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Tag Archivio per: trattamento integrativo 2026

CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Trattamento integrativo 2026: chi spetta, calcolo e novità nel 730

Dichiarazione dei redditi 730

Il trattamento integrativo 2026 — quello che molti chiamano ancora “bonus Renzi” o “bonus 100 euro” — è un beneficio fiscale riservato ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo inferiore a 28.000 euro. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: chi ha diritto al trattamento integrativo, come si calcola, come appare in busta paga e come recuperarlo o restituirlo tramite il modello 730.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il trattamento integrativo 2026
  2. Chi ha diritto al trattamento integrativo 2026
  3. Come si calcola il trattamento integrativo 2026
  4. Esempi pratici: trattamento integrativo in busta paga
  5. Il trattamento integrativo nel 730 2026
  6. Trattamento integrativo e esonero contributivo 7%: le differenze
  7. Cosa fare se il TI non è stato erogato in busta paga
  8. Cosa fare se il TI è stato erogato in eccesso
  9. Casi particolari: pensionati, part-time, più datori di lavoro
  10. FAQ: domande frequenti sul trattamento integrativo 2026
  11. Hai dubbi sul trattamento integrativo nel tuo 730?

Cos’è il trattamento integrativo 2026

Il trattamento integrativo nasce con il Decreto Legge 3/2020 (convertito con Legge 21/2020), che ha sostituito il vecchio bonus Renzi da 80 euro mensili (istituito nel 2014). Dal 1° gennaio 2022, con la Legge 234/2021 (Legge di Bilancio 2022), è stato ridefinito nella forma attuale: un contributo di 1.200 euro annui (100 euro mensili) per i redditi più bassi, e una forma ridotta calcolata per differenza tra i 28.000 euro.

Il trattamento integrativo non è un bonus «una tantum»: viene erogato mensilmente in busta paga dal datore di lavoro che opera come sostituto d’imposta, oppure recuperato direttamente nel modello 730 se non percepito durante l’anno.

Attenzione: il trattamento integrativo è cosa diversa dall’esonero contributivo del 7% introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, c.d. “Bonus Babbo Natale”). Sono due misure distinte, non cumulabili sullo stesso importo di reddito, come spieghiamo più avanti.

Chi ha diritto al trattamento integrativo 2026

Il trattamento integrativo spetta ai lavoratori dipendenti e assimilati che soddisfano precise condizioni reddituali. Vediamo chi rientra e chi no.

Beneficiari (chi riceve il TI)

  • Lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico
  • Collaboratori coordinati e continuativi (Co.Co.Co.) e assimilati
  • Percettori di reddito assimilato al lavoro dipendente (es. alcune borse di studio, compensi amministratori con rapporto parasubordinato)
  • Lavoratori con contratto part-time (proporzionato al periodo lavorato)

Chi NON ha diritto al TI

  • Pensionati: la pensione è reddito assimilato ma il TI è escluso esplicitamente per i pensionati
  • Lavoratori autonomi (P.IVA, professionisti, ditte individuali): il trattamento integrativo si applica solo a redditi di lavoro dipendente
  • Imprenditori con reddito d’impresa
  • Soggetti con reddito complessivo superiore a 28.000 euro

Le due fasce di reddito per il TI 2026

Reddito complessivoTrattamento integrativoImporto annuo
Fino a 15.000 euroPieno (se imposta lorda > 0)1.200 euro
Da 15.000 a 28.000 euroRidotto (per differenza)Variabile (da 0 a 1.200 euro)
Oltre 28.000 euroNessuno0 euro

Condizione aggiuntiva per i redditi fino a 15.000 euro: il TI pieno da 1.200 euro spetta solo se l’imposta lorda calcolata sul reddito da lavoro dipendente è superiore a zero. Chi ricade nella no tax area (reddito complessivo sotto 8.500 euro) non ha imposta lorda, quindi non ha diritto al TI.

Come si calcola il trattamento integrativo 2026

Fascia fino a 15.000 euro: calcolo TI pieno

Per redditi complessivi fino a 15.000 euro il trattamento integrativo è fisso a 1.200 euro annui, purché:

  1. Il reddito complessivo sia almeno pari alla no tax area dei dipendenti (circa 8.500 euro)
  2. L’imposta lorda calcolata sia maggiore di zero

Formula:

Imposta lorda = Reddito complessivo × aliquota IRPEF 23%
Detrazione lavoro dipendente (per reddito fino a 15.000 euro) = 1.955 euro
Se Imposta lorda > Detrazione lavoro dipendente → TI = 1.200 euro
Altrimenti → TI = Imposta lorda - Detrazione lavoro dipendente (se positivo)

Fascia 15.000–28.000 euro: calcolo TI ridotto

Per redditi tra 15.000 e 28.000 euro, il trattamento integrativo non è automatico: spetta solo se la somma delle detrazioni fiscali spettanti supera l’imposta lorda dovuta. In questo caso il TI è pari alla differenza tra detrazioni e imposta lorda, fino a un massimo di 1.200 euro.

Formula fascia 15.000–28.000 euro:

TI = MIN(1.200 euro ; Somma detrazioni spettanti - Imposta lorda)
Se Somma detrazioni ≤ Imposta lorda → TI = 0

Le detrazioni rilevanti per questo calcolo includono: detrazione da lavoro dipendente, detrazioni per familiari a carico, detrazioni per oneri (mutuo, spese sanitarie, ecc.), detrazioni per canoni di locazione.

Esempi pratici: trattamento integrativo in busta paga

Esempio 1: dipendente con reddito 14.000 euro

  • Reddito complessivo: 14.000 euro
  • Imposta lorda (23%): 3.220 euro
  • Detrazione lavoro dipendente: 1.955 euro
  • Imposta lorda > 0 → TI pieno: 1.200 euro annui (100 euro/mese in busta paga)

Esempio 2: dipendente con reddito 20.000 euro

  • Reddito complessivo: 20.000 euro (fascia 15.000–28.000)
  • Imposta lorda: 23% su 28.000 = 6.440 euro → ma il primo scaglione è 23% fino a 28.000, quindi: 4.600 euro (23% di 20.000)
  • Detrazione lavoro dipendente: proporzionata a 20.000 euro (circa 962 euro)
  • Se detrazioni totali (lavoro + familiari + oneri) superano 4.600 euro → TI pari alla differenza (es. se detrazioni tot = 5.100 → TI = MIN(1.200; 5.100 – 4.600) = MIN(1.200; 500) = 500 euro)
  • Se detrazioni totali ≤ 4.600 euro → TI = 0

Esempio 3: part-time per 6 mesi (rapporto parziale)

Per rapporti di lavoro che non coprono l’intero anno, il TI è proporzionato ai giorni lavorati. Se un dipendente lavora 180 giorni su 365: TI proporzionato = 1.200 × (180/365) = circa 591 euro.

Il trattamento integrativo nel 730 2026

Nel modello 730/2026 (anno di imposta 2025), il trattamento integrativo si gestisce nel Quadro C, sezione dedicata ai redditi da lavoro dipendente e assimilati. Il rigo specifico è il C14, dove il sostituto d’imposta (datore di lavoro) indica l’importo del TI già erogato durante l’anno.

In sede di dichiarazione dei redditi avviene il conguaglio:

  • Se il TI erogato in busta paga è corretto → nessuna variazione
  • Se il TI erogato è inferiore a quanto spettante → il CAF o sostituto riconosce la differenza come credito (rimborso in busta paga o in dichiarazione)
  • Se il TI erogato è superiore a quanto spettante → il lavoratore deve restituire la differenza (detratto dalle successive buste paga o dalla dichiarazione)

Per approfondire la compilazione del quadro relativo ai redditi di lavoro dipendente nel 730, leggi anche il nostro articolo su Quadro C 730/2026: redditi lavoro dipendente, bonus IRPEF e casi particolari.

