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Tag Archivio per: INPS

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Reversibilità ai Figli: Quando Spetta e Fino a Che Età

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La pensione di reversibilità ai figli è una prestazione INPS che tutela i figli rimasti orfani di un genitore pensionato o lavoratore. Ma fino a che età spetta? Quali sono le percentuali? E cosa cambia per i figli studenti o inabili? Scopriamo tutte le regole aggiornate al 2026. Per la guida completa, leggi il nostro articolo sulla pensione di reversibilità 2026.

Indice dei contenuti

  1. Quali figli hanno diritto alla reversibilità
  2. Limiti di età per i figli
  3. Percentuali spettanti ai figli
  4. Figli studenti: requisiti specifici
  5. Figli inabili al lavoro
  6. Orfani di entrambi i genitori
  7. Domande frequenti

Quali figli hanno diritto alla reversibilità

Hanno diritto alla pensione ai superstiti tutti i figli del defunto, compresi:

  • Figli legittimi (nati nel matrimonio)
  • Figli naturali (riconosciuti)
  • Figli adottivi e affiliati
  • Figli legittimati
  • Figli nati da precedente matrimonio del defunto

Il diritto spetta se i figli sono a carico del genitore deceduto al momento della morte e rientrano in una delle categorie previste dalla legge per età e condizione.

Limiti di età per i figli

La reversibilità ai figli è legata all’età e alla condizione del figlio:

Condizione del figlioLimite di età
Figlio minorenneFino a 18 anni
Figlio studente scuola superioreFino a 21 anni
Figlio studente universitarioFino a 26 anni
Figlio inabile al lavoroSenza limite di età

Al compimento dell’età limite (o al termine degli studi), il figlio perde il diritto e la quota viene ricalcolata. Se c’è anche il coniuge superstite, la pensione continua con la percentuale ridotta spettante al solo coniuge.

Percentuali spettanti ai figli

L’importo della reversibilità per i figli dipende dalla presenza o meno del coniuge:

  • Con coniuge superstite: 20% per ciascun figlio (coniuge 60% + figlio 20% = 80%; coniuge + 2 figli = 100%)
  • Senza coniuge (orfani totali): 70% per un solo figlio, 80% per due figli, 100% per tre o più figli

Esempio: se la pensione del genitore defunto era di 1.500 euro al mese e rimangono due figli orfani senza l’altro genitore, riceveranno l’80% cioè 1.200 euro al mese da dividere tra loro.

Importante: le decurtazioni per reddito non si applicano ai figli, ma solo al coniuge. Inoltre, la presenza di figli minori o studenti esclude le decurtazioni anche per il coniuge.

Figli studenti: requisiti specifici

Per i figli studenti, la legge prevede condizioni precise:

  • Studenti di scuola superiore (fino a 21 anni): devono frequentare regolarmente e non lavorare. Se il figlio interrompe gli studi o inizia a lavorare con reddito superiore al trattamento minimo, perde il diritto.
  • Studenti universitari (fino a 26 anni): devono essere iscritti regolarmente e non fuori corso da troppo tempo. L’INPS verifica la continuità degli studi.

Il requisito fondamentale è che il figlio fosse a carico del genitore al momento del decesso, ovvero non avesse un reddito proprio significativo. La soglia di reddito per essere considerato “a carico” segue i parametri fiscali (circa 2.840,51 euro annui, elevati a 4.000 euro per i figli sotto i 24 anni).

Figli inabili al lavoro

I figli riconosciuti inabili al lavoro (con invalidità al 100%) hanno diritto alla reversibilità senza limiti di età, purché:

  • L’inabilità sia stata accertata da commissione medica
  • Fossero a carico del genitore defunto al momento del decesso
  • Non siano titolari di pensione propria

La pensione dura finché persiste lo stato di inabilità. Se il figlio inabile guarisce o trova un’occupazione compatibile, il diritto cessa. L’INPS può disporre visite di revisione periodiche.

Orfani di entrambi i genitori

I figli che perdono entrambi i genitori hanno diritto a una maggiorazione. Se l’unico figlio superstite è orfano di entrambi, la quota sale al 70% (rispetto al 20% che avrebbe percepito con il coniuge). Se l’altro genitore percepiva una propria pensione, i figli possono avere diritto a due pensioni ai superstiti distinte.

Questa situazione richiede un’attenzione particolare nella presentazione delle domande. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella gestione di pratiche complesse come queste.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti

Se mio figlio lavora part-time, perde la reversibilità?

Dipende dal reddito. Se il figlio studente ha un lavoretto con reddito annuo superiore al trattamento minimo INPS, potrebbe perdere il requisito di “a carico” e quindi il diritto alla reversibilità.

Mio figlio si è laureato a 24 anni. Perde subito la reversibilità?

Sì, il diritto cessa alla data di conseguimento della laurea. Se si iscrive a un corso di laurea magistrale, può continuare a percepirla fino a 26 anni.

I figli del coniuge superstite (non del defunto) hanno diritto?

No, la reversibilità spetta solo ai figli del defunto. I figli del coniuge superstite nati da un’altra relazione non hanno diritto.

Hai dubbi sulla reversibilità per i tuoi figli? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.

Maggio 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-27 09:00:002026-05-31 17:43:33Reversibilità ai Figli: Quando Spetta e Fino a Che Età
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Reversibilità e Limiti di Reddito 2026: Tabella Aggiornata

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La pensione di reversibilità può essere ridotta se il beneficiario possiede redditi propri oltre certe soglie. In questa guida analizziamo nel dettaglio i limiti di reddito 2026 per la reversibilità, con la tabella aggiornata delle decurtazioni e gli esempi pratici di calcolo. Per una panoramica completa sulla pensione ai superstiti, consulta la nostra guida alla pensione di reversibilità 2026.

Indice dei contenuti

  1. Come funzionano le decurtazioni
  2. Tabella limiti di reddito 2026
  3. Quali redditi contano nel calcolo
  4. Quando non si applicano le riduzioni
  5. Esempi pratici di calcolo
  6. La clausola di salvaguardia
  7. Domande frequenti

Come funzionano le decurtazioni

Le decurtazioni sulla pensione di reversibilità sono state introdotte dalla Legge n. 335/1995 (Tabella F) e si applicano esclusivamente al coniuge superstite (o all’ex coniuge divorziato titolare di assegno). Non riguardano figli, genitori o fratelli/sorelle.

Il meccanismo è semplice: si confronta il reddito personale del beneficiario con multipli del trattamento minimo INPS. Più alto è il reddito, maggiore è la percentuale di riduzione applicata alla pensione di reversibilità. Il trattamento minimo INPS per il 2026 è pari a circa 7.844,20 euro annui (611,85 euro mensili).

Tabella limiti di reddito 2026

Ecco la tabella completa con le fasce di reddito e le corrispondenti riduzioni sulla reversibilità per il 2026:

Fascia di reddito annuoMultiplo del minimoRiduzioneQuota effettiva
Fino a 23.532,60 euroEntro 3 volte0%60% pieno
Da 23.532,61 a 31.376,80 euroDa 3 a 4 volte25%45% della pensione
Da 31.376,81 a 39.221,00 euroDa 4 a 5 volte40%36% della pensione
Oltre 39.221,00 euroOltre 5 volte50%30% della pensione

Come leggere la tabella: la riduzione si applica alla quota di reversibilità (normalmente il 60% per il solo coniuge). Quindi, se la riduzione è del 25%, il coniuge riceverà il 60% meno il 25% del 60%, cioè il 45% della pensione originaria del defunto.

Quali redditi contano nel calcolo

Non tutti i redditi vengono considerati ai fini della verifica dei limiti. Ecco cosa conta e cosa no:

Redditi che contano:

  • Redditi da lavoro dipendente e autonomo
  • Redditi da pensione propria (diretta)
  • Redditi da fabbricati (affitti)
  • Redditi da capitale e partecipazioni
  • Redditi diversi (collaborazioni, lavoro occasionale)

Redditi esclusi dal calcolo:

  • La stessa pensione di reversibilità
  • Reddito della casa di abitazione
  • TFR e competenze arretrate soggette a tassazione separata
  • Arretrati sottoposti a tassazione separata
  • Assegni familiari e assegno unico

Quando non si applicano le riduzioni

Esiste un’importante eccezione: le decurtazioni non si applicano quando nel nucleo familiare del titolare della reversibilità sono presenti:

  • Figli minori del defunto
  • Figli studenti (fino a 21 anni per scuole superiori, fino a 26 per università)
  • Figli inabili al lavoro

In pratica, se il coniuge superstite convive con un figlio minorenne o studente a carico del defunto, percepirà la reversibilità piena (80% con un figlio) senza alcuna riduzione per reddito, indipendentemente dal proprio reddito personale. Questo è un punto molto importante e spesso sottovalutato.

Esempi pratici di calcolo

Vediamo alcuni esempi concreti per capire come si calcolano le decurtazioni:

Esempio 1: Coniuge senza altri redditi

Maria è vedova e non ha altri redditi. La pensione del marito era di 1.800 euro al mese. Maria riceve il 60% di 1.800 = 1.080 euro al mese, senza alcuna decurtazione perché il suo reddito è zero (ben sotto i 23.532,60 euro annui).

Esempio 2: Coniuge con reddito da lavoro medio

Giuseppe è vedovo e ha un reddito da lavoro di 28.000 euro annui. Rientra nella fascia 3-4 volte il minimo, quindi la reversibilità subisce una riduzione del 25%. Se la pensione della moglie era di 1.200 euro, la reversibilità piena sarebbe 720 euro (60%), ridotta del 25% diventa 540 euro al mese.

Esempio 3: Coniuge con figlio minore

Laura è vedova con un figlio di 10 anni e un reddito da lavoro di 45.000 euro annui. Nonostante il reddito elevato (oltre 5 volte il minimo), non subisce alcuna decurtazione perché ha un figlio minore. Riceve l’80% pieno (coniuge + 1 figlio) della pensione del marito.

La clausola di salvaguardia

La legge prevede una clausola di salvaguardia (o “clausola di cristallizzazione”): l’importo della pensione di reversibilità, sommato al reddito personale, non può essere inferiore a quello che il beneficiario avrebbe percepito se il reddito fosse pari al limite massimo della fascia precedente.

In termini semplici: se il tuo reddito supera di poco una soglia, la riduzione non può penalizzarti al punto da farti guadagnare complessivamente meno di chi sta appena sotto la soglia. L’INPS effettua questo controllo in automatico e applica l’importo più favorevole.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti

Ogni anno devo dichiarare il reddito all’INPS?

Sì, ogni anno l’INPS verifica i redditi attraverso i dati fiscali. Se ci sono variazioni significative, l’importo della reversibilità può essere ricalcolato con conguagli a debito o a credito.

La pensione propria viene conteggiata come reddito?

Sì, se percepisci una tua pensione diretta (ad esempio pensione di vecchiaia), questo reddito rientra nel calcolo delle fasce per le decurtazioni sulla reversibilità.

Se il mio reddito cambia, cambia anche la reversibilità?

Sì. Le decurtazioni vengono ricalcolate ogni anno in base al reddito effettivo. Se il tuo reddito diminuisce (ad esempio perdi il lavoro), la reversibilità può aumentare; se il reddito aumenta, può diminuire.

Per un’assistenza personalizzata sul calcolo della reversibilità in base al tuo reddito, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine. Chiama il 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Maggio 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-26 09:00:002026-05-31 17:43:56Reversibilità e Limiti di Reddito 2026: Tabella Aggiornata
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Pagamenti INPS dal 25 al 31 Maggio 2026: il Calendario Completo e la Data per l’Assegno di Inclusione

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

I pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 rappresentano l’ultima finestra del mese in cui milioni di cittadini italiani ricevono prestazioni di sostegno al reddito, indennità di disoccupazione, contributi familiari e misure di contrasto alla povertà. La settimana che va da lunedì 25 maggio a domenica 31 maggio 2026 è cruciale soprattutto per i beneficiari dell’Assegno di Inclusione (ADI), la cui data di accredito è ormai a un passo. Conoscere in anticipo quando arrivano i pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 consente di pianificare le spese di fine mese, programmare scadenze e gestire il bilancio familiare con maggiore serenità.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ha preparato questa guida completa con tutte le date verificate dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, basata sulle comunicazioni ufficiali dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Troverai il calendario INPS maggio 2026 dettagliato per ogni prestazione (Assegno di Inclusione, NASPI, DIS-COLL, Assegno Unico, pensioni, Supporto per la Formazione e il Lavoro, bonus famiglia), gli importi aggiornati, le modalità di accredito e i riferimenti normativi che disciplinano ciascuna misura. Una settimana decisiva per chi attende il bonifico più atteso di maggio: quello dell’Assegno di Inclusione.

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Indice dei contenuti

  1. Calendario pagamenti INPS 25-31 maggio 2026: tabella riassuntiva
  2. La data per l’Assegno di Inclusione: 27 maggio 2026
  3. Importi ADI 2026 per composizione del nucleo familiare
  4. Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) a fine maggio
  5. NASPI e DIS-COLL: pagamenti residui di maggio 2026
  6. Assegno Unico Universale: arretrati e conguagli di fine mese
  7. Pensioni di maggio 2026: dettagli sul cedolino e quattordicesima
  8. Bonus nascita, maternità e congedo parentale
  9. Cosa fare se il pagamento INPS non arriva nei tempi
  10. Come verificare l’accredito su MyINPS e App IO
  11. Domande frequenti sui pagamenti INPS di maggio 2026

Calendario pagamenti INPS 25-31 maggio 2026: tabella riassuntiva

La settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 concentra in pochi giorni alcune delle erogazioni più rilevanti dal punto di vista sociale. L’INPS, in qualità di principale ente previdenziale italiano, gestisce contemporaneamente prestazioni assistenziali (Assegno di Inclusione, Supporto Formazione e Lavoro, Assegno Unico) e indennità a sostegno del reddito (NASPI, DIS-COLL, indennità di malattia e maternità). Ogni prestazione segue un proprio calendario di accredito, definito da circolari interne dell’Istituto e dalla cadenza tecnica delle procedure di pagamento gestite con Poste Italiane e con il sistema bancario nazionale.

Di seguito trovi la tabella riassuntiva del calendario INPS maggio 2026, limitata alle erogazioni previste dal 25 al 31 maggio. Le date sono ricavate dalle prassi consolidate dell’Istituto e dai messaggi pubblicati nell’area “INPS Comunica” del portale ufficiale www.inps.it. Eventuali variazioni vengono comunicate dall’INPS in tempo reale tramite il servizio MyINPS e l’App IO.

PrestazioneData accredito 25-31 maggio 2026Modalità di pagamento
Assegno di Inclusione (ADI) – rinnovo mensileMercoledì 27 maggio 2026Carta di Inclusione (Poste Italiane)
Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)27 maggio 2026 (in concomitanza ADI)Bonifico su IBAN beneficiario
NASPI / DIS-COLL (saldo maggio 2026)Tra il 25 e il 27 maggio 2026Bonifico bancario / postale
Assegno Unico Universale – arretrati e conguagliTra il 27 e il 29 maggio 2026Bonifico su IBAN del richiedente
Indennità di malattia, maternità, congedo parentalePagamenti a sportello fino al 31 maggio 2026Bonifico ordinario
Bonus nuove nascite 2026 (decreto-legge 19/2024)Tra il 28 e il 31 maggio 2026Bonifico al genitore richiedente
Pensioni di giugno 2026 (anticipo cedolino disponibile)Cedolino visualizzabile dal 25 maggio 2026Solo consultazione online

Come vedi, la data più attesa della settimana è quella dell’Assegno di Inclusione: mercoledì 27 maggio 2026. Su questo appuntamento si concentrano oltre 700.000 nuclei familiari beneficiari della misura, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Osservatorio statistico INPS sull’ADI. Nelle sezioni seguenti analizziamo nel dettaglio ogni singola prestazione con importi, requisiti e modalità di verifica.

La data per l’Assegno di Inclusione: 27 maggio 2026

La data più importante della settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 è senza dubbio quella riservata all’Assegno di Inclusione (ADI). L’INPS conferma anche per il mese di maggio l’accredito al 27 del mese, in linea con il calendario consolidato delle erogazioni mensili. Questo significa che mercoledì 27 maggio 2026 migliaia di nuclei familiari riceveranno il pagamento sulla Carta di Inclusione, lo strumento di pagamento prepagato emesso da Poste Italiane su richiesta dell’INPS.

L’Assegno di Inclusione è la misura di sostegno al reddito introdotta dal Decreto-Legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito con modificazioni dalla Legge 3 luglio 2023, n. 85, che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza a partire dal 1° gennaio 2024. L’ADI è destinato ai nuclei familiari con presenza di minori, anziani over 60, persone con disabilità o componenti in condizioni di svantaggio socio-economico, in possesso di un ISEE ordinario non superiore a 10.140 euro annui (soglia 2026 aggiornata dall’INPS).

Chi riceve l’ADI il 27 maggio 2026

È fondamentale distinguere tra due categorie di beneficiari dell’Assegno di Inclusione, perché la data del 27 maggio 2026 riguarda solo una di queste due platee:

  • Beneficiari consolidati (rinnovi mensili): riceveranno il pagamento automaticamente mercoledì 27 maggio 2026 sulla Carta di Inclusione, senza necessità di ulteriori adempimenti, salvo non siano intervenute cause di sospensione, decadenza o variazioni nel nucleo familiare.
  • Nuovi beneficiari (prima erogazione): il pagamento può arrivare anche oltre il 27 maggio. Per chi ha presentato domanda nelle settimane precedenti, l’INPS effettua le verifiche e attiva la nuova Carta di Inclusione. L’accredito può richiedere fino a 30-60 giorni dalla data di firma del Patto di Attivazione Digitale (PAD).

L’INPS, con il messaggio del 30 aprile 2025 n. 1469 e i successivi aggiornamenti procedurali, ha confermato che la data fissa del 27 di ogni mese rappresenta lo standard delle erogazioni ADI. In caso di festività o di problemi tecnici del sistema, l’accredito viene posticipato al primo giorno lavorativo utile. Maggio 2026 non presenta giorni festivi nella settimana in questione (il 27 cade di mercoledì), quindi l’erogazione dovrebbe avvenire regolarmente.

Importi ADI 2026 per composizione del nucleo familiare

Gli importi dell’Assegno di Inclusione 2026 sono determinati dalla composizione del nucleo familiare attraverso la scala di equivalenza ADI, prevista dall’articolo 2 del Decreto-Legge 48/2023. Il valore base è di 6.000 euro annui (500 euro mensili) per un nucleo composto da una sola persona maggiorenne con i requisiti, ma sale fino a un massimo di 10.140 euro annui se nel nucleo sono presenti minori, anziani o persone con disabilità. A questa quota base, denominata Quota A (sostegno al reddito), si può aggiungere una Quota B (componente affitto), riservata ai nuclei che pagano un canone di locazione regolarmente registrato.

Vediamo la scala di equivalenza dell’ADI aggiornata per il 2026:

Componente del nucleoCoefficiente scala di equivalenza
Primo componente maggiorenne1,00
Ulteriore componente maggiorenne (over 18)+ 0,40
Componente maggiorenne con disabilità grave o non autosufficienza+ 0,50
Componente maggiorenne con carichi di cura (figli sotto 3 anni o 3 figli minori)+ 0,40
Minore tra 0 e 17 anni (primi due)+ 0,15 ciascuno
Dal terzo minore in poi+ 0,20 ciascuno

Per fare un esempio pratico: una famiglia con due genitori e due figli minori, con ISEE inferiore a 10.140 euro, otterrebbe un coefficiente totale di 1,70 (1,00 + 0,40 + 0,15 + 0,15). Moltiplicando questo coefficiente per la quota base annua di 6.000 euro si ottiene un importo annuo lordo di 10.200 euro, pari a circa 850 euro mensili. A questi può aggiungersi la Quota B affitto fino a 3.640 euro annui (circa 280 euro mensili) se il nucleo è in locazione con contratto registrato. È il CAF Centro Fiscale di Udine che si occupa di calcolare la spettanza esatta sulla base della tua specifica situazione familiare e patrimoniale.

Quota A e Quota B: come si compongono

La Quota A (sostegno al reddito) viene accreditata automaticamente sulla Carta di Inclusione entro il 27 del mese: per maggio 2026 si tratterà appunto del 27 maggio 2026. La Quota B (componente affitto) viene erogata, di norma in via contestuale, tramite bonifico bancario sul conto del beneficiario. Per ottenerla è necessario aver indicato nella domanda ADI gli estremi di un contratto di locazione regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate e i dati dell’IBAN su cui ricevere il bonifico mensile.

Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) a fine maggio

Insieme all’Assegno di Inclusione, anche il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) rientra tra le prestazioni in pagamento nella settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026. Si tratta della seconda misura nata dalla riforma del 2023 (sempre Decreto-Legge 48/2023) e destinata alle persone tra i 18 e i 59 anni appartenenti a nuclei familiari che non hanno i requisiti per l’ADI ma sono in condizioni di vulnerabilità economica e in carico ai servizi sociali o al Centro per l’Impiego.

L’SFL consiste in un’indennità mensile pari a 500 euro, erogata per un massimo di 12 mesi, eventualmente rinnovabili. La data di pagamento mensile coincide normalmente con quella dell’ADI: per maggio 2026 si tratta quindi del 27 maggio 2026. L’erogazione avviene tramite bonifico bancario o postale sull’IBAN che il beneficiario ha indicato in fase di domanda. Per accedere all’SFL è obbligatoria l’iscrizione al sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL) e la sottoscrizione di un percorso di attivazione presso il Centro per l’Impiego.

Differenze tra ADI e SFL

  • ADI: destinato a nuclei con minori, anziani over 60 o persone con disabilità; ISEE ≤ 10.140 euro; carta di pagamento dedicata; importo variabile fino a 10.140 euro annui + componente affitto.
  • SFL: destinato a persone 18-59 anni in nuclei senza i requisiti ADI; ISEE ≤ 6.000 euro; indennità fissa di 500 euro mensili; obbligo di attivazione lavoro/formazione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i nuclei nella verifica dei requisiti per entrambe le misure, sia in ufficio che online, e si occupa della presentazione della domanda all’INPS per evitare errori che potrebbero comportare il rigetto della richiesta.

NASPI e DIS-COLL: pagamenti residui di maggio 2026

La settimana dal 25 al 31 maggio 2026 chiude i pagamenti mensili della NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) e della DIS-COLL (disoccupazione per collaboratori coordinati e continuativi), le due principali indennità di disoccupazione gestite dall’INPS. La NASPI viene erogata generalmente tra il 10 e il 15 del mese per i beneficiari consolidati, ma per nuove domande accolte nel corso di maggio 2026 e per le regolarizzazioni d’ufficio, l’accredito può slittare proprio negli ultimi giorni del mese, tra il 25 e il 27 maggio.

La NASPI è disciplinata dal Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22, che ne stabilisce requisiti, modalità di calcolo e durata. L’importo della NASPI viene calcolato sulla retribuzione media imponibile degli ultimi 4 anni, applicando il 75% della retribuzione fino a una soglia di riferimento (1.480,30 euro mensili per il 2026, in base alla rivalutazione ISTAT pubblicata da INPS), con un massimale 2026 pari a circa 1.575,42 euro mensili lordi. Dal sesto mese di percezione in poi, l’importo è ridotto del 3% al mese.

Requisiti per ricevere la NASPI

  • Stato di disoccupazione involontaria: licenziamento, scadenza contratto a termine, dimissioni per giusta causa
  • Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la disoccupazione
  • Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la cessazione
  • Presentazione della domanda entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto
  • Sottoscrizione della DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) e adesione al Patto di Servizio Personalizzato

La DIS-COLL, invece, è l’indennità di disoccupazione riservata ai collaboratori coordinati e continuativi, agli assegnisti di ricerca e ai dottorandi con borsa di studio iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS. Anche per la DIS-COLL il pagamento mensile segue il calendario della NASPI: per le nuove domande lavorate in maggio 2026, l’accredito può cadere proprio nei giorni dal 25 al 31 maggio 2026. La domanda di DIS-COLL deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto.

Per chi è prossimo a perdere il lavoro o ha appena ricevuto una comunicazione di licenziamento, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza dedicata sulla NASPI 2026: dalla raccolta dei documenti alla compilazione della DID, fino alla presentazione della domanda all’INPS entro i tempi previsti dalla normativa, sia in ufficio che online.

Assegno Unico Universale: arretrati e conguagli di fine mese

L’Assegno Unico Universale (AUU) è la prestazione INPS più diffusa in Italia, percepita da oltre 6,1 milioni di famiglie. Per maggio 2026 i pagamenti mensili dell’Assegno Unico sono stati erogati nella prima metà del mese, tra il 20 e il 22 maggio 2026 per i beneficiari consolidati (chi aveva già percepito l’AUU il mese precedente senza variazioni). Tuttavia, gli arretrati, i conguagli e i pagamenti per nuove domande presentate nel corso di maggio vengono erogati nella seconda metà del mese, di norma tra il 27 e il 29 del mese. È quindi prevedibile una nuova ondata di accrediti AUU proprio nella settimana dal 25 al 31 maggio 2026.

L’Assegno Unico Universale è stato istituito dal Decreto Legislativo 21 dicembre 2021, n. 230, attuativo della legge delega 46/2021, ed è operativo dal 1° marzo 2022. Spetta a tutte le famiglie con figli a carico fino a 21 anni di età (con limiti se maggiorenni) e con ISEE entro i parametri previsti. L’importo è determinato dall’ISEE del nucleo familiare, dal numero di figli e dalle eventuali maggiorazioni (figli con disabilità, nuclei monogenitoriali, madri sotto i 21 anni, terzo figlio in poi).

Importi Assegno Unico 2026 per fasce ISEE

Fascia ISEEImporto mensile per figlio minore (2026)
ISEE ≤ 17.090,61 euro199,40 euro per figlio minore
ISEE da 17.090,61 a 45.574,96 euroImporto decrescente tra 199,40 e 57 euro
ISEE oltre 45.574,96 euro (o ISEE non presentato)Importo minimo 57 euro per figlio minore

Gli importi sopra indicati sono frutto della rivalutazione ISTAT annuale, comunicata da INPS con apposita circolare a inizio anno. A questi si aggiungono le maggiorazioni previste dalla normativa: +85 euro per figlio con disabilità grave, +50% per terzo figlio in poi, +30% per madri under 21, +150 euro forfettari per nuclei con quattro o più figli. Per non perdere queste maggiorazioni, è essenziale presentare un ISEE 2026 aggiornato entro le scadenze previste dall’INPS.

Se non hai ancora presentato l’ISEE 2026 o se hai avuto variazioni nel nucleo familiare (matrimonio, nascita di un figlio, separazione), rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiutiamo a presentare la DSU corretta e a richiedere all’INPS la rideterminazione dell’Assegno Unico Universale con gli importi aggiornati.

Pensioni di maggio 2026: dettagli sul cedolino e quattordicesima

Le pensioni di maggio 2026 sono state regolarmente pagate il 2 maggio 2026, primo giorno bancabile del mese. Nei giorni della settimana 25-31 maggio 2026, quindi, non sono previsti nuovi accrediti pensionistici ordinari, ma si tratta della finestra in cui i pensionati possono consultare anticipatamente il cedolino di giugno 2026 sull’area MyINPS o sull’App IO. Il cedolino di giugno diventa generalmente visibile online a partire dal 25 del mese precedente, ovvero proprio dal 25 maggio 2026.

Sul cedolino di giugno 2026 i pensionati potranno verificare:

  • L’importo lordo della pensione di giugno
  • L’eventuale presenza della quattordicesima mensilità, prevista per i pensionati con redditi modesti
  • Le ritenute IRPEF e le addizionali regionali/comunali
  • Eventuali conguagli da modello 730/2026 (rimborsi o trattenute fiscali)
  • L’importo netto effettivamente accreditato

La quattordicesima mensilità è una somma aggiuntiva erogata in via automatica ai pensionati con età superiore a 64 anni e redditi entro determinate soglie. L’importo varia indicativamente tra 336 e 655 euro, in base all’anzianità contributiva. Si tratta di una mensilità prevista per pensionati con trattamenti pensionistici sotto una determinata soglia di reddito (circa 11.000-15.000 euro lordi annui, parametro soggetto a rivalutazione annuale).

Come leggere il cedolino pensionistico

Leggere un cedolino pensionistico può essere complesso, specialmente in presenza di voci come “ritenute IRPEF da conguaglio”, “addizionale comunale a saldo” o “trattenute per pignoramento e cessione del quinto”. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio gratuito di lettura e analisi del cedolino, in ufficio o online: ti aiutiamo a capire ogni singola voce e a richiedere all’INPS eventuali rettifiche se rilevi errori sulla pensione percepita.

Bonus nascita, maternità e congedo parentale

Tra i pagamenti INPS della settimana 25-31 maggio 2026 rientrano anche alcuni bonus per la natalità e le indennità collegate alla genitorialità. Il nuovo Bonus nuove nascite 2026, istituito dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e dal successivo Decreto Legislativo attuativo, prevede un assegno una tantum di 1.000 euro erogato in unica soluzione per ogni figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo dal 1° gennaio 2025, con ISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro annui. I pagamenti, per le domande accolte nel mese di maggio 2026, vengono effettuati indicativamente tra il 28 e il 31 maggio 2026.

L’indennità di maternità, invece, è prevista per le lavoratrici dipendenti, autonome, parasubordinate e per le iscritte alla Gestione Separata. Spetta per i 5 mesi obbligatori a cavallo del parto (in genere 2 prima e 3 dopo, oppure flessibile fino a 1 prima e 4 dopo). L’importo è pari all’80% della retribuzione media giornaliera per le lavoratrici dipendenti. I pagamenti vengono effettuati con cadenza variabile, e per molte beneficiarie l’accredito può cadere proprio negli ultimi giorni di maggio 2026.

Il congedo parentale indennizzato, infine, è disciplinato dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (Testo Unico Maternità e Paternità), integrato dalle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) che ha portato il primo mese di congedo all’80% della retribuzione (per chi termina la maternità dal 31 dicembre 2023) e dalla Legge di Bilancio 2025 che ha esteso l’80% al secondo e al terzo mese. Il pagamento avviene tramite l’INPS direttamente al genitore richiedente, tipicamente entro la fine del mese di competenza.

