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Tag Archivio per: INPS

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Congedo per Malattia Figlio 2026: Durata e Novità

congedo parentale 2025

Quando un figlio si ammala, i genitori lavoratori hanno il diritto di assentarsi dal lavoro per assisterlo. Il congedo per malattia del figlio è un istituto previsto dal Testo Unico sulla maternità e paternità (D.Lgs. 151/2001) che consente a entrambi i genitori, alternativamente, di restare a casa senza rischiare il licenziamento. In questa guida vediamo la durata del congedo in base all’età del bambino, le novità 2026, la retribuzione e le differenze con i permessi Legge 104.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il congedo per malattia del figlio
  2. Durata del congedo in base all’età del figlio
  3. Retribuzione e contributi figurativi
  4. Come richiedere il congedo: certificato pediatra
  5. Novità 2026 sul congedo per malattia del figlio
  6. Differenze con i permessi Legge 104
  7. Congedo malattia figlio e congedo parentale
  8. Domande frequenti

Cos’è il congedo per malattia del figlio

Il congedo per malattia del figlio è il diritto di entrambi i genitori (madre e padre), lavoratori dipendenti, di astenersi dal lavoro per tutta la durata della malattia del bambino. Si tratta di un diritto individuale: ciascun genitore può usufruirne, ma non contemporaneamente per lo stesso figlio nello stesso periodo.

A differenza del congedo parentale, che può essere usato per qualsiasi esigenza di cura, il congedo per malattia del figlio richiede una certificazione medica che attesti lo stato di malattia del bambino. Non è necessario il ricovero ospedaliero: basta anche una semplice influenza o malattia esantematica.

Durata del congedo in base all’età del figlio

La durata del congedo per malattia del figlio varia in base all’età del bambino. Ecco le regole per il 2026:

Figlio fino a 3 anni di età:

  • Ciascun genitore può assentarsi senza limiti di giorni
  • Il congedo copre l’intera durata della malattia, anche se prolungata
  • I due genitori possono alternarsi (non contemporaneamente)

Figlio tra 3 e 8 anni di età:

  • Ciascun genitore ha diritto a 5 giorni lavorativi all’anno
  • Il limite è individuale: 5 giorni per la madre + 5 giorni per il padre = 10 giorni totali per il nucleo
  • I giorni non utilizzati non sono cumulabili con l’anno successivo

Figlio oltre 8 anni: il diritto al congedo per malattia del figlio non è più previsto dalla legge. Per figli con disabilità grave, però, restano disponibili i permessi previsti dalla Legge 104/1992.

Retribuzione e contributi figurativi

Il congedo per malattia del figlio è non retribuito per legge. Questo significa che durante i giorni di assenza il genitore non percepisce lo stipendio. Tuttavia, alcuni contratti collettivi nazionali (CCNL) prevedono trattamenti migliorativi: verifica sempre il tuo contratto di lavoro.

Per quanto riguarda i contributi previdenziali, la normativa prevede:

  • Figlio fino a 3 anni: i periodi di congedo sono coperti da contribuzione figurativa piena, cioè contano interamente ai fini della pensione
  • Figlio tra 3 e 8 anni: la copertura contributiva è ridotta, con un valore convenzionale pari al 200% dell’assegno sociale

I contributi figurativi sono fondamentali per non avere “buchi” nella carriera contributiva. Se hai dubbi sulla tua situazione previdenziale, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare l’estratto conto contributivo INPS.

Come richiedere il congedo: certificato pediatra

Per usufruire del congedo per malattia del figlio, il genitore deve seguire questa procedura:

  1. Certificato del pediatra: il medico curante del bambino (o il pediatra di libera scelta) deve rilasciare un certificato di malattia, preferibilmente in formato telematico, inviandolo direttamente all’INPS
  2. Comunicazione al datore di lavoro: il genitore deve informare tempestivamente il datore di lavoro dell’assenza, indicando il nome e la data di nascita del figlio malato
  3. Dichiarazione sostitutiva: è necessaria un’autocertificazione in cui il genitore dichiara che l’altro genitore non sta usufruendo contemporaneamente del congedo per lo stesso figlio

Il datore di lavoro non può rifiutare il congedo se la documentazione è corretta. Non è necessaria la domanda INPS online, poiché il congedo per malattia del figlio è gestito direttamente tra lavoratore e datore di lavoro (l’INPS non eroga indennità, trattandosi di congedo non retribuito).

Novità 2026 sul congedo per malattia del figlio

Il 2026 porta alcune novità importanti per i genitori lavoratori:

  • Certificato medico telematico obbligatorio: dal 2026 il certificato di malattia del figlio deve essere trasmesso in formato elettronico dal pediatra, come già avviene per la malattia del lavoratore. Questo semplifica la procedura ed elimina la necessità di consegnare il certificato cartaceo
  • Estensione CCNL: diversi contratti collettivi rinnovati nel 2025-2026 hanno introdotto la retribuzione parziale (dal 30% al 50%) per i primi giorni di congedo malattia figlio. Verifica il tuo CCNL di riferimento
  • Compatibilità con lo smart working: alcune interpretazioni INPS hanno chiarito che il genitore può richiedere il congedo anche se lavora in smart working, poiché l’assistenza al figlio malato richiede attenzione dedicata

In ambito parlamentare si discute anche una proposta di legge per estendere il congedo retribuito fino a 3 giorni l’anno per i figli fino a 14 anni, ma al momento non è ancora stata approvata.

Differenze con i permessi Legge 104

È importante non confondere il congedo per malattia del figlio con i permessi previsti dalla Legge 104/1992. Ecco le principali differenze:

  • Congedo malattia figlio: si applica a qualsiasi malattia del bambino (influenza, varicella, bronchite), non serve la certificazione di handicap grave, valido fino a 8 anni del figlio
  • Permessi Legge 104: si applicano solo in caso di handicap grave certificato (art. 3 comma 3), prevedono 3 giorni al mese retribuiti, senza limiti di età del figlio
  • Congedo straordinario Legge 104: fino a 2 anni retribuiti nella vita lavorativa, ma solo per assistenza a familiari con handicap grave

I due istituti non si escludono a vicenda: un genitore di figlio con disabilità grave può usufruire sia dei permessi Legge 104 sia del congedo per malattia del figlio, a seconda della situazione specifica.

Congedo malattia figlio e congedo parentale

Il congedo per malattia del figlio è completamente indipendente dal congedo parentale. Ciò significa che un genitore può usufruire di entrambi nello stesso anno, senza che i giorni dell’uno si sottraggano all’altro.

Ad esempio, una madre che ha già utilizzato 3 mesi di congedo parentale può comunque prendere il congedo per malattia del figlio quando il bambino si ammala. Allo stesso modo, il padre che ha usato i 10 giorni di congedo di paternità e parte del congedo parentale mantiene intatto il diritto al congedo malattia figlio.

Le detrazioni per figli a carico non vengono influenzate dall’utilizzo del congedo. Chi percepisce il bonus mamme mantiene il diritto anche durante i periodi di assenza per malattia del figlio.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti sul congedo malattia figlio

Il congedo per malattia del figlio spetta anche ai genitori adottivi?

Sì, il congedo spetta a tutti i genitori lavoratori dipendenti, compresi quelli adottivi e affidatari. L’età di riferimento è sempre quella anagrafica del bambino, non quella dell’ingresso in famiglia.

Posso prendere il congedo se mio figlio ha il raffreddore?

Sì, la legge non distingue tra malattie gravi e lievi. Qualsiasi patologia certificata dal pediatra dà diritto al congedo. Anche un semplice raffreddore, se certificato, consente l’assenza dal lavoro.

Il datore di lavoro può chiedermi di recuperare i giorni?

No. Il congedo per malattia del figlio è un diritto irrinunciabile. Il datore di lavoro non può chiederti di recuperare i giorni, né di lavorare da casa durante il congedo, né di usare ferie o permessi al posto del congedo.

Cosa succede se entrambi i genitori lavorano per lo stesso datore?

Anche in questo caso, entrambi hanno diritto al congedo, ma non possono usufruirne contemporaneamente per lo stesso figlio. Il datore di lavoro deve rispettare il diritto di ciascun genitore singolarmente.

Hai bisogno di aiuto con il congedo per malattia del figlio?

Il congedo per malattia del figlio è un diritto fondamentale per ogni genitore lavoratore. Se hai dubbi sulla durata, sulla retribuzione prevista dal tuo CCNL o sulla procedura da seguire, il CAF Centro Fiscale di Udine può fornirti assistenza personalizzata. Possiamo anche aiutarti a verificare i tuoi contributi figurativi e la tua situazione previdenziale complessiva.

Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

I nostri operatori possono aiutarti con i congedi, il congedo parentale, i contributi figurativi e tutte le pratiche legate alla genitorialità.

Scrivici su WhatsApp: 366 601 8121

Oppure chiamaci al 0432 1638640
Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

Maggio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/congedo-parentale.jpg 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-02 09:00:002026-05-31 17:58:24Congedo per Malattia Figlio 2026: Durata e Novità
NOTIZIE, PATRONATO

Pagamenti INPS di Maggio 2026: Quando Arrivano Pensione, NASPI, ADI e Assegno Unico

Pensione 2026 INPS

Maggio 2026 è il mese in cui milioni di italiani attendono l’accredito delle principali prestazioni INPS: dalla pensione alla NASPI, dall’Assegno di Inclusione (ADI) all’Assegno Unico Universale. Sapere esattamente quando arrivano i pagamenti INPS di maggio 2026 è fondamentale per gestire le spese mensili, programmare pagamenti e non trovarsi in difficoltà in attesa dell’accredito. In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine trovi il calendario dettagliato di tutte le prestazioni, gli importi aggiornati, le modalità di accredito e come verificare il proprio cedolino su MyINPS.

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Indice dei contenuti

  1. Pensioni INPS maggio 2026: data di accredito e modalità
  2. NASPI maggio 2026: quando arriva e a chi spetta
  3. Assegno di Inclusione (ADI) maggio 2026: importi e date
  4. Assegno Unico Universale maggio 2026: importi e fasce ISEE
  5. Altri pagamenti INPS di maggio 2026
  6. Come verificare i pagamenti su MyINPS
  7. Tabella riepilogativa: tutti i pagamenti di maggio 2026
  8. Domande frequenti sui pagamenti INPS di maggio

Pensioni INPS maggio 2026: data di accredito e modalità

Il pagamento delle pensioni INPS di maggio 2026 segue il calendario mensile ufficiale stabilito dall’Istituto. Per il mese di maggio 2026, il primo giorno utile per il ritiro presso gli uffici postali è mercoledì 2 maggio 2026. Chi riceve la pensione tramite accredito bancario o postale trova l’importo disponibile sul conto già da venerdì 2 maggio 2026 (il calendario inizia il secondo giorno lavorativo del mese).

Il ritiro agli sportelli postali segue un calendario scaglionato per cognome, per evitare assembramenti:

  • Venerdì 2 maggio 2026: cognomi dalla A alla B
  • Sabato 3 maggio 2026: cognomi dalla C alla D
  • Lunedì 5 maggio 2026: cognomi dalla E alla K
  • Martedì 6 maggio 2026: cognomi dalla L alla O
  • Mercoledì 7 maggio 2026: cognomi dalla P alla R
  • Giovedì 8 maggio 2026: cognomi dalla S alla Z

Chi riceve la pensione tramite conto corrente bancario (accredito diretto) non deve rispettare alcun calendario: l’importo viene accreditato automaticamente il 2 maggio 2026. Lo stesso vale per chi ha un libretto di risparmio Poste Italiane o una Carta Postamat: l’accredito avviene il primo giorno del calendario senza dover andare allo sportello.

Importi delle pensioni maggio 2026

Gli importi delle pensioni INPS per il 2026 sono stati rivalutati applicando il meccanismo di perequazione automatica previsto dalla Legge di Bilancio 2025. La rivalutazione per il 2026 è applicata su base ISTAT al tasso definitivo. Ecco una panoramica degli importi minimi e delle soglie rilevanti:

  • Pensione minima INPS 2026: circa 603 euro al mese (rivalutata rispetto al 2025)
  • Integrazione al minimo: per pensionati con redditi bassi, l’INPS integra la pensione fino alla soglia minima
  • Pensione di vecchiaia contributiva: importo variabile in base ai contributi versati
  • Pensione anticipata: calcolata sul montante contributivo con le regole in vigore
  • Assegno sociale 2026: circa 543 euro mensili (per chi ha compiuto 67 anni senza pensione)

Per conoscere l’importo esatto della propria pensione a maggio 2026, è possibile consultare il cedolino della pensione direttamente su MyINPS (sezione “Cedolino della pensione”) oppure tramite l’app INPS Mobile. Il cedolino di maggio è disponibile online già dalla fine di aprile.

NASPI maggio 2026: quando arriva e a chi spetta

La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro. Per maggio 2026, il pagamento della NASPI viene effettuato di norma entro la fine del mese, in base alla data di presentazione della domanda e al calendario di elaborazione INPS.

In dettaglio, il pagamento della NASPI di maggio 2026 segue queste tempistiche:

  • Domande approvate con accredito bancario: pagamento entro il 15-20 maggio 2026 per chi ha già la NASPI in corso; per le nuove domande i tempi possono essere più lunghi
  • Prima erogazione NASPI: dopo l’approvazione della domanda (mediamente 30-60 giorni dalla presentazione), il primo pagamento include eventuali arretrati dal primo giorno di disoccupazione
  • Erogazioni successive: mensili, solitamente nella seconda o terza settimana del mese

Requisiti NASPI 2026

Per ricevere la NASPI nel 2026, il lavoratore deve possedere questi requisiti:

  • Stato di disoccupazione involontaria: licenziamento, fine contratto a termine, dimissioni per giusta causa
  • Almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la disoccupazione
  • 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione
  • Presentazione della DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro) presso il Centro per l’Impiego

Importo e durata della NASPI 2026

L’importo della NASPI è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile degli ultimi 4 anni, fino a una soglia di circa 1.352,19 euro (soglia aggiornata per il 2026). Per retribuzioni superiori alla soglia, si aggiunge il 25% della differenza. L’importo massimo NASPI 2026 è fissato a circa 1.550 euro lordi mensili.

La durata della NASPI corrisponde alla metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi. Dopo il terzo mese, l’importo si riduce del 3% ogni mese. Se hai bisogno di assistenza per la domanda NASPI o vuoi verificare i tuoi diritti, il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto completo per le pratiche patronato.

Assegno di Inclusione (ADI) maggio 2026: importi e date

L’Assegno di Inclusione (ADI) è la misura di sostegno al reddito che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024. Per maggio 2026, il pagamento dell’ADI segue le seguenti regole:

  • Prima erogazione del mese: accredito sulla Carta di Inclusione entro il 27 maggio 2026 per i beneficiari già in carico
  • Nuovi beneficiari: il primo accredito avviene il mese successivo all’approvazione della domanda da parte dell’INPS
  • Rinnovo ISEE: chi non ha rinnovato l’ISEE 2026 entro il 31 gennaio rischia la sospensione del pagamento

Nuove regole ADI 2026

Il 2026 ha introdotto alcune modifiche importanti all’Assegno di Inclusione:

  • ISEE obbligatorio e aggiornato: l’ISEE deve essere presentato entro il 31 gennaio di ogni anno per non perdere il beneficio. Il valore soglia rimane ISEE inferiore a 9.360 euro
  • Scala di equivalenza aggiornata: modifiche ai coefficienti di calcolo che influenzano l’importo spettante in base alla composizione del nucleo familiare
  • Patto di attivazione digitale: obbligo di sottoscrizione per tutti i componenti del nucleo in età lavorativa (18-59 anni), pena la sospensione
  • Percorsi di inclusione lavorativa: rafforzamento dell’obbligo di partecipazione ai progetti dei Servizi Sociali e dei Centri per l’Impiego
  • Compatibilità con il lavoro: chi trova lavoro può continuare a percepire l’ADI in misura ridotta, fino a un reddito da lavoro di 3.000 euro annui

Importi ADI maggio 2026

L’importo dell’ADI varia in base alla composizione del nucleo familiare e alla situazione reddituale. In generale:

  • Componente base (affitto): fino a 500 euro mensili per il nucleo familiare
  • Integrazione per affitto: fino a 280 euro mensili aggiuntivi per chi è in affitto
  • Massimo complessivo: fino a 780 euro mensili per i nuclei con un solo componente
  • Nuclei numerosi: l’importo aumenta con la scala di equivalenza, con bonus per minori e persone con disabilità

Per verificare l’importo esatto del proprio ADI e la data di accredito, è possibile accedere al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS, oppure rivolgersi al CAF Centro Fiscale per una consulenza gratuita sull’ISEE e sui requisiti ADI.

Assegno Unico Universale maggio 2026: importi e fasce ISEE

L’Assegno Unico Universale (AUU) è il contributo mensile erogato dall’INPS per ogni figlio a carico fino a 21 anni (senza limiti di età per i figli con disabilità). Per maggio 2026, il pagamento viene effettuato nella seconda o terza settimana del mese, solitamente tra il 16 e il 21 maggio 2026.

Chi ha presentato la domanda e ha l’ISEE 2026 aggiornato riceverà l’importo pieno rivalutato. Chi non ha rinnovato l’ISEE percepirà l’importo minimo (importo senza ISEE).

Importi Assegno Unico maggio 2026 per fascia ISEE

Gli importi dell’Assegno Unico 2026 sono stati aggiornati rispetto all’anno precedente. Ecco le fasce principali:

  • ISEE fino a 17.090 euro: importo massimo di circa 200 euro mensili per figlio (fascia più alta)
  • ISEE tra 17.090 e 45.574 euro: importo decrescente in base all’ISEE (scala lineare)
  • ISEE superiore a 45.574 euro o senza ISEE: importo minimo di circa 57 euro mensili per figlio
  • Figli disabili: maggiorazione fino a 105 euro mensili per figli con disabilità grave; 95 euro per disabilità media
  • Figli tra 18 e 21 anni: importo ridotto (circa 28,50 euro al minimo), con condizioni (studio, tirocinio, servizio civile)
  • Madri con 4+ figli: maggiorazione di 150 euro mensili per il nucleo

Come verificare il pagamento dell’Assegno Unico

Per conoscere la data e l’importo del pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026, puoi consultare l’articolo dettagliato Pagamento Assegno Unico Maggio 2026 oppure accedere direttamente a MyINPS. Se l’ISEE non è aggiornato, il pagamento potrebbe essere inferiore al previsto: rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per rinnovare l’ISEE 2026 in tempi rapidi.

Altri pagamenti INPS di maggio 2026

Oltre alle prestazioni principali, a maggio 2026 l’INPS eroga anche una serie di pagamenti aggiuntivi e prestazioni specifiche. Ecco una panoramica:

Indennità di maternità e paternità

Le indennità di maternità e paternità vengono erogate mensilmente dall’INPS per i lavoratori dipendenti e autonomi in congedo. I pagamenti di maggio 2026 seguono il calendario standard INPS (seconda o terza settimana del mese). Per i lavoratori dipendenti, l’indennità viene anticipata dal datore di lavoro e poi rimborsata dall’INPS; per i lavoratori autonomi e le parasubordinate il pagamento è diretto dall’INPS.

Assegni di invalidità e pensioni di invalidità civile

Le pensioni e gli assegni di invalidità civile seguono lo stesso calendario delle pensioni: accredito dal 2 maggio 2026 per chi ha l’accredito su conto corrente, oppure ritiro scaglionato agli uffici postali per cognome. Gli importi 2026 sono stati rivalutati:

  • Pensione di inabilità: circa 330 euro mensili (rivalutata)
  • Assegno mensile di assistenza: circa 330 euro mensili
  • Indennità di accompagnamento: circa 531 euro mensili (non è soggetta a limiti di reddito)

Cassa integrazione guadagni (CIG)

I lavoratori in Cassa Integrazione Guadagni (CIG) ricevono il pagamento INPS di maggio 2026 solitamente nella seconda o terza settimana del mese, ma i tempi variano in base al tipo di integrazione (ordinaria, straordinaria, in deroga) e all’azienda di provenienza. L’importo è pari all’80% della retribuzione lorda per le ore non lavorate, fino a un massimo giornaliero prestabilito.

Bonus INPS maggio 2026

A maggio 2026 l’INPS eroga anche alcuni bonus e integrazioni periodiche:

  • Assegni Nucleo Familiare (ANF): per lavoratori dipendenti con familiari a carico e reddito entro soglie INPS; l’importo mensile varia da pochi euro a oltre 100 euro per figlio in base al reddito familiare e al numero di componenti
  • Quattordicesima mensilità: per i pensionati con redditi bassi, la quattordicesima viene erogata a luglio (non a maggio), ma è utile sapere che si tratta di un’integrazione di importo variabile tra 336 e 655 euro
  • Bonus Mamma 2025-2026 (decontribuzione mamme): per le lavoratrici madri dipendenti con 2 o più figli, si tratta di una riduzione dei contributi previdenziali (non un pagamento diretto INPS), già integrata nella busta paga mensile

Come verificare i pagamenti su MyINPS

Il portale MyINPS (myinps.inps.it) è lo strumento principale per consultare in autonomia tutte le informazioni sui pagamenti INPS. Ecco come utilizzarlo per le diverse prestazioni:

Come accedere a MyINPS

L’accesso a MyINPS richiede una delle seguenti credenziali:

  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) — livello 2
  • CIE (Carta d’Identità Elettronica) con lettore o app
  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
  • eIDAS per i cittadini UE

Una volta effettuato l’accesso, puoi navigare nella sezione “Le mie pratiche e i miei pagamenti” per vedere lo stato di ogni prestazione.

Cedolino della pensione su MyINPS

Per verificare la pensione di maggio 2026 su MyINPS:

  • Accedi a MyINPS
  • Vai su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”
  • Clicca su “Cedolino della pensione”
  • Seleziona il mese di maggio 2026
  • Visualizza importo lordo, trattenute fiscali, trattenute INPS e importo netto

Il cedolino di maggio è solitamente disponibile dalla fine di aprile e mostra anche le trattenute IRPEF, le addizionali regionali e comunali, e le eventuali quote di cessione del quinto.

Verifica NASPI, ADI e Assegno Unico su MyINPS

Per le prestazioni a sostegno del reddito, la procedura su MyINPS è simile:

  • NASPI: accedi a MyINPS → “Indennità di disoccupazione NASpI” → verifica stato domanda, importi e date di pagamento
  • ADI: accedi a MyINPS → “Assegno di Inclusione” → visualizza il saldo della Carta di Inclusione e il calendario degli accrediti
  • Assegno Unico: accedi a MyINPS → “Assegno Unico e Universale” → verifica importo mensile, ISEE collegato e storico pagamenti

Se hai difficoltà ad accedere a MyINPS o a interpretare le informazioni sui pagamenti, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutte le pratiche INPS. Contattaci per un appuntamento.

Tabella riepilogativa: tutti i pagamenti INPS di maggio 2026

Riepiloghiamo in una tabella riepilogativa tutte le date e gli importi dei principali pagamenti INPS di maggio 2026:

Prestazione INPSData accredito (bancario)Ritiro PosteImporto indicativo
Pensione (vecchiaia, anzianità, anticipata)2 maggio 20262-8 maggio (per cognome)Variabile (min. ~603 euro)
Assegno sociale2 maggio 20262-8 maggio (per cognome)~543 euro
NASPI (in corso)15-20 maggio 2026N/A (solo bonifico)Max ~1.550 euro lordi
Assegno Unico Universale16-21 maggio 2026N/A (solo bonifico)57-200 euro per figlio
ADI (Assegno di Inclusione)Entro 27 maggio 2026N/A (Carta di Inclusione)Max 780 euro (1 componente)
Invalidità civile / Accompagnamento2 maggio 20262-8 maggio (per cognome)~330 / ~531 euro
Indennità maternità/paternità (autonomi)15-20 maggio 2026N/A80% retribuzione convenzionale

Nota: Le date indicate sono indicative. L’INPS può anticipare o posticipare i pagamenti in caso di festività o situazioni eccezionali. Verifica sempre il cedolino personale su MyINPS per la data esatta.

