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Domanda Pensione di Vecchiaia: Documenti e Istruzioni INPS 2026

Pensione 2026 INPS

La domanda di pensione di vecchiaia rappresenta uno dei momenti più importanti nella vita lavorativa di ogni cittadino. Dopo decenni di contributi versati, arriva finalmente il momento di accedere alla pensione di vecchiaia INPS, la prestazione previdenziale che garantisce un reddito mensile una volta raggiunti i requisiti di età e contribuzione.

Compilare correttamente la domanda di pensione è fondamentale per evitare ritardi, respingimenti o errori nel calcolo dell’importo. In questa guida completa scoprirai tutti i documenti necessari, i requisiti 2026 aggiornati, la procedura INPS passo-passo e le verifiche preliminari obbligatorie da effettuare prima dell’invio.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno centinaia di lavoratori nella presentazione della domanda di pensione, verificando l’estratto contributivo, controllando eventuali buchi contributivi e gestendo tutta la pratica fino all’accoglimento da parte dell’INPS.

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Cos’è la Pensione di Vecchiaia

La pensione di vecchiaia è la prestazione previdenziale erogata dall’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) ai lavoratori che hanno raggiunto l’età pensionabile prevista dalla legge e che possono vantare un numero minimo di anni di contributi versati durante la carriera lavorativa.

Si tratta della forma di pensione più comune in Italia, accessibile sia ai lavoratori dipendenti (pubblici e privati) che agli autonomi (artigiani, commercianti, liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS).

A differenza della pensione anticipata, che si può ottenere prima dell’età pensionabile raggiungendo un elevato numero di anni di contributi (attualmente 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne), la pensione di vecchiaia richiede un’età anagrafica minima e un requisito contributivo più basso.

Chi può richiedere la pensione di vecchiaia?

Possono presentare domanda di pensione di vecchiaia tutti i lavoratori che hanno maturato i requisiti previsti per il proprio anno di decorrenza, indipendentemente dal settore di appartenenza:

  • Lavoratori dipendenti del settore privato
  • Lavoratori dipendenti del settore pubblico
  • Lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti)
  • Liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS
  • Lavoratori con contribuzione mista (dipendente + autonoma)

L’importante è aver versato contributi nelle gestioni previdenziali obbligatorie INPS per almeno il numero minimo di anni richiesto dalla normativa vigente.

Requisiti Pensione di Vecchiaia 2026

I requisiti pensione vecchiaia 2026 sono stabiliti dalla normativa previdenziale italiana e si basano su due elementi fondamentali: l’età anagrafica e gli anni di contribuzione.

Età pensionabile 2026

Nel 2026, l’età pensionabile per la pensione di vecchiaia è fissata a:

  • 67 anni per tutti i lavoratori (uomini e donne, dipendenti e autonomi)

Questa età è il risultato dell’adeguamento alla speranza di vita previsto dalla Legge Fornero (Legge 214/2011). Ogni due anni, l’ISTAT rileva l’aspettativa di vita media degli italiani e, se aumentata, l’età pensionabile viene adeguata di conseguenza.

Attenzione: per chi matura i requisiti nel 2027 o 2028, l’età potrebbe salire ulteriormente in base agli adeguamenti ISTAT previsti. Per questo è fondamentale verificare sempre i requisiti aggiornati al momento della domanda.

Anni di contributi richiesti

Oltre all’età, è necessario aver maturato almeno 20 anni di contribuzione effettiva (1.040 settimane). Questo requisito vale per tutti i lavoratori, senza distinzione tra dipendenti e autonomi.

I 20 anni di contributi devono essere:

  • Effettivamente versati (contributi obbligatori, volontari, da riscatto)
  • Accreditati figurativamente per periodi coperti da INPS (maternità, disoccupazione NASpI, malattia, cassa integrazione)

Non rientrano nei 20 anni: i periodi non coperti da contribuzione (aspettative non retribuite, periodi di lavoro all’estero senza totalizzazione, periodi senza attività lavorativa).

