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Tasse e dichiarazioni · Guida

Dichiarazione dei Redditi Tardiva 2026: Sanzioni Ridotte, Ravvedimento e Come Presentarla

Di Team CAF Centro Fiscale · Aggiornato il 2 novembre 2026 · 17 minuti di lettura
Dichiarazione dei redditi 730

La dichiarazione redditi tardiva è ancora possibile: chi non ha inviato il Modello Redditi PF 2026 entro il 2 novembre 2026 può presentarlo entro lunedì 1° febbraio 2027. La dichiarazione resta valida e la sanzione di 250 euro scende a 25 euro con il ravvedimento operoso, più sanzioni ridotte e interessi sulle imposte non pagate.

In sintesi

  • Il Modello Redditi PF 2026 (redditi del 2025) scadeva il 2 novembre 2026, perché il 31 ottobre cadeva di sabato.
  • La dichiarazione tardiva si presenta entro 90 giorni, cioè entro il 1° febbraio 2027 (il novantesimo giorno, 31 gennaio, è domenica), ed è pienamente valida.
  • La sanzione per il ritardo è di 250 euro, ridotta a 25 euro con il ravvedimento operoso (F24, codice tributo 8911).
  • Le imposte non versate si regolarizzano a parte: sanzione ridotta (per esempio 3,125%) e interessi legali all’1,6% annuo per il 2026.
  • Dopo il 1° febbraio 2027 la dichiarazione è omessa: sanzione del 120% delle imposte dovute (minimo 250 euro), del 75% se presentata prima di controlli.

In questa guida vediamo come funziona la dichiarazione dei redditi tardiva nel 2026: le scadenze esatte, come si calcolano le sanzioni sulla presentazione e sui versamenti, quali codici tributo usare nel modello F24 e cosa si rischia se si supera anche il termine dei 90 giorni. Gli importi sono quelli in vigore dopo la riforma delle sanzioni tributarie del 2024 (D.Lgs. 87/2024).

Cos’è la Dichiarazione dei Redditi Tardiva

La dichiarazione dei redditi tardiva è una dichiarazione presentata dopo la scadenza ordinaria ma entro i 90 giorni successivi. La prevede l’articolo 2, comma 7, del DPR 322/1998: le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dalla scadenza sono considerate valide, fermo restando che il ritardo si paga con una sanzione amministrativa.

In pratica, se non sei riuscito a inviare il Modello 730 o il Modello Redditi Persone Fisiche nei tempi, la legge ti dà una seconda possibilità. La dichiarazione tardiva viene acquisita dall’Agenzia delle Entrate come una dichiarazione normale: i crediti maturati restano validi e le detrazioni vengono riconosciute. La differenza è la sanzione, che si può ridurre di molto con il ravvedimento operoso, cioè il pagamento spontaneo di una sanzione ridotta prima che arrivi un controllo.

Il ritardo, però, non va preso alla leggera. Oltre alle sanzioni, può avere effetti sull’ISEE e sull’accesso ad alcuni bonus. Per questo conviene muoversi il prima possibile: più tempo passa, più crescono sanzioni e interessi sulle imposte non pagate.

Scadenze Dichiarazione Redditi Tardiva 2026

Per sapere entro quando puoi ancora presentare la dichiarazione redditi tardiva nel 2026, bisogna partire dalla scadenza ordinaria di ciascun modello. Le date da ricordare sono poche, ma vanno lette con attenzione.

Modello 730: Scadenze per la Presentazione Tardiva

Il 730 precompilato 2026 aveva come scadenza il 30 settembre 2026. Per il 730 non esiste una presentazione tardiva: chi non l’ha inviato entro quella data deve passare al Modello Redditi PF, che si poteva presentare senza sanzioni entro il 2 novembre 2026 e che ora si può presentare come dichiarazione tardiva entro il 1° febbraio 2027. Il risultato fiscale non cambia, ma cambiano modello e conguaglio: con il Redditi PF il rimborso non arriva in busta paga. Per i casi di chi ha perso il 730 c’è anche la guida su 730 scaduto il 30 settembre e recupero di bonus e rimborso.

