NOTIZIERottamazione Cartelle e Prescrizione: la Domanda Interrompe i Termini, Non li CancellaChi ha vecchie cartelle esattoriali e sta valutando se aderire a una rottamazione pensa spesso di poter avere il meglio di entrambi i mondi: rateizzare il debito e, se le cose si mettono male, eccepire comunque la prescrizione sugli anni più vecchi. Una recente sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di II grado del Lazio smonta questa convinzione. La domanda di rottamazione cartelle non sospende né azzera la prescrizione a favore del contribuente: al contrario, la interrompe e fa ripartire da zero il termine a favore del Fisco. Un aspetto tecnico ma con conseguenze molto concrete per chi ha cartelle datate e non ha ancora deciso come muoversi.La pronuncia, la n. 3678/2026 depositata il 10 giugno 2026, riguarda un caso specifico legato al bollo auto, ma il principio affermato dai giudici vale in generale per qualsiasi domanda di definizione agevolata presentata all’Agente della riscossione. Vediamo cosa è successo e perché la questione riguarda potenzialmente moltissimi contribuenti.Indice dei contenutiIl caso concreto: bollo auto 2015 e rottamazione nel 2019Perché la domanda di rottamazione interrompe la prescrizioneLe clausole di riserva sui moduli di adesione non proteggonoLa sospensione Covid allunga ulteriormente i terminiLe conseguenze pratiche: spese di giudizio e lezione per i contribuentiDomande frequenti su rottamazione cartelle e prescrizioneIl caso concreto: bollo auto 2015 e rottamazione nel 2019Alla base della vicenda c’è una cartella per il mancato pagamento della tassa automobilistica, il cosiddetto bollo auto, relativa all’anno d’imposta 2015. Nell’aprile del 2019 la contribuente aveva presentato istanza di adesione alla rottamazione delle cartelle, sperando così di chiudere la partita con il Fisco a condizioni agevolate.Qualche tempo dopo, però, è arrivata un’intimazione di pagamento. A quel punto la contribuente ha impugnato l’atto sostenendo che il debito fosse ormai prescritto: il bollo auto, infatti, si prescrive in tre anni se nel frattempo l’ente creditore non compie atti validi che interrompano il decorso del termine. Secondo la sua tesi, dal 2015 al momento dell’intimazione erano passati più di tre anni senza che fosse successo nulla di rilevante.La Corte di Giustizia Tributaria di II grado del Lazio ha respinto questa ricostruzione. Secondo i giudici, un evento interruttivo in realtà c’era stato eccome: proprio la domanda di adesione alla rottamazione presentata nel 2019. Perché la domanda di rottamazione interrompe la prescrizioneIl cuore del ragionamento della Corte riguarda l’articolo 2944 del Codice Civile, che disciplina il riconoscimento di debito come causa di interruzione della prescrizione. In parole semplici: se un debitore compie un atto che dimostra di essere consapevole di dovere ancora del denaro, il termine di prescrizione si azzera e riparte da capo, esattamente come se il debito fosse appena sorto.Presentare domanda di rottamazione cartelle, secondo i giudici, equivale proprio a questo: è un atto con cui il contribuente chiede di pagare a condizioni agevolate un debito che, implicitamente, riconosce come esistente. Non serve una dichiarazione esplicita del tipo “riconosco di dovere questa somma”: basta la volontà consapevole di aderire a una misura che presuppone l’esistenza del debito stesso.La sentenza richiama sul punto alcuni precedenti della Corte di Cassazione, tra cui le pronunce n. 19866/2025, n. 9221/2024 e n. 37389/2022, secondo cui il riconoscimento di debito è un atto giuridico non recettizio. Tradotto: non ha bisogno di essere comunicato o accettato da nessuno per produrre effetti, è sufficiente che venga compiuto con consapevolezza. Di conseguenza, dal momento in cui il contribuente presenta la domanda di adesione all’ente della riscossione, il termine di prescrizione della cartella riparte per intero, come se gli anni precedenti non fossero mai trascorsi.Chi ha già aderito a una rottamazione e conserva ancora cartelle di anni lontani dovrebbe quindi ricalcolare con attenzione i termini, magari facendosi assistere per capire da quando decorre davvero il nuovo periodo. Un discorso simile vale anche per la rottamazione delle cartelle comunali, dove si applicano meccanismi di adesione con effetti analoghi sul piano civilistico. Le clausole di riserva sui moduli di adesione non proteggonoMolti contribuenti, per prudenza, aggiungono ai moduli di adesione formule del tipo “con riserva di contestare in giudizio” o barrano caselle prestampate con clausole simili, convinti così di mettersi al riparo da eventuali contestazioni future. La sentenza chiarisce che questa strategia non funziona per evitare l’effetto interruttivo della prescrizione.Secondo la Corte, l’effetto interruttivo scatta comunque, indipendentemente dalla presenza di riserve scritte a mano o prestampate. Ciò che conta, ai fini dell’articolo 2944 del Codice Civile, non è l’assenza di riserve, ma il fatto stesso che il contribuente abbia scelto volontariamente e consapevolmente di aderire a una misura di definizione agevolata che presuppone l’esistenza del debito. Una clausola di stile aggiunta sul modulo non cambia la sostanza di questo comportamento.In pratica, chi firma una domanda di rottamazione con la convinzione di “salvarsi” tramite una riserva scritta a margine rischia di scoprire, anni dopo, che quella riserva non ha avuto alcun effetto pratico davanti ai giudici tributari. La sospensione Covid allunga ulteriormente i terminiNel calcolo dei termini, la Corte ha valorizzato anche un altro elemento spesso dimenticato: la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza della riscossione disposta durante l’emergenza sanitaria dal decreto legge 18/2020, il cosiddetto decreto Cura Italia.In sostanza, per un determinato periodo legato all’emergenza Covid, i giorni non si conteggiano ai fini del decorso del termine triennale di prescrizione del bollo auto. Questo significa che, oltre all’interruzione prodotta dalla domanda di rottamazione, il conteggio complessivo dei tempi a disposizione dell’Agente della riscossione risulta ulteriormente allungato dal periodo di sospensione pandemica.Per chi deve fare i conti con cartelle relative al periodo 2015-2020 circa, questo doppio effetto (interruzione da adesione più sospensione Covid) può cambiare significativamente le valutazioni su cosa sia davvero prescritto e cosa no. Anche eventuali vizi di notifica della cartella di pagamento vanno valutati insieme a questi elementi, perché il quadro complessivo dei termini non dipende da un solo fattore. Le conseguenze pratiche: spese di giudizio e lezione per i contribuentiLa contribuente, oltre a vedersi respingere il ricorso, ha chiesto anche una riduzione delle spese di giudizio, sostenendo che il valore della causa fosse modesto: il bollo auto originario ammontava infatti a circa 181 euro. La Corte ha respinto anche questa richiesta, chiarendo che il valore di riferimento per il calcolo delle spese legali non è il solo tributo originario, ma l’intero importo dell’intimazione di pagamento impugnata, comprensivo di interessi, sanzioni e accessori maturati nel tempo.Il risultato pratico è stato doppiamente sfavorevole per la contribuente: non solo il ricorso è stato respinto e il debito confermato come non prescritto, ma è arrivata anche la condanna al pagamento delle spese del primo grado, più ulteriori 300 euro per il grado d’appello.La vicenda offre un insegnamento chiaro a chiunque stia valutando l’adesione a una rottamazione delle cartelle: si tratta di una scelta che va ponderata con attenzione, perché non è priva di effetti collaterali sul piano giuridico. Aderire per convenienza economica, pensando poi di poter comunque contestare il debito invocando la prescrizione, è una strategia che la giurisprudenza più recente ha reso decisamente più rischiosa. Domande frequenti su rottamazione cartelle e prescrizioneChi ha già aderito alla rottamazione può ancora eccepire la prescrizione sui debiti precedenti?In linea generale no, non per gli anni coperti dalla domanda di adesione. Secondo la sentenza n. 3678/2026, la domanda di rottamazione cartelle costituisce un implicito riconoscimento di debito che interrompe la prescrizione e la fa ripartire da zero. Chi ha aderito difficilmente potrà quindi sostenere, per gli stessi importi, che il debito fosse già prescritto al momento della domanda.Le clausole di riserva scritte sui moduli di adesione servono a qualcosa?Secondo la giurisprudenza richiamata dalla Corte, no: le clausole del tipo “con riserva di contestare in giudizio” aggiunte a mano o prestampate sui moduli non impediscono l’effetto interruttivo della prescrizione. Ciò che conta è l’atto in sé di aderire consapevolmente alla definizione agevolata, non la presenza di riserve formali.Da quando riparte il nuovo termine di prescrizione dopo la domanda di rottamazione?Il nuovo termine decorre dalla data di presentazione della domanda di adesione alla rottamazione all’ente della riscossione. Da quel momento il conteggio riparte per intero, come se il debito fosse sorto in quel preciso istante, e a questo si possono aggiungere eventuali periodi di sospensione previsti dalla legge, come quello legato all’emergenza Covid.Cosa c’entra la sospensione Covid con la prescrizione delle cartelle?Il decreto legge 18/2020 (decreto Cura Italia) ha sospeso per un determinato periodo i termini di prescrizione e decadenza legati alla riscossione. I giorni compresi in quel periodo non vengono conteggiati nel calcolo del termine triennale, allungando di fatto i tempi complessivi a disposizione dell’Agente della riscossione per agire.Il principio della sentenza vale solo per il bollo auto o anche per altri tributi?Il caso specifico riguarda una cartella per il bollo auto, ma il principio giuridico affermato dalla Corte, basato sull’articolo 2944 del Codice Civile e su consolidati orientamenti della Cassazione, ha portata generale. Si applica quindi, in linea di massima, a qualsiasi domanda di definizione agevolata o rottamazione presentata per debiti di natura fiscale o tributaria, non solo per il bollo auto.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-27 09:16:102026-09-27 08:30:31Rottamazione Cartelle e Prescrizione: la Domanda Interrompe i Termini, Non li Cancella
NOTIZIEFisco, stop alla tregua: da settembre tornano cartelle e scadenzeCon la fine di agosto si chiude la parentesi estiva che ogni anno rallenta l’attività del fisco. A partire da settembre 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione riprende a pieno ritmo la notifica di cartelle esattoriali e gli uffici tributari tornano operativi con tutte le scadenze fiscali ordinarie. Per milioni di contribuenti italiani, i prossimi mesi saranno un periodo cruciale da non sottovalutare.Indice dei contenutiCos’è la tregua fiscale estivaDa settembre riprendono le cartelle esattorialiLe principali scadenze fiscali di settembre 2026Cosa fare se si riceve una cartellaDomande frequenti Cos’è la tregua fiscale estivaOgni anno, nel periodo estivo compreso tra agosto e la prima settimana di settembre, il sistema fiscale italiano osserva una sorta di sospensione informale delle attività più pressanti. Non si tratta di una vera e propria “tregua” normativa fissata per legge in modo unitario, ma di un rallentamento operativo che coinvolge sia l’Agenzia delle Entrate-Riscossione nella notifica degli atti, sia gli uffici tributari nell’elaborazione delle pratiche.Questo periodo di relativa calma è storicamente associato alle ferie estive e alla minore produttività degli uffici pubblici. Per i contribuenti significa meno lettere dal fisco, meno notifiche di cartelle e, in genere, meno pressione immediata. Tuttavia, è una pausa temporanea: non cancella i debiti, non azzera le pendenze e non proroga automaticamente le scadenze. Da settembre riprendono le cartelle esattorialiCon settembre 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione riprende a piena capacità l’invio delle cartelle esattoriali, dei solleciti di pagamento e delle comunicazioni di irregolarità. I contribuenti che hanno posizioni aperte — debiti non pagati, rateizzazioni in corso, avvisi bonari inevasi — potrebbero ricevere corrispondenza dal fisco già nelle prime settimane del mese.In particolare, tornano operative le notifiche relative a:Cartelle di pagamento per tributi non versati (IRPEF, IVA, contributi INPS);Avvisi di accertamento e comunicazioni di irregolarità da controlli automatizzati;Solleciti per rate di piani di rateizzazione eventualmente saltate;Atti di pignoramento su conti correnti o stipendi per debiti già consolidati.Chi ha in sospeso una domanda di rateizzazione o ha presentato ricorso dovrebbe verificare lo stato della propria posizione attraverso il portale AdeR o rivolgendosi a un professionista fiscale. Le principali scadenze fiscali di settembre 2026Settembre è tradizionalmente uno dei mesi più impegnativi per il calendario fiscale italiano. Tra le scadenze ordinarie che tornano in primo piano nel mese:16 settembre: versamento dell’acconto IVA per i contribuenti trimestrali, saldo ritenute sui redditi di lavoro dipendente e autonomo (F24), contributi INPS artigiani e commercianti;30 settembre: termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi 730 (Modello 730 precompilato e ordinario) per l’anno d’imposta 2025. Chi non ha presentato entro luglio può ancora farlo con il modello ordinario entro questa data;Ravvedimento operoso: chi ha saltato scadenze estive può regolarizzare la propria posizione con sanzioni ridotte, ma i tempi stringono.Per i contribuenti in regime forfettario, settembre porta anche la scadenza per eventuali versamenti contributivi legati al calendario INPS Gestione Separata e alle gestioni artigiani/commercianti. Cosa fare se si riceve una cartellaRicevere una cartella esattoriale non è motivo di panico, ma richiede attenzione e tempestività. Ecco i passi principali da seguire:Verificare la correttezza della cartella: controllare importo, tributo di riferimento, anno e codice fiscale. Gli errori non sono rari.Rispettare i termini: dalla notifica si hanno in genere 60 giorni per pagare, chiedere la rateizzazione o presentare ricorso (se si ritiene la cartella illegittima).Valutare la rateizzazione: l’Agenzia delle Entrate-Riscossione consente di rateizzare i debiti fino a 120 rate mensili (10 anni) per importi superiori a 120.000 euro, con domanda online o tramite sportello.Verificare eventuali definizioni agevolate: prima di pagare l’intero importo, è opportuno verificare se sono in vigore misure di rottamazione o saldo e stralcio applicabili alla propria posizione.Rivolgersi a un professionista: in caso di importi rilevanti o situazioni complesse, un CAF o un commercialista può aiutare a valutare le opzioni disponibili. Domande frequentiLa tregua fiscale estiva sospende davvero le cartelle?Non esiste una norma che imponga una sospensione generale delle notifiche in agosto. In pratica l’attività rallenta per via delle ferie, ma non si ferma del tutto. Dal 1° settembre si torna a piena operatività.Entro quando devo presentare il 730 se non l’ho ancora fatto?Il termine per la presentazione del Modello 730 ordinario (tramite CAF o intermediario abilitato) è il 30 settembre 2026. Dopo questa data si può ancora presentare il Modello Redditi PF entro il 31 ottobre 2026, ma con eventuali sanzioni se si è in ritardo sul versamento.Posso rateizzare una cartella ricevuta a settembre?Sì. La rateizzazione è possibile entro i 60 giorni dalla notifica della cartella. Per debiti fino a 120.000 euro si può ottenere fino a 72 rate mensili senza dover dimostrare difficoltà economiche; per importi superiori si può arrivare a 120 rate documentando la situazione.Cosa succede se non pago la cartella entro 60 giorni?Se non si paga e non si chiede la rateizzazione entro i 60 giorni, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può avviare le procedure esecutive: pignoramento del conto corrente, dello stipendio o della pensione, e iscrizione di ipoteca o fermo amministrativo sui beni.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Agosto 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-28 17:00:002026-08-28 10:36:00Fisco, stop alla tregua: da settembre tornano cartelle e scadenze
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24Rottamazione Quinquies 2026: Calendario Rate Residue e Cosa Fare se Hai Saltato il 31 LuglioIl 31 luglio 2026 è passato, ma per la rottamazione quinquies il calendario non si ferma qui. Chi ha scelto il piano a 54 rate deve tenere sotto controllo tutte le prossime scadenze fino al 2035, mentre chi ha mancato il pagamento della prima rata (o dell’unica soluzione) si trova davanti a una domanda urgente: cosa succede adesso? In questo articolo ripercorriamo il calendario completo delle rate residue della rottamazione quinquies 2026, spieghiamo cosa fare in pratica se hai saltato la scadenza del 31 luglio e quali sono i margini concreti per rimettersi in regola prima che scatti la decadenza. Se hai dubbi sul tuo piano di pagamento, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificarlo e a capire come muoverti.Indice dei contenutiHai saltato il 31 luglio? Ecco cosa fare subitoCalendario completo delle rate residue rottamazione quinquies 2026-2035Decadenza dalla rottamazione quinquies: quando scatta e cosa comportaEsistono margini di recupero dopo la decadenza?Come recuperare i moduli e verificare il tuo piano rateale Hai saltato il 31 luglio? Ecco cosa fare subitoSe non sei riuscito a versare la prima rata (o l’unica soluzione) della rottamazione quinquies entro il 31 luglio 2026, la prima cosa da sapere è che non tutto è perduto immediatamente. La normativa (Legge n. 199/2025) prevede una tolleranza di 5 giorni di calendario rispetto alla scadenza indicata sul bollettino, valida per il pagamento dell’unica rata o della prima rata scelta dal debitore: il pagamento resta quindi valido se effettuato entro il 5 agosto 2026. Superata anche questa finestra, però, il discorso cambia radicalmente.Se ti trovi ancora nei 5 giorni di tolleranza, la priorità assoluta è versare l’importo dovuto il prima possibile, verificando con attenzione l’importo esatto riportato sul piano di pagamento: un versamento di importo insufficiente rispetto a quello dovuto NON mette al riparo dalla decadenza, esattamente come un pagamento omesso. Se invece i 5 giorni sono già trascorsi senza che tu abbia effettuato il versamento, la situazione richiede una verifica puntuale della tua posizione: in alcuni casi specifici possono sussistere margini di recupero (ne parliamo più avanti), ma servono verifiche caso per caso sul tuo piano. Per il dettaglio sulla scadenza originaria del 31 luglio, leggi il nostro approfondimento su Rottamazione Cartelle 2026: Scadenza 31 Luglio, Cosa Succede se Non Paghi.Perché conviene non aspettare l’ultimo giorno utileLa tolleranza di 5 giorni è pensata come rete di sicurezza per imprevisti, non come una proroga ufficiale della scadenza. Codici bollettino sbagliati, ritardi negli accrediti bancari o codici tributo F24 compilati male possono far slittare la data di effettivo accredito oltre i termini utili, anche quando il pagamento è stato disposto per tempo. Per approfondire i codici corretti da utilizzare, consulta la nostra guida su Codici Tributo F24 2026: Guida Completa con Tabella e Risoluzioni AdE. Per questo motivo, chi si trova a ridosso della scadenza dei 5 giorni di tolleranza dovrebbe verificare con priorità assoluta che il pagamento sia stato correttamente eseguito e accreditato, non solo disposto. Calendario completo delle rate residue rottamazione quinquies 2026-2035Chi ha scelto il pagamento rateale della rottamazione quinquies deve gestire fino a 54 rate bimestrali distribuite su 9 anni. Conoscere in anticipo tutte le scadenze residue è essenziale per organizzare la provvista e non rischiare la decadenza su nessuna delle rate successive a quella di luglio. Ecco il calendario completo previsto dalla normativa per le rate residue del 2026 e degli anni successivi. Per approfondire il tasso di dilazione applicato dal 1° agosto, leggi Rottamazione quinquies, dal 1° agosto scattano gli interessi al 3%: pagare tutto o in 54 rate.Le prossime scadenze 2026Dopo la prima rata del 31 luglio 2026 (con tolleranza al 5 agosto), le rate successive dell’anno in corso sono fissate al 30 settembre 2026 e al 30 novembre 2026. Su queste rate si applicano gli interessi di dilazione al 3% annuo, che decorrono dal 1° agosto 2026 per chi prosegue con il pagamento rateale.RataScadenza1ª rata31 luglio 2026 (tolleranza: 5 agosto 2026)2ª rata30 settembre 20263ª rata30 novembre 20264ª → 51ª rata31 gennaio / 31 marzo / 31 maggio / 31 luglio / 30 settembre / 30 novembre di ciascun anno dal 202752ª rata31 gennaio 203553ª rata31 marzo 203554ª rata31 maggio 2035 (tolleranza: 5 giugno 2035)Le rate dal 2027 in poiDal 2027 in avanti, le rate residue seguono una cadenza fissa e ricorrente ogni anno, alle date del 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre, fino all’esaurimento del piano. Il calendario si conclude con la 52ª rata al 31 gennaio 2035, la 53ª rata al 31 marzo 2035 e la 54ª e ultima rata al 31 maggio 2035. Su quest’ultima rata si applica di nuovo la tolleranza di 5 giorni di calendario prevista dalla legge per l’ultima rata del piano: significa che, se il piano si chiude il 31 maggio 2035, il versamento resta considerato tempestivo se accreditato entro il 5 giugno 2035. Per tutte le rate intermedie, invece, non è prevista la stessa tolleranza (vedi la sezione dedicata più avanti).L’importo minimo di ogni rataUn dettaglio pratico da tenere presente: la normativa fissa un importo minimo di 100 euro per ciascuna rata del piano. Se la suddivisione del debito in 54 rate genera importi più bassi di questa soglia, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione riduce automaticamente il numero di rate nel piano, per rispettare il minimo previsto. Chi ha un piano con rate ridotte rispetto alle 54 originarie non deve quindi preoccuparsi: è una conseguenza automatica della regola sull’importo minimo, non un errore nel piano di pagamento. Decadenza dalla rottamazione quinquies: quando scatta e cosa comportaLa decadenza dalla rottamazione quinquies è l’esito più penalizzante per chi ha aderito alla definizione agevolata, ed è bene sapere con precisione quando si verifica e quali conseguenze produce, per evitare di trovarsi impreparati. Su questo punto la legge è più articolata di quanto si pensi, perché distingue tra rate intermedie e prima/ultima rata del piano.Le regole di decadenza: unica rata, ultima rata e rate intermedieLa rottamazione quinquies diventa inefficace, con conseguente decadenza, in tre situazioni distinte previste dalla legge:Mancato, tardivo (oltre i 5 giorni di tolleranza) o insufficiente pagamento dell’unica rata scelta dal debitore, per chi ha optato per il pagamento in soluzione unicaOmesso o insufficiente pagamento di due rate del piano, anche non consecutive tra loro, per chi ha scelto la soluzione rateale: in questo caso la tolleranza di 5 giorni non si applica, quindi anche un solo giorno di ritardo su due rate diverse concorre a determinare la decadenzaMancato, tardivo (oltre i 5 giorni) o insufficiente pagamento dell’ultima rata del pianoIn sintesi: la tolleranza di 5 giorni di calendario si applica soltanto al pagamento dell’unica rata o dell’ultima rata del piano, non alle rate intermedie, per le quali anche un solo giorno di ritardo non è tollerato ma concorre, insieme a una seconda rata omessa o insufficiente, a determinare la decadenza.Cosa succede in concreto dopo la decadenzaUna volta scattata la decadenza, gli effetti sono immediati e, salvo eventuali future modifiche normative, non reversibili per gli stessi carichi. Le somme già versate non vengono restituite, ma vengono imputate come acconto sulle somme complessivamente dovute: il conteggio finale, però, torna a comprendere per intero sanzioni e interessi di mora che la rottamazione aveva azzerato, con un debito complessivo spesso molto più alto di quello che si sarebbe pagato restando in regola.Riprendono inoltre a decorrere i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi, con la possibilità per l’Agenzia delle Entrate-Riscossione di avviare nuove azioni esecutive (fermi amministrativi, ipoteche, pignoramenti) o di proseguire quelle già avviate prima della domanda di adesione. Infine, i carichi per cui è scattata l’inefficacia della rottamazione non sono più rateizzabili ai sensi dell’articolo 19 del DPR n. 602/1973, e non è possibile presentare una nuova domanda di rottamazione quinquies per gli stessi carichi. Esistono margini di recupero dopo la decadenza?Chi si trova già fuori dai termini previsti dalla legge deve sapere che la normativa attuale non prevede una riammissione automatica al piano di rottamazione quinquies per gli stessi carichi. Non è quindi possibile, a differenza di quanto disponibile in alcune situazioni per altri istituti fiscali, semplicemente pagare in ritardo oltre i termini e considerarsi comunque in regola con la rottamazione.Le opzioni concrete per chi è decadutoDopo la decadenza, il debito residuo torna esigibile secondo le regole ordinarie, e i carichi non sono più rateizzabili ai sensi dell’articolo 19 del DPR n. 602/1973 come misura di rottamazione. A questo punto, l’opzione concreta più praticabile è valutare una rateizzazione ordinaria del debito con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione: uno strumento generalmente disponibile per i debiti tributari, che consente di dilazionare il pagamento nel tempo secondo le regole ordinarie di rateizzazione, comprensivo di sanzioni e interessi ripristinati. Non si tratta delle stesse condizioni di favore della rottamazione, ma può comunque permettere di evitare il pagamento in un’unica soluzione.Perché conviene verificare subito la propria posizionePrima di rassegnarsi alla decadenza, è fondamentale verificare con precisione la propria situazione: può darsi che il pagamento apparentemente in ritardo rientri ancora nei termini di tolleranza previsti per l’unica rata o per l’ultima rata del piano, oppure che si tratti di un disguido sul codice tributo o sull’importo che è possibile chiarire con l’ente di riscossione prima che si consolidino gli effetti della decadenza. Verificare tempestivamente il proprio piano di pagamento, capire con esattezza quali rate risultano effettivamente versate e quali no, è un passaggio che richiede attenzione e competenza tecnica, soprattutto perché le regole di decadenza cambiano a seconda che si tratti della prima, dell’ultima o di una rata intermedia. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i contribuenti proprio in questa fase delicata, verificando lo stato reale del piano rateale e individuando, quando possibile, la strada migliore per limitare i danni. Come recuperare i moduli e verificare il tuo piano ratealeSapere quali rate restano da pagare, con quali importi e quali scadenze, è il primo passo per non incorrere in nuovi ritardi. Il piano di pagamento personalizzato con l’elenco completo delle rate residue, degli importi aggiornati con gli interessi al 3% e delle relative scadenze è disponibile nell’area riservata di Agenzia delle Entrate-Riscossione, insieme ai moduli di pagamento precompilati necessari per i versamenti successivi. Se non hai SPID e devi recuperare i moduli, trovi la procedura dettagliata nel nostro articolo su Rottamazione quinquies: come recuperare online i moduli di pagamento senza SPID. In alternativa, il pagamento può essere effettuato tramite i canali telematici delle banche, di Poste Italiane e degli altri Prestatori di Servizi di Pagamento aderenti al circuito pagoPA, oppure con domiciliazione bancaria delle rate.Cosa fare se hai difficoltà ad accedere ai documentiNon tutti i contribuenti hanno dimestichezza con l’area riservata online o dispongono degli strumenti di accesso digitale necessari (SPID, CIE, credenziali dedicate). Per chi ha difficoltà a recuperare autonomamente moduli, bollettini o l’elenco aggiornato delle rate residue, la soluzione più sicura è rivolgersi a un professionista che possa occuparsene senza il rischio di errori nella compilazione o di scadenze dimenticate. Il CAF Centro Fiscale di Udine recupera per conto del contribuente la documentazione aggiornata sul piano di rottamazione quinquies e verifica scadenze e importi di ogni rata residua, permettendoti di pianificare i pagamenti senza sorprese. Se vuoi anche capire come funzionano gli esiti online e la tolleranza sui pagamenti, leggi Rottamazione-quinquies: esiti online e tolleranza pagamenti fino al 5 agosto solo per pochi.Il 31 luglio non è l’ultima scadenza della rottamazione quinquies, ma solo la prima di una lunga serie di appuntamenti che si protrarranno fino al 2035 per chi ha scelto il piano a 54 rate. Che tu abbia rispettato la scadenza, che tu stia ancora rientrando nei 5 giorni di tolleranza, o che tu tema di essere già decaduto, la cosa più importante è verificare con precisione la tua posizione e non lasciare che i dubbi si accumulino fino alla prossima rata.Ho pagato la rata del 31 luglio il 3 agosto: sono ancora in regola con la rottamazione quinquies?Si. La tolleranza di 5 giorni di calendario copre i versamenti dell’unica rata o della prima rata del piano effettuati fino al 5 agosto 2026 compreso, quindi un pagamento accreditato il 3 agosto resta pienamente valido e non comporta alcuna conseguenza.Quali sono le prossime rate della rottamazione quinquies dopo agosto 2026?Dopo la prima rata di luglio, le prossime scadenze sono il 30 settembre 2026 e il 30 novembre 2026. Dal 2027 le rate residue seguono una cadenza fissa il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno, fino alla 54esima e ultima rata prevista per il 31 maggio 2035.La tolleranza di 5 giorni vale per tutte le rate del piano?No. Per legge, la tolleranza di 5 giorni si applica solo al pagamento dell’unica rata (per chi paga in soluzione unica) o dell’ultima rata del piano rateale. Per le rate intermedie non e’ prevista questa tolleranza: la decadenza scatta se si omette o si versa un importo insufficiente per due rate del piano, anche non consecutive.Cosa succede se pago una rata della rottamazione quinquies con un importo inferiore a quello dovuto?Dipende da quale rata e’ interessata. Se si tratta dell’unica rata o dell’ultima rata del piano, un versamento insufficiente comporta la decadenza dalla rottamazione quinquies. Se si tratta di una rata intermedia, la decadenza scatta quando l’omesso o insufficiente pagamento riguarda due rate, anche non consecutive.Se sono decaduto dalla rottamazione quinquies posso rientrare pagando in ritardo?No, la normativa attuale non prevede una riammissione automatica al piano per gli stessi carichi una volta scattata la decadenza. L’opzione concreta praticabile e’ valutare una rateizzazione ordinaria del debito residuo con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.Dove trovo il calendario aggiornato delle mie rate residue della rottamazione quinquies?Il piano di pagamento personalizzato, con l’elenco di tutte le rate residue e i relativi importi aggiornati, e’ disponibile nell’area riservata di Agenzia delle Entrate-Riscossione. Se hai difficolta’ ad accedervi o a interpretare i dati, il CAF Centro Fiscale di Udine puo’ recuperare la documentazione e verificare il tuo piano.Richiedi Assistenza per la Rottamazione QuinquiesIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare il tuo piano di rottamazione quinquies, recuperare moduli e bollettini, e valutare le opzioni disponibili se hai saltato una rata. Assistenza sia in ufficio che online, in tutta Italia.Contattaci su WhatsAppCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640Articoli CorrelatiRottamazione quinquies, dal 1° agosto scattano gli interessi al 3%: pagare tutto o in 54 rateRottamazione Cartelle 2026: Scadenza 31 Luglio, Cosa Succede se Non PaghiRottamazione quinquies: come recuperare online i moduli di pagamento senza SPIDRottamazione-quinquies: esiti online e tolleranza pagamenti fino al 5 agosto solo per pochi Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Agosto 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-02 11:30:002026-08-02 08:14:20Rottamazione Quinquies 2026: Calendario Rate Residue e Cosa Fare se Hai Saltato il 31 Luglio
NOTIZIERottamazione Cartelle 2026: Scadenza 31 Luglio, Cosa Succede se Non PaghiPer migliaia di contribuenti che hanno aderito alla rottamazione delle cartelle, il calendario 2026 segna un appuntamento da non perdere: il 31 luglio scade una nuova rata della definizione agevolata. Chi ha in piano una rata a questa data deve fare attenzione, perché il mancato pagamento comporta conseguenze pesanti e, soprattutto, irreversibili.La rottamazione cartelle scadenza 31 luglio riguarda in particolare chi ha aderito alla cosiddetta rottamazione quater e, per alcune posizioni, alla rottamazione quinquies. Vediamo nel dettaglio cosa prevede la normativa, quali sono i margini di tolleranza concessi e cosa fare se ci si accorge di essere già in ritardo. Indice dei contenutiCosa scade il 31 luglio 2026Chi è coinvolto dalla scadenzaCosa succede se non paghi entro la scadenzaCome mettersi in regola prima della scadenzaCosa fare se sei già decaduto dalla rottamazioneCosa scade il 31 luglio 2026Secondo quanto comunicato da Agenzia delle Entrate-Riscossione, la rottamazione cartelle scadenza 31 luglio riguarda una delle rate previste dal piano di pagamento consegnato ai contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater, la definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 e successivamente riaperta con la riammissione prevista dalla normativa più recente. Chi ha presentato domanda di riammissione o ha ancora rate residue del piano originario può trovare in questa data una scadenza importante.È bene ricordare che, come per tutte le rate della definizione agevolata, la legge prevede una tolleranza di 5 giorni: significa che i pagamenti effettuati entro il 5 agosto 2026 vengono considerati comunque tempestivi, senza alcuna conseguenza sul beneficio. Superato questo termine, però, non ci sono ulteriori proroghe automatiche.Per chi ha aderito anche alla più recente rottamazione quinquies, è importante verificare con attenzione il proprio piano di pagamento personale, perché le scadenze possono non coincidere con quelle della rottamazione quater. Il consiglio è sempre quello di controllare la Comunicazione delle somme dovute ricevuta da Agenzia delle Entrate-Riscossione, dove sono indicate le date esatte e gli importi di ogni singola rata. Chi è coinvolto dalla scadenzaLa scadenza del 31 luglio riguarda sia privati cittadini sia partite IVA che hanno cartelle esattoriali affidate alla riscossione e hanno scelto di aderire alla rottamazione per pagare il debito a rate, beneficiando dello stralcio di sanzioni e interessi di mora. Non tutti i contribuenti che hanno aderito, però, hanno necessariamente una rata in scadenza a fine luglio: dipende dal piano scelto al momento dell’adesione, che può prevedere un numero variabile di rate distribuite nell’arco di alcuni anni.Immagina il caso di Marco, libero professionista con una cartella esattoriale legata a un accertamento fiscale: ha aderito alla rottamazione quater qualche anno fa e da allora paga puntualmente le rate semestrali. Se il suo piano prevede una rata al 31 luglio, per lui questa data rappresenta un appuntamento fisso da rispettare, esattamente come le precedenti. La rottamazione cartelle scadenza 31 luglio non è quindi una scadenza generalizzata per tutti gli aderenti, ma specifica per chi ha una rata in calendario in questo periodo.Chi non è sicuro delle proprie scadenze dovrebbe verificare quanto prima la propria posizione, magari con l’assistenza di un professionista, per evitare di scoprire troppo tardi di avere una rata in scadenza proprio in questi giorni.Cosa succede se non paghi entro la scadenzaIl punto più delicato riguarda proprio le conseguenze del mancato pagamento. La normativa sulla definizione agevolata prevede regole molto rigide: chi non paga la rata entro il termine, oppure paga in modo insufficiente o oltre i 5 giorni di tolleranza, decade automaticamente dal beneficio della rottamazione.La decadenza dalla rottamazione significa che il contribuente perde definitivamente lo sconto su sanzioni e interessi di mora che aveva ottenuto aderendo alla misura agevolata. In pratica, l’intero debito residuo torna esigibile nella sua versione integrale, comprensiva di interessi e sanzioni che erano stati stralciati. Gli importi eventualmente già versati con le rate precedenti non vengono persi, ma vengono considerati come acconto sul debito complessivo, che però torna a essere calcolato secondo le regole ordinarie.C’è un altro aspetto da tenere bene a mente: una volta decaduti dalla rottamazione cartelle, non è più possibile rateizzare lo stesso debito attraverso una nuova rottamazione. La legge, infatti, esclude la possibilità di accedere nuovamente alla definizione agevolata per le stesse cartelle già oggetto di decadenza. Dopo la decadenza, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può quindi riprendere le ordinarie attività di riscossione, comprese eventuali azioni cautelari o esecutive, per recuperare l’intero importo dovuto.Esiste inoltre una distinzione utile da conoscere tra le due misure. Per la rottamazione quater (e per la riammissione), la decadenza scatta con il mancato o insufficiente pagamento della rata entro i termini, tenendo conto dei 5 giorni di tolleranza. Per la rottamazione quinquies, invece, Agenzia delle Entrate-Riscossione chiarisce che la definizione diventa inefficace in caso di omesso o insufficiente versamento della prima e unica rata prescelta, oppure di due rate anche non consecutive, o dell’ultima rata del piano rateale. In caso di dubbi sulla propria situazione specifica, è sempre consigliabile verificare la Comunicazione delle somme dovute ricevuta da Agenzia delle Entrate-Riscossione o rivolgersi a un professionista. Come mettersi in regola prima della scadenzaPer evitare la decadenza, il pagamento della rata in scadenza il 31 luglio (o entro il 5 agosto grazie alla tolleranza) può essere effettuato con diverse modalità, indicate nella Comunicazione delle somme dovute ricevuta al momento dell’adesione o della riammissione alla rottamazione. Tra le modalità previste rientrano generalmente:i moduli di pagamento (bollettini RAV) allegati alla comunicazione, utilizzabili presso banche, uffici postali, tabaccherie abilitate o sportelli bancomat;il modello F24, quando previsto dal piano di pagamento;i canali digitali dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, per chi dispone delle credenziali di accesso;gli sportelli fisici, per chi preferisce un supporto diretto nella verifica dell’importo e delle scadenze residue.Prima di procedere al pagamento, è fondamentale verificare con attenzione le rate scadute e l’importo esatto dovuto, perché un versamento insufficiente equivale, ai fini della decadenza, a un mancato pagamento. Chi ha smarrito i moduli di pagamento o non ricorda con precisione l’importo dovuto dovrebbe rivolgersi tempestivamente a un professionista per recuperare la documentazione corretta, evitando di affidarsi a calcoli approssimativi.Chi si accorge di essere già in ritardo rispetto a rate precedenti dovrebbe muoversi subito: prima si interviene, maggiori sono le possibilità di verificare l’effettiva situazione debitoria e valutare le soluzioni disponibili, prima che scattino ulteriori conseguenze.Cosa fare se sei già decaduto dalla rottamazionePer chi è già decaduto dal beneficio della rottamazione cartelle a causa di rate precedenti non pagate, la strada della nuova rottamazione sullo stesso debito non è percorribile. Restano però altre soluzioni previste dall’ordinamento per gestire il debito residuo senza subire immediatamente azioni esecutive.La principale alternativa è la rateizzazione ordinaria delle cartelle esattoriali, prevista dall’articolo 19 del DPR 602/1973. A differenza della rottamazione, questa rateizzazione non prevede sconti su sanzioni e interessi, ma consente comunque di dilazionare il pagamento del debito in un numero di rate stabilito in base all’importo dovuto e alla situazione del contribuente, evitando così azioni di recupero più drastiche come pignoramenti o fermi amministrativi.Valutare tempestivamente questa opzione, insieme a un professionista che possa verificare l’intera posizione debitoria, è il modo migliore per riprendere il controllo della situazione dopo una decadenza, evitando che il debito continui a crescere per effetto di ulteriori interessi e more.Per chi vuole approfondire il funzionamento della misura, sono disponibili guide dedicate su come funziona la rottamazione cartelle 2026, con domanda online e scadenze, sulle modalità di pagamento della rottamazione quinquies senza SPID, sulla gestione degli esiti online e la tolleranza dei pagamenti fino al 5 agosto e sul precedente appuntamento della rottamazione quater con la rata del 31 maggio.Hai una rata della rottamazione cartelle in scadenza il 31 luglio e vuoi essere sicuro di non perdere il beneficio? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare la tua posizione debitoria e a organizzare il pagamento entro i termini, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per un preventivo personalizzato e un supporto rapido prima della scadenza.Luglio 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-27 09:00:002026-08-05 07:44:48Rottamazione Cartelle 2026: Scadenza 31 Luglio, Cosa Succede se Non Paghi
