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Tag Archivio per: requisiti pensione

CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Pensione Anticipata 2026: Guida Completa alle Uscite Prima dei 67 Anni

Pensione 2026 INPS

La pensione anticipata 2026 è uno degli argomenti più cercati dai lavoratori italiani, e non è un caso: molti vorrebbero lasciare il lavoro prima dei 67 anni previsti per la pensione di vecchiaia. Ma orientarsi tra le diverse misure non è semplice, soprattutto perché ogni anno cambiano requisiti, finestre di uscita e regole di calcolo. In questa guida ti spieghiamo, in modo chiaro e senza gergo burocratico, tutte le vie per andare in pensione anticipata nel 2026: dalla pensione anticipata ordinaria alla Quota 103, dall’Opzione Donna all’APE Sociale, fino alla pensione anticipata contributiva per i più giovani.

Attenzione però: il 2026 porta novità importanti. Alcune misure che negli anni scorsi permettevano di uscire prima sono state chiuse ai nuovi richiedenti. Capire quale strada fa davvero al caso tuo richiede una verifica della posizione contributiva, cioè un controllo di quanti anni di contributi hai effettivamente versato all’INPS. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in questo percorso con una consulenza personalizzata. Vediamo insieme, misura per misura, cosa prevede la pensione anticipata 2026.

Cos’è la Pensione Anticipata 2026 e Perché Interessa a Tanti

Con l’espressione pensione anticipata 2026 si intende la possibilità di smettere di lavorare e iniziare a ricevere l’assegno pensionistico prima dell’età ordinaria, che nel 2026 resta fissata a 67 anni per la pensione di vecchiaia (con almeno 20 anni di contributi). Uscire prima è possibile, ma solo rispettando requisiti precisi, che cambiano a seconda della misura scelta.

Il motivo per cui la pensione anticipata interessa così tante persone è semplice: chi ha iniziato a lavorare presto ha spesso accumulato tanti anni di contributi, e non vuole aspettare i 67 anni per andare in pensione. Altri, invece, svolgono lavori faticosi o si trovano in situazioni di difficoltà (disoccupazione, assistenza a un familiare) e hanno bisogno di uscire prima. Per tutti questi casi esistono strumenti dedicati.

Prima di addentrarci nelle singole misure, è utile chiarire due concetti che ritroverai spesso. Il requisito contributivo è il numero di anni (o settimane) di contributi versati che servono per accedere. La finestra mobile, invece, è il periodo di attesa che intercorre tra il momento in cui maturi i requisiti e quello in cui ricevi effettivamente il primo assegno: in pratica, anche quando hai i requisiti, devi attendere alcuni mesi prima che la pensione parta.

Pensione Anticipata Ordinaria: Uscire Solo con i Contributi

La pensione anticipata ordinaria è la via principale per chi ha lavorato tanti anni. Il suo grande vantaggio è che non richiede alcun requisito di età: conta solo il numero di anni di contributi versati. In altre parole, non importa quanti anni hai, ma quanto hai lavorato e versato all’INPS.

Per il 2026 i requisiti contributivi restano confermati e distinti tra uomini e donne:

  • Uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi
  • Donne: 41 anni e 10 mesi di contributi
  • Nessun requisito anagrafico minimo
  • È prevista una finestra mobile di 3 mesi tra la maturazione del requisito e il primo assegno

Facciamo un esempio pratico. Immagina che Marco abbia iniziato a lavorare a 19 anni con contributi versati in modo continuativo. Raggiunti i 42 anni e 10 mesi di contributi, potrebbe andare in pensione anticipata anche a soli 62 anni circa, senza aspettare i 67. Deve però considerare i 3 mesi di finestra prima di ricevere il primo pagamento.

Per quanto riguarda il calcolo dell’assegno, la pensione anticipata ordinaria viene liquidata con il sistema misto (retributivo per gli anni fino al 1995 e contributivo per gli anni successivi) oppure interamente contributivo, a seconda della storia lavorativa. Il grande pregio di questa misura è che, a differenza di altre, non prevede penalizzazioni né ricalcoli sfavorevoli dell’importo. È quindi spesso la scelta più conveniente per chi possiede il requisito contributivo pieno.

Quota 103 nel 2026: Cosa Cambia per la Pensione Anticipata

La Quota 103 è stata negli ultimi anni una delle vie più utilizzate per la pensione anticipata. Funziona così: si somma l’età anagrafica e gli anni di contributi, e il risultato deve dare 103. In concreto servono 62 anni di età e 41 anni di contributi.

Attenzione però a una novità fondamentale per il 2026: la Quota 103 non è stata prorogata per i nuovi richiedenti. Questo significa che chi ha maturato entrambi i requisiti (62 anni di età e 41 di contributi) entro il 31 dicembre 2025 conserva il cosiddetto “diritto cristallizzato” e può presentare domanda all’INPS anche nel 2026 o negli anni successivi. Chi invece raggiunge i requisiti dal 1° gennaio 2026 in poi, di norma non può più accedervi.

  • Requisiti: 62 anni di età + 41 anni di contributi
  • Diritto cristallizzato: valido per chi ha maturato i requisiti entro il 31/12/2025
  • Calcolo: interamente con il sistema contributivo, spesso meno favorevole del misto
  • Finestre mobili: attesa di alcuni mesi (7 per i dipendenti privati, 9 per i pubblici)

Un aspetto delicato riguarda proprio il ricalcolo contributivo. Chi accede alla Quota 103 vede il proprio assegno calcolato interamente con il metodo contributivo, cioè in base ai contributi effettivamente versati. Per chi ha una lunga carriera con anni retributivi, questo può comportare un assegno più basso rispetto alla pensione anticipata ordinaria. Per questo è essenziale valutare con attenzione, caso per caso, se convenga davvero. Il CAF Centro Fiscale di Udine può calcolare la differenza tra le varie opzioni e aiutarti a scegliere.

Opzione Donna 2026: Chi Può Ancora Accedere

L’Opzione Donna è la misura pensata specificamente per le lavoratrici che desiderano anticipare l’uscita dal lavoro. Anche in questo caso, però, il 2026 porta una notizia importante: la misura non è stata rinnovata nella Legge di Bilancio ed è quindi sostanzialmente chiusa ai nuovi accessi.

A differenza della Quota 103, restano tutelate le lavoratrici che avevano già maturato i requisiti anagrafici e contributivi entro il 31 dicembre 2024 secondo le regole della versione precedente (la condizione di caregiver, invalidità, licenziamento o azienda in crisi doveva invece sussistere entro il 31 dicembre 2025). Chi rientra in questa situazione conserva il diritto e può ancora presentare domanda. Ricordiamo i requisiti dell’ultima versione, utili per capire se rientri tra le aventi diritto:

  • Requisito contributivo: almeno 35 anni di contributi
  • Requisito anagrafico: a partire da 61 anni, ridotto in base al numero di figli (60 anni con un figlio, 59 con due o più)
  • Categorie ammesse: caregiver, invalide almeno al 74%, licenziate o dipendenti di aziende in crisi
  • Calcolo: interamente contributivo

Il punto più delicato dell’Opzione Donna è proprio il ricalcolo contributivo integrale. Optando per questa uscita anticipata, la lavoratrice accetta che l’assegno venga calcolato solo sui contributi versati, rinunciando alla parte retributiva più vantaggiosa. In cambio ottiene però la possibilità di lasciare il lavoro diversi anni prima. Se pensi di avere i requisiti maturati entro fine 2024, ti consigliamo di far verificare la tua posizione: il CAF Centro Fiscale di Udine controlla gratuitamente se rientri tra le aventi diritto.

APE Sociale 2026: La Porta di Uscita Confermata

Tra le misure di pensione anticipata 2026, l’APE Sociale è quella che offre più certezze: è stata infatti prorogata fino al 31 dicembre 2026. Si tratta di un’indennità che accompagna il lavoratore fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia, pensata per chi si trova in condizioni di particolare difficoltà.

Il requisito anagrafico per il 2026 è di 63 anni e 5 mesi, a cui si aggiunge un requisito contributivo che varia a seconda della categoria. L’APE Sociale non è per tutti: possono accedervi solo determinate categorie di lavoratori. Vediamo quali sono e i contributi richiesti:

  • Disoccupati che hanno terminato la NASpI: almeno 30 anni di contributi
  • Caregiver che assistono da almeno 6 mesi un familiare convivente con handicap grave (Legge 104): 30 anni di contributi
  • Invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa almeno al 74%: 30 anni di contributi
  • Addetti a lavori gravosi (svolti per almeno 7 degli ultimi 10 anni, o 6 degli ultimi 7): di norma 36 anni di contributi

L’importo dell’APE Sociale corrisponde alla pensione maturata al momento della domanda, ma non può superare i 1.500 euro lordi mensili e non viene rivalutato. Inoltre, l’indennità è corrisposta per 12 mensilità all’anno (senza tredicesima). Un aspetto positivo è che non ci sono penalizzazioni sull’importo della pensione che riceverai poi al compimento dei 67 anni: l’APE Sociale è una sorta di “ponte” a carico dello Stato.

Le domande per l’APE Sociale 2026 seguono scadenze precise: le principali finestre per il riconoscimento delle condizioni sono il 31 marzo, il 15 luglio e il 30 novembre 2026. Presentare la domanda entro questi termini è fondamentale, perché le risorse sono limitate e chi arriva prima ha maggiori garanzie. Per questo è importante muoversi per tempo: il CAF Centro Fiscale di Udine prepara e presenta la domanda per te, evitando errori che potrebbero far slittare l’accoglimento.

Pensione Anticipata Contributiva per Chi Ha Iniziato Dopo il 1996

Esiste una via di pensione anticipata pensata per i lavoratori più giovani, cioè per chi ha versato il primo contributo dopo il 1° gennaio 1996. Si chiama pensione anticipata contributiva ed è dedicata a chi rientra interamente nel sistema di calcolo contributivo (l’assegno si basa solo sui contributi versati, senza la componente retributiva).

Questa misura permette di uscire a 64 anni di età con almeno 20 anni di contributi effettivi. C’è però una condizione importante: l’assegno maturato deve raggiungere una soglia minima, agganciata all’assegno sociale. Vediamo i requisiti in sintesi:

  • Età: 64 anni compiuti
  • Contributi: almeno 20 anni di contributi effettivi
  • Requisito d’importo: la pensione deve superare una determinata soglia rapportata all’assegno sociale (variabile in base ai figli)
  • Sistema: riservato ai “contributivi puri” (primo contributo dal 1996)

Il requisito dell’importo minimo è la parte più tecnica: significa che l’INPS eroga questa pensione solo se l’assegno calcolato è sufficientemente alto. Chi ha carriere discontinue o redditi bassi potrebbe non raggiungere la soglia. Anche in questo caso, capire se ci si rientra richiede un calcolo preciso della posizione contributiva, che i nostri operatori possono effettuare per te.

Confronto tra le Misure: Quale Conviene nel 2026

Arrivati a questo punto, avrai capito che scegliere la pensione anticipata 2026 giusta dipende dalla tua situazione personale: quanti anni di contributi hai, la tua età, la categoria di appartenenza e la tua storia lavorativa. Facciamo un riepilogo per orientarti meglio tra le diverse opzioni ancora disponibili.

  • Pensione anticipata ordinaria: ideale per chi ha 42 anni e 10 mesi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne) di contributi. Nessuna penalizzazione, è spesso la più conveniente.
  • Quota 103: solo per chi ha maturato 62 anni + 41 di contributi entro il 31/12/2025. Assegno ricalcolato in modo contributivo.
  • Opzione Donna: sostanzialmente chiusa nel 2026, salvo diritti anagrafici e contributivi già maturati entro fine 2024.
  • APE Sociale: la porta più solida per il 2026, riservata a disoccupati, caregiver, invalidi e lavori gravosi con 63 anni e 5 mesi.
  • Pensione anticipata contributiva: per i “contributivi puri” (dal 1996) con 64 anni e 20 di contributi.

Come si vede, non esiste una risposta valida per tutti. Chi ha una lunga carriera contributiva farà bene a valutare la pensione anticipata ordinaria, che non taglia l’assegno. Chi invece si trova in situazioni di difficoltà (disoccupazione, assistenza a un familiare, invalidità) trova nell’APE Sociale la soluzione più concreta per il 2026. La scelta sbagliata può costare cara: un ricalcolo contributivo mal valutato può ridurre l’assegno di centinaia di euro al mese per tutta la vita.

