NOTIZIECodici tributo successione: 8 nuovi codici F24 per ravvedimento e revoca prima casaImposte su successioneI codici tributo successione si arricchiscono di 8 nuove voci. Con la risoluzione n. 30/E del 16 settembre 2026, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici da A252 ad A259, da utilizzare nel modello F24 per versare le somme dovute a seguito di ravvedimento operoso, di revoca delle agevolazioni prima casa e delle riliquidazioni effettuate dall’ufficio sulla dichiarazione di successione.Si tratta dell’ultimo tassello di una riforma partita con il D.Lgs. 139/2024, che ha introdotto l’autoliquidazione dell’imposta di successione. In parole semplici: non è più l’ufficio a calcolare l’imposta e a mandare il conto, ma sono gli eredi a determinare quanto devono e a versarlo. Ed è proprio per questo che servivano codici tributo successione dedicati a ogni tipo di somma: imposta, interessi, sanzioni e importi richiesti dopo un controllo.Indice dei contenutiCodici tributo successione: cosa cambia con l’autoliquidazioneI nuovi codici tributo successione A252-A259Come si usano i codici tributo successione nel modello F24Scadenze e rateazione dei codici tributo successioneDomande frequenti sui codici tributo successioneCodici tributo successione: cosa cambia con l’autoliquidazioneFino a poco tempo fa il meccanismo era semplice da raccontare: si presentava la dichiarazione di successione e si aspettava l’avviso di liquidazione dell’ufficio, cioè la comunicazione con l’importo da pagare. Con il D.Lgs. 139/2024 il sistema si è ribaltato. Oggi vige l’autoliquidazione: sono gli eredi a calcolare l’imposta di successione e a versarla spontaneamente, come già accade per l’IRPEF o per l’IVA.Questo cambio di logica ha reso necessari codici tributo successione nuovi o ridenominati. Il codice 1539 identifica l’imposta sulle successioni in autoliquidazione, mentre il codice 1635 riguarda gli interessi dovuti in caso di pagamento rateale. Accanto a questi restano in vigore i codici storici per l’imposta ipotecaria (2% sul valore catastale), l’imposta catastale (1%) e l’imposta di bollo.Il punto delicato è che l’autoliquidazione sposta la responsabilità del calcolo sul contribuente. Se l’importo versato è inferiore al dovuto, l’Agenzia delle Entrate può intervenire con la riliquidazione: ecco perché servivano codici specifici anche per le somme che nascono da un controllo o da un ravvedimento. I nuovi codici tributo successione A252-A259La risoluzione n. 30/E del 16 settembre 2026 ha istituito in tutto i codici da A252 ad A284: i primi otto (A252-A259) sono i codici tributo successione per ravvedimento operoso e revoca d’intenti, mentre i successivi riguardano l’imposta sulle donazioni, le tasse per i servizi ipotecari e catastali e le somme dovute dopo controlli, acquiescenza, accertamento con adesione e conciliazione. Gli otto codici della successione coprono l’imposta complementare — cioè la differenza che emerge dopo la riliquidazione o la revoca di un’agevolazione — insieme a interessi e sanzioni.A252 – Imposta di successione e interessi, imposta complementare, ravvedimento e revoca d’intentiA253 – Imposta ipotecaria e interessi, imposta complementare, ravvedimento e revoca d’intentiA254 – Imposta catastale e interessi, imposta complementare, ravvedimento e revoca d’intentiA255 – Imposta di bollo e interessi, imposta complementare, ravvedimento e revoca d’intentiA256 – Sanzione imposta di successione, imposta complementare, ravvedimentoA257 – Sanzione imposte ipotecarie e catastali, imposta complementare, ravvedimentoA258 – Sanzione imposta di bollo, imposta complementare, ravvedimentoA259 – Tributi speciali e compensi, ravvedimento e revoca d’intentiDue espressioni meritano una traduzione. Il ravvedimento operoso è lo strumento che permette di sanare spontaneamente un errore o un versamento mancato pagando una sanzione ridotta, tanto più bassa quanto prima ci si mette in regola. La revoca d’intenti, invece, riguarda chi ha dichiarato di possedere i requisiti per un’agevolazione — tipicamente la prima casa — e poi decide di rinunciarvi o li perde: in quel caso le imposte vanno ricalcolate in misura piena. Come si usano i codici tributo successione nel modello F24Tutti i codici tributo successione vanno esposti nella sezione Erario del modello F24, nella colonna importi a debito versati. Nel campo anno di riferimento si indica l’anno del decesso per i codici dell’autoliquidazione (1539 e 1635), mentre per i nuovi codici A252-A259 vanno riportati il codice ufficio, il codice atto e l’anno indicati nell’atto emesso dall’ufficio. In entrambi i casi il codice fiscale del defunto va riportato tra i coobbligati con il codice identificativo 08, riservato appunto alla figura del defunto.Quando il versamento nasce da un atto dell’ufficio — per esempio un avviso di liquidazione dopo il controllo della dichiarazione di successione — l’F24 va compilato anche con il codice ufficio e il codice atto indicati nella comunicazione ricevuta. Sono dati che non vanno inventati né ricopiati da vecchie pratiche: identificano il singolo procedimento e, se sbagliati, il pagamento rischia di non essere abbinato correttamente.Va ricordato che in Friuli Venezia Giulia gli immobili sono gestiti con il sistema tavolare, un registro fondiario diverso dal catasto del resto d’Italia: dopo la successione la voltura non è automatica e serve l’intavolazione al Libro Fondiario, un adempimento ulteriore rispetto ai versamenti con F24. Scadenze e rateazione dei codici tributo successioneLa dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso. L’imposta di successione autoliquidata si versa entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione, utilizzando i codici tributo successione dedicati. Le imposte ipotecaria e catastale, insieme a bollo e tributi speciali, seguono invece le regole di versamento proprie della presentazione.È ammesso il pagamento rateale: si versa almeno il 20% dell’imposta entro la scadenza ordinaria e il resto in 8 rate trimestrali, che diventano 12 quando l’importo supera i 20.000 euro; la dilazione non è ammessa per importi inferiori a 1.000 euro. Sulle rate maturano interessi, da versare con il codice 1635.Un promemoria utile sulle franchigie, perché in molte successioni l’imposta non è nemmeno dovuta: 1.000.000 di euro a testa per coniuge, figli e discendenti (aliquota 4% sull’eccedenza), 100.000 euro per fratelli e sorelle (6%), nessuna franchigia per gli altri parenti fino al quarto grado (6%) e per gli estranei (8%). Per le persone con handicap grave la franchigia sale a 1.500.000 euro. Domande frequenti sui codici tributo successione Da quando si usano i nuovi codici tributo successione A252-A259?I codici sono stati istituiti dalla risoluzione n. 30/E del 16 settembre 2026 dell’Agenzia delle Entrate e sono operativi per i versamenti con modello F24 collegati a ravvedimento, revoca d’intenti e riliquidazione dell’imposta complementare.Qual è la differenza tra il codice 1539 e i codici A252-A259?Il codice 1539 serve per l’imposta di successione in autoliquidazione, cioè il versamento ordinario calcolato dagli eredi. I codici A252-A259, invece, riguardano somme successive: imposta complementare, interessi e sanzioni da ravvedimento o da revoca delle agevolazioni.Cosa succede se l’imposta autoliquidata è inferiore al dovuto?L’ufficio procede alla riliquidazione e notifica un avviso di liquidazione con la maggiore imposta, gli interessi e le sanzioni. Chi si accorge dell’errore prima del controllo può invece regolarizzare con il ravvedimento operoso, che prevede sanzioni ridotte, utilizzando i nuovi codici tributo successione.Chi paga se gli eredi sono più di uno?Gli eredi sono obbligati in solido: l’Agenzia può chiedere l’intero importo a uno qualsiasi di loro, salvo poi i conteggi interni tra coeredi. Nel modello F24 va sempre indicato il codice fiscale del defunto con il codice 08.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/Imposte-su-successione-Guida-Completa-per-gli-Eredi.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-27 12:00:002026-09-22 14:32:58Codici tributo successione: 8 nuovi codici F24 per ravvedimento e revoca prima casa
NOTIZIEIMU non versata e cumulo giuridico, le sanzioni tributarie si sommano nel 2026Chi possiede una casa, un terreno o un capannone e non paga l’IMU per più anni consecutivi rischia di trovarsi davanti a un conto salatissimo. Una recente pronuncia della Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Milano ha infatti chiarito un punto molto discusso: in caso di IMU non versata, le sanzioni non si uniscono in un unico importo agevolato, ma si sommano una dopo l’altra, annualità dopo annualità. Il tema si chiama tecnicamente cumulo giuridico ed è al centro della sentenza n. 738 del 20 febbraio 2026, che riguarda proprio l’applicazione delle sanzioni tributarie sull’omesso versamento dell’imposta municipale propria.La decisione, di primo grado e quindi non definitiva, si allinea al quadro normativo uscito dalla riforma delle sanzioni del 2024 e ha conseguenze molto concrete per migliaia di contribuenti che, per dimenticanza o difficoltà economiche, si trovano con più anni di IMU non versata alle spalle. Capire come funziona il cumulo giuridico delle sanzioni tributarie, e perché in questo caso non si applica, è il primo passo per valutare come muoversi prima che arrivi un accertamento dal Comune.Indice dei contenutiCosa ha deciso la Corte di Giustizia Tributaria di MilanoDichiarazione IMU e versamento IMU: la differenza che cambia tuttoQuanto costano le sanzioni per IMU non versata nel 2026Ravvedimento operoso: la strada per limitare i danniFAQ: IMU non versata e cumulo giuridicoCosa ha deciso la Corte di Giustizia Tributaria di MilanoCon la sentenza n. 738 del 20 febbraio 2026 (sezione XI), la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Milano ha confermato che le sanzioni per IMU non versata relative a più annualità non possono essere unificate tramite il cumulo giuridico previsto dall’articolo 12 del D.Lgs. 472/1997. Il contribuente coinvolto nel giudizio aveva chiesto di applicare il regime della continuazione, sostenendo che gli omessi versamenti derivassero da un’unica condotta protratta nel tempo. I giudici hanno respinto questa tesi, ribadendo che ogni mancato pagamento va sanzionato singolarmente.Nella stessa direzione si era già espressa la Cassazione con l’ordinanza n. 5744/2021, che escludeva il cumulo giuridico per le violazioni consistenti nel solo omesso o tardivo versamento dell’imposta. Su questo punto, però, la giurisprudenza di legittimità non è stata univoca: con la sentenza n. 11432/2022 e con le ordinanze n. 7710/2024 e n. 10971/2024 la Cassazione aveva invece ammesso la continuazione attenuata (articolo 12, comma 5) per gli omessi o insufficienti versamenti relativi allo stesso immobile su più annualità. A dirimere il contrasto è intervenuta la norma: l’articolo 12 del D.Lgs. 472/1997, come riformulato dal D.Lgs. 87/2024 (in vigore dal 29 giugno 2024 e applicabile alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024), prevede ora che il cumulo giuridico operi con esclusione delle violazioni concernenti gli obblighi di pagamento e le indebite compensazioni. L’omesso versamento IMU rientra proprio in questa categoria esclusa. Dichiarazione IMU e versamento IMU: la differenza che cambia tuttoPer capire davvero la portata della sentenza bisogna distinguere due situazioni molto diverse tra loro, anche se entrambe riguardano l’IMU non versata o comunque gestita in modo scorretto.Omessa o infedele dichiarazione IMU: riguarda un obbligo dichiarativo, non di pagamento. In questo caso le sanzioni possono beneficiare del cumulo giuridico, quindi di un trattamento più favorevole rispetto alla somma aritmetica.Omesso versamento IMU a fronte di una dichiarazione corretta: riguarda un obbligo di pagamento vero e proprio. In questo caso si applica il cumulo materiale, cioè le sanzioni per ogni annualità o rata non pagata si sommano senza alcuno sconto.In pratica, chi ha dichiarato correttamente il proprio immobile ma non ha versato l’imposta per tre anni si troverà tre sanzioni distinte, sommate tra loro, e non un’unica sanzione ridotta. È una differenza che molti contribuenti ignorano, e che può fare la differenza tra un debito gestibile e uno molto più pesante. Quanto costano le sanzioni per IMU non versata nel 2026Le regole sulle sanzioni per IMU non versata nel 2026 seguono l’articolo 13, comma 1, del D.Lgs. 471/1997. Per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 la sanzione ordinaria è pari al 25% dell’imposta non pagata (era il 30% per le violazioni anteriori a quella data). Se il versamento avviene entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione scende al 12,5%.Diverso il discorso per chi omette proprio la dichiarazione: in questo caso la sanzione va dal 100% al 200% del tributo dovuto, con un minimo di 50 euro, mentre per la dichiarazione infedele si applica una sanzione dal 50% al 100%, come previsto dalla Legge 160/2019, articolo 1, comma 775. Da segnalare che, con il D.Lgs. 147/2026, dal 2027 questi importi verranno fissati in misura unica: 100% per l’omessa dichiarazione e 40% per l’infedele dichiarazione. Per tutto il 2026, restano invece in vigore le forbici sopra descritte.Va ricordato che le scadenze ordinarie dell’IMU sono il 16 giugno per l’acconto e il 16 dicembre per il saldo. Chi non rispetta questi termini, oltre alla sanzione, deve anche corrispondere gli interessi legali, fissati all’1,6% annuo dal 1° gennaio 2026, calcolati giorno per giorno sull’importo dovuto. Ravvedimento operoso: la strada per limitare i danniProprio perché le sanzioni per IMU non versata su più annualità non vengono unificate ma si sommano, la mossa più conveniente è quella di anticipare i tempi. Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare spontaneamente la propria posizione prima che il Comune avvii un accertamento, pagando sanzioni molto più basse rispetto a quelle ordinarie.Le percentuali variano in base al tempo trascorso dalla scadenza originaria. Ecco come funziona il ravvedimento operoso applicato all’IMU, secondo gli scaglioni oggi in vigore dopo la riforma del D.Lgs. 87/2024:Entro 14 giorni dalla scadenza (ravvedimento sprint): sanzione dello 0,0833% per ogni giorno di ritardo.Dal 15° al 30° giorno: sanzione dell’1,25%.Dal 31° al 90° giorno: sanzione dell’1,39%.Oltre 90 giorni ed entro un anno dall’omissione: sanzione del 3,125%.Oltre un anno dall’omissione: sanzione del 3,571%, pari a un settimo del minimo edittale.La differenza rispetto alla sanzione ordinaria del 25% (o del 12,5% entro 90 giorni) è enorme. Chi si accorge di avere IMU non versata per una o più annualità arretrate ha quindi tutto l’interesse a muoversi subito, con il ravvedimento operoso, invece di aspettare che sia il Comune ad accorgersene. Per approfondire il meccanismo di calcolo di sanzioni e interessi, può essere utile consultare la guida dedicata al ravvedimento operoso 2026.Il principio del cumulo materiale, del resto, non riguarda solo l’IMU: anche per altri tributi, come nel caso dell’omesso versamento IVA, la logica sanzionatoria premia sempre chi regolarizza spontaneamente rispetto a chi attende un controllo. Una regola che vale, più in generale, ogni volta che si discute di gestione di acconti e compensazioni con il Fisco. FAQ: IMU non versata e cumulo giuridicoIl cumulo giuridico si applica all’IMU non versata su più anni?No. Secondo la sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Milano n. 738/2026 e l’articolo 12 del D.Lgs. 472/1997, come modificato dal D.Lgs. 87/2024, le violazioni concernenti gli obblighi di pagamento sono escluse dal cumulo giuridico: per quelle commesse dal 1° settembre 2024 la regola è scritta espressamente nella norma. Si applica quindi il cumulo materiale: le sanzioni si sommano annualità per annualità.Qual è la differenza tra cumulo giuridico e cumulo materiale?Il cumulo giuridico prevede una sanzione unica, calcolata sulla violazione più grave aumentata di una percentuale, per più violazioni collegate. Il cumulo materiale, invece, prevede che ogni sanzione si sommi integralmente alle altre, senza sconti.L’omessa dichiarazione IMU segue le stesse regole del mancato versamento?No. L’omessa o infedele dichiarazione IMU riguarda un obbligo dichiarativo e può beneficiare del cumulo giuridico. Il mancato versamento, invece, riguarda un obbligo di pagamento ed è soggetto al cumulo materiale.Quanto si paga di sanzione per omesso versamento IMU nel 2026?La sanzione ordinaria è del 25% dell’imposta non versata per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024, ridotta al 12,5% se il pagamento avviene entro 90 giorni dalla scadenza.Conviene regolarizzare spontaneamente l’IMU non versata?Sì. Con il ravvedimento operoso le sanzioni sono molto più basse rispetto a quelle ordinarie, e diventano ancora più convenienti se il contribuente regolarizza rapidamente, prima che il Comune avvii un accertamento su più annualità arretrate. Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-22 16:52:252026-09-22 16:52:25IMU non versata e cumulo giuridico, le sanzioni tributarie si sommano nel 2026
