Manovra, incentivi lavoro e decontribuzioni: quali bonus vuole confermare il Governo

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Con l’avvicinarsi della stagione della manovra di bilancio, il Governo torna a ragionare sugli incentivi al lavoro, sulle decontribuzioni e sui bonus assunzioni che potrebbero trovare spazio nella Legge di Bilancio 2027. Secondo le indiscrezioni riportate da QuiFinanza e da altri organi di stampa, l’esecutivo punta a confermare e in alcuni casi rafforzare le misure già in vigore nel 2026, con un occhio di riguardo per le categorie più fragili: donne, giovani e lavoratori del Mezzogiorno.

In questo articolo facciamo il punto su quali agevolazioni sono attualmente attive, quali potrebbero essere prorogate e cosa cambia per datori di lavoro e lavoratori.

Indice dei contenuti

Lo scenario attuale: cosa cambia con la manovra

L’autunno è tradizionalmente il periodo in cui il Governo presenta la Legge di Bilancio, il provvedimento che definisce le risorse e le politiche economiche per l’anno successivo. Per il 2027, il dibattito è già aperto e il capitolo lavoro è tra i più discussi.

Negli ultimi anni, l’esecutivo ha puntato molto sulle decontribuzioni — riduzioni dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro o del lavoratore — come strumento per incentivare le assunzioni e sostenere il potere d’acquisto dei dipendenti. Queste misure, però, hanno spesso carattere temporaneo: devono essere rinnovate di anno in anno nella manovra.

Il tema centrale, dunque, è capire quali bonus e incentivi sopravviveranno alla Legge di Bilancio 2027 e se ci saranno novità per alcune categorie di lavoratori e datori di lavoro.

Decontribuzioni: le misure che il Governo vuole prorogare

Tra le misure che l’esecutivo punta a confermare nella manovra 2027, spiccano le decontribuzioni per i lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi. Si tratta di sgravi sui contributi previdenziali che, in sostanza, aumentano il netto in busta paga senza che il datore di lavoro debba spendere di più.

Tra le misure più attese:

  • Taglio del cuneo fiscale contributivo per i lavoratori dipendenti con redditi fino a circa 40.000 euro annui, che ha già caratterizzato le ultime leggi di bilancio e che il Governo vuole stabilizzare.
  • Decontribuzione Sud: incentivi per le assunzioni nelle regioni del Mezzogiorno, sottoposta a verifica di compatibilità con le norme europee sugli aiuti di Stato.
  • Sgravi per assunzioni a tempo indeterminato: la proroga degli incentivi contributivi per i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato, in particolare per i lavoratori che percepiscono un salario inferiore a determinate soglie.

Va detto che alcune di queste misure dipendono dalla disponibilità di risorse nel bilancio pubblico e dalla compatibilità con i vincoli europei di finanza pubblica: non è detto che tutte trovino conferma nella forma attuale.

Bonus assunzioni: donne, giovani e categorie svantaggiate

Un capitolo importante riguarda i bonus assunzioni mirati a specifiche categorie di lavoratori. Il Governo ha storicamente riservato sgravi contributivi più generosi alle aziende che assumono soggetti considerati più lontani dal mercato del lavoro.

Tra le misure che potrebbero essere confermate o potenziate:

  • Bonus assunzioni donne: sgravi contributivi per i datori di lavoro che assumono donne in settori o aree geografiche dove il tasso di occupazione femminile è più basso. La misura ha l’obiettivo di ridurre il divario di genere nel mercato del lavoro.
  • Incentivi per i giovani under 35: agevolazioni per le aziende che assumono giovani senza un impiego stabile, soprattutto con contratti a tempo indeterminato.
  • Incentivi per percettori di reddito di cittadinanza o assegno di inclusione: sgravi per chi assume lavoratori che beneficiano di misure di sostegno al reddito, con l’obiettivo di favorire la reintegrazione nel mercato del lavoro.

Per usufruire di questi incentivi, i datori di lavoro devono generalmente rispettare alcune condizioni: mantenere i livelli occupazionali, non aver effettuato licenziamenti nei mesi precedenti, e gestire correttamente le pratiche INPS. Il supporto di un consulente del lavoro o di un CAF può essere prezioso per verificare i requisiti e presentare correttamente le richieste.

Fringe benefit e welfare aziendale

Un altro strumento che il Governo potrebbe confermare o adattare riguarda i fringe benefit, cioè i benefici extra-salariali che le aziende possono riconoscere ai dipendenti in modo parzialmente o totalmente esente da tassazione.