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIRottamazione cartelle 2026: domanda online, scadenze e requisitiLa rottamazione cartelle 2026 è uno degli strumenti più richiesti da contribuenti con debiti fiscali verso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER). Permette di pagare solo il capitale e gli interessi legali, azzerando sanzioni e aggio: un risparmio significativo rispetto all’importo originale della cartella.In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: chi può aderire, come si presenta la domanda online sul portale ADER, le scadenze 2026, il piano di rateazione e cosa succede se non si paga. Se hai cartelle in scadenza o vuoi verificare la tua posizione, leggi con attenzione.Cos’è la rottamazione cartelle: come funziona la definizione agevolata La rottamazione cartelle — tecnicamente “definizione agevolata” — è una misura periodica con cui il legislatore consente ai contribuenti di estinguere i debiti iscritti a ruolo pagando importi ridotti rispetto al totale dovuto. In particolare si paga:Il capitale originario del debitoGli interessi legali maturatiLe spese di notifica della cartellaNon si pagano invece:Le sanzioni amministrative (la parte più onerosa)Gli interessi di moraL’aggio di riscossione (le commissioni AdER)La versione attualmente operativa è la rottamazione quater, introdotta dal DL 198/2022 (L. 14/2023) per i carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. Negli ultimi anni sono state introdotte proroghe e nuove finestre di adesione anche per le cartelle notificate successivamente.Per le cartelle relative a periodi successivi al 2022, la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha previsto nuove misure agevolative. Si consiglia di verificare la propria posizione specifica tramite il portale ADER o rivolgendosi a un professionista.Chi può aderire alla rottamazione 2026 Possono aderire alla definizione agevolata tutti i contribuenti — persone fisiche, ditte individuali, società, enti — con debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione:Che rientrano nel periodo temporale indicato dalla norma (per la quater: carichi dal 2000 al 30/06/2022)Che non hanno già definito con precedenti rottamazioni decadute (salvo riapertura specifica)Anche in presenza di procedure esecutive in corso (fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento): l’adesione non le sospende automaticamente, ma il completamento del pagamento le chiudeNon è richiesta nessuna condizione reddituale o patrimoniale: chiunque abbia cartelle nel periodo agevolabile può aderire.Cosa non è rottamabile: i debiti esclusi Non tutti i debiti sono rottamabili. Sono esclusi:Sanzioni penali e sanzioni amministrative connesse a violazioni del Codice della Strada riscosse da enti localiDazi doganali e risorse proprie dell’Unione EuropeaContributi INPS (questi seguono percorsi separati)Debiti derivanti da recupero di aiuti di StatoCrediti derivanti da condanne penali di cui all’art. 185 c.p.Multe per violazioni del CDS se l’ente impositore è un Comune o ente locale (salvo adesioni specifiche dell’ente)Domanda online: come si presenta sul portale ADER La domanda di rottamazione si presenta esclusivamente online, tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Ecco la procedura passo dopo passo:Accedi al sito agenziaentrateriscossione.gov.itClicca su “Definizione agevolata” nella sezione servizi onlineAutenticati con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)Seleziona le cartelle che vuoi rottamare (puoi scegliere anche solo alcune cartelle, non obbligatoriamente tutte)Indica la modalità di pagamento: unica soluzione o in 18 rateInvia la domanda e conserva la ricevuta di invioEntro 30 giorni dall’invio (o dalla scadenza del termine, se successiva), AdER ti invia la comunicazione di accoglimento con il piano di pagamento dettagliato (importi e scadenze delle singole rate).Se non hai SPID o CIE, puoi presentare la domanda attraverso un intermediario abilitato (CAF, commercialista, patronato). Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio: contattaci per un preventivo personalizzato.Piano di pagamento: rate e scadenze 2026 Chi aderisce alla rottamazione può scegliere tra:Pagamento in unica soluzione: entro la prima scadenza indicata nella comunicazione AdERPagamento rateale: fino a un massimo di 18 rate in 5 anniSulle rate è dovuto un interesse del 2% annuo dal giorno successivo alla prima scadenza. Per la rottamazione quater le prime due rate corrispondono al 10% del debito ciascuna (scadenza luglio e novembre), mentre le restanti 16 rate vengono dilazionate in 4 anni (rate semestrali il 28 febbraio e il 31 luglio di ciascun anno).Le scadenze esatte dipendono dalla finestra di adesione. Controlla sempre la comunicazione AdER personale che ricevi dopo la domanda: è quella che vale per il tuo caso specifico.Decadenza: cosa succede se non paghi una rataIl rispetto delle scadenze di pagamento è fondamentale. La legge prevede che la decadenza dalla rottamazione scatti se:Non si paga la prima rata entro i terminiSi paga in ritardo di oltre 5 giorni rispetto alla scadenzaSi paga un importo inferiore a quello dovutoIn caso di decadenza, la rottamazione perde efficacia: il debito originario (con sanzioni e interessi) torna ad essere dovuto per intero, al netto di quanto già pagato. AdER riprende le azioni esecutive (pignoramento, fermo, ipoteca).Confronto con la rateizzazione ordinaria AdERCaratteristicaRottamazione cartelleRateizzazione ordinariaSanzioni e interessiAzzerati (si paga solo capitale)Dovuti per interoDurata massima18 rate (5 anni)Fino a 120 rate (10 anni)AccessoSolo nelle finestre legislativeSempre disponibileTasso interessi sulle rate2% annuoTasso BCE + spreadSospensione procedure esecutiveSolo dopo accoglimentoDa subito (in molti casi)La rottamazione conviene quasi sempre rispetto alla rateizzazione ordinaria quando ci sono sanzioni elevate, poiché il risparmio è immediato e certo.Esempi pratici: quanto risparmio con la rottamazione?Ecco tre esempi concreti per capire il risparmio ottenibile:CasoTotale cartellaSanzioni incluseImporto rottamazioneRisparmioIRPEF non versata10.000 euro3.000 euro7.000 euro3.000 euro (30%)IVA e sanzioni25.000 euro10.000 euro15.000 euro10.000 euro (40%)Contributi INPS artigiani5.000 euro1.500 euro3.500 euro1.500 euro (30%)Nota: i dati sono indicativi. Il risparmio reale dipende dalla composizione specifica della tua cartella. Per un calcolo preciso, consulta un professionista o contattaci.Come verificare le tue cartelle prima di aderirePrima di presentare la domanda, conviene verificare l’elenco completo delle tue cartelle e la loro composizione. Puoi farlo:Tramite il portale ADER con SPID/CIE: sezione “La mia situazione”Tramite il Cassetto fiscale dell’Agenzia delle EntrateRecandoti fisicamente allo sportello AdER del tuo territorioTramite il CAF Centro Fiscale con delega: ci occupiamo noi di recuperare il tuo estratto conto debitorioDomande frequenti (FAQ)Posso rottamare solo alcune cartelle e non tutte?Si. La domanda di rottamazione si presenta cartella per cartella: puoi scegliere liberamente quali includere e quali escludere dalla definizione agevolata.La rottamazione blocca i pignoramenti in corso?L’adesione alla rottamazione non sospende automaticamente le procedure esecutive in corso (pignoramenti, fermi, ipoteche). Tuttavia, una volta comunicato l’accoglimento da parte di AdER e rispettate le scadenze di pagamento, le procedure si estinguono progressivamente. È consigliabile segnalare l’avvenuta adesione direttamente all’ufficio competente.Devo essere in regola con le dichiarazioni fiscali per aderire?No. Per la rottamazione cartelle non è richiesta la regolarità fiscale corrente. Puoi aderire anche se hai dichiarazioni omesse o altre pendenze, purché le cartelle che vuoi rottamare rientrino nel periodo agevolabile.Cosa succede alle cartelle rottamate se decado?In caso di decadenza, tutte le cartelle incluse nella domanda tornano a essere dovute per l’importo originario (con sanzioni e interessi interi), dedotto solo quanto già versato. Non è possibile “selezionare” quali cartelle mantenere in rottamazione e quali no: la decadenza è totale.Posso pagare con compensazione F24?No. I pagamenti della rottamazione devono essere effettuati tramite i canali indicati da AdER (domiciliazione bancaria, F24 senza compensazione, sportelli fisici, home banking). La compensazione con crediti d’imposta non è ammessa.Conclusione: conviene aderire alla rottamazione?La rottamazione cartelle è quasi sempre conveniente rispetto al pagamento ordinario, soprattutto quando le sanzioni rappresentano una quota significativa del debito complessivo. Il risparmio può essere del 20-50% sull’importo totale.Tuttavia, è indispensabile essere certi di riuscire a rispettare il piano di rate: la decadenza annulla tutti i vantaggi. Prima di aderire, fai una valutazione realistica della tua capacità di rimborso.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare le tue cartelle, calcolare il risparmio con la rottamazione e presentare la domanda in tua vece. Contattaci per un appuntamento: il servizio è disponibile anche online per tutta Italia.Giugno 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-18 16:00:002026-06-18 16:00:00Rottamazione cartelle 2026: domanda online, scadenze e requisiti
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24, NOTIZIERottamazione tributi locali al via: IMU, TARI e multe, domande entro il 15 dicembre 2026La rottamazione dei tributi locali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) è partita: dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 si può presentare la domanda di adesione per le cartelle di IMU, TARI, multe e altre entrate di Regioni ed enti locali, ma solo se l’ente creditore ha aderito alla misura. Chi aderisce paga il capitale, le spese di notifica e quelle delle procedure esecutive, senza sanzioni, interessi di mora e aggio. Per le multe stradali la sanzione resta dovuta: si cancellano interessi, maggiorazioni e aggio.La regola è contenuta nell’art. 10-quinquies del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, convertito con modificazioni dalla legge 22 maggio 2026, n. 88 e modificato dalla legge 25 giugno 2026, n. 113. La norma estende ai carichi degli enti territoriali la procedura della rottamazione quinquies prevista dalla legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi da 82 a 101). Accanto a questo canale, Comuni e Regioni possono approvare una propria definizione agevolata per le entrate che riscuotono senza passare da AdER, con regole e scadenze decise da ciascun ente.In sintesiLe domande per i carichi affidati ad AdER si presentano dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, solo in via telematica.Rientrano i debiti dei carichi affidati ad AdER dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 da Regioni ed enti locali che hanno adottato un provvedimento di adesione, da comunicare ad AdER entro il 31 luglio 2026.Si paga in unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure fino a 54 rate bimestrali (minimo 100 euro a rata, interessi del 3% annuo dal 1° aprile 2027).AdER invia la comunicazione con le somme dovute entro il 28 febbraio 2027.Per ingiunzioni e accertamenti esecutivi gestiti direttamente dai Comuni valgono i regolamenti dei singoli enti (legge n. 199/2025, art. 1, commi 102-109), con date proprie.Indice dei contenutiCosa è cambiato dal 16 ottobre 2026 per la rottamazione dei tributi locali?Quali debiti rientrano nella rottamazione dei tributi locali?Chi decide se la rottamazione vale per i debiti del mio Comune?Come e dove si presenta la domanda di adesione?Quali sono le scadenze e come funzionano le rate?Cosa succede dopo la domanda e se si salta una rata?Che differenza c’è tra rottamazione AdER e definizione agevolata comunale?Conviene sempre aderire? Le verifiche da fare primaDomande frequenti sulla rottamazione dei tributi localiFontiAggiornamenti📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cosa è cambiato dal 16 ottobre 2026 per la rottamazione dei tributi locali? Il 16 ottobre 2026 si è aperta la finestra per presentare la domanda di adesione alla rottamazione quinquies degli enti territoriali, cioè la versione della rottamazione che riguarda i debiti verso Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni affidati per la riscossione ad AdER. L’art. 10-quinquies del decreto-legge n. 38/2026, nel testo modificato dalla legge n. 113/2026, fissa un calendario preciso: dal 15 ottobre 2026 AdER mette a disposizione nell’area riservata del proprio sito i dati per individuare i carichi definibili; tra il 16 ottobre e il 15 dicembre 2026 il debitore presenta la dichiarazione di adesione, che può anche essere integrata entro il 15 dicembre 2026.In concreto, la data del 16 ottobre non vale per tutti i debiti comunali, ma solo per le cartelle affidate ad AdER da enti che hanno deciso di aderire. Agenzia delle Entrate-Riscossione ha pubblicato le FAQ ufficiali (aggiornate al 15 ottobre 2026) e l’elenco degli enti aderenti, che comprende alcune Regioni, diverse Province e Città metropolitane e numerosi Comuni. Tra i Comuni del Friuli Venezia Giulia presenti nell’elenco consultato il 18 ottobre 2026 figurano, ad esempio, Udine, Gorizia, Cervignano del Friuli e San Daniele del Friuli.Rispetto alla versione precedente di questo articolo, che parlava di domande “da settembre”, i termini oggi in vigore sono quelli indicati sopra: le date di settembre non trovano riscontro nel testo vigente della norma e sono state eliminate.Quali debiti rientrano nella rottamazione dei tributi locali? La rottamazione dei tributi locali gestita da AdER riguarda tutti i debiti, tributari e non tributari, risultanti dai carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 dalle Regioni e dagli enti locali che ne hanno previsto l’applicazione alle proprie entrate. Un “carico” è, in parole semplici, il debito che l’ente ha consegnato ad AdER perché lo riscuota, di solito attraverso una cartella di pagamento.Possono quindi rientrare, se l’ente ha aderito, cartelle per IMU, TARI, altri tributi comunali, entrate patrimoniali e multe del Codice della strada; per le Regioni, ad esempio, la tassa automobilistica (il bollo auto). Ogni ente può però limitare l’adesione: nell’elenco di AdER alcune Regioni risultano aver aderito solo per i carichi del bollo auto. Le esclusioni principali sono due:i debiti derivanti da condanne della Corte dei conti;i debiti già inseriti in piani di pagamento della rottamazione-quater (o della relativa riammissione) per i quali, al 30 settembre 2025, risultavano versate regolarmente tutte le rate scadute.Chi aderisce versa soltanto le somme dovute a titolo di capitale e quelle maturate come rimborso delle spese per le procedure esecutive e dei diritti di notifica. Non sono dovuti invece gli interessi iscritti a ruolo, le sanzioni, gli interessi di mora e l’aggio (il compenso spettante all’agente della riscossione).Multe stradali: cosa si cancella e cosa restaPer le sanzioni amministrative diverse da quelle tributarie, comprese le multe del Codice della strada, la regola è diversa: la sanzione resta dovuta per intero. Si cancellano solo gli interessi comunque denominati, comprese le maggiorazioni previste dall’art. 27, sesto comma, della legge n. 689/1981, gli interessi di mora dell’art. 30 del DPR n. 602/1973 e l’aggio. Le maggiorazioni sono gli aumenti che si aggiungono alla multa non pagata con il passare del tempo.Esempio ipotetico: Marco ha una cartella per una multa di 150 euro, cresciuta nel tempo per maggiorazioni, interessi e aggio. Se il Comune che ha elevato la multa ha aderito, con la rottamazione Marco paga i 150 euro della sanzione più le eventuali spese di notifica e di procedura, mentre maggiorazioni, interessi e aggio vengono cancellati. L’importo esatto risulta dal prospetto o dalla comunicazione di AdER.Chi decide se la rottamazione vale per i debiti del mio Comune? La rottamazione non è automatica: decide l’ente creditore, cioè il Comune, la Provincia, la Città metropolitana o la Regione a cui spetta il debito. Ogni ente doveva adottare uno specifico provvedimento di adesione, pubblicarlo sul proprio sito istituzionale e comunicarlo ad AdER entro il 31 luglio 2026. Per gli enti locali il provvedimento diventa efficace con la pubblicazione sul sito dell’ente e va trasmesso al Dipartimento delle finanze del MEF, a soli fini statistici, entro il 30 settembre 2026.Il riferimento pratico è quindi l’elenco delle Regioni e degli enti locali aderenti pubblicato da AdER: se l’ente non compare, i suoi carichi non vengono riportati nel prospetto informativo e non sono rottamabili con questa procedura. Abbiamo approfondito l’elenco nella guida su rottamazione quinquies: Comuni e Regioni aderenti.L’altra strada: il regolamento comunale per ingiunzioni e accertamenti esecutiviMolti Comuni non affidano la riscossione ad AdER: la gestiscono in proprio, tramite società in house o concessionari, con ingiunzioni di pagamento e avvisi di accertamento esecutivi (atti che, una volta scaduti i termini, permettono di procedere direttamente alla riscossione forzata). Per questi debiti vale un’altra norma: la legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi da 102 a 109, consente a Regioni ed enti locali di introdurre autonomamente forme di definizione agevolata delle proprie entrate. Le regole essenziali sono queste:l’ente può prevedere l’esclusione o la riduzione degli interessi o anche delle sanzioni, con un termine per aderire non inferiore a 60 giorni dalla pubblicazione dell’atto sul proprio sito;la definizione può riguardare anche casi con accertamento o contenzioso tributario in corso e le entrate patrimoniali;sono esclusi l’IRAP, le compartecipazioni e le addizionali a tributi erariali;i regolamenti devono riferirsi a periodi di tempo circoscritti e tenere conto della situazione finanziaria dell’ente;il regolamento comunale è efficace con la pubblicazione sul sito istituzionale dell’ente.Un esempio reale è il regolamento del Comune di Reggio Calabria, approvato con delibera del Consiglio comunale n. 22 dell’11 maggio 2026. Riguarda ingiunzioni e accertamenti esecutivi emessi entro il 31 dicembre 2023 e ha fissato date proprie: istanza per conoscere le pendenze entro il 15 luglio 2026, dichiarazione di adesione entro il 10 settembre 2026, comunicazione degli importi entro il 10 ottobre 2026, pagamento in unica soluzione entro il 10 novembre 2026 o fino a 18 rate con interessi del 2% annuo. Lo stesso regolamento escludeva i carichi affidati ad AdER. Altri Comuni hanno scelto termini e condizioni diversi: per una panoramica vedi la guida sulla rottamazione delle cartelle comunali di TARI, IMU e multe.Come e dove si presenta la domanda di adesione? Per i carichi affidati ad AdER la domanda di rottamazione dei tributi locali si presenta esclusivamente in via telematica, con i servizi pubblicati da Agenzia delle Entrate-Riscossione. Le modalità previste sono due, più un canale riservato agli intermediari:area riservata, con SPID, CIE o CNS (per professionisti e imprese anche con le credenziali dell’Agenzia delle Entrate): il servizio propone solo i carichi “definibili” e non serve allegare il documento di identità;area pubblica, compilando un modulo e allegando la documentazione di riconoscimento;gli intermediari abilitati possono presentare la domanda per i propri assistiti tramite la piattaforma EquiPro.Nella domanda si indicano le cartelle intere o i singoli carichi da definire, la soluzione di pagamento scelta (unica soluzione o numero di rate) e la rinuncia ai contenziosi eventualmente in corso sulle cartelle inserite. Per ricevere la ricevuta occorre indicare un indirizzo e-mail ordinario (non PEC). Chi è in una procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento presenta la domanda solo via PEC, con il modello DA-LS-2026-ET.Prima della domanda è possibile chiedere il prospetto informativo, disponibile dal 15 ottobre 2026: è l’elenco delle cartelle che possono essere definite, con l’importo dovuto in caso di adesione (al netto di diritti di notifica, spese per procedure esecutive e interessi di dilazione). Per i debiti gestiti direttamente dal Comune, invece, modalità e moduli sono quelli indicati nel regolamento e sul sito del singolo ente.Quali sono le scadenze e come funzionano le rate? Il calendario della rottamazione quinquies degli enti territoriali è fissato dalla legge ed è uguale per tutti gli enti aderenti. Le prime due tappe sono già passate; le altre sono ancora da venire.DataCosa succede31 luglio 2026 (scaduto)Termine per gli enti per comunicare ad AdER il provvedimento di adesione15 ottobre 2026AdER rende disponibili i dati sui carichi definibili (prospetto informativo)16 ottobre – 15 dicembre 2026Presentazione (ed eventuale integrazione) della domanda di adesioneEntro il 28 febbraio 2027AdER invia la comunicazione di accoglimento o di diniego, con importi, scadenze e moduli di pagamento31 marzo 2027Pagamento in unica soluzione oppure prima rataNel 2027Rate successive al 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembreDal 2028Rate al 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni annoChi sceglie la rateizzazione può arrivare a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, cioè nove anni. Ogni rata non può essere inferiore a 100 euro e, in caso di pagamento a rate, si applicano interessi del 3% annuo a partire dal 1° aprile 2027. Esempio ipotetico: con un importo da definire di 2.400 euro, il vincolo dei 100 euro a rata consente al massimo circa 24 rate, non 54.Per pagare si usano i moduli precompilati allegati alla comunicazione di AdER, presso banche, uffici postali, home banking, tabaccai e sportelli ATM abilitati, oppure con i servizi online e l’app di AdER, la domiciliazione sul conto corrente o gli sportelli su appuntamento. Non si usano quindi i codici tributo comunali dell’F24, che restano validi per i versamenti ordinari di IMU e TARI: per quelli vedi la guida ai codici tributo F24 2026.Cosa succede dopo la domanda e se si salta una rata?Dopo la presentazione della domanda, per i soli debiti definibili AdER non avvia nuove procedure cautelari o esecutive e non prosegue quelle già avviate, salvo che si sia già tenuto il primo incanto con esito positivo. I fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti alla data della domanda, però, restano in essere. Per gli stessi debiti il contribuente non è considerato inadempiente ai fini dei controlli sui pagamenti della pubblica amministrazione (artt. 28-ter e 48-bis del DPR n. 602/1973).Se sugli stessi debiti c’è una rateizzazione in corso, gli obblighi di pagamento sono sospesi fino al 31 marzo 2027; a quella data le rateizzazioni relative ai debiti per cui la rottamazione è stata accolta vengono revocate automaticamente.Il punto più delicato è la decadenza, cioè la perdita dei benefici. La rottamazione diventa inefficace in caso di omesso o insufficiente versamento:dell’unica rata, se si è scelto di pagare tutto insieme;di due rate, anche non consecutive, nel piano rateale;dell’ultima rata del piano.La tolleranza di cinque giorni di ritardo vale solo per l’unica rata e per l’ultima rata: chi paga in unica soluzione è quindi in regola se versa entro il 5 aprile 2027. In caso di decadenza i versamenti fatti valgono come acconto sul debito complessivo, riprendono a decorrere i termini di prescrizione e di decadenza per il recupero, ripartono le procedure e i carichi non sono più rateizzabili ai sensi dell’art. 19 del DPR n. 602/1973.Che differenza c’è tra rottamazione AdER e definizione agevolata comunale? Per i tributi locali convivono oggi due strumenti, spesso chiamati entrambi “rottamazione”. La rottamazione quinquies della legge di bilancio 2026 (commi 82-101) riguarda i carichi affidati ad AdER secondo le proprie regole e il proprio calendario; l’art. 10-quinquies del DL n. 38/2026 ne ha esteso procedura e regole, con alcune deroghe, ai carichi di Regioni ed enti locali. La definizione agevolata comunale dei commi 102-109 è invece uno strumento che ciascun ente costruisce da sé. Le differenze principali:AspettoRottamazione quinquies enti territoriali (AdER)Definizione agevolata dell’enteNormaArt. 10-quinquies DL n. 38/2026L. n. 199/2025, art. 1, commi 102-109, e regolamento dell’enteDebitiCarichi affidati ad AdER dal 2000 al 2023Entrate riscosse dall’ente o dal suo concessionario, nei limiti fissati dal regolamentoCosa si cancellaSanzioni, interessi di mora, interessi iscritti a ruolo, aggio (per le multe solo interessi, maggiorazioni e aggio)Esclusione o riduzione di interessi e/o sanzioni, secondo il regolamentoDomandaTelematica ad AdER, dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026Con le modalità e i termini dell’ente (minimo 60 giorni dalla pubblicazione)PagamentoEntro il 31 marzo 2027 o fino a 54 rate bimestrali al 3%Rate e interessi decisi dall’enteLo stesso contribuente può avere debiti in entrambi i canali: ad esempio vecchie cartelle TARI affidate ad AdER e ingiunzioni IMU più recenti emesse dal Comune o dal suo concessionario. In questo caso le procedure, le scadenze e gli importi sono separati.Conviene sempre aderire? Le verifiche da fare primaIl risparmio della rottamazione dei tributi locali dipende da quanto pesano sanzioni, interessi e aggio sul debito: va valutato cartella per cartella. Prima di aderire è utile controllare alcuni punti:che l’ente creditore sia nell’elenco degli aderenti e, se ha posto limiti, che il debito rientri tra quelli ammessi;gli importi indicati nel prospetto informativo, confrontati con il debito attuale;l’eventuale contenzioso in corso, perché la domanda comporta la rinuncia ai giudizi sulle cartelle inserite (sul rapporto tra rateizzazione e ricorso vedi chi rateizza le tasse può fare ricorso dopo);se il debito possa essere prescritto, cioè non più esigibile per il tempo trascorso: è una verifica da fare caso per caso, in base agli atti ricevuti;la sostenibilità delle rate: saltarne due fa perdere i benefici.Un caso particolare riguarda gli eredi che trovano cartelle IMU o TARI intestate a un familiare scomparso: prima di qualsiasi pagamento va chiarita la propria posizione rispetto all’eredità. Sugli adempimenti legati agli immobili ereditati vedi la guida alla successione degli immobili 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande frequenti sulla rottamazione dei tributi locali Il mio Comune non è nell’elenco di AdER: posso aderire lo stesso?No, non con la rottamazione quinquies degli enti territoriali: se l’ente non ha adottato e comunicato il provvedimento, i suoi carichi non compaiono nel prospetto e non sono definibili. Resta da verificare se il Comune abbia approvato un proprio regolamento di definizione agevolata per le entrate che riscuote direttamente.Posso inserire nella domanda solo alcune cartelle?Sì. Nella domanda si indicano le cartelle intere oppure i singoli carichi definibili che si vogliono rottamare; non è obbligatorio includere tutti i debiti. La domanda può essere integrata entro il 15 dicembre 2026.Ho un ricorso in corso su una cartella: posso rottamarla?Sì, ma nella domanda di adesione occorre indicare la rinuncia ai contenziosi relativi alle cartelle inserite.La domanda cancella il fermo amministrativo sull’auto?No. Dopo la domanda AdER non avvia nuove procedure per i debiti definibili, ma i fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti alla data di presentazione restano in essere.Per le multe stradali si cancella anche la sanzione?No. Per le multe del Codice della strada e le altre sanzioni amministrative non tributarie si cancellano solo interessi, maggiorazioni e aggio: l’importo della sanzione resta dovuto.FontiDecreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, art. 10-quinquies, convertito con modificazioni dalla legge 22 maggio 2026, n. 88 e modificato dalla legge 25 giugno 2026, n. 113 – NormattivaLegge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026), art. 1, commi da 82 a 101 e da 102 a 110 – NormattivaAgenzia delle Entrate-Riscossione, Rottamazione-quinquies enti territoriali: ambito applicativo e domanda di adesione – agenziaentrateriscossione.gov.itAgenzia delle Entrate-Riscossione, FAQ Rottamazione-quinquies enti territoriali, 15 ottobre 2026 – PDFAgenzia delle Entrate-Riscossione, Elenco delle Regioni e degli enti locali aderenti (consultato il 18 ottobre 2026) – PDFComune di Reggio Calabria, Regolamento per la definizione agevolata delle entrate, delibera del Consiglio comunale n. 22 dell’11 maggio 2026 – comune.reggio-calabria.itAggiornamenti 18/10/2026 – Articolo riscritto: le domande per i carichi affidati ad AdER da Regioni ed enti locali aderenti si presentano dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, con pagamento entro il 31 marzo 2027 o fino a 54 rate bimestrali, come previsto dall’art. 10-quinquies del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, convertito dalla legge 22 maggio 2026, n. 88 e modificato dalla legge 25 giugno 2026, n. 113; aggiunta la definizione agevolata comunale della legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 102-109; eliminate le date e i dati non confermati della versione precedente.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Maggio 27, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 19:08:382026-10-18 22:05:56Rottamazione tributi locali al via: IMU, TARI e multe, domande entro il 15 dicembre 2026
NOTIZIERottamazione quater, rata in scadenza il 31 maggio: pagamento posticipato a giugnoI contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater devono tenere a mente una data importante: il 31 maggio 2026 scade la prossima rata della rateazione decennale. Si tratta della dodicesima rata complessiva per chi ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023 (legge 197/2022) e ha optato per il piano di pagamento dilazionato fino al 2027. La buona notizia per chi si trova in difficoltà o ha dimenticato la scadenza arriva direttamente dalla normativa: grazie ai 5 giorni di tolleranza previsti dall articolo 3, comma 14-bis del D.L. 119/2018, il versamento può essere effettuato senza decadenza entro il 5 giugno 2026, posticipando di fatto la scadenza operativa al primo giorno utile della settimana successiva.In questa guida completa analizziamo nel dettaglio cosa cambia per i contribuenti, come calcolare correttamente l importo della rata, quali sono i canali di pagamento disponibili, cosa succede in caso di ritardo e come funziona la riammissione alla rottamazione quater introdotta dal decreto Milleproroghe 2025 (D.L. 202/2024 convertito in legge 15/2025). Vedremo anche le differenze tra la rottamazione quater e la nuova rottamazione quinquies introdotta nel 2026, per orientarsi tra le diverse misure di pace fiscale ancora attive.Indice dei contenutiScadenza del 31 maggio: cosa cambia con il posticipo a giugnoI 5 giorni di tolleranza: la normativa che salva il contribuenteCalendario completo delle rate 2026 della rottamazione quaterChi deve pagare la rata in scadenza il 31 maggio 2026Come pagare: modello F24, PagoPA e canali digitaliDecadenza dalla rottamazione: cosa rischia chi non pagaRiammessi alla rottamazione quater: il quadro post MilleprorogheEsempio pratico: come calcolare l importo della rataCosa fare in caso di difficoltà nel pagamentoRottamazione quater e quinquies: le differenze fondamentaliIl ruolo del CAF nell assistenza alla rateazioneFAQ sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Scadenza del 31 maggio: cosa cambia con il posticipo a giugnoLa rata della rottamazione quater in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta una delle scadenze più importanti dell anno per chi ha aderito alla definizione agevolata 2023 introdotta dalla legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023). Si tratta di un appuntamento ricorrente per i contribuenti che hanno scelto il piano massimo di rateazione, articolato in 18 rate distribuite dal 2023 al 2027 secondo lo schema previsto dalla norma.Il punto centrale di questa scadenza riguarda la scivolata operativa al mese di giugno. Tecnicamente la rata scade il 31 maggio, ma per due ragioni concorrenti il pagamento effettivo può essere posticipato senza alcuna penalità al primo giorno utile di giugno:I 5 giorni di tolleranza previsti dall articolo 3, comma 14-bis del decreto-legge 119/2018, convertito in legge 136/2018, che si applicano a tutte le rate delle definizioni agevolateLa possibile coincidenza del quinto giorno con un giorno festivo o prefestivo, che fa scivolare ulteriormente il termine al primo giorno feriale successivoNel concreto, il 31 maggio 2026 cade di domenica. Questa circostanza, di per sé, già sposta il termine ordinario al 1° giugno (lunedì). Considerando poi i 5 giorni di tolleranza, il termine effettivo entro cui versare senza decadere dal beneficio si attesta al 5 giugno 2026. Si tratta di una previsione strutturale del meccanismo della rottamazione, non di una proroga eccezionale: il legislatore ha voluto riconoscere uno spazio di flessibilità per evitare che ritardi minimi facciano perdere ai contribuenti il beneficio dell agevolazione.Una scadenza che riguarda milioni di contribuentiSecondo i dati pubblicati da Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER), le domande di adesione alla rottamazione quater hanno coinvolto una platea molto ampia di contribuenti, una larga parte dei quali ha optato per il piano di rateazione massima. La scadenza di maggio 2026 riguarda quindi una platea molto ampia, composta da:Contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater entro il 30 giugno 2023Soggetti che hanno presentato la domanda integrativa entro il 30 settembre 2023 per ulteriori carichiDecaduti riammessi grazie alla riapertura introdotta dal decreto Milleproroghe 2025 I 5 giorni di tolleranza: la normativa che salva il contribuenteLa regola dei 5 giorni di tolleranza è uno degli elementi più importanti da conoscere per chi ha aderito alla rottamazione quater. Si tratta di una previsione normativa strutturale, non di una concessione discrezionale: il termine entro cui pagare per non perdere il beneficio è quello ordinario aumentato di 5 giorni.La base normativaIl riferimento è l articolo 3, comma 14-bis del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136. La norma stabilisce che il mancato, insufficiente o tardivo versamento, alle relative scadenze, dell unica rata o di una di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento, determina la decadenza dai benefici della definizione agevolata se superiore a cinque giorni.In parole semplici: pagare entro il quinto giorno successivo alla scadenza ordinaria è come pagare il giorno stesso. Non si tratta quindi di una proroga o di un favore, ma di una franchigia legale che il legislatore ha inserito per evitare effetti decadenziali sproporzionati rispetto a ritardi minimi.Come si calcolano i 5 giorniIl calcolo dei 5 giorni segue le regole generali del computo dei termini di diritto civile (art. 2963 del codice civile): si conta a partire dal giorno successivo a quello della scadenza ordinaria. Se il quinto giorno cade in un giorno festivo o di sabato/domenica, il termine slitta automaticamente al primo giorno feriale successivo.Ad esempio, per la scadenza del 31 maggio 2026 (domenica) il calcolo è il seguente:Scadenza ordinaria: domenica 31 maggio 2026Conteggio 5 giorni di tolleranza a partire dalla scadenza: dal 1° al 5 giugno 2026Termine ultimo per pagare senza decadenza: venerdì 5 giugno 2026 (giorno feriale, nessun ulteriore slittamento)La prassi consolidata di Agenzia delle Entrate-Riscossione è di computare i 5 giorni a partire dal giorno stesso della scadenza nominale; qualora il quinto giorno cadesse di sabato, domenica o festivo, il termine slitterebbe ulteriormente al primo giorno feriale successivo. Nel caso della rata del 31 maggio 2026 il quinto giorno cade di venerdì, quindi il termine resta fissato al 5 giugno.Attenzione: la lettura prudenziale che AdER suggerisce ai contribuenti è di considerare la scadenza del 31 maggio come termine ordinario, ricorrendo alla tolleranza solo in caso di reale necessità. Programmare il pagamento già in scadenza tolleranza, infatti, espone a rischi operativi (errori bancari, ritardi di sportello) che possono determinare la perdita irreversibile dell agevolazione. Calendario completo delle rate 2026 della rottamazione quaterPer chi ha aderito al piano massimo di rateazione previsto dalla rottamazione quater, il 2026 prevede quattro rate trimestrali, secondo lo schema stabilito dall articolo 1, comma 232 della legge 197/2022. Ecco il calendario completo:Numero rataScadenza ordinariaTermine con tolleranzaNoteRata 11 (di 18)28 febbraio 20269 marzo 2026 (lunedì)Slitta per festività e tolleranzaRata 12 (di 18)31 maggio 20265 giugno 2026 (venerdì)Slitta per domenica + tolleranzaRata 13 (di 18)31 luglio 20265 agosto 2026 (mercoledì)Tolleranza 5 giorniRata 14 (di 18)30 novembre 20267 dicembre 2026 (lunedì)Slitta per domenica + tolleranzaSchema generale del piano fino al 2027Il piano di rateazione completo della rottamazione quater prevede 18 rate distribuite secondo lo schema seguente:2023: 2 rate (31 ottobre e 30 novembre)2024-2027: 4 rate annuali (28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio, 30 novembre)La rata di maggio 2026 rappresenta dunque la dodicesima delle 18 rate complessive e segna il superamento dei due terzi del percorso di pagamento dilazionato. Per chi sta rispettando il piano, ogni rata pagata regolarmente consolida l agevolazione fiscale ottenuta con la rottamazione, eliminando definitivamente sanzioni e interessi di mora.Chi deve pagare la rata in scadenza il 31 maggio 2026La rata in scadenza il 31 maggio 2026 riguarda tutti i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater entro i termini stabiliti e hanno optato per il piano di rateazione massima. Vediamo nel dettaglio le diverse categorie interessate.Aderenti originari della rottamazione quaterSono i contribuenti che hanno presentato domanda di adesione entro il termine originario del 30 giugno 2023, successivamente prorogato per i ritardatari. Per questa categoria la rata di maggio 2026 rappresenta la prosecuzione regolare del piano scelto al momento dell adesione.Aderenti tramite domanda integrativaUna circostanza meno nota riguarda chi ha presentato una domanda integrativa entro il 30 settembre 2023 per includere ulteriori carichi nella rottamazione quater. Anche per questi soggetti la rata di maggio 2026 corrisponde a una scadenza ordinaria del piano di pagamento.Decaduti riammessi dal decreto Milleproroghe 2025La novità più rilevante riguarda i contribuenti riammessi alla rottamazione quater grazie al decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202 (decreto Milleproroghe), convertito in legge 21 febbraio 2025, n. 15. La norma ha previsto la possibilità per i contribuenti decaduti al 31 dicembre 2024 di rientrare nel piano, presentando apposita istanza entro il 30 aprile 2025.I riammessi seguono un piano di pagamento ad hoc che può prevedere il versamento integrale entro il 31 luglio 2025 oppure in 10 rate di pari importo con scadenze a partire dal 31 luglio 2025. Per chi ha aderito al piano rateale, la rata di maggio 2026 rientra in questo nuovo calendario. Come pagare: modello F24, PagoPA e canali digitaliPer il versamento della rata della rottamazione quater i contribuenti hanno a disposizione diversi canali di pagamento. La scelta del canale dipende dalle preferenze personali, dalla disponibilità di strumenti digitali e dall importo da versare.Modello F24 con bollettini precompilatiIl canale tradizionale è rappresentato dai bollettini precompilati inviati dall Agenzia delle Entrate-Riscossione al momento dell adesione. I bollettini riportano:L importo esatto della rataI codici tributo specifici per la definizione agevolataLa scadenza di ogni singola rataI dati identificativi del contribuente e della praticaI bollettini possono essere utilizzati per il pagamento presso banche, uffici postali, sportelli bancomat abilitati, ricevitorie convenzionate (Sisal, Lottomatica) e tabaccai che offrono servizi di pagamento.Pagamento online tramite area riservata AdERSul sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione (agenziaentrateriscossione.gov.it) è possibile accedere all area riservata con SPID, CIE o CNS per visualizzare il piano di pagamento, scaricare i bollettini, monitorare i versamenti effettuati e pagare direttamente online con carta di credito, bonifico online o addebito su conto corrente tramite il circuito PagoPA.App EquiClick e canali mobileL Agenzia delle Entrate-Riscossione ha sviluppato anche un app mobile che consente di gestire i pagamenti delle rate da smartphone, ricevere notifiche sulle scadenze e visualizzare lo stato del piano in modo immediato. Questi canali digitali sono particolarmente utili per chi viaggia o per chi vuole avere sempre sotto controllo la propria situazione.Domiciliazione bancariaUna soluzione molto comoda per non rischiare di dimenticare le scadenze è l attivazione della domiciliazione bancaria tramite il modulo SDD (Sepa Direct Debit). Una volta attivato, il pagamento avviene automaticamente alla scadenza, senza necessità di intervento da parte del contribuente. La richiesta di domiciliazione deve essere effettuata almeno 30 giorni prima della scadenza della rata per essere operativa.Decadenza dalla rottamazione: cosa rischia chi non pagaIl mancato pagamento della rata di maggio 2026 entro il termine di tolleranza del 5 giugno 2026 comporta conseguenze gravi e irreversibili per il contribuente. La normativa è chiara: la decadenza dalla rottamazione quater è automatica e produce effetti molto pesanti.Effetti immediati della decadenzaQuando un contribuente