati periodicamente con messaggi INPS. Per la situazione aggiornata alla tua specifica richiesta, ti consigliamo di chiedere conferma al CAF o di consultare la sede INPS competente.

    Dilazione cartelle esattoriali INPS: la riforma D.Lgs. 110/2024

    Se il tuo debito contributivo è già stato iscritto a ruolo e hai ricevuto una cartella esattoriale o un avviso di addebito INPS, devi rivolgerti ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdE-R). La novità più importante è arrivata con il D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 agosto 2024, che ha riformato in profondità il sistema della riscossione.

    Le nuove regole progressive 2025-2029

    Il legislatore ha previsto un aumento progressivo del numero massimo di rate concedibili, calibrato in base all’anno di presentazione della domanda. Le nuove regole valgono per qualsiasi tipo di debito iscritto a ruolo, comprese le cartelle INPS.

    Dilazione su semplice richiesta (importi fino a 120.000 euro)

    Per debiti complessivi fino a 120.000 euro, è sufficiente una dichiarazione di temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria, senza necessità di documentazione. I limiti progressivi sono:

    Anno di presentazione domandaRate massime (importi ≤ 120.000 €)
    2025 – 2026Fino a 84 rate mensili (7 anni)
    2027 – 2028Fino a 96 rate mensili (8 anni)
    Dal 1° gennaio 2029Fino a 108 rate mensili (9 anni)

    Dilazione con documentazione (situazione comprovata)

    Se invece documenti la tua temporanea situazione di difficoltà economico-finanziaria (anche per importi pari o inferiori a 120.000 euro), puoi accedere a piani più lunghi, fino a un massimo di 120 rate mensili (10 anni). Le rate disponibili crescono progressivamente:

    • Anni 2025-2026: da 85 a 120 rate mensili
    • Anni 2027-2028: da 97 a 120 rate mensili
    • Dal 1° gennaio 2029: da 109 a 120 rate mensili

    Per importi superiori a 120.000 euro, è sempre obbligatoria la documentazione e il limite è fisso a 120 rate mensili, indipendentemente dall’anno di presentazione della domanda.

    Quali documenti servono per la dilazione documentata

    I parametri di valutazione della “temporanea situazione di obiettiva difficoltà” sono individuati con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Per imprese e persone giuridiche si guarda generalmente all’indice di liquidità e al rapporto tra debito complessivo e valore della produzione. Per le persone fisiche e le ditte individuali a contabilità semplificata si considera invece l’ISEE del nucleo familiare e il rapporto tra debito e reddito.

    Requisiti soggettivi: chi può accedere alla rateazione

    Non basta avere un debito contributivo per ottenere automaticamente la dilazione. L’INPS verifica una serie di requisiti soggettivi prima di concedere il piano. Vediamo i principali.

    Regolarità delle denunce contributive

    Il primo requisito è la regolarità formale delle denunce. In pratica, devi aver presentato correttamente UniEmens (per i datori di lavoro), il modello Redditi/Unico (per artigiani, commercianti e professionisti) e tutte le comunicazioni telematiche obbligatorie. Se hai omesso denunce, l’INPS può chiederti di regolarizzarle prima di concedere il piano di dilazione.

    Assenza di precedenti decadenze

    Se in passato hai già beneficiato di una dilazione e sei decaduto (cioè non hai pagato regolarmente le rate), l’INPS può rifiutare una nuova domanda o concederla con condizioni più restrittive. La decadenza è infatti un campanello d’allarme per l’Istituto, che valuta con maggior rigore la nuova richiesta.

    Situazione di temporanea difficoltà

    Bisogna dimostrare (o, per i piccoli importi, dichiarare) di trovarsi in una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria. La parola chiave è “temporanea”: la dilazione non è uno strumento per chi è in stato di insolvenza definitiva, ma per chi ha problemi di cassa contingenti e ha prospettive concrete di rientro.

    Limiti per crediti contributivi specifici

    Alcuni debiti hanno limiti specifici o esclusioni dalla dilazione amministrativa. Ad esempio, i contributi trattenuti ai dipendenti (quota a carico del lavoratore non versata) hanno regole più severe perché si tratta tecnicamente di somme che il datore di lavoro ha già incassato dal dipendente e dovrebbe versare per suo conto. In questi casi spesso è richiesto il versamento immediato di una quota prima dell’avvio della rateazione.

    Calcolo degli interessi di dilazione e importo della rata

    Una dilazione non è gratuita: oltre al capitale, devi pagare anche gli interessi di dilazione. Le regole di calcolo cambiano a seconda che ti trovi in fase amministrativa o in fase di riscossione coattiva.

    Interessi in fase amministrativa INPS

    In fase amministrativa, gli interessi di dilazione sono pari al tasso ufficiale di riferimento BCE maggiorato di 6 punti percentuali, come previsto dall’art. 116 della Legge 388/2000. Si tratta dello stesso tasso applicato alle sanzioni civili ridotte per omissione contributiva. Il tasso può variare nel corso del piano di dilazione perché segue le decisioni della Banca Centrale Europea sui tassi.

    Esempio: se il tasso ufficiale BCE è al 3%, gli interessi di dilazione INPS in fase amministrativa saranno pari al 9% annuo.

    Interessi in fase di riscossione (AdE-R)

    Quando il debito è iscritto a ruolo, sulle somme rateizzate si applicano gli interessi di dilazione previsti dall’art. 21 del DPR 602/1973, attualmente fissati al 4,5% annuo. Questo tasso è generalmente più favorevole rispetto a quello applicato in fase amministrativa, ma attenzione: sui ruoli si pagano anche gli aggi e i compensi di riscossione, che incrementano l’importo finale.

    Formula di calcolo della rata mensile

    Per calcolare l’importo della rata mensile si usa la formula della rata costante (sistema francese), simile a quella dei mutui bancari:

    Rata = C × [i × (1+i)^n] / [(1+i)^n – 1]
    dove:
    C = capitale (debito iniziale)
    i = tasso di interesse mensile (tasso annuo / 12)
    n = numero di rate

    Nella pratica, sia INPS sia AdE-R mettono a disposizione simulatori online nell’area riservata del proprio portale (con SPID, CIE o CNS), che calcolano automaticamente il piano di ammortamento con le rate effettive.

    Come presentare la domanda di dilazione

    La procedura per ottenere una dilazione è interamente telematica e cambia a seconda dell’ente competente. Vediamo i due canali.

    Domanda di dilazione amministrativa INPS

    Per presentare la domanda all’INPS in fase amministrativa devi:

    1. Accedere al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
    2. Cercare il servizio “Rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa”
    3. Selezionare la gestione di riferimento (Artigiani, Commercianti, Gestione Separata, UniEmens, lavoratori domestici, agricoli)
    4. Indicare il numero di rate richieste (fino a 24 per la competenza ordinaria, oltre con motivazione)
    5. Allegare la documentazione richiesta in caso di piani superiori a 24 rate
    6. Confermare l’invio e attendere il provvedimento di accoglimento o diniego

    Il piano viene generalmente comunicato entro pochi giorni, con indicazione delle scadenze mensili e degli importi delle rate. Il pagamento avviene con F24 precompilato o con MAV.

    Domanda di dilazione per cartelle esattoriali (AdE-R)

    Se il debito è già stato iscritto a ruolo e ti è arrivata una cartella o un avviso di addebito, devi rivolgerti ad Agenzia delle Entrate-Riscossione:

    1. Accedi all’area riservata di AdE-R (agenziaentrateriscossione.gov.it) con SPID, CIE o CNS
    2. Seleziona “Rateizza il debito” e individua le cartelle/avvisi da rateizzare
    3. Per importi fino a 120.000 euro: scegli la dilazione “semplice” (sola dichiarazione) o quella “documentata” (con prova della difficoltà)
    4. Per importi superiori a 120.000 euro: solo dilazione documentata
    5. Carica i documenti richiesti (ISEE, bilanci, indici di bilancio)
    6. Conferma la richiesta: il piano è generalmente concesso entro pochi giorni

    Una volta accolta la richiesta, il piano viene caricato nell’area riservata. Le rate si pagano con i bollettini PagoPA inviati da AdE-R, oppure con addebito SEPA automatico (consigliato per evitare dimenticanze).

    Decadenza dalla rateazione: cosa succede se salti una rata

    La decadenza dalla dilazione è una delle situazioni più temute dai contribuenti, perché comporta conseguenze pesanti. Le regole sono diverse tra fase amministrativa INPS e fase di riscossione AdE-R.

    Decadenza in fase amministrativa INPS

    Si decade dalla dilazione amministrativa INPS quando si omette il pagamento di una sola rata alla scadenza prevista. La conseguenza è l’iscrizione immediata a ruolo dell’intero residuo del debito (capitale + sanzioni + interessi maturati), con perdita del beneficio della rateazione e passaggio al sistema più costoso della riscossione coattiva.

    Decadenza nella riscossione AdE-R

    Con la riforma del D.Lgs. 110/2024 sono cambiate anche le regole sulla decadenza. Per i piani concessi dall’AdE-R, la decadenza scatta in caso di mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive, durante l’intero piano. Si tratta di una soglia più tollerante rispetto al passato, pensata proprio per dare maggior flessibilità al contribuente che attraversa fasi di difficoltà.

    Attenzione: in caso di decadenza dalla rateizzazione AdE-R, le somme residue non possono più essere oggetto di una nuova dilazione, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge (per esempio per i debiti diversi da quelli oggetto del piano decaduto).

    Esempi pratici di calcolo della rata

    Vediamo ora alcuni esempi numerici per renderti più concreto il funzionamento delle dilazioni.

    Esempio 1: artigiano con debito IVS in fase amministrativa

    Situazione: Marco, artigiano idraulico di Udine, non ha versato 4 rate fisse della Gestione Artigiani per un totale di 18.000 euro. Riceve un avviso bonario INPS prima dell’iscrizione a ruolo. Chiede una dilazione a 24 mesi al Direttore della sede INPS di Udine.

    • Capitale: 18.000 €
    • Rate: 24 mensili
    • Tasso di riferimento (esempio): 9% annuo (BCE 3% + 6 punti)
    • Rata mensile stimata: circa 822 €
    • Totale rimborsato: circa 19.728 € (interessi di circa 1.728 €)

    Esempio 2: srl con cartella esattoriale INPS

    Situazione: Bianchi Srl, piccola impresa edile di Tavagnacco (UD), riceve nel 2026 una cartella esattoriale per 95.000 euro di contributi UniEmens non versati. Chiede ad AdE-R una dilazione “su semplice richiesta” (debito sotto 120.000 €) per il massimo consentito: 84 rate.

    • Capitale: 95.000 €
    • Rate: 84 mensili (7 anni)
    • Tasso di interesse di dilazione: 4,5% annuo
    • Rata mensile stimata: circa 1.320 €
    • Totale rimborsato: circa 110.880 €

    Esempio 3: professionista Gestione Separata in crisi grave

    Situazione: Laura, psicologa libero professionista iscritta alla Gestione Separata, ha accumulato 32.000 euro di contributi non versati negli ultimi 3 anni a causa di una grave malattia. Ottiene, con il supporto del CAF, una dilazione a 60 rate dal Comitato Amministratore della Gestione Separata.

    • Capitale: 32.000 €
    • Rate: 60 mensili (5 anni)
    • Tasso di riferimento (esempio): 9% annuo
    • Rata mensile stimata: circa 664 €
    • Totale rimborsato: circa 39.840 €

    Gli esempi sopra sono indicativi e basati su tassi di riferimento ipotetici. Gli importi effettivi delle rate dipendono dal tasso BCE vigente al momento della concessione e dalle modalità di calcolo applicate dall’ente competente.

    Consigli pratici e ruolo del CAF

    Le dilazioni INPS sono uno strumento utile ma vanno gestite con attenzione. Ecco i consigli che diamo ai nostri clienti del CAF Centro Fiscale di Udine.

    Non aspettare l’iscrizione a ruolo

    La fase amministrativa INPS è quasi sempre più conveniente della riscossione coattiva, perché evita aggi, compensi di riscossione e le sanzioni piene. Se hai un avviso bonario o un avviso di addebito non ancora notificato come cartella, attivati subito per la dilazione amministrativa prima che il debito venga affidato ad AdE-R.

    Calibra il numero di rate

    Chiedere il numero massimo di rate sembra sempre la scelta migliore (rata più bassa, più sostenibile), ma comporta maggiori interessi totali. Valuta con attenzione: se hai una rata di 1.000 euro a 24 mesi e una di 600 euro a 60 mesi, nel secondo caso pagherai più interessi sull’intero periodo. Il CAF può aiutarti a fare la simulazione e scegliere l’opzione migliore.

    Attiva l’addebito automatico SEPA

    Una rata saltata in fase amministrativa INPS comporta la decadenza immediata. Per evitare questo rischio, attiva l’addebito SEPA automatico sul conto corrente: in questo modo le rate vengono prelevate alle scadenze previste senza che tu debba ricordartene. Verifica però sempre che il conto abbia disponibilità sufficiente.