Modello Redditi Persone Fisiche: Scadenze per la Presentazione Tardiva

Il Modello Redditi PF 2026, per i redditi del 2025, scadeva il 2 novembre 2026: il termine del 31 ottobre cadeva di sabato e, per l’articolo 7 del DL 70/2011, gli adempimenti fiscali che scadono di sabato o in un giorno festivo slittano al primo giorno lavorativo successivo. Come ricordato anche nella notizia sugli ultimi giorni per l’invio del Modello Redditi PF 2026, da oggi chi non l’ha trasmesso è in ritardo.

I 90 giorni si contano dal 2 novembre: 28 giorni a novembre, 31 a dicembre e 31 a gennaio. Il novantesimo giorno è domenica 31 gennaio 2027, quindi il termine slitta a lunedì 1° febbraio 2027. Il termine è tassativo: dal giorno dopo la dichiarazione non è più tardiva ma omessa, con conseguenze molto più pesanti.

Ecco il riepilogo delle scadenze della dichiarazione redditi tardiva 2026:

ModelloScadenza ordinariaTermine dichiarazione tardiva
730/202630 settembre 2026Non prevista: si presenta il Redditi PF (senza sanzioni entro il 2 novembre 2026, come tardiva entro il 1° febbraio 2027)
Redditi PF 20262 novembre 20261° febbraio 2027

Sanzioni Dichiarazione Tardiva: Importi e Calcolo

Le sanzioni per la dichiarazione redditi tardiva partono dall’articolo 1 del D.Lgs. 471/1997, riscritto dal D.Lgs. 87/2024 (la riforma delle sanzioni tributarie, in vigore per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024). La sanzione per chi presenta in ritardo è molto più bassa di quella per l’omessa dichiarazione e si può ridurre ancora con il ravvedimento operoso.

Sanzione Base: 250 Euro

Per chi presenta la dichiarazione dei redditi entro 90 giorni dalla scadenza si applica la sanzione minima prevista per l’omessa dichiarazione, pari a 250 euro. È una cifra fissa: che tu debba versare 100 euro o 10.000 euro di imposte, la sanzione per il ritardo nella presentazione resta di 250 euro.

Questa è la sanzione piena, quella che l’Agenzia delle Entrate applica se il ritardo emerge da un controllo. Con il ravvedimento operoso l’articolo 13, comma 1, lettera c) del D.Lgs. 472/1997 la riduce a un decimo del minimo: si pagano 25 euro. La riforma del 2024 non ha cambiato questo importo.

Dichiarazione Tardiva Senza Imposte Dovute

Un caso frequente è quello di chi presenta la dichiarazione tardiva senza imposte da versare, per esempio perché è a credito o perché il datore di lavoro ha già trattenuto tutto. Anche qui la sanzione di 250 euro per il ritardo resta dovuta, perché punisce la mancata presentazione nei termini, non il mancato pagamento. Non si aggiungono però sanzioni sui versamenti, e con il ravvedimento operoso il costo scende a 25 euro.

Ravvedimento Operoso: Come Ridurre la Sanzione a 25 Euro

Il ravvedimento operoso è lo strumento che permette di ridurre le sanzioni sulla dichiarazione redditi tardiva. Lo disciplina l’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997: chi si mette in regola da solo, prima di ricevere un controllo, paga una frazione della sanzione. Dal 1° gennaio 2027 queste regole passano nel testo unico delle sanzioni tributarie (D.Lgs. 173/2024), la cui applicazione è stata rinviata a quella data dal DL 200/2025: chi regolarizza a gennaio 2027 troverà le norme in un atto diverso, che raccoglie le regole della riforma del 2024.

