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Tag Archivio per: cartelle esattoriali

NOTIZIE

Fisco, stop alla tregua: da settembre tornano cartelle e scadenze

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Con la fine di agosto si chiude la parentesi estiva che ogni anno rallenta l’attività del fisco. A partire da settembre 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione riprende a pieno ritmo la notifica di cartelle esattoriali e gli uffici tributari tornano operativi con tutte le scadenze fiscali ordinarie. Per milioni di contribuenti italiani, i prossimi mesi saranno un periodo cruciale da non sottovalutare.

Indice dei contenuti

  • Cos’è la tregua fiscale estiva
  • Da settembre riprendono le cartelle esattoriali
  • Le principali scadenze fiscali di settembre 2026
  • Cosa fare se si riceve una cartella
  • Domande frequenti

Cos’è la tregua fiscale estiva

Ogni anno, nel periodo estivo compreso tra agosto e la prima settimana di settembre, il sistema fiscale italiano osserva una sorta di sospensione informale delle attività più pressanti. Non si tratta di una vera e propria “tregua” normativa fissata per legge in modo unitario, ma di un rallentamento operativo che coinvolge sia l’Agenzia delle Entrate-Riscossione nella notifica degli atti, sia gli uffici tributari nell’elaborazione delle pratiche.

Questo periodo di relativa calma è storicamente associato alle ferie estive e alla minore produttività degli uffici pubblici. Per i contribuenti significa meno lettere dal fisco, meno notifiche di cartelle e, in genere, meno pressione immediata. Tuttavia, è una pausa temporanea: non cancella i debiti, non azzera le pendenze e non proroga automaticamente le scadenze.

Da settembre riprendono le cartelle esattoriali

Con settembre 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione riprende a piena capacità l’invio delle cartelle esattoriali, dei solleciti di pagamento e delle comunicazioni di irregolarità. I contribuenti che hanno posizioni aperte — debiti non pagati, rateizzazioni in corso, avvisi bonari inevasi — potrebbero ricevere corrispondenza dal fisco già nelle prime settimane del mese.

In particolare, tornano operative le notifiche relative a:

  • Cartelle di pagamento per tributi non versati (IRPEF, IVA, contributi INPS);
  • Avvisi di accertamento e comunicazioni di irregolarità da controlli automatizzati;
  • Solleciti per rate di piani di rateizzazione eventualmente saltate;
  • Atti di pignoramento su conti correnti o stipendi per debiti già consolidati.

Chi ha in sospeso una domanda di rateizzazione o ha presentato ricorso dovrebbe verificare lo stato della propria posizione attraverso il portale AdeR o rivolgendosi a un professionista fiscale.

Le principali scadenze fiscali di settembre 2026

Settembre è tradizionalmente uno dei mesi più impegnativi per il calendario fiscale italiano. Tra le scadenze ordinarie che tornano in primo piano nel mese:

  • 16 settembre: versamento dell’acconto IVA per i contribuenti trimestrali, saldo ritenute sui redditi di lavoro dipendente e autonomo (F24), contributi INPS artigiani e commercianti;
  • 30 settembre: termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi 730 (Modello 730 precompilato e ordinario) per l’anno d’imposta 2025. Chi non ha presentato entro luglio può ancora farlo con il modello ordinario entro questa data;
  • Ravvedimento operoso: chi ha saltato scadenze estive può regolarizzare la propria posizione con sanzioni ridotte, ma i tempi stringono.

Per i contribuenti in regime forfettario, settembre porta anche la scadenza per eventuali versamenti contributivi legati al calendario INPS Gestione Separata e alle gestioni artigiani/commercianti.

Cosa fare se si riceve una cartella

Ricevere una cartella esattoriale non è motivo di panico, ma richiede attenzione e tempestività. Ecco i passi principali da seguire:

  1. Verificare la correttezza della cartella: controllare importo, tributo di riferimento, anno e codice fiscale. Gli errori non sono rari.
  2. Rispettare i termini: dalla notifica si hanno in genere 60 giorni per pagare, chiedere la rateizzazione o presentare ricorso (se si ritiene la cartella illegittima).
  3. Valutare la rateizzazione: l’Agenzia delle Entrate-Riscossione consente di rateizzare i debiti fino a 120 rate mensili (10 anni) per importi superiori a 120.000 euro, con domanda online o tramite sportello.
  4. Verificare eventuali definizioni agevolate: prima di pagare l’intero importo, è opportuno verificare se sono in vigore misure di rottamazione o saldo e stralcio applicabili alla propria posizione.
  5. Rivolgersi a un professionista: in caso di importi rilevanti o situazioni complesse, un CAF o un commercialista può aiutare a valutare le opzioni disponibili.

Domande frequenti

La tregua fiscale estiva sospende davvero le cartelle?

Non esiste una norma che imponga una sospensione generale delle notifiche in agosto. In pratica l’attività rallenta per via delle ferie, ma non si ferma del tutto. Dal 1° settembre si torna a piena operatività.

Entro quando devo presentare il 730 se non l’ho ancora fatto?

Il termine per la presentazione del Modello 730 ordinario (tramite CAF o intermediario abilitato) è il 30 settembre 2026. Dopo questa data si può ancora presentare il Modello Redditi PF entro il 31 ottobre 2026, ma con eventuali sanzioni se si è in ritardo sul versamento.

Posso rateizzare una cartella ricevuta a settembre?

Sì. La rateizzazione è possibile entro i 60 giorni dalla notifica della cartella. Per debiti fino a 120.000 euro si può ottenere fino a 72 rate mensili senza dover dimostrare difficoltà economiche; per importi superiori si può arrivare a 120 rate documentando la situazione.

Cosa succede se non pago la cartella entro 60 giorni?

Se non si paga e non si chiede la rateizzazione entro i 60 giorni, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può avviare le procedure esecutive: pignoramento del conto corrente, dello stipendio o della pensione, e iscrizione di ipoteca o fermo amministrativo sui beni.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

Rottamazione Quinquies 2026: Calendario Rate Residue e Cosa Fare se Hai Saltato il 31 Luglio

ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

Il 31 luglio 2026 è passato, ma per la rottamazione quinquies il calendario non si ferma qui. Chi ha scelto il piano a 54 rate deve tenere sotto controllo tutte le prossime scadenze fino al 2035, mentre chi ha mancato il pagamento della prima rata (o dell’unica soluzione) si trova davanti a una domanda urgente: cosa succede adesso? In questo articolo ripercorriamo il calendario completo delle rate residue della rottamazione quinquies 2026, spieghiamo cosa fare in pratica se hai saltato la scadenza del 31 luglio e quali sono i margini concreti per rimettersi in regola prima che scatti la decadenza. Se hai dubbi sul tuo piano di pagamento, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificarlo e a capire come muoverti.

Indice dei contenuti

  • Hai saltato il 31 luglio? Ecco cosa fare subito
  • Calendario completo delle rate residue rottamazione quinquies 2026-2035
  • Decadenza dalla rottamazione quinquies: quando scatta e cosa comporta
  • Esistono margini di recupero dopo la decadenza?
  • Come recuperare i moduli e verificare il tuo piano rateale

Hai saltato il 31 luglio? Ecco cosa fare subito

Se non sei riuscito a versare la prima rata (o l’unica soluzione) della rottamazione quinquies entro il 31 luglio 2026, la prima cosa da sapere è che non tutto è perduto immediatamente. La normativa (Legge n. 199/2025) prevede una tolleranza di 5 giorni di calendario rispetto alla scadenza indicata sul bollettino, valida per il pagamento dell’unica rata o della prima rata scelta dal debitore: il pagamento resta quindi valido se effettuato entro il 5 agosto 2026. Superata anche questa finestra, però, il discorso cambia radicalmente.

Se ti trovi ancora nei 5 giorni di tolleranza, la priorità assoluta è versare l’importo dovuto il prima possibile, verificando con attenzione l’importo esatto riportato sul piano di pagamento: un versamento di importo insufficiente rispetto a quello dovuto NON mette al riparo dalla decadenza, esattamente come un pagamento omesso. Se invece i 5 giorni sono già trascorsi senza che tu abbia effettuato il versamento, la situazione richiede una verifica puntuale della tua posizione: in alcuni casi specifici possono sussistere margini di recupero (ne parliamo più avanti), ma servono verifiche caso per caso sul tuo piano. Per il dettaglio sulla scadenza originaria del 31 luglio, leggi il nostro approfondimento su Rottamazione Cartelle 2026: Scadenza 31 Luglio, Cosa Succede se Non Paghi.

Perché conviene non aspettare l’ultimo giorno utile

La tolleranza di 5 giorni è pensata come rete di sicurezza per imprevisti, non come una proroga ufficiale della scadenza. Codici bollettino sbagliati, ritardi negli accrediti bancari o codici tributo F24 compilati male possono far slittare la data di effettivo accredito oltre i termini utili, anche quando il pagamento è stato disposto per tempo. Per approfondire i codici corretti da utilizzare, consulta la nostra guida su Codici Tributo F24 2026: Guida Completa con Tabella e Risoluzioni AdE. Per questo motivo, chi si trova a ridosso della scadenza dei 5 giorni di tolleranza dovrebbe verificare con priorità assoluta che il pagamento sia stato correttamente eseguito e accreditato, non solo disposto.

Calendario completo delle rate residue rottamazione quinquies 2026-2035

Chi ha scelto il pagamento rateale della rottamazione quinquies deve gestire fino a 54 rate bimestrali distribuite su 9 anni. Conoscere in anticipo tutte le scadenze residue è essenziale per organizzare la provvista e non rischiare la decadenza su nessuna delle rate successive a quella di luglio. Ecco il calendario completo previsto dalla normativa per le rate residue del 2026 e degli anni successivi. Per approfondire il tasso di dilazione applicato dal 1° agosto, leggi Rottamazione quinquies, dal 1° agosto scattano gli interessi al 3%: pagare tutto o in 54 rate.

Le prossime scadenze 2026

Dopo la prima rata del 31 luglio 2026 (con tolleranza al 5 agosto), le rate successive dell’anno in corso sono fissate al 30 settembre 2026 e al 30 novembre 2026. Su queste rate si applicano gli interessi di dilazione al 3% annuo, che decorrono dal 1° agosto 2026 per chi prosegue con il pagamento rateale.

RataScadenza
1ª rata31 luglio 2026 (tolleranza: 5 agosto 2026)
2ª rata30 settembre 2026
3ª rata30 novembre 2026
4ª → 51ª rata31 gennaio / 31 marzo / 31 maggio / 31 luglio / 30 settembre / 30 novembre di ciascun anno dal 2027
52ª rata31 gennaio 2035
53ª rata31 marzo 2035
54ª rata31 maggio 2035 (tolleranza: 5 giugno 2035)

Le rate dal 2027 in poi

Dal 2027 in avanti, le rate residue seguono una cadenza fissa e ricorrente ogni anno, alle date del 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre, fino all’esaurimento del piano. Il calendario si conclude con la 52ª rata al 31 gennaio 2035, la 53ª rata al 31 marzo 2035 e la 54ª e ultima rata al 31 maggio 2035. Su quest’ultima rata si applica di nuovo la tolleranza di 5 giorni di calendario prevista dalla legge per l’ultima rata del piano: significa che, se il piano si chiude il 31 maggio 2035, il versamento resta considerato tempestivo se accreditato entro il 5 giugno 2035. Per tutte le rate intermedie, invece, non è prevista la stessa tolleranza (vedi la sezione dedicata più avanti).

L’importo minimo di ogni rata

Un dettaglio pratico da tenere presente: la normativa fissa un importo minimo di 100 euro per ciascuna rata del piano. Se la suddivisione del debito in 54 rate genera importi più bassi di questa soglia, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione riduce automaticamente il numero di rate nel piano, per rispettare il minimo previsto. Chi ha un piano con rate ridotte rispetto alle 54 originarie non deve quindi preoccuparsi: è una conseguenza automatica della regola sull’importo minimo, non un errore nel piano di pagamento.

Decadenza dalla rottamazione quinquies: quando scatta e cosa comporta

La decadenza dalla rottamazione quinquies è l’esito più penalizzante per chi ha aderito alla definizione agevolata, ed è bene sapere con precisione quando si verifica e quali conseguenze produce, per evitare di trovarsi impreparati. Su questo punto la legge è più articolata di quanto si pensi, perché distingue tra rate intermedie e prima/ultima rata del piano.

Le regole di decadenza: unica rata, ultima rata e rate intermedie

La rottamazione quinquies diventa inefficace, con conseguente decadenza, in tre situazioni distinte previste dalla legge:

  • Mancato, tardivo (oltre i 5 giorni di tolleranza) o insufficiente pagamento dell’unica rata scelta dal debitore, per chi ha optato per il pagamento in soluzione unica
  • Omesso o insufficiente pagamento di due rate del piano, anche non consecutive tra loro, per chi ha scelto la soluzione rateale: in questo caso la tolleranza di 5 giorni non si applica, quindi anche un solo giorno di ritardo su due rate diverse concorre a determinare la decadenza
  • Mancato, tardivo (oltre i 5 giorni) o insufficiente pagamento dell’ultima rata del piano

In sintesi: la tolleranza di 5 giorni di calendario si applica soltanto al pagamento dell’unica rata o dell’ultima rata del piano, non alle rate intermedie, per le quali anche un solo giorno di ritardo non è tollerato ma concorre, insieme a una seconda rata omessa o insufficiente, a determinare la decadenza.

Cosa succede in concreto dopo la decadenza

Una volta scattata la decadenza, gli effetti sono immediati e, salvo eventuali future modifiche normative, non reversibili per gli stessi carichi. Le somme già versate non vengono restituite, ma vengono imputate come acconto sulle somme complessivamente dovute: il conteggio finale, però, torna a comprendere per intero sanzioni e interessi di mora che la rottamazione aveva azzerato, con un debito complessivo spesso molto più alto di quello che si sarebbe pagato restando in regola.

Riprendono inoltre a decorrere i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi, con la possibilità per l’Agenzia delle Entrate-Riscossione di avviare nuove azioni esecutive (fermi amministrativi, ipoteche, pignoramenti) o di proseguire quelle già avviate prima della domanda di adesione. Infine, i carichi per cui è scattata l’inefficacia della rottamazione non sono più rateizzabili ai sensi dell’articolo 19 del DPR n. 602/1973, e non è possibile presentare una nuova domanda di rottamazione quinquies per gli stessi carichi.

Esistono margini di recupero dopo la decadenza?

Chi si trova già fuori dai termini previsti dalla legge deve sapere che la normativa attuale non prevede una riammissione automatica al piano di rottamazione quinquies per gli stessi carichi. Non è quindi possibile, a differenza di quanto disponibile in alcune situazioni per altri istituti fiscali, semplicemente pagare in ritardo oltre i termini e considerarsi comunque in regola con la rottamazione.

Le opzioni concrete per chi è decaduto

Dopo la decadenza, il debito residuo torna esigibile secondo le regole ordinarie, e i carichi non sono più rateizzabili ai sensi dell’articolo 19 del DPR n. 602/1973 come misura di rottamazione. A questo punto, l’opzione concreta più praticabile è valutare una rateizzazione ordinaria del debito con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione: uno strumento generalmente disponibile per i debiti tributari, che consente di dilazionare il pagamento nel tempo secondo le regole ordinarie di rateizzazione, comprensivo di sanzioni e interessi ripristinati. Non si tratta delle stesse condizioni di favore della rottamazione, ma può comunque permettere di evitare il pagamento in un’unica soluzione.

Perché conviene verificare subito la propria posizione

Prima di rassegnarsi alla decadenza, è fondamentale verificare con precisione la propria situazione: può darsi che il pagamento apparentemente in ritardo rientri ancora nei termini di tolleranza previsti per l’unica rata o per l’ultima rata del piano, oppure che si tratti di un disguido sul codice tributo o sull’importo che è possibile chiarire con l’ente di riscossione prima che si consolidino gli effetti della decadenza. Verificare tempestivamente il proprio piano di pagamento, capire con esattezza quali rate risultano effettivamente versate e quali no, è un passaggio che richiede attenzione e competenza tecnica, soprattutto perché le regole di decadenza cambiano a seconda che si tratti della prima, dell’ultima o di una rata intermedia. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i contribuenti proprio in questa fase delicata, verificando lo stato reale del piano rateale e individuando, quando possibile, la strada migliore per limitare i danni.

Come recuperare i moduli e verificare il tuo piano rateale

Sapere quali rate restano da pagare, con quali importi e quali scadenze, è il primo passo per non incorrere in nuovi ritardi. Il piano di pagamento personalizzato con l’elenco completo delle rate residue, degli importi aggiornati con gli interessi al 3% e delle relative scadenze è disponibile nell’area riservata di Agenzia delle Entrate-Riscossione, insieme ai moduli di pagamento precompilati necessari per i versamenti successivi. Se non hai SPID e devi recuperare i moduli, trovi la procedura dettagliata nel nostro articolo su Rottamazione quinquies: come recuperare online i moduli di pagamento senza SPID. In alternativa, il pagamento può essere effettuato tramite i canali telematici delle banche, di Poste Italiane e degli altri Prestatori di Servizi di Pagamento aderenti al circuito pagoPA, oppure con domiciliazione bancaria delle rate.

Cosa fare se hai difficoltà ad accedere ai documenti

Non tutti i contribuenti hanno dimestichezza con l’area riservata online o dispongono degli strumenti di accesso digitale necessari (SPID, CIE, credenziali dedicate). Per chi ha difficoltà a recuperare autonomamente moduli, bollettini o l’elenco aggiornato delle rate residue, la soluzione più sicura è rivolgersi a un professionista che possa occuparsene senza il rischio di errori nella compilazione o di scadenze dimenticate. Il CAF Centro Fiscale di Udine recupera per conto del contribuente la documentazione aggiornata sul piano di rottamazione quinquies e verifica scadenze e importi di ogni rata residua, permettendoti di pianificare i pagamenti senza sorprese. Se vuoi anche capire come funzionano gli esiti online e la tolleranza sui pagamenti, leggi Rottamazione-quinquies: esiti online e tolleranza pagamenti fino al 5 agosto solo per pochi.

Il 31 luglio non è l’ultima scadenza della rottamazione quinquies, ma solo la prima di una lunga serie di appuntamenti che si protrarranno fino al 2035 per chi ha scelto il piano a 54 rate. Che tu abbia rispettato la scadenza, che tu stia ancora rientrando nei 5 giorni di tolleranza, o che tu tema di essere già decaduto, la cosa più importante è verificare con precisione la tua posizione e non lasciare che i dubbi si accumulino fino alla prossima rata.

Ho pagato la rata del 31 luglio il 3 agosto: sono ancora in regola con la rottamazione quinquies?

Si. La tolleranza di 5 giorni di calendario copre i versamenti dell’unica rata o della prima rata del piano effettuati fino al 5 agosto 2026 compreso, quindi un pagamento accreditato il 3 agosto resta pienamente valido e non comporta alcuna conseguenza.

Quali sono le prossime rate della rottamazione quinquies dopo agosto 2026?

Dopo la prima rata di luglio, le prossime scadenze sono il 30 settembre 2026 e il 30 novembre 2026. Dal 2027 le rate residue seguono una cadenza fissa il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno, fino alla 54esima e ultima rata prevista per il 31 maggio 2035.

La tolleranza di 5 giorni vale per tutte le rate del piano?

No. Per legge, la tolleranza di 5 giorni si applica solo al pagamento dell’unica rata (per chi paga in soluzione unica) o dell’ultima rata del piano rateale. Per le rate intermedie non e’ prevista questa tolleranza: la decadenza scatta se si omette o si versa un importo insufficiente per due rate del piano, anche non consecutive.

Cosa succede se pago una rata della rottamazione quinquies con un importo inferiore a quello dovuto?

Dipende da quale rata e’ interessata. Se si tratta dell’unica rata o dell’ultima rata del piano, un versamento insufficiente comporta la decadenza dalla rottamazione quinquies. Se si tratta di una rata intermedia, la decadenza scatta quando l’omesso o insufficiente pagamento riguarda due rate, anche non consecutive.

Se sono decaduto dalla rottamazione quinquies posso rientrare pagando in ritardo?

No, la normativa attuale non prevede una riammissione automatica al piano per gli stessi carichi una volta scattata la decadenza. L’opzione concreta praticabile e’ valutare una rateizzazione ordinaria del debito residuo con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Dove trovo il calendario aggiornato delle mie rate residue della rottamazione quinquies?

Il piano di pagamento personalizzato, con l’elenco di tutte le rate residue e i relativi importi aggiornati, e’ disponibile nell’area riservata di Agenzia delle Entrate-Riscossione. Se hai difficolta’ ad accedervi o a interpretare i dati, il CAF Centro Fiscale di Udine puo’ recuperare la documentazione e verificare il tuo piano.


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Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare il tuo piano di rottamazione quinquies, recuperare moduli e bollettini, e valutare le opzioni disponibili se hai saltato una rata. Assistenza sia in ufficio che online, in tutta Italia.

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CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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Agosto 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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Rottamazione Cartelle 2026: Scadenza 31 Luglio, Cosa Succede se Non Paghi

ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

Per migliaia di contribuenti che hanno aderito alla rottamazione delle cartelle, il calendario 2026 segna un appuntamento da non perdere: il 31 luglio scade una nuova rata della definizione agevolata. Chi ha in piano una rata a questa data deve fare attenzione, perché il mancato pagamento comporta conseguenze pesanti e, soprattutto, irreversibili.

La rottamazione cartelle scadenza 31 luglio riguarda in particolare chi ha aderito alla cosiddetta rottamazione quater e, per alcune posizioni, alla rottamazione quinquies. Vediamo nel dettaglio cosa prevede la normativa, quali sono i margini di tolleranza concessi e cosa fare se ci si accorge di essere già in ritardo.

Indice dei contenuti

  1. Cosa scade il 31 luglio 2026
  2. Chi è coinvolto dalla scadenza
  3. Cosa succede se non paghi entro la scadenza
  4. Come mettersi in regola prima della scadenza
  5. Cosa fare se sei già decaduto dalla rottamazione

Cosa scade il 31 luglio 2026

Secondo quanto comunicato da Agenzia delle Entrate-Riscossione, la rottamazione cartelle scadenza 31 luglio riguarda una delle rate previste dal piano di pagamento consegnato ai contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater, la definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 e successivamente riaperta con la riammissione prevista dalla normativa più recente. Chi ha presentato domanda di riammissione o ha ancora rate residue del piano originario può trovare in questa data una scadenza importante.

È bene ricordare che, come per tutte le rate della definizione agevolata, la legge prevede una tolleranza di 5 giorni: significa che i pagamenti effettuati entro il 5 agosto 2026 vengono considerati comunque tempestivi, senza alcuna conseguenza sul beneficio. Superato questo termine, però, non ci sono ulteriori proroghe automatiche.

Per chi ha aderito anche alla più recente rottamazione quinquies, è importante verificare con attenzione il proprio piano di pagamento personale, perché le scadenze possono non coincidere con quelle della rottamazione quater. Il consiglio è sempre quello di controllare la Comunicazione delle somme dovute ricevuta da Agenzia delle Entrate-Riscossione, dove sono indicate le date esatte e gli importi di ogni singola rata.

Chi è coinvolto dalla scadenza

La scadenza del 31 luglio riguarda sia privati cittadini sia partite IVA che hanno cartelle esattoriali affidate alla riscossione e hanno scelto di aderire alla rottamazione per pagare il debito a rate, beneficiando dello stralcio di sanzioni e interessi di mora. Non tutti i contribuenti che hanno aderito, però, hanno necessariamente una rata in scadenza a fine luglio: dipende dal piano scelto al momento dell’adesione, che può prevedere un numero variabile di rate distribuite nell’arco di alcuni anni.

Immagina il caso di Marco, libero professionista con una cartella esattoriale legata a un accertamento fiscale: ha aderito alla rottamazione quater qualche anno fa e da allora paga puntualmente le rate semestrali. Se il suo piano prevede una rata al 31 luglio, per lui questa data rappresenta un appuntamento fisso da rispettare, esattamente come le precedenti. La rottamazione cartelle scadenza 31 luglio non è quindi una scadenza generalizzata per tutti gli aderenti, ma specifica per chi ha una rata in calendario in questo periodo.

Chi non è sicuro delle proprie scadenze dovrebbe verificare quanto prima la propria posizione, magari con l’assistenza di un professionista, per evitare di scoprire troppo tardi di avere una rata in scadenza proprio in questi giorni.

Cosa succede se non paghi entro la scadenza

Il punto più delicato riguarda proprio le conseguenze del mancato pagamento. La normativa sulla definizione agevolata prevede regole molto rigide: chi non paga la rata entro il termine, oppure paga in modo insufficiente o oltre i 5 giorni di tolleranza, decade automaticamente dal beneficio della rottamazione.

La decadenza dalla rottamazione significa che il contribuente perde definitivamente lo sconto su sanzioni e interessi di mora che aveva ottenuto aderendo alla misura agevolata. In pratica, l’intero debito residuo torna esigibile nella sua versione integrale, comprensiva di interessi e sanzioni che erano stati stralciati. Gli importi eventualmente già versati con le rate precedenti non vengono persi, ma vengono considerati come acconto sul debito complessivo, che però torna a essere calcolato secondo le regole ordinarie.

C’è un altro aspetto da tenere bene a mente: una volta decaduti dalla rottamazione cartelle, non è più possibile rateizzare lo stesso debito attraverso una nuova rottamazione. La legge, infatti, esclude la possibilità di accedere nuovamente alla definizione agevolata per le stesse cartelle già oggetto di decadenza. Dopo la decadenza, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può quindi riprendere le ordinarie attività di riscossione, comprese eventuali azioni cautelari o esecutive, per recuperare l’intero importo dovuto.

Esiste inoltre una distinzione utile da conoscere tra le due misure. Per la rottamazione quater (e per la riammissione), la decadenza scatta con il mancato o insufficiente pagamento della rata entro i termini, tenendo conto dei 5 giorni di tolleranza. Per la rottamazione quinquies, invece, Agenzia delle Entrate-Riscossione chiarisce che la definizione diventa inefficace in caso di omesso o insufficiente versamento della prima e unica rata prescelta, oppure di due rate anche non consecutive, o dell’ultima rata del piano rateale. In caso di dubbi sulla propria situazione specifica, è sempre consigliabile verificare la Comunicazione delle somme dovute ricevuta da Agenzia delle Entrate-Riscossione o rivolgersi a un professionista.

Come mettersi in regola prima della scadenza

Per evitare la decadenza, il pagamento della rata in scadenza il 31 luglio (o entro il 5 agosto grazie alla tolleranza) può essere effettuato con diverse modalità, indicate nella Comunicazione delle somme dovute ricevuta al momento dell’adesione o della riammissione alla rottamazione. Tra le modalità previste rientrano generalmente:

  • i moduli di pagamento (bollettini RAV) allegati alla comunicazione, utilizzabili presso banche, uffici postali, tabaccherie abilitate o sportelli bancomat;
  • il modello F24, quando previsto dal piano di pagamento;
  • i canali digitali dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, per chi dispone delle credenziali di accesso;
  • gli sportelli fisici, per chi preferisce un supporto diretto nella verifica dell’importo e delle scadenze residue.

Prima di procedere al pagamento, è fondamentale verificare con attenzione le rate scadute e l’importo esatto dovuto, perché un versamento insufficiente equivale, ai fini della decadenza, a un mancato pagamento. Chi ha smarrito i moduli di pagamento o non ricorda con precisione l’importo dovuto dovrebbe rivolgersi tempestivamente a un professionista per recuperare la documentazione corretta, evitando di affidarsi a calcoli approssimativi.

Chi si accorge di essere già in ritardo rispetto a rate precedenti dovrebbe muoversi subito: prima si interviene, maggiori sono le possibilità di verificare l’effettiva situazione debitoria e valutare le soluzioni disponibili, prima che scattino ulteriori conseguenze.

Cosa fare se sei già decaduto dalla rottamazione

Per chi è già decaduto dal beneficio della rottamazione cartelle a causa di rate precedenti non pagate, la strada della nuova rottamazione sullo stesso debito non è percorribile. Restano però altre soluzioni previste dall’ordinamento per gestire il debito residuo senza subire immediatamente azioni esecutive.

La principale alternativa è la rateizzazione ordinaria delle cartelle esattoriali, prevista dall’articolo 19 del DPR 602/1973. A differenza della rottamazione, questa rateizzazione non prevede sconti su sanzioni e interessi, ma consente comunque di dilazionare il pagamento del debito in un numero di rate stabilito in base all’importo dovuto e alla situazione del contribuente, evitando così azioni di recupero più drastiche come pignoramenti o fermi amministrativi.

Valutare tempestivamente questa opzione, insieme a un professionista che possa verificare l’intera posizione debitoria, è il modo migliore per riprendere il controllo della situazione dopo una decadenza, evitando che il debito continui a crescere per effetto di ulteriori interessi e more.

Per chi vuole approfondire il funzionamento della misura, sono disponibili guide dedicate su come funziona la rottamazione cartelle 2026, con domanda online e scadenze, sulle modalità di pagamento della rottamazione quinquies senza SPID, sulla gestione degli esiti online e la tolleranza dei pagamenti fino al 5 agosto e sul precedente appuntamento della rottamazione quater con la rata del 31 maggio.

Hai una rata della rottamazione cartelle in scadenza il 31 luglio e vuoi essere sicuro di non perdere il beneficio? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare la tua posizione debitoria e a organizzare il pagamento entro i termini, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per un preventivo personalizzato e un supporto rapido prima della scadenza.

Luglio 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-27 09:00:002026-08-05 07:44:48Rottamazione Cartelle 2026: Scadenza 31 Luglio, Cosa Succede se Non Paghi
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Rottamazione cartelle 2026: domanda online, scadenze e requisiti

ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

La rottamazione cartelle 2026 è uno degli strumenti più richiesti da contribuenti con debiti fiscali verso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER). Permette di pagare solo il capitale e gli interessi legali, azzerando sanzioni e aggio: un risparmio significativo rispetto all’importo originale della cartella.

In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: chi può aderire, come si presenta la domanda online sul portale ADER, le scadenze 2026, il piano di rateazione e cosa succede se non si paga. Se hai cartelle in scadenza o vuoi verificare la tua posizione, leggi con attenzione.

Cos’è la rottamazione cartelle: come funziona la definizione agevolata

La rottamazione cartelle — tecnicamente “definizione agevolata” — è una misura periodica con cui il legislatore consente ai contribuenti di estinguere i debiti iscritti a ruolo pagando importi ridotti rispetto al totale dovuto. In particolare si paga:

  • Il capitale originario del debito
  • Gli interessi legali maturati
  • Le spese di notifica della cartella

Non si pagano invece:

  • Le sanzioni amministrative (la parte più onerosa)
  • Gli interessi di mora
  • L’aggio di riscossione (le commissioni AdER)

La versione attualmente operativa è la rottamazione quater, introdotta dal DL 198/2022 (L. 14/2023) per i carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. Negli ultimi anni sono state introdotte proroghe e nuove finestre di adesione anche per le cartelle notificate successivamente.

Per le cartelle relative a periodi successivi al 2022, la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha previsto nuove misure agevolative. Si consiglia di verificare la propria posizione specifica tramite il portale ADER o rivolgendosi a un professionista.

Chi può aderire alla rottamazione 2026

Possono aderire alla definizione agevolata tutti i contribuenti — persone fisiche, ditte individuali, società, enti — con debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione:

  • Che rientrano nel periodo temporale indicato dalla norma (per la quater: carichi dal 2000 al 30/06/2022)
  • Che non hanno già definito con precedenti rottamazioni decadute (salvo riapertura specifica)
  • Anche in presenza di procedure esecutive in corso (fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento): l’adesione non le sospende automaticamente, ma il completamento del pagamento le chiude

Non è richiesta nessuna condizione reddituale o patrimoniale: chiunque abbia cartelle nel periodo agevolabile può aderire.

Cosa non è rottamabile: i debiti esclusi

Non tutti i debiti sono rottamabili. Sono esclusi:

  • Sanzioni penali e sanzioni amministrative connesse a violazioni del Codice della Strada riscosse da enti locali
  • Dazi doganali e risorse proprie dell’Unione Europea
  • Contributi INPS (questi seguono percorsi separati)
  • Debiti derivanti da recupero di aiuti di Stato
  • Crediti derivanti da condanne penali di cui all’art. 185 c.p.
  • Multe per violazioni del CDS se l’ente impositore è un Comune o ente locale (salvo adesioni specifiche dell’ente)

Domanda online: come si presenta sul portale ADER

La domanda di rottamazione si presenta esclusivamente online, tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Ecco la procedura passo dopo passo:

  1. Accedi al sito agenziaentrateriscossione.gov.it
  2. Clicca su “Definizione agevolata” nella sezione servizi online
  3. Autenticati con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
  4. Seleziona le cartelle che vuoi rottamare (puoi scegliere anche solo alcune cartelle, non obbligatoriamente tutte)
  5. Indica la modalità di pagamento: unica soluzione o in 18 rate
  6. Invia la domanda e conserva la ricevuta di invio

Entro 30 giorni dall’invio (o dalla scadenza del termine, se successiva), AdER ti invia la comunicazione di accoglimento con il piano di pagamento dettagliato (importi e scadenze delle singole rate).

Se non hai SPID o CIE, puoi presentare la domanda attraverso un intermediario abilitato (CAF, commercialista, patronato). Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio: contattaci per un preventivo personalizzato.

Piano di pagamento: rate e scadenze 2026

Chi aderisce alla rottamazione può scegliere tra:

  • Pagamento in unica soluzione: entro la prima scadenza indicata nella comunicazione AdER
  • Pagamento rateale: fino a un massimo di 18 rate in 5 anni

Sulle rate è dovuto un interesse del 2% annuo dal giorno successivo alla prima scadenza. Per la rottamazione quater le prime due rate corrispondono al 10% del debito ciascuna (scadenza luglio e novembre), mentre le restanti 16 rate vengono dilazionate in 4 anni (rate semestrali il 28 febbraio e il 31 luglio di ciascun anno).

Le scadenze esatte dipendono dalla finestra di adesione. Controlla sempre la comunicazione AdER personale che ricevi dopo la domanda: è quella che vale per il tuo caso specifico.

Decadenza: cosa succede se non paghi una rata

Il rispetto delle scadenze di pagamento è fondamentale. La legge prevede che la decadenza dalla rottamazione scatti se:

  • Non si paga la prima rata entro i termini
  • Si paga in ritardo di oltre 5 giorni rispetto alla scadenza
  • Si paga un importo inferiore a quello dovuto

In caso di decadenza, la rottamazione perde efficacia: il debito originario (con sanzioni e interessi) torna ad essere dovuto per intero, al netto di quanto già pagato. AdER riprende le azioni esecutive (pignoramento, fermo, ipoteca).

Confronto con la rateizzazione ordinaria AdER

CaratteristicaRottamazione cartelleRateizzazione ordinaria
Sanzioni e interessiAzzerati (si paga solo capitale)Dovuti per intero
Durata massima18 rate (5 anni)Fino a 120 rate (10 anni)
AccessoSolo nelle finestre legislativeSempre disponibile
Tasso interessi sulle rate2% annuoTasso BCE + spread
Sospensione procedure esecutiveSolo dopo accoglimentoDa subito (in molti casi)

La rottamazione conviene quasi sempre rispetto alla rateizzazione ordinaria quando ci sono sanzioni elevate, poiché il risparmio è immediato e certo.

Esempi pratici: quanto risparmio con la rottamazione?

Ecco tre esempi concreti per capire il risparmio ottenibile:

CasoTotale cartellaSanzioni incluseImporto rottamazioneRisparmio
IRPEF non versata10.000 euro3.000 euro7.000 euro3.000 euro (30%)
IVA e sanzioni25.000 euro10.000 euro15.000 euro10.000 euro (40%)
Contributi INPS artigiani5.000 euro1.500 euro3.500 euro1.500 euro (30%)

Nota: i dati sono indicativi. Il risparmio reale dipende dalla composizione specifica della tua cartella. Per un calcolo preciso, consulta un professionista o contattaci.

Come verificare le tue cartelle prima di aderire

Prima di presentare la domanda, conviene verificare l’elenco completo delle tue cartelle e la loro composizione. Puoi farlo:

  • Tramite il portale ADER con SPID/CIE: sezione “La mia situazione”
  • Tramite il Cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate
  • Recandoti fisicamente allo sportello AdER del tuo territorio
  • Tramite il CAF Centro Fiscale con delega: ci occupiamo noi di recuperare il tuo estratto conto debitorio

Domande frequenti (FAQ)

Posso rottamare solo alcune cartelle e non tutte?

Si. La domanda di rottamazione si presenta cartella per cartella: puoi scegliere liberamente quali includere e quali escludere dalla definizione agevolata.

La rottamazione blocca i pignoramenti in corso?

L’adesione alla rottamazione non sospende automaticamente le procedure esecutive in corso (pignoramenti, fermi, ipoteche). Tuttavia, una volta comunicato l’accoglimento da parte di AdER e rispettate le scadenze di pagamento, le procedure si estinguono progressivamente. È consigliabile segnalare l’avvenuta adesione direttamente all’ufficio competente.

Devo essere in regola con le dichiarazioni fiscali per aderire?

No. Per la rottamazione cartelle non è richiesta la regolarità fiscale corrente. Puoi aderire anche se hai dichiarazioni omesse o altre pendenze, purché le cartelle che vuoi rottamare rientrino nel periodo agevolabile.

Cosa succede alle cartelle rottamate se decado?

In caso di decadenza, tutte le cartelle incluse nella domanda tornano a essere dovute per l’importo originario (con sanzioni e interessi interi), dedotto solo quanto già versato. Non è possibile “selezionare” quali cartelle mantenere in rottamazione e quali no: la decadenza è totale.

Posso pagare con compensazione F24?

No. I pagamenti della rottamazione devono essere effettuati tramite i canali indicati da AdER (domiciliazione bancaria, F24 senza compensazione, sportelli fisici, home banking). La compensazione con crediti d’imposta non è ammessa.

Conclusione: conviene aderire alla rottamazione?

La rottamazione cartelle è quasi sempre conveniente rispetto al pagamento ordinario, soprattutto quando le sanzioni rappresentano una quota significativa del debito complessivo. Il risparmio può essere del 20-50% sull’importo totale.

Tuttavia, è indispensabile essere certi di riuscire a rispettare il piano di rate: la decadenza annulla tutti i vantaggi. Prima di aderire, fai una valutazione realistica della tua capacità di rimborso.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare le tue cartelle, calcolare il risparmio con la rottamazione e presentare la domanda in tua vece. Contattaci per un appuntamento: il servizio è disponibile anche online per tutta Italia.

Giugno 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-18 16:00:002026-06-18 16:00:00Rottamazione cartelle 2026: domanda online, scadenze e requisiti
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24, NOTIZIE

Rottamazione IMU, TARI e multe locali al via: domanda online da settembre

ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

La rottamazione dei tributi locali entra nella sua fase operativa: dal mese di settembre 2026 i contribuenti potranno presentare la domanda online per definire in modo agevolato cartelle, ingiunzioni e avvisi di accertamento relativi a IMU, TARI, addizionali comunali e multe del Codice della Strada notificate dai Comuni e dagli enti locali. Si tratta di un’opportunità storica – paragonabile alla “rottamazione quinquies” gestita dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ma applicata stavolta direttamente ai tributi comunali – che consente di pagare il solo importo dovuto a titolo di tributo, eliminando sanzioni, interessi di mora e oneri di riscossione.

In questa guida completa e aggiornata trovi tutto ciò che serve sapere per accedere alla definizione agevolata 2026: chi può presentare la domanda, quali tributi rientrano, come si presenta l’istanza online dal portale del Comune o di Agenzia delle Entrate-Riscossione, quanti soldi si possono risparmiare, quando arrivano le scadenze, come si rateizzano gli importi e cosa succede se si salta una rata. Trovi anche tabelle riassuntive, esempi numerici concreti, riferimenti normativi puntuali (Legge di Bilancio 2026, art. 3-bis D.L. n. 119/2018, regolamenti comunali) e tutti i codici tributo per il pagamento con F24.

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Cos’è la rottamazione dei tributi locali e come funziona

La rottamazione dei tributi locali – tecnicamente definita “definizione agevolata delle entrate degli enti territoriali” – è una procedura straordinaria con cui il debitore può estinguere posizioni debitorie nei confronti del proprio Comune (o Provincia/Città metropolitana) pagando il solo importo del tributo, oltre alle eventuali spese di notifica e di esecuzione, senza dover versare sanzioni, interessi di mora e somme aggiuntive a titolo di aggio.

L’impalcatura normativa di riferimento è l’art. 3-bis del D.L. 23 ottobre 2018 n. 119, convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2018 n. 136, che ha attribuito ai Comuni la facoltà – tramite delibera del Consiglio comunale – di estendere la definizione agevolata alle entrate proprie, sia tributarie sia patrimoniali. La Legge di Bilancio 2026 ha riaperto e rafforzato questa possibilità in coerenza con la “rottamazione quinquies” prevista per i carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER): l’obiettivo è ridurre la mole di crediti deteriorati degli enti locali e dare ai cittadini un’ultima opportunità di pace fiscale.

Le differenze fondamentali rispetto alla rottamazione “tradizionale” gestita da AdER sono tre:

  • Adesione facoltativa del Comune: ogni ente deve approvare il regolamento di adesione con apposita delibera, di norma entro il 31 maggio 2026 (termine ordinatorio fissato dalla legge per le entrate proprie);
  • Doppio canale di presentazione: a seconda di chi gestisce la riscossione (concessionario interno, società in house oppure AdER), la domanda si presenta sul portale del Comune oppure sul portale di Agenzia delle Entrate-Riscossione;
  • Inclusione di entrate non tributarie: la definizione può riguardare anche entrate patrimoniali quali i canoni di occupazione del suolo pubblico e – soprattutto – le multe del Codice della Strada, sebbene con regole particolari sull’abbuono.

Quali tributi locali rientrano nella definizione agevolata

Non tutte le entrate degli enti locali sono “rottamabili”: la definizione agevolata si applica alle posizioni affidate al concessionario della riscossione (o iscritte a ruolo) in un arco temporale definito dalla delibera comunale, di norma compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 (termine in linea con la rottamazione quinquies di AdER). Vediamo nel dettaglio quali sono i tributi e le entrate che possono essere oggetto di sanatoria.