Trattamento integrativo e esonero contributivo 7%: le differenze

Con la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) è stato introdotto un ulteriore sgravio per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 35.000 euro: l’esonero contributivo del 7% (o 6% per redditi tra 25.000 e 35.000 euro), comunemente noto come “Bonus Babbo Natale” o “Cuneo Contributivo”.

Molti lavoratori confondono le due misure. Ecco le differenze essenziali:

CaratteristicaTrattamento IntegrativoEsonero Contributivo 7%
Base normativaDL 3/2020 + L. 234/2021L. 207/2024 (LB 2025)
NaturaCredito fiscale (IRPEF)Riduzione contributi INPS
Fascia redditoFino a 28.000 euroFino a 35.000 euro
ImportoMax 1.200 euro/annoPercentuale su contributi IVS
Appare in busta pagaSì (voce TI)Sì (riduzione contributi)
CumulabilitàSì, possibile insiemeSì, possibile insieme

Le due misure non si escludono ma operano su piani diversi: il TI è un credito IRPEF, l’esonero è una riduzione dei contributi previdenziali. Chi rientra in entrambe le fasce può beneficiare di entrambi contemporaneamente.

Per le detrazioni da lavoro dipendente e come cambiano in busta paga, consulta anche: Detrazioni Lavoro Dipendente 2026: Importi, Novità e Come Cambiano in Busta Paga.

Cosa fare se il TI non è stato erogato in busta paga

Può capitare che il datore di lavoro non abbia erogato il trattamento integrativo, ad esempio per:

  • Reddito stimato superiore a 28.000 euro (ma poi risultato inferiore)
  • Cambio di lavoro a metà anno (il nuovo datore non conosceva il reddito del periodo precedente)
  • Errore del sostituto d’imposta
  • Lavoratori con più rapporti di lavoro contemporanei

In questi casi, il TI non percepito si recupera integralmente tramite il modello 730. Il CAF calcola l’importo spettante e lo riconosce come credito IRPEF, che viene poi rimborsato:

  • In busta paga (tramite il sostituto d’imposta), oppure
  • Tramite rimborso diretto dell’Agenzia delle Entrate (per chi non ha sostituto)

Per capire come funziona il rimborso in busta paga del 730, leggi: Rimborso 730 in Busta Paga 2026: Quando Arriva, Come Funziona e Cosa Verificare.

Cosa fare se il TI è stato erogato in eccesso

Se il datore di lavoro ha erogato il trattamento integrativo per un importo superiore a quello spettante (ad esempio perché il reddito complessivo finale è risultato superiore al limite), il lavoratore deve restituire la differenza tramite il conguaglio del 730.

La restituzione avviene automaticamente: l’importo da restituire viene trattenuto nelle buste paga successive (tipicamente luglio–dicembre) oppure portato a debito nella dichiarazione dei redditi. Non si tratta di una sanzione: è semplicemente un ricalcolo del beneficio effettivamente spettante.

Casi particolari: pensionati, part-time, più datori di lavoro

  • Pensionati: NON hanno diritto al trattamento integrativo, anche se il loro reddito da pensione è inferiore a 15.000 euro. La pensione INPS, pur essendo tecnicamente reddito assimilato al lavoro dipendente per la tassazione IRPEF, è esclusa dal perimetro del TI.
  • Lavoratori part-time: hanno diritto al TI proporzionato ai giorni di lavoro effettuati nell’anno, se il reddito complessivo rientra nelle soglie previste.
  • Più datori di lavoro contemporanei: ciascun sostituto eroga il TI in autonomia; in sede di conguaglio 730 si verifica l’importo complessivamente spettante, con possibile restituzione se il cumulato supera le soglie.
  • Lavoratori stagionali: ricevono il TI proporzionato al periodo lavorato; il recupero del residuo avviene col 730.
  • Lavoratori autonomi con partita IVA: non spetta alcun trattamento integrativo, indipendentemente dal reddito prodotto.

FAQ: domande frequenti sul trattamento integrativo 2026

Il trattamento integrativo è imponibile IRPEF?

No. Il TI non concorre alla formazione del reddito complessivo e non è soggetto a IRPEF. È un credito fiscale che riduce l’imposta dovuta, non un reddito aggiuntivo.

Il bonus Renzi del 2014 è ancora in vigore nel 2026?

No. Il vecchio «bonus Renzi» da 80 euro (poi 100 euro) è stato formalmente abolito e sostituito dal trattamento integrativo con il DL 3/2020. Il TI 2026 è l’erede diretto di quel bonus, con regole aggiornate.

Se cambio lavoro a metà anno, perdo il TI?

No. Puoi recuperare tutto il TI spettante presentando il modello 730. Il nuovo datore calcolerà il TI solo dal momento in cui sei stato assunto; la differenza per il periodo precedente si recupera in dichiarazione.

Il TI si vede in busta paga?

Sì, di solito appare come voce separata denominata “Trattamento Integrativo” o abbreviata “T.I.” per un importo di 100 euro mensili (TI pieno) o inferiore (TI ridotto). Se non la vedi, controlla con l’ufficio paghe o verifica in sede di 730.

Cosa c’è di nuovo nel 2026 rispetto al 2025?

Le regole base del trattamento integrativo restano invariate nel 2026. La novità rilevante riguarda l’interazione con l’esonero contributivo della L. 207/2024, che ha introdotto la struttura a due aliquote (7% e 6%) confermata anche per il 2026. Le soglie reddituali (15.000 e 28.000 euro) e l’importo massimo (1.200 euro) non sono stati modificati.

Il TI si applica anche all’indennità di disoccupazione (NASpI)?

No. La NASpI è una prestazione di sostegno al reddito, non un reddito da lavoro dipendente, quindi non è nel perimetro del trattamento integrativo.

Hai dubbi sul trattamento integrativo nel tuo 730?

Il calcolo del trattamento integrativo 2026 dipende dalla tua situazione reddituale complessiva: reddito da lavoro, detrazioni spettanti, eventuali altri redditi. Un errore nel conguaglio può portare a dover restituire somme anche significative.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione del 730/2026: verificheremo il TI correttamente, ottimizzeremo le detrazioni spettanti e ti aiuteremo a capire ogni voce della tua busta paga. Contattaci per un preventivo personalizzato.

Leggi anche: Trattamento Integrativo IRPEF 2026: Come Recuperare il Bonus Renzi nel 730

Giugno 19, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-19 11:00:002026-07-03 07:55:25Trattamento integrativo 2026: chi spetta, calcolo e novità nel 730
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Quadro C 730/2026: redditi lavoro dipendente, bonus IRPEF e casi particolari

Dichiarazione dei redditi 730

Il quadro C del Modello 730/2026 è la sezione dedicata ai redditi di lavoro dipendente, assimilati e pensione. Si tratta del quadro più compilato in assoluto, perché riguarda la maggior parte dei contribuenti italiani che devono dichiarare i propri redditi all’Agenzia delle Entrate.

In questa guida completa scoprirai come si compila il quadro C del 730/2026 sezione per sezione, quali importi inserire, come funzionano il Bonus IRPEF e il Trattamento Integrativo, la detassazione dei premi di risultato e l’imposta sostitutiva sulle mance per il settore turistico-alberghiero. Troverai esempi pratici, tabelle riassuntive con gli scaglioni IRPEF aggiornati e le scadenze ufficiali per il 2026.

Il Modello 730/2026 si riferisce ai redditi percepiti nel 2025 (anno d’imposta 2025) e la scadenza per l’invio definitivo è fissata al 30 settembre 2026. Vediamo nel dettaglio come orientarsi tra righi, sezioni e casi particolari del quadro C.

