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Tag Archivio per: modello redditi pf 2026

CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Errore Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026: Attenzione al Quadro RT e Minusvalenze

Dichiarazione dei redditi 730

L’errore dell’Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026 ha acceso i riflettori su una sezione della dichiarazione dei redditi che riguarda milioni di contribuenti italiani: il Quadro RT, dedicato alle plusvalenze e minusvalenze derivanti da operazioni su titoli, strumenti finanziari e partecipazioni. Un errore tecnico ha generato dati precompilati scorretti o precompilazioni mancanti per chi aveva minusvalenze pregresse da riportare, creando confusione tra contribuenti e professionisti del settore. In questa guida ti spieghiamo che cosa è successo, chi è coinvolto, quali sono le conseguenze fiscali e soprattutto come tutelarsi per non pagare imposte che non sono dovute.

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Indice dei contenuti

  1. Che cos’è il Quadro RT del Modello Redditi PF
  2. L’errore dell’Agenzia delle Entrate nel 2026: cosa è successo
  3. Chi è coinvolto dall’errore sul Quadro RT
  4. Come funziona la compensazione minusvalenze-plusvalenze
  5. Conseguenze fiscali dell’errore: il rischio di pagare di più
  6. Come verificare il Quadro RT nel precompilato
  7. Come correggere l’errore nella dichiarazione
  8. Tabella riepilogativa: Quadro RT e compensazione 2026
  9. Domande frequenti (FAQ)

Che cos’è il Quadro RT del Modello Redditi PF

Il Quadro RT è la sezione della dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF) dedicata alle plusvalenze e minusvalenze derivanti da operazioni finanziarie. Per capire di cosa si tratta, facciamo un passo indietro con un esempio pratico.

Supponiamo che Mario abbia acquistato azioni di una società quotata in Borsa per 10.000 euro e le abbia rivendute a 7.000 euro. Ha realizzato una minusvalenza di 3.000 euro, cioè una perdita di natura finanziaria. Questa perdita non va sprecata: la normativa fiscale italiana consente di compensarla con le plusvalenze future (cioè con eventuali guadagni realizzati nei 4 anni successivi). Solo sulla differenza positiva rimanente si pagherà l’imposta sostitutiva del 26%.

Il Quadro RT del Modello Redditi PF serve proprio a questo: registrare le plusvalenze e le minusvalenze dell’anno, calcolare l’imposta sostitutiva dovuta e riportare le minusvalenze non compensate agli anni successivi. Si tratta di una sezione fondamentale per chi investe in:

  • Azioni e obbligazioni negoziate in mercati regolamentati e non
  • ETF e fondi comuni di investimento
  • Contratti derivati (futures, options, certificati)
  • Partecipazioni non qualificate in società
  • Valute estere e metalli preziosi in regime dichiarativo

Chi utilizza il regime dichiarativo (invece del regime amministrato, dove è l’intermediario a fare tutto) deve compilare il Quadro RT autonomamente nella propria dichiarazione dei redditi PF 2026. Ed è proprio qui che è emerso un problema grave nel 2026.

L’errore dell’Agenzia delle Entrate nel 2026: cosa è successo

Nel mese di maggio 2026, dopo il rilascio del Modello Redditi PF precompilato (disponibile dal 30 aprile 2026, data anticipata rispetto al passato per effetto della riforma fiscale), sono emerse segnalazioni diffuse da parte di commercialisti, CAF e contribuenti: il Quadro RT appariva compilato in modo errato o, in alcuni casi, le minusvalenze pregresse riportabili non risultavano valorizzate nella precompilata.

L’Agenzia delle Entrate ha utilizzato i dati comunicati dagli intermediari finanziari (banche, SIM, broker) tramite le certificazioni degli intermediari (CU finanziaria) per precompilare il Quadro RT. Tuttavia, in alcuni casi i dati trasmessi dagli intermediari presentavano incongruenze, oppure il sistema di precompilazione ha gestito in modo non corretto il riporto delle minusvalenze residue dagli anni precedenti (2022-2025).

In particolare, i problemi segnalati riguardano principalmente due situazioni distinte:

  • Minusvalenze pregresse non riportate: il precompilato non ha trascinato le perdite finanziarie residue degli anni precedenti (riportabili per 4 anni), generando un calcolo dell’imposta sostitutiva potenzialmente maggiore di quella dovuta.
  • Dati errati sulle operazioni 2025: in alcuni casi i valori di acquisto (costo fiscale) risultavano diversi da quelli effettivi, alterando il calcolo delle plusvalenze e minusvalenze dell’anno d’imposta 2025.

L’errore nel Modello Redditi 2026 non è unico nel suo genere: già negli anni passati si sono verificate anomalie nei dati precompilati, ma il caso del Quadro RT è particolarmente delicato perché riguarda importi potenzialmente significativi e perché il contribuente che accetta la dichiarazione precompilata senza verificarla rischia di pagare imposte sostitutive non dovute.

Chi è coinvolto dall’errore sul Quadro RT

Non tutti i contribuenti sono interessati dall’errore nel Modello Redditi 2026. Il problema riguarda in modo specifico chi:

  • Ha realizzato minusvalenze negli anni 2022, 2023, 2024 o 2025 e non le ha ancora completamente compensate con plusvalenze successive
  • Ha un deposito titoli in regime dichiarativo (e non nel più comune regime amministrato, dove è la banca a calcolare e versare l’imposta)
  • Ha effettuato operazioni su strumenti finanziari complessi (ETF, certificates, derivati) dove il costo fiscale può essere difficile da determinare
  • Ha avuto operazioni di switch o rimborso di fondi con risultati negativi
  • Ha ricevuto certificazioni da più intermediari che devono essere aggregate nella dichiarazione

Se rientri in una di queste categorie, è fondamentale non accettare passivamente il precompilato ma verificarne i dati con attenzione. Chiunque abbia in portafoglio titoli e utilizzi il regime dichiarativo dovrebbe controllare il proprio Quadro RT prima di inviare la dichiarazione dei redditi PF 2026. Affidati al CAF Centro Fiscale per una verifica accurata: i nostri esperti ti guidano in ogni passaggio.

Come funziona la compensazione minusvalenze-plusvalenze

Per capire perché l’errore nel Quadro RT sia così grave, è necessario spiegare come funziona la compensazione tra minusvalenze e plusvalenze in ambito fiscale italiano.

Quando vendi un titolo in perdita, generi una minusvalenza. Questa perdita può essere utilizzata per ridurre le plusvalenze (guadagni) realizzate nello stesso anno oppure nei 4 anni fiscali successivi. In pratica, il fisco ti permette di “portare avanti” le perdite per non pagarle invano.

Esempio pratico: Lucia ha realizzato nel 2022 una minusvalenza di 5.000 euro su azioni. Nel 2023 ha avuto una plusvalenza di 2.000 euro, che ha compensato parzialmente. Restano 3.000 euro di minusvalenze da riportare. Nel 2025 (anno d’imposta del Modello Redditi 2026) realizza una plusvalenza di 4.000 euro. Senza compensazione, pagherebbe il 26% su 4.000 euro = 1.040 euro. Con la compensazione corretta, paga il 26% solo su 1.000 euro (4.000 – 3.000) = 260 euro. La differenza è di 780 euro. Se il precompilato non tiene conto delle minusvalenze residue, Lucia pagherebbe 780 euro in più del dovuto.

Il meccanismo di compensazione si applica a plusvalenze e minusvalenze di natura omogenea: le perdite su azioni possono compensare guadagni su azioni, obbligazioni, ETF e certificati; le perdite su derivati compensano guadagni su derivati. Esistono limitazioni specifiche per gli OICR (fondi comuni e SICAV): le minusvalenze su OICR non possono compensare le plusvalenze su OICR, ma possono compensare plusvalenze su azioni e altri strumenti finanziari. Questa distinzione tecnica è una delle aree dove gli errori si verificano più frequentemente.

Nel Quadro RT del Modello Redditi PF troviamo le seguenti sezioni principali:

  • RT1-RT2: plusvalenze da partecipazioni qualificate (aliquota IRPEF progressiva sul 49,72% dell’importo)
  • RT2: plusvalenze da partecipazioni non qualificate (imposta sostitutiva 26%)
  • RT21-RT30: minusvalenze e differenziali negativi con riporto agli anni successivi
  • RT34: compensazione con minusvalenze degli anni precedenti

Conseguenze fiscali dell’errore: il rischio di pagare di più

Le conseguenze fiscali dell’errore nel Modello Redditi 2026 sul Quadro RT possono essere significative. Analizziamo le due casistiche principali.

Caso 1 — Minusvalenze pregresse non riportate. Se il precompilato non include le minusvalenze residue degli anni precedenti, il contribuente che lo accetta senza modifiche pagherà l’imposta sostitutiva del 26% sull’intera plusvalenza 2025, anziché sulla parte netta. Questo si traduce in un versamento in eccesso, recuperabile solo tramite dichiarazione integrativa a favore (presentabile entro il termine ordinario di presentazione della dichiarazione successiva) o istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate.

Caso 2 — Costo fiscale errato. Se il precompilato riporta un costo fiscale inferiore a quello reale, la plusvalenza (e quindi l’imposta) risulta gonfiata. Anche in questo caso il contribuente pagherebbe più del dovuto. Il recupero avviene nelle stesse modalità del caso 1.

È importante sottolineare che il contribuente che accetta il precompilato senza modifiche e lo invia beneficia di una protezione speciale: l’Agenzia delle Entrate non può effettuare controlli documentali sulle spese indicate dalla stessa Agenzia nel precompilato. Tuttavia, questa protezione non vale se i dati errati derivano da informazioni sbagliate fornite dall’intermediario finanziario, o se il contribuente aveva minusvalenze residue da anni precedenti che il sistema non ha incluso automaticamente.

Un ulteriore rischio riguarda chi ha effettuato operazioni in regime dichiarativo con più broker o banche: i dati devono essere aggregati manualmente, e l’eventuale errore del precompilato su uno degli intermediari può passare inosservato se non si incrociano tutti i dati. Per avere la certezza di un Quadro RT corretto, il consiglio del CAF Centro Fiscale è di verificare ogni singola operazione con la documentazione originale (contratti di acquisto, estratti conto, CU finanziaria dell’intermediario).

Come verificare il Quadro RT nel precompilato

Verificare il Quadro RT nel Modello Redditi precompilato 2026 richiede un confronto tra i dati della dichiarazione e la documentazione in tuo possesso. Ecco i passaggi fondamentali.

1. Accedi al precompilato. Dal 30 aprile 2026 è disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate il Modello Redditi PF precompilato. A differenza del 730, il Modello Redditi è riservato a chi ha redditi più complessi (redditi di impresa, partecipazioni, redditi esteri, plusvalenze finanziarie significative). Il CAF Centro Fiscale può accedere al precompilato per tuo conto in modo sicuro e verificarne l’accuratezza.

2. Controlla le minusvalenze pregresse residue. Recupera le dichiarazioni degli anni precedenti (2022-2025) e individua le minusvalenze non ancora compensate riportate nel Quadro RT di ciascun anno. Queste devono comparire nel Quadro RT 2026 nella sezione dedicata al riporto (rigo RT34 o equivalente). Se non compaiono, il precompilato è errato e va corretto.

3. Verifica i dati dell’anno d’imposta 2025. Confronta le operazioni indicate nel precompilato con:

  • La Certificazione Unica finanziaria rilasciata dalla banca/broker (da ricevere entro il 31 marzo 2026)
  • I rendiconti annuali del deposito titoli al 31 dicembre 2025
  • I contratti di acquisto per verificare il costo fiscale originale
  • Le comunicazioni di corporate action (frazionamenti, raggruppamenti, fusioni) che possono modificare il costo fiscale

4. Attenzione ai valori negativi. Una minusvalenza da compensare non riduce l’imposta da pagare se non viene inserita correttamente. Verifica che ogni perdita sia stata registrata e che il totale delle minusvalenze riportabili corrisponda a quanto presente nelle dichiarazioni degli anni precedenti.

Come correggere l’errore nella dichiarazione

Se hai riscontrato un errore nel Quadro RT del Modello Redditi 2026, non devi preoccuparti: la normativa fiscale prevede strumenti precisi per correggere la situazione. Ecco le opzioni disponibili.

Opzione 1 — Modifica prima dell’invio. Se hai già accesso al precompilato ma non hai ancora inviato la dichiarazione, puoi modificarlo liberamente. Basta correggere i dati errati nel Quadro RT (aggiungendo le minusvalenze mancanti o rettificando i costi fiscali) prima di procedere all’invio. In questo caso, tieni presente che modificando il precompilato perdi parzialmente la protezione dai controlli documentali per la sezione modificata. La scadenza per il Modello Redditi PF 2026 è il 30 novembre 2026.

Opzione 2 — Dichiarazione integrativa a favore. Se hai già inviato la dichiarazione con il Quadro RT errato e ti accorgi dell’errore successivamente, puoi presentare una dichiarazione integrativa a favore (ai sensi dell’art. 2 comma 8-bis del DPR 322/1998). Questa va presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione dell’anno successivo (quindi entro il 30 novembre 2027 per correggere il Modello Redditi 2026). Il rimborso dell’eventuale imposta sostitutiva versata in eccesso avviene tramite il credito d’imposta da indicare nella dichiarazione successiva.

Opzione 3 — Istanza di rimborso. In alternativa alla dichiarazione integrativa, puoi presentare un’istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate ai sensi dell’art. 38 del DPR 602/1973, entro 48 mesi dal versamento indebito. Questa procedura è più lenta rispetto alla dichiarazione integrativa, ma è l’unica percorribile se i termini per l’integrativa sono decorsi.

In tutti i casi, il CAF Centro Fiscale ti consiglia di non procedere da solo se non hai familiarità con il Quadro RT e le sue complessità tecniche. La compilazione errata di una dichiarazione integrativa può generare nuovi errori o persino accertamenti. I nostri operatori sono specializzati nella gestione di queste situazioni e si occupano di tutto, dalla raccolta della documentazione all’invio della dichiarazione corretta.

Tabella riepilogativa: Quadro RT e compensazione 2026

ElementoDettaglio
Sezione dichiarazioneQuadro RT — Modello Redditi PF
Aliquota imposta sostitutiva26% sulle plusvalenze nette da partecipazioni non qualificate
Riporto minusvalenzeFino a 4 anni fiscali successivi a quello di realizzo
Scadenza Modello Redditi PF 202630 novembre 2026
Precompilato disponibile dal30 aprile 2026
Correttivo entro30 novembre 2026 (stesso termine dell’ordinaria)
Integrativa a favore entro30 novembre 2027 (termine dichiarazione anno successivo)
Istanza rimborso art. 38Entro 48 mesi dal versamento
Norma di riferimento compensazioneArt. 68 c. 3 e 4 TUIR (DPR 917/1986)

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti (FAQ)

Devo preoccuparmi se uso il regime amministrato della banca?

No. Il problema dell’errore nel Modello Redditi 2026 riguarda principalmente chi utilizza il regime dichiarativo, dove è il contribuente (tramite la dichiarazione dei redditi) a calcolare e versare l’imposta sulle plusvalenze. Se invece utilizzi il regime amministrato (il più diffuso tra i privati), è la banca o il broker ad applicare automaticamente l’imposta sostitutiva del 26% su ogni operazione e a gestire la compensazione delle minusvalenze. In questo caso non devi compilare il Quadro RT e non sei coinvolto dall’errore.

Come faccio a sapere se ho minusvalenze pregresse da recuperare?

Le minusvalenze da compensare degli anni precedenti sono indicate nel Quadro RT delle dichiarazioni dei redditi degli anni 2022, 2023, 2024 e 2025 (rigo RT31 o equivalente). Se non le ricordi con certezza, il CAF Centro Fiscale può recuperare le tue dichiarazioni precedenti e verificare quali minusvalenze residue hai ancora disponibili. Conserva sempre una copia delle tue dichiarazioni dei redditi: sono documenti fondamentali per la gestione fiscale del portafoglio.

Se ho già pagato in eccesso, posso recuperare l’importo?

Sì. Chi ha versato un’imposta sostitutiva superiore a quella dovuta a causa dell’errore nel Quadro RT può recuperarla presentando una dichiarazione integrativa a favore entro il 30 novembre 2027, oppure un’istanza di rimborso entro 48 mesi dal versamento. In entrambi i casi, il CAF Centro Fiscale ti assiste in tutto l’iter: dalla verifica del diritto al rimborso alla presentazione dei documenti necessari.

L’errore nel precompilato mi tutela da eventuali sanzioni?

In linea di massima, se l’errore deriva da dati trasmessi in modo scorretto dall’intermediario finanziario, la responsabilità ricade sull’intermediario stesso e non sul contribuente. Tuttavia, il contribuente che accetta la dichiarazione precompilata senza verificarla si assume la responsabilità dei dati in essa contenuti. È quindi sempre consigliabile verificare il Quadro RT prima dell’invio, anche quando si utilizza il precompilato.

Il Quadro RT riguarda anche le criptovalute?

No, le criptovalute e cripto-attività non vanno dichiarate nel Quadro RT ma nel Quadro W del Modello Redditi PF (che ha sostituito il vecchio Quadro RW per le cripto dal 2023). Le plusvalenze da cripto-attività realizzate dal 2026 sono tassate con aliquota del 33% (aumentata rispetto al 26% precedente per effetto della Legge di Bilancio 2025). Per approfondire, consulta il nostro articolo sulle criptovalute nel Modello 730/2026.

Hai bisogno di verificare il tuo Quadro RT? Contattaci

L’errore dell’Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026 sul Quadro RT è un problema concreto che può costare centinaia o anche migliaia di euro di imposte pagate in eccesso. La soluzione è verificare attentamente la propria dichiarazione prima di inviarla, confrontando i dati del precompilato con la documentazione originale.

Se hai effettuato operazioni finanziarie negli ultimi anni e hai dubbi sul tuo Quadro RT minusvalenze 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia, per verificare il tuo Modello Redditi PF 2026, correggere eventuali errori e tutelarti da versamenti in eccesso.

Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Il nostro team di esperti si occupa di tutto, dalla raccolta dei documenti all’invio della dichiarazione corretta, sia in presenza a Udine che comodamente da casa tua tramite il servizio online.

Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 22:58:502026-05-31 17:41:20Errore Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026: Attenzione al Quadro RT e Minusvalenze
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Cedolare Secca nel Modello Redditi PF Precompilato 2026: Come Modificare l’Aliquota Errata

cedolare secca

La cedolare secca nel Modello Redditi PF precompilato 2026 è uno degli elementi che generano più dubbi tra i contribuenti italiani. L’Agenzia delle Entrate carica automaticamente i contratti di locazione registrati e calcola l’imposta sostitutiva, ma capita spesso che l’aliquota proposta sia errata: vuoi perché un contratto a canone concordato risulta indicato con il 21% invece del 10%, vuoi perché una locazione breve dal secondo immobile non riporta il nuovo 26% introdotto dal 2024. Il problema è tutt’altro che marginale: una percentuale sbagliata può tradursi in centinaia di euro di imposte versate in eccesso oppure in sanzioni per insufficiente versamento.

In questa guida pratica del CAF Centro Fiscale di Udine vediamo passo passo come verificare e modificare l’aliquota cedolare secca nel Modello Redditi PF 2026 precompilato (anno d’imposta 2025), quali sono le aliquote in vigore (21%, 10% e 26%), come gestire il Quadro RB, quali codici utilizzare e quando conviene rivolgersi a un operatore qualificato per evitare errori. La precompilata è uno strumento utile, ma resta a tutti gli effetti la tua dichiarazione: la responsabilità dei dati inviati è del contribuente.

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Cedolare secca nel precompilato Redditi PF: cosa cambia nel 2026

La cedolare secca è il regime opzionale di tassazione sostitutiva sui redditi da locazione di immobili abitativi, introdotto con il D.Lgs. 23/2011 articolo 3. Chi sceglie la cedolare paga un’imposta unica che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, imposta di registro e imposta di bollo sul contratto: in pratica un solo versamento, calcolato sul canone annuo lordo senza deduzioni o detrazioni.

Nel precompilato Modello Redditi PF 2026, l’Agenzia delle Entrate inserisce automaticamente:

  • i dati catastali degli immobili di tua proprietà,
  • i contratti di locazione registrati presso l’Agenzia (sia per cassa che per competenza),
  • l’importo del canone annuo dichiarato in fase di registrazione,
  • l’opzione cedolare secca se attivata al momento della registrazione o con successivo modello RLI.

La novità del 2026 rispetto alle annualità precedenti riguarda principalmente le locazioni brevi: i contratti di durata inferiore a 30 giorni stipulati nel 2025 sono soggetti alla nuova doppia aliquota (21% per il primo immobile, 26% dal secondo al quarto), e il sistema precompilato deve essere in grado di riconoscerli correttamente. Tuttavia, il riconoscimento non è sempre automatico: ti spiego perché tra poco.

Le aliquote cedolare secca vigenti per il 2026 (anno imposta 2025)

Per compilare correttamente il Modello Redditi PF 2026 devi conoscere le tre aliquote attualmente in vigore. Ognuna si riferisce a una tipologia contrattuale specifica e, nel Quadro RB, viene identificata da un codice utilizzo numerico (colonna 2). Ecco la sintesi aggiornata:

Tipologia contrattoAliquotaCodice utilizzo RBRiferimento normativo
Canone libero (4+4 ex art. 2 c. 1 L. 431/98)21%3D.Lgs. 23/2011 art. 3 c. 2
Canone concordato (3+2 in Comuni alta tensione abitativa)10%8 / 12D.Lgs. 23/2011 art. 3 c. 2 – L. 431/98 art. 2 c. 3
Locazione breve – primo immobile21%3 (sezione II RB)D.L. 50/2017 art. 4
Locazione breve – dal 2° al 4° immobile26%14 (sezione II RB)L. 213/2023 art. 1 c. 63

Attenzione: oltre il quarto immobile destinato a locazione breve nell’anno, l’attività si presume commerciale e la cedolare secca non è più applicabile. In questo caso si rientra nei redditi d’impresa con obbligo di partita IVA.

Quando si applica l’aliquota agevolata del 10%

L’aliquota ridotta del 10% spetta soltanto per i contratti a canone concordato stipulati in base agli accordi territoriali firmati tra organizzazioni dei proprietari e dei conduttori, e solo nei Comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE (delibera 87/2003 e successivi aggiornamenti). Per il 2025-2026 sono confermati Comuni come Udine, Trieste, Pordenone, Roma, Milano, Napoli, Torino e tutti i capoluoghi di provincia. L’elenco completo è disponibile sul portale del MIT-MEF e sui siti dei singoli Comuni.

Per godere del 10% serve l’attestazione di rispondenza rilasciata da una delle organizzazioni firmatarie dell’accordo territoriale. Senza questa attestazione il contratto, pur stipulato in forma 3+2, rischia di non poter beneficiare dell’aliquota agevolata e l’Agenzia può contestarla in fase di controllo.

Perché l’aliquota nel precompilato può risultare errata

L’aliquota cedolare secca proposta dal precompilato Redditi PF 2026 viene dedotta dal codice tipologia contrattuale indicato in fase di registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate (modello RLI). Se al momento della registrazione il codice è stato indicato in modo impreciso, o se successivamente sono cambiate le condizioni del contratto, il precompilato può proporre l’aliquota sbagliata.

I casi più frequenti di errore nel precompilato sono:

  • Contratto registrato come canone libero ma in realtà concordato → l’AdE propone il 21% invece del 10%;
  • Mancata indicazione dell’attestazione di rispondenza → il sistema applica cautelativamente il 21%;
  • Locazioni brevi non comunicate dagli intermediari (es. piattaforme online che non hanno trasmesso i dati con il modello CU locazioni brevi) → il reddito non compare nel precompilato e va aggiunto manualmente;
  • Più immobili in locazione breve nello stesso anno → il precompilato applica il 21% su tutti, mentre dal secondo dovrebbe scattare il 26%;
  • Comproprietà al 50% → l’AdE divide automaticamente, ma se le quote sono diverse (es. 30/70) il dato va corretto;
  • Subentro per successione o donazione in corso d’anno → l’imputazione temporale può risultare imprecisa.

In tutti questi casi devi intervenire manualmente sul Quadro RB del Modello Redditi PF prima di inviare la dichiarazione. Non confidare nel fatto che “se è precompilato, sarà giusto”: come precisato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare 19/E del 2025 e nelle istruzioni al Modello Redditi PF 2026, la responsabilità dei dati dichiarati resta sempre del contribuente, anche se i dati provengono dalla precompilata.

Quadro RB del Modello Redditi PF: come modificare l’aliquota cedolare secca

Il Quadro RB del Modello Redditi PF è la sezione dedicata ai redditi dei fabbricati, comprese le locazioni con cedolare secca. È composto da due sezioni principali:

  1. Sezione I – dati identificativi degli immobili (rendita catastale, possesso, utilizzo, canone);
  2. Sezione II – dati relativi ai contratti di locazione (estremi di registrazione, codici tipologia, opzione cedolare).

Per modificare l’aliquota cedolare secca nel precompilato segui questa procedura passo passo:

Passo 1: accesso alla precompilata

Collegati al portale dell’Agenzia delle Entrate sulla sezione “La tua area riservata”, accedi con SPID, CIE o CNS, e dal menu “Dichiarazione precompilata” seleziona il Modello Redditi Persone Fisiche (non il 730, se hai redditi che richiedono il modello unico, come locazioni brevi sopra le 4 unità, redditi da quadro RW o RT). Le credenziali Entratel/Fisconline sono state disattivate dal 2024 per i contribuenti persone fisiche.

Passo 2: apertura Quadro RB

Una volta dentro il Modello Redditi PF, individua il Quadro RB – Redditi dei fabbricati. Vedrai l’elenco degli immobili precompilati con i relativi righi (RB1, RB2, RB3…). Ogni immobile occupa un rigo della Sezione I e, se locato, ha i relativi dati contrattuali nella Sezione II.

Passo 3: clicca su “Modifica” sul rigo da correggere

Il sistema ti consente di intervenire sui singoli campi. Per la cedolare secca, le colonne fondamentali sono:

  • Colonna 2 – Utilizzo: indica il codice tipologia (es. 3 = canone libero, 8 = canone concordato con riduzione, 12 = canone concordato in Comuni colpiti da calamità, 14 = locazioni brevi dal 2° immobile);
  • Colonna 6 – Canone: importo del canone annuo (di norma 100%, salvo scelte particolari);
  • Colonna 11 – Cedolare secca: barrare la casella se l’opzione è stata esercitata;
  • Colonna 12 – Casi particolari IMU: solo se ricorrono;
  • Colonna 8 – Continuazione: si compila in caso di prosieguo del rigo precedente.

Passo 4: cambia il codice utilizzo (questo determina l’aliquota)

Per passare dal 21% al 10% (canone concordato) devi sostituire il codice utilizzo in colonna 2: da 3 (canone libero) a 8 (canone concordato con attestazione di rispondenza). Salva e verifica nel riepilogo dell’imposta che la nuova aliquota sia applicata correttamente.

Passo 5: ricalcolo dell’imposta

Dopo la modifica, il sistema ricalcola automaticamente la cedolare dovuta nel Quadro RB sezione III e aggiorna il Quadro LC – liquidazione imposta cedolare secca. Verifica che gli acconti versati a giugno e novembre 2025 vengano correttamente scomputati e che il saldo a debito o a credito sia coerente.

Passare dall’aliquota 21% al 10% del canone concordato: la procedura

Questo è uno dei casi più frequenti di rettifica nel Modello Redditi PF precompilato. Immagina che Maria abbia stipulato a Udine un contratto di locazione 3+2 a canone concordato per un appartamento (rendita catastale 480 euro, canone annuo 6.000 euro). Il contratto è stato registrato regolarmente con cedolare secca, ma il sistema precompilato propone il 21%, applicando un’imposta di 1.260 euro. In realtà, trattandosi di canone concordato in Comune ad alta tensione abitativa, l’aliquota corretta è il 10%, con un’imposta di soli 600 euro: un risparmio di 660 euro.

Per applicare l’aliquota corretta nel precompilato Maria deve:

  1. Verificare di avere a portata di mano l’attestazione di rispondenza rilasciata da un’organizzazione firmataria dell’accordo territoriale (ad es. SUNIA, SICET, UNIAT, oppure Confedilizia, Asppi, UPPI);
  2. Entrare nel Modello Redditi PF precompilato, Quadro RB, e individuare il rigo relativo all’immobile;
  3. Cliccare su “Modifica” nella Sezione II e cambiare il codice utilizzo da 3 a 8;
  4. Confermare l’opzione cedolare in colonna 11;
  5. Salvare e verificare nel Quadro LC che l’imposta calcolata sia ora il 10% del canone (600 euro nell’esempio).

Importante: conserva l’attestazione di rispondenza per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione (termine ordinario di accertamento ex art. 43 DPR 600/1973). In caso di controllo formale, l’Agenzia delle Entrate può richiederla e, se mancante o non valida, il 10% può essere disconosciuto con recupero della differenza, sanzioni e interessi.

Cosa fare se l’attestazione è scaduta o mancante

Se l’attestazione non è mai stata richiesta o è scaduta, puoi richiederla a sanatoria alle organizzazioni firmatarie. Il costo varia da 50 a 150 euro a seconda dell’ente. L’attestazione ha effetto dichiarativo: certifica che il contratto rispetta gli accordi territoriali. Senza di essa, l’aliquota agevolata del 10% è formalmente non spettante anche per i contratti stipulati correttamente come 3+2.

Locazioni brevi 2026: quando si applica il 26% e come segnalarlo nel precompilato

Dal 1° gennaio 2024, in attuazione della Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023, art. 1 c. 63), la cedolare secca sulle locazioni brevi (contratti di durata inferiore a 30 giorni, anche con servizi accessori non professionali) è cambiata:

  • 21% sul reddito derivante dalla locazione del primo immobile destinato a locazione breve nell’anno;
  • 26% sul reddito derivante dalla locazione dal secondo al quarto immobile destinati a locazione breve nello stesso periodo d’imposta;
  • Cedolare non ammessa oltre il quarto immobile: l’attività si presume imprenditoriale, con obbligo di partita IVA e regime ordinario.

Nel Modello Redditi PF 2026 precompilato, il riconoscimento automatico delle locazioni brevi avviene solo se gli intermediari (Airbnb, Booking, agenzie immobiliari) hanno trasmesso all’Agenzia delle Entrate la CU locazioni brevi entro le scadenze previste. Se la CU non è arrivata, il reddito non risulterà nel precompilato e dovrai inserirlo manualmente nella Sezione II del Quadro RB con il codice 3 (primo immobile) oppure 14 (dal secondo).

Esempio pratico: due immobili in locazione breve

Luca possiede due appartamenti a Trieste che ha affittato come locazioni brevi nel 2025: il primo gli ha fruttato 8.000 euro lordi (al netto delle commissioni dei portali), il secondo 6.000 euro. Per il primo immobile applicherà la cedolare al 21% (1.680 euro), per il secondo il 26% (1.560 euro), per un totale di 3.240 euro di imposta sostitutiva.

Se il precompilato applicasse erroneamente il 21% anche al secondo immobile, Luca verserebbe 1.260 euro invece di 1.560: rischierebbe in seguito un avviso bonario con recupero della differenza (300 euro), sanzione ridotta (90 euro circa) e interessi. Controllare e correggere l’aliquota nel Quadro RB è quindi indispensabile.

Ritenuta del 21% applicata dagli intermediari

Ricorda che gli intermediari che incassano i canoni (es. Airbnb, Booking) operano una ritenuta del 21% a titolo d’acconto. Nel Quadro RB devi scomputarla in colonna apposita e nel Quadro LC sezione II (liquidazione cedolare locazioni brevi). Se hai applicato il 26% dal secondo immobile, devi versare la differenza (5%) tramite F24.

Scadenze Modello Redditi PF 2026 e termini per accettare o modificare la precompilata

Per il Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) le date da segnare in calendario sono:

AdempimentoScadenza ordinariaScadenza con maggiorazione
Disponibilità precompilata online15 maggio 2026–
Modifica/invio precompilata (apertura)20 maggio 2026–
Versamento saldo cedolare secca (F24)30 giugno 202630 luglio 2026 (+0,40%)
Primo acconto cedolare 202630 giugno 202630 luglio 2026 (+0,40%)
Secondo acconto cedolare 202630 novembre 2026–
Invio telematico Modello Redditi PF 202630 novembre 2026–

Le scadenze del Modello Redditi PF restano confermate al 30 novembre 2026 come termine ultimo di invio, mentre i versamenti seguono il calendario IRPEF. Conviene modificare il precompilato prima della scadenza dei versamenti (30 giugno 2026), per evitare di pagare F24 calcolati su aliquote errate e doversi poi destreggiare tra ravvedimenti operosi o richieste di rimborso.

Rateizzazione del saldo cedolare

Il saldo cedolare secca può essere rateizzato fino a un massimo di 7 rate mensili (con maggiorazione progressiva degli interessi), con prima rata entro il 30 giugno 2026 e ultima rata entro il 16 dicembre 2026. La rateizzazione si attiva direttamente nel Modello Redditi PF compilando il Quadro RX.

Errori comuni e come evitarli in fase di modifica

Nella nostra esperienza al CAF Centro Fiscale di Udine, gli errori più frequenti che riscontriamo quando i contribuenti modificano in autonomia la cedolare secca nel precompilato sono questi:

  • Modificare il codice utilizzo senza prima salvare la sezione I: porta a perdere i dati appena inseriti;
  • Dimenticare di barrare l’opzione cedolare (colonna 11): senza la spunta il sistema applica la tassazione IRPEF ordinaria, anche se il contratto è registrato con cedolare;
  • Indicare il codice 12 al posto del 8: il codice 12 è riservato ai Comuni colpiti da eventi calamitosi (es. terremoto), non al canone concordato ordinario;
  • Non aggiornare il Quadro LC: dopo la modifica nel Quadro RB, il sistema dovrebbe ricalcolare automaticamente, ma talvolta servono click di conferma aggiuntivi;
  • Inserire due volte lo stesso immobile: tipico quando l’immobile compare nel precompilato e si aggiunge manualmente “non vedendolo”;
  • Sbagliare la quota di possesso: in caso di comproprietà, la quota va indicata in formato percentuale (es. 50 o 33,33);
  • Confondere il periodo di possesso (giorni) con i giorni di locazione: sono due campi diversi e vanno entrambi compilati correttamente.

Un controllo finale utile, prima dell’invio, è confrontare l’imposta cedolare risultante con il calcolo manuale: canone annuo × aliquota = imposta dovuta. Se il valore è palesemente diverso, c’è un errore di compilazione.

Documenti necessari per modificare l’aliquota cedolare secca

Per intervenire correttamente sul Modello Redditi PF 2026 e modificare l’aliquota cedolare secca, è bene avere a portata di mano i seguenti documenti:

  • Copia del contratto di locazione registrato (anche scaricabile dall’area riservata AdE);
  • Ricevuta di registrazione con estremi (data, numero, ufficio territoriale, codice tipologia);
  • Attestazione di rispondenza per i contratti a canone concordato (rilasciata dalle associazioni firmatarie);
  • Modello RLI di opzione cedolare (se l’opzione è stata esercitata dopo la registrazione);
  • Visura catastale aggiornata dell’immobile (rendita, categoria, classe);
  • F24 degli acconti versati nel 2025 (codici tributo 1840 e 1841);
  • Per le locazioni brevi: ricevute delle piattaforme (Airbnb, Booking) con dettaglio canoni incassati e ritenute subite, oltre alla CU rilasciata dall’intermediario;
  • SPID, CIE o CNS per accedere al portale dell’Agenzia delle Entrate.

Tenere ordinata questa documentazione ti permette di rispondere rapidamente a eventuali richieste di chiarimento da parte dell’Agenzia, che ha tempo fino al 31 dicembre del quinto anno successivo per controllare la dichiarazione (quindi fino al 31 dicembre 2031 per i redditi 2025).

Quando rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine

Modificare l’aliquota cedolare secca nel Modello Redditi PF precompilato è un’operazione apparentemente semplice, ma diventa delicata in alcune situazioni specifiche. Conviene affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine se ti trovi in uno di questi casi:

  • Più contratti con tipologie diverse (canone libero + concordato + breve) sullo stesso immobile o su immobili diversi;
  • Locazioni brevi con multipli immobili e necessità di gestire il passaggio dal 21% al 26%;
  • Subentro per successione o donazione in corso d’anno (situazione frequente in Friuli Venezia Giulia per via del sistema tavolare, che richiede attenzioni specifiche sull’imputazione temporale dei redditi);
  • Contratti rinegoziati o cambio di destinazione d’uso a metà anno;
  • Errori già commessi negli anni precedenti da sanare con dichiarazione integrativa;
  • Comunicazioni di irregolarità già ricevute dall’Agenzia delle Entrate;
  • Mancata attestazione di rispondenza per contratti concordati passati: il CAF può aiutarti a richiederla a sanatoria.

In Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia. Questo richiede competenze specifiche nella gestione delle pratiche immobiliari e delle dichiarazioni dei redditi che coinvolgono successioni con immobili locati: il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale con questo sistema ed è il punto di riferimento per chi opera in regione.

Il nostro staff può verificare la correttezza del precompilato, calcolare la convenienza tra cedolare e regime ordinario IRPEF, gestire la modifica del Quadro RB, predisporre gli F24 con i corretti codici tributo (1840 saldo, 1841 acconti) e seguirti per eventuali comunicazioni successive dall’Agenzia. Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza dedicata.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti sulla cedolare secca nel precompilato

Posso modificare l’aliquota cedolare secca direttamente dal precompilato online?

Sì, una volta entrato nell’area precompilata con SPID/CIE/CNS, selezionando il Modello Redditi PF 2026 puoi modificare i dati del Quadro RB, comprese le aliquote di cedolare secca (codice 3 per aliquota 21%, codice 8 per aliquota 10%, codice 14 per locazioni brevi 26% dal secondo immobile).

Quale aliquota cedolare secca si applica al canone concordato nel 2026?

Il canone concordato (contratti 3+2 ex Legge 431/1998 art. 2 comma 3) gode dell’aliquota agevolata del 10% in tutti i Comuni ad alta tensione abitativa o tra quelli colpiti da calamità. Negli altri Comuni si applica l’aliquota standard del 21%.

Come funziona la cedolare secca al 26% per le locazioni brevi nel 2026?

Dal 2024 (L. 213/2023) la cedolare secca per locazioni brevi è al 21% se loci un solo immobile, e al 26% dal secondo al quarto immobile destinato a locazione breve nell’anno. Oltre il quarto immobile si configura attività d’impresa e la cedolare non è ammessa.

Cosa rischio se accetto il precompilato con l’aliquota cedolare secca sbagliata?

Rischi di pagare imposte maggiori del dovuto (es. 21% invece di 10%) oppure, al contrario, una sanzione per omesso/insufficiente versamento se applichi un’aliquota più bassa di quella spettante. La precompilata accettata senza modifiche evita controlli formali, ma non sana dati errati di partenza: la responsabilità resta del contribuente.

Quanto tempo ho per modificare il Modello Redditi PF 2026 precompilato?

Il Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) deve essere inviato entro il 30 novembre 2026. Tuttavia il termine per la cedolare secca legato al versamento del saldo è il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%). Conviene modificare e inviare prima delle scadenze di pagamento per evitare errori sui versamenti F24.

Devo rivolgermi al CAF anche se il precompilato sembra corretto?

Per dichiarazioni semplici puoi procedere autonomamente. Tuttavia, se hai contratti misti (parte canone libero, parte concordato), locazioni brevi, immobili in comproprietà o quote diverse, è preferibile rivolgersi al CAF per evitare errori sulle aliquote e sugli adempimenti collaterali (es. SIIP per locazioni brevi).

Maggio 27, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 12:10:272026-05-31 17:43:23Cedolare Secca nel Modello Redditi PF Precompilato 2026: Come Modificare l’Aliquota Errata
CAF, CRIPTOVALUTE, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Criptovalute nel Modello 730/2026, quando e come si dichiarano: le regole

Dichiarazione dei redditi 730

Se nel 2025 hai comprato, venduto, scambiato Bitcoin, Ethereum o altre criptovalute, oppure se semplicemente le hai detenute su un wallet o su un exchange estero, la dichiarazione dei redditi 2026 ti riguarda direttamente. La domanda che ci sentiamo fare ogni primavera al CAF Centro Fiscale di Udine è sempre la stessa: «Posso dichiarare le mie cripto nel Modello 730/2026?». La risposta breve è: no, non puoi. La risposta lunga è che il 730 non è lo strumento adatto e che, per le cripto-attività, devi obbligatoriamente compilare il Modello Redditi Persone Fisiche 2026, anche se per il resto dei tuoi redditi il 730 sarebbe sufficiente.