Come Calcolare la Sanzione Ridotta

Per la dichiarazione tardiva presentata entro 90 giorni dalla scadenza, il ravvedimento riduce la sanzione a un decimo del minimo. Il calcolo è semplice:

  • Sanzione minima: 250 euro
  • Riduzione da ravvedimento: un decimo
  • Sanzione da pagare: 250 / 10 = 25 euro

I 25 euro si versano con il modello F24, sezione Erario, con il codice tributo 8911 (sanzioni per altre violazioni tributarie). Come anno di riferimento la prassi prevalente indica l’anno in cui è stata commessa la violazione, cioè 2026 per il Modello Redditi PF 2026 non presentato entro il 2 novembre 2026 (la scheda del codice sul sito dell’Agenzia delle Entrate parla, in generale, dell’anno d’imposta per cui si effettua il pagamento).

Esempio Pratico di Ravvedimento

Supponiamo che Marco, lavoratore dipendente, non sia riuscito a presentare il 730 entro il 30 settembre 2026 e si accorga a metà novembre di aver perso anche il termine del Modello Redditi PF (2 novembre 2026). Per rimediare deve:

  1. presentare la dichiarazione con il Modello Redditi PF entro il 1° febbraio 2027;
  2. versare la sanzione ridotta di 25 euro con F24, codice tributo 8911, anno 2026;
  3. versare le eventuali imposte non pagate, con la loro sanzione ridotta e gli interessi legali (lo vediamo più avanti).

Se Marco non ha imposte da versare, il ritardo gli costa 25 euro. È poco rispetto alle conseguenze di una dichiarazione omessa, che vediamo nella prossima sezione.

Differenza tra Dichiarazione Tardiva e Omessa: Effetti Pratici

La differenza tra dichiarazione tardiva e dichiarazione omessa è decisiva, perché le conseguenze cambiano molto. Basta un giorno oltre il limite dei 90 giorni per passare da una situazione gestibile a un problema serio.

Dichiarazione Tardiva (entro 90 giorni)

La dichiarazione tardiva è quella presentata con un ritardo non superiore a 90 giorni. I suoi effetti sono contenuti:

  • Sanzione: 250 euro, ridotta a 25 euro con il ravvedimento operoso
  • Validità: la dichiarazione è valida e produce tutti i suoi effetti
  • Crediti fiscali: restano utilizzabili in compensazione o a rimborso
  • Detrazioni: vengono riconosciute
  • Accertamento: termini ordinari, entro il quinto anno successivo a quello di presentazione

Dichiarazione Omessa (oltre 90 giorni)

La dichiarazione omessa si ha quando la dichiarazione arriva dopo 90 giorni dalla scadenza oppure non arriva affatto. Per il Modello Redditi PF 2026 significa dal 2 febbraio 2027 in poi. Le conseguenze sono queste:

  • Sanzione con imposte dovute: 120% delle imposte, con un minimo di 250 euro (art. 1, comma 1, D.Lgs. 471/1997)
  • Sanzione ridotta al 75%: se la dichiarazione viene comunque presentata entro i termini dell’accertamento e prima di accessi, ispezioni, verifiche o altri controlli di cui il contribuente abbia avuto conoscenza formale (art. 1, comma 1-bis: è la sanzione del 25% sui versamenti aumentata al triplo)
  • Sanzione senza imposte dovute: da 250 a 1.000 euro
  • Accertamento: i termini si allungano fino al settimo anno successivo
  • Rilevanza penale: se l’imposta evasa supera 50.000 euro per singola imposta scatta il reato di omessa dichiarazione (art. 5 del D.Lgs. 74/2000), che invece non c’è per la dichiarazione presentata entro 90 giorni

La dichiarazione presentata oltre i 90 giorni, per l’articolo 2, comma 7, del DPR 322/1998, si considera omessa ma vale comunque come titolo per la riscossione delle imposte che vi sono indicate. Il ravvedimento con la sanzione di 25 euro, invece, non è più possibile. La tabella riassume le differenze tra dichiarazione redditi tardiva e omessa:

AspettoDichiarazione tardivaDichiarazione omessa
TermineEntro 90 giorni (per il Redditi PF 2026, entro il 1° febbraio 2027)Oltre 90 giorni o mai presentata
Sanzione250 euro, 25 euro con ravvedimento120% delle imposte (minimo 250 euro); 75% se presentata prima dei controlli; da 250 a 1.000 euro senza imposte
Valore della dichiarazioneValida a tutti gli effettiConsiderata omessa, vale solo come titolo per la riscossione
Termini di accertamentoQuinto anno successivoSettimo anno successivo
Rischio penaleNoSì, se l’imposta evasa supera 50.000 euro