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Cos’è il quadro C del Modello 730/2026 e a cosa serve

Il quadro C del Modello 730/2026 raccoglie tutti i redditi che, ai fini fiscali, vengono trattati come “redditi di lavoro dipendente”. Comprende quindi non solo lo stipendio del lavoratore subordinato, ma anche le pensioni, le indennità sostitutive (come la Cassa Integrazione o la NASPI) e una serie di redditi assimilati, come quelli da collaborazione coordinata e continuativa.

La struttura del quadro è organizzata in sette sezioni, ognuna dedicata a una tipologia specifica di reddito o di ritenuta. Ecco la mappa generale:

  • Sezione I (righi C1–C3): redditi di lavoro dipendente, assimilati e pensioni
  • Sezione II (righi C4–C5): altri redditi assimilati senza detrazione
  • Sezione III (righi C9–C11): ritenute IRPEF e addizionali regionali/comunali
  • Sezione IV (rigo C12): ritenute per lavori socialmente utili
  • Sezione V (righi C14–C15): Bonus IRPEF (ex Bonus Renzi 100 euro) e Trattamento Integrativo
  • Sezione VI (rigo C4 specifico): detassazione premi di risultato
  • Sezione VII: opzione imposta sostitutiva sulle mance (settore turistico-alberghiero)

Tutti i dati da inserire nel quadro C provengono dalla Certificazione Unica (CU) che il datore di lavoro o l’ente pensionistico (INPS) consegna entro il 16 marzo di ogni anno. Per il 730/2026, dovrai utilizzare la CU 2026, riferita ai redditi 2025.

Sezione I: Redditi di lavoro dipendente, assimilati e pensione (righi C1–C3)

La Sezione I è il cuore del quadro C. Qui devi indicare i redditi che danno diritto alla detrazione per lavoro dipendente o pensione. La compilazione richiede attenzione perché ogni rigo ha un codice specifico (colonna 1) che identifica il tipo di reddito.

Rigo C1: tipologia di reddito

Nel rigo C1 devi indicare:

  • Colonna 1 (Tipologia reddito): un codice numerico che identifica il tipo di reddito:
    • Codice 1: reddito di pensione
    • Codice 2: reddito di lavoro dipendente o assimilato per il quale è stata riconosciuta la detrazione
    • Codice 3: compensi percepiti da lavoratori socialmente utili (LSU) in regime agevolato
    • Codice 4: redditi di lavoro dipendente prestato all’estero in zone di frontiera (frontalieri)
  • Colonna 2 (Indeterminato/Determinato): codice 1 se contratto a tempo indeterminato, codice 2 se a tempo determinato
  • Colonna 3 (Reddito): l’importo del reddito percepito, così come risulta dal punto 1 (o 2 per i pensionati) della CU 2026

Esempio pratico: Marco è un impiegato a tempo indeterminato e nel 2025 ha percepito uno stipendio lordo di 28.500 euro (punto 1 della CU). Compilerà il rigo C1 inserendo: colonna 1 = “2”, colonna 2 = “1”, colonna 3 = “28.500”.

Righi C2 e C3: ulteriori redditi

I righi C2 e C3 seguono la stessa logica del C1 e servono a indicare ulteriori redditi di lavoro dipendente o pensione percepiti nel 2025. Sono utili nei casi in cui hai cambiato datore di lavoro durante l’anno o percepisci più redditi contemporaneamente (ad esempio uno stipendio e una pensione).

Attenzione: se hai ricevuto più CU dallo stesso sostituto d’imposta, devi sommare gli importi e inserirli in un unico rigo, salvo che le condizioni di lavoro siano cambiate (es. passaggio da tempo determinato a indeterminato).

Sezione II: Altri redditi assimilati (righi C4–C5)

La Sezione II ospita i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente per i quali NON spetta la detrazione prevista dall’art. 13 del TUIR (DPR 917/1986). Si tratta di una categoria residuale che include casistiche specifiche.

Tra i redditi che vanno inseriti in questa sezione troviamo:

  • Assegni periodici percepiti dal coniuge in caso di separazione legale, divorzio o annullamento del matrimonio (esclusi quelli per il mantenimento dei figli)
  • Assegni periodici alla cui produzione non concorrono attualmente né capitale né lavoro (es. rendite vitalizie)
  • Compensi per cariche elettive (consiglieri comunali, regionali, parlamentari) e per l’esercizio di pubbliche funzioni
  • Indennità giudiziarie e compensi corrisposti dallo Stato a giudici tributari, di pace, esperti del tribunale di sorveglianza

Nei righi C4 e C5 devi indicare:

  • Colonna 1 (Reddito): l’importo lordo del reddito percepito

Da non confondere con le collaborazioni coordinate e continuative (Co.Co.Co.) che, dal 2001, sono assimilate a tutti gli effetti ai redditi di lavoro dipendente e vanno quindi inserite nella Sezione I (rigo C1, codice 2).

Sezione III: Ritenute IRPEF e addizionali (righi C9–C11)

La Sezione III è dedicata all’indicazione delle ritenute fiscali già subite sui redditi dichiarati nelle Sezioni I e II. Si tratta di un passaggio cruciale perché determina se sei a credito (rimborso) o a debito (pagamento) nei confronti dell’Erario.

Rigo C9: Ritenute IRPEF

Nel rigo C9 devi inserire il totale delle ritenute IRPEF subite, che troverai al punto 21 della CU 2026. Le ritenute IRPEF sono l’imposta sui redditi delle persone fisiche trattenuta direttamente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico ogni mese e versata all’Erario per tuo conto.

Rigo C10: Ritenute Addizionale Regionale

Nel rigo C10 indichi le ritenute per l’addizionale regionale all’IRPEF, riportate al punto 22 della CU 2026. L’aliquota dell’addizionale regionale varia da regione a regione (in base alla Delibera del Consiglio Regionale) e si applica al reddito imponibile dell’anno precedente.

Rigo C11: Ritenute Addizionale Comunale (saldo + acconto)

Il rigo C11 richiede due valori distinti:

  • Colonna 1: acconto addizionale comunale 2025 (punto 26 della CU)
  • Colonna 2: saldo addizionale comunale 2024 + eventuale acconto 2025 trattenuto (punti 27 e 29 della CU)

L’addizionale comunale, come quella regionale, è determinata dal Comune di residenza al 1° gennaio dell’anno di riferimento.

Sezione IV: Ritenute per lavori socialmente utili (rigo C12)

La Sezione IV è una sezione molto specifica, dedicata ai lavoratori impiegati in attività socialmente utili (LSU) che hanno raggiunto l’età pensionabile.

I compensi percepiti dai lavoratori LSU che hanno raggiunto l’età pensionabile godono di un regime fiscale agevolato: sono assoggettati a una ritenuta a titolo d’imposta del 23% (con franchigia agevolata). Nel rigo C12 vanno indicate le ritenute IRPEF e le addizionali regionali specificamente operate su questi compensi.

Questa sezione interessa una platea ristretta di contribuenti, ma è importante compilarla correttamente per evitare doppie tassazioni. Per maggiori informazioni puoi consultare le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.

Sezione V: Bonus IRPEF e Trattamento Integrativo (righi C14–C15)

La Sezione V è una delle più importanti del quadro C, perché determina il diritto al Trattamento Integrativo (l’evoluzione del cosiddetto “Bonus Renzi” da 100 euro mensili) e all’eventuale Bonus IRPEF aggiuntivo.

Cos’è il Trattamento Integrativo

Il Trattamento Integrativo è una somma erogata mensilmente in busta paga ai lavoratori dipendenti con un reddito complessivo annuo fino a 15.000 euro. L’importo massimo erogabile è di 1.200 euro annui (pari a 100 euro mensili), riconosciuto in proporzione al periodo di lavoro nell’anno.

Il Trattamento Integrativo è disciplinato dall’articolo 1 del D.L. 3/2020, convertito in Legge 21/2020, e successivamente modificato dalla Legge di Bilancio 2022 (L. 234/2021) e dalla riforma fiscale del 2024 (DLgs 216/2023).