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24IMU Seconda Rata 2026: Scadenza 16 Dicembre, Calcolo Saldo e Come PagareLa IMU seconda rata 2026 scade il 16 dicembre 2026 e rappresenta il momento in cui i proprietari di immobili devono versare il saldo dell’Imposta Municipale Unica. A differenza dell’acconto di giugno, il saldo di dicembre potrebbe avere un importo diverso: se il tuo Comune ha modificato le aliquote IMU nel corso dell’anno, dovrai ricalcolare l’imposta e conguagliare la differenza. In questa guida ti spieghiamo passo dopo passo come calcolare il saldo IMU 2026, quali sono i codici tributo per il modello F24 e cosa fare se hai saltato l’acconto di giugno. Indice dei contenutiScadenza IMU seconda rata 2026Differenza tra acconto di giugno e saldo di dicembreCome calcolare il saldo IMU 2026Esempio pratico di calcolo saldo IMUCodici tributo IMU per il modello F24Come pagare l’IMU seconda rataPagamento IMU online: F24 web e home bankingEsenzioni IMU 2026: chi non deve pagareCosa fare se non hai pagato l’acconto di giugnoRavvedimento operoso per IMU tardivaDomande frequentiScadenza IMU seconda rata 2026: quando si paga il saldoLa scadenza IMU seconda rata 2026 e fissata al mercoledi 16 dicembre 2026. Questa data e stabilita dall’articolo 1, comma 762, della Legge n. 160/2019 e non cambia di anno in anno: il saldo IMU si paga sempre entro il 16 dicembre.Se il 16 dicembre cade di sabato o domenica, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo. Nel 2026, il 16 dicembre cade di mercoledi, quindi non ci sono proroghe automatiche.Le due scadenze IMU dell’anno sono quindi:Acconto (prima rata): entro il 16 giugno 2026 – pari al 50% dell’imposta calcolata con le aliquote dell’anno precedenteSaldo (seconda rata): entro il 16 dicembre 2026 – conguaglio a saldo con le aliquote definitive dell’anno in corsoIn alternativa, il contribuente può scegliere di pagare l’IMU in un’unica soluzione entro il 16 giugno, applicando direttamente le aliquote dell’anno in corso (se già deliberate dal Comune). Differenza tra acconto IMU di giugno e saldo di dicembreMolti contribuenti pensano che la seconda rata IMU sia semplicemente una copia dell’acconto versato a giugno. In realta, le due rate possono avere importi diversi, e capire il perché e fondamentale per non sbagliare il pagamento.L’acconto di giugno si calcola applicando le aliquote IMU dell’anno precedente (2025). Questo perché a giugno i Comuni potrebbero non aver ancora deliberato le nuove aliquote per l’anno in corso.Il saldo di dicembre si calcola applicando le aliquote deliberate dal Comune per il 2026. Se le aliquote sono cambiate rispetto al 2025, il saldo serve anche da conguaglio: in pratica, paghi la differenza tra l’imposta totale 2026 e quanto già versato a giugno.Ecco cosa può succedere concretamente:SituazioneEffetto sul saldo di dicembreLe aliquote 2026 sono uguali a quelle 2025Il saldo e uguale all’acconto di giugnoIl Comune ha aumentato le aliquote 2026Il saldo sara più alto dell’acconto (devi pagare il conguaglio)Il Comune ha ridotto le aliquote 2026Il saldo sara più basso dell’accontoIl Comune non ha deliberato nuove aliquote entro il 28 ottobreSi applicano le aliquote 2025: il saldo e uguale all’accontoDove verificare le aliquote: le delibere comunali IMU sono pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze entro il 28 ottobre di ogni anno. Se il tuo Comune non ha pubblicato nuove aliquote entro questa data, valgono quelle dell’anno precedente. Come calcolare il saldo IMU 2026: la formula passo dopo passoIl calcolo del saldo IMU 2026 segue una formula precisa. Vediamola nel dettaglio, spiegando ogni passaggio in modo semplice.Formula di base per l’IMU annua:IMU annua = Rendita catastale x 1,05 x Moltiplicatore x Aliquota comunaleFormula per il saldo di dicembre:Saldo IMU = IMU annua 2026 (con aliquote 2026) - Acconto versato a giugnoEcco il significato di ogni elemento:Rendita catastale: e il valore che trovi nella visura catastale dell’immobile. La puoi richiedere gratuitamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate o presso il nostro CAFRivalutazione del 5% (x 1,05): la rendita catastale va sempre rivalutata del 5%, come previsto dalla leggeMoltiplicatore: dipende dalla categoria catastale dell’immobile (vedi tabella sotto)Aliquota comunale: la percentuale stabilita dal Comune dove si trova l’immobile. Si esprime in millesimi (per esempio, 10,6 per mille = 1,06%)Moltiplicatori IMU per categoria catastaleCategoria catastaleTipologiaMoltiplicatoreA/1, A/8, A/9Abitazioni di lusso, ville, castelli160Da A/2 a A/7Abitazioni ordinarie (esenti se prima casa)160BCollegi, ospedali, uffici pubblici140C/1Negozi e botteghe55C/2, C/6, C/7Magazzini, garage, tettoie160C/3, C/4, C/5Laboratori, palestre, stabilimenti140D (escluso D/5)Immobili produttivi (capannoni, hotel)65D/5Istituti di credito80 Esempio pratico: calcolo saldo IMU seconda casaVediamo un esempio concreto di calcolo del saldo IMU per capire meglio come funziona. Supponiamo che Marco possieda un appartamento come seconda casa a Udine.Dati dell’immobile di Marco:Categoria catastale: A/3 (abitazione di tipo economico)Rendita catastale: 650 euroAliquota IMU 2025 (usata per l’acconto): 10,6 per milleAliquota IMU 2026 (deliberata dal Comune): 10,8 per millePossesso: 100% per 12 mesiCalcolo dell’acconto versato a giugno (con aliquote 2025)Base imponibile = 650 x 1,05 x 160 = 109.200 euro IMU annua 2025 = 109.200 x 10,6 / 1.000 = 1.157,52 euro Acconto giugno = 1.157,52 / 2 = 578,76 euro (arrotondato a 579 euro)Calcolo del saldo di dicembre (con aliquote 2026)Base imponibile = 650 x 1,05 x 160 = 109.200 euro IMU annua 2026 = 109.200 x 10,8 / 1.000 = 1.179,36 euro Saldo dicembre = 1.179,36 - 579 = 600,36 euro (arrotondato a 600 euro)Come puoi notare, Marco paga a dicembre 21 euro in più rispetto all’acconto di giugno, proprio perché il Comune ha aumentato l’aliquota di 0,2 punti. Se le aliquote fossero rimaste invariate, il saldo sarebbe stato identico all’acconto (579 euro).Nota sull’arrotondamento: l’importo IMU va arrotondato all’euro per difetto se i centesimi sono fino a 49, per eccesso se sono da 50 in su. Codici tributo IMU 2026 per il modello F24Per compilare correttamente il modello F24, devi utilizzare il codice tributo IMU corrispondente alla tipologia del tuo immobile. I codici sono diversi a seconda che si tratti di abitazione, terreno, area edificabile o immobile produttivo.Codice tributoTipologia immobileDestinatario3912Abitazione principale e pertinenze (solo A/1, A/8, A/9)Comune3914Terreni agricoliComune3916Aree fabbricabiliComune3918Altri fabbricati (seconde case, negozi, uffici)Comune3925Immobili categoria D – quota Stato (aliquota 0,76%)Stato3930Immobili categoria D – quota Comune (eccedenza 0,76%)ComuneAttenzione agli immobili di categoria D (capannoni, hotel, centri commerciali): per questi immobili devi compilare due righe nel modello F24. Una con il codice 3925 (quota Stato, calcolata con aliquota fissa dello 0,76%) e una con il codice 3930 (quota Comune, calcolata sulla differenza tra aliquota comunale e 0,76%).Nella sezione “IMU e altri tributi locali” del modello F24 dovrai indicare:Il codice catastale del Comune dove si trova l’immobile (es. L483 per Udine)La casella “Saldo” barrata (non “Acconto”)Il numero degli immobili a cui si riferisce il pagamentoL’anno di riferimento: 2026L’importo a debito da versare Come pagare l’IMU seconda rata 2026Il pagamento della IMU seconda rata 2026 può avvenire attraverso diversi canali. Lo strumento principale e il modello F24, ma vediamo tutte le opzioni disponibili.Modello F24 ordinarioÈ il metodo più comune. Puoi compilare il modello F24 e presentarlo presso:Banca: allo sportello o tramite home bankingUfficio postale: allo sportello con il modello cartaceoIntermediario abilitato: il tuo commercialista o il nostro CAF possono gestire il pagamento per teImportante: i titolari di partita IVA sono obbligati a pagare il modello F24 esclusivamente per via telematica (home banking, Entratel o F24 web dell’Agenzia delle Entrate).Bollettino postaleIn alternativa al modello F24, puoi utilizzare il bollettino di conto corrente postale con numero di conto 1008857615, valido per tutti i Comuni d’Italia. Il bollettino e disponibile presso gli uffici postali e deve riportare i dati dell’immobile e l’importo del saldo.Il bollettino postale non e però disponibile per gli immobili di categoria D (per la quota Stato), per i quali devi obbligatoriamente usare il modello F24.Pagamento IMU online: F24 web e home bankingPagare l’IMU online e il modo più comodo e veloce. Ecco le opzioni disponibili:F24 web dell’Agenzia delle EntratePuoi compilare e inviare il modello F24 direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate:Accedi a Fisconline con SPID, CIE o CNSVai nella sezione “Pagamenti” > “F24 web”Compila la sezione “IMU e altri tributi locali” con codice tributo e importoIndica l’IBAN del conto corrente da addebitareConferma e inviaIl pagamento viene addebitato il giorno della scadenza (16 dicembre), quindi puoi compilarlo anche con qualche giorno di anticipo.Home bankingQuasi tutti gli istituti bancari offrono la possibilità di compilare e inviare il modello F24 dall’area riservata del conto online. La procedura e simile a quella dell’Agenzia delle Entrate: compili i campi del tributo, indichi l’importo e confermi il pagamento.Se non ti senti sicuro nella compilazione del modello F24, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiutiamo a calcolare l’importo corretto e a compilare il modello senza errori. Esenzioni IMU 2026: chi non deve pagareNon tutti i proprietari di immobili devono pagare l’IMU. Ecco le principali esenzioni IMU 2026 previste dalla legge:Esenzione IMU prima casaLa prima casa (abitazione principale) e le relative pertinenze (un garage C/6, una cantina C/2, una tettoia C/7) sono esenti da IMU, a condizione che:Il proprietario vi abbia la residenza anagraficaIl proprietario vi abbia la dimora abituale (cioè ci viva effettivamente)L’immobile non sia di categoria catastale A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) o A/9 (castelli e palazzi storici)Nota importante: dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, l’esenzione spetta anche ai coniugi con residenze diverse nello stesso Comune. Ciascun coniuge può scegliere una sola abitazione come principale e ottenere l’esenzione IMU su quella.Altre esenzioni IMUTerreni agricoli montani e collinari: i terreni ubicati nei Comuni classificati come montani dall’ISTAT sono totalmente esentiTerreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti o IAP: esenti anche se non montani, purche il proprietario sia iscritto alla previdenza agricolaImmobili di categoria E: stazioni, ponti, fari“Beni merce” delle imprese costruttrici: fabbricati costruiti e destinati alla vendita dall’impresa costruttrice, finche non sono locati (dal 2022 l’esenzione e piena)Immobili inagibili o inabitabili: non sono esenti, ma hanno una riduzione del 50% della base imponibile. Serve perizia dell’ufficio tecnico comunale o dichiarazione sostitutivaFabbricati di interesse storico o artistico (vincolati ai sensi dell’art. 10 del D.Lgs. 42/2004, indipendentemente dalla categoria catastale): godono della riduzione del 50% della base imponibileImmobili concessi in comodato a figli o genitori che li usano come abitazione principale: riduzione del 50% della base imponibile, a condizione che il contratto sia registrato, che il comodante possieda in Italia solo quell’abitazione (oppure, in più, la propria abitazione principale nello stesso Comune) e che risieda e dimori nello stesso Comune; sono escluse le categorie A/1, A/8 e A/9 (art. 1, comma 747, legge 160/2019)Cosa fare se non hai pagato l’acconto IMU di giugnoSe hai saltato il pagamento dell’acconto IMU di giugno 2026, non e il caso di farsi prendere dal panico. Hai due opzioni:Opzione 1: ravvedimento operoso per l’accontoPuoi versare l’acconto in ritardo utilizzando il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta e gli interessi legali. Prima lo fai, meno paghi di sanzione (vedi la sezione dedicata più avanti).Opzione 2: pagare tutto a dicembrePuoi versare l’intero importo annuo con il saldo di dicembre. In questo caso, dovrai comunque regolarizzare il mancato acconto con il ravvedimento operoso (sanzione + interessi calcolati dal 17 giugno al giorno del pagamento).Attenzione: non puoi semplicemente pagare tutto a dicembre senza sanzioni. Il mancato acconto e comunque un’omissione che va sanata. La buona notizia e che il ravvedimento operoso ti permette di farlo a costi molto contenuti rispetto alla sanzione piena del 30%. Ravvedimento operoso per IMU tardiva: sanzioni e calcoloIl ravvedimento operoso e lo strumento che ti permette di regolarizzare un pagamento IMU in ritardo pagando una sanzione ridotta, molto inferiore al 30% previsto in caso di accertamento da parte del Comune.Le sanzioni ridotte del ravvedimento operoso dipendono da quanto tempo e passato dalla scadenza originaria:RitardoTipo di ravvedimentoSanzioneEntro 14 giorniRavvedimento sprint0,1% per ogni giorno di ritardo (max 1,4%)Dal 15esimo al 30esimo giornoRavvedimento breve1,5% dell’impostaDal 31esimo al 90esimo giornoRavvedimento intermedio1,67% dell’impostaEntro 1 anno dalla scadenzaRavvedimento lungo3,75% dell’impostaOltre 1 anno e fino a 2 anniRavvedimento biennale4,29% dell’impostaOltre 2 anniRavvedimento ultrannuale5% dell’impostaOltre alla sanzione, devi versare anche gli interessi legali calcolati giorno per giorno dal giorno successivo alla scadenza fino al giorno del pagamento. Il tasso di interesse legale per il 2026 e stabilito con decreto del MEF (nel 2025 era il 2%).Esempio: ravvedimento operoso IMU acconto non pagatoSupponiamo che Marco (dall’esempio precedente) non abbia pagato l’acconto di 579 euro entro il 16 giugno e decida di regolarizzare il 15 settembre (91 giorni di ritardo):Imposta dovuta: 579 euro Sanzione (3,75% - entro 1 anno): 579 x 3,75% = 21,71 euro (arrotondato a 22 euro) Interessi legali (2% annuo per 91 giorni): 579 x 2% x 91/365 = 2,89 euro (arrotondato a 3 euro) Totale ravvedimento: 579 + 22 + 3 = 604 euroMarco paga 604 euro invece dei 579 originari: solo 25 euro in più. Se invece avesse aspettato l’accertamento del Comune, la sanzione sarebbe stata del 30%, cioè 173,70 euro in più.Come compilare il modello F24 per il ravvedimento: usa lo stesso codice tributo dell’IMU ordinaria. La sanzione e gli interessi vanno sommati all’imposta. Nella casella “ravvedimento” del modello F24 barra la casella “Ravv.”