CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIModello Redditi PF 2026: calcolo del saldo 2025 e del primo acconto 2026 dei contributi INPS per artigiani e commerciantiOgni anno, con la presentazione del Modello Redditi PF, artigiani e commercianti devono fare i conti con il versamento dei contributi INPS alla Gestione IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti). Nel 2026, il Modello Redditi PF relativo all’anno d’imposta 2025 porta con sé l’obbligo di calcolare correttamente il saldo dei contributi 2025 e il primo acconto dei contributi 2026. Si tratta di adempimenti spesso sottovalutati che, se gestiti con errori, possono generare sanzioni o interessi non dovuti.In questa guida completa analizziamo nel dettaglio le aliquote vigenti, i minimali e i massimali contributivi, la logica del Quadro RR del Modello Redditi PF, le scadenze di versamento tramite F24 e i codici tributo da utilizzare. I valori esatti di minimale e massimale 2025 sono fissati dalla Circolare INPS annuale (di solito pubblicata a gennaio/febbraio) e devono essere sempre verificati sul portale INPS.it prima di procedere al calcolo.Chi deve versare i contributi INPS alla Gestione IVSLa Gestione IVS (o Gestione degli artigiani e dei commercianti) è la cassa previdenziale INPS dedicata a:Artigiani: titolari e collaboratori di imprese artigiane (falegname, idraulico, elettricista, meccanico, parrucchiere, estetista, ecc.)Commercianti: titolari e collaboratori di imprese commerciali (negozianti, agenti, rappresentanti di commercio, ecc.)Coadiuvanti e coadiutori familiari: familiari che collaborano nell’impresaL’iscrizione alla Gestione IVS è obbligatoria e comporta il versamento di contributi fissi (sul reddito minimale) e di contributi proporzionali al reddito effettivo. Anche chi aderisce al regime forfettario è iscritto alla Gestione IVS, con la possibilità di ridurre i contributi del 35% presentando apposita comunicazione all’INPS entro il 28 febbraio di ogni anno. Aliquote contributive IVS 2025: artigiani e commerciantiLe aliquote contributive per il 2025 (anno di imposta del Modello Redditi PF 2026) sono le seguenti, fissate dalla Circolare INPS annuale:CategoriaAliquota IVS 2025NoteArtigiani (titolari)24,00%Sul reddito d’impresa fino al massimaleCommercianti (titolari)24,48%Sul reddito d’impresa fino al massimaleCoadiuvanti/coadiutori familiariPari al titolareStessa aliquota, eventuale riduzione per under 21Forfettari con riduzione 35% (artigiani)~15,60%24% × 65% (con comunicazione INPS entro 28/02)Forfettari con riduzione 35% (commercianti)~15,91%24,48% × 65% (con comunicazione INPS entro 28/02)Nota: le aliquote IVS artigiani (24%) e commercianti (24,48%) sono confermate dalla Circolare INPS n. 17 del 2025. La riduzione del 35% per i forfettari e’ prevista dalla L. 190/2014 art. 1 c. 77 ed e’ stata confermata anche per il 2025. Minimale e massimale contributivo 2025Il sistema contributivo della Gestione IVS prevede un reddito minimale al di sotto del quale si versano comunque contributi fissi, e un massimale oltre il quale non si versano contributi aggiuntivi. Entrambi i valori vengono aggiornati ogni anno con rivalutazione ISTAT e sono pubblicati dalla Circolare INPS all’inizio dell’anno. Reddito minimale 2025 e contributo fissoIl reddito minimale annuo per il 2025 e il corrispondente contributo fisso minimo sono indicati nella Circolare INPS n. 17 del 2025 (o circolare equivalente). A titolo indicativo, negli anni recenti il reddito minimale si attestava intorno a 17.500-18.000 euro. Il contributo fisso annuo (somma delle quattro rate trimestrali) per un artigiano e’ pari al minimale moltiplicato per l’aliquota 24%; per un commerciante per il 24,48%.Importante: i contributi fissi sul minimale vengono versati in quattro rate durante l’anno (scadenze 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio dell’anno successivo), indipendentemente dal reddito effettivo. Il Modello Redditi PF 2026 riporta nel Quadro RR Sezione I queste rate gia’ versate.Reddito massimale 2025Il reddito massimale distingue tra due categorie di iscritti:Senza anzianita’ contributiva anteriore al 1° gennaio 1996: massimale piu’ basso (indicativamente intorno a 86.000-87.000 euro per il 2025)Con anzianita’ contributiva anteriore al 1° gennaio 1996: massimale piu’ elevato (indicativamente intorno a 113.000 euro per il 2025)Oltre il massimale non si versano ulteriori contributi IVS. I valori precisi vanno verificati sulla Circolare INPS dell’anno corrente disponibile su INPS.it, sezione “Gestione degli artigiani e dei commercianti”.Il Quadro RR del Modello Redditi PF 2026: come funzionaIl Quadro RR del Modello Redditi PF e’ la sezione dedicata alla liquidazione dei contributi previdenziali INPS per artigiani e commercianti. E’ composto da due sezioni principali:Sezione