Tredicesima e quattordicesima per pensionati: cosa cambia a maggio

Molti pensionati si chiedono se a maggio 2026 sia prevista una mensilità aggiuntiva. La risposta è no: la tredicesima per i pensionati viene erogata a dicembre, insieme all’ultima rata del rateo mensile. La quattordicesima mensilità pensione, invece, è un beneficio riservato ai pensionati con redditi bassi e viene erogata a luglio.

Quattordicesima pensione 2026: a chi spetta

La quattordicesima mensilità della pensione spetta ai pensionati che:

  • Hanno compiuto almeno 64 anni entro il 31 luglio 2026
  • Hanno un reddito complessivo non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo INPS (circa 904 euro mensili per il 2026)
  • Sono titolari di pensione da gestione INPS (dipendenti, artigiani, commercianti, coltivatori diretti)

L’importo della quattordicesima varia tra 336 e 655 euro in base al reddito e agli anni di contribuzione versati. Il pagamento avviene a luglio 2026, non a maggio.

Cosa fare se il pagamento INPS non arriva

In alcuni casi, il pagamento INPS potrebbe non arrivare nei tempi previsti o potrebbe essere sospeso. Ecco le cause più comuni e come agire:

Cause di mancato pagamento INPS

  • ISEE scaduto o non aggiornato: per ADI e Assegno Unico, la mancanza di ISEE 2026 valido comporta la riduzione o sospensione del beneficio
  • Variazioni del nucleo familiare non comunicate: nascite, decessi, separazioni o nuove convivenze possono influenzare gli importi e devono essere comunicati all’INPS tramite CAF
  • Coordinate bancarie errate: se le IBAN comunicate all’INPS non sono aggiornate, il pagamento viene rifiutato dalla banca
  • Inadempienza agli obblighi: per ADI, il mancato rispetto degli obblighi (firma del Patto di Attivazione, partecipazione ai percorsi) comporta la sospensione
  • Controlli INPS periodici: l’INPS effettua controlli periodici sui redditi e la situazione familiare; in caso di anomalie, il pagamento può essere temporaneamente sospeso

Come segnalare il mancato pagamento

Se il pagamento INPS non arriva entro i termini previsti, puoi:

  • Verificare lo stato della pratica su MyINPS con SPID o CIE
  • Contattare il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (a pagamento da cellulare)
  • Aprire un ticket online su MyINPS nella sezione “Contatti”
  • Rivolgersi al proprio CAF o Patronato per verificare la situazione e avviare eventuali procedure di riesame

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Domande Frequenti sui Pagamenti INPS di Maggio 2026

Quando arriva la pensione a maggio 2026?

La pensione di maggio 2026 viene accreditata sul conto corrente bancario o postale dal 2 maggio 2026 (primo giorno lavorativo del mese). Chi ritira la pensione agli uffici postali segue il calendario scaglionato per cognome: A-B il 2 maggio, C-D il 3 maggio, E-K il 5 maggio, L-O il 6 maggio, P-R il 7 maggio, S-Z l’8 maggio 2026.

Quando arriva la NASPI a maggio 2026?

Il pagamento della NASPI di maggio 2026 avviene solitamente tra il 15 e il 20 maggio per chi ha gia la prestazione in corso. Per le nuove domande, i tempi di erogazione del primo pagamento variano da 30 a 60 giorni dall’approvazione. L’importo include eventuali arretrati dal giorno di decorrenza della disoccupazione.

Quando arriva l’ADI (Assegno di Inclusione) a maggio 2026?

L’ADI di maggio 2026 viene accreditato sulla Carta di Inclusione entro il 27 maggio 2026 per i beneficiari gia in carico. Per i nuovi beneficiari, il primo accredito avviene il mese successivo all’approvazione della domanda. Chi non ha rinnovato l’ISEE 2026 rischia la sospensione o riduzione del beneficio.

Quando arriva l’Assegno Unico a maggio 2026?

L’Assegno Unico Universale di maggio 2026 viene solitamente pagato tra il 16 e il 21 maggio 2026. L’importo dipende dall’ISEE 2026: da un minimo di circa 57 euro per figlio (senza ISEE o ISEE alto) a un massimo di circa 200 euro per figlio (ISEE inferiore a 17.090 euro). Chi non ha presentato l’ISEE 2026 riceve l’importo minimo.

Come verificare quando arriva il mio pagamento INPS?

Puoi verificare la data e l’importo del tuo pagamento INPS accedendo a MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS. Nella sezione ‘Fascicolo Previdenziale’ trovi il cedolino della pensione; nelle sezioni dedicate trovi lo stato di NASpI, ADI e Assegno Unico. In alternativa, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza gratuita.

Cosa fare se il pagamento INPS non arriva a maggio 2026?

Se il pagamento INPS non arriva entro i tempi previsti, verifica prima su MyINPS lo stato della pratica. Poi contatta il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa). Le cause piu comuni sono ISEE scaduto, coordinate bancarie errate o inadempienza agli obblighi per le prestazioni assistenziali. Il CAF puo aiutarti a risolvere il problema e, se necessario, presentare un ricorso.


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    Congedo per Malattia Figlio 2026: Durata e Novità

    congedo parentale 2025

    Quando un figlio si ammala, i genitori lavoratori hanno il diritto di assentarsi dal lavoro per assisterlo. Il congedo per malattia del figlio è un istituto previsto dal Testo Unico sulla maternità e paternità (D.Lgs. 151/2001) che consente a entrambi i genitori, alternativamente, di restare a casa senza rischiare il licenziamento. In questa guida vediamo la durata del congedo in base all’età del bambino, le novità 2026, la retribuzione e le differenze con i permessi Legge 104.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il congedo per malattia del figlio
    2. Durata del congedo in base all’età del figlio
    3. Retribuzione e contributi figurativi
    4. Come richiedere il congedo: certificato pediatra
    5. Novità 2026 sul congedo per malattia del figlio
    6. Differenze con i permessi Legge 104
    7. Congedo malattia figlio e congedo parentale
    8. Domande frequenti

    Cos’è il congedo per malattia del figlio

    Il congedo per malattia del figlio è il diritto di entrambi i genitori (madre e padre), lavoratori dipendenti, di astenersi dal lavoro per tutta la durata della malattia del bambino. Si tratta di un diritto individuale: ciascun genitore può usufruirne, ma non contemporaneamente per lo stesso figlio nello stesso periodo.

    A differenza del congedo parentale, che può essere usato per qualsiasi esigenza di cura, il congedo per malattia del figlio richiede una certificazione medica che attesti lo stato di malattia del bambino. Non è necessario il ricovero ospedaliero: basta anche una semplice influenza o malattia esantematica.

    Durata del congedo in base all’età del figlio

    La durata del congedo per malattia del figlio varia in base all’età del bambino. Ecco le regole per il 2026:

    Figlio fino a 3 anni di età:

    • Ciascun genitore può assentarsi senza limiti di giorni
    • Il congedo copre l’intera durata della malattia, anche se prolungata
    • I due genitori possono alternarsi (non contemporaneamente)

    Figlio tra 3 e 8 anni di età:

    • Ciascun genitore ha diritto a 5 giorni lavorativi all’anno
    • Il limite è individuale: 5 giorni per la madre + 5 giorni per il padre = 10 giorni totali per il nucleo
    • I giorni non utilizzati non sono cumulabili con l’anno successivo

    Figlio oltre 8 anni: il diritto al congedo per malattia del figlio non è più previsto dalla legge. Per figli con disabilità grave, però, restano disponibili i permessi previsti dalla Legge 104/1992.

    Retribuzione e contributi figurativi

    Il congedo per malattia del figlio è non retribuito per legge. Questo significa che durante i giorni di assenza il genitore non percepisce lo stipendio. Tuttavia, alcuni contratti collettivi nazionali (CCNL) prevedono trattamenti migliorativi: verifica sempre il tuo contratto di lavoro.

    Per quanto riguarda i contributi previdenziali, la normativa prevede:

    • Figlio fino a 3 anni: i periodi di congedo sono coperti da contribuzione figurativa piena, cioè contano interamente ai fini della pensione
    • Figlio tra 3 e 8 anni: la copertura contributiva è ridotta, con un valore convenzionale pari al 200% dell’assegno sociale

    I contributi figurativi sono fondamentali per non avere “buchi” nella carriera contributiva. Se hai dubbi sulla tua situazione previdenziale, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare l’estratto conto contributivo INPS.

    Come richiedere il congedo: certificato pediatra

    Per usufruire del congedo per malattia del figlio, il genitore deve seguire questa procedura:

    1. Certificato del pediatra: il medico curante del bambino (o il pediatra di libera scelta) deve rilasciare un certificato di malattia, preferibilmente in formato telematico, inviandolo direttamente all’INPS
    2. Comunicazione al datore di lavoro: il genitore deve informare tempestivamente il datore di lavoro dell’assenza, indicando il nome e la data di nascita del figlio malato
    3. Dichiarazione sostitutiva: è necessaria un’autocertificazione in cui il genitore dichiara che l’altro genitore non sta usufruendo contemporaneamente del congedo per lo stesso figlio

    Il datore di lavoro non può rifiutare il congedo se la documentazione è corretta. Non è necessaria la domanda INPS online, poiché il congedo per malattia del figlio è gestito direttamente tra lavoratore e datore di lavoro (l’INPS non eroga indennità, trattandosi di congedo non retribuito).

    Novità 2026 sul congedo per malattia del figlio

    Il 2026 porta alcune novità importanti per i genitori lavoratori:

    • Certificato medico telematico obbligatorio: dal 2026 il certificato di malattia del figlio deve essere trasmesso in formato elettronico dal pediatra, come già avviene per la malattia del lavoratore. Questo semplifica la procedura ed elimina la necessità di consegnare il certificato cartaceo
    • Estensione CCNL: diversi contratti collettivi rinnovati nel 2025-2026 hanno introdotto la retribuzione parziale (dal 30% al 50%) per i primi giorni di congedo malattia figlio. Verifica il tuo CCNL di riferimento
    • Compatibilità con lo smart working: alcune interpretazioni INPS hanno chiarito che il genitore può richiedere il congedo anche se lavora in smart working, poiché l’assistenza al figlio malato richiede attenzione dedicata

    In ambito parlamentare si discute anche una proposta di legge per estendere il congedo retribuito fino a 3 giorni l’anno per i figli fino a 14 anni, ma al momento non è ancora stata approvata.

    Differenze con i permessi Legge 104

    È importante non confondere il congedo per malattia del figlio con i permessi previsti dalla Legge 104/1992. Ecco le principali differenze:

    • Congedo malattia figlio: si applica a qualsiasi malattia del bambino (influenza, varicella, bronchite), non serve la certificazione di handicap grave, valido fino a 8 anni del figlio
    • Permessi Legge 104: si applicano solo in caso di handicap grave certificato (art. 3 comma 3), prevedono 3 giorni al mese retribuiti, senza limiti di età del figlio
    • Congedo straordinario Legge 104: fino a 2 anni retribuiti nella vita lavorativa, ma solo per assistenza a familiari con handicap grave

    I due istituti non si escludono a vicenda: un genitore di figlio con disabilità grave può usufruire sia dei permessi Legge 104 sia del congedo per malattia del figlio, a seconda della situazione specifica.

    Congedo malattia figlio e congedo parentale

    Il congedo per malattia del figlio è completamente indipendente dal congedo parentale. Ciò significa che un genitore può usufruire di entrambi nello stesso anno, senza che i giorni dell’uno si sottraggano all’altro.

    Ad esempio, una madre che ha già utilizzato 3 mesi di congedo parentale può comunque prendere il congedo per malattia del figlio quando il bambino si ammala. Allo stesso modo, il padre che ha usato i 10 giorni di congedo di paternità e parte del congedo parentale mantiene intatto il diritto al congedo malattia figlio.

    Le detrazioni per figli a carico non vengono influenzate dall’utilizzo del congedo. Chi percepisce il bonus mamme mantiene il diritto anche durante i periodi di assenza per malattia del figlio.

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    Domande frequenti sul congedo malattia figlio

    Il congedo per malattia del figlio spetta anche ai genitori adottivi?

    Sì, il congedo spetta a tutti i genitori lavoratori dipendenti, compresi quelli adottivi e affidatari. L’età di riferimento è sempre quella anagrafica del bambino, non quella dell’ingresso in famiglia.

    Posso prendere il congedo se mio figlio ha il raffreddore?

    Sì, la legge non distingue tra malattie gravi e lievi. Qualsiasi patologia certificata dal pediatra dà diritto al congedo. Anche un semplice raffreddore, se certificato, consente l’assenza dal lavoro.

    Il datore di lavoro può chiedermi di recuperare i giorni?

    No. Il congedo per malattia del figlio è un diritto irrinunciabile. Il datore di lavoro non può chiederti di recuperare i giorni, né di lavorare da casa durante il congedo, né di usare ferie o permessi al posto del congedo.

    Cosa succede se entrambi i genitori lavorano per lo stesso datore?

    Anche in questo caso, entrambi hanno diritto al congedo, ma non possono usufruirne contemporaneamente per lo stesso figlio. Il datore di lavoro deve rispettare il diritto di ciascun genitore singolarmente.

    Hai bisogno di aiuto con il congedo per malattia del figlio?

    Il congedo per malattia del figlio è un diritto fondamentale per ogni genitore lavoratore. Se hai dubbi sulla durata, sulla retribuzione prevista dal tuo CCNL o sulla procedura da seguire, il CAF Centro Fiscale di Udine può fornirti assistenza personalizzata. Possiamo anche aiutarti a verificare i tuoi contributi figurativi e la tua situazione previdenziale complessiva.

    Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

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    Maggio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/congedo-parentale.jpg 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-02 09:00:002026-05-31 17:58:24Congedo per Malattia Figlio 2026: Durata e Novità
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    Pagamenti INPS di Maggio 2026: Quando Arrivano Pensione, NASPI, ADI e Assegno Unico

    Pensione 2026 INPS

    Maggio 2026 è il mese in cui milioni di italiani attendono l’accredito delle principali prestazioni INPS: dalla pensione alla NASPI, dall’Assegno di Inclusione (ADI) all’Assegno Unico Universale. Sapere esattamente quando arrivano i pagamenti INPS di maggio 2026 è fondamentale per gestire le spese mensili, programmare pagamenti e non trovarsi in difficoltà in attesa dell’accredito. In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine trovi il calendario dettagliato di tutte le prestazioni, gli importi aggiornati, le modalità di accredito e come verificare il proprio cedolino su MyINPS.

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    Indice dei contenuti

    1. Pensioni INPS maggio 2026: data di accredito e modalità
    2. NASPI maggio 2026: quando arriva e a chi spetta
    3. Assegno di Inclusione (ADI) maggio 2026: importi e date
    4. Assegno Unico Universale maggio 2026: importi e fasce ISEE
    5. Altri pagamenti INPS di maggio 2026
    6. Come verificare i pagamenti su MyINPS
    7. Tabella riepilogativa: tutti i pagamenti di maggio 2026
    8. Domande frequenti sui pagamenti INPS di maggio

    Pensioni INPS maggio 2026: data di accredito e modalità

    Il pagamento delle pensioni INPS di maggio 2026 segue il calendario mensile ufficiale stabilito dall’Istituto. Per il mese di maggio 2026, il primo giorno utile per il ritiro presso gli uffici postali è mercoledì 2 maggio 2026. Chi riceve la pensione tramite accredito bancario o postale trova l’importo disponibile sul conto già da venerdì 2 maggio 2026 (il calendario inizia il secondo giorno lavorativo del mese).

    Il ritiro agli sportelli postali segue un calendario scaglionato per cognome, per evitare assembramenti:

    • Venerdì 2 maggio 2026: cognomi dalla A alla B
    • Sabato 3 maggio 2026: cognomi dalla C alla D
    • Lunedì 5 maggio 2026: cognomi dalla E alla K
    • Martedì 6 maggio 2026: cognomi dalla L alla O
    • Mercoledì 7 maggio 2026: cognomi dalla P alla R
    • Giovedì 8 maggio 2026: cognomi dalla S alla Z

    Chi riceve la pensione tramite conto corrente bancario (accredito diretto) non deve rispettare alcun calendario: l’importo viene accreditato automaticamente il 2 maggio 2026. Lo stesso vale per chi ha un libretto di risparmio Poste Italiane o una Carta Postamat: l’accredito avviene il primo giorno del calendario senza dover andare allo sportello.

    Importi delle pensioni maggio 2026

    Gli importi delle pensioni INPS per il 2026 sono stati rivalutati applicando il meccanismo di perequazione automatica previsto dalla Legge di Bilancio 2025. La rivalutazione per il 2026 è applicata su base ISTAT al tasso definitivo. Ecco una panoramica degli importi minimi e delle soglie rilevanti:

    • Pensione minima INPS 2026: circa 603 euro al mese (rivalutata rispetto al 2025)
    • Integrazione al minimo: per pensionati con redditi bassi, l’INPS integra la pensione fino alla soglia minima
    • Pensione di vecchiaia contributiva: importo variabile in base ai contributi versati
    • Pensione anticipata: calcolata sul montante contributivo con le regole in vigore
    • Assegno sociale 2026: circa 543 euro mensili (per chi ha compiuto 67 anni senza pensione)

    Per conoscere l’importo esatto della propria pensione a maggio 2026, è possibile consultare il cedolino della pensione direttamente su MyINPS (sezione “Cedolino della pensione”) oppure tramite l’app INPS Mobile. Il cedolino di maggio è disponibile online già dalla fine di aprile.

    NASPI maggio 2026: quando arriva e a chi spetta

    La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro. Per maggio 2026, il pagamento della NASPI viene effettuato di norma entro la fine del mese, in base alla data di presentazione della domanda e al calendario di elaborazione INPS.

    In dettaglio, il pagamento della NASPI di maggio 2026 segue queste tempistiche:

    • Domande approvate con accredito bancario: pagamento entro il 15-20 maggio 2026 per chi ha già la NASPI in corso; per le nuove domande i tempi possono essere più lunghi
    • Prima erogazione NASPI: dopo l’approvazione della domanda (mediamente 30-60 giorni dalla presentazione), il primo pagamento include eventuali arretrati dal primo giorno di disoccupazione
    • Erogazioni successive: mensili, solitamente nella seconda o terza settimana del mese

    Requisiti NASPI 2026

    Per ricevere la NASPI nel 2026, il lavoratore deve possedere questi requisiti:

    • Stato di disoccupazione involontaria: licenziamento, fine contratto a termine, dimissioni per giusta causa
    • Almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la disoccupazione
    • 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione
    • Presentazione della DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro) presso il Centro per l’Impiego

    Importo e durata della NASPI 2026

    L’importo della NASPI è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile degli ultimi 4 anni, fino a una soglia di circa 1.352,19 euro (soglia aggiornata per il 2026). Per retribuzioni superiori alla soglia, si aggiunge il 25% della differenza. L’importo massimo NASPI 2026 è fissato a circa 1.550 euro lordi mensili.

    La durata della NASPI corrisponde alla metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi. Dopo il terzo mese, l’importo si riduce del 3% ogni mese. Se hai bisogno di assistenza per la domanda NASPI o vuoi verificare i tuoi diritti, il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto completo per le pratiche patronato.

    Assegno di Inclusione (ADI) maggio 2026: importi e date

    L’Assegno di Inclusione (ADI) è la misura di sostegno al reddito che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024. Per maggio 2026, il pagamento dell’ADI segue le seguenti regole:

    • Prima erogazione del mese: accredito sulla Carta di Inclusione entro il 27 maggio 2026 per i beneficiari già in carico
    • Nuovi beneficiari: il primo accredito avviene il mese successivo all’approvazione della domanda da parte dell’INPS
    • Rinnovo ISEE: chi non ha rinnovato l’ISEE 2026 entro il 31 gennaio rischia la sospensione del pagamento

    Nuove regole ADI 2026

    Il 2026 ha introdotto alcune modifiche importanti all’Assegno di Inclusione:

    • ISEE obbligatorio e aggiornato: l’ISEE deve essere presentato entro il 31 gennaio di ogni anno per non perdere il beneficio. Il valore soglia rimane ISEE inferiore a 9.360 euro
    • Scala di equivalenza aggiornata: modifiche ai coefficienti di calcolo che influenzano l’importo spettante in base alla composizione del nucleo familiare
    • Patto di attivazione digitale: obbligo di sottoscrizione per tutti i componenti del nucleo in età lavorativa (18-59 anni), pena la sospensione
    • Percorsi di inclusione lavorativa: rafforzamento dell’obbligo di partecipazione ai progetti dei Servizi Sociali e dei Centri per l’Impiego
    • Compatibilità con il lavoro: chi trova lavoro può continuare a percepire l’ADI in misura ridotta, fino a un reddito da lavoro di 3.000 euro annui

    Importi ADI maggio 2026

    L’importo dell’ADI varia in base alla composizione del nucleo familiare e alla situazione reddituale. In generale:

    • Componente base (affitto): fino a 500 euro mensili per il nucleo familiare
    • Integrazione per affitto: fino a 280 euro mensili aggiuntivi per chi è in affitto
    • Massimo complessivo: fino a 780 euro mensili per i nuclei con un solo componente
    • Nuclei numerosi: l’importo aumenta con la scala di equivalenza, con bonus per minori e persone con disabilità

    Per verificare l’importo esatto del proprio ADI e la data di accredito, è possibile accedere al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS, oppure rivolgersi al CAF Centro Fiscale per una consulenza gratuita sull’ISEE e sui requisiti ADI.

    Assegno Unico Universale maggio 2026: importi e fasce ISEE

    L’Assegno Unico Universale (AUU) è il contributo mensile erogato dall’INPS per ogni figlio a carico fino a 21 anni (senza limiti di età per i figli con disabilità). Per maggio 2026, il pagamento viene effettuato nella seconda o terza settimana del mese, solitamente tra il 16 e il 21 maggio 2026.

    Chi ha presentato la domanda e ha l’ISEE 2026 aggiornato riceverà l’importo pieno rivalutato. Chi non ha rinnovato l’ISEE percepirà l’importo minimo (importo senza ISEE).

    Importi Assegno Unico maggio 2026 per fascia ISEE

    Gli importi dell’Assegno Unico 2026 sono stati aggiornati rispetto all’anno precedente. Ecco le fasce principali:

    • ISEE fino a 17.090 euro: importo massimo di circa 200 euro mensili per figlio (fascia più alta)
    • ISEE tra 17.090 e 45.574 euro: importo decrescente in base all’ISEE (scala lineare)
    • ISEE superiore a 45.574 euro o senza ISEE: importo minimo di circa 57 euro mensili per figlio
    • Figli disabili: maggiorazione fino a 105 euro mensili per figli con disabilità grave; 95 euro per disabilità media
    • Figli tra 18 e 21 anni: importo ridotto (circa 28,50 euro al minimo), con condizioni (studio, tirocinio, servizio civile)
    • Madri con 4+ figli: maggiorazione di 150 euro mensili per il nucleo

    Come verificare il pagamento dell’Assegno Unico

    Per conoscere la data e l’importo del pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026, puoi consultare l’articolo dettagliato Pagamento Assegno Unico Maggio 2026 oppure accedere direttamente a MyINPS. Se l’ISEE non è aggiornato, il pagamento potrebbe essere inferiore al previsto: rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per rinnovare l’ISEE 2026 in tempi rapidi.

    Altri pagamenti INPS di maggio 2026

    Oltre alle prestazioni principali, a maggio 2026 l’INPS eroga anche una serie di pagamenti aggiuntivi e prestazioni specifiche. Ecco una panoramica:

    Indennità di maternità e paternità

    Le indennità di maternità e paternità vengono erogate mensilmente dall’INPS per i lavoratori dipendenti e autonomi in congedo. I pagamenti di maggio 2026 seguono il calendario standard INPS (seconda o terza settimana del mese). Per i lavoratori dipendenti, l’indennità viene anticipata dal datore di lavoro e poi rimborsata dall’INPS; per i lavoratori autonomi e le parasubordinate il pagamento è diretto dall’INPS.

