CAF, IMU, TASI E MODELLO F24Acconto IMU 2026: scadenza 16 giugno, calcolo, aliquote e versamento F24Indice dei contenutiAcconto IMU 2026: la scadenza del 16 giugnoChi deve pagare l’acconto IMU 2026Esenzioni e riduzioni IMU 2026Come si calcola l’acconto IMU 2026Aliquote IMU 2026: base nazionale e variazioni comunaliCodici tributo F24 per il versamento dell’IMU 2026Esempio pratico: acconto IMU 2026 a UdineRavvedimento operoso se paghi l’IMU in ritardoDomande frequenti sull’acconto IMU 2026L’acconto IMU 2026 è una delle scadenze fiscali più importanti dell’anno per chi possiede immobili in Italia. Il prossimo 16 giugno 2026 milioni di proprietari dovranno versare la prima rata dell’Imposta Municipale Propria, pari al 50% dell’imposta annuale dovuta. Riguarda seconde case, fabbricati commerciali, terreni edificabili, capannoni e in alcuni casi anche immobili di lusso adibiti ad abitazione principale.In questa guida pratica vediamo nel dettaglio come calcolare l’acconto IMU 2026, quali sono le aliquote IMU 2026 applicabili, i codici tributo F24 da usare per il pagamento, le esenzioni previste e un esempio concreto per il Comune di Udine. Se hai dubbi su quanto devi versare, alla fine trovi l’invito a richiedere assistenza al CAF Centro Fiscale di Udine, che si occupa di calcolo e compilazione del modello F24 sia in sede che online.Acconto IMU 2026: la scadenza del 16 giugnoLa scadenza dell’acconto IMU 2026 è fissata per martedì 16 giugno 2026. Si tratta della prima delle due rate previste dalla legge: l’acconto a giugno e il saldo entro il 16 dicembre 2026. La regola generale è semplice: con l’acconto si versa il 50% dell’imposta annuale, calcolato sulla base delle aliquote deliberate dal Comune nell’anno precedente. A dicembre, invece, si conguaglierà la differenza tenendo conto delle eventuali nuove aliquote 2026 approvate dal Comune entro il 28 ottobre.Questa regola è importante per evitare confusione: a giugno si paga sempre sulle aliquote 2025, anche se l’anno d’imposta è il 2026. Solo a dicembre si applicheranno le aliquote definitive del 2026, recuperando o restituendo eventuali differenze. Chi preferisce semplificare può anche versare l’intera IMU annuale in un’unica soluzione entro il 16 giugno, ma in questo caso si rinuncia alla possibilità di aggiornare i conti a fine anno.L’IMU si paga esclusivamente tramite modello F24, compilabile in forma cartacea (banca, posta) oppure telematica (home banking, portale Agenzia Entrate, intermediari abilitati come il CAF). Non sono ammessi altri canali di pagamento: niente bonifico diretto al Comune, niente bollettino postale. Solo F24, con i corretti codici tributo che vedremo più avanti. Chi deve pagare l’acconto IMU 2026L’acconto IMU 2026 riguarda tutti i soggetti che, al 1° gennaio 2026, risultano titolari di un diritto reale su un immobile soggetto all’imposta. Più precisamente, sono tenuti al versamento:i proprietari di fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli;i titolari di diritto di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie;il locatario di immobili concessi in leasing (dalla data della stipula del contratto);il concessionario di aree demaniali;il coniuge superstite che ha ricevuto il diritto di abitazione per legge sulla casa coniugale.Un punto fondamentale dell’IMU prima casa 2026 è l’esenzione generale: chi possiede un’abitazione principale non di lusso non paga l’IMU. Le categorie catastali esentate sono tutte tranne A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi storici). Quindi se vivi nella tua casa di residenza in categoria A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 o A/7, non devi versare nulla. L’esenzione si estende anche alle pertinenze (cantina, garage, soffitta) classificate C/2, C/6 o C/7, ma solo una per categoria.Diverso il discorso per la IMU seconda casa: qui l’imposta è sempre dovuta, indipendentemente dal fatto che sia una casa vacanza, un appartamento dato in affitto, una casa ereditata o un immobile sfitto. In caso di comproprietà, ogni comproprietario paga la propria quota in base alla percentuale di possesso e ai mesi dell’anno in cui è stato titolare. Ad esempio, se due fratelli ereditano una seconda casa al 50% ciascuno, ognuno pagherà metà dell’imposta totale. Esenzioni e riduzioni IMU 2026Oltre all’esenzione per l’abitazione principale non di lusso, la normativa prevede diverse casistiche di esenzione e riduzione dell’IMU. Conoscerle è importante perché permette di non pagare imposte che non sono dovute. Vediamo le principali.Immobili totalmente esentiAbitazione principale non di lusso (categorie A/2-A/7) e relative pertinenze;Terreni agricoli situati in zone montane o di collina svantaggiate;Terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti alla previdenza agricola;Fabbricati rurali strumentali all’attività agricola;Immobili di interesse storico, artistico o culturale destinati a uso non commerciale;Fabbricati destinati a uso esclusivamente religioso da enti ecclesiastici;Immobili occupati abusivamente, a condizione che il proprietario abbia presentato regolare denuncia all’autorità giudiziaria.Casi di riduzione del 50% della base imponibileIn alcune situazioni la legge consente di dimezzare la base imponibile IMU, riducendo così sensibilmente l’importo da versare:Fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, previa perizia tecnica;Fabbricati di interesse storico o artistico riconosciuti ai sensi del D.Lgs. 42/2004;Unità immobiliari concesse in comodato d’uso gratuito a parenti in linea retta entro il primo grado (genitori e figli), con contratto registrato e a condizione che il comodante possieda massimo un altro immobile destinato a propria abitazione principale nello stesso Comune.Riduzione del 25% per gli immobili in locazione a canone concordatoPer gli immobili concessi in locazione a canone concordato (legge 431/1998) l’imposta è ridotta al 75% (sconto del 25%). È una misura pensata per incentivare i proprietari a praticare canoni calmierati, soprattutto nelle aree ad alta tensione abitativa. Come si calcola l’acconto IMU 2026Il calcolo IMU 2026 segue una formula precisa che parte dalla rendita catastale dell’immobile (per i fabbricati) o dal reddito dominicale (per i terreni). La rendita catastale è il valore fiscale attribuito dal Catasto e si trova sulla visura catastale. Vediamo passo passo come si arriva all’importo da versare.Passaggio 1: rivalutazione della rendita catastaleIl primo step è rivalutare la rendita catastale del 5% per i fabbricati e del 25% per i terreni. È un coefficiente fisso previsto dalla legge che serve ad aggiornare il valore catastale all’inflazione. In pratica, se la rendita catastale del tuo appartamento è 600 euro, la rendita rivalutata sarà 600 × 1,05 = 630 euro.Passaggio 2: applicazione del moltiplicatore catastaleAl valore rivalutato si applica un moltiplicatore che varia in base alla categoria catastale dell’immobile. Il risultato è la base imponibile IMU su cui poi calcolare l’imposta. I principali moltiplicatori sono:160 per fabbricati abitativi (categoria A, escluso A/10), pertinenze (C/2, C/6, C/7) e magazzini;140 per collegi, scuole, caserme, ospedali pubblici (categoria B) e laboratori (C/3, C/4, C/5);80 per banche, uffici e studi privati (A/10 e D/5);65 per immobili a destinazione produttiva categoria D (esclusi D/5);55 per negozi e botteghe (C/1);135 per terreni agricoli (sul reddito dominicale rivalutato del 25%).Continuando l’esempio precedente, se la rendita catastale rivalutata è 630 euro e l’immobile è in categoria A/3 (abitazione di tipo economico), la base imponibile IMU sarà 630 × 160 = 100.800 euro. Questo è il valore fiscale dell’immobile ai fini IMU, da non confondere con il valore di mercato.Passaggio 3: applicazione dell’aliquota comunaleSulla base imponibile si applica l’aliquota IMU 2026 deliberata dal Comune. La formula completa è quindi:IMU annuale = Rendita catastale × 1,05 × Moltiplicatore × Aliquota comunaleUna volta ottenuta l’IMU annuale, per calcolare l’acconto IMU 2026 basta dividere per due: a giugno si versa il 50% dell’imposta totale. Il risultato va inoltre proporzionato ai mesi di possesso: se hai posseduto l’immobile per meno di 12 mesi (ad esempio l’hai ereditato a marzo o venduto a settembre), devi calcolare l’IMU solo per i mesi in cui sei stato proprietario. Si considera il mese intero se il possesso supera i 15 giorni. Aliquote IMU 2026: base nazionale e variazioni comunaliLe aliquote IMU 2026 non sono uguali in tutti i Comuni d’Italia. La legge fissa un’aliquota base nazionale dello 0,86% (8,6 per mille), ma ogni Comune ha il potere di aumentarla fino a un massimo dell’1,06% (10,6 per mille) o di ridurla, anche fino allo zero. Per questo è fondamentale verificare la delibera del proprio Comune prima di fare il calcolo.Per l’acconto del 16 giugno 2026, come abbiamo già detto, si applicano le aliquote già deliberate nel 2025. Solo entro fine ottobre 2026 il Comune potrà pubblicare le nuove aliquote in vigore per l’anno corrente, di cui si terrà conto in sede di saldo a dicembre. Vediamo le principali aliquote di riferimento:Aliquota base fabbricati: 0,86% (modificabile dai Comuni tra 0% e 1,06%);Abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9): 0,50% di base, fino allo 0,60% nei Comuni che decidono di aumentarla, con detrazione di 200 euro;Fabbricati rurali strumentali all’attività agricola: 0,10% (riducibile fino allo zero, mai aumentabile);Fabbricati merce (costruiti dall’impresa per la vendita e non locati): esenti dal 2022;Immobili categoria D (capannoni industriali, alberghi): 0,86% di cui 0,76% destinato allo Stato e la parte eccedente al Comune.Le delibere comunali sono pubblicate sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nella sezione dedicata alla fiscalità locale. Per essere efficaci nell’anno in corso, devono essere approvate entro il 28 ottobre e pubblicate entro il 14 novembre. In assenza di delibera valida, si applicano le aliquote dell’anno precedente. Codici tributo F24 per il versamento dell’IMU 2026Per pagare l’acconto IMU 2026 serve compilare correttamente il modello F24, indicando il codice catastale del Comune, il codice tributo giusto per la tipologia di immobile e l’anno di riferimento (2026). Sbagliare codice tributo significa che il pagamento non viene attribuito correttamente e il Comune potrebbe segnalare un mancato versamento.Ecco la tabella dei principali codici tributo F24 IMU da utilizzare nel 2026:3912: IMU su abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9) e relative pertinenze;3913: IMU su fabbricati rurali a uso strumentale;3914: IMU su terreni agricoli;3916: IMU su aree fabbricabili;3918: IMU su altri fabbricati (è il codice più usato: seconde case, uffici, negozi, garage non pertinenziali);3925: IMU su immobili a uso produttivo categoria D – quota Stato;3930: IMU su immobili categoria D – quota Comune (eccedenza rispetto allo 0,76%);3923: interessi da ravvedimento operoso;3924: sanzioni da ravvedimento operoso.Nella sezione “IMU e altri tributi locali” del modello F24, oltre al codice tributo, va indicato l’anno di riferimento (2026), il numero di immobili e va barrata la casella “Acconto”. Se versi in un’unica soluzione, va barrata sia “Acconto” sia “Saldo”. Va sempre inserito il codice catastale del Comune in cui si trova l’immobile (ad esempio L483 per Udine), reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.Importante: i contribuenti residenti all’estero (AIRE) e i titolari di partita IVA devono obbligatoriamente usare la modalità telematica del modello F24, mentre i privati cittadini possono ancora utilizzare il cartaceo presso banca o ufficio postale, ma solo se il saldo finale è positivo (cioè non ci sono compensazioni con crediti).Esempio pratico: acconto IMU 2026 a Udine Vediamo un caso pratico di IMU comune Udine 2026. Supponiamo che Mario possieda al 100% una seconda casa a Udine, categoria catastale A/3, con rendita catastale di 700 euro. Mario è residente altrove e usa questa casa come abitazione di villeggiatura. Vediamo passo passo come calcolare il suo acconto IMU 2026.Rendita rivalutata: 700 × 1,05 = 735 euro;Base imponibile IMU: 735 × 160 = 117.600 euro;Aliquota IMU altri fabbricati a Udine (ipotesi 10,6 per mille = 1,06%, da verificare sempre la delibera comunale aggiornata): 117.600 × 1,06% = 1.246,56 euro IMU annuale;Acconto IMU 2026 (50%): 1.246,56 / 2 = 623,28 euro, arrotondabili a 623 euro.Mario dovrà quindi versare entro il 16 giugno 2026, tramite modello F24, l’importo di 623 euro con codice tributo 3918 (altri fabbricati) e codice catastale L483 (Udine). Le aliquote effettive applicate dal Comune di Udine possono variare di anno in anno: è sempre prudente verificarle sul sito del MEF prima del versamento, oppure rivolgersi al CAF per il calcolo personalizzato.In Friuli Venezia Giulia, ricordiamo, vige il sistema tavolare per la registrazione degli immobili: si tratta di un sistema catastale diverso dal resto d’Italia, basato sul Libro Fondiario. Questo non incide direttamente sul calcolo dell’IMU (che si basa sulla rendita catastale), ma può creare difficoltà nei casi di successione recente, dove la voltura non è automatica e l’erede potrebbe non risultare ancora intavolato. Anche in questa situazione, comunque, l’IMU 2026 va comunque versata dall’erede, dal momento in cui è subentrato nel possesso.Il CAF Centro Fiscale di Udine conosce in modo approfondito le delibere dei Comuni del Friuli Venezia Giulia e gestisce ogni anno migliaia di pratiche IMU. Se non hai mai calcolato l’IMU da solo o se la tua situazione è complessa (più immobili, comproprietà, eredità, comodato d’uso), conviene affidarsi a un professionista per evitare errori e sanzioni.Ravvedimento operoso se paghi l’IMU in ritardoSe per qualunque motivo non riesci a versare l’acconto IMU 2026 entro il 16 giugno, hai la possibilità di sanare il ritardo con il ravvedimento operoso. Questa procedura consente di pagare l’imposta dovuta più una sanzione ridotta e gli interessi legali, in proporzione al ritardo. È sempre preferibile al lasciare la pratica scoperta, perché in caso di accertamento del Comune la sanzione ordinaria parte dal 25% dell’imposta non versata (sanzione ridotta dal 30% al 25% dal D.Lgs. 87/2024, in vigore dal 1° settembre 2024).Le riduzioni delle sanzioni con ravvedimento operoso sono articolate in base al ritardo:Ravvedimento sprint (entro 14 giorni): sanzione pari a 0,0833% per ogni giorno di ritardo (1/10 di 1/30 del 25%);Ravvedimento breve (dal 15° al 30° giorno): sanzione del 1,25%;Ravvedimento medio (dal 31° al 90° giorno): sanzione del 1,39%;Ravvedimento lungo (entro 1 anno): sanzione del 3,125%;Ravvedimento biennale (entro 2 anni): sanzione del 3,572%;Ravvedimento ultra-biennale (oltre 2 anni): sanzione del 4,17%.A questi importi vanno aggiunti gli interessi legali calcolati al tasso annuo vigente (per il 2026 il tasso legale è cambiato rispetto agli anni precedenti: verifica sempre il valore aggiornato sul sito del Ministero dell’Economia). Il versamento del ravvedimento si fa sempre con F24, indicando il codice tributo dell’imposta dovuta (es. 3918) per la parte IMU, il codice 3924 per la sanzione e il codice 3923 per gli interessi.Il ravvedimento operoso non è ammesso se nel frattempo è già arrivato un avviso di accertamento dal Comune. Per questo, se sei in ritardo, conviene attivarsi subito: prima paghi, minore è la sanzione. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a calcolare con precisione sanzioni e interessi, evitando errori che potrebbero invalidare il ravvedimento stesso.Domande frequenti sull’acconto IMU 2026 Devo pagare l’acconto IMU 2026 anche se la mia casa e’ la prima abitazione?Se la tua abitazione principale e’ in categoria catastale A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 o A/7 e ci hai stabilito la residenza anagrafica e dimora abituale, sei esente dall’IMU. Non devi versare nulla ne’ a giugno ne’ a dicembre. L’esenzione si estende a una pertinenza per ciascuna categoria C/2, C/6 e C/7. Se invece la tua casa e’ di lusso (A/1, A/8, A/9), devi pagare l’IMU con l’aliquota agevolata e detrazione di 200 euro.Cosa succede se non pago l’IMU entro il 16 giugno 2026?Se non paghi entro la scadenza, puoi sanare la posizione con il ravvedimento operoso, versando l’imposta dovuta piu’ una sanzione ridotta e gli interessi. Piu’ tardi paghi, maggiore e’ la sanzione. Se non sani la posizione, il Comune puo’ notificarti un avviso di accertamento con sanzione del 25% e interessi, oltre alle spese di notifica.Come faccio a sapere l’aliquota IMU 2026 del mio Comune?Le aliquote IMU sono pubblicate sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Portale del Federalismo Fiscale) e sul sito istituzionale del tuo Comune. Per l’acconto IMU 2026 del 16 giugno si applicano le aliquote del 2025. Se non hai dimestichezza con il calcolo, il CAF puo’ fornirti l’importo esatto da versare in pochi minuti.Posso pagare tutto in un’unica soluzione invece di dividere in due rate?Si’, la legge consente di versare l’intera IMU annuale entro il 16 giugno 2026. In questo caso, sul modello F24 va barrata sia la casella Acconto sia Saldo. Attenzione pero’: pagando tutto a giugno si applicano le aliquote 2025. Se il Comune aumenta le aliquote nel 2026, non potrai piu’ recuperare la differenza in sede di saldo.L’IMU sulla casa data in affitto e’ dovuta?Si’, l’IMU sulla casa data in affitto e’ sempre dovuta dal proprietario, indipendentemente dal fatto che ci viva l’inquilino. Solo nel caso di locazione a canone concordato l’imposta e’ ridotta del 25%. Se l’affitto e’ a canone libero, si applica l’aliquota piena deliberata dal Comune per gli altri fabbricati.Assistenza CAF Centro Fiscale Udine per l’acconto IMU 2026Calcolare correttamente l’acconto IMU 2026 richiede attenzione: serve verificare le delibere comunali aggiornate, applicare il moltiplicatore catastale giusto, considerare riduzioni ed esenzioni, compilare correttamente il modello F24 con i codici tributo esatti. Un errore può comportare sanzioni anche pesanti. Per questo conviene affidarsi a chi gestisce queste pratiche tutti i giorni.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di calcolo IMU e compilazione del modello F24, sia in ufficio in Viale Tullio 13 a Udine, sia online per chi preferisce non spostarsi. Conosciamo le delibere dei Comuni del Friuli Venezia Giulia, gestiamo pratiche per proprietari di più immobili, eredi, comproprietari e situazioni complesse. Contattaci per fissare un appuntamento e ricevere un preventivo personalizzato.Hai bisogno di assistenza per il calcolo dell’acconto IMU 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121: ti aiutiamo a calcolare l’importo esatto, scegliere i codici tributo corretti e versare in serenità entro il 16 giugno 2026.Richiedi Assistenza per il Calcolo IMU 2026Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con il calcolo dell’acconto IMU 2026, la compilazione del modello F24 e il ravvedimento operoso in caso di ritardo.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, IMU, TASI E MODELLO F24 Acconto IMU 2026: scadenza 16 giugno, calcolo, aliquote e versamento F24Indice dei contenutiAcconto IMU 2026: la scadenza del 16 giugno Chi deve pagare l'acconto IMU 2026 Esenzioni e riduzioni IMU 2026 Come si calcola l'acconto IMU 2026 Aliquote IMU 2026: base nazionale e variazioni comunali Codici tributo… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-06 08:02:072026-06-06 08:02:17Acconto IMU 2026: scadenza 16 giugno, calcolo, aliquote e versamento F24CAF, IMU, TASI E MODELLO F24 Come si calcola l’IMU 2026: formula, moltiplicatori, aliquote e acconto del 16 giugno L'IMU 2026 (Imposta Municipale Propria) è uno degli adempimenti fiscali più attesi dell'anno: la prima rata, il cosiddetto acconto del 16 giugno 2026, si avvicina rapidamente e milioni di proprietari immobiliari devono sapere esattamente… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 11:16:102026-06-04 11:24:08Come si calcola l’IMU 2026: formula, moltiplicatori, aliquote e acconto del 16 giugnoCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, IMU, TASI E MODELLO F24 Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 Appuntamenti Giugno 2026 e un mese fiscalmente impegnativo: ben 32 scadenze si concentrano soprattutto in 4 date chiave. Tra gli appuntamenti piu importanti spiccano l’acconto IMU del 16 giugno, il versamento delle ritenute alla fonte, i contributi… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:292026-06-01 23:32:14Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 AppuntamentiCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleGiugno 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-06 08:02:072026-06-06 08:02:17Acconto IMU 2026: scadenza 16 giugno, calcolo, aliquote e versamento F24
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24 Acconto IMU 2026: scadenza 16 giugno, calcolo, aliquote e versamento F24Indice dei contenutiAcconto IMU 2026: la scadenza del 16 giugno Chi deve pagare l'acconto IMU 2026 Esenzioni e riduzioni IMU 2026 Come si calcola l'acconto IMU 2026 Aliquote IMU 2026: base nazionale e variazioni comunali Codici tributo… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-06 08:02:072026-06-06 08:02:17Acconto IMU 2026: scadenza 16 giugno, calcolo, aliquote e versamento F24
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24 Come si calcola l’IMU 2026: formula, moltiplicatori, aliquote e acconto del 16 giugno L'IMU 2026 (Imposta Municipale Propria) è uno degli adempimenti fiscali più attesi dell'anno: la prima rata, il cosiddetto acconto del 16 giugno 2026, si avvicina rapidamente e milioni di proprietari immobiliari devono sapere esattamente… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 11:16:102026-06-04 11:24:08Come si calcola l’IMU 2026: formula, moltiplicatori, aliquote e acconto del 16 giugno
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, IMU, TASI E MODELLO F24 Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 Appuntamenti Giugno 2026 e un mese fiscalmente impegnativo: ben 32 scadenze si concentrano soprattutto in 4 date chiave. Tra gli appuntamenti piu importanti spiccano l’acconto IMU del 16 giugno, il versamento delle ritenute alla fonte, i contributi… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:292026-06-01 23:32:14Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 Appuntamenti
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24Acconto IMU 2026: scadenza 16 giugno, calcolo, aliquote e versamento F24Indice dei contenutiAcconto IMU 2026: la scadenza del 16 giugnoChi deve pagare l’acconto IMU 2026Esenzioni e riduzioni IMU 2026Come si calcola l’acconto IMU 2026Aliquote IMU 2026: base nazionale e variazioni comunaliCodici tributo F24 per il versamento dell’IMU 2026Esempio pratico: acconto IMU 2026 a UdineRavvedimento operoso se paghi l’IMU in ritardoDomande frequenti sull’acconto IMU 2026L’acconto IMU 2026 è una delle scadenze fiscali più importanti dell’anno per chi possiede immobili in Italia. Il prossimo 16 giugno 2026 milioni di proprietari dovranno versare la prima rata dell’Imposta Municipale Propria, pari al 50% dell’imposta annuale dovuta. Riguarda seconde case, fabbricati commerciali, terreni edificabili, capannoni e in alcuni casi anche immobili di lusso adibiti ad abitazione principale.In questa guida pratica vediamo nel dettaglio come calcolare l’acconto IMU 2026, quali sono le aliquote IMU 2026 applicabili, i codici tributo F24 da usare per il pagamento, le esenzioni previste e un esempio concreto per il Comune di Udine. Se hai dubbi su quanto devi versare, alla fine trovi l’invito a richiedere assistenza al CAF Centro Fiscale di Udine, che si occupa di calcolo e compilazione del modello F24 sia in sede che online.Acconto IMU 2026: la scadenza del 16 giugnoLa scadenza dell’acconto IMU 2026 è fissata per martedì 16 giugno 2026. Si tratta della prima delle due rate previste dalla legge: l’acconto a giugno e il saldo entro il 16 dicembre 2026. La regola generale è semplice: con l’acconto si versa il 50% dell’imposta annuale, calcolato sulla base delle aliquote deliberate dal Comune nell’anno precedente. A dicembre, invece, si conguaglierà la differenza tenendo conto delle eventuali nuove aliquote 2026 approvate dal Comune entro il 28 ottobre.Questa regola è importante per evitare confusione: a giugno si paga sempre sulle aliquote 2025, anche se l’anno d’imposta è il 2026. Solo a dicembre si applicheranno le aliquote definitive del 2026, recuperando o restituendo eventuali differenze. Chi preferisce semplificare può anche versare l’intera IMU annuale in un’unica soluzione entro il 16 giugno, ma in questo caso si rinuncia alla possibilità di aggiornare i conti a fine anno.L’IMU si paga esclusivamente tramite modello F24, compilabile in forma cartacea (banca, posta) oppure telematica (home banking, portale Agenzia Entrate, intermediari abilitati come il CAF). Non sono ammessi altri canali di pagamento: niente bonifico diretto al Comune, niente bollettino postale. Solo F24, con i corretti codici tributo che vedremo più avanti. Chi deve pagare l’acconto IMU 2026L’acconto IMU 2026 riguarda tutti i soggetti che, al 1° gennaio 2026, risultano titolari di un diritto reale su un immobile soggetto all’imposta. Più precisamente, sono tenuti al versamento:i proprietari di fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli;i titolari di diritto di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie;il locatario di immobili concessi in leasing (dalla data della stipula del contratto);il concessionario di aree demaniali;il coniuge superstite che ha ricevuto il diritto di abitazione per legge sulla casa coniugale.Un punto fondamentale dell’IMU prima casa 2026 è l’esenzione generale: chi possiede un’abitazione principale non di lusso non paga l’IMU. Le categorie catastali esentate sono tutte tranne A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi storici). Quindi se vivi nella tua casa di residenza in categoria A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 o A/7, non devi versare nulla. L’esenzione si estende anche alle pertinenze (cantina, garage, soffitta) classificate C/2, C/6 o C/7, ma solo una per categoria.Diverso il discorso per la IMU seconda casa: qui l’imposta è sempre dovuta, indipendentemente dal fatto che sia una casa vacanza, un appartamento dato in affitto, una casa ereditata o un immobile sfitto. In caso di comproprietà, ogni comproprietario paga la propria quota in base alla percentuale di possesso e ai mesi dell’anno in cui è stato titolare. Ad esempio, se due fratelli ereditano una seconda casa al 50% ciascuno, ognuno pagherà metà dell’imposta totale. Esenzioni e riduzioni IMU 2026Oltre all’esenzione per l’abitazione principale non di lusso, la normativa prevede diverse casistiche di esenzione e riduzione dell’IMU. Conoscerle è importante perché permette di non pagare imposte che non sono dovute. Vediamo le principali.Immobili totalmente esentiAbitazione principale non di lusso (categorie A/2-A/7) e relative pertinenze;Terreni agricoli situati in zone montane o di collina svantaggiate;Terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti alla previdenza agricola;Fabbricati rurali strumentali all’attività agricola;Immobili di interesse storico, artistico o culturale destinati a uso non commerciale;Fabbricati destinati a uso esclusivamente religioso da enti ecclesiastici;Immobili occupati abusivamente, a condizione che il proprietario abbia presentato regolare denuncia all’autorità giudiziaria.Casi di riduzione del 50% della base imponibileIn alcune situazioni la legge consente di dimezzare la base imponibile IMU, riducendo così sensibilmente l’importo da versare:Fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, previa perizia tecnica;Fabbricati di interesse storico o artistico riconosciuti ai sensi del D.Lgs. 42/2004;Unità immobiliari concesse in comodato d’uso gratuito a parenti in linea retta entro il primo grado (genitori e figli), con contratto registrato e a condizione che il comodante possieda massimo un altro immobile destinato a propria abitazione principale nello stesso Comune.Riduzione del 25% per gli immobili in locazione a canone concordatoPer gli immobili concessi in locazione a canone concordato (legge 431/1998) l’imposta è ridotta al 75% (sconto del 25%). È una misura pensata per incentivare i proprietari a praticare canoni calmierati, soprattutto nelle aree ad alta tensione abitativa. Come si calcola l’acconto IMU 2026Il calcolo IMU 2026 segue una formula precisa