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Tag Archivio per: saldo acconto IRPEF 2026

CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Saldo IRPEF 2026: scadenza 30 giugno, codici tributo F24 e calcolo acconto

aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

Il 30 giugno 2026 e la prima scadenza per il versamento del saldo IRPEF relativo all’anno d’imposta 2025 e del primo acconto IRPEF per il 2026. Per chi non riesce a rispettare questa data, c’e la possibilita di differire al 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40%. In questa guida vediamo chi deve pagare, come si calcola l’importo, quali codici tributo F24 usare e cosa fare in caso di ritardo.

Quando scade il saldo IRPEF 2026

Le scadenze per il pagamento del saldo IRPEF 2026 sono:

  • 30 giugno 2026 (martedi): scadenza ordinaria per saldo IRPEF 2025 + primo acconto IRPEF 2026
  • 30 luglio 2026 (giovedi): scadenza differita con maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto

Il 30 giugno 2026 cade di martedi: non ci sono proroghe automatiche per giorni festivi, quindi la scadenza e ferma. Chi sceglie di pagare entro il 30 luglio paga l’importo aumentato dello 0,40% a titolo di interesse.

Per il secondo acconto IRPEF 2026 la scadenza ordinaria e il 1° dicembre 2026 (30 novembre 2026 cade di domenica, slittamento al lunedi successivo).

Chi deve pagare il saldo IRPEF entro il 30 giugno

Sono tenuti al versamento del saldo IRPEF entro il 30 giugno 2026:

  • Titolari di Partita IVA (regime ordinario e forfettario) che presentano il Modello Redditi PF
  • Lavoratori autonomi e professionisti che hanno redditi non soggetti a ritenuta alla fonte
  • Persone fisiche con redditi da affitti, rendite, plusvalenze non assoggettati a cedolare secca o imposta sostitutiva
  • Contribuenti 730 con conguaglio a debito che non hanno un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che puo trattenere il dovuto dalla busta paga o dalla pensione
  • Societa di persone e soci per la quota di reddito imputata per trasparenza

Non devono pagare autonomamente entro il 30 giugno i dipendenti e pensionati che hanno presentato il 730 con sostituto d’imposta: per loro il conguaglio a debito viene trattenuto direttamente dalla busta paga o dalla pensione a partire dal mese di luglio 2026.

Codici tributo F24 per il saldo IRPEF 2026

Per il versamento tramite Modello F24, questi sono i principali codici tributo:

Codice tributoDescrizioneAnno di riferimento nel F24
4001Saldo IRPEF persone fisiche2025
4033Primo acconto IRPEF2026
4034Secondo acconto IRPEF2026 (scadenza 1° dicembre)
3800Addizionale regionale IRPEF (saldo)2025
3801Addizionale comunale IRPEF (saldo)2025
2003Saldo IRES societa di capitali2025
2001Primo acconto IRES2026

Attenzione all’anno di riferimento: nel modello F24 il campo “anno di riferimento” deve riportare l’anno d’imposta corretto (2025 per il saldo, 2026 per il primo acconto). Un errore in questo campo puo causare problemi di imputazione del pagamento.

Per approfondire la dichiarazione dei redditi: Rimborso 730 in Busta Paga 2026: Quando Arriva e Come Funziona

Come si calcola il saldo IRPEF e il primo acconto

Il calcolo del saldo IRPEF si basa sulle aliquote IRPEF 2026 (anno d’imposta 2025), che sono tre scaglioni:

  • 23% fino a 28.000 euro di reddito imponibile
  • 35% da 28.001 a 50.000 euro
  • 43% oltre 50.000 euro

La formula di calcolo e:

Saldo IRPEF = IRPEF lorda – detrazioni – acconti versati nel 2025

Se il risultato e positivo (a debito), si versa entro il 30 giugno. Se e negativo (a credito), si genera un rimborso o si usa in compensazione F24.

Per il primo acconto IRPEF 2026, il metodo ordinario (storico) prevede:

  • Se l’imposta netta dell’anno precedente e inferiore a 52 euro: nessun acconto
  • Da 52 a 257,99 euro: versamento in unica soluzione entro il 30 novembre (o 1° dicembre 2026)
  • Da 258 euro in su: primo acconto del 40% entro il 30 giugno + secondo acconto del 60% entro il 1° dicembre

In alternativa al metodo storico, e possibile usare il metodo previsionale: si stima l’imposta che si paghera per il 2026 e si versa l’acconto su quella base, con rischio di sanzioni se la stima e sottostimata.

Per chi ha aderito al Concordato Preventivo Biennale, le regole di calcolo degli acconti possono essere diverse: Modello Redditi 2026 e Concordato Preventivo Biennale: regole e scadenze

Versamento in unica soluzione o in due rate

Entro il 30 giugno 2026 si versano contemporaneamente:

  • Il saldo IRPEF 2025 (codice 4001)
  • Il primo acconto IRPEF 2026 (codice 4033), se dovuto e superiore a 258 euro
  • Le addizionali regionali e comunali IRPEF (codici 3800 e 3801)

Non esiste una rateizzazione automatica per queste voci nel modello F24: l’importo va versato in un’unica soluzione nella data di scadenza (o differito al 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%).

Diversa e la situazione per i contributi INPS artigiani e commercianti, che hanno cadenze trimestrali separate.

Differimento al 30 luglio 2026: come funziona la maggiorazione

Chi non riesce a versare entro il 30 giugno puo usufruire del differimento al 30 luglio 2026 pagando una maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto. Si tratta di un interesse forfettario previsto dalla legge, non di una sanzione.

Esempio pratico: se devi versare un saldo IRPEF di 1.000 euro, pagando entro il 30 luglio dovrai versare 1.004 euro (1.000 + 0,40% = 4 euro di interessi).

La maggiorazione si applica sia al saldo che all’acconto. Non ci sono codici tributo separati per la maggiorazione: va aggiunta direttamente all’importo del versamento.

Modalita di versamento: F24 online, banca e addebito conto

Il Modello F24 si puo versare con le seguenti modalita:

  • F24 online tramite portale Agenzia delle Entrate (accesso con SPID, CIE o credenziali Fisconline): gratuito, disponibile 24/7
  • Homebanking della propria banca: disponibile per tutti i titolari di conto corrente, spesso con addebito diretto
  • Allo sportello bancario o postale: solo per F24 con saldo a debito; possibile commissione
  • Tramite CAF o intermediario abilitato: il CAF compila e trasmette il modello F24 per conto del contribuente

Ricorda che i versamenti F24 a zero (per compensazione integrale del credito) devono essere trasmessi obbligatoriamente in via telematica attraverso i servizi dell’Agenzia delle Entrate o un intermediario abilitato.

Link correlato: IMU 2026: paga l’inquilino o il proprietario? Guida Completa

Ravvedimento operoso: cosa succede se si paga in ritardo

Se si supera anche la scadenza del 30 luglio senza versare, e possibile regolarizzare la posizione attraverso il ravvedimento operoso, disciplinato dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 e riformato dal D.Lgs. 87/2024.

Con la riforma del D.Lgs. 87/2024 (in vigore dal 1° settembre 2024), la sanzione base per omesso versamento e passata al 25% (precedentemente era il 30%). Le tipologie di ravvedimento piu comuni sono:

Tipo di ravvedimentoQuandoSanzione ridotta
Sprint (brevissimo)Entro 14 giorni dalla scadenza0,1% al giorno (max 1,4%)
BreveDal 15° al 30° giorno1,5% (1/10 di 15%)
MedioDal 31° al 90° giorno1,67% (1/9 del 15%)
Lungo (entro 1 anno)Entro 1 anno dalla scadenza3,125% (1/8 del 25%)
BiennaleEntro 2 anni dalla scadenza3,57% (1/7 del 25%)
Oltre 2 anniOltre 2 anni dalla scadenza4,17% (1/6 del 25%)

Alle sanzioni si aggiungono sempre gli interessi legali (2,5% annuo nel 2026) calcolati sui giorni di ritardo. Il ravvedimento non e possibile dopo l’avvio di un accertamento o di una verifica fiscale.

Il codice tributo da usare per la sanzione da ravvedimento e il 8901 (per IRPEF). Gli interessi si versano con il codice tributo 1989.

Saldo IRES per societa e enti: stessa scadenza del 30 giugno

Anche le societa di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare (gennaio-dicembre) devono versare entro il 30 giugno 2026:

  • Saldo IRES 2025: codice tributo 2003
  • Primo acconto IRES 2026: codice tributo 2001
  • Saldo IRAP 2025: codice tributo 3800 (sezione Erario)
  • Primo acconto IRAP 2026: codice tributo 3812

Per le societa con esercizio non coincidente con l’anno solare, la scadenza e il sesto mese successivo alla chiusura dell’esercizio.

Domande frequenti (FAQ)

Ho presentato il 730: devo comunque versare l’IRPEF entro il 30 giugno?

Dipende dalla tua situazione. Se hai un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che gestisce il conguaglio, no: sara lui a trattenerti il dovuto dalla busta paga a partire da luglio. Se non hai un sostituto d’imposta, dovrai versare tu tramite F24 entro il 30 giugno.

Posso compensare il saldo IRPEF con un credito IVA o INPS?

Si, e possibile compensare il debito IRPEF con crediti fiscali o contributivi tramite il modello F24. La compensazione orizzontale (tra tributi diversi) e consentita nei limiti di legge. Per crediti superiori a 5.000 euro, la compensazione richiede il visto di conformita sulla dichiarazione dei redditi.

Cosa succede se non posso pagare entro il 30 luglio?

Se non paghi entro il 30 luglio, scatta l’omesso versamento. La sanzione base e del 25% dell’importo non versato (post D.Lgs. 87/2024). Puoi pero regolarizzare con il ravvedimento operoso, che riduce significativamente la sanzione a seconda di quanto e rapido il pagamento.

Il secondo acconto IRPEF si paga anch’esso a giugno?

No. Il secondo acconto IRPEF 2026 scade il 1° dicembre 2026 (il 30 novembre cade di domenica). Si versa con il codice tributo 4034.

Come si calcola l’addizionale regionale e comunale IRPEF?

Le addizionali regionali e comunali si calcolano applicando le aliquote deliberate da Regione e Comune di residenza al reddito imponibile IRPEF. Il saldo delle addizionali scade insieme al saldo IRPEF (30 giugno), mentre l’acconto dell’addizionale comunale scade al secondo acconto IRPEF (1° dicembre).