    Pianifica i flussi di cassa

    Prima di firmare un piano di rateazione, fai una proiezione realistica dei tuoi flussi di cassa per tutta la durata del piano. Includi anche i contributi correnti (continuano a maturare durante la dilazione!) e le imposte. Un piano sostenibile sulla carta ma troppo aggressivo nella pratica porta inevitabilmente a decadenza.

    Affidati al CAF per la pratica

    La normativa in materia di dilazioni INPS è in continua evoluzione, soprattutto dopo la Riforma della Riscossione 2024-2026. Le competenze interne dell’INPS (Direttore di sede, Direttore Regionale, Comitato Amministratore), la documentazione da produrre per i piani lunghi, il coordinamento con AdE-R per i carichi già iscritti a ruolo richiedono esperienza specifica. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste artigiani, commercianti, professionisti e datori di lavoro di tutto il Friuli Venezia Giulia nella predisposizione delle domande di dilazione, nella scelta del piano più conveniente e nella gestione del rapporto con INPS e Agenzia delle Entrate-Riscossione.

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    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti

    Posso chiedere la dilazione anche se non ho ancora ricevuto un avviso di addebito?

    Sì, è possibile presentare istanza di rateazione anche su debiti contributivi non ancora oggetto di formale richiesta di pagamento, purché siano scaduti e iscritti nella tua posizione contributiva. Anzi, agire tempestivamente è raccomandato per evitare l’aggravarsi delle sanzioni civili.

    Durante la dilazione devo continuare a pagare i contributi correnti?

    Assolutamente sì. La dilazione riguarda solo i debiti pregressi indicati nel piano. I contributi correnti (le rate fisse trimestrali per artigiani e commercianti, l’UniEmens mensile per i datori di lavoro, i contributi a percentuale per professionisti) vanno comunque versati alle ordinarie scadenze. Omettere i contributi correnti durante la dilazione genera nuovi debiti e può compromettere il DURC.

    La dilazione INPS mi permette di ottenere il DURC regolare?

    Sì. Uno dei principali vantaggi della dilazione è il mantenimento del DURC regolare a condizione che paghi regolarmente le rate del piano. Per le imprese che lavorano con la PA o che vogliono usufruire di bonus edilizi e crediti d’imposta, è un requisito essenziale.

    Posso estinguere anticipatamente la dilazione?

    Sì. In qualsiasi momento puoi versare l’intero importo residuo (capitale + interessi maturati al momento dell’estinzione) e chiudere il piano. L’estinzione anticipata ti fa risparmiare sugli interessi delle rate future.

    Se sono in regime forfettario posso rateizzare i contributi INPS Gestione Separata?

    Sì, i contributi della Gestione Separata INPS (26,07% nel 2026 per i professionisti senza altra copertura previdenziale, 24% per chi è iscritto ad altre gestioni o pensionati) possono essere rateizzati come qualsiasi altro debito contributivo. Le regole della dilazione amministrativa e di quella sui ruoli sono le stesse.

    Cosa succede se decado dalla rateazione?

    In caso di decadenza, l’intero residuo del debito (capitale, sanzioni e interessi) diventa immediatamente esigibile. In fase amministrativa, il debito viene iscritto a ruolo e affidato ad AdE-R. In fase di riscossione, partono le procedure esecutive (fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento). Inoltre, di norma non è più possibile chiedere una nuova rateazione sullo stesso debito.

    Posso chiedere la dilazione a 60 mesi solo se sono in grave crisi?

    In fase amministrativa, le dilazioni più lunghe (fino a 60 rate) sono concesse solo in casi di particolare gravità e richiedono documentazione. In fase di riscossione AdE-R, invece, già nel 2025-2026 puoi chiedere fino a 84 rate su semplice dichiarazione (per importi sotto 120.000 €) e fino a 120 rate con documentazione, senza necessità di essere in crisi grave.

    Conclusioni e prossimi passi

    Le dilazioni INPS rappresentano un’opportunità concreta per uscire da una situazione di debito contributivo senza compromettere la continuità della propria attività o della propria vita professionale. Con la Riforma della Riscossione 2024-2026 il quadro normativo è oggi più favorevole rispetto al passato, soprattutto per i debiti iscritti a ruolo, dove le rate possono arrivare fino a 84 (su semplice richiesta) o 120 (con documentazione).

    Tuttavia, ottenere una dilazione richiede attenzione: documentazione corretta, scelta del numero di rate adeguato ai propri flussi di cassa, gestione puntuale dei pagamenti per evitare decadenze. Affidarsi a un CAF esperto come Centro Fiscale di Udine ti permette di valutare la soluzione migliore per la tua situazione specifica, gestire al meglio la documentazione e mantenere il DURC sempre regolare.

    Se hai debiti contributivi INPS e vuoi capire quale dilazione ti conviene davvero, prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri consulenti analizzeranno la tua posizione contributiva, simuleranno i piani di rateazione possibili e ti accompagneranno passo dopo passo nella presentazione della domanda. Chiamaci allo 0432 1638640, scrivici su WhatsApp al 366 6018121 o scrivi a info@centrofiscale.com.

    Fonti normative principali: D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110 (Riforma della Riscossione); art. 19 DPR 602/1973 come modificato dal D.Lgs. 110/2024; art. 116 Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (sanzioni civili e interessi di dilazione); Circolare INPS n. 108 del 12 luglio 2013 e successive integrazioni in materia di rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa.

    Maggio 22, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 17:44:562026-05-31 17:46:29Dilazioni INPS fino a 60 mesi: le nuove regole per chi ha debiti contributivi
    CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

    Rottamazione-quinquies: le FAQ dell Agenzia delle Entrate-Riscossione (Maggio 2026)

    ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

    Il 4 maggio 2026, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER) ha pubblicato il proprio Diario Quotidiano con una serie di FAQ ufficiali sulla Rottamazione-quinquies, la definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione introdotta dal Decreto Legislativo n. 19 del 2024 (convertito dalla Legge n. 56/2024). Si tratta di risposte alle domande più frequenti dei contribuenti che hanno aderito o intendono aderire alla procedura, con chiarimenti su scadenze, modalità di pagamento, decadenza e situazioni particolari. In questo articolo analizziamo nel dettaglio ogni FAQ, aggiornando le informazioni in base agli ultimi provvedimenti normativi disponibili al 4 maggio 2026.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la Rottamazione-quinquies
    2. Chi può aderire: i requisiti
    3. Quali carichi sono ammessi alla definizione agevolata
    4. Scadenze di pagamento: il piano rateale 2026
    5. Decadenza: quando si perde il beneficio
    6. Rimborsi e sgravi: cosa succede ai pagamenti effettuati
    7. Comunicazione ADER: come ricevere il piano di pagamento
    8. Modifica o integrazione della domanda
    9. Situazioni particolari: procedure concorsuali, soggetti deceduti, società
    10. Effetti giuridici della definizione agevolata
    11. Come effettuare i pagamenti
    12. Assistenza del CAF per la Rottamazione-quinquies

    Cos’è la Rottamazione-quinquies

    La Rottamazione-quinquies — tecnicamente denominata Definizione Agevolata — è la quinta edizione della procedura che consente ai contribuenti di estinguere i debiti iscritti a ruolo versando unicamente il capitale originario e le spese procedurali, con l’abbattimento integrale di sanzioni, interessi di mora e aggi di riscossione. È stata introdotta dall’articolo 19 del Decreto Legislativo n. 19 del 2 marzo 2024 (PNRR-ter), convertito con la Legge n. 56 del 29 aprile 2024.

    La misura era originariamente rivolta ai carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Successivamente, il Decreto Legge n. 202 del 27 dicembre 2024 (cosiddetto “Milleproroghe”), convertito con la Legge n. 15 del 21 febbraio 2025, ha esteso la finestra temporale includendo anche i carichi del primo semestre 2025 (dal 1° gennaio al 30 giugno 2025) e ha rimodulato il calendario delle scadenze per le rate successive.

    A differenza della Rottamazione-quater (la quarta edizione, prevista dalla Legge n. 197/2022), la Rottamazione-quinquies consente il pagamento dilazionato fino a 54 rate mensili, di importo costante, distribuite nell’arco di 5 anni e mezzo. Questa caratteristica la rende particolarmente accessibile per i contribuenti con debiti consistenti e difficoltà di liquidità.

    Chi può aderire: i requisiti

    La FAQ ufficiale ADER chiarisce che possono accedere alla Rottamazione-quinquies tutti i soggetti — persone fisiche, persone giuridiche, imprenditori individuali, enti non commerciali — che abbiano carichi affidati all’Agente della Riscossione nei periodi ammessi, indipendentemente dalla natura del debito (tributaria, contributiva, etc.).

    Non occorre alcun requisito reddituale, né un limite massimo di debito da definire. In particolare, possono aderire anche i contribuenti che:

    • Hanno già usufruito di precedenti rottamazioni (Rottamazione-quater, ter, bis) ed erano decaduti per mancato pagamento di una rata
    • Si trovano in procedura concorsuale (fallimento, concordato, liquidazione giudiziale), a condizione che il curatore/commissario autorizzi la domanda
    • Sono debitori di contributi previdenziali (INPS, casse professionali) iscritti a ruolo
    • Hanno debiti verso enti locali che abbiano affidato la riscossione ad ADER
    • Sono soggetti con carichi parzialmente già pagati grazie a precedenti misure

    Attenzione: non tutti i tributi sono definibili. L’ADER ha precisato nelle FAQ che sono esclusi dalla definizione agevolata i carichi relativi a:

    • Risorse proprie tradizionali dell’Unione Europea (dazi doganali)
    • IVA all’importazione
    • Somme dovute a seguito di sentenze di condanna della Corte dei Conti
    • Sanzioni pecuniarie penali
    • Debiti di natura non tributaria già oggetto di rateizzazione attiva con il creditore originario

    Quali carichi sono ammessi alla definizione agevolata

    Una delle FAQ più richieste riguarda l’identificazione dei carichi ammissibili. L’ADER chiarisce che rientrano nella Rottamazione-quinquies:

    • Carichi originari (2000-2023): tutti i debiti affidati ad ADER dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023
    • Carichi del primo semestre 2025 (estensione Milleproroghe): debiti affidati dal 1° gennaio 2025 al 30 giugno 2025, inclusi nella finestra grazie alla Legge n. 15/2025
    • Carichi in rateizzazione attiva: anche i piani di rateizzazione concessi da ADER possono essere “riversati” nella definizione agevolata
    • Carichi sospesi per ricorso: i debiti oggetto di contenzioso tributario possono rientrare, con conseguente rinuncia al ricorso
    • Carichi con accertamento esecutivo: le somme derivanti da accertamenti divenuti definitivi

    Per verificare quali carichi specifici sono presenti nella propria posizione debitoria, il contribuente può accedere al portale ADER (ader.gov.it) nell’area “La mia cartella”, utilizzando le credenziali SPID, CIE o CNS. In alternativa, può rivolgersi agli sportelli ADER prenotando un appuntamento oppure richiedere supporto al proprio CAF o patronato di riferimento.

    Scadenze di pagamento: il piano rateale 2026

    Le scadenze di pagamento della Rottamazione-quinquies rappresentano il punto centrale delle FAQ ADER. Il piano rateale, ricordiamo, può prevedere un versamento unico oppure fino a 54 rate mensili. Di seguito le date chiave aggiornate al 4 maggio 2026, tenendo conto delle proroghe intervenute:

    RataScadenza originariaNote / Proroghe
    1ª rata (o pagamento unico)31 luglio 2025Prorogata al 30 settembre 2025 per i carichi originari 2000-2023
    2ª rata30 novembre 2025Confermata; tolleranza 5 giorni lavorativi
    3ª rata28 febbraio 2026Confermata; in scadenza
    4ª rata31 maggio 2026Prossima scadenza
    5ª rata31 luglio 2026–
    6ª rata30 novembre 2026–
    Dalla 7ª alla 54ª rataMensili fino a luglio 2030Importo costante, calcolato su quota capitale residua

    Tolleranza di 5 giorni: la normativa prevede che il pagamento effettuato entro cinque giorni lavorativi successivi alla scadenza sia comunque considerato tempestivo ai fini della definizione agevolata. Questa tolleranza è applicata automaticamente da ADER, senza necessità di comunicazioni da parte del contribuente.

    Per i carichi del primo semestre 2025 (estensione Milleproroghe), le scadenze del piano rateale decorrono da una data successiva, che ADER comunica nella lettera con il piano di pagamento personalizzato. Il contribuente che ha aderito alla quinquies per questi carichi deve prestare attenzione alla corrispondenza ADER e verificare le date sulla propria area personale di ader.gov.it.

    Ricorda che puoi consultare il nostro articolo dettagliato sullo scadenzario ADER 2026 per un quadro completo di tutte le date.