Casi speciali: requisiti ridotti

Esistono alcune deroghe che permettono di accedere alla pensione di vecchiaia con requisiti contributivi inferiori ai 20 anni:

  • Lavoratori con primo contributo successivo al 31/12/1995 (sistema contributivo puro): possono accedere alla pensione di vecchiaia a 67 anni con solo 5 anni di contributi, ma l’importo della pensione deve essere almeno 1,5 volte l’assegno sociale (circa 780 euro mensili nel 2026). Se l’importo è inferiore, bisogna attendere i 71 anni di età, mantenendo i 5 anni di contributi.
  • Lavoratori non vedenti: possono accedere alla pensione con requisiti ridotti (età inferiore e/o meno anni di contributi).
  • Lavoratori con invalidità grave: in alcuni casi possono beneficiare di riduzioni dell’età pensionabile.

Per verificare se rientri in una di queste categorie speciali, è consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine per un’analisi personalizzata della tua posizione contributiva.

Documenti Necessari per la Domanda

Per presentare la domanda di pensione di vecchiaia all’INPS è necessario raccogliere una serie di documenti che attestino la tua identità, la tua carriera lavorativa e la tua situazione contributiva. Ecco l’elenco completo:

Documenti anagrafici

  • Documento d’identità valido (carta d’identità, patente, passaporto)
  • Codice fiscale
  • Certificato di stato di famiglia (se hai familiari a carico)
  • Certificato di matrimonio (se coniugato/a)

Documenti contributivi

  • Estratto conto contributivo INPS (ECOCERT) aggiornato, scaricabile dal sito INPS con SPID/CIE/CNS
  • CU (Certificazione Unica) degli ultimi anni lavorativi
  • Buste paga recenti (ultime 3-6 mensilità), se ancora in servizio
  • Documentazione relativa a periodi di servizio militare (se non già accreditati)
  • Certificati di malattia, maternità, cassa integrazione per periodi di contribuzione figurativa non ancora registrati

Documenti per lavoratori autonomi

Se sei un lavoratore autonomo (artigiano, commerciante, libero professionista) dovrai presentare anche:

  • Visure camerali o certificati di iscrizione all’Albo professionale
  • Dichiarazioni dei redditi degli ultimi anni (Modello Redditi PF)
  • Ricevute di pagamento dei contributi INPS (F24, MAV) se hai versato contributi volontari

Documenti bancari

  • IBAN del conto corrente o libretto postale su cui ricevere la pensione
  • Il conto deve essere intestato o cointestato al richiedente

Documenti per situazioni particolari

In caso di situazioni specifiche, potrebbero essere necessari ulteriori documenti:

  • Certificati di invalidità se richiedi agevolazioni per invalidità
  • Documentazione di totalizzazione internazionale se hai lavorato all’estero in paesi UE o convenzionati
  • Attestazioni di riscatto periodi non coperti (laurea, maternità fuori dal rapporto di lavoro)
  • Ricongiunzione contributiva se hai contributi in gestioni diverse (dipendente + autonomo)

Consiglio del CAF: prima di presentare domanda, richiedi sempre un controllo completo del tuo estratto contributivo. Il CAF Centro Fiscale verifica che tutti i periodi lavorativi siano correttamente accreditati e segnala eventuali anomalie da correggere PRIMA dell’invio della domanda.

Come Fare Domanda: Procedura Passo-Passo

La domanda di pensione di vecchiaia deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale INPS. Ecco la procedura completa:

Opzione 1: Domanda autonoma tramite portale INPS

Se vuoi presentare domanda in autonomia, segui questi passaggi:

  1. Accedi al sito INPS (www.inps.it) utilizzando SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
  2. Clicca su “Pensione e Previdenza” nel menu principale
  3. Seleziona “Domanda di pensione
  4. Scegli “Pensione di vecchiaia” tra le tipologie disponibili
  5. Compila tutti i campi richiesti:
    • Dati anagrafici
    • Residenza e domicilio
    • IBAN per accredito pensione
    • Situazione familiare (coniuge, figli a carico)
    • Ultimo datore di lavoro
    • Data di cessazione del rapporto di lavoro (se già avvenuta)
  6. Allega i documenti richiesti (se necessario)
  7. Verifica il riepilogo della domanda
  8. Invia la domanda
  9. Riceverai una ricevuta di protocollazione con numero di pratica

Attenzione: compilare correttamente la domanda è fondamentale. Errori nei dati o mancanza di documentazione possono causare ritardi o respingimenti.

