Detrazioni matrimonio e cerimonie nel Modello 730/2026: la guida completa alle spese che rientrano

Dichiarazione dei redditi 730

Esiste davvero una detrazione matrimonio nel 730/2026? È una domanda che riceviamo decine di volte ogni primavera, soprattutto da chi si è sposato nel 2025 e si trova a fare i conti con le spese sostenute per il grande giorno. La risposta onesta è duplice: non esiste, nella nostra normativa fiscale, una detrazione matrimonio 730 2026 dedicata alle cerimonie come voce a sé stante, ma esistono diverse spese collegate al matrimonio o alla nuova vita familiare che possono effettivamente essere portate in detrazione o deduzione nella dichiarazione dei redditi.

In questa guida completa ti spieghiamo, voce per voce, quali sono le spese matrimonio detraibili, quali documenti servono, dove vanno indicate nel modello 730/2026, e quali sono i limiti di importo aggiornati (riferiti ai redditi e alle spese del 2025). Ti aiutiamo anche a evitare l’errore più comune: pensare che basti la ricevuta del ristorante o della bomboniera per ottenere lo sconto IRPEF.

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Indice dei contenuti

  1. Detrazione matrimonio 730/2026: esiste davvero?
  2. Cerimonia religiosa e offerte alla chiesa: cosa puoi scaricare
  3. Erogazioni liberali a istituzioni religiose: la deduzione fino a 1.032,91 euro
  4. Ricevimento, ristorante, bomboniere e fiori: cosa NON si scarica
  5. Viaggio di nozze e detrazione fiscale: la verità
  6. Mutuo prima casa per la nuova famiglia: detrazione interessi nel 730/2026
  7. Bonus mobili e detrazione arredo: lo strumento più utile per gli sposi
  8. Congedo matrimoniale e dichiarazione dei redditi
  9. Detrazione per coniuge a carico nel 730/2026
  10. Documenti da conservare per le detrazioni legate al matrimonio
  11. Tabella riepilogativa: spese matrimonio e relativa fiscalità
  12. Errori comuni da evitare nella dichiarazione
  13. Domande frequenti

Detrazione matrimonio 730/2026: esiste davvero?

Partiamo dal punto più importante: nel Modello 730/2026 non esiste una voce specifica chiamata “detrazione matrimonio”. Non troverai un rigo dedicato dove inserire il costo del wedding planner, del ristorante o dell’abito da sposa. Questo è un punto fermo del nostro sistema fiscale, ribadito ogni anno dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate al modello 730 e al modello Redditi Persone Fisiche.

Allora perché continuiamo a sentire parlare di detrazioni matrimonio 730 2026? Perché in realtà esistono diverse spese che, pur non essendo “detrazioni del matrimonio” in senso stretto, sono collegate alla celebrazione religiosa, alla nuova vita di coppia o alla casa familiare e che possono produrre uno sconto IRPEF reale. Il legislatore italiano non agevola la festa, ma agevola alcuni passaggi della vita familiare che spesso coincidono con il matrimonio.

Per orientarci, distinguiamo subito tre categorie:

  • Spese non detraibili: ricevimento, abiti, bomboniere, fiori, fotografo, viaggio di nozze (in regola generale)
  • Spese parzialmente agevolate: erogazioni liberali alle istituzioni religiose riconosciute, offerte alla parrocchia per scopi specifici
  • Spese pienamente detraibili o deducibili: mutuo prima casa per la coppia, bonus mobili per la casa coniugale, alcune polizze, eventuali spese sanitarie sostenute in occasione del matrimonio

Nel resto della guida analizziamo nel dettaglio ogni categoria, con riferimenti normativi, importi e modalità di inserimento nel modello 730/2026.