Estensione fino a 28.000 euro: casi particolari

Per i redditi tra 15.001 e 28.000 euro, il Trattamento Integrativo spetta solo se l’imposta lorda calcolata sui redditi da lavoro dipendente e assimilati è superiore al totale delle detrazioni per lavoro dipendente, familiari a carico e altre spese detraibili. In questo caso, l’importo è pari alla differenza (max 1.200 euro).

Compilazione dei righi C14 e C15

Nel rigo C14 (Bonus IRPEF) e nel rigo C15 (Trattamento Integrativo) devi indicare:

  • Colonna 1 (Codice): “1” se il sostituto d’imposta ha erogato il bonus/trattamento, “2” se NON l’ha erogato pur spettando
  • Colonna 2 (Importo): l’importo del bonus erogato (punto 391/392 della CU 2026 per il Trattamento Integrativo)

Esempio pratico – Recupero del Trattamento Integrativo: Anna è una collaboratrice domestica che ha lavorato presso più famiglie nel 2025 senza che nessuno le abbia erogato il Trattamento Integrativo (i datori di lavoro domestico non sono sostituti d’imposta). Il suo reddito complessivo è di 12.000 euro. Nel 730/2026 compilerà il rigo C15 con codice “2” e importo “0” per richiedere il rimborso del Trattamento Integrativo non erogato, che riceverà come credito in dichiarazione.

Restituzione del Trattamento Integrativo

Attenzione al caso opposto: se hai ricevuto il Trattamento Integrativo in busta paga ma in dichiarazione risulti non averne diritto (ad esempio perché hai superato la soglia di reddito), dovrai restituirlo. La somma verrà calcolata e inserita automaticamente nel debito IRPEF del 730/2026.

Sezione VI: Detassazione premi di risultato

La Sezione VI riguarda la detassazione dei premi di risultato, un’agevolazione fiscale prevista per i lavoratori del settore privato che ricevono somme variabili legate a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione.

Come funziona la detassazione

I premi di risultato, fino a un importo lordo di 3.000 euro annui (elevati a 4.000 euro in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro), sono assoggettati a un’imposta sostitutiva del 5% dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali.

L’aliquota agevolata al 5% per il 2025 è stata confermata dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ed è stata prorogata anche per il triennio 2025-2027.

Requisiti per accedere alla detassazione

  • Reddito da lavoro dipendente nell’anno precedente non superiore a 80.000 euro
  • Il premio deve essere previsto da un contratto collettivo aziendale o territoriale depositato presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro
  • Erogazione collegata a parametri oggettivi e misurabili di incremento di produttività, redditività, qualità o efficienza

In alternativa, il lavoratore può scegliere di convertire il premio (in tutto o in parte) in servizi di welfare aziendale (buoni pasto, asili nido, polizze sanitarie, contributi previdenza complementare), che sono completamente esentasse.

Compilazione del rigo C4 per la detassazione

Le informazioni sui premi di risultato vanno riportate nel rigo C4, utilizzando i dati indicati ai punti 571-580 della CU 2026:

  • Colonna 1: somme tassate con imposta sostitutiva del 5%
  • Colonna 2: somme tassate ordinariamente (se hai rinunciato all’agevolazione)
  • Colonna 3: ritenute operate
  • Colonna 4: benefit di welfare in sostituzione del premio
  • Colonne 5-7: opzione di tassazione (sostitutiva o ordinaria), utile se la scelta del datore di lavoro non è quella più conveniente

Sezione VII: Imposta sostitutiva sulle mance (settore turistico-alberghiero)

La Sezione VII è stata introdotta recentemente dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022, art. 1 commi 58-62) e riguarda esclusivamente i lavoratori del settore turistico-alberghiero e della ristorazione.

Come funziona la tassazione agevolata delle mance

Le mance percepite dai lavoratori del settore privato di strutture ricettive e di somministrazione di pasti e bevande sono qualificate come redditi di lavoro dipendente, ma possono essere assoggettate a un’imposta sostitutiva del 5% dell’IRPEF e delle addizionali.

Limiti e requisiti

  • L’agevolazione si applica fino al 25% del reddito percepito nel periodo d’imposta per le prestazioni di lavoro
  • Il lavoratore non deve aver percepito redditi da lavoro dipendente superiori a 75.000 euro nell’anno precedente (soglia confermata dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024, che ha esteso e potenziato la misura)
  • Il lavoratore può comunque rinunciare alla tassazione sostitutiva e optare per quella ordinaria, se più conveniente

Esempio pratico: Luca lavora come cameriere in un ristorante e nel 2025 ha percepito uno stipendio di 18.000 euro e mance per 3.500 euro. Il 25% del reddito è pari a 4.500 euro, quindi le mance rientrano interamente nel limite e sono tassate al 5% (175 euro di imposta sostitutiva), invece che con l’aliquota IRPEF ordinaria (805 euro, calcolando il 23% su 3.500 euro). Risparmio: 630 euro.

Scaglioni IRPEF 2025 per la dichiarazione 2026: tabella riassuntiva

Per calcolare l’imposta dovuta sui redditi indicati nel quadro C, è fondamentale conoscere gli scaglioni IRPEF 2025. Dal 2024, infatti, gli scaglioni sono passati da quattro a tre (DLgs 216/2023, riforma fiscale Meloni), e questa modifica è stata resa strutturale dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024).

Scaglione di redditoAliquota IRPEFImposta da pagare
Fino a 28.000 euro23%23% del reddito
Da 28.001 a 50.000 euro35%6.440 € + 35% sulla parte eccedente 28.000 €
Oltre 50.000 euro43%14.140 € + 43% sulla parte eccedente 50.000 €

Esempio di calcolo IRPEF lordo: Su un reddito imponibile di 35.000 euro l’IRPEF lorda è pari a:

  • 23% × 28.000 = 6.440 euro (sul primo scaglione)
  • 35% × 7.000 = 2.450 euro (sulla parte eccedente i 28.000 euro fino a 35.000)
  • IRPEF lorda totale = 8.890 euro

A questo importo si applicano poi le detrazioni (per lavoro dipendente, per familiari a carico, per spese sanitarie, ecc.) per ottenere l’IRPEF netta effettivamente dovuta.

Detrazione per lavoro dipendente 2025

La detrazione per i redditi di lavoro dipendente è regolata dall’art. 13 del TUIR ed è stata aggiornata nel 2024:

  • Per redditi fino a 15.000 euro: detrazione fissa di 1.955 euro (con minimo garantito non inferiore a 690 euro o 1.380 euro per i contratti a tempo determinato)
  • Per redditi tra 15.001 e 28.000 euro: detrazione decrescente con formula proporzionale
  • Per redditi tra 28.001 e 50.000 euro: detrazione ulteriormente ridotta
  • Oltre 50.000 euro: detrazione azzerata

La cosiddetta “no tax area” per i lavoratori dipendenti è stata portata a 8.500 euro di reddito complessivo: chi guadagna meno non paga IRPEF (allineamento con la no tax area dei pensionati).

Casi particolari: dipendenti pubblici, residenti esteri, frontalieri, sportivi

Dipendenti pubblici

I dipendenti delle pubbliche amministrazioni compilano il quadro C esattamente come i dipendenti privati, indicando i redditi al punto 1 della CU. Una specificità riguarda il conguaglio di fine anno: il sostituto d’imposta pubblico effettua il conguaglio entro il 28 febbraio dell’anno successivo, e gli effetti possono comparire nella CU 2026.

Residenti all’estero che lavorano in Italia

I soggetti non residenti che hanno percepito redditi di lavoro dipendente in Italia non possono utilizzare il Modello 730. Devono presentare il Modello Redditi PF. L’unica eccezione: i lavoratori italiani residenti in Stati di confine (frontalieri) che mantengono la residenza fiscale in Italia.