Per questo la nostra raccomandazione è sempre la stessa: prima di prendere qualsiasi decisione, fai verificare la tua posizione contributiva. Solo conoscendo con esattezza gli anni di contributi versati e simulando l’importo dell’assegno nelle diverse ipotesi potrai scegliere la via più vantaggiosa. Ricorda inoltre che, una volta in pensione, esistono strumenti utili come la cessione del quinto della pensione, che nel 2026 segue nuove regole INPS. E chi assiste un familiare anziano può informarsi su pensione e assistenza domiciliare 2026, tra detrazioni 730 e bonus dedicati.

Un’ultima nota per i professionisti e chi ha versato contributi in gestioni diverse: se hai contributi sparsi tra INPS e casse professionali, potresti valutare la ricongiunzione tra Gestione Separata INPS e casse professionali per raggiungere prima i requisiti. E se attendi pagamenti particolari, tieni d’occhio anche le date del bonus 500 euro INPS.

Domande Frequenti sulla Pensione Anticipata 2026

Affidati al CAF Centro Fiscale per la Tua Pensione Anticipata

Scegliere la strada giusta per la pensione anticipata 2026 non è semplice: ogni misura ha requisiti, finestre e modalità di calcolo diverse, e un errore nella valutazione può costarti caro. La prima cosa da fare è sempre la verifica della posizione contributiva, per sapere con certezza quanti anni di contributi hai versato e quale via ti conviene davvero.

Il CAF Centro Fiscale di Udine (Viale Tullio 13) ti offre una consulenza completa: controlliamo il tuo estratto conto contributivo, simuliamo l’importo dell’assegno nelle diverse ipotesi, individuiamo la misura più conveniente e ci occupiamo di preparare e presentare la domanda all’INPS. Tutto senza che tu debba districarti tra portali e moduli complicati: i nostri operatori si occupano di ogni passaggio.

Hai bisogno di assistenza per la pensione anticipata? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Puoi prenotare un appuntamento oppure contattarci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Luglio 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-26 07:58:452026-07-26 07:58:45Pensione Anticipata 2026: Guida Completa alle Uscite Prima dei 67 Anni
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, ESTRATTO CONTRIBUTIVO, PATRONATO

Estratto contributivo e pensione 2026: come verificare i requisiti

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Estratto contributivo e pensione 2026: come verificare i requisiti

L’estratto contributivo INPS e molto piu di un semplice elenco di versamenti: e lo strumento fondamentale per capire quando potrai andare in pensione e quale importo ti aspetta. In questa guida spieghiamo come leggere l’estratto contributivo per verificare i requisiti pensionistici nel 2026, come calcolare l’anzianita contributiva e come simulare la propria pensione futura usando gli strumenti INPS ufficiali.

Per sapere come richiedere l’estratto contributivo e leggerlo, consulta prima la guida completa all’estratto contributivo INPS. Per problemi di errori nell’estratto, leggi invece come correggere gli errori contributivi.

Indice dei contenuti

  1. Cosa dice l’estratto contributivo sulla tua pensione
  2. Requisiti pensionistici 2026: riepilogo
  3. Come calcolare la tua anzianita contributiva dall’estratto
  4. Cumulo e totalizzazione: quando hai contributi in piu gestioni
  5. La simulazione pensione con il servizio INPS
  6. Quota 103 e Quota 41 nel 2026: cosa sapere
  7. Domande frequenti (FAQ)
  8. Conclusione: pianifica la pensione con il tuo estratto contributivo

Cosa dice l’estratto contributivo sulla tua pensione

L’estratto contributivo contiene le informazioni essenziali per calcolare i tuoi diritti pensionistici:

  • Anzianita contributiva totale: numero di settimane/anni di contributi accreditati (lavoro effettivo + contributi figurativi + riscatti)
  • Retribuzione pensionabile: base su cui viene calcolata la quota retributiva (se hai contributi precedenti al 1996)
  • Montante contributivo: somma dei contributi versati nel sistema contributivo (post-1996 o interamente contributivi)
  • Gestione di appartenenza: FPLD (lavoratori dipendenti), Gestione Separata, artigiani/commercianti, ecc.

Combinando questi dati con i requisiti pensionistici vigenti nel 2026, puoi determinare se hai gia maturato il diritto alla pensione o quanti anni ti mancano.

Requisiti pensionistici 2026: riepilogo

Tipo di pensioneRequisito etaRequisito contributivoNote
Pensione di vecchiaia67 anni20 anni di contributiRequisito standard per tutti i regimi
Pensione anticipata ordinariaIndipendente42 anni e 10 mesi (uomini) / 41 anni e 10 mesi (donne)Finestra mobile 3 mesi
Quota 10362 anni41 anni di contributiProrogata al 2025; verifica stato 2026
Quota 41 (precoci)Indipendente41 anni (di cui 1 ante 19esimo anno di eta)Solo per categorie di lavori gravosi/invalidita/disoccupati
APE Sociale63 anni e 5 mesi30-36 anni (in base alla categoria)Solo per caregiver, invalidi, gravosi, disoccupati
Opzione Donna61 anni35 anniSolo lavoratrici, con ricalcolo contributivo

Nota: i requisiti di Quota 103 e APE Sociale per il 2026 sono soggetti a conferma o modifica con la Legge di Bilancio 2026. Verifica lo stato aggiornato sul sito INPS prima di pianificare il pensionamento.

Come calcolare la tua anzianita contributiva dall’estratto

Nell’estratto contributivo, i contributi sono espressi in settimane. Per convertirli in anni:

  1. Somma tutte le settimane accreditate nelle diverse gestioni (se hai contributi in piu gestioni, considera le regole di totalizzazione o cumulo)
  2. Dividi per 52 per ottenere gli anni completi
  3. Aggiungi eventuali periodi da riscatto (laurea, servizio militare, periodi non coperti) se gia pagati o in corso di pagamento
  4. Considera i contributi figurativi gia accreditati (malattia, maternita, disoccupazione)

Esempio pratico: se nell’estratto risultano 2.080 settimane totali, l’anzianita e di circa 40 anni (2.080 / 52 = 40). Con altri 2 anni di riscatto laurea in corso, si arriverebbe a 42 anni.

Cumulo e totalizzazione: quando hai contributi in piu gestioni

Se nel corso della tua vita lavorativa hai versato contributi in piu gestioni INPS (es. lavoratore dipendente per alcuni anni, poi autonomo iscritto alla Gestione Separata), hai due opzioni per sommare i periodi:

  • Cumulo gratuito (L. 228/2012, art. 1 c. 239-248): permette di sommare periodi contributivi non coincidenti in gestioni diverse INPS e Casse professionali, senza penalizzazioni. Il calcolo della pensione avviene pro-quota per ciascuna gestione secondo il proprio sistema (retributivo/contributivo)
  • Totalizzazione (D.Lgs. 42/2006): alternativa al cumulo, ma con calcolo interamente contributivo su tutto il periodo. Piu svantaggiosa nella maggior parte dei casi se hai periodi pre-1996 significativi

La simulazione pensione con il servizio INPS

L’INPS mette a disposizione sul portale myINPS il servizio “La mia pensione futura”, un simulatore che elabora automaticamente i dati del tuo estratto contributivo e ti fornisce:

  • La data stimata di maturazione del diritto alla pensione per ciascuna tipologia
  • L’importo stimato della pensione in vari scenari (pensionamento anticipato, vecchiaia, diverse ipotesi di crescita retributiva)
  • Il tasso di sostituzione: il rapporto tra la pensione stimata e l’ultimo stipendio

Per accedere al simulatore serve SPID, CIE o CNS. Il sistema elabora i dati del tuo estratto contributivo reale, quindi la simulazione e personalizzata sulla tua situazione effettiva.

Quota 103 e Quota 41 nel 2026: cosa sapere

Quota 103 (62 anni di eta + 41 anni di contributi) e stata prorogata nel 2025. Per il 2026, al momento della redazione di questa guida, la misura e ancora in vigore ma potrebbe subire modifiche con la prossima Legge di Bilancio. Chi matura i requisiti nel 2026 ma non ha ancora presentato domanda dovrebbe verificare la situazione attuale sul portale INPS o tramite patronato.

Quota 41 per i lavoratori precoci richiede 41 anni di contributi totali, di cui almeno 1 settimana versata prima del compimento dei 19 anni di eta. E riservata a specifiche categorie: disoccupati (che hanno esaurito la NASPI), invalidi (invalidita >= 74%), caregiver di parenti disabili, addetti a lavori gravosi (list. DM 5 febbraio 2018). Se rientri in una di queste categorie e sei vicino ai 41 anni di contributi, l’estratto contributivo e il documento fondamentale per verificare il requisito del contributo pre-19 anni.

Domande frequenti (FAQ)

Il riscatto della laurea compare nell’estratto contributivo?

Si, ma solo dopo che la pratica di riscatto e stata accettata e (almeno in parte) pagata. I periodi in riscatto appaiono nell’estratto come contributi figurativi da riscatto. Se hai presentato domanda di riscatto ma non hai ancora completato i pagamenti, il periodo potrebbe non essere ancora visibile.

Come faccio a sapere se ho contributi in piu gestioni?

L’estratto contributivo INPS mostra tutte le gestioni di appartenenza: FPLD (dipendenti privati), Gestione Separata (co.co.co., freelance), artigiani, commercianti. Se hai cambiato tipo di lavoro nel corso della carriera, il tuo estratto riporterra contributi in gestioni diverse. Per le casse professionali (es. CASSA FORENSE per avvocati, ENPAM per medici), i dati non sono presenti nell’estratto INPS ma nei propri sistemi di cassa.

Posso aumentare l’anzianita contributiva comprando contributi volontari?

Si. I contributi volontari INPS permettono di coprire periodi non lavorati (ad esempio anni di studio, interruzioni dell’attivita) per avvicinarsi prima alla soglia pensionistica. La domanda si presenta all’INPS e il costo varia in base alla retribuzione di riferimento e al regime pensionistico di appartenenza.

Conclusione: pianifica la pensione con il tuo estratto contributivo

L’estratto contributivo e il punto di partenza per qualsiasi pianificazione pensionistica seria. Conoscere la propria anzianita contributiva effettiva, identificare eventuali buchi da colmare (con riscatti, ricongiunzioni o contributi volontari) e simulare la propria pensione futura sono azioni che si possono fare gia oggi, senza aspettare la soglia dei 60 anni.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza previdenziale personalizzata: verifica gratuita dell’estratto contributivo, analisi dei requisiti pensionistici nel tuo caso specifico e supporto per presentare eventuali istanze INPS. Prenota un appuntamento per pianificare insieme il tuo futuro previdenziale.

Luglio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-01 08:30:002026-07-03 07:54:25Estratto contributivo e pensione 2026: come verificare i requisiti
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Domanda Pensione di Vecchiaia: Documenti e Istruzioni INPS 2026

Pensione 2026 INPS

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la Pensione di Vecchiaia
  2. Requisiti Pensione di Vecchiaia 2026
  3. Documenti Necessari per la Domanda
  4. Come Fare Domanda: Procedura Passo-Passo
  5. Verifiche Preliminari Obbligatorie
  6. Tempistiche e Decorrenza della Pensione
  7. Casi Particolari: Autonomi, Gestione Separata, Dipendenti Pubblici
  8. Errori Comuni da Evitare
  9. Domande Frequenti sulla Pensione di Vecchiaia

La domanda di pensione di vecchiaia rappresenta uno dei momenti più importanti nella vita lavorativa di ogni cittadino. Dopo decenni di contributi versati, arriva finalmente il momento di accedere alla pensione di vecchiaia INPS, la prestazione previdenziale che garantisce un reddito mensile una volta raggiunti i requisiti di età e contribuzione.

Compilare correttamente la domanda di pensione è fondamentale per evitare ritardi, respingimenti o errori nel calcolo dell’importo. In questa guida completa scoprirai tutti i documenti necessari, i requisiti 2026 aggiornati, la procedura INPS passo-passo e le verifiche preliminari obbligatorie da effettuare prima dell’invio.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno centinaia di lavoratori nella presentazione della domanda di pensione, verificando l’estratto contributivo, controllando eventuali buchi contributivi e gestendo tutta la pratica fino all’accoglimento da parte dell’INPS.

