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Contributi Volontari INPS 2026: Guida Completa, Costi e Requisiti

Pensione 2026 INPS

I contributi volontari INPS rappresentano uno strumento fondamentale per chi ha interrotto l’attività lavorativa ma vuole continuare a versare contributi previdenziali per raggiungere il diritto alla pensione. Nel 2026, con le nuove disposizioni normative e gli aggiornamenti dei massimali contributivi, è essenziale conoscere requisiti, costi e procedure per non perdere anni di contribuzione utile.

La prosecuzione volontaria consente a lavoratori dipendenti cessati, artigiani e commercianti sospesi, collaboratori coordinati e continuativi di mantenere la continuità contributiva anche durante periodi di inattività lavorativa. Secondo le circolari INPS n. 18/2026 e la normativa vigente (Legge 1338/1962 e successive modifiche), versare contributi volontari può fare la differenza tra raggiungere i requisiti pensionistici o dover attendere ulteriori anni.

In questa guida approfondita analizzeremo tutti gli aspetti dei contributi volontari INPS 2026: dai requisiti di accesso al calcolo dei costi contributivi, dalla procedura di domanda online alle scadenze di versamento, fino alla deducibilità fiscale e alle differenze con il riscatto dei periodi non coperti.

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Cosa Sono i Contributi Volontari INPS

I contributi volontari INPS sono versamenti previdenziali facoltativi che consentono a chi ha cessato o interrotto l’attività lavorativa di continuare a maturare anzianità contributiva utile per il diritto e il calcolo della pensione.

A differenza dei contributi obbligatori (che vengono versati automaticamente durante il rapporto di lavoro), i contributi volontari richiedono una domanda di autorizzazione preventiva all’INPS e il versamento diretto da parte dell’interessato.

Base Normativa

L’istituto della prosecuzione volontaria è disciplinato da:

  • Legge 1338/1962 – Istituzione dei contributi volontari per i lavoratori dipendenti
  • Legge 233/1990 – Estensione ai lavoratori autonomi (artigiani, commercianti)
  • Decreto Legislativo 184/1997 – Armonizzazione gestioni previdenziali
  • Circolare INPS n. 18 del 14 febbraio 2026 – Aggiornamento massimali e minimali contributivi 2026

Scopo della Contribuzione Volontaria

Versare contributi volontari serve a:

  • Raggiungere i requisiti contributivi minimi per la pensione di vecchiaia (20 anni) o anticipata (42 anni e 10 mesi uomini, 41 anni e 10 mesi donne)
  • Coprire periodi di inattività lavorativa dovuti a disoccupazione, maternità, aspettativa, cessazione attività
  • Incrementare l’importo della pensione futura (ogni anno di contributi aumenta il montante pensionistico)
  • Evitare la perdita del diritto alla prosecuzione volontaria (che decade se non esercitato entro termini precisi)

Differenza con Contributi Obbligatori

Ecco le principali differenze:

AspettoContributi ObbligatoriContributi Volontari
VersamentoAutomatico (datore/INPS)Manuale (interessato)
AutorizzazioneNon necessariaDomanda preventiva INPS
Copertura assicurativaCompleta (malattia, infortuni, disoccupazione)Solo pensionistica
CostoRipartito datore/lavoratoreTotalmente a carico dell’interessato
Aliquota33% (dipendenti)33% (dipendenti), 24% (autonomi)

IMPORTANTE: I contributi volontari NON danno diritto alle prestazioni temporanee come indennità di malattia, maternità, disoccupazione NASpI, assegni familiari. Servono esclusivamente per maturare il diritto alla pensione.

Chi Può Versare Contributi Volontari: Requisiti 2026

Non tutti possono accedere alla prosecuzione volontaria. L’INPS richiede il possesso di requisiti contributivi minimi che variano in base alla gestione previdenziale di appartenenza.

Requisiti Generali

Per ottenere l’autorizzazione ai contributi volontari è necessario soddisfare almeno uno dei seguenti requisiti:

  1. Almeno 3 anni di contributi (156 settimane) negli ultimi 5 anni prima della domanda
  2. Almeno 5 anni di contributi (260 settimane) in tutta la vita lavorativa, anche non consecutivi

ATTENZIONE: I contributi figurativi (es. servizio militare, maternità, disoccupazione NASpI) NON contano ai fini del requisito minimo. Sono validi solo i contributi effettivi (obbligatori o già volontari).