In questa guida operativa spiegheremo, in modo chiaro e con esempi concreti, perché le criptovalute non si dichiarano nel 730, quali quadri devi usare nel Modello Redditi PF 2026, qual è la nuova aliquota al 33% sulle plusvalenze in vigore dal 2026, come funzionano il Quadro W e il Quadro RT, qual è la soglia di esenzione e come gestire la direttiva DAC8 che, dal 2026, obbliga gli exchange a comunicare i dati al Fisco. Tutto aggiornato alla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e alle ultime circolari dell’Agenzia delle Entrate.

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Indice dei contenuti

  1. Perché le criptovalute non si dichiarano nel Modello 730/2026
  2. Chi deve dichiarare le criptovalute nel 2026
  3. Quali quadri usare nel Modello Redditi PF 2026
  4. Quadro W: monitoraggio fiscale e IVCA
  5. Quadro RT: plusvalenze e nuova aliquota 33%
  6. Aliquota 33% dal 2026: cosa cambia rispetto al 26%
  7. Soglia di esenzione 2.000 euro: come funziona
  8. Esempi pratici di calcolo (LIFO, plusvalenze, minusvalenze)
  9. IVCA: l’imposta sul valore delle cripto-attività
  10. Mining, staking, airdrop e NFT: come si tassano
  11. DAC8: cosa cambia dal 2026 con lo scambio automatico
  12. Sanzioni e ravvedimento operoso
  13. Scadenze 2026 e modalità di pagamento
  14. Gli errori più comuni da evitare
  15. Domande frequenti

Perché le criptovalute non si dichiarano nel Modello 730/2026

La regola, spesso ignorata, è semplice: il Modello 730 è pensato per lavoratori dipendenti e pensionati con redditi «ordinari», che non richiede compilazioni complesse e che permette di ottenere il rimborso o pagare l’eventuale debito direttamente in busta paga o sulla pensione. Le cripto-attività sono però trattate dal Fisco come strumenti finanziari particolari, soggetti a:

  • monitoraggio fiscale (obbligo di indicare wallet e saldi al 31/12);
  • imposta sostitutiva sulle plusvalenze;
  • IVCA, l’Imposta sul Valore delle Cripto-Attività.

Tutti questi adempimenti richiedono quadri specifici (il Quadro W e il Quadro RT) che non esistono nel Modello 730/2026. Di conseguenza, se nel 2025 hai detenuto o movimentato criptovalute, il 730 da solo non basta. La soluzione corretta è presentare il Modello Redditi Persone Fisiche 2026, eventualmente in aggiunta al 730 (modalità nota come «730 + Redditi PF integrativo») oppure presentando solo il Modello Redditi PF.

Chi deve dichiarare le criptovalute nel 2026

L’obbligo di dichiarazione delle cripto-attività nasce in due situazioni distinte, e non sempre coincidono:

  • Detenzione di cripto al 31/12/2025 (anche senza vendite): scatta l’obbligo di compilare il Quadro W per il monitoraggio fiscale e per il versamento dell’IVCA (0,2% sul valore detenuto).
  • Realizzo di plusvalenze nel 2025 (vendita, scambio, conversione in euro o in altra crypto, pagamento di beni/servizi): scatta l’obbligo di compilare il Quadro RT per la tassazione delle plusvalenze.

In altre parole: anche chi nel 2025 non ha venduto nemmeno un satoshi, ma ha lasciato fermi 1.000 euro di Bitcoin sull’exchange Binance al 31/12, ha l’obbligo di dichiararli nel Quadro W. Viceversa, chi ha venduto cripto generando plusvalenze deve compilare il Quadro RT, anche se al 31/12 non ne deteneva più nemmeno una.

Attenzione: i wallet self-custody (Ledger, Trezor, MetaMask, Phantom, ecc.) e quelli su exchange esteri (Binance, Kraken, Coinbase) sono i casi più comuni di obbligo dichiarativo. Anche gli exchange italiani (Young Platform, Conio, The Rock Trading) implicano dichiarazione del saldo nel Quadro W, salvo che applichino regime amministrato: in tal caso, l’IVCA è trattenuta dall’intermediario.

Quali quadri usare nel Modello Redditi PF 2026

Nel Modello Redditi Persone Fisiche 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025) la dichiarazione delle cripto-attività si gioca su tre quadri principali, da compilare a seconda della situazione del contribuente:

QuadroA cosa serveQuando si compila
Quadro WMonitoraggio fiscale delle cripto detenute all’estero e su exchange senza ritenuta + calcolo IVCASempre, se hai detenuto cripto nel 2025 (anche senza vendite)
Quadro RT, Sezione II-bisPlusvalenze da cripto-attività tassate al 33% (dal 2026)Quando hai realizzato plusvalenze o minusvalenze nel 2025
Quadro RL, Sezione IIRedditi diversi da mining/staking/airdrop se occasionaliSolo per casi specifici (mining hobbistico, airdrop ricevuti, alcune forme di staking)

Il Quadro W, introdotto dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022), ha sostituito il vecchio Quadro RW per le cripto-attività dal 2023. Resta tuttavia consuetudine, anche nelle comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate, sentire parlare di «monitoraggio fiscale via RW»: oggi, per le crypto, il quadro corretto è W.

Quadro W: monitoraggio fiscale e IVCA

Il Quadro W del Modello Redditi PF 2026 ha due funzioni complementari:

  • Sezione I – Monitoraggio fiscale: serve a comunicare al Fisco l’esistenza e il valore delle cripto detenute all’estero (o su intermediari non residenti). È un obbligo formale di trasparenza.
  • Sezione II – IVCA: serve a liquidare l’Imposta sul Valore delle Cripto-Attività, pari allo 0,2% (2 per mille) del valore complessivo al 31/12/2025.

Per ogni rigo del Quadro W devi indicare:

  • codice cripto-attività (es. codice 21 per «cripto-attività»);
  • identificativo dell’exchange o del wallet;
  • quota di possesso (%);
  • valore iniziale e finale dell’anno;
  • periodo di possesso (in giorni);
  • importo dell’IVCA dovuta.

Esempio: hai detenuto 0,5 BTC dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025 su un wallet self-custody. Valore al 31/12/2025: 32.000 euro. IVCA dovuta = 32.000 × 0,2% = 64 euro. L’imposta va versata con i codici tributo dedicati (1727 per saldo, 1728 per la prima rata di acconto, 1729 per la seconda) entro le scadenze ordinarie del Modello Redditi PF.

Quadro RT: plusvalenze e nuova aliquota 33%

Il Quadro RT, Sezione II-bis è il cuore della tassazione cripto. Qui si calcolano le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dalla cessione di cripto-attività nel 2025 e si applica l’imposta sostitutiva.

Per la dichiarazione 2026 (anno d’imposta 2025) l’aliquota applicabile è ancora il 26%, in quanto la riforma introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 si applica alle plusvalenze realizzate dal 1° gennaio 2026 in poi. Quindi:

  • Plusvalenze realizzate nel 2025 (Modello Redditi PF 2026) → aliquota 26%;
  • Plusvalenze realizzate nel 2026 (Modello Redditi PF 2027) → aliquota 33%.

Questa è una delle informazioni più importanti, perché molti utenti commettono l’errore di applicare già il 33% sulla dichiarazione 2026. Attenzione: i 730 e i Redditi PF presentati nel 2026 si riferiscono ai redditi 2025 e quindi all’aliquota del 26%. Le operazioni effettuate dal 1° gennaio 2026 in avanti saranno invece tassate al 33% e finiranno nel Modello Redditi PF 2027.

Metodo LIFO obbligatorio

Per calcolare la plusvalenza si usa il metodo LIFO (Last In, First Out): si considera che le prime cripto vendute siano le ultime acquistate. Questo criterio è stato espressamente confermato dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare 30/E/2023 e successive risoluzioni.

Aliquota 33% dal 2026: cosa cambia rispetto al 26%

La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, comma 25) ha innalzato l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze da cripto-attività dal 26% al 33%, con decorrenza 1° gennaio 2026. Si tratta dell’aliquota più alta mai applicata in Italia a una rendita finanziaria di questo tipo, persino superiore al 26% dei dividendi e degli interessi sui titoli di Stato esteri.

Periodo realizzoAliquotaDichiarazioneNorma
202326%Redditi PF 2024L. 197/2022
202426%Redditi PF 2025L. 197/2022
202526%Redditi PF 2026L. 197/2022
202633%Redditi PF 2027L. 207/2024

L’aumento al 33% è stato accompagnato dall’eliminazione della franchigia di 2.000 euro a partire dalle plusvalenze del 2026: dall’anno fiscale 2026 in poi, infatti, anche le plusvalenze sotto soglia diventano imponibili. Questa è una novità di rilievo che deve far riflettere chi gestisce piccole somme: fino al 31/12/2025 valeva la soglia di esenzione di 2.000 euro annui; dal 2026 ogni euro di plusvalenza sarà tassato. Tieni quindi presente che nella dichiarazione 2026 (redditi 2025) la franchigia 2.000 euro è ancora valida, mentre sparirà nella dichiarazione 2027 (redditi 2026).

Soglia di esenzione 2.000 euro: come funziona

Per il Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) vige ancora la soglia di esenzione di 2.000 euro introdotta dalla L. 197/2022. La regola è questa: se la somma algebrica annua di plusvalenze e minusvalenze realizzate è inferiore o uguale a 2.000 euro, queste plusvalenze non sono tassate e non concorrono alla formazione del reddito imponibile.

Attenzione: la soglia è di esenzione, non di franchigia. Cosa significa?

  • Se realizzi 1.800 euro di plusvalenza → non paghi nulla;
  • Se realizzi 2.500 euro di plusvalenza → tassi l’intera somma al 26% (= 650 euro), non solo i 500 euro eccedenti.

Inoltre, anche se la plusvalenza è sotto soglia e non viene tassata, restano comunque obbligatori il monitoraggio fiscale (Quadro W) e il versamento dell’IVCA.

Esempi pratici di calcolo (LIFO, plusvalenze, minusvalenze)

Vediamo tre casi concreti di contribuenti che si rivolgono al CAF Centro Fiscale, per capire come si calcolano le imposte.

Caso 1 – Piccolo investitore con plusvalenza sotto soglia

Marco ha comprato 0,02 BTC a marzo 2025 per 1.400 euro e li ha rivenduti a novembre per 2.900 euro. Plusvalenza: 1.500 euro. Essendo sotto la soglia di 2.000 euro, Marco non paga imposta sostitutiva, ma deve comunque compilare il Quadro W per il monitoraggio (nei mesi di possesso) e versare l’IVCA proporzionale al periodo.

Caso 2 – Investitore medio con plusvalenza tassabile

Laura ha acquistato 1 ETH a gennaio 2024 per 2.200 euro e lo ha venduto a ottobre 2025 per 4.700 euro. Plusvalenza: 2.500 euro. Supera la soglia, quindi l’intera plusvalenza è tassabile: 2.500 × 26% = 650 euro di imposta sostitutiva da versare con il codice tributo 1715. Anche in questo caso vanno compilati il Quadro RT, Sezione II-bis, e il Quadro W.

Caso 3 – Operatore attivo con metodo LIFO

Davide ha acquistato 3 ETH in tre tranche: aprile 2023 a 1.800 euro, gennaio 2024 a 2.500 euro, agosto 2025 a 3.200 euro. A novembre 2025 vende 1 ETH a 3.500 euro. Con il metodo LIFO, l’ETH venduto è quello acquistato più di recente (agosto 2025 a 3.200 euro). Plusvalenza: 3.500 − 3.200 = 300 euro (sotto soglia). Davide non paga imposta, ma deve dichiarare tutti i 3 ETH detenuti nel Quadro W.

Caso 4 – Compensazione delle minusvalenze

Le minusvalenze realizzate sulle cripto-attività possono essere portate in compensazione con plusvalenze cripto fino ai 4 periodi d’imposta successivi. Importante: non possono compensare plusvalenze di altri strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, ETF), e viceversa.

IVCA: l’imposta sul valore delle cripto-attività

L’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività) è analoga all’IVAFE applicata ai conti esteri: si versa annualmente in misura pari allo 0,2% (2 per mille) del valore complessivo delle cripto detenute al 31 dicembre 2025, indipendentemente dall’aver realizzato o meno plusvalenze.

Differenze rispetto all’IVAFE:

  • Base imponibile: valore al 31/12 di tutte le cripto detenute (non la giacenza media);
  • Esonero: se il versamento dovuto è inferiore a 12 euro, non si paga;
  • Esonero ulteriore: niente IVCA per le cripto su exchange italiani con regime amministrato che fungono da sostituti d’imposta;
  • Codici tributo: 1727 (saldo), 1728 (acconto 1° rata), 1729 (acconto 2° rata).

Un esempio rapido: se al 31/12/2025 detieni cripto per un controvalore complessivo di 10.000 euro, l’IVCA dovuta è 10.000 × 0,002 = 20 euro. Se ne detieni 5.000, l’imposta sarebbe di 10 euro: sotto la soglia minima di 12 euro, quindi non dovuta.

Mining, staking, airdrop e NFT: come si tassano

Oltre alle plusvalenze classiche da compravendita, esistono altre forme di reddito legate alle cripto-attività che hanno una tassazione propria.

Mining

Il mining svolto in modalità hobbistica/occasionale rientra tra i redditi diversi (Quadro RL, Sezione II) e si tassa come reddito ordinario in base all’aliquota IRPEF del contribuente. Se invece il mining è svolto in forma professionale e organizzata, costituisce reddito d’impresa con apertura di partita IVA, fatturazione elettronica e tutti i relativi adempimenti contabili.

Staking

Lo staking, ossia il blocco di cripto per ottenere ricompense (rewards), è trattato come plusvalenza cripto: i rewards confluiscono nel Quadro RT e sono tassati al 26% per le maturazioni 2025 (33% dal 2026). Il momento impositivo è quello in cui i rewards diventano disponibili, valutati al cambio del giorno di accredito.

Airdrop

Gli airdrop ricevuti gratuitamente sono inquadrati come redditi diversi occasionali, tassati secondo aliquota IRPEF nel Quadro RL al momento in cui sono percepiti, valutati al cambio di ricezione. Quando vengono successivamente venduti, si determina poi un’eventuale plusvalenza/minusvalenza sulla base del costo fiscale già tassato come reddito diverso.

NFT

Gli NFT sono assimilati a cripto-attività dal 2023 e seguono le stesse regole: plusvalenze nel Quadro RT, monitoraggio e IVCA nel Quadro W, con valutazione al valore di mercato al 31/12.

DAC8: cosa cambia dal 2026 con lo scambio automatico

La direttiva europea DAC8 (Direttiva UE 2023/2226) ha introdotto, per la prima volta a livello UE, un sistema di scambio automatico di informazioni sulle cripto-attività tra Stati membri. Il recepimento italiano è in vigore dal 2026: significa che, da quest’anno, gli exchange e i prestatori di servizi cripto (CASP) con clientela italiana saranno tenuti a comunicare automaticamente all’Agenzia delle Entrate i dati di:

  • identità degli utenti residenti in Italia;
  • saldi delle cripto detenute;
  • operazioni di compravendita e scambio effettuate.

In pratica, dal 2026 chi pensa di non dichiarare le proprie cripto rischia di essere scoperto in automatico. L’Agenzia delle Entrate sta già ricevendo i dati di milioni di account italiani aperti su Binance, Coinbase, Kraken e altri exchange. Anche se DAC8 entra ufficialmente in regime dal 2026, gli effetti sui controlli si vedranno già sulle dichiarazioni 2026 (redditi 2025), perché il Fisco incrocerà le informazioni a posteriori.

Sanzioni e ravvedimento operoso

Le sanzioni per chi omette o dichiara parzialmente le cripto-attività sono particolarmente severe. Ecco un riepilogo delle principali violazioni e delle relative sanzioni:

ViolazioneSanzione minimaSanzione massimaNote
Omessa compilazione Quadro W (monitoraggio)3% del valore non dichiarato15% del valore non dichiaratoRaddoppiata per Paesi black list
Omesso versamento IVCA30% dell’imposta30% dell’impostaRiducibile con ravvedimento
Omessa indicazione plusvalenze (Quadro RT)90% imposta non versata180% imposta non versataSi applica anche se l’imposta è pari a zero
Dichiarazione infedele90% maggiore imposta180% maggiore impostaRiducibile con ravvedimento

Chi si accorge dell’errore può sanare la posizione con il ravvedimento operoso, ottenendo una forte riduzione della sanzione in base al tempo trascorso (da 1/10 entro 30 giorni a 1/5 oltre i 2 anni). Per i casi più complessi, è consigliato rivolgersi a un professionista o al CAF per evitare ulteriori errori in fase di regolarizzazione.

Scadenze 2026 e modalità di pagamento

Le principali scadenze del Modello Redditi Persone Fisiche 2026 sono:

  • 30 giugno 2026 – versamento del saldo IRPEF, dell’imposta sostitutiva sulle cripto e dell’IVCA, senza maggiorazione;
  • 30 luglio 2026 – versamento con maggiorazione dello 0,4%;
  • 30 novembre 2026 – secondo acconto IRPEF e seconda rata di acconto IVCA;
  • 31 ottobre 2026 – presentazione telematica del Modello Redditi PF 2026.

I codici tributo principali da usare nel Modello F24 sono:

  • 1715 – imposta sostitutiva su plusvalenze da cripto-attività;
  • 1727 – saldo IVCA;
  • 1728 – prima rata di acconto IVCA;
  • 1729 – seconda rata di acconto IVCA.

Gli errori più comuni da evitare

Negli anni abbiamo visto ripetersi gli stessi errori. I principali, da evitare assolutamente:

  1. Pensare di poter dichiarare le cripto nel 730: il 730 non prevede i quadri W e RT, è obbligatorio il Modello Redditi PF.
  2. Applicare già il 33% sulle plusvalenze 2025: l’aliquota 33% si applica solo alle plusvalenze realizzate dal 1° gennaio 2026.
  3. Dimenticare il Quadro W in caso di sola detenzione: anche senza vendite, se hai cripto al 31/12 devi dichiarare i wallet e versare l’IVCA.
  4. Confondere franchigia ed esenzione: la soglia 2.000 euro è di esenzione totale, ma una volta superata si tassa l’intero importo.
  5. Considerare estere solo le cripto su Binance o Coinbase: anche le cripto in self-custody (Ledger, MetaMask) richiedono monitoraggio.
  6. Compensare minusvalenze cripto con plusvalenze azionarie: i due regimi sono separati.
  7. Trascurare gli airdrop ricevuti: sono redditi diversi tassati a IRPEF nel momento della percezione.
  8. Dimenticare le operazioni di swap: anche lo scambio crypto-to-crypto realizza plusvalenza.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti

Posso aggiungere le criptovalute al mio Modello 730/2026?

No. Il 730 non prevede i quadri W e RT, fondamentali per dichiarare le cripto. Devi presentare il Modello Redditi Persone Fisiche 2026, eventualmente in aggiunta al 730 se hai redditi da lavoro dipendente o pensione.

Se ho solo 200 euro di Bitcoin su Binance devo dichiararli?

Sì. L’obbligo di monitoraggio fiscale nel Quadro W non ha una soglia di esenzione: anche piccoli importi vanno dichiarati. L’IVCA non si paga se inferiore a 12 euro, ma la sola compilazione del quadro è comunque obbligatoria.

L’aliquota 33% si applica già nella dichiarazione 2026?

No. Nel Modello Redditi PF 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025) le plusvalenze restano tassate al 26%. L’aliquota del 33% si applica solo alle plusvalenze realizzate dal 1° gennaio 2026, che andranno dichiarate nel Modello Redditi PF 2027.

Cos’è la rivalutazione cripto e mi conviene?

La Legge di Bilancio 2023 ha introdotto la possibilità di rivalutare le cripto detenute al 1° gennaio, versando un’imposta sostitutiva agevolata. Successive proroghe hanno reiterato la possibilità di rivalutare anche le cripto possedute al 1° gennaio 2025 e 1° gennaio 2026 (consulta gli ultimi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate per aliquote e scadenze aggiornate). La rivalutazione conviene se prevedi una vendita futura con plusvalenza significativa: aumentando il costo fiscale, riduci l’imponibile da tassare al 33%. È una valutazione caso per caso che richiede simulazioni.

Come dichiaro le cripto se uso più exchange e wallet?

Ogni exchange/wallet va indicato in un rigo separato del Quadro W, con i propri valori al 1° gennaio e al 31 dicembre 2025. Per il Quadro RT (plusvalenze) si sommano invece tutte le operazioni dell’anno, applicando il metodo LIFO sull’insieme delle cripto della stessa tipologia.

E se l’exchange italiano fa da sostituto d’imposta?

Alcuni exchange italiani (come Young Platform per il regime amministrato) trattengono direttamente l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze e versano l’IVCA. In tal caso, sei esonerato dalla compilazione del Quadro W e del Quadro RT per le cripto custodite presso quell’intermediario, ma resta l’obbligo dichiarativo per quelle detenute altrove.

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Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine per la tua dichiarazione cripto

La dichiarazione delle cripto-attività è uno degli adempimenti più complessi della dichiarazione dei redditi, con rischi elevati di errore e sanzioni significative. Il nostro team di esperti del CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in ogni fase:

  • raccolta degli estratti conto di tutti i tuoi exchange e wallet;
  • calcolo accurato di plusvalenze e minusvalenze con metodo LIFO;
  • compilazione del Quadro W (monitoraggio + IVCA) e del Quadro RT per le plusvalenze;
  • simulazione del vantaggio della rivalutazione cripto;
  • predisposizione e invio del Modello Redditi PF 2026 integrato con il 730;
  • assistenza per il ravvedimento operoso in caso di omissioni passate.

Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per fissare un appuntamento dedicato: ti aiuteremo a regolarizzare la tua posizione, evitando sanzioni e ottimizzando il carico fiscale. Telefono, email e indirizzo sono disponibili nella pagina contatti del nostro sito.

Fonti normative principali: Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Bilancio 2023), art. 1 commi 126-147; Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Bilancio 2025), art. 1 c. 25; Agenzia delle Entrate – Sezione cripto-attività; Circolare n. 30/E del 27/10/2023; D.Lgs. attuativo direttiva UE 2023/2226 (DAC8); TUIR – D.P.R. 917/1986, art. 67 comma 1 lett. c-sexies.

Maggio 25, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 08:25:432026-05-31 17:44:43Criptovalute nel Modello 730/2026, quando e come si dichiarano: le regole
DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Redditi PF 2026 Online: Si Può Già Modificare la Dichiarazione Precompilata

Dichiarazione dei redditi 730

I **Redditi PF 2026 online** sono già disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate e, novità di quest’anno, **si possono già modificare**. Dal **30 aprile 2026** il contribuente può accedere alla **dichiarazione precompilata 2026** del modello Redditi Persone Fisiche, visualizzarla, integrarla e correggerla prima dell’invio definitivo. Si tratta di un passo importante che valorizza il ruolo del contribuente come protagonista attivo della propria dichiarazione dei redditi. In questa guida del **CAF Centro Fiscale di Udine** spieghiamo cosa contiene la **precompilata**, come modificarla, quali sono le scadenze del **modello Redditi PF 2026** e perché conviene farsi assistere da un CAF per evitare errori. Vedremo anche le differenze rispetto al **modello 730 precompilato** e quando conviene scegliere l’uno o l’altro.

Indice dei contenuti

  1. Redditi PF 2026 Online: Cos’è la Precompilata e Cosa Cambia
  2. Quando è Disponibile e Chi Può Accedere ai Redditi PF 2026 Online
  3. Cosa Contiene il Modello Redditi PF 2026 Precompilato
  4. Come Modificare e Integrare i Redditi PF 2026 Online
  5. Termini di Invio dei Redditi PF 2026
  6. Redditi PF 2026 vs 730 Precompilato: Quale Scegliere
  7. Il Ruolo del CAF Centro Fiscale nella Dichiarazione Redditi PF 2026
  8. Cosa Fare Dopo l’Invio della Dichiarazione Redditi PF 2026
  9. Domande frequenti

Redditi PF 2026 Online: Cos’è la Precompilata e Cosa Cambia

Il **modello Redditi PF** è la dichiarazione dei redditi che devono presentare le **persone fisiche** che non possono utilizzare il 730 oppure scelgono di non utilizzarlo: titolari di **partita IVA**, contribuenti con **redditi esteri**, eredi che dichiarano per il de cuius, soggetti con plusvalenze finanziarie o **redditi da criptovalute**, lavoratori senza sostituto d’imposta. Dal 2026 anche questo modello è disponibile in versione **precompilata** sul sito dell’Agenzia delle Entrate. La principale novità è che l’apertura della precompilata è slittata al **30 aprile 2026**, due settimane più tardi rispetto agli anni passati (era il 15 aprile fino al 2025). Lo spostamento serve all’Agenzia per integrare meglio i dati ricevuti dai sostituti d’imposta e dagli enti esterni. Il **modello Redditi PF 2026** precompilato non è una semplice bozza: contiene già la maggior parte dei dati fiscali del contribuente, recuperati automaticamente da fonti certificate. Il contribuente deve verificarli, eventualmente correggerli e poi confermare l’invio.

Quando è Disponibile e Chi Può Accedere ai Redditi PF 2026 Online

Il calendario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate per i **Redditi PF 2026 online** prevede tre date chiave. Dal **30 aprile 2026** la precompilata è consultabile in modalità solo visualizzazione e da pochi giorni dopo è già possibile **modificare e integrare** i dati. La trasmissione definitiva del modello Redditi PF deve avvenire **entro il 30 novembre 2026**, salvo proroghe ufficiali. Possono accedere alla precompilata tutti i contribuenti dotati di credenziali digitali. L’accesso è possibile con **SPID** (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2, **CIE** (Carta d’Identità Elettronica con PIN) o **CNS** (Carta Nazionale dei Servizi, ad esempio la Tessera Sanitaria attivata). In alternativa è possibile delegare un **CAF** o un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro) che accede per conto del cittadino tramite il proprio canale Entratel. Per chi non ha familiarità con i portali pubblici, il **CAF Centro Fiscale di Udine** offre l’accesso assistito gratuito alla propria dichiarazione.

Credenziali Necessarie per Accedere

Per entrare nella tua area riservata sul sito dell’**Agenzia delle Entrate** servono credenziali digitali valide. **SPID** è la soluzione più diffusa: si ottiene gratuitamente o a basso costo da gestori accreditati (Poste, Aruba, InfoCert, Namirial e altri). La **CIE** richiede il PIN consegnato al momento del rilascio della carta e un lettore NFC oppure uno smartphone abilitato. La **CNS** è la Tessera Sanitaria attivata presso uno sportello regionale: dopo l’attivazione si usa con lettore smart card. Senza una di queste credenziali non è possibile visualizzare i **Redditi PF 2026 online** in autonomia.

Cosa Contiene il Modello Redditi PF 2026 Precompilato

Il **modello Redditi PF 2026** precompilato contiene un patrimonio di informazioni già raccolte dall’Agenzia delle Entrate. Tra i dati pre-inseriti rientrano i redditi da lavoro dipendente e assimilati (trasmessi dai datori di lavoro con la **CU 2026**), i redditi da pensione (comunicati da INPS e altri enti), i redditi da locazione registrati. Sul fronte degli oneri deducibili e detraibili, sono già caricati interessi sui mutui, premi assicurativi vita e infortuni, contributi previdenziali obbligatori e volontari, contributi versati a forme di previdenza complementare. Sono presenti anche le **spese sanitarie** comunicate al Sistema Tessera Sanitaria (visite mediche, farmaci, prestazioni specialistiche), le spese per istruzione, gli oneri per attività sportive dei figli e le erogazioni liberali. Sono inserite le spese funebri e quelle di ristrutturazione e risparmio energetico che danno diritto a **detrazioni fiscali**. Il contribuente trova precompilati anche i versamenti F24 effettuati nel corso del 2025, gli acconti già pagati e le **compensazioni** richieste. Una sezione importante riguarda i redditi soggetti a tassazione separata, le plusvalenze finanziarie e i redditi di capitale per i quali è stata operata una ritenuta. Per chi ha posizioni in **criptovalute** o conti esteri, restano da compilare manualmente i quadri W e RM in molti casi, perché l’Agenzia non sempre ha informazioni complete in via automatica.

Come Modificare e Integrare i Redditi PF 2026 Online

Modificare i **Redditi PF 2026 online** è più semplice di quanto si possa pensare, ma richiede attenzione. Dopo l’accesso all’area riservata con SPID, CIE o CNS, il contribuente trova la sezione dedicata alla dichiarazione precompilata. Da lì può scegliere se accettare il modello senza modifiche oppure se procedere con modifiche o integrazioni. Le **modifiche** consistono nella correzione di dati già inseriti (ad esempio un reddito da locazione errato), mentre le **integrazioni** aggiungono informazioni mancanti (ad esempio detrazioni non comunicate dagli enti esterni). Dopo ogni modifica il sistema ricalcola automaticamente l’imposta dovuta o il rimborso spettante, mostrando una sintesi aggiornata. È sempre possibile salvare la bozza e tornare in un secondo momento. Una volta soddisfatti del risultato, si procede con l’invio definitivo tramite il pulsante apposito. È fondamentale ricordare che chi modifica la precompilata potrebbe perdere alcune semplificazioni sui controlli formali previste per chi la accetta senza modifiche, soprattutto per il 730. Per il modello Redditi PF questo aspetto è meno rilevante, ma è comunque utile saperlo.

Documenti da Tenere a Portata di Mano

Prima di iniziare a modificare la **dichiarazione precompilata 2026**, conviene avere a portata di mano alcuni documenti chiave. Servono la **CU 2026** ricevuta dal datore di lavoro o dall’INPS, le fatture delle **spese sanitarie** non comunicate al Sistema TS, le ricevute di donazioni e contributi associativi, gli estratti conto bancari per i bonifici di ristrutturazione e gli attestati delle polizze assicurative. Per chi ha posizioni complesse (redditi esteri, partite IVA, eredità) il consiglio è di rivolgersi al **CAF Centro Fiscale di Udine** che verifica la coerenza di tutti i dati.

Errori Più Frequenti da Evitare

Gli errori più comuni nella modifica del **modello Redditi PF 2026** sono dimenticare di indicare redditi esteri o cripto-attività, inserire detrazioni senza la documentazione di supporto, sbagliare il calcolo degli acconti dovuti per l’anno successivo, non riportare correttamente le perdite pregresse. Un errore frequente è anche presentare il modello Redditi quando si poteva utilizzare un 730 più semplice, oppure viceversa presentare un 730 quando la propria situazione richiedeva il modello Redditi PF. In caso di dubbio, una consulenza preventiva al CAF evita problemi successivi.

Termini di Invio dei Redditi PF 2026

La scadenza ordinaria per l’invio del **modello Redditi PF 2026** è fissata al **30 novembre 2026**. Si tratta di una scadenza significativamente più lunga rispetto a quella del modello 730, che invece deve essere trasmesso entro il **30 settembre 2026**. Questa differenza temporale offre più respiro a chi presenta il modello Redditi, ma attenzione: non significa che si possano rimandare i pagamenti. I saldi e gli acconti seguono il calendario classico dei versamenti fiscali, con scadenze a giugno e luglio per il saldo IRPEF e per il primo acconto, e a novembre per il secondo acconto. Chi presenta la dichiarazione tardivamente, entro 90 giorni dalla scadenza, deve versare una sanzione ridotta tramite **ravvedimento operoso**. Oltre i 90 giorni la dichiarazione si considera omessa, con conseguenze ben più gravi che possono arrivare al 120-240% dell’imposta dovuta. Il consiglio operativo è quindi quello di non aspettare gli ultimi giorni: gli uffici del CAF, a fine novembre, sono solitamente affollati e il rischio di non riuscire a inviare in tempo è concreto.

Redditi PF 2026 vs 730 Precompilato: Quale Scegliere

Una delle domande più ricorrenti è la differenza tra il **modello Redditi PF 2026** e il **modello 730**. La distinzione è importante perché determina anche i tempi e le modalità del rimborso o del versamento. Il **730** è riservato a lavoratori dipendenti, pensionati e contribuenti con redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente (collaborazioni coordinate, indennità di disoccupazione). Permette di ricevere il rimborso direttamente in busta paga o nella pensione, oppure di pagare le imposte dovute con trattenuta automatica dal sostituto d’imposta. Il **modello Redditi PF** è obbligatorio in altri casi: titolari di partita IVA, contribuenti senza sostituto d’imposta, eredi, soggetti con redditi esteri da quadro W (ex RW), residenti all’estero. Anche chi ha redditi di natura particolare (plusvalenze finanziarie, criptovalute, redditi diversi) deve presentare il modello Redditi PF, eventualmente in aggiunta al 730. Una regola pratica: se il 730 non basta a coprire tutti i redditi, si presenta il modello Redditi PF in alternativa o in aggiunta. Per i casi misti è fortemente consigliata l’assistenza di un CAF o di un professionista.

Il Ruolo del CAF Centro Fiscale nella Dichiarazione Redditi PF 2026

Affrontare in autonomia il **modello Redditi PF 2026** non è impossibile, ma richiede tempo, attenzione e una buona dimestichezza con i quadri della dichiarazione. Il **CAF Centro Fiscale di Udine** offre assistenza completa per chi sceglie di farsi seguire da professionisti del settore. Il servizio comprende la verifica della precompilata, l’inserimento corretto degli oneri deducibili e detraibili, il controllo degli acconti dovuti, la gestione dei quadri speciali per redditi esteri o **criptovalute**, l’assistenza in caso di rimborsi o pagamenti rateizzati. Una particolare attenzione è dedicata ai casi complessi: eredi che presentano la dichiarazione per conto del de cuius, contribuenti con redditi prodotti all’estero, partite IVA che integrano il modello con i quadri RE, LM o RG. Il CAF Centro Fiscale presta anche assistenza specifica per i contribuenti del Friuli Venezia Giulia, una regione con peculiarità fiscali e catastali rilevanti soprattutto per chi gestisce immobili ereditati nel **sistema tavolare**.

Cosa Fare Dopo l’Invio della Dichiarazione Redditi PF 2026

Una volta inviati i **Redditi PF 2026 online**, il contribuente riceve una ricevuta telematica di avvenuta trasmissione. È fondamentale conservarla: in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, è la prova dell’adempimento. Nei giorni successivi viene generata anche la ricevuta di esito, che conferma l’accettazione formale o segnala eventuali errori. Se la dichiarazione comporta un rimborso, l’Agenzia provvede al pagamento secondo i tempi previsti (di solito entro 6 mesi). Se invece risulta un debito, è necessario versare tramite **F24**: in proprio se la dichiarazione è stata inviata in autonomia, oppure tramite addebito sul conto se è stata gestita dal CAF. Per gli importi a debito è possibile la rateazione automatica fino a un certo numero di rate mensili, soluzione utile per chi non può versare tutto in un’unica soluzione. Ricorda che, in caso di errori scoperti dopo l’invio, è possibile presentare una **dichiarazione integrativa** entro determinati termini: il CAF può supportare anche in questa fase.

Domande Frequenti sui Redditi PF 2026 Online

Da quando posso modificare i Redditi PF 2026 online?

I **Redditi PF 2026 online** sono visualizzabili dal **30 aprile 2026** sul sito dell’Agenzia delle Entrate e nei giorni immediatamente successivi è possibile modificarli e integrarli. L’apertura, dal 2026, è slittata di due settimane rispetto al 15 aprile degli anni precedenti.

Quali credenziali servono per accedere alla precompilata 2026?

Servono SPID di livello 2, CIE (Carta d’Identità Elettronica con PIN), oppure CNS (Tessera Sanitaria attivata). In alternativa è possibile delegare un CAF o un commercialista che accede tramite Entratel.

Qual è la scadenza per inviare il modello Redditi PF 2026?

Il **modello Redditi PF 2026** deve essere trasmesso entro il **30 novembre 2026**. Dopo questa data scattano sanzioni: entro 90 giorni si può rimediare con ravvedimento operoso, oltre la dichiarazione è considerata omessa.

Posso usare la precompilata se ho una partita IVA?

Sì, anche i titolari di partita IVA possono accedere ai **Redditi PF 2026 online**, ma molti quadri (RE, LM, RG) devono essere compilati manualmente. Per i titolari di partita IVA è fortemente consigliata l’assistenza di un CAF o di un commercialista.

Qual è la differenza tra Redditi PF 2026 e modello 730?

Il **modello 730** è riservato a lavoratori dipendenti e pensionati con redditi semplici; il **modello Redditi PF** è obbligatorio per partite IVA, contribuenti con redditi esteri, eredi, plusvalenze, criptovalute. Il 730 si invia entro il 30 settembre, il modello Redditi PF entro il 30 novembre.

Cosa succede se modifico la precompilata 2026?

Modificare la **precompilata 2026** è un diritto del contribuente. Per il 730 modificato cambiano alcuni controlli formali; per il modello Redditi PF la modifica non comporta penalizzazioni particolari. L’importante è inserire correttamente tutti i dati.

Conclusione: Affidati al CAF Centro Fiscale

I **Redditi PF 2026 online** rappresentano un’opportunità importante per il contribuente, che può finalmente controllare, modificare e integrare la propria dichiarazione prima dell’invio definitivo. Le tre date da ricordare sono il **30 aprile 2026** per l’apertura della precompilata, il **30 settembre 2026** per il 730 e il **30 novembre 2026** per il modello Redditi PF. Per evitare errori e cogliere tutte le opportunità di **detrazioni fiscali** e **deduzioni**, il **CAF Centro Fiscale di Udine** mette a disposizione la propria esperienza pluriennale. Prenota subito un appuntamento per la tua **dichiarazione precompilata 2026**: ti assistiamo in ogni fase, dalla raccolta dei documenti fino all’invio telematico, con la garanzia di un servizio professionale e personalizzato.

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Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 22:29:572026-05-21 22:30:35Redditi PF 2026 Online: Si Può Già Modificare la Dichiarazione Precompilata
DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Modello Redditi PF 2026: le compensazioni

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La compensazione nel Modello Redditi PF 2026 è uno degli strumenti più potenti a disposizione del contribuente: permette di utilizzare i crediti d’imposta maturati (IRPEF, addizionali, IVA, contributi INPS) per pagare altri debiti tributari, riducendo l’esborso effettivo o azzerandolo del tutto. Per l’anno d’imposta 2025 — dichiarato con Modello Redditi PF 2026 — le regole sono cambiate in più punti: nuove soglie per il visto di conformità, controlli automatici rafforzati dell’Agenzia delle Entrate, codici tributo aggiornati e tempi precisi per evitare sanzioni.

In questa guida pratica del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto ciò che serve sapere per compensare correttamente nel 2026: come funziona la compensazione orizzontale e quella verticale, quali sono i limiti, quando serve il visto di conformità, quali sono le scadenze del modello F24, i codici tributo da usare e gli esempi pratici per non sbagliare. Aggiornato con i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate e le novità della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e del decreto attuativo D.Lgs. 1/2024.

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Che cos’è la compensazione nel Modello Redditi PF 2026

La compensazione è il meccanismo che consente al contribuente di utilizzare un credito d’imposta — cioè una somma che lo Stato deve restituirgli — per estinguere un debito tributario, evitando di chiedere un rimborso (che richiederebbe tempi lunghi) e di versare materialmente le imposte dovute. È disciplinata dall’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 e rappresenta uno dei principali vantaggi della dichiarazione dei redditi.

Quando si compila il Modello Redditi PF 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025), il sistema calcola in automatico l’imposta dovuta e la confronta con quanto già versato durante l’anno (ritenute, acconti, crediti d’imposta). Se il saldo è negativo, è emerso un credito che può essere:

  • Compensato con altri debiti tributari o contributivi (la scelta più rapida);
  • Chiesto a rimborso all’Agenzia delle Entrate (tempi medi: 12-18 mesi);
  • Riportato alla dichiarazione dell’anno successivo come “credito da utilizzare in compensazione”.

Per il contribuente che presenta il Modello Redditi PF (e non il 730), la compensazione è particolarmente importante: a differenza del 730 — dove il rimborso arriva automaticamente in busta paga o pensione — chi usa il Modello Redditi non riceve rimborso d’ufficio, quindi se vuole “recuperare” il credito deve necessariamente utilizzarlo tramite modello F24.

Compensazione orizzontale vs verticale: la differenza

La normativa distingue due tipi di compensazione, con regole nettamente diverse:

TipoCosa permetteEsempio
Verticale (interna)Compensare crediti e debiti dello stesso tributoCredito IRPEF 2024 usato per pagare saldo IRPEF 2025
Orizzontale (esterna)Compensare crediti e debiti di tributi diversiCredito IRPEF usato per pagare IMU, IVA o contributi INPS

La compensazione orizzontale è quella più utile ma anche la più controllata: si effettua obbligatoriamente tramite modello F24 ed è soggetta a limiti, soglie e adempimenti (come il visto di conformità) che vedremo in dettaglio.