decade dalla rottamazione, si verificano i seguenti effetti automatici:Riemerge il debito originario comprensivo di sanzioni e interessi di mora, che la rottamazione aveva eliminato o ridottoLe somme già versate vengono considerate a titolo di acconto e vengono scomputate dal debito complessivoRiprendono le procedure di riscossione coattiva (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche)Non si può più rateizzare il debito residuo con la dilazione ordinaria di AdER (art. 19 D.P.R. 602/1973), salvo eccezioniCosa significa nella praticaImmaginiamo un contribuente che ha aderito alla rottamazione quater per un debito originario di 30.000 euro, ridotto a 18.000 euro grazie alla cancellazione di sanzioni e interessi. Ha già pagato 5 rate per un totale di 5.000 euro. Se non paga la rata di maggio 2026 entro il 5 giugno, la situazione cambia drasticamente:Il debito torna a 30.000 euro (importo originario)Vengono scomputati i 5.000 euro già versatiRestano dovuti 25.000 euroSu questa somma riprendono a maturare interessi di moraAdER può avviare immediatamente le azioni di recupero coattivoPossibilità di rateizzazione ordinaria post-decadenzaUna volta decaduto dalla rottamazione, il contribuente può comunque richiedere la rateizzazione ordinaria ad AdER per il debito riemerso. La dilazione ordinaria può arrivare fino a 84 rate mensili (84 mesi = 7 anni) per debiti fino a 120.000 euro, o fino a 120 rate per importi superiori, secondo le regole vigenti nel 2026 introdotte dal D.Lgs. 110/2024 in attuazione della riforma fiscale.Tuttavia, va sottolineato che la rateizzazione ordinaria non comporta lo sconto su sanzioni e interessi previsto dalla rottamazione. Il contribuente paga l importo pieno con interessi di dilazione, perdendo definitivamente il beneficio fiscale ottenuto con la pace fiscale 2023. Riammessi alla rottamazione quater: il quadro post MilleprorogheIl decreto Milleproroghe 2025 (D.L. 202/2024 convertito in legge 15/2025) ha introdotto una novità di grande rilievo per i contribuenti che erano decaduti dalla rottamazione quater: la riapertura dei termini per la riammissione al piano.Chi può riammettersiIl decreto ha consentito la riammissione ai contribuenti che, al 31 dicembre 2024, erano decaduti dai benefici della rottamazione quater per il mancato, insufficiente o tardivo versamento di una o più rate. La riammissione doveva essere richiesta presentando apposita istanza entro il 30 aprile 2025 tramite i canali telematici di Agenzia delle Entrate-Riscossione.Modalità di pagamento per i riammessiI contribuenti riammessi hanno potuto scegliere tra due modalità di pagamento:Pagamento in unica soluzione entro il 31 luglio 2025Pagamento dilazionato in un massimo di 10 rate di pari importo con le seguenti scadenze: 31 luglio e 30 novembre 2025; 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre 2026; 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre 2027Per i riammessi che hanno scelto il piano in 10 rate, la rata in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta la quarta delle 10 rate complessive. Anche a questa categoria si applicano regolarmente i 5 giorni di tolleranza, con possibilità di versare entro il 5 giugno 2026.Importanza di non perdere la seconda chancePer i riammessi la rata di maggio 2026 assume un significato particolare: si tratta della seconda opportunità concessa dal legislatore per beneficiare della rottamazione. Una nuova decadenza preclude definitivamente l accesso alla rottamazione quater e impone il pagamento integrale del debito secondo le procedure ordinarie. Per questo motivo è fondamentale rispettare le scadenze e, in caso di difficoltà, valutare per tempo le alternative disponibili con il supporto di un consulente fiscale o di un CAF.Esempio pratico: come calcolare l importo della rataPer comprendere meglio come funziona il piano di pagamento della rottamazione quater, vediamo un esempio pratico con numeri concreti.Il caso di Marco, artigiano di UdineMarco è un artigiano friulano con sede a Udine. Nel 2023 aveva accumulato debiti con il fisco per un totale di 40.000 euro di cartelle esattoriali, così composti:Tributo iscritto a ruolo: 25.000 euroSanzioni: 10.000 euroInteressi di mora: 4.500 euroAggio della riscossione: 500 euroAderendo alla rottamazione quater, Marco ha potuto beneficiare della cancellazione integrale di sanzioni, interessi di mora e aggio. L importo da versare si è quindi ridotto al solo tributo, più le spese esecutive e di notifica delle cartelle (di solito poche decine di euro).Calcolo dell importo da rateizzarePer Marco l importo definitivo da pagare con la rottamazione è di circa 25.300 euro (25.000 euro di tributo + 300 euro di spese). Avendo optato per il piano massimo di rateazione in 18 rate, il calcolo è il seguente:Rate del 2023 (2 rate, ciascuna pari al 5% del totale, per il 10% complessivo): 1.265 euro a rata = 2.530 euro complessiviRate dal 2024 al 2027 (16 rate del restante 90%): circa 1.423 euro a rataLa rata di maggio 2026 per Marco ammonta dunque a circa 1.423 euro, da versare entro il 31 maggio (o entro il 5 giugno sfruttando la tolleranza). Su questo importo va aggiunto l interesse del 2% annuo previsto dalla legge 197/2022 per le rate successive alla prima.Confronto con la situazione senza rottamazioneSenza rottamazione, Marco avrebbe dovuto pagare l intero importo di 40.000 euro, oltre agli interessi di mora che continuavano a maturare nel tempo. Con la rottamazione quater Marco ha ottenuto un risparmio di circa 14.700 euro, pari al 37% del debito originario. È evidente come il rispetto delle scadenze sia fondamentale per non perdere questo importante beneficio.Cosa fare in caso di difficoltà nel pagamentoPuò capitare che, per circostanze impreviste, un contribuente si trovi in difficoltà nel versare una rata della rottamazione quater alla scadenza prevista. Vediamo quali sono le opzioni disponibili.Utilizzare i 5 giorni di tolleranzaLa prima opzione è ovviamente quella di sfruttare appieno i 5 giorni di tolleranza, organizzandosi per reperire la liquidità necessaria. Per la rata di maggio 2026 questo significa avere fino al 5 giugno per provvedere al versamento senza alcuna penalità.Pagamento parziale: cosa succedeUn errore comune è pensare che un pagamento parziale possa evitare la decadenza. Non è così: la normativa è chiara nel prevedere che il versamento insufficiente (oltre i 5 giorni di tolleranza) determina la decadenza, esattamente come il mancato pagamento. Per evitare la decadenza è necessario versare l intero importo della rata, non somme parziali.Verificare il piano di pagamentoPrima della scadenza è sempre opportuno verificare il proprio piano di pagamento accedendo all area riservata di AdER. Può capitare che vi siano stati versamenti già effettuati in eccesso che possono compensare la rata in scadenza, oppure che il piano abbia subito modifiche di cui non si era consapevoli.Quando rivolgersi al CAFSe la difficoltà nel pagamento non è transitoria ma strutturale, è importante rivolgersi tempestivamente a un consulente fiscale o a un CAF per valutare le alternative. Più ci si rivolge per tempo, più ampia è la gamma di soluzioni esplorabili: dalla pianificazione dei pagamenti residui, all eventuale adesione alla nuova rottamazione quinquies (se applicabile al caso specifico), fino alla richiesta di rateazione ordinaria post-decadenza.Rottamazione quater e quinquies: le differenze fondamentaliCon l introduzione della rottamazione quinquies nel 2026 (Legge di Bilancio 2026), molti contribuenti si trovano confusi sulle differenze tra le due misure e su quale convenga in caso di scelta. Chiariamo i punti principali.Periodo dei carichi rottamabiliLa differenza più importante riguarda il periodo dei carichi affidati all agente della riscossione:Rottamazione quater (legge 197/2022): carichi affidati ad AdER dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022Rottamazione quinquies (legge di bilancio 2026): carichi affidati ad AdER successivamente, secondo il perimetro temporale stabilito dalla nuova normaConvenienza economicaEntrambe le rottamazioni prevedono la cancellazione di sanzioni e interessi di mora, lasciando dovuti solo il tributo, le spese di notifica e quelle esecutive. Tuttavia, la quinquies introduce piani di rateazione potenzialmente diversi e modalità di pagamento differenziate.Possibilità di cumuloUn contribuente può aderire contemporaneamente alla rottamazione quater (per i debiti precedenti già in piano di pagamento) e alla rottamazione quinquies (per i debiti rientranti nel nuovo perimetro temporale), trattandosi di due procedure distinte. È però importante valutare la sostenibilità complessiva dei pagamenti, perché le scadenze possono sovrapporsi. Il ruolo del CAF nell assistenza alla rateazioneIl CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza qualificata a tutti i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater e si trovano a gestire le scadenze di pagamento. La nostra esperienza pluriennale sul territorio friulano ci consente di seguire ogni pratica con la massima cura, garantendo il rispetto delle scadenze e l ottimizzazione fiscale.I servizi offertiPer la gestione della rottamazione quater il CAF Centro Fiscale fornisce:Verifica del piano di pagamento e dello stato delle rate pagatePredisposizione dei modelli F24 e supporto per il versamentoAttivazione della domiciliazione bancaria SDD per i pagamenti automaticiCalendario personalizzato delle scadenze con promemoriaConsulenza sulle alternative in caso di difficoltà (rottamazione quinquies, rateazione ordinaria, ecc.)Assistenza per i riammessi dal decreto Milleproroghe 2025Perché rivolgersi a un CAFLa rottamazione quater è una procedura tecnicamente complessa che richiede attenzione e precisione. Un errore nel pagamento o una scadenza dimenticata possono comportare la perdita definitiva di un beneficio fiscale anche di migliaia di euro. Affidarsi a un CAF significa avere un punto di riferimento competente che monitora le scadenze, predispone la documentazione e assiste in caso di problematiche.Il CAF Centro Fiscale di Udine, in particolare, vanta una conoscenza approfondita delle problematiche fiscali del territorio friulano e una rete consolidata di rapporti con gli uffici locali di AdER, che ci consente di gestire con efficacia anche le situazioni più complesse.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.FAQ sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026Quando scade esattamente la rata della rottamazione quater di maggio 2026?La scadenza ordinaria è il 31 maggio 2026. Tuttavia, cadendo di domenica, il termine slitta automaticamente al 1° giugno 2026. Considerando i 5 giorni di tolleranza previsti dall art. 3, comma 14-bis del D.L. 119/2018, il termine ultimo per pagare senza decadere è il 5 giugno 2026.Cosa succede se pago il 6 giugno 2026?Pagare il 6 giugno 2026 significa pagare oltre i 5 giorni di tolleranza e comporta la decadenza automatica dalla rottamazione quater. Il debito originario riemerge integralmente, comprensivo di sanzioni e interessi di mora, scomputando le somme già versate.Posso pagare in più tranche entro il 5 giugno?No. La rata deve essere versata in un unica soluzione entro il termine di tolleranza. Un pagamento parziale, anche se effettuato entro i 5 giorni, equivale a un mancato pagamento e produce la decadenza.Come faccio a sapere l importo esatto della mia rata?L importo della rata è indicato nel piano di pagamento trasmesso da Agenzia delle Entrate-Riscossione al momento dell adesione alla rottamazione. Puoi consultarlo nell area riservata del sito AdER accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure utilizzando l app EquiClick. In caso di smarrimento dei bollettini puoi richiederne copia all AdER o al tuo CAF di fiducia.Quali sono i codici tributo per il modello F24?I codici tributo per la rottamazione quater sono stati istituiti con specifica risoluzione dell Agenzia delle Entrate. I codici sono riportati direttamente sui bollettini precompilati inviati da AdER. Per chi prepara il modello F24 manualmente è necessario fare riferimento alla risoluzione AdE pertinente o richiedere assistenza al proprio CAF.Posso aderire alla rottamazione quinquies se sono ancora in rottamazione quater?Sì, ma per carichi diversi. La rottamazione quater riguarda i carichi dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. La rottamazione quinquies riguarda carichi successivi, secondo il perimetro stabilito dalla legge di bilancio 2026. Le due procedure sono indipendenti e possono coesistere per posizioni debitorie diverse.Cosa succede se la mia banca esegue il bonifico in ritardo?Ai fini della rottamazione quater fa fede la data di esecuzione del pagamento, non la data di valuta. Se il bonifico viene disposto in tempo utile ma la banca lo esegue con ritardo per ragioni tecniche, il contribuente non è in colpa, ma rischia comunque la decadenza. Per questo motivo è sempre consigliato pagare con qualche giorno di anticipo rispetto al termine di tolleranza.La rata di maggio è sempre uguale alle altre rate?Dipende dal piano scelto. Nel piano massimo di 18 rate, le prime 2 rate del 2023 corrispondevano al 10% del totale (5% ciascuna), mentre le 16 rate successive (dal 2024 al 2027) corrispondono al restante 90% diviso equamente. La rata di maggio 2026 ha quindi lo stesso importo delle altre 15 rate del periodo 2024-2027, aumentato dell interesse del 2% annuo previsto dalla legge.Cosa devo fare se non riesco a pagare la rata?Se prevedi di non riuscire a pagare la rata, non aspettare la scadenza. Contatta tempestivamente il tuo CAF di fiducia per valutare le alternative: dalla pianificazione dei pagamenti, alla verifica dell adesione alla rottamazione quinquies (se applicabile), fino alla rateazione ordinaria post-decadenza. Più ci si muove in anticipo, più ampie sono le possibilità di trovare una soluzione sostenibile.Conclusione: il supporto del CAF Centro Fiscale di UdineLa rata della rottamazione quater in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta un appuntamento importante per migliaia di contribuenti che hanno aderito alla pace fiscale 2023. Grazie ai 5 giorni di tolleranza previsti dalla normativa, il termine effettivo per pagare senza decadere si sposta al 5 giugno 2026, offrendo uno spazio di flessibilità utile a chi avesse necessità di organizzare la liquidità.Ricordiamo però che la tolleranza non è una proroga: la scadenza ordinaria resta il 31 maggio e l ideale è pianificare il pagamento con largo anticipo, riservando la tolleranza solo a situazioni di reale necessità. Una rata pagata in ritardo oltre i 5 giorni comporta la decadenza definitiva dal beneficio e la perdita dello sconto su sanzioni e interessi di mora.Il CAF Centro Fiscale di Udine è al fianco dei contribuenti per la gestione completa della rottamazione quater: dalla verifica del piano di pagamento alla predisposizione dei modelli F24, dall attivazione della domiciliazione bancaria fino alla consulenza sulle alternative in caso di difficoltà. La nostra esperienza pluriennale e la conoscenza approfondita del territorio friulano ci permettono di seguire ogni cliente con la massima professionalità.Hai dubbi sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026? Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine in viale Giuseppe Tullio 13, scala B, chiamaci al numero 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Ti aiuteremo a verificare la tua posizione, calcolare correttamente l importo dovuto e individuare la modalità di pagamento più adatta alle tue esigenze.Maggio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 14:10:272026-05-31 17:43:07Rottamazione quater, rata in scadenza il 31 maggio: pagamento posticipato a giugno
NOTIZIERottamazione quater: per la Cassazione basta la prima rata per perfezionare la sanatoriaUna nuova pronuncia della Corte di Cassazione riapre il dibattito sulla rottamazione quater, la “definizione agevolata” prevista dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022). Secondo i giudici di legittimità, per perfezionare la sanatoria e mettere al riparo il contribuente dalla riscossione coattiva è sufficiente il pagamento della prima rata entro la scadenza prevista. Una lettura che potrebbe avere ricadute concrete su migliaia di contribuenti decaduti dal beneficio per il mancato pagamento delle rate successive.In questa guida ti spieghiamo, in modo semplice e con esempi pratici, cosa ha stabilito la Cassazione, cosa cambia per chi è in difficoltà con le rate, quali sono i riferimenti normativi (art. 1 commi 231-252 della Legge 197/2022 e successive modifiche tramite il DL 145/2023 convertito nella L. 191/2023) e quali strade restano aperte oggi, nel 2026, tra riammissione e nuova rottamazione quinquies.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa ha detto la Cassazione: il principio della “prima rata”Rottamazione quater: cos’è e come funzionaPerfezionamento vs decadenza: la distinzione chiaveEffetti pratici per i contribuentiRiferimenti normativi: L. 197/2022 e DL 145/2023Cosa rischia chi decade dalle rate successiveLa riammissione introdotta dal DL 202/2024Rottamazione quinquies 2026: la nuova definizione agevolataEsempi pratici e simulazioniTabella di confronto tra le rottamazioniCosa fare oggi se sei decadutoIl supporto del CAF Centro Fiscale di UdineDomande frequenti (FAQ)Cosa ha detto la Cassazione: il principio della “prima rata”La Corte di Cassazione, con una recente pronuncia in materia di definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione, ha chiarito un punto delicato che da tempo divide contribuenti e Agenzia delle Entrate-Riscossione: cosa succede se il contribuente paga la prima rata della rottamazione e poi salta una rata successiva?Secondo i giudici di legittimità, occorre distinguere due momenti diversi: il perfezionamento della definizione agevolata e la successiva decadenza dal piano di pagamento rateale. Il pagamento della prima rata (o dell’unica rata, in caso di pagamento in soluzione unica) entro la scadenza prevista perfeziona la sanatoria, producendo effetti immediati: in particolare, blocca le procedure esecutive in corso e impedisce all’agente della riscossione di avviare nuove azioni cautelari (fermi amministrativi, ipoteche, pignoramenti) basate sui carichi rottamati.Se poi il contribuente non paga le rate successive, scatta la decadenza dal beneficio: il debito residuo torna esigibile per intero, con sanzioni e interessi di mora. Ma — ed è qui il punto innovativo — gli effetti del perfezionamento già prodotti non vengono cancellati retroattivamente. In particolare, le somme già versate restano acquisite definitivamente dall’Erario a titolo di acconto sul debito originario. Rottamazione quater: cos’è e come funzionaLa rottamazione quater è la quarta edizione della definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia). È stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge 29 dicembre 2022, n. 197), articolo 1, commi da 231 a 252.In parole semplici, si tratta di una sanatoria che permette al contribuente di chiudere i debiti con il fisco pagando solo l’imposta, senza sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione. Le uniche somme dovute, oltre al capitale, sono:le spese per le procedure esecutive eventualmente sostenute;i diritti di notifica;per le multe stradali e altre sanzioni amministrative non tributarie: rimangono dovuti il capitale (la sanzione) e gli interessi, ma vengono cancellate le maggiorazioni e gli interessi di mora.Quali carichi sono “rottamabili”La rottamazione quater riguarda i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. Il termine originario per presentare domanda era fissato al 30 aprile 2023, poi prorogato al 30 giugno 2023.Modalità di pagamentoIl contribuente che ha aderito ha potuto scegliere tra:Pagamento in soluzione unica: scadenza originaria 31 ottobre 2023, poi prorogata.Pagamento rateale: fino a 18 rate in 5 anni. Le prime due rate (di importo pari al 10% del totale ciascuna) scadevano il 31 ottobre 2023 e il 30 novembre 2023; le successive 16 rate, di pari importo, con scadenza il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno fino al 2027.Sulle rate successive alla prima si applicano interessi al tasso del 2% annuo, a decorrere dal 1° novembre 2023. Perfezionamento vs decadenza: la distinzione chiaveLa differenza tra perfezionamento e decadenza è il cuore della pronuncia della Cassazione. Vediamola nel dettaglio.Perfezionamento della sanatoriaIl perfezionamento è il momento in cui la definizione agevolata diventa “efficace”: il contribuente ha aderito (presentando la domanda entro i termini) e ha versato la prima rata (o l’unica rata, se ha scelto la soluzione unica) entro la scadenza. Da quel momento:le procedure esecutive in corso restano sospese e non possono proseguire;l’Agente della riscossione non può iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche sui carichi rottamati;il contribuente risulta in regola ai fini del rilascio del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva, se applicabile);il contribuente può ottenere il certificato dei carichi pendenti “pulito” per le posizioni in rottamazione.Decadenza dal beneficio ratealeLa decadenza è invece la perdita del beneficio della rateazione e si verifica quando il contribuente, dopo aver perfezionato, salta il pagamento di una o più rate (o paga in ritardo oltre i 5 giorni di tolleranza). Le conseguenze sono:il debito residuo torna esigibile per intero;vengono ripristinati sanzioni, interessi di mora e aggio sulle somme non ancora versate;l’Agente della riscossione può riprendere o avviare le procedure esecutive;le somme già versate restano acquisite a titolo di acconto sul debito originario.Il principio espresso dalla Cassazione è che il perfezionamento non viene “annullato” dalla decadenza successiva: gli effetti della rottamazione si producono al momento del pagamento della prima rata, anche se poi il contribuente non riesce a portare a termine il piano. Questo principio ha rilevanza soprattutto per le procedure esecutive eventualmente avviate o aggravate dopo il perfezionamento e prima della decadenza, che possono essere considerate illegittime. Effetti pratici per i contribuentiLa pronuncia della Cassazione ha effetti molto concreti. Vediamo i principali.1. Tutela dalle azioni esecutive nel periodo “intermedio”Se hai pagato la prima rata e poi sei decaduto, il periodo che va dal versamento della prima rata fino alla decadenza è coperto dagli effetti del perfezionamento. Quindi se l’Agente della riscossione ha avviato un’azione esecutiva (ad esempio un pignoramento) in quel periodo, puoi contestarla davanti al giudice tributario o ordinario, perché in quel momento la rottamazione era pienamente efficace.2. Acquisizione definitiva delle somme versateLe rate già pagate non vanno perdute: vengono imputate a riduzione del debito complessivo. In pratica, se hai versato 1.000 euro su un debito di 5.000 e poi sei decaduto, il debito residuo non sarà più 5.000 ma 4.000 (al netto del ripristino di sanzioni e interessi sulla parte non pagata).3. Possibilità di accedere a soluzioni alternativeAnche dopo la decadenza, restano aperte alcune strade:la rateazione ordinaria con l’Agente della riscossione (fino a 120 rate in casi di grave difficoltà economica);l’eventuale riammissione alla rottamazione quater per chi ne ha avuto diritto (vedi paragrafo dedicato);l’adesione alla nuova rottamazione quinquies, prevista dalla normativa più recente. Riferimenti normativi: L. 197/2022 e DL 145/2023Il quadro normativo della rottamazione quater è articolato. Ecco i principali riferimenti.Legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023)L’articolo 1, commi 231-252, della Legge 29 dicembre 2022, n. 197 ha istituito la “definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022”. I commi rilevanti sono:Comma 231: definisce l’ambito applicativo e i carichi rottamabili;Comma 232: disciplina cosa si paga (capitale, spese, diritti di notifica) e cosa è abbuonato (sanzioni, interessi di mora, aggio);Comma 233: stabilisce le modalità di pagamento (unica soluzione o rateale fino a 18 rate);Comma 234: disciplina la sospensione delle procedure esecutive a seguito del perfezionamento;Comma 244: stabilisce la decadenza in caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento, anche di una sola rata, oltre cinque giorni dalla scadenza.DL 145/2023 (Decreto Anticipi)Il Decreto-Legge 18 ottobre 2023, n. 145, convertito con modificazioni nella Legge 15 dicembre 2023, n. 191, ha introdotto importanti correttivi:ha differito i termini di pagamento delle prime rate al 18 dicembre 2023 (cumulando le prime due rate inizialmente previste per il 31 ottobre e il 30 novembre 2023);ha previsto specifiche regole per i contribuenti dei territori colpiti dall’alluvione del maggio 2023 in Emilia-Romagna, Marche e Toscana.DL 202/2024 (Milleproroghe)Il Decreto-Legge 27 dicembre 2024, n. 202 (Milleproroghe), convertito nella Legge 21 febbraio 2025, n. 15, ha introdotto la riammissione alla rottamazione quater per i contribuenti decaduti al 31 dicembre 2024, riaprendo i termini fino al 30 aprile 2025 (per dettagli vedi paragrafo dedicato). Cosa rischia chi decade dalle rate successiveLa decadenza dalla rottamazione comporta conseguenze rilevanti. Il comma 244 della L. 197/2022 prevede espressamente che, in caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento — oltre la tolleranza di 5 giorni rispetto alla scadenza della rata — la definizione agevolata diventa inefficace e:il debito residuo torna ad essere costituito dalle somme originarie (capitale, sanzioni, interessi di mora, aggio), al netto di quanto già versato;l’Agente della riscossione può riprendere o avviare tutte le azioni cautelari ed esecutive (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche);non è più possibile ottenere una nuova rateazione sui carichi decaduti se non a determinate condizioni;il contribuente non può presentare una nuova domanda di rottamazione per gli stessi carichi (se non in caso di riapertura dei termini per legge).Tuttavia, come ha chiarito la Cassazione, la decadenza ha effetti ex nunc (cioè “da ora in poi”), non ex tunc (“da allora”, quindi retroattivamente): gli effetti del perfezionamento prodotti prima della decadenza restano efficaci.La riammissione introdotta dal DL 202/2024Il legislatore, consapevole delle difficoltà incontrate da molti contribuenti, ha previsto una riammissione alla rottamazione quater. Il DL 202/2024 (art. 3-bis, introdotto in sede di conversione) ha consentito ai contribuenti decaduti entro il 31 dicembre 2024 di rientrare nella definizione agevolata, presentando una nuova istanza entro il 30 aprile 2025 tramite l’area riservata o l’area pubblica del sito di Agenzia Entrate-Riscossione.Modalità di pagamento per i riammessiI contribuenti riammessi hanno potuto scegliere tra:Pagamento in soluzione unica entro il 31 luglio 2025;Pagamento rateale in massimo 10 rate di pari importo, con scadenze a luglio 2025, novembre 2025, febbraio 2026, maggio 2026, luglio 2026, novembre 2026, febbraio 2027, maggio 2027, luglio 2027 e novembre 2027.Anche per i riammessi vale il tasso di interesse del 2% annuo sulle rate successive alla prima, decorrente dal 1° novembre 2023.Chi non è stato riammessoNon hanno potuto accedere alla riammissione i contribuenti decaduti dopo il 31 dicembre 2024. Per loro, le strade aperte sono la rateazione ordinaria o l’eventuale adesione alla rottamazione quinquies. Rottamazione quinquies 2026: la nuova definizione agevolataNel 2026 si parla con sempre maggiore insistenza di una rottamazione quinquies, la quinta edizione della definizione agevolata. Le ipotesi sul tavolo prevedono:ambito esteso ai carichi affidati all’Agente della riscossione in un periodo da definire (presumibilmente dal 1° gennaio 2000 fino a una data più recente rispetto al 30 giugno 2022 della quater);abbuono di sanzioni, interessi di mora e aggio, secondo lo schema collaudato delle precedenti rottamazioni;piano di rateazione esteso (ipotesi di fino a 120 rate mensili per le situazioni più complesse);regole più flessibili sulla decadenza (con possibile reintegrazione automatica in caso di pagamento entro tempi più ampi).Al momento in cui scriviamo, i dettagli operativi sono in via di definizione. Per restare aggiornato sulle novità ti consigliamo di iscriverti alla nostra newsletter o di contattare il CAF Centro Fiscale di Udine, che monitora costantemente l’evoluzione normativa.Esempi pratici e simulazioniVediamo alcuni esempi pratici per capire concretamente cosa cambia con il principio espresso dalla Cassazione.Esempio 1: Mario, decaduto dopo la prima rataMario ha aderito alla rottamazione quater per un debito complessivo di 10.000 euro (importo originario con sanzioni e interessi: 14.000 euro). Ha pagato la prima rata di 1.000 euro il 18 dicembre 2023, ma poi non è riuscito a pagare le rate successive ed è decaduto.Conseguenze:il debito residuo torna a essere quello originario (14.000 euro), ma Mario può detrarre i 1.000 euro già versati: debito netto residuo 13.000 euro;l’Agente della riscossione può riprendere le procedure esecutive sui 13.000 euro;ma Mario era protetto dal perfezionamento dal 18 dicembre 2023 fino alla decadenza: se in quel periodo è stato iscritto un fermo amministrativo o un’ipoteca, Mario può contestarlo;Mario può valutare la riammissione (se decaduto entro il 31 dicembre 2024) o attendere la rottamazione quinquies.Esempio 2: Lucia, pagamento in unica soluzioneLucia ha un debito di 5.000 euro (originario 7.500 con sanzioni e interessi). Ha scelto il pagamento in unica soluzione e ha versato i 5.000 euro entro il 18 dicembre 2023.Conseguenze:la rottamazione si è perfezionata definitivamente;il debito è chiuso, non c’è alcun rischio di decadenza;Lucia ha risparmiato 2.500 euro tra sanzioni e interessi.Esempio 3: Giuseppe, riammesso nel 2025Giuseppe è decaduto dalla rottamazione quater a fine 2024 per non aver pagato due rate consecutive. Ha presentato istanza di riammissione il 15 marzo 2025 ed è stato riammesso per il debito residuo di 8.000 euro (al netto delle rate già pagate).Conseguenze:Giuseppe paga in 10 rate di 800 euro ciascuna, con scadenze tra luglio 2025 e novembre 2027;sulla seconda e successive rate paga il 2% di interessi annui;se rispetta il piano, chiude definitivamente il debito senza ulteriori sanzioni.Tabella di confronto tra le rottamazioniPer orientarti tra le varie definizioni agevolate che si sono susseguite, ecco una tabella riepilogativa.EdizioneNormaCarichi inclusiCosa si pagaNumero rateRottamazione (prima)DL 193/20162000-2016Capitale + spese, no sanzioni e interessi5Rottamazione bisDL 148/20172000-2017Capitale + spese5Rottamazione terDL 119/20182000-2017Capitale + spese18Rottamazione quaterL. 197/2022 (commi 231-252)2000-2022 (30 giugno)Capitale + spese, no sanzioni, interessi e aggio18 (in 5 anni)Riammissione quaterDL 202/2024 art. 3-bisDecaduti entro 31/12/2024Debito residuo, sempre senza sanzioni e interessi10 (in circa 2,5 anni)Rottamazione quinquiesIn via di definizioneDa definireProbabilmente capitale + speseIpotesi fino a 120 mensili Cosa fare oggi se sei decadutoSe hai aderito alla rottamazione quater e poi sei decaduto per il mancato pagamento di una o più rate, ecco i passi concreti che puoi fare oggi, alla luce della pronuncia della Cassazione e delle norme vigenti nel 2026.1. Richiedi un estratto di ruolo aggiornatoAccedi all’area riservata di Agenzia Entrate-Riscossione (con SPID, CIE o CNS) e scarica l’estratto di ruolo aggiornato. Verifica:quali carichi sono ancora attivi a tuo nome;l’importo residuo dopo le rate già versate;se ci sono procedure esecutive in corso (pignoramenti, fermi, ipoteche).2. Verifica se sei stato riammessoSe hai presentato domanda di riammissione entro il 30 aprile 2025, controlla nell’area riservata di Agenzia Entrate-Riscossione la comunicazione di accoglimento e il nuovo piano di pagamento.3. Valuta la rateazione ordinariaSe non sei stato riammesso, puoi richiedere una rateazione ordinaria al di fuori della rottamazione (con sanzioni e interessi pieni). Le rateazioni possono arrivare fino a 120 rate mensili per i debiti più ingenti o in caso di comprovata difficoltà economica documentata dall’ISEE.4. Controlla le azioni esecutiveAlla luce del principio della Cassazione, se hai subito una procedura esecutiva (fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento) nel periodo tra il perfezionamento e la decadenza, puoi valutare con un professionista la possibilità di contestarla in giudizio.5. Monitora la rottamazione quinquiesSe la rottamazione quinquies verrà effettivamente approvata, potrai aderire e includere anche i carichi sui quali sei decaduto dalla quater (sempre nei limiti previsti dalla nuova norma). Il supporto del CAF Centro Fiscale di UdineDistricarsi tra rottamazioni, decadenze, riammissioni ed estratti di ruolo può essere complicato. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:verifica della tua posizione presso Agenzia Entrate-Riscossione;lettura e interpretazione dell’estratto di ruolo;valutazione della convenienza tra rottamazione, riammissione e rateazione ordinaria;presentazione delle domande di rateazione e definizione agevolata;assistenza nei rapporti con l’Agente della riscossione per la gestione delle procedure esecutive;monitoraggio del rispetto dei piani di pagamento per evitare nuove decadenze.I nostri consulenti ti aiuteranno a scegliere la soluzione più adatta alla tua situazione personale, valutando attentamente i pro e i contro di ogni strada disponibile. Contattaci per prenotare un appuntamento: la prima consulenza è il primo passo per riprendere il controllo della tua situazione fiscale.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ)Cosa significa “perfezionare” la rottamazione quater?Perfezionare significa rendere efficace la definizione agevolata: serve aver presentato la domanda entro il termine (originariamente 30 giugno 2023) e aver pagato la prima rata (o l’unica rata, in caso di pagamento in soluzione unica) entro la scadenza, beneficiando dei 5 giorni di tolleranza. Da quel momento si bloccano le procedure esecutive e l’Agente della riscossione non può iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche sui carichi rottamati.Se pago solo la prima rata e poi salto le altre, perdo tutto?No. Secondo il principio della Cassazione, gli effetti del perfezionamento prodotti dal pagamento della prima rata restano efficaci fino alla decadenza. Le somme versate sono acquisite definitivamente dall’Erario e vengono detratte dal debito residuo, che torna alla cifra originaria (con sanzioni e interessi) al netto di quanto già pagato.Posso ancora aderire alla riammissione alla rottamazione quater?No. La riammissione introdotta dal DL 202/2024 (Milleproroghe) era riservata ai contribuenti decaduti entro il 31 dicembre 2024 e la finestra per presentare istanza si è chiusa il 30 aprile 2025. Chi è decaduto successivamente o non ha presentato istanza in tempo non può più rientrare nella quater.Quanto tempo ho di tolleranza per pagare una rata?Il comma 244 della L. 197/2022 prevede una tolleranza di 5 giorni rispetto alla scadenza della rata. Oltre questo termine, scatta automaticamente la decadenza dalla rottamazione.Le procedure esecutive avviate dopo la decadenza sono legittime?Sì. Dopo la decadenza, l’Agente della riscossione recupera pienamente i propri poteri di azione esecutiva sui carichi sui quali era stata aperta la rottamazione. Le procedure avviate nel periodo successivo alla decadenza sono pienamente legittime. La pronuncia della Cassazione riguarda invece le procedure avviate nel periodo tra il perfezionamento e la decadenza, che possono essere contestate.Cosa rischio se ignoro le cartelle dopo la decadenza?Rischi tutte le azioni cautelari ed esecutive previste dalla legge: pignoramento dello stipendio o della pensione (fino a un quinto), pignoramento del conto corrente, iscrizione di ipoteca sugli immobili (per debiti superiori a 20.000 euro), fermo amministrativo di veicoli a motore (notificato con preavviso di 30 giorni, scaduto il quale il fermo viene iscritto al PRA). Il consiglio è di rivolgersi subito a un CAF per valutare le alternative.Quando arriverà la rottamazione quinquies?Al momento (maggio 2026) la rottamazione quinquies è in fase di definizione politica e tecnica. I dettagli operativi — periodo dei carichi inclusi, modalità di pagamento, numero di rate — saranno chiariti con la pubblicazione del provvedimento normativo. Ti invitiamo a iscriverti alla nostra newsletter o a contattare il CAF Centro Fiscale per essere aggiornato in tempo reale.ConclusioniLa pronuncia della Cassazione sulla rottamazione quater rappresenta un’importante chiarificazione a favore dei contribuenti: il pagamento della prima rata perfeziona la sanatoria e produce effetti immediati di tutela, anche se poi il piano non viene completato. Si tratta di un principio coerente con la ratio della definizione agevolata, che vuole favorire il rientro del contribuente nella legalità fiscale e non punire chi prova a mettersi in regola.Se sei un contribuente decaduto dalla rottamazione quater, oggi hai diverse opzioni: dalla rateazione ordinaria (fino a 120 rate per i casi più gravi) all’attesa della rottamazione quinquies, passando per l’eventuale contestazione di procedure esecutive avviate quando la rottamazione era ancora efficace. La scelta migliore dipende dalla tua situazione personale, dall’entità del debito e dalle tue capacità di pagamento.Per una valutazione personalizzata, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri consulenti analizzeranno la tua posizione e ti indicheranno la strada più conveniente. Prenota un appuntamento oggi stesso e riprendi il controllo della tua situazione fiscale.Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 21:55:042026-05-31 17:46:12Rottamazione quater: per la Cassazione basta la prima rata per perfezionare la sanatoria