Chi Può Presentare Domanda

Possono richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari:

  • Lavoratori dipendenti cessati (licenziamento, dimissioni, fine contratto a termine)
  • Artigiani e commercianti che hanno cessato o sospeso l’attività
  • Coltivatori diretti, coloni e mezzadri che non esercitano più l’attività agricola
  • Lavoratori parasubordinati (co.co.co, contratti a progetto) cessati iscritti alla Gestione Separata
  • Professionisti senza cassa iscritti alla Gestione Separata che hanno interrotto l’attività
  • Ex iscritti alla Gestione ex ENPALS (lavoratori dello spettacolo)

Chi NON Può Versare Contributi Volontari

Sono esclusi dalla prosecuzione volontaria:

  • Lavoratori attivi con rapporto di lavoro dipendente o autonomo in corso
  • Pensionati che hanno già maturato il diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata
  • Titolari di pensione di invalidità (incompatibile con contribuzione volontaria)
  • Professionisti con cassa privata (avvocati, commercialisti, ingegneri, ecc.) che devono rivolgersi alla propria cassa
  • Chi non raggiunge il requisito contributivo minimo (meno di 3 anni negli ultimi 5 o meno di 5 anni in carriera)

Gestioni Previdenziali Ammesse

I contributi volontari possono essere versati nelle seguenti gestioni INPS:

GestioneRequisito MinimoAliquota 2026
AGO Dipendenti3 anni ultimi 5 o 5 in carriera33%
Artigiani3 anni ultimi 5 o 5 in carriera24%
Commercianti3 anni ultimi 5 o 5 in carriera24%
Gestione Separata3 anni ultimi 5 o 5 in carriera33%
Coltivatori Diretti3 anni ultimi 5 o 5 in carriera24%
Ex ENPALS3 anni ultimi 5 o 5 in carriera33%

Caso particolare – Lavoratori con più gestioni: Se hai lavorato in diverse gestioni (es. prima dipendente, poi autonomo), puoi sommare i contributi per raggiungere il requisito minimo, ma i contributi volontari vanno versati nella gestione dell’ultima attività lavorativa.

Come Presentare Domanda di Autorizzazione

La domanda di autorizzazione ai contributi volontari deve essere presentata prima di iniziare a versare. Versamenti effettuati senza autorizzazione preventiva NON sono validi e non verranno rimborsati.

Procedura Online INPS

Dal 1° ottobre 2021, la domanda va presentata esclusivamente online tramite il sito INPS. Ecco i passaggi:

  1. Accedi al sito INPS con SPID, CIE o CNS
  2. Vai su “Prestazioni e Servizi”“Tutti i servizi”
  3. Cerca “Contribuzione volontaria” o “Domanda di autorizzazione contributi volontari”
  4. Compila il modulo online inserendo:
    • Dati anagrafici e codice fiscale
    • Gestione previdenziale di riferimento (dipendenti/autonomi/separata)
    • Data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro
    • Dichiarazione di possesso dei requisiti contributivi
  5. Allega documenti (se richiesti):
    • Estratto conto contributivo (visura INPS)
    • Lettera di licenziamento o dimissioni
    • Certificazione cessazione attività (per autonomi)
  6. Invia la domanda e salva il protocollo

Tempi di Risposta INPS

L’INPS ha 60 giorni dalla presentazione della domanda per comunicare l’esito. La risposta può essere:

  • Autorizzazione accolta – Ricevi una PEC o notifica nell’area riservata con l’autorizzazione e i bollettini F24 precompilati
  • Richiesta integrazioni – L’INPS chiede documenti o chiarimenti aggiuntivi (hai 30 giorni per rispondere)
  • Rigetto – La domanda viene respinta per mancanza dei requisiti (puoi presentare ricorso entro 90 giorni)

IMPORTANTE: Se l’INPS non risponde entro 60 giorni, si applica il silenzio-assenso: la domanda si considera automaticamente accolta. Tuttavia, è consigliabile sollecitare l’INPS per ottenere l’autorizzazione formale.