Come possiamo aiutarti: il CAF Centro Fiscale di Udine

Il calcolo del saldo IRPEF richiede la corretta lettura della dichiarazione dei redditi e la verifica di acconti, detrazioni e crediti. Se hai dubbi o vuoi essere sicuro di versare l’importo corretto entro il 30 giugno 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per:

  • Calcolo del saldo IRPEF e del primo acconto da dichiarazione dei redditi o 730
  • Compilazione e invio del modello F24
  • Verifica della possibilita di compensazione con crediti fiscali
  • Assistenza per il ravvedimento operoso in caso di versamento tardivo
  • Consulenza su differimento al 30 luglio con calcolo della maggiorazione

Contattaci per un preventivo personalizzato o prenota un appuntamento. Non aspettare l’ultimo giorno: avere il tempo per verificare tutti i calcoli fa la differenza.

Giugno 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/aliquote-irpef-2024-e-calcolo-detrazioni-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-12 07:54:012026-06-12 07:54:14Saldo IRPEF 2026: scadenza 30 giugno, codici tributo F24 e calcolo acconto
DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Saldo e Acconto IRPEF 2026: Calendario Scadenze e Come Calcolare i Versamenti

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2026

Il saldo e acconto IRPEF 2026 rappresenta uno degli appuntamenti fiscali piu’ importanti dell’anno per milioni di contribuenti italiani. Entro il 30 giugno 2026 (o entro il 30 luglio 2026 con la maggiorazione dello 0,40%) e’ necessario versare il saldo IRPEF relativo all’anno d’imposta 2025 e il primo acconto IRPEF per il 2026. Il secondo acconto IRPEF ha invece scadenza al 30 novembre 2026.

In questa guida completa al saldo e acconto IRPEF 2026 trovi il calendario delle scadenze aggiornato, le aliquote IRPEF 2026 ridotte a tre scaglioni dopo la riforma fiscale, il metodo per calcolare i versamenti sia con il metodo storico sia con quello previsionale, i codici tributo F24 da utilizzare e tutti gli esempi pratici per capire quanto pagare. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella compilazione del modello 730 e del modello Redditi PF, calcolando con precisione il saldo e l’acconto IRPEF dovuti.

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Indice dei contenuti

  1. Saldo e acconto IRPEF 2026: quadro generale
  2. Calendario delle scadenze IRPEF 2026
  3. Aliquote IRPEF 2026 e scaglioni in vigore
  4. Come calcolare il saldo IRPEF 2026
  5. Come calcolare l’acconto IRPEF: metodo storico vs previsionale
  6. Primo e secondo acconto IRPEF 2026: importi e rate
  7. Maggiorazione dello 0,40% per pagamento differito
  8. Soglie minime per i versamenti IRPEF
  9. Codici tributo F24 per saldo e acconto IRPEF
  10. Rateizzazione dei versamenti IRPEF
  11. Errori e ritardi: ravvedimento operoso
  12. Esempi pratici di calcolo IRPEF 2026
  13. Domande frequenti sul saldo e acconto IRPEF 2026

Saldo e acconto IRPEF 2026: quadro generale

Il saldo e acconto IRPEF 2026 e’ un meccanismo di versamento che funziona in due tempi. Da un lato si paga il saldo IRPEF, ovvero la differenza tra l’imposta effettivamente dovuta per l’anno appena trascorso (il 2025) e quanto e’ gia’ stato versato durante l’anno tramite ritenute, acconti e crediti d’imposta. Dall’altro lato si versano gli acconti IRPEF per l’anno in corso (il 2026), che anticipano l’imposta che si stima di dover pagare l’anno successivo sulla base dei redditi attuali.

Questo sistema, regolato dall’art. 17 della Legge 97/1977 e dal DPR 322/1998, riguarda tutte le persone fisiche che presentano la dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi PF), quindi lavoratori autonomi, partite IVA in regime ordinario, professionisti, imprenditori, ma anche lavoratori dipendenti e pensionati che hanno redditi ulteriori (locazioni, attivita’ occasionali, dividendi) e che non utilizzano il sostituto d’imposta come tramite per i conguagli.

Per chi presenta il modello 730 dipendente o pensionato, il saldo e l’acconto IRPEF vengono trattenuti automaticamente dal datore di lavoro o dall’INPS in busta paga o nella rata di pensione, senza bisogno di compilare un F24. Per chi presenta il modello Redditi PF (titolari di partita IVA in regime ordinario, contribuenti senza sostituto, soggetti con redditi particolari) il versamento avviene tramite F24 telematico entro le scadenze fissate dall’Agenzia delle Entrate.

La distinzione tra saldo e acconto IRPEF e’ fondamentale. Il saldo chiude i conti dell’anno precedente: se hai versato meno di quanto dovuto, paghi la differenza; se hai versato di piu’, maturi un credito che puoi compensare. L’acconto, invece, e’ un’anticipazione dell’imposta futura: serve allo Stato per incassare gradualmente le imposte durante l’anno, senza aspettare la dichiarazione successiva. Per un approfondimento completo sui versamenti, consulta la nostra guida ai codici tributo F24 2026.

Calendario delle scadenze IRPEF 2026

Il calendario delle scadenze IRPEF 2026 e’ definito dall’Agenzia delle Entrate sulla base del DPR 322/1998 e tiene conto sia della dichiarazione dei redditi anno d’imposta 2025 sia degli adempimenti per i versamenti. Ecco le date chiave da tenere a mente per non incorrere in sanzioni o ritardi.

ScadenzaAdempimentoNote
30 aprile 2026Apertura 730 precompilatoDal 2026 anticipata dal 15 al 30 aprile
30 giugno 2026Saldo IRPEF 2025 + 1° acconto IRPEF 2026Termine ordinario (senza maggiorazione)
30 luglio 2026Saldo IRPEF + 1° acconto con maggiorazione 0,40%Differimento di 30 giorni
30 settembre 2026Invio definitivo modello 730/2026Scadenza dichiarazione
25 ottobre 2026730 integrativoCorrezioni a favore
30 novembre 20262° acconto IRPEF 2026Rata unica
30 novembre 2026Invio modello Redditi PF 2026Dichiarazione titolari P.IVA

La data piu’ importante e’ senza dubbio il 30 giugno 2026, scadenza ordinaria per il saldo IRPEF 2025 e il primo acconto IRPEF 2026. Chi non riesce a versare entro questa data ha la possibilita’ di differire di 30 giorni, fino al 30 luglio 2026, pagando pero’ una maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto. Si tratta di un interesse forfettario, non di una sanzione: il contribuente che sceglie questa opzione non commette alcun illecito, semplicemente paga una piccola somma in piu’ per avere 30 giorni di tempo aggiuntivo.

Il 30 novembre 2026 e’ invece la scadenza per il secondo acconto IRPEF, che si paga in un’unica soluzione senza possibilita’ di differimento. Per chi presenta il modello Redditi PF, il 30 novembre coincide anche con la data ultima per l’invio telematico della dichiarazione. Per gli adempimenti relativi al modello 730 a debito, leggi la guida su come pagare il 730 a debito a rate.

Aliquote IRPEF 2026 e scaglioni in vigore

Per calcolare il saldo e l’acconto IRPEF 2026 e’ necessario partire dalle aliquote IRPEF attualmente in vigore. Dal 2024, con il DLgs 216/2023, e’ stata introdotta una riforma che ha ridotto da quattro a tre gli scaglioni IRPEF. Questa struttura e’ confermata anche per il 2026 ed e’ la base per calcolare l’imposta dovuta sui redditi del 2025 (saldo) e per stimare quella del 2026 (acconto).

Scaglione di redditoAliquota IRPEF 2026Imposta dovuta
Fino a 28.000 euro23%23% del reddito imponibile
Oltre 28.000 fino a 50.000 euro35%6.440 euro + 35% sulla parte eccedente 28.000
Oltre 50.000 euro43%14.140 euro + 43% sulla parte eccedente 50.000

Rispetto al sistema in vigore fino al 2023 (quattro scaglioni: 23% / 25% / 35% / 43%), la riforma ha unito i primi due scaglioni applicando l’aliquota del 23% fino a 28.000 euro di reddito. Questo significa un beneficio fiscale per chi ha redditi tra 15.000 e 28.000 euro, che prima erano tassati al 25% e ora scendono al 23%. La terza aliquota del 35% resta in vigore per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro, mentre la quarta aliquota del 43% si applica oltre i 50.000 euro.

Oltre all’IRPEF nazionale, sui redditi delle persone fisiche gravano anche le addizionali regionali (variano da regione a regione, generalmente tra l’1,23% e il 3,33%) e le addizionali comunali (definite dal singolo Comune, fino allo 0,8%). Le addizionali si pagano separatamente, con codici tributo specifici, ma seguono lo stesso calendario del saldo IRPEF: entro il 30 giugno 2026 per il saldo dell’anno precedente. Per approfondire le detrazioni fiscali che riducono l’IRPEF dovuta, consulta la nostra sezione dedicata.

Come calcolare il saldo IRPEF 2026

Il calcolo del saldo IRPEF 2026 riguarda l’imposta dovuta sui redditi prodotti nel 2025. La procedura prevede diversi passaggi, che il modello 730 o il modello Redditi PF eseguono automaticamente, ma che e’ utile conoscere per capire come si arriva all’importo finale da versare il 30 giugno.

Passaggi per il calcolo del saldo IRPEF

  • 1. Determinazione del reddito complessivo: somma di tutti i redditi del 2025 (lavoro dipendente, autonomo, fabbricati, capitale, diversi).
  • 2. Calcolo del reddito imponibile: reddito complessivo meno deduzioni (es. contributi previdenziali, assegni al coniuge, rendita catastale abitazione principale).
  • 3. Applicazione delle aliquote IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro, 35% tra 28.000 e 50.000, 43% oltre 50.000.
  • 4. Calcolo dell’IRPEF lorda: imposta risultante dall’applicazione delle aliquote agli scaglioni.
  • 5. Scomputo delle detrazioni d’imposta: detrazioni per lavoro dipendente (fino a 1.955 euro), per familiari a carico, per oneri (spese mediche, ristrutturazioni, mutuo).
  • 6. Calcolo dell’IRPEF netta: IRPEF lorda meno detrazioni.
  • 7. Sottrazione di ritenute e acconti gia’ versati: ritenute IRPEF subite, acconti versati nel novembre 2025.
  • 8. Risultato finale: se positivo, e’ il saldo IRPEF a debito; se negativo, e’ un credito da compensare o rimborsare.