Quali crediti possono essere compensati nel 2026

Dal Modello Redditi PF 2026 possono emergere diversi tipi di crediti, ciascuno con regole specifiche. Ecco l’elenco completo:

1. Credito IRPEF (rigo RN45 / quadro RX)

È il credito più comune: deriva da ritenute subite (lavoro dipendente, autonomo, redditi diversi) superiori all’IRPEF effettivamente dovuta, oppure da detrazioni e deduzioni che riducono l’imposta sotto le ritenute già versate. Si dichiara nel quadro RX e si compensa con codice tributo 4001 nel modello F24.

2. Credito addizionale regionale e comunale

Anche le addizionali (regionale e comunale) possono generare crediti, gestiti tramite i quadri specifici della dichiarazione. Si compensano rispettivamente con i codici tributo 3801 (addizionale regionale) e 3844 (addizionale comunale).

3. Credito IVA annuale (per titolari di partita IVA)

Riservato a chi presenta la dichiarazione IVA annuale: il credito IVA che emerge può essere compensato orizzontalmente, ma è soggetto a regole specifiche aggiuntive — visto di conformità obbligatorio già da importi superiori a 5.000 euro, comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate per importi sopra una determinata soglia, F24 da presentare esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia.

4. Crediti d’imposta agevolativi

Rientrano in questa categoria moltissime agevolazioni fiscali utilizzabili tramite F24:

  • Bonus edilizi (Ecobonus, Sismabonus, Bonus mobili, Bonus barriere architettoniche 75%);
  • Superbonus residuale per spese 2025 ammesse;
  • Credito d’imposta canoni di locazione e bonus affitti;
  • Credito d’imposta investimenti in beni strumentali (Industria 4.0 / Transizione 5.0);
  • Crediti d’imposta ricerca e sviluppo;
  • Bonus colonnine elettriche, bonus librerie e altri crediti minori.

Ciascun bonus ha un proprio codice tributo dedicato, indicato nel provvedimento dell’Agenzia che lo istituisce. Attenzione: alcuni crediti agevolativi sono vincolati alla dichiarazione, cioè non possono essere usati se non sono stati indicati prima nel Modello Redditi.

5. Eccedenze di acconti versati

Se nel 2025 hai versato acconti IRPEF, IRES o IRAP superiori al dovuto (perché il reddito è risultato inferiore alle previsioni), l’eccedenza si trasforma in credito utilizzabile in compensazione nel 2026.

Limiti e soglie della compensazione nel 2026

La compensazione orizzontale è soggetta a limiti quantitativi precisi stabiliti per legge. Conoscerli è fondamentale per evitare lo scarto del modello F24 e le relative sanzioni.

Limite annuale generale: 2.000.000 euro

Il tetto massimo di compensazione orizzontale per ciascun contribuente è fissato a 2 milioni di euro all’anno. Il limite è stato elevato in via permanente dall’art. 22 del D.L. 73/2021 (decreto Sostegni-bis), confermato per il 2026. Per la stragrande maggioranza delle persone fisiche questo limite non rappresenta un problema, ma è bene conoscerlo.

Soglia 5.000 euro: scatta il visto di conformità

Per i crediti IRPEF, IRAP e addizionali superiori a 5.000 euro annui, la compensazione orizzontale è subordinata all’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione da cui emerge il credito. Il visto è rilasciato da:

  • Un CAF (come il CAF Centro Fiscale di Udine);
  • Un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro, revisore);
  • Per la dichiarazione precompilata 730, è incluso nel servizio dell’Agenzia.

Senza visto di conformità, il credito eccedente i 5.000 euro non può essere compensato: deve essere chiesto a rimborso oppure riportato all’anno successivo. La sanzione per compensazione indebita senza visto va dal 30% al 100% del credito utilizzato indebitamente.

Soglia 5.000 euro per crediti IVA

Per il credito IVA, la soglia è ancora più severa: il visto di conformità scatta già a 5.000 euro sull’anno solare, e per importi superiori a 50.000 euro il credito può essere richiesto solo se la dichiarazione è asseverata da un revisore (per le società).

Divieto di compensazione con cartelle scadute

Una regola fondamentale introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) e rafforzata nel 2025: è vietato compensare se il contribuente ha cartelle esattoriali scadute di importo superiore a 100.000 euro, per le quali non sia stata accordata la sospensione o non sia in corso una rateazione regolarmente pagata. Il divieto vale dal 1° luglio 2024 e si applica a tutti i debiti tributari erariali iscritti a ruolo.

Modello F24: come funziona la compensazione operativa

La compensazione orizzontale si effettua esclusivamente tramite modello F24. Il funzionamento è semplice nel principio ma richiede precisione nella compilazione.

Come si compila il modello F24 per compensare

Il modello F24 è strutturato in sezioni: Erario, Regioni, IMU, INPS, Altri Enti. In ogni sezione si possono inserire importi a debito (somme da pagare) e importi a credito (compensazioni). Il modello considera il saldo finale:

  • Se il saldo è positivo → bisogna pagare la differenza;
  • Se il saldo è zero → debiti e crediti si annullano (il famoso “F24 a saldo zero”);
  • Se il saldo è negativo → l’eccedenza non si pagherà ma si potrà usare in successivi F24.

F24 a saldo zero: regole speciali

Quando il modello F24 risulta a saldo zero (perché crediti e debiti si compensano esattamente), va comunque presentato all’Agenzia delle Entrate, ma con modalità specifiche:

  • Deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel, Fisconline o tramite intermediari abilitati come il CAF);
  • Non tramite home banking o canali bancari (che invece sono ammessi per F24 con saldo positivo da pagare);
  • La mancata presentazione dell’F24 a saldo zero entro i termini comporta una sanzione fissa di 100 euro, ridotta a 50 euro se presentato con ritardo non superiore a 5 giorni.

Obbligo di canali telematici dell’Agenzia per chi compensa

Dal 2024 (D.L. 124/2019 e successive integrazioni) tutti i contribuenti — anche le persone fisiche non titolari di partita IVA — che utilizzano la compensazione nel modello F24 devono presentarlo esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, non più tramite home banking. Questa regola serve a permettere all’Agenzia il controllo preventivo del credito.

In pratica:

  • Se nel tuo F24 non c’è compensazione (paghi solo importi a debito senza usare crediti) → puoi usare home banking;
  • Se nel tuo F24 c’è anche una sola compensazione → devi usare Entratel/Fisconline o un intermediario come il CAF.

Quando si può iniziare a compensare il credito 2025

La tempistica della compensazione è un punto delicato del Modello Redditi PF 2026 e non sempre chiaro al contribuente.

Regola generale: dal giorno successivo alla chiusura del periodo d’imposta

I crediti emergenti dal Modello Redditi PF possono essere utilizzati in compensazione a partire dal giorno successivo alla chiusura del periodo d’imposta in cui sono maturati. Per il Modello Redditi PF 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025) ciò significa che, in teoria, la compensazione è possibile dal 1° gennaio 2026.

Limite specifico: 5.000 euro fino alla presentazione della dichiarazione

Tuttavia, l’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 stabilisce un limite operativo importante: la compensazione orizzontale di crediti superiori a 5.000 euro può essere effettuata solo a partire dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione da cui emerge il credito.

Esempio pratico: se presenti il Modello Redditi PF 2026 il 30 giugno 2026 e dichiari un credito di 8.000 euro, potrai compensarlo solo dal 10 luglio 2026 in poi. Se il credito fosse stato di 4.000 euro, avresti potuto compensarlo già da gennaio 2026 (limite della soglia 5.000).

Quadro riepilogativo delle tempistiche 2026

Importo creditoDa quando compensabileVisto conformità
Fino a 5.000 euroDal 1° gennaio 2026Non richiesto
Tra 5.001 e 2.000.000 euroDal 10° giorno dopo l’invio della dichiarazioneObbligatorio
Oltre 2.000.000 euroNon compensabile (eccedenza a rimborso)N/A

Scadenze fiscali 2026: quando pagare e quando compensare

Per il Modello Redditi PF 2026, le date chiave da segnare in calendario sono le seguenti:

Scadenze invio dichiarazione

  • 30 aprile 2026: disponibilità del Modello Redditi PF precompilato sul sito Agenzia delle Entrate;
  • 31 ottobre 2026: termine ordinario di invio telematico del Modello Redditi PF (D.Lgs. 13/2024, art. 11);
  • 15 dicembre 2026: termine ultimo per la dichiarazione integrativa entro l’anno (art. 2 c. 8-bis DPR 322/1998), ferma restando la facoltà di integrativa a favore entro i termini di accertamento.

Scadenze versamenti e compensazioni

  • 30 giugno 2026: saldo IRPEF 2025 + 1° acconto IRPEF 2026 (compensabile);
  • 30 luglio 2026: stesso versamento con maggiorazione dello 0,40% a titolo d’interesse per chi differisce;
  • 30 novembre 2026: 2° o unico acconto IRPEF 2026 (compensabile).

Rateazione del saldo + acconto

Le somme dovute a saldo e in acconto possono essere rateizzate in rate mensili. La rateazione decorre dalla scadenza ordinaria (30 giugno) e si conclude entro novembre dello stesso anno per i non titolari di partita IVA, entro dicembre per i titolari di partita IVA. Su ogni rata successiva alla prima si applica un interesse fisso del 4% annuo (frazionato mensilmente). Anche le rate possono contenere compensazioni.

Codici tributo da usare nel modello F24

Ogni imposta o credito ha il proprio codice tributo. Ecco i più frequenti per il Modello Redditi PF 2026:

CodiceDescrizioneAnno di riferimento
4001Saldo IRPEF2025
40331° acconto IRPEF2026
40342° acconto IRPEF2026
3801Addizionale regionale IRPEF2025
3844Addizionale comunale a saldo2025
3843Acconto addizionale comunale2026
1668Interessi rateizzazione2026
1842Cedolare secca acconto2026
6099IVA annuale a credito (compensazione)2025

Attenzione: l’anno di riferimento va sempre indicato correttamente nel modello F24. Un errore nell’anno o nel codice tributo comporta lo scarto del modello e la necessità di ripresentarlo con sanzioni per ritardato versamento.

Esempi pratici di compensazione nel Modello Redditi PF 2026

Vediamo tre casi concreti che possono interessare i contribuenti del CAF Centro Fiscale di Udine.

Esempio 1: Lavoratore dipendente con detrazioni

Situazione: Marco, lavoratore dipendente di Udine, dal Modello Redditi PF 2026 risulta un credito IRPEF di 1.800 euro grazie alle detrazioni per lavori di ristrutturazione e bonus mobili. Marco non ha partita IVA e non deve versare altre imposte erariali. Possiede però un appartamento e a giugno deve pagare l’acconto IMU di 600 euro.

Soluzione: Marco compila un F24 con:

  • Sezione Erario: credito IRPEF 1.800 euro (codice 4001/2025) a credito;
  • Sezione IMU: debito IMU 600 euro (codice 3918/2026) a debito.

Il saldo finale è di 1.200 euro a credito, che Marco potrà usare in F24 successivi (ad esempio per il saldo IMU di dicembre). Trattandosi di importi sotto i 5.000 euro, non serve visto di conformità.

Esempio 2: Professionista forfettario con credito IRPEF

Situazione: Laura è una grafica freelance in regime forfettario. Per errore di calcolo degli acconti, dal Modello Redditi PF 2026 emerge un credito di imposta sostitutiva di 2.500 euro. A giugno deve versare i contributi INPS Gestione Separata 2025 a saldo per 3.000 euro.

Soluzione: Laura compila un F24 con:

  • Credito imposta sostitutiva forfettari (codice 1792) per 2.500 euro a credito;
  • Contributi INPS Gestione Separata (codice 1840) per 3.000 euro a debito.

Versamento effettivo: 500 euro. Anche in questo caso, sotto soglia 5.000 euro, nessun visto richiesto.

Esempio 3: Credito IRPEF oltre 5.000 euro con visto

Situazione: Giovanni ha sostenuto importanti lavori di ristrutturazione edilizia e Superbonus per la propria abitazione. Dal Modello Redditi PF 2026 emerge un credito IRPEF di 7.500 euro.

Soluzione: Per compensare oltre 5.000 euro, Giovanni deve:

  1. Far apporre il visto di conformità al CAF Centro Fiscale di Udine prima di trasmettere la dichiarazione;
  2. Attendere il 10° giorno successivo all’invio del Modello Redditi PF;
  3. Solo dopo, presentare l’F24 con la compensazione del credito.

Senza visto, l’F24 sarà scartato dall’Agenzia delle Entrate e Giovanni rischia sanzioni dal 30% al 100% del credito utilizzato indebitamente, oltre agli interessi.

Visto di conformità: quando è obbligatorio

Il visto di conformità è una “certificazione” rilasciata da un CAF o da un professionista abilitato che attesta la corrispondenza tra i dati indicati in dichiarazione e la documentazione del contribuente. Senza il visto, la compensazione di crediti rilevanti non è ammessa.

Soglie e crediti che richiedono il visto

  • IRPEF, addizionali e IRAP: visto obbligatorio per compensazione orizzontale superiore a 5.000 euro annui;
  • IVA annuale: visto obbligatorio già per crediti compensati superiori a 5.000 euro;
  • Crediti d’imposta agevolativi di importo significativo (Superbonus, R&S, Industria 4.0): possono richiedere visto e/o asseverazione tecnica.

Costi del visto di conformità

Il costo del visto presso un CAF varia generalmente tra 30 e 80 euro, in funzione della complessità della dichiarazione. Presso commercialisti, le tariffe sono normalmente più alte. Il visto comporta per il rilasciante una responsabilità solidale con il contribuente per le sanzioni eventuali in caso di errori formali.

Cosa controlla il visto

Il professionista che appone il visto verifica:

  • La corrispondenza tra dati dichiarati e documenti (CU, fatture, bonifici, contratti);
  • La corretta applicazione delle detrazioni e deduzioni;
  • L’esatto computo di imposte e crediti;
  • La regolarità formale della dichiarazione.

Errori comuni nella compensazione e sanzioni

Le compensazioni errate sono tra le contestazioni più frequenti dell’Agenzia delle Entrate. Ecco gli errori più diffusi e le sanzioni applicabili.

Errore 1: compensazione di credito inesistente

Si verifica quando il credito utilizzato in F24 non esiste affatto (es. mai dichiarato) o è completamente fittizio. È l’errore più grave, sanzionato dal 100% al 200% del credito indebitamente utilizzato (art. 13 D.Lgs. 471/1997, comma 5). Il termine per l’accertamento è di 8 anni dalla compensazione.

Errore 2: compensazione di credito non spettante

Il credito esiste ma è stato utilizzato in misura superiore al consentito (es. oltre il limite annuale, oltre la soglia senza visto). Sanzione: 30% del credito non spettante, ridotta al 25% dal 1° settembre 2024 per effetto del D.Lgs. 87/2024 di riforma del sistema sanzionatorio. Termine accertamento: 5 anni.

Errore 3: scarto del modello F24

L’Agenzia controlla preventivamente i modelli F24 con compensazioni e, in caso di anomalie, può sospendere il modello per 30 giorni o scartarlo definitivamente. Se l’F24 è scartato, il versamento si considera non eseguito: scattano sanzioni per omesso versamento (30%, ridotto al 25% dal 2024) e interessi.

Ravvedimento operoso

Per chi ha commesso errori in buona fede, l’art. 13 D.Lgs. 472/1997 consente di sanare la violazione tramite ravvedimento operoso con sanzioni fortemente ridotte: dal 1/10 (30 giorni) al 1/5 (dopo 2 anni) della sanzione ordinaria. Il ravvedimento richiede il pagamento dell’imposta, della sanzione ridotta e degli interessi legali.

Novità 2026: controlli rafforzati sulle compensazioni

Il 2026 porta alcune novità importanti sulla disciplina delle compensazioni, derivanti dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e dai decreti attuativi della Riforma fiscale.

Sistema di controllo preventivo potenziato

Dal 2026 l’Agenzia delle Entrate utilizza un sistema di controllo preventivo automatizzato sui modelli F24 con compensazioni, basato su algoritmi di analisi del rischio. I controlli incrociano:

  • I dati delle dichiarazioni precedenti;
  • Le banche dati di terze parti (INPS, sostituti d’imposta);
  • La storia delle compensazioni del contribuente;
  • La coerenza dei codici tributo utilizzati.

F24 considerati a rischio vengono sospesi per 30 giorni, durante i quali l’Agenzia può chiedere chiarimenti o procedere allo scarto definitivo.

Nuove sanzioni ridotte (D.Lgs. 87/2024)

Dal 1° settembre 2024 sono in vigore le nuove sanzioni amministrative:

  • Omesso versamento: 25% (prima 30%);
  • Credito non spettante: 25%;
  • Credito inesistente: 70% con minimo (prima 100-200%);
  • Ritardo fino a 90 giorni: 12,5%.

Estensione obbligo F24 telematico Agenzia

Dal 2024 l’obbligo di uso esclusivo dei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate per F24 con compensazione è esteso a tutti i contribuenti, non solo titolari di partita IVA. La regola è confermata nel 2026 e i controlli vengono rafforzati: le banche segnalano automaticamente all’Agenzia ogni F24 con compensazione presentato tramite home banking, e questo viene scartato.

Il ruolo del CAF Centro Fiscale di Udine

Affidarsi a un CAF qualificato come il CAF Centro Fiscale di Udine per il Modello Redditi PF 2026 e per le compensazioni offre numerosi vantaggi pratici:

  • Visto di conformità: rilasciato direttamente dal CAF per compensazioni oltre i 5.000 euro, senza dover ricorrere a professionisti esterni;
  • Predisposizione del Modello F24 con codici tributo corretti, anni di riferimento appropriati e calcolo automatico del saldo;
  • Trasmissione telematica dell’F24 tramite i canali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, con ricevuta di accettazione;
  • Verifica preventiva di rischi di scarto del modello, attraverso il controllo dei dati prima dell’invio;
  • Assistenza in caso di contestazione dell’Agenzia, con possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso o all’autotutela;
  • Pianificazione fiscale: gestione strategica dei crediti per ottimizzare la liquidità annuale.

Il CAF Centro Fiscale di Udine opera con esperienza pluriennale nel territorio friulano, offrendo assistenza completa a privati, famiglie, partite IVA forfettarie e ordinarie, pensionati ed eredi. Lo studio si trova in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, e accoglie i clienti su appuntamento, anche con consulenze online o telefoniche per chi non può recarsi in sede.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti sulla compensazione nel Modello Redditi PF 2026

Posso compensare il credito IRPEF anche se non ho partita IVA?

Sì. La compensazione nel modello F24 è disponibile a tutti i contribuenti, anche persone fisiche senza partita IVA. Per ogni F24 con compensazione, però, è obbligatorio l’utilizzo dei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o tramite un intermediario abilitato come il CAF).

Cosa succede se compenso un credito superiore a 5.000 euro senza visto di conformità?

Il modello F24 viene scartato dall’Agenzia delle Entrate. Il versamento si considera non effettuato, con applicazione delle sanzioni per omesso versamento (25% dal 2024) più interessi. Inoltre, l’Agenzia può aprire una verifica per credito utilizzato indebitamente.

Posso compensare un credito IRPEF con un debito IMU?

Sì, è una classica compensazione orizzontale consentita dalla normativa. Devi compilare un unico modello F24 con le due voci e presentarlo tramite Fisconline/Entratel o il CAF. Attenzione ai codici tributo e all’anno di riferimento.

Qual è il termine entro cui posso usare il credito 2025?

Il credito può essere utilizzato in compensazione finché non si prescrive. La prescrizione ordinaria è di 10 anni, ma è prassi utilizzare il credito entro 4-5 anni per evitare contestazioni. Ogni anno, nel quadro RX della dichiarazione, va indicato il credito residuo riportato.

Quanto costa il visto di conformità presso il CAF Centro Fiscale di Udine?

Il costo del visto di conformità varia in base alla complessità della dichiarazione, generalmente tra 30 e 80 euro. Per i clienti che fanno predisporre l’intera dichiarazione dal CAF, spesso il visto è incluso o a costo agevolato. Contatta lo studio per un preventivo personalizzato.

Devo presentare l’F24 anche se è a saldo zero?

Sì, è obbligatorio. Il modello F24 a saldo zero (cioè con crediti e debiti che si compensano integralmente) va comunque trasmesso all’Agenzia delle Entrate entro la scadenza ordinaria del versamento. La mancata presentazione comporta una sanzione fissa di 100 euro, ridotta a 50 euro se l’F24 viene presentato con ritardo non superiore a 5 giorni.

Hai bisogno di assistenza per il Modello Redditi PF 2026?

La gestione delle compensazioni nel Modello Redditi PF 2026 può sembrare complessa, ma con il supporto giusto è un’opportunità da non perdere per ottimizzare la propria posizione fiscale. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna in ogni passaggio: dalla compilazione della dichiarazione, all’apposizione del visto di conformità, fino alla trasmissione telematica dei modelli F24.

Prenota un appuntamento presso lo studio del CAF Centro Fiscale di Udine, in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B. Puoi chiamarci al 0432 1638640, scriverci su WhatsApp al 366 6018121 o inviarci una email a info@centrofiscale.com. Il nostro team è specializzato in fiscalità per famiglie, professionisti, partite IVA forfettarie e ordinarie del territorio friulano.

Maggio 19, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 09:28:382026-05-31 17:50:28Modello Redditi PF 2026: le compensazioni
CAF

Errore Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026: Guida Completa al Quadro RT e Minusvalenze

Modello 730 Dichiarazione dei redditi CAF Udine

Il Modello Redditi PF 2026 presenta quest’anno un problema tecnico segnalato ufficialmente dall’Agenzia delle Entrate: un bug nel software di compilazione che interessa il Quadro RT, la sezione dedicata ai redditi diversi di natura finanziaria e, in particolare, alla compensazione delle minusvalenze maturate negli anni precedenti. Il problema ha colpito migliaia di contribuenti che detengono strumenti finanziari soggetti al regime dichiarativo, generando errori nei calcoli automatici delle imposte dovute e, in alcuni casi, una tassazione superiore al dovuto.

In questa guida aggiornata del CAF Centro Fiscale di Udine analizziamo nel dettaglio cosa sta succedendo, chi sono i soggetti coinvolti, quali sono le conseguenze pratiche e quali soluzioni adottare per compilare correttamente il Quadro RT senza incorrere in errori o sanzioni. Vedremo anche quando e come presentare una dichiarazione integrativa e quali sono le scadenze da rispettare nel 2026.

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Indice dei contenuti

  1. Il bug dell’Agenzia delle Entrate: cosa è successo
  2. Quadro RT 2026: struttura e funzionamento
  3. Come funzionano le minusvalenze nel regime dichiarativo
  4. Chi è coinvolto dall’errore software
  5. Conseguenze pratiche: tassazione errata e rischi per il contribuente
  6. La soluzione ufficiale dell’Agenzia delle Entrate
  7. Come compilare correttamente il Quadro RT
  8. Dichiarazione integrativa: quando e come presentarla
  9. Scadenze del Modello Redditi 2026 da non perdere
  10. Differenze tra Modello 730 e Modello Redditi per i redditi finanziari
  11. Regime dichiarativo vs regime amministrato
  12. Domande Frequenti sul Quadro RT e minusvalenze

Il Bug dell’Agenzia delle Entrate: Cosa è Successo

Nel corso della campagna dichiarativa 2026, l’Agenzia delle Entrate ha confermato ufficialmente l’esistenza di un malfunzionamento nel software REDDITI PF 2026 (versione per persone fisiche), specificamente nel modulo dedicato alla gestione del Quadro RT. Il bug riguarda la sezione RT3, ovvero quella in cui si inseriscono le minusvalenze, le perdite su strumenti finanziari e le eccedenze non compensate degli anni precedenti (fino a quattro anni prima).

Il problema tecnico si manifesta in questo modo: quando il contribuente inserisce una minusvalenza pregressa maturata in uno degli anni dal 2021 al 2024, il software non la riconosce correttamente nel calcolo dell’imposta sostitutiva del 26%. In alcuni casi il software azzera il campo, in altri riporta un valore errato, con il risultato che l’imposta calcolata risulta maggiore rispetto a quella effettivamente dovuta.

Il bug è stato segnalato per la prima volta da numerosi professionisti fiscali (dottori commercialisti, CAF e consulenti tributari) nelle prime settimane di apertura della campagna dichiarativa, a partire dal 15 aprile 2026. L’Agenzia delle Entrate ha risposto con un comunicato ufficiale, riconoscendo il problema e annunciando il rilascio di una versione aggiornata del software dichiarativo.

La notizia ha generato allarme tra i contribuenti con portafogli finanziari soggetti al regime dichiarativo, ovvero coloro che gestiscono autonomamente la propria fiscalità sugli investimenti senza affidarsi a un intermediario finanziario abilitato (banca o SIM) che applichi in automatico il regime del risparmio amministrato.

Quadro RT 2026: Struttura e Funzionamento

Il Quadro RT del Modello Redditi PF è la sezione dedicata ai redditi diversi di natura finanziaria di cui all’art. 67, comma 1, lettere c), c-bis), c-ter) e c-quater) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, D.P.R. 917/1986). In questa sezione si dichiarano:

  • Plusvalenze e minusvalenze da cessione di titoli partecipativi (azioni, obbligazioni, ETF, fondi comuni di investimento)
  • Plusvalenze da cessione di valute estere a pronti e a termine
  • Redditi e perdite da strumenti finanziari derivati (opzioni, futures, contratti a termine)
  • Plusvalenze da cessione di criptovalute e asset digitali (con le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2023)
  • Redditi da rapporti che non costituiscono esercizio di impresa relativi a contratti finanziari

Il Quadro RT si suddivide in diverse sezioni:

SezioneContenutoAliquota imposta sostitutiva
RT1Plusvalenze da partecipazioni qualificate ante 1° gennaio 2019Tassazione IRPEF ordinaria (parziale concorso al reddito)
RT2Plusvalenze da partecipazioni non qualificate e altri titoli26%
RT3Eccedenze di minusvalenze anni precedenti da compensare—
RT4Riepilogo imposta sostitutiva dovuta26%
RT5Compensazione con crediti d’imposta—

Il bug segnalato interessa principalmente la sezione RT3, che gestisce il riporto delle minusvalenze dagli anni precedenti. Quando si inserisce una perdita non compensata in RT3, questa dovrebbe essere automaticamente sottratta dall’imponibile in RT4, riducendo l’imposta dovuta. Il malfunzionamento causa invece il mancato riconoscimento di questa compensazione.

Come Funzionano le Minusvalenze nel Regime Dichiarativo

Per comprendere pienamente l’impatto del bug, è necessario chiarire come funziona la compensazione delle minusvalenze nel regime dichiarativo. La normativa di riferimento è contenuta negli articoli 67-68 del TUIR e nella Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 165/E del 2000.

Principio generale: nel regime dichiarativo, le minusvalenze (perdite su strumenti finanziari) possono essere compensate con le plusvalenze realizzate nello stesso anno oppure con le plusvalenze degli anni successivi, entro un limite temporale di quattro anni dall’anno in cui la minusvalenza è stata realizzata.

Esempio pratico: se nel 2021 hai realizzato una minusvalenza di 5.000 euro dalla vendita di azioni, puoi utilizzare questa perdita per compensare plusvalenze realizzate fino al 2025 (incluso). Se nel 2026 realizzi una plusvalenza di 8.000 euro, la minusvalenza del 2021 non è più riportabile (è scaduta), ma quella del 2022 o degli anni successivi sì.

Anno minusvalenzaAnni in cui può essere compensataScadenza riporto
20222023, 2024, 2025, 2026Dichiarazione redditi 2027 (anno d’imposta 2026)
20232024, 2025, 2026, 2027Dichiarazione redditi 2028 (anno d’imposta 2027)
20242025, 2026, 2027, 2028Dichiarazione redditi 2029 (anno d’imposta 2028)
20252026, 2027, 2028, 2029Dichiarazione redditi 2030 (anno d’imposta 2029)

Calcolo dell’imposta sostitutiva con compensazione:

  1. Plusvalenze anno 2025: 12.000 euro
  2. Minusvalenze anno 2025: 2.000 euro
  3. Saldo netto 2025: 10.000 euro
  4. Minusvalenze pregresse riportabili (es. dal 2022): 4.000 euro
  5. Imponibile finale: 10.000 – 4.000 = 6.000 euro
  6. Imposta sostitutiva 26%: 6.000 x 26% = 1.560 euro

Con il bug attivo, il software calcola invece l’imposta sull’intero imponibile di 10.000 euro (= 2.600 euro), ignorando le minusvalenze pregresse di 4.000 euro. La differenza per il contribuente è di 1.040 euro in piu di tasse, in aggiunta a quanto dovuto. Un errore fiscale rilevante che va assolutamente corretto.

Chi è Coinvolto dall’Errore Software

Il malfunzionamento del software REDDITI PF 2026 riguarda una categoria specifica di contribuenti. Non tutti coloro che possiedono strumenti finanziari sono interessati. Vediamo nel dettaglio chi può essere coinvolto.

Sono coinvolti:

  • Contribuenti che utilizzano il regime dichiarativo per la gestione dei propri investimenti finanziari. Si tratta di persone fisiche che non hanno delegato la gestione fiscale dei loro investimenti a una banca o SIM, oppure che detengono titoli presso intermediari esteri che non applicano la ritenuta alla fonte italiana.
  • Investitori con minusvalenze pregresse (anni 2022-2025) ancora da compensare, iscritte nella sezione RT3 della dichiarazione precedente.
  • Detentori di ETF, fondi comuni, azioni o obbligazioni in conti titoli aperti presso broker esteri (es. DEGIRO, Interactive Brokers, Trade Republic, XTB) che non applicano automaticamente la ritenuta italiana.
  • Investitori in criptovalute che hanno realizzato minusvalenze negli anni precedenti e intendono compensarle con le plusvalenze del 2025. Per il dettaglio normativo sulle criptovalute nel Modello Redditi, vedi anche la nostra guida su DAC8 e criptovalute 2026.
  • Contribuenti con partecipazioni non qualificate in società di capitali non residenti, cedute nel corso del 2025.

NON sono coinvolti:

  • Contribuenti che utilizzano il regime del risparmio amministrato presso una banca o SIM italiana: in questo caso è l’intermediario a calcolare e versare le imposte, e il contribuente non deve compilare il Quadro RT.
  • Contribuenti che utilizzano il regime del risparmio gestito (gestioni patrimoniali): le imposte sono versate dal gestore.
  • Contribuenti che non hanno realizzato plusvalenze nel 2025 o che non hanno minusvalenze pregresse da compensare.
  • Contribuenti che presentano il Modello 730/2026: il 730 non prevede il Quadro RT per i redditi diversi di natura finanziaria. Chi ha questo tipo di redditi deve necessariamente utilizzare il Modello Redditi PF, come spiegato anche nella nostra guida sulla precompilata 2026 con il Modello Redditi PF.

Conseguenze Pratiche: Tassazione Errata e Rischi per il Contribuente

Le conseguenze del bug nel software REDDITI PF 2026 possono essere significative. Analizziamo gli scenari possibili e i rischi concreti per il contribuente.

Scenario 1: Dichiarazione con imposta maggiorata

Se il contribuente invia la dichiarazione senza accorgersi del bug e senza correggere manualmente i valori, rischia di versare un’imposta sostitutiva superiore a quella dovuta. Non si tratta di evasione, ma di un pagamento in eccesso. In questo caso, il rimedio è la presentazione di una dichiarazione integrativa a favore del contribuente (art. 2, comma 8-bis del D.P.R. 322/1998), con contestuale richiesta di rimborso della maggiore imposta versata.

Scenario 2: Dichiarazione inviata con valori corretti ma software errato

Se il contribuente (o il professionista che lo assiste) si accorge del bug e inserisce manualmente i valori corretti ignorando il calcolo automatico del software, non ci sono rischi fiscali. L’importante è che la dichiarazione presentata sia fedele alla realta dei redditi realizzati e delle minusvalenze riportabili.

Scenario 3: Omessa compensazione per paura dell’errore

Alcuni contribuenti, non riuscendo a inserire correttamente le minusvalenze a causa del bug, potrebbero aver rinunciato alla compensazione, presentando una dichiarazione con un imponibile piu alto. Anche in questo caso la soluzione è la dichiarazione integrativa.

Non ci sono rischi sanzionatori per il contribuente che presenta una dichiarazione con l’errore causato dal bug del software: l’errore non è imputabile al contribuente e l’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto il problema. Tuttavia, è importante correggere comunque la dichiarazione per evitare di pagare piu del dovuto.

Impatto economico stimato

Secondo le stime dei professionisti del settore, il bug potrebbe aver generato un’imposta sostitutiva in eccesso mediamente compresa tra 500 e 3.000 euro per contribuente, a seconda dell’entità delle minusvalenze pregresse non compensate. Per i grandi portafogli finanziari con minusvalenze rilevanti, l’errore potrebbe avere un impatto ancora maggiore.

La Soluzione Ufficiale dell’Agenzia delle Entrate

A seguito delle numerose segnalazioni ricevute, l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato un aggiornamento del software REDDITI PF 2026 che risolve il bug nella gestione del Quadro RT. L’aggiornamento è disponibile per il download sul sito ufficiale dell’Agenzia (www.agenziaentrate.gov.it) nella sezione dedicata ai modelli dichiarativi.

Cosa fare immediatamente:

  1. Verificare la versione del software installata: aprire il programma REDDITI PF 2026 e controllare il numero di versione nell’intestazione o nell’area “Informazioni sul programma”.
  2. Scaricare e installare l’aggiornamento piu recente dal sito dell’Agenzia delle Entrate. L’aggiornamento correttivo porta la versione a un numero superiore rispetto a quella buggata.
  3. Riaprire il file della dichiarazione e verificare che i valori del Quadro RT siano ora calcolati correttamente.
  4. Se la dichiarazione è gia stata inviata con il software buggato, valutare se è necessario presentare una dichiarazione integrativa.

L’Agenzia delle Entrate ha anche predisposto un numero verde dedicato (800.909.696) per supportare i contribuenti che riscontrano difficolta con il Quadro RT, attivo nei giorni feriali dalle ore 9:00 alle ore 17:00.

Come Compilare Correttamente il Quadro RT

Anche con il software aggiornato, è importante conoscere la corretta procedura di compilazione del Quadro RT per verificare autonomamente la correttezza dei calcoli. Ecco la guida passo per passo.

Sezione RT2: inserimento plusvalenze e minusvalenze 2025

  1. Rigo RT2: inserire il totale delle plusvalenze realizzate nel 2025 (colonna 1).
  2. Rigo RT3: inserire le spese e i costi inerenti alla produzione dei redditi finanziari (colonna 2). Normalmente sono le commissioni di acquisto e vendita dei titoli.
  3. Rigo RT4: differenza tra RT2 e RT3. Se positiva, è la plusvalenza netta. Se negativa, è la minusvalenza dell’anno.
  4. Rigo RT5: minusvalenze degli anni precedenti (2022-2024) riportabili. Questo è il rigo coinvolto dal bug: verificare che il valore inserito sia effettivamente sottratto dall’imponibile in RT6.
  5. Rigo RT6: imponibile netto (RT4 – RT5, se positivo). Su questo importo si applica l’aliquota del 26%.

Verifica manuale: dopo aver inserito tutti i dati, eseguire il calcolo manuale per verificare la correttezza dell’imposta indicata in RT7: RT6 x 26% = imposta sostitutiva dovuta. Se il risultato non corrisponde, verificare che le minusvalenze in RT5 siano state correttamente considerate.

Documentazione necessaria per la compilazione

Per compilare correttamente il Quadro RT è necessario disporre di:

  • Estratti conto del conto titoli riferiti all’anno 2025, con il dettaglio delle operazioni di compravendita
  • Report delle plusvalenze e minusvalenze fornito dall’intermediario finanziario (in genere disponibile nell’area clienti online)
  • Copia delle dichiarazioni degli anni precedenti (2022-2025) per verificare le minusvalenze riportabili
  • Ricevute dei versamenti di imposta sostitutiva effettuati negli anni precedenti tramite modello F24

Dichiarazione Integrativa: Quando e Come Presentarla

Se hai gia inviato il Modello Redditi PF 2026 con il bug attivo e hai versato piu imposta del dovuto, o se hai omesso di inserire minusvalenze riportabili, hai diritto a presentare una dichiarazione integrativa.

Tipologie di dichiarazione integrativa

Dichiarazione integrativa a favore del contribuente (art. 2, comma 8-bis, D.P.R. 322/1998): si presenta quando si corregge un errore che ha causato un pagamento in eccesso. Puo essere presentata entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione originaria. In questo caso (dichiarazione 2026 per anno d’imposta 2025), la scadenza è il 31 dicembre 2031.

Dichiarazione integrativa a sfavore del contribuente (art. 2, comma 8, D.P.R. 322/1998): si presenta quando si corregge un errore in proprio favore che ha causato un pagamento in difetto. Deve essere presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo con applicazione di sanzioni ridotte tramite ravvedimento operoso.

Procedura per la dichiarazione integrativa

  1. Scaricare il software REDDITI PF 2026 aggiornato con il bug corretto.
  2. Riaprire il file della dichiarazione originaria e correggere i valori nel Quadro RT.
  3. Compilare il frontespizio indicando “Dichiarazione integrativa” nel riquadro apposito (barrare la casella “Dichiarazione integrativa a favore”).
  4. Calcolare la differenza di imposta tra quanto versato e quanto dovuto.
  5. Inviare telematicamente la dichiarazione integrativa attraverso i canali abituali (direttamente o tramite CAF o professionista abilitato).
  6. Richiedere il rimborso indicando il relativo importo nella dichiarazione integrativa, oppure richiedere che l’eccedenza sia portata in compensazione con i debiti futuri.

Nota importante: se la dichiarazione integrativa genera un credito d’imposta (perché hai versato piu del dovuto), puoi scegliere se chiedere il rimborso diretto oppure portarlo in compensazione nel modello F24 per pagamenti futuri. In quest’ultimo caso, la compensazione è possibile a partire dal giorno successivo alla presentazione della dichiarazione integrativa.

Scadenze del Modello Redditi 2026 da Non Perdere

Ecco il calendario completo delle scadenze del Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) da non dimenticare:

ScadenzaAdempimentoNote
15 aprile 2026Apertura dichiarazione precompilata sul sito AdESolo consultazione, non modifica
30 aprile 2026Invio Modello 730/2026 tramite sostituto d’imposta (CAF, datore di lavoro)Termine anticipato per alcune categorie
30 giugno 2026Termine ordinario invio Modello 730 e Modello Redditi PFProroga possibile (verificare sul sito AdE)
30 giugno 2026Versamento saldo IRPEF e imposta sostitutiva 26% (prima rata)Possibile dilazione in rate mensili con maggiorazione 0,33%/mese
30 novembre 2026Termine invio Modello Redditi PF con proroga (tramite professionista o CAF)Con maggiorazione dello 0,4%
30 novembre 2026Versamento seconda o unica rata acconto IRPEF 2026100% o seconda rata del 40%

Attenzione: le scadenze possono subire proroghe ufficiali. Verificare sempre sul sito dell’Agenzia delle Entrate o contattare il vostro CAF di riferimento per gli aggiornamenti piu recenti. Per i contribuenti residenti in zone colpite da calamita naturali possono essere previste ulteriori sospensioni.

Differenze tra Modello 730 e Modello Redditi per i Redditi Finanziari

Una domanda frequente tra i contribuenti riguarda la differenza tra il Modello 730 e il Modello Redditi PF per la dichiarazione dei redditi da investimenti finanziari. La risposta è netta: il Modello 730 non prevede il Quadro RT e non consente la dichiarazione di plusvalenze e minusvalenze da strumenti finanziari soggetti al regime dichiarativo.

CaratteristicaModello 730Modello Redditi PF
Redditi da lavoro dipendente/pensioneSISI
Redditi da lavoro autonomo occasionaleSI (fino a certi limiti)SI
Quadro RT (redditi finanziari diversi)NOSI
Plusvalenze/minusvalenze regime dichiarativoNOSI
Rimborso IRPEF in busta pagaSI (se tramite sostituto)NO (rimborso diretto AdE)
Assistenza fiscale CAFSISI

Se sei un contribuente che utilizza il regime dichiarativo e hai realizzato plusvalenze nel 2025, sei obbligato a presentare il Modello Redditi PF 2026, anche se normalmente presenteresti il 730. In alcuni casi è possibile integrare il 730 con il Modello Redditi Aggiuntivo, ma questa opzione ha limitazioni specifiche. Per approfondire, consulta la nostra guida sulla dichiarazione dei redditi 730 e valuta con il CAF quale modello è piu adatto alla tua situazione.