ESTRATTO CONTRIBUTIVODilazioni INPS fino a 60 mesi: le nuove regole per chi ha debiti contributiviSe hai accumulato debiti contributivi verso l’INPS, sappi che esistono soluzioni concrete per ripianare la situazione senza dover pagare tutto in un’unica soluzione. Le dilazioni INPS fino a 60 mesi rappresentano oggi uno degli strumenti più utilizzati da artigiani, commercianti, professionisti iscritti alla Gestione Separata e datori di lavoro per regolarizzare la propria posizione previdenziale senza compromettere la continuità dell’attività. Con la Riforma della Riscossione 2024-2026 (D.Lgs. 110/2024) il quadro normativo è cambiato in maniera significativa, ampliando le possibilità di rateazione anche per i carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione. In questa guida ti spieghiamo chi può ottenere la dilazione, quali sono i nuovi limiti di rate, come calcolare gli interessi e quali documenti servono per presentare la domanda nel 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa sono le dilazioni INPS e a chi si rivolgonoI due binari della dilazione: fase amministrativa e ruoloDilazione amministrativa INPS fino a 60 mesi: regole 2026Dilazione cartelle esattoriali INPS: la riforma D.Lgs. 110/2024Requisiti soggettivi: chi può accedere alla rateazioneCalcolo degli interessi di dilazione e importo della rataCome presentare la domanda di dilazioneDecadenza dalla rateazione: cosa succede se salti una rataEsempi pratici di calcolo della rataConsigli pratici e ruolo del CAFDomande frequentiCosa sono le dilazioni INPS e a chi si rivolgonoLa dilazione INPS è uno strumento che consente al contribuente moroso di pagare in più rate mensili i contributi previdenziali e assistenziali non versati alle scadenze ordinarie. In parole semplici: anziché saldare tutto il debito in un’unica soluzione, l’INPS (o l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, se il debito è già stato iscritto a ruolo) ti concede di spalmare l’importo su un piano di rateizzazione che può arrivare fino a 60 rate mensili in fase amministrativa e fino a 120 rate mensili per i carichi affidati alla riscossione coattiva.Lo strumento è pensato per chi attraversa una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria e non riesce a far fronte all’intero importo dovuto in un’unica soluzione. Possono richiedere la dilazione:Artigiani e commercianti iscritti alla Gestione IVS che non hanno versato la “fissa” o gli acconti/saldi sul reddito eccedente il minimaleProfessionisti iscritti alla Gestione Separata INPS con contributi a percentuale non versatiDatori di lavoro (imprese, studi professionali, condomini) che non hanno pagato i contributi UniEmens per i propri dipendentiCommittenti che non hanno versato i contributi sui compensi a collaboratoriDatori di lavoro domestico con omissioni contributive su colf e badantiLavoratori autonomi agricoli (coltivatori diretti, IAP) con debiti sulla Gestione speciale CD-CMLa dilazione, oltre a evitare l’aggravarsi delle sanzioni civili, è una condizione essenziale per ottenere il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva): senza DURC regolare, un’impresa non può partecipare ad appalti pubblici, ricevere pagamenti dalla Pubblica Amministrazione, accedere a bonus edilizi o utilizzare crediti d’imposta in compensazione. I due binari della dilazione: fase amministrativa e ruoloPer capire quale tipo di dilazione richiedere, è fondamentale sapere in quale fase si trova il tuo debito contributivo. La distinzione è cruciale perché cambiano l’ente competente, i limiti massimi di rate e gli interessi applicati.Fase amministrativa (debito gestito dall’INPS)Il debito contributivo è “in fase amministrativa” finché l’INPS non lo ha ancora iscritto a ruolo e affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. In questa fase la gestione spetta direttamente alla sede INPS competente per territorio e la dilazione è disciplinata dalla Circolare INPS n. 108 del 12 luglio 2013 e successivi aggiornamenti.In sintesi: in fase amministrativa puoi chiedere fino a 24 rate mensili direttamente al Direttore della sede INPS, oppure fino a 60 rate mensili con autorizzazione del Direttore Regionale o del Comitato Amministratore della gestione di riferimento nei casi più complessi.Fase di riscossione coattiva (debito iscritto a ruolo)Quando l’INPS, decorsi i termini di pagamento, iscrive il debito a ruolo, la gestione passa ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdE-R). Riceverai quindi una cartella esattoriale o un avviso di addebito. In questa fase si applica la disciplina dell’art. 19 del DPR 602/1973, come riformata dal D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110 (“Riforma della Riscossione”), che ha rivoluzionato i limiti di rateazione introducendo un meccanismo progressivo fino a 108 rate (su semplice richiesta) e fino a 120 rate (con documentazione). Dilazione amministrativa INPS fino a 60 mesi: regole 2026Concentriamoci ora sulla dilazione amministrativa, quella che ti permette di rateizzare il debito quando è ancora gestito direttamente dall’INPS, prima che venga iscritto a ruolo.Rateazione fino a 24 mesi (competenza ordinaria)La regola di base prevede che il Direttore della sede INPS competente possa concedere una dilazione fino a un massimo di 24 rate mensili. Questa è la modalità più diffusa e si applica alla maggior parte dei contribuenti che si trovano in difficoltà temporanea. Non è richiesta documentazione particolarmente complessa: basta dimostrare la temporanea impossibilità di pagare in unica soluzione e l’INPS valuta l’esistenza dei requisiti formali (anzianità del debito, regolarità delle ultime denunce, assenza di precedenti decadenze).Rateazione fino a 60 mesi (competenza superiore)Per dilazioni più lunghe, fino a un massimo di 60 rate mensili, la competenza si sposta a livelli superiori. In particolare:Per importi più consistenti o per situazioni complesse, decide il Direttore Regionale INPSPer importi ancora maggiori e per contribuenti in situazioni di crisi documentata, può intervenire il Comitato Amministratore della Gestione di riferimento (Artigiani, Commercianti, Gestione Separata, Lavoratori Dipendenti)Nei casi più gravi e in presenza di particolari condizioni (calamità naturali, eventi straordinari, procedure concorsuali) si può arrivare alla dilazione massimaPer ottenere una dilazione superiore a 24 mesi è necessario presentare una documentazione più articolata: bilanci aggiornati, situazione contabile, business plan di rientro, eventuali certificazioni di crisi (es. accordi di ristrutturazione, concordato preventivo, composizione negoziata della crisi).Tabella riassuntiva: chi decide e quante rateOrgano competenteNumero massimo rateTipologia di casoDirettore di Sede INPSFino a 24 rateDifficoltà ordinaria documentataDirettore Regionale INPSFino a 36 rateImporti rilevanti, crisi documentataComitato Amministratore della GestioneFino a 60 rateCrisi grave, eventi eccezionali, procedure concorsualiNota importante: i valori e le soglie possono essere aggiornati periodicamente con messaggi INPS. Per la situazione aggiornata alla tua specifica richiesta, ti consigliamo di chiedere conferma al CAF o di consultare la sede INPS competente. Dilazione cartelle esattoriali INPS: la riforma D.Lgs. 110/2024Se il tuo debito contributivo è già stato iscritto a ruolo e hai ricevuto una cartella esattoriale o un avviso di addebito INPS, devi rivolgerti ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdE-R). La novità più importante è arrivata con il D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 agosto 2024, che ha riformato in profondità il sistema della riscossione.Le nuove regole progressive 2025-2029Il legislatore ha previsto un aumento progressivo del numero massimo di rate concedibili, calibrato in base all’anno di presentazione della domanda. Le nuove regole valgono per qualsiasi tipo di debito iscritto a ruolo, comprese le cartelle INPS.Dilazione su semplice richiesta (importi fino a 120.000 euro)Per debiti complessivi fino a 120.000 euro, è sufficiente una dichiarazione di temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria, senza necessità di documentazione. I limiti progressivi sono:Anno di presentazione domandaRate massime (importi ≤ 120.000 €)2025 – 2026Fino a 84 rate mensili (7 anni)2027 – 2028Fino a 96 rate mensili (8 anni)Dal 1° gennaio 2029Fino a 108 rate mensili (9 anni)Dilazione con documentazione (situazione comprovata)Se invece documenti la tua temporanea situazione di difficoltà economico-finanziaria (anche per importi pari o inferiori a 120.000 euro), puoi accedere a piani più lunghi, fino a un massimo di 120 rate mensili (10 anni). Le rate disponibili crescono progressivamente:Anni 2025-2026: da 85 a 120 rate mensiliAnni 2027-2028: da 97 a 120 rate mensiliDal 1° gennaio 2029: da 109 a 120 rate mensiliPer importi superiori a 120.000 euro, è sempre obbligatoria la documentazione e il limite è fisso a 120 rate mensili, indipendentemente dall’anno di presentazione della domanda.Quali documenti servono per la dilazione documentataI parametri di valutazione della “temporanea situazione di obiettiva difficoltà” sono individuati con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Per imprese e persone giuridiche si guarda generalmente all’indice di liquidità e al rapporto tra debito complessivo e valore della produzione. Per le persone fisiche e le ditte individuali a contabilità semplificata si considera invece l’ISEE del nucleo familiare e il rapporto tra debito e reddito. Requisiti soggettivi: chi può accedere alla rateazioneNon basta avere un debito contributivo per ottenere automaticamente la dilazione. L’INPS verifica una serie di requisiti soggettivi prima di concedere il piano. Vediamo i principali.Regolarità delle denunce contributiveIl primo requisito è la regolarità formale delle denunce. In pratica, devi aver presentato correttamente UniEmens (per i datori di lavoro), il modello Redditi/Unico (per artigiani, commercianti e professionisti) e tutte le comunicazioni telematiche obbligatorie. Se hai omesso denunce, l’INPS può chiederti di regolarizzarle prima di concedere il piano di dilazione.Assenza di precedenti decadenzeSe in passato hai già beneficiato di una dilazione e sei decaduto (cioè non hai pagato regolarmente le rate), l’INPS può rifiutare una nuova domanda o concederla con condizioni più restrittive. La decadenza è infatti un campanello d’allarme per l’Istituto, che valuta con maggior rigore la nuova richiesta.Situazione di temporanea difficoltàBisogna dimostrare (o, per i piccoli importi, dichiarare) di trovarsi in una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria. La parola chiave è “temporanea”: la dilazione non è uno strumento per chi è in stato di insolvenza definitiva, ma per chi ha problemi di cassa contingenti e ha prospettive concrete di rientro.Limiti per crediti contributivi specificiAlcuni debiti hanno limiti specifici o esclusioni dalla dilazione amministrativa. Ad esempio, i contributi trattenuti ai dipendenti (quota a carico del lavoratore non versata) hanno regole più severe perché si tratta tecnicamente di somme che il datore di lavoro ha già incassato dal dipendente e dovrebbe versare per suo conto. In questi casi spesso è richiesto il versamento immediato di una quota prima dell’avvio della rateazione.Calcolo degli interessi di dilazione e importo della rataUna dilazione non è gratuita: oltre al capitale, devi pagare anche gli interessi di dilazione. Le regole di calcolo cambiano a seconda che ti trovi in fase amministrativa o in fase di riscossione coattiva.Interessi in fase amministrativa INPSIn fase amministrativa, gli interessi di dilazione sono pari al tasso ufficiale di riferimento BCE maggiorato di 6 punti percentuali, come previsto dall’art. 116 della Legge 388/2000. Si tratta dello stesso tasso applicato alle sanzioni civili ridotte per omissione contributiva. Il tasso può variare nel corso del piano di dilazione perché segue le decisioni della Banca Centrale Europea sui tassi.Esempio: se il tasso ufficiale BCE è al 3%, gli interessi di dilazione INPS in fase amministrativa saranno pari al 9% annuo.Interessi in fase di riscossione (AdE-R)Quando il debito è iscritto a ruolo, sulle somme rateizzate si applicano gli interessi di dilazione previsti dall’art. 21 del DPR 602/1973, attualmente fissati al 4,5% annuo. Questo tasso è generalmente più favorevole rispetto a quello applicato in fase amministrativa, ma attenzione: sui ruoli si pagano anche gli aggi e i compensi di riscossione, che incrementano l’importo finale.Formula di calcolo della rata mensilePer calcolare l’importo della rata mensile si usa la formula della rata costante (sistema francese), simile a quella dei mutui bancari: Rata = C × [i × (1+i)^n] / [(1+i)^n – 1] dove: C = capitale (debito iniziale) i = tasso di interesse mensile (tasso annuo / 12) n = numero di rateNella pratica, sia INPS sia AdE-R mettono a disposizione simulatori online nell’area riservata del proprio portale (con SPID, CIE o CNS), che calcolano automaticamente il piano di ammortamento con le rate effettive. Come presentare la domanda di dilazioneLa procedura per ottenere una dilazione è interamente telematica e cambia a seconda dell’ente competente. Vediamo i due canali.Domanda di dilazione amministrativa INPSPer presentare la domanda all’INPS in fase amministrativa devi:Accedere al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNSCercare il servizio “Rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa”Selezionare la gestione di riferimento (Artigiani, Commercianti, Gestione Separata, UniEmens, lavoratori domestici, agricoli)Indicare il numero di rate richieste (fino a 24 per la competenza ordinaria, oltre con motivazione)Allegare la documentazione richiesta in caso di piani superiori a 24 rateConfermare l’invio e attendere il provvedimento di accoglimento o diniegoIl piano viene generalmente comunicato entro pochi giorni, con indicazione delle scadenze mensili e degli importi delle rate. Il pagamento avviene con F24 precompilato o con MAV.Domanda di dilazione per cartelle esattoriali (AdE-R)Se il debito è già stato iscritto a ruolo e ti è arrivata una cartella o un avviso di addebito, devi rivolgerti ad Agenzia delle Entrate-Riscossione:Accedi all’area riservata di AdE-R (agenziaentrateriscossione.gov.it) con SPID, CIE o CNSSeleziona “Rateizza il debito” e individua le cartelle/avvisi da rateizzarePer importi fino a 120.000 euro: scegli la dilazione “semplice” (sola dichiarazione) o quella “documentata” (con prova della difficoltà)Per importi superiori a 120.000 euro: solo dilazione documentataCarica i documenti richiesti (ISEE, bilanci, indici di bilancio)Conferma la richiesta: il piano è generalmente concesso entro pochi giorniUna volta accolta la richiesta, il piano viene caricato nell’area riservata. Le rate si pagano con i bollettini PagoPA inviati da AdE-R, oppure con addebito SEPA automatico (consigliato per evitare dimenticanze).Decadenza dalla rateazione: cosa succede se salti una rataLa decadenza dalla dilazione è una delle situazioni più temute dai contribuenti, perché comporta conseguenze pesanti. Le regole sono diverse tra fase amministrativa INPS e fase di riscossione AdE-R.Decadenza in fase amministrativa INPSSi decade dalla dilazione amministrativa INPS quando si omette il pagamento di una sola rata alla scadenza prevista. La conseguenza è l’iscrizione immediata a ruolo dell’intero residuo del debito (capitale + sanzioni + interessi maturati), con perdita del beneficio della rateazione e passaggio al sistema più costoso della riscossione coattiva.Decadenza nella riscossione AdE-RCon la riforma del D.Lgs. 110/2024 sono cambiate anche le regole sulla decadenza. Per i piani concessi dall’AdE-R, la decadenza scatta in caso di mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive, durante l’intero piano. Si tratta di una soglia più tollerante rispetto al passato, pensata proprio per dare maggior flessibilità al contribuente che attraversa fasi di difficoltà.Attenzione: in caso di decadenza dalla rateizzazione AdE-R, le somme residue non possono più essere oggetto di una nuova dilazione, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge (per esempio per i debiti diversi da quelli oggetto del piano decaduto). Esempi pratici di calcolo della rataVediamo ora alcuni esempi numerici per renderti più concreto il funzionamento delle dilazioni.Esempio 1: artigiano con debito IVS in fase amministrativaSituazione: Marco, artigiano idraulico di Udine, non ha versato 4 rate fisse della Gestione Artigiani per un totale di 18.000 euro. Riceve un avviso bonario INPS prima dell’iscrizione a ruolo. Chiede una dilazione a 24 mesi al Direttore della sede INPS di Udine.Capitale: 18.000 €Rate: 24 mensiliTasso di riferimento (esempio): 9% annuo (BCE 3% + 6 punti)Rata mensile stimata: circa 822 €Totale rimborsato: circa 19.728 € (interessi di circa 1.728 €)Esempio 2: srl con cartella esattoriale INPSSituazione: Bianchi Srl, piccola impresa edile di Tavagnacco (UD), riceve nel 2026 una cartella esattoriale per 95.000 euro di contributi UniEmens non versati. Chiede ad AdE-R una dilazione “su semplice richiesta” (debito sotto 120.000 €) per il massimo consentito: 84 rate.Capitale: 95.000 €Rate: 84 mensili (7 anni)Tasso di interesse di dilazione: 4,5% annuoRata mensile stimata: circa 1.320 €Totale rimborsato: circa 110.880 €Esempio 3: professionista Gestione Separata in crisi graveSituazione: Laura, psicologa libero professionista iscritta alla Gestione Separata, ha accumulato 32.000 euro di contributi non versati negli ultimi 3 anni a causa di una grave malattia. Ottiene, con il supporto del CAF, una dilazione a 60 rate dal Comitato Amministratore della Gestione Separata.Capitale: 32.000 €Rate: 60 mensili (5 anni)Tasso di riferimento (esempio): 9% annuoRata mensile stimata: circa 664 €Totale rimborsato: circa 39.840 €Gli esempi sopra sono indicativi e basati su tassi di riferimento ipotetici. Gli importi effettivi delle rate dipendono dal tasso BCE vigente al momento della concessione e dalle modalità di calcolo applicate dall’ente competente.Consigli pratici e ruolo del CAFLe dilazioni INPS sono uno strumento utile ma vanno gestite con attenzione. Ecco i consigli che diamo ai nostri clienti del CAF Centro Fiscale di Udine.Non aspettare l’iscrizione a ruoloLa fase amministrativa INPS è quasi sempre più conveniente della riscossione coattiva, perché evita aggi, compensi di riscossione e le sanzioni piene. Se hai un avviso bonario o un avviso di addebito non ancora notificato come cartella, attivati subito per la dilazione amministrativa prima che il debito venga affidato ad AdE-R.Calibra il numero di rateChiedere il numero massimo di rate sembra sempre la scelta migliore (rata più bassa, più sostenibile), ma comporta maggiori interessi totali. Valuta con attenzione: se hai una rata di 1.000 euro a 24 mesi e una di 600 euro a 60 mesi, nel secondo caso pagherai più interessi sull’intero periodo. Il CAF può aiutarti a fare la simulazione e scegliere l’opzione migliore.Attiva l’addebito automatico SEPAUna rata saltata in fase amministrativa INPS comporta la decadenza immediata. Per evitare questo rischio, attiva l’addebito SEPA automatico sul conto corrente: in questo modo le rate vengono prelevate alle scadenze previste senza che tu debba ricordartene. Verifica però sempre che il conto abbia disponibilità sufficiente.Pianifica i flussi di cassaPrima di firmare un piano di rateazione, fai una proiezione realistica dei tuoi flussi di cassa per tutta la durata del piano. Includi anche i contributi correnti (continuano a maturare durante la dilazione!) e le imposte. Un piano sostenibile sulla carta ma troppo aggressivo nella pratica porta inevitabilmente a decadenza.Affidati al CAF per la praticaLa normativa in materia di dilazioni INPS è in continua evoluzione, soprattutto dopo la Riforma della Riscossione 2024-2026. Le competenze interne dell’INPS (Direttore di sede, Direttore Regionale, Comitato Amministratore), la documentazione da produrre per i piani lunghi, il coordinamento con AdE-R per i carichi già iscritti a ruolo richiedono esperienza specifica. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste artigiani, commercianti, professionisti e datori di lavoro di tutto il Friuli Venezia Giulia nella predisposizione delle domande di dilazione, nella scelta del piano più conveniente e nella gestione del rapporto con INPS e Agenzia delle Entrate-Riscossione.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequentiPosso chiedere la dilazione anche se non ho ancora ricevuto un avviso di addebito?Sì, è possibile presentare istanza di rateazione anche su debiti contributivi non ancora oggetto di formale richiesta di pagamento, purché siano scaduti e iscritti nella tua posizione contributiva. Anzi, agire tempestivamente è raccomandato per evitare l’aggravarsi delle sanzioni civili.Durante la dilazione devo continuare a pagare i contributi correnti?Assolutamente sì. La dilazione riguarda solo i debiti pregressi indicati nel piano. I contributi correnti (le rate fisse trimestrali per artigiani e commercianti, l’UniEmens mensile per i datori di lavoro, i contributi a percentuale per professionisti) vanno comunque versati alle ordinarie scadenze. Omettere i contributi correnti durante la dilazione genera nuovi debiti e può compromettere il DURC.La dilazione INPS mi permette di ottenere il DURC regolare?Sì. Uno dei principali vantaggi della dilazione è il mantenimento del DURC regolare a condizione che paghi regolarmente le rate del piano. Per le imprese che lavorano con la PA o che vogliono usufruire di bonus edilizi e crediti d’imposta, è un requisito essenziale.Posso estinguere anticipatamente la dilazione?Sì. In qualsiasi momento puoi versare l’intero importo residuo (capitale + interessi maturati al momento dell’estinzione) e chiudere il piano. L’estinzione anticipata ti fa risparmiare sugli interessi delle rate future.Se sono in regime forfettario posso rateizzare i contributi INPS Gestione Separata?Sì, i contributi della Gestione Separata INPS (26,07% nel 2026 per i professionisti senza altra copertura previdenziale, 24% per chi è iscritto ad altre gestioni o pensionati) possono essere rateizzati come qualsiasi altro debito contributivo. Le regole della dilazione amministrativa e di quella sui ruoli sono le stesse.Cosa succede se decado dalla rateazione?In caso di decadenza, l’intero residuo del debito (capitale, sanzioni e interessi) diventa immediatamente esigibile. In fase amministrativa, il debito viene iscritto a ruolo e affidato ad AdE-R. In fase di riscossione, partono le procedure esecutive (fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento). Inoltre, di norma non è più possibile chiedere una nuova rateazione sullo stesso debito.Posso chiedere la dilazione a 60 mesi solo se sono in grave crisi?In fase amministrativa, le dilazioni più lunghe (fino a 60 rate) sono concesse solo in casi di particolare gravità e richiedono documentazione. In fase di riscossione AdE-R, invece, già nel 2025-2026 puoi chiedere fino a 84 rate su semplice dichiarazione (per importi sotto 120.000 €) e fino a 120 rate con documentazione, senza necessità di essere in crisi grave.Conclusioni e prossimi passiLe dilazioni INPS rappresentano un’opportunità concreta per uscire da una situazione di debito contributivo senza compromettere la continuità della propria attività o della propria vita professionale. Con la Riforma della Riscossione 2024-2026 il quadro normativo è oggi più favorevole rispetto al passato, soprattutto per i debiti iscritti a ruolo, dove le rate possono arrivare fino a 84 (su semplice richiesta) o 120 (con documentazione).Tuttavia, ottenere una dilazione richiede attenzione: documentazione corretta, scelta del numero di rate adeguato ai propri flussi di cassa, gestione puntuale dei pagamenti per evitare decadenze. Affidarsi a un CAF esperto come Centro Fiscale di Udine ti permette di valutare la soluzione migliore per la tua situazione specifica, gestire al meglio la documentazione e mantenere il DURC sempre regolare.Se hai debiti contributivi INPS e vuoi capire quale dilazione ti conviene davvero, prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri consulenti analizzeranno la tua posizione contributiva, simuleranno i piani di rateazione possibili e ti accompagneranno passo dopo passo nella presentazione della domanda. Chiamaci allo 0432 1638640, scrivici su WhatsApp al 366 6018121 o scrivi a info@centrofiscale.com.Fonti normative principali: D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110 (Riforma della Riscossione); art. 19 DPR 602/1973 come modificato dal D.Lgs. 110/2024; art. 116 Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (sanzioni civili e interessi di dilazione); Circolare INPS n. 108 del 12 luglio 2013 e successive integrazioni in materia di rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa.Maggio 22, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 17:44:562026-05-31 17:46:29Dilazioni INPS fino a 60 mesi: le nuove regole per chi ha debiti contributivi
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24Rottamazione Quinquies: Proroga, Estensione a IMU, TARI e Multe – La Proposta 2026La rottamazione quinquies continua a essere al centro del dibattito fiscale italiano: dopo le scadenze del 2025 e le proroghe gia concesse, nel 2026 si torna a parlare di una possibile estensione della definizione agevolata anche ai debiti locali come IMU, TARI e multe. Una proposta che, se approvata, potrebbe coinvolgere milioni di contribuenti con cartelle esattoriali nei confronti dei Comuni. In questo articolo analizziamo nel dettaglio lo stato attuale della rottamazione quinquies, le proposte di proroga in discussione e le possibili modalita di estensione ai tributi locali.📬Resta aggiornato sulle novita fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiRottamazione quinquies: stato attuale e scadenze 2026La proposta di proroga: cosa prevedeEstensione a IMU e TARI: come funzionerebbeRottamazione delle multe: la proposta per le sanzioni comunaliIter parlamentare e tempistiche di approvazioneChi beneficerebbe dell’estensioneCalcolo del risparmio: esempi praticiDifferenze tra tributi erariali e tributi localiRischi e critiche della propostaCome prepararsi all’eventuale aperturaDomande frequentiRottamazione quinquies: stato attuale e scadenze 2026La rottamazione quinquies, introdotta nell’ambito del collegato fiscale alla Legge di Bilancio 2025, ha rappresentato l’ultima grande opportunita di definizione agevolata dei debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER). A differenza delle precedenti edizioni, questa quinta sanatoria ha permesso di estinguere i debiti fiscali presenti nelle cartelle esattoriali pagando solo le somme dovute a titolo di imposta e interessi legali, con la cancellazione integrale di sanzioni e interessi di mora.I termini originali prevedevano la presentazione della domanda entro il 30 aprile 2025, successivamente prorogata. Secondo i dati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, la rottamazione quinquies ha raccolto oltre 3 milioni di domande, per un ammontare complessivo di debiti rottamati superiore ai 50 miliardi di euro. Un risultato che testimonia l’enorme platea di contribuenti in difficolta con il fisco.Le scadenze attualmente in vigore per il pagamento delle rate della rottamazione quinquies nel 2026 riguardano i contribuenti che hanno aderito e ricevuto il piano di pagamento da ADER. Il mancato pagamento di una rata entro i termini comporta la decadenza dal beneficio e il ripristino dell’intero debito originario, comprensivo di sanzioni e interessi. La proposta di proroga: cosa prevedeNel corso del 2026, diversi gruppi parlamentari hanno avanzato proposte di modifica al regime della rottamazione quinquies, con due obiettivi principali: prorogare i termini di pagamento per i contribuenti gia aderenti e riaprire la finestra di adesione per chi non ha ancora regolarizzato la propria posizione fiscale.La proposta di proroga, discussa in sede parlamentare, prevede le seguenti misure principali:Proroga delle rate in scadenza nel 2026: slittamento di 6-12 mesi per i pagamenti gia pianificati, con l’obiettivo di alleggerire il carico sui contribuenti in difficolta finanziaria.Riapertura dell’adesione: nuova finestra per presentare le domande di definizione agevolata, rivolta ai contribuenti che non hanno aderito in tempo o che sono decaduti per mancato pagamento.Estensione dell’ambito applicativo: inclusione di tipologie di debiti attualmente escluse, in particolare i tributi locali come IMU, TARI e sanzioni amministrative (multe).Rateizzazione estesa: possibilita di suddividere il debito in un numero maggiore di rate, fino a 120 rate mensili per i debiti piu consistenti.E importante precisare che, al momento della redazione di questo articolo, si tratta ancora di proposte in fase di discussione e non di norme gia approvate. Il Parlamento sta valutando l’inserimento di queste misure nel prossimo provvedimento fiscale di urgenza o nel collegato alla Legge di Bilancio 2027. Estensione a IMU e TARI: come funzionerebbeUno degli aspetti piu innovativi della proposta riguarda l’estensione della rottamazione ai tributi locali, in particolare all’IMU (Imposta Municipale Propria) e alla TARI (Tassa sui Rifiuti). Attualmente, queste imposte comunali sono escluse dall’ambito applicativo della rottamazione quinquies, che si applica solo ai debiti iscritti a ruolo e affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.Il meccanismo proposto per l’estensione dell’IMU alla rottamazione prevede una doppia modalita di intervento:Per i debiti IMU gia iscritti a ruolo: l’inclusione automatica nell’ambito della rottamazione quinquies, con le stesse regole gia previste per i tributi erariali (cancellazione di sanzioni e interessi di mora, pagamento solo dell’imposta dovuta).Per i debiti IMU non ancora iscritti a ruolo: istituzione di una procedura speciale di sanatoria diretta con il Comune, con condizioni agevolate definite da ciascun ente locale nell’ambito di linee guida nazionali.Per quanto riguarda la TARI, la proposta e analoga: i Comuni avrebbero la facolta – non l’obbligo – di aderire al sistema di rottamazione, predisponendo proprie procedure di definizione agevolata in linea con le disposizioni statali. Questo aspetto e cruciale: non tutti i Comuni sarebbero obbligati ad applicare la rottamazione ai tributi locali, creando una potenziale disomogeneita territoriale.Secondo le stime preliminari, i debiti IMU e TARI non pagati presenti nelle cartelle esattoriali comunali ammonterebbero a oltre 20 miliardi di euro, una cifra che rende comprensibile l’interesse dei contribuenti per questa possibile estensione. Rottamazione delle multe: la proposta per le sanzioni comunaliOltre a IMU e TARI, la proposta di estensione della rottamazione quinquies include anche le sanzioni amministrative comunali, comunemente chiamate “multe”. Si tratta prevalentemente di contravvenzioni al Codice della Strada (verbali per infrazioni al CDS) e di sanzioni per violazioni a regolamenti comunali.La rottamazione delle multe avrebbe caratteristiche specifiche rispetto agli altri tributi:Pagamento solo della sanzione base: eliminazione delle maggiorazioni per tardivo pagamento (che possono raddoppiare o triplicare l’importo originario) e degli interessi maturati.Cancellazione degli interessi di mora: le sanzioni per ritardato pagamento, spesso molto elevate per le multe piu vecchie, verrebbero azzerate.Esclusione delle sanzioni penali: la rottamazione non si applicherebbe alle sanzioni derivanti da illeciti penali, ma solo a quelle di natura amministrativa.Limite temporale: la proposta prevede che siano rottamabili le sanzioni affidate alla riscossione entro una certa data, con ogni probabilita fissata al 31 dicembre 2023 per allineamento con le altre cartelle.L’introduzione della rottamazione delle multe ha suscitato un acceso dibattito. I sostenitori evidenziano che molti cittadini si trovano con cartelle esattoriali per sanzioni ormai moltiplicate da anni di interessi e maggiorazioni, rendendo di fatto impossibile il pagamento. I critici, invece, sottolineano il rischio di un effetto moral hazard: incentivare chi non paga nell’aspettativa di future sanatorie. Iter parlamentare e tempistiche di approvazioneLa proposta di proroga e di estensione della rottamazione quinquies sta seguendo un iter parlamentare complesso. Al momento, le discussioni si svolgono principalmente in sede di Commissione Finanze, sia alla Camera che al Senato, nell’ambito dei lavori preparatori per il prossimo provvedimento fiscale.I principali ostacoli all’approvazione riguardano:Copertura finanziaria: ogni proroga o estensione deve essere finanziata. Il Governo deve trovare le risorse necessarie a compensare il mancato gettito derivante dalla cancellazione di sanzioni e interessi.Consenso degli enti locali: i Comuni devono essere coinvolti nella definizione delle regole per la rottamazione dei tributi locali, e non tutti sono favorevoli a rinunciare a entrate gia accertate.Compatibilita con il PNRR: alcune misure di condono fiscale potrebbero essere in tensione con gli impegni assunti dall’Italia nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.Precedenti giurisprudenziali: la Corte Costituzionale ha gia avuto modo di pronunciarsi sulle sanatorie fiscali, ponendo dei limiti alla loro applicazione reiterata.Le tempistiche ipotizzate per l’eventuale approvazione della norma variano tra un decreto legge estivo 2026 (nel caso di urgenza dichiarata) e il collegato fiscale alla Legge di Bilancio 2027. In ogni caso, prima di procedere con qualsiasi pianificazione, e fondamentale attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Chi beneficerebbe dell’estensioneSe la proposta di estensione della rottamazione quinquies a IMU, TARI e multe venisse approvata, la platea dei potenziali beneficiari sarebbe molto ampia. Analizziamo le categorie principali:Proprietari di immobili con debiti IMUI proprietari di immobili che negli anni non hanno versato o hanno versato in misura insufficiente l’IMU sarebbero tra i principali beneficiari. Si tratta spesso di situazioni in cui il debito originario, ampliato da anni di sanzioni (30% di maggiorazione) e interessi di mora (oltre il 5% annuo), ha raggiunto importi difficilmente sostenibili. Con la rottamazione, potrebbero pagare solo il tributo originariamente dovuto, con un risparmio anche superiore al 50% del totale richiesto.Famiglie e imprese con debiti TARINumerose famiglie e piccole imprese hanno accumulato debiti TARI negli anni, in particolare nel periodo della crisi economica da Covid-19 (2020-2021) e durante la successiva crisi energetica. Anche in questo caso, le sanzioni e gli interessi hanno spesso reso il debito complessivo molto superiore all’importo originario della tassa sui rifiuti.Conducenti con vecchie sanzioni al Codice della StradaChi ha ricevuto verbali per infrazioni al Codice della Strada mai pagati e successivamente affidati alla riscossione coattiva potrebbe beneficiare dell’eliminazione delle maggiorazioni. Le sanzioni del CDS, se non pagate entro 60 giorni, vengono aumentate del 10% ogni anno, rendendo spesso il debito complessivo multiplo dell’importo originario della contravvenzione. Calcolo del risparmio: esempi praticiPer comprendere meglio il potenziale vantaggio economico dell’estensione della rottamazione quinquies, vediamo alcuni esempi pratici di calcolo del risparmio.Esempio 1: Debito IMU da 5.000 euroUn contribuente ha un debito IMU di 5.000 euro risalente al 2019, mai pagato e ora in cartella esattoriale. Ecco come si compone il totale attualmente richiesto:VoceImportoIMU originaria 20195.000 euroSanzione 30%1.500 euroInteressi legali 2019-2026 (circa 5 anni)875 euroInteressi di mora ADER350 euroSpese di notifica e procedura120 euroTotale cartella7.845 euroCon rottamazione (solo IMU + interessi legali)5.875 euroRisparmio1.970 euro (circa 25%)Esempio 2: Multa da 200 euro diventata 800 euroUn comune verbale per infrazione stradale da 200 euro del 2018, mai pagato, puo trasformarsi in una cartella esattoriale di importo notevolmente superiore:VoceImportoMulta originaria 2018200 euroMaggiorazione 100% (non pagata in 60 gg)200 euroMaggiorazioni annuali ADER (10% x anni)160 euroInteressi di mora85 euroSpese procedura65 euroTotale cartella710 euroCon rottamazione (solo sanzione base)200 euroRisparmio510 euro (circa 72%)Come si vede dagli esempi, il beneficio della rottamazione e tanto maggiore quanto piu il debito e datato, poiche sanzioni e interessi si accumulano nel tempo aumentando significativamente l’importo originario.Differenze tra tributi erariali e tributi locali nella rottamazioneE fondamentale comprendere le differenze strutturali tra la rottamazione dei tributi erariali (IRPEF, IVA, IRES, gestita da ADER) e la possibile rottamazione dei tributi locali (IMU, TARI, gestiti dai Comuni). Queste differenze influenzano le modalita di adesione e i vantaggi ottenibili.CaratteristicaTributi erariali (ADER)Tributi locali (Comuni)Ente gestoreAgenzia Entrate-RiscossioneComune o concessionario localeProcedura di adesioneUnica (modulo ADER online)Differenziata per ComuneObbligatorietaSi applica a tuttiFacolta del singolo ComuneCancellazione sanzioni100% sanzioni e interessi moraDa definire (proposta: 100%)Pagamento minimoImposta + interessi legaliSolo imposta (proposta)Rate disponibiliFino a 60 rateDa definire localmenteScadenzaUnica nazionalePotenzialmente variabileQuesta disomogeneita potenziale e uno dei principali punti critici della proposta. Se ogni Comune potesse decidere autonomamente se aderire e con quali modalita, si rischierebbe una situazione in cui i contribuenti di alcuni Comuni beneficiano della rottamazione mentre altri, nella stessa regione, no. Una situazione che potrebbe generare contenziosi e dubbi di legittimita costituzionale sul piano della parita di trattamento. Rischi e critiche della propostaLa proposta di proroga ed estensione della rottamazione quinquies non e priva di critiche e rischi. I principali punti di discussione riguardano sia l’efficienza del sistema fiscale che la giustizia distributiva.Il problema del moral hazardIl principale rischio evidenziato dai critici e quello del moral hazard: la ripetizione di sanatorie e rottamazioni (dalla “rottamazione bis” del 2018 alla quinta edizione del 2025) rischia di creare nei contribuenti la convinzione che non pagare le tasse sia conveniente, nell’attesa della prossima sanatoria. Questo fenomeno, documentato da diversi studi economici, puo erodere la cultura del pagamento spontaneo delle imposte e ridurre il gettito fiscale nel medio-lungo periodo.L’impatto sulle casse comunaliPer i Comuni, la rottamazione di IMU e TARI avrebbe un impatto significativo sulle entrate. Molti enti locali hanno gia contabilizzato una parte di questi crediti nei propri bilanci, e la loro cancellazione (anche parziale) potrebbe creare difficolta di cassa. Per questo motivo, alcune associazioni di Comuni hanno espresso perplessita sulla proposta, chiedendo meccanismi compensativi da parte dello Stato.Iniquita verso i contribuenti in regolaUn’altra critica frequente riguarda l’iniquita verso chi ha pagato regolarmente. I contribuenti che, spesso con sacrificio, hanno onorato i propri debiti fiscali si trovano in una posizione di svantaggio rispetto a chi ha evitato di pagare e ora beneficia di una sanatoria. Questo tema di equita e particolarmente sentito in relazione alle multe stradali, dove chi ha pagato puntualmente si trova ad aver pagato importi molto superiori a chi ottiene la rottamazione.Come prepararsi all’eventuale apertura della rottamazione estesaAnche se la proposta non e ancora legge, e possibile prepararsi in anticipo per essere pronti ad aderire tempestivamente nel caso in cui venisse approvata. Ecco i passi consigliati:1. Verificare i debiti IMU e TARI pregressiIl primo passo e verificare la propria posizione debitoria nei confronti del Comune. E possibile farlo:Accedendo al portale del proprio Comune nella sezione tributi localiRichiedendo un estratto conto tributario allo sportello tributi del ComuneConsultando il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (area riservata) per i debiti gia passati in cartella esattorialeVerificando le eventuali comunicazioni di iscrizione a ruolo ricevute negli anni precedenti2. Raccogliere la documentazioneE utile raccogliere tutta la documentazione relativa ai debiti: avvisi di accertamento IMU, comunicazioni TARI, verbali per infrazioni stradali e relative cartelle esattoriali. Avere tutto a portata di mano facilitera la verifica dei debiti rottamabili e il calcolo del risparmio ottenibile.3. Valutare la convenienzaNon sempre la rottamazione e la scelta migliore. In alcuni casi, potrebbe essere piu conveniente:Contestare un avviso di accertamento IMU che si ritiene infondatoRichiedere la rateizzazione ordinaria del debito (fino a 72 rate per ADER)Valutare il ravvedimento operoso per debiti ancora non iscritti a ruolo, con sanzioni ridotteVerificare se il debito e prescritto (i tributi locali si prescrivono generalmente in 5 anni)Per una valutazione accurata della propria situazione, e sempre consigliabile rivolgersi a un professionista qualificato come il CAF Centro Fiscale, che puo analizzare la posizione specifica e consigliare la soluzione piu vantaggiosa.4. Monitorare l’iter legislativoE fondamentale seguire l’evoluzione della normativa. La proposta di proroga ed estensione della rottamazione quinquies e ancora in fase di discussione, e le condizioni definitive potrebbero differire significativamente da quelle attuali. Le fonti da monitorare includono la Gazzetta Ufficiale, il sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze e il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. 📬Resta aggiornato sulle novita fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sulla rottamazione quinquies e la proposta di prorogaLa rottamazione quinquies si applica gia all’IMU?No. Attualmente la rottamazione quinquies si applica solo ai debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER), che gestisce i tributi erariali. L’IMU, la TARI e le multe comunali sono tributi locali e attualmente esclusi. La loro inclusione e oggetto di una proposta in fase di discussione parlamentare, non ancora approvata.Quando verranno comunicati i termini definitivi della proroga?Le tempistiche dipendono dall’iter parlamentare. Le ipotesi piu accreditate indicano un possibile decreto legge estivo 2026 oppure l’inserimento nella legge collegata alla Manovra 2027. Per essere aggiornati tempestivamente, e consigliabile iscriversi alla newsletter del CAF Centro Fiscale o monitorare la Gazzetta Ufficiale.Come faccio a sapere se ho debiti IMU o TARI in cartella esattoriale?Puoi verificarlo accedendo all’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER) con SPID, CIE o CNS. Troverai tutte le cartelle a tuo carico, comprese quelle per tributi locali che il Comune ha affidato alla riscossione coattiva. In alternativa, puoi rivolgerti allo sportello tributi del tuo Comune.Se ho gia aderito alla rottamazione quinquies, posso beneficiare anche dell’estensione ai tributi locali?Si, se la proposta venisse approvata, potrebbe essere prevista una procedura separata per aderire alla parte relativa ai tributi locali, anche per chi ha gia aderito alla rottamazione quinquies ordinaria. Le due procedure riguardano debiti diversi e sarebbero gestite da enti diversi (ADER vs Comuni).Conviene aspettare la rottamazione estesa o e meglio pagare adesso?Dipende dalla situazione specifica. Se hai debiti IMU, TARI o multe significativi e il risparmio atteso e consistente, puo valere la pena attendere qualche mese per capire se la proposta viene approvata. Tuttavia, nel frattempo il debito continua a maturare interessi e il rischio di azioni esecutive (pignoramenti) non scompare. Il consiglio e di consultare il CAF Centro Fiscale per valutare caso per caso.Hai Debiti Fiscali? Rivolgiti al CAF Centro FiscaleIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare la tua posizione debitoria, valutare la convenienza della rottamazione e gestire tutte le pratiche fiscali in modo corretto e tempestivo.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si Recupera Hai sostenuto spese per la ristrutturazione della tua casa nel 2025 e hai diritto alla detrazione fiscale del 50% (36% se l'immobile non è la tua abitazione principale), ma ti sei accorto di non aver inserito la prima rata nel modello 730/2026.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-13 16:00:002026-10-07 17:38:15Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si RecuperaCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleSettembre 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-06 10:19:342026-05-31 16:51:26Rottamazione Quinquies: Proroga, Estensione a IMU, TARI e Multe – La Proposta 2026
CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si Recupera Hai sostenuto spese per la ristrutturazione della tua casa nel 2025 e hai diritto alla detrazione fiscale del 50% (36% se l'immobile non è la tua abitazione principale), ma ti sei accorto di non aver inserito la prima rata nel modello 730/2026.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-13 16:00:002026-10-07 17:38:15Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si Recupera
