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Rottamazione Quinquies 2026: Calendario Rate Residue e Cosa Fare se Hai Saltato il 31 Luglio

ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

Il 31 luglio 2026 è passato, ma per la rottamazione quinquies il calendario non si ferma qui. Chi ha scelto il piano a 54 rate deve tenere sotto controllo tutte le prossime scadenze fino al 2035, mentre chi ha mancato il pagamento della prima rata (o dell’unica soluzione) si trova davanti a una domanda urgente: cosa succede adesso? In questo articolo ripercorriamo il calendario completo delle rate residue della rottamazione quinquies 2026, spieghiamo cosa fare in pratica se hai saltato la scadenza del 31 luglio e quali sono i margini concreti per rimettersi in regola prima che scatti la decadenza. Se hai dubbi sul tuo piano di pagamento, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificarlo e a capire come muoverti.

Indice dei contenuti

Hai saltato il 31 luglio? Ecco cosa fare subito

Se non sei riuscito a versare la prima rata (o l’unica soluzione) della rottamazione quinquies entro il 31 luglio 2026, la prima cosa da sapere è che non tutto è perduto immediatamente. La normativa (Legge n. 199/2025) prevede una tolleranza di 5 giorni di calendario rispetto alla scadenza indicata sul bollettino, valida per il pagamento dell’unica rata o della prima rata scelta dal debitore: il pagamento resta quindi valido se effettuato entro il 5 agosto 2026. Superata anche questa finestra, però, il discorso cambia radicalmente.

Se ti trovi ancora nei 5 giorni di tolleranza, la priorità assoluta è versare l’importo dovuto il prima possibile, verificando con attenzione l’importo esatto riportato sul piano di pagamento: un versamento di importo insufficiente rispetto a quello dovuto NON mette al riparo dalla decadenza, esattamente come un pagamento omesso. Se invece i 5 giorni sono già trascorsi senza che tu abbia effettuato il versamento, la situazione richiede una verifica puntuale della tua posizione: in alcuni casi specifici possono sussistere margini di recupero (ne parliamo più avanti), ma servono verifiche caso per caso sul tuo piano. Per il dettaglio sulla scadenza originaria del 31 luglio, leggi il nostro approfondimento su Rottamazione Cartelle 2026: Scadenza 31 Luglio, Cosa Succede se Non Paghi.

Perché conviene non aspettare l’ultimo giorno utile

La tolleranza di 5 giorni è pensata come rete di sicurezza per imprevisti, non come una proroga ufficiale della scadenza. Codici bollettino sbagliati, ritardi negli accrediti bancari o codici tributo F24 compilati male possono far slittare la data di effettivo accredito oltre i termini utili, anche quando il pagamento è stato disposto per tempo. Per approfondire i codici corretti da utilizzare, consulta la nostra guida su Codici Tributo F24 2026: Guida Completa con Tabella e Risoluzioni AdE. Per questo motivo, chi si trova a ridosso della scadenza dei 5 giorni di tolleranza dovrebbe verificare con priorità assoluta che il pagamento sia stato correttamente eseguito e accreditato, non solo disposto.

Calendario completo delle rate residue rottamazione quinquies 2026-2035

Chi ha scelto il pagamento rateale della rottamazione quinquies deve gestire fino a 54 rate bimestrali distribuite su 9 anni. Conoscere in anticipo tutte le scadenze residue è essenziale per organizzare la provvista e non rischiare la decadenza su nessuna delle rate successive a quella di luglio. Ecco il calendario completo previsto dalla normativa per le rate residue del 2026 e degli anni successivi. Per approfondire il tasso di dilazione applicato dal 1° agosto, leggi Rottamazione quinquies, dal 1° agosto scattano gli interessi al 3%: pagare tutto o in 54 rate.

Le prossime scadenze 2026

Dopo la prima rata del 31 luglio 2026 (con tolleranza al 5 agosto), le rate successive dell’anno in corso sono fissate al 30 settembre 2026 e al 30 novembre 2026. Su queste rate si applicano gli interessi di dilazione al 3% annuo, che decorrono dal 1° agosto 2026 per chi prosegue con il pagamento rateale.

RataScadenza
1ª rata31 luglio 2026 (tolleranza: 5 agosto 2026)
2ª rata30 settembre 2026
3ª rata30 novembre 2026
4ª → 51ª rata31 gennaio / 31 marzo / 31 maggio / 31 luglio / 30 settembre / 30 novembre di ciascun anno dal 2027
52ª rata31 gennaio 2035
53ª rata31 marzo 2035
54ª rata31 maggio 2035 (tolleranza: 5 giugno 2035)

Le rate dal 2027 in poi

Dal 2027 in avanti, le rate residue seguono una cadenza fissa e ricorrente ogni anno, alle date del 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre, fino all’esaurimento del piano. Il calendario si conclude con la 52ª rata al 31 gennaio 2035, la 53ª rata al 31 marzo 2035 e la 54ª e ultima rata al 31 maggio 2035. Su quest’ultima rata si applica di nuovo la tolleranza di 5 giorni di calendario prevista dalla legge per l’ultima rata del piano: significa che, se il piano si chiude il 31 maggio 2035, il versamento resta considerato tempestivo se accreditato entro il 5 giugno 2035. Per tutte le rate intermedie, invece, non è prevista la stessa tolleranza (vedi la sezione dedicata più avanti).

