PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari, PsicologiCommercialista Psicologi o CAF? Guida 2026 alla Partita IVA ForfettariaSe sei uno psicologo o una psicoterapeuta e stai per aprire la partita IVA, probabilmente hai cercato su Google commercialista psicologi. È una ricerca del tutto naturale: la gestione fiscale di una libera professione sanitaria sembra complicata, tra regime forfettario, ENPAP, fatture ai pazienti e Sistema Tessera Sanitaria. La prima idea è affidarsi a un commercialista, ma non è l’unica strada possibile.In questo articolo ti spieghiamo con onestà la differenza tra un commercialista per psicologi e un CAF come il CAF Centro Fiscale: chi sono, cosa fanno, quanto costano e in quali casi uno è più adatto dell’altro. Non vogliamo convincerti che il commercialista sia superfluo: in alcune situazioni è la scelta giusta. Vogliamo però mostrarti che, per molti psicologi in partita IVA forfettaria con una contabilità semplice, esiste un’alternativa strutturata, a prezzo fisso e disponibile anche online.Alla fine della lettura avrai tutti gli elementi per decidere se cercare un commercialista psicologi oppure se il servizio di gestione della partita IVA forfettaria del CAF è sufficiente per le tue esigenze.Indice dei contenutiCommercialista psicologi: chi è e cosa fa davveroCos’è il CAF e perché non è uno studio di commercialistiCosa deve gestire uno psicologo con partita IVA forfettariaQuanto costa: commercialista per psicologi o servizio del CAFQuando basta il CAF e quando serve un commercialista per psicologiGestione della partita IVA per psicologi online, anche lontano da UdineCommercialista psicologi o CAF: come scegliereDomande frequenti sul commercialista per psicologiCommercialista psicologi: chi è e cosa fa davveroPartiamo dalle basi. Il commercialista è un libero professionista iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Si tratta quindi di una professione ordinistica: per esercitarla servono una laurea specifica, un periodo di tirocinio, un esame di Stato e l’iscrizione a un albo. È lo stesso percorso che conosci bene, visto che anche gli psicologi hanno il loro Ordine professionale.Il vero valore del commercialista sta nella consulenza fiscale personalizzata. Non si limita a compilare modelli: studia la tua situazione, ti propone strategie e valuta scelte che hanno effetti su più anni. Inoltre può assisterti in situazioni che richiedono competenze specialistiche, ad esempio:contenziosi con il Fisco e ricorsi davanti alla giustizia tributaria;operazioni straordinarie, come la trasformazione dello studio in società o la cessione di un’attività;passaggi di regime complessi, ad esempio l’uscita dal forfettario verso il regime ordinario;pianificazione fiscale e patrimoniale su misura;gestione di più attività o di redditi di natura diversa.Quando cerchi un commercialista per psicologi, quindi, stai cercando un professionista che possa seguirti a 360 gradi. Le sue tariffe sono libere e variano molto da studio a studio, in base al tipo di incarico e alla complessità della pratica. È un servizio di grande valore, ma non sempre coincide con ciò di cui uno psicologo forfettario ha effettivamente bisogno. Cos’è il CAF e perché non è uno studio di commercialistiIl CAF (Centro di Assistenza Fiscale) è una struttura autorizzata a fornire assistenza fiscale a cittadini e contribuenti. Molte persone lo conoscono per il modello 730 o per l’ISEE, ma diversi CAF offrono anche servizi dedicati a chi ha una partita IVA.Su un punto vogliamo essere molto chiari: il CAF Centro Fiscale non è uno studio di commercialisti e non si presenta come tale. È un ente diverso, con un’impostazione diversa. Invece di una consulenza costruita caso per caso, offre un servizio strutturato di gestione della partita IVA forfettaria: un pacchetto con attività definite, procedure standard e un prezzo fisso e trasparente, comunicato prima di iniziare.Immagina la differenza tra un sarto e un buon negozio di abbigliamento. Il sarto, cioè il commercialista, prende le misure e crea un abito su misura, perfetto anche per corporature particolari. Il negozio, cioè il CAF, offre capi pensati per le taglie più comuni: se la tua situazione rientra nella “taglia standard”, trovi ciò che ti serve a un costo più contenuto e senza sorprese.Per uno psicologo in regime forfettario la situazione rientra spesso proprio nella taglia standard: una sola attività, nessun dipendente, nessuna operazione straordinaria e adempimenti che si ripetono ogni anno allo stesso modo. È qui che il servizio del CAF diventa un’alternativa valida al commercialista, spesso anche più economica. Cosa deve gestire uno psicologo con partita IVA forfettariaPer capire se il CAF ti basta, è utile avere un quadro degli adempimenti di uno psicologo con partita IVA forfettaria. Qui trovi solo una panoramica: per gli aspetti tecnici (requisiti, calcolo delle imposte, regole di fatturazione) ti consigliamo la nostra guida completa alla partita IVA per psicologi. In sintesi, gli elementi principali da tenere sotto controllo sono questi:codice ATECO: quello attualmente in vigore è 86.93.00 “Attività di psicologia” della classificazione ATECO 2025; il codice 86.90.30 era quello dell’ATECO 2007, precedente al raccordo 2025;coefficiente di redditività del 78%: il Fisco considera reddito il 78% di quanto incassi, mentre il restante 22% vale come deduzione forfettaria dei costi;imposta sostitutiva: un’unica imposta che prende il posto di IRPEF e addizionali, con aliquota del 15% oppure del 5% per le nuove attività che rispettano determinati requisiti;contributi ENPAP, la cassa previdenziale obbligatoria degli psicologi;dichiarazione dei redditi annuale;trasmissione dei dati delle prestazioni al Sistema Tessera Sanitaria.Per il calcolo del coefficiente, l’allegato normativo del forfettario è ancora espresso con i codici ATECO 2007: fino al nuovo decreto resta il riferimento il codice 2007 corrispondente, che per lo psicologo porta comunque al 78%. Se vuoi vedere i codici delle altre professioni sanitarie, consulta la tabella dei codici ATECO per le professioni sanitarie 2026.ENPAP: la cassa previdenziale degli psicologiGli psicologi non versano i contributi all’INPS, ma all’ENPAP (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Psicologi). È la cassa previdenziale obbligatoria della categoria, quella che un giorno ti pagherà la pensione. I contributi principali per il 2026 sono tre:contributo soggettivo: 10% del reddito, con un minimo di 856 euro;contributo integrativo: 2% del volume d’affari, con un minimo di 66 euro, che normalmente si addebita al paziente in fattura;contributo di maternità: circa 135 euro all’anno.Le scadenze di versamento sono il 1° marzo e il 1° ottobre. Per i neoiscritti è prevista una riduzione nei primi anni di iscrizione, verificabile sul sito ENPAP. C’è anche una buona notizia: il contributo soggettivo e quello di maternità versati sono sempre deducibili, cioè si sottraggono dal reddito su cui calcoli le imposte, sia nel regime forfettario sia nel regime ordinario. Il contributo integrativo, che addebiti al paziente, invece non è deducibile.Fatture ai pazienti e Sistema Tessera SanitariaLe prestazioni sanitarie verso i pazienti privati hanno regole particolari. La fattura intestata a una persona fisica non passa dal Sistema di Interscambio, il canale della fattura elettronica: per tutelare la riservatezza dei dati sanitari, emetterla in formato elettronico è vietato. I dati delle spese, però, vanno comunicati al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS), la banca dati usata dall’Agenzia delle Entrate per precompilare il 730 dei tuoi pazienti.L’invio al Sistema TS è annuale e va fatto entro il 31 gennaio dell’anno successivo. Sono adempimenti semplici, ma richiedono regolarità e precisione: un errore nei dati trasmessi, ad esempio, si riflette direttamente sulla dichiarazione dei tuoi pazienti. Quanto costa: commercialista per psicologi o servizio del CAFVeniamo alla domanda che interessa di più: quanto costa farsi seguire? Come abbiamo visto, le tariffe di un commercialista per psicologi sono libere e dipendono dallo studio, dalla città e dal tipo di incarico. Per questo un confronto diretto è difficile, ed è sempre consigliabile chiedere un preventivo scritto che indichi con precisione quali attività sono comprese.Il CAF Centro Fiscale ha scelto invece un listino fisso e pubblico. La gestione della partita IVA forfettaria costa 350 euro all’anno IVA inclusa, con la dichiarazione dei redditi compresa. Se la partita IVA è ancora da aprire, l’apertura per i professionisti costa tra 120 e 150 euro IVA inclusa. Nessun costo a sorpresa a fine anno: sai fin dall’inizio quanto spenderai.Cosa comprende il servizio P.IVA forfettario del CAFIl servizio è pensato proprio per chi ha una contabilità semplice e vuole delegare gli adempimenti fiscali ricorrenti a un team esperto. In concreto, le attività principali sono:verifica dei requisiti del regime forfettario, all’apertura e negli anni successivi;predisposizione e invio della dichiarazione dei redditi annuale;calcolo dell’imposta sostitutiva e preparazione dei modelli F24 per acconti e saldo;supporto negli adempimenti ricorrenti della partita IVA forfettaria;un referente a cui rivolgerti per i dubbi fiscali di tutti i giorni.Tutti i dettagli sono descritti nella pagina del servizio partita IVA forfettario.Il software di fatturazione si sceglie a parteUn aspetto da sapere subito: il software di fatturazione non fa parte della gestione del CAF e va scelto separatamente. Per chi cerca uno strumento semplice e pensato per i forfettari c’è Fatturazione Italia, con due piani principali:piano Start: 49 € + IVA all’anno (59,78 € IVA inclusa), fino a 150 fatture;piano Pro: 89 € + IVA all’anno (108,58 € IVA inclusa), fino a 500 fatture, con il Sistema TS incluso nel piano Pro;prezzo bloccato 3 anni per contratto, solo abbonamento annuale;prova gratuita di 14 giorni, senza inserire la carta di credito.Per uno psicologo, che ha a che fare con il Sistema Tessera Sanitaria, il piano Pro è