Il saldo IRPEF e’ quindi una differenza algebrica tra cio’ che si dovrebbe pagare e cio’ che si e’ gia’ pagato durante l’anno tramite ritenute alla fonte e acconti. Per un lavoratore dipendente con un solo reddito, in genere il sostituto d’imposta (datore di lavoro) trattiene gia’ tutta l’IRPEF dovuta in busta paga, quindi il saldo a giugno e’ spesso pari a zero o addirittura a credito. Per un autonomo o un titolare di partita IVA in regime ordinario, invece, il saldo IRPEF e’ quasi sempre a debito, perche’ l’imposta sui compensi non e’ trattenuta alla fonte (salvo eccezioni come la ritenuta d’acconto del 20% per professionisti).

Un esempio concreto: Marco, libero professionista, nel 2025 ha avuto un reddito imponibile di 45.000 euro. L’IRPEF lorda si calcola cosi’: 23% su 28.000 = 6.440 euro, piu’ 35% su (45.000 – 28.000) = 35% su 17.000 = 5.950 euro. Totale IRPEF lorda: 12.390 euro. Supponendo detrazioni per 1.500 euro e ritenute d’acconto subite per 3.000 euro, l’IRPEF netta e’ 12.390 – 1.500 = 10.890 euro. Sottraendo le ritenute (3.000) e il primo e secondo acconto versati nel 2025 (poniamo 5.000 euro totali), il saldo IRPEF da versare entro il 30 giugno 2026 e’: 10.890 – 3.000 – 5.000 = 2.890 euro.

Come calcolare l’acconto IRPEF: metodo storico vs previsionale

L’acconto IRPEF 2026 e’ un’anticipazione dell’imposta che si presume di dover pagare l’anno prossimo (il 2027) sui redditi del 2026. Il contribuente puo’ scegliere tra due metodi di calcolo: il metodo storico, basato sull’imposta dell’anno precedente, e il metodo previsionale, basato su una stima dei redditi attuali. La scelta tra i due metodi e’ libera e ognuno ha vantaggi e rischi.

Metodo storico: calcolo automatico sul 2025

Il metodo storico e’ il piu’ semplice e il piu’ usato. L’acconto IRPEF si calcola in misura pari al 100% dell’imposta netta dell’anno precedente (anno d’imposta 2025), risultante dalla dichiarazione dei redditi. Si prende quindi l’IRPEF netta indicata nel rigo dichiarativo del modello 730 o del modello Redditi PF 2026 e si versa quella cifra (al netto delle riduzioni previste). Il vantaggio del metodo storico e’ che non comporta rischi: se applichi correttamente la regola del 100%, non rischi sanzioni per insufficiente versamento. Lo svantaggio e’ che, se nel 2026 i redditi sono nettamente inferiori al 2025, potresti versare un acconto piu’ alto del dovuto.

Metodo previsionale: stima sui redditi 2026

Il metodo previsionale permette di versare un acconto piu’ basso (o anche nessun acconto) se si prevede che il reddito 2026 sara’ inferiore a quello del 2025. In pratica, il contribuente calcola in via previsionale l’IRPEF che dovra’ pagare nel 2027 sui redditi del 2026 e versa il 100% di quella cifra come acconto. Il vantaggio e’ un risparmio finanziario nell’immediato. Il rischio, pero’, e’ importante: se la stima si rivela sbagliata e l’imposta effettiva 2026 supera l’acconto versato di oltre il 20%, scatta una sanzione del 25% sull’importo non versato (oltre agli interessi), salva la possibilita’ di ravvedimento operoso.

La scelta tra metodo storico e previsionale deve essere ragionata. Il metodo previsionale conviene quando si ha la quasi certezza di un calo di reddito (ad esempio per cessazione di un’attivita’, per riduzione del fatturato gia’ confermata, per passaggio al regime forfettario). In tutti gli altri casi, il metodo storico e’ piu’ prudente. Il CAF Centro Fiscale aiuta i clienti a valutare quale metodo sia piu’ conveniente in base alla situazione personale.

Primo e secondo acconto IRPEF 2026: importi e rate

L’acconto IRPEF 2026, calcolato con metodo storico o previsionale, va versato in due rate distinte secondo le regole stabilite dal DPR 322/1998 e dalle disposizioni dell’Agenzia delle Entrate. La ripartizione e gli importi delle rate dipendono dal valore complessivo dell’acconto dovuto.

Acconto totale dovuto1° rata2° rataScadenze
Fino a 257,52 euroNon dovuta100% in unica soluzione30 novembre 2026
Oltre 257,52 euro40% dell’acconto totale60% dell’acconto totale30 giugno e 30 novembre 2026

La soglia di 257,52 euro e’ il punto di discrimine tra rata unica e doppia rata. Se l’acconto IRPEF complessivo dovuto e’ inferiore o uguale a 257,52 euro, non si paga la prima rata di giugno: tutto l’importo si versa in unica soluzione entro il 30 novembre 2026. Se invece l’acconto supera 257,52 euro, si divide in due tranche: il 40% entro il 30 giugno 2026 (insieme al saldo IRPEF) e il restante 60% entro il 30 novembre 2026.

Continuando l’esempio di Marco visto sopra: la sua IRPEF netta 2025 era di 10.890 euro. Applicando il metodo storico, l’acconto totale 2026 e’ pari al 100% di questa cifra, quindi 10.890 euro. Suddividendo in rate: 4.356 euro (40%) da versare entro il 30 giugno 2026 insieme al saldo, e 6.534 euro (60%) entro il 30 novembre 2026. Quindi a giugno Marco dovra’ pagare in totale: saldo IRPEF 2.890 + primo acconto 4.356 = 7.246 euro; a novembre versera’ il secondo acconto di 6.534 euro.

E’ importante sottolineare che la prima rata d’acconto si paga insieme al saldo: entrambi entro il 30 giugno (o il 30 luglio con maggiorazione). Il secondo acconto, invece, e’ un versamento autonomo da fare entro il 30 novembre, senza possibilita’ di differimento ne’ di rateizzazione (salvo che per i forfettari, che hanno regole specifiche in alcune annualita’).

Maggiorazione dello 0,40% per pagamento differito

La maggiorazione dello 0,40% e’ una facolta’ prevista dalla normativa fiscale che permette al contribuente di posticipare di 30 giorni il pagamento del saldo IRPEF e del primo acconto IRPEF. Anziche’ versare entro il 30 giugno 2026 (scadenza ordinaria), si puo’ versare entro il 30 luglio 2026 applicando un interesse forfettario dello 0,40% sull’imposta dovuta.

Per applicare la maggiorazione, basta moltiplicare l’importo dell’IRPEF dovuta per 1,004. Ad esempio, se devi versare 5.000 euro entro il 30 giugno, posticipando al 30 luglio dovrai pagare 5.000 x 1,004 = 5.020 euro. La maggiorazione non e’ una sanzione, ma un costo finanziario opzionale: il contribuente non commette alcuna irregolarita’ scegliendo di pagare con i 30 giorni di differimento. La condizione e’ che il versamento avvenga entro il 30 luglio 2026 con la maggiorazione gia’ inclusa nell’importo versato sul codice tributo corrispondente.

Attenzione: la maggiorazione dello 0,40% non si applica al secondo acconto IRPEF in scadenza il 30 novembre. Per quella data non e’ previsto alcun differimento ordinario: chi paga in ritardo deve ricorrere al ravvedimento operoso, che comporta sanzioni piu’ alte. Inoltre, la maggiorazione non e’ deducibile come interesse passivo: e’ un costo finale per il contribuente.

Soglie minime per i versamenti IRPEF

Non sempre il saldo e acconto IRPEF vanno versati: la normativa fiscale prevede infatti soglie minime al di sotto delle quali il versamento non e’ dovuto. Queste soglie servono a evitare versamenti minimi che genererebbero piu’ costi amministrativi che gettito fiscale.

Tipologia versamentoSoglia minimaConseguenza
Saldo IRPEF12 euroSotto soglia: non dovuto
Acconto IRPEF totale51,65 euroSotto soglia: nessun acconto dovuto
1° rata acconto (in due rate)40% di 257,52 = 103,01 euroSotto soglia: prima rata non dovuta, tutto in seconda rata
Addizionale regionale12 euroSotto soglia: non dovuta
Addizionale comunale12 euroSotto soglia: non dovuta

La soglia di 51,65 euro per l’acconto IRPEF totale e’ particolarmente rilevante per i piccoli contribuenti. Se l’IRPEF netta 2025 e’ inferiore a 51,65 euro, non si paga alcun acconto per il 2026. Sopra questa soglia, scatta l’obbligo di versamento con le regole gia’ viste (rata unica o doppia rata in base alla soglia di 257,52 euro).

Per il saldo IRPEF la soglia e’ invece di 12 euro: se l’imposta a debito risultante dalla dichiarazione e’ inferiore a questo importo, non si versa nulla. La stessa soglia di 12 euro vale per le addizionali regionale e comunale, calcolate separatamente dall’IRPEF nazionale. Queste soglie minime semplificano la vita ai contribuenti e all’amministrazione fiscale, evitando versamenti irrisori.

Codici tributo F24 per saldo e acconto IRPEF

Per versare il saldo e acconto IRPEF 2026 tramite modello F24 telematico, e’ fondamentale utilizzare i codici tributo corretti. L’Agenzia delle Entrate ha definito codici specifici per ciascun tipo di versamento, distinguendo tra saldo, primo acconto, secondo acconto e addizionali. Un errore nei codici tributo puo’ rendere il versamento inefficace e generare sanzioni.

Codice tributoDescrizioneAnno di riferimento (rateo)
4001Saldo IRPEF2025
4033Primo acconto IRPEF2026
4034Secondo acconto IRPEF2026
3801Addizionale regionale IRPEF2025
3844Addizionale comunale IRPEF – saldo2025
3843Addizionale comunale IRPEF – acconto2026

Nel modello F24 ogni codice tributo va compilato con il relativo anno di riferimento (es. 2025 per il saldo, 2026 per gli acconti) e con l’importo a debito. E’ possibile compensare crediti d’imposta (es. crediti IRPEF di anni precedenti, crediti IVA) con i versamenti dovuti, riducendo l’esborso effettivo. La compensazione orizzontale fino a 5.000 euro non richiede visto di conformita’; oltre questa soglia, e’ necessario il visto del professionista abilitato (commercialista, CAF) sulla dichiarazione.

