DICHIARAZIONE DEI REDDITISaldo e Acconto IRPEF 2026: Calendario Scadenze e Come Calcolare i VersamentiIl saldo e acconto IRPEF 2026 rappresenta uno dei passaggi fiscali piu importanti per contribuenti, partite IVA, lavoratori autonomi e dipendenti che presentano la dichiarazione dei redditi. La gestione corretta di queste scadenze permette di evitare sanzioni, interessi e ravvedimenti, garantendo al tempo stesso una pianificazione finanziaria piu efficace per l’intero anno.In questa guida completa trovi il calendario delle scadenze IRPEF 2026 riferite all’anno d’imposta 2025, le modalita per calcolare il saldo e gli acconti con il metodo storico e previsionale, i codici tributo da utilizzare nel modello F24, le regole per la rateizzazione e i casi specifici per dipendenti, autonomi, forfettari e pensionati.Indice dei contenutiScadenze saldo e acconto IRPEF 2026: il calendario completoCome funziona il meccanismo saldo + acconto IRPEFCome calcolare l’acconto IRPEF: metodo storico e previsionalePrima e seconda rata di acconto: importi e percentualiCodici tributo IRPEF: F24 e modalita di versamentoRateizzazione del saldo e del primo acconto IRPEF 2026Saldo e acconto per partite IVA in regime forfettarioIRPEF a debito per dipendenti e pensionati con modello 730Sanzioni e ravvedimento operoso in caso di omesso versamentoDomande frequentiScadenze saldo e acconto IRPEF 2026: il calendario completoLe scadenze IRPEF 2026 riguardano l’anno d’imposta 2025 e seguono il calendario stabilito dal DPR 435/2001 e successive modifiche. Conoscere con esattezza le date e i meccanismi del versamento e fondamentale per evitare ritardi e per programmare la liquidita aziendale e familiare.Ecco le principali scadenze da segnare in calendario per il 2026:30 giugno 2026: termine ordinario per il versamento del saldo IRPEF 2025 e del primo acconto IRPEF 2026, senza alcuna maggiorazione.30 luglio 2026: termine prorogato con maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse, per chi sceglie di differire il pagamento.30 novembre 2026: scadenza unica per il versamento del secondo o unico acconto IRPEF relativo all’anno d’imposta 2026.30 settembre 2026: termine ultimo per la presentazione del modello 730/2026.30 novembre 2026: termine ultimo per la presentazione del modello Redditi PF 2026.Per i soggetti ISA (Indici Sintetici di Affidabilita fiscale) e per i contribuenti in regime forfettario, e prevista una proroga abituale al 20 luglio 2026 senza maggiorazione, qualora confermata dal decreto attuativo. La proroga viene generalmente comunicata con DPCM nei mesi precedenti la scadenza. Come funziona il meccanismo saldo + acconto IRPEFIl sistema fiscale italiano per l’IRPEF si basa su un meccanismo di versamento anticipato: il contribuente paga in via preventiva una parte dell’imposta che si presume dovuta per l’anno in corso (acconto), per poi conguagliare l’anno successivo con il saldo. In sintesi:il saldo IRPEF rappresenta il conguaglio definitivo dell’imposta dovuta per l’anno d’imposta concluso (es. nel 2026 si paga il saldo riferito al 2025);il primo acconto IRPEF e una somma versata anticipatamente per l’anno d’imposta in corso (es. nel 2026 si versa l’acconto per l’IRPEF 2026);il secondo acconto IRPEF integra il primo per coprire l’intero anticipo previsto dalla legge.Il meccanismo nasce dalla necessita dello Stato di anticipare il gettito fiscale ed evitare l’eccessiva concentrazione dei versamenti in un unico momento. Per il contribuente, questo comporta la necessita di una pianificazione finanziaria piu attenta, soprattutto per chi ha redditi variabili.L’importo dell’acconto e calcolato in misura pari al 100% dell’IRPEF dovuta per l’anno precedente, al netto di detrazioni, crediti d’imposta e ritenute (cosiddetta “imposta storica”). Il contribuente puo tuttavia scegliere di applicare il metodo previsionale, ricalcolando l’acconto sulla base dei redditi attesi per l’anno in corso. Come calcolare l’acconto IRPEF: metodo storico e previsionaleIl contribuente puo scegliere tra due modalita di calcolo dell’acconto IRPEF: il metodo storico e il metodo previsionale. La scelta dipende dalla situazione reddituale dell’anno in corso e dalle previsioni future.Metodo storicoIl metodo storico e il metodo standard ed e calcolato sull’imposta dovuta nell’anno precedente. Si fa riferimento al rigo “Differenza” della dichiarazione dei redditi (rigo RN34 del Modello Redditi PF, rigo 70 del 730), che rappresenta l’IRPEF dovuta al netto di detrazioni, crediti e ritenute.se l’imposta dell’anno precedente e inferiore o pari a 51,65 euro: nessun acconto e dovuto;se l’imposta e superiore a 51,65 euro: l’acconto e pari al 100% dell’imposta storica.Esempio pratico: se la dichiarazione 2026 (anno d’imposta 2025) presenta un’IRPEF dovuta pari a 4.000 euro, l’acconto totale per il 2026 sara di 4.000 euro, da versare in due rate.Metodo previsionaleIl metodo previsionale consente di calcolare l’acconto in base ai redditi che si presume di conseguire nell’anno in corso. E particolarmente utile quando si prevede una riduzione significativa del reddito, ad esempio per cessazione dell’attivita, riduzione del fatturato o cambio di regime fiscale.Attenzione: scegliendo il metodo previsionale, in caso di errato calcolo (acconto versato inferiore al dovuto), si applicano sanzioni sulla differenza, riducibili tramite ravvedimento operoso. E quindi consigliabile applicare il metodo previsionale solo con previsioni prudenziali e documentabili. Prima e seconda rata di acconto: importi e percentualiL’acconto IRPEF viene generalmente versato in due rate, con scadenze e percentuali differenti. La suddivisione dipende dall’importo complessivo dell’acconto dovuto.Acconto inferiore a 257,52 euro: versamento in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2026.Acconto pari o superiore a 257,52 euro: versamento in due rate:prima rata – 40% dell’acconto, entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%);seconda rata – 60% dell’acconto, entro il 30 novembre 2026.Esempio pratico: con un’IRPEF storica 2025 di 3.000 euro, l’acconto totale per il 2026 e pari a 3.000 euro. La prima rata di acconto (40%) sara di 1.200 euro entro il 30 giugno 2026, mentre la seconda rata (60%) sara di 1.800 euro entro il 30 novembre 2026. Al saldo IRPEF 2025 (da versare insieme alla prima rata) si aggiungera il primo acconto, generando un esborso complessivo significativo a fine giugno.Per i contribuenti soggetti agli Indici Sintetici di Affidabilita Fiscale (ISA), la suddivisione dell’acconto e tipicamente 50% + 50%, secondo quanto previsto dal D.L. 124/2019. Codici tributo IRPEF: F24 e modalita di versamentoI versamenti del saldo e degli acconti IRPEF vanno effettuati tramite modello F24, utilizzando codici tributo specifici. La compilazione corretta del modello e fondamentale per evitare errori che potrebbero generare avvisi bonari o cartelle esattoriali.I principali codici tributo IRPEF da utilizzare nel 2026 sono:4001 – IRPEF saldo: per il versamento del saldo della dichiarazione dei redditi (anno d’imposta 2025);4033 – IRPEF acconto prima rata: per il versamento del primo acconto IRPEF (anno d’imposta 2026);4034 – IRPEF acconto seconda rata o acconto in unica soluzione: per il versamento del secondo acconto o dell’acconto in unica soluzione.Nel modello F24, in corrispondenza dell’anno di riferimento, occorre indicare:2025 per il codice 4001 (saldo dell’anno d’imposta concluso);2026 per i codici 4033 e 4034 (acconto sull’anno d’imposta in corso).I