Frontalieri

I lavoratori frontalieri (residenti in Italia che lavorano stabilmente all’estero in zone di confine) godono di una franchigia di esenzione IRPEF aggiornata, di norma indicata dalla Legge di Bilancio dell’anno. Il reddito viene comunque indicato nel quadro C con il codice 4 nella colonna 1 e l’importo che eccede la franchigia è soggetto a tassazione ordinaria.

Per il Friuli Venezia Giulia, regione particolarmente interessata dal lavoro frontaliero con Slovenia e Austria, la disciplina ha specificità ulteriori che richiedono assistenza qualificata. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza specialistica per i frontalieri della regione.

Sportivi dilettanti

I compensi degli sportivi dilettanti sono stati radicalmente riformati dal DLgs 36/2021 (Riforma dello Sport), entrato pienamente in vigore dal 1° luglio 2023. Ora i compensi sportivi sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente e:

  • Fino a 15.000 euro annui sono esenti da imposizione
  • L’eccedenza è soggetta a tassazione ordinaria nel quadro C

Scadenze e termini di presentazione del 730/2026

Le date da ricordare per il Modello 730/2026 (riferito ai redditi 2025) sono:

DataAdempimento
30 aprile 2026Disponibilità del 730 precompilato sul sito Agenzia delle Entrate (in precedenza era il 15 aprile)
15 giugno 2026Termine per primi conguagli e rimborsi via sostituto d’imposta (per chi presenta entro maggio)
30 settembre 2026Scadenza invio definitivo del 730/2026
25 ottobre 2026Termine per la presentazione del 730 integrativo
30 novembre 2026Scadenza Modello Redditi PF (per chi non può usare il 730)

L’apertura del precompilato è stata spostata dal 15 al 30 aprile a partire dal 2026, per consentire all’Agenzia delle Entrate di disporre di più tempo per la verifica dei dati trasmessi da banche, datori di lavoro ed enti previdenziali.

Errori comuni nel quadro C e come correggerli

Compilare correttamente il quadro C è fondamentale per evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate. Ecco gli errori più frequenti e come rimediare.

Errori più comuni

  • Inserire l’importo netto invece del lordo: nel rigo C1 va inserito sempre il reddito lordo (punto 1 della CU), non il netto in busta paga
  • Dimenticare di richiedere il Trattamento Integrativo: se hai diritto al bonus ma il datore di lavoro non l’ha erogato, devi compilare il rigo C15 con codice “2”
  • Confondere ritenute IRPEF e addizionali: ogni voce ha un rigo dedicato (C9, C10, C11). Riportare i valori in righi errati può generare errori di calcolo
  • Non sommare più CU dello stesso datore: se hai ricevuto più CU dallo stesso sostituto, gli importi vanno sommati
  • Indicare i redditi del coniuge: nel quadro C vanno solo i tuoi redditi, anche nel 730 congiunto (il coniuge ha una colonna separata)

730 integrativo: come correggere a favore del contribuente

Se ti accorgi di aver dimenticato detrazioni o deduzioni che ti spettavano (a tuo favore), puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026. È utilizzabile esclusivamente per modifiche che aumentano il credito o riducono il debito. Va presentato esclusivamente tramite un CAF o un professionista abilitato (intermediario fiscale).

730 correttivo e dichiarazione integrativa nel Modello Redditi PF

Per le correzioni che aumentano il debito o quelle effettuate dopo il 25 ottobre 2026, non è possibile presentare un 730 integrativo. Bisogna ricorrere al Modello Redditi PF integrativo entro il 31 dicembre del quinto anno successivo (in regime di ravvedimento operoso, con sanzioni e interessi ridotti progressivamente in base alla tempestività della correzione).

730 precompilato: cosa controllare nel quadro C

Il 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate il 30 aprile 2026 contiene già i dati del quadro C preimpostati grazie alle informazioni trasmesse dai sostituti d’imposta. Tuttavia, è sempre opportuno verificare:

  • Che tutti i datori di lavoro abbiano trasmesso la CU (le CU non trasmesse non saranno nel precompilato)
  • Che gli importi delle ritenute corrispondano a quelli effettivamente subiti
  • Che il codice tipologia reddito (colonna 1 del rigo C1) sia corretto
  • Che il Trattamento Integrativo sia stato correttamente erogato (o richiesto)
  • Che i premi di risultato siano stati assoggettati all’imposta sostitutiva del 5% se vi avete diritto

Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine per il tuo 730/2026

Il quadro C del Modello 730/2026 è composto da numerose sezioni e richiede attenzione ai dettagli: un errore può costare caro in termini di rimborsi mancati o di accertamenti futuri. Affidarsi a un CAF qualificato significa avere la certezza di:

  • Compilazione corretta di tutti i righi e codici
  • Massimizzazione del credito (rimborsi più alti possibili)
  • Recupero del Trattamento Integrativo non erogato
  • Verifica dei calcoli su scaglioni IRPEF e detrazioni
  • Assistenza in caso di controllo o richiesta di documenti da parte dell’Agenzia delle Entrate
  • Apposizione del visto di conformità, indispensabile per rimborsi superiori a 4.000 euro

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno migliaia di contribuenti del Friuli Venezia Giulia nella compilazione del Modello 730, con particolare specializzazione su casistiche complesse come frontalieri Italia-Slovenia/Austria, redditi esteri e casi particolari di Trattamento Integrativo.

Prenota un appuntamento online per la compilazione del tuo 730/2026 o vieni a trovarci direttamente in sede a Udine. Ti aspettiamo per offrirti un servizio professionale, rapido e a un costo trasparente.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti sul quadro C del 730/2026

Posso compilare il quadro C se ho solo redditi da pensione?

Sì, anche i pensionati compilano il quadro C utilizzando il codice “1” nella colonna 1 del rigo C1. Il reddito di pensione va riportato dal punto 1 (o 2, in casi specifici) della CU 2026 ricevuta dall’INPS o dall’ente previdenziale.

Cosa succede se non ho ricevuto la CU dal datore di lavoro?

Il datore di lavoro è obbligato a consegnare la CU entro il 16 marzo. Se non l’hai ricevuta, contatta il datore o l’INPS. In ultima istanza, puoi richiedere all’Agenzia delle Entrate una copia della CU trasmessa al sistema fiscale, oppure ricostruire i redditi dalle buste paga, segnalando l’anomalia.

Il Trattamento Integrativo spetta anche con la NASPI?

Sì. La NASPI è un reddito di lavoro dipendente assimilato e quindi rientra nel quadro C, dando diritto al Trattamento Integrativo a condizione che il reddito complessivo annuo non superi i 15.000 euro (o, in alcuni casi, i 28.000 euro con i parametri della “capienza fiscale” sopra descritta).

Devo dichiarare le mance se sono cameriere?

Sì, le mance sono redditi imponibili e vanno dichiarate. Se lavori in una struttura del settore turistico-alberghiero o di ristorazione, fino al 25% del reddito da lavoro le mance possono essere assoggettate all’imposta sostitutiva del 5% (Legge di Bilancio 2025), che è generalmente molto più vantaggiosa della tassazione ordinaria.

Posso correggere il 730 dopo averlo presentato?

Sì. Per correzioni a tuo favore (più rimborso o meno debito), puoi presentare il 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026. Per correzioni a sfavore (più debito), devi utilizzare il Modello Redditi PF integrativo entro il 31 dicembre del quinto anno successivo, con eventuali sanzioni ridotte tramite ravvedimento operoso.

Le collaborazioni coordinate e continuative vanno nel quadro C?

Sì. I redditi delle Co.Co.Co. sono assimilati al lavoro dipendente e vanno indicati nella Sezione I del quadro C (di norma rigo C1 con codice “2”), dando diritto alla detrazione per lavoro dipendente prevista dall’art. 13 del TUIR.

