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Trattamento integrativo 2026: chi spetta, calcolo e novità nel 730

Dichiarazione dei redditi 730

Il trattamento integrativo 2026 — quello che molti chiamano ancora “bonus Renzi” o “bonus 100 euro” — è un beneficio fiscale riservato ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo inferiore a 28.000 euro. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: chi ha diritto al trattamento integrativo, come si calcola, come appare in busta paga e come recuperarlo o restituirlo tramite il modello 730.

Cos’è il trattamento integrativo 2026

Il trattamento integrativo nasce con il Decreto Legge 3/2020 (convertito con Legge 21/2020), che ha sostituito il vecchio bonus Renzi da 80 euro mensili (istituito nel 2014). Dal 1° gennaio 2022, con la Legge 234/2021 (Legge di Bilancio 2022), è stato ridefinito nella forma attuale: un contributo di 1.200 euro annui (100 euro mensili) per i redditi più bassi, e una forma ridotta calcolata per differenza tra i 28.000 euro.

Il trattamento integrativo non è un bonus «una tantum»: viene erogato mensilmente in busta paga dal datore di lavoro che opera come sostituto d’imposta, oppure recuperato direttamente nel modello 730 se non percepito durante l’anno.

Attenzione: il trattamento integrativo è cosa diversa dall’esonero contributivo del 7% introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, c.d. “Bonus Babbo Natale”). Sono due misure distinte, non cumulabili sullo stesso importo di reddito, come spieghiamo più avanti.

Chi ha diritto al trattamento integrativo 2026

Il trattamento integrativo spetta ai lavoratori dipendenti e assimilati che soddisfano precise condizioni reddituali. Vediamo chi rientra e chi no.

Beneficiari (chi riceve il TI)

  • Lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico
  • Collaboratori coordinati e continuativi (Co.Co.Co.) e assimilati
  • Percettori di reddito assimilato al lavoro dipendente (es. alcune borse di studio, compensi amministratori con rapporto parasubordinato)
  • Lavoratori con contratto part-time (proporzionato al periodo lavorato)

Chi NON ha diritto al TI

  • Pensionati: la pensione è reddito assimilato ma il TI è escluso esplicitamente per i pensionati
  • Lavoratori autonomi (P.IVA, professionisti, ditte individuali): il trattamento integrativo si applica solo a redditi di lavoro dipendente
  • Imprenditori con reddito d’impresa
  • Soggetti con reddito complessivo superiore a 28.000 euro

Le due fasce di reddito per il TI 2026

Reddito complessivoTrattamento integrativoImporto annuo
Fino a 15.000 euroPieno (se imposta lorda > 0)1.200 euro
Da 15.000 a 28.000 euroRidotto (per differenza)Variabile (da 0 a 1.200 euro)
Oltre 28.000 euroNessuno0 euro

Condizione aggiuntiva per i redditi fino a 15.000 euro: il TI pieno da 1.200 euro spetta solo se l’imposta lorda calcolata sul reddito da lavoro dipendente è superiore a zero. Chi ricade nella no tax area (reddito complessivo sotto 8.500 euro) non ha imposta lorda, quindi non ha diritto al TI.

Come si calcola il trattamento integrativo 2026

Fascia fino a 15.000 euro: calcolo TI pieno

Per redditi complessivi fino a 15.000 euro il trattamento integrativo è fisso a 1.200 euro annui, purché:

  1. Il reddito complessivo sia almeno pari alla no tax area dei dipendenti (circa 8.500 euro)
  2. L’imposta lorda calcolata sia maggiore di zero

Formula:

Imposta lorda = Reddito complessivo × aliquota IRPEF 23%
Detrazione lavoro dipendente (per reddito fino a 15.000 euro) = 1.955 euro
Se Imposta lorda > Detrazione lavoro dipendente → TI = 1.200 euro
Altrimenti → TI = Imposta lorda - Detrazione lavoro dipendente (se positivo)

Fascia 15.000–28.000 euro: calcolo TI ridotto

Per redditi tra 15.000 e 28.000 euro, il trattamento integrativo non è automatico: spetta solo se la somma delle detrazioni fiscali spettanti supera l’imposta lorda dovuta. In questo caso il TI è pari alla differenza tra detrazioni e imposta lorda, fino a un massimo di 1.200 euro.

Formula fascia 15.000–28.000 euro:

TI = MIN(1.200 euro ; Somma detrazioni spettanti - Imposta lorda)
Se Somma detrazioni ≤ Imposta lorda → TI = 0

Le detrazioni rilevanti per questo calcolo includono: detrazione da lavoro dipendente, detrazioni per familiari a carico, detrazioni per oneri (mutuo, spese sanitarie, ecc.), detrazioni per canoni di locazione.