    Decadenza: quando si perde il beneficio

    La decadenza dalla Rottamazione-quinquies è uno degli argomenti più delicati e tra le FAQ più frequenti ricevute dall’ADER. La perdita del beneficio si verifica quando il contribuente:

    • Non paga una rata entro i 5 giorni lavorativi di tolleranza successivi alla scadenza
    • Paga in misura insufficiente rispetto all’importo dovuto (anche un centesimo in meno determina la decadenza)
    • Effettua il pagamento con strumenti non ammessi (ad esempio, con un bollettino intestato a un’altra pratica)

    In caso di decadenza, la definizione agevolata è definitivamente perduta per tutti i carichi inclusi nella domanda. Non è possibile readerire alla stessa misura. Le somme già versate sono acquisite dal Fisco a titolo di acconto sul debito originario complessivo (comprensivo di sanzioni, interessi e aggi), che torna ad essere esigibile per intero. L’ADER riprende le attività di riscossione coattiva.

    Una FAQ specifica dell’ADER chiarisce che la decadenza è selettiva per cartella: se il contribuente ha incluso più cartelle nella domanda e risulta inadempiente solo su alcune, la decadenza colpisce unicamente i carichi interessati da quella specifica inadempienza, non l’intera definizione agevolata. Questa interpretazione, tuttavia, va verificata caso per caso con la documentazione ufficiale ADER.

    Per approfondire cosa succede dopo la domanda e i rischi di decadenza, leggi il nostro articolo: Rottamazione-quinquies: cosa succede dopo la domanda.

    Rimborsi e sgravi: cosa succede ai pagamenti effettuati

    Tra le FAQ ADER più frequenti figurano quelle sui rimborsi. La normativa prevede due scenari:

    Scenario 1 – Contribuente che ha già pagato parzialmente il debito. Se prima dell’adesione alla Rottamazione-quinquies il contribuente aveva già versato somme a titolo di sanzioni, interessi o aggi (ovvero le componenti “condonate” dalla definizione agevolata), queste somme non vengono rimborsate. Vengono però computate a riduzione del debito residuo da pagare in sede di definizione agevolata.

    Scenario 2 – Contribuente che ha versato più del dovuto. Se il contribuente dimostra di aver pagato in eccesso rispetto al debito “rottamato” (ossia al solo capitale e spese procedurali), ha diritto a un rimborso della differenza. La richiesta va presentata all’ADER con la documentazione attestante i pagamenti effettuati.

    Le FAQ chiariscono anche che i pagamenti effettuati in precedenza a titolo di rateizzazione ordinaria (piani di rateizzazione ex art. 19 DPR 602/1973) sono integralmente considerati ai fini del calcolo del debito residuo, anche se si trattava di pagamenti misti (quota capitale + quota interessi). In pratica, si ricalcola l’intero debito originario e si sottrae quanto già versato complessivamente.

    Sgravi e annullamenti

    Un’altra FAQ riguarda il caso in cui il debito originario venga sgravato o annullato parzialmente dall’ente creditore (ad esempio, il Comune annulla parte delle sanzioni per un errore nell’avviso di accertamento) dopo l’adesione alla rottamazione. In questo caso, l’ADER aggiorna il piano di pagamento personalizzato, rideterminando le rate in modo proporzionale. Il contribuente riceve comunicazione della variazione.

    Comunicazione ADER: come ricevere il piano di pagamento

    L’ADER invia a ogni contribuente che ha presentato domanda di adesione una comunicazione personalizzata contenente:

    • L’accoglimento o il rigetto della domanda (con motivazione in caso di rigetto)
    • L’importo complessivo da pagare (capitale + spese, al netto di sanzioni e interessi condonate)
    • Il numero e l’importo delle rate, con le relative scadenze
    • I bollettini di pagamento precompilati (o le istruzioni per scaricarli dall’area personale)
    • Il codice identificativo della pratica da utilizzare per qualsiasi comunicazione successiva

    La comunicazione viene inviata:

    • Via posta elettronica certificata (PEC) per i soggetti che dispongono di un indirizzo PEC registrato
    • Via posta ordinaria raccomandata per le persone fisiche senza PEC
    • Tramite area personale del portale ader.gov.it (sempre disponibile online)

    La FAQ ADER del 4 maggio 2026 precisa che in caso di mancata ricezione della comunicazione, il contribuente può verificare lo stato della propria domanda direttamente nell’area riservata di ader.gov.it, accedendo con SPID, CIE o CNS. In caso di problemi tecnici, è possibile contattare il numero verde 060101 oppure recarsi fisicamente presso gli sportelli ADER.

    Modifica o integrazione della domanda

    Una delle FAQ più dibattute riguarda la possibilità di modificare la domanda di adesione alla Rottamazione-quinquies dopo averla presentata. L’ADER chiarisce che:

    • Non è possibile ritirare la domanda una volta presentata: la rinuncia implicita avviene solo attraverso il mancato pagamento della prima rata (con conseguente decadenza)
    • Non è possibile aggiungere nuovi carichi alla domanda presentata, a meno che non vi sia una riapertura dei termini normativa
    • Non è possibile ridurre il numero di carichi inclusi nella domanda: se un carico è stato inserito, rimane incluso nella definizione agevolata
    • È possibile integrare la domanda se si individuano ulteriori carichi ammissibili che non erano stati inizialmente inclusi, ma solo nel caso in cui i termini di presentazione siano ancora aperti o vi sia stata una riapertura

    Per i contribuenti che si accorgono di aver omesso carichi dalla propria domanda, l’ADER suggerisce di verificare nell’area personale se esistono ulteriori cartelle non incluse. In caso di nuovi carichi affidati successivamente alla domanda iniziale, questi potranno essere oggetto di una nuova istanza (se e quando la normativa preveda ulteriori finestre di adesione).

    Situazioni particolari: procedure concorsuali, soggetti deceduti, società

    Il Diario Quotidiano ADER del 4 maggio 2026 dedica ampio spazio alle situazioni particolari che i contribuenti si trovano ad affrontare. Ecco i principali chiarimenti:

    Procedure concorsuali (fallimento, liquidazione giudiziale)

    Le imprese in fallimento o liquidazione giudiziale possono aderire alla Rottamazione-quinquies, ma la domanda deve essere presentata dal curatore fallimentare o dal commissario liquidatore, previa autorizzazione del giudice delegato o del comitato dei creditori (a seconda della fase procedurale). L’ADER accetta la domanda subordinatamente alla produzione del provvedimento autorizzativo. In caso di concordato preventivo, la facoltà di aderire è generalmente riconosciuta nell’ambito del piano concordatario.

    Soggetti deceduti

    Se il titolare del debito è deceduto dopo aver presentato domanda, gli eredi subentrano nel piano di pagamento. Se invece il titolare è deceduto prima di presentare domanda, spetta agli eredi presentare l’istanza di adesione, allegando la documentazione comprovante la qualità di erede (dichiarazione di successione, atto di notorietà, etc.). La dichiarazione di successione è lo strumento chiave in questi casi; per supporto, il CAF Centro Fiscale offre assistenza per la dichiarazione di successione.

    Società estinte e soggetti non più esistenti

    Per le società cancellate dal Registro delle Imprese, i soci (nelle società di persone) o gli ex amministratori (nelle società di capitali, entro i limiti della responsabilità patrimoniale prevista dall’art. 2495 c.c.) possono presentare la domanda. L’ADER esamina le domande caso per caso, tenendo conto della struttura societaria e dei provvedimenti di cancellazione.

    Contribuenti con debitoria mista (carichi ammissibili e non ammissibili)

    Quando un contribuente ha sia carichi ammissibili alla definizione agevolata sia carichi non ammissibili (ad esempio, dazi doganali o sanzioni penali), la domanda di adesione riguarderà esclusivamente i carichi ammissibili. I carichi non ammissibili rimangono soggetti alle ordinarie procedure di riscossione. L’ADER nella propria comunicazione personalizzata separerà chiaramente i due gruppi.

    Effetti giuridici della definizione agevolata

    La normativa sulla Rottamazione-quinquies produce importanti effetti giuridici sin dal momento della presentazione della domanda, anche prima che il contribuente abbia effettuato alcun pagamento. Le FAQ ADER del 4 maggio 2026 chiariscono questi aspetti con precisione.

    Sospensione delle procedure esecutive

    A seguito della presentazione della domanda di definizione agevolata:

    • Sono sospese le procedure esecutive (pignoramenti, fermi amministrativi) già avviate su carichi inclusi nella domanda
    • Non possono essere avviate nuove procedure cautelari ed esecutive sui medesimi carichi
    • I fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti rimangono in essere fino al completamento del pagamento, ma non possono essere eseguiti ulteriori atti esecutivi
    • Viene sospesa anche l’iscrizione a ruolo di eventuali ulteriori carichi correlati ai periodi ammessi

    Questi effetti sono automatici e non richiedono alcuna comunicazione del contribuente al creditore o al giudice (in caso di procedimenti pendenti).

    Contenzioso tributario e rinuncia al ricorso

    Se il contribuente ha in corso un ricorso tributario relativo ai carichi inclusi nella domanda di rottamazione, l’adesione alla definizione agevolata comporta la rinuncia implicita al ricorso. Il contribuente deve comunicare al giudice tributario (CTP/CGT di primo e secondo grado) la rinuncia al ricorso, con conseguente estinzione del giudizio. Le spese processuali rimangono a carico del contribuente rinunciante, salvo diverso accordo con l’Amministrazione.

    È importante valutare attentamente la convenienza della rinuncia al ricorso prima di aderire alla rottamazione, soprattutto se le probabilità di successo del ricorso sono elevate. In questi casi è utile consultare un esperto fiscale o il proprio CAF per una valutazione complessiva della propria situazione tributaria.

    Effetti sull’ISEE e sulle certificazioni fiscali

    Una FAQ molto pratica riguarda gli effetti della rottamazione sull’ISEE. I debiti inclusi nella Rottamazione-quinquies non incidono negativamente sull’ISEE una volta presentata la domanda di adesione, poiché vengono “congelati” in attesa del pagamento. Tuttavia, in caso di decadenza, il debito torna ad essere computato pienamente. Per ottenere il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) o altre certificazioni di regolarità fiscale, è necessario essere in regola con i pagamenti della definizione agevolata: la sola presentazione della domanda non è sufficiente se ci sono rate scadute non pagate.

    Come effettuare i pagamenti

    Le FAQ ADER chiariscono che i pagamenti della Rottamazione-quinquies possono essere effettuati attraverso diversi canali, tutti indicati nel piano di pagamento personalizzato inviato dall’ADER:

    • Portale ader.gov.it: area personale, pagamento con carta di credito/debito o bonifico bancario
    • App ADER: disponibile su iOS e Android, con pagamento tramite pagoPA
    • Sportelli bancari e uffici postali: presentando i bollettini RAV precompilati
    • Tabaccherie e ricevitorie abilitate al servizio pagoPA
    • Home banking: utilizzando il codice RAV fornito da ADER
    • Sportelli ADER: fisicamente presso le sedi territoriali, previo appuntamento

    Attenzione al codice RAV: ogni bollettino di pagamento ha un codice RAV univoco collegato alla specifica rata e al contribuente. È fondamentale utilizzare il bollettino corretto per ogni rata: il pagamento con un bollettino errato (ad esempio, di una rata già pagata o di un’altra pratica) potrebbe non essere correttamente imputato, con rischio di decadenza. In caso di dubbio, verificare sempre sull’area personale di ader.gov.it prima di effettuare il pagamento.

    Per la 4ª rata in scadenza il 31 maggio 2026, ricordiamo che la tolleranza di 5 giorni lavorativi porta la scadenza effettiva al 5 giugno 2026 (tenendo conto dei giorni lavorativi). Consigliamo di non attendere l’ultimo momento utile, soprattutto per chi utilizza il portale bancario, dove potrebbero verificarsi ritardi tecnici.

    Assistenza del CAF per la Rottamazione-quinquies

    La Rottamazione-quinquies è una misura potenzialmente vantaggiosa per milioni di contribuenti italiani, ma richiede attenzione nella verifica dei carichi, nella comprensione del piano di pagamento e nel rispetto delle scadenze. Un singolo errore — come il pagamento di un centesimo in meno o l’uso del bollettino sbagliato — può comportare la decadenza definitiva dal beneficio, con il ripristino dell’intero debito originario.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

    • Verifica della posizione debitoria ADER e identificazione dei carichi ammissibili
    • Calcolo del risparmio effettivo derivante dalla definizione agevolata rispetto al debito complessivo
    • Controllo del piano di pagamento ricevuto dall’ADER
    • Supporto nella presentazione di nuove domande in caso di riapertura dei termini
    • Assistenza per le situazioni particolari (eredi, procedure concorsuali, contenzioso tributario)
    • Consulenza integrata con la dichiarazione dei redditi e il regime fiscale complessivo

    Contatta il nostro CAF per una consulenza personalizzata. Siamo a Udine, in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, e puoi raggiungerci anche via WhatsApp al 366 6018121 o per telefono al 0432 1638640.