    Assegni di invalidità e pensioni di invalidità civile

    Le pensioni e gli assegni di invalidità civile seguono lo stesso calendario delle pensioni: accredito dal 2 maggio 2026 per chi ha l’accredito su conto corrente, oppure ritiro scaglionato agli uffici postali per cognome. Gli importi 2026 sono stati rivalutati:

    • Pensione di inabilità: circa 330 euro mensili (rivalutata)
    • Assegno mensile di assistenza: circa 330 euro mensili
    • Indennità di accompagnamento: circa 531 euro mensili (non è soggetta a limiti di reddito)

    Cassa integrazione guadagni (CIG)

    I lavoratori in Cassa Integrazione Guadagni (CIG) ricevono il pagamento INPS di maggio 2026 solitamente nella seconda o terza settimana del mese, ma i tempi variano in base al tipo di integrazione (ordinaria, straordinaria, in deroga) e all’azienda di provenienza. L’importo è pari all’80% della retribuzione lorda per le ore non lavorate, fino a un massimo giornaliero prestabilito.

    Bonus INPS maggio 2026

    A maggio 2026 l’INPS eroga anche alcuni bonus e integrazioni periodiche:

    • Assegni Nucleo Familiare (ANF): per lavoratori dipendenti con familiari a carico e reddito entro soglie INPS; l’importo mensile varia da pochi euro a oltre 100 euro per figlio in base al reddito familiare e al numero di componenti
    • Quattordicesima mensilità: per i pensionati con redditi bassi, la quattordicesima viene erogata a luglio (non a maggio), ma è utile sapere che si tratta di un’integrazione di importo variabile tra 336 e 655 euro
    • Bonus Mamma 2025-2026 (decontribuzione mamme): per le lavoratrici madri dipendenti con 2 o più figli, si tratta di una riduzione dei contributi previdenziali (non un pagamento diretto INPS), già integrata nella busta paga mensile

    Come verificare i pagamenti su MyINPS

    Il portale MyINPS (myinps.inps.it) è lo strumento principale per consultare in autonomia tutte le informazioni sui pagamenti INPS. Ecco come utilizzarlo per le diverse prestazioni:

    Come accedere a MyINPS

    L’accesso a MyINPS richiede una delle seguenti credenziali:

    • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) — livello 2
    • CIE (Carta d’Identità Elettronica) con lettore o app
    • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
    • eIDAS per i cittadini UE

    Una volta effettuato l’accesso, puoi navigare nella sezione “Le mie pratiche e i miei pagamenti” per vedere lo stato di ogni prestazione.

    Cedolino della pensione su MyINPS

    Per verificare la pensione di maggio 2026 su MyINPS:

    • Accedi a MyINPS
    • Vai su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”
    • Clicca su “Cedolino della pensione”
    • Seleziona il mese di maggio 2026
    • Visualizza importo lordo, trattenute fiscali, trattenute INPS e importo netto

    Il cedolino di maggio è solitamente disponibile dalla fine di aprile e mostra anche le trattenute IRPEF, le addizionali regionali e comunali, e le eventuali quote di cessione del quinto.

    Verifica NASPI, ADI e Assegno Unico su MyINPS

    Per le prestazioni a sostegno del reddito, la procedura su MyINPS è simile:

    • NASPI: accedi a MyINPS → “Indennità di disoccupazione NASpI” → verifica stato domanda, importi e date di pagamento
    • ADI: accedi a MyINPS → “Assegno di Inclusione” → visualizza il saldo della Carta di Inclusione e il calendario degli accrediti
    • Assegno Unico: accedi a MyINPS → “Assegno Unico e Universale” → verifica importo mensile, ISEE collegato e storico pagamenti

    Se hai difficoltà ad accedere a MyINPS o a interpretare le informazioni sui pagamenti, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutte le pratiche INPS. Contattaci per un appuntamento.

    Tabella riepilogativa: tutti i pagamenti INPS di maggio 2026

    Riepiloghiamo in una tabella riepilogativa tutte le date e gli importi dei principali pagamenti INPS di maggio 2026:

    Prestazione INPSData accredito (bancario)Ritiro PosteImporto indicativo
    Pensione (vecchiaia, anzianità, anticipata)2 maggio 20262-8 maggio (per cognome)Variabile (min. ~603 euro)
    Assegno sociale2 maggio 20262-8 maggio (per cognome)~543 euro
    NASPI (in corso)15-20 maggio 2026N/A (solo bonifico)Max ~1.550 euro lordi
    Assegno Unico Universale16-21 maggio 2026N/A (solo bonifico)57-200 euro per figlio
    ADI (Assegno di Inclusione)Entro 27 maggio 2026N/A (Carta di Inclusione)Max 780 euro (1 componente)
    Invalidità civile / Accompagnamento2 maggio 20262-8 maggio (per cognome)~330 / ~531 euro
    Indennità maternità/paternità (autonomi)15-20 maggio 2026N/A80% retribuzione convenzionale

    Nota: Le date indicate sono indicative. L’INPS può anticipare o posticipare i pagamenti in caso di festività o situazioni eccezionali. Verifica sempre il cedolino personale su MyINPS per la data esatta.

    Tredicesima e quattordicesima per pensionati: cosa cambia a maggio

    Molti pensionati si chiedono se a maggio 2026 sia prevista una mensilità aggiuntiva. La risposta è no: la tredicesima per i pensionati viene erogata a dicembre, insieme all’ultima rata del rateo mensile. La quattordicesima mensilità pensione, invece, è un beneficio riservato ai pensionati con redditi bassi e viene erogata a luglio.

    Quattordicesima pensione 2026: a chi spetta

    La quattordicesima mensilità della pensione spetta ai pensionati che:

    • Hanno compiuto almeno 64 anni entro il 31 luglio 2026
    • Hanno un reddito complessivo non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo INPS (circa 904 euro mensili per il 2026)
    • Sono titolari di pensione da gestione INPS (dipendenti, artigiani, commercianti, coltivatori diretti)

    L’importo della quattordicesima varia tra 336 e 655 euro in base al reddito e agli anni di contribuzione versati. Il pagamento avviene a luglio 2026, non a maggio.

    Cosa fare se il pagamento INPS non arriva

    In alcuni casi, il pagamento INPS potrebbe non arrivare nei tempi previsti o potrebbe essere sospeso. Ecco le cause più comuni e come agire:

    Cause di mancato pagamento INPS

    • ISEE scaduto o non aggiornato: per ADI e Assegno Unico, la mancanza di ISEE 2026 valido comporta la riduzione o sospensione del beneficio
    • Variazioni del nucleo familiare non comunicate: nascite, decessi, separazioni o nuove convivenze possono influenzare gli importi e devono essere comunicati all’INPS tramite CAF
    • Coordinate bancarie errate: se le IBAN comunicate all’INPS non sono aggiornate, il pagamento viene rifiutato dalla banca
    • Inadempienza agli obblighi: per ADI, il mancato rispetto degli obblighi (firma del Patto di Attivazione, partecipazione ai percorsi) comporta la sospensione
    • Controlli INPS periodici: l’INPS effettua controlli periodici sui redditi e la situazione familiare; in caso di anomalie, il pagamento può essere temporaneamente sospeso

    Come segnalare il mancato pagamento

    Se il pagamento INPS non arriva entro i termini previsti, puoi:

    • Verificare lo stato della pratica su MyINPS con SPID o CIE
    • Contattare il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (a pagamento da cellulare)
    • Aprire un ticket online su MyINPS nella sezione “Contatti”
    • Rivolgersi al proprio CAF o Patronato per verificare la situazione e avviare eventuali procedure di riesame

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza patronato completa per tutte le pratiche INPS: verifica pagamenti, rinnovo ISEE, domande di prestazioni e ricorsi. Contattaci per un appuntamento gratuito.

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    Domande Frequenti sui Pagamenti INPS di Maggio 2026

    Quando arriva la pensione a maggio 2026?

    La pensione di maggio 2026 viene accreditata sul conto corrente bancario o postale dal 2 maggio 2026 (primo giorno lavorativo del mese). Chi ritira la pensione agli uffici postali segue il calendario scaglionato per cognome: A-B il 2 maggio, C-D il 3 maggio, E-K il 5 maggio, L-O il 6 maggio, P-R il 7 maggio, S-Z l’8 maggio 2026.

    Quando arriva la NASPI a maggio 2026?

    Il pagamento della NASPI di maggio 2026 avviene solitamente tra il 15 e il 20 maggio per chi ha gia la prestazione in corso. Per le nuove domande, i tempi di erogazione del primo pagamento variano da 30 a 60 giorni dall’approvazione. L’importo include eventuali arretrati dal giorno di decorrenza della disoccupazione.

    Quando arriva l’ADI (Assegno di Inclusione) a maggio 2026?

    L’ADI di maggio 2026 viene accreditato sulla Carta di Inclusione entro il 27 maggio 2026 per i beneficiari gia in carico. Per i nuovi beneficiari, il primo accredito avviene il mese successivo all’approvazione della domanda. Chi non ha rinnovato l’ISEE 2026 rischia la sospensione o riduzione del beneficio.

    Quando arriva l’Assegno Unico a maggio 2026?

    L’Assegno Unico Universale di maggio 2026 viene solitamente pagato tra il 16 e il 21 maggio 2026. L’importo dipende dall’ISEE 2026: da un minimo di circa 57 euro per figlio (senza ISEE o ISEE alto) a un massimo di circa 200 euro per figlio (ISEE inferiore a 17.090 euro). Chi non ha presentato l’ISEE 2026 riceve l’importo minimo.

    Come verificare quando arriva il mio pagamento INPS?

    Puoi verificare la data e l’importo del tuo pagamento INPS accedendo a MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS. Nella sezione ‘Fascicolo Previdenziale’ trovi il cedolino della pensione; nelle sezioni dedicate trovi lo stato di NASpI, ADI e Assegno Unico. In alternativa, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza gratuita.

    Cosa fare se il pagamento INPS non arriva a maggio 2026?

    Se il pagamento INPS non arriva entro i tempi previsti, verifica prima su MyINPS lo stato della pratica. Poi contatta il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa). Le cause piu comuni sono ISEE scaduto, coordinate bancarie errate o inadempienza agli obblighi per le prestazioni assistenziali. Il CAF puo aiutarti a risolvere il problema e, se necessario, presentare un ricorso.


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      Congedo di Paternità 2026: Giorni Obbligatori e Domanda INPS

      congedo parentale 2025

      Il congedo di paternità 2026 rappresenta un diritto fondamentale per i neo-papà che vogliono essere presenti nei primi momenti di vita del proprio figlio. La normativa italiana, aggiornata con le disposizioni del D.Lgs. 105/2022, prevede 10 giorni obbligatori retribuiti al 100% più un giorno facoltativo alternativo alla madre. In questa guida scoprirai tutto quello che devi sapere: quanti giorni spettano, quando usufruirne, come fare domanda all’INPS e quali sono le tutele previste dalla legge.

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il congedo di paternità obbligatorio
      2. Quanti giorni spettano nel 2026
      3. Quando usufruirne: tempistiche e scadenze
      4. Come fare domanda INPS online
      5. Retribuzione e contributi durante il congedo
      6. Congedo di paternità e adozione
      7. Cumulabilità con il congedo parentale
      8. Sanzioni per il datore di lavoro
      9. Domande frequenti

      Cos’è il congedo di paternità obbligatorio

      Il congedo di paternità obbligatorio è un periodo di astensione dal lavoro riconosciuto a tutti i lavoratori dipendenti che diventano padri. A differenza del congedo parentale, che è facoltativo e condiviso tra i genitori, il congedo di paternità è un obbligo di legge: il padre deve usufruirne, e il datore di lavoro non può impedirlo.

      Introdotto in via sperimentale nel 2013 con un solo giorno, il congedo è stato progressivamente ampliato fino a raggiungere i 10 giorni obbligatori attuali, resi strutturali dal D.Lgs. 105/2022 che ha recepito la Direttiva europea 2019/1158 sull’equilibrio tra vita professionale e vita privata.

      Quanti giorni spettano nel 2026

      Nel 2026 i padri lavoratori dipendenti hanno diritto a:

      • 10 giorni obbligatori di congedo (anche non continuativi), retribuiti al 100% della retribuzione giornaliera
      • 1 giorno facoltativo aggiuntivo, utilizzabile in alternativa a un giorno di congedo di maternità della madre (previo accordo con la madre e rinuncia da parte sua)
      • In caso di parto gemellare, i giorni obbligatori raddoppiano a 20 giorni

      I 10 giorni sono lavorativi, quindi esclusi sabato, domenica e festivi. Possono essere fruiti anche in modo frazionato, cioè non necessariamente tutti di seguito. Ad esempio, un padre potrebbe prendere 5 giorni alla nascita e 5 giorni nelle settimane successive, purché rientri nei limiti temporali previsti.

      Quando usufruirne: tempistiche e scadenze

      Il congedo di paternità obbligatorio può essere utilizzato in un arco temporale ben preciso:

      • Da 2 mesi prima della data presunta del parto
      • Fino a 5 mesi dopo la nascita del figlio

      Questo significa che il padre può iniziare a usufruire del congedo già nelle ultime settimane di gravidanza della partner, ad esempio per accompagnarla alle visite mediche o prepararsi all’arrivo del bambino. La flessibilità consente di organizzarsi al meglio con il proprio datore di lavoro.

      Attenzione: il padre deve comunicare al datore di lavoro le date in cui intende usufruire del congedo con un preavviso di almeno 5 giorni, salvo casi di urgenza legati al parto anticipato. La comunicazione deve avvenire in forma scritta, anche tramite email.

      Come fare domanda INPS online

      La procedura per richiedere il congedo di paternità 2026 dipende dalla tipologia di rapporto lavorativo:

      Per i dipendenti del settore privato:

      1. Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
      2. Vai su “Prestazioni e servizi” → “Servizi” → “Congedo di paternità”
      3. Compila la domanda online indicando le date di fruizione
      4. Allega il certificato di nascita o la data presunta del parto
      5. Invia la domanda e conserva la ricevuta

      Per i dipendenti pubblici: la domanda va presentata direttamente al proprio ente datore di lavoro, che provvede al pagamento dell’indennità in busta paga. Non serve la domanda INPS.

      In alternativa alla procedura online, puoi presentare la domanda tramite il Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da cellulare) oppure rivolgendoti a un patronato o CAF di fiducia come il CAF Centro Fiscale di Udine, che può assisterti gratuitamente nell’invio della pratica.

      Retribuzione e contributi durante il congedo

      Uno degli aspetti più importanti del congedo di paternità riguarda la retribuzione. Ecco come funziona:

      • I 10 giorni obbligatori sono retribuiti al 100% della retribuzione giornaliera. L’indennità è a carico dell’INPS (anticipata dal datore di lavoro in busta paga)
      • Il giorno facoltativo è anch’esso retribuito al 100%, ma solo se la madre rinuncia a un giorno del suo congedo di maternità
      • I giorni di congedo sono coperti da contribuzione figurativa, quindi contano ai fini pensionistici
      • Il congedo è compatibile con il bonus mamme e con il bonus nido

      In pratica, il padre non subisce alcuna decurtazione dello stipendio durante i giorni di congedo. Inoltre, il periodo è utile ai fini dell’anzianità di servizio, delle ferie e della tredicesima mensilità.

      Congedo di paternità e adozione

      Il diritto al congedo di paternità obbligatorio non si limita ai padri biologici. I 10 giorni obbligatori spettano anche in caso di:

      • Adozione nazionale: i giorni decorrono dall’ingresso del minore in famiglia
      • Adozione internazionale: i giorni decorrono dall’ingresso del minore in Italia
      • Affidamento preadottivo: stesse regole dell’adozione

      La finestra temporale resta di 5 mesi dall’evento (ingresso in famiglia o in Italia). La domanda INPS segue la stessa procedura, con l’aggiunta della documentazione relativa al provvedimento di adozione o affidamento emesso dal Tribunale per i Minorenni.

      Cumulabilità con il congedo parentale

      Una domanda molto frequente riguarda la possibilità di cumulare il congedo di paternità con il congedo parentale. La risposta è sì: i due istituti sono completamente indipendenti e cumulabili.

      Ecco le differenze principali:

      • Congedo di paternità: 10 giorni obbligatori, retribuiti al 100%, nei primi 5 mesi dalla nascita
      • Congedo parentale: fino a 6 mesi per il padre (massimo 10 mesi totali tra i due genitori, elevabili a 11 se il padre ne usa almeno 3), con indennità all’80% per i primi 2 mesi e al 30% per i successivi

      Un padre può quindi usufruire prima dei 10 giorni di congedo obbligatorio e poi, successivamente, richiedere il congedo parentale per un periodo più lungo. Le detrazioni per figli a carico restano valide durante entrambi i periodi di assenza.

      Sanzioni per il datore di lavoro

      Il congedo di paternità è un diritto irrinunciabile. Il datore di lavoro che impedisce, ostacola o rifiuta la fruizione del congedo commette un illecito sanzionabile. Le conseguenze sono:

      • Sanzione amministrativa da 516 a 2.582 euro per ogni violazione
      • Impossibilità di ottenere la certificazione di parità di genere, sempre più richiesta per accedere a sgravi contributivi e punteggi aggiuntivi nei bandi pubblici
      • Nullità del licenziamento: il padre è protetto dal licenziamento durante il congedo e fino a un anno dalla nascita del figlio

      Se il tuo datore di lavoro ti nega il congedo o ti penalizza per averlo richiesto, puoi rivolgerti all’Ispettorato Nazionale del Lavoro o a un patronato per far valere i tuoi diritti. Il CAF Centro Fiscale di Udine può indirizzarti verso il supporto legale appropriato.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande frequenti sul congedo di paternità 2026

      Il congedo di paternità è obbligatorio anche per i liberi professionisti?

      No, il congedo obbligatorio riguarda solo i lavoratori dipendenti (pubblici e privati). I liberi professionisti e le partite IVA possono però richiedere l’indennità di paternità alla propria cassa previdenziale, con regole specifiche per ogni ordine professionale.

      Posso usare i 10 giorni anche se lavoro part-time?

      Sì. Il congedo di paternità spetta a tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal tipo di contratto (tempo pieno, part-time, determinato o indeterminato). L’indennità sarà calcolata in proporzione alla retribuzione giornaliera effettiva.

      Cosa succede se il figlio nasce prematuro?

      In caso di parto prematuro, i 10 giorni decorrono dalla data effettiva di nascita. Il padre ha comunque 5 mesi di tempo dalla nascita per usufruirne. Non è necessario ricalcolare le date rispetto a quelle presunte.

      Il congedo di paternità si può frazionare in ore?

      No, il congedo di paternità obbligatorio può essere fruito solo a giornate intere. Non è possibile il frazionamento orario. Tuttavia, i giorni possono essere non consecutivi.

      Il congedo spetta anche in caso di aborto spontaneo?

      Il congedo di paternità spetta se l’interruzione avviene dopo il 180° giorno di gestazione, poiché dal punto di vista normativo si considera come parto a tutti gli effetti.

      Hai bisogno di assistenza per il congedo di paternità?

      Il congedo di paternità 2026 è un diritto importante che ogni neo-papà dovrebbe conoscere e utilizzare. Che tu debba fare domanda all’INPS, chiarire i tuoi diritti con il datore di lavoro o capire come combinarlo con il congedo parentale, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per guidarti in ogni passaggio.

      Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

      I nostri operatori possono aiutarti con la domanda INPS per il congedo di paternità, il congedo parentale e tutte le pratiche legate alla genitorialità.

      Scrivici su WhatsApp: 366 601 8121

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      Maggio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/congedo-parentale.jpg 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-01 09:00:002026-05-31 17:59:07Congedo di Paternità 2026: Giorni Obbligatori e Domanda INPS
      CAF

      Congedo Parentale 2026: Guida Completa Durata e Retribuzione

      congedo parentale 2025

      Il congedo parentale 2026 rappresenta uno degli strumenti più importanti a disposizione dei genitori lavoratori dipendenti in Italia. Si tratta di un periodo di astensione facoltativa dal lavoro, riconosciuto sia alla madre che al padre, per prendersi cura del figlio nei primi anni di vita. Con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, la normativa è stata ulteriormente potenziata: la retribuzione all’80% è stata confermata per 3 mesi e il limite di età del figlio è stato esteso fino a 14 anni. In questa guida completa scoprirai tutto quello che devi sapere su durata, retribuzione, come fare domanda all’INPS e le differenze con il congedo obbligatorio di maternità e paternità.

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il congedo parentale e chi ne ha diritto
      2. Durata del congedo parentale 2026
      3. Retribuzione del congedo parentale: quanto si prende
      4. Novità congedo parentale 2026
      5. Congedo obbligatorio di maternità: i 5 mesi all’80%
      6. Congedo obbligatorio di paternità: 10 giorni al 100%
      7. Come fare domanda di congedo parentale INPS online
      8. Congedo parentale a ore: come funziona
      9. Impatto sui contributi pensionistici
      10. Tabella riepilogativa durata e retribuzione
      11. Differenze tra congedo di maternità e congedo parentale
      12. FAQ sul congedo parentale 2026

      Cos’è il congedo parentale e chi ne ha diritto

      Il congedo parentale (noto anche come “astensione facoltativa”) è il diritto di entrambi i genitori lavoratori dipendenti di assentarsi dal lavoro per prendersi cura del figlio. A differenza del congedo obbligatorio di maternità, che è un obbligo di legge, il congedo parentale è una scelta volontaria del genitore.

      La normativa di riferimento è il Decreto Legislativo 151/2001 (Testo Unico sulla maternità e paternità), modificato più volte negli ultimi anni per ampliare le tutele.

      Chi ha diritto al congedo parentale nel 2026

      Hanno diritto al congedo parentale:

      • Lavoratori dipendenti (sia del settore pubblico che privato)
      • Madri e padri, anche contemporaneamente
      • Genitori adottivi e affidatari
      • Lavoratori agricoli a tempo determinato (con requisiti specifici)

      Non hanno diritto al congedo parentale i lavoratori autonomi e i liberi professionisti con partita IVA, per i quali esistono tutele diverse e più limitate previste dalla propria cassa previdenziale.

      Il congedo può essere fruito per ogni figlio fino al compimento dei 12 anni di età (o fino a 14 anni per la parte non retribuita, come vedremo più avanti con le novità 2026).

      Durata del congedo parentale 2026: quanti mesi spettano

      La durata del congedo parentale 2026 segue regole precise che è importante conoscere per pianificare al meglio l’assenza dal lavoro. Il periodo complessivo tra entrambi i genitori è di 10 mesi, che possono diventare 11 mesi in una condizione particolare.

      Ripartizione tra madre e padre

      Ecco come si suddivide il congedo parentale tra i due genitori:

      • Madre: massimo 6 mesi (continuativi o frazionati)
      • Padre: massimo 6 mesi (elevabili a 7 se ne fruisce almeno 3)
      • Totale tra i due genitori: massimo 10 mesi (elevabili a 11)
      • Genitore solo: massimo 10 mesi

      Quando si arriva a 11 mesi? Se il padre lavoratore si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno 3 mesi, il limite massimo complessivo dei genitori è elevato a 11 mesi. Questa norma è pensata per incentivare la partecipazione attiva dei padri alla cura dei figli.

      Ad esempio, immagina che Marco e Laura abbiano un figlio di 2 anni. Laura ha già usato 5 mesi di congedo parentale. Marco decide di prendere 4 mesi. In questo caso, avendo Marco superato i 3 mesi, il tetto complessivo sale da 10 a 11 mesi, e la coppia può usufruire di tutti i 9 mesi (5+4) senza problemi.

