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Tag Archivio per: INPS

CAF, CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Cessione del Quinto Pensione 2026: Nuove Regole INPS sui Rinnovi e Decorrenza Rate

Pensione 2026 INPS

L’INPS ha aggiornato le regole per i rinnovi della cessione del quinto pensione: le trattenute mensili partono dalla decorrenza economica del nuovo piano di rimborso, non dal mese successivo alla stipula del contratto. Una modifica che riguarda migliaia di pensionati italiani che hanno in corso un prestito con cessione del quinto o stanno valutando di rinnovarlo.

In questa guida spieghiamo cosa cambia, chi è interessato, come funziona la nuova procedura e cosa fare se stai per rinnovare il tuo contratto di cessione del quinto.

Cos’è la cessione del quinto pensione (e perché è diversa dal prestito normale)

La cessione del quinto pensione è una forma di prestito personale riservata ai pensionati INPS e INPDAP. Il rimborso avviene attraverso una trattenuta diretta sulla pensione mensile, gestita dall’INPS che versa direttamente le rate alla banca o alla finanziaria.

Il nome “cedere il quinto” deriva dal fatto che la rata mensile non può superare il 20% (un quinto) dell’importo netto della pensione. Questo rende il prodotto sicuro sia per il pensionato (che non rischia di perdere l’intera pensione) sia per la banca (che riceve il pagamento direttamente dall’ente previdenziale).

I vantaggi principali rispetto a un prestito tradizionale sono:

  • Accesso facilitato: non servono buste paga o garanzie aggiuntive
  • Tasso fisso: la rata rimane invariata per tutta la durata del contratto
  • Nessun rischio insolvenza: l’INPS garantisce il pagamento automatico
  • Durata fino a 120 mesi (10 anni)

Cosa cambia con le nuove regole INPS 2026: la decorrenza economica

L’aggiornamento introdotto dall’INPS con la circolare sulle Quote Quinto riguarda specificamente il momento in cui partono le trattenute nei contratti di rinnovo. Vediamo la differenza tra vecchie e nuove regole.

Vecchia regola: la trattenuta partiva il mese dopo la stipula

In precedenza, quando un pensionato rinnovava un contratto di cessione del quinto in scadenza, la prima trattenuta sul nuovo piano di rimborso veniva applicata il mese successivo alla stipula del contratto. Questo poteva creare un disallineamento: ad esempio, se il contratto vecchio scadeva ad aprile ma il rinnovo veniva firmato a metà maggio, la prima rata del nuovo contratto partiva a giugno.

Nuova regola: la trattenuta parte dalla decorrenza economica

Con il nuovo aggiornamento INPS, nei rinnovi della cessione del quinto pensione le trattenute mensili partono dalla decorrenza economica del nuovo piano di ammortamento. In pratica, l’INPS allinea l’inizio delle rate alla data in cui il contratto diventa economicamente efficace, indipendentemente da quando è stato materialmente firmato.

Facciamo un esempio pratico per capire meglio:

Esempio: Mario ha una cessione del quinto in scadenza ad aprile 2026. Il 10 maggio firma il rinnovo con la stessa banca. La decorrenza economica del nuovo contratto è il 1° maggio 2026. Secondo le nuove regole INPS, la prima trattenuta sul nuovo piano viene applicata alla pensione di maggio 2026 (o il prima possibile dopo la comunicazione all’istituto), non a giugno come avveniva in precedenza.

Perché l’INPS ha aggiornato le Quote Quinto?

La modifica nasce da due esigenze principali:

  • Maggiore coerenza contrattuale: allineare il pagamento delle rate alla data in cui il prestito diventa economicamente efficace evita situazioni in cui il pensionato ha già ricevuto le somme ma non ha ancora iniziato a rimborsarle.
  • Semplificazione amministrativa: la nuova procedura standardizza il trattamento dei rinnovi, riducendo le anomalie contabili tra l’ente previdenziale e le finanziarie.

L’aggiornamento si inserisce nel più ampio percorso di revisione delle procedure di gestione dei prestiti previdenziali che l’INPS sta portando avanti per migliorare la trasparenza e la correttezza nella gestione delle trattenute.

Chi è interessato dalle nuove regole?

Le nuove regole si applicano ai pensionati INPS che:

  • Hanno un contratto di cessione del quinto pensione in scadenza e stanno valutando il rinnovo
  • Hanno già rinnovato un contratto nel corso del 2026, dopo l’aggiornamento delle Quote Quinto INPS
  • Stanno stipulando un nuovo contratto di cessione del quinto in sostituzione di uno precedente

Non sono interessati da questa modifica i pensionati che stipulano un contratto di cessione del quinto per la prima volta, senza rinnovo di un piano preesistente: per loro le regole di decorrenza ordinaria rimangono invariate.

Le regole si applicano ai pensionati che percepiscono:

  • Pensione di vecchiaia INPS
  • Pensione anticipata (quota 103, opzione donna)
  • Pensione di invalidità
  • Pensione di reversibilità
  • Vitalizi ex dipendenti pubblici (INPDAP/NoiPA)

Come funziona il rinnovo della cessione del quinto pensione: la procedura step by step

Se stai per rinnovare la tua cessione del quinto, ecco come funziona la procedura aggiornata:

  1. Richiesta di rinnovo: contatti la banca o la finanziaria con cui hai il contratto in corso (o una diversa) per richiedere il rinnovo.
  2. Nuova istruttoria: l’istituto verifica i tuoi dati pensionistici aggiornati (importo netto pensione, età, aspettativa di vita residua) per calcolare l’importo massimo erogabile e la rata massima.
  3. Estinzione anticipata del vecchio contratto: contestualmente al rinnovo, il vecchio contratto viene estinto anticipatamente. Hai diritto al rimborso dei premi assicurativi non goduti (polizza vita e rischio impiego).
  4. Comunicazione all’INPS: la banca trasmette all’INPS il nuovo piano di ammortamento indicando la decorrenza economica.
  5. Applicazione della trattenuta: l’INPS applica la trattenuta a partire dalla decorrenza economica indicata nel contratto, non dal mese successivo alla comunicazione.

Importo massimo, requisiti e limiti della cessione del quinto pensione

Indipendentemente dalla novità sulla decorrenza, ricordiamo i requisiti fondamentali che rimangono invariati:

Requisiti per accedere alla cessione del quinto pensione

  • Pensione netta sufficiente: deve essere superiore alla soglia minima impignorabile, pari all’importo dell’assegno sociale aumentato della metà. La soglia si aggiorna ogni anno con la rivalutazione ISTAT e va verificata al momento della richiesta.
  • Età: generalmente fino a 85-90 anni (ogni istituto ha i propri criteri)
  • Aspettativa di vita residua: deve essere compatibile con la durata del piano di rimborso

Calcolo della rata massima

La rata mensile massima è pari a un quinto (20%) della pensione netta mensile. Ad esempio:

  • Pensione netta 1.200 euro/mese → rata massima 240 euro/mese
  • Pensione netta 1.800 euro/mese → rata massima 360 euro/mese
  • Pensione netta 2.500 euro/mese → rata massima 500 euro/mese

Durata del contratto

La durata massima è di 120 mesi (10 anni). La durata effettiva dipende dall’età del pensionato e dall’aspettativa di vita calcolata dalle tavole attuariali usate dalla compagnia assicurativa che copre il rischio.

Cosa fare se hai già rinnovato nel 2026: come verificare la correttezza delle trattenute

Se hai già rinnovato la tua cessione del quinto nel 2026 e vuoi verificare che le trattenute siano state applicate correttamente secondo le nuove regole, puoi:

  1. Controlla il cedolino INPS: accedi al portale MyINPS e visualizza il dettaglio delle trattenute mensili sul tuo cedolino pensionistico.
  2. Verifica la decorrenza: la prima trattenuta dovrebbe corrispondere alla decorrenza economica indicata nel contratto di rinnovo.
  3. Confronta con il piano di ammortamento: richiedi alla banca o alla finanziaria il prospetto completo del piano per verificare che le rate corrispondano a quelle trattenute dall’INPS.
  4. In caso di discrepanza: segnala immediatamente sia alla banca sia al patronato CAF per verificare se è necessario presentare un’istanza di rettifica all’INPS.

Domande frequenti sulla cessione del quinto pensione e le nuove regole INPS

Posso rinnovare la cessione del quinto prima della scadenza?

Sì, è possibile rinnovare (o estinguere anticipatamente) la cessione del quinto anche prima della scadenza naturale del contratto. In questo caso, hai diritto al rimborso dei premi assicurativi non goduti. Tuttavia, valuta attentamente se conviene: l’estinzione anticipata può comportare penali e la nuova polizza assicurativa riparte da zero.

Con le nuove regole pago più rate?

No, il numero totale di rate e l’importo del prestito rimangono invariati. Cambia solo il momento in cui parte la prima trattenuta: le rate sono le stesse, ma allineate alla decorrenza economica del contratto. In alcune situazioni, questo potrebbe significare una prima trattenuta più ravvicinata rispetto al passato.

La cessione del quinto pensione è tassata?

No, le somme ricevute tramite cessione del quinto non sono tassate come reddito: si tratta di un prestito, non di un guadagno. Gli interessi pagati, però, non sono detraibili fiscalmente (a differenza, ad esempio, degli interessi sul mutuo prima casa).

Cosa succede se la pensione diminuisce durante il contratto?

Se l’importo della pensione si riduce (ad esempio per effetto di revisioni INPS), la trattenuta non può superare il quinto del nuovo importo. La banca o la finanziaria si farà carico di verificare che i limiti siano rispettati. In caso di pensione già vicina al minimo impignorabile, il contratto potrebbe diventare insostenibile.

Come faccio a sapere qual è la mia decorrenza economica?

La decorrenza economica è indicata nel contratto di finanziamento che hai firmato con la banca o la finanziaria. Di solito coincide con la data di erogazione delle somme o con il primo giorno del mese successivo alla stipula. Leggi con attenzione le condizioni contrattuali o chiedi una spiegazione all’istituto erogante.

Il ruolo del CAF nel monitoraggio della cessione del quinto

Il CAF Centro Fiscale di Udine può supportarti nelle pratiche di patronato legate alla tua pensione, inclusa la verifica dei cedolini INPS e il controllo delle trattenute mensili. Se noti discrepanze tra il piano di rimborso della cessione del quinto e quanto trattenuto dall’INPS, il patronato può aiutarti a:

  • Interpretare il cedolino pensionistico
  • Verificare la correttezza delle trattenute rispetto al contratto
  • Presentare istanze di verifica o rettifica all’INPS
  • Assistere nella comunicazione con la banca o finanziaria

Per qualsiasi dubbio sulla tua pensione o sulle trattenute INPS, prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, oppure chiamaci al 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.

Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:272026-06-01 22:36:27Cessione del Quinto Pensione 2026: Nuove Regole INPS sui Rinnovi e Decorrenza Rate
CAF

Requisiti Disoccupazione Agricola: Giornate e Contributi

disoccupazione agricola CAF Udine

I requisiti disoccupazione agricola rappresentano il primo ostacolo da superare per accedere a questa importante indennità economica. Se lavori nel settore agricolo e vuoi sapere se hai diritto al trattamento di disoccupazione agricola, devi conoscere nel dettaglio le condizioni stabilite dall’INPS: dalle giornate lavorative minime ai contributi versati, fino all’anzianità assicurativa richiesta. In questo articolo approfondiamo ogni singolo requisito, con esempi pratici e casi particolari, per aiutarti a capire se puoi fare domanda. Per una panoramica completa sulla prestazione, consulta la nostra guida alla disoccupazione agricola 2026.

Indice dei contenuti

  1. Chi può richiedere la disoccupazione agricola
  2. Il requisito delle 102 giornate: come funziona
  3. Anzianità assicurativa: i 2 anni di iscrizione
  4. Contributi agricoli e requisiti contributivi
  5. Requisiti specifici per OTD e OTI
  6. Casi particolari e deroghe
  7. Domande frequenti sui requisiti

Chi può richiedere la disoccupazione agricola

La disoccupazione agricola può essere richiesta da diverse categorie di lavoratori del settore agricolo. Il primo requisito fondamentale è appartenere a una delle seguenti tipologie: operai agricoli a tempo determinato (OTD), operai agricoli a tempo indeterminato (OTI) che hanno subito una riduzione dell’attività lavorativa, piccoli coloni e compartecipanti familiari iscritti negli elenchi nominativi.

Per rientrare tra i beneficiari, è indispensabile essere iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli tenuti dall’INPS. Questi elenchi vengono aggiornati sulla base delle comunicazioni effettuate dai datori di lavoro e rappresentano il documento ufficiale che attesta l’attività lavorativa nel settore. Senza l’iscrizione in questi elenchi, non è possibile accedere alla disoccupazione agricola, indipendentemente dal numero di giornate lavorate. Il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare la tua posizione negli elenchi e segnalare eventuali anomalie da correggere prima della presentazione della domanda.

Il requisito delle 102 giornate: come funziona

Il requisito delle 102 giornate è probabilmente la condizione più importante e, allo stesso tempo, quella che genera più dubbi tra i lavoratori. Per accedere alla disoccupazione agricola, è necessario aver maturato almeno 102 giornate di lavoro agricolo nel corso del biennio che comprende l’anno di riferimento e l’anno precedente.

Facciamo un esempio concreto: se presenti domanda per la disoccupazione agricola relativa al 2025, le 102 giornate devono essere state maturate tra il 2024 e il 2025 complessivamente. Non è necessario che siano 102 in un solo anno: possono essere distribuite tra i due anni. Ad esempio, 50 giornate nel 2024 e 52 nel 2025 soddisfano il requisito.