Nelle ultime leggi di bilancio, la soglia di esenzione fiscale dei fringe benefit è stata innalzata rispetto al limite ordinario di 258,23 euro previsto dal TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). In particolare, sono stati previsti limiti più alti per i lavoratori con figli a carico.

Tra i beni e servizi che rientrano nel perimetro dei fringe benefit figurano:

  • Buoni spesa e buoni carburante
  • Rimborso delle utenze domestiche (luce, gas, acqua)
  • Rimborso di canoni di locazione o rate del mutuo per la prima casa
  • Polizze assicurative e previdenza complementare

La proroga o meno di queste soglie elevate dipenderà dalle risorse disponibili in manovra e dall’orientamento politico dell’esecutivo sul welfare aziendale.

Incentivi per il settore privato nel 2026

Accanto alle misure di carattere contributivo, il Governo ha introdotto negli anni anche incentivi fiscali per le imprese che investono nella formazione e nella crescita professionale dei lavoratori. Tra queste:

  • Crediti d’imposta per la formazione 4.0: agevolazioni per le aziende che investono nella formazione del personale su tecnologie digitali e industria 4.0.
  • Piano Transizione 5.0: incentivi per gli investimenti in beni strumentali legati alla transizione energetica e digitale, con ricadute occupazionali.
  • Incentivi per l’apprendistato: sgravi contributivi per le aziende che assumono con contratto di apprendistato, particolarmente favorevoli per i giovani under 30.

Queste misure, però, richiedono spesso documentazione specifica e il rispetto di condizioni tecniche che è bene verificare prima di procedere con le assunzioni o gli investimenti.

Cosa aspettarsi dalla Legge di Bilancio 2027

Mentre il testo definitivo della manovra sarà presentato entro il 15 ottobre 2026 (termine per il disegno di legge di bilancio), le voci raccolte indicano alcune priorità del Governo:

  • Conferma e stabilizzazione del taglio del cuneo fiscale: da temporaneo a strutturale, per dare certezza ai lavoratori e alle aziende.
  • Sostegno alle assunzioni nel settore privato, con attenzione alle aree del Sud e alle categorie svantaggiate.
  • Possibile revisione del sistema dei fringe benefit, con una razionalizzazione delle soglie di esenzione.
  • Nessun taglio alle misure per i giovani: il Governo ha più volte dichiarato l’intenzione di mantenere incentivi specifici per l’occupazione giovanile.

È importante ricordare che fino all’approvazione definitiva della legge (solitamente entro il 31 dicembre), le misure rimangono in attesa di conferma e possono subire modifiche significative durante l’iter parlamentare.

Per approfondire, leggi anche: Misure per i Giovani nella Manovra 2026: Tutte le Novità

Domande frequenti

Cosa si intende per decontribuzione?

La decontribuzione è una riduzione dei contributi previdenziali che normalmente vengono versati all’INPS dal datore di lavoro o dal lavoratore. In pratica, chi ne beneficia paga meno contributi, con effetti positivi sulla busta paga o sul costo del lavoro per le aziende.

Il taglio del cuneo fiscale sarà confermato nel 2027?

Il Governo ha dichiarato l’intenzione di confermare e stabilizzare il taglio del cuneo fiscale contributivo, ma la conferma definitiva arriverà solo con l’approvazione della Legge di Bilancio 2027, attesa entro fine 2026.

Quali lavoratori possono beneficiare del bonus assunzioni?

Gli incentivi all’assunzione sono generalmente rivolti a categorie specifiche: donne in aree o settori con bassa occupazione femminile, giovani under 35, percettori di misure di sostegno al reddito come l’Assegno di Inclusione, e lavoratori nelle regioni del Mezzogiorno.

Cosa sono i fringe benefit?

I fringe benefit sono benefici aggiuntivi rispetto allo stipendio che le aziende possono riconoscere ai dipendenti: buoni spesa, rimborso utenze domestiche, polizze assicurative. Entro certi limiti di valore, non sono tassati né per il lavoratore né per l’azienda.

Quando verrà approvata la Legge di Bilancio 2027?

Il disegno di legge di bilancio deve essere presentato dal Governo entro il 15 ottobre dell’anno precedente. L’approvazione definitiva da parte del Parlamento avviene solitamente entro il 31 dicembre 2026, per entrare in vigore dal 1° gennaio 2027.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

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