I versamenti tramite F24 devono essere effettuati esclusivamente in via telematica per i titolari di partita IVA. I privati possono utilizzare il F24 ordinario cartaceo presso banche, poste o agenti della riscossione, oppure il F24 online tramite home banking o servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Per la lista completa dei codici tributo, consulta la nostra guida ai codici tributo F24 2026.

Rateizzazione dei versamenti IRPEF

Il saldo IRPEF e il primo acconto IRPEF 2026 possono essere rateizzati, distribuendo l’importo in piu’ versamenti mensili. Questa possibilita’ e’ particolarmente utile per chi ha importi elevati da pagare e preferisce diluire l’esborso nell’arco di alcuni mesi. La normativa di riferimento e’ l’art. 20 DLgs 241/1997, modificato dalla L. 122/2010.

  • Privati (non titolari di P.IVA): possono rateizzare in massimo 7 rate mensili di pari importo. Le rate scadono il 16 di ogni mese, da giugno a dicembre.
  • Titolari di partita IVA: possono rateizzare in massimo 6 rate mensili. Le rate scadono il 16 di ogni mese, da giugno a novembre.
  • Interessi: sulle rate successive alla prima si applica un tasso annuo del 4%, calcolato in misura giornaliera.
  • Secondo acconto: non e’ rateizzabile, si paga in unica soluzione entro il 30 novembre 2026.

La rateizzazione si comunica direttamente nel modello F24, indicando nella colonna “rateazione/regione” il numero della rata in pagamento e il numero totale di rate scelte (es. “0107” per la prima rata su sette). E’ importante mantenere la stessa rateazione per tutta la durata: se si saltano rate o si modificano gli importi, l’amministrazione fiscale considera l’intero importo come non versato e applica sanzioni.

Errori e ritardi: ravvedimento operoso

Se non si versa il saldo o l’acconto IRPEF entro le scadenze previste, e’ possibile sanare il ritardo tramite ravvedimento operoso, regolato dall’art. 13 DLgs 472/1997. Il ravvedimento riduce le sanzioni in proporzione alla rapidita’ con cui si regolarizza la posizione. La riforma sanzioni entrata in vigore con il DLgs 87/2024 ha rivisto al ribasso le sanzioni base, rendendo il ravvedimento ancora piu’ conveniente.

Tempo di ravvedimentoSanzione ridottaInteressi
Entro 14 giorni dalla scadenza0,083% per ogni giorno di ritardoTasso legale annuo
Da 15 a 30 giorni1,25% (1/10 del 12,5%)Tasso legale annuo
Da 31 a 90 giorni1,39% (1/9 del 12,5%)Tasso legale annuo
Entro il termine dichiarazione anno successivo3,125% (1/8 del 25%)Tasso legale annuo
Oltre, ma entro 2 anni3,57% (1/7 del 25%)Tasso legale annuo

Il ravvedimento operoso e’ particolarmente vantaggioso se applicato nei primi 30 giorni dalla scadenza. Per regolarizzare, si versa con F24 l’imposta originariamente dovuta, la sanzione ridotta (codice tributo 8901 per IRPEF) e gli interessi legali (codice tributo 1989). E’ una procedura accessibile anche senza l’aiuto di un professionista, ma se hai dubbi sui calcoli e’ bene rivolgersi a un CAF o a un commercialista per evitare errori che potrebbero invalidare il ravvedimento.

Esempi pratici di calcolo IRPEF 2026

Per fissare i concetti, vediamo tre esempi pratici di calcolo del saldo e acconto IRPEF 2026 in situazioni diverse: lavoratore dipendente con redditi aggiuntivi, professionista in regime ordinario, e pensionato con seconda casa.

Esempio 1: dipendente con redditi da locazione

Anna e’ dipendente di una grande azienda, reddito 2025 di 32.000 euro lordi (CU rilasciata dal datore di lavoro). Ha anche un appartamento in affitto con cedolare secca al 21% che produce un reddito di 7.200 euro annui. Il sostituto d’imposta ha gia’ trattenuto in busta paga l’IRPEF sul reddito da lavoro. L’IRPEF residua dovuta riguarda quindi la sola sezione ordinaria del reddito complessivo (la cedolare e’ tassazione separata). Calcolando: 23% su 28.000 + 35% su (32.000-28.000) = 6.440 + 1.400 = 7.840 euro di IRPEF lorda. Detrazione lavoro dipendente per 32.000 euro: circa 1.910 euro. IRPEF netta: 7.840 – 1.910 = 5.930 euro. Trattenute dal datore: 5.930 euro (ipotesi conguaglio in busta). Saldo IRPEF da versare: 0 euro. Acconto IRPEF 2026: 100% di 5.930 = 5.930 euro, di cui prima rata 40% = 2.372 entro il 30/06/2026, seconda rata 60% = 3.558 entro il 30/11/2026.

Esempio 2: professionista in regime ordinario

Luca, avvocato, reddito imponibile 2025 di 60.000 euro (compensi al netto dei costi). IRPEF lorda: 23% su 28.000 + 35% su 22.000 + 43% su 10.000 = 6.440 + 7.700 + 4.300 = 18.440 euro. Detrazioni varie: 1.200 euro. IRPEF netta: 17.240 euro. Ritenute d’acconto subite sui compensi: 4.800 euro. Acconti gia’ versati nel 2025: 10.000 euro (40% + 60% sul 2024). Saldo IRPEF 2026: 17.240 – 4.800 – 10.000 = 2.440 euro. Acconto 2026 (metodo storico, 100% di 17.240): 17.240 euro, di cui prima rata 40% = 6.896 euro + saldo 2.440 = 9.336 euro entro il 30/06/2026, seconda rata 60% = 10.344 euro entro il 30/11/2026.

Esempio 3: pensionato con seconda casa

Giuseppe, pensionato INPS, pensione 2025 di 18.000 euro annui. Possiede una seconda casa che usa come dimora secondaria (rendita catastale rivalutata: 800 euro). Reddito complessivo: 18.000 + 800 = 18.800 euro. IRPEF lorda: 23% su 18.800 = 4.324 euro. Detrazione pensione: circa 1.880 euro. IRPEF netta: 4.324 – 1.880 = 2.444 euro. L’INPS ha trattenuto in pensione l’IRPEF sui 18.000 euro di pensione, circa 2.260 euro (pari al 23% al netto delle detrazioni pro-quota). Saldo IRPEF da versare per la seconda casa: circa 184 euro. Acconto 2026: 100% di 2.444 = 2.444 euro, di cui prima rata 40% = 977,60 euro (sopra soglia 257,52, quindi divisibile in due) + saldo 184 = 1.162 euro circa entro il 30/06/2026, seconda rata 60% = 1.466 euro entro il 30/11/2026.

Questi esempi mostrano come il saldo e acconto IRPEF 2026 possa variare sensibilmente in base alla tipologia di reddito e alla presenza o meno di un sostituto d’imposta. In casi complessi (redditi misti, partita IVA, immobili) e’ fondamentale rivolgersi a un CAF o a un commercialista per evitare errori che possono costare in termini di sanzioni. Il CAF Centro Fiscale di Udine e’ specializzato nella compilazione del modello 730 e del modello Redditi PF, con particolare attenzione alle esigenze dei contribuenti del Friuli Venezia Giulia, dove il sistema tavolare richiede competenze specifiche per la gestione degli immobili nelle dichiarazioni dei redditi.

Domande frequenti sul saldo e acconto IRPEF 2026

Quando scade il saldo IRPEF 2026?

Il saldo IRPEF 2026 (relativo ai redditi 2025) scade il 30 giugno 2026. E’ possibile differire il versamento al 30 luglio 2026 applicando la maggiorazione dello 0,40% sull’imposta dovuta.

Quanto si paga di acconto IRPEF nel 2026?

L’acconto IRPEF 2026 e’ pari al 100% dell’IRPEF netta dovuta per l’anno d’imposta 2025 (metodo storico). In alternativa, si puo’ utilizzare il metodo previsionale, basato sulla stima del reddito 2026. L’acconto si versa in due rate: 40% entro il 30 giugno e 60% entro il 30 novembre 2026, se l’acconto totale supera 257,52 euro.

Quali sono le aliquote IRPEF 2026?

Le aliquote IRPEF 2026 sono articolate in tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.000 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. La riforma del DLgs 216/2023 ha ridotto da quattro a tre gli scaglioni IRPEF a partire dal 2024.

Cosa succede se non pago il saldo IRPEF entro il 30 giugno 2026?

Se non versi entro il 30 giugno 2026, hai due opzioni: pagare entro il 30 luglio 2026 con la maggiorazione dello 0,40%, oppure ricorrere al ravvedimento operoso per regolarizzare il ritardo con sanzioni ridotte. Piu’ tardi paghi, piu’ alta sara’ la sanzione.

Posso rateizzare il saldo IRPEF 2026?

Si’, il saldo IRPEF e il primo acconto IRPEF possono essere rateizzati. I privati possono dividere il versamento in massimo 7 rate mensili (con interessi del 4% annuo sulle rate successive alla prima), mentre i titolari di partita IVA in massimo 6 rate. Il secondo acconto non e’ rateizzabile.

Quando il secondo acconto IRPEF non si paga?

Il secondo acconto IRPEF 2026 (scadenza 30 novembre) non e’ dovuto quando l’imposta netta dell’anno precedente e’ inferiore a 51,65 euro. Inoltre, quando l’acconto totale e’ inferiore a 257,52 euro, non si paga la prima rata di giugno e l’intero importo viene versato in unica soluzione il 30 novembre.

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Conclusione: gestire il saldo e acconto IRPEF 2026 con il CAF

Il saldo e acconto IRPEF 2026 e’ un adempimento articolato che richiede attenzione su scadenze, calcoli e codici tributo. Le date fondamentali da memorizzare sono il 30 giugno 2026 per saldo e primo acconto (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%) e il 30 novembre 2026 per il secondo acconto. Le aliquote IRPEF 2026 restano confermate a tre scaglioni (23% / 35% / 43%) come stabilito dal DLgs 216/2023.

Se vuoi essere certo di calcolare correttamente il saldo e acconto IRPEF 2026, evitare sanzioni e cogliere tutte le opportunita’ di risparmio fiscale (detrazioni, deduzioni, compensazioni), affidati al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori sono specializzati in dichiarazione dei redditi, sia con modello 730 sia con modello Redditi PF, e ti supportano in ogni fase: dalla raccolta documenti al calcolo dell’imposta, dalla compilazione del modello al versamento tramite F24. Prenota un appuntamento chiamando il nostro centralino o tramite il sito centrofiscale.com.

Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 08:44:012026-05-22 08:09:57Saldo e Acconto IRPEF 2026: Calendario Scadenze e Come Calcolare i Versamenti
DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Saldo e Acconto IRPEF 2026: Calendario Scadenze e Come Calcolare i Versamenti

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il saldo e acconto IRPEF 2026 rappresenta uno dei passaggi fiscali piu importanti per contribuenti, partite IVA, lavoratori autonomi e dipendenti che presentano la dichiarazione dei redditi. La gestione corretta di queste scadenze permette di evitare sanzioni, interessi e ravvedimenti, garantendo al tempo stesso una pianificazione finanziaria piu efficace per l’intero anno.

In questa guida completa trovi il calendario delle scadenze IRPEF 2026 riferite all’anno d’imposta 2025, le modalita per calcolare il saldo e gli acconti con il metodo storico e previsionale, i codici tributo da utilizzare nel modello F24, le regole per la rateizzazione e i casi specifici per dipendenti, autonomi, forfettari e pensionati.

Indice dei contenuti

  1. Scadenze saldo e acconto IRPEF 2026: il calendario completo
  2. Come funziona il meccanismo saldo + acconto IRPEF
  3. Come calcolare l’acconto IRPEF: metodo storico e previsionale
  4. Prima e seconda rata di acconto: importi e percentuali
  5. Codici tributo IRPEF: F24 e modalita di versamento
  6. Rateizzazione del saldo e del primo acconto IRPEF 2026
  7. Saldo e acconto per partite IVA in regime forfettario
  8. IRPEF a debito per dipendenti e pensionati con modello 730
  9. Sanzioni e ravvedimento operoso in caso di omesso versamento
  10. Domande frequenti

Scadenze saldo e acconto IRPEF 2026: il calendario completo

Le scadenze IRPEF 2026 riguardano l’anno d’imposta 2025 e seguono il calendario stabilito dal DPR 435/2001 e successive modifiche. Conoscere con esattezza le date e i meccanismi del versamento e fondamentale per evitare ritardi e per programmare la liquidita aziendale e familiare.

Ecco le principali scadenze da segnare in calendario per il 2026:

  • 30 giugno 2026: termine ordinario per il versamento del saldo IRPEF 2025 e del primo acconto IRPEF 2026, senza alcuna maggiorazione.
  • 30 luglio 2026: termine prorogato con maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse, per chi sceglie di differire il pagamento.
  • 30 novembre 2026: scadenza unica per il versamento del secondo o unico acconto IRPEF relativo all’anno d’imposta 2026.
  • 30 settembre 2026: termine ultimo per la presentazione del modello 730/2026.
  • 30 novembre 2026: termine ultimo per la presentazione del modello Redditi PF 2026.

Per i soggetti ISA (Indici Sintetici di Affidabilita fiscale) e per i contribuenti in regime forfettario, e prevista una proroga abituale al 20 luglio 2026 senza maggiorazione, qualora confermata dal decreto attuativo. La proroga viene generalmente comunicata con DPCM nei mesi precedenti la scadenza.

Come funziona il meccanismo saldo + acconto IRPEF

Il sistema fiscale italiano per l’IRPEF si basa su un meccanismo di versamento anticipato: il contribuente paga in via preventiva una parte dell’imposta che si presume dovuta per l’anno in corso (acconto), per poi conguagliare l’anno successivo con il saldo. In sintesi:

  • il saldo IRPEF rappresenta il conguaglio definitivo dell’imposta dovuta per l’anno d’imposta concluso (es. nel 2026 si paga il saldo riferito al 2025);
  • il primo acconto IRPEF e una somma versata anticipatamente per l’anno d’imposta in corso (es. nel 2026 si versa l’acconto per l’IRPEF 2026);
  • il secondo acconto IRPEF integra il primo per coprire l’intero anticipo previsto dalla legge.

Il meccanismo nasce dalla necessita dello Stato di anticipare il gettito fiscale ed evitare l’eccessiva concentrazione dei versamenti in un unico momento. Per il contribuente, questo comporta la necessita di una pianificazione finanziaria piu attenta, soprattutto per chi ha redditi variabili.

L’importo dell’acconto e calcolato in misura pari al 100% dell’IRPEF dovuta per l’anno precedente, al netto di detrazioni, crediti d’imposta e ritenute (cosiddetta “imposta storica”). Il contribuente puo tuttavia scegliere di applicare il metodo previsionale, ricalcolando l’acconto sulla base dei redditi attesi per l’anno in corso.

Come calcolare l’acconto IRPEF: metodo storico e previsionale

Il contribuente puo scegliere tra due modalita di calcolo dell’acconto IRPEF: il metodo storico e il metodo previsionale. La scelta dipende dalla situazione reddituale dell’anno in corso e dalle previsioni future.

Metodo storico

Il metodo storico e il metodo standard ed e calcolato sull’imposta dovuta nell’anno precedente. Si fa riferimento al rigo “Differenza” della dichiarazione dei redditi (rigo RN34 del Modello Redditi PF, rigo 70 del 730), che rappresenta l’IRPEF dovuta al netto di detrazioni, crediti e ritenute.

  • se l’imposta dell’anno precedente e inferiore o pari a 51,65 euro: nessun acconto e dovuto;
  • se l’imposta e superiore a 51,65 euro: l’acconto e pari al 100% dell’imposta storica.

Esempio pratico: se la dichiarazione 2026 (anno d’imposta 2025) presenta un’IRPEF dovuta pari a 4.000 euro, l’acconto totale per il 2026 sara di 4.000 euro, da versare in due rate.

Metodo previsionale

Il metodo previsionale consente di calcolare l’acconto in base ai redditi che si presume di conseguire nell’anno in corso. E particolarmente utile quando si prevede una riduzione significativa del reddito, ad esempio per cessazione dell’attivita, riduzione del fatturato o cambio di regime fiscale.

Attenzione: scegliendo il metodo previsionale, in caso di errato calcolo (acconto versato inferiore al dovuto), si applicano sanzioni sulla differenza, riducibili tramite ravvedimento operoso. E quindi consigliabile applicare il metodo previsionale solo con previsioni prudenziali e documentabili.

Prima e seconda rata di acconto: importi e percentuali

L’acconto IRPEF viene generalmente versato in due rate, con scadenze e percentuali differenti. La suddivisione dipende dall’importo complessivo dell’acconto dovuto.

  • Acconto inferiore a 257,52 euro: versamento in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2026.
  • Acconto pari o superiore a 257,52 euro: versamento in due rate:
    • prima rata – 40% dell’acconto, entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%);
    • seconda rata – 60% dell’acconto, entro il 30 novembre 2026.

Esempio pratico: con un’IRPEF storica 2025 di 3.000 euro, l’acconto totale per il 2026 e pari a 3.000 euro. La prima rata di acconto (40%) sara di 1.200 euro entro il 30 giugno 2026, mentre la seconda rata (60%) sara di 1.800 euro entro il 30 novembre 2026. Al saldo IRPEF 2025 (da versare insieme alla prima rata) si aggiungera il primo acconto, generando un esborso complessivo significativo a fine giugno.

Per i contribuenti soggetti agli Indici Sintetici di Affidabilita Fiscale (ISA), la suddivisione dell’acconto e tipicamente 50% + 50%, secondo quanto previsto dal D.L. 124/2019.

Codici tributo IRPEF: F24 e modalita di versamento

I versamenti del saldo e degli acconti IRPEF vanno effettuati tramite modello F24, utilizzando codici tributo specifici. La compilazione corretta del modello e fondamentale per evitare errori che potrebbero generare avvisi bonari o cartelle esattoriali.

I principali codici tributo IRPEF da utilizzare nel 2026 sono:

  • 4001 – IRPEF saldo: per il versamento del saldo della dichiarazione dei redditi (anno d’imposta 2025);
  • 4033 – IRPEF acconto prima rata: per il versamento del primo acconto IRPEF (anno d’imposta 2026);
  • 4034 – IRPEF acconto seconda rata o acconto in unica soluzione: per il versamento del secondo acconto o dell’acconto in unica soluzione.

Nel modello F24, in corrispondenza dell’anno di riferimento, occorre indicare:

  • 2025 per il codice 4001 (saldo dell’anno d’imposta concluso);
  • 2026 per i codici 4033 e 4034 (acconto sull’anno d’imposta in corso).

I versamenti vanno effettuati esclusivamente tramite F24 telematico: i contribuenti titolari di partita IVA hanno l’obbligo di utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (F24 web, F24 online o intermediari). I privati senza partita IVA possono utilizzare anche l’home banking abilitato.

Rateizzazione del saldo e del primo acconto IRPEF 2026

Il contribuente puo scegliere di rateizzare il saldo IRPEF e il primo acconto, suddividendo l’importo in piu rate mensili. La seconda rata di acconto (quella di novembre) non e mai rateizzabile e va versata in un’unica soluzione.

Le regole della rateizzazione sono diverse per titolari di partita IVA e per i contribuenti privati senza partita IVA:

  • Titolari di partita IVA: rateizzazione fino a un massimo di 7 rate, da versare entro il 16 di ogni mese (l’ultima entro il 16 dicembre 2026);
  • Privati senza partita IVA: rateizzazione fino a un massimo di 7 rate, da versare entro la fine di ogni mese (l’ultima entro il 30 novembre 2026).

Sulle rate successive alla prima si applicano interessi mensili dello 0,33% (4% annuo), non capitalizzati. La prima rata coincide con la scadenza ordinaria del 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%).

Per indicare la rateizzazione nel modello F24, occorre compilare il campo “rateazione/regione/prov.” con il formato NNRR, dove NN e il numero della rata in pagamento e RR e il numero totale di rate scelte (es. 0107 per la prima di sette rate).

Saldo e acconto per partite IVA in regime forfettario

I contribuenti in regime forfettario non versano l’IRPEF ordinaria ma sono soggetti a un’imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni di attivita, in presenza dei requisiti di legge). Anche per loro vale il meccanismo del saldo + acconto, con le stesse scadenze IRPEF:

  • 30 giugno 2026: saldo imposta sostitutiva 2025 + primo acconto 2026;
  • 30 luglio 2026: stesso termine con maggiorazione 0,40%;
  • 30 novembre 2026: secondo o unico acconto imposta sostitutiva 2026.