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. Se hai cessato l'attività o stai valutando di farlo, è fondamentale conoscere tutti gli adempimenti necessari per… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-12 09:00:002026-10-07 17:35:09Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla
CAF, SUCCESSIONI Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida CompletaQuesto articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-06 14:00:002026-09-29 07:43:44Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida Completa
NOTIZIERottamazione Cartelle e Prescrizione: la Domanda Interrompe i Termini, Non li CancellaChi ha vecchie cartelle esattoriali e sta valutando se aderire a una rottamazione pensa spesso di poter avere il meglio di entrambi i mondi: rateizzare il debito e, se le cose si mettono male, eccepire comunque la prescrizione sugli anni più vecchi. Una recente sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di II grado del Lazio smonta questa convinzione. La domanda di rottamazione cartelle non sospende né azzera la prescrizione a favore del contribuente: al contrario, la interrompe e fa ripartire da zero il termine a favore del Fisco. Un aspetto tecnico ma con conseguenze molto concrete per chi ha cartelle datate e non ha ancora deciso come muoversi.La pronuncia, la n. 3678/2026 depositata il 10 giugno 2026, riguarda un caso specifico legato al bollo auto, ma il principio affermato dai giudici vale in generale per qualsiasi domanda di definizione agevolata presentata all’Agente della riscossione. Vediamo cosa è successo e perché la questione riguarda potenzialmente moltissimi contribuenti.Indice dei contenutiIl caso concreto: bollo auto 2015 e rottamazione nel 2019Perché la domanda di rottamazione interrompe la prescrizioneLe clausole di riserva sui moduli di adesione non proteggonoLa sospensione Covid allunga ulteriormente i terminiLe conseguenze pratiche: spese di giudizio e lezione per i contribuentiDomande frequenti su rottamazione cartelle e prescrizioneIl caso concreto: bollo auto 2015 e rottamazione nel 2019Alla base della vicenda c’è una cartella per il mancato pagamento della tassa automobilistica, il cosiddetto bollo auto, relativa all’anno d’imposta 2015. Nell’aprile del 2019 la contribuente aveva presentato istanza di adesione alla rottamazione delle cartelle, sperando così di chiudere la partita con il Fisco a condizioni agevolate.Qualche tempo dopo, però, è arrivata un’intimazione di pagamento. A quel punto la contribuente ha impugnato l’atto sostenendo che il debito fosse ormai prescritto: il bollo auto, infatti, si prescrive in tre anni se nel frattempo l’ente creditore non compie atti validi che interrompano il decorso del termine. Secondo la sua tesi, dal 2015 al momento dell’intimazione erano passati più di tre anni senza che fosse successo nulla di rilevante.La Corte di Giustizia Tributaria di II grado del Lazio ha respinto questa ricostruzione. Secondo i giudici, un evento interruttivo in realtà c’era stato eccome: proprio la domanda di adesione alla rottamazione presentata nel 2019. Perché la domanda di rottamazione interrompe la prescrizioneIl cuore del ragionamento della Corte riguarda l’articolo 2944 del Codice Civile, che disciplina il riconoscimento di debito come causa di interruzione della prescrizione. In parole semplici: se un debitore compie un atto che dimostra di essere consapevole di dovere ancora del denaro, il termine di prescrizione si azzera e riparte da capo, esattamente come se il debito fosse appena sorto.Presentare domanda di rottamazione cartelle, secondo i giudici, equivale proprio a questo: è un atto con cui il contribuente chiede di pagare a condizioni agevolate un debito che, implicitamente, riconosce come esistente. Non serve una dichiarazione esplicita del tipo “riconosco di dovere questa somma”: basta la volontà consapevole di aderire a una misura che presuppone l’esistenza del debito stesso.La sentenza richiama sul punto alcuni precedenti della Corte di Cassazione, tra cui le pronunce n. 19866/2025, n. 9221/2024 e n. 37389/2022, secondo cui il riconoscimento di debito è un atto giuridico non recettizio. Tradotto: non ha bisogno di essere comunicato o accettato da nessuno per produrre effetti, è sufficiente che venga compiuto con consapevolezza. Di conseguenza, dal momento in cui il contribuente presenta la domanda di adesione all’ente della riscossione, il termine di prescrizione della cartella riparte per intero, come se gli anni precedenti non fossero mai trascorsi.Chi ha già aderito a una rottamazione e conserva ancora cartelle di anni lontani dovrebbe quindi ricalcolare con attenzione i termini, magari facendosi assistere per capire da quando decorre davvero il nuovo periodo. Un discorso simile vale anche per la rottamazione delle cartelle comunali, dove si applicano meccanismi di adesione con effetti analoghi sul piano civilistico. Le clausole di riserva sui moduli di adesione non proteggonoMolti contribuenti, per prudenza, aggiungono ai moduli di adesione formule del tipo “con riserva di contestare in giudizio” o barrano caselle prestampate con clausole simili, convinti così di mettersi al riparo da eventuali contestazioni future. La sentenza chiarisce che questa strategia non funziona per evitare l’effetto interruttivo della prescrizione.Secondo la Corte, l’effetto interruttivo scatta comunque, indipendentemente dalla presenza di riserve scritte a mano o prestampate. Ciò che conta, ai fini dell’articolo 2944 del Codice Civile, non è l’assenza di riserve, ma il fatto stesso che il contribuente abbia scelto volontariamente e consapevolmente di aderire a una misura di definizione agevolata che presuppone l’esistenza del debito. Una clausola di stile aggiunta sul modulo non cambia la sostanza di questo comportamento.In pratica, chi firma una domanda di rottamazione con la convinzione di “salvarsi” tramite una riserva scritta a margine rischia di scoprire, anni dopo, che quella riserva non ha avuto alcun effetto pratico davanti ai giudici tributari. La sospensione Covid allunga ulteriormente i terminiNel calcolo dei termini, la Corte ha valorizzato anche un altro elemento spesso dimenticato: la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza della riscossione disposta durante l’emergenza sanitaria dal decreto legge 18/2020, il cosiddetto decreto Cura Italia.In sostanza, per un determinato periodo legato all’emergenza Covid, i giorni non si conteggiano ai fini del decorso del termine triennale di prescrizione del bollo auto. Questo significa che, oltre all’interruzione prodotta dalla domanda di rottamazione, il conteggio complessivo dei tempi a disposizione dell’Agente della riscossione risulta ulteriormente allungato dal periodo di sospensione pandemica.Per chi deve fare i conti con cartelle relative al periodo 2015-2020 circa, questo doppio effetto (interruzione da adesione più sospensione Covid) può cambiare significativamente le valutazioni su cosa sia davvero prescritto e cosa no. Anche eventuali vizi di notifica della cartella di pagamento vanno valutati insieme a questi elementi, perché il quadro complessivo dei termini non dipende da un solo fattore. Le conseguenze pratiche: spese di giudizio e lezione per i contribuentiLa contribuente, oltre a vedersi respingere il ricorso, ha chiesto anche una riduzione delle spese di giudizio, sostenendo che il valore della causa fosse modesto: il bollo auto originario ammontava infatti a circa 181 euro. La Corte ha respinto anche questa richiesta, chiarendo che il valore di riferimento per il calcolo delle spese legali non è il solo tributo originario, ma l’intero importo dell’intimazione di pagamento impugnata, comprensivo di interessi, sanzioni e accessori maturati nel tempo.Il risultato pratico è stato doppiamente sfavorevole per la contribuente: non solo il ricorso è stato respinto e il debito confermato come non prescritto, ma è arrivata anche la condanna al pagamento delle spese del primo grado, più ulteriori 300 euro per il grado d’appello.La vicenda offre un insegnamento chiaro a chiunque stia valutando l’adesione a una rottamazione delle cartelle: si tratta di una scelta che va ponderata con attenzione, perché non è priva di effetti collaterali sul piano giuridico. Aderire per convenienza economica, pensando poi di poter comunque contestare il debito invocando la prescrizione, è una strategia che la giurisprudenza più recente ha reso decisamente più rischiosa. Domande frequenti su rottamazione cartelle e prescrizioneChi ha già aderito alla rottamazione può ancora eccepire la prescrizione sui debiti precedenti?In linea generale no, non per gli anni coperti dalla domanda di adesione. Secondo la sentenza n. 3678/2026, la domanda di rottamazione cartelle costituisce un implicito riconoscimento di debito che interrompe la prescrizione e la fa ripartire da zero. Chi ha aderito difficilmente potrà quindi sostenere, per gli stessi importi, che il debito fosse già prescritto al momento della domanda.Le clausole di riserva scritte sui moduli di adesione servono a qualcosa?Secondo la giurisprudenza richiamata dalla Corte, no: le clausole del tipo “con riserva di contestare in giudizio” aggiunte a mano o prestampate sui moduli non impediscono l’effetto interruttivo della prescrizione. Ciò che conta è l’atto in sé di aderire consapevolmente alla definizione agevolata, non la presenza di riserve formali.Da quando riparte il nuovo termine di prescrizione dopo la domanda di rottamazione?Il nuovo termine decorre dalla data di presentazione della domanda di adesione alla rottamazione all’ente della riscossione. Da quel momento il conteggio riparte per intero, come se il debito fosse sorto in quel preciso istante, e a questo si possono aggiungere eventuali periodi di sospensione previsti dalla legge, come quello legato all’emergenza Covid.Cosa c’entra la sospensione Covid con la prescrizione delle cartelle?Il decreto legge 18/2020 (decreto Cura Italia) ha sospeso per un determinato periodo i termini di prescrizione e decadenza legati alla riscossione. I giorni compresi in quel periodo non vengono conteggiati nel calcolo del termine triennale, allungando di fatto i tempi complessivi a disposizione dell’Agente della riscossione per agire.Il principio della sentenza vale solo per il bollo auto o anche per altri tributi?Il caso specifico riguarda una cartella per il bollo auto, ma il principio giuridico affermato dalla Corte, basato sull’articolo 2944 del Codice Civile e su consolidati orientamenti della Cassazione, ha portata generale. Si applica quindi, in linea di massima, a qualsiasi domanda di definizione agevolata o rottamazione presentata per debiti di natura fiscale o tributaria, non solo per il bollo auto.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-27 09:16:102026-09-27 08:30:31Rottamazione Cartelle e Prescrizione: la Domanda Interrompe i Termini, Non li Cancella
NOTIZIEFisco, stop alla tregua: da settembre tornano cartelle e scadenzeCon la fine di agosto si chiude la parentesi estiva che ogni anno rallenta l’attività del fisco. A partire da settembre 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione riprende a pieno ritmo la notifica di cartelle esattoriali e gli uffici tributari tornano operativi con tutte le scadenze fiscali ordinarie. Per milioni di contribuenti italiani, i prossimi mesi saranno un periodo cruciale da non sottovalutare.Indice dei contenutiCos’è la tregua fiscale estivaDa settembre riprendono le cartelle esattorialiLe principali scadenze fiscali di settembre 2026Cosa fare se si riceve una cartellaDomande frequenti Cos’è la tregua fiscale estivaOgni anno, nel periodo estivo compreso tra agosto e la prima settimana di settembre, il sistema fiscale italiano osserva una sorta di sospensione informale delle attività più pressanti. Non si tratta di una vera e propria “tregua” normativa fissata per legge in modo unitario, ma di un rallentamento operativo che coinvolge sia l’Agenzia delle Entrate-Riscossione nella notifica degli atti, sia gli uffici tributari nell’elaborazione delle pratiche.Questo periodo di relativa calma è storicamente associato alle ferie estive e alla minore produttività degli uffici pubblici. Per i contribuenti significa meno lettere dal fisco, meno notifiche di cartelle e, in genere, meno pressione immediata. Tuttavia, è una pausa temporanea: non cancella i debiti, non azzera le pendenze e non proroga automaticamente le scadenze. Da settembre riprendono le cartelle esattorialiCon settembre 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione riprende a piena capacità l’invio delle cartelle esattoriali, dei solleciti di pagamento e delle comunicazioni di irregolarità. I contribuenti che hanno posizioni aperte — debiti non pagati, rateizzazioni in corso, avvisi bonari inevasi — potrebbero ricevere corrispondenza dal fisco già nelle prime settimane del mese.In particolare, tornano operative le notifiche relative a:Cartelle di pagamento per tributi non versati (IRPEF, IVA, contributi INPS);Avvisi di accertamento e comunicazioni di irregolarità da controlli automatizzati;Solleciti per rate di piani di rateizzazione eventualmente saltate;Atti di pignoramento su conti correnti o stipendi per debiti già consolidati.Chi ha in sospeso una domanda di rateizzazione o ha presentato ricorso dovrebbe verificare lo stato della propria posizione attraverso il portale AdeR o rivolgendosi a un professionista fiscale. Le principali scadenze fiscali di settembre 2026Settembre è tradizionalmente uno dei mesi più impegnativi per il calendario fiscale italiano. Tra le scadenze ordinarie che tornano in primo piano nel mese:16 settembre: versamento dell’acconto IVA per i contribuenti trimestrali, saldo ritenute sui redditi di lavoro dipendente e autonomo (F24), contributi INPS artigiani e commercianti;30 settembre: termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi 730 (Modello 730 precompilato e ordinario) per l’anno d’imposta 2025. Chi non ha presentato entro luglio può ancora farlo con il modello ordinario entro questa data;Ravvedimento operoso: chi ha saltato scadenze estive può regolarizzare la propria posizione con sanzioni ridotte, ma i tempi stringono.Per i contribuenti in regime forfettario, settembre porta anche la scadenza per eventuali versamenti contributivi legati al calendario INPS Gestione Separata e alle gestioni artigiani/commercianti. Cosa fare se si riceve una cartellaRicevere una cartella esattoriale non è motivo di panico, ma richiede attenzione e tempestività. Ecco i passi principali da seguire:Verificare la correttezza della cartella: controllare importo, tributo di riferimento, anno e codice fiscale. Gli errori non sono rari.Rispettare i termini: dalla notifica si hanno in genere 60 giorni per pagare, chiedere la rateizzazione o presentare ricorso (se si ritiene la cartella illegittima).Valutare la rateizzazione: l’Agenzia delle Entrate-Riscossione consente di rateizzare i debiti fino a 120 rate mensili (10 anni) per importi superiori a 120.000 euro, con domanda online o tramite sportello.Verificare eventuali definizioni agevolate: prima di pagare l’intero importo, è opportuno verificare se sono in vigore misure di rottamazione o saldo e stralcio applicabili alla propria posizione.Rivolgersi a un professionista: in caso di importi rilevanti o situazioni complesse, un CAF o un commercialista può aiutare a valutare le opzioni disponibili. Domande frequentiLa tregua fiscale estiva sospende davvero le cartelle?Non esiste una norma che imponga una sospensione generale delle notifiche in agosto. In pratica l’attività rallenta per via delle ferie, ma non si ferma del tutto. Dal 1° settembre si torna a piena operatività.Entro quando devo presentare il 730 se non l’ho ancora fatto?Il termine per la presentazione del Modello 730 ordinario (tramite CAF o intermediario abilitato) è il 30 settembre 2026. Dopo questa data si può ancora presentare il Modello Redditi PF entro il 31 ottobre 2026, ma con eventuali sanzioni se si è in ritardo sul versamento.Posso rateizzare una cartella ricevuta a settembre?Sì. La rateizzazione è possibile entro i 60 giorni dalla notifica della cartella. Per debiti fino a 120.000 euro si può ottenere fino a 72 rate mensili senza dover dimostrare difficoltà economiche; per importi superiori si può arrivare a 120 rate documentando la situazione.Cosa succede se non pago la cartella entro 60 giorni?Se non si paga e non si chiede la rateizzazione entro i 60 giorni, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può avviare le procedure esecutive: pignoramento del conto corrente, dello stipendio o della pensione, e iscrizione di ipoteca o fermo amministrativo sui beni.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Agosto 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-28 17:00:002026-08-28 10:36:00Fisco, stop alla tregua: da settembre tornano cartelle e scadenze
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24Rottamazione Quinquies 2026: Calendario Rate Residue e Cosa Fare se Hai Saltato il 31 LuglioIl 31 luglio 2026 è passato, ma per la rottamazione quinquies il calendario non si ferma qui. Chi ha scelto il piano a 54 rate deve tenere sotto controllo tutte le prossime scadenze fino al 2035, mentre chi ha mancato il pagamento della prima rata (o dell’unica soluzione) si trova davanti a una domanda urgente: cosa succede adesso? In questo articolo ripercorriamo il calendario completo delle rate residue della rottamazione quinquies 2026, spieghiamo cosa fare in pratica se hai saltato la scadenza del 31 luglio e quali sono i margini concreti per rimettersi in regola prima che scatti la decadenza. Se hai dubbi sul tuo piano di pagamento, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificarlo e a capire come muoverti.Indice dei contenutiHai saltato il 31 luglio? Ecco cosa fare subitoCalendario completo delle rate residue rottamazione quinquies 2026-2035Decadenza dalla rottamazione quinquies: quando scatta e cosa comportaEsistono margini di recupero dopo la decadenza?Come recuperare i moduli e verificare il tuo piano rateale Hai saltato il 31 luglio? Ecco cosa fare subitoSe non sei riuscito a versare la prima rata (o l’unica soluzione) della rottamazione quinquies entro il 31 luglio 2026, la prima cosa da sapere è che non tutto è perduto immediatamente. La normativa (Legge n. 199/2025) prevede una tolleranza di 5 giorni di calendario rispetto alla scadenza indicata sul bollettino, valida per il pagamento dell’unica rata o della prima rata scelta dal debitore: il pagamento resta quindi valido se effettuato entro il 5 agosto 2026. Superata anche questa finestra, però, il discorso cambia radicalmente.Se ti trovi ancora nei 5 giorni di tolleranza, la priorità assoluta è versare l’importo dovuto il prima possibile, verificando con attenzione l’importo esatto riportato sul piano di pagamento: un versamento di importo insufficiente rispetto a quello dovuto NON mette al riparo dalla decadenza, esattamente come un pagamento omesso. Se invece i 5 giorni sono già trascorsi senza che tu abbia effettuato il versamento, la situazione richiede una verifica puntuale della tua posizione: in alcuni casi specifici possono sussistere margini di recupero (ne parliamo più avanti), ma servono verifiche caso per caso sul tuo piano. Per il dettaglio sulla scadenza originaria del 31 luglio, leggi il nostro approfondimento su Rottamazione Cartelle 2026: Scadenza 31 Luglio, Cosa Succede se Non Paghi.Perché conviene non aspettare l’ultimo giorno utileLa tolleranza di 5 giorni è pensata come rete di sicurezza per imprevisti, non come una proroga ufficiale della scadenza. Codici bollettino sbagliati, ritardi negli accrediti bancari o codici tributo F24 compilati male possono far slittare la data di effettivo accredito oltre i termini utili, anche quando il pagamento è stato disposto per tempo. Per approfondire i codici corretti da utilizzare, consulta la nostra guida su Codici Tributo F24 2026: Guida Completa con Tabella e Risoluzioni AdE. Per questo motivo, chi si trova a ridosso della scadenza dei 5 giorni di tolleranza dovrebbe verificare con priorità assoluta che il pagamento sia stato correttamente eseguito e accreditato, non solo disposto. Calendario completo delle rate residue rottamazione quinquies 2026-2035Chi ha scelto il pagamento rateale della rottamazione quinquies deve gestire fino a 54 rate bimestrali distribuite su 9 anni. Conoscere in anticipo tutte le scadenze residue è essenziale per organizzare la provvista e non rischiare la decadenza su nessuna delle rate successive a quella di luglio. Ecco il calendario completo previsto dalla normativa per le rate residue del 2026 e degli anni successivi. Per approfondire il tasso di dilazione applicato dal 1° agosto, leggi Rottamazione quinquies, dal 1° agosto scattano gli interessi al 3%: pagare tutto o in 54 rate.Le prossime scadenze 2026Dopo la prima rata del 31 luglio 2026 (con tolleranza al 5 agosto), le rate successive dell’anno in corso sono fissate al 30 settembre 2026 e al 30 novembre 2026. Su queste rate si applicano gli interessi di dilazione al 3% annuo, che decorrono dal 1° agosto 2026 per chi prosegue con il pagamento rateale.RataScadenza1ª rata31 luglio 2026 (tolleranza: 5 agosto 2026)2ª rata30 settembre 20263ª rata30 novembre 20264ª → 51ª rata31 gennaio / 31 marzo / 31 maggio / 31 luglio / 30 settembre / 30 novembre di ciascun anno dal 202752ª rata31 gennaio 203553ª rata31 marzo 203554ª rata31 maggio 2035 (tolleranza: 5 giugno 2035)Le rate dal 2027 in poiDal 2027 in avanti, le rate residue seguono una cadenza fissa e ricorrente ogni anno, alle date del 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre, fino all’esaurimento del piano. Il calendario si conclude con la 52ª rata al 31 gennaio 2035, la 53ª rata al 31 marzo 2035 e la 54ª e ultima rata al 31 maggio 2035. Su quest’ultima rata si applica di nuovo la tolleranza di 5 giorni di calendario prevista dalla legge per l’ultima rata del piano: significa che, se il piano si chiude il 31 maggio 2035, il versamento resta considerato tempestivo se accreditato entro il 5 giugno 2035. Per tutte le rate intermedie, invece, non è prevista la stessa tolleranza (vedi la sezione dedicata più avanti).L’importo minimo di ogni rataUn dettaglio pratico da tenere presente: la normativa fissa un importo minimo di 100 euro per ciascuna rata del piano. Se la suddivisione del debito in 54 rate genera importi più bassi di questa soglia, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione riduce automaticamente il numero di rate nel piano, per rispettare il minimo previsto. Chi ha un piano con rate ridotte rispetto alle 54 originarie non deve quindi preoccuparsi: è una conseguenza automatica della regola sull’importo minimo, non un errore nel piano di pagamento. Decadenza dalla rottamazione quinquies: quando scatta e cosa comportaLa decadenza dalla rottamazione quinquies è l’esito più penalizzante per chi ha aderito alla definizione agevolata, ed è bene sapere con precisione quando si verifica e quali conseguenze produce, per evitare di trovarsi impreparati. Su questo punto la legge è più articolata di quanto si pensi, perché distingue tra rate intermedie e prima/ultima rata del piano.Le regole di decadenza: unica rata, ultima rata e rate intermedieLa rottamazione quinquies diventa inefficace, con conseguente decadenza, in tre situazioni distinte previste dalla legge:Mancato, tardivo (oltre i 5 giorni di tolleranza) o insufficiente pagamento dell’unica rata scelta dal debitore, per chi ha optato per il pagamento in soluzione unicaOmesso o insufficiente pagamento di due rate del piano, anche non consecutive tra loro, per chi ha scelto la soluzione rateale: in questo caso la tolleranza di 5 giorni non si applica, quindi anche un solo giorno di ritardo su due rate diverse concorre a determinare la decadenzaMancato, tardivo (oltre i 5 giorni) o insufficiente pagamento dell’ultima rata del pianoIn sintesi: la tolleranza di 5 giorni di calendario si applica soltanto al pagamento dell’unica rata o dell’ultima rata del piano, non alle rate intermedie, per le quali anche un solo giorno di ritardo non è tollerato ma concorre, insieme a una seconda rata omessa o insufficiente, a determinare la decadenza.Cosa succede in concreto dopo la decadenzaUna volta scattata la decadenza, gli effetti sono immediati e, salvo eventuali future modifiche normative, non reversibili per gli stessi carichi. Le somme già versate non vengono restituite, ma vengono imputate come acconto sulle somme complessivamente dovute: il conteggio finale, però, torna a comprendere per intero sanzioni e interessi di mora che la rottamazione aveva azzerato, con un debito complessivo spesso molto più alto di quello che si sarebbe pagato restando in regola.Riprendono inoltre a decorrere i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi, con la possibilità per l’Agenzia delle Entrate-Riscossione di avviare nuove azioni esecutive (fermi amministrativi, ipoteche, pignoramenti) o di proseguire quelle già avviate prima della domanda di adesione. Infine, i carichi per cui è scattata l’inefficacia della rottamazione non sono più rateizzabili ai sensi dell’articolo 19 del DPR n. 602/1973, e non è possibile presentare una nuova domanda di rottamazione quinquies per gli stessi carichi. Esistono margini di recupero dopo la decadenza?Chi si trova già fuori dai termini previsti dalla legge deve sapere che la normativa attuale non prevede una riammissione automatica al piano di rottamazione quinquies per gli stessi carichi. Non è quindi possibile, a differenza di quanto disponibile in alcune situazioni per altri istituti fiscali, semplicemente pagare in ritardo oltre i termini e considerarsi comunque in regola con la rottamazione.Le opzioni concrete per chi è decadutoDopo la decadenza, il debito residuo torna esigibile secondo le regole ordinarie, e i carichi non sono più rateizzabili ai sensi dell’articolo 19 del DPR n. 602/1973 come misura di rottamazione. A questo punto, l’opzione concreta più praticabile è valutare una rateizzazione ordinaria del debito con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione: uno strumento generalmente disponibile per i debiti tributari, che consente di dilazionare il pagamento nel tempo secondo le regole ordinarie di rateizzazione, comprensivo di sanzioni e interessi ripristinati. Non si tratta delle stesse condizioni di favore della rottamazione, ma può comunque permettere di evitare il pagamento in un’unica soluzione.Perché conviene verificare subito la propria posizionePrima di rassegnarsi alla decadenza, è fondamentale verificare con precisione la propria situazione: può darsi che il pagamento apparentemente in ritardo rientri ancora nei termini di tolleranza previsti per l’unica rata o per l’ultima rata del piano, oppure che si tratti di un disguido sul codice tributo o sull’importo che è possibile chiarire con l’ente di riscossione prima che si consolidino gli effetti della decadenza. Verificare tempestivamente il proprio piano di pagamento, capire con esattezza quali rate risultano effettivamente versate e quali no, è un passaggio che richiede attenzione e competenza tecnica, soprattutto perché le regole di decadenza cambiano a seconda che si tratti della prima, dell’ultima o di una rata intermedia. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i contribuenti proprio in questa fase delicata, verificando lo stato reale del piano rateale e individuando, quando possibile, la strada migliore per limitare i danni. Come recuperare i moduli e verificare il tuo piano ratealeSapere quali rate restano da pagare, con quali importi e quali scadenze, è il primo passo per non incorrere in nuovi ritardi. Il piano di pagamento personalizzato con l’elenco completo delle rate residue, degli importi aggiornati con gli interessi al 3% e delle relative scadenze è disponibile nell’area riservata di Agenzia delle Entrate-Riscossione, insieme ai moduli di pagamento precompilati necessari per i versamenti successivi. Se non hai SPID e devi recuperare i moduli, trovi la procedura dettagliata nel nostro articolo su Rottamazione quinquies: come recuperare online i moduli di pagamento senza SPID. In alternativa, il pagamento può essere effettuato tramite i canali telematici delle banche, di Poste Italiane e degli altri Prestatori di Servizi di Pagamento aderenti al circuito pagoPA, oppure con domiciliazione bancaria delle rate.Cosa fare se hai difficoltà ad accedere ai documentiNon tutti i contribuenti hanno dimestichezza con l’area riservata online o dispongono degli strumenti di accesso digitale necessari (SPID, CIE, credenziali dedicate). Per chi ha difficoltà a recuperare autonomamente moduli, bollettini o l’elenco aggiornato delle rate residue, la soluzione più sicura è rivolgersi a un professionista che possa occuparsene senza il rischio di errori nella compilazione o di scadenze dimenticate. Il CAF Centro Fiscale di Udine recupera per conto del contribuente la documentazione aggiornata sul piano di rottamazione quinquies e verifica scadenze e importi di ogni rata residua, permettendoti di pianificare i pagamenti senza sorprese. Se vuoi anche capire come funzionano gli esiti online e la tolleranza sui pagamenti, leggi Rottamazione-quinquies: esiti online e tolleranza pagamenti fino al 5 agosto solo per pochi.Il 31 luglio non è l’ultima scadenza della rottamazione quinquies, ma solo la prima di una lunga serie di appuntamenti che si protrarranno fino al 2035 per chi ha scelto il piano a 54 rate. Che tu abbia rispettato la scadenza, che tu stia ancora rientrando nei 5 giorni di tolleranza, o che tu tema di essere già decaduto, la cosa più importante è verificare con precisione la tua posizione e non lasciare che i dubbi si accumulino fino alla prossima rata.Ho pagato la rata del 31 luglio il 3 agosto: sono ancora in regola con la rottamazione quinquies?Si. La tolleranza di 5 giorni di calendario copre i versamenti dell’unica rata o della prima rata del piano effettuati fino al 5 agosto 2026 compreso, quindi un pagamento accreditato il 3 agosto resta pienamente valido e non comporta alcuna conseguenza.Quali sono le prossime rate della rottamazione quinquies dopo agosto 2026?Dopo la prima rata di luglio, le prossime scadenze sono il 30 settembre 2026 e il 30 novembre 2026. Dal 2027 le rate residue seguono una cadenza fissa il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno, fino alla 54esima e ultima rata prevista per il 31 maggio 2035.La tolleranza di 5 giorni vale per tutte le rate del piano?No. Per legge, la tolleranza di 5 giorni si applica solo al pagamento dell’unica rata (per chi paga in soluzione unica) o dell’ultima rata del piano rateale. Per le rate intermedie non e’ prevista questa tolleranza: la decadenza scatta se si omette o si versa un importo insufficiente per due rate del piano, anche non consecutive.Cosa succede se pago una rata della rottamazione quinquies con un importo inferiore a quello dovuto?Dipende da quale rata e’ interessata. Se si tratta dell’unica rata o dell’ultima rata del piano, un versamento insufficiente comporta la decadenza dalla rottamazione quinquies. Se si tratta di una rata intermedia, la decadenza scatta quando l’omesso o insufficiente pagamento riguarda due rate, anche non consecutive.Se sono decaduto dalla rottamazione quinquies posso rientrare pagando in ritardo?No, la normativa attuale non prevede una riammissione automatica al piano per gli stessi carichi una volta scattata la decadenza. L’opzione concreta praticabile e’ valutare una rateizzazione ordinaria del debito residuo con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.Dove trovo il calendario aggiornato delle mie rate residue della rottamazione quinquies?Il piano di pagamento personalizzato, con l’elenco di tutte le rate residue e i relativi importi aggiornati, e’ disponibile nell’area riservata di Agenzia delle Entrate-Riscossione. Se hai difficolta’ ad accedervi o a interpretare i dati, il CAF Centro Fiscale di Udine puo’ recuperare la documentazione e verificare il tuo piano.Richiedi Assistenza per la Rottamazione QuinquiesIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare il tuo piano di rottamazione quinquies, recuperare moduli e bollettini, e valutare le opzioni disponibili se hai saltato una rata. Assistenza sia in ufficio che online, in tutta Italia.Contattaci su WhatsAppCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640Articoli CorrelatiRottamazione quinquies, dal 1° agosto scattano gli interessi al 3%: pagare tutto o in 54 rateRottamazione Cartelle 2026: Scadenza 31 Luglio, Cosa Succede se Non PaghiRottamazione quinquies: come recuperare online i moduli di pagamento senza SPIDRottamazione-quinquies: esiti online e tolleranza pagamenti fino al 5 agosto solo per pochi Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Agosto 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-02 11:30:002026-08-02 08:14:20Rottamazione Quinquies 2026: Calendario Rate Residue e Cosa Fare se Hai Saltato il 31 Luglio
NOTIZIERottamazione Cartelle 2026: Scadenza 31 Luglio, Cosa Succede se Non PaghiPer migliaia di contribuenti che hanno aderito alla rottamazione delle cartelle, il calendario 2026 segna un appuntamento da non perdere: il 31 luglio scade una nuova rata della definizione agevolata. Chi ha in piano una rata a questa data deve fare attenzione, perché il mancato pagamento comporta conseguenze pesanti e, soprattutto, irreversibili.La rottamazione cartelle scadenza 31 luglio riguarda in particolare chi ha aderito alla cosiddetta rottamazione quater e, per alcune posizioni, alla rottamazione quinquies. Vediamo nel dettaglio cosa prevede la normativa, quali sono i margini di tolleranza concessi e cosa fare se ci si accorge di essere già in ritardo. Indice dei contenutiCosa scade il 31 luglio 2026Chi è coinvolto dalla scadenzaCosa succede se non paghi entro la scadenzaCome mettersi in regola prima della scadenzaCosa fare se sei già decaduto dalla rottamazioneCosa scade il 31 luglio 2026Secondo quanto comunicato da Agenzia delle Entrate-Riscossione, la rottamazione cartelle scadenza 31 luglio riguarda una delle rate previste dal piano di pagamento consegnato ai contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater, la definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 e successivamente riaperta con la riammissione prevista dalla normativa più recente. Chi ha presentato domanda di riammissione o ha ancora rate residue del piano originario può trovare in questa data una scadenza importante.È bene ricordare che, come per tutte le rate della definizione agevolata, la legge prevede una tolleranza di 5 giorni: significa che i pagamenti effettuati entro il 5 agosto 2026 vengono considerati comunque tempestivi, senza alcuna conseguenza sul beneficio. Superato questo termine, però, non ci sono ulteriori proroghe automatiche.Per chi ha aderito anche alla più recente rottamazione quinquies, è importante verificare con attenzione il proprio piano di pagamento personale, perché le scadenze possono non coincidere con quelle della rottamazione quater. Il consiglio è sempre quello di controllare la Comunicazione delle somme dovute ricevuta da Agenzia delle Entrate-Riscossione, dove sono indicate le date esatte e gli importi di ogni singola rata. Chi è coinvolto dalla scadenzaLa scadenza del 31 luglio riguarda sia privati cittadini sia partite IVA che hanno cartelle esattoriali affidate alla riscossione e hanno scelto di aderire alla rottamazione per pagare il debito a rate, beneficiando dello stralcio di sanzioni e interessi di mora. Non tutti i contribuenti che hanno aderito, però, hanno necessariamente una rata in scadenza a fine luglio: dipende dal piano scelto al momento dell’adesione, che può prevedere un numero variabile di rate distribuite nell’arco di alcuni anni.Immagina il caso di Marco, libero professionista con una cartella esattoriale legata a un accertamento fiscale: ha aderito alla rottamazione quater qualche anno fa e da allora paga puntualmente le rate semestrali. Se il suo piano prevede una rata al 31 luglio, per lui questa data rappresenta un appuntamento fisso da rispettare, esattamente come le precedenti. La rottamazione cartelle scadenza 31 luglio non è quindi una scadenza generalizzata per tutti gli aderenti, ma specifica per chi ha una rata in calendario in questo periodo.Chi non è sicuro delle proprie scadenze dovrebbe verificare quanto prima la propria posizione, magari con l’assistenza di un professionista, per evitare di scoprire troppo tardi di avere una rata in scadenza proprio in questi giorni.Cosa succede se non paghi entro la scadenzaIl punto più delicato riguarda proprio le conseguenze del mancato pagamento. La normativa sulla definizione agevolata prevede regole molto rigide: chi non paga la rata entro il termine, oppure paga in modo insufficiente o oltre i 5 giorni di tolleranza, decade automaticamente dal beneficio della rottamazione.La decadenza dalla rottamazione significa che il contribuente perde definitivamente lo sconto su sanzioni e interessi di mora che aveva ottenuto aderendo alla misura agevolata. In pratica, l’intero debito residuo torna esigibile nella sua versione integrale, comprensiva di interessi e sanzioni che erano stati stralciati. Gli importi eventualmente già versati con le rate precedenti non vengono persi, ma vengono considerati come acconto sul debito complessivo, che però torna a essere calcolato secondo le regole ordinarie.C’è un altro aspetto da tenere bene a mente: una volta decaduti dalla rottamazione cartelle, non è più possibile rateizzare lo stesso debito attraverso una nuova rottamazione. La legge, infatti, esclude la possibilità di accedere nuovamente alla definizione agevolata per le stesse cartelle già oggetto di decadenza. Dopo la decadenza, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può quindi riprendere le ordinarie attività di riscossione, comprese eventuali azioni cautelari o esecutive, per recuperare l’intero importo dovuto.Esiste inoltre una distinzione utile da conoscere tra le due misure. Per la rottamazione quater (e per la riammissione), la decadenza scatta con il mancato o insufficiente pagamento della rata entro i termini, tenendo conto dei 5 giorni di tolleranza. Per la rottamazione quinquies, invece, Agenzia delle Entrate-Riscossione chiarisce che la definizione diventa inefficace in caso di omesso o insufficiente versamento della prima e unica rata prescelta, oppure di due rate anche non consecutive, o dell’ultima rata del piano rateale. In caso di dubbi sulla propria situazione specifica, è sempre consigliabile verificare la Comunicazione delle somme dovute ricevuta da Agenzia delle Entrate-Riscossione o rivolgersi a un professionista. Come mettersi in regola prima della scadenzaPer evitare la decadenza, il pagamento della rata in scadenza il 31 luglio (o entro il 5 agosto grazie alla tolleranza) può essere effettuato con diverse modalità, indicate nella Comunicazione delle somme dovute ricevuta al momento dell’adesione o della riammissione alla rottamazione. Tra le modalità previste rientrano generalmente:i moduli di pagamento (bollettini RAV) allegati alla comunicazione, utilizzabili presso banche, uffici postali, tabaccherie abilitate o sportelli bancomat;il modello F24, quando previsto dal piano di pagamento;i canali digitali dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, per chi dispone delle credenziali di accesso;gli sportelli fisici, per chi preferisce un supporto diretto nella verifica dell’importo e delle scadenze residue.Prima di procedere al pagamento, è fondamentale verificare con attenzione le rate scadute e l’importo esatto dovuto, perché un versamento insufficiente equivale, ai fini della decadenza, a un mancato pagamento. Chi ha smarrito i moduli di pagamento o non ricorda con precisione l’importo dovuto dovrebbe rivolgersi tempestivamente a un professionista per recuperare la documentazione corretta, evitando di affidarsi a calcoli approssimativi.Chi si accorge di essere già in ritardo rispetto a rate precedenti dovrebbe muoversi subito: prima si interviene, maggiori sono le possibilità di verificare l’effettiva situazione debitoria e valutare le soluzioni disponibili, prima che scattino ulteriori conseguenze.Cosa fare se sei già decaduto dalla rottamazionePer chi è già decaduto dal beneficio della rottamazione cartelle a causa di rate precedenti non pagate, la strada della nuova rottamazione sullo stesso debito non è percorribile. Restano però altre soluzioni previste dall’ordinamento per gestire il debito residuo senza subire immediatamente azioni esecutive.La principale alternativa è la rateizzazione ordinaria delle cartelle esattoriali, prevista dall’articolo 19 del DPR 602/1973. A differenza della rottamazione, questa rateizzazione non prevede sconti su sanzioni e interessi, ma consente comunque di dilazionare il pagamento del debito in un numero di rate stabilito in base all’importo dovuto e alla situazione del contribuente, evitando così azioni di recupero più drastiche come pignoramenti o fermi amministrativi.Valutare tempestivamente questa opzione, insieme a un professionista che possa verificare l’intera posizione debitoria, è il modo migliore per riprendere il controllo della situazione dopo una decadenza, evitando che il debito continui a crescere per effetto di ulteriori interessi e more.Per chi vuole approfondire il funzionamento della misura, sono disponibili guide dedicate su come funziona la rottamazione cartelle 2026, con domanda online e scadenze, sulle modalità di pagamento della rottamazione quinquies senza SPID, sulla gestione degli esiti online e la tolleranza dei pagamenti fino al 5 agosto e sul precedente appuntamento della rottamazione quater con la rata del 31 maggio.Hai una rata della rottamazione cartelle in scadenza il 31 luglio e vuoi essere sicuro di non perdere il beneficio? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare la tua posizione debitoria e a organizzare il pagamento entro i termini, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per un preventivo personalizzato e un supporto rapido prima della scadenza.Luglio 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-27 09:00:002026-08-05 07:44:48Rottamazione Cartelle 2026: Scadenza 31 Luglio, Cosa Succede se Non Paghi