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Fonti ufficiali e riferimenti normativi

  • DPR 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR – Testo Unico Imposte sui Redditi), artt. 49–52 e art. 13
  • DLgs 30 dicembre 2023 n. 216 – Riforma fiscale (riduzione scaglioni IRPEF da 4 a 3)
  • L. 30 dicembre 2024 n. 207 (Legge di Bilancio 2025) – Conferma strutturale aliquote IRPEF, proroga detassazione premi di risultato e tassazione agevolata mance
  • D.L. 5 febbraio 2020 n. 3 convertito in L. 21/2020 – Trattamento Integrativo
  • L. 29 dicembre 2022 n. 197 (Legge di Bilancio 2023), art. 1 commi 58-62 – Imposta sostitutiva mance settore turistico-alberghiero
  • DLgs 28 febbraio 2021 n. 36 – Riforma dello Sport
  • Agenzia delle Entrate – Istruzioni Modello 730/2026
  • Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana
Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 07:25:432026-05-31 17:44:59Quadro C 730/2026: redditi lavoro dipendente, bonus IRPEF e casi particolari
CAF

Detrazioni Lavoro Dipendente 2026: Calcolo, Importi e Novita

aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

Le detrazioni per lavoro dipendente 2026 rappresentano uno dei principali strumenti fiscali per ridurre l’IRPEF in busta paga. Si tratta di agevolazioni riconosciute automaticamente dal datore di lavoro a tutti i lavoratori subordinati e assimilati, che diminuiscono l’imposta lorda in base al reddito complessivo annuo. In questa guida completa analizziamo nel dettaglio come funzionano, le formule di calcolo aggiornate, gli importi per fascia di reddito e il rapporto con il trattamento integrativo (ex bonus Renzi) da 100 euro mensili.

Se vuoi approfondire come queste detrazioni incidono sul tuo stipendio netto, ti consigliamo di leggere anche la nostra guida completa al calcolo dello stipendio netto 2026.

Indice dei contenuti

  1. Cosa sono le detrazioni per lavoro dipendente
  2. Formula di calcolo per fasce di reddito 2026
  3. Importi detrazioni lavoro dipendente 2026
  4. Trattamento integrativo 100 euro (ex bonus Renzi)
  5. Detrazioni per redditi di pensione 2026
  6. Come si applicano in busta paga
  7. Casi particolari e rapporti a tempo determinato
  8. FAQ – Domande frequenti

Cosa sono le detrazioni per lavoro dipendente e assimilati

Le detrazioni per lavoro dipendente sono riduzioni dell’imposta IRPEF lorda previste dall’articolo 13 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, DPR 917/1986). Spettano a:

  • Lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato o determinato
  • Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.)
  • Percettori di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (borse di studio, compensi soci di cooperative, indennita di carica)
  • Soci lavoratori di cooperative

Il principio e semplice: maggiore e il reddito, minore e la detrazione. Questo meccanismo garantisce una progressivita fiscale a favore dei redditi piu bassi, coerentemente con il principio costituzionale di capacita contributiva (art. 53 Cost.).

Formula di calcolo per fasce di reddito 2026

Le detrazioni per lavoro dipendente 2026 si calcolano con formule differenziate in base a quattro scaglioni di reddito complessivo. Ecco il dettaglio aggiornato con le modifiche introdotte dalla riforma fiscale:

Reddito fino a 15.000 euro

La detrazione e pari a 1.955 euro. La detrazione effettiva non puo essere inferiore a 690 euro. Per i contratti a tempo determinato, il minimo garantito sale a 1.380 euro. Questa fascia protegge i redditi piu bassi con la detrazione massima.

Reddito da 15.001 a 28.000 euro

Si applica la formula:

Detrazione = 1.910 + 1.190 x [(28.000 – reddito) / 13.000]

Esempio pratico: con un reddito di 22.000 euro la detrazione sara 1.910 + 1.190 x [(28.000 – 22.000) / 13.000] = 1.910 + 1.190 x 0,4615 = 1.910 + 549 = 2.459 euro.

Reddito da 28.001 a 50.000 euro

La formula diventa:

Detrazione = 1.910 x [(50.000 – reddito) / 22.000]

Esempio pratico: con un reddito di 35.000 euro la detrazione sara 1.910 x [(50.000 – 35.000) / 22.000] = 1.910 x 0,6818 = 1.302 euro.

Reddito oltre 50.000 euro

Per i redditi superiori a 50.000 euro la detrazione per lavoro dipendente e pari a zero. Chi supera questa soglia non beneficia di alcuna riduzione d’imposta per redditi da lavoro.

Importi detrazioni lavoro dipendente 2026: tabella riepilogativa

Ecco una tabella di sintesi con gli importi indicativi delle detrazioni per le principali fasce di reddito:

Reddito complessivoDetrazione annua (euro)Detrazione mensile (euro)
10.0001.955163
15.0001.955163
20.0002.570214
25.0002.184182
28.0001.910159
35.0001.302109
42.00069458
50.00000

Nota importante: gli importi sono calcolati per un anno intero di lavoro (365 giorni). Se il rapporto di lavoro e inferiore all’anno, la detrazione viene rapportata ai giorni effettivi. Il calcolo preciso tiene conto dei giorni indicati nella Certificazione Unica (CU) rilasciata dal datore di lavoro.

Trattamento integrativo 100 euro al mese (ex bonus Renzi)

Oltre alle detrazioni per lavoro dipendente, i lavoratori con reddito fino a 15.000 euro hanno diritto al trattamento integrativo di 100 euro mensili (1.200 euro annui), erogato direttamente in busta paga dal datore di lavoro.

Per i redditi compresi tra 15.001 e 28.000 euro, il trattamento integrativo spetta solo se la somma di determinate detrazioni (familiari a carico, lavoro dipendente, interessi mutuo, spese sanitarie, ristrutturazioni) supera l’imposta lorda. In questo caso l’importo e pari alla differenza tra le detrazioni e l’imposta lorda, fino a un massimo di 1.200 euro.

Requisiti principali per il trattamento integrativo 2026:

  • Essere titolare di reddito di lavoro dipendente o assimilato
  • Avere un reddito complessivo non superiore a 28.000 euro
  • Avere un’imposta lorda superiore alla detrazione per lavoro dipendente (per redditi fino a 15.000 euro)
  • Non essere incapienti (l’IRPEF lorda deve essere positiva dopo le detrazioni da lavoro)

Attenzione: il trattamento integrativo non spetta ai pensionati, ai percettori di redditi da lavoro autonomo e ai titolari di partita IVA in regime forfettario.

Detrazioni per redditi di pensione 2026

Le detrazioni per i pensionati seguono un meccanismo simile ma con importi e scaglioni differenti, previsti dall’art. 13 comma 3 del TUIR:

  • Reddito fino a 8.500 euro: detrazione di 1.955 euro (minimo garantito 713 euro)
  • Reddito da 8.501 a 28.000 euro: detrazione = 700 + 1.255 x [(28.000 – reddito) / 19.500]
  • Reddito da 28.001 a 50.000 euro: detrazione = 700 x [(50.000 – reddito) / 22.000]
  • Reddito oltre 50.000 euro: nessuna detrazione

La no tax area per i pensionati e fissata a 8.500 euro: chi ha una pensione annua fino a questo importo non paga IRPEF grazie alla detrazione che azzera completamente l’imposta. Per i lavoratori dipendenti, la no tax area equivale a circa 8.174 euro.