Cosa fare se il pagamento INPS non arriva nei tempi

Una delle preoccupazioni più ricorrenti tra i beneficiari delle prestazioni INPS è il pagamento che non arriva nella data prevista. Per i pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, in particolare per l’Assegno di Inclusione del 27 maggio, possono verificarsi ritardi dovuti a diverse cause: festività intermedie, problemi tecnici del sistema di accredito, errori nei dati anagrafici, sospensioni d’ufficio per controlli su DID/PSP, decadenze automatiche per superamento dei tetti reddituali o patrimoniali.

Prima di allarmarsi, è opportuno attendere almeno 3-5 giorni lavorativi dopo la data prevista, perché i tempi tecnici di accredito su carta o IBAN possono richiedere fino a 72 ore. Trascorso questo periodo, se il pagamento non risulta accreditato, ecco cosa fare:

  • Verifica lo stato della pratica sull’area MyINPS o tramite App IO (sezione “I tuoi pagamenti”)
  • Controlla la sezione comunicazioni del Fascicolo Previdenziale per eventuali sospensioni o decadenze notificate
  • Rivolgiti al CAF o al patronato per assistenza nella verifica dell’istruttoria e per presentare un sollecito formale all’INPS
  • Verifica la Carta di Inclusione presso un ufficio postale o uno sportello automatico Postamat per controllare l’effettivo saldo aggiornato

Il CAF Centro Fiscale di Udine e il suo patronato collegato gestiscono direttamente le pratiche di sollecito, le verifiche presso le sedi INPS e l’avvio di eventuali ricorsi amministrativi per il riconoscimento delle prestazioni negate. L’assistenza è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

Come verificare l’accredito su MyINPS e App IO

Per controllare se un pagamento INPS è stato effettuato regolarmente nella settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, l’INPS mette a disposizione due strumenti digitali ufficiali: il portale MyINPS (area riservata sul sito istituzionale) e l’App IO, l’applicazione mobile dei servizi pubblici sviluppata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

MyINPS: il portale di verifica delle prestazioni

Nell’area MyINPS è possibile accedere alla sezione “Fascicolo previdenziale del cittadino“, da cui consultare lo stato di tutte le pratiche aperte (ADI, SFL, NASPI, Assegno Unico, pensione, indennità di maternità), gli importi liquidati per ciascuna mensilità, le date precise di accredito, le eventuali comunicazioni INPS in caso di sospensioni o richieste di integrazione documentale. L’accesso richiede credenziali SPID, CIE o CNS.

App IO: notifiche in tempo reale

L’App IO invia notifiche push direttamente sullo smartphone quando l’INPS dispone un pagamento, quando emette una comunicazione su una pratica o quando vi sono variazioni nello stato di un’erogazione. Per ricevere queste notifiche è sufficiente avere installato l’App IO sul proprio smartphone, aver eseguito l’accesso con SPID o CIE e aver abilitato il servizio “Comunicazioni INPS” nelle preferenze.

Se preferisci non gestire da solo questi strumenti digitali o non hai dimestichezza con SPID e App IO, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa: i nostri operatori si occupano di verificare le tue pratiche INPS, controllare lo stato di un pagamento, scaricare il cedolino di pensione, consultare il Fascicolo Previdenziale. Il servizio è disponibile in sede a Udine o comodamente online in tutta Italia.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti sui pagamenti INPS di maggio 2026

Qual è la data esatta dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026?

La data confermata per il pagamento dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026 è mercoledì 27 maggio 2026. L’accredito riguarda i beneficiari consolidati, ovvero i nuclei familiari che hanno già percepito l’ADI nei mesi precedenti senza interruzioni, sospensioni o variazioni nel nucleo. L’erogazione avviene sulla Carta di Inclusione emessa da Poste Italiane.

Quanto vale l’Assegno di Inclusione per una famiglia con due figli minori nel 2026?

Una famiglia con due genitori e due figli minori, con ISEE inferiore a 10.140 euro, ha un coefficiente scala di equivalenza ADI pari a 1,70. Moltiplicato per la quota base di 6.000 euro annui, si ottengono 10.200 euro annui di Quota A, pari a circa 850 euro mensili. A questi si aggiunge la Quota B affitto (fino a 3.640 euro annui) se il nucleo paga un canone di locazione regolarmente registrato.

L’Assegno Unico di maggio 2026 è già stato pagato?

Sì, l’Assegno Unico Universale di maggio 2026 è stato pagato nella prima metà del mese (tra il 20 e il 22 maggio 2026) per i beneficiari consolidati. Nella settimana dal 25 al 31 maggio 2026 vengono erogati gli arretrati e i conguagli per nuove domande, variazioni ISEE o nuclei familiari modificati, generalmente tra il 27 e il 29 del mese.

Quando arriva la NASPI di maggio 2026?

La NASPI per i beneficiari consolidati è stata accreditata tra il 10 e il 15 maggio 2026. Per le nuove domande accolte nel corso di maggio e per i pagamenti d’ufficio regolarizzati a fine mese, l’accredito può avvenire tra il 25 e il 27 maggio 2026. È sempre possibile verificare lo stato del pagamento dal Fascicolo Previdenziale su MyINPS.

Cosa succede se il 27 maggio 2026 non ricevo l’ADI?

Se al 27 maggio 2026 non ricevi l’Assegno di Inclusione, attendi 3-5 giorni lavorativi prima di allarmarti: i tempi tecnici di accredito su Carta di Inclusione possono richiedere fino a 72 ore. Trascorso questo periodo, verifica lo stato della pratica su MyINPS o App IO. Se risultano sospensioni, decadenze o richieste di integrazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per assistenza immediata.

Posso percepire ADI e Assegno Unico contemporaneamente?

Sì, i nuclei familiari che percepiscono l’Assegno di Inclusione possono ricevere contemporaneamente anche l’Assegno Unico Universale, purché in possesso dei rispettivi requisiti. Tuttavia, occorre considerare che l’Assegno Unico rientra nel calcolo dell’ISEE e quindi può influire sulle soglie di accesso all’ADI. È sempre opportuno far valutare la propria situazione complessiva da un CAF specializzato.

Conclusione: come gestire al meglio i pagamenti INPS di fine maggio

I pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 rappresentano una settimana ricca di erogazioni: dall’Assegno di Inclusione del 27 maggio 2026, prestazione attesa da centinaia di migliaia di nuclei familiari, fino al Supporto per la Formazione e il Lavoro, alle nuove pratiche NASPI/DIS-COLL, ai conguagli dell’Assegno Unico e ai bonus nuove nascite. Conoscere il calendario INPS, i requisiti e le modalità di verifica è essenziale per non perdere prestazioni che spettano di diritto e per intervenire tempestivamente in caso di ritardi o errori.

Hai bisogno di assistenza per i tuoi pagamenti INPS di maggio 2026, per la verifica di una pratica ADI, per la presentazione di una domanda di NASPI o per la rideterminazione dell’Assegno Unico? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri operatori si occupano di tutto: dalla verifica dei requisiti al controllo dell’ISEE, dalla presentazione della domanda all’INPS al sollecito in caso di pagamenti non arrivati. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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Pensione Reversibilità 2026: Requisiti, Importi e Domanda

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La pensione di reversibilità è una prestazione economica erogata dall’INPS ai familiari superstiti di un pensionato o di un lavoratore deceduto. Nel 2026, le regole per accedere a questa forma di tutela restano sostanzialmente invariate, ma è fondamentale conoscere requisiti, percentuali e limiti di reddito aggiornati. In questa guida completa analizziamo tutto ciò che serve sapere sulla pensione ai superstiti 2026.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la pensione di reversibilità
  2. Differenza tra reversibilità e pensione indiretta
  3. Chi ha diritto alla reversibilità
  4. Percentuali e importi 2026
  5. Limiti di reddito e decurtazioni
  6. Requisiti contributivi per la pensione indiretta
  7. Come fare domanda INPS
  8. Decorrenza e tempi di erogazione
  9. Reversibilità e altri redditi
  10. Casi particolari
  11. Domande frequenti (FAQ)

Cos’è la pensione di reversibilità

La pensione di reversibilità è una prestazione previdenziale che l’INPS riconosce ai familiari superstiti quando muore una persona che già percepiva la pensione (di vecchiaia, anticipata, di invalidità o di inabilità). In pratica, una parte della pensione del defunto viene trasferita ai suoi familiari più stretti.

Questa tutela nasce dall’esigenza di garantire un sostegno economico a chi dipendeva dal reddito del pensionato venuto a mancare. La reversibilità non è automatica: bisogna presentare apposita domanda all’INPS e possedere determinati requisiti.

La normativa di riferimento è la Legge n. 335/1995 (Riforma Dini) e successive modifiche, che disciplina le percentuali di spettanza e i limiti reddituali per i beneficiari.

Differenza tra reversibilità e pensione indiretta

Spesso si confondono due termini che, pur essendo simili, indicano situazioni diverse:

  • Pensione di reversibilità: spetta quando il defunto era già pensionato. I familiari ricevono una quota della pensione che percepiva.
  • Pensione indiretta: spetta quando il defunto era un lavoratore (non ancora pensionato) che aveva versato un certo numero di contributi. In questo caso, la pensione viene calcolata sulla base dei contributi accumulati.

In entrambi i casi si parla genericamente di pensione ai superstiti, ma i requisiti contributivi sono diversi. Per la reversibilità non servono requisiti contributivi aggiuntivi (basta che il defunto fosse pensionato), mentre per la pensione indiretta il lavoratore deceduto deve aver maturato almeno 15 anni di contributi oppure 5 anni di contributi di cui almeno 3 nel quinquennio precedente la data del decesso.

Chi ha diritto alla reversibilità

La legge stabilisce un ordine preciso di beneficiari della pensione di reversibilità. Hanno diritto, in ordine di priorità:

Il coniuge superstite

Il coniuge (marito o moglie) ha sempre diritto alla reversibilità, a prescindere dall’età e dalla durata del matrimonio. Il diritto spetta anche al coniuge separato. Il coniuge divorziato ha diritto solo se percepiva l’assegno di divorzio, non si è risposato e il rapporto da cui trae origine il diritto alla pensione è anteriore alla sentenza di divorzio.

I figli

Hanno diritto alla reversibilità i figli minorenni alla data del decesso, i figli studenti (fino a 21 anni se frequentano scuola superiore, fino a 26 anni se universitari) a carico del genitore deceduto e i figli inabili al lavoro a prescindere dall’età, purché a carico del genitore al momento del decesso. Per un approfondimento, leggi la nostra guida sulla reversibilità ai figli.

Genitori e fratelli/sorelle

In assenza di coniuge e figli aventi diritto, possono accedere alla pensione i genitori del defunto (se ultra 65enni, non titolari di pensione e a carico) e, in ultima istanza, i fratelli e le sorelle non sposati, inabili al lavoro, non titolari di pensione e a carico del defunto.

Percentuali e importi 2026

L’importo della pensione di reversibilità è calcolato come percentuale della pensione del defunto. Le aliquote variano in base al nucleo familiare superstite:

BeneficiariPercentuale
Solo coniuge60%
Coniuge + 1 figlio80%
Coniuge + 2 o più figli100%
1 figlio (senza coniuge)70%
2 figli (senza coniuge)80%
3 o più figli (senza coniuge)100%
1 genitore15%
2 genitori30%
1 fratello/sorella15%
2 o più fratelli/sorelle30%

Esempio pratico: supponiamo che Mario, pensionato con un assegno di 1.500 euro al mese, venga a mancare lasciando la moglie Anna e un figlio minorenne. Anna e il figlio riceveranno l’80% di 1.500 euro, ovvero 1.200 euro al mese. Quando il figlio perderà il diritto (ad esempio compiendo 18 anni senza proseguire gli studi), la quota scenderà al 60%, cioè 900 euro mensili per la sola Anna.

Limiti di reddito e decurtazioni

Attenzione: la pensione di reversibilità può subire delle riduzioni se il beneficiario possiede altri redditi personali. Questo vale solo per il coniuge (o l’ex coniuge divorziato), non per i figli. Le decurtazioni sono state introdotte dalla Legge 335/1995 e si applicano in base al rapporto tra il reddito del superstite e il trattamento minimo INPS (che nel 2026 è pari a circa 603,40 euro al mese, ovvero 7.844,20 euro annui).

Ecco la tabella decurtazioni 2026 aggiornata:

Reddito annuo del beneficiarioRiduzione sulla reversibilità
Fino a 23.532,60 euro (3 volte il minimo)Nessuna riduzione
Da 23.532,61 a 31.376,80 euro (4 volte il minimo)-25%
Da 31.376,81 a 39.221,00 euro (5 volte il minimo)-40%
Oltre 39.221,00 euro-50%

Esempio pratico: se il coniuge superstite ha un reddito personale da lavoro di 35.000 euro annui (compreso nella fascia 4-5 volte il minimo), la reversibilità verrà ridotta del 40%. Se la pensione del defunto era di 1.500 euro e la quota di reversibilità al 60% sarebbe di 900 euro, con la decurtazione del 40% scende a 540 euro al mese.

Importante: le decurtazioni non si applicano se nel nucleo familiare ci sono figli minori, studenti o inabili. Per un’analisi dettagliata, consulta il nostro approfondimento su reversibilità e limiti di reddito 2026.

Requisiti contributivi per la pensione indiretta

Come anticipato, se il defunto non era ancora pensionato ma era un lavoratore, i familiari possono richiedere la pensione indiretta. In questo caso, il lavoratore deceduto deve aver maturato uno dei seguenti requisiti:

  • Almeno 15 anni di contributi (780 settimane) versati nell’intera vita lavorativa;
  • Almeno 5 anni di contributi (260 settimane), di cui almeno 3 anni (156 settimane) versati nei 5 anni precedenti la data del decesso.

Questi requisiti alternativi significano che anche un lavoratore giovane, con pochi anni di contributi, può garantire la pensione indiretta ai superstiti, a patto che abbia lavorato con continuità negli ultimi anni. Ad esempio, un lavoratore di 30 anni con soli 4 anni di contributi, di cui 3 negli ultimi 5 anni, soddisfa il secondo requisito.

Per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, partite IVA), valgono le stesse regole contributive. La pensione indiretta viene calcolata interamente con il sistema contributivo.

Come fare domanda INPS

La domanda di pensione di reversibilità va presentata all’INPS. Ecco i canali disponibili:

  • Online: tramite il sito www.inps.it, accedendo con SPID, CIE o CNS alla sezione “Prestazioni e servizi” > “Pensione ai superstiti”
  • Contact Center INPS: chiamando il numero verde 803.164 da rete fissa o 06.164.164 da cellulare
  • Patronato o CAF: rivolgendosi a un intermediario abilitato come il CAF Centro Fiscale di Udine, che presenta la domanda gratuitamente per conto del cittadino

Per la procedura completa e la lista dei documenti necessari, leggi la guida dedicata alla domanda di reversibilità INPS.

Decorrenza e tempi di erogazione

La pensione di reversibilità decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso del pensionato (o del lavoratore, nel caso della pensione indiretta). Questo indipendentemente dalla data in cui viene presentata la domanda.

Esempio: se il decesso avviene il 15 marzo 2026, la reversibilità decorre dal 1 aprile 2026. Anche se la domanda viene presentata a giugno, verranno riconosciuti e pagati gli arretrati da aprile.

I tempi di lavorazione dell’INPS variano generalmente tra 30 e 90 giorni dalla presentazione della domanda completa. In caso di ritardo, è possibile sollecitare tramite il patronato o presentare istanza di autotutela.

Prescrizione: il diritto alla pensione ai superstiti non si prescrive (non ha scadenza), ma gli arretrati si prescrivono dopo 5 anni. Per questo è consigliabile presentare la domanda il prima possibile.

Reversibilità e altri redditi

Una domanda frequente riguarda la compatibilità della reversibilità con altri redditi. Ecco le principali casistiche:

  • Reddito da lavoro dipendente o autonomo: la reversibilità è compatibile, ma può subire le decurtazioni già descritte nella tabella sopra
  • Altra pensione: se il coniuge superstite percepisce già una propria pensione (diretta), la reversibilità è comunque spettante, ma i redditi da pensione propria rientrano nel calcolo per le fasce di decurtazione
  • NASPI: l’indennità di disoccupazione è compatibile con la reversibilità
  • Assegno sociale: chi percepisce l’assegno sociale potrebbe vederlo ridotto o revocato se ottiene la reversibilità, poiché questa viene conteggiata come reddito
  • Reddito da affitto: anche i redditi da locazione vengono considerati nel calcolo delle fasce di reddito per le decurtazioni

Le decurtazioni si applicano confrontando il reddito complessivo del beneficiario con le soglie del trattamento minimo INPS, come indicato nella tabella precedente. È fondamentale dichiarare correttamente tutti i redditi per evitare contestazioni o richieste di restituzione da parte dell’INPS.

Casi particolari

Alcune situazioni meritano un approfondimento specifico perché presentano regole particolari:

Reversibilità e nuovo matrimonio

Se il coniuge superstite si risposa, perde il diritto alla reversibilità. Tuttavia, ha diritto a una doppia annualità (pari a 26 mensilità della pensione percepita) come liquidazione una tantum. Per tutti i dettagli, consulta il nostro articolo su reversibilità e nuovo matrimonio.

Conviventi e unioni civili

Dal 2016, con la Legge Cirinnà (L. 76/2016), il partner di un’unione civile ha gli stessi diritti del coniuge ai fini della reversibilità. Il convivente di fatto, invece, attualmente non ha diritto alla pensione ai superstiti, salvo specifiche sentenze giudiziarie. Approfondisci nella guida su reversibilità e convivente.

Ex coniuge divorziato

L’ex coniuge divorziato ha diritto alla reversibilità a tre condizioni: deve percepire l’assegno divorzile, non deve essersi risposato e il rapporto di lavoro da cui origina la pensione deve essere anteriore alla sentenza di divorzio. Se il defunto si era risposato, la reversibilità viene ripartita dal Tribunale tra coniuge superstite ed ex coniuge.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti (FAQ)

Quanto dura la pensione di reversibilità?

Per il coniuge, la reversibilità è vitalizia (dura tutta la vita), a meno che non si risposi. Per i figli, dura fino al compimento dei 18 anni (o 21 se studenti di scuola superiore, 26 se universitari). Per i figli inabili, dura finché permane lo stato di inabilità.

La reversibilità spetta anche al coniuge separato?

Sì, il coniuge separato ha diritto alla pensione di reversibilità alle stesse condizioni del coniuge convivente, indipendentemente dalla separazione consensuale o giudiziale e dall’eventuale addebito.

Posso lavorare e percepire la reversibilità?

Sì, la reversibilità è compatibile con il reddito da lavoro. Tuttavia, se il reddito supera determinate soglie (legate al trattamento minimo INPS), l’importo della reversibilità viene ridotto del 25%, 40% o 50%.

Se mi risposo perdo la reversibilità?

Sì, il nuovo matrimonio comporta la cessazione della reversibilità. Però si ha diritto a un’indennità una tantum pari a 26 mensilità della pensione. La convivenza di fatto, invece, non fa perdere il diritto.

Quanto tempo ci vuole per ottenere la reversibilità?

I tempi medi sono di 30-90 giorni dalla presentazione della domanda completa. Gli arretrati vengono comunque riconosciuti dal mese successivo al decesso, indipendentemente da quando si presenta la domanda.

Il convivente ha diritto alla reversibilità?

Il convivente di fatto attualmente non ha diritto alla pensione di reversibilità. Il diritto spetta invece al partner di un’unione civile registrata, equiparato al coniuge dalla Legge Cirinnà del 2016.

Conclusione

La pensione di reversibilità 2026 rappresenta una tutela fondamentale per i familiari superstiti. Conoscere i requisiti, le percentuali e i limiti di reddito è essenziale per far valere i propri diritti e ottenere l’importo corretto.

Se hai bisogno di assistenza per la domanda di reversibilità, per verificare i limiti di reddito o per qualsiasi dubbio sulla tua situazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri operatori ti guideranno in ogni fase della pratica, dalla raccolta dei documenti alla presentazione della domanda INPS.

Contattaci: chiama il 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento. Puoi anche inviarci una email a info@centrofiscale.com. Ti aspettiamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine.

Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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Quattordicesima Pensionati 2026: Quando Arriva, Importo e Chi Ne Ha Diritto

Pensione 2026 INPS

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la Quattordicesima Pensionati e Come Funziona
  2. Quando Arriva la Quattordicesima Pensionati 2026: Date di Pagamento
  3. Chi Ha Diritto alla Quattordicesima Pensionati 2026: Requisiti
  4. Importo Quattordicesima Pensionati 2026: Tabella Aggiornata
  5. Quattordicesima e Pensione di Reversibilità: Spetta?
  6. Quattordicesima e Assegno Sociale: Non Spetta
  7. Come Verificare se Spetta la Quattordicesima 2026
  8. Cosa Fare se Non Ricevi la Quattordicesima Pensionati 2026
  9. Domande Frequenti sulla Quattordicesima Pensionati 2026

La quattordicesima pensionati 2026 rappresenta una delle prestazioni INPS più attese dai pensionati italiani, soprattutto con l’arrivo dell’estate. Si tratta di una somma aggiuntiva che viene erogata una volta l’anno ai pensionati con redditi bassi, un vero e proprio aiuto economico che può arrivare fino a 655 euro. Ma quando arriva la quattordicesima 2026? Chi ne ha diritto? E soprattutto, quanto spetta in base ai propri anni di contributi?

In questa guida completa rispondiamo a tutte le domande sulla quattordicesima pensionati 2026: dalle date di pagamento agli importi aggiornati, dai requisiti di reddito e di età fino alle istruzioni per verificare se ti spetta consultando il cedolino pensione. Se hai dubbi sulla tua situazione, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare tutto con precisione.

Cos’è la Quattordicesima Pensionati e Come Funziona

La quattordicesima pensionati 2026 è una somma aggiuntiva, tecnicamente chiamata “somma aggiuntiva” (art. 5, commi 1-4, della Legge 3 agosto 2007, n. 127), che l’INPS eroga ai pensionati con redditi più bassi. Non si tratta di un bonus una tantum, ma di una prestazione strutturale che viene pagata automaticamente ogni anno a chi ne ha diritto.

A differenza della tredicesima, che spetta a tutti i pensionati, la quattordicesima pensione 2026 è riservata esclusivamente a chi ha un reddito complessivo individuale al di sotto di determinate soglie. L’importo varia in base a due fattori principali: gli anni di contributi versati e la fascia di reddito in cui si rientra.

La misura è stata introdotta nel 2007 e successivamente potenziata dalla Legge di Bilancio 2017, che ha ampliato la platea dei beneficiari e aumentato gli importi per chi ha redditi più bassi. Oggi ne beneficiano circa 3,2 milioni di pensionati italiani.

Quando Arriva la Quattordicesima Pensionati 2026: Date di Pagamento

La domanda più frequente è: quando arriva la quattordicesima 2026? Il pagamento avviene in due momenti diversi durante l’anno, a seconda della situazione del pensionato.

Per chi ha già maturato il diritto alla quattordicesima (cioè ha già compiuto 64 anni entro il primo semestre 2026 e rientra nei limiti di reddito), il pagamento avviene con la pensione di luglio 2026. Si tratta dell’accredito principale che riguarda la maggior parte dei beneficiari.

Per chi invece matura i requisiti nel secondo semestre 2026 (ad esempio compie 64 anni tra luglio e dicembre), la quattordicesima pensionati 2026 viene erogata con la pensione di dicembre 2026, come conguaglio di fine anno.

È importante sapere che la quattordicesima non arriva in un bonifico separato: viene accreditata direttamente nella pensione del mese di riferimento (luglio o dicembre), quindi vedrai un importo più alto del solito nel cedolino.

Calendario pagamento quattordicesima 2026

Ecco il riepilogo delle date di pagamento:

  • Luglio 2026 (1° luglio per chi ha conto corrente, 2 luglio per chi ritira alle Poste): pagamento per chi ha già i requisiti al 30 giugno 2026
  • Dicembre 2026: pagamento per chi matura i requisiti tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2026
  • Su domanda: chi non la riceve automaticamente può presentare domanda INPS tramite il CAF Centro Fiscale

Se nel cedolino di luglio non trovi la quattordicesima INPS 2026, non preoccuparti subito: potresti rientrare nel gruppo di dicembre, oppure potrebbe essere necessario presentare una domanda specifica.

Chi Ha Diritto alla Quattordicesima Pensionati 2026: Requisiti

Non tutti i pensionati ricevono la quattordicesima pensione 2026. Per averne diritto è necessario soddisfare contemporaneamente tre requisiti fondamentali: età, tipo di pensione e reddito.

Il primo requisito riguarda l’età anagrafica: bisogna aver compiuto almeno 64 anni di età. Il requisito si considera soddisfatto nel momento del compimento degli anni, motivo per cui chi compie 64 anni nel secondo semestre riceve la quattordicesima a dicembre anziché a luglio.

Il secondo requisito riguarda il tipo di pensione. La quattordicesima spetta ai titolari di:

  • Pensione di vecchiaia o pensione anticipata
  • Pensione di anzianità
  • Pensione di invalidità (assegno ordinario di invalidità o pensione di inabilità)
  • Pensione ai superstiti (reversibilità e indiretta)
  • Pensione anticipata con qualsiasi formula (Quota 103, Opzione Donna, APE Sociale)

Il terzo requisito, forse il più importante, riguarda il reddito complessivo individuale. Si considera solo il reddito del pensionato, non quello del coniuge o del nucleo familiare.

Soglie di reddito per la quattordicesima 2026

Le soglie di reddito per la quattordicesima pensionati 2026 sono collegate al trattamento minimo INPS, che per il 2026 è pari a circa 598,61 euro mensili (7.781,93 euro annui, inclusa la tredicesima). Le fasce di reddito sono due:

  • Fascia 1 (importo pieno): reddito annuo fino a 1,5 volte il trattamento minimo, ovvero fino a circa 11.672,90 euro
  • Fascia 2 (importo ridotto): reddito annuo tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo, ovvero tra circa 11.672,90 e 15.563,86 euro

Chi ha un reddito superiore a 2 volte il trattamento minimo (circa 15.563,86 euro annui) non ha diritto alla quattordicesima. È fondamentale ricordare che nel calcolo del reddito si considerano tutti i redditi assoggettabili a IRPEF, comprese altre prestazioni assistenziali, ma sono esclusi la casa di abitazione, il TFR e gli arretrati soggetti a tassazione separata.

Importo Quattordicesima Pensionati 2026: Tabella Aggiornata

L’importo della quattordicesima pensionati 2026 varia in base a due parametri: la fascia di reddito e gli anni di contribuzione versati. Più anni di contributi hai versato, più alto è l’importo che ricevi.

Ecco la tabella aggiornata degli importi della quattordicesima 2026:

Importi per la Fascia 1 (reddito fino a 1,5 volte il minimo)

Per i pensionati con reddito annuo fino a circa 11.672,90 euro (1,5 volte il trattamento minimo), gli importi sono i più alti:

Anni di contributiLavoratori dipendentiLavoratori autonomiImporto annuo
Fino a 15 anniFino a 15 anniFino a 18 anni437 euro
Da 15 a 25 anniDa 15 a 25 anniDa 18 a 28 anni546 euro
Oltre 25 anniOltre 25 anniOltre 28 anni655 euro

Questi importi rappresentano il massimo ottenibile con la quattordicesima INPS 2026.

Importi per la Fascia 2 (reddito tra 1,5 e 2 volte il minimo)

Per i pensionati con reddito annuo tra circa 11.672,90 e 15.563,86 euro, gli importi sono ridotti:

Anni di contributiLavoratori dipendentiLavoratori autonomiImporto annuo
Fino a 15 anniFino a 15 anniFino a 18 anni336 euro
Da 15 a 25 anniDa 15 a 25 anniDa 18 a 28 anni420 euro
Oltre 25 anniOltre 25 anniOltre 28 anni504 euro

Gli importi della Fascia 2 sono stati introdotti dalla Legge di Bilancio 2017, che ha ampliato la platea dei beneficiari includendo anche i pensionati con redditi leggermente superiori alla soglia originaria.

Come si calcola l’importo esatto

Il calcolo dell’importo della quattordicesima pensionati 2026 segue regole precise. Per chi rientra pienamente nella fascia di riferimento, l’importo è quello indicato nelle tabelle sopra, erogato in un’unica soluzione.

Tuttavia, in alcuni casi l’importo può essere proporzionato:

  • Se il diritto alla pensione è maturato durante l’anno (e non dal 1° gennaio), la quattordicesima viene calcolata in proporzione ai mesi di pensione effettivi
  • Se il reddito si colloca a cavallo della soglia, l’importo viene ridotto in modo che la somma di pensione + quattordicesima non superi il limite della fascia superiore (cosiddetto meccanismo di “clausola di salvaguardia”)

Per verificare con certezza l’importo spettante nella tua situazione specifica, è consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine, che può effettuare un calcolo personalizzato in base ai tuoi dati contributivi e reddituali.

Quattordicesima e Pensione di Reversibilità: Spetta?

Una domanda molto frequente riguarda il rapporto tra quattordicesima e pensione di reversibilità. La risposta è sì: la quattordicesima pensionati 2026 spetta anche a chi percepisce la pensione ai superstiti, sia essa una reversibilità (se il pensionato era già in pensione) o una pensione indiretta (se il lavoratore è deceduto prima di andare in pensione).

Per averne diritto, il titolare della reversibilità deve comunque soddisfare tutti i requisiti generali: aver compiuto 64 anni e avere un reddito individuale al di sotto delle soglie previste. Gli anni di contributi da considerare sono quelli del lavoratore o pensionato deceduto, non quelli del superstite.

È importante sottolineare che il reddito da considerare è sempre quello individuale del superstite, non quello del nucleo familiare. Questo significa che la pensione di reversibilità stessa viene conteggiata nel reddito, ma non i redditi dell’eventuale nuovo coniuge.

Quattordicesima e Assegno Sociale: Non Spetta

Al contrario della reversibilità, chi percepisce l’assegno sociale (ex pensione sociale) non ha diritto alla quattordicesima pensionati 2026. L’assegno sociale, infatti, è una prestazione di tipo assistenziale e non previdenziale: viene erogato a chi ha compiuto 67 anni e non ha redditi sufficienti, ma non si basa su contributi versati.