I codici tributo dell’imposta sostitutiva forfettaria sono diversi da quelli IRPEF:

  • 1792 – Imposta sostitutiva regime forfettario – saldo;
  • 1790 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto prima rata;
  • 1791 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto seconda rata o acconto unica soluzione.

I contribuenti forfettari beneficiano abitualmente della proroga al 20 luglio per il versamento senza maggiorazione, qualora confermata dal decreto annuale. La proroga riguarda anche chi applica gli ISA, sebbene per i forfettari la motivazione sia diversa (esonero ISA per legge).

IRPEF a debito per dipendenti e pensionati con modello 730

I lavoratori dipendenti e i pensionati che presentano il modello 730/2026 non utilizzano in genere il modello F24 per il versamento del saldo e degli acconti. Le somme dovute (o a credito) sono gestite direttamente dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) attraverso le trattenute o i rimborsi in busta paga o nel cedolino della pensione.

Il calendario delle operazioni di conguaglio per il 730/2026 e il seguente:

  • Luglio 2026: prima trattenuta del saldo IRPEF e del primo acconto, ovvero rimborso di eventuale credito;
  • Agosto-novembre 2026: eventuale rateizzazione delle trattenute fino a un massimo di novembre;
  • Novembre 2026: trattenuta della seconda rata di acconto IRPEF (oppure unica rata).

Per i pensionati, le trattenute avvengono sul cedolino della pensione INPS o dell’ente erogatore. Eventuali ritardi nelle trattenute possono verificarsi per problematiche tecniche degli enti previdenziali, come accaduto in passato con casi di errata trasmissione delle Certificazioni Uniche.

Il contribuente che presenta il 730 senza sostituto d’imposta (es. lavoratori che hanno perso l’occupazione, contribuenti con redditi diversi) deve versare in F24 come i titolari di partita IVA, rispettando le scadenze del 30 giugno e 30 novembre 2026.

Sanzioni e ravvedimento operoso in caso di omesso versamento

Il mancato o insufficiente versamento del saldo o degli acconti IRPEF entro le scadenze previste comporta l’applicazione di sanzioni amministrative. La sanzione base e pari al 25% dell’importo non versato (come previsto dal D.Lgs. 87/2024 in vigore dal 1° settembre 2024), oltre agli interessi legali maturati dal giorno successivo alla scadenza.

Il contribuente puo regolarizzare la propria posizione tramite il ravvedimento operoso, beneficiando di sanzioni ridotte in base al ritardo:

  • entro 14 giorni: sanzione 0,083% per ogni giorno di ritardo;
  • da 15 a 30 giorni: sanzione 1,25%;
  • da 31 a 90 giorni: sanzione 1,39%;
  • oltre 90 giorni ed entro 1 anno: sanzione 3,125%;
  • oltre 1 anno ed entro 2 anni: sanzione 3,572%;
  • oltre 2 anni: sanzione 4,167%.

Gli interessi legali da applicare per i versamenti tardivi sono pari al 2% annuo dal 1° gennaio 2025 (Decreto MEF 10 dicembre 2024). Per i versamenti effettuati nel corso del 2026, occorrera verificare se il tasso legale e stato eventualmente aggiornato con decreto ministeriale.

I codici tributo per sanzioni e interessi da ravvedimento sono:

  • 8901 – sanzione pecuniaria IRPEF;
  • 1989 – interessi sul ravvedimento IRPEF.

Domande frequenti

Quando si paga il saldo IRPEF 2025?

Il saldo IRPEF relativo all’anno d’imposta 2025 si versa entro il 30 giugno 2026, senza maggiorazione. E possibile prorogare il versamento al 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse.

Quando si versa il secondo acconto IRPEF 2026?

Il secondo acconto IRPEF per l’anno d’imposta 2026 si versa entro il 30 novembre 2026. Se l’acconto totale e inferiore a 257,52 euro, si versa in unica soluzione sempre entro il 30 novembre.

Come si calcola l’acconto IRPEF 2026?

L’acconto IRPEF si calcola con il metodo storico applicando il 100% dell’imposta dovuta per l’anno precedente (rigo “Differenza” della dichiarazione). In alternativa, si puo applicare il metodo previsionale stimando i redditi dell’anno in corso, ma con il rischio di sanzioni in caso di errato calcolo.

Quali sono i codici tributo per il saldo e gli acconti IRPEF?

I codici tributo IRPEF sono: 4001 per il saldo, 4033 per il primo acconto e 4034 per il secondo acconto o acconto in unica soluzione.

Posso rateizzare il secondo acconto IRPEF?

No, la seconda rata di acconto IRPEF non e rateizzabile e va versata in un’unica soluzione entro il 30 novembre. Solo il saldo e la prima rata di acconto possono essere rateizzati fino a un massimo di 7 rate mensili.

Cosa succede se non pago in tempo l’IRPEF?

In caso di omesso o tardivo versamento si applica una sanzione del 25% sull’importo non versato, oltre agli interessi legali. E possibile regolarizzare la propria posizione tramite il ravvedimento operoso, beneficiando di sanzioni ridotte in funzione del ritardo (da 0,083% a 4,167%).

Hai bisogno di assistenza per il calcolo e il versamento IRPEF?

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste contribuenti, lavoratori dipendenti, pensionati, partite IVA e contribuenti forfettari nel calcolo del saldo e degli acconti IRPEF, nella compilazione del modello F24 e nella pianificazione delle scadenze fiscali 2026.

Il nostro team di esperti fiscali e tributari ti supporta nella scelta del metodo di calcolo piu vantaggioso (storico o previsionale), nella verifica della rateizzazione e nella gestione di eventuali ravvedimenti operosi. Contatta il CAF Centro Fiscale per fissare un appuntamento e ottenere assistenza personalizzata sulle scadenze IRPEF 2026.

Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 22:48:572026-05-21 22:49:25Saldo e Acconto IRPEF 2026: Calendario Scadenze e Come Calcolare i Versamenti
DICHIARAZIONE DEI REDDITI, IMU, TASI E MODELLO F24

Saldo e Acconto Irpef 2026: Calendario Scadenze e Calcolo Versamenti

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il saldo e acconto IRPEF 2026 rappresentano due dei momenti fiscali più importanti dell’anno per milioni di contribuenti italiani: dipendenti senza sostituto, lavoratori autonomi, partite IVA in regime ordinario e forfettario, pensionati con redditi ulteriori e tutti coloro che dichiarano con il Modello Redditi PF. Nel 2026 (anno d’imposta 2025) le scadenze restano scolpite in tre date chiave: 30 giugno 2026 per il saldo IRPEF 2025 e il primo acconto 2026, 30 luglio 2026 come finestra di proroga con maggiorazione dello 0,40%, e 30 novembre 2026 per il versamento del secondo acconto. In questa guida, aggiornata alle disposizioni vigenti del DPR 917/1986 (TUIR), del DLgs 216/2023 (riforma scaglioni a tre aliquote) e del calendario fiscale dell’Agenzia delle Entrate, troverai il calendario completo, le aliquote IRPEF 2026, gli esempi di calcolo passo per passo per saldo, primo e secondo acconto, le regole di rateizzazione, i codici tributo F24 e i casi di esonero dal versamento.

Comprendere correttamente quando, quanto e come pagare l’IRPEF è fondamentale per evitare sanzioni che, in caso di omesso o tardivo versamento, possono arrivare fino al 25% dell’imposta dovuta (DLgs 471/1997 e modifiche del DLgs 87/2024). Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto completo nella compilazione del Modello 730/Redditi PF, nel calcolo degli acconti e nella predisposizione dei modelli F24, ma in questa guida ti diamo tutti gli strumenti per orientarti autonomamente.

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Indice dei contenuti

  1. Cosa sono saldo e acconto IRPEF: definizioni e logica del meccanismo
  2. Chi deve versare saldo e acconto IRPEF 2026
  3. Calendario scadenze IRPEF 2026: tutte le date da segnare
  4. Aliquote IRPEF 2026: i tre scaglioni vigenti
  5. Come si calcola il saldo IRPEF 2025
  6. Come si calcolano gli acconti IRPEF 2026
  7. Esempi pratici di calcolo: dipendente, autonomo, forfettario
  8. Metodo storico e metodo previsionale per gli acconti
  9. Rateizzazione: come dilazionare i versamenti
  10. Codici tributo F24 IRPEF: la lista completa
  11. Sanzioni e ravvedimento operoso in caso di omesso versamento
  12. Errori frequenti da evitare
  13. Domande frequenti (FAQ)

Cosa sono saldo e acconto IRPEF: definizioni e logica del meccanismo

L’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), disciplinata dal DPR 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR), funziona con un sistema di versamento “anticipato”: il contribuente paga l’imposta dovuta per l’anno in corso non a consuntivo, ma in parte già durante l’anno stesso. Questo si traduce in tre tipologie di versamento:

  • Saldo IRPEF: è il conguaglio tra l’imposta effettivamente dovuta per l’anno precedente (es. 2025) e gli acconti versati nello stesso anno. Se gli acconti versati nel 2025 sono inferiori al dovuto, il saldo è “a debito”; se sono superiori, il saldo è “a credito” (rimborsabile o compensabile).
  • Primo acconto: è una percentuale dell’imposta dovuta per l’anno precedente, anticipata a giugno dell’anno successivo. Per l’IRPEF 2026 l’acconto è pari al 40% del 100% dell’imposta storica.
  • Secondo acconto: è la quota restante (60%) dell’acconto sull’imposta presunta dell’anno in corso, da versare entro novembre.

La logica è che l’Erario incassi parte dell’imposta gradualmente, riducendo l’esposizione fiscale del contribuente al momento del saldo finale. Il meccanismo è regolato dalla L. 23 marzo 1977 n. 97 per il principio generale dell’acconto e dal DPR 600/1973 art. 17 per le modalità di versamento tramite F24.

Acconto al 100% o al 40%/60%?

L’acconto complessivo IRPEF è pari al 100% dell’imposta storica dell’anno precedente (riga “differenza” del modello), suddiviso in due rate:

  • 40% entro il 30 giugno (insieme al saldo);
  • 60% entro il 30 novembre.

Tuttavia, se l’imposta storica non supera 51,65 euro, l’acconto non è dovuto. Se è compresa tra 51,65 e 257,52 euro, si versa in unica soluzione il 30 novembre (100% in un’unica rata). Sopra i 257,52 euro, si versano le due rate del 40% e del 60% (riferimento: art. 17 L. 97/1977).