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    Domande Frequenti sulla Rottamazione-quinquies

    Posso ancora aderire alla Rottamazione-quinquies nel 2026?

    La finestra originaria di adesione alla Rottamazione-quinquies si e chiusa il 30 aprile 2025. Salvo riaperture dei termini previste da nuovi provvedimenti normativi, attualmente non e possibile presentare nuove domande. Chi ha gia aderito e regolare con i pagamenti puo continuare a beneficiare della definizione agevolata.

    Cosa succede se salto una rata della Rottamazione-quinquies?

    Se non paghi una rata entro i 5 giorni lavorativi successivi alla scadenza, o se paghi un importo inferiore al dovuto anche di un solo centesimo, perdi definitivamente il beneficio della definizione agevolata per tutti i carichi inclusi in quella domanda. Il debito originario torna esigibile per intero, comprensivo di sanzioni, interessi e aggi, e ADER riprende le attivita di riscossione coattiva.

    Quanto risparmio con la Rottamazione-quinquies rispetto al debito originale?

    Il risparmio varia in base alla composizione del debito. In media, le sanzioni rappresentano il 30% del debito complessivo e gli interessi di mora un ulteriore 15-20%. Il risparmio totale puo dunque oscillare tra il 30% e il 50% del debito iscritto a ruolo, con punte piu elevate per i debiti piu datati (dove gli interessi accumulati nel tempo sono maggiori). Per un calcolo preciso, e necessario analizzare le singole cartelle.

    Il fermo auto viene tolto con la Rottamazione-quinquies?

    Il fermo amministrativo sul veicolo viene sospeso automaticamente dalla presentazione della domanda, ma viene cancellato definitivamente solo a pagamento completato (unica soluzione o ultima rata). Durante il piano di pagamento, il contribuente puo circolare con il veicolo nonostante il fermo non sia ancora formalmente cancellato, previo rilascio di specifica autorizzazione ADER. E consigliabile richiedere questa autorizzazione se si necessita di utilizzare il veicolo durante il periodo di pagamento rateale.

    Posso chiedere assistenza al CAF per la Rottamazione-quinquies?

    Si, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza per la verifica della posizione debitoria ADER, il controllo del piano di pagamento e la valutazione della convenienza della definizione agevolata. Puoi contattarci via WhatsApp al 366 6018121, per telefono al 0432 1638640 o recandoti di persona in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.


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      CAF

      Rottamazione-quinquies, le FAQ dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione: Guida Completa 2026

      ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

      Indice dei contenuti

      1. Che cos’è la Rottamazione-quinquies?
      2. Chi può aderire alla Rottamazione-quinquies?
      3. Quali debiti sono ammessi alla definizione agevolata?
      4. Debiti esclusi: cosa non rientra nella Rottamazione-quinquies?
      5. Come aderire: la procedura passo per passo
      6. Scadenze e piano di pagamento: le rate della Rottamazione-quinquies
      7. Cosa si paga e cosa si elimina nella definizione agevolata?
      8. Decadenza dalla Rottamazione-quinquies: quando si perde il beneficio?
      9. Le principali FAQ ufficiali dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione
      10. Casi particolari: successioni, aziende in crisi, deceduti
      11. Vantaggi concreti: quanto si risparmia con la Rottamazione-quinquies?

      Il 4 maggio 2026 segna una tappa importante per migliaia di contribuenti italiani alle prese con i debiti con il Fisco. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER) ha pubblicato le proprie FAQ ufficiali sulla Rottamazione-quinquies, la definizione agevolata introdotta dal Collegato fiscale 2026 (Legge n. 15/2026), che consente di estinguere i carichi affidati all’Agente della Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 pagando solo il capitale e le spese di notifica e procedura, senza sanzioni, interessi di mora e aggio.

      In questo articolo raccogliamo e analizziamo tutte le domande e risposte ufficiali pubblicate dall’ADER, integrando con approfondimenti normativi e casi pratici per aiutarti a capire se puoi aderire, come farlo e quanto puoi risparmiare. Se hai cartelle esattoriali o avvisi di addebito INPS ancora aperti, questa guida fa per te.

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      Che cos’è la Rottamazione-quinquies?

      La Rottamazione-quinquies è la quinta edizione della cosiddetta “definizione agevolata dei carichi” affidata all’Agente della Riscossione. È stata introdotta con il decreto-legge Collegato fiscale 2026, convertito con la Legge n. 15 del 21 febbraio 2026, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 44 del 22 febbraio 2026.

      Con questa misura, il legislatore ha voluto offrire ai contribuenti in difficoltà economica la possibilità di chiudere le proprie pendenze con il Fisco a condizioni vantaggiose, eliminando le componenti accessorie più onerose: sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione. Il contribuente paga quindi solo il capitale dovuto (l’imposta originaria) più le spese di notifica e le spese per le eventuali procedure esecutive già avviate.

      Rispetto alle precedenti edizioni (Rottamazione-bis, ter, quater), la Rottamazione-quinquies introduce alcune novità rilevanti:

      • Finestra temporale più ampia: copre i carichi dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 (la quater si fermava al 30 giugno 2022)
      • Piano di rateizzazione esteso: fino a 54 rate (9 anni e mezzo) per chi sceglie la rateizzazione massima
      • Tasso di interesse applicato: 3% annuo sulle rate successive alla prima, non capitalizzato
      • Accesso allargato: includono i contribuenti decaduti dalla Rottamazione-quater che non avevano pagato entro la scadenza del 31 dicembre 2024

      Chi può aderire alla Rottamazione-quinquies?

      Secondo le FAQ ufficiali pubblicate dall’ADER, possono presentare la domanda di adesione alla Rottamazione-quinquies:

      • Persone fisiche (privati cittadini, lavoratori dipendenti, pensionati, partite IVA individuali)
      • Persone giuridiche (società di capitali, società di persone, associazioni, enti non commerciali)
      • Eredi di soggetti deceduti con debiti pendenti
      • Soggetti in procedura concorsuale (fallimento, liquidazione giudiziale, concordato preventivo) a condizione che il curatore o il commissario presenti la domanda
      • Coobbligati solidali (ad esempio, il fideiussore o il garante di un debito fiscale altrui)
      • Contribuenti decaduti dalla Rottamazione-quater che non hanno effettuato tutti i pagamenti previsti entro il 31 dicembre 2024

      Un aspetto particolarmente rilevante chiarito dalle FAQ riguarda i contribuenti che hanno già un piano di rateizzazione ordinaria in corso: possono comunque aderire alla Rottamazione-quinquies, purché il piano sia stato attivato prima della data di presentazione della domanda. In tal caso, le rate già pagate vengono conteggiate, ma il beneficio della definizione agevolata si applica solo alle somme residue non ancora versate.

      Quali debiti sono ammessi alla definizione agevolata?

      La Rottamazione-quinquies riguarda i carichi affidati all’Agente della Riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Le FAQ dell’ADER precisano che rientrano nella definizione agevolata:

      • Imposte dirette: IRPEF, IRES, IRAP iscritte a ruolo
      • IVA (solo quella risultante da ruolo, non da autoliquidazione)
      • Contributi previdenziali INPS (avvisi di addebito)
      • Contributi INAIL
      • Bollo auto e altri tributi regionali/locali affidati all’ADER
      • Sanzioni amministrative diverse da quelle tributarie (es. multe stradali affidate all’ADER)
      • Imposte sostitutive (cedolare secca, imposta sostitutiva delle persone fisiche)
      • Ritenute alla fonte non versate dai sostituti d’imposta
      • Addizionali IRPEF regionali e comunali
      • Canone RAI non pagato e affidato alla riscossione

      Una delle domande più frequenti riguarda i debiti già oggetto di rateizzazione ordinaria: l’ADER chiarisce che anche i carichi per i quali è già in corso un piano di pagamento dilazionato possono essere inclusi nella Rottamazione-quinquies, a condizione che al momento della presentazione della domanda il contribuente non sia decaduto dal piano stesso.

      Debiti esclusi: cosa non rientra nella Rottamazione-quinquies?

      Non tutti i debiti con il Fisco possono essere rottamati. Le FAQ ufficiali elencano con precisione le esclusioni dalla definizione agevolata:

      • Risorse proprie dell’Unione Europea (dazi doganali, prelievi agricoli)
      • IVA all’importazione
      • Recupero di aiuti di Stato dichiarati incompatibili dalla Commissione Europea
      • Crediti derivanti da pronunce della Corte penale internazionale
      • Sanzioni e pene pecuniarie in materia penale (es. pene sostitutive, confische)
      • Carichi affidati dopo il 31 dicembre 2023 (anche se riguardano anni precedenti)
      • Carichi interessati da procedure di cui all’articolo 11 del D.lgs. 218/1997 (accertamento con adesione) se non ancora definiti
      • Somme già oggetto di provvedimento di diniego o decadenza da precedenti definizioni agevolate per le quali non siano stati effettuati i pagamenti previsti

      Un chiarimento importante delle FAQ riguarda le multe stradali: le sanzioni per violazioni del Codice della Strada affidate all’ADER sono parzialmente rottamabili. In particolare, si possono eliminare gli interessi di mora e le maggiorazioni, ma non le sanzioni stesse (che rappresentano la sanzione amministrativa principale). Si paga quindi l’importo originario della multa più le spese di notifica, ma senza l’aggravio degli interessi.

      Come aderire: la procedura passo per passo

      L’adesione alla Rottamazione-quinquies avviene esclusivamente per via telematica, attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (www.agenziaentrateriscossione.gov.it). Le FAQ ufficiali descrivono in dettaglio la procedura:

      Passo 1: Accedi all’area riservata ADER

      Collegati al sito agenziaentrateriscossione.gov.it e accedi con le tue credenziali digitali: SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). In alternativa, puoi presentare la domanda in forma cartacea presso uno sportello ADER.

      Passo 2: Verifica i tuoi debiti

      Prima di presentare la domanda, verifica l’elenco dei tuoi carichi pendenti accedendo alla sezione “La mia situazione debitoria” dell’area riservata. Potrai visualizzare tutte le cartelle e gli avvisi di addebito affidati all’ADER e verificare quali rientrano nella finestra temporale 2000-2023.

      Passo 3: Presenta la domanda (Modello DA-LS-2026)

      Compila e invia il Modello DA-LS-2026 (Dichiarazione di Adesione – Lista Specifica 2026), disponibile sul portale ADER. Nel modello devi indicare:

      • I codici delle cartelle che vuoi includere nella definizione agevolata
      • Il numero di rate prescelto (unica soluzione, 18, 36 o 54 rate)
      • I tuoi dati anagrafici e il codice fiscale
      • L’IBAN del conto corrente per l’eventuale rimborso delle somme già versate in eccesso

      Importante: la domanda deve essere presentata entro il 30 settembre 2026. Dopo tale data, non sarà più possibile aderire alla Rottamazione-quinquies.

      Passo 4: Ricevi la comunicazione ADER

      Entro il 30 novembre 2026, l’ADER ti invierà la “Comunicazione delle somme dovute” (il cosiddetto “prospetto di pagamento”), nella quale troverai:

      • Il totale da pagare dopo lo stralcio di sanzioni, interessi di mora e aggio
      • Il calendario delle rate con importi e scadenze
      • I bollettini precompilati (MAV o F24) per i pagamenti

      Scadenze e piano di pagamento: le rate della Rottamazione-quinquies

      Il piano di pagamento della Rottamazione-quinquies è uno dei punti più importanti chiariti dalle FAQ ufficiali. Il contribuente può scegliere tra diverse opzioni:

      OpzioneN. di rateDurataPrima rataRate successive
      Pagamento in unica soluzione1–28 febbraio 2027–
      Rateizzazione breve183 anni28 febbraio 2027Semestrale (luglio/febbraio)
      Rateizzazione media366 anni28 febbraio 2027Semestrale (luglio/febbraio)
      Rateizzazione massima549,5 anni28 febbraio 2027Semestrale (luglio/febbraio)

      Le FAQ chiariscono un aspetto fondamentale: le rate non sono mensili ma semestrali, con scadenza al 28 febbraio e al 31 luglio di ogni anno. Questo schema differisce dalla rateizzazione ordinaria (fino a 120 rate mensili) ma offre il vantaggio della eliminazione delle sanzioni e degli interessi di mora.

      Sul tasso di interesse applicato alle rate, l’ADER chiarisce che sulle rate successive alla prima si applica un interesse del 3% annuo, calcolato sulla somma residua dovuta. Questo tasso è fisso e non capitalizzato, il che significa che non si calcola l’interesse sull’interesse.

      Esempio pratico di calcolo rate: se il debito da rottamare (dopo stralcio di sanzioni e interessi di mora) è di 10.000 euro e si sceglie la rateizzazione in 18 rate semestrali (3 anni), la prima rata sarà circa 556 euro e le successive includeranno una quota di interesse pari al 3% annuo sulla somma residua, con un esborso totale di circa 10.700-10.900 euro (a seconda del momento di presentazione della domanda).