I – Contributi dovuti sul reddito minimale: contiene le rate fisse gia’ versate nel corso dell’anno. Si tratta di un riepilogo dei versamenti gia’ effettuati trimestralmente, da confrontare con quanto effettivamente pagato.Sezione II – Contributi dovuti sul reddito eccedente il minimale: qui si calcola il contributo aggiuntivo sulla parte di reddito che supera il minimale. Comprende il saldo 2025 e il primo acconto 2026.I dati del Quadro RR vengono poi riportati nel prospetto di liquidazione del Modello Redditi PF, e i versamenti a saldo e in acconto si effettuano tramite modello F24 nelle scadenze previste. Sezione I: contributi sul minimaleNel Quadro RR Sezione I vengono indicate le quattro rate fisse versate nel 2025. Queste rate vanno indicate anche se si e’ in regime forfettario con riduzione, con i valori ridotti del 35%. Se tutte le rate sono state regolarmente versate, non vi e’ alcun saldo da versare in questa sezione.Sezione II: contributi sull’eccedenza del minimaleQuesta e’ la sezione piu’ importante per chi ha prodotto un reddito superiore al minimale. Il contributo viene calcolato sulla differenza tra il reddito d’impresa effettivo (dichiarato nel Quadro RF/RD/LM) e il reddito minimale:Formula: (Reddito effettivo – Reddito minimale) x Aliquota = Contributo sull’eccedenzaCome si calcola il saldo 2025: esempi praticiI seguenti esempi sono a scopo illustrativo e utilizzano valori ipotetici di minimale. Sostituisci i valori esatti con quelli della Circolare INPS 2025. Esempio 1: artigiano con reddito 35.000 euroDati: artigiano (es. elettricista), reddito d’impresa 2025 = 35.000 euro, aliquota IVS 24%, minimale ipotetico = M euro, contributo fisso gia’ versato = CF euro.Contributo sul minimale (gia’ versato): CF euroReddito eccedente il minimale: 35.000 – M euroContributo sull’eccedenza: (35.000 – M) x 24%Gia’ versato in acconto sull’eccedenza (anno precedente): acconto versatoSaldo 2025 da versare: contributo eccedenza – acconto versatoA titolo di esempio concreto con minimale 2024 (circa 17.504 euro): reddito eccedente = 35.000 – 17.504 = 17.496 euro; contributo eccedenza = 17.496 x 24% = 4.199 euro. Se l’acconto versato era 3.500 euro, il saldo sarebbe 699 euro.Esempio 2: commerciante con reddito 55.000 euroDati: commerciante (es. negoziante), reddito d’impresa 2025 = 55.000 euro, aliquota IVS 24,48%.Reddito eccedente il minimale (es. 55.000 – 17.504 = 37.496 euro con valore 2024 a titolo illustrativo)Contributo sull’eccedenza: 37.496 x 24,48% = 9.181 euro (indicativo)Gia’ versato in acconto: es. 7.000 euroSaldo 2025 indicativo: 9.181 – 7.000 = 2.181 euroEsempio 3: artigiano forfettario con riduzione 35%Dati: artigiano in regime forfettario, reddito imponibile 2025 (dopo coefficiente di redditivita’) = 28.000 euro, aliquota IVS ridotta 15,60% (24% x 65%).Minimale ridotto per il forfettario: M x 65%Reddito eccedente il minimale ridotto: 28.000 – (M x 65%)Contributo sull’eccedenza ridotto: (28.000 – minimale ridotto) x 15,60%Contributo fisso ridotto (gia’ versato): CF x 65%Il risparmio rispetto al regime ordinario e’ significativo. Per questo motivo la riduzione del 35% e’ una delle agevolazioni piu’ vantaggiose del regime forfettario.Il calcolo del primo acconto 2026 dei contributi INPSInsieme al saldo 2025, nel Modello Redditi PF 2026 si calcola anche il primo acconto dei contributi INPS 2026. L’acconto viene calcolato con il metodo storico, prendendo come base il contributo sull’eccedenza del minimale dell’anno precedente (2025).Metodo di calcolo dell’accontoIl primo acconto e’ pari al 40% del contributo complessivo dovuto per il 2025 sulla parte eccedente il minimale. Il secondo acconto (da versare in autunno) sara’ pari al restante 60%.Primo acconto 2026: contributo eccedenza 2025 x 40%Secondo acconto 2026: contributo eccedenza 2025 x 60%Riprendendo l’Esempio 1 (artigiano con reddito 35.000 euro, contributo eccedenza indicativo 4.199 euro):Primo acconto 2026 (40%): 4.199 x 40% = circa 1.680 euroSecondo acconto 2026 (60%): 4.199 x 60% = circa 2.519 euroMetodo previsionale per il calcolo dell’accontoIn alternativa al metodo storico, e’ possibile utilizzare il metodo previsionale: si stima il reddito che si prevede di conseguire nel 2026 e si calcola l’acconto su quella base. Questo metodo e’ conveniente se si prevede un reddito 2026 significativamente inferiore al 2025. Tuttavia, attenzione: se la previsione risulta inferiore al reddito effettivo, si potranno applicare sanzioni e interessi sulla differenza.Scadenze di versamento: F24 e codici tributoIl versamento del saldo contributi 2025 e del primo acconto 2026 avviene tramite modello F24. Le scadenze fiscali di luglio 2026 sono particolarmente rilevanti per artigiani e commercianti. Scadenze 2026AdempimentoScadenza ordinariaScadenza con maggiorazione 0,40%Saldo contributi