Cerimonia religiosa e offerte alla chiesa: cosa puoi scaricare

La cerimonia religiosa è uno dei momenti più sentiti del matrimonio, e spesso comporta una serie di spese: l’offerta alla parrocchia, il contributo per l’organista, la decorazione floreale della chiesa, talvolta una donazione per i lavori dell’edificio sacro. Da un punto di vista fiscale, è bene distinguere tra offerta libera (che non rilascia un documento fiscale e quindi non genera alcuna detrazione) e erogazione liberale formalizzata con bonifico o ricevuta a istituzioni religiose riconosciute.

Le offerte alla parrocchia consegnate in contanti, in busta, “per il rito” o per la celebrazione, non sono mai detraibili nel 730/2026, anche se importanti per sostenere l’attività della comunità. Manca infatti la tracciabilità che il fisco richiede per riconoscere lo sconto IRPEF su qualsiasi spesa detraibile. Il principio generale, in vigore dal 1° gennaio 2020 per quasi tutte le detrazioni del 19% (art. 1 c. 679-680 L. 160/2019), è chiaro: nessuna detrazione senza pagamento tracciato.

Le erogazioni liberali a favore delle istituzioni religiose riconosciute, invece, sono uno degli strumenti più interessanti per chi vuole donare alla propria confessione in occasione del matrimonio e ottenere un beneficio fiscale. Vediamo come funzionano nella sezione successiva.

Erogazioni liberali a istituzioni religiose: la deduzione fino a 1.032,91 euro

Le erogazioni liberali in denaro a favore delle istituzioni religiose riconosciute dallo Stato italiano sono deducibili dal reddito complessivo fino a un massimo di 1.032,91 euro all’anno per ciascun contribuente. La norma di riferimento è l’art. 10 c. 1 lett. l) del TUIR (DPR 917/1986), che richiama le leggi di esecuzione delle intese tra Stato e confessioni religiose. Per chi si sposa con rito religioso, è uno strumento concreto per trasformare una donazione alla propria comunità in un beneficio fiscale.

Le confessioni religiose i cui versamenti rientrano in questa deduzione sono diverse: la Chiesa Cattolica (Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero), le Assemblee di Dio in Italia, la Chiesa Valdese, l’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, la Chiesa Evangelica Luterana, la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, l’Unione Buddhista Italiana, l’Unione Induista Italiana, l’Unione Cristiana Evangelica Apostolica, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni e altre ancora. L’elenco completo aggiornato è riportato nelle istruzioni al modello 730/2026 dell’Agenzia delle Entrate.

L’erogazione liberale deve essere effettuata con strumenti tracciabili: bonifico bancario o postale, conto corrente postale, carta di credito o di debito, assegno bancario o circolare. Il versamento in contanti non è ammesso ai fini della deduzione, anche se inferiore al limite di legge. È inoltre necessario conservare la ricevuta del versamento e indicare la causale in modo corretto (ad esempio: “Erogazione liberale ex art. 10 TUIR a favore di [denominazione ente]”).

Nel modello 730/2026 queste somme vanno indicate nel Quadro E – Sezione II “Oneri deducibili”, generalmente al rigo E22 con il codice 5 (o codice analogo per altre confessioni: 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13). La deduzione abbatte direttamente il reddito imponibile: ad esempio, se Marco e Sara hanno donato complessivamente 2.000 euro alla propria istituzione religiosa per i lavori della chiesa dove si sono sposati nel 2025, ciascuno dei due potrà dedurre fino a 1.032,91 euro nella propria dichiarazione, ottenendo un risparmio fiscale proporzionale alla propria aliquota IRPEF marginale.