Poiché la quattordicesima pensione 2026 è calcolata proprio sulla base degli anni di contribuzione, chi non ha mai versato contributi (o non ha maturato una pensione contributiva) resta escluso dalla prestazione.

Attenzione però a non confondere l’assegno sociale con l’assegno ordinario di invalidità (AOI): quest’ultimo è una prestazione previdenziale basata sui contributi e dà diritto alla quattordicesima, a patto che si soddisfino i requisiti di età e reddito.

Come Verificare se Spetta la Quattordicesima 2026

Per sapere se hai diritto alla quattordicesima pensionati 2026, il metodo più immediato è controllare il cedolino pensione sul portale MyINPS. Il cedolino di luglio mostrerà una voce aggiuntiva se la quattordicesima è stata riconosciuta.

Però attenzione: consultare il cedolino da soli può generare confusione, soprattutto se l’importo è diverso da quello atteso o se la voce non compare. Per una verifica completa e sicura, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale, dove i nostri operatori possono:

  • Verificare i tuoi anni di contribuzione effettivi (che potrebbero differire da quelli che ricordi)
  • Controllare il tuo reddito complessivo e capire in quale fascia rientri
  • Verificare se ci sono eventuali incompatibilità con altre prestazioni
  • Presentare domanda nel caso in cui la quattordicesima non sia stata erogata automaticamente

Spesso l’INPS eroga la quattordicesima d’ufficio sulla base dei dati in suo possesso, ma non sempre i dati sono aggiornati. Se il tuo reddito è cambiato rispetto all’anno precedente, o se hai maturato il requisito anagrafico di recente, potrebbe essere necessario un intervento manuale.

Cosa Fare se Non Ricevi la Quattordicesima Pensionati 2026

Se nel cedolino di luglio 2026 non trovi la quattordicesima INPS 2026 e ritieni di averne diritto, è possibile che l’INPS non abbia tutti i dati necessari per il calcolo automatico. In questo caso, è necessario presentare domanda.

La procedura richiede attenzione per evitare errori che potrebbero ritardare l’erogazione. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla verifica dei requisiti alla presentazione della domanda, garantendo la correttezza di ogni passaggio.

I motivi più comuni per cui la quattordicesima non viene erogata automaticamente sono:

  • Dati reddituali non aggiornati: l’INPS si basa sulle dichiarazioni dei redditi precedenti, che potrebbero non riflettere la situazione attuale
  • Contributi non ricongiunti: se hai lavorato con diverse casse previdenziali, i periodi contributivi potrebbero non essere stati sommati
  • Cambio di situazione: nuovo pensionamento, raggiungimento dei 64 anni nel corso dell’anno, variazione di reddito
  • Errori nei database INPS: a volte i dati risultano incompleti o errati

In tutti questi casi, il nostro team verifica la tua posizione contributiva e reddituale, e presenta la domanda per il riconoscimento della quattordicesima pensione 2026 con tutta la documentazione necessaria.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla Quattordicesima Pensionati 2026

Quando viene pagata la quattordicesima pensionati 2026?

La quattordicesima pensionati 2026 viene pagata con la pensione di luglio 2026 per chi ha già maturato i requisiti entro il 30 giugno. Chi matura i requisiti nel secondo semestre (luglio-dicembre) la riceve con la pensione di dicembre 2026.

Quanto è l’importo della quattordicesima pensione 2026?

L’importo varia da un minimo di 336 euro a un massimo di 655 euro in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. Chi ha più di 25 anni di contributi e un reddito fino a 1,5 volte il trattamento minimo riceve l’importo massimo di 655 euro.

La quattordicesima spetta con la pensione di reversibilità?

Sì, la quattordicesima spetta anche ai titolari di pensione di reversibilità e pensione indiretta, a patto che il beneficiario abbia almeno 64 anni e un reddito individuale al di sotto delle soglie previste. Gli anni di contributi considerati sono quelli del lavoratore deceduto.

Qual è il reddito massimo per avere la quattordicesima 2026?

Il reddito massimo per avere diritto alla quattordicesima è pari a 2 volte il trattamento minimo INPS, ovvero circa 15.563,86 euro annui per il 2026. Chi ha un reddito fino a 1,5 volte il minimo (circa 11.672,90 euro) riceve importi più alti.

La quattordicesima si paga sull’assegno sociale?

No, la quattordicesima non spetta ai titolari di assegno sociale. L’assegno sociale è una prestazione assistenziale, non previdenziale, e la quattordicesima richiede un minimo di anni di contribuzione versati.

Come faccio a sapere se mi spetta la quattordicesima?

Per verificare se hai diritto alla quattordicesima pensionati 2026, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori controllano la tua posizione contributiva, il reddito e ti assistono nella domanda se necessario. Puoi anche controllare il cedolino pensione di luglio per vedere se compare la voce aggiuntiva.


La quattordicesima pensionati 2026 rappresenta un importante sostegno economico per milioni di pensionati italiani con redditi medio-bassi. Con importi che vanno da 336 a 655 euro, conoscere i requisiti e le date di pagamento è fondamentale per non perdere questo diritto.

Hai bisogno di assistenza per verificare se ti spetta la quattordicesima pensione 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.
Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Leggi anche: Pagamento Pensioni Giugno 2026 | Pensione Anticipata | APE Sociale 2026 | NASPI 2026

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Alexandra Bala
04/09/2026
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⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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paolino servidio
03/09/2026
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Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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Lady
01/09/2026
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Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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Giulia Guida
25/08/2026
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Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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Paola Zilli
07/08/2026
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Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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Jacqueline B.
06/08/2026
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Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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Maura Masutto
06/08/2026
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Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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Issam Elhefnawi
31/07/2026
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Molto gentile
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Sibongile Moyana
30/07/2026
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Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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Sabrina Cirina
23/07/2026
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Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
 
Maggio 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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Reversibilità ai Figli: Quando Spetta e Fino a Che Età

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La pensione di reversibilità ai figli è una prestazione INPS che tutela i figli rimasti orfani di un genitore pensionato o lavoratore. Ma fino a che età spetta? Quali sono le percentuali? E cosa cambia per i figli studenti o inabili? Scopriamo tutte le regole aggiornate al 2026. Per la guida completa, leggi il nostro articolo sulla pensione di reversibilità 2026.

Indice dei contenuti

  1. Quali figli hanno diritto alla reversibilità
  2. Limiti di età per i figli
  3. Percentuali spettanti ai figli
  4. Figli studenti: requisiti specifici
  5. Figli inabili al lavoro
  6. Orfani di entrambi i genitori
  7. Domande frequenti

Quali figli hanno diritto alla reversibilità

Hanno diritto alla pensione ai superstiti tutti i figli del defunto, compresi:

  • Figli legittimi (nati nel matrimonio)
  • Figli naturali (riconosciuti)
  • Figli adottivi e affiliati
  • Figli legittimati
  • Figli nati da precedente matrimonio del defunto

Il diritto spetta se i figli sono a carico del genitore deceduto al momento della morte e rientrano in una delle categorie previste dalla legge per età e condizione.

Limiti di età per i figli

La reversibilità ai figli è legata all’età e alla condizione del figlio:

Condizione del figlioLimite di età
Figlio minorenneFino a 18 anni
Figlio studente scuola superioreFino a 21 anni
Figlio studente universitarioFino a 26 anni
Figlio inabile al lavoroSenza limite di età

Al compimento dell’età limite (o al termine degli studi), il figlio perde il diritto e la quota viene ricalcolata. Se c’è anche il coniuge superstite, la pensione continua con la percentuale ridotta spettante al solo coniuge.

Percentuali spettanti ai figli

L’importo della reversibilità per i figli dipende dalla presenza o meno del coniuge:

  • Con coniuge superstite: 20% per ciascun figlio (coniuge 60% + figlio 20% = 80%; coniuge + 2 figli = 100%)
  • Senza coniuge (orfani totali): 70% per un solo figlio, 80% per due figli, 100% per tre o più figli

Esempio: se la pensione del genitore defunto era di 1.500 euro al mese e rimangono due figli orfani senza l’altro genitore, riceveranno l’80% cioè 1.200 euro al mese da dividere tra loro.

Importante: le decurtazioni per reddito non si applicano ai figli, ma solo al coniuge. Inoltre, la presenza di figli minori o studenti esclude le decurtazioni anche per il coniuge.

Figli studenti: requisiti specifici

Per i figli studenti, la legge prevede condizioni precise:

  • Studenti di scuola superiore (fino a 21 anni): devono frequentare regolarmente e non lavorare. Se il figlio interrompe gli studi o inizia a lavorare con reddito superiore al trattamento minimo, perde il diritto.
  • Studenti universitari (fino a 26 anni): devono essere iscritti regolarmente e non fuori corso da troppo tempo. L’INPS verifica la continuità degli studi.

Il requisito fondamentale è che il figlio fosse a carico del genitore al momento del decesso, ovvero non avesse un reddito proprio significativo. La soglia di reddito per essere considerato “a carico” segue i parametri fiscali (circa 2.840,51 euro annui, elevati a 4.000 euro per i figli sotto i 24 anni).

Figli inabili al lavoro

I figli riconosciuti inabili al lavoro (con invalidità al 100%) hanno diritto alla reversibilità senza limiti di età, purché:

  • L’inabilità sia stata accertata da commissione medica
  • Fossero a carico del genitore defunto al momento del decesso
  • Non siano titolari di pensione propria

La pensione dura finché persiste lo stato di inabilità. Se il figlio inabile guarisce o trova un’occupazione compatibile, il diritto cessa. L’INPS può disporre visite di revisione periodiche.

Orfani di entrambi i genitori

I figli che perdono entrambi i genitori hanno diritto a una maggiorazione. Se l’unico figlio superstite è orfano di entrambi, la quota sale al 70% (rispetto al 20% che avrebbe percepito con il coniuge). Se l’altro genitore percepiva una propria pensione, i figli possono avere diritto a due pensioni ai superstiti distinte.

Questa situazione richiede un’attenzione particolare nella presentazione delle domande. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella gestione di pratiche complesse come queste.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti

Se mio figlio lavora part-time, perde la reversibilità?

Dipende dal reddito. Se il figlio studente ha un lavoretto con reddito annuo superiore al trattamento minimo INPS, potrebbe perdere il requisito di “a carico” e quindi il diritto alla reversibilità.

Mio figlio si è laureato a 24 anni. Perde subito la reversibilità?

Sì, il diritto cessa alla data di conseguimento della laurea. Se si iscrive a un corso di laurea magistrale, può continuare a percepirla fino a 26 anni.

I figli del coniuge superstite (non del defunto) hanno diritto?

No, la reversibilità spetta solo ai figli del defunto. I figli del coniuge superstite nati da un’altra relazione non hanno diritto.

Hai dubbi sulla reversibilità per i tuoi figli? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.

Maggio 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-27 09:00:002026-05-31 17:43:33Reversibilità ai Figli: Quando Spetta e Fino a Che Età
CAF

Reversibilità e Limiti di Reddito 2026: Tabella Aggiornata

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La pensione di reversibilità può essere ridotta se il beneficiario possiede redditi propri oltre certe soglie. In questa guida analizziamo nel dettaglio i limiti di reddito 2026 per la reversibilità, con la tabella aggiornata delle decurtazioni e gli esempi pratici di calcolo. Per una panoramica completa sulla pensione ai superstiti, consulta la nostra guida alla pensione di reversibilità 2026.

Indice dei contenuti

  1. Come funzionano le decurtazioni
  2. Tabella limiti di reddito 2026
  3. Quali redditi contano nel calcolo
  4. Quando non si applicano le riduzioni
  5. Esempi pratici di calcolo
  6. La clausola di salvaguardia
  7. Domande frequenti

Come funzionano le decurtazioni

Le decurtazioni sulla pensione di reversibilità sono state introdotte dalla Legge n. 335/1995 (Tabella F) e si applicano esclusivamente al coniuge superstite (o all’ex coniuge divorziato titolare di assegno). Non riguardano figli, genitori o fratelli/sorelle.

Il meccanismo è semplice: si confronta il reddito personale del beneficiario con multipli del trattamento minimo INPS. Più alto è il reddito, maggiore è la percentuale di riduzione applicata alla pensione di reversibilità. Il trattamento minimo INPS per il 2026 è pari a circa 7.844,20 euro annui (611,85 euro mensili).

Tabella limiti di reddito 2026

Ecco la tabella completa con le fasce di reddito e le corrispondenti riduzioni sulla reversibilità per il 2026:

Fascia di reddito annuoMultiplo del minimoRiduzioneQuota effettiva
Fino a 23.532,60 euroEntro 3 volte0%60% pieno
Da 23.532,61 a 31.376,80 euroDa 3 a 4 volte25%45% della pensione
Da 31.376,81 a 39.221,00 euroDa 4 a 5 volte40%36% della pensione
Oltre 39.221,00 euroOltre 5 volte50%30% della pensione

Come leggere la tabella: la riduzione si applica alla quota di reversibilità (normalmente il 60% per il solo coniuge). Quindi, se la riduzione è del 25%, il coniuge riceverà il 60% meno il 25% del 60%, cioè il 45% della pensione originaria del defunto.

Quali redditi contano nel calcolo

Non tutti i redditi vengono considerati ai fini della verifica dei limiti. Ecco cosa conta e cosa no:

Redditi che contano:

  • Redditi da lavoro dipendente e autonomo
  • Redditi da pensione propria (diretta)
  • Redditi da fabbricati (affitti)
  • Redditi da capitale e partecipazioni
  • Redditi diversi (collaborazioni, lavoro occasionale)

Redditi esclusi dal calcolo:

  • La stessa pensione di reversibilità
  • Reddito della casa di abitazione
  • TFR e competenze arretrate soggette a tassazione separata
  • Arretrati sottoposti a tassazione separata
  • Assegni familiari e assegno unico

Quando non si applicano le riduzioni

Esiste un’importante eccezione: le decurtazioni non si applicano quando nel nucleo familiare del titolare della reversibilità sono presenti:

  • Figli minori del defunto
  • Figli studenti (fino a 21 anni per scuole superiori, fino a 26 per università)
  • Figli inabili al lavoro

In pratica, se il coniuge superstite convive con un figlio minorenne o studente a carico del defunto, percepirà la reversibilità piena (80% con un figlio) senza alcuna riduzione per reddito, indipendentemente dal proprio reddito personale. Questo è un punto molto importante e spesso sottovalutato.

Esempi pratici di calcolo

Vediamo alcuni esempi concreti per capire come si calcolano le decurtazioni:

Esempio 1: Coniuge senza altri redditi

Maria è vedova e non ha altri redditi. La pensione del marito era di 1.800 euro al mese. Maria riceve il 60% di 1.800 = 1.080 euro al mese, senza alcuna decurtazione perché il suo reddito è zero (ben sotto i 23.532,60 euro annui).

Esempio 2: Coniuge con reddito da lavoro medio

Giuseppe è vedovo e ha un reddito da lavoro di 28.000 euro annui. Rientra nella fascia 3-4 volte il minimo, quindi la reversibilità subisce una riduzione del 25%. Se la pensione della moglie era di 1.200 euro, la reversibilità piena sarebbe 720 euro (60%), ridotta del 25% diventa 540 euro al mese.

Esempio 3: Coniuge con figlio minore

Laura è vedova con un figlio di 10 anni e un reddito da lavoro di 45.000 euro annui. Nonostante il reddito elevato (oltre 5 volte il minimo), non subisce alcuna decurtazione perché ha un figlio minore. Riceve l’80% pieno (coniuge + 1 figlio) della pensione del marito.

La clausola di salvaguardia

La legge prevede una clausola di salvaguardia (o “clausola di cristallizzazione”): l’importo della pensione di reversibilità, sommato al reddito personale, non può essere inferiore a quello che il beneficiario avrebbe percepito se il reddito fosse pari al limite massimo della fascia precedente.

In termini semplici: se il tuo reddito supera di poco una soglia, la riduzione non può penalizzarti al punto da farti guadagnare complessivamente meno di chi sta appena sotto la soglia. L’INPS effettua questo controllo in automatico e applica l’importo più favorevole.

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Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti

Ogni anno devo dichiarare il reddito all’INPS?

Sì, ogni anno l’INPS verifica i redditi attraverso i dati fiscali. Se ci sono variazioni significative, l’importo della reversibilità può essere ricalcolato con conguagli a debito o a credito.

La pensione propria viene conteggiata come reddito?

Sì, se percepisci una tua pensione diretta (ad esempio pensione di vecchiaia), questo reddito rientra nel calcolo delle fasce per le decurtazioni sulla reversibilità.

Se il mio reddito cambia, cambia anche la reversibilità?

Sì. Le decurtazioni vengono ricalcolate ogni anno in base al reddito effettivo. Se il tuo reddito diminuisce (ad esempio perdi il lavoro), la reversibilità può aumentare; se il reddito aumenta, può diminuire.

Per un’assistenza personalizzata sul calcolo della reversibilità in base al tuo reddito, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine. Chiama il 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Maggio 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-26 09:00:002026-05-31 17:43:56Reversibilità e Limiti di Reddito 2026: Tabella Aggiornata
ASSEGNO UNICO, NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIE, PATRONATO, RDC - REDDITO DI CITTADINANZA

Pagamenti INPS dal 25 al 31 Maggio 2026: il Calendario Completo e la Data per l’Assegno di Inclusione

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

I pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 rappresentano l’ultima finestra del mese in cui milioni di cittadini italiani ricevono prestazioni di sostegno al reddito, indennità di disoccupazione, contributi familiari e misure di contrasto alla povertà. La settimana che va da lunedì 25 maggio a domenica 31 maggio 2026 è cruciale soprattutto per i beneficiari dell’Assegno di Inclusione (ADI), la cui data di accredito è ormai a un passo. Conoscere in anticipo quando arrivano i pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 consente di pianificare le spese di fine mese, programmare scadenze e gestire il bilancio familiare con maggiore serenità.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ha preparato questa guida completa con tutte le date verificate dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, basata sulle comunicazioni ufficiali dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Troverai il calendario INPS maggio 2026 dettagliato per ogni prestazione (Assegno di Inclusione, NASPI, DIS-COLL, Assegno Unico, pensioni, Supporto per la Formazione e il Lavoro, bonus famiglia), gli importi aggiornati, le modalità di accredito e i riferimenti normativi che disciplinano ciascuna misura. Una settimana decisiva per chi attende il bonifico più atteso di maggio: quello dell’Assegno di Inclusione.

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Indice dei contenuti

  1. Calendario pagamenti INPS 25-31 maggio 2026: tabella riassuntiva
  2. La data per l’Assegno di Inclusione: 27 maggio 2026
  3. Importi ADI 2026 per composizione del nucleo familiare
  4. Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) a fine maggio
  5. NASPI e DIS-COLL: pagamenti residui di maggio 2026
  6. Assegno Unico Universale: arretrati e conguagli di fine mese
  7. Pensioni di maggio 2026: dettagli sul cedolino e quattordicesima
  8. Bonus nascita, maternità e congedo parentale
  9. Cosa fare se il pagamento INPS non arriva nei tempi
  10. Come verificare l’accredito su MyINPS e App IO
  11. Domande frequenti sui pagamenti INPS di maggio 2026

Calendario pagamenti INPS 25-31 maggio 2026: tabella riassuntiva

La settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 concentra in pochi giorni alcune delle erogazioni più rilevanti dal punto di vista sociale. L’INPS, in qualità di principale ente previdenziale italiano, gestisce contemporaneamente prestazioni assistenziali (Assegno di Inclusione, Supporto Formazione e Lavoro, Assegno Unico) e indennità a sostegno del reddito (NASPI, DIS-COLL, indennità di malattia e maternità). Ogni prestazione segue un proprio calendario di accredito, definito da circolari interne dell’Istituto e dalla cadenza tecnica delle procedure di pagamento gestite con Poste Italiane e con il sistema bancario nazionale.

Di seguito trovi la tabella riassuntiva del calendario INPS maggio 2026, limitata alle erogazioni previste dal 25 al 31 maggio. Le date sono ricavate dalle prassi consolidate dell’Istituto e dai messaggi pubblicati nell’area “INPS Comunica” del portale ufficiale www.inps.it. Eventuali variazioni vengono comunicate dall’INPS in tempo reale tramite il servizio MyINPS e l’App IO.

PrestazioneData accredito 25-31 maggio 2026Modalità di pagamento
Assegno di Inclusione (ADI) – rinnovo mensileMercoledì 27 maggio 2026Carta di Inclusione (Poste Italiane)
Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)27 maggio 2026 (in concomitanza ADI)Bonifico su IBAN beneficiario
NASPI / DIS-COLL (saldo maggio 2026)Tra il 25 e il 27 maggio 2026Bonifico bancario / postale
Assegno Unico Universale – arretrati e conguagliTra il 27 e il 29 maggio 2026Bonifico su IBAN del richiedente
Indennità di malattia, maternità, congedo parentalePagamenti a sportello fino al 31 maggio 2026Bonifico ordinario
Bonus nuove nascite 2026 (decreto-legge 19/2024)Tra il 28 e il 31 maggio 2026Bonifico al genitore richiedente
Pensioni di giugno 2026 (anticipo cedolino disponibile)Cedolino visualizzabile dal 25 maggio 2026Solo consultazione online

Come vedi, la data più attesa della settimana è quella dell’Assegno di Inclusione: mercoledì 27 maggio 2026. Su questo appuntamento si concentrano oltre 700.000 nuclei familiari beneficiari della misura, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Osservatorio statistico INPS sull’ADI. Nelle sezioni seguenti analizziamo nel dettaglio ogni singola prestazione con importi, requisiti e modalità di verifica.

La data per l’Assegno di Inclusione: 27 maggio 2026

La data più importante della settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 è senza dubbio quella riservata all’Assegno di Inclusione (ADI). L’INPS conferma anche per il mese di maggio l’accredito al 27 del mese, in linea con il calendario consolidato delle erogazioni mensili. Questo significa che mercoledì 27 maggio 2026 migliaia di nuclei familiari riceveranno il pagamento sulla Carta di Inclusione, lo strumento di pagamento prepagato emesso da Poste Italiane su richiesta dell’INPS.

L’Assegno di Inclusione è la misura di sostegno al reddito introdotta dal Decreto-Legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito con modificazioni dalla Legge 3 luglio 2023, n. 85, che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza a partire dal 1° gennaio 2024. L’ADI è destinato ai nuclei familiari con presenza di minori, anziani over 60, persone con disabilità o componenti in condizioni di svantaggio socio-economico, in possesso di un ISEE ordinario non superiore a 10.140 euro annui (soglia 2026 aggiornata dall’INPS).

Chi riceve l’ADI il 27 maggio 2026

È fondamentale distinguere tra due categorie di beneficiari dell’Assegno di Inclusione, perché la data del 27 maggio 2026 riguarda solo una di queste due platee:

  • Beneficiari consolidati (rinnovi mensili): riceveranno il pagamento automaticamente mercoledì 27 maggio 2026 sulla Carta di Inclusione, senza necessità di ulteriori adempimenti, salvo non siano intervenute cause di sospensione, decadenza o variazioni nel nucleo familiare.
  • Nuovi beneficiari (prima erogazione): il pagamento può arrivare anche oltre il 27 maggio. Per chi ha presentato domanda nelle settimane precedenti, l’INPS effettua le verifiche e attiva la nuova Carta di Inclusione. L’accredito può richiedere fino a 30-60 giorni dalla data di firma del Patto di Attivazione Digitale (PAD).

L’INPS, con il messaggio del 30 aprile 2025 n. 1469 e i successivi aggiornamenti procedurali, ha confermato che la data fissa del 27 di ogni mese rappresenta lo standard delle erogazioni ADI. In caso di festività o di problemi tecnici del sistema, l’accredito viene posticipato al primo giorno lavorativo utile. Maggio 2026 non presenta giorni festivi nella settimana in questione (il 27 cade di mercoledì), quindi l’erogazione dovrebbe avvenire regolarmente.

Importi ADI 2026 per composizione del nucleo familiare

Gli importi dell’Assegno di Inclusione 2026 sono determinati dalla composizione del nucleo familiare attraverso la scala di equivalenza ADI, prevista dall’articolo 2 del Decreto-Legge 48/2023. Il valore base è di 6.000 euro annui (500 euro mensili) per un nucleo composto da una sola persona maggiorenne con i requisiti, ma sale fino a un massimo di 10.140 euro annui se nel nucleo sono presenti minori, anziani o persone con disabilità. A questa quota base, denominata Quota A (sostegno al reddito), si può aggiungere una Quota B (componente affitto), riservata ai nuclei che pagano un canone di locazione regolarmente registrato.

Vediamo la scala di equivalenza dell’ADI aggiornata per il 2026:

Componente del nucleoCoefficiente scala di equivalenza
Primo componente maggiorenne1,00
Ulteriore componente maggiorenne (over 18)+ 0,40
Componente maggiorenne con disabilità grave o non autosufficienza+ 0,50
Componente maggiorenne con carichi di cura (figli sotto 3 anni o 3 figli minori)+ 0,40
Minore tra 0 e 17 anni (primi due)+ 0,15 ciascuno
Dal terzo minore in poi+ 0,20 ciascuno

Per fare un esempio pratico: una famiglia con due genitori e due figli minori, con ISEE inferiore a 10.140 euro, otterrebbe un coefficiente totale di 1,70 (1,00 + 0,40 + 0,15 + 0,15). Moltiplicando questo coefficiente per la quota base annua di 6.000 euro si ottiene un importo annuo lordo di 10.200 euro, pari a circa 850 euro mensili. A questi può aggiungersi la Quota B affitto fino a 3.640 euro annui (circa 280 euro mensili) se il nucleo è in locazione con contratto registrato. È il CAF Centro Fiscale di Udine che si occupa di calcolare la spettanza esatta sulla base della tua specifica situazione familiare e patrimoniale.

Quota A e Quota B: come si compongono

La Quota A (sostegno al reddito) viene accreditata automaticamente sulla Carta di Inclusione entro il 27 del mese: per maggio 2026 si tratterà appunto del 27 maggio 2026. La Quota B (componente affitto) viene erogata, di norma in via contestuale, tramite bonifico bancario sul conto del beneficiario. Per ottenerla è necessario aver indicato nella domanda ADI gli estremi di un contratto di locazione regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate e i dati dell’IBAN su cui ricevere il bonifico mensile.

Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) a fine maggio

Insieme all’Assegno di Inclusione, anche il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) rientra tra le prestazioni in pagamento nella settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026. Si tratta della seconda misura nata dalla riforma del 2023 (sempre Decreto-Legge 48/2023) e destinata alle persone tra i 18 e i 59 anni appartenenti a nuclei familiari che non hanno i requisiti per l’ADI ma sono in condizioni di vulnerabilità economica e in carico ai servizi sociali o al Centro per l’Impiego.

L’SFL consiste in un’indennità mensile pari a 500 euro, erogata per un massimo di 12 mesi, eventualmente rinnovabili. La data di pagamento mensile coincide normalmente con quella dell’ADI: per maggio 2026 si tratta quindi del 27 maggio 2026. L’erogazione avviene tramite bonifico bancario o postale sull’IBAN che il beneficiario ha indicato in fase di domanda. Per accedere all’SFL è obbligatoria l’iscrizione al sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL) e la sottoscrizione di un percorso di attivazione presso il Centro per l’Impiego.

Differenze tra ADI e SFL

  • ADI: destinato a nuclei con minori, anziani over 60 o persone con disabilità; ISEE ≤ 10.140 euro; carta di pagamento dedicata; importo variabile fino a 10.140 euro annui + componente affitto.
  • SFL: destinato a persone 18-59 anni in nuclei senza i requisiti ADI; ISEE ≤ 6.000 euro; indennità fissa di 500 euro mensili; obbligo di attivazione lavoro/formazione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i nuclei nella verifica dei requisiti per entrambe le misure, sia in ufficio che online, e si occupa della presentazione della domanda all’INPS per evitare errori che potrebbero comportare il rigetto della richiesta.

NASPI e DIS-COLL: pagamenti residui di maggio 2026

La settimana dal 25 al 31 maggio 2026 chiude i pagamenti mensili della NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) e della DIS-COLL (disoccupazione per collaboratori coordinati e continuativi), le due principali indennità di disoccupazione gestite dall’INPS. La NASPI viene erogata generalmente tra il 10 e il 15 del mese per i beneficiari consolidati, ma per nuove domande accolte nel corso di maggio 2026 e per le regolarizzazioni d’ufficio, l’accredito può slittare proprio negli ultimi giorni del mese, tra il 25 e il 27 maggio.

La NASPI è disciplinata dal Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22, che ne stabilisce requisiti, modalità di calcolo e durata. L’importo della NASPI viene calcolato sulla retribuzione media imponibile degli ultimi 4 anni, applicando il 75% della retribuzione fino a una soglia di riferimento (1.480,30 euro mensili per il 2026, in base alla rivalutazione ISTAT pubblicata da INPS), con un massimale 2026 pari a circa 1.575,42 euro mensili lordi. Dal sesto mese di percezione in poi, l’importo è ridotto del 3% al mese.

Requisiti per ricevere la NASPI

  • Stato di disoccupazione involontaria: licenziamento, scadenza contratto a termine, dimissioni per giusta causa
  • Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la disoccupazione
  • Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la cessazione
  • Presentazione della domanda entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto
  • Sottoscrizione della DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) e adesione al Patto di Servizio Personalizzato

La DIS-COLL, invece, è l’indennità di disoccupazione riservata ai collaboratori coordinati e continuativi, agli assegnisti di ricerca e ai dottorandi con borsa di studio iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS. Anche per la DIS-COLL il pagamento mensile segue il calendario della NASPI: per le nuove domande lavorate in maggio 2026, l’accredito può cadere proprio nei giorni dal 25 al 31 maggio 2026. La domanda di DIS-COLL deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto.

Per chi è prossimo a perdere il lavoro o ha appena ricevuto una comunicazione di licenziamento, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza dedicata sulla NASPI 2026: dalla raccolta dei documenti alla compilazione della DID, fino alla presentazione della domanda all’INPS entro i tempi previsti dalla normativa, sia in ufficio che online.