IMU, TASI residua e altre imposte patrimoniali

Rientrano nella definizione gli avvisi di accertamento per IMU – Imposta Municipale Propria notificati negli anni precedenti e non ancora pagati, comprese le posizioni iscritte a ruolo. L’aliquota base legale IMU resta lo 0,76% (7,6 per mille) con possibilità di variazione comunale tra lo 0,46% e l’1,14% (art. 1 c. 738-783 L. 160/2019). La rottamazione consente di pagare il solo tributo dovuto, eliminando le sanzioni che ordinariamente vanno dal 30% (omesso versamento, art. 13 D.Lgs. 471/1997) al 100-200% (omessa o infedele dichiarazione IMU). Stesso discorso per la TASI residua (abolita nel 2020 ma con accertamenti ancora in essere per le annualità 2014-2019), per l’IMI della Provincia autonoma di Bolzano e per l’IMIS della Provincia autonoma di Trento.

TARI e tassa sui rifiuti

La TARI – Tassa sui Rifiuti (istituita dall’art. 1 c. 639-668 L. 147/2013) rappresenta una delle voci più consistenti tra i debiti locali rottamabili. Sono inclusi gli avvisi di pagamento ordinari non onorati, gli accertamenti per omessa o infedele dichiarazione, le maggiorazioni TEFA (tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni ambientali) e gli interessi maturati. Anche i tributi precedenti la TARI – ovvero TARSU, TIA1 e TIA2 – per le posizioni ancora aperte rientrano nella definizione.

Multe del Codice della Strada

Le sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada notificate dalla Polizia Municipale (o da altri organi accertatori che riversino il provento al Comune) possono essere oggetto di definizione agevolata, ma con una regola importante: per le multe stradali la rottamazione NON include la cancellazione integrale della sanzione, ma solo l’abbattimento degli interessi e delle maggiorazioni (in particolare la maggiorazione semestrale del 10% prevista dall’art. 27 L. 689/1981). Resta quindi dovuta l’intera sanzione originaria, mentre vengono cancellati gli interessi e le spese di esecuzione: il risparmio, per multe vecchie di 10-15 anni, può comunque raggiungere il 100-150% dell’importo iniziale.

Addizionale comunale IRPEF, COSAP, TOSAP e altre entrate

Sono incluse anche:

  • l’addizionale comunale IRPEF non versata (anche se l’accertamento viene di norma effettuato dall’Agenzia delle Entrate);
  • il Canone Unico Patrimoniale (CUP) introdotto dall’art. 1 c. 816-836 L. 160/2019, che ha sostituito TOSAP, COSAP, ICP, DPA e canoni pubblicitari dal 1° gennaio 2021;
  • le precedenti TOSAP/COSAP (occupazione suolo pubblico) e ICP/DPA (imposta comunale sulla pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni) ancora non riscosse;
  • i canoni di concessione di beni immobili comunali, mensa scolastica, trasporto scolastico e altre entrate patrimoniali, qualora previste dal regolamento comunale di adesione.

⚠️ Importante: non rientrano nella definizione agevolata le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato, le condanne della Corte dei Conti, le multe penali e le sanzioni pecuniarie connesse a sentenze. Restano inoltre esclusi i crediti vantati dall’INPS (anche se affidati a un concessionario locale).

Chi può presentare la domanda e a quali condizioni

La definizione agevolata può essere richiesta da qualsiasi soggetto debitore nei confronti del Comune o dell’ente locale: persone fisiche, imprese, professionisti, enti non commerciali, condomini, eredi che subentrano nelle posizioni del defunto. Non occorrono particolari requisiti reddituali né ISEE: l’unica condizione sostanziale è che il Comune del proprio Comune di residenza/ubicazione dell’immobile abbia aderito alla definizione agevolata con apposita delibera del Consiglio comunale.

Le condizioni di ammissibilità si articolano su tre piani:

  1. Tipologia del carico: deve trattarsi di un avviso/accertamento già notificato (non basta un semplice avviso bonario) e affidato al concessionario della riscossione (ruolo, ingiunzione fiscale ex R.D. 639/1910 o ruolo coattivo);
  2. Periodo di affidamento: il carico deve essere stato consegnato all’agente della riscossione entro il termine fissato dalla delibera comunale, in genere il 31 dicembre 2023;
  3. Assenza di sentenze passate in giudicato a sfavore del Comune: se è stato chiuso un contenzioso con sentenza definitiva, la posizione non è più “rottamabile” per il principio del giudicato.

Posizioni con contenzioso in corso

Se il debitore ha in corso un ricorso davanti alle Corti di Giustizia Tributaria (ex CTP e CTR), può comunque aderire alla rottamazione: l’adesione comporta l’obbligo di rinuncia al giudizio. Con il pagamento integrale delle rate, il processo si estingue per cessata materia del contendere; il Comune restituirà eventuali somme già pagate in eccedenza rispetto a quanto dovuto per la definizione. Attenzione però: se anche una sola rata viene saltata, il giudizio NON riparte e il debito originario, sanzioni e interessi compresi, torna integralmente esigibile.

Debitori già falliti, in concordato o sovraindebitati

I soggetti destinatari di procedure concorsuali (fallimento, oggi “liquidazione giudiziale” ex D.Lgs. 14/2019, concordato preventivo, liquidazione controllata) possono aderire alla definizione agevolata limitatamente ai debiti non ricompresi nella procedura. Per le situazioni di sovraindebitamento ex L. 3/2012 (oggi rifluita nel Codice della crisi), la rottamazione può integrarsi con il piano di ristrutturazione del debito, previa autorizzazione del giudice.

Come presentare la domanda online da settembre 2026

A partire dal mese di settembre 2026, secondo quanto previsto dalla normativa di attuazione e dai regolamenti comunali approvati, la domanda di adesione alla definizione agevolata si potrà presentare esclusivamente per via telematica. Il canale corretto dipende da chi gestisce la riscossione dei tributi del proprio Comune.

Domanda tramite portale di Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER)

Per i Comuni che hanno affidato la riscossione coattiva ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (la maggioranza dei Comuni medio-grandi), la domanda si presenta sul sito agenziaentrateriscossione.gov.it tramite la sezione dedicata “Definizione agevolata enti locali”. L’accesso avviene con SPID, CIE o CNS. Il sistema consente di:

  • consultare la propria posizione debitoria nei confronti del Comune;
  • selezionare quali carichi includere nella domanda (è possibile sceglierne solo alcuni, non è obbligatorio rottamare tutto);
  • scegliere se pagare in unica soluzione oppure in rate fino a un massimo di 10 in 5 anni;
  • scaricare il prospetto degli importi dovuti e i bollettini PagoPA/F24 per il pagamento.

Domanda tramite portale del Comune o del concessionario locale

Per i Comuni che gestiscono la riscossione in proprio oppure tramite società in house o concessionari privati iscritti all’albo ex art. 53 D.Lgs. 446/1997 (Municipia, Abaco, ICA, Andreani, ecc.), la domanda si presenta sul portale dedicato del Comune o del concessionario. È sempre disponibile la modulistica anche in formato PDF, da inviare via PEC all’indirizzo istituzionale dell’ente o consegnare a mano presso l’ufficio tributi.

I documenti necessari per la domanda sono:

  • Codice fiscale o partita IVA del debitore;
  • Documento di identità in corso di validità;
  • Estremi del carico (numero avviso, numero ruolo, anno di iscrizione) – facoltativo se la consultazione avviene tramite il portale telematico, che restituisce automaticamente la lista;
  • per gli eredi: dichiarazione di successione e codice fiscale del defunto;
  • per le società/enti: visura camerale aggiornata e procura del legale rappresentante.

Scadenze 2026: il calendario completo

Il calendario operativo della definizione agevolata dei tributi locali è scandito da diverse tappe, alcune delle quali variano in base alla data di approvazione del regolamento comunale di adesione. Di seguito le scadenze di riferimento per il 2026.

ScadenzaAdempimentoSoggetto
31 maggio 2026Delibera consiliare di adesione del Comune (termine ordinatorio)Comune
1° settembre 2026Apertura dei portali telematici per la presentazione delle domandeAdER / Comune
30 settembre 2026Termine ordinario di presentazione della domanda (in alcuni Comuni 30 novembre)Debitore
Entro 31 dicembre 2026Comunicazione AdER/Comune dell’importo dovuto e del piano di pagamentoEnte
28 febbraio 2027Scadenza prima rata (o pagamento in unica soluzione)Debitore
Successive scadenzeRate semestrali (31 maggio e 30 novembre di ciascun anno) fino al 2031Debitore

Attenzione: le date di apertura e chiusura del portale possono variare di qualche giorno in base alle delibere dei singoli Comuni; verifica sempre il calendario ufficiale del tuo ente di residenza prima di procedere.

Quanto si risparmia: esempi pratici e simulazioni

Il vantaggio economico della rottamazione dei tributi locali è particolarmente significativo perché – come per la rottamazione gestita da AdER – consente di tagliare integralmente le componenti accessorie del debito. Vediamo tre esempi concreti per capire l’ordine di grandezza del risparmio.

Esempio 1: avviso di accertamento IMU 2019

Tizio ha ricevuto un accertamento per omessa dichiarazione IMU 2019 su un immobile di categoria A/2:

  • IMU dovuta: 1.500 €
  • Sanzione 100% (omessa dichiarazione, art. 13 D.Lgs. 471/1997): 1.500 €
  • Interessi al tasso legale per 5 anni: circa 180 €
  • Spese di notifica: 9 €
  • Totale dovuto senza rottamazione: 3.189 €
  • Totale dovuto con rottamazione: 1.509 € (IMU + spese)
  • Risparmio: 1.680 € (52,7%)

Esempio 2: TARI non pagata anni 2020-2022

Caia ha ricevuto tre avvisi TARI per gli anni 2020-2022 mai pagati, riscossi coattivamente da AdER:

  • TARI dovuta (3 annualità): 900 €
  • Sanzione 30% per omesso versamento: 270 €
  • Interessi di mora, oneri e aggio storico (~22%): 258 €
  • Totale dovuto senza rottamazione: 1.428 €
  • Totale dovuto con rottamazione: 900 €
  • Risparmio: 528 € (37%)

Esempio 3: multa Codice della Strada del 2017

Sempronio ha una multa per eccesso di velocità del 2017 mai pagata:

  • Sanzione originaria: 173 €
  • Maggiorazione semestrale 10% per 8 anni (art. 27 L. 689/1981): +138 €
  • Aggio e interessi di mora: +60 €
  • Totale dovuto senza rottamazione: 371 €
  • Totale dovuto con rottamazione: 173 €
  • Risparmio: 198 € (53%)

💡 In sintesi: il risparmio medio per i tributi locali si colloca tra il 30% e il 55% dell’importo originario, ma aumenta sensibilmente per debiti molto vecchi a causa della crescita esponenziale degli interessi e dell’aggio.

Rateizzazione e modalità di pagamento

Una volta accolta la domanda, il debitore riceve dal Comune (o da AdER) la comunicazione dell’importo dovuto con il dettaglio delle scadenze. Le modalità di pagamento previste dalla normativa attuativa 2026 sono due:

  • Pagamento in unica soluzione entro il 28 febbraio 2027: in questo caso non si applicano interessi di dilazione;
  • Pagamento rateale: massimo 10 rate semestrali in 5 anni (2027-2031), con applicazione di un tasso di interesse pari al 2% annuo a partire dalla seconda rata; la prima rata, di importo pari almeno al 10% del totale, scade il 28 febbraio 2027.

I pagamenti si effettuano tramite F24 con i codici tributo del Comune di riferimento (gli stessi utilizzati ordinariamente per IMU – 3912, 3918, 3914, 3916 – e TARI – varia per Comune), oppure tramite bollettini PagoPA generati dal portale telematico. Per le multe del Codice della Strada e le entrate patrimoniali è generalmente prevista solo la modalità PagoPA.

Codice F24Tributo
3912IMU abitazione principale (cat. A/1, A/8, A/9) e relative pertinenze
3913IMU fabbricati rurali ad uso strumentale
3914IMU terreni agricoli
3916IMU aree fabbricabili
3918IMU altri fabbricati (categorie A diversa da abitazione principale, B, C)
3925IMU immobili categoria D – quota Stato
3930IMU immobili categoria D – quota Comune
3944TARI – Tassa sui Rifiuti

Effetti dell’adesione e conseguenze del mancato pagamento

La presentazione della domanda produce effetti immediati, anche prima della comunicazione dell’importo dovuto da parte del Comune. In particolare:

  • vengono sospese le procedure esecutive in corso (pignoramento presso terzi, fermi amministrativi, ipoteche) limitatamente ai carichi inclusi nella domanda;
  • non vengono iscritti nuovi fermi amministrativi sui veicoli per gli stessi carichi;
  • non maturano ulteriori interessi di mora e aggio dalla data di presentazione della domanda;
  • rilascio del DURC regolare (per imprese): la presentazione della domanda equivale a “posizione in regolarizzazione” e consente il rilascio del DURC.

Cosa succede se salti una rata

Il punto più delicato della rottamazione è il rigore sul rispetto delle scadenze. La normativa prevede:

  • Tolleranza di 5 giorni: il pagamento entro i 5 giorni successivi alla scadenza ufficiale (esclusi i festivi) è considerato tempestivo;
  • Decadenza automatica in caso di omesso, insufficiente o tardivo pagamento di anche solo una rata oltre il quinto giorno: il debito originario viene integralmente ripristinato (sanzioni, interessi e aggio compresi), al netto delle somme già versate, che vengono imputate al debito a titolo di acconto;
  • impossibilità di “riammissione” alla definizione dopo la decadenza (la rottamazione è “una tantum”);
  • ripresa immediata delle procedure esecutive e iscrizione di nuovi pignoramenti, fermi e ipoteche.

🚨 Attenzione: a differenza delle precedenti rottamazioni, in caso di decadenza le somme versate NON sono perdute ma vengono imputate al debito complessivo. Il rischio reale è perdere il beneficio dell’abbuono di sanzioni e interessi e tornare a pagare l’importo pieno.

Il ruolo del CAF nella rottamazione dei tributi locali

Un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) può fornire un supporto operativo decisivo nella gestione della rottamazione dei tributi locali, soprattutto per chi non ha dimestichezza con i portali telematici, con la consultazione delle banche dati o con la lettura degli avvisi di accertamento. I principali servizi offerti riguardano:

  • Estrazione della posizione debitoria sui portali AdER, dei Comuni e dei concessionari, con quantificazione preventiva del risparmio ottenibile;
  • Predisposizione della domanda di definizione agevolata, con scelta ottimale di quali carichi rottamare e in quante rate;
  • Verifica del calcolo degli importi comunicati dal Comune o da AdER e contestazione di eventuali errori (sanzioni accessorie indebitamente applicate, doppia imposizione, ecc.);
  • compilazione e invio degli F24 e dei bollettini PagoPA;
  • Tracciamento delle scadenze tramite agenda fiscale e promemoria, per evitare il rischio della decadenza;
  • assistenza per chi ha un ricorso pendente e deve valutare se rinunciare al giudizio per aderire alla rottamazione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio sia per i Comuni del Friuli-Venezia Giulia – dove, oltre alla rottamazione, è opportuno tenere conto delle peculiarità del sistema tavolare per gli immobili in successione – sia per le posizioni gestite da AdER in tutto il territorio nazionale. La consulenza preliminare consente di capire, prima ancora di presentare domanda, qual è il risparmio effettivo nel proprio caso specifico e se conviene rottamare tutti i carichi o soltanto alcuni.

Gli errori più frequenti da evitare

L’esperienza maturata con le precedenti rottamazioni (la “rottamazione-quater” e gli analoghi provvedimenti comunali del 2018-2019) ha messo in evidenza alcuni errori ricorrenti che vale la pena conoscere in anticipo per non vanificare i benefici della definizione agevolata.

  • Non verificare se il proprio Comune ha aderito: la definizione agevolata 2026 sui tributi locali NON è automatica. Senza delibera del Consiglio comunale, la domanda è inammissibile;
  • Confondere “avviso bonario” con “accertamento”: solo gli atti già notificati e affidati al concessionario sono rottamabili. Un semplice avviso di pagamento non lo è;
  • Includere nella domanda carichi non rottamabili (es. multe penali, condanne corte dei conti): il sistema rigetta la posizione complessiva, con perdita di tempo;
  • Non rinunciare formalmente al ricorso pendente entro i termini stabiliti, anche se si è aderito alla rottamazione: in tal caso il giudice procede comunque e l’eventuale soccombenza vanifica il beneficio;
  • Confondere F24 e PagoPA: alcuni tributi (es. TARI di Comuni minori) non accettano F24 ma solo PagoPA; il pagamento con codice errato si considera non avvenuto;
  • Pagare in ritardo anche di un solo giorno oltre la tolleranza: la decadenza è automatica;
  • Aderire senza calcolare la convenienza: se il debito è prescritto (per legge in 5 anni per IMU e TARI, ex art. 1 c. 161 L. 296/2006 e art. 2948 c.c.), conviene eccepire la prescrizione anziché pagare.

Prescrizione vs rottamazione: quale conviene?

Una questione fondamentale prima di aderire alla definizione agevolata è verificare se il debito non sia già prescritto. Per i tributi locali (IMU, TARI, addizionale comunale IRPEF), la prescrizione ordinaria è di 5 anni ex art. 2948 n. 4 del Codice civile, mentre per le multe del Codice della Strada è di 5 anni dalla notifica del verbale (art. 209 D.Lgs. 285/1992).

Se il debito è prescritto, il contribuente ha diritto a non pagare nulla: in tal caso conviene presentare un atto di autotutela al Comune e, in caso di mancato accoglimento, ricorrere alle Corti di Giustizia Tributaria. Aderire alla rottamazione equivale invece a rinunciare all’eccezione di prescrizione e a pagare comunque l’importo del tributo. La scelta migliore va valutata caso per caso, perché:

  • la prescrizione può essere stata interrotta da un atto di costituzione in mora (raccomandata, PEC) o dalla notifica di un sollecito o di un atto esecutivo: in tal caso il termine riparte da zero;
  • per i debiti iscritti a ruolo presso AdER esistono orientamenti giurisprudenziali diversificati sulla prescrizione “lunga” (decennale) o “breve” (quinquennale), specialmente dopo la Cass. SS.UU. n. 23397/2016;
  • il contenzioso, anche se vincente, ha costi e tempi (in media 2-3 anni in primo grado, oltre l’eventuale appello) di cui tenere conto.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti sulla rottamazione dei tributi locali 2026

Posso aderire alla rottamazione se ho già una rateizzazione in corso?

Sì. Le rateizzazioni precedentemente concesse dal Comune o da AdER vengono sospese al momento della presentazione della domanda. Le rate scadute e non versate confluiscono nella definizione agevolata; quelle già pagate sono imputate al debito complessivo come acconto. Se l’importo già versato eccede quello dovuto per la rottamazione, il debitore può chiedere il rimborso.

La rottamazione cancella anche il fermo amministrativo sull’auto?

Il fermo amministrativo (ex art. 86 DPR 602/1973) viene sospeso al momento della presentazione della domanda e cancellato al pagamento integrale di tutte le rate (o dell’unica soluzione). Non c’è cancellazione immediata: per ritirare il fermo serve attendere la conclusione del piano di pagamento.

Cosa succede se il mio Comune non aderisce alla rottamazione?

Se entro la scadenza ordinatoria il Consiglio comunale non delibera l’adesione, i tributi locali del Comune non sono rottamabili. Restano comunque rottamabili gli eventuali carichi affidati ad AdER per il recupero coattivo, se rientrano nella rottamazione quinquies “nazionale”. È utile contattare l’ufficio tributi del proprio Comune o consultare le delibere pubblicate sull’Albo Pretorio online.

Posso rottamare solo alcuni avvisi e non tutti?

Sì, la definizione è “a la carte”: il debitore può selezionare nella domanda quali singoli carichi includere e quali no. Questa flessibilità è utile per chi vuole concentrare il pagamento sui debiti più onerosi (IMU di anni vecchi con maxi-sanzioni) ed escludere magari i carichi prescritti, per i quali eccepire la prescrizione conviene di più.

Le posizioni di un parente defunto si possono rottamare?

Sì. Gli eredi che hanno accettato l’eredità (anche tacitamente) possono presentare domanda di rottamazione per i debiti del de cuius, allegando la dichiarazione di successione e il proprio codice fiscale. Attenzione però: aderire alla rottamazione equivale a un atto di accettazione di eredità (art. 476 c.c.). Chi ha già rinunciato all’eredità o intende rinunciarvi NON deve presentare la domanda.

Posso pagare la rottamazione con il bonifico bancario invece che con F24?

Solo se è espressamente previsto nella comunicazione del Comune. Di norma il pagamento avviene con F24 (per i tributi) o PagoPA (per multe e canoni). Il bonifico diretto al tesoriere comunale è ammesso solo in casi residuali ed è sempre opportuno richiedere preventivamente le coordinate IBAN ufficiali.

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Conclusione e prossimi passi

La rottamazione dei tributi locali 2026 rappresenta un’opportunità concreta per migliaia di contribuenti che hanno cartelle, ingiunzioni o accertamenti non pagati per IMU, TARI, multe e altre entrate comunali. Con un risparmio medio del 30-55% e fino a 10 rate semestrali per il pagamento, è uno strumento che può ridurre significativamente l’esposizione debitoria nei confronti del proprio Comune.

I tre passaggi essenziali per accedere correttamente alla definizione agevolata sono:

  1. Verificare l’adesione del Comune consultando l’Albo Pretorio online o l’ufficio tributi;
  2. Estrarre la posizione debitoria dal portale AdER (con SPID/CIE/CNS) o dal portale del concessionario locale, e quantificare il risparmio;
  3. Presentare la domanda entro il 30 settembre 2026 (o 30 novembre nei Comuni che hanno prorogato il termine), scegliendo con attenzione carichi da includere e numero di rate.

Se hai cartelle o avvisi locali da gestire e vuoi capire quanto puoi risparmiare nel tuo caso specifico, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: in un’unica consulenza analizziamo la tua posizione, ti spieghiamo i vantaggi reali (ed eventuali svantaggi) della rottamazione e ti seguiamo fino alla conclusione del piano di pagamento. Una decisione informata oggi può evitarti anni di interessi e procedure esecutive domani.

Maggio 27, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 19:08:382026-05-31 17:42:32Rottamazione IMU, TARI e multe locali al via: domanda online da settembre
NOTIZIE

Rottamazione quater, rata in scadenza il 31 maggio: pagamento posticipato a giugno

ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

I contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater devono tenere a mente una data importante: il 31 maggio 2026 scade la prossima rata della rateazione decennale. Si tratta della dodicesima rata complessiva per chi ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023 (legge 197/2022) e ha optato per il piano di pagamento dilazionato fino al 2027. La buona notizia per chi si trova in difficoltà o ha dimenticato la scadenza arriva direttamente dalla normativa: grazie ai 5 giorni di tolleranza previsti dall articolo 3, comma 14-bis del D.L. 119/2018, il versamento può essere effettuato senza decadenza entro il 5 giugno 2026, posticipando di fatto la scadenza operativa al primo giorno utile della settimana successiva.

In questa guida completa analizziamo nel dettaglio cosa cambia per i contribuenti, come calcolare correttamente l importo della rata, quali sono i canali di pagamento disponibili, cosa succede in caso di ritardo e come funziona la riammissione alla rottamazione quater introdotta dal decreto Milleproroghe 2025 (D.L. 202/2024 convertito in legge 15/2025). Vedremo anche le differenze tra la rottamazione quater e la nuova rottamazione quinquies introdotta nel 2026, per orientarsi tra le diverse misure di pace fiscale ancora attive.

Indice dei contenuti

  1. Scadenza del 31 maggio: cosa cambia con il posticipo a giugno
  2. I 5 giorni di tolleranza: la normativa che salva il contribuente
  3. Calendario completo delle rate 2026 della rottamazione quater
  4. Chi deve pagare la rata in scadenza il 31 maggio 2026
  5. Come pagare: modello F24, PagoPA e canali digitali
  6. Decadenza dalla rottamazione: cosa rischia chi non paga
  7. Riammessi alla rottamazione quater: il quadro post Milleproroghe
  8. Esempio pratico: come calcolare l importo della rata
  9. Cosa fare in caso di difficoltà nel pagamento
  10. Rottamazione quater e quinquies: le differenze fondamentali
  11. Il ruolo del CAF nell assistenza alla rateazione
  12. FAQ sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026

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Scadenza del 31 maggio: cosa cambia con il posticipo a giugno

La rata della rottamazione quater in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta una delle scadenze più importanti dell anno per chi ha aderito alla definizione agevolata 2023 introdotta dalla legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023). Si tratta di un appuntamento ricorrente per i contribuenti che hanno scelto il piano massimo di rateazione, articolato in 18 rate distribuite dal 2023 al 2027 secondo lo schema previsto dalla norma.

Il punto centrale di questa scadenza riguarda la scivolata operativa al mese di giugno. Tecnicamente la rata scade il 31 maggio, ma per due ragioni concorrenti il pagamento effettivo può essere posticipato senza alcuna penalità al primo giorno utile di giugno:

  • I 5 giorni di tolleranza previsti dall articolo 3, comma 14-bis del decreto-legge 119/2018, convertito in legge 136/2018, che si applicano a tutte le rate delle definizioni agevolate
  • La possibile coincidenza del quinto giorno con un giorno festivo o prefestivo, che fa scivolare ulteriormente il termine al primo giorno feriale successivo

Nel concreto, il 31 maggio 2026 cade di domenica. Questa circostanza, di per sé, già sposta il termine ordinario al 1° giugno (lunedì). Considerando poi i 5 giorni di tolleranza, il termine effettivo entro cui versare senza decadere dal beneficio si attesta al 5 giugno 2026. Si tratta di una previsione strutturale del meccanismo della rottamazione, non di una proroga eccezionale: il legislatore ha voluto riconoscere uno spazio di flessibilità per evitare che ritardi minimi facciano perdere ai contribuenti il beneficio dell agevolazione.

Una scadenza che riguarda milioni di contribuenti

Secondo i dati pubblicati da Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER), le domande di adesione alla rottamazione quater hanno coinvolto una platea molto ampia di contribuenti, una larga parte dei quali ha optato per il piano di rateazione massima. La scadenza di maggio 2026 riguarda quindi una platea molto ampia, composta da:

  • Contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater entro il 30 giugno 2023
  • Soggetti che hanno presentato la domanda integrativa entro il 30 settembre 2023 per ulteriori carichi
  • Decaduti riammessi grazie alla riapertura introdotta dal decreto Milleproroghe 2025

I 5 giorni di tolleranza: la normativa che salva il contribuente

La regola dei 5 giorni di tolleranza è uno degli elementi più importanti da conoscere per chi ha aderito alla rottamazione quater. Si tratta di una previsione normativa strutturale, non di una concessione discrezionale: il termine entro cui pagare per non perdere il beneficio è quello ordinario aumentato di 5 giorni.

La base normativa

Il riferimento è l articolo 3, comma 14-bis del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136. La norma stabilisce che il mancato, insufficiente o tardivo versamento, alle relative scadenze, dell unica rata o di una di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento, determina la decadenza dai benefici della definizione agevolata se superiore a cinque giorni.

In parole semplici: pagare entro il quinto giorno successivo alla scadenza ordinaria è come pagare il giorno stesso. Non si tratta quindi di una proroga o di un favore, ma di una franchigia legale che il legislatore ha inserito per evitare effetti decadenziali sproporzionati rispetto a ritardi minimi.

Come si calcolano i 5 giorni

Il calcolo dei 5 giorni segue le regole generali del computo dei termini di diritto civile (art. 2963 del codice civile): si conta a partire dal giorno successivo a quello della scadenza ordinaria. Se il quinto giorno cade in un giorno festivo o di sabato/domenica, il termine slitta automaticamente al primo giorno feriale successivo.

Ad esempio, per la scadenza del 31 maggio 2026 (domenica) il calcolo è il seguente:

  • Scadenza ordinaria: domenica 31 maggio 2026
  • Conteggio 5 giorni di tolleranza a partire dalla scadenza: dal 1° al 5 giugno 2026
  • Termine ultimo per pagare senza decadenza: venerdì 5 giugno 2026 (giorno feriale, nessun ulteriore slittamento)

La prassi consolidata di Agenzia delle Entrate-Riscossione è di computare i 5 giorni a partire dal giorno stesso della scadenza nominale; qualora il quinto giorno cadesse di sabato, domenica o festivo, il termine slitterebbe ulteriormente al primo giorno feriale successivo. Nel caso della rata del 31 maggio 2026 il quinto giorno cade di venerdì, quindi il termine resta fissato al 5 giugno.

Attenzione: la lettura prudenziale che AdER suggerisce ai contribuenti è di considerare la scadenza del 31 maggio come termine ordinario, ricorrendo alla tolleranza solo in caso di reale necessità. Programmare il pagamento già in scadenza tolleranza, infatti, espone a rischi operativi (errori bancari, ritardi di sportello) che possono determinare la perdita irreversibile dell agevolazione.

Calendario completo delle rate 2026 della rottamazione quater

Per chi ha aderito al piano massimo di rateazione previsto dalla rottamazione quater, il 2026 prevede quattro rate trimestrali, secondo lo schema stabilito dall articolo 1, comma 232 della legge 197/2022. Ecco il calendario completo:

Numero rataScadenza ordinariaTermine con tolleranzaNote
Rata 11 (di 18)28 febbraio 20269 marzo 2026 (lunedì)Slitta per festività e tolleranza
Rata 12 (di 18)31 maggio 20265 giugno 2026 (venerdì)Slitta per domenica + tolleranza
Rata 13 (di 18)31 luglio 20265 agosto 2026 (mercoledì)Tolleranza 5 giorni
Rata 14 (di 18)30 novembre 20267 dicembre 2026 (lunedì)Slitta per domenica + tolleranza

Schema generale del piano fino al 2027

Il piano di rateazione completo della rottamazione quater prevede 18 rate distribuite secondo lo schema seguente:

  • 2023: 2 rate (31 ottobre e 30 novembre)
  • 2024-2027: 4 rate annuali (28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio, 30 novembre)

La rata di maggio 2026 rappresenta dunque la dodicesima delle 18 rate complessive e segna il superamento dei due terzi del percorso di pagamento dilazionato. Per chi sta rispettando il piano, ogni rata pagata regolarmente consolida l agevolazione fiscale ottenuta con la rottamazione, eliminando definitivamente sanzioni e interessi di mora.

Chi deve pagare la rata in scadenza il 31 maggio 2026

La rata in scadenza il 31 maggio 2026 riguarda tutti i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater entro i termini stabiliti e hanno optato per il piano di rateazione massima. Vediamo nel dettaglio le diverse categorie interessate.

Aderenti originari della rottamazione quater

Sono i contribuenti che hanno presentato domanda di adesione entro il termine originario del 30 giugno 2023, successivamente prorogato per i ritardatari. Per questa categoria la rata di maggio 2026 rappresenta la prosecuzione regolare del piano scelto al momento dell adesione.

Aderenti tramite domanda integrativa

Una circostanza meno nota riguarda chi ha presentato una domanda integrativa entro il 30 settembre 2023 per includere ulteriori carichi nella rottamazione quater. Anche per questi soggetti la rata di maggio 2026 corrisponde a una scadenza ordinaria del piano di pagamento.

Decaduti riammessi dal decreto Milleproroghe 2025

La novità più rilevante riguarda i contribuenti riammessi alla rottamazione quater grazie al decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202 (decreto Milleproroghe), convertito in legge 21 febbraio 2025, n. 15. La norma ha previsto la possibilità per i contribuenti decaduti al 31 dicembre 2024 di rientrare nel piano, presentando apposita istanza entro il 30 aprile 2025.

I riammessi seguono un piano di pagamento ad hoc che può prevedere il versamento integrale entro il 31 luglio 2025 oppure in 10 rate di pari importo con scadenze a partire dal 31 luglio 2025. Per chi ha aderito al piano rateale, la rata di maggio 2026 rientra in questo nuovo calendario.

Come pagare: modello F24, PagoPA e canali digitali

Per il versamento della rata della rottamazione quater i contribuenti hanno a disposizione diversi canali di pagamento. La scelta del canale dipende dalle preferenze personali, dalla disponibilità di strumenti digitali e dall importo da versare.

Modello F24 con bollettini precompilati

Il canale tradizionale è rappresentato dai bollettini precompilati inviati dall Agenzia delle Entrate-Riscossione al momento dell adesione. I bollettini riportano:

  • L importo esatto della rata
  • I codici tributo specifici per la definizione agevolata
  • La scadenza di ogni singola rata
  • I dati identificativi del contribuente e della pratica

I bollettini possono essere utilizzati per il pagamento presso banche, uffici postali, sportelli bancomat abilitati, ricevitorie convenzionate (Sisal, Lottomatica) e tabaccai che offrono servizi di pagamento.

Pagamento online tramite area riservata AdER

Sul sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione (agenziaentrateriscossione.gov.it) è possibile accedere all area riservata con SPID, CIE o CNS per visualizzare il piano di pagamento, scaricare i bollettini, monitorare i versamenti effettuati e pagare direttamente online con carta di credito, bonifico online o addebito su conto corrente tramite il circuito PagoPA.

App EquiClick e canali mobile

L Agenzia delle Entrate-Riscossione ha sviluppato anche un app mobile che consente di gestire i pagamenti delle rate da smartphone, ricevere notifiche sulle scadenze e visualizzare lo stato del piano in modo immediato. Questi canali digitali sono particolarmente utili per chi viaggia o per chi vuole avere sempre sotto controllo la propria situazione.

Domiciliazione bancaria

Una soluzione molto comoda per non rischiare di dimenticare le scadenze è l attivazione della domiciliazione bancaria tramite il modulo SDD (Sepa Direct Debit). Una volta attivato, il pagamento avviene automaticamente alla scadenza, senza necessità di intervento da parte del contribuente. La richiesta di domiciliazione deve essere effettuata almeno 30 giorni prima della scadenza della rata per essere operativa.

Decadenza dalla rottamazione: cosa rischia chi non paga

Il mancato pagamento della rata di maggio 2026 entro il termine di tolleranza del 5 giugno 2026 comporta conseguenze gravi e irreversibili per il contribuente. La normativa è chiara: la decadenza dalla rottamazione quater è automatica e produce effetti molto pesanti.

Effetti immediati della decadenza

Quando un contribuente decade dalla rottamazione, si verificano i seguenti effetti automatici:

  • Riemerge il debito originario comprensivo di sanzioni e interessi di mora, che la rottamazione aveva eliminato o ridotto
  • Le somme già versate vengono considerate a titolo di acconto e vengono scomputate dal debito complessivo
  • Riprendono le procedure di riscossione coattiva (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche)
  • Non si può più rateizzare il debito residuo con la dilazione ordinaria di AdER (art. 19 D.P.R. 602/1973), salvo eccezioni

Cosa significa nella pratica

Immaginiamo un contribuente che ha aderito alla rottamazione quater per un debito originario di 30.000 euro, ridotto a 18.000 euro grazie alla cancellazione di sanzioni e interessi. Ha già pagato 5 rate per un totale di 5.000 euro. Se non paga la rata di maggio 2026 entro il 5 giugno, la situazione cambia drasticamente:

  • Il debito torna a 30.000 euro (importo originario)
  • Vengono scomputati i 5.000 euro già versati
  • Restano dovuti 25.000 euro
  • Su questa somma riprendono a maturare interessi di mora
  • AdER può avviare immediatamente le azioni di recupero coattivo

Possibilità di rateizzazione ordinaria post-decadenza

Una volta decaduto dalla rottamazione, il contribuente può comunque richiedere la rateizzazione ordinaria ad AdER per il debito riemerso. La dilazione ordinaria può arrivare fino a 84 rate mensili (84 mesi = 7 anni) per debiti fino a 120.000 euro, o fino a 120 rate per importi superiori, secondo le regole vigenti nel 2026 introdotte dal D.Lgs. 110/2024 in attuazione della riforma fiscale.

Tuttavia, va sottolineato che la rateizzazione ordinaria non comporta lo sconto su sanzioni e interessi previsto dalla rottamazione. Il contribuente paga l importo pieno con interessi di dilazione, perdendo definitivamente il beneficio fiscale ottenuto con la pace fiscale 2023.

Riammessi alla rottamazione quater: il quadro post Milleproroghe

Il decreto Milleproroghe 2025 (D.L. 202/2024 convertito in legge 15/2025) ha introdotto una novità di grande rilievo per i contribuenti che erano decaduti dalla rottamazione quater: la riapertura dei termini per la riammissione al piano.

Chi può riammettersi

Il decreto ha consentito la riammissione ai contribuenti che, al 31 dicembre 2024, erano decaduti dai benefici della rottamazione quater per il mancato, insufficiente o tardivo versamento di una o più rate. La riammissione doveva essere richiesta presentando apposita istanza entro il 30 aprile 2025 tramite i canali telematici di Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Modalità di pagamento per i riammessi

I contribuenti riammessi hanno potuto scegliere tra due modalità di pagamento:

  • Pagamento in unica soluzione entro il 31 luglio 2025
  • Pagamento dilazionato in un massimo di 10 rate di pari importo con le seguenti scadenze: 31 luglio e 30 novembre 2025; 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre 2026; 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre 2027

Per i riammessi che hanno scelto il piano in 10 rate, la rata in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta la quarta delle 10 rate complessive. Anche a questa categoria si applicano regolarmente i 5 giorni di tolleranza, con possibilità di versare entro il 5 giugno 2026.

Importanza di non perdere la seconda chance

Per i riammessi la rata di maggio 2026 assume un significato particolare: si tratta della seconda opportunità concessa dal legislatore per beneficiare della rottamazione. Una nuova decadenza preclude definitivamente l accesso alla rottamazione quater e impone il pagamento integrale del debito secondo le procedure ordinarie. Per questo motivo è fondamentale rispettare le scadenze e, in caso di difficoltà, valutare per tempo le alternative disponibili con il supporto di un consulente fiscale o di un CAF.

Esempio pratico: come calcolare l importo della rata

Per comprendere meglio come funziona il piano di pagamento della rottamazione quater, vediamo un esempio pratico con numeri concreti.

Il caso di Marco, artigiano di Udine

Marco è un artigiano friulano con sede a Udine. Nel 2023 aveva accumulato debiti con il fisco per un totale di 40.000 euro di cartelle esattoriali, così composti:

  • Tributo iscritto a ruolo: 25.000 euro
  • Sanzioni: 10.000 euro
  • Interessi di mora: 4.500 euro
  • Aggio della riscossione: 500 euro

Aderendo alla rottamazione quater, Marco ha potuto beneficiare della cancellazione integrale di sanzioni, interessi di mora e aggio. L importo da versare si è quindi ridotto al solo tributo, più le spese esecutive e di notifica delle cartelle (di solito poche decine di euro).

Calcolo dell importo da rateizzare

Per Marco l importo definitivo da pagare con la rottamazione è di circa 25.300 euro (25.000 euro di tributo + 300 euro di spese). Avendo optato per il piano massimo di rateazione in 18 rate, il calcolo è il seguente:

  • Rate del 2023 (2 rate, ciascuna pari al 5% del totale, per il 10% complessivo): 1.265 euro a rata = 2.530 euro complessivi
  • Rate dal 2024 al 2027 (16 rate del restante 90%): circa 1.423 euro a rata

La rata di maggio 2026 per Marco ammonta dunque a circa 1.423 euro, da versare entro il 31 maggio (o entro il 5 giugno sfruttando la tolleranza). Su questo importo va aggiunto l interesse del 2% annuo previsto dalla legge 197/2022 per le rate successive alla prima.

Confronto con la situazione senza rottamazione

Senza rottamazione, Marco avrebbe dovuto pagare l intero importo di 40.000 euro, oltre agli interessi di mora che continuavano a maturare nel tempo. Con la rottamazione quater Marco ha ottenuto un risparmio di circa 14.700 euro, pari al 37% del debito originario. È evidente come il rispetto delle scadenze sia fondamentale per non perdere questo importante beneficio.

Cosa fare in caso di difficoltà nel pagamento

Può capitare che, per circostanze impreviste, un contribuente si trovi in difficoltà nel versare una rata della rottamazione quater alla scadenza prevista. Vediamo quali sono le opzioni disponibili.

Utilizzare i 5 giorni di tolleranza

La prima opzione è ovviamente quella di sfruttare appieno i 5 giorni di tolleranza, organizzandosi per reperire la liquidità necessaria. Per la rata di maggio 2026 questo significa avere fino al 5 giugno per provvedere al versamento senza alcuna penalità.

Pagamento parziale: cosa succede

Un errore comune è pensare che un pagamento parziale possa evitare la decadenza. Non è così: la normativa è chiara nel prevedere che il versamento insufficiente (oltre i 5 giorni di tolleranza) determina la decadenza, esattamente come il mancato pagamento. Per evitare la decadenza è necessario versare l intero importo della rata, non somme parziali.

Verificare il piano di pagamento

Prima della scadenza è sempre opportuno verificare il proprio piano di pagamento accedendo all area riservata di AdER. Può capitare che vi siano stati versamenti già effettuati in eccesso che possono compensare la rata in scadenza, oppure che il piano abbia subito modifiche di cui non si era consapevoli.

Quando rivolgersi al CAF

Se la difficoltà nel pagamento non è transitoria ma strutturale, è importante rivolgersi tempestivamente a un consulente fiscale o a un CAF per valutare le alternative. Più ci si rivolge per tempo, più ampia è la gamma di soluzioni esplorabili: dalla pianificazione dei pagamenti residui, all eventuale adesione alla nuova rottamazione quinquies (se applicabile al caso specifico), fino alla richiesta di rateazione ordinaria post-decadenza.

Rottamazione quater e quinquies: le differenze fondamentali

Con l introduzione della rottamazione quinquies nel 2026 (Legge di Bilancio 2026), molti contribuenti si trovano confusi sulle differenze tra le due misure e su quale convenga in caso di scelta. Chiariamo i punti principali.

Periodo dei carichi rottamabili

La differenza più importante riguarda il periodo dei carichi affidati all agente della riscossione:

  • Rottamazione quater (legge 197/2022): carichi affidati ad AdER dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022
  • Rottamazione quinquies (legge di bilancio 2026): carichi affidati ad AdER successivamente, secondo il perimetro temporale stabilito dalla nuova norma

Convenienza economica

Entrambe le rottamazioni prevedono la cancellazione di sanzioni e interessi di mora, lasciando dovuti solo il tributo, le spese di notifica e quelle esecutive. Tuttavia, la quinquies introduce piani di rateazione potenzialmente diversi e modalità di pagamento differenziate.