L’importo minimo di ogni rata

Un dettaglio pratico da tenere presente: la normativa fissa un importo minimo di 100 euro per ciascuna rata del piano. Se la suddivisione del debito in 54 rate genera importi più bassi di questa soglia, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione riduce automaticamente il numero di rate nel piano, per rispettare il minimo previsto. Chi ha un piano con rate ridotte rispetto alle 54 originarie non deve quindi preoccuparsi: è una conseguenza automatica della regola sull’importo minimo, non un errore nel piano di pagamento.

Decadenza dalla rottamazione quinquies: quando scatta e cosa comporta

La decadenza dalla rottamazione quinquies è l’esito più penalizzante per chi ha aderito alla definizione agevolata, ed è bene sapere con precisione quando si verifica e quali conseguenze produce, per evitare di trovarsi impreparati. Su questo punto la legge è più articolata di quanto si pensi, perché distingue tra rate intermedie e prima/ultima rata del piano.

Le regole di decadenza: unica rata, ultima rata e rate intermedie

La rottamazione quinquies diventa inefficace, con conseguente decadenza, in tre situazioni distinte previste dalla legge:

  • Mancato, tardivo (oltre i 5 giorni di tolleranza) o insufficiente pagamento dell’unica rata scelta dal debitore, per chi ha optato per il pagamento in soluzione unica
  • Omesso o insufficiente pagamento di due rate del piano, anche non consecutive tra loro, per chi ha scelto la soluzione rateale: in questo caso la tolleranza di 5 giorni non si applica, quindi anche un solo giorno di ritardo su due rate diverse concorre a determinare la decadenza
  • Mancato, tardivo (oltre i 5 giorni) o insufficiente pagamento dell’ultima rata del piano

In sintesi: la tolleranza di 5 giorni di calendario si applica soltanto al pagamento dell’unica rata o dell’ultima rata del piano, non alle rate intermedie, per le quali anche un solo giorno di ritardo non è tollerato ma concorre, insieme a una seconda rata omessa o insufficiente, a determinare la decadenza.

Cosa succede in concreto dopo la decadenza

Una volta scattata la decadenza, gli effetti sono immediati e, salvo eventuali future modifiche normative, non reversibili per gli stessi carichi. Le somme già versate non vengono restituite, ma vengono imputate come acconto sulle somme complessivamente dovute: il conteggio finale, però, torna a comprendere per intero sanzioni e interessi di mora che la rottamazione aveva azzerato, con un debito complessivo spesso molto più alto di quello che si sarebbe pagato restando in regola.

Riprendono inoltre a decorrere i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi, con la possibilità per l’Agenzia delle Entrate-Riscossione di avviare nuove azioni esecutive (fermi amministrativi, ipoteche, pignoramenti) o di proseguire quelle già avviate prima della domanda di adesione. Infine, i carichi per cui è scattata l’inefficacia della rottamazione non sono più rateizzabili ai sensi dell’articolo 19 del DPR n. 602/1973, e non è possibile presentare una nuova domanda di rottamazione quinquies per gli stessi carichi.

Esistono margini di recupero dopo la decadenza?

Chi si trova già fuori dai termini previsti dalla legge deve sapere che la normativa attuale non prevede una riammissione automatica al piano di rottamazione quinquies per gli stessi carichi. Non è quindi possibile, a differenza di quanto disponibile in alcune situazioni per altri istituti fiscali, semplicemente pagare in ritardo oltre i termini e considerarsi comunque in regola con la rottamazione.

Le opzioni concrete per chi è decaduto

Dopo la decadenza, il debito residuo torna esigibile secondo le regole ordinarie, e i carichi non sono più rateizzabili ai sensi dell’articolo 19 del DPR n. 602/1973 come misura di rottamazione. A questo punto, l’opzione concreta più praticabile è valutare una rateizzazione ordinaria del debito con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione: uno strumento generalmente disponibile per i debiti tributari, che consente di dilazionare il pagamento nel tempo secondo le regole ordinarie di rateizzazione, comprensivo di sanzioni e interessi ripristinati. Non si tratta delle stesse condizioni di favore della rottamazione, ma può comunque permettere di evitare il pagamento in un’unica soluzione.

Perché conviene verificare subito la propria posizione

Prima di rassegnarsi alla decadenza, è fondamentale verificare con precisione la propria situazione: può darsi che il pagamento apparentemente in ritardo rientri ancora nei termini di tolleranza previsti per l’unica rata o per l’ultima rata del piano, oppure che si tratti di un disguido sul codice tributo o sull’importo che è possibile chiarire con l’ente di riscossione prima che si consolidino gli effetti della decadenza. Verificare tempestivamente il proprio piano di pagamento, capire con esattezza quali rate risultano effettivamente versate e quali no, è un passaggio che richiede attenzione e competenza tecnica, soprattutto perché le regole di decadenza cambiano a seconda che si tratti della prima, dell’ultima o di una rata intermedia. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i contribuenti proprio in questa fase delicata, verificando lo stato reale del piano rateale e individuando, quando possibile, la strada migliore per limitare i danni.