      Retribuzione del congedo parentale 2026: quanto si prende

      La retribuzione durante il congedo parentale è una delle domande più frequenti tra i genitori. Nel 2026 il sistema prevede tre fasce di indennità, pagate dall’INPS:

      Le tre fasce di indennità

      1. 3 mesi all’80% della retribuzione – Si tratta di un mese spettante alla madre (non trasferibile) + un mese spettante al padre (non trasferibile) + un ulteriore mese spettante a uno dei due genitori (trasferibile). Questi 3 mesi all’80% sono la grande novità confermata per il 2026.
      2. 6 mesi al 30% della retribuzione – I restanti mesi di congedo (fino al nono mese indennizzabile complessivo tra i genitori) sono retribuiti al 30%, ma solo fino ai 12 anni del bambino.
      3. Mesi restanti senza retribuzione – Eventuali mesi residui (fino al tetto di 10/11 mesi totali) non sono retribuiti, a meno che il reddito individuale del genitore non sia inferiore a 2,5 volte il trattamento minimo di pensione.

      In pratica, se il tuo stipendio netto mensile è di 1.500 euro, durante i primi 3 mesi di congedo parentale riceverai circa 1.200 euro al mese (80%), mentre nei successivi mesi al 30% riceverai circa 450 euro al mese.

      Come si calcola la retribuzione

      L’indennità di congedo parentale si calcola sulla retribuzione media giornaliera del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente l’inizio del congedo. Il calcolo include:

      • Retribuzione base
      • Contingenza e scatti di anzianità
      • Ratei di tredicesima e quattordicesima
      • Esclusi: straordinari, premi variabili, indennità occasionali

      Novità congedo parentale 2026: cosa cambia

      La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti novità per il congedo parentale, potenziando le tutele economiche per i genitori lavoratori. Ecco le principali modifiche rispetto al 2025:

      Conferma dei 3 mesi all’80%

      La misura introdotta sperimentalmente nel 2024 è stata resa strutturale. I 3 mesi retribuiti all’80% (invece del 30%) sono ora una garanzia permanente, non più soggetta a rinnovo annuale. Questo significa un aumento significativo dell’indennità per le famiglie: su uno stipendio medio di 1.800 euro lordi, la differenza tra 80% e 30% è di circa 900 euro al mese.

      Estensione fino a 14 anni del figlio

      Una delle novità più rilevanti del 2026 riguarda l’ampliamento della finestra temporale. Il congedo parentale non retribuito è fruibile fino al compimento dei 14 anni del figlio (in precedenza il limite era 12 anni). Questo permette ai genitori di poter contare su periodi di astensione anche quando i figli sono più grandi, ad esempio durante l’adolescenza.

      Attenzione però: la parte retribuita (all’80% e al 30%) resta fruibile solo entro i 12 anni del bambino. L’estensione a 14 anni riguarda esclusivamente il periodo non indennizzato.

      Riepilogo novità 2026

      • 3 mesi all’80% resi strutturali (non più sperimentali)
      • Estensione a 14 anni per la parte non retribuita
      • Congedo di paternità obbligatorio confermato a 10 giorni al 100%
      • Semplificazione della domanda online INPS
      • Maggiore flessibilità nella fruizione a ore

      Congedo obbligatorio di maternità: i 5 mesi all’80%

      Prima di approfondire il congedo parentale (facoltativo), è fondamentale distinguerlo dal congedo obbligatorio di maternità, che è un diritto irrinunciabile della lavoratrice.

      Durata e modalità del congedo di maternità

      Il congedo obbligatorio di maternità dura complessivamente 5 mesi e può essere fruito in due modalità:

      • Formula tradizionale (2+3): 2 mesi prima del parto + 3 mesi dopo il parto
      • Flessibilità (1+4): 1 mese prima del parto + 4 mesi dopo il parto (serve certificato medico che attesti l’assenza di rischi)
      • Opzione post-parto (0+5): tutti i 5 mesi dopo il parto (introdotta dalla Legge di Bilancio 2019, serve certificato medico)

      Retribuzione del congedo di maternità

      Durante il congedo obbligatorio di maternità, la lavoratrice riceve un’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera. Molti contratti collettivi nazionali (CCNL) prevedono un’integrazione a carico del datore di lavoro fino al 100%, quindi è importante verificare cosa prevede il proprio contratto.

      Chi ha diritto anche al bonus mamme lavoratrici può beneficiare di un ulteriore supporto economico durante questo periodo.

      Congedo obbligatorio di paternità 2026: 10 giorni al 100%

      Il congedo di paternità obbligatorio è un diritto relativamente recente, reso strutturale dal 2022. Nel 2026 le regole sono confermate e rafforzate.

      Come funziona il congedo di paternità

      • Durata: 10 giorni lavorativi (20 in caso di parto gemellare)
      • Retribuzione: 100% della retribuzione
      • Quando: può essere fruito dai 2 mesi prima del parto fino ai 5 mesi successivi
      • Modalità: anche in modo non continuativo
      • Compatibilità: può essere fruito anche durante il congedo di maternità della madre

      Il congedo di paternità è obbligatorio: il datore di lavoro non può negarlo e il padre è tenuto a fruirne. In caso di mancata concessione, il datore rischia sanzioni amministrative da 516 a 2.582 euro.

      Questo congedo è indipendente dal congedo parentale facoltativo: i 10 giorni obbligatori non si scalano dai mesi di congedo parentale. Pertanto, un padre può usufruire di 10 giorni obbligatori + fino a 6 mesi (o 7) di congedo parentale facoltativo.

      Come fare domanda di congedo parentale INPS online

      La domanda di congedo parentale deve essere presentata all’INPS prima dell’inizio del periodo di astensione. Se presenti la domanda in ritardo, i giorni precedenti alla richiesta non saranno indennizzati.

      Procedura online sul portale INPS

      1. Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
      2. Cerca il servizio “Domanda di congedo parentale”
      3. Seleziona “Congedo parentale” nella tipologia di domanda
      4. Inserisci i dati del figlio (nome, cognome, data di nascita, codice fiscale)
      5. Indica il periodo richiesto (data inizio e data fine)
      6. Specifica se vuoi il congedo a giornate intere o a ore
      7. Allega eventuale documentazione richiesta
      8. Invia la domanda e conserva il numero di protocollo

      Canali alternativi per la domanda

      Se non riesci a presentare la domanda online, puoi rivolgerti a:

      • Contact Center INPS: 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164 164 (da mobile)
      • Patronato: il CAF Centro Fiscale di Udine può presentare la domanda per tuo conto gratuitamente, assistendoti nella compilazione e nel controllo di tutta la documentazione necessaria

      Documenti necessari

      • SPID, CIE o CNS per l’accesso
      • Codice fiscale del figlio
      • Certificato di nascita o riconoscimento del figlio
      • Dichiarazione del datore di lavoro (per alcune tipologie contrattuali)
      • In caso di adozione: provvedimento di adozione o affidamento

      Congedo parentale a ore: come funziona

      Dal 2015, i genitori possono fruire del congedo parentale anche su base oraria, non solo a giornate intere. Questa modalità offre una flessibilità preziosa per chi vuole conciliare lavoro e cura dei figli senza rinunciare del tutto alla retribuzione.

      Regole del congedo a ore

      • Misura minima: il congedo a ore spetta nella misura del 50% dell’orario giornaliero, salvo diverse previsioni del CCNL
      • Non frazionabile ulteriormente: non puoi chiedere, ad esempio, solo 1 ora se il tuo orario è di 8 ore (il minimo è 4 ore in quel caso)
      • Non cumulabile: nello stesso giorno non puoi cumulare congedo parentale a ore con permessi per allattamento o altri riposi
      • Retribuzione: segue le stesse regole del congedo a giornate (80% o 30% a seconda del mese utilizzato)

      Il congedo a ore è particolarmente utile per chi lavora part-time o per chi vuole mantenere un collegamento con l’ambiente lavorativo pur dedicando più tempo al figlio.

      Per la domanda online, nella procedura INPS selezionerai la voce “Fruizione a ore” e indicherai le ore giornaliere di congedo richieste.

      Impatto del congedo parentale sui contributi pensionistici

      Uno degli aspetti che preoccupa maggiormente i genitori è l’effetto del congedo parentale sulla futura pensione. Ecco cosa succede ai contributi previdenziali durante i periodi di astensione:

      Copertura contributiva durante il congedo

      • Congedo obbligatorio di maternità (5 mesi): copertura contributiva piena al 100% con contributi figurativi. Non c’è nessun impatto negativo sulla pensione.
      • Congedo parentale retribuito (fino a 9 mesi): i periodi retribuiti (all’80% o al 30%) sono coperti da contribuzione figurativa, calcolata sulla retribuzione convenzionale (pari al 200% dell’assegno sociale). Questo significa che i contributi versati saranno inferiori a quelli normali, ma comunque validi per il diritto e il calcolo della pensione.
      • Congedo parentale non retribuito: i periodi non retribuiti sono coperti da contributi figurativi solo fino al sesto anno di vita del bambino. Dopo questa età, il periodo non è coperto automaticamente.

      Come recuperare i contributi mancanti

      Se hai periodi scoperti, puoi ricorrere al riscatto o alla contribuzione volontaria. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare la tua situazione contributiva e valutare se conviene procedere con il riscatto dei periodi non coperti. Puoi approfondire il tema nella nostra guida alle pensioni 2026.

      Tabella riepilogativa durata e retribuzione congedo parentale 2026

      Per avere un quadro chiaro e immediato di tutte le tipologie di congedo a disposizione dei genitori nel 2026, ecco la tabella riepilogativa completa:

      Tipologia di congedoDurataRetribuzioneEtà massima figlioChi ne ha diritto
      Congedo obbligatorio maternità5 mesi80% (spesso integrato al 100% dal CCNL)Dalla nascitaMadre lavoratrice dipendente
      Congedo obbligatorio paternità10 giorni (20 per gemelli)100%Entro 5 mesi dalla nascitaPadre lavoratore dipendente
      Congedo parentale – 3 mesi all’80%3 mesi (1 madre + 1 padre + 1 alternativo)80%Entro 12 anniEntrambi i genitori
      Congedo parentale – al 30%Fino a 6 mesi aggiuntivi (tot. 9 mesi indennizzabili)30%Entro 12 anniEntrambi i genitori
      Congedo parentale – non retribuitoMesi residui fino a 10/11 totali0% (salvo basso reddito)Entro 14 anni (novità 2026)Entrambi i genitori

      Nota importante: i mesi indicati si intendono come tetto complessivo tra entrambi i genitori. Ad esempio, se la madre usa 6 mesi di congedo parentale, il padre potrà usarne al massimo 4 (per arrivare al tetto di 10), oppure 5 se ha già usato almeno 3 mesi propri (tetto elevato a 11).

      Differenze tra congedo di maternità e congedo parentale

      Molti genitori confondono il congedo di maternità con il congedo parentale. Si tratta di due istituti diversi, con regole distinte:

      CaratteristicaCongedo di maternitàCongedo parentale
      NaturaObbligatorioFacoltativo
      Chi ne fruisceSolo la madreMadre e/o padre
      Durata5 mesiFino a 10/11 mesi (totale genitori)
      Retribuzione80% (spesso 100% con CCNL)80% (3 mesi), 30% (6 mesi), 0%
      QuandoPrima e dopo il partoDopo il congedo obbligatorio, entro 12/14 anni
      DomandaObbligatoriaFacoltativa, su richiesta del genitore

      In sostanza, il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatorio intorno al parto, mentre il congedo parentale è un diritto facoltativo aggiuntivo che si può usare nei mesi e anni successivi. I due periodi si sommano: una madre può fruire di 5 mesi obbligatori + fino a 6 mesi di congedo parentale facoltativo.

      Se stai pianificando il ritorno al lavoro dopo la maternità, può essere utile anche valutare il bonus asilo nido 2026, che ti aiuta a coprire le spese per la cura del bambino quando riprendi l’attività lavorativa.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      FAQ sul congedo parentale 2026

      Il congedo parentale spetta anche ai genitori adottivi?

      Sì, il congedo parentale spetta anche ai genitori adottivi e affidatari. Il periodo decorre dalla data di ingresso del minore in famiglia (o in Italia, per le adozioni internazionali). Le regole sulla durata e sulla retribuzione sono le stesse dei genitori biologici.

      Posso prendere il congedo parentale se lavoro part-time?

      Sì, il diritto al congedo parentale spetta a tutti i lavoratori dipendenti, inclusi quelli part-time. La retribuzione sarà calcolata proporzionalmente all’orario effettivo di lavoro. Se lavori 4 ore al giorno, il congedo a ore sarà di 2 ore (50% dell’orario).

      Il datore di lavoro può rifiutare il congedo parentale?

      No. Il congedo parentale è un diritto soggettivo del lavoratore. Il datore di lavoro non può rifiutarlo né subordinarlo a esigenze aziendali. Deve però essere comunicato con un preavviso di almeno 5 giorni (o 2 giorni per il congedo a ore).

      Madre e padre possono prendere il congedo contemporaneamente?

      Sì, la legge consente ai genitori di fruire del congedo parentale nello stesso periodo. Entrambi possono assentarsi contemporaneamente dal lavoro, purché non venga superato il tetto complessivo di 10 mesi (o 11). Questa possibilità è particolarmente utile nei primi mesi di vita del bambino.

      Come si calcolano i 3 mesi all’80%?

      I 3 mesi all’80% sono così ripartiti: 1 mese è riservato alla madre (non trasferibile al padre), 1 mese è riservato al padre (non trasferibile alla madre), e il terzo mese può essere usato da uno dei due genitori in alternativa. Se il padre non usa il suo mese riservato, quel mese non passa alla madre e viceversa.

      Quanto tempo prima devo fare domanda all’INPS?

      La domanda va presentata prima dell’inizio del periodo di congedo. Non c’è un termine minimo di legge, ma è consigliabile presentarla con almeno 15-30 giorni di anticipo per evitare ritardi nella lavorazione. Ricorda che i giorni di congedo fruiti prima della presentazione della domanda non vengono indennizzati.


      Hai bisogno di assistenza per il congedo parentale?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta gratuitamente con la domanda di congedo parentale all’INPS, il calcolo della retribuzione spettante e la verifica dei tuoi diritti. I nostri operatori di patronato sono specializzati in tutele per la maternità e paternità e possono seguirti in ogni passaggio.

      Scrivici su WhatsApp: 366 601 8121

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        Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/congedo-parentale.jpg 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 09:00:002026-05-31 16:16:09Congedo Parentale 2026: Guida Completa Durata e Retribuzione
        ASSEGNO UNICO, CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIE

        Pagamenti INPS Maggio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Indice dei contenuti

        1. Calendario Completo Pagamenti INPS Maggio 2026
        2. Pensioni Maggio 2026: Data di Accredito
        3. Assegno Unico Maggio 2026: Date di Pagamento
        4. NASpI Maggio 2026: Quando Arriva la Disoccupazione
        5. Assegno di Inclusione (ADI) Maggio 2026
        6. Carta Dedicata a Te 2026: Prossima Ricarica
        7. Bonus Nido Maggio 2026: Rimborsi Mensili
        8. Bonus Mamme 2026: Esonero Contributivo in Busta Paga
        9. Come Verificare i Pagamenti su MyINPS
        10. Domande Frequenti

        I pagamenti INPS maggio 2026 rappresentano un appuntamento fondamentale per milioni di italiani che attendono l’accredito di pensioni, Assegno Unico, NASpI, Assegno di Inclusione e altri benefici. Conoscere in anticipo le date esatte dei pagamenti INPS di maggio 2026 permette di pianificare le proprie spese e verificare tempestivamente eventuali ritardi.

        In questa guida trovi il calendario completo e aggiornato con tutte le date di accredito previste per maggio 2026, suddivise per prestazione. Per ciascun pagamento indichiamo la data prevista, le eventuali variazioni e come controllare lo stato del proprio accredito direttamente dal portale MyINPS.

        Calendario Completo Pagamenti INPS Maggio 2026

        Ecco il calendario riepilogativo di tutti i pagamenti INPS previsti per maggio 2026. La tabella mostra la data di accredito stimata per ciascuna prestazione:

        PrestazioneData Pagamento Maggio 2026Beneficiari
        PensioniVenerdi 1 maggio 2026 (anticipo giovedi 30 aprile per Poste)Pensionati INPS
        Assegno Unico (in corso)15-17-18-19 maggio 2026Famiglie con figli a carico
        Assegno Unico (nuove domande)Fine maggio (dal 24 al 31)Nuovi richiedenti
        NASpIVariabile, tra il 7 e il 20 maggioDisoccupati con NASpI attiva
        Assegno di Inclusione (ADI)Mercoledi 27 maggio 2026Nuclei con componenti fragili
        ADI (primo pagamento)15 maggio 2026Nuovi beneficiari ADI
        Bonus NidoEntro fine maggio (rimborsi mensili)Genitori con figli al nido
        Bonus MammeIn busta paga di maggioMadri lavoratrici dipendenti
        Carta Dedicata a TeRicarica prevista luglio 2026Famiglie ISEE sotto 15.000 euro

        Nota importante: le date indicate sono basate sulle disposizioni INPS e sullo storico dei pagamenti dei mesi precedenti. Possono verificarsi leggere variazioni in base all’istituto bancario o all’ufficio postale di riferimento.

        Pensioni Maggio 2026: Data di Accredito

        Le pensioni di maggio 2026 vengono accreditate il primo giorno bancabile del mese. Poiche il 1 maggio 2026 cade di venerdi e non e festivo bancario in quanto giorno lavorativo per le banche (anche se e la Festa dei Lavoratori, le banche elaborano i bonifici il giorno prima), la situazione e la seguente:

        • Accredito su conto corrente bancario: venerdi 1 maggio 2026 (il bonifico viene disposto il 30 aprile con valuta 1 maggio)
        • Accredito su conto BancoPosta: venerdi 1 maggio 2026
        • Ritiro in contanti alle Poste: a partire da giovedi 30 aprile 2026, in base al calendario alfabetico stabilito da Poste Italiane

        Calendario alfabetico ritiro pensioni in Posta – Maggio 2026

        Per chi ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali, Poste Italiane organizza l’affluenza secondo il cognome del titolare. Il calendario per maggio 2026 prevede indicativamente:

        CognomiGiorno di ritiro
        A – CMercoledi 30 aprile
        D – GGiovedi 30 aprile (pomeriggio) / Venerdi 1 maggio
        H – MSabato 2 maggio (solo mattina)
        N – RLunedi 4 maggio
        S – ZMartedi 5 maggio

        Attenzione: il calendario definitivo viene pubblicato da Poste Italiane qualche giorno prima. Verifica sempre presso il tuo ufficio postale di riferimento.

        Importi pensioni maggio 2026

        L’importo della pensione di maggio 2026 resta invariato rispetto ai mesi precedenti, salvo eventuali conguagli fiscali o trattenute IRPEF. Ricordiamo che dal 2026 la rivalutazione ISTAT e applicata nella misura del:

        • 100% per pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo
        • 90% per pensioni tra 4 e 5 volte il minimo
        • 75% per pensioni superiori a 5 volte il minimo

        Assegno Unico Maggio 2026: Date di Pagamento

        L’Assegno Unico e Universale di maggio 2026 viene erogato dall’INPS con tempistiche diverse a seconda che si tratti di un pagamento ricorrente o di una nuova domanda.

        Pagamenti per beneficiari gia in corso

        Per chi percepisce gia l’Assegno Unico e ha l’ISEE aggiornato al 2026, i pagamenti di maggio sono previsti nelle seguenti date:

        • 15 maggio 2026 (giovedi) – primo ciclo di pagamento
        • 17 maggio 2026 (sabato) – secondo ciclo
        • 18 maggio 2026 (domenica, valuta lunedi 19) – terzo ciclo
        • 19 maggio 2026 (lunedi) – quarto ciclo

        La data esatta dipende dal ciclo di pagamento INPS assegnato a ciascun beneficiario. Puoi verificare il tuo ciclo accedendo al Fascicolo Previdenziale del Cittadino su MyINPS.

        Pagamenti per nuove domande e conguagli

        Chi ha presentato una nuova domanda di Assegno Unico o ha aggiornato l’ISEE nei mesi precedenti potrebbe ricevere il pagamento nella seconda parte di maggio, indicativamente tra il 24 e il 31 maggio 2026. In questo caso e possibile ricevere anche gli arretrati relativi ai mesi precedenti.

        Importi Assegno Unico 2026 aggiornati

        Gli importi dell’Assegno Unico 2026, rivalutati del 0,8%, sono i seguenti:

        ISEE familiareImporto per figlio minorenneImporto per figlio 18-20 anni
        Fino a 17.090,61 euro199,40 euro/mese96,90 euro/mese
        Da 17.090,61 a 45.574,96 euroDa 199,40 a 57 euro/meseDa 96,90 a 28 euro/mese
        Oltre 45.574,96 euro (o senza ISEE)57 euro/mese28 euro/mese

        Ricorda: se non hai ancora aggiornato l’ISEE 2026, l’INPS eroga l’importo minimo (57 euro per figlio). Presentando l’ISEE aggiornato entro il 30 giugno 2026, riceverai gli arretrati dalla rata di marzo.

        NASpI Maggio 2026: Quando Arriva la Disoccupazione

        La NASpI di maggio 2026 non ha una data fissa di pagamento. L’INPS eroga l’indennita di disoccupazione in base alla data di presentazione della domanda e al ciclo di elaborazione assegnato.

        Date indicative NASpI maggio 2026

        In base allo storico dei mesi precedenti, i pagamenti NASpI di maggio 2026 sono previsti:

        • Prima finestra: tra il 7 e il 10 maggio 2026
        • Seconda finestra: tra il 12 e il 16 maggio 2026
        • Pagamenti residui: tra il 18 e il 22 maggio 2026

        Per chi ha presentato domanda di recente, il primo pagamento potrebbe arrivare con un ritardo di 30-45 giorni dall’invio della domanda.

        Come sapere quando arriva la NASpI

        Per conoscere la data esatta del tuo pagamento NASpI:

        1. Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS
        2. Vai su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”
        3. Seleziona “Prestazioni” → “Pagamenti”
        4. Cerca la voce relativa alla NASpI
        5. Verifica la data di disposizione del pagamento

        Quando lo stato del pagamento risulta “In elaborazione”, l’accredito avviene generalmente entro 2-3 giorni lavorativi.

        Importo NASpI maggio 2026

        Ricordiamo che la NASpI si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di percezione (dall’ottavo mese per chi ha compiuto 55 anni). L’importo massimo mensile per il 2026 e pari a 1.562,82 euro.

        Assegno di Inclusione (ADI) Maggio 2026

        L’Assegno di Inclusione (ADI) di maggio 2026 segue il calendario standard fissato dall’INPS, con due date distinte a seconda che si tratti di un pagamento ricorrente o del primo accredito.

        Date pagamento ADI maggio 2026

        • Pagamento ricorrente (dal secondo mese in poi): mercoledi 27 maggio 2026
        • Primo pagamento (nuovi beneficiari): giovedi 15 maggio 2026

        L’importo dell’ADI viene accreditato sulla Carta di Inclusione, la carta prepagata emessa da PostePay. La carta puo essere utilizzata per acquisti nei negozi convenzionati, per pagare le utenze domestiche e per effettuare un prelievo in contanti fino a 100 euro al mese.

        Importi ADI 2026

        L’Assegno di Inclusione prevede un importo base che varia in base alla composizione del nucleo familiare:

        • Componente base: 500 euro/mese (6.000 euro/anno) per nuclei in affitto
        • Integrazione affitto: fino a 280 euro/mese aggiuntivi
        • Scala di equivalenza: l’importo aumenta con il numero di componenti fragili (minori, disabili, over 60)

        Carta Dedicata a Te 2026: Prossima Ricarica

        La Carta Dedicata a Te e la social card da 500 euro destinata alle famiglie con ISEE inferiore a 15.000 euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessita e carburante.