      Cosa si paga e cosa si elimina nella definizione agevolata?

      Uno dei chiarimenti più attesi nelle FAQ riguarda esattamente cosa rimane da pagare e cosa viene eliminato. Le FAQ dell’ADER rispondono con precisione:

      Si paga:

      • Capitale del debito originario (l’imposta, il contributo o la somma principale)
      • Spese di notifica della cartella di pagamento
      • Spese per le procedure esecutive già avviate (fermi amministrativi, ipoteche, pignoramenti)
      • Interessi al tasso del 3% sulle rate successive alla prima

      Si elimina (senza dover pagare):

      • Sanzioni tributarie (comprese le sanzioni per ritardato versamento e per infedele dichiarazione)
      • Interessi di mora (gli interessi calcolati dall’ADER dopo la scadenza della cartella)
      • Interessi di dilazione (quelli applicati nelle precedenti rateizzazioni ordinarie)
      • Aggio di riscossione (la commissione spettante all’ADER per l’attività di riscossione)

      Le FAQ precisano un’importante distinzione sugli interessi iscritti a ruolo: si tratta degli interessi che fanno parte del debito originario (es. gli interessi su IRPEF non versata calcolati dall’Agenzia delle Entrate nell’avviso di accertamento). Questi interessi non vengono eliminati dalla rottamazione, perché sono parte integrante del capitale del debito, non accessori aggiunti dall’ADER in fase di riscossione.

      Decadenza dalla Rottamazione-quinquies: quando si perde il beneficio?

      La decadenza dalla definizione agevolata è uno degli argomenti più delicati e frequentemente oggetto di domanda nelle FAQ ufficiali. Il contribuente decade dalla Rottamazione-quinquies e perde tutti i benefici se:

      • Non paga una rata entro i termini di tolleranza (5 giorni lavorativi dopo la scadenza prevista)
      • Paga una rata in misura inferiore a quella indicata nel prospetto di pagamento
      • Non paga in unica soluzione entro la scadenza, se ha scelto questa modalità

      In caso di decadenza, le conseguenze sono gravi:

      • L’ADER riprende la riscossione dell’intero debito originario, comprensivo di sanzioni e interessi di mora
      • Le somme già versate in corso di rottamazione vengono conteggiate come acconto sul totale dovuto, non vengono restituite
      • Non è possibile aderire a una nuova rottamazione per gli stessi carichi (almeno fino a quando non venga approvata una nuova misura legislativa)
      • L’ADER riprende o intensifica le azioni esecutive (fermo auto, ipoteca sulla casa, pignoramento del conto corrente)

      Le FAQ chiariscono un aspetto importante sulla tolleranza nei pagamenti: è prevista una finestra di 5 giorni lavorativi dopo la scadenza di ogni rata. Se il pagamento arriva entro questo periodo, la rata si considera tempestiva e non scatta la decadenza. Tuttavia, l’ADER raccomanda di non fare affidamento su questi giorni di tolleranza come regola, ma solo come salvaguardia per ritardi tecnici o bancari.

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      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Le principali FAQ ufficiali dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione

      Di seguito riportiamo e analizziamo le domande più frequenti pubblicate ufficialmente dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione nella sezione FAQ del proprio portale dedicato alla Rottamazione-quinquies.

      FAQ 1: Posso aderire se ho già un piano di rateizzazione ordinaria in corso?

      Risposta ADER: Sì. I carichi per i quali è in corso un piano di rateizzazione ordinaria possono essere inclusi nella domanda di Rottamazione-quinquies, a condizione che il piano non sia decaduto al momento della presentazione della domanda. Le rate già pagate nell’ambito del piano ordinario vengono conteggiate come pagamenti parziali del debito originario (al netto di sanzioni e interessi eliminati).

      FAQ 2: Posso aderire se sono decaduto dalla Rottamazione-quater?

      Risposta ADER: Sì. La Rottamazione-quinquies è aperta anche ai contribuenti che erano stati ammessi alla Rottamazione-quater (Legge n. 197/2022) ma sono decaduti per mancato pagamento. I carichi già inclusi nella quater, per i quali non è stata completata la procedura di pagamento, possono essere inclusi nella nuova domanda di definizione agevolata.

      FAQ 3: L’adesione sospende le azioni esecutive già in corso?

      Risposta ADER: Sì. Dalla data di presentazione della domanda e fino alla comunicazione delle somme dovute (30 novembre 2026), sono sospese le procedure esecutive già avviate (fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento) per i carichi inclusi nella domanda. Sono inoltre sospesi i termini di prescrizione e decadenza. Tuttavia, le azioni già concluse (es. vendita all’asta già effettuata) non possono essere annullate.

      FAQ 4: Cosa succede se ho debiti sia rottamabili che non rottamabili?

      Risposta ADER: La domanda può includere solo i carichi ammissibili alla rottamazione. I debiti esclusi (es. risorse UE, IVA all’importazione) continuano il loro normale iter di riscossione. Non è previsto alcun automatismo: il contribuente deve indicare specificamente nella domanda quali carichi vuole rottamare. Quelli non inclusi non beneficiano della sospensione delle azioni esecutive.

      FAQ 5: Si può aderire parzialmente, cioè solo per alcune cartelle?

      Risposta ADER: Sì. Il contribuente non è obbligato a includere nella domanda tutti i carichi ammissibili. Può scegliere di rottamare solo alcune cartelle o avvisi di addebito, lasciando gli altri fuori dalla definizione agevolata (che continueranno ad essere oggetto di riscossione ordinaria). Questa flessibilità permette, ad esempio, di escludere carichi di modesto importo per i quali il risparmio sarebbe trascurabile.

      FAQ 6: La domanda può essere ritirata dopo la presentazione?

      Risposta ADER: Sì, ma solo entro la data del 30 settembre 2026 (termine ultimo per le domande). Dopo tale data, la domanda presentata non può essere revocata. La rinuncia alla domanda determina il ripristino di tutti i debiti originari comprensivi di sanzioni e interessi.

      FAQ 7: Cosa succede ai debiti rottamati se vengono impugnati davanti alla Commissione Tributaria?

      Risposta ADER: L’adesione alla Rottamazione-quinquies implica la rinuncia ai ricorsi pendenti per i carichi inclusi nella domanda. Il contribuente che ha impugnato una cartella può scegliere di aderire alla rottamazione (rinunciando al ricorso) oppure di proseguire il contenzioso. Non è possibile tenere aperto il ricorso e contemporaneamente beneficiare della definizione agevolata per lo stesso carico.

      FAQ 8: Come vengono gestiti i rimborsi per somme versate in eccesso?

      Risposta ADER: Se il contribuente ha già versato somme superiori a quelle dovute nella definizione agevolata (ad esempio, perché aveva già iniziato a pagare una rateizzazione ordinaria), l’ADER non rimborsa automaticamente l’eccedenza, ma la quota versata in più viene scomputata dalle somme ancora dovute. Solo nel caso in cui l’importo già versato superi l’intero debito rideterminato, l’ADER procede al rimborso dell’eccedenza.

      Casi particolari: successioni, aziende in crisi, deceduti

      Le FAQ dell’ADER dedicano attenzione anche a situazioni specifiche che meritano un approfondimento:

      Eredità e successione: i debiti del defunto sono rottamabili?

      Sì. Le cartelle intestate a un soggetto deceduto possono essere incluse nella Rottamazione-quinquies dagli eredi. La domanda va presentata dall’erede in proprio nome, indicando il codice fiscale del de cuius. L’ADER invierà la comunicazione delle somme dovute all’erede, che dovrà effettuare i pagamenti. È importante che l’erede abbia preventivamente verificato di aver accettato l’eredità (anche tacitamente) per poter procedere. Il CAF Centro Fiscale offre assistenza completa per le dichiarazioni di successione e può supportarti anche nella gestione delle cartelle del defunto.

      Aziende in procedura concorsuale

      Per le aziende in fallimento, liquidazione giudiziale o concordato preventivo, la domanda di Rottamazione-quinquies deve essere presentata dal curatore fallimentare o dal commissario giudiziale, previa autorizzazione del Giudice Delegato. Le FAQ precisano che per queste procedure il termine di pagamento può essere differente rispetto a quello ordinario, in quanto subordinato all’approvazione del piano concordatario o alla chiusura della procedura.

      Coobbligati solidali: cosa succede al garante?

      Se il debito è garantito da un fideiussore o coobbligato solidale, anche quest’ultimo può presentare autonoma domanda di Rottamazione-quinquies per i carichi di cui è responsabile in solido. L’adesione del debitore principale non comporta automaticamente l’adesione del garante, e viceversa. Ogni soggetto deve presentare la propria domanda separatamente.

      Vantaggi concreti: quanto si risparmia con la Rottamazione-quinquies?

      Per capire concretamente il vantaggio della Rottamazione-quinquies, è utile fare un esempio numerico. Consideriamo un debito IRPEF da 10.000 euro affidato all’ADER nel 2019:

      ComponenteImporto senza rottamazioneImporto con rottamazione
      Imposta IRPEF originaria10.000 euro10.000 euro
      Interessi iscritti a ruolo (3% × 7 anni)2.100 euro2.100 euro
      Sanzioni (30% del debito)3.000 euro0 euro (eliminata)
      Interessi di mora (4,5% × 7 anni)3.150 euro0 euro (eliminata)
      Aggio di riscossione (3%)300 euro0 euro (eliminata)
      Spese di notifica35 euro35 euro
      TOTALE DOVUTO18.585 euro12.135 euro
      RISPARMIO–6.450 euro (34,7%)

      In questo esempio, il risparmio supera il 34% del debito totale, una cifra significativa. Naturalmente il risparmio effettivo dipende dalla composizione specifica del debito (quanto pesano sanzioni e interessi di mora rispetto al capitale) e dall’anzianità del carico (debiti più vecchi hanno accumulato più interessi di mora).

      Per i debiti con sanzioni molto elevate (ad esempio, in caso di omessa dichiarazione con sanzione del 120-240% dell’imposta), il risparmio può essere ancora più significativo, arrivando a ridurre il debito complessivo anche del 50-60%.

      Se hai dubbi sulla tua situazione debitoria o vuoi verificare quali cartelle puoi rottamare e quanto potresti risparmiare, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per un’analisi personalizzata. Ricorda che la scadenza per presentare la domanda è il 30 settembre 2026: non aspettare l’ultimo momento.

      Per ulteriori approfondimenti, puoi consultare anche la nostra guida sulla dichiarazione dei redditi 730 e sull’ISEE 2026 per capire come ottimizzare la tua posizione fiscale complessiva.

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      Domande Frequenti sulla Rottamazione-quinquies 2026

      Qual e’ la scadenza per aderire alla Rottamazione-quinquies?

      La domanda di adesione alla Rottamazione-quinquies deve essere presentata entro il 30 settembre 2026. Entro il 30 novembre 2026, l’ADER inviera’ la comunicazione delle somme dovute con il piano di pagamento. La prima rata (o unica soluzione) scade il 28 febbraio 2027.

      Posso rottamare solo alcune cartelle e non tutte?

      Si’. La legge consente di scegliere quali carichi includere nella domanda. Non e’ obbligatorio rottamare tutti i debiti ammissibili: il contribuente puo’ selezionare singole cartelle o avvisi di addebito da includere nella definizione agevolata.

      Cosa si risparmia con la Rottamazione-quinquies?

      Con la Rottamazione-quinquies si elimina il pagamento di sanzioni tributarie, interessi di mora, interessi di dilazione e aggio di riscossione. Si paga solo il capitale originario, le spese di notifica e le spese per procedure esecutive gia’ avviate. Il risparmio dipende dalla composizione del debito, ma puo’ arrivare al 30-50% del totale dovuto senza rottamazione.

      Cosa succede se salto una rata della Rottamazione-quinquies?

      La mancata o insufficiente corresponsione di una rata entro i 5 giorni lavorativi successivi alla scadenza determina la decadenza dalla definizione agevolata. In tal caso, l’ADER riprende la riscossione dell’intero debito originario comprensivo di sanzioni e interessi. Le somme gia’ versate vengono conteggiate come acconto.

      I debiti dell’INPS (contributi) sono rottamabili?

      Si’. Gli avvisi di addebito INPS affidati all’ADER rientrano nella Rottamazione-quinquies se relativi al periodo 1 gennaio 2000 – 31 dicembre 2023. Si eliminano gli interessi di mora e le sanzioni civili, mentre il contributo previdenziale originario deve essere integralmente corrisposto.


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      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare quali debiti rientrano nella Rottamazione-quinquies, calcolare il tuo risparmio e preparare la domanda in modo corretto entro il 30 settembre 2026.