È importante sottolineare che nel conteggio rientrano esclusivamente le giornate di lavoro agricolo effettivamente registrate negli elenchi nominativi. Le giornate di lavoro in altri settori non vengono conteggiate. Se hai lavorato anche come cameriere o operaio edile, quelle giornate non contribuiscono al raggiungimento delle 102. Per una verifica puntuale del tuo monte giornate, rivolgiti al CAF Centro Fiscale.

Anzianità assicurativa: i 2 anni di iscrizione

Il secondo requisito per la disoccupazione agricola riguarda l’anzianità assicurativa. Il lavoratore deve risultare iscritto negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli da almeno 2 anni alla data della domanda. Questo requisito serve a garantire che la prestazione venga riconosciuta a chi ha un legame stabile con il settore agricolo.

In termini pratici, se è il tuo primo anno di lavoro in agricoltura, non potrai accedere alla disoccupazione agricola per quell’anno. Dovrai attendere di aver maturato almeno un secondo anno di iscrizione negli elenchi. Questo non significa che devi aver lavorato continuativamente per 2 anni: è sufficiente che il tuo nome compaia negli elenchi nominativi per almeno 2 annualità, anche non consecutive in alcuni casi particolari.

L’anzianità assicurativa viene verificata dall’INPS al momento dell’elaborazione della domanda. Se non sei sicuro di quando sei stato iscritto per la prima volta negli elenchi, il CAF Centro Fiscale di Udine può controllare il tuo estratto contributivo e confermare se il requisito è soddisfatto.

Contributi agricoli e requisiti contributivi

Oltre alle giornate e all’anzianità, i requisiti della disoccupazione agricola includono anche aspetti legati ai contributi versati. I contributi per la disoccupazione agricola sono a carico del datore di lavoro e vengono calcolati sulla retribuzione effettivamente corrisposta al lavoratore. Il lavoratore, da parte sua, non deve versare contributi aggiuntivi per accedere alla prestazione.

Tuttavia, è fondamentale che i contributi agricoli risultino regolarmente versati dal datore di lavoro per le giornate dichiarate. In caso di omissione contributiva da parte del datore, il lavoratore potrebbe trovarsi in una situazione complicata: le giornate risultano negli elenchi ma i contributi non sono stati effettivamente versati. In questi casi, l’INPS potrebbe richiedere verifiche aggiuntive o ritardare il pagamento della disoccupazione agricola.

Il consiglio è sempre quello di verificare periodicamente il proprio estratto contributivo INPS per assicurarsi che tutto sia in ordine. Il CAF Centro Fiscale offre questo servizio di verifica come parte dell’assistenza per la domanda di disoccupazione agricola.

Requisiti specifici per OTD e OTI

I requisiti della disoccupazione agricola variano leggermente a seconda della tipologia contrattuale del lavoratore. Per gli operai agricoli a tempo determinato (OTD), il requisito principale è non aver raggiunto il numero massimo di giornate lavorabili nell’anno. In pratica, l’OTD ha diritto alla disoccupazione agricola per le giornate in cui non ha lavorato, a patto di aver soddisfatto il requisito delle 102 giornate nel biennio.

Per gli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI), la situazione è diversa. L’OTI ha diritto alla disoccupazione agricola solo se ha subito una riduzione di attività lavorativa superiore al 30% rispetto alle giornate contrattualmente previste. Questa riduzione può essere dovuta a cause come intemperie stagionali, calo della produzione o sospensioni dell’attività aziendale.

  • OTD: 102 giornate nel biennio + 2 anni di iscrizione + giornate non lavorate nell’anno
  • OTI: 102 giornate nel biennio + 2 anni di iscrizione + riduzione attività superiore al 30%
  • Piccoli coloni: 102 giornate nel biennio + 2 anni di iscrizione + reddito entro i limiti
  • Compartecipanti familiari: stessi requisiti dei piccoli coloni

Casi particolari e deroghe

Esistono alcuni casi particolari in cui i requisiti per la disoccupazione agricola vengono valutati con criteri diversi. Un caso frequente riguarda i lavoratori che hanno svolto attività sia agricola che non agricola nello stesso anno. In questa situazione, solo le giornate di lavoro agricolo vengono considerate per il raggiungimento delle 102 giornate.

Un altro caso particolare riguarda i lavoratori che hanno iniziato l’attività agricola in corso d’anno. Se un lavoratore si è iscritto negli elenchi agricoli per la prima volta a luglio 2024, potrà iniziare a maturare il requisito dei 2 anni di anzianità solo da quella data. Tuttavia, le giornate lavorate nel 2024 (anche se poche) contribuiranno al conteggio delle 102 giornate nel biennio 2024-2025.

Inoltre, per i lavoratori che hanno beneficiato di periodi di maternità, malattia o infortunio, le relative giornate possono essere considerate ai fini del raggiungimento del requisito contributivo, a determinate condizioni. Se ti trovi in una situazione particolare, è fondamentale rivolgerti al CAF Centro Fiscale per un’analisi personalizzata della tua posizione. Ogni caso è diverso e solo un’attenta verifica può confermare se hai i requisiti per la disoccupazione agricola.

Domande frequenti sui requisiti

Le 102 giornate devono essere tutte nello stesso anno?

No, le 102 giornate si calcolano sul biennio (anno di riferimento + anno precedente). Possono essere distribuite liberamente tra i due anni, a patto che la somma totale raggiunga almeno 102.

Posso cumulare giornate agricole e non agricole?

No, per i requisiti della disoccupazione agricola contano esclusivamente le giornate di lavoro agricolo registrate negli elenchi nominativi. Le giornate in altri settori non vengono considerate.

Se ho lavorato solo 80 giornate quest’anno, posso fare domanda?

Dipende dalle giornate dell’anno precedente. Se nell’anno precedente hai lavorato almeno 22 giornate agricole, la somma raggiunge le 102 e il requisito è soddisfatto. Verifica con il CAF Centro Fiscale il tuo estratto contributivo per un conteggio preciso.

Come verifico se ho i requisiti?

Il modo più sicuro è rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine, che accede al tuo estratto contributivo INPS e verifica in pochi minuti se possiedi tutti i requisiti per la disoccupazione agricola: giornate, anzianità e contributi.

Verifica i tuoi requisiti con il CAF Centro Fiscale

Non sei sicuro di avere i requisiti per la disoccupazione agricola? Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua una verifica completa della tua posizione contributiva, controllando giornate, anzianità e contributi versati. Il nostro servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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    Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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    Disoccupazione Agricola 2026: Requisiti, Importo e Domanda

    disoccupazione agricola CAF Udine

    La disoccupazione agricola 2026 rappresenta un sostegno economico fondamentale per tutti i lavoratori agricoli che si trovano senza impiego durante l’anno. Si tratta di una indennità erogata dall’INPS a favore degli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato che hanno perso il lavoro, e che soddisfano specifici requisiti contributivi. A differenza della NASpI, la disoccupazione agricola segue regole proprie: la domanda si presenta nell’anno successivo a quello in cui si è verificata la disoccupazione, e l’importo viene corrisposto in un’unica soluzione o in poche rate. In questa guida completa 2026 analizziamo tutti gli aspetti: chi può richiederla, come si calcola l’importo, quali documenti servono e come il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nell’intera procedura.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la disoccupazione agricola
    2. Differenza tra disoccupazione agricola e NASpI
    3. Requisiti per la disoccupazione agricola 2026
    4. Importo della disoccupazione agricola: come si calcola
    5. Durata dell’indennità di disoccupazione agricola
    6. Come presentare la domanda di disoccupazione agricola
    7. Compatibilità con altri lavori e redditi
    8. Documenti necessari per la domanda
    9. Domande frequenti sulla disoccupazione agricola
    10. Assistenza CAF Centro Fiscale

    Cos’è la disoccupazione agricola

    La disoccupazione agricola è un trattamento economico previsto dalla legge italiana a favore dei lavoratori agricoli dipendenti che, nel corso dell’anno, non hanno raggiunto il numero massimo di giornate lavorative. In pratica, si tratta di una forma di tutela specifica per il settore agricolo, dove il lavoro è spesso stagionale e legato ai cicli della natura.

    L’INPS eroga questa indennità per compensare i periodi di inattività forzata. Possono accedere al trattamento gli operai agricoli a tempo determinato (OTD) e gli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI) che hanno subìto una riduzione dell’attività lavorativa. Anche i piccoli coloni e i compartecipanti familiari possono beneficiare della disoccupazione agricola, purché risultino iscritti negli elenchi nominativi dell’INPS.

    Un aspetto importante da comprendere è che la disoccupazione agricola non funziona come un normale ammortizzatore sociale: viene riconosciuta “a consuntivo”, cioè dopo la fine dell’anno in cui si sono verificati i periodi di disoccupazione. Questo la rende una prestazione unica nel panorama italiano degli strumenti di tutela del reddito.

    Differenza tra disoccupazione agricola e NASpI

    Molti lavoratori confondono la disoccupazione agricola con la NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), ma si tratta di due prestazioni completamente diverse. La NASpI è l’indennità di disoccupazione destinata ai lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo che perdono involontariamente il lavoro. La disoccupazione agricola, invece, è riservata esclusivamente ai lavoratori del settore agricolo.

    Le differenze principali riguardano diversi aspetti fondamentali. Sul fronte della modalità di erogazione, la NASpI viene pagata mensilmente per tutta la durata del periodo coperto, mentre la disoccupazione agricola viene corrisposta in un’unica soluzione o in poche rate dopo l’approvazione della domanda. Per quanto riguarda le tempistiche di presentazione, la domanda di NASpI va inoltrata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, mentre la domanda di disoccupazione agricola si presenta entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la disoccupazione.

    Anche il calcolo dell’importo differisce: la NASpI si basa sulla retribuzione media degli ultimi 4 anni, mentre la disoccupazione agricola si calcola sulla retribuzione media convenzionale delle giornate lavorate. Se hai dei dubbi su quale prestazione ti spetti, il CAF Centro Fiscale può analizzare la tua posizione contributiva e indicarti la soluzione più adatta. Per approfondire le differenze, leggi anche il nostro articolo dedicato alla disoccupazione agricola e NASpI a confronto.

    Requisiti per la disoccupazione agricola 2026

    Per ottenere la disoccupazione agricola 2026, è necessario soddisfare requisiti specifici che l’INPS verifica attentamente al momento della domanda. Il primo requisito fondamentale è l’iscrizione negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli per l’anno di riferimento. Questi elenchi vengono compilati dai datori di lavoro e validati dall’INPS.

    Il requisito contributivo principale prevede che il lavoratore abbia maturato almeno 102 giornate di lavoro agricolo nel biennio composto dall’anno per cui si chiede la prestazione e dall’anno precedente. Ad esempio, per la disoccupazione agricola relativa all’anno 2025, servono almeno 102 giornate tra il 2024 e il 2025. Questo è un requisito che spesso genera confusione: non servono 102 giornate in un solo anno, ma nel biennio complessivo.

    Il secondo requisito riguarda l’anzianità assicurativa: il lavoratore deve risultare iscritto negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli da almeno 2 anni. Questo significa che chi è alla prima esperienza come lavoratore agricolo non potrà accedere alla prestazione nell’immediato, ma dovrà attendere di maturare l’anzianità necessaria. Per verificare se possiedi tutti i requisiti per la disoccupazione agricola, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine.

    Requisiti in sintesi

    • Iscrizione negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli
    • Almeno 102 giornate di lavoro agricolo nel biennio (anno di riferimento + anno precedente)
    • Anzianità assicurativa di almeno 2 anni (iscrizione negli elenchi da 2 anni)
    • Essere in stato di disoccupazione (non aver lavorato tutte le giornate previste)
    • Per gli OTI: aver subìto una riduzione di almeno il 30% delle giornate lavorative

    Importo della disoccupazione agricola: come si calcola

    L’importo della disoccupazione agricola si calcola sulla base della retribuzione media giornaliera percepita dal lavoratore durante l’anno di riferimento. La percentuale applicata è pari al 40% della retribuzione media per ogni giornata di disoccupazione indennizzabile. Si tratta di un calcolo che tiene conto sia delle giornate effettivamente lavorate sia delle giornate “scoperte”.

    Per capire meglio, facciamo un esempio pratico. Supponiamo che Marco abbia lavorato 150 giornate nell’anno 2025 come bracciante agricolo, con una retribuzione media giornaliera di 60 euro. Le giornate indennizzabili saranno la differenza tra le giornate di “parametro” (che varia in base alla zona geografica, generalmente 270 per gli OTD) e le giornate lavorate. Se le giornate indennizzabili sono 120, il calcolo della disoccupazione agricola sarà: 60 euro x 40% = 24 euro al giorno x 120 giornate = 2.880 euro lordi.

    Dall’importo lordo vengono trattenuti i contributi figurativi pari al 9% e altre eventuali trattenute fiscali. L’importo netto effettivamente percepito sarà quindi inferiore a quello calcolato. Per i lavoratori agricoli a tempo indeterminato (OTI) il calcolo è leggermente diverso: la percentuale è sempre del 40%, ma le giornate indennizzabili sono calcolate diversamente. Vuoi sapere esattamente quanto ti spetta? Consulta la nostra guida specifica sul calcolo della disoccupazione agricola.

    Durata dell’indennità di disoccupazione agricola

    La durata della disoccupazione agricola non si esprime in mesi come per la NASpI, ma in giornate indennizzabili. Il numero massimo di giornate per cui è possibile percepire l’indennità dipende dalla differenza tra un parametro fisso e le giornate effettivamente lavorate nell’anno di riferimento.

    Per gli operai agricoli a tempo determinato (OTD), il tetto massimo di giornate indennizzabili è generalmente fissato dalla legge, tenendo conto che non si possono superare le 365 giornate annue complessive tra giornate lavorate e indennizzate. In pratica, se un lavoratore ha lavorato 180 giornate, le giornate massime indennizzabili saranno pari alla differenza calcolata secondo i parametri provinciali.

