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Commercialista medici o CAF? Partita IVA medico online: guida 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Sei un medico e stai valutando la libera professione, magari accanto al lavoro in ospedale? Allora probabilmente ti sei chiesto se ti serve un commercialista medici, cioè qualcuno che conosca bene le regole fiscali e previdenziali della tua categoria. È una delle domande più frequenti tra chi lavora come dipendente del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e vuole aprire la partita IVA medico per visite in studio, sostituzioni, collaborazioni con poliambulatori o strutture private.

Per molti medici liberi professionisti la strada più semplice è il regime forfettario: un regime fiscale agevolato in cui, al posto di IRPEF e addizionali, si paga una sola tassa chiamata imposta sostitutiva. Una gestione di questo tipo non richiede per forza uno studio professionale: può essere seguita da un CAF con esperienza nelle professioni sanitarie, anche completamente online.

In questo articolo chiariamo la differenza tra commercialista per medici e CAF, cosa fa concretamente il CAF Centro Fiscale, quali sono i dati corretti su codice ATECO e contributi ENPAM e perché il limite dei 35.000 euro di redditi da lavoro dipendente è decisivo per chi lavora anche in ospedale. Per gli aspetti tecnici di dettaglio trovi la nostra guida alla partita IVA per medici 2026. Qui rispondiamo a una domanda precisa: commercialista medici o CAF, chi può seguirti davvero?

Commercialista medici o CAF: da dove nasce il dubbio

Chi cerca un commercialista medici ha di solito tre esigenze molto concrete. La prima è aprire la partita IVA senza errori, con il codice attività e la cassa previdenziale giusti. La seconda è sapere in anticipo quanto pagherà tra tasse e contributi. La terza è avere qualcuno che si occupi della dichiarazione dei redditi e delle scadenze, così da potersi concentrare sui pazienti. Per un medico, poi, c’è un elemento in più: spesso l’attività autonoma si somma a un contratto da dipendente, con limiti e controlli aggiuntivi.

La vera domanda, però, non riguarda il titolo di chi ti segue, ma il livello di assistenza che serve alla tua attività. Un medico in regime forfettario non tiene la contabilità ordinaria e non registra le spese una per una. Il reddito si calcola con il coefficiente di redditività, una percentuale fissa stabilita per legge che indica quale parte degli incassi viene considerata reddito. Per i medici è del 78%: il restante 22% copre in modo presunto le spese, senza bisogno di documentarle.

Facciamo un esempio. Chiara, 34 anni, specialista, ha lasciato l’ospedale e lavora in alcuni poliambulatori privati. Se incassa 50.000 euro in un anno, il suo reddito è di 39.000 euro (50.000 × 78%). Da questa cifra si sottraggono i contributi ENPAM versati e sul risultato si applica l’imposta sostitutiva del 15%. L’aliquota ridotta del 5% per i primi cinque anni spetta solo alle nuove attività che rispettano precisi requisiti: ad esempio, l’attività non deve essere la semplice prosecuzione di un precedente lavoro dipendente. È un punto delicato proprio per chi lascia l’ospedale, da verificare caso per caso.

Il CAF non è un commercialista: cosa fa Centro Fiscale per i medici

Partiamo da un chiarimento importante, perché la trasparenza viene prima di tutto. Il commercialista è una professione ordinistica: per esercitarla bisogna essere iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Il CAF (Centro di Assistenza Fiscale) è invece una struttura autorizzata a prestare assistenza fiscale ai contribuenti. Il CAF Centro Fiscale non è uno studio di commercialisti e non si presenta come tale.

