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Partita IVA UX UI Designer 2026: Regime Forfettario, ATECO e Come Fatturare

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Sei un UX designer, UI designer o web designer freelance e stai valutando di aprire la partita IVA? Oppure hai gia’ una partita IVA ma non sei sicuro di avere il codice ATECO giusto o di pagare i contributi corretti?

In questa guida trovi tutto quello che devi sapere sulla partita IVA per UX e UI designer nel 2026: codice ATECO, regime forfettario, contributi INPS, come fatturare ai clienti italiani ed esteri.

Partita IVA UX UI Designer: quale codice ATECO scegliere?

Il codice ATECO e’ il codice che identifica la tua attivita’ economica. Per i designer freelance esistono due codici principali, e la scelta dipende da cosa fai concretamente:

Codice ATECODescrizioneQuando si usa
74.10.21Attivita’ di disegno grafico e comunicazione visiva (esclusi web designer)Design grafico, identita’ visiva, branding, illustrazione
62.01.00Produzione di software non connessa all’editoriaDesign di interfacce digitali (UI/UX per app e software), prototipazione
73.11.02Conduzione di campagne pubblicitarieSe fai anche advertising o marketing digitale con il design

La scelta pratica per un UX/UI designer: se il tuo lavoro principale e’ la progettazione di interfacce digitali (app, siti web, software), il codice 62.01.00 e’ spesso piu’ adatto. Se ti occupi prevalentemente di design grafico visivo e comunicazione, opta per 74.10.21.

Attenzione: il codice ATECO influisce sul coefficiente di redditivita’ nel regime forfettario (vedi sotto). Entrambi i codici citati hanno coefficiente 78%, quindi ai fini fiscali il risultato e’ lo stesso.

Regime forfettario per UX UI designer: conviene?

Il regime forfettario e’ il regime fiscale agevolato piu’ diffuso tra i freelance in Italia. Ecco i punti chiave per i designer:

Requisiti per accedere al forfettario

  • Ricavi annui non superiori a 85.000 euro nell’anno precedente
  • Non avere una partecipazione in societa’ di persone o SRL trasparenti
  • Non aver percepito redditi da lavoro dipendente superiori a 35.000 euro nell’anno precedente (soglia elevata dalla Legge di Bilancio 2025)
  • Non applicare regimi speciali IVA

Come funziona la tassazione forfettaria per un designer

Nel regime forfettario non paghi IRPEF ordinaria (con aliquote progressive dal 23% al 43%). Paghi invece una imposta sostitutiva unica — cioe’ una tassa piatta che sostituisce tutte le altre. L’aliquota e’:

  • 5% per i primi 5 anni di attivita’ (se non hai svolto attivita’ simile nei 3 anni precedenti)
  • 15% dalla sesta annualita’ in poi

Ma su quale importo si calcola questa imposta? Non sull’incasso lordo, ma su un reddito imponibile calcolato forfettariamente. Per i designer (codice 74.10.21 o 62.01.00), il coefficiente di redditivita’ e’ 78%.

Esempio pratico — Designer con 40.000 euro di fatturato annuo:

  • Ricavi: 40.000 euro
  • Reddito imponibile forfettario (40.000 x 78%): 31.200 euro
  • Imposta sostitutiva al 15%: 4.680 euro
  • Contributi INPS Gestione Separata al 26,07%: circa 8.134 euro (calcolati sul reddito imponibile al netto dei contributi stessi — calcolo iterativo)
  • Carico fiscale-previdenziale totale: circa 12.800 euro su 40.000 euro di ricavi

I dati sopra sono esempi semplificati. Il calcolo esatto dei contributi INPS e’ leggermente diverso perche’ i contributi si deducono dal reddito imponibile prima del calcolo dell’imposta. Per un preventivo personalizzato, contatta il CAF Centro Fiscale.

Contributi INPS per designer freelance: Gestione Separata

Come designer freelance con partita IVA, sei obbligato a iscriverti alla Gestione Separata INPS — la cassa previdenziale per lavoratori autonomi senza una cassa professionale dedicata.

Aliquote Gestione Separata 2026

SituazioneAliquota
Designer freelance senza altra copertura previdenziale26,07%
Designer che e’ anche dipendente o pensionato24%

I contributi si calcolano sul reddito imponibile forfettario (cioe’ i tuoi ricavi moltiplicati per il coefficiente 78%). Non si calcolano sull’incasso lordo.