che parte dalla rendita catastale dell’immobile (per i fabbricati) o dal reddito dominicale (per i terreni). La rendita catastale è il valore fiscale attribuito dal Catasto e si trova sulla visura catastale. Vediamo passo passo come si arriva all’importo da versare.Passaggio 1: rivalutazione della rendita catastaleIl primo step è rivalutare la rendita catastale del 5% per i fabbricati e del 25% per i terreni. È un coefficiente fisso previsto dalla legge che serve ad aggiornare il valore catastale all’inflazione. In pratica, se la rendita catastale del tuo appartamento è 600 euro, la rendita rivalutata sarà 600 × 1,05 = 630 euro.Passaggio 2: applicazione del moltiplicatore catastaleAl valore rivalutato si applica un moltiplicatore che varia in base alla categoria catastale dell’immobile. Il risultato è la base imponibile IMU su cui poi calcolare l’imposta. I principali moltiplicatori sono:160 per fabbricati abitativi (categoria A, escluso A/10), pertinenze (C/2, C/6, C/7) e magazzini;140 per collegi, scuole, caserme, ospedali pubblici (categoria B) e laboratori (C/3, C/4, C/5);80 per banche, uffici e studi privati (A/10 e D/5);65 per immobili a destinazione produttiva categoria D (esclusi D/5);55 per negozi e botteghe (C/1);135 per terreni agricoli (sul reddito dominicale rivalutato del 25%).Continuando l’esempio precedente, se la rendita catastale rivalutata è 630 euro e l’immobile è in categoria A/3 (abitazione di tipo economico), la base imponibile IMU sarà 630 × 160 = 100.800 euro. Questo è il valore fiscale dell’immobile ai fini IMU, da non confondere con il valore di mercato.Passaggio 3: applicazione dell’aliquota comunaleSulla base imponibile si applica l’aliquota IMU 2026 deliberata dal Comune. La formula completa è quindi:IMU annuale = Rendita catastale × 1,05 × Moltiplicatore × Aliquota comunaleUna volta ottenuta l’IMU annuale, per calcolare l’acconto IMU 2026 basta dividere per due: a giugno si versa il 50% dell’imposta totale. Il risultato va inoltre proporzionato ai mesi di possesso: se hai posseduto l’immobile per meno di 12 mesi (ad esempio l’hai ereditato a marzo o venduto a settembre), devi calcolare l’IMU solo per i mesi in cui sei stato proprietario. Si considera il mese intero se il possesso supera i 15 giorni. Aliquote IMU 2026: base nazionale e variazioni comunaliLe aliquote IMU 2026 non sono uguali in tutti i Comuni d’Italia. La legge fissa un’aliquota base nazionale dello 0,86% (8,6 per mille), ma ogni Comune ha il potere di aumentarla fino a un massimo dell’1,06% (10,6 per mille) o di ridurla, anche fino allo zero. Per questo è fondamentale verificare la delibera del proprio Comune prima di fare il calcolo.Per l’acconto del 16 giugno 2026, come abbiamo già detto, si applicano le aliquote già deliberate nel 2025. Solo entro fine ottobre 2026 il Comune potrà pubblicare le nuove aliquote in vigore per l’anno corrente, di cui si terrà conto in sede di saldo a dicembre. Vediamo le principali aliquote di riferimento:Aliquota base fabbricati: 0,86% (modificabile dai Comuni tra 0% e 1,06%);Abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9): 0,50% di base, fino allo 0,60% nei Comuni che decidono di aumentarla, con detrazione di 200 euro;Fabbricati rurali strumentali all’attività agricola: 0,10% (riducibile fino allo zero, mai aumentabile);Fabbricati merce (costruiti dall’impresa per la vendita e non locati): esenti dal 2022;Immobili categoria D (capannoni industriali, alberghi): 0,86% di cui 0,76% destinato allo Stato e la parte eccedente al Comune.Le delibere comunali sono pubblicate sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nella sezione dedicata alla fiscalità locale. Per essere efficaci nell’anno in corso, devono essere approvate entro il 28 ottobre e pubblicate entro il 14 novembre. In assenza di delibera valida, si applicano le aliquote dell’anno precedente. Codici tributo F24 per il versamento dell’IMU 2026Per pagare l’acconto IMU 2026 serve compilare correttamente il modello F24, indicando il codice catastale del Comune, il codice tributo giusto per la tipologia di immobile e l’anno di riferimento (2026). Sbagliare codice tributo significa che il pagamento non viene attribuito correttamente e il Comune potrebbe segnalare un mancato versamento.Ecco la tabella dei principali codici tributo F24 IMU da utilizzare nel 2026:3912: IMU su abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9) e relative pertinenze;3913: IMU su fabbricati rurali a uso strumentale;3914: IMU su terreni agricoli;3916: IMU su aree fabbricabili;3918: IMU su altri fabbricati (è il codice più usato: seconde case, uffici, negozi, garage non pertinenziali);3925: IMU su immobili a uso produttivo categoria D – quota Stato;3930: IMU su immobili categoria D – quota Comune (eccedenza rispetto allo 0,76%);3923: interessi da ravvedimento operoso;3924: sanzioni da ravvedimento operoso.Nella sezione “IMU e altri tributi locali” del modello F24, oltre al codice tributo, va indicato l’anno di riferimento (2026), il numero di immobili e va barrata la casella “Acconto”. Se versi in un’unica soluzione, va barrata sia “Acconto” sia “Saldo”. Va sempre inserito il codice catastale del Comune in cui si trova l’immobile (ad esempio L483 per Udine), reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.Importante: i contribuenti residenti all’estero (AIRE) e i titolari di partita IVA devono obbligatoriamente usare la modalità telematica del modello F24, mentre i privati cittadini possono ancora utilizzare il cartaceo presso banca o ufficio postale, ma solo se il saldo finale è positivo (cioè non ci sono compensazioni con crediti).Esempio pratico: acconto IMU 2026 a Udine Vediamo un caso pratico di IMU comune Udine 2026. Supponiamo che Mario possieda al 100% una seconda casa a Udine, categoria catastale A/3, con rendita catastale di 700 euro. Mario è residente altrove e usa questa casa come abitazione di villeggiatura. Vediamo passo passo come calcolare il suo acconto IMU 2026.Rendita rivalutata: 700 × 1,05 = 735 euro;Base imponibile IMU: 735 × 160 = 117.600 euro;Aliquota IMU altri fabbricati a Udine (ipotesi 10,6 per mille = 1,06%, da verificare sempre la delibera comunale aggiornata): 117.600 × 1,06% = 1.246,56 euro IMU annuale;Acconto IMU 2026 (50%): 1.246,56 / 2 = 623,28 euro, arrotondabili a 623 euro.Mario dovrà quindi versare entro il 16 giugno 2026, tramite modello F24, l’importo di 623 euro con codice tributo 3918 (altri fabbricati) e codice catastale L483 (Udine). Le aliquote effettive applicate dal Comune di Udine possono variare di anno in anno: è sempre prudente verificarle sul sito del MEF prima del versamento, oppure rivolgersi al CAF per il calcolo personalizzato.In Friuli Venezia Giulia, ricordiamo, vige il sistema tavolare per la registrazione degli immobili: si tratta di un sistema catastale diverso dal resto d’Italia, basato sul Libro Fondiario. Questo non incide direttamente sul calcolo dell’IMU (che si basa sulla rendita catastale), ma può creare difficoltà nei casi di successione recente, dove la voltura non è automatica e l’erede potrebbe non risultare ancora intavolato. Anche in questa situazione, comunque, l’IMU 2026 va comunque versata dall’erede, dal momento in cui è subentrato nel possesso.Il CAF Centro Fiscale di Udine conosce in modo approfondito le delibere dei Comuni del Friuli Venezia Giulia e gestisce ogni anno migliaia di pratiche IMU. Se non hai mai calcolato l’IMU da solo o se la tua situazione è complessa (più immobili, comproprietà, eredità, comodato d’uso), conviene affidarsi a un professionista per evitare errori e sanzioni.Ravvedimento operoso se paghi l’IMU in ritardoSe per qualunque motivo non riesci a versare l’acconto IMU 2026 entro il 16 giugno, hai la possibilità di sanare il ritardo con il ravvedimento operoso. Questa procedura consente di pagare l’imposta dovuta più una sanzione ridotta e gli interessi legali, in proporzione al ritardo. È sempre preferibile al lasciare la pratica scoperta, perché in caso di accertamento del Comune la sanzione ordinaria parte dal 25% dell’imposta non versata (sanzione ridotta dal 30% al 25% dal D.Lgs. 87/2024, in vigore dal 1° settembre 2024).Le riduzioni delle sanzioni con ravvedimento operoso sono articolate in base al ritardo:Ravvedimento sprint (entro 14 giorni): sanzione pari a 0,0833% per ogni giorno di ritardo (1/10 di 1/30 del 25%);Ravvedimento breve (dal 15° al 30° giorno): sanzione del 1,25%;Ravvedimento medio (dal 31° al 90° giorno): sanzione del 1,39%;Ravvedimento lungo (entro 1 anno): sanzione del 3,125%;Ravvedimento biennale (entro 2 anni): sanzione del 3,572%;Ravvedimento ultra-biennale (oltre 2 anni): sanzione del 4,17%.A questi importi vanno aggiunti gli interessi legali calcolati al tasso annuo vigente (per il 2026 il tasso legale è cambiato rispetto agli anni precedenti: verifica sempre il valore aggiornato sul sito del Ministero dell’Economia). Il versamento del ravvedimento si fa sempre con F24, indicando il codice tributo dell’imposta dovuta (es. 3918) per la parte IMU, il codice 3924 per la sanzione e il codice 3923 per gli interessi.Il ravvedimento operoso non è ammesso se nel frattempo è già arrivato un avviso di accertamento dal Comune. Per questo, se sei in ritardo, conviene attivarsi subito: prima paghi, minore è la sanzione. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a calcolare con precisione sanzioni e interessi, evitando errori che potrebbero invalidare il ravvedimento stesso.Domande frequenti sull’acconto IMU 2026 Devo pagare l’acconto IMU 2026 anche se la mia casa e’ la prima abitazione?Se la tua abitazione principale e’ in categoria catastale A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 o A/7 e ci hai stabilito la residenza anagrafica e dimora abituale, sei esente dall’IMU. Non devi versare nulla ne’ a giugno ne’ a dicembre. L’esenzione si estende a una pertinenza per ciascuna categoria C/2, C/6 e C/7. Se invece la tua casa e’ di lusso (A/1, A/8, A/9), devi pagare l’IMU con l’aliquota agevolata e detrazione di 200 euro.Cosa succede se non pago l’IMU entro il 16 giugno 2026?Se non paghi entro la scadenza, puoi sanare la posizione con il ravvedimento operoso, versando l’imposta dovuta piu’ una sanzione ridotta e gli interessi. Piu’ tardi paghi, maggiore e’ la sanzione. Se non sani la posizione, il Comune puo’ notificarti un avviso di accertamento con sanzione del 25% e interessi, oltre alle spese di notifica.Come faccio a sapere l’aliquota IMU 2026 del mio Comune?Le aliquote IMU sono pubblicate sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Portale del Federalismo Fiscale) e sul sito istituzionale del tuo Comune. Per l’acconto IMU 2026 del 16 giugno si applicano le aliquote del 2025. Se non hai dimestichezza con il calcolo, il CAF puo’ fornirti l’importo esatto da versare in pochi minuti.Posso pagare tutto in un’unica soluzione invece di dividere in due rate?Si’, la legge consente di versare l’intera IMU annuale entro il 16 giugno 2026. In questo caso, sul modello F24 va barrata sia la casella Acconto sia Saldo. Attenzione pero’: pagando tutto a giugno si applicano le aliquote 2025. Se il Comune aumenta le aliquote nel 2026, non potrai piu’ recuperare la differenza in sede di saldo.L’IMU sulla casa data in affitto e’ dovuta?Si’, l’IMU sulla casa data in affitto e’ sempre dovuta dal proprietario, indipendentemente dal fatto che ci viva l’inquilino. Solo nel caso di locazione a canone concordato l’imposta e’ ridotta del 25%. Se l’affitto e’ a canone libero, si applica l’aliquota piena deliberata dal Comune per gli altri fabbricati.Assistenza CAF Centro Fiscale Udine per l’acconto IMU 2026Calcolare correttamente l’acconto IMU 2026 richiede attenzione: serve verificare le delibere comunali aggiornate, applicare il moltiplicatore catastale giusto, considerare riduzioni ed esenzioni, compilare correttamente il modello F24 con i codici tributo esatti. Un errore può comportare sanzioni anche pesanti. Per questo conviene affidarsi a chi gestisce queste pratiche tutti i giorni.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di calcolo IMU e compilazione del modello F24, sia in ufficio in Viale Tullio 13 a Udine, sia online per chi preferisce non spostarsi. Conosciamo le delibere dei Comuni del Friuli Venezia Giulia, gestiamo pratiche per proprietari di più immobili, eredi, comproprietari e situazioni complesse. Contattaci per fissare un appuntamento e ricevere un preventivo personalizzato.Hai bisogno di assistenza per il calcolo dell’acconto IMU 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121: ti aiutiamo a calcolare l’importo esatto, scegliere i codici tributo corretti e versare in serenità entro il 16 giugno 2026.Richiedi Assistenza per il Calcolo IMU 2026Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con il calcolo dell’acconto IMU 2026, la compilazione del modello F24 e il ravvedimento operoso in caso di ritardo.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, IMU, TASI E MODELLO F24 Acconto IMU 2026: scadenza 16 giugno, calcolo, aliquote e versamento F24Indice dei contenutiAcconto IMU 2026: la scadenza del 16 giugno Chi deve pagare l'acconto IMU 2026 Esenzioni e riduzioni IMU 2026 Come si calcola l'acconto IMU 2026 Aliquote IMU 2026: base nazionale e variazioni comunali Codici tributo… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-06 08:02:072026-06-06 08:02:17Acconto IMU 2026: scadenza 16 giugno, calcolo, aliquote e versamento F24CAF, IMU, TASI E MODELLO F24 Come si calcola l’IMU 2026: formula, moltiplicatori, aliquote e acconto del 16 giugno L'IMU 2026 (Imposta Municipale Propria) è uno degli adempimenti fiscali più attesi dell'anno: la prima rata, il cosiddetto acconto del 16 giugno 2026, si avvicina rapidamente e milioni di proprietari immobiliari devono sapere esattamente… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 11:16:102026-06-04 11:24:08Come si calcola l’IMU 2026: formula, moltiplicatori, aliquote e acconto del 16 giugnoCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, IMU, TASI E MODELLO F24 Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 Appuntamenti Giugno 2026 e un mese fiscalmente impegnativo: ben 32 scadenze si concentrano soprattutto in 4 date chiave. Tra gli appuntamenti piu importanti spiccano l’acconto IMU del 16 giugno, il versamento delle ritenute alla fonte, i contributi… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:292026-06-01 23:32:14Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 AppuntamentiCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleGiugno 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-06 08:02:072026-06-06 08:02:17Acconto IMU 2026: scadenza 16 giugno, calcolo, aliquote e versamento F24
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24 Acconto IMU 2026: scadenza 16 giugno, calcolo, aliquote e versamento F24Indice dei contenutiAcconto IMU 2026: la scadenza del 16 giugno Chi deve pagare l'acconto IMU 2026 Esenzioni e riduzioni IMU 2026 Come si calcola l'acconto IMU 2026 Aliquote IMU 2026: base nazionale e variazioni comunali Codici tributo… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-06 08:02:072026-06-06 08:02:17Acconto IMU 2026: scadenza 16 giugno, calcolo, aliquote e versamento F24
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24 Come si calcola l’IMU 2026: formula, moltiplicatori, aliquote e acconto del 16 giugno L'IMU 2026 (Imposta Municipale Propria) è uno degli adempimenti fiscali più attesi dell'anno: la prima rata, il cosiddetto acconto del 16 giugno 2026, si avvicina rapidamente e milioni di proprietari immobiliari devono sapere esattamente… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 11:16:102026-06-04 11:24:08Come si calcola l’IMU 2026: formula, moltiplicatori, aliquote e acconto del 16 giugno
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, IMU, TASI E MODELLO F24 Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 Appuntamenti Giugno 2026 e un mese fiscalmente impegnativo: ben 32 scadenze si concentrano soprattutto in 4 date chiave. Tra gli appuntamenti piu importanti spiccano l’acconto IMU del 16 giugno, il versamento delle ritenute alla fonte, i contributi… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:292026-06-01 23:32:14Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 Appuntamenti
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, IMU, TASI E MODELLO F24Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 AppuntamentiGiugno 2026 e un mese fiscalmente impegnativo: ben 32 scadenze si concentrano soprattutto in 4 date chiave. Tra gli appuntamenti piu importanti spiccano l’acconto IMU del 16 giugno, il versamento delle ritenute alla fonte, i contributi INPS e l’IVA mensile. Questo calendario aggiornato ti guida attraverso tutti gli adempimenti del mese, con le date esatte e le istruzioni per non perdere nessuna scadenza.Le 4 date chiave di giugno 2026 Le scadenze di giugno 2026 si addensano in quattro momenti precisi del mese. Conoscerle in anticipo permette di organizzarsi per tempo ed evitare sanzioni e interessi da ravvedimento operoso.DataAdempimento principaleChi riguarda2 giugno 2026Festa della Repubblica (nessun adempimento)Tutti16 giugno 2026Acconto IMU, ritenute, IVA mensile, contributi INPS/INAILTitolari immobili, datori di lavoro, P.IVA mensili25 giugno 2026INTRASTAT mensile e trimestraleOperatori intracomunitari30 giugno 2026Versamenti IRPEF, cedolare secca, contributi colf/badantiPrivati, professionisti, datori di lavoro domesticoNota: Il 2 giugno e festa nazionale (Festa della Repubblica): tutti gli adempimenti eventualmente in scadenza sono automaticamente prorogati al primo giorno lavorativo successivo, che nel 2026 e il 3 giugno (mercoledi).16 giugno 2026: la scadenza piu importante del mese Il 16 giugno e il giorno piu affollato del calendario fiscale estivo. Coincidono almeno 15 adempimenti diversi, tra cui:Acconto IMU giugno 2026L’acconto IMU 2026 si versa entro il 16 giugno. Il calcolo si basa sulle aliquote 2025 applicate al 50% del dovuto annuo (cosiddetto metodo storico). In alternativa, si puo versare il 50% dell’imposta calcolata con le aliquote 2026 se gia deliberate dal Comune (metodo previsionale).Per sapere chi e esente e come calcolare l’IMU se sei pensionato, leggi la nostra guida: IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi Particolari.Ritenute alla fonte su redditi di lavoroI datori di lavoro (inclusi i condomini come sostituti d’imposta) devono versare via modello F24 le ritenute IRPEF operate a maggio 2026 su:Redditi di lavoro dipendente e assimilati (codice tributo 1001)Redditi di lavoro autonomo e professionisti (codice tributo 1040)Redditi diversi (codice tributo 1040 o 1045 secondo il caso)Provvigioni agenti (codice tributo 1038)IVA mensile maggio 2026I contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare l’IVA relativa al mese di maggio 2026 entro il 16 giugno. Il pagamento avviene con F24, codice tributo 6005 (IVA mensile maggio). Chi ha saldo a credito non deve effettuare versamenti.Contributi INPS artigiani e commerciantiGli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS versano entro il 16 giugno la seconda rata 2026 dei contributi fissi sul minimale. L’importo varia in base al settore e alla gestione. Per il 2026, l’aliquota contributiva per artigiani e commercianti e del 24,48% sul reddito imponibile.Contributi INPS gestione separataI collaboratori e i professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata INPS versano il saldo 2025 e il primo acconto 2026 entro il 30 giugno (non il 16). L’aliquota e del 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale, 24% per chi ha un’altra copertura.Contributi INAIL premio annualeEntro il 16 giugno i datori di lavoro devono versare il premio INAIL per l’assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali. Il pagamento avviene con F24 o bollettino INAIL, sulla base della comunicazione inviata dall’Istituto a febbraio 2026. Bollo auto: le scadenze di giugno 2026Il bollo auto non ha una data unica nazionale: la scadenza dipende dal mese di immatricolazione del veicolo e dalla regione di residenza. In linea generale:I veicoli immatricolati in aprile hanno il bollo in scadenza a giugno 2026 (entro la fine del mese successivo all’immatricolazione)Il pagamento avviene tramite portale ACI, sportello ACI, banche, tabaccai abilitati, oppure online su Pago PAIn caso di mancato pagamento e applicabile il ravvedimento operoso con sanzioni ridotte rispetto a quella ordinariaEsenzioni bollo auto 2026: sono esenti i veicoli elettrici (per i primi 5 anni in molte regioni), i veicoli intestati a persone con grave disabilita (legge 104), i veicoli storici con oltre 30 anni di eta.Affitti brevi: versamento ritenute di giugno 2026 I gestori di portali di locazione turistica (Airbnb, Booking, Vrbo, ecc.) che hanno operato ritenute del 21% sui canoni di maggio 2026 relativi a contratti di affitto breve devono versare le ritenute entro il 16 giugno tramite F24 con codice tributo 1919.Per i proprietari privati con cedolare secca sugli affitti brevi: il saldo della cedolare secca 2025 e l’acconto 2026 confluiscono nelle scadenze del 30 giugno (senza maggiorazione) oppure del 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%. Per approfondire le regole sulla cedolare secca nelle dichiarazioni precompilate: Cedolare Secca nel Modello Redditi PF Precompilato 2026.Per dettagli sulle ritenute versate a maggio 2026 dagli intermediari: Affitti Brevi, Scadenza 18 Maggio 2026: Versamento Ritenute degli Intermediari.30 giugno 2026: versamenti IRPEF e cedolare secca Il 30 giugno e l’altra data cruciale del mese: entro questa data, chi ha presentato il Modello 730 o il Modello Redditi PF 2026 deve versare (senza maggiorazione) le imposte emergenti dalla dichiarazione:Saldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026 (per chi versa autonomamente, non tramite sostituto d’imposta)Saldo cedolare secca 2025 e acconto cedolare secca 2026Addizionali regionali e comunali IRPEF 2025Imposta sostitutiva sul regime forfettario 2025 (saldo 15% o 5% nuove attivita)Contributi INPS da Modello Redditi (gestione separata, artigiani/commercianti, saldo 2025)Chi non riesce a versare entro il 30 giugno puo farlo entro il 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40% (interesse da dilazione). Per approfondire il calcolo dei versamenti: Saldo e Acconto IRPEF 2026: Calendario Scadenze e Calcolo Versamenti.Calendario completo delle 32 scadenze fiscali di giugno 2026 Di seguito il riepilogo schematico di tutti i 32 adempimenti di giugno 2026, suddivisi per data e tipologia.Scadenze del 16 giugno 2026 (15 adempimenti)N.AdempimentoChi pagaCodice tributo F241Acconto IMU 2026 prima rataProprietari immobili3912–3956 (per tipologia)2IVA mensile maggio 2026P.IVA liquidazione mensile60053Ritenute lavoro dipendente maggio 2026Datori di lavoro10014Ritenute lavoro autonomo maggio 2026Committenti/condomini10405Ritenute su provvigioni maggio 2026Preponenti/agenti10386Ritenute su dividendi maggio 2026Societa distributrici10357Contributi INPS artigiani – 2a rata sul minimaleArtigiani0703, 07048Contributi INPS commercianti – 2a rata sul minimaleCommercianti0703, 07059Premio INAIL 2026 (regolazione e anticipo)Datori di lavoro con dipendentiBollettino/F2410Ritenute affitti brevi intermediari – maggio 2026Portali di locazione turistica191911Contributi INPS lavoratori parasubordinati – quota datoreCommittentiF24/DM1012IVA trimestrale primo trimestre con opzione mensileOperatori IVA trimestrali con opzione603113Addizionale regionale IRPEF su cessazione rapportoDatori di lavoro (su TFR)380214Tobin Tax su operazioni finanziarie maggio 2026Intermediari finanziari4058–405915Imposta di bollo su fatture elettroniche emesse nel secondo trimestre 2026Titolari P.IVA soggetti a bollo2521–2524Scadenze del 25 giugno 2026 (2 adempimenti)N.AdempimentoChi presenta16Modello INTRASTAT mensile maggio 2026 (acquisti e cessioni UE)Operatori intracomunitari con obbligo mensile17Modello INTRASTAT trimestrale primo trimestre 2026Operatori intracomunitari con obbligo trimestraleScadenze del 30 giugno 2026 (15 adempimenti)N.AdempimentoChi paga18Saldo IRPEF 2025 da Modello 730/Redditi (senza maggiorazione)Persone fisiche, autonomi senza sostituto19Primo acconto IRPEF 2026 (senza maggiorazione)Persone fisiche, autonomi senza sostituto20Saldo cedolare secca 2025 (senza maggiorazione)Locatori con cedolare secca21Acconto cedolare secca 2026 (senza maggiorazione)Locatori con cedolare secca22Addizionale regionale IRPEF 2025 saldoPersone fisiche23Addizionale comunale IRPEF 2025 saldoPersone fisiche24Imposta sostitutiva forfettario – saldo 2025 e acconto 2026Titolari P.IVA forfettaria25Contributi INPS gestione separata – saldo 2025 e acconto 2026Professionisti senza cassa, collaboratori26IVIE 2025 saldo (immobili esteri)Persone fisiche con immobili all’estero27IVAFE 2025 saldo (attivita finanziarie estere)Persone fisiche con conti/attivita all’estero28IVCA 2025 saldo (cripto-attivita)Detentori di criptovalute29Imposta sostitutiva rivalutazione TFR 2025Datori di lavoro che detengono TFR30Diritto annuale CCIAA 2026Imprese iscritte al Registro Imprese31Bollo auto giugno 2026 (veicoli con scadenza a giugno)Proprietari/possessori veicoli32Ravvedimento operoso per versamenti omessi/insufficienti fino a maggio 2026Contribuenti in ritardoContributi colf e badanti: scadenza luglio 2026I datori di lavoro domestico (chi ha assunto una colf, una badante o una baby sitter) devono versare i contributi INPS relativi al secondo trimestre 2026 (aprile-maggio-giugno) entro il 10 luglio 2026, come da calendario INPS per i versamenti trimestrali del lavoro domestico.Il pagamento avviene tramite PagoPA sul sito INPS, non con F24. I contributi si calcolano in base alle ore lavorate e alla retribuzione oraria (fascia A, B o C del CCNL lavoro domestico 2024-2028).Diritto annuale CCIAA: scadenza 30 giugno 2026 Tutte le imprese iscritte al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio (CCIAA) devono versare il diritto annuale 2026 entro il 30 giugno, tramite F24 con il codice tributo 3850.L’importo varia a seconda della forma giuridica e della fascia di fatturato:Imprese individuali: importo fisso determinato da ciascuna CCIAA (generalmente tra 40 e 200 euro)Societa di persone (SNC, SAS): importo fisso base, intorno ai 200 euroSocieta di capitali (SRL, SPA): importo variabile in base al fatturato, da circa 200 a oltre 40.000 euroIl mancato versamento comporta l’applicazione di sanzioni e interessi legali. Con ravvedimento operoso e possibile regolarizzare pagando una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria.Come si usa il ravvedimento operoso in caso di ritardoIl ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997, aggiornato dal D.Lgs. 87/2024) consente di regolarizzare spontaneamente un versamento omesso o insufficiente, pagando una sanzione ridotta. Dal 1 settembre 2024 la riforma delle sanzioni tributarie ha abbassato la sanzione base per omessi versamenti al 25% (in luogo del precedente 30%). Le aliquote ridotte del ravvedimento dipendono dal tempo trascorso dalla scadenza:Tipo di ravvedimentoTermineCoefficiente riduzioneSanzione ridotta (su base 25%)Ravvedimento sprintEntro 14 giorni dalla scadenza1/300 per giorno0,083% al giorno (max 1,16%)Ravvedimento breveDal 15 al 30 giorno1/10 della sanzione ridotta al 12,5%1,25%Ravvedimento medioDal 31 al 90 giorno1/91,39%Ravvedimento lungoDal 91 giorno a 1 anno1/83,125%Ravvedimento biennaleEntro 2 anni1/73,57%Oltre 2 anniOltre 2 anni1/64,17%Alla sanzione ridotta si aggiungono sempre gli interessi legali al tasso vigente (calcolati sui giorni di ritardo). Il ravvedimento si perfeziona con il versamento dell’imposta, degli interessi e della sanzione ridotta in un unico F24.Proroga versamenti 2026: cosa cambia per ISA e forfettariAnche nel 2026 e stato previsto un regime di proroga per i contribuenti soggetti a ISA (Indici Sintetici di Affidabilita) e per i forfettari. In base al Decreto del Ministero dell’Economia, la scadenza del 30 giugno per questi contribuenti e prorogata al 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione.Possono versare entro il 20 luglio senza la maggiorazione dello 0,40%:Titolari di P.IVA soggetti a ISA che presentano il modello ISA allegato al Modello RedditiContribuenti in regime forfettarioContribuenti in regime di vantaggio (ex minimi)Soggetti che dichiarano redditi da partecipazione in societa soggette a ISAPer tutti i dettagli sulla proroga 2026: Proroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per ISA e Forfettari.Domande frequenti sulle scadenze fiscali di giugno 2026Il 2 giugno 2026 (Festa della Repubblica) e lavorativo per le scadenze fiscali?No. Il 2 giugno e giorno festivo e tutti gli adempimenti eventualmente in scadenza sono automaticamente prorogati al primo giorno lavorativo successivo (3 giugno 2026).Se non verso l’acconto IMU entro il 16 giugno, cosa succede?Si applica la sanzione prevista dalla normativa vigente. Con ravvedimento operoso entro 14 giorni si beneficia della sanzione piu ridotta (0,083% al giorno).I titolari di P.IVA forfettaria devono versare entro il 30 giugno o il 20 luglio?I forfettari possono versare saldo 2025 e acconti 2026 entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazione, grazie alla proroga ISA/forfettari. Se versano tra il 21 luglio e il 20 agosto, si applica la maggiorazione dello 0,40%.Come si calcola l’acconto IMU di giugno?Il metodo piu comune e quello storico: si calcola il 50% dell’IMU pagata per l’anno 2025. In alternativa, metodo previsionale: si calcola il 50% dell’IMU dovuta per il 2026 (utile se le aliquote comunali sono cambiate o se l’immobile e stato venduto/acquistato).Chi deve pagare il diritto annuale CCIAA?Tutte le imprese iscritte nel Registro delle Imprese. Sono esclusi i professionisti iscritti solo all’Ordine professionale (senza iscrizione alla CCIAA) e le associazioni non profit senza attivita commerciale.L’IVA trimestrale si paga il 16 giugno?Solo se si e optato per la liquidazione mensile. L’IVA trimestrale primo trimestre 2026 aveva scadenza il 16 maggio (con maggiorazione 1% per il differimento). L’IVA del secondo trimestre scade il 16 agosto (con proroga automatica a settembre per il periodo feriale).Hai dubbi su una scadenza? Il CAF e a tua disposizioneLe scadenze di giugno 2026 richiedono attenzione, soprattutto per chi deve coordinare piu adempimenti contemporaneamente. Il CAF Centro Fiscale di Udine e a disposizione per:Verificare la tua situazione IMU e calcolare l’acconto correttoCompilare e inviare il modello F24 per i versamenti IRPEFGestire il ravvedimento operoso per ritardi nei versamentiAssistere nella presentazione della dichiarazione dei redditi 730/2026Calcolare i contributi INPS dovuti per artigiani, commercianti e gestione separataPrenota un appuntamento presso lo sportello di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13 o contattaci per una consulenza rapida. Verifica anche le scadenze per la Dichiarazione IMU 2026 se hai modificato la tua situazione immobiliare nell’ultimo anno.Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:292026-06-01 23:32:14Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 Appuntamenti