Chi deve versare saldo e acconto IRPEF 2026

L’obbligo di versare saldo e acconto IRPEF riguarda tutti i soggetti tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi (Modello 730 con sostituto, 730 senza sostituto o Modello Redditi PF) con imposta a debito. In particolare:

  • Lavoratori autonomi e professionisti con o senza partita IVA (regime ordinario, semplificato, forfettario).
  • Titolari di partita IVA in regime forfettario, soggetti a imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni di nuova attività), che segue le stesse scadenze IRPEF (codici tributo 1790 per saldo, 1791 e 1792 per acconti).
  • Imprese individuali e soci di società di persone.
  • Lavoratori dipendenti senza sostituto d’imposta (es. colf, badanti, lavoratori in cassa integrazione che non hanno potuto chiudere il 730 con il datore di lavoro).
  • Pensionati con redditi ulteriori (locazioni, attività occasionali, redditi esteri) non assoggettati a ritenuta integrale.
  • Soggetti con redditi diversi: locazioni cedolare secca esclusa, plusvalenze finanziarie da gestione amministrata esclusa, redditi da lavoro autonomo occasionale oltre 5.000 euro.

I lavoratori dipendenti e pensionati con sostituto d’imposta che presentano il 730 ordinario NON versano direttamente: il conguaglio (saldo + acconti) viene operato dal sostituto in busta paga/cedolino tra luglio e novembre 2026.

Casi di esonero dal versamento

Sono esonerati dal versamento del saldo o degli acconti i contribuenti nei seguenti casi:

  • Imposta a debito non superiore a 12 euro (saldo): non si versa (art. 1 c. 137 L. 266/2005).
  • Acconto IRPEF inferiore a 51,65 euro: non dovuto.
  • Contribuenti che hanno cessato l’attività nel 2025 senza redditi prodotti nel 2026 (acconto previsionale a zero).
  • Soggetti che, per il 2026, prevedono un’imposta inferiore a quella del 2025 (possono ridurre o azzerare l’acconto con il metodo previsionale, vedi sezione dedicata).

Calendario scadenze IRPEF 2026: tutte le date da segnare

Il calendario fiscale 2026 (anno d’imposta 2025) per saldo e acconti IRPEF è il seguente. Tutte le date si riferiscono al versamento tramite Modello F24 telematico:

ScadenzaAdempimentoNote
30 aprile 2026Disponibilità Modello 730 precompilatoNovità 2026: posticipo da 15 aprile a 30 aprile
30 giugno 2026Saldo IRPEF 2025 + primo acconto 2026 (40%)Versamento ordinario senza maggiorazione
30 luglio 2026Saldo IRPEF 2025 + primo acconto 2026 con maggiorazione 0,40%Finestra di proroga per chi non ha versato entro il 30 giugno
30 settembre 2026Termine invio 730 ordinarioRilevante per chi compila il 730 senza sostituto
25 ottobre 2026Termine invio 730 integrativoPer correggere errori a favore del contribuente
30 novembre 2026Secondo acconto IRPEF 2026 (60%)Da versare a saldo della quota acconti
30 novembre 2026Invio Modello Redditi PF 2026Per chi non presenta il 730

Maggiorazione 0,40% per slittamento al 30 luglio

I contribuenti che non riescono a versare entro il 30 giugno 2026 possono usufruire di una finestra di trenta giorni (fino al 30 luglio 2026) versando l’importo dovuto maggiorato dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo (non sanzione). La maggiorazione si applica sull’intero importo (saldo + primo acconto) e si versa sommando la quota dello 0,40% al totale, sempre tramite F24. Riferimento normativo: art. 17 c. 2 DPR 435/2001.

Soglia 51,65 euro e versamento unico a novembre

Come anticipato, se l’imposta IRPEF dovuta dell’anno precedente è compresa tra 51,65 e 257,52 euro, l’acconto si versa in unica soluzione il 30 novembre. Se supera 257,52 euro, scatta la suddivisione 40% (30 giugno) + 60% (30 novembre).

Aliquote IRPEF 2026: i tre scaglioni vigenti

Dal 1° gennaio 2024, per effetto del DLgs 30 dicembre 2023 n. 216, l’IRPEF è strutturata su tre scaglioni (in luogo dei precedenti quattro). La struttura è confermata anche per il 2026 (anno d’imposta 2025) ed è la seguente:

Scaglione di redditoAliquota IRPEFImposta cumulata massima
Fino a 28.000 euro23%6.440 euro
Da 28.000,01 a 50.000 euro35%14.140 euro (6.440 + 7.700)
Oltre 50.000 euro43%14.140 + 43% sull’eccedenza

Il calcolo è progressivo: ciascuno scaglione si applica solo alla quota di reddito che ricade in quella fascia. Esempio rapido: su un reddito di 40.000 euro, l’IRPEF lorda è pari a 6.440 + 35% × (40.000 − 28.000) = 6.440 + 4.200 = 10.640 euro (prima delle detrazioni).

Confronto con i vecchi 4 scaglioni (deprecati)

Fino al 31 dicembre 2023, la struttura IRPEF era a 4 scaglioni: 23% (fino 15.000), 25% (15.000-28.000), 35% (28.000-50.000), 43% (oltre 50.000). L’aliquota intermedia del 25% è stata eliminata dal DLgs 216/2023 ed estesa al 23%, portando un beneficio annuo massimo di 260 euro per i redditi sopra i 15.000 euro.

Detrazioni IRPEF 2026

Le aliquote sono ridotte dalle detrazioni d’imposta spettanti per tipologia di reddito (lavoro dipendente, pensione, autonomo) e per oneri (art. 13 e art. 15 TUIR). Tra le principali confermate per il 2026:

  • Detrazione lavoro dipendente fino a 15.000 euro: 1.955 euro;
  • No-tax area dipendenti (reddito complessivo): 8.500 euro;
  • Detrazione coniuge a carico: fino a 950 euro (modulato per reddito);
  • Detrazione figli a carico oltre 21 anni: 950 euro per figlio;
  • Figli fino a 21 anni: detrazione azzerata, sostituita dall’Assegno Unico.

Come si calcola il saldo IRPEF 2025

Il saldo IRPEF 2025 è il differenziale tra l’imposta netta effettivamente dovuta per il 2025 e gli acconti già versati nel corso del 2025 (primo acconto a giugno 2025 + secondo acconto a novembre 2025), nonché le ritenute d’acconto subite.

Formula sintetica:

Saldo IRPEF 2025 = IRPEF netta 2025 − Acconti versati 2025 − Ritenute d'acconto subite − Crediti d'imposta

Se il risultato è positivo (a debito), si versa il 30 giugno 2026; se negativo (a credito), si può scegliere tra:

  • Rimborso diretto da parte dell’Agenzia delle Entrate (tempi 12-24 mesi);
  • Compensazione in F24 di altri tributi (anche acconto IRPEF 2026 stesso) ex DLgs 241/1997 art. 17.

Passaggi del calcolo

  1. Reddito complessivo 2025: somma dei redditi di lavoro dipendente, pensione, autonomo, fabbricati (esclusa cedolare), capitale tassati in dichiarazione, redditi diversi.
  2. Sottrazione oneri deducibili (contributi previdenziali, assegno al coniuge separato, ecc.) → Reddito imponibile.
  3. Applicazione aliquote IRPEF (23%/35%/43%) per scaglioni → IRPEF lorda.
  4. Sottrazione detrazioni (lavoro, familiari, oneri detraibili al 19%, ristrutturazioni, ecc.) → IRPEF netta.
  5. Sottrazione ritenute e acconti → Saldo IRPEF 2025.

Come si calcolano gli acconti IRPEF 2026

Gli acconti IRPEF 2026 si calcolano sulla base dell’imposta storica 2025 (riga “differenza” del Modello 730/Redditi PF), salvo opzione per il metodo previsionale.

Formula:

Acconto IRPEF 2026 = 100% × IRPEF storica 2025 (riga "Differenza")

Suddivisione delle rate:

  • 1ª rata: 40% dell’acconto totale, da versare entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con +0,40%).
  • 2ª rata: 60% dell’acconto totale, da versare entro il 30 novembre 2026.

Casi particolari

Forfettari: l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% startup) segue lo stesso meccanismo dell’IRPEF (codici 1790 saldo, 1791 1° acconto, 1792 2° acconto). L’acconto è pari al 100% dell’imposta storica.

Cedolare secca: anch’essa soggetta a acconto al 100%, in due rate o unica (codici 1840 e 1841).

Imposta sostitutiva IRPEF lavoratori autonomi (regime forfettario): identica metodologia, scadenze sovrapposte.

Esempi pratici di calcolo: dipendente, autonomo, forfettario

Esempio 1: Lavoratore dipendente senza sostituto (730 senza datore)

Dati: Reddito 2025 = 32.000 euro, ritenute subite = 5.500 euro, acconti versati 2025 = 200 euro, nessun coniuge a carico, detrazione lavoro dipendente standard.

  • IRPEF lorda: 23% × 28.000 + 35% × 4.000 = 6.440 + 1.400 = 7.840 euro
  • Detrazione lavoro dipendente (approssimata): 1.500 euro
  • IRPEF netta 2025: 7.840 − 1.500 = 6.340 euro
  • Saldo IRPEF 2025: 6.340 − 5.500 − 200 = 640 euro a debito (da versare 30/06/2026, codice 4001)
  • Acconto IRPEF 2026 (100% dell’imposta storica = 6.340): 40% = 2.536 euro al 30/06/2026, 60% = 3.804 euro al 30/11/2026
  • Totale F24 30/06/2026: 640 (saldo) + 2.536 (1° acconto) = 3.176 euro

Esempio 2: Partita IVA forfettario startup (5%)

Dati: Compensi 2025 = 40.000 euro, coefficiente redditività 78% (servizi professionali), 2° anno attività (5%), contributi INPS gestione separata pagati = 2.500 euro.

  • Reddito imponibile: 40.000 × 78% = 31.200 euro
  • Reddito imponibile dopo deduzione contributi: 31.200 − 2.500 = 28.700 euro
  • Imposta sostitutiva 5%: 28.700 × 5% = 1.435 euro
  • Saldo (nessun acconto versato per startup primo anno fiscale rilevante): 1.435 euro al 30/06/2026 (codice 1790)
  • Acconto 2026: 100% di 1.435 = 1.435 euro → 1ª rata 40% = 574 euro (30/06, cod. 1791), 2ª rata 60% = 861 euro (30/11, cod. 1792)
  • Totale F24 30/06/2026: 1.435 + 574 = 2.009 euro

Esempio 3: Pensionato con redditi da locazione

Dati: Pensione 2025 = 22.000 euro (con ritenuta INPS), affitto immobile (no cedolare) = 6.000 euro, già pagati 250 euro di acconto 2025.