Rinnovo Annuale

L’autorizzazione ai contributi volontari ha validità annuale e deve essere rinnovata ogni anno se si intende continuare a versare. Il rinnovo va richiesto:

  • Entro il 31 marzo dell’anno successivo all’autorizzazione
  • Con la stessa procedura online (modulo semplificato)
  • L’INPS aggiorna automaticamente i massimali contributivi e invia i nuovi bollettini F24

Decadenza dell’autorizzazione: Se non rinnovi entro i termini o non versi contributi per 2 anni consecutivi, l’autorizzazione decade e devi ripresentare domanda ex novo (con verifica nuova dei requisiti).

Cosa Fare in Caso di Rigetto

Se l’INPS respinge la domanda:

  1. Verifica i motivi del rigetto (solitamente: requisito contributivo insufficiente, documentazione mancante, incompatibilità)
  2. Presenta ricorso amministrativo al Comitato Provinciale INPS entro 90 giorni dalla notifica
  3. In alternativa, ricorso giudiziario al Tribunale del Lavoro entro 3 anni
  4. Valuta soluzioni alternative: riscatto periodi non coperti, ricongiunzione contributi, totalizzazione

Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella verifica dei requisiti, nella compilazione della domanda e nell’eventuale ricorso amministrativo.

Quanto Costano i Contributi Volontari 2026

Il costo dei contributi volontari dipende da tre fattori: la retribuzione di riferimento, l’aliquota contributiva della gestione di appartenenza e il periodo di copertura (settimanale, mensile, trimestrale o annuale).

Calcolo della Base Imponibile

La retribuzione di riferimento su cui calcolare i contributi è:

  • Per dipendenti: Media delle ultime 52 settimane di retribuzione percepita prima della cessazione (comprensiva di 13a, 14a, straordinari)
  • Per artigiani/commercianti: Reddito d’impresa dichiarato nell’ultima dichiarazione dei redditi prima della cessazione
  • Per Gestione Separata: Reddito da collaborazione coordinata continuativa o da attività autonoma occasionale dell’ultimo anno

Massimali e Minimali 2026

Secondo la Circolare INPS n. 18/2026, i massimali contributivi per il 2026 sono:

GestioneMinimale AnnuoMassimale AnnuoAliquota
Dipendenti18.415 euro119.650 euro33%
Artigiani17.504 euroNessun massimale24%
Commercianti17.504 euroNessun massimale24%
Gestione Separata18.415 euro119.650 euro33%
Coltivatori Diretti17.504 euroNessun massimale24%

NOTA: Se la tua retribuzione media era inferiore al minimale, devi comunque versare i contributi sul minimale. Se era superiore al massimale, puoi versare solo fino al massimale.

Aliquote Contributive 2026

Le aliquote variano per gestione:

  • 33% per dipendenti, Gestione Separata, ex ENPALS
  • 24% per artigiani, commercianti, coltivatori diretti

IMPORTANTE: L’aliquota del 33% per i dipendenti è la stessa dei contributi obbligatori (che in quel caso venivano ripartiti tra datore di lavoro 23,81% e lavoratore 9,19%). Con i contributi volontari, il 100% è a carico dell’interessato.

Esempi di Calcolo

Esempio 1 – Ex dipendente

  • Retribuzione media ultime 52 settimane: 30.000 euro annui
  • Aliquota: 33%
  • Contributo annuo: 30.000 × 33% = 9.900 euro
  • Contributo trimestrale: 9.900 / 4 = 2.475 euro
  • Contributo mensile: 9.900 / 12 = 825 euro

Esempio 2 – Ex artigiano

  • Reddito d’impresa dichiarato: 25.000 euro annui
  • Aliquota: 24%
  • Contributo annuo: 25.000 × 24% = 6.000 euro
  • Contributo trimestrale: 6.000 / 4 = 1.500 euro

Esempio 3 – Gestione Separata (minimale)

  • Reddito ultimo anno: 12.000 euro (inferiore al minimale)
  • Base imponibile: 18.415 euro (minimale obbligatorio)
  • Aliquota: 33%
  • Contributo annuo: 18.415 × 33% = 6.077 euro
  • Contributo trimestrale: 6.077 / 4 = 1.519 euro

Modalità di Versamento

Puoi scegliere di versare i contributi volontari:

  • Trimestralmente (opzione più comune) – 4 rate annuali
  • Mensilmente – 12 rate annuali (maggiore flessibilità)
  • Annualmente – Unica soluzione (sconto non previsto)

L’INPS invierà i bollettini F24 precompilati con gli importi e le scadenze. È possibile modificare la periodicità di versamento comunicandolo all’INPS.