Come si applicano le detrazioni in busta paga

Le detrazioni per lavoro dipendente vengono applicate automaticamente dal datore di lavoro (sostituto d’imposta) in sede di calcolo delle ritenute IRPEF mensili. Ecco come funziona il processo:

  1. Il lavoratore presenta il modulo detrazioni (ex modello D23) all’inizio del rapporto di lavoro o a gennaio di ogni anno, dichiarando il reddito presunto annuo
  2. Il datore calcola la detrazione annua spettante in base alla fascia di reddito dichiarata
  3. L’importo viene suddiviso per 12 mesi (o per il periodo di lavoro) e applicato ogni mese in busta paga
  4. A fine anno, con il conguaglio di dicembre (o nella CU), il datore ricalcola la detrazione effettiva sul reddito reale e opera gli eventuali conguagli

Se il reddito effettivo risulta diverso da quello presunto, il conguaglio puo generare un credito (rimborso in busta paga) o un debito (trattenuta aggiuntiva). Per questo e importante comunicare tempestivamente al datore di lavoro eventuali variazioni di reddito, ad esempio per un secondo lavoro o per redditi da locazione.

In sede di dichiarazione dei redditi (modello 730), le detrazioni vengono ricalcolate sul reddito complessivo effettivo, eventualmente con il conguaglio finale.

Casi particolari e rapporti a tempo determinato

Esistono alcune situazioni specifiche in cui le detrazioni lavoro dipendente si applicano con regole particolari:

  • Contratti a tempo determinato: la detrazione minima garantita e di 1.380 euro (invece di 690 euro per i contratti a tempo indeterminato)
  • Piu rapporti di lavoro nell’anno: i giorni di detrazione non possono superare 365 in totale. Se i periodi si sovrappongono, occorre fare il conguaglio nel 730
  • Part-time: le detrazioni si calcolano sul reddito complessivo annuo, non sulle ore lavorate. Un part-time con reddito basso avra detrazioni elevate
  • CIG e NASPI: le indennita di disoccupazione e cassa integrazione sono redditi assimilati a lavoro dipendente e beneficiano delle stesse detrazioni
  • Lavoro all’estero: per i residenti fiscali in Italia che lavorano all’estero, si applicano le stesse detrazioni con possibili crediti per imposte pagate all’estero

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

FAQ – Domande frequenti sulle detrazioni lavoro dipendente 2026

Le detrazioni per lavoro dipendente sono automatiche?

Si, vengono applicate automaticamente dal datore di lavoro in busta paga. Il lavoratore deve solo presentare il modulo delle detrazioni con i propri dati fiscali all’inizio del rapporto o a inizio anno.

Posso avere sia le detrazioni che il trattamento integrativo?

Si, le detrazioni per lavoro dipendente e il trattamento integrativo da 100 euro sono cumulabili. Il trattamento integrativo spetta in aggiunta alle detrazioni, se il reddito non supera 28.000 euro e si verificano le condizioni previste dalla legge.

Cosa succede se ho due lavori dipendenti contemporaneamente?

Le detrazioni vanno richieste a un solo datore di lavoro. Nel modello 730 si procedera al conguaglio finale sommando i redditi e ricalcolando le detrazioni spettanti sul reddito complessivo. I giorni di detrazione non possono superare 365 nell’anno.

Le detrazioni spettano anche ai lavoratori in cassa integrazione?

Si. Le indennita di cassa integrazione (CIG ordinaria e straordinaria) e la NASPI sono considerate redditi assimilati a lavoro dipendente e danno diritto alle stesse detrazioni previste dall’articolo 13 del TUIR.

Come verifico se le detrazioni in busta paga sono corrette?

Controlla la voce “detrazioni lavoro dipendente” nel cedolino paga. L’importo mensile dovrebbe corrispondere alla detrazione annua divisa per 12 (o per i mesi lavorati). Se noti discrepanze, rivolgiti all’ufficio paghe o al CAF Centro Fiscale di Udine per una verifica gratuita.


Hai dubbi sulle detrazioni in busta paga o vuoi verificare che siano calcolate correttamente? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza personalizzata per il controllo del cedolino, la dichiarazione dei redditi e il calcolo del trattamento integrativo. Contattaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine.

Aprile 9, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/aliquote-irpef-2024-e-calcolo-detrazioni-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-09 09:00:002026-05-31 10:12:49Detrazioni Lavoro Dipendente 2026: Calcolo, Importi e Novita
DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Bonus Renzi 2026: Chi Puo Beneficiare del Trattamento Integrativo

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il bonus Renzi 2026, oggi ufficialmente chiamato trattamento integrativo, rappresenta un’agevolazione fiscale fondamentale per milioni di lavoratori dipendenti italiani. Con un valore massimo di 1.200 euro all’anno (100 euro al mese), questo beneficio viene erogato direttamente in busta paga dal datore di lavoro. In questa guida completa, analizziamo chi ne ha diritto nel 2026, i limiti di reddito aggiornati e come verificare che venga correttamente applicato.

Indice dei Contenuti

  1. Cos’è il Bonus Renzi (Trattamento Integrativo)
  2. Chi Ha Diritto al Bonus Renzi nel 2026
  3. Limiti di Reddito: le Due Fasce
  4. Importo e Come si Calcola
  5. Come Verificare il Bonus in Busta Paga
  6. Come Recuperare il Bonus nel 730
  7. Chi NON Ha Diritto al Trattamento Integrativo
  8. Quando Bisogna Restituire il Bonus
  9. Domande Frequenti

Cos’è il Bonus Renzi (Trattamento Integrativo)

Il trattamento integrativo, comunemente noto come bonus Renzi, è un credito IRPEF introdotto inizialmente nel 2014 come “bonus 80 euro” e successivamente potenziato a 100 euro mensili dal 2020. Nel 2026, la normativa rimane sostanzialmente invariata rispetto al 2024-2025.

Si tratta di un credito d’imposta che viene riconosciuto automaticamente dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) ai lavoratori dipendenti e assimilati con redditi entro determinate soglie. L’obiettivo è quello di alleggerire il carico fiscale sui redditi medio-bassi.

L’importo massimo annuo è di 1.200 euro, pari a 100 euro mensili per 12 mensilità. Il bonus viene erogato direttamente in busta paga, senza necessità di presentare domanda specifica.

Chi Ha Diritto al Bonus Renzi nel 2026

Hanno diritto al trattamento integrativo nel 2026 le seguenti categorie di contribuenti:

  • Lavoratori dipendenti (sia a tempo indeterminato che determinato)
  • Apprendisti
  • Lavoratori in somministrazione
  • Soci di cooperative
  • Percettori di borse di studio, assegni e compensi per attività di tirocinio
  • Sacerdoti
  • Lavoratori socialmente utili
  • Percettori di indennità di disoccupazione (NASpI, DIS-COLL)
  • Percettori di cassa integrazione

Requisito fondamentale: l’imposta lorda IRPEF deve essere superiore alla detrazione per lavoro dipendente spettante. In pratica, il reddito deve essere sufficiente a generare un’imposta da cui poter detrarre il bonus. Per i redditi molto bassi (generalmente sotto i 8.174 euro), l’imposta lorda è azzerata dalle detrazioni e quindi il bonus non spetta.

Limiti di Reddito: le Due Fasce

Il trattamento integrativo 2026 si articola in due fasce di reddito con regole differenti:

Fascia 1: Reddito fino a 15.000 euro

Per i lavoratori con reddito complessivo fino a 15.000 euro, il trattamento integrativo spetta in misura piena, pari a 1.200 euro annui. L’unica condizione è che l’imposta lorda sui redditi da lavoro dipendente sia superiore alla detrazione spettante (al netto delle sole detrazioni per lavoro dipendente).