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        Rottamazione-quinquies: Cosa Succede Dopo la Domanda, dal Piano di Pagamento alla Decadenza

        ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

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        Indice dei contenuti

        1. Timeline completa: cosa succede dopo aver inviato la domanda
        2. Come e quando arriva la comunicazione dell’Agenzia Entrate-Riscossione
        3. Come leggere la comunicazione: accoglimento, rigetto, parziale accoglimento
        4. Il piano di pagamento: 54 rate in 9 anni (2026-2034)
        5. Come pagare le rate: F24, RAV, online, domiciliazione
        6. La tolleranza di 5 giorni: come funziona e quando si applica
        7. Cause di decadenza dalla rottamazione-quinquies
        8. Conseguenze della decadenza: ripresa riscossione, sanzioni, interessi
        9. Come evitare la decadenza: checklist pratica
        10. Possibilità di riammissione dopo decadenza
        11. Domande frequenti sulla rottamazione-quinquies dopo la domanda

        Hai presentato la domanda di rottamazione-quinquies entro la scadenza del 30 aprile 2026 e ora ti stai chiedendo: cosa succede adesso? Quando arriverà la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER)? Come sarà strutturato il piano di pagamento? Quali sono le scadenze delle rate e cosa rischi se non le rispetti?

        In questa guida completa ti spieghiamo passo dopo passo tutto il percorso post-domanda: dalla timeline delle comunicazioni AdER al piano rateale 54 rate in 9 anni, dalle modalità di pagamento alle cause di decadenza dal beneficio, fino alle conseguenze di un mancato pagamento e alle possibilità di riammissione.

        L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha fino al 30 giugno 2026 per inviarti la comunicazione con l’esito della tua domanda e il piano di pagamento personalizzato. Se non ricevi risposta entro questa data, o se la comunicazione contiene errori, esistono procedure specifiche per sollecitare o contestare. Vediamo nel dettaglio tutto quello che devi sapere per gestire correttamente la tua rottamazione-quinquies ed evitare di perdere il beneficio.

        Timeline completa: cosa succede dopo aver inviato la domanda

        Una volta presentata la domanda di rottamazione-quinquies (scadenza ordinaria: 30 aprile 2026; scadenza per decaduti dalla quater: 28 febbraio 2026), l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) avvia un processo articolato che si sviluppa nei mesi successivi. Ecco la timeline completa con tutte le date chiave che devi segnare in calendario:

        Data/PeriodoEventoCosa devi fare
        Entro 30 aprile 2026Scadenza presentazione domandaInvia la domanda online tramite portale AdER con SPID/CIE/CNS
        Maggio-Giugno 2026AdER elabora le domande ricevuteNessuna azione richiesta. Attendi la comunicazione.
        Entro 30 giugno 2026Invio comunicazione esito domandaControlla la PEC, l’area riservata AdER e la posta ordinaria
        Luglio 2026Ricezione comunicazione con piano pagamentoVerifica importi, numero rate, scadenze. Controlla eventuali errori.
        31 luglio 2026PRIMA RATA 10% del debito totalePaga la prima rata entro questa data (con 5 giorni tolleranza: 5 agosto)
        30 novembre 2026SECONDA RATA 10% del debito totalePaga la seconda rata (tolleranza: 5 dicembre)
        31 maggio 2027Terza rata (rate semestrali iniziano)Paga la rata semestrale
        30 novembre 2027Quarta rataPaga la rata semestrale
        2027-2034Rate semestrali (31 maggio e 30 novembre)Paga puntualmente ogni rata semestrale fino al 2034

        Punto chiave: La comunicazione dell’esito deve arrivare entro il 30 giugno 2026. Se non la ricevi entro questa data, NON significa rifiuto automatico: potrebbe esserci un ritardo nelle spedizioni. In questo caso, devi sollecitare AdER tramite i canali ufficiali (call center, PEC, area riservata) e conservare prova del sollecito per eventuali contestazioni future.

        Come e quando arriva la comunicazione dell’Agenzia Entrate-Riscossione

        La comunicazione dell’esito della domanda di rottamazione-quinquies viene inviata dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione attraverso tre canali simultanei, per garantire che tu la riceva tempestivamente:

        • PEC (Posta Elettronica Certificata): Se hai una casella PEC registrata presso AdER, la comunicazione arriva direttamente in formato elettronico. Questo è il canale più veloce (solitamente entro metà giugno 2026).
        • Area riservata del portale AdER: Accedendo con SPID, CIE o CNS sul sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it, trovi la comunicazione nella sezione “Le tue comunicazioni”. Puoi scaricarla in PDF.
        • Raccomandata cartacea: AdER invia anche una copia cartacea tramite posta ordinaria con raccomandata A/R all’indirizzo di residenza. Questa arriva solitamente fine giugno – inizio luglio 2026.

        Consiglio pratico: Non aspettare la raccomandata cartacea. Controlla l’area riservata AdER ogni settimana da metà giugno per essere tra i primi a ricevere la comunicazione e avere più tempo per organizzarti per la prima rata del 31 luglio 2026.

        Cosa contiene la comunicazione

        La comunicazione AdER contiene informazioni fondamentali che devi leggere con attenzione:

        • Esito della domanda: Accoglimento totale, accoglimento parziale, rigetto.
        • Debito totale ammesso a rottamazione: Importo del capitale + spese esattoriali (SENZA sanzioni e interessi di mora).
        • Piano di pagamento personalizzato: Numero rate scelte (unica soluzione, 10 rate, 18 rate, 54 rate), importo di ciascuna rata, scadenze precise.
        • Modalità di pagamento: Codici per F24, RAV (bollettino), link per pagamento online.
        • Avvertenze sulla decadenza: Cause di decadenza, conseguenze del mancato pagamento.

        Se nella comunicazione noti importi errati, cartelle non richieste incluse, o debiti già pagati, hai 60 giorni dalla ricezione per presentare istanza di riesame tramite il portale AdER. Conserva sempre quietanze di pagamento, ricevute di versamento e documentazione probatoria.

        Come leggere la comunicazione: accoglimento, rigetto, parziale accoglimento

        La comunicazione AdER può avere tre esiti possibili. Vediamo nel dettaglio cosa significa ciascuno e cosa devi fare:

        1. Accoglimento totale

        Cosa significa: La tua domanda è stata accolta per tutte le cartelle esattoriali che hai indicato. Puoi procedere con il pagamento del piano rateale secondo le scadenze indicate.

        Cosa devi fare:

        • Verifica che tutte le cartelle siano incluse nel piano
        • Controlla gli importi: devono corrispondere al solo capitale + spese esattoriali (NO sanzioni, NO interessi di mora, NO aggio)
        • Segna in calendario le scadenze delle rate
        • Prepara la prima rata del 31 luglio 2026 (10% del totale)

        2. Accoglimento parziale

        Cosa significa: AdER ha accolto la domanda solo per alcune cartelle, escludendone altre. I motivi possono essere:

        • Cartelle fuori dal perimetro temporale: La rottamazione-quinquies copre solo debiti affidati a ruolo dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Cartelle del 2024 o 2025 sono escluse.
        • Debiti non rottamabili: Sanzioni penali, multe stradali, crediti da sentenze della Corte dei Conti, recupero aiuti di Stato UE.
        • Cartelle già pagate: Se hai già saldato una cartella, non puoi includerla (ma puoi richiedere lo sgravio delle sanzioni pagate).
        • Piani di rateizzazione in corso: Se hai una rateizzazione ordinaria attiva su alcune cartelle, quelle potrebbero essere escluse (dipende dallo stato del piano).

        Cosa devi fare:

        • Leggi attentamente la motivazione dell’esclusione nella comunicazione
        • Se ritieni che l’esclusione sia errata, presenta istanza di riesame entro 60 giorni
        • Per le cartelle escluse, valuta altre soluzioni: rateizzazione ordinaria fino a 120 rate, saldo e stralcio, dichiarazione di disagio economico

        3. Rigetto totale

        Cosa significa: La domanda è stata respinta completamente. I motivi principali:

        • Domanda presentata oltre la scadenza (dopo il 30 aprile 2026)
        • Nessuna cartella eleggibile (tutte le cartelle indicate sono fuori perimetro o non rottamabili)
        • Debiti già oggetto di altre definizioni agevolate non concluse
        • Mancanza di requisiti formali (domanda incompleta, dati errati)

        Cosa devi fare:

        • Se il rigetto è per errore formale (es. domanda incompleta), verifica se puoi ripresentare domanda entro i termini (se ancora aperti)
        • Se il rigetto è per mancanza di requisiti sostanziali, dovrai affrontare il debito con strumenti ordinari: rateizzazione, pagamento integrale, eventuale contenzioso
        • Valuta con un CAF o commercialista se hai margini per contestare il rigetto

        Il piano di pagamento: 54 rate in 9 anni (2026-2034)

        Il piano di pagamento della rottamazione-quinquies è strutturato in modo da diluire il debito su un periodo molto lungo, rendendo sostenibile il rimborso anche per chi ha difficoltà economiche. La normativa (art. 1, comma 231, Legge 30 dicembre 2024, n. 207 – Legge di Bilancio 2025) prevede quattro opzioni di rateizzazione:

        • Pagamento in unica soluzione: Entro il 31 luglio 2026. Nessun interesse applicato.
        • Fino a 10 rate: Prima rata (10% del totale) entro 31 luglio 2026, seconda rata (10%) entro 30 novembre 2026, restanti 8 rate semestrali dal 2027 al 2030. Interesse 2% annuo sulle rate successive alla prima.
        • Fino a 18 rate: Stessa struttura, ma diluite fino al 2034. Interesse 2% annuo.
        • Fino a 54 rate: Opzione massima. Prima e seconda rata 10% ciascuna (luglio e novembre 2026), restanti 52 rate semestrali dal 2027 al 2034. Interesse 2% annuo.

        Scelta consigliata: Se hai difficoltà economiche, opta per 54 rate. Se invece hai liquidità sufficiente, il pagamento in unica soluzione ti permette di risparmiare gli interessi (2% annuo può sembrare poco, ma su 9 anni e su debiti alti incide significativamente).

        Tabella completa scadenze rate (piano 54 rate)

        Numero RataScadenzaImportoTolleranza 5 giorni
        Rata 131 luglio 202610% del totale5 agosto 2026
        Rata 230 novembre 202610% del totale5 dicembre 2026
        Rata 331 maggio 2027Rate restanti divise in 52 rate semestrali5 giugno 2027
        Rata 430 novembre 20275 dicembre 2027
        Rata 531 maggio 20285 giugno 2028
        Rata 630 novembre 20285 dicembre 2028
        …………
        Rata 5331 maggio 20345 giugno 2034
        Rata 5430 novembre 20345 dicembre 2034

        Esempio pratico di calcolo:

        Immagina di avere un debito totale di 10.000 euro (solo capitale + spese, niente sanzioni/interessi). Scegli il piano 54 rate.

        • Rata 1 (31 luglio 2026): 10% di 10.000 = 1.000 euro
        • Rata 2 (30 novembre 2026): 10% di 10.000 = 1.000 euro
        • Residuo da rateizzare: 10.000 – 2.000 = 8.000 euro
        • Interesse 2% annuo sulle rate dal 2027 al 2034 (su base semestrale: circa 1% per rata)
        • Rate semestrali successive (52 rate): circa 8.000 / 52 = 154 euro/rata + interessi = circa 156 euro/rata

        Quindi, con un debito di 10.000 euro, pagherai circa:

        • 1.000 euro a luglio 2026
        • 1.000 euro a novembre 2026
        • ~156 euro ogni 6 mesi dal 2027 al 2034

        Totale con interessi: circa 10.160 euro (risparmio di MIGLIAIA di euro rispetto a sanzioni + interessi di mora del debito originario).

        Come pagare le rate: F24, RAV, online, domiciliazione

        Una volta ricevuta la comunicazione con il piano di pagamento, hai diverse modalità per versare le rate della rottamazione-quinquies. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione offre flessibilità per venire incontro alle esigenze di tutti i contribuenti.

        1. Modello F24

        Il modello F24 è il metodo più comune. Nella comunicazione AdER troverai i codici tributo specifici per la rottamazione-quinquies. Puoi pagare l’F24:

        • Online tramite home banking (la maggior parte delle banche permette compilazione e pagamento F24 direttamente dal sito)
        • Presso sportelli bancari o uffici postali (porta il modulo F24 compilato)
        • Tramite intermediari abilitati (commercialisti, CAF) se hai un cassetto fiscale delegato

        Attenzione: Se il tuo debito supera i 1.000 euro per rata, il pagamento F24 deve essere effettuato esclusivamente in modalità telematica (online o tramite intermediario). Non puoi pagare allo sportello in contanti.

        2. Bollettino RAV

        Il bollettino RAV (Ruoli a Valere) è un’alternativa al modello F24. AdER lo invia insieme alla comunicazione del piano di pagamento. Puoi usarlo per pagare:

        • Presso tabaccherie abilitate (con servizio SISAL o Lottomatica)
        • Sportelli bancari e postali
        • Online tramite il portale AdER (inserendo il codice del bollettino)

        Vantaggio: Il bollettino RAV è precompilato con tutti i dati corretti, riducendo il rischio di errori di digitazione.