Come Presentare la Dichiarazione Redditi Tardiva

La dichiarazione redditi tardiva non ha un modulo dedicato: si usa lo stesso Modello Redditi PF 2026 della dichiarazione nei termini, trasmesso per via telematica. Non serve indicare che si tratta di una dichiarazione tardiva: conta la data di invio. L’Agenzia delle Entrate applica poi le sanzioni in fase di controllo, a meno che il contribuente non abbia già fatto il ravvedimento operoso.

Presentazione del 730 Tardivo

Chi ha mancato la scadenza del 30 settembre 2026 per il 730 precompilato non può più inviare il 730: deve presentare il Modello Redditi PF (l’ex Unico), oggi come dichiarazione tardiva entro il 1° febbraio 2027. Il passaggio da un modello all’altro richiede attenzione, perché cambiano i quadri, il modo in cui si recupera un credito e il calcolo delle imposte da versare con il modello F24.

Presentazione del Modello Redditi PF Tardivo

Per il Modello Redditi PF la presentazione tardiva segue le stesse regole della dichiarazione ordinaria. Insieme all’invio vanno preparati, nello stesso momento o subito dopo:

  • il calcolo della sanzione ridotta per il ritardo (25 euro);
  • il calcolo delle imposte non versate alle scadenze di giugno o luglio 2026, con sanzioni e interessi;
  • la verifica degli acconti per il 2026, compreso il secondo acconto IRPEF in scadenza il 30 novembre 2026;
  • la compilazione del modello F24 con i codici tributo corretti.

Un errore nei codici o nelle percentuali può far perdere il beneficio del ravvedimento per la parte non pagata. Per questo la procedura va seguita con cura: il CAF Centro Fiscale si occupa sia della trasmissione della dichiarazione sia del calcolo del ravvedimento.

Documenti Necessari

I documenti sono gli stessi della dichiarazione ordinaria. Ecco quelli principali:

  • la Certificazione Unica (CU) del datore di lavoro o dell’ente che paga la pensione;
  • le ricevute delle spese detraibili (spese mediche, interessi del mutuo, spese scolastiche);
  • la documentazione di eventuali altri redditi (affitti, redditi esteri, lavoro autonomo occasionale);
  • le deleghe F24 di eventuali acconti già versati per il 2025;
  • la dichiarazione dell’anno precedente, utile per crediti e acconti.

Versamento Imposte Tardive: Sanzioni e Interessi

Oltre alla sanzione per la presentazione tardiva c’è la sanzione per il versamento tardivo delle imposte. Sono due cose diverse e spesso si confondono. I 250 euro (25 con il ravvedimento) riguardano il ritardo nella presentazione. Se dalla dichiarazione risultano imposte da pagare che non sono state versate alla scadenza (per il saldo 2025, il 30 giugno 2026 o il 30 luglio 2026 con la maggiorazione dello 0,40%), si aggiunge una seconda sanzione.

Sanzione per Omesso o Tardivo Versamento

La sanzione per il tardivo versamento è pari al 25% dell’importo non versato (art. 13 del D.Lgs. 471/1997, come modificato dal D.Lgs. 87/2024). Se il ritardo non supera i 90 giorni si dimezza al 12,5%, e se non supera i 15 giorni si riduce ancora a un quindicesimo per ogni giorno di ritardo. Con il ravvedimento operoso (art. 13 del D.Lgs. 472/1997) le percentuali diventano queste:

Quando paghiRiduzioneSanzione effettiva
Entro 14 giorni dalla scadenzaun decimo di 1/15 del 12,5% per ogni giorno0,083% al giorno
Dal 15° al 30° giornoun decimo del 12,5%1,25%
Dal 31° al 90° giornoun nono del 12,5%1,39%
Oltre 90 giorni, entro il termine della dichiarazione relativa all’anno della violazioneun ottavo del 25%3,125%
Oltre quel termineun settimo del 25%3,57%

Dopo la riforma, la riduzione a un settimo vale per tutte le regolarizzazioni spontanee oltre il termine della dichiarazione dell’anno della violazione: non c’è più il limite dei due anni né un gradino a un sesto per chi si ravvede da solo. Per il saldo 2025 non pagato a giugno 2026, la riduzione a un ottavo vale fino al termine del Modello Redditi PF 2027, quello dei redditi 2026.