Fascia 2: Reddito tra 15.001 e 28.000 euro

Per chi ha un reddito compreso tra 15.001 e 28.000 euro, il bonus spetta solo se la somma di determinate detrazioni è superiore all’imposta lorda. Le detrazioni considerate nel calcolo sono:

  • Detrazioni per familiari a carico (coniuge, figli, altri familiari)
  • Detrazioni per redditi da lavoro dipendente e assimilati
  • Detrazioni per interessi passivi su mutui prima casa (contratti entro il 31/12/2021)
  • Detrazioni per spese sanitarie
  • Detrazioni per spese edilizie (ristrutturazione, ecobonus, sismabonus)

In questa fascia, l’importo del trattamento integrativo è pari alla differenza tra le detrazioni spettanti e l’imposta lorda, con un massimo di 1.200 euro.

Importo e Come si Calcola

L’importo del bonus Renzi varia in base alla fascia di reddito e ai giorni di lavoro nell’anno:

Fascia di redditoImporto annuoImporto mensileCondizione
Fino a 15.000 euro1.200 euro (pieno)100 euroImposta lorda > detrazione lavoro dipendente
15.001 – 28.000 euroFino a 1.200 euroFino a 100 euroDetrazioni complessive > imposta lorda
Oltre 28.000 euro0 euro0 euroNon spetta

Calcolo proporzionale: se il rapporto di lavoro non copre l’intero anno (per esempio, contratti a tempo determinato di pochi mesi), il bonus viene rapportato ai giorni lavorati. La formula è: 1.200 x (giorni di lavoro / 365).

Esempio pratico: un lavoratore con contratto di 6 mesi (183 giorni) e reddito nella prima fascia riceverà: 1.200 x 183/365 = 601,64 euro.

Come Verificare il Bonus in Busta Paga

Per verificare se stai ricevendo il trattamento integrativo in busta paga, segui questi passaggi:

  1. Cerca la voce specifica: nella parte centrale del cedolino, cerca la voce “Trattamento integrativo” o “DL 3/2020” o “Bonus DL 66/2014”. La denominazione può variare a seconda del software paghe utilizzato dal datore di lavoro
  2. Verifica l’importo: dovrebbe essere di circa 100 euro mensili per un lavoratore full-time con rapporto per l’intero mese
  3. Controlla la CU (Certificazione Unica): nella sezione dedicata, ai punti 390-399, trovi il riepilogo del trattamento integrativo erogato nell’anno
  4. Verifica sul sito INPS: se sei un percettore di NASpI o cassa integrazione, controlla il dettaglio del pagamento su MyINPS nella sezione “Prestazioni e servizi”

Attenzione: se non trovi la voce in busta paga, potrebbe significare che il datore di lavoro ritiene che il tuo reddito complessivo superi i 28.000 euro, oppure che l’imposta lorda sia inferiore alla detrazione. In questo caso, puoi sempre recuperare il bonus tramite la dichiarazione dei redditi.

Come Recuperare il Bonus nel 730

Se non hai ricevuto il trattamento integrativo in busta paga durante l’anno, o ne hai ricevuto meno del dovuto, puoi recuperarlo presentando il modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025). Ecco come fare:

  • Sezione dedicata del 730: il trattamento integrativo viene calcolato automaticamente nella dichiarazione. Se ti spetta e non lo hai ricevuto, risulterà come credito a tuo favore
  • 730 precompilato: accedendo al modello 730 precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate, il sistema già pre-inserisce i dati dalla CU. Verifica che siano corretti
  • Rimborso in busta paga: se dal 730 emerge un credito per trattamento integrativo non erogato, il rimborso arriverà nella prima busta paga utile successiva alla liquidazione (generalmente luglio-agosto)

Consiglio: se hai avuto più rapporti di lavoro durante l’anno, è particolarmente importante verificare nel 730 che il trattamento integrativo sia stato calcolato correttamente sul reddito complessivo. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per un controllo accurato della tua situazione.

Chi NON Ha Diritto al Trattamento Integrativo

Il bonus Renzi non spetta nelle seguenti situazioni:

  • Reddito superiore a 28.000 euro: oltre questa soglia, il trattamento integrativo non è previsto in nessun caso
  • Lavoratori autonomi e partite IVA: il bonus è riservato esclusivamente ai redditi da lavoro dipendente e assimilati. I lavoratori autonomi, anche se con redditi bassi, non ne hanno diritto
  • Pensionati: le pensioni sono escluse dal trattamento integrativo (anche se sono assimilate ai redditi da lavoro dipendente ai fini IRPEF)
  • Reddito sotto la no tax area: se il reddito è talmente basso (sotto circa 8.174 euro) che l’imposta lorda è completamente azzerata dalla detrazione per lavoro dipendente, il bonus non spetta perché non c’è imposta su cui applicarlo
  • Incapienti fiscali: chi non ha capienza fiscale sufficiente (imposta lorda inferiore o uguale alla detrazione lavoro dipendente) non ha diritto al trattamento

Quando Bisogna Restituire il Bonus

In alcuni casi, il lavoratore potrebbe dover restituire in tutto o in parte il trattamento integrativo ricevuto durante l’anno. Questo accade quando:

  • Il reddito complessivo supera i 28.000 euro: se il datore di lavoro ha erogato il bonus basandosi su un reddito stimato inferiore, ma a consuntivo il reddito annuo è risultato superiore alla soglia
  • Più rapporti di lavoro: con due o più datori di lavoro nello stesso anno, ciascuno potrebbe aver erogato il bonus calcolandolo solo sul proprio reddito. Sommando i redditi, potresti aver superato la soglia
  • Variazioni reddituali: straordinari, premi, arretrati o altri redditi aggiuntivi che fanno superare le soglie durante l’anno

La restituzione avviene in sede di dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi PF), dove il bonus percepito in eccesso risulta come debito d’imposta e viene trattenuto dalla busta paga di conguaglio. Per evitare sorprese, è consigliabile comunicare al datore di lavoro la presenza di altri redditi o chiedere la non applicazione del trattamento integrativo.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sul Bonus Renzi 2026

Il bonus Renzi esiste ancora nel 2026?

Sì, il trattamento integrativo (ex bonus Renzi) è confermato anche per il 2026 con le stesse regole degli anni precedenti. L’importo massimo resta di 1.200 euro annui per i redditi fino a 15.000 euro, con possibilità di accesso anche per redditi tra 15.001 e 28.000 euro a determinate condizioni.

Come faccio a sapere se ho diritto al bonus?

Verifica il tuo reddito complessivo annuo. Se è inferiore a 15.000 euro e hai un’imposta lorda superiore alla detrazione per lavoro dipendente, hai diritto al bonus pieno di 1.200 euro. Se il reddito è tra 15.001 e 28.000 euro, il diritto dipende dall’ammontare delle tue detrazioni complessive. In caso di dubbi, rivolgiti al CAF Centro Fiscale.

Il bonus viene dato anche ai disoccupati con NASpI?

Sì, i percettori di NASpI e DIS-COLL hanno diritto al trattamento integrativo, poiché la disoccupazione è assimilata ai redditi da lavoro dipendente. L’INPS eroga il bonus direttamente con il pagamento della prestazione.

Posso rinunciare al bonus per evitare di restituirlo?

Sì, puoi presentare al datore di lavoro una dichiarazione in cui chiedi la non applicazione del trattamento integrativo. Questo è consigliabile se prevedi che il tuo reddito complessivo supererà i 28.000 euro o se hai più rapporti di lavoro. Potrai comunque recuperare il bonus nel 730 se ti spettava.

Il bonus Renzi si cumula con l’Assegno Unico?

Sì, il trattamento integrativo e l’Assegno Unico sono due prestazioni completamente separate. Il bonus Renzi è un credito IRPEF, mentre l’Assegno Unico è una prestazione familiare. Si possono percepire entrambi contemporaneamente senza alcuna incompatibilità.

Hai bisogno di verificare se hai diritto al bonus Renzi 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza personalizzata. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121 per fissare un appuntamento. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

Aprile 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-03 09:00:002026-05-31 09:56:28Bonus Renzi 2026: Chi Puo Beneficiare del Trattamento Integrativo

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