NOTIZIERottamazione quater, rata in scadenza il 31 maggio: pagamento posticipato a giugnoI contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater devono tenere a mente una data importante: il 31 maggio 2026 scade la prossima rata della rateazione decennale. Si tratta della dodicesima rata complessiva per chi ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023 (legge 197/2022) e ha optato per il piano di pagamento dilazionato fino al 2027. La buona notizia per chi si trova in difficoltà o ha dimenticato la scadenza arriva direttamente dalla normativa: grazie ai 5 giorni di tolleranza previsti dall articolo 3, comma 14-bis del D.L. 119/2018, il versamento può essere effettuato senza decadenza entro il 5 giugno 2026, posticipando di fatto la scadenza operativa al primo giorno utile della settimana successiva.In questa guida completa analizziamo nel dettaglio cosa cambia per i contribuenti, come calcolare correttamente l importo della rata, quali sono i canali di pagamento disponibili, cosa succede in caso di ritardo e come funziona la riammissione alla rottamazione quater introdotta dal decreto Milleproroghe 2025 (D.L. 202/2024 convertito in legge 15/2025). Vedremo anche le differenze tra la rottamazione quater e la nuova rottamazione quinquies introdotta nel 2026, per orientarsi tra le diverse misure di pace fiscale ancora attive.Indice dei contenutiScadenza del 31 maggio: cosa cambia con il posticipo a giugnoI 5 giorni di tolleranza: la normativa che salva il contribuenteCalendario completo delle rate 2026 della rottamazione quaterChi deve pagare la rata in scadenza il 31 maggio 2026Come pagare: modello F24, PagoPA e canali digitaliDecadenza dalla rottamazione: cosa rischia chi non pagaRiammessi alla rottamazione quater: il quadro post MilleprorogheEsempio pratico: come calcolare l importo della rataCosa fare in caso di difficoltà nel pagamentoRottamazione quater e quinquies: le differenze fondamentaliIl ruolo del CAF nell assistenza alla rateazioneFAQ sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Scadenza del 31 maggio: cosa cambia con il posticipo a giugnoLa rata della rottamazione quater in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta una delle scadenze più importanti dell anno per chi ha aderito alla definizione agevolata 2023 introdotta dalla legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023). Si tratta di un appuntamento ricorrente per i contribuenti che hanno scelto il piano massimo di rateazione, articolato in 18 rate distribuite dal 2023 al 2027 secondo lo schema previsto dalla norma.Il punto centrale di questa scadenza riguarda la scivolata operativa al mese di giugno. Tecnicamente la rata scade il 31 maggio, ma per due ragioni concorrenti il pagamento effettivo può essere posticipato senza alcuna penalità al primo giorno utile di giugno:I 5 giorni di tolleranza previsti dall articolo 3, comma 14-bis del decreto-legge 119/2018, convertito in legge 136/2018, che si applicano a tutte le rate delle definizioni agevolateLa possibile coincidenza del quinto giorno con un giorno festivo o prefestivo, che fa scivolare ulteriormente il termine al primo giorno feriale successivoNel concreto, il 31 maggio 2026 cade di domenica. Questa circostanza, di per sé, già sposta il termine ordinario al 1° giugno (lunedì). Considerando poi i 5 giorni di tolleranza, il termine effettivo entro cui versare senza decadere dal beneficio si attesta al 5 giugno 2026. Si tratta di una previsione strutturale del meccanismo della rottamazione, non di una proroga eccezionale: il legislatore ha voluto riconoscere uno spazio di flessibilità per evitare che ritardi minimi facciano perdere ai contribuenti il beneficio dell agevolazione.Una scadenza che riguarda milioni di contribuentiSecondo i dati pubblicati da Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER), le domande di adesione alla rottamazione quater hanno coinvolto una platea molto ampia di contribuenti, una larga parte dei quali ha optato per il piano di rateazione massima. La scadenza di maggio 2026 riguarda quindi una platea molto ampia, composta da:Contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater entro il 30 giugno 2023Soggetti che hanno presentato la domanda integrativa entro il 30 settembre 2023 per ulteriori carichiDecaduti riammessi grazie alla riapertura introdotta dal decreto Milleproroghe 2025 I 5 giorni di tolleranza: la normativa che salva il contribuenteLa regola dei 5 giorni di tolleranza è uno degli elementi più importanti da conoscere per chi ha aderito alla rottamazione quater. Si tratta di una previsione normativa strutturale, non di una concessione discrezionale: il termine entro cui pagare per non perdere il beneficio è quello ordinario aumentato di 5 giorni.La base normativaIl riferimento è l articolo 3, comma 14-bis del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136. La norma stabilisce che il mancato, insufficiente o tardivo versamento, alle relative scadenze, dell unica rata o di una di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento, determina la decadenza dai benefici della definizione agevolata se superiore a cinque giorni.In parole semplici: pagare entro il quinto giorno successivo alla scadenza ordinaria è come pagare il giorno stesso. Non si tratta quindi di una proroga o di un favore, ma di una franchigia legale che il legislatore ha inserito per evitare effetti decadenziali sproporzionati rispetto a ritardi minimi.Come si calcolano i 5 giorniIl calcolo dei 5 giorni segue le regole generali del computo dei termini di diritto civile (art. 2963 del codice civile): si conta a partire dal giorno successivo a quello della scadenza ordinaria. Se il quinto giorno cade in un giorno festivo o di sabato/domenica, il termine slitta automaticamente al primo giorno feriale successivo.Ad esempio, per la scadenza del 31 maggio 2026 (domenica) il calcolo è il seguente:Scadenza ordinaria: domenica 31 maggio 2026Conteggio 5 giorni di tolleranza a partire dalla scadenza: dal 1° al 5 giugno 2026Termine ultimo per pagare senza decadenza: venerdì 5 giugno 2026 (giorno feriale, nessun ulteriore slittamento)La prassi consolidata di Agenzia delle Entrate-Riscossione è di computare i 5 giorni a partire dal giorno stesso della scadenza nominale; qualora il quinto giorno cadesse di sabato, domenica o festivo, il termine slitterebbe ulteriormente al primo giorno feriale successivo. Nel caso della rata del 31 maggio 2026 il quinto giorno cade di venerdì, quindi il termine resta fissato al 5 giugno.Attenzione: la lettura prudenziale che AdER suggerisce ai contribuenti è di considerare la scadenza del 31 maggio come termine ordinario, ricorrendo alla tolleranza solo in caso di reale necessità. Programmare il pagamento già in scadenza tolleranza, infatti, espone a rischi operativi (errori bancari, ritardi di sportello) che possono determinare la perdita irreversibile dell agevolazione. Calendario completo delle rate 2026 della rottamazione quaterPer chi ha aderito al piano massimo di rateazione previsto dalla rottamazione quater, il 2026 prevede quattro rate trimestrali, secondo lo schema stabilito dall articolo 1, comma 232 della legge 197/2022. Ecco il calendario completo:Numero rataScadenza ordinariaTermine con tolleranzaNoteRata 11 (di 18)28 febbraio 20269 marzo 2026 (lunedì)Slitta per festività e tolleranzaRata 12 (di 18)31 maggio 20265 giugno 2026 (venerdì)Slitta per domenica + tolleranzaRata 13 (di 18)31 luglio 20265 agosto 2026 (mercoledì)Tolleranza 5 giorniRata 14 (di 18)30 novembre 20267 dicembre 2026 (lunedì)Slitta per domenica + tolleranzaSchema generale del piano fino al 2027Il piano di rateazione completo della rottamazione quater prevede 18 rate distribuite secondo lo schema seguente:2023: 2 rate (31 ottobre e 30 novembre)2024-2027: 4 rate annuali (28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio, 30 novembre)La rata di maggio 2026 rappresenta dunque la dodicesima delle 18 rate complessive e segna il superamento dei due terzi del percorso di pagamento dilazionato. Per chi sta rispettando il piano, ogni rata pagata regolarmente consolida l agevolazione fiscale ottenuta con la rottamazione, eliminando definitivamente sanzioni e interessi di mora.Chi deve pagare la rata in scadenza il 31 maggio 2026La rata in scadenza il 31 maggio 2026 riguarda tutti i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater entro i termini stabiliti e hanno optato per il piano di rateazione massima. Vediamo nel dettaglio le diverse categorie interessate.Aderenti originari della rottamazione quaterSono i contribuenti che hanno presentato domanda di adesione entro il termine originario del 30 giugno 2023, successivamente prorogato per i ritardatari. Per questa categoria la rata di maggio 2026 rappresenta la prosecuzione regolare del piano scelto al momento dell adesione.Aderenti tramite domanda integrativaUna circostanza meno nota riguarda chi ha presentato una domanda integrativa entro il 30 settembre 2023 per includere ulteriori carichi nella rottamazione quater. Anche per questi soggetti la rata di maggio 2026 corrisponde a una scadenza ordinaria del piano di pagamento.Decaduti riammessi dal decreto Milleproroghe 2025La novità più rilevante riguarda i contribuenti riammessi alla rottamazione quater grazie al decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202 (decreto Milleproroghe), convertito in legge 21 febbraio 2025, n. 15. La norma ha previsto la possibilità per i contribuenti decaduti al 31 dicembre 2024 di rientrare nel piano, presentando apposita istanza entro il 30 aprile 2025.I riammessi seguono un piano di pagamento ad hoc che può prevedere il versamento integrale entro il 31 luglio 2025 oppure in 10 rate di pari importo con scadenze a partire dal 31 luglio 2025. Per chi ha aderito al piano rateale, la rata di maggio 2026 rientra in questo nuovo calendario. Come pagare: modello F24, PagoPA e canali digitaliPer il versamento della rata della rottamazione quater i contribuenti hanno a disposizione diversi canali di pagamento. La scelta del canale dipende dalle preferenze personali, dalla disponibilità di strumenti digitali e dall importo da versare.Modello F24 con bollettini precompilatiIl canale tradizionale è rappresentato dai bollettini precompilati inviati dall Agenzia delle Entrate-Riscossione al momento dell adesione. I bollettini riportano:L importo esatto della rataI codici tributo specifici per la definizione agevolataLa scadenza di ogni singola rataI dati identificativi del contribuente e della praticaI bollettini possono essere utilizzati per il pagamento presso banche, uffici postali, sportelli bancomat abilitati, ricevitorie convenzionate (Sisal, Lottomatica) e tabaccai che offrono servizi di pagamento.Pagamento online tramite area riservata AdERSul sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione (agenziaentrateriscossione.gov.it) è possibile accedere all area riservata con SPID, CIE o CNS per visualizzare il piano di pagamento, scaricare i bollettini, monitorare i versamenti effettuati e pagare direttamente online con carta di credito, bonifico online o addebito su conto corrente tramite il circuito PagoPA.App EquiClick e canali mobileL Agenzia delle Entrate-Riscossione ha sviluppato anche un app mobile che consente di gestire i pagamenti delle rate da smartphone, ricevere notifiche sulle scadenze e visualizzare lo stato del piano in modo immediato. Questi canali digitali sono particolarmente utili per chi viaggia o per chi vuole avere sempre sotto controllo la propria situazione.Domiciliazione bancariaUna soluzione molto comoda per non rischiare di dimenticare le scadenze è l attivazione della domiciliazione bancaria tramite il modulo SDD (Sepa Direct Debit). Una volta attivato, il pagamento avviene automaticamente alla scadenza, senza necessità di intervento da parte del contribuente. La richiesta di domiciliazione deve essere effettuata almeno 30 giorni prima della scadenza della rata per essere operativa.Decadenza dalla rottamazione: cosa rischia chi non pagaIl mancato pagamento della rata di maggio 2026 entro il termine di tolleranza del 5 giugno 2026 comporta conseguenze gravi e irreversibili per il contribuente. La normativa è chiara: la decadenza dalla rottamazione quater è automatica e produce effetti molto pesanti.Effetti immediati della decadenzaQuando un contribuente decade dalla rottamazione, si verificano i seguenti effetti automatici:Riemerge il debito originario comprensivo di sanzioni e interessi di mora, che la rottamazione aveva eliminato o ridottoLe somme già versate vengono considerate a titolo di acconto e vengono scomputate dal debito complessivoRiprendono le procedure di riscossione coattiva (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche)Non si può più rateizzare il debito residuo con la dilazione ordinaria di AdER (art. 19 D.P.R. 602/1973), salvo eccezioniCosa significa nella praticaImmaginiamo un contribuente che ha aderito alla rottamazione quater per un debito originario di 30.000 euro, ridotto a 18.000 euro grazie alla cancellazione di sanzioni e interessi. Ha già pagato 5 rate per un totale di 5.000 euro. Se non paga la rata di maggio 2026 entro il 5 giugno, la situazione cambia drasticamente:Il debito torna a 30.000 euro (importo originario)Vengono scomputati i 5.000 euro già versatiRestano dovuti 25.000 euroSu questa somma riprendono a maturare interessi di moraAdER può avviare immediatamente le azioni di recupero coattivoPossibilità di rateizzazione ordinaria post-decadenzaUna volta decaduto dalla rottamazione, il contribuente può comunque richiedere la rateizzazione ordinaria ad AdER per il debito riemerso. La dilazione ordinaria può arrivare fino a 84 rate mensili (84 mesi = 7 anni) per debiti fino a 120.000 euro, o fino a 120 rate per importi superiori, secondo le regole vigenti nel 2026 introdotte dal D.Lgs. 110/2024 in attuazione della riforma fiscale.Tuttavia, va sottolineato che la rateizzazione ordinaria non comporta lo sconto su sanzioni e interessi previsto dalla rottamazione. Il contribuente paga l importo pieno con interessi di dilazione, perdendo definitivamente il beneficio fiscale ottenuto con la pace fiscale 2023. Riammessi alla rottamazione quater: il quadro post MilleprorogheIl decreto Milleproroghe 2025 (D.L. 202/2024 convertito in legge 15/2025) ha introdotto una novità di grande rilievo per i contribuenti che erano decaduti dalla rottamazione quater: la riapertura dei termini per la riammissione al piano.Chi può riammettersiIl decreto ha consentito la riammissione ai contribuenti che, al 31 dicembre 2024, erano decaduti dai benefici della rottamazione quater per il mancato, insufficiente o tardivo versamento di una o più rate. La riammissione doveva essere richiesta presentando apposita istanza entro il 30 aprile 2025 tramite i canali telematici di Agenzia delle Entrate-Riscossione.Modalità di pagamento per i riammessiI contribuenti riammessi hanno potuto scegliere tra due modalità di pagamento:Pagamento in unica soluzione entro il 31 luglio 2025Pagamento dilazionato in un massimo di 10 rate di pari importo con le seguenti scadenze: 31 luglio e 30 novembre 2025; 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre 2026; 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre 2027Per i riammessi che hanno scelto il piano in 10 rate, la rata in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta la quarta delle 10 rate complessive. Anche a questa categoria si applicano regolarmente i 5 giorni di tolleranza, con possibilità di versare entro il 5 giugno 2026.Importanza di non perdere la seconda chancePer i riammessi la rata di maggio 2026 assume un significato particolare: si tratta della seconda opportunità concessa dal legislatore per beneficiare della rottamazione. Una nuova decadenza preclude definitivamente l accesso alla rottamazione quater e impone il pagamento integrale del debito secondo le procedure ordinarie. Per questo motivo è fondamentale rispettare le scadenze e, in caso di difficoltà, valutare per tempo le alternative disponibili con il supporto di un consulente fiscale o di un CAF.Esempio pratico: come calcolare l importo della rataPer comprendere meglio come funziona il piano di pagamento della rottamazione quater, vediamo un esempio pratico con numeri concreti.Il caso di Marco, artigiano di UdineMarco è un artigiano friulano con sede a Udine. Nel 2023 aveva accumulato debiti con il fisco per un totale di 40.000 euro di cartelle esattoriali, così composti:Tributo iscritto a ruolo: 25.000 euroSanzioni: 10.000 euroInteressi di mora: 4.500 euroAggio della riscossione: 500 euroAderendo alla rottamazione quater, Marco ha potuto beneficiare della cancellazione integrale di sanzioni, interessi di mora e aggio. L importo da versare si è quindi ridotto al solo tributo, più le spese esecutive e di notifica delle cartelle (di solito poche decine di euro).Calcolo dell importo da rateizzarePer Marco l importo definitivo da pagare con la rottamazione è di circa 25.300 euro (25.000 euro di tributo + 300 euro di spese). Avendo optato per il piano massimo di rateazione in 18 rate, il calcolo è il seguente:Rate del 2023 (2 rate, ciascuna pari al 5% del totale, per il 10% complessivo): 1.265 euro a rata = 2.530 euro complessiviRate dal 2024 al 2027 (16 rate del restante 90%): circa 1.423 euro a rataLa rata di maggio 2026 per Marco ammonta dunque a circa 1.423 euro, da versare entro il 31 maggio (o entro il 5 giugno sfruttando la tolleranza). Su questo importo va aggiunto l interesse del 2% annuo previsto dalla legge 197/2022 per le rate successive alla prima.Confronto con la situazione senza rottamazioneSenza rottamazione, Marco avrebbe dovuto pagare l intero importo di 40.000 euro, oltre agli interessi di mora che continuavano a maturare nel tempo. Con la rottamazione quater Marco ha ottenuto un risparmio di circa 14.700 euro, pari al 37% del debito originario. È evidente come il rispetto delle scadenze sia fondamentale per non perdere questo importante beneficio.Cosa fare in caso di difficoltà nel pagamentoPuò capitare che, per circostanze impreviste, un contribuente si trovi in difficoltà nel versare una rata della rottamazione quater alla scadenza prevista. Vediamo quali sono le opzioni disponibili.Utilizzare i 5 giorni di tolleranzaLa prima opzione è ovviamente quella di sfruttare appieno i 5 giorni di tolleranza, organizzandosi per reperire la liquidità necessaria. Per la rata di maggio 2026 questo significa avere fino al 5 giugno per provvedere al versamento senza alcuna penalità.Pagamento parziale: cosa succedeUn errore comune è pensare che un pagamento parziale possa evitare la decadenza. Non è così: la normativa è chiara nel prevedere che il versamento insufficiente (oltre i 5 giorni di tolleranza) determina la decadenza, esattamente come il mancato pagamento. Per evitare la decadenza è necessario versare l intero importo della rata, non somme parziali.Verificare il piano di pagamentoPrima della scadenza è sempre opportuno verificare il proprio piano di pagamento accedendo all area riservata di AdER. Può capitare che vi siano stati versamenti già effettuati in eccesso che possono compensare la rata in scadenza, oppure che il piano abbia subito modifiche di cui non si era consapevoli.Quando rivolgersi al CAFSe la difficoltà nel pagamento non è transitoria ma strutturale, è importante rivolgersi tempestivamente a un consulente fiscale o a un CAF per valutare le alternative. Più ci si rivolge per tempo, più ampia è la gamma di soluzioni esplorabili: dalla pianificazione dei pagamenti residui, all eventuale adesione alla nuova rottamazione quinquies (se applicabile al caso specifico), fino alla richiesta di rateazione ordinaria post-decadenza.Rottamazione quater e quinquies: le differenze fondamentaliCon l introduzione della rottamazione quinquies nel 2026 (Legge di Bilancio 2026), molti contribuenti si trovano confusi sulle differenze tra le due misure e su quale convenga in caso di scelta. Chiariamo i punti principali.Periodo dei carichi rottamabiliLa differenza più importante riguarda il periodo dei carichi affidati all agente della riscossione:Rottamazione quater (legge 197/2022): carichi affidati ad AdER dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022Rottamazione quinquies (legge di bilancio 2026): carichi affidati ad AdER successivamente, secondo il perimetro temporale stabilito dalla nuova normaConvenienza economicaEntrambe le rottamazioni prevedono la cancellazione di sanzioni e interessi di mora, lasciando dovuti solo il tributo, le spese di notifica e quelle esecutive. Tuttavia, la quinquies introduce piani di rateazione potenzialmente diversi e modalità di pagamento differenziate.Possibilità di cumuloUn contribuente può aderire contemporaneamente alla rottamazione quater (per i debiti precedenti già in piano di pagamento) e alla rottamazione quinquies (per i debiti rientranti nel nuovo perimetro temporale), trattandosi di due procedure distinte. È però importante valutare la sostenibilità complessiva dei pagamenti, perché le scadenze possono sovrapporsi. Il ruolo del CAF nell assistenza alla rateazioneIl CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza qualificata a tutti i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater e si trovano a gestire le scadenze di pagamento. La nostra esperienza pluriennale sul territorio friulano ci consente di seguire ogni pratica con la massima cura, garantendo il rispetto delle scadenze e l ottimizzazione fiscale.I servizi offertiPer la gestione della rottamazione quater il CAF Centro Fiscale fornisce:Verifica del piano di pagamento e dello stato delle rate pagatePredisposizione dei modelli F24 e supporto per il versamentoAttivazione della domiciliazione bancaria SDD per i pagamenti automaticiCalendario personalizzato delle scadenze con promemoriaConsulenza sulle alternative in caso di difficoltà (rottamazione quinquies, rateazione ordinaria, ecc.)Assistenza per i riammessi dal decreto Milleproroghe 2025Perché rivolgersi a un CAFLa rottamazione quater è una procedura tecnicamente complessa che richiede attenzione e precisione. Un errore nel pagamento o una scadenza dimenticata possono comportare la perdita definitiva di un beneficio fiscale anche di migliaia di euro. Affidarsi a un CAF significa avere un punto di riferimento competente che monitora le scadenze, predispone la documentazione e assiste in caso di problematiche.Il CAF Centro Fiscale di Udine, in particolare, vanta una conoscenza approfondita delle problematiche fiscali del territorio friulano e una rete consolidata di rapporti con gli uffici locali di AdER, che ci consente di gestire con efficacia anche le situazioni più complesse.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.FAQ sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026Quando scade esattamente la rata della rottamazione quater di maggio 2026?La scadenza ordinaria è il 31 maggio 2026. Tuttavia, cadendo di domenica, il termine slitta automaticamente al 1° giugno 2026. Considerando i 5 giorni di tolleranza previsti dall art. 3, comma 14-bis del D.L. 119/2018, il termine ultimo per pagare senza decadere è il 5 giugno 2026.Cosa succede se pago il 6 giugno 2026?Pagare il 6 giugno 2026 significa pagare oltre i 5 giorni di tolleranza e comporta la decadenza automatica dalla rottamazione quater. Il debito originario riemerge integralmente, comprensivo di sanzioni e interessi di mora, scomputando le somme già versate.Posso pagare in più tranche entro il 5 giugno?No. La rata deve essere versata in un unica soluzione entro il termine di tolleranza. Un pagamento parziale, anche se effettuato entro i 5 giorni, equivale a un mancato pagamento e produce la decadenza.Come faccio a sapere l importo esatto della mia rata?L importo della rata è indicato nel piano di pagamento trasmesso da Agenzia delle Entrate-Riscossione al momento dell adesione alla rottamazione. Puoi consultarlo nell area riservata del sito AdER accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure utilizzando l app EquiClick. In caso di smarrimento dei bollettini puoi richiederne copia all AdER o al tuo CAF di fiducia.Quali sono i codici tributo per il modello F24?I codici tributo per la rottamazione quater sono stati istituiti con specifica risoluzione dell Agenzia delle Entrate. I codici sono riportati direttamente sui bollettini precompilati inviati da AdER. Per chi prepara il modello F24 manualmente è necessario fare riferimento alla risoluzione AdE pertinente o richiedere assistenza al proprio CAF.Posso aderire alla rottamazione quinquies se sono ancora in rottamazione quater?Sì, ma per carichi diversi. La rottamazione quater riguarda i carichi dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. La rottamazione quinquies riguarda carichi successivi, secondo il perimetro stabilito dalla legge di bilancio 2026. Le due procedure sono indipendenti e possono coesistere per posizioni debitorie diverse.Cosa succede se la mia banca esegue il bonifico in ritardo?Ai fini della rottamazione quater fa fede la data di esecuzione del pagamento, non la data di valuta. Se il bonifico viene disposto in tempo utile ma la banca lo esegue con ritardo per ragioni tecniche, il contribuente non è in colpa, ma rischia comunque la decadenza. Per questo motivo è sempre consigliato pagare con qualche giorno di anticipo rispetto al termine di tolleranza.La rata di maggio è sempre uguale alle altre rate?Dipende dal piano scelto. Nel piano massimo di 18 rate, le prime 2 rate del 2023 corrispondevano al 10% del totale (5% ciascuna), mentre le 16 rate successive (dal 2024 al 2027) corrispondono al restante 90% diviso equamente. La rata di maggio 2026 ha quindi lo stesso importo delle altre 15 rate del periodo 2024-2027, aumentato dell interesse del 2% annuo previsto dalla legge.Cosa devo fare se non riesco a pagare la rata?Se prevedi di non riuscire a pagare la rata, non aspettare la scadenza. Contatta tempestivamente il tuo CAF di fiducia per valutare le alternative: dalla pianificazione dei pagamenti, alla verifica dell adesione alla rottamazione quinquies (se applicabile), fino alla rateazione ordinaria post-decadenza. Più ci si muove in anticipo, più ampie sono le possibilità di trovare una soluzione sostenibile.Conclusione: il supporto del CAF Centro Fiscale di UdineLa rata della rottamazione quater in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta un appuntamento importante per migliaia di contribuenti che hanno aderito alla pace fiscale 2023. Grazie ai 5 giorni di tolleranza previsti dalla normativa, il termine effettivo per pagare senza decadere si sposta al 5 giugno 2026, offrendo uno spazio di flessibilità utile a chi avesse necessità di organizzare la liquidità.Ricordiamo però che la tolleranza non è una proroga: la scadenza ordinaria resta il 31 maggio e l ideale è pianificare il pagamento con largo anticipo, riservando la tolleranza solo a situazioni di reale necessità. Una rata pagata in ritardo oltre i 5 giorni comporta la decadenza definitiva dal beneficio e la perdita dello sconto su sanzioni e interessi di mora.Il CAF Centro Fiscale di Udine è al fianco dei contribuenti per la gestione completa della rottamazione quater: dalla verifica del piano di pagamento alla predisposizione dei modelli F24, dall attivazione della domiciliazione bancaria fino alla consulenza sulle alternative in caso di difficoltà. La nostra esperienza pluriennale e la conoscenza approfondita del territorio friulano ci permettono di seguire ogni cliente con la massima professionalità.Hai dubbi sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026? Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine in viale Giuseppe Tullio 13, scala B, chiamaci al numero 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Ti aiuteremo a verificare la tua posizione, calcolare correttamente l importo dovuto e individuare la modalità di pagamento più adatta alle tue esigenze.Maggio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 14:10:272026-05-31 17:43:07Rottamazione quater, rata in scadenza il 31 maggio: pagamento posticipato a giugno