quello più indicato. Da ottobre 2026 il portale ha anche alcune funzioni pensate per psicologi e psicoterapeuti:Bonus Psicologo: al Sistema TS la quota coperta dal bonus va con la voce AA e il resto con SP, con le diciture in fattura;seduta resa a un’altra persona: la fattura si intesta al genitore e al Sistema TS va il codice fiscale del figlio;contributo ENPAP compreso nel prezzo: se la tua tariffa è “tutto compreso”, la seduta da 70 € resta 70 € (68,63 € di prestazione + 1,37 € di contributo), oppure scegli di aggiungerlo (70 € + 2% = 71,40 €);catalogo delle prestazioni tipiche già pronto e numero della marca da bollo riportato sul PDF;import da PsicoGest: dal file .xls arrivano pazienti, fatture e fornitori, con il contributo ENPAP e il numero della marca da bollo. Nessuna fattura importata viene rimandata allo SDI o al Sistema TS.Puoi provare Fatturazione Italia gratis per 14 giorni e valutare con calma se fa per te.Facciamo un esempio concreto. Supponiamo che Chiara, psicologa con partita IVA forfettaria, non voglia occuparsi di nulla e scelga il pacchetto completo con il CAF: il CAF Centro Fiscale si occupa di dichiarazione dei redditi, F24 di tasse e contributi, Sistema TS e consulenza fiscale, e il software di fatturazione è compreso. Chiara paga un unico canone annuale, noto fin dal primo giorno, dopo un preventivo fatto in una telefonata di 10 minuti (si chiede con il modulo “Ti chiamiamo noi” su fatturazioneitalia.it/contatti). A questo costo si aggiungono naturalmente l’imposta sostitutiva e i contributi ENPAP, che sono dovuti in ogni caso, qualunque sia il professionista o l’ente a cui ti affidi.Psicologo in regime forfettario? Ti seguiamo noiGestione della partita IVA forfettaria a 350 euro all’anno IVA inclusa, dichiarazione dei redditi compresa. Assistenza in ufficio a Udine oppure online in tutta Italia.Scopri il servizio P.IVA forfettarioScrivici su WhatsApp al 366 6018121 oppure compila il modulo di contatto. Quando basta il CAF e quando serve un commercialista per psicologiEcco il cuore della questione. Non esiste una risposta valida per tutti: tutto dipende dalla tua situazione concreta. Proviamo a fare chiarezza con due elenchi, così puoi capire rapidamente in quale ti riconosci.Il servizio del CAF è spesso sufficiente se…sei in regime forfettario e intendi restarci;lavori da solo, senza dipendenti né collaboratori;hai un’unica attività, come psicologo o psicoterapeuta;i tuoi adempimenti sono quelli standard: fatture, dichiarazione, contributi ENPAP, Sistema TS;non hai contenziosi aperti con il Fisco.Meglio rivolgersi a un commercialista se…hai ricevuto un avviso di accertamento o devi presentare un ricorso;vuoi trasformare lo studio in una società o in un’associazione professionale;stai per uscire dal forfettario con una situazione articolata;hai più attività, redditi esteri o investimenti rilevanti da pianificare;ti serve una consulenza strategica continuativa e personalizzata.Nei casi del secondo elenco, il valore aggiunto del commercialista giustifica pienamente il suo costo. Pensa ad esempio a chi sta valutando di unirsi ad alcuni colleghi in una società tra professionisti: è una scelta che merita una consulenza su misura. Se invece ti riconosci nel primo elenco, pagare una consulenza personalizzata per adempimenti che si ripetono sempre uguali potrebbe non essere necessario.Ricorda anche che la scelta non è definitiva. Puoi iniziare con il servizio strutturato del CAF e, se un giorno la tua attività cresce o cambia forma, rivolgerti a un commercialista per gli aspetti più complessi. L’importante è avere sempre al tuo fianco chi è adatto alla fase che stai vivendo. Gestione della partita IVA per psicologi online, anche lontano da UdineMolti psicologi lavorano anche online, con sedute in videochiamata e pazienti in tutta Italia. La gestione della partita IVA può funzionare allo stesso modo. Il CAF Centro Fiscale di Udine segue i professionisti sia in ufficio, in Viale Tullio 13 a Udine, sia online in tutta Italia: documenti e comunicazioni viaggiano in digitale e il tuo referente resta lo stesso.Il percorso è lineare. Ci contatti, facciamo il punto sulla tua situazione e, se necessario, ci occupiamo dell’apertura della partita IVA con il codice ATECO corretto. Da quel momento gestiamo la dichiarazione dei redditi e gli adempimenti ricorrenti del forfettario, mentre tu puoi concentrarti sui tuoi pazienti. La procedura richiede attenzione per evitare errori che potrebbero costarti sanzioni: i nostri operatori verificano ogni passaggio.Ti stai chiedendo quanto potrai guadagnare al netto di imposte e contributi? Trovi alcuni riferimenti utili nell’articolo su quanto guadagna un professionista sanitario nel 2026. Se invece stai per inaugurare uno studio con locali tuoi, leggi anche la guida su come aprire uno studio sanitario.Commercialista psicologi o CAF: come scegliereRiassumendo, cercare un commercialista psicologi ha senso quando ti serve una consulenza su misura, un’assistenza in un contenzioso o il supporto in operazioni straordinarie. Il commercialista è un professionista ordinistico e in questi casi è la figura giusta. Se invece sei uno psicologo in partita IVA forfettaria con adempimenti standard, il servizio strutturato del CAF Centro Fiscale ti offre quello che serve a un prezzo fisso e trasparente: 350 euro all’anno IVA inclusa, dichiarazione dei redditi compresa, con il software di fatturazione da scegliere a parte. In alternativa c’è il pacchetto completo con il CAF, con il software compreso in un unico canone annuale, su preventivo.Hai bisogno di assistenza per la tua partita IVA forfettaria da psicologo? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640, scrivici su WhatsApp al 366 6018121 oppure prenota un appuntamento.FontiLegge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89 – Regime forfetario (coefficienti nell’allegato 4)Decreto legislativo 12 giugno 2025, n. 81, art. 2 – Divieto di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie inviate al Sistema TSDecreto legislativo 12 giugno 2025, n. 81, art. 5 – Termine annuale di invio al Sistema Tessera SanitariaDecreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, art. 8 – Contributo integrativo a carico dell’utenzaAgenzia delle Entrate, Regime forfetarioENPAP, Versare i contributi (soggettivo, integrativo e maternità 2026)Partita IVA forfettaria per psicologi: gestione e fatturazioneAffida al CAF Centro Fiscale la gestione del regime forfettario e scegli il software di fatturazione più adatto: con il piano Pro di Fatturazione Italia il Sistema TS è incluso, insieme al Bonus Psicologo e al contributo ENPAP compreso nel prezzo.Richiedi il servizio P.IVA forfettario Prova Fatturazione Italia 14 giorni gratisPreferisci parlarne subito? WhatsApp 366 6018121 oppure modulo di contatto. Domande frequenti sul commercialista per psicologiIl CAF è la stessa cosa di un commercialista?No. Il commercialista è un professionista iscritto a un albo che offre consulenza fiscale personalizzata e può assisterti in contenziosi e operazioni straordinarie. Il CAF Centro Fiscale è un ente diverso, non è uno studio di commercialisti, e offre un servizio strutturato di gestione della partita IVA forfettaria a prezzo fisso.Quanto costa la gestione della partita IVA forfettaria di uno psicologo al CAF?La gestione costa 350 euro all’anno IVA inclusa, con la dichiarazione dei redditi compresa. L’apertura della partita IVA per i professionisti costa tra 120 e 150 euro IVA inclusa. Il software di fatturazione va scelto a parte. Se preferisci un’unica soluzione, il pacchetto completo con il CAF comprende anche il software: un unico canone annuale, con preventivo in una telefonata di 10 minuti.Qual è il codice ATECO dello psicologo nel 2026?Il codice attualmente in vigore è 86.93.00 “Attività di psicologia” della classificazione ATECO 2025. Il vecchio 86.90.30 apparteneva all’ATECO 2007. Il coefficiente di redditività nel forfettario è del 78%.Uno psicologo forfettario versa i contributi all’INPS?No, gli psicologi versano i contributi alla propria cassa, l’ENPAP: contributo soggettivo del 10% del reddito (minimo 856 euro nel 2026), integrativo del 2% del volume d’affari (minimo 66 euro) e contributo di maternità di circa 135 euro. Il contributo soggettivo e quello di maternità sono deducibili, l’integrativo no.Posso affidarmi al CAF Centro Fiscale anche se non abito a Udine?Sì. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine sia online in tutta Italia: documenti e comunicazioni si scambiano in digitale e hai sempre un referente dedicato.Quale software di fatturazione serve a uno psicologo?Serve un software che emetta le fatture ai pazienti fuori dallo SDI e trasmetta le spese al Sistema TS. Con Fatturazione Italia il Sistema TS è incluso nel piano Pro (89 € + IVA all’anno, 108,58 € IVA inclusa), che gestisce anche il Bonus Psicologo, la seduta resa a un’altra persona e il contributo ENPAP compreso nel prezzo. Chi arriva da PsicoGest può importare pazienti, fatture e fornitori dal file .xls.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Ottobre 13, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-13 14:00:002026-10-11 22:33:48Commercialista Psicologi o CAF? Guida 2026 alla Partita IVA Forfettaria