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Cos’è la Pensione di Vecchiaia

La pensione di vecchiaia è la prestazione previdenziale erogata dall’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) ai lavoratori che hanno raggiunto l’età pensionabile prevista dalla legge e che possono vantare un numero minimo di anni di contributi versati durante la carriera lavorativa.

Si tratta della forma di pensione più comune in Italia, accessibile sia ai lavoratori dipendenti (pubblici e privati) che agli autonomi (artigiani, commercianti, liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS).

A differenza della pensione anticipata, che si può ottenere prima dell’età pensionabile raggiungendo un elevato numero di anni di contributi (attualmente 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne), la pensione di vecchiaia richiede un’età anagrafica minima e un requisito contributivo più basso.

Chi può richiedere la pensione di vecchiaia?

Possono presentare domanda di pensione di vecchiaia tutti i lavoratori che hanno maturato i requisiti previsti per il proprio anno di decorrenza, indipendentemente dal settore di appartenenza:

  • Lavoratori dipendenti del settore privato
  • Lavoratori dipendenti del settore pubblico
  • Lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti)
  • Liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS
  • Lavoratori con contribuzione mista (dipendente + autonoma)

L’importante è aver versato contributi nelle gestioni previdenziali obbligatorie INPS per almeno il numero minimo di anni richiesto dalla normativa vigente.

Requisiti Pensione di Vecchiaia 2026

I requisiti pensione vecchiaia 2026 sono stabiliti dalla normativa previdenziale italiana e si basano su due elementi fondamentali: l’età anagrafica e gli anni di contribuzione.

Età pensionabile 2026

Nel 2026, l’età pensionabile per la pensione di vecchiaia è fissata a:

  • 67 anni per tutti i lavoratori (uomini e donne, dipendenti e autonomi)

Questa età è il risultato dell’adeguamento alla speranza di vita previsto dalla Legge Fornero (Legge 214/2011). Ogni due anni, l’ISTAT rileva l’aspettativa di vita media degli italiani e, se aumentata, l’età pensionabile viene adeguata di conseguenza.

Attenzione: per chi matura i requisiti nel 2027 o 2028, l’età potrebbe salire ulteriormente in base agli adeguamenti ISTAT previsti. Per questo è fondamentale verificare sempre i requisiti aggiornati al momento della domanda.

Anni di contributi richiesti

Oltre all’età, è necessario aver maturato almeno 20 anni di contribuzione effettiva (1.040 settimane). Questo requisito vale per tutti i lavoratori, senza distinzione tra dipendenti e autonomi.

I 20 anni di contributi devono essere:

  • Effettivamente versati (contributi obbligatori, volontari, da riscatto)
  • Accreditati figurativamente per periodi coperti da INPS (maternità, disoccupazione NASpI, malattia, cassa integrazione)

Non rientrano nei 20 anni: i periodi non coperti da contribuzione (aspettative non retribuite, periodi di lavoro all’estero senza totalizzazione, periodi senza attività lavorativa).

Casi speciali: requisiti ridotti

Esistono alcune deroghe che permettono di accedere alla pensione di vecchiaia con requisiti contributivi inferiori ai 20 anni:

  • Lavoratori con primo contributo successivo al 31/12/1995 (sistema contributivo puro): possono accedere alla pensione di vecchiaia a 67 anni con solo 5 anni di contributi, ma l’importo della pensione deve essere almeno 1,5 volte l’assegno sociale (circa 780 euro mensili nel 2026). Se l’importo è inferiore, bisogna attendere i 71 anni di età, mantenendo i 5 anni di contributi.
  • Lavoratori non vedenti: possono accedere alla pensione con requisiti ridotti (età inferiore e/o meno anni di contributi).
  • Lavoratori con invalidità grave: in alcuni casi possono beneficiare di riduzioni dell’età pensionabile.

Per verificare se rientri in una di queste categorie speciali, è consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine per un’analisi personalizzata della tua posizione contributiva.

Documenti Necessari per la Domanda

Per presentare la domanda di pensione di vecchiaia all’INPS è necessario raccogliere una serie di documenti che attestino la tua identità, la tua carriera lavorativa e la tua situazione contributiva. Ecco l’elenco completo:

Documenti anagrafici

  • Documento d’identità valido (carta d’identità, patente, passaporto)
  • Codice fiscale
  • Certificato di stato di famiglia (se hai familiari a carico)
  • Certificato di matrimonio (se coniugato/a)

Documenti contributivi

  • Estratto conto contributivo INPS (ECOCERT) aggiornato, scaricabile dal sito INPS con SPID/CIE/CNS
  • CU (Certificazione Unica) degli ultimi anni lavorativi
  • Buste paga recenti (ultime 3-6 mensilità), se ancora in servizio
  • Documentazione relativa a periodi di servizio militare (se non già accreditati)
  • Certificati di malattia, maternità, cassa integrazione per periodi di contribuzione figurativa non ancora registrati

Documenti per lavoratori autonomi

Se sei un lavoratore autonomo (artigiano, commerciante, libero professionista) dovrai presentare anche:

  • Visure camerali o certificati di iscrizione all’Albo professionale
  • Dichiarazioni dei redditi degli ultimi anni (Modello Redditi PF)
  • Ricevute di pagamento dei contributi INPS (F24, MAV) se hai versato contributi volontari

Documenti bancari

  • IBAN del conto corrente o libretto postale su cui ricevere la pensione
  • Il conto deve essere intestato o cointestato al richiedente

Documenti per situazioni particolari

In caso di situazioni specifiche, potrebbero essere necessari ulteriori documenti:

  • Certificati di invalidità se richiedi agevolazioni per invalidità
  • Documentazione di totalizzazione internazionale se hai lavorato all’estero in paesi UE o convenzionati
  • Attestazioni di riscatto periodi non coperti (laurea, maternità fuori dal rapporto di lavoro)
  • Ricongiunzione contributiva se hai contributi in gestioni diverse (dipendente + autonomo)

Consiglio del CAF: prima di presentare domanda, richiedi sempre un controllo completo del tuo estratto contributivo. Il CAF Centro Fiscale verifica che tutti i periodi lavorativi siano correttamente accreditati e segnala eventuali anomalie da correggere PRIMA dell’invio della domanda.

Come Fare Domanda: Procedura Passo-Passo

La domanda di pensione di vecchiaia deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale INPS. Ecco la procedura completa:

Opzione 1: Domanda autonoma tramite portale INPS

Se vuoi presentare domanda in autonomia, segui questi passaggi:

  1. Accedi al sito INPS (www.inps.it) utilizzando SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
  2. Clicca su “Pensione e Previdenza” nel menu principale
  3. Seleziona “Domanda di pensione“
  4. Scegli “Pensione di vecchiaia” tra le tipologie disponibili
  5. Compila tutti i campi richiesti:
    • Dati anagrafici
    • Residenza e domicilio
    • IBAN per accredito pensione
    • Situazione familiare (coniuge, figli a carico)
    • Ultimo datore di lavoro
    • Data di cessazione del rapporto di lavoro (se già avvenuta)
  6. Allega i documenti richiesti (se necessario)
  7. Verifica il riepilogo della domanda
  8. Invia la domanda
  9. Riceverai una ricevuta di protocollazione con numero di pratica

Attenzione: compilare correttamente la domanda è fondamentale. Errori nei dati o mancanza di documentazione possono causare ritardi o respingimenti.

Opzione 2: Domanda tramite CAF o Patronato (CONSIGLIATO)

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la presentazione della domanda di pensione:

  1. Prenota un appuntamento presso la nostra sede di Udine (Viale Giuseppe Tullio 13, scala B)
  2. Il nostro operatore verifica il tuo estratto contributivo e controlla che tutti i requisiti siano soddisfatti
  3. Ti guidiamo nella raccolta dei documenti necessari
  4. Compiliamo insieme la domanda INPS, evitando errori e omissioni
  5. Inviamo la domanda per tuo conto e ti consegniamo la ricevuta di protocollo
  6. Ti teniamo aggiornato sull’iter della pratica fino all’accoglimento
  7. In caso di problemi o richieste INPS, gestiamo tutte le comunicazioni

Vantaggi di rivolgersi al CAF:

  • ✅ Nessun rischio di errori nella compilazione
  • ✅ Verifica preventiva dell’estratto contributivo per individuare buchi o anomalie
  • ✅ Supporto completo per documenti e pratiche collaterali (totalizzazione, ricongiunzione, riscatto)
  • ✅ Assistenza post-invio per eventuali integrazioni richieste da INPS
  • ✅ Esperienza consolidata su centinaia di pratiche pensionistiche gestite ogni anno

Opzione 3: Domanda tramite Contact Center INPS

Puoi anche presentare domanda chiamando il Contact Center INPS al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (a pagamento da mobile). L’operatore INPS compilerà la domanda telefonicamente seguendo le tue indicazioni.

Tuttavia, questa modalità non è consigliata per domande complesse o se hai contributi in gestioni diverse, poiché l’operatore non può verificare preventivamente la tua posizione contributiva.

Verifiche Preliminari Obbligatorie

Prima di presentare la domanda di pensione, è fondamentale effettuare alcune verifiche preliminari per evitare sorprese, ritardi o respingimenti. Ecco i controlli da fare assolutamente:

1. Scarica e controlla l’Estratto Contributivo (ECOCERT)

L’estratto conto contributivo è il documento che riporta tutti i contributi versati durante la tua carriera lavorativa. Puoi scaricarlo gratuitamente dal sito INPS con SPID/CIE/CNS seguendo questi passaggi:

  1. Accedi al portale INPS con le tue credenziali
  2. Vai su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino“
  3. Clicca su “Posizione Assicurativa“
  4. Seleziona “Estratto Conto Contributivo“
  5. Scarica il PDF dell’estratto completo

Cosa verificare nell’estratto contributivo:

  • Tutti i periodi lavorativi sono registrati correttamente?
  • Ci sono buchi contributivi (periodi non coperti)?
  • I contributi da lavoro dipendente, autonomo, figurativi sono tutti presenti?
  • Il totale degli anni di contribuzione raggiunge almeno 20 anni (1.040 settimane)?

Se noti errori o mancanze: contatta immediatamente l’INPS o rivolgiti al CAF per chiedere la rettifica dell’estratto contributivo PRIMA di presentare domanda di pensione.

2. Verifica i periodi di contribuzione figurativa

La contribuzione figurativa include periodi in cui non hai lavorato ma che vengono comunque accreditati come contributi dall’INPS:

  • Maternità obbligatoria e facoltativa
  • Disoccupazione NASpI o indennità di mobilità
  • Cassa integrazione guadagni (ordinaria, straordinaria, in deroga)
  • Malattia (per periodi prolungati)
  • Congedi per assistenza a familiari disabili (Legge 104)
  • Servizio militare o civile

Questi periodi devono essere correttamente registrati nell’estratto contributivo. Se mancano, è necessario presentare domanda di accredito figurativo allegando i certificati (es. certificato di maternità, certificati NASpI, fogli di cassa integrazione).

3. Controlla eventuali periodi all’estero (totalizzazione)

Se hai lavorato in paesi dell’Unione Europea o in paesi convenzionati con l’Italia (Svizzera, Stati Uniti, Canada, Australia, ecc.), puoi sommare i contributi esteri a quelli italiani tramite la totalizzazione internazionale.

Per far valere i contributi esteri devi:

  1. Richiedere all’ente previdenziale estero un certificato dei contributi versati
  2. Presentare domanda di totalizzazione all’INPS allegando il certificato estero
  3. Attendere che l’INPS riconosca i periodi esteri nel tuo estratto contributivo

Attenzione: la totalizzazione internazionale richiede tempi lunghi (anche 6-12 mesi). Per questo è fondamentale avviarla con largo anticipo rispetto alla data di pensionamento prevista.

4. Valuta riscatto laurea o altri periodi

Se ti mancano alcuni anni per raggiungere i 20 richiesti, puoi valutare il riscatto di periodi non coperti da contribuzione:

  • Riscatto laurea: puoi riscattare gli anni di università (massimo la durata legale del corso)
  • Riscatto periodi di aspettativa non retribuita
  • Riscatto maternità fuori dal rapporto di lavoro
  • Riscatto servizio militare (se non già accreditato d’ufficio)

Il riscatto ha un costo che varia in base all’importo dei tuoi redditi e al numero di anni da riscattare. Il CAF può effettuare un calcolo preventivo del costo e valutare la convenienza economica.