    Per gli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI), invece, l’indennità copre le giornate non lavorate a causa di intemperie stagionali, riduzioni di attività o altri eventi che hanno determinato una sospensione del rapporto. È fondamentale che le giornate di disoccupazione agricola indennizzate non si sovrappongano a periodi coperti da altre prestazioni previdenziali.

    Come presentare la domanda di disoccupazione agricola

    La domanda di disoccupazione agricola deve essere presentata entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la disoccupazione. Questo significa che per i periodi di disoccupazione agricola dell’anno 2025, la domanda va inoltrata entro il 31 marzo 2026. Si tratta di una scadenza tassativa: presentare la domanda in ritardo comporta la perdita del diritto alla prestazione.

    La procedura di presentazione avviene per via telematica attraverso i canali dell’INPS. Tuttavia, la compilazione della domanda richiede attenzione a diversi dettagli tecnici: dati anagrafici, coordinate bancarie, informazioni sulle giornate lavorate e sui datori di lavoro dell’anno di riferimento. Un errore nella compilazione può determinare ritardi o, nel peggiore dei casi, il rigetto della domanda.

    Per questo motivo, la soluzione migliore è affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine, che si occupa dell’intera procedura: dalla raccolta della documentazione alla verifica dei requisiti, fino alla trasmissione telematica della domanda all’INPS. I nostri operatori controllano ogni dettaglio per garantire la correttezza della pratica e massimizzare l’importo spettante. Per la procedura dettagliata, consulta la nostra guida sulla domanda di disoccupazione agricola online.

    Compatibilità con altri lavori e redditi

    Una delle domande più frequenti riguarda la compatibilità della disoccupazione agricola con lo svolgimento di altre attività lavorative. La normativa prevede che l’indennità sia compatibile con lo svolgimento di lavoro agricolo per un numero limitato di giornate. In altre parole, il fatto di aver lavorato alcune giornate in agricoltura non preclude l’accesso alla disoccupazione agricola, purché non si superi il numero massimo previsto.

    Per quanto riguarda lo svolgimento di lavoro non agricolo, la situazione è diversa. Se durante l’anno di riferimento il lavoratore ha svolto anche attività in settori diversi dall’agricoltura, le giornate di lavoro non agricolo non vengono conteggiate ai fini del calcolo della disoccupazione agricola. Tuttavia, eventuali redditi da lavoro non agricolo possono incidere sulla determinazione dell’importo.

    La disoccupazione agricola è inoltre compatibile con la percezione di altri trattamenti previdenziali, come l’assegno unico universale per i figli a carico e le detrazioni fiscali previste dalla normativa. Non è invece cumulabile con la NASpI per lo stesso periodo di riferimento: il lavoratore deve scegliere una delle due prestazioni. I nostri esperti possono aiutarti a capire quale opzione è più vantaggiosa per la tua situazione.

    Documenti necessari per la domanda

    Per presentare la domanda di disoccupazione agricola è necessario preparare una serie di documenti. Il CAF Centro Fiscale ti fornisce una checklist completa al momento della presa in carico della pratica, ma ecco l’elenco dei principali documenti richiesti per la disoccupazione agricola 2026:

    • Documento di identità in corso di validità (carta d’identità o passaporto)
    • Codice fiscale o tessera sanitaria
    • Permesso di soggiorno in corso di validità (per lavoratori extracomunitari)
    • Coordinate bancarie (IBAN) per l’accredito dell’indennità
    • Dichiarazione del datore di lavoro con le giornate lavorate nell’anno
    • Modello SR85 (domanda di disoccupazione agricola)
    • Eventuale documentazione relativa a redditi da lavoro non agricolo

    Non preoccuparti se non sai dove reperire questi documenti: il CAF Centro Fiscale di Udine ti guida passo dopo passo nella raccolta di tutto il necessario. In molti casi, il nostro team può recuperare direttamente dall’INPS le informazioni relative alle giornate lavorate e ai contributi versati, semplificando notevolmente il processo.

    Domande frequenti sulla disoccupazione agricola

    Entro quando si presenta la domanda di disoccupazione agricola?

    La domanda di disoccupazione agricola va presentata entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento. Ad esempio, per la disoccupazione relativa al 2025, la scadenza è il 31 marzo 2026. Dopo questa data, il diritto alla prestazione decade e non è più possibile recuperarlo.

    Quante giornate servono per la disoccupazione agricola?

    Servono almeno 102 giornate di lavoro agricolo nel biennio composto dall’anno di riferimento e dall’anno precedente. Non è necessario raggiungere 102 giornate in un singolo anno: il requisito si calcola sulla somma delle giornate dei due anni.

    Quanto si prende con la disoccupazione agricola?

    L’importo della disoccupazione agricola è pari al 40% della retribuzione media giornaliera per ogni giornata indennizzabile. L’importo finale dipende dalle giornate lavorate, dalla retribuzione percepita e dalle giornate coperte. Per un calcolo personalizzato, rivolgiti al CAF.

    La disoccupazione agricola è compatibile con la NASpI?

    No, la disoccupazione agricola e la NASpI non sono cumulabili per lo stesso periodo. Il lavoratore deve scegliere una delle due prestazioni. Per capire quale convenga di più, consulta il CAF Centro Fiscale oppure leggi il nostro confronto tra disoccupazione agricola e NASpI.

    Quando viene pagata la disoccupazione agricola?

    Il pagamento della disoccupazione agricola avviene generalmente tra giugno e settembre dell’anno in cui si presenta la domanda, dopo la verifica dell’INPS. L’importo viene accreditato in un’unica soluzione sul conto corrente indicato. Per tutti i dettagli sulle tempistiche, consulta la nostra guida dedicata ai pagamenti della disoccupazione agricola 2026.

    Assistenza CAF Centro Fiscale per la disoccupazione agricola

    Hai bisogno di assistenza per la disoccupazione agricola 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per guidarti in ogni fase della procedura: dalla verifica dei requisiti alla raccolta documenti, fino alla presentazione della domanda all’INPS. I nostri operatori hanno esperienza pluriennale nel settore e garantiscono la massima attenzione per ogni pratica.

    Puoi contare sul nostro supporto sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per fissare un appuntamento. Non lasciare che la burocrazia ti faccia perdere un diritto che ti spetta: affidati a chi conosce ogni dettaglio della procedura.

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      CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640

      Maggio 31, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/disoccupazione-agricola.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-31 09:00:002026-04-08 09:07:42Disoccupazione Agricola 2026: Requisiti, Importo e Domanda
      CAF

      Domanda Reversibilità INPS: Procedura e Documenti 2026

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Presentare la domanda di reversibilità INPS è il passaggio obbligatorio per ottenere la pensione ai superstiti. In questa guida spieghiamo passo dopo passo la procedura, i documenti necessari e i tempi di lavorazione nel 2026. Per la guida generale sulla reversibilità, consulta il nostro articolo sulla pensione di reversibilità 2026.

      Indice dei contenuti

      1. Quando presentare la domanda
      2. Documenti necessari
      3. Come presentare la domanda online
      4. Domanda tramite patronato o CAF
      5. Tempi di lavorazione
      6. Cosa fare in caso di rigetto
      7. Domande frequenti

      Quando presentare la domanda

      La domanda di reversibilità può essere presentata in qualsiasi momento dopo il decesso del pensionato o del lavoratore. Non esiste un termine di decadenza per il diritto alla pensione ai superstiti: il diritto non si prescrive.

      Tuttavia, è consigliabile presentarla il prima possibile per due motivi:

      • Gli arretrati (ratei maturati dal mese successivo al decesso) si prescrivono dopo 5 anni
      • Più si aspetta, più complessa può diventare la raccolta dei documenti

      La pensione decorre sempre dal primo giorno del mese successivo al decesso, indipendentemente dalla data della domanda. Se il decesso avviene il 10 maggio 2026 e la domanda viene presentata a settembre 2026, gli arretrati da giugno a settembre verranno comunque riconosciuti.

      Documenti necessari

      Per presentare la domanda di reversibilità servono i seguenti documenti:

      Documenti del defunto

      • Certificato di morte (o autocertificazione)
      • Codice fiscale del defunto
      • Ultimo cedolino della pensione (se era pensionato)
      • Documentazione contributiva (se era lavoratore, per la pensione indiretta)

      Documenti del richiedente

      • Documento di identità valido
      • Codice fiscale
      • Certificato di matrimonio (o stato di famiglia storico)
      • Dichiarazione dei redditi dell’ultimo anno (per il calcolo delle decurtazioni)
      • IBAN del conto corrente su cui accreditare la pensione
      • Sentenza di separazione/divorzio (se applicabile)

      Documenti aggiuntivi per i figli

      • Certificato di iscrizione scolastica/universitaria (per figli studenti)
      • Verbale di invalidità (per figli inabili)
      • Stato di famiglia che dimostri la convivenza e il carico

      Come presentare la domanda online

      Per presentare la domanda di reversibilità direttamente sul sito INPS, segui questi passaggi:

      1. Accedi al portale www.inps.it con SPID, CIE o CNS
      2. Cerca il servizio “Domanda di pensione ai superstiti” nella barra di ricerca
      3. Seleziona il tipo di prestazione: reversibilità (se il defunto era pensionato) o pensione indiretta (se era lavoratore)
      4. Compila i dati anagrafici del defunto e del richiedente
      5. Inserisci le informazioni su reddito, situazione familiare e coordinate bancarie
      6. Allega i documenti richiesti in formato PDF
      7. Verifica il riepilogo e invia la domanda
      8. Conserva il numero di protocollo per monitorare lo stato della pratica

      Lo stato della domanda può essere monitorato nella sezione “Le mie domande” del portale INPS.

      Domanda tramite patronato o CAF

      Se la procedura online risulta complessa, è possibile rivolgersi a un patronato o CAF che presenterà la domanda per conto del cittadino. Il servizio è completamente gratuito per il richiedente (il costo viene sostenuto dallo Stato).

      I vantaggi di rivolgersi a un intermediario:

      • Assistenza nella raccolta documenti: l’operatore verifica che tutta la documentazione sia completa e corretta
      • Compilazione guidata: evita errori nella domanda che potrebbero causare ritardi o rigetti
      • Monitoraggio della pratica: il patronato segue l’iter fino alla conclusione
      • Assistenza in caso di problemi: se la domanda viene respinta, il patronato può presentare ricorso

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la domanda di reversibilità. I nostri operatori ti accompagnano dalla raccolta dei documenti fino all’erogazione della pensione.

      Tempi di lavorazione

      I tempi medi di lavorazione della domanda di reversibilità variano:

      • 30-60 giorni per le domande complete e senza criticità
      • 60-90 giorni in caso di documentazione integrativa richiesta
      • 90-120 giorni per situazioni complesse (pensione indiretta, ripartizione tra coniuge ed ex coniuge)

      Se la domanda resta in lavorazione oltre i 120 giorni, è possibile:

      • Sollecitare tramite il Contact Center INPS (803.164)
      • Presentare un’istanza di autotutela tramite il patronato
      • In ultima istanza, presentare ricorso amministrativo

      Cosa fare in caso di rigetto

      Se la domanda viene respinta, l’INPS comunica le motivazioni per iscritto. Le cause più comuni di rigetto sono:

      • Requisiti contributivi non raggiunti (per la pensione indiretta)
      • Documentazione incompleta o errata
      • Mancanza del requisito di “a carico” per figli o altri familiari
      • Ex coniuge divorziato senza assegno divorzile

      In caso di rigetto, si può presentare:

      • Ricorso amministrativo al Comitato Provinciale INPS, entro 90 giorni dalla notifica del rigetto
      • Ricorso giudiziario al Tribunale del Lavoro, entro 3 anni

      È fortemente consigliato farsi assistere da un patronato o da un avvocato per la presentazione del ricorso.

      Domande frequenti

      Posso presentare la domanda anche dopo anni dal decesso?

      Sì, il diritto alla reversibilità non ha scadenza. Però gli arretrati si prescrivono dopo 5 anni, quindi prima si presenta la domanda, meglio è.

      La domanda è gratuita?

      Sì, sia la domanda online che quella tramite patronato/CAF sono completamente gratuite.

      Devo comunicare le variazioni di reddito?

      L’INPS acquisisce automaticamente i dati reddituali dall’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, è buona norma comunicare tempestivamente variazioni significative (nuovo lavoro, cessazione, ecc.).

      Per presentare la domanda di reversibilità con assistenza professionale, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Ti aspettiamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine.

      Maggio 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-30 09:00:002026-05-30 09:00:00Domanda Reversibilità INPS: Procedura e Documenti 2026
      CAF

      Reversibilità Convivente e Unione Civile: Chi Ha Diritto

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Il diritto alla pensione di reversibilità per il convivente di fatto e il partner di unione civile è un tema molto dibattuto. Mentre le unioni civili garantiscono gli stessi diritti del matrimonio, la convivenza di fatto presenta ancora forti limitazioni. Vediamo cosa prevede la legge nel 2026. Per la guida generale, leggi l’articolo sulla pensione di reversibilità 2026.

      Indice dei contenuti

      1. Unione civile e reversibilità
      2. Convivente di fatto: quali diritti
      3. Differenze tra convivenza e unione civile
      4. Sentenze e orientamenti giurisprudenziali
      5. Come tutelarsi come convivente
      6. Domande frequenti

      Unione civile e reversibilità

      La Legge Cirinnà (L. 76/2016) ha equiparato le unioni civili al matrimonio per quanto riguarda i diritti previdenziali. Il partner di un’unione civile ha pertanto pieno diritto alla pensione di reversibilità, con le stesse percentuali e le stesse regole previste per il coniuge.

      In concreto, il partner superstite di un’unione civile riceve il 60% della pensione del defunto (solo partner), l’80% se ci sono anche figli aventi diritto, e il 100% con due o più figli. Le decurtazioni per reddito si applicano con le stesse modalità previste per il coniuge.