Regime Dichiarativo vs Regime Amministrato: Differenze Chiave

Il problema del bug nel Quadro RT riguarda solo i contribuenti che utilizzano il regime dichiarativo. È quindi utile chiarire le differenze tra i due principali regimi fiscali per gli investimenti finanziari.

Regime del risparmio amministrato

Nel regime del risparmio amministrato (art. 6 del D.Lgs. 461/1997), l’intermediario finanziario (banca, SIM, società di gestione del risparmio) calcola e versa direttamente le imposte per conto del contribuente. Le imposte vengono applicate operazione per operazione, al momento della realizzazione della plusvalenza. Il contribuente non deve compilare il Quadro RT nella dichiarazione dei redditi.

Vantaggi: semplicita, nessun adempimento dichiarativo per i redditi finanziari, compensazione automatica tra minusvalenze e plusvalenze all’interno dello stesso conto titoli.

Limiti: impossibilita di compensare minusvalenze tra intermediari diversi, impossibilita di compensare minusvalenze da regime amministrato con plusvalenze da regime dichiarativo (e viceversa).

Regime dichiarativo

Nel regime dichiarativo (art. 5 del D.Lgs. 461/1997), il contribuente gestisce autonomamente la propria fiscalità sugli investimenti, dichiarando i redditi finanziari nella propria dichiarazione dei redditi (Quadro RT) e versando le imposte tramite modello F24.

Vantaggi: possibilita di compensare minusvalenze tra diversi intermediari, piu flessibilita nella gestione delle perdite pregresse, possibilita di scegliere quando versare l’imposta (entro le scadenze della dichiarazione).

Limiti: adempimenti piu complessi, necessita di conservare e analizzare tutta la documentazione relativa alle operazioni finanziarie, rischio di errori nella compilazione (come il bug del software REDDITI PF 2026 qui descritto).

Conclusione: il bug nel software REDDITI PF 2026 per il Quadro RT è un problema tecnico riconosciuto e risolto dall’Agenzia delle Entrate, ma le sue conseguenze pratiche possono essere rilevanti per i contribuenti che hanno gia inviato la dichiarazione con il software difettoso. La soluzione è scaricare l’aggiornamento correttivo, verificare i propri calcoli e, se necessario, presentare una dichiarazione integrativa a favore per recuperare l’eventuale maggiore imposta versata.

Se hai dubbi sulla tua situazione specifica, su come compilare il Quadro RT o su come procedere con la dichiarazione integrativa, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri esperti fiscali possono analizzare la tua dichiarazione e supportarti in ogni fase del processo, dalla verifica del Quadro RT alla presentazione della dichiarazione integrativa. Contattaci per un appuntamento.

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Domande Frequenti sul Quadro RT e Minusvalenze

Ho gia inviato il Modello Redditi 2026 con il software buggato. Devo rifare tutto?

Non necessariamente. Prima di tutto aggiorna il software e verifica se i tuoi valori nel Quadro RT sono corretti. Se hai inserito manualmente le minusvalenze pregresse in modo corretto e il calcolo finale dell’imposta e giusto, non devi fare nulla. Se invece hai versato piu tasse del dovuto perche il bug ha ignorato le tue minusvalenze, puoi presentare una dichiarazione integrativa a favore entro il 31 dicembre 2031.

Qual e la differenza tra minusvalenza e perdita su titoli ai fini del Quadro RT?

Nel linguaggio fiscale del Quadro RT, minusvalenza e perdita sono termini spesso usati come sinonimi. Piu precisamente, la minusvalenza e la differenza negativa tra il corrispettivo di vendita e il costo di acquisto di uno strumento finanziario. La perdita indica invece il saldo negativo tra le operazioni dell’anno. Entrambe sono riportabili nei 4 anni successivi.

Posso compensare le minusvalenze da azioni con i dividendi ricevuti?

No. Le minusvalenze iscritte nel Quadro RT possono essere compensate SOLO con plusvalenze da strumenti finanziari soggetti alla stessa aliquota del 26% (altre azioni, obbligazioni, ETF, derivati). NON possono essere compensate con dividendi (che hanno un regime fiscale separato) ne con redditi da lavoro o altri redditi IRPEF.

Il bug del software REDDITI 2026 riguarda anche le criptovalute nel Quadro RT?

Si, il bug puo interessare anche i contribuenti che dichiarano redditi da criptovalute nel Quadro RT, nella misura in cui hanno minusvalenze pregresse da compensare. Le criptovalute sono state inserite nel regime fiscale ordinario dei redditi finanziari dalla Legge di Bilancio 2023, quindi dal 2023 le minusvalenze da crypto sono riportabili nei 4 anni successivi. Chi ha subito perdite nel 2022 o 2023 e ha plusvalenze nel 2025 puo essere colpito dal bug.

Quanto tempo ci vuole per ricevere il rimborso dopo la dichiarazione integrativa?

I tempi di rimborso dipendono dall’Agenzia delle Entrate. Generalmente, per i rimborsi da dichiarazione integrativa, i tempi variano tra 6 e 18 mesi dalla presentazione, a seconda del volume di richieste. E possibile accelerare i tempi richiedendo il rimborso tramite bonifico bancario invece di assegno. In alternativa, conviene portare il credito in compensazione nel modello F24 per i versamenti futuri, che non ha attese.


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    Indice dei contenuti

    1. Che cos’è il Quadro RT del Modello Redditi PF
    2. L’errore dell’Agenzia delle Entrate nel 2026: cosa è successo
    3. Chi è coinvolto dall’errore sul Quadro RT
    4. Come funziona la compensazione minusvalenze-plusvalenze
    5. Conseguenze fiscali dell’errore: il rischio di pagare di più
    6. Come verificare il Quadro RT nel precompilato
    7. Come correggere l’errore nella dichiarazione
    8. Tabella riepilogativa: Quadro RT e compensazione 2026
    9. Domande frequenti (FAQ)

    Che cos’è il Quadro RT del Modello Redditi PF

    Il Quadro RT è la sezione della dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF) dedicata alle plusvalenze e minusvalenze derivanti da operazioni finanziarie. Per capire di cosa si tratta, facciamo un passo indietro con un esempio pratico.

    Supponiamo che Mario abbia acquistato azioni di una società quotata in Borsa per 10.000 euro e le abbia rivendute a 7.000 euro. Ha realizzato una minusvalenza di 3.000 euro, cioè una perdita di natura finanziaria. Questa perdita non va sprecata: la normativa fiscale italiana consente di compensarla con le plusvalenze future (cioè con eventuali guadagni realizzati nei 4 anni successivi). Solo sulla differenza positiva rimanente si pagherà l’imposta sostitutiva del 26%.

    Il Quadro RT del Modello Redditi PF serve proprio a questo: registrare le plusvalenze e le minusvalenze dell’anno, calcolare l’imposta sostitutiva dovuta e riportare le minusvalenze non compensate agli anni successivi. Si tratta di una sezione fondamentale per chi investe in:

    • Azioni e obbligazioni negoziate in mercati regolamentati e non
    • ETF e fondi comuni di investimento
    • Contratti derivati (futures, options, certificati)
    • Partecipazioni non qualificate in società
    • Valute estere e metalli preziosi in regime dichiarativo

    Chi utilizza il regime dichiarativo (invece del regime amministrato, dove è l’intermediario a fare tutto) deve compilare il Quadro RT autonomamente nella propria dichiarazione dei redditi PF 2026. Ed è proprio qui che è emerso un problema grave nel 2026.

    L’errore dell’Agenzia delle Entrate nel 2026: cosa è successo

    Nel mese di maggio 2026, dopo il rilascio del Modello Redditi PF precompilato (disponibile dal 30 aprile 2026, data anticipata rispetto al passato per effetto della riforma fiscale), sono emerse segnalazioni diffuse da parte di commercialisti, CAF e contribuenti: il Quadro RT appariva compilato in modo errato o, in alcuni casi, le minusvalenze pregresse riportabili non risultavano valorizzate nella precompilata.

    L’Agenzia delle Entrate ha utilizzato i dati comunicati dagli intermediari finanziari (banche, SIM, broker) tramite le certificazioni degli intermediari (CU finanziaria) per precompilare il Quadro RT. Tuttavia, in alcuni casi i dati trasmessi dagli intermediari presentavano incongruenze, oppure il sistema di precompilazione ha gestito in modo non corretto il riporto delle minusvalenze residue dagli anni precedenti (2022-2025).

    In particolare, i problemi segnalati riguardano principalmente due situazioni distinte:

    • Minusvalenze pregresse non riportate: il precompilato non ha trascinato le perdite finanziarie residue degli anni precedenti (riportabili per 4 anni), generando un calcolo dell’imposta sostitutiva potenzialmente maggiore di quella dovuta.
    • Dati errati sulle operazioni 2025: in alcuni casi i valori di acquisto (costo fiscale) risultavano diversi da quelli effettivi, alterando il calcolo delle plusvalenze e minusvalenze dell’anno d’imposta 2025.

    L’errore nel Modello Redditi 2026 non è unico nel suo genere: già negli anni passati si sono verificate anomalie nei dati precompilati, ma il caso del Quadro RT è particolarmente delicato perché riguarda importi potenzialmente significativi e perché il contribuente che accetta la dichiarazione precompilata senza verificarla rischia di pagare imposte sostitutive non dovute.

    Chi è coinvolto dall’errore sul Quadro RT

    Non tutti i contribuenti sono interessati dall’errore nel Modello Redditi 2026. Il problema riguarda in modo specifico chi:

    • Ha realizzato minusvalenze negli anni 2022, 2023, 2024 o 2025 e non le ha ancora completamente compensate con plusvalenze successive
    • Ha un deposito titoli in regime dichiarativo (e non nel più comune regime amministrato, dove è la banca a calcolare e versare l’imposta)
    • Ha effettuato operazioni su strumenti finanziari complessi (ETF, certificates, derivati) dove il costo fiscale può essere difficile da determinare
    • Ha avuto operazioni di switch o rimborso di fondi con risultati negativi
    • Ha ricevuto certificazioni da più intermediari che devono essere aggregate nella dichiarazione

    Se rientri in una di queste categorie, è fondamentale non accettare passivamente il precompilato ma verificarne i dati con attenzione. Chiunque abbia in portafoglio titoli e utilizzi il regime dichiarativo dovrebbe controllare il proprio Quadro RT prima di inviare la dichiarazione dei redditi PF 2026. Affidati al CAF Centro Fiscale per una verifica accurata: i nostri esperti ti guidano in ogni passaggio.

    Come funziona la compensazione minusvalenze-plusvalenze

    Per capire perché l’errore nel Quadro RT sia così grave, è necessario spiegare come funziona la compensazione tra minusvalenze e plusvalenze in ambito fiscale italiano.

    Quando vendi un titolo in perdita, generi una minusvalenza. Questa perdita può essere utilizzata per ridurre le plusvalenze (guadagni) realizzate nello stesso anno oppure nei 4 anni fiscali successivi. In pratica, il fisco ti permette di “portare avanti” le perdite per non pagarle invano.

    Esempio pratico: Lucia ha realizzato nel 2022 una minusvalenza di 5.000 euro su azioni. Nel 2023 ha avuto una plusvalenza di 2.000 euro, che ha compensato parzialmente. Restano 3.000 euro di minusvalenze da riportare. Nel 2025 (anno d’imposta del Modello Redditi 2026) realizza una plusvalenza di 4.000 euro. Senza compensazione, pagherebbe il 26% su 4.000 euro = 1.040 euro. Con la compensazione corretta, paga il 26% solo su 1.000 euro (4.000 – 3.000) = 260 euro. La differenza è di 780 euro. Se il precompilato non tiene conto delle minusvalenze residue, Lucia pagherebbe 780 euro in più del dovuto.

    Il meccanismo di compensazione si applica a plusvalenze e minusvalenze di natura omogenea: le perdite su azioni possono compensare guadagni su azioni, obbligazioni, ETF e certificati; le perdite su derivati compensano guadagni su derivati. Esistono limitazioni specifiche per gli OICR (fondi comuni e SICAV): le minusvalenze su OICR non possono compensare le plusvalenze su OICR, ma possono compensare plusvalenze su azioni e altri strumenti finanziari. Questa distinzione tecnica è una delle aree dove gli errori si verificano più frequentemente.

    Nel Quadro RT del Modello Redditi PF troviamo le seguenti sezioni principali:

    • RT1-RT2: plusvalenze da partecipazioni qualificate (aliquota IRPEF progressiva sul 49,72% dell’importo)
    • RT2: plusvalenze da partecipazioni non qualificate (imposta sostitutiva 26%)
    • RT21-RT30: minusvalenze e differenziali negativi con riporto agli anni successivi
    • RT34: compensazione con minusvalenze degli anni precedenti

    Conseguenze fiscali dell’errore: il rischio di pagare di più

    Le conseguenze fiscali dell’errore nel Modello Redditi 2026 sul Quadro RT possono essere significative. Analizziamo le due casistiche principali.

    Caso 1 — Minusvalenze pregresse non riportate. Se il precompilato non include le minusvalenze residue degli anni precedenti, il contribuente che lo accetta senza modifiche pagherà l’imposta sostitutiva del 26% sull’intera plusvalenza 2025, anziché sulla parte netta. Questo si traduce in un versamento in eccesso, recuperabile solo tramite dichiarazione integrativa a favore (presentabile entro il termine ordinario di presentazione della dichiarazione successiva) o istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate.

    Caso 2 — Costo fiscale errato. Se il precompilato riporta un costo fiscale inferiore a quello reale, la plusvalenza (e quindi l’imposta) risulta gonfiata. Anche in questo caso il contribuente pagherebbe più del dovuto. Il recupero avviene nelle stesse modalità del caso 1.

    È importante sottolineare che il contribuente che accetta il precompilato senza modifiche e lo invia beneficia di una protezione speciale: l’Agenzia delle Entrate non può effettuare controlli documentali sulle spese indicate dalla stessa Agenzia nel precompilato. Tuttavia, questa protezione non vale se i dati errati derivano da informazioni sbagliate fornite dall’intermediario finanziario, o se il contribuente aveva minusvalenze residue da anni precedenti che il sistema non ha incluso automaticamente.

    Un ulteriore rischio riguarda chi ha effettuato operazioni in regime dichiarativo con più broker o banche: i dati devono essere aggregati manualmente, e l’eventuale errore del precompilato su uno degli intermediari può passare inosservato se non si incrociano tutti i dati. Per avere la certezza di un Quadro RT corretto, il consiglio del CAF Centro Fiscale è di verificare ogni singola operazione con la documentazione originale (contratti di acquisto, estratti conto, CU finanziaria dell’intermediario).

    Come verificare il Quadro RT nel precompilato

    Verificare il Quadro RT nel Modello Redditi precompilato 2026 richiede un confronto tra i dati della dichiarazione e la documentazione in tuo possesso. Ecco i passaggi fondamentali.

    1. Accedi al precompilato. Dal 30 aprile 2026 è disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate il Modello Redditi PF precompilato. A differenza del 730, il Modello Redditi è riservato a chi ha redditi più complessi (redditi di impresa, partecipazioni, redditi esteri, plusvalenze finanziarie significative). Il CAF Centro Fiscale può accedere al precompilato per tuo conto in modo sicuro e verificarne l’accuratezza.

    2. Controlla le minusvalenze pregresse residue. Recupera le dichiarazioni degli anni precedenti (2022-2025) e individua le minusvalenze non ancora compensate riportate nel Quadro RT di ciascun anno. Queste devono comparire nel Quadro RT 2026 nella sezione dedicata al riporto (rigo RT34 o equivalente). Se non compaiono, il precompilato è errato e va corretto.

    3. Verifica i dati dell’anno d’imposta 2025. Confronta le operazioni indicate nel precompilato con:

    • La Certificazione Unica finanziaria rilasciata dalla banca/broker (da ricevere entro il 31 marzo 2026)
    • I rendiconti annuali del deposito titoli al 31 dicembre 2025
    • I contratti di acquisto per verificare il costo fiscale originale
    • Le comunicazioni di corporate action (frazionamenti, raggruppamenti, fusioni) che possono modificare il costo fiscale

    4. Attenzione ai valori negativi. Una minusvalenza da compensare non riduce l’imposta da pagare se non viene inserita correttamente. Verifica che ogni perdita sia stata registrata e che il totale delle minusvalenze riportabili corrisponda a quanto presente nelle dichiarazioni degli anni precedenti.

    Come correggere l’errore nella dichiarazione

    Se hai riscontrato un errore nel Quadro RT del Modello Redditi 2026, non devi preoccuparti: la normativa fiscale prevede strumenti precisi per correggere la situazione. Ecco le opzioni disponibili.

    Opzione 1 — Modifica prima dell’invio. Se hai già accesso al precompilato ma non hai ancora inviato la dichiarazione, puoi modificarlo liberamente. Basta correggere i dati errati nel Quadro RT (aggiungendo le minusvalenze mancanti o rettificando i costi fiscali) prima di procedere all’invio. In questo caso, tieni presente che modificando il precompilato perdi parzialmente la protezione dai controlli documentali per la sezione modificata. La scadenza per il Modello Redditi PF 2026 è il 30 novembre 2026.

    Opzione 2 — Dichiarazione integrativa a favore. Se hai già inviato la dichiarazione con il Quadro RT errato e ti accorgi dell’errore successivamente, puoi presentare una dichiarazione integrativa a favore (ai sensi dell’art. 2 comma 8-bis del DPR 322/1998). Questa va presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione dell’anno successivo (quindi entro il 30 novembre 2027 per correggere il Modello Redditi 2026). Il rimborso dell’eventuale imposta sostitutiva versata in eccesso avviene tramite il credito d’imposta da indicare nella dichiarazione successiva.

    Opzione 3 — Istanza di rimborso. In alternativa alla dichiarazione integrativa, puoi presentare un’istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate ai sensi dell’art. 38 del DPR 602/1973, entro 48 mesi dal versamento indebito. Questa procedura è più lenta rispetto alla dichiarazione integrativa, ma è l’unica percorribile se i termini per l’integrativa sono decorsi.

    In tutti i casi, il CAF Centro Fiscale ti consiglia di non procedere da solo se non hai familiarità con il Quadro RT e le sue complessità tecniche. La compilazione errata di una dichiarazione integrativa può generare nuovi errori o persino accertamenti. I nostri operatori sono specializzati nella gestione di queste situazioni e si occupano di tutto, dalla raccolta della documentazione all’invio della dichiarazione corretta.

    Tabella riepilogativa: Quadro RT e compensazione 2026

    ElementoDettaglio
    Sezione dichiarazioneQuadro RT — Modello Redditi PF
    Aliquota imposta sostitutiva26% sulle plusvalenze nette da partecipazioni non qualificate
    Riporto minusvalenzeFino a 4 anni fiscali successivi a quello di realizzo
    Scadenza Modello Redditi PF 202630 novembre 2026
    Precompilato disponibile dal30 aprile 2026
    Correttivo entro30 novembre 2026 (stesso termine dell’ordinaria)
    Integrativa a favore entro30 novembre 2027 (termine dichiarazione anno successivo)
    Istanza rimborso art. 38Entro 48 mesi dal versamento
    Norma di riferimento compensazioneArt. 68 c. 3 e 4 TUIR (DPR 917/1986)

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti (FAQ)

    Devo preoccuparmi se uso il regime amministrato della banca?

    No. Il problema dell’errore nel Modello Redditi 2026 riguarda principalmente chi utilizza il regime dichiarativo, dove è il contribuente (tramite la dichiarazione dei redditi) a calcolare e versare l’imposta sulle plusvalenze. Se invece utilizzi il regime amministrato (il più diffuso tra i privati), è la banca o il broker ad applicare automaticamente l’imposta sostitutiva del 26% su ogni operazione e a gestire la compensazione delle minusvalenze. In questo caso non devi compilare il Quadro RT e non sei coinvolto dall’errore.

    Come faccio a sapere se ho minusvalenze pregresse da recuperare?

    Le minusvalenze da compensare degli anni precedenti sono indicate nel Quadro RT delle dichiarazioni dei redditi degli anni 2022, 2023, 2024 e 2025 (rigo RT31 o equivalente). Se non le ricordi con certezza, il CAF Centro Fiscale può recuperare le tue dichiarazioni precedenti e verificare quali minusvalenze residue hai ancora disponibili. Conserva sempre una copia delle tue dichiarazioni dei redditi: sono documenti fondamentali per la gestione fiscale del portafoglio.

    Se ho già pagato in eccesso, posso recuperare l’importo?

    Sì. Chi ha versato un’imposta sostitutiva superiore a quella dovuta a causa dell’errore nel Quadro RT può recuperarla presentando una dichiarazione integrativa a favore entro il 30 novembre 2027, oppure un’istanza di rimborso entro 48 mesi dal versamento. In entrambi i casi, il CAF Centro Fiscale ti assiste in tutto l’iter: dalla verifica del diritto al rimborso alla presentazione dei documenti necessari.

    L’errore nel precompilato mi tutela da eventuali sanzioni?

    In linea di massima, se l’errore deriva da dati trasmessi in modo scorretto dall’intermediario finanziario, la responsabilità ricade sull’intermediario stesso e non sul contribuente. Tuttavia, il contribuente che accetta la dichiarazione precompilata senza verificarla si assume la responsabilità dei dati in essa contenuti. È quindi sempre consigliabile verificare il Quadro RT prima dell’invio, anche quando si utilizza il precompilato.

    Il Quadro RT riguarda anche le criptovalute?

    No, le criptovalute e cripto-attività non vanno dichiarate nel Quadro RT ma nel Quadro W del Modello Redditi PF (che ha sostituito il vecchio Quadro RW per le cripto dal 2023). Le plusvalenze da cripto-attività realizzate dal 2026 sono tassate con aliquota del 33% (aumentata rispetto al 26% precedente per effetto della Legge di Bilancio 2025). Per approfondire, consulta il nostro articolo sulle criptovalute nel Modello 730/2026.

    Hai bisogno di verificare il tuo Quadro RT? Contattaci

    L’errore dell’Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026 sul Quadro RT è un problema concreto che può costare centinaia o anche migliaia di euro di imposte pagate in eccesso. La soluzione è verificare attentamente la propria dichiarazione prima di inviarla, confrontando i dati del precompilato con la documentazione originale.

    Se hai effettuato operazioni finanziarie negli ultimi anni e hai dubbi sul tuo Quadro RT minusvalenze 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia, per verificare il tuo Modello Redditi PF 2026, correggere eventuali errori e tutelarti da versamenti in eccesso.

    Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Il nostro team di esperti si occupa di tutto, dalla raccolta dei documenti all’invio della dichiarazione corretta, sia in presenza a Udine che comodamente da casa tua tramite il servizio online.

    Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 22:58:502026-05-31 17:41:20Errore Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026: Attenzione al Quadro RT e Minusvalenze
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Cedolare Secca nel Modello Redditi PF Precompilato 2026: Come Modificare l’Aliquota Errata

    cedolare secca

    La cedolare secca nel Modello Redditi PF precompilato 2026 è uno degli elementi che generano più dubbi tra i contribuenti italiani. L’Agenzia delle Entrate carica automaticamente i contratti di locazione registrati e calcola l’imposta sostitutiva, ma capita spesso che l’aliquota proposta sia errata: vuoi perché un contratto a canone concordato risulta indicato con il 21% invece del 10%, vuoi perché una locazione breve dal secondo immobile non riporta il nuovo 26% introdotto dal 2024. Il problema è tutt’altro che marginale: una percentuale sbagliata può tradursi in centinaia di euro di imposte versate in eccesso oppure in sanzioni per insufficiente versamento.

    In questa guida pratica del CAF Centro Fiscale di Udine vediamo passo passo come verificare e modificare l’aliquota cedolare secca nel Modello Redditi PF 2026 precompilato (anno d’imposta 2025), quali sono le aliquote in vigore (21%, 10% e 26%), come gestire il Quadro RB, quali codici utilizzare e quando conviene rivolgersi a un operatore qualificato per evitare errori. La precompilata è uno strumento utile, ma resta a tutti gli effetti la tua dichiarazione: la responsabilità dei dati inviati è del contribuente.

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    Cedolare secca nel precompilato Redditi PF: cosa cambia nel 2026

    La cedolare secca è il regime opzionale di tassazione sostitutiva sui redditi da locazione di immobili abitativi, introdotto con il D.Lgs. 23/2011 articolo 3. Chi sceglie la cedolare paga un’imposta unica che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, imposta di registro e imposta di bollo sul contratto: in pratica un solo versamento, calcolato sul canone annuo lordo senza deduzioni o detrazioni.

    Nel precompilato Modello Redditi PF 2026, l’Agenzia delle Entrate inserisce automaticamente:

    • i dati catastali degli immobili di tua proprietà,
    • i contratti di locazione registrati presso l’Agenzia (sia per cassa che per competenza),
    • l’importo del canone annuo dichiarato in fase di registrazione,
    • l’opzione cedolare secca se attivata al momento della registrazione o con successivo modello RLI.

    La novità del 2026 rispetto alle annualità precedenti riguarda principalmente le locazioni brevi: i contratti di durata inferiore a 30 giorni stipulati nel 2025 sono soggetti alla nuova doppia aliquota (21% per il primo immobile, 26% dal secondo al quarto), e il sistema precompilato deve essere in grado di riconoscerli correttamente. Tuttavia, il riconoscimento non è sempre automatico: ti spiego perché tra poco.

    Le aliquote cedolare secca vigenti per il 2026 (anno imposta 2025)

    Per compilare correttamente il Modello Redditi PF 2026 devi conoscere le tre aliquote attualmente in vigore. Ognuna si riferisce a una tipologia contrattuale specifica e, nel Quadro RB, viene identificata da un codice utilizzo numerico (colonna 2). Ecco la sintesi aggiornata:

    Tipologia contrattoAliquotaCodice utilizzo RBRiferimento normativo
    Canone libero (4+4 ex art. 2 c. 1 L. 431/98)21%3D.Lgs. 23/2011 art. 3 c. 2
    Canone concordato (3+2 in Comuni alta tensione abitativa)10%8 / 12D.Lgs. 23/2011 art. 3 c. 2 – L. 431/98 art. 2 c. 3
    Locazione breve – primo immobile21%3 (sezione II RB)D.L. 50/2017 art. 4
    Locazione breve – dal 2° al 4° immobile26%14 (sezione II RB)L. 213/2023 art. 1 c. 63

    Attenzione: oltre il quarto immobile destinato a locazione breve nell’anno, l’attività si presume commerciale e la cedolare secca non è più applicabile. In questo caso si rientra nei redditi d’impresa con obbligo di partita IVA.

    Quando si applica l’aliquota agevolata del 10%

    L’aliquota ridotta del 10% spetta soltanto per i contratti a canone concordato stipulati in base agli accordi territoriali firmati tra organizzazioni dei proprietari e dei conduttori, e solo nei Comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE (delibera 87/2003 e successivi aggiornamenti). Per il 2025-2026 sono confermati Comuni come Udine, Trieste, Pordenone, Roma, Milano, Napoli, Torino e tutti i capoluoghi di provincia. L’elenco completo è disponibile sul portale del MIT-MEF e sui siti dei singoli Comuni.

    Per godere del 10% serve l’attestazione di rispondenza rilasciata da una delle organizzazioni firmatarie dell’accordo territoriale. Senza questa attestazione il contratto, pur stipulato in forma 3+2, rischia di non poter beneficiare dell’aliquota agevolata e l’Agenzia può contestarla in fase di controllo.

    Perché l’aliquota nel precompilato può risultare errata

    L’aliquota cedolare secca proposta dal precompilato Redditi PF 2026 viene dedotta dal codice tipologia contrattuale indicato in fase di registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate (modello RLI). Se al momento della registrazione il codice è stato indicato in modo impreciso, o se successivamente sono cambiate le condizioni del contratto, il precompilato può proporre l’aliquota sbagliata.

    I casi più frequenti di errore nel precompilato sono:

    • Contratto registrato come canone libero ma in realtà concordato → l’AdE propone il 21% invece del 10%;
    • Mancata indicazione dell’attestazione di rispondenza → il sistema applica cautelativamente il 21%;
    • Locazioni brevi non comunicate dagli intermediari (es. piattaforme online che non hanno trasmesso i dati con il modello CU locazioni brevi) → il reddito non compare nel precompilato e va aggiunto manualmente;
    • Più immobili in locazione breve nello stesso anno → il precompilato applica il 21% su tutti, mentre dal secondo dovrebbe scattare il 26%;
    • Comproprietà al 50% → l’AdE divide automaticamente, ma se le quote sono diverse (es. 30/70) il dato va corretto;
    • Subentro per successione o donazione in corso d’anno → l’imputazione temporale può risultare imprecisa.

    In tutti questi casi devi intervenire manualmente sul Quadro RB del Modello Redditi PF prima di inviare la dichiarazione. Non confidare nel fatto che “se è precompilato, sarà giusto”: come precisato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare 19/E del 2025 e nelle istruzioni al Modello Redditi PF 2026, la responsabilità dei dati dichiarati resta sempre del contribuente, anche se i dati provengono dalla precompilata.

    Quadro RB del Modello Redditi PF: come modificare l’aliquota cedolare secca

    Il Quadro RB del Modello Redditi PF è la sezione dedicata ai redditi dei fabbricati, comprese le locazioni con cedolare secca. È composto da due sezioni principali:

    1. Sezione I – dati identificativi degli immobili (rendita catastale, possesso, utilizzo, canone);
    2. Sezione II – dati relativi ai contratti di locazione (estremi di registrazione, codici tipologia, opzione cedolare).

    Per modificare l’aliquota cedolare secca nel precompilato segui questa procedura passo passo:

    Passo 1: accesso alla precompilata

    Collegati al portale dell’Agenzia delle Entrate sulla sezione “La tua area riservata”, accedi con SPID, CIE o CNS, e dal menu “Dichiarazione precompilata” seleziona il Modello Redditi Persone Fisiche (non il 730, se hai redditi che richiedono il modello unico, come locazioni brevi sopra le 4 unità, redditi da quadro RW o RT). Le credenziali Entratel/Fisconline sono state disattivate dal 2024 per i contribuenti persone fisiche.

    Passo 2: apertura Quadro RB

    Una volta dentro il Modello Redditi PF, individua il Quadro RB – Redditi dei fabbricati. Vedrai l’elenco degli immobili precompilati con i relativi righi (RB1, RB2, RB3…). Ogni immobile occupa un rigo della Sezione I e, se locato, ha i relativi dati contrattuali nella Sezione II.

    Passo 3: clicca su “Modifica” sul rigo da correggere

    Il sistema ti consente di intervenire sui singoli campi. Per la cedolare secca, le colonne fondamentali sono:

    • Colonna 2 – Utilizzo: indica il codice tipologia (es. 3 = canone libero, 8 = canone concordato con riduzione, 12 = canone concordato in Comuni colpiti da calamità, 14 = locazioni brevi dal 2° immobile);
    • Colonna 6 – Canone: importo del canone annuo (di norma 100%, salvo scelte particolari);
    • Colonna 11 – Cedolare secca: barrare la casella se l’opzione è stata esercitata;
    • Colonna 12 – Casi particolari IMU: solo se ricorrono;
    • Colonna 8 – Continuazione: si compila in caso di prosieguo del rigo precedente.

    Passo 4: cambia il codice utilizzo (questo determina l’aliquota)

    Per passare dal 21% al 10% (canone concordato) devi sostituire il codice utilizzo in colonna 2: da 3 (canone libero) a 8 (canone concordato con attestazione di rispondenza). Salva e verifica nel riepilogo dell’imposta che la nuova aliquota sia applicata correttamente.

    Passo 5: ricalcolo dell’imposta

    Dopo la modifica, il sistema ricalcola automaticamente la cedolare dovuta nel Quadro RB sezione III e aggiorna il Quadro LC – liquidazione imposta cedolare secca. Verifica che gli acconti versati a giugno e novembre 2025 vengano correttamente scomputati e che il saldo a debito o a credito sia coerente.

    Passare dall’aliquota 21% al 10% del canone concordato: la procedura

    Questo è uno dei casi più frequenti di rettifica nel Modello Redditi PF precompilato. Immagina che Maria abbia stipulato a Udine un contratto di locazione 3+2 a canone concordato per un appartamento (rendita catastale 480 euro, canone annuo 6.000 euro). Il contratto è stato registrato regolarmente con cedolare secca, ma il sistema precompilato propone il 21%, applicando un’imposta di 1.260 euro. In realtà, trattandosi di canone concordato in Comune ad alta tensione abitativa, l’aliquota corretta è il 10%, con un’imposta di soli 600 euro: un risparmio di 660 euro.

    Per applicare l’aliquota corretta nel precompilato Maria deve:

    1. Verificare di avere a portata di mano l’attestazione di rispondenza rilasciata da un’organizzazione firmataria dell’accordo territoriale (ad es. SUNIA, SICET, UNIAT, oppure Confedilizia, Asppi, UPPI);
    2. Entrare nel Modello Redditi PF precompilato, Quadro RB, e individuare il rigo relativo all’immobile;
    3. Cliccare su “Modifica” nella Sezione II e cambiare il codice utilizzo da 3 a 8;
    4. Confermare l’opzione cedolare in colonna 11;
    5. Salvare e verificare nel Quadro LC che l’imposta calcolata sia ora il 10% del canone (600 euro nell’esempio).

    Importante: conserva l’attestazione di rispondenza per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione (termine ordinario di accertamento ex art. 43 DPR 600/1973). In caso di controllo formale, l’Agenzia delle Entrate può richiederla e, se mancante o non valida, il 10% può essere disconosciuto con recupero della differenza, sanzioni e interessi.

    Cosa fare se l’attestazione è scaduta o mancante

    Se l’attestazione non è mai stata richiesta o è scaduta, puoi richiederla a sanatoria alle organizzazioni firmatarie. Il costo varia da 50 a 150 euro a seconda dell’ente. L’attestazione ha effetto dichiarativo: certifica che il contratto rispetta gli accordi territoriali. Senza di essa, l’aliquota agevolata del 10% è formalmente non spettante anche per i contratti stipulati correttamente come 3+2.

    Locazioni brevi 2026: quando si applica il 26% e come segnalarlo nel precompilato

    Dal 1° gennaio 2024, in attuazione della Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023, art. 1 c. 63), la cedolare secca sulle locazioni brevi (contratti di durata inferiore a 30 giorni, anche con servizi accessori non professionali) è cambiata:

    • 21% sul reddito derivante dalla locazione del primo immobile destinato a locazione breve nell’anno;
    • 26% sul reddito derivante dalla locazione dal secondo al quarto immobile destinati a locazione breve nello stesso periodo d’imposta;
    • Cedolare non ammessa oltre il quarto immobile: l’attività si presume imprenditoriale, con obbligo di partita IVA e regime ordinario.

    Nel Modello Redditi PF 2026 precompilato, il riconoscimento automatico delle locazioni brevi avviene solo se gli intermediari (Airbnb, Booking, agenzie immobiliari) hanno trasmesso all’Agenzia delle Entrate la CU locazioni brevi entro le scadenze previste. Se la CU non è arrivata, il reddito non risulterà nel precompilato e dovrai inserirlo manualmente nella Sezione II del Quadro RB con il codice 3 (primo immobile) oppure 14 (dal secondo).

    Esempio pratico: due immobili in locazione breve

    Luca possiede due appartamenti a Trieste che ha affittato come locazioni brevi nel 2025: il primo gli ha fruttato 8.000 euro lordi (al netto delle commissioni dei portali), il secondo 6.000 euro. Per il primo immobile applicherà la cedolare al 21% (1.680 euro), per il secondo il 26% (1.560 euro), per un totale di 3.240 euro di imposta sostitutiva.

    Se il precompilato applicasse erroneamente il 21% anche al secondo immobile, Luca verserebbe 1.260 euro invece di 1.560: rischierebbe in seguito un avviso bonario con recupero della differenza (300 euro), sanzione ridotta (90 euro circa) e interessi. Controllare e correggere l’aliquota nel Quadro RB è quindi indispensabile.

    Ritenuta del 21% applicata dagli intermediari

    Ricorda che gli intermediari che incassano i canoni (es. Airbnb, Booking) operano una ritenuta del 21% a titolo d’acconto. Nel Quadro RB devi scomputarla in colonna apposita e nel Quadro LC sezione II (liquidazione cedolare locazioni brevi). Se hai applicato il 26% dal secondo immobile, devi versare la differenza (5%) tramite F24.

    Scadenze Modello Redditi PF 2026 e termini per accettare o modificare la precompilata

    Per il Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) le date da segnare in calendario sono:

    AdempimentoScadenza ordinariaScadenza con maggiorazione
    Disponibilità precompilata online15 maggio 2026–
    Modifica/invio precompilata (apertura)20 maggio 2026–
    Versamento saldo cedolare secca (F24)30 giugno 202630 luglio 2026 (+0,40%)
    Primo acconto cedolare 202630 giugno 202630 luglio 2026 (+0,40%)
    Secondo acconto cedolare 202630 novembre 2026–
    Invio telematico Modello Redditi PF 202630 novembre 2026–

    Le scadenze del Modello Redditi PF restano confermate al 30 novembre 2026 come termine ultimo di invio, mentre i versamenti seguono il calendario IRPEF. Conviene modificare il precompilato prima della scadenza dei versamenti (30 giugno 2026), per evitare di pagare F24 calcolati su aliquote errate e doversi poi destreggiare tra ravvedimenti operosi o richieste di rimborso.

    Rateizzazione del saldo cedolare

    Il saldo cedolare secca può essere rateizzato fino a un massimo di 7 rate mensili (con maggiorazione progressiva degli interessi), con prima rata entro il 30 giugno 2026 e ultima rata entro il 16 dicembre 2026. La rateizzazione si attiva direttamente nel Modello Redditi PF compilando il Quadro RX.

    Errori comuni e come evitarli in fase di modifica

    Nella nostra esperienza al CAF Centro Fiscale di Udine, gli errori più frequenti che riscontriamo quando i contribuenti modificano in autonomia la cedolare secca nel precompilato sono questi:

    • Modificare il codice utilizzo senza prima salvare la sezione I: porta a perdere i dati appena inseriti;
    • Dimenticare di barrare l’opzione cedolare (colonna 11): senza la spunta il sistema applica la tassazione IRPEF ordinaria, anche se il contratto è registrato con cedolare;
    • Indicare il codice 12 al posto del 8: il codice 12 è riservato ai Comuni colpiti da eventi calamitosi (es. terremoto), non al canone concordato ordinario;
    • Non aggiornare il Quadro LC: dopo la modifica nel Quadro RB, il sistema dovrebbe ricalcolare automaticamente, ma talvolta servono click di conferma aggiuntivi;
    • Inserire due volte lo stesso immobile: tipico quando l’immobile compare nel precompilato e si aggiunge manualmente “non vedendolo”;
    • Sbagliare la quota di possesso: in caso di comproprietà, la quota va indicata in formato percentuale (es. 50 o 33,33);
    • Confondere il periodo di possesso (giorni) con i giorni di locazione: sono due campi diversi e vanno entrambi compilati correttamente.

    Un controllo finale utile, prima dell’invio, è confrontare l’imposta cedolare risultante con il calcolo manuale: canone annuo × aliquota = imposta dovuta. Se il valore è palesemente diverso, c’è un errore di compilazione.

    Documenti necessari per modificare l’aliquota cedolare secca

    Per intervenire correttamente sul Modello Redditi PF 2026 e modificare l’aliquota cedolare secca, è bene avere a portata di mano i seguenti documenti:

    • Copia del contratto di locazione registrato (anche scaricabile dall’area riservata AdE);
    • Ricevuta di registrazione con estremi (data, numero, ufficio territoriale, codice tipologia);
    • Attestazione di rispondenza per i contratti a canone concordato (rilasciata dalle associazioni firmatarie);
    • Modello RLI di opzione cedolare (se l’opzione è stata esercitata dopo la registrazione);
    • Visura catastale aggiornata dell’immobile (rendita, categoria, classe);
    • F24 degli acconti versati nel 2025 (codici tributo 1840 e 1841);
    • Per le locazioni brevi: ricevute delle piattaforme (Airbnb, Booking) con dettaglio canoni incassati e ritenute subite, oltre alla CU rilasciata dall’intermediario;
    • SPID, CIE o CNS per accedere al portale dell’Agenzia delle Entrate.

    Tenere ordinata questa documentazione ti permette di rispondere rapidamente a eventuali richieste di chiarimento da parte dell’Agenzia, che ha tempo fino al 31 dicembre del quinto anno successivo per controllare la dichiarazione (quindi fino al 31 dicembre 2031 per i redditi 2025).