Assegno Unico Universale: arretrati e conguagli di fine mese

L’Assegno Unico Universale (AUU) è la prestazione INPS più diffusa in Italia, percepita da oltre 6,1 milioni di famiglie. Per maggio 2026 i pagamenti mensili dell’Assegno Unico sono stati erogati nella prima metà del mese, tra il 20 e il 22 maggio 2026 per i beneficiari consolidati (chi aveva già percepito l’AUU il mese precedente senza variazioni). Tuttavia, gli arretrati, i conguagli e i pagamenti per nuove domande presentate nel corso di maggio vengono erogati nella seconda metà del mese, di norma tra il 27 e il 29 del mese. È quindi prevedibile una nuova ondata di accrediti AUU proprio nella settimana dal 25 al 31 maggio 2026.

L’Assegno Unico Universale è stato istituito dal Decreto Legislativo 21 dicembre 2021, n. 230, attuativo della legge delega 46/2021, ed è operativo dal 1° marzo 2022. Spetta a tutte le famiglie con figli a carico fino a 21 anni di età (con limiti se maggiorenni) e con ISEE entro i parametri previsti. L’importo è determinato dall’ISEE del nucleo familiare, dal numero di figli e dalle eventuali maggiorazioni (figli con disabilità, nuclei monogenitoriali, madri sotto i 21 anni, terzo figlio in poi).

Importi Assegno Unico 2026 per fasce ISEE

Fascia ISEEImporto mensile per figlio minore (2026)
ISEE ≤ 17.090,61 euro199,40 euro per figlio minore
ISEE da 17.090,61 a 45.574,96 euroImporto decrescente tra 199,40 e 57 euro
ISEE oltre 45.574,96 euro (o ISEE non presentato)Importo minimo 57 euro per figlio minore

Gli importi sopra indicati sono frutto della rivalutazione ISTAT annuale, comunicata da INPS con apposita circolare a inizio anno. A questi si aggiungono le maggiorazioni previste dalla normativa: +85 euro per figlio con disabilità grave, +50% per terzo figlio in poi, +30% per madri under 21, +150 euro forfettari per nuclei con quattro o più figli. Per non perdere queste maggiorazioni, è essenziale presentare un ISEE 2026 aggiornato entro le scadenze previste dall’INPS.

Se non hai ancora presentato l’ISEE 2026 o se hai avuto variazioni nel nucleo familiare (matrimonio, nascita di un figlio, separazione), rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiutiamo a presentare la DSU corretta e a richiedere all’INPS la rideterminazione dell’Assegno Unico Universale con gli importi aggiornati.

Pensioni di maggio 2026: dettagli sul cedolino e quattordicesima

Le pensioni di maggio 2026 sono state regolarmente pagate il 2 maggio 2026, primo giorno bancabile del mese. Nei giorni della settimana 25-31 maggio 2026, quindi, non sono previsti nuovi accrediti pensionistici ordinari, ma si tratta della finestra in cui i pensionati possono consultare anticipatamente il cedolino di giugno 2026 sull’area MyINPS o sull’App IO. Il cedolino di giugno diventa generalmente visibile online a partire dal 25 del mese precedente, ovvero proprio dal 25 maggio 2026.

Sul cedolino di giugno 2026 i pensionati potranno verificare:

  • L’importo lordo della pensione di giugno
  • L’eventuale presenza della quattordicesima mensilità, prevista per i pensionati con redditi modesti
  • Le ritenute IRPEF e le addizionali regionali/comunali
  • Eventuali conguagli da modello 730/2026 (rimborsi o trattenute fiscali)
  • L’importo netto effettivamente accreditato

La quattordicesima mensilità è una somma aggiuntiva erogata in via automatica ai pensionati con età superiore a 64 anni e redditi entro determinate soglie. L’importo varia indicativamente tra 336 e 655 euro, in base all’anzianità contributiva. Si tratta di una mensilità prevista per pensionati con trattamenti pensionistici sotto una determinata soglia di reddito (circa 11.000-15.000 euro lordi annui, parametro soggetto a rivalutazione annuale).

Come leggere il cedolino pensionistico

Leggere un cedolino pensionistico può essere complesso, specialmente in presenza di voci come “ritenute IRPEF da conguaglio”, “addizionale comunale a saldo” o “trattenute per pignoramento e cessione del quinto”. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio gratuito di lettura e analisi del cedolino, in ufficio o online: ti aiutiamo a capire ogni singola voce e a richiedere all’INPS eventuali rettifiche se rilevi errori sulla pensione percepita.

Bonus nascita, maternità e congedo parentale

Tra i pagamenti INPS della settimana 25-31 maggio 2026 rientrano anche alcuni bonus per la natalità e le indennità collegate alla genitorialità. Il nuovo Bonus nuove nascite 2026, istituito dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e dal successivo Decreto Legislativo attuativo, prevede un assegno una tantum di 1.000 euro erogato in unica soluzione per ogni figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo dal 1° gennaio 2025, con ISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro annui. I pagamenti, per le domande accolte nel mese di maggio 2026, vengono effettuati indicativamente tra il 28 e il 31 maggio 2026.

L’indennità di maternità, invece, è prevista per le lavoratrici dipendenti, autonome, parasubordinate e per le iscritte alla Gestione Separata. Spetta per i 5 mesi obbligatori a cavallo del parto (in genere 2 prima e 3 dopo, oppure flessibile fino a 1 prima e 4 dopo). L’importo è pari all’80% della retribuzione media giornaliera per le lavoratrici dipendenti. I pagamenti vengono effettuati con cadenza variabile, e per molte beneficiarie l’accredito può cadere proprio negli ultimi giorni di maggio 2026.

Il congedo parentale indennizzato, infine, è disciplinato dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (Testo Unico Maternità e Paternità), integrato dalle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) che ha portato il primo mese di congedo all’80% della retribuzione (per chi termina la maternità dal 31 dicembre 2023) e dalla Legge di Bilancio 2025 che ha esteso l’80% al secondo e al terzo mese. Il pagamento avviene tramite l’INPS direttamente al genitore richiedente, tipicamente entro la fine del mese di competenza.

Cosa fare se il pagamento INPS non arriva nei tempi

Una delle preoccupazioni più ricorrenti tra i beneficiari delle prestazioni INPS è il pagamento che non arriva nella data prevista. Per i pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, in particolare per l’Assegno di Inclusione del 27 maggio, possono verificarsi ritardi dovuti a diverse cause: festività intermedie, problemi tecnici del sistema di accredito, errori nei dati anagrafici, sospensioni d’ufficio per controlli su DID/PSP, decadenze automatiche per superamento dei tetti reddituali o patrimoniali.

Prima di allarmarsi, è opportuno attendere almeno 3-5 giorni lavorativi dopo la data prevista, perché i tempi tecnici di accredito su carta o IBAN possono richiedere fino a 72 ore. Trascorso questo periodo, se il pagamento non risulta accreditato, ecco cosa fare:

  • Verifica lo stato della pratica sull’area MyINPS o tramite App IO (sezione “I tuoi pagamenti”)
  • Controlla la sezione comunicazioni del Fascicolo Previdenziale per eventuali sospensioni o decadenze notificate
  • Rivolgiti al CAF o al patronato per assistenza nella verifica dell’istruttoria e per presentare un sollecito formale all’INPS
  • Verifica la Carta di Inclusione presso un ufficio postale o uno sportello automatico Postamat per controllare l’effettivo saldo aggiornato

Il CAF Centro Fiscale di Udine e il suo patronato collegato gestiscono direttamente le pratiche di sollecito, le verifiche presso le sedi INPS e l’avvio di eventuali ricorsi amministrativi per il riconoscimento delle prestazioni negate. L’assistenza è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

Come verificare l’accredito su MyINPS e App IO

Per controllare se un pagamento INPS è stato effettuato regolarmente nella settimana dei pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026, l’INPS mette a disposizione due strumenti digitali ufficiali: il portale MyINPS (area riservata sul sito istituzionale) e l’App IO, l’applicazione mobile dei servizi pubblici sviluppata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

MyINPS: il portale di verifica delle prestazioni

Nell’area MyINPS è possibile accedere alla sezione “Fascicolo previdenziale del cittadino“, da cui consultare lo stato di tutte le pratiche aperte (ADI, SFL, NASPI, Assegno Unico, pensione, indennità di maternità), gli importi liquidati per ciascuna mensilità, le date precise di accredito, le eventuali comunicazioni INPS in caso di sospensioni o richieste di integrazione documentale. L’accesso richiede credenziali SPID, CIE o CNS.

App IO: notifiche in tempo reale

L’App IO invia notifiche push direttamente sullo smartphone quando l’INPS dispone un pagamento, quando emette una comunicazione su una pratica o quando vi sono variazioni nello stato di un’erogazione. Per ricevere queste notifiche è sufficiente avere installato l’App IO sul proprio smartphone, aver eseguito l’accesso con SPID o CIE e aver abilitato il servizio “Comunicazioni INPS” nelle preferenze.

Se preferisci non gestire da solo questi strumenti digitali o non hai dimestichezza con SPID e App IO, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa: i nostri operatori si occupano di verificare le tue pratiche INPS, controllare lo stato di un pagamento, scaricare il cedolino di pensione, consultare il Fascicolo Previdenziale. Il servizio è disponibile in sede a Udine o comodamente online in tutta Italia.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti sui pagamenti INPS di maggio 2026

Qual è la data esatta dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026?

La data confermata per il pagamento dell’Assegno di Inclusione di maggio 2026 è mercoledì 27 maggio 2026. L’accredito riguarda i beneficiari consolidati, ovvero i nuclei familiari che hanno già percepito l’ADI nei mesi precedenti senza interruzioni, sospensioni o variazioni nel nucleo. L’erogazione avviene sulla Carta di Inclusione emessa da Poste Italiane.

Quanto vale l’Assegno di Inclusione per una famiglia con due figli minori nel 2026?

Una famiglia con due genitori e due figli minori, con ISEE inferiore a 10.140 euro, ha un coefficiente scala di equivalenza ADI pari a 1,70. Moltiplicato per la quota base di 6.000 euro annui, si ottengono 10.200 euro annui di Quota A, pari a circa 850 euro mensili. A questi si aggiunge la Quota B affitto (fino a 3.640 euro annui) se il nucleo paga un canone di locazione regolarmente registrato.

L’Assegno Unico di maggio 2026 è già stato pagato?

Sì, l’Assegno Unico Universale di maggio 2026 è stato pagato nella prima metà del mese (tra il 20 e il 22 maggio 2026) per i beneficiari consolidati. Nella settimana dal 25 al 31 maggio 2026 vengono erogati gli arretrati e i conguagli per nuove domande, variazioni ISEE o nuclei familiari modificati, generalmente tra il 27 e il 29 del mese.

Quando arriva la NASPI di maggio 2026?

La NASPI per i beneficiari consolidati è stata accreditata tra il 10 e il 15 maggio 2026. Per le nuove domande accolte nel corso di maggio e per i pagamenti d’ufficio regolarizzati a fine mese, l’accredito può avvenire tra il 25 e il 27 maggio 2026. È sempre possibile verificare lo stato del pagamento dal Fascicolo Previdenziale su MyINPS.

Cosa succede se il 27 maggio 2026 non ricevo l’ADI?

Se al 27 maggio 2026 non ricevi l’Assegno di Inclusione, attendi 3-5 giorni lavorativi prima di allarmarti: i tempi tecnici di accredito su Carta di Inclusione possono richiedere fino a 72 ore. Trascorso questo periodo, verifica lo stato della pratica su MyINPS o App IO. Se risultano sospensioni, decadenze o richieste di integrazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per assistenza immediata.

Posso percepire ADI e Assegno Unico contemporaneamente?

Sì, i nuclei familiari che percepiscono l’Assegno di Inclusione possono ricevere contemporaneamente anche l’Assegno Unico Universale, purché in possesso dei rispettivi requisiti. Tuttavia, occorre considerare che l’Assegno Unico rientra nel calcolo dell’ISEE e quindi può influire sulle soglie di accesso all’ADI. È sempre opportuno far valutare la propria situazione complessiva da un CAF specializzato.

Conclusione: come gestire al meglio i pagamenti INPS di fine maggio

I pagamenti INPS dal 25 al 31 maggio 2026 rappresentano una settimana ricca di erogazioni: dall’Assegno di Inclusione del 27 maggio 2026, prestazione attesa da centinaia di migliaia di nuclei familiari, fino al Supporto per la Formazione e il Lavoro, alle nuove pratiche NASPI/DIS-COLL, ai conguagli dell’Assegno Unico e ai bonus nuove nascite. Conoscere il calendario INPS, i requisiti e le modalità di verifica è essenziale per non perdere prestazioni che spettano di diritto e per intervenire tempestivamente in caso di ritardi o errori.

Hai bisogno di assistenza per i tuoi pagamenti INPS di maggio 2026, per la verifica di una pratica ADI, per la presentazione di una domanda di NASPI o per la rideterminazione dell’Assegno Unico? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri operatori si occupano di tutto: dalla verifica dei requisiti al controllo dell’ISEE, dalla presentazione della domanda all’INPS al sollecito in caso di pagamenti non arrivati. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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Pensione Reversibilità 2026: Requisiti, Importi e Domanda

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La pensione di reversibilità è una prestazione economica erogata dall’INPS ai familiari superstiti di un pensionato o di un lavoratore deceduto. Nel 2026, le regole per accedere a questa forma di tutela restano sostanzialmente invariate, ma è fondamentale conoscere requisiti, percentuali e limiti di reddito aggiornati. In questa guida completa analizziamo tutto ciò che serve sapere sulla pensione ai superstiti 2026.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la pensione di reversibilità
  2. Differenza tra reversibilità e pensione indiretta
  3. Chi ha diritto alla reversibilità
  4. Percentuali e importi 2026
  5. Limiti di reddito e decurtazioni
  6. Requisiti contributivi per la pensione indiretta
  7. Come fare domanda INPS
  8. Decorrenza e tempi di erogazione
  9. Reversibilità e altri redditi
  10. Casi particolari
  11. Domande frequenti (FAQ)

Cos’è la pensione di reversibilità

La pensione di reversibilità è una prestazione previdenziale che l’INPS riconosce ai familiari superstiti quando muore una persona che già percepiva la pensione (di vecchiaia, anticipata, di invalidità o di inabilità). In pratica, una parte della pensione del defunto viene trasferita ai suoi familiari più stretti.

Questa tutela nasce dall’esigenza di garantire un sostegno economico a chi dipendeva dal reddito del pensionato venuto a mancare. La reversibilità non è automatica: bisogna presentare apposita domanda all’INPS e possedere determinati requisiti.

La normativa di riferimento è la Legge n. 335/1995 (Riforma Dini) e successive modifiche, che disciplina le percentuali di spettanza e i limiti reddituali per i beneficiari.

Differenza tra reversibilità e pensione indiretta

Spesso si confondono due termini che, pur essendo simili, indicano situazioni diverse:

  • Pensione di reversibilità: spetta quando il defunto era già pensionato. I familiari ricevono una quota della pensione che percepiva.
  • Pensione indiretta: spetta quando il defunto era un lavoratore (non ancora pensionato) che aveva versato un certo numero di contributi. In questo caso, la pensione viene calcolata sulla base dei contributi accumulati.

In entrambi i casi si parla genericamente di pensione ai superstiti, ma i requisiti contributivi sono diversi. Per la reversibilità non servono requisiti contributivi aggiuntivi (basta che il defunto fosse pensionato), mentre per la pensione indiretta il lavoratore deceduto deve aver maturato almeno 15 anni di contributi oppure 5 anni di contributi di cui almeno 3 nel quinquennio precedente la data del decesso.

Chi ha diritto alla reversibilità

La legge stabilisce un ordine preciso di beneficiari della pensione di reversibilità. Hanno diritto, in ordine di priorità:

Il coniuge superstite

Il coniuge (marito o moglie) ha sempre diritto alla reversibilità, a prescindere dall’età e dalla durata del matrimonio. Il diritto spetta anche al coniuge separato. Il coniuge divorziato ha diritto solo se percepiva l’assegno di divorzio, non si è risposato e il rapporto da cui trae origine il diritto alla pensione è anteriore alla sentenza di divorzio.

I figli

Hanno diritto alla reversibilità i figli minorenni alla data del decesso, i figli studenti (fino a 21 anni se frequentano scuola superiore, fino a 26 anni se universitari) a carico del genitore deceduto e i figli inabili al lavoro a prescindere dall’età, purché a carico del genitore al momento del decesso. Per un approfondimento, leggi la nostra guida sulla reversibilità ai figli.

Genitori e fratelli/sorelle

In assenza di coniuge e figli aventi diritto, possono accedere alla pensione i genitori del defunto (se ultra 65enni, non titolari di pensione e a carico) e, in ultima istanza, i fratelli e le sorelle non sposati, inabili al lavoro, non titolari di pensione e a carico del defunto.

Percentuali e importi 2026

L’importo della pensione di reversibilità è calcolato come percentuale della pensione del defunto. Le aliquote variano in base al nucleo familiare superstite:

BeneficiariPercentuale
Solo coniuge60%
Coniuge + 1 figlio80%
Coniuge + 2 o più figli100%
1 figlio (senza coniuge)70%
2 figli (senza coniuge)80%
3 o più figli (senza coniuge)100%
1 genitore15%
2 genitori30%
1 fratello/sorella15%
2 o più fratelli/sorelle30%

Esempio pratico: supponiamo che Mario, pensionato con un assegno di 1.500 euro al mese, venga a mancare lasciando la moglie Anna e un figlio minorenne. Anna e il figlio riceveranno l’80% di 1.500 euro, ovvero 1.200 euro al mese. Quando il figlio perderà il diritto (ad esempio compiendo 18 anni senza proseguire gli studi), la quota scenderà al 60%, cioè 900 euro mensili per la sola Anna.

Limiti di reddito e decurtazioni

Attenzione: la pensione di reversibilità può subire delle riduzioni se il beneficiario possiede altri redditi personali. Questo vale solo per il coniuge (o l’ex coniuge divorziato), non per i figli. Le decurtazioni sono state introdotte dalla Legge 335/1995 e si applicano in base al rapporto tra il reddito del superstite e il trattamento minimo INPS (che nel 2026 è pari a circa 603,40 euro al mese, ovvero 7.844,20 euro annui).

Ecco la tabella decurtazioni 2026 aggiornata:

Reddito annuo del beneficiarioRiduzione sulla reversibilità
Fino a 23.532,60 euro (3 volte il minimo)Nessuna riduzione
Da 23.532,61 a 31.376,80 euro (4 volte il minimo)-25%
Da 31.376,81 a 39.221,00 euro (5 volte il minimo)-40%
Oltre 39.221,00 euro-50%

Esempio pratico: se il coniuge superstite ha un reddito personale da lavoro di 35.000 euro annui (compreso nella fascia 4-5 volte il minimo), la reversibilità verrà ridotta del 40%. Se la pensione del defunto era di 1.500 euro e la quota di reversibilità al 60% sarebbe di 900 euro, con la decurtazione del 40% scende a 540 euro al mese.

Importante: le decurtazioni non si applicano se nel nucleo familiare ci sono figli minori, studenti o inabili. Per un’analisi dettagliata, consulta il nostro approfondimento su reversibilità e limiti di reddito 2026.

Requisiti contributivi per la pensione indiretta

Come anticipato, se il defunto non era ancora pensionato ma era un lavoratore, i familiari possono richiedere la pensione indiretta. In questo caso, il lavoratore deceduto deve aver maturato uno dei seguenti requisiti:

  • Almeno 15 anni di contributi (780 settimane) versati nell’intera vita lavorativa;
  • Almeno 5 anni di contributi (260 settimane), di cui almeno 3 anni (156 settimane) versati nei 5 anni precedenti la data del decesso.

Questi requisiti alternativi significano che anche un lavoratore giovane, con pochi anni di contributi, può garantire la pensione indiretta ai superstiti, a patto che abbia lavorato con continuità negli ultimi anni. Ad esempio, un lavoratore di 30 anni con soli 4 anni di contributi, di cui 3 negli ultimi 5 anni, soddisfa il secondo requisito.

Per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, partite IVA), valgono le stesse regole contributive. La pensione indiretta viene calcolata interamente con il sistema contributivo.

Come fare domanda INPS

La domanda di pensione di reversibilità va presentata all’INPS. Ecco i canali disponibili:

  • Online: tramite il sito www.inps.it, accedendo con SPID, CIE o CNS alla sezione “Prestazioni e servizi” > “Pensione ai superstiti”
  • Contact Center INPS: chiamando il numero verde 803.164 da rete fissa o 06.164.164 da cellulare
  • Patronato o CAF: rivolgendosi a un intermediario abilitato come il CAF Centro Fiscale di Udine, che presenta la domanda gratuitamente per conto del cittadino

Per la procedura completa e la lista dei documenti necessari, leggi la guida dedicata alla domanda di reversibilità INPS.

Decorrenza e tempi di erogazione

La pensione di reversibilità decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso del pensionato (o del lavoratore, nel caso della pensione indiretta). Questo indipendentemente dalla data in cui viene presentata la domanda.

Esempio: se il decesso avviene il 15 marzo 2026, la reversibilità decorre dal 1 aprile 2026. Anche se la domanda viene presentata a giugno, verranno riconosciuti e pagati gli arretrati da aprile.

I tempi di lavorazione dell’INPS variano generalmente tra 30 e 90 giorni dalla presentazione della domanda completa. In caso di ritardo, è possibile sollecitare tramite il patronato o presentare istanza di autotutela.

Prescrizione: il diritto alla pensione ai superstiti non si prescrive (non ha scadenza), ma gli arretrati si prescrivono dopo 5 anni. Per questo è consigliabile presentare la domanda il prima possibile.

Reversibilità e altri redditi

Una domanda frequente riguarda la compatibilità della reversibilità con altri redditi. Ecco le principali casistiche:

  • Reddito da lavoro dipendente o autonomo: la reversibilità è compatibile, ma può subire le decurtazioni già descritte nella tabella sopra
  • Altra pensione: se il coniuge superstite percepisce già una propria pensione (diretta), la reversibilità è comunque spettante, ma i redditi da pensione propria rientrano nel calcolo per le fasce di decurtazione
  • NASPI: l’indennità di disoccupazione è compatibile con la reversibilità
  • Assegno sociale: chi percepisce l’assegno sociale potrebbe vederlo ridotto o revocato se ottiene la reversibilità, poiché questa viene conteggiata come reddito
  • Reddito da affitto: anche i redditi da locazione vengono considerati nel calcolo delle fasce di reddito per le decurtazioni

Le decurtazioni si applicano confrontando il reddito complessivo del beneficiario con le soglie del trattamento minimo INPS, come indicato nella tabella precedente. È fondamentale dichiarare correttamente tutti i redditi per evitare contestazioni o richieste di restituzione da parte dell’INPS.

Casi particolari

Alcune situazioni meritano un approfondimento specifico perché presentano regole particolari:

Reversibilità e nuovo matrimonio

Se il coniuge superstite si risposa, perde il diritto alla reversibilità. Tuttavia, ha diritto a una doppia annualità (pari a 26 mensilità della pensione percepita) come liquidazione una tantum. Per tutti i dettagli, consulta il nostro articolo su reversibilità e nuovo matrimonio.

Conviventi e unioni civili

Dal 2016, con la Legge Cirinnà (L. 76/2016), il partner di un’unione civile ha gli stessi diritti del coniuge ai fini della reversibilità. Il convivente di fatto, invece, attualmente non ha diritto alla pensione ai superstiti, salvo specifiche sentenze giudiziarie. Approfondisci nella guida su reversibilità e convivente.

Ex coniuge divorziato

L’ex coniuge divorziato ha diritto alla reversibilità a tre condizioni: deve percepire l’assegno divorzile, non deve essersi risposato e il rapporto di lavoro da cui origina la pensione deve essere anteriore alla sentenza di divorzio. Se il defunto si era risposato, la reversibilità viene ripartita dal Tribunale tra coniuge superstite ed ex coniuge.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti (FAQ)

Quanto dura la pensione di reversibilità?

Per il coniuge, la reversibilità è vitalizia (dura tutta la vita), a meno che non si risposi. Per i figli, dura fino al compimento dei 18 anni (o 21 se studenti di scuola superiore, 26 se universitari). Per i figli inabili, dura finché permane lo stato di inabilità.

La reversibilità spetta anche al coniuge separato?

Sì, il coniuge separato ha diritto alla pensione di reversibilità alle stesse condizioni del coniuge convivente, indipendentemente dalla separazione consensuale o giudiziale e dall’eventuale addebito.

Posso lavorare e percepire la reversibilità?

Sì, la reversibilità è compatibile con il reddito da lavoro. Tuttavia, se il reddito supera determinate soglie (legate al trattamento minimo INPS), l’importo della reversibilità viene ridotto del 25%, 40% o 50%.

Se mi risposo perdo la reversibilità?

Sì, il nuovo matrimonio comporta la cessazione della reversibilità. Però si ha diritto a un’indennità una tantum pari a 26 mensilità della pensione. La convivenza di fatto, invece, non fa perdere il diritto.

Quanto tempo ci vuole per ottenere la reversibilità?

I tempi medi sono di 30-90 giorni dalla presentazione della domanda completa. Gli arretrati vengono comunque riconosciuti dal mese successivo al decesso, indipendentemente da quando si presenta la domanda.

Il convivente ha diritto alla reversibilità?

Il convivente di fatto attualmente non ha diritto alla pensione di reversibilità. Il diritto spetta invece al partner di un’unione civile registrata, equiparato al coniuge dalla Legge Cirinnà del 2016.

Conclusione

La pensione di reversibilità 2026 rappresenta una tutela fondamentale per i familiari superstiti. Conoscere i requisiti, le percentuali e i limiti di reddito è essenziale per far valere i propri diritti e ottenere l’importo corretto.

Se hai bisogno di assistenza per la domanda di reversibilità, per verificare i limiti di reddito o per qualsiasi dubbio sulla tua situazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri operatori ti guideranno in ogni fase della pratica, dalla raccolta dei documenti alla presentazione della domanda INPS.

Contattaci: chiama il 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento. Puoi anche inviarci una email a info@centrofiscale.com. Ti aspettiamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine.

Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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Quattordicesima Pensionati 2026: Quando Arriva, Importo e Chi Ne Ha Diritto

Pensione 2026 INPS

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la Quattordicesima Pensionati e Come Funziona
  2. Quando Arriva la Quattordicesima Pensionati 2026: Date di Pagamento
  3. Chi Ha Diritto alla Quattordicesima Pensionati 2026: Requisiti
  4. Importo Quattordicesima Pensionati 2026: Tabella Aggiornata
  5. Quattordicesima e Pensione di Reversibilità: Spetta?
  6. Quattordicesima e Assegno Sociale: Non Spetta
  7. Come Verificare se Spetta la Quattordicesima 2026
  8. Cosa Fare se Non Ricevi la Quattordicesima Pensionati 2026
  9. Domande Frequenti sulla Quattordicesima Pensionati 2026

La quattordicesima pensionati 2026 rappresenta una delle prestazioni INPS più attese dai pensionati italiani, soprattutto con l’arrivo dell’estate. Si tratta di una somma aggiuntiva che viene erogata una volta l’anno ai pensionati con redditi bassi, un vero e proprio aiuto economico che può arrivare fino a 655 euro. Ma quando arriva la quattordicesima 2026? Chi ne ha diritto? E soprattutto, quanto spetta in base ai propri anni di contributi?

In questa guida completa rispondiamo a tutte le domande sulla quattordicesima pensionati 2026: dalle date di pagamento agli importi aggiornati, dai requisiti di reddito e di età fino alle istruzioni per verificare se ti spetta consultando il cedolino pensione. Se hai dubbi sulla tua situazione, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare tutto con precisione.

Cos’è la Quattordicesima Pensionati e Come Funziona

La quattordicesima pensionati 2026 è una somma aggiuntiva, tecnicamente chiamata “somma aggiuntiva” (art. 5, commi 1-4, della Legge 3 agosto 2007, n. 127), che l’INPS eroga ai pensionati con redditi più bassi. Non si tratta di un bonus una tantum, ma di una prestazione strutturale che viene pagata automaticamente ogni anno a chi ne ha diritto.

A differenza della tredicesima, che spetta a tutti i pensionati, la quattordicesima pensione 2026 è riservata esclusivamente a chi ha un reddito complessivo individuale al di sotto di determinate soglie. L’importo varia in base a due fattori principali: gli anni di contributi versati e la fascia di reddito in cui si rientra.

La misura è stata introdotta nel 2007 e successivamente potenziata dalla Legge di Bilancio 2017, che ha ampliato la platea dei beneficiari e aumentato gli importi per chi ha redditi più bassi. Oggi ne beneficiano circa 3,2 milioni di pensionati italiani.

Quando Arriva la Quattordicesima Pensionati 2026: Date di Pagamento

La domanda più frequente è: quando arriva la quattordicesima 2026? Il pagamento avviene in due momenti diversi durante l’anno, a seconda della situazione del pensionato.

Per chi ha già maturato il diritto alla quattordicesima (cioè ha già compiuto 64 anni entro il primo semestre 2026 e rientra nei limiti di reddito), il pagamento avviene con la pensione di luglio 2026. Si tratta dell’accredito principale che riguarda la maggior parte dei beneficiari.

Per chi invece matura i requisiti nel secondo semestre 2026 (ad esempio compie 64 anni tra luglio e dicembre), la quattordicesima pensionati 2026 viene erogata con la pensione di dicembre 2026, come conguaglio di fine anno.

È importante sapere che la quattordicesima non arriva in un bonifico separato: viene accreditata direttamente nella pensione del mese di riferimento (luglio o dicembre), quindi vedrai un importo più alto del solito nel cedolino.

Calendario pagamento quattordicesima 2026

Ecco il riepilogo delle date di pagamento:

  • Luglio 2026 (1° luglio per chi ha conto corrente, 2 luglio per chi ritira alle Poste): pagamento per chi ha già i requisiti al 30 giugno 2026
  • Dicembre 2026: pagamento per chi matura i requisiti tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2026
  • Su domanda: chi non la riceve automaticamente può presentare domanda INPS tramite il CAF Centro Fiscale

Se nel cedolino di luglio non trovi la quattordicesima INPS 2026, non preoccuparti subito: potresti rientrare nel gruppo di dicembre, oppure potrebbe essere necessario presentare una domanda specifica.