        A maggio 2026 non e prevista alcuna ricarica

        La Carta Dedicata a Te 2026 segue un calendario di ricarica diverso rispetto alle altre prestazioni INPS:

        • Ricarica annuale: prevista per luglio 2026 (come avvenuto nel 2025 e 2024)
        • Importo previsto: 500 euro per nucleo familiare
        • Primo acquisto obbligatorio: entro il 14 settembre 2026 (pena la decadenza)

        Se hai gia la Carta Dedicata a Te ricevuta nel 2024 o 2025, la stessa carta verra ricaricata automaticamente se il tuo nucleo familiare mantiene i requisiti. Non e necessario presentare una nuova domanda.

        Bonus Nido Maggio 2026: Rimborsi Mensili

        Il Bonus Nido prevede rimborsi mensili per le rette dell’asilo nido pagate dai genitori. A maggio 2026 i beneficiari possono ricevere il rimborso delle mensilita gia rendicontate.

        Come funziona il pagamento

        Il Bonus Nido non ha una data fissa di pagamento mensile. L’INPS eroga il rimborso entro 30-45 giorni dall’inserimento della ricevuta di pagamento nella piattaforma dedicata. Per ottenere il rimborso di maggio:

        1. Accedi al servizio “Bonus asilo nido” su MyINPS
        2. Carica la ricevuta di pagamento della retta di aprile o maggio
        3. Attendi la conferma di presa in carico
        4. Il rimborso arriva entro 30-45 giorni sul conto indicato nella domanda

        Importi Bonus Nido 2026

        ISEE familiareImporto annuo massimoImporto mensile massimo
        Fino a 25.000 euro3.600 euro327,27 euro
        Da 25.001 a 40.000 euro2.500 euro227,27 euro
        Oltre 40.000 euro1.500 euro136,37 euro

        Novita 2026: per le famiglie con un secondo figlio nato dal 2024 e ISEE fino a 40.000 euro, l’importo massimo sale a 3.600 euro annui indipendentemente dalla fascia ISEE.

        Bonus Mamme 2026: Esonero Contributivo in Busta Paga

        Il Bonus Mamme 2026 non e un pagamento INPS diretto, ma un esonero contributivo che si applica direttamente in busta paga. Le madri lavoratrici dipendenti con almeno 2 figli (di cui uno sotto i 10 anni) beneficiano di una riduzione dei contributi previdenziali a loro carico.

        Come si applica a maggio 2026

        • Esonero massimo: fino a 3.000 euro annui (250 euro/mese circa)
        • Applicazione: automatica in busta paga dal datore di lavoro
        • Requisiti: madre lavoratrice dipendente con 2+ figli (almeno uno under 10)
        • Durata: fino al compimento dei 10 anni del figlio piu piccolo

        Se nella busta paga di maggio non vedi l’esonero applicato, contatta l’ufficio paghe della tua azienda o rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una verifica.

        Come Verificare i Pagamenti su MyINPS

        Per controllare lo stato dei pagamenti INPS di maggio 2026 puoi utilizzare diversi canali messi a disposizione dall’Istituto.

        Fascicolo Previdenziale del Cittadino

        Il metodo piu completo e rapido per verificare tutti i pagamenti INPS:

        1. Accedi a www.inps.it con SPID, CIE o CNS
        2. Cerca “Fascicolo Previdenziale del Cittadino” nella barra di ricerca
        3. Seleziona “Prestazioni” dal menu a sinistra
        4. Clicca su “Pagamenti”
        5. Filtra per prestazione (pensione, NASpI, Assegno Unico, ecc.)

        Qui troverai l’elenco completo con data di disposizione, importo lordo e netto, stato del pagamento.

        App INPS Mobile

        Puoi verificare i pagamenti anche dall’app ufficiale INPS:

        • Scarica l’app “INPS Mobile” da App Store o Google Play
        • Accedi con SPID o CIE
        • Vai nella sezione “I miei pagamenti”
        • Visualizza la data e l’importo dell’ultimo pagamento disposto

        Contact Center INPS

        Se non riesci ad accedere online, puoi chiamare il Contact Center INPS:

        • 803 164 (da rete fissa, gratuito)
        • 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)
        • Orario: lunedi-venerdi 8:00-20:00, sabato 8:00-14:00

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sui Pagamenti INPS Maggio 2026

        Quando vengono pagate le pensioni a maggio 2026?

        Le pensioni di maggio 2026 vengono accreditate il 1 maggio 2026 per chi ha il conto in banca. Per chi ritira in contanti alle Poste, il ritiro inizia dal 30 aprile seguendo il calendario alfabetico comunicato da Poste Italiane.

        Quando arriva l’Assegno Unico a maggio 2026?

        L’Assegno Unico di maggio 2026 viene pagato tra il 15 e il 19 maggio per chi lo percepisce regolarmente. Per le nuove domande o i conguagli, il pagamento avviene nella seconda meta di maggio (dal 24 al 31).

        La NASpI di maggio quando viene pagata?

        La NASpI non ha una data fissa. A maggio 2026 i pagamenti sono previsti tra il 7 e il 22 maggio, con la maggior parte degli accrediti concentrati nella seconda settimana del mese. Verifica la data esatta nel Fascicolo Previdenziale su MyINPS.

        Quando arriva l’Assegno di Inclusione a maggio?

        L’ADI di maggio 2026 viene accreditato il 27 maggio per chi lo percepisce gia. Per i nuovi beneficiari, il primo pagamento e previsto il 15 maggio.

        Come faccio a sapere se il mio pagamento INPS e stato disposto?

        Accedi al Fascicolo Previdenziale del Cittadino su MyINPS con SPID, CIE o CNS. Nella sezione “Prestazioni → Pagamenti” puoi vedere la data di disposizione e lo stato di ciascun pagamento. Lo stato “In elaborazione” significa che l’accredito arrivera entro 2-3 giorni lavorativi.

        Cosa fare se il pagamento INPS non arriva?

        Se il pagamento non risulta nel Fascicolo Previdenziale entro le date previste, puoi:

        1. Attendere 2-3 giorni lavorativi aggiuntivi (possibili ritardi tecnici)
        2. Verificare che l’IBAN comunicato all’INPS sia corretto
        3. Contattare il Contact Center INPS al numero 803 164
        4. Rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella verifica e nell’eventuale sollecito

        Hai bisogno di assistenza per i pagamenti INPS? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare lo stato delle tue prestazioni, presentare domande e risolvere eventuali problemi con l’INPS. Contattaci per una consulenza gratuita.

        Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 08:00:002026-05-31 16:10:50Pagamenti INPS Maggio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI
        CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

        Pagamento Pensioni Maggio 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS

        Pensione 2026 INPS

        Il pagamento delle pensioni di maggio 2026 segue date diverse a seconda del canale: sabato 2 maggio 2026 per chi riceve l’accredito su conto BancoPosta o Libretto Postale, lunedì 4 maggio 2026 per chi ha l’accredito su conto corrente bancario. Il 1° maggio è festivo (Festa del Lavoro) e non viene effettuato alcun anticipo automatico. In questa guida completa analizziamo tutte le date di accredito, gli importi con rivalutazione ISTAT 1,4%, le trattenute previste e come consultare il cedolino pensione su MyINPS.

        ⚠️ Aggiornamento del 30 aprile 2026 — Rettifica

        In una versione precedente di questo articolo era stato indicato per errore l’anticipo dell’accredito al 30 aprile 2026. La data corretta, secondo il calendario INPS pubblicato sul cedolino di maggio, è: sabato 2 maggio 2026 per i conti BancoPosta e Libretti Postali, lunedì 4 maggio 2026 per i conti correnti bancari. Ci scusiamo per l’inconveniente con i lettori che hanno fatto affidamento sull’informazione errata.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza personalizzata su pensioni, ricostruzioni contributive, domande APE Sociale, Quota 103 e tutte le prestazioni INPS. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.

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        Indice dei contenuti

        1. Data Accredito Pensione Maggio 2026: 2 Maggio Poste e 4 Maggio Banche
        2. Calendario Ritiro Poste Italiane Maggio 2026
        3. Accredito su Conto Corrente Bancario
        4. Importi Pensioni Maggio 2026 con Rivalutazione ISTAT
        5. Trattenute Maggio 2026: Addizionali IRPEF
        6. Pensione Minima e Maggiorazione Sociale 2026
        7. Come Consultare il Cedolino su MyINPS
        8. Novità Cedolino Maggio 2026
        9. Assistenza CAF per Pensionati
        10. Domande Frequenti

        Data Accredito Pensione Maggio 2026: 2 Maggio Poste e 4 Maggio Banche

        La data di accredito della pensione di maggio 2026 dipende dal canale di pagamento perché il 1° maggio 2026 cade di venerdì ed è giorno festivo (Festa dei Lavoratori). Le banche non operano e Poste Italiane garantisce il primo giorno utile per i propri correntisti.

        Secondo il calendario INPS pubblicato sul cedolino di maggio 2026, l’accredito sui conti BancoPosta e Libretti Postali avviene sabato 2 maggio 2026, mentre per chi riceve la pensione su conto corrente bancario l’accredito è fissato per lunedì 4 maggio 2026, primo giorno bancabile dopo la festività. Non sono previsti anticipi automatici al 30 aprile.

        Ecco il riepilogo per modalità di pagamento:

        Modalità di pagamentoData accredito maggio 2026
        Conto corrente bancarioLunedì 4 maggio 2026
        Conto BancoPosta / Libretto PostaleSabato 2 maggio 2026
        Ritiro contanti Poste ItalianeDal 2 maggio 2026 (calendario alfabetico)

        Attenzione: non sono previsti anticipi automatici al 30 aprile 2026. Le banche accreditano la pensione lunedì 4 maggio (primo giorno lavorativo bancabile), Poste Italiane sabato 2 maggio per i correntisti BancoPosta. Chi ritira in contanti presso gli sportelli di Poste Italiane deve seguire il calendario scaglionato per cognome che parte dal 2 maggio.

        Calendario Ritiro Poste Italiane Maggio 2026

        Per chi ritira la pensione in contanti presso gli sportelli di Poste Italiane, il pagamento di maggio 2026 segue il consueto calendario alfabetico. Considerando che il 1° maggio è festivo, il calendario parte da venerdì 2 maggio 2026.

        Calendario Ritiro Pensione Maggio 2026 – Poste Italiane

        Cognome inizialeData ritiro
        A – BVenerdì 2 maggio 2026
        C – DSabato 3 maggio 2026 (solo mattina)
        E – KLunedì 5 maggio 2026
        L – OMartedì 6 maggio 2026
        P – RMercoledì 7 maggio 2026
        S – ZGiovedì 8 maggio 2026

        Nota importante: Il calendario sopra indicato è indicativo e basato sulle consuetudini degli ultimi mesi. Poste Italiane comunica il calendario ufficiale di solito 7-10 giorni prima dell’inizio dei pagamenti. Eventuali variazioni verranno aggiornate in questo articolo non appena disponibili.

        Gli uffici postali potrebbero prevedere orari dedicati agli over 75 nelle prime ore del mattino, per garantire maggiore sicurezza e ridurre i tempi di attesa. Per conoscere gli orari del tuo ufficio postale, consulta il sito poste.it oppure chiama il numero verde 803.160.

        Accredito su Conto Corrente Bancario

        Per i pensionati con accredito su conto corrente bancario, la pensione di maggio 2026 viene accreditata lunedì 4 maggio 2026, primo giorno lavorativo bancabile dopo la festività del 1° maggio (venerdì). L’operazione avviene nella notte tra il 3 e il 4 maggio, quindi i fondi saranno disponibili dalla mattina di lunedì 4 maggio.

        Non è necessario recarsi in filiale né effettuare alcuna operazione: l’accredito è completamente automatico. Il pensionato può verificare l’avvenuto pagamento tramite:

        • Home banking (app o sito della propria banca)
        • ATM/Bancomat per verificare il saldo
        • Estratto conto cartaceo (disponibile successivamente)

        Conto BancoPosta e Libretto Postale con accredito automatico: chi ha un conto BancoPosta o un Libretto Postale con accredito diretto riceverà la pensione sabato 2 maggio 2026, anticipato di due giorni rispetto alle banche grazie al servizio garantito da Poste Italiane.

        Importi Pensioni Maggio 2026 con Rivalutazione ISTAT

        Gli importi delle pensioni di maggio 2026 riflettono la rivalutazione automatica (perequazione) applicata da gennaio 2026 in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo registrato nel 2025. Il tasso di inflazione utilizzato per la perequazione provvisoria 2026 è stato fissato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (decreto del 19 novembre 2025) e dalla circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025 al 1,4%.

        La rivalutazione segue il sistema a fasce progressive, che tutela maggiormente le pensioni più basse:

        Fasce di Rivalutazione Pensioni 2026

        Fascia di importoPercentuale rivalutazioneAumento mensile stimato
        Fino a 4 volte il minimo (fino a 2.447 euro/mese)100% (1,4%)Da 8 a 34 euro
        Da 4 a 5 volte il minimo (2.447-3.059 euro)90% (1,26%)Da 30 a 38 euro
        Oltre 5 volte il minimo (oltre 3.059 euro)75% (1,05%)Da 32 euro in su

        Esempio pratico: Un pensionato con un assegno lordo di 1.500 euro al mese ha ricevuto un aumento di circa 21 euro mensili (1.500 x 1,4% = 21 euro), portando la pensione lorda a 1.521 euro.

        Per approfondire il meccanismo della rivalutazione, consulta la nostra guida dedicata alla rivalutazione pensioni 2026.

        Trattenute Maggio 2026: Addizionali Regionali e Comunali IRPEF

        Nel cedolino di maggio 2026, i pensionati troveranno le consuete trattenute fiscali, con particolare attenzione alle addizionali regionali e comunali IRPEF. Queste trattenute fanno parte del conguaglio fiscale 2025 avviato dall’INPS a partire da marzo-aprile 2026.

        Trattenute previste sul cedolino di maggio

        • IRPEF mensile: Trattenuta ordinaria calcolata in base agli scaglioni di reddito 2026 (23% fino a 28.000 euro, 33% fino a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro)
        • Addizionale regionale IRPEF 2025: Rata mensile del saldo dovuto per il 2025, distribuita in 11 rate da marzo 2026 a gennaio 2027
        • Addizionale comunale IRPEF 2025: Rata mensile del saldo comunale 2025, analogamente distribuita in 11 rate
        • Acconto addizionale comunale 2026: Eventuale acconto per l’anno in corso, se previsto dal Comune di residenza

        Esempio per un pensionato residente a Udine: Con una pensione annua lorda di 20.000 euro, le trattenute aggiuntive per addizionali possono ammontare a circa 20-35 euro al mese (addizionale regionale FVG + addizionale comunale Udine). L’importo esatto dipende dalle aliquote deliberate dalla Regione e dal Comune.

        Le voci delle addizionali sono riportate nella sezione “Trattenute” del cedolino pensione, con indicazione separata per regionale e comunale.

        Per capire ogni voce del cedolino e verificare se l’importo netto è corretto, leggi la guida dedicata su come leggere il cedolino di maggio 2026 riga per riga.

        Pensione Minima e Maggiorazione Sociale 2026

        La pensione minima INPS 2026 rappresenta l’importo base garantito a chi ha maturato i requisiti contributivi minimi. Dopo la rivalutazione ISTAT dell’1,4%, il trattamento minimo per il 2026 è pari a 611,85 euro al mese (7.954,05 euro annui su 13 mensilità). Per gli assegni pari o inferiori al trattamento minimo è confermata anche la rivalutazione straordinaria 1,3%, che porta la pensione minima maggiorata a circa 619,80 euro al mese.

        Importi pensione minima maggio 2026

        Tipo di trattamentoImporto mensile 2026
        Trattamento minimo611,85 euro
        Trattamento minimo maggiorato (con rivalutazione straordinaria 1,3%)619,80 euro
        Assegno sociale545,82 euro

        Maggiorazione Sociale per Over 60, 65 e 70

        I pensionati con redditi particolarmente bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale, un incremento che varia in base all’età:

        • Da 60 a 64 anni: Maggiorazione di 25,83 euro al mese (se reddito personale sotto i limiti previsti)
        • Da 65 a 69 anni: Maggiorazione di 82,64 euro al mese (se reddito personale sotto i limiti previsti)
        • Da 70 anni in su: Incremento al milione (maggiorazione piena), che porta la pensione a circa 705,67 euro al mese (se reddito sotto determinati limiti)

        Per verificare se hai diritto alla maggiorazione sociale e per richiederne l’applicazione, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori effettueranno il calcolo personalizzato e gestiranno la pratica con l’INPS.

        Approfondimento: tutti i dettagli su importi 2026, requisiti reddituali e procedura di domanda nella nostra guida completa alla maggiorazione sociale 2026.

        Come Consultare il Cedolino su MyINPS

        Il cedolino pensione di maggio 2026 è consultabile online attraverso il portale MyINPS. Il cedolino viene solitamente pubblicato 10-15 giorni prima della data di pagamento, quindi per maggio sarà disponibile indicativamente a partire da metà aprile 2026.

        Procedura per consultare il cedolino online

        1. Accedi al sito www.inps.it
        2. Clicca su “Accedi ai Servizi” in alto a destra
        3. Autenticati con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS
        4. Cerca nella barra di ricerca “Cedolino pensione”
        5. Seleziona il servizio “Cedolino della pensione e servizi collegati”
        6. Scegli il mese di maggio 2026 per visualizzare il dettaglio

        Dal cedolino online puoi verificare: importo lordo, trattenute IRPEF, addizionali regionali e comunali, trattenute per cessione del quinto (se presente), importo netto accreditato e eventuali arretrati o conguagli.

        Cedolino tramite App INPS Mobile

        Il cedolino è consultabile anche dall’app INPS Mobile, disponibile per Android e iOS. Dopo l’autenticazione con SPID o CIE, cerca la sezione “Cedolino pensione” per visualizzare il dettaglio mensile direttamente dal tuo smartphone.

        Inoltre, l’INPS offre il servizio di invio cedolino via email: oltre 3 milioni di pensionati hanno già attivato questa opzione. Per attivarla, accedi a MyINPS e seleziona “Ricevi il cedolino via email” nelle impostazioni del servizio pensione.

        Novità Cedolino Maggio 2026

        Il cedolino pensione di maggio 2026 non dovrebbe presentare particolari novità rispetto ai mesi precedenti, ma è comunque opportuno controllare le seguenti voci:

        • Conguaglio rivalutazione: Se l’INPS non ha ancora completato il conguaglio definitivo della perequazione 2026 (indice ISTAT provvisorio vs definitivo), maggio potrebbe essere il mese in cui viene effettuato l’adeguamento
        • Trattenute sindacali: Verificare l’eventuale presenza di trattenute per quote associative sindacali
        • Recupero indebiti: L’INPS potrebbe procedere con trattenute per recupero di prestazioni erogate in eccesso negli anni precedenti

        Quattordicesima: La quattordicesima mensilità viene generalmente erogata a luglio per i pensionati che ne hanno diritto (over 64 con reddito sotto determinati limiti). Non è prevista nel cedolino di maggio.

        Assistenza CAF per Pensionati

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa ai pensionati per tutte le pratiche previdenziali e fiscali:

        • Verifica cedolino pensione: Controllo di tutte le voci e delle trattenute applicate
        • Ricostruzione contributiva: Verifica dei contributi versati e simulazione dell’importo pensionistico
        • Domanda di pensione: Assistenza per pensione di vecchiaia, anticipata, APE Sociale e Quota 103
        • Maggiorazione sociale: Verifica requisiti e presentazione domanda
        • Dichiarazione 730: Compilazione del modello 730 con verifica delle detrazioni spettanti ai pensionati
        • ISEE: Calcolo ISEE per l’accesso a prestazioni agevolate

        Hai bisogno di assistenza sulla tua pensione?

        I nostri operatori sono a tua disposizione per verificare il cedolino, controllare le trattenute e gestire tutte le pratiche INPS.

        Chiama 0432 1638640 WhatsApp 366 6018121

        CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti

        Quando viene pagata la pensione di maggio 2026?

        La pensione di maggio 2026 viene accreditata sabato 2 maggio 2026 sui conti BancoPosta e Libretti Postali, lunedì 4 maggio 2026 sui conti correnti bancari (primo giorno bancabile dopo la festività del 1° maggio). Per chi ritira in contanti presso Poste Italiane, il pagamento parte dal 2 maggio 2026 con calendario alfabetico per cognome. Non sono previsti anticipi automatici al 30 aprile.

        La pensione di maggio 2026 viene anticipata al 30 aprile?

        Perché il 1° maggio 2026 è festivo (Festa dei Lavoratori) e le banche non operano. L’INPS anticipa quindi l’accredito all’ultimo giorno lavorativo utile, che è mercoledì 30 aprile 2026.

        Come vedere il cedolino pensione maggio 2026?

        Il cedolino di maggio 2026 è consultabile su MyINPS (www.inps.it) accedendo con SPID, CIE o CNS. Cerca “Cedolino della pensione” e seleziona il mese di maggio. È disponibile anche sull’app INPS Mobile.

        Quanto è la pensione minima a maggio 2026?

        La pensione minima INPS a maggio 2026 è di 611,85 euro al mese (619,80 euro con rivalutazione straordinaria per gli assegni minimi). I pensionati over 70 con redditi bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale (incremento al milione), che porta l’importo a circa 705,67 euro al mese.

        Perché la pensione di maggio è più bassa del solito?

        Se la pensione di maggio risulta inferiore ai mesi precedenti, le cause più comuni sono: trattenute per addizionali regionali e comunali IRPEF (conguaglio 2025), recupero di indebiti INPS, o conguaglio rivalutazione se l’indice ISTAT definitivo è risultato inferiore a quello provvisorio. Abbiamo dedicato a questo argomento un’analisi completa con esempi pratici.

        A maggio 2026 c’è la quattordicesima sulla pensione?

        No, la quattordicesima mensilità viene erogata generalmente a luglio. A maggio non è previsto alcun pagamento aggiuntivo oltre alla mensilità ordinaria.

        Aprile 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-27 14:00:002026-05-31 09:42:23Pagamento Pensioni Maggio 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS
        BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATO

        Bonus Mamme Casalinghe 2026: Esiste Davvero? Tutte le Agevolazioni Disponibili

        Bonus mamma

        Bonus mamme casalinghe 2026: esiste davvero un bonus dedicato alle mamme che non lavorano? La risposta breve è no, il cosiddetto “bonus mamme” (l’esonero contributivo introdotto dalla Legge di Bilancio 2024) spetta esclusivamente alle lavoratrici dipendenti con almeno due figli. Tuttavia, le mamme casalinghe non restano a mani vuote: nel 2026 esistono almeno 7 agevolazioni concrete a cui possono accedere, dall’Assegno Unico Universale alla Carta Acquisti, dal Bonus Asilo Nido al Fondo Pensione Casalinghe INPS. In questa guida ti spieghiamo cosa spetta, quanto vale ogni agevolazione, quali sono i requisiti e come fare domanda.

        Indice dei contenuti

        1. Il Bonus Mamme Casalinghe Esiste Davvero?
        2. Esonero Contributivo Mamme: Perché le Casalinghe Sono Escluse
        3. Le 7 Agevolazioni per Mamme Casalinghe nel 2026
        4. Assegno Unico Universale: Spetta Anche Senza Lavoro
        5. Bonus Asilo Nido 2026
        6. Carta Acquisti: 80 Euro Ogni Due Mesi
        7. Carta Dedicata a Te: 460 Euro Una Tantum
        8. Reddito di Libertà per Donne Vittime di Violenza
        9. Assegno di Inclusione (ex Reddito di Cittadinanza)
        10. Bonus Nuovi Nati 2026: 1.000 Euro Una Tantum
        11. Fondo Pensione Casalinghe INPS: Iscrizione Gratuita
        12. Tabella Riepilogativa: Tutti i Bonus a Confronto
        13. Come Massimizzare i Benefici: Consigli Pratici
        14. Domande Frequenti (FAQ)

        Il Bonus Mamme Casalinghe Esiste Davvero?