Ricevimento, ristorante, bomboniere e fiori: cosa NON si scarica

È la sezione che molti sposi vorrebbero leggere con una notizia diversa, ma la realtà fiscale è netta. Tutte le spese del ricevimento di matrimonio sono completamente indetraibili nel 730/2026. Questo vale per:

  • Ristorante o catering per il pranzo o la cena nuziale
  • Wedding planner e organizzazione dell’evento
  • Decorazioni floreali della location e della chiesa
  • Servizio fotografico e video
  • Animazione, intrattenimento musicale, DJ, band
  • Abito da sposa, abito da sposo, accessori, scarpe
  • Trucco, parrucco, manicure, trattamenti estetici
  • Bomboniere, partecipazioni, confetti
  • Auto degli sposi, noleggio limousine
  • Allestimento e affitto della location

Si tratta di spese di carattere personale che il Testo Unico delle Imposte sui Redditi non considera meritevoli di agevolazione, poiché non rientrano in nessuna delle categorie di oneri detraibili (art. 15 TUIR) o oneri deducibili (art. 10 TUIR). Anche se ricevi una fattura intestata al ristorante o al fotografo, non potrai inserire l’importo nel modello 730/2026: il documento serve solo come prova di pagamento, non come titolo per uno sconto fiscale.

L’unica eccezione riguarda i contribuenti che esercitano un’attività professionale o imprenditoriale e che possono dimostrare l’inerenza della spesa rispetto all’attività (ad esempio, un fotografo che acquista materiale per il proprio studio). In questo caso, però, non parliamo più di dichiarazione 730, ma di Modello Redditi e di costi deducibili dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo, materia ben diversa.

Un suggerimento pratico: se in occasione del matrimonio ti sei sposato con il regime di comunione dei beni e hai sostenuto spese sanitarie importanti per visite mediche, esami pre-matrimoniali o trattamenti odontoiatrici, queste rientrano nelle detrazioni fiscali ordinarie del 19% per spese mediche (rigo E1) e nulla cambia per il fatto che siano state sostenute “in vista del matrimonio”.

Viaggio di nozze e detrazione fiscale: la verità

Una delle voci di spesa più consistenti per gli sposi è il viaggio di nozze: anche qui occorre fare chiarezza. Il viaggio di nozze non è detraibile nel modello 730/2026. Non rientra tra le spese agevolate dal TUIR, anche se organizzato tramite agenzia con tanto di fattura e pagamento tracciato. Si tratta di una spesa personale di vacanza, e come tutte le spese turistiche dei privati non produce sconti IRPEF.

Negli ultimi anni si è parlato a più riprese di un possibile bonus viaggi di nozze o di una detrazione per i pacchetti vacanza, ma al momento del 730/2026 nessuna misura del genere è stata introdotta in via stabile dalla normativa fiscale italiana. Eventuali bonus turismo del passato (es. tax credit vacanze 2020-2021) erano misure straordinarie legate all’emergenza COVID e non riproducibili oggi.

Diverso il discorso se durante il viaggio di nozze si verifica un evento sanitario che richiede assistenza medica all’estero: in questo caso, le spese mediche sostenute all’estero sono detraibili al 19% nel quadro E (rigo E1) del modello 730/2026 con le stesse modalità di quelle italiane, purché siano documentate da fattura tradotta o accompagnata da apposita traduzione (per le lingue diverse da francese, inglese, tedesco e spagnolo).

In sintesi: il viaggio in sé non si scarica, ma se nasce un’esigenza sanitaria sì. È una distinzione importante che molti contribuenti ignorano e che vale la pena ricordare quando si organizza una luna di miele in destinazioni lontane.

Mutuo prima casa per la nuova famiglia: detrazione interessi nel 730/2026

Veniamo a una delle voci più rilevanti per chi si sposa: il mutuo per l’acquisto della prima casa. Gli interessi passivi e gli oneri accessori dei mutui ipotecari stipulati per l’acquisto dell’abitazione principale sono detraibili al 19% nel modello 730/2026 fino a un importo massimo di 4.000 euro di interessi per anno. La norma di riferimento è l’art. 15 c. 1 lett. b) del TUIR.