.Domande frequenti sull’IMU seconda rata 2026Quando scade l’IMU seconda rata 2026?La scadenza per il saldo IMU 2026 e fissata al 16 dicembre 2026 (mercoledi). Il pagamento deve essere effettuato entro questa data tramite modello F24 o bollettino postale.Come faccio a sapere se il mio Comune ha cambiato le aliquote IMU?Le delibere comunali sulle aliquote IMU devono essere pubblicate entro il 28 ottobre sul sito del Dipartimento delle Finanze. Puoi controllare direttamente sul sito finanze.gov.it oppure sul sito web del tuo Comune. Se entro il 28 ottobre il Comune non ha deliberato, valgono le aliquote dell’anno precedente.La prima casa e esente da IMU?Si, l’abitazione principale e le sue pertinenze sono esenti da IMU, a condizione che il proprietario vi risieda e ci abiti effettivamente. Fanno eccezione le abitazioni di lusso (categorie A/1, A/8 e A/9), che pagano l’IMU con aliquota ridotta e detrazione di 200 euro. Se hai dubbi sull’esenzione IMU prima casa, il nostro CAF può verificare la tua situazione.Posso pagare l’IMU in ritardo senza sanzioni?No, il pagamento in ritardo comporta sempre una sanzione. Però, con il ravvedimento operoso, la sanzione e molto ridotta: si va dallo 0,1% al giorno (nei primi 14 giorni) fino al 5% (oltre 2 anni). E molto più conveniente regolarizzare subito piuttosto che aspettare un avviso di accertamento dal Comune, che comporta la sanzione piena del 30%.Devo pagare l’IMU su un immobile ereditato?Si, gli eredi devono pagare l’IMU dalla data di apertura della successione (cioè dalla data di decesso). L’imposta e dovuta in proporzione alla quota ereditaria e ai mesi di possesso. Se hai ereditato un immobile, puoi rivolgerti al nostro CAF per la dichiarazione di successione e per il calcolo dell’IMU dovuta.Come si calcola l’IMU per i mesi di possesso parziale?Se hai acquistato, venduto o ereditato un immobile nel corso dell’anno, l’IMU si calcola solo per i mesi di effettivo possesso. Il mese si conta per intero se il possesso si e protratto per più di 15 giorni. Ad esempio, se hai acquistato il 20 marzo, marzo non si conta (solo 12 giorni); se hai acquistato il 10 marzo, marzo si conta (21 giorni). Hai bisogno di aiuto con il calcolo IMU? Contatta il CAF Centro FiscaleIl calcolo del saldo IMU può sembrare complicato, soprattutto se possiedi più immobili, hai ereditato una proprietà o il tuo Comune ha cambiato le aliquote. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza completa per:Calcolo preciso dell’IMU su tutti i tuoi immobiliCompilazione del modello F24 con i codici tributo correttiVerifica delle esenzioni e riduzioni a cui hai dirittoRavvedimento operoso per pagamenti in ritardoVisure catastali e controllo della renditaPrenota il tuo appuntamento per il calcolo IMUNon rischiare di sbagliare il pagamento o di perdere un’esenzione. I nostri consulenti verificano la tua situazione e ti preparano il modello F24 pronto da pagare.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-20 08:00:002026-09-30 09:16:30IMU Seconda Rata 2026: Scadenza 16 Dicembre, Calcolo Saldo e Come Pagare
DICHIARAZIONE DEI REDDITIDichiarazione dei Redditi Tardiva 2026: Sanzioni Ridotte, Ravvedimento e Come PresentarlaLa dichiarazione dei redditi tardiva rappresenta l’ultima possibilità per regolarizzare la propria posizione fiscale senza incorrere nelle pesanti sanzioni previste per la dichiarazione omessa. Se hai superato la scadenza del 730 o del Modello Redditi PF, non tutto è perduto: la legge ti concede 90 giorni di tempo per presentare la dichiarazione con una sanzione ridotta a soli 25 euro grazie al ravvedimento operoso. In questa guida completa scoprirai come funziona la dichiarazione redditi tardiva nel 2026, quali sono le scadenze precise, come calcolare le sanzioni e cosa rischi se superi anche il termine dei 90 giorni. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per aiutarti a regolarizzare la tua posizione nel modo più conveniente possibile.Indice dei contenutiIndice dei ContenutiCos’è la Dichiarazione dei Redditi TardivaScadenze Dichiarazione Redditi Tardiva 2026Sanzioni Dichiarazione Tardiva: Importi e CalcoloRavvedimento Operoso: Come Ridurre la Sanzione a 25 EuroDifferenza tra Dichiarazione Tardiva e Omessa: Effetti PraticiCome Presentare la Dichiarazione Redditi TardivaVersamento Imposte Tardive: Sanzioni e InteressiImpatto su Bonus, Agevolazioni e ISEEDomande Frequenti sulla Dichiarazione Redditi TardivaConclusione: Non Aspettare, Regolarizza la Tua PosizioneIndice dei ContenutiCos’è la Dichiarazione dei Redditi TardivaScadenze Dichiarazione Redditi Tardiva 2026Sanzioni Dichiarazione Tardiva: Importi e CalcoloRavvedimento Operoso: Come Ridurre la Sanzione a 25 EuroDifferenza tra Dichiarazione Tardiva e OmessaCome Presentare la Dichiarazione Redditi TardivaVersamento Imposte Tardive: Sanzioni e InteressiImpatto su Bonus, Agevolazioni e ISEEDomande FrequentiConclusioneCos’è la Dichiarazione dei Redditi TardivaLa dichiarazione dei redditi tardiva è una dichiarazione fiscale presentata dopo la scadenza ordinaria ma entro i 90 giorni successivi. Si tratta di un istituto previsto dall’articolo 2, comma 7 del DPR 322/1998, che considera ancora valida e produttiva di effetti giuridici una dichiarazione inviata in ritardo, purché il ritardo non superi i tre mesi dalla scadenza naturale.In pratica, se per qualsiasi motivo non sei riuscito a inviare il Modello 730 o il Modello Redditi Persone Fisiche entro il termine previsto, la legge ti offre una seconda chance. La dichiarazione tardiva ha lo stesso valore di quella presentata nei termini: viene regolarmente acquisita dall’Agenzia delle Entrate, i crediti eventualmente maturati restano validi e le detrazioni vengono riconosciute. L’unica differenza è che dovrai pagare una sanzione amministrativa, che però può essere notevolmente ridotta grazie al ravvedimento operoso.È fondamentale comprendere che la dichiarazione redditi tardiva non è un’opzione da prendere alla leggera. Anche se la sanzione è contenuta, il ritardo nella presentazione può avere ripercussioni su altri aspetti della vita fiscale, come l’ISEE e l’accesso a determinati bonus. Per questo motivo, è sempre preferibile rispettare le scadenze oppure, in caso di ritardo, agire il prima possibile per limitare le conseguenze. Scadenze Dichiarazione Redditi Tardiva 2026Per sapere entro quando puoi ancora presentare la dichiarazione redditi tardiva nel 2026, devi partire dalle scadenze ordinarie di ciascun modello dichiarativo. Vediamo nel dettaglio tutte le date da ricordare.Modello 730: Scadenze per la Presentazione TardivaIl 730 precompilato 2026 ha come scadenza ordinaria il 30 settembre 2026. Questo significa che chi non riesce a inviarlo entro tale data ha tempo fino al 29 dicembre 2026 per presentare la dichiarazione tardiva. In realtà, chi presenta il 730 in ritardo dovrà in molti casi passare al Modello Redditi PF, poiché il sistema del 730 precompilato potrebbe non accettare più gli invii dopo la scadenza. Il passaggio al Modello Redditi non comporta differenze sostanziali nel risultato fiscale, ma richiede una procedura diversa.Modello Redditi Persone Fisiche: Scadenze per la Presentazione TardivaIl Modello Redditi PF ha come scadenza ordinaria il 30 novembre 2026 (per i redditi dell’anno 2025). Di conseguenza, la dichiarazione tardiva può essere presentata entro il 28 febbraio 2027, ovvero entro 90 giorni dalla scadenza. Questo termine è tassativo: superato il 28 febbraio 2027, la dichiarazione non è più considerata tardiva ma omessa, con conseguenze ben più gravi.Ecco un riepilogo delle scadenze per la dichiarazione redditi tardiva 2026:ModelloScadenza ordinariaTermine dichiarazione tardiva730/202630 settembre 202629 dicembre 2026Redditi PF/202630 novembre 202628 febbraio 2027 Sanzioni Dichiarazione Tardiva: Importi e CalcoloLe sanzioni per la dichiarazione redditi tardiva sono disciplinate dall’articolo 1 del D.Lgs. 471/1997 (come modificato dal D.Lgs. 87/2024, la riforma delle sanzioni tributarie). La buona notizia è che la sanzione base per la dichiarazione tardiva è significativamente inferiore rispetto a quella prevista per l’omessa dichiarazione, e può essere ulteriormente ridotta con il ravvedimento operoso.Sanzione Base: 250 EuroLa sanzione fissa per chi presenta la dichiarazione dei redditi entro 90 giorni dalla scadenza è pari a 250 euro. Questa sanzione si applica indipendentemente dall’importo delle imposte dovute: che tu debba versare 100 euro o 10.000 euro di imposte, la sanzione per il ritardo nella presentazione resta di 250 euro.Tuttavia, questa è la sanzione “piena”. Grazie al ravvedimento operoso, puoi ridurla drasticamente. Se paghi spontaneamente entro i 90 giorni dalla scadenza, la sanzione scende a 1/10 del minimo, ovvero soli 25 euro. Sì, hai letto bene: con il ravvedimento operoso la dichiarazione tardiva ti costa appena 25 euro di sanzione.Dichiarazione Tardiva Senza Imposte DovuteUn caso particolare riguarda chi presenta la dichiarazione tardiva ma non ha imposte da versare (ad esempio perché risulta a credito o le imposte sono già state interamente trattenute dal datore di lavoro). In questa situazione, la sanzione di 250 euro si applica comunque come sanzione formale per il ritardo, ma non si aggiungono sanzioni per omesso versamento. Anche in questo caso, il ravvedimento operoso riduce l’importo a 25 euro. Ravvedimento Operoso: Come Ridurre la Sanzione a 25 EuroIl ravvedimento operoso è lo strumento più potente a disposizione del contribuente per ridurre le sanzioni sulla dichiarazione redditi tardiva. Disciplinato dall’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997, consente di pagare spontaneamente una sanzione ridotta a fronte della regolarizzazione della violazione. Vediamo come funziona nel dettaglio.Come Calcolare la Sanzione RidottaPer la dichiarazione tardiva presentata entro 90 giorni dalla scadenza, il ravvedimento operoso prevede la riduzione della sanzione a 1/10 del minimo edittale. Il calcolo è molto semplice:Sanzione base: 250 euroRiduzione ravvedimento: 1/10Sanzione da pagare: 250 / 10 = 25 euroQuesto importo di 25 euro deve essere versato tramite Modello F24 utilizzando il codice tributo 8911 (sanzione pecuniaria per altre violazioni tributarie, ravvedimento). È importante indicare come anno di riferimento l’anno della violazione (2026 per le dichiarazioni dei redditi 2025) e come periodo il mese in cui si effettua il ravvedimento.Esempio Pratico di RavvedimentoImmagina che Marco, un lavoratore dipendente, non sia riuscito a presentare il 730 entro il 30 settembre 2026. Si rende conto dell’errore a novembre e decide di regolarizzare la posizione. Ecco cosa deve fare:Presentare la dichiarazione tramite Modello Redditi PF entro il 29 dicembre 2026Versare la sanzione ridotta di 25 euro con F24 (codice tributo 8911)Versare eventuali imposte dovute maggiorate degli interessi legaliIl costo totale del ritardo per Marco sarà di soli 25 euro più gli interessi sulle eventuali imposte non versate. Un prezzo decisamente contenuto rispetto alle conseguenze di una dichiarazione omessa, che vedremo nella prossima sezione. Differenza tra Dichiarazione Tardiva e Omessa: Effetti PraticiComprendere la differenza tra dichiarazione tardiva e dichiarazione omessa è cruciale perché le conseguenze sono enormemente diverse. Un ritardo di anche un solo giorno oltre il limite dei 90 giorni trasforma una situazione gestibile in un problema serio. Vediamo le differenze nel dettaglio.Dichiarazione Tardiva (entro 90 giorni)La dichiarazione tardiva è quella presentata con un ritardo non superiore a 90 giorni dalla scadenza. I suoi effetti sono relativamente contenuti:Sanzione: 250 euro (riducibile a 25 euro con ravvedimento operoso)Validità: la dichiarazione è pienamente valida e produce tutti i suoi effettiCrediti fiscali: restano utilizzabili in compensazione o rimborsoDetrazioni: vengono riconosciute integralmenteAccertamento: i termini di accertamento restano quelli ordinari (5 anni)Dichiarazione Omessa (oltre 90 giorni)La dichiarazione omessa si configura quando la presentazione avviene dopo 90 giorni dalla scadenza oppure non viene presentata affatto. Le conseguenze sono molto più gravi:Sanzione con imposte dovute: dal 120% al 240% delle imposte dovute, con un minimo di 250 euroSanzione senza imposte dovute: da 250 a 1.000 euro (sanzione fissa)Crediti fiscali: potrebbero essere disconosciuti o contestatiAccertamento: i termini si allungano a 7 anni (invece dei normali 5)Rilevanza penale: se l’imposta evasa supera 50.000 euro, scatta il reato di omessa dichiarazione (art. 5, D.Lgs. 74/2000)La tabella seguente riassume le differenze tra dichiarazione tardiva e omessa:AspettoDichiarazione TardivaDichiarazione OmessaTermineEntro 90 giorniOltre 90 giorni o mai presentataSanzione minima250 euro (25 con ravvedimento)250 euro (senza imposte dovute)Sanzione massima250 euro240% delle imposte dovuteValiditàPienamente validaNon valida ai fini fiscaliCreditiUtilizzabiliPossono essere disconosciutiTermini accertamento5 anni7 anniRischio penaleNoSì, se evasa > 50.000 euro Come Presentare la Dichiarazione Redditi TardivaLa procedura per presentare la dichiarazione redditi tardiva è sostanzialmente identica a quella ordinaria. Non esiste un modulo o un canale separato: si utilizza lo stesso sistema e la stessa modulistica della dichiarazione “nei termini”. Vediamo le diverse opzioni a disposizione.Presentazione del 730 TardivoSe hai mancato la scadenza del 30 settembre 2026 per il 730 precompilato, devi sapere che il sistema del 730 online potrebbe non accettare più gli invii dopo la chiusura del termine. In questo caso, la soluzione è presentare il Modello Redditi PF (ex Unico), che resta disponibile tutto l’anno attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate.In alternativa, puoi rivolgerti a un CAF o a un professionista abilitato che può presentare la dichiarazione tardiva per tuo conto. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la gestione delle dichiarazioni tardive, incluso il calcolo delle sanzioni e la compilazione del Modello F24 per il versamento.Presentazione del Modello Redditi PF TardivoPer il Modello Redditi PF, la presentazione tardiva avviene attraverso gli stessi canali della dichiarazione ordinaria:Online: tramite il portale Fisconline/Entratel dell’Agenzia delle EntrateIntermediario abilitato: tramite CAF, commercialista o consulente del lavoroPrecompilata: attraverso la dichiarazione precompilata dell’Agenzia delle Entrate (sezione Redditi PF)Il sistema accetta automaticamente la dichiarazione anche se presentata in ritardo. Non è necessario indicare che si tratta di una dichiarazione tardiva: il sistema registra semplicemente la data di invio e l’Agenzia delle Entrate applicherà le eventuali sanzioni in fase di controllo, a meno che tu non provveda spontaneamente al ravvedimento operoso.Documenti NecessariI documenti da preparare sono gli stessi della dichiarazione ordinaria. Avrai bisogno della Certificazione Unica (CU) rilasciata dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico, delle ricevute delle spese detraibili (spese mediche, interessi mutuo, spese scolastiche), della documentazione relativa a eventuali redditi aggiuntivi e del modello ISEE se necessario per la verifica di bonus e agevolazioni. Versamento Imposte Tardive: Sanzioni e InteressiOltre alla sanzione per la presentazione tardiva della dichiarazione, è necessario considerare anche le sanzioni per il versamento tardivo delle imposte. Questi sono due aspetti distinti che spesso vengono confusi. La sanzione di 250 euro (o 25 euro con ravvedimento) riguarda il ritardo nella presentazione. Ma se dalla dichiarazione emergono imposte da pagare che non sono state versate alla scadenza, si aggiunge una ulteriore sanzione.Sanzione per Omesso o Tardivo VersamentoLa sanzione per il tardivo versamento delle imposte è pari al 30% dell’importo non versato (art. 13, D.Lgs. 471/1997). Tuttavia, anche in questo caso il ravvedimento operoso permette riduzioni significative:Entro 14 giorni: sanzione dello 0,083% al giorno (ravvedimento sprint – 1/15 del 15% per giorno)Dal 15esimo al 30esimo giorno: sanzione dell’1,25% (1/10 della sanzione ridotta del 15%)Dal 31esimo al 90esimo giorno: sanzione dell’1,39% (1/9 della sanzione ridotta del 15%)Entro 1 anno: sanzione del 3,75% (1/8 del 30%)Entro 2 anni: sanzione del 4,29% (1/7 del 30%)Interessi LegaliOltre alla sanzione ridotta, dovrai versare anche gli interessi legali calcolati giorno per giorno dalla data di scadenza del versamento alla data del pagamento effettivo. Il tasso di interesse legale per il 2026 è stabilito annualmente dal Ministero dell’Economia. Gli interessi vanno versati con il Modello F24 utilizzando i codici tributo specifici per ciascuna imposta (ad esempio, 4033 per il saldo IRPEF e 1989 per gli interessi sul ravvedimento).Esempio di Calcolo CompletoSupponiamo che Laura debba versare 1.000 euro di saldo IRPEF. Non ha presentato la dichiarazione nei termini e regolarizza tutto dopo 60 giorni dalla scadenza. Ecco il calcolo:Sanzione presentazione tardiva: 25 euro (ravvedimento operoso, codice tributo 8911)Sanzione versamento tardivo: 1.000 x 1,39% = 13,90 euroInteressi legali: 1.000 x 2,5% x 60/365 = circa 4,11 euro (tasso ipotetico)Totale sanzioni e interessi: circa 43 euroTotale da versare: 1.000 + 43 = circa 1.043 euroCome vedi, il costo del ritardo è tutto sommato contenuto. Ma attenzione: se Laura avesse aspettato oltre i 90 giorni (dichiarazione omessa), la sanzione sarebbe stata del 120% dell’imposta, ovvero 1.200 euro in più. La differenza è abissale.Impatto su Bonus, Agevolazioni e ISEELa mancata presentazione della dichiarazione dei redditi nei termini può avere ripercussioni che vanno oltre le semplici sanzioni fiscali. Diversi bonus e agevolazioni richiedono una situazione fiscale regolare, e la dichiarazione tardiva o omessa può comprometterne l’accesso.Effetti sull’ISEEL’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è calcolato sulla base dei dati reddituali dichiarati. Se non presenti la dichiarazione dei redditi, i dati utilizzati per il calcolo dell’ISEE potrebbero risultare incompleti o non aggiornati. In alcuni casi, l’INPS potrebbe attribuire redditi presuntivi basati su altre informazioni in possesso dell’amministrazione finanziaria, con il rischio di un ISEE più alto del reale e conseguente esclusione da prestazioni agevolate.Effetti sull’Assegno Unico e Altri BonusL’Assegno Unico Universale è calcolato in base all’ISEE del nucleo familiare. Se la dichiarazione dei redditi non viene presentata e l’ISEE risulta errato o assente, potresti ricevere l’assegno nella misura minima invece che in quella spettante. Lo stesso vale per altri bonus come il Bonus Nido, le agevolazioni per le tasse universitarie e le prestazioni sociali erogate dai Comuni.Per i lavoratori in regime forfettario, la mancata dichiarazione può avere conseguenze ancora più gravi: si rischia la decadenza dal regime agevolato stesso, con il passaggio forzato al regime ordinario e il ricalcolo delle imposte con aliquote IRPEF progressive.Anche chi percepisce la NASpI (indennità di disoccupazione) deve prestare attenzione: la mancata dichiarazione dei redditi potrebbe generare incongruenze con i dati INPS e portare a sospensioni o revoche del beneficio, specialmente se nel frattempo si sono percepiti redditi da lavoro occasionale o autonomo. Domande Frequenti sulla Dichiarazione Redditi TardivaQuanto costa presentare la dichiarazione dei redditi in ritardo?La sanzione per la dichiarazione redditi tardiva è di 250 euro, riducibile a soli 25 euro con il ravvedimento operoso. A questa si aggiungono eventuali sanzioni per il ritardato versamento delle imposte (riducibili anch’esse con il ravvedimento) e gli interessi legali.Posso ancora presentare il 730 dopo la scadenza del 30 settembre?Il sistema del 730 precompilato potrebbe non accettare più invii dopo il 30 settembre. In tal caso, puoi presentare la dichiarazione tardiva utilizzando il Modello Redditi PF, che è sempre disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Il risultato fiscale sarà lo stesso.Cosa succede se non presento la dichiarazione nemmeno entro i 90 giorni?Superati i 90 giorni, la dichiarazione diventa omessa. Le sanzioni salgono drasticamente: dal 120% al 240% delle imposte dovute. Inoltre, i termini per l’accertamento si allungano a 7 anni e, per importi superiori a 50.000 euro, si configura un reato penale.Come si paga la sanzione di 25 euro per il ravvedimento?La sanzione ridotta di 25 euro si versa tramite Modello F24 con il codice tributo 8911. Come anno di riferimento si indica l’anno della violazione (2026) e come periodo il mese del versamento. Il pagamento può essere effettuato online tramite home banking o presso qualsiasi sportello bancario o postale.La dichiarazione tardiva è valida ai fini dei crediti d’imposta?Sì, la dichiarazione tardiva (presentata entro 90 giorni) è considerata pienamente valida. Tutti i crediti d’imposta maturati vengono riconosciuti e possono essere utilizzati in compensazione tramite F24 o richiesti a rimborso. Le detrazioni fiscali spettanti vengono anch’esse riconosciute integralmente.Posso fare la dichiarazione tardiva tramite un CAF?Certamente. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la presentazione della dichiarazione redditi tardiva, incluso il calcolo esatto delle sanzioni, la compilazione del Modello F24 per il ravvedimento operoso e la verifica della documentazione. Contattaci per fissare un appuntamento e regolarizzare la tua posizione nel modo più vantaggioso possibile.Conclusione: Non Aspettare, Regolarizza la Tua PosizioneLa dichiarazione dei redditi tardiva rappresenta un’opportunità preziosa per chi ha mancato le scadenze fiscali. Con una sanzione di soli 25 euro (grazie al ravvedimento operoso), è possibile regolarizzare completamente la propria posizione senza conseguenze gravi. La cosa fondamentale è agire entro i 90 giorni dalla scadenza: superato questo termine, si entra nel territorio della dichiarazione omessa, con sanzioni che possono raggiungere il 240% delle imposte dovute e rischi anche penali.Se ti trovi in questa situazione, non rimandare ulteriormente. Ogni giorno di ritardo può complicare la tua posizione fiscale e influire negativamente su ISEE, bonus e agevolazioni. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle dichiarazioni tardive e del ravvedimento operoso: i nostri operatori ti guideranno passo dopo passo nella regolarizzazione, calcolando le sanzioni minime e compilando tutta la documentazione necessaria. Prenota un appuntamento oggi stesso chiamando il nostro ufficio o visitando la sede di Udine: risolvere il problema è più semplice e meno costoso di quanto pensi.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 18, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-18 08:00:002026-08-17 11:03:33Dichiarazione dei Redditi Tardiva 2026: Sanzioni Ridotte, Ravvedimento e Come Presentarla
NOTIZIEComunicazioni di anomalia ISA 2024: i 25 casi e come rispondereLe comunicazioni di anomalia ISA 2024 sono arrivate nei cassetti fiscali di migliaia di partite IVA italiane. Con il provvedimento n. 208057 del 14 luglio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha definito le modalità con cui vengono messe a disposizione di imprese e professionisti gli elementi relativi a possibili incongruenze nei dati dichiarati ai fini degli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale per il periodo d’imposta 2024. Le tipologie di anomalia individuate sono 25, elencate nell’allegato tecnico al provvedimento. Vediamo in parole semplici che cosa sono queste comunicazioni di anomalia ISA 2024, perché vengono inviate e in che modo il contribuente può rispondere.Indice dei contenutiCosa sono le comunicazioni di anomalia ISA 2024Perché l’Agenzia invia le comunicazioni di anomalia ISA 2024I 25 casi di anomalia: quali categorie riguardanoDove si consultano le comunicazioni di anomalia ISA 2024Come rispondere alle comunicazioni di anomalia ISA 2024Cosa succede se si ignora la comunicazioneDomande frequenti sulle comunicazioni di anomalia ISA 2024Cosa sono le comunicazioni di anomalia ISA 2024Gli ISA, cioè gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale, sono lo strumento che ha sostituito i vecchi studi di settore. In pratica assegnano a ogni impresa o professionista un voto da 1 a 10 che misura quanto i dati dichiarati appaiono coerenti con quelli attesi per quel tipo di attività. Più il punteggio è alto, più il contribuente accede ai cosiddetti benefici premiali, come l’esclusione da alcuni controlli o rimborsi più rapidi.Le comunicazioni di anomalia ISA 2024 non sono accertamenti e non sono cartelle di pagamento. Si tratta di lettere di compliance, cioè messaggi informativi con cui l’Agenzia delle Entrate segnala al contribuente che, incrociando le proprie banche dati, ha rilevato informazioni che appaiono incoerenti tra loro. Il termine “compliance” indica proprio questo approccio collaborativo: prima di controllare, l’Amministrazione avvisa e lascia spazio alla correzione spontanea. Un meccanismo simile a quello che abbiamo visto per lo sconto sui tributi locali collegato alle lettere di compliance. Perché l’Agenzia invia le comunicazioni di anomalia ISA 2024L’obiettivo dichiarato delle comunicazioni di anomalia ISA 2024 è favorire l’adempimento spontaneo. L’Agenzia mette a confronto quanto indicato nel modello ISA con le informazioni già in suo possesso, che provengono da fonti diverse: il modello Redditi, le Certificazioni Uniche trasmesse dai sostituti d’imposta, le dichiarazioni IVA, il modello RLI per i contratti di locazione e le fatture elettroniche transitate dal Sistema di Interscambio.Quando questi flussi non combaciano, scatta la segnalazione. L’analisi non si ferma al singolo anno: le anomalie relative al periodo d’imposta 2024 vengono valutate guardando anche al comportamento del triennio 2022-2024, così da distinguere l’errore occasionale dalla situazione che si ripete nel tempo. Va sottolineato un aspetto importante: la comunicazione non dimostra che il contribuente abbia evaso qualcosa. Segnala soltanto che i dati, così come sono stati inseriti, generano una discordanza che merita un chiarimento. I 25 casi di anomalia: quali categorie riguardanoIl provvedimento individua 25 tipologie di anomalia, descritte nel dettaglio nell’allegato tecnico. Pur nella loro varietà, le casistiche possono essere ricondotte ad alcune famiglie ricorrenti, che aiutano a capire dove nascono di solito i problemi:Incongruenze tra ricavi o compensi dichiarati e dati strutturali dell’attività, come numero di addetti, beni strumentali, mezzi impiegati o superficie dei locali.Disallineamenti tra il modello ISA e le altre dichiarazioni presentate dallo stesso contribuente, tipicamente tra ISA, Redditi e dichiarazione IVA.Mancata o incompleta indicazione di dati rilevanti nel modello ISA, ad esempio quadri lasciati vuoti che invece risultano valorizzati altrove.Scostamenti rispetto ai dati di fonte esterna, come le fatture elettroniche emesse, le Certificazioni Uniche ricevute o i canoni di locazione registrati.Cause di esclusione o di inapplicabilità indicate senza i presupposti che le giustificano, oppure valori anomali che si ripetono per più annualità.Un dettaglio operativo utile: ogni contribuente non riceve necessariamente l’elenco completo. La comunicazione riporta al massimo le tre anomalie ritenute più rilevanti tra quelle rilevate sulla sua posizione. Chi vuole conoscere la descrizione puntuale di ciascuno dei 25 casi deve fare riferimento all’allegato del provvedimento pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Dove si consultano le comunicazioni di anomalia ISA 2024Le comunicazioni di anomalia ISA 2024 non viaggiano per posta ordinaria né, di regola, tramite raccomandata cartacea. Vengono rese disponibili in modalità telematica nel cassetto fiscale, cioè la sezione dell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate in cui confluiscono dichiarazioni, versamenti e comunicazioni del contribuente. Contestualmente viene inviato un avviso via PEC all’indirizzo risultante dall’indice nazionale dei domicili digitali, quando presente.Le stesse informazioni vengono messe a disposizione anche dell’intermediario abilitato incaricato dal contribuente, se è stata attivata la delega alla consultazione del cassetto fiscale. Chi si è affidato a un professionista per l’invio della dichiarazione, quindi, riceve normalmente la segnalazione anche per quel canale. Il fatto che la notifica sia digitale non ne riduce il peso: come accade per la raccomandata non ritirata che si considera comunque conosciuta, l’onere di controllare i propri canali ufficiali resta in capo al destinatario. Come rispondere alle comunicazioni di anomalia ISA 2024Ricevere una segnalazione non comporta automaticamente un pagamento. Di fronte alle comunicazioni di anomalia ISA 2024 il contribuente ha sostanzialmente tre strade, che vanno valutate caso per caso in base alla situazione concreta.Fornire chiarimenti: se l’anomalia dipende da elementi non noti all’Amministrazione (un evento straordinario, una particolarità dell’attività, una circostanza che spiega lo scostamento), è possibile trasmettere le proprie osservazioni per via telematica, attraverso l’applicativo dedicato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate oppure tramite un intermediario abilitato.Correggere l’errore: quando la segnalazione è fondata e deriva da un dato inserito male o dimenticato, si può presentare una dichiarazione integrativa, cioè una nuova dichiarazione che sostituisce quella già trasmessa correggendone i contenuti.Regolarizzare con ravvedimento operoso: se dalla correzione emergono maggiori imposte dovute, il ravvedimento operoso permette di versare il dovuto con sanzioni ridotte, tanto più ridotte quanto prima ci si mette in regola rispetto alla scadenza originaria.C’è poi una quarta possibilità, spesso trascurata: l’anomalia può semplicemente non essere fondata. Capita che l’incrocio automatico delle banche dati produca un falso positivo, ad esempio per un codice attività registrato in modo impreciso o per operazioni soggette a regimi particolari. In quel caso non serve integrare nulla, ma è comunque opportuno documentare la propria posizione e conservare le prove a supporto, in vista di eventuali controlli successivi. Prima di scegliere come muoversi conviene sempre far esaminare la propria situazione da un professionista abilitato, perché gli effetti di una integrativa o di un ravvedimento vanno ponderati nel loro insieme, esattamente come accade quando si valuta la detraibilità delle assicurazioni nel 730/2026 o qualsiasi altra scelta dichiarativa. Cosa succede se si ignora la comunicazioneNon esiste una sanzione immediata per il solo fatto di non rispondere alle comunicazioni di anomalia ISA 2024. Restare in silenzio, però, comporta due conseguenze concrete. La prima è che il contribuente perde l’occasione di sanare la posizione a costi ridotti tramite il ravvedimento, che risulta tanto più conveniente quanto più si agisce tempestivamente.La seconda è che le anomalie segnalate e non chiarite alimentano le liste selettive utilizzate dall’Agenzia delle Entrate per programmare i controlli. In altre parole, una posizione che risulta ripetutamente incoerente nel triennio ha più probabilità di essere selezionata per un’attività di accertamento vera e propria. Per questo motivo la comunicazione, pur non essendo un atto impositivo, merita di essere letta con attenzione e non archiviata come una semplice informativa.Domande frequenti sulle comunicazioni di anomalia ISA 2024 Le comunicazioni di anomalia ISA 2024 sono un accertamento fiscale?No. Si tratta di comunicazioni di compliance, cioè avvisi informativi che segnalano possibili incoerenze nei dati dichiarati. Non contengono richieste di pagamento e non sono atti impositivi impugnabili come un avviso di accertamento: servono a dare al contribuente la possibilità di chiarire o correggere prima di eventuali controlli.Quante anomalie possono essere segnalate in una singola comunicazione?Le tipologie complessive individuate dal provvedimento sono 25, ma ogni singola comunicazione riporta al massimo le tre anomalie ritenute più rilevanti per quella specifica posizione. Non è detto quindi che il contribuente veda tutte le incoerenze eventualmente presenti sulla propria annualità.