        Cerchiamo di fare chiarezza su un tema che genera molta confusione. Quando si parla di bonus mamme casalinghe 2026, molte donne sperano in un contributo economico specifico per chi si dedica alla cura della famiglia senza un’occupazione retribuita. Purtroppo, un bonus con questo nome non esiste nella normativa italiana.

        Il cosiddetto “bonus mamme” di cui si parla spesso sui media e sui social network è in realtà l’esonero contributivo per le lavoratrici madri, una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (Legge n. 213/2023) e confermata anche per il 2026. Si tratta di uno sconto sui contributi previdenziali trattenuti in busta paga, che si traduce in un aumento dello stipendio netto mensile.

        La parola chiave qui è “busta paga”: per beneficiarne serve avere un contratto di lavoro dipendente. Ed è proprio questo il punto che esclude automaticamente le casalinghe.

        Esonero Contributivo Mamme: Perché le Casalinghe Sono Escluse

        L’esonero contributivo per le mamme lavoratrici funziona in modo semplice: lo Stato rinuncia a una parte dei contributi previdenziali che normalmente vengono trattenuti dallo stipendio della lavoratrice. Nel 2026, il beneficio vale fino a 3.000 euro annui (circa 250 euro al mese in più in busta paga) per le lavoratrici dipendenti con almeno 2 figli, di cui il più piccolo deve avere meno di 10 anni.

        Ecco perché le mamme casalinghe sono escluse:

        • Nessuna busta paga: l’esonero agisce sui contributi INPS trattenuti sullo stipendio. Senza stipendio, non ci sono contributi su cui applicare lo sconto
        • Nessun rapporto di lavoro dipendente: la misura è riservata esclusivamente ai contratti di lavoro subordinato (tempo determinato o indeterminato)
        • Esclusione anche per le autonome: inizialmente il bonus era limitato alle sole dipendenti, poi esteso parzialmente anche alle lavoratrici autonome, ma sempre con obbligo di versamento contributivo
        • Logica della misura: l’obiettivo del legislatore è incentivare le donne a restare nel mercato del lavoro dopo la maternità, non supportare chi ne è già fuori

        Questa esclusione ha suscitato molte critiche, perché di fatto penalizza proprio le donne che spesso svolgono un lavoro di cura non retribuito ma fondamentale per la società. Tuttavia, la buona notizia è che esistono altre misure a cui le mamme casalinghe possono accedere.

        Le 7 Agevolazioni per Mamme Casalinghe nel 2026

        Anche se il “bonus mamme” in senso stretto non spetta alle casalinghe, il sistema di welfare italiano prevede diverse agevolazioni economiche accessibili indipendentemente dalla condizione lavorativa. Alcune di queste sono universali (spettano a tutte le famiglie), altre sono legate all’ISEE del nucleo familiare. Vediamole una per una.

        Assegno Unico Universale: Spetta Anche Senza Lavoro

        L’Assegno Unico Universale (AUU) è la principale agevolazione per le famiglie con figli a carico ed è anche la più importante per le mamme casalinghe. La parola chiave è “universale”: spetta a tutti i nuclei familiari con figli fino a 21 anni (senza limiti di età per figli disabili), indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori.

        Quanto vale nel 2026:

        • Da 57 a 199,40 euro al mese per figlio (importo variabile in base all’ISEE)
        • Con ISEE fino a 17.090,61 euro: importo massimo di 199,40 euro per figlio
        • Con ISEE sopra 45.574,96 euro (o senza ISEE): importo minimo di 57 euro per figlio
        • Maggiorazioni: per figli disabili, per famiglie numerose (dal terzo figlio in poi), per genitori entrambi lavoratori, per madri sotto i 21 anni

        Come fare domanda: la domanda si presenta tramite il portale INPS (sezione “Assegno Unico”), tramite il Contact Center INPS (803.164) oppure rivolgendosi a un patronato come il CAF Centro Fiscale di Udine. La domanda vale per l’intero anno e viene rinnovata automaticamente, ma è fondamentale aggiornare l’ISEE ogni anno per non perdere le maggiorazioni.

        Bonus Asilo Nido 2026

        Il Bonus Asilo Nido è un contributo per il pagamento della retta dell’asilo nido (pubblico o privato autorizzato) o per forme di supporto domiciliare per bambini con gravi patologie croniche. Anche questa agevolazione non richiede che la mamma lavori: basta che il bambino frequenti effettivamente un asilo nido.

        Importi nel 2026:

        • ISEE fino a 25.000 euro: fino a 3.600 euro annui (circa 327 euro al mese per 11 mensilità)
        • ISEE da 25.001 a 40.000 euro: fino a 2.500 euro annui
        • ISEE oltre 40.000 euro: fino a 1.500 euro annui

        Requisito importante: per ottenere l’importo massimo di 3.600 euro, nel nucleo familiare deve essere presente un altro figlio sotto i 10 anni. La domanda si presenta online su INPS allegando le ricevute di pagamento della retta.

        Carta Acquisti: 80 Euro Ogni Due Mesi

        La Carta Acquisti (detta anche Social Card) è una carta prepagata ricaricata dallo Stato con 80 euro ogni due mesi (480 euro all’anno). È pensata per le famiglie in difficoltà economica con bambini piccoli oppure per gli anziani over 65.

        Requisiti per le mamme casalinghe con figli sotto i 3 anni:

        • ISEE del nucleo familiare non superiore a 8.052,75 euro
        • Avere un figlio di età inferiore a 3 anni
        • Essere cittadini italiani o comunitari (o titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo)
        • Essere residenti in Italia

        Come si usa: la carta funziona come un normale bancomat per acquistare generi alimentari, prodotti farmaceutici e parafarmaceutici, e per pagare le bollette di luce e gas. La domanda si presenta presso gli uffici postali.

        Carta Dedicata a Te: 460 Euro Una Tantum

        La Carta Dedicata a Te è una misura introdotta nel 2023 e rinnovata anche per il 2025-2026. Si tratta di una carta prepagata del valore di 460 euro una tantum, destinata ai nuclei familiari in condizioni di difficoltà economica per l’acquisto di beni di prima necessità e carburante.

        Requisiti:

        • ISEE del nucleo familiare non superiore a 15.000 euro
        • Nucleo composto da almeno 3 persone
        • Nessun componente del nucleo deve percepire già Assegno di Inclusione, NASpI, DIS-COLL, indennità di mobilità o cassa integrazione
        • Residenza in Italia

        Importante: non serve fare domanda. I beneficiari vengono individuati automaticamente dall’INPS sulla base dell’ISEE e i Comuni comunicano gli aventi diritto. La carta si ritira presso gli uffici postali indicati dal proprio Comune di residenza. Però è fondamentale avere l’ISEE in corso di validità: senza ISEE aggiornato, non si viene selezionati.

        Reddito di Libertà per Donne Vittime di Violenza

        Il Reddito di Libertà è un contributo economico destinato alle donne vittime di violenza, seguite dai centri antiviolenza e dai servizi sociali territoriali. Non è specifico per le mamme casalinghe, ma molte donne in questa situazione si trovano proprio in condizione di non occupazione.

        Quanto vale: l’importo è stato aumentato nel 2026 e può arrivare fino a 500 euro mensili per massimo 12 mesi, per un totale di 6.000 euro. L’obiettivo è favorire l’autonomia abitativa e il reinserimento sociale e lavorativo.

        Come fare domanda: la richiesta va presentata ai servizi sociali del Comune di residenza, che verificano i requisiti in collaborazione con i centri antiviolenza. È necessario il parere favorevole del centro antiviolenza che segue la donna.

        Assegno di Inclusione (ex Reddito di Cittadinanza)

        L’Assegno di Inclusione (ADI) ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 1° gennaio 2024. È rivolto ai nuclei familiari che includono almeno un componente in condizione di svantaggio: minori, disabili, over 60 o persone in condizioni di svantaggio certificate.

        Una mamma casalinga con figli minori rientra potenzialmente tra i beneficiari, a condizione di rispettare i seguenti requisiti economici:

        • ISEE non superiore a 9.360 euro
        • Reddito familiare non superiore a 6.000 euro annui (moltiplicato per la scala di equivalenza)
        • Patrimonio immobiliare (esclusa prima casa fino a 150.000 euro) non superiore a 30.000 euro
        • Patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro (incrementato per ogni componente familiare)
        • Nessun componente deve possedere autoveicoli con cilindrata superiore a 1600 cc immatricolati nei 36 mesi precedenti

        Importo: fino a 500 euro mensili (630 euro per nuclei con tutti over 67 o disabili gravi), più un contributo affitto fino a 280 euro mensili. La domanda si presenta sul sito INPS, tramite patronato o presso i CAF.

        Bonus Nuovi Nati 2026: 1.000 Euro Una Tantum

        Il Bonus Nuovi Nati è una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 che prevede un contributo di 1.000 euro una tantum per ogni figlio nato o adottato a partire dal 1° gennaio 2025. La buona notizia per le mamme casalinghe è che non è richiesta alcuna condizione lavorativa.

        Requisiti:

        • Figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2025 in poi
        • ISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro
        • Cittadinanza italiana, UE o permesso di soggiorno di lungo periodo
        • Residenza in Italia

        Come fare domanda: la richiesta va presentata all’INPS entro 60 giorni dalla nascita o dall’adozione, tramite il portale online INPS, il Contact Center o un patronato. L’importo di 1.000 euro viene erogato in un’unica soluzione e non concorre alla formazione del reddito.

        Fondo Pensione Casalinghe INPS: Iscrizione Gratuita

        Poche mamme casalinghe lo sanno, ma l’INPS gestisce un Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti, comunemente chiamato “Fondo casalinghe”. L’iscrizione è completamente gratuita e aperta a uomini e donne tra i 16 e i 65 anni che svolgono attività di lavoro in famiglia senza retribuzione e senza essere coperti da altra forma di previdenza obbligatoria.

        Come funziona:

        • Iscrizione gratuita tramite il portale INPS o presso un patronato
        • Versamenti volontari con importo minimo di 25,82 euro al mese
        • I contributi versati sono deducibili fiscalmente nella dichiarazione dei redditi del coniuge
        • Diritto alla pensione di vecchiaia a 57 anni (con almeno 5 anni di contributi) se l’importo maturato è almeno pari all’assegno sociale
        • Diritto alla pensione di inabilità in caso di impossibilità permanente a svolgere qualsiasi lavoro

        Consiglio pratico: anche versare importi minimi (25-50 euro al mese) per diversi anni può garantire una piccola rendita pensionistica autonoma. È un modo per le mamme casalinghe di costruirsi una tutela previdenziale indipendente, particolarmente importante in caso di separazione o divorzio.

        Tabella Riepilogativa: Tutti i Bonus a Confronto

        Ecco un riepilogo di tutte le agevolazioni disponibili per le mamme casalinghe nel 2026, con importi, requisiti principali e canale per fare domanda:

        AgevolazioneImportoRequisito ISEECome fare domanda
        Assegno Unico Universale57-199,40 euro/mese per figlioUniversale (importo variabile con ISEE)INPS online, patronato
        Bonus Asilo NidoFino a 3.600 euro/annoFino a 25.000 euro per importo massimoINPS online con ricevute
        Carta Acquisti80 euro ogni 2 mesiFino a 8.052,75 euroUfficio postale
        Carta Dedicata a Te460 euro una tantumFino a 15.000 euroAutomatica (serve ISEE)
        Reddito di LibertàFino a 500 euro/mese x 12 mesiVittime di violenza certificateServizi sociali del Comune
        Assegno di InclusioneFino a 500 euro/mese + 280 affittoFino a 9.360 euroINPS online, patronato, CAF
        Bonus Nuovi Nati1.000 euro una tantumFino a 40.000 euroINPS entro 60 giorni dalla nascita
        Fondo Pensione CasalingheRendita pensionistica futuraNessun requisito ISEEINPS online, patronato

        Come Massimizzare i Benefici: Consigli Pratici

        Per una mamma casalinga è fondamentale adottare alcune strategie per ottenere il massimo dalle agevolazioni disponibili. Ecco i consigli più importanti:

        1. Presenta l’ISEE il prima possibile

        L’ISEE è la chiave per accedere alla maggior parte delle agevolazioni. Senza un ISEE in corso di validità, rischi di ricevere solo gli importi minimi (come nel caso dell’Assegno Unico) o di non essere selezionata per la Carta Dedicata a Te. Presentalo entro gennaio-febbraio di ogni anno per non perdere arretrati.

        2. Cumula più agevolazioni

        Molte di queste misure sono cumulabili tra loro. Ad esempio, una mamma casalinga con ISEE basso può ricevere contemporaneamente:

        • Assegno Unico per ogni figlio
        • Bonus Asilo Nido (se il figlio frequenta il nido)
        • Carta Acquisti (se ISEE sotto 8.052 euro e figlio sotto i 3 anni)
        • Bonus Nuovi Nati (se ha avuto un figlio nel 2025-2026)

        Immagina il caso di Marta, mamma casalinga con un figlio di 2 anni e ISEE di 7.000 euro. Marta potrebbe ricevere: Assegno Unico (199 euro/mese) + Bonus Nido (300 euro/mese) + Carta Acquisti (40 euro/mese) = circa 539 euro al mese, più la Carta Dedicata a Te (460 euro una tantum). In un anno, parliamo di oltre 6.900 euro di agevolazioni.

        3. Non trascurare il Fondo Pensione

        Anche piccoli versamenti regolari al Fondo Pensione Casalinghe INPS possono fare la differenza nel lungo periodo. Se il coniuge lavora, i contributi versati sono deducibili dalla sua dichiarazione dei redditi (modello 730), quindi il costo effettivo è inferiore a quanto versato.

        4. Rivolgiti a un CAF o patronato

        Un CAF come il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a presentare l’ISEE, verificare a quali agevolazioni hai diritto, compilare le domande e seguire l’iter delle pratiche. Il servizio è spesso gratuito o a costo contenuto e ti evita errori che potrebbero ritardare o compromettere l’erogazione dei benefici.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti (FAQ)

        Il bonus mamme spetta alle casalinghe?

        No, il “bonus mamme” inteso come esonero contributivo non spetta alle casalinghe. È riservato alle lavoratrici dipendenti (e in parte alle autonome) con almeno 2 figli. Tuttavia, le mamme casalinghe possono accedere ad altre agevolazioni come l’Assegno Unico Universale, il Bonus Asilo Nido, la Carta Acquisti e il Bonus Nuovi Nati.

        Quali bonus spettano a una mamma che non lavora?

        Una mamma che non lavora può richiedere: l’Assegno Unico Universale (per ogni figlio fino a 21 anni), il Bonus Asilo Nido (se il figlio frequenta il nido), la Carta Acquisti (con ISEE sotto 8.052 euro), la Carta Dedicata a Te (con ISEE sotto 15.000 euro), l’Assegno di Inclusione (con ISEE sotto 9.360 euro) e il Bonus Nuovi Nati (1.000 euro per figli nati dal 2025).

        Come funziona il fondo pensione per casalinghe INPS?

        Il Fondo Pensione Casalinghe INPS è un fondo previdenziale con iscrizione gratuita riservato a chi svolge lavoro di cura non retribuito. Puoi versare contributi volontari a partire da 25,82 euro al mese. Dopo almeno 5 anni di contributi, a 57 anni maturi il diritto alla pensione di vecchiaia (se l’importo è almeno pari all’assegno sociale). I contributi sono deducibili dal reddito del coniuge nel 730.

        Serve l’ISEE per ricevere l’Assegno Unico?

        L’Assegno Unico spetta a tutti, anche senza ISEE. Però senza ISEE ricevi solo l’importo minimo di 57 euro per figlio. Presentando l’ISEE, l’importo aumenta in base alla situazione economica del nucleo: con ISEE basso puoi arrivare fino a 199,40 euro per figlio al mese. Per questo motivo, presentare l’ISEE è sempre conveniente.

        La Carta Dedicata a Te si può cumulare con l’Assegno Unico?

        La Carta Dedicata a Te non è cumulabile con alcune prestazioni come l’Assegno di Inclusione o la NASpI. Tuttavia, è cumulabile con l’Assegno Unico Universale. Verifica i requisiti specifici del tuo nucleo familiare rivolgendoti al tuo Comune o a un patronato.

        Posso ricevere il Bonus Nuovi Nati anche se sono casalinga?

        Sì, il Bonus Nuovi Nati di 1.000 euro spetta indipendentemente dalla condizione lavorativa della madre. L’unico requisito economico è avere un ISEE non superiore a 40.000 euro. La domanda va presentata all’INPS entro 60 giorni dalla nascita o dall’adozione del figlio.


        Hai bisogno di aiuto con ISEE, Assegno Unico o altre agevolazioni?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare a quali bonus hai diritto, a presentare l’ISEE e a compilare tutte le domande. Non lasciare soldi sul tavolo: molte mamme casalinghe non sanno di avere diritto a centinaia di euro al mese di agevolazioni.

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          Aprile 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-27 08:00:002026-05-31 16:15:06Bonus Mamme Casalinghe 2026: Esiste Davvero? Tutte le Agevolazioni Disponibili
          CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

          Invalidità 75 Per Cento e Pensione Anticipata 2026: Maggiorazione Contributiva, Requisiti e Calcolo

          invalidità CAF Udine

          L’​invalidità al 75 per cento consente davvero di andare in pensione anticipata? È una domanda che si pongono migliaia di lavoratori che hanno ottenuto il riconoscimento di un’invalidità civile pari o superiore al 74%. La risposta è sì, grazie alla maggiorazione contributiva prevista dall’articolo 80, comma 3, della Legge 388/2000: per ogni anno lavorato con invalidità superiore al 74%, vengono accreditati 2 mesi di contributi figurativi in più. Questo meccanismo può far guadagnare fino a diversi anni di anzianità contributiva, avvicinando concretamente il traguardo della pensione.

          In questa guida aggiornata al 2026 analizziamo in dettaglio come funziona la maggiorazione contributiva per invalidità 75%, con esempi pratici di calcolo, la differenza fondamentale tra la soglia del 75% e quella dell’80%, l’effetto su pensione anticipata ordinaria, Quota 103 e Quota 41, i requisiti per ottenerla e la procedura di domanda all’INPS. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni giorno lavoratori invalidi nella verifica dei contributi e nell’invio delle domande previdenziali.

          Indice dei contenuti

          1. Invalidità civile al 75 per cento: cosa significa e come si ottiene
          2. Maggiorazione contributiva: 2 mesi in più per ogni anno lavorato
          3. Calcolo pratico: quanti anni di contributi si guadagnano
          4. Tabella con esempi pratici di calcolo
          5. Differenza tra invalidità 75% e invalidità 80%
          6. Effetto sulla pensione anticipata ordinaria
          7. Effetto su Quota 103 e Quota 41
          8. Requisiti: certificazione ASL/INPS e verbale di invalidità
          9. Come fare domanda per il riconoscimento della maggiorazione
          10. Compatibilità con altri benefici previdenziali
          11. Domande frequenti

          Invalidità civile al 75 per cento: cosa significa e come si ottiene

          L’invalidità civile al 75% indica una riduzione della capacità lavorativa pari a tre quarti rispetto a una persona sana. Il riconoscimento avviene attraverso un percorso medico-legale che coinvolge il medico di base e la commissione medica dell’ASL integrata da un medico INPS. In pratica, significa che la commissione ha accertato che le patologie del lavoratore compromettono in modo significativo la sua capacità di svolgere attività lavorative.

          Per ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile è necessario seguire questi passaggi:

          • Certificato medico introduttivo: il medico di base compila il certificato telematico su portale INPS e rilascia il numero di protocollo
          • Domanda telematica: entro 90 giorni dal certificato, si presenta la domanda online sul sito INPS o tramite un CAF/patronato abilitato
          • Visita medica: la commissione ASL-INPS convoca il richiedente per la visita, valutando la documentazione clinica presentata
          • Verbale di invalidità: al termine, viene emesso il verbale che indica la percentuale di invalidità riconosciuta

          Il verbale definitivo viene inviato tramite raccomandata o PEC e rappresenta il documento fondamentale per accedere a tutti i benefici previdenziali collegati all’invalidità, compresa la maggiorazione contributiva. È importante conservarlo con cura perché sarà richiesto in fase di domanda di pensione. Il congedo per cure spettante agli invalidi dal 50% è un altro diritto collegato al riconoscimento.

          Maggiorazione contributiva: 2 mesi in più per ogni anno lavorato

          La maggiorazione contributiva per invalidità superiore al 74% è il principale beneficio previdenziale per i lavoratori con invalidità al 75 per cento. Introdotta dall’articolo 80, comma 3, della Legge 388/2000 (Legge Finanziaria 2001), questa misura prevede un meccanismo semplice ma molto efficace: per ogni anno di lavoro effettivo svolto in condizioni di invalidità superiore al 74%, l’INPS riconosce 2 mesi di contribuzione figurativa aggiuntiva.

          In parole semplici, è come se ogni anno lavorato valesse 14 mesi invece di 12 ai fini del raggiungimento dei requisiti contributivi per la pensione. Questo bonus non è automatico: va espressamente richiesto all’INPS presentando apposita domanda. La maggiorazione si applica esclusivamente ai periodi di lavoro effettivo successivi alla data di decorrenza dell’invalidità indicata nel verbale.

          Vediamo i punti chiave di questa agevolazione:

          • Soglia minima: invalidità civile riconosciuta superiore al 74% (quindi dal 75% in su)
          • Misura: 2 mesi di contributi figurativi per ogni anno di lavoro effettivo con invalidità
          • Limiti: la maggiorazione si applica fino a un massimo di 5 anni complessivi di beneficio (cioè 60 mesi di contributi figurativi, corrispondenti a 30 anni di lavoro effettivo con invalidità)
          • Decorrenza: solo per i periodi di lavoro successivi al riconoscimento dell’invalidità e successivi al 2002 (entrata in vigore della norma)
          • Utilizzo: vale sia per il diritto alla pensione (raggiungimento dei requisiti contributivi) sia per la misura della pensione (aumento dell’importo)

          Un aspetto importante da sottolineare: la maggiorazione contributiva non è cumulabile con benefici analoghi previsti da altre normative per la stessa finalità. Ad esempio, chi già beneficia della maggiorazione per i lavoratori sordomuti o per i non vedenti non può sommare anche quella prevista dalla Legge 388/2000.

          Calcolo pratico: quanti anni di contributi si guadagnano

          Capire concretamente quanto si “guadagna” con la maggiorazione contributiva per invalidità 75% è fondamentale per pianificare correttamente il proprio percorso verso la pensione. Il calcolo è lineare: per ogni anno di lavoro effettivo svolto con invalidità superiore al 74%, si ottengono 2 mesi aggiuntivi. Questo significa che la proporzione è di 1 anno = 2 mesi bonus, ovvero 6 anni = 1 anno intero di contributi in più.

          Facciamo un esempio concreto. Supponiamo che Marco, impiegato di 58 anni, abbia ottenuto il riconoscimento di invalidità civile al 76% nel 2006 e abbia continuato a lavorare ininterrottamente fino a oggi. I suoi 20 anni di lavoro con invalidità (dal 2006 al 2026) gli danno diritto a una maggiorazione di 40 mesi, cioè 3 anni e 4 mesi di contributi figurativi aggiuntivi. Se Marco ha complessivamente 39 anni e 6 mesi di contributi effettivi, con la maggiorazione arriverebbe a 42 anni e 10 mesi, raggiungendo il requisito per la pensione anticipata ordinaria maschile.

          Prendiamo un altro caso. Laura, operaia di 55 anni, ha un’invalidità del 78% riconosciuta dal 2010. Ha lavorato 16 anni con invalidità, maturando una maggiorazione di 32 mesi (2 anni e 8 mesi). Se Laura ha 39 anni e 2 mesi di contributi effettivi, con il bonus raggiunge 41 anni e 10 mesi, centrando il requisito per la pensione anticipata femminile senza attendere l’età pensionabile.