Per molte coppie di sposi è proprio questa la detrazione collegata al matrimonio più significativa: si acquista casa, si stipula il mutuo, ci si sposa, si va a vivere insieme e si comincia a portare in dichiarazione gli interessi. Il tetto di 4.000 euro si riferisce all’importo complessivo del mutuo per la coppia: se entrambi i coniugi sono cointestatari, ciascuno potrà detrarre il 19% sulla propria quota di interessi, ma il totale dei due non potrà superare i 4.000 euro annui (per un risparmio IRPEF massimo combinato di 760 euro).

Esempio pratico: Lucia e Giovanni si sono sposati a giugno 2025 e a gennaio 2025 avevano acquistato insieme la loro abitazione principale con un mutuo cointestato 50/50. Nel 2025 hanno pagato 5.200 euro di interessi passivi totali. Ciascuno indicherà nel proprio rigo E7 del 730/2026 una quota di interessi di 2.000 euro (il tetto di 4.000 ripartito al 50%), ottenendo una detrazione individuale di 380 euro (19% di 2.000) e un risparmio fiscale di coppia di 760 euro.

Per fruire della detrazione interessi mutuo prima casa nel 730/2026 occorre rispettare alcune condizioni: l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto, il mutuo deve essere stato stipulato nei 12 mesi precedenti o successivi all’acquisto, il pagamento deve essere tracciato e occorre conservare il contratto di mutuo, l’atto di acquisto e le quietanze annuali rilasciate dalla banca. Sono detraibili anche gli oneri accessori: spese di istruttoria, perizia, notarili relative al mutuo (non quelle relative alla compravendita), commissioni bancarie.

Bonus mobili e detrazione arredo: lo strumento più utile per gli sposi

Se c’è una detrazione che gli sposi spesso sfruttano davvero, è il bonus mobili ed elettrodomestici. Nel 730/2026 (riferito alle spese 2025) il bonus consente di detrarre il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, fino a un tetto massimo di 5.000 euro di spesa (per un risparmio fiscale massimo di 2.500 euro), ripartito in 10 quote annuali di pari importo.

Il vincolo essenziale è uno: l’acquisto dei mobili deve essere collegato a un intervento di ristrutturazione edilizia sull’immobile (anche solo manutenzione straordinaria), iniziato non oltre il 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto. In altre parole, se gli sposi hanno ristrutturato l’appartamento nel 2024 o 2025 e poi hanno comprato cucina, divano, letto, lavatrice e frigorifero per arredare la casa coniugale, possono portare in detrazione il 50% nel modello 730/2026 al rigo E57.

Gli elettrodomestici detraibili sono quelli di classe energetica non inferiore alla A per i forni, alla E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, alla F per frigoriferi e congelatori. Sono ammessi: frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, forni a microonde, condizionatori, ventilatori, apparecchi di riscaldamento elettrico. I mobili agevolabili includono letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi e apparecchi di illuminazione.

Il pagamento deve avvenire con bonifico parlante (bancario o postale, anche ordinario), carta di credito o di debito. Sono esclusi contanti, assegni bancari o circolari. Va conservata la fattura di acquisto e la ricevuta del bonifico o lo scontrino “parlante” con codice fiscale del beneficiario. Per gli sposi che hanno appena ristrutturato e arredato casa, il bonus mobili è spesso la principale forma di sostegno fiscale legato (indirettamente) al matrimonio.

Congedo matrimoniale e dichiarazione dei redditi

Un’altra voce spesso confusa con le detrazioni matrimonio nel 730/2026 è il congedo matrimoniale. Si tratta di un permesso retribuito di 15 giorni di calendario riconosciuto ai lavoratori dipendenti che si sposano, normato dal RDL 1334/1937 e dai vari CCNL. Non è una detrazione, ma una retribuzione sostitutiva: viene erogata dall’INPS (a determinate categorie) o dal datore di lavoro (per impiegati e dirigenti).