È obbligatorio rispondere alla comunicazione di anomalia ISA?Non c’è un obbligo formale di replica né una sanzione automatica per il silenzio. Rispondere o regolarizzare, però, evita che l’anomalia resti aperta e alimenti le liste selettive per i controlli futuri, oltre a consentire l’accesso alle sanzioni ridotte previste dal ravvedimento operoso.Cosa fare se l’anomalia segnalata sembra sbagliata?Se l’incoerenza dipende da un falso positivo o da elementi non conosciuti dall’Amministrazione, è possibile trasmettere chiarimenti per via telematica tramite l’applicativo dedicato o un intermediario abilitato, conservando la documentazione che dimostra la correttezza della propria posizione.L’anomalia ISA 2024 riguarda solo l’anno d’imposta 2024?Le segnalazioni si riferiscono al periodo d’imposta 2024, ma l’analisi dell’Agenzia tiene conto anche del comportamento nel triennio 2022-2024. Le anomalie che si ripetono per più annualità vengono considerate più rilevanti rispetto a uno scostamento isolato.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-13 18:00:002026-09-09 11:53:19Comunicazioni di anomalia ISA 2024: i 25 casi e come rispondere
NOTIZIEDichiarazione IMU 2026: scadenza del 30 giugno saltata? Ecco come rimediareMolti proprietari di immobili non sanno che, oltre al pagamento dell’imposta, in alcuni casi è previsto anche l’invio di un documento specifico: la dichiarazione IMU. Non si tratta di un adempimento dovuto ogni anno da tutti, ma solo da chi, nell’anno precedente, ha vissuto situazioni che il Comune non può conoscere autonomamente. Il problema è che il termine per l’invio, fissato al 30 giugno, per le variazioni avvenute nel 2025 è già scaduto lo scorso 30 giugno 2026. Chi non ha ancora provveduto rischia sanzioni, ma può ancora rimediare. Vediamo come funziona la dichiarazione IMU, quali sono le conseguenze di un invio tardivo e quali strumenti esistono per sanare la propria posizione. Indice dei contenutiCos’è la dichiarazione IMU e quando è obbligatoriaQuando scade la dichiarazione IMU: il termine del 30 giugnoCosa succede se non presenti la dichiarazione IMU in tempoCome rimediare: il ravvedimento operoso per la dichiarazione IMUCome si presenta la dichiarazione IMU: modello e modalità di invioDomande frequenti sulla dichiarazione IMU e la scadenzaCos’è la dichiarazione IMU e quando è obbligatoriaLa dichiarazione IMU è un modello con cui il contribuente comunica al Comune informazioni che incidono sul calcolo dell’imposta e che l’ente non è in grado di rilevare in autonomia dai propri archivi catastali. Per la gran parte dei proprietari, quindi, non c’è nulla da presentare: l’obbligo scatta solo quando, nel corso dell’anno precedente, si sono verificate variazioni rilevanti ai fini del calcolo dell’IMU 2026.Tra le situazioni più frequenti che richiedono l’invio della dichiarazione troviamo:Immobile dichiarato inagibile o inabitabile, con conseguente riduzione al 50% della base imponibileConcessione dell’immobile in comodato d’uso gratuito a un parente in linea retta di primo grado (genitori-figli), che dà diritto a una riduzione della base imponibile se sussistono tutti i requisiti richiesti dalla leggeApplicazione di una esenzione non desumibile dagli archivi del ComuneVariazioni di natura pertinenziale, come l’individuazione di un box o una cantina come pertinenza dell’abitazione principaleImmobili di interesse storico o artistico, anch’essi soggetti a riduzione della base imponibileIn tutti gli altri casi, quando la situazione dell’immobile non cambia rispetto all’anno precedente, la dichiarazione IMU non va ripresentata: resta valida quella eventualmente già inviata in passato, finché le condizioni dichiarate non cambiano di nuovo. Quando scade la dichiarazione IMU: il termine del 30 giugnoLa regola generale prevede che la dichiarazione IMU vada presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione. Significa, in pratica, che per tutte le situazioni sorte nel corso del 2025 (un comodato registrato, un’inagibilità sopravvenuta, una nuova esenzione) il termine ultimo era il 30 giugno 2026, data ormai trascorsa da diversi mesi.Chi si trova oggi a fare i conti con questa scadenza saltata non è comunque in una situazione senza via d’uscita. Prima di allarmarsi, però, è bene verificare con attenzione se la propria situazione rientrava davvero tra i casi che richiedono l’invio della dichiarazione IMU: capita spesso, infatti, che il contribuente creda di dover dichiarare qualcosa che in realtà il Comune conosce già autonomamente, oppure il contrario. Cosa succede se non presenti la dichiarazione IMU in tempoLa normativa distingue due situazioni diverse, spesso confuse tra loro: l’omesso versamento dell’imposta e l’omessa o infedele dichiarazione IMU. Sono violazioni distinte, con sanzioni distinte, ed è importante non fare confusione tra le due.Omesso versamento IMU: se non paghi (o paghi in parte) l’imposta dovuta, la sanzione ordinaria è pari al 25% dell’importo non versatoOmessa dichiarazione IMU: se non presenti affatto il modello quando dovuto, la sanzione va dal 100% al 200% del tributo non versato collegato alla mancata dichiarazione, con un minimo di 50 euroInfedele dichiarazione IMU: se presenti il modello ma con dati incompleti o non corretti, la sanzione va dal 50% al 100% del tributo non versato, sempre con un minimo di 50 euroVa segnalato che l’impianto sanzionatorio è destinato a cambiare dal 2027: per le violazioni commesse a partire da quella data, la sanzione per omessa dichiarazione diventerà una percentuale fissa del 100%, mentre quella per infedele dichiarazione scenderà a una percentuale fissa del 40%, sempre con il minimo di 50 euro. Per chi ha ancora pendenze relative al 2025, però, si applicano le regole attualmente vigenti.È bene ricordare, inoltre, che i Comuni incrociano periodicamente i propri archivi con banche dati catastali e anagrafiche, e possono inviare lettere di compliance per segnalare anomalie riscontrate. Muoversi in anticipo, prima di ricevere una comunicazione di questo tipo, permette quasi sempre di pagare sanzioni molto più basse. Come rimediare: il ravvedimento operoso per la dichiarazione IMUChi ha lasciato scadere il termine del 30 giugno non deve pensare che ormai non ci sia più nulla da fare. Lo strumento previsto dalla legge per regolarizzare spontaneamente questo tipo di violazioni si chiama ravvedimento operoso, e consente di sanare la propria posizione pagando sanzioni ridotte rispetto a quelle piene, oltre agli interessi calcolati al tasso legale vigente.Il principio alla base del ravvedimento operoso è semplice: prima ci si attiva rispetto alla scadenza originaria, minore sarà la sanzione da versare. Per l’omesso versamento collegato alla dichiarazione, ad esempio, la sanzione piena del 25% si riduce in misura significativa se si rimedia entro pochi giorni o poche settimane dalla scadenza, mentre la riduzione diventa meno vantaggiosa man mano che passa il tempo, fino a un anno e oltre. Per la sanzione specifica riferita all’omessa o infedele dichiarazione IMU, invece, la percentuale di riduzione applicabile dipende dai tempi e dalle modalità con cui interviene la regolarizzazione: è un aspetto tecnico che conviene sempre verificare caso per caso, anche perché, come detto, il quadro sanzionatorio cambierà nuovamente dal 2027.Per calcolare con precisione l’importo dovuto tra imposta, sanzioni ridotte e interessi, è possibile consultare la nostra guida dedicata al ravvedimento operoso, che spiega nel dettaglio le fasce temporali, le percentuali applicabili e i codici tributo da utilizzare in F24. Come si presenta la dichiarazione IMU: modello e modalità di invioLa dichiarazione IMU va redatta utilizzando l’apposito modello ministeriale, che va compilato con i dati catastali dell’immobile e con le informazioni relative alla variazione da comunicare. L’invio può avvenire in più modalità: con consegna diretta all’ufficio tributi del Comune competente, che ne rilascia ricevuta, tramite raccomandata senza ricevuta di ritorno, in busta chiusa recante la dicitura “Dichiarazione IMU”, oppure in modalità telematica (PEC o canale telematico messo a disposizione dall’ente). Ogni ente può inoltre prevedere modulistica integrativa o istruzioni specifiche, motivo per cui è sempre opportuno verificare prima le indicazioni pubblicate sul sito del Comune di riferimento.Vista la varietà di casistiche che possono far scattare l’obbligo, non è sempre facile capire da soli se la propria situazione richiede l’invio della dichiarazione IMU e, in caso di ritardo, quale sia l’importo esatto da versare tra imposta, sanzioni e interessi. Un CAF o un professionista qualificato può verificare la posizione specifica del contribuente ed evitare errori che, su questo tipo di adempimenti, possono avere un costo non trascurabile. Domande frequenti sulla dichiarazione IMU e la scadenzaLa dichiarazione IMU va presentata ogni anno?No. Va presentata solo quando, nell’anno precedente, si sono verificate variazioni rilevanti che il Comune non può conoscere autonomamente, come un comodato, un’inagibilità sopravvenuta o una nuova esenzione. Se la situazione dell’immobile non cambia, non c’è nulla da inviare.Qual è la scadenza della dichiarazione IMU per le variazioni 2025?Il termine ordinario è il 30 giugno dell’anno successivo alla variazione. Per le variazioni intervenute nel corso del 2025, la scadenza era quindi il 30 giugno 2026, termine ormai trascorso.Cosa rischio se non presento la dichiarazione IMU in tempo?Rischi una sanzione per omessa dichiarazione, che oggi va dal 100% al 200% del tributo non versato collegato alla mancata comunicazione, con un minimo di 50 euro. Se invece la dichiarazione è stata presentata ma con dati errati o incompleti, la sanzione per infedele dichiarazione va dal 50% al 100%, sempre con minimo 50 euro.È possibile regolarizzare una dichiarazione IMU omessa con il ravvedimento operoso?Sì, il ravvedimento operoso consente di regolarizzare spontaneamente la propria posizione pagando sanzioni ridotte rispetto a quelle ordinarie, oltre agli interessi legali. La percentuale di riduzione dipende dai tempi e dalle modalità con cui si interviene, per questo è consigliabile farsi assistere per calcolare l’importo corretto.Come si invia la dichiarazione IMU al Comune?Con consegna diretta all’ufficio tributi del Comune competente, con raccomandata senza ricevuta di ritorno in busta chiusa recante la dicitura “Dichiarazione IMU”, oppure in modalità telematica (PEC o canale telematico messo a disposizione dall’ente). Le modalità esatte possono variare da Comune a Comune.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-13 14:00:002026-09-09 10:37:43Dichiarazione IMU 2026: scadenza del 30 giugno saltata? Ecco come rimediare
NOTIZIESanzioni IMU: l’importo cambia se il versamento è stato effettuatoChi possiede una casa, un terreno o un negozio sa bene che l’IMU va pagata entro scadenze precise, di solito il 16 giugno e il 16 dicembre. Ma cosa succede se il pagamento arriva in ritardo, oppure se manca del tutto la dichiarazione all’ente locale? Le sanzioni IMU versamento non sono tutte uguali: l’importo cambia in modo netto a seconda che l’imposta sia stata comunque versata, seppure fuori tempo, oppure che manchi anche l’adempimento dichiarativo previsto in alcuni casi dalla legge.Capire questa differenza è importante perché molti proprietari, dopo aver pagato l’IMU con qualche settimana o mese di ritardo, temono sanzioni molto più pesanti di quelle realmente previste. Vediamo quindi come funzionano le due tipologie di violazione e quali conseguenze comportano.Indice dei contenutiSanzioni IMU versamento: due situazioni da non confondereSanzione per omesso o insufficiente versamento IMUSanzione per omessa o infedele dichiarazione IMUCosa cambia dal 2027 per le sanzioni IMURidurre le sanzioni IMU con il ravvedimento operosoSanzioni IMU versamento: due situazioni da non confondereLa normativa sull’IMU distingue con chiarezza due ipotesi di violazione, disciplinate dalla Legge 160/2019 (articolo 1, commi 774 e 775). Da una parte c’è il caso di chi versa l’imposta in ritardo o in misura insufficiente, ma comunque la versa. Dall’altra c’è il caso di chi, quando previsto, non presenta la dichiarazione IMU al Comune, indipendentemente dal fatto che l’imposta sia stata pagata o meno.Queste due violazioni hanno percentuali sanzionatorie molto diverse tra loro, e proprio per questo è fondamentale non confonderle. Chi ha semplicemente pagato in ritardo rischia una sanzione IMU decisamente più contenuta rispetto a chi ha omesso completamente la dichiarazione. Per un quadro completo su scadenze e calcolo dell’imposta puoi consultare la nostra guida su IMU 2026: calcolo, scadenze e aliquote. Sanzione per omesso o insufficiente versamento IMUQuando l’imposta viene versata in ritardo, oppure per un importo inferiore al dovuto, si applica la sanzione per omesso o insufficiente versamento, richiamata dal comma 774 della Legge 160/2019 tramite l’articolo 13 del Decreto Legislativo 471/1997. Dal 1° settembre 2024, per effetto della riforma delle sanzioni tributarie (Decreto Legislativo 87/2024), questa sanzione è stata ridotta dal 30% al 25% dell’imposta non versata o versata in ritardo. Per le violazioni commesse prima di quella data resta invece applicabile la vecchia percentuale del 30%.In pratica, se un contribuente doveva versare 1.000 euro di IMU e non lo ha fatto entro la scadenza, la sanzione piena sarebbe pari a 250 euro, oltre agli interessi legali calcolati giorno per giorno. Si tratta però della sanzione