Contributi Volontari Gestione Separata INPS

La Gestione Separata INPS (istituita con Legge 335/1995) raccoglie i contributi di lavoratori parasubordinati e professionisti senza cassa privata. Anche per questa gestione è possibile versare contributi volontari.

Chi Rientra nella Gestione Separata

Sono iscritti alla Gestione Separata:

  • Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co)
  • Collaboratori a progetto (co.co.pro, ora abrogati ma ancora con posizioni attive)
  • Professionisti senza cassa (es. consulenti marketing, web designer, traduttori, formatori)
  • Amministratori, sindaci e revisori di società
  • Venditori porta a porta e altre figure autonome occasionali

Aliquota e Calcolo

Per la Gestione Separata:

  • Aliquota contributiva: 33% (come i dipendenti)
  • Base imponibile: Reddito da collaborazione o attività autonoma dell’ultimo anno
  • Minimale 2026: 18.415 euro
  • Massimale 2026: 119.650 euro

Esempio Pratico

Caso: Ex collaboratore a progetto cessato

  • Compensi percepiti nell’ultimo anno: 22.000 euro
  • Aliquota: 33%
  • Contributo volontario annuo: 22.000 × 33% = 7.260 euro
  • Versamento trimestrale: 7.260 / 4 = 1.815 euro a trimestre

Differenze con Altre Gestioni

Rispetto ai lavoratori dipendenti, la Gestione Separata presenta alcune peculiarità:

AspettoDipendenti AGOGestione Separata
Aliquota33%33%
Minimale18.415 euro18.415 euro
Massimale119.650 euro119.650 euro
Settimane utiliMinimo 1 settimanaAccredito annuale (non a settimane)
Copertura malattiaNo (volontari)No (volontari)

IMPORTANTE: Nella Gestione Separata, i contributi non vengono accreditati a settimane come per i dipendenti, ma in mesi/anni di contribuzione. Questo influisce sul calcolo finale della pensione (sistema contributivo puro).

Quando Conviene per Gestione Separata

Versare contributi volontari nella Gestione Separata conviene se:

  • Sei vicino al requisito contributivo minimo (es. ti mancano 2-3 anni per i 20 anni necessari)
  • Prevedi di riprendere un’attività autonoma a breve (i contributi volontari coprono il periodo di sospensione)
  • Hai redditi bassi e vuoi evitare di perdere anni di contribuzione (costo contenuto sul minimale)

Non conviene se hai prospettive di lavoro dipendente futuro: meglio attendere e versare contributi obbligatori (che hanno copertura assicurativa completa).

Quando Conviene Versare Contributi Volontari

La decisione di versare contributi volontari deve essere valutata attentamente considerando costi, benefici pensionistici e alternative disponibili.

Analisi Costi-Benefici

I contributi volontari convengono quando:

  1. Sei vicino alla pensione – Ti mancano pochi anni (1-5) per raggiungere i requisiti minimi di contribuzione
  2. Hai un’anzianità elevata – Hai già 15-18 anni di contributi e vuoi arrivare ai 20 necessari per la pensione di vecchiaia
  3. Il costo è sostenibile – L’importo annuale (calcolato sul minimale o sulla tua retribuzione media) è compatibile con le tue disponibilità economiche
  4. L’incremento pensionistico giustifica la spesa – Ogni anno di contributi aumenta la pensione futura (sistema contributivo: circa 2-3% del montante per ogni anno)
  5. Vuoi dedurre fiscalmente – I contributi volontari sono interamente deducibili dal reddito (risparmio IRPEF del 23-43%)

I contributi volontari NON convengono quando:

  • Sei molto lontano dalla pensione – Ti mancano 10-15 anni o più (meglio valutare riscatto o totalizzazione)
  • Hai contributi in più gestioni – Potresti utilizzare la totalizzazione gratuita invece di versare volontari
  • Hai un reddito molto basso – Il costo annuale (anche sul minimale) è eccessivo rispetto alle tue disponibilità
  • Prevedi di riprendere presto l’attività lavorativa – Meglio attendere e versare contributi obbligatori

Simulazione Pensionistica

Esempio comparativo:

Scenario A – Senza contributi volontari

  • Anzianità contributiva: 18 anni
  • Età: 65 anni
  • Pensione mensile stimata: NON SPETTANTE (mancano 2 anni al requisito minimo di 20)
  • Devi attendere fino a maturare altri 2 anni tramite riscatto o totalizzazione