Per approfondire la disciplina, regole e modalità di richiesta, abbiamo un articolo dedicato al congedo matrimoniale 2026. Ai fini fiscali, l’assegno per congedo matrimoniale erogato dall’INPS è esente da tassazione IRPEF nei casi previsti dalla legge, mentre la retribuzione versata direttamente dal datore di lavoro per i giorni di assenza è soggetta a tassazione ordinaria come ogni altra retribuzione e viene già esposta nella Certificazione Unica del lavoratore.

Nel modello 730/2026 il contribuente non deve fare nulla di particolare: i dati sono già inclusi nella CU del datore di lavoro o nella certificazione INPS, e il sostituto d’imposta ha già operato le ritenute corrette. L’unica accortezza è verificare che, in caso di doppia certificazione (datore + INPS), il conguaglio fiscale sia stato fatto correttamente: in caso contrario, il 730/2026 servirà proprio a “ricalcolare” l’imposta dovuta sulla somma delle due erogazioni.

Detrazione per coniuge a carico nel 730/2026

Veniamo a una detrazione che il matrimonio “abilita” direttamente: la detrazione per coniuge a carico. Sposandosi, se uno dei due ha un reddito molto basso o nullo, può diventare fiscalmente a carico dell’altro. La soglia di reddito per essere considerati fiscalmente a carico è di 2.840,51 euro lordi annui (al netto degli oneri deducibili), non variata dalla riforma IRPEF 2024.

La detrazione coniuge a carico nel 730/2026 ha un importo teorico massimo di 800 euro, modulato secondo formule precise in base al reddito complessivo del coniuge che la richiede. Per redditi complessivi fino a 15.000 euro la detrazione effettiva è pari a 800 euro meno il prodotto tra 110 e il rapporto tra reddito complessivo e 15.000; per redditi tra 15.001 e 40.000 euro la detrazione è fissa a 690 euro (con maggiorazioni in fasce specifiche); per redditi tra 40.001 e 80.000 euro la detrazione decresce linearmente fino ad azzerarsi.

Esempio pratico: Davide si è sposato a settembre 2025 con Anna, che nel 2025 non ha avuto redditi. Davide ha un reddito complessivo 2025 di 30.000 euro. Nel modello 730/2026 indicherà Anna come coniuge a carico per i mesi da settembre a dicembre (4 mesi su 12) e otterrà una detrazione pari a 690 euro × 4/12 = 230 euro. È importante ricordare che la detrazione per coniuge a carico è rapportata a mese: spetta per i mesi in cui sussiste il vincolo matrimoniale (dal mese del matrimonio in poi, per l’anno delle nozze).

La detrazione coniuge va indicata nel Quadro Familiari a carico del modello 730/2026, prima del Quadro E. Va dichiarato il codice fiscale del coniuge, il numero di mesi di carico (1-12), e la quota di spettanza (in caso di coniuge a carico dell’altro coniuge la quota è sempre 100%). Per le coppie che si sono sposate o uniti civilmente nel 2025, è fondamentale ricordare di compilare correttamente questo quadro per non perdere la detrazione spettante.

Documenti da conservare per le detrazioni legate al matrimonio

La regola d’oro per chiunque voglia ottenere le detrazioni nel 730/2026 è una sola: conservare tutta la documentazione fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (art. 43 DPR 600/1973). Per il 730/2026 questo significa conservare i documenti almeno fino al 31 dicembre 2031, perché l’Agenzia delle Entrate può richiederli in qualsiasi momento entro questo termine in caso di controllo formale (art. 36-ter DPR 600/1973).