      Convivente di fatto: quali diritti

      La situazione per il convivente di fatto è molto diversa. Attualmente, la legge italiana non riconosce al convivente il diritto alla pensione di reversibilità, nemmeno se la convivenza è stata registrata in Comune ai sensi della Legge Cirinnà.

      Questa esclusione vale sia per le coppie eterosessuali che per le coppie dello stesso sesso che non hanno formalizzato l’unione civile. La convivenza, anche se pluridecennale e documentata, non dà accesso alla reversibilità.

      Perché questa differenza? Il legislatore ha ritenuto che solo il vincolo formale (matrimonio o unione civile) crei quei diritti e doveri reciproci che giustificano la tutela previdenziale ai superstiti. La convivenza, per quanto stabile, resta una scelta che non comporta gli stessi obblighi legali.

      Differenze tra convivenza e unione civile

      AspettoConvivenza di fattoUnione civile
      Pensione reversibilitàNoSì
      TFR in caso di decessoNoSì
      Diritti successoriSolo con testamentoSì, come coniuge
      Assegno mantenimentoSolo con contrattoSì
      Diritto di abitazioneSì (2-5 anni)Sì (vitalizia)

      Come si vede dalla tabella, l’unione civile offre una protezione molto più ampia rispetto alla semplice convivenza, soprattutto in ambito previdenziale e successorio.

      Sentenze e orientamenti giurisprudenziali

      Negli ultimi anni ci sono state alcune pronunce giudiziarie che hanno sollevato il tema dell’estensione della reversibilità ai conviventi. La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 461/2000, ha dichiarato inammissibile la questione, ritenendo che spetti al Parlamento decidere sull’eventuale estensione.

      La Corte di Cassazione ha confermato più volte che, allo stato attuale della legislazione, il convivente non ha diritto alla reversibilità. Tuttavia, alcuni giudici di merito hanno sollevato questioni di legittimità costituzionale, ritenendo la norma discriminatoria.

      A livello europeo, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo non ha imposto agli Stati membri di equiparare convivenza e matrimonio ai fini previdenziali, lasciando un margine di discrezionalità nazionale.

      Come tutelarsi come convivente

      Se sei un convivente e vuoi tutelarti in caso di decesso del partner, ecco le opzioni disponibili:

      • Formalizzare l’unione civile (per coppie dello stesso sesso) o sposarsi (per coppie eterosessuali): è l’unico modo per avere diritto alla reversibilità
      • Polizza vita: stipulare un’assicurazione sulla vita con il partner come beneficiario
      • Testamento: disporre per testamento a favore del convivente (nei limiti delle quote disponibili)
      • Contratto di convivenza: regolamentare almeno gli aspetti patrimoniali della convivenza

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande frequenti

      Convivo da 30 anni: ho diritto alla reversibilità?

      Purtroppo no. Indipendentemente dalla durata della convivenza, senza matrimonio o unione civile non si ha diritto alla pensione ai superstiti.

      L’unione civile dà diritto anche alla pensione indiretta?

      Sì. Il partner di unione civile ha diritto sia alla reversibilità (se il defunto era pensionato) sia alla pensione indiretta (se era lavoratore con i requisiti contributivi).

      Il convivente registrato in Comune ha più diritti?

      La registrazione della convivenza in Comune dà alcuni diritti (come il diritto di abitazione per 2-5 anni in caso di decesso), ma non dà diritto alla reversibilità.

      Per capire quale forma di tutela sia più adatta alla tua situazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.

      Maggio 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-29 09:00:002026-05-31 17:40:45Reversibilità Convivente e Unione Civile: Chi Ha Diritto
      ASSEGNO UNICO, MATERNITA', NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIE, PATRONATO, RDC - REDDITO DI CITTADINANZA

      Pagamenti INPS Giugno 2026: Quando Arrivano Assegno Unico, ADI e NASpI

      Pensione 2026 INPS

      A giugno 2026 milioni di famiglie italiane aspettano l’accredito delle prestazioni INPS: Assegno Unico Universale, ADI (Assegno di Inclusione) e NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego). Ma quando arrivano esattamente i pagamenti? Quali sono le date confermate dall’INPS? E cosa fare se il bonifico non arriva in tempo? In questa guida trovi il calendario completo dei pagamenti INPS di giugno 2026 con tutte le informazioni aggiornate per non perdere nemmeno un accredito.

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      Indice dei contenuti

      1. Il calendario dei pagamenti INPS di giugno 2026: le date ufficiali
      2. Quando arriva l’Assegno Unico a giugno 2026
      3. Quando arriva l’ADI (Assegno di Inclusione) a giugno 2026
      4. Quando arriva la NASpI a giugno 2026
      5. Le pensioni INPS di giugno 2026: le date di pagamento
      6. Come verificare i pagamenti INPS su MyINPS: guida pratica
      7. Cosa fare in caso di mancato pagamento INPS a giugno 2026
      8. Differenze tra ADI e SFL: chi riceve cosa a giugno 2026
      9. Il calendario completo dei pagamenti INPS di giugno 2026: riepilogo
      10. Fonti
      11. Domande frequenti sui pagamenti INPS di giugno 2026

      Il calendario dei pagamenti INPS di giugno 2026: le date ufficiali

      Ogni mese l’INPS accredita le prestazioni economiche secondo un calendario preciso che tiene conto del tipo di prestazione, della modalità di pagamento (bonifico bancario o postale) e dei giorni lavorativi bancari. Giugno 2026 non fa eccezione: di seguito trovi le date di accredito confermate per le principali misure di sostegno al reddito.

      Prestazione INPSData di pagamento giugno 2026Modalità
      Pensioni1-3 giugno 2026Banca/posta (con scaglionamento allo sportello)
      NASpIDal 15 giugno 2026 (competenza maggio)Bonifico IBAN comunicato all’INPS
      Assegno Unico Universale18-19 giugno 2026Bonifico bancario/postale su IBAN
      ADI – Assegno di Inclusione27 giugno 2026 (o 26 se festivo)Carta di inclusione (Poste Italiane)
      SFL – Supporto Formazione e LavoroFine mese (dopo validazione presenze)Bonifico bancario

      Le date indicate si basano sui comunicati ufficiali INPS e sui calendari mensili pubblicati dall’Istituto. Piccole variazioni di 1-2 giorni lavorativi sono possibili in base alla banca o all’ufficio postale di riferimento.

      Quando arriva l’Assegno Unico a giugno 2026

      L’Assegno Unico Universale (AUU) è la misura che sostituisce le precedenti prestazioni familiari (ANF, bonus bebè, assegno natalità) e viene erogata dall’INPS mensilmente a favore dei nuclei familiari con figli a carico fino a 21 anni (senza limite d’età per i figli disabili).

      Per giugno 2026, il calendario INPS (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025) fissa l’accredito dell’Assegno Unico al 18 e 19 giugno per chi ha già la prestazione in pagamento senza variazioni. Le date cambiano di mese in mese. Chi ha presentato o rinnovato la domanda nell’ultimo periodo potrebbe ricevere l’accredito con qualche giorno di ritardo.

      Chi riceve l’Assegno Unico a giugno

      • Nuclei con figli under 21 che hanno presentato domanda DSU/ISEE valida per il 2026
      • Famiglie con figli disabili di qualsiasi età (importo maggiorato)
      • Nuovi beneficiari con domanda accettata entro maggio 2026
      • Chi ha rinnovato la DSU scaduta (attenzione: se l’ISEE scade, il pagamento si riduce alla quota minima)

      Importi Assegno Unico giugno 2026

      Gli importi dell’Assegno Unico per il 2026 variano in base all’ISEE familiare e all’età del figlio:

      ISEE familiareFiglio minorenneFiglio 18-20 anniMaggiorazione figli con disabilità (under 21)
      Fino a 17.468,51 euro203,80 euro/mese (importo massimo)99,10 euro/mese+99,10 euro/mese (disabilità media), +110,60 (grave), +122,30 (non autosufficienza)
      Tra 17.468,52 e 46.582,71 euroImporto decrescente all’aumentare dell’ISEEImporto decrescenteStessi importi: la maggiorazione è fissa e non dipende dall’ISEE
      Oltre 46.582,71 euro (o senza ISEE)58,30 euro/mese (importo minimo)29,10 euro/mese+99,10 / +110,60 / +122,30 euro/mese

      Per consultare la tua situazione aggiornata o verificare l’importo spettante, puoi accedere al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS. Per approfondire, leggi anche la nostra guida su Assegno unico maggio 2026: date pagamenti INPS e scadenze per gli arretrati.

      Cosa fare se l’Assegno Unico non arriva a giugno

      Se entro il 22-23 giugno 2026 non hai ricevuto l’accredito dell’Assegno Unico, verifica:

      1. ISEE scaduto: se non hai presentato la DSU per il 2026, da marzo ricevi solo l’importo minimo (58,30 euro al mese per ogni figlio minorenne)
      2. IBAN non aggiornato: verifica che l’IBAN comunicato all’INPS sia corretto accedendo a MyINPS
      3. Domanda in verifica: controlla lo stato della domanda nella sezione “Assegno Unico e Universale” su MyINPS
      4. Figlio uscito dai requisiti: se il figlio ha compiuto 21 anni, il diritto si estingue (salvo disabilità)
      5. Chiedi assistenza: se non riesci a risolvere il problema autonomamente, puoi rivolgerti a un CAF o a un patronato abilitato

      Quando arriva l’ADI (Assegno di Inclusione) a giugno 2026

      L’ADI – Assegno di Inclusione è la misura che dal 1° gennaio 2024 ha sostituito il Reddito di Cittadinanza per le famiglie con soggetti “fragili”: anziani over 60, disabili, minori a carico o persone in situazione di svantaggio inserite in programmi di cura. Si tratta di un sussidio economico mensile erogato tramite la Carta di Inclusione di Poste Italiane.

      A giugno 2026, la ricarica mensile dell’ADI avviene il 27 del mese. Poiché il 27 giugno 2026 cade di sabato, la ricarica viene anticipata al venerdì 26 giugno 2026. L’accredito sulla Carta di Inclusione avviene automaticamente senza necessità di recarsi agli sportelli.

      Chi riceve l’ADI a giugno 2026

      Hanno diritto all’ADI a giugno 2026 i nuclei familiari che:

      • Hanno almeno un componente over 60, disabile, minore o in situazione di fragilità certificata
      • Hanno un ISEE non superiore a 10.140 euro annui
      • Hanno un reddito familiare non superiore a 6.000 euro annui (9.360 euro se il nucleo comprende solo anziani over 67 o disabili gravi)
      • Hanno stipulato il Patto di Attivazione Digitale (PAD) su INPS.it
      • Non hanno beneficiari con precedenti penali ostativi o veicoli di lusso intestati

      Importo ADI giugno 2026

      L’importo dell’ADI si compone di due parti:

      • Componente economica: fino a 6.000 euro annui (500 euro/mese) per nucleo familiare, ridotta del reddito familiare già percepito e moltiplicata per la scala di equivalenza ISEE
      • Componente affitto: ulteriori 3.360 euro annui (280 euro/mese) per chi vive in affitto con contratto di locazione registrato

      La formula di calcolo tiene conto della composizione del nucleo familiare tramite la scala di equivalenza: valore base 1 (nucleo di una persona), +0,4 per ogni ulteriore adulto, +0,15 per ogni bambino under 3, fino a un massimo di 2,2.

      Come verificare il saldo della Carta di Inclusione

      Per verificare se l’accredito ADI del mese di giugno è arrivato, puoi:

      1. Controllare il saldo all’ATM di Poste Italiane (senza commissioni)
      2. Accedere all’app BancoPosta o al sito poste.it con le credenziali Postepay
      3. Chiamare il numero verde Postepay: 800.00.33.22
      4. Verificare lo stato del pagamento tramite MyINPS → “Assegno di Inclusione” → “Situazione pagamenti”

      Se il saldo non risulta aggiornato dopo il 28-29 giugno 2026, contatta il tuo patronato di fiducia o il numero verde INPS (803 164 da fisso, 06 164164 da mobile).

      Quando arriva la NASpI a giugno 2026

      La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. A differenza dell’Assegno Unico e dell’ADI, il pagamento NASpI non ha una data fissa mensile: dipende dalla data di presentazione della domanda e dal ciclo elaborativo INPS.

      Come funziona il pagamento NASpI

      Il pagamento NASpI avviene tipicamente entro 30-45 giorni dalla presentazione della domanda per la prima mensilità. Successivamente, il pagamento è mensile e viene accreditato generalmente nella seconda e terza settimana del mese successivo a quello di competenza. Per la competenza di maggio 2026, l’accredito avviene in genere tra l’8 e il 20 giugno 2026.

      Chi riceve la NASpI a giugno 2026

      • Lavoratori dipendenti con contratto cessato involontariamente (licenziamento, fine contratto a termine, risoluzione consensuale in conciliazione)
      • Lavoratori con dimissioni per giusta causa
      • Chi ha almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni
      • Chi ha almeno 30 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesi
      • Beneficiari con domanda accettata e in corso di erogazione

      Importo NASpI 2026 e decalage

      La NASpI 2026 viene calcolata sull’imponibile previdenziale degli ultimi 4 anni diviso il numero di settimane coperte, moltiplicato per 4,33. L’indennità è pari al 75% della retribuzione media mensile se questa è inferiore alla soglia INPS vigente (per il 2026: 1.480,30 euro). Per importi superiori si aggiunge il 25% sulla parte eccedente tale soglia, fino al massimale mensile di 1.575,42 euro.

      A partire dal settimo mese di percezione (cioè dopo i primi 6 mesi interi), scatta il decalage: la NASpI si riduce del 3% al mese. Chi ha iniziato a percepire la NASpI a dicembre 2025 o prima vedrà quindi a giugno 2026 una riduzione in corso o imminente.