Possibilità di cumulo

Un contribuente può aderire contemporaneamente alla rottamazione quater (per i debiti precedenti già in piano di pagamento) e alla rottamazione quinquies (per i debiti rientranti nel nuovo perimetro temporale), trattandosi di due procedure distinte. È però importante valutare la sostenibilità complessiva dei pagamenti, perché le scadenze possono sovrapporsi.

Il ruolo del CAF nell assistenza alla rateazione

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza qualificata a tutti i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater e si trovano a gestire le scadenze di pagamento. La nostra esperienza pluriennale sul territorio friulano ci consente di seguire ogni pratica con la massima cura, garantendo il rispetto delle scadenze e l ottimizzazione fiscale.

I servizi offerti

Per la gestione della rottamazione quater il CAF Centro Fiscale fornisce:

  • Verifica del piano di pagamento e dello stato delle rate pagate
  • Predisposizione dei modelli F24 e supporto per il versamento
  • Attivazione della domiciliazione bancaria SDD per i pagamenti automatici
  • Calendario personalizzato delle scadenze con promemoria
  • Consulenza sulle alternative in caso di difficoltà (rottamazione quinquies, rateazione ordinaria, ecc.)
  • Assistenza per i riammessi dal decreto Milleproroghe 2025

Perché rivolgersi a un CAF

La rottamazione quater è una procedura tecnicamente complessa che richiede attenzione e precisione. Un errore nel pagamento o una scadenza dimenticata possono comportare la perdita definitiva di un beneficio fiscale anche di migliaia di euro. Affidarsi a un CAF significa avere un punto di riferimento competente che monitora le scadenze, predispone la documentazione e assiste in caso di problematiche.

Il CAF Centro Fiscale di Udine, in particolare, vanta una conoscenza approfondita delle problematiche fiscali del territorio friulano e una rete consolidata di rapporti con gli uffici locali di AdER, che ci consente di gestire con efficacia anche le situazioni più complesse.

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📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

FAQ sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026

Quando scade esattamente la rata della rottamazione quater di maggio 2026?

La scadenza ordinaria è il 31 maggio 2026. Tuttavia, cadendo di domenica, il termine slitta automaticamente al 1° giugno 2026. Considerando i 5 giorni di tolleranza previsti dall art. 3, comma 14-bis del D.L. 119/2018, il termine ultimo per pagare senza decadere è il 5 giugno 2026.

Cosa succede se pago il 6 giugno 2026?

Pagare il 6 giugno 2026 significa pagare oltre i 5 giorni di tolleranza e comporta la decadenza automatica dalla rottamazione quater. Il debito originario riemerge integralmente, comprensivo di sanzioni e interessi di mora, scomputando le somme già versate.

Posso pagare in più tranche entro il 5 giugno?

No. La rata deve essere versata in un unica soluzione entro il termine di tolleranza. Un pagamento parziale, anche se effettuato entro i 5 giorni, equivale a un mancato pagamento e produce la decadenza.

Come faccio a sapere l importo esatto della mia rata?

L importo della rata è indicato nel piano di pagamento trasmesso da Agenzia delle Entrate-Riscossione al momento dell adesione alla rottamazione. Puoi consultarlo nell area riservata del sito AdER accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure utilizzando l app EquiClick. In caso di smarrimento dei bollettini puoi richiederne copia all AdER o al tuo CAF di fiducia.

Quali sono i codici tributo per il modello F24?

I codici tributo per la rottamazione quater sono stati istituiti con specifica risoluzione dell Agenzia delle Entrate. I codici sono riportati direttamente sui bollettini precompilati inviati da AdER. Per chi prepara il modello F24 manualmente è necessario fare riferimento alla risoluzione AdE pertinente o richiedere assistenza al proprio CAF.

Posso aderire alla rottamazione quinquies se sono ancora in rottamazione quater?

Sì, ma per carichi diversi. La rottamazione quater riguarda i carichi dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. La rottamazione quinquies riguarda carichi successivi, secondo il perimetro stabilito dalla legge di bilancio 2026. Le due procedure sono indipendenti e possono coesistere per posizioni debitorie diverse.

Cosa succede se la mia banca esegue il bonifico in ritardo?

Ai fini della rottamazione quater fa fede la data di esecuzione del pagamento, non la data di valuta. Se il bonifico viene disposto in tempo utile ma la banca lo esegue con ritardo per ragioni tecniche, il contribuente non è in colpa, ma rischia comunque la decadenza. Per questo motivo è sempre consigliato pagare con qualche giorno di anticipo rispetto al termine di tolleranza.

La rata di maggio è sempre uguale alle altre rate?

Dipende dal piano scelto. Nel piano massimo di 18 rate, le prime 2 rate del 2023 corrispondevano al 10% del totale (5% ciascuna), mentre le 16 rate successive (dal 2024 al 2027) corrispondono al restante 90% diviso equamente. La rata di maggio 2026 ha quindi lo stesso importo delle altre 15 rate del periodo 2024-2027, aumentato dell interesse del 2% annuo previsto dalla legge.

Cosa devo fare se non riesco a pagare la rata?

Se prevedi di non riuscire a pagare la rata, non aspettare la scadenza. Contatta tempestivamente il tuo CAF di fiducia per valutare le alternative: dalla pianificazione dei pagamenti, alla verifica dell adesione alla rottamazione quinquies (se applicabile), fino alla rateazione ordinaria post-decadenza. Più ci si muove in anticipo, più ampie sono le possibilità di trovare una soluzione sostenibile.

Conclusione: il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine

La rata della rottamazione quater in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta un appuntamento importante per migliaia di contribuenti che hanno aderito alla pace fiscale 2023. Grazie ai 5 giorni di tolleranza previsti dalla normativa, il termine effettivo per pagare senza decadere si sposta al 5 giugno 2026, offrendo uno spazio di flessibilità utile a chi avesse necessità di organizzare la liquidità.

Ricordiamo però che la tolleranza non è una proroga: la scadenza ordinaria resta il 31 maggio e l ideale è pianificare il pagamento con largo anticipo, riservando la tolleranza solo a situazioni di reale necessità. Una rata pagata in ritardo oltre i 5 giorni comporta la decadenza definitiva dal beneficio e la perdita dello sconto su sanzioni e interessi di mora.

Il CAF Centro Fiscale di Udine è al fianco dei contribuenti per la gestione completa della rottamazione quater: dalla verifica del piano di pagamento alla predisposizione dei modelli F24, dall attivazione della domiciliazione bancaria fino alla consulenza sulle alternative in caso di difficoltà. La nostra esperienza pluriennale e la conoscenza approfondita del territorio friulano ci permettono di seguire ogni cliente con la massima professionalità.

Hai dubbi sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026? Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine in viale Giuseppe Tullio 13, scala B, chiamaci al numero 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Ti aiuteremo a verificare la tua posizione, calcolare correttamente l importo dovuto e individuare la modalità di pagamento più adatta alle tue esigenze.

Maggio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 14:10:272026-05-31 17:43:07Rottamazione quater, rata in scadenza il 31 maggio: pagamento posticipato a giugno
NOTIZIE

Rottamazione quater: per la Cassazione basta la prima rata per perfezionare la sanatoria

ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

Una nuova pronuncia della Corte di Cassazione riapre il dibattito sulla rottamazione quater, la “definizione agevolata” prevista dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022). Secondo i giudici di legittimità, per perfezionare la sanatoria e mettere al riparo il contribuente dalla riscossione coattiva è sufficiente il pagamento della prima rata entro la scadenza prevista. Una lettura che potrebbe avere ricadute concrete su migliaia di contribuenti decaduti dal beneficio per il mancato pagamento delle rate successive.

In questa guida ti spieghiamo, in modo semplice e con esempi pratici, cosa ha stabilito la Cassazione, cosa cambia per chi è in difficoltà con le rate, quali sono i riferimenti normativi (art. 1 commi 231-252 della Legge 197/2022 e successive modifiche tramite il DL 145/2023 convertito nella L. 191/2023) e quali strade restano aperte oggi, nel 2026, tra riammissione e nuova rottamazione quinquies.

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Indice dei contenuti

  1. Cosa ha detto la Cassazione: il principio della “prima rata”
  2. Rottamazione quater: cos’è e come funziona
  3. Perfezionamento vs decadenza: la distinzione chiave
  4. Effetti pratici per i contribuenti
  5. Riferimenti normativi: L. 197/2022 e DL 145/2023
  6. Cosa rischia chi decade dalle rate successive
  7. La riammissione introdotta dal DL 202/2024
  8. Rottamazione quinquies 2026: la nuova definizione agevolata
  9. Esempi pratici e simulazioni
  10. Tabella di confronto tra le rottamazioni
  11. Cosa fare oggi se sei decaduto
  12. Il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine
  13. Domande frequenti (FAQ)

Cosa ha detto la Cassazione: il principio della “prima rata”

La Corte di Cassazione, con una recente pronuncia in materia di definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione, ha chiarito un punto delicato che da tempo divide contribuenti e Agenzia delle Entrate-Riscossione: cosa succede se il contribuente paga la prima rata della rottamazione e poi salta una rata successiva?

Secondo i giudici di legittimità, occorre distinguere due momenti diversi: il perfezionamento della definizione agevolata e la successiva decadenza dal piano di pagamento rateale. Il pagamento della prima rata (o dell’unica rata, in caso di pagamento in soluzione unica) entro la scadenza prevista perfeziona la sanatoria, producendo effetti immediati: in particolare, blocca le procedure esecutive in corso e impedisce all’agente della riscossione di avviare nuove azioni cautelari (fermi amministrativi, ipoteche, pignoramenti) basate sui carichi rottamati.

Se poi il contribuente non paga le rate successive, scatta la decadenza dal beneficio: il debito residuo torna esigibile per intero, con sanzioni e interessi di mora. Ma — ed è qui il punto innovativo — gli effetti del perfezionamento già prodotti non vengono cancellati retroattivamente. In particolare, le somme già versate restano acquisite definitivamente dall’Erario a titolo di acconto sul debito originario.

Rottamazione quater: cos’è e come funziona

La rottamazione quater è la quarta edizione della definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia). È stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge 29 dicembre 2022, n. 197), articolo 1, commi da 231 a 252.

In parole semplici, si tratta di una sanatoria che permette al contribuente di chiudere i debiti con il fisco pagando solo l’imposta, senza sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione. Le uniche somme dovute, oltre al capitale, sono:

  • le spese per le procedure esecutive eventualmente sostenute;
  • i diritti di notifica;
  • per le multe stradali e altre sanzioni amministrative non tributarie: rimangono dovuti il capitale (la sanzione) e gli interessi, ma vengono cancellate le maggiorazioni e gli interessi di mora.

Quali carichi sono “rottamabili”

La rottamazione quater riguarda i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. Il termine originario per presentare domanda era fissato al 30 aprile 2023, poi prorogato al 30 giugno 2023.

Modalità di pagamento

Il contribuente che ha aderito ha potuto scegliere tra:

  • Pagamento in soluzione unica: scadenza originaria 31 ottobre 2023, poi prorogata.
  • Pagamento rateale: fino a 18 rate in 5 anni. Le prime due rate (di importo pari al 10% del totale ciascuna) scadevano il 31 ottobre 2023 e il 30 novembre 2023; le successive 16 rate, di pari importo, con scadenza il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno fino al 2027.

Sulle rate successive alla prima si applicano interessi al tasso del 2% annuo, a decorrere dal 1° novembre 2023.

Perfezionamento vs decadenza: la distinzione chiave

La differenza tra perfezionamento e decadenza è il cuore della pronuncia della Cassazione. Vediamola nel dettaglio.

Perfezionamento della sanatoria

Il perfezionamento è il momento in cui la definizione agevolata diventa “efficace”: il contribuente ha aderito (presentando la domanda entro i termini) e ha versato la prima rata (o l’unica rata, se ha scelto la soluzione unica) entro la scadenza. Da quel momento:

  • le procedure esecutive in corso restano sospese e non possono proseguire;
  • l’Agente della riscossione non può iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche sui carichi rottamati;
  • il contribuente risulta in regola ai fini del rilascio del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva, se applicabile);
  • il contribuente può ottenere il certificato dei carichi pendenti “pulito” per le posizioni in rottamazione.

Decadenza dal beneficio rateale

La decadenza è invece la perdita del beneficio della rateazione e si verifica quando il contribuente, dopo aver perfezionato, salta il pagamento di una o più rate (o paga in ritardo oltre i 5 giorni di tolleranza). Le conseguenze sono:

  • il debito residuo torna esigibile per intero;
  • vengono ripristinati sanzioni, interessi di mora e aggio sulle somme non ancora versate;
  • l’Agente della riscossione può riprendere o avviare le procedure esecutive;
  • le somme già versate restano acquisite a titolo di acconto sul debito originario.

Il principio espresso dalla Cassazione è che il perfezionamento non viene “annullato” dalla decadenza successiva: gli effetti della rottamazione si producono al momento del pagamento della prima rata, anche se poi il contribuente non riesce a portare a termine il piano. Questo principio ha rilevanza soprattutto per le procedure esecutive eventualmente avviate o aggravate dopo il perfezionamento e prima della decadenza, che possono essere considerate illegittime.

Effetti pratici per i contribuenti

La pronuncia della Cassazione ha effetti molto concreti. Vediamo i principali.

1. Tutela dalle azioni esecutive nel periodo “intermedio”

Se hai pagato la prima rata e poi sei decaduto, il periodo che va dal versamento della prima rata fino alla decadenza è coperto dagli effetti del perfezionamento. Quindi se l’Agente della riscossione ha avviato un’azione esecutiva (ad esempio un pignoramento) in quel periodo, puoi contestarla davanti al giudice tributario o ordinario, perché in quel momento la rottamazione era pienamente efficace.

2. Acquisizione definitiva delle somme versate

Le rate già pagate non vanno perdute: vengono imputate a riduzione del debito complessivo. In pratica, se hai versato 1.000 euro su un debito di 5.000 e poi sei decaduto, il debito residuo non sarà più 5.000 ma 4.000 (al netto del ripristino di sanzioni e interessi sulla parte non pagata).

3. Possibilità di accedere a soluzioni alternative

Anche dopo la decadenza, restano aperte alcune strade:

  • la rateazione ordinaria con l’Agente della riscossione (fino a 120 rate in casi di grave difficoltà economica);
  • l’eventuale riammissione alla rottamazione quater per chi ne ha avuto diritto (vedi paragrafo dedicato);
  • l’adesione alla nuova rottamazione quinquies, prevista dalla normativa più recente.

Riferimenti normativi: L. 197/2022 e DL 145/2023

Il quadro normativo della rottamazione quater è articolato. Ecco i principali riferimenti.

Legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023)

L’articolo 1, commi 231-252, della Legge 29 dicembre 2022, n. 197 ha istituito la “definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022”. I commi rilevanti sono:

  • Comma 231: definisce l’ambito applicativo e i carichi rottamabili;
  • Comma 232: disciplina cosa si paga (capitale, spese, diritti di notifica) e cosa è abbuonato (sanzioni, interessi di mora, aggio);
  • Comma 233: stabilisce le modalità di pagamento (unica soluzione o rateale fino a 18 rate);
  • Comma 234: disciplina la sospensione delle procedure esecutive a seguito del perfezionamento;
  • Comma 244: stabilisce la decadenza in caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento, anche di una sola rata, oltre cinque giorni dalla scadenza.

DL 145/2023 (Decreto Anticipi)

Il Decreto-Legge 18 ottobre 2023, n. 145, convertito con modificazioni nella Legge 15 dicembre 2023, n. 191, ha introdotto importanti correttivi:

  • ha differito i termini di pagamento delle prime rate al 18 dicembre 2023 (cumulando le prime due rate inizialmente previste per il 31 ottobre e il 30 novembre 2023);
  • ha previsto specifiche regole per i contribuenti dei territori colpiti dall’alluvione del maggio 2023 in Emilia-Romagna, Marche e Toscana.

DL 202/2024 (Milleproroghe)

Il Decreto-Legge 27 dicembre 2024, n. 202 (Milleproroghe), convertito nella Legge 21 febbraio 2025, n. 15, ha introdotto la riammissione alla rottamazione quater per i contribuenti decaduti al 31 dicembre 2024, riaprendo i termini fino al 30 aprile 2025 (per dettagli vedi paragrafo dedicato).

Cosa rischia chi decade dalle rate successive

La decadenza dalla rottamazione comporta conseguenze rilevanti. Il comma 244 della L. 197/2022 prevede espressamente che, in caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento — oltre la tolleranza di 5 giorni rispetto alla scadenza della rata — la definizione agevolata diventa inefficace e:

  • il debito residuo torna ad essere costituito dalle somme originarie (capitale, sanzioni, interessi di mora, aggio), al netto di quanto già versato;
  • l’Agente della riscossione può riprendere o avviare tutte le azioni cautelari ed esecutive (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche);
  • non è più possibile ottenere una nuova rateazione sui carichi decaduti se non a determinate condizioni;
  • il contribuente non può presentare una nuova domanda di rottamazione per gli stessi carichi (se non in caso di riapertura dei termini per legge).

Tuttavia, come ha chiarito la Cassazione, la decadenza ha effetti ex nunc (cioè “da ora in poi”), non ex tunc (“da allora”, quindi retroattivamente): gli effetti del perfezionamento prodotti prima della decadenza restano efficaci.

La riammissione introdotta dal DL 202/2024

Il legislatore, consapevole delle difficoltà incontrate da molti contribuenti, ha previsto una riammissione alla rottamazione quater. Il DL 202/2024 (art. 3-bis, introdotto in sede di conversione) ha consentito ai contribuenti decaduti entro il 31 dicembre 2024 di rientrare nella definizione agevolata, presentando una nuova istanza entro il 30 aprile 2025 tramite l’area riservata o l’area pubblica del sito di Agenzia Entrate-Riscossione.

Modalità di pagamento per i riammessi

I contribuenti riammessi hanno potuto scegliere tra:

  • Pagamento in soluzione unica entro il 31 luglio 2025;
  • Pagamento rateale in massimo 10 rate di pari importo, con scadenze a luglio 2025, novembre 2025, febbraio 2026, maggio 2026, luglio 2026, novembre 2026, febbraio 2027, maggio 2027, luglio 2027 e novembre 2027.

Anche per i riammessi vale il tasso di interesse del 2% annuo sulle rate successive alla prima, decorrente dal 1° novembre 2023.

Chi non è stato riammesso

Non hanno potuto accedere alla riammissione i contribuenti decaduti dopo il 31 dicembre 2024. Per loro, le strade aperte sono la rateazione ordinaria o l’eventuale adesione alla rottamazione quinquies.

Rottamazione quinquies 2026: la nuova definizione agevolata

Nel 2026 si parla con sempre maggiore insistenza di una rottamazione quinquies, la quinta edizione della definizione agevolata. Le ipotesi sul tavolo prevedono:

  • ambito esteso ai carichi affidati all’Agente della riscossione in un periodo da definire (presumibilmente dal 1° gennaio 2000 fino a una data più recente rispetto al 30 giugno 2022 della quater);
  • abbuono di sanzioni, interessi di mora e aggio, secondo lo schema collaudato delle precedenti rottamazioni;
  • piano di rateazione esteso (ipotesi di fino a 120 rate mensili per le situazioni più complesse);
  • regole più flessibili sulla decadenza (con possibile reintegrazione automatica in caso di pagamento entro tempi più ampi).

Al momento in cui scriviamo, i dettagli operativi sono in via di definizione. Per restare aggiornato sulle novità ti consigliamo di iscriverti alla nostra newsletter o di contattare il CAF Centro Fiscale di Udine, che monitora costantemente l’evoluzione normativa.

Esempi pratici e simulazioni

Vediamo alcuni esempi pratici per capire concretamente cosa cambia con il principio espresso dalla Cassazione.

Esempio 1: Mario, decaduto dopo la prima rata

Mario ha aderito alla rottamazione quater per un debito complessivo di 10.000 euro (importo originario con sanzioni e interessi: 14.000 euro). Ha pagato la prima rata di 1.000 euro il 18 dicembre 2023, ma poi non è riuscito a pagare le rate successive ed è decaduto.

Conseguenze:

  • il debito residuo torna a essere quello originario (14.000 euro), ma Mario può detrarre i 1.000 euro già versati: debito netto residuo 13.000 euro;
  • l’Agente della riscossione può riprendere le procedure esecutive sui 13.000 euro;
  • ma Mario era protetto dal perfezionamento dal 18 dicembre 2023 fino alla decadenza: se in quel periodo è stato iscritto un fermo amministrativo o un’ipoteca, Mario può contestarlo;
  • Mario può valutare la riammissione (se decaduto entro il 31 dicembre 2024) o attendere la rottamazione quinquies.

Esempio 2: Lucia, pagamento in unica soluzione

Lucia ha un debito di 5.000 euro (originario 7.500 con sanzioni e interessi). Ha scelto il pagamento in unica soluzione e ha versato i 5.000 euro entro il 18 dicembre 2023.

Conseguenze:

  • la rottamazione si è perfezionata definitivamente;
  • il debito è chiuso, non c’è alcun rischio di decadenza;
  • Lucia ha risparmiato 2.500 euro tra sanzioni e interessi.

Esempio 3: Giuseppe, riammesso nel 2025

Giuseppe è decaduto dalla rottamazione quater a fine 2024 per non aver pagato due rate consecutive. Ha presentato istanza di riammissione il 15 marzo 2025 ed è stato riammesso per il debito residuo di 8.000 euro (al netto delle rate già pagate).

Conseguenze:

  • Giuseppe paga in 10 rate di 800 euro ciascuna, con scadenze tra luglio 2025 e novembre 2027;
  • sulla seconda e successive rate paga il 2% di interessi annui;
  • se rispetta il piano, chiude definitivamente il debito senza ulteriori sanzioni.

Tabella di confronto tra le rottamazioni

Per orientarti tra le varie definizioni agevolate che si sono susseguite, ecco una tabella riepilogativa.

EdizioneNormaCarichi inclusiCosa si pagaNumero rate
Rottamazione (prima)DL 193/20162000-2016Capitale + spese, no sanzioni e interessi5
Rottamazione bisDL 148/20172000-2017Capitale + spese5
Rottamazione terDL 119/20182000-2017Capitale + spese18
Rottamazione quaterL. 197/2022 (commi 231-252)2000-2022 (30 giugno)Capitale + spese, no sanzioni, interessi e aggio18 (in 5 anni)
Riammissione quaterDL 202/2024 art. 3-bisDecaduti entro 31/12/2024Debito residuo, sempre senza sanzioni e interessi10 (in circa 2,5 anni)
Rottamazione quinquiesIn via di definizioneDa definireProbabilmente capitale + speseIpotesi fino a 120 mensili

Cosa fare oggi se sei decaduto

Se hai aderito alla rottamazione quater e poi sei decaduto per il mancato pagamento di una o più rate, ecco i passi concreti che puoi fare oggi, alla luce della pronuncia della Cassazione e delle norme vigenti nel 2026.

1. Richiedi un estratto di ruolo aggiornato

Accedi all’area riservata di Agenzia Entrate-Riscossione (con SPID, CIE o CNS) e scarica l’estratto di ruolo aggiornato. Verifica:

  • quali carichi sono ancora attivi a tuo nome;
  • l’importo residuo dopo le rate già versate;
  • se ci sono procedure esecutive in corso (pignoramenti, fermi, ipoteche).

2. Verifica se sei stato riammesso

Se hai presentato domanda di riammissione entro il 30 aprile 2025, controlla nell’area riservata di Agenzia Entrate-Riscossione la comunicazione di accoglimento e il nuovo piano di pagamento.

3. Valuta la rateazione ordinaria

Se non sei stato riammesso, puoi richiedere una rateazione ordinaria al di fuori della rottamazione (con sanzioni e interessi pieni). Le rateazioni possono arrivare fino a 120 rate mensili per i debiti più ingenti o in caso di comprovata difficoltà economica documentata dall’ISEE.

4. Controlla le azioni esecutive

Alla luce del principio della Cassazione, se hai subito una procedura esecutiva (fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento) nel periodo tra il perfezionamento e la decadenza, puoi valutare con un professionista la possibilità di contestarla in giudizio.

5. Monitora la rottamazione quinquies

Se la rottamazione quinquies verrà effettivamente approvata, potrai aderire e includere anche i carichi sui quali sei decaduto dalla quater (sempre nei limiti previsti dalla nuova norma).

Il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine

Districarsi tra rottamazioni, decadenze, riammissioni ed estratti di ruolo può essere complicato. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

  • verifica della tua posizione presso Agenzia Entrate-Riscossione;
  • lettura e interpretazione dell’estratto di ruolo;
  • valutazione della convenienza tra rottamazione, riammissione e rateazione ordinaria;
  • presentazione delle domande di rateazione e definizione agevolata;
  • assistenza nei rapporti con l’Agente della riscossione per la gestione delle procedure esecutive;
  • monitoraggio del rispetto dei piani di pagamento per evitare nuove decadenze.

I nostri consulenti ti aiuteranno a scegliere la soluzione più adatta alla tua situazione personale, valutando attentamente i pro e i contro di ogni strada disponibile. Contattaci per prenotare un appuntamento: la prima consulenza è il primo passo per riprendere il controllo della tua situazione fiscale.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti (FAQ)

Cosa significa “perfezionare” la rottamazione quater?

Perfezionare significa rendere efficace la definizione agevolata: serve aver presentato la domanda entro il termine (originariamente 30 giugno 2023) e aver pagato la prima rata (o l’unica rata, in caso di pagamento in soluzione unica) entro la scadenza, beneficiando dei 5 giorni di tolleranza. Da quel momento si bloccano le procedure esecutive e l’Agente della riscossione non può iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche sui carichi rottamati.

Se pago solo la prima rata e poi salto le altre, perdo tutto?

No. Secondo il principio della Cassazione, gli effetti del perfezionamento prodotti dal pagamento della prima rata restano efficaci fino alla decadenza. Le somme versate sono acquisite definitivamente dall’Erario e vengono detratte dal debito residuo, che torna alla cifra originaria (con sanzioni e interessi) al netto di quanto già pagato.

Posso ancora aderire alla riammissione alla rottamazione quater?

No. La riammissione introdotta dal DL 202/2024 (Milleproroghe) era riservata ai contribuenti decaduti entro il 31 dicembre 2024 e la finestra per presentare istanza si è chiusa il 30 aprile 2025. Chi è decaduto successivamente o non ha presentato istanza in tempo non può più rientrare nella quater.

Quanto tempo ho di tolleranza per pagare una rata?

Il comma 244 della L. 197/2022 prevede una tolleranza di 5 giorni rispetto alla scadenza della rata. Oltre questo termine, scatta automaticamente la decadenza dalla rottamazione.

Le procedure esecutive avviate dopo la decadenza sono legittime?

Sì. Dopo la decadenza, l’Agente della riscossione recupera pienamente i propri poteri di azione esecutiva sui carichi sui quali era stata aperta la rottamazione. Le procedure avviate nel periodo successivo alla decadenza sono pienamente legittime. La pronuncia della Cassazione riguarda invece le procedure avviate nel periodo tra il perfezionamento e la decadenza, che possono essere contestate.

Cosa rischio se ignoro le cartelle dopo la decadenza?

Rischi tutte le azioni cautelari ed esecutive previste dalla legge: pignoramento dello stipendio o della pensione (fino a un quinto), pignoramento del conto corrente, iscrizione di ipoteca sugli immobili (per debiti superiori a 20.000 euro), fermo amministrativo di veicoli a motore (notificato con preavviso di 30 giorni, scaduto il quale il fermo viene iscritto al PRA). Il consiglio è di rivolgersi subito a un CAF per valutare le alternative.

Quando arriverà la rottamazione quinquies?

Al momento (maggio 2026) la rottamazione quinquies è in fase di definizione politica e tecnica. I dettagli operativi — periodo dei carichi inclusi, modalità di pagamento, numero di rate — saranno chiariti con la pubblicazione del provvedimento normativo. Ti invitiamo a iscriverti alla nostra newsletter o a contattare il CAF Centro Fiscale per essere aggiornato in tempo reale.

Conclusioni

La pronuncia della Cassazione sulla rottamazione quater rappresenta un’importante chiarificazione a favore dei contribuenti: il pagamento della prima rata perfeziona la sanatoria e produce effetti immediati di tutela, anche se poi il piano non viene completato. Si tratta di un principio coerente con la ratio della definizione agevolata, che vuole favorire il rientro del contribuente nella legalità fiscale e non punire chi prova a mettersi in regola.

Se sei un contribuente decaduto dalla rottamazione quater, oggi hai diverse opzioni: dalla rateazione ordinaria (fino a 120 rate per i casi più gravi) all’attesa della rottamazione quinquies, passando per l’eventuale contestazione di procedure esecutive avviate quando la rottamazione era ancora efficace. La scelta migliore dipende dalla tua situazione personale, dall’entità del debito e dalle tue capacità di pagamento.

Per una valutazione personalizzata, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri consulenti analizzeranno la tua posizione e ti indicheranno la strada più conveniente. Prenota un appuntamento oggi stesso e riprendi il controllo della tua situazione fiscale.

Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 21:55:042026-05-31 17:46:12Rottamazione quater: per la Cassazione basta la prima rata per perfezionare la sanatoria
ESTRATTO CONTRIBUTIVO

Dilazioni INPS fino a 60 mesi: le nuove regole per chi ha debiti contributivi

contributi INPS artigiani e commercianti, regime forfettario

Se hai accumulato debiti contributivi verso l’INPS, sappi che esistono soluzioni concrete per ripianare la situazione senza dover pagare tutto in un’unica soluzione. Le dilazioni INPS fino a 60 mesi rappresentano oggi uno degli strumenti più utilizzati da artigiani, commercianti, professionisti iscritti alla Gestione Separata e datori di lavoro per regolarizzare la propria posizione previdenziale senza compromettere la continuità dell’attività. Con la Riforma della Riscossione 2024-2026 (D.Lgs. 110/2024) il quadro normativo è cambiato in maniera significativa, ampliando le possibilità di rateazione anche per i carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione. In questa guida ti spieghiamo chi può ottenere la dilazione, quali sono i nuovi limiti di rate, come calcolare gli interessi e quali documenti servono per presentare la domanda nel 2026.

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Indice dei contenuti

  1. Cosa sono le dilazioni INPS e a chi si rivolgono
  2. I due binari della dilazione: fase amministrativa e ruolo
  3. Dilazione amministrativa INPS fino a 60 mesi: regole 2026
  4. Dilazione cartelle esattoriali INPS: la riforma D.Lgs. 110/2024
  5. Requisiti soggettivi: chi può accedere alla rateazione
  6. Calcolo degli interessi di dilazione e importo della rata
  7. Come presentare la domanda di dilazione
  8. Decadenza dalla rateazione: cosa succede se salti una rata
  9. Esempi pratici di calcolo della rata
  10. Consigli pratici e ruolo del CAF
  11. Domande frequenti

Cosa sono le dilazioni INPS e a chi si rivolgono

La dilazione INPS è uno strumento che consente al contribuente moroso di pagare in più rate mensili i contributi previdenziali e assistenziali non versati alle scadenze ordinarie. In parole semplici: anziché saldare tutto il debito in un’unica soluzione, l’INPS (o l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, se il debito è già stato iscritto a ruolo) ti concede di spalmare l’importo su un piano di rateizzazione che può arrivare fino a 60 rate mensili in fase amministrativa e fino a 120 rate mensili per i carichi affidati alla riscossione coattiva.

Lo strumento è pensato per chi attraversa una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria e non riesce a far fronte all’intero importo dovuto in un’unica soluzione. Possono richiedere la dilazione:

  • Artigiani e commercianti iscritti alla Gestione IVS che non hanno versato la “fissa” o gli acconti/saldi sul reddito eccedente il minimale
  • Professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS con contributi a percentuale non versati
  • Datori di lavoro (imprese, studi professionali, condomini) che non hanno pagato i contributi UniEmens per i propri dipendenti
  • Committenti che non hanno versato i contributi sui compensi a collaboratori
  • Datori di lavoro domestico con omissioni contributive su colf e badanti
  • Lavoratori autonomi agricoli (coltivatori diretti, IAP) con debiti sulla Gestione speciale CD-CM

La dilazione, oltre a evitare l’aggravarsi delle sanzioni civili, è una condizione essenziale per ottenere il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva): senza DURC regolare, un’impresa non può partecipare ad appalti pubblici, ricevere pagamenti dalla Pubblica Amministrazione, accedere a bonus edilizi o utilizzare crediti d’imposta in compensazione.

I due binari della dilazione: fase amministrativa e ruolo

Per capire quale tipo di dilazione richiedere, è fondamentale sapere in quale fase si trova il tuo debito contributivo. La distinzione è cruciale perché cambiano l’ente competente, i limiti massimi di rate e gli interessi applicati.

Fase amministrativa (debito gestito dall’INPS)

Il debito contributivo è “in fase amministrativa” finché l’INPS non lo ha ancora iscritto a ruolo e affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. In questa fase la gestione spetta direttamente alla sede INPS competente per territorio e la dilazione è disciplinata dalla Circolare INPS n. 108 del 12 luglio 2013 e successivi aggiornamenti.

In sintesi: in fase amministrativa puoi chiedere fino a 24 rate mensili direttamente al Direttore della sede INPS, oppure fino a 60 rate mensili con autorizzazione del Direttore Regionale o del Comitato Amministratore della gestione di riferimento nei casi più complessi.

Fase di riscossione coattiva (debito iscritto a ruolo)

Quando l’INPS, decorsi i termini di pagamento, iscrive il debito a ruolo, la gestione passa ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdE-R). Riceverai quindi una cartella esattoriale o un avviso di addebito. In questa fase si applica la disciplina dell’art. 19 del DPR 602/1973, come riformata dal D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110 (“Riforma della Riscossione”), che ha rivoluzionato i limiti di rateazione introducendo un meccanismo progressivo fino a 108 rate (su semplice richiesta) e fino a 120 rate (con documentazione).

Dilazione amministrativa INPS fino a 60 mesi: regole 2026

Concentriamoci ora sulla dilazione amministrativa, quella che ti permette di rateizzare il debito quando è ancora gestito direttamente dall’INPS, prima che venga iscritto a ruolo.

Rateazione fino a 24 mesi (competenza ordinaria)

La regola di base prevede che il Direttore della sede INPS competente possa concedere una dilazione fino a un massimo di 24 rate mensili. Questa è la modalità più diffusa e si applica alla maggior parte dei contribuenti che si trovano in difficoltà temporanea. Non è richiesta documentazione particolarmente complessa: basta dimostrare la temporanea impossibilità di pagare in unica soluzione e l’INPS valuta l’esistenza dei requisiti formali (anzianità del debito, regolarità delle ultime denunce, assenza di precedenti decadenze).

Rateazione fino a 60 mesi (competenza superiore)

Per dilazioni più lunghe, fino a un massimo di 60 rate mensili, la competenza si sposta a livelli superiori. In particolare:

  • Per importi più consistenti o per situazioni complesse, decide il Direttore Regionale INPS
  • Per importi ancora maggiori e per contribuenti in situazioni di crisi documentata, può intervenire il Comitato Amministratore della Gestione di riferimento (Artigiani, Commercianti, Gestione Separata, Lavoratori Dipendenti)
  • Nei casi più gravi e in presenza di particolari condizioni (calamità naturali, eventi straordinari, procedure concorsuali) si può arrivare alla dilazione massima

Per ottenere una dilazione superiore a 24 mesi è necessario presentare una documentazione più articolata: bilanci aggiornati, situazione contabile, business plan di rientro, eventuali certificazioni di crisi (es. accordi di ristrutturazione, concordato preventivo, composizione negoziata della crisi).

Tabella riassuntiva: chi decide e quante rate

Organo competenteNumero massimo rateTipologia di caso
Direttore di Sede INPSFino a 24 rateDifficoltà ordinaria documentata
Direttore Regionale INPSFino a 36 rateImporti rilevanti, crisi documentata
Comitato Amministratore della GestioneFino a 60 rateCrisi grave, eventi eccezionali, procedure concorsuali

Nota importante: i valori e le soglie possono essere aggiornati periodicamente con messaggi INPS. Per la situazione aggiornata alla tua specifica richiesta, ti consigliamo di chiedere conferma al CAF o di consultare la sede INPS competente.

Dilazione cartelle esattoriali INPS: la riforma D.Lgs. 110/2024

Se il tuo debito contributivo è già stato iscritto a ruolo e hai ricevuto una cartella esattoriale o un avviso di addebito INPS, devi rivolgerti ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdE-R). La novità più importante è arrivata con il D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 agosto 2024, che ha riformato in profondità il sistema della riscossione.

Le nuove regole progressive 2025-2029

Il legislatore ha previsto un aumento progressivo del numero massimo di rate concedibili, calibrato in base all’anno di presentazione della domanda. Le nuove regole valgono per qualsiasi tipo di debito iscritto a ruolo, comprese le cartelle INPS.

Dilazione su semplice richiesta (importi fino a 120.000 euro)

Per debiti complessivi fino a 120.000 euro, è sufficiente una dichiarazione di temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria, senza necessità di documentazione. I limiti progressivi sono:

Anno di presentazione domandaRate massime (importi ≤ 120.000 €)
2025 – 2026Fino a 84 rate mensili (7 anni)
2027 – 2028Fino a 96 rate mensili (8 anni)
Dal 1° gennaio 2029Fino a 108 rate mensili (9 anni)

Dilazione con documentazione (situazione comprovata)

Se invece documenti la tua temporanea situazione di difficoltà economico-finanziaria (anche per importi pari o inferiori a 120.000 euro), puoi accedere a piani più lunghi, fino a un massimo di 120 rate mensili (10 anni). Le rate disponibili crescono progressivamente:

  • Anni 2025-2026: da 85 a 120 rate mensili
  • Anni 2027-2028: da 97 a 120 rate mensili
  • Dal 1° gennaio 2029: da 109 a 120 rate mensili

Per importi superiori a 120.000 euro, è sempre obbligatoria la documentazione e il limite è fisso a 120 rate mensili, indipendentemente dall’anno di presentazione della domanda.

Quali documenti servono per la dilazione documentata

I parametri di valutazione della “temporanea situazione di obiettiva difficoltà” sono individuati con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Per imprese e persone giuridiche si guarda generalmente all’indice di liquidità e al rapporto tra debito complessivo e valore della produzione. Per le persone fisiche e le ditte individuali a contabilità semplificata si considera invece l’ISEE del nucleo familiare e il rapporto tra debito e reddito.

Requisiti soggettivi: chi può accedere alla rateazione

Non basta avere un debito contributivo per ottenere automaticamente la dilazione. L’INPS verifica una serie di requisiti soggettivi prima di concedere il piano. Vediamo i principali.

Regolarità delle denunce contributive

Il primo requisito è la regolarità formale delle denunce. In pratica, devi aver presentato correttamente UniEmens (per i datori di lavoro), il modello Redditi/Unico (per artigiani, commercianti e professionisti) e tutte le comunicazioni telematiche obbligatorie. Se hai omesso denunce, l’INPS può chiederti di regolarizzarle prima di concedere il piano di dilazione.

Assenza di precedenti decadenze

Se in passato hai già beneficiato di una dilazione e sei decaduto (cioè non hai pagato regolarmente le rate), l’INPS può rifiutare una nuova domanda o concederla con condizioni più restrittive. La decadenza è infatti un campanello d’allarme per l’Istituto, che valuta con maggior rigore la nuova richiesta.

Situazione di temporanea difficoltà

Bisogna dimostrare (o, per i piccoli importi, dichiarare) di trovarsi in una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria. La parola chiave è “temporanea”: la dilazione non è uno strumento per chi è in stato di insolvenza definitiva, ma per chi ha problemi di cassa contingenti e ha prospettive concrete di rientro.

Limiti per crediti contributivi specifici

Alcuni debiti hanno limiti specifici o esclusioni dalla dilazione amministrativa. Ad esempio, i contributi trattenuti ai dipendenti (quota a carico del lavoratore non versata) hanno regole più severe perché si tratta tecnicamente di somme che il datore di lavoro ha già incassato dal dipendente e dovrebbe versare per suo conto. In questi casi spesso è richiesto il versamento immediato di una quota prima dell’avvio della rateazione.

Calcolo degli interessi di dilazione e importo della rata

Una dilazione non è gratuita: oltre al capitale, devi pagare anche gli interessi di dilazione. Le regole di calcolo cambiano a seconda che ti trovi in fase amministrativa o in fase di riscossione coattiva.

Interessi in fase amministrativa INPS

In fase amministrativa, gli interessi di dilazione sono pari al tasso ufficiale di riferimento BCE maggiorato di 6 punti percentuali, come previsto dall’art. 116 della Legge 388/2000. Si tratta dello stesso tasso applicato alle sanzioni civili ridotte per omissione contributiva. Il tasso può variare nel corso del piano di dilazione perché segue le decisioni della Banca Centrale Europea sui tassi.

Esempio: se il tasso ufficiale BCE è al 3%, gli interessi di dilazione INPS in fase amministrativa saranno pari al 9% annuo.

Interessi in fase di riscossione (AdE-R)

Quando il debito è iscritto a ruolo, sulle somme rateizzate si applicano gli interessi di dilazione previsti dall’art. 21 del DPR 602/1973, attualmente fissati al 4,5% annuo. Questo tasso è generalmente più favorevole rispetto a quello applicato in fase amministrativa, ma attenzione: sui ruoli si pagano anche gli aggi e i compensi di riscossione, che incrementano l’importo finale.

Formula di calcolo della rata mensile

Per calcolare l’importo della rata mensile si usa la formula della rata costante (sistema francese), simile a quella dei mutui bancari:

Rata = C × [i × (1+i)^n] / [(1+i)^n – 1]
dove:
C = capitale (debito iniziale)
i = tasso di interesse mensile (tasso annuo / 12)
n = numero di rate

Nella pratica, sia INPS sia AdE-R mettono a disposizione simulatori online nell’area riservata del proprio portale (con SPID, CIE o CNS), che calcolano automaticamente il piano di ammortamento con le rate effettive.

Come presentare la domanda di dilazione

La procedura per ottenere una dilazione è interamente telematica e cambia a seconda dell’ente competente. Vediamo i due canali.