Ecco una checklist dei documenti che chi si è sposato nel 2025 dovrebbe conservare in vista del 730/2026:

  • Erogazioni liberali a istituzioni religiose: ricevuta bonifico bancario o postale con causale corretta e indicazione dell’ente beneficiario
  • Mutuo prima casa: contratto di mutuo, atto di acquisto, quietanze annuali della banca con dettaglio interessi pagati nel 2025, perizia, spese notarili relative al mutuo
  • Bonus mobili: fatture intestate, ricevute bonifico parlante, attestazione classe energetica per elettrodomestici, documentazione dei lavori edilizi a cui i mobili sono collegati
  • Coniuge a carico: certificato di matrimonio o copia integrale dell’atto, codice fiscale del coniuge, eventuale autodichiarazione del coniuge sul reddito complessivo 2025
  • Spese mediche: fatture, scontrini parlanti, ricevute del medico, prescrizioni
  • Polizze vita e infortuni: contratti, ricevute di pagamento dei premi

La documentazione va organizzata in modo chiaro, idealmente per anno di imposta e per tipologia di onere. Molti contribuenti perdono il diritto alla detrazione semplicemente perché non riescono a produrre la ricevuta in caso di controllo: un errore evitabile con un minimo di archiviazione ordinata.

Tabella riepilogativa: spese matrimonio e relativa fiscalità

Per orientarti facilmente, ecco una tabella riassuntiva delle principali spese legate al matrimonio e del loro trattamento fiscale nel modello 730/2026:

Tipologia di spesaDetraibile/DeducibileAliquota / TettoDove va nel 730/2026
Ricevimento, ristorante, cateringNO
Abito da sposa/sposo, accessoriNO
Fotografo, video, wedding plannerNO
Bomboniere, partecipazioni, fioriNO
Viaggio di nozze (vacanza)NO
Offerta in contanti alla parrocchiaNO
Erogazione liberale istituzioni religioseDeducibileMax 1.032,91 € per personaQuadro E – Sezione II rigo E22 (cod. 5-13)
Interessi mutuo prima casa abitazione principaleDetraibile 19%Max 4.000 € interessi/annoQuadro E – Sezione I rigo E7
Bonus mobili ed elettrodomesticiDetraibile 50%Max 5.000 € spesa/annoQuadro E – Sezione III B rigo E57
Detrazione coniuge a carico (post matrimonio)DetrazioneFino a 800 € teoriciQuadro Familiari a carico
Spese mediche pre-matrimonialiDetraibile 19%Franchigia 129,11 €Quadro E rigo E1
Polizze vita/infortuni stipulate dagli sposiDetraibile 19%Tetti specifici (530/750/1.291,14 €)Quadro E rigo E8-E10 (cod. 36-39)

Come si vede, le voci più “matrimoniali” (festa, abiti, viaggi) sono fuori dal perimetro del fisco, mentre le voci collegate alla nuova vita familiare (casa, mutuo, arredamento, coniuge a carico) offrono spazi concreti di risparmio.

Errori comuni da evitare nella dichiarazione

Nella nostra esperienza al CAF Centro Fiscale di Udine vediamo ricorrere sempre gli stessi sbagli quando i contribuenti tentano di gestire da soli le detrazioni matrimonio nel 730/2026. Eccone una rassegna utile per non incorrere in errori che possono costare anche centinaia di euro in caso di controllo formale.

Il primo errore è inserire le spese del ricevimento come spese mediche o altri oneri: è una pratica purtroppo vista più volte, che porta a sanzioni in caso di rilievo dell’Agenzia delle Entrate. Le spese di matrimonio non rientrano in nessuna voce detraibile, e tentare di “camuffarle” è rischioso. Il secondo errore è pagare l’erogazione liberale in contanti: anche se importante per la confessione religiosa, la donazione non potrà mai essere dedotta senza tracciabilità del pagamento.

Il terzo errore tipico è dimenticare di indicare il coniuge a carico dal mese del matrimonio: è il proporzionamento mensile a fare la differenza, e omettere questa indicazione significa perdere centinaia di euro di detrazione. Quarto errore: scaricare gli interessi del mutuo oltre il tetto dei 4.000 euro complessivi di coppia, o senza che l’immobile sia effettivamente abitazione principale entro un anno dall’acquisto. Quinto errore: portare in detrazione il bonus mobili senza che ci sia un collegamento documentato con una ristrutturazione edilizia sull’immobile.