Chi Ha Diritto alla Quattordicesima Pensionati 2026: Requisiti

Non tutti i pensionati ricevono la quattordicesima pensione 2026. Per averne diritto è necessario soddisfare contemporaneamente tre requisiti fondamentali: età, tipo di pensione e reddito.

Il primo requisito riguarda l’età anagrafica: bisogna aver compiuto almeno 64 anni di età. Il requisito si considera soddisfatto nel momento del compimento degli anni, motivo per cui chi compie 64 anni nel secondo semestre riceve la quattordicesima a dicembre anziché a luglio.

Il secondo requisito riguarda il tipo di pensione. La quattordicesima spetta ai titolari di:

  • Pensione di vecchiaia o pensione anticipata
  • Pensione di anzianità
  • Pensione di invalidità (assegno ordinario di invalidità o pensione di inabilità)
  • Pensione ai superstiti (reversibilità e indiretta)
  • Pensione anticipata con qualsiasi formula (Quota 103, Opzione Donna, APE Sociale)

Il terzo requisito, forse il più importante, riguarda il reddito complessivo individuale. Si considera solo il reddito del pensionato, non quello del coniuge o del nucleo familiare.

Soglie di reddito per la quattordicesima 2026

Le soglie di reddito per la quattordicesima pensionati 2026 sono collegate al trattamento minimo INPS, che per il 2026 è pari a circa 598,61 euro mensili (7.781,93 euro annui, inclusa la tredicesima). Le fasce di reddito sono due:

  • Fascia 1 (importo pieno): reddito annuo fino a 1,5 volte il trattamento minimo, ovvero fino a circa 11.672,90 euro
  • Fascia 2 (importo ridotto): reddito annuo tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo, ovvero tra circa 11.672,90 e 15.563,86 euro

Chi ha un reddito superiore a 2 volte il trattamento minimo (circa 15.563,86 euro annui) non ha diritto alla quattordicesima. È fondamentale ricordare che nel calcolo del reddito si considerano tutti i redditi assoggettabili a IRPEF, comprese altre prestazioni assistenziali, ma sono esclusi la casa di abitazione, il TFR e gli arretrati soggetti a tassazione separata.

Importo Quattordicesima Pensionati 2026: Tabella Aggiornata

L’importo della quattordicesima pensionati 2026 varia in base a due parametri: la fascia di reddito e gli anni di contribuzione versati. Più anni di contributi hai versato, più alto è l’importo che ricevi.

Ecco la tabella aggiornata degli importi della quattordicesima 2026:

Importi per la Fascia 1 (reddito fino a 1,5 volte il minimo)

Per i pensionati con reddito annuo fino a circa 11.672,90 euro (1,5 volte il trattamento minimo), gli importi sono i più alti:

Anni di contributiLavoratori dipendentiLavoratori autonomiImporto annuo
Fino a 15 anniFino a 15 anniFino a 18 anni437 euro
Da 15 a 25 anniDa 15 a 25 anniDa 18 a 28 anni546 euro
Oltre 25 anniOltre 25 anniOltre 28 anni655 euro

Questi importi rappresentano il massimo ottenibile con la quattordicesima INPS 2026.

Importi per la Fascia 2 (reddito tra 1,5 e 2 volte il minimo)

Per i pensionati con reddito annuo tra circa 11.672,90 e 15.563,86 euro, gli importi sono ridotti:

Anni di contributiLavoratori dipendentiLavoratori autonomiImporto annuo
Fino a 15 anniFino a 15 anniFino a 18 anni336 euro
Da 15 a 25 anniDa 15 a 25 anniDa 18 a 28 anni420 euro
Oltre 25 anniOltre 25 anniOltre 28 anni504 euro

Gli importi della Fascia 2 sono stati introdotti dalla Legge di Bilancio 2017, che ha ampliato la platea dei beneficiari includendo anche i pensionati con redditi leggermente superiori alla soglia originaria.

Come si calcola l’importo esatto

Il calcolo dell’importo della quattordicesima pensionati 2026 segue regole precise. Per chi rientra pienamente nella fascia di riferimento, l’importo è quello indicato nelle tabelle sopra, erogato in un’unica soluzione.

Tuttavia, in alcuni casi l’importo può essere proporzionato:

  • Se il diritto alla pensione è maturato durante l’anno (e non dal 1° gennaio), la quattordicesima viene calcolata in proporzione ai mesi di pensione effettivi
  • Se il reddito si colloca a cavallo della soglia, l’importo viene ridotto in modo che la somma di pensione + quattordicesima non superi il limite della fascia superiore (cosiddetto meccanismo di “clausola di salvaguardia”)

Per verificare con certezza l’importo spettante nella tua situazione specifica, è consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine, che può effettuare un calcolo personalizzato in base ai tuoi dati contributivi e reddituali.

Quattordicesima e Pensione di Reversibilità: Spetta?

Una domanda molto frequente riguarda il rapporto tra quattordicesima e pensione di reversibilità. La risposta è sì: la quattordicesima pensionati 2026 spetta anche a chi percepisce la pensione ai superstiti, sia essa una reversibilità (se il pensionato era già in pensione) o una pensione indiretta (se il lavoratore è deceduto prima di andare in pensione).

Per averne diritto, il titolare della reversibilità deve comunque soddisfare tutti i requisiti generali: aver compiuto 64 anni e avere un reddito individuale al di sotto delle soglie previste. Gli anni di contributi da considerare sono quelli del lavoratore o pensionato deceduto, non quelli del superstite.

È importante sottolineare che il reddito da considerare è sempre quello individuale del superstite, non quello del nucleo familiare. Questo significa che la pensione di reversibilità stessa viene conteggiata nel reddito, ma non i redditi dell’eventuale nuovo coniuge.

Quattordicesima e Assegno Sociale: Non Spetta

Al contrario della reversibilità, chi percepisce l’assegno sociale (ex pensione sociale) non ha diritto alla quattordicesima pensionati 2026. L’assegno sociale, infatti, è una prestazione di tipo assistenziale e non previdenziale: viene erogato a chi ha compiuto 67 anni e non ha redditi sufficienti, ma non si basa su contributi versati.

Poiché la quattordicesima pensione 2026 è calcolata proprio sulla base degli anni di contribuzione, chi non ha mai versato contributi (o non ha maturato una pensione contributiva) resta escluso dalla prestazione.

Attenzione però a non confondere l’assegno sociale con l’assegno ordinario di invalidità (AOI): quest’ultimo è una prestazione previdenziale basata sui contributi e dà diritto alla quattordicesima, a patto che si soddisfino i requisiti di età e reddito.

Come Verificare se Spetta la Quattordicesima 2026

Per sapere se hai diritto alla quattordicesima pensionati 2026, il metodo più immediato è controllare il cedolino pensione sul portale MyINPS. Il cedolino di luglio mostrerà una voce aggiuntiva se la quattordicesima è stata riconosciuta.

Però attenzione: consultare il cedolino da soli può generare confusione, soprattutto se l’importo è diverso da quello atteso o se la voce non compare. Per una verifica completa e sicura, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale, dove i nostri operatori possono:

  • Verificare i tuoi anni di contribuzione effettivi (che potrebbero differire da quelli che ricordi)
  • Controllare il tuo reddito complessivo e capire in quale fascia rientri
  • Verificare se ci sono eventuali incompatibilità con altre prestazioni
  • Presentare domanda nel caso in cui la quattordicesima non sia stata erogata automaticamente

Spesso l’INPS eroga la quattordicesima d’ufficio sulla base dei dati in suo possesso, ma non sempre i dati sono aggiornati. Se il tuo reddito è cambiato rispetto all’anno precedente, o se hai maturato il requisito anagrafico di recente, potrebbe essere necessario un intervento manuale.

Cosa Fare se Non Ricevi la Quattordicesima Pensionati 2026

Se nel cedolino di luglio 2026 non trovi la quattordicesima INPS 2026 e ritieni di averne diritto, è possibile che l’INPS non abbia tutti i dati necessari per il calcolo automatico. In questo caso, è necessario presentare domanda.

La procedura richiede attenzione per evitare errori che potrebbero ritardare l’erogazione. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla verifica dei requisiti alla presentazione della domanda, garantendo la correttezza di ogni passaggio.

I motivi più comuni per cui la quattordicesima non viene erogata automaticamente sono:

  • Dati reddituali non aggiornati: l’INPS si basa sulle dichiarazioni dei redditi precedenti, che potrebbero non riflettere la situazione attuale
  • Contributi non ricongiunti: se hai lavorato con diverse casse previdenziali, i periodi contributivi potrebbero non essere stati sommati
  • Cambio di situazione: nuovo pensionamento, raggiungimento dei 64 anni nel corso dell’anno, variazione di reddito
  • Errori nei database INPS: a volte i dati risultano incompleti o errati

In tutti questi casi, il nostro team verifica la tua posizione contributiva e reddituale, e presenta la domanda per il riconoscimento della quattordicesima pensione 2026 con tutta la documentazione necessaria.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla Quattordicesima Pensionati 2026

Quando viene pagata la quattordicesima pensionati 2026?

La quattordicesima pensionati 2026 viene pagata con la pensione di luglio 2026 per chi ha già maturato i requisiti entro il 30 giugno. Chi matura i requisiti nel secondo semestre (luglio-dicembre) la riceve con la pensione di dicembre 2026.

Quanto è l’importo della quattordicesima pensione 2026?

L’importo varia da un minimo di 336 euro a un massimo di 655 euro in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. Chi ha più di 25 anni di contributi e un reddito fino a 1,5 volte il trattamento minimo riceve l’importo massimo di 655 euro.

La quattordicesima spetta con la pensione di reversibilità?

Sì, la quattordicesima spetta anche ai titolari di pensione di reversibilità e pensione indiretta, a patto che il beneficiario abbia almeno 64 anni e un reddito individuale al di sotto delle soglie previste. Gli anni di contributi considerati sono quelli del lavoratore deceduto.

Qual è il reddito massimo per avere la quattordicesima 2026?

Il reddito massimo per avere diritto alla quattordicesima è pari a 2 volte il trattamento minimo INPS, ovvero circa 15.563,86 euro annui per il 2026. Chi ha un reddito fino a 1,5 volte il minimo (circa 11.672,90 euro) riceve importi più alti.

La quattordicesima si paga sull’assegno sociale?

No, la quattordicesima non spetta ai titolari di assegno sociale. L’assegno sociale è una prestazione assistenziale, non previdenziale, e la quattordicesima richiede un minimo di anni di contribuzione versati.

Come faccio a sapere se mi spetta la quattordicesima?

Per verificare se hai diritto alla quattordicesima pensionati 2026, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori controllano la tua posizione contributiva, il reddito e ti assistono nella domanda se necessario. Puoi anche controllare il cedolino pensione di luglio per vedere se compare la voce aggiuntiva.


La quattordicesima pensionati 2026 rappresenta un importante sostegno economico per milioni di pensionati italiani con redditi medio-bassi. Con importi che vanno da 336 a 655 euro, conoscere i requisiti e le date di pagamento è fondamentale per non perdere questo diritto.

Hai bisogno di assistenza per verificare se ti spetta la quattordicesima pensione 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.
Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Leggi anche: Pagamento Pensioni Giugno 2026 | Pensione Anticipata | APE Sociale 2026 | NASPI 2026

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Alexandra Bala
04/09/2026
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⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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paolino servidio
03/09/2026
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Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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Lady
01/09/2026
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Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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Giulia Guida
25/08/2026
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Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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Paola Zilli
07/08/2026
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Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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Jacqueline B.
06/08/2026
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Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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Maura Masutto
06/08/2026
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Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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Issam Elhefnawi
31/07/2026
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Molto gentile
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Sibongile Moyana
30/07/2026
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Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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Sabrina Cirina
23/07/2026
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Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-25 08:00:002026-05-31 16:55:25Quattordicesima Pensionati 2026: Quando Arriva, Importo e Chi Ne Ha Diritto
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO

Cedolino Pensione Giugno 2026 Online: Importi, Calendario Pagamenti e Come Consultarlo

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il cedolino della pensione di giugno 2026 è il documento elettronico con cui l’INPS comunica ai pensionati l’importo netto erogato per il mese in corso, dettagliando trattenute fiscali, conguagli IRPEF, addizionali regionali e comunali e ogni eventuale variazione rispetto al mese precedente. Per il mese di giugno l’attenzione dei pensionati è particolarmente alta perché coincide con l’accredito della quattordicesima mensilità per chi ne ha diritto e con l’eventuale liquidazione dei conguagli da modello 730/2026.

In questa guida completa scoprirai quando viene pagata la pensione di giugno 2026, come consultare il cedolino online sul portale MyINPS, quali sono gli importi aggiornati con la rivalutazione 2026, come leggere correttamente ogni voce della busta paga del pensionato e cosa fare in caso di errori o ritardi nell’accredito. Tutti i dati sono aggiornati al DM MEF del 19 novembre 2025 che ha fissato la perequazione definitiva per il 2026.

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Quando viene pagata la pensione di giugno 2026: date ufficiali INPS

L’INPS eroga le pensioni il primo giorno bancabile del mese, ossia il primo giorno in cui le banche e gli sportelli postali sono regolarmente operativi. Per giugno 2026, il primo giorno del mese cade di lunedì 1° giugno 2026, giornata in cui tradizionalmente Poste Italiane e gli istituti bancari sono aperti.

Di conseguenza, il pagamento della pensione di giugno 2026 avviene il 1° giugno 2026 (lunedì), sia per i pensionati che riscuotono presso gli Uffici Postali sia per chi ha l’accredito su conto corrente bancario, postale o su libretto di risparmio. Diversamente da quanto accadeva in passato, l’INPS non prevede più la suddivisione del pagamento in due giornate distinte per ordine alfabetico del cognome: tutti i pensionati ricevono l’importo nello stesso giorno.

Calendario sintetico pagamenti INPS giugno 2026

PrestazioneData accreditoCanale
Pensione INPS giugno 2026Lunedì 1° giugno 2026Banca, Posta, libretto
Pensione INPS giugno 2026 (Poste in contanti)Lunedì 1° giugno 2026Sportello postale
Quattordicesima (se spettante)Lunedì 1° luglio 2026Insieme alla rata di luglio
Assegno Unico Universale17-19 giugno 2026 (indicativi)IBAN dichiarato
NASpI giugno 2026Tra 10 e 15 giugno 2026IBAN dichiarato

Attenzione: la quattordicesima viene erogata d’ufficio dall’INPS, di norma con la rata di luglio, per i pensionati con almeno 64 anni di età e reddito complessivo entro determinati limiti. Chi matura il diritto in corso d’anno (ad esempio compiendo 64 anni a settembre) la riceverà a dicembre.

Cos’è il cedolino della pensione e perché è importante

Il cedolino della pensione è l’equivalente, per i pensionati, della busta paga dei lavoratori dipendenti. Si tratta di un documento mensile prodotto dall’INPS che riporta nel dettaglio tutte le voci che concorrono a formare l’importo netto della pensione: importo lordo, ritenute fiscali, addizionali, conguagli, eventuali trattenute per pignoramenti, cessioni del quinto, recuperi di indebito e così via.

Conoscere il cedolino è importante per almeno tre motivi pratici:

  • Verifica dell’importo netto: il cedolino consente di controllare che l’accredito sia corretto e di individuare subito eventuali errori, recuperi indebiti o trattenute non autorizzate.
  • Documento ufficiale per pratiche bancarie e affitti: è richiesto come prova di reddito per ottenere prestiti, fideiussioni, mutui, locazioni e contratti di telefonia.
  • Memoria storica delle trattenute: tenere uno storico dei cedolini è utile per il modello 730 (anche se i dati confluiscono nella Certificazione Unica) e per ricostruire i conguagli IRPEF degli anni successivi.

A differenza della busta paga, il cedolino della pensione viene prodotto solo in formato elettronico: la spedizione cartacea è stata abolita per la generalità dei pensionati. La consultazione avviene esclusivamente online tramite l’area personale MyINPS.

Come consultare il cedolino pensione di giugno 2026 online

La consultazione del cedolino della pensione è gratuita e disponibile 24 ore su 24 sul sito istituzionale dell’INPS. Il servizio è accessibile solo previa identificazione digitale, secondo le regole stabilite dal Codice dell’Amministrazione Digitale.

Procedura passo-passo per accedere a MyINPS

  1. Collegati al sito www.inps.it dal computer, dal tablet o dallo smartphone.
  2. Clicca sul pulsante “Accedi a MyINPS” in alto a destra.
  3. Scegli una delle credenziali abilitate: SPID (livello 2), CIE (Carta d’Identità Elettronica), CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Le credenziali PIN INPS sono state dismesse dal 1° ottobre 2021.
  4. Una volta entrato nell’area personale, digita nella barra di ricerca interna la voce “Cedolino della pensione”.
  5. Seleziona il servizio “Cedolino della pensione – Consultazione”.
  6. Dal menu a tendina scegli la mensilità di giugno 2026 e visualizza il documento in formato PDF.
  7. Salva o stampa il cedolino: il file PDF è valido a tutti gli effetti come documento ufficiale.

In alternativa, puoi consultare il cedolino tramite l’app ufficiale INPS Mobile, disponibile gratuitamente su App Store e Google Play. L’app consente anche di ricevere notifiche push quando viene pubblicato il nuovo cedolino, evitando di doverlo cercare manualmente ogni mese.

Cosa fare se non riesci ad accedere

Se non disponi di SPID, CIE o CNS, puoi:

  • Richiedere SPID gratuitamente presso uno degli identity provider abilitati (Poste, Aruba, InfoCert, Lepida, Namirial, Register, Sielte, Tim, Etna ID, Teamsystem).
  • Delegare un familiare o un patronato di fiducia all’accesso ai servizi INPS tramite la procedura “Delega dell’identità digitale”, attiva dal sito INPS o presso le sedi territoriali.
  • Recarti presso un CAF o patronato convenzionato: il CAF Centro Fiscale di Udine fornisce assistenza gratuita ai pensionati per la consultazione del cedolino e l’analisi delle trattenute.

Importi della pensione a giugno 2026: la rivalutazione

Il DM del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 19 novembre 2025, di concerto con il Ministero del Lavoro, ha fissato in via definitiva i parametri di perequazione automatica delle pensioni per il 2026. La rivalutazione ISTAT applicata alle pensioni nel 2026 è pari all’1,4%, calcolata sulla base della variazione media dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati registrata nel 2025.

La perequazione segue le regole introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) e confermate per il 2026, secondo il seguente schema a fasce:

Fascia importo pensionePercentuale di rivalutazione 2026
Fino a 4 volte il trattamento minimo (circa 2.394 euro lordi mensili)100% dell’1,4% = +1,4%
Oltre 4 e fino a 5 volte (fino a circa 2.992 euro lordi)90% dell’1,4% = +1,26%
Oltre 5 e fino a 6 volte (fino a circa 3.591 euro lordi)75% dell’1,4% = +1,05%
Oltre 6 e fino a 8 volte50% dell’1,4% = +0,70%
Oltre 8 e fino a 10 volte36% dell’1,4% = +0,504%
Oltre 10 volte il trattamento minimo22% dell’1,4% = +0,308%

La rivalutazione è applicata dal 1° gennaio 2026 e si riflette nel cedolino di giugno con l’importo definitivo, comprensivo di eventuali conguagli per il riconoscimento differito di una parte della perequazione provvisoria erogata nei mesi precedenti.

Trattamento minimo INPS 2026

Il trattamento minimo della pensione INPS per il 2026 è pari a 611,85 euro lordi mensili, per un totale annuo di 7.954,05 euro (su 13 mensilità). L’importo è il risultato dell’applicazione della perequazione dell’1,4% al trattamento minimo dell’anno precedente, secondo quanto stabilito dal DM MEF del 19 novembre 2025.

Hanno diritto al trattamento minimo i pensionati con pensione calcolata esclusivamente con il sistema retributivo o misto (ossia con almeno un anno di contributi al 31/12/1995) e con redditi entro determinate soglie. Chi è interamente nel sistema contributivo (lavoratori con primo accredito dal 1° gennaio 1996) non ha diritto all’integrazione al minimo, ma riceve esclusivamente quanto matura sulla base dei contributi effettivamente versati.

Esempio pratico di rivalutazione

Immagina che Maria, pensionata di 70 anni, percepisse nel 2025 una pensione lorda mensile di 1.800 euro. Essendo entro la prima fascia (fino a 4 volte il trattamento minimo), la rivalutazione applicata è pari al 100% dell’1,4%, ovvero +25,20 euro lordi mensili, per un nuovo importo lordo di 1.825,20 euro. Su base annua, parliamo di un aumento lordo di circa 327,60 euro distribuiti su 13 mensilità.

Diverso il caso di Giuseppe, che percepisce una pensione lorda di 3.500 euro al mese (fascia 5-6 volte il minimo): la rivalutazione applicata sarà del 75% dell’1,4%, ossia il +1,05% = +36,75 euro lordi mensili, raggiungendo i 3.536,75 euro lordi al mese.

Come leggere il cedolino: tutte le voci spiegate

Il cedolino della pensione è suddiviso in blocchi informativi standardizzati. Imparare a leggerlo permette al pensionato di controllare ogni mese la correttezza dell’importo accreditato e di intervenire tempestivamente se rileva anomalie.

1. Dati identificativi e categoria della pensione

Nella parte alta del documento trovi nome e cognome del titolare, codice fiscale, numero di certificato della pensione (la cosiddetta “matricola”), categoria (vecchiaia, anzianità, invalidità, reversibilità, assegno sociale) e data di decorrenza.

2. Importo lordo della pensione

È l’importo “pieno” della pensione prima delle trattenute. Comprende la pensione base, eventuali maggiorazioni sociali, l’integrazione al trattamento minimo (per chi vi ha diritto), assegni accessori e quote di pensione di reversibilità.

3. Ritenute fiscali IRPEF

L’INPS opera come sostituto d’imposta e trattiene mensilmente l’IRPEF dovuta dal pensionato, applicando gli scaglioni in vigore. Per il 2026 gli scaglioni IRPEF sono quelli ridefiniti dal D.Lgs. 216/2023 e confermati:

Scaglione di reddito annuoAliquota IRPEF 2026
Fino a 28.000 euro23%
Da 28.001 a 50.000 euro35%
Oltre 50.000 euro43%

Sulla pensione vengono inoltre applicate, di norma una sola volta all’anno tra novembre e marzo, le addizionali regionale e comunale calcolate sull’imposta dell’anno precedente. Per questo motivo, alcuni mesi (in particolare giugno e dicembre) possono presentare trattenute più alte rispetto agli altri.

4. Detrazioni d’imposta

L’INPS applica d’ufficio le detrazioni per redditi da pensione previste dall’art. 13 del TUIR, calcolandole sulla base del reddito complessivo presunto. Per il 2026 la detrazione massima per i pensionati è di 1.955 euro annui per redditi fino a 8.500 euro, importo che decresce progressivamente fino ad annullarsi a 55.000 euro. Se il pensionato ha familiari fiscalmente a carico (coniuge, figli senza redditi o con redditi minimi) può beneficiare di ulteriori detrazioni, ma deve farne specifica richiesta tramite il modello “Detrazioni d’imposta” sul portale INPS.

5. Conguagli IRPEF e bonus

Nei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno il cedolino può presentare conguagli derivanti dal modello 730/2026: rimborsi a credito a favore del pensionato o trattenute per IRPEF a debito. Il pensionato che ha indicato l’INPS come sostituto d’imposta nel modello 730 vede il conguaglio applicato direttamente sul cedolino, fino a capienza dell’importo netto mensile (in caso di credito superiore, il rimborso prosegue nei mesi successivi).

6. Trattenute extra-fiscali

Possono apparire sul cedolino anche trattenute per:

  • Cessione del quinto della pensione in favore di banche o finanziarie convenzionate.
  • Pignoramenti in essere (per debiti, alimenti, tributi), entro i limiti di legge.
  • Recupero di prestazioni indebite: somme erogate in eccesso negli anni precedenti che l’INPS recupera a rate.
  • Quote sindacali o contributi a forme di assistenza, se richiesti dal pensionato.

7. Importo netto in pagamento

È l’importo effettivamente accreditato sul conto corrente o ritirato in contanti allo sportello postale, risultato delle operazioni: lordo – IRPEF – addizionali – conguagli + detrazioni – trattenute extra-fiscali.

Quattordicesima 2026: chi ne ha diritto e quando

La quattordicesima mensilità, prevista dall’art. 5 del D.L. 81/2007 e successivamente modificata dalla Legge di Bilancio 2017 (L. 232/2016), è una somma aggiuntiva erogata d’ufficio dall’INPS ai pensionati che soddisfano determinati requisiti di età e reddito. Si tratta di una vera e propria “tredicesima estiva” che molti pensionati attendono con particolare interesse.

Requisiti per la quattordicesima 2026

  • Età minima: 64 anni compiuti entro il 31 luglio 2026 (per chi compie 64 anni dopo, la quattordicesima viene erogata a dicembre).
  • Reddito complessivo non superiore a 2 volte il trattamento minimo annuo (circa 15.908 euro per il 2026), per ricevere l’importo pieno.
  • Importi differenziati in base agli anni di contribuzione (dipendenti) o agli anni di contribuzione (autonomi).

Importi della quattordicesima 2026

Reddito complessivoAnzianità contributiva (dipendenti)Importo
Fino a 1,5 volte trattamento minimoFino a 15 anni437 euro
Fino a 1,5 volte trattamento minimoDa 15 a 25 anni546 euro
Fino a 1,5 volte trattamento minimoOltre 25 anni655 euro
Tra 1,5 e 2 volte trattamento minimoFino a 15 anni336 euro
Tra 1,5 e 2 volte trattamento minimoDa 15 a 25 anni420 euro
Tra 1,5 e 2 volte trattamento minimoOltre 25 anni504 euro

La quattordicesima viene accreditata insieme alla rata di luglio 2026, ovvero il 1° luglio 2026. Non compare quindi sul cedolino di giugno, ma è importante saperlo perché molti pensionati confondono i due mesi e si attendono la maggiorazione già nella rata di giugno.

Errori nel cedolino di giugno: cosa fare

Capita talvolta che il cedolino presenti differenze rispetto ai mesi precedenti o anomalie inattese. Prima di preoccuparsi è opportuno verificare alcune cause “fisiologiche”:

  • Cambio aliquota IRPEF per superamento o discesa di uno scaglione.
  • Conguaglio 730/2026: presenza di trattenute o rimborsi straordinari.
  • Variazione delle detrazioni per cambiamenti del reddito complessivo dell’anno.
  • Avvio di addizionali regionali e comunali a rate, da gennaio a novembre.
  • Inizio o cessazione di una cessione del quinto.

Se dopo le verifiche l’importo continua a sembrare errato, puoi:

  1. Aprire un’istanza online sul portale INPS nella sezione “Comunica con l’INPS” – “Richiesta di informazioni” indicando la matricola della pensione.
  2. Telefonare al Contact Center INPS al numero verde 803 164 (gratis da fisso) o 06 164164 (da cellulare, a costo del piano tariffario).
  3. Recarti presso un patronato: il patronato è autorizzato per legge a presentare in nome e per conto del pensionato istanze, ricorsi e domande di riesame, gratuitamente. Il patronato collegato al CAF Centro Fiscale di Udine assiste i pensionati di Udine e provincia per tutte le pratiche INPS.

Termini per contestare un errore

Il termine ordinario per presentare un ricorso amministrativo contro provvedimenti INPS è di 90 giorni dalla notifica. Per i recuperi di indebito il termine per contestare è invece di 30 giorni, durante i quali il recupero è sospeso e l’INPS deve valutare le memorie difensive del pensionato. Per evitare la prescrizione, ogni contestazione va presentata per iscritto, conservando ricevuta o protocollo.

Conguagli 730/2026 sul cedolino di giugno

Per i pensionati che hanno presentato il modello 730/2026 indicando l’INPS come sostituto d’imposta, il cedolino di giugno è particolarmente importante perché contiene il primo conguaglio fiscale dell’anno. L’INPS riceve dall’Agenzia delle Entrate i risultati delle dichiarazioni 730 e applica direttamente sul cedolino:

  • Rimborsi a credito: la somma a favore del pensionato viene erogata insieme alla rata di pensione.
  • Trattenute a debito: l’importo da pagare viene sottratto dalla rata, in unica soluzione se contenuto entro l’importo netto disponibile, oppure rateizzato fino a novembre 2026 con applicazione di interessi dello 0,33% mensile.

Il conguaglio inizia di norma da luglio per i lavoratori dipendenti, ma per i pensionati può partire già da giugno in funzione della data di consegna del 730 al CAF o al professionista. Per questo è importante leggere con attenzione il cedolino di giugno, dove possono comparire voci come “Conguaglio IRPEF da 730/2026 – rimborso” o “Trattenuta IRPEF da 730/2026 – rata 1 di N”.

Cosa fare se il rimborso non arriva

Se hai presentato il modello 730/2026 con esito a credito ma sul cedolino di giugno non compare alcun rimborso, le cause possono essere:

  • Modello 730 trasmesso dal CAF dopo il 15 giugno 2026 (il rimborso slitterà a luglio o agosto).
  • Dichiarazione con visto di conformità sospeso per controlli formali (art. 5 D.Lgs. 175/2014).
  • Rimborso superiore a 4.000 euro: l’Agenzia delle Entrate effettua controlli preventivi che possono ritardare l’erogazione fino a 6 mesi.
  • Mancata indicazione dell’INPS come sostituto d’imposta (in tal caso il rimborso arriva tramite bonifico dell’Agenzia delle Entrate).

Bonus aggiuntivi e maggiorazioni 2026

Oltre alla rivalutazione automatica, alcuni pensionati hanno diritto a maggiorazioni speciali riconosciute d’ufficio dall’INPS sulla base dei requisiti anagrafici e reddituali. Le principali per il 2026 sono:

Maggiorazione sociale (incremento al milione)

Riconosciuta ai pensionati ultra 70enni (con riduzioni per chi ha almeno 5 anni di contribuzione) con redditi entro le soglie di legge. Per il 2026 l’incremento al milione permette di raggiungere una pensione lorda mensile attorno ai 654-660 euro per 13 mensilità, in base alla situazione individuale.