      Mese di competenzaRiduzione (decalage)Esempio: NASpI iniziale 1.000 euro
      Mesi 1-60%1.000 euro
      Mese 7-3%970 euro
      Mese 8-6%940 euro
      Mese 9-9%910 euro
      Mese 10-12%880 euro
      Mese 11-15%850 euro
      Mese 12-18%820 euro

      Come verificare lo stato del pagamento NASpI

      Per controllare la situazione della tua NASpI e verificare il pagamento di giugno:

      1. Accedi a MyINPS (inps.it) con SPID, CIE o CNS
      2. Vai su “Lavoro” → “NASpI” → “Situazione pagamenti”
      3. Verifica che l’IBAN comunicato sia corretto (in caso contrario aggiornalo tempestivamente)
      4. Controlla che tu abbia rispettato gli obblighi di condizionalità (DID, patto di servizio, corsi di formazione)

      Le pensioni INPS di giugno 2026: le date di pagamento

      Le pensioni INPS di giugno 2026 vengono accreditate a partire dal 1° giugno 2026 (primo giorno lavorativo del mese). Per i pensionati che riscuotono in contanti agli uffici postali, il pagamento è scaglionato per lettera del cognome, al fine di evitare affollamento:

      Lettere cognomeData pagamento allo sportello postale
      A – BLunedì 2 giugno 2026
      C – DMartedì 3 giugno 2026
      E – KMercoledì 4 giugno 2026
      L – OGiovedì 5 giugno 2026
      P – RVenerdì 6 giugno 2026
      S – ZLunedì 9 giugno 2026

      I pensionati con accredito su conto corrente bancario o postale ricevono l’accredito direttamente il 1° giugno 2026 (o entro il 2-3 giugno in base ai tempi interbancari). Per consultare il cedolino pensione e verificare importo e competenza di giugno, leggi la nostra guida su Cedolino Pensione Giugno 2026: Importi, Calendario Pagamenti e Come Consultarlo.

      Come verificare i pagamenti INPS su MyINPS: guida pratica

      Il portale MyINPS (inps.it) è lo strumento principale per monitorare tutti i pagamenti INPS. Ecco come accedervi e cosa trovare:

      Accesso a MyINPS

      1. Vai su inps.it e clicca su “Accedi a MyINPS”
      2. Scegli la modalità di autenticazione: SPID (livello 2), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
      3. Una volta autenticato, accedi all’area “I tuoi servizi”
      4. Seleziona la prestazione che vuoi verificare (Assegno Unico, ADI, NASpI, Pensione)

      Sezioni da consultare per ogni prestazione

      PrestazionePercorso MyINPS
      Assegno UnicoFamiglia → Assegno Unico e Universale → Situazione pagamenti
      ADISostegno reddito → Assegno di Inclusione → Situazione pagamenti
      NASpILavoro → NASpI → Situazione pagamenti
      PensionePensione e Previdenza → Cedolino pensione

      App INPS Mobile

      L’INPS mette a disposizione anche l’App INPS Mobile (disponibile su App Store e Google Play), che consente di consultare i pagamenti, le domande in corso e le comunicazioni dell’Istituto direttamente da smartphone. L’accesso avviene sempre tramite SPID o CIE.

      Cosa fare in caso di mancato pagamento INPS a giugno 2026

      Se il pagamento INPS atteso non arriva entro i termini previsti, ecco le azioni da intraprendere in ordine di priorità:

      1. Verifica la situazione su MyINPS

      Prima di contattare l’INPS, controlla su MyINPS se la prestazione risulta “in elaborazione” o “sospesa”. L’Istituto comunica eventuali blocchi o anomalie direttamente nella sezione dedicata alla prestazione.

      2. Controlla l’IBAN comunicato

      Un IBAN errato o non aggiornato è la causa più comune di mancato pagamento. Verifica che l’IBAN presente nella tua domanda sia corretto. Per aggiornarlo, accedi a MyINPS e modificalo nella sezione specifica della prestazione, oppure rivolgiti a un CAF o patronato che effettuerà la modifica con delega.

      3. Controlla ISEE e requisiti

      Per l’Assegno Unico: un ISEE scaduto o non aggiornato può ridurre o azzerare il pagamento. Per l’ADI: un cambiamento nella composizione del nucleo familiare o nel reddito può modificare l’importo spettante. Per la NASpI: il mancato rispetto degli obblighi di condizionalità (DID, patto di servizio) può causare la sospensione del pagamento.

      4. Contatta l’INPS

      Se dopo le verifiche il problema persiste, contatta l’INPS attraverso i seguenti canali:

      • Numero verde INPS: 803 164 (da fisso, gratuito) oppure 06 164164 (da cellulare, a pagamento)
      • Sportello online: tramite MyINPS puoi inviare una comunicazione diretta al tuo sportello di competenza
      • Sede INPS territoriale: prenota un appuntamento allo sportello fisico tramite il portale INPS
      • CAF e patronato: per assistenza completa nella gestione delle pratiche INPS

      Per un confronto aggiornato su tutti i pagamenti INPS previsti in questo periodo, consulta anche il nostro articolo su Pagamenti INPS Giugno 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI.

      Differenze tra ADI e SFL: chi riceve cosa a giugno 2026

      Dal 1° gennaio 2024, il Reddito di Cittadinanza è stato sostituito da due distinte misure:

      • ADI (Assegno di Inclusione): per famiglie con soggetti fragili (over 60, disabili, minori, persone in percorsi di cura). Erogato tramite Carta di Inclusione. Ricarica il 27 del mese (o giorno lavorativo precedente se festivo).
      • SFL (Supporto per la Formazione e il Lavoro): per persone tra 18 e 59 anni occupabili, prive di soggetti fragili nel nucleo. Importo fisso di 350 euro/mese per massimo 12 mesi. Erogato tramite bonifico bancario.

      Il SFL viene erogato solo a seguito di un percorso formativo o di politica attiva del lavoro avviato presso il proprio Centro per l’Impiego. Per giugno 2026, il pagamento SFL avviene dopo la validazione delle presenze nel percorso formativo, solitamente a fine mese.

      Per capire se hai diritto all’ADI o al SFL, o per verificare lo stato della tua domanda, puoi consultare il nostro aggiornamento sui pagamenti INPS di fine maggio 2026.

      Il calendario completo dei pagamenti INPS di giugno 2026: riepilogo

      Ecco il riepilogo in un’unica tabella di tutte le principali date di pagamento INPS per giugno 2026:

      DataPrestazione INPSDestinatari
      1-3 giugno 2026Pensioni (accredito bancario/postale e sportello)Pensionati
      Dal 15 giugno 2026NASpI (competenza maggio 2026)Disoccupati con NASpI attiva
      18-19 giugno 2026Assegno Unico UniversaleFamiglie con figli fino a 21 anni
      26 giugno 2026ADI – Assegno di Inclusione (anticipo da sabato 27)Nuclei con soggetti fragili
      Fine meseSFL – Supporto Formazione e LavoroOccupabili in percorsi formativi

      Per restare sempre aggiornato sui pagamenti INPS e sulle novità fiscali, visita la sezione Tabelle ANF INPS 2026/2027 e iscriviti alla nostra newsletter gratuita.

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      Fonti

      • Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)
      • Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)
      • D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale)
      • Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026)

      Domande frequenti sui pagamenti INPS di giugno 2026

      Qual è la data precisa del pagamento dell’Assegno Unico a giugno 2026?

      Secondo il calendario INPS 2026 (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025), l’Assegno Unico viene accreditato il 18 e il 19 giugno 2026 per i beneficiari già con domanda attiva e senza variazioni. I nuovi beneficiari o chi ha aggiornato il proprio IBAN di recente potrebbe ricevere il pagamento con qualche giorno di ritardo.

      L’ADI viene pagato sempre il 27 del mese?

      Sì, l’ADI viene ricaricato sulla Carta di Inclusione tipicamente il 27 di ogni mese. Se il 27 cade di sabato, domenica o giorno festivo, il pagamento viene anticipato al giorno lavorativo precedente. A giugno 2026, il 27 cade di sabato, quindi la ricarica è anticipata al venerdì 26 giugno 2026.

      Quando arriva la NASpI se ho fatto domanda di recente?

      Per chi ha presentato la domanda NASpI nelle ultime settimane, il primo pagamento arriva entro 30-45 giorni dalla presentazione della domanda, una volta completate le verifiche INPS. I pagamenti successivi vengono accreditati mensilmente, generalmente nella seconda-terza settimana del mese successivo a quello di competenza.

      Posso ricevere sia l’Assegno Unico che la NASpI nello stesso mese?

      Sì, le due prestazioni sono cumulabili. L’Assegno Unico spetta in quanto genitore con figli a carico, indipendentemente dallo stato occupazionale. La NASpI spetta in quanto lavoratore disoccupato. Non ci sono incompatibilità tra le due misure.

      Come cambio l’IBAN per il pagamento INPS?

      Per aggiornare l’IBAN associato a una prestazione INPS, accedi a MyINPS e vai nella sezione specifica della prestazione (es. Assegno Unico, NASpI). Nella scheda della domanda troverai l’opzione per modificare i dati bancari. In alternativa, puoi rivolgerti a un CAF o patronato che effettuerà la modifica per tuo conto con delega.

      Cosa succede all’Assegno Unico se non rinnovo l’ISEE?

      Se non hai rinnovato la DSU per l’anno 2026, l’INPS continua a erogare l’Assegno Unico all’importo minimo di 58,30 euro per ogni figlio minorenne (29,10 euro per i figli tra 18 e 20 anni), senza tener conto della situazione economica effettiva del nucleo. Se presenti la DSU entro il 30 giugno 2026, l’INPS ricalcola l’assegno a partire da marzo 2026 e paga gli arretrati.

      Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 19:58:502026-09-30 08:05:30Pagamenti INPS Giugno 2026: Quando Arrivano Assegno Unico, ADI e NASpI
      CAF

      Reversibilità e Nuovo Matrimonio: Si Perde la Pensione?

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Se il coniuge superstite che percepisce la pensione di reversibilità decide di risposarsi, cosa succede alla pensione? La risposta è netta: si perde. Ma con alcune importanti tutele economiche. Vediamo nel dettaglio come funziona il rapporto tra reversibilità e nuovo matrimonio nel 2026. Per il quadro completo, consulta la guida alla pensione di reversibilità.

      Indice dei contenuti

      1. Cosa dice la legge
      2. La doppia annualità: indennità una tantum
      3. Convivenza senza matrimonio
      4. Unione civile dopo la reversibilità
      5. Effetti sui figli
      6. Domande frequenti

      Cosa dice la legge

      L’articolo 3 del D.Lgs. n. 39/1945 e la successiva normativa stabiliscono che il coniuge superstite perde il diritto alla reversibilità se contrae un nuovo matrimonio. La cessazione della pensione decorre dal primo giorno del mese successivo al nuovo matrimonio.

      Questa regola si applica sia al matrimonio civile che a quello religioso con effetti civili. La ratio della norma è che, con il nuovo matrimonio, il coniuge superstite acquisisce un nuovo nucleo familiare e, potenzialmente, un nuovo sostegno economico.

      La doppia annualità: indennità una tantum

      Per compensare la perdita della pensione, la legge prevede il riconoscimento di una doppia annualità. Si tratta di un’indennità una tantum pari a 26 mensilità della pensione di reversibilità percepita, calcolata sull’importo in pagamento alla data del nuovo matrimonio (comprensiva della tredicesima).

      Esempio: se Anna percepisce una reversibilità di 800 euro al mese e si risposa, riceverà un’indennità una tantum di 800 x 26 = 20.800 euro. Dopo di che, la pensione di reversibilità cesserà definitivamente.

      La doppia annualità va richiesta all’INPS con apposita domanda. Non è automatica.

      Convivenza senza matrimonio

      Questo è un punto cruciale: la convivenza di fatto (anche more uxorio) non fa perdere la reversibilità. Solo il matrimonio formale (civile o concordatario) comporta la cessazione del diritto.

      Pertanto, il coniuge superstite che inizia una nuova convivenza senza sposarsi continua a percepire regolarmente la pensione di reversibilità. Non esiste alcun obbligo di comunicare la convivenza all’INPS ai fini della reversibilità.

      Questa distinzione tra matrimonio e convivenza è stata confermata da numerose sentenze della Corte di Cassazione.

      Unione civile dopo la reversibilità

      Con la Legge Cirinnà (L. 76/2016), l’unione civile è equiparata al matrimonio per molti aspetti, compresa la reversibilità. Di conseguenza, se il coniuge superstite costituisce una nuova unione civile, perde il diritto alla pensione di reversibilità, con le stesse regole previste per il nuovo matrimonio (inclusa la doppia annualità).

      Effetti sui figli

      Il nuovo matrimonio del coniuge superstite non influisce sulla quota dei figli. Se i figli avevano diritto alla reversibilità (perché minorenni, studenti o inabili), continuano a percepirla anche dopo il nuovo matrimonio del genitore.

      La quota viene semplicemente ricalcolata: la parte del coniuge viene meno, ma quella dei figli resta invariata. Ad esempio, se la famiglia percepiva l’80% (60% coniuge + 20% figlio), dopo il nuovo matrimonio del genitore il figlio continuerà a percepire la sua quota del 70% (un figlio solo, senza coniuge).

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande frequenti

      Se mi risposo e poi divorzio, posso riavere la reversibilità?

      No. Una volta perso il diritto alla reversibilità per nuovo matrimonio, non si può più riacquistare, nemmeno in caso di successivo divorzio o vedovanza dal secondo coniuge.

      La convivenza certificata è come il matrimonio?

      No. Anche la convivenza registrata in Comune (ai sensi della Legge Cirinnà) non fa perdere la reversibilità. Solo il matrimonio o l’unione civile formale comportano la cessazione.

      La doppia annualità è tassata?