Domanda di dilazione amministrativa INPS

Per presentare la domanda all’INPS in fase amministrativa devi:

  1. Accedere al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
  2. Cercare il servizio “Rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa”
  3. Selezionare la gestione di riferimento (Artigiani, Commercianti, Gestione Separata, UniEmens, lavoratori domestici, agricoli)
  4. Indicare il numero di rate richieste (fino a 24 per la competenza ordinaria, oltre con motivazione)
  5. Allegare la documentazione richiesta in caso di piani superiori a 24 rate
  6. Confermare l’invio e attendere il provvedimento di accoglimento o diniego

Il piano viene generalmente comunicato entro pochi giorni, con indicazione delle scadenze mensili e degli importi delle rate. Il pagamento avviene con F24 precompilato o con MAV.

Domanda di dilazione per cartelle esattoriali (AdE-R)

Se il debito è già stato iscritto a ruolo e ti è arrivata una cartella o un avviso di addebito, devi rivolgerti ad Agenzia delle Entrate-Riscossione:

  1. Accedi all’area riservata di AdE-R (agenziaentrateriscossione.gov.it) con SPID, CIE o CNS
  2. Seleziona “Rateizza il debito” e individua le cartelle/avvisi da rateizzare
  3. Per importi fino a 120.000 euro: scegli la dilazione “semplice” (sola dichiarazione) o quella “documentata” (con prova della difficoltà)
  4. Per importi superiori a 120.000 euro: solo dilazione documentata
  5. Carica i documenti richiesti (ISEE, bilanci, indici di bilancio)
  6. Conferma la richiesta: il piano è generalmente concesso entro pochi giorni

Una volta accolta la richiesta, il piano viene caricato nell’area riservata. Le rate si pagano con i bollettini PagoPA inviati da AdE-R, oppure con addebito SEPA automatico (consigliato per evitare dimenticanze).

Decadenza dalla rateazione: cosa succede se salti una rata

La decadenza dalla dilazione è una delle situazioni più temute dai contribuenti, perché comporta conseguenze pesanti. Le regole sono diverse tra fase amministrativa INPS e fase di riscossione AdE-R.

Decadenza in fase amministrativa INPS

Si decade dalla dilazione amministrativa INPS quando si omette il pagamento di una sola rata alla scadenza prevista. La conseguenza è l’iscrizione immediata a ruolo dell’intero residuo del debito (capitale + sanzioni + interessi maturati), con perdita del beneficio della rateazione e passaggio al sistema più costoso della riscossione coattiva.

Decadenza nella riscossione AdE-R

Con la riforma del D.Lgs. 110/2024 sono cambiate anche le regole sulla decadenza. Per i piani concessi dall’AdE-R, la decadenza scatta in caso di mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive, durante l’intero piano. Si tratta di una soglia più tollerante rispetto al passato, pensata proprio per dare maggior flessibilità al contribuente che attraversa fasi di difficoltà.

Attenzione: in caso di decadenza dalla rateizzazione AdE-R, le somme residue non possono più essere oggetto di una nuova dilazione, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge (per esempio per i debiti diversi da quelli oggetto del piano decaduto).

Esempi pratici di calcolo della rata

Vediamo ora alcuni esempi numerici per renderti più concreto il funzionamento delle dilazioni.

Esempio 1: artigiano con debito IVS in fase amministrativa

Situazione: Marco, artigiano idraulico di Udine, non ha versato 4 rate fisse della Gestione Artigiani per un totale di 18.000 euro. Riceve un avviso bonario INPS prima dell’iscrizione a ruolo. Chiede una dilazione a 24 mesi al Direttore della sede INPS di Udine.

  • Capitale: 18.000 €
  • Rate: 24 mensili
  • Tasso di riferimento (esempio): 9% annuo (BCE 3% + 6 punti)
  • Rata mensile stimata: circa 822 €
  • Totale rimborsato: circa 19.728 € (interessi di circa 1.728 €)

Esempio 2: srl con cartella esattoriale INPS

Situazione: Bianchi Srl, piccola impresa edile di Tavagnacco (UD), riceve nel 2026 una cartella esattoriale per 95.000 euro di contributi UniEmens non versati. Chiede ad AdE-R una dilazione “su semplice richiesta” (debito sotto 120.000 €) per il massimo consentito: 84 rate.

  • Capitale: 95.000 €
  • Rate: 84 mensili (7 anni)
  • Tasso di interesse di dilazione: 4,5% annuo
  • Rata mensile stimata: circa 1.320 €
  • Totale rimborsato: circa 110.880 €

Esempio 3: professionista Gestione Separata in crisi grave

Situazione: Laura, psicologa libero professionista iscritta alla Gestione Separata, ha accumulato 32.000 euro di contributi non versati negli ultimi 3 anni a causa di una grave malattia. Ottiene, con il supporto del CAF, una dilazione a 60 rate dal Comitato Amministratore della Gestione Separata.

  • Capitale: 32.000 €
  • Rate: 60 mensili (5 anni)
  • Tasso di riferimento (esempio): 9% annuo
  • Rata mensile stimata: circa 664 €
  • Totale rimborsato: circa 39.840 €

Gli esempi sopra sono indicativi e basati su tassi di riferimento ipotetici. Gli importi effettivi delle rate dipendono dal tasso BCE vigente al momento della concessione e dalle modalità di calcolo applicate dall’ente competente.

Consigli pratici e ruolo del CAF

Le dilazioni INPS sono uno strumento utile ma vanno gestite con attenzione. Ecco i consigli che diamo ai nostri clienti del CAF Centro Fiscale di Udine.

Non aspettare l’iscrizione a ruolo

La fase amministrativa INPS è quasi sempre più conveniente della riscossione coattiva, perché evita aggi, compensi di riscossione e le sanzioni piene. Se hai un avviso bonario o un avviso di addebito non ancora notificato come cartella, attivati subito per la dilazione amministrativa prima che il debito venga affidato ad AdE-R.

Calibra il numero di rate

Chiedere il numero massimo di rate sembra sempre la scelta migliore (rata più bassa, più sostenibile), ma comporta maggiori interessi totali. Valuta con attenzione: se hai una rata di 1.000 euro a 24 mesi e una di 600 euro a 60 mesi, nel secondo caso pagherai più interessi sull’intero periodo. Il CAF può aiutarti a fare la simulazione e scegliere l’opzione migliore.

Attiva l’addebito automatico SEPA

Una rata saltata in fase amministrativa INPS comporta la decadenza immediata. Per evitare questo rischio, attiva l’addebito SEPA automatico sul conto corrente: in questo modo le rate vengono prelevate alle scadenze previste senza che tu debba ricordartene. Verifica però sempre che il conto abbia disponibilità sufficiente.

Pianifica i flussi di cassa

Prima di firmare un piano di rateazione, fai una proiezione realistica dei tuoi flussi di cassa per tutta la durata del piano. Includi anche i contributi correnti (continuano a maturare durante la dilazione!) e le imposte. Un piano sostenibile sulla carta ma troppo aggressivo nella pratica porta inevitabilmente a decadenza.

Affidati al CAF per la pratica

La normativa in materia di dilazioni INPS è in continua evoluzione, soprattutto dopo la Riforma della Riscossione 2024-2026. Le competenze interne dell’INPS (Direttore di sede, Direttore Regionale, Comitato Amministratore), la documentazione da produrre per i piani lunghi, il coordinamento con AdE-R per i carichi già iscritti a ruolo richiedono esperienza specifica. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste artigiani, commercianti, professionisti e datori di lavoro di tutto il Friuli Venezia Giulia nella predisposizione delle domande di dilazione, nella scelta del piano più conveniente e nella gestione del rapporto con INPS e Agenzia delle Entrate-Riscossione.

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Domande frequenti

Posso chiedere la dilazione anche se non ho ancora ricevuto un avviso di addebito?

Sì, è possibile presentare istanza di rateazione anche su debiti contributivi non ancora oggetto di formale richiesta di pagamento, purché siano scaduti e iscritti nella tua posizione contributiva. Anzi, agire tempestivamente è raccomandato per evitare l’aggravarsi delle sanzioni civili.

Durante la dilazione devo continuare a pagare i contributi correnti?

Assolutamente sì. La dilazione riguarda solo i debiti pregressi indicati nel piano. I contributi correnti (le rate fisse trimestrali per artigiani e commercianti, l’UniEmens mensile per i datori di lavoro, i contributi a percentuale per professionisti) vanno comunque versati alle ordinarie scadenze. Omettere i contributi correnti durante la dilazione genera nuovi debiti e può compromettere il DURC.

La dilazione INPS mi permette di ottenere il DURC regolare?

Sì. Uno dei principali vantaggi della dilazione è il mantenimento del DURC regolare a condizione che paghi regolarmente le rate del piano. Per le imprese che lavorano con la PA o che vogliono usufruire di bonus edilizi e crediti d’imposta, è un requisito essenziale.

Posso estinguere anticipatamente la dilazione?

Sì. In qualsiasi momento puoi versare l’intero importo residuo (capitale + interessi maturati al momento dell’estinzione) e chiudere il piano. L’estinzione anticipata ti fa risparmiare sugli interessi delle rate future.

Se sono in regime forfettario posso rateizzare i contributi INPS Gestione Separata?

Sì, i contributi della Gestione Separata INPS (26,07% nel 2026 per i professionisti senza altra copertura previdenziale, 24% per chi è iscritto ad altre gestioni o pensionati) possono essere rateizzati come qualsiasi altro debito contributivo. Le regole della dilazione amministrativa e di quella sui ruoli sono le stesse.

Cosa succede se decado dalla rateazione?

In caso di decadenza, l’intero residuo del debito (capitale, sanzioni e interessi) diventa immediatamente esigibile. In fase amministrativa, il debito viene iscritto a ruolo e affidato ad AdE-R. In fase di riscossione, partono le procedure esecutive (fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento). Inoltre, di norma non è più possibile chiedere una nuova rateazione sullo stesso debito.

Posso chiedere la dilazione a 60 mesi solo se sono in grave crisi?

In fase amministrativa, le dilazioni più lunghe (fino a 60 rate) sono concesse solo in casi di particolare gravità e richiedono documentazione. In fase di riscossione AdE-R, invece, già nel 2025-2026 puoi chiedere fino a 84 rate su semplice dichiarazione (per importi sotto 120.000 €) e fino a 120 rate con documentazione, senza necessità di essere in crisi grave.

Conclusioni e prossimi passi

Le dilazioni INPS rappresentano un’opportunità concreta per uscire da una situazione di debito contributivo senza compromettere la continuità della propria attività o della propria vita professionale. Con la Riforma della Riscossione 2024-2026 il quadro normativo è oggi più favorevole rispetto al passato, soprattutto per i debiti iscritti a ruolo, dove le rate possono arrivare fino a 84 (su semplice richiesta) o 120 (con documentazione).

Tuttavia, ottenere una dilazione richiede attenzione: documentazione corretta, scelta del numero di rate adeguato ai propri flussi di cassa, gestione puntuale dei pagamenti per evitare decadenze. Affidarsi a un CAF esperto come Centro Fiscale di Udine ti permette di valutare la soluzione migliore per la tua situazione specifica, gestire al meglio la documentazione e mantenere il DURC sempre regolare.

Se hai debiti contributivi INPS e vuoi capire quale dilazione ti conviene davvero, prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri consulenti analizzeranno la tua posizione contributiva, simuleranno i piani di rateazione possibili e ti accompagneranno passo dopo passo nella presentazione della domanda. Chiamaci allo 0432 1638640, scrivici su WhatsApp al 366 6018121 o scrivi a info@centrofiscale.com.

Fonti normative principali: D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110 (Riforma della Riscossione); art. 19 DPR 602/1973 come modificato dal D.Lgs. 110/2024; art. 116 Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (sanzioni civili e interessi di dilazione); Circolare INPS n. 108 del 12 luglio 2013 e successive integrazioni in materia di rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa.

Maggio 22, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 17:44:562026-05-31 17:46:29Dilazioni INPS fino a 60 mesi: le nuove regole per chi ha debiti contributivi
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

Rottamazione Quinquies: Proroga, Estensione a IMU, TARI e Multe – La Proposta 2026

ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

La rottamazione quinquies continua a essere al centro del dibattito fiscale italiano: dopo le scadenze del 2025 e le proroghe gia concesse, nel 2026 si torna a parlare di una possibile estensione della definizione agevolata anche ai debiti locali come IMU, TARI e multe. Una proposta che, se approvata, potrebbe coinvolgere milioni di contribuenti con cartelle esattoriali nei confronti dei Comuni. In questo articolo analizziamo nel dettaglio lo stato attuale della rottamazione quinquies, le proposte di proroga in discussione e le possibili modalita di estensione ai tributi locali.

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Indice dei contenuti

  1. Rottamazione quinquies: stato attuale e scadenze 2026
  2. La proposta di proroga: cosa prevede
  3. Estensione a IMU e TARI: come funzionerebbe
  4. Rottamazione delle multe: la proposta per le sanzioni comunali
  5. Iter parlamentare e tempistiche di approvazione
  6. Chi beneficerebbe dell’estensione
  7. Calcolo del risparmio: esempi pratici
  8. Differenze tra tributi erariali e tributi locali
  9. Rischi e critiche della proposta
  10. Come prepararsi all’eventuale apertura
  11. Domande frequenti

Rottamazione quinquies: stato attuale e scadenze 2026

La rottamazione quinquies, introdotta nell’ambito del collegato fiscale alla Legge di Bilancio 2025, ha rappresentato l’ultima grande opportunita di definizione agevolata dei debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER). A differenza delle precedenti edizioni, questa quinta sanatoria ha permesso di estinguere i debiti fiscali presenti nelle cartelle esattoriali pagando solo le somme dovute a titolo di imposta e interessi legali, con la cancellazione integrale di sanzioni e interessi di mora.

I termini originali prevedevano la presentazione della domanda entro il 30 aprile 2025, successivamente prorogata. Secondo i dati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, la rottamazione quinquies ha raccolto oltre 3 milioni di domande, per un ammontare complessivo di debiti rottamati superiore ai 50 miliardi di euro. Un risultato che testimonia l’enorme platea di contribuenti in difficolta con il fisco.

Le scadenze attualmente in vigore per il pagamento delle rate della rottamazione quinquies nel 2026 riguardano i contribuenti che hanno aderito e ricevuto il piano di pagamento da ADER. Il mancato pagamento di una rata entro i termini comporta la decadenza dal beneficio e il ripristino dell’intero debito originario, comprensivo di sanzioni e interessi.

La proposta di proroga: cosa prevede

Nel corso del 2026, diversi gruppi parlamentari hanno avanzato proposte di modifica al regime della rottamazione quinquies, con due obiettivi principali: prorogare i termini di pagamento per i contribuenti gia aderenti e riaprire la finestra di adesione per chi non ha ancora regolarizzato la propria posizione fiscale.

La proposta di proroga, discussa in sede parlamentare, prevede le seguenti misure principali:

  • Proroga delle rate in scadenza nel 2026: slittamento di 6-12 mesi per i pagamenti gia pianificati, con l’obiettivo di alleggerire il carico sui contribuenti in difficolta finanziaria.
  • Riapertura dell’adesione: nuova finestra per presentare le domande di definizione agevolata, rivolta ai contribuenti che non hanno aderito in tempo o che sono decaduti per mancato pagamento.
  • Estensione dell’ambito applicativo: inclusione di tipologie di debiti attualmente escluse, in particolare i tributi locali come IMU, TARI e sanzioni amministrative (multe).
  • Rateizzazione estesa: possibilita di suddividere il debito in un numero maggiore di rate, fino a 120 rate mensili per i debiti piu consistenti.

E importante precisare che, al momento della redazione di questo articolo, si tratta ancora di proposte in fase di discussione e non di norme gia approvate. Il Parlamento sta valutando l’inserimento di queste misure nel prossimo provvedimento fiscale di urgenza o nel collegato alla Legge di Bilancio 2027.

Estensione a IMU e TARI: come funzionerebbe

Uno degli aspetti piu innovativi della proposta riguarda l’estensione della rottamazione ai tributi locali, in particolare all’IMU (Imposta Municipale Propria) e alla TARI (Tassa sui Rifiuti). Attualmente, queste imposte comunali sono escluse dall’ambito applicativo della rottamazione quinquies, che si applica solo ai debiti iscritti a ruolo e affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Il meccanismo proposto per l’estensione dell’IMU alla rottamazione prevede una doppia modalita di intervento:

  • Per i debiti IMU gia iscritti a ruolo: l’inclusione automatica nell’ambito della rottamazione quinquies, con le stesse regole gia previste per i tributi erariali (cancellazione di sanzioni e interessi di mora, pagamento solo dell’imposta dovuta).
  • Per i debiti IMU non ancora iscritti a ruolo: istituzione di una procedura speciale di sanatoria diretta con il Comune, con condizioni agevolate definite da ciascun ente locale nell’ambito di linee guida nazionali.

Per quanto riguarda la TARI, la proposta e analoga: i Comuni avrebbero la facolta – non l’obbligo – di aderire al sistema di rottamazione, predisponendo proprie procedure di definizione agevolata in linea con le disposizioni statali. Questo aspetto e cruciale: non tutti i Comuni sarebbero obbligati ad applicare la rottamazione ai tributi locali, creando una potenziale disomogeneita territoriale.

Secondo le stime preliminari, i debiti IMU e TARI non pagati presenti nelle cartelle esattoriali comunali ammonterebbero a oltre 20 miliardi di euro, una cifra che rende comprensibile l’interesse dei contribuenti per questa possibile estensione.

Rottamazione delle multe: la proposta per le sanzioni comunali

Oltre a IMU e TARI, la proposta di estensione della rottamazione quinquies include anche le sanzioni amministrative comunali, comunemente chiamate “multe”. Si tratta prevalentemente di contravvenzioni al Codice della Strada (verbali per infrazioni al CDS) e di sanzioni per violazioni a regolamenti comunali.

La rottamazione delle multe avrebbe caratteristiche specifiche rispetto agli altri tributi:

  • Pagamento solo della sanzione base: eliminazione delle maggiorazioni per tardivo pagamento (che possono raddoppiare o triplicare l’importo originario) e degli interessi maturati.
  • Cancellazione degli interessi di mora: le sanzioni per ritardato pagamento, spesso molto elevate per le multe piu vecchie, verrebbero azzerate.
  • Esclusione delle sanzioni penali: la rottamazione non si applicherebbe alle sanzioni derivanti da illeciti penali, ma solo a quelle di natura amministrativa.
  • Limite temporale: la proposta prevede che siano rottamabili le sanzioni affidate alla riscossione entro una certa data, con ogni probabilita fissata al 31 dicembre 2023 per allineamento con le altre cartelle.

L’introduzione della rottamazione delle multe ha suscitato un acceso dibattito. I sostenitori evidenziano che molti cittadini si trovano con cartelle esattoriali per sanzioni ormai moltiplicate da anni di interessi e maggiorazioni, rendendo di fatto impossibile il pagamento. I critici, invece, sottolineano il rischio di un effetto moral hazard: incentivare chi non paga nell’aspettativa di future sanatorie.

Iter parlamentare e tempistiche di approvazione

La proposta di proroga e di estensione della rottamazione quinquies sta seguendo un iter parlamentare complesso. Al momento, le discussioni si svolgono principalmente in sede di Commissione Finanze, sia alla Camera che al Senato, nell’ambito dei lavori preparatori per il prossimo provvedimento fiscale.

I principali ostacoli all’approvazione riguardano:

  • Copertura finanziaria: ogni proroga o estensione deve essere finanziata. Il Governo deve trovare le risorse necessarie a compensare il mancato gettito derivante dalla cancellazione di sanzioni e interessi.
  • Consenso degli enti locali: i Comuni devono essere coinvolti nella definizione delle regole per la rottamazione dei tributi locali, e non tutti sono favorevoli a rinunciare a entrate gia accertate.
  • Compatibilita con il PNRR: alcune misure di condono fiscale potrebbero essere in tensione con gli impegni assunti dall’Italia nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
  • Precedenti giurisprudenziali: la Corte Costituzionale ha gia avuto modo di pronunciarsi sulle sanatorie fiscali, ponendo dei limiti alla loro applicazione reiterata.

Le tempistiche ipotizzate per l’eventuale approvazione della norma variano tra un decreto legge estivo 2026 (nel caso di urgenza dichiarata) e il collegato fiscale alla Legge di Bilancio 2027. In ogni caso, prima di procedere con qualsiasi pianificazione, e fondamentale attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Chi beneficerebbe dell’estensione

Se la proposta di estensione della rottamazione quinquies a IMU, TARI e multe venisse approvata, la platea dei potenziali beneficiari sarebbe molto ampia. Analizziamo le categorie principali:

Proprietari di immobili con debiti IMU

I proprietari di immobili che negli anni non hanno versato o hanno versato in misura insufficiente l’IMU sarebbero tra i principali beneficiari. Si tratta spesso di situazioni in cui il debito originario, ampliato da anni di sanzioni (30% di maggiorazione) e interessi di mora (oltre il 5% annuo), ha raggiunto importi difficilmente sostenibili. Con la rottamazione, potrebbero pagare solo il tributo originariamente dovuto, con un risparmio anche superiore al 50% del totale richiesto.

Famiglie e imprese con debiti TARI

Numerose famiglie e piccole imprese hanno accumulato debiti TARI negli anni, in particolare nel periodo della crisi economica da Covid-19 (2020-2021) e durante la successiva crisi energetica. Anche in questo caso, le sanzioni e gli interessi hanno spesso reso il debito complessivo molto superiore all’importo originario della tassa sui rifiuti.

Conducenti con vecchie sanzioni al Codice della Strada

Chi ha ricevuto verbali per infrazioni al Codice della Strada mai pagati e successivamente affidati alla riscossione coattiva potrebbe beneficiare dell’eliminazione delle maggiorazioni. Le sanzioni del CDS, se non pagate entro 60 giorni, vengono aumentate del 10% ogni anno, rendendo spesso il debito complessivo multiplo dell’importo originario della contravvenzione.

Calcolo del risparmio: esempi pratici

Per comprendere meglio il potenziale vantaggio economico dell’estensione della rottamazione quinquies, vediamo alcuni esempi pratici di calcolo del risparmio.

Esempio 1: Debito IMU da 5.000 euro

Un contribuente ha un debito IMU di 5.000 euro risalente al 2019, mai pagato e ora in cartella esattoriale. Ecco come si compone il totale attualmente richiesto:

VoceImporto
IMU originaria 20195.000 euro
Sanzione 30%1.500 euro
Interessi legali 2019-2026 (circa 5 anni)875 euro
Interessi di mora ADER350 euro
Spese di notifica e procedura120 euro
Totale cartella7.845 euro
Con rottamazione (solo IMU + interessi legali)5.875 euro
Risparmio1.970 euro (circa 25%)

Esempio 2: Multa da 200 euro diventata 800 euro

Un comune verbale per infrazione stradale da 200 euro del 2018, mai pagato, puo trasformarsi in una cartella esattoriale di importo notevolmente superiore:

VoceImporto
Multa originaria 2018200 euro
Maggiorazione 100% (non pagata in 60 gg)200 euro
Maggiorazioni annuali ADER (10% x anni)160 euro
Interessi di mora85 euro
Spese procedura65 euro
Totale cartella710 euro
Con rottamazione (solo sanzione base)200 euro
Risparmio510 euro (circa 72%)

Come si vede dagli esempi, il beneficio della rottamazione e tanto maggiore quanto piu il debito e datato, poiche sanzioni e interessi si accumulano nel tempo aumentando significativamente l’importo originario.

Differenze tra tributi erariali e tributi locali nella rottamazione

E fondamentale comprendere le differenze strutturali tra la rottamazione dei tributi erariali (IRPEF, IVA, IRES, gestita da ADER) e la possibile rottamazione dei tributi locali (IMU, TARI, gestiti dai Comuni). Queste differenze influenzano le modalita di adesione e i vantaggi ottenibili.

CaratteristicaTributi erariali (ADER)Tributi locali (Comuni)
Ente gestoreAgenzia Entrate-RiscossioneComune o concessionario locale
Procedura di adesioneUnica (modulo ADER online)Differenziata per Comune
ObbligatorietaSi applica a tuttiFacolta del singolo Comune
Cancellazione sanzioni100% sanzioni e interessi moraDa definire (proposta: 100%)
Pagamento minimoImposta + interessi legaliSolo imposta (proposta)
Rate disponibiliFino a 60 rateDa definire localmente
ScadenzaUnica nazionalePotenzialmente variabile

Questa disomogeneita potenziale e uno dei principali punti critici della proposta. Se ogni Comune potesse decidere autonomamente se aderire e con quali modalita, si rischierebbe una situazione in cui i contribuenti di alcuni Comuni beneficiano della rottamazione mentre altri, nella stessa regione, no. Una situazione che potrebbe generare contenziosi e dubbi di legittimita costituzionale sul piano della parita di trattamento.

Rischi e critiche della proposta

La proposta di proroga ed estensione della rottamazione quinquies non e priva di critiche e rischi. I principali punti di discussione riguardano sia l’efficienza del sistema fiscale che la giustizia distributiva.

Il problema del moral hazard

Il principale rischio evidenziato dai critici e quello del moral hazard: la ripetizione di sanatorie e rottamazioni (dalla “rottamazione bis” del 2018 alla quinta edizione del 2025) rischia di creare nei contribuenti la convinzione che non pagare le tasse sia conveniente, nell’attesa della prossima sanatoria. Questo fenomeno, documentato da diversi studi economici, puo erodere la cultura del pagamento spontaneo delle imposte e ridurre il gettito fiscale nel medio-lungo periodo.

L’impatto sulle casse comunali

Per i Comuni, la rottamazione di IMU e TARI avrebbe un impatto significativo sulle entrate. Molti enti locali hanno gia contabilizzato una parte di questi crediti nei propri bilanci, e la loro cancellazione (anche parziale) potrebbe creare difficolta di cassa. Per questo motivo, alcune associazioni di Comuni hanno espresso perplessita sulla proposta, chiedendo meccanismi compensativi da parte dello Stato.

Iniquita verso i contribuenti in regola

Un’altra critica frequente riguarda l’iniquita verso chi ha pagato regolarmente. I contribuenti che, spesso con sacrificio, hanno onorato i propri debiti fiscali si trovano in una posizione di svantaggio rispetto a chi ha evitato di pagare e ora beneficia di una sanatoria. Questo tema di equita e particolarmente sentito in relazione alle multe stradali, dove chi ha pagato puntualmente si trova ad aver pagato importi molto superiori a chi ottiene la rottamazione.

Come prepararsi all’eventuale apertura della rottamazione estesa

Anche se la proposta non e ancora legge, e possibile prepararsi in anticipo per essere pronti ad aderire tempestivamente nel caso in cui venisse approvata. Ecco i passi consigliati:

1. Verificare i debiti IMU e TARI pregressi

Il primo passo e verificare la propria posizione debitoria nei confronti del Comune. E possibile farlo:

  • Accedendo al portale del proprio Comune nella sezione tributi locali
  • Richiedendo un estratto conto tributario allo sportello tributi del Comune
  • Consultando il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (area riservata) per i debiti gia passati in cartella esattoriale
  • Verificando le eventuali comunicazioni di iscrizione a ruolo ricevute negli anni precedenti

2. Raccogliere la documentazione

E utile raccogliere tutta la documentazione relativa ai debiti: avvisi di accertamento IMU, comunicazioni TARI, verbali per infrazioni stradali e relative cartelle esattoriali. Avere tutto a portata di mano facilitera la verifica dei debiti rottamabili e il calcolo del risparmio ottenibile.

3. Valutare la convenienza

Non sempre la rottamazione e la scelta migliore. In alcuni casi, potrebbe essere piu conveniente:

  • Contestare un avviso di accertamento IMU che si ritiene infondato
  • Richiedere la rateizzazione ordinaria del debito (fino a 72 rate per ADER)
  • Valutare il ravvedimento operoso per debiti ancora non iscritti a ruolo, con sanzioni ridotte
  • Verificare se il debito e prescritto (i tributi locali si prescrivono generalmente in 5 anni)

Per una valutazione accurata della propria situazione, e sempre consigliabile rivolgersi a un professionista qualificato come il CAF Centro Fiscale, che puo analizzare la posizione specifica e consigliare la soluzione piu vantaggiosa.

4. Monitorare l’iter legislativo

E fondamentale seguire l’evoluzione della normativa. La proposta di proroga ed estensione della rottamazione quinquies e ancora in fase di discussione, e le condizioni definitive potrebbero differire significativamente da quelle attuali. Le fonti da monitorare includono la Gazzetta Ufficiale, il sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze e il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

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Domande frequenti sulla rottamazione quinquies e la proposta di proroga

La rottamazione quinquies si applica gia all’IMU?

No. Attualmente la rottamazione quinquies si applica solo ai debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER), che gestisce i tributi erariali. L’IMU, la TARI e le multe comunali sono tributi locali e attualmente esclusi. La loro inclusione e oggetto di una proposta in fase di discussione parlamentare, non ancora approvata.

Quando verranno comunicati i termini definitivi della proroga?

Le tempistiche dipendono dall’iter parlamentare. Le ipotesi piu accreditate indicano un possibile decreto legge estivo 2026 oppure l’inserimento nella legge collegata alla Manovra 2027. Per essere aggiornati tempestivamente, e consigliabile iscriversi alla newsletter del CAF Centro Fiscale o monitorare la Gazzetta Ufficiale.

Come faccio a sapere se ho debiti IMU o TARI in cartella esattoriale?

Puoi verificarlo accedendo all’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER) con SPID, CIE o CNS. Troverai tutte le cartelle a tuo carico, comprese quelle per tributi locali che il Comune ha affidato alla riscossione coattiva. In alternativa, puoi rivolgerti allo sportello tributi del tuo Comune.

Se ho gia aderito alla rottamazione quinquies, posso beneficiare anche dell’estensione ai tributi locali?

Si, se la proposta venisse approvata, potrebbe essere prevista una procedura separata per aderire alla parte relativa ai tributi locali, anche per chi ha gia aderito alla rottamazione quinquies ordinaria. Le due procedure riguardano debiti diversi e sarebbero gestite da enti diversi (ADER vs Comuni).

Conviene aspettare la rottamazione estesa o e meglio pagare adesso?

Dipende dalla situazione specifica. Se hai debiti IMU, TARI o multe significativi e il risparmio atteso e consistente, puo valere la pena attendere qualche mese per capire se la proposta viene approvata. Tuttavia, nel frattempo il debito continua a maturare interessi e il rischio di azioni esecutive (pignoramenti) non scompare. Il consiglio e di consultare il CAF Centro Fiscale per valutare caso per caso.


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    Fisco, stop alla tregua: da settembre tornano cartelle e scadenze

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Con la fine di agosto si chiude la parentesi estiva che ogni anno rallenta l’attività del fisco. A partire da settembre 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione riprende a pieno ritmo la notifica di cartelle esattoriali e gli uffici tributari tornano operativi con tutte le scadenze fiscali ordinarie. Per milioni di contribuenti italiani, i prossimi mesi saranno un periodo cruciale da non sottovalutare.

    Indice dei contenuti

    • Cos’è la tregua fiscale estiva
    • Da settembre riprendono le cartelle esattoriali
    • Le principali scadenze fiscali di settembre 2026
    • Cosa fare se si riceve una cartella
    • Domande frequenti

    Cos’è la tregua fiscale estiva

    Ogni anno, nel periodo estivo compreso tra agosto e la prima settimana di settembre, il sistema fiscale italiano osserva una sorta di sospensione informale delle attività più pressanti. Non si tratta di una vera e propria “tregua” normativa fissata per legge in modo unitario, ma di un rallentamento operativo che coinvolge sia l’Agenzia delle Entrate-Riscossione nella notifica degli atti, sia gli uffici tributari nell’elaborazione delle pratiche.

    Questo periodo di relativa calma è storicamente associato alle ferie estive e alla minore produttività degli uffici pubblici. Per i contribuenti significa meno lettere dal fisco, meno notifiche di cartelle e, in genere, meno pressione immediata. Tuttavia, è una pausa temporanea: non cancella i debiti, non azzera le pendenze e non proroga automaticamente le scadenze.

    Da settembre riprendono le cartelle esattoriali

    Con settembre 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione riprende a piena capacità l’invio delle cartelle esattoriali, dei solleciti di pagamento e delle comunicazioni di irregolarità. I contribuenti che hanno posizioni aperte — debiti non pagati, rateizzazioni in corso, avvisi bonari inevasi — potrebbero ricevere corrispondenza dal fisco già nelle prime settimane del mese.

    In particolare, tornano operative le notifiche relative a:

    • Cartelle di pagamento per tributi non versati (IRPEF, IVA, contributi INPS);
    • Avvisi di accertamento e comunicazioni di irregolarità da controlli automatizzati;
    • Solleciti per rate di piani di rateizzazione eventualmente saltate;
    • Atti di pignoramento su conti correnti o stipendi per debiti già consolidati.

    Chi ha in sospeso una domanda di rateizzazione o ha presentato ricorso dovrebbe verificare lo stato della propria posizione attraverso il portale AdeR o rivolgendosi a un professionista fiscale.

    Le principali scadenze fiscali di settembre 2026

    Settembre è tradizionalmente uno dei mesi più impegnativi per il calendario fiscale italiano. Tra le scadenze ordinarie che tornano in primo piano nel mese:

    • 16 settembre: versamento dell’acconto IVA per i contribuenti trimestrali, saldo ritenute sui redditi di lavoro dipendente e autonomo (F24), contributi INPS artigiani e commercianti;
    • 30 settembre: termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi 730 (Modello 730 precompilato e ordinario) per l’anno d’imposta 2025. Chi non ha presentato entro luglio può ancora farlo con il modello ordinario entro questa data;
    • Ravvedimento operoso: chi ha saltato scadenze estive può regolarizzare la propria posizione con sanzioni ridotte, ma i tempi stringono.

    Per i contribuenti in regime forfettario, settembre porta anche la scadenza per eventuali versamenti contributivi legati al calendario INPS Gestione Separata e alle gestioni artigiani/commercianti.

    Cosa fare se si riceve una cartella

    Ricevere una cartella esattoriale non è motivo di panico, ma richiede attenzione e tempestività. Ecco i passi principali da seguire:

    1. Verificare la correttezza della cartella: controllare importo, tributo di riferimento, anno e codice fiscale. Gli errori non sono rari.
    2. Rispettare i termini: dalla notifica si hanno in genere 60 giorni per pagare, chiedere la rateizzazione o presentare ricorso (se si ritiene la cartella illegittima).
    3. Valutare la rateizzazione: l’Agenzia delle Entrate-Riscossione consente di rateizzare i debiti fino a 120 rate mensili (10 anni) per importi superiori a 120.000 euro, con domanda online o tramite sportello.
    4. Verificare eventuali definizioni agevolate: prima di pagare l’intero importo, è opportuno verificare se sono in vigore misure di rottamazione o saldo e stralcio applicabili alla propria posizione.
    5. Rivolgersi a un professionista: in caso di importi rilevanti o situazioni complesse, un CAF o un commercialista può aiutare a valutare le opzioni disponibili.

    Domande frequenti

    La tregua fiscale estiva sospende davvero le cartelle?

    Non esiste una norma che imponga una sospensione generale delle notifiche in agosto. In pratica l’attività rallenta per via delle ferie, ma non si ferma del tutto. Dal 1° settembre si torna a piena operatività.

    Entro quando devo presentare il 730 se non l’ho ancora fatto?

    Il termine per la presentazione del Modello 730 ordinario (tramite CAF o intermediario abilitato) è il 30 settembre 2026. Dopo questa data si può ancora presentare il Modello Redditi PF entro il 31 ottobre 2026, ma con eventuali sanzioni se si è in ritardo sul versamento.

    Posso rateizzare una cartella ricevuta a settembre?

    Sì. La rateizzazione è possibile entro i 60 giorni dalla notifica della cartella. Per debiti fino a 120.000 euro si può ottenere fino a 72 rate mensili senza dover dimostrare difficoltà economiche; per importi superiori si può arrivare a 120 rate documentando la situazione.

    Cosa succede se non pago la cartella entro 60 giorni?

    Se non si paga e non si chiede la rateizzazione entro i 60 giorni, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può avviare le procedure esecutive: pignoramento del conto corrente, dello stipendio o della pensione, e iscrizione di ipoteca o fermo amministrativo sui beni.


    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

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    Rottamazione Quinquies 2026: Calendario Rate Residue e Cosa Fare se Hai Saltato il 31 Luglio

    ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

    Il 31 luglio 2026 è passato, ma per la rottamazione quinquies il calendario non si ferma qui. Chi ha scelto il piano a 54 rate deve tenere sotto controllo tutte le prossime scadenze fino al 2035, mentre chi ha mancato il pagamento della prima rata (o dell’unica soluzione) si trova davanti a una domanda urgente: cosa succede adesso? In questo articolo ripercorriamo il calendario completo delle rate residue della rottamazione quinquies 2026, spieghiamo cosa fare in pratica se hai saltato la scadenza del 31 luglio e quali sono i margini concreti per rimettersi in regola prima che scatti la decadenza. Se hai dubbi sul tuo piano di pagamento, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificarlo e a capire come muoverti.

    Indice dei contenuti

    • Hai saltato il 31 luglio? Ecco cosa fare subito
    • Calendario completo delle rate residue rottamazione quinquies 2026-2035
    • Decadenza dalla rottamazione quinquies: quando scatta e cosa comporta
    • Esistono margini di recupero dopo la decadenza?
    • Come recuperare i moduli e verificare il tuo piano rateale

    Hai saltato il 31 luglio? Ecco cosa fare subito

    Se non sei riuscito a versare la prima rata (o l’unica soluzione) della rottamazione quinquies entro il 31 luglio 2026, la prima cosa da sapere è che non tutto è perduto immediatamente. La normativa (Legge n. 199/2025) prevede una tolleranza di 5 giorni di calendario rispetto alla scadenza indicata sul bollettino, valida per il pagamento dell’unica rata o della prima rata scelta dal debitore: il pagamento resta quindi valido se effettuato entro il 5 agosto 2026. Superata anche questa finestra, però, il discorso cambia radicalmente.

    Se ti trovi ancora nei 5 giorni di tolleranza, la priorità assoluta è versare l’importo dovuto il prima possibile, verificando con attenzione l’importo esatto riportato sul piano di pagamento: un versamento di importo insufficiente rispetto a quello dovuto NON mette al riparo dalla decadenza, esattamente come un pagamento omesso. Se invece i 5 giorni sono già trascorsi senza che tu abbia effettuato il versamento, la situazione richiede una verifica puntuale della tua posizione: in alcuni casi specifici possono sussistere margini di recupero (ne parliamo più avanti), ma servono verifiche caso per caso sul tuo piano. Per il dettaglio sulla scadenza originaria del 31 luglio, leggi il nostro approfondimento su Rottamazione Cartelle 2026: Scadenza 31 Luglio, Cosa Succede se Non Paghi.

    Perché conviene non aspettare l’ultimo giorno utile

    La tolleranza di 5 giorni è pensata come rete di sicurezza per imprevisti, non come una proroga ufficiale della scadenza. Codici bollettino sbagliati, ritardi negli accrediti bancari o codici tributo F24 compilati male possono far slittare la data di effettivo accredito oltre i termini utili, anche quando il pagamento è stato disposto per tempo. Per approfondire i codici corretti da utilizzare, consulta la nostra guida su Codici Tributo F24 2026: Guida Completa con Tabella e Risoluzioni AdE. Per questo motivo, chi si trova a ridosso della scadenza dei 5 giorni di tolleranza dovrebbe verificare con priorità assoluta che il pagamento sia stato correttamente eseguito e accreditato, non solo disposto.

    Calendario completo delle rate residue rottamazione quinquies 2026-2035

    Chi ha scelto il pagamento rateale della rottamazione quinquies deve gestire fino a 54 rate bimestrali distribuite su 9 anni. Conoscere in anticipo tutte le scadenze residue è essenziale per organizzare la provvista e non rischiare la decadenza su nessuna delle rate successive a quella di luglio. Ecco il calendario completo previsto dalla normativa per le rate residue del 2026 e degli anni successivi. Per approfondire il tasso di dilazione applicato dal 1° agosto, leggi Rottamazione quinquies, dal 1° agosto scattano gli interessi al 3%: pagare tutto o in 54 rate.

    Le prossime scadenze 2026

    Dopo la prima rata del 31 luglio 2026 (con tolleranza al 5 agosto), le rate successive dell’anno in corso sono fissate al 30 settembre 2026 e al 30 novembre 2026. Su queste rate si applicano gli interessi di dilazione al 3% annuo, che decorrono dal 1° agosto 2026 per chi prosegue con il pagamento rateale.

    RataScadenza
    1ª rata31 luglio 2026 (tolleranza: 5 agosto 2026)
    2ª rata30 settembre 2026
    3ª rata30 novembre 2026
    4ª → 51ª rata31 gennaio / 31 marzo / 31 maggio / 31 luglio / 30 settembre / 30 novembre di ciascun anno dal 2027
    52ª rata31 gennaio 2035
    53ª rata31 marzo 2035
    54ª rata31 maggio 2035 (tolleranza: 5 giugno 2035)

    Le rate dal 2027 in poi

    Dal 2027 in avanti, le rate residue seguono una cadenza fissa e ricorrente ogni anno, alle date del 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre, fino all’esaurimento del piano. Il calendario si conclude con la 52ª rata al 31 gennaio 2035, la 53ª rata al 31 marzo 2035 e la 54ª e ultima rata al 31 maggio 2035. Su quest’ultima rata si applica di nuovo la tolleranza di 5 giorni di calendario prevista dalla legge per l’ultima rata del piano: significa che, se il piano si chiude il 31 maggio 2035, il versamento resta considerato tempestivo se accreditato entro il 5 giugno 2035. Per tutte le rate intermedie, invece, non è prevista la stessa tolleranza (vedi la sezione dedicata più avanti).

    L’importo minimo di ogni rata

    Un dettaglio pratico da tenere presente: la normativa fissa un importo minimo di 100 euro per ciascuna rata del piano. Se la suddivisione del debito in 54 rate genera importi più bassi di questa soglia, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione riduce automaticamente il numero di rate nel piano, per rispettare il minimo previsto. Chi ha un piano con rate ridotte rispetto alle 54 originarie non deve quindi preoccuparsi: è una conseguenza automatica della regola sull’importo minimo, non un errore nel piano di pagamento.

    Decadenza dalla rottamazione quinquies: quando scatta e cosa comporta

    La decadenza dalla rottamazione quinquies è l’esito più penalizzante per chi ha aderito alla definizione agevolata, ed è bene sapere con precisione quando si verifica e quali conseguenze produce, per evitare di trovarsi impreparati. Su questo punto la legge è più articolata di quanto si pensi, perché distingue tra rate intermedie e prima/ultima rata del piano.