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariIVA sulle Prestazioni Sanitarie 2026: Quando Sono Esenti (Art. 10) e Quando Vanno Fatturate con IVACapire come funziona l’IVA prestazioni sanitarie 2026 è uno dei dubbi più frequenti tra medici, psicologi, fisioterapisti, odontoiatri, infermieri e ostetriche con partita IVA. La regola di base sembra semplice: le prestazioni sanitarie sono esenti da IVA. Nella pratica, però, la stessa identica visita può essere esente oppure imponibile al 22% a seconda di chi la richiede e del motivo per cui viene eseguita.Il risultato è che moltissimi professionisti emettono fatture con il codice natura sbagliato, dimenticano la marca da bollo oppure applicano l’esenzione a prestazioni che, secondo l’Agenzia delle Entrate e la giurisprudenza europea, andrebbero fatturate con IVA. Il codice natura è la sigla che, nella fattura elettronica, spiega al Fisco perché su quel documento non compare l’imposta: sbagliarlo espone a sanzioni e a richieste di recupero d’imposta anche a distanza di anni.In questa guida completa spieghiamo, con parole semplici ed esempi concreti, tutto ciò che serve sapere sull’IVA prestazioni sanitarie 2026: il principio generale dell’art. 10 nn. 18 e 19 del DPR 633/1972, il decisivo requisito della finalità terapeutica, i casi in cui scatta l’IVA ordinaria al 22%, le regole di fatturazione elettronica e Sistema Tessera Sanitaria, il meccanismo del pro-rata, la gestione in regime forfettario con il codice N2.2 e la marca da bollo. Se dopo la lettura hai ancora dubbi sulla tua situazione specifica, il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca nella gestione della partita IVA sanitaria.Indice dei contenutiPerché l’IVA prestazioni sanitarie 2026 genera tanta confusioneIl principio generale: esenzione IVA art. 10 nn. 18 e 19 DPR 633/72Il requisito della finalità terapeutica: la vera chiave di letturaQuando le prestazioni sanitarie vanno fatturate con IVA al 22%Fatturazione elettronica e Sistema TS: le regole per i sanitariPro-rata IVA: cosa succede se hai operazioni esenti e imponibiliRegime forfettario e IVA prestazioni sanitarie 2026: il codice N2.2Marca da bollo sulle fatture sanitarie: la regola dei 77,47 euroErrori comuni da evitare sull’IVA prestazioni sanitarie 2026Domande frequenti sull’IVA prestazioni sanitarie 2026Assistenza fiscale per professionisti sanitari a Udine e onlinePerché l’IVA prestazioni sanitarie 2026 genera tanta confusioneLa difficoltà nasce da un equivoco molto diffuso: si pensa che l’esenzione dipenda dalla professione di chi emette la fattura. In realtà dipende dalla natura della prestazione. Un medico non è “esente IVA” in quanto medico: è esente quando svolge un’attività di diagnosi, cura o riabilitazione della persona. Se lo stesso medico tiene una lezione a un corso di formazione, quella fattura va emessa con IVA al 22%.A complicare il quadro contribuiscono tre elementi. Il primo è la stratificazione normativa: l’art. 10 del DPR 633/1972 risale al 1972 e viene interpretato alla luce di direttive europee e di numerose sentenze. Il secondo è la fatturazione elettronica, che dal 2019 ha introdotto per i sanitari un regime speciale, con divieto di invio allo SdI per le fatture ai privati. Il terzo è la diffusione del regime forfettario, che sovrappone una seconda logica: chi è forfettario non applica mai l’IVA, nemmeno l’esenzione.Il consiglio che diamo sempre ai professionisti sanitari è di ragionare per tipologia di prestazione e per destinatario della fattura, non per categoria professionale. È il metodo che seguiremo in tutta questa guida sull’IVA prestazioni sanitarie 2026. Il principio generale: esenzione IVA art. 10 nn. 18 e 19 DPR 633/72Il punto di partenza dell’IVA prestazioni sanitarie 2026 è l’art. 10 del DPR 633/1972, la legge che disciplina l’imposta sul valore aggiunto in Italia. Due numeri di quell’articolo interessano direttamente il mondo sanitario:Art. 10 n. 18: esenta le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione della persona rese nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza (medici, odontoiatri, psicologi, infermieri, fisioterapisti, ostetriche, logopedisti, podologi e le altre professioni sanitarie regolamentate).Art. 10 n. 19: esenta le prestazioni di ricovero e cura rese da enti ospedalieri o da cliniche e case di cura convenzionate, nonché da società di mutuo soccorso con personalità giuridica e da enti del Terzo settore, comprese le prestazioni accessorie come la somministrazione di medicinali, presidi sanitari e vitto.Che cosa significa “esente” in parole semplici? Significa che l’operazione rientra nel campo di applicazione dell’IVA, ma la legge stabilisce che l’imposta non venga applicata. La fattura si emette regolarmente, si numera, si registra e concorre al volume d’affari, ma non si aggiunge il 22% al compenso. L’esenzione è cosa diversa dall’esclusione e dalla non imponibilità, anche se il risultato pratico per il paziente è lo stesso: paga solo l’onorario. Il codice natura da usare in fattura: N4Nelle fatture esenti ai sensi dell’art. 10 il codice da indicare è N4 (operazioni esenti). Accanto all’importo va inserita la dicitura “operazione esente da IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18, DPR 633/1972“. Il codice N4 vale sia per le fatture cartacee o in PDF verso i pazienti privati, sia per le fatture elettroniche verso soggetti diversi dalle persone fisiche.Attenzione a un dettaglio che sfugge spesso: l’esenzione riguarda le professioni sanitarie abilitate e iscritte agli albi o agli elenchi previsti. Se svolgi un’attività di benessere o di consulenza non sanitaria, anche se attinente alla salute, l’esenzione non si applica. Per orientarti sull’inquadramento corretto della tua attività puoi consultare la nostra guida al codice ATECO per le professioni sanitarie 2026.Il requisito della finalità terapeutica: la vera chiave di letturaQui arriviamo al cuore del problema. Perché una prestazione sia esente non basta che sia eseguita da un professionista sanitario: deve avere una finalità terapeutica, cioè deve essere diretta a tutelare, mantenere o ristabilire la salute della persona.Questo principio non è un’invenzione dell’Agenzia delle Entrate: nasce dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, in particolare dalla nota sentenza Kügler e da una lunga serie di pronunce successive, ed è stato recepito dalla Corte di Cassazione italiana. Il ragionamento è lineare: l’esenzione esiste per non rendere più costose le cure ai cittadini. Se una prestazione non serve a curare, non c’è motivo di agevolarla.La conseguenza operativa è importante per l’IVA prestazioni sanitarie 2026: davanti a ogni fattura devi chiederti a che scopo hai eseguito quella prestazione. Immagina che il dottor Rossi, dermatologo, visiti una paziente per una lesione cutanea sospetta: siamo nella diagnosi, quindi esenzione N4. Se la stessa paziente torna il mese dopo per un trattamento puramente estetico, senza alcuna indicazione clinica, quella prestazione è imponibile al 22%. Stesso medico, stesso studio, stessa paziente: due regimi IVA diversi.Vale la pena ricordare che, in caso di controllo, l’onere di dimostrare la finalità di cura ricade sul professionista. Per questo è fondamentale che la documentazione clinica e la descrizione in fattura siano coerenti con il trattamento eseguito. Quando le prestazioni sanitarie vanno fatturate con IVA al 22%Vediamo ora i casi più ricorrenti in cui l’esenzione non opera e la fattura va emessa con aliquota ordinaria del 22%. Sono le situazioni che generano il maggior numero di errori e, di conseguenza, di contestazioni in materia di IVA prestazioni sanitarie 2026. Medicina estetica non terapeuticaÈ il caso di scuola. I trattamenti di medicina estetica eseguiti per finalità esclusivamente extra-terapeutiche, cioè per migliorare l’aspetto fisico senza che vi sia una patologia da curare, sono imponibili IVA al 22%. Rientrano tipicamente in questa categoria i trattamenti puramente cosmetici richiesti dal paziente per ragioni personali.Restano invece esenti gli interventi che, pur avendo un risvolto estetico, hanno una funzione ricostruttiva o curativa: la chirurgia dopo un incidente o un intervento oncologico, la correzione di malformazioni, i trattamenti prescritti per una patologia documentata. La differenza, ancora una volta, è la finalità terapeutica, che deve emergere dalla documentazione clinica.Medicina del lavoro, medico competente e visite fiscaliQuesto è il capitolo più delicato e va affrontato con prudenza, perché il trattamento IVA dipende dal contenuto concreto dell’incarico. Il criterio guida è sempre lo stesso: se la prestazione è resa nell’interesse del paziente e ha una funzione di tutela della salute, l’esenzione tendenzialmente si applica; se invece serve soltanto a fornire a un terzo (datore di lavoro, ente, assicurazione) un giudizio o una certificazione a fini organizzativi, di responsabilità o economici, l’esenzione viene meno.Per l’attività del medico competente in azienda esiste un orientamento consolidato che riconosce la natura di prevenzione sanitaria della sorveglianza sui lavoratori, con conseguente esenzione. Diverso può essere il caso delle certificazioni rilasciate su richiesta del datore di lavoro per finalità non preventive. Non è possibile dare una regola valida per tutti: ogni incarico va valutato caso per caso, leggendo il contratto e il contenuto effettivo della prestazione. Se ti trovi in questa situazione, un confronto con i nostri consulenti prima di emettere fattura ti evita rettifiche successive.Perizie medico-legali, CTU e CTPLe perizie medico-legali e le consulenze tecniche rese al giudice (CTU) o a una parte processuale (CTP) sono generalmente imponibili al 22%. La ragione è evidente: il medico non cura nessuno, ma formula una valutazione tecnica nell’interesse di un terzo, cioè del tribunale, di una compagnia assicurativa o di un ente. Manca del tutto la finalità di diagnosi e cura.Supponiamo che la dottoressa Bianchi, ortopedica, venga nominata consulente in una causa per risarcimento danni: la parcella al tribunale va emessa con IVA ordinaria, non con codice N4.Docenza, formazione e relazioni a convegniInsegnare non è curare. I compensi per docenza, corsi ECM, moduli formativi, interventi come relatore a convegni e attività di tutoraggio sono soggetti a IVA al 22%, salvo le specifiche ipotesi di esenzione previste per la formazione resa da enti riconosciuti. Se il professionista è in regime ordinario, questi compensi vanno fatturati con imposta e concorrono al calcolo del pro-rata di cui parliamo più avanti.Consulenze scientifiche per aziende farmaceuticheAnche le consulenze scientifiche rese ad aziende farmaceutiche, a produttori di dispositivi medici o a società di ricerca sono imponibili IVA: si tratta di prestazioni professionali di natura consulenziale, non di attività di cura verso una persona. Rientrano nella stessa logica la partecipazione a comitati scientifici, la stesura di articoli su commissione e le attività di advisory board.Il caso degli osteopati: perché oggi fatturano al 22%Tra tutte le attività che ruotano attorno al mondo della salute, quella dell’osteopata è probabilmente il caso più discusso. La domanda che arriva più spesso al nostro CAF è sempre la stessa: “se curo le persone, perché devo applicare l’IVA?”