Opzione 2: Domanda tramite CAF o Patronato (CONSIGLIATO)

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la presentazione della domanda di pensione:

  1. Prenota un appuntamento presso la nostra sede di Udine (Viale Giuseppe Tullio 13, scala B)
  2. Il nostro operatore verifica il tuo estratto contributivo e controlla che tutti i requisiti siano soddisfatti
  3. Ti guidiamo nella raccolta dei documenti necessari
  4. Compiliamo insieme la domanda INPS, evitando errori e omissioni
  5. Inviamo la domanda per tuo conto e ti consegniamo la ricevuta di protocollo
  6. Ti teniamo aggiornato sull’iter della pratica fino all’accoglimento
  7. In caso di problemi o richieste INPS, gestiamo tutte le comunicazioni

Vantaggi di rivolgersi al CAF:

  • Nessun rischio di errori nella compilazione
  • Verifica preventiva dell’estratto contributivo per individuare buchi o anomalie
  • Supporto completo per documenti e pratiche collaterali (totalizzazione, ricongiunzione, riscatto)
  • Assistenza post-invio per eventuali integrazioni richieste da INPS
  • Esperienza consolidata su centinaia di pratiche pensionistiche gestite ogni anno

Opzione 3: Domanda tramite Contact Center INPS

Puoi anche presentare domanda chiamando il Contact Center INPS al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (a pagamento da mobile). L’operatore INPS compilerà la domanda telefonicamente seguendo le tue indicazioni.

Tuttavia, questa modalità non è consigliata per domande complesse o se hai contributi in gestioni diverse, poiché l’operatore non può verificare preventivamente la tua posizione contributiva.

Verifiche Preliminari Obbligatorie

Prima di presentare la domanda di pensione, è fondamentale effettuare alcune verifiche preliminari per evitare sorprese, ritardi o respingimenti. Ecco i controlli da fare assolutamente:

1. Scarica e controlla l’Estratto Contributivo (ECOCERT)

L’estratto conto contributivo è il documento che riporta tutti i contributi versati durante la tua carriera lavorativa. Puoi scaricarlo gratuitamente dal sito INPS con SPID/CIE/CNS seguendo questi passaggi:

  1. Accedi al portale INPS con le tue credenziali
  2. Vai su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino
  3. Clicca su “Posizione Assicurativa
  4. Seleziona “Estratto Conto Contributivo
  5. Scarica il PDF dell’estratto completo

Cosa verificare nell’estratto contributivo:

  • Tutti i periodi lavorativi sono registrati correttamente?
  • Ci sono buchi contributivi (periodi non coperti)?
  • I contributi da lavoro dipendente, autonomo, figurativi sono tutti presenti?
  • Il totale degli anni di contribuzione raggiunge almeno 20 anni (1.040 settimane)?

Se noti errori o mancanze: contatta immediatamente l’INPS o rivolgiti al CAF per chiedere la rettifica dell’estratto contributivo PRIMA di presentare domanda di pensione.

2. Verifica i periodi di contribuzione figurativa

La contribuzione figurativa include periodi in cui non hai lavorato ma che vengono comunque accreditati come contributi dall’INPS:

  • Maternità obbligatoria e facoltativa
  • Disoccupazione NASpI o indennità di mobilità
  • Cassa integrazione guadagni (ordinaria, straordinaria, in deroga)
  • Malattia (per periodi prolungati)
  • Congedi per assistenza a familiari disabili (Legge 104)
  • Servizio militare o civile

Questi periodi devono essere correttamente registrati nell’estratto contributivo. Se mancano, è necessario presentare domanda di accredito figurativo allegando i certificati (es. certificato di maternità, certificati NASpI, fogli di cassa integrazione).