    Le regole di decadenza: unica rata, ultima rata e rate intermedie

    La rottamazione quinquies diventa inefficace, con conseguente decadenza, in tre situazioni distinte previste dalla legge:

    • Mancato, tardivo (oltre i 5 giorni di tolleranza) o insufficiente pagamento dell’unica rata scelta dal debitore, per chi ha optato per il pagamento in soluzione unica
    • Omesso o insufficiente pagamento di due rate del piano, anche non consecutive tra loro, per chi ha scelto la soluzione rateale: in questo caso la tolleranza di 5 giorni non si applica, quindi anche un solo giorno di ritardo su due rate diverse concorre a determinare la decadenza
    • Mancato, tardivo (oltre i 5 giorni) o insufficiente pagamento dell’ultima rata del piano

    In sintesi: la tolleranza di 5 giorni di calendario si applica soltanto al pagamento dell’unica rata o dell’ultima rata del piano, non alle rate intermedie, per le quali anche un solo giorno di ritardo non è tollerato ma concorre, insieme a una seconda rata omessa o insufficiente, a determinare la decadenza.

    Cosa succede in concreto dopo la decadenza

    Una volta scattata la decadenza, gli effetti sono immediati e, salvo eventuali future modifiche normative, non reversibili per gli stessi carichi. Le somme già versate non vengono restituite, ma vengono imputate come acconto sulle somme complessivamente dovute: il conteggio finale, però, torna a comprendere per intero sanzioni e interessi di mora che la rottamazione aveva azzerato, con un debito complessivo spesso molto più alto di quello che si sarebbe pagato restando in regola.

    Riprendono inoltre a decorrere i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi, con la possibilità per l’Agenzia delle Entrate-Riscossione di avviare nuove azioni esecutive (fermi amministrativi, ipoteche, pignoramenti) o di proseguire quelle già avviate prima della domanda di adesione. Infine, i carichi per cui è scattata l’inefficacia della rottamazione non sono più rateizzabili ai sensi dell’articolo 19 del DPR n. 602/1973, e non è possibile presentare una nuova domanda di rottamazione quinquies per gli stessi carichi.

    Esistono margini di recupero dopo la decadenza?

    Chi si trova già fuori dai termini previsti dalla legge deve sapere che la normativa attuale non prevede una riammissione automatica al piano di rottamazione quinquies per gli stessi carichi. Non è quindi possibile, a differenza di quanto disponibile in alcune situazioni per altri istituti fiscali, semplicemente pagare in ritardo oltre i termini e considerarsi comunque in regola con la rottamazione.

    Le opzioni concrete per chi è decaduto

    Dopo la decadenza, il debito residuo torna esigibile secondo le regole ordinarie, e i carichi non sono più rateizzabili ai sensi dell’articolo 19 del DPR n. 602/1973 come misura di rottamazione. A questo punto, l’opzione concreta più praticabile è valutare una rateizzazione ordinaria del debito con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione: uno strumento generalmente disponibile per i debiti tributari, che consente di dilazionare il pagamento nel tempo secondo le regole ordinarie di rateizzazione, comprensivo di sanzioni e interessi ripristinati. Non si tratta delle stesse condizioni di favore della rottamazione, ma può comunque permettere di evitare il pagamento in un’unica soluzione.

    Perché conviene verificare subito la propria posizione

    Prima di rassegnarsi alla decadenza, è fondamentale verificare con precisione la propria situazione: può darsi che il pagamento apparentemente in ritardo rientri ancora nei termini di tolleranza previsti per l’unica rata o per l’ultima rata del piano, oppure che si tratti di un disguido sul codice tributo o sull’importo che è possibile chiarire con l’ente di riscossione prima che si consolidino gli effetti della decadenza. Verificare tempestivamente il proprio piano di pagamento, capire con esattezza quali rate risultano effettivamente versate e quali no, è un passaggio che richiede attenzione e competenza tecnica, soprattutto perché le regole di decadenza cambiano a seconda che si tratti della prima, dell’ultima o di una rata intermedia. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i contribuenti proprio in questa fase delicata, verificando lo stato reale del piano rateale e individuando, quando possibile, la strada migliore per limitare i danni.

    Come recuperare i moduli e verificare il tuo piano rateale

    Sapere quali rate restano da pagare, con quali importi e quali scadenze, è il primo passo per non incorrere in nuovi ritardi. Il piano di pagamento personalizzato con l’elenco completo delle rate residue, degli importi aggiornati con gli interessi al 3% e delle relative scadenze è disponibile nell’area riservata di Agenzia delle Entrate-Riscossione, insieme ai moduli di pagamento precompilati necessari per i versamenti successivi. Se non hai SPID e devi recuperare i moduli, trovi la procedura dettagliata nel nostro articolo su Rottamazione quinquies: come recuperare online i moduli di pagamento senza SPID. In alternativa, il pagamento può essere effettuato tramite i canali telematici delle banche, di Poste Italiane e degli altri Prestatori di Servizi di Pagamento aderenti al circuito pagoPA, oppure con domiciliazione bancaria delle rate.

    Cosa fare se hai difficoltà ad accedere ai documenti

    Non tutti i contribuenti hanno dimestichezza con l’area riservata online o dispongono degli strumenti di accesso digitale necessari (SPID, CIE, credenziali dedicate). Per chi ha difficoltà a recuperare autonomamente moduli, bollettini o l’elenco aggiornato delle rate residue, la soluzione più sicura è rivolgersi a un professionista che possa occuparsene senza il rischio di errori nella compilazione o di scadenze dimenticate. Il CAF Centro Fiscale di Udine recupera per conto del contribuente la documentazione aggiornata sul piano di rottamazione quinquies e verifica scadenze e importi di ogni rata residua, permettendoti di pianificare i pagamenti senza sorprese. Se vuoi anche capire come funzionano gli esiti online e la tolleranza sui pagamenti, leggi Rottamazione-quinquies: esiti online e tolleranza pagamenti fino al 5 agosto solo per pochi.

    Il 31 luglio non è l’ultima scadenza della rottamazione quinquies, ma solo la prima di una lunga serie di appuntamenti che si protrarranno fino al 2035 per chi ha scelto il piano a 54 rate. Che tu abbia rispettato la scadenza, che tu stia ancora rientrando nei 5 giorni di tolleranza, o che tu tema di essere già decaduto, la cosa più importante è verificare con precisione la tua posizione e non lasciare che i dubbi si accumulino fino alla prossima rata.

    Ho pagato la rata del 31 luglio il 3 agosto: sono ancora in regola con la rottamazione quinquies?

    Si. La tolleranza di 5 giorni di calendario copre i versamenti dell’unica rata o della prima rata del piano effettuati fino al 5 agosto 2026 compreso, quindi un pagamento accreditato il 3 agosto resta pienamente valido e non comporta alcuna conseguenza.

    Quali sono le prossime rate della rottamazione quinquies dopo agosto 2026?

    Dopo la prima rata di luglio, le prossime scadenze sono il 30 settembre 2026 e il 30 novembre 2026. Dal 2027 le rate residue seguono una cadenza fissa il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno, fino alla 54esima e ultima rata prevista per il 31 maggio 2035.

    La tolleranza di 5 giorni vale per tutte le rate del piano?

    No. Per legge, la tolleranza di 5 giorni si applica solo al pagamento dell’unica rata (per chi paga in soluzione unica) o dell’ultima rata del piano rateale. Per le rate intermedie non e’ prevista questa tolleranza: la decadenza scatta se si omette o si versa un importo insufficiente per due rate del piano, anche non consecutive.

    Cosa succede se pago una rata della rottamazione quinquies con un importo inferiore a quello dovuto?

    Dipende da quale rata e’ interessata. Se si tratta dell’unica rata o dell’ultima rata del piano, un versamento insufficiente comporta la decadenza dalla rottamazione quinquies. Se si tratta di una rata intermedia, la decadenza scatta quando l’omesso o insufficiente pagamento riguarda due rate, anche non consecutive.

    Se sono decaduto dalla rottamazione quinquies posso rientrare pagando in ritardo?

    No, la normativa attuale non prevede una riammissione automatica al piano per gli stessi carichi una volta scattata la decadenza. L’opzione concreta praticabile e’ valutare una rateizzazione ordinaria del debito residuo con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

    Dove trovo il calendario aggiornato delle mie rate residue della rottamazione quinquies?

    Il piano di pagamento personalizzato, con l’elenco di tutte le rate residue e i relativi importi aggiornati, e’ disponibile nell’area riservata di Agenzia delle Entrate-Riscossione. Se hai difficolta’ ad accedervi o a interpretare i dati, il CAF Centro Fiscale di Udine puo’ recuperare la documentazione e verificare il tuo piano.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare il tuo piano di rottamazione quinquies, recuperare moduli e bollettini, e valutare le opzioni disponibili se hai saltato una rata. Assistenza sia in ufficio che online, in tutta Italia.

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    ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

    Per migliaia di contribuenti che hanno aderito alla rottamazione delle cartelle, il calendario 2026 segna un appuntamento da non perdere: il 31 luglio scade una nuova rata della definizione agevolata. Chi ha in piano una rata a questa data deve fare attenzione, perché il mancato pagamento comporta conseguenze pesanti e, soprattutto, irreversibili.

    La rottamazione cartelle scadenza 31 luglio riguarda in particolare chi ha aderito alla cosiddetta rottamazione quater e, per alcune posizioni, alla rottamazione quinquies. Vediamo nel dettaglio cosa prevede la normativa, quali sono i margini di tolleranza concessi e cosa fare se ci si accorge di essere già in ritardo.

    Indice dei contenuti

    1. Cosa scade il 31 luglio 2026
    2. Chi è coinvolto dalla scadenza
    3. Cosa succede se non paghi entro la scadenza
    4. Come mettersi in regola prima della scadenza
    5. Cosa fare se sei già decaduto dalla rottamazione

    Cosa scade il 31 luglio 2026

    Secondo quanto comunicato da Agenzia delle Entrate-Riscossione, la rottamazione cartelle scadenza 31 luglio riguarda una delle rate previste dal piano di pagamento consegnato ai contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater, la definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 e successivamente riaperta con la riammissione prevista dalla normativa più recente. Chi ha presentato domanda di riammissione o ha ancora rate residue del piano originario può trovare in questa data una scadenza importante.

    È bene ricordare che, come per tutte le rate della definizione agevolata, la legge prevede una tolleranza di 5 giorni: significa che i pagamenti effettuati entro il 5 agosto 2026 vengono considerati comunque tempestivi, senza alcuna conseguenza sul beneficio. Superato questo termine, però, non ci sono ulteriori proroghe automatiche.

    Per chi ha aderito anche alla più recente rottamazione quinquies, è importante verificare con attenzione il proprio piano di pagamento personale, perché le scadenze possono non coincidere con quelle della rottamazione quater. Il consiglio è sempre quello di controllare la Comunicazione delle somme dovute ricevuta da Agenzia delle Entrate-Riscossione, dove sono indicate le date esatte e gli importi di ogni singola rata.

    Chi è coinvolto dalla scadenza

    La scadenza del 31 luglio riguarda sia privati cittadini sia partite IVA che hanno cartelle esattoriali affidate alla riscossione e hanno scelto di aderire alla rottamazione per pagare il debito a rate, beneficiando dello stralcio di sanzioni e interessi di mora. Non tutti i contribuenti che hanno aderito, però, hanno necessariamente una rata in scadenza a fine luglio: dipende dal piano scelto al momento dell’adesione, che può prevedere un numero variabile di rate distribuite nell’arco di alcuni anni.

    Immagina il caso di Marco, libero professionista con una cartella esattoriale legata a un accertamento fiscale: ha aderito alla rottamazione quater qualche anno fa e da allora paga puntualmente le rate semestrali. Se il suo piano prevede una rata al 31 luglio, per lui questa data rappresenta un appuntamento fisso da rispettare, esattamente come le precedenti. La rottamazione cartelle scadenza 31 luglio non è quindi una scadenza generalizzata per tutti gli aderenti, ma specifica per chi ha una rata in calendario in questo periodo.

    Chi non è sicuro delle proprie scadenze dovrebbe verificare quanto prima la propria posizione, magari con l’assistenza di un professionista, per evitare di scoprire troppo tardi di avere una rata in scadenza proprio in questi giorni.

    Cosa succede se non paghi entro la scadenza

    Il punto più delicato riguarda proprio le conseguenze del mancato pagamento. La normativa sulla definizione agevolata prevede regole molto rigide: chi non paga la rata entro il termine, oppure paga in modo insufficiente o oltre i 5 giorni di tolleranza, decade automaticamente dal beneficio della rottamazione.

    La decadenza dalla rottamazione significa che il contribuente perde definitivamente lo sconto su sanzioni e interessi di mora che aveva ottenuto aderendo alla misura agevolata. In pratica, l’intero debito residuo torna esigibile nella sua versione integrale, comprensiva di interessi e sanzioni che erano stati stralciati. Gli importi eventualmente già versati con le rate precedenti non vengono persi, ma vengono considerati come acconto sul debito complessivo, che però torna a essere calcolato secondo le regole ordinarie.

    C’è un altro aspetto da tenere bene a mente: una volta decaduti dalla rottamazione cartelle, non è più possibile rateizzare lo stesso debito attraverso una nuova rottamazione. La legge, infatti, esclude la possibilità di accedere nuovamente alla definizione agevolata per le stesse cartelle già oggetto di decadenza. Dopo la decadenza, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può quindi riprendere le ordinarie attività di riscossione, comprese eventuali azioni cautelari o esecutive, per recuperare l’intero importo dovuto.

    Esiste inoltre una distinzione utile da conoscere tra le due misure. Per la rottamazione quater (e per la riammissione), la decadenza scatta con il mancato o insufficiente pagamento della rata entro i termini, tenendo conto dei 5 giorni di tolleranza. Per la rottamazione quinquies, invece, Agenzia delle Entrate-Riscossione chiarisce che la definizione diventa inefficace in caso di omesso o insufficiente versamento della prima e unica rata prescelta, oppure di due rate anche non consecutive, o dell’ultima rata del piano rateale. In caso di dubbi sulla propria situazione specifica, è sempre consigliabile verificare la Comunicazione delle somme dovute ricevuta da Agenzia delle Entrate-Riscossione o rivolgersi a un professionista.

    Come mettersi in regola prima della scadenza

    Per evitare la decadenza, il pagamento della rata in scadenza il 31 luglio (o entro il 5 agosto grazie alla tolleranza) può essere effettuato con diverse modalità, indicate nella Comunicazione delle somme dovute ricevuta al momento dell’adesione o della riammissione alla rottamazione. Tra le modalità previste rientrano generalmente:

    • i moduli di pagamento (bollettini RAV) allegati alla comunicazione, utilizzabili presso banche, uffici postali, tabaccherie abilitate o sportelli bancomat;
    • il modello F24, quando previsto dal piano di pagamento;
    • i canali digitali dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, per chi dispone delle credenziali di accesso;
    • gli sportelli fisici, per chi preferisce un supporto diretto nella verifica dell’importo e delle scadenze residue.

    Prima di procedere al pagamento, è fondamentale verificare con attenzione le rate scadute e l’importo esatto dovuto, perché un versamento insufficiente equivale, ai fini della decadenza, a un mancato pagamento. Chi ha smarrito i moduli di pagamento o non ricorda con precisione l’importo dovuto dovrebbe rivolgersi tempestivamente a un professionista per recuperare la documentazione corretta, evitando di affidarsi a calcoli approssimativi.

    Chi si accorge di essere già in ritardo rispetto a rate precedenti dovrebbe muoversi subito: prima si interviene, maggiori sono le possibilità di verificare l’effettiva situazione debitoria e valutare le soluzioni disponibili, prima che scattino ulteriori conseguenze.

    Cosa fare se sei già decaduto dalla rottamazione

    Per chi è già decaduto dal beneficio della rottamazione cartelle a causa di rate precedenti non pagate, la strada della nuova rottamazione sullo stesso debito non è percorribile. Restano però altre soluzioni previste dall’ordinamento per gestire il debito residuo senza subire immediatamente azioni esecutive.

    La principale alternativa è la rateizzazione ordinaria delle cartelle esattoriali, prevista dall’articolo 19 del DPR 602/1973. A differenza della rottamazione, questa rateizzazione non prevede sconti su sanzioni e interessi, ma consente comunque di dilazionare il pagamento del debito in un numero di rate stabilito in base all’importo dovuto e alla situazione del contribuente, evitando così azioni di recupero più drastiche come pignoramenti o fermi amministrativi.

    Valutare tempestivamente questa opzione, insieme a un professionista che possa verificare l’intera posizione debitoria, è il modo migliore per riprendere il controllo della situazione dopo una decadenza, evitando che il debito continui a crescere per effetto di ulteriori interessi e more.

    Per chi vuole approfondire il funzionamento della misura, sono disponibili guide dedicate su come funziona la rottamazione cartelle 2026, con domanda online e scadenze, sulle modalità di pagamento della rottamazione quinquies senza SPID, sulla gestione degli esiti online e la tolleranza dei pagamenti fino al 5 agosto e sul precedente appuntamento della rottamazione quater con la rata del 31 maggio.

    Hai una rata della rottamazione cartelle in scadenza il 31 luglio e vuoi essere sicuro di non perdere il beneficio? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare la tua posizione debitoria e a organizzare il pagamento entro i termini, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per un preventivo personalizzato e un supporto rapido prima della scadenza.

    Luglio 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-27 09:00:002026-08-05 07:44:48Rottamazione Cartelle 2026: Scadenza 31 Luglio, Cosa Succede se Non Paghi
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Rottamazione cartelle 2026: domanda online, scadenze e requisiti

    ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

    La rottamazione cartelle 2026 è uno degli strumenti più richiesti da contribuenti con debiti fiscali verso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER). Permette di pagare solo il capitale e gli interessi legali, azzerando sanzioni e aggio: un risparmio significativo rispetto all’importo originale della cartella.

    In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: chi può aderire, come si presenta la domanda online sul portale ADER, le scadenze 2026, il piano di rateazione e cosa succede se non si paga. Se hai cartelle in scadenza o vuoi verificare la tua posizione, leggi con attenzione.

    Cos’è la rottamazione cartelle: come funziona la definizione agevolata

    La rottamazione cartelle — tecnicamente “definizione agevolata” — è una misura periodica con cui il legislatore consente ai contribuenti di estinguere i debiti iscritti a ruolo pagando importi ridotti rispetto al totale dovuto. In particolare si paga:

    • Il capitale originario del debito
    • Gli interessi legali maturati
    • Le spese di notifica della cartella

    Non si pagano invece:

    • Le sanzioni amministrative (la parte più onerosa)
    • Gli interessi di mora
    • L’aggio di riscossione (le commissioni AdER)

    La versione attualmente operativa è la rottamazione quater, introdotta dal DL 198/2022 (L. 14/2023) per i carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. Negli ultimi anni sono state introdotte proroghe e nuove finestre di adesione anche per le cartelle notificate successivamente.

    Per le cartelle relative a periodi successivi al 2022, la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha previsto nuove misure agevolative. Si consiglia di verificare la propria posizione specifica tramite il portale ADER o rivolgendosi a un professionista.

    Chi può aderire alla rottamazione 2026

    Possono aderire alla definizione agevolata tutti i contribuenti — persone fisiche, ditte individuali, società, enti — con debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione:

    • Che rientrano nel periodo temporale indicato dalla norma (per la quater: carichi dal 2000 al 30/06/2022)
    • Che non hanno già definito con precedenti rottamazioni decadute (salvo riapertura specifica)
    • Anche in presenza di procedure esecutive in corso (fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento): l’adesione non le sospende automaticamente, ma il completamento del pagamento le chiude

    Non è richiesta nessuna condizione reddituale o patrimoniale: chiunque abbia cartelle nel periodo agevolabile può aderire.

    Cosa non è rottamabile: i debiti esclusi

    Non tutti i debiti sono rottamabili. Sono esclusi:

    • Sanzioni penali e sanzioni amministrative connesse a violazioni del Codice della Strada riscosse da enti locali
    • Dazi doganali e risorse proprie dell’Unione Europea
    • Contributi INPS (questi seguono percorsi separati)
    • Debiti derivanti da recupero di aiuti di Stato
    • Crediti derivanti da condanne penali di cui all’art. 185 c.p.
    • Multe per violazioni del CDS se l’ente impositore è un Comune o ente locale (salvo adesioni specifiche dell’ente)

    Domanda online: come si presenta sul portale ADER

    La domanda di rottamazione si presenta esclusivamente online, tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Ecco la procedura passo dopo passo:

    1. Accedi al sito agenziaentrateriscossione.gov.it
    2. Clicca su “Definizione agevolata” nella sezione servizi online
    3. Autenticati con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
    4. Seleziona le cartelle che vuoi rottamare (puoi scegliere anche solo alcune cartelle, non obbligatoriamente tutte)
    5. Indica la modalità di pagamento: unica soluzione o in 18 rate
    6. Invia la domanda e conserva la ricevuta di invio

    Entro 30 giorni dall’invio (o dalla scadenza del termine, se successiva), AdER ti invia la comunicazione di accoglimento con il piano di pagamento dettagliato (importi e scadenze delle singole rate).

    Se non hai SPID o CIE, puoi presentare la domanda attraverso un intermediario abilitato (CAF, commercialista, patronato). Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio: contattaci per un preventivo personalizzato.

    Piano di pagamento: rate e scadenze 2026

    Chi aderisce alla rottamazione può scegliere tra:

    • Pagamento in unica soluzione: entro la prima scadenza indicata nella comunicazione AdER
    • Pagamento rateale: fino a un massimo di 18 rate in 5 anni

    Sulle rate è dovuto un interesse del 2% annuo dal giorno successivo alla prima scadenza. Per la rottamazione quater le prime due rate corrispondono al 10% del debito ciascuna (scadenza luglio e novembre), mentre le restanti 16 rate vengono dilazionate in 4 anni (rate semestrali il 28 febbraio e il 31 luglio di ciascun anno).

    Le scadenze esatte dipendono dalla finestra di adesione. Controlla sempre la comunicazione AdER personale che ricevi dopo la domanda: è quella che vale per il tuo caso specifico.

    Decadenza: cosa succede se non paghi una rata

    Il rispetto delle scadenze di pagamento è fondamentale. La legge prevede che la decadenza dalla rottamazione scatti se:

    • Non si paga la prima rata entro i termini
    • Si paga in ritardo di oltre 5 giorni rispetto alla scadenza
    • Si paga un importo inferiore a quello dovuto

    In caso di decadenza, la rottamazione perde efficacia: il debito originario (con sanzioni e interessi) torna ad essere dovuto per intero, al netto di quanto già pagato. AdER riprende le azioni esecutive (pignoramento, fermo, ipoteca).

    Confronto con la rateizzazione ordinaria AdER

    CaratteristicaRottamazione cartelleRateizzazione ordinaria
    Sanzioni e interessiAzzerati (si paga solo capitale)Dovuti per intero
    Durata massima18 rate (5 anni)Fino a 120 rate (10 anni)
    AccessoSolo nelle finestre legislativeSempre disponibile
    Tasso interessi sulle rate2% annuoTasso BCE + spread
    Sospensione procedure esecutiveSolo dopo accoglimentoDa subito (in molti casi)

    La rottamazione conviene quasi sempre rispetto alla rateizzazione ordinaria quando ci sono sanzioni elevate, poiché il risparmio è immediato e certo.

    Esempi pratici: quanto risparmio con la rottamazione?

    Ecco tre esempi concreti per capire il risparmio ottenibile:

    CasoTotale cartellaSanzioni incluseImporto rottamazioneRisparmio
    IRPEF non versata10.000 euro3.000 euro7.000 euro3.000 euro (30%)
    IVA e sanzioni25.000 euro10.000 euro15.000 euro10.000 euro (40%)
    Contributi INPS artigiani5.000 euro1.500 euro3.500 euro1.500 euro (30%)

    Nota: i dati sono indicativi. Il risparmio reale dipende dalla composizione specifica della tua cartella. Per un calcolo preciso, consulta un professionista o contattaci.

    Come verificare le tue cartelle prima di aderire

    Prima di presentare la domanda, conviene verificare l’elenco completo delle tue cartelle e la loro composizione. Puoi farlo:

    • Tramite il portale ADER con SPID/CIE: sezione “La mia situazione”
    • Tramite il Cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate
    • Recandoti fisicamente allo sportello AdER del tuo territorio
    • Tramite il CAF Centro Fiscale con delega: ci occupiamo noi di recuperare il tuo estratto conto debitorio

    Domande frequenti (FAQ)

    Posso rottamare solo alcune cartelle e non tutte?

    Si. La domanda di rottamazione si presenta cartella per cartella: puoi scegliere liberamente quali includere e quali escludere dalla definizione agevolata.

    La rottamazione blocca i pignoramenti in corso?

    L’adesione alla rottamazione non sospende automaticamente le procedure esecutive in corso (pignoramenti, fermi, ipoteche). Tuttavia, una volta comunicato l’accoglimento da parte di AdER e rispettate le scadenze di pagamento, le procedure si estinguono progressivamente. È consigliabile segnalare l’avvenuta adesione direttamente all’ufficio competente.

    Devo essere in regola con le dichiarazioni fiscali per aderire?

    No. Per la rottamazione cartelle non è richiesta la regolarità fiscale corrente. Puoi aderire anche se hai dichiarazioni omesse o altre pendenze, purché le cartelle che vuoi rottamare rientrino nel periodo agevolabile.

    Cosa succede alle cartelle rottamate se decado?

    In caso di decadenza, tutte le cartelle incluse nella domanda tornano a essere dovute per l’importo originario (con sanzioni e interessi interi), dedotto solo quanto già versato. Non è possibile “selezionare” quali cartelle mantenere in rottamazione e quali no: la decadenza è totale.

    Posso pagare con compensazione F24?

    No. I pagamenti della rottamazione devono essere effettuati tramite i canali indicati da AdER (domiciliazione bancaria, F24 senza compensazione, sportelli fisici, home banking). La compensazione con crediti d’imposta non è ammessa.

    Conclusione: conviene aderire alla rottamazione?

    La rottamazione cartelle è quasi sempre conveniente rispetto al pagamento ordinario, soprattutto quando le sanzioni rappresentano una quota significativa del debito complessivo. Il risparmio può essere del 20-50% sull’importo totale.

    Tuttavia, è indispensabile essere certi di riuscire a rispettare il piano di rate: la decadenza annulla tutti i vantaggi. Prima di aderire, fai una valutazione realistica della tua capacità di rimborso.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare le tue cartelle, calcolare il risparmio con la rottamazione e presentare la domanda in tua vece. Contattaci per un appuntamento: il servizio è disponibile anche online per tutta Italia.

    Giugno 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-18 16:00:002026-06-18 16:00:00Rottamazione cartelle 2026: domanda online, scadenze e requisiti
    CAF, IMU, TASI E MODELLO F24, NOTIZIE

    Rottamazione IMU, TARI e multe locali al via: domanda online da settembre

    ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

    La rottamazione dei tributi locali entra nella sua fase operativa: dal mese di settembre 2026 i contribuenti potranno presentare la domanda online per definire in modo agevolato cartelle, ingiunzioni e avvisi di accertamento relativi a IMU, TARI, addizionali comunali e multe del Codice della Strada notificate dai Comuni e dagli enti locali. Si tratta di un’opportunità storica – paragonabile alla “rottamazione quinquies” gestita dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ma applicata stavolta direttamente ai tributi comunali – che consente di pagare il solo importo dovuto a titolo di tributo, eliminando sanzioni, interessi di mora e oneri di riscossione.

    In questa guida completa e aggiornata trovi tutto ciò che serve sapere per accedere alla definizione agevolata 2026: chi può presentare la domanda, quali tributi rientrano, come si presenta l’istanza online dal portale del Comune o di Agenzia delle Entrate-Riscossione, quanti soldi si possono risparmiare, quando arrivano le scadenze, come si rateizzano gli importi e cosa succede se si salta una rata. Trovi anche tabelle riassuntive, esempi numerici concreti, riferimenti normativi puntuali (Legge di Bilancio 2026, art. 3-bis D.L. n. 119/2018, regolamenti comunali) e tutti i codici tributo per il pagamento con F24.

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    Cos’è la rottamazione dei tributi locali e come funziona

    La rottamazione dei tributi locali – tecnicamente definita “definizione agevolata delle entrate degli enti territoriali” – è una procedura straordinaria con cui il debitore può estinguere posizioni debitorie nei confronti del proprio Comune (o Provincia/Città metropolitana) pagando il solo importo del tributo, oltre alle eventuali spese di notifica e di esecuzione, senza dover versare sanzioni, interessi di mora e somme aggiuntive a titolo di aggio.

    L’impalcatura normativa di riferimento è l’art. 3-bis del D.L. 23 ottobre 2018 n. 119, convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2018 n. 136, che ha attribuito ai Comuni la facoltà – tramite delibera del Consiglio comunale – di estendere la definizione agevolata alle entrate proprie, sia tributarie sia patrimoniali. La Legge di Bilancio 2026 ha riaperto e rafforzato questa possibilità in coerenza con la “rottamazione quinquies” prevista per i carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER): l’obiettivo è ridurre la mole di crediti deteriorati degli enti locali e dare ai cittadini un’ultima opportunità di pace fiscale.

    Le differenze fondamentali rispetto alla rottamazione “tradizionale” gestita da AdER sono tre:

    • Adesione facoltativa del Comune: ogni ente deve approvare il regolamento di adesione con apposita delibera, di norma entro il 31 maggio 2026 (termine ordinatorio fissato dalla legge per le entrate proprie);
    • Doppio canale di presentazione: a seconda di chi gestisce la riscossione (concessionario interno, società in house oppure AdER), la domanda si presenta sul portale del Comune oppure sul portale di Agenzia delle Entrate-Riscossione;
    • Inclusione di entrate non tributarie: la definizione può riguardare anche entrate patrimoniali quali i canoni di occupazione del suolo pubblico e – soprattutto – le multe del Codice della Strada, sebbene con regole particolari sull’abbuono.

    Quali tributi locali rientrano nella definizione agevolata

    Non tutte le entrate degli enti locali sono “rottamabili”: la definizione agevolata si applica alle posizioni affidate al concessionario della riscossione (o iscritte a ruolo) in un arco temporale definito dalla delibera comunale, di norma compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 (termine in linea con la rottamazione quinquies di AdER). Vediamo nel dettaglio quali sono i tributi e le entrate che possono essere oggetto di sanatoria.

    IMU, TASI residua e altre imposte patrimoniali

    Rientrano nella definizione gli avvisi di accertamento per IMU – Imposta Municipale Propria notificati negli anni precedenti e non ancora pagati, comprese le posizioni iscritte a ruolo. L’aliquota base legale IMU resta lo 0,76% (7,6 per mille) con possibilità di variazione comunale tra lo 0,46% e l’1,14% (art. 1 c. 738-783 L. 160/2019). La rottamazione consente di pagare il solo tributo dovuto, eliminando le sanzioni che ordinariamente vanno dal 30% (omesso versamento, art. 13 D.Lgs. 471/1997) al 100-200% (omessa o infedele dichiarazione IMU). Stesso discorso per la TASI residua (abolita nel 2020 ma con accertamenti ancora in essere per le annualità 2014-2019), per l’IMI della Provincia autonoma di Bolzano e per l’IMIS della Provincia autonoma di Trento.

    TARI e tassa sui rifiuti

    La TARI – Tassa sui Rifiuti (istituita dall’art. 1 c. 639-668 L. 147/2013) rappresenta una delle voci più consistenti tra i debiti locali rottamabili. Sono inclusi gli avvisi di pagamento ordinari non onorati, gli accertamenti per omessa o infedele dichiarazione, le maggiorazioni TEFA (tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni ambientali) e gli interessi maturati. Anche i tributi precedenti la TARI – ovvero TARSU, TIA1 e TIA2 – per le posizioni ancora aperte rientrano nella definizione.

    Multe del Codice della Strada

    Le sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada notificate dalla Polizia Municipale (o da altri organi accertatori che riversino il provento al Comune) possono essere oggetto di definizione agevolata, ma con una regola importante: per le multe stradali la rottamazione NON include la cancellazione integrale della sanzione, ma solo l’abbattimento degli interessi e delle maggiorazioni (in particolare la maggiorazione semestrale del 10% prevista dall’art. 27 L. 689/1981). Resta quindi dovuta l’intera sanzione originaria, mentre vengono cancellati gli interessi e le spese di esecuzione: il risparmio, per multe vecchie di 10-15 anni, può comunque raggiungere il 100-150% dell’importo iniziale.

    Addizionale comunale IRPEF, COSAP, TOSAP e altre entrate

    Sono incluse anche:

    • l’addizionale comunale IRPEF non versata (anche se l’accertamento viene di norma effettuato dall’Agenzia delle Entrate);
    • il Canone Unico Patrimoniale (CUP) introdotto dall’art. 1 c. 816-836 L. 160/2019, che ha sostituito TOSAP, COSAP, ICP, DPA e canoni pubblicitari dal 1° gennaio 2021;
    • le precedenti TOSAP/COSAP (occupazione suolo pubblico) e ICP/DPA (imposta comunale sulla pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni) ancora non riscosse;
    • i canoni di concessione di beni immobili comunali, mensa scolastica, trasporto scolastico e altre entrate patrimoniali, qualora previste dal regolamento comunale di adesione.

    ⚠️ Importante: non rientrano nella definizione agevolata le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato, le condanne della Corte dei Conti, le multe penali e le sanzioni pecuniarie connesse a sentenze. Restano inoltre esclusi i crediti vantati dall’INPS (anche se affidati a un concessionario locale).

    Chi può presentare la domanda e a quali condizioni

    La definizione agevolata può essere richiesta da qualsiasi soggetto debitore nei confronti del Comune o dell’ente locale: persone fisiche, imprese, professionisti, enti non commerciali, condomini, eredi che subentrano nelle posizioni del defunto. Non occorrono particolari requisiti reddituali né ISEE: l’unica condizione sostanziale è che il Comune del proprio Comune di residenza/ubicazione dell’immobile abbia aderito alla definizione agevolata con apposita delibera del Consiglio comunale.

    Le condizioni di ammissibilità si articolano su tre piani:

    1. Tipologia del carico: deve trattarsi di un avviso/accertamento già notificato (non basta un semplice avviso bonario) e affidato al concessionario della riscossione (ruolo, ingiunzione fiscale ex R.D. 639/1910 o ruolo coattivo);
    2. Periodo di affidamento: il carico deve essere stato consegnato all’agente della riscossione entro il termine fissato dalla delibera comunale, in genere il 31 dicembre 2023;
    3. Assenza di sentenze passate in giudicato a sfavore del Comune: se è stato chiuso un contenzioso con sentenza definitiva, la posizione non è più “rottamabile” per il principio del giudicato.

    Posizioni con contenzioso in corso

    Se il debitore ha in corso un ricorso davanti alle Corti di Giustizia Tributaria (ex CTP e CTR), può comunque aderire alla rottamazione: l’adesione comporta l’obbligo di rinuncia al giudizio. Con il pagamento integrale delle rate, il processo si estingue per cessata materia del contendere; il Comune restituirà eventuali somme già pagate in eccedenza rispetto a quanto dovuto per la definizione. Attenzione però: se anche una sola rata viene saltata, il giudizio NON riparte e il debito originario, sanzioni e interessi compresi, torna integralmente esigibile.

    Debitori già falliti, in concordato o sovraindebitati

    I soggetti destinatari di procedure concorsuali (fallimento, oggi “liquidazione giudiziale” ex D.Lgs. 14/2019, concordato preventivo, liquidazione controllata) possono aderire alla definizione agevolata limitatamente ai debiti non ricompresi nella procedura. Per le situazioni di sovraindebitamento ex L. 3/2012 (oggi rifluita nel Codice della crisi), la rottamazione può integrarsi con il piano di ristrutturazione del debito, previa autorizzazione del giudice.

    Come presentare la domanda online da settembre 2026

    A partire dal mese di settembre 2026, secondo quanto previsto dalla normativa di attuazione e dai regolamenti comunali approvati, la domanda di adesione alla definizione agevolata si potrà presentare esclusivamente per via telematica. Il canale corretto dipende da chi gestisce la riscossione dei tributi del proprio Comune.

    Domanda tramite portale di Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER)

    Per i Comuni che hanno affidato la riscossione coattiva ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (la maggioranza dei Comuni medio-grandi), la domanda si presenta sul sito agenziaentrateriscossione.gov.it tramite la sezione dedicata “Definizione agevolata enti locali”. L’accesso avviene con SPID, CIE o CNS. Il sistema consente di:

    • consultare la propria posizione debitoria nei confronti del Comune;
    • selezionare quali carichi includere nella domanda (è possibile sceglierne solo alcuni, non è obbligatorio rottamare tutto);
    • scegliere se pagare in unica soluzione oppure in rate fino a un massimo di 10 in 5 anni;
    • scaricare il prospetto degli importi dovuti e i bollettini PagoPA/F24 per il pagamento.

    Domanda tramite portale del Comune o del concessionario locale

    Per i Comuni che gestiscono la riscossione in proprio oppure tramite società in house o concessionari privati iscritti all’albo ex art. 53 D.Lgs. 446/1997 (Municipia, Abaco, ICA, Andreani, ecc.), la domanda si presenta sul portale dedicato del Comune o del concessionario. È sempre disponibile la modulistica anche in formato PDF, da inviare via PEC all’indirizzo istituzionale dell’ente o consegnare a mano presso l’ufficio tributi.

    I documenti necessari per la domanda sono:

    • Codice fiscale o partita IVA del debitore;
    • Documento di identità in corso di validità;
    • Estremi del carico (numero avviso, numero ruolo, anno di iscrizione) – facoltativo se la consultazione avviene tramite il portale telematico, che restituisce automaticamente la lista;
    • per gli eredi: dichiarazione di successione e codice fiscale del defunto;
    • per le società/enti: visura camerale aggiornata e procura del legale rappresentante.

    Scadenze 2026: il calendario completo

    Il calendario operativo della definizione agevolata dei tributi locali è scandito da diverse tappe, alcune delle quali variano in base alla data di approvazione del regolamento comunale di adesione. Di seguito le scadenze di riferimento per il 2026.

    ScadenzaAdempimentoSoggetto
    31 maggio 2026Delibera consiliare di adesione del Comune (termine ordinatorio)Comune
    1° settembre 2026Apertura dei portali telematici per la presentazione delle domandeAdER / Comune
    30 settembre 2026Termine ordinario di presentazione della domanda (in alcuni Comuni 30 novembre)Debitore
    Entro 31 dicembre 2026Comunicazione AdER/Comune dell’importo dovuto e del piano di pagamentoEnte
    28 febbraio 2027Scadenza prima rata (o pagamento in unica soluzione)Debitore
    Successive scadenzeRate semestrali (31 maggio e 30 novembre di ciascun anno) fino al 2031Debitore

    Attenzione: le date di apertura e chiusura del portale possono variare di qualche giorno in base alle delibere dei singoli Comuni; verifica sempre il calendario ufficiale del tuo ente di residenza prima di procedere.

    Quanto si risparmia: esempi pratici e simulazioni

    Il vantaggio economico della rottamazione dei tributi locali è particolarmente significativo perché – come per la rottamazione gestita da AdER – consente di tagliare integralmente le componenti accessorie del debito. Vediamo tre esempi concreti per capire l’ordine di grandezza del risparmio.

    Esempio 1: avviso di accertamento IMU 2019

    Tizio ha ricevuto un accertamento per omessa dichiarazione IMU 2019 su un immobile di categoria A/2:

    • IMU dovuta: 1.500 €
    • Sanzione 100% (omessa dichiarazione, art. 13 D.Lgs. 471/1997): 1.500 €
    • Interessi al tasso legale per 5 anni: circa 180 €
    • Spese di notifica: 9 €
    • Totale dovuto senza rottamazione: 3.189 €
    • Totale dovuto con rottamazione: 1.509 € (IMU + spese)
    • Risparmio: 1.680 € (52,7%)

    Esempio 2: TARI non pagata anni 2020-2022

    Caia ha ricevuto tre avvisi TARI per gli anni 2020-2022 mai pagati, riscossi coattivamente da AdER:

    • TARI dovuta (3 annualità): 900 €
    • Sanzione 30% per omesso versamento: 270 €
    • Interessi di mora, oneri e aggio storico (~22%): 258 €
    • Totale dovuto senza rottamazione: 1.428 €
    • Totale dovuto con rottamazione: 900 €
    • Risparmio: 528 € (37%)

    Esempio 3: multa Codice della Strada del 2017

    Sempronio ha una multa per eccesso di velocità del 2017 mai pagata:

    • Sanzione originaria: 173 €
    • Maggiorazione semestrale 10% per 8 anni (art. 27 L. 689/1981): +138 €
    • Aggio e interessi di mora: +60 €
    • Totale dovuto senza rottamazione: 371 €
    • Totale dovuto con rottamazione: 173 €
    • Risparmio: 198 € (53%)

    💡 In sintesi: il risparmio medio per i tributi locali si colloca tra il 30% e il 55% dell’importo originario, ma aumenta sensibilmente per debiti molto vecchi a causa della crescita esponenziale degli interessi e dell’aggio.

    Rateizzazione e modalità di pagamento

    Una volta accolta la domanda, il debitore riceve dal Comune (o da AdER) la comunicazione dell’importo dovuto con il dettaglio delle scadenze. Le modalità di pagamento previste dalla normativa attuativa 2026 sono due:

    • Pagamento in unica soluzione entro il 28 febbraio 2027: in questo caso non si applicano interessi di dilazione;
    • Pagamento rateale: massimo 10 rate semestrali in 5 anni (2027-2031), con applicazione di un tasso di interesse pari al 2% annuo a partire dalla seconda rata; la prima rata, di importo pari almeno al 10% del totale, scade il 28 febbraio 2027.

    I pagamenti si effettuano tramite F24 con i codici tributo del Comune di riferimento (gli stessi utilizzati ordinariamente per IMU – 3912, 3918, 3914, 3916 – e TARI – varia per Comune), oppure tramite bollettini PagoPA generati dal portale telematico. Per le multe del Codice della Strada e le entrate patrimoniali è generalmente prevista solo la modalità PagoPA.