5. Verifica la ricongiunzione contributiva (se hai contributi in gestioni diverse)

Se hai lavorato sia come dipendente che come autonomo, potresti avere contributi in gestioni INPS diverse (es. Fondo Lavoratori Dipendenti + Gestione Artigiani). In questo caso puoi chiedere la ricongiunzione per unificare tutti i contributi in un’unica gestione.

La ricongiunzione può essere onerosa (a pagamento) o gratuita (per alcune categorie). Il CAF verifica quale tipo di ricongiunzione conviene e gestisce tutta la pratica.

Tempistiche e Decorrenza della Pensione

Uno degli aspetti più importanti da comprendere è quando inizierai a ricevere la pensione dopo aver presentato la domanda. Ecco tutte le informazioni su tempistiche e decorrenza:

Quando presentare la domanda?

La domanda di pensione di vecchiaia può essere presentata:

  • Fino a 3 mesi prima della data di maturazione dei requisiti
  • In qualsiasi momento dopo aver maturato i requisiti (non c’è una scadenza massima)

Consiglio: presentare domanda con anticipo (2-3 mesi prima) permette all’INPS di istruire la pratica per tempo e garantire il pagamento della prima mensilità già dal mese di decorrenza.

Decorrenza della pensione: quando parte il pagamento?

La decorrenza della pensione (cioè il mese da cui inizia il pagamento) dipende dal tipo di lavoratore:

Per i lavoratori dipendenti del settore privato:

  • La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla cessazione del rapporto di lavoro
  • Esempio: se cessi il lavoro il 15 maggio 2026, la pensione parte dal 1° giugno 2026

Per i lavoratori autonomi:

  • La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda
  • Esempio: se presenti domanda il 10 aprile 2026, la pensione parte dal 1° maggio 2026

Per i dipendenti pubblici:

  • La pensione decorre dal giorno successivo alla cessazione del servizio
  • Esempio: se vai in pensione il 31 agosto 2026, la pensione parte dal 1° settembre 2026

Finestre mobili (abolite dal 2012)

Prima della Riforma Fornero (2011), esistevano le cosiddette “finestre mobili” che ritardavano di alcuni mesi la decorrenza della pensione. Queste finestre sono state abolite per la pensione di vecchiaia dal 1° gennaio 2012.

Quindi oggi, se maturi i requisiti e cessi il lavoro, la pensione parte dal mese successivo senza ulteriori ritardi.

Quanto tempo impiega l’INPS a lavorare la domanda?

Dopo l’invio della domanda, l’INPS ha fino a 120 giorni per istruire la pratica e comunicare l’esito (accoglimento o rigetto). Nella maggior parte dei casi, le domande vengono lavorate in 30-60 giorni.

Se la domanda è completa e corretta, riceverai:

  1. Lettera di accoglimento con l’importo della pensione e la data di decorrenza
  2. Primo pagamento entro il mese di decorrenza (se la domanda è stata presentata per tempo)

Attenzione: se la domanda presenta errori, mancanze o richiede integrazioni documentali, i tempi si allungano. Per questo è fondamentale compilarla correttamente fin dall’inizio.

Pagamento della pensione: quando arriva?

La pensione viene pagata mensilmente il primo giorno bancabile del mese (solitamente il 1° o il 2 del mese, se il 1° è domenica o festivo). Il pagamento avviene tramite:

  • Accredito su conto corrente bancario o postale (modalità più comune)
  • Bonifico domiciliato presso ufficio postale (ritiro in contanti, per importi fino a 1.000 euro)
  • Libretto postale

Casi Particolari: Autonomi, Gestione Separata, Dipendenti Pubblici

La pensione di vecchiaia presenta alcune differenze in base alla categoria di lavoratore. Ecco i casi particolari più comuni:

Lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti)

I lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali INPS (artigiani, commercianti, coltivatori diretti) hanno gli stessi requisiti dei dipendenti:

  • 67 anni di età nel 2026
  • 20 anni di contributi

Particolarità per gli autonomi:

  • Non è obbligatorio cessare l’attività per andare in pensione. Puoi continuare a lavorare e ricevere la pensione contemporaneamente.
  • Tuttavia, se continui a lavorare come autonomo, dovrai continuare a versare i contributi INPS sulla tua attività.
  • I redditi da lavoro autonomo dopo la pensione sono totalmente cumulabili con la pensione (nessun taglio).

Liberi professionisti (Gestione Separata INPS)

I liberi professionisti senza Cassa (collaboratori, consulenti, partite IVA in regime forfettario senza ordine professionale) iscritti alla Gestione Separata INPS seguono le stesse regole:

  • 67 anni di età
  • 20 anni di contributi

Anche in questo caso è possibile cumulare pensione e redditi da lavoro senza limiti.

Dipendenti pubblici

I dipendenti pubblici (statali, regionali, comunali, insegnanti, personale sanitario) hanno requisiti identici ai privati:

  • 67 anni di età
  • 20 anni di contributi

Differenze per i dipendenti pubblici:

  • La pensione è gestita da INPS Gestione Dipendenti Pubblici (ex INPDAP)
  • La domanda si presenta sempre tramite portale INPS (non più tramite l’ente di appartenenza)
  • La decorrenza è dal giorno successivo alla cessazione (non dal mese successivo)
  • La liquidazione (TFS/TFR) viene pagata separatamente e con tempistiche diverse dalla pensione

Lavoratori con contribuzione mista (dipendente + autonomo)

Se hai lavorato sia come dipendente che come autonomo, i tuoi contributi sono registrati in gestioni diverse. Hai due opzioni:

  1. Totalizzazione gratuita: sommi tutti i contributi delle diverse gestioni senza costi, ma con una decorrenza ritardata di 18 mesi (finestra mobile). La pensione viene calcolata pro-quota da ciascuna gestione.
  2. Ricongiunzione onerosa: trasferisci tutti i contributi in un’unica gestione pagando un onere (che può essere molto elevato). La pensione viene calcolata con le regole della gestione di destinazione.

Il CAF effettua un calcolo comparativo per verificare quale opzione conviene economicamente.

Lavoratori con contributi esteri

Se hai lavorato in paesi UE o in paesi convenzionati con l’Italia, puoi sommare i contributi esteri a quelli italiani tramite:

  • Totalizzazione internazionale (gratuita): sommi i contributi di tutti i paesi per raggiungere i 20 anni richiesti. Ogni paese paga una quota di pensione proporzionale ai contributi versati.
  • Cumulo comunitario: per i soli paesi UE, puoi cumulare i periodi per il raggiungimento del requisito contributivo minimo.

Attenzione: le pratiche internazionali richiedono tempi molto lunghi (anche 12-18 mesi). È fondamentale avviarle con largo anticipo.

Errori Comuni da Evitare

Quando si presenta la domanda di pensione di vecchiaia, molti lavoratori commettono errori che causano ritardi, respingimenti o perdite economiche. Ecco gli errori più frequenti e come evitarli:

1. Non verificare l’estratto contributivo prima di presentare domanda

Molti lavoratori presentano domanda senza aver mai controllato il proprio estratto contributivo. Risultato: scoprono solo dopo che mancano periodi, ci sono buchi contributivi o errori nei dati.

Come evitarlo: scarica l’estratto contributivo dal sito INPS almeno 6 mesi prima della data prevista di pensionamento. Se noti errori, chiedi subito la rettifica tramite CAF o INPS.

2. Presentare domanda troppo tardi

Alcuni lavoratori aspettano di aver già compiuto 67 anni o addirittura di aver già cessato il lavoro prima di presentare domanda. Questo causa un ritardo nel pagamento della prima mensilità.

Come evitarlo: presenta la domanda almeno 2-3 mesi prima della data di maturazione dei requisiti. Così l’INPS ha il tempo di istruire la pratica e pagare la prima mensilità puntualmente.

3. Non comunicare correttamente la data di cessazione del rapporto di lavoro

Per i lavoratori dipendenti, la data di cessazione del rapporto di lavoro è fondamentale per determinare la decorrenza della pensione. Molti indicano una data errata o non la comunicano affatto.

Come evitarlo: nella domanda, indica con precisione la data di cessazione prevista. Se non sei sicuro, lascia il campo vuoto e aggiornalo successivamente tramite INPS.

4. Sbagliare l’IBAN del conto corrente

Un errore apparentemente banale ma molto comune: indicare un IBAN errato nella domanda. Risultato: la pensione non viene accreditata e bisogna fare una rettifica con ulteriori ritardi.

Come evitarlo: verifica SEMPRE l’IBAN prima di inviare la domanda. Controlla che il conto sia intestato o cointestato a te e che sia attivo.

5. Non dichiarare i redditi da lavoro dopo la pensione

Se continui a lavorare dopo la pensione (come autonomo o con contratti occasionali), devi dichiarare i redditi percepiti. Altrimenti rischi sanzioni e recuperi da parte dell’INPS.

Come evitarlo: comunica sempre all’INPS i redditi da lavoro percepiti dopo la pensione tramite la dichiarazione dei redditi 730 o il modello Redditi PF.

6. Non considerare il riscatto della laurea o di altri periodi

Molti lavoratori scoprono di essere a pochi mesi o anni dal requisito contributivo minimo (20 anni) solo quando è troppo tardi per riscattare periodi utili come la laurea o altri periodi non coperti.

Come evitarlo: verifica la tua posizione contributiva con anticipo e valuta il riscatto se ti mancano contributi. Il CAF può effettuare un calcolo preventivo del costo.

7. Ignorare i contributi versati all’estero

Se hai lavorato all’estero, spesso i contributi versati in altri paesi NON vengono automaticamente considerati dall’INPS. Devi presentare esplicita domanda di totalizzazione internazionale.

Come evitarlo: se hai lavorato in paesi UE o convenzionati, avvia la procedura di totalizzazione almeno 12-18 mesi prima della pensione.

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    I contributi volontari INPS rappresentano uno strumento fondamentale per chi ha interrotto l’attività lavorativa ma vuole continuare a versare contributi previdenziali per raggiungere il diritto alla pensione. Nel 2026, con le nuove disposizioni normative e gli aggiornamenti dei massimali contributivi, è essenziale conoscere requisiti, costi e procedure per non perdere anni di contribuzione utile.

    La prosecuzione volontaria consente a lavoratori dipendenti cessati, artigiani e commercianti sospesi, collaboratori coordinati e continuativi di mantenere la continuità contributiva anche durante periodi di inattività lavorativa. Secondo le circolari INPS n. 18/2026 e la normativa vigente (Legge 1338/1962 e successive modifiche), versare contributi volontari può fare la differenza tra raggiungere i requisiti pensionistici o dover attendere ulteriori anni.

    In questa guida approfondita analizzeremo tutti gli aspetti dei contributi volontari INPS 2026: dai requisiti di accesso al calcolo dei costi contributivi, dalla procedura di domanda online alle scadenze di versamento, fino alla deducibilità fiscale e alle differenze con il riscatto dei periodi non coperti.

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    Indice dei contenuti

    1. Cosa Sono i Contributi Volontari INPS
    2. Chi Può Versare Contributi Volontari: Requisiti 2026
    3. Come Presentare Domanda di Autorizzazione
    4. Quanto Costano i Contributi Volontari 2026
    5. Contributi Volontari Gestione Separata INPS
    6. Quando Conviene Versare Contributi Volontari
    7. Scadenze 2026: Domanda e Versamenti
    8. Deducibilità Fiscale dei Contributi Volontari
    9. Differenza tra Prosecuzione Volontaria e Riscatto
    10. Casi Pratici ed Esempi di Calcolo

    Cosa Sono i Contributi Volontari INPS

    I contributi volontari INPS sono versamenti previdenziali facoltativi che consentono a chi ha cessato o interrotto l’attività lavorativa di continuare a maturare anzianità contributiva utile per il diritto e il calcolo della pensione.

    A differenza dei contributi obbligatori (che vengono versati automaticamente durante il rapporto di lavoro), i contributi volontari richiedono una domanda di autorizzazione preventiva all’INPS e il versamento diretto da parte dell’interessato.