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOProroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per ISA e ForfettariLa proroga dei versamenti delle dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per i soggetti che applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) e per i contribuenti in regime forfettario rappresenta uno degli appuntamenti più attesi del calendario fiscale italiano. Per l’anno d’imposta 2025, l’Agenzia delle Entrate ha confermato lo slittamento della scadenza ordinaria del 30 giugno 2026, allineandosi a quanto previsto dall’articolo 37 del D.Lgs. 12 febbraio 2024 n. 13 e dai provvedimenti attuativi.In questa guida completa il CAF Centro Fiscale di Udine spiega chi sono i soggetti beneficiari della proroga, quali versamenti rientrano nello slittamento, come calcolare correttamente saldo IRPEF 2025 e acconti 2026, e come gestire la rateizzazione delle imposte. Sono inclusi esempi pratici, tabelle riassuntive dei codici tributo, e una sezione dedicata agli errori più frequenti.La proroga non è una sanatoria né una riduzione del debito d’imposta: si tratta di uno spostamento del termine di versamento senza maggiorazioni, finalizzato a consentire ai professionisti, ai commercialisti e ai CAF di gestire i carichi di lavoro derivanti dall’avvio del Concordato Preventivo Biennale (CPB) e dagli adempimenti collegati al modello Redditi PF/SP/SC 2026.📬Resta aggiornato sulle novita fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiProroga 20 luglio 2026: cosa cambia rispetto al 30 giugnoChi sono i destinatari: soggetti ISA, forfettari e minimiIl quadro normativo: dal DPCM al D.Lgs. 13/2024Quali versamenti sono prorogati: elenco completoCalcolo saldo IRPEF 2025 e acconti 2026: esempi praticiVersamento dal 21 luglio al 20 agosto con maggiorazione 0,40%Rateizzazione: come pagare in rate mensiliCodici tributo F24: tabella completaCasi particolari: soci, eredi, contribuenti minimiErrori piu frequenti e ravvedimento operosoDomande frequenti sulla proroga 2026Proroga 20 luglio 2026: cosa cambia rispetto al 30 giugnoLa scadenza ordinaria del 30 giugno 2026 per il pagamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025) viene posticipata al 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione per i contribuenti che soddisfano specifici requisiti. Si tratta di una proroga ormai strutturale, confermata anno dopo anno dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) per i soggetti che applicano gli ISA e per i forfettari, in considerazione dei tempi tecnici di pubblicazione dei software dichiarativi e delle istruzioni operative dell’Agenzia delle Entrate.Cosa significa concretamente? Significa che chi rientra nell’ambito applicativo della proroga potra:Versare saldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026 entro il 20 luglio 2026 (anziche il 30 giugno) senza maggiorazione dello 0,40%;Versare entro il 20 agosto 2026 con maggiorazione dello 0,40% (anziche entro il 30 luglio);Avviare la rateizzazione con prima rata al 20 luglio (rate mensili successive).La proroga riguarda solo i versamenti, non incide invece sulla scadenza di invio telematico del modello Redditi, fissata al 31 ottobre 2026 (modello Redditi PF/SP/SC) ne sulla dichiarazione IRAP (anch’essa al 31 ottobre 2026).Fonte: Agenzia delle Entrate, sezione “Scadenze fiscali”; art. 17 DPR 435/2001; art. 37 D.Lgs. 13/2024. Chi sono i destinatari: soggetti ISA, forfettari e minimiLa proroga al 20 luglio 2026 si applica a tre categorie principali di contribuenti:1. Soggetti che applicano gli ISASono interessati i contribuenti che esercitano attivita economiche per le quali sono stati approvati gli Indici Sintetici di Affidabilita fiscale (ISA), introdotti dall’art. 9-bis del D.L. 50/2017 in sostituzione degli ex studi di settore. Rientrano nel beneficio:Persone fisiche titolari di partita IVA (artigiani, commercianti, professionisti) con ricavi/compensi fino a 5.164.569 euro;Societa di persone (SNC, SAS) e soggetti equiparati che applicano gli ISA;Societa di capitali (SRL, SPA) che applicano gli ISA con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare;Soci di societa (SAS, SNC) e collaboratori familiari per redditi attribuiti per trasparenza.Sono esclusi dagli ISA (e quindi non beneficiano automaticamente della proroga in quanto soggetti ISA) i contribuenti con cause di esclusione – ad esempio inizio o cessazione attivita nel periodo, periodo non coincidente con anno solare, ricavi superiori a 5.164.569 euro – salvo che rientrino in altri presupposti.2. Contribuenti in regime forfettarioI contribuenti che applicano il regime forfettario ex art. 1 commi 54-89 della Legge 190/2014, pur essendo esclusi dall’applicazione degli ISA, beneficiano comunque della proroga in virtu di esplicita previsione normativa. Il limite di ricavi/compensi per il regime forfettario nel 2025 e fissato a 85.000 euro.3. Contribuenti in regime di vantaggio (ex minimi)Anche i residui contribuenti che ancora applicano il regime dei minimi (art. 27 commi 1 e 2 del D.L. 98/2011), in scadenza al compimento del quinto anno di attivita o al compimento del 35esimo anno di eta, rientrano nella proroga al 20 luglio 2026.Casi di estensione della prorogaLa proroga si estende anche ai soci di societa che partecipano a soggetti ISA o forfettari, in regime di trasparenza fiscale (art. 5, 115 e 116 TUIR). In particolare:Soci di SNC, SAS e societa equiparate;Soci di SRL che hanno optato per la trasparenza (art. 116 TUIR);Collaboratori familiari (art. 230-bis Codice Civile). Il quadro normativo: dal DPCM al D.Lgs. 13/2024La proroga dei versamenti per soggetti ISA e forfettari non e una concessione estemporanea: ha radici normative chiare e progressivamente consolidate.Il punto di partenza: art. 17 DPR 435/2001La normativa di base sulle scadenze di versamento delle imposte da dichiarazione e l’articolo 17 del DPR 7 dicembre 2001 n. 435, che stabilisce due termini ordinari:30 giugno: termine ordinario senza maggiorazione;30 luglio (i 30 giorni successivi): termine con maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.Le proroghe annuali: dal DPCM al D.Lgs. 13/2024Negli anni precedenti la proroga era disposta annualmente con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM). Dal 2024 in poi, l’articolo 37 del D.Lgs. 12 febbraio 2024 n. 13 (attuativo della delega fiscale L. 111/2023) ha previsto una proroga strutturale per i soggetti ISA e forfettari, collegandola all’avvio del Concordato Preventivo Biennale (CPB).In particolare, per il 2026 (anno d’imposta 2025), la proroga al 20 luglio e collegata anche all’esigenza di dare tempi adeguati per l’adesione al CPB 2025-2026, riservato proprio ai soggetti ISA e forfettari (limitatamente al periodo 2025 con applicazione dell’imposta sostitutiva ad aliquota agevolata 10-15% sull’eccedenza concordata).Provvedimenti applicativi 2026Per il 2026 la proroga e stata confermata dai consueti comunicati MEF e dalle FAQ pubblicate dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito istituzionale. Si veda inoltre la circolare AdE 18/E del 2024 in materia di CPB, che richiama i termini di versamento per i soggetti aderenti.Riferimenti normativi: D.Lgs. 13/2024 art. 37; DPR 435/2001 art. 17; L. 111/2023 (delega fiscale); circolare AdE 18/E/2024. Quali versamenti sono prorogati: elenco completoLa proroga al 20 luglio 2026 si applica a tutti i versamenti il cui termine ordinario cade il 30 giugno 2026 e che risultano dalla dichiarazione dei redditi. In particolare, rientrano nel beneficio:Imposte diretteSaldo IRPEF 2025 (codice tributo 4001) e relative addizionali regionali e comunali (codici 3801, 3844);Primo acconto IRPEF 2026 (codice tributo 4033), pari al 40% dell’imposta dovuta per il 2025 (per il regime forfettario il primo acconto e generalmente al 50% del totale acconto);Saldo IRES 2025 (codice tributo 2003) per societa di capitali con esercizio solare;Primo acconto IRES 2026 (codice tributo 2001);Saldo e acconto IRAP 2025 (codici 3800, 3812, 3813).Imposta sostitutiva per il regime forfettarioSaldo imposta sostitutiva 2025 (aliquota 15%, oppure 5% per nuove attivita nei primi 5 anni) – codice tributo 1792;Primo acconto imposta sostitutiva 2026 – codice tributo 1790;Secondo acconto imposta sostitutiva 2026 – codice tributo 1791 (scadenza ordinaria 30 novembre 2026, non interessata dalla proroga di luglio).Imposte sostitutive e patrimonialiCedolare secca sui canoni di locazione – saldo (codice 1842) e primo acconto (codice 1840);IVIE (Imposta sul Valore degli Immobili all’Estero) – codice 4041 saldo, 4044 primo acconto;IVAFE (Imposta sul Valore delle Attivita Finanziarie all’Estero) – codice 4043 saldo, 4047 primo acconto.Contributi previdenzialiLa proroga si applica anche ai contributi previdenziali INPS Gestione Separata e ai contributi della Gestione Artigiani e Commercianti dovuti a saldo e primo acconto, calcolati sul reddito eccedente il minimale.IVA annualeL’IVA annuale 2025 con scadenza al 16 marzo 2026 NON e oggetto della proroga di luglio. Tuttavia, chi ha scelto di rateizzare l’IVA annuale o di posticiparla con la maggiorazione dello 0,40% mensile alla scadenza di giugno-luglio, ricade nei termini della proroga.VersamentoCodice tributoScadenza ordinariaScadenza prorogataSaldo IRPEF 2025400130/06/202620/07/2026Primo acconto IRPEF 2026403330/06/202620/07/2026Saldo imposta sost. forfettari179230/06/202620/07/2026Primo acconto imp. sost. forfettari179030/06/202620/07/2026Saldo IRES 2025200330/06/202620/07/2026Saldo IRAP 2025380030/06/202620/07/2026Cedolare secca saldo184230/06/202620/07/2026Addizionale regionale380130/06/202620/07/2026Addizionale comunale saldo384430/06/202620/07/2026 Calcolo saldo IRPEF 2025 e acconti 2026: esempi praticiVediamo come si calcolano concretamente saldo e acconti per le due principali categorie di contribuenti che beneficiano della proroga.Esempio 1: Artigiano con ricavi ISAMario, idraulico in regime ordinario semplificato, soggetto agli ISA per il codice ATECO 43.22.01, presenta:Reddito d’impresa 2025: 38.000 euro;IRPEF lorda calcolata: 8.450 euro;Detrazioni: 1.880 euro;IRPEF netta: 6.570 euro;Acconti gia versati nel 2025 (giugno + novembre): 5.940 euro.Calcolo:Saldo IRPEF 2025 = 6.570 – 5.940 = 630 euro (codice 4001);Primo acconto IRPEF 2026 = 40% di 6.570 = 2.628 euro (codice 4033);Secondo acconto IRPEF 2026 = 60% di 6.570 = 3.942 euro (scadenza 30/11/2026, codice 4034).Totale da versare entro il 20 luglio 2026: 3.258 euro (630 + 2.628). Oppure entro il 20 agosto 2026 con maggiorazione 0,40%: 3.258 + 13,03 = 3.271,03 euro.Esempio 2: Professionista in regime forfettarioLaura, consulente IT, primo anno di attivita superato (non piu start-up al 5%):Compensi 2025: 52.000 euro;Coefficiente di redditivita (codice ATECO 62.02.00): 78%;Reddito imponibile: 52.000 x 78% = 40.560 euro;Contributi INPS Gestione Separata 2025 pagati: 5.200 euro;Reddito imponibile netto: 40.560 – 5.200 = 35.360 euro;Imposta sostitutiva 15%: 5.304 euro.Calcolo:Saldo imposta sostitutiva 2025 = 5.304 – acconti versati nel 2025 (codice 1792);Primo acconto 2026 (50% del totale) = 2.652 euro (codice 1790);Secondo acconto 2026 (50%) = 2.652 euro entro il 30/11/2026 (codice 1791).Regola importante (acconti per forfettari): non e dovuto acconto se l’imposta sostitutiva dichiarata e inferiore a 51,65 euro; e dovuto in unica soluzione entro il 30/11 se inferiore a 257,52 euro; e dovuto in due rate (40% + 60%, oppure 50%+50% a seconda del regime) se superiore a 257,52 euro.Esempio 3: Socio SRL trasparenteGiulia, socia al 50% di una SRL trasparente (art. 116 TUIR), riceve per trasparenza un reddito di partecipazione di 28.000 euro. Anche lei beneficia della proroga al 20 luglio per il versamento del saldo IRPEF e del primo acconto, in quanto socio di soggetto ISA. Versamento dal 21 luglio al 20 agosto con maggiorazione 0,40%Chi non riesce a versare entro il 20 luglio 2026 puo avvalersi della possibilita di posticipare il pagamento entro i 30 giorni successivi, cioe fino al 20 agosto 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.La maggiorazione dello 0,40% si applica:Solo sugli importi versati tra il 21 luglio e il 20 agosto 2026;Su tutti i tributi della dichiarazione (IRPEF, IRES, IRAP, imposta sostitutiva, addizionali, cedolare, ecc.);Sui contributi INPS calcolati a saldo e primo acconto.Esempio di calcolo maggiorazioneRiprendendo Mario dell’esempio 1, se versa il 5 agosto 2026 anziche il 20 luglio:Importo base: 3.258 euro;Maggiorazione 0,40%: 3.258 x 0,4% = 13,03 euro;Totale da versare: 3.271,03 euro.La maggiorazione va aggiunta direttamente nel modello F24 al campo “Importi a debito versati” insieme all’importo principale. Non esiste un codice tributo separato per la maggiorazione 0,40%.Attenzione: Il termine del 20 agosto 2026 cade di giovedi – non c’e quindi slittamento al primo giorno lavorativo successivo. Diversamente, quando il termine cade di sabato, domenica o festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo (art. 6 D.L. 330/1994).Rateizzazione: come pagare in rate mensiliI contribuenti possono decidere di rateizzare gli importi a debito in rate mensili di pari importo, beneficiando comunque della proroga al 20 luglio 2026 come data della prima rata.Numero massimo di rateLe rate possono essere distribuite fino al 16 dicembre 2026, con scadenze cosi articolate:1a rata: 20 luglio 2026 (oppure 20 agosto con maggiorazione 0,40%);2a rata: 20 agosto 2026;3a rata: 16 settembre 2026;4a rata: 16 ottobre 2026;5a rata: 17 novembre 2026 (il 16 cade di lunedi – confermare il calendario ufficiale);6a rata: 16 dicembre 2026 (ultima rata possibile).Le rate successive alla prima sono maggiorate degli interessi nella misura del 4% annuo (DM 21/05/2009), calcolati su base mensile dal giorno successivo al primo versamento.Tabella interessi per rate successiveRataScadenzaInteressi su rata1a20/07/20260,00%2a20/08/20260,33%3a16/09/20260,66%4a16/10/20260,99%5a16/11/20261,32%6a16/12/20261,65%Codice tributo per gli interessi da rateizzazione: 1668.Cosa NON si puo rateizzareNON sono rateizzabili: il secondo acconto IRPEF, le imposte sostitutive di IRPEF (es. ceduole secche), l’IVA annuale (gia con suo regime di rateazione separato fino al 16 dicembre). Codici tributo F24: tabella completaPer il versamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione 2026, ecco la tabella aggiornata dei principali codici tributo da utilizzare nel modello F24:CodiceDescrizioneAnno di riferimento4001IRPEF – saldo20254033IRPEF – acconto prima rata20264034IRPEF – acconto seconda rata o unica soluzione20261790Imposta sost. forfettari – acconto prima rata20261791Imposta sost. forfettari – acconto seconda rata20261792Imposta sost. forfettari – saldo20252003IRES – saldo20252001IRES – acconto prima rata20263800IRAP – saldo20253812IRAP – acconto prima rata20263801Addizionale regionale20253844Addizionale comunale – saldo20253843Addizionale comunale – acconto20261842Cedolare secca – saldo20251840Cedolare secca – acconto prima rata20261668Interessi rateizzazione20264041IVIE – saldo20254043IVAFE – saldo2025Per i contributi INPS i codici sono: AP (Artigiani Saldo), AF (Artigiani Acconto), CP (Commercianti Saldo), CF (Commercianti Acconto), PXM/P10 (Gestione Separata). Casi particolari: soci, eredi, contribuenti minimiSoci di societa di persone (SNC, SAS)I soci di societa di persone che applicano gli ISA o sono in regime forfettario beneficiano della proroga al 20 luglio 2026 anche per le imposte dovute sui redditi attribuiti per trasparenza. Devono comunque presentare il proprio modello Redditi PF entro il 31 ottobre 2026.Eredi del contribuente decedutoGli eredi di un contribuente soggetto ISA o forfettario deceduto nel 2025 beneficiano di un regime speciale di proroga: i termini di versamento e di presentazione della dichiarazione del de cuius sono prorogati di sei mesi (art. 65 DPR 600/1973). Anche la proroga al 20 luglio 2026 si applica ai versamenti dovuti dal de cuius per il 2025, salvo l’ulteriore proroga semestrale.Inizio o cessazione attivita nel 2025Chi ha iniziato o cessato l’attivita nel 2025 e generalmente escluso dagli ISA per cause oggettive. Tuttavia, ai fini della proroga al 20 luglio si guarda alla natura del contribuente (titolare di partita IVA con attivita potenzialmente assoggettata a ISA o forfettaria), quindi il beneficio si applica comunque.Periodo d’imposta non solareLe societa di capitali con esercizio non coincidente con l’anno solare (es. 1/7-30/6) seguono il termine di versamento ordinario al ultimo giorno del sesto mese successivo alla chiusura dell’esercizio. La proroga al 20 luglio 2026 si applica solo a chi ha esercizio solare.Contribuenti aderenti al CPB (Concordato Preventivo Biennale)I soggetti che hanno aderito al CPB per il biennio 2025-2026 (o per il singolo periodo 2025 per i forfettari) versano l’imposta sostitutiva sull’eccedenza concordata (aliquota dal 10% al 15% per soggetti ISA, 10% per forfettari) entro il 20 luglio 2026, codici tributo dedicati (4068, 4069, 4070, 4071, 4072 per soggetti ISA in base al livello di affidabilita raggiunto).Errori piu frequenti e ravvedimento operosoVediamo i piu comuni errori commessi durante i versamenti di luglio e come correggerli tempestivamente con il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997).Errore 1: Mancato versamento entro il 20 luglioChi non versa entro il 20 agosto 2026 (con maggiorazione) e considerato in ritardo. Il ravvedimento permette di sanare con sanzioni ridotte:Ravvedimento sprint (entro 14 giorni): sanzione 0,1% per ogni giorno di ritardo;Ravvedimento breve (entro 30 giorni): sanzione 1,5% (1/10 del 15%);Ravvedimento intermedio (entro 90 giorni): sanzione 1,67% (1/9 del 15%);Ravvedimento lungo (entro un anno): sanzione 3,75% (1/8 del 30%);Ravvedimento ultra-annuale (entro 2 anni): sanzione 4,29% (1/7 del 30%);Ravvedimento oltre 2 anni: sanzione 5% (1/6 del 30%).A queste sanzioni si aggiungono gli interessi al tasso legale (per il 2025 era 2%, per il 2026 da verificare dopo decreto MEF di fine 2025 – in caso di mancato aggiornamento si applica l’ultimo tasso vigente).Errore 2: Sbagliare il codice tributoUn errore comune e versare l’IRPEF con il codice della cedolare secca o viceversa. La correzione si effettua tramite il modello F24 di Variazione (codice tributo da indicare con segno meno e indicazione del codice corretto), oppure tramite richiesta di compensazione via cassetto fiscale.Errore 3: Calcolare l’acconto sul reddito sbagliatoPer i forfettari l’acconto si calcola sull’imposta sostitutiva e non sul reddito imponibile. Per i soggetti ordinari si calcola sull’imposta IRPEF/IRES netta, al netto delle ritenute subite e dei crediti d’imposta. Errori comuni portano a sovraversamenti che si recuperano in compensazione orizzontale F24 negli anni successivi.Errore 4: Ignorare la riduzione di acconto per il primo annoI forfettari al primo anno di attivita possono optare per l’aliquota agevolata 5% (anziche 15%), ma in tal caso possono scegliere di NON versare alcun acconto per il periodo d’imposta successivo qualora abbiano applicato per la prima volta il regime. Verificare sempre il quadro LM del modello Redditi PF.Errore 5: Saltare l’addizionale regionale e comunaleSaldo e acconto delle addizionali (codici 3801, 3844, 3843) seguono la proroga ma sono spesso dimenticati. Il software dichiarativo li calcola in automatico, ma in compilazione manuale e bene controllarli sempre. 💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 5 anni. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronicaDomande frequenti sulla proroga 20261. La proroga vale anche per i contribuenti non titolari di partita IVA?No. La proroga al 20 luglio 2026 e riservata ai titolari di partita IVA che applicano gli ISA o sono in regime forfettario, ai loro soci/collaboratori e agli eredi. I lavoratori dipendenti, i pensionati e gli altri contribuenti non titolari di reddito d’impresa o lavoro autonomo applicano la scadenza ordinaria del 30 giugno 2026 o quella alternativa del 30 luglio 2026 con maggiorazione 0,40%.2. Devo presentare la dichiarazione entro il 20 luglio?No. La proroga riguarda solo i versamenti. La scadenza per la presentazione telematica del modello Redditi PF, SP, SC e IRAP resta il 31 ottobre 2026.3. Posso compensare il debito con crediti d’imposta?Si, e prassi diffusa. Tramite modello F24 si possono compensare i debiti IRPEF/IRES/IRAP con crediti d’imposta disponibili (es. crediti IVA, credito 730, credito IRAP eccedente). Attenzione: la compensazione orizzontale oltre 5.000 euro richiede visto di conformita.4. Cosa succede se verso il 19 luglio (sabato)?Il 20 luglio 2026 cade di lunedi, quindi non c’e slittamento. Tuttavia, se si versa il 19 luglio (sabato) o il 18 luglio (domenica) il versamento e accettato come anticipato e valido.5. Sono pensionato con partita IVA aperta in regime forfettario per consulenze occasionali: beneficio della proroga?Si. La proroga si applica in base al regime fiscale (forfettario) e non alla qualifica anagrafica. Anche il pensionato in regime forfettario versa al 20 luglio 2026.6. Posso versare in compensazione tramite F24 telematico anche dopo il 20 luglio?Si, ma con maggiorazione 0,40% se versato tra il 21 luglio e il 20 agosto, o con ravvedimento operoso se oltre. Il termine per la compensazione e quello di versamento.7. La proroga si applica al diritto camerale CCIAA?Si. Il diritto annuale alla Camera di Commercio, codice tributo 3850, ha scadenza coincidente con il primo termine di versamento delle imposte dirette, e quindi beneficia della proroga al 20 luglio 2026 per soggetti ISA e forfettari.8. Ho dimenticato di versare il primo acconto: posso pagare solo il saldo?No. Saldo e acconto sono distinti e vanno entrambi versati. Il primo acconto va comunque pagato (puo essere ravveduto se in ritardo). In alternativa, se l’acconto era inferiore alla soglia minima (51,65 euro IRPEF) o (51,65 euro imposta sostitutiva), non era dovuto.📬Resta aggiornato sulle novita fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Hai bisogno di assistenza per i versamenti 2026?Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste artigiani, commercianti, professionisti e contribuenti forfettari nella compilazione della dichiarazione dei redditi, nel calcolo di saldo e acconti, e nella corretta predisposizione del modello F24 con o senza compensazione di crediti d’imposta. Contattaci per fissare un appuntamento e affidare i tuoi versamenti a chi conosce nel dettaglio la disciplina degli ISA e del regime forfettario.Fonti consultate: art. 17 DPR 435/2001; art. 37 D.Lgs. 13/2024; L. 111/2023; circolare AdE 18/E del 17 settembre 2024; comunicati MEF su scadenze fiscali; sito ufficiale Agenzia Entrate sezione “Scadenze fiscali” e “Modello F24 codici tributo”.Maggio 25, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 10:25:432026-05-31 22:23:14Proroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per ISA e Forfettari