    Codice F24Tributo
    3912IMU abitazione principale (cat. A/1, A/8, A/9) e relative pertinenze
    3913IMU fabbricati rurali ad uso strumentale
    3914IMU terreni agricoli
    3916IMU aree fabbricabili
    3918IMU altri fabbricati (categorie A diversa da abitazione principale, B, C)
    3925IMU immobili categoria D – quota Stato
    3930IMU immobili categoria D – quota Comune
    3944TARI – Tassa sui Rifiuti

    Effetti dell’adesione e conseguenze del mancato pagamento

    La presentazione della domanda produce effetti immediati, anche prima della comunicazione dell’importo dovuto da parte del Comune. In particolare:

    • vengono sospese le procedure esecutive in corso (pignoramento presso terzi, fermi amministrativi, ipoteche) limitatamente ai carichi inclusi nella domanda;
    • non vengono iscritti nuovi fermi amministrativi sui veicoli per gli stessi carichi;
    • non maturano ulteriori interessi di mora e aggio dalla data di presentazione della domanda;
    • rilascio del DURC regolare (per imprese): la presentazione della domanda equivale a “posizione in regolarizzazione” e consente il rilascio del DURC.

    Cosa succede se salti una rata

    Il punto più delicato della rottamazione è il rigore sul rispetto delle scadenze. La normativa prevede:

    • Tolleranza di 5 giorni: il pagamento entro i 5 giorni successivi alla scadenza ufficiale (esclusi i festivi) è considerato tempestivo;
    • Decadenza automatica in caso di omesso, insufficiente o tardivo pagamento di anche solo una rata oltre il quinto giorno: il debito originario viene integralmente ripristinato (sanzioni, interessi e aggio compresi), al netto delle somme già versate, che vengono imputate al debito a titolo di acconto;
    • impossibilità di “riammissione” alla definizione dopo la decadenza (la rottamazione è “una tantum”);
    • ripresa immediata delle procedure esecutive e iscrizione di nuovi pignoramenti, fermi e ipoteche.

    🚨 Attenzione: a differenza delle precedenti rottamazioni, in caso di decadenza le somme versate NON sono perdute ma vengono imputate al debito complessivo. Il rischio reale è perdere il beneficio dell’abbuono di sanzioni e interessi e tornare a pagare l’importo pieno.

    Il ruolo del CAF nella rottamazione dei tributi locali

    Un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) può fornire un supporto operativo decisivo nella gestione della rottamazione dei tributi locali, soprattutto per chi non ha dimestichezza con i portali telematici, con la consultazione delle banche dati o con la lettura degli avvisi di accertamento. I principali servizi offerti riguardano:

    • Estrazione della posizione debitoria sui portali AdER, dei Comuni e dei concessionari, con quantificazione preventiva del risparmio ottenibile;
    • Predisposizione della domanda di definizione agevolata, con scelta ottimale di quali carichi rottamare e in quante rate;
    • Verifica del calcolo degli importi comunicati dal Comune o da AdER e contestazione di eventuali errori (sanzioni accessorie indebitamente applicate, doppia imposizione, ecc.);
    • compilazione e invio degli F24 e dei bollettini PagoPA;
    • Tracciamento delle scadenze tramite agenda fiscale e promemoria, per evitare il rischio della decadenza;
    • assistenza per chi ha un ricorso pendente e deve valutare se rinunciare al giudizio per aderire alla rottamazione.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio sia per i Comuni del Friuli-Venezia Giulia – dove, oltre alla rottamazione, è opportuno tenere conto delle peculiarità del sistema tavolare per gli immobili in successione – sia per le posizioni gestite da AdER in tutto il territorio nazionale. La consulenza preliminare consente di capire, prima ancora di presentare domanda, qual è il risparmio effettivo nel proprio caso specifico e se conviene rottamare tutti i carichi o soltanto alcuni.

    Gli errori più frequenti da evitare

    L’esperienza maturata con le precedenti rottamazioni (la “rottamazione-quater” e gli analoghi provvedimenti comunali del 2018-2019) ha messo in evidenza alcuni errori ricorrenti che vale la pena conoscere in anticipo per non vanificare i benefici della definizione agevolata.

    • Non verificare se il proprio Comune ha aderito: la definizione agevolata 2026 sui tributi locali NON è automatica. Senza delibera del Consiglio comunale, la domanda è inammissibile;
    • Confondere “avviso bonario” con “accertamento”: solo gli atti già notificati e affidati al concessionario sono rottamabili. Un semplice avviso di pagamento non lo è;
    • Includere nella domanda carichi non rottamabili (es. multe penali, condanne corte dei conti): il sistema rigetta la posizione complessiva, con perdita di tempo;
    • Non rinunciare formalmente al ricorso pendente entro i termini stabiliti, anche se si è aderito alla rottamazione: in tal caso il giudice procede comunque e l’eventuale soccombenza vanifica il beneficio;
    • Confondere F24 e PagoPA: alcuni tributi (es. TARI di Comuni minori) non accettano F24 ma solo PagoPA; il pagamento con codice errato si considera non avvenuto;
    • Pagare in ritardo anche di un solo giorno oltre la tolleranza: la decadenza è automatica;
    • Aderire senza calcolare la convenienza: se il debito è prescritto (per legge in 5 anni per IMU e TARI, ex art. 1 c. 161 L. 296/2006 e art. 2948 c.c.), conviene eccepire la prescrizione anziché pagare.

    Prescrizione vs rottamazione: quale conviene?

    Una questione fondamentale prima di aderire alla definizione agevolata è verificare se il debito non sia già prescritto. Per i tributi locali (IMU, TARI, addizionale comunale IRPEF), la prescrizione ordinaria è di 5 anni ex art. 2948 n. 4 del Codice civile, mentre per le multe del Codice della Strada è di 5 anni dalla notifica del verbale (art. 209 D.Lgs. 285/1992).

    Se il debito è prescritto, il contribuente ha diritto a non pagare nulla: in tal caso conviene presentare un atto di autotutela al Comune e, in caso di mancato accoglimento, ricorrere alle Corti di Giustizia Tributaria. Aderire alla rottamazione equivale invece a rinunciare all’eccezione di prescrizione e a pagare comunque l’importo del tributo. La scelta migliore va valutata caso per caso, perché:

    • la prescrizione può essere stata interrotta da un atto di costituzione in mora (raccomandata, PEC) o dalla notifica di un sollecito o di un atto esecutivo: in tal caso il termine riparte da zero;
    • per i debiti iscritti a ruolo presso AdER esistono orientamenti giurisprudenziali diversificati sulla prescrizione “lunga” (decennale) o “breve” (quinquennale), specialmente dopo la Cass. SS.UU. n. 23397/2016;
    • il contenzioso, anche se vincente, ha costi e tempi (in media 2-3 anni in primo grado, oltre l’eventuale appello) di cui tenere conto.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti sulla rottamazione dei tributi locali 2026

    Posso aderire alla rottamazione se ho già una rateizzazione in corso?

    Sì. Le rateizzazioni precedentemente concesse dal Comune o da AdER vengono sospese al momento della presentazione della domanda. Le rate scadute e non versate confluiscono nella definizione agevolata; quelle già pagate sono imputate al debito complessivo come acconto. Se l’importo già versato eccede quello dovuto per la rottamazione, il debitore può chiedere il rimborso.

    La rottamazione cancella anche il fermo amministrativo sull’auto?

    Il fermo amministrativo (ex art. 86 DPR 602/1973) viene sospeso al momento della presentazione della domanda e cancellato al pagamento integrale di tutte le rate (o dell’unica soluzione). Non c’è cancellazione immediata: per ritirare il fermo serve attendere la conclusione del piano di pagamento.

    Cosa succede se il mio Comune non aderisce alla rottamazione?

    Se entro la scadenza ordinatoria il Consiglio comunale non delibera l’adesione, i tributi locali del Comune non sono rottamabili. Restano comunque rottamabili gli eventuali carichi affidati ad AdER per il recupero coattivo, se rientrano nella rottamazione quinquies “nazionale”. È utile contattare l’ufficio tributi del proprio Comune o consultare le delibere pubblicate sull’Albo Pretorio online.

    Posso rottamare solo alcuni avvisi e non tutti?

    Sì, la definizione è “a la carte”: il debitore può selezionare nella domanda quali singoli carichi includere e quali no. Questa flessibilità è utile per chi vuole concentrare il pagamento sui debiti più onerosi (IMU di anni vecchi con maxi-sanzioni) ed escludere magari i carichi prescritti, per i quali eccepire la prescrizione conviene di più.

    Le posizioni di un parente defunto si possono rottamare?

    Sì. Gli eredi che hanno accettato l’eredità (anche tacitamente) possono presentare domanda di rottamazione per i debiti del de cuius, allegando la dichiarazione di successione e il proprio codice fiscale. Attenzione però: aderire alla rottamazione equivale a un atto di accettazione di eredità (art. 476 c.c.). Chi ha già rinunciato all’eredità o intende rinunciarvi NON deve presentare la domanda.

    Posso pagare la rottamazione con il bonifico bancario invece che con F24?

    Solo se è espressamente previsto nella comunicazione del Comune. Di norma il pagamento avviene con F24 (per i tributi) o PagoPA (per multe e canoni). Il bonifico diretto al tesoriere comunale è ammesso solo in casi residuali ed è sempre opportuno richiedere preventivamente le coordinate IBAN ufficiali.

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    Conclusione e prossimi passi

    La rottamazione dei tributi locali 2026 rappresenta un’opportunità concreta per migliaia di contribuenti che hanno cartelle, ingiunzioni o accertamenti non pagati per IMU, TARI, multe e altre entrate comunali. Con un risparmio medio del 30-55% e fino a 10 rate semestrali per il pagamento, è uno strumento che può ridurre significativamente l’esposizione debitoria nei confronti del proprio Comune.

    I tre passaggi essenziali per accedere correttamente alla definizione agevolata sono:

    1. Verificare l’adesione del Comune consultando l’Albo Pretorio online o l’ufficio tributi;
    2. Estrarre la posizione debitoria dal portale AdER (con SPID/CIE/CNS) o dal portale del concessionario locale, e quantificare il risparmio;
    3. Presentare la domanda entro il 30 settembre 2026 (o 30 novembre nei Comuni che hanno prorogato il termine), scegliendo con attenzione carichi da includere e numero di rate.

    Se hai cartelle o avvisi locali da gestire e vuoi capire quanto puoi risparmiare nel tuo caso specifico, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: in un’unica consulenza analizziamo la tua posizione, ti spieghiamo i vantaggi reali (ed eventuali svantaggi) della rottamazione e ti seguiamo fino alla conclusione del piano di pagamento. Una decisione informata oggi può evitarti anni di interessi e procedure esecutive domani.

    Maggio 27, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 19:08:382026-05-31 17:42:32Rottamazione IMU, TARI e multe locali al via: domanda online da settembre
    NOTIZIE

    Rottamazione quater, rata in scadenza il 31 maggio: pagamento posticipato a giugno

    ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

    I contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater devono tenere a mente una data importante: il 31 maggio 2026 scade la prossima rata della rateazione decennale. Si tratta della dodicesima rata complessiva per chi ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023 (legge 197/2022) e ha optato per il piano di pagamento dilazionato fino al 2027. La buona notizia per chi si trova in difficoltà o ha dimenticato la scadenza arriva direttamente dalla normativa: grazie ai 5 giorni di tolleranza previsti dall articolo 3, comma 14-bis del D.L. 119/2018, il versamento può essere effettuato senza decadenza entro il 5 giugno 2026, posticipando di fatto la scadenza operativa al primo giorno utile della settimana successiva.

    In questa guida completa analizziamo nel dettaglio cosa cambia per i contribuenti, come calcolare correttamente l importo della rata, quali sono i canali di pagamento disponibili, cosa succede in caso di ritardo e come funziona la riammissione alla rottamazione quater introdotta dal decreto Milleproroghe 2025 (D.L. 202/2024 convertito in legge 15/2025). Vedremo anche le differenze tra la rottamazione quater e la nuova rottamazione quinquies introdotta nel 2026, per orientarsi tra le diverse misure di pace fiscale ancora attive.

    Indice dei contenuti

    1. Scadenza del 31 maggio: cosa cambia con il posticipo a giugno
    2. I 5 giorni di tolleranza: la normativa che salva il contribuente
    3. Calendario completo delle rate 2026 della rottamazione quater
    4. Chi deve pagare la rata in scadenza il 31 maggio 2026
    5. Come pagare: modello F24, PagoPA e canali digitali
    6. Decadenza dalla rottamazione: cosa rischia chi non paga
    7. Riammessi alla rottamazione quater: il quadro post Milleproroghe
    8. Esempio pratico: come calcolare l importo della rata
    9. Cosa fare in caso di difficoltà nel pagamento
    10. Rottamazione quater e quinquies: le differenze fondamentali
    11. Il ruolo del CAF nell assistenza alla rateazione
    12. FAQ sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026

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    Scadenza del 31 maggio: cosa cambia con il posticipo a giugno

    La rata della rottamazione quater in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta una delle scadenze più importanti dell anno per chi ha aderito alla definizione agevolata 2023 introdotta dalla legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023). Si tratta di un appuntamento ricorrente per i contribuenti che hanno scelto il piano massimo di rateazione, articolato in 18 rate distribuite dal 2023 al 2027 secondo lo schema previsto dalla norma.

    Il punto centrale di questa scadenza riguarda la scivolata operativa al mese di giugno. Tecnicamente la rata scade il 31 maggio, ma per due ragioni concorrenti il pagamento effettivo può essere posticipato senza alcuna penalità al primo giorno utile di giugno:

    • I 5 giorni di tolleranza previsti dall articolo 3, comma 14-bis del decreto-legge 119/2018, convertito in legge 136/2018, che si applicano a tutte le rate delle definizioni agevolate
    • La possibile coincidenza del quinto giorno con un giorno festivo o prefestivo, che fa scivolare ulteriormente il termine al primo giorno feriale successivo

    Nel concreto, il 31 maggio 2026 cade di domenica. Questa circostanza, di per sé, già sposta il termine ordinario al 1° giugno (lunedì). Considerando poi i 5 giorni di tolleranza, il termine effettivo entro cui versare senza decadere dal beneficio si attesta al 5 giugno 2026. Si tratta di una previsione strutturale del meccanismo della rottamazione, non di una proroga eccezionale: il legislatore ha voluto riconoscere uno spazio di flessibilità per evitare che ritardi minimi facciano perdere ai contribuenti il beneficio dell agevolazione.

    Una scadenza che riguarda milioni di contribuenti

    Secondo i dati pubblicati da Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER), le domande di adesione alla rottamazione quater hanno coinvolto una platea molto ampia di contribuenti, una larga parte dei quali ha optato per il piano di rateazione massima. La scadenza di maggio 2026 riguarda quindi una platea molto ampia, composta da:

    • Contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater entro il 30 giugno 2023
    • Soggetti che hanno presentato la domanda integrativa entro il 30 settembre 2023 per ulteriori carichi
    • Decaduti riammessi grazie alla riapertura introdotta dal decreto Milleproroghe 2025

    I 5 giorni di tolleranza: la normativa che salva il contribuente

    La regola dei 5 giorni di tolleranza è uno degli elementi più importanti da conoscere per chi ha aderito alla rottamazione quater. Si tratta di una previsione normativa strutturale, non di una concessione discrezionale: il termine entro cui pagare per non perdere il beneficio è quello ordinario aumentato di 5 giorni.

    La base normativa

    Il riferimento è l articolo 3, comma 14-bis del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136. La norma stabilisce che il mancato, insufficiente o tardivo versamento, alle relative scadenze, dell unica rata o di una di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento, determina la decadenza dai benefici della definizione agevolata se superiore a cinque giorni.

    In parole semplici: pagare entro il quinto giorno successivo alla scadenza ordinaria è come pagare il giorno stesso. Non si tratta quindi di una proroga o di un favore, ma di una franchigia legale che il legislatore ha inserito per evitare effetti decadenziali sproporzionati rispetto a ritardi minimi.

    Come si calcolano i 5 giorni

    Il calcolo dei 5 giorni segue le regole generali del computo dei termini di diritto civile (art. 2963 del codice civile): si conta a partire dal giorno successivo a quello della scadenza ordinaria. Se il quinto giorno cade in un giorno festivo o di sabato/domenica, il termine slitta automaticamente al primo giorno feriale successivo.

    Ad esempio, per la scadenza del 31 maggio 2026 (domenica) il calcolo è il seguente:

    • Scadenza ordinaria: domenica 31 maggio 2026
    • Conteggio 5 giorni di tolleranza a partire dalla scadenza: dal 1° al 5 giugno 2026
    • Termine ultimo per pagare senza decadenza: venerdì 5 giugno 2026 (giorno feriale, nessun ulteriore slittamento)

    La prassi consolidata di Agenzia delle Entrate-Riscossione è di computare i 5 giorni a partire dal giorno stesso della scadenza nominale; qualora il quinto giorno cadesse di sabato, domenica o festivo, il termine slitterebbe ulteriormente al primo giorno feriale successivo. Nel caso della rata del 31 maggio 2026 il quinto giorno cade di venerdì, quindi il termine resta fissato al 5 giugno.

    Attenzione: la lettura prudenziale che AdER suggerisce ai contribuenti è di considerare la scadenza del 31 maggio come termine ordinario, ricorrendo alla tolleranza solo in caso di reale necessità. Programmare il pagamento già in scadenza tolleranza, infatti, espone a rischi operativi (errori bancari, ritardi di sportello) che possono determinare la perdita irreversibile dell agevolazione.

    Calendario completo delle rate 2026 della rottamazione quater

    Per chi ha aderito al piano massimo di rateazione previsto dalla rottamazione quater, il 2026 prevede quattro rate trimestrali, secondo lo schema stabilito dall articolo 1, comma 232 della legge 197/2022. Ecco il calendario completo:

    Numero rataScadenza ordinariaTermine con tolleranzaNote
    Rata 11 (di 18)28 febbraio 20269 marzo 2026 (lunedì)Slitta per festività e tolleranza
    Rata 12 (di 18)31 maggio 20265 giugno 2026 (venerdì)Slitta per domenica + tolleranza
    Rata 13 (di 18)31 luglio 20265 agosto 2026 (mercoledì)Tolleranza 5 giorni
    Rata 14 (di 18)30 novembre 20267 dicembre 2026 (lunedì)Slitta per domenica + tolleranza

    Schema generale del piano fino al 2027

    Il piano di rateazione completo della rottamazione quater prevede 18 rate distribuite secondo lo schema seguente:

    • 2023: 2 rate (31 ottobre e 30 novembre)
    • 2024-2027: 4 rate annuali (28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio, 30 novembre)

    La rata di maggio 2026 rappresenta dunque la dodicesima delle 18 rate complessive e segna il superamento dei due terzi del percorso di pagamento dilazionato. Per chi sta rispettando il piano, ogni rata pagata regolarmente consolida l agevolazione fiscale ottenuta con la rottamazione, eliminando definitivamente sanzioni e interessi di mora.

    Chi deve pagare la rata in scadenza il 31 maggio 2026

    La rata in scadenza il 31 maggio 2026 riguarda tutti i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater entro i termini stabiliti e hanno optato per il piano di rateazione massima. Vediamo nel dettaglio le diverse categorie interessate.

    Aderenti originari della rottamazione quater

    Sono i contribuenti che hanno presentato domanda di adesione entro il termine originario del 30 giugno 2023, successivamente prorogato per i ritardatari. Per questa categoria la rata di maggio 2026 rappresenta la prosecuzione regolare del piano scelto al momento dell adesione.

    Aderenti tramite domanda integrativa

    Una circostanza meno nota riguarda chi ha presentato una domanda integrativa entro il 30 settembre 2023 per includere ulteriori carichi nella rottamazione quater. Anche per questi soggetti la rata di maggio 2026 corrisponde a una scadenza ordinaria del piano di pagamento.

    Decaduti riammessi dal decreto Milleproroghe 2025

    La novità più rilevante riguarda i contribuenti riammessi alla rottamazione quater grazie al decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202 (decreto Milleproroghe), convertito in legge 21 febbraio 2025, n. 15. La norma ha previsto la possibilità per i contribuenti decaduti al 31 dicembre 2024 di rientrare nel piano, presentando apposita istanza entro il 30 aprile 2025.

    I riammessi seguono un piano di pagamento ad hoc che può prevedere il versamento integrale entro il 31 luglio 2025 oppure in 10 rate di pari importo con scadenze a partire dal 31 luglio 2025. Per chi ha aderito al piano rateale, la rata di maggio 2026 rientra in questo nuovo calendario.

    Come pagare: modello F24, PagoPA e canali digitali

    Per il versamento della rata della rottamazione quater i contribuenti hanno a disposizione diversi canali di pagamento. La scelta del canale dipende dalle preferenze personali, dalla disponibilità di strumenti digitali e dall importo da versare.

    Modello F24 con bollettini precompilati

    Il canale tradizionale è rappresentato dai bollettini precompilati inviati dall Agenzia delle Entrate-Riscossione al momento dell adesione. I bollettini riportano:

    • L importo esatto della rata
    • I codici tributo specifici per la definizione agevolata
    • La scadenza di ogni singola rata
    • I dati identificativi del contribuente e della pratica

    I bollettini possono essere utilizzati per il pagamento presso banche, uffici postali, sportelli bancomat abilitati, ricevitorie convenzionate (Sisal, Lottomatica) e tabaccai che offrono servizi di pagamento.

    Pagamento online tramite area riservata AdER

    Sul sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione (agenziaentrateriscossione.gov.it) è possibile accedere all area riservata con SPID, CIE o CNS per visualizzare il piano di pagamento, scaricare i bollettini, monitorare i versamenti effettuati e pagare direttamente online con carta di credito, bonifico online o addebito su conto corrente tramite il circuito PagoPA.

    App EquiClick e canali mobile

    L Agenzia delle Entrate-Riscossione ha sviluppato anche un app mobile che consente di gestire i pagamenti delle rate da smartphone, ricevere notifiche sulle scadenze e visualizzare lo stato del piano in modo immediato. Questi canali digitali sono particolarmente utili per chi viaggia o per chi vuole avere sempre sotto controllo la propria situazione.

    Domiciliazione bancaria

    Una soluzione molto comoda per non rischiare di dimenticare le scadenze è l attivazione della domiciliazione bancaria tramite il modulo SDD (Sepa Direct Debit). Una volta attivato, il pagamento avviene automaticamente alla scadenza, senza necessità di intervento da parte del contribuente. La richiesta di domiciliazione deve essere effettuata almeno 30 giorni prima della scadenza della rata per essere operativa.

    Decadenza dalla rottamazione: cosa rischia chi non paga

    Il mancato pagamento della rata di maggio 2026 entro il termine di tolleranza del 5 giugno 2026 comporta conseguenze gravi e irreversibili per il contribuente. La normativa è chiara: la decadenza dalla rottamazione quater è automatica e produce effetti molto pesanti.

    Effetti immediati della decadenza

    Quando un contribuente decade dalla rottamazione, si verificano i seguenti effetti automatici:

    • Riemerge il debito originario comprensivo di sanzioni e interessi di mora, che la rottamazione aveva eliminato o ridotto
    • Le somme già versate vengono considerate a titolo di acconto e vengono scomputate dal debito complessivo
    • Riprendono le procedure di riscossione coattiva (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche)
    • Non si può più rateizzare il debito residuo con la dilazione ordinaria di AdER (art. 19 D.P.R. 602/1973), salvo eccezioni

    Cosa significa nella pratica

    Immaginiamo un contribuente che ha aderito alla rottamazione quater per un debito originario di 30.000 euro, ridotto a 18.000 euro grazie alla cancellazione di sanzioni e interessi. Ha già pagato 5 rate per un totale di 5.000 euro. Se non paga la rata di maggio 2026 entro il 5 giugno, la situazione cambia drasticamente:

    • Il debito torna a 30.000 euro (importo originario)
    • Vengono scomputati i 5.000 euro già versati
    • Restano dovuti 25.000 euro
    • Su questa somma riprendono a maturare interessi di mora
    • AdER può avviare immediatamente le azioni di recupero coattivo

    Possibilità di rateizzazione ordinaria post-decadenza

    Una volta decaduto dalla rottamazione, il contribuente può comunque richiedere la rateizzazione ordinaria ad AdER per il debito riemerso. La dilazione ordinaria può arrivare fino a 84 rate mensili (84 mesi = 7 anni) per debiti fino a 120.000 euro, o fino a 120 rate per importi superiori, secondo le regole vigenti nel 2026 introdotte dal D.Lgs. 110/2024 in attuazione della riforma fiscale.

    Tuttavia, va sottolineato che la rateizzazione ordinaria non comporta lo sconto su sanzioni e interessi previsto dalla rottamazione. Il contribuente paga l importo pieno con interessi di dilazione, perdendo definitivamente il beneficio fiscale ottenuto con la pace fiscale 2023.

    Riammessi alla rottamazione quater: il quadro post Milleproroghe

    Il decreto Milleproroghe 2025 (D.L. 202/2024 convertito in legge 15/2025) ha introdotto una novità di grande rilievo per i contribuenti che erano decaduti dalla rottamazione quater: la riapertura dei termini per la riammissione al piano.

    Chi può riammettersi

    Il decreto ha consentito la riammissione ai contribuenti che, al 31 dicembre 2024, erano decaduti dai benefici della rottamazione quater per il mancato, insufficiente o tardivo versamento di una o più rate. La riammissione doveva essere richiesta presentando apposita istanza entro il 30 aprile 2025 tramite i canali telematici di Agenzia delle Entrate-Riscossione.

    Modalità di pagamento per i riammessi

    I contribuenti riammessi hanno potuto scegliere tra due modalità di pagamento:

    • Pagamento in unica soluzione entro il 31 luglio 2025
    • Pagamento dilazionato in un massimo di 10 rate di pari importo con le seguenti scadenze: 31 luglio e 30 novembre 2025; 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre 2026; 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre 2027

    Per i riammessi che hanno scelto il piano in 10 rate, la rata in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta la quarta delle 10 rate complessive. Anche a questa categoria si applicano regolarmente i 5 giorni di tolleranza, con possibilità di versare entro il 5 giugno 2026.

    Importanza di non perdere la seconda chance

    Per i riammessi la rata di maggio 2026 assume un significato particolare: si tratta della seconda opportunità concessa dal legislatore per beneficiare della rottamazione. Una nuova decadenza preclude definitivamente l accesso alla rottamazione quater e impone il pagamento integrale del debito secondo le procedure ordinarie. Per questo motivo è fondamentale rispettare le scadenze e, in caso di difficoltà, valutare per tempo le alternative disponibili con il supporto di un consulente fiscale o di un CAF.

    Esempio pratico: come calcolare l importo della rata

    Per comprendere meglio come funziona il piano di pagamento della rottamazione quater, vediamo un esempio pratico con numeri concreti.

    Il caso di Marco, artigiano di Udine

    Marco è un artigiano friulano con sede a Udine. Nel 2023 aveva accumulato debiti con il fisco per un totale di 40.000 euro di cartelle esattoriali, così composti:

    • Tributo iscritto a ruolo: 25.000 euro
    • Sanzioni: 10.000 euro
    • Interessi di mora: 4.500 euro
    • Aggio della riscossione: 500 euro

    Aderendo alla rottamazione quater, Marco ha potuto beneficiare della cancellazione integrale di sanzioni, interessi di mora e aggio. L importo da versare si è quindi ridotto al solo tributo, più le spese esecutive e di notifica delle cartelle (di solito poche decine di euro).

    Calcolo dell importo da rateizzare

    Per Marco l importo definitivo da pagare con la rottamazione è di circa 25.300 euro (25.000 euro di tributo + 300 euro di spese). Avendo optato per il piano massimo di rateazione in 18 rate, il calcolo è il seguente:

    • Rate del 2023 (2 rate, ciascuna pari al 5% del totale, per il 10% complessivo): 1.265 euro a rata = 2.530 euro complessivi
    • Rate dal 2024 al 2027 (16 rate del restante 90%): circa 1.423 euro a rata

    La rata di maggio 2026 per Marco ammonta dunque a circa 1.423 euro, da versare entro il 31 maggio (o entro il 5 giugno sfruttando la tolleranza). Su questo importo va aggiunto l interesse del 2% annuo previsto dalla legge 197/2022 per le rate successive alla prima.

    Confronto con la situazione senza rottamazione

    Senza rottamazione, Marco avrebbe dovuto pagare l intero importo di 40.000 euro, oltre agli interessi di mora che continuavano a maturare nel tempo. Con la rottamazione quater Marco ha ottenuto un risparmio di circa 14.700 euro, pari al 37% del debito originario. È evidente come il rispetto delle scadenze sia fondamentale per non perdere questo importante beneficio.

    Cosa fare in caso di difficoltà nel pagamento

    Può capitare che, per circostanze impreviste, un contribuente si trovi in difficoltà nel versare una rata della rottamazione quater alla scadenza prevista. Vediamo quali sono le opzioni disponibili.

    Utilizzare i 5 giorni di tolleranza

    La prima opzione è ovviamente quella di sfruttare appieno i 5 giorni di tolleranza, organizzandosi per reperire la liquidità necessaria. Per la rata di maggio 2026 questo significa avere fino al 5 giugno per provvedere al versamento senza alcuna penalità.

    Pagamento parziale: cosa succede

    Un errore comune è pensare che un pagamento parziale possa evitare la decadenza. Non è così: la normativa è chiara nel prevedere che il versamento insufficiente (oltre i 5 giorni di tolleranza) determina la decadenza, esattamente come il mancato pagamento. Per evitare la decadenza è necessario versare l intero importo della rata, non somme parziali.

    Verificare il piano di pagamento

    Prima della scadenza è sempre opportuno verificare il proprio piano di pagamento accedendo all area riservata di AdER. Può capitare che vi siano stati versamenti già effettuati in eccesso che possono compensare la rata in scadenza, oppure che il piano abbia subito modifiche di cui non si era consapevoli.

    Quando rivolgersi al CAF

    Se la difficoltà nel pagamento non è transitoria ma strutturale, è importante rivolgersi tempestivamente a un consulente fiscale o a un CAF per valutare le alternative. Più ci si rivolge per tempo, più ampia è la gamma di soluzioni esplorabili: dalla pianificazione dei pagamenti residui, all eventuale adesione alla nuova rottamazione quinquies (se applicabile al caso specifico), fino alla richiesta di rateazione ordinaria post-decadenza.

    Rottamazione quater e quinquies: le differenze fondamentali

    Con l introduzione della rottamazione quinquies nel 2026 (Legge di Bilancio 2026), molti contribuenti si trovano confusi sulle differenze tra le due misure e su quale convenga in caso di scelta. Chiariamo i punti principali.

    Periodo dei carichi rottamabili

    La differenza più importante riguarda il periodo dei carichi affidati all agente della riscossione:

    • Rottamazione quater (legge 197/2022): carichi affidati ad AdER dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022
    • Rottamazione quinquies (legge di bilancio 2026): carichi affidati ad AdER successivamente, secondo il perimetro temporale stabilito dalla nuova norma

    Convenienza economica

    Entrambe le rottamazioni prevedono la cancellazione di sanzioni e interessi di mora, lasciando dovuti solo il tributo, le spese di notifica e quelle esecutive. Tuttavia, la quinquies introduce piani di rateazione potenzialmente diversi e modalità di pagamento differenziate.

    Possibilità di cumulo

    Un contribuente può aderire contemporaneamente alla rottamazione quater (per i debiti precedenti già in piano di pagamento) e alla rottamazione quinquies (per i debiti rientranti nel nuovo perimetro temporale), trattandosi di due procedure distinte. È però importante valutare la sostenibilità complessiva dei pagamenti, perché le scadenze possono sovrapporsi.

    Il ruolo del CAF nell assistenza alla rateazione

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza qualificata a tutti i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater e si trovano a gestire le scadenze di pagamento. La nostra esperienza pluriennale sul territorio friulano ci consente di seguire ogni pratica con la massima cura, garantendo il rispetto delle scadenze e l ottimizzazione fiscale.

    I servizi offerti

    Per la gestione della rottamazione quater il CAF Centro Fiscale fornisce:

    • Verifica del piano di pagamento e dello stato delle rate pagate
    • Predisposizione dei modelli F24 e supporto per il versamento
    • Attivazione della domiciliazione bancaria SDD per i pagamenti automatici
    • Calendario personalizzato delle scadenze con promemoria
    • Consulenza sulle alternative in caso di difficoltà (rottamazione quinquies, rateazione ordinaria, ecc.)
    • Assistenza per i riammessi dal decreto Milleproroghe 2025

    Perché rivolgersi a un CAF

    La rottamazione quater è una procedura tecnicamente complessa che richiede attenzione e precisione. Un errore nel pagamento o una scadenza dimenticata possono comportare la perdita definitiva di un beneficio fiscale anche di migliaia di euro. Affidarsi a un CAF significa avere un punto di riferimento competente che monitora le scadenze, predispone la documentazione e assiste in caso di problematiche.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine, in particolare, vanta una conoscenza approfondita delle problematiche fiscali del territorio friulano e una rete consolidata di rapporti con gli uffici locali di AdER, che ci consente di gestire con efficacia anche le situazioni più complesse.

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    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    FAQ sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026

    Quando scade esattamente la rata della rottamazione quater di maggio 2026?

    La scadenza ordinaria è il 31 maggio 2026. Tuttavia, cadendo di domenica, il termine slitta automaticamente al 1° giugno 2026. Considerando i 5 giorni di tolleranza previsti dall art. 3, comma 14-bis del D.L. 119/2018, il termine ultimo per pagare senza decadere è il 5 giugno 2026.

    Cosa succede se pago il 6 giugno 2026?

    Pagare il 6 giugno 2026 significa pagare oltre i 5 giorni di tolleranza e comporta la decadenza automatica dalla rottamazione quater. Il debito originario riemerge integralmente, comprensivo di sanzioni e interessi di mora, scomputando le somme già versate.

    Posso pagare in più tranche entro il 5 giugno?

    No. La rata deve essere versata in un unica soluzione entro il termine di tolleranza. Un pagamento parziale, anche se effettuato entro i 5 giorni, equivale a un mancato pagamento e produce la decadenza.

    Come faccio a sapere l importo esatto della mia rata?

    L importo della rata è indicato nel piano di pagamento trasmesso da Agenzia delle Entrate-Riscossione al momento dell adesione alla rottamazione. Puoi consultarlo nell area riservata del sito AdER accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure utilizzando l app EquiClick. In caso di smarrimento dei bollettini puoi richiederne copia all AdER o al tuo CAF di fiducia.

    Quali sono i codici tributo per il modello F24?

    I codici tributo per la rottamazione quater sono stati istituiti con specifica risoluzione dell Agenzia delle Entrate. I codici sono riportati direttamente sui bollettini precompilati inviati da AdER. Per chi prepara il modello F24 manualmente è necessario fare riferimento alla risoluzione AdE pertinente o richiedere assistenza al proprio CAF.

    Posso aderire alla rottamazione quinquies se sono ancora in rottamazione quater?

    Sì, ma per carichi diversi. La rottamazione quater riguarda i carichi dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. La rottamazione quinquies riguarda carichi successivi, secondo il perimetro stabilito dalla legge di bilancio 2026. Le due procedure sono indipendenti e possono coesistere per posizioni debitorie diverse.

    Cosa succede se la mia banca esegue il bonifico in ritardo?

    Ai fini della rottamazione quater fa fede la data di esecuzione del pagamento, non la data di valuta. Se il bonifico viene disposto in tempo utile ma la banca lo esegue con ritardo per ragioni tecniche, il contribuente non è in colpa, ma rischia comunque la decadenza. Per questo motivo è sempre consigliato pagare con qualche giorno di anticipo rispetto al termine di tolleranza.

    La rata di maggio è sempre uguale alle altre rate?

    Dipende dal piano scelto. Nel piano massimo di 18 rate, le prime 2 rate del 2023 corrispondevano al 10% del totale (5% ciascuna), mentre le 16 rate successive (dal 2024 al 2027) corrispondono al restante 90% diviso equamente. La rata di maggio 2026 ha quindi lo stesso importo delle altre 15 rate del periodo 2024-2027, aumentato dell interesse del 2% annuo previsto dalla legge.

    Cosa devo fare se non riesco a pagare la rata?

    Se prevedi di non riuscire a pagare la rata, non aspettare la scadenza. Contatta tempestivamente il tuo CAF di fiducia per valutare le alternative: dalla pianificazione dei pagamenti, alla verifica dell adesione alla rottamazione quinquies (se applicabile), fino alla rateazione ordinaria post-decadenza. Più ci si muove in anticipo, più ampie sono le possibilità di trovare una soluzione sostenibile.

    Conclusione: il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine

    La rata della rottamazione quater in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta un appuntamento importante per migliaia di contribuenti che hanno aderito alla pace fiscale 2023. Grazie ai 5 giorni di tolleranza previsti dalla normativa, il termine effettivo per pagare senza decadere si sposta al 5 giugno 2026, offrendo uno spazio di flessibilità utile a chi avesse necessità di organizzare la liquidità.

    Ricordiamo però che la tolleranza non è una proroga: la scadenza ordinaria resta il 31 maggio e l ideale è pianificare il pagamento con largo anticipo, riservando la tolleranza solo a situazioni di reale necessità. Una rata pagata in ritardo oltre i 5 giorni comporta la decadenza definitiva dal beneficio e la perdita dello sconto su sanzioni e interessi di mora.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è al fianco dei contribuenti per la gestione completa della rottamazione quater: dalla verifica del piano di pagamento alla predisposizione dei modelli F24, dall attivazione della domiciliazione bancaria fino alla consulenza sulle alternative in caso di difficoltà. La nostra esperienza pluriennale e la conoscenza approfondita del territorio friulano ci permettono di seguire ogni cliente con la massima professionalità.

    Hai dubbi sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026? Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine in viale Giuseppe Tullio 13, scala B, chiamaci al numero 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Ti aiuteremo a verificare la tua posizione, calcolare correttamente l importo dovuto e individuare la modalità di pagamento più adatta alle tue esigenze.

    Maggio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 14:10:272026-05-31 17:43:07Rottamazione quater, rata in scadenza il 31 maggio: pagamento posticipato a giugno
    NOTIZIE

    Rottamazione quater: per la Cassazione basta la prima rata per perfezionare la sanatoria

    ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

    Una nuova pronuncia della Corte di Cassazione riapre il dibattito sulla rottamazione quater, la “definizione agevolata” prevista dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022). Secondo i giudici di legittimità, per perfezionare la sanatoria e mettere al riparo il contribuente dalla riscossione coattiva è sufficiente il pagamento della prima rata entro la scadenza prevista. Una lettura che potrebbe avere ricadute concrete su migliaia di contribuenti decaduti dal beneficio per il mancato pagamento delle rate successive.

    In questa guida ti spieghiamo, in modo semplice e con esempi pratici, cosa ha stabilito la Cassazione, cosa cambia per chi è in difficoltà con le rate, quali sono i riferimenti normativi (art. 1 commi 231-252 della Legge 197/2022 e successive modifiche tramite il DL 145/2023 convertito nella L. 191/2023) e quali strade restano aperte oggi, nel 2026, tra riammissione e nuova rottamazione quinquies.

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    Indice dei contenuti

    1. Cosa ha detto la Cassazione: il principio della “prima rata”
    2. Rottamazione quater: cos’è e come funziona
    3. Perfezionamento vs decadenza: la distinzione chiave
    4. Effetti pratici per i contribuenti
    5. Riferimenti normativi: L. 197/2022 e DL 145/2023
    6. Cosa rischia chi decade dalle rate successive
    7. La riammissione introdotta dal DL 202/2024
    8. Rottamazione quinquies 2026: la nuova definizione agevolata
    9. Esempi pratici e simulazioni
    10. Tabella di confronto tra le rottamazioni
    11. Cosa fare oggi se sei decaduto
    12. Il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine
    13. Domande frequenti (FAQ)

    Cosa ha detto la Cassazione: il principio della “prima rata”

    La Corte di Cassazione, con una recente pronuncia in materia di definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione, ha chiarito un punto delicato che da tempo divide contribuenti e Agenzia delle Entrate-Riscossione: cosa succede se il contribuente paga la prima rata della rottamazione e poi salta una rata successiva?

    Secondo i giudici di legittimità, occorre distinguere due momenti diversi: il perfezionamento della definizione agevolata e la successiva decadenza dal piano di pagamento rateale. Il pagamento della prima rata (o dell’unica rata, in caso di pagamento in soluzione unica) entro la scadenza prevista perfeziona la sanatoria, producendo effetti immediati: in particolare, blocca le procedure esecutive in corso e impedisce all’agente della riscossione di avviare nuove azioni cautelari (fermi amministrativi, ipoteche, pignoramenti) basate sui carichi rottamati.

    Se poi il contribuente non paga le rate successive, scatta la decadenza dal beneficio: il debito residuo torna esigibile per intero, con sanzioni e interessi di mora. Ma — ed è qui il punto innovativo — gli effetti del perfezionamento già prodotti non vengono cancellati retroattivamente. In particolare, le somme già versate restano acquisite definitivamente dall’Erario a titolo di acconto sul debito originario.

    Rottamazione quater: cos’è e come funziona

    La rottamazione quater è la quarta edizione della definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia). È stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge 29 dicembre 2022, n. 197), articolo 1, commi da 231 a 252.

    In parole semplici, si tratta di una sanatoria che permette al contribuente di chiudere i debiti con il fisco pagando solo l’imposta, senza sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione. Le uniche somme dovute, oltre al capitale, sono:

    • le spese per le procedure esecutive eventualmente sostenute;
    • i diritti di notifica;
    • per le multe stradali e altre sanzioni amministrative non tributarie: rimangono dovuti il capitale (la sanzione) e gli interessi, ma vengono cancellate le maggiorazioni e gli interessi di mora.

    Quali carichi sono “rottamabili”

    La rottamazione quater riguarda i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. Il termine originario per presentare domanda era fissato al 30 aprile 2023, poi prorogato al 30 giugno 2023.

    Modalità di pagamento

    Il contribuente che ha aderito ha potuto scegliere tra:

    • Pagamento in soluzione unica: scadenza originaria 31 ottobre 2023, poi prorogata.
    • Pagamento rateale: fino a 18 rate in 5 anni. Le prime due rate (di importo pari al 10% del totale ciascuna) scadevano il 31 ottobre 2023 e il 30 novembre 2023; le successive 16 rate, di pari importo, con scadenza il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno fino al 2027.

    Sulle rate successive alla prima si applicano interessi al tasso del 2% annuo, a decorrere dal 1° novembre 2023.