Detto questo, per un medico in regime forfettario il CAF può seguire tutto ciò che serve davvero, dall’apertura alla dichiarazione annuale. Chi cerca un commercialista medici spesso scopre che ciò di cui ha bisogno è proprio questo: un referente unico che conosca le professioni sanitarie, la cassa ENPAM e le scadenze del forfettario. Ecco cosa facciamo concretamente per te:

  • Verifica iniziale dei requisiti del forfettario, a partire dal tetto dei 35.000 euro di redditi da lavoro dipendente se lavori anche in ospedale o in struttura.
  • Apertura della partita IVA con il codice ATECO corretto per la tua attività.
  • Supporto nei rapporti con l’ENPAM, compreso il calcolo del reddito libero professionale da indicare nel Modello D.
  • Calcolo e preparazione degli F24 per imposta sostitutiva, saldi e acconti.
  • Dichiarazione dei redditi annuale (Modello Redditi PF con quadro LM, quello dedicato al forfettario).
  • Monitoraggio delle scadenze e della soglia di 85.000 euro di compensi, con consulenza via WhatsApp ed email durante l’anno.

Quando è meglio rivolgersi a un commercialista

Vogliamo essere onesti anche su questo. Se non puoi accedere al forfettario (ad esempio perché, come molti dirigenti medici, superi il limite dei redditi da dipendente), la tua partita IVA segue le regole ordinarie, con IRPEF a scaglioni e adempimenti più articolati. Lo stesso vale se costituisci una società tra professionisti o uno studio associato. In questi casi può essere opportuno valutare un commercialista: nel primo colloquio analizziamo la tua situazione e, se il servizio CAF non è la soluzione adatta, te lo diciamo subito.

ATECO e cassa ENPAM: i dati corretti per i medici

Due elementi fanno la differenza tra una partita IVA medico aperta bene e una da correggere dopo: il codice ATECO e la cassa previdenziale. Il codice ATECO è una sequenza di numeri che identifica l’attività economica che svolgi: serve all’Agenzia delle Entrate per classificarti e, nel forfettario, per individuare il coefficiente di redditività.

Il codice ATECO 2025 per medici di base e specialisti

Dal 1° gennaio 2025 è in vigore la classificazione ATECO 2025, operativa per l’Agenzia delle Entrate dal 1° aprile 2025. Per il medico di medicina generale il codice è 86.21.00, rimasto invariato rispetto al 2007. Per il medico specialista che lavora in studio come professionista indipendente il codice è 86.22.02, che ha sostituito l’ex 86.22.09 (ATECO 2007). Attenzione a non confonderlo con codici vicini ma diversi: nella nuova classificazione l’86.22.01 riguarda i trattamenti di chirurgia estetica e l’86.22.03 le strutture sanitarie.

Chi aveva già la partita IVA è stato riclassificato d’ufficio. Il coefficiente di redditività resta del 78% in entrambi i casi: fino al nuovo decreto, per individuarlo resta il riferimento il codice ATECO 2007 corrispondente, ma il risultato per te non cambia.

ENPAM Quota A 2026: il contributo fisso per fascia d’età

L’ENPAM è l’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri, cioè la cassa pensionistica privata della categoria. L’iscrizione è legata all’albo professionale, non al codice ATECO: chi è iscritto all’Ordine dei Medici è iscritto anche all’ENPAM. Il primo contributo è la Quota A, un importo fisso annuale che paga ogni iscritto, anche chi lavora solo come dipendente. Per il 2026 gli importi sono:

  • studenti universitari iscritti: 152,37 euro;
  • fino a 30 anni: 304,73 euro;
  • da 30 a 35 anni: 591,47 euro;
  • da 35 a 40 anni: 1.109,92 euro;
  • oltre 40 anni: 2.049,83 euro.

A questi importi si aggiunge il contributo di maternità di 84,26 euro, uguale per tutti. La scadenza della Quota A è il 30 aprile. Tornando all’esempio di Chiara, che ha 34 anni, la sua Quota A 2026 vale 591,47 euro più 84,26 euro di maternità.

ENPAM Quota B: il contributo sul reddito libero professionale

La Quota B è il contributo proporzionale al reddito libero professionale e riguarda la parte di reddito che supera l’importo già coperto dalla Quota A. Il reddito va comunicato ogni anno all’ENPAM con il Modello D, entro il 31 luglio. Per i redditi prodotti nel 2025, da dichiarare nel 2026, l’aliquota piena è del 19,5% fino a 150.000 euro di reddito; sulla parte eccedente si applica l’1%.