  • Reddito complessivo: 22.000 + 6.000 (al netto deduzione 5% canone = 5.700) = 27.700 euro
  • IRPEF lorda 23%: 6.371 euro
  • Detrazione pensione (stima): 1.880 euro
  • IRPEF netta: 6.371 − 1.880 = 4.491 euro
  • Saldo IRPEF: 4.491 − ritenute INPS già operate (es. 4.200) − 250 acconto = 41 euro a debito
  • Acconto 2026: 100% di 4.491 = 4.491 euro → 1ª rata 1.796 euro, 2ª rata 2.695 euro

Metodo storico e metodo previsionale per gli acconti

Il contribuente può scegliere tra due metodi per il calcolo dell’acconto:

Metodo storico

È il metodo “automatico” e più sicuro: si versa il 100% dell’imposta dell’anno precedente. Non comporta rischi di sanzioni anche se l’imposta effettiva del 2026 sarà superiore (eventuale conguaglio a saldo nel 2027).

Metodo previsionale

Consente di versare un acconto inferiore (o nullo) se si prevede un’imposta 2026 minore rispetto al 2025 (es. calo di fatturato, perdita lavoro, riduzione redditi). Attenzione: se la previsione si rivela errata e l’imposta effettiva supera quella versata in acconto, si applica una sanzione del 25% sull’importo non versato (art. 13 c. 1 DLgs 471/1997, come modificato dal DLgs 87/2024 con effetto dal 01/09/2024 – prima era 30%), oltre agli interessi legali.

Quando conviene il previsionale?

  • Cessazione attività nel 2026: acconto = 0;
  • Drastico calo dei ricavi (es. -40% rispetto al 2025);
  • Passaggio a regime fiscale meno oneroso (es. uscita dal forfettario);
  • Perdita lavoro dipendente o riduzione orario.

In tutti gli altri casi, si consiglia il metodo storico.

Rateizzazione: come dilazionare i versamenti

Il saldo IRPEF e il primo acconto possono essere rateizzati in più rate mensili, di pari importo, con interesse pari al 4% annuo (interesse legale ai fini fiscali ex DM 21/05/2009). Le regole, disciplinate dall’art. 20 DLgs 241/1997, prevedono:

  • Massimo 6 rate: da giugno (1ª) a novembre 2026 (6ª);
  • Ogni rata in scadenza il giorno 16 del mese (16 luglio, 16 agosto, ecc.) per titolari di partita IVA; fine mese per i non titolari;
  • Interessi calcolati sulla singola rata in base al numero di mesi di differimento;
  • La rateizzazione NON si applica al 2° acconto IRPEF (30 novembre): va versato in unica soluzione.

Per calcolare gli interessi: interesse = rata × 4% × (mesi di differimento / 12). Esempio: rata di 1.000 euro versata 3 mesi dopo la 1ª → interesse = 1.000 × 4% × 3/12 = 10 euro.

Rateizzazione con maggiorazione 0,40%

Chi sceglie di versare entro il 30 luglio 2026 (+0,40%) può ulteriormente rateizzare da luglio a novembre (5 rate). L’interesse del 4% si applica alle rate successive alla prima.

Codici tributo F24 IRPEF: la lista completa

Il versamento avviene esclusivamente tramite Modello F24 telematico (servizi Agenzia Entrate, home banking convenzionato, intermediari abilitati). Per i titolari di partita IVA, l’invio telematico è obbligatorio (art. 37 c. 49 DL 223/2006).

Codice tributoDescrizioneAnno di riferimento
4001IRPEF saldo2025
4033IRPEF acconto prima rata2026
4034IRPEF acconto seconda rata o unica soluzione2026
1790Imposta sostitutiva forfettario – saldo2025
1791Imposta sostitutiva forfettario – 1° acconto2026
1792Imposta sostitutiva forfettario – 2° acconto2026
1842Cedolare secca affitti – saldo2025
1840Cedolare secca – 1° acconto2026
1841Cedolare secca – 2° acconto2026
3801Addizionale regionale IRPEF – saldo2025
3844Addizionale comunale IRPEF – saldo2025
3843Addizionale comunale IRPEF – acconto2026

Sanzioni e ravvedimento operoso in caso di omesso versamento

L’omesso o tardivo versamento del saldo o degli acconti IRPEF comporta sanzioni amministrative previste dall’art. 13 DLgs 471/1997, modificato dal DLgs 87/2024 in vigore dal 1° settembre 2024:

  • Sanzione ordinaria: 25% dell’importo non versato (prima era 30%);
  • Sanzione ridotta per versamenti tardivi entro 90 giorni: 12,5% (metà della sanzione ordinaria);
  • Sanzione ridotta per ritardi fino a 15 giorni: 1/15 della sanzione ridotta per ogni giorno (es. 1 giorno di ritardo = 0,083% × importo).

Ravvedimento operoso (art. 13 DLgs 472/1997)

Il contribuente che si “autodenuncia” prima di accertamenti può beneficiare di forti riduzioni:

Termine ravvedimentoSanzione applicata
Entro 14 giorni dalla scadenza0,083% per ogni giorno (sprint)
Da 15 a 30 giorni1/10 di 12,5% = 1,25%
Da 31 a 90 giorni1/9 di 12,5% = 1,389%
Entro 1 anno (dichiarazione)1/8 di 25% = 3,125%
Entro 2 anni1/7 di 25% = 3,571%
Oltre 2 anni1/6 di 25% = 4,167%

Va inoltre versato interesse legale (al 2,5% annuo per il 2026, salvo aggiornamento DM MEF). Il tutto tramite F24 con codice 8901 (sanzione) e 1989 (interessi).

Errori frequenti da evitare

  • Confondere imposta lorda e netta: l’acconto si calcola sull’imposta NETTA dopo detrazioni (riga “differenza” del modello, non IRPEF lorda).
  • Dimenticare l’addizionale regionale e comunale: vanno versate con codici dedicati (3801, 3844), spesso in unica rata a saldo.
  • Sbagliare l’anno di riferimento sul F24: per il saldo IRPEF 2025 va indicato “2025” anche se il versamento è nel 2026.
  • Versare l’acconto con il vecchio metodo 40/60 anche sotto soglia: se l’imposta storica è tra 51,65 e 257,52 euro, si versa in unica soluzione a novembre.
  • Non considerare la compensazione orizzontale: crediti IVA, INPS, IRPEF e bonus possono essere compensati in F24 nello stesso modello (art. 17 DLgs 241/1997).
  • Saltare il ravvedimento operoso: dopo la scadenza, il ravvedimento riduce drasticamente la sanzione.

Domande frequenti (FAQ)

Cosa succede se l’imposta a saldo è inferiore a 12 euro?

Non si versa nulla (art. 1 c. 137 L. 266/2005). L’importo resta indicato in dichiarazione ma non genera obbligo.

Posso versare il saldo IRPEF in ritardo senza sanzioni?

No, ma con il ravvedimento operoso entro 14 giorni la sanzione è dello 0,083% giornaliero. Conviene sempre regolarizzare prima di un accertamento.

Il primo acconto IRPEF si può rateizzare?

Sì, fino a 6 rate mensili (titolari P.IVA: 16 luglio, 16 agosto, ecc.) con interesse del 4% annuo sulla rata differita.

Forfettari pagano saldo e acconto IRPEF?

No, pagano l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% startup primi 5 anni), ma seguono le stesse scadenze del 30 giugno e 30 novembre. Codici tributo: 1790 (saldo), 1791 (1° acconto), 1792 (2° acconto).

Come posso pagare l’F24 IRPEF?

Solo telematicamente: servizio “F24 web” Agenzia Entrate (Fisconline/Entratel), home banking convenzionato, oppure tramite un intermediario abilitato (commercialista, CAF). Per i titolari di partita IVA l’invio telematico è obbligatorio.

Cosa scelgo: metodo storico o previsionale?

Se prevedi redditi simili o superiori al 2025, usa il metodo storico (più sicuro). Se hai cessato l’attività o subito un calo importante, il previsionale ti consente di ridurre o azzerare l’acconto, ma attenzione alla sanzione del 25% se la previsione è errata in difetto.

Quando arriva l’F24 precompilato?

Per chi compila il 730 ordinario, le rate di acconto sono già caricate dal sostituto d’imposta. Per chi presenta il Modello Redditi PF o il 730 senza sostituto, il F24 va compilato in autonomia: l’Agenzia Entrate mette a disposizione il modello F24 elaborato all’interno della precompilata 2026 dal 30 aprile 2026.

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Conclusioni e supporto del CAF Centro Fiscale

Le scadenze IRPEF 2026 – 30 giugno per saldo e primo acconto, 30 luglio per la finestra con maggiorazione 0,40%, 30 novembre per il secondo acconto – rappresentano momenti chiave del calendario fiscale italiano. La complessità del calcolo (aliquote progressive, detrazioni, rateizzazione, compensazioni) può portare a errori costosi: un acconto sbagliato o un omesso versamento generano sanzioni fino al 25% dell’imposta, ravvedimenti onerosi e, nei casi peggiori, accertamenti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per il calcolo del saldo, la predisposizione degli F24, la valutazione della convenienza tra metodo storico e previsionale, la rateizzazione e la compensazione di eventuali crediti. Operiamo su Udine e provincia, con servizi telematici per tutto il Friuli Venezia Giulia. Affidati a professionisti per evitare errori e ottimizzare il tuo carico fiscale.

Fonti normative principali: DPR 917/1986 (TUIR), DLgs 216/2023 (riforma scaglioni IRPEF), DPR 600/1973 art. 17 (versamenti), DPR 435/2001 art. 17 c. 2 (maggiorazione 0,40%), L. 97/1977 (acconto), DLgs 241/1997 art. 17 (compensazioni F24), DLgs 471/1997 art. 13 (sanzioni), DLgs 87/2024 (riduzione sanzione a 25%), DLgs 472/1997 art. 13 (ravvedimento operoso), L. 266/2005 art. 1 c. 137 (soglia 12 euro). Fonti ufficiali: Agenzia delle Entrate (calendario contribuente), MEF (decreti perequazione e interessi legali).

Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 18:10:562026-05-30 00:20:32Saldo e Acconto Irpef 2026: Calendario Scadenze e Calcolo Versamenti

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