INPS 202530 giugno 202630 luglio 20261° acconto contributi INPS 202630 giugno 202630 luglio 20262° acconto contributi INPS 202630 novembre 2026–Rate fisse minimale 2026 (1a)16 maggio 2026–Rate fisse minimale 2026 (2a)20 agosto 2026–Rate fisse minimale 2026 (3a)16 novembre 2026–Rate fisse minimale 2026 (4a)16 febbraio 2027–Importante: il pagamento con scadenza 30 luglio invece del 30 giugno comporta una maggiorazione dello 0,40% sull’importo da versare (non si tratta di una sanzione, ma di un interesse legale previsto dalla normativa).Codici tributo F24 per artigiani e commerciantiPer il versamento tramite F24, nella sezione “INPS” devono essere utilizzati i seguenti codici tributo. Per l’approfondimento completo, consulta la nostra guida sui codici tributo F24 2026.CodiceDescrizioneChi lo usa0101Contributi IVS artigiani – quota fissa sul minimaleArtigiani0102Contributi IVS commercianti – quota fissa sul minimaleCommercianti0103Contributi IVS artigiani – quota proporzionale eccedenzaArtigiani0104Contributi IVS commercianti – quota proporzionale eccedenzaCommerciantiIl codice sede INPS da indicare e’ quello della sede INPS competente per il domicilio fiscale del contribuente. La causale contributi e’ “CONTRIBUTI GESTIONE ARTIGIANI” o “CONTRIBUTI GESTIONE COMMERCIANTI” a seconda della categoria.Rateizzazione dei contributi: e’ possibile?Il saldo e il primo acconto dei contributi INPS versati tramite Modello Redditi PF 2026 possono essere rateizzati fino a un massimo di 6 rate mensili, con interessi dello 0,33% mensile. La prima rata scade con il versamento ordinario (30 giugno o 30 luglio 2026 con maggiorazione), le successive scadono il 16 di ogni mese successivo.La rateizzazione e’ particolarmente utile per chi ha un saldo elevato e preferisce distribuire il pagamento nel corso dell’estate. Tuttavia, occorre fare attenzione a non confondere la rateizzazione dei contributi INPS con quella delle imposte IRPEF: sono due versamenti distinti, con codici tributo e logiche diverse.Casi particolari: pensionati, inizio attivita’ e cessazione Artigiani/commercianti pensionatiI soggetti che, oltre all’attivita’ di artigiano o commerciante, percepiscono anche una pensione INPS, versano in linea generale i contributi IVS alle aliquote ordinarie. La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto alcune modifiche per specifiche categorie, ma si tratta di situazioni particolari che richiedono una valutazione caso per caso con un professionista abilitato.Inizio attivita’ nel 2025Chi ha avviato l’attivita’ di artigiano o commerciante nel corso del 2025 (es. a luglio 2025) dovra’ versare i contributi minimali in misura proporzionale ai mesi di iscrizione. I contributi sul minimale si conteggiano per mesi interi di iscrizione all’INPS.Cessazione attivita’ nel 2025Chi ha cessato l’attivita’ nel corso del 2025 e’ tenuto a presentare il Modello Redditi PF 2026 per i redditi prodotti fino alla data di cessazione. I contributi INPS saranno dovuti in misura proporzionale al periodo di attivita’, anche per la quota eccedente il minimale, in base al reddito prodotto.Modello Redditi PF 2026 vs Modello 730: quale usareUna domanda frequente riguarda se artigiani e commercianti possono utilizzare il Modello 730 invece del Modello Redditi PF. La risposta e’ no: il Modello 730 e’ destinato esclusivamente ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Chi esercita attivita’ d’impresa (artigiani, commercianti) deve obbligatoriamente presentare il Modello Redditi PF, compilando:Quadro RF: redditi d’impresa in regime ordinarioQuadro RD: redditi d’impresa in regime semplificatoQuadro LM: redditi d’impresa in regime forfettarioQuadro RR: contributi previdenziali INPS (artigiani/commercianti)Per approfondire le differenze tra i modelli dichiarativi, consulta la nostra guida al Modello 730 2026.La deducibilita’ dei contributi INPS dal redditoI contributi versati alla Gestione IVS INPS sono interamente deducibili dal reddito complessivo nella dichiarazione dei redditi. Questo vale sia per il regime ordinario che per il regime forfettario:Regime ordinario: i contributi INPS si deducono dal reddito complessivo (Quadro RP, rigo RP21). Questo riduce la base imponibile IRPEF e quindi l’imposta dovuta.Regime forfettario: i contributi INPS si deducono dal reddito forfettario (riduzione diretta del reddito imponibile dichiarato nel Quadro LM). Non concorrono alla formazione del reddito complessivo, ma abbattono direttamente l’imponibile sostitutivo del 15%.Esempio pratico – Regime ordinario: un artigiano con reddito d’impresa 35.000 euro e contributi INPS totali versati (fissi + eccedenza) di circa 8.400 euro avra’ un reddito complessivo imponibile ridotto a circa 26.600 euro, con un risparmio IRPEF di circa 2.100 euro (aliquota marginale 35%). Il risparmio effettivo dipende