3. Controlla eventuali periodi all’estero (totalizzazione)

Se hai lavorato in paesi dell’Unione Europea o in paesi convenzionati con l’Italia (Svizzera, Stati Uniti, Canada, Australia, ecc.), puoi sommare i contributi esteri a quelli italiani tramite la totalizzazione internazionale.

Per far valere i contributi esteri devi:

  1. Richiedere all’ente previdenziale estero un certificato dei contributi versati
  2. Presentare domanda di totalizzazione all’INPS allegando il certificato estero
  3. Attendere che l’INPS riconosca i periodi esteri nel tuo estratto contributivo

Attenzione: la totalizzazione internazionale richiede tempi lunghi (anche 6-12 mesi). Per questo è fondamentale avviarla con largo anticipo rispetto alla data di pensionamento prevista.

4. Valuta riscatto laurea o altri periodi

Se ti mancano alcuni anni per raggiungere i 20 richiesti, puoi valutare il riscatto di periodi non coperti da contribuzione:

  • Riscatto laurea: puoi riscattare gli anni di università (massimo la durata legale del corso)
  • Riscatto periodi di aspettativa non retribuita
  • Riscatto maternità fuori dal rapporto di lavoro
  • Riscatto servizio militare (se non già accreditato d’ufficio)

Il riscatto ha un costo che varia in base all’importo dei tuoi redditi e al numero di anni da riscattare. Il CAF può effettuare un calcolo preventivo del costo e valutare la convenienza economica.

5. Verifica la ricongiunzione contributiva (se hai contributi in gestioni diverse)

Se hai lavorato sia come dipendente che come autonomo, potresti avere contributi in gestioni INPS diverse (es. Fondo Lavoratori Dipendenti + Gestione Artigiani). In questo caso puoi chiedere la ricongiunzione per unificare tutti i contributi in un’unica gestione.

La ricongiunzione può essere onerosa (a pagamento) o gratuita (per alcune categorie). Il CAF verifica quale tipo di ricongiunzione conviene e gestisce tutta la pratica.

Tempistiche e Decorrenza della Pensione

Uno degli aspetti più importanti da comprendere è quando inizierai a ricevere la pensione dopo aver presentato la domanda. Ecco tutte le informazioni su tempistiche e decorrenza:

Quando presentare la domanda?

La domanda di pensione di vecchiaia può essere presentata:

  • Fino a 3 mesi prima della data di maturazione dei requisiti
  • In qualsiasi momento dopo aver maturato i requisiti (non c’è una scadenza massima)

Consiglio: presentare domanda con anticipo (2-3 mesi prima) permette all’INPS di istruire la pratica per tempo e garantire il pagamento della prima mensilità già dal mese di decorrenza.

Decorrenza della pensione: quando parte il pagamento?

La decorrenza della pensione (cioè il mese da cui inizia il pagamento) dipende dal tipo di lavoratore:

Per i lavoratori dipendenti del settore privato:

  • La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla cessazione del rapporto di lavoro
  • Esempio: se cessi il lavoro il 15 maggio 2026, la pensione parte dal 1° giugno 2026

Per i lavoratori autonomi:

  • La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda
  • Esempio: se presenti domanda il 10 aprile 2026, la pensione parte dal 1° maggio 2026

Per i dipendenti pubblici:

  • La pensione decorre dal giorno successivo alla cessazione del servizio
  • Esempio: se vai in pensione il 31 agosto 2026, la pensione parte dal 1° settembre 2026

Finestre mobili (abolite dal 2012)

Prima della Riforma Fornero (2011), esistevano le cosiddette “finestre mobili” che ritardavano di alcuni mesi la decorrenza della pensione. Queste finestre sono state abolite per la pensione di vecchiaia dal 1° gennaio 2012.