. La risposta sta in un dettaglio tecnico che fa tutta la differenza: l’esenzione IVA dell’art. 10 n. 18 del DPR 633/72 non dipende dal fatto che la prestazione faccia bene alla salute, ma dal fatto che chi la esegue appartenga a una professione sanitaria riconosciuta e regolamentata.E qui sta il punto: al 2026 l’osteopatia in Italia non è ancora una professione sanitaria riconosciuta e regolamentata ai fini dell’esenzione IVA. Nonostante la Legge 3/2018 (art. 7) e il DPR 131/2021, che ne ha definito il profilo professionale, abbiano avviato il percorso di riconoscimento, a oggi l’osteopata non rientra tra i soggetti abilitati a emettere fatture esenti ai sensi dell’art. 10 n. 18. Questa posizione è stata confermata dalla Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 9/E del 24 febbraio 2026: le prestazioni di osteopatia vanno fatturate con IVA ordinaria al 22%. Chi è in regime forfettario continua a emettere fattura senza IVA, ma per natura del regime (codice natura N2.2) e non per esenzione sanitaria.Dal punto di vista dell’inquadramento, l’osteopata utilizza il codice ATECO 2025 86.96.09 (il codice corrispondente nella vecchia classificazione ATECO 2007 era il 86.90.29, che però non va più indicato come codice “attuale”). Sul fronte previdenziale non esiste una cassa di categoria dedicata: i contributi si versano alla Gestione Separata INPS. Trovi tutti i dettagli su apertura e gestione della partita IVA nella nostra guida dedicata: Partita IVA Osteopata 2026. Per l’approfondimento sul codice attività corretto vedi invece tabella dei codici ATECO delle professioni sanitarie.C’è poi una conseguenza pratica che sorprende molti: l’osteopata non rientra nel divieto di fattura elettronica verso le persone fisiche. Quel divieto riguarda le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche (sia per i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, sia per gli altri) e per l’Agenzia quelle dell’osteopata non lo sono. L’osteopata, non essendo tra i soggetti obbligati, emette regolarmente fattura elettronica ordinaria tramite SdI (il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate) e non deve inviare alcun dato al Sistema TS.Per capire la differenza in modo immediato, ecco come si dividono oggi le due famiglie di professionisti:Professioni sanitarie riconosciute (medici, odontoiatri, fisioterapisti, psicologi, infermieri, ostetriche): prestazioni esenti IVA art. 10 n. 18, obbligo di invio al Sistema TS e divieto di fattura elettronica verso i privati. Il veterinario è un caso a sé: cura gli animali e non le persone, quindi applica l’IVA ordinaria al 22%, pur trasmettendo le spese veterinarie al Sistema TS.Attività non riconosciute come sanitarie (osteopati, naturopati, operatori olistici, chiropratici non medici): IVA sempre al 22%, fattura elettronica ordinaria via SdI, nessun invio al Sistema TS.Un’ultima avvertenza, doverosa: il quadro normativo sul riconoscimento della professione di osteopata è in evoluzione: il DPCM 25 marzo 2026 (G.U. del 22 maggio 2026) ha fissato i criteri di equipollenza dei titoli pregressi e dal 14 settembre 2026 si possono presentare le domande di iscrizione agli elenchi speciali presso gli Ordini TSRM-PSTRP. Finché però non arriva un nuovo documento di prassi dell’Agenzia delle Entrate, la regola resta l’IVA al 22%. Vale quindi la pena verificare periodicamente gli aggiornamenti, anche perché un eventuale riconoscimento pieno cambierebbe regime IVA e adempimenti. Se hai dubbi sul tuo caso, il CAF Centro Fiscale di Udine valuta la tua posizione e ti rilascia un preventivo personalizzato, sia in ufficio che online.Fatturazione elettronica e Sistema TS: le regole per i sanitariUn capitolo a parte dell’IVA prestazioni sanitarie 2026 riguarda il come si emette il documento. Dal 2019, per tutelare la riservatezza dei dati sanitari, vige il divieto di emettere fattura elettronica tramite SdI per le prestazioni sanitarie rese nei confronti di persone fisiche, i cui dati vengono trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria per alimentare la dichiarazione precompilata.In pratica, al paziente privato si consegna una fattura cartacea o in PDF, mentre i dati della spesa vengono inviati al Sistema TS secondo i termini stabiliti dalla normativa. Il divieto ha riguardato negli anni sia chi è tenuto all’invio dei dati al Sistema TS, sia chi documenta prestazioni sanitarie verso persone fisiche pur non essendo tenuto alla trasmissione.Su questo punto una precisazione utile: fino al 2025 il divieto era prorogato di anno in anno, mentre l’art. 2 del D.Lgs. 81/2025 ha eliminato dall’art. 10-bis del D.L. 119/2018 l’elenco dei periodi d’imposta, rendendo la regola stabile anche per il 2026. Restano invece soggetti ad aggiornamento i termini di invio dei dati al Sistema TS, rivisti di recente. Prima di impostare il tuo ciclo di fatturazione, verifica sempre l’ultima disposizione in vigore sul sito dell’Agenzia delle Entrate e sul portale Sistema Tessera Sanitaria, oppure fatti confermare la regola applicabile al tuo caso dal nostro ufficio. Approfondimenti utili: la fatturazione al Sistema TS per fisioterapisti e psicologi e la guida al Sistema TS per i professionisti sanitari.Attenzione a non estendere il divieto oltre il suo perimetro: verso soggetti diversi dalle persone fisiche (aziende, cliniche, poliambulatori, enti pubblici, assicurazioni) resta pienamente in vigore l’obbligo di fattura elettronica ordinaria via SdI, secondo il D.Lgs. 127/2015, con l’indicazione del corretto codice natura. Ricordiamo che dal 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica è universale e riguarda anche i forfettari, senza alcuna soglia di ricavi, fatta salva proprio l’eccezione delle prestazioni sanitarie verso privati. Pro-rata IVA: cosa succede se hai operazioni esenti e imponibiliChi opera in regime ordinario e svolge sia prestazioni esenti sia prestazioni imponibili (il classico caso del medico che affianca alla clinica una parte di medicina estetica, o del professionista che fattura anche docenze) deve fare i conti con il pro-rata di detraibilità.Spieghiamolo in parole semplici. Normalmente chi ha la partita IVA può detrarre l’IVA pagata sugli acquisti: se compri un macchinario e paghi l’IVA al fornitore, quell’imposta la recuperi. Ma questo diritto spetta solo nella misura in cui gli acquisti servono a produrre operazioni imponibili. Poiché le prestazioni sanitarie sono esenti, l’IVA sugli acquisti a esse collegata non è recuperabile.Il pro-rata è il meccanismo che risolve il problema quando le due attività convivono: si calcola una percentuale di detrazione basata sul rapporto tra le operazioni che danno diritto alla detrazione e il totale delle operazioni effettuate nell’anno. Quella percentuale viene poi applicata a tutta l’IVA sugli acquisti. Non esiste una percentuale “standard”: varia ogni anno e per ogni professionista, in base alla composizione effettiva del fatturato.Le conseguenze pratiche sono due. La prima: se hai una quota rilevante di attività esente, il credito IVA che puoi recuperare sugli acquisti si riduce sensibilmente, e questo incide sui costi reali dello studio. La seconda: la contabilità IVA diventa più complessa e richiede una gestione ordinata durante tutto l’anno, non solo a dicembre. È uno degli aspetti su cui i nostri consulenti seguono più spesso i professionisti sanitari in regime ordinario.Regime forfettario e IVA prestazioni sanitarie 2026: il codice N2.2Chi aderisce al regime forfettario vive una situazione completamente diversa. Il forfettario non applica mai l’IVA in fattura: né l’aliquota del 22%, né l’esenzione dell’art. 10. La ragione è che, per espressa previsione dell’art. 1 c. 58 della L. 190/2014, le sue operazioni sono effettuate senza applicazione dell’imposta.Il codice natura corretto è quindi N2.2, accompagnato dalla dicitura: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, c. 58, L. 190/2014, regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA“. È un errore molto frequente vedere fatture di fisioterapisti o psicologi forfettari con codice N4: formalmente sbagliato, perché l’assenza di imposta deriva dal regime agevolato e non dall’esenzione sanitaria. Il coefficiente di redditività del 78%Nel regime forfettario il reddito non si calcola sottraendo i costi reali, ma applicando ai ricavi un coefficiente di redditività, cioè una percentuale fissa stabilita per legge in base all’attività svolta. Per le attività professionali sanitarie il coefficiente è del 78%: su 40.000 euro di compensi, il reddito imponibile è di 31.200 euro, sul quale si calcolano l’imposta sostitutiva e i contributi previdenziali. L’imposta sostitutiva è un’unica imposta che prende il posto dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali.Il forfettario semplifica moltissimo, ma non cancella il tema dell’art. 10: se un domani superi i limiti del regime agevolato e passi al regime ordinario, tutte le distinzioni tra prestazioni esenti e imponibili tornano immediatamente attuali, pro-rata compreso. Per questo consigliamo di ragionare fin dall’inizio sulla corretta qualificazione delle prestazioni. Se stai valutando l’apertura della partita IVA, può esserti utile la guida su come aprire la partita IVA come odontoiatra tra ATECO, ENPAM e Sistema TS.Marca da bollo sulle fatture sanitarie: la regola dei 77,47 euroUn adempimento tanto piccolo quanto dimenticato. Le fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 euro devono riportare la marca da bollo da 2 euro. La regola vale sia per le fatture esenti art. 10 con codice N4, sia per le fatture emesse in regime forfettario con codice N2.2.Soglia