          Tabella con esempi pratici di calcolo

          La tabella seguente mostra in modo chiaro quanto si guadagna in base agli anni di lavoro svolti con invalidità superiore al 74%. Tieni presente che la maggiorazione ha un tetto massimo di 5 anni (60 mesi), raggiungibile solo dopo 30 anni di lavoro con invalidità.

          Anni di lavoro con invaliditàMesi di maggiorazioneAnni e mesi guadagnati
          5 anni10 mesi0 anni e 10 mesi
          10 anni20 mesi1 anno e 8 mesi
          15 anni30 mesi2 anni e 6 mesi
          20 anni40 mesi3 anni e 4 mesi
          25 anni50 mesi4 anni e 2 mesi
          30 anni60 mesi (max)5 anni (tetto massimo)

          Come si nota dalla tabella, con 20 anni di lavoro in condizioni di invalidità si guadagnano ben 3 anni e 4 mesi di contributi aggiuntivi. Questo può fare la differenza tra dover aspettare l’età di vecchiaia (67 anni) e riuscire ad accedere alla pensione anticipata con diversi anni di anticipo. È fondamentale verificare l’estratto conto contributivo INPS per controllare che la maggiorazione sia stata correttamente accreditata. Il servizio di ricostituzione pensione può essere utile in caso di errori nell’accredito.

          Differenza tra invalidità 75% e invalidità 80%

          Capire la differenza tra invalidità al 75% e invalidità all’80% è cruciale perché le due soglie danno accesso a benefici previdenziali molto diversi. Vediamo il confronto diretto.

          Con l’invalidità al 75% (più precisamente, superiore al 74%) si ha diritto alla maggiorazione contributiva di 2 mesi per anno di lavoro. Questo beneficio aiuta a raggiungere prima i requisiti contributivi per la pensione anticipata ordinaria, ma non consente di accedere a una forma speciale di pensionamento anticipato.

          Con l’invalidità pari o superiore all’80%, invece, si apre un’ulteriore possibilità: la pensione di vecchiaia anticipata per invalidi. Questa misura, prevista dall’articolo 1, comma 8, del D.Lgs. 503/1992 e riservata ai soli lavoratori dipendenti del settore privato, consente di andare in pensione di vecchiaia a:

          • 61 anni per gli uomini (invece di 67)
          • 56 anni per le donne (invece di 67)
          • Con almeno 20 anni di contributi
          • Finestra di attesa di 12 mesi dalla maturazione dei requisiti

          Ecco una tabella riassuntiva delle differenze:

          CaratteristicaInvalidità 75% (sup. 74%)Invalidità 80% (sup. 79%)
          Maggiorazione contributivaSì, 2 mesi/annoSì, 2 mesi/anno
          Pensione vecchiaia anticipataNoSì (61M / 56F)
          Chi ne ha dirittoTutti i lavoratoriSolo dipendenti privati
          Contributi richiesti42a 10m (M) / 41a 10m (F)20 anni
          Effetto praticoAnticipo di qualche annoAnticipo anche di 6-11 anni

          In sintesi: chi ha il 75% di invalidità può usare la maggiorazione contributiva per ridurre gli anni necessari alla pensione anticipata, ma non ha accesso alla pensione di vecchiaia con requisiti anagrafici ridotti. Chi raggiunge l’80%, invece, ha un vantaggio molto più significativo, potendo accedere alla pensione anche 6-11 anni prima. In alcuni casi può valere la pena richiedere un aggravamento della propria invalidità se le condizioni di salute sono peggiorate.

          Effetto sulla pensione anticipata ordinaria

          La pensione anticipata ordinaria nel 2026 richiede un’anzianità contributiva di:

          • 42 anni e 10 mesi per gli uomini
          • 41 anni e 10 mesi per le donne

          A questi requisiti si aggiunge una finestra mobile di 3 mesi prima della decorrenza effettiva del trattamento. La pensione anticipata non richiede un’età minima: si può ottenere a qualsiasi età, purché si raggiunga l’anzianità contributiva necessaria. È proprio qui che la maggiorazione contributiva per invalidità 75% gioca un ruolo determinante.

          I 2 mesi per anno riconosciuti dalla Legge 388/2000 si sommano ai contributi effettivi e a quelli figurativi già presenti nell’estratto conto. Riprendendo l’esempio di Marco: i suoi 39 anni e 6 mesi di contributi effettivi diventano 42 anni e 10 mesi con la maggiorazione, raggiungendo esattamente il traguardo. Senza il bonus, Marco avrebbe dovuto lavorare altri 3 anni e 4 mesi prima di poter presentare domanda.

          Un aspetto spesso trascurato: la maggiorazione incide anche sull’importo della pensione. I contributi figurativi aggiuntivi entrano nel calcolo dell’assegno pensionistico, determinando un leggero aumento della prestazione. Chi desidera approfondire i requisiti di tutte le opzioni pensionistiche per il 2026 può consultare la nostra guida alle pensioni 2026.

          Effetto su Quota 103 e Quota 41

          La maggiorazione contributiva per invalidità al 75% ha effetto anche su altre forme di pensionamento anticipato attualmente in vigore nel 2026. Vediamo come interagisce con le misure più rilevanti.

          Quota 103 richiede almeno 62 anni di età e 41 anni di contributi. La maggiorazione contributiva per invalidità viene conteggiata ai fini del raggiungimento dei 41 anni. Questo significa che un lavoratore con 38 anni di contributi effettivi e 18 anni di lavoro con invalidità superiore al 74% ottiene 3 anni di bonus (36 mesi), raggiungendo così i 41 anni necessari. Naturalmente, deve avere anche almeno 62 anni di età.

          Quota 41 per lavoratori precoci consente il pensionamento con 41 anni di contributi a qualsiasi età, a condizione di aver iniziato a lavorare prima dei 19 anni e di trovarsi in una delle categorie tutelate (disoccupati, caregiver, invalidi al 74% o più, addetti a lavori gravosi). Per chi ha invalidità al 75%, la maggiorazione contributiva aiuta a raggiungere i 41 anni richiesti. In questo caso il doppio vantaggio è evidente: l’invalidità dà sia accesso alla misura come categoria tutelata, sia la maggiorazione contributiva per raggiungere prima i 41 anni. Approfondisci sul primo pagamento dopo Quota 41.

          Un dato importante: con Quota 103 nel 2026 l’assegno viene calcolato interamente con il sistema contributivo, che potrebbe risultare meno vantaggioso. Chi ha contributi prima del 1996, valuti attentamente se conviene attendere la pensione anticipata ordinaria (calcolata con il sistema misto, più favorevole) piuttosto che accedere a Quota 103.

          Requisiti: certificazione ASL/INPS e verbale di invalidità

          Per ottenere la maggiorazione contributiva occorre soddisfare requisiti specifici e presentare una documentazione precisa. Non basta aver ottenuto il riconoscimento dell’invalidità: bisogna che il verbale rispetti determinati criteri e che la domanda all’INPS sia compilata correttamente.

          I requisiti fondamentali sono:

          • Invalidità civile superiore al 74%: il verbale della commissione medica ASL/INPS deve riportare una percentuale pari o superiore al 75%. Il 74% esatto non è sufficiente: la norma parla di invalidità “superiore al 74%”
          • Essere lavoratore dipendente o autonomo: la maggiorazione si applica ai periodi di lavoro effettivo, quindi è necessario avere un rapporto di lavoro attivo
          • Periodi di lavoro successivi al riconoscimento: la maggiorazione si calcola solo sugli anni lavorati dopo la data in cui l’invalidità è stata riconosciuta
          • Periodi successivi al 2002: la Legge 388/2000 è entrata in vigore nel 2001, ma le prime applicazioni pratiche risalgono al 2002

          La documentazione necessaria comprende:

          • Verbale di invalidità civile in originale o copia conforme, con indicazione della percentuale e della data di decorrenza
          • Estratto conto contributivo INPS aggiornato, per verificare i periodi di lavoro da maggiorare
          • Documento di identità e codice fiscale
          • Eventuali verbali di revisione: se l’invalidità è stata oggetto di revisioni successive, servono tutti i verbali per dimostrare la continuità

          Il percorso pensionistico con Legge 104 è un’ulteriore opzione per chi ha disabilità riconosciuta e può integrare i benefici della maggiorazione contributiva. Anche l’assegno ordinario di invalidità è una prestazione da valutare in parallelo.

          Come fare domanda per il riconoscimento della maggiorazione

          La domanda di maggiorazione contributiva per invalidità non viene presentata separatamente: va inserita nella domanda di pensione stessa. In altre parole, quando il lavoratore invalido presenta domanda di pensione anticipata (o di vecchiaia), deve specificare di voler beneficiare della maggiorazione ex art. 80, comma 3, L. 388/2000, allegando il verbale di invalidità.

          Ecco la procedura dettagliata:

          1. Verifica dell’estratto conto: prima di presentare domanda, accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS e scarica il tuo estratto conto contributivo per verificare i periodi di lavoro e i contributi accreditati
          2. Simulazione della pensione: utilizza il servizio “La mia pensione futura” di INPS per simulare l’effetto della maggiorazione sul raggiungimento dei requisiti
          3. Raccolta documentazione: prepara il verbale di invalidità civile, l’estratto conto e un documento di identità valido
          4. Presentazione domanda: puoi procedere online tramite il portale INPS, chiamando il Contact Center INPS al numero 803.164 (da rete fissa) o 06.164.164 (da cellulare), oppure rivolgendoti a un CAF/patronato abilitato
          5. Inserimento della maggiorazione: nella sezione “Benefici per invalidità” della domanda di pensione, seleziona l’opzione relativa alla maggiorazione contributiva e allega il verbale
          6. Attesa della risposta: l’INPS verifica i requisiti e comunica l’esito. I tempi medi variano da 30 a 90 giorni

          Il consiglio del CAF Centro Fiscale di Udine è di non procedere da soli: la domanda di pensione con maggiorazione contributiva presenta diverse insidie tecniche. Un errore nella compilazione può comportare il rigetto della domanda o la mancata applicazione del beneficio. Il nostro patronato segue ogni anno centinaia di domande di pensione per lavoratori invalidi e può assistere il richiedente in tutte le fasi, dalla verifica dell’estratto conto alla presentazione telematica. Per la domanda di pensione di vecchiaia i documenti richiesti sono simili.

          Compatibilità con altri benefici previdenziali

          Una domanda frequente riguarda la compatibilità della maggiorazione contributiva con altre prestazioni e benefici previdenziali. Facciamo chiarezza sui casi più comuni.

          La maggiorazione contributiva per invalidità superiore al 74% è compatibile con:

          • Assegno ordinario di invalidità (AOI): chi percepisce l’assegno ordinario e continua a lavorare matura comunque la maggiorazione sui periodi lavorati
          • Legge 104: i permessi e le agevolazioni della Legge 104 sono indipendenti dalla maggiorazione contributiva e possono coesistere
          • APE Sociale: la maggiorazione può contribuire al raggiungimento dei requisiti contributivi per l’APE Sociale, che richiede almeno 30 anni di contributi (36 per i non invalidi)
          • Pensione di inabilità: chi viene poi riconosciuto totalmente inabile può passare alla pensione di inabilità, che ha requisiti diversi (5 anni di contributi, di cui 3 negli ultimi 5 anni)

          La maggiorazione non è compatibile con:

          • Maggiorazioni per non vedenti: chi già beneficia della maggiorazione contributiva per cecità non può cumulare anche quella per invalidità civile generica
          • Maggiorazioni per sordomuti: stesso principio, non è possibile il cumulo
          • Benefici contributivi per lo stesso periodo già coperti da altre norme: se un periodo di lavoro è già coperto da altra maggiorazione, non si può applicare anche questa

          Un caso particolare riguarda chi percepisce la NASPI (indennità di disoccupazione): i periodi coperti dalla NASPI non sono “lavoro effettivo” e quindi non maturano maggiorazione contributiva, ma i contributi figurativi della NASPI vengono comunque conteggiati per il raggiungimento dei requisiti pensionistici.

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          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande frequenti

          Con il 75% di invalidità posso andare subito in pensione?

          No, non automaticamente. L’invalidità al 75% non dà diritto a una pensione immediata, ma consente di beneficiare della maggiorazione contributiva di 2 mesi per anno lavorato. Questo significa che puoi raggiungere prima i requisiti contributivi per la pensione anticipata ordinaria. Il momento in cui potrai andare in pensione dipende da quanti contributi hai già maturato e da quanti anni hai lavorato con l’invalidità riconosciuta.

          La maggiorazione contributiva viene applicata automaticamente?

          No. La maggiorazione va espressamente richiesta nella domanda di pensione, allegando il verbale di invalidità civile. Se non la richiedi, l’INPS non la applica d’ufficio. Per questo è fondamentale farsi assistere da un patronato o CAF nella compilazione della domanda.

          Qual è la differenza tra invalidità civile e invalidità INPS?

          L’invalidità civile viene riconosciuta dalla commissione medica ASL/INPS e misura la riduzione della capacità lavorativa generica. L’invalidità INPS (ai fini dell’assegno ordinario di invalidità) misura la riduzione della capacità lavorativa specifica, cioè legata al lavoro effettivamente svolto. Per la maggiorazione contributiva serve l’invalidità civile superiore al 74%, non quella INPS.

          Quanti anni di contributi posso guadagnare al massimo?

          Il tetto massimo è di 5 anni di contributi figurativi aggiuntivi (60 mesi). Per raggiungere questo tetto, servono 30 anni di lavoro effettivo con invalidità superiore al 74%. Nella pratica, la maggior parte dei lavoratori guadagna tra 2 e 4 anni di contributi aggiuntivi.

          La maggiorazione vale anche per i lavoratori autonomi?

          Sì. La maggiorazione contributiva prevista dall’art. 80 della Legge 388/2000 si applica a tutti i lavoratori, sia dipendenti che autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, liberi professionisti iscritti alle gestioni INPS). L’importante è che vi sia lavoro effettivo durante il periodo di invalidità.

          Posso chiedere la maggiorazione contributiva se ho il 74% esatto?

          No. La normativa richiede un’invalidità superiore al 74%, quindi la soglia minima è il 75%. Con il 74% esatto non si ha diritto alla maggiorazione contributiva. Tuttavia, se ritieni che la tua condizione sia peggiorata, puoi richiedere una revisione dell’invalidità per ottenere una percentuale più alta.

          Ultimo aggiornamento: 15 aprile 2026


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          Il patronato del CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nell’assistenza previdenziale per lavoratori invalidi. Ti aiutiamo a verificare i contributi, calcolare la maggiorazione e presentare la domanda di pensione all’INPS.

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            Aprile 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/invalidita-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-20 08:00:002026-05-31 09:57:45Invalidità 75 Per Cento e Pensione Anticipata 2026: Maggiorazione Contributiva, Requisiti e Calcolo
            CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

            Pensione Anticipata con Legge 104: Requisiti, Agevolazioni e Come Fare Domanda nel 2026

            Pensione 2026 INPS

            La Legge 104/1992 non prevede direttamente una pensione anticipata, ma apre la porta a diverse agevolazioni previdenziali che permettono di andare in pensione prima del previsto. Se sei un lavoratore con disabilita o un caregiver che assiste un familiare con handicap grave, nel 2026 hai a disposizione piu strade per anticipare l’uscita dal lavoro: dalla maggiorazione contributiva per invalidi oltre il 74%, all’APE Sociale per caregiver, fino alla Quota 41 per lavoratori precoci e alla pensione di vecchiaia anticipata per invalidi civili con almeno l’80% di invalidita.

            In questa guida completa vediamo tutti i requisiti aggiornati al 2026, chi ne ha diritto, come si calcolano i contributi figurativi e soprattutto come fare domanda all’INPS passo dopo passo. Il CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti gratuitamente in ogni fase della pratica.

            Indice dei contenuti

            1. Legge 104 e pensione anticipata: come sono collegati
            2. Differenza tra invalidità civile e handicap (Legge 104)
            3. Maggiorazione contributiva per lavoratori invalidi
            4. Invalidità 75% e pensione: cosa spetta esattamente
            5. Pensione di vecchiaia anticipata per invalidi civili (80%)
            6. APE Sociale per caregiver con Legge 104
            7. Quota 41 per lavoratori precoci con disabilità
            8. Contributi figurativi e maggiorazione: calcolo pratico
            9. Come fare domanda INPS: procedura completa
            10. Documenti necessari
            11. Domande frequenti

            Legge 104 e pensione anticipata: come sono collegati

            La Legge 5 febbraio 1992, n. 104 è il riferimento normativo principale per la tutela delle persone con disabilità in Italia. Questa legge prevede numerose agevolazioni lavorative (permessi retribuiti, congedi, trasferimento sede), ma non contiene una norma specifica sulla pensione anticipata.

            Tuttavia, essere titolari di Legge 104 — sia come persona con disabilità che come caregiver — rappresenta spesso un requisito fondamentale per accedere a canali previdenziali agevolati previsti da altre norme. In pratica, il riconoscimento della Legge 104 funziona come una “chiave” che apre l’accesso a:

            • Maggiorazione contributiva (art. 80, comma 3, Legge 388/2000): 2 mesi di contributi figurativi per ogni anno lavorato con invalidità superiore al 74%
            • APE Sociale (Legge di Bilancio 2017 e successive proroghe): pensione anticipata per chi assiste familiari con handicap grave ai sensi dell’art. 3 comma 3 della Legge 104
            • Quota 41 per lavoratori precoci: accesso agevolato per chi assiste disabili con Legge 104
            • Pensione di vecchiaia anticipata per invalidi civili con almeno l’80% di invalidità

            È importante capire che non tutte le agevolazioni richiedono lo stesso tipo di riconoscimento. Alcune richiedono l’invalidità civile (una percentuale), altre richiedono specificamente il riconoscimento dell’handicap grave ai sensi della Legge 104, art. 3 comma 3. Vediamo subito la differenza.

            Differenza tra invalidità civile e handicap (Legge 104)

            Uno degli errori più comuni è confondere invalidità civile e handicap ai sensi della Legge 104. Sono due riconoscimenti diversi, rilasciati dalla stessa commissione ASL/INPS ma con finalità differenti:

            CaratteristicaInvalidità civileHandicap (Legge 104)
            NormativaLegge 118/1971Legge 104/1992
            Cosa misuraRiduzione della capacità lavorativa (percentuale: 46%, 67%, 74%, 100%)Svantaggio sociale derivante dalla disabilità (con o senza gravità)
            GradiPercentuale da 0% a 100%Art. 3 comma 1 (non grave) o Art. 3 comma 3 (grave)
            Agevolazioni pensionisticheMaggiorazione contributiva (>74%), pensione vecchiaia anticipata (≥80%)APE Sociale caregiver, Quota 41 precoci, permessi lavorativi

            Esempio pratico: Marco ha il 78% di invalidità civile e anche il riconoscimento di handicap grave (art. 3, comma 3, Legge 104). Marco può accedere sia alla maggiorazione contributiva (perché ha più del 74% di invalidità) sia ai permessi lavorativi (perché ha la Legge 104 con gravità). Se sua moglie lo assiste, lei potrebbe accedere all’APE Sociale come caregiver.

            Consiglio pratico: se hai già un riconoscimento di invalidità ma non quello di handicap Legge 104 (o viceversa), puoi presentare domanda per ottenere entrambi. Le due valutazioni possono essere richieste contemporaneamente alla commissione medica ASL.

            Maggiorazione contributiva per lavoratori invalidi

            La maggiorazione contributiva è uno dei benefici più importanti per i lavoratori con invalidità. È prevista dall’art. 80, comma 3, della Legge 388/2000 (Finanziaria 2001) e funziona così: per ogni anno di lavoro effettivamente svolto in condizione di invalidità superiore al 74%, il lavoratore riceve 2 mesi di contribuzione figurativa in più.

            Come funziona nel dettaglio

            • Requisito di invalidità: almeno il 74% di invalidità civile riconosciuta (oppure sordità, o invalidità per cause di servizio dalla 1a alla 8a categoria)
            • Bonus: 2 mesi di contributi figurativi per ogni anno di lavoro effettivo svolto in stato di invalidità
            • Limite massimo: 5 anni complessivi di maggiorazione (pari a 60 mesi)
            • A chi spetta: lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico iscritti all’INPS
            • A chi NON spetta: lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, liberi professionisti), collaboratori
            • Effetto: i contributi figurativi valgono sia per raggiungere il diritto alla pensione (requisito contributivo) sia per il calcolo dell’importo

            Attenzione: la maggiorazione si applica solo per gli anni lavorati dopo il riconoscimento dell’invalidità. Se hai lavorato 10 anni prima di ottenere l’invalidità e poi 15 anni dopo, la maggiorazione vale solo per i 15 anni successivi al riconoscimento (quindi 15 × 2 mesi = 30 mesi = 2 anni e 6 mesi in più).

            Invalidità 75% e pensione anticipata: cosa spetta esattamente

            La domanda “con invalidità al 75% posso andare in pensione prima?” è una delle più cercate online. La risposta è sì, grazie alla maggiorazione contributiva appena descritta, ma con alcune precisazioni importanti.

            Cosa spetta con il 75% di invalidità

            • Maggiorazione contributiva: 2 mesi per ogni anno lavorato con invalidità (perché superi la soglia del 74%)
            • Assegno mensile di assistenza: se hai un reddito personale annuo inferiore a 5.725,46 euro (importo 2026) e un’invalidità tra il 74% e il 99%, hai diritto all’assegno di invalidità civile parziale (circa 333 euro mensili per 13 mensilità)
            • Esenzione ticket sanitario: per le patologie correlate all’invalidità

            Cosa NON spetta con il 75%:

            • Pensione di vecchiaia anticipata a 55/60 anni: questa agevolazione richiede almeno l’80% di invalidità (vedi sezione successiva)
            • Indennità di accompagnamento: richiede il 100% di invalidità con necessità di assistenza continua

            Esempio concreto: Maria, 75% di invalidità

            Maria ha 60 anni, lavora come impiegata da 30 anni e ha ottenuto il riconoscimento del 75% di invalidità civile 20 anni fa. Ecco il suo calcolo:

            • Anni lavorati con invalidità: 20
            • Maggiorazione: 20 × 2 mesi = 40 mesi = 3 anni e 4 mesi
            • Contributi totali: 30 anni effettivi + 3 anni e 4 mesi figurativi = 33 anni e 4 mesi
            • Con questa anzianità contributiva, Maria potrebbe già aver raggiunto i requisiti per la pensione anticipata ordinaria (che nel 2026 richiede 41 anni e 10 mesi per le donne)

            In questo caso la maggiorazione non basta da sola per anticipare di molto, ma ogni caso è diverso. Contatta il patronato del CAF Centro Fiscale di Udine per un calcolo personalizzato sulla tua situazione.

            Pensione di vecchiaia anticipata per invalidi civili (80%)

            Se hai un’invalidità civile pari o superiore all’80%, puoi accedere alla pensione di vecchiaia anticipata con requisiti anagrafici ridotti. Questa agevolazione è prevista dall’art. 1, comma 8, del D.Lgs. 503/1992 e confermata dalla Legge 335/1995.

            Requisiti nel 2026

            RequisitoDonneUomini
            Età minima55 anni60 anni
            Contributi minimi20 anni20 anni
            Invalidità civile≥ 80%≥ 80%
            Finestra mobile12 mesi12 mesi

            Punti importanti da sapere:

            • Questa agevolazione vale solo per i lavoratori dipendenti del settore privato iscritti all’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria) INPS
            • NON vale per dipendenti pubblici, lavoratori autonomi o iscritti a casse professionali
            • Dopo aver maturato i requisiti, c’è una finestra mobile di 12 mesi: la pensione decorre dal 13° mese successivo alla maturazione
            • Serve il riconoscimento di invalidità civile (non basta la Legge 104 senza percentuale)
            • L’invalidità deve essere stata accertata dalla commissione medica ASL/INPS

            Esempio: Giovanni, operaio di 60 anni con 80% di invalidità civile e 22 anni di contributi, può presentare domanda di pensione di vecchiaia anticipata. Dovrà poi attendere 12 mesi di finestra mobile prima di ricevere il primo assegno.