    Quando rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine

    Modificare l’aliquota cedolare secca nel Modello Redditi PF precompilato è un’operazione apparentemente semplice, ma diventa delicata in alcune situazioni specifiche. Conviene affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine se ti trovi in uno di questi casi:

    • Più contratti con tipologie diverse (canone libero + concordato + breve) sullo stesso immobile o su immobili diversi;
    • Locazioni brevi con multipli immobili e necessità di gestire il passaggio dal 21% al 26%;
    • Subentro per successione o donazione in corso d’anno (situazione frequente in Friuli Venezia Giulia per via del sistema tavolare, che richiede attenzioni specifiche sull’imputazione temporale dei redditi);
    • Contratti rinegoziati o cambio di destinazione d’uso a metà anno;
    • Errori già commessi negli anni precedenti da sanare con dichiarazione integrativa;
    • Comunicazioni di irregolarità già ricevute dall’Agenzia delle Entrate;
    • Mancata attestazione di rispondenza per contratti concordati passati: il CAF può aiutarti a richiederla a sanatoria.

    In Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia. Questo richiede competenze specifiche nella gestione delle pratiche immobiliari e delle dichiarazioni dei redditi che coinvolgono successioni con immobili locati: il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale con questo sistema ed è il punto di riferimento per chi opera in regione.

    Il nostro staff può verificare la correttezza del precompilato, calcolare la convenienza tra cedolare e regime ordinario IRPEF, gestire la modifica del Quadro RB, predisporre gli F24 con i corretti codici tributo (1840 saldo, 1841 acconti) e seguirti per eventuali comunicazioni successive dall’Agenzia. Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza dedicata.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti sulla cedolare secca nel precompilato

    Posso modificare l’aliquota cedolare secca direttamente dal precompilato online?

    Sì, una volta entrato nell’area precompilata con SPID/CIE/CNS, selezionando il Modello Redditi PF 2026 puoi modificare i dati del Quadro RB, comprese le aliquote di cedolare secca (codice 3 per aliquota 21%, codice 8 per aliquota 10%, codice 14 per locazioni brevi 26% dal secondo immobile).

    Quale aliquota cedolare secca si applica al canone concordato nel 2026?

    Il canone concordato (contratti 3+2 ex Legge 431/1998 art. 2 comma 3) gode dell’aliquota agevolata del 10% in tutti i Comuni ad alta tensione abitativa o tra quelli colpiti da calamità. Negli altri Comuni si applica l’aliquota standard del 21%.

    Come funziona la cedolare secca al 26% per le locazioni brevi nel 2026?

    Dal 2024 (L. 213/2023) la cedolare secca per locazioni brevi è al 21% se loci un solo immobile, e al 26% dal secondo al quarto immobile destinato a locazione breve nell’anno. Oltre il quarto immobile si configura attività d’impresa e la cedolare non è ammessa.

    Cosa rischio se accetto il precompilato con l’aliquota cedolare secca sbagliata?

    Rischi di pagare imposte maggiori del dovuto (es. 21% invece di 10%) oppure, al contrario, una sanzione per omesso/insufficiente versamento se applichi un’aliquota più bassa di quella spettante. La precompilata accettata senza modifiche evita controlli formali, ma non sana dati errati di partenza: la responsabilità resta del contribuente.

    Quanto tempo ho per modificare il Modello Redditi PF 2026 precompilato?

    Il Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) deve essere inviato entro il 30 novembre 2026. Tuttavia il termine per la cedolare secca legato al versamento del saldo è il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%). Conviene modificare e inviare prima delle scadenze di pagamento per evitare errori sui versamenti F24.

    Devo rivolgermi al CAF anche se il precompilato sembra corretto?

    Per dichiarazioni semplici puoi procedere autonomamente. Tuttavia, se hai contratti misti (parte canone libero, parte concordato), locazioni brevi, immobili in comproprietà o quote diverse, è preferibile rivolgersi al CAF per evitare errori sulle aliquote e sugli adempimenti collaterali (es. SIIP per locazioni brevi).

    Maggio 27, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 12:10:272026-05-31 17:43:23Cedolare Secca nel Modello Redditi PF Precompilato 2026: Come Modificare l’Aliquota Errata
    CAF, CRIPTOVALUTE, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Criptovalute nel Modello 730/2026, quando e come si dichiarano: le regole

    Dichiarazione dei redditi 730

    Se nel 2025 hai comprato, venduto, scambiato Bitcoin, Ethereum o altre criptovalute, oppure se semplicemente le hai detenute su un wallet o su un exchange estero, la dichiarazione dei redditi 2026 ti riguarda direttamente. La domanda che ci sentiamo fare ogni primavera al CAF Centro Fiscale di Udine è sempre la stessa: «Posso dichiarare le mie cripto nel Modello 730/2026?». La risposta breve è: no, non puoi. La risposta lunga è che il 730 non è lo strumento adatto e che, per le cripto-attività, devi obbligatoriamente compilare il Modello Redditi Persone Fisiche 2026, anche se per il resto dei tuoi redditi il 730 sarebbe sufficiente.

    In questa guida operativa spiegheremo, in modo chiaro e con esempi concreti, perché le criptovalute non si dichiarano nel 730, quali quadri devi usare nel Modello Redditi PF 2026, qual è la nuova aliquota al 33% sulle plusvalenze in vigore dal 2026, come funzionano il Quadro W e il Quadro RT, qual è la soglia di esenzione e come gestire la direttiva DAC8 che, dal 2026, obbliga gli exchange a comunicare i dati al Fisco. Tutto aggiornato alla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e alle ultime circolari dell’Agenzia delle Entrate.

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    Indice dei contenuti

    1. Perché le criptovalute non si dichiarano nel Modello 730/2026
    2. Chi deve dichiarare le criptovalute nel 2026
    3. Quali quadri usare nel Modello Redditi PF 2026
    4. Quadro W: monitoraggio fiscale e IVCA
    5. Quadro RT: plusvalenze e nuova aliquota 33%
    6. Aliquota 33% dal 2026: cosa cambia rispetto al 26%
    7. Soglia di esenzione 2.000 euro: come funziona
    8. Esempi pratici di calcolo (LIFO, plusvalenze, minusvalenze)
    9. IVCA: l’imposta sul valore delle cripto-attività
    10. Mining, staking, airdrop e NFT: come si tassano
    11. DAC8: cosa cambia dal 2026 con lo scambio automatico
    12. Sanzioni e ravvedimento operoso
    13. Scadenze 2026 e modalità di pagamento
    14. Gli errori più comuni da evitare
    15. Domande frequenti

    Perché le criptovalute non si dichiarano nel Modello 730/2026

    La regola, spesso ignorata, è semplice: il Modello 730 è pensato per lavoratori dipendenti e pensionati con redditi «ordinari», che non richiede compilazioni complesse e che permette di ottenere il rimborso o pagare l’eventuale debito direttamente in busta paga o sulla pensione. Le cripto-attività sono però trattate dal Fisco come strumenti finanziari particolari, soggetti a:

    • monitoraggio fiscale (obbligo di indicare wallet e saldi al 31/12);
    • imposta sostitutiva sulle plusvalenze;
    • IVCA, l’Imposta sul Valore delle Cripto-Attività.

    Tutti questi adempimenti richiedono quadri specifici (il Quadro W e il Quadro RT) che non esistono nel Modello 730/2026. Di conseguenza, se nel 2025 hai detenuto o movimentato criptovalute, il 730 da solo non basta. La soluzione corretta è presentare il Modello Redditi Persone Fisiche 2026, eventualmente in aggiunta al 730 (modalità nota come «730 + Redditi PF integrativo») oppure presentando solo il Modello Redditi PF.

    Chi deve dichiarare le criptovalute nel 2026

    L’obbligo di dichiarazione delle cripto-attività nasce in due situazioni distinte, e non sempre coincidono:

    • Detenzione di cripto al 31/12/2025 (anche senza vendite): scatta l’obbligo di compilare il Quadro W per il monitoraggio fiscale e per il versamento dell’IVCA (0,2% sul valore detenuto).
    • Realizzo di plusvalenze nel 2025 (vendita, scambio, conversione in euro o in altra crypto, pagamento di beni/servizi): scatta l’obbligo di compilare il Quadro RT per la tassazione delle plusvalenze.

    In altre parole: anche chi nel 2025 non ha venduto nemmeno un satoshi, ma ha lasciato fermi 1.000 euro di Bitcoin sull’exchange Binance al 31/12, ha l’obbligo di dichiararli nel Quadro W. Viceversa, chi ha venduto cripto generando plusvalenze deve compilare il Quadro RT, anche se al 31/12 non ne deteneva più nemmeno una.

    Attenzione: i wallet self-custody (Ledger, Trezor, MetaMask, Phantom, ecc.) e quelli su exchange esteri (Binance, Kraken, Coinbase) sono i casi più comuni di obbligo dichiarativo. Anche gli exchange italiani (Young Platform, Conio, The Rock Trading) implicano dichiarazione del saldo nel Quadro W, salvo che applichino regime amministrato: in tal caso, l’IVCA è trattenuta dall’intermediario.

    Quali quadri usare nel Modello Redditi PF 2026

    Nel Modello Redditi Persone Fisiche 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025) la dichiarazione delle cripto-attività si gioca su tre quadri principali, da compilare a seconda della situazione del contribuente:

    QuadroA cosa serveQuando si compila
    Quadro WMonitoraggio fiscale delle cripto detenute all’estero e su exchange senza ritenuta + calcolo IVCASempre, se hai detenuto cripto nel 2025 (anche senza vendite)
    Quadro RT, Sezione II-bisPlusvalenze da cripto-attività tassate al 33% (dal 2026)Quando hai realizzato plusvalenze o minusvalenze nel 2025
    Quadro RL, Sezione IIRedditi diversi da mining/staking/airdrop se occasionaliSolo per casi specifici (mining hobbistico, airdrop ricevuti, alcune forme di staking)

    Il Quadro W, introdotto dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022), ha sostituito il vecchio Quadro RW per le cripto-attività dal 2023. Resta tuttavia consuetudine, anche nelle comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate, sentire parlare di «monitoraggio fiscale via RW»: oggi, per le crypto, il quadro corretto è W.

    Quadro W: monitoraggio fiscale e IVCA

    Il Quadro W del Modello Redditi PF 2026 ha due funzioni complementari:

    • Sezione I – Monitoraggio fiscale: serve a comunicare al Fisco l’esistenza e il valore delle cripto detenute all’estero (o su intermediari non residenti). È un obbligo formale di trasparenza.
    • Sezione II – IVCA: serve a liquidare l’Imposta sul Valore delle Cripto-Attività, pari allo 0,2% (2 per mille) del valore complessivo al 31/12/2025.

    Per ogni rigo del Quadro W devi indicare:

    • codice cripto-attività (es. codice 21 per «cripto-attività»);
    • identificativo dell’exchange o del wallet;
    • quota di possesso (%);
    • valore iniziale e finale dell’anno;
    • periodo di possesso (in giorni);
    • importo dell’IVCA dovuta.

    Esempio: hai detenuto 0,5 BTC dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025 su un wallet self-custody. Valore al 31/12/2025: 32.000 euro. IVCA dovuta = 32.000 × 0,2% = 64 euro. L’imposta va versata con i codici tributo dedicati (1727 per saldo, 1728 per la prima rata di acconto, 1729 per la seconda) entro le scadenze ordinarie del Modello Redditi PF.

    Quadro RT: plusvalenze e nuova aliquota 33%

    Il Quadro RT, Sezione II-bis è il cuore della tassazione cripto. Qui si calcolano le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dalla cessione di cripto-attività nel 2025 e si applica l’imposta sostitutiva.

    Per la dichiarazione 2026 (anno d’imposta 2025) l’aliquota applicabile è ancora il 26%, in quanto la riforma introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 si applica alle plusvalenze realizzate dal 1° gennaio 2026 in poi. Quindi:

    • Plusvalenze realizzate nel 2025 (Modello Redditi PF 2026) → aliquota 26%;
    • Plusvalenze realizzate nel 2026 (Modello Redditi PF 2027) → aliquota 33%.

    Questa è una delle informazioni più importanti, perché molti utenti commettono l’errore di applicare già il 33% sulla dichiarazione 2026. Attenzione: i 730 e i Redditi PF presentati nel 2026 si riferiscono ai redditi 2025 e quindi all’aliquota del 26%. Le operazioni effettuate dal 1° gennaio 2026 in avanti saranno invece tassate al 33% e finiranno nel Modello Redditi PF 2027.

    Metodo LIFO obbligatorio

    Per calcolare la plusvalenza si usa il metodo LIFO (Last In, First Out): si considera che le prime cripto vendute siano le ultime acquistate. Questo criterio è stato espressamente confermato dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare 30/E/2023 e successive risoluzioni.

    Aliquota 33% dal 2026: cosa cambia rispetto al 26%

    La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, comma 25) ha innalzato l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze da cripto-attività dal 26% al 33%, con decorrenza 1° gennaio 2026. Si tratta dell’aliquota più alta mai applicata in Italia a una rendita finanziaria di questo tipo, persino superiore al 26% dei dividendi e degli interessi sui titoli di Stato esteri.

    Periodo realizzoAliquotaDichiarazioneNorma
    202326%Redditi PF 2024L. 197/2022
    202426%Redditi PF 2025L. 197/2022
    202526%Redditi PF 2026L. 197/2022
    202633%Redditi PF 2027L. 207/2024

    L’aumento al 33% è stato accompagnato dall’eliminazione della franchigia di 2.000 euro a partire dalle plusvalenze del 2026: dall’anno fiscale 2026 in poi, infatti, anche le plusvalenze sotto soglia diventano imponibili. Questa è una novità di rilievo che deve far riflettere chi gestisce piccole somme: fino al 31/12/2025 valeva la soglia di esenzione di 2.000 euro annui; dal 2026 ogni euro di plusvalenza sarà tassato. Tieni quindi presente che nella dichiarazione 2026 (redditi 2025) la franchigia 2.000 euro è ancora valida, mentre sparirà nella dichiarazione 2027 (redditi 2026).

    Soglia di esenzione 2.000 euro: come funziona

    Per il Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) vige ancora la soglia di esenzione di 2.000 euro introdotta dalla L. 197/2022. La regola è questa: se la somma algebrica annua di plusvalenze e minusvalenze realizzate è inferiore o uguale a 2.000 euro, queste plusvalenze non sono tassate e non concorrono alla formazione del reddito imponibile.

    Attenzione: la soglia è di esenzione, non di franchigia. Cosa significa?

    • Se realizzi 1.800 euro di plusvalenza → non paghi nulla;
    • Se realizzi 2.500 euro di plusvalenza → tassi l’intera somma al 26% (= 650 euro), non solo i 500 euro eccedenti.

    Inoltre, anche se la plusvalenza è sotto soglia e non viene tassata, restano comunque obbligatori il monitoraggio fiscale (Quadro W) e il versamento dell’IVCA.

    Esempi pratici di calcolo (LIFO, plusvalenze, minusvalenze)

    Vediamo tre casi concreti di contribuenti che si rivolgono al CAF Centro Fiscale, per capire come si calcolano le imposte.

    Caso 1 – Piccolo investitore con plusvalenza sotto soglia

    Marco ha comprato 0,02 BTC a marzo 2025 per 1.400 euro e li ha rivenduti a novembre per 2.900 euro. Plusvalenza: 1.500 euro. Essendo sotto la soglia di 2.000 euro, Marco non paga imposta sostitutiva, ma deve comunque compilare il Quadro W per il monitoraggio (nei mesi di possesso) e versare l’IVCA proporzionale al periodo.

    Caso 2 – Investitore medio con plusvalenza tassabile

    Laura ha acquistato 1 ETH a gennaio 2024 per 2.200 euro e lo ha venduto a ottobre 2025 per 4.700 euro. Plusvalenza: 2.500 euro. Supera la soglia, quindi l’intera plusvalenza è tassabile: 2.500 × 26% = 650 euro di imposta sostitutiva da versare con il codice tributo 1715. Anche in questo caso vanno compilati il Quadro RT, Sezione II-bis, e il Quadro W.

    Caso 3 – Operatore attivo con metodo LIFO

    Davide ha acquistato 3 ETH in tre tranche: aprile 2023 a 1.800 euro, gennaio 2024 a 2.500 euro, agosto 2025 a 3.200 euro. A novembre 2025 vende 1 ETH a 3.500 euro. Con il metodo LIFO, l’ETH venduto è quello acquistato più di recente (agosto 2025 a 3.200 euro). Plusvalenza: 3.500 − 3.200 = 300 euro (sotto soglia). Davide non paga imposta, ma deve dichiarare tutti i 3 ETH detenuti nel Quadro W.

    Caso 4 – Compensazione delle minusvalenze

    Le minusvalenze realizzate sulle cripto-attività possono essere portate in compensazione con plusvalenze cripto fino ai 4 periodi d’imposta successivi. Importante: non possono compensare plusvalenze di altri strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, ETF), e viceversa.

    IVCA: l’imposta sul valore delle cripto-attività

    L’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività) è analoga all’IVAFE applicata ai conti esteri: si versa annualmente in misura pari allo 0,2% (2 per mille) del valore complessivo delle cripto detenute al 31 dicembre 2025, indipendentemente dall’aver realizzato o meno plusvalenze.

    Differenze rispetto all’IVAFE:

    • Base imponibile: valore al 31/12 di tutte le cripto detenute (non la giacenza media);
    • Esonero: se il versamento dovuto è inferiore a 12 euro, non si paga;
    • Esonero ulteriore: niente IVCA per le cripto su exchange italiani con regime amministrato che fungono da sostituti d’imposta;
    • Codici tributo: 1727 (saldo), 1728 (acconto 1° rata), 1729 (acconto 2° rata).

    Un esempio rapido: se al 31/12/2025 detieni cripto per un controvalore complessivo di 10.000 euro, l’IVCA dovuta è 10.000 × 0,002 = 20 euro. Se ne detieni 5.000, l’imposta sarebbe di 10 euro: sotto la soglia minima di 12 euro, quindi non dovuta.

    Mining, staking, airdrop e NFT: come si tassano

    Oltre alle plusvalenze classiche da compravendita, esistono altre forme di reddito legate alle cripto-attività che hanno una tassazione propria.

    Mining

    Il mining svolto in modalità hobbistica/occasionale rientra tra i redditi diversi (Quadro RL, Sezione II) e si tassa come reddito ordinario in base all’aliquota IRPEF del contribuente. Se invece il mining è svolto in forma professionale e organizzata, costituisce reddito d’impresa con apertura di partita IVA, fatturazione elettronica e tutti i relativi adempimenti contabili.

    Staking

    Lo staking, ossia il blocco di cripto per ottenere ricompense (rewards), è trattato come plusvalenza cripto: i rewards confluiscono nel Quadro RT e sono tassati al 26% per le maturazioni 2025 (33% dal 2026). Il momento impositivo è quello in cui i rewards diventano disponibili, valutati al cambio del giorno di accredito.

    Airdrop

    Gli airdrop ricevuti gratuitamente sono inquadrati come redditi diversi occasionali, tassati secondo aliquota IRPEF nel Quadro RL al momento in cui sono percepiti, valutati al cambio di ricezione. Quando vengono successivamente venduti, si determina poi un’eventuale plusvalenza/minusvalenza sulla base del costo fiscale già tassato come reddito diverso.

    NFT

    Gli NFT sono assimilati a cripto-attività dal 2023 e seguono le stesse regole: plusvalenze nel Quadro RT, monitoraggio e IVCA nel Quadro W, con valutazione al valore di mercato al 31/12.

    DAC8: cosa cambia dal 2026 con lo scambio automatico

    La direttiva europea DAC8 (Direttiva UE 2023/2226) ha introdotto, per la prima volta a livello UE, un sistema di scambio automatico di informazioni sulle cripto-attività tra Stati membri. Il recepimento italiano è in vigore dal 2026: significa che, da quest’anno, gli exchange e i prestatori di servizi cripto (CASP) con clientela italiana saranno tenuti a comunicare automaticamente all’Agenzia delle Entrate i dati di:

    • identità degli utenti residenti in Italia;
    • saldi delle cripto detenute;
    • operazioni di compravendita e scambio effettuate.

    In pratica, dal 2026 chi pensa di non dichiarare le proprie cripto rischia di essere scoperto in automatico. L’Agenzia delle Entrate sta già ricevendo i dati di milioni di account italiani aperti su Binance, Coinbase, Kraken e altri exchange. Anche se DAC8 entra ufficialmente in regime dal 2026, gli effetti sui controlli si vedranno già sulle dichiarazioni 2026 (redditi 2025), perché il Fisco incrocerà le informazioni a posteriori.

    Sanzioni e ravvedimento operoso

    Le sanzioni per chi omette o dichiara parzialmente le cripto-attività sono particolarmente severe. Ecco un riepilogo delle principali violazioni e delle relative sanzioni:

    ViolazioneSanzione minimaSanzione massimaNote
    Omessa compilazione Quadro W (monitoraggio)3% del valore non dichiarato15% del valore non dichiaratoRaddoppiata per Paesi black list
    Omesso versamento IVCA30% dell’imposta30% dell’impostaRiducibile con ravvedimento
    Omessa indicazione plusvalenze (Quadro RT)90% imposta non versata180% imposta non versataSi applica anche se l’imposta è pari a zero
    Dichiarazione infedele90% maggiore imposta180% maggiore impostaRiducibile con ravvedimento

    Chi si accorge dell’errore può sanare la posizione con il ravvedimento operoso, ottenendo una forte riduzione della sanzione in base al tempo trascorso (da 1/10 entro 30 giorni a 1/5 oltre i 2 anni). Per i casi più complessi, è consigliato rivolgersi a un professionista o al CAF per evitare ulteriori errori in fase di regolarizzazione.

    Scadenze 2026 e modalità di pagamento

    Le principali scadenze del Modello Redditi Persone Fisiche 2026 sono:

    • 30 giugno 2026 – versamento del saldo IRPEF, dell’imposta sostitutiva sulle cripto e dell’IVCA, senza maggiorazione;
    • 30 luglio 2026 – versamento con maggiorazione dello 0,4%;
    • 30 novembre 2026 – secondo acconto IRPEF e seconda rata di acconto IVCA;
    • 31 ottobre 2026 – presentazione telematica del Modello Redditi PF 2026.

    I codici tributo principali da usare nel Modello F24 sono:

    • 1715 – imposta sostitutiva su plusvalenze da cripto-attività;
    • 1727 – saldo IVCA;
    • 1728 – prima rata di acconto IVCA;
    • 1729 – seconda rata di acconto IVCA.

    Gli errori più comuni da evitare

    Negli anni abbiamo visto ripetersi gli stessi errori. I principali, da evitare assolutamente:

    1. Pensare di poter dichiarare le cripto nel 730: il 730 non prevede i quadri W e RT, è obbligatorio il Modello Redditi PF.
    2. Applicare già il 33% sulle plusvalenze 2025: l’aliquota 33% si applica solo alle plusvalenze realizzate dal 1° gennaio 2026.
    3. Dimenticare il Quadro W in caso di sola detenzione: anche senza vendite, se hai cripto al 31/12 devi dichiarare i wallet e versare l’IVCA.
    4. Confondere franchigia ed esenzione: la soglia 2.000 euro è di esenzione totale, ma una volta superata si tassa l’intero importo.
    5. Considerare estere solo le cripto su Binance o Coinbase: anche le cripto in self-custody (Ledger, MetaMask) richiedono monitoraggio.
    6. Compensare minusvalenze cripto con plusvalenze azionarie: i due regimi sono separati.
    7. Trascurare gli airdrop ricevuti: sono redditi diversi tassati a IRPEF nel momento della percezione.
    8. Dimenticare le operazioni di swap: anche lo scambio crypto-to-crypto realizza plusvalenza.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti

    Posso aggiungere le criptovalute al mio Modello 730/2026?

    No. Il 730 non prevede i quadri W e RT, fondamentali per dichiarare le cripto. Devi presentare il Modello Redditi Persone Fisiche 2026, eventualmente in aggiunta al 730 se hai redditi da lavoro dipendente o pensione.

    Se ho solo 200 euro di Bitcoin su Binance devo dichiararli?

    Sì. L’obbligo di monitoraggio fiscale nel Quadro W non ha una soglia di esenzione: anche piccoli importi vanno dichiarati. L’IVCA non si paga se inferiore a 12 euro, ma la sola compilazione del quadro è comunque obbligatoria.

    L’aliquota 33% si applica già nella dichiarazione 2026?

    No. Nel Modello Redditi PF 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025) le plusvalenze restano tassate al 26%. L’aliquota del 33% si applica solo alle plusvalenze realizzate dal 1° gennaio 2026, che andranno dichiarate nel Modello Redditi PF 2027.

    Cos’è la rivalutazione cripto e mi conviene?

    La Legge di Bilancio 2023 ha introdotto la possibilità di rivalutare le cripto detenute al 1° gennaio, versando un’imposta sostitutiva agevolata. Successive proroghe hanno reiterato la possibilità di rivalutare anche le cripto possedute al 1° gennaio 2025 e 1° gennaio 2026 (consulta gli ultimi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate per aliquote e scadenze aggiornate). La rivalutazione conviene se prevedi una vendita futura con plusvalenza significativa: aumentando il costo fiscale, riduci l’imponibile da tassare al 33%. È una valutazione caso per caso che richiede simulazioni.

    Come dichiaro le cripto se uso più exchange e wallet?

    Ogni exchange/wallet va indicato in un rigo separato del Quadro W, con i propri valori al 1° gennaio e al 31 dicembre 2025. Per il Quadro RT (plusvalenze) si sommano invece tutte le operazioni dell’anno, applicando il metodo LIFO sull’insieme delle cripto della stessa tipologia.

    E se l’exchange italiano fa da sostituto d’imposta?

    Alcuni exchange italiani (come Young Platform per il regime amministrato) trattengono direttamente l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze e versano l’IVCA. In tal caso, sei esonerato dalla compilazione del Quadro W e del Quadro RT per le cripto custodite presso quell’intermediario, ma resta l’obbligo dichiarativo per quelle detenute altrove.

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    Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine per la tua dichiarazione cripto

    La dichiarazione delle cripto-attività è uno degli adempimenti più complessi della dichiarazione dei redditi, con rischi elevati di errore e sanzioni significative. Il nostro team di esperti del CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in ogni fase:

    • raccolta degli estratti conto di tutti i tuoi exchange e wallet;
    • calcolo accurato di plusvalenze e minusvalenze con metodo LIFO;
    • compilazione del Quadro W (monitoraggio + IVCA) e del Quadro RT per le plusvalenze;
    • simulazione del vantaggio della rivalutazione cripto;
    • predisposizione e invio del Modello Redditi PF 2026 integrato con il 730;
    • assistenza per il ravvedimento operoso in caso di omissioni passate.

    Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per fissare un appuntamento dedicato: ti aiuteremo a regolarizzare la tua posizione, evitando sanzioni e ottimizzando il carico fiscale. Telefono, email e indirizzo sono disponibili nella pagina contatti del nostro sito.

    Fonti normative principali: Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Bilancio 2023), art. 1 commi 126-147; Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Bilancio 2025), art. 1 c. 25; Agenzia delle Entrate – Sezione cripto-attività; Circolare n. 30/E del 27/10/2023; D.Lgs. attuativo direttiva UE 2023/2226 (DAC8); TUIR – D.P.R. 917/1986, art. 67 comma 1 lett. c-sexies.

    Maggio 25, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 08:25:432026-05-31 17:44:43Criptovalute nel Modello 730/2026, quando e come si dichiarano: le regole
    DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Redditi PF 2026 Online: Si Può Già Modificare la Dichiarazione Precompilata

    Dichiarazione dei redditi 730

    I **Redditi PF 2026 online** sono già disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate e, novità di quest’anno, **si possono già modificare**. Dal **30 aprile 2026** il contribuente può accedere alla **dichiarazione precompilata 2026** del modello Redditi Persone Fisiche, visualizzarla, integrarla e correggerla prima dell’invio definitivo. Si tratta di un passo importante che valorizza il ruolo del contribuente come protagonista attivo della propria dichiarazione dei redditi. In questa guida del **CAF Centro Fiscale di Udine** spieghiamo cosa contiene la **precompilata**, come modificarla, quali sono le scadenze del **modello Redditi PF 2026** e perché conviene farsi assistere da un CAF per evitare errori. Vedremo anche le differenze rispetto al **modello 730 precompilato** e quando conviene scegliere l’uno o l’altro.

    Indice dei contenuti

    1. Redditi PF 2026 Online: Cos’è la Precompilata e Cosa Cambia
    2. Quando è Disponibile e Chi Può Accedere ai Redditi PF 2026 Online
    3. Cosa Contiene il Modello Redditi PF 2026 Precompilato
    4. Come Modificare e Integrare i Redditi PF 2026 Online
    5. Termini di Invio dei Redditi PF 2026
    6. Redditi PF 2026 vs 730 Precompilato: Quale Scegliere
    7. Il Ruolo del CAF Centro Fiscale nella Dichiarazione Redditi PF 2026
    8. Cosa Fare Dopo l’Invio della Dichiarazione Redditi PF 2026
    9. Domande frequenti

    Redditi PF 2026 Online: Cos’è la Precompilata e Cosa Cambia

    Il **modello Redditi PF** è la dichiarazione dei redditi che devono presentare le **persone fisiche** che non possono utilizzare il 730 oppure scelgono di non utilizzarlo: titolari di **partita IVA**, contribuenti con **redditi esteri**, eredi che dichiarano per il de cuius, soggetti con plusvalenze finanziarie o **redditi da criptovalute**, lavoratori senza sostituto d’imposta. Dal 2026 anche questo modello è disponibile in versione **precompilata** sul sito dell’Agenzia delle Entrate. La principale novità è che l’apertura della precompilata è slittata al **30 aprile 2026**, due settimane più tardi rispetto agli anni passati (era il 15 aprile fino al 2025). Lo spostamento serve all’Agenzia per integrare meglio i dati ricevuti dai sostituti d’imposta e dagli enti esterni. Il **modello Redditi PF 2026** precompilato non è una semplice bozza: contiene già la maggior parte dei dati fiscali del contribuente, recuperati automaticamente da fonti certificate. Il contribuente deve verificarli, eventualmente correggerli e poi confermare l’invio.

    Quando è Disponibile e Chi Può Accedere ai Redditi PF 2026 Online

    Il calendario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate per i **Redditi PF 2026 online** prevede tre date chiave. Dal **30 aprile 2026** la precompilata è consultabile in modalità solo visualizzazione e da pochi giorni dopo è già possibile **modificare e integrare** i dati. La trasmissione definitiva del modello Redditi PF deve avvenire **entro il 30 novembre 2026**, salvo proroghe ufficiali. Possono accedere alla precompilata tutti i contribuenti dotati di credenziali digitali. L’accesso è possibile con **SPID** (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2, **CIE** (Carta d’Identità Elettronica con PIN) o **CNS** (Carta Nazionale dei Servizi, ad esempio la Tessera Sanitaria attivata). In alternativa è possibile delegare un **CAF** o un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro) che accede per conto del cittadino tramite il proprio canale Entratel. Per chi non ha familiarità con i portali pubblici, il **CAF Centro Fiscale di Udine** offre l’accesso assistito gratuito alla propria dichiarazione.

    Credenziali Necessarie per Accedere

    Per entrare nella tua area riservata sul sito dell’**Agenzia delle Entrate** servono credenziali digitali valide. **SPID** è la soluzione più diffusa: si ottiene gratuitamente o a basso costo da gestori accreditati (Poste, Aruba, InfoCert, Namirial e altri). La **CIE** richiede il PIN consegnato al momento del rilascio della carta e un lettore NFC oppure uno smartphone abilitato. La **CNS** è la Tessera Sanitaria attivata presso uno sportello regionale: dopo l’attivazione si usa con lettore smart card. Senza una di queste credenziali non è possibile visualizzare i **Redditi PF 2026 online** in autonomia.

    Cosa Contiene il Modello Redditi PF 2026 Precompilato

    Il **modello Redditi PF 2026** precompilato contiene un patrimonio di informazioni già raccolte dall’Agenzia delle Entrate. Tra i dati pre-inseriti rientrano i redditi da lavoro dipendente e assimilati (trasmessi dai datori di lavoro con la **CU 2026**), i redditi da pensione (comunicati da INPS e altri enti), i redditi da locazione registrati. Sul fronte degli oneri deducibili e detraibili, sono già caricati interessi sui mutui, premi assicurativi vita e infortuni, contributi previdenziali obbligatori e volontari, contributi versati a forme di previdenza complementare. Sono presenti anche le **spese sanitarie** comunicate al Sistema Tessera Sanitaria (visite mediche, farmaci, prestazioni specialistiche), le spese per istruzione, gli oneri per attività sportive dei figli e le erogazioni liberali. Sono inserite le spese funebri e quelle di ristrutturazione e risparmio energetico che danno diritto a **detrazioni fiscali**. Il contribuente trova precompilati anche i versamenti F24 effettuati nel corso del 2025, gli acconti già pagati e le **compensazioni** richieste. Una sezione importante riguarda i redditi soggetti a tassazione separata, le plusvalenze finanziarie e i redditi di capitale per i quali è stata operata una ritenuta. Per chi ha posizioni in **criptovalute** o conti esteri, restano da compilare manualmente i quadri W e RM in molti casi, perché l’Agenzia non sempre ha informazioni complete in via automatica.

    Come Modificare e Integrare i Redditi PF 2026 Online

    Modificare i **Redditi PF 2026 online** è più semplice di quanto si possa pensare, ma richiede attenzione. Dopo l’accesso all’area riservata con SPID, CIE o CNS, il contribuente trova la sezione dedicata alla dichiarazione precompilata. Da lì può scegliere se accettare il modello senza modifiche oppure se procedere con modifiche o integrazioni. Le **modifiche** consistono nella correzione di dati già inseriti (ad esempio un reddito da locazione errato), mentre le **integrazioni** aggiungono informazioni mancanti (ad esempio detrazioni non comunicate dagli enti esterni). Dopo ogni modifica il sistema ricalcola automaticamente l’imposta dovuta o il rimborso spettante, mostrando una sintesi aggiornata. È sempre possibile salvare la bozza e tornare in un secondo momento. Una volta soddisfatti del risultato, si procede con l’invio definitivo tramite il pulsante apposito. È fondamentale ricordare che chi modifica la precompilata potrebbe perdere alcune semplificazioni sui controlli formali previste per chi la accetta senza modifiche, soprattutto per il 730. Per il modello Redditi PF questo aspetto è meno rilevante, ma è comunque utile saperlo.

    Documenti da Tenere a Portata di Mano

    Prima di iniziare a modificare la **dichiarazione precompilata 2026**, conviene avere a portata di mano alcuni documenti chiave. Servono la **CU 2026** ricevuta dal datore di lavoro o dall’INPS, le fatture delle **spese sanitarie** non comunicate al Sistema TS, le ricevute di donazioni e contributi associativi, gli estratti conto bancari per i bonifici di ristrutturazione e gli attestati delle polizze assicurative. Per chi ha posizioni complesse (redditi esteri, partite IVA, eredità) il consiglio è di rivolgersi al **CAF Centro Fiscale di Udine** che verifica la coerenza di tutti i dati.

    Errori Più Frequenti da Evitare

    Gli errori più comuni nella modifica del **modello Redditi PF 2026** sono dimenticare di indicare redditi esteri o cripto-attività, inserire detrazioni senza la documentazione di supporto, sbagliare il calcolo degli acconti dovuti per l’anno successivo, non riportare correttamente le perdite pregresse. Un errore frequente è anche presentare il modello Redditi quando si poteva utilizzare un 730 più semplice, oppure viceversa presentare un 730 quando la propria situazione richiedeva il modello Redditi PF. In caso di dubbio, una consulenza preventiva al CAF evita problemi successivi.

    Termini di Invio dei Redditi PF 2026

    La scadenza ordinaria per l’invio del **modello Redditi PF 2026** è fissata al **30 novembre 2026**. Si tratta di una scadenza significativamente più lunga rispetto a quella del modello 730, che invece deve essere trasmesso entro il **30 settembre 2026**. Questa differenza temporale offre più respiro a chi presenta il modello Redditi, ma attenzione: non significa che si possano rimandare i pagamenti. I saldi e gli acconti seguono il calendario classico dei versamenti fiscali, con scadenze a giugno e luglio per il saldo IRPEF e per il primo acconto, e a novembre per il secondo acconto. Chi presenta la dichiarazione tardivamente, entro 90 giorni dalla scadenza, deve versare una sanzione ridotta tramite **ravvedimento operoso**. Oltre i 90 giorni la dichiarazione si considera omessa, con conseguenze ben più gravi che possono arrivare al 120-240% dell’imposta dovuta. Il consiglio operativo è quindi quello di non aspettare gli ultimi giorni: gli uffici del CAF, a fine novembre, sono solitamente affollati e il rischio di non riuscire a inviare in tempo è concreto.

    Redditi PF 2026 vs 730 Precompilato: Quale Scegliere

    Una delle domande più ricorrenti è la differenza tra il **modello Redditi PF 2026** e il **modello 730**. La distinzione è importante perché determina anche i tempi e le modalità del rimborso o del versamento. Il **730** è riservato a lavoratori dipendenti, pensionati e contribuenti con redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente (collaborazioni coordinate, indennità di disoccupazione). Permette di ricevere il rimborso direttamente in busta paga o nella pensione, oppure di pagare le imposte dovute con trattenuta automatica dal sostituto d’imposta. Il **modello Redditi PF** è obbligatorio in altri casi: titolari di partita IVA, contribuenti senza sostituto d’imposta, eredi, soggetti con redditi esteri da quadro W (ex RW), residenti all’estero. Anche chi ha redditi di natura particolare (plusvalenze finanziarie, criptovalute, redditi diversi) deve presentare il modello Redditi PF, eventualmente in aggiunta al 730. Una regola pratica: se il 730 non basta a coprire tutti i redditi, si presenta il modello Redditi PF in alternativa o in aggiunta. Per i casi misti è fortemente consigliata l’assistenza di un CAF o di un professionista.

    Il Ruolo del CAF Centro Fiscale nella Dichiarazione Redditi PF 2026

    Affrontare in autonomia il **modello Redditi PF 2026** non è impossibile, ma richiede tempo, attenzione e una buona dimestichezza con i quadri della dichiarazione. Il **CAF Centro Fiscale di Udine** offre assistenza completa per chi sceglie di farsi seguire da professionisti del settore. Il servizio comprende la verifica della precompilata, l’inserimento corretto degli oneri deducibili e detraibili, il controllo degli acconti dovuti, la gestione dei quadri speciali per redditi esteri o **criptovalute**, l’assistenza in caso di rimborsi o pagamenti rateizzati. Una particolare attenzione è dedicata ai casi complessi: eredi che presentano la dichiarazione per conto del de cuius, contribuenti con redditi prodotti all’estero, partite IVA che integrano il modello con i quadri RE, LM o RG. Il CAF Centro Fiscale presta anche assistenza specifica per i contribuenti del Friuli Venezia Giulia, una regione con peculiarità fiscali e catastali rilevanti soprattutto per chi gestisce immobili ereditati nel **sistema tavolare**.

    Cosa Fare Dopo l’Invio della Dichiarazione Redditi PF 2026

    Una volta inviati i **Redditi PF 2026 online**, il contribuente riceve una ricevuta telematica di avvenuta trasmissione. È fondamentale conservarla: in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, è la prova dell’adempimento. Nei giorni successivi viene generata anche la ricevuta di esito, che conferma l’accettazione formale o segnala eventuali errori. Se la dichiarazione comporta un rimborso, l’Agenzia provvede al pagamento secondo i tempi previsti (di solito entro 6 mesi). Se invece risulta un debito, è necessario versare tramite **F24**: in proprio se la dichiarazione è stata inviata in autonomia, oppure tramite addebito sul conto se è stata gestita dal CAF. Per gli importi a debito è possibile la rateazione automatica fino a un certo numero di rate mensili, soluzione utile per chi non può versare tutto in un’unica soluzione. Ricorda che, in caso di errori scoperti dopo l’invio, è possibile presentare una **dichiarazione integrativa** entro determinati termini: il CAF può supportare anche in questa fase.

    Domande Frequenti sui Redditi PF 2026 Online

    Da quando posso modificare i Redditi PF 2026 online?

    I **Redditi PF 2026 online** sono visualizzabili dal **30 aprile 2026** sul sito dell’Agenzia delle Entrate e nei giorni immediatamente successivi è possibile modificarli e integrarli. L’apertura, dal 2026, è slittata di due settimane rispetto al 15 aprile degli anni precedenti.