massima applicabile in caso di accertamento da parte del Comune: chi si accorge dell’errore e regolarizza spontaneamente la propria posizione può ridurre sensibilmente l’importo dovuto, come vedremo più avanti. Sanzione per omessa o infedele dichiarazione IMUIl discorso cambia radicalmente quando il proprietario, oltre a non versare correttamente l’imposta, non presenta neppure la dichiarazione IMU nei casi in cui questa è obbligatoria, cioè quando il Comune non dispone delle informazioni necessarie per verificare il corretto adempimento (ad esempio fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili, immobili merce delle imprese costruttrici, beni concessi in locazione finanziaria); per le compravendite rogitate dal notaio e per gli immobili caduti in successione, invece, la dichiarazione IMU non è di norma dovuta, perché i dati arrivano al Comune per altra via. In questa ipotesi si applica la sanzione prevista dal comma 775 della Legge 160/2019, che non ha nulla a che vedere con quella per il semplice ritardo di pagamento.Per l’omessa dichiarazione IMU la sanzione va dal 100% al 200% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro, e questo vale a prescindere dal fatto che l’imposta sia stata comunque pagata: è infatti l’adempimento dichiarativo mancante a far scattare la sanzione, non solo il mancato pagamento. Per la dichiarazione infedele, cioè presentata ma con dati incompleti o non corretti, la sanzione è invece compresa tra il 50% e il 100% del tributo non versato, sempre con un minimo di 50 euro. È un errore comune pensare che la sanzione IMU sia sempre e comunque del 25-30%: quella percentuale riguarda esclusivamente il ritardo nel versamento, mentre le violazioni dichiarative comportano importi molto più elevati. Cosa cambia dal 2027 per le sanzioni IMUIl quadro sanzionatorio è destinato a modificarsi ulteriormente. Il Decreto Legislativo 147/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 agosto 2026, prevede che dal 1° gennaio 2027 le sanzioni per le violazioni dichiarative IMU diventino percentuali fisse anziché comprese in una forbice: il 100% del tributo non versato per l’omessa dichiarazione e il 40% per la dichiarazione infedele, sempre con il minimo di 50 euro. Fino al 31 dicembre 2026 restano invece valide le percentuali “a forbice” appena descritte (100-200% e 50-100%). Abbiamo approfondito questo cambiamento nell’articolo dedicato a IMU e TARI, sanzioni più leggere dal 2027. Ridurre le sanzioni IMU con il ravvedimento operosoChi si accorge di aver sbagliato, sia per un versamento IMU tardivo sia per una dichiarazione omessa o infedele, può regolarizzare la propria posizione prima che arrivi un accertamento del Comune, beneficiando di sanzioni ridotte. Questo strumento si chiama ravvedimento operoso e permette di pagare una sanzione molto inferiore rispetto a quella piena, con percentuali che variano in base al tempo trascorso dalla scadenza originaria.Le riduzioni più vantaggiose si applicano a chi regolarizza entro pochi giorni o poche settimane dalla scadenza, mentre man mano che passa il tempo la sanzione ridotta aumenta, pur restando comunque più conveniente rispetto a un accertamento formale. Per capire come calcolare l’importo esatto in base alla propria situazione, e quali codici tributo utilizzare nel modello F24, è utile consultare la nostra guida dedicata al ravvedimento operoso 2026: calcolo sanzioni e codici tributo F24.In sintesi, le sanzioni IMU per il versamento tardivo restano contenute e ravvedibili, mentre le sanzioni legate alla mancata dichiarazione sono molto più severe e scattano indipendentemente dal fatto che l’imposta sia stata versata. Conoscere questa differenza aiuta a evitare sorprese e a valutare per tempo se conviene regolarizzare spontaneamente la propria posizione. Domande Frequenti sulle Sanzioni IMUSe pago l’IMU in ritardo ma prima di un accertamento, quale sanzione rischio?Si applica la sanzione per omesso o insufficiente versamento, pari al 25% dell’imposta non versata per le violazioni commesse dal 1 settembre 2024 (30% per quelle precedenti). Regolarizzando spontaneamente con il ravvedimento operoso la percentuale si riduce ulteriormente in base al tempo trascorso.La sanzione IMU cambia se ho versato l’imposta ma non ho presentato la dichiarazione?Sì. In questo caso non si applica la sanzione da omesso versamento, ma quella per omessa dichiarazione, che va dal 100% al 200% del tributo non versato (minimo 50 euro), anche se l’imposta risulta comunque pagata.Cosa si rischia per una dichiarazione IMU presentata con dati sbagliati?Si tratta di dichiarazione infedele: la sanzione va dal 50% al 100% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro, fino al 31 dicembre 2026.Il ravvedimento operoso riduce anche le sanzioni per omessa o infedele dichiarazione IMU?Sì, il ravvedimento operoso può essere utilizzato anche per regolarizzare le violazioni dichiarative, con riduzioni proporzionali al tempo trascorso dalla scadenza, purché non sia già iniziato un controllo da parte del Comune.Le sanzioni IMU cambieranno dal 2027?Sì. Dal 1 gennaio 2027 le sanzioni per omessa e infedele dichiarazione IMU diventeranno percentuali fisse: 100% del tributo non versato per l’omessa dichiarazione e 40% per l’infedele, sempre con minimo 50 euro, in base al Decreto Legislativo 147/2026.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-12 13:00:002026-09-09 07:54:05Sanzioni IMU: l’importo cambia se il versamento è stato effettuato
Guide Fatturazione ElettronicaRavvedimento Operoso Fattura Tardiva 2026: Calcolo Sanzioni e InteressiHai emesso una fattura elettronica oltre i termini previsti dalla normativa? Niente panico: il ravvedimento operoso ti permette di sanare la violazione pagando spontaneamente una sanzione ridotta e gli interessi legali, evitando il rischio di sanzioni piene fino al 90% dell’IVA dovuta. In questa guida aggiornata al 2026 trovi termini di emissione, calcolo delle sanzioni ridotte (1/10, 1/9, 1/8, 1/7, 1/6, 1/5), interessi legali al 2,5%, codici tributo F24 (8911 sanzione e 1991 interessi) ed esempi pratici di calcolo passo passo.Articolo a cura del CAF Centro Fiscale di Udine. Aggiornato a maggio 2026 con interessi legali fissati al 2,5% annuo dal D.M. MEF.Indice dei contenutiCosa fare quando hai emesso in ritardo una fattura elettronicaTermini di emissione: immediata e differitaCosa succede se emetti oltre i termini: sanzioni ordinarieRavvedimento operoso: cos’è e come funzionaCalcolo della sanzione ridotta (tabella 2026)Interessi legali 2026 al 2,5%Esempi pratici di calcoloCome si versa: F24 e codici tributoCompilazione F24 passo passoCosa fare operativamente in 3 stepAttenzione: onere della provaQuando il ravvedimento NON è applicabileForfettario e sanzioni: stesse regoleCome evitare la tardività in futuroFAQ★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Cosa fare quando hai emesso in ritardo una fattura elettronicaSe ti accorgi di aver superato i termini di emissione di una fattura elettronica, la regola operativa è una sola: emetti subito la fattura con la data corretta e regolarizza la posizione tramite ravvedimento operoso. Più aspetti, più alto sarà il coefficiente di riduzione applicato e maggiori saranno gli interessi legali maturati.La buona notizia è che il legislatore italiano premia la spontaneità: chi sana la violazione prima di accertamenti, controlli o PVC paga molto meno di chi attende l’iniziativa dell’Agenzia delle Entrate. In molti casi, per una fattura tardiva di pochi giorni, bastano 25 euro di sanzione + pochi centesimi di interessi. Termini di emissione: immediata e differitaPrima di parlare di sanzioni, ricordiamo i termini ordinari previsti dal DPR 633/72 e dal D.L. 119/2018:Fattura immediata: deve essere emessa e trasmessa al Sistema di Interscambio (SdI) entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione (consegna del bene o ultimazione del servizio).Fattura differita: per cessioni di beni accompagnate da DDT o per prestazioni di servizi documentate, va emessa entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione, con riferimento allo stesso mese.Autofatture e reverse charge: termini specifici (in genere 15 del mese successivo) — verifica la fattispecie prima di applicare il ravvedimento.Per un approfondimento dedicato puoi leggere la nostra guida sui termini di emissione della fattura elettronica 2026.Importante: ai fini del rispetto del termine fa fede la data di trasmissione allo SdI e non la data di compilazione del documento. Se il file XML viene scartato, hai 5 giorni per ritrasmetterlo conservando la data originaria.Cosa succede se emetti oltre i termini: sanzioni ordinarieLe sanzioni applicabili in caso di tardiva o omessa emissione della fattura sono disciplinate dall’art. 6 del D.Lgs. 471/1997 e si articolano così:Tardiva emissione che NON incide sulla liquidazione IVA: sanzione fissa da 250 euro a 2.000 euro per documento (situazione tipica della fattura emessa con qualche giorno di ritardo ma all’interno dello stesso periodo di liquidazione).Tardiva o omessa fatturazione che incide sulla liquidazione IVA: sanzione dal 70% al 100% dell’imposta non documentata (in vigore dal 2024 — prima era 90%-180%), con un minimo di 250 euro per ciascuna operazione.Omessa fatturazione di operazione esente, non imponibile o reverse charge: sanzione dal 5% al 10% dei corrispettivi non documentati, con minimo 500 euro; se la violazione non rileva ai fini della liquidazione IVA si applica la sanzione fissa da 250 a 2.000 euro.In sintesi: per la maggior parte dei casi pratici di fattura tardiva, la sanzione di riferimento per il calcolo del ravvedimento è 250 euro per documento (sanzione minima edittale). Su questo importo si applica il coefficiente di riduzione previsto dall’art. 13 del D.Lgs. 472/97. Ravvedimento operoso: cos’è e come funzionaIl ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997) è lo strumento che consente al contribuente di regolarizzare spontaneamente una violazione tributaria pagando una sanzione ridotta. Più la regolarizzazione è tempestiva, più alto è lo sconto.Per essere valido, il ravvedimento richiede tre azioni contestuali da parte del contribuente:Rimozione della violazione: emissione effettiva della fattura tardiva (se non era stata emessa) o trasmissione corretta allo SdI.Pagamento della sanzione ridotta tramite F24, codice tributo 8911.Pagamento degli interessi legali maturati dal giorno successivo al termine ordinario fino al giorno del versamento, codice tributo 1991.Se l’IVA della fattura tardiva era già confluita nella liquidazione del periodo (perché contabilizzata in modo corretto pur senza fattura emessa), non c’è IVA omessa da versare. Diversamente, anche l’IVA non versata va sanata con codice tributo dedicato (es. 6001-6012 per liquidazioni mensili).Calcolo della sanzione ridotta (tabella 2026)Ecco la tabella aggiornata al 2026 dei coefficienti di riduzione della sanzione minima (250 euro nel caso della fattura tardiva ordinaria):Quando ravvediRiduzioneSanzione ridotta (su 250 euro)RiferimentoEntro 30 giorni dalla violazione1/10 della sanzione minima25,00 euroart. 13 c.1 lett. a-bisEntro 90 giorni dalla violazione1/927,78 euro (~28 euro)art. 13 c.1 lett. a-bisEntro 1 anno (o entro la dichiarazione)1/831,25 euro (~31 euro)art. 13 c.1 lett. bEntro 2 anni (o dichiarazione anno successivo)1/735,71 euro (~36 euro)art. 13 c.1 lett. b-bisOltre 2 anni1/641,67 euro (~42 euro)art. 13 c.1 lett. b-terDopo PVC / accertamento (se ancora ammesso)1/550,00 euroart. 13 c.1 lett. b-quaterAttenzione: i coefficienti 1/7, 1/6 e 1/5 si applicano solo se la violazione non è stata constatata con accertamento o avviso bonario notificato. Una volta arrivata la comunicazione, il ravvedimento si chiude.Ravvedimento sprint (entro 14 giorni): per i versamenti tributari c’è una riduzione ulteriore (1/10 con 1/15 per ogni giorno di ritardo). Per la fatturazione tardiva non si applica il ravvedimento “sprint” perché la violazione non è di omesso versamento ma di tardiva fatturazione. Interessi legali 2026 al 2,5%Oltre alla sanzione, il ravvedimento richiede il versamento degli interessi legali calcolati al tasso annuo fissato annualmente dal Ministero dell’Economia. Per il 2026 il tasso è del 2,5% annuo (rivalutato a fine anno con D.M. MEF, decorrenza 1° gennaio).La formula di calcolo è:Interessi = Imposta IVA × giorni di ritardo × tasso / 365I giorni si contano dal giorno successivo alla scadenza ordinaria fino al giorno effettivo di versamento. Se il ritardo attraversa più anni con tassi diversi, occorre frazionare il calcolo applicando il tasso vigente in ciascun periodo.Storico tassi recenti (utile per ravvedimenti pluriennali): 2023 = 5%, 2024 = 2,5%, 2025 = 2%, 2026 = 2,5%.Attenzione: gli interessi si calcolano solo sull’IVA effettivamente non versata. Se la fattura tardiva è stata comunque ricompresa nella liquidazione IVA del periodo (ipotesi frequente), gli interessi possono essere zero o simbolici.Esempi pratici di calcoloVediamo due casi tipici per capire quanto si paga davvero con il ravvedimento operoso.Esempio 1: fattura tardiva di 20 giorni — IVA 220 euro su imponibile 1.000 euroMario Rossi, idraulico forfettario in regime IVA ordinario, esegue un intervento il 1° aprile 2026. Avrebbe dovuto emettere fattura entro il 13 aprile (12 giorni). La emette invece il 21 aprile, con 8 giorni di effettivo ritardo, ma decide di ravvedersi versando il 3 maggio. Sono passati 20 giorni complessivi dal termine ordinario.Sanzione ordinaria: minimo 250 euroRavvedimento entro 30 giorni (1/10): 250 / 10 = 25,00 euroInteressi legali: 220 × 20 × 2,5% / 365 = 220 × 20 × 0,025 / 365 = 0,30 euroTotale da versare con F24: 25,00 + 0,30 = 25,30 euroPer una fattura da 1.000 euro emessa con 20 giorni di ritardo, il ravvedimento costa meno di un caffè in più al giorno. È sempre conveniente regolarizzare.Esempio 2: fattura omessa da 6 mesi — IVA 880 euroLucia, consulente in regime IVA ordinario, dimentica di fatturare una consulenza svolta il 1° gennaio 2026 (imponibile 4.000 euro, IVA 880 euro). Si accorge dell’errore il 1° luglio 2026 (180 giorni dopo la scadenza dei 12 giorni) e si ravvede.Sanzione ordinaria (omessa fattura che incide sulla liquidazione): 90% di 880 = 792 euro (con minimo 250 euro)Sanzione di riferimento per il ravvedimento: nei casi in cui la sanzione minima edittale sia 250 euro, si applica il coefficiente sul minimoRavvedimento entro 1 anno (1/8 di 250): 250 / 8 = 31,25 euroInteressi legali: 880 × 180 × 2,5% / 365 = 880 × 180 × 0,025 / 365 = ~10,85 euroTotale (sanzione + interessi): 31,25 + 10,85 = ~42,10 euroIMPORTANTE: a questi importi si aggiunge l’eventuale ravvedimento dell’IVA non versata in liquidazione, se la fattura tardiva ha modificato il debito IVA del periodo. In quel caso si versa anche il codice tributo 6001-6012 (a seconda del mese) con sanzione ridotta calcolata sul 30% del tributo non versato. Come si versa: F24 e codici tributoSanzione e interessi del ravvedimento si pagano con modello F24 telematico (Entratel, F24 web Agenzia delle Entrate o home banking abilitato). I codici tributo da utilizzare per la fatturazione tardiva sono:Codice tributoDescrizioneSezione F248911Sanzione pecuniaria per ravvedimento — altre violazioni tributarieErario1991Interessi sul ravvedimento — IVAErario6001-6012IVA mensile (mese di riferimento) — solo se IVA non versataErario6031-6034IVA trimestrale (trimestre di riferimento) — solo se IVA non versataErarioL’anno di riferimento da indicare nei codici 8911 e 1991 è quello in cui è stata commessa la