Quindi oggi, se maturi i requisiti e cessi il lavoro, la pensione parte dal mese successivo senza ulteriori ritardi.

Quanto tempo impiega l’INPS a lavorare la domanda?

Dopo l’invio della domanda, l’INPS ha fino a 120 giorni per istruire la pratica e comunicare l’esito (accoglimento o rigetto). Nella maggior parte dei casi, le domande vengono lavorate in 30-60 giorni.

Se la domanda è completa e corretta, riceverai:

  1. Lettera di accoglimento con l’importo della pensione e la data di decorrenza
  2. Primo pagamento entro il mese di decorrenza (se la domanda è stata presentata per tempo)

Attenzione: se la domanda presenta errori, mancanze o richiede integrazioni documentali, i tempi si allungano. Per questo è fondamentale compilarla correttamente fin dall’inizio.

Pagamento della pensione: quando arriva?

La pensione viene pagata mensilmente il primo giorno bancabile del mese (solitamente il 1° o il 2 del mese, se il 1° è domenica o festivo). Il pagamento avviene tramite:

  • Accredito su conto corrente bancario o postale (modalità più comune)
  • Bonifico domiciliato presso ufficio postale (ritiro in contanti, per importi fino a 1.000 euro)
  • Libretto postale

Casi Particolari: Autonomi, Gestione Separata, Dipendenti Pubblici

La pensione di vecchiaia presenta alcune differenze in base alla categoria di lavoratore. Ecco i casi particolari più comuni:

Lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti)

I lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali INPS (artigiani, commercianti, coltivatori diretti) hanno gli stessi requisiti dei dipendenti:

  • 67 anni di età nel 2026
  • 20 anni di contributi

Particolarità per gli autonomi:

  • Non è obbligatorio cessare l’attività per andare in pensione. Puoi continuare a lavorare e ricevere la pensione contemporaneamente.
  • Tuttavia, se continui a lavorare come autonomo, dovrai continuare a versare i contributi INPS sulla tua attività.
  • I redditi da lavoro autonomo dopo la pensione sono totalmente cumulabili con la pensione (nessun taglio).

Liberi professionisti (Gestione Separata INPS)

I liberi professionisti senza Cassa (collaboratori, consulenti, partite IVA in regime forfettario senza ordine professionale) iscritti alla Gestione Separata INPS seguono le stesse regole:

  • 67 anni di età
  • 20 anni di contributi

Anche in questo caso è possibile cumulare pensione e redditi da lavoro senza limiti.

Dipendenti pubblici

I dipendenti pubblici (statali, regionali, comunali, insegnanti, personale sanitario) hanno requisiti identici ai privati:

  • 67 anni di età
  • 20 anni di contributi

Differenze per i dipendenti pubblici:

  • La pensione è gestita da INPS Gestione Dipendenti Pubblici (ex INPDAP)
  • La domanda si presenta sempre tramite portale INPS (non più tramite l’ente di appartenenza)
  • La decorrenza è dal giorno successivo alla cessazione (non dal mese successivo)
  • La liquidazione (TFS/TFR) viene pagata separatamente e con tempistiche diverse dalla pensione

Lavoratori con contribuzione mista (dipendente + autonomo)

Se hai lavorato sia come dipendente che come autonomo, i tuoi contributi sono registrati in gestioni diverse. Hai due opzioni:

  1. Totalizzazione gratuita: sommi tutti i contributi delle diverse gestioni senza costi, ma con una decorrenza ritardata di 18 mesi (finestra mobile). La pensione viene calcolata pro-quota da ciascuna gestione.
  2. Ricongiunzione onerosa: trasferisci tutti i contributi in un’unica gestione pagando un onere (che può essere molto elevato). La pensione viene calcolata con le regole della gestione di destinazione.

Il CAF effettua un calcolo comparativo per verificare quale opzione conviene economicamente.