Scenario B – Con 2 anni di contributi volontari

  • Anzianità contributiva: 20 anni (18 + 2 volontari)
  • Età: 67 anni (età pensionabile 2026)
  • Costo contributi volontari: 6.000 euro/anno × 2 = 12.000 euro
  • Deduzione fiscale (aliquota IRPEF 38%): 12.000 × 38% = 4.560 euro risparmiati
  • Costo netto effettivo: 7.440 euro
  • Pensione mensile stimata: 850 euro (esempio con montante contributivo medio)
  • Recupero investimento: 7.440 / 850 = 9 mesi di pensione

Conclusione: In questo caso, versare 2 anni di contributi volontari conviene ampiamente perché consente di ottenere la pensione e recuperare l’investimento in meno di 1 anno.

Alternative ai Contributi Volontari

Prima di scegliere i contributi volontari, valuta queste alternative:

StrumentoCostoVantaggiSvantaggi
Riscatto laureaCirca 25.000-50.000 euro (4-6 anni)Copre periodi universitari non lavoratiCosto elevato, non sempre conveniente
TotalizzazioneGratuitaSomma contributi versati in gestioni diversePenalizzazione del 25% sull’importo pensione
RicongiunzioneA pagamento (onerosa)Unifica tutti i contributi in un’unica gestioneCosto molto elevato (decine di migliaia di euro)
Cumulo gratuitoGratuito (Legge 228/2012)Somma contributi senza penalizzazioniDisponibile solo per alcune gestioni

Consiglio pratico: Prima di versare contributi volontari, richiedi all’INPS (o tramite CAF) una simulazione pensionistica completa confrontando tutte le opzioni disponibili. Così potrai scegliere la soluzione più conveniente.

Scadenze 2026: Domanda e Versamenti

Rispettare le scadenze dei versamenti è fondamentale: contributi versati in ritardo potrebbero non essere accreditati o richiedere una nuova autorizzazione.

Scadenza Domanda di Autorizzazione

La domanda di autorizzazione ai contributi volontari può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno, ma è consigliabile farlo:

  • Entro 90 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro (per non perdere la continuità contributiva)
  • Entro il 31 marzo se si vuole versare per l’anno in corso a partire da gennaio

IMPORTANTE: I contributi volontari possono essere versati retroattivamente per massimo 24 mesi dalla data di autorizzazione, ma solo se si era già cessata l’attività lavorativa in quel periodo.

Scadenze Versamenti Trimestrali 2026

Se scegli la modalità di versamento trimestrale, le scadenze 2026 sono:

TrimestrePeriodo CopertoScadenza Versamento
I trimestreGennaio – Marzo 202631 maggio 2026
II trimestreAprile – Giugno 202631 agosto 2026
III trimestreLuglio – Settembre 202630 novembre 2026
IV trimestreOttobre – Dicembre 202628 febbraio 2027

ATTENZIONE: Le scadenze sono fisse e perentorie. Versamenti effettuati oltre i termini potrebbero non essere accreditati. In caso di ritardo, contatta immediatamente l’INPS per regolarizzare.

Scadenze Versamenti Mensili 2026

Se opti per il versamento mensile, i contributi vanno versati entro il giorno 16 del secondo mese successivo al mese di riferimento. Esempi:

  • Contributi gennaio 2026 → scadenza 16 marzo 2026
  • Contributi febbraio 2026 → scadenza 16 aprile 2026
  • Contributi marzo 2026 → scadenza 16 maggio 2026

Modalità di Pagamento F24

I contributi volontari si versano tramite modello F24 con i seguenti codici tributo:

GestioneCodice TributoDescrizione
Dipendenti (AGO)CVSMContributi volontari
ArtigianiCVARContributi volontari artigiani
CommerciantiCVCOContributi volontari commercianti
Gestione SeparataCVGSContributi volontari parasubordinati

Il versamento può essere effettuato:

  • Online tramite home banking (F24 web)
  • Allo sportello bancario o postale (F24 cartaceo)
  • Tramite intermediario (commercialista, CAF)

L’INPS invia i bollettini F24 precompilati con tutti i dati già inseriti. È sufficiente pagare entro la scadenza indicata.