Esempi pratici: trattamento integrativo in busta paga

Esempio 1: dipendente con reddito 14.000 euro

  • Reddito complessivo: 14.000 euro
  • Imposta lorda (23%): 3.220 euro
  • Detrazione lavoro dipendente: 1.955 euro
  • Imposta lorda > 0 → TI pieno: 1.200 euro annui (100 euro/mese in busta paga)

Esempio 2: dipendente con reddito 20.000 euro

  • Reddito complessivo: 20.000 euro (fascia 15.000–28.000)
  • Imposta lorda: 23% su 28.000 = 6.440 euro → ma il primo scaglione è 23% fino a 28.000, quindi: 4.600 euro (23% di 20.000)
  • Detrazione lavoro dipendente: proporzionata a 20.000 euro (circa 962 euro)
  • Se detrazioni totali (lavoro + familiari + oneri) superano 4.600 euro → TI pari alla differenza (es. se detrazioni tot = 5.100 → TI = MIN(1.200; 5.100 – 4.600) = MIN(1.200; 500) = 500 euro)
  • Se detrazioni totali ≤ 4.600 euro → TI = 0

Esempio 3: part-time per 6 mesi (rapporto parziale)

Per rapporti di lavoro che non coprono l’intero anno, il TI è proporzionato ai giorni lavorati. Se un dipendente lavora 180 giorni su 365: TI proporzionato = 1.200 × (180/365) = circa 591 euro.

Il trattamento integrativo nel 730 2026

Nel modello 730/2026 (anno di imposta 2025), il trattamento integrativo si gestisce nel Quadro C, sezione dedicata ai redditi da lavoro dipendente e assimilati. Il rigo specifico è il C14, dove il sostituto d’imposta (datore di lavoro) indica l’importo del TI già erogato durante l’anno.

In sede di dichiarazione dei redditi avviene il conguaglio:

  • Se il TI erogato in busta paga è corretto → nessuna variazione
  • Se il TI erogato è inferiore a quanto spettante → il CAF o sostituto riconosce la differenza come credito (rimborso in busta paga o in dichiarazione)
  • Se il TI erogato è superiore a quanto spettante → il lavoratore deve restituire la differenza (detratto dalle successive buste paga o dalla dichiarazione)

Per approfondire la compilazione del quadro relativo ai redditi di lavoro dipendente nel 730, leggi anche il nostro articolo su Quadro C 730/2026: redditi lavoro dipendente, bonus IRPEF e casi particolari.

Trattamento integrativo e esonero contributivo 7%: le differenze

Con la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) è stato introdotto un ulteriore sgravio per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 35.000 euro: l’esonero contributivo del 7% (o 6% per redditi tra 25.000 e 35.000 euro), comunemente noto come “Bonus Babbo Natale” o “Cuneo Contributivo”.

Molti lavoratori confondono le due misure. Ecco le differenze essenziali:

CaratteristicaTrattamento IntegrativoEsonero Contributivo 7%
Base normativaDL 3/2020 + L. 234/2021L. 207/2024 (LB 2025)
NaturaCredito fiscale (IRPEF)Riduzione contributi INPS
Fascia redditoFino a 28.000 euroFino a 35.000 euro
ImportoMax 1.200 euro/annoPercentuale su contributi IVS
Appare in busta pagaSì (voce TI)Sì (riduzione contributi)
CumulabilitàSì, possibile insiemeSì, possibile insieme

Le due misure non si escludono ma operano su piani diversi: il TI è un credito IRPEF, l’esonero è una riduzione dei contributi previdenziali. Chi rientra in entrambe le fasce può beneficiare di entrambi contemporaneamente.

Per le detrazioni da lavoro dipendente e come cambiano in busta paga, consulta anche: Detrazioni Lavoro Dipendente 2026: Importi, Novità e Come Cambiano in Busta Paga.

Cosa fare se il TI non è stato erogato in busta paga

Può capitare che il datore di lavoro non abbia erogato il trattamento integrativo, ad esempio per:

  • Reddito stimato superiore a 28.000 euro (ma poi risultato inferiore)
  • Cambio di lavoro a metà anno (il nuovo datore non conosceva il reddito del periodo precedente)
  • Errore del sostituto d’imposta
  • Lavoratori con più rapporti di lavoro contemporanei

In questi casi, il TI non percepito si recupera integralmente tramite il modello 730. Il CAF calcola l’importo spettante e lo riconosce come credito IRPEF, che viene poi rimborsato:

  • In busta paga (tramite il sostituto d’imposta), oppure
  • Tramite rimborso diretto dell’Agenzia delle Entrate (per chi non ha sostituto)

Per capire come funziona il rimborso in busta paga del 730, leggi: Rimborso 730 in Busta Paga 2026: Quando Arriva, Come Funziona e Cosa Verificare.