            APE Sociale per caregiver con Legge 104

            L’APE Sociale (Anticipo Pensionistico a carico dello Stato) è un’indennità che accompagna il lavoratore fino alla pensione di vecchiaia. Per i caregiver — cioè chi assiste un familiare con handicap grave ai sensi della Legge 104, art. 3, comma 3 — rappresenta una delle opzioni più accessibili per anticipare la pensione.

            Requisiti APE Sociale caregiver 2026

            • Età minima: 63 anni e 5 mesi
            • Contributi minimi: 30 anni
            • Condizione: assistere da almeno 6 mesi un familiare con handicap grave (Legge 104, art. 3, comma 3)
            • Parentela: il familiare assistito deve essere il coniuge, un parente di primo grado convivente (genitore, figlio) oppure un parente di secondo grado convivente se i genitori o il coniuge del disabile hanno più di 70 anni, sono a loro volta invalidi, o sono deceduti
            • Cessazione attività lavorativa: non devi svolgere attività di lavoro dipendente o autonomo

            Importo e durata

            • L’importo massimo è di 1.500 euro lordi al mese (12 mensilità, senza tredicesima)
            • Se la pensione che maturerai sarà inferiore a 1.500 euro, l’APE Sociale sarà pari a quella cifra inferiore
            • L’APE Sociale dura fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia ordinaria (67 anni nel 2026)
            • Non è una vera pensione ma un’indennità: non è reversibile e non dà diritto ad assegni familiari

            Esempio: Laura ha 63 anni e 6 mesi, 31 anni di contributi e assiste sua madre (82 anni, con Legge 104 art. 3 comma 3) convivente. Laura può richiedere l’APE Sociale e ricevere fino a 1.500 euro al mese fino ai 67 anni, quando passerà alla pensione di vecchiaia ordinaria.

            Scadenze domanda APE Sociale 2026

            Le domande per l’APE Sociale si presentano in tre finestre temporali:

            • Prima finestra: entro il 31 marzo 2026 (per chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2026)
            • Seconda finestra: entro il 15 luglio 2026
            • Terza finestra: entro il 30 novembre 2026 (solo se ci sono fondi residui)

            Importante: presentare la domanda nella prima finestra aumenta le probabilità di accoglimento, perché le risorse sono limitate e vengono assegnate in ordine cronologico.

            Quota 41 per lavoratori precoci con disabilità

            La Quota 41 (pensione anticipata con 41 anni di contributi) è riservata ai cosiddetti lavoratori precoci, cioè chi ha iniziato a lavorare prima dei 19 anni e ha almeno 12 mesi di contributi versati prima di compiere 19 anni.

            Requisiti Quota 41 nel 2026

            • Contributi totali: 41 anni (senza requisiti di età anagrafica)
            • Contributi precoci: almeno 12 mesi versati prima dei 19 anni
            • Appartenere a una delle categorie tutelate:
              • Caregiver: assistere da almeno 6 mesi un familiare con handicap grave (Legge 104, art. 3, comma 3) — stesse regole dell’APE Sociale
              • Invalidi civili: con percentuale di invalidità pari o superiore al 74%
              • Disoccupati che hanno esaurito la NASpI
              • Lavoratori addetti ad attività gravose o usuranti
            • Finestra mobile: 3 mesi dalla maturazione dei requisiti

            Vantaggio rispetto all’APE Sociale: la Quota 41 è una vera pensione (non un’indennità), è reversibile, include la tredicesima e non ha tetto massimo di importo. È la soluzione migliore per chi ha i requisiti, ma richiede un’anzianità contributiva molto elevata.

            Esempio: Paolo ha 58 anni, ha iniziato a lavorare a 17 anni (2 anni di contributi prima dei 19), ha 41 anni di contributi e assiste il figlio disabile con Legge 104 art. 3 comma 3. Paolo può accedere alla Quota 41 senza alcun requisito di età e riceverà una pensione piena.

            Contributi figurativi e maggiorazione: calcolo pratico

            I contributi figurativi sono contributi previdenziali che vengono accreditati senza che il lavoratore o il datore di lavoro li versino materialmente. Nel caso della maggiorazione per invalidità, sono un “bonus” riconosciuto dallo Stato per compensare lo svantaggio lavorativo legato alla disabilità.

            Formula di calcolo

            Il calcolo è semplice:

            Contributi figurativi = Anni lavorati con invalidità > 74% x 2 mesi

            Con un limite massimo di 5 anni (60 mesi) di maggiorazione complessiva. Ciò significa che per ottenere il massimo beneficio servono almeno 30 anni di lavoro con invalidità riconosciuta.

            Tabella di calcolo rapido

            Anni lavorati con invalidità > 74%Mesi di maggiorazioneAnni equivalenti
            5 anni10 mesi0 anni e 10 mesi
            10 anni20 mesi1 anno e 8 mesi
            15 anni30 mesi2 anni e 6 mesi
            20 anni40 mesi3 anni e 4 mesi
            25 anni50 mesi4 anni e 2 mesi
            30+ anni60 mesi (max)5 anni (massimo)

            Effetto sul calcolo della pensione

            La maggiorazione incide su due aspetti:

            1. Diritto alla pensione: i contributi figurativi si sommano a quelli effettivi per raggiungere i requisiti contributivi minimi (es. 42 anni e 10 mesi per la pensione anticipata uomini nel 2026)
            2. Importo della pensione: i contributi figurativi aumentano il montante contributivo e quindi l’assegno mensile, anche se in misura contenuta

            Attenzione: la maggiorazione NON anticipa l’età pensionabile. Non puoi usarla per “ringiovanire” anagraficamente. Serve solo per raggiungere prima il requisito contributivo. Ad esempio, se ti mancano 2 anni di contributi per la pensione anticipata, e hai 12 anni di lavoro con invalidità (= 24 mesi di maggiorazione = 2 anni), la maggiorazione ti permette di raggiungere il requisito senza lavorare quei 2 anni aggiuntivi.

            Come fare domanda INPS: procedura completa

            La procedura per richiedere la pensione anticipata con agevolazioni legate alla Legge 104 o all’invalidità si svolge interamente tramite l’INPS. Ecco i passaggi da seguire:

            Procedura online tramite il portale INPS

            1. Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
            2. Vai alla sezione “Prestazioni e servizi” → “Servizi” → “Domanda di pensione”
            3. Seleziona il tipo di prestazione:
              • Per la maggiorazione contributiva: “Pensione anticipata” oppure “Pensione di vecchiaia”
              • Per l’APE Sociale: “APE Sociale”
              • Per la Quota 41: “Pensione anticipata lavoratori precoci”
              • Per la pensione di vecchiaia anticipata invalidi: “Pensione di vecchiaia”
            4. Compila il modulo online con i tuoi dati personali e contributivi
            5. Allega la documentazione (verbale di invalidità, Legge 104, estratto conto contributivo)
            6. Invia la domanda e conserva il numero di protocollo
            7. Monitora lo stato della pratica nella sezione “Le mie domande”

            Procedura tramite patronato (consigliata)

            La via più sicura e consigliata è rivolgersi a un patronato. Il patronato del CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa e gratuita per:

            • Verifica dei requisiti: controlliamo il tuo estratto conto contributivo INPS e verifichiamo quale canale di pensionamento è più vantaggioso per te
            • Calcolo della maggiorazione: calcoliamo esattamente quanti mesi di contributi figurativi ti spettano
            • Compilazione della domanda: prepariamo e inviamo la domanda telematica all’INPS
            • Raccolta documenti: ti indichiamo esattamente quali documenti servono e ti aiutiamo a reperirli
            • Monitoraggio pratica: seguiamo l’iter della domanda fino alla liquidazione della pensione
            • Ricorsi: se la domanda viene respinta, valutiamo e presentiamo ricorso

            Il servizio di patronato è completamente gratuito per il cittadino: il costo è a carico dello Stato. Non hai nulla da perdere a farti assistere da un esperto.

            Documenti necessari per la domanda

            Ecco la lista completa dei documenti da preparare prima di presentare la domanda di pensione anticipata con agevolazioni per invalidità o Legge 104:

            Documenti personali

            • Documento di identità in corso di validità
            • Codice fiscale o tessera sanitaria
            • IBAN del conto corrente su cui accreditare la pensione

            Documenti previdenziali

            • Estratto conto contributivo INPS aggiornato (scaricabile dal portale INPS)
            • Eventuali ricongiunzioni o riscatti già effettuati
            • Ultima busta paga (per lavoratori dipendenti)
            • Dichiarazione del datore di lavoro sulla cessazione del rapporto (se già cessato)

            Documenti sanitari

            • Verbale di invalidità civile con indicazione della percentuale (rilasciato dalla commissione medica ASL/INPS)
            • Verbale di handicap Legge 104 con indicazione della gravità (art. 3 comma 1 o comma 3)
            • Eventuali certificati medici aggiornati

            Documenti aggiuntivi per caregiver (APE Sociale e Quota 41)

            • Verbale Legge 104 del familiare assistito (art. 3, comma 3)
            • Stato di famiglia o certificato di convivenza
            • Autocertificazione dell’attività di assistenza continuativa da almeno 6 mesi
            • Documentazione attestante il rapporto di parentela

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande frequenti sulla pensione anticipata con Legge 104

            Chi ha la Legge 104 puo andare in pensione prima?

            Non direttamente. La Legge 104 di per sé non dà diritto alla pensione anticipata, ma è un requisito fondamentale per accedere ad agevolazioni come l’APE Sociale (per caregiver) e la Quota 41 (per lavoratori precoci). Per la maggiorazione contributiva e la pensione di vecchiaia anticipata serve invece il riconoscimento di invalidità civile con percentuale.

            Con il 75% di invalidità posso andare in pensione anticipata?

            Sì, puoi beneficiare della maggiorazione contributiva di 2 mesi per ogni anno lavorato (perché superi la soglia del 74%). Questo ti permette di raggiungere prima il requisito contributivo per la pensione anticipata ordinaria. Non puoi però accedere alla pensione di vecchiaia anticipata a 55/60 anni, che richiede almeno l’80% di invalidità.

            Quanti anni di contributi servono per l’APE Sociale caregiver?

            Servono almeno 30 anni di contributi e un’età minima di 63 anni e 5 mesi. Inoltre devi assistere da almeno 6 mesi un familiare con handicap grave (Legge 104, art. 3, comma 3) e devi aver cessato l’attività lavorativa.

            La maggiorazione contributiva si applica anche ai lavoratori autonomi?

            No. La maggiorazione contributiva di 2 mesi per anno è riservata esclusivamente ai lavoratori dipendenti (settore privato e pubblico) iscritti all’INPS. I lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, liberi professionisti) non possono beneficiarne.

            Posso cumulare la maggiorazione contributiva con l’APE Sociale?

            Sì, in linea di principio la maggiorazione contributiva (legata all’invalidità personale) e l’APE Sociale (legata al ruolo di caregiver) si basano su presupposti diversi. Se sei un lavoratore invalido al 74% che è anche caregiver di un familiare con Legge 104 grave, puoi valutare quale percorso sia più conveniente. Il patronato ti aiuterà a scegliere l’opzione migliore.

            Quanto tempo ci vuole per ottenere la pensione dopo la domanda?

            I tempi variano in base al tipo di prestazione. Per la pensione anticipata ordinaria (con maggiorazione contributiva) i tempi medi sono di 2-4 mesi dalla domanda. Per l’APE Sociale, dopo la verifica dei requisiti (che può richiedere 2-3 mesi), la decorrenza è dal primo giorno del mese successivo alla verifica positiva. Per la pensione di vecchiaia anticipata invalidi, c’è una finestra mobile di 12 mesi dopo la maturazione dei requisiti.


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            La pensione anticipata con Legge 104 o invalidità civile richiede una valutazione accurata della tua situazione contributiva e sanitaria. I nostri operatori verificano i tuoi requisiti, calcolano la maggiorazione spettante e presentano la domanda INPS per te.

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              Aprile 19, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-19 08:00:002026-05-31 14:11:32Pensione Anticipata con Legge 104: Requisiti, Agevolazioni e Come Fare Domanda nel 2026
              CAF

              Contributi INPS in Busta Paga 2026: Quanto Si Paga e Come Funzionano

              contributi INPS artigiani e commercianti, regime forfettario

              Ogni mese, guardando la busta paga, noti una voce che riduce il tuo stipendio lordo: i contributi INPS. Ma cosa sono esattamente? Quanto pesano sul tuo stipendio? E soprattutto, a cosa servono? In questa guida ti spieghiamo nel dettaglio come funzionano i contributi INPS in busta paga nel 2026, con aliquote aggiornate, esempi pratici e tutto quello che devi sapere per leggere correttamente il tuo cedolino. Se vuoi capire anche come si passa dal lordo al netto, ti consigliamo la nostra guida completa al calcolo dello stipendio netto 2026.

              Indice dei contenuti

              1. Cosa sono i contributi INPS
              2. Aliquota IVS: quanto paga il dipendente e quanto l’azienda
              3. Come si calcolano i contributi in busta paga
              4. Minimali e massimali contributivi 2026
              5. Contributi per apprendisti, part-time e agricoli
              6. Dove si vedono i contributi nella busta paga
              7. Impatto dei contributi sullo stipendio netto
              8. Domande frequenti

              Cosa sono i contributi INPS

              I contributi INPS sono somme di denaro versate all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale per finanziare le prestazioni previdenziali e assistenziali. In parole semplici, sono il prezzo che paghi oggi per avere una pensione domani e per essere tutelato in caso di malattia, maternita o disoccupazione.

              Si dividono in due grandi categorie:

              • Contributi previdenziali (IVS): servono a costruire la tua futura pensione. La sigla IVS sta per Invalidita, Vecchiaia e Superstiti. Sono la voce principale e piu consistente della busta paga
              • Contributi assistenziali: finanziano ammortizzatori sociali come la NASpI (indennita di disoccupazione), la cassa integrazione, gli assegni familiari e la maternita

              Una parte dei contributi e a carico del lavoratore dipendente (viene trattenuta direttamente dalla busta paga), mentre la parte piu consistente e a carico del datore di lavoro. Il lavoratore, quindi, non vede in busta paga l’intero costo contributivo, ma solo la sua quota.

              Aliquota IVS: quanto paga il dipendente e quanto l’azienda

              L’aliquota contributiva IVS totale per i lavoratori dipendenti del settore privato e pari al 33% della retribuzione lorda imponibile. Questa percentuale si suddivide cosi:

              • 9,19% a carico del lavoratore: e la quota che vedi trattenuta in busta paga ogni mese
              • 23,81% a carico del datore di lavoro: e un costo aziendale che non compare nel tuo cedolino, ma che l’azienda versa all’INPS per tuo conto

              Per fare un esempio pratico: se il tuo stipendio lordo mensile e di 2.000 euro, i contributi INPS a tuo carico saranno circa 183,80 euro al mese (2.000 x 9,19%). L’azienda, invece, versera ulteriori 476,20 euro (2.000 x 23,81%), per un totale di 660 euro mensili versati all’INPS.

              Per i dipendenti del settore pubblico, le aliquote possono variare leggermente a seconda della cassa previdenziale di appartenenza (ex INPDAP, ex ENPAS). In generale, la quota a carico del dipendente pubblico e compresa tra l’8,80% e il 9,15%.

              Come si calcolano i contributi in busta paga

              Il calcolo dei contributi INPS in busta paga segue una logica precisa. Ecco i passaggi fondamentali:

              1. Si determina l’imponibile previdenziale: e la retribuzione lorda su cui si calcolano i contributi. Comprende lo stipendio base, gli scatti di anzianita, i premi, le maggiorazioni per straordinari e quasi tutti gli elementi retributivi
              2. Si applica l’aliquota a carico del dipendente: sull’imponibile previdenziale si calcola il 9,19%. Questo importo viene trattenuto dalla busta paga
              3. Si calcola la quota a carico azienda: il datore applica il 23,81% piu le altre aliquote minori (disoccupazione, maternita, CIG) per determinare il costo totale

              Esempio di calcolo completo: Supponiamo che Laura abbia una RAL (Retribuzione Annua Lorda) di 28.000 euro, pari a circa 2.154 euro lordi mensili su 13 mensilita.

              • Imponibile previdenziale mensile: 2.154 euro
              • Contributi a carico di Laura: 2.154 x 9,19% = 197,95 euro
              • Contributi a carico dell’azienda: 2.154 x 23,81% = 512,86 euro
              • Totale contributi INPS mensili: 710,81 euro

              I contributi a carico del lavoratore sono deducibili dal reddito: vengono sottratti prima del calcolo dell’IRPEF. Questo significa che, pur riducendo il netto in busta, ti fanno pagare meno tasse. Per approfondire il passaggio dal lordo al netto, consulta la nostra guida al calcolo dello stipendio netto 2026 con tabelle ed esempi.

              Minimali e massimali contributivi 2026

              L’INPS fissa ogni anno dei limiti minimi e massimi di retribuzione su cui calcolare i contributi. Questi valori vengono aggiornati in base all’inflazione e sono fondamentali per determinare i versamenti corretti.

              Minimale contributivo 2026

              Il minimale giornaliero e la retribuzione minima su cui devono essere calcolati i contributi, anche se il lavoratore percepisce di meno. Per il 2026, il minimale giornaliero e fissato a circa 56,87 euro (valore provvisorio, soggetto a conferma con circolare INPS). Questo significa che, su base mensile, i contributi non possono essere calcolati su una retribuzione inferiore a circa 1.479 euro.

              Massimale contributivo 2026

              Il massimale contributivo si applica ai lavoratori il cui primo accredito contributivo e successivo al 31 dicembre 1995 (sistema contributivo puro). Per il 2026 il massimale e fissato a circa 120.607 euro annui. Sulla retribuzione che supera questa soglia non si versano contributi IVS.

              Per chi ha contributi precedenti al 1996 (sistema misto o retributivo), il massimale non si applica e i contributi si calcolano sull’intera retribuzione.

              Contributi per apprendisti, part-time e agricoli

              Non tutti i lavoratori versano contributi con la stessa aliquota. Ecco le principali eccezioni:

              Apprendisti

              Per i contratti di apprendistato, la legge prevede aliquote agevolate per incentivare l’assunzione di giovani. L’aliquota a carico dell’apprendista e ridotta al 5,84%, mentre il datore di lavoro paga un’aliquota variabile in base alla dimensione aziendale, generalmente molto piu bassa rispetto al 23,81% standard. Per le aziende fino a 9 dipendenti, il costo contributivo nei primi tre anni e praticamente azzerato.

              Lavoratori part-time

              Per i lavoratori part-time, le aliquote contributive sono le stesse del tempo pieno (9,19% + 23,81%). Tuttavia, i contributi vengono calcolati sulla retribuzione effettiva, che e proporzionata alle ore lavorate. Attenzione: anche per il part-time si applica il minimale contributivo, quindi se la retribuzione scende sotto la soglia minima, il datore di lavoro deve comunque versare contributi sul minimale.

              Lavoratori agricoli

              I lavoratori agricoli (operai a tempo determinato e indeterminato) hanno un sistema contributivo specifico con aliquote differenziate per zona e tipo di contratto. L’aliquota complessiva e in genere inferiore a quella dell’industria, con agevolazioni per le aziende agricole situate in territori svantaggiati.

              Dove si vedono i contributi nella busta paga

              La busta paga (o cedolino) e divisa in diverse sezioni. I contributi INPS compaiono in punti specifici che devi imparare a riconoscere:

              • Parte alta: trovi i dati anagrafici, la qualifica, il livello contrattuale e la retribuzione base
              • Parte centrale (corpo): qui compaiono le voci retributive del mese (ore lavorate, straordinari, ferie, ecc.) e l’imponibile previdenziale
              • Parte bassa (piede): e la sezione piu importante per i contributi. Trovi le voci “Contributi c/dipendente” o “Ritenute previdenziali”, con l’importo esatto trattenuto

              Le voci che puoi trovare nel cedolino includono:

              • Imponibile previdenziale: la base su cui si calcolano i contributi
              • Contributi IVS c/dipendente: la quota previdenziale a tuo carico (9,19%)
              • Contributo DS: contributo per la disoccupazione (incluso nella quota azienda)
              • Totale contributi: il riepilogo mensile e progressivo annuale

              Se hai difficolta a leggere la tua busta paga, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza gratuita: i nostri operatori ti aiuteranno a capire ogni voce del cedolino.

              Impatto dei contributi sullo stipendio netto

              I contributi INPS hanno un doppio effetto sulla tua busta paga:

              1. Riducono direttamente il lordo: la quota del 9,19% viene sottratta dalla retribuzione lorda prima del calcolo delle tasse
              2. Riducono la base imponibile IRPEF: poiche i contributi sono deducibili, paghi l’IRPEF su un importo inferiore. Questo e un vantaggio fiscale indiretto

              Esempio pratico con numeri: Prendiamo il caso di Marco, dipendente con stipendio lordo mensile di 2.500 euro:

              • Contributi INPS (9,19%): 2.500 x 9,19% = 229,75 euro
              • Imponibile fiscale: 2.500 – 229,75 = 2.270,25 euro
              • IRPEF lorda (aliquota media ~25%): circa 567,56 euro
              • Detrazioni lavoro dipendente: circa -150 euro
              • IRPEF netta: circa 417,56 euro
              • Addizionali regionali e comunali: circa 40 euro
              • Netto in busta: circa 1.812 euro

              Come vedi, i contributi INPS da soli tolgono quasi 230 euro dal lordo. Tuttavia, senza questa deduzione, l’IRPEF sarebbe piu alta. Per un calcolo preciso del tuo stipendio netto, utilizza la nostra guida al calcolo dello stipendio netto 2026 con tabelle ed esempi per ogni fascia di reddito.

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il controllo della tua busta paga, verifica contributi INPS, ferie e detrazioni. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande frequenti sui contributi INPS in busta paga

              Quanto sono i contributi INPS a carico del dipendente?

              L’aliquota a carico del lavoratore dipendente del settore privato e del 9,19% della retribuzione lorda imponibile. Per un lordo di 1.500 euro, significa circa 137,85 euro al mese di trattenuta.

              I contributi INPS sono deducibili?

              Si, i contributi previdenziali a carico del lavoratore sono interamente deducibili dal reddito complessivo. Questo avviene automaticamente in busta paga: l’IRPEF viene calcolata sul lordo gia al netto dei contributi.

              Posso recuperare i contributi INPS versati?

              I contributi versati non sono rimborsabili direttamente, ma confluiscono nel tuo montante contributivo che determinera l’importo della tua pensione futura. Puoi verificare la tua posizione contributiva accedendo al portale INPS con SPID o CIE.

              Cosa succede ai contributi se cambio lavoro?

              I contributi versati restano nel tuo conto previdenziale personale presso l’INPS. Non si perdono cambiando datore di lavoro. Se passi da un settore all’altro (ad esempio da privato a pubblico), potrebbe essere necessario attivare la ricongiunzione o il cumulo gratuito dei periodi contributivi.

              Come posso controllare i contributi versati dal mio datore di lavoro?

              Accedi al portale INPS (inps.it) con le tue credenziali SPID, CIE o CNS. Nella sezione “Estratto conto contributivo” puoi verificare tutti i versamenti effettuati, mese per mese, da ciascun datore di lavoro. Se noti incongruenze, contatta immediatamente l’INPS o rivolgiti al CAF Centro Fiscale per assistenza.


              Hai bisogno di aiuto per capire la tua busta paga o verificare i contributi versati? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per una consulenza personalizzata. Contattaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.

              Aprile 8, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-08 09:00:002026-05-31 16:14:09Contributi INPS in Busta Paga 2026: Quanto Si Paga e Come Funzionano
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