oltre la quale scatta il bollo: 77,47 euro di importo non assoggettato a IVA.Importo del bollo: 2 euro per ogni fattura.Il costo del bollo può essere addebitato al paziente o al cliente, salvo diverso accordo: in tal caso va indicato in fattura come rimborso.Sulle fatture cartacee o in PDF si applica il contrassegno fisico oppure si utilizza il bollo virtuale; sulle fatture elettroniche si valorizza l’apposito campo e l’imposta si versa periodicamente.Le fatture con IVA al 22% non scontano il bollo, perché imposta di bollo e IVA sono alternative.Può sembrare un dettaglio trascurabile, ma l’omissione della marca da bollo è tra le irregolarità più facilmente rilevabili in sede di controllo, con sanzioni proporzionali all’imposta non versata.Errori comuni da evitare sull’IVA prestazioni sanitarie 2026Dall’esperienza quotidiana con i professionisti sanitari che seguiamo, questi sono gli errori che ricorrono con maggiore frequenza in tema di IVA prestazioni sanitarie 2026:Applicare l’esenzione a tutto ciò che si fattura, solo perché si è un professionista sanitario, ignorando docenze, perizie e consulenze.Usare il codice N4 in regime forfettario invece del corretto N2.2, o viceversa dopo il passaggio al regime ordinario.Dimenticare la marca da bollo sulle fatture senza IVA oltre 77,47 euro.Inviare allo SdI fatture di prestazioni sanitarie rese a persone fisiche, violando il divieto posto a tutela della riservatezza dei dati.Trascurare il pro-rata in regime ordinario, detraendo integralmente l’IVA sugli acquisti anche a fronte di un volume rilevante di operazioni esenti.Descrizioni generiche in fattura (“prestazione professionale”) che non permettono di dimostrare la finalità terapeutica in caso di verifica.Non allineare fattura e dati inviati al Sistema TS, con il rischio di incongruenze nella dichiarazione precompilata del paziente.La buona notizia è che quasi tutti questi errori si prevengono con una impostazione corretta a monte: definire una volta per tutte quali prestazioni eroghi, come vanno qualificate e quale codice natura associare a ciascuna nel software di fatturazione. Domande frequenti sull’IVA prestazioni sanitarie 2026Lo psicologo deve applicare l’IVA in fattura?Le prestazioni di psicoterapia e di diagnosi e cura rese dallo psicologo iscritto all’albo rientrano nell’esenzione dell’art. 10 n. 18, con codice N4 se si è in regime ordinario. Diverso è il caso di consulenze organizzative alle aziende, selezione del personale, formazione o perizie in ambito giudiziario: qui si applica l’IVA al 22%. Se lo psicologo è in regime forfettario, non applica mai IVA e utilizza il codice N2.2.La visita di medicina estetica è sempre con IVA?No. È imponibile al 22% quando ha finalità esclusivamente estetica. Se invece il trattamento ha una funzione ricostruttiva o curativa documentata (esiti di traumi, interventi oncologici, patologie dermatologiche, malformazioni), resta esente. Decisiva è la documentazione clinica che attesta la finalità di cura.Il fisioterapista che collabora con un centro sportivo emette fattura con IVA?Dipende dal contenuto della prestazione. Se il fisioterapista eroga trattamenti riabilitativi alle persone, anche tramite la struttura, siamo nell’ambito dell’esenzione art. 10. Se invece fattura al centro un’attività diversa, ad esempio preparazione atletica, docenza o consulenza organizzativa, la prestazione è imponibile al 22%. La qualificazione va fatta sul singolo contratto: è uno dei casi in cui conviene una verifica preventiva con il nostro ufficio.Cosa succede se sbaglio il codice natura in fattura?Un codice natura errato rende la fattura irregolare e, se l’errore comporta la mancata applicazione dell’IVA dovuta, l’Agenzia delle Entrate può recuperare l’imposta con sanzioni e interessi. In molti casi si può rimediare emettendo una nota di variazione e una nuova fattura corretta, entro i termini previsti. Meglio però intercettare l’errore subito: i nostri operatori possono effettuare una verifica delle fatture già emesse.In regime forfettario devo mettere la marca da bollo?Sì. Anche le fatture in regime forfettario con codice N2.2 seguono la regola generale: oltre 77,47 euro serve la marca da bollo da 2 euro. Il costo può essere riaddebitato al cliente, indicandolo espressamente in fattura.Devo emettere fattura elettronica alla clinica per cui collaboro?Sì. Il divieto di fatturazione elettronica riguarda solo le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche. Verso cliniche, poliambulatori, società ed enti pubblici vige il normale obbligo di e-fattura via SdI, con il codice natura corretto in base al tuo regime (N4 oppure N2.2).Posso avere sia prestazioni esenti sia imponibili con la stessa partita IVA?Sì, e accade spesso. In regime ordinario comporta però la gestione del pro-rata di detraibilità e una contabilità IVA più articolata. In regime forfettario il problema non si pone sul fronte IVA, ma occorre comunque verificare il corretto inquadramento delle attività e il coefficiente di redditività applicabile.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Guide correlate per professioneOgni professione sanitaria ha regole proprie su IVA, cassa previdenziale e Sistema TS. Qui trovi la guida dedicata alla tua:Aprire Partita IVA Medico 2026: ATECO, ENPAM e Sistema TS »Partita IVA Fisioterapista 2026: ATECO 86.95.00 e Gestione Separata »Partita IVA Infermiere 2026: ATECO, ENPAPI e fatturazione elettronica »Partita IVA Odontoiatra 2026: ENPAM, esenzione IVA e Tessera Sanitaria »Partita IVA Veterinario 2026: ENPAV, IVA al 22% e forfettario »Partita IVA Ostetrica 2026: ATECO 86.94.02, inquadramento previdenziale e prestazioni esenti »Partita IVA Osteopata 2026: ATECO 86.96.09, IVA 22% e Gestione Separata »Assistenza fiscale per professionisti sanitari a Udine e onlineGestire correttamente l’IVA prestazioni sanitarie 2026 non è un esercizio teorico: incide sul prezzo che chiedi al paziente, sull’IVA che puoi recuperare, sulla tua tranquillità in caso di controllo. Tra esenzione art. 10, casi imponibili al 22%, pro-rata, regime forfettario e regole del Sistema TS, il margine di errore è ampio e le conseguenze economiche non sono trascurabili.Il CAF Centro Fiscale di Udine segue medici, odontoiatri, psicologi, fisioterapisti, infermieri e le altre professioni sanitarie in ogni fase: apertura della partita IVA, scelta del regime più conveniente, impostazione della fatturazione con i corretti codici natura, invio dei dati al Sistema TS, contabilità e dichiarazioni. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine, in Viale Tullio 13, sia online in tutta Italia. Per conoscere i costi dell’assistenza puoi richiedere un preventivo personalizzato, calibrato sul volume e sul tipo di attività.Se cerchi anche uno strumento operativo per emettere le fatture in modo corretto, gestire i codici natura N4 e N2.2, la marca da bollo e l’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, puoi valutare un software di fatturazione elettronica pensato per i professionisti come fatturazioneitalia.it: automatizza i controlli formali e riduce sensibilmente il rischio di errore. Con il piano Pro (89 € + IVA l’anno, 108,58 € IVA inclusa, Sistema TS incluso nel piano Pro) ai pazienti emetti fatture sanitarie in PDF senza SDI e alle strutture fatture elettroniche via SDI; le spese si inviano al Sistema TS con un clic, con variazioni, cancellazioni, invio automatico notturno a scelta e opposizione del paziente gestita, entro la scadenza annuale del 31 gennaio dell’anno dopo. Il bollo da 2 euro sulle fatture esenti si può lasciare a carico del cliente o dell’emittente e, se sei iscritto a una cassa, scegli se il contributo va in aggiunta al prezzo o è già compreso. Si può provare con 14 giorni di prova gratuita senza carta.Hai bisogno di assistenza per l’IVA sulle prestazioni sanitarie e per la gestione della tua partita IVA? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online: Contattaci per fissare un appuntamento, chiamaci allo 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Settembre 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-10 12:00:002026-10-11 22:32:43IVA sulle Prestazioni Sanitarie 2026: Quando Sono Esenti (Art. 10) e Quando Vanno Fatturate con IVA
PARTITA IVA, Professionisti SanitariCodice ATECO Professioni Sanitarie 2026: Tabella Completa con CoefficientiCodice ATECO Professioni Sanitarie 2026: Tabella Completa con CoefficientiScegliere il codice ATECO corretto è uno degli adempimenti fondamentali per ogni professionista sanitario che apre la partita IVA. Un codice sbagliato può comportare l’applicazione di un coefficiente di redditività errato nel regime forfettario, problemi in sede di dichiarazione dei redditi e difficoltà con l’INPS per l’iscrizione alla Gestione Separata. In questa guida trovi la tabella master aggiornata al 2026 con il codice ATECO specifico per ogni professione sanitaria, il coefficiente di redditività applicabile e le note pratiche sulla classificazione.Indice dei contenutiChe cos’è il codice ATECO e perché è importante per i sanitariTabella ATECO Professioni Sanitarie 2026: Guida CompletaCome funziona il coefficiente di redditività nel regime forfettarioCodici ATECO sanitari: le sezioni della classificazioneProfessioni sanitarie e IVA: l’esenzione art. 10 n. 18Nota sul Concordato Preventivo Biennale 2024-2025 (CPB)Caso speciale: ottico optometristaEducatore professionale: codice ATECO e coefficiente ridottoCome aprire la partita IVA con il codice ATECO correttoDomande frequenti sui codici ATECO sanitariConclusione: scegli il codice ATECO giusto con l’aiuto del CAFChe cos’è il codice ATECO e perché è importante per i sanitari Il codice ATECO (Attività Economiche) è il codice alfanumerico che classifica l’attività svolta da ogni partita IVA. Per i professionisti sanitari la scelta del codice corretto è determinante perché:Regime forfettario: il codice ATECO determina il coefficiente di redditività applicato ai compensi per calcolare il reddito imponibileINPS: l’iscrizione alla Gestione Separata INPS dipende dal codice ATECO (le professioni sanitarie