    Base Normativa

    L’istituto della prosecuzione volontaria è disciplinato da:

    • Legge 1338/1962 – Istituzione dei contributi volontari per i lavoratori dipendenti
    • Legge 233/1990 – Estensione ai lavoratori autonomi (artigiani, commercianti)
    • Decreto Legislativo 184/1997 – Armonizzazione gestioni previdenziali
    • Circolare INPS n. 18 del 14 febbraio 2026 – Aggiornamento massimali e minimali contributivi 2026

    Scopo della Contribuzione Volontaria

    Versare contributi volontari serve a:

    • Raggiungere i requisiti contributivi minimi per la pensione di vecchiaia (20 anni) o anticipata (42 anni e 10 mesi uomini, 41 anni e 10 mesi donne)
    • Coprire periodi di inattività lavorativa dovuti a disoccupazione, maternità, aspettativa, cessazione attività
    • Incrementare l’importo della pensione futura (ogni anno di contributi aumenta il montante pensionistico)
    • Evitare la perdita del diritto alla prosecuzione volontaria (che decade se non esercitato entro termini precisi)

    Differenza con Contributi Obbligatori

    Ecco le principali differenze:

    AspettoContributi ObbligatoriContributi Volontari
    VersamentoAutomatico (datore/INPS)Manuale (interessato)
    AutorizzazioneNon necessariaDomanda preventiva INPS
    Copertura assicurativaCompleta (malattia, infortuni, disoccupazione)Solo pensionistica
    CostoRipartito datore/lavoratoreTotalmente a carico dell’interessato
    Aliquota33% (dipendenti)33% (dipendenti), 24% (autonomi)

    IMPORTANTE: I contributi volontari NON danno diritto alle prestazioni temporanee come indennità di malattia, maternità, disoccupazione NASpI, assegni familiari. Servono esclusivamente per maturare il diritto alla pensione.

    Chi Può Versare Contributi Volontari: Requisiti 2026

    Non tutti possono accedere alla prosecuzione volontaria. L’INPS richiede il possesso di requisiti contributivi minimi che variano in base alla gestione previdenziale di appartenenza.

    Requisiti Generali

    Per ottenere l’autorizzazione ai contributi volontari è necessario soddisfare almeno uno dei seguenti requisiti:

    1. Almeno 3 anni di contributi (156 settimane) negli ultimi 5 anni prima della domanda
    2. Almeno 5 anni di contributi (260 settimane) in tutta la vita lavorativa, anche non consecutivi

    ATTENZIONE: I contributi figurativi (es. servizio militare, maternità, disoccupazione NASpI) NON contano ai fini del requisito minimo. Sono validi solo i contributi effettivi (obbligatori o già volontari).

    Chi Può Presentare Domanda

    Possono richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari:

    • Lavoratori dipendenti cessati (licenziamento, dimissioni, fine contratto a termine)
    • Artigiani e commercianti che hanno cessato o sospeso l’attività
    • Coltivatori diretti, coloni e mezzadri che non esercitano più l’attività agricola
    • Lavoratori parasubordinati (co.co.co, contratti a progetto) cessati iscritti alla Gestione Separata
    • Professionisti senza cassa iscritti alla Gestione Separata che hanno interrotto l’attività
    • Ex iscritti alla Gestione ex ENPALS (lavoratori dello spettacolo)

    Chi NON Può Versare Contributi Volontari

    Sono esclusi dalla prosecuzione volontaria:

    • Lavoratori attivi con rapporto di lavoro dipendente o autonomo in corso
    • Pensionati che hanno già maturato il diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata
    • Titolari di pensione di invalidità (incompatibile con contribuzione volontaria)
    • Professionisti con cassa privata (avvocati, commercialisti, ingegneri, ecc.) che devono rivolgersi alla propria cassa
    • Chi non raggiunge il requisito contributivo minimo (meno di 3 anni negli ultimi 5 o meno di 5 anni in carriera)

    Gestioni Previdenziali Ammesse

    I contributi volontari possono essere versati nelle seguenti gestioni INPS:

    GestioneRequisito MinimoAliquota 2026
    AGO Dipendenti3 anni ultimi 5 o 5 in carriera33%
    Artigiani3 anni ultimi 5 o 5 in carriera24%
    Commercianti3 anni ultimi 5 o 5 in carriera24%
    Gestione Separata3 anni ultimi 5 o 5 in carriera33%
    Coltivatori Diretti3 anni ultimi 5 o 5 in carriera24%
    Ex ENPALS3 anni ultimi 5 o 5 in carriera33%

    Caso particolare – Lavoratori con più gestioni: Se hai lavorato in diverse gestioni (es. prima dipendente, poi autonomo), puoi sommare i contributi per raggiungere il requisito minimo, ma i contributi volontari vanno versati nella gestione dell’ultima attività lavorativa.

    Come Presentare Domanda di Autorizzazione

    La domanda di autorizzazione ai contributi volontari deve essere presentata prima di iniziare a versare. Versamenti effettuati senza autorizzazione preventiva NON sono validi e non verranno rimborsati.

    Procedura Online INPS

    Dal 1° ottobre 2021, la domanda va presentata esclusivamente online tramite il sito INPS. Ecco i passaggi:

    1. Accedi al sito INPS con SPID, CIE o CNS
    2. Vai su “Prestazioni e Servizi” → “Tutti i servizi”
    3. Cerca “Contribuzione volontaria” o “Domanda di autorizzazione contributi volontari”
    4. Compila il modulo online inserendo:
      • Dati anagrafici e codice fiscale
      • Gestione previdenziale di riferimento (dipendenti/autonomi/separata)
      • Data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro
      • Dichiarazione di possesso dei requisiti contributivi
    5. Allega documenti (se richiesti):
      • Estratto conto contributivo (visura INPS)
      • Lettera di licenziamento o dimissioni
      • Certificazione cessazione attività (per autonomi)
    6. Invia la domanda e salva il protocollo

    Tempi di Risposta INPS

    L’INPS ha 60 giorni dalla presentazione della domanda per comunicare l’esito. La risposta può essere:

    • Autorizzazione accolta – Ricevi una PEC o notifica nell’area riservata con l’autorizzazione e i bollettini F24 precompilati
    • Richiesta integrazioni – L’INPS chiede documenti o chiarimenti aggiuntivi (hai 30 giorni per rispondere)
    • Rigetto – La domanda viene respinta per mancanza dei requisiti (puoi presentare ricorso entro 90 giorni)

    IMPORTANTE: Se l’INPS non risponde entro 60 giorni, si applica il silenzio-assenso: la domanda si considera automaticamente accolta. Tuttavia, è consigliabile sollecitare l’INPS per ottenere l’autorizzazione formale.

    Rinnovo Annuale

    L’autorizzazione ai contributi volontari ha validità annuale e deve essere rinnovata ogni anno se si intende continuare a versare. Il rinnovo va richiesto:

    • Entro il 31 marzo dell’anno successivo all’autorizzazione
    • Con la stessa procedura online (modulo semplificato)
    • L’INPS aggiorna automaticamente i massimali contributivi e invia i nuovi bollettini F24

    Decadenza dell’autorizzazione: Se non rinnovi entro i termini o non versi contributi per 2 anni consecutivi, l’autorizzazione decade e devi ripresentare domanda ex novo (con verifica nuova dei requisiti).

    Cosa Fare in Caso di Rigetto

    Se l’INPS respinge la domanda:

    1. Verifica i motivi del rigetto (solitamente: requisito contributivo insufficiente, documentazione mancante, incompatibilità)
    2. Presenta ricorso amministrativo al Comitato Provinciale INPS entro 90 giorni dalla notifica
    3. In alternativa, ricorso giudiziario al Tribunale del Lavoro entro 3 anni
    4. Valuta soluzioni alternative: riscatto periodi non coperti, ricongiunzione contributi, totalizzazione

    Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella verifica dei requisiti, nella compilazione della domanda e nell’eventuale ricorso amministrativo.

    Quanto Costano i Contributi Volontari 2026

    Il costo dei contributi volontari dipende da tre fattori: la retribuzione di riferimento, l’aliquota contributiva della gestione di appartenenza e il periodo di copertura (settimanale, mensile, trimestrale o annuale).

    Calcolo della Base Imponibile

    La retribuzione di riferimento su cui calcolare i contributi è:

    • Per dipendenti: Media delle ultime 52 settimane di retribuzione percepita prima della cessazione (comprensiva di 13a, 14a, straordinari)
    • Per artigiani/commercianti: Reddito d’impresa dichiarato nell’ultima dichiarazione dei redditi prima della cessazione
    • Per Gestione Separata: Reddito da collaborazione coordinata continuativa o da attività autonoma occasionale dell’ultimo anno

    Massimali e Minimali 2026

    Secondo la Circolare INPS n. 18/2026, i massimali contributivi per il 2026 sono:

    GestioneMinimale AnnuoMassimale AnnuoAliquota
    Dipendenti18.415 euro119.650 euro33%
    Artigiani17.504 euroNessun massimale24%
    Commercianti17.504 euroNessun massimale24%
    Gestione Separata18.415 euro119.650 euro33%
    Coltivatori Diretti17.504 euroNessun massimale24%

    NOTA: Se la tua retribuzione media era inferiore al minimale, devi comunque versare i contributi sul minimale. Se era superiore al massimale, puoi versare solo fino al massimale.

    Aliquote Contributive 2026

    Le aliquote variano per gestione:

    • 33% per dipendenti, Gestione Separata, ex ENPALS
    • 24% per artigiani, commercianti, coltivatori diretti

    IMPORTANTE: L’aliquota del 33% per i dipendenti è la stessa dei contributi obbligatori (che in quel caso venivano ripartiti tra datore di lavoro 23,81% e lavoratore 9,19%). Con i contributi volontari, il 100% è a carico dell’interessato.

    Esempi di Calcolo

    Esempio 1 – Ex dipendente

    • Retribuzione media ultime 52 settimane: 30.000 euro annui
    • Aliquota: 33%
    • Contributo annuo: 30.000 × 33% = 9.900 euro
    • Contributo trimestrale: 9.900 / 4 = 2.475 euro
    • Contributo mensile: 9.900 / 12 = 825 euro

    Esempio 2 – Ex artigiano

    • Reddito d’impresa dichiarato: 25.000 euro annui
    • Aliquota: 24%
    • Contributo annuo: 25.000 × 24% = 6.000 euro
    • Contributo trimestrale: 6.000 / 4 = 1.500 euro

    Esempio 3 – Gestione Separata (minimale)

    • Reddito ultimo anno: 12.000 euro (inferiore al minimale)
    • Base imponibile: 18.415 euro (minimale obbligatorio)
    • Aliquota: 33%
    • Contributo annuo: 18.415 × 33% = 6.077 euro
    • Contributo trimestrale: 6.077 / 4 = 1.519 euro

    Modalità di Versamento

    Puoi scegliere di versare i contributi volontari:

    • Trimestralmente (opzione più comune) – 4 rate annuali
    • Mensilmente – 12 rate annuali (maggiore flessibilità)
    • Annualmente – Unica soluzione (sconto non previsto)

    L’INPS invierà i bollettini F24 precompilati con gli importi e le scadenze. È possibile modificare la periodicità di versamento comunicandolo all’INPS.

    Contributi Volontari Gestione Separata INPS

    La Gestione Separata INPS (istituita con Legge 335/1995) raccoglie i contributi di lavoratori parasubordinati e professionisti senza cassa privata. Anche per questa gestione è possibile versare contributi volontari.

    Chi Rientra nella Gestione Separata

    Sono iscritti alla Gestione Separata:

    • Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co)
    • Collaboratori a progetto (co.co.pro, ora abrogati ma ancora con posizioni attive)
    • Professionisti senza cassa (es. consulenti marketing, web designer, traduttori, formatori)
    • Amministratori, sindaci e revisori di società
    • Venditori porta a porta e altre figure autonome occasionali

    Aliquota e Calcolo

    Per la Gestione Separata:

    • Aliquota contributiva: 33% (come i dipendenti)
    • Base imponibile: Reddito da collaborazione o attività autonoma dell’ultimo anno
    • Minimale 2026: 18.415 euro
    • Massimale 2026: 119.650 euro

    Esempio Pratico

    Caso: Ex collaboratore a progetto cessato

    • Compensi percepiti nell’ultimo anno: 22.000 euro
    • Aliquota: 33%
    • Contributo volontario annuo: 22.000 × 33% = 7.260 euro
    • Versamento trimestrale: 7.260 / 4 = 1.815 euro a trimestre

    Differenze con Altre Gestioni

    Rispetto ai lavoratori dipendenti, la Gestione Separata presenta alcune peculiarità:

    AspettoDipendenti AGOGestione Separata
    Aliquota33%33%
    Minimale18.415 euro18.415 euro
    Massimale119.650 euro119.650 euro
    Settimane utiliMinimo 1 settimanaAccredito annuale (non a settimane)
    Copertura malattiaNo (volontari)No (volontari)

    IMPORTANTE: Nella Gestione Separata, i contributi non vengono accreditati a settimane come per i dipendenti, ma in mesi/anni di contribuzione. Questo influisce sul calcolo finale della pensione (sistema contributivo puro).