dall’aliquota marginale applicabile al reddito totale del contribuente. Errori frequenti da evitareDimenticare il primo acconto 2026: il Modello Redditi PF 2026 non richiede solo il saldo 2025, ma anche il primo acconto 2026. Molti contribuenti si concentrano solo sul saldo e si dimenticano l’acconto, generando poi problemi al momento del secondo acconto di novembre.Usare i codici tributo sbagliati: confondere i codici artigiani con quelli commercianti, o usare i codici del minimale per il versamento dell’eccedenza.Non applicare la riduzione forfettaria: chi e’ in regime forfettario e ha presentato la comunicazione INPS per la riduzione del 35% deve applicarla anche nel calcolo del saldo e dell’acconto. Se dimenticata, si versano contributi in eccesso.Non verificare il massimale: superato il massimale reddituale, non si versano ulteriori contributi IVS. Ignorare questo limite porta a versamenti eccessivi.Confondere i contributi INPS con l’IRPEF: sono due pagamenti distinti, con scadenze, codici tributo e modalita’ di calcolo diverse.Usare valori di minimale/massimale dell’anno precedente: questi valori cambiano ogni anno. Verificare sempre la Circolare INPS aggiornata prima di procedere al calcolo.Come il CAF puo’ aiutartiIl calcolo corretto del saldo e dell’acconto dei contributi INPS richiede la conoscenza dei dati reddituali 2025, delle aliquote aggiornate, dei minimali e massimali specifici e della situazione previdenziale individuale. Un errore in questa fase puo’ portare a versamenti insufficienti (con sanzioni e interessi) o eccessivi (con necessita’ di rimborso).Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione del Modello Redditi PF 2026, incluso il Quadro RR per artigiani e commercianti. Il nostro team di consulenti fiscali verifica i dati INPS, calcola il saldo e l’acconto esatti e predispone il modello F24 con i codici tributo corretti.Hai un’attivita’ artigiana o commerciale e devi presentare il Modello Redditi PF 2026? Prenota un appuntamento presso il nostro ufficio di Udine (Viale Giuseppe Tullio 13, scala B) oppure contattaci al 0432 1638640 o via WhatsApp al 366 6018121. FAQ: domande frequenti su contributi INPS artigiani e commercianti 2026Qual e’ l’aliquota IVS per gli artigiani nel 2025?Per il 2025, l’aliquota IVS per gli artigiani e’ del 24% sul reddito d’impresa. Per i commercianti l’aliquota e’ del 24,48%. I forfettari che hanno presentato la comunicazione INPS possono applicare una riduzione del 35%, portando le aliquote rispettivamente a circa 15,60% e 15,91%.Quando scade il versamento del saldo contributi INPS 2025?Il saldo dei contributi INPS 2025 (eccedenza del minimale) scade il 30 giugno 2026. E’ possibile versare entro il 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40%. Il versamento avviene tramite modello F24.Cos’e’ il reddito minimale INPS per artigiani e commercianti?Il reddito minimale e’ una soglia annua fissata dall’INPS: al di sotto di questa soglia si versano comunque i contributi fissi calcolati su di essa. Sopra il minimale si versano contributi aggiuntivi proporzionali al reddito effettivo. Il valore viene aggiornato ogni anno con rivalutazione ISTAT e pubblicato nella Circolare INPS annuale (disponibile su INPS.it).Un artigiano forfettario deve versare i contributi INPS?Si’, l’artigiano in regime forfettario e’ iscritto alla Gestione IVS INPS e deve versare i contributi come tutti gli altri artigiani. Tuttavia, puo’ beneficiare di una riduzione del 35% presentando apposita comunicazione all’INPS entro il 28 febbraio di ogni anno. La riduzione si applica sia ai contributi fissi sul minimale che a quelli proporzionali sull’eccedenza.Posso rateizzare il pagamento dei contributi INPS 2025?Si’, e’ possibile rateizzare il saldo e il primo acconto dei contributi INPS in un massimo di 6 rate mensili, con interessi dello 0,33% mensile. La prima rata scade alla data ordinaria del versamento (30 giugno o 30 luglio con maggiorazione).Come trovo i valori aggiornati di minimale e massimale INPS?I valori aggiornati vengono comunicati ogni anno dall’INPS con apposita Circolare (di solito a gennaio/febbraio). Puoi consultare il sito INPS.it nella sezione dedicata alla Gestione degli Artigiani e Commercianti, oppure rivolgerti al tuo CAF o commercialista di fiducia.ConclusioneIl calcolo dei contributi INPS nel Modello Redditi PF 2026 e’ un adempimento fondamentale per tutti gli artigiani e commercianti. Comprendere la logica del Quadro RR, applicare correttamente le aliquote IVS (24% per artigiani, 24,48% per commercianti), rispettare i valori di minimale e massimale aggiornati e versare nei termini previsti sono passaggi essenziali per evitare sanzioni e ottimizzare il carico contributivo.Ricorda che il saldo 2025 e il primo acconto 2026 si versano entrambi entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%), mentre il secondo acconto 2026 scade il 30 novembre. Se sei in regime forfettario, verifica di aver applicato la riduzione del 35% e di aver presentato la comunicazione INPS. Se hai dubbi o necessiti di assistenza, il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione per una consulenza personalizzata.Per ulteriori informazioni sulle scadenze fiscali di luglio 2026 e su come gestire al meglio le tasse se sei un lavoratore autonomo, consulta le nostre guide aggiornate. Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 08:26:322026-07-05 08:39:47Modello Redditi PF 2026: calcolo del saldo 2025 e del primo acconto 2026 dei contributi INPS per artigiani e commercianti