        3. Pagamento online tramite portale AdER

        Il metodo più comodo e veloce è il pagamento diretto sul sito AdER:

        1. Accedi all’area riservata con SPID/CIE/CNS
        2. Vai su “Rottamazione quinquies” → “Pagamenti”
        3. Seleziona la rata da pagare
        4. Scegli il metodo: carta di credito/debito, addebito su conto corrente, PayPal
        5. Conferma il pagamento e scarica la ricevuta

        Vantaggi:

        • Pagamento immediato (eviti code allo sportello)
        • Ricevuta istantanea in PDF
        • Storico pagamenti sempre consultabile nell’area riservata
        • Nessun rischio di ritardi postali o errori di compilazione

        4. Domiciliazione bancaria (SDD)

        Se vuoi automatizzare i pagamenti ed evitare di dimenticare una rata, puoi attivare la domiciliazione bancaria (SDD – SEPA Direct Debit). AdER addebiterà automaticamente sul tuo conto corrente l’importo di ogni rata alla scadenza prevista.

        Come attivarla:

        1. Accedi all’area riservata AdER
        2. Vai su “Rottamazione quinquies” → “Domiciliazione”
        3. Inserisci i dati del conto corrente (IBAN)
        4. Firma digitalmente il mandato SEPA
        5. Conferma l’attivazione

        Attenzione: Verifica sempre che il conto abbia saldo sufficiente prima di ogni scadenza. Se l’addebito va a vuoto per mancanza di fondi, la domiciliazione viene revocata e dovrai pagare manualmente le rate successive.

        La tolleranza di 5 giorni: come funziona e quando si applica

        Una delle novità importanti della rottamazione-quinquies rispetto alla precedente rottamazione-quater è la tolleranza di 5 giorni sulle scadenze delle rate. Questo significa che, anche se paghi entro i 5 giorni successivi alla scadenza ufficiale, il pagamento viene comunque considerato tempestivo e non decadi dal beneficio.

        Come funziona la tolleranza

        Esempio pratico:

        • Scadenza ufficiale: 31 luglio 2026 (prima rata)
        • Tolleranza: 5 giorni
        • Termine ultimo per pagare senza decadere: 5 agosto 2026

        Se paghi il 1, 2, 3, 4 o 5 agosto, il versamento è considerato valido. Se paghi dal 6 agosto in poi, scatta la decadenza automatica dalla rottamazione-quinquies.

        La tolleranza si applica a TUTTE le rate

        La tolleranza di 5 giorni è valida per ogni rata, sia quelle del 2026 che quelle successive fino al 2034. Quindi, per esempio:

        • Rata 30 novembre 2026: puoi pagare fino al 5 dicembre 2026
        • Rata 31 maggio 2027: puoi pagare fino al 5 giugno 2027
        • Rata 30 novembre 2034: puoi pagare fino al 5 dicembre 2034

        Quando la tolleranza NON salva dalla decadenza

        Attenzione: la tolleranza di 5 giorni vale solo per i ritardi di pochi giorni. Se salti completamente una rata (non la paghi né alla scadenza né entro i 5 giorni), la decadenza è automatica e irreversibile.

        Esempio di decadenza:

        Scadenza rata: 31 luglio 2026. Tolleranza: 5 agosto 2026. Se paghi il 10 agosto (5 giorni DOPO la tolleranza), decade la rottamazione-quinquies. Il debito torna esigibile per intero con sanzioni e interessi, e AdER può riprendere le azioni esecutive (pignoramenti, fermi, ipoteche).

        Consiglio: NON aspettare mai l’ultimo giorno (né la scadenza ufficiale, né il quinto giorno di tolleranza). Paga almeno 7-10 giorni prima della scadenza per evitare imprevisti (problemi tecnici bancari, ritardi postali, festività che slittano le scadenze).

        Cause di decadenza dalla rottamazione-quinquies

        La decadenza dalla rottamazione-quinquies è un evento automatico e irreversibile che si verifica quando non rispetti le condizioni previste dalla normativa. Una volta decaduto, perdi tutti i benefici (cancellazione sanzioni, interessi di mora, aggio) e il debito torna esigibile per intero nella sua forma originaria.

        Ecco le cause principali di decadenza:

        1. Mancato pagamento anche di UNA SOLA rata

        Se salti anche una sola rata (oltre i 5 giorni di tolleranza), la decadenza è automatica. Non importa se hai pagato regolarmente le rate precedenti: basta una rata non versata per perdere tutto il beneficio.

        Esempio: Paghi regolarmente le prime 10 rate (2026-2030), poi salti la rata di maggio 2031. Decadenza automatica. Tutte le rate già versate vengono trattenute da AdER come acconti sul debito originario, che torna esigibile con sanzioni + interessi + aggio.

        2. Pagamento parziale di una rata

        Se paghi una rata in modo parziale (es. devi versare 500 euro ma ne paghi solo 300), scatta comunque la decadenza. La normativa richiede il pagamento integrale di ogni rata entro la scadenza (+ 5 giorni tolleranza).

        Attenzione: Se ti accorgi di aver pagato meno del dovuto per errore (es. hai digitato male l’importo), hai tempo entro i 5 giorni di tolleranza per versare la differenza mancante. Se completi il pagamento entro questo termine, la rata è considerata regolare.

        3. Formazione di nuovi debiti a ruolo durante la rateizzazione

        Se durante il periodo di rateizzazione (2026-2034) vengono iscritti a ruolo nuovi debiti, puoi decadere dalla rottamazione-quinquies. I casi più comuni:

        • Cartelle esattoriali per imposte non pagate (es. non paghi l’IMU 2027 e l’Agenzia te la notifica a ruolo nel 2028)
        • Sanzioni amministrative (multe stradali, violazioni edilizie) non saldate
        • Contributi INPS non versati (se sei lavoratore autonomo o datore di lavoro)

        Come evitarlo: Durante i 9 anni di rateizzazione, paga SEMPRE puntualmente tutte le imposte correnti. Se ricevi una cartella esattoriale, valuta se pagarla subito o rateizzarla ordinariamente, ma non farla andare a ruolo senza gestirla.

        Nota: Alcune interpretazioni della normativa indicano che la decadenza per nuovi ruoli si applica solo se il nuovo debito supera una certa soglia (es. 1.000 euro). Tuttavia, per sicurezza, meglio evitare qualsiasi nuova iscrizione a ruolo.

        Conseguenze della decadenza: ripresa riscossione, sanzioni, interessi

        La decadenza dalla rottamazione-quinquies ha conseguenze immediate e gravi. Non si tratta di una semplice sanzione economica: perdi completamente i benefici e il tuo debito torna alla situazione pre-rottamazione, anzi spesso peggiore.

        1. Ripristino del debito originario integrale

        Il debito torna esigibile per intero nella sua forma originaria, comprensivo di:

        • Capitale (imposte non pagate)
        • Sanzioni tributarie (dal 30% al 240% dell’imposta, a seconda della violazione)
        • Interessi di mora (calcolati dalla data di scadenza originaria fino al pagamento effettivo)
        • Aggio di riscossione (compenso dell’Agenzia Entrate-Riscossione, solitamente 8-9% del debito)
        • Spese esattoriali per notifiche, procedure esecutive, ecc.

        Esempio numerico:

        Debito originario: 10.000 euro di imposte + 3.000 euro sanzioni + 1.500 euro interessi di mora + 800 euro aggio = 15.300 euro totali.

        Con la rottamazione-quinquies avresti pagato solo 10.800 euro (10.000 capitale + 800 spese + 2% interessi rateizzazione). Se decadi, torni a dover 15.300 euro (+ eventuali nuovi interessi maturati nel frattempo).

        2. Le rate già pagate NON vengono restituite

        Tutte le rate già versate prima della decadenza vengono trattenute da AdER come acconti sul debito originario. Quindi:

        • Se hai pagato 3.000 euro in rate prima di decadere, AdER li trattiene
        • Il tuo debito residuo sarà: 15.300 euro (totale originario) – 3.000 euro (già versati) = 12.300 euro
        • NON puoi chiedere il rimborso delle rate versate

        In pratica, hai pagato 3.000 euro ma NON hai ottenuto nessun beneficio (niente cancellazione sanzioni/interessi). Hai solo ridotto il debito totale da 15.300 a 12.300 euro.

        3. Ripresa immediata delle azioni esecutive

        Appena decadi, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può riprendere immediatamente tutte le azioni di riscossione coattiva che erano state sospese durante la rottamazione:

        • Pignoramenti dello stipendio o pensione (fino a 1/5 del netto mensile, fino a 1/10 per pensioni sotto soglia minima)
        • Pignoramenti del conto corrente (AdER può bloccare e prelevare i fondi presenti sul conto)
        • Fermi amministrativi su auto/moto (non puoi più circolare, né vendere, né rottamare il veicolo)
        • Ipoteche su immobili (se il debito supera 20.000 euro, AdER può iscrivere ipoteca sulla tua casa)
        • Esecuzione mobiliare (pignoramento di beni mobili: TV, computer, arredi, etc.)

        Tempi di ripresa: Le azioni esecutive possono ripartire entro 60-90 giorni dalla decadenza. AdER invia prima una intimazione di pagamento, poi procede con le azioni coattive se non paghi.

        4. Iscrizione nelle banche dati dei cattivi pagatori

        Se il debito non viene saldato dopo la decadenza, AdER può segnalarti nelle centrali rischi creditizi (CRIF, Experian, ecc.). Questo comporta:

        • Difficoltà nell’ottenere mutui, prestiti, finanziamenti
        • Negazione di carte di credito o riduzione dei plafond
        • Problemi con utenze (luce, gas, telefono) che potrebbero richiedere depositi cauzionali maggiorati

        Come evitare la decadenza: checklist pratica

        La decadenza è evitabile al 100% se segui alcune regole di buon senso e organizzazione. Ecco una checklist pratica per non perdere il beneficio della rottamazione-quinquies:

        ✅ 1. Segna TUTTE le scadenze in calendario (con promemoria)

        • Usa Google Calendar, Outlook, o un’agenda cartacea
        • Inserisci promemoria 15 giorni prima di ogni scadenza
        • Imposta un secondo promemoria 7 giorni prima
        • Includi sia la scadenza ufficiale che il termine con tolleranza (+ 5 giorni)

        ✅ 2. Attiva la domiciliazione bancaria (SDD)

        • Se hai un conto corrente con saldo stabile, attiva l’addebito automatico tramite l’area riservata AdER
        • Verifica ogni mese che il conto abbia fondi sufficienti prima della scadenza
        • Se cambi banca, aggiorna subito l’IBAN su AdER

        ✅ 3. Paga SEMPRE 7-10 giorni prima della scadenza

        • Non aspettare l’ultimo giorno: imprevisti accadono (guasto sistema bancario, festività, errori di digitazione)
        • Se la scadenza è il 31 luglio, paga entro il 20-24 luglio
        • Così hai margine per correggere eventuali errori prima della tolleranza

        ✅ 4. Conserva SEMPRE le ricevute di pagamento

        • Ogni volta che paghi una rata, scarica e salva la ricevuta (PDF o cartacea)
        • Conserva le ricevute per almeno 10 anni (AdER può chiederle in caso di contestazioni)
        • Archivia in modo ordinato: crea una cartella “Rottamazione quinquies” con sottocartelle per anno

        ✅ 5. Monitora l’area riservata AdER regolarmente

        • Accedi all’area riservata AdER almeno una volta al mese
        • Verifica lo stato dei pagamenti: controlla che ogni rata versata risulti acquisita correttamente
        • Se vedi anomalie (rata pagata ma non registrata), contatta subito AdER

        ✅ 6. Paga subito le imposte correnti (2026-2034)

        • Durante la rateizzazione, non accumulare nuovi debiti
        • Paga puntualmente: IMU, TARI, bollo auto, contributi INPS, imposte sui redditi
        • Se hai difficoltà economiche, richiedi rateizzazioni ordinarie per le imposte correnti, ma non farle andare a ruolo

        ✅ 7. In caso di difficoltà, rivolgiti a un CAF SUBITO

        • Se prevedi di non riuscire a pagare una rata, NON aspettare la scadenza
        • Contatta il CAF Centro Fiscale o un commercialista per valutare alternative
        • Potrebbero esistere soluzioni: rinegoziazione del piano, sospensione temporanea, dichiarazione di disagio economico

        Possibilità di riammissione dopo decadenza

        Se sei decaduto dalla rottamazione-quinquies, purtroppo le possibilità di riammissione sono MOLTO limitate. La normativa attuale (Legge di Bilancio 2025) non prevede una procedura automatica per rientrare nel beneficio dopo la decadenza.