    Perfezionamento vs decadenza: la distinzione chiave

    La differenza tra perfezionamento e decadenza è il cuore della pronuncia della Cassazione. Vediamola nel dettaglio.

    Perfezionamento della sanatoria

    Il perfezionamento è il momento in cui la definizione agevolata diventa “efficace”: il contribuente ha aderito (presentando la domanda entro i termini) e ha versato la prima rata (o l’unica rata, se ha scelto la soluzione unica) entro la scadenza. Da quel momento:

    • le procedure esecutive in corso restano sospese e non possono proseguire;
    • l’Agente della riscossione non può iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche sui carichi rottamati;
    • il contribuente risulta in regola ai fini del rilascio del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva, se applicabile);
    • il contribuente può ottenere il certificato dei carichi pendenti “pulito” per le posizioni in rottamazione.

    Decadenza dal beneficio rateale

    La decadenza è invece la perdita del beneficio della rateazione e si verifica quando il contribuente, dopo aver perfezionato, salta il pagamento di una o più rate (o paga in ritardo oltre i 5 giorni di tolleranza). Le conseguenze sono:

    • il debito residuo torna esigibile per intero;
    • vengono ripristinati sanzioni, interessi di mora e aggio sulle somme non ancora versate;
    • l’Agente della riscossione può riprendere o avviare le procedure esecutive;
    • le somme già versate restano acquisite a titolo di acconto sul debito originario.

    Il principio espresso dalla Cassazione è che il perfezionamento non viene “annullato” dalla decadenza successiva: gli effetti della rottamazione si producono al momento del pagamento della prima rata, anche se poi il contribuente non riesce a portare a termine il piano. Questo principio ha rilevanza soprattutto per le procedure esecutive eventualmente avviate o aggravate dopo il perfezionamento e prima della decadenza, che possono essere considerate illegittime.

    Effetti pratici per i contribuenti

    La pronuncia della Cassazione ha effetti molto concreti. Vediamo i principali.

    1. Tutela dalle azioni esecutive nel periodo “intermedio”

    Se hai pagato la prima rata e poi sei decaduto, il periodo che va dal versamento della prima rata fino alla decadenza è coperto dagli effetti del perfezionamento. Quindi se l’Agente della riscossione ha avviato un’azione esecutiva (ad esempio un pignoramento) in quel periodo, puoi contestarla davanti al giudice tributario o ordinario, perché in quel momento la rottamazione era pienamente efficace.

    2. Acquisizione definitiva delle somme versate

    Le rate già pagate non vanno perdute: vengono imputate a riduzione del debito complessivo. In pratica, se hai versato 1.000 euro su un debito di 5.000 e poi sei decaduto, il debito residuo non sarà più 5.000 ma 4.000 (al netto del ripristino di sanzioni e interessi sulla parte non pagata).

    3. Possibilità di accedere a soluzioni alternative

    Anche dopo la decadenza, restano aperte alcune strade:

    • la rateazione ordinaria con l’Agente della riscossione (fino a 120 rate in casi di grave difficoltà economica);
    • l’eventuale riammissione alla rottamazione quater per chi ne ha avuto diritto (vedi paragrafo dedicato);
    • l’adesione alla nuova rottamazione quinquies, prevista dalla normativa più recente.

    Riferimenti normativi: L. 197/2022 e DL 145/2023

    Il quadro normativo della rottamazione quater è articolato. Ecco i principali riferimenti.

    Legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023)

    L’articolo 1, commi 231-252, della Legge 29 dicembre 2022, n. 197 ha istituito la “definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022”. I commi rilevanti sono:

    • Comma 231: definisce l’ambito applicativo e i carichi rottamabili;
    • Comma 232: disciplina cosa si paga (capitale, spese, diritti di notifica) e cosa è abbuonato (sanzioni, interessi di mora, aggio);
    • Comma 233: stabilisce le modalità di pagamento (unica soluzione o rateale fino a 18 rate);
    • Comma 234: disciplina la sospensione delle procedure esecutive a seguito del perfezionamento;
    • Comma 244: stabilisce la decadenza in caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento, anche di una sola rata, oltre cinque giorni dalla scadenza.

    DL 145/2023 (Decreto Anticipi)

    Il Decreto-Legge 18 ottobre 2023, n. 145, convertito con modificazioni nella Legge 15 dicembre 2023, n. 191, ha introdotto importanti correttivi:

    • ha differito i termini di pagamento delle prime rate al 18 dicembre 2023 (cumulando le prime due rate inizialmente previste per il 31 ottobre e il 30 novembre 2023);
    • ha previsto specifiche regole per i contribuenti dei territori colpiti dall’alluvione del maggio 2023 in Emilia-Romagna, Marche e Toscana.

    DL 202/2024 (Milleproroghe)

    Il Decreto-Legge 27 dicembre 2024, n. 202 (Milleproroghe), convertito nella Legge 21 febbraio 2025, n. 15, ha introdotto la riammissione alla rottamazione quater per i contribuenti decaduti al 31 dicembre 2024, riaprendo i termini fino al 30 aprile 2025 (per dettagli vedi paragrafo dedicato).

    Cosa rischia chi decade dalle rate successive

    La decadenza dalla rottamazione comporta conseguenze rilevanti. Il comma 244 della L. 197/2022 prevede espressamente che, in caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento — oltre la tolleranza di 5 giorni rispetto alla scadenza della rata — la definizione agevolata diventa inefficace e:

    • il debito residuo torna ad essere costituito dalle somme originarie (capitale, sanzioni, interessi di mora, aggio), al netto di quanto già versato;
    • l’Agente della riscossione può riprendere o avviare tutte le azioni cautelari ed esecutive (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche);
    • non è più possibile ottenere una nuova rateazione sui carichi decaduti se non a determinate condizioni;
    • il contribuente non può presentare una nuova domanda di rottamazione per gli stessi carichi (se non in caso di riapertura dei termini per legge).

    Tuttavia, come ha chiarito la Cassazione, la decadenza ha effetti ex nunc (cioè “da ora in poi”), non ex tunc (“da allora”, quindi retroattivamente): gli effetti del perfezionamento prodotti prima della decadenza restano efficaci.

    La riammissione introdotta dal DL 202/2024

    Il legislatore, consapevole delle difficoltà incontrate da molti contribuenti, ha previsto una riammissione alla rottamazione quater. Il DL 202/2024 (art. 3-bis, introdotto in sede di conversione) ha consentito ai contribuenti decaduti entro il 31 dicembre 2024 di rientrare nella definizione agevolata, presentando una nuova istanza entro il 30 aprile 2025 tramite l’area riservata o l’area pubblica del sito di Agenzia Entrate-Riscossione.

    Modalità di pagamento per i riammessi

    I contribuenti riammessi hanno potuto scegliere tra:

    • Pagamento in soluzione unica entro il 31 luglio 2025;
    • Pagamento rateale in massimo 10 rate di pari importo, con scadenze a luglio 2025, novembre 2025, febbraio 2026, maggio 2026, luglio 2026, novembre 2026, febbraio 2027, maggio 2027, luglio 2027 e novembre 2027.

    Anche per i riammessi vale il tasso di interesse del 2% annuo sulle rate successive alla prima, decorrente dal 1° novembre 2023.

    Chi non è stato riammesso

    Non hanno potuto accedere alla riammissione i contribuenti decaduti dopo il 31 dicembre 2024. Per loro, le strade aperte sono la rateazione ordinaria o l’eventuale adesione alla rottamazione quinquies.

    Rottamazione quinquies 2026: la nuova definizione agevolata

    Nel 2026 si parla con sempre maggiore insistenza di una rottamazione quinquies, la quinta edizione della definizione agevolata. Le ipotesi sul tavolo prevedono:

    • ambito esteso ai carichi affidati all’Agente della riscossione in un periodo da definire (presumibilmente dal 1° gennaio 2000 fino a una data più recente rispetto al 30 giugno 2022 della quater);
    • abbuono di sanzioni, interessi di mora e aggio, secondo lo schema collaudato delle precedenti rottamazioni;
    • piano di rateazione esteso (ipotesi di fino a 120 rate mensili per le situazioni più complesse);
    • regole più flessibili sulla decadenza (con possibile reintegrazione automatica in caso di pagamento entro tempi più ampi).

    Al momento in cui scriviamo, i dettagli operativi sono in via di definizione. Per restare aggiornato sulle novità ti consigliamo di iscriverti alla nostra newsletter o di contattare il CAF Centro Fiscale di Udine, che monitora costantemente l’evoluzione normativa.

    Esempi pratici e simulazioni

    Vediamo alcuni esempi pratici per capire concretamente cosa cambia con il principio espresso dalla Cassazione.

    Esempio 1: Mario, decaduto dopo la prima rata

    Mario ha aderito alla rottamazione quater per un debito complessivo di 10.000 euro (importo originario con sanzioni e interessi: 14.000 euro). Ha pagato la prima rata di 1.000 euro il 18 dicembre 2023, ma poi non è riuscito a pagare le rate successive ed è decaduto.

    Conseguenze:

    • il debito residuo torna a essere quello originario (14.000 euro), ma Mario può detrarre i 1.000 euro già versati: debito netto residuo 13.000 euro;
    • l’Agente della riscossione può riprendere le procedure esecutive sui 13.000 euro;
    • ma Mario era protetto dal perfezionamento dal 18 dicembre 2023 fino alla decadenza: se in quel periodo è stato iscritto un fermo amministrativo o un’ipoteca, Mario può contestarlo;
    • Mario può valutare la riammissione (se decaduto entro il 31 dicembre 2024) o attendere la rottamazione quinquies.

    Esempio 2: Lucia, pagamento in unica soluzione

    Lucia ha un debito di 5.000 euro (originario 7.500 con sanzioni e interessi). Ha scelto il pagamento in unica soluzione e ha versato i 5.000 euro entro il 18 dicembre 2023.

    Conseguenze:

    • la rottamazione si è perfezionata definitivamente;
    • il debito è chiuso, non c’è alcun rischio di decadenza;
    • Lucia ha risparmiato 2.500 euro tra sanzioni e interessi.

    Esempio 3: Giuseppe, riammesso nel 2025

    Giuseppe è decaduto dalla rottamazione quater a fine 2024 per non aver pagato due rate consecutive. Ha presentato istanza di riammissione il 15 marzo 2025 ed è stato riammesso per il debito residuo di 8.000 euro (al netto delle rate già pagate).

    Conseguenze:

    • Giuseppe paga in 10 rate di 800 euro ciascuna, con scadenze tra luglio 2025 e novembre 2027;
    • sulla seconda e successive rate paga il 2% di interessi annui;
    • se rispetta il piano, chiude definitivamente il debito senza ulteriori sanzioni.

    Tabella di confronto tra le rottamazioni

    Per orientarti tra le varie definizioni agevolate che si sono susseguite, ecco una tabella riepilogativa.

    EdizioneNormaCarichi inclusiCosa si pagaNumero rate
    Rottamazione (prima)DL 193/20162000-2016Capitale + spese, no sanzioni e interessi5
    Rottamazione bisDL 148/20172000-2017Capitale + spese5
    Rottamazione terDL 119/20182000-2017Capitale + spese18
    Rottamazione quaterL. 197/2022 (commi 231-252)2000-2022 (30 giugno)Capitale + spese, no sanzioni, interessi e aggio18 (in 5 anni)
    Riammissione quaterDL 202/2024 art. 3-bisDecaduti entro 31/12/2024Debito residuo, sempre senza sanzioni e interessi10 (in circa 2,5 anni)
    Rottamazione quinquiesIn via di definizioneDa definireProbabilmente capitale + speseIpotesi fino a 120 mensili

    Cosa fare oggi se sei decaduto

    Se hai aderito alla rottamazione quater e poi sei decaduto per il mancato pagamento di una o più rate, ecco i passi concreti che puoi fare oggi, alla luce della pronuncia della Cassazione e delle norme vigenti nel 2026.

    1. Richiedi un estratto di ruolo aggiornato

    Accedi all’area riservata di Agenzia Entrate-Riscossione (con SPID, CIE o CNS) e scarica l’estratto di ruolo aggiornato. Verifica:

    • quali carichi sono ancora attivi a tuo nome;
    • l’importo residuo dopo le rate già versate;
    • se ci sono procedure esecutive in corso (pignoramenti, fermi, ipoteche).

    2. Verifica se sei stato riammesso

    Se hai presentato domanda di riammissione entro il 30 aprile 2025, controlla nell’area riservata di Agenzia Entrate-Riscossione la comunicazione di accoglimento e il nuovo piano di pagamento.

    3. Valuta la rateazione ordinaria

    Se non sei stato riammesso, puoi richiedere una rateazione ordinaria al di fuori della rottamazione (con sanzioni e interessi pieni). Le rateazioni possono arrivare fino a 120 rate mensili per i debiti più ingenti o in caso di comprovata difficoltà economica documentata dall’ISEE.

    4. Controlla le azioni esecutive

    Alla luce del principio della Cassazione, se hai subito una procedura esecutiva (fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento) nel periodo tra il perfezionamento e la decadenza, puoi valutare con un professionista la possibilità di contestarla in giudizio.

    5. Monitora la rottamazione quinquies

    Se la rottamazione quinquies verrà effettivamente approvata, potrai aderire e includere anche i carichi sui quali sei decaduto dalla quater (sempre nei limiti previsti dalla nuova norma).

    Il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine

    Districarsi tra rottamazioni, decadenze, riammissioni ed estratti di ruolo può essere complicato. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

    • verifica della tua posizione presso Agenzia Entrate-Riscossione;
    • lettura e interpretazione dell’estratto di ruolo;
    • valutazione della convenienza tra rottamazione, riammissione e rateazione ordinaria;
    • presentazione delle domande di rateazione e definizione agevolata;
    • assistenza nei rapporti con l’Agente della riscossione per la gestione delle procedure esecutive;
    • monitoraggio del rispetto dei piani di pagamento per evitare nuove decadenze.

    I nostri consulenti ti aiuteranno a scegliere la soluzione più adatta alla tua situazione personale, valutando attentamente i pro e i contro di ogni strada disponibile. Contattaci per prenotare un appuntamento: la prima consulenza è il primo passo per riprendere il controllo della tua situazione fiscale.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti (FAQ)

    Cosa significa “perfezionare” la rottamazione quater?

    Perfezionare significa rendere efficace la definizione agevolata: serve aver presentato la domanda entro il termine (originariamente 30 giugno 2023) e aver pagato la prima rata (o l’unica rata, in caso di pagamento in soluzione unica) entro la scadenza, beneficiando dei 5 giorni di tolleranza. Da quel momento si bloccano le procedure esecutive e l’Agente della riscossione non può iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche sui carichi rottamati.

    Se pago solo la prima rata e poi salto le altre, perdo tutto?

    No. Secondo il principio della Cassazione, gli effetti del perfezionamento prodotti dal pagamento della prima rata restano efficaci fino alla decadenza. Le somme versate sono acquisite definitivamente dall’Erario e vengono detratte dal debito residuo, che torna alla cifra originaria (con sanzioni e interessi) al netto di quanto già pagato.

    Posso ancora aderire alla riammissione alla rottamazione quater?

    No. La riammissione introdotta dal DL 202/2024 (Milleproroghe) era riservata ai contribuenti decaduti entro il 31 dicembre 2024 e la finestra per presentare istanza si è chiusa il 30 aprile 2025. Chi è decaduto successivamente o non ha presentato istanza in tempo non può più rientrare nella quater.

    Quanto tempo ho di tolleranza per pagare una rata?

    Il comma 244 della L. 197/2022 prevede una tolleranza di 5 giorni rispetto alla scadenza della rata. Oltre questo termine, scatta automaticamente la decadenza dalla rottamazione.

    Le procedure esecutive avviate dopo la decadenza sono legittime?

    Sì. Dopo la decadenza, l’Agente della riscossione recupera pienamente i propri poteri di azione esecutiva sui carichi sui quali era stata aperta la rottamazione. Le procedure avviate nel periodo successivo alla decadenza sono pienamente legittime. La pronuncia della Cassazione riguarda invece le procedure avviate nel periodo tra il perfezionamento e la decadenza, che possono essere contestate.

    Cosa rischio se ignoro le cartelle dopo la decadenza?

    Rischi tutte le azioni cautelari ed esecutive previste dalla legge: pignoramento dello stipendio o della pensione (fino a un quinto), pignoramento del conto corrente, iscrizione di ipoteca sugli immobili (per debiti superiori a 20.000 euro), fermo amministrativo di veicoli a motore (notificato con preavviso di 30 giorni, scaduto il quale il fermo viene iscritto al PRA). Il consiglio è di rivolgersi subito a un CAF per valutare le alternative.

    Quando arriverà la rottamazione quinquies?

    Al momento (maggio 2026) la rottamazione quinquies è in fase di definizione politica e tecnica. I dettagli operativi — periodo dei carichi inclusi, modalità di pagamento, numero di rate — saranno chiariti con la pubblicazione del provvedimento normativo. Ti invitiamo a iscriverti alla nostra newsletter o a contattare il CAF Centro Fiscale per essere aggiornato in tempo reale.

    Conclusioni

    La pronuncia della Cassazione sulla rottamazione quater rappresenta un’importante chiarificazione a favore dei contribuenti: il pagamento della prima rata perfeziona la sanatoria e produce effetti immediati di tutela, anche se poi il piano non viene completato. Si tratta di un principio coerente con la ratio della definizione agevolata, che vuole favorire il rientro del contribuente nella legalità fiscale e non punire chi prova a mettersi in regola.

    Se sei un contribuente decaduto dalla rottamazione quater, oggi hai diverse opzioni: dalla rateazione ordinaria (fino a 120 rate per i casi più gravi) all’attesa della rottamazione quinquies, passando per l’eventuale contestazione di procedure esecutive avviate quando la rottamazione era ancora efficace. La scelta migliore dipende dalla tua situazione personale, dall’entità del debito e dalle tue capacità di pagamento.

    Per una valutazione personalizzata, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri consulenti analizzeranno la tua posizione e ti indicheranno la strada più conveniente. Prenota un appuntamento oggi stesso e riprendi il controllo della tua situazione fiscale.

    Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 21:55:042026-05-31 17:46:12Rottamazione quater: per la Cassazione basta la prima rata per perfezionare la sanatoria
    ESTRATTO CONTRIBUTIVO

    Dilazioni INPS fino a 60 mesi: le nuove regole per chi ha debiti contributivi

    contributi INPS artigiani e commercianti, regime forfettario

    Se hai accumulato debiti contributivi verso l’INPS, sappi che esistono soluzioni concrete per ripianare la situazione senza dover pagare tutto in un’unica soluzione. Le dilazioni INPS fino a 60 mesi rappresentano oggi uno degli strumenti più utilizzati da artigiani, commercianti, professionisti iscritti alla Gestione Separata e datori di lavoro per regolarizzare la propria posizione previdenziale senza compromettere la continuità dell’attività. Con la Riforma della Riscossione 2024-2026 (D.Lgs. 110/2024) il quadro normativo è cambiato in maniera significativa, ampliando le possibilità di rateazione anche per i carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione. In questa guida ti spieghiamo chi può ottenere la dilazione, quali sono i nuovi limiti di rate, come calcolare gli interessi e quali documenti servono per presentare la domanda nel 2026.

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    Indice dei contenuti

    1. Cosa sono le dilazioni INPS e a chi si rivolgono
    2. I due binari della dilazione: fase amministrativa e ruolo
    3. Dilazione amministrativa INPS fino a 60 mesi: regole 2026
    4. Dilazione cartelle esattoriali INPS: la riforma D.Lgs. 110/2024
    5. Requisiti soggettivi: chi può accedere alla rateazione
    6. Calcolo degli interessi di dilazione e importo della rata
    7. Come presentare la domanda di dilazione
    8. Decadenza dalla rateazione: cosa succede se salti una rata
    9. Esempi pratici di calcolo della rata
    10. Consigli pratici e ruolo del CAF
    11. Domande frequenti

    Cosa sono le dilazioni INPS e a chi si rivolgono

    La dilazione INPS è uno strumento che consente al contribuente moroso di pagare in più rate mensili i contributi previdenziali e assistenziali non versati alle scadenze ordinarie. In parole semplici: anziché saldare tutto il debito in un’unica soluzione, l’INPS (o l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, se il debito è già stato iscritto a ruolo) ti concede di spalmare l’importo su un piano di rateizzazione che può arrivare fino a 60 rate mensili in fase amministrativa e fino a 120 rate mensili per i carichi affidati alla riscossione coattiva.

    Lo strumento è pensato per chi attraversa una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria e non riesce a far fronte all’intero importo dovuto in un’unica soluzione. Possono richiedere la dilazione:

    • Artigiani e commercianti iscritti alla Gestione IVS che non hanno versato la “fissa” o gli acconti/saldi sul reddito eccedente il minimale
    • Professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS con contributi a percentuale non versati
    • Datori di lavoro (imprese, studi professionali, condomini) che non hanno pagato i contributi UniEmens per i propri dipendenti
    • Committenti che non hanno versato i contributi sui compensi a collaboratori
    • Datori di lavoro domestico con omissioni contributive su colf e badanti
    • Lavoratori autonomi agricoli (coltivatori diretti, IAP) con debiti sulla Gestione speciale CD-CM

    La dilazione, oltre a evitare l’aggravarsi delle sanzioni civili, è una condizione essenziale per ottenere il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva): senza DURC regolare, un’impresa non può partecipare ad appalti pubblici, ricevere pagamenti dalla Pubblica Amministrazione, accedere a bonus edilizi o utilizzare crediti d’imposta in compensazione.

    I due binari della dilazione: fase amministrativa e ruolo

    Per capire quale tipo di dilazione richiedere, è fondamentale sapere in quale fase si trova il tuo debito contributivo. La distinzione è cruciale perché cambiano l’ente competente, i limiti massimi di rate e gli interessi applicati.

    Fase amministrativa (debito gestito dall’INPS)

    Il debito contributivo è “in fase amministrativa” finché l’INPS non lo ha ancora iscritto a ruolo e affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. In questa fase la gestione spetta direttamente alla sede INPS competente per territorio e la dilazione è disciplinata dalla Circolare INPS n. 108 del 12 luglio 2013 e successivi aggiornamenti.

    In sintesi: in fase amministrativa puoi chiedere fino a 24 rate mensili direttamente al Direttore della sede INPS, oppure fino a 60 rate mensili con autorizzazione del Direttore Regionale o del Comitato Amministratore della gestione di riferimento nei casi più complessi.

    Fase di riscossione coattiva (debito iscritto a ruolo)

    Quando l’INPS, decorsi i termini di pagamento, iscrive il debito a ruolo, la gestione passa ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdE-R). Riceverai quindi una cartella esattoriale o un avviso di addebito. In questa fase si applica la disciplina dell’art. 19 del DPR 602/1973, come riformata dal D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110 (“Riforma della Riscossione”), che ha rivoluzionato i limiti di rateazione introducendo un meccanismo progressivo fino a 108 rate (su semplice richiesta) e fino a 120 rate (con documentazione).

    Dilazione amministrativa INPS fino a 60 mesi: regole 2026

    Concentriamoci ora sulla dilazione amministrativa, quella che ti permette di rateizzare il debito quando è ancora gestito direttamente dall’INPS, prima che venga iscritto a ruolo.

    Rateazione fino a 24 mesi (competenza ordinaria)

    La regola di base prevede che il Direttore della sede INPS competente possa concedere una dilazione fino a un massimo di 24 rate mensili. Questa è la modalità più diffusa e si applica alla maggior parte dei contribuenti che si trovano in difficoltà temporanea. Non è richiesta documentazione particolarmente complessa: basta dimostrare la temporanea impossibilità di pagare in unica soluzione e l’INPS valuta l’esistenza dei requisiti formali (anzianità del debito, regolarità delle ultime denunce, assenza di precedenti decadenze).

    Rateazione fino a 60 mesi (competenza superiore)

    Per dilazioni più lunghe, fino a un massimo di 60 rate mensili, la competenza si sposta a livelli superiori. In particolare:

    • Per importi più consistenti o per situazioni complesse, decide il Direttore Regionale INPS
    • Per importi ancora maggiori e per contribuenti in situazioni di crisi documentata, può intervenire il Comitato Amministratore della Gestione di riferimento (Artigiani, Commercianti, Gestione Separata, Lavoratori Dipendenti)
    • Nei casi più gravi e in presenza di particolari condizioni (calamità naturali, eventi straordinari, procedure concorsuali) si può arrivare alla dilazione massima

    Per ottenere una dilazione superiore a 24 mesi è necessario presentare una documentazione più articolata: bilanci aggiornati, situazione contabile, business plan di rientro, eventuali certificazioni di crisi (es. accordi di ristrutturazione, concordato preventivo, composizione negoziata della crisi).

    Tabella riassuntiva: chi decide e quante rate

    Organo competenteNumero massimo rateTipologia di caso
    Direttore di Sede INPSFino a 24 rateDifficoltà ordinaria documentata
    Direttore Regionale INPSFino a 36 rateImporti rilevanti, crisi documentata
    Comitato Amministratore della GestioneFino a 60 rateCrisi grave, eventi eccezionali, procedure concorsuali

    Nota importante: i valori e le soglie possono essere aggiornati periodicamente con messaggi INPS. Per la situazione aggiornata alla tua specifica richiesta, ti consigliamo di chiedere conferma al CAF o di consultare la sede INPS competente.

    Dilazione cartelle esattoriali INPS: la riforma D.Lgs. 110/2024

    Se il tuo debito contributivo è già stato iscritto a ruolo e hai ricevuto una cartella esattoriale o un avviso di addebito INPS, devi rivolgerti ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdE-R). La novità più importante è arrivata con il D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 agosto 2024, che ha riformato in profondità il sistema della riscossione.

    Le nuove regole progressive 2025-2029

    Il legislatore ha previsto un aumento progressivo del numero massimo di rate concedibili, calibrato in base all’anno di presentazione della domanda. Le nuove regole valgono per qualsiasi tipo di debito iscritto a ruolo, comprese le cartelle INPS.

    Dilazione su semplice richiesta (importi fino a 120.000 euro)

    Per debiti complessivi fino a 120.000 euro, è sufficiente una dichiarazione di temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria, senza necessità di documentazione. I limiti progressivi sono:

    Anno di presentazione domandaRate massime (importi ≤ 120.000 €)
    2025 – 2026Fino a 84 rate mensili (7 anni)
    2027 – 2028Fino a 96 rate mensili (8 anni)
    Dal 1° gennaio 2029Fino a 108 rate mensili (9 anni)

    Dilazione con documentazione (situazione comprovata)

    Se invece documenti la tua temporanea situazione di difficoltà economico-finanziaria (anche per importi pari o inferiori a 120.000 euro), puoi accedere a piani più lunghi, fino a un massimo di 120 rate mensili (10 anni). Le rate disponibili crescono progressivamente:

    • Anni 2025-2026: da 85 a 120 rate mensili
    • Anni 2027-2028: da 97 a 120 rate mensili
    • Dal 1° gennaio 2029: da 109 a 120 rate mensili

    Per importi superiori a 120.000 euro, è sempre obbligatoria la documentazione e il limite è fisso a 120 rate mensili, indipendentemente dall’anno di presentazione della domanda.

    Quali documenti servono per la dilazione documentata

    I parametri di valutazione della “temporanea situazione di obiettiva difficoltà” sono individuati con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Per imprese e persone giuridiche si guarda generalmente all’indice di liquidità e al rapporto tra debito complessivo e valore della produzione. Per le persone fisiche e le ditte individuali a contabilità semplificata si considera invece l’ISEE del nucleo familiare e il rapporto tra debito e reddito.

    Requisiti soggettivi: chi può accedere alla rateazione

    Non basta avere un debito contributivo per ottenere automaticamente la dilazione. L’INPS verifica una serie di requisiti soggettivi prima di concedere il piano. Vediamo i principali.

    Regolarità delle denunce contributive

    Il primo requisito è la regolarità formale delle denunce. In pratica, devi aver presentato correttamente UniEmens (per i datori di lavoro), il modello Redditi/Unico (per artigiani, commercianti e professionisti) e tutte le comunicazioni telematiche obbligatorie. Se hai omesso denunce, l’INPS può chiederti di regolarizzarle prima di concedere il piano di dilazione.

    Assenza di precedenti decadenze

    Se in passato hai già beneficiato di una dilazione e sei decaduto (cioè non hai pagato regolarmente le rate), l’INPS può rifiutare una nuova domanda o concederla con condizioni più restrittive. La decadenza è infatti un campanello d’allarme per l’Istituto, che valuta con maggior rigore la nuova richiesta.

    Situazione di temporanea difficoltà

    Bisogna dimostrare (o, per i piccoli importi, dichiarare) di trovarsi in una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria. La parola chiave è “temporanea”: la dilazione non è uno strumento per chi è in stato di insolvenza definitiva, ma per chi ha problemi di cassa contingenti e ha prospettive concrete di rientro.

    Limiti per crediti contributivi specifici

    Alcuni debiti hanno limiti specifici o esclusioni dalla dilazione amministrativa. Ad esempio, i contributi trattenuti ai dipendenti (quota a carico del lavoratore non versata) hanno regole più severe perché si tratta tecnicamente di somme che il datore di lavoro ha già incassato dal dipendente e dovrebbe versare per suo conto. In questi casi spesso è richiesto il versamento immediato di una quota prima dell’avvio della rateazione.

    Calcolo degli interessi di dilazione e importo della rata

    Una dilazione non è gratuita: oltre al capitale, devi pagare anche gli interessi di dilazione. Le regole di calcolo cambiano a seconda che ti trovi in fase amministrativa o in fase di riscossione coattiva.

    Interessi in fase amministrativa INPS

    In fase amministrativa, gli interessi di dilazione sono pari al tasso ufficiale di riferimento BCE maggiorato di 6 punti percentuali, come previsto dall’art. 116 della Legge 388/2000. Si tratta dello stesso tasso applicato alle sanzioni civili ridotte per omissione contributiva. Il tasso può variare nel corso del piano di dilazione perché segue le decisioni della Banca Centrale Europea sui tassi.

    Esempio: se il tasso ufficiale BCE è al 3%, gli interessi di dilazione INPS in fase amministrativa saranno pari al 9% annuo.

    Interessi in fase di riscossione (AdE-R)

    Quando il debito è iscritto a ruolo, sulle somme rateizzate si applicano gli interessi di dilazione previsti dall’art. 21 del DPR 602/1973, attualmente fissati al 4,5% annuo. Questo tasso è generalmente più favorevole rispetto a quello applicato in fase amministrativa, ma attenzione: sui ruoli si pagano anche gli aggi e i compensi di riscossione, che incrementano l’importo finale.

    Formula di calcolo della rata mensile

    Per calcolare l’importo della rata mensile si usa la formula della rata costante (sistema francese), simile a quella dei mutui bancari:

    Rata = C × [i × (1+i)^n] / [(1+i)^n – 1]
    dove:
    C = capitale (debito iniziale)
    i = tasso di interesse mensile (tasso annuo / 12)
    n = numero di rate

    Nella pratica, sia INPS sia AdE-R mettono a disposizione simulatori online nell’area riservata del proprio portale (con SPID, CIE o CNS), che calcolano automaticamente il piano di ammortamento con le rate effettive.

    Come presentare la domanda di dilazione

    La procedura per ottenere una dilazione è interamente telematica e cambia a seconda dell’ente competente. Vediamo i due canali.

    Domanda di dilazione amministrativa INPS

    Per presentare la domanda all’INPS in fase amministrativa devi:

    1. Accedere al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
    2. Cercare il servizio “Rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa”
    3. Selezionare la gestione di riferimento (Artigiani, Commercianti, Gestione Separata, UniEmens, lavoratori domestici, agricoli)
    4. Indicare il numero di rate richieste (fino a 24 per la competenza ordinaria, oltre con motivazione)
    5. Allegare la documentazione richiesta in caso di piani superiori a 24 rate
    6. Confermare l’invio e attendere il provvedimento di accoglimento o diniego

    Il piano viene generalmente comunicato entro pochi giorni, con indicazione delle scadenze mensili e degli importi delle rate. Il pagamento avviene con F24 precompilato o con MAV.

    Domanda di dilazione per cartelle esattoriali (AdE-R)

    Se il debito è già stato iscritto a ruolo e ti è arrivata una cartella o un avviso di addebito, devi rivolgerti ad Agenzia delle Entrate-Riscossione:

    1. Accedi all’area riservata di AdE-R (agenziaentrateriscossione.gov.it) con SPID, CIE o CNS
    2. Seleziona “Rateizza il debito” e individua le cartelle/avvisi da rateizzare
    3. Per importi fino a 120.000 euro: scegli la dilazione “semplice” (sola dichiarazione) o quella “documentata” (con prova della difficoltà)
    4. Per importi superiori a 120.000 euro: solo dilazione documentata
    5. Carica i documenti richiesti (ISEE, bilanci, indici di bilancio)
    6. Conferma la richiesta: il piano è generalmente concesso entro pochi giorni

    Una volta accolta la richiesta, il piano viene caricato nell’area riservata. Le rate si pagano con i bollettini PagoPA inviati da AdE-R, oppure con addebito SEPA automatico (consigliato per evitare dimenticanze).

    Decadenza dalla rateazione: cosa succede se salti una rata

    La decadenza dalla dilazione è una delle situazioni più temute dai contribuenti, perché comporta conseguenze pesanti. Le regole sono diverse tra fase amministrativa INPS e fase di riscossione AdE-R.

    Decadenza in fase amministrativa INPS

    Si decade dalla dilazione amministrativa INPS quando si omette il pagamento di una sola rata alla scadenza prevista. La conseguenza è l’iscrizione immediata a ruolo dell’intero residuo del debito (capitale + sanzioni + interessi maturati), con perdita del beneficio della rateazione e passaggio al sistema più costoso della riscossione coattiva.

    Decadenza nella riscossione AdE-R

    Con la riforma del D.Lgs. 110/2024 sono cambiate anche le regole sulla decadenza. Per i piani concessi dall’AdE-R, la decadenza scatta in caso di mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive, durante l’intero piano. Si tratta di una soglia più tollerante rispetto al passato, pensata proprio per dare maggior flessibilità al contribuente che attraversa fasi di difficoltà.

    Attenzione: in caso di decadenza dalla rateizzazione AdE-R, le somme residue non possono più essere oggetto di una nuova dilazione, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge (per esempio per i debiti diversi da quelli oggetto del piano decaduto).

    Esempi pratici di calcolo della rata

    Vediamo ora alcuni esempi numerici per renderti più concreto il funzionamento delle dilazioni.

    Esempio 1: artigiano con debito IVS in fase amministrativa

    Situazione: Marco, artigiano idraulico di Udine, non ha versato 4 rate fisse della Gestione Artigiani per un totale di 18.000 euro. Riceve un avviso bonario INPS prima dell’iscrizione a ruolo. Chiede una dilazione a 24 mesi al Direttore della sede INPS di Udine.

    • Capitale: 18.000 €
    • Rate: 24 mensili
    • Tasso di riferimento (esempio): 9% annuo (BCE 3% + 6 punti)
    • Rata mensile stimata: circa 822 €
    • Totale rimborsato: circa 19.728 € (interessi di circa 1.728 €)

    Esempio 2: srl con cartella esattoriale INPS

    Situazione: Bianchi Srl, piccola impresa edile di Tavagnacco (UD), riceve nel 2026 una cartella esattoriale per 95.000 euro di contributi UniEmens non versati. Chiede ad AdE-R una dilazione “su semplice richiesta” (debito sotto 120.000 €) per il massimo consentito: 84 rate.

    • Capitale: 95.000 €
    • Rate: 84 mensili (7 anni)
    • Tasso di interesse di dilazione: 4,5% annuo
    • Rata mensile stimata: circa 1.320 €
    • Totale rimborsato: circa 110.880 €

    Esempio 3: professionista Gestione Separata in crisi grave

    Situazione: Laura, psicologa libero professionista iscritta alla Gestione Separata, ha accumulato 32.000 euro di contributi non versati negli ultimi 3 anni a causa di una grave malattia. Ottiene, con il supporto del CAF, una dilazione a 60 rate dal Comitato Amministratore della Gestione Separata.

    • Capitale: 32.000 €
    • Rate: 60 mensili (5 anni)
    • Tasso di riferimento (esempio): 9% annuo
    • Rata mensile stimata: circa 664 €
    • Totale rimborsato: circa 39.840 €

    Gli esempi sopra sono indicativi e basati su tassi di riferimento ipotetici. Gli importi effettivi delle rate dipendono dal tasso BCE vigente al momento della concessione e dalle modalità di calcolo applicate dall’ente competente.

    Consigli pratici e ruolo del CAF

    Le dilazioni INPS sono uno strumento utile ma vanno gestite con attenzione. Ecco i consigli che diamo ai nostri clienti del CAF Centro Fiscale di Udine.

    Non aspettare l’iscrizione a ruolo

    La fase amministrativa INPS è quasi sempre più conveniente della riscossione coattiva, perché evita aggi, compensi di riscossione e le sanzioni piene. Se hai un avviso bonario o un avviso di addebito non ancora notificato come cartella, attivati subito per la dilazione amministrativa prima che il debito venga affidato ad AdE-R.

    Calibra il numero di rate

    Chiedere il numero massimo di rate sembra sempre la scelta migliore (rata più bassa, più sostenibile), ma comporta maggiori interessi totali. Valuta con attenzione: se hai una rata di 1.000 euro a 24 mesi e una di 600 euro a 60 mesi, nel secondo caso pagherai più interessi sull’intero periodo. Il CAF può aiutarti a fare la simulazione e scegliere l’opzione migliore.

    Attiva l’addebito automatico SEPA

    Una rata saltata in fase amministrativa INPS comporta la decadenza immediata. Per evitare questo rischio, attiva l’addebito SEPA automatico sul conto corrente: in questo modo le rate vengono prelevate alle scadenze previste senza che tu debba ricordartene. Verifica però sempre che il conto abbia disponibilità sufficiente.

    Pianifica i flussi di cassa

    Prima di firmare un piano di rateazione, fai una proiezione realistica dei tuoi flussi di cassa per tutta la durata del piano. Includi anche i contributi correnti (continuano a maturare durante la dilazione!) e le imposte. Un piano sostenibile sulla carta ma troppo aggressivo nella pratica porta inevitabilmente a decadenza.

    Affidati al CAF per la pratica

    La normativa in materia di dilazioni INPS è in continua evoluzione, soprattutto dopo la Riforma della Riscossione 2024-2026. Le competenze interne dell’INPS (Direttore di sede, Direttore Regionale, Comitato Amministratore), la documentazione da produrre per i piani lunghi, il coordinamento con AdE-R per i carichi già iscritti a ruolo richiedono esperienza specifica. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste artigiani, commercianti, professionisti e datori di lavoro di tutto il Friuli Venezia Giulia nella predisposizione delle domande di dilazione, nella scelta del piano più conveniente e nella gestione del rapporto con INPS e Agenzia delle Entrate-Riscossione.

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    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti

    Posso chiedere la dilazione anche se non ho ancora ricevuto un avviso di addebito?

    Sì, è possibile presentare istanza di rateazione anche su debiti contributivi non ancora oggetto di formale richiesta di pagamento, purché siano scaduti e iscritti nella tua posizione contributiva. Anzi, agire tempestivamente è raccomandato per evitare l’aggravarsi delle sanzioni civili.

    Durante la dilazione devo continuare a pagare i contributi correnti?

    Assolutamente sì. La dilazione riguarda solo i debiti pregressi indicati nel piano. I contributi correnti (le rate fisse trimestrali per artigiani e commercianti, l’UniEmens mensile per i datori di lavoro, i contributi a percentuale per professionisti) vanno comunque versati alle ordinarie scadenze. Omettere i contributi correnti durante la dilazione genera nuovi debiti e può compromettere il DURC.

    La dilazione INPS mi permette di ottenere il DURC regolare?

    Sì. Uno dei principali vantaggi della dilazione è il mantenimento del DURC regolare a condizione che paghi regolarmente le rate del piano. Per le imprese che lavorano con la PA o che vogliono usufruire di bonus edilizi e crediti d’imposta, è un requisito essenziale.

    Posso estinguere anticipatamente la dilazione?

    Sì. In qualsiasi momento puoi versare l’intero importo residuo (capitale + interessi maturati al momento dell’estinzione) e chiudere il piano. L’estinzione anticipata ti fa risparmiare sugli interessi delle rate future.

    Se sono in regime forfettario posso rateizzare i contributi INPS Gestione Separata?

    Sì, i contributi della Gestione Separata INPS (26,07% nel 2026 per i professionisti senza altra copertura previdenziale, 24% per chi è iscritto ad altre gestioni o pensionati) possono essere rateizzati come qualsiasi altro debito contributivo. Le regole della dilazione amministrativa e di quella sui ruoli sono le stesse.

    Cosa succede se decado dalla rateazione?

    In caso di decadenza, l’intero residuo del debito (capitale, sanzioni e interessi) diventa immediatamente esigibile. In fase amministrativa, il debito viene iscritto a ruolo e affidato ad AdE-R. In fase di riscossione, partono le procedure esecutive (fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento). Inoltre, di norma non è più possibile chiedere una nuova rateazione sullo stesso debito.

    Posso chiedere la dilazione a 60 mesi solo se sono in grave crisi?

    In fase amministrativa, le dilazioni più lunghe (fino a 60 rate) sono concesse solo in casi di particolare gravità e richiedono documentazione. In fase di riscossione AdE-R, invece, già nel 2025-2026 puoi chiedere fino a 84 rate su semplice dichiarazione (per importi sotto 120.000 €) e fino a 120 rate con documentazione, senza necessità di essere in crisi grave.

    Conclusioni e prossimi passi

    Le dilazioni INPS rappresentano un’opportunità concreta per uscire da una situazione di debito contributivo senza compromettere la continuità della propria attività o della propria vita professionale. Con la Riforma della Riscossione 2024-2026 il quadro normativo è oggi più favorevole rispetto al passato, soprattutto per i debiti iscritti a ruolo, dove le rate possono arrivare fino a 84 (su semplice richiesta) o 120 (con documentazione).

    Tuttavia, ottenere una dilazione richiede attenzione: documentazione corretta, scelta del numero di rate adeguato ai propri flussi di cassa, gestione puntuale dei pagamenti per evitare decadenze. Affidarsi a un CAF esperto come Centro Fiscale di Udine ti permette di valutare la soluzione migliore per la tua situazione specifica, gestire al meglio la documentazione e mantenere il DURC sempre regolare.