Integrazione al trattamento minimo

Per chi ha una pensione contributiva o retributiva inferiore al minimo (611,85 euro lordi mensili per il 2026), l’INPS integra l’importo fino al raggiungimento del trattamento minimo, a condizione che i redditi personali (e del coniuge, per la quota di integrazione che eccede il 50%) restino entro i limiti di legge.

Assegno sociale 2026

L’assegno sociale 2026, riservato a chi non ha contributi sufficienti per la pensione e ha almeno 67 anni, è rivalutato dell’1,4% e ammonta a circa 538,69 euro mensili per 13 mensilità, salvo conferma puntuale nelle circolari INPS di gennaio 2026. Non viene erogato in via automatica: occorre presentare apposita domanda telematica.

Ritiro della pensione allo sportello postale: regole e limiti

I pensionati che riscuotono la pensione in contanti agli sportelli di Poste Italiane devono rispettare alcune regole stabilite dalla normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007) e dalle convenzioni INPS-Poste:

  • Le pensioni di importo superiore a 1.000 euro netti mensili non possono essere erogate in contanti: il pensionato deve indicare un IBAN su cui ricevere l’accredito (conto corrente, libretto postale, conto Poste).
  • Il pensionato deve presentarsi munito di documento d’identità valido e codice fiscale.
  • Chi è impossibilitato a recarsi allo sportello (per età, malattia, disabilità) può delegare una persona di fiducia tramite la delega permanente alla riscossione della pensione, sottoscritta presso l’ufficio postale o presso una sede INPS.

Per i pensionati residenti all’estero esistono procedure specifiche di accertamento dell’esistenza in vita gestite da Citibank N.A. su mandato INPS: in caso di mancato riscontro alla periodica richiesta di certificato di esistenza in vita, la pensione viene sospesa.

Prossime scadenze importanti per i pensionati nel 2026

ScadenzaAdempimento
30 settembre 2026Termine ultimo invio modello 730/2026 (anche per pensionati)
1° luglio 2026Accredito quattordicesima per chi matura il diritto entro il 31/07
Novembre 2026Inizio addizionali regionali e comunali su cedolino
Dicembre 2026Erogazione tredicesima e conguaglio fiscale di fine anno
Gennaio 2027Notifica nuovi importi e modello CU 2027 (redditi 2026)

Tenere d’occhio queste scadenze permette al pensionato di non farsi cogliere impreparato dalle variazioni periodiche del cedolino e di pianificare con anticipo eventuali adempimenti, come la presentazione del 730 o il rinnovo della delega alla riscossione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine al servizio dei pensionati

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno centinaia di pensionati della provincia di Udine e del Friuli Venezia Giulia per la consultazione del cedolino della pensione, l’analisi delle trattenute, la presentazione del modello 730, la verifica delle detrazioni e la gestione di tutte le pratiche INPS. Il nostro patronato accreditato presso INPS può:

  • Stampare e analizzare gratuitamente il cedolino mensile della pensione.
  • Presentare istanze di riesame per importi non corretti, recuperi di indebito, errori sulle trattenute fiscali.
  • Calcolare la convenienza tra trattenuta a rate o in unica soluzione per i conguagli 730 a debito.
  • Aggiornare le detrazioni per familiari a carico, evitando trattenute IRPEF troppo elevate.
  • Assistere nelle pratiche di cessione del quinto della pensione per i pensionati che necessitano di liquidità.
  • Verificare i requisiti per la quattordicesima mensilità e per le maggiorazioni sociali.

L’assistenza è gratuita per la maggior parte delle pratiche di patronato (a carico del Ministero del Lavoro), mentre per le pratiche fiscali (730, ISEE, RED, IMU) sono previste tariffe trasparenti comunicate prima dell’incarico. Il CAF Centro Fiscale opera anche con appuntamenti a domicilio per pensionati con difficoltà motorie e fornisce supporto sia in italiano che in inglese e tedesco.

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Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti sul cedolino di giugno 2026

Quando esce il cedolino di giugno 2026 online?

Il cedolino di giugno 2026 è di norma disponibile sul portale MyINPS a partire dagli ultimi giorni di maggio 2026, qualche giorno prima dell’accredito materiale. La pubblicazione anticipata consente al pensionato di verificare anticipatamente l’importo netto in arrivo.

Posso ricevere il cedolino cartaceo a casa?

La spedizione del cedolino cartaceo è stata abolita in via generale. La consultazione avviene solo online tramite MyINPS, app INPS Mobile o presso patronati e CAF. I pensionati che ne hanno necessità documentata possono chiedere assistenza al patronato per stampare il documento.

Perché la pensione di giugno è diversa da quella di maggio?

Le variazioni più frequenti tra maggio e giugno sono dovute al conguaglio del modello 730/2026 (rimborsi o trattenute), all’eventuale variazione delle detrazioni applicate dall’INPS o al cambio di scaglione IRPEF a seguito di un aumento del reddito complessivo presunto.

La quattordicesima viene pagata a giugno o a luglio 2026?

La quattordicesima è erogata d’ufficio insieme alla rata di luglio 2026, ossia il 1° luglio 2026, per chi ha già compiuto 64 anni entro il 31 luglio. Non appare quindi sul cedolino di giugno, ma viene anticipata dall’INPS senza necessità di domanda.

Come faccio se non ricordo le credenziali SPID per consultare il cedolino?

Puoi richiedere il recupero delle credenziali presso l’identity provider che ha rilasciato il tuo SPID (Poste, Aruba, ecc.). In alternativa, puoi rivolgerti a un patronato accreditato che, con apposita delega, può accedere al portale MyINPS per tuo conto e stampare il cedolino.

Cosa significa la voce “Recupero indebito” sul cedolino?

Indica che l’INPS sta recuperando, a rate, una somma erogata in passato in eccesso rispetto al dovuto (per esempio per redditi superiori dichiarati nel modello RED o per cessazione di un familiare a carico). La trattenuta è rateizzabile e può essere contestata se ritenuta non dovuta, presentando memorie difensive entro 30 giorni dalla comunicazione.

Conclusioni: pianifica con il tuo cedolino

Il cedolino della pensione di giugno 2026 è uno strumento informativo prezioso che ogni pensionato dovrebbe imparare a leggere e interpretare. Conoscere i propri importi, le trattenute, i conguagli e i bonus permette non solo di controllare la correttezza dell’accredito ma anche di pianificare con consapevolezza la gestione del budget familiare. Con la perequazione 2026 dell’1,4% e l’avvio dei conguagli 730/2026 già nel mese di giugno, è un’occasione preziosa per verificare aggiornamenti e ottimizzare la propria situazione fiscale.

Se hai dubbi sul tuo cedolino, importi che non quadrano o vuoi semplicemente avere una consulenza personalizzata, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. Contattaci per fissare un appuntamento con i nostri operatori di patronato: ti aiuteremo a leggere il tuo cedolino, a presentare il 730 e a verificare tutti i bonus a cui hai diritto, comprese quattordicesima, maggiorazione sociale e detrazioni per familiari a carico.

Maggio 23, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-23 10:34:342026-05-31 17:45:29Cedolino Pensione Giugno 2026 Online: Importi, Calendario Pagamenti e Come Consultarlo
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO

Calendario Pagamenti INPS Giugno 2026: Date Complete per Ogni Prestazione

Pensione 2026 INPS

Il calendario dei pagamenti INPS di giugno 2026 rappresenta uno degli appuntamenti piu attesi dai milioni di cittadini italiani che ricevono pensioni, indennita di disoccupazione, prestazioni a sostegno della famiglia o misure di contrasto alla poverta. In questa guida completa trovi tutte le date precise per ciascuna prestazione erogata dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale durante il mese di giugno, con dettagli sugli importi, sulle modalita di accredito e sulle novita rispetto ai mesi precedenti.

Conoscere in anticipo quando arrivera il bonifico INPS permette di pianificare le spese mensili, programmare scadenze fiscali e gestire al meglio il proprio bilancio familiare. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha preparato per te questa guida aggiornata con le informazioni ufficiali pubblicate dall’INPS e con i riferimenti normativi piu recenti, valida per pensionati, lavoratori, famiglie e tutti i beneficiari delle prestazioni assistenziali.

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Pagamento Pensioni Giugno 2026: Quando Arriva l’Accredito

Per il mese di giugno 2026, l’INPS effettua il pagamento delle pensioni a partire dal primo giorno bancabile. Poiche il 1° giugno 2026 cade di lunedi, l’accredito sara disponibile proprio dal lunedi 1° giugno 2026 per tutti i pensionati che ricevono la pensione tramite bonifico bancario, accredito su libretto postale, conto BancoPosta o carta prepagata abilitata.

Il calendario di ritiro presso gli uffici postali (per chi ritira in contanti) segue invece una scaglionatura alfabetica distribuita sui primi giorni del mese. Questa modalita, introdotta originariamente per ridurre gli assembramenti durante l’emergenza COVID-19, e stata mantenuta come prassi consolidata per garantire ordine e sicurezza presso gli sportelli di Poste Italiane.

Calendario alfabetico ritiro pensioni in contanti – Giugno 2026

Iniziale CognomeGiorno di RitiroData Giugno 2026
A – BLunedi1 giugno 2026
C – DMartedi2 giugno 2026 (Festa Repubblica)
E – KMercoledi3 giugno 2026
L – OGiovedi4 giugno 2026
P – RVenerdi5 giugno 2026
S – ZSabato (solo mattina)6 giugno 2026

Attenzione: il 2 giugno 2026 e festivita nazionale (Festa della Repubblica) e gli uffici postali sono chiusi. I pensionati con cognome iniziale C-D potranno ritirare in via anticipata da lunedi 1° giugno oppure recuperare nei giorni successivi. Per chi riceve l’accredito su conto corrente, la festivita non incide: il bonifico viene comunque valutato con valuta del primo giorno bancabile utile.

Tipologie di pensione pagate a giugno 2026

Il pagamento del 1° giugno 2026 riguarda tutte le tipologie di trattamento pensionistico erogato dall’INPS, incluse:

  • Pensione di vecchiaia (67 anni con almeno 20 anni di contributi)
  • Pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi uomini, 41 anni e 10 mesi donne)
  • Quota 103 (62 anni + 41 anni di contributi, con i requisiti vigenti per il 2026)
  • Opzione Donna e Ape Sociale (per chi ne ha i requisiti)
  • Pensione di reversibilita e pensione indiretta
  • Assegno ordinario di invalidita e pensione di inabilita
  • Pensione e assegno sociale (riservato agli over 67 con redditi bassi)
  • Trattamenti minimi integrati

Per le pensioni di importo modesto (sotto i 12.000 euro annui lordi), nel cedolino di giugno potresti trovare la quattordicesima mensilita: si tratta di una somma aggiuntiva (compresa indicativamente tra 336 e 655 euro a seconda dell’anzianita contributiva) erogata in automatico ai pensionati con eta superiore a 64 anni e redditi entro determinate soglie.

NASpI Giugno 2026: Date e Importi della Disoccupazione

La NASpI – Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego e la principale indennita di disoccupazione gestita dall’INPS per i lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il posto di lavoro. Il pagamento mensile della NASpI a giugno 2026 viene di norma erogato tra il 10 e il 15 del mese, salvo eccezioni legate a sospensioni d’ufficio o controlli su DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilita) e PSP (Patto di Servizio Personalizzato).

Per nuove domande accolte nel corso di maggio 2026, il primo pagamento puo arrivare anche piu tardi – di solito tra il 15 e il 25 di giugno – poiche l’erogazione segue tempi tecnici di lavorazione successivi all’accoglimento.

Calcolo importo NASpI 2026

L’importo della NASpI viene calcolato sulla retribuzione media imponibile degli ultimi 4 anni divisa per le settimane di contribuzione e moltiplicata per 4,33. Si applica il 75% della retribuzione fino a una soglia di riferimento pari a 1.480,30 euro mensili (valore 2026). Per la quota di retribuzione che eccede tale soglia, si aggiunge il 25% della parte eccedente.

Il massimale NASpI 2026 e fissato a circa 1.575,42 euro mensili lordi. Dopo il sesto mese di percezione, l’importo viene ridotto del 3% al mese, secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo 22/2015 che disciplina la prestazione.

Requisiti per ricevere la NASpI

  • Stato di disoccupazione involontaria (licenziamento, cessazione contratto a termine, dimissioni per giusta causa)
  • Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la disoccupazione
  • Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la cessazione
  • Presentazione della domanda entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto
  • Sottoscrizione della DID online sul portale ANPAL

DIS-COLL Giugno 2026: Disoccupazione per Collaboratori

La DIS-COLL e l’indennita di disoccupazione riservata ai collaboratori coordinati e continuativi, agli assegnisti di ricerca e ai dottorandi con borsa di studio iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS. Anche per giugno 2026, il pagamento mensile segue lo stesso calendario della NASpI, con accredito tra il 10 e il 15 giugno per le mensilita in corso.

L’importo della DIS-COLL viene calcolato sul reddito medio mensile imponibile percepito nell’anno solare di cessazione e nell’anno precedente. Si applica il 75% del reddito fino alla soglia di 1.480,30 euro mensili, con maggiorazione del 25% sulla quota eccedente, analogamente alla NASpI. La durata massima della DIS-COLL e di 12 mesi dal 2023 (a seguito della Legge 234/2021), con riduzione del 3% mensile dal sesto mese di percezione.

Assegno Unico Universale Giugno 2026: Date e Importi

L’Assegno Unico e Universale per i figli a carico (D.Lgs. 230/2021) e una delle prestazioni piu importanti dal punto di vista del bilancio familiare. Per giugno 2026, l’INPS conferma il calendario di pagamento standard:

  • Beneficiari gia in pagamento: accredito tra il 17 e il 19 giugno 2026
  • Nuove domande accolte a maggio 2026: pagamento entro l’ultimo giorno lavorabile di giugno (30 giugno 2026)
  • Conguagli o variazioni ISEE: liquidati nello stesso flusso del 17-19 giugno

Importi Assegno Unico 2026 per fascia ISEE

Fascia ISEEImporto per figlio (mensile)
ISEE fino a 17.090,61 euro199,40 euro
ISEE intermedioscala progressiva
ISEE oltre 45.574,96 euro o senza ISEE57,00 euro
Maggiorazione per figli disabili+91,42 euro circa
Maggiorazione famiglie con 4+ figli+18,00 euro per figlio
Maggiorazione entrambi genitori lavoratori+35,68 euro per figlio
Maggiorazione madri under 21+23,68 euro per figlio

Attenzione all’ISEE: per ricevere l’Assegno Unico nella misura piena, e necessario un ISEE in corso di validita (1° gennaio – 31 dicembre 2026). Chi non presenta l’ISEE riceve solo l’importo minimo di 57 euro per figlio. Per recuperare gli arretrati dei mesi precedenti, l’ISEE deve essere presentato entro il 30 giugno 2026.

Assegno di Inclusione (ADI) Giugno 2026

L’Assegno di Inclusione (ADI), introdotto dal Decreto Legge 48/2023 (Decreto Lavoro) in sostituzione del Reddito di Cittadinanza, e la misura di sostegno economico riservata ai nuclei familiari in condizione di disagio economico con la presenza di disabili, minori o ultra-sessantenni. Per giugno 2026 i pagamenti seguono questo calendario:

  • Prima ricarica (nuovi accolti a maggio 2026): 15 giugno 2026, sulla Carta di Inclusione emessa da Poste Italiane
  • Rinnovo mensile (beneficiari gia attivi): 27 giugno 2026

L’importo dell’Assegno di Inclusione si compone di una quota A (integrazione del reddito familiare fino alla soglia di 6.000 euro annui, parametrata alla scala di equivalenza) e di una eventuale quota B (contributo affitto fino a 3.640 euro annui). La famiglia deve mantenere un ISEE inferiore a 10.140 euro e rispettare i vincoli reddituali e patrimoniali stabiliti dalla normativa.

Importante novita: dal 2026 e prevista la verifica annuale dei requisiti tramite incrocio automatico tra banche dati INPS, Agenzia delle Entrate e ANPAL. Eventuali variazioni reddituali o patrimoniali devono essere comunicate entro 15 giorni tramite Modello ADI-Com o aggiornamento ISEE.

Supporto Formazione e Lavoro (SFL) Giugno 2026

Il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), anch’esso introdotto dal D.L. 48/2023, e destinato ai soggetti attivabili al lavoro di eta compresa tra 18 e 59 anni, appartenenti a nuclei con ISEE inferiore a 10.140 euro, che non hanno i requisiti per l’Assegno di Inclusione. L’importo mensile e di 500 euro per dodici mesi (rinnovabile per altri 12 mesi).

Il pagamento SFL per giugno 2026 e calendarizzato il 15 giugno 2026 per i beneficiari iscritti correttamente al SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa) e impegnati nei percorsi formativi o di politica attiva del lavoro. L’erogazione avviene tramite bonifico bancario o IBAN comunicato in fase di domanda.

Condizione essenziale: il SFL viene sospeso in caso di mancata partecipazione alle attivita formative o di mancata accettazione di offerte di lavoro congrue. Le famiglie con almeno un componente in carico al SFL non possono percepire contemporaneamente l’ADI sullo stesso beneficiario.

Bonus Asilo Nido Giugno 2026

Il Bonus Asilo Nido e un contributo economico erogato dall’INPS per il pagamento delle rette degli asili nido pubblici, privati autorizzati o per il supporto domiciliare a bambini affetti da gravi patologie croniche. Per il 2026, gli importi annuali massimi sono:

Fascia ISEE MinorenniImporto Annuo MaxMassimo Mensile (su 11 mensilita)
ISEE fino a 25.000,99 euro3.000 euro272,73 euro
ISEE da 25.001 a 40.000 euro2.500 euro (3.600 euro se figli sotto 10 anni)227,27 – 327,27 euro
ISEE oltre 40.000 euro o senza ISEE1.500 euro (3.600 euro se figli sotto 10 anni)136,37 – 327,27 euro

I pagamenti del Bonus Asilo Nido sono effettuati a seguito della presentazione delle ricevute di pagamento delle rette mensili. Di norma, l’accredito avviene entro 30-60 giorni dalla validazione della documentazione caricata sul portale INPS. Per le mensilita di marzo e aprile 2026, molti pagamenti sono attesi nel mese di giugno 2026, in particolare nella seconda meta del mese.

Disoccupazione Agricola Giugno 2026

L’indennita di disoccupazione agricola e l’unico ammortizzatore sociale che viene erogato annualmente in un’unica soluzione, riferita all’attivita lavorativa svolta nell’anno solare precedente. La scadenza per presentare la domanda di disoccupazione agricola riferita al 2025 e fissata al 31 marzo 2026.

L’INPS, sulla base delle domande accolte e dei dati comunicati dai datori di lavoro agricoli (DMAG), inizia ad effettuare i primi pagamenti dal mese di giugno 2026, con accrediti scaglionati nei mesi successivi fino a settembre. I beneficiari ricevono comunicazione personale tramite cassetto previdenziale o messaggio SMS sui contatti registrati.

L’importo della disoccupazione agricola e pari al 40% della retribuzione percepita nel periodo di lavoro, per un massimo di 180 giornate annue, calcolato in base alle giornate di iscrizione negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

Indennita di Maternita e Paternita Giugno 2026

Per le lavoratrici dipendenti, l’indennita di maternita obbligatoria (5 mesi: 2 mesi prima del parto + 3 mesi dopo) viene erogata mensilmente dall’INPS in accredito posticipato. Per giugno 2026, l’accredito mensile e previsto nei primi 10 giorni del mese (tipicamente entro il 10 giugno), salvo ritardi legati al protocollo di liquidazione.

L’importo dell’indennita di maternita e pari all’80% della retribuzione media giornaliera percepita nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo di astensione obbligatoria. Per lavoratrici autonome e iscritte alla Gestione Separata, l’importo viene parametrato sui contributi versati negli ultimi 12 mesi.

Il congedo di paternita obbligatorio di 10 giorni lavorativi (introdotto a regime dal 2022) viene anch’esso liquidato nel mese successivo all’utilizzo. I padri lavoratori dipendenti che hanno usufruito del congedo a maggio 2026 ricevono l’accredito a giugno 2026, di norma entro il 15 del mese.

Congedo parentale facoltativo e bonus papa

Anche il congedo parentale facoltativo (10 mesi complessivi tra i due genitori, fino a 12 anni di eta del bambino) viene retribuito al 30% della retribuzione per i primi mesi, con eventuali integrazioni per i mesi successivi previste dalla Legge di Bilancio 2024 (80% per il primo mese ulteriore e 60% per il secondo) per i nati dal 2024.

Cassa Integrazione Guadagni (CIG e CIGS) Giugno 2026

I pagamenti della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO), della Cassa Integrazione Straordinaria (CIGS) e dei Fondi di Solidarieta bilaterali (Fondo FIS, FSBA, ecc.) seguono tempistiche variabili che dipendono da diverse condizioni:

  • Pagamento diretto INPS: la prestazione viene accreditata direttamente sul conto del lavoratore, di norma entro 30-60 giorni dall’autorizzazione del periodo di CIG
  • Pagamento anticipato dal datore: l’azienda anticipa il trattamento in busta paga e poi recupera l’importo dall’INPS tramite conguaglio UniEmens

Per giugno 2026, i lavoratori che hanno fruito di CIG nei mesi di marzo-aprile 2026 ricevono l’accredito presumibilmente nella prima meta del mese (entro il 15 giugno), mentre per le sospensioni di maggio 2026 i pagamenti slittano alla seconda meta di giugno o all’inizio di luglio 2026.

L’importo della Cassa Integrazione e pari all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, con un massimale lordo rivalutato annualmente dall’INPS (per il 2026 il massimale ordinario e di circa 1.300 euro mensili lordi, leggermente piu alto per lavoratori in edilizia).

Bonus 200 Euro, Bonus Una Tantum e Altre Prestazioni Straordinarie

I bonus straordinari una tantum erogati negli anni 2022-2023 (Bonus 200 euro e Bonus 150 euro) sono stati misure temporanee legate alla congiuntura inflazionistica e non sono replicati nel 2026. La Legge di Bilancio 2026 ha invece confermato altre misure di sostegno strutturali, in particolare:

  • Bonus mamme lavoratrici (esonero contributivo per lavoratrici con almeno 2 figli, esteso dalla Legge di Bilancio 2024)
  • Bonus psicologo (contributi per sedute di psicoterapia entro tetti annuali per fascia ISEE)
  • Carta Risparmio Spesa (per nuclei con ISEE basso, eventuali rinnovi)
  • Bonus trasporti (in base ai decreti annuali, da verificare ogni anno)

Per conoscere lo stato dei pagamenti dei bonus straordinari di propria pertinenza, e sempre consigliabile verificare il proprio Cassetto Previdenziale sul portale INPS (www.inps.it) accedendo con SPID, CIE o CNS. In alternativa, e possibile chiedere assistenza al patronato o al CAF di fiducia, che possono consultare la posizione previdenziale del cittadino con apposita delega.

Calendario Completo INPS Giugno 2026: Tabella Riepilogativa

Di seguito una tabella riepilogativa di tutte le date principali dei pagamenti INPS di giugno 2026 – da stampare e conservare per gestire al meglio il bilancio familiare del mese.

PrestazioneData Pagamento Giugno 2026Modalita
Pensioni (bonifico)1 giugno 2026 (lunedi)Bonifico bancario o postale
Pensioni (contanti)1-6 giugno (scaglionato A-Z, escluso 2/6)Sportello Poste Italiane
NASpI mensile10 – 15 giugno 2026Bonifico INPS
NASpI nuove domande15 – 25 giugno 2026Bonifico INPS
DIS-COLL10 – 15 giugno 2026Bonifico INPS
Assegno Unico (beneficiari in corso)17 – 19 giugno 2026Bonifico/IBAN dichiarato
Assegno Unico (nuove domande)Entro 30 giugno 2026Bonifico INPS
Assegno di Inclusione (rinnovo)27 giugno 2026Carta di Inclusione (Poste)
Assegno di Inclusione (prima ricarica)15 giugno 2026Carta di Inclusione (Poste)
SFL (Supporto Formazione Lavoro)15 giugno 2026Bonifico bancario
Bonus Asilo NidoVariabile (entro 30-60 gg da validazione ricevute)Bonifico INPS
Disoccupazione AgricolaDa giugno 2026 (scaglionato)Bonifico INPS
Maternita/PaternitaEntro il 10-15 giugno 2026Bonifico INPS
Cassa Integrazione (pagamento diretto)Variabile (30-60 gg dall’autorizzazione)Bonifico INPS

Come Controllare lo Stato dei Pagamenti INPS

L’INPS mette a disposizione diversi canali per verificare lo stato dei pagamenti, l’eventuale sospensione di prestazioni o la presenza di pagamenti arretrati:

  1. Cassetto Previdenziale del Cittadino: accessibile su www.inps.it con SPID, CIE o CNS – consente di scaricare i cedolini di pagamento e visualizzare le prestazioni in essere
  2. App INPS Mobile: disponibile per Android e iOS, permette di consultare velocemente le date di pagamento dal proprio smartphone
  3. Contact Center INPS: numero verde gratuito 803.164 da rete fissa o 06.164.164 da cellulare (a pagamento secondo tariffa del proprio operatore)
  4. Patronato: consulenza gratuita per la verifica della posizione previdenziale e l’eventuale ricorso amministrativo
  5. CAF: consultazione del cedolino, pratiche ISEE, gestione modifiche dei dati personali

Pagamento non arrivato? Cosa fare

Se il pagamento atteso non viene accreditato nei tempi previsti, e fondamentale agire rapidamente. I motivi piu frequenti di ritardo o sospensione sono:

  • IBAN errato o non aggiornato – va modificato sul portale INPS
  • ISEE scaduto – va rinnovato tramite CAF o portale INPS
  • Mancata comunicazione di variazioni (residenza, composizione del nucleo familiare)
  • Mancata sottoscrizione del Patto di Servizio (per NASpI e ADI)
  • Controlli incrociati Agenzia delle Entrate (per ADI/SFL)

In caso di mancato accredito entro 5 giorni lavorativi dalla data prevista, e consigliabile rivolgersi al patronato CAF Centro Fiscale di Udine per una verifica gratuita del proprio fascicolo previdenziale e per attivare, se necessario, le procedure di sollecito o ricorso amministrativo entro i termini previsti dall’INPS (di norma 90 giorni dalla comunicazione del provvedimento).

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sui Pagamenti INPS di Giugno 2026

Quando arriva la pensione di giugno 2026?

La pensione di giugno 2026 viene accreditata lunedi 1° giugno 2026 per chi la riceve tramite bonifico bancario o postale, in quanto e il primo giorno bancabile del mese. Per chi ritira in contanti presso gli uffici postali si applica la scaglionatura alfabetica dei primi giorni del mese, escluso il 2 giugno (festivita).

L’Assegno Unico di giugno 2026 quando viene pagato?

L’Assegno Unico Universale per beneficiari gia in pagamento viene erogato tra il 17 e il 19 giugno 2026. Per le nuove domande accolte a maggio, il primo pagamento arriva entro l’ultimo giorno lavorabile del mese (30 giugno 2026).

Quando viene pagato l’ADI a giugno 2026?

L’Assegno di Inclusione per i beneficiari gia attivi viene ricaricato sulla Carta di Inclusione il 27 giugno 2026. Per i nuovi accolti la prima ricarica e prevista il 15 giugno 2026.

La NASpI viene pagata a inizio mese?

No. La NASpI viene generalmente pagata tra il 10 e il 15 di ogni mese per le mensilita in corso. I pagamenti per nuove domande accolte possono arrivare entro la seconda meta del mese (15-25 giugno per giugno 2026).

Come funziona il Bonus Asilo Nido a giugno 2026?

Il Bonus Asilo Nido viene erogato a fronte di ricevute di pagamento delle rette caricate sul portale INPS. I pagamenti per le mensilita di marzo e aprile 2026 sono in genere liquidati nel mese di giugno 2026, in particolare nella seconda meta del mese.

Cosa succede se il 1° del mese cade di sabato o domenica?

Per le pensioni il pagamento viene anticipato al primo giorno bancabile (di solito il venerdi precedente). Nel caso di giugno 2026 il 1° giugno e lunedi, quindi non si applica anticipo. Le altre prestazioni (NASpI, Assegno Unico, ADI) seguono il proprio calendario interno indipendentemente dal giorno della settimana.

Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine

Comprendere le scadenze e gli importi delle prestazioni INPS non e sempre semplice. Le normative cambiano frequentemente, i requisiti per ciascuna misura variano in base a ISEE, composizione del nucleo familiare e situazione lavorativa, e un errore nella documentazione puo comportare ritardi o sospensione del pagamento.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre consulenza qualificata e gratuita per:

  • Verificare le tue prestazioni INPS attive e gli importi spettanti
  • Presentare nuove domande di Assegno Unico, Assegno di Inclusione, Bonus Asilo Nido e altre prestazioni
  • Rinnovare o aggiornare l’ISEE 2026 in modo corretto e completo
  • Gestire pratiche di pensione, NASpI, DIS-COLL e disoccupazione agricola
  • Effettuare la Dichiarazione dei Redditi 2026 (Modello 730 o Modello Redditi PF)
  • Risolvere ricorsi e contenziosi con INPS, Agenzia delle Entrate, Agenzia Riscossione

Contattaci per prenotare un appuntamento o per ottenere informazioni dettagliate su ogni singola prestazione. I nostri operatori esperti ti guideranno passo dopo passo nella gestione della tua posizione previdenziale, garantendo precisione, riservatezza e rapidita.

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Fonti ufficiali consultate: portale INPS (www.inps.it), D.Lgs. 22/2015 (NASpI e DIS-COLL), D.Lgs. 230/2021 (Assegno Unico Universale), D.L. 48/2023 convertito in L. 85/2023 (Assegno di Inclusione e Supporto Formazione e Lavoro), Legge di Bilancio 2026, circolari INPS aggiornate alla data di pubblicazione. Le date e gli importi indicati possono essere soggetti a variazioni; verificare sempre l’aggiornamento ufficiale sul sito INPS o presso il CAF/patronato di fiducia.