DICHIARAZIONE DEI REDDITISaldo e Acconto IRPEF 2026: Calendario Scadenze e Come Calcolare i VersamentiUltimo aggiornamento: 22 maggio 2026Il saldo e acconto IRPEF 2026 rappresenta uno degli appuntamenti fiscali piu’ importanti dell’anno per milioni di contribuenti italiani. Entro il 30 giugno 2026 (o entro il 30 luglio 2026 con la maggiorazione dello 0,40%) e’ necessario versare il saldo IRPEF relativo all’anno d’imposta 2025 e il primo acconto IRPEF per il 2026. Il secondo acconto IRPEF ha invece scadenza al 30 novembre 2026.In questa guida completa al saldo e acconto IRPEF 2026 trovi il calendario delle scadenze aggiornato, le aliquote IRPEF 2026 ridotte a tre scaglioni dopo la riforma fiscale, il metodo per calcolare i versamenti sia con il metodo storico sia con quello previsionale, i codici tributo F24 da utilizzare e tutti gli esempi pratici per capire quanto pagare. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella compilazione del modello 730 e del modello Redditi PF, calcolando con precisione il saldo e l’acconto IRPEF dovuti.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiSaldo e acconto IRPEF 2026: quadro generaleCalendario delle scadenze IRPEF 2026Aliquote IRPEF 2026 e scaglioni in vigoreCome calcolare il saldo IRPEF 2026Come calcolare l’acconto IRPEF: metodo storico vs previsionalePrimo e secondo acconto IRPEF 2026: importi e rateMaggiorazione dello 0,40% per pagamento differitoSoglie minime per i versamenti IRPEFCodici tributo F24 per saldo e acconto IRPEFRateizzazione dei versamenti IRPEFErrori e ritardi: ravvedimento operosoEsempi pratici di calcolo IRPEF 2026Domande frequenti sul saldo e acconto IRPEF 2026Saldo e acconto IRPEF 2026: quadro generaleIl saldo e acconto IRPEF 2026 e’ un meccanismo di versamento che funziona in due tempi. Da un lato si paga il saldo IRPEF, ovvero la differenza tra l’imposta effettivamente dovuta per l’anno appena trascorso (il 2025) e quanto e’ gia’ stato versato durante l’anno tramite ritenute, acconti e crediti d’imposta. Dall’altro lato si versano gli acconti IRPEF per l’anno in corso (il 2026), che anticipano l’imposta che si stima di dover pagare l’anno successivo sulla base dei redditi attuali.Questo sistema, regolato dall’art. 17 della Legge 97/1977 e dal DPR 322/1998, riguarda tutte le persone fisiche che presentano la dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi PF), quindi lavoratori autonomi, partite IVA in regime ordinario, professionisti, imprenditori, ma anche lavoratori dipendenti e pensionati che hanno redditi ulteriori (locazioni, attivita’ occasionali, dividendi) e che non utilizzano il sostituto d’imposta come tramite per i conguagli.Per chi presenta il modello 730 dipendente o pensionato, il saldo e l’acconto IRPEF vengono trattenuti automaticamente dal datore di lavoro o dall’INPS in busta paga o nella rata di pensione, senza bisogno di compilare un F24. Per chi presenta il modello Redditi PF (titolari di partita IVA in regime ordinario, contribuenti senza sostituto, soggetti con redditi particolari) il versamento avviene tramite F24 telematico entro le scadenze fissate dall’Agenzia delle Entrate.La distinzione tra saldo e acconto IRPEF e’ fondamentale. Il saldo chiude i conti dell’anno precedente: se hai versato meno di quanto dovuto, paghi la differenza; se hai versato di piu’, maturi un credito che puoi compensare. L’acconto, invece, e’ un’anticipazione dell’imposta futura: serve allo Stato per incassare gradualmente le imposte durante l’anno, senza aspettare la dichiarazione successiva. Per un approfondimento completo sui versamenti, consulta la nostra guida ai codici tributo F24 2026. Calendario delle scadenze IRPEF 2026Il calendario delle scadenze IRPEF 2026 e’ definito dall’Agenzia delle Entrate sulla base del DPR 322/1998 e tiene conto sia della dichiarazione dei redditi anno d’imposta 2025 sia degli adempimenti per i versamenti. Ecco le date chiave da tenere a mente per non incorrere in sanzioni o ritardi.ScadenzaAdempimentoNote30 aprile 2026Apertura 730 precompilatoDal 2026 anticipata dal 15 al 30 aprile30 giugno 2026Saldo IRPEF 2025 + 1° acconto IRPEF 2026Termine ordinario (senza maggiorazione)30 luglio 2026Saldo IRPEF + 1° acconto con maggiorazione 0,40%Differimento di 30 giorni30 settembre 2026Invio definitivo modello 730/2026Scadenza dichiarazione25 ottobre 2026730 integrativoCorrezioni a favore30 novembre 20262° acconto IRPEF 2026Rata unica30 novembre 2026Invio modello Redditi PF 2026Dichiarazione titolari P.IVALa data piu’ importante e’ senza dubbio il 30 giugno 2026, scadenza ordinaria per il saldo IRPEF 2025 e il primo acconto IRPEF 2026. Chi non riesce a versare entro questa data ha la possibilita’ di differire di 30 giorni, fino al 30 luglio 2026, pagando pero’ una maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto. Si tratta di un interesse forfettario, non di una sanzione: il contribuente che sceglie questa opzione non commette alcun illecito, semplicemente paga una piccola somma in piu’ per avere 30 giorni di tempo aggiuntivo.Il 30 novembre 2026 e’ invece la scadenza per il secondo acconto IRPEF, che si paga in un’unica soluzione senza possibilita’ di differimento. Per chi presenta il modello Redditi PF, il 30 novembre coincide anche con la data ultima per l’invio telematico della dichiarazione. Per gli adempimenti relativi al modello 730 a debito, leggi la guida su come pagare il 730 a debito a rate. Aliquote IRPEF 2026 e scaglioni in vigorePer calcolare il saldo e l’acconto IRPEF 2026 e’ necessario partire dalle aliquote IRPEF attualmente in vigore. Dal 2024, con il DLgs 216/2023, e’ stata introdotta una riforma che ha ridotto da quattro a tre gli scaglioni IRPEF. Questa struttura e’ confermata anche per il 2026 ed e’ la base per calcolare l’imposta dovuta sui redditi del 2025 (saldo) e per stimare quella del 2026 (acconto).Scaglione di redditoAliquota IRPEF 2026Imposta dovutaFino a 28.000 euro23%23% del reddito imponibileOltre 28.000 fino a 50.000 euro35%6.440 euro + 35% sulla parte eccedente 28.000Oltre 50.000 euro43%14.140 euro + 43% sulla parte eccedente 50.000Rispetto al sistema in vigore fino al 2023 (quattro scaglioni: 23% / 25% / 35% / 43%), la riforma ha unito i primi due scaglioni applicando l’aliquota del 23% fino a 28.000 euro di reddito. Questo significa un beneficio fiscale per chi ha redditi tra 15.000 e 28.000 euro, che prima erano tassati al 25% e ora scendono al 23%. La terza aliquota del 35% resta in vigore per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro, mentre la quarta aliquota del 43% si applica oltre i 50.000 euro.Oltre all’IRPEF nazionale, sui redditi delle persone fisiche gravano anche le addizionali regionali (variano da regione a regione, generalmente tra l’1,23% e il 3,33%) e le addizionali comunali (definite dal singolo Comune, fino allo 0,8%). Le addizionali si pagano separatamente, con codici tributo specifici, ma seguono lo stesso calendario del saldo IRPEF: entro il 30 giugno 2026 per il saldo dell’anno precedente. Per approfondire le detrazioni fiscali che riducono l’IRPEF dovuta, consulta la nostra sezione dedicata. Come calcolare il saldo IRPEF 2026Il calcolo del saldo IRPEF 2026 riguarda l’imposta dovuta sui redditi prodotti nel 2025. La procedura prevede diversi passaggi, che il modello 730 o il modello Redditi PF eseguono automaticamente, ma che e’ utile conoscere per capire come si arriva all’importo finale da versare il 30 giugno.Passaggi per il calcolo del saldo IRPEF1. Determinazione del reddito complessivo: somma di tutti i redditi del 2025 (lavoro dipendente, autonomo, fabbricati, capitale, diversi).2. Calcolo del reddito imponibile: reddito complessivo meno deduzioni (es. contributi previdenziali, assegni al coniuge, rendita catastale abitazione principale).3. Applicazione delle aliquote IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro, 35% tra 28.000 e 50.000, 43% oltre 50.000.4. Calcolo dell’IRPEF lorda: imposta risultante dall’applicazione delle aliquote agli scaglioni.5. Scomputo delle detrazioni d’imposta: detrazioni per lavoro dipendente (fino a 1.955 euro), per familiari a carico, per oneri (spese mediche, ristrutturazioni, mutuo).6. Calcolo dell’IRPEF netta: IRPEF lorda meno detrazioni.7. Sottrazione di ritenute e acconti gia’ versati: ritenute IRPEF subite, acconti versati nel novembre 2025.8. Risultato finale: se positivo, e’ il saldo IRPEF a debito; se negativo, e’ un credito da compensare o rimborsare.Il saldo IRPEF e’ quindi una differenza algebrica tra cio’ che si dovrebbe pagare e cio’ che si e’ gia’ pagato durante l’anno tramite ritenute alla fonte e acconti. Per un lavoratore dipendente con un solo reddito, in genere il sostituto d’imposta (datore di lavoro) trattiene gia’ tutta l’IRPEF dovuta in busta paga, quindi il saldo a giugno e’ spesso pari a zero o addirittura a credito. Per un autonomo o un titolare di partita IVA in regime ordinario, invece, il saldo IRPEF e’ quasi sempre a debito, perche’ l’imposta sui compensi non e’ trattenuta alla fonte (salvo eccezioni come la ritenuta d’acconto del 20% per professionisti).Un esempio concreto: Marco, libero professionista, nel 2025 ha avuto un reddito imponibile di 45.000 euro. L’IRPEF lorda si calcola cosi’: 23% su 28.000 = 6.440 euro, piu’ 35% su (45.000 – 28.000) = 35% su 17.000 = 5.950 euro. Totale IRPEF lorda: 12.390 euro. Supponendo detrazioni per 1.500 euro e ritenute d’acconto subite per 3.000 euro, l’IRPEF netta e’ 12.390 – 1.500 = 10.890 euro. Sottraendo le ritenute (3.000) e il primo e secondo acconto versati nel 2025 (poniamo 5.000 euro totali), il saldo IRPEF da versare entro il 30 giugno 2026 e’: 10.890 – 3.000 – 5.000 = 2.890 euro. Come calcolare l’acconto IRPEF: metodo storico vs previsionaleL’acconto IRPEF 2026 e’ un’anticipazione dell’imposta che si presume di dover pagare l’anno prossimo (il 2027) sui redditi del 2026. Il contribuente puo’ scegliere tra due metodi di calcolo: il metodo storico, basato sull’imposta dell’anno precedente, e il metodo previsionale, basato su una stima dei redditi attuali. La scelta tra i due metodi e’ libera e ognuno ha vantaggi e rischi.Metodo storico: calcolo automatico sul 2025Il metodo storico e’ il piu’ semplice e il piu’ usato. L’acconto IRPEF si calcola in misura pari al 100% dell’imposta netta dell’anno precedente (anno d’imposta 2025), risultante dalla dichiarazione dei redditi. Si prende quindi l’IRPEF netta indicata nel rigo dichiarativo del modello 730 o del modello Redditi PF 2026 e si versa quella cifra (al netto delle riduzioni previste). Il vantaggio del metodo storico e’ che non comporta rischi: se applichi correttamente la regola del 100%, non rischi sanzioni per insufficiente versamento. Lo svantaggio e’ che, se nel 2026 i redditi sono nettamente inferiori al 2025, potresti versare un acconto piu’ alto del dovuto.Metodo previsionale: stima sui redditi 2026Il metodo previsionale permette di versare un acconto piu’ basso (o anche nessun acconto) se si prevede che il reddito 2026 sara’ inferiore a quello del 2025. In pratica, il contribuente calcola in via previsionale l’IRPEF che dovra’ pagare nel 2027 sui redditi del 2026 e versa il 100% di quella cifra come acconto. Il vantaggio e’ un risparmio finanziario nell’immediato. Il rischio, pero’, e’ importante: se la stima si rivela sbagliata e l’imposta effettiva 2026 supera l’acconto versato di oltre il 20%, scatta una sanzione del 25% sull’importo non versato (oltre agli interessi), salva la possibilita’ di ravvedimento operoso.La scelta tra metodo storico e previsionale deve essere ragionata. Il metodo previsionale conviene quando si ha la quasi certezza di un calo di reddito (ad esempio per cessazione di un’attivita’, per riduzione del fatturato gia’ confermata, per passaggio al regime forfettario). In tutti gli altri casi, il metodo storico e’ piu’ prudente. Il CAF Centro Fiscale aiuta i clienti a valutare quale metodo sia piu’ conveniente in base alla situazione personale. Primo e secondo acconto IRPEF 2026: importi e rateL’acconto IRPEF 2026, calcolato con metodo storico o previsionale, va versato in due rate distinte secondo le regole stabilite dal DPR 322/1998 e dalle disposizioni dell’Agenzia delle Entrate. La ripartizione e gli importi delle rate dipendono dal valore complessivo dell’acconto dovuto.Acconto totale dovuto1° rata2° rataScadenzeFino a 257,52 euroNon dovuta100% in unica soluzione30 novembre 2026Oltre 257,52 euro40% dell’acconto totale60% dell’acconto totale30 giugno e 30 novembre 2026La soglia di 257,52 euro e’ il punto di discrimine tra rata unica e doppia rata. Se l’acconto IRPEF complessivo dovuto e’ inferiore o uguale a 257,52 euro, non si paga la prima rata di giugno: tutto l’importo si versa in unica soluzione entro il 30 novembre 2026. Se invece l’acconto supera 257,52 euro, si divide in due tranche: il 40% entro il 30 giugno 2026 (insieme al saldo IRPEF) e il restante 60% entro il 30 novembre 2026.Continuando l’esempio di Marco visto sopra: la sua IRPEF netta 2025 era di 10.890 euro. Applicando il metodo storico, l’acconto totale 2026 e’ pari al 100% di questa cifra, quindi 10.890 euro. Suddividendo in rate: 4.356 euro (40%) da versare entro il 30 giugno 2026 insieme al saldo, e 6.534 euro (60%) entro il 30 novembre 2026. Quindi a giugno Marco dovra’ pagare in totale: saldo IRPEF 2.890 + primo acconto 4.356 = 7.246 euro; a novembre versera’ il secondo acconto di 6.534 euro.E’ importante sottolineare che la prima rata d’acconto si paga insieme al saldo: entrambi entro il 30 giugno (o il 30 luglio con maggiorazione). Il secondo acconto, invece, e’ un versamento autonomo da fare entro il 30 novembre, senza possibilita’ di differimento ne’ di rateizzazione (salvo che per i forfettari, che hanno regole specifiche in alcune annualita’).Maggiorazione dello 0,40% per pagamento differitoLa maggiorazione dello 0,40% e’ una facolta’ prevista dalla normativa fiscale che permette al contribuente di posticipare di 30 giorni il pagamento del saldo IRPEF e del primo acconto IRPEF. Anziche’ versare entro il 30 giugno 2026 (scadenza ordinaria), si puo’ versare entro il 30 luglio 2026 applicando un interesse forfettario dello 0,40% sull’imposta dovuta.Per applicare la maggiorazione, basta moltiplicare l’importo dell’IRPEF dovuta per 1,004. Ad esempio, se devi versare 5.000 euro entro il 30 giugno, posticipando al 30 luglio dovrai pagare 5.000 x 1,004 = 5.020 euro. La maggiorazione non e’ una sanzione, ma un costo finanziario opzionale: il contribuente non commette alcuna irregolarita’ scegliendo di pagare con i 30 giorni di differimento. La condizione e’ che il versamento avvenga entro il 30 luglio 2026 con la maggiorazione gia’ inclusa nell’importo versato sul codice tributo corrispondente.Attenzione: la maggiorazione dello 0,40% non si applica al secondo acconto IRPEF in scadenza il 30 novembre. Per quella data non e’ previsto alcun differimento ordinario: chi paga in ritardo deve ricorrere al ravvedimento operoso, che comporta sanzioni piu’ alte. Inoltre, la maggiorazione non e’ deducibile come interesse passivo: e’ un costo finale per il contribuente.Soglie minime per i versamenti IRPEFNon sempre il saldo e acconto IRPEF vanno versati: la normativa fiscale prevede infatti soglie minime al di sotto delle quali il versamento non e’ dovuto. Queste soglie servono a evitare versamenti minimi che genererebbero piu’ costi amministrativi che gettito fiscale.Tipologia versamentoSoglia minimaConseguenzaSaldo IRPEF12 euroSotto soglia: non dovutoAcconto IRPEF totale51,65 euroSotto soglia: nessun acconto dovuto1° rata acconto (in due rate)40% di 257,52 = 103,01 euroSotto soglia: prima rata non dovuta, tutto in seconda rataAddizionale regionale12 euroSotto soglia: non dovutaAddizionale comunale12 euroSotto soglia: non dovutaLa soglia di 51,65 euro per l’acconto IRPEF totale e’ particolarmente rilevante per i piccoli contribuenti. Se l’IRPEF netta 2025 e’ inferiore a 51,65 euro, non si paga alcun acconto per il 2026. Sopra questa soglia, scatta l’obbligo di versamento con le regole gia’ viste (rata unica o doppia rata in base alla soglia di 257,52 euro).Per il saldo IRPEF la soglia e’ invece di 12 euro: se l’imposta a debito risultante dalla dichiarazione e’ inferiore a questo importo, non si versa nulla. La stessa soglia di 12 euro vale per le addizionali regionale e comunale, calcolate separatamente dall’IRPEF nazionale. Queste soglie minime semplificano la vita ai contribuenti e all’amministrazione fiscale, evitando versamenti irrisori. Codici tributo F24 per saldo e acconto IRPEFPer versare il saldo e acconto IRPEF 2026 tramite modello F24 telematico, e’ fondamentale utilizzare i codici tributo corretti. L’Agenzia delle Entrate ha definito codici specifici per ciascun tipo di versamento, distinguendo tra saldo, primo acconto, secondo acconto e addizionali. Un errore nei codici tributo puo’ rendere il versamento inefficace e generare sanzioni.Codice tributoDescrizioneAnno di riferimento (rateo)4001Saldo IRPEF20254033Primo acconto IRPEF20264034Secondo acconto IRPEF20263801Addizionale regionale IRPEF20253844Addizionale comunale IRPEF – saldo20253843Addizionale comunale IRPEF – acconto2026Nel modello F24 ogni codice tributo va compilato con il relativo anno di riferimento (es. 2025 per il saldo, 2026 per gli acconti) e con l’importo a debito. E’ possibile compensare crediti d’imposta (es. crediti IRPEF di anni precedenti, crediti IVA) con i versamenti dovuti, riducendo l’esborso effettivo. La compensazione orizzontale fino a 5.000 euro non richiede visto di conformita’; oltre questa soglia, e’ necessario il visto del professionista abilitato (commercialista, CAF) sulla dichiarazione.I versamenti tramite F24 devono essere effettuati esclusivamente in via telematica per i titolari di partita IVA. I privati possono utilizzare il F24 ordinario cartaceo presso banche, poste o agenti della riscossione, oppure il F24 online tramite home banking o servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Per la lista completa dei codici tributo, consulta la nostra guida ai codici tributo F24 2026.Rateizzazione dei versamenti IRPEFIl saldo IRPEF e il primo acconto IRPEF 2026 possono essere rateizzati, distribuendo l’importo in piu’ versamenti mensili. Questa possibilita’ e’ particolarmente utile per chi ha importi elevati da pagare e preferisce diluire l’esborso nell’arco di alcuni mesi. La normativa di riferimento e’ l’art. 20 DLgs 241/1997, modificato dalla L. 122/2010.Privati (non titolari di P.IVA): possono rateizzare in massimo 7 rate mensili di pari importo. Le rate scadono il 16 di ogni mese, da giugno a dicembre.Titolari di partita IVA: possono rateizzare in massimo 6 rate mensili. Le rate scadono il 16 di ogni mese, da giugno a novembre.Interessi: sulle rate successive alla prima si applica un tasso annuo del 4%, calcolato in misura giornaliera.Secondo acconto: non e’ rateizzabile, si paga in unica soluzione entro il 30 novembre 2026.La rateizzazione si comunica direttamente nel modello F24, indicando nella colonna “rateazione/regione” il numero della rata in pagamento e il numero totale di rate scelte (es. “0107” per la prima rata su sette). E’ importante mantenere la stessa rateazione per tutta la durata: se si saltano rate o si modificano gli importi, l’amministrazione fiscale considera l’intero importo come non versato e applica sanzioni. Errori e ritardi: ravvedimento operosoSe non si versa il saldo o l’acconto IRPEF entro le scadenze previste, e’ possibile sanare il ritardo tramite ravvedimento operoso, regolato dall’art. 13 DLgs 472/1997. Il ravvedimento riduce le sanzioni in proporzione alla rapidita’ con cui si regolarizza la posizione. La riforma sanzioni entrata in vigore con il DLgs 87/2024 ha rivisto al ribasso le sanzioni base, rendendo il ravvedimento ancora piu’ conveniente.Tempo di ravvedimentoSanzione ridottaInteressiEntro 14 giorni dalla scadenza0,083% per ogni giorno di ritardoTasso legale annuoDa 15 a 30 giorni1,25% (1/10 del 12,5%)Tasso legale annuoDa 31 a 90 giorni1,39% (1/9 del 12,5%)Tasso legale annuoEntro il termine dichiarazione anno successivo3,125% (1/8 del 25%)Tasso legale annuoOltre, ma entro 2 anni3,57% (1/7 del 25%)Tasso legale annuoIl ravvedimento operoso e’ particolarmente vantaggioso se applicato nei primi 30 giorni dalla scadenza. Per regolarizzare, si versa con F24 l’imposta originariamente dovuta, la sanzione ridotta (codice tributo 8901 per IRPEF) e gli interessi legali (codice tributo 1989). E’ una procedura accessibile anche senza l’aiuto di un professionista, ma se hai dubbi sui calcoli e’ bene rivolgersi a un CAF o a un commercialista per evitare errori che potrebbero invalidare il ravvedimento.Esempi pratici di calcolo IRPEF 2026Per fissare i concetti, vediamo tre esempi pratici di calcolo del saldo e acconto IRPEF 2026 in situazioni diverse: lavoratore dipendente con redditi aggiuntivi, professionista in regime ordinario, e pensionato con seconda casa.Esempio 1: dipendente con redditi da locazioneAnna e’ dipendente di una grande azienda, reddito 2025 di 32.000 euro lordi (CU rilasciata dal datore di lavoro). Ha anche un appartamento in affitto con cedolare secca al 21% che produce un reddito di 7.200 euro annui. Il sostituto d’imposta ha gia’ trattenuto in busta paga l’IRPEF sul reddito da lavoro. L’IRPEF residua dovuta riguarda quindi la sola sezione ordinaria del reddito complessivo (la cedolare e’ tassazione separata). Calcolando: 23% su 28.000 + 35% su (32.000-28.000) = 6.440 + 1.400 = 7.840 euro di IRPEF lorda. Detrazione lavoro dipendente per 32.000 euro: circa 1.910 euro. IRPEF netta: 7.840 – 1.910 = 5.930 euro. Trattenute dal datore: 5.930 euro (ipotesi conguaglio in busta). Saldo IRPEF da versare: 0 euro. Acconto IRPEF 2026: 100% di 5.930 = 5.930 euro, di cui prima rata 40% = 2.372 entro il 30/06/2026, seconda rata 60% = 3.558 entro il 30/11/2026.Esempio 2: professionista in regime ordinarioLuca, avvocato, reddito imponibile 2025 di 60.000 euro (compensi al netto dei costi). IRPEF lorda: 23% su 28.000 + 35% su 22.000 + 43% su 10.000 = 6.440 + 7.700 + 4.300 = 18.440 euro. Detrazioni varie: 1.200 euro. IRPEF netta: 17.240 euro. Ritenute d’acconto subite sui compensi: 4.800 euro. Acconti gia’ versati nel 2025: 10.000 euro (40% + 60% sul 2024). Saldo IRPEF 2026: 17.240 – 4.800 – 10.000 = 2.440 euro. Acconto 2026 (metodo storico, 100% di 17.240): 17.240 euro, di cui prima rata 40% = 6.896 euro + saldo 2.440 = 9.336 euro entro il 30/06/2026, seconda rata 60% = 10.344 euro entro il 30/11/2026.Esempio 3: pensionato con seconda casaGiuseppe, pensionato INPS, pensione 2025 di 18.000 euro annui. Possiede una seconda casa che usa come dimora secondaria (rendita catastale rivalutata: 800 euro). Reddito complessivo: 18.000 + 800 = 18.800 euro. IRPEF lorda: 23% su 18.800 = 4.324 euro. Detrazione pensione: circa 1.880 euro. IRPEF netta: 4.324 – 1.880 = 2.444 euro. L’INPS ha trattenuto in pensione l’IRPEF sui 18.000 euro di pensione, circa 2.260 euro (pari al 23% al netto delle detrazioni pro-quota). Saldo IRPEF da versare per la seconda casa: circa 184 euro. Acconto 2026: 100% di 2.444 = 2.444 euro, di cui prima rata 40% = 977,60 euro (sopra soglia 257,52, quindi divisibile in due) + saldo 184 = 1.162 euro circa entro il 30/06/2026, seconda rata 60% = 1.466 euro entro il 30/11/2026.Questi esempi mostrano come il saldo e acconto IRPEF 2026 possa variare sensibilmente in base alla tipologia di reddito e alla presenza o meno di un sostituto d’imposta. In casi complessi (redditi misti, partita IVA, immobili) e’ fondamentale rivolgersi a un CAF o a un commercialista per evitare errori che possono costare in termini di sanzioni. Il CAF Centro Fiscale di Udine e’ specializzato nella compilazione del modello 730 e del modello Redditi PF, con particolare attenzione alle esigenze dei contribuenti del Friuli Venezia Giulia, dove il sistema tavolare richiede competenze specifiche per la gestione degli immobili nelle dichiarazioni dei redditi. Domande frequenti sul saldo e acconto IRPEF 2026Quando scade il saldo IRPEF 2026?Il saldo IRPEF 2026 (relativo ai redditi 2025) scade il 30 giugno 2026. E’ possibile differire il versamento al 30 luglio 2026 applicando la maggiorazione dello 0,40% sull’imposta dovuta.Quanto si paga di acconto IRPEF nel 2026?L’acconto IRPEF 2026 e’ pari al 100% dell’IRPEF netta dovuta per l’anno d’imposta 2025 (metodo storico). In alternativa, si puo’ utilizzare il metodo previsionale, basato sulla stima del reddito 2026. L’acconto si versa in due rate: 40% entro il 30 giugno e 60% entro il 30 novembre 2026, se l’acconto totale supera 257,52 euro.Quali sono le aliquote IRPEF 2026?Le aliquote IRPEF 2026 sono articolate in tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.000 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. La riforma del DLgs 216/2023 ha ridotto da quattro a tre gli scaglioni IRPEF a partire dal 2024.Cosa succede se non pago il saldo IRPEF entro il 30 giugno 2026?Se non versi entro il 30 giugno 2026, hai due opzioni: pagare entro il 30 luglio 2026 con la maggiorazione dello 0,40%, oppure ricorrere al ravvedimento operoso per regolarizzare il ritardo con sanzioni ridotte. Piu’ tardi paghi, piu’ alta sara’ la sanzione.Posso rateizzare il saldo IRPEF 2026?Si’, il saldo IRPEF e il primo acconto IRPEF possono essere rateizzati. I privati possono dividere il versamento in massimo 7 rate mensili (con interessi del 4% annuo sulle rate successive alla prima), mentre i titolari di partita IVA in massimo 6 rate. Il secondo acconto non e’ rateizzabile.Quando il secondo acconto IRPEF non si paga?Il secondo acconto IRPEF 2026 (scadenza 30 novembre) non e’ dovuto quando l’imposta netta dell’anno precedente e’ inferiore a 51,65 euro. Inoltre, quando l’acconto totale e’ inferiore a 257,52 euro, non si paga la prima rata di giugno e l’intero importo viene versato in unica soluzione il 30 novembre.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Conclusione: gestire il saldo e acconto IRPEF 2026 con il CAFIl saldo e acconto IRPEF 2026 e’ un adempimento articolato che richiede attenzione su scadenze, calcoli e codici tributo. Le date fondamentali da memorizzare sono il 30 giugno 2026 per saldo e primo acconto (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%) e il 30 novembre 2026 per il secondo acconto. Le aliquote IRPEF 2026 restano confermate a tre scaglioni (23% / 35% / 43%) come stabilito dal DLgs 216/2023.Se vuoi essere certo di calcolare correttamente il saldo e acconto IRPEF 2026, evitare sanzioni e cogliere tutte le opportunita’ di risparmio fiscale (detrazioni, deduzioni, compensazioni), affidati al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori sono specializzati in dichiarazione dei redditi, sia con modello 730 sia con modello Redditi PF, e ti supportano in ogni fase: dalla raccolta documenti al calcolo dell’imposta, dalla compilazione del modello al versamento tramite F24. Prenota un appuntamento chiamando il nostro centralino o tramite il sito centrofiscale.com.Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 08:44:012026-05-22 08:09:57Saldo e Acconto IRPEF 2026: Calendario Scadenze e Come Calcolare i Versamenti
DICHIARAZIONE DEI REDDITISaldo e Acconto IRPEF 2026: Calendario Scadenze e Come Calcolare i VersamentiIl saldo e acconto IRPEF 2026 rappresenta uno dei passaggi fiscali piu importanti per contribuenti, partite IVA, lavoratori autonomi e dipendenti che presentano la dichiarazione dei redditi. La gestione corretta di queste scadenze permette di evitare sanzioni, interessi e ravvedimenti, garantendo al tempo stesso una pianificazione finanziaria piu efficace per l’intero anno.In questa guida completa trovi il calendario delle scadenze IRPEF 2026 riferite all’anno d’imposta 2025, le modalita per calcolare il saldo e gli acconti con il metodo storico e previsionale, i codici tributo da utilizzare nel modello F24, le regole per la rateizzazione e i casi specifici per dipendenti, autonomi, forfettari e pensionati.Indice dei contenutiScadenze saldo e acconto IRPEF 2026: il calendario completoCome funziona il meccanismo saldo + acconto IRPEFCome calcolare l’acconto IRPEF: metodo storico e previsionalePrima e seconda rata di acconto: importi e percentualiCodici tributo IRPEF: F24 e modalita di versamentoRateizzazione del saldo e del primo acconto IRPEF 2026Saldo e acconto per partite IVA in regime forfettarioIRPEF a debito per dipendenti e pensionati con modello 730Sanzioni e ravvedimento operoso in caso di omesso versamentoDomande frequentiScadenze saldo e acconto IRPEF 2026: il calendario completoLe scadenze IRPEF 2026 riguardano l’anno d’imposta 2025 e seguono il calendario stabilito dal DPR 435/2001 e successive modifiche. Conoscere con esattezza le date e i meccanismi del versamento e fondamentale per evitare ritardi e per programmare la liquidita aziendale e familiare.Ecco le principali scadenze da segnare in calendario per il 2026:30 giugno 2026: termine ordinario per il versamento del saldo IRPEF 2025 e del primo acconto IRPEF 2026, senza alcuna maggiorazione.30 luglio 2026: termine prorogato con maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse, per chi sceglie di differire il pagamento.30 novembre 2026: scadenza unica per il versamento del secondo o unico acconto IRPEF relativo all’anno d’imposta 2026.30 settembre 2026: termine ultimo per la presentazione del modello 730/2026.30 novembre 2026: termine ultimo per la presentazione del modello Redditi PF 2026.Per i soggetti ISA (Indici Sintetici di Affidabilita fiscale) e per i contribuenti in regime forfettario, e prevista una proroga abituale al 20 luglio 2026 senza maggiorazione, qualora confermata dal decreto attuativo. La proroga viene generalmente comunicata con DPCM nei mesi precedenti la scadenza. Come funziona il meccanismo saldo + acconto IRPEFIl sistema fiscale italiano per l’IRPEF si basa su un meccanismo di versamento anticipato: il contribuente paga in via preventiva una parte dell’imposta che si presume dovuta per l’anno in corso (acconto), per poi conguagliare l’anno successivo con il saldo. In sintesi:il saldo IRPEF rappresenta il conguaglio definitivo dell’imposta dovuta per l’anno d’imposta concluso (es. nel 2026 si paga il saldo riferito al 2025);il primo acconto IRPEF e una somma versata anticipatamente per l’anno d’imposta in corso (es. nel 2026 si versa l’acconto per l’IRPEF 2026);il secondo acconto IRPEF integra il primo per coprire l’intero anticipo previsto dalla legge.Il meccanismo nasce dalla necessita dello Stato di anticipare il gettito fiscale ed evitare l’eccessiva concentrazione dei versamenti in un unico momento. Per il contribuente, questo comporta la necessita di una pianificazione finanziaria piu attenta, soprattutto per chi ha redditi variabili.L’importo dell’acconto e calcolato in misura pari al 100% dell’IRPEF dovuta per l’anno precedente, al netto di detrazioni, crediti d’imposta e ritenute (cosiddetta “imposta storica”). Il contribuente puo tuttavia scegliere di applicare il metodo previsionale, ricalcolando l’acconto sulla base dei redditi attesi per l’anno in corso. Come calcolare l’acconto IRPEF: metodo storico e previsionaleIl contribuente puo scegliere tra due modalita di calcolo dell’acconto IRPEF: il metodo storico e il metodo previsionale. La scelta dipende dalla situazione reddituale dell’anno in corso e dalle previsioni future.Metodo storicoIl metodo storico e il metodo standard ed e calcolato sull’imposta dovuta nell’anno precedente. Si fa riferimento al rigo “Differenza” della dichiarazione dei redditi (rigo RN34 del Modello Redditi PF, rigo 70 del 730), che rappresenta l’IRPEF dovuta al netto di detrazioni, crediti e ritenute.se l’imposta dell’anno precedente e inferiore o pari a 51,65 euro: nessun acconto e dovuto;se l’imposta e superiore a 51,65 euro: l’acconto e pari al 100% dell’imposta storica.Esempio pratico: se la dichiarazione 2026 (anno d’imposta 2025) presenta un’IRPEF dovuta pari a 4.000 euro, l’acconto totale per il 2026 sara di 