    Quali credenziali servono per accedere alla precompilata 2026?

    Servono SPID di livello 2, CIE (Carta d’Identità Elettronica con PIN), oppure CNS (Tessera Sanitaria attivata). In alternativa è possibile delegare un CAF o un commercialista che accede tramite Entratel.

    Qual è la scadenza per inviare il modello Redditi PF 2026?

    Il **modello Redditi PF 2026** deve essere trasmesso entro il **30 novembre 2026**. Dopo questa data scattano sanzioni: entro 90 giorni si può rimediare con ravvedimento operoso, oltre la dichiarazione è considerata omessa.

    Posso usare la precompilata se ho una partita IVA?

    Sì, anche i titolari di partita IVA possono accedere ai **Redditi PF 2026 online**, ma molti quadri (RE, LM, RG) devono essere compilati manualmente. Per i titolari di partita IVA è fortemente consigliata l’assistenza di un CAF o di un commercialista.

    Qual è la differenza tra Redditi PF 2026 e modello 730?

    Il **modello 730** è riservato a lavoratori dipendenti e pensionati con redditi semplici; il **modello Redditi PF** è obbligatorio per partite IVA, contribuenti con redditi esteri, eredi, plusvalenze, criptovalute. Il 730 si invia entro il 30 settembre, il modello Redditi PF entro il 30 novembre.

    Cosa succede se modifico la precompilata 2026?

    Modificare la **precompilata 2026** è un diritto del contribuente. Per il 730 modificato cambiano alcuni controlli formali; per il modello Redditi PF la modifica non comporta penalizzazioni particolari. L’importante è inserire correttamente tutti i dati.

    Conclusione: Affidati al CAF Centro Fiscale

    I **Redditi PF 2026 online** rappresentano un’opportunità importante per il contribuente, che può finalmente controllare, modificare e integrare la propria dichiarazione prima dell’invio definitivo. Le tre date da ricordare sono il **30 aprile 2026** per l’apertura della precompilata, il **30 settembre 2026** per il 730 e il **30 novembre 2026** per il modello Redditi PF. Per evitare errori e cogliere tutte le opportunità di **detrazioni fiscali** e **deduzioni**, il **CAF Centro Fiscale di Udine** mette a disposizione la propria esperienza pluriennale. Prenota subito un appuntamento per la tua **dichiarazione precompilata 2026**: ti assistiamo in ogni fase, dalla raccolta dei documenti fino all’invio telematico, con la garanzia di un servizio professionale e personalizzato.

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    Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 22:29:572026-05-21 22:30:35Redditi PF 2026 Online: Si Può Già Modificare la Dichiarazione Precompilata
    DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Modello Redditi PF 2026: le compensazioni

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    La compensazione nel Modello Redditi PF 2026 è uno degli strumenti più potenti a disposizione del contribuente: permette di utilizzare i crediti d’imposta maturati (IRPEF, addizionali, IVA, contributi INPS) per pagare altri debiti tributari, riducendo l’esborso effettivo o azzerandolo del tutto. Per l’anno d’imposta 2025 — dichiarato con Modello Redditi PF 2026 — le regole sono cambiate in più punti: nuove soglie per il visto di conformità, controlli automatici rafforzati dell’Agenzia delle Entrate, codici tributo aggiornati e tempi precisi per evitare sanzioni.

    In questa guida pratica del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto ciò che serve sapere per compensare correttamente nel 2026: come funziona la compensazione orizzontale e quella verticale, quali sono i limiti, quando serve il visto di conformità, quali sono le scadenze del modello F24, i codici tributo da usare e gli esempi pratici per non sbagliare. Aggiornato con i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate e le novità della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e del decreto attuativo D.Lgs. 1/2024.

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    Che cos’è la compensazione nel Modello Redditi PF 2026

    La compensazione è il meccanismo che consente al contribuente di utilizzare un credito d’imposta — cioè una somma che lo Stato deve restituirgli — per estinguere un debito tributario, evitando di chiedere un rimborso (che richiederebbe tempi lunghi) e di versare materialmente le imposte dovute. È disciplinata dall’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 e rappresenta uno dei principali vantaggi della dichiarazione dei redditi.

    Quando si compila il Modello Redditi PF 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025), il sistema calcola in automatico l’imposta dovuta e la confronta con quanto già versato durante l’anno (ritenute, acconti, crediti d’imposta). Se il saldo è negativo, è emerso un credito che può essere:

    • Compensato con altri debiti tributari o contributivi (la scelta più rapida);
    • Chiesto a rimborso all’Agenzia delle Entrate (tempi medi: 12-18 mesi);
    • Riportato alla dichiarazione dell’anno successivo come “credito da utilizzare in compensazione”.

    Per il contribuente che presenta il Modello Redditi PF (e non il 730), la compensazione è particolarmente importante: a differenza del 730 — dove il rimborso arriva automaticamente in busta paga o pensione — chi usa il Modello Redditi non riceve rimborso d’ufficio, quindi se vuole “recuperare” il credito deve necessariamente utilizzarlo tramite modello F24.

    Compensazione orizzontale vs verticale: la differenza

    La normativa distingue due tipi di compensazione, con regole nettamente diverse:

    TipoCosa permetteEsempio
    Verticale (interna)Compensare crediti e debiti dello stesso tributoCredito IRPEF 2024 usato per pagare saldo IRPEF 2025
    Orizzontale (esterna)Compensare crediti e debiti di tributi diversiCredito IRPEF usato per pagare IMU, IVA o contributi INPS

    La compensazione orizzontale è quella più utile ma anche la più controllata: si effettua obbligatoriamente tramite modello F24 ed è soggetta a limiti, soglie e adempimenti (come il visto di conformità) che vedremo in dettaglio.

    Quali crediti possono essere compensati nel 2026

    Dal Modello Redditi PF 2026 possono emergere diversi tipi di crediti, ciascuno con regole specifiche. Ecco l’elenco completo:

    1. Credito IRPEF (rigo RN45 / quadro RX)

    È il credito più comune: deriva da ritenute subite (lavoro dipendente, autonomo, redditi diversi) superiori all’IRPEF effettivamente dovuta, oppure da detrazioni e deduzioni che riducono l’imposta sotto le ritenute già versate. Si dichiara nel quadro RX e si compensa con codice tributo 4001 nel modello F24.

    2. Credito addizionale regionale e comunale

    Anche le addizionali (regionale e comunale) possono generare crediti, gestiti tramite i quadri specifici della dichiarazione. Si compensano rispettivamente con i codici tributo 3801 (addizionale regionale) e 3844 (addizionale comunale).

    3. Credito IVA annuale (per titolari di partita IVA)

    Riservato a chi presenta la dichiarazione IVA annuale: il credito IVA che emerge può essere compensato orizzontalmente, ma è soggetto a regole specifiche aggiuntive — visto di conformità obbligatorio già da importi superiori a 5.000 euro, comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate per importi sopra una determinata soglia, F24 da presentare esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia.

    4. Crediti d’imposta agevolativi

    Rientrano in questa categoria moltissime agevolazioni fiscali utilizzabili tramite F24:

    • Bonus edilizi (Ecobonus, Sismabonus, Bonus mobili, Bonus barriere architettoniche 75%);
    • Superbonus residuale per spese 2025 ammesse;
    • Credito d’imposta canoni di locazione e bonus affitti;
    • Credito d’imposta investimenti in beni strumentali (Industria 4.0 / Transizione 5.0);
    • Crediti d’imposta ricerca e sviluppo;
    • Bonus colonnine elettriche, bonus librerie e altri crediti minori.

    Ciascun bonus ha un proprio codice tributo dedicato, indicato nel provvedimento dell’Agenzia che lo istituisce. Attenzione: alcuni crediti agevolativi sono vincolati alla dichiarazione, cioè non possono essere usati se non sono stati indicati prima nel Modello Redditi.

    5. Eccedenze di acconti versati

    Se nel 2025 hai versato acconti IRPEF, IRES o IRAP superiori al dovuto (perché il reddito è risultato inferiore alle previsioni), l’eccedenza si trasforma in credito utilizzabile in compensazione nel 2026.

    Limiti e soglie della compensazione nel 2026

    La compensazione orizzontale è soggetta a limiti quantitativi precisi stabiliti per legge. Conoscerli è fondamentale per evitare lo scarto del modello F24 e le relative sanzioni.

    Limite annuale generale: 2.000.000 euro

    Il tetto massimo di compensazione orizzontale per ciascun contribuente è fissato a 2 milioni di euro all’anno. Il limite è stato elevato in via permanente dall’art. 22 del D.L. 73/2021 (decreto Sostegni-bis), confermato per il 2026. Per la stragrande maggioranza delle persone fisiche questo limite non rappresenta un problema, ma è bene conoscerlo.

    Soglia 5.000 euro: scatta il visto di conformità

    Per i crediti IRPEF, IRAP e addizionali superiori a 5.000 euro annui, la compensazione orizzontale è subordinata all’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione da cui emerge il credito. Il visto è rilasciato da:

    • Un CAF (come il CAF Centro Fiscale di Udine);
    • Un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro, revisore);
    • Per la dichiarazione precompilata 730, è incluso nel servizio dell’Agenzia.

    Senza visto di conformità, il credito eccedente i 5.000 euro non può essere compensato: deve essere chiesto a rimborso oppure riportato all’anno successivo. La sanzione per compensazione indebita senza visto va dal 30% al 100% del credito utilizzato indebitamente.

    Soglia 5.000 euro per crediti IVA

    Per il credito IVA, la soglia è ancora più severa: il visto di conformità scatta già a 5.000 euro sull’anno solare, e per importi superiori a 50.000 euro il credito può essere richiesto solo se la dichiarazione è asseverata da un revisore (per le società).

    Divieto di compensazione con cartelle scadute

    Una regola fondamentale introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) e rafforzata nel 2025: è vietato compensare se il contribuente ha cartelle esattoriali scadute di importo superiore a 100.000 euro, per le quali non sia stata accordata la sospensione o non sia in corso una rateazione regolarmente pagata. Il divieto vale dal 1° luglio 2024 e si applica a tutti i debiti tributari erariali iscritti a ruolo.

    Modello F24: come funziona la compensazione operativa

    La compensazione orizzontale si effettua esclusivamente tramite modello F24. Il funzionamento è semplice nel principio ma richiede precisione nella compilazione.

    Come si compila il modello F24 per compensare

    Il modello F24 è strutturato in sezioni: Erario, Regioni, IMU, INPS, Altri Enti. In ogni sezione si possono inserire importi a debito (somme da pagare) e importi a credito (compensazioni). Il modello considera il saldo finale:

    • Se il saldo è positivo → bisogna pagare la differenza;
    • Se il saldo è zero → debiti e crediti si annullano (il famoso “F24 a saldo zero”);
    • Se il saldo è negativo → l’eccedenza non si pagherà ma si potrà usare in successivi F24.

    F24 a saldo zero: regole speciali

    Quando il modello F24 risulta a saldo zero (perché crediti e debiti si compensano esattamente), va comunque presentato all’Agenzia delle Entrate, ma con modalità specifiche:

    • Deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel, Fisconline o tramite intermediari abilitati come il CAF);
    • Non tramite home banking o canali bancari (che invece sono ammessi per F24 con saldo positivo da pagare);
    • La mancata presentazione dell’F24 a saldo zero entro i termini comporta una sanzione fissa di 100 euro, ridotta a 50 euro se presentato con ritardo non superiore a 5 giorni.

    Obbligo di canali telematici dell’Agenzia per chi compensa

    Dal 2024 (D.L. 124/2019 e successive integrazioni) tutti i contribuenti — anche le persone fisiche non titolari di partita IVA — che utilizzano la compensazione nel modello F24 devono presentarlo esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, non più tramite home banking. Questa regola serve a permettere all’Agenzia il controllo preventivo del credito.

    In pratica:

    • Se nel tuo F24 non c’è compensazione (paghi solo importi a debito senza usare crediti) → puoi usare home banking;
    • Se nel tuo F24 c’è anche una sola compensazione → devi usare Entratel/Fisconline o un intermediario come il CAF.

    Quando si può iniziare a compensare il credito 2025

    La tempistica della compensazione è un punto delicato del Modello Redditi PF 2026 e non sempre chiaro al contribuente.

    Regola generale: dal giorno successivo alla chiusura del periodo d’imposta

    I crediti emergenti dal Modello Redditi PF possono essere utilizzati in compensazione a partire dal giorno successivo alla chiusura del periodo d’imposta in cui sono maturati. Per il Modello Redditi PF 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025) ciò significa che, in teoria, la compensazione è possibile dal 1° gennaio 2026.

    Limite specifico: 5.000 euro fino alla presentazione della dichiarazione

    Tuttavia, l’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 stabilisce un limite operativo importante: la compensazione orizzontale di crediti superiori a 5.000 euro può essere effettuata solo a partire dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione da cui emerge il credito.

    Esempio pratico: se presenti il Modello Redditi PF 2026 il 30 giugno 2026 e dichiari un credito di 8.000 euro, potrai compensarlo solo dal 10 luglio 2026 in poi. Se il credito fosse stato di 4.000 euro, avresti potuto compensarlo già da gennaio 2026 (limite della soglia 5.000).

    Quadro riepilogativo delle tempistiche 2026

    Importo creditoDa quando compensabileVisto conformità
    Fino a 5.000 euroDal 1° gennaio 2026Non richiesto
    Tra 5.001 e 2.000.000 euroDal 10° giorno dopo l’invio della dichiarazioneObbligatorio
    Oltre 2.000.000 euroNon compensabile (eccedenza a rimborso)N/A

    Scadenze fiscali 2026: quando pagare e quando compensare

    Per il Modello Redditi PF 2026, le date chiave da segnare in calendario sono le seguenti:

    Scadenze invio dichiarazione

    • 30 aprile 2026: disponibilità del Modello Redditi PF precompilato sul sito Agenzia delle Entrate;
    • 31 ottobre 2026: termine ordinario di invio telematico del Modello Redditi PF (D.Lgs. 13/2024, art. 11);
    • 15 dicembre 2026: termine ultimo per la dichiarazione integrativa entro l’anno (art. 2 c. 8-bis DPR 322/1998), ferma restando la facoltà di integrativa a favore entro i termini di accertamento.

    Scadenze versamenti e compensazioni

    • 30 giugno 2026: saldo IRPEF 2025 + 1° acconto IRPEF 2026 (compensabile);
    • 30 luglio 2026: stesso versamento con maggiorazione dello 0,40% a titolo d’interesse per chi differisce;
    • 30 novembre 2026: 2° o unico acconto IRPEF 2026 (compensabile).

    Rateazione del saldo + acconto

    Le somme dovute a saldo e in acconto possono essere rateizzate in rate mensili. La rateazione decorre dalla scadenza ordinaria (30 giugno) e si conclude entro novembre dello stesso anno per i non titolari di partita IVA, entro dicembre per i titolari di partita IVA. Su ogni rata successiva alla prima si applica un interesse fisso del 4% annuo (frazionato mensilmente). Anche le rate possono contenere compensazioni.

    Codici tributo da usare nel modello F24

    Ogni imposta o credito ha il proprio codice tributo. Ecco i più frequenti per il Modello Redditi PF 2026:

    CodiceDescrizioneAnno di riferimento
    4001Saldo IRPEF2025
    40331° acconto IRPEF2026
    40342° acconto IRPEF2026
    3801Addizionale regionale IRPEF2025
    3844Addizionale comunale a saldo2025
    3843Acconto addizionale comunale2026
    1668Interessi rateizzazione2026
    1842Cedolare secca acconto2026
    6099IVA annuale a credito (compensazione)2025

    Attenzione: l’anno di riferimento va sempre indicato correttamente nel modello F24. Un errore nell’anno o nel codice tributo comporta lo scarto del modello e la necessità di ripresentarlo con sanzioni per ritardato versamento.

    Esempi pratici di compensazione nel Modello Redditi PF 2026

    Vediamo tre casi concreti che possono interessare i contribuenti del CAF Centro Fiscale di Udine.

    Esempio 1: Lavoratore dipendente con detrazioni

    Situazione: Marco, lavoratore dipendente di Udine, dal Modello Redditi PF 2026 risulta un credito IRPEF di 1.800 euro grazie alle detrazioni per lavori di ristrutturazione e bonus mobili. Marco non ha partita IVA e non deve versare altre imposte erariali. Possiede però un appartamento e a giugno deve pagare l’acconto IMU di 600 euro.

    Soluzione: Marco compila un F24 con:

    • Sezione Erario: credito IRPEF 1.800 euro (codice 4001/2025) a credito;
    • Sezione IMU: debito IMU 600 euro (codice 3918/2026) a debito.

    Il saldo finale è di 1.200 euro a credito, che Marco potrà usare in F24 successivi (ad esempio per il saldo IMU di dicembre). Trattandosi di importi sotto i 5.000 euro, non serve visto di conformità.

    Esempio 2: Professionista forfettario con credito IRPEF

    Situazione: Laura è una grafica freelance in regime forfettario. Per errore di calcolo degli acconti, dal Modello Redditi PF 2026 emerge un credito di imposta sostitutiva di 2.500 euro. A giugno deve versare i contributi INPS Gestione Separata 2025 a saldo per 3.000 euro.

    Soluzione: Laura compila un F24 con:

    • Credito imposta sostitutiva forfettari (codice 1792) per 2.500 euro a credito;
    • Contributi INPS Gestione Separata (codice 1840) per 3.000 euro a debito.

    Versamento effettivo: 500 euro. Anche in questo caso, sotto soglia 5.000 euro, nessun visto richiesto.

    Esempio 3: Credito IRPEF oltre 5.000 euro con visto

    Situazione: Giovanni ha sostenuto importanti lavori di ristrutturazione edilizia e Superbonus per la propria abitazione. Dal Modello Redditi PF 2026 emerge un credito IRPEF di 7.500 euro.

    Soluzione: Per compensare oltre 5.000 euro, Giovanni deve:

    1. Far apporre il visto di conformità al CAF Centro Fiscale di Udine prima di trasmettere la dichiarazione;
    2. Attendere il 10° giorno successivo all’invio del Modello Redditi PF;
    3. Solo dopo, presentare l’F24 con la compensazione del credito.

    Senza visto, l’F24 sarà scartato dall’Agenzia delle Entrate e Giovanni rischia sanzioni dal 30% al 100% del credito utilizzato indebitamente, oltre agli interessi.

    Visto di conformità: quando è obbligatorio

    Il visto di conformità è una “certificazione” rilasciata da un CAF o da un professionista abilitato che attesta la corrispondenza tra i dati indicati in dichiarazione e la documentazione del contribuente. Senza il visto, la compensazione di crediti rilevanti non è ammessa.

    Soglie e crediti che richiedono il visto

    • IRPEF, addizionali e IRAP: visto obbligatorio per compensazione orizzontale superiore a 5.000 euro annui;
    • IVA annuale: visto obbligatorio già per crediti compensati superiori a 5.000 euro;
    • Crediti d’imposta agevolativi di importo significativo (Superbonus, R&S, Industria 4.0): possono richiedere visto e/o asseverazione tecnica.

    Costi del visto di conformità

    Il costo del visto presso un CAF varia generalmente tra 30 e 80 euro, in funzione della complessità della dichiarazione. Presso commercialisti, le tariffe sono normalmente più alte. Il visto comporta per il rilasciante una responsabilità solidale con il contribuente per le sanzioni eventuali in caso di errori formali.

    Cosa controlla il visto

    Il professionista che appone il visto verifica:

    • La corrispondenza tra dati dichiarati e documenti (CU, fatture, bonifici, contratti);
    • La corretta applicazione delle detrazioni e deduzioni;
    • L’esatto computo di imposte e crediti;
    • La regolarità formale della dichiarazione.

    Errori comuni nella compensazione e sanzioni

    Le compensazioni errate sono tra le contestazioni più frequenti dell’Agenzia delle Entrate. Ecco gli errori più diffusi e le sanzioni applicabili.

    Errore 1: compensazione di credito inesistente

    Si verifica quando il credito utilizzato in F24 non esiste affatto (es. mai dichiarato) o è completamente fittizio. È l’errore più grave, sanzionato dal 100% al 200% del credito indebitamente utilizzato (art. 13 D.Lgs. 471/1997, comma 5). Il termine per l’accertamento è di 8 anni dalla compensazione.

    Errore 2: compensazione di credito non spettante

    Il credito esiste ma è stato utilizzato in misura superiore al consentito (es. oltre il limite annuale, oltre la soglia senza visto). Sanzione: 30% del credito non spettante, ridotta al 25% dal 1° settembre 2024 per effetto del D.Lgs. 87/2024 di riforma del sistema sanzionatorio. Termine accertamento: 5 anni.

    Errore 3: scarto del modello F24

    L’Agenzia controlla preventivamente i modelli F24 con compensazioni e, in caso di anomalie, può sospendere il modello per 30 giorni o scartarlo definitivamente. Se l’F24 è scartato, il versamento si considera non eseguito: scattano sanzioni per omesso versamento (30%, ridotto al 25% dal 2024) e interessi.

    Ravvedimento operoso

    Per chi ha commesso errori in buona fede, l’art. 13 D.Lgs. 472/1997 consente di sanare la violazione tramite ravvedimento operoso con sanzioni fortemente ridotte: dal 1/10 (30 giorni) al 1/5 (dopo 2 anni) della sanzione ordinaria. Il ravvedimento richiede il pagamento dell’imposta, della sanzione ridotta e degli interessi legali.

    Novità 2026: controlli rafforzati sulle compensazioni

    Il 2026 porta alcune novità importanti sulla disciplina delle compensazioni, derivanti dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e dai decreti attuativi della Riforma fiscale.

    Sistema di controllo preventivo potenziato

    Dal 2026 l’Agenzia delle Entrate utilizza un sistema di controllo preventivo automatizzato sui modelli F24 con compensazioni, basato su algoritmi di analisi del rischio. I controlli incrociano:

    • I dati delle dichiarazioni precedenti;
    • Le banche dati di terze parti (INPS, sostituti d’imposta);
    • La storia delle compensazioni del contribuente;
    • La coerenza dei codici tributo utilizzati.

    F24 considerati a rischio vengono sospesi per 30 giorni, durante i quali l’Agenzia può chiedere chiarimenti o procedere allo scarto definitivo.

    Nuove sanzioni ridotte (D.Lgs. 87/2024)

    Dal 1° settembre 2024 sono in vigore le nuove sanzioni amministrative:

    • Omesso versamento: 25% (prima 30%);
    • Credito non spettante: 25%;
    • Credito inesistente: 70% con minimo (prima 100-200%);
    • Ritardo fino a 90 giorni: 12,5%.

    Estensione obbligo F24 telematico Agenzia

    Dal 2024 l’obbligo di uso esclusivo dei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate per F24 con compensazione è esteso a tutti i contribuenti, non solo titolari di partita IVA. La regola è confermata nel 2026 e i controlli vengono rafforzati: le banche segnalano automaticamente all’Agenzia ogni F24 con compensazione presentato tramite home banking, e questo viene scartato.

    Il ruolo del CAF Centro Fiscale di Udine

    Affidarsi a un CAF qualificato come il CAF Centro Fiscale di Udine per il Modello Redditi PF 2026 e per le compensazioni offre numerosi vantaggi pratici:

    • Visto di conformità: rilasciato direttamente dal CAF per compensazioni oltre i 5.000 euro, senza dover ricorrere a professionisti esterni;
    • Predisposizione del Modello F24 con codici tributo corretti, anni di riferimento appropriati e calcolo automatico del saldo;
    • Trasmissione telematica dell’F24 tramite i canali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, con ricevuta di accettazione;
    • Verifica preventiva di rischi di scarto del modello, attraverso il controllo dei dati prima dell’invio;
    • Assistenza in caso di contestazione dell’Agenzia, con possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso o all’autotutela;
    • Pianificazione fiscale: gestione strategica dei crediti per ottimizzare la liquidità annuale.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine opera con esperienza pluriennale nel territorio friulano, offrendo assistenza completa a privati, famiglie, partite IVA forfettarie e ordinarie, pensionati ed eredi. Lo studio si trova in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, e accoglie i clienti su appuntamento, anche con consulenze online o telefoniche per chi non può recarsi in sede.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti sulla compensazione nel Modello Redditi PF 2026

    Posso compensare il credito IRPEF anche se non ho partita IVA?

    Sì. La compensazione nel modello F24 è disponibile a tutti i contribuenti, anche persone fisiche senza partita IVA. Per ogni F24 con compensazione, però, è obbligatorio l’utilizzo dei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o tramite un intermediario abilitato come il CAF).

    Cosa succede se compenso un credito superiore a 5.000 euro senza visto di conformità?

    Il modello F24 viene scartato dall’Agenzia delle Entrate. Il versamento si considera non effettuato, con applicazione delle sanzioni per omesso versamento (25% dal 2024) più interessi. Inoltre, l’Agenzia può aprire una verifica per credito utilizzato indebitamente.

    Posso compensare un credito IRPEF con un debito IMU?

    Sì, è una classica compensazione orizzontale consentita dalla normativa. Devi compilare un unico modello F24 con le due voci e presentarlo tramite Fisconline/Entratel o il CAF. Attenzione ai codici tributo e all’anno di riferimento.

    Qual è il termine entro cui posso usare il credito 2025?

    Il credito può essere utilizzato in compensazione finché non si prescrive. La prescrizione ordinaria è di 10 anni, ma è prassi utilizzare il credito entro 4-5 anni per evitare contestazioni. Ogni anno, nel quadro RX della dichiarazione, va indicato il credito residuo riportato.

    Quanto costa il visto di conformità presso il CAF Centro Fiscale di Udine?

    Il costo del visto di conformità varia in base alla complessità della dichiarazione, generalmente tra 30 e 80 euro. Per i clienti che fanno predisporre l’intera dichiarazione dal CAF, spesso il visto è incluso o a costo agevolato. Contatta lo studio per un preventivo personalizzato.

    Devo presentare l’F24 anche se è a saldo zero?

    Sì, è obbligatorio. Il modello F24 a saldo zero (cioè con crediti e debiti che si compensano integralmente) va comunque trasmesso all’Agenzia delle Entrate entro la scadenza ordinaria del versamento. La mancata presentazione comporta una sanzione fissa di 100 euro, ridotta a 50 euro se l’F24 viene presentato con ritardo non superiore a 5 giorni.

    Hai bisogno di assistenza per il Modello Redditi PF 2026?

    La gestione delle compensazioni nel Modello Redditi PF 2026 può sembrare complessa, ma con il supporto giusto è un’opportunità da non perdere per ottimizzare la propria posizione fiscale. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna in ogni passaggio: dalla compilazione della dichiarazione, all’apposizione del visto di conformità, fino alla trasmissione telematica dei modelli F24.

    Prenota un appuntamento presso lo studio del CAF Centro Fiscale di Udine, in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B. Puoi chiamarci al 0432 1638640, scriverci su WhatsApp al 366 6018121 o inviarci una email a info@centrofiscale.com. Il nostro team è specializzato in fiscalità per famiglie, professionisti, partite IVA forfettarie e ordinarie del territorio friulano.

    Maggio 19, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 09:28:382026-05-31 17:50:28Modello Redditi PF 2026: le compensazioni
    CAF

    Errore Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026: Guida Completa al Quadro RT e Minusvalenze

    Modello 730 Dichiarazione dei redditi CAF Udine

    Il Modello Redditi PF 2026 presenta quest’anno un problema tecnico segnalato ufficialmente dall’Agenzia delle Entrate: un bug nel software di compilazione che interessa il Quadro RT, la sezione dedicata ai redditi diversi di natura finanziaria e, in particolare, alla compensazione delle minusvalenze maturate negli anni precedenti. Il problema ha colpito migliaia di contribuenti che detengono strumenti finanziari soggetti al regime dichiarativo, generando errori nei calcoli automatici delle imposte dovute e, in alcuni casi, una tassazione superiore al dovuto.

    In questa guida aggiornata del CAF Centro Fiscale di Udine analizziamo nel dettaglio cosa sta succedendo, chi sono i soggetti coinvolti, quali sono le conseguenze pratiche e quali soluzioni adottare per compilare correttamente il Quadro RT senza incorrere in errori o sanzioni. Vedremo anche quando e come presentare una dichiarazione integrativa e quali sono le scadenze da rispettare nel 2026.

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    Indice dei contenuti

    1. Il bug dell’Agenzia delle Entrate: cosa è successo
    2. Quadro RT 2026: struttura e funzionamento
    3. Come funzionano le minusvalenze nel regime dichiarativo
    4. Chi è coinvolto dall’errore software
    5. Conseguenze pratiche: tassazione errata e rischi per il contribuente
    6. La soluzione ufficiale dell’Agenzia delle Entrate
    7. Come compilare correttamente il Quadro RT
    8. Dichiarazione integrativa: quando e come presentarla
    9. Scadenze del Modello Redditi 2026 da non perdere
    10. Differenze tra Modello 730 e Modello Redditi per i redditi finanziari
    11. Regime dichiarativo vs regime amministrato
    12. Domande Frequenti sul Quadro RT e minusvalenze

    Il Bug dell’Agenzia delle Entrate: Cosa è Successo

    Nel corso della campagna dichiarativa 2026, l’Agenzia delle Entrate ha confermato ufficialmente l’esistenza di un malfunzionamento nel software REDDITI PF 2026 (versione per persone fisiche), specificamente nel modulo dedicato alla gestione del Quadro RT. Il bug riguarda la sezione RT3, ovvero quella in cui si inseriscono le minusvalenze, le perdite su strumenti finanziari e le eccedenze non compensate degli anni precedenti (fino a quattro anni prima).

    Il problema tecnico si manifesta in questo modo: quando il contribuente inserisce una minusvalenza pregressa maturata in uno degli anni dal 2021 al 2024, il software non la riconosce correttamente nel calcolo dell’imposta sostitutiva del 26%. In alcuni casi il software azzera il campo, in altri riporta un valore errato, con il risultato che l’imposta calcolata risulta maggiore rispetto a quella effettivamente dovuta.

    Il bug è stato segnalato per la prima volta da numerosi professionisti fiscali (dottori commercialisti, CAF e consulenti tributari) nelle prime settimane di apertura della campagna dichiarativa, a partire dal 15 aprile 2026. L’Agenzia delle Entrate ha risposto con un comunicato ufficiale, riconoscendo il problema e annunciando il rilascio di una versione aggiornata del software dichiarativo.

    La notizia ha generato allarme tra i contribuenti con portafogli finanziari soggetti al regime dichiarativo, ovvero coloro che gestiscono autonomamente la propria fiscalità sugli investimenti senza affidarsi a un intermediario finanziario abilitato (banca o SIM) che applichi in automatico il regime del risparmio amministrato.

    Quadro RT 2026: Struttura e Funzionamento

    Il Quadro RT del Modello Redditi PF è la sezione dedicata ai redditi diversi di natura finanziaria di cui all’art. 67, comma 1, lettere c), c-bis), c-ter) e c-quater) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, D.P.R. 917/1986). In questa sezione si dichiarano:

    • Plusvalenze e minusvalenze da cessione di titoli partecipativi (azioni, obbligazioni, ETF, fondi comuni di investimento)
    • Plusvalenze da cessione di valute estere a pronti e a termine
    • Redditi e perdite da strumenti finanziari derivati (opzioni, futures, contratti a termine)
    • Plusvalenze da cessione di criptovalute e asset digitali (con le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2023)
    • Redditi da rapporti che non costituiscono esercizio di impresa relativi a contratti finanziari

    Il Quadro RT si suddivide in diverse sezioni:

    SezioneContenutoAliquota imposta sostitutiva
    RT1Plusvalenze da partecipazioni qualificate ante 1° gennaio 2019Tassazione IRPEF ordinaria (parziale concorso al reddito)
    RT2Plusvalenze da partecipazioni non qualificate e altri titoli26%
    RT3Eccedenze di minusvalenze anni precedenti da compensare—
    RT4Riepilogo imposta sostitutiva dovuta26%
    RT5Compensazione con crediti d’imposta—

    Il bug segnalato interessa principalmente la sezione RT3, che gestisce il riporto delle minusvalenze dagli anni precedenti. Quando si inserisce una perdita non compensata in RT3, questa dovrebbe essere automaticamente sottratta dall’imponibile in RT4, riducendo l’imposta dovuta. Il malfunzionamento causa invece il mancato riconoscimento di questa compensazione.

    Come Funzionano le Minusvalenze nel Regime Dichiarativo

    Per comprendere pienamente l’impatto del bug, è necessario chiarire come funziona la compensazione delle minusvalenze nel regime dichiarativo. La normativa di riferimento è contenuta negli articoli 67-68 del TUIR e nella Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 165/E del 2000.

    Principio generale: nel regime dichiarativo, le minusvalenze (perdite su strumenti finanziari) possono essere compensate con le plusvalenze realizzate nello stesso anno oppure con le plusvalenze degli anni successivi, entro un limite temporale di quattro anni dall’anno in cui la minusvalenza è stata realizzata.

    Esempio pratico: se nel 2021 hai realizzato una minusvalenza di 5.000 euro dalla vendita di azioni, puoi utilizzare questa perdita per compensare plusvalenze realizzate fino al 2025 (incluso). Se nel 2026 realizzi una plusvalenza di 8.000 euro, la minusvalenza del 2021 non è più riportabile (è scaduta), ma quella del 2022 o degli anni successivi sì.

    Anno minusvalenzaAnni in cui può essere compensataScadenza riporto
    20222023, 2024, 2025, 2026Dichiarazione redditi 2027 (anno d’imposta 2026)
    20232024, 2025, 2026, 2027Dichiarazione redditi 2028 (anno d’imposta 2027)
    20242025, 2026, 2027, 2028Dichiarazione redditi 2029 (anno d’imposta 2028)
    20252026, 2027, 2028, 2029Dichiarazione redditi 2030 (anno d’imposta 2029)

    Calcolo dell’imposta sostitutiva con compensazione:

    1. Plusvalenze anno 2025: 12.000 euro
    2. Minusvalenze anno 2025: 2.000 euro
    3. Saldo netto 2025: 10.000 euro
    4. Minusvalenze pregresse riportabili (es. dal 2022): 4.000 euro
    5. Imponibile finale: 10.000 – 4.000 = 6.000 euro
    6. Imposta sostitutiva 26%: 6.000 x 26% = 1.560 euro

    Con il bug attivo, il software calcola invece l’imposta sull’intero imponibile di 10.000 euro (= 2.600 euro), ignorando le minusvalenze pregresse di 4.000 euro. La differenza per il contribuente è di 1.040 euro in piu di tasse, in aggiunta a quanto dovuto. Un errore fiscale rilevante che va assolutamente corretto.

    Chi è Coinvolto dall’Errore Software

    Il malfunzionamento del software REDDITI PF 2026 riguarda una categoria specifica di contribuenti. Non tutti coloro che possiedono strumenti finanziari sono interessati. Vediamo nel dettaglio chi può essere coinvolto.

    Sono coinvolti:

    • Contribuenti che utilizzano il regime dichiarativo per la gestione dei propri investimenti finanziari. Si tratta di persone fisiche che non hanno delegato la gestione fiscale dei loro investimenti a una banca o SIM, oppure che detengono titoli presso intermediari esteri che non applicano la ritenuta alla fonte italiana.
    • Investitori con minusvalenze pregresse (anni 2022-2025) ancora da compensare, iscritte nella sezione RT3 della dichiarazione precedente.
    • Detentori di ETF, fondi comuni, azioni o obbligazioni in conti titoli aperti presso broker esteri (es. DEGIRO, Interactive Brokers, Trade Republic, XTB) che non applicano automaticamente la ritenuta italiana.
    • Investitori in criptovalute che hanno realizzato minusvalenze negli anni precedenti e intendono compensarle con le plusvalenze del 2025. Per il dettaglio normativo sulle criptovalute nel Modello Redditi, vedi anche la nostra guida su DAC8 e criptovalute 2026.
    • Contribuenti con partecipazioni non qualificate in società di capitali non residenti, cedute nel corso del 2025.

    NON sono coinvolti:

    • Contribuenti che utilizzano il regime del risparmio amministrato presso una banca o SIM italiana: in questo caso è l’intermediario a calcolare e versare le imposte, e il contribuente non deve compilare il Quadro RT.
    • Contribuenti che utilizzano il regime del risparmio gestito (gestioni patrimoniali): le imposte sono versate dal gestore.
    • Contribuenti che non hanno realizzato plusvalenze nel 2025 o che non hanno minusvalenze pregresse da compensare.
    • Contribuenti che presentano il Modello 730/2026: il 730 non prevede il Quadro RT per i redditi diversi di natura finanziaria. Chi ha questo tipo di redditi deve necessariamente utilizzare il Modello Redditi PF, come spiegato anche nella nostra guida sulla precompilata 2026 con il Modello Redditi PF.

    Conseguenze Pratiche: Tassazione Errata e Rischi per il Contribuente

    Le conseguenze del bug nel software REDDITI PF 2026 possono essere significative. Analizziamo gli scenari possibili e i rischi concreti per il contribuente.

    Scenario 1: Dichiarazione con imposta maggiorata

    Se il contribuente invia la dichiarazione senza accorgersi del bug e senza correggere manualmente i valori, rischia di versare un’imposta sostitutiva superiore a quella dovuta. Non si tratta di evasione, ma di un pagamento in eccesso. In questo caso, il rimedio è la presentazione di una dichiarazione integrativa a favore del contribuente (art. 2, comma 8-bis del D.P.R. 322/1998), con contestuale richiesta di rimborso della maggiore imposta versata.

    Scenario 2: Dichiarazione inviata con valori corretti ma software errato

    Se il contribuente (o il professionista che lo assiste) si accorge del bug e inserisce manualmente i valori corretti ignorando il calcolo automatico del software, non ci sono rischi fiscali. L’importante è che la dichiarazione presentata sia fedele alla realta dei redditi realizzati e delle minusvalenze riportabili.

    Scenario 3: Omessa compensazione per paura dell’errore

    Alcuni contribuenti, non riuscendo a inserire correttamente le minusvalenze a causa del bug, potrebbero aver rinunciato alla compensazione, presentando una dichiarazione con un imponibile piu alto. Anche in questo caso la soluzione è la dichiarazione integrativa.

    Non ci sono rischi sanzionatori per il contribuente che presenta una dichiarazione con l’errore causato dal bug del software: l’errore non è imputabile al contribuente e l’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto il problema. Tuttavia, è importante correggere comunque la dichiarazione per evitare di pagare piu del dovuto.

    Impatto economico stimato

    Secondo le stime dei professionisti del settore, il bug potrebbe aver generato un’imposta sostitutiva in eccesso mediamente compresa tra 500 e 3.000 euro per contribuente, a seconda dell’entità delle minusvalenze pregresse non compensate. Per i grandi portafogli finanziari con minusvalenze rilevanti, l’errore potrebbe avere un impatto ancora maggiore.

    La Soluzione Ufficiale dell’Agenzia delle Entrate

    A seguito delle numerose segnalazioni ricevute, l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato un aggiornamento del software REDDITI PF 2026 che risolve il bug nella gestione del Quadro RT. L’aggiornamento è disponibile per il download sul sito ufficiale dell’Agenzia (www.agenziaentrate.gov.it) nella sezione dedicata ai modelli dichiarativi.

    Cosa fare immediatamente:

    1. Verificare la versione del software installata: aprire il programma REDDITI PF 2026 e controllare il numero di versione nell’intestazione o nell’area “Informazioni sul programma”.
    2. Scaricare e installare l’aggiornamento piu recente dal sito dell’Agenzia delle Entrate. L’aggiornamento correttivo porta la versione a un numero superiore rispetto a quella buggata.
    3. Riaprire il file della dichiarazione e verificare che i valori del Quadro RT siano ora calcolati correttamente.
    4. Se la dichiarazione è gia stata inviata con il software buggato, valutare se è necessario presentare una dichiarazione integrativa.

    L’Agenzia delle Entrate ha anche predisposto un numero verde dedicato (800.909.696) per supportare i contribuenti che riscontrano difficolta con il Quadro RT, attivo nei giorni feriali dalle ore 9:00 alle ore 17:00.

    Come Compilare Correttamente il Quadro RT

    Anche con il software aggiornato, è importante conoscere la corretta procedura di compilazione del Quadro RT per verificare autonomamente la correttezza dei calcoli. Ecco la guida passo per passo.