      Sì, la doppia annualità è soggetta a tassazione ordinaria IRPEF, come la pensione da cui deriva.

      Se stai valutando un nuovo matrimonio e vuoi capire le conseguenze sulla tua reversibilità, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti con una consulenza personalizzata. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.

      Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-28 09:00:002026-05-31 17:42:02Reversibilità e Nuovo Matrimonio: Si Perde la Pensione?
      PATRONATO

      Pagamenti INPS Giugno 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI

      Pensione 2026 INPS

      Quali sono le date dei pagamenti INPS a giugno 2026? Pensioni, Assegno Unico, NASpI e Assegno di Inclusione: ogni mese milioni di italiani attendono l’accredito delle prestazioni INPS sul proprio conto. In questa guida trovi il calendario completo dei pagamenti INPS di giugno 2026, con tutte le date confermate e le informazioni utili per verificare lo stato dei tuoi pagamenti su MyINPS.

      Giugno 2026 è un mese particolarmente importante per i pensionati: oltre al normale accredito della pensione, si avvicina la quattordicesima mensilità che verrà erogata con la pensione di luglio. In questo articolo ti spieghiamo anche come anticipare la verifica e cosa controllare nel tuo cedolino pensione.

      Indice dei contenuti

      1. Calendario completo pagamenti INPS giugno 2026
      2. Pensioni giugno 2026: data accredito
      3. Ritiro pensione alle Poste giugno 2026
      4. Assegno Unico giugno 2026: date pagamento
      5. NASpI giugno 2026: quando arriva
      6. Assegno di Inclusione (ADI) giugno 2026
      7. Quattordicesima pensionati 2026
      8. Bonus Nido rimborsi giugno 2026
      9. Bonus Mamme esonero contributivo giugno 2026
      10. Come verificare i pagamenti su MyINPS
      11. FAQ pagamenti INPS giugno 2026

      Calendario completo pagamenti INPS giugno 2026

      Ecco la tabella riepilogativa con tutte le date dei pagamenti INPS di giugno 2026. Tieni presente che le date possono subire lievi variazioni in base all’istituto di credito o all’ufficio postale di riferimento.

      Prestazione INPSData pagamento giugno 2026Modalità
      Pensioni (accredito bancario)Lunedì 1 giugno 2026Accredito su conto corrente
      Pensioni (ritiro Poste)Dal 1 al 6 giugno 2026 (turni alfabetici)Ritiro allo sportello
      Assegno Unico17, 18 e 19 giugno 2026Accredito su IBAN indicato
      NASpITra il 10 e il 20 giugno 2026Accredito su IBAN indicato
      Assegno di Inclusione (ADI)27 giugno 2026Carta ADI
      Bonus Nido (rimborsi)Entro fine giugno (variabile)Accredito su IBAN indicato
      Bonus Mamme (esonero)Con la busta paga di giugnoEsonero in busta paga

      Nota importante: le date indicate sono basate sul calendario storico dei pagamenti INPS e sulle comunicazioni ufficiali disponibili. Per conferme definitive, consulta sempre il tuo fascicolo previdenziale su inps.it.

      Pensioni giugno 2026: data accredito bancario

      Le pensioni di giugno 2026 verranno accreditate il 1° giugno 2026 (lunedì), primo giorno bancabile del mese. Questo vale per tutti i pensionati che ricevono l’assegno tramite accredito su conto corrente bancario o postale.

      L’accredito riguarda tutte le tipologie di pensione INPS:

      • Pensione di vecchiaia (contributiva e retributiva)
      • Pensione anticipata (inclusa Quota 41)
      • Pensione di invalidità e assegno ordinario di invalidità
      • Pensione ai superstiti (reversibilità)
      • APE Sociale
      • Opzione Donna

      Il cedolino della pensione di giugno sarà consultabile su MyINPS generalmente a partire dall’ultima settimana di maggio. Ti consigliamo di verificarlo per controllare eventuali trattenute fiscali, conguagli IRPEF o variazioni nell’importo netto.

      Ritiro pensione alle Poste giugno 2026: calendario alfabetico

      Per i pensionati che ritirano la pensione in contanti presso gli uffici postali, anche a giugno 2026 si applica il calendario alfabetico di Poste Italiane, pensato per evitare assembramenti. Il ritiro è scaglionato in base alla lettera iniziale del cognome.

      Ecco il calendario previsto per il ritiro delle pensioni alle Poste a giugno 2026:

      GiornoDataCognomi (iniziale)
      Lunedì1 giugno 2026A – B
      Martedì2 giugno 2026Festa della Repubblica – uffici chiusi
      Mercoledì3 giugno 2026C – D
      Giovedì4 giugno 2026E – K
      Venerdì5 giugno 2026L – O
      Sabato6 giugno 2026P – R
      Lunedì8 giugno 2026S – Z

      Attenzione: il 2 giugno 2026 è la Festa della Repubblica, quindi gli uffici postali saranno chiusi. Il calendario si estende quindi fino a lunedì 8 giugno. I pensionati con cognome dalla S alla Z potranno ritirare a partire da quella data.

      Ricorda che puoi ritirare la pensione anche nei giorni successivi a quello assegnato, non solo nella data indicata. Il calendario serve solo a stabilire il primo giorno utile per il ritiro.

      Assegno Unico giugno 2026: date pagamento

      L’Assegno Unico di giugno 2026 verrà accreditato nelle giornate del 17, 18 e 19 giugno 2026. Come di consueto, l’INPS distribuisce i pagamenti su tre giorni lavorativi consecutivi per gestire il volume di bonifici.

      Le date valgono sia per chi riceve l’Assegno Unico per la prima volta sia per chi lo percepisce già da mesi. Ecco cosa sapere:

      • Beneficiari confermati (domanda già attiva): pagamento tra il 17 e il 19 giugno
      • Nuove domande presentate a maggio: primo pagamento possibile già a giugno, con eventuali arretrati
      • Importo base 2026: da 57 euro a 199,40 euro per figlio (in base all’ISEE)
      • Maggiorazioni: previste per figli disabili, famiglie numerose (3+ figli) e genitori entrambi lavoratori

      Consiglio pratico: se non hai ancora presentato la domanda per il 2026, puoi farlo entro il 28 febbraio per ricevere gli arretrati da gennaio. Dopo questa data, l’assegno decorre dal mese successivo alla domanda. Per qualsiasi dubbio sulla tua situazione, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella compilazione della domanda.

      NASpI giugno 2026: quando arriva il pagamento

      Il pagamento della NASpI di giugno 2026 è previsto tra il 10 e il 20 giugno. La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione destinata ai lavoratori subordinati che hanno perso involontariamente il lavoro.

      A differenza delle pensioni, la NASpI non ha una data fissa di pagamento. L’accredito dipende dalla data di presentazione della domanda e dal giorno del mese in cui è stata approvata. In linea generale:

      • Domande presentate nei primi giorni del mese: pagamento entro il 10-15 giugno
      • Domande presentate a metà mese: pagamento entro il 15-20 giugno
      • Primo pagamento (nuova domanda): può richiedere fino a 30-40 giorni dall’approvazione

      Se stai aspettando il pagamento della NASpI e non lo hai ancora ricevuto, verifica lo stato della tua pratica su MyINPS nella sezione “Prestazioni e servizi” > “NASpI”. Se hai bisogno di assistenza per la domanda di disoccupazione, il nostro patronato può aiutarti.

      Assegno di Inclusione (ADI) giugno 2026

      L’Assegno di Inclusione (ADI), la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024, verrà pagato il 27 giugno 2026. L’importo viene caricato sulla Carta di Inclusione (la carta prepagata dedicata, evoluzione della vecchia carta RdC).

      Ecco le informazioni principali sull’ADI di giugno:

      • Data accredito: 27 giugno 2026
      • Modalità: ricarica sulla Carta di Inclusione
      • Importo massimo: fino a 6.000 euro annui (500 euro/mese), incrementabile in base alla composizione del nucleo familiare
      • Requisiti ISEE: ISEE non superiore a 9.360 euro
      • Primo pagamento (nuovi beneficiari): il mese successivo alla sottoscrizione del Patto di attivazione digitale

      Importante: per continuare a ricevere l’ADI è necessario mantenere aggiornato l’ISEE e rispettare gli obblighi previsti dal Patto di inclusione. Se il tuo ISEE è scaduto, rinnovalo quanto prima per evitare la sospensione del beneficio.

      Quattordicesima pensionati 2026: quando arriva

      La quattordicesima mensilità per i pensionati viene tradizionalmente erogata con la pensione di luglio. Per il 2026, l’accredito della quattordicesima è previsto quindi con il cedolino di luglio 2026 (accredito il 1° luglio).

      Chi ha diritto alla quattordicesima pensione? Ecco i requisiti:

      • Età: almeno 64 anni compiuti
      • Reddito personale: non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.500 euro annui nel 2026)
      • Tipologia: pensionati INPS con pensione a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria o fondi sostitutivi

      L’importo della quattordicesima varia in base agli anni di contributi versati:

      Anni di contributiImporto (reddito fino a 1,5x minimo)Importo (reddito tra 1,5x e 2x minimo)
      Fino a 15 anni (18 autonomi)437 euro336 euro
      Tra 15 e 25 anni (18-28 autonomi)546 euro420 euro
      Oltre 25 anni (oltre 28 autonomi)655 euro504 euro

      Consiglio: se compi 64 anni nel corso del 2026, la quattordicesima ti spetta in proporzione ai mesi trascorsi dal compimento dell’età. Se ritieni di averne diritto e non la ricevi, contatta il patronato del CAF Centro Fiscale per verificare la tua posizione.

      Bonus Nido rimborsi giugno 2026

      Il Bonus Nido 2026 prevede il rimborso delle rette degli asili nido (pubblici e privati autorizzati) o il contributo per forme di assistenza domiciliare per bambini sotto i 3 anni con patologie croniche. I rimborsi di giugno 2026 riguardano le fatture presentate nei mesi precedenti.

      Ecco gli importi massimi annui del Bonus Nido in base all’ISEE minorenni:

      • ISEE fino a 25.000 euro: rimborso fino a 3.000 euro annui (272,72 euro/mese per 11 mensilità)
      • ISEE tra 25.001 e 40.000 euro: rimborso fino a 2.500 euro annui
      • ISEE oltre 40.000 euro (o senza ISEE): rimborso fino a 1.500 euro annui
      • Secondo figlio sotto i 10 anni: importo maggiorato fino a 3.600 euro annui (con ISEE fino a 40.000 euro)

      Per ricevere il rimborso a giugno, devi aver caricato le ricevute di pagamento delle rette sulla piattaforma INPS. Il pagamento avviene generalmente entro 30-45 giorni dall’inserimento della documentazione. Se hai bisogno di aiuto con la domanda Bonus Nido sulla piattaforma INPS, il CAF Centro Fiscale è a tua disposizione.

      Bonus Mamme: esonero contributivo in busta paga giugno 2026

      Il Bonus Mamme 2026 (ufficialmente “esonero contributivo per lavoratrici madri”) viene applicato direttamente nella busta paga di giugno 2026 dal datore di lavoro. Non si tratta di un pagamento INPS diretto, ma di un esonero dai contributi previdenziali che aumenta lo stipendio netto.

      Chi ne ha diritto nel 2026:

      • Lavoratrici dipendenti (settore pubblico e privato) con contratto a tempo indeterminato
      • Con almeno 2 figli, di cui il più piccolo sotto i 10 anni
      • Esonero: fino a 3.000 euro annui (250 euro/mese) di riduzione dei contributi a carico della lavoratrice
      • Effetto pratico: aumento dello stipendio netto mensile di circa 100-250 euro

      Se sei una lavoratrice madre e non vedi l’esonero nella tua busta paga, verifica con il tuo datore di lavoro o con un consulente del lavoro che la misura sia stata correttamente applicata. Puoi anche verificare la tua posizione dalla sezione dedicata su MyINPS. Per approfondire requisiti e importi, leggi la nostra guida completa al Bonus Mamme 2026.

      Come verificare i pagamenti su MyINPS

      Per controllare lo stato dei tuoi pagamenti INPS di giugno 2026, puoi utilizzare il portale MyINPS. Ecco come fare, passo dopo passo:

      Accesso a MyINPS

      1. Vai su www.inps.it
      2. Clicca su “Accedi ai servizi” in alto a destra
      3. Autenticati con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
      4. Accedi alla tua area personale MyINPS

      Dove trovare le informazioni sui pagamenti

      Una volta dentro MyINPS, ecco dove cercare in base alla prestazione:

      • Pensioni: “Fascicolo previdenziale del cittadino” > “Cedolino pensione” (disponibile dall’ultima settimana del mese precedente)
      • NASpI: “Prestazioni e servizi” > “NASpI: indennità mensile di disoccupazione” > “Consultazione domande” (stato pagamenti e importi)
      • Assegno Unico: “Prestazioni e servizi” > “Assegno Unico e Universale per i figli a carico” > “Consulta le domande” > “Pagamenti”
      • ADI: “Prestazioni e servizi” > “Assegno di Inclusione” > “Stato della domanda e pagamenti”
      • Bonus Nido: “Prestazioni e servizi” > “Bonus asilo nido” > “Stato domanda e pagamenti”

      Suggerimento: se non riesci ad accedere a MyINPS, puoi anche chiamare il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164 164 (da cellulare, a pagamento). In alternativa, rivolgiti al patronato del CAF Centro Fiscale di Udine per una verifica gratuita della tua posizione.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      FAQ: domande frequenti sui pagamenti INPS giugno 2026

      Quando viene pagata la pensione di giugno 2026?

      La pensione di giugno 2026 viene accreditata il 1° giugno 2026 per chi ha l’accredito bancario. Per chi ritira alle Poste, il calendario parte dal 1° giugno con turni alfabetici che si estendono fino all’8 giugno a causa della Festa della Repubblica del 2 giugno.