ESTRATTO CONTRIBUTIVO, PATRONATOContributi INPS 2026 Artigiani e Commercianti: Saldo, Acconto, Scadenze e ImportiI contributi INPS 2026 per artigiani e commercianti rappresentano uno degli adempimenti previdenziali più importanti per chi gestisce un’attività in proprio. Ogni anno, i titolari di partita IVA iscritti alle Gestioni IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) dell’INPS devono calcolare e versare i propri contributi obbligatori, rispettando scadenze precise e importi minimi fissati dall’Istituto. In questa guida trovi tutto quello che ti serve sapere: aliquote aggiornate, minimale e massimale di reddito, scadenze per il saldo e l’acconto 2026, esempi pratici di calcolo, la riduzione del 35% per il regime forfettario e le sanzioni per ritardi o omissioni.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Chi deve versare i contributi INPS alla Gestione Artigiani e Commercianti L’obbligo contributivo riguarda tutte le persone fisiche che svolgono in forma abituale e prevalente un’attività di artigianato (ai sensi della L. 443/1985) o di commercio (ai sensi del D.Lgs. 114/1998), nonché i loro familiari collaboratori. Rientrano nell’obbligo:Artigiani: falegnami, elettricisti, idraulici, meccanici, parrucchieri, estetisti, acconciatori, sarti, panificatori, pittori edili e tutte le attività produttive manuali classificate come artigianatoCommercianti: titolari di negozi, esercizi di vicinato, grossisti, agenti e rappresentanti di commercioCoadiuvanti e coadiutori familiari: i familiari (coniuge, figli, genitori) che collaborano nell’impresa con carattere di abitualità e prevalenzaSoci lavoratori di società in nome collettivo (SNC) e in accomandita semplice (SAS) che svolgono attività artigiana o commercialeL’iscrizione avviene automaticamente tramite la Camera di Commercio al momento dell’apertura dell’attività (SCIA/iscrizione albo artigiani). Non è necessario fare una domanda separata all’INPS.Aliquote contributive INPS 2026 per artigiani e commercianti Le aliquote per il 2026 sono stabilite annualmente dal Ministero del Lavoro con apposita circolare INPS. La differenza fondamentale tra artigiani e commercianti riguarda lo 0,48% aggiuntivo che i commercianti versano per il finanziamento del Fondo di garanzia trattamento di fine rapporto (INPS Commercio – ex INPDAI).CategoriaReddito fino al minimaleReddito oltre il minimaleOltre il massimaleArtigiani (titolare < 21 anni)contributo fisso su minimale24,00%aliquota ridotta IVSArtigiani (titolare ≥ 21 anni)contributo fisso su minimale24,00%aliquota ridotta IVSCommercianti (titolare < 21 anni)contributo fisso su minimale24,48%aliquota ridotta IVSCommercianti (titolare ≥ 21 anni)contributo fisso su minimale24,48%aliquota ridotta IVSCollaboratori (familiari) artigianicontributo fisso su minimale24,00%aliquota ridotta IVSCollaboratori (familiari) commercianticontributo fisso su minimale24,48%aliquota ridotta IVSNota: l’aliquota dello 0,48% aggiuntivo per i commercianti riguarda il contributo alla gestione separata INPS Commercio. I collaboratori familiari ultra 21enni applicano le stesse aliquote del titolare.Aliquote per i collaboratori under 21I coadiuvanti e coadiutori familiari con meno di 21 anni di età beneficiano di aliquote IVS ridotte rispetto agli over 21 (indicativamente di circa 0,9 punti percentuali in meno, in base alle circolari INPS degli anni precedenti). La riduzione cessa a partire dal 1° gennaio dell’anno in cui il collaboratore compie 21 anni. Per i valori esatti 2026, consulta la circolare INPS di inizio anno o rivolgiti al CAF Centro Fiscale.Minimale e massimale di reddito 2026 L’INPS fissa ogni anno due soglie fondamentali che determinano l’importo minimo e massimo dei contributi dovuti.Il reddito minimale (reddito minimo imponibile)Il reddito minimale per il 2026 è pari a 18.555 euro (dato da verificare con la circolare INPS di inizio anno). Sul minimale si calcola il contributo fisso annuo, che viene suddiviso in quattro rate trimestrali. Chiunque sia iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti deve versare almeno questo contributo, anche