    Sezione RT2: inserimento plusvalenze e minusvalenze 2025

    1. Rigo RT2: inserire il totale delle plusvalenze realizzate nel 2025 (colonna 1).
    2. Rigo RT3: inserire le spese e i costi inerenti alla produzione dei redditi finanziari (colonna 2). Normalmente sono le commissioni di acquisto e vendita dei titoli.
    3. Rigo RT4: differenza tra RT2 e RT3. Se positiva, è la plusvalenza netta. Se negativa, è la minusvalenza dell’anno.
    4. Rigo RT5: minusvalenze degli anni precedenti (2022-2024) riportabili. Questo è il rigo coinvolto dal bug: verificare che il valore inserito sia effettivamente sottratto dall’imponibile in RT6.
    5. Rigo RT6: imponibile netto (RT4 – RT5, se positivo). Su questo importo si applica l’aliquota del 26%.

    Verifica manuale: dopo aver inserito tutti i dati, eseguire il calcolo manuale per verificare la correttezza dell’imposta indicata in RT7: RT6 x 26% = imposta sostitutiva dovuta. Se il risultato non corrisponde, verificare che le minusvalenze in RT5 siano state correttamente considerate.

    Documentazione necessaria per la compilazione

    Per compilare correttamente il Quadro RT è necessario disporre di:

    • Estratti conto del conto titoli riferiti all’anno 2025, con il dettaglio delle operazioni di compravendita
    • Report delle plusvalenze e minusvalenze fornito dall’intermediario finanziario (in genere disponibile nell’area clienti online)
    • Copia delle dichiarazioni degli anni precedenti (2022-2025) per verificare le minusvalenze riportabili
    • Ricevute dei versamenti di imposta sostitutiva effettuati negli anni precedenti tramite modello F24

    Dichiarazione Integrativa: Quando e Come Presentarla

    Se hai gia inviato il Modello Redditi PF 2026 con il bug attivo e hai versato piu imposta del dovuto, o se hai omesso di inserire minusvalenze riportabili, hai diritto a presentare una dichiarazione integrativa.

    Tipologie di dichiarazione integrativa

    Dichiarazione integrativa a favore del contribuente (art. 2, comma 8-bis, D.P.R. 322/1998): si presenta quando si corregge un errore che ha causato un pagamento in eccesso. Puo essere presentata entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione originaria. In questo caso (dichiarazione 2026 per anno d’imposta 2025), la scadenza è il 31 dicembre 2031.

    Dichiarazione integrativa a sfavore del contribuente (art. 2, comma 8, D.P.R. 322/1998): si presenta quando si corregge un errore in proprio favore che ha causato un pagamento in difetto. Deve essere presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo con applicazione di sanzioni ridotte tramite ravvedimento operoso.

    Procedura per la dichiarazione integrativa

    1. Scaricare il software REDDITI PF 2026 aggiornato con il bug corretto.
    2. Riaprire il file della dichiarazione originaria e correggere i valori nel Quadro RT.
    3. Compilare il frontespizio indicando “Dichiarazione integrativa” nel riquadro apposito (barrare la casella “Dichiarazione integrativa a favore”).
    4. Calcolare la differenza di imposta tra quanto versato e quanto dovuto.
    5. Inviare telematicamente la dichiarazione integrativa attraverso i canali abituali (direttamente o tramite CAF o professionista abilitato).
    6. Richiedere il rimborso indicando il relativo importo nella dichiarazione integrativa, oppure richiedere che l’eccedenza sia portata in compensazione con i debiti futuri.

    Nota importante: se la dichiarazione integrativa genera un credito d’imposta (perché hai versato piu del dovuto), puoi scegliere se chiedere il rimborso diretto oppure portarlo in compensazione nel modello F24 per pagamenti futuri. In quest’ultimo caso, la compensazione è possibile a partire dal giorno successivo alla presentazione della dichiarazione integrativa.

    Scadenze del Modello Redditi 2026 da Non Perdere

    Ecco il calendario completo delle scadenze del Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) da non dimenticare:

    ScadenzaAdempimentoNote
    15 aprile 2026Apertura dichiarazione precompilata sul sito AdESolo consultazione, non modifica
    30 aprile 2026Invio Modello 730/2026 tramite sostituto d’imposta (CAF, datore di lavoro)Termine anticipato per alcune categorie
    30 giugno 2026Termine ordinario invio Modello 730 e Modello Redditi PFProroga possibile (verificare sul sito AdE)
    30 giugno 2026Versamento saldo IRPEF e imposta sostitutiva 26% (prima rata)Possibile dilazione in rate mensili con maggiorazione 0,33%/mese
    30 novembre 2026Termine invio Modello Redditi PF con proroga (tramite professionista o CAF)Con maggiorazione dello 0,4%
    30 novembre 2026Versamento seconda o unica rata acconto IRPEF 2026100% o seconda rata del 40%

    Attenzione: le scadenze possono subire proroghe ufficiali. Verificare sempre sul sito dell’Agenzia delle Entrate o contattare il vostro CAF di riferimento per gli aggiornamenti piu recenti. Per i contribuenti residenti in zone colpite da calamita naturali possono essere previste ulteriori sospensioni.

    Differenze tra Modello 730 e Modello Redditi per i Redditi Finanziari

    Una domanda frequente tra i contribuenti riguarda la differenza tra il Modello 730 e il Modello Redditi PF per la dichiarazione dei redditi da investimenti finanziari. La risposta è netta: il Modello 730 non prevede il Quadro RT e non consente la dichiarazione di plusvalenze e minusvalenze da strumenti finanziari soggetti al regime dichiarativo.

    CaratteristicaModello 730Modello Redditi PF
    Redditi da lavoro dipendente/pensioneSISI
    Redditi da lavoro autonomo occasionaleSI (fino a certi limiti)SI
    Quadro RT (redditi finanziari diversi)NOSI
    Plusvalenze/minusvalenze regime dichiarativoNOSI
    Rimborso IRPEF in busta pagaSI (se tramite sostituto)NO (rimborso diretto AdE)
    Assistenza fiscale CAFSISI

    Se sei un contribuente che utilizza il regime dichiarativo e hai realizzato plusvalenze nel 2025, sei obbligato a presentare il Modello Redditi PF 2026, anche se normalmente presenteresti il 730. In alcuni casi è possibile integrare il 730 con il Modello Redditi Aggiuntivo, ma questa opzione ha limitazioni specifiche. Per approfondire, consulta la nostra guida sulla dichiarazione dei redditi 730 e valuta con il CAF quale modello è piu adatto alla tua situazione.

    Regime Dichiarativo vs Regime Amministrato: Differenze Chiave

    Il problema del bug nel Quadro RT riguarda solo i contribuenti che utilizzano il regime dichiarativo. È quindi utile chiarire le differenze tra i due principali regimi fiscali per gli investimenti finanziari.

    Regime del risparmio amministrato

    Nel regime del risparmio amministrato (art. 6 del D.Lgs. 461/1997), l’intermediario finanziario (banca, SIM, società di gestione del risparmio) calcola e versa direttamente le imposte per conto del contribuente. Le imposte vengono applicate operazione per operazione, al momento della realizzazione della plusvalenza. Il contribuente non deve compilare il Quadro RT nella dichiarazione dei redditi.

    Vantaggi: semplicita, nessun adempimento dichiarativo per i redditi finanziari, compensazione automatica tra minusvalenze e plusvalenze all’interno dello stesso conto titoli.

    Limiti: impossibilita di compensare minusvalenze tra intermediari diversi, impossibilita di compensare minusvalenze da regime amministrato con plusvalenze da regime dichiarativo (e viceversa).

    Regime dichiarativo

    Nel regime dichiarativo (art. 5 del D.Lgs. 461/1997), il contribuente gestisce autonomamente la propria fiscalità sugli investimenti, dichiarando i redditi finanziari nella propria dichiarazione dei redditi (Quadro RT) e versando le imposte tramite modello F24.

    Vantaggi: possibilita di compensare minusvalenze tra diversi intermediari, piu flessibilita nella gestione delle perdite pregresse, possibilita di scegliere quando versare l’imposta (entro le scadenze della dichiarazione).

    Limiti: adempimenti piu complessi, necessita di conservare e analizzare tutta la documentazione relativa alle operazioni finanziarie, rischio di errori nella compilazione (come il bug del software REDDITI PF 2026 qui descritto).

    Conclusione: il bug nel software REDDITI PF 2026 per il Quadro RT è un problema tecnico riconosciuto e risolto dall’Agenzia delle Entrate, ma le sue conseguenze pratiche possono essere rilevanti per i contribuenti che hanno gia inviato la dichiarazione con il software difettoso. La soluzione è scaricare l’aggiornamento correttivo, verificare i propri calcoli e, se necessario, presentare una dichiarazione integrativa a favore per recuperare l’eventuale maggiore imposta versata.

    Se hai dubbi sulla tua situazione specifica, su come compilare il Quadro RT o su come procedere con la dichiarazione integrativa, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri esperti fiscali possono analizzare la tua dichiarazione e supportarti in ogni fase del processo, dalla verifica del Quadro RT alla presentazione della dichiarazione integrativa. Contattaci per un appuntamento.

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    Domande Frequenti sul Quadro RT e Minusvalenze

    Ho gia inviato il Modello Redditi 2026 con il software buggato. Devo rifare tutto?

    Non necessariamente. Prima di tutto aggiorna il software e verifica se i tuoi valori nel Quadro RT sono corretti. Se hai inserito manualmente le minusvalenze pregresse in modo corretto e il calcolo finale dell’imposta e giusto, non devi fare nulla. Se invece hai versato piu tasse del dovuto perche il bug ha ignorato le tue minusvalenze, puoi presentare una dichiarazione integrativa a favore entro il 31 dicembre 2031.

    Qual e la differenza tra minusvalenza e perdita su titoli ai fini del Quadro RT?

    Nel linguaggio fiscale del Quadro RT, minusvalenza e perdita sono termini spesso usati come sinonimi. Piu precisamente, la minusvalenza e la differenza negativa tra il corrispettivo di vendita e il costo di acquisto di uno strumento finanziario. La perdita indica invece il saldo negativo tra le operazioni dell’anno. Entrambe sono riportabili nei 4 anni successivi.

    Posso compensare le minusvalenze da azioni con i dividendi ricevuti?

    No. Le minusvalenze iscritte nel Quadro RT possono essere compensate SOLO con plusvalenze da strumenti finanziari soggetti alla stessa aliquota del 26% (altre azioni, obbligazioni, ETF, derivati). NON possono essere compensate con dividendi (che hanno un regime fiscale separato) ne con redditi da lavoro o altri redditi IRPEF.

    Il bug del software REDDITI 2026 riguarda anche le criptovalute nel Quadro RT?

    Si, il bug puo interessare anche i contribuenti che dichiarano redditi da criptovalute nel Quadro RT, nella misura in cui hanno minusvalenze pregresse da compensare. Le criptovalute sono state inserite nel regime fiscale ordinario dei redditi finanziari dalla Legge di Bilancio 2023, quindi dal 2023 le minusvalenze da crypto sono riportabili nei 4 anni successivi. Chi ha subito perdite nel 2022 o 2023 e ha plusvalenze nel 2025 puo essere colpito dal bug.

    Quanto tempo ci vuole per ricevere il rimborso dopo la dichiarazione integrativa?

    I tempi di rimborso dipendono dall’Agenzia delle Entrate. Generalmente, per i rimborsi da dichiarazione integrativa, i tempi variano tra 6 e 18 mesi dalla presentazione, a seconda del volume di richieste. E possibile accelerare i tempi richiedendo il rimborso tramite bonifico bancario invece di assegno. In alternativa, conviene portare il credito in compensazione nel modello F24 per i versamenti futuri, che non ha attese.


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      Precompilata 2026 Online: il Portale Informativo per Accedere al 730 e al Modello Redditi

      Dichiarazione dei redditi 730

      Il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it rappresenta il punto di accesso unificato per la dichiarazione dei redditi 2026. Dall’anno fiscale 2026, il sistema mette a disposizione dei contribuenti due strumenti distinti: il 730 precompilato, disponibile dal 30 aprile, e la precompilata Modello Redditi PF, disponibile dal 15 aprile. Capire quale utilizzare, come accedere e quali dati verificare è fondamentale per non commettere errori che potrebbero costare sanzioni o, peggio, far perdere rimborsi spettanti. In questa guida analizziamo il portale in ogni sua funzione, le differenze tra i due modelli, le scadenze 2026 e il ruolo del CAF nella gestione della pratica.

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      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it
      2. Come accedere al portale precompilata 2026
      3. Differenza tra 730 precompilato e Modello Redditi PF precompilato
      4. Chi deve usare il 730 e chi il Modello Redditi PF
      5. Quali dati sono già precaricati nel portale 2026
      6. Come verificare e modificare i dati della precompilata
      7. Scadenze 2026: calendario completo del portale
      8. Inviare senza modifiche: quando conviene e rischi
      9. Il ruolo del CAF nella gestione della precompilata
      10. Errori comuni e come evitarli
      11. Domande Frequenti sulla Precompilata 2026

      Cos’è il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it

      Il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it è il servizio online dell’Agenzia delle Entrate che permette ai contribuenti italiani di accedere, verificare e inviare la propria dichiarazione dei redditi precompilata. Introdotto nel 2015 come sperimentazione, è diventato negli anni lo strumento principale per la gestione fiscale annuale di milioni di italiani.

      Il portale non è semplicemente un modulo da compilare: è un sistema informativo integrato che raccoglie automaticamente i dati fiscali del contribuente da molteplici fonti. L’Agenzia delle Entrate riceve informazioni da datori di lavoro, enti previdenziali, istituti bancari, assicurazioni, strutture sanitarie e molti altri soggetti, e le organizza in una dichiarazione pre-popolata pronta per essere verificata e inviata.

      A partire dalla campagna dichiarativa 2026, il portale mette a disposizione dei contribuenti due diversi modelli precompilati:

      • Modello 730 precompilato: per dipendenti, pensionati e assimilati, disponibile dal 30 aprile 2026
      • Modello Redditi PF precompilato: per autonomi, titolari di partita IVA e chi ha redditi diversi, disponibile dal 15 aprile 2026

      Questa distinzione è fondamentale: accedere al portale non significa automaticamente dover usare il 730. Il sistema ti mostra quale modello è più adatto alla tua situazione reddituale, guidandoti nella scelta corretta.

      Come accedere al portale precompilata 2026

      Per accedere al portale precompilata 2026 è necessario disporre di un’identità digitale riconosciuta. L’Agenzia delle Entrate ha progressivamente eliminato l’accesso con le credenziali Fisconline/Entratel, migrando tutto verso i sistemi di autenticazione nazionali. Attualmente i metodi di accesso validi per il 2026 sono:

      • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale): il metodo più diffuso, disponibile tramite operatori accreditati come Poste Italiane, Aruba, TIM, Namirial e altri
      • CIE (Carta di Identità Elettronica): la carta di identità di nuova generazione con chip NFC, utilizzabile con lettore o smartphone compatibile
      • CNS (Carta Nazionale dei Servizi): la tessera sanitaria con chip, utilizzabile con apposito lettore
      • Credenziali Entratel/Fisconline: ancora valide per chi le possiede, ma non più rilasciate ai nuovi utenti

      Procedura di accesso passo per passo:

      1. Collegarsi a precompilata.agenziaentrate.gov.it
      2. Cliccare su “Accedi alla dichiarazione precompilata”
      3. Selezionare il metodo di autenticazione (SPID, CIE o CNS)
      4. Completare l’autenticazione con il proprio provider
      5. Accedere alla propria area personale dove sarà visibile la dichiarazione precompilata

      Una volta autenticati, il portale mostra immediatamente quale modello è disponibile per il contribuente (730 o Modello Redditi PF) e lo stato della dichiarazione: se è accessibile, se è già stata inviata da un intermediario (CAF, professionista) o se ci sono anomalie da verificare.

      Accesso tramite CAF o intermediario abilitato: Se ci si affida a un CAF per la dichiarazione dei redditi, l’intermediario accede direttamente al portale per conto del contribuente, tramite apposita delega. Il contribuente non deve fare nulla di tecnico: il CAF gestisce l’intero processo di accesso, verifica e invio.

      Differenza tra 730 precompilato e Modello Redditi PF precompilato

      Una delle domande più frequenti riguarda la differenza tra 730 e Modello Redditi PF nella versione precompilata. Si tratta di due strumenti distinti, con destinatari, meccanismi di rimborso e scadenze differenti. Ecco un confronto dettagliato:

      Caratteristica730 PrecompilatoModello Redditi PF Precompilato
      Disponibile dal30 aprile 202615 aprile 2026
      Destinatari principaliDipendenti, pensionati, co.co.co.Autonomi, partite IVA, redditi esteri
      Rimborso IRPEFIn busta paga (luglio/agosto) o pensioneDa Agenzia Entrate (tempi piu lunghi)
      Scadenza invio diretto30 settembre 202630 novembre 2026 (persone fisiche)
      Scadenza tramite CAF30 settembre 202630 novembre 2026
      Pagamento imposteTrattenuta in busta pagaCon modello F24 (giugno/novembre)
      Responsabilita CAFIl CAF si assume responsabilita vistoResponsabilita rimane al contribuente

      La novità principale del 2026 riguarda la precompilata del Modello Redditi PF: per la prima volta l’Agenzia delle Entrate ha esteso il sistema precompilato anche ai contribuenti che normalmente presentano il Modello Redditi (autonomi, professionisti, imprenditori individuali in contabilità semplificata). Questo è un cambiamento strutturale che amplia notevolmente la platea dei beneficiari del servizio precompilato.

      Chi deve usare il 730 e chi il Modello Redditi PF

      La scelta tra i due modelli non è discrezionale: dipende dalla tipologia di redditi percepiti nell’anno di imposta 2025 (dichiarati nel 2026). Il portale aiuta a identificare il modello corretto, ma è utile conoscere in anticipo le regole principali.

      Chi usa il 730 precompilato 2026

      Il 730 precompilato 2026 è destinato ai contribuenti che nell’anno d’imposta 2025 hanno percepito:

      • Redditi di lavoro dipendente (qualsiasi datore di lavoro, anche part-time)
      • Redditi di pensione (pensioni INPS, pensioni complementari, rendite vitalizie)
      • Redditi assimilati al lavoro dipendente: collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co.), borse di studio, assegni di ricerca, redditi di lavoro socialmente utile
      • Redditi fondiari (terreni e fabbricati) se non hanno altri redditi che escludono il 730
      • Redditi di capitale non soggetti a ritenuta a titolo d’imposta
      • Alcuni redditi diversi: plusvalenze da cessione di terreni edificabili, indennità di esproprio

      Condizione essenziale per il 730: il contribuente deve avere un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che effettuerà le operazioni di conguaglio in busta paga o sulla pensione. Se non si ha un sostituto d’imposta (es. si è in cerca di lavoro, in cassa integrazione, o disoccupati), si presenta comunque il 730, ma si dovrà indicare l’assenza di sostituto: il rimborso verrà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

      Chi usa il Modello Redditi PF precompilato 2026

      Il Modello Redditi PF precompilato 2026 è obbligatorio per chi ha percepito redditi che non rientrano nel 730. In particolare:

      • Redditi di lavoro autonomo: professionisti (avvocati, medici, ingegneri, commercialisti), collaboratori occasionali
      • Redditi d’impresa: imprenditori individuali in contabilità ordinaria o semplificata (inclusi forfettari con ricavi sopra soglia)
      • Contribuenti in regime forfettario: devono presentare il Modello Redditi PF anche se il regime è semplificato
      • Redditi da partecipazione in società di persone (snc, sas) o associazioni professionali
      • Redditi di fonte estera: redditi percepiti all’estero, conti correnti e investimenti esteri (quadro RW), immobili esteri
      • Contribuenti non residenti in Italia
      • Contribuenti con crediti d’imposta particolari o con situazioni fiscali complesse non gestibili con il 730

      I contribuenti in regime forfettario rientrano in questa categoria: anche se il loro regime fiscale è semplificato, devono comunque presentare il Modello Redditi PF per dichiarare i ricavi, le spese deducibili e determinare l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni).

      Quali dati sono già precaricati nel portale 2026

      Il portale precompilata 2026 è alimentato da un sistema di comunicazioni automatiche che le varie organizzazioni inviano all’Agenzia delle Entrate. Conoscere quali dati sono già presenti aiuta a capire cosa verificare con attenzione e cosa invece potrebbe mancare.

      Dati certamente precaricati:

      • Redditi da lavoro dipendente e pensione: trasmessi tramite la Certificazione Unica (CU) da datori di lavoro ed enti previdenziali entro il 16 marzo 2026
      • Interessi bancari e rendimenti finanziari: trasmessi dalle banche e intermediari finanziari
      • Spese sanitarie: trasmesse dal Sistema Tessera Sanitaria (STS) da medici, ospedali, farmacie, ottici, dentisti e altri operatori sanitari. Include ticket SSN, visite specialistiche, farmaci, occhiali da vista, apparecchi acustici
      • Premi assicurativi: polizze vita, infortuni, responsabilità civile
      • Contributi previdenziali e assistenziali: versamenti INPS volontari, contributi colf e badanti
      • Erogazioni liberali: donazioni a ONLUS, APS, fondazioni riconosciute
      • Ristrutturazioni e bonus edilizi: lavori con detrazioni 50%, superbonus, ecobonus, bonus facciate comunicati dai sostituti d’imposta
      • Mutui ipotecari: interessi passivi comunicati dalle banche
      • Rette asili nido: spese trasmesse dai gestori degli asili
      • Canoni di locazione: contratti registrati all’Agenzia delle Entrate
      • Acquisti immobili: rogiti registrati tramite notai

      Dati che potrebbero non essere presenti e vanno inseriti manualmente:

      • Spese mediche pagate in contanti (senza ricevuta fiscale elettronica)
      • Spese scolastiche (rette universitarie, mense, gite scolastiche) se non trasmesse dall’ente
      • Spese funebri
      • Contributi versati a fondi pensione (se non comunicati dal datore di lavoro)
      • Canoni di affitto pagati (anche se il contratto è registrato, la detrazione va indicata)
      • Spese veterinarie
      • Acquisto abbonamenti trasporto pubblico

      Come verificare e modificare i dati della precompilata

      Accedere al portale e trovare la dichiarazione precompilata non significa che i dati siano automaticamente corretti. L’Agenzia delle Entrate stessa raccomanda di verificare con attenzione tutti i dati precaricati prima di inviare la dichiarazione.

      Cosa verificare nella precompilata 2026

      • Completezza dei dati sanitari: confrontare le spese sanitarie precaricate con le proprie ricevute e scontrini farmaceutici. Alcune spese potrebbero non essere arrivate al Sistema Tessera Sanitaria (es. spese pagate in contanti, professionisti che non trasmettono al STS)
      • Correttezza dei redditi da CU: verificare che i redditi indicati nella Certificazione Unica siano stati correttamente recepiti. In caso di errori nella CU, bisogna prima far correggere la CU al sostituto d’imposta
      • Dati degli immobili: verificare rendite catastali, variazioni di proprietà avvenute nel 2025, cedolare secca su affitti
      • Familiari a carico: aggiornare i dati di figli, coniuge o altri familiari a carico, con verifica dei limiti di reddito per il 2025
      • Detrazioni per carichi di famiglia: con l’introduzione dell’Assegno Unico, molte detrazioni per figli under 21 non sono più applicabili; verificare la corretta gestione da parte del sistema
      • Bonus e detrazioni edilizi: verificare che i lavori effettuati nel 2025 con diritto a detrazione siano presenti e correttamente quantificati

      Come modificare i dati

      Se si riscontrano dati errati o mancanti, è possibile modificare la dichiarazione precompilata direttamente sul portale. Le modifiche possono essere effettuate:

      • In autonomia: l’utente accede al portale, clicca su “Modifica” e apporta le variazioni necessarie. In questo caso, la responsabilità del contenuto modificato è del contribuente
      • Tramite CAF o intermediario: il professionista accede con delega, verifica, integra e invia. Il CAF si assume la responsabilità del visto di conformità sui dati che ha verificato, proteggendo il contribuente da eventuali sanzioni per errori non intenzionali nelle spese detraibili

      Attenzione: se si invia la precompilata senza alcuna modifica (accettandola così com’è), si beneficia di una protezione parziale: l’Agenzia delle Entrate non può effettuare controlli documentali sulle spese precaricate. Tuttavia, se si aggiungono spese non presenti nel sistema, queste sono soggette ai normali controlli.

      Scadenze 2026: calendario completo del portale

      Conoscere le scadenze 2026 del portale precompilata è fondamentale per non incorrere in sanzioni per omessa o tardiva presentazione. Il sistema è articolato su date diverse a seconda del modello utilizzato e della modalità di presentazione.

      DataEventoModello interessato
      15 aprile 2026Disponibile precompilata Modello Redditi PFModello Redditi PF
      30 aprile 2026Disponibile 730 precompilato730
      30 giugno 2026Scadenza 1 rata acconto Modello Redditi (o unica soluzione se importo inferiore a 257,52 euro)Modello Redditi PF
      30 settembre 2026Scadenza invio 730 precompilato (autonomo o tramite CAF)730
      30 novembre 2026Scadenza invio Modello Redditi PF persone fisicheModello Redditi PF
      30 novembre 2026Scadenza 2 rata acconto (novembre)Modello Redditi PF

      Per chi presenta il 730 precompilato 2026, la scadenza del 30 settembre vale sia per l’invio autonomo tramite il portale sia per la presentazione tramite CAF o professionista abilitato. Per le scadenze fiscali di maggio 2026 (IVA, INPS, acconto) si rimanda al calendario completo delle scadenze fiscali maggio 2026.

      Inviare senza modifiche: quando conviene e rischi

      Molti contribuenti si chiedono se sia sicuro inviare la precompilata senza modifiche, accettando semplicemente quanto proposto dall’Agenzia delle Entrate. La risposta non è univoca: dipende dalla complessità della propria situazione fiscale.

      Vantaggi dell’invio senza modifiche

      Chi invia la dichiarazione precompilata senza apportare modifiche beneficia di una protezione specifica prevista dall’art. 5 del D.Lgs. 175/2014 (il decreto che ha istituito la precompilata):

      • Esonero dai controlli documentali sulle spese precaricate (es. spese sanitarie inserite automaticamente dal Sistema Tessera Sanitaria)
      • Esonero da accertamenti basati sulle dichiarazioni di terzi (banche, assicurazioni, ecc.) per i dati già presenti
      • Semplificazione: nessun documento da conservare per i dati già nel sistema

      Rischi dell’invio senza verificare

      Il rischio principale non è quello di sbagliare qualcosa che il sistema ha inserito, ma quello di perdere detrazioni a cui si ha diritto ma che non sono state precaricate. Esempi concreti:

      • Spese mediche pagate in contanti (visita da un medico privato che non ha trasmesso al STS) → perdita della detrazione del 19%
      • Contributi versati a un fondo pensione integrativo se il datore non li ha indicati nella CU → perdita della deduzione
      • Canone di affitto pagato da inquilino → perdita della detrazione per inquilini (importo variabile: 300 euro per redditi fino a 15.493 euro, 150 euro fino a 30.987 euro)
      • Abbonamento trasporto pubblico → perdita della detrazione del 19% fino a 250 euro di spesa

      Raccomandazione: prima di inviare senza modifiche, fare sempre un rapido confronto tra le spese precaricate e le proprie ricevute. In caso di dubbi, rivolgersi a un CAF: la verifica professionale costa poco e può recuperare centinaia di euro di rimborso.

      Il ruolo del CAF nella gestione della precompilata

      Il CAF (Centro di Assistenza Fiscale) svolge un ruolo fondamentale nella gestione della precompilata, sia per chi presenta il 730 sia per chi utilizza il Modello Redditi PF. Nonostante la dichiarazione sia “precompilata”, affidarsi a un professionista qualificato offre vantaggi concreti.

      Cosa fa il CAF con la precompilata

      • Accesso con delega: il contribuente autorizza il CAF ad accedere al portale in suo nome. Non è necessario che il contribuente acceda personalmente
      • Verifica dei dati precaricati: il professionista confronta i dati del portale con la documentazione fornita dal contribuente, identificando dati mancanti o errati
      • Integrazione delle spese: aggiunge le detrazioni fiscali e deduzioni non presenti nel sistema (spese mediche non trasmesse, affitto, ecc.)
      • Apposizione del visto di conformità: per il 730, il CAF certifica la correttezza della dichiarazione. Questo visto trasferisce la responsabilità: in caso di errori sui dati dichiarati dal contribuente ma non verificabili da terze parti, il CAF risponde al suo posto
      • Invio telematico: il CAF invia la dichiarazione in modo sicuro e conserva copia per il contribuente

      Quando affidarsi al CAF è indispensabile

      Ci sono situazioni in cui l’intervento del CAF Centro Fiscale non è solo utile, ma praticamente indispensabile:

      • Situazioni reddituali complesse: chi ha avuto più datori di lavoro, ha percepito redditi da lavoro dipendente e autonomo nello stesso anno, o ha cambiato tipologia reddituale
      • Bonus edilizi: chi ha eseguito lavori con superbonus, ecobonus o bonus ristrutturazione ha situazioni spesso complesse da gestire correttamente nel 730
      • Redditi esteri o criptovalute: chi ha conti correnti esteri, investimenti all’estero o ha compravenduto criptovalute deve compilare quadri specifici (RW, W) che richiedono competenza specialistica
      • Prima dichiarazione: chi non ha mai presentato una dichiarazione dei redditi o si trova in una situazione nuova (primo lavoro, matrimonio, acquisto casa) può beneficiare di una consulenza per capire cosa dichiarare
      • Famiglie numerose o con disabilità: la gestione dei familiari a carico, del bonus mamme, dell’Assegno Unico e delle detrazioni per disabilità richiede attenzione

      Errori comuni e come evitarli

      L’analisi delle dichiarazioni dei redditi evidenzia alcuni errori ricorrenti che i contribuenti commettono quando gestiscono in autonomia la precompilata. Conoscerli in anticipo permette di evitarli.

      Errore 1: Non verificare le spese sanitarie

      Le spese sanitarie sono tra le detrazioni più significative: il 19% delle spese mediche che superano la franchigia di 129,11 euro è detraibile dall’IRPEF. Molti contribuenti accettano il dato precaricato senza verificarlo, perdendo spese pagate in contanti o da professionisti sanitari non collegati al Sistema Tessera Sanitaria. Conservare sempre ricevute e scontrini farmaceutici dell’anno precedente è fondamentale.

      Errore 2: Non aggiornare i familiari a carico

      Le situazioni familiari cambiano: figli che superano i limiti di reddito o di età, coniuge che inizia a lavorare, anziani che passano in struttura. Se i dati dei familiari a carico non vengono aggiornati, la dichiarazione potrebbe indicare detrazioni non spettanti (con rischio di dover restituire importi a seguito di controllo) o, al contrario, non indicare detrazioni spettanti.

      Errore 3: Usare il modello sbagliato

      Presentare il 730 quando si dovrebbe usare il Modello Redditi PF è un errore grave. Accade quando, ad esempio, un contribuente che si è messo in proprio a metà anno (aprendo partita IVA) tenta di usare il 730 come in precedenza. Il 730 non consente la dichiarazione di redditi di lavoro autonomo o d’impresa (tranne casi limitati): chi commette questo errore dovrà presentare un Modello Redditi PF correttivo con possibili sanzioni.

      Errore 4: Non dichiarare il reddito da locazione

      Chi affitta immobili e non ha optato per la cedolare secca (o lo ha fatto solo parzialmente) deve includere i canoni nel reddito complessivo. Il portale precompilata include i contratti registrati, ma alcuni errori (contratti non registrati, accordi verbali, variazioni di canone non comunicate) possono portare a dichiarazioni incomplete con rischio di accertamento.

      Errore 5: Ignorare la sezione degli acconti

      I contribuenti che presentano il Modello Redditi PF devono prestare attenzione non solo al saldo dell’imposta 2025, ma anche agli acconti per il 2026. Il sistema calcola automaticamente gli acconti in base all’imposta dell’anno precedente, ma in caso di riduzione prevedibile del reddito è possibile ridurre l’acconto. Non farlo significa versare più del necessario e attendere il rimborso l’anno successivo.

      Se hai dubbi sulla tua situazione fiscale o vuoi essere sicuro di non perdere alcuna detrazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. Con anni di esperienza nella gestione di dichiarazioni dei redditi complesse, offriamo assistenza personalizzata sia per il 730 precompilato 2026 che per il Modello Redditi PF.

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      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sulla Precompilata 2026

      Quando e disponibile la precompilata 2026?

      La precompilata 2026 e disponibile in due momenti diversi: il Modello Redditi PF precompilato e accessibile dal 15 aprile 2026, mentre il 730 precompilato e disponibile dal 30 aprile 2026. Entrambi sono accessibili tramite il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS.

      Posso inviare la precompilata senza andare al CAF?

      Si, e possibile inviare la precompilata autonomamente tramite il portale Agenzia delle Entrate, a condizione di avere SPID, CIE o CNS e di essere in grado di verificare i dati precaricati. Tuttavia, per situazioni complesse (piu datori di lavoro, bonus edilizi, redditi esteri, familiari a carico con situazioni particolari), affidarsi a un CAF garantisce una verifica professionale e il visto di conformita che trasferisce la responsabilita al professionista.

      Cosa succede se non invio la precompilata entro la scadenza?

      Il mancato invio della dichiarazione dei redditi entro le scadenze previste comporta sanzioni. Per il 730, la scadenza e il 30 settembre 2026. Per il Modello Redditi PF, il 30 novembre 2026. E possibile presentare dichiarazione tardiva entro 90 giorni dalla scadenza con sanzione ridotta (dichiarazione omessa se oltre 90 giorni). Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare spontaneamente con sanzioni ridotte.

      Qual e la differenza tra 730 e Modello Redditi PF precompilato?

      Il 730 e destinato a dipendenti, pensionati e assimilati: il rimborso IRPEF arriva in busta paga o sulla pensione a luglio/agosto, e la scadenza e il 30 settembre. Il Modello Redditi PF e per autonomi, professionisti, partite IVA, chi ha redditi esteri: il rimborso e erogato dall’Agenzia delle Entrate con tempi piu lunghi, e le imposte si pagano con F24 a giugno e novembre. La scadenza e il 30 novembre.

      Il CAF puo accedere alla mia precompilata?

      Si. Il contribuente puo delegare il CAF ad accedere alla propria area riservata del portale precompilata. La delega viene acquisita direttamente dal CAF che accede tramite i propri sistemi abilitati. Non e necessario che il contribuente faccia nulla di tecnico: porta al CAF la propria documentazione fiscale (CU, spese, ricevute) e il professionista gestisce tutto il processo di verifica, integrazione e invio.


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        Precompilata dal 15 aprile 2026 con il Modello Redditi PF: quando serve al posto del 730

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Dal 15 aprile 2026 l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione la precompilata del Modello Redditi PF (Persone Fisiche), un servizio che affianca la più nota precompilata del 730. Ma quando è necessario utilizzare il Modello Redditi al posto del 730? E quali sono le differenze tra i due modelli? La scelta del modello corretto è fondamentale per evitare errori, sanzioni e per ottimizzare la propria posizione fiscale. In questa guida completa analizziamo tutti i casi in cui la precompilata modello redditi 2026 è obbligatoria o consigliata, le tempistiche da rispettare e le differenze procedurali con il 730. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per guidarti nella scelta del modello più adatto alla tua situazione e per assisterti nella compilazione e invio della dichiarazione, sia in ufficio che online.

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        Indice dei contenuti

        1. Cos’è la Precompilata del Modello Redditi PF 2026
        2. Quando Serve il Modello Redditi al Posto del 730
        3. Come Funziona la Precompilata Modello Redditi 2026
        4. Scadenze e Modalità di Invio Modello Redditi 2026
        5. Vantaggi e Svantaggi del Modello Redditi rispetto al 730
        6. Precompilata Modello Redditi 2026: Novità e Aggiornamenti
        7. Errori Comuni nella Compilazione del Modello Redditi

        Cos’è la Precompilata del Modello Redditi PF 2026

        La precompilata del Modello Redditi PF 2026 è un servizio offerto dall’Agenzia delle Entrate che predispone automaticamente la dichiarazione dei redditi per le persone fisiche che non possono o non vogliono utilizzare il Modello 730. A partire dal 15 aprile 2026, i contribuenti possono accedere alla propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate e consultare la dichiarazione già compilata con i dati in possesso dell’Amministrazione finanziaria.

        Il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico PF) è il modello fiscale più completo disponibile in Italia e consente di dichiarare qualsiasi tipologia di reddito, anche quelli più complessi come redditi d’impresa, redditi da partecipazione, plusvalenze finanziarie, redditi esteri e molto altro. A differenza del 730, che è un modello semplificato riservato a lavoratori dipendenti e pensionati con situazioni fiscali standard, il Modello Redditi è più articolato e permette di gestire casistiche fiscali particolari.

        La precompilata del Modello Redditi 2026 contiene già precaricati i dati comunicati dai sostituti d’imposta (datori di lavoro, enti pensionistici), dalle banche e assicurazioni (CU, certificazioni interessi mutui, premi assicurativi), dalle strutture sanitarie (spese mediche) e da altri enti che trasmettono informazioni all’Agenzia delle Entrate. Il contribuente, o il suo intermediario abilitato come il CAF Centro Fiscale, deve verificare la correttezza dei dati precaricati, integrare eventuali informazioni mancanti e inviare la dichiarazione.

        Principali caratteristiche della precompilata Modello Redditi 2026:

        • Disponibilità dal 15 aprile 2026 nell’area riservata del sito Agenzia delle Entrate
        • Accesso con SPID, CIE o CNS per garantire sicurezza e privacy
        • Dati precaricati da CU, spese sanitarie, interessi mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali
        • Modificabile e integrabile prima dell’invio con eventuali dati mancanti
        • Invio diretto online oppure tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista)
        • Scadenza 30 novembre 2026 per l’invio telematico (salvo proroghe)

        Quando Serve il Modello Redditi al Posto del 730

        Non tutti i contribuenti possono utilizzare il Modello 730. Esistono infatti situazioni in cui è obbligatorio presentare il Modello Redditi PF, anche se la precompilata è disponibile. Vediamo nel dettaglio tutti i casi in cui il Modello Redditi 2026 è necessario al posto del 730.

        Casi Obbligatori di Utilizzo del Modello Redditi

        Il Modello Redditi PF è obbligatorio nei seguenti casi:

        • Titolari di partita IVA: chi ha partita IVA (anche in regime forfettario) deve sempre presentare il Modello Redditi, non il 730. Questo vale per imprenditori individuali, professionisti, artigiani, commercianti.
        • Redditi d’impresa: chi possiede redditi derivanti da attività d’impresa (ditta individuale, società di persone in qualità di socio) deve utilizzare il Modello Redditi.
        • Redditi da partecipazione in società di persone: soci di SNC, SAS, società semplici che percepiscono redditi da partecipazione devono dichiarare tramite Modello Redditi.
        • Plusvalenze e minusvalenze finanziarie: chi ha realizzato plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate, di immobili, di terreni edificabili entro 5 anni dall’acquisto deve presentare il Modello Redditi.
        • Redditi esteri: chi possiede redditi prodotti all’estero (lavoro dipendente estero, pensioni estere, affitti esteri, dividendi esteri) che non rientrano nelle casistiche gestibili dal 730 deve usare il Modello Redditi. Questo include anche i contribuenti residenti fiscalmente in Italia con redditi esteri da dichiarare.
        • Redditi di capitale non soggetti a ritenuta: interessi, dividendi, proventi finanziari non assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta devono essere dichiarati con il Modello Redditi.
        • Redditi diversi: redditi occasionali non da lavoro dipendente o pensione, compensi per attività occasionali superiori a determinate soglie, redditi da sublocazione, ecc.
        • Perdite fiscali pregresse da compensare: chi ha perdite d’impresa o di lavoro autonomo degli anni precedenti da portare in compensazione deve utilizzare il Modello Redditi.
        • Crediti d’imposta da utilizzare in compensazione: alcuni crediti d’imposta (come bonus ristrutturazioni, crediti d’imposta per investimenti) richiedono l’utilizzo del Modello Redditi.
        • Opzioni fiscali particolari: contribuenti che devono esercitare opzioni fiscali specifiche (es. regime dei contribuenti minimi cessato, opzione per la trasparenza fiscale) devono usare il Modello Redditi.
        • Immobili locati con cedolare secca: chi ha immobili affittati con cedolare secca può utilizzare il 730 solo se il reddito da cedolare è l’unico reddito aggiuntivo a lavoro dipendente/pensione. Se ci sono altre situazioni complesse, è preferibile il Modello Redditi.
        • Contribuenti non residenti in Italia: i non residenti fiscalmente in Italia che producono redditi in Italia devono presentare il Modello Redditi (se obbligati a presentare dichiarazione).