Esiste poi un’aliquota dimezzata del 9,75%, che si può chiedere se hai già un’altra contribuzione previdenziale obbligatoria: è il caso tipico del medico dipendente che svolge anche attività libero professionale. L’aliquota ridotta del 2% è invece riservata a chi ha redditi da attività intramoenia e ai tirocinanti del corso di formazione in Medicina generale. La differenza è enorme: su 20.000 euro di reddito imponibile ai fini ENPAM, il 19,5% vale 3.900 euro, il 9,75% vale 1.950 euro. Proprio per questo conviene valutare con attenzione quale aliquota ti spetta: è uno dei controlli che facciamo insieme a te.

Medico dipendente SSN e forfettario: il limite dei 35.000 euro

Questo è il punto che rende la partita IVA medico diversa da quella di molte altre professioni. Per accedere al regime forfettario, nell’anno precedente i redditi da lavoro dipendente e assimilati non devono superare 35.000 euro (art. 1, comma 12, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, esteso al 2026 dalla legge 30 dicembre 2025, n. 199). È il limite valido per il 2025 e il 2026, innalzato rispetto ai 30.000 euro originari. La soglia non conta, invece, se il rapporto di lavoro dipendente è cessato. Per chi cerca un commercialista medici perché lavora anche in corsia, è il primo controllo da fare.

Vediamo due esempi. Luca è dirigente medico in un ospedale pubblico e nel 2025 ha percepito 58.000 euro di stipendio: nel 2026 non può aprire una partita IVA in forfettario, e l’eventuale attività autonoma segue le regole ordinarie. Giulia, invece, lavora con un contratto part-time in una struttura privata e nel 2025 ha guadagnato 28.000 euro: resta sotto la soglia e può accedere al forfettario per l’attività in studio, se rispetta anche gli altri requisiti.

C’è un secondo paletto spesso trascurato: il forfettario è escluso se lavori in prevalenza per il datore di lavoro attuale, o per quello dei due anni precedenti. Pensiamo al medico che lascia l’ospedale e poi fattura quasi tutte le prestazioni alla stessa struttura: in questo caso il regime agevolato non è accessibile.

Intramoenia, extramoenia e incompatibilità: cosa verificare con l’Azienda Sanitaria

Due termini ricorrono spesso. L’intramoenia è la libera professione svolta all’interno dell’ospedale o dell’Azienda Sanitaria, che la organizza e la retribuisce: di norma questi compensi rientrano tra i redditi assimilati al lavoro dipendente e non richiedono una partita IVA propria. L’extramoenia è invece l’attività svolta fuori dalle strutture pubbliche, ad esempio in uno studio privato: è qui che serve la partita IVA.

Per un medico dipendente pubblico, la possibilità di svolgere attività esterna dipende dal tipo di rapporto con il Servizio Sanitario (esclusivo o non esclusivo), dal contratto e dai regolamenti aziendali. Sono regole di lavoro, non fiscali: prima di aprire la partita IVA verifica sempre con l’ufficio personale della tua Azienda Sanitaria eventuali incompatibilità o autorizzazioni necessarie. Noi ci occupiamo della parte fiscale e previdenziale, dopo che hai chiarito questo aspetto con il tuo ente.

Quanto costa la partita IVA medico gestita dal CAF

Uno dei motivi per cui molti medici cercano un commercialista medici online è capire in anticipo i costi. Al CAF Centro Fiscale il listino è pubblico e senza sorprese. I prezzi che seguono sono tutti IVA inclusa:

  • Apertura della partita IVA per i professionisti: 120-150 euro, una tantum.
  • Gestione annuale del forfettario: a partire da 350 euro l’anno, IVA inclusa, con la dichiarazione dei redditi compresa.
  • Software di fatturazione elettronica: non fa parte della gestione, è un abbonamento separato che scegli tu.

Nella quota annuale rientrano la dichiarazione dei redditi con quadro LM, il calcolo e la preparazione degli F24 per imposta sostitutiva, saldi e acconti, il monitoraggio delle scadenze, il supporto nei rapporti con l’ENPAM e la consulenza durante tutto l’anno. È un costo dichiarato in anticipo, così sai esattamente quanto mettere a budget.