La procedura della dichiarazione 730/2026 richiede attenzione per evitare errori che potrebbero ritardare o compromettere la pratica. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla raccolta dei documenti alla compilazione del modello, dalla verifica delle detrazioni matrimonio spettanti all’invio telematico, garantendo la correttezza di ogni passaggio.

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Domande frequenti sulle detrazioni matrimonio nel 730/2026

Posso scaricare il ricevimento di matrimonio nel 730/2026?

No. Il ricevimento (ristorante, catering, location) è una spesa di carattere personale e non rientra tra gli oneri detraibili dell’art. 15 TUIR né tra quelli deducibili dell’art. 10 TUIR. Anche con fattura intestata, non è possibile inserire l’importo nel modello 730/2026.

L’offerta alla chiesa per il matrimonio è detraibile?

L’offerta libera in contanti al parroco non è detraibile né deducibile. Diventa deducibile fino a 1.032,91 euro per persona solo se versata come erogazione liberale a un’istituzione religiosa riconosciuta dallo Stato (come l’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero per la Chiesa Cattolica) tramite bonifico o altro strumento tracciabile, con causale corretta e ricevuta conservata.

Posso detrarre il viaggio di nozze nel 730/2026?

No, il viaggio di nozze non è detraibile, anche se pagato in agenzia con fattura. Si tratta di una spesa di vacanza, fuori dal perimetro delle detrazioni IRPEF. Solo eventuali spese mediche sostenute all’estero durante il viaggio sono detraibili al 19% nel rigo E1, con la stessa franchigia di 129,11 euro.

Posso portare in detrazione i mobili comprati per la casa coniugale?

Sì, se hai effettuato lavori di ristrutturazione edilizia sull’immobile iniziati non oltre il 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto dei mobili. In questo caso puoi usare il bonus mobili al 50%, fino a 5.000 euro di spesa, ripartito in 10 quote annuali al rigo E57 del 730/2026. Senza il collegamento alla ristrutturazione, il bonus non spetta.

Quando posso indicare il coniuge a carico nel 730/2026?

Se ti sei sposato nel 2025 e il coniuge ha avuto un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro (al netto degli oneri deducibili), puoi indicarlo nel Quadro Familiari a carico per i mesi che vanno dal mese del matrimonio fino a dicembre 2025. La detrazione viene rapportata mensilmente.

Esiste un bonus matrimonio 2026?

No. Alla data di pubblicazione del modello 730/2026 non è previsto un bonus matrimonio statale in vigore. Esistono in alcune Regioni o Comuni misure locali (es. contributi per coppie under 35 o per matrimoni celebrati in determinati comuni), ma non si tratta di detrazioni fiscali nel 730. Per le agevolazioni locali occorre verificare i bandi regionali o comunali specifici.

Conclusione: chi può aiutarti a non perdere detrazioni

Ricapitolando, nel modello 730/2026 non esiste una specifica detrazione matrimonio, ma un insieme di voci agevolabili che spesso si attivano proprio in occasione delle nozze: erogazioni liberali alle istituzioni religiose, interessi del mutuo prima casa, bonus mobili per la nuova abitazione, detrazione coniuge a carico, eventuali spese sanitarie. Il valore complessivo del risparmio fiscale può facilmente superare i 1.500-2.000 euro per coppia, se tutte le voci vengono correttamente identificate e documentate.

Per non lasciare nulla sul tavolo e per evitare errori che possono costare cari in caso di controllo, è fondamentale farsi assistere da chi conosce ogni rigo del modello. Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi e per individuare tutte le detrazioni legate al matrimonio? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia.

Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento. I nostri operatori si occupano di tutto: raccolta documenti, compilazione del 730/2026, verifica delle detrazioni spettanti, invio telematico e gestione di eventuali richieste dell’Agenzia delle Entrate.

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