        Esempi Pratici: Chi Deve Usare il Modello Redditi

        Esempio 1 – Lavoratore dipendente con partita IVA:

        Marco è un dipendente di un’azienda ma ha aperto una partita IVA in regime forfettario per svolgere attività di consulenza nel tempo libero. Anche se il reddito principale è da lavoro dipendente, Marco deve presentare il Modello Redditi PF 2026 per dichiarare sia il reddito da lavoro dipendente che il reddito da partita IVA. Non può utilizzare il 730.

        Esempio 2 – Pensionato con affitti e dividendi esteri:

        Maria è una pensionata che percepisce una pensione INPS e possiede un appartamento in Francia che affitta. Inoltre riceve dividendi da azioni di società francesi. Maria deve presentare il Modello Redditi perché i redditi esteri (affitto francese, dividendi esteri) non possono essere dichiarati con il 730.

        Esempio 3 – Dipendente con plusvalenza da vendita terreno:

        Luca è un lavoratore dipendente che nel 2025 ha venduto un terreno edificabile acquistato 3 anni prima, realizzando una plusvalenza di 50.000 euro. Luca deve presentare il Modello Redditi 2026 per dichiarare la plusvalenza imponibile derivante dalla vendita del terreno entro i 5 anni.

        Come Funziona la Precompilata Modello Redditi 2026

        La precompilata del Modello Redditi 2026 semplifica notevolmente la compilazione della dichiarazione per i contribuenti obbligati a presentare il Modello Redditi anziché il 730. Ecco come funziona il processo passo dopo passo.

        Accesso alla Precompilata Modello Redditi

        Per accedere alla precompilata Modello Redditi 2026 è necessario:

        1. Collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate: www.agenziaentrate.gov.it
        2. Accedere all’area riservata tramite una delle seguenti credenziali:
          • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
          • CIE (Carta d’Identità Elettronica)
          • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
        3. Selezionare la sezione “Dichiarazione precompilata”
        4. Scegliere “Modello Redditi PF” (anziché 730)
        5. Consultare la dichiarazione precaricata con i dati già disponibili

        La precompilata è disponibile dal 15 aprile 2026 e può essere consultata, modificata e inviata fino alla scadenza del 30 novembre 2026 (salvo proroghe).

        Verifica e Integrazione dei Dati

        Una volta aperta la precompilata, il contribuente deve:

        • Verificare i dati anagrafici: residenza, stato civile, familiari a carico
        • Controllare i redditi precaricati: CU da lavoro dipendente/pensione, redditi da partecipazione, redditi esteri già noti all’Agenzia
        • Verificare le spese detraibili/deducibili: spese mediche, interessi mutuo, premi assicurativi, contributi previdenziali
        • Integrare eventuali dati mancanti: spese sanitarie non tracciate (es. pagate in contanti), spese non comunicate all’Agenzia, altri redditi non precaricati
        • Correggere eventuali errori: dati errati trasmessi da sostituti d’imposta o altri enti

        Attenzione: La precompilata del Modello Redditi è meno completa rispetto alla precompilata del 730. Molti quadri specifici (quadri RL, RG, RT, RW per redditi esteri, ecc.) devono essere compilati manualmente dal contribuente o dal suo intermediario. Per questo motivo è consigliabile rivolgersi a un CAF o commercialista per verificare la correttezza della dichiarazione.

        Invio della Dichiarazione

        Una volta completata la compilazione, il contribuente può procedere all’invio in due modi:

        1. Invio diretto online: tramite l’area riservata del sito Agenzia delle Entrate, il contribuente può inviare autonomamente la dichiarazione. In questo caso, l’Agenzia rilascia immediatamente la ricevuta di avvenuta presentazione.
        2. Invio tramite intermediario: il contribuente può delegare l’invio a un CAF, commercialista o altro intermediario abilitato. L’intermediario verifica la dichiarazione, appone il visto di conformità (se richiesto) e procede all’invio telematico per conto del contribuente.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione e invio del Modello Redditi 2026, verificando tutti i dati, integrando le informazioni mancanti e garantendo il rispetto delle scadenze fiscali.

        Scadenze e Modalità di Invio Modello Redditi 2026

        Le scadenze del Modello Redditi 2026 sono diverse da quelle del 730. È fondamentale rispettarle per evitare sanzioni e interessi di mora. Ecco il calendario completo delle scadenze per il Modello Redditi anno d’imposta 2025 (da presentare nel 2026).

        Calendario Scadenze Modello Redditi 2026

        • 15 aprile 2026: disponibilità della precompilata Modello Redditi nell’area riservata del sito Agenzia delle Entrate
        • 30 giugno 2026: scadenza per il versamento del saldo 2025 e primo acconto 2026 delle imposte (IRPEF, addizionali, cedolare secca, ecc.). Chi presenta la dichiarazione tramite intermediario può versare entro il 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%.
        • 30 novembre 2026: scadenza per l’invio telematico del Modello Redditi PF 2026 (salvo proroghe annunciate dal Governo). Questa è la scadenza ordinaria per tutti i contribuenti, sia che presentino autonomamente che tramite intermediario.

        Nota importante: A differenza del 730, che ha scadenza 30 settembre (o 15 ottobre per invii tramite CAF/commercialista), il Modello Redditi ha una scadenza più lunga (30 novembre) ma comporta la necessità di calcolare e versare autonomamente le imposte entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione).

        Modalità di Invio

        Il Modello Redditi 2026 può essere inviato esclusivamente in modalità telematica. Non è più ammesso l’invio cartaceo. Le modalità di invio sono:

        1. Invio autonomo online: il contribuente accede all’area riservata del sito Agenzia delle Entrate, compila o modifica la precompilata e invia autonomamente. Questa modalità è consigliata solo per contribuenti con situazioni fiscali semplici e buona conoscenza della normativa.
        2. Invio tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista, consulente del lavoro): l’intermediario compila o verifica la dichiarazione, appone il visto di conformità (se richiesto) e invia telematicamente per conto del contribuente. Questa è la modalità più sicura e consigliata, soprattutto per dichiarazioni complesse.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce l’invio telematico del Modello Redditi per migliaia di contribuenti ogni anno, garantendo puntualità, correttezza e assistenza post-invio in caso di comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate.

        Versamenti delle Imposte

        A differenza del 730, dove le imposte vengono trattenute direttamente in busta paga o sulla pensione, con il Modello Redditi il contribuente deve:

        • Calcolare autonomamente le imposte dovute (o farle calcolare dall’intermediario)
        • Versare il saldo 2025 (differenza tra imposte dovute per l’anno 2025 e imposte già versate tramite ritenute/acconti) entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%)
        • Versare il primo acconto 2026 (pari al 40% delle imposte dovute per il 2025, se superiore a 51 euro) entro il 30 giugno 2026
        • Versare il secondo acconto 2026 (pari al 60% delle imposte dovute per il 2025) entro il 30 novembre 2026

        I versamenti si effettuano tramite modello F24 utilizzando i codici tributo specifici per IRPEF, addizionali comunali e regionali, cedolare secca, ecc.

        Vantaggi e Svantaggi del Modello Redditi rispetto al 730

        Scegliere tra Modello Redditi e 730 (quando possibile) richiede una valutazione attenta dei vantaggi e svantaggi di ciascun modello. Ecco una tabella comparativa che riassume le principali differenze.

        Tabella Comparativa: Modello Redditi vs 730

        AspettoModello Redditi PFModello 730
        Tipologie di redditi dichiarabili✅ Tutti i tipi di reddito (lavoro dipendente, autonomo, impresa, partecipazioni, finanziari, esteri, diversi)❌ Solo redditi da lavoro dipendente, pensione, alcuni redditi da locazione con cedolare secca, alcuni redditi di capitale
        Partita IVA✅ Obbligatorio per titolari di P.IVA❌ Non utilizzabile se si ha partita IVA
        Redditi esteri✅ Dichiarabili tutti i redditi esteri (quadro RL, RW per investimenti esteri)❌ Limitato a pochi casi specifici
        Scadenza invio30 novembre 202630 settembre 2026 (o 15 ottobre tramite CAF)
        Versamento imposte❌ Calcolo e versamento autonomo tramite F24 (30 giugno saldo+1° acconto, 30 novembre 2° acconto)✅ Trattenuta automatica in busta paga o pensione (rimborso automatico entro pochi mesi)
        Rimborsi fiscali❌ Erogati dall’Agenzia delle Entrate dopo controlli (tempi più lunghi, anche 6-12 mesi)✅ Erogati rapidamente dal datore di lavoro/INPS (2-3 mesi)
        Complessità compilazione❌ Molto complesso, richiede conoscenze fiscali avanzate. Consigliato affidarsi a CAF/commercialista✅ Più semplice, utilizzabile anche autonomamente (se situazione standard)
        Costo assistenza CAF/commercialista❌ Generalmente più elevato (dichiarazione più complessa)✅ Generalmente più economico (per CAF spesso gratuito per casi standard)
        Possibilità di correzione✅ Modello Redditi integrativo entro termini accertamento✅ 730 integrativo entro 30 settembre anno successivo, poi Modello Redditi integrativo
        Visto di conformitàOpzionale (ma consigliato per evitare controlli)Rilasciato automaticamente da CAF (riduce rischio controlli)

        Quando Conviene Scegliere il Modello Redditi (se si ha la scelta)

        In alcuni casi, anche se il contribuente potrebbe utilizzare il 730, può essere conveniente optare per il Modello Redditi:

        • Non si ha un sostituto d’imposta (es. pensionati che hanno cessato la pensione, disoccupati): con il 730 senza sostituto, i rimborsi arrivano dall’Agenzia con tempi simili al Modello Redditi, quindi tanto vale usare il Modello Redditi che permette maggiore flessibilità.
        • Si prevedono perdite fiscali da riportare negli anni successivi: il Modello Redditi permette di gestire meglio le perdite pregresse e il loro riporto.
        • Si hanno situazioni fiscali complesse che richiedono quadri non disponibili nel 730: in questo caso il Modello Redditi è l’unica opzione.

        Quando conviene il 730: Se si è lavoratori dipendenti o pensionati con situazioni fiscali semplici (solo CU, spese mediche, interessi mutuo, nessun reddito da partita IVA o redditi esteri), il 730 è più conveniente perché garantisce rimborsi rapidi e non richiede versamenti autonomi.

        Precompilata Modello Redditi 2026: Novità e Aggiornamenti

        La precompilata Modello Redditi 2026 presenta alcune novità rispetto agli anni precedenti, in linea con le modifiche normative intervenute nel 2025. Ecco le principali novità da conoscere.

        Nuovi Dati Precaricati nella Precompilata 2026

        L’Agenzia delle Entrate ha ampliato progressivamente le informazioni disponibili nella precompilata. Per il Modello Redditi 2026 (anno d’imposta 2025), i dati precaricati includono:

        • Spese mediche e sanitarie: comunicate direttamente da farmacie, medici, strutture sanitarie tramite il Sistema Tessera Sanitaria
        • Premi assicurativi: premi vita, infortuni, malattia comunicati dalle compagnie assicurative
        • Contributi previdenziali: contributi versati a casse previdenziali, fondi pensione
        • Interessi passivi mutui: interessi su mutui prima casa comunicati dalle banche
        • Spese universitarie: rette e contributi universitari comunicati dagli atenei
        • Bonifici ristrutturazioni ed efficientamento energetico: bonifici per lavori edilizi con detrazioni 50%, 65%, Superbonus (comunicati dalle banche)
        • Erogazioni liberali: donazioni a ONLUS, enti no profit

        Novità 2026: Dall’anno d’imposta 2025, sono precaricate anche le spese veterinarie per animali da affezione (già introdotte gradualmente negli anni scorsi) e le spese per asili nido (comunicate dai gestori degli asili).

        Modifiche Normative 2025 da Considerare nel Modello Redditi 2026

        Alcune modifiche normative introdotte nel 2025 impattano sul Modello Redditi 2026:

        • Nuove aliquote IRPEF: se nel 2025 sono state introdotte modifiche alle aliquote IRPEF (da verificare nella Legge di Bilancio 2025), queste si riflettono nel calcolo delle imposte nel Modello Redditi 2026.
        • Detrazioni fiscali modificate: eventuali modifiche alle detrazioni per carichi di famiglia, lavoro dipendente, pensione introdotte nel 2025 vanno applicate nella dichiarazione 2026.
        • Regime forfettario 2025: se nel 2025 sono cambiate le soglie o le regole del regime forfettario, queste vanno considerate nel Modello Redditi 2026 per i titolari di partita IVA forfettaria.
        • Crediti d’imposta 2025: nuovi crediti d’imposta introdotti per investimenti, transizione 4.0/5.0, efficientamento energetico vanno dichiarati nel Modello Redditi 2026.

        È fondamentale essere aggiornati sulle novità normative per compilare correttamente il Modello Redditi. Il CAF Centro Fiscale monitora costantemente le modifiche legislative e garantisce la corretta applicazione delle nuove disposizioni.

        Errori Comuni nella Compilazione del Modello Redditi

        La compilazione del Modello Redditi PF è complessa e richiede attenzione per evitare errori che possono causare sanzioni, interessi di mora o controlli fiscali. Ecco gli errori più comuni da evitare.

        1. Omessa Dichiarazione di Redditi Esteri

        Uno degli errori più gravi è non dichiarare redditi esteri percepiti (stipendi esteri, pensioni estere, affitti esteri, dividendi esteri, interessi su conti esteri). I contribuenti residenti fiscalmente in Italia devono dichiarare tutti i redditi worldwide, anche quelli prodotti all’estero. L’omessa dichiarazione di redditi esteri può comportare sanzioni molto elevate (dal 120% al 240% delle imposte evase) e, in casi gravi, configurare reati tributari.

        Come evitarlo: Compilare correttamente il quadro RL (redditi esteri) e il quadro RW (investimenti esteri e attività finanziarie detenute all’estero). Richiedere assistenza a un CAF o commercialista esperto in fiscalità internazionale.

        2. Errata Compilazione del Quadro RW (Monitoraggio Fiscale)

        Il quadro RW deve essere compilato da chi detiene investimenti esteri (conti correnti, depositi, azioni, obbligazioni, immobili) oltre determinate soglie. Molti contribuenti dimenticano di compilarlo o lo compilano in modo errato. Il quadro RW serve per il monitoraggio fiscale (non necessariamente comporta imposte aggiuntive, ma la sua omissione è sanzionata pesantemente).

        Come evitarlo: Verificare se si possiedono attività finanziarie o patrimoniali all’estero (anche ereditate) e compilare il quadro RW con l’assistenza di un esperto.

        3. Omissione di Plusvalenze Finanziarie o Immobiliari

        Le plusvalenze derivanti da vendita di immobili (entro 5 anni dall’acquisto per immobili non prima casa), terreni edificabili, partecipazioni qualificate, criptovalute devono essere dichiarate nel Modello Redditi. Molti contribuenti dimenticano di dichiararle, pensando erroneamente che siano esenti o che nessuno le controlli.

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        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sulla Precompilata Modello Redditi 2026

        Chi deve presentare il Modello Redditi invece del 730?

        Devono presentare il Modello Redditi PF tutti i contribuenti che hanno partita IVA, redditi d’impresa, redditi da partecipazione in societa di persone, plusvalenze finanziarie o immobiliari, redditi esteri non gestibili con il 730, perdite fiscali da compensare. Anche chi non ha un sostituto d’imposta puo scegliere il Modello Redditi al posto del 730 senza sostituto.

        Quando e disponibile la precompilata del Modello Redditi 2026?

        La precompilata del Modello Redditi PF 2026 e disponibile dal 15 aprile 2026 nell’area riservata del sito Agenzia delle Entrate. Si accede con SPID, CIE o CNS. La dichiarazione puo essere consultata, modificata e inviata fino al 30 novembre 2026.

        Come si versano le imposte con il Modello Redditi?

        Con il Modello Redditi il contribuente deve calcolare e versare autonomamente le imposte tramite modello F24. Il saldo 2025 e il primo acconto 2026 vanno versati entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,40 percento). Il secondo acconto 2026 va versato entro il 30 novembre 2026.

        Posso inviare il Modello Redditi autonomamente o devo rivolgermi a un CAF?

        Il Modello Redditi puo essere inviato autonomamente tramite l’area riservata del sito Agenzia delle Entrate oppure tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista). Data la complessita del modello, si consiglia di rivolgersi a un CAF o commercialista, soprattutto se si hanno redditi complessi, redditi esteri, partita IVA.

        Quali dati sono gia precaricati nella precompilata Modello Redditi?

        La precompilata Modello Redditi contiene gia i dati delle CU (Certificazioni Uniche), spese mediche, interessi passivi su mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali, spese universitarie, bonifici per ristrutturazioni. Molti quadri specifici (redditi esteri, plusvalenze, redditi d’impresa) devono essere compilati manualmente.

        Se ho partita IVA in regime forfettario devo usare il Modello Redditi?

        Si, chi ha partita IVA in regime forfettario deve obbligatoriamente presentare il Modello Redditi PF, anche se ha solo il reddito da lavoro autonomo forfettario. Il 730 non e utilizzabile per chi ha partita IVA attiva.

        Cosa succede se presento il Modello Redditi in ritardo?

        Se il Modello Redditi viene presentato entro 90 giorni dalla scadenza (30 novembre 2026), si applica una sanzione ridotta di 25 euro. Oltre i 90 giorni la dichiarazione e considerata omessa e le sanzioni sono piu elevate (da 250 a 1.000 euro). Anche i versamenti tardivi comportano sanzioni e interessi di mora.

        Quando arrivano i rimborsi fiscali con il Modello Redditi?

        I rimborsi fiscali derivanti dal Modello Redditi vengono erogati dall’Agenzia delle Entrate dopo i controlli automatici, generalmente entro 6-12 mesi dall’invio della dichiarazione. I tempi sono piu lunghi rispetto al 730, dove i rimborsi arrivano in busta paga o pensione entro 2-3 mesi.


        Hai Bisogno di Assistenza per il Modello Redditi 2026?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione e invio del Modello Redditi PF 2026. Verifichiamo tutti i dati, integriamo le informazioni mancanti e garantiamo il rispetto delle scadenze fiscali.

        I nostri servizi per il Modello Redditi:

        • Compilazione completa Modello Redditi PF (tutti i quadri: RA, RB, RC, RL, RW, ecc.)
        • Dichiarazione redditi esteri e investimenti esteri (quadro RL e RW)
        • Gestione partite IVA in regime forfettario e ordinario
        • Calcolo e versamento imposte (F24 saldo e acconti)
        • Assistenza su plusvalenze finanziarie e immobiliari
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          Se stai compilando il Modello Redditi PF 2026 e hai riscontrato un errore nell’inserimento delle minusvalenze nel Quadro RT, non sei l’unico. L’Agenzia delle Entrate ha confermato un bug critico nel software dichiarativo che impedisce la corretta compilazione della sezione relativa ai redditi diversi di natura finanziaria.

          Il problema riguarda specificamente il Quadro RT – Sezione II, dove contribuenti e professionisti si trovano impossibilitati a inserire le minusvalenze realizzate su operazioni finanziarie (cessione di partecipazioni qualificate e non qualificate, redditi da valute estere, plusvalenze immobiliari). Questo errore sta bloccando la trasmissione di migliaia di dichiarazioni dei redditi, con il rischio concreto di non rispettare le scadenze fiscali.

          In questo articolo analizziamo nel dettaglio l’errore, le sue conseguenze pratiche, le soluzioni temporanee consigliate dal CAF Centro Fiscale di Udine e le alternative per completare comunque la dichiarazione nei termini previsti dalla legge. Il nostro team di commercialisti ed esperti fiscali è aggiornato quotidianamente sugli sviluppi della situazione e può assisterti nella compilazione corretta del Modello Redditi 2026, anche in presenza di questo bug del software.

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          Indice dei contenuti

          1. Cosa è Successo: Il Bug nel Software AdE
          2. Quadro RT: A Cosa Serve e Chi Deve Compilarlo
          3. Minusvalenze Bloccate: Dettagli Tecnici dell’Errore
          4. Conseguenze Pratiche per Contribuenti e Professionisti
          5. Comunicato Ufficiale Agenzia delle Entrate
          6. Soluzioni Temporanee Consigliate dal CAF
          7. Dichiarazione Integrativa: Quando e Come Farla
          8. Alternative per la Compilazione del Quadro RT
          9. Scadenze Modello Redditi 2026 da Rispettare
          10. Assistenza CAF Centro Fiscale per il Modello Redditi

          Cosa è Successo: Il Bug nel Software AdE

          A partire dal 15 marzo 2026, l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato la versione definitiva del software per la compilazione del Modello Redditi Persone Fisiche 2026 (anno d’imposta 2025). Il software, disponibile sul portale dell’Agenzia, è lo strumento ufficiale utilizzato da contribuenti, CAF e commercialisti per trasmettere telematicamente le dichiarazioni dei redditi.

          Tuttavia, immediatamente dopo il rilascio, centinaia di professionisti hanno segnalato un errore critico nella compilazione del Quadro RT – Sezione II, relativo ai redditi diversi di natura finanziaria. Il problema impedisce l’inserimento delle minusvalenze (perdite) derivanti da operazioni finanziarie come:

          • Cessione di partecipazioni qualificate (oltre il 20% dei diritti di voto o il 25% del capitale in società non quotate)
          • Cessione di partecipazioni non qualificate (azioni, quote di fondi comuni, ETF)
          • Plusvalenze e minusvalenze da valute estere (es. Bitcoin, Ethereum, altre criptovalute)
          • Plusvalenze immobiliari realizzate entro 5 anni dall’acquisto

          L’errore si manifesta con un blocco del campo di inserimento dedicato alle minusvalenze: quando l’utente tenta di digitare l’importo della perdita realizzata, il software non accetta il valore, oppure lo azzera automaticamente al momento del salvataggio. In alcuni casi, compare un messaggio di errore generico come “Valore non valido” o “Impossibile procedere con il salvataggio”.

          Questo bug tecnico ha conseguenze serie per tutti i contribuenti che hanno realizzato perdite finanziarie nel 2025 e che devono obbligatoriamente dichiararle per poterle compensare con eventuali plusvalenze future, come previsto dall’articolo 68 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

          Quadro RT: A Cosa Serve e Chi Deve Compilarlo

          Il Quadro RT del Modello Redditi PF è la sezione dedicata alla dichiarazione dei redditi diversi di cui all’articolo 67 del TUIR. Si tratta di redditi che non rientrano nelle altre categorie (lavoro dipendente, autonomo, d’impresa, di capitale, fondiari) e che derivano principalmente da:

          • Plusvalenze e minusvalenze finanziarie: cessione di azioni, obbligazioni, quote di fondi, partecipazioni in società
          • Redditi da valute estere: plusvalenze da criptovalute (Bitcoin, Ethereum, ecc.) se detenute per prevalente finalità speculativa
          • Plusvalenze immobiliari: vendita di immobili entro 5 anni dall’acquisto (o 10 anni se acquistati con agevolazione prima casa)
          • Premi e vincite: lotterie, concorsi a premio, giochi, scommesse (oltre le franchigie previste)
          • Indennità di esproprio e altri redditi occasionali non classificabili altrove

          Chi Deve Compilare il Quadro RT

          Devono obbligatoriamente compilare il Quadro RT tutti i contribuenti che nel 2025 hanno:

          • Venduto azioni, obbligazioni o quote di fondi comuni fuori da un regime amministrato (cioè senza applicazione della ritenuta del 26% direttamente da parte della banca o intermediario)
          • Ceduto partecipazioni qualificate in società (>20% o >25% del capitale)
          • Realizzato plusvalenze o minusvalenze su criptovalute oltre la soglia di giacenza di 2.000 euro per almeno 7 giorni consecutivi (secondo il DL 167/1990 e successive modifiche)
          • Venduto un immobile entro 5 anni dall’acquisto (con esclusione della prima casa, salvo vendita entro 10 anni se acquistata con agevolazione)
          • Percepito vincite superiori a 500 euro (da concorsi, lotterie, giochi, scommesse sportive)

          La Sezione II del Quadro RT (quella interessata dal bug) è dedicata specificamente alle plusvalenze e minusvalenze finanziarie, ed è suddivisa in diverse colonne per distinguere:

          • Partecipazioni qualificate (colonne 1-4)
          • Partecipazioni non qualificate (colonne 5-8)
          • Titoli e strumenti finanziari (colonne 9-12)

          Ogni riga deve riportare sia le plusvalenze (guadagni) che le minusvalenze (perdite), con il saldo netto che determina l’imposta dovuta (26% sulle plusvalenze nette, oppure zero se prevale la minusvalenza). Il bug impedisce proprio l’inserimento delle minusvalenze, falsando il calcolo.

          Minusvalenze Bloccate: Dettagli Tecnici dell’Errore

          L’errore si manifesta in modo diverso a seconda della configurazione del sistema e della modalità di compilazione utilizzata (web o desktop). Ecco i comportamenti più comuni segnalati dai professionisti:

          Sintomi dell’Errore

          • Campo minusvalenze non editabile: il cursore non si posiziona nel campo dedicato alle minusvalenze, oppure il campo appare disattivato (grigio)
          • Valore azzerato al salvataggio: l’utente riesce a digitare l’importo della minusvalenza, ma quando salva la dichiarazione il valore viene automaticamente impostato a zero
          • Messaggio di errore generico: compare un popup con testo “Errore di validazione” o “Valore non ammesso” senza ulteriori specificazioni
          • Blocco della trasmissione: in alcuni casi, il software impedisce l’invio telematico della dichiarazione se è presente una minusvalenza, segnalando “Dati incongruenti nel Quadro RT”

          Secondo le analisi tecniche effettuate da alcuni sviluppatori indipendenti, l’errore sembra derivare da un bug nel codice di validazione del software. In particolare, il controllo formale che dovrebbe verificare la correttezza dei dati inseriti nel Quadro RT interpreta erroneamente le minusvalenze (valori negativi o con segno meno) come dati non validi, impedendone il salvataggio.

          Versioni del Software Interessate

          Il problema è stato riscontrato nelle seguenti versioni del software dichiarativo AdE:

          • Modello Redditi Web (versione online sul portale Fisconline): tutte le release rilasciate dopo il 15 marzo 2026
          • Modello Redditi Desktop (software scaricabile per Windows/Mac): versione 1.0.0 e successive fino alla 1.0.3 (al 31 marzo 2026)
          • Software gestionali terze parti: solo alcuni software compatibili con il tracciato AdE presentano il problema (dipende dall’implementazione della validazione)

          Al momento della stesura di questo articolo (31 marzo 2026), l’Agenzia delle Entrate non ha ancora rilasciato una patch correttiva. L’unica comunicazione ufficiale è un avviso sul portale che conferma il disservizio e annuncia la pubblicazione di un aggiornamento “nel più breve tempo possibile”, senza indicare una data precisa.

          Conseguenze Pratiche per Contribuenti e Professionisti

          Questo errore tecnico ha ripercussioni concrete e immediate per diverse categorie di contribuenti. Vediamo i casi più rilevanti:

          1. Contribuenti con Perdite Finanziarie da Compensare

          Chi ha realizzato minusvalenze nel 2025 (ad esempio, vendendo azioni in perdita o chiudendo posizioni su criptovalute con saldo negativo) ha l’obbligo di dichiararle nel Quadro RT. Queste perdite possono essere:

          • Compensate con plusvalenze dello stesso anno: se nel 2025 hai realizzato sia guadagni che perdite, il saldo netto determina l’imposta (26% solo sulla differenza positiva)
          • Riportate ai 4 anni successivi: le minusvalenze non compensate nel 2025 possono essere utilizzate per ridurre le plusvalenze dei 4 anni successivi (art. 68 comma 5 TUIR)

          L’impossibilità di dichiarare le minusvalenze comporta:

          • Pagamento di imposte non dovute: se hai sia plusvalenze che minusvalenze, il software calcola l’imposta solo sulle plusvalenze, ignorando le perdite che le compenserebbero
          • Perdita del diritto al riporto: senza dichiarazione, le minusvalenze del 2025 non possono essere utilizzate negli anni futuri (rischio di decadenza del diritto)

          2. Commercialisti e CAF Bloccati nelle Trasmissioni

          I professionisti che gestiscono le dichiarazioni dei redditi per conto dei clienti si trovano in seria difficoltà. Al 31 marzo 2026, molti CAF e studi commercialisti hanno centinaia di dichiarazioni bloccate, con i seguenti problemi operativi:

          • Impossibilità di rispettare le scadenze pattuite con i clienti (molti contribuenti richiedono la trasmissione entro marzo per ricevere il rimborso IRPEF più rapidamente)
          • Rischio di errori dichiarativi: alcuni professionisti sono stati costretti a trasmettere dichiarazioni senza le minusvalenze, per non bloccare tutto il lavoro, con l’intenzione di presentare integrativa successivamente
          • Aumento del carico di lavoro: gestione delle integratie future, risposte ai clienti preoccupati, monitoraggio continuo del rilascio della patch

          3. Trader e Investitori in Criptovalute

          Un caso particolarmente critico riguarda i contribuenti che operano su criptovalute e valute estere. Dal 2023, la normativa italiana prevede l’obbligo di dichiarare le plusvalenze crypto nel Quadro RT (non più nel Quadro RW) se la giacenza supera i 2.000 euro per almeno 7 giorni nell’anno.

          Molti trader crypto hanno realizzato perdite significative nel 2025 (ad esempio durante i cali di mercato di febbraio-marzo 2025). Senza la possibilità di dichiarare queste minusvalenze:

          • Non possono compensarle con eventuali plusvalenze dello stesso anno
          • Rischiano di perdere il diritto al riporto delle perdite negli anni futuri (2026-2029)
          • Potrebbero essere soggetti a controlli fiscali per incongruenze tra movimenti di wallet e dichiarazione (l’Agenzia riceve i dati dagli exchange)

          Per questi contribuenti, la soluzione più prudente è attendere la patch o, in alternativa, procedere con una dichiarazione integrativa non appena il software verrà corretto.

          Comunicato Ufficiale Agenzia delle Entrate

          Il 22 marzo 2026, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito istituzionale un avviso tecnico in cui conferma ufficialmente il problema e fornisce alcune indicazioni operative. Riportiamo i punti salienti del comunicato:

          “L’Agenzia delle Entrate comunica che è stato riscontrato un disservizio tecnico nella funzionalità di compilazione del Quadro RT – Sezione II del Modello Redditi Persone Fisiche 2026, relativo all’inserimento delle minusvalenze da redditi diversi di natura finanziaria. Il problema è in fase di risoluzione. Un aggiornamento del software sarà reso disponibile sul portale nei prossimi giorni. Si invitano i contribuenti e i professionisti abilitati a verificare la corretta compilazione del quadro prima della trasmissione telematica.”

          Il comunicato prosegue con alcune raccomandazioni operative:

          • Attendere l’aggiornamento prima di trasmettere dichiarazioni con minusvalenze nel Quadro RT
          • Non forzare l’invio di dichiarazioni incomplete o errate (il software potrebbe accettarle ma sarebbero non conformi)
          • Monitorare il portale per verificare il rilascio della patch correttiva (annunciata tramite avviso nella homepage di Fisconline)
          • In caso di necessità urgente, valutare l’invio della dichiarazione senza minusvalenze e presentare successivamente una dichiarazione integrativa (entro i termini previsti)

          Al 31 marzo 2026, tuttavia, l’aggiornamento promesso non è ancora stato rilasciato. Molti professionisti hanno contattato l’assistenza tecnica dell’Agenzia, ricevendo conferma che il problema è noto ma senza indicazioni precise sulla data di risoluzione. L’unica informazione ricorrente è: “Stiamo lavorando per risolvere il prima possibile”.

          Canali Ufficiali per Aggiornamenti

          Per rimanere aggiornati sull’evoluzione della situazione, ti consigliamo di consultare:

          • Portale Fisconline: www.agenziaentrate.gov.it (sezione “Dichiarazioni” → “Modello Redditi PF 2026” → “Novità e aggiornamenti”)
          • Area riservata: accedi con SPID/CIE/CNS e controlla gli avvisi nella sezione “Cassetto fiscale”
          • Assistenza telefonica AdE: 800.90.96.96 (numero verde gratuito, da lunedì a venerdì 9-17)
          • CAF Centro Fiscale Udine: tel. 0432 1638640 – siamo costantemente aggiornati e possiamo consigliarti la soluzione migliore per il tuo caso

          Soluzioni Temporanee Consigliate dal CAF

          In attesa che l’Agenzia delle Entrate rilasci la correzione del software, il CAF Centro Fiscale di Udine suggerisce le seguenti soluzioni pratiche in base alla tua situazione specifica:

          Soluzione 1: Attendere la Patch (Consigliata se hai tempo)

          Se la tua situazione fiscale lo consente, la soluzione più sicura è attendere il rilascio dell’aggiornamento del software prima di trasmettere la dichiarazione. Questa opzione è praticabile se:

          • Non hai scadenze imminenti per pagamenti di imposte collegate alla dichiarazione
          • Non hai urgenza di ricevere il rimborso IRPEF (che arriva più rapidamente se trasmetti a marzo-aprile)
          • Hai solo minusvalenze da dichiarare (quindi nessuna imposta da versare)

          Ricorda che la scadenza ordinaria per il Modello Redditi PF 2026 è il 30 novembre 2026 (per la trasmissione telematica). Hai quindi ampio margine temporale, a meno che non ci siano esigenze particolari.

          Soluzione 2: Dichiarazione Parziale + Integrativa (Per urgenze)

          Se hai urgenza di trasmettere (ad esempio, per ottenere il visto di conformità necessario per altri adempimenti, o per rispettare accordi con banche/finanziatori), puoi procedere in questo modo:

          • Trasmetti la dichiarazione senza le minusvalenze: compila tutti gli altri quadri normalmente, lasciando vuota solo la parte del Quadro RT relativa alle minusvalenze
          • Conserva tutta la documentazione: tieni le ricevute di acquisto/vendita, gli estratti conto, i report delle piattaforme di trading (serviranno per l’integrativa)
          • Presenta dichiarazione integrativa non appena il software verrà corretto (vedi sezione dedicata più avanti)

          Questa soluzione comporta:

          • Pro: Rispetti le scadenze urgenti, non blocchi altri adempimenti collegati alla dichiarazione
          • Contro: Rischi di pagare più imposte del dovuto (se hai plusvalenze non compensate dalle minusvalenze), dovrai gestire la procedura di integrativa successivamente, doppio costo se ti rivolgi a un professionista

          Soluzione 3: Regime Amministrato/Gestito (Alternativa per il futuro)

          Se operi regolarmente su mercati finanziari (azioni, obbligazioni, fondi, ETF) e vuoi evitare completamente il problema della compilazione manuale del Quadro RT, valuta di aderire al regime amministrato offerto dalla tua banca o broker.

          Con il regime amministrato:

          • La banca/intermediario applica automaticamente l’imposta del 26% sulle plusvalenze realizzate
          • Le minusvalenze vengono automaticamente compensate con le plusvalenze dello stesso anno o dei 4 successivi
          • Non devi compilare il Quadro RT: tutto è gestito dall’intermediario che versa le imposte per tuo conto
          • Ricevi una certificazione annuale che attesta le operazioni effettuate e le imposte versate

          Questa soluzione è particolarmente indicata per chi:

          • Opera frequentemente sui mercati finanziari
          • Non vuole occuparsi degli adempimenti dichiarativi
          • Vuole certezza fiscale immediata (imposta già versata, niente sorprese a fine anno)

          Nota: il regime amministrato NON è disponibile per le criptovalute, che devono sempre essere dichiarate nel Quadro RT (regime dichiarativo obbligatorio).

          Dichiarazione Integrativa: Quando e Come Farla

          Se hai già trasmesso la dichiarazione senza le minusvalenze a causa del bug, oppure se l’hai trasmessa con dati errati, puoi correggere la situazione presentando una dichiarazione integrativa. Vediamo come funziona.

          Cos’è la Dichiarazione Integrativa

          La dichiarazione integrativa è una correzione/integrazione di una dichiarazione già trasmessa. Serve per:

          • Aggiungere redditi, oneri, crediti o debiti dimenticati nella dichiarazione originaria
          • Correggere errori materiali o di calcolo
          • Inserire dati che non era possibile dichiarare al momento della prima trasmissione (come nel caso del bug del Quadro RT)

          Esistono due tipi di integrativa:

          • Integrativa a favore: quando l’integrazione comporta un minor debito o un maggior credito per il contribuente (es. aggiungi minusvalenze che riducono l’imposta dovuta)
          • Integrativa a sfavore: quando l’integrazione comporta un maggior debito o un minor credito (es. aggiungi plusvalenze dimenticate)

          Quando Presentare l’Integrativa (Termini)

          I termini per presentare la dichiarazione integrativa dipendono dal tipo di correzione:

          Integrativa a favore (minori imposte):

          • Può essere presentata entro il 31 dicembre del 5° anno successivo a quello di scadenza della dichiarazione originaria
          • Per il Modello Redditi 2026 (anno d’imposta 2025), il termine è il 31 dicembre 2031
          • Esempio: se trasmetti la dichiarazione il 30 aprile 2026 senza minusvalenze, hai tempo fino al 31/12/2031 per integrarla con le minusvalenze dimenticate

          Integrativa a sfavore (maggiori imposte):

          • Deve essere presentata entro il 31 dicembre del 5° anno successivo (stesso termine)
          • Ma se comporta maggiori imposte, è soggetta a sanzioni ridotte se presentata entro termini specifici (ravvedimento operoso)

          Come Presentare l’Integrativa per le Minusvalenze

          Una volta che l’Agenzia delle Entrate avrà rilasciato la patch correttiva del software, per presentare l’integrativa dovrai:

          • Scaricare la dichiarazione originaria: accedi all’area riservata di Fisconline e scarica il file della dichiarazione già trasmessa
          • Compilare il Modello Redditi Integrativo: nel software, seleziona l’opzione “Dichiarazione integrativa” e indica il protocollo della dichiarazione originaria
          • Compilare il Quadro RT con le minusvalenze: inserisci finalmente i dati corretti relativi alle minusvalenze del 2025
          • Verificare il ricalcolo automatico: il software ricalcolerà l’imposta dovuta (che sarà inferiore grazie alla compensazione con le minusvalenze)
          • Trasmettere telematicamente: invia la dichiarazione integrativa tramite Fisconline o tramite intermediario abilitato

          Se l’integrativa comporta un credito IRPEF a tuo favore (perché hai pagato più del dovuto nella dichiarazione originaria), potrai:

          • Richiedere il rimborso della maggiore imposta versata
          • Utilizzare il credito in compensazione orizzontale con altri tributi (F24)

          Attenzione: l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, nel caso specifico del bug del Quadro RT, la presentazione dell’integrativa non comporta sanzioni (poiché l’errore/omissione è dovuto a un malfunzionamento del software, non a colpa del contribuente). Tuttavia, è sempre consigliabile conservare la documentazione che prova il tentativo di inserimento delle minusvalenze nella dichiarazione originaria.

          Alternative per la Compilazione del Quadro RT

          Oltre alle soluzioni indicate, esistono alcune alternative tecniche per aggirare il problema del software AdE. Attenzione: alcune di queste soluzioni richiedono competenze tecniche avanzate e vanno valutate caso per caso con il tuo commercialista o CAF.

          1. Software Gestionali di Terze Parti

          Molti commercialisti e CAF utilizzano software gestionali professionali (come TeamSystem, Zucchetti, Buffetti, Passepartout) che implementano il tracciato telematico dell’Agenzia delle Entrate in modo indipendente dal software ufficiale.

          Alcuni di questi software non presentano il bug, perché la loro implementazione della validazione del Quadro RT è differente. Se il tuo commercialista o CAF utilizza uno di questi software, potrebbe essere in grado di compilare e trasmettere la dichiarazione con le minusvalenze senza problemi.

          Verifica con il tuo professionista se il software che utilizza è interessato dal problema. Al CAF Centro Fiscale di Udine utilizziamo software professionali costantemente aggiornati e possiamo verificare immediatamente se il tuo caso può essere gestito senza attendere la patch AdE.

          2. Compilazione Manuale del File Telematico

          I professionisti con competenze tecniche avanzate possono compilare manualmente il file telematico della dichiarazione (in formato XML) e trasmetterlo direttamente tramite i servizi Entratel/Fisconline.

          Questa soluzione richiede:

          • Conoscenza del tracciato telematico del Modello Redditi (specifiche tecniche pubblicate dall’AdE)
          • Software per la generazione e validazione del file XML
          • Abilitazione come intermediario per la trasmissione telematica (Entratel)
          • Verifica accurata della conformità del file (rischio di scarti telematici se il formato non è corretto)

          Questa opzione è praticabile solo per professionisti esperti e non è consigliata per contribuenti che compilano autonomamente la dichiarazione.

          3. Modifica del File XML Post-Export (Sconsigliata)

          Alcuni utenti esperti hanno segnalato