Cosa Succede in Caso di Ritardo

Se non versi i contributi entro le scadenze:

  • Versamenti fino a 90 giorni di ritardo: puoi regolarizzare tramite ravvedimento operoso con sanzione ridotta (1,5-3,75%)
  • Oltre 90 giorni: l’INPS potrebbe non accreditare quei contributi o richiedere una nuova autorizzazione
  • Mancato versamento per 2 anni consecutivi: l’autorizzazione decade e devi ripresentare domanda ex novo

Deducibilità Fiscale dei Contributi Volontari

Uno dei principali vantaggi dei contributi volontari INPS è la loro piena deducibilità fiscale dal reddito complessivo, che si traduce in un significativo risparmio IRPEF.

Normativa Fiscale

L’articolo 10, comma 1, lettera e) del TUIR (DPR 917/1986) prevede che i contributi previdenziali e assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge sono integralmente deducibili dal reddito complessivo.

I contributi volontari rientrano in questa categoria e possono essere dedotti:

  • Senza limiti di importo (a differenza della previdenza complementare che ha limite di 5.164,57 euro)
  • Nell’anno di effettivo versamento (principio di cassa)
  • Anche se versati in unica soluzione per più anni arretrati

Calcolo del Risparmio Fiscale

Il risparmio IRPEF dipende dalla tua aliquota marginale (scaglione di reddito più alto).

Scaglioni IRPEF 2026:

Reddito ImponibileAliquota IRPEF
Fino a 28.000 euro23%
Da 28.001 a 50.000 euro35%
Oltre 50.000 euro43%

Esempio 1 – Reddito 35.000 euro (aliquota marginale 35%)

  • Contributi volontari versati: 6.000 euro
  • Deduzione fiscale: 6.000 euro
  • Risparmio IRPEF: 6.000 × 35% = 2.100 euro
  • Costo netto effettivo: 6.000 – 2.100 = 3.900 euro

Esempio 2 – Reddito 60.000 euro (aliquota marginale 43%)

  • Contributi volontari versati: 9.900 euro
  • Deduzione fiscale: 9.900 euro
  • Risparmio IRPEF: 9.900 × 43% = 4.257 euro
  • Costo netto effettivo: 9.900 – 4.257 = 5.643 euro

Compilazione 730 e Modello Redditi

Per beneficiare della deduzione, devi indicare i contributi volontari nella tua dichiarazione dei redditi:

Nel Modello 730:

  • Sezione I del Quadro E (Oneri e spese)
  • Rigo E27 – Contributi previdenziali e assistenziali
  • Codice 1 – Contributi obbligatori e volontari
  • Importo: somma di tutti i contributi volontari versati nell’anno

Nel Modello Redditi PF (ex Unico):

  • Quadro RP (Oneri e spese)
  • Sezione I – Rigo RP21 (Contributi previdenziali)
  • Colonna 1: importo contributi volontari versati

Documentazione necessaria:

  • Ricevute F24 dei versamenti effettuati
  • Bollettini INPS precompilati (conservare per eventuali controlli)
  • Autorizzazione INPS alla prosecuzione volontaria

Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione della dichiarazione dei redditi e nel calcolo del risparmio fiscale effettivo derivante dai contributi volontari.

Differenza tra Prosecuzione Volontaria e Riscatto

Spesso si confondono contributi volontari e riscatto di periodi non coperti. Si tratta di due istituti previdenziali diversi, con costi e finalità differenti.

Contribuzione Volontaria

Cos’è: Proseguire volontariamente il versamento di contributi dopo la cessazione dell’attività lavorativa.

Quando si usa:

  • Hai smesso di lavorare ma vuoi continuare a maturare contributi
  • Vuoi coprire periodi futuri di inattività (es. disoccupazione prolungata, aspettativa non retribuita)

Costo: Calcolato su retribuzione/reddito di riferimento con aliquota 33% (dipendenti) o 24% (autonomi). Circa 6.000-10.000 euro/anno per redditi medi.

Vantaggi:

  • Costo relativamente contenuto
  • Deducibilità fiscale integrale
  • Versamento rateizzabile (trimestrale/mensile)

Svantaggi:

  • Richiede autorizzazione preventiva INPS
  • Copre solo periodi successivi all’autorizzazione (max 24 mesi retroattivi)
  • Non copre prestazioni temporanee (malattia, maternità)

Riscatto Periodi Non Coperti

Cos’è: Acquistare retroattivamente la copertura contributiva di periodi passati non lavorati (es. laurea, aspettative, interruzioni).