Maggio 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-23 07:34:342026-05-31 09:44:00Calendario Pagamenti INPS Giugno 2026: Date Complete per Ogni Prestazione
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO

Guida al TFR: calcolo, accantonamento e anticipo con le soglie INPS 2026

Dimissioni Volontarie 2026 TFR e Naspi

Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR), comunemente chiamato “liquidazione”, è uno degli istituti più importanti del diritto del lavoro italiano: rappresenta un salario differito che il datore di lavoro accantona ogni anno per il dipendente e gli corrisponde alla cessazione del rapporto. Conoscere come si calcola il TFR, come viene rivalutato, quando può essere chiesto in anticipo e come viene tassato è fondamentale per ogni lavoratore subordinato del settore privato.

In questa guida aggiornata al 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine illustra in modo chiaro e completo tutti gli aspetti del TFR alla luce delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2024), delle ultime circolari INPS e delle indicazioni dell’Agenzia delle Entrate. Spiegheremo la formula di calcolo prevista dall’art. 2120 del Codice Civile, la rivalutazione annua basata sul coefficiente ISTAT, le ipotesi di anticipo previste dalla legge, la scelta tra TFR in azienda e fondo pensione, l’intervento del Fondo di Garanzia INPS in caso di insolvenza del datore di lavoro e la tassazione separata applicata alla liquidazione finale.

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Cos’è il TFR: definizione e quadro normativo (art. 2120 c.c.)

Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è la somma di denaro che spetta al lavoratore subordinato al termine di qualsiasi rapporto di lavoro, indipendentemente dalla causa di cessazione: dimissioni volontarie, licenziamento (anche per giusta causa), pensionamento, scadenza del contratto a termine o decesso del lavoratore. È disciplinato dall’articolo 2120 del Codice Civile, come modificato dalla Legge n. 297 del 29 maggio 1982, che ha sostituito la vecchia “indennità di anzianità” con l’attuale meccanismo di accantonamento progressivo.

Si tratta a tutti gli effetti di una retribuzione differita: il datore di lavoro accantona ogni anno una quota della retribuzione del dipendente e gliela corrisponde, rivalutata, al momento della cessazione del rapporto. Per questo motivo il TFR è spesso definito “salario tardivo” o “salario sospeso”: è denaro che il lavoratore ha già maturato con la propria prestazione, ma che riceverà soltanto alla fine del rapporto di lavoro.

A chi spetta il TFR

Hanno diritto al TFR tutti i lavoratori subordinati del settore privato, indipendentemente dalla qualifica (operai, impiegati, quadri, dirigenti), dal tipo di contratto (a tempo determinato o indeterminato, full time o part time) e dal settore di appartenenza. Spetta anche ai lavoratori a domicilio, agli apprendisti (al termine dell’apprendistato), ai soci lavoratori di cooperative e, con regole specifiche, ai lavoratori domestici (colf e badanti).

Per i dipendenti pubblici il meccanismo è diverso: si parla di TFS (Trattamento di Fine Servizio) per i lavoratori assunti prima del 1° gennaio 2001, o di TFR per chi è stato assunto successivamente. Le regole di calcolo, erogazione e tassazione presentano significative differenze rispetto al settore privato, di cui parleremo nella sezione dedicata.

Caratteristiche giuridiche del TFR

  • Irrinunciabile: il lavoratore non può rinunciare al TFR né durante né alla fine del rapporto;
  • Impignorabile fino a un quinto: i creditori possono pignorare al massimo 1/5 della somma;
  • Prescrittibile in 5 anni: dalla cessazione del rapporto, il lavoratore ha 5 anni per richiedere il TFR;
  • Trasmissibile agli eredi: in caso di decesso, il TFR spetta al coniuge, ai figli o ai parenti entro il terzo grado conviventi a carico;
  • Garantito dall’INPS: tramite il Fondo di Garanzia in caso di insolvenza del datore.

Come si calcola il TFR: formula e accantonamento annuo

Il calcolo del TFR è disciplinato in modo preciso dal secondo comma dell’art. 2120 c.c., che fissa la formula matematica per determinare l’accantonamento annuo. La regola generale prevede che la quota di TFR maturata in ogni anno sia pari alla retribuzione utile dell’anno divisa per il coefficiente fisso 13,5.

📐 Formula base del TFR

Quota TFR annuale = Retribuzione utile annua ÷ 13,5

Il coefficiente 13,5 deriva dal calcolo: 365 giorni ÷ 27,03 (dove 27,03 corrisponde a circa il 7,40% della retribuzione, percentuale storica dell’accantonamento).

Cosa si intende per “retribuzione utile”

La retribuzione utile ai fini del TFR comprende, salvo diversa previsione del CCNL applicato, tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro a titolo non occasionale, con esclusione di quanto è corrisposto a titolo di rimborso spese. In particolare, vanno conteggiate:

  • Retribuzione lorda mensile (paga base + indennità di contingenza);
  • Tredicesima mensilità e quattordicesima (se prevista dal CCNL);
  • Indennità di mensa, alloggio, trasferta continuativa;
  • Compensi per straordinario quando non hanno carattere occasionale;
  • Premi di produzione, superminimi, indennità di anzianità;
  • Provvigioni e cottimo;
  • Equivalente di prestazioni in natura (auto aziendale ad uso promiscuo, alloggio, etc.).

Sono invece esclusi dalla base di calcolo: i rimborsi spese documentati, le erogazioni occasionali una tantum, l’indennità di mancato preavviso, le diarie e tutto ciò che il CCNL espressamente esclude.

Contributo dello 0,50% a carico del lavoratore

Sulla retribuzione utile va sottratto un contributo dello 0,50% versato all’INPS dal datore di lavoro come “Fondo Adeguamento Pensione” (FAP), introdotto dalla Legge 297/1982 art. 3 comma 15. Questa trattenuta riduce di fatto l’aliquota di accantonamento effettiva dal 7,407% (1/13,5) a circa il 6,907% della retribuzione annua.

Esempio pratico di calcolo

VoceImporto
Retribuzione lorda annua 202530.000 euro
Quota TFR lorda (30.000 ÷ 13,5)2.222,22 euro
Trattenuta 0,50% FAP (30.000 × 0,50%)– 150,00 euro
TFR netto accantonato anno 20252.072,22 euro

Su una retribuzione annua di 30.000 euro lordi, l’accantonamento netto di TFR per il 2025 è quindi di 2.072,22 euro. Dopo 10 anni di servizio (a parità di retribuzione, escludendo le rivalutazioni), il montante teorico sarebbe pari a circa 20.700 euro, che andrà poi rivalutato anno per anno secondo il coefficiente ISTAT.

Rivalutazione annua del TFR: 1,5% fisso + 75% indice ISTAT

Il quarto comma dell’art. 2120 c.c. prevede che il TFR accantonato presso il datore di lavoro venga rivalutato ogni anno per proteggerlo dall’inflazione. La rivalutazione si applica al fondo TFR esistente al 31 dicembre dell’anno precedente (escluse le quote maturate nell’anno in corso) ed è composta da due elementi:

📊 Coefficiente di rivalutazione TFR

Coefficiente = 1,5% (fisso) + 75% × indice ISTAT FOI

  • 1,5% = quota fissa annuale prevista dalla legge;
  • 75% dell’indice ISTAT FOI (Famiglie Operai e Impiegati al netto dei tabacchi) calcolato a dicembre rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Coefficienti di rivalutazione TFR recenti

Anno di riferimentoIndice ISTAT FOI dicembreCoefficiente TFR finale
202211,30%9,975% (1,5% + 8,475%)
20230,50%1,875% (1,5% + 0,375%)
20241,30%2,475% (1,5% + 0,975%)
2025circa 1,40%2,55% circa (dato definitivo ISTAT gennaio 2026)

Fonte: ISTAT, comunicati mensili indice FOI; Agenzia delle Entrate, tabelle coefficienti TFR.

Tassazione della rivalutazione

Attenzione: la rivalutazione del TFR è soggetta a una imposta sostitutiva del 17%, applicata anno per anno con trattenuta a carico del datore di lavoro (acconto del 16 dicembre e saldo del 16 febbraio dell’anno successivo). L’aliquota era originariamente dell’11% ed è stata aumentata al 17% dalla Legge 190/2014 (Legge di Stabilità 2015) art. 1 c. 623. Questa imposta riduce la rivalutazione netta che si aggiunge al fondo TFR.

Tassazione separata del TFR: aliquota media degli ultimi 5 anni

Il TFR è soggetto a una tassazione separata dagli altri redditi, disciplinata dall’art. 19 del TUIR (DPR 917/1986). Si tratta di un regime fiscale di favore: invece di sommare la liquidazione al reddito dell’anno in cui viene percepita (con il rischio di salire di scaglione IRPEF), si applica un’aliquota media calcolata sui redditi degli ultimi 5 anni.

Come si calcola l’aliquota media TFR

Il calcolo dell’aliquota di tassazione separata prevede questi passaggi (procedura indicata anche nelle istruzioni della Certificazione Unica e nella circolare AdE n. 29/E del 20/03/2001):

  1. Si determina il “reddito di riferimento”: TFR maturato × 12 ÷ anni di servizio (espressi in mesi/12);
  2. Si calcola l’IRPEF teorica applicando al reddito di riferimento gli scaglioni IRPEF ordinari;
  3. Si ricava l’aliquota media: (IRPEF teorica ÷ reddito di riferimento) × 100;
  4. Si applica tale aliquota sul TFR lordo (al netto della rivalutazione già tassata al 17%).

Scaglioni IRPEF 2026 applicabili

Per il 2026, in seguito alla Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2024) e alla L. 207/2024 art. 1 commi 2-3, gli scaglioni IRPEF sono stati confermati a tre:

Scaglione di redditoAliquota IRPEF
Fino a 28.000 euro23%
Da 28.001 a 50.000 euro35%
Oltre 50.000 euro43%

Clausola di salvaguardia

Dal 2023, in seguito alla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022 art. 1 c. 36), è stata introdotta una clausola di salvaguardia: l’Agenzia delle Entrate ricalcola l’aliquota di tassazione separata applicando, se più favorevole, anche l’aliquota media degli scaglioni IRPEF vigenti al momento della cessazione. Se il ricalcolo fa emergere un’imposta inferiore a quella già trattenuta dal datore di lavoro, l’AdE rimborsa la differenza automaticamente al contribuente entro la dichiarazione successiva.

Anticipazione del TFR: requisiti e casi previsti dalla legge

L’art. 2120 c.c. comma 6 e seguenti riconosce al lavoratore il diritto di richiedere, durante il rapporto di lavoro, un’anticipazione del TFR in presenza di specifiche condizioni soggettive (anzianità di servizio) e oggettive (motivazioni tassative). Si tratta di una facoltà importante che consente di accedere a una parte del proprio salario differito prima della cessazione del rapporto, ma è soggetta a limiti rigorosi.

Requisiti soggettivi

  • Almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro (contratto in corso);
  • Massimo 70% del TFR maturato al momento della richiesta;
  • Una sola anticipazione per tutto il rapporto di lavoro (salvo diversa previsione del CCNL);
  • Il datore di lavoro può limitare la concessione al 10% degli aventi diritto e al 4% del totale dei dipendenti ogni anno (per ragioni organizzative).

Casi tassativi previsti dalla legge

CausaleDocumentazione richiesta
Spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle strutture pubbliche competenti (per sé, coniuge, figli)Prescrizione medica + preventivo o fatture
Acquisto prima casa di abitazione per sé o per i figli (documentata con atto notarile)Atto di compravendita o preliminare + autocertificazione “prima casa”
Spese per congedi parentali (D.Lgs. 151/2001 art. 5)Domanda di congedo + autocertificazione spese
Spese per formazione e aggiornamento professionale (L. 53/2000 art. 7)Iscrizione corso + ricevute pagamento

Tassazione dell’anticipazione

L’anticipazione TFR è soggetta alla medesima tassazione separata del TFR finale: il datore di lavoro applica un’aliquota provvisoria (calcolata sui redditi degli ultimi 2 anni) e l’Agenzia delle Entrate riliquida l’imposta a conguaglio negli anni successivi. È importante ricordare che l’anticipazione viene scalata dal TFR finale: si riceve oggi una parte di ciò che si avrebbe ricevuto al termine del rapporto.

Destinazione del TFR: in azienda vs fondo pensione

Dal 1° gennaio 2007, in seguito al D.Lgs. 252/2005, ogni lavoratore del settore privato deve effettuare una scelta esplicita o tacita sulla destinazione del proprio TFR maturando: lasciarlo in azienda (o nel Fondo Tesoreria INPS per aziende sopra 49 dipendenti) o conferirlo a una forma di previdenza complementare (fondi pensione negoziali, aperti o PIP).

Meccanismo del silenzio-assenso

Il neoassunto ha 6 mesi dall’assunzione per scegliere espressamente la destinazione del TFR mediante il modello TFR2. In caso di mancata scelta entro la scadenza scatta il silenzio-assenso: il TFR viene automaticamente trasferito al fondo pensione previsto dal CCNL applicato (fondo negoziale di categoria) o, in mancanza, al FondInps.

Confronto sintetico

ParametroTFR in aziendaTFR in fondo pensione
Rendimento1,5% + 75% ISTAT FOIVariabile, da +2% a +7% medio annuo (linea bilanciata)
Tassazione liquidazione23% – 43% (aliquota media)15% – 9% (riduzione 0,30% per ogni anno oltre il 15° iscrizione, minimo 9%)
Tassazione rivalutazione17%20% (12,5% sui titoli Stato)
Contributo datoreNessunoSì (se previsto dal CCNL e con contributo del lavoratore)
Riscatto totaleSolo a fine rapportoSolo in casi specifici (invalidità, decesso, disoccupazione > 48 mesi)

TFR pubblico (TFS): regole speciali

I dipendenti pubblici assunti prima del 31/12/2000 percepiscono il TFS (Trattamento di Fine Servizio), calcolato con la formula: 80% dell’ultima retribuzione utile × anni di servizio ÷ 12. Dal 2001 in poi, anche per i dipendenti pubblici si applica il TFR come nel privato. La liquidazione del TFS/TFR pubblico avviene in modo dilazionato per importi rilevanti: i tempi di erogazione possono arrivare fino a 24 mesi dalla cessazione, con pagamenti in più rate, secondo le regole della L. 122/2010 art. 12 c. 7.

Fondo di Garanzia INPS: quando interviene

Il Fondo di Garanzia gestito dall’INPS, istituito dall’art. 2 della Legge 297/1982 in attuazione della Direttiva CEE 80/987, interviene quando il datore di lavoro non corrisponde il TFR (in tutto o in parte) al lavoratore alla cessazione del rapporto a causa di una situazione di insolvenza giudizialmente accertata.

Casi di intervento del Fondo

  • Fallimento (oggi “liquidazione giudiziale” ex Codice della Crisi d’Impresa);
  • Concordato preventivo;
  • Liquidazione coatta amministrativa;
  • Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi;
  • Esecuzione individuale infruttuosa nei confronti di datori non assoggettabili a procedure concorsuali (es. piccole imprese o ditte individuali).

Documentazione e iter della domanda

La domanda al Fondo di Garanzia INPS si presenta esclusivamente online tramite portale INPS (con SPID, CIE o CNS), allegando:

  • Sentenza dichiarativa di fallimento o decreto di ammissione alla procedura;
  • Stato passivo esecutivo (documento che certifica il credito ammesso al passivo);
  • Modello TFR-CIG con calcolo analitico del TFR maturato;
  • Ultime buste paga e prospetto retributivo;
  • Documento di identità e codice fiscale.

Il Fondo eroga entro 60 giorni dalla domanda regolarmente presentata il TFR maturato (e anche le ultime 3 mensilità di retribuzione non pagate, fino al massimo di 3 volte la cassa integrazione straordinaria). I termini di prescrizione sono di 5 anni dalla cessazione del rapporto. L’INPS, dopo aver liquidato il lavoratore, si surroga nei diritti di credito verso il datore di lavoro.

Tassazione TFR vs previdenza complementare: vantaggi fiscali del fondo pensione

Una delle decisioni più importanti che ogni lavoratore deve prendere all’inizio del rapporto è la scelta tra TFR in azienda e conferimento a fondo pensione. Da un punto di vista strettamente fiscale, la previdenza complementare offre vantaggi consistenti, regolati dal D.Lgs. 252/2005.

I tre vantaggi fiscali principali del fondo pensione

  1. Deducibilità contributi: i versamenti volontari al fondo pensione (sia del lavoratore che del datore) sono deducibili dal reddito IRPEF fino a 5.164,57 euro/anno (importo confermato per il 2026);
  2. Tassazione agevolata sulle prestazioni: l’aliquota sulla prestazione finale è del 15%, che si riduce dello 0,30% per ogni anno di iscrizione oltre il 15°, fino a un minimo del 9% (con 35 anni di iscrizione);
  3. Rendimenti finanziari tassati al 20% (12,5% sui titoli di Stato): mentre la rivalutazione del TFR in azienda è tassata al 17%, i rendimenti del fondo pensione godono di aliquote variabili ma più favorevoli sul lungo periodo grazie alla composizione degli interessi.

Esempio comparativo (TFR maturato dopo 35 anni)

ScenarioMontante lordoAliquotaNetto
TFR in azienda (rendimento medio 2,2%)circa 95.000 euro25% (media)circa 71.250 euro
TFR in fondo pensione (rendimento medio 4%)circa 115.000 euro9%circa 104.650 euro

Simulazione su base salariale media 30.000 euro/anno per 35 anni. Valori puramente indicativi; i risultati reali dipendono dalla linea di investimento e dall’andamento dei mercati.

Il vantaggio fiscale è particolarmente evidente per chi ha redditi medio-alti (scaglione 35% o 43%): la differenza tra l’aliquota TFR azienda (calcolata sulla media) e il 9% del fondo pensione può tradursi in decine di migliaia di euro di vantaggio netto. È però fondamentale considerare anche il rischio di mercato dei fondi pensione (le linee azionarie possono subire perdite nel breve periodo) e i costi di gestione (espressi come ISC, Indicatore Sintetico dei Costi).

Aggiornamenti soglie INPS 2026 e Legge di Bilancio 2026

La Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2024) e i successivi provvedimenti collegati hanno introdotto alcune novità che impattano indirettamente sul TFR e sulle prestazioni collegate. Riepiloghiamo le principali soglie e novità rilevanti.

Aliquote IRPEF e tassazione separata

Sono state confermate strutturalmente le tre aliquote IRPEF (23%, 35%, 43%) e gli scaglioni introdotti dalla riforma 2024. Questa stabilizzazione è importante per i calcoli di tassazione separata del TFR e per le simulazioni di liquidazione futura. Nessuna variazione anche per l’imposta sostitutiva del 17% sulla rivalutazione annua del TFR.

Detassazione premi di produttività

La L. 207/2024 art. 1 c. 385 ha confermato per il 2026 l’imposta sostitutiva ridotta al 5% sui premi di produttività fino a 3.000 euro lordi annui (5.000 euro in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori), per dipendenti con reddito da lavoro dipendente fino a 80.000 euro nell’anno precedente. Questi premi, se erogati, possono confluire nella retribuzione utile ai fini TFR.

Rinnovo TFR in busta paga (sospeso)

La sperimentazione del TFR in busta paga (QU.I.R.), introdotta dalla L. 190/2014 per il periodo 2015-2018, non è stata riproposta dalla Legge di Bilancio 2026. Resta quindi escluso, per il 2026, il diritto a chiedere la liquidazione mensile della quota TFR maturanda direttamente in busta paga.

Massimale contributivo INPS 2026

Per il 2026 il massimale contributivo INPS (rilevante per il calcolo del TFR sui dirigenti e per i sistemi pensionistici contributivi) è stato rivalutato in base all’indice ISTAT. Il valore esatto è pubblicato annualmente dalla circolare INPS di inizio anno (per il 2025 era pari a 120.607 euro; per il 2026 si attendono i dati definitivi nella circolare di gennaio 2026).

⚠️ Importante: alcune soglie e coefficienti del 2026 (in particolare il dato definitivo della rivalutazione TFR al 31/12/2025) saranno pubblicati nelle circolari INPS e Agenzia delle Entrate dei primi mesi del 2026. Si consiglia di verificare sempre i valori aggiornati prima di effettuare calcoli su importi rilevanti.

Come il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti

Il calcolo del TFR, la valutazione tra azienda e fondo pensione, la presentazione della domanda al Fondo di Garanzia INPS in caso di fallimento dell’azienda e la verifica della corretta tassazione separata sono operazioni complesse, che spesso richiedono il supporto di un professionista qualificato.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre da anni assistenza a lavoratori dipendenti, pensionati e famiglie del territorio friulano nella gestione di tutte le pratiche relative al TFR:

  • Verifica del TFR maturato e controllo degli accantonamenti nelle CU annuali;
  • Assistenza alla domanda di anticipazione (casi sanitari, prima casa, formazione, congedi);
  • Calcolo dell’imposta sostitutiva e verifica dei conguagli da CU;
  • Pratica di Fondo di Garanzia INPS per recupero TFR in caso di fallimento del datore di lavoro (servizio specifico erogato dal nostro Patronato);
  • Consulenza sulla destinazione del TFR tra azienda e fondo pensione;
  • Recupero IRPEF da TFR pagato in eccesso (verifica clausola di salvaguardia post-2023).

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Prenota una consulenza gratuita presso il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori esperti ti aiuteranno a calcolare il tuo TFR, presentare la domanda di anticipazione o avviare la pratica per il Fondo di Garanzia INPS.

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Domande frequenti sul TFR (FAQ)

Dopo quanti anni si può chiedere l’anticipo del TFR?

L’art. 2120 c.c. comma 6 richiede una anzianità minima di 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro per poter presentare la richiesta di anticipazione del TFR. L’anticipo non può superare il 70% del TFR maturato al momento della domanda e la causale deve rientrare in uno dei casi tassativi (spese sanitarie, acquisto prima casa, congedi parentali, formazione).

Quanto si guadagna lasciando il TFR in azienda invece di metterlo nel fondo pensione?

Lasciare il TFR in azienda offre un rendimento garantito pari a 1,5% fisso + 75% dell’indice ISTAT FOI: negli ultimi 10 anni il rendimento medio annuo è oscillato tra l’1,9% e il 9,9% (anno record 2022). Il fondo pensione, invece, offre rendimenti potenzialmente più elevati (linee azionarie possono superare il 6-7% medio sul lungo periodo) ma con rischio di mercato. La scelta dipende dal profilo di rischio personale, dall’orizzonte temporale e dal regime fiscale applicabile alla liquidazione.

Si può chiedere il TFR mensilmente in busta paga?

No, per il 2026 non è prevista la possibilità di richiedere il TFR maturando in busta paga (QU.I.R.). La sperimentazione introdotta dalla Legge 190/2014 si è conclusa il 30 giugno 2018 e non è stata riproposta dalle successive Leggi di Bilancio. Resta possibile solo il meccanismo dell’anticipazione previsto dall’art. 2120 c.c.

Cosa succede al TFR se l’azienda fallisce?

In caso di insolvenza accertata del datore di lavoro (fallimento/liquidazione giudiziale, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria), il Fondo di Garanzia INPS – istituito dall’art. 2 L. 297/1982 – eroga al lavoratore il TFR maturato e le ultime 3 mensilità di retribuzione non pagate. La domanda si presenta online tramite portale INPS con SPID/CIE/CNS. Il termine di prescrizione è di 5 anni dalla cessazione.

Come viene tassato il TFR quando si percepisce?

Il TFR è soggetto a tassazione separata ex art. 19 TUIR: si applica un’aliquota media calcolata sui redditi degli ultimi 5 anni, separata dagli altri redditi dell’anno di percezione. La rivalutazione annua è già tassata anno per anno con imposta sostitutiva del 17%. Dal 2023 vige una clausola di salvaguardia: se l’aliquota IRPEF del momento è più favorevole, l’AdE ricalcola e rimborsa la differenza.

Il TFR si perde se cambio lavoro?

No, il TFR non si perde mai: al termine di ogni rapporto di lavoro (dimissioni, licenziamento, scadenza contratto) il datore deve liquidare il TFR maturato. Se il TFR è destinato a un fondo pensione, è possibile trasferirlo al fondo del nuovo datore di lavoro (portabilità completa garantita dal D.Lgs. 252/2005 art. 14) senza alcuna penalizzazione fiscale.

Quanto tempo ha il datore di lavoro per pagare il TFR?

Il TFR deve essere liquidato contestualmente alla cessazione del rapporto, salvo diversa previsione del CCNL applicato (che può fissare termini fino a 30-60 giorni). In caso di ritardo, il lavoratore ha diritto agli interessi legali e alla rivalutazione monetaria sulle somme non corrisposte. La prescrizione del diritto al TFR è di 5 anni dalla data di cessazione del rapporto.

Conclusioni

Il Trattamento di Fine Rapporto è uno degli istituti più importanti per la sicurezza economica del lavoratore dipendente italiano: rappresenta in media tra il 6,9% e il 7,4% della retribuzione annua e si traduce, dopo una carriera completa di 35-40 anni, in importi spesso superiori a 80-100.000 euro. Comprendere come si calcola, come si rivaluta, quando si può richiedere in anticipo e come scegliere tra azienda e fondo pensione è quindi fondamentale per ogni lavoratore.

Le regole del 2026 confermano sostanzialmente il quadro normativo consolidato (art. 2120 c.c., L. 297/1982, D.Lgs. 252/2005), con l’aliquota del 17% sulla rivalutazione, gli scaglioni IRPEF a tre fasce per la tassazione separata e i vantaggi fiscali della previdenza complementare (deducibilità fino a 5.164,57 euro/anno e aliquota 9-15% sulle prestazioni). Per scelte consapevoli e calcoli precisi sul proprio TFR, è sempre consigliabile rivolgersi a un CAF o a un consulente del lavoro qualificato.

Fonti ufficiali: Codice Civile art. 2120; L. 297/1982; D.Lgs. 252/2005; L. 190/2014; L. 197/2022; L. 207/2024 (Legge di Bilancio 2026); circolari INPS Fondo Garanzia; Agenzia delle Entrate, circolare n. 29/E del 20/03/2001; ISTAT, indice prezzi al consumo FOI.

Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Dimissioni-Volontarie-2026-TFR-e-Naspi.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 16:44:562026-05-31 17:46:38Guida al TFR: calcolo, accantonamento e anticipo con le soglie INPS 2026
Modello 770 e Certificazione Unica

CU INPS Errate per 270mila Pensionati 2026: Scadenze, Cause e Come Correggere il 730

Pensione 2026 INPS

La Certificazione Unica INPS 2026, il documento che attesta i redditi da pensione percepiti nel 2025, è arrivata errata a circa 270mila pensionati italiani. Lo ha confermato l’INPS stessa con comunicazioni successive ai patronati e ai CAF nel corso di aprile e maggio 2026. Per chi ha già presentato o sta per presentare il modello 730/2026, questo significa una cosa precisa: serve intervenire entro scadenze ben definite per non ritrovarsi con conguagli IRPEF errati, rimborsi inesistenti o debiti improvvisi a fine anno.

In questa guida ti spieghiamo, in modo semplice, cosa è successo, come verificare se la tua CU rientra tra quelle sbagliate, quali sono le scadenze per correggere il 730 e come muoverti per evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate. Se sei pensionato o ti occupi della dichiarazione di un familiare anziano, leggi con attenzione: ogni passaggio è importante.

Indice dei contenuti

  1. Cosa è successo: il caso delle 270mila CU INPS errate del 2026
  2. Chi sono i pensionati coinvolti dall’errore
  3. Perché le CU sono uscite errate: le cause tecniche e normative
  4. Come verificare se la propria CU INPS 2026 è corretta o errata
  5. Scadenze fondamentali per correggere il 730/2026
  6. Procedura per correggere il 730 passo passo
  7. Cosa rischia il pensionato che non corregge il 730
  8. Il ruolo del CAF nella correzione delle CU INPS errate
  9. Esempi pratici di conguaglio IRPEF sui pensionati
  10. Domande frequenti sulle CU INPS errate per pensionati

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Cosa è successo: il caso delle 270mila CU INPS errate del 2026

Ogni anno, entro il 16 marzo, l’INPS deve consegnare ai pensionati la Certificazione Unica (CU): è il documento che riepiloga la pensione lorda percepita nell’anno precedente, l’IRPEF trattenuta, le addizionali regionali e comunali, le detrazioni applicate. È il pilastro su cui poggia il modello 730 o il modello Redditi PF.

Nel 2026, però, qualcosa non ha funzionato. Secondo quanto comunicato dall’Istituto e ripreso da diverse testate specializzate, circa 270mila Certificazioni Uniche risultano contenere errori di varia natura: importi della pensione non aggiornati, IRPEF trattenuta calcolata su aliquote non corrette, detrazioni per lavoro non corretto, addizionali errate. Il dato è significativo: parliamo di una percentuale non trascurabile sui circa 16 milioni di pensionati italiani.

La conseguenza pratica è immediata: chi compila il 730/2026 usando i dati precaricati dall’INPS rischia di ritrovarsi con un calcolo IRPEF sbagliato, e quindi con un rimborso che non gli spetta o, peggio, con un debito che spunterà più avanti quando l’errore verrà corretto.

Chi sono i pensionati coinvolti dall’errore

Non tutti i pensionati italiani hanno ricevuto una CU sbagliata. L’errore si concentra in alcune categorie ben precise, che ti elenchiamo qui sotto. Verifica se rientri in una di queste situazioni:

  • Pensionati con più trattamenti previdenziali contemporanei (ad esempio pensione di vecchiaia INPS + pensione di reversibilità): il calcolo del cumulo non è stato sempre corretto.
  • Pensionati con redditi da lavoro accessori (collaborazioni occasionali, contratti a termine brevi nel 2025): le detrazioni potrebbero essere state applicate due volte o assegnate alla pensione invece che al lavoro.
  • Pensionati che hanno cambiato residenza nel 2025: addizionali regionali e comunali aggiornate solo parzialmente.
  • Pensionati esteri o con pensione mista Italia-estero: cumulo internazionale calcolato in modo non corretto.
  • Titolari di pensione di reversibilità con figli a carico: detrazioni familiari non sempre presenti in CU.
  • Pensionati con quattordicesima o tredicesima soggetta a tassazione separata: trattamento erroneamente equiparato a pensione corrente.