Il software di fatturazione, invece, non è compreso nella gestione e va considerato a parte. Se affidi al CAF la gestione fiscale completa della partita IVA, Fatturazione Italia ha un prezzo convenzionato: piano Start a 40 € IVA inclusa l’anno, piano Pro a 70 € IVA inclusa l’anno, con il Sistema TS incluso nel Pro. Non sono previsti sconti o promozioni sul servizio CAF: il prezzo è lo stesso per tutti.

Come avere il prezzo convenzionato: è riservato ai medici che affidano al CAF Centro Fiscale la gestione fiscale completa della partita IVA. Scrivici su WhatsApp al 366 6018121, mandaci una mail a info@centrofiscale.com oppure compila il modulo di richiesta.

Partita IVA medico gestita online: come lavoriamo

Turni, guardie e reperibilità rendono difficile trovare il tempo per gli appuntamenti in ufficio. Per questo la partita IVA medico può essere gestita dal CAF interamente online, tramite WhatsApp, email e firma digitale, da qualsiasi città italiana. Se preferisci il contatto di persona, ti aspettiamo nelle sedi di Udine (Viale Tullio 13) e di Cividale del Friuli, dal lunedì al venerdì.

Il percorso è pensato per farti perdere meno tempo possibile. In genere si svolge in questi passaggi:

  1. Primo contatto: ci racconti la tua situazione (solo libera professione o anche lavoro dipendente, tipo di attività, incassi previsti).
  2. Verifica dei requisiti del forfettario, a partire dal limite dei 35.000 euro.
  3. Raccolta documenti: documento d’identità, codice fiscale, dati di iscrizione all’Ordine dei Medici ed eventuale contratto di lavoro dipendente.
  4. Apertura della partita IVA con il codice ATECO corretto.
  5. Gestione annuale: scadenze, F24, supporto per il Modello D ENPAM e dichiarazione dei redditi.

La procedura richiede attenzione, perché un errore nel codice attività o nella scelta del regime si trascina per anni. Per questo è il nostro team a occuparsi di ogni passaggio. Se vuoi approfondire le regole generali, leggi la guida al regime forfettario 2026 e quella su come aprire la partita IVA. Per una valutazione del tuo caso puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine oppure prenotare un appuntamento, in sede o da remoto.

Fatturazione elettronica per medici e Sistema TS

Una volta aperta la partita IVA dovrai emettere le fatture. Verso poliambulatori, cliniche e aziende si usa la fattura elettronica trasmessa tramite il Sistema di Interscambio (SdI), il canale dell’Agenzia delle Entrate. Per le prestazioni sanitarie rese ai pazienti privati, invece, vale il divieto di fattura elettronica via SdI a tutela della privacy (art. 10-bis del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119): i dati delle spese vanno comunicati al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS), con invio annuale entro il 31 gennaio (art. 5 del D.Lgs. 12 giugno 2025, n. 81). Tutti i dettagli sono nella guida alla partita IVA medico.

Come abbiamo detto, il software di fatturazione non fa parte della gestione CAF. Chi lo desidera può affiancarle Fatturazione Italia, il software che consigliamo ai nostri clienti forfettari. Il piano Start costa 49 € + IVA l’anno (59,78 € IVA inclusa) con 150 fatture; il piano Pro costa 89 € + IVA l’anno (108,58 € IVA inclusa) con fino a 500 fatture e ha il Sistema TS incluso nel piano Pro, utile proprio per i medici: ai pazienti emetti fatture sanitarie in PDF senza SDI, alle strutture fatture elettroniche via SDI, e le spese si inviano al Sistema TS con un clic o in automatico ogni notte, a scelta, con variazioni, cancellazioni e opposizione del paziente gestite. Questi prezzi di listino sono bloccati per 3 anni per contratto e c’è una prova gratuita di 14 giorni senza carta. Con la gestione fiscale completa affidata al CAF, invece, paghi il prezzo convenzionato: 40 € IVA inclusa l’anno per lo Start e 70 € IVA inclusa l’anno per il Pro.

