NOTIZIEPensione anticipata a 64 anni: come funziona davvero, requisiti e ruolo del TFRNegli ultimi giorni si parla molto di pensione anticipata a 64 anni, ma non tutti hanno chiaro come funzionerebbe davvero questa possibilità di uscita dal lavoro. Non si tratta di una norma già in vigore, bensì di una proposta allo studio nell’ambito della prossima Manovra, che punta a rendere più semplice raggiungere la soglia minima di assegno richiesta per lasciare il lavoro prima dei 67 anni. Come abbiamo già raccontato nell’articolo su Giorgetti che apre alla proposta della Lega sulla pensione a 64 anni, il tema è al centro del confronto politico. In questo approfondimento ci concentriamo sul meccanismo tecnico: quali sarebbero i requisiti ipotizzati e, soprattutto, come entrerebbe in gioco il Tfr per facilitare l’uscita anticipata.Indice dei contenutiCos’è la proposta sulla pensione anticipata a 64 anniI requisiti ipotizzati per la pensione anticipata a 64 anniCome funzionerebbe la facilitazione del Tfr per la pensione a 64 anniChi potrebbe beneficiare della pensione anticipata a 64 anniProssimi passi: quando potrebbe diventare leggeCos’è la proposta sulla pensione anticipata a 64 anniIl punto di partenza è la normativa già esistente, che consente di andare in pensione anticipata a 64 anni ai soli lavoratori “contributivi puri”, cioè con primo accredito contributivo successivo al 1° gennaio 1996, che abbiano maturato almeno 20 anni di contributi effettivi (quindi non semplicemente figurativi, come la cassa integrazione) e il cui assegno mensile raggiunge una soglia minima stabilita per legge. Il problema, segnalato da più parti, è che moltissimi lavoratori della classe media rispettano i requisiti anagrafici e contributivi ma restano esclusi perché il loro assegno calcolato non arriva a coprire la soglia richiesta. La proposta in discussione vuole intervenire proprio su questo scoglio, introducendo una leva aggiuntiva basata sul trattamento di fine rapporto.Va precisato che, al momento, questa misura non è ancora legge. Se ne discute nell’ambito della prossima Manovra 2027, insieme ad altre novità su flat tax e pensioni, ma i dettagli definitivi potrebbero cambiare rispetto alle prime bozze circolate. È quindi importante non considerare ancora acquisiti i numeri di cui parliamo in questo articolo, che vanno letti come ipotesi di lavoro. I requisiti ipotizzati per la pensione anticipata a 64 anniSecondo le regole attualmente vigenti per l’uscita a 64 anni (art. 24 comma 11 del DL 201/2011), riservate a chi ha il primo contributo versato dal 1° gennaio 1996 in poi, i requisiti principali sono due. Il primo è anagrafico: bisogna aver compiuto 64 anni di età. Il secondo è contributivo: servono almeno 20 anni di versamenti effettivi, escludendo dal conteggio i periodi coperti da contribuzione figurativa come malattia prolungata o cassa integrazione. A questi si aggiunge un terzo requisito, quello economico, che è anche il più discusso: l’assegno mensile deve risultare pari ad almeno tre volte l’importo dell’assegno sociale, che nel 2026 è pari a 546,24 euro al mese: la soglia da raggiungere è quindi di 1.638,72 euro mensili.Per le lavoratrici con figli sono previste soglie leggermente più basse: 2,8 volte l’assegno sociale con un figlio, 2,6 volte con due o più figli. Una misura complementare, che riguarda in particolare le donne, è quella descritta nel nostro approfondimento su chi può uscire prima tra le lavoratrici nel 2026. È proprio questa soglia economica, difficile da raggiungere per chi ha avuto una carriera discontinua o retribuzioni non elevate, il vero ostacolo che la nuova proposta vorrebbe superare. Come funzionerebbe la facilitazione del Tfr per la pensione a 64 anniQui arriva il punto più innovativo della proposta. Oggi, per calcolare se un lavoratore raggiunge la soglia minima di assegno richiesta per la pensione anticipata a 64 anni, si guarda soltanto alla pensione pubblica maturata: le eventuali rendite della previdenza complementare (il cosiddetto secondo pilastro, cioè i fondi pensione integrativi) non possono essere sommate per completare il divario mancante. Chi ha un assegno pubblico leggermente inferiore alla soglia resta quindi escluso, anche se dispone di un capitale accantonato nel fondo pensione o nel Tfr (il trattamento di fine rapporto, la somma che il datore di lavoro accantona ogni anno e liquida al termine del rapporto).L’ipotesi in discussione consentirebbe invece di utilizzare proprio il Tfr, convertito in una rendita integrativa, per coprire il divario tra la pensione pubblica maturata e la soglia minima prevista dalla legge. In pratica, chi si trova a un passo dalla soglia richiesta potrebbe “completare” il proprio assegno con una quota derivante dal trattamento di fine rapporto accumulato durante la carriera, anziché vedersi negare del tutto la possibilità di andare in pensione a 64 anni.Si tratterebbe quindi di una forma di flessibilità in uscita costruita non su nuovi fondi pubblici, ma sul reimpiego di risorse già maturate dal lavoratore stesso. Un meccanismo che, se confermato, cambierebbe il modo in cui oggi si valuta l’accesso alla pensione anticipata a 64 anni, aprendo la strada a platee più ampie rispetto alle regole attuali. Chi potrebbe beneficiare della pensione anticipata a 64 anniA trarre vantaggio dalla misura sarebbero soprattutto i lavoratori della cosiddetta classe media: persone che hanno raggiunto i requisiti anagrafici e contributivi, ma il cui assegno pubblico si ferma appena sotto la soglia dei tre volte l’assegno sociale. Sono spesso lavoratori con carriere solide ma non particolarmente elevate dal punto di vista retributivo, oppure con periodi di part time o interruzioni che hanno inciso sull’importo finale della pensione.Per queste persone, poter contare anche sulla quota del Tfr potrebbe fare la differenza tra restare al lavoro fino a requisiti più stringenti oppure lasciare a 64 anni. Naturalmente il beneficio effettivo dipenderà dall’entità del Tfr accumulato nel tempo: chi ha maturato un trattamento di fine rapporto consistente avrà margini maggiori rispetto a chi ha una carriera più breve o retribuzioni più contenute. Prossimi passi: quando potrebbe diventare leggeAl momento la proposta sulla pensione anticipata a 64 anni resta un’ipotesi in discussione nell’ambito dei lavori sulla Manovra di fine anno. Il confronto politico, come raccontato nell’articolo dedicato all’apertura del Ministro Giorgetti alla proposta della Lega, è ancora in corso e i dettagli definitivi – importi, platee coinvolte, modalità di calcolo della quota Tfr – potrebbero essere modificati nelle prossime settimane. Solo con l’approvazione definitiva della legge di bilancio sarà possibile conoscere i requisiti ufficiali e le regole applicative della misura.Fino a quel momento, chi si avvicina ai 64 anni e rientra nei requisiti contributivi oggi vigenti può comunque verificare la propria posizione sulla base delle regole già in vigore, in attesa di eventuali novità sulla facilitazione del Tfr.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-23 19:00:002026-09-17 16:20:33Pensione anticipata a 64 anni: come funziona davvero, requisiti e ruolo del TFR