Interessi Legali e Codici Tributo

Oltre alla sanzione ridotta si pagano gli interessi legali, calcolati giorno per giorno dalla scadenza del versamento fino al giorno del pagamento. Il tasso di interesse legale per il 2026 è dell’1,6% annuo (decreto del Ministero dell’Economia del 10 dicembre 2025; nel 2025 era il 2%). Per i giorni dal 1° gennaio 2027 si applica il tasso che il Ministero fisserà per il 2027.

Nel modello F24 imposta, sanzione e interessi vanno su righe separate della sezione Erario:

VoceCodice tributoAnno di riferimento
Saldo IRPEF40012025
Sanzione IRPEF da ravvedimento89012025
Interessi sul ravvedimento IRPEF19892025
Sanzione per la dichiarazione tardiva89112026

Le addizionali IRPEF hanno codici propri anche per sanzioni e interessi (per l’addizionale regionale la sanzione da ravvedimento ha il codice 8902): non vanno sommate all’IRPEF.

Esempio di Calcolo Completo

Supponiamo che Laura debba versare 1.000 euro di saldo IRPEF, in scadenza il 30 giugno 2026, senza acconti dovuti. Non ha presentato la dichiarazione né pagato il saldo, e regolarizza tutto il 1° dicembre 2026: un mese dopo la scadenza della dichiarazione e 154 giorni dopo quella del versamento. Ecco il calcolo:

  • Sanzione per la presentazione tardiva: 25 euro (codice tributo 8911)
  • Sanzione per il versamento tardivo: 1.000 x 3,125% = 31,25 euro (codice 8901)
  • Interessi legali: 1.000 x 1,6% x 154/365 = circa 6,75 euro (codice 1989)
  • Totale di sanzioni e interessi: circa 63 euro
  • Totale da versare: 1.000 + 63 = circa 1.063 euro

Il costo del ritardo è contenuto. Se però Laura lasciasse passare il 1° febbraio 2027, la dichiarazione diventerebbe omessa e la sanzione salirebbe al 120% dell’imposta, cioè 1.200 euro, oppure al 75% (750 euro) se presentasse comunque la dichiarazione prima di un controllo. A questa si aggiungerebbe la sanzione per il mancato versamento.

Impatto su Bonus, Agevolazioni e ISEE

Non presentare la dichiarazione dei redditi nei termini può avere effetti che vanno oltre le sanzioni. Diversi bonus e agevolazioni si basano sui redditi dichiarati, e una dichiarazione tardiva o omessa può complicarne la richiesta.

Effetti sull’ISEE

L’ISEE (l’indicatore della situazione economica che serve per molte prestazioni agevolate) usa i redditi del secondo anno precedente: l’ISEE 2027 guarda ai redditi del 2025, cioè proprio quelli del Modello Redditi PF 2026. Se la dichiarazione arriva tardi o non arriva, i dati dei redditi potrebbero non essere disponibili o non essere aggiornati quando si compila la DSU, la dichiarazione da cui si calcola l’ISEE, con il rischio di errori e di dover rifare l’attestazione.

Effetti sull’Assegno Unico e Altri Bonus

L’Assegno Unico Universale dipende dall’ISEE del nucleo familiare: senza un ISEE valido si riceve l’importo minimo invece di quello spettante. Lo stesso vale per il Bonus Nido, per le agevolazioni sulle tasse universitarie e per le prestazioni sociali dei Comuni.