Lavoratori con contributi esteri

Se hai lavorato in paesi UE o in paesi convenzionati con l’Italia, puoi sommare i contributi esteri a quelli italiani tramite:

  • Totalizzazione internazionale (gratuita): sommi i contributi di tutti i paesi per raggiungere i 20 anni richiesti. Ogni paese paga una quota di pensione proporzionale ai contributi versati.
  • Cumulo comunitario: per i soli paesi UE, puoi cumulare i periodi per il raggiungimento del requisito contributivo minimo.

Attenzione: le pratiche internazionali richiedono tempi molto lunghi (anche 12-18 mesi). È fondamentale avviarle con largo anticipo.

Errori Comuni da Evitare

Quando si presenta la domanda di pensione di vecchiaia, molti lavoratori commettono errori che causano ritardi, respingimenti o perdite economiche. Ecco gli errori più frequenti e come evitarli:

1. Non verificare l’estratto contributivo prima di presentare domanda

Molti lavoratori presentano domanda senza aver mai controllato il proprio estratto contributivo. Risultato: scoprono solo dopo che mancano periodi, ci sono buchi contributivi o errori nei dati.

Come evitarlo: scarica l’estratto contributivo dal sito INPS almeno 6 mesi prima della data prevista di pensionamento. Se noti errori, chiedi subito la rettifica tramite CAF o INPS.

2. Presentare domanda troppo tardi

Alcuni lavoratori aspettano di aver già compiuto 67 anni o addirittura di aver già cessato il lavoro prima di presentare domanda. Questo causa un ritardo nel pagamento della prima mensilità.

Come evitarlo: presenta la domanda almeno 2-3 mesi prima della data di maturazione dei requisiti. Così l’INPS ha il tempo di istruire la pratica e pagare la prima mensilità puntualmente.

3. Non comunicare correttamente la data di cessazione del rapporto di lavoro

Per i lavoratori dipendenti, la data di cessazione del rapporto di lavoro è fondamentale per determinare la decorrenza della pensione. Molti indicano una data errata o non la comunicano affatto.

Come evitarlo: nella domanda, indica con precisione la data di cessazione prevista. Se non sei sicuro, lascia il campo vuoto e aggiornalo successivamente tramite INPS.

4. Sbagliare l’IBAN del conto corrente

Un errore apparentemente banale ma molto comune: indicare un IBAN errato nella domanda. Risultato: la pensione non viene accreditata e bisogna fare una rettifica con ulteriori ritardi.

Come evitarlo: verifica SEMPRE l’IBAN prima di inviare la domanda. Controlla che il conto sia intestato o cointestato a te e che sia attivo.

5. Non dichiarare i redditi da lavoro dopo la pensione

Se continui a lavorare dopo la pensione (come autonomo o con contratti occasionali), devi dichiarare i redditi percepiti. Altrimenti rischi sanzioni e recuperi da parte dell’INPS.

Come evitarlo: comunica sempre all’INPS i redditi da lavoro percepiti dopo la pensione tramite la dichiarazione dei redditi 730 o il modello Redditi PF.

6. Non considerare il riscatto della laurea o di altri periodi

Molti lavoratori scoprono di essere a pochi mesi o anni dal requisito contributivo minimo (20 anni) solo quando è troppo tardi per riscattare periodi utili come la laurea o altri periodi non coperti.

Come evitarlo: verifica la tua posizione contributiva con anticipo e valuta il riscatto se ti mancano contributi. Il CAF può effettuare un calcolo preventivo del costo.

7. Ignorare i contributi versati all’estero

Se hai lavorato all’estero, spesso i contributi versati in altri paesi NON vengono automaticamente considerati dall’INPS. Devi presentare esplicita domanda di totalizzazione internazionale.

Come evitarlo: se hai lavorato in paesi UE o convenzionati, avvia la procedura di totalizzazione almeno 12-18 mesi prima della pensione.

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Domande Frequenti sulla Pensione di Vecchiaia


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  • Verifica estratto contributivo e individuazione buchi o errori
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