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIRottamazione cartelle 2026: domanda online, scadenze e requisitiLa rottamazione cartelle 2026 è uno degli strumenti più richiesti da contribuenti con debiti fiscali verso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER). Permette di pagare solo il capitale e gli interessi legali, azzerando sanzioni e aggio: un risparmio significativo rispetto all’importo originale della cartella.In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: chi può aderire, come si presenta la domanda online sul portale ADER, le scadenze 2026, il piano di rateazione e cosa succede se non si paga. Se hai cartelle in scadenza o vuoi verificare la tua posizione, leggi con attenzione.Cos’è la rottamazione cartelle: come funziona la definizione agevolata La rottamazione cartelle — tecnicamente “definizione agevolata” — è una misura periodica con cui il legislatore consente ai contribuenti di estinguere i debiti iscritti a ruolo pagando importi ridotti rispetto al totale dovuto. In particolare si paga:Il capitale originario del debitoGli interessi legali maturatiLe spese di notifica della cartellaNon si pagano invece:Le sanzioni amministrative (la parte più onerosa)Gli interessi di moraL’aggio di riscossione (le commissioni AdER)La versione attualmente operativa è la rottamazione quater, introdotta dal DL 198/2022 (L. 14/2023) per i carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. Negli ultimi anni sono state introdotte proroghe e nuove finestre di adesione anche per le cartelle notificate successivamente.Per le cartelle relative a periodi successivi al 2022, la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha previsto nuove misure agevolative. Si consiglia di verificare la propria posizione specifica tramite il portale ADER o rivolgendosi a un professionista.Chi può aderire alla rottamazione 2026 Possono aderire alla definizione agevolata tutti i contribuenti — persone fisiche, ditte individuali, società, enti — con debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione:Che rientrano nel periodo temporale indicato dalla norma (per la quater: carichi dal 2000 al 30/06/2022)Che non hanno già definito con precedenti rottamazioni decadute (salvo riapertura specifica)Anche in presenza di procedure esecutive in corso (fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento): l’adesione non le sospende automaticamente, ma il completamento del pagamento le chiudeNon è richiesta nessuna condizione reddituale o patrimoniale: chiunque abbia cartelle nel periodo agevolabile può aderire.Cosa non è rottamabile: i debiti esclusi Non tutti i debiti sono rottamabili. Sono esclusi:Sanzioni penali e sanzioni amministrative connesse a violazioni del Codice della Strada riscosse da enti localiDazi doganali e risorse proprie dell’Unione EuropeaContributi INPS (questi seguono percorsi separati)Debiti derivanti da recupero di aiuti di StatoCrediti derivanti da condanne penali di cui all’art. 185 c.p.Multe per violazioni del CDS se l’ente impositore è un Comune o ente locale (salvo adesioni specifiche dell’ente)Domanda online: come si presenta sul portale ADER La domanda di rottamazione si presenta esclusivamente online, tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Ecco la procedura passo dopo passo:Accedi al sito agenziaentrateriscossione.gov.itClicca su “Definizione agevolata” nella sezione servizi onlineAutenticati con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)Seleziona le cartelle che vuoi rottamare (puoi scegliere anche solo alcune cartelle, non obbligatoriamente tutte)Indica la modalità di pagamento: unica soluzione o in 18 rateInvia la domanda e conserva la ricevuta di invioEntro 30 giorni dall’invio (o dalla scadenza del termine, se successiva), AdER ti invia la comunicazione di accoglimento con il piano di pagamento dettagliato (importi e scadenze delle singole rate).Se non hai SPID o CIE, puoi presentare la domanda attraverso un intermediario abilitato (CAF, commercialista, patronato). Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio: contattaci per un preventivo personalizzato.Piano di pagamento: rate e scadenze 2026 Chi aderisce alla rottamazione può scegliere tra:Pagamento in unica soluzione: entro la prima scadenza indicata nella comunicazione AdERPagamento rateale: fino a un massimo di 18 rate in 5 anniSulle rate è dovuto un interesse del 2% annuo dal giorno successivo alla prima scadenza. Per la rottamazione quater le prime due rate corrispondono al 10% del debito ciascuna (scadenza luglio e novembre), mentre le restanti 16 rate vengono dilazionate in 4 anni (rate semestrali il 28 febbraio e il 31 luglio di ciascun anno).Le scadenze esatte dipendono dalla finestra di adesione. Controlla sempre la comunicazione AdER personale che ricevi dopo la domanda: è quella che vale per il tuo caso specifico.Decadenza: cosa succede se non paghi una rataIl rispetto delle scadenze di pagamento è fondamentale. La legge prevede che la decadenza dalla rottamazione scatti se:Non si paga la prima rata entro i terminiSi paga in ritardo di oltre 5 giorni rispetto alla scadenzaSi paga un importo inferiore a quello dovutoIn caso di decadenza, la rottamazione perde efficacia: il debito originario (con sanzioni e interessi) torna ad essere dovuto per intero, al netto di quanto già pagato. AdER riprende le azioni esecutive (pignoramento, fermo, ipoteca).Confronto con la rateizzazione ordinaria AdERCaratteristicaRottamazione cartelleRateizzazione ordinariaSanzioni e interessiAzzerati (si paga solo capitale)Dovuti per interoDurata massima18 rate (5 anni)Fino a 120 rate (10 anni)AccessoSolo nelle finestre legislativeSempre disponibileTasso interessi sulle rate2% annuoTasso BCE + spreadSospensione procedure esecutiveSolo dopo accoglimentoDa subito (in molti casi)La rottamazione conviene quasi sempre rispetto alla rateizzazione ordinaria quando ci sono sanzioni elevate, poiché il risparmio è immediato e certo.Esempi pratici: quanto risparmio con la rottamazione?Ecco tre esempi concreti per capire il risparmio ottenibile:CasoTotale cartellaSanzioni incluseImporto rottamazioneRisparmioIRPEF non versata10.000 euro3.000 euro7.000 euro3.000 euro (30%)IVA e sanzioni25.000 euro10.000 euro15.000 euro10.000 euro (40%)Contributi INPS artigiani5.000 euro1.500 euro3.500 euro1.500 euro (30%)Nota: i dati sono indicativi. Il risparmio reale dipende dalla composizione specifica della tua cartella. Per un calcolo preciso, consulta un professionista o contattaci.Come verificare le tue cartelle prima di aderirePrima di presentare la domanda, conviene verificare l’elenco completo delle tue cartelle e la loro composizione. Puoi farlo:Tramite il portale ADER con SPID/CIE: sezione “La mia situazione”Tramite il Cassetto fiscale dell’Agenzia delle EntrateRecandoti fisicamente allo sportello AdER del tuo territorioTramite il CAF Centro Fiscale con delega: ci occupiamo noi di recuperare il tuo estratto conto debitorioDomande frequenti (FAQ)Posso rottamare solo alcune cartelle e non tutte?Si. La domanda di rottamazione si presenta cartella per cartella: puoi scegliere liberamente quali includere e quali escludere dalla definizione agevolata.La rottamazione blocca i pignoramenti in corso?L’adesione alla rottamazione non sospende automaticamente le procedure esecutive in corso (pignoramenti, fermi, ipoteche). Tuttavia, una volta comunicato l’accoglimento da parte di AdER e rispettate le scadenze di pagamento, le procedure si estinguono progressivamente. È consigliabile segnalare l’avvenuta adesione direttamente all’ufficio competente.Devo essere in regola con le dichiarazioni fiscali per aderire?No. Per la rottamazione cartelle non è richiesta la regolarità fiscale corrente. Puoi aderire anche se hai dichiarazioni omesse o altre pendenze, purché le cartelle che vuoi rottamare rientrino nel periodo agevolabile.Cosa succede alle cartelle rottamate se decado?In caso di decadenza, tutte le cartelle incluse nella domanda tornano a essere dovute per l’importo originario (con sanzioni e interessi interi), dedotto solo quanto già versato. Non è possibile “selezionare” quali cartelle mantenere in rottamazione e quali no: la decadenza è totale.Posso pagare con compensazione F24?No. I pagamenti della rottamazione devono essere effettuati tramite i canali indicati da AdER (domiciliazione bancaria, F24 senza compensazione, sportelli fisici, home banking). La compensazione con crediti d’imposta non è ammessa.Conclusione: conviene aderire alla rottamazione?La rottamazione cartelle è quasi sempre conveniente rispetto al pagamento ordinario, soprattutto quando le sanzioni rappresentano una quota significativa del debito complessivo. Il risparmio può essere del 20-50% sull’importo totale.Tuttavia, è indispensabile essere certi di riuscire a rispettare il piano di rate: la decadenza annulla tutti i vantaggi. Prima di aderire, fai una valutazione realistica della tua capacità di rimborso.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare le tue cartelle, calcolare il risparmio con la rottamazione e presentare la domanda in tua vece. Contattaci per un appuntamento: il servizio è disponibile anche online per tutta Italia.Giugno 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-18 16:00:002026-06-18 16:00:00Rottamazione cartelle 2026: domanda online, scadenze e requisiti
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24, NOTIZIERottamazione tributi locali al via: IMU, TARI e multe, domande entro il 15 dicembre 2026La rottamazione dei tributi locali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) è partita: dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 si può presentare la domanda di adesione per le cartelle di IMU, TARI, multe e altre entrate di Regioni ed enti locali, ma solo se l’ente creditore ha aderito alla misura. Chi aderisce paga il capitale, le spese di notifica e quelle delle procedure esecutive, senza sanzioni, interessi di mora e aggio. Per le multe stradali la sanzione resta dovuta: si cancellano interessi, maggiorazioni e aggio.La regola è contenuta nell’art. 10-quinquies del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, convertito con modificazioni dalla legge 22 maggio 2026, n. 88 e modificato dalla legge 25 giugno 2026, n. 113. La norma estende ai carichi degli enti territoriali la procedura della rottamazione quinquies prevista dalla legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi da 82 a 101). Accanto a questo canale, Comuni e Regioni possono approvare una propria definizione agevolata per le entrate che riscuotono senza passare da AdER, con regole e scadenze decise da ciascun ente.In sintesiLe domande per i carichi affidati ad AdER si presentano dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, solo in via telematica.Rientrano i debiti dei carichi affidati ad AdER dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 da Regioni ed enti locali che hanno adottato un provvedimento di adesione, da comunicare ad AdER entro il 31 luglio 2026.Si paga in unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure fino a 54 rate bimestrali (minimo 100 euro a rata, interessi del 3% annuo dal 1° aprile 2027).AdER invia la comunicazione con le somme dovute entro il 28 febbraio 2027.Per ingiunzioni e accertamenti esecutivi gestiti direttamente dai Comuni valgono i regolamenti dei singoli enti (legge n. 199/2025, art. 1, commi 102-109), con date proprie.Indice dei contenutiCosa è cambiato dal 16 ottobre 2026 per la rottamazione dei tributi locali?Quali debiti rientrano nella rottamazione dei tributi locali?Chi decide se la rottamazione vale per i debiti del mio Comune?Come e dove si presenta la domanda di adesione?Quali sono le scadenze e come funzionano le rate?Cosa succede dopo la domanda e se si salta una rata?Che differenza c’è tra rottamazione AdER e definizione agevolata comunale?Conviene sempre aderire? Le verifiche da fare primaDomande frequenti sulla rottamazione dei tributi localiFontiAggiornamenti📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cosa è cambiato dal 16 ottobre 2026 per la rottamazione dei tributi locali? Il 16 ottobre 2026 si è aperta la finestra per presentare la domanda di adesione alla rottamazione quinquies degli enti territoriali, cioè la versione della rottamazione che riguarda i debiti verso Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni affidati per la riscossione ad AdER. L’art. 10-quinquies del decreto-legge n. 38/2026, nel testo modificato dalla legge n. 113/2026, fissa un calendario preciso: dal 15 ottobre 2026 AdER mette a disposizione nell’area riservata del proprio sito i dati per individuare i carichi definibili; tra il 16 ottobre e il 15 dicembre 2026 il debitore presenta la dichiarazione di adesione, che può anche essere integrata entro il 15 dicembre 2026.In concreto, la data del 16 ottobre non vale per tutti i debiti comunali, ma solo per le cartelle affidate ad AdER da enti che hanno deciso di aderire. Agenzia delle Entrate-Riscossione ha pubblicato le FAQ ufficiali (aggiornate al 15 ottobre 2026) e l’elenco degli enti aderenti, che comprende alcune Regioni, diverse Province e Città metropolitane e numerosi Comuni. Tra i Comuni del Friuli Venezia Giulia presenti nell’elenco consultato il 18 ottobre 2026 figurano, ad esempio, Udine, Gorizia, Cervignano del Friuli e San Daniele del Friuli.Rispetto alla versione precedente di questo articolo, che parlava di domande “da settembre”, i termini oggi in vigore sono quelli indicati sopra: le date di settembre non trovano riscontro nel testo vigente della norma e sono state eliminate.Quali debiti rientrano nella rottamazione dei tributi locali? La rottamazione dei tributi locali gestita da AdER riguarda tutti i debiti, tributari e non tributari, risultanti dai carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 dalle Regioni e dagli enti locali che ne hanno previsto l’applicazione alle proprie entrate. Un “carico” è, in parole semplici, il debito che l’ente ha consegnato ad AdER perché lo riscuota, di solito attraverso una cartella di pagamento.Possono quindi rientrare, se l’ente ha aderito, cartelle per IMU, TARI, altri tributi comunali, entrate patrimoniali e multe del Codice della strada; per le Regioni, ad esempio, la tassa automobilistica (il bollo auto). Ogni ente può però limitare l’adesione: nell’elenco di AdER alcune Regioni risultano aver aderito solo per i carichi del bollo auto. Le esclusioni principali sono due:i debiti derivanti da condanne della Corte dei conti;i debiti già inseriti in piani di pagamento della rottamazione-quater (o della relativa riammissione) per i quali, al 30 settembre 2025, risultavano versate regolarmente tutte le rate scadute.Chi aderisce versa soltanto le somme dovute a titolo di capitale e quelle maturate come rimborso delle spese per le procedure esecutive e dei diritti di notifica. Non sono dovuti invece gli interessi iscritti a ruolo, le sanzioni, gli interessi di mora e l’aggio (il compenso spettante all’agente della riscossione).Multe stradali: cosa si cancella e cosa restaPer le sanzioni amministrative diverse da quelle tributarie, comprese le multe del Codice della strada, la regola è diversa: la sanzione resta dovuta per intero. Si cancellano solo gli interessi comunque denominati, comprese le maggiorazioni previste dall’art. 27, sesto comma, della legge n. 689/1981, gli interessi di mora dell’art. 30 del DPR n. 602/1973 e l’aggio. Le maggiorazioni sono gli aumenti che si aggiungono alla multa non pagata con il passare del tempo.Esempio ipotetico: Marco ha una cartella per una multa di 150 euro, cresciuta nel tempo per maggiorazioni, interessi e aggio. Se il Comune che ha elevato la multa ha aderito, con la rottamazione Marco paga i 150 euro della sanzione più le eventuali spese di notifica e di procedura, mentre maggiorazioni, interessi e aggio vengono cancellati. L’importo esatto risulta dal prospetto o dalla comunicazione di AdER.Chi decide se la rottamazione vale per i debiti del mio Comune? La rottamazione non è automatica: decide l’ente creditore, cioè il Comune, la Provincia, la Città metropolitana o la Regione a cui spetta il debito. Ogni ente doveva adottare uno specifico provvedimento di adesione, pubblicarlo sul proprio sito istituzionale e comunicarlo ad AdER entro il 31 luglio 2026. Per gli enti locali il provvedimento diventa efficace con la pubblicazione sul sito dell’ente e va trasmesso al Dipartimento delle finanze del MEF, a soli fini statistici, entro il 30 settembre 2026.Il riferimento pratico è quindi l’elenco delle Regioni e degli enti locali aderenti pubblicato da AdER: se l’ente non compare, i suoi carichi non vengono riportati nel prospetto informativo e non sono rottamabili con questa procedura. Abbiamo approfondito l’elenco nella guida su rottamazione quinquies: Comuni e Regioni aderenti.L’altra strada: il regolamento comunale per ingiunzioni e accertamenti esecutiviMolti Comuni non affidano la riscossione ad AdER: la gestiscono in proprio, tramite società in house o concessionari, con ingiunzioni di pagamento e avvisi di accertamento esecutivi (atti che, una volta scaduti i termini, permettono di procedere direttamente alla riscossione forzata). Per questi debiti vale un’altra norma: la legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi da 102 a 109, consente a Regioni ed enti locali di introdurre autonomamente forme di definizione agevolata delle proprie entrate. Le regole essenziali sono queste:l’ente può prevedere l’esclusione o la riduzione degli interessi o anche delle sanzioni, con un termine per aderire non inferiore a 60 giorni dalla pubblicazione dell’atto sul proprio sito;la definizione può riguardare anche casi con accertamento o contenzioso tributario in corso e le entrate patrimoniali;sono esclusi l’IRAP, le compartecipazioni e le addizionali a tributi erariali;i regolamenti devono riferirsi a periodi di tempo circoscritti e tenere conto della situazione finanziaria dell’ente;il regolamento comunale è efficace con la pubblicazione sul sito istituzionale dell’ente.Un esempio reale è il regolamento del Comune di Reggio Calabria, approvato con delibera del Consiglio comunale n. 22 dell’11 maggio 2026. Riguarda ingiunzioni e accertamenti esecutivi emessi entro il 31 dicembre 2023 e ha fissato date proprie: istanza per conoscere le pendenze entro il 15 luglio 2026, dichiarazione di adesione entro il 10 settembre 2026, comunicazione degli importi entro il 10 ottobre 2026, pagamento in unica soluzione entro il 10 novembre 2026 o fino a 18 rate con interessi del 2% annuo. Lo stesso regolamento escludeva i carichi affidati ad AdER. Altri Comuni hanno scelto termini e condizioni diversi: per una panoramica vedi la guida sulla rottamazione delle cartelle comunali di TARI, IMU e multe.Come e dove si presenta la domanda di adesione? Per i carichi affidati ad AdER la domanda di rottamazione dei tributi locali si presenta esclusivamente in via telematica, con i servizi pubblicati da Agenzia delle Entrate-Riscossione. Le modalità previste sono due, più un canale riservato agli intermediari:area riservata, con SPID, CIE o CNS (per professionisti e imprese anche con le credenziali dell’Agenzia delle Entrate): il servizio propone solo i carichi “definibili” e non serve allegare il documento di identità;area pubblica, compilando un modulo e allegando la documentazione di riconoscimento;gli intermediari abilitati possono presentare la domanda per i propri assistiti tramite la piattaforma EquiPro.Nella domanda si indicano le cartelle intere o i singoli carichi da definire, la soluzione di pagamento scelta (unica soluzione o numero di rate) e la rinuncia ai contenziosi eventualmente in corso sulle cartelle inserite. Per ricevere la ricevuta occorre indicare un indirizzo e-mail ordinario (non PEC). Chi è in una procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento presenta la domanda solo via PEC, con il modello DA-LS-2026-ET.Prima della domanda è possibile chiedere il prospetto informativo, disponibile dal 15 ottobre 2026: è l’elenco delle cartelle che possono essere definite, con l’importo dovuto in caso di adesione (al netto di diritti di notifica, spese per procedure esecutive e interessi di dilazione). Per i debiti gestiti direttamente dal Comune, invece, modalità e moduli sono quelli indicati nel regolamento e sul sito del singolo ente.Quali sono le scadenze e come funzionano le rate? Il calendario della rottamazione quinquies degli enti territoriali è fissato dalla legge ed è uguale per tutti gli enti aderenti. Le prime due tappe sono già passate; le altre sono ancora da venire.DataCosa succede31 luglio 2026 (scaduto)Termine per gli enti per comunicare ad AdER il provvedimento di adesione15 ottobre 2026AdER rende disponibili i dati sui carichi definibili (prospetto informativo)16 ottobre – 15 dicembre 2026Presentazione (ed eventuale integrazione) della domanda di adesioneEntro il 28 febbraio 2027AdER invia la comunicazione di accoglimento o di diniego, con importi, scadenze e moduli di pagamento31 marzo 2027Pagamento in unica soluzione oppure prima rataNel 2027Rate successive al 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembreDal 2028Rate al 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni annoChi sceglie la rateizzazione può arrivare a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, cioè nove anni. Ogni rata non può essere inferiore a 100 euro e, in caso di pagamento a rate, si applicano interessi del 3% annuo a partire dal 1° aprile 2027. Esempio ipotetico: con un importo da definire di 2.400 euro, il vincolo dei 100 euro a rata consente al massimo circa 24 rate, non 54.Per pagare si usano i moduli precompilati allegati alla comunicazione di AdER, presso banche, uffici postali, home banking, tabaccai e sportelli ATM abilitati, oppure con i servizi online e l’app di AdER, la domiciliazione sul conto corrente o gli sportelli su appuntamento. Non si usano quindi i codici tributo comunali dell’F24, che restano validi per i versamenti ordinari di IMU e TARI: per quelli vedi la guida ai codici tributo F24 2026.Cosa succede dopo la domanda e se si salta una rata?Dopo la presentazione della domanda, per i soli debiti definibili AdER non avvia nuove procedure cautelari o esecutive e non prosegue quelle già avviate, salvo che si sia già tenuto il primo incanto con esito positivo. I fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti alla data della domanda, però, restano in essere. Per gli stessi debiti il contribuente non è considerato inadempiente ai fini dei controlli sui pagamenti della pubblica amministrazione (artt. 28-ter e 48-bis del DPR n. 602/1973).Se sugli stessi debiti c’è una rateizzazione in corso, gli obblighi di pagamento sono sospesi fino al 31 marzo 2027; a quella data le rateizzazioni relative ai debiti per cui la rottamazione è stata accolta vengono revocate automaticamente.Il punto più delicato è la decadenza, cioè la perdita dei benefici. La rottamazione diventa inefficace in caso di omesso o insufficiente versamento:dell’unica rata, se si è scelto di pagare tutto insieme;di due rate, anche non consecutive, nel piano rateale;dell’ultima rata del piano.La tolleranza di cinque giorni di ritardo vale solo per l’unica rata e per l’ultima rata: chi paga in unica soluzione è quindi in regola se versa entro il 5 aprile 2027. In caso di decadenza i versamenti fatti valgono come acconto sul debito complessivo, riprendono a decorrere i termini di prescrizione e di decadenza per il recupero, ripartono le procedure e i carichi non sono più rateizzabili ai sensi dell’art. 19 del DPR n. 602/1973.Che differenza c’è tra rottamazione AdER e definizione agevolata comunale? Per i tributi locali convivono oggi due strumenti, spesso chiamati entrambi “rottamazione”. La rottamazione quinquies della legge di bilancio 2026 (commi 82-101) riguarda i carichi affidati ad AdER secondo le proprie regole e il proprio calendario; l’art. 10-quinquies del DL n. 38/2026 ne ha esteso procedura e regole, con alcune deroghe, ai carichi di Regioni ed enti locali. La definizione agevolata comunale dei commi 102-109 è invece uno strumento che ciascun ente costruisce da sé. Le differenze principali:AspettoRottamazione quinquies enti territoriali (AdER)Definizione agevolata dell’enteNormaArt. 10-quinquies DL n. 38/2026L. n. 199/2025, art. 1, commi 102-109, e regolamento dell’enteDebitiCarichi affidati ad AdER dal 2000 al 2023Entrate riscosse dall’ente o dal suo concessionario, nei limiti fissati dal regolamentoCosa si cancellaSanzioni, interessi di mora, interessi iscritti a ruolo, aggio (per le multe solo interessi, maggiorazioni e aggio)Esclusione o riduzione di interessi e/o sanzioni, secondo il regolamentoDomandaTelematica ad AdER, dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026Con le modalità e i termini dell’ente (minimo 60 giorni dalla pubblicazione)PagamentoEntro il 31 marzo 2027 o fino a 54 rate bimestrali al 3%Rate e interessi decisi dall’enteLo stesso contribuente può avere debiti in entrambi i canali: ad esempio vecchie cartelle TARI affidate ad AdER e ingiunzioni IMU più recenti emesse dal Comune o dal suo concessionario. In questo caso le procedure, le scadenze e gli importi sono separati.Conviene sempre aderire? Le verifiche da fare primaIl risparmio della rottamazione dei tributi locali dipende da quanto pesano sanzioni, interessi e aggio sul debito: va valutato cartella per cartella. Prima di aderire è utile controllare alcuni punti:che l’ente creditore sia nell’elenco degli aderenti e, se ha posto limiti, che il debito rientri tra quelli ammessi;gli importi indicati nel prospetto informativo, confrontati con il debito attuale;l’eventuale contenzioso in corso, perché la domanda comporta la rinuncia ai giudizi sulle cartelle inserite (sul rapporto tra rateizzazione e ricorso vedi chi rateizza le tasse può fare ricorso dopo);se il debito possa essere prescritto, cioè non più esigibile per il tempo trascorso: è una verifica da fare caso per caso, in base agli atti ricevuti;la sostenibilità delle rate: saltarne due fa perdere i benefici.Un caso particolare riguarda gli eredi che trovano cartelle IMU o TARI intestate a un familiare scomparso: prima di qualsiasi pagamento va chiarita la propria posizione rispetto all’eredità. Sugli adempimenti legati agli immobili ereditati vedi la guida alla successione degli immobili 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande frequenti sulla rottamazione dei tributi locali Il mio Comune non è nell’elenco di AdER: posso aderire lo stesso?No, non con la rottamazione quinquies degli enti territoriali: se l’ente non ha adottato e comunicato il provvedimento, i suoi carichi non compaiono nel prospetto e non sono definibili. Resta da verificare se il Comune abbia approvato un proprio regolamento di definizione agevolata per le entrate che riscuote direttamente.Posso inserire nella domanda solo alcune cartelle?Sì. Nella domanda si indicano le cartelle intere oppure i singoli carichi definibili che si vogliono rottamare; non è obbligatorio includere tutti i debiti. La domanda può essere integrata entro il 15 dicembre 2026.Ho un ricorso in corso su una cartella: posso rottamarla?Sì, ma nella domanda di adesione occorre indicare la rinuncia ai contenziosi relativi alle cartelle inserite.La domanda cancella il fermo amministrativo sull’auto?No. Dopo la domanda AdER non avvia nuove procedure per i debiti definibili, ma i fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti alla data di presentazione restano in essere.Per le multe stradali si cancella anche la sanzione?No. Per le multe del Codice della strada e le altre sanzioni amministrative non tributarie si cancellano solo interessi, maggiorazioni e aggio: l’importo della sanzione resta dovuto.FontiDecreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, art. 10-quinquies, convertito con modificazioni dalla legge 22 maggio 2026, n. 88 e modificato dalla legge 25 giugno 2026, n. 113 – NormattivaLegge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026), art. 1, commi da 82 a 101 e da 102 a 110 – NormattivaAgenzia delle Entrate-Riscossione, Rottamazione-quinquies enti territoriali: ambito applicativo e domanda di adesione – agenziaentrateriscossione.gov.itAgenzia delle Entrate-Riscossione, FAQ Rottamazione-quinquies enti territoriali, 15 ottobre 2026 – PDFAgenzia delle Entrate-Riscossione, Elenco delle Regioni e degli enti locali aderenti (consultato il 18 ottobre 2026) – PDFComune di Reggio Calabria, Regolamento per la definizione agevolata delle entrate, delibera del Consiglio comunale n. 22 dell’11 maggio 2026 – comune.reggio-calabria.itAggiornamenti 18/10/2026 – Articolo riscritto: le domande per i carichi affidati ad AdER da Regioni ed enti locali aderenti si presentano dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, con pagamento entro il 31 marzo 2027 o fino a 54 rate bimestrali, come previsto dall’art. 10-quinquies del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, convertito dalla legge 22 maggio 2026, n. 88 e modificato dalla legge 25 giugno 2026, n. 113; aggiunta la definizione agevolata comunale della legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 102-109; eliminate le date e i dati non confermati della versione precedente.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Maggio 27, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 19:08:382026-10-18 22:05:56Rottamazione tributi locali al via: IMU, TARI e multe, domande entro il 15 dicembre 2026
NOTIZIERottamazione quater, rata in scadenza il 31 maggio: pagamento posticipato a giugnoI contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater devono tenere a mente una data importante: il 31 maggio 2026 scade la prossima rata della rateazione decennale. Si tratta della dodicesima rata complessiva per chi ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023 (legge 197/2022) e ha optato per il piano di pagamento dilazionato fino al 2027. La buona notizia per chi si trova in difficoltà o ha dimenticato la scadenza arriva direttamente dalla normativa: grazie ai 5 giorni di tolleranza previsti dall articolo 3, comma 14-bis del D.L. 119/2018, il versamento può essere effettuato senza decadenza entro il 5 giugno 2026, posticipando di fatto la scadenza operativa al primo giorno utile della settimana successiva.In questa guida completa analizziamo nel dettaglio cosa cambia per i contribuenti, come calcolare correttamente l importo della rata, quali sono i canali di pagamento disponibili, cosa succede in caso di ritardo e come funziona la riammissione alla rottamazione quater introdotta dal decreto Milleproroghe 2025 (D.L. 202/2024 convertito in legge 15/2025). Vedremo anche le differenze tra la rottamazione quater e la nuova rottamazione quinquies introdotta nel 2026, per orientarsi tra le diverse misure di pace fiscale ancora attive.Indice dei contenutiScadenza del 31 maggio: cosa cambia con il posticipo a giugnoI 5 giorni di tolleranza: la normativa che salva il contribuenteCalendario completo delle rate 2026 della rottamazione quaterChi deve pagare la rata in scadenza il 31 maggio 2026Come pagare: modello F24, PagoPA e canali digitaliDecadenza dalla rottamazione: cosa rischia chi non pagaRiammessi alla rottamazione quater: il quadro post MilleprorogheEsempio pratico: come calcolare l importo della rataCosa fare in caso di difficoltà nel pagamentoRottamazione quater e quinquies: le differenze fondamentaliIl ruolo del CAF nell assistenza alla rateazioneFAQ sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Scadenza del 31 maggio: cosa cambia con il posticipo a giugnoLa rata della rottamazione quater in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta una delle scadenze più importanti dell anno per chi ha aderito alla definizione agevolata 2023 introdotta dalla legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023). Si tratta di un appuntamento ricorrente per i contribuenti che hanno scelto il piano massimo di rateazione, articolato in 18 rate distribuite dal 2023 al 2027 secondo lo schema previsto dalla norma.Il punto centrale di questa scadenza riguarda la scivolata operativa al mese di giugno. Tecnicamente la rata scade il 31 maggio, ma per due ragioni concorrenti il pagamento effettivo può essere posticipato senza alcuna penalità al primo giorno utile di giugno:I 5 giorni di tolleranza previsti dall articolo 3, comma 14-bis del decreto-legge 119/2018, convertito in legge 136/2018, che si applicano a tutte le rate delle definizioni agevolateLa possibile coincidenza del quinto giorno con un giorno festivo o prefestivo, che fa scivolare ulteriormente il termine al primo giorno feriale successivoNel concreto, il 31 maggio 2026 cade di domenica. Questa circostanza, di per sé, già sposta il termine ordinario al 1° giugno (lunedì). Considerando poi i 5 giorni di tolleranza, il termine effettivo entro cui versare senza decadere dal beneficio si attesta al 5 giugno 2026. Si tratta di una previsione strutturale del meccanismo della rottamazione, non di una proroga eccezionale: il legislatore ha voluto riconoscere uno spazio di flessibilità per evitare che ritardi minimi facciano perdere ai contribuenti il beneficio dell agevolazione.Una scadenza che riguarda milioni di contribuentiSecondo i dati pubblicati da Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER), le domande di adesione alla rottamazione quater hanno coinvolto una platea molto ampia di contribuenti, una larga parte dei quali ha optato per il piano di rateazione massima. La scadenza di maggio 2026 riguarda quindi una platea molto ampia, composta da:Contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater entro il 30 giugno 2023Soggetti che hanno presentato la domanda integrativa entro il 30 settembre 2023 per ulteriori carichiDecaduti riammessi grazie alla riapertura introdotta dal decreto Milleproroghe 2025 I 5 giorni di tolleranza: la normativa che salva il contribuenteLa regola dei 5 giorni di tolleranza è uno degli elementi più importanti da conoscere per chi ha aderito alla rottamazione quater. Si tratta di una previsione normativa strutturale, non di una concessione discrezionale: il termine entro cui pagare per non perdere il beneficio è quello ordinario aumentato di 5 giorni.La base normativaIl riferimento è l articolo 3, comma 14-bis del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136. La norma stabilisce che il mancato, insufficiente o tardivo versamento, alle relative scadenze, dell unica rata o di una di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento, determina la decadenza dai benefici della definizione agevolata se superiore a cinque giorni.In parole semplici: pagare entro il quinto giorno successivo alla scadenza ordinaria è come pagare il giorno stesso. Non si tratta quindi di una proroga o di un favore, ma di una franchigia legale che il legislatore ha inserito per evitare effetti decadenziali sproporzionati rispetto a ritardi minimi.Come si calcolano i 5 giorniIl calcolo dei 5 giorni segue le regole generali del computo dei termini di diritto civile (art. 2963 del codice civile): si conta a partire dal giorno successivo a quello della scadenza ordinaria. Se il quinto giorno cade in un giorno festivo o di sabato/domenica, il termine slitta automaticamente al primo giorno feriale successivo.Ad esempio, per la scadenza del 31 maggio 2026 (domenica) il calcolo è il seguente:Scadenza ordinaria: domenica 31 maggio 2026Conteggio 5 giorni di tolleranza a partire dalla scadenza: dal 1° al 5 giugno 2026Termine ultimo per pagare senza decadenza: venerdì 5 giugno 2026 (giorno feriale, nessun ulteriore slittamento)La prassi consolidata di Agenzia delle Entrate-Riscossione è di computare i 5 giorni a partire dal giorno stesso della scadenza nominale; qualora il quinto giorno cadesse di sabato, domenica o festivo, il termine slitterebbe ulteriormente al primo giorno feriale successivo. Nel caso della rata del 31 maggio 2026 il quinto giorno cade di venerdì, quindi il termine resta fissato al 5 giugno.Attenzione: la lettura prudenziale che AdER suggerisce ai contribuenti è di considerare la scadenza del 31 maggio come termine ordinario, ricorrendo alla tolleranza solo in caso di reale necessità. Programmare il pagamento già in scadenza tolleranza, infatti, espone a rischi operativi (errori bancari, ritardi di sportello) che possono determinare la perdita irreversibile dell agevolazione. Calendario completo delle rate 2026 della rottamazione quaterPer chi ha aderito al piano massimo di rateazione previsto dalla rottamazione quater, il 2026 prevede quattro rate trimestrali, secondo lo schema stabilito dall articolo 1, comma 232 della legge 197/2022. Ecco il calendario completo:Numero rataScadenza ordinariaTermine con tolleranzaNoteRata 11 (di 18)28 febbraio 20269 marzo 2026 (lunedì)Slitta per festività e tolleranzaRata 12 (di 18)31 maggio 20265 giugno 2026 (venerdì)Slitta per domenica + tolleranzaRata 13 (di 18)31 luglio 20265 agosto 2026 (mercoledì)Tolleranza 5 giorniRata 14 (di 18)30 novembre 20267 dicembre 2026 (lunedì)Slitta per domenica + tolleranzaSchema generale del piano fino al 2027Il piano di rateazione completo della rottamazione quater prevede 18 rate distribuite secondo lo schema seguente:2023: 2 rate (31 ottobre e 30 novembre)2024-2027: 4 rate annuali (28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio, 30 novembre)La rata di maggio 2026 rappresenta dunque la dodicesima delle 18 rate complessive e segna il superamento dei due terzi del percorso di pagamento dilazionato. Per chi sta rispettando il piano, ogni rata pagata regolarmente consolida l agevolazione fiscale ottenuta con la rottamazione, eliminando definitivamente sanzioni e interessi di mora.Chi deve pagare la rata in scadenza il 31 maggio 2026La rata in scadenza il 31 maggio 2026 riguarda tutti i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater entro i termini stabiliti e hanno optato per il piano di rateazione massima. Vediamo nel dettaglio le diverse categorie interessate.Aderenti originari della rottamazione quaterSono i contribuenti che hanno presentato domanda di adesione entro il termine originario del 30 giugno 2023, successivamente prorogato per i ritardatari. Per questa categoria la rata di maggio 2026 rappresenta la prosecuzione regolare del piano scelto al momento dell adesione.Aderenti tramite domanda integrativaUna circostanza meno nota riguarda chi ha presentato una domanda integrativa entro il 30 settembre 2023 per includere ulteriori carichi nella rottamazione quater. Anche per questi soggetti la rata di maggio 2026 corrisponde a una scadenza ordinaria del piano di pagamento.Decaduti riammessi dal decreto Milleproroghe 2025La novità più rilevante riguarda i contribuenti riammessi alla rottamazione quater grazie al decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202 (decreto Milleproroghe), convertito in legge 21 febbraio 2025, n. 15. La norma ha previsto la possibilità per i contribuenti decaduti al 31 dicembre 2024 di rientrare nel piano, presentando apposita istanza entro il 30 aprile 2025.I riammessi seguono un piano di pagamento ad hoc che può prevedere il versamento integrale entro il 31 luglio 2025 oppure in 10 rate di pari importo con scadenze a partire dal 31 luglio 2025. Per chi ha aderito al piano rateale, la rata di maggio 2026 rientra in questo nuovo calendario. Come pagare: modello F24, PagoPA e canali digitaliPer il versamento della rata della rottamazione quater i contribuenti hanno a disposizione diversi canali di pagamento. La scelta del canale dipende dalle preferenze personali, dalla disponibilità di strumenti digitali e dall importo da versare.Modello F24 con bollettini precompilatiIl canale tradizionale è rappresentato dai bollettini precompilati inviati dall Agenzia delle Entrate-Riscossione al momento dell adesione. I bollettini riportano:L importo esatto della rataI codici tributo specifici per la definizione agevolataLa scadenza di ogni singola rataI dati identificativi del contribuente e della praticaI bollettini possono essere utilizzati per il pagamento presso banche, uffici postali, sportelli bancomat abilitati, ricevitorie convenzionate (Sisal, Lottomatica) e tabaccai che offrono servizi di pagamento.Pagamento online tramite area riservata AdERSul sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione (agenziaentrateriscossione.gov.it) è possibile accedere all area riservata con SPID, CIE o CNS per visualizzare il piano di pagamento, scaricare i bollettini, monitorare i versamenti effettuati e pagare direttamente online con carta di credito, bonifico online o addebito su conto corrente tramite il circuito PagoPA.App EquiClick e canali mobileL Agenzia delle Entrate-Riscossione ha sviluppato anche un app mobile che consente di gestire i pagamenti delle rate da smartphone, ricevere notifiche sulle scadenze e visualizzare lo stato del piano in modo immediato. Questi canali digitali sono particolarmente utili per chi viaggia o per chi vuole avere sempre sotto controllo la propria situazione.Domiciliazione bancariaUna soluzione molto comoda per non rischiare di dimenticare le scadenze è l attivazione della domiciliazione bancaria tramite il modulo SDD (Sepa Direct Debit). Una volta attivato, il pagamento avviene automaticamente alla scadenza, senza necessità di intervento da parte del contribuente. La richiesta di