Puoi confrontare i piani nella pagina prezzi di Fatturazione Italia, leggere la nostra recensione di Fatturazione Italia oppure consultare il confronto sul miglior software di fatturazione elettronica 2026, dove trovi anche le alternative presenti sul mercato.

Fonti

Domande frequenti su commercialista medici e CAF

Un medico ha bisogno del commercialista per la partita IVA?

Non necessariamente. Se rientri nel regime forfettario, la gestione è semplificata e può essere seguita da un CAF come Centro Fiscale, che si occupa di apertura, F24 e dichiarazione dei redditi. Il CAF non è un commercialista: se la tua situazione richiede il regime ordinario o una contabilità più complessa, te lo segnaliamo nel primo colloquio.

Un medico dipendente SSN può aprire la partita IVA forfettaria?

Sì, se nell’anno precedente i redditi da lavoro dipendente e assimilati non hanno superato 35.000 euro (limite valido per il 2025 e il 2026) e se rispetta gli altri requisiti. Prima, però, deve verificare con la propria Azienda Sanitaria che l’attività esterna sia compatibile con il suo rapporto di lavoro.

Quanto si paga all’ENPAM con la partita IVA?

Tutti gli iscritti pagano la Quota A, fissa per fascia d’età (da 152,37 a 2.049,83 euro nel 2026, più 84,26 euro di maternità). Sul reddito libero professionale si aggiunge la Quota B: 19,5% fino a 150.000 euro e 1% oltre (redditi 2025), oppure l’aliquota dimezzata del 9,75% se hai già un’altra contribuzione obbligatoria e ne fai richiesta; il 2% è riservato ai redditi intramoenia e ai tirocinanti in Medicina generale.

Quanto costa la partita IVA medico con il CAF?

L’apertura costa 120-150 euro una tantum, IVA inclusa. La gestione annuale del forfettario costa a partire da 350 euro l’anno, IVA inclusa, dichiarazione dei redditi compresa. Il software di fatturazione è un costo separato: con la gestione fiscale completa affidata al CAF, Fatturazione Italia costa 40 € IVA inclusa l’anno con il piano Start e 70 € IVA inclusa l’anno con il piano Pro.

Qual è il codice ATECO corretto per il medico?

Con la classificazione ATECO 2025 il medico di medicina generale usa l’86.21.00, mentre il medico specialista in studio indipendente usa l’86.22.02. In entrambi i casi il coefficiente di redditività del forfettario è del 78%.

Posso gestire tutto online anche se non abito a Udine?

Sì. Il servizio è disponibile online in tutta Italia tramite WhatsApp, email e firma digitale. Chi preferisce può venire nelle sedi di Udine o Cividale del Friuli.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Apri la tua partita IVA da medico con il CAF Centro Fiscale

Cercare un commercialista medici è il primo passo, ma ciò che conta è trovare chi segua la tua partita IVA forfettaria con competenza e costi chiari. Il CAF Centro Fiscale verifica i requisiti, apre la posizione con il codice ATECO corretto, ti supporta con l’ENPAM e si occupa della dichiarazione dei redditi ogni anno, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

Servizio Partita IVA forfettaria per medici: apertura 120-150 euro, gestione annuale a partire da 350 euro l’anno con dichiarazione dei redditi compresa (prezzi IVA inclusa, software di fatturazione escluso). Scopri tutti i dettagli nella pagina del servizio Partita IVA forfettario e compila il form di richiesta, oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Per la fatturazione puoi provare Fatturazione Italia gratis per 14 giorni, senza carta: il piano Pro (89 € + IVA l’anno, 108,58 € IVA inclusa) ha il Sistema TS incluso ed è pensato anche per le professioni sanitarie; se affidi al CAF la gestione fiscale completa costa 70 € IVA inclusa l’anno. Scopri Fatturazione Italia.

Hai bisogno di assistenza per la partita IVA da medico? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121, oppure prenota un appuntamento.

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