4.000 euro, da versare in due rate.Metodo previsionaleIl metodo previsionale consente di calcolare l’acconto in base ai redditi che si presume di conseguire nell’anno in corso. E particolarmente utile quando si prevede una riduzione significativa del reddito, ad esempio per cessazione dell’attivita, riduzione del fatturato o cambio di regime fiscale.Attenzione: scegliendo il metodo previsionale, in caso di errato calcolo (acconto versato inferiore al dovuto), si applicano sanzioni sulla differenza, riducibili tramite ravvedimento operoso. E quindi consigliabile applicare il metodo previsionale solo con previsioni prudenziali e documentabili. Prima e seconda rata di acconto: importi e percentualiL’acconto IRPEF viene generalmente versato in due rate, con scadenze e percentuali differenti. La suddivisione dipende dall’importo complessivo dell’acconto dovuto.Acconto inferiore a 257,52 euro: versamento in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2026.Acconto pari o superiore a 257,52 euro: versamento in due rate:prima rata – 40% dell’acconto, entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%);seconda rata – 60% dell’acconto, entro il 30 novembre 2026.Esempio pratico: con un’IRPEF storica 2025 di 3.000 euro, l’acconto totale per il 2026 e pari a 3.000 euro. La prima rata di acconto (40%) sara di 1.200 euro entro il 30 giugno 2026, mentre la seconda rata (60%) sara di 1.800 euro entro il 30 novembre 2026. Al saldo IRPEF 2025 (da versare insieme alla prima rata) si aggiungera il primo acconto, generando un esborso complessivo significativo a fine giugno.Per i contribuenti soggetti agli Indici Sintetici di Affidabilita Fiscale (ISA), la suddivisione dell’acconto e tipicamente 50% + 50%, secondo quanto previsto dal D.L. 124/2019. Codici tributo IRPEF: F24 e modalita di versamentoI versamenti del saldo e degli acconti IRPEF vanno effettuati tramite modello F24, utilizzando codici tributo specifici. La compilazione corretta del modello e fondamentale per evitare errori che potrebbero generare avvisi bonari o cartelle esattoriali.I principali codici tributo IRPEF da utilizzare nel 2026 sono:4001 – IRPEF saldo: per il versamento del saldo della dichiarazione dei redditi (anno d’imposta 2025);4033 – IRPEF acconto prima rata: per il versamento del primo acconto IRPEF (anno d’imposta 2026);4034 – IRPEF acconto seconda rata o acconto in unica soluzione: per il versamento del secondo acconto o dell’acconto in unica soluzione.Nel modello F24, in corrispondenza dell’anno di riferimento, occorre indicare:2025 per il codice 4001 (saldo dell’anno d’imposta concluso);2026 per i codici 4033 e 4034 (acconto sull’anno d’imposta in corso).I versamenti vanno effettuati esclusivamente tramite F24 telematico: i contribuenti titolari di partita IVA hanno l’obbligo di utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (F24 web, F24 online o intermediari). I privati senza partita IVA possono utilizzare anche l’home banking abilitato. Rateizzazione del saldo e del primo acconto IRPEF 2026Il contribuente puo scegliere di rateizzare il saldo IRPEF e il primo acconto, suddividendo l’importo in piu rate mensili. La seconda rata di acconto (quella di novembre) non e mai rateizzabile e va versata in un’unica soluzione.Le regole della rateizzazione sono diverse per titolari di partita IVA e per i contribuenti privati senza partita IVA:Titolari di partita IVA: rateizzazione fino a un massimo di 7 rate, da versare entro il 16 di ogni mese (l’ultima entro il 16 dicembre 2026);Privati senza partita IVA: rateizzazione fino a un massimo di 7 rate, da versare entro la fine di ogni mese (l’ultima entro il 30 novembre 2026).Sulle rate successive alla prima si applicano interessi mensili dello 0,33% (4% annuo), non capitalizzati. La prima rata coincide con la scadenza ordinaria del 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%).Per indicare la rateizzazione nel modello F24, occorre compilare il campo “rateazione/regione/prov.” con il formato NNRR, dove NN e il numero della rata in pagamento e RR e il numero totale di rate scelte (es. 0107 per la prima di sette rate).Saldo e acconto per partite IVA in regime forfettarioI contribuenti in regime forfettario non versano l’IRPEF ordinaria ma sono soggetti a un’imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni di attivita, in presenza dei requisiti di legge). Anche per loro vale il meccanismo del saldo + acconto, con le stesse scadenze IRPEF:30 giugno 2026: saldo imposta sostitutiva 2025 + primo acconto 2026;30 luglio 2026: stesso termine con maggiorazione 0,40%;30 novembre 2026: secondo o unico acconto imposta sostitutiva 2026.I codici tributo dell’imposta sostitutiva forfettaria sono diversi da quelli IRPEF:1792 – Imposta sostitutiva regime forfettario – saldo;1790 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto prima rata;1791 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto seconda rata o acconto unica soluzione.I contribuenti forfettari beneficiano abitualmente della proroga al 20 luglio per il versamento senza maggiorazione, qualora confermata dal decreto annuale. La proroga riguarda anche chi applica gli ISA, sebbene per i forfettari la motivazione sia diversa (esonero ISA per legge). IRPEF a debito per dipendenti e pensionati con modello 730I lavoratori dipendenti e i pensionati che presentano il modello 730/2026 non utilizzano in genere il modello F24 per il versamento del saldo e degli acconti. Le somme dovute (o a credito) sono gestite direttamente dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) attraverso le trattenute o i rimborsi in busta paga o nel cedolino della pensione.Il calendario delle operazioni di conguaglio per il 730/2026 e il seguente:Luglio 2026: prima trattenuta del saldo IRPEF e del primo acconto, ovvero rimborso di eventuale credito;Agosto-novembre 2026: eventuale rateizzazione delle trattenute fino a un massimo di novembre;Novembre 2026: trattenuta della seconda rata di acconto IRPEF (oppure unica rata).Per i pensionati, le trattenute avvengono sul cedolino della pensione INPS o dell’ente erogatore. Eventuali ritardi nelle trattenute possono verificarsi per problematiche tecniche degli enti previdenziali, come accaduto in passato con casi di errata trasmissione delle Certificazioni Uniche.Il contribuente che presenta il 730 senza sostituto d’imposta (es. lavoratori che hanno perso l’occupazione, contribuenti con redditi diversi) deve versare in F24 come i titolari di partita IVA, rispettando le scadenze del 30 giugno e 30 novembre 2026.Sanzioni e ravvedimento operoso in caso di omesso versamentoIl mancato o insufficiente versamento del saldo o degli acconti IRPEF entro le scadenze previste comporta l’applicazione di sanzioni amministrative. La sanzione base e pari al 25% dell’importo non versato (come previsto dal D.Lgs. 87/2024 in vigore dal 1° settembre 2024), oltre agli interessi legali maturati dal giorno successivo alla scadenza.Il contribuente puo regolarizzare la propria posizione tramite il ravvedimento operoso, beneficiando di sanzioni ridotte in base al ritardo:entro 14 giorni: sanzione 0,083% per ogni giorno di ritardo;da 15 a 30 giorni: sanzione 1,25%;da 31 a 90 giorni: sanzione 1,39%;oltre 90 giorni ed entro 1 anno: sanzione 3,125%;oltre 1 anno ed entro 2 anni: sanzione 3,572%;oltre 2 anni: sanzione 4,167%.Gli interessi legali da applicare per i versamenti tardivi sono pari al 2% annuo dal 1° gennaio 2025 (Decreto MEF 10 dicembre 2024). Per i versamenti effettuati nel corso del 2026, occorrera verificare se il tasso legale e stato eventualmente aggiornato con decreto ministeriale.I codici tributo per sanzioni e interessi da ravvedimento sono:8901 – sanzione pecuniaria IRPEF;1989 – interessi sul ravvedimento IRPEF.Domande frequentiQuando si paga il saldo IRPEF 2025?Il saldo IRPEF relativo all’anno d’imposta 2025 si versa entro il 30 giugno 2026, senza maggiorazione. E possibile prorogare il versamento al 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse.Quando si versa il secondo acconto IRPEF 2026?Il secondo acconto IRPEF per l’anno d’imposta 2026 si versa entro il 30 novembre 2026. Se l’acconto totale e inferiore a 257,52 euro, si versa in unica soluzione sempre entro il 30 novembre.Come si calcola l’acconto IRPEF 2026?L’acconto IRPEF si calcola con il metodo storico applicando il 100% dell’imposta dovuta per l’anno precedente (rigo “Differenza” della dichiarazione). In alternativa, si puo applicare il metodo previsionale stimando i redditi dell’anno in corso, ma con il rischio di sanzioni in caso di errato calcolo.Quali sono i codici tributo per il saldo e gli acconti IRPEF?I codici tributo IRPEF sono: 4001 per il saldo, 4033 per il primo acconto e 4034 per il secondo acconto o acconto in unica soluzione.Posso rateizzare il secondo acconto IRPEF?No, la seconda rata di acconto IRPEF non e rateizzabile e va versata in un’unica soluzione entro il 30 novembre. Solo il saldo e la prima rata di acconto possono essere rateizzati fino a un massimo di 7 rate mensili.Cosa succede se non pago in tempo l’IRPEF?In caso di omesso o tardivo versamento si applica una sanzione del 25% sull’importo non versato, oltre agli interessi legali. E possibile regolarizzare la propria posizione tramite il ravvedimento operoso, beneficiando di sanzioni ridotte in funzione del ritardo (da 0,083% a 4,167%).Hai bisogno di assistenza per il calcolo e il versamento IRPEF?Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste contribuenti, lavoratori dipendenti, pensionati, partite IVA e contribuenti forfettari nel calcolo del saldo e degli acconti IRPEF, nella compilazione del modello F24 e nella pianificazione delle scadenze fiscali 2026.Il nostro team di esperti fiscali e tributari ti supporta nella scelta del metodo di calcolo piu vantaggioso (storico o previsionale), nella verifica della rateizzazione e nella gestione di eventuali ravvedimenti operosi. Contatta il CAF Centro Fiscale per fissare un appuntamento e ottenere assistenza personalizzata sulle scadenze IRPEF 2026.Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 22:48:572026-05-21 22:49:25Saldo e Acconto IRPEF 2026: Calendario Scadenze e Come Calcolare i Versamenti
IMU, TASI E MODELLO F24, NOTIZIEScadenze fiscali 18-24 maggio 2026: il calendario dell’Agenzia delle EntrateLa settimana dal 18 al 24 maggio 2026 rappresenta uno degli snodi piu’ importanti del calendario fiscale dell’anno: lunedi’ 18 maggio, infatti, scatta la scadenza unificata mensile (slittata dal 16 maggio, che cade di sabato) per il versamento di ritenute, IVA e contributi previdenziali. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutte le scadenze previste dal calendario del contribuente dell’Agenzia delle Entrate, con codici tributo F24 e sanzioni in caso di ritardo.Indice dei contenutiScadenze della settimana 18-24 maggio 2026 a colpo d’occhioLunedi’ 18 maggio 2026: la scadenza unificata mensileRitenute IRPEF: codici tributo F24 da utilizzareIVA mensile relativa ad aprile 2026Contributi INPS Gestione SeparataCasse previdenziali professionistiBollo virtuale sulle fatture elettronicheRavvedimento operoso 2026: come rimediareCosa NON scade tra il 18 e il 24 maggio 2026Consigli pratici per il contribuenteFAQ – Domande frequentiScadenze della settimana 18-24 maggio 2026 a colpo d’occhioPrima di entrare nel dettaglio dei singoli adempimenti, ecco una panoramica sinottica delle scadenze fiscali piu’ rilevanti previste nella settimana dal 18 al 24 maggio 2026. La data piu’ importante e’ senza dubbio lunedi’ 18 maggio, giorno in cui si concentra la quasi totalita’ degli obblighi mensili.DataAdempimentoSoggetti interessatiLun 18/05/2026Versamento ritenute IRPEF lavoro dipendente e autonomo (aprile 2026)Sostituti d’impostaLun 18/05/2026Versamento IVA mensile (mese di aprile 2026)Partite IVA in regime mensileLun 18/05/2026Contributi INPS Gestione Separata (collaboratori e committenti)Committenti e collaboratoriLun 18/05/2026Contributi INPS lavoratori dipendenti (UniEmens aprile 2026)Datori di lavoroLun 18/05/2026Bollo virtuale fatture elettroniche I trimestre 2026 (importo > 5.000 euro)Partite IVA18-24/05/2026Trasmissione UniEmens periodo aprile 2026 (entro 31/05)Datori di lavoroImportante: il 16 maggio 2026 cade di sabato, quindi tutti gli adempimenti previsti a quella data slittano automaticamente al primo giorno lavorativo successivo, ossia lunedi’ 18 maggio 2026, in applicazione dell’art. 18 del D.Lgs. 241/1997. Lunedi’ 18 maggio 2026: la scadenza unificata mensileLa scadenza fiscale del 18 maggio 2026 (in luogo del 16 maggio, sabato) e’ una di quelle “centrali” del calendario fiscale italiano. In un’unica data si concentrano gli adempimenti relativi al mese precedente per quanto riguarda:Versamento delle ritenute IRPEF operate dai sostituti d’imposta su stipendi, pensioni, compensi a professionisti e collaboratori (riferimento: redditi corrisposti ad aprile 2026)Versamento dell’IVA mensile di aprile 2026 da parte dei contribuenti in regime mensileVersamento dei contributi previdenziali INPS a carico di datori di lavoro, committenti e collaboratori della Gestione SeparataPagamento del bollo virtuale sulle fatture elettroniche relative al primo trimestre 2026 (se l’importo cumulato supera 5.000 euro)Versamento delle addizionali regionali e comunali trattenute sui redditi di lavoro dipendenteTutti i versamenti si effettuano con modello F24, esclusivamente in modalita’ telematica (canali Entratel/Fisconline, home banking convenzionato o intermediario abilitato come il CAF). Ritenute IRPEF: codici tributo F24 da utilizzareI sostituti d’imposta (datori di lavoro, enti pensionistici, committenti di lavoro autonomo) devono versare entro il 18 maggio 2026 le ritenute IRPEF trattenute sui compensi erogati nel mese di aprile 2026. I principali codici tributo F24 da indicare nella sezione “Erario” sono:Codice tributoDescrizione1001Ritenute su retribuzioni, pensioni, trasferte e mensilita’ aggiuntive1002Ritenute su emolumenti arretrati1004Ritenute su redditi assimilati a lavoro dipendente1040Ritenute su redditi di lavoro autonomo (compensi a professionisti)1038Ritenute su provvigioni di agenti, rappresentanti, mediatori3802Addizionale regionale IRPEF trattenuta dai sostituti3848Addizionale comunale IRPEF – saldo3847Addizionale comunale IRPEF – accontoIl mese di riferimento da indicare nel modello F24 e’ “04” (aprile) e l’anno di riferimento e’ “2026”. Per le ritenute sui redditi di lavoro autonomo (codice 1040), il calcolo standard e’ del 20% a titolo di acconto IRPEF, da operarsi sul compenso lordo al netto della rivalsa previdenziale (es. 4% Gestione Separata o 4% Cassa Forense). IVA mensile relativa ad aprile 2026I contribuenti che hanno optato per la liquidazione mensile dell’IVA (regime ordinario obbligatorio per chi supera certi volumi d’affari) devono versare entro lunedi’ 18 maggio 2026 l’IVA a debito risultante dalla liquidazione del mese di aprile 2026.I principali codici tributo per il versamento dell’IVA mensile sono quelli della serie 6001-6012, dove le ultime due cifre indicano il mese di riferimento. Per la liquidazione di aprile 2026 si usa quindi il codice 6004.6004 – Versamento IVA mensile aprile1668 – Interessi pagamento dilazionato (in caso di rateazione)6099 – Saldo IVA annualePer i contribuenti che hanno scelto la liquidazione trimestrale (opzione vincolante per almeno un anno solare, possibile per chi nell’anno precedente ha realizzato un volume d’affari non superiore a 500.000 euro per i servizi o 800.000 euro per altre attivita’), la prossima scadenza utile sara’ invece il 31 maggio 2026 per la LIPE del I trimestre (slittata al 1° giugno 2026, lunedi’) e successivamente il 20 agosto 2026 per il versamento del II trimestre. Contributi INPS Gestione SeparataEntro lunedi’ 18 maggio 2026 i committenti devono versare i contributi INPS della Gestione Separata trattenuti sui compensi corrisposti nel mese di aprile 2026 a collaboratori coordinati e continuativi, occasionali con compensi superiori a 5.000 euro annui, amministratori e sindaci di societa’.Le aliquote 2026 della Gestione Separata, da ripartire 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del collaboratore, sono indicativamente le seguenti (in attesa di eventuali aggiornamenti nella circolare INPS annuale di riferimento):33,72% circa per i collaboratori non iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria (33% IVS + 0,72% maternita’/malattia/DIS-COLL)24% circa per i collaboratori gia’ iscritti ad altra cassa previdenziale o pensionatiI principali codici causale F24 sono CXX (codice azienda) e C10 per Gestione Separata; il riferimento e’ “04/2026”. Il versamento si effettua nella sezione INPS del modello F24, indicando il codice sede INPS competente. Casse previdenziali professionistiAnche se la scadenza generale e’ fissata al 18 maggio 2026, ricordiamo che le casse previdenziali private dei professionisti (Cassa Forense per avvocati, Inarcassa per architetti e ingegneri, ENPAM per medici, ENPAP per psicologi, ENPAB per biologi, CNPADC per commercialisti) hanno scadenze proprie spesso indipendenti dal calendario fiscale dell’Agenzia delle Entrate.Nel periodo dal 18 al 24 maggio 2026 segnaliamo in particolare:Trasmissione telematica del modello UniEmens relativo ad aprile 2026 (scadenza ordinaria 31/05/2026)Eventuali rate periodiche dei contributi minimi delle casse di previdenza professionali, ciascuna con propria scadenza interna (verificare il calendario della propria cassa di appartenenza)Versamento di eventuali contributi volontari per il riscatto di periodi non copertiPer i versamenti delle casse private si utilizzano modelli e canali dedicati (M-Avv, GP-Inarcassa), distinti dal modello F24 ordinario. Si consiglia di consultare sempre l’area riservata della propria cassa per il prospetto delle scadenze personalizzate.Bollo virtuale sulle fatture elettronicheIl versamento dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche emesse nel I trimestre 2026 (gennaio-marzo) deve essere effettuato entro il termine del 31 maggio 2026 (slittato a lunedì 1° giugno 2026 in quanto il 31 maggio cade di domenica), oppure puo’ essere differito se l’importo dovuto e’ inferiore alle soglie previste dalla normativa.Attenzione: dal 2023 sono cambiate le regole sulla cumulabilita’ tra trimestri. Il versamento del bollo del I trimestre puo’ essere differito al II trimestre se l’importo dovuto non supera 5.000 euro; in caso contrario va versato entro la scadenza ordinaria.I codici tributo F24 per il bollo sulle fatture elettroniche sono:2521 – Bollo fatture elettroniche I trimestre2522 – Bollo fatture elettroniche II trimestre2523 – Bollo fatture elettroniche III trimestre2524 – Bollo fatture elettroniche IV trimestreL’importo dovuto e’ calcolato e proposto direttamente dall’Agenzia delle Entrate nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”, in base alle fatture transitate dal Sistema di Interscambio (SdI). Ravvedimento operoso 2026: come rimediareChi non riesce a versare entro il 18 maggio 2026 puo’ regolarizzare la propria posizione con il ravvedimento operoso, beneficiando di sanzioni ridotte in funzione del tempo trascorso dalla scadenza. Le percentuali sono state riviste dal D.Lgs. 87/2024, in vigore per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024, che ha sostituito la sanzione standard del 30% con una nuova misura base del 25%.Tempo dalla scadenzaSanzione ridottaFrazione della sanzione baseEntro 14 giorni0,083% al giorno (ravvedimento “sprint”)1/10 della sanzione base, ridotta a 1/15 per giornoDa 15 a 30 giorni1,25%1/10 della sanzione base (25%)Da 31 a 90 giorni1,39%1/9 della sanzione baseEntro 1 anno (o termine dichiarazione)3,125%1/8 della sanzione baseEntro 2 anni (o termine successivo)3,572%1/7 della sanzione baseOltre 2 anni4,167%1/6 della sanzione baseOltre alla sanzione ridotta, vanno versati gli interessi legali al tasso annuo vigente (per il 2026 occorre verificare il decreto del MEF di fine 2025 che fissa il nuovo tasso) e l’imposta omessa, indicando nel modello F24 il codice tributo dell’imposta originaria insieme ai codici tributo della sanzione (8901 per IRPEF, 8904 per IVA) e degli interessi (1989 per IRPEF, 1991 per IVA).Cosa NON scade tra il 18 e il 24 maggio 2026Per evitare confusioni, riepiloghiamo brevemente le principali scadenze che NON cadono nella settimana dal 18 al 24 maggio 2026, ma che molti contribuenti potrebbero erroneamente attendersi:Il saldo IRPEF 2025 e il primo acconto IRPEF 2026 scadono il 16 giugno 2026 (con possibilita’ di differimento al 30 giugno con maggiorazione dello 0,40%, oppure entro il 30 luglio 2026 con ulteriore +0,40%)L’acconto IMU 2026 scade il 16 giugno 2026L’invio del 730 precompilato e’ aperto dal 30 aprile 2026 (data modificata rispetto al 15 aprile dei precedenti anni) ed e’ possibile inviarlo fino al 30 settembre 2026La LIPE (Liquidazione Periodica IVA) del I trimestre 2026 scade il 31 maggio 2026 (slitta a lunedi’ 1° giugno 2026 perche’ il 31 cade di domenica)La dichiarazione IVA annuale 2025 e’ gia’ scaduta il 30 aprile 2026 Consigli pratici per il contribuentePer affrontare al meglio la scadenza del 18 maggio 2026 e gli altri adempimenti della settimana, ecco alcuni consigli pratici dal CAF Centro Fiscale di Udine:Prepara il modello F24 con anticipo: predisporlo gia’ nei primi giorni di maggio consente di verificare eventuali compensazioni con crediti d’imposta disponibili (es. credito IVA, credito IRPEF da 730).Verifica i crediti compensabili: dal 1° luglio 2024 sono in vigore nuove regole sulla compensazione orizzontale dei crediti tramite F24. Per importi superiori a 5.000 euro annui e’ obbligatoria la presentazione esclusiva tramite canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.Controlla la capienza del conto: il modello F24 viene addebitato il giorno della scadenza; un addebito respinto comporta sanzioni e ricalcolo del ravvedimento.Conserva la ricevuta telematica: la quietanza F24 va conservata per almeno 10 anni in caso di contestazioni.Affidati al CAF per le scadenze complesse: in particolare per i sostituti d’imposta, la corretta gestione delle ritenute richiede competenze specifiche.FAQ – Domande frequentiPerche’ la scadenza del 16 maggio 2026 e’ spostata al 18 maggio?Il 16 maggio 2026 cade di sabato. In base all’art. 18 del D.Lgs. 241/1997, quando una scadenza fiscale cade di sabato o di giorno festivo, il termine slitta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo. Nel caso specifico, lunedi’ 18 maggio 2026.Posso pagare il modello F24 in banca senza intermediario?I titolari di partita IVA sono obbligati al versamento telematico tramite Fisconline/Entratel o intermediario abilitato. I privati senza partita IVA possono utilizzare l’home banking convenzionato o pagare allo sportello bancario solo se il modello F24 non contiene compensazioni.Cosa succede se sbaglio il codice tributo nel modello F24?L’errore nel codice tributo non comporta sanzioni se l’imposta complessivamente versata e’ corretta. E’ sufficiente presentare un’istanza di correzione del modello F24 presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate o tramite i servizi telematici, con il modello F24 originario e il dettaglio della corretta imputazione.Le partite IVA in regime forfettario devono versare il 18 maggio 2026?I forfettari non addebitano IVA sulle fatture e non hanno liquidazioni periodiche IVA, quindi non hanno scadenze IVA mensili. Tuttavia, se hanno corrisposto compensi a professionisti soggetti a ritenuta o se hanno dipendenti, possono essere tenuti a versare le ritenute. Inoltre, se hanno emesso fatture elettroniche soggette a bollo, devono il bollo nei termini ordinari.Quali sanzioni rischio se non verso il 18 maggio?La sanzione base per omesso o tardivo versamento e’ stata ridotta dal 30% al 25% dell’imposta dovuta a seguito del D.Lgs. 87/2024. Con il ravvedimento operoso si ottengono sconti significativi: ad esempio, ravvedendosi entro 30 giorni si paga solo l’1,25% oltre interessi legali e all’imposta originaria.Dove trovo il calendario fiscale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate?Il calendario del contribuente aggiornato e’ pubblicato sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate alla pagina Calendario del contribuente, con filtri per mese, tipologia di contribuente e categoria di adempimento.Hai bisogno di assistenza per le scadenze fiscali?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione di tutti gli adempimenti previsti dal calendario fiscale: compilazione e trasmissione del modello F24, gestione delle ritenute, liquidazioni IVA periodiche e annuali, ravvedimento operoso e regolarizzazione di posizioni pregresse.Contattaci per fissare un appuntamento e per ricevere il prospetto personalizzato delle tue scadenze fiscali 2026.Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 11:48:492026-05-30 00:20:12Scadenze fiscali 18-24 maggio 2026: il calendario dell’Agenzia delle Entrate