    Quando Conviene per Gestione Separata

    Versare contributi volontari nella Gestione Separata conviene se:

    • Sei vicino al requisito contributivo minimo (es. ti mancano 2-3 anni per i 20 anni necessari)
    • Prevedi di riprendere un’attività autonoma a breve (i contributi volontari coprono il periodo di sospensione)
    • Hai redditi bassi e vuoi evitare di perdere anni di contribuzione (costo contenuto sul minimale)

    Non conviene se hai prospettive di lavoro dipendente futuro: meglio attendere e versare contributi obbligatori (che hanno copertura assicurativa completa).

    Quando Conviene Versare Contributi Volontari

    La decisione di versare contributi volontari deve essere valutata attentamente considerando costi, benefici pensionistici e alternative disponibili.

    Analisi Costi-Benefici

    I contributi volontari convengono quando:

    1. Sei vicino alla pensione – Ti mancano pochi anni (1-5) per raggiungere i requisiti minimi di contribuzione
    2. Hai un’anzianità elevata – Hai già 15-18 anni di contributi e vuoi arrivare ai 20 necessari per la pensione di vecchiaia
    3. Il costo è sostenibile – L’importo annuale (calcolato sul minimale o sulla tua retribuzione media) è compatibile con le tue disponibilità economiche
    4. L’incremento pensionistico giustifica la spesa – Ogni anno di contributi aumenta la pensione futura (sistema contributivo: circa 2-3% del montante per ogni anno)
    5. Vuoi dedurre fiscalmente – I contributi volontari sono interamente deducibili dal reddito (risparmio IRPEF del 23-43%)

    I contributi volontari NON convengono quando:

    • Sei molto lontano dalla pensione – Ti mancano 10-15 anni o più (meglio valutare riscatto o totalizzazione)
    • Hai contributi in più gestioni – Potresti utilizzare la totalizzazione gratuita invece di versare volontari
    • Hai un reddito molto basso – Il costo annuale (anche sul minimale) è eccessivo rispetto alle tue disponibilità
    • Prevedi di riprendere presto l’attività lavorativa – Meglio attendere e versare contributi obbligatori

    Simulazione Pensionistica

    Esempio comparativo:

    Scenario A – Senza contributi volontari

    • Anzianità contributiva: 18 anni
    • Età: 65 anni
    • Pensione mensile stimata: NON SPETTANTE (mancano 2 anni al requisito minimo di 20)
    • Devi attendere fino a maturare altri 2 anni tramite riscatto o totalizzazione

    Scenario B – Con 2 anni di contributi volontari

    • Anzianità contributiva: 20 anni (18 + 2 volontari)
    • Età: 67 anni (età pensionabile 2026)
    • Costo contributi volontari: 6.000 euro/anno × 2 = 12.000 euro
    • Deduzione fiscale (aliquota IRPEF 38%): 12.000 × 38% = 4.560 euro risparmiati
    • Costo netto effettivo: 7.440 euro
    • Pensione mensile stimata: 850 euro (esempio con montante contributivo medio)
    • Recupero investimento: 7.440 / 850 = 9 mesi di pensione

    Conclusione: In questo caso, versare 2 anni di contributi volontari conviene ampiamente perché consente di ottenere la pensione e recuperare l’investimento in meno di 1 anno.

    Alternative ai Contributi Volontari

    Prima di scegliere i contributi volontari, valuta queste alternative:

    StrumentoCostoVantaggiSvantaggi
    Riscatto laureaCirca 25.000-50.000 euro (4-6 anni)Copre periodi universitari non lavoratiCosto elevato, non sempre conveniente
    TotalizzazioneGratuitaSomma contributi versati in gestioni diversePenalizzazione del 25% sull’importo pensione
    RicongiunzioneA pagamento (onerosa)Unifica tutti i contributi in un’unica gestioneCosto molto elevato (decine di migliaia di euro)
    Cumulo gratuitoGratuito (Legge 228/2012)Somma contributi senza penalizzazioniDisponibile solo per alcune gestioni

    Consiglio pratico: Prima di versare contributi volontari, richiedi all’INPS (o tramite CAF) una simulazione pensionistica completa confrontando tutte le opzioni disponibili. Così potrai scegliere la soluzione più conveniente.

    Scadenze 2026: Domanda e Versamenti

    Rispettare le scadenze dei versamenti è fondamentale: contributi versati in ritardo potrebbero non essere accreditati o richiedere una nuova autorizzazione.

    Scadenza Domanda di Autorizzazione

    La domanda di autorizzazione ai contributi volontari può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno, ma è consigliabile farlo:

    • Entro 90 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro (per non perdere la continuità contributiva)
    • Entro il 31 marzo se si vuole versare per l’anno in corso a partire da gennaio

    IMPORTANTE: I contributi volontari possono essere versati retroattivamente per massimo 24 mesi dalla data di autorizzazione, ma solo se si era già cessata l’attività lavorativa in quel periodo.

    Scadenze Versamenti Trimestrali 2026

    Se scegli la modalità di versamento trimestrale, le scadenze 2026 sono:

    TrimestrePeriodo CopertoScadenza Versamento
    I trimestreGennaio – Marzo 202631 maggio 2026
    II trimestreAprile – Giugno 202631 agosto 2026
    III trimestreLuglio – Settembre 202630 novembre 2026
    IV trimestreOttobre – Dicembre 202628 febbraio 2027

    ATTENZIONE: Le scadenze sono fisse e perentorie. Versamenti effettuati oltre i termini potrebbero non essere accreditati. In caso di ritardo, contatta immediatamente l’INPS per regolarizzare.

    Scadenze Versamenti Mensili 2026

    Se opti per il versamento mensile, i contributi vanno versati entro il giorno 16 del secondo mese successivo al mese di riferimento. Esempi:

    • Contributi gennaio 2026 → scadenza 16 marzo 2026
    • Contributi febbraio 2026 → scadenza 16 aprile 2026
    • Contributi marzo 2026 → scadenza 16 maggio 2026

    Modalità di Pagamento F24

    I contributi volontari si versano tramite modello F24 con i seguenti codici tributo:

    GestioneCodice TributoDescrizione
    Dipendenti (AGO)CVSMContributi volontari
    ArtigianiCVARContributi volontari artigiani
    CommerciantiCVCOContributi volontari commercianti
    Gestione SeparataCVGSContributi volontari parasubordinati

    Il versamento può essere effettuato:

    • Online tramite home banking (F24 web)
    • Allo sportello bancario o postale (F24 cartaceo)
    • Tramite intermediario (commercialista, CAF)

    L’INPS invia i bollettini F24 precompilati con tutti i dati già inseriti. È sufficiente pagare entro la scadenza indicata.

    Cosa Succede in Caso di Ritardo

    Se non versi i contributi entro le scadenze:

    • Versamenti fino a 90 giorni di ritardo: puoi regolarizzare tramite ravvedimento operoso con sanzione ridotta (1,5-3,75%)
    • Oltre 90 giorni: l’INPS potrebbe non accreditare quei contributi o richiedere una nuova autorizzazione
    • Mancato versamento per 2 anni consecutivi: l’autorizzazione decade e devi ripresentare domanda ex novo

    Deducibilità Fiscale dei Contributi Volontari

    Uno dei principali vantaggi dei contributi volontari INPS è la loro piena deducibilità fiscale dal reddito complessivo, che si traduce in un significativo risparmio IRPEF.

    Normativa Fiscale

    L’articolo 10, comma 1, lettera e) del TUIR (DPR 917/1986) prevede che i contributi previdenziali e assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge sono integralmente deducibili dal reddito complessivo.

    I contributi volontari rientrano in questa categoria e possono essere dedotti:

    • Senza limiti di importo (a differenza della previdenza complementare che ha limite di 5.164,57 euro)
    • Nell’anno di effettivo versamento (principio di cassa)
    • Anche se versati in unica soluzione per più anni arretrati

    Calcolo del Risparmio Fiscale

    Il risparmio IRPEF dipende dalla tua aliquota marginale (scaglione di reddito più alto).

    Scaglioni IRPEF 2026:

    Reddito ImponibileAliquota IRPEF
    Fino a 28.000 euro23%
    Da 28.001 a 50.000 euro35%
    Oltre 50.000 euro43%

    Esempio 1 – Reddito 35.000 euro (aliquota marginale 35%)

    • Contributi volontari versati: 6.000 euro
    • Deduzione fiscale: 6.000 euro
    • Risparmio IRPEF: 6.000 × 35% = 2.100 euro
    • Costo netto effettivo: 6.000 – 2.100 = 3.900 euro

    Esempio 2 – Reddito 60.000 euro (aliquota marginale 43%)

    • Contributi volontari versati: 9.900 euro
    • Deduzione fiscale: 9.900 euro
    • Risparmio IRPEF: 9.900 × 43% = 4.257 euro
    • Costo netto effettivo: 9.900 – 4.257 = 5.643 euro

    Compilazione 730 e Modello Redditi

    Per beneficiare della deduzione, devi indicare i contributi volontari nella tua dichiarazione dei redditi:

    Nel Modello 730:

    • Sezione I del Quadro E (Oneri e spese)
    • Rigo E27 – Contributi previdenziali e assistenziali
    • Codice 1 – Contributi obbligatori e volontari
    • Importo: somma di tutti i contributi volontari versati nell’anno

    Nel Modello Redditi PF (ex Unico):

    • Quadro RP (Oneri e spese)
    • Sezione I – Rigo RP21 (Contributi previdenziali)
    • Colonna 1: importo contributi volontari versati

    Documentazione necessaria:

    • Ricevute F24 dei versamenti effettuati
    • Bollettini INPS precompilati (conservare per eventuali controlli)
    • Autorizzazione INPS alla prosecuzione volontaria

    Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione della dichiarazione dei redditi e nel calcolo del risparmio fiscale effettivo derivante dai contributi volontari.

    Differenza tra Prosecuzione Volontaria e Riscatto

    Spesso si confondono contributi volontari e riscatto di periodi non coperti. Si tratta di due istituti previdenziali diversi, con costi e finalità differenti.

    Contribuzione Volontaria

    Cos’è: Proseguire volontariamente il versamento di contributi dopo la cessazione dell’attività lavorativa.

    Quando si usa:

    • Hai smesso di lavorare ma vuoi continuare a maturare contributi
    • Vuoi coprire periodi futuri di inattività (es. disoccupazione prolungata, aspettativa non retribuita)

    Costo: Calcolato su retribuzione/reddito di riferimento con aliquota 33% (dipendenti) o 24% (autonomi). Circa 6.000-10.000 euro/anno per redditi medi.

    Vantaggi:

    • Costo relativamente contenuto
    • Deducibilità fiscale integrale
    • Versamento rateizzabile (trimestrale/mensile)

    Svantaggi:

    • Richiede autorizzazione preventiva INPS
    • Copre solo periodi successivi all’autorizzazione (max 24 mesi retroattivi)
    • Non copre prestazioni temporanee (malattia, maternità)

    Riscatto Periodi Non Coperti

    Cos’è: Acquistare retroattivamente la copertura contributiva di periodi passati non lavorati (es. laurea, aspettative, interruzioni).