        Tuttavia, esistono alcune eccezioni e possibilità residuali che potrebbero salvarti:

        1. Errore di AdER nella comunicazione o nei bollettini

        Se la decadenza è dovuta a un errore di AdER (es. bollettino RAV inviato con importo sbagliato, comunicazione arrivata in ritardo, problemi tecnici del portale online), puoi:

        • Presentare istanza di autotutela entro 60 giorni dalla decadenza
        • Allegare prove documentali dell’errore (screenshot, email, ricevute, PEC)
        • Richiedere la riammissione nella rottamazione con il piano originario

        Procedura: Invia PEC a AdER (indirizzo: dcri.gestionecontributi@pec.agenziariscossione.gov.it) con oggetto “Istanza di autotutela per decadenza rottamazione-quinquies – CF [tuo codice fiscale]”. Allega tutti i documenti che dimostrano l’errore.

        2. Cause di forza maggiore

        Se la decadenza è dovuta a un evento imprevedibile e inevitabile (es. grave malattia, ricovero ospedaliero, calamità naturale, problemi tecnici bancari documentati), puoi tentare di:

        • Presentare istanza di sospensione dei termini per forza maggiore
        • Allegare certificati medici, attestazioni di ricovero, dichiarazioni sostitutive
        • Richiedere la riammissione con possibilità di versare la rata mancante

        Attenzione: L’accoglimento di queste istanze è discrezionale e non garantito. AdER valuta caso per caso, e la giurisprudenza è ancora incerta.

        3. Nuove rottamazioni future (eventuale “rottamazione-sexies”)

        Se decadi dalla rottamazione-quinquies, l’unica speranza concreta è che il Governo approvi in futuro un’ulteriore definizione agevolata (es. “rottamazione-sexies” nella Legge di Bilancio 2027 o successiva).

        Storicamente, il Governo ha introdotto rottamazioni ogni 2-3 anni:

        • 2017: Rottamazione-bis
        • 2018: Rottamazione-ter
        • 2023: Rottamazione-quater
        • 2025: Rottamazione-quinquies
        • 2027-2028?: Possibile rottamazione-sexies (ma non c’è certezza)

        Quindi, se decadi ora, potresti dover attendere 2-3 anni per una nuova opportunità. Nel frattempo, il debito continuerà a maturare interessi e AdER potrà procedere con le azioni esecutive.

        Alternative alla riammissione: cosa puoi fare ORA

        Se sei decaduto e non riesci a ottenere la riammissione, le alternative sono:

        • Rateizzazione ordinaria: Richiedi un piano di rateizzazione standard ad AdER (fino a 120 rate in 10 anni se dimostri difficoltà economica). Dovrai pagare il debito integrale (capitale + sanzioni + interessi + aggio), ma almeno diluisci su più anni.
        • Saldo e stralcio: Se il tuo debito è molto vecchio (iscritto a ruolo da oltre 10 anni) e hai una situazione economica grave, puoi proporre un saldo e stralcio (pagamento di una percentuale del debito in cambio della cancellazione del resto).
        • Dichiarazione di disagio economico: Se non hai redditi sufficienti e non possiedi beni pignorabili, puoi presentare una dichiarazione di disagio economico per sospendere temporaneamente le azioni esecutive (ma il debito rimane).
        • Contestazione del debito: Se ritieni che il debito sia illegittimo (prescritto, già pagato, errato), puoi fare ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria entro i termini di decadenza.

        Consiglio finale: Se sei decaduto, contatta SUBITO un CAF o commercialista. Il tempo gioca contro di te: più aspetti, più aumentano interessi e rischi di pignoramenti. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza specifica sui debiti tributari e può aiutarti a trovare la soluzione migliore per la tua situazione.

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        Domande frequenti sulla rottamazione-quinquies dopo la domanda

        Cosa succede se non ricevo la comunicazione AdER entro il 30 giugno 2026?

        Se entro il 30 giugno 2026 non hai ricevuto la comunicazione dell’esito della domanda, NON significa automaticamente che la domanda e stata rifiutata. Potrebbe esserci un ritardo nelle spedizioni postali o problemi tecnici. In questo caso, devi sollecitare l’Agenzia delle Entrate-Riscossione tramite: area riservata del portale AdER, PEC, call center 060101. Conserva sempre prova del sollecito (screenshot, ricevuta PEC) per eventuali contestazioni future.

        Posso cambiare il numero di rate dopo aver ricevuto il piano di pagamento?

        No. Una volta ricevuta la comunicazione con il piano di pagamento, il numero di rate scelto in fase di domanda e definitivo. Non puoi modificarlo successivamente. Se hai scelto 54 rate ma ora vorresti pagare in unica soluzione, puoi farlo versando tutte le rate residue in anticipo, ma dovrai comunque corrispondere gli interessi gia maturati sulle rate gia scadute.

        Se pago una rata in ritardo di 3 giorni (entro la tolleranza), devo pagare interessi di mora?

        No. Se paghi entro i 5 giorni di tolleranza previsti dalla normativa, il pagamento e considerato tempestivo e valido senza alcuna maggiorazione. NON devi pagare interessi di mora o sanzioni aggiuntive. La tolleranza serve proprio a coprire piccoli ritardi senza conseguenze.

        Cosa succede alle rate gia pagate se decado dalla rottamazione-quinquies?

        Le rate gia pagate NON vengono restituite. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione le trattiene come acconti sul debito originario integrale (capitale + sanzioni + interessi + aggio). Quindi, se hai pagato 3.000 euro in rate e poi decadi, quei 3.000 euro vengono scalati dal debito totale originario, ma NON ottieni il beneficio della cancellazione di sanzioni e interessi. In pratica, hai solo ridotto il debito residuo, ma senza alcun vantaggio rispetto alla situazione pre-rottamazione.

        Se durante la rateizzazione mi arriva una nuova cartella esattoriale per imposte correnti, decade la rottamazione?

        Dipende. Se la nuova cartella riguarda debiti iscritti a ruolo DOPO la presentazione della domanda di rottamazione-quinquies, potresti decadere dal beneficio. Per evitare questo rischio, durante i 9 anni di rateizzazione (2026-2034) devi pagare SEMPRE puntualmente tutte le imposte correnti: IMU, TARI, bollo auto, contributi INPS, imposte sui redditi. Se ricevi una cartella, pagala subito o rateizzala ordinariamente, ma NON farla andare a ruolo senza gestirla.


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          Febbraio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-28 09:50:562026-05-31 13:02:51Rottamazione-quinquies: Cosa Succede Dopo la Domanda, dal Piano di Pagamento alla Decadenza
          NOTIZIE

          Rottamazione-quinquies: Cartelle Parzialmente Definibili e Ricalcolo Rate 2026

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          Indice dei contenuti

          1. Cosa Sono le Cartelle Parzialmente Definibili
          2. Come Funziona il Ricalcolo delle Rate
          3. Novità Normative 2026
          4. Scadenze Importanti da Rispettare
          5. Assistenza del CAF per la Gestione
          6. Domande Frequenti

          L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha chiarito un aspetto cruciale della rottamazione-quinquies: la gestione delle cartelle parzialmente definibili e le modalità di ricalcolo delle rate per chi ha già aderito. Una novità che interessa migliaia di contribuenti che stanno regolarizzando la propria posizione debitoria con il fisco.

          La definizione agevolata delle cartelle esattoriali introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 prevede infatti alcune particolarità quando una stessa cartella contiene sia debiti definibili che debiti non ammessi alla sanatoria. Vediamo nel dettaglio come funziona e cosa comporta per chi ha già richiesto la rottamazione.

          Cosa Sono le Cartelle Parzialmente Definibili

          Si parla di cartelle parzialmente definibili quando uno stesso ruolo contiene:

          • Debiti ammessi alla rottamazione-quinquies (esempio: IVA, IRPEF, contributi INPS)
          • Debiti esclusi dalla definizione agevolata (esempio: sanzioni penali, recupero aiuti di Stato, crediti da pronunce di condanna della Corte dei Conti)

          In questi casi, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione è tenuta a separare le due componenti e calcolare l’importo dovuto solo sulla parte definibile. Questo comporta un ricalcolo delle rate originariamente comunicate al contribuente.

          Esempio pratico: Una cartella da 10.000 euro contiene 8.000 euro di IVA (definibile) e 2.000 euro di sanzioni penali (non definibile). La rottamazione-quinquies si applicherà solo sugli 8.000 euro, con conseguente ricalcolo delle rate.

          Come Funziona il Ricalcolo delle Rate

          L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha stabilito che, in presenza di cartelle parzialmente definibili, invierà ai contribuenti una comunicazione di ricalcolo con:

          • Nuovo importo complessivo della definizione agevolata (solo parte definibile)
          • Nuove scadenze delle rate (le date potrebbero variare)
          • Nuovi importi delle singole rate (proporzionati al debito effettivo)

          Il ricalcolo tiene conto del fatto che sulla parte non definibile restano dovuti:

          • L’importo del debito principale
          • Le sanzioni
          • Gli interessi di mora
          • Gli oneri di riscossione

          ATTENZIONE: Chi ha già versato la prima rata entro il 31 luglio 2025 (o le rate successive) deve attendere la comunicazione di ricalcolo prima di effettuare ulteriori pagamenti. Le somme già versate verranno conteggiate ai fini della definizione.

          Novità Normative 2026

          La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto alcune precisazioni sulla rottamazione-quinquies che impattano sulle cartelle parzialmente definibili:

          • Estensione dei termini: Chi ha aderito alla rottamazione può versare fino a 120 rate mensili (contro le 18 massime della rottamazione-quater)
          • Tolleranza sui ritardi: È prevista una tolleranza di 5 giorni per il pagamento delle rate senza perdere i benefici della definizione
          • Maggiore chiarezza sulle esclusioni: L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato un elenco aggiornato dei debiti non ammessi alla sanatoria

          Per quanto riguarda le cartelle parzialmente definibili, la normativa 2026 stabilisce che il contribuente non decade dalla definizione agevolata se paga regolarmente le rate calcolate sulla parte definibile, anche se resta inadempiente sulla parte esclusa (che seguirà le normali procedure di riscossione).

          Scadenze Importanti da Rispettare

          Per non perdere i benefici della rottamazione-quinquies, è fondamentale rispettare queste scadenze:

          • Adesione: Domanda entro il 30 aprile 2026 (termine ultimo)
          • Prima rata (o soluzione unica): 31 luglio 2026 (per chi ha aderito entro aprile 2026)
          • Rate successive: Scadenze trimestrali comunicate dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione
          • Comunicazione di ricalcolo: Attesa entro giugno 2026 per chi ha cartelle parzialmente definibili

          IMPORTANTE: Se si riceve la comunicazione di ricalcolo, le nuove scadenze sostituiscono quelle originarie. È consigliabile verificare con attenzione gli importi e le date per evitare decadenze.

          Assistenza del CAF per la Gestione

          La gestione delle cartelle parzialmente definibili può risultare complessa, soprattutto quando si deve verificare:

          • Quali debiti rientrano nella definizione agevolata
          • La correttezza del ricalcolo delle rate effettuato dall’Agenzia
          • Le modalità di pagamento (PagoPA, MAV, sportello)
          • La documentazione da conservare per ogni versamento

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

          • Verifica delle cartelle esattoriali e identificazione delle quote definibili
          • Controllo del ricalcolo effettuato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione
          • Predisposizione del piano di pagamento più sostenibile (soluzione unica o rateizzazione)
          • Assistenza nelle comunicazioni con l’Agenzia in caso di contestazioni

          I nostri operatori specializzati sono a disposizione per supportarti nella gestione della rottamazione-quinquies, garantendo il rispetto di tutte le scadenze e la massima convenienza fiscale.

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          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sulla Rottamazione-quinquies

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          Cosa succede se pago solo la parte definibile e non quella esclusa?

          Non decadi dalla rottamazione-quinquies. La parte definibile seguirà le condizioni agevolate, mentre sulla parte esclusa l’Agenzia procederà con le normali azioni di riscossione (pignoramenti, fermi amministrativi, ecc.).

          Devo presentare una nuova domanda dopo il ricalcolo?

          No, la domanda di adesione resta valida. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione invierà automaticamente la comunicazione di ricalcolo con i nuovi importi e scadenze.

          Come posso verificare se le mie cartelle sono parzialmente definibili?

          Puoi verificarlo accedendo all’Area Riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione oppure rivolgendoti al CAF Centro Fiscale di Udine per un’analisi dettagliata della tua posizione debitoria.


          La gestione delle cartelle parzialmente definibili nella rottamazione-quinquies richiede attenzione e competenza. Il ricalcolo delle rate da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione è un passaggio delicato che può influire sulla sostenibilità del piano di pagamento.

          Affidarsi al supporto di un CAF specializzato permette di evitare errori, rispettare le scadenze e ottenere il massimo vantaggio dalla definizione agevolata. Non lasciare al caso la regolarizzazione della tua posizione fiscale.

          Per assistenza: CAF Centro Fiscale Udine – Tel. 0432 1638640

          Gennaio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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