Quando si pagano? I contributi INPS si versano in acconto (novembre/dicembre dell’anno in corso, con il Modello Redditi) e a saldo (giugno dell’anno successivo). Se sei nel forfettario, si trovano nel quadro LM del Modello Redditi PF.

Come fatturare: clienti italiani, UE ed extra-UE

La fatturazione e’ uno degli aspetti pratici piu’ importanti per un designer freelance, specialmente se lavori con clienti di altri Paesi.

Fattura a cliente italiano privato o azienda

Nel regime forfettario non applichi IVA. La fattura deve riportare la dicitura obbligatoria:

“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014, regime forfettario — operazione senza applicazione di IVA”

Se la fattura supera 77,47 euro di imponibile, devi applicare una marca da bollo da 2 euro (in formato digitale per fatturazione elettronica).

I forfettari non subiscono ritenuta d’acconto: se il cliente e’ una societa’ o professionista che normalmente trattiene il 20% del compenso, tu puoi indicare in fattura: “Si richiede di non applicare la ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1 c. 67 L. 190/2014”.

Fattura a cliente UE con partita IVA (B2B)

Quando fatturi a un’azienda o professionista con partita IVA in un Paese UE (es. un’agenzia tedesca o una startup francese), le tue prestazioni di design rientrano nella regola generale dei servizi B2B art. 7-ter DPR 633/72: l’operazione e’ fuori campo IVA in Italia (la tassazione avviene nel Paese del cliente con il meccanismo del reverse charge).

In pratica: emetti fattura senza IVA e indichi “Operazione fuori campo IVA art. 7-ter DPR 633/72”. Non devi iscriverti al VIES (registro IVA UE) se sei nel forfettario, ma e’ consigliato verificare con il tuo consulente perche’ ci sono sfumature operative.

Fattura a cliente extra-UE (es. startup USA)

Analogamente, le prestazioni di design verso clienti extra-UE con sede all’estero sono fuori campo IVA in Italia (art. 7-ter). Emetti la fattura senza IVA. L’importo che ricevi e’ il tuo ricavo lordo che va dichiarato nel Modello Redditi.

Spese deducibili per un designer freelance

Questa e’ una delle domande piu’ frequenti: nel regime forfettario posso dedurre le spese?

La risposta e’: no, non puoi dedurre le spese reali. Questo e’ il compromesso del forfettario. Il legislatore ha gia’ calcolato in modo forfettario che il tuo reddito netto e’ il 78% dei ricavi, includendo implicitamente le spese. Quindi non puoi aggiungere ulteriori deduzioni per software Adobe, laptop, corsi di formazione, abbonamenti Figma, ecc.

Tuttavia, se le tue spese effettive sono molto elevate (superiori al 22% dei ricavi), potrebbe valere la pena valutare il regime ordinario, dove deduci le spese reali e paghi IRPEF sulle tariffe progressive. Un CAF o commercialista puo’ farti una simulazione comparativa.

Diritto d’autore e partita IVA: come funziona per il design

Un tema delicato per i designer: alcune opere di design possono essere protette dal diritto d’autore (L. 633/1941). Se cedi i diritti di sfruttamento economico di un’opera, il compenso per la cessione potrebbe avere un trattamento fiscale diverso dalla normale prestazione professionale.

Per i forfettari, pero’, questa distinzione e’ meno rilevante dal punto di vista pratico: tutti i compensi (prestazione + eventuale cessione diritti) confluiscono nel reddito forfettario e vengono tassati con la stessa imposta sostitutiva. Non c’e’ la deduzione forfettaria del 25% sulle cessioni diritti d’autore che si applica invece ai lavoratori autonomi in regime ordinario.

Se ritieni che la cessione di diritti d’autore sia una parte significativa del tuo reddito e vuoi capire se conviene strutturare diversamente i contratti, ti consigliamo un colloquio con un esperto.

Come aprire la partita IVA da designer: i passi pratici

Aprire la partita IVA e’ piu’ semplice di quanto pensi. Ecco i passaggi:

  1. Scegli il codice ATECO — in base a cosa fai (vedi tabella sopra)
  2. Compila il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (online o di persona) con i dati: codice ATECO, regime fiscale scelto (forfettario), data inizio attivita’
  3. Iscriviti alla Gestione Separata INPS — entro 30 giorni dall’inizio attivita’
  4. Attiva la fatturazione elettronica — obbligatoria dal 2024 anche per i forfettari con un software (Fatture in Cloud, Aruba, ecc.)

Non serve iscriversi a un albo professionale per fare il designer freelance (non e’ una professione ordinistica). Non servono autorizzazioni speciali. La semplicita’ burocratica e’ uno dei vantaggi di questa professione.

Designer freelance: forfettario o regime ordinario?

Il forfettario conviene quasi sempre a chi inizia e ha ricavi fino a circa 40-50.000 euro. Sopra quella soglia (e con spese professionali significative), il regime ordinario puo’ diventare competitivo.

FattoreForfettarioRegime ordinario
Tassazione5% o 15% su 78% ricaviIRPEF 23%-43% su utile netto
Spese deducibiliNO (forfettarie incluse)SI (spese reali documentate)
IVANON si applica (vantaggio competitivo con privati)Si applica e si versa all’erario
AdempimentiSemplificatiPiu’ complessi
Limite ricaviMax 85.000 euro/annoNessun limite

Domande frequenti (FAQ)

Posso lavorare sia come dipendente che come designer freelance?

Si’, e’ possibile avere contemporaneamente un contratto di lavoro dipendente e la partita IVA come designer freelance. Attenzione pero’: se il tuo reddito da lavoro dipendente supera 35.000 euro nell’anno precedente, non puoi accedere al regime forfettario. Faresti il regime ordinario.

Devo aprire la partita IVA se ho poche commesse?

Se i tuoi compensi da attivita’ di design sono occasionali e non superano i 5.000 euro netti nell’anno, puoi usare la ricevuta per prestazione occasionale (senza partita IVA). Sopra quella soglia — o se l’attivita’ e’ continuativa anche con importi bassi — e’ obbligatoria la partita IVA.

Quanto costa aprire e mantenere la partita IVA?

L’apertura della partita IVA all’Agenzia delle Entrate e’ gratuita. I costi sono quelli di un eventuale commercialista o CAF per la gestione annuale (dichiarazione, F24 contributi, ecc.). Nel forfettario i costi di gestione sono contenuti grazie alla semplificazione degli adempimenti.

I clienti esteri mi fanno firmare contratti con royalties o flat fee: come li dichiaro?

Nel forfettario, qualunque sia la struttura del compenso (flat fee, royalty, retainer mensile), quello che conta e’ il totale incassato nell’anno. Tutti i compensi concorrono al limite di 85.000 euro e vengono tassati allo stesso modo. La struttura contrattuale non cambia il trattamento fiscale nel forfettario.

Posso dedurre la formazione (corsi, workshop, certificazioni)?

Nel regime forfettario no — le spese reali non sono deducibili. Nel regime ordinario si, entro certi limiti (al 100% se strettamente inerenti all’attivita’). Se investi molto in formazione, valuta col tuo consulente se il regime ordinario ti conviene di piu’.

Conclusione: aprire la partita IVA da designer nel 2026

Per un UX/UI designer freelance, il regime forfettario nel 2026 e’ quasi sempre la scelta ottimale quando si inizia o si ha un fatturato sotto gli 85.000 euro. Paghi un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% i primi 5 anni), gestisci meno burocrazia, e non applichi l’IVA ai tuoi clienti — un vantaggio concreto quando lavori con privati o micro-imprese.

I punti da non dimenticare: scegliere il codice ATECO corretto, iscriversi alla Gestione Separata INPS entro 30 giorni, attivare la fatturazione elettronica, e tenere traccia di tutti gli incassi durante l’anno per non sforare il limite di 85.000 euro.

Hai dubbi sul regime piu’ conveniente per la tua situazione specifica? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza personalizzata per freelance e partite IVA. Contattaci per un preventivo personalizzato.

Leggi anche: Regime Forfettario e Operazioni con l’Estero: Guida Completa | Gestione Separata INPS 2026: Guida Completa | Doppia Partita IVA 2026: Si Puo Avere?

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