versamenti vanno effettuati esclusivamente tramite F24 telematico: i contribuenti titolari di partita IVA hanno l’obbligo di utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (F24 web, F24 online o intermediari). I privati senza partita IVA possono utilizzare anche l’home banking abilitato. Rateizzazione del saldo e del primo acconto IRPEF 2026Il contribuente puo scegliere di rateizzare il saldo IRPEF e il primo acconto, suddividendo l’importo in piu rate mensili. La seconda rata di acconto (quella di novembre) non e mai rateizzabile e va versata in un’unica soluzione.Le regole della rateizzazione sono diverse per titolari di partita IVA e per i contribuenti privati senza partita IVA:Titolari di partita IVA: rateizzazione fino a un massimo di 7 rate, da versare entro il 16 di ogni mese (l’ultima entro il 16 dicembre 2026);Privati senza partita IVA: rateizzazione fino a un massimo di 7 rate, da versare entro la fine di ogni mese (l’ultima entro il 30 novembre 2026).Sulle rate successive alla prima si applicano interessi mensili dello 0,33% (4% annuo), non capitalizzati. La prima rata coincide con la scadenza ordinaria del 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%).Per indicare la rateizzazione nel modello F24, occorre compilare il campo “rateazione/regione/prov.” con il formato NNRR, dove NN e il numero della rata in pagamento e RR e il numero totale di rate scelte (es. 0107 per la prima di sette rate).Saldo e acconto per partite IVA in regime forfettarioI contribuenti in regime forfettario non versano l’IRPEF ordinaria ma sono soggetti a un’imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni di attivita, in presenza dei requisiti di legge). Anche per loro vale il meccanismo del saldo + acconto, con le stesse scadenze IRPEF:30 giugno 2026: saldo imposta sostitutiva 2025 + primo acconto 2026;30 luglio 2026: stesso termine con maggiorazione 0,40%;30 novembre 2026: secondo o unico acconto imposta sostitutiva 2026.I codici tributo dell’imposta sostitutiva forfettaria sono diversi da quelli IRPEF:1792 – Imposta sostitutiva regime forfettario – saldo;1790 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto prima rata;1791 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto seconda rata o acconto unica soluzione.I contribuenti forfettari beneficiano abitualmente della proroga al 20 luglio per il versamento senza maggiorazione, qualora confermata dal decreto annuale. La proroga riguarda anche chi applica gli ISA, sebbene per i forfettari la motivazione sia diversa (esonero ISA per legge). IRPEF a debito per dipendenti e pensionati con modello 730I lavoratori dipendenti e i pensionati che presentano il modello 730/2026 non utilizzano in genere il modello F24 per il versamento del saldo e degli acconti. Le somme dovute (o a credito) sono gestite direttamente dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) attraverso le trattenute o i rimborsi in busta paga o nel cedolino della pensione.Il calendario delle operazioni di conguaglio per il 730/2026 e il seguente:Luglio 2026: prima trattenuta del saldo IRPEF e del primo acconto, ovvero rimborso di eventuale credito;Agosto-novembre 2026: eventuale rateizzazione delle trattenute fino a un massimo di novembre;Novembre 2026: trattenuta della seconda rata di acconto IRPEF (oppure unica rata).Per i pensionati, le trattenute avvengono sul cedolino della pensione INPS o dell’ente erogatore. Eventuali ritardi nelle trattenute possono verificarsi per problematiche tecniche degli enti previdenziali, come accaduto in passato con casi di errata trasmissione delle Certificazioni Uniche.Il contribuente che presenta il 730 senza sostituto d’imposta (es. lavoratori che hanno perso l’occupazione, contribuenti con redditi diversi) deve