      Quando arriva l’Assegno Unico di giugno 2026?

      L’Assegno Unico di giugno 2026 viene pagato nelle giornate del 17, 18 e 19 giugno. Se hai presentato una nuova domanda a maggio, il primo pagamento potrebbe arrivare già a giugno con eventuali arretrati.

      Quando arriva la NASpI di giugno 2026?

      La NASpI di giugno 2026 viene pagata tra il 10 e il 20 giugno. La data esatta dipende dalla data di presentazione della domanda originale. Puoi verificare la data precisa su MyINPS nella sezione dedicata alla NASpI.

      Quando viene pagato l’Assegno di Inclusione a giugno 2026?

      L’Assegno di Inclusione (ADI) di giugno 2026 viene accreditato il 27 giugno sulla Carta di Inclusione. Per i nuovi beneficiari, il primo pagamento avviene il mese successivo alla sottoscrizione del Patto di attivazione digitale.

      Quando arriva la quattordicesima 2026?

      La quattordicesima mensilità per i pensionati viene erogata con la pensione di luglio 2026 (accredito il 1° luglio). Ne hanno diritto i pensionati con almeno 64 anni e reddito personale non superiore a 2 volte il trattamento minimo.

      Come faccio a sapere se il mio pagamento INPS è in arrivo?

      Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS e consulta il fascicolo previdenziale. Nella sezione relativa alla tua prestazione (pensione, NASpI, Assegno Unico, ecc.) troverai lo stato dei pagamenti disposti e le date di accredito previste. In alternativa, chiama il Contact Center INPS o rivolgiti al patronato.


      Hai bisogno di assistenza per le tue pratiche INPS?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza completa per tutte le pratiche INPS: dalla domanda di NASpI all’Assegno Unico, dalla verifica del cedolino pensione alla richiesta dell’ADI. I nostri operatori sono a tua disposizione per verificare i tuoi pagamenti e aiutarti con qualsiasi problema.

      Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

      Oppure compila il modulo per essere ricontattato:

        Il tuo nome (*)

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        Il tuo telefono (*)

        Richiesta (eventuale)

        Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

        CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640

        Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-28 08:00:002026-05-31 17:42:10Pagamenti INPS Giugno 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI
        CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

        Quattordicesima Pensione Luglio 2026: Importi, Requisiti e Chi Ne Ha Diritto

        Pensione 2026 INPS

        La quattordicesima pensione 2026 è una somma aggiuntiva che l’INPS eroga a luglio (oppure a dicembre per chi compie 64 anni nel secondo semestre) ai pensionati con redditi bassi che hanno almeno 64 anni di età. Gli importi vanno da 336 € a 655 € in base agli anni di contribuzione e al tipo di pensione (lavoratori dipendenti o autonomi). In questa guida trovi requisiti aggiornati, tabella importi 2026, esempi pratici di calcolo e tutto quello che serve sapere per verificare se hai diritto.

        📞 Vuoi verificare se hai diritto alla quattordicesima?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica gratuitamente i tuoi requisiti e, se la quattordicesima non ti viene pagata d’ufficio, presenta domanda all’INPS. Chiamaci allo 0432 1638640 o WhatsApp 366 6018121.

        Indice dei contenuti

        1. Cos’è la quattordicesima e quando arriva
        2. Requisiti anagrafici: dai 64 anni in su
        3. Requisiti reddituali 2026
        4. Importi 2026 per fasce contributive
        5. Calcolo: 3 esempi pratici
        6. D’ufficio o su domanda?
        7. Verifica diritto al CAF Centro Fiscale
        8. Domande frequenti

        Cos’è la quattordicesima e quando arriva

        La quattordicesima delle pensioni è una somma aggiuntiva annua introdotta dalla Legge 127/2007 e progressivamente estesa nel tempo. Si tratta di un beneficio assistenziale a sostegno dei pensionati con redditi bassi: una sorta di “premio” per chi vive con una pensione modesta.

        Quando viene erogata:

        • Luglio 2026: per chi ha già compiuto 64 anni entro il 31 luglio 2026 (insieme alla pensione mensile)
        • Dicembre 2026: per chi compie 64 anni tra agosto e dicembre 2026

        L’importo viene accreditato direttamente sulla pensione del mese, con voce dedicata sul cedolino (“Quattordicesima L. 127/2007“). Per il quadro generale del calendario di pagamento delle pensioni di luglio puoi consultare la nostra guida al pagamento delle pensioni di giugno 2026, che contiene anche le informazioni utili sul mese successivo.

        La quattordicesima non è soggetta a IRPEF: arriva netta sul cedolino, senza trattenute fiscali. Questo è un vantaggio significativo rispetto ad altri integratori di reddito.

        Requisiti anagrafici: dai 64 anni in su

        Per avere diritto alla quattordicesima 2026 occorre aver compiuto almeno 64 anni di età. Il requisito anagrafico è categorico: senza i 64 anni la quattordicesima non spetta, indipendentemente dal reddito.

        La quattordicesima spetta ai titolari di:

        • Pensione di vecchiaia (lavoratori dipendenti, autonomi, parasubordinati)
        • Pensione anticipata
        • Pensione di anzianità (vecchio sistema)
        • Pensione di reversibilità e indiretta
        • Pensione di invalidità previdenziale (con almeno 64 anni)

        Esclusi dalla quattordicesima:

        • Titolari di assegno sociale
        • Pensioni di guerra
        • Pensioni assistenziali per invalidità civile

        Requisiti reddituali 2026

        Oltre all’età, è necessario rispettare limiti reddituali precisi. Il reddito complessivo del pensionato (esclusa la casa di abitazione e alcune voci) non deve superare determinate soglie, calcolate come multipli del trattamento minimo INPS.

        Soglia di redditoImporto annuo 2026 (€)Quota quattordicesima
        Fino a 1,5 volte il minimo~ 11.762Quattordicesima intera
        Da 1,5 a 2 volte il minimo11.762 – 15.683Quattordicesima ridotta (clausola di salvaguardia)
        Oltre 2 volte il minimo> 15.683Non spetta

        Importante: il reddito personale conta. La pensione del coniuge non viene cumulata, a differenza di quanto avviene per la maggiorazione sociale. Sono esclusi dal computo del reddito: la casa di abitazione, il TFR, il trattamento di fine servizio, l’indennità di accompagnamento.

        Importi 2026 per fasce contributive

        L’importo della quattordicesima dipende da due fattori: gli anni di contribuzione versata e il tipo di pensione (lavoratori dipendenti o autonomi). Più anni di contributi, più alta è la quattordicesima.

        Pensionati con reddito fino a 1,5 volte il minimo (~ 11.762 €)

        Anni di contribuzioneLavoratori dipendenti (€)Lavoratori autonomi (€)
        Fino a 15 anni437,00336,00
        Da 15 a 25 anni546,00420,00
        Oltre 25 anni655,00504,00

        Pensionati con reddito tra 1,5 e 2 volte il minimo (clausola di salvaguardia)

        Se il reddito è poco sopra la soglia di 1,5 volte il minimo, scatta la clausola di salvaguardia: la quattordicesima viene ridotta in modo che la somma “pensione + quattordicesima” non superi il limite massimo. In pratica, la quattordicesima copre solo la differenza tra il limite e il reddito effettivo.

        Importi indicativi: la quattordicesima ridotta varia da pochi euro a circa 200-300 €, in base alla distanza dal limite di 2 volte il minimo.

        Calcolo: 3 esempi pratici

        Esempio 1: pensionata 67 anni, dipendente, 30 anni contributi

        Maria, 67 anni, ex impiegata. Pensione di vecchiaia da 850 €/mese (11.050 € annui). Reddito complessivo: 11.050 € (sotto 1,5 volte il minimo).

        • Categoria: dipendente, oltre 25 anni di contributi
        • Quattordicesima: 655 € a luglio 2026
        • Pensione lorda di luglio: 850 + 655 = 1.505 € (somma aggiuntiva netta)

        Esempio 2: pensionato 70 anni, autonomo, 18 anni contributi

        Antonio, 70 anni, ex commerciante. Pensione 720 €/mese (9.360 € annui). Reddito complessivo: 9.360 €.

        • Categoria: autonomo, fascia 15-25 anni di contributi
        • Quattordicesima: 420 € a luglio 2026
        • Pensione lorda di luglio: 720 + 420 = 1.140 €

        Esempio 3: pensionata 65 anni, reddito sopra 1,5 ma sotto 2 volte minimo

        Lucia, 65 anni, ex dipendente con 22 anni di contributi. Pensione 1.050 €/mese (13.650 € annui). Reddito: 13.650 € (tra 11.762 e 15.683).

        • Quattordicesima base: 546 € (fascia 15-25 anni dipendenti)
        • Limite massimo (1,5 volte minimo + 546): 11.762 + 546 = 12.308 €
        • Lucia ha già 13.650 € > 12.308: la quattordicesima viene ridotta o non spetta
        • Verifica esatta: meglio chiedere al CAF, perché il calcolo dipende da tutti i redditi

        D’ufficio o su domanda?

        Nella maggior parte dei casi la quattordicesima viene liquidata d’ufficio dall’INPS: l’Istituto incrocia i dati anagrafici e reddituali in suo possesso e accredita automaticamente la somma sulla pensione di luglio o dicembre.

        Tuttavia, in alcuni casi è necessario presentare domanda esplicita:

        • Pensionati che hanno avuto variazioni reddituali significative nel 2025 (es. cessazione di un’attività)
        • Pensionati con più sostituti d’imposta (es. doppia pensione INPS + Cassa privata)
        • Casi in cui l’INPS non dispone dei dati reddituali completi
        • Pensioni di reversibilità di recente attribuzione

        Tempistica della domanda: non c’è una scadenza tassativa. Conviene presentarla entro maggio per ricevere la quattordicesima con la pensione di luglio. Se presentata dopo, l’INPS la liquida nei mesi successivi (con eventuale arretrato).

        Verifica diritto al CAF Centro Fiscale

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio gratuito di verifica del diritto alla quattordicesima:

        • Controllo dei requisiti anagrafici e contributivi
        • Calcolo del reddito complessivo rilevante
        • Stima dell’importo spettante
        • Presentazione della domanda all’INPS, se necessario
        • Verifica eventuali arretrati per anni passati (fino a 5 anni indietro)

        Il servizio di patronato è gratuito. Spesso emergono diritti dimenticati: pensionati che potevano ricevere la quattordicesima da anni e non lo sapevano, recuperando importi anche di 2.000-3.000 € di arretrati.

        Verifica gratuita al CAF Centro Fiscale

        15 minuti per sapere se hai diritto alla quattordicesima 2026 e a eventuali arretrati. Servizio gratuito di patronato.

        📞 Telefono: 0432 1638640
        💬 WhatsApp: 366 6018121
        📍 Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

        Servizio Pensioni

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        Domande frequenti

        Quando arriva la quattordicesima 2026?

        La quattordicesima 2026 viene erogata a luglio 2026 per chi ha già compiuto 64 anni entro il 31 luglio. Per chi compie 64 anni tra agosto e dicembre, la quattordicesima arriva a dicembre 2026.

        Quanto è la quattordicesima 2026?

        L’importo varia da 336 € a 655 € in base agli anni di contribuzione e al tipo di pensione (dipendenti o autonomi). I lavoratori dipendenti con oltre 25 anni di contributi ricevono l’importo massimo di 655 €.

        La quattordicesima è soggetta a IRPEF?

        No. La quattordicesima è una somma aggiuntiva esente da imposte: arriva netta sul cedolino, senza alcuna trattenuta IRPEF.

        La quattordicesima spetta anche all’assegno sociale?

        No. I titolari di assegno sociale, pensione di guerra e pensione di invalidità civile sono esclusi. Per loro esistono altre prestazioni assistenziali (per esempio la maggiorazione sociale).

        Devo presentare domanda per la quattordicesima?

        Nella maggior parte dei casi viene riconosciuta d’ufficio. Tuttavia, in caso di variazioni reddituali, doppia pensione o pensione di reversibilità recente, conviene presentare domanda esplicita tramite il patronato.

        Posso recuperare la quattordicesima per anni passati?

        Sì. Se nei 5 anni precedenti avevi i requisiti ma non hai ricevuto la quattordicesima, puoi presentare domanda di arretrati. La prescrizione è quinquennale: il CAF può ricostruire la posizione e attivare la pratica.

        Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 08:00:002026-05-30 00:51:42Quattordicesima Pensione Luglio 2026: Importi, Requisiti e Chi Ne Ha Diritto
        Risparmio e Investimenti

        Conto Corrente BBVA per Pensionati nel 2026: Vantaggi, Limiti e Cosa Sapere

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        Indice dei contenuti

        1. Perche un pensionato puo aver bisogno di un conto online nel 2026
        2. Conto BBVA: i vantaggi per chi e in pensione
        3. Accredito della pensione INPS sul conto BBVA
        4. Quanto guadagna un pensionato con il 3% lordo per 6 mesi
        5. Costi e imposta di bollo: cosa cambia con giacenze sopra 5.000 euro
        6. App e sicurezza: come usare BBVA senza essere esperti
        7. Supporto clienti: come ricevere aiuto se serve
        8. Alternative al conto online: cosa valutare prima di chiudere il vecchio
        9. Come chiedere aiuto al CAF Centro Fiscale
        10. Domande frequenti dei pensionati su BBVA

        Perche un pensionato puo aver bisogno di un conto online nel 2026

        Negli ultimi anni molte filiali bancarie hanno chiuso. Le code agli sportelli sono diventate piu lunghe. I costi dei conti tradizionali sono saliti. In questo contesto, anche un pensionato puo trovare utile un conto online. Non si tratta di abbandonare la propria banca di sempre. Si tratta di valutare se affiancare uno strumento piu agile.