Quando si usa:

  • Vuoi coprire anni di università (riscatto laurea)
  • Hai avuto interruzioni lavorative nel passato non coperte da contributi
  • Vuoi anticipare la pensione recuperando anni mancanti

Costo: Molto più elevato dei contributi volontari. Il riscatto laurea può costare:

  • Sistema retributivo: fino a 60.000-80.000 euro per 5 anni (calcolato sulla retribuzione attuale)
  • Sistema contributivo: circa 25.000-35.000 euro per 5 anni (calcolato sul minimale)
  • Riscatto agevolato under 45: circa 5.000 euro/anno (massimo 5 anni)

Vantaggi:

  • Copre periodi passati anche lontani nel tempo
  • Non richiede requisiti contributivi minimi
  • Può essere rateizzato fino a 120 rate mensili

Svantaggi:

  • Costo molto elevato
  • Convenienza economica dubbia (si recupera l’investimento dopo molti anni di pensione)
  • Deducibilità fiscale solo in caso di rateizzazione

Confronto Diretto

AspettoContributi VolontariRiscatto Laurea
Periodi copertiFuturo (da autorizzazione in poi)Passato (anni universitari)
Costo 1 anno6.000-10.000 euro5.000-15.000 euro
Requisiti3 anni ultimi 5 o 5 in carrieraNessuno
AutorizzazioneNecessariaNon necessaria
DeducibilitàIntegraleSolo se rateizzato
PagamentoTrimestrale/mensileUnica soluzione o 120 rate
ConvenienzaAlta (se vicino a pensione)Media-bassa (lungo recupero)

Quale Scegliere

Scegli i contributi volontari se:

  • Hai cessato l’attività lavorativa e vuoi coprire i prossimi anni
  • Hai già una buona anzianità contributiva (15+ anni)
  • Il costo annuale è sostenibile per te

Scegli il riscatto se:

  • Hai una laurea e vuoi coprire quegli anni
  • Ti mancano pochi anni al requisito pensionistico e preferisci un’unica operazione
  • Hai disponibilità economica elevata (o accesso a prestito agevolato)

Combina entrambi se: Hai una laurea da riscattare E periodi futuri da coprire. In questo caso puoi riscattare la laurea (passato) e versare contributi volontari (futuro).

Casi Pratici ed Esempi di Calcolo

Vediamo alcuni esempi concreti di situazioni reali e come calcolare il costo dei contributi volontari.

Caso 1 – Ex Dipendente 50enne Vicino alla Pensione

Profilo:

  • Età: 50 anni
  • Anzianità contributiva: 27 anni
  • Retribuzione media ultime 52 settimane: 35.000 euro/anno
  • Situazione: Licenziato per ristrutturazione aziendale, in cerca di nuova occupazione
  • Obiettivo: Raggiungere 42 anni e 10 mesi per pensione anticipata a 62 anni

Calcolo contributi volontari:

  • Anni mancanti: 15 anni e 10 mesi (da 27 a 42,10)
  • Costo annuo: 35.000 × 33% = 11.550 euro
  • Costo totale 15 anni: 11.550 × 15 = 173.250 euro
  • Deduzione fiscale (aliquota 35%): 173.250 × 35% = 60.638 euro risparmiati
  • Costo netto effettivo: 112.612 euro

Convenienza: Dipende dalla prospettiva di trovare nuovo lavoro. Se non riesce a ricollocarsi, versare contributi volontari per 5-7 anni può avere senso per avvicinarsi ai requisiti. Oltre, meglio valutare totalizzazione o attendere la pensione di vecchiaia a 67 anni.

Caso 2 – Ex Artigiano con Attività Sospesa

Profilo:

  • Età: 58 anni
  • Anzianità contributiva: 19 anni
  • Reddito medio d’impresa: 22.000 euro/anno
  • Situazione: Ha chiuso l’attività artigianale, vive con pensione coniuge
  • Obiettivo: Raggiungere 20 anni per pensione di vecchiaia a 67 anni

Calcolo contributi volontari:

  • Anni mancanti: 1 anno (da 19 a 20)
  • Aliquota artigiani: 24%
  • Costo annuo: 22.000 × 24% = 5.280 euro
  • Deduzione fiscale (aliquota 23%): 5.280 × 23% = 1.214 euro risparmiati
  • Costo netto effettivo: 4.066 euro

Convenienza: Altissima. Con soli 4.066 euro netti riesce a maturare il diritto alla pensione di vecchiaia a 67 anni. Senza contributi volontari, perderebbe completamente i 19 anni già versati.