versare in F24 come i titolari di partita IVA, rispettando le scadenze del 30 giugno e 30 novembre 2026.Sanzioni e ravvedimento operoso in caso di omesso versamentoIl mancato o insufficiente versamento del saldo o degli acconti IRPEF entro le scadenze previste comporta l’applicazione di sanzioni amministrative. La sanzione base e pari al 25% dell’importo non versato (come previsto dal D.Lgs. 87/2024 in vigore dal 1° settembre 2024), oltre agli interessi legali maturati dal giorno successivo alla scadenza.Il contribuente puo regolarizzare la propria posizione tramite il ravvedimento operoso, beneficiando di sanzioni ridotte in base al ritardo:entro 14 giorni: sanzione 0,083% per ogni giorno di ritardo;da 15 a 30 giorni: sanzione 1,25%;da 31 a 90 giorni: sanzione 1,39%;oltre 90 giorni ed entro 1 anno: sanzione 3,125%;oltre 1 anno ed entro 2 anni: sanzione 3,572%;oltre 2 anni: sanzione 4,167%.Gli interessi legali da applicare per i versamenti tardivi sono pari al 2% annuo dal 1° gennaio 2025 (Decreto MEF 10 dicembre 2024). Per i versamenti effettuati nel corso del 2026, occorrera verificare se il tasso legale e stato eventualmente aggiornato con decreto ministeriale.I codici tributo per sanzioni e interessi da ravvedimento sono:8901 – sanzione pecuniaria IRPEF;1989 – interessi sul ravvedimento IRPEF.Domande frequentiQuando si paga il saldo IRPEF 2025?Il saldo IRPEF relativo all’anno d’imposta 2025 si versa entro il 30 giugno 2026, senza maggiorazione. E possibile prorogare il versamento al 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse.Quando si versa il secondo acconto IRPEF 2026?Il secondo acconto IRPEF per l’anno d’imposta 2026 si versa entro il 30 novembre 2026. Se l’acconto totale e inferiore a 257,52 euro, si versa in unica soluzione sempre entro il 30 novembre.Come si calcola l’acconto IRPEF 2026?L’acconto IRPEF si calcola con il metodo storico applicando il 100% dell’imposta dovuta per l’anno precedente (rigo “Differenza” della dichiarazione). In alternativa, si puo applicare il metodo previsionale stimando i redditi dell’anno in corso, ma con il rischio di sanzioni in caso di errato calcolo.Quali sono i codici tributo per il saldo e gli acconti IRPEF?I codici tributo IRPEF sono: 4001 per il saldo, 4033 per il primo acconto e 4034 per il secondo acconto o acconto in unica soluzione.Posso rateizzare il secondo acconto IRPEF?No, la seconda rata di acconto IRPEF non e rateizzabile e va versata in un’unica soluzione entro il 30 novembre. Solo il saldo e la prima rata di acconto possono essere rateizzati fino a un massimo di 7 rate mensili.Cosa succede se non pago in tempo l’IRPEF?In caso di omesso o tardivo versamento si applica una sanzione del 25% sull’importo non versato, oltre agli interessi legali. E possibile regolarizzare la propria posizione tramite il ravvedimento operoso, beneficiando di sanzioni ridotte in funzione del ritardo (da 0,083% a 4,167%).Hai bisogno di assistenza per il calcolo e il versamento IRPEF?Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste contribuenti, lavoratori dipendenti, pensionati, partite IVA e contribuenti forfettari nel calcolo del saldo e degli acconti IRPEF, nella compilazione del modello F24 e nella pianificazione delle scadenze fiscali 2026.Il nostro team di esperti fiscali e tributari ti supporta nella scelta del metodo di calcolo piu vantaggioso (storico o previsionale), nella verifica della rateizzazione e nella gestione di eventuali ravvedimenti operosi. Contatta il CAF Centro Fiscale per fissare un appuntamento e ottenere assistenza personalizzata sulle scadenze IRPEF 2026.Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 22:48:572026-05-21 22:49:25Saldo e Acconto IRPEF 2026: Calendario Scadenze e Come Calcolare i Versamenti