Se ti riconosci in una di queste situazioni, non aspettare: il primo passo è verificare la tua CU prima di firmare qualsiasi 730 precompilato.

Quali tipi di errori contiene la CU INPS 2026

Gli errori segnalati dai patronati e dai CAF nelle prime settimane di aprile 2026 si possono raggruppare in quattro grandi famiglie:

  1. Importo lordo della pensione non corretto: in alcune CU mancano arretrati pagati nel 2025 o, viceversa, sono inclusi importi che si riferiscono al 2024.
  2. IRPEF trattenuta calcolata in modo sbagliato: spesso per applicazione non corretta dei nuovi 3 scaglioni IRPEF introdotti dal DLgs 216/2023 (23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre).
  3. Detrazioni mancanti o doppie: detrazioni da lavoro autonomo applicate a pensione, oppure detrazioni familiari non riconosciute.
  4. Addizionali regionali e comunali errate: aliquote di Comuni diversi da quello di residenza al 1° gennaio 2025.

Perché le CU sono uscite errate: le cause tecniche e normative

Capire perché 270mila CU sono uscite sbagliate aiuta a sapere dove guardare per individuare gli errori. Le cause principali sono tre, e si intrecciano tra loro.

1. Aggiornamento ritardato delle aliquote IRPEF a 3 scaglioni

Dal 2024 il sistema IRPEF è passato da 4 a 3 scaglioni grazie al DLgs 216/2023. Gli scaglioni vigenti per il 2025 (e quindi rilevanti per la CU 2026) sono:

Scaglione di redditoAliquota IRPEF
Fino a 28.000 euro23%
Da 28.001 a 50.000 euro35%
Oltre 50.000 euro43%

In alcuni casi, i sistemi gestionali dell’INPS hanno continuato ad applicare gli scaglioni vecchi a 4 fasce (23% / 25% / 35% / 43%), generando trattenute IRPEF non perfettamente allineate. La differenza media è di alcune decine di euro, ma su scala annuale e moltiplicata per 270mila pensionati diventa rilevante.

2. Nuova no tax area per dipendenti e pensionati

La no tax area per i pensionati e per i lavoratori dipendenti è stata uniformata a 8.500 euro di reddito complessivo a partire dal 2025. Prima della riforma, la soglia era differenziata. Alcune CU INPS riportano detrazioni calcolate sulla vecchia no tax area da 8.174 euro, generando errori di importo di 50-150 euro l’anno.

3. Mancato allineamento delle addizionali regionali e comunali

Le addizionali IRPEF dipendono dal Comune di residenza al 1° gennaio 2025. I trasferimenti di residenza avvenuti nel 2024 non sono sempre stati intercettati dal sistema INPS, che ha continuato ad applicare le aliquote del vecchio Comune. È uno degli errori più frequenti tra i pensionati che si sono trasferiti per avvicinarsi ai figli o per ragioni di salute.

Come verificare se la propria CU INPS 2026 è corretta o errata

Verificare la propria CU è più semplice di quanto si pensi. Servono solo tre documenti: la CU 2026 (scaricabile dal sito INPS o ricevuta per posta), l’ultimo cedolino della pensione del 2025 (in genere quello di dicembre 2025 con il riepilogo annuale) e il modello ObisM 2026, il certificato che l’INPS rilascia ogni anno con il riepilogo della pensione.

I 5 controlli essenziali da fare

  1. Confronta il “totale pensione lorda” nel rigo 1 del Quadro LD della CU con la somma delle 12 mensilità più tredicesima riportata nei cedolini.
  2. Verifica l’IRPEF lorda applicando gli scaglioni 2025 al tuo imponibile e confrontando con il rigo 21 della CU.
  3. Controlla le detrazioni per pensione nel rigo 22: l’importo varia per reddito complessivo (fino a 8.500 euro è no tax area).
  4. Verifica l’addizionale regionale sul tuo Comune di residenza al 1° gennaio 2025, consultando il sito del Comune o della Regione.
  5. Controlla l’addizionale comunale con stessa logica della regionale.

Se anche solo uno di questi controlli evidenzia uno scostamento di oltre 30-50 euro, è molto probabile che la tua CU sia tra quelle sbagliate. In quel caso, è il momento di rivolgersi al CAF o al patronato.

Come scaricare la CU INPS 2026 online

La CU INPS si scarica gratuitamente in 3 passaggi:

  1. Accedi a inps.it con SPID, CIE o CNS.
  2. Nel menu cerca “Certificazione Unica – cittadino”.
  3. Seleziona l’anno 2026 e scarica il PDF.

Se non hai SPID e non sai usarlo, il CAF può scaricarla per te con delega.

Scadenze fondamentali per correggere il 730/2026

Ecco la tabella delle scadenze ufficiali che ogni pensionato con CU INPS potenzialmente errata deve segnarsi in calendario. Le date sono confermate dal calendario fiscale 2026 dell’Agenzia delle Entrate.

ScadenzaAdempimento
30 aprile 2026Disponibilità del 730 precompilato sul sito Agenzia delle Entrate
15 maggio 2026Apertura modifiche al 730 precompilato
30 settembre 2026Termine ultimo per invio definitivo del 730/2026
25 ottobre 2026Termine per presentare il 730 integrativo
30 novembre 2026Termine per il modello Redditi PF (alternativa al 730 in caso di correzioni complesse)

Le scadenze più importanti per chi ha una CU INPS sbagliata sono il 30 settembre 2026 (scadenza generale 730) e il 25 ottobre 2026 per il 730 integrativo. Entro queste date occorre comunicare all’INPS la richiesta di rettifica e presentare il 730 con i dati corretti, anche se diversi da quelli precaricati dal precompilato.

Cosa fare se hai già inviato il 730 con dati errati

Se hai già firmato e trasmesso il 730 precompilato con dati CU sbagliati, hai due strade:

  • 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026: se l’integrativa è a tuo favore (rimborso più alto o debito minore). Si presenta tramite CAF o intermediario abilitato.
  • Modello Redditi PF correttivo entro il 30 novembre 2026: se l’integrativa comporta un debito (devi versare di più). In questo caso il 730 integrativo non si può usare e occorre passare al modello Redditi.

Procedura per correggere il 730 passo passo

Correggere il 730 con CU INPS errata richiede 4 passaggi precisi. Eccoli, in ordine.

Passo 1 – Richiesta di rettifica della CU all’INPS

Per prima cosa devi chiedere all’INPS di emettere una CU rettificata. Si può fare in tre modi:

  • Online su inps.it con SPID, dalla sezione “Sportello pensionati”.
  • Per telefono al Contact Center INPS 803.164 (gratuito da rete fissa).
  • Tramite patronato o CAF, che inoltrano la richiesta per tuo conto e fanno da intermediari.

L’INPS, una volta verificato l’errore, emette una nuova CU sostitutiva entro 30-45 giorni. Il documento conterrà la dicitura “Sostituzione” in alto.

Passo 2 – Confronto con la CU precaricata nel precompilato

Quando arrivi al CAF o accedi al precompilato, devi confrontare la CU rettificata con i dati precaricati. Spesso il precompilato viene aggiornato in automatico se la rettifica arriva entro luglio. Se invece arriva dopo, devi inserire manualmente i dati corretti.

Passo 3 – Compilazione manuale del 730 con i dati corretti

Se i dati non si aggiornano da soli, occorre modificare manualmente il 730: si va su “Dichiarazione modificata” e si correggono gli importi del Quadro C (redditi da pensione), aggiornando IRPEF lorda, detrazioni e addizionali.

Passo 4 – Invio del 730 corretto entro le scadenze

Il 730 corretto va inviato entro le scadenze indicate sopra. Conserva sempre copia cartacea o PDF della CU rettificata e della ricevuta di invio del 730: in caso di controlli successivi dell’Agenzia delle Entrate, sarà la tua prova di buona fede.

Cosa rischia il pensionato che non corregge il 730

Ignorare l’errore non è una buona idea. L’Agenzia delle Entrate riceve i dati dall’INPS in modo automatico e prima o poi li riconcilia con il 730 presentato. Se ci sono incongruenze, scatta una comunicazione di irregolarità (la cosiddetta “cartolina” 36-bis), seguita eventualmente da accertamento.

Le sanzioni possibili

  • Omessa dichiarazione: se il 730 manca del tutto o è incompleto, sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta (con minimo 250 euro).
  • Infedele dichiarazione: se hai dichiarato meno reddito di quello effettivo, sanzione dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta.
  • Ravvedimento operoso: presentando una dichiarazione tardiva entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione si riduce drasticamente a 25 euro (1/10 di 250).

La buona notizia è che, se l’errore è dovuto a una CU INPS sbagliata e non a una tua omissione volontaria, le sanzioni sono in genere ridotte al minimo o annullate del tutto, a patto che tu dimostri di aver agito in buona fede e di aver provveduto a correggere appena possibile.

Il ruolo del CAF nella correzione delle CU INPS errate

Affrontare da soli il problema di una CU INPS sbagliata può essere complicato, soprattutto se si è in età avanzata o non si ha dimestichezza con SPID, portali web e gestione di documenti fiscali. Qui entra in gioco il CAF (Centro di Assistenza Fiscale).

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno migliaia di pensionati nella verifica della CU INPS e nella correzione del 730. In particolare:

  • Verifica gratuita della CU: controllo gratuito di importi, scaglioni IRPEF, detrazioni e addizionali.
  • Richiesta di rettifica all’INPS: invio della richiesta di nuova CU per tuo conto.
  • Predisposizione del 730 corretto: compilazione manuale con i dati esatti.
  • Invio telematico del 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 se necessario.
  • Assistenza in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate.

Il visto di conformità apposto dal CAF copre la correttezza formale del 730. È una garanzia in più: se l’errore deriva da dati INPS sbagliati e non da omissioni tue, sei tutelato.

Esempi pratici di conguaglio IRPEF sui pensionati

Per capire concretamente cosa significa avere una CU errata, vediamo due esempi pratici.

Esempio 1 – Maria, 72 anni, pensione di vecchiaia di 18.000 euro lordi

Maria ha ricevuto una CU che riporta detrazioni applicate sulla vecchia no tax area di 8.174 euro invece che sull’attuale 8.500. La differenza è di circa 75 euro di IRPEF in più trattenuti. Se Maria firma il 730 precompilato senza accorgersi dell’errore, riceverà comunque il rimborso, ma perderà 75 euro a cui aveva diritto.

Esempio 2 – Giovanni, 70 anni, pensione INPS + reversibilità per un totale di 32.000 euro

La CU di Giovanni applica IRPEF al 25% nello scaglione tra 15.000 e 28.000 euro (sistema vecchio a 4 scaglioni), invece del 23% (sistema nuovo a 3 scaglioni). Su 13.000 euro di reddito in quella fascia, la differenza è di 260 euro di IRPEF trattenuta in più. Senza correzione, Giovanni perderebbe 260 euro netti annui.

Questi esempi mostrano come anche errori apparentemente piccoli, su scala annuale e per centinaia di migliaia di pensionati, abbiano un impatto significativo sui bilanci familiari.

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Domande frequenti sulle CU INPS errate per pensionati

Come faccio a sapere se la mia CU INPS è tra le 270mila errate?

Confronta i dati riportati in CU con il riepilogo del cedolino di dicembre 2025 e con il modello ObisM 2026. Se trovi differenze sull’importo lordo della pensione, sull’IRPEF trattenuta, sulle detrazioni o sulle addizionali, è probabile che la tua CU sia errata. In caso di dubbio, rivolgiti al CAF per una verifica gratuita.

Entro quando devo correggere il 730/2026 se ho una CU sbagliata?

Le scadenze chiave sono: 30 settembre 2026 per l’invio del 730 ordinario e 25 ottobre 2026 per il 730 integrativo a tuo favore. Se invece la correzione comporta un debito a tuo carico, devi passare al modello Redditi PF entro il 30 novembre 2026.

L’INPS mi rimborsa l’IRPEF trattenuta in eccesso?

No, l’INPS non rimborsa direttamente. La maggiore imposta trattenuta a torto va recuperata tramite il 730 o il modello Redditi PF. Sarà l’Agenzia delle Entrate ad accreditare il rimborso, se spetta, sulla pensione o sul conto corrente.

Posso correggere il 730 da solo o devo passare dal CAF?

Tecnicamente puoi correggerlo da solo accedendo al precompilato con SPID. Tuttavia, se la CU è errata, serve anche chiedere all’INPS la rettifica del documento. Il CAF gestisce entrambi i passaggi e appone il visto di conformità, garanzia che tutela il pensionato.

Se non correggo il 730 cosa succede?

Possono arrivare comunicazioni di irregolarità dall’Agenzia delle Entrate, con richiesta di restituzione di eventuali rimborsi non spettanti o di versamento di imposte non pagate. Le sanzioni vanno dal 90% al 240% dell’imposta dovuta, salvo ravvedimento operoso che riduce drasticamente l’importo.

Le CU errate riguardano solo le pensioni del 2025?

Sì, le 270mila CU sbagliate riguardano la Certificazione Unica 2026, quindi i redditi da pensione percepiti nel 2025. Per gli anni precedenti, eventuali errori vanno gestiti con dichiarazioni integrative entro i termini previsti dallo Statuto del Contribuente (in genere 5 anni).

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Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre una verifica gratuita della tua CU e ti guida passo passo nella correzione del 730. Prenota subito un appuntamento.

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Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 07:44:012026-05-31 17:47:17CU INPS Errate per 270mila Pensionati 2026: Scadenze, Cause e Come Correggere il 730
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, Modello 770 e Certificazione Unica

CU INPS Errate 2026: Scadenze per Correggere il 730 dei Pensionati

Pensione 2026 INPS

Le CU INPS errate 2026 sono il nuovo grattacapo della stagione dichiarativa: secondo le segnalazioni emerse a partire da maggio 2026, circa 270mila pensionati si sono visti recapitare una Certificazione Unica con dati incompleti o non corretti. Il problema riguarda soprattutto chi nel 2025 ha ricevuto trattamenti integrativi, conguagli o arretrati: in molti casi le somme risultano calcolate male, con effetti diretti sulla dichiarazione dei redditi. La conseguenza pratica è semplice da capire e fastidiosa da affrontare: senza una CU corretta, il 730 2026 precompilato può presentare un debito o un credito sbagliato.

In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine spieghiamo cosa fare se sei tra i pensionati coinvolti, come verificare la Certificazione Unica INPS sul portale, quali sono le scadenze 730 2026 per intervenire e come il CAF può aiutarti a presentare un 730 integrativo o un modello correttivo. L’obiettivo è uno solo: evitare che un errore di INPS si traduca in tasse pagate in più o, peggio, in rimborsi sbagliati che poi vanno restituiti.

Indice dei contenuti

  1. Cosa è Successo: le CU INPS Errate per 270mila Pensionati
  2. Perché la CU INPS Sbagliata Manda in Tilt il 730
  3. Come Verificare la Tua CU INPS 2026
  4. Scadenze 730 2026: le Date da Tenere a Mente
  5. Hai Già Inviato il 730 con Dati Sbagliati? Cosa Fare
  6. Rettifica della CU: i Tempi di INPS
  7. Il Ruolo del CAF nella Correzione del 730
  8. Domande Frequenti

Cosa è Successo: le CU INPS Errate per 270mila Pensionati

Le CU INPS errate 2026 sono emerse durante la prima fase di consultazione del 730 precompilato, disponibile dal 30 aprile 2026. Numerosi pensionati hanno notato discrepanze tra gli importi indicati nella Certificazione Unica rilasciata da INPS e quanto effettivamente percepito nel 2025. Le segnalazioni riguardano sia pensioni di vecchiaia e pensioni anticipate, sia trattamenti come NASpI, integrazioni al minimo, tredicesima e arretrati.

Le cause segnalate sono diverse, ma ricorrono soprattutto due tipologie di errore. La prima riguarda l’imposta lorda IRPEF, che in alcuni casi non considera correttamente la rimodulazione degli scaglioni introdotta dalla riforma fiscale (oggi a tre aliquote: 23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre). La seconda riguarda i conguagli di fine 2025: importi rimborsati o trattenuti che non risultano correttamente attribuiti nei righi della CU. In entrambi i casi, l’effetto è un’imposta netta diversa da quella reale.

Il dato di circa 270mila pensionati coinvolti, riportato dalle prime ricostruzioni di stampa, è importante ma va contestualizzato: l’INPS è il sostituto d’imposta di milioni di pensionati italiani, e una percentuale ridotta di anomalie può comunque produrre un numero assoluto rilevante. La buona notizia è che gli errori della CU INPS sono in larga parte correggibili, sia attraverso una rettifica della Certificazione da parte dell’Istituto, sia tramite la presentazione di un 730 corretto con i dati reali.

Perché la CU INPS Sbagliata Manda in Tilt il 730

Per capire l’impatto delle CU INPS errate 2026 serve ricordare cos’è e a cosa serve la Certificazione Unica. È il documento con cui il sostituto d’imposta (INPS, datore di lavoro, ente erogatore) certifica i redditi erogati al contribuente nell’anno solare precedente e le ritenute già versate. Per i pensionati, la CU 2026 riassume tutta la pensione percepita nel 2025: imponibile, ritenute IRPEF, addizionali regionali e comunali, eventuali detrazioni applicate in busta.

Questi dati confluiscono automaticamente nella dichiarazione precompilata messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Significa che, se la CU INPS contiene un errore, anche il 730 2026 nasce sbagliato. Il rischio concreto è doppio. Da un lato, potresti vederti recapitare un rimborso superiore a quello dovuto, e l’Agenzia chiederà la restituzione con interessi nei controlli successivi. Dall’altro, potresti pagare un conguaglio a debito più alto del necessario, con un esborso ingiustificato.

Per i pensionati, l’effetto è ancora più diretto. Quando si invia il 730 con sostituto d’imposta, gli eventuali conguagli vengono applicati direttamente sulla rata della pensione di agosto, settembre o ottobre. Un errore sulla CU si traduce quindi in trattenute o rimborsi mensili calcolati su una base imponibile sbagliata, con effetti che si trascinano fino a fine anno. Per questo è fondamentale intervenire prima dell’invio del modello 730.

  • Imponibile errato: cambia il reddito complessivo e quindi l’aliquota IRPEF effettiva.
  • Ritenute errate: l’importo che risulta “già pagato” allo Stato non corrisponde al reale.
  • Detrazioni applicate in busta diverse dal dovuto: errore tipico sulle detrazioni per pensione e familiari a carico.
  • Addizionali regionali e comunali calcolate su una base errata.

Come Verificare la Tua CU INPS 2026

Il primo passo per difendersi dalle CU INPS errate 2026 è verificare la propria Certificazione Unica. Non aspettare il commercialista o il CAF: con pochi minuti puoi fare un controllo preliminare confrontando i dati della CU con quelli che già conosci (ad esempio l’importo netto della pensione ricevuto ogni mese, gli arretrati incassati e il modello ObisM).

Dove scaricare la CU INPS

La CU INPS 2026 è scaricabile gratuitamente in tre modi:

  • Dal portale INPS (sezione “MyINPS > Servizi al cittadino > Certificazione Unica”) con SPID, CIE o CNS.
  • Tramite l’app INPS Mobile, nella sezione “Cassetto previdenziale del cittadino”.
  • Al CAF Centro Fiscale di Udine, dove possiamo recuperarla per te con delega.

Cosa controllare nella Certificazione Unica

Una volta scaricata, concentra l’attenzione sui righi più sensibili. Per i pensionati i punti chiave sono i righi del quadro lavoro dipendente, assimilati e assistenza fiscale, in particolare i punti relativi al reddito di pensione, al periodo di lavoro/pensione, all’imposta lorda, all’imposta netta e alle detrazioni applicate. Confronta queste cifre con il modello ObisM 2026 (il certificato di pensione INPS) e con il riepilogo dei cedolini dell’anno precedente: la somma dei netti mensili più ritenute e addizionali dovrebbe corrispondere al lordo certificato.

Se trovi differenze sospette, non è detto sia un errore di INPS: a volte la stranezza dipende da arretrati a tassazione separata, recuperi di pensioni indebite o variazioni dell’addizionale comunale. Per questo prima di gridare allo scandalo è utile rivolgersi al CAF o al patronato, che possono leggere insieme a te la Certificazione Unica e dirti se la differenza è giustificata o se va richiesta una rettifica.

Scadenze 730 2026: le Date da Tenere a Mente

Capire le scadenze del 730 2026 è essenziale quando si ha a che fare con CU INPS errate 2026: ogni data limite ti dà un’opportunità di rimediare, e perderla significa restare con un errore in dichiarazione. La dichiarazione precompilata è disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate dal 30 aprile 2026 (una novità del calendario fiscale, che fino al 2025 partiva il 15 aprile).

  • 30 aprile 2026: disponibilità del 730 precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
  • 30 settembre 2026: termine ultimo per l’invio definitivo del 730 2026 (ordinario o tramite CAF/professionista).
  • 25 ottobre 2026: scadenza per la presentazione del 730 integrativo, da usare se ti accorgi di errori a tuo favore (maggior credito o minor debito) dopo aver già inviato il modello.
  • 30 novembre 2026: invio del Modello Redditi PF 2026, alternativa al 730 per chi non può usare il modello semplificato.

Per chi è alle prese con una CU INPS sbagliata, la priorità è non superare il 30 settembre 2026 senza aver chiarito la propria posizione: significa scegliere se inviare un 730 modificato rispetto al precompilato (sostituendo i dati errati con quelli corretti) o, in alternativa, attendere la rettifica della Certificazione Unica da parte di INPS e poi presentare il modello 730. La seconda strada è più sicura, ma vincolata ai tempi di lavorazione dell’Istituto. Per questo molti pensionati scelgono di affidarsi al CAF, che può modificare la dichiarazione precompilata con i dati reali ricostruiti dai cedolini.

Hai Già Inviato il 730 con Dati Sbagliati? Cosa Fare

Una delle domande più frequenti che ci arrivano allo sportello del CAF Centro Fiscale riguarda i pensionati che hanno già inviato il 730 2026 accettando il precompilato senza modifiche e che solo dopo scoprono la CU INPS errata. La buona notizia è che il sistema 730 prevede strumenti appositi per correggere la dichiarazione dei redditi già inviata. La scelta dello strumento giusto dipende da due variabili: quando ti accorgi dell’errore e a favore di chi è la correzione.

Errore a tuo favore: il 730 integrativo entro il 25 ottobre

Se la CU sbagliata ti ha fatto pagare più tasse del dovuto o ridotto il rimborso che ti spettava, puoi presentare un 730 integrativo. Si tratta di una nuova dichiarazione che sostituisce la precedente solo per gli aspetti corretti a tuo vantaggio. Il termine è il 25 ottobre 2026. Il 730 integrativo va presentato esclusivamente tramite CAF o professionista abilitato, anche se la dichiarazione originaria era stata fatta in autonomia.

Errore a debito: dichiarazione correttiva o Redditi PF

Se invece, una volta corretta la CU INPS, risulta che hai dichiarato meno del dovuto (e quindi devi pagare di più allo Stato), il 730 integrativo non basta. In questo caso si presenta il Modello Redditi PF 2026 entro il 30 novembre 2026, indicando il debito aggiuntivo e versando la differenza con eventuali sanzioni e interessi ridotti applicando il ravvedimento operoso. Anche qui, l’assistenza del CAF aiuta a calcolare correttamente l’importo da versare ed evitare ulteriori errori.

Rettifica della CU: i Tempi di INPS

Parallelamente alla correzione del 730, è importante che anche la Certificazione Unica INPS venga rettificata. L’INPS, quando individua o riceve segnalazione di un errore, emette una CU rettificata che viene trasmessa sia al contribuente sia all’Agenzia delle Entrate. Questo passaggio è cruciale perché allinea i dati della dichiarazione precompilata degli anni successivi e gli archivi fiscali del sostituto d’imposta.

Per chiedere la rettifica della CU sbagliata, il pensionato ha diverse strade. Può inoltrare la segnalazione tramite il portale INPS (servizio “Inoltro telematico di istanze, segnalazioni, comunicazioni”), oppure tramite il numero verde 803 164 da rete fissa, o ancora rivolgendosi a un patronato per la trasmissione assistita. Nella richiesta è utile allegare cedolini di pensione e, se disponibile, una ricostruzione del lordo annuo per facilitare la verifica all’Istituto.

I tempi di rettifica non sono normati in modo rigido, ma di solito INPS lavora le richieste in alcune settimane. Per questo, in vista delle scadenze 730 2026, conviene attivarsi subito: aspettare la CU rettificata e poi correre con l’invio della dichiarazione rischia di mettere fretta su un adempimento delicato. La strategia migliore è chiedere la rettifica e, in parallelo, predisporre un 730 corretto con il CAF, da inviare nei tempi previsti.

Il Ruolo del CAF nella Correzione del 730

Quando si parla di CU INPS errate 2026, il CAF non è solo un punto di assistenza tecnica: diventa una vera e propria garanzia di tutela per il pensionato. Il CAF Centro Fiscale di Udine, in particolare, ha sviluppato negli anni un’esperienza specifica nella lettura della Certificazione Unica e nella ricostruzione del reddito di pensione partendo dai cedolini e dal modello ObisM. Questo approccio è prezioso proprio nei casi in cui la CU INPS presenta incongruenze rispetto al percepito.

Operativamente, il CAF svolge tre attività complementari. Per prima cosa, verifica insieme al pensionato la CU e individua gli eventuali errori, segnalandoli per iscritto. In secondo luogo, predispone la dichiarazione 730 2026 modificando i dati del precompilato con quelli reali e applicando correttamente detrazioni, oneri deducibili e bonus pensionati. Infine, supporta la richiesta di rettifica della Certificazione Unica all’INPS, per chiudere il cerchio anche dal punto di vista del sostituto d’imposta.

Un valore aggiunto non trascurabile riguarda la responsabilità del visto di conformità. Quando il 730 viene predisposto dal CAF, è il CAF stesso a rispondere di eventuali errori formali della dichiarazione, sollevando il contribuente da gran parte dei rischi di sanzione. È una protezione concreta che, soprattutto per i pensionati con redditi medi e detrazioni multiple, fa la differenza.

Per saperne di più sulle nostre attività, puoi consultare le pagine dedicate a 730 e dichiarazione dei redditi, al calcolo della pensione e alla Certificazione Unica e Modello 770. Se invece preferisci ricevere un’analisi personalizzata della tua CU INPS, prenota un appuntamento direttamente in sede a Udine o richiedici un primo riscontro telefonico.

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Domande Frequenti

Come capisco se la mia CU INPS è tra quelle errate?

Non esiste un elenco pubblico dei pensionati coinvolti. L’unico modo per scoprirlo è scaricare la Certificazione Unica dal portale INPS e confrontare il reddito di pensione, l’imposta lorda e le ritenute con i tuoi cedolini del 2025 e con il modello ObisM. Se la somma dei netti mensili più ritenute e addizionali non quadra con il lordo certificato, è molto probabile che ci sia un errore. Il CAF Centro Fiscale può fare questa verifica per te in pochi minuti.

Posso modificare il 730 precompilato anche se la CU INPS è sbagliata?

Sì. Il 730 precompilato può essere modificato dal contribuente o, meglio, dal CAF, sostituendo i dati provenienti dalla CU INPS errata con quelli ricostruiti correttamente. In questo caso si perde la “garanzia da controlli formali” sui dati modificati, ma si evita di consolidare un errore. Per i pensionati con CU sospette è quasi sempre la scelta più prudente.

Quanto tempo ho per chiedere a INPS la rettifica della CU 2026?

Non c’è una scadenza perentoria fissata per chiedere la rettifica della Certificazione Unica: puoi farlo anche dopo l’invio del 730. Conviene però attivarsi entro l’estate, sia per avere la CU corretta in tempo utile per il 730 integrativo (scadenza 25 ottobre 2026) sia perché archivi e flussi di precompilato si stabilizzano più rapidamente se la segnalazione arriva nei mesi della campagna dichiarativa.

Se ho già ricevuto un rimborso sbagliato in pensione, cosa succede?

Se hai inviato un 730 2026 con dati della CU INPS errati e hai ricevuto in pensione un rimborso più alto del dovuto, l’Agenzia delle Entrate, una volta ricevuta la CU rettificata o effettuati i controlli, può chiedere la restituzione della differenza, con interessi. Per ridurre il rischio, il CAF può aiutarti a inviare un Modello Redditi PF integrativo in cui regolarizzi spontaneamente la posizione, applicando il ravvedimento operoso e pagando sanzioni e interessi in misura ridotta.

Posso evitare di fare il 730 e aspettare la CU corretta nel 2027?

No. La dichiarazione dei redditi 2026 va presentata comunque entro le scadenze previste (30 settembre 2026 per il 730, 30 novembre 2026 per il Modello Redditi PF). Saltarla per attendere una CU INPS rettificata ti esporrebbe a sanzioni per omessa dichiarazione. La strada giusta è inviare nei tempi un 730 con dati corretti e, in parallelo, chiedere a INPS la rettifica della Certificazione Unica.

Conclusione: Affronta la CU Errata con il CAF Centro Fiscale

Le CU INPS errate 2026 sono un problema che riguarda potenzialmente fino a 270mila pensionati ma che, con i giusti accorgimenti, si risolve. La regola d’oro è non aspettare: scarica la Certificazione Unica, confrontala con i tuoi cedolini, e se hai dubbi rivolgiti al CAF. Le scadenze del 730 2026 – 30 settembre 2026 per l’invio definitivo e 25 ottobre 2026 per l’integrativo – sono i punti fermi attorno ai quali costruire la strategia di correzione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno migliaia di pensionati nella verifica della CU, nella predisposizione del 730 e nei rapporti con INPS per la rettifica delle Certificazioni Uniche. Prenota un appuntamento per portarci la tua CU 2026: un nostro operatore la analizza con te, ti dice subito se ci sono anomalie e ti spiega passo passo come rimettere a posto la tua dichiarazione dei redditi.

Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 22:39:342026-05-31 17:47:26CU INPS Errate 2026: Scadenze per Correggere il 730 dei Pensionati
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