violazione (es. 2026 per una fattura tardiva del 2026), non l’anno in cui si effettua il versamento.Compilazione F24 passo passoEcco come compilare correttamente il modello F24 ELIDE / F24 ordinario per il ravvedimento di una fattura tardiva:Sezione “Contribuente”: codice fiscale, dati anagrafici e domicilio fiscale del titolare di partita IVA.Sezione “Erario” — riga sanzione:Codice tributo: 8911Anno di riferimento: anno della violazione (es. 2026)Importi a debito: importo della sanzione ridotta (es. 25,00)Sezione “Erario” — riga interessi:Codice tributo: 1991Anno di riferimento: 2026Importi a debito: importo degli interessi (es. 0,30)Eventuale riga IVA non versata (se applicabile): codice 6001-6012 o 6031-6034 con anno di riferimento.Totale da versare e firma. Il pagamento può essere effettuato anche con compensazione di crediti fiscali, fermi i limiti di compensazione vigenti.Suggerimento operativo: conserva sempre la ricevuta telematica F24 insieme alla copia della fattura tardiva. In caso di controllo, la documentazione cartacea/digitale è la prova della spontaneità della regolarizzazione.Cosa fare operativamente in 3 stepSintetizziamo l’iter pratico per chiudere correttamente un ravvedimento operoso da fattura tardiva:Emetti subito la fattura tardiva. Trasmetti il file XML allo SdI con la data effettiva di operazione (anche se passata) o, se il termine “data documento” non lo consente, con la data corrente indicando in descrizione la data reale dell’operazione. Ciò chiude la violazione formale.Calcola e versa F24 con codici tributo 8911 (sanzione) e 1991 (interessi). Aggiungi eventuale IVA omessa con codice 6001-6012/6031-6034.Conserva ricevute SdI (consegnata/MC), F24 e calcolo interessi. Annota la regolarizzazione nel registro IVA vendite e nel libro giornale (per chi è in contabilità ordinaria).Tutti e tre i passaggi devono essere contestuali: la giurisprudenza ha più volte ribadito che il ravvedimento è valido solo se la rimozione della violazione e il pagamento di sanzione e interessi avvengono nello stesso arco temporale. Attenzione: onere della provaIl ravvedimento non è automatico: in caso di controllo, l’onere della prova ricade sul contribuente. Devi essere in grado di dimostrare:La data effettiva della prestazione o della cessione (DDT, contratti, e-mail di conferma, timesheet, ricevute di pagamento).La spontaneità del ravvedimento, ossia che il versamento è avvenuto prima di qualsiasi notifica di accertamento, PVC o avviso bonario.La correttezza del calcolo di sanzione e interessi (utile predisporre un foglio di calcolo allegato alla pratica).Se la data dell’operazione è incerta o contestabile, il rischio è che l’Agenzia ricalcoli giorni di ritardo e coefficienti, riportando il ravvedimento alla sanzione piena. Documentare bene è fondamentale.Quando il ravvedimento NON è applicabileIl ravvedimento operoso è precluso nei seguenti casi:Dopo la notifica di un atto di accertamento, di una cartella di pagamento o di un avviso bonario riferito alla stessa violazione.Dopo la consegna di un processo verbale di constatazione (PVC) della Guardia di Finanza o dell’Agenzia delle Entrate, salvo il ravvedimento “lungo” 1/5 per le violazioni non oggetto di rilievo.Per violazioni penalmente rilevanti (es. emissione/utilizzo di fatture per operazioni inesistenti — D.Lgs. 74/2000).Per fatture false, frode IVA o altre fattispecie di particolare gravità tributaria e penale.Negli altri casi (semplice tardività, dimenticanze, errori formali) il ravvedimento è la strada più conveniente per chiudere la posizione con il minimo aggravio economico.Forfettario e sanzioni: stesse regoleI contribuenti in regime forfettario non addebitano IVA in fattura, ma restano soggetti agli stessi obblighi formali di emissione e trasmissione elettronica. Quindi:Si applica la sanzione fissa minima di 250 euro per fattura tardiva (anche se non c’è IVA esposta).Il ravvedimento operoso funziona con gli stessi coefficienti (1/10, 1/9, 1/8 ecc.).Gli interessi legali di norma sono pari a zero (non c’è IVA da versare in ritardo), salvo casi di ritenute o ulteriori tributi collegati.Si versa con F24, codice 8911 per la sanzione (interessi 1991 spesso non dovuti).Per molti forfettari, quindi, la sanzione minima pratica è di 25 euro entro 30 giorni. Una cifra che giustifica sempre la regolarizzazione, evitando rischi di accertamento e di applicazione della sanzione piena (250-2.000 euro per documento).Come evitare la tardività in futuroPrevenire è meglio che ravvedere. Alcune buone pratiche per non incorrere più in fatture fuori termine:Software di fatturazione elettronica con promemoria automatici sui DDT non ancora fatturati e sui giorni residui per l’emissione (Aruba, Fatture in Cloud, Danea, TeamSystem, Buffetti).Fatturazione automatica al raggiungimento di milestone contrattuali (es. consegna, accettazione, mensilità ricorrenti).Calendario fiscale condiviso con il commercialista o il CAF: scadenze IVA, F24, fatturazione differita del mese.Controllo settimanale dei DDT non ancora fatturati per chi vende beni (regola dei 12 giorni / del 15 del mese successivo).Backup delle ricevute SdI e archivio PEC: in caso di scarto, hai 5 giorni per ritrasmettere senza tardività.Un buon software riduce drasticamente il rischio di tardività e ti avvisa automaticamente prima della scadenza. Per i forfettari, vale la pena valutare anche il bollo a forfait e i servizi di archivio sostitutivo.FAQ — Domande frequentiQuanto costa il ravvedimento per una fattura tardiva di 5 giorni?Per una fattura tardiva di pochi giorni la sanzione ridotta è 25 euro (1/10 di 250), più gli interessi legali al 2,5% sull’eventuale IVA. Su importi modesti, gli interessi sono pochi centesimi: il totale si aggira sui 25-26 euro.Posso ravvedermi se la fattura tardiva non incide sulla liquidazione IVA?Sì. La sanzione di riferimento è la fissa minima di 250 euro e si applicano i coefficienti standard (1/10, 1/9, 1/8…). Gli interessi sono pari a zero perché non c’è IVA da versare in ritardo.Se l’XML della fattura viene scartato dallo SdI sono in tardiva emissione?No, se ritrasmetti il file corretto entro 5 giorni dalla notifica di scarto la fattura conserva la data originaria e non sei in tardiva emissione. Oltre i 5 giorni scatta la violazione e devi ravvederti.Il ravvedimento operoso si applica anche dopo l’avviso bonario?No. La notifica di un atto impositivo (avviso bonario, accertamento, cartella) preclude il ravvedimento per la violazione contestata. È invece ancora possibile sanare violazioni diverse e non rilevate, applicando il coefficiente 1/5 (post-PVC).Devo ravvedere anche l’IVA se la fattura tardiva era già stata inserita in liquidazione?No. Se hai già contabilizzato e versato l’IVA nella liquidazione corretta, devi ravvedere solo la sanzione formale (codice 8911) e gli eventuali interessi sono nulli o simbolici. Se invece l’IVA non è stata versata, occorre ravvedere anche l’imposta con i codici tributo 6001-6012 / 6031-6034.Posso compensare il ravvedimento con un credito IVA?Sì. Sanzione (8911), interessi (1991) ed eventuale IVA possono essere compensati orizzontalmente in F24 con crediti d’imposta disponibili, nel rispetto dei limiti di legge (es. visto di conformità per crediti IVA superiori a 5.000 euro annui).Quali sono i codici tributo F24 per il ravvedimento di una fattura tardiva?I codici principali sono 8911 (sanzione) e 1991 (interessi) in sezione Erario. Per l’eventuale IVA non versata si usano i codici 6001-6012 (mensili) o 6031-6034 (trimestrali) a seconda della periodicità di liquidazione.Sono forfettario: cambia qualcosa per il ravvedimento di una fattura tardiva?Le regole sono le stesse: sanzione minima 250 euro ridotta secondo i coefficienti standard. Gli interessi legali sono di norma pari a zero (niente IVA esposta). Anche per il forfettario, l’obbligo di emissione tempestiva della fattura elettronica è pieno.Hai bisogno di aiuto con un ravvedimento operoso?Calcolare correttamente sanzioni e interessi, compilare l’F24 con i codici giusti e conservare la documentazione probatoria è essenziale per chiudere il ravvedimento senza errori. Se hai emesso una fattura in ritardo o sei nel dubbio, il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta con:Calcolo personalizzato di sanzione ridotta e interessi legaliCompilazione del modello F24 con i codici tributo correttiVerifica dell’ammissibilità del ravvedimento al tuo casoAssistenza completa per partite IVA, professionisti, forfettari e impreseContatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza dedicata e regolarizza la tua fattura tardiva con la massima tranquillità.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. 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NOTIZIEOmessa dichiarazione IVA: come funziona la nuova liquidazione automatizzata dell’AgenziaIndice dei contenutiCome si paga con F24 la comunicazione sull’omessa dichiarazione IVA?Cos’è la liquidazione automatizzata IVAChi riguarda la proceduraCome funziona la procedura passo per passoSanzioni applicabiliCosa fare se si riceve la comunicazioneDomande frequentiAggiornamentiFontiChi riceve dall’Agenzia delle Entrate una comunicazione per l’omessa dichiarazione IVA deve pagare con il modello F24 usando il codice tributo 9005 (pagamento dell’intero importo) oppure i codici 95AA, 95BB e 95CC (pagamento parziale), istituiti dalla risoluzione n. 34/E del 30 settembre 2026. Non si possono usare crediti in compensazione e non è ammessa la rateazione. Vediamo come funziona la liquidazione automatizzata dell’IVA, chi coinvolge e cosa fare.In sintesiLa risoluzione n. 34/E del 30 settembre 2026 istituisce i codici tributo F24 per pagare le somme richieste con le comunicazioni dell’art. 54-bis.1 del d.P.R. 633/1972.Codice 9005 per l’importo complessivo; 95AA (imposta), 95BB (interessi), 95CC (sanzioni) per un pagamento parziale.Dalla comunicazione si hanno 60 giorni per segnalare dati non considerati o pagare imposta, interessi e sanzioni.Nessuna compensazione (art. 17 D.Lgs. 241/1997) e nessuna rateazione (art. 3-bis D.Lgs. 462/1997).Come si paga con F24 la comunicazione sull’omessa dichiarazione IVA?La procedura è prevista dall’art. 54-bis.1 del d.P.R. n. 633/1972, introdotto dall’art. 1, comma 111, lett. a), della legge 30 dicembre 2025, n. 199. Le disposizioni di attuazione sono state approvate con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia prot. n. 239129 del 28 agosto 2026. Con la risoluzione n. 34/E del 30 settembre 2026 l’Agenzia ha poi istituito i codici tributo per il versamento tramite F24.Il codice tributo 9005, denominato «ART. 54-BIS.1 DPR 633-72 LIQUIDAZIONE DICHIARAZIONI IVA OMESSE», serve per pagare l’importo complessivo, indicato anche nel modello F24 precompilato allegato alla comunicazione. Se invece si vuole versare solo una quota, si usano tre codici distinti, tutti con la stessa denominazione di base seguita dalla voce specifica:95AA: «… LIQUIDAZIONE DICHIARAZIONI IVA OMESSE – IMPOSTA»;95BB: «… LIQUIDAZIONE DICHIARAZIONI IVA OMESSE – INTERESSI»;95CC: «… LIQUIDAZIONE DICHIARAZIONI IVA OMESSE – SANZIONI».Tutti i codici vanno indicati nella sezione «Erario» del modello F24, solo nella colonna «importi a debito versati». Nei campi appositi vanno riportati il codice atto e l’anno di riferimento (nel formato «AAAA») che si leggono nella comunicazione ricevuta. Per il pagamento non si può usare la compensazione prevista dall’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 e non si può chiedere la rateazione dell’art. 3-bis del D.Lgs. 462/1997. In pratica: le somme si versano con denaro, non con crediti d’imposta, e senza piano di rateazione. Cos’è la liquidazione automatizzata IVALa liquidazione automatizzata dell’IVA è una procedura con cui l’Agenzia delle Entrate calcola l’IVA dovuta dal contribuente che non ha presentato la dichiarazione annuale, anche con procedure automatizzate. Si basa sulle fatture elettroniche emesse e ricevute, sui corrispettivi telematici trasmessi e sugli elementi desumibili dalle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA (LIPE).In pratica, l’Agenzia comunica al contribuente l’esito dei controlli e l’imposta che risulta da versare. Il contribuente ha la possibilità di segnalare dati o elementi non considerati, o valutati erroneamente, oppure di pagare.Il fondamento normativo è l’art. 54-bis.1 del d.P.R. n. 633/1972, introdotto dall’art. 1, comma 111, lett. a), della legge n. 199 del 30 dicembre 2025. Non è quindi il D.Lgs. n. 87/2024, che riguarda la riforma delle sanzioni tributarie e non questa procedura. Chi riguarda la proceduraLa procedura riguarda i titolari di partita IVA (professionisti, ditte individuali, società) tenuti alla dichiarazione annuale IVA che:Non hanno presentato la dichiarazione annuale IVA nei termini previsti;Hanno però fornito all’Agenzia, con fatture elettroniche, corrispettivi telematici o liquidazioni periodiche IVA (LIPE), i dati per ricostruire l’imposta dovuta;Non rientrano nei casi di esonero dalla dichiarazione IVA (ad esempio i contribuenti in regime forfettario, esonerati dalla dichiarazione annuale IVA).Non si tratta, quindi, di una procedura che riguarda chi ha commesso errori in una dichiarazione presentata (dichiarazione infedele): in quel caso si applicano regole diverse. Qui si parla di chi la dichiarazione non l’ha presentata affatto o l’ha presentata senza i quadri necessari per liquidare l’imposta, che la norma considera comunque omessa (art. 54-bis.1, comma 1). Come funziona la procedura passo per passoIl processo si articola in fasi precise:Controllo: l’Agenzia individua i soggetti che non hanno presentato la dichiarazione annuale IVA.Ricostruzione dell’imposta: sulla base di fatture elettroniche, corrispettivi telematici e LIPE, calcola l’IVA da versare.Comunicazione al contribuente: quando emerge un’imposta da versare, l’esito della liquidazione viene comunicato. Dalla comunicazione decorrono 60 giorni.Risposta o pagamento: entro i 60 giorni il contribuente può segnalare dati o elementi non considerati, o valutati erroneamente, e fornire chiarimenti, oppure versare l’imposta con interessi e sanzioni tramite F24 (codici 9005 oppure 95AA, 95BB, 95CC).Il pagamento va fatto con F24 senza compensazione e senza rateazione. Se entro i 60 giorni il contribuente non risponde e non paga, oppure se i chiarimenti forniti non modificano l’importo, imposta, sanzioni e interessi sono iscritti direttamente a ruolo a titolo definitivo (art. 54-bis.1, comma 2). Sanzioni applicabiliChi paga dopo la comunicazione versa l’imposta insieme a interessi e sanzioni, nella misura prevista dal comma 3 dell’art. 54-bis.1 del d.P.R. 633/1972. Per questo il pagamento parziale prevede codici separati per imposta (95AA), interessi (95BB) e sanzioni (95CC). È la sanzione per omessa dichiarazione IVA dell’art. 5, comma 1, del D.Lgs. 471/1997 (120% dell’imposta, con un minimo di 250 euro, per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024), calcolata sull’imposta liquidata e ridotta a un terzo se si paga entro i 60 giorni. Per l’importo esatto fa fede la comunicazione ricevuta.Resta ferma la rilevanza penale dei casi più gravi: il reato di omessa dichiarazione del D.Lgs. n. 74/2000 scatta quando l’imposta evasa supera 50.000 euro per periodo d’imposta. Cosa fare se si riceve la comunicazioneSe si riceve una comunicazione relativa all’omessa dichiarazione IVA, è fondamentale non ignorarla e agire entro i 60 giorni:Verificare se la dichiarazione è stata effettivamente omessa: controllare il cassetto fiscale e l’archivio dell’intermediario (commercialista/CAF).Controllare i dati: se fatture, corrispettivi o LIPE non sono stati considerati o sono stati valutati male, vanno segnalati entro i 60 giorni.Pagare con il codice giusto: 9005 per l’intero importo, 95AA/95BB/95CC per un versamento parziale, senza compensazione.Rivolgersi a un professionista: data la complessità delle implicazioni, è opportuno farsi assistere da un commercialista o da un CAF abilitato.Domande frequentiLa liquidazione automatizzata è uguale all’accertamento?No. La liquidazione automatizzata è una procedura semplificata basata sui dati già in possesso dell’Agenzia (fatture elettroniche, corrispettivi, LIPE). L’accertamento è un procedimento distinto e più complesso, che resta comunque possibile: la liquidazione avviene «senza pregiudizio dell’azione accertatrice» ed entro lo stesso termine previsto per l’accertamento in caso di dichiarazione omessa (art. 57, comma 2, del d.P.R. 633/1972).Quanto tempo ho per rispondere o pagare?Dalla comunicazione decorrono 60 giorni, secondo l’art. 54-bis.1, comma 2, del d.P.R. 633/1972. In questo periodo si possono segnalare dati non considerati oppure versare imposta, interessi e sanzioni.Posso pagare a rate o compensare con i crediti?No. La compensazione (art. 17 D.Lgs. 241/1997) è esclusa dalla norma stessa (art. 54-bis.1, comma 2); la rateazione (art. 3-bis D.Lgs. 462/1997) è esclusa dal provvedimento del 28 agosto 2026, come ricorda la risoluzione n. 34/E.Il regime forfettario è interessato dalla procedura?No, finché applicano il regime: i contribuenti in regime forfettario sono esonerati dalla dichiarazione annuale IVA (art. 1, comma 59, L. 190/2014). Chi supera i 100.000 euro di ricavi o compensi esce dal regime in corso d’anno e da quel momento torna soggetto agli obblighi IVA. Aggiornamenti05/10/2026 – Con la risoluzione n. 34/E del 30 settembre 2026 l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo F24 9005, 95AA, 95BB e 95CC per pagare le somme richieste con le comunicazioni dell’art. 54-bis.1 del d.P.R. 633/1972. Corretti il fondamento normativo (art. 54-bis.1, introdotto dalla legge 199/2025, e non D.Lgs. 87/2024) e il termine per rispondere (60 giorni); aggiornate le sanzioni (art. 54-bis.1, comma 3: sanzione dell’art. 5, comma 1, D.Lgs. 471/1997, ridotta a un terzo se si paga entro 60 giorni).Fonti Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 34/E del 30 settembre 2026: istituzione dei codici tributo per il versamento, tramite F24, delle somme dovute a seguito delle comunicazioni ex art. 54-bis.1 del d.P.R. 633/1972.Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, art. 54-bis.1 (Normattiva).Legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 111, lett. a) (Normattiva).Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Agosto 31, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-31 11:00:002026-10-05 08:56:48Omessa dichiarazione IVA: come funziona la nuova liquidazione automatizzata dell’Agenzia
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIORavvedimento Operoso 2026: Calcolo Sanzioni Ridotte, Codici Tributo F24 e SimulatoreHai dimenticato un versamento fiscale o hai pagato in ritardo? Il ravvedimento operoso ti permette di regolarizzare spontaneamente la tua posizione con il Fisco, pagando una sanzione ridotta al posto di quella piena. Con la riforma delle sanzioni tributarie del D.Lgs. 87/2024, in vigore per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024, le percentuali sono cambiate in modo significativo rispetto al passato. In questa guida trovi la tabella aggiornata, la formula di calcolo, i codici tributo F24 e un simulatore passo per passo.Indice dei contenutiChe cos’è il ravvedimento operosoLa riforma sanzioni 2024: cosa è cambiatoTabella sanzioni ridotte 2026: le percentuali aggiornateCome calcolare il ravvedimento operoso: la formulaSimulatore passo per passo: esempio praticoCodici tributo F24 per il ravvedimentoRavvedimento sprint: i primi 14 giorniRavvedimento operoso e regime forfettarioQuando NON si può fare il ravvedimento operosoFAQ sul ravvedimento operoso 2026Che cos’è il ravvedimento operosoIl ravvedimento operoso è l’istituto previsto dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 che consente al contribuente di sanare autonomamente un errore o un’omissione fiscale prima che l’Agenzia delle Entrate avvii un controllo o una contestazione formale. In sostanza: se ti accorgi di non aver versato un’imposta, o di averla versata in ritardo o in misura insufficiente, puoi rimediare pagando:l’imposta dovuta (la somma originariamente non versata)una sanzione ridotta (la cui percentuale dipende da quanto tempo è passato dalla scadenza)gli interessi legali calcolati giornalmente sul tributo non versatoIl ravvedimento è spontaneo: deve essere il contribuente a farlo prima di ricevere una notifica di irregolarità. Una volta che l’Agenzia delle Entrate ti ha notificato un accertamento o una cartella esattoriale, il ravvedimento non è più ammesso per quella violazione. Chi può usare il ravvedimento operosoPuò avvalersi del ravvedimento operoso qualsiasi contribuente: privati, lavoratori dipendenti, titolari di partita IVA in regime forfettario o ordinario, imprese, professionisti. Le imposte regolarizzabili includono IRPEF, IVA, IMU, bollo auto, contributi INPS, e in generale tutti i tributi erariali e locali.La riforma sanzioni 2024: cosa è cambiatoIl D.Lgs. 87/2024 (Riforma del sistema sanzionatorio tributario, in vigore per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024) ha modificato in modo sostanziale le regole del ravvedimento operoso. I principali cambiamenti sono:Sanzione base ridotta dal 30% al 25%: la sanzione ordinaria per omesso o tardivo versamento è ora il 25% dell’imposta non versata (era 30% per le violazioni anteriori al 1/9/2024).Percentuali fisse, non più frazioni della sanzione minima: le nuove percentuali del ravvedimento sono percentuali fisse (es. 1,25%), non più calcolate come "1/10 della sanzione minima". Questo semplifica il calcolo.Nessun cambiamento ai termini temporali: i periodi (entro 14 giorni, entro 30 giorni, entro 90 giorni, entro 1 anno, entro 2 anni, oltre 2 anni) sono rimasti invariati.Attenzione alle violazioni pre-1/9/2024: per le infrazioni commesse prima del 1° settembre 2024, si applicano ancora le vecchie percentuali basate sulla sanzione minima del 30%. Se stai sanando un debito antico, verifica la data della violazione. Tabella sanzioni ridotte 2026: le percentuali aggiornateEcco la tabella aggiornata con le percentuali di sanzione ridotta per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 (D.Lgs. 87/2024, art. 13 D.Lgs. 472/97 riformato):Periodo dal giorno della scadenzaSanzione ridottaTipoEntro 14 giorni (ravvedimento sprint)0,0833% per giorno (max 1,166%)Sprint giornalieroDa 15 a 30 giorni (ravvedimento breve)1,25%BreveDa 31 a 90 giorni (ravvedimento medio)1,39%Medio (1/9 di 25%)Da 91 giorni a 1 anno (ravvedimento lungo)3,125%Lungo (1/8 di 25%)Da 1 a 2 anni (ravvedimento biennale)3,572%Biennale (1/7 di 25%)Oltre 2 anni4,17%Ultra-biennale (1/6 di 25%)Nota: si aggiungono sempre gli interessi legali calcolati sul tributo, al tasso vigente (verificare il tasso annuo dell’anno in corso sul sito MEF). Confronto vecchie e nuove percentuali (pre e post riforma)PeriodoPRE 1/9/2024 (sanzione base 30%)POST 1/9/2024 (sanzione base 25%)Entro 30 giorni3,00% (1/10 di 30%)1,25%Entro 90 giorni3,33% (1/9 di 30%)1,39%Entro 1 anno3,75% (1/8 di 30%)3,125%Entro 2 anni4,29% (1/7 di 30%)3,572%Oltre 2 anni5,00% (1/6 di 30%)4,17%Come calcolare il ravvedimento operoso: la formulaIl calcolo del ravvedimento operoso si articola in tre componenti che vanno sommate tra loro:Totale da versare = Imposta + Sanzione ridotta + Interessi legali Calcolo della sanzione ridottaLa sanzione ridotta si calcola moltiplicando l’imposta non versata per la percentuale corrispondente al periodo trascorso dalla scadenza:Sanzione = Imposta dovuta × percentuale ridottaPer esempio, se non hai versato 1.000 euro di IRPEF e sono passati 45 giorni dalla scadenza (ravvedimento medio), la sanzione sarà: 1.000 × 1,39% = 13,90 euro.Calcolo degli interessi legaliGli interessi si calcolano solo sull’imposta, non sulla sanzione, e maturano dal giorno successivo alla scadenza fino al giorno del pagamento:Interessi = Imposta dovuta × tasso legale annuo ÷ 365 × numero di giorni di ritardoIl tasso di interesse legale viene fissato ogni anno con decreto del MEF. È sempre opportuno verificare il valore aggiornato prima di calcolare il ravvedimento.Simulatore passo per passo: esempio praticoVediamo un esempio concreto. Un lavoratore autonomo in regime forfettario ha dimenticato di versare il secondo acconto IRPEF da 800 euro, scaduto il 1° dicembre 2025, e vuole sanare la situazione il 20 febbraio 2026 (81 giorni di ritardo). Dati dell’esempioImposta non versata: 800 euroData scadenza: 1 dicembre 2025Data versamento ravvedimento: 20 febbraio 2026Giorni di ritardo: 81 giorni (da 31 a 90 giorni = ravvedimento medio)Violazione commessa dopo il 1/9/2024 → si applicano le nuove percentualiTasso interesse legale (verificare MEF per il 2026): 2,5% annuo nell’esempioCalcolo passo per passoImposta: 800,00 euroSanzione ridotta (ravvedimento medio 1,39%): 800 × 1,39% = 11,12 euroInteressi legali: 800 × 2,5% ÷ 365 × 81 = 4,44 euroTotale da versare su F24: 800 + 11,12 + 4,44 = 815,56 euroCome si vede, il costo del ravvedimento entro 90 giorni è contenutissimo. La convenienza del ravvedimento operoso è massima nelle prime settimane.Codici tributo F24 per il ravvedimentoSul modello F24, imposta, sanzione e interessi vanno versati separatamente, ciascuno con il proprio codice tributo.Codici tributo per ravvedimento IRPEFVoceCodice tributoDescrizioneIRPEF saldo4001IRPEF a saldoIRPEF acconto 1a rata4033Acconto IRPEF prima rataIRPEF acconto 2a rata4034Acconto IRPEF seconda rataSanzione IRPEF ravvedimento8901Sanzione per ravvedimento IRPEFInteressi IRPEF ravvedimento1989Interessi per ravvedimento IRPEFCodici tributo per ravvedimento IMUVoceCodice tributoDescrizioneIMU altri fabbricati (imposta)3918IMU altri fabbricatiIMU sanzione3923Sanzione IMUIMU interessi3924Interessi IMUIMU abitazione principale lusso3912IMU abitazione principale lussoCodici tributo per ravvedimento IVAVoceCodice tributoDescrizioneIVA annuale saldo6099IVA annuale a saldoIVA sanzione ravvedimento8904Sanzione ravvedimento IVAIVA interessi ravvedimento1991Interessi ravvedimento IVAPer le imposte non elencate (contributi INPS, bollo auto, cedolare secca, ecc.) consultare la tabella codici tributo aggiornata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.Ravvedimento sprint: i primi 14 giorniIl ravvedimento sprint è il più conveniente: si applica quando si paga entro i primi 14 giorni dalla scadenza. La sanzione è calcolata in percentuale giornaliera: 0,0833% per ogni giorno di ritardo.1 giorno di ritardo: 0,0833%7 giorni di ritardo: 0,5831%14 giorni di ritardo: 1,1662% (massimo del ravvedimento sprint)Conviene sempre verificare se si rientra nei 14 giorni prima di calcolare il ravvedimento breve (che scatta fisso a 1,25% dal 15° giorno). Pagando entro 7 giorni, la sanzione ridotta è inferiore all’ 1%. Ravvedimento operoso e regime forfettarioChi opera in regime forfettario può trovarsi a dover fare il ravvedimento operoso in diverse situazioni:Acconto o saldo imposta sostitutiva (15% o 5% nei primi 5 anni): le scadenze sono il 30 giugno e il 30 novembre/1 dicembre. In caso di ritardo, si usa il codice tributo 1793 (imposta sostitutiva saldo) o 1795 (acconto), con sanzione (8907) e interessi (1989).Contributi INPS: artigiani e commercianti versano i contributi in quattro rate l’anno (16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio). Il ritardo si sana con il ravvedimento usando i codici INPS competenti.Bollo virtuale su fatture elettroniche: fatture con importo superiore a 77,47 euro richiedono la marca da bollo (2 euro), versata trimestralmente su F24 (codici 2521, 2522, 2523, 2524). Il mancato versamento si sana con ravvedimento.Omessa o tardiva fatturazione elettronica: le sanzioni partono da un minimo di 300 euro (post D.Lgs. 87/2024) e possono essere ridotte con ravvedimento.Hai dubbi sul calcolo del ravvedimento per la tua posizione? Il team di Centro Fiscale affianca i contribuenti nella regolarizzazione di ogni tipo di omissione.Quando NON si può fare il ravvedimento operosoIl ravvedimento operoso non è sempre possibile. Non si può ricorrere a questo istituto quando:L’Agenzia delle Entrate ha già notificato un avviso di accertamento relativo alla violazioneÈ stata ricevuta una cartella di pagamento per il tributo omessoÈ iniziata una verifica fiscale e la violazione rientra nell’oggetto del controlloL’omissione è stata già contestata formalmente tramite processo verbale di constatazione (PVC)Anche in questi casi esistono strumenti alternativi come l’acquiescenza all’avviso, l’adesione all’accertamento o la definizione agevolata. Il consulente fiscale del CAF può indicarti il percorso più conveniente. FAQ sul ravvedimento operoso 2026Qual è la differenza tra ravvedimento breve e ravvedimento medio?Il ravvedimento breve si applica entro 30 giorni dalla scadenza (sanzione 1,25%). Il ravvedimento medio da 31 a 90 giorni (sanzione 1,39%). Dopo i 90 giorni e fino a 1 anno si parla di ravvedimento lungo (3,125%).Il ravvedimento operoso cancella la violazione?Sì: una volta pagato correttamente imposta, sanzione ridotta e interessi, la violazione è estinta. L’Agenzia delle Entrate non può più irrogare sanzioni per quella specifica violazione.Come si compila il modello F24 per il ravvedimento?Nel modello F24 occorre inserire tre righe separate: una per l’imposta (codice tributo specifico), una per la sanzione ridotta (codice 89xx) e una per gli interessi (codice 19xx). Nella colonna “Anno di riferimento” si indica l’anno cui si riferisce il tributo omesso, non l’anno del versamento.Posso fare il ravvedimento senza commercialista?Per omissioni semplici (es. un versamento IRPEF dimenticato) il contribuente può calcolare autonomamente l’importo e compilare l’F24. Per situazioni complesse — ravvedimenti su più anni, omessa dichiarazione, irregolarità su cripto-attività — è fortemente consigliato il supporto di un CAF.Cosa succede se calcolo male il ravvedimento e verso una cifra inferiore?Se versi un importo inferiore al dovuto, il ravvedimento è solo parziale e la parte residua resta irregolare. Puoi integrare con un secondo versamento. È preferibile fare un calcolo preciso prima di procedere.Il ravvedimento operoso vale anche per l’IMU?Sì. Il ravvedimento si applica anche ai tributi comunali con i codici 3923 (sanzione) e 3924 (interessi) su F24. Le percentuali di sanzione ridotta sono identiche a quelle per i tributi erariali (post D.Lgs. 87/2024). Leggi anche: IMU e TARI, sanzioni soft dal 2027.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Hai bisogno di aiuto con il ravvedimento operoso?Calcolare correttamente sanzione ridotta, interessi e codici tributo può essere complicato, soprattutto per situazioni che coinvolgono più periodi d’imposta o tributi diversi. Il team di Centro Fiscale è a disposizione per calcolare l’esatto importo del ravvedimento, compilare il modello F24 e accompagnarti nella regolarizzazione, con un preventivo personalizzato in base alla tua situazione.Errore: Modulo di contatto non trovato.Agosto 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-28 10:00:002026-08-28 08:14:40Ravvedimento Operoso 2026: Calcolo Sanzioni Ridotte, Codici Tributo F24 e Simulatore