    Se hai debiti contributivi INPS e vuoi capire quale dilazione ti conviene davvero, prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri consulenti analizzeranno la tua posizione contributiva, simuleranno i piani di rateazione possibili e ti accompagneranno passo dopo passo nella presentazione della domanda. Chiamaci allo 0432 1638640, scrivici su WhatsApp al 366 6018121 o scrivi a info@centrofiscale.com.

    Fonti normative principali: D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110 (Riforma della Riscossione); art. 19 DPR 602/1973 come modificato dal D.Lgs. 110/2024; art. 116 Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (sanzioni civili e interessi di dilazione); Circolare INPS n. 108 del 12 luglio 2013 e successive integrazioni in materia di rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa.

    Maggio 22, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 17:44:562026-05-31 17:46:29Dilazioni INPS fino a 60 mesi: le nuove regole per chi ha debiti contributivi
    CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

    Rottamazione Quinquies: Proroga, Estensione a IMU, TARI e Multe – La Proposta 2026

    ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

    La rottamazione quinquies continua a essere al centro del dibattito fiscale italiano: dopo le scadenze del 2025 e le proroghe gia concesse, nel 2026 si torna a parlare di una possibile estensione della definizione agevolata anche ai debiti locali come IMU, TARI e multe. Una proposta che, se approvata, potrebbe coinvolgere milioni di contribuenti con cartelle esattoriali nei confronti dei Comuni. In questo articolo analizziamo nel dettaglio lo stato attuale della rottamazione quinquies, le proposte di proroga in discussione e le possibili modalita di estensione ai tributi locali.

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    Indice dei contenuti

    1. Rottamazione quinquies: stato attuale e scadenze 2026
    2. La proposta di proroga: cosa prevede
    3. Estensione a IMU e TARI: come funzionerebbe
    4. Rottamazione delle multe: la proposta per le sanzioni comunali
    5. Iter parlamentare e tempistiche di approvazione
    6. Chi beneficerebbe dell’estensione
    7. Calcolo del risparmio: esempi pratici
    8. Differenze tra tributi erariali e tributi locali
    9. Rischi e critiche della proposta
    10. Come prepararsi all’eventuale apertura
    11. Domande frequenti

    Rottamazione quinquies: stato attuale e scadenze 2026

    La rottamazione quinquies, introdotta nell’ambito del collegato fiscale alla Legge di Bilancio 2025, ha rappresentato l’ultima grande opportunita di definizione agevolata dei debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER). A differenza delle precedenti edizioni, questa quinta sanatoria ha permesso di estinguere i debiti fiscali presenti nelle cartelle esattoriali pagando solo le somme dovute a titolo di imposta e interessi legali, con la cancellazione integrale di sanzioni e interessi di mora.

    I termini originali prevedevano la presentazione della domanda entro il 30 aprile 2025, successivamente prorogata. Secondo i dati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, la rottamazione quinquies ha raccolto oltre 3 milioni di domande, per un ammontare complessivo di debiti rottamati superiore ai 50 miliardi di euro. Un risultato che testimonia l’enorme platea di contribuenti in difficolta con il fisco.

    Le scadenze attualmente in vigore per il pagamento delle rate della rottamazione quinquies nel 2026 riguardano i contribuenti che hanno aderito e ricevuto il piano di pagamento da ADER. Il mancato pagamento di una rata entro i termini comporta la decadenza dal beneficio e il ripristino dell’intero debito originario, comprensivo di sanzioni e interessi.

    La proposta di proroga: cosa prevede

    Nel corso del 2026, diversi gruppi parlamentari hanno avanzato proposte di modifica al regime della rottamazione quinquies, con due obiettivi principali: prorogare i termini di pagamento per i contribuenti gia aderenti e riaprire la finestra di adesione per chi non ha ancora regolarizzato la propria posizione fiscale.

    La proposta di proroga, discussa in sede parlamentare, prevede le seguenti misure principali:

    • Proroga delle rate in scadenza nel 2026: slittamento di 6-12 mesi per i pagamenti gia pianificati, con l’obiettivo di alleggerire il carico sui contribuenti in difficolta finanziaria.
    • Riapertura dell’adesione: nuova finestra per presentare le domande di definizione agevolata, rivolta ai contribuenti che non hanno aderito in tempo o che sono decaduti per mancato pagamento.
    • Estensione dell’ambito applicativo: inclusione di tipologie di debiti attualmente escluse, in particolare i tributi locali come IMU, TARI e sanzioni amministrative (multe).
    • Rateizzazione estesa: possibilita di suddividere il debito in un numero maggiore di rate, fino a 120 rate mensili per i debiti piu consistenti.

    E importante precisare che, al momento della redazione di questo articolo, si tratta ancora di proposte in fase di discussione e non di norme gia approvate. Il Parlamento sta valutando l’inserimento di queste misure nel prossimo provvedimento fiscale di urgenza o nel collegato alla Legge di Bilancio 2027.

    Estensione a IMU e TARI: come funzionerebbe

    Uno degli aspetti piu innovativi della proposta riguarda l’estensione della rottamazione ai tributi locali, in particolare all’IMU (Imposta Municipale Propria) e alla TARI (Tassa sui Rifiuti). Attualmente, queste imposte comunali sono escluse dall’ambito applicativo della rottamazione quinquies, che si applica solo ai debiti iscritti a ruolo e affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

    Il meccanismo proposto per l’estensione dell’IMU alla rottamazione prevede una doppia modalita di intervento:

    • Per i debiti IMU gia iscritti a ruolo: l’inclusione automatica nell’ambito della rottamazione quinquies, con le stesse regole gia previste per i tributi erariali (cancellazione di sanzioni e interessi di mora, pagamento solo dell’imposta dovuta).
    • Per i debiti IMU non ancora iscritti a ruolo: istituzione di una procedura speciale di sanatoria diretta con il Comune, con condizioni agevolate definite da ciascun ente locale nell’ambito di linee guida nazionali.

    Per quanto riguarda la TARI, la proposta e analoga: i Comuni avrebbero la facolta – non l’obbligo – di aderire al sistema di rottamazione, predisponendo proprie procedure di definizione agevolata in linea con le disposizioni statali. Questo aspetto e cruciale: non tutti i Comuni sarebbero obbligati ad applicare la rottamazione ai tributi locali, creando una potenziale disomogeneita territoriale.

    Secondo le stime preliminari, i debiti IMU e TARI non pagati presenti nelle cartelle esattoriali comunali ammonterebbero a oltre 20 miliardi di euro, una cifra che rende comprensibile l’interesse dei contribuenti per questa possibile estensione.

    Rottamazione delle multe: la proposta per le sanzioni comunali

    Oltre a IMU e TARI, la proposta di estensione della rottamazione quinquies include anche le sanzioni amministrative comunali, comunemente chiamate “multe”. Si tratta prevalentemente di contravvenzioni al Codice della Strada (verbali per infrazioni al CDS) e di sanzioni per violazioni a regolamenti comunali.

    La rottamazione delle multe avrebbe caratteristiche specifiche rispetto agli altri tributi:

    • Pagamento solo della sanzione base: eliminazione delle maggiorazioni per tardivo pagamento (che possono raddoppiare o triplicare l’importo originario) e degli interessi maturati.
    • Cancellazione degli interessi di mora: le sanzioni per ritardato pagamento, spesso molto elevate per le multe piu vecchie, verrebbero azzerate.
    • Esclusione delle sanzioni penali: la rottamazione non si applicherebbe alle sanzioni derivanti da illeciti penali, ma solo a quelle di natura amministrativa.
    • Limite temporale: la proposta prevede che siano rottamabili le sanzioni affidate alla riscossione entro una certa data, con ogni probabilita fissata al 31 dicembre 2023 per allineamento con le altre cartelle.

    L’introduzione della rottamazione delle multe ha suscitato un acceso dibattito. I sostenitori evidenziano che molti cittadini si trovano con cartelle esattoriali per sanzioni ormai moltiplicate da anni di interessi e maggiorazioni, rendendo di fatto impossibile il pagamento. I critici, invece, sottolineano il rischio di un effetto moral hazard: incentivare chi non paga nell’aspettativa di future sanatorie.

    Iter parlamentare e tempistiche di approvazione

    La proposta di proroga e di estensione della rottamazione quinquies sta seguendo un iter parlamentare complesso. Al momento, le discussioni si svolgono principalmente in sede di Commissione Finanze, sia alla Camera che al Senato, nell’ambito dei lavori preparatori per il prossimo provvedimento fiscale.

    I principali ostacoli all’approvazione riguardano:

    • Copertura finanziaria: ogni proroga o estensione deve essere finanziata. Il Governo deve trovare le risorse necessarie a compensare il mancato gettito derivante dalla cancellazione di sanzioni e interessi.
    • Consenso degli enti locali: i Comuni devono essere coinvolti nella definizione delle regole per la rottamazione dei tributi locali, e non tutti sono favorevoli a rinunciare a entrate gia accertate.
    • Compatibilita con il PNRR: alcune misure di condono fiscale potrebbero essere in tensione con gli impegni assunti dall’Italia nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
    • Precedenti giurisprudenziali: la Corte Costituzionale ha gia avuto modo di pronunciarsi sulle sanatorie fiscali, ponendo dei limiti alla loro applicazione reiterata.

    Le tempistiche ipotizzate per l’eventuale approvazione della norma variano tra un decreto legge estivo 2026 (nel caso di urgenza dichiarata) e il collegato fiscale alla Legge di Bilancio 2027. In ogni caso, prima di procedere con qualsiasi pianificazione, e fondamentale attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

    Chi beneficerebbe dell’estensione

    Se la proposta di estensione della rottamazione quinquies a IMU, TARI e multe venisse approvata, la platea dei potenziali beneficiari sarebbe molto ampia. Analizziamo le categorie principali:

    Proprietari di immobili con debiti IMU

    I proprietari di immobili che negli anni non hanno versato o hanno versato in misura insufficiente l’IMU sarebbero tra i principali beneficiari. Si tratta spesso di situazioni in cui il debito originario, ampliato da anni di sanzioni (30% di maggiorazione) e interessi di mora (oltre il 5% annuo), ha raggiunto importi difficilmente sostenibili. Con la rottamazione, potrebbero pagare solo il tributo originariamente dovuto, con un risparmio anche superiore al 50% del totale richiesto.

    Famiglie e imprese con debiti TARI

    Numerose famiglie e piccole imprese hanno accumulato debiti TARI negli anni, in particolare nel periodo della crisi economica da Covid-19 (2020-2021) e durante la successiva crisi energetica. Anche in questo caso, le sanzioni e gli interessi hanno spesso reso il debito complessivo molto superiore all’importo originario della tassa sui rifiuti.

    Conducenti con vecchie sanzioni al Codice della Strada

    Chi ha ricevuto verbali per infrazioni al Codice della Strada mai pagati e successivamente affidati alla riscossione coattiva potrebbe beneficiare dell’eliminazione delle maggiorazioni. Le sanzioni del CDS, se non pagate entro 60 giorni, vengono aumentate del 10% ogni anno, rendendo spesso il debito complessivo multiplo dell’importo originario della contravvenzione.

    Calcolo del risparmio: esempi pratici

    Per comprendere meglio il potenziale vantaggio economico dell’estensione della rottamazione quinquies, vediamo alcuni esempi pratici di calcolo del risparmio.

    Esempio 1: Debito IMU da 5.000 euro

    Un contribuente ha un debito IMU di 5.000 euro risalente al 2019, mai pagato e ora in cartella esattoriale. Ecco come si compone il totale attualmente richiesto:

    VoceImporto
    IMU originaria 20195.000 euro
    Sanzione 30%1.500 euro
    Interessi legali 2019-2026 (circa 5 anni)875 euro
    Interessi di mora ADER350 euro
    Spese di notifica e procedura120 euro
    Totale cartella7.845 euro
    Con rottamazione (solo IMU + interessi legali)5.875 euro
    Risparmio1.970 euro (circa 25%)

    Esempio 2: Multa da 200 euro diventata 800 euro

    Un comune verbale per infrazione stradale da 200 euro del 2018, mai pagato, puo trasformarsi in una cartella esattoriale di importo notevolmente superiore:

    VoceImporto
    Multa originaria 2018200 euro
    Maggiorazione 100% (non pagata in 60 gg)200 euro
    Maggiorazioni annuali ADER (10% x anni)160 euro
    Interessi di mora85 euro
    Spese procedura65 euro
    Totale cartella710 euro
    Con rottamazione (solo sanzione base)200 euro
    Risparmio510 euro (circa 72%)

    Come si vede dagli esempi, il beneficio della rottamazione e tanto maggiore quanto piu il debito e datato, poiche sanzioni e interessi si accumulano nel tempo aumentando significativamente l’importo originario.

    Differenze tra tributi erariali e tributi locali nella rottamazione

    E fondamentale comprendere le differenze strutturali tra la rottamazione dei tributi erariali (IRPEF, IVA, IRES, gestita da ADER) e la possibile rottamazione dei tributi locali (IMU, TARI, gestiti dai Comuni). Queste differenze influenzano le modalita di adesione e i vantaggi ottenibili.

    CaratteristicaTributi erariali (ADER)Tributi locali (Comuni)
    Ente gestoreAgenzia Entrate-RiscossioneComune o concessionario locale
    Procedura di adesioneUnica (modulo ADER online)Differenziata per Comune
    ObbligatorietaSi applica a tuttiFacolta del singolo Comune
    Cancellazione sanzioni100% sanzioni e interessi moraDa definire (proposta: 100%)
    Pagamento minimoImposta + interessi legaliSolo imposta (proposta)
    Rate disponibiliFino a 60 rateDa definire localmente
    ScadenzaUnica nazionalePotenzialmente variabile

    Questa disomogeneita potenziale e uno dei principali punti critici della proposta. Se ogni Comune potesse decidere autonomamente se aderire e con quali modalita, si rischierebbe una situazione in cui i contribuenti di alcuni Comuni beneficiano della rottamazione mentre altri, nella stessa regione, no. Una situazione che potrebbe generare contenziosi e dubbi di legittimita costituzionale sul piano della parita di trattamento.

    Rischi e critiche della proposta

    La proposta di proroga ed estensione della rottamazione quinquies non e priva di critiche e rischi. I principali punti di discussione riguardano sia l’efficienza del sistema fiscale che la giustizia distributiva.

    Il problema del moral hazard

    Il principale rischio evidenziato dai critici e quello del moral hazard: la ripetizione di sanatorie e rottamazioni (dalla “rottamazione bis” del 2018 alla quinta edizione del 2025) rischia di creare nei contribuenti la convinzione che non pagare le tasse sia conveniente, nell’attesa della prossima sanatoria. Questo fenomeno, documentato da diversi studi economici, puo erodere la cultura del pagamento spontaneo delle imposte e ridurre il gettito fiscale nel medio-lungo periodo.

    L’impatto sulle casse comunali

    Per i Comuni, la rottamazione di IMU e TARI avrebbe un impatto significativo sulle entrate. Molti enti locali hanno gia contabilizzato una parte di questi crediti nei propri bilanci, e la loro cancellazione (anche parziale) potrebbe creare difficolta di cassa. Per questo motivo, alcune associazioni di Comuni hanno espresso perplessita sulla proposta, chiedendo meccanismi compensativi da parte dello Stato.

    Iniquita verso i contribuenti in regola

    Un’altra critica frequente riguarda l’iniquita verso chi ha pagato regolarmente. I contribuenti che, spesso con sacrificio, hanno onorato i propri debiti fiscali si trovano in una posizione di svantaggio rispetto a chi ha evitato di pagare e ora beneficia di una sanatoria. Questo tema di equita e particolarmente sentito in relazione alle multe stradali, dove chi ha pagato puntualmente si trova ad aver pagato importi molto superiori a chi ottiene la rottamazione.

    Come prepararsi all’eventuale apertura della rottamazione estesa

    Anche se la proposta non e ancora legge, e possibile prepararsi in anticipo per essere pronti ad aderire tempestivamente nel caso in cui venisse approvata. Ecco i passi consigliati:

    1. Verificare i debiti IMU e TARI pregressi

    Il primo passo e verificare la propria posizione debitoria nei confronti del Comune. E possibile farlo:

    • Accedendo al portale del proprio Comune nella sezione tributi locali
    • Richiedendo un estratto conto tributario allo sportello tributi del Comune
    • Consultando il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (area riservata) per i debiti gia passati in cartella esattoriale
    • Verificando le eventuali comunicazioni di iscrizione a ruolo ricevute negli anni precedenti

    2. Raccogliere la documentazione

    E utile raccogliere tutta la documentazione relativa ai debiti: avvisi di accertamento IMU, comunicazioni TARI, verbali per infrazioni stradali e relative cartelle esattoriali. Avere tutto a portata di mano facilitera la verifica dei debiti rottamabili e il calcolo del risparmio ottenibile.

    3. Valutare la convenienza

    Non sempre la rottamazione e la scelta migliore. In alcuni casi, potrebbe essere piu conveniente:

    • Contestare un avviso di accertamento IMU che si ritiene infondato
    • Richiedere la rateizzazione ordinaria del debito (fino a 72 rate per ADER)
    • Valutare il ravvedimento operoso per debiti ancora non iscritti a ruolo, con sanzioni ridotte
    • Verificare se il debito e prescritto (i tributi locali si prescrivono generalmente in 5 anni)

    Per una valutazione accurata della propria situazione, e sempre consigliabile rivolgersi a un professionista qualificato come il CAF Centro Fiscale, che puo analizzare la posizione specifica e consigliare la soluzione piu vantaggiosa.

    4. Monitorare l’iter legislativo

    E fondamentale seguire l’evoluzione della normativa. La proposta di proroga ed estensione della rottamazione quinquies e ancora in fase di discussione, e le condizioni definitive potrebbero differire significativamente da quelle attuali. Le fonti da monitorare includono la Gazzetta Ufficiale, il sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze e il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

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    Domande frequenti sulla rottamazione quinquies e la proposta di proroga

    La rottamazione quinquies si applica gia all’IMU?

    No. Attualmente la rottamazione quinquies si applica solo ai debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER), che gestisce i tributi erariali. L’IMU, la TARI e le multe comunali sono tributi locali e attualmente esclusi. La loro inclusione e oggetto di una proposta in fase di discussione parlamentare, non ancora approvata.

    Quando verranno comunicati i termini definitivi della proroga?

    Le tempistiche dipendono dall’iter parlamentare. Le ipotesi piu accreditate indicano un possibile decreto legge estivo 2026 oppure l’inserimento nella legge collegata alla Manovra 2027. Per essere aggiornati tempestivamente, e consigliabile iscriversi alla newsletter del CAF Centro Fiscale o monitorare la Gazzetta Ufficiale.

    Come faccio a sapere se ho debiti IMU o TARI in cartella esattoriale?

    Puoi verificarlo accedendo all’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER) con SPID, CIE o CNS. Troverai tutte le cartelle a tuo carico, comprese quelle per tributi locali che il Comune ha affidato alla riscossione coattiva. In alternativa, puoi rivolgerti allo sportello tributi del tuo Comune.

    Se ho gia aderito alla rottamazione quinquies, posso beneficiare anche dell’estensione ai tributi locali?

    Si, se la proposta venisse approvata, potrebbe essere prevista una procedura separata per aderire alla parte relativa ai tributi locali, anche per chi ha gia aderito alla rottamazione quinquies ordinaria. Le due procedure riguardano debiti diversi e sarebbero gestite da enti diversi (ADER vs Comuni).

    Conviene aspettare la rottamazione estesa o e meglio pagare adesso?

    Dipende dalla situazione specifica. Se hai debiti IMU, TARI o multe significativi e il risparmio atteso e consistente, puo valere la pena attendere qualche mese per capire se la proposta viene approvata. Tuttavia, nel frattempo il debito continua a maturare interessi e il rischio di azioni esecutive (pignoramenti) non scompare. Il consiglio e di consultare il CAF Centro Fiscale per valutare caso per caso.


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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
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      robert poletto
      17/07/2026
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      Fantastici
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      Geanina Gaita
      16/07/2026
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      Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato

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      Maggio 6, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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      Rottamazione-quinquies: le FAQ dell Agenzia delle Entrate-Riscossione (Maggio 2026)

      ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

      Il 4 maggio 2026, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER) ha pubblicato il proprio Diario Quotidiano con una serie di FAQ ufficiali sulla Rottamazione-quinquies, la definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione introdotta dal Decreto Legislativo n. 19 del 2024 (convertito dalla Legge n. 56/2024). Si tratta di risposte alle domande più frequenti dei contribuenti che hanno aderito o intendono aderire alla procedura, con chiarimenti su scadenze, modalità di pagamento, decadenza e situazioni particolari. In questo articolo analizziamo nel dettaglio ogni FAQ, aggiornando le informazioni in base agli ultimi provvedimenti normativi disponibili al 4 maggio 2026.

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      Indice dei contenuti

      1. Cos’è la Rottamazione-quinquies
      2. Chi può aderire: i requisiti
      3. Quali carichi sono ammessi alla definizione agevolata
      4. Scadenze di pagamento: il piano rateale 2026
      5. Decadenza: quando si perde il beneficio
      6. Rimborsi e sgravi: cosa succede ai pagamenti effettuati
      7. Comunicazione ADER: come ricevere il piano di pagamento
      8. Modifica o integrazione della domanda
      9. Situazioni particolari: procedure concorsuali, soggetti deceduti, società
      10. Effetti giuridici della definizione agevolata
      11. Come effettuare i pagamenti
      12. Assistenza del CAF per la Rottamazione-quinquies

      Cos’è la Rottamazione-quinquies

      La Rottamazione-quinquies — tecnicamente denominata Definizione Agevolata — è la quinta edizione della procedura che consente ai contribuenti di estinguere i debiti iscritti a ruolo versando unicamente il capitale originario e le spese procedurali, con l’abbattimento integrale di sanzioni, interessi di mora e aggi di riscossione. È stata introdotta dall’articolo 19 del Decreto Legislativo n. 19 del 2 marzo 2024 (PNRR-ter), convertito con la Legge n. 56 del 29 aprile 2024.

      La misura era originariamente rivolta ai carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Successivamente, il Decreto Legge n. 202 del 27 dicembre 2024 (cosiddetto “Milleproroghe”), convertito con la Legge n. 15 del 21 febbraio 2025, ha esteso la finestra temporale includendo anche i carichi del primo semestre 2025 (dal 1° gennaio al 30 giugno 2025) e ha rimodulato il calendario delle scadenze per le rate successive.

      A differenza della Rottamazione-quater (la quarta edizione, prevista dalla Legge n. 197/2022), la Rottamazione-quinquies consente il pagamento dilazionato fino a 54 rate mensili, di importo costante, distribuite nell’arco di 5 anni e mezzo. Questa caratteristica la rende particolarmente accessibile per i contribuenti con debiti consistenti e difficoltà di liquidità.

      Chi può aderire: i requisiti

      La FAQ ufficiale ADER chiarisce che possono accedere alla Rottamazione-quinquies tutti i soggetti — persone fisiche, persone giuridiche, imprenditori individuali, enti non commerciali — che abbiano carichi affidati all’Agente della Riscossione nei periodi ammessi, indipendentemente dalla natura del debito (tributaria, contributiva, etc.).

      Non occorre alcun requisito reddituale, né un limite massimo di debito da definire. In particolare, possono aderire anche i contribuenti che:

      • Hanno già usufruito di precedenti rottamazioni (Rottamazione-quater, ter, bis) ed erano decaduti per mancato pagamento di una rata
      • Si trovano in procedura concorsuale (fallimento, concordato, liquidazione giudiziale), a condizione che il curatore/commissario autorizzi la domanda
      • Sono debitori di contributi previdenziali (INPS, casse professionali) iscritti a ruolo
      • Hanno debiti verso enti locali che abbiano affidato la riscossione ad ADER
      • Sono soggetti con carichi parzialmente già pagati grazie a precedenti misure

      Attenzione: non tutti i tributi sono definibili. L’ADER ha precisato nelle FAQ che sono esclusi dalla definizione agevolata i carichi relativi a:

      • Risorse proprie tradizionali dell’Unione Europea (dazi doganali)
      • IVA all’importazione
      • Somme dovute a seguito di sentenze di condanna della Corte dei Conti
      • Sanzioni pecuniarie penali
      • Debiti di natura non tributaria già oggetto di rateizzazione attiva con il creditore originario

      Quali carichi sono ammessi alla definizione agevolata

      Una delle FAQ più richieste riguarda l’identificazione dei carichi ammissibili. L’ADER chiarisce che rientrano nella Rottamazione-quinquies:

      • Carichi originari (2000-2023): tutti i debiti affidati ad ADER dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023
      • Carichi del primo semestre 2025 (estensione Milleproroghe): debiti affidati dal 1° gennaio 2025 al 30 giugno 2025, inclusi nella finestra grazie alla Legge n. 15/2025
      • Carichi in rateizzazione attiva: anche i piani di rateizzazione concessi da ADER possono essere “riversati” nella definizione agevolata
      • Carichi sospesi per ricorso: i debiti oggetto di contenzioso tributario possono rientrare, con conseguente rinuncia al ricorso
      • Carichi con accertamento esecutivo: le somme derivanti da accertamenti divenuti definitivi

      Per verificare quali carichi specifici sono presenti nella propria posizione debitoria, il contribuente può accedere al portale ADER (ader.gov.it) nell’area “La mia cartella”, utilizzando le credenziali SPID, CIE o CNS. In alternativa, può rivolgersi agli sportelli ADER prenotando un appuntamento oppure richiedere supporto al proprio CAF o patronato di riferimento.

      Scadenze di pagamento: il piano rateale 2026

      Le scadenze di pagamento della Rottamazione-quinquies rappresentano il punto centrale delle FAQ ADER. Il piano rateale, ricordiamo, può prevedere un versamento unico oppure fino a 54 rate mensili. Di seguito le date chiave aggiornate al 4 maggio 2026, tenendo conto delle proroghe intervenute:

      RataScadenza originariaNote / Proroghe
      1ª rata (o pagamento unico)31 luglio 2025Prorogata al 30 settembre 2025 per i carichi originari 2000-2023
      2ª rata30 novembre 2025Confermata; tolleranza 5 giorni lavorativi
      3ª rata28 febbraio 2026Confermata; in scadenza
      4ª rata31 maggio 2026Prossima scadenza
      5ª rata31 luglio 2026–
      6ª rata30 novembre 2026–
      Dalla 7ª alla 54ª rataMensili fino a luglio 2030Importo costante, calcolato su quota capitale residua

      Tolleranza di 5 giorni: la normativa prevede che il pagamento effettuato entro cinque giorni lavorativi successivi alla scadenza sia comunque considerato tempestivo ai fini della definizione agevolata. Questa tolleranza è applicata automaticamente da ADER, senza necessità di comunicazioni da parte del contribuente.

      Per i carichi del primo semestre 2025 (estensione Milleproroghe), le scadenze del piano rateale decorrono da una data successiva, che ADER comunica nella lettera con il piano di pagamento personalizzato. Il contribuente che ha aderito alla quinquies per questi carichi deve prestare attenzione alla corrispondenza ADER e verificare le date sulla propria area personale di ader.gov.it.

      Ricorda che puoi consultare il nostro articolo dettagliato sullo scadenzario ADER 2026 per un quadro completo di tutte le date.

      Decadenza: quando si perde il beneficio

      La decadenza dalla Rottamazione-quinquies è uno degli argomenti più delicati e tra le FAQ più frequenti ricevute dall’ADER. La perdita del beneficio si verifica quando il contribuente:

      • Non paga una rata entro i 5 giorni lavorativi di tolleranza successivi alla scadenza
      • Paga in misura insufficiente rispetto all’importo dovuto (anche un centesimo in meno determina la decadenza)
      • Effettua il pagamento con strumenti non ammessi (ad esempio, con un bollettino intestato a un’altra pratica)

      In caso di decadenza, la definizione agevolata è definitivamente perduta per tutti i carichi inclusi nella domanda. Non è possibile readerire alla stessa misura. Le somme già versate sono acquisite dal Fisco a titolo di acconto sul debito originario complessivo (comprensivo di sanzioni, interessi e aggi), che torna ad essere esigibile per intero. L’ADER riprende le attività di riscossione coattiva.

      Una FAQ specifica dell’ADER chiarisce che la decadenza è selettiva per cartella: se il contribuente ha incluso più cartelle nella domanda e risulta inadempiente solo su alcune, la decadenza colpisce unicamente i carichi interessati da quella specifica inadempienza, non l’intera definizione agevolata. Questa interpretazione, tuttavia, va verificata caso per caso con la documentazione ufficiale ADER.

      Per approfondire cosa succede dopo la domanda e i rischi di decadenza, leggi il nostro articolo: Rottamazione-quinquies: cosa succede dopo la domanda.

      Rimborsi e sgravi: cosa succede ai pagamenti effettuati

      Tra le FAQ ADER più frequenti figurano quelle sui rimborsi. La normativa prevede due scenari:

      Scenario 1 – Contribuente che ha già pagato parzialmente il debito. Se prima dell’adesione alla Rottamazione-quinquies il contribuente aveva già versato somme a titolo di sanzioni, interessi o aggi (ovvero le componenti “condonate” dalla definizione agevolata), queste somme non vengono rimborsate. Vengono però computate a riduzione del debito residuo da pagare in sede di definizione agevolata.

      Scenario 2 – Contribuente che ha versato più del dovuto. Se il contribuente dimostra di aver pagato in eccesso rispetto al debito “rottamato” (ossia al solo capitale e spese procedurali), ha diritto a un rimborso della differenza. La richiesta va presentata all’ADER con la documentazione attestante i pagamenti effettuati.

      Le FAQ chiariscono anche che i pagamenti effettuati in precedenza a titolo di rateizzazione ordinaria (piani di rateizzazione ex art. 19 DPR 602/1973) sono integralmente considerati ai fini del calcolo del debito residuo, anche se si trattava di pagamenti misti (quota capitale + quota interessi). In pratica, si ricalcola l’intero debito originario e si sottrae quanto già versato complessivamente.

      Sgravi e annullamenti

      Un’altra FAQ riguarda il caso in cui il debito originario venga sgravato o annullato parzialmente dall’ente creditore (ad esempio, il Comune annulla parte delle sanzioni per un errore nell’avviso di accertamento) dopo l’adesione alla rottamazione. In questo caso, l’ADER aggiorna il piano di pagamento personalizzato, rideterminando le rate in modo proporzionale. Il contribuente riceve comunicazione della variazione.

      Comunicazione ADER: come ricevere il piano di pagamento

      L’ADER invia a ogni contribuente che ha presentato domanda di adesione una comunicazione personalizzata contenente:

      • L’accoglimento o il rigetto della domanda (con motivazione in caso di rigetto)
      • L’importo complessivo da pagare (capitale + spese, al netto di sanzioni e interessi condonate)
      • Il numero e l’importo delle rate, con le relative scadenze
      • I bollettini di pagamento precompilati (o le istruzioni per scaricarli dall’area personale)
      • Il codice identificativo della pratica da utilizzare per qualsiasi comunicazione successiva

      La comunicazione viene inviata:

      • Via posta elettronica certificata (PEC) per i soggetti che dispongono di un indirizzo PEC registrato
      • Via posta ordinaria raccomandata per le persone fisiche senza PEC
      • Tramite area personale del portale ader.gov.it (sempre disponibile online)

      La FAQ ADER del 4 maggio 2026 precisa che in caso di mancata ricezione della comunicazione, il contribuente può verificare lo stato della propria domanda direttamente nell’area riservata di ader.gov.it, accedendo con SPID, CIE o CNS. In caso di problemi tecnici, è possibile contattare il numero verde 060101 oppure recarsi fisicamente presso gli sportelli ADER.

      Modifica o integrazione della domanda

      Una delle FAQ più dibattute riguarda la possibilità di modificare la domanda di adesione alla Rottamazione-quinquies dopo averla presentata. L’ADER chiarisce che:

      • Non è possibile ritirare la domanda una volta presentata: la rinuncia implicita avviene solo attraverso il mancato pagamento della prima rata (con conseguente decadenza)
      • Non è possibile aggiungere nuovi carichi alla domanda presentata, a meno che non vi sia una riapertura dei termini normativa
      • Non è possibile ridurre il numero di carichi inclusi nella domanda: se un carico è stato inserito, rimane incluso nella definizione agevolata
      • È possibile integrare la domanda se si individuano ulteriori carichi ammissibili che non erano stati inizialmente inclusi, ma solo nel caso in cui i termini di presentazione siano ancora aperti o vi sia stata una riapertura

      Per i contribuenti che si accorgono di aver omesso carichi dalla propria domanda, l’ADER suggerisce di verificare nell’area personale se esistono ulteriori cartelle non incluse. In caso di nuovi carichi affidati successivamente alla domanda iniziale, questi potranno essere oggetto di una nuova istanza (se e quando la normativa preveda ulteriori finestre di adesione).

      Situazioni particolari: procedure concorsuali, soggetti deceduti, società

      Il Diario Quotidiano ADER del 4 maggio 2026 dedica ampio spazio alle situazioni particolari che i contribuenti si trovano ad affrontare. Ecco i principali chiarimenti:

      Procedure concorsuali (fallimento, liquidazione giudiziale)

      Le imprese in fallimento o liquidazione giudiziale possono aderire alla Rottamazione-quinquies, ma la domanda deve essere presentata dal curatore fallimentare o dal commissario liquidatore, previa autorizzazione del giudice delegato o del comitato dei creditori (a seconda della fase procedurale). L’ADER accetta la domanda subordinatamente alla produzione del provvedimento autorizzativo. In caso di concordato preventivo, la facoltà di aderire è generalmente riconosciuta nell’ambito del piano concordatario.

      Soggetti deceduti

      Se il titolare del debito è deceduto dopo aver presentato domanda, gli eredi subentrano nel piano di pagamento. Se invece il titolare è deceduto prima di presentare domanda, spetta agli eredi presentare l’istanza di adesione, allegando la documentazione comprovante la qualità di erede (dichiarazione di successione, atto di notorietà, etc.). La dichiarazione di successione è lo strumento chiave in questi casi; per supporto, il CAF Centro Fiscale offre assistenza per la dichiarazione di successione.

      Società estinte e soggetti non più esistenti

      Per le società cancellate dal Registro delle Imprese, i soci (nelle società di persone) o gli ex amministratori (nelle società di capitali, entro i limiti della responsabilità patrimoniale prevista dall’art. 2495 c.c.) possono presentare la domanda. L’ADER esamina le domande caso per caso, tenendo conto della struttura societaria e dei provvedimenti di cancellazione.

      Contribuenti con debitoria mista (carichi ammissibili e non ammissibili)

      Quando un contribuente ha sia carichi ammissibili alla definizione agevolata sia carichi non ammissibili (ad esempio, dazi doganali o sanzioni penali), la domanda di adesione riguarderà esclusivamente i carichi ammissibili. I carichi non ammissibili rimangono soggetti alle ordinarie procedure di riscossione. L’ADER nella propria comunicazione personalizzata separerà chiaramente i due gruppi.

      Effetti giuridici della definizione agevolata

      La normativa sulla Rottamazione-quinquies produce importanti effetti giuridici sin dal momento della presentazione della domanda, anche prima che il contribuente abbia effettuato alcun pagamento. Le FAQ ADER del 4 maggio 2026 chiariscono questi aspetti con precisione.

      Sospensione delle procedure esecutive

      A seguito della presentazione della domanda di definizione agevolata:

      • Sono sospese le procedure esecutive (pignoramenti, fermi amministrativi) già avviate su carichi inclusi nella domanda
      • Non possono essere avviate nuove procedure cautelari ed esecutive sui medesimi carichi
      • I fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti rimangono in essere fino al completamento del pagamento, ma non possono essere eseguiti ulteriori atti esecutivi
      • Viene sospesa anche l’iscrizione a ruolo di eventuali ulteriori carichi correlati ai periodi ammessi

      Questi effetti sono automatici e non richiedono alcuna comunicazione del contribuente al creditore o al giudice (in caso di procedimenti pendenti).

      Contenzioso tributario e rinuncia al ricorso

      Se il contribuente ha in corso un ricorso tributario relativo ai carichi inclusi nella domanda di rottamazione, l’adesione alla definizione agevolata comporta la rinuncia implicita al ricorso. Il contribuente deve comunicare al giudice tributario (CTP/CGT di primo e secondo grado) la rinuncia al ricorso, con conseguente estinzione del giudizio. Le spese processuali rimangono a carico del contribuente rinunciante, salvo diverso accordo con l’Amministrazione.

      È importante valutare attentamente la convenienza della rinuncia al ricorso prima di aderire alla rottamazione, soprattutto se le probabilità di successo del ricorso sono elevate. In questi casi è utile consultare un esperto fiscale o il proprio CAF per una valutazione complessiva della propria situazione tributaria.

      Effetti sull’ISEE e sulle certificazioni fiscali

      Una FAQ molto pratica riguarda gli effetti della rottamazione sull’ISEE. I debiti inclusi nella Rottamazione-quinquies non incidono negativamente sull’ISEE una volta presentata la domanda di adesione, poiché vengono “congelati” in attesa del pagamento. Tuttavia, in caso di decadenza, il debito torna ad essere computato pienamente. Per ottenere il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) o altre certificazioni di regolarità fiscale, è necessario essere in regola con i pagamenti della definizione agevolata: la sola presentazione della domanda non è sufficiente se ci sono rate scadute non pagate.

      Come effettuare i pagamenti

      Le FAQ ADER chiariscono che i pagamenti della Rottamazione-quinquies possono essere effettuati attraverso diversi canali, tutti indicati nel piano di pagamento personalizzato inviato dall’ADER:

      • Portale ader.gov.it: area personale, pagamento con carta di credito/debito o bonifico bancario
      • App ADER: disponibile su iOS e Android, con pagamento tramite pagoPA
      • Sportelli bancari e uffici postali: presentando i bollettini RAV precompilati
      • Tabaccherie e ricevitorie abilitate al servizio pagoPA
      • Home banking: utilizzando il codice RAV fornito da ADER
      • Sportelli ADER: fisicamente presso le sedi territoriali, previo appuntamento

      Attenzione al codice RAV: ogni bollettino di pagamento ha un codice RAV univoco collegato alla specifica rata e al contribuente. È fondamentale utilizzare il bollettino corretto per ogni rata: il pagamento con un bollettino errato (ad esempio, di una rata già pagata o di un’altra pratica) potrebbe non essere correttamente imputato, con rischio di decadenza. In caso di dubbio, verificare sempre sull’area personale di ader.gov.it prima di effettuare il pagamento.

      Per la 4ª rata in scadenza il 31 maggio 2026, ricordiamo che la tolleranza di 5 giorni lavorativi porta la scadenza effettiva al 5 giugno 2026 (tenendo conto dei giorni lavorativi). Consigliamo di non attendere l’ultimo momento utile, soprattutto per chi utilizza il portale bancario, dove potrebbero verificarsi ritardi tecnici.

      Assistenza del CAF per la Rottamazione-quinquies

      La Rottamazione-quinquies è una misura potenzialmente vantaggiosa per milioni di contribuenti italiani, ma richiede attenzione nella verifica dei carichi, nella comprensione del piano di pagamento e nel rispetto delle scadenze. Un singolo errore — come il pagamento di un centesimo in meno o l’uso del bollettino sbagliato — può comportare la decadenza definitiva dal beneficio, con il ripristino dell’intero debito originario.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

      • Verifica della posizione debitoria ADER e identificazione dei carichi ammissibili
      • Calcolo del risparmio effettivo derivante dalla definizione agevolata rispetto al debito complessivo
      • Controllo del piano di pagamento ricevuto dall’ADER
      • Supporto nella presentazione di nuove domande in caso di riapertura dei termini
      • Assistenza per le situazioni particolari (eredi, procedure concorsuali, contenzioso tributario)
      • Consulenza integrata con la dichiarazione dei redditi e il regime fiscale complessivo

      Contatta il nostro CAF per una consulenza personalizzata. Siamo a Udine, in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, e puoi raggiungerci anche via WhatsApp al 366 6018121 o per telefono al 0432 1638640.

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      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sulla Rottamazione-quinquies

      Posso ancora aderire alla Rottamazione-quinquies nel 2026?

      La finestra originaria di adesione alla Rottamazione-quinquies si e chiusa il 30 aprile 2025. Salvo riaperture dei termini previste da nuovi provvedimenti normativi, attualmente non e possibile presentare nuove domande. Chi ha gia aderito e regolare con i pagamenti puo continuare a beneficiare della definizione agevolata.

      Cosa succede se salto una rata della Rottamazione-quinquies?

      Se non paghi una rata entro i 5 giorni lavorativi successivi alla scadenza, o se paghi un importo inferiore al dovuto anche di un solo centesimo, perdi definitivamente il beneficio della definizione agevolata per tutti i carichi inclusi in quella domanda. Il debito originario torna esigibile per intero, comprensivo di sanzioni, interessi e aggi, e ADER riprende le attivita di riscossione coattiva.

      Quanto risparmio con la Rottamazione-quinquies rispetto al debito originale?

      Il risparmio varia in base alla composizione del debito. In media, le sanzioni rappresentano il 30% del debito complessivo e gli interessi di mora un ulteriore 15-20%. Il risparmio totale puo dunque oscillare tra il 30% e il 50% del debito iscritto a ruolo, con punte piu elevate per i debiti piu datati (dove gli interessi accumulati nel tempo sono maggiori). Per un calcolo preciso, e necessario analizzare le singole cartelle.

      Il fermo auto viene tolto con la Rottamazione-quinquies?

      Il fermo amministrativo sul veicolo viene sospeso automaticamente dalla presentazione della domanda, ma viene cancellato definitivamente solo a pagamento completato (unica soluzione o ultima rata). Durante il piano di pagamento, il contribuente puo circolare con il veicolo nonostante il fermo non sia ancora formalmente cancellato, previo rilascio di specifica autorizzazione ADER. E consigliabile richiedere questa autorizzazione se si necessita di utilizzare il veicolo durante il periodo di pagamento rateale.

      Posso chiedere assistenza al CAF per la Rottamazione-quinquies?

      Si, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza per la verifica della posizione debitoria ADER, il controllo del piano di pagamento e la valutazione della convenienza della definizione agevolata. Puoi contattarci via WhatsApp al 366 6018121, per telefono al 0432 1638640 o recandoti di persona in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.


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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
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        robert poletto
        17/07/2026
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        Fantastici
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        Geanina Gaita
        16/07/2026
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        Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato

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