senza cassa propria si iscrivono alla GS)IVA: alcune prestazioni sanitarie sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10 n. 18 DPR 633/72, ma solo se rese da professionisti abilitati con il corretto profilo giuridicoStudi di settore e CPB: il codice ATECO determina l’applicabilità degli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità) e del Concordato Preventivo Biennale 2024-2025La classificazione ATECO 2007 (aggiornamento 2022) è quella attualmente in uso. Per le professioni sanitarie i codici rilevanti appartengono principalmente alla Sezione Q — Sanità e assistenza sociale, con alcuni casi particolari nel commercio (ottici con negozio).Tabella ATECO Professioni Sanitarie 2026: Guida Completa Di seguito la tabella master aggiornata 2026 con codice ATECO, coefficiente di redditività nel regime forfettario e note specifiche per ciascuna professione sanitaria.ProfessioneCodice ATECODescrizione ATECOCoeff. RedditivitàPrevidenzaMedico di Medicina Generale86.21.00Servizi degli studi medici di medicina generale78%ENPAMMedico Specialista86.22.09Altri studi medici specialistici e poliambulatori78%ENPAMOdontoiatra / Dentista86.23.00Servizi degli studi odontoiatrici78%ENPAMPsicologo / Psicoterapeuta86.90.30Servizi degli studi di psicologia78%ENPAPFisioterapista86.90.29Altre attività paramediche78%GS INPSInfermiere86.90.29Altre attività paramediche78%ENPAPILogopedista86.90.29Altre attività paramediche78%GS INPSPodologo86.90.29Altre attività paramediche78%GS INPSTSRM (Tecnico Radiologia)86.90.29Altre attività paramediche78%GS INPSOstetrica / Ostetrico86.21.09Servizi degli studi medici e di altri studi78%GS INPSDietista86.90.29Altre attività paramediche78%GS INPSBiologo / Biologo Nutrizionista86.90.29Altre attività paramediche78%ENPABOsteopata86.90.29Altre attività paramediche78%GS INPSVeterinario75.00.00Servizi veterinari78%ENPAVEducatore Professionale88.99.09Altre forme di assistenza sociale non residenziale67%GS INPSOttico (servizi visivi)86.90.29Altre attività paramediche78%GS INPSOttico (commercio occhiali)47.78.10Commercio al dettaglio di articoli ottici40%GS INPS / INPS comm.Nota: tabella aggiornata ad aprile 2026 secondo classificazione ATECO 2007 (revisione 2022). Il coefficiente di redditività si applica solo ai soggetti in regime forfettario (L. 190/2014).Come funziona il coefficiente di redditività nel regime forfettario Per i professionisti sanitari in regime forfettario, la quasi totalità dei codici ATECO prevede un coefficiente di redditività del 78%. Questo significa che, indipendentemente dalle spese effettivamente sostenute, il reddito imponibile su cui si calcola l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per le nuove attività nei primi 5 anni) è pari al 78% dei compensi lordi incassati.Esempio pratico: un fisioterapista che nel 2025 ha incassato 40.000 euro lordi calcola il reddito imponibile come segue:Compensi lordi: 40.000 euroReddito forfettario (78%): 31.200 euroDeduzione contributi INPS GS pagati: ad esempio 10.000 euroReddito netto imponibile: 21.200 euroImposta sostitutiva 15%: 3.180 euroLa soglia di accesso al forfettario per il 2026 rimane a 85.000 euro di ricavi/compensi annui. L’uscita immediata dal regime scatta invece se si supera la soglia di 100.000 euro nello stesso anno (con ricalcolo dell’IVA).Codici ATECO sanitari: le sezioni della classificazione La struttura dei codici ATECO per le professioni sanitarie si articola principalmente nella Sezione Q (Sanità e assistenza sociale), divisione 86:86.21 — Servizi degli studi medici di medicina generaleComprende i medici di medicina generale (MMG) e i medici di base. Codice specifico: 86.21.00. Si usa anche per le ostetriche (86.21.09, altri studi) quando il focus dell’attività è prevalentemente assistenziale-medica.86.22 — Servizi degli studi medici specialisticiPer i medici specialisti liberi professionisti: dermatologo, cardiologo, ortopedico, ginecologo, ecc. Il codice più utilizzato è 86.22.09 (altri studi specialistici). Esiste anche il 86.22.01 per gli studi oculistici.86.23 — Servizi degli studi odontoiatriciCodice specifico per dentisti e odontoiatri: 86.23.00. È un codice dedicato, distinto dai medici specialisti, in quanto l’odontoiatria è una professione con percorso di laurea e abilitazione autonomi.86.90 — Altre attività sanitarieQuesto gruppo raccoglie la maggioranza delle professioni sanitarie non mediche:86.90.29 — «Altre attività paramediche»: il codice più ampio, utilizzato da fisioterapisti, infermieri liberi professionisti, logopedisti, podologi, TSRM, dietisti, osteopati, ottici (per i servizi visivi)86.90.30 — «Servizi degli studi di psicologia»: codice dedicato a psicologi e psicoterapeuti iscritti all’Albo (abilitazione con esame di Stato), incluse le psicoterapieProfessioni sanitarie e IVA: l’esenzione art. 10 n. 18Un aspetto fondamentale per i professionisti sanitari riguarda il regime IVA. La maggior parte delle prestazioni sanitarie sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18, del DPR 633/72, a condizione che:La prestazione sia resa da un professionista abilitato (iscrizione all’Ordine o Albo di competenza)La prestazione abbia finalità terapeutica (diagnosi, cura, riabilitazione). Le prestazioni a scopo estetico non sono esentiIl servizio sia reso a persone fisiche (B2C) o, in alcuni casi, a strutture sanitarieAttenzione per i forfettari: il regime forfettario prevede già la non applicazione dell’IVA sulle fatture (codice natura N2.2). Tuttavia, la distinzione tra esenzione art. 10 e non imponibilità forfettaria è rilevante se il professionista dovesse uscire dal regime agevolato. Nota sul Concordato Preventivo Biennale 2024-2025 (CPB)Il Concordato Preventivo Biennale (D.Lgs. 13/2024) è applicabile ai contribuenti con partita IVA che applicano gli ISA o che sono in regime forfettario, per i periodi d’imposta 2024 e 2025. Per i professionisti sanitari in regime forfettario, il CPB è accessibile a partire dal 2024 in via sperimentale (D.Lgs. 13/2024 art. 8). La proposta di concordato è formulata dall’Agenzia delle Entrate sulla base dei dati dichiarati e del codice ATECO. Il codice ATECO corretto è quindi determinante anche ai fini del CPB.Caso speciale: ottico optometristaL’ottico optometrista è un caso peculiare perché può svolgere due attività con codici ATECO differenti e coefficienti di redditività molto diversi:47.78.10 (commercio al dettaglio di articoli ottici): applicabile quando la struttura principale è un negozio di ottica con vendita di occhiali e lenti. Coefficiente 40%. Molti ottici applicano questo codice come principale.86.90.29 (altre attività paramediche): applicabile per la componente di esame visivo e servizi optometrici. Coefficiente 78%.Chi svolge entrambe le attività deve aprire due posizioni ATECO (principale + secondaria) e gestire correttamente la separazione dei ricavi. In regime forfettario, il codice ATECO prevalente (quello con i ricavi maggiori) determina il coefficiente applicabile all’intero reddito.Educatore professionale: codice ATECO e coefficiente ridottoL’educatore professionale (professione sanitaria riconosciuta con L. 205/2017 e DM 8/10/1998) utilizza il codice ATECO 88.99.09 (altre forme di assistenza sociale non residenziale n.c.a.), che appartiene alla Sezione Q ma alla divisione 88 (Assistenza sociale) anziché 86 (Sanità). Questo comporta un coefficiente di redditività del 67% invece del 78% applicato alle altre professioni sanitarie. Il dato è importante perché comporta una base imponibile ridotta rispetto ad altri colleghi sanitari.Come aprire la partita IVA con il codice ATECO corretto Per aprire la partita IVA come professionista sanitario è necessario compilare il modello AA9/12 dell’Agenzia delle Entrate (persone fisiche) e indicare il codice ATECO corrispondente alla propria attività. L’apertura può avvenire:Online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline/ENTRATEL)Presso un CAF o commercialista che compila e trasmette il modello per conto del professionistaAllo sportello di un Ufficio dell’Agenzia delle EntrateContestualmente all’apertura della partita IVA, il professionista sanitario deve:Iscriversi alla cassa previdenziale di categoria (ENPAM per medici, ENPAP per psicologi, ENPAPI per infermieri, ecc.) o alla Gestione Separata INPS (fisioterapisti, logopedisti, podologi, TSRM e altre professioni senza cassa dedicata)Registrarsi al Sistema Tessera Sanitaria per la trasmissione dei dati delle spese sanitarie (obbligatoria per le prestazioni rese a persone fisiche)Attivare un sistema di fatturazione elettronica (obbligatoria dal 2024 anche per i forfettari)Domande frequenti sui codici ATECO sanitariPosso cambiare il codice ATECO dopo l’apertura della partita IVA?Sì. Il cambio del codice ATECO si effettua presentando una variazione dati con il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. La variazione ha effetto dalla data di presentazione. Non comporta la chiusura e riapertura della partita IVA.Medico specialista e MMG: quale ATECO scelgo?Il MMG (medico di medicina generale convenzionato con il SSN) usa tipicamente il codice 86.21.00. Il medico specialista libero professionista (dermatologo, ortopedico, cardiologo, ecc.) usa il 86.22.09. Un medico che svolge entrambe le attività può aprire un codice principale e uno secondario.Gli infermieri usano 86.90.29 o si iscrivono a ENPAPI?Gli infermieri liberi professionisti usano il codice ATECO 86.90.29 (altre attività paramediche) e si iscrivono a ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica). L’iscrizione a ENPAPI è obbligatoria per gli infermieri liberi professionisti, a prescindere dalla modalità operativa (forfettario o regime ordinario).Il biologo nutrizionista usa 86.90.29?Sì. Il biologo nutrizionista (iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi, Sezione A) usa il codice ATECO 86.90.29 e si iscrive a ENPAB (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Biologi). Attenzione: il dietista (diversa professione, laurea specifica) usa lo stesso codice 86.90.29 ma si iscrive alla Gestione Separata INPS.L’osteopata è un professionista sanitario in Italia?L’osteopatia è stata riconosciuta come professione sanitaria in Italia con la L. 3/2018 (Legge Lorenzin), ma il percorso normativo di pieno riconoscimento è ancora in corso. Gli osteopati usano il codice 86.90.29 e si iscrivono alla Gestione Separata INPS. Verificare periodicamente eventuali aggiornamenti normativi sull’istituzione di una cassa previdenziale dedicata.Conclusione: scegli il codice ATECO giusto con l’aiuto del CAFScegliere il codice ATECO corretto è il primo passo per avviare correttamente la propria attività sanitaria in regime forfettario. Un codice sbagliato può comportare errori nel calcolo delle imposte, difficoltà con l’iscrizione previdenziale e problemi in sede di controllo fiscale. Se hai dubbi sul codice da applicare alla tua specifica professione o situazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza personalizzata.Per approfondire i singoli profili professionali puoi consultare le guide dedicate: Professionisti Sanitari con Partita IVA 2026 (guida hub), e gli articoli specifici per medici, psicologi, fisioterapisti e infermieri.Richiedi un preventivo personalizzato per l’apertura della tua partita IVA sanitaria o per la gestione fiscale della tua attività professionale. Il nostro team è disponibile online per tutto il territorio nazionale.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-01 10:00:002026-09-27 09:52:38Codice ATECO Professioni Sanitarie 2026: Tabella Completa con Coefficienti