se nell’anno non ha prodotto reddito o ha prodotto un reddito inferiore al minimale.Il contributo minimo annuo 2026 è di circa 4.200 euro per gli artigiani e di circa 4.292 euro per i commercianti (la differenza è dovuta allo 0,48% aggiuntivo). Questi importi vengono comunicati ufficialmente dall’INPS con apposita circolare, generalmente pubblicata a gennaio/febbraio di ogni anno.Il reddito massimaleIl massimale di reddito imponibile per il 2026 è pari a 119.650 euro circa (primo scaglione, per contribuenti senza anzianità contributiva al 31/12/1995) e a 84.003 euro circa (per coloro che possono applicare il massimale ridotto). Sul reddito che eccede il massimale non sono dovuti ulteriori contributi IVS. Anche questi valori vengono aggiornati annualmente con circolare INPS.Tabella riepilogativa 2026VoceArtigianiCommerciantiReddito minimale annuo~ 18.555 euro~ 18.555 euroContributo minimo annuo~ 4.200 euro~ 4.292 euroAliquota IVS su reddito eccedente24,00%24,48%Massimale reddito imponibile (senza anzianità pre-1996)~ 119.650 euro~ 119.650 euroMassimale ridotto (con anzianità pre-1996)~ 84.003 euro~ 84.003 euroAttenzione: i valori del minimale e del massimale vengono aggiornati ogni anno con la rivalutazione automatica basata sull’indice ISTAT. Verifica sempre la circolare INPS di inizio anno (generalmente la Circolare n. 15-20 di gennaio/febbraio).Come si versano i contributi: il sistema saldo e acconto Il sistema contributivo per artigiani e commercianti prevede due modalità di versamento, che si sovrappongono nello stesso anno fiscale:1. Rate fisse trimestrali sul minimaleIl contributo calcolato sul reddito minimale viene suddiviso in quattro rate trimestrali di pari importo, con scadenze fisse:RataScadenza 20261ª rata16 maggio 20262ª rata20 agosto 20263ª rata16 novembre 20264ª rata16 febbraio 2027Le rate trimestrali vengono versate tramite F24, con i codici tributo specifici comunicati dall’INPS nella circolare annuale. Il pagamento può avvenire online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, tramite banca o ufficio postale.2. Saldo e acconto collegati alla dichiarazione dei redditiOltre alle rate fisse, artigiani e commercianti devono versare:Saldo contributi anno precedente: la differenza tra i contributi effettivamente dovuti sull’intero reddito 2025 e quanto già versato con le rate fisse. Si versa entro il 30 giugno 2026 (o 31 luglio con maggiorazione dello 0,40%)Primo acconto contributi 2026: pari al 40% dell’acconto totale dovuto, da versare entro il 30 giugno 2026Secondo acconto contributi 2026: pari al restante 60% dell’acconto totale, da versare entro il 30 novembre 2026Il calcolo del saldo e dell’acconto viene effettuato nella dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF o Modello 730 per i forfettari – LM): il software di compilazione calcola automaticamente quanto dovuto in base al reddito dichiarato.Scadenze 2026 riepilogo completoAdempimentoScadenzaNote1ª rata fissa trimestrale16 maggio 2026Contributo sul minimaleSaldo 2025 + 1ª acconto 2026 (40%)30 giugno 2026Con dichiarazione redditiSaldo 2025 + 1ª acconto 2026 (con proroga)31 luglio 2026Con maggiorazione 0,40%2ª rata fissa trimestrale20 agosto 2026Contributo sul minimale2ª acconto 2026 (60%)30 novembre 2026Secondo acconto contributi3ª rata fissa trimestrale16 novembre 2026Contributo sul minimale4ª rata fissa trimestrale16 febbraio 2027Contributo sul minimale anno 2026Esempi pratici di calcolo contributi 2026 Vediamo come funziona il calcolo con casi concreti, così puoi capire esattamente cosa ti aspetta in termini di versamenti.Esempio 1: Artigiano con reddito sotto il minimaleSituazione: Mario è un artigiano (falegname) con reddito imponibile 2025 di 12.000 euro, inferiore al reddito minimale di 18.555 euro.Calcolo: Anche se il reddito è inferiore al minimale, Mario deve comunque versare il contributo minimo annuo di circa 4.200 euro (equivalente a quello calcolato sul minimale di 18.555 euro x 24%). Non viene calcolato alcun saldo aggiuntivo perché il reddito reale non supera il minimale.Rate trimestrali 2026: circa 1.050 euro x 4 rate.Esempio 2: Commerciante con reddito medioSituazione: Laura è titolare di un negozio di abbigliamento con reddito imponibile 2025 di 35.000 euro.Calcolo contributi totali dovuti:Sul reddito minimale (18.555 euro x 24,48%) = circa 4.542 euro (parte fissa)Sul reddito eccedente il minimale (35.000 – 18.555 = 16.445 euro x 24,48%) = circa 4.025 euroTotale contributi dovuti per il 2025: circa 8.567 euroVersamenti effettuati con le rate fisse 2025: circa 4.292 euro (contributo minimo annuo 2025)Saldo da versare entro il 30 giugno 2026: 8.567 – 4.292 = circa 4.275 euroAcconto 2026 (calcolato sul totale contributi 2025): circa 8.567 euro x 100% = 8.567 euro, di cui: primo acconto (40%) = 3.427 euro entro 30/06/2026; secondo