Cosa fare se il TI è stato erogato in eccesso

Se il datore di lavoro ha erogato il trattamento integrativo per un importo superiore a quello spettante (ad esempio perché il reddito complessivo finale è risultato superiore al limite), il lavoratore deve restituire la differenza tramite il conguaglio del 730.

La restituzione avviene automaticamente: l’importo da restituire viene trattenuto nelle buste paga successive (tipicamente luglio–dicembre) oppure portato a debito nella dichiarazione dei redditi. Non si tratta di una sanzione: è semplicemente un ricalcolo del beneficio effettivamente spettante.

Casi particolari: pensionati, part-time, più datori di lavoro

  • Pensionati: NON hanno diritto al trattamento integrativo, anche se il loro reddito da pensione è inferiore a 15.000 euro. La pensione INPS, pur essendo tecnicamente reddito assimilato al lavoro dipendente per la tassazione IRPEF, è esclusa dal perimetro del TI.
  • Lavoratori part-time: hanno diritto al TI proporzionato ai giorni di lavoro effettuati nell’anno, se il reddito complessivo rientra nelle soglie previste.
  • Più datori di lavoro contemporanei: ciascun sostituto eroga il TI in autonomia; in sede di conguaglio 730 si verifica l’importo complessivamente spettante, con possibile restituzione se il cumulato supera le soglie.
  • Lavoratori stagionali: ricevono il TI proporzionato al periodo lavorato; il recupero del residuo avviene col 730.
  • Lavoratori autonomi con partita IVA: non spetta alcun trattamento integrativo, indipendentemente dal reddito prodotto.

FAQ: domande frequenti sul trattamento integrativo 2026

Il trattamento integrativo è imponibile IRPEF?

No. Il TI non concorre alla formazione del reddito complessivo e non è soggetto a IRPEF. È un credito fiscale che riduce l’imposta dovuta, non un reddito aggiuntivo.

Il bonus Renzi del 2014 è ancora in vigore nel 2026?

No. Il vecchio «bonus Renzi» da 80 euro (poi 100 euro) è stato formalmente abolito e sostituito dal trattamento integrativo con il DL 3/2020. Il TI 2026 è l’erede diretto di quel bonus, con regole aggiornate.

Se cambio lavoro a metà anno, perdo il TI?

No. Puoi recuperare tutto il TI spettante presentando il modello 730. Il nuovo datore calcolerà il TI solo dal momento in cui sei stato assunto; la differenza per il periodo precedente si recupera in dichiarazione.

Il TI si vede in busta paga?

Sì, di solito appare come voce separata denominata “Trattamento Integrativo” o abbreviata “T.I.” per un importo di 100 euro mensili (TI pieno) o inferiore (TI ridotto). Se non la vedi, controlla con l’ufficio paghe o verifica in sede di 730.

Cosa c’è di nuovo nel 2026 rispetto al 2025?

Le regole base del trattamento integrativo restano invariate nel 2026. La novità rilevante riguarda l’interazione con l’esonero contributivo della L. 207/2024, che ha introdotto la struttura a due aliquote (7% e 6%) confermata anche per il 2026. Le soglie reddituali (15.000 e 28.000 euro) e l’importo massimo (1.200 euro) non sono stati modificati.

Il TI si applica anche all’indennità di disoccupazione (NASpI)?

No. La NASpI è una prestazione di sostegno al reddito, non un reddito da lavoro dipendente, quindi non è nel perimetro del trattamento integrativo.

Hai dubbi sul trattamento integrativo nel tuo 730?

Il calcolo del trattamento integrativo 2026 dipende dalla tua situazione reddituale complessiva: reddito da lavoro, detrazioni spettanti, eventuali altri redditi. Un errore nel conguaglio può portare a dover restituire somme anche significative.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione del 730/2026: verificheremo il TI correttamente, ottimizzeremo le detrazioni spettanti e ti aiuteremo a capire ogni voce della tua busta paga. Contattaci per un preventivo personalizzato.

Leggi anche: Trattamento Integrativo IRPEF 2026: Come Recuperare il Bonus Renzi nel 730

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