    Quando si usa:

    • Vuoi coprire anni di università (riscatto laurea)
    • Hai avuto interruzioni lavorative nel passato non coperte da contributi
    • Vuoi anticipare la pensione recuperando anni mancanti

    Costo: Molto più elevato dei contributi volontari. Il riscatto laurea può costare:

    • Sistema retributivo: fino a 60.000-80.000 euro per 5 anni (calcolato sulla retribuzione attuale)
    • Sistema contributivo: circa 25.000-35.000 euro per 5 anni (calcolato sul minimale)
    • Riscatto agevolato under 45: circa 5.000 euro/anno (massimo 5 anni)

    Vantaggi:

    • Copre periodi passati anche lontani nel tempo
    • Non richiede requisiti contributivi minimi
    • Può essere rateizzato fino a 120 rate mensili

    Svantaggi:

    • Costo molto elevato
    • Convenienza economica dubbia (si recupera l’investimento dopo molti anni di pensione)
    • Deducibilità fiscale solo in caso di rateizzazione

    Confronto Diretto

    AspettoContributi VolontariRiscatto Laurea
    Periodi copertiFuturo (da autorizzazione in poi)Passato (anni universitari)
    Costo 1 anno6.000-10.000 euro5.000-15.000 euro
    Requisiti3 anni ultimi 5 o 5 in carrieraNessuno
    AutorizzazioneNecessariaNon necessaria
    DeducibilitàIntegraleSolo se rateizzato
    PagamentoTrimestrale/mensileUnica soluzione o 120 rate
    ConvenienzaAlta (se vicino a pensione)Media-bassa (lungo recupero)

    Quale Scegliere

    Scegli i contributi volontari se:

    • Hai cessato l’attività lavorativa e vuoi coprire i prossimi anni
    • Hai già una buona anzianità contributiva (15+ anni)
    • Il costo annuale è sostenibile per te

    Scegli il riscatto se:

    • Hai una laurea e vuoi coprire quegli anni
    • Ti mancano pochi anni al requisito pensionistico e preferisci un’unica operazione
    • Hai disponibilità economica elevata (o accesso a prestito agevolato)

    Combina entrambi se: Hai una laurea da riscattare E periodi futuri da coprire. In questo caso puoi riscattare la laurea (passato) e versare contributi volontari (futuro).

    Casi Pratici ed Esempi di Calcolo

    Vediamo alcuni esempi concreti di situazioni reali e come calcolare il costo dei contributi volontari.

    Caso 1 – Ex Dipendente 50enne Vicino alla Pensione

    Profilo:

    • Età: 50 anni
    • Anzianità contributiva: 27 anni
    • Retribuzione media ultime 52 settimane: 35.000 euro/anno
    • Situazione: Licenziato per ristrutturazione aziendale, in cerca di nuova occupazione
    • Obiettivo: Raggiungere 42 anni e 10 mesi per pensione anticipata a 62 anni

    Calcolo contributi volontari:

    • Anni mancanti: 15 anni e 10 mesi (da 27 a 42,10)
    • Costo annuo: 35.000 × 33% = 11.550 euro
    • Costo totale 15 anni: 11.550 × 15 = 173.250 euro
    • Deduzione fiscale (aliquota 35%): 173.250 × 35% = 60.638 euro risparmiati
    • Costo netto effettivo: 112.612 euro

    Convenienza: Dipende dalla prospettiva di trovare nuovo lavoro. Se non riesce a ricollocarsi, versare contributi volontari per 5-7 anni può avere senso per avvicinarsi ai requisiti. Oltre, meglio valutare totalizzazione o attendere la pensione di vecchiaia a 67 anni.

    Caso 2 – Ex Artigiano con Attività Sospesa

    Profilo:

    • Età: 58 anni
    • Anzianità contributiva: 19 anni
    • Reddito medio d’impresa: 22.000 euro/anno
    • Situazione: Ha chiuso l’attività artigianale, vive con pensione coniuge
    • Obiettivo: Raggiungere 20 anni per pensione di vecchiaia a 67 anni

    Calcolo contributi volontari:

    • Anni mancanti: 1 anno (da 19 a 20)
    • Aliquota artigiani: 24%
    • Costo annuo: 22.000 × 24% = 5.280 euro
    • Deduzione fiscale (aliquota 23%): 5.280 × 23% = 1.214 euro risparmiati
    • Costo netto effettivo: 4.066 euro

    Convenienza: Altissima. Con soli 4.066 euro netti riesce a maturare il diritto alla pensione di vecchiaia a 67 anni. Senza contributi volontari, perderebbe completamente i 19 anni già versati.

    Caso 3 – Ex Collaboratrice Gestione Separata

    Profilo:

    • Età: 45 anni
    • Anzianità contributiva Gestione Separata: 6 anni
    • Ultimo compenso co.co.co: 15.000 euro/anno (sotto minimale)
    • Situazione: Contratto a progetto cessato, attualmente disoccupata
    • Obiettivo: Mantenere la continuità contributiva in attesa di nuovo lavoro

    Calcolo contributi volontari:

    • Base imponibile: 18.415 euro (minimale 2026, perché 15.000 è sotto soglia)
    • Aliquota Gestione Separata: 33%
    • Costo annuo: 18.415 × 33% = 6.077 euro
    • Deduzione fiscale (aliquota 23%): 6.077 × 23% = 1.398 euro risparmiati
    • Costo netto effettivo: 4.679 euro

    Convenienza: Bassa. A 45 anni, con solo 6 anni di contributi e prospettive lavorative incerte, è meglio attendere una nuova occupazione. Versare contributi volontari per 14 anni (fino ai 20 necessari) costerebbe circa 65.000 euro netti. Meglio valutare totalizzazione futura o ricerca attiva lavoro.

    Tabella Riassuntiva Costi Annui per Reddito

    Ecco quanto costano i contributi volontari a seconda del reddito di riferimento:

    Reddito AnnuoDipendenti (33%)Artigiani/Commercianti (24%)
    Minimale (18.415 euro)6.077 euro4.420 euro
    20.000 euro6.600 euro4.800 euro
    25.000 euro8.250 euro6.000 euro
    30.000 euro9.900 euro7.200 euro
    40.000 euro13.200 euro9.600 euro
    50.000 euro16.500 euro12.000 euro
    Massimale (119.650 euro)39.485 euroNessun massimale

    IMPORTANTE: Questi sono i costi lordi. Sottraendo il risparmio fiscale (23-43% a seconda dell’aliquota IRPEF), il costo netto effettivo si riduce significativamente.

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    Domande Frequenti sui Contributi Volontari INPS

    Chi può versare i contributi volontari INPS?

    Possono versare contributi volontari i lavoratori dipendenti cessati, artigiani e commercianti che hanno sospeso l’attivita, collaboratori della Gestione Separata, coltivatori diretti. E necessario avere almeno 3 anni di contributi negli ultimi 5 anni oppure 5 anni di contributi in tutta la carriera lavorativa. Serve una domanda di autorizzazione preventiva all’INPS.

    Quanto costano i contributi volontari nel 2026?

    Il costo dipende dalla retribuzione media e dalla gestione. Per i dipendenti l’aliquota e del 33 percento, per artigiani e commercianti del 24 percento. Su una retribuzione di 30.000 euro annui, un ex dipendente paga circa 9.900 euro all’anno. Il minimale 2026 e di 18.415 euro per dipendenti e Gestione Separata.

    I contributi volontari sono deducibili dalle tasse?

    Si, i contributi volontari sono interamente deducibili dal reddito complessivo senza limiti di importo. Il risparmio fiscale dipende dall’aliquota IRPEF marginale: 23 percento, 35 percento o 43 percento. Ad esempio, con 6.000 euro di contributi e aliquota 35 percento si risparmiano 2.100 euro di IRPEF.

    Qual e la differenza tra contributi volontari e riscatto laurea?

    I contributi volontari coprono periodi futuri dall’autorizzazione in poi, mentre il riscatto laurea copre gli anni universitari passati. I contributi volontari costano meno, circa 6.000-10.000 euro all’anno, e sono sempre deducibili. Il riscatto laurea costa molto di piu, fino a 60.000 euro per 5 anni nel sistema retributivo, ed e deducibile solo se rateizzato.

    Posso versare contributi volontari se sto lavorando?

    No, i contributi volontari possono essere versati solo se si e cessata l’attivita lavorativa. Se sei ancora dipendente o autonomo attivo non puoi accedere alla prosecuzione volontaria. I contributi volontari servono a coprire periodi di inattivita lavorativa, non a integrare contributi obbligatori gia versati.


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      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-13 09:55:082026-05-31 14:02:47Contributi Volontari INPS 2026: Guida Completa, Costi e Requisiti
      CAF

      Requisiti pensione: come si applicano gli aumenti 2027-2028 e i lavori esentati

      Pensione 2026 INPS

      Dal 2027 tornano gli aumenti dei requisiti pensionistici legati all’adeguamento alla speranza di vita. Dopo anni di blocco, la Legge di Bilancio 2026 ha stabilito un incremento graduale: +1 mese dal 1 gennaio 2027 e +3 mesi complessivi dal 1 gennaio 2028. Tuttavia, non tutti i lavoratori sono interessati da questi aumenti: chi svolge lavori gravosi o usuranti rimane escluso dall’adeguamento. In questa guida completa analizziamo nel dettaglio i nuovi requisiti, le categorie esentate, le scadenze per le domande e le procedure INPS da seguire.

      Indice dei contenuti

      1. Come funziona l’adeguamento alla speranza di vita
      2. I nuovi requisiti dal 1 gennaio 2027
      3. I nuovi requisiti dal 1 gennaio 2028
      4. Tabella riepilogativa requisiti 2026-2028
      5. Lavori gravosi: le 15 categorie esentate
      6. Lavori usuranti: requisiti e quota 97,6
      7. Quota 41 per lavoratori precoci
      8. Pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi
      9. Scadenze per le domande: 1 maggio 2026
      10. Procedura INPS e documentazione
      11. Esempi pratici di calcolo
      12. Come il CAF Centro Fiscale puo aiutarti

      Come funziona l’adeguamento alla speranza di vita

      L’adeguamento alla speranza di vita e un meccanismo introdotto dalla riforma Fornero (Legge n. 214/2011) che collega automaticamente i requisiti anagrafici e contributivi per la pensione all’evoluzione della speranza di vita certificata dall’ISTAT. In sostanza, se la popolazione italiana vive mediamente piu a lungo, anche l’eta per andare in pensione si alza proporzionalmente.

      Il meccanismo prevede una revisione biennale dei requisiti, basata sui dati demografici piu recenti. Fino al 2026, questo adeguamento era stato sostanzialmente bloccato o applicato in misura ridotta per effetto di vari interventi legislativi. Dal 2027, tuttavia, il meccanismo riparte a pieno regime.

      Il Decreto MEF del 19 dicembre 2025, emanato di concerto con il Ministero del Lavoro, ha certificato un incremento della speranza di vita pari a 3 mesi per il biennio 2027-2028. La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025, art. 1, comma 185) ha poi modulato questo incremento in due fasi:

      • +1 mese a partire dal 1 gennaio 2027
      • +2 mesi ulteriori (per un totale di +3 mesi) dal 1 gennaio 2028

      L’INPS ha recepito queste disposizioni con il Messaggio n. 558 del 17 febbraio 2026, aggiornando le procedure informatiche (sistema Unicarpe) per il calcolo dei nuovi requisiti pensionistici.

      I nuovi requisiti dal 1 gennaio 2027

      Dal 1 gennaio 2027 entrano in vigore i primi aumenti dei requisiti pensionistici. Ecco nel dettaglio cosa cambia per ciascuna tipologia di pensione:

      Pensione di vecchiaia ordinaria

      Il requisito anagrafico passa da 67 anni a 67 anni e 1 mese, mantenendo il requisito contributivo minimo di 20 anni. Questo significa che chi compie 67 anni nel corso del 2027 dovra attendere un mese aggiuntivo prima di poter accedere alla pensione di vecchiaia.

      Pensione anticipata ordinaria

      Il requisito contributivo aumenta di un mese:

      • Uomini: da 42 anni e 10 mesi a 42 anni e 11 mesi
      • Donne: da 41 anni e 10 mesi a 41 anni e 11 mesi

      Pensione anticipata contributiva

      Per chi rientra interamente nel sistema contributivo (primo contributo versato dopo il 1995), i requisiti diventano:

      • Eta: 64 anni e 1 mese (invece di 64 anni)
      • Contributi effettivi: 20 anni e 1 mese (invece di 20 anni)

      Pensione di vecchiaia contributiva

      La soglia anagrafica per chi ha solo contributi versati nel sistema contributivo passa da 71 anni a 71 anni e 1 mese, con almeno 5 anni di contributi effettivi.

      Pensione anticipata lavoratori precoci

      Per i lavoratori precoci tutelati (che hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni e rientrano in specifiche categorie di tutela), il requisito contributivo passa da 41 anni a 41 anni e 1 mese.

      I nuovi requisiti dal 1 gennaio 2028

      Dal 1 gennaio 2028 l’adeguamento raggiunge la sua misura completa di 3 mesi rispetto ai requisiti del 2026. Vediamo i nuovi parametri:

      Pensione di vecchiaia ordinaria

      Il requisito anagrafico sale a 67 anni e 3 mesi con almeno 20 anni di contributi.