Medici e Odontoiatri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariAprire Partita IVA Medico 2026: ATECO 86.21.00, ENPAM Quota A/B e Sistema TSAprire la partita IVA da medico nel 2026 richiede di fare i conti con tre pilastri fondamentali: il codice ATECO corretto, i contributi previdenziali all’ENPAM (Ente Nazionale Previdenza Assistenza Medici e Odontoiatri) e gli obblighi legati al Sistema TS (Tessera Sanitaria) per l’invio delle spese mediche al Fisco. Scegliere il regime fiscale giusto fin dall’inizio può fare una differenza enorme sul reddito netto: i medici liberi professionisti, grazie al coefficiente di redditività del 78% e all’imposta sostitutiva agevolata, sono tra le categorie che possono beneficiare di più del regime forfettario.In questa guida trovi tutto quello che serve sapere: dall’iscrizione all’Ordine dei Medici alla gestione dell’ENPAM, dalle regole del Sistema TS alle spese deducibili. Se hai già la specializzazione e stai per avviare l’attività in libera professione, oppure sei un medico dipendente che vuole aprire una partita IVA per le guardie mediche o le consulenze private, questa è la lettura giusta.Indice dei contenutiCodice ATECO per Medico: 86.21.00 e le VariantiENPAM 2026: Quota A (Contributo Fisso) e Quota B (Proporzionale)Regime Forfettario per Medici: Coefficiente 78% e Imposta SostitutivaSistema TS (Tessera Sanitaria): Obbligo, Esclusione e FatturazioneAdempimenti per Aprire la Partita IVA da MedicoSpese Deducibili per il Medico con Partita IVAConvenienza del Regime Forfettario per i Medici nel 2026Domande Frequenti sulla Partita IVA MedicoCodice ATECO per Medico: 86.21.00 e le VariantiIl codice ATECO identifica l’attività economica svolta e viene utilizzato dall’Agenzia delle Entrate, dall’INPS e da tutti gli enti previdenziali per classificare la tua professione. Per i medici il codice principale è il 86.21.00 – Attività di medicina generale (classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° aprile 2025), che si applica ai medici di medicina generale, ai medici di guardia medica e, in generale, a chi esercita la medicina non specialistica in forma libero-professionale.Esistono però varianti importanti in base alla specializzazione. Se sei un chirurgo, uno specialista o un dermatologo che esercita in forma indipendente, il codice corretto è 86.22.02 – Altre attività di medicina specialistica svolte da medici specialisti indipendenti (nella vecchia classificazione ATECO 2007 era l’86.22.09). Attenzione: in ATECO 2025 il codice 86.22.01 identifica i trattamenti di chirurgia estetica, non la medicina generale. Le strutture con più professionisti (poliambulatori) hanno invece codici dedicati, da verificare in base all’attività svolta. Per gli odontoiatri esiste invece un codice dedicato, il 86.23.00.Come si sceglie il codice corretto? Segui questa regola pratica:Medico di medicina generale o guardia medica → 86.21.00Medico specialista (cardiologo, dermatologo, ortopedico, ecc.) → 86.22.02Odontoiatra / dentista → 86.23.00Struttura ambulatoriale con più professionisti → codici dedicati alle strutture, da verificare caso per casoIl codice ATECO incide anche sul coefficiente di redditività del regime forfettario (ne parliamo nella sezione dedicata): per tutti i codici 86.xx il coefficiente è del 78%, uno dei più alti tra le categorie agevolate. Questo significa che il reddito imponibile viene calcolato su una quota più ampia dei ricavi rispetto, ad esempio, al commercio.Puoi verificare il codice ATECO corretto oppure affidarti al CAF Centro Fiscale di Udine per l’apertura della partita IVA medico con tutta la documentazione in regola fin dall’inizio. ENPAM 2026: Quota A (Contributo Fisso) e Quota B (Proporzionale)L’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri) è la cassa previdenziale di riferimento per tutti i medici iscritti all’Ordine. È la cassa più grande tra quelle dei liberi professionisti italiani, con oltre 350.000 iscritti. L’iscrizione è obbligatoria per i medici che esercitano la libera professione, indipendentemente dal regime fiscale scelto.Il sistema previdenziale ENPAM si articola in due componenti principali: la Quota A, che è un contributo fisso annuale, e la Quota B, che è proporzionale al reddito libero professionale. ENPAM Quota A 2026: il Contributo Fisso per Fascia d’EtàLa Quota A ENPAM è un contributo fisso dovuto da tutti gli iscritti, il cui importo varia in base alla fascia d’età. È il contributo di base che garantisce la copertura previdenziale minima. Per il 2026 gli importi aggiornati sono i seguenti:Studenti universitari iscritti all’Ordine: 152,37 euro annuiMedici fino a 30 anni: 304,73 euro annuiDa 30 a 35 anni: 591,47 euro annuiDa 35 a 40 anni: 1.109,92 euro annuiOltre 40 anni: 2.049,83 euro annuiA questi importi si aggiunge il contributo di maternità di 84,26 euro annui, uguale per tutti gli iscritti. La scadenza per il versamento della Quota A è il 30 aprile di ogni anno. Il pagamento avviene tramite bollettini o MAV inviati direttamente dall’ENPAM.Un aspetto importante: la Quota A è dovuta anche dai medici dipendenti che non svolgono libera professione, come contributo anagrafico minimo di partecipazione alla Fondazione.ENPAM Quota B 2026: il Contributo Proporzionale al RedditoLa Quota B ENPAM è il contributo proporzionale al reddito derivante dalla libera professione medica. Si applica a tutto il reddito professionale dichiarato, non solo alla parte eccedente un minimale. Per il 2026 le aliquote sono:Aliquota piena: 19,5% sul reddito libero-professionale fino a 150.000 euroAliquota di solidarietà: 1% sulla parte di reddito eccedente i 150.000 euroAliquota dimezzata: 9,75%, su domanda, per i medici iscritti ad altra previdenza obbligatoria o pensionati (ad esempio i medici dipendenti SSN che svolgono anche libera professione)Aliquota ridotta: 2% solo per i tirocinanti del corso di formazione in Medicina generale e per i redditi da attività intramoenia ed equiparataIl reddito da dichiarare all’ENPAM è quello derivante esclusivamente dall’attività libero-professionale: guardie mediche private, visite in studio, consulenze, ecc. La dichiarazione si presenta tramite il Modello D ENPAM, con scadenza al 31 luglio di ogni anno. Il versamento dei contributi Quota B parte dal 31 ottobre, in un’unica soluzione o a rate.Un vantaggio rilevante: i contributi versati all’ENPAM (sia Quota A che Quota B) sono integralmente deducibili dal reddito nella dichiarazione dei redditi, anche per chi è in regime forfettario. Questo riduce il reddito imponibile complessivo e abbassa le imposte dovute.Hai dubbi su come calcolare i tuoi contributi ENPAM o come compilare il Modello D? Il team del CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione fiscale dei professionisti sanitari: contattaci per un preventivo personalizzato.Regime Forfettario per Medici: Coefficiente 78% e Imposta SostitutivaIl regime forfettario è la scelta fiscale più vantaggiosa per molti medici liberi professionisti nel 2026, soprattutto nelle fasi iniziali dell’attività. Funziona in modo semplice: non paghi l’IRPEF ordinaria con i suoi scaglioni progressivi, ma una imposta sostitutiva unica molto più bassa.Ecco come funziona nel concreto per i medici. Il reddito imponibile non è calcolato sulle spese effettivamente sostenute (come nel regime ordinario), ma viene determinato applicando ai tuoi compensi lordi un coefficiente di redditività del 78%. Questo significa che, per definizione, il 22% dei tuoi ricavi è considerato “spesa” (forfettizzata), e le tasse le paghi solo sul restante 78%. Come si Calcolano le Tasse con il Forfettario per i MediciFacciamo un esempio pratico. Supponiamo che il medico Marco, specialista ortopedico, abbia incassato 60.000 euro di compensi in un anno:Reddito imponibile: 60.000 × 78% = 46.800 euroImposta sostitutiva al 15%: 46.800 × 15% = 7.020 euroImposta sostitutiva al 5% (se attività nuova, primi 5 anni): 46.800 × 5% = 2.340 euroA questa imposta si aggiungono i contributi ENPAM (Quota A + Quota B), che come abbiamo visto sono deducibili. L’aliquota al 5% si applica per le nuove attività nei primi cinque anni, a condizione che il medico non abbia esercitato la stessa attività libero-professionale nei tre anni precedenti.Per accedere al regime forfettario occorre rispettare il limite di ricavi di 85.000 euro annui. Chi supera questa soglia esce dal regime dall’anno successivo (o immediatamente se supera i 100.000 euro). Un altro requisito importante: il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non deve superare i 35.000 euro (soglia elevata dalla Legge di Bilancio 2025).Per approfondire tutti i requisiti e i limiti, puoi leggere la nostra guida completa al regime forfettario 2026.Medico Dipendente con Partita IVA Forfettaria: Si Può?Molti medici si chiedono se possono aprire la partita IVA in regime forfettario pur lavorando come dipendenti del SSN (Servizio Sanitario Nazionale). La risposta è sì, ma con attenzione. Il regime forfettario è compatibile con il lavoro dipendente a patto che il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non superi i 35.000 euro. Per un medico dipendente del SSN a tempo pieno, questo limite viene quasi sempre superato.In questo caso, il medico dipendente che vuole esercitare anche la libera professione (guardie mediche private, visite a pagamento, consulenze) deve aprire la partita IVA in regime ordinario. All’ENPAM potrà chiedere di versare la Quota B con l’aliquota dimezzata del 9,75% (invece del 19,5%), proprio perché ha già una copertura previdenziale tramite la dipendenza; sui redditi da attività intramoenia si applica invece il 2%.Se invece sei un medico precario, un tirocinante o hai un contratto part-time con reddito sotto i 35.000 euro, il forfettario potrebbe essere la scelta giusta. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a fare il calcolo di convenienza preciso per la tua situazione specifica.Sistema TS (Tessera Sanitaria): Obbligo, Esclusione e FatturazioneIl Sistema TS (Tessera Sanitaria) è il sistema telematico gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che permette ai professionisti sanitari di trasmettere al Fisco le spese mediche sostenute dai loro pazienti. Queste informazioni vengono usate per la precompilazione del modello 730.Per i medici liberi professionisti, il Sistema TS crea una situazione particolare e spesso fonte di confusione riguardo alla fatturazione elettronica. Puoi approfondire la gestione del sistema con la nostra guida al software di fatturazione elettronica per sanitari e Sistema TS. L’Obbligo di Invio Dati al Sistema TSI medici e tutti i professionisti sanitari che emettono ricevute o fatture per prestazioni sanitarie a persone fisiche sono obbligati a trasmettere i dati delle spese al Sistema TS entro il mese successivo all’incasso. La trasmissione avviene tramite il portale del Sistema TS con le credenziali ottenute al momento dell’abilitazione.I dati trasmessi comprendono: codice fiscale del paziente, data della prestazione, importo pagato e tipo di prestazione. Questo sistema è stato introdotto proprio per alimentare il 730 precompilato e ridurre gli errori nella detraibilità delle spese mediche.Un dettaglio pratico rilevante: il Sistema TS va usato per le prestazioni verso persone fisiche (pazienti privati). Non si applica alle prestazioni verso enti, ASL, ospedali o aziende.Fatturazione Elettronica per Medici: L’Eccezione TSQui sta il punto più delicato per i medici. A differenza degli altri professionisti, i medici hanno una esenzione dall’obbligo di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie verso persone fisiche che hanno esercitato il diritto di opposizione alla trasmissione dei dati al Sistema TS.In pratica, quando un paziente si oppone alla trasmissione delle sue spese sanitarie al Fisco (un diritto garantito dalla normativa sulla privacy), il medico non invia i dati al Sistema TS e non emette fattura elettronica tramite SDI per quella prestazione (ma una ricevuta o fattura cartacea).Per le prestazioni verso pazienti che non si oppongono, invece, vige l’obbligo di trasmissione al Sistema TS (che sostituisce di fatto l’obbligo di fattura elettronica verso privati). Per le prestazioni verso soggetti IVA (es. aziende, studi associati), vale invece la regola ordinaria della fattura elettronica tramite SDI.Adempimenti per Aprire la Partita IVA da MedicoAprire la partita IVA medico nel 2026 richiede una serie di adempimenti che vanno completati in un ordine preciso. Non basta la sola apertura della partita IVA all’Agenzia delle Entrate: ci sono iscrizioni ad enti, ordini e registri che vanno fatte in parallelo. Ecco il percorso completo.Il primo passo è ovviamente la laurea in Medicina e Chirurgia e il superamento dell’esame di Stato. Questi sono requisiti abilitanti senza cui non è possibile esercitare la professione. Una volta ottenuta l’abilitazione, si procede con questi passaggi:Iscrizione all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (OMCeO) della provincia in cui si intende esercitare. L’iscrizione all’Ordine è obbligatoria per legge per chiunque voglia esercitare la professione medica.Apertura della partita IVA all’Agenzia delle Entrate, con la scelta del codice ATECO corretto (86.21.00 per la medicina generale, 86.22.02 per gli specialisti indipendenti) e del regime fiscale.Iscrizione all’ENPAM, che avviene automaticamente tramite comunicazione dell’Ordine dei Medici. Tuttavia, è utile verificare l’avvenuta iscrizione e attivarsi per ricevere i bollettini della Quota A.Abilitazione al Sistema TS sul portale del MEF, per poter trasmettere i dati delle spese sanitarie dei pazienti.Comunicazione all’ASL di riferimento per l’apertura dello studio medico (se si apre un ambulatorio), con eventuali adempimenti SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) comunali per la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA).Se lo studio medico richiede apparecchiature particolari (es. RX, ecografi), potrebbero essere necessarie ulteriori autorizzazioni sanitarie regionali. Il percorso burocratico è complesso: il CAF Centro Fiscale di Udine ti guida in tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Spese Deducibili per il Medico con Partita IVALa gestione fiscale delle spese è uno degli aspetti più rilevanti per la convenienza economica della partita IVA medico. In regime ordinario, il medico può dedurre le spese effettivamente sostenute per l’attività professionale; in regime forfettario, invece, le spese sono forfettizzate tramite il coefficiente del 78% (e quindi non si deducono le spese analiticamente, ma si beneficia della forfettizzazione).Per chi è in regime ordinario, le principali categorie di spese deducibili sono:Affitto dello studio medico o quota dell’immobile di proprietà adibita a studio (calcolata pro quota)Attrezzature mediche e strumentazione: fonendoscopio, elettrocardiografo, ecografo, tavolo operatorio, lampade, autoclavi per sterilizzazione. Le attrezzature con valore superiore a 516,46 euro si ammortizzano in più anni.Materiale di consumo: guanti, mascherine, siringhe, materiale da medicazioneSoftware gestionale e Sistema TS: abbonamenti a software per la gestione dello studio, la fatturazione elettronica e l’invio dati al Sistema TSSpese di aggiornamento professionale: corsi ECM (Educazione Continua in Medicina), congressi, abbonamenti a riviste scientificheAssicurazione professionale RC Medici: obbligatoria per legge, integralmente deducibileCompensi a collaboratori: segretaria, infermiere, receptionist (nei limiti previsti)Un capitolo a parte meritano i contributi ENPAM: Quota A e Quota B sono deducibili dal reddito complessivo nella dichiarazione dei redditi, indipendentemente dal regime fiscale. Questo vale anche per i forfettari, che pur non deducendo le spese analitiche possono dedurre i contributi previdenziali obbligatori. Anche il conto corrente dedicato all’attività professionale è consigliato per separare le spese personali da quelle professionali: puoi confrontare le opzioni nella nostra guida ai conti business per medici e sanitari 2026.Convenienza del Regime Forfettario per i Medici nel 2026Il regime forfettario conviene davvero a un medico? La risposta dipende dalla situazione specifica, ma in molti casi la risposta è sì, soprattutto nelle fasi iniziali della carriera libero-professionale. Vediamo perché.Con il forfettario al 15% (o al 5% per i primi cinque anni di nuova attività), il medico paga le imposte solo sul 78% dei compensi. Nel regime IRPEF ordinario, invece, ogni euro di reddito professionale è soggetto agli scaglioni IRPEF (23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro), più le addizionali regionali e comunali. Quando il Forfettario Non Conviene per i MediciIl regime forfettario ha dei limiti che possono renderlo meno conveniente in alcuni casi specifici:Spese reali molto alte: se il medico ha spese effettive superiori al 22% forfettizzato (attrezzature costose, affitto di studio in zona centrale, personale), nel regime ordinario potrebbe dedurre di più e pagare meno imposte.Ricavi vicini o superiori a 85.000 euro: avvicinarsi al limite comporta il rischio di uscire dal regime. Con ricavi tra 80.000 e 85.000 euro, meglio pianificare con attenzione.Medici dipendenti SSN con reddito da lavoro sopra 35.000 euro: come già detto, in questo caso il forfettario non è accessibile.Perdite nei primi anni: il forfettario non permette di portare avanti le perdite dei primi anni come nel regime ordinario.In ogni caso, la valutazione di convenienza va fatta sulla base dei numeri reali del singolo medico. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre una consulenza personalizzata per aiutarti a scegliere il regime fiscale più vantaggioso per la tua situazione. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Leggi anche la nostra guida completa al regime forfettario 2026 per un confronto dettagliato.Domande Frequenti sulla Partita IVA MedicoQuesto articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Apri la Partita IVA da Medico con il CAF Centro FiscaleHai bisogno di assistenza per aprire o gestire la partita IVA da medico nel 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione con un team specializzato nella fiscalità dei professionisti sanitari. Il servizio è disponibile sia in ufficio presso Viale Giuseppe Tullio 13 a Udine, sia online in tutta Italia.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale | Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel: 0432 1638640 Agosto 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-25 10:44:002026-09-27 19:11:13Aprire Partita IVA Medico 2026: ATECO 86.21.00, ENPAM Quota A/B e Sistema TS