Caso 3 – Ex Collaboratrice Gestione Separata

Profilo:

  • Età: 45 anni
  • Anzianità contributiva Gestione Separata: 6 anni
  • Ultimo compenso co.co.co: 15.000 euro/anno (sotto minimale)
  • Situazione: Contratto a progetto cessato, attualmente disoccupata
  • Obiettivo: Mantenere la continuità contributiva in attesa di nuovo lavoro

Calcolo contributi volontari:

  • Base imponibile: 18.415 euro (minimale 2026, perché 15.000 è sotto soglia)
  • Aliquota Gestione Separata: 33%
  • Costo annuo: 18.415 × 33% = 6.077 euro
  • Deduzione fiscale (aliquota 23%): 6.077 × 23% = 1.398 euro risparmiati
  • Costo netto effettivo: 4.679 euro

Convenienza: Bassa. A 45 anni, con solo 6 anni di contributi e prospettive lavorative incerte, è meglio attendere una nuova occupazione. Versare contributi volontari per 14 anni (fino ai 20 necessari) costerebbe circa 65.000 euro netti. Meglio valutare totalizzazione futura o ricerca attiva lavoro.

Tabella Riassuntiva Costi Annui per Reddito

Ecco quanto costano i contributi volontari a seconda del reddito di riferimento:

Reddito AnnuoDipendenti (33%)Artigiani/Commercianti (24%)
Minimale (18.415 euro)6.077 euro4.420 euro
20.000 euro6.600 euro4.800 euro
25.000 euro8.250 euro6.000 euro
30.000 euro9.900 euro7.200 euro
40.000 euro13.200 euro9.600 euro
50.000 euro16.500 euro12.000 euro
Massimale (119.650 euro)39.485 euroNessun massimale

IMPORTANTE: Questi sono i costi lordi. Sottraendo il risparmio fiscale (23-43% a seconda dell’aliquota IRPEF), il costo netto effettivo si riduce significativamente.

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Domande Frequenti sui Contributi Volontari INPS

Chi può versare i contributi volontari INPS?

Possono versare contributi volontari i lavoratori dipendenti cessati, artigiani e commercianti che hanno sospeso l’attivita, collaboratori della Gestione Separata, coltivatori diretti. E necessario avere almeno 3 anni di contributi negli ultimi 5 anni oppure 5 anni di contributi in tutta la carriera lavorativa. Serve una domanda di autorizzazione preventiva all’INPS.

Quanto costano i contributi volontari nel 2026?

Il costo dipende dalla retribuzione media e dalla gestione. Per i dipendenti l’aliquota e del 33 percento, per artigiani e commercianti del 24 percento. Su una retribuzione di 30.000 euro annui, un ex dipendente paga circa 9.900 euro all’anno. Il minimale 2026 e di 18.415 euro per dipendenti e Gestione Separata.

I contributi volontari sono deducibili dalle tasse?

Si, i contributi volontari sono interamente deducibili dal reddito complessivo senza limiti di importo. Il risparmio fiscale dipende dall’aliquota IRPEF marginale: 23 percento, 35 percento o 43 percento. Ad esempio, con 6.000 euro di contributi e aliquota 35 percento si risparmiano 2.100 euro di IRPEF.

Qual e la differenza tra contributi volontari e riscatto laurea?

I contributi volontari coprono periodi futuri dall’autorizzazione in poi, mentre il riscatto laurea copre gli anni universitari passati. I contributi volontari costano meno, circa 6.000-10.000 euro all’anno, e sono sempre deducibili. Il riscatto laurea costa molto di piu, fino a 60.000 euro per 5 anni nel sistema retributivo, ed e deducibile solo se rateizzato.

Posso versare contributi volontari se sto lavorando?

No, i contributi volontari possono essere versati solo se si e cessata l’attivita lavorativa. Se sei ancora dipendente o autonomo attivo non puoi accedere alla prosecuzione volontaria. I contributi volontari servono a coprire periodi di inattivita lavorativa, non a integrare contributi obbligatori gia versati.


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