domiciliazione deve essere effettuata almeno 30 giorni prima della scadenza della rata per essere operativa.Decadenza dalla rottamazione: cosa rischia chi non pagaIl mancato pagamento della rata di maggio 2026 entro il termine di tolleranza del 5 giugno 2026 comporta conseguenze gravi e irreversibili per il contribuente. La normativa è chiara: la decadenza dalla rottamazione quater è automatica e produce effetti molto pesanti.Effetti immediati della decadenzaQuando un contribuente decade dalla rottamazione, si verificano i seguenti effetti automatici:Riemerge il debito originario comprensivo di sanzioni e interessi di mora, che la rottamazione aveva eliminato o ridottoLe somme già versate vengono considerate a titolo di acconto e vengono scomputate dal debito complessivoRiprendono le procedure di riscossione coattiva (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche)Non si può più rateizzare il debito residuo con la dilazione ordinaria di AdER (art. 19 D.P.R. 602/1973), salvo eccezioniCosa significa nella praticaImmaginiamo un contribuente che ha aderito alla rottamazione quater per un debito originario di 30.000 euro, ridotto a 18.000 euro grazie alla cancellazione di sanzioni e interessi. Ha già pagato 5 rate per un totale di 5.000 euro. Se non paga la rata di maggio 2026 entro il 5 giugno, la situazione cambia drasticamente:Il debito torna a 30.000 euro (importo originario)Vengono scomputati i 5.000 euro già versatiRestano dovuti 25.000 euroSu questa somma riprendono a maturare interessi di moraAdER può avviare immediatamente le azioni di recupero coattivoPossibilità di rateizzazione ordinaria post-decadenzaUna volta decaduto dalla rottamazione, il contribuente può comunque richiedere la rateizzazione ordinaria ad AdER per il debito riemerso. La dilazione ordinaria può arrivare fino a 84 rate mensili (84 mesi = 7 anni) per debiti fino a 120.000 euro, o fino a 120 rate per importi superiori, secondo le regole vigenti nel 2026 introdotte dal D.Lgs. 110/2024 in attuazione della riforma fiscale.Tuttavia, va sottolineato che la rateizzazione ordinaria non comporta lo sconto su sanzioni e interessi previsto dalla rottamazione. Il contribuente paga l importo pieno con interessi di dilazione, perdendo definitivamente il beneficio fiscale ottenuto con la pace fiscale 2023. Riammessi alla rottamazione quater: il quadro post MilleprorogheIl decreto Milleproroghe 2025 (D.L. 202/2024 convertito in legge 15/2025) ha introdotto una novità di grande rilievo per i contribuenti che erano decaduti dalla rottamazione quater: la riapertura dei termini per la riammissione al piano.Chi può riammettersiIl decreto ha consentito la riammissione ai contribuenti che, al 31 dicembre 2024, erano decaduti dai benefici della rottamazione quater per il mancato, insufficiente o tardivo versamento di una o più rate. La riammissione doveva essere richiesta presentando apposita istanza entro il 30 aprile 2025 tramite i canali telematici di Agenzia delle Entrate-Riscossione.Modalità di pagamento per i riammessiI contribuenti riammessi hanno potuto scegliere tra due modalità di pagamento:Pagamento in unica soluzione entro il 31 luglio 2025Pagamento dilazionato in un massimo di 10 rate di pari importo con le seguenti scadenze: 31 luglio e 30 novembre 2025; 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre 2026; 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre 2027Per i riammessi che hanno scelto il piano in 10 rate, la rata in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta la quarta delle 10 rate complessive. Anche a questa categoria si applicano regolarmente i 5 giorni di tolleranza, con possibilità di versare entro il 5 giugno 2026.Importanza di non perdere la seconda chancePer i riammessi la rata di maggio 2026 assume un significato particolare: si tratta della seconda opportunità concessa dal legislatore per beneficiare della rottamazione. Una nuova decadenza preclude definitivamente l accesso alla rottamazione quater e impone il pagamento integrale del debito secondo le procedure ordinarie. Per questo motivo è fondamentale rispettare le scadenze e, in caso di difficoltà, valutare per tempo le alternative disponibili con il supporto di un consulente fiscale o di un CAF.Esempio pratico: come calcolare l importo della rataPer comprendere meglio come funziona il piano di pagamento della rottamazione quater, vediamo un esempio pratico con numeri concreti.Il caso di Marco, artigiano di UdineMarco è un artigiano friulano con sede a Udine. Nel 2023 aveva accumulato debiti con il fisco per un totale di 40.000 euro di cartelle esattoriali, così composti:Tributo iscritto a ruolo: 25.000 euroSanzioni: 10.000 euroInteressi di mora: 4.500 euroAggio della riscossione: 500 euroAderendo alla rottamazione quater, Marco ha potuto beneficiare della cancellazione integrale di sanzioni, interessi di mora e aggio. L importo da versare si è quindi ridotto al solo tributo, più le spese esecutive e di notifica delle cartelle (di solito poche decine di euro).Calcolo dell importo da rateizzarePer Marco l importo definitivo da pagare con la rottamazione è di circa 25.300 euro (25.000 euro di tributo + 300 euro di spese). Avendo optato per il piano massimo di rateazione in 18 rate, il calcolo è il seguente:Rate del 2023 (2 rate, ciascuna pari al 5% del totale, per il 10% complessivo): 1.265 euro a rata = 2.530 euro complessiviRate dal 2024 al 2027 (16 rate del restante 90%): circa 1.423 euro a rataLa rata di maggio 2026 per Marco ammonta dunque a circa 1.423 euro, da versare entro il 31 maggio (o entro il 5 giugno sfruttando la tolleranza). Su questo importo va aggiunto l interesse del 2% annuo previsto dalla legge 197/2022 per le rate successive alla prima.Confronto con la situazione senza rottamazioneSenza rottamazione, Marco avrebbe dovuto pagare l intero importo di 40.000 euro, oltre agli interessi di mora che continuavano a maturare nel tempo. Con la rottamazione quater Marco ha ottenuto un risparmio di circa 14.700 euro, pari al 37% del debito originario. È evidente come il rispetto delle scadenze sia fondamentale per non perdere questo importante beneficio.Cosa fare in caso di difficoltà nel pagamentoPuò capitare che, per circostanze impreviste, un contribuente si trovi in difficoltà nel versare una rata della rottamazione quater alla scadenza prevista. Vediamo quali sono le opzioni disponibili.Utilizzare i 5 giorni di tolleranzaLa prima opzione è ovviamente quella di sfruttare appieno i 5 giorni di tolleranza, organizzandosi per reperire la liquidità necessaria. Per la rata di maggio 2026 questo significa avere fino al 5 giugno per provvedere al versamento senza alcuna penalità.Pagamento parziale: cosa succedeUn errore comune è pensare che un pagamento parziale possa evitare la decadenza. Non è così: la normativa è chiara nel prevedere che il versamento insufficiente (oltre i 5 giorni di tolleranza) determina la decadenza, esattamente come il mancato pagamento. Per evitare la decadenza è necessario versare l intero importo della rata, non somme parziali.Verificare il piano di pagamentoPrima della scadenza è sempre opportuno verificare il proprio piano di pagamento accedendo all area riservata di AdER. Può capitare che vi siano stati versamenti già effettuati in eccesso che possono compensare la rata in scadenza, oppure che il piano abbia subito modifiche di cui non si era consapevoli.Quando rivolgersi al CAFSe la difficoltà nel pagamento non è transitoria ma strutturale, è importante rivolgersi tempestivamente a un consulente fiscale o a un CAF per valutare le alternative. Più ci si rivolge per tempo, più ampia è la gamma di soluzioni esplorabili: dalla pianificazione dei pagamenti residui, all eventuale adesione alla nuova rottamazione quinquies (se applicabile al caso specifico), fino alla richiesta di rateazione ordinaria post-decadenza.Rottamazione quater e quinquies: le differenze fondamentaliCon l introduzione della rottamazione quinquies nel 2026 (Legge di Bilancio 2026), molti contribuenti si trovano confusi sulle differenze tra le due misure e su quale convenga in caso di scelta. Chiariamo i punti principali.Periodo dei carichi rottamabiliLa differenza più importante riguarda il periodo dei carichi affidati all agente della riscossione:Rottamazione quater (legge 197/2022): carichi affidati ad AdER dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022Rottamazione quinquies (legge di bilancio 2026): carichi affidati ad AdER successivamente, secondo il perimetro temporale stabilito dalla nuova normaConvenienza economicaEntrambe le rottamazioni prevedono la cancellazione di sanzioni e interessi di mora, lasciando dovuti solo il tributo, le spese di notifica e quelle esecutive. Tuttavia, la quinquies introduce piani di rateazione potenzialmente diversi e modalità di pagamento differenziate.Possibilità di cumuloUn contribuente può aderire contemporaneamente alla rottamazione quater (per i debiti precedenti già in piano di pagamento) e alla rottamazione quinquies (per i debiti rientranti nel nuovo perimetro temporale), trattandosi di due procedure distinte. È però importante valutare la sostenibilità complessiva dei pagamenti, perché le scadenze possono sovrapporsi. Il ruolo del CAF nell assistenza alla rateazioneIl CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza qualificata a tutti i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater e si trovano a gestire le scadenze di pagamento. La nostra esperienza pluriennale sul territorio friulano ci consente di seguire ogni pratica con la massima cura, garantendo il rispetto delle scadenze e l ottimizzazione fiscale.I servizi offertiPer la gestione della rottamazione quater il CAF Centro Fiscale fornisce:Verifica del piano di pagamento e dello stato delle rate pagatePredisposizione dei modelli F24 e supporto per il versamentoAttivazione della domiciliazione bancaria SDD per i pagamenti automaticiCalendario personalizzato delle scadenze con promemoriaConsulenza sulle alternative in caso di difficoltà (rottamazione quinquies, rateazione ordinaria, ecc.)Assistenza per i riammessi dal decreto Milleproroghe 2025Perché rivolgersi a un CAFLa rottamazione quater è una procedura tecnicamente complessa che richiede attenzione e precisione. Un errore nel pagamento o una scadenza dimenticata possono comportare la perdita definitiva di un beneficio fiscale anche di migliaia di euro. Affidarsi a un CAF significa avere un punto di riferimento competente che monitora le scadenze, predispone la documentazione e assiste in caso di problematiche.Il CAF Centro Fiscale di Udine, in particolare, vanta una conoscenza approfondita delle problematiche fiscali del territorio friulano e una rete consolidata di rapporti con gli uffici locali di AdER, che ci consente di gestire con efficacia anche le situazioni più complesse.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.FAQ sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026Quando scade esattamente la rata della rottamazione quater di maggio 2026?La scadenza ordinaria è il 31 maggio 2026. Tuttavia, cadendo di domenica, il termine slitta automaticamente al 1° giugno 2026. Considerando i 5 giorni di tolleranza previsti dall art. 3, comma 14-bis del D.L. 119/2018, il termine ultimo per pagare senza decadere è il 5 giugno 2026.Cosa succede se pago il 6 giugno 2026?Pagare il 6 giugno 2026 significa pagare oltre i 5 giorni di tolleranza e comporta la decadenza automatica dalla rottamazione quater. Il debito originario riemerge integralmente, comprensivo di sanzioni e interessi di mora, scomputando le somme già versate.Posso pagare in più tranche entro il 5 giugno?No. La rata deve essere versata in un unica soluzione entro il termine di tolleranza. Un pagamento parziale, anche se effettuato entro i 5 giorni, equivale a un mancato pagamento e produce la decadenza.Come faccio a sapere l importo esatto della mia rata?L importo della rata è indicato nel piano di pagamento trasmesso da Agenzia delle Entrate-Riscossione al momento dell adesione alla rottamazione. Puoi consultarlo nell area riservata del sito AdER accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure utilizzando l app EquiClick. In caso di smarrimento dei bollettini puoi richiederne copia all AdER o al tuo CAF di fiducia.Quali sono i codici tributo per il modello F24?I codici tributo per la rottamazione quater sono stati istituiti con specifica risoluzione dell Agenzia delle Entrate. I codici sono riportati direttamente sui bollettini precompilati inviati da AdER. Per chi prepara il modello F24 manualmente è necessario fare riferimento alla risoluzione AdE pertinente o richiedere assistenza al proprio CAF.Posso aderire alla rottamazione quinquies se sono ancora in rottamazione quater?Sì, ma per carichi diversi. La rottamazione quater riguarda i carichi dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. La rottamazione quinquies riguarda carichi successivi, secondo il perimetro stabilito dalla legge di bilancio 2026. Le due procedure sono indipendenti e possono coesistere per posizioni debitorie diverse.Cosa succede se la mia banca esegue il bonifico in ritardo?Ai fini della rottamazione quater fa fede la data di esecuzione del pagamento, non la data di valuta. Se il bonifico viene disposto in tempo utile ma la banca lo esegue con ritardo per ragioni tecniche, il contribuente non è in colpa, ma rischia comunque la decadenza. Per questo motivo è sempre consigliato pagare con qualche giorno di anticipo rispetto al termine di tolleranza.La rata di maggio è sempre uguale alle altre rate?Dipende dal piano scelto. Nel piano massimo di 18 rate, le prime 2 rate del 2023 corrispondevano al 10% del totale (5% ciascuna), mentre le 16 rate successive (dal 2024 al 2027) corrispondono al restante 90% diviso equamente. La rata di maggio 2026 ha quindi lo stesso importo delle altre 15 rate del periodo 2024-2027, aumentato dell interesse del 2% annuo previsto dalla legge.Cosa devo fare se non riesco a pagare la rata?Se prevedi di non riuscire a pagare la rata, non aspettare la scadenza. Contatta tempestivamente il tuo CAF di fiducia per valutare le alternative: dalla pianificazione dei pagamenti, alla verifica dell adesione alla rottamazione quinquies (se applicabile), fino alla rateazione ordinaria post-decadenza. Più ci si muove in anticipo, più ampie sono le possibilità di trovare una soluzione sostenibile.Conclusione: il supporto del CAF Centro Fiscale di UdineLa rata della rottamazione quater in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta un appuntamento importante per migliaia di contribuenti che hanno aderito alla pace fiscale 2023. Grazie ai 5 giorni di tolleranza previsti dalla normativa, il termine effettivo per pagare senza decadere si sposta al 5 giugno 2026, offrendo uno spazio di flessibilità utile a chi avesse necessità di organizzare la liquidità.Ricordiamo però che la tolleranza non è una proroga: la scadenza ordinaria resta il 31 maggio e l ideale è pianificare il pagamento con largo anticipo, riservando la tolleranza solo a situazioni di reale necessità. Una rata pagata in ritardo oltre i 5 giorni comporta la decadenza definitiva dal beneficio e la perdita dello sconto su sanzioni e interessi di mora.Il CAF Centro Fiscale di Udine è al fianco dei contribuenti per la gestione completa della rottamazione quater: dalla verifica del piano di pagamento alla predisposizione dei modelli F24, dall attivazione della domiciliazione bancaria fino alla consulenza sulle alternative in caso di difficoltà. La nostra esperienza pluriennale e la conoscenza approfondita del territorio friulano ci permettono di seguire ogni cliente con la massima professionalità.Hai dubbi sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026? Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine in viale Giuseppe Tullio 13, scala B, chiamaci al numero 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Ti aiuteremo a verificare la tua posizione, calcolare correttamente l importo dovuto e individuare la modalità di pagamento più adatta alle tue esigenze.Maggio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 14:10:272026-05-31 17:43:07Rottamazione quater, rata in scadenza il 31 maggio: pagamento posticipato a giugno
NOTIZIERottamazione quater: per la Cassazione basta la prima rata per perfezionare la sanatoriaUna nuova pronuncia della Corte di Cassazione riapre il dibattito sulla rottamazione quater, la “definizione agevolata” prevista dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022). Secondo i giudici di legittimità, per perfezionare la sanatoria e mettere al riparo il contribuente dalla riscossione coattiva è sufficiente il pagamento della prima rata entro la scadenza prevista. Una lettura che potrebbe avere ricadute concrete su migliaia di contribuenti decaduti dal beneficio per il mancato pagamento delle rate successive.In questa guida ti spieghiamo, in modo semplice e con esempi pratici, cosa ha stabilito la Cassazione, cosa cambia per chi è in difficoltà con le rate, quali sono i riferimenti normativi (art. 1 commi 231-252 della Legge 197/2022 e successive modifiche tramite il DL 145/2023 convertito nella L. 191/2023) e quali strade restano aperte oggi, nel 2026, tra riammissione e nuova rottamazione quinquies.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa ha detto la Cassazione: il principio della “prima rata”Rottamazione quater: cos’è e come funzionaPerfezionamento vs decadenza: la distinzione chiaveEffetti pratici per i contribuentiRiferimenti normativi: L. 197/2022 e DL 145/2023Cosa rischia chi decade dalle rate successiveLa riammissione introdotta dal DL 202/2024Rottamazione quinquies 2026: la nuova definizione agevolataEsempi pratici e simulazioniTabella di confronto tra le rottamazioniCosa fare oggi se sei decadutoIl supporto del CAF Centro Fiscale di UdineDomande frequenti (FAQ)Cosa ha detto la Cassazione: il principio della “prima rata”La Corte di Cassazione, con una recente pronuncia in materia di definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione, ha chiarito un punto delicato che da tempo divide contribuenti e Agenzia delle Entrate-Riscossione: cosa succede se il contribuente paga la prima rata della rottamazione e poi salta una rata successiva?Secondo i giudici di legittimità, occorre distinguere due momenti diversi: il perfezionamento della definizione agevolata e la successiva decadenza dal piano di pagamento rateale. Il pagamento della prima rata (o dell’unica rata, in caso di pagamento in soluzione unica) entro la scadenza prevista perfeziona la sanatoria, producendo effetti immediati: in particolare, blocca le procedure esecutive in corso e impedisce all’agente della riscossione di avviare nuove azioni cautelari (fermi amministrativi, ipoteche, pignoramenti) basate sui carichi rottamati.Se poi il contribuente non paga le rate successive, scatta la decadenza dal beneficio: il debito residuo torna esigibile per intero, con sanzioni e interessi di mora. Ma — ed è qui il punto innovativo — gli effetti del perfezionamento già prodotti non vengono cancellati retroattivamente. In particolare, le somme già versate restano acquisite definitivamente dall’Erario a titolo di acconto sul debito originario. Rottamazione quater: cos’è e come funzionaLa rottamazione quater è la quarta edizione della definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia). È stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge 29 dicembre 2022, n. 197), articolo 1, commi da 231 a 252.In parole semplici, si tratta di una sanatoria che permette al contribuente di chiudere i debiti con il fisco pagando solo l’imposta, senza sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione. Le uniche somme dovute, oltre al capitale, sono:le spese per le procedure esecutive eventualmente sostenute;i diritti di notifica;per le multe stradali e altre sanzioni amministrative non tributarie: rimangono dovuti il capitale (la sanzione) e gli interessi, ma vengono cancellate le maggiorazioni e gli interessi di mora.Quali carichi sono “rottamabili”La rottamazione quater riguarda i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. Il termine originario per presentare domanda era fissato al 30 aprile 2023, poi prorogato al 30 giugno 2023.Modalità di pagamentoIl contribuente che ha aderito ha potuto scegliere tra:Pagamento in soluzione unica: scadenza originaria 31 ottobre 2023, poi prorogata.Pagamento rateale: fino a 18 rate in 5 anni. Le prime due rate (di importo pari al 10% del totale ciascuna) scadevano il 31 ottobre 2023 e il 30 novembre 2023; le successive 16 rate, di pari importo, con scadenza il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno fino al 2027.Sulle rate successive alla prima si applicano interessi al tasso del 2% annuo, a decorrere dal 1° novembre 2023. Perfezionamento vs decadenza: la distinzione chiaveLa differenza tra perfezionamento e decadenza è il cuore della pronuncia della Cassazione. Vediamola nel dettaglio.Perfezionamento della sanatoriaIl perfezionamento è il momento in cui la definizione agevolata diventa “efficace”: il contribuente ha aderito (presentando la domanda entro i termini) e ha versato la prima rata (o l’unica rata, se ha scelto la soluzione unica) entro la scadenza. Da quel momento:le procedure esecutive in corso restano sospese e non possono proseguire;l’Agente della riscossione non può iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche sui carichi rottamati;il contribuente risulta in regola ai fini del rilascio del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva, se applicabile);il contribuente può ottenere il certificato dei carichi pendenti “pulito” per le posizioni in rottamazione.Decadenza dal beneficio ratealeLa decadenza è invece la perdita del beneficio della rateazione e si verifica quando il contribuente, dopo aver perfezionato, salta il pagamento di una o più rate (o paga in ritardo oltre i 5 giorni di tolleranza). Le conseguenze sono:il debito residuo torna esigibile per intero;vengono ripristinati sanzioni, interessi di mora e aggio sulle somme non ancora versate;l’Agente della riscossione può riprendere o avviare le procedure esecutive;le somme già versate restano acquisite a titolo di acconto sul debito originario.Il principio espresso dalla Cassazione è che il perfezionamento non viene “annullato” dalla decadenza successiva: gli effetti della rottamazione si producono al momento del pagamento della prima rata, anche se poi il contribuente non riesce a portare a termine il piano. Questo principio ha rilevanza soprattutto per le procedure esecutive eventualmente avviate o aggravate dopo il perfezionamento e prima della decadenza, che possono essere considerate illegittime. Effetti pratici per i contribuentiLa pronuncia della Cassazione ha effetti molto concreti. Vediamo i principali.1. Tutela dalle azioni esecutive nel periodo “intermedio”Se hai pagato la prima rata e poi sei decaduto, il periodo che va dal versamento della prima rata fino alla decadenza è coperto dagli effetti del perfezionamento. Quindi se l’Agente della riscossione ha avviato un’azione esecutiva (ad esempio un pignoramento) in quel periodo, puoi contestarla davanti al giudice tributario o ordinario, perché in quel momento la rottamazione era pienamente efficace.2. Acquisizione definitiva delle somme versateLe rate già pagate non vanno perdute: vengono imputate a riduzione del debito complessivo. In pratica, se hai versato 1.000 euro su un debito di 5.000 e poi sei decaduto, il debito residuo non sarà più 5.000 ma 4.000 (al netto del ripristino di sanzioni e interessi sulla parte non pagata).3. Possibilità di accedere a soluzioni alternativeAnche dopo la decadenza, restano aperte alcune strade:la rateazione ordinaria con l’Agente della riscossione (fino a 120 rate in casi di grave difficoltà economica);l’eventuale riammissione alla rottamazione quater per chi ne ha avuto diritto (vedi paragrafo dedicato);l’adesione alla nuova rottamazione quinquies, prevista dalla normativa più recente. Riferimenti normativi: L. 197/2022 e DL 145/2023Il quadro normativo della rottamazione quater è articolato. Ecco i principali riferimenti.Legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023)L’articolo 1, commi 231-252, della Legge 29 dicembre 2022, n. 197 ha istituito la “definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022”. I commi rilevanti sono:Comma 231: definisce l’ambito applicativo e i carichi rottamabili;Comma 232: disciplina cosa si paga (capitale, spese, diritti di notifica) e cosa è abbuonato (sanzioni, interessi di mora, aggio);Comma 233: stabilisce le modalità di pagamento (unica soluzione o rateale fino a 18 rate);Comma 234: disciplina la sospensione delle procedure esecutive a seguito del perfezionamento;Comma 244: stabilisce la decadenza in caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento, anche di una sola rata, oltre cinque giorni dalla scadenza.DL 145/2023 (Decreto Anticipi)Il Decreto-Legge 18 ottobre 2023, n. 145, convertito con modificazioni nella Legge 15 dicembre 2023, n. 191, ha introdotto importanti correttivi:ha differito i termini di pagamento delle prime rate al 18 dicembre 2023 (cumulando le prime due rate inizialmente previste per il 31 ottobre e il 30 novembre 2023);ha previsto specifiche regole per i contribuenti dei territori colpiti dall’alluvione del maggio 2023 in Emilia-Romagna, Marche e Toscana.DL 202/2024 (Milleproroghe)Il Decreto-Legge 27 dicembre 2024, n. 202 (Milleproroghe), convertito nella Legge 21 febbraio 2025, n. 15, ha introdotto la riammissione alla rottamazione quater per i contribuenti decaduti al 31 dicembre 2024, riaprendo i termini fino al 30 aprile 2025 (per dettagli vedi paragrafo dedicato). Cosa rischia chi decade dalle rate successiveLa decadenza dalla rottamazione comporta conseguenze rilevanti. Il comma 244 della L. 197/2022 prevede espressamente che, in caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento — oltre la tolleranza di 5 giorni rispetto alla scadenza della rata — la definizione agevolata diventa inefficace e:il debito residuo torna ad essere costituito dalle somme originarie (capitale, sanzioni, interessi di mora, aggio), al netto di quanto già versato;l’Agente della riscossione può riprendere o avviare tutte le azioni cautelari ed esecutive (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche);non è più possibile ottenere una nuova rateazione sui carichi decaduti se non a determinate condizioni;il contribuente non può presentare una nuova domanda di rottamazione per gli stessi carichi (se non in caso di riapertura dei termini per legge).Tuttavia, come ha chiarito la Cassazione, la decadenza ha effetti ex nunc (cioè “da ora in poi”), non ex tunc (“da allora”, quindi retroattivamente): gli effetti del perfezionamento prodotti prima della decadenza restano efficaci.La riammissione introdotta dal DL 202/2024Il legislatore, consapevole delle difficoltà incontrate da molti contribuenti, ha previsto una riammissione alla rottamazione quater. Il DL 202/2024 (art. 3-bis, introdotto in sede di conversione) ha consentito ai contribuenti decaduti entro il 31 dicembre 2024 di rientrare nella definizione agevolata, presentando una nuova istanza entro il 30 aprile 2025 tramite l’area riservata o l’area pubblica del sito di Agenzia Entrate-Riscossione.Modalità di pagamento per i riammessiI contribuenti riammessi hanno potuto scegliere tra:Pagamento in soluzione unica entro il 31 luglio 2025;Pagamento rateale in massimo 10 rate di pari importo, con scadenze a luglio 2025, novembre 2025, febbraio 2026, maggio 2026, luglio 2026, novembre 2026, febbraio 2027, maggio 2027, luglio 2027 e novembre 2027.Anche per i riammessi vale il tasso di interesse del 2% annuo sulle rate successive alla prima, decorrente dal 1° novembre 2023.Chi non è stato riammessoNon hanno potuto accedere alla riammissione i contribuenti decaduti dopo il 31 dicembre 2024. Per loro, le strade aperte sono la rateazione ordinaria o l’eventuale adesione alla rottamazione quinquies. Rottamazione quinquies 2026: la nuova definizione agevolataNel 2026 si parla con sempre maggiore insistenza di una rottamazione quinquies, la quinta edizione della definizione agevolata. Le ipotesi sul tavolo prevedono:ambito esteso ai carichi affidati all’Agente della riscossione in un periodo da definire (presumibilmente dal 1° gennaio 2000 fino a una data più recente rispetto al 30 giugno 2022 della quater);abbuono di sanzioni, interessi di mora e aggio, secondo lo schema collaudato delle precedenti rottamazioni;piano di rateazione esteso (ipotesi di fino a 120 rate mensili per le situazioni più complesse);regole più flessibili sulla decadenza (con possibile reintegrazione automatica in caso di pagamento entro tempi più ampi).Al momento in cui scriviamo, i dettagli operativi sono in via di definizione. Per restare aggiornato sulle novità ti consigliamo di iscriverti alla nostra newsletter o di contattare il CAF Centro Fiscale di Udine, che monitora costantemente l’evoluzione normativa.Esempi pratici e simulazioniVediamo alcuni esempi pratici per capire concretamente cosa cambia con il principio espresso dalla Cassazione.Esempio 1: Mario, decaduto dopo la prima rataMario ha aderito alla rottamazione quater per un debito complessivo di 10.000 euro (importo originario con sanzioni e interessi: 14.000 euro). Ha pagato la prima rata di 1.000 euro il 18 dicembre 2023, ma poi non è riuscito a pagare le rate successive ed è decaduto.Conseguenze:il debito residuo torna a essere quello originario (14.000 euro), ma Mario può detrarre i 1.000 euro già versati: debito netto residuo 13.000 euro;l’Agente della riscossione può riprendere le procedure esecutive sui 13.000 euro;ma Mario era protetto dal perfezionamento dal 18 dicembre 2023 fino alla decadenza: se in quel periodo è stato iscritto un fermo amministrativo o un’ipoteca, Mario può contestarlo;Mario può valutare la riammissione (se decaduto entro il 31 dicembre 2024) o attendere la rottamazione quinquies.Esempio 2: Lucia, pagamento in unica soluzioneLucia ha un debito di 5.000 euro (originario 7.500 con sanzioni e interessi). Ha scelto il pagamento in unica soluzione e ha versato i 5.000 euro entro il 18 dicembre 2023.Conseguenze:la rottamazione si è perfezionata definitivamente;il debito è chiuso, non c’è alcun rischio di decadenza;Lucia ha risparmiato 2.500 euro tra sanzioni e interessi.Esempio 3: Giuseppe, riammesso nel 2025Giuseppe è decaduto dalla rottamazione quater a fine 2024 per non aver pagato due rate consecutive. Ha presentato istanza di riammissione il 15 marzo 2025 ed è stato riammesso per il debito residuo di 8.000 euro (al netto delle rate già pagate).Conseguenze:Giuseppe paga in 10 rate di 800 euro ciascuna, con scadenze tra luglio 2025 e novembre 2027;sulla seconda e successive rate paga il 2% di interessi annui;se rispetta il piano, chiude definitivamente il debito senza ulteriori sanzioni.Tabella di confronto tra le rottamazioniPer orientarti tra le varie definizioni agevolate che si sono susseguite, ecco una tabella riepilogativa.EdizioneNormaCarichi inclusiCosa si pagaNumero rateRottamazione (prima)DL 193/20162000-2016Capitale + spese, no sanzioni e interessi5Rottamazione bisDL 148/20172000-2017Capitale + spese5Rottamazione terDL 119/20182000-2017Capitale + spese18Rottamazione quaterL. 197/2022 (commi 231-252)2000-2022 (30 giugno)Capitale + spese, no sanzioni, interessi e aggio18 (in 5 anni)Riammissione quaterDL 202/2024 art. 3-bisDecaduti entro 31/12/2024Debito residuo, sempre senza sanzioni e interessi10 (in circa 2,5 anni)Rottamazione quinquiesIn via di definizioneDa definireProbabilmente capitale + speseIpotesi fino a 120 mensili Cosa fare oggi se sei decadutoSe hai aderito alla rottamazione quater e poi sei decaduto per il mancato pagamento di una o più rate, ecco i passi concreti che puoi fare oggi, alla luce della pronuncia della Cassazione e delle norme vigenti nel 2026.1. Richiedi un estratto di ruolo aggiornatoAccedi all’area riservata di Agenzia Entrate-Riscossione (con SPID, CIE o CNS) e scarica l’estratto di ruolo aggiornato. Verifica:quali carichi sono ancora attivi a tuo nome;l’importo residuo dopo le rate già versate;se ci sono procedure esecutive in corso (pignoramenti, fermi, ipoteche).2. Verifica se sei stato riammessoSe hai presentato domanda di riammissione entro il 30 aprile 2025, controlla nell’area riservata di Agenzia Entrate-Riscossione la comunicazione di accoglimento e il nuovo piano di pagamento.3. Valuta la rateazione ordinariaSe non sei stato riammesso, puoi richiedere una rateazione ordinaria al di fuori della rottamazione (con sanzioni e interessi pieni). Le rateazioni possono arrivare fino a 120 rate mensili per i debiti più ingenti o in caso di comprovata difficoltà economica documentata dall’ISEE.4. Controlla le azioni esecutiveAlla luce del principio della Cassazione, se hai subito una procedura esecutiva (fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento) nel periodo tra il perfezionamento e la decadenza, puoi valutare con un professionista la possibilità di contestarla in giudizio.5. Monitora la rottamazione quinquiesSe la rottamazione quinquies verrà effettivamente approvata, potrai aderire e includere anche i carichi sui quali sei decaduto dalla quater (sempre nei limiti previsti dalla nuova norma). Il supporto del CAF Centro Fiscale di UdineDistricarsi tra rottamazioni, decadenze, riammissioni ed estratti di ruolo può essere complicato. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:verifica della tua posizione presso Agenzia Entrate-Riscossione;lettura e interpretazione dell’estratto di ruolo;valutazione della convenienza tra rottamazione, riammissione e rateazione ordinaria;presentazione delle domande di rateazione e definizione agevolata;assistenza nei rapporti con l’Agente della riscossione per la gestione delle procedure esecutive;monitoraggio del rispetto dei piani di pagamento per evitare nuove decadenze.I nostri consulenti ti aiuteranno a scegliere la soluzione più adatta alla tua situazione personale, valutando attentamente i pro e i contro di ogni strada disponibile. Contattaci per prenotare un appuntamento: la prima consulenza è il primo passo per riprendere il controllo della tua situazione fiscale.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ)Cosa significa “perfezionare” la rottamazione quater?Perfezionare significa rendere efficace la definizione agevolata: serve aver presentato la domanda entro il termine (originariamente 30 giugno 2023) e aver pagato la prima rata (o l’unica rata, in caso di pagamento in soluzione unica) entro la scadenza, beneficiando dei 5 giorni di tolleranza. Da quel momento si bloccano le procedure esecutive e l’Agente della riscossione non può iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche sui carichi rottamati.Se pago solo la prima rata e poi salto le altre, perdo tutto?No. Secondo il principio della Cassazione, gli effetti del perfezionamento prodotti dal pagamento della prima rata restano efficaci fino alla decadenza. Le somme versate sono acquisite definitivamente dall’Erario e vengono detratte dal debito residuo, che torna alla cifra originaria (con sanzioni e interessi) al netto di quanto già pagato.Posso ancora aderire alla riammissione alla rottamazione quater?No. La riammissione introdotta dal DL 202/2024 (Milleproroghe) era riservata ai contribuenti decaduti entro il 31 dicembre 2024 e la finestra per presentare istanza si è chiusa il 30 aprile 2025. Chi è decaduto successivamente o non ha presentato istanza in tempo non può più rientrare nella quater.Quanto tempo ho di tolleranza per pagare una rata?Il comma 244 della L. 197/2022 prevede una tolleranza di 5 giorni rispetto alla scadenza della rata. Oltre questo termine, scatta automaticamente la decadenza dalla rottamazione.Le procedure esecutive avviate dopo la decadenza sono legittime?Sì. Dopo la decadenza, l’Agente della riscossione recupera pienamente i propri poteri di azione esecutiva sui carichi sui quali era stata aperta la rottamazione. Le procedure avviate nel periodo successivo alla decadenza sono pienamente legittime. La pronuncia della Cassazione riguarda invece le procedure avviate nel periodo tra il perfezionamento e la decadenza, che possono essere contestate.Cosa rischio se ignoro le cartelle dopo la decadenza?Rischi tutte le azioni cautelari ed esecutive previste dalla legge: pignoramento dello stipendio o della pensione (fino a un quinto), pignoramento del conto corrente, iscrizione di ipoteca sugli immobili (per debiti superiori a 20.000 euro), fermo amministrativo di veicoli a motore (notificato con preavviso di 30 giorni, scaduto il quale il fermo viene iscritto al PRA). Il consiglio è di rivolgersi subito a un CAF per valutare le alternative.Quando arriverà la rottamazione quinquies?Al momento (maggio 2026) la rottamazione quinquies è in fase di definizione politica e tecnica. I dettagli operativi — periodo dei carichi inclusi, modalità di pagamento, numero di rate — saranno chiariti con la pubblicazione del provvedimento normativo. Ti invitiamo a iscriverti alla nostra newsletter o a contattare il CAF Centro Fiscale per essere aggiornato in tempo reale.ConclusioniLa pronuncia della Cassazione sulla rottamazione quater rappresenta un’importante chiarificazione a favore dei contribuenti: il pagamento della prima rata perfeziona la sanatoria e produce effetti immediati di tutela, anche se poi il piano non viene completato. Si tratta di un principio coerente con la ratio della definizione agevolata, che vuole favorire il rientro del contribuente nella legalità fiscale e non punire chi prova a mettersi in regola.Se sei un contribuente decaduto dalla rottamazione quater, oggi hai diverse opzioni: dalla rateazione ordinaria (fino a 120 rate per i casi più gravi) all’attesa della rottamazione quinquies, passando per l’eventuale contestazione di procedure esecutive avviate quando la rottamazione era ancora efficace. La scelta migliore dipende dalla tua situazione personale, dall’entità del debito e dalle tue capacità di pagamento.Per una valutazione personalizzata, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri consulenti analizzeranno la tua posizione e ti indicheranno la strada più conveniente. Prenota un appuntamento oggi stesso e riprendi il controllo della tua situazione fiscale.Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 21:55:042026-05-31 17:46:12Rottamazione quater: per la Cassazione basta la prima rata per perfezionare la sanatoria