NOTIZIEScadenze fiscali 18-24 maggio 2026, il calendario dell’Agenzia delle EntrateIndice dei contenutiIl calendario fiscale della settimana 18-24 maggio 2026Scadenze fiscali di lunedì 18 maggio 2026Scadenze fiscali di mercoledì 20 maggio 2026Scadenze fiscali di venerdì 22 maggio 2026Gli adempimenti mensili del 16 maggio differiti al 18Cosa fare se hai dimenticato una scadenza fiscaleCome pagare le scadenze fiscali con il modello F24Il supporto del CAF Centro Fiscale per le scadenzeDomande frequenti sulle scadenze fiscali di maggio 2026La settimana dal 18 al 24 maggio 2026 porta con sé diverse scadenze fiscali importanti per contribuenti, lavoratori autonomi, imprese e sostituti d’imposta. Il calendario dell’Agenzia delle Entrate per questi giorni include adempimenti che riguardano versamenti differiti, comunicazioni periodiche e dichiarazioni IVA da non dimenticare. In questa guida pratica ti spieghiamo, giorno per giorno, quali sono le principali scadenze fiscali della settimana e come gestirle senza errori, con il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine.Il calendario fiscale della settimana 18-24 maggio 2026Il calendario del contribuente pubblicato dall’Agenzia delle Entrate raccoglie tutte le scadenze fiscali del periodo. La settimana che va dal 18 al 24 maggio 2026 contiene scadenze importanti soprattutto nei primi giorni della settimana, perché il termine ordinario del 16 maggio (che cade di sabato) viene automaticamente posticipato al primo giorno lavorativo successivo, cioè lunedì 18 maggio.Questa regola del differimento, prevista dall’articolo 7 del D.L. 70/2011 e dall’articolo 18 del D.Lgs. 241/1997, vale per tutti i versamenti unitari che scadono di sabato o di giorno festivo. È un meccanismo automatico, quindi non occorre nessuna comunicazione preventiva: chi paga lunedì 18 maggio non subisce sanzioni né interessi di mora.Le principali categorie di adempimenti che troviamo nella settimana sono:Versamenti mensili F24 (ritenute, IVA, contributi INPS)Versamento IVA trimestrale primo trimestre 2026 (per i contribuenti trimestrali)Liquidazione periodica IVA (LIPE) primo trimestre 2026Comunicazioni telematiche (operazioni con l’estero, dati fattura)Contributi previdenziali delle casse professionaliVediamo nel dettaglio le scadenze giorno per giorno. Scadenze fiscali di lunedì 18 maggio 2026Il lunedì 18 maggio 2026 è il giorno più “denso” di scadenze fiscali di tutta la settimana. Questo perché la scadenza ordinaria del 16 maggio (sabato) viene differita al primo giorno lavorativo utile. Tutti gli adempimenti mensili e trimestrali con scadenza 16 maggio si pagano quindi entro il 18 maggio senza sanzioni.Versamento ritenute IRPEF su redditi di lavoroI sostituti d’imposta (datori di lavoro, committenti di lavoratori autonomi, condomini) devono versare con modello F24 le ritenute IRPEF operate nel mese di aprile 2026. I codici tributo principali sono:1001 – ritenute su retribuzioni, pensioni e assimilati1004 – ritenute su redditi assimilati al lavoro dipendente1040 – ritenute su redditi di lavoro autonomo1038 – ritenute su provvigioni inerenti a rapporti di commissioneVersamento IVA mensileI contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare l’IVA a debito del mese di aprile 2026 tramite F24, con codice tributo 6004 (IVA mensile aprile). Il versamento può essere compensato con eventuali crediti IVA disponibili da liquidazioni precedenti o con altri crediti tributari e contributivi.Versamento IVA trimestrale primo trimestre 2026I contribuenti IVA trimestrali “per opzione” (quelli che hanno scelto la liquidazione trimestrale pur potendo essere mensili) devono versare l’IVA relativa al primo trimestre 2026 (gennaio-marzo) con codice tributo 6031. A questo importo si applica la maggiorazione dell’1% a titolo di interessi, come previsto per i trimestrali per opzione.Per i trimestrali naturali (artigiani e piccoli commercianti sotto soglia, professionisti sotto i 500.000 euro di ricavi), invece, la scadenza del versamento del primo trimestre è il 16 maggio (quindi 18 maggio 2026 per il differimento), senza maggiorazione dell’1%.Contributi INPS Gestione SeparataI committenti di collaboratori coordinati e continuativi e di altri soggetti iscritti alla Gestione Separata INPS devono versare i contributi del mese di aprile 2026. Le aliquote per il 2026 sono:26,07% per i professionisti senza altra copertura previdenziale24% per i soggetti già iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria o pensionati Scadenze fiscali di mercoledì 20 maggio 2026La giornata di mercoledì 20 maggio 2026 è dedicata principalmente agli adempimenti delle casse previdenziali dei lavoratori dello spettacolo e ad alcuni versamenti specifici di enti previdenziali professionali.Versamento contributi ex ENPALSI datori di lavoro dello spettacolo e dello sport professionistico devono versare i contributi previdenziali relativi al mese di aprile 2026 alla gestione ex ENPALS (ora confluita nell’INPS). Il versamento avviene tramite modello F24 con i codici dedicati al settore spettacolo.Comunicazione operazioni con paesi a fiscalità privilegiataLe imprese che hanno effettuato nel mese precedente operazioni con soggetti residenti in paesi a fiscalità privilegiata (cosiddetta “black list”) devono trasmettere la comunicazione telematica dei dati. L’adempimento, previsto dall’art. 1 del D.L. 40/2010, riguarda cessioni e prestazioni di importo superiore alla soglia di legge.Scadenze fiscali di venerdì 22 maggio 2026La giornata di venerdì 22 maggio 2026 non presenta scadenze fiscali ricorrenti di rilievo generale, ma è importante per chi ha ricevuto avvisi bonari dell’Agenzia delle Entrate. Verifica sempre il tuo cassetto fiscale per non perdere comunicazioni con scadenza personalizzata.Avvisi bonari e comunicazioni di irregolaritàGli avvisi bonari sono comunicazioni che l’Agenzia delle Entrate invia ai contribuenti a seguito di un controllo automatizzato (art. 36-bis DPR 600/1973 per le imposte sui redditi, art. 54-bis DPR 633/1972 per l’IVA). Hanno una scadenza personale di 30 giorni dalla notifica, durante i quali il contribuente può:Pagare l’importo richiesto con sanzione ridotta a un terzo del minimoChiedere chiarimenti o segnalare errori all’AgenziaRateizzare l’importo fino a 20 rate trimestrali (per somme superiori a 5.000 euro)Controlla regolarmente il cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate per verificare la presenza di nuove comunicazioni. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella lettura, verifica e definizione degli avvisi bonari. Gli adempimenti mensili del 16 maggio differiti al 18Come anticipato, gli adempimenti mensili con scadenza ordinaria al 16 del mese vengono spostati al primo giorno lavorativo utile quando il 16 cade di sabato, domenica o festivo. Nel 2026, il 16 maggio cade di sabato, quindi tutti i versamenti slittano a lunedì 18 maggio. Ecco l’elenco completo degli adempimenti ricorrenti che riguardano la maggior parte dei contribuenti:Ritenute IRPEF su lavoro dipendente, autonomo, provvigioniAddizionali regionali e comunali IRPEF trattenute ai lavoratori dipendentiIVA mensile aprile 2026 (codice tributo 6004)Contributi INPS dipendenti (modello UniEmens)Contributi INPS Gestione Separata per committentiContributi INAIL autoliquidazione (per chi ha optato per la rateizzazione)Imposta sostitutiva regime forfettario (eventuali acconti rateizzati)Sostituti d’imposta: cosa cambia per condominiAnche i condomini sono sostituti d’imposta. Se hanno pagato lavori di manutenzione o servizi ad artigiani o professionisti nel mese di aprile, devono versare entro il 18 maggio 2026 la ritenuta del 4% prevista dall’art. 25-ter del DPR 600/1973 (codice tributo 1019 per ritenute IRPEF, 1020 per IRES). Il versamento può essere effettuato solo se la somma delle ritenute raggiunge i 500 euro, altrimenti si rinvia al mese successivo.Cosa fare se hai dimenticato una scadenza fiscaleSe ti accorgi di aver dimenticato una scadenza fiscale, puoi sanare la posizione con il ravvedimento operoso previsto dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997. Più rapidamente intervieni, minore sarà la sanzione da pagare. Ecco la tabella riassuntiva delle sanzioni ridotte per il ravvedimento dei versamenti tributari:Entro 14 giorni: sanzione 0,1% per ogni giorno di ritardo (ravvedimento “sprint”)Da 15 a 30 giorni: sanzione 1,5% (un decimo del 15%)Da 31 a 90 giorni: sanzione 1,67% (un nono del 15%)Entro un anno: sanzione 3,75% (un ottavo del 30%)Entro due anni: sanzione 4,29% (un settimo del 30%)Oltre due anni: sanzione 5% (un sesto del 30%)Oltre alla sanzione ridotta, devi calcolare anche gli interessi di mora al tasso legale (attualmente 2,5% annuo, decreto MEF dicembre 2024 per l’anno 2025; il tasso legale 2026 sarà aggiornato a fine 2025 con apposito decreto). Per evitare errori di calcolo, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale che si occuperà di predisporre il modello F24 corretto.Codici tributo per le sanzioni e gli interessi del ravvedimentoPer versare le sanzioni e gli interessi del ravvedimento operoso si usano codici tributo specifici, distinti da quelli del tributo principale. I codici più comuni sono:8904 – sanzione ravvedimento IVA1991 – interessi sul ravvedimento IRPEF1993 – interessi sul ravvedimento IVA8901 – sanzione ravvedimento IRPEF Come pagare le scadenze fiscali con il modello F24Il modello F24 è lo strumento universale per pagare imposte, contributi e tributi locali in Italia. È stato istituito dal D.Lgs. 241/1997 e oggi rappresenta il principale canale di versamento unitario verso lo Stato. La sua caratteristica fondamentale è la possibilità di compensare crediti e debiti tributari e contributivi nello stesso modello.Le modalità di pagamento del modello F24Esistono diverse modalità per pagare l’F24, scelte in base alla tipologia di contribuente:F24 telematico tramite home banking: per privati, professionisti e impreseF24 tramite servizi dell’Agenzia delle Entrate (Entratel/Fisconline): obbligatorio per i titolari di partita IVA che effettuano compensazioniF24 tramite intermediari abilitati: il CAF Centro Fiscale può inviare per tuo contoF24 cartaceo: ammesso solo per i privati senza compensazioni e per importi limitati (max 1.000 euro)I titolari di partita IVA devono usare l’F24 telematicoDal 2007 (con l’introduzione dell’art. 37 del D.L. 223/2006), tutti i titolari di partita IVA hanno l’obbligo di presentare il modello F24 esclusivamente in modalità telematica, anche se non effettuano compensazioni. Le opzioni sono Entratel/Fisconline (sistema dell’Agenzia delle Entrate) oppure i servizi di home banking abilitati al CBI.Il supporto del CAF Centro Fiscale per le scadenzeGestire correttamente tutte le scadenze fiscali di una settimana come quella del 18-24 maggio 2026 richiede attenzione ai dettagli, conoscenza dei codici tributo e delle procedure di versamento. Un errore o una dimenticanza può tradursi in sanzioni e interessi che si accumulano nel tempo.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:Compilazione del modello F24 con tutti i codici tributo correttiInvio telematico all’Agenzia delle EntrateCalcolo del ravvedimento operoso per versamenti tardiviPianificazione delle scadenze con scadenzario personalizzatoAssistenza su avvisi bonari e comunicazioni dell’Agenzia delle EntrateCompensazioni di crediti e debiti in F24Per non perdere nessuna scadenza fiscale e gestire correttamente tutti gli adempimenti, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti sono a tua disposizione per assisterti in ogni passaggio e prevenire ogni errore di versamento. Domande frequenti sulle scadenze fiscali di maggio 2026Quando scade il versamento dell’IVA mensile di aprile 2026?Il termine ordinario è il 16 maggio 2026, ma poiché quest’anno il 16 cade di sabato, la scadenza è automaticamente prorogata a lunedì 18 maggio 2026. Il versamento avviene con modello F24 utilizzando il codice tributo 6004.Cosa succede se pago una scadenza fiscale in ritardo?Se paghi in ritardo, scattano sanzioni e interessi di mora. Tuttavia, con il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997) puoi ridurre fortemente la sanzione: dallo 0,1% al giorno per i primi 14 giorni, fino a un massimo del 5% se ti ravvedi oltre i due anni. Il pagamento si effettua sempre con F24 indicando i codici tributo specifici per sanzione e interessi.I trimestrali per opzione pagano la maggiorazione anche per il primo trimestre?Sì. I contribuenti IVA trimestrali per opzione applicano la maggiorazione dell’1% a titolo di interessi su tutti e quattro i versamenti trimestrali, incluso il primo trimestre con scadenza 16 maggio (o 18 maggio nel 2026 per il differimento). I trimestrali “naturali” (artigiani e piccoli commercianti) sono invece esentati dalla maggiorazione.Come posso verificare se ho avvisi bonari o comunicazioni pendenti?Puoi consultare il tuo cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate, accedendo con SPID, CIE o CNS. In alternativa, puoi delegare un intermediario come il CAF Centro Fiscale che verificherà periodicamente la presenza di avvisi e comunicazioni a tuo nome.Quali sono le aliquote INPS Gestione Separata per il 2026?Per il 2026 l’aliquota INPS Gestione Separata è il 26,07% per i professionisti senza altra copertura previdenziale e il 24% per chi è già iscritto ad altra forma pensionistica obbligatoria o è pensionato. Queste aliquote si applicano sia ai versamenti dei committenti che ai versamenti dei professionisti in proprio.Hai dubbi su una scadenza fiscale o vuoi delegare a un professionista la gestione dei tuoi adempimenti? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza personalizzata e per non rischiare di pagare sanzioni inutili.Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 11:01:222026-05-19 11:02:24Scadenze fiscali 18-24 maggio 2026, il calendario dell’Agenzia delle Entrate
CAFScadenze Fiscali 11-17 Maggio 2026: Calendario Agenzia delle EntrateLa settimana dall’11 al 17 maggio 2026 concentra una serie di scadenze fiscali importanti che riguardano contribuenti, imprese, professionisti e sostituti d’imposta. Il calendario dell’Agenzia delle Entrate prevede adempimenti per versamenti IVA, ritenute alla fonte, contributi INPS e INAIL, accise e molto altro. Conoscere in anticipo queste scadenze fiscali maggio 2026 ti permette di organizzare i pagamenti ed evitare sanzioni.In questa guida troverai il quadro completo e aggiornato di tutti gli adempimenti della settimana, con istruzioni pratiche su chi deve pagare, cosa versare e come compilare i modelli F24. Se hai dubbi su un adempimento specifico, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiPanoramica della settimana 11-17 maggio 2026Scadenza 16 maggio: il giorno più intensoVersamenti IVA: chi deve pagare e quantoRitenute alla fonte e sostituti d’impostaContributi INPS: lavoratori dipendenti e autonomiContributi INAIL e premi assicurativiAccise e imposta sui tabacchiAdempimenti speciali della settimanaTabella riepilogativa scadenze 11-17 maggio 2026Sanzioni e ravvedimento operosoDomande frequenti sulle scadenze fiscali di maggio 2026Panoramica della settimana 11-17 maggio 2026La settimana dall’11 al 17 maggio 2026 è una delle più impegnative del calendario fiscale di primavera. Il giorno chiave è il 16 maggio 2026, che concentra la maggior parte degli adempimenti mensili obbligatori: dai versamenti IVA mensili delle imprese con volume d’affari superiore alle soglie, ai contributi INPS per lavoratori dipendenti, alle ritenute sui redditi da lavoro operate nel mese di aprile 2026.È importante ricordare che la scadenza del 16 di ogni mese rappresenta il termine ordinario per la maggior parte dei versamenti periodici. Qualora il 16 cadesse di domenica o in un giorno festivo, il termine slitterebbe al primo giorno lavorativo successivo. Nel caso del 16 maggio 2026, trattandosi di un sabato, i versamenti si intendono regolarmente eseguiti entro lunedì 18 maggio 2026, primo giorno lavorativo utile.Oltre ai versamenti standard del 16, nella settimana 11-17 maggio 2026 si segnalano anche adempimenti specifici per alcune categorie di contribuenti: dai produttori di tabacchi e degli olii minerali, ai concessionari e importatori, fino agli operatori che hanno adottato il regime speciale IVA per le vendite a distanza (OSS). Scadenza 16 maggio: il giorno più intenso del calendario fiscaleIl 16 maggio 2026 (con proroga al 18 maggio per la regola festivi/sabato) è il termine entro cui devono essere effettuati i principali versamenti mensili mediante modello F24. Questa data accomuna contribuenti di ogni tipo: dipendenti, autonomi, partite IVA, imprese e sostituti d’imposta.Tra i principali adempimenti concentrati in questa data si segnalano:IVA mensile aprile 2026: versamento dell’IVA dovuta per il mese di aprile 2026 per i contribuenti mensili.Ritenute IRPEF: versamento delle ritenute alla fonte operate dai sostituti d’imposta su redditi da lavoro dipendente e assimilati corrisposti nel mese di aprile 2026.Ritenute su redditi di lavoro autonomo: versamento delle ritenute su compensi a professionisti, agenti e mediatori corrisposti nel mese precedente.Contributi INPS lavoratori dipendenti: versamento della quota a carico del dipendente e del datore di lavoro (o committente) per aprile 2026.Contributi INPS gestione separata: per collaboratori e co.co.co., versamento della quota relativa ai compensi di aprile.INAIL premi assicurativi: versamento della terza o seconda rata del premio INAIL per i datori di lavoro che hanno optato per il pagamento rateale.Il modello F24 può essere utilizzato anche per la compensazione di crediti fiscali con i debiti da versare, riducendo l’esborso effettivo. Per chi ha crediti IVA, IRPEF o contributi INPS risultanti dalla dichiarazione annuale, la compensazione orizzontale consente di non versare l’intero importo dovuto, con significativi vantaggi di liquidità. Per assistenza nella compilazione del modello F24 e nella gestione delle scadenze, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. Versamenti IVA: chi deve pagare e quantoIl versamento IVA mensile è uno degli adempimenti più rilevanti per le imprese e i professionisti con partita IVA che adottano il regime mensile. Entro il 16 maggio 2026 (spostato al 18 maggio essendo sabato), i contribuenti IVA mensili devono versare l’imposta relativa al mese di aprile 2026.Chi è tenuto al versamento mensile IVA?Sono obbligati alla liquidazione e al versamento mensile dell’IVA i soggetti passivi che nel periodo d’imposta precedente hanno realizzato un volume d’affari superiore a:400.000 euro per i soggetti che esercitano attività di prestazione di servizi;700.000 euro per i soggetti che esercitano attività diverse (commercio, industria, ecc.).Chi supera queste soglie non può optare per il regime trimestrale e deve obbligatoriamente versare l’IVA ogni mese. I soggetti al di sotto di queste soglie possono invece scegliere il regime trimestrale, con versamenti il 16 maggio (per il I trimestre), il 20 agosto (II trimestre), il 16 novembre (III trimestre) e il 16 marzo dell’anno successivo (saldo annuale).Come si calcola l’IVA da versare ad aprile 2026Il calcolo del versamento IVA mensile si basa sulla differenza tra:IVA sulle vendite (a debito): somma dell’IVA addebitata ai clienti nelle fatture emesse durante il mese di aprile 2026.IVA sugli acquisti (a credito): somma dell’IVA addebitata dai fornitori nelle fatture ricevute e registrate in aprile 2026.Se il risultato è positivo (debito IVA), va versato tramite modello F24 con il codice tributo 6004 (IVA mensile aprile – mensili). Se il risultato è negativo (credito IVA), non si versa nulla e il credito viene riportato al mese successivo.Esempio pratico: Un’impresa di servizi con IVA a debito di 8.500 euro e IVA a credito di 3.200 euro per aprile 2026 dovrà versare entro il 18 maggio 2026 la somma di 5.300 euro (8.500 – 3.200), utilizzando il codice tributo 6004 nel modello F24.Per i contribuenti in regime forfettario o in regime di vantaggio, non è previsto alcun versamento IVA, in quanto questi regimi prevedono l’esenzione dall’IVA. Scopri di più sul regime forfettario e le sue condizioni di accesso. Ritenute alla fonte e sostituti d’impostaEntro il 16 maggio 2026 (prorogato al 18 per la caduta di sabato), tutti i sostituti d’imposta devono versare le ritenute operate nel mese di aprile 2026 sulle somme corrisposte a dipendenti, collaboratori e professionisti. L’obbligo riguarda datori di lavoro, enti pubblici, imprese, professionisti che impiegano collaboratori, condomini che pagano compensi agli amministratori.Ritenute su redditi da lavoro dipendente e assimilatiIl datore di lavoro deve versare le ritenute IRPEF trattenute sulle retribuzioni di aprile 2026 ai propri dipendenti. I codici tributo da utilizzare nel modello F24 sono:Codice 1001: ritenute su redditi da lavoro dipendente e assimilati (es. collaborazioni coordinate e continuative).Codice 1002: ritenute su redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente (ad es. indennità di trasferta, borse di studio).Codice 1012: ritenute su conguaglio IRPEF effettuato in aprile 2026 (conguaglio di fine anno o in corso d’anno).Le aliquote IRPEF applicabili nel 2026 per la determinazione delle ritenute sono le stesse previste dalle fasce di reddito ordinarie: 23% per redditi fino a 28.000 euro annui, 35% per redditi tra 28.001 e 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro (con possibili ulteriori aggiornamenti normativi in corso d’anno).Ritenute su redditi da lavoro autonomo e provvigioniOgni soggetto che nel mese di aprile 2026 ha corrisposto compensi a professionisti (avvocati, commercialisti, ingegneri, consulenti) deve versare entro il 18 maggio 2026 la relativa ritenuta d’acconto. I codici tributo sono:Codice 1040: ritenute su redditi da lavoro autonomo (aliquota 20%).Codice 1038: ritenute su provvigioni corrisposte ad agenti e rappresentanti di commercio (aliquota ordinaria 23% sul 50% dell’imponibile, ovvero 11,50% effettivo; ridotta al 23% sul 20% per agenti con collaboratori, cioè 4,60% effettivo).Codice 1030: ritenute su premi e vincite corrisposte in aprile 2026.Esempio pratico: Studio professionale che ha pagato a un consulente informatico il compenso di 2.000 euro in aprile 2026. La ritenuta del 20% è pari a 400 euro, da versare con il codice tributo 1040 entro il 18 maggio 2026.Per approfondire il tema delle ritenute nella dichiarazione dei redditi 730 o per ricevere assistenza nella compilazione del modello F24, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. Contributi INPS: lavoratori dipendenti, autonomi e gestione separataIl 16 maggio 2026 (18 maggio per la regola festivi) è il termine ordinario per il versamento dei contributi previdenziali INPS relativi al mese di aprile 2026. L’adempimento riguarda tre principali categorie di soggetti: datori di lavoro per i dipendenti, lavoratori autonomi artigiani e commercianti, e committenti per i collaboratori in gestione separata.Contributi INPS per lavoratori dipendentiI datori di lavoro devono versare entro il 18 maggio 2026 i contributi previdenziali INPS per i lavoratori dipendenti relativi ad aprile 2026. I contributi comprendono:Quota a carico del datore di lavoro: circa il 23,81% della retribuzione lorda (variabile in base a tipologia contrattuale e settore ATECO).Quota a carico del lavoratore: 9,19% della retribuzione lorda (trattenuta in busta paga dal datore di lavoro).Aliquota totale complessiva: circa il 33% della retribuzione lorda, con variazioni per settori specifici (edilizia, agricoltura, commercio).Il versamento avviene tramite modello F24 con codice tributo differenziato per settore (ad es. DM10/2 per i contributi dipendenti, con vari sottocodici per FPLD, IVSS, DIS, ecc.).Contributi INPS gestione separata (co.co.co. e liberi professionisti senza cassa)I committenti che hanno corrisposto compensi a collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) o a professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS nel mese di aprile 2026 devono versare entro il 18 maggio 2026 i relativi contributi. Le aliquote per il 2026 sono:33,72% per collaboratori e co.co.co. non assicurati altrove (di cui 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del collaboratore).24% per professionisti privi di altra copertura previdenziale obbligatoria.24% per i pensionati o soggetti con altra copertura previdenziale.Il codice tributo per il versamento gestione separata co.co.co. è CXX (con varianti per la quota a carico del committente e del collaboratore).Artigiani e commercianti: contributi fissi e variabiliPer gli artigiani e i commercianti, i contributi INPS fissi vengono versati in quattro rate annuali (16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio dell’anno successivo). La rata di maggio 2026 corrisponde al primo acconto sui redditi stimati per l’anno. Per il 2026, l’importo del contributo fisso annuale per la gestione artigiani è di circa 4.460 euro annui (in quattro rate da circa 1.115 euro ciascuna).La quota variabile, calcolata sull’eccedenza rispetto al minimale di reddito, viene invece versata in sede di saldo con la dichiarazione dei redditi. Per chi è in regime forfettario, l’aliquota contributiva è ridotta al 35% del contributo ordinario. Contributi INAIL e premi assicurativiMaggio è il mese cruciale per i versamenti INAIL. I premi INAIL per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali vengono rateizzati in due o quattro soluzioni nel corso dell’anno. Il 16 maggio 2026 (18 maggio per il calendario effettivo) rappresenta la scadenza per alcune specifiche categorie di contribuenti.Autoliquidazione INAIL: chi deve versare a maggioI datori di lavoro che hanno effettuato l’autoliquidazione INAIL entro il 16 febbraio 2026 e hanno scelto il pagamento rateale in due rate devono versare la seconda rata del premio INAIL entro il 16 maggio 2026. L’importo è pari al 50% del premio annuale complessivo, aumentato degli interessi di rateizzazione.Chi invece ha optato per il pagamento in un’unica soluzione aveva già assolto l’obbligo entro il 16 febbraio 2026. Per i nuovi datori di lavoro che hanno avviato l’attività tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2026, il primo versamento INAIL è dovuto entro il 16 maggio 2026.Come si calcola il premio INAILIl premio INAIL si calcola applicando la tariffa di rischio (espressa per mille) alla massa retributiva annua dei lavoratori assicurati. La tariffa varia in base alla voce di tariffa INAIL, che dipende dall’attività svolta (codice ATECO). Per un’impresa manifatturiera con 5 dipendenti e una massa retributiva annua di 150.000 euro, con una tariffa media del 20 per mille, il premio annuo sarebbe di 3.000 euro, con una seconda rata (a maggio) di 1.500 euro più interessi di rateizzazione. Accise, imposta sui tabacchi e altri tributi specialiLa settimana 11-17 maggio 2026 include anche scadenze per i tributi speciali che riguardano operatori economici di settori specifici. Questi adempimenti, pur riguardando una platea limitata di contribuenti, hanno importi e formalità precise.Scadenza 14 maggio: imposta sul valore aggiunto per vendite a distanza (OSS)Entro il 20 di ogni mese del trimestre successivo, gli operatori registrati al regime OSS (One Stop Shop) per le vendite a distanza di beni e servizi verso consumatori finali nell’Unione Europea devono presentare la dichiarazione trimestrale e versare l’IVA. Tuttavia, maggio 2026 non presenta scadenze OSS specifiche per questo trimestre (la scadenza trimestrale cade il 20 luglio per il II trimestre 2026).Accise sugli oli minerali: scadenza 16 maggioEntro il 16 maggio 2026 (18 maggio effettivo), i depositari autorizzati e gli operatori registrati che hanno immesso in consumo prodotti soggetti ad accisa nel mese di aprile 2026 devono:Presentare la dichiarazione mensile delle accise sugli oli minerali (benzina, gasolio, GPL, kerosene, ecc.).Versare l’importo delle accise dovute per le immissioni in consumo di aprile 2026.Imposta sui tabacchi lavorati: scadenza 16 maggioI rivenditori e i depositari di tabacchi lavorati (sigarette, tabacco da pipa, sigari, prodotti da riscaldamento) devono versare entro il 16 maggio 2026 (18 maggio effettivo) l’imposta di consumo relativa alle vendite di aprile 2026. L’imposta sui tabacchi comprende l’accisa e l’IVA incorporata, calcolate in base alle tabelle dei prezzi di vendita al pubblico.Imposta sugli intrattenimenti e apparecchi da gioco: scadenza 16 maggioGli operatori del settore dell’intrattenimento e dello spettacolo (discoteche, sale da ballo, gestori di apparecchi da gioco leciti, impianti sportivi) devono versare entro il 16 maggio 2026 (18 maggio effettivo) l’imposta sugli intrattenimenti relativa al mese di aprile 2026, secondo le aliquote previste dal D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 640. Adempimenti speciali della settimana 11-17 maggio 2026Oltre ai versamenti ordinari già descritti, nella settimana 11-17 maggio 2026 si segnalano alcuni adempimenti speciali che meritano particolare attenzione.Modello 730/2026: apertura della stagione dichiarativaSebbene la scadenza del modello 730/2026 (dichiarazione dei redditi anno 2025) sia fissata al 30 settembre 2026, maggio è il mese in cui si apre formalmente la campagna dichiarativa. Dal 2 maggio 2026 è possibile accedere al 730 precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate. I contribuenti possono verificare i dati pre-inseriti, apportare modifiche e inviare il modello sia in autonomia (tramite il sito AdE) sia tramite un CAF o intermediario abilitato.Per i lavoratori dipendenti che presentano il 730 tramite CAF, i rimborsi o i debiti vengono gestiti direttamente dal datore di lavoro in busta paga, a partire dal mese di luglio 2026 (rimborsi) o agosto 2026 (pagamenti). Affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine garantisce assistenza professionale e verifiche accurate su detrazioni, deduzioni e crediti d’imposta. Consulta la nostra guida alla dichiarazione dei redditi da affitto nel 730 per esempi pratici.Rottamazione-quinquies: rate in scadenzaPer i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione-quinquies delle cartelle esattoriali, maggio 2026 potrebbe rientrare tra i mesi di scadenza delle rate del piano di rateizzazione concordato. Chi ha debiti iscritti a ruolo con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione e ha aderito alla rottamazione deve rispettare scrupolosamente le scadenze delle rate, poiché il mancato pagamento anche di una sola rata entro 5 giorni dalla scadenza comporta la decadenza dal beneficio della rottamazione e il ripristino dei debiti originari con sanzioni e interessi.Per verificare le scadenze della tua rottamazione e ricevere assistenza, consulta la nostra guida completa sulla rottamazione-quinquies: FAQ e guida 2026.Comunicazione liquidazioni periodiche IVA (LIPE): scadenza 31 maggioPur non rientrando strettamente nella settimana 11-17 maggio, è opportuno ricordare che entro il 31 maggio 2026 i contribuenti IVA mensili e trimestrali devono trasmettere la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA (LIPE) relativa al I trimestre 2026, tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate. Questa comunicazione è distinta dal versamento e ha carattere puramente informativo-obbligatorio. Tabella riepilogativa scadenze 11-17 maggio 2026Ecco il riepilogo completo di tutti gli adempimenti fiscali della settimana 11-17 maggio 2026, ordinati per data e soggetto obbligato. Si ricorda che le scadenze del 16 maggio (sabato) slittano al 18 maggio 2026, primo giorno lavorativo utile.Data effettivaAdempimentoSoggetti obbligatiCodice tributo / Modello18 mag 2026Versamento IVA mensile aprile 2026Contribuenti IVA mensiliF24 – codice 600418 mag 2026Ritenute IRPEF lavoro dipendente aprile 2026Datori di lavoro (sostituti d’imposta)F24 – codice 100118 mag 2026Ritenute su lavoro autonomo e provvigioni aprile 2026Committenti e aziende che usano professionistiF24 – codice 1040 / 103818 mag 2026Contributi INPS dipendenti aprile 2026Datori di lavoroF24 – DM10/218 mag 2026Contributi INPS gestione separata (co.co.co.) aprile 2026Committenti, aziende con collaboratoriF24 – codice CXX18 mag 2026Contributi INPS artigiani e commercianti (I rata 2026)Artigiani, commercianti, lavoratori autonomi INPSF24 – codice INPS18 mag 2026II rata premio INAIL (autoliquidazione)Datori di lavoro con pagamento ratealeF24 – codici INAIL18 mag 2026Accise oli minerali – immissioni aprile 2026Depositari autorizzati, operatori registratiF24 accise18 mag 2026Imposta sui tabacchi lavorati – vendite aprile 2026Rivenditori e depositari tabacchiVersamento tramite concessionario18 mag 2026Imposta sugli intrattenimenti – aprile 2026Gestori sale da ballo, apparecchi da giocoF24 – codice 672818 mag 2026Versamento canone RAI mensile (aziende)Imprese con abbonamento RAI specialeF24 – codice 6099Fonte: Calendario Agenzia delle Entrate 2026, Circolare INPS, INAIL – Dati aggiornati a maggio 2026. Sanzioni per omesso versamento e ravvedimento operosoCosa succede se non si rispettano le scadenze fiscali di maggio 2026? L’omesso o tardivo versamento dei tributi comporta l’applicazione automatica di sanzioni amministrative e interessi di mora. Tuttavia, esiste uno strumento prezioso per regolarizzare la propria posizione in modo agevolato: il ravvedimento operoso.Sanzioni per omesso versamentoLa sanzione base per l’omesso versamento è pari al 30% dell’importo non versato (ridotta al 15% per versamenti effettuati entro 90 giorni dalla scadenza). A questi si aggiungono gli interessi legali, il cui tasso è fissato dalla Banca d’Italia annualmente (per il 2026 si attesta intorno al 2,5% annuo).In caso di versamento tardivo, la sanzione viene ridotta automaticamente se il contribuente ricorre al ravvedimento operoso prima che l’Amministrazione Finanziaria avvii un controllo o notifichi un atto impositivo.Ravvedimento operoso: le aliquote ridotteIl ravvedimento operoso consente di regolarizzare spontaneamente un omesso o tardivo versamento, versando il tributo dovuto più una sanzione ridotta e gli interessi. Le aliquote della sanzione ridotta dipendono dalla tempestività della regolarizzazione:0,1% per ogni giorno di ritardo, fino al 14° giorno (cd. ravvedimento “sprint”): applicabile entro 14 giorni dalla scadenza.1,5% dal 15° al 30° giorno di ritardo (1/10 del 15%).1,67% dal 31° al 90° giorno (1/9 del 15%).3,75% dopo 90 giorni ma entro 1 anno dalla scadenza (1/8 del 30%).4,29% tra 1 e 2 anni dalla scadenza (1/7 del 30%).5% oltre 2 anni dalla scadenza (1/6 del 30%).Esempio pratico: Un’impresa dimentica di versare l’IVA di aprile 2026 (5.300 euro dovuti entro il 18 maggio 2026). Si accorge dell’omissione il 25 maggio 2026 (7 giorni di ritardo). Applicando il ravvedimento sprint (0,1% per giorno): sanzione = 5.300 x 0,1% x 7 = 37,10 euro. Interessi legali: 5.300 x 2,5% / 365 x 7 = 2,54 euro. Totale da versare: 5.300 + 37,10 + 2,54 = 5.339,64 euro.Il ravvedimento si effettua tramite modello F24, versando con appositi codici tributo per le sanzioni (es. 8904 per sanzione IVA) e per gli interessi (es. 1991 per interessi IVA). Per assistenza nel calcolo e nella compilazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. Come organizzarsi per non perdere le scadenze fiscaliGestire correttamente le scadenze fiscali di maggio 2026 richiede organizzazione e pianificazione. Ecco alcuni consigli pratici per non farti cogliere impreparato:Usa un calendario fiscale: annota tutte le scadenze che ti riguardano con qualche giorno di anticipo (almeno 3-5 giorni) per avere tempo di raccogliere i dati e compilare i modelli.Prepara i dati a fine mese: entro il 30 aprile, calcola e annota l’IVA a debito e a credito di aprile, le retribuzioni erogate e le ritenute operate, i compensi corrisposti a professionisti.Utilizza il modello F24 telematico: tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel) o mediante intermediario abilitato, potendo così sfruttare la compensazione con eventuali crediti.Tieni un registro compensazioni: se hai crediti d’imposta (IVA a credito, crediti IRPEF, ecc.), monitorane l’utilizzo per evitare di dimenticare compensazioni vantaggiose.Affidati a un professionista: il CAF Centro Fiscale di Udine può gestire per te tutti gli adempimenti mensili, garantendo precisione ed evitando sanzioni.La settimana 11-17 maggio 2026 si conclude con la certezza che, rispettando le scadenze o ricorrendo tempestivamente al ravvedimento operoso, è possibile mantenere una posizione fiscale regolare ed evitare conseguenze negative. Per qualsiasi dubbio sulle scadenze che ti riguardano, contatta il CAF Centro Fiscale.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti sulle Scadenze Fiscali 11-17 Maggio 2026Il 16 maggio 2026 cade di sabato: entro quando devo versare?Poiche il 16 maggio 2026 cade di sabato, il termine e prorogato automaticamente al primo giorno lavorativo successivo, cioe lunedi 18 maggio 2026. Questa regola si applica a tutti i versamenti con scadenza il 16 di ogni mese quando questa data coincide con un giorno non lavorativo (sabato, domenica o festivita nazionale).Devo versare l’IVA mensile se sono in regime forfettario?No. I contribuenti in regime forfettario sono esenti dall’IVA e non devono effettuare alcun versamento IVA mensile. Il regime forfettario prevede l’esclusione dall’applicazione e dal versamento dell’IVA, che non viene addebitata ai clienti ne versata all’Erario. Non sono quindi interessati dalla scadenza IVA del 18 maggio 2026.Cosa succede se dimentico di versare i contributi INPS entro il 18 maggio 2026?In caso di omesso versamento dei contributi INPS, si applicano sanzioni del 30% dell’importo non versato piu interessi di mora. E pero possibile regolarizzare la propria posizione tramite ravvedimento operoso, versando il dovuto piu una sanzione ridotta (che va dallo 0,1% al giorno per i primi 14 giorni fino al 5% oltre i 2 anni). Si consiglia di provvedere il prima possibile per minimizzare l’onere.Posso compensare l’IVA da versare con un credito IRPEF?Si, e possibile utilizzare la compensazione orizzontale nel modello F24 per compensare il debito IVA con crediti di altre imposte, inclusa l’IRPEF, entro i limiti previsti dalla legge. Per crediti superiori a 5.000 euro annui, la compensazione deve essere preceduta dalla presentazione della dichiarazione IVA e puo essere effettuata solo tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline/Entratel).Come posso verificare se devo versare la seconda rata INAIL a maggio 2026?Se in sede di autoliquidazione INAIL (presentata entro il 16 febbraio 2026) hai scelto il pagamento rateale in due rate, la seconda rata e dovuta entro il 16 maggio 2026 (18 maggio effettivo). Puoi verificare l’importo sul prospetto di autoliquidazione che hai conservato o tramite il portale INAIL Imprese. Se hai scelto il pagamento in unica soluzione, non hai rate in scadenza a maggio.Hai Bisogno di Assistenza per le Scadenze Fiscali?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione di tutte le scadenze fiscali mensili: versamenti IVA, ritenute, contributi INPS e INAIL, compilazione modelli F24 e ravvedimento operoso.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF Separazione e Divorzio: Aspetti Fiscali e Agevolazioni 2026 La separazione e il divorzio non rappresentano soltanto una fase emotivamente complessa, ma comportano anche importanti conseguenze fiscali che e fondamentale conoscere per tutelare i propri interessi economici. Quando una coppia decide di… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-06 09:00:002026-04-08 09:35:20Separazione e Divorzio: Aspetti Fiscali e Agevolazioni 2026CAF, IMU, TASI E MODELLO F24 Acconto IMU 2026: scadenza 16 giugno, calcolo, aliquote e versamento F24Indice dei contenutiAcconto IMU 2026: la scadenza del 16 giugno Chi deve pagare l'acconto IMU 2026 Esenzioni e riduzioni IMU 2026 Come si calcola l'acconto IMU 2026 Aliquote IMU 2026: base nazionale e variazioni comunali Codici tributo… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-06 08:02:072026-06-06 08:02:17Acconto IMU 2026: scadenza 16 giugno, calcolo, aliquote e versamento F24CAF Disoccupazione Agricola e NASpI: Differenze e Compatibilità Disoccupazione agricola vs NASpI: qual è la differenza? Quale delle due prestazioni spetta a chi lavora in agricoltura? Sono cumulabili? Queste sono le domande più frequenti che i lavoratori agricoli rivolgono al CAF Centro Fiscale. In questa… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/disoccupazione-agricola.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-05 09:00:002026-06-05 09:00:00Disoccupazione Agricola e NASpI: Differenze e CompatibilitàCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-10 11:24:382026-05-10 09:50:58Scadenze Fiscali 11-17 Maggio 2026: Calendario Agenzia delle Entrate
CAF Separazione e Divorzio: Aspetti Fiscali e Agevolazioni 2026 La separazione e il divorzio non rappresentano soltanto una fase emotivamente complessa, ma comportano anche importanti conseguenze fiscali che e fondamentale conoscere per tutelare i propri interessi economici. Quando una coppia decide di… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-06 09:00:002026-04-08 09:35:20Separazione e Divorzio: Aspetti Fiscali e Agevolazioni 2026
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24 Acconto IMU 2026: scadenza 16 giugno, calcolo, aliquote e versamento F24Indice dei contenutiAcconto IMU 2026: la scadenza del 16 giugno Chi deve pagare l'acconto IMU 2026 Esenzioni e riduzioni IMU 2026 Come si calcola l'acconto IMU 2026 Aliquote IMU 2026: base nazionale e variazioni comunali Codici tributo… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-06 08:02:072026-06-06 08:02:17Acconto IMU 2026: scadenza 16 giugno, calcolo, aliquote e versamento F24
CAF Disoccupazione Agricola e NASpI: Differenze e Compatibilità Disoccupazione agricola vs NASpI: qual è la differenza? Quale delle due prestazioni spetta a chi lavora in agricoltura? Sono cumulabili? Queste sono le domande più frequenti che i lavoratori agricoli rivolgono al CAF Centro Fiscale. In questa… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/disoccupazione-agricola.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-05 09:00:002026-06-05 09:00:00Disoccupazione Agricola e NASpI: Differenze e Compatibilità
CAFScadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo 730, IVA, IMU e Contributi INPSIl mese di giugno 2026 è uno dei più impegnativi dell’anno fiscale italiano. Con la prima rata IMU in scadenza il 16 giugno, il saldo IRPEF e il primo acconto entro il 30 giugno, le ritenute su lavoro dipendente e autonomo, i contributi INPS e la prosecuzione dell’invio del Modello 730, i contribuenti devono pianificare con attenzione ogni adempimento per evitare sanzioni e maggiorazioni.In questa guida completa, aggiornata alle disposizioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, troverai il calendario dettagliato di tutte le scadenze fiscali di giugno 2026, con indicazioni pratiche su importi, codici tributo F24 e modalità di pagamento. Se hai perso le scadenze del mese precedente, puoi consultare anche il nostro articolo sulle scadenze fiscali di maggio 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. Indice dei contenutiCalendario completo scadenze giugno 2026IMU prima rata: acconto 16 giugno 2026IRPEF, ritenute e addizionali: 16 giugnoIVA mensile maggio: versamento 16 giugnoContributi INPS giugno 2026Contributi colf e badanti: 10 giugnoSaldo IRPEF e primo acconto: 30 giugnoDichiarazione IMU: 30 giugnoDiritto annuale Camera di CommercioModello 730: perché conviene inviarlo entro giugnoLIPE primo trimestre: scadenza e sanzioniCome evitare sanzioni: il ravvedimento operosoFAQ – Domande frequentiCalendario completo scadenze fiscali giugno 2026Ecco il calendario dettagliato di tutte le principali scadenze fiscali di giugno 2026, organizzato giorno per giorno secondo lo Scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Giugno è un mese particolarmente denso di adempimenti: dal versamento dell’IMU alle imposte sui redditi, dalle ritenute ai contributi previdenziali.DataAdempimentoChi deve adempiereCodice Tributo10 giugnoContributi colf, badanti e lavoratori domestici (2a rata trimestrale)Datori di lavoro domesticoMAV/PagoPA INPS16 giugnoIMU – Prima rata (acconto)Proprietari di immobili (esclusa abitazione principale non di lusso)3912-3916-3918-392516 giugnoIRPEF ritenute lavoro dipendente e assimilati (maggio)Sostituti d’imposta (datori di lavoro)100116 giugnoIRPEF ritenute lavoro autonomo e provvigioni (maggio)Sostituti d’imposta104016 giugnoAddizionali regionali e comunali IRPEF (rata mensile)Sostituti d’imposta3802-384816 giugnoIVA mensile – Liquidazione maggioContribuenti IVA mensili600516 giugnoContributi INPS gestione separata (committenti, maggio)Committenti e collaboratoriCXX16 giugnoINPS contributi dipendenti (maggio)Datori di lavoroDM10/UniEmens25 giugnoINTRASTAT mensile (operazioni maggio)Operatori intracomunitari mensili–30 giugnoSaldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026Persone fisiche, soci di società di persone4001 (saldo) – 4033 (acconto)30 giugnoSaldo IRAP 2025 e primo acconto IRAP 2026Soggetti IRAP (imprese, professionisti)3800 (saldo) – 3812 (acconto)30 giugnoSaldo e primo acconto imposta sostitutiva forfettariContribuenti regime forfettario1792 (saldo) – 1790 (acconto)30 giugnoContributi INPS artigiani e commercianti (saldo + 1° acconto)Artigiani, commercianti, forfettariDa Redditi PF30 giugnoContributi INPS gestione separata (saldo + 1° acconto)Professionisti senza cassaDa Redditi PF30 giugnoDichiarazione IMU per variazioni anno 2025Proprietari con variazioni immobiliari–30 giugnoDiritto annuale Camera di CommercioImprese iscritte al Registro Imprese385030 giugnoImposta di bollo fatture elettroniche (1° trimestre, se > 5.000 euro)Soggetti IVA con fattura elettronica2521Nota importante: quando la scadenza cade di sabato o domenica, il termine viene automaticamente prorogato al primo giorno lavorativo successivo. Nel 2026 il 16 giugno cade di martedì e il 30 giugno di martedì, quindi non ci sono proroghe automatiche. IMU prima rata 2026: acconto entro il 16 giugnoLa scadenza più attesa di giugno è senza dubbio l’IMU – Imposta Municipale Unica. Il 16 giugno 2026 scade il termine per il versamento della prima rata (acconto), pari al 50% dell’imposta dovuta per l’intero anno, calcolata sulle aliquote dell’anno precedente.Chi deve pagare l’IMUL’IMU è dovuta da proprietari, titolari di diritti reali (usufrutto, uso, abitazione, superficie) e locatari finanziari su:Seconde case e immobili diversi dall’abitazione principaleAbitazioni principali di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9)Terreni agricoli (con eccezioni per zone montane e collinari)Aree fabbricabiliImmobili commerciali, capannoni, ufficiEsenzione abitazione principale: l’abitazione principale non di lusso (categorie da A/2 ad A/7) e le relative pertinenze (una per ciascuna categoria C/2, C/6, C/7) sono esenti dall’IMU. Questo significa che se possiedi solo la casa dove vivi, non devi pagare nulla.Come si calcola l’acconto IMUL’acconto IMU si calcola con questa formula:Rendita catastale + 5% rivalutazione x moltiplicatore catastale x aliquota comunale / 2 = Acconto IMUFacciamo un esempio pratico: supponiamo che Mario possieda una seconda casa a Udine con rendita catastale di 500 euro, categoria A/3. Il calcolo sarà:Rendita rivalutata: 500 + 5% = 525 euroBase imponibile: 525 x 160 (moltiplicatore per cat. A) = 84.000 euroIMU annua: 84.000 x 10,6 per mille (aliquota ordinaria) = 890,40 euroAcconto 16 giugno: 890,40 / 2 = 445,20 euroCodici tributo F24 per l’IMUCodice TributoTipologia immobile3912Abitazione principale di lusso e pertinenze (A/1, A/8, A/9)3916Aree fabbricabili3918Altri fabbricati (seconde case, uffici, negozi)3925Immobili categoria D – Quota Stato3930Immobili categoria D – Quota Comune (incremento)3914Terreni agricoliIl versamento si effettua tramite Modello F24, compilando la sezione “IMU e altri tributi locali” con il codice del Comune di ubicazione dell’immobile. È possibile pagare in banca, ufficio postale, oppure online tramite il servizio F24 web dell’Agenzia delle Entrate. IRPEF, ritenute e addizionali: scadenza 16 giugnoIl 16 giugno 2026 è anche la data in cui i sostituti d’imposta (datori di lavoro, aziende, professionisti che pagano collaboratori) devono versare le ritenute operate nel mese di maggio. Si tratta di un adempimento mensile che riguarda milioni di imprese e professionisti.Ritenute da versare entro il 16 giugnoIRPEF ritenute lavoro dipendente (codice tributo 1001): trattenute sugli stipendi di maggioIRPEF ritenute lavoro autonomo (codice tributo 1040): ritenute d’acconto su compensi a professionistiIRPEF ritenute su provvigioni (codice tributo 1040): per agenti e rappresentantiAddizionali regionali IRPEF (codice tributo 3802): rata mensile dell’addizionale regionaleAddizionali comunali IRPEF (codice tributo 3848): rata mensile dell’addizionale comunale in accontoTutti i versamenti si effettuano con Modello F24 telematico. I datori di lavoro con più di 15 dipendenti sono obbligati alla presentazione telematica tramite Entratel o Fisconline. IVA mensile maggio: versamento entro il 16 giugnoI contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare entro il 16 giugno l’IVA risultante dalla liquidazione relativa al mese di maggio 2026. Il codice tributo da utilizzare nel Modello F24 è il 6005 (IVA versamento mensile – maggio).Sono obbligati alla liquidazione mensile dell’IVA i soggetti che nell’anno precedente hanno realizzato un volume d’affari superiore a 400.000 euro (per attività di servizi) o 800.000 euro (per altre attività). Chi si trova sotto queste soglie, di norma, liquida l’IVA trimestralmente.I contribuenti in regime forfettario sono invece esenti dalla liquidazione IVA: non addebitano IVA in fattura e non devono effettuare alcun versamento periodico. Contributi INPS giugno 2026Il mese di giugno prevede diverse scadenze per i contributi previdenziali INPS, che variano in base alla tipologia di lavoratore e alla gestione di appartenenza.16 giugno: contributi dipendenti e gestione separata (mensili)Contributi INPS dipendenti: i datori di lavoro versano tramite modello DM10/UniEmens i contributi relativi agli stipendi di maggioContributi gestione separata (committenti): le aziende che si avvalgono di collaboratori coordinati e continuativi versano la quota di contributi gestione separata del mese di maggio30 giugno: saldo e primo acconto artigiani, commercianti e gestione separataI contribuenti che presentano il Modello Redditi PF devono versare entro il 30 giugno:Saldo contributi INPS 2025 (eccedenza minimo per artigiani/commercianti, saldo gestione separata)Primo acconto contributi 2026 (pari al 40% del totale dovuto per l’anno)Questo vale per artigiani, commercianti e professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata INPS. Chi opera in regime forfettario può beneficiare della riduzione contributiva del 35%, ma deve aver presentato apposita domanda all’INPS. Contributi colf e badanti: scadenza 10 giugnoI datori di lavoro domestico (famiglie che impiegano colf, badanti, babysitter, assistenti familiari) devono versare entro il 10 giugno 2026 la seconda rata trimestrale dei contributi previdenziali INPS, relativa al periodo aprile-maggio-giugno 2026.Il pagamento si effettua tramite bollettino MAV o PagoPA, disponibili nel portale INPS sezione “Lavoratori domestici”. In alternativa, è possibile utilizzare l’app IO o i canali bancari abilitati a PagoPA. Per una guida completa su come gestire il rapporto di lavoro domestico, consulta il nostro approfondimento dedicato.Importo indicativo: i contributi per colf e badanti variano in base alla retribuzione oraria effettiva e al numero di ore lavorate. Per una badante convivente con retribuzione di circa 7,50 euro/ora, i contributi trimestrali si aggirano intorno a 300-400 euro.Saldo IRPEF e primo acconto: la grande scadenza del 30 giugnoIl 30 giugno 2026 è una delle date più importanti dell’anno fiscale: entro questo termine scade il versamento del saldo IRPEF 2025 e del primo acconto IRPEF 2026 per tutti i contribuenti che presentano il Modello Redditi PF. Questa scadenza riguarda partite IVA, liberi professionisti, imprenditori individuali e chiunque abbia redditi non soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta.Come si calcola il saldo e l’accontoSaldo IRPEF 2025 (codice tributo 4001): differenza tra l’imposta dovuta per il 2025 e quanto già versato con gli acconti durante l’annoPrimo acconto IRPEF 2026 (codice tributo 4033): pari al 40% dell’acconto totale dovuto (che è il 100% dell’IRPEF dell’anno precedente se superiore a 51,65 euro)Differimento al 30 luglio con maggiorazione 0,40%Chi non riesce a rispettare la scadenza del 30 giugno può versare entro il 30 luglio 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto a titolo di interesse. Ad esempio, su un saldo di 1.000 euro, la maggiorazione sarà di soli 4 euro. È un’opzione utile per chi ha bisogno di qualche settimana in più per organizzare la liquidità.Esempio pratico: Lucia, freelance con partita IVA forfettaria, ha un saldo imposta sostitutiva 2025 di 2.500 euro e un primo acconto 2026 di 1.200 euro. Se paga entro il 30 giugno, versa 3.700 euro. Se paga entro il 30 luglio, versa 3.700 + 14,80 (0,40%) = 3.714,80 euro. Dichiarazione IMU: scadenza 30 giugnoOltre al versamento dell’acconto, il 30 giugno 2026 è anche il termine per la presentazione della dichiarazione IMU relativa alle variazioni avvenute nel corso del 2025. La dichiarazione IMU non va confusa con il pagamento: serve a comunicare al Comune le variazioni che incidono sul calcolo dell’imposta.Quando è obbligatoria la dichiarazione IMULa dichiarazione IMU va presentata quando nel corso dell’anno precedente si sono verificate variazioni non conoscibili dal Comune attraverso le banche dati catastali, ad esempio:Immobili che hanno acquisito o perso il diritto all’esenzione (es. cambio di residenza)Immobili concessi in comodato d’uso gratuito a parenti in linea retta (riduzione 50%)Immobili inagibili o inabitabiliAree diventate fabbricabiliImmobili di interesse storico/artisticoVariazioni di quote di possesso tra comproprietariLa dichiarazione si presenta al Comune dove si trova l’immobile, utilizzando il modello ministeriale approvato con decreto del MEF. La presentazione può avvenire in forma cartacea, raccomandata o tramite PEC.Diritto annuale Camera di Commercio: 30 giugnoLe imprese iscritte al Registro delle Imprese devono versare entro il 30 giugno 2026 il diritto annuale alla Camera di Commercio di competenza. Il pagamento si effettua tramite Modello F24 con il codice tributo 3850.L’importo varia in base alla forma giuridica e al fatturato dell’impresa:Imprese individuali: importo fisso di circa 53 euro (per la sede) + 11 euro per ogni unità localeSocietà di persone: importo variabile in base al fatturato, con un minimo di circa 120 euroSocietà di capitali: calcolato in base al fatturato con aliquote progressiveAnche per il diritto camerale vale la possibilità di differimento al 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%, in quanto il versamento segue le stesse tempistiche delle imposte sui redditi. Modello 730: perché conviene inviarlo entro giugnoAnche se la scadenza ufficiale del 730 precompilato 2026 è fissata al 30 settembre 2026, conviene inviare la dichiarazione entro la fine di giugno per un motivo molto pratico: il rimborso IRPEF in busta paga.L’Agenzia delle Entrate elabora le dichiarazioni in ordine di arrivo. Chi invia il 730 entro giugno riceve il rimborso generalmente nella busta paga di luglio o agosto. Chi invia a settembre potrebbe ricevere il rimborso solo a ottobre o novembre.Date chiave per il 730/202630 aprile 2026: disponibilità 730 precompilato online20 maggio 2026: inizio invio 730 precompilatoEntro giugno: invio consigliato per rimborso rapido30 settembre 2026: termine ultimo per l’invioSe hai dubbi su detrazioni fiscali e documenti da presentare, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e nell’invio del Modello 730, verificando che tutte le spese detraibili siano correttamente inserite.LIPE primo trimestre: scadenza e sanzioniLa Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) relativa al primo trimestre 2026 (gennaio-febbraio-marzo) ha scadenza il 31 maggio. Se non è stata inviata in tempo, giugno è il mese per regolarizzare la posizione con il ravvedimento operoso.Sanzioni per ritardo LIPESanzione base: da 500 a 2.000 euro per ogni comunicazione omessa o errataRavvedimento entro 15 giorni: sanzione ridotta a 1/10 = 50 euroRavvedimento entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9 = circa 55,56 euroRavvedimento entro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8 = 62,50 euroSe la LIPE viene corretta spontaneamente entro 15 giorni dalla scadenza originale, la sanzione è dimezzata a 250 euro (prima dell’applicazione delle riduzioni da ravvedimento). Conviene quindi regolarizzare il prima possibile per minimizzare l’importo. Come evitare sanzioni: il ravvedimento operosoSe hai dimenticato una scadenza fiscale o non sei riuscito a pagare in tempo, il ravvedimento operoso è lo strumento che ti permette di regolarizzare la tua posizione pagando sanzioni ridotte. È una delle agevolazioni più importanti del sistema fiscale italiano: più tempestivo è il pagamento, minore sarà la sanzione.Riduzioni delle sanzioni con ravvedimentoTempisticaRiduzione sanzioneSanzione effettivaEntro 14 giorni (ravvedimento sprint)1/15 al giorno0,1% per ogni giorno di ritardoEntro 30 giorni (ravvedimento breve)1/10 del minimo1,5% dell’impostaEntro 90 giorni (ravvedimento intermedio)1/9 del minimo1,67% dell’impostaEntro 1 anno (ravvedimento lungo)1/8 del minimo3,75% dell’impostaEntro 2 anni1/7 del minimo4,29% dell’impostaOltre 2 anni1/6 del minimo5% dell’impostaEsempio pratico: hai dimenticato di pagare l’acconto IMU di 500 euro il 16 giugno. Se paghi entro il 16 luglio (30 giorni), la sanzione sarà 500 x 1,5% = 7,50 euro, più gli interessi legali. Un costo minimo rispetto alle sanzioni piene che possono arrivare al 30% dell’importo.Per calcolare correttamente il ravvedimento operoso e compilare il Modello F24 con i codici tributo appropriati, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori ti aiuteranno a regolarizzare la posizione nel modo più conveniente possibile.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.FAQ – Domande frequenti sulle scadenze fiscali di giugno 2026Quando scade l’IMU prima rata 2026?La prima rata IMU 2026 (acconto) scade il 16 giugno 2026. Si versa il 50% dell’imposta annua calcolata sulle aliquote dell’anno precedente, tramite Modello F24.Posso pagare le imposte del 30 giugno in ritardo?Sì, puoi versare il saldo IRPEF e il primo acconto entro il 30 luglio 2026 applicando una maggiorazione dello 0,40%. Oltre il 30 luglio, si applica il ravvedimento operoso con sanzioni crescenti.Chi è esente dall’IMU sulla prima casa?L’abitazione principale non di lusso (categorie catastali da A/2 ad A/7) e le relative pertinenze (una per ciascuna categoria C/2, C/6, C/7) sono esenti dall’IMU. Pagano solo le abitazioni di lusso (A/1, A/8, A/9).Quando conviene inviare il 730?Conviene inviare il 730 precompilato entro la fine di giugno per ricevere il rimborso IRPEF nella busta paga di luglio-agosto. La scadenza ufficiale è il 30 settembre, ma chi aspetta riceve il rimborso più tardi.Cosa succede se non pago i contributi della colf entro il 10 giugno?In caso di ritardo nel pagamento dei contributi per colf e badanti, si applicano sanzioni civili (interessi di mora) e una sanzione dal 30% al 60% dei contributi non versati. È possibile regolarizzare con ravvedimento operoso entro termini ragionevoli.I forfettari devono pagare qualcosa il 30 giugno?Sì, i contribuenti in regime forfettario devono versare entro il 30 giugno il saldo dell’imposta sostitutiva 2025 (codice tributo 1792) e il primo acconto 2026 (codice tributo 1790), oltre ai contributi INPS (saldo + primo acconto) alla gestione commercianti o separata. Hai bisogno di assistenza per le scadenze fiscali?Le scadenze di giugno sono tante e complesse: IMU, IRPEF, IVA, contributi INPS, dichiarazione IMU. Non rischiare sanzioni per una dimenticanza. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a rispettare tutti gli adempimenti, calcolare gli importi corretti e compilare i Modelli F24.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 14:00:002026-05-31 17:59:57Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo 730, IVA, IMU e Contributi INPS