Chi è nel regime forfettario presenta anche lui il Modello Redditi PF, con il quadro LM, e le regole sul ritardo sono le stesse: dichiarazione tardiva entro il 1° febbraio 2027 e ravvedimento dell’imposta sostitutiva non versata. I dettagli sono nella guida al Modello Redditi PF 2026 per i forfettari.

Anche chi percepisce la NASpI e nel frattempo ha avuto redditi da lavoro autonomo o occasionale fa bene a controllare che quanto comunicato all’INPS sia coerente con quanto dichiarato al fisco.

Conclusione: Non Aspettare, Regolarizza la Tua Posizione

La dichiarazione dei redditi tardiva è un rimedio concreto per chi ha perso la scadenza del 2 novembre 2026: con una sanzione di 25 euro, più l’eventuale ravvedimento sulle imposte non pagate, la posizione torna in regola. Il punto decisivo è il termine del 1° febbraio 2027: dal giorno dopo la dichiarazione è omessa, la sanzione sale al 120% delle imposte dovute e, oltre i 50.000 euro di imposta evasa, entra in gioco anche il penale.

Muoversi presto conviene anche per gli interessi, che crescono ogni giorno, e per l’ISEE 2027, che usa i redditi del 2025. Per approfondire come lavora il CAF su questo adempimento c’è la pagina dedicata alla dichiarazione con il Modello Redditi al CAF di Udine.

Domande frequenti

Quanto costa presentare la dichiarazione dei redditi in ritardo?

Se la presenti entro 90 giorni dalla scadenza (per il Modello Redditi PF 2026, entro il 1° febbraio 2027), la sanzione è di 250 euro, ridotta a 25 euro con il ravvedimento operoso. Se ci sono imposte non pagate si aggiungono la sanzione ridotta sul versamento tardivo e gli interessi legali, all’1,6% annuo per il 2026.

Posso ancora presentare il 730 dopo la scadenza del 30 settembre?

No, il 730 non si può più inviare dopo il 30 settembre 2026. Si presenta invece il Modello Redditi PF, che dopo il 2 novembre 2026 vale come dichiarazione tardiva se arriva entro il 1° febbraio 2027. Il risultato fiscale è lo stesso, ma l’eventuale rimborso non passa dalla busta paga.

Cosa succede se non presento la dichiarazione nemmeno entro il 1° febbraio 2027?

Dal 2 febbraio 2027 la dichiarazione è omessa. La sanzione è del 120% delle imposte dovute (minimo 250 euro), ridotta al 75% se la dichiarazione viene comunque presentata prima di un controllo; senza imposte dovute va da 250 a 1.000 euro. I termini di accertamento arrivano al settimo anno e, oltre i 50.000 euro di imposta evasa, c’è il reato di omessa dichiarazione.

Come si paga la sanzione di 25 euro per il ravvedimento?

Con il modello F24, sezione Erario, codice tributo 8911, indicando come anno di riferimento, secondo la prassi prevalente, l’anno della violazione, cioè il 2026 per il Modello Redditi PF 2026. Le imposte non versate vanno su righe separate: per il saldo IRPEF 4001, la sanzione 8901 e gli interessi 1989, con anno 2025.

La dichiarazione tardiva è valida per crediti e rimborsi?

Sì. La dichiarazione tardiva presentata entro 90 giorni è valida a tutti gli effetti (art. 2, comma 7, DPR 322/1998): i crediti d’imposta si possono usare in compensazione con l’F24 o chiedere a rimborso e le detrazioni fiscali vengono riconosciute. Resta dovuta la sanzione di 25 euro con il ravvedimento.

Fonti

Aggiornamenti

02/11/2026 – Guida aggiornata dopo la scadenza del Modello Redditi PF 2026 (2 novembre 2026): termine della dichiarazione tardiva al 1° febbraio 2027 (art. 2, comma 7, DPR 322/1998 e art. 7 DL 70/2011), percentuali del ravvedimento sui versamenti secondo l’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 come modificato dal D.Lgs. 87/2024, codici tributo F24 (4001, 8901, 1989, 8911) e applicazione del testo unico delle sanzioni tributarie (D.Lgs. 173/2024) dal 1° gennaio 2027 per effetto del DL 200/2025.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

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