        Un conto pensionati 2026 online permette di ricevere la pensione, pagare le bollette e fare bonifici senza muoversi da casa. Tutto questo, spesso, a costo zero. Per chi ha mobilita ridotta o vive lontano dalla filiale, e un vantaggio concreto. Inoltre, alcuni conti online offrono interessi sui risparmi, cosa che le banche tradizionali oggi raramente fanno.

        Il dubbio piu comune resta uno: e sicuro? La risposta breve e si, se la banca e regolamentata in Europa. Piu avanti vediamo perche il conto pensionati 2026 di BBVA rientra in questa categoria.

        Conto BBVA: i vantaggi per chi e in pensione

        BBVA e un grande gruppo bancario spagnolo, regolamentato dalla Banca Centrale Europea. In Italia opera dal 2021 e dal 2023 offre IBAN italiano. Questo dettaglio sembra piccolo, ma e fondamentale per un pensionato: con IBAN italiano, l'accredito della pensione INPS avviene senza intoppi burocratici.

        I vantaggi principali del conto pensionati 2026 di BBVA sono semplici da elencare:

        • Canone zero a vita: non paghi nessun costo di tenuta conto, mai
        • Carta di debito gratuita: la ricevi a casa senza spese
        • IBAN italiano: utile per pensione, bollette e domiciliazioni
        • Promozione 3% lordo per 6 mesi sulle giacenze, fino a 1 milione di euro
        • App in italiano con tasti grandi e leggibili
        • Apertura online con SPID o video-riconoscimento, senza andare in filiale

        La promozione al 3% lordo e attiva per i nuovi clienti che aprono il conto entro il 30 giugno 2026. Funziona per i primi sei mesi, sulle somme che lasci ferme sul conto. Per saperne di piu puoi leggere la nostra recensione completa del Conto BBVA.

        Un altro punto a favore: BBVA non ha costi nascosti per i bonifici SEPA standard e i prelievi in zona euro. Per un pensionato che usa il conto in modo tradizionale, e quasi sempre gratuito. Se vuoi vedere come si apre passo passo, c'e la guida su come aprire il conto BBVA.

        Accredito della pensione INPS sul conto BBVA

        La domanda piu importante per chi e in pensione e questa: posso ricevere la pensione INPS sul conto BBVA? Risposta breve: si. Da quando BBVA offre IBAN italiano (dal 2023), l'accredito della pensione funziona come su qualunque banca tradizionale italiana.

        Per cambiare l'IBAN sul quale ricevi la pensione, devi comunicarlo all'INPS. Si tratta di una procedura che richiede attenzione: un errore nel codice IBAN puo bloccare l'accredito. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla raccolta dei documenti alla trasmissione della variazione, garantendo la correttezza di ogni passaggio.

        Va detto con onesta: alcuni utenti hanno segnalato su Trustpilot, dove BBVA ha un voto medio di 4,3 su 5, casi isolati di accrediti INPS leggermente piu lenti rispetto al giorno previsto. Non e la regola, ma puo accadere. Se la pensione e la tua unica entrata, valuta se tenere anche il vecchio conto come riserva, almeno nei primi mesi.

        Una buona strategia per un conto pensionati 2026 e questa: lascia il vecchio conto attivo per i primi 2-3 mesi. Sposta l'accredito INPS su BBVA. Verifica che tutto funzioni. Solo dopo, decidi se chiudere il vecchio o tenerlo come backup.

        Quanto guadagna un pensionato con il 3% lordo per 6 mesi

        Facciamo un esempio concreto. Marco ha 70 anni. Riceve una pensione INPS di 1.500 euro al mese. Decide di aprire il conto pensionati 2026 di BBVA e di lasciare sul conto una giacenza media di 10.000 euro (risparmi accumulati negli anni). Vuole sapere quanto guadagnera davvero con il 3% lordo per 6 mesi.

        Vediamo il conto, passo per passo:

        • Interessi lordi: 10.000 EUR x 3% x 6/12 = 150 EUR
        • Ritenuta fiscale del 26%: 150 EUR x 26% = 39 EUR
        • Imposta di bollo (giacenza sopra 5.000 EUR, 2 trimestri su 4): 8,55 EUR x 2 = 17,10 EUR
        • Guadagno netto in 6 mesi: 150 – 39 – 17,10 = 93,90 EUR

        Quasi 94 euro netti in sei mesi, senza fare nulla, lasciando i risparmi fermi sul conto. Non e una cifra che cambia la vita, ma e un piccolo extra. Sicuramente meglio dello zero che molte banche tradizionali offrono sulla giacenza. Se vuoi capire come funziona l'imposta di bollo sui conti correnti sopra i 5.000 euro, approfondisci nella nostra guida.

        Importante: il 3% e una promozione. Dopo i 6 mesi, il tasso scende a quello standard. Per ottenere rendimenti piu duraturi, BBVA offre anche un deposito flessibile (vedi la nostra recensione del deposito BBVA).

        Hai dubbi sull'apertura o sull'accredito della pensione? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza personalizzata. Ti aiutiamo passo passo, in ufficio o online.

        Telefono: 0432 1638640 – WhatsApp: 366 6018121

        Costi e imposta di bollo: cosa cambia con giacenze sopra 5.000 euro

        Sul conto pensionati 2026 di BBVA il canone e zero. La carta di debito e gratuita. I bonifici SEPA non costano nulla. Pero c'e un costo che non dipende dalla banca: l'imposta di bollo. Questa imposta la prevede lo Stato italiano, non BBVA.

        Come funziona, in parole semplici. Se la giacenza media trimestrale sul conto supera i 5.000 euro, lo Stato applica un'imposta di bollo di 34,20 euro all'anno. Si paga in 4 rate trimestrali da 8,55 euro ciascuna. Se la giacenza media e sotto 5.000 euro, non si paga nulla.

        Esempi pratici per un pensionato:

        • Saldo medio 3.000 EUR per tutto l'anno: imposta di bollo zero
        • Saldo medio 7.000 EUR per tutto l'anno: 34,20 EUR all'anno
        • Saldo medio 7.000 EUR per 6 mesi e poi 4.000 EUR per 6 mesi: 17,10 EUR (solo i trimestri sopra soglia)

        Questa regola vale per tutti i conti correnti italiani, non solo per BBVA. E un costo che paghi comunque, anche in banca tradizionale. Quindi non e uno svantaggio specifico del conto pensionati 2026 di BBVA.

        App e sicurezza: come usare BBVA anche se non si e esperti di tecnologia

        "Non sono pratico di tecnologia". E la frase che sentiamo piu spesso quando un pensionato considera un conto online. E una preoccupazione legittima. Vediamo come funziona davvero l'app BBVA, senza giri di parole.

        L'app di BBVA e progettata per essere semplice. La schermata principale mostra il saldo del conto in grande. I tasti per fare un bonifico, controllare i movimenti o pagare un bollettino sono evidenti. Si usa con il dito, come WhatsApp. Per chi ha gia uno smartphone e sa mandare un messaggio, imparare l'app richiede meno di un'ora.

        Sulla sicurezza, il conto pensionati 2026 di BBVA usa gli stessi sistemi delle grandi banche europee. Per accedere all'app servono impronta digitale o codice PIN. Ogni operazione importante richiede una conferma con codice usa-e-getta. I tuoi soldi sono protetti dalla Direttiva UE 2014/49/UE sulla tutela dei depositi fino a 100.000 euro, tramite il Fondo di Garanzia spagnolo (FGD).

        Tradotto in parole semplici: se BBVA dovesse fallire (cosa estremamente improbabile per un grande gruppo bancario europeo), lo Stato spagnolo garantisce comunque i tuoi risparmi fino a 100.000 euro per titolare. La protezione e identica a quella delle banche italiane, solo che il garante e spagnolo invece che italiano. La normativa europea e la stessa.

        Supporto clienti: come ricevere aiuto se serve

        "Voglio una filiale". Questo e un altro pensiero comune tra i pensionati. BBVA non ha filiali in Italia. E un fatto. Per alcuni e un problema, per altri no. Dipende da come usi la banca.

        BBVA offre comunque diversi canali di assistenza per il conto pensionati 2026:

        • Numero verde in italiano, attivo dalle 8 alle 22, tutti i giorni
        • Chat nell'app con operatore reale
        • Email di assistenza per richieste non urgenti
        • Sezione FAQ sul sito, con risposte alle domande piu comuni

        Se preferisci parlare con qualcuno di persona, c'e un'alternativa. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza in presenza per la gestione delle pratiche fiscali, dell'INPS e per chiarire dubbi sui conti bancari. Puoi venire in ufficio per un colloquio o usare l'assistenza online.

        Alternative al conto online: cosa valutare prima di chiudere il vecchio conto

        "Mi fido del mio bancario di sempre". Anche questo e un valore. Non c'e bisogno di scegliere. Il conto pensionati 2026 di BBVA puo essere aggiuntivo, non sostitutivo. Molti pensionati tengono il vecchio conto per le abitudini consolidate e usano BBVA solo per sfruttare la promozione al 3%.

        Prima di chiudere il vecchio conto, valuta questi aspetti:

        • Hai domiciliazioni (luce, gas, condominio) sul vecchio conto? Vanno spostate una per una
        • Il vecchio conto ha libretti o investimenti collegati? Verifica come gestirli
        • Sei cointestatario con il coniuge? Coordina la decisione
        • Hai un rapporto di fiducia con il direttore di filiale? Per pratiche complesse puo avere senso mantenerlo

        Il conto pensionati 2026 non deve essere una scelta affrettata. Prendi il tempo che serve. Il CAF puo aiutarti a fare un confronto tra il vecchio conto e BBVA, per capire se conviene il passaggio. Per un'analisi delle opinioni dei clienti, leggi le recensioni Trustpilot su BBVA con pro e contro.

        Come si fa a chiedere aiuto al CAF Centro Fiscale

        Aprire un nuovo conto pensionati 2026, cambiare l'IBAN per la pensione INPS, gestire la dichiarazione dei redditi con il nuovo conto: sono operazioni che richiedono attenzione. Un errore puo causare ritardi nei pagamenti o problemi fiscali.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di assistenza fiscale e previdenziale per pensionati. Il nostro team ha esperienza nella gestione di pratiche INPS, dichiarazioni 730, ISEE, successioni (con sistema tavolare specifico per il Friuli Venezia Giulia). Lavoriamo sia in ufficio sia online, in tutta Italia.

        Cosa possiamo fare per te:

        • Verificare se BBVA o un altro conto e piu adatto alla tua situazione
        • Gestire la variazione IBAN INPS per l'accredito della pensione
        • Calcolare l'impatto fiscale del 3% lordo sulla tua dichiarazione dei redditi
        • Assisterti nella gestione di domiciliazioni e bonifici ricorrenti
        • Aiutarti nella dichiarazione dei redditi e nell'ISEE annuale

        Apri il Conto BBVA al 3% lordo entro il 30/06/2026

        Anche per pensionati: canone zero, IBAN italiano, app semplice. Approfitta della promozione prima della scadenza.

        Apri il Conto BBVA Ora

        Link di affiliazione. Promozione valida per nuovi clienti fino al 30/06/2026.

        Domande frequenti dei pensionati su BBVA

        Posso ricevere la pensione INPS sul conto BBVA?

        Si. Dal 2023 BBVA offre IBAN italiano, quindi l'INPS accredita la pensione regolarmente. Per cambiare l'IBAN devi comunicarlo all'INPS. Il CAF Centro Fiscale puo gestire la pratica per te.

        Il conto pensionati 2026 di BBVA e davvero gratuito?

        Il canone e zero a vita. La carta di debito e gratuita. I bonifici SEPA standard sono gratuiti. Paghi solo l'imposta di bollo statale se la giacenza media trimestrale supera 5.000 euro (34,20 EUR all'anno).

        I miei risparmi sono al sicuro su BBVA?

        Si, fino a 100.000 euro per titolare grazie alla Direttiva UE 2014/49/UE. La tutela e fornita dal Fondo di Garanzia dei Depositi spagnolo (FGD). La protezione e identica a quella offerta dalle banche italiane, ma il garante e spagnolo.

        Posso aprire il conto senza andare in filiale?

        Si, l'apertura e solo online. Serve SPID o un video-riconoscimento con un operatore. BBVA non ha filiali in Italia. Se preferisci farti aiutare, il CAF Centro Fiscale di Udine puo guidarti nella procedura.

        Cosa succede dopo i 6 mesi di promozione al 3%?

        Il tasso scende a quello standard del conto. Per mantenere un rendimento piu alto, puoi valutare il deposito flessibile di BBVA, vincolando i tuoi risparmi per periodi a tua scelta.

        Conclusione: il conto BBVA conviene ai pensionati?

        Il conto pensionati 2026 di BBVA puo essere una buona opzione per chi e in pensione e cerca un conto a costo zero, con un piccolo rendimento extra sulle giacenze. Non e la scelta migliore in assoluto: dipende dalle tue abitudini, dalla tua dimestichezza con la tecnologia e dal valore che dai al rapporto con la filiale.

        Una strategia equilibrata e questa: apri BBVA come conto aggiuntivo, sfrutta il 3% per 6 mesi, valuta poi se diventa il tuo conto principale. Hai bisogno di assistenza per la gestione del tuo conto pensionati 2026 o per la variazione IBAN INPS? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

        Disclaimer: Questo articolo ha finalita informative e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata. Le condizioni del Conto BBVA possono variare nel tempo: verifica sempre i dettagli aggiornati sul sito ufficiale BBVA prima di sottoscrivere. I link verso BBVA sono di affiliazione: se apri un conto tramite questi link, riceviamo una piccola commissione senza costi aggiuntivi per te. La promozione al 3% lordo e soggetta a termini e condizioni e puo essere modificata o terminata anticipatamente da BBVA.

        Maggio 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-27 16:32:532026-05-30 00:52:01Conto Corrente BBVA per Pensionati nel 2026: Vantaggi, Limiti e Cosa Sapere
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