acconto (60%) = 5.140 euro entro 30/11/2026.Esempio 3: Artigiano in regime forfettarioSituazione: Giuseppe è un elettricista in regime forfettario con ricavi 2025 di 40.000 euro. Il coefficiente di redditività per la sua categoria è 86% (costruzioni).Calcolo reddito imponibile ai fini previdenziali: 40.000 euro x 86% = 34.400 euroCalcolo contributi senza agevolazione: 18.555 x 24% (fisso) + (34.400 – 18.555) x 24% = circa 4.453 + 3.803 = 8.256 euroCon riduzione forfettari 35%: 8.256 euro x (1 – 35%) = 8.256 x 65% = circa 5.366 euroIl risparmio contributivo grazie alla riduzione del 35% è di circa 2.890 euro all’anno.La riduzione contributiva del 35% per il regime forfettarioI titolari di partita IVA in regime forfettario iscritti alla Gestione Artigiani o Commercianti possono beneficiare di una riduzione contributiva del 35% sull’importo totale dei contributi dovuti, incluso il contributo minimo fisso trimestrale. Si tratta di un’agevolazione strutturale introdotta dalla Legge n. 190/2014 (Legge Stabilità 2015) e confermata per il 2026.Come richiedere la riduzione del 35%La riduzione non è automatica: deve essere richiesta presentando apposita comunicazione all’INPS tramite:Il portale INPS online (cassetto previdenziale artigiani e commercianti)Il CAF o il professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro)Il Contact Center INPS (803.164 da fisso gratuito, 06.164.164 da mobile)La comunicazione deve essere presentata entro il 28 febbraio dell’anno di riferimento per avere effetto da gennaio. Se presentata successivamente, la riduzione decorre dal mese di presentazione. Una volta attivata, la riduzione rimane valida anche negli anni successivi, finché si rimane nel regime forfettario.Attenzione: la riduzione ha un impatto sulla pensione futuraVersare meno contributi significa anche accumulare meno contribuzione pensionistica. Con la riduzione del 35%, la pensione futura risulterà proporzionalmente più bassa rispetto a un contribuente che versa l’intero importo. È una scelta conveniente nel breve periodo (liquidità immediata), ma va valutata considerando il lungo periodo previdenziale. Ti consigliamo di consultare il tuo estratto contributivo INPS per valutare la situazione personale.Rateazione dei contributi INPS 2026 Artigiani e commercianti possono rateizzare i contributi dovuti a saldo (con la dichiarazione dei redditi) in caso di difficoltà finanziarie temporanee. La rateazione è possibile nelle seguenti forme:Dilazione ordinaria: i contributi a saldo e le rate di acconto possono essere rateizzati in sede di dichiarazione dei redditi, pagando entro le scadenze ordinarie con eventuali maggiorazioni di interessiRateazione straordinaria INPS: in caso di debiti contributivi non versati (es. anni precedenti), è possibile presentare domanda di rateazione all’INPS tramite il cassetto previdenziale. La rateazione può arrivare a 60 rate mensili per importi elevatiRottamazione contributi: in presenza di procedure straordinarie di definizione agevolata (come la rottamazione quater o il saldo e stralcio), i contributi INPS possono rientrare in questi beneficiPer le rate fisse trimestrali 2026, non è prevista la rateazione ordinaria: devono essere versate entro le scadenze fisse sopra indicate.Coordinamento con la dichiarazione dei redditi 2026I contributi INPS versati nell’anno sono deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF (art. 10 TUIR). Questo significa che i contributi 2025 versati nell’anno 2026 (saldo e acconti) si deducono nella dichiarazione dei redditi 2026 (relativa al 2025), riducendo la base imponibile IRPEF.Per i forfettari, la situazione è leggermente diversa: i contributi previdenziali si deducono dal reddito determinato forfettariamente, riducendo direttamente la base imponibile prima dell’applicazione dell’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per le start-up).Il Quadro RR nella dichiarazione dei redditiNella dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF), il Quadro RR è dedicato ai contributi previdenziali e assistenziali. In questo quadro vengono riportati:Il reddito imponibile previdenziale (sezione I per artigiani e commercianti)I contributi già versati con le rate fisseIl calcolo del saldo e dell’accontoLa riduzione per regime forfettario (se applicabile)Il software di compilazione (CAF, commercialisti) compila automaticamente il Quadro RR sulla base dei dati inseriti e dei versamenti già effettuati. È importante conservare tutte le ricevute F24 dei versamenti effettuati durante l’anno per evitare discrepanze.Sanzioni per omesso o tardivo versamento dei contributi Il mancato o tardivo pagamento dei contributi INPS comporta l’applicazione automatica di sanzioni e interessi. Ecco il quadro sanzionatorio vigente per il 2026:Sanzioni civili (more)Le sanzioni civili per