      Pensione anticipata ordinaria

      • Uomini: 43 anni e 1 mese di contributi
      • Donne: 42 anni e 1 mese di contributi

      Pensione anticipata contributiva

      • Eta: 64 anni e 3 mesi
      • Contributi effettivi: 20 anni e 3 mesi

      Pensione di vecchiaia contributiva

      La soglia sale a 71 anni e 3 mesi con almeno 5 anni di contributi effettivi.

      Pensione anticipata lavoratori precoci

      Il requisito contributivo diventa 41 anni e 3 mesi.

      Tabella riepilogativa requisiti 2026-2028

      Per avere un quadro chiaro e immediato delle variazioni, ecco una tabella riepilogativa dei requisiti pensionistici anno per anno:

      Tipologia di pensione202620272028
      Vecchiaia ordinaria67 anni + 20 anni contrib.67 anni e 1 mese + 20 anni67 anni e 3 mesi + 20 anni
      Anticipata uomini42 anni e 10 mesi42 anni e 11 mesi43 anni e 1 mese
      Anticipata donne41 anni e 10 mesi41 anni e 11 mesi42 anni e 1 mese
      Anticipata contributiva64 anni + 20 anni effettivi64 anni e 1 mese + 20 anni e 1 mese64 anni e 3 mesi + 20 anni e 3 mesi
      Vecchiaia contributiva71 anni + 5 anni effettivi71 anni e 1 mese + 5 anni71 anni e 3 mesi + 5 anni
      Precoci (Quota 41)41 anni41 anni e 1 mese41 anni e 3 mesi
      Lavori gravosi/usuranti66 anni e 7 mesi + 30 anni66 anni e 7 mesi + 30 anni66 anni e 7 mesi + 30 anni

      Nota: Per i lavori gravosi e usuranti i requisiti restano invariati, essendo esclusi dall’adeguamento alla speranza di vita.

      Lavori gravosi: le 15 categorie esentate

      La Legge di Bilancio 2026 ha confermato l’esenzione dall’adeguamento alla speranza di vita per i lavoratori che svolgono attivita gravose. Questa dispensa riguarda le 15 categorie professionali originariamente individuate dalla Legge n. 205/2017 e successivamente riordinate nel DM 5 febbraio 2018.

      Attenzione: l’esenzione si applica solo ai lavoratori che hanno maturato almeno 30 anni di contribuzione e che, al momento del pensionamento, non risultano beneficiari dell’APE Sociale.

      Elenco completo delle 15 categorie di lavori gravosi

      1. Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici
      2. Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni
      3. Conciatori di pelli e di pellicce
      4. Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante
      5. Conduttori di mezzi pesanti e camion
      6. Personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro notturno
      7. Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza
      8. Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido
      9. Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati
      10. Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia
      11. Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti
      12. Operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca
      13. Pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare
      14. Lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature
      15. Marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini

      Per beneficiare dell’esenzione, il lavoratore deve aver svolto una di queste attivita per almeno 7 anni negli ultimi 10 precedenti il pensionamento, oppure per almeno 6 anni negli ultimi 7.

      Lavori usuranti: requisiti e quota 97,6

      I lavori usuranti sono disciplinati dal D.Lgs. 67/2011 e godono di un regime pensionistico ancora piu favorevole rispetto ai lavori gravosi. Questi lavoratori sono completamente esclusi dall’adeguamento alla speranza di vita dal 2019 e tale esclusione e confermata anche per il biennio 2027-2028.

      Mansioni considerate usuranti

      Rientrano nella categoria dei lavori usuranti:

      • Lavori in miniere o in sotterranei con carattere di prevalenza e continuita
      • Lavori nelle cave di materiale di pietra ornamentale
      • Lavori nelle gallerie
      • Lavori in cassoni ad aria compressa
      • Attivita dei palombari
      • Lavori ad alte temperature
      • Lavorazione del vetro cavo
      • Lavori in spazi ristretti
      • Attivita di asportazione amianto
      • Lavoro notturno (almeno 64 notti all’anno o per periodi piu lunghi)
      • Lavoro a turni (turnisti notturni)
      • Conduzione di veicoli pesanti adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo
      • Lavoro alla “linea catena” (catene di montaggio)

      Sistema delle quote

      I lavoratori usuranti accedono alla pensione anticipata attraverso il sistema delle quote, che somma eta anagrafica e anzianita contributiva:

      • Lavoratori dipendenti: Quota 97,6 (eta minima 61 anni e 7 mesi + almeno 35 anni di contributi)
      • Lavoratori autonomi: Quota 98,6 (eta minima 62 anni e 7 mesi + almeno 35 anni di contributi)

      Esempio pratico: Un lavoratore dipendente con 36 anni di contributi puo andare in pensione a 61 anni e 7 mesi (61,7 + 36 = 97,7, superiore a quota 97,6).

      Requisito di svolgimento dell’attivita

      Per accedere al beneficio, il lavoratore deve dimostrare di aver svolto l’attivita usurante per almeno 7 anni negli ultimi 10 di lavoro, oppure per almeno meta della vita lavorativa complessiva.

      Quota 41 per lavoratori precoci

      La Quota 41 e una misura di pensione anticipata riservata ai lavoratori precoci, cioe coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni di eta e hanno versato almeno 12 mesi di contributi effettivi prima del compimento del 19esimo anno.

      Categorie tutelate

      Oltre al requisito del lavoro precoce, per accedere alla Quota 41 e necessario rientrare in una delle seguenti categorie:

      • Disoccupati che hanno terminato di percepire la NASPI
      • Caregiver che assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave
      • Invalidi civili con grado di invalidita pari o superiore al 74%
      • Lavoratori gravosi (le 15 categorie sopra elencate)
      • Lavoratori usuranti (mansioni di cui al D.Lgs. 67/2011)

      Adeguamento alla speranza di vita

      La Legge di Bilancio 2026 ha incluso anche i lavoratori precoci tra le categorie esentate dall’adeguamento, a condizione che svolgano lavori gravosi o usuranti. In questo caso, il requisito contributivo resta a 41 anni anche nel 2027 e 2028.

      Per i precoci che rientrano nelle altre categorie tutelate (disoccupati, caregiver, invalidi), invece, l’adeguamento si applica: il requisito passa a 41 anni e 1 mese nel 2027 e a 41 anni e 3 mesi nel 2028.

      Pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi

      Un importante beneficio per i lavoratori che svolgono attivita gravose o usuranti e la possibilita di accedere alla pensione di vecchiaia anticipata rispetto ai requisiti ordinari.

      Requisiti

      • Eta anagrafica: 66 anni e 7 mesi (invece di 67 anni)
      • Anzianita contributiva: almeno 30 anni
      • Svolgimento attivita gravosa/usurante: per almeno 7 anni negli ultimi 10, o 6 anni negli ultimi 7

      Nessun adeguamento

      Questo requisito di 66 anni e 7 mesi non subisce gli scatti per adeguamento alla speranza di vita previsti per il 2027 e 2028. I lavoratori gravosi e usuranti potranno quindi continuare ad andare in pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi anche nel 2027 e nel 2028.

      Scadenze per le domande: 1 maggio 2026

      Per chi intende accedere ai benefici pensionistici per lavori usuranti nel 2027, e fondamentale rispettare la scadenza del 1 maggio 2026 per la presentazione della domanda.

      Scadenza ordinaria

      Entro il 1 maggio dell’anno precedente a quello in cui si maturano i requisiti, gli interessati devono presentare domanda alla sede INPS competente. Quindi:

      • Entro 1 maggio 2026: per chi matura i requisiti nel 2027
      • Entro 1 maggio 2027: per chi matura i requisiti nel 2028

      Conseguenze del ritardo

      La presentazione tardiva della domanda comporta il differimento della decorrenza del trattamento pensionistico:

      • Ritardo fino a 1 mese: differimento di 1 mese
      • Ritardo da 1 a 3 mesi: differimento di 2 mesi
      • Ritardo oltre 3 mesi: differimento di 3 mesi

      Esempio: Se presenti la domanda il 15 giugno 2026 (1 mese e mezzo di ritardo), la pensione decorrera con 2 mesi di ritardo rispetto alla data teorica di maturazione.

      Procedura INPS e documentazione

      La procedura per richiedere i benefici pensionistici per lavori usuranti richiede una documentazione specifica e il rispetto di precise formalita.

      Documentazione necessaria

      La domanda deve essere accompagnata da:

      • Modulo AP45: modello di domanda specifico per lavori usuranti
      • Documentazione attestante l’attivita usurante: come specificato nella Tabella A del DM 20 settembre 2017
      • Dichiarazioni del datore di lavoro: attestanti i periodi di svolgimento dell’attivita
      • Documentazione contributiva: estratto conto certificativo INPS

      Modalita di presentazione

      La domanda puo essere presentata:

      • Online: attraverso il portale INPS con SPID, CIE o CNS
      • Tramite patronato: con assistenza gratuita nella compilazione
      • Tramite CAF: con supporto nella raccolta della documentazione

      Esempi pratici di calcolo

      Per comprendere meglio l’impatto delle nuove regole, vediamo alcuni esempi pratici di lavoratori in diverse situazioni.

      Esempio 1: Lavoratore ordinario – pensione di vecchiaia

      Mario, impiegato del settore privato, compie 67 anni il 15 marzo 2027 e ha 25 anni di contributi.

      • Requisiti 2027: 67 anni e 1 mese + 20 anni contributi
      • Quando potra andare in pensione: Dal 15 aprile 2027 (un mese dopo il compimento dei 67 anni)
      • Se avesse compiuto 67 anni nel 2026: Sarebbe andato in pensione subito al compimento dell’eta

      Esempio 2: Operaio edile – lavoro gravoso

      Giuseppe, operaio edile da 32 anni, compie 66 anni e 7 mesi il 20 maggio 2027.

      • Categoria: Rientra tra i lavori gravosi (operaio edilizia)
      • Requisiti: 66 anni e 7 mesi + 30 anni contributi (nessun adeguamento)
      • Quando potra andare in pensione: Dal 20 maggio 2027, senza attendere ulteriori mesi
      • Risparmio: 5 mesi rispetto alla pensione di vecchiaia ordinaria

      Esempio 3: Autista di bus – lavoro usurante

      Franco, autista di autobus di linea da 36 anni, ha 62 anni nel 2027.

      • Categoria: Conduzione veicoli pesanti trasporto pubblico (lavoro usurante)
      • Calcolo quota: 62 anni + 36 contributi = Quota 98
      • Requisito Quota 97,6: Raggiunto
      • Quando potra andare in pensione: Subito, con la prima finestra utile

      Esempio 4: Lavoratore precoce con lavoro gravoso

      Anna, infermiera ospedaliera con turni notturni, ha iniziato a lavorare a 17 anni. Nel 2027 avra 41 anni di contributi.

      • Requisito Quota 41: 41 anni (nessun adeguamento perche lavoro gravoso)
      • Quando potra andare in pensione: Nel 2027 con 41 anni di contributi, senza attendere i 3 mesi aggiuntivi

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      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Come il CAF Centro Fiscale puo aiutarti

      Orientarsi tra i requisiti pensionistici, le categorie esentate e le scadenze non e semplice. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

      • Verifica dei requisiti: Analizziamo la tua situazione contributiva e determiniamo quando potrai andare in pensione
      • Classificazione lavoro gravoso/usurante: Verifichiamo se la tua attivita rientra nelle categorie esentate
      • Preparazione documentazione: Ti aiutiamo a raccogliere tutta la documentazione necessaria per la domanda
      • Presentazione domanda INPS: Compiliamo e inviamo la domanda rispettando le scadenze
      • Monitoraggio pratica: Seguiamo l’iter della tua domanda fino all’erogazione della pensione

      Non rischiare di perdere mesi di pensione per errori procedurali o ritardi nella presentazione della domanda.

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      Fonti normative:

      • Messaggio INPS n. 558 del 17 febbraio 2026
      • Decreto MEF 19 dicembre 2025
      • Legge n. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026), art. 1, commi 180-190
      • D.Lgs. 67/2011 – Lavori usuranti
      • Legge n. 234/2021, Allegato 3 – Lavori gravosi
      • DM 5 febbraio 2018 – Elenco attivita gravose
      • DM 20 settembre 2017 – Documentazione lavori usuranti
      Febbraio 24, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-24 08:35:332026-05-31 14:03:10Requisiti pensione: come si applicano gli aumenti 2027-2028 e i lavori esentati

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