ESTRATTO CONTRIBUTIVODilazioni INPS fino a 60 mesi: le nuove regole per chi ha debiti contributiviSe hai accumulato debiti contributivi verso l’INPS, sappi che esistono soluzioni concrete per ripianare la situazione senza dover pagare tutto in un’unica soluzione. Le dilazioni INPS fino a 60 mesi rappresentano oggi uno degli strumenti più utilizzati da artigiani, commercianti, professionisti iscritti alla Gestione Separata e datori di lavoro per regolarizzare la propria posizione previdenziale senza compromettere la continuità dell’attività. Con la Riforma della Riscossione 2024-2026 (D.Lgs. 110/2024) il quadro normativo è cambiato in maniera significativa, ampliando le possibilità di rateazione anche per i carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione. In questa guida ti spieghiamo chi può ottenere la dilazione, quali sono i nuovi limiti di rate, come calcolare gli interessi e quali documenti servono per presentare la domanda nel 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa sono le dilazioni INPS e a chi si rivolgonoI due binari della dilazione: fase amministrativa e ruoloDilazione amministrativa INPS fino a 60 mesi: regole 2026Dilazione cartelle esattoriali INPS: la riforma D.Lgs. 110/2024Requisiti soggettivi: chi può accedere alla rateazioneCalcolo degli interessi di dilazione e importo della rataCome presentare la domanda di dilazioneDecadenza dalla rateazione: cosa succede se salti una rataEsempi pratici di calcolo della rataConsigli pratici e ruolo del CAFDomande frequentiCosa sono le dilazioni INPS e a chi si rivolgonoLa dilazione INPS è uno strumento che consente al contribuente moroso di pagare in più rate mensili i contributi previdenziali e assistenziali non versati alle scadenze ordinarie. In parole semplici: anziché saldare tutto il debito in un’unica soluzione, l’INPS (o l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, se il debito è già stato iscritto a ruolo) ti concede di spalmare l’importo su un piano di rateizzazione che può arrivare fino a 60 rate mensili in fase amministrativa e fino a 120 rate mensili per i carichi affidati alla riscossione coattiva.Lo strumento è pensato per chi attraversa una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria e non riesce a far fronte all’intero importo dovuto in un’unica soluzione. Possono richiedere la dilazione:Artigiani e commercianti iscritti alla Gestione IVS che non hanno versato la “fissa” o gli acconti/saldi sul reddito eccedente il minimaleProfessionisti iscritti alla Gestione Separata INPS con contributi a percentuale non versatiDatori di lavoro (imprese, studi professionali, condomini) che non hanno pagato i contributi UniEmens per i propri dipendentiCommittenti che non hanno versato i contributi sui compensi a collaboratoriDatori di lavoro domestico con omissioni contributive su colf e badantiLavoratori autonomi agricoli (coltivatori diretti, IAP) con debiti sulla Gestione speciale CD-CMLa dilazione, oltre a evitare l’aggravarsi delle sanzioni civili, è una condizione essenziale per ottenere il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva): senza DURC regolare, un’impresa non può partecipare ad appalti pubblici, ricevere pagamenti dalla Pubblica Amministrazione, accedere a bonus edilizi o utilizzare crediti d’imposta in compensazione. I due binari della dilazione: fase amministrativa e ruoloPer capire quale tipo di dilazione richiedere, è fondamentale sapere in quale fase si trova il tuo debito contributivo. La distinzione è cruciale perché cambiano l’ente competente, i limiti massimi di rate e gli interessi applicati.Fase amministrativa (debito gestito dall’INPS)Il debito contributivo è “in fase amministrativa” finché l’INPS non lo ha ancora iscritto a ruolo e affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. In questa fase la gestione spetta direttamente alla sede INPS competente per territorio e la dilazione è disciplinata dalla Circolare INPS n. 108 del 12 luglio 2013 e successivi aggiornamenti.In sintesi: in fase amministrativa puoi chiedere fino a 24 rate mensili direttamente al Direttore della sede INPS, oppure fino a 60 rate mensili con autorizzazione del Direttore Regionale o del Comitato Amministratore della gestione di riferimento nei casi più complessi.Fase di riscossione coattiva (debito iscritto a ruolo)Quando l’INPS, decorsi i termini di pagamento, iscrive il debito a ruolo, la gestione passa ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdE-R). Riceverai quindi una cartella esattoriale o un avviso di addebito. In questa fase si applica la disciplina dell’art. 19 del DPR 602/1973, come riformata dal D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110 (“Riforma della Riscossione”), che ha rivoluzionato i limiti di rateazione introducendo un meccanismo progressivo fino a 108 rate (su semplice richiesta) e fino a 120 rate (con documentazione). Dilazione amministrativa INPS fino a 60 mesi: regole 2026Concentriamoci ora sulla dilazione amministrativa, quella che ti permette di rateizzare il debito quando è ancora gestito direttamente dall’INPS, prima che venga iscritto a ruolo.Rateazione fino a 24 mesi (competenza ordinaria)La regola di base prevede che il Direttore della sede INPS competente possa concedere una dilazione fino a un massimo di 24 rate mensili. Questa è la modalità più diffusa e si applica alla maggior parte dei contribuenti che si trovano in difficoltà temporanea. Non è richiesta documentazione particolarmente complessa: basta dimostrare la temporanea impossibilità di pagare in unica soluzione e l’INPS valuta l’esistenza dei requisiti formali (anzianità del debito, regolarità delle ultime denunce, assenza di precedenti decadenze).Rateazione fino a 60 mesi (competenza superiore)Per dilazioni più lunghe, fino a un massimo di 60 rate mensili, la competenza si sposta a livelli superiori. In particolare:Per importi più consistenti o per situazioni complesse, decide il Direttore Regionale INPSPer importi ancora maggiori e per contribuenti in situazioni di crisi documentata, può intervenire il Comitato Amministratore della Gestione di riferimento (Artigiani, Commercianti, Gestione Separata, Lavoratori Dipendenti)Nei casi più gravi e in presenza di particolari condizioni (calamità naturali, eventi straordinari, procedure concorsuali) si può arrivare alla dilazione massimaPer ottenere una dilazione superiore a 24 mesi è necessario presentare una documentazione più articolata: bilanci aggiornati, situazione contabile, business plan di rientro, eventuali certificazioni di crisi (es. accordi di ristrutturazione, concordato preventivo, composizione negoziata della crisi).Tabella riassuntiva: chi decide e quante rateOrgano competenteNumero massimo rateTipologia di casoDirettore di Sede INPSFino a 24 rateDifficoltà ordinaria documentataDirettore Regionale INPSFino a 36 rateImporti rilevanti, crisi documentataComitato Amministratore della GestioneFino a 60 rateCrisi grave, eventi eccezionali, procedure concorsualiNota importante: i valori e le soglie possono essere aggiornati periodicamente con messaggi INPS. Per la situazione aggiornata alla tua specifica richiesta, ti consigliamo di chiedere conferma al CAF o di consultare la sede INPS competente. Dilazione cartelle esattoriali INPS: la riforma D.Lgs. 110/2024Se il tuo debito contributivo è già stato iscritto a ruolo e hai ricevuto una cartella esattoriale o un avviso di addebito INPS, devi rivolgerti ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdE-R). La novità più importante è arrivata con il D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 agosto 2024, che ha riformato in profondità il sistema della riscossione.Le nuove regole progressive 2025-2029Il legislatore ha previsto un aumento progressivo del numero massimo di rate concedibili, calibrato in base all’anno di presentazione della domanda. Le nuove regole valgono per qualsiasi tipo di debito iscritto a ruolo, comprese le cartelle INPS.Dilazione su semplice richiesta (importi fino a 120.000 euro)Per debiti complessivi fino a 120.000 euro, è sufficiente una dichiarazione di temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria, senza necessità di documentazione. I limiti progressivi sono:Anno di presentazione domandaRate massime (importi ≤ 120.000 €)2025 – 2026Fino a 84 rate mensili (7 anni)2027 – 2028Fino a 96 rate mensili (8 anni)Dal 1° gennaio 2029Fino a 108 rate mensili (9 anni)Dilazione con documentazione (situazione comprovata)Se invece documenti la tua temporanea situazione di difficoltà economico-finanziaria (anche per importi pari o inferiori a 120.000 euro), puoi accedere a piani più lunghi, fino a un massimo di 120 rate mensili (10 anni). Le rate disponibili crescono progressivamente:Anni 2025-2026: da 85 a 120 rate mensiliAnni 2027-2028: da 97 a 120 rate mensiliDal 1° gennaio 2029: da 109 a 120 rate mensiliPer importi superiori a 120.000 euro, è sempre obbligatoria la documentazione e il limite è fisso a 120 rate mensili, indipendentemente dall’anno di presentazione della domanda.Quali documenti servono per la dilazione documentataI parametri di valutazione della “temporanea situazione di obiettiva difficoltà” sono individuati con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Per imprese e persone giuridiche si guarda generalmente all’indice di liquidità e al rapporto tra debito complessivo e valore della produzione. Per le persone fisiche e le ditte individuali a contabilità semplificata si considera invece l’ISEE del nucleo familiare e il rapporto tra debito e reddito. Requisiti soggettivi: chi può accedere alla rateazioneNon basta avere un debito contributivo per ottenere automaticamente la dilazione. L’INPS verifica una serie di requisiti soggettivi prima di concedere il piano. Vediamo i principali.Regolarità delle denunce contributiveIl primo requisito è la regolarità formale delle denunce. In pratica, devi aver presentato correttamente UniEmens (per i datori di lavoro), il modello Redditi/Unico (per artigiani, commercianti e professionisti) e tutte le comunicazioni telematiche obbligatorie. Se hai omesso denunce, l’INPS può chiederti di regolarizzarle prima di concedere il piano di dilazione.Assenza di precedenti decadenzeSe in passato hai già beneficiato di una dilazione e sei decaduto (cioè non hai pagato regolarmente le rate), l’INPS può rifiutare una nuova domanda o concederla con condizioni più restrittive. La decadenza è infatti un campanello d’allarme per l’Istituto, che valuta con maggior rigore la nuova richiesta.Situazione di temporanea difficoltàBisogna dimostrare (o, per i piccoli importi, dichiarare) di trovarsi in una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria. La parola chiave è “temporanea”: la dilazione non è uno strumento per chi è in stato di insolvenza definitiva, ma per chi ha problemi di cassa contingenti e ha prospettive concrete di rientro.Limiti per crediti contributivi specificiAlcuni debiti hanno limiti specifici o esclusioni dalla dilazione amministrativa. Ad esempio, i contributi trattenuti ai dipendenti (quota a carico del lavoratore non versata) hanno regole più severe perché si tratta tecnicamente di somme che il datore di lavoro ha già incassato dal dipendente e dovrebbe versare per suo conto. In questi casi spesso è richiesto il versamento immediato di una quota prima dell’avvio della rateazione.Calcolo degli interessi di dilazione e importo della rataUna dilazione non è gratuita: oltre al capitale, devi pagare anche gli interessi di dilazione. Le regole di calcolo cambiano a seconda che ti trovi in fase amministrativa o in fase di riscossione coattiva.Interessi in fase amministrativa INPSIn fase amministrativa, gli interessi di dilazione sono pari al tasso ufficiale di riferimento BCE maggiorato di 6 punti percentuali, come previsto dall’art. 116 della Legge 388/2000. Si tratta dello stesso tasso applicato alle sanzioni civili ridotte per omissione contributiva. Il tasso può variare nel corso del piano di dilazione perché segue le decisioni della Banca Centrale Europea sui tassi.Esempio: se il tasso ufficiale BCE è al 3%, gli interessi di dilazione INPS in fase amministrativa saranno pari al 9% annuo.Interessi in fase di riscossione (AdE-R)Quando il debito è iscritto a ruolo, sulle somme rateizzate si applicano gli interessi di dilazione previsti dall’art. 21 del DPR 602/1973, attualmente fissati al 4,5% annuo. Questo tasso è generalmente più favorevole rispetto a quello applicato in fase amministrativa, ma attenzione: sui ruoli si pagano anche gli aggi e i compensi di riscossione, che incrementano l’importo finale.Formula di calcolo della rata mensilePer calcolare l’importo della rata mensile si usa la formula della rata costante (sistema francese), simile a quella dei mutui bancari: Rata = C × [i × (1+i)^n] / [(1+i)^n – 1] dove: C = capitale (debito iniziale) i = tasso di interesse mensile (tasso annuo / 12) n = numero di rateNella pratica, sia INPS sia AdE-R mettono a disposizione simulatori online nell’area riservata del proprio portale (con SPID, CIE o CNS), che calcolano automaticamente il piano di ammortamento con le rate effettive. Come presentare la domanda di dilazioneLa procedura per ottenere una dilazione è interamente telematica e cambia a seconda dell’ente competente. Vediamo i due canali.Domanda di dilazione amministrativa INPSPer presentare la domanda all’INPS in fase amministrativa devi:Accedere al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNSCercare il servizio “Rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa”Selezionare la gestione di riferimento (Artigiani, Commercianti, Gestione Separata, UniEmens, lavoratori domestici, agricoli)Indicare il numero di rate richieste (fino a 24 per la competenza ordinaria, oltre con motivazione)Allegare la documentazione richiesta in caso di piani superiori a 24 rateConfermare l’invio e attendere il provvedimento di accoglimento o diniegoIl piano viene generalmente comunicato entro pochi giorni, con indicazione delle scadenze mensili e degli importi delle rate. Il pagamento avviene con F24 precompilato o con MAV.Domanda di dilazione per cartelle esattoriali (AdE-R)Se il debito è già stato iscritto a ruolo e ti è arrivata una cartella o un avviso di addebito, devi rivolgerti ad Agenzia delle Entrate-Riscossione:Accedi all’area riservata di AdE-R (agenziaentrateriscossione.gov.it) con SPID, CIE o CNSSeleziona “Rateizza il debito” e individua le cartelle/avvisi da rateizzarePer importi fino a 120.000 euro: scegli la dilazione “semplice” (sola dichiarazione) o quella “documentata” (con prova della difficoltà)Per importi superiori a 120.000 euro: solo dilazione documentataCarica i documenti richiesti (ISEE, bilanci, indici di bilancio)Conferma la richiesta: il piano è generalmente concesso entro pochi giorniUna volta accolta la richiesta, il piano viene caricato nell’area riservata. Le rate si pagano con i bollettini PagoPA inviati da AdE-R, oppure con addebito SEPA automatico (consigliato per evitare dimenticanze).Decadenza dalla rateazione: cosa succede se salti una rataLa decadenza dalla dilazione è una delle situazioni più temute dai contribuenti, perché comporta conseguenze pesanti. Le regole sono diverse tra fase amministrativa INPS e fase di riscossione AdE-R.Decadenza in fase amministrativa INPSSi decade dalla dilazione amministrativa INPS quando si omette il pagamento di una sola rata alla scadenza prevista. La conseguenza è l’iscrizione immediata a ruolo dell’intero residuo del debito (capitale + sanzioni + interessi maturati), con perdita del beneficio della rateazione e passaggio al sistema più costoso della riscossione coattiva.Decadenza nella riscossione AdE-RCon la riforma del D.Lgs. 110/2024 sono cambiate anche le regole sulla decadenza. Per i piani concessi dall’AdE-R, la decadenza scatta in caso di mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive, durante l’intero piano. Si tratta di una soglia più tollerante rispetto al passato, pensata proprio per dare maggior flessibilità al contribuente che attraversa fasi di difficoltà.Attenzione: in caso di decadenza dalla rateizzazione AdE-R, le somme residue non possono più essere oggetto di una nuova dilazione, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge (per esempio per i debiti diversi da quelli oggetto del piano decaduto). Esempi pratici di calcolo della rataVediamo ora alcuni esempi numerici per renderti più concreto il funzionamento delle dilazioni.Esempio 1: artigiano con debito IVS in fase amministrativaSituazione: Marco, artigiano idraulico di Udine, non ha versato 4 rate fisse della Gestione Artigiani per un totale di 18.000 euro. Riceve un avviso bonario INPS prima dell’iscrizione a ruolo. Chiede una dilazione a 24 mesi al Direttore della sede INPS di Udine.Capitale: 18.000 €Rate: 24 mensiliTasso di riferimento (esempio): 9% annuo (BCE 3% + 6 punti)Rata mensile stimata: circa 822 €Totale rimborsato: circa 19.728 € (interessi di circa 1.728 €)Esempio 2: srl con cartella esattoriale INPSSituazione: Bianchi Srl, piccola impresa edile di Tavagnacco (UD), riceve nel 2026 una cartella esattoriale per 95.000 euro di contributi UniEmens non versati. Chiede ad AdE-R una dilazione “su semplice richiesta” (debito sotto 120.000 €) per il massimo consentito: 84 rate.Capitale: 95.000 €Rate: 84 mensili (7 anni)Tasso di interesse di dilazione: 4,5% annuoRata mensile stimata: circa 1.320 €Totale rimborsato: circa 110.880 €Esempio 3: professionista Gestione Separata in crisi graveSituazione: Laura, psicologa libero professionista iscritta alla Gestione Separata, ha accumulato 32.000 euro di contributi non versati negli ultimi 3 anni a causa di una grave malattia. Ottiene, con il supporto del CAF, una dilazione a 60 rate dal Comitato Amministratore della Gestione Separata.Capitale: 32.000 €Rate: 60 mensili (5 anni)Tasso di riferimento (esempio): 9% annuoRata mensile stimata: circa 664 €Totale rimborsato: circa 39.840 €Gli esempi sopra sono indicativi e basati su tassi di riferimento ipotetici. Gli importi effettivi delle rate dipendono dal tasso BCE vigente al momento della concessione e dalle modalità di calcolo applicate dall’ente competente.Consigli pratici e ruolo del CAFLe dilazioni INPS sono uno strumento utile ma vanno gestite con attenzione. Ecco i consigli che diamo ai nostri clienti del CAF Centro Fiscale di Udine.Non aspettare l’iscrizione a ruoloLa fase amministrativa INPS è quasi sempre più conveniente della riscossione coattiva, perché evita aggi, compensi di riscossione e le sanzioni piene. Se hai un avviso bonario o un avviso di addebito non ancora notificato come cartella, attivati subito per la dilazione amministrativa prima che il debito venga affidato ad AdE-R.Calibra il numero di rateChiedere il numero massimo di rate sembra sempre la scelta migliore (rata più bassa, più sostenibile), ma comporta maggiori interessi totali. Valuta con attenzione: se hai una rata di 1.000 euro a 24 mesi e una di 600 euro a 60 mesi, nel secondo caso pagherai più interessi sull’intero periodo. Il CAF può aiutarti a fare la simulazione e scegliere l’opzione migliore.Attiva l’addebito automatico SEPAUna rata saltata in fase amministrativa INPS comporta la decadenza immediata. Per evitare questo rischio, attiva l’addebito SEPA automatico sul conto corrente: in questo modo le rate vengono prelevate alle scadenze previste senza che tu debba ricordartene. Verifica però sempre che il conto abbia disponibilità sufficiente.Pianifica i flussi di cassaPrima di firmare un piano di rateazione, fai una proiezione realistica dei tuoi flussi di cassa per tutta la durata del piano. Includi anche i contributi correnti (continuano a maturare durante la dilazione!) e le imposte. Un piano sostenibile sulla carta ma troppo aggressivo nella pratica porta inevitabilmente a decadenza.Affidati al CAF per la praticaLa normativa in materia di dilazioni INPS è in continua evoluzione, soprattutto dopo la Riforma della Riscossione 2024-2026. Le competenze interne dell’INPS (Direttore di sede, Direttore Regionale, Comitato Amministratore), la documentazione da produrre per i piani lunghi, il coordinamento con AdE-R per i carichi già iscritti a ruolo richiedono esperienza specifica. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste artigiani, commercianti, professionisti e datori di lavoro di tutto il Friuli Venezia Giulia nella predisposizione delle domande di dilazione, nella scelta del piano più conveniente e nella gestione del rapporto con INPS e Agenzia delle Entrate-Riscossione.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequentiPosso chiedere la dilazione anche se non ho ancora ricevuto un avviso di addebito?Sì, è possibile presentare istanza di rateazione anche su debiti contributivi non ancora oggetto di formale richiesta di pagamento, purché siano scaduti e iscritti nella tua posizione contributiva. Anzi, agire tempestivamente è raccomandato per evitare l’aggravarsi delle sanzioni civili.Durante la dilazione devo continuare a pagare i contributi correnti?Assolutamente sì. La dilazione riguarda solo i debiti pregressi indicati nel piano. I contributi correnti (le rate fisse trimestrali per artigiani e commercianti, l’UniEmens mensile per i datori di lavoro, i contributi a percentuale per professionisti) vanno comunque versati alle ordinarie scadenze. Omettere i contributi correnti durante la dilazione genera nuovi debiti e può compromettere il DURC.La dilazione INPS mi permette di ottenere il DURC regolare?Sì. Uno dei principali vantaggi della dilazione è il mantenimento del DURC regolare a condizione che paghi regolarmente le rate del piano. Per le imprese che lavorano con la PA o che vogliono usufruire di bonus edilizi e crediti d’imposta, è un requisito essenziale.Posso estinguere anticipatamente la dilazione?Sì. In qualsiasi momento puoi versare l’intero importo residuo (capitale + interessi maturati al momento dell’estinzione) e chiudere il piano. L’estinzione anticipata ti fa risparmiare sugli interessi delle rate future.Se sono in regime forfettario posso rateizzare i contributi INPS Gestione Separata?Sì, i contributi della Gestione Separata INPS (26,07% nel 2026 per i professionisti senza altra copertura previdenziale, 24% per chi è iscritto ad altre gestioni o pensionati) possono essere rateizzati come qualsiasi altro debito contributivo. Le regole della dilazione amministrativa e di quella sui ruoli sono le stesse.Cosa succede se decado dalla rateazione?In caso di decadenza, l’intero residuo del debito (capitale, sanzioni e interessi) diventa immediatamente esigibile. In fase amministrativa, il debito viene iscritto a ruolo e affidato ad AdE-R. In fase di riscossione, partono le procedure esecutive (fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento). Inoltre, di norma non è più possibile chiedere una nuova rateazione sullo stesso debito.Posso chiedere la dilazione a 60 mesi solo se sono in grave crisi?In fase amministrativa, le dilazioni più lunghe (fino a 60 rate) sono concesse solo in casi di particolare gravità e richiedono documentazione. In fase di riscossione AdE-R, invece, già nel 2025-2026 puoi chiedere fino a 84 rate su semplice dichiarazione (per importi sotto 120.000 €) e fino a 120 rate con documentazione, senza necessità di essere in crisi grave.Conclusioni e prossimi passiLe dilazioni INPS rappresentano un’opportunità concreta per uscire da una situazione di debito contributivo senza compromettere la continuità della propria attività o della propria vita professionale. Con la Riforma della Riscossione 2024-2026 il quadro normativo è oggi più favorevole rispetto al passato, soprattutto per i debiti iscritti a ruolo, dove le rate possono arrivare fino a 84 (su semplice richiesta) o 120 (con documentazione).Tuttavia, ottenere una dilazione richiede attenzione: documentazione corretta, scelta del numero di rate adeguato ai propri flussi di cassa, gestione puntuale dei pagamenti per evitare decadenze. Affidarsi a un CAF esperto come Centro Fiscale di Udine ti permette di valutare la soluzione migliore per la tua situazione specifica, gestire al meglio la documentazione e mantenere il DURC sempre regolare.Se hai debiti contributivi INPS e vuoi capire quale dilazione ti conviene davvero, prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri consulenti analizzeranno la tua posizione contributiva, simuleranno i piani di rateazione possibili e ti accompagneranno passo dopo passo nella presentazione della domanda. Chiamaci allo 0432 1638640, scrivici su WhatsApp al 366 6018121 o scrivi a info@centrofiscale.com.Fonti normative principali: D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110 (Riforma della Riscossione); art. 19 DPR 602/1973 come modificato dal D.Lgs. 110/2024; art. 116 Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (sanzioni civili e interessi di dilazione); Circolare INPS n. 108 del 12 luglio 2013 e successive integrazioni in materia di rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa.Maggio 22, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 17:44:562026-05-31 17:46:29Dilazioni INPS fino a 60 mesi: le nuove regole per chi ha debiti contributivi
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24Rottamazione Quinquies: Proroga, Estensione a IMU, TARI e Multe – La Proposta 2026La rottamazione quinquies continua a essere al centro del dibattito fiscale italiano: dopo le scadenze del 2025 e le proroghe gia concesse, nel 2026 si torna a parlare di una possibile estensione della definizione agevolata anche ai debiti locali come IMU, TARI e multe. Una proposta che, se approvata, potrebbe coinvolgere milioni di contribuenti con cartelle esattoriali nei confronti dei Comuni. In questo articolo analizziamo nel dettaglio lo stato attuale della rottamazione quinquies, le proposte di proroga in discussione e le possibili modalita di estensione ai tributi locali.📬Resta aggiornato sulle novita fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiRottamazione quinquies: stato attuale e scadenze 2026La proposta di proroga: cosa prevedeEstensione a IMU e TARI: come funzionerebbeRottamazione delle multe: la proposta per le sanzioni comunaliIter parlamentare e tempistiche di approvazioneChi beneficerebbe dell’estensioneCalcolo del risparmio: esempi praticiDifferenze tra tributi erariali e tributi localiRischi e critiche della propostaCome prepararsi all’eventuale aperturaDomande frequentiRottamazione quinquies: stato attuale e scadenze 2026La rottamazione quinquies, introdotta nell’ambito del collegato fiscale alla Legge di Bilancio 2025, ha rappresentato l’ultima grande opportunita di definizione agevolata dei debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER). A differenza delle precedenti edizioni, questa quinta sanatoria ha permesso di estinguere i debiti fiscali presenti nelle cartelle esattoriali pagando solo le somme dovute a titolo di imposta e interessi legali, con la cancellazione integrale di sanzioni e interessi di mora.I termini originali prevedevano la presentazione della domanda entro il 30 aprile 2025, successivamente prorogata. Secondo i dati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, la rottamazione quinquies ha raccolto oltre 3 milioni di domande, per un ammontare complessivo di debiti rottamati superiore ai 50 miliardi di euro. Un risultato che testimonia l’enorme platea di contribuenti in difficolta con il fisco.Le scadenze attualmente in vigore per il pagamento delle rate della rottamazione quinquies nel 2026 riguardano i contribuenti che hanno aderito e ricevuto il piano di pagamento da ADER. Il mancato pagamento di una rata entro i termini comporta la decadenza dal beneficio e il ripristino dell’intero debito originario, comprensivo di sanzioni e interessi. La proposta di proroga: cosa prevedeNel corso del 2026, diversi gruppi parlamentari hanno avanzato proposte di modifica al regime della rottamazione quinquies, con due obiettivi principali: prorogare i termini di pagamento per i contribuenti gia aderenti e riaprire la finestra di adesione per chi non ha ancora regolarizzato la propria posizione fiscale.La proposta di proroga, discussa in sede parlamentare, prevede le seguenti misure principali:Proroga delle rate in scadenza nel 2026: slittamento di 6-12 mesi per i pagamenti gia pianificati, con l’obiettivo di alleggerire il carico sui contribuenti in difficolta finanziaria.Riapertura dell’adesione: nuova finestra per presentare le domande di definizione agevolata, rivolta ai contribuenti che non hanno aderito in tempo o che sono decaduti per mancato pagamento.Estensione dell’ambito applicativo: inclusione di tipologie di debiti attualmente escluse, in particolare i tributi locali come IMU, TARI e sanzioni amministrative (multe).Rateizzazione estesa: possibilita di suddividere il debito in un numero maggiore di rate, fino a 120 rate mensili per i debiti piu consistenti.E importante precisare che, al momento della redazione di questo articolo, si tratta ancora di proposte in fase di discussione e non di norme gia approvate. Il Parlamento sta valutando l’inserimento di queste misure nel prossimo provvedimento fiscale di urgenza o nel collegato alla Legge di Bilancio 2027. Estensione a IMU e TARI: come funzionerebbeUno degli aspetti piu innovativi della proposta riguarda l’estensione della rottamazione ai tributi locali, in particolare all’IMU (Imposta Municipale Propria) e alla TARI (Tassa sui Rifiuti). Attualmente, queste imposte comunali sono escluse dall’ambito applicativo della rottamazione quinquies, che si applica solo ai debiti iscritti a ruolo e affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.Il meccanismo proposto per l’estensione dell’IMU alla rottamazione prevede una doppia modalita di intervento:Per i debiti IMU gia iscritti a ruolo: l’inclusione automatica nell’ambito della rottamazione quinquies, con le stesse regole gia previste per i tributi erariali (cancellazione di sanzioni e interessi di mora, pagamento solo dell’imposta dovuta).Per i debiti IMU non ancora iscritti a ruolo: istituzione di una procedura speciale di sanatoria diretta con il Comune, con condizioni agevolate definite da ciascun ente locale nell’ambito di linee guida nazionali.Per quanto riguarda la TARI, la proposta e analoga: i Comuni avrebbero la facolta – non l’obbligo – di aderire al sistema di rottamazione, predisponendo proprie procedure di definizione agevolata in linea con le disposizioni statali. Questo aspetto e cruciale: non tutti i Comuni sarebbero obbligati ad applicare la rottamazione ai tributi locali, creando una potenziale disomogeneita territoriale.Secondo le stime preliminari, i debiti IMU e TARI non pagati presenti nelle cartelle esattoriali comunali ammonterebbero a oltre 20 miliardi di euro, una cifra che rende comprensibile l’interesse dei contribuenti per questa possibile estensione. Rottamazione delle multe: la proposta per le sanzioni comunaliOltre a IMU e TARI, la proposta di estensione della rottamazione quinquies include anche le sanzioni amministrative comunali, comunemente chiamate “multe”. Si tratta prevalentemente di contravvenzioni al Codice della Strada (verbali per infrazioni al CDS) e di sanzioni per violazioni a regolamenti comunali.La rottamazione delle multe avrebbe caratteristiche specifiche rispetto agli altri tributi:Pagamento solo della sanzione base: eliminazione delle maggiorazioni per tardivo pagamento (che possono raddoppiare o triplicare l’importo originario) e degli interessi maturati.Cancellazione degli interessi di mora: le sanzioni per ritardato pagamento, spesso molto elevate per le multe piu vecchie, verrebbero azzerate.Esclusione delle sanzioni penali: la rottamazione non si applicherebbe alle sanzioni derivanti da illeciti penali, ma solo a quelle di natura amministrativa.Limite temporale: la proposta prevede che siano rottamabili le sanzioni affidate alla riscossione entro una certa data, con ogni probabilita fissata al 31 dicembre 2023 per allineamento con le altre cartelle.L’introduzione della rottamazione delle multe ha suscitato un acceso dibattito. I sostenitori evidenziano che molti cittadini si trovano con cartelle esattoriali per sanzioni ormai moltiplicate da anni di interessi e maggiorazioni, rendendo di fatto impossibile il pagamento. I critici, invece, sottolineano il rischio di un effetto moral hazard: incentivare chi non paga nell’aspettativa di future sanatorie. Iter parlamentare e tempistiche di approvazioneLa proposta di proroga e di estensione della rottamazione quinquies sta seguendo un iter parlamentare complesso. Al momento, le discussioni si svolgono principalmente in sede di Commissione Finanze, sia alla Camera che al Senato, nell’ambito dei lavori preparatori per il prossimo provvedimento fiscale.I principali ostacoli all’approvazione riguardano:Copertura finanziaria: ogni proroga o estensione deve essere finanziata. Il Governo deve trovare le risorse necessarie a compensare il mancato gettito derivante dalla cancellazione di sanzioni e interessi.Consenso degli enti locali: i Comuni devono essere coinvolti nella definizione delle regole per la rottamazione dei tributi locali, e non tutti sono favorevoli a rinunciare a entrate gia accertate.Compatibilita con il PNRR: alcune misure di condono fiscale potrebbero essere in tensione con gli impegni assunti dall’Italia nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.Precedenti giurisprudenziali: la Corte Costituzionale ha gia avuto modo di pronunciarsi sulle sanatorie fiscali, ponendo dei limiti alla loro applicazione reiterata.Le tempistiche ipotizzate per l’eventuale approvazione della norma variano tra un decreto legge estivo 2026 (nel caso di urgenza dichiarata) e il collegato fiscale alla Legge di Bilancio 2027. In ogni caso, prima di procedere con qualsiasi pianificazione, e fondamentale attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Chi beneficerebbe dell’estensioneSe la proposta di estensione della rottamazione quinquies a IMU, TARI e multe venisse approvata, la platea dei potenziali beneficiari sarebbe molto ampia. Analizziamo le categorie principali:Proprietari di immobili con debiti IMUI proprietari di immobili che negli anni non hanno versato o hanno versato in misura insufficiente l’IMU sarebbero tra i principali beneficiari. Si tratta spesso di situazioni in cui il debito originario, ampliato da anni di sanzioni (30% di maggiorazione) e interessi di mora (oltre il 5% annuo), ha raggiunto importi difficilmente sostenibili. Con la rottamazione, potrebbero pagare solo il tributo originariamente dovuto, con un risparmio anche superiore al 50% del totale richiesto.Famiglie e imprese con debiti TARINumerose famiglie e piccole imprese hanno accumulato debiti TARI negli anni, in particolare nel periodo della crisi economica da Covid-19 (2020-2021) e durante la successiva crisi energetica. Anche in questo caso, le sanzioni e gli interessi hanno spesso reso il debito complessivo molto superiore all’importo originario della tassa sui rifiuti.Conducenti con vecchie sanzioni al Codice della StradaChi ha ricevuto verbali per infrazioni al Codice della Strada mai pagati e successivamente affidati alla riscossione coattiva potrebbe beneficiare dell’eliminazione delle maggiorazioni. Le sanzioni del CDS, se non pagate entro 60 giorni, vengono aumentate del 10% ogni anno, rendendo spesso il debito complessivo multiplo dell’importo originario della contravvenzione. Calcolo del risparmio: esempi praticiPer comprendere meglio il potenziale vantaggio economico dell’estensione della rottamazione quinquies, vediamo alcuni esempi pratici di calcolo del risparmio.Esempio 1: Debito IMU da 5.000 euroUn contribuente ha un debito IMU di 5.000 euro risalente al 2019, mai pagato e ora in cartella esattoriale. Ecco come si compone il totale attualmente richiesto:VoceImportoIMU originaria 20195.000 euroSanzione 30%1.500 euroInteressi legali 2019-2026 (circa 5 anni)875 euroInteressi di mora ADER350 euroSpese di notifica e procedura120 euroTotale cartella7.845 euroCon rottamazione (solo IMU + interessi legali)5.875 euroRisparmio1.970 euro (circa 25%)Esempio 2: Multa da 200 euro diventata 800 euroUn comune verbale per infrazione stradale da 200 euro del 2018, mai pagato, puo trasformarsi in una cartella esattoriale di importo notevolmente superiore:VoceImportoMulta originaria 2018200 euroMaggiorazione 100% (non pagata in 60 gg)200 euroMaggiorazioni annuali ADER (10% x anni)160 euroInteressi di mora85 euroSpese procedura65 euroTotale cartella710 euroCon rottamazione (solo sanzione base)200 euroRisparmio510 euro (circa 72%)Come si vede dagli esempi, il beneficio della rottamazione e tanto maggiore quanto piu il debito e datato, poiche sanzioni e interessi si accumulano nel tempo aumentando significativamente l’importo originario.Differenze tra tributi erariali e tributi locali nella rottamazioneE fondamentale comprendere le differenze strutturali tra la rottamazione dei tributi erariali (IRPEF, IVA, IRES, gestita da ADER) e la possibile rottamazione dei tributi locali (IMU, TARI, gestiti dai Comuni). Queste differenze influenzano le modalita di adesione e i vantaggi ottenibili.CaratteristicaTributi erariali (ADER)Tributi locali (Comuni)Ente gestoreAgenzia Entrate-RiscossioneComune o concessionario localeProcedura di adesioneUnica (modulo ADER online)Differenziata per ComuneObbligatorietaSi applica a tuttiFacolta del singolo ComuneCancellazione sanzioni100% sanzioni e interessi moraDa definire (proposta: 100%)Pagamento minimoImposta + interessi legaliSolo imposta (proposta)Rate disponibiliFino a 60 rateDa definire localmenteScadenzaUnica nazionalePotenzialmente variabileQuesta disomogeneita potenziale e uno dei principali punti critici della proposta. Se ogni Comune potesse decidere autonomamente se aderire e con quali modalita, si rischierebbe una situazione in cui i contribuenti di alcuni Comuni beneficiano della rottamazione mentre altri, nella stessa regione, no. Una situazione che potrebbe generare contenziosi e dubbi di legittimita costituzionale sul piano della parita di trattamento. Rischi e critiche della propostaLa proposta di proroga ed estensione della rottamazione quinquies non e priva di critiche e rischi. I principali punti di discussione riguardano sia l’efficienza del sistema fiscale che la giustizia distributiva.Il problema del moral hazardIl principale rischio evidenziato dai critici e quello del moral hazard: la ripetizione di sanatorie e rottamazioni (dalla “rottamazione bis” del 2018 alla quinta edizione del 2025) rischia di creare nei contribuenti la convinzione che non pagare le tasse sia conveniente, nell’attesa della prossima sanatoria. Questo fenomeno, documentato da diversi studi economici, puo erodere la cultura del pagamento spontaneo delle imposte e ridurre il gettito fiscale nel medio-lungo periodo.L’impatto sulle casse comunaliPer i Comuni, la rottamazione di IMU e TARI avrebbe un impatto significativo sulle entrate. Molti enti locali hanno gia contabilizzato una parte di questi crediti nei propri bilanci, e la loro cancellazione (anche parziale) potrebbe creare difficolta di cassa. Per questo motivo, alcune associazioni di Comuni hanno espresso perplessita sulla proposta, chiedendo meccanismi compensativi da parte dello Stato.Iniquita verso i contribuenti in regolaUn’altra critica frequente riguarda l’iniquita verso chi ha pagato regolarmente. I contribuenti che, spesso con sacrificio, hanno onorato i propri debiti fiscali si trovano in una posizione di svantaggio rispetto a chi ha evitato di pagare e ora beneficia di una sanatoria. Questo tema di equita e particolarmente sentito in relazione alle multe stradali, dove chi ha pagato puntualmente si trova ad aver pagato importi molto superiori a chi ottiene la rottamazione.Come prepararsi all’eventuale apertura della rottamazione estesaAnche se la proposta non e ancora legge, e possibile prepararsi in anticipo per essere pronti ad aderire tempestivamente nel caso in cui venisse approvata. Ecco i passi consigliati:1. Verificare i debiti IMU e TARI pregressiIl primo passo e verificare la propria posizione debitoria nei confronti del Comune. E possibile farlo:Accedendo al portale del proprio Comune nella sezione tributi localiRichiedendo un estratto conto tributario allo sportello tributi del ComuneConsultando il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (area riservata) per i debiti gia passati in cartella esattorialeVerificando le eventuali comunicazioni di iscrizione a ruolo ricevute negli anni precedenti2. Raccogliere la documentazioneE utile raccogliere tutta la documentazione relativa ai debiti: avvisi di accertamento IMU, comunicazioni TARI, verbali per infrazioni stradali e relative cartelle esattoriali. Avere tutto a portata di mano facilitera la verifica dei debiti rottamabili e il calcolo del risparmio ottenibile.3. Valutare la convenienzaNon sempre la rottamazione e la scelta migliore. In alcuni casi, potrebbe essere piu conveniente:Contestare un avviso di accertamento IMU che si ritiene infondatoRichiedere la rateizzazione ordinaria del debito (fino a 72 rate per ADER)Valutare il ravvedimento operoso per debiti ancora non iscritti a ruolo, con sanzioni ridotteVerificare se il debito e prescritto (i tributi locali si prescrivono generalmente in 5 anni)Per una valutazione accurata della propria situazione, e sempre consigliabile rivolgersi a un professionista qualificato come il CAF Centro Fiscale, che puo analizzare la posizione specifica e consigliare la soluzione piu vantaggiosa.4. Monitorare l’iter legislativoE fondamentale seguire l’evoluzione della normativa. La proposta di proroga ed estensione della rottamazione quinquies e ancora in fase di discussione, e le condizioni definitive potrebbero differire significativamente da quelle attuali. Le fonti da monitorare includono la Gazzetta Ufficiale, il sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze e il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. 📬Resta aggiornato sulle novita fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sulla rottamazione quinquies e la proposta di prorogaLa rottamazione quinquies si applica gia all’IMU?No. Attualmente la rottamazione quinquies si applica solo ai debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER), che gestisce i tributi erariali. L’IMU, la TARI e le multe comunali sono tributi locali e attualmente esclusi. La loro inclusione e oggetto di una proposta in fase di discussione parlamentare, non ancora approvata.Quando verranno comunicati i termini definitivi della proroga?Le tempistiche dipendono dall’iter parlamentare. Le ipotesi piu accreditate indicano un possibile decreto legge estivo 2026 oppure l’inserimento nella legge collegata alla Manovra 2027. Per essere aggiornati tempestivamente, e consigliabile iscriversi alla newsletter del CAF Centro Fiscale o monitorare la Gazzetta Ufficiale.Come faccio a sapere se ho debiti IMU o TARI in cartella esattoriale?Puoi verificarlo accedendo all’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER) con SPID, CIE o CNS. Troverai tutte le cartelle a tuo carico, comprese quelle per tributi locali che il Comune ha affidato alla riscossione coattiva. In alternativa, puoi rivolgerti allo sportello tributi del tuo Comune.Se ho gia aderito alla rottamazione quinquies, posso beneficiare anche dell’estensione ai tributi locali?Si, se la proposta venisse approvata, potrebbe essere prevista una procedura separata per aderire alla parte relativa ai tributi locali, anche per chi ha gia aderito alla rottamazione quinquies ordinaria. Le due procedure riguardano debiti diversi e sarebbero gestite da enti diversi (ADER vs Comuni).Conviene aspettare la rottamazione estesa o e meglio pagare adesso?Dipende dalla situazione specifica. Se hai debiti IMU, TARI o multe significativi e il risparmio atteso e consistente, puo valere la pena attendere qualche mese per capire se la proposta viene approvata. Tuttavia, nel frattempo il debito continua a maturare interessi e il rischio di azioni esecutive (pignoramenti) non scompare. Il consiglio e di consultare il CAF Centro Fiscale per valutare caso per caso.Hai Debiti Fiscali? Rivolgiti al CAF Centro FiscaleIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare la tua posizione debitoria, valutare la convenienza della rottamazione e gestire tutte le pratiche fiscali in modo corretto e tempestivo.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si Recupera Hai sostenuto spese per la ristrutturazione della tua casa nel 2025 e hai diritto alla detrazione fiscale del 50% (36% se l'immobile non è la tua abitazione principale), ma ti sei accorto di non aver inserito la prima rata nel modello 730/2026.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-13 16:00:002026-10-07 17:38:15Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si RecuperaCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 6, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-06 10:19:342026-05-31 16:51:26Rottamazione Quinquies: Proroga, Estensione a IMU, TARI e Multe – La Proposta 2026
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