omissione/evasione contributiva sono disciplinate dall’art. 116 della L. 388/2000:TipologiaSanzione civileLimite massimoOmissione contributiva (obbligo non rispettato per errore, non frode)Tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti (annuale)40% del contributo non versatoEvasione contributiva (occultamento doloso del rapporto di lavoro o del reddito)30% del contributo non versato per anno60% del contributo non versatoRavvedimento spontaneo (prima di notifica INPS)Sanzione ridotta (see nota)Riduzione fino al 50% in alcuni casiIl tasso di riferimento BCE (TUR) viene aggiornato dalla Banca Centrale Europea: per il 2026 è necessario verificare il tasso vigente alla data di regolarizzazione.Come regolarizzare: il ravvedimento operosoSe hai omesso o tardato un versamento contributivo, puoi regolarizzare la posizione tramite ravvedimento operoso, versando il contributo omesso maggiorato degli interessi calcolati giorno per giorno. Tuttavia, diversamente dal ravvedimento tributario, il ravvedimento sui contributi INPS ha modalità specifiche: ti consigliamo di rivolgerti al CAF o a un consulente del lavoro per calcolare esattamente quanto dovuto e procedere correttamente.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande frequenti (FAQ)Quando pago le scadenze contributi INPS 2026 come artigiano o commerciante?Le scadenze principali sono: 16 maggio (1ª rata fissa), 30 giugno (saldo 2025 e 1ª acconto 2026 – 40%), 20 agosto (2ª rata fissa), 30 novembre (2ª acconto 2026 – 60%), 16 novembre (3ª rata fissa), 16 febbraio 2027 (4ª rata fissa).Qual è l’aliquota INPS 2026 per gli artigiani?L’aliquota IVS 2026 per gli artigiani è del 24,00% sul reddito eccedente il minimale. Per i commercianti è del 24,48% (0,48% in più per il contributo al Fondo di garanzia TFR). Sul reddito minimo si paga invece un contributo fisso trimestrale.Quanto pago di contributi INPS se sono in regime forfettario?Se sei in regime forfettario e iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti, puoi richiedere la riduzione del 35% sui contributi dovuti. La domanda va presentata all’INPS entro il 28 febbraio. Con questa agevolazione, il contributo minimo annuo scende da circa 4.200 euro a circa 2.730 euro per gli artigiani.Come si calcola il contributo minimo 2026?Il contributo minimo si calcola applicando l’aliquota IVS (24% artigiani, 24,48% commercianti) al reddito minimale annuo. Per il 2026 il reddito minimale è di circa 18.555 euro, quindi il contributo minimo è di circa 4.200 euro (artigiani) o 4.292 euro (commercianti). Questo importo viene versato in 4 rate trimestrali uguali.Posso rateizzare i contributi INPS artigiani?Le rate fisse trimestrali non sono rateizzabili e devono essere versate entro le scadenze previste. Il saldo e l’acconto calcolati in dichiarazione dei redditi possono invece essere rateizzati tramite il modello F24 con le modalità previste. Per debiti contributivi pregressi è possibile richiedere una dilazione all’INPS.Ho guadagnato meno del minimale: devo comunque pagare?Sì. Anche se il reddito dell’anno è inferiore al reddito minimale, l’obbligo di versare il contributo minimo fisso rimane. Non è possibile ridurre il contributo in proporzione al reddito effettivo quando questo è sotto il minimale. L’unica eccezione riguarda il primo anno di iscrizione, dove il minimale può essere riproporzionato ai mesi di effettiva attività.Quali codici tributo F24 si usano per i contributi artigiani e commercianti?I codici tributo principali (aggiornabili ogni anno con circolare INPS) sono: IVS1 per gli artigiani (contributi fissi), IVS4 per i commercianti (contributi fissi), IVS2 (artigiani, eccedente minimale), IVS5 (commercianti, eccedente minimale). Verifica sempre i codici nella circolare INPS dell’anno in corso o nel cassetto previdenziale online.Come il CAF Centro Fiscale ti aiuta con i contributi INPS Gestire i contributi INPS da soli può essere complicato, specialmente per chi non ha familiarità con i calcoli previdenziali. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per artigiani e commercianti:Calcolo preciso dei contributi dovuti per l’anno in corsoPredisposizione e invio della richiesta di riduzione 35% forfettariCompilazione e invio del Modello Redditi PF con Quadro RRVerifica della posizione contributiva e dell’estratto INPSAssistenza in caso di irregolarità o cartelle esattorialiSupporto per domande di rateazione contributiPuoi contattarci al 0432 1638640, via WhatsApp al 366 6018121 o recandoti direttamente presso la nostra sede in Viale Giuseppe Tullio 13, Scala B, Udine. Siamo disponibili per un appuntamento e per fornirti tutta l’assistenza necessaria.Giugno 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-12 10:08:442026-06-12 08:29:17Contributi INPS 2026 Artigiani e Commercianti: Saldo, Acconto, Scadenze e Importi