Come recuperare i moduli e verificare il tuo piano rateale

Sapere quali rate restano da pagare, con quali importi e quali scadenze, è il primo passo per non incorrere in nuovi ritardi. Il piano di pagamento personalizzato con l’elenco completo delle rate residue, degli importi aggiornati con gli interessi al 3% e delle relative scadenze è disponibile nell’area riservata di Agenzia delle Entrate-Riscossione, insieme ai moduli di pagamento precompilati necessari per i versamenti successivi. Se non hai SPID e devi recuperare i moduli, trovi la procedura dettagliata nel nostro articolo su Rottamazione quinquies: come recuperare online i moduli di pagamento senza SPID. In alternativa, il pagamento può essere effettuato tramite i canali telematici delle banche, di Poste Italiane e degli altri Prestatori di Servizi di Pagamento aderenti al circuito pagoPA, oppure con domiciliazione bancaria delle rate.

Cosa fare se hai difficoltà ad accedere ai documenti

Non tutti i contribuenti hanno dimestichezza con l’area riservata online o dispongono degli strumenti di accesso digitale necessari (SPID, CIE, credenziali dedicate). Per chi ha difficoltà a recuperare autonomamente moduli, bollettini o l’elenco aggiornato delle rate residue, la soluzione più sicura è rivolgersi a un professionista che possa occuparsene senza il rischio di errori nella compilazione o di scadenze dimenticate. Il CAF Centro Fiscale di Udine recupera per conto del contribuente la documentazione aggiornata sul piano di rottamazione quinquies e verifica scadenze e importi di ogni rata residua, permettendoti di pianificare i pagamenti senza sorprese. Se vuoi anche capire come funzionano gli esiti online e la tolleranza sui pagamenti, leggi Rottamazione-quinquies: esiti online e tolleranza pagamenti fino al 5 agosto solo per pochi.

Il 31 luglio non è l’ultima scadenza della rottamazione quinquies, ma solo la prima di una lunga serie di appuntamenti che si protrarranno fino al 2035 per chi ha scelto il piano a 54 rate. Che tu abbia rispettato la scadenza, che tu stia ancora rientrando nei 5 giorni di tolleranza, o che tu tema di essere già decaduto, la cosa più importante è verificare con precisione la tua posizione e non lasciare che i dubbi si accumulino fino alla prossima rata.

Ho pagato la rata del 31 luglio il 3 agosto: sono ancora in regola con la rottamazione quinquies?

Si. La tolleranza di 5 giorni di calendario copre i versamenti dell’unica rata o della prima rata del piano effettuati fino al 5 agosto 2026 compreso, quindi un pagamento accreditato il 3 agosto resta pienamente valido e non comporta alcuna conseguenza.

Quali sono le prossime rate della rottamazione quinquies dopo agosto 2026?

Dopo la prima rata di luglio, le prossime scadenze sono il 30 settembre 2026 e il 30 novembre 2026. Dal 2027 le rate residue seguono una cadenza fissa il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno, fino alla 54esima e ultima rata prevista per il 31 maggio 2035.

La tolleranza di 5 giorni vale per tutte le rate del piano?

No. Per legge, la tolleranza di 5 giorni si applica solo al pagamento dell’unica rata (per chi paga in soluzione unica) o dell’ultima rata del piano rateale. Per le rate intermedie non e’ prevista questa tolleranza: la decadenza scatta se si omette o si versa un importo insufficiente per due rate del piano, anche non consecutive.

Cosa succede se pago una rata della rottamazione quinquies con un importo inferiore a quello dovuto?

Dipende da quale rata e’ interessata. Se si tratta dell’unica rata o dell’ultima rata del piano, un versamento insufficiente comporta la decadenza dalla rottamazione quinquies. Se si tratta di una rata intermedia, la decadenza scatta quando l’omesso o insufficiente pagamento riguarda due rate, anche non consecutive.

Se sono decaduto dalla rottamazione quinquies posso rientrare pagando in ritardo?

No, la normativa attuale non prevede una riammissione automatica al piano per gli stessi carichi una volta scattata la decadenza. L’opzione concreta praticabile e’ valutare una rateizzazione ordinaria del debito residuo con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Dove trovo il calendario aggiornato delle mie rate residue della rottamazione quinquies?

Il piano di pagamento personalizzato, con l’elenco di tutte le rate residue e i relativi importi aggiornati, e’ disponibile nell’area riservata di Agenzia delle Entrate-Riscossione. Se hai difficolta’ ad accedervi o a interpretare i dati, il CAF Centro Fiscale di Udine puo’ recuperare la documentazione e verificare il tuo piano.


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Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare il tuo piano di rottamazione quinquies, recuperare moduli e bollettini, e valutare le opzioni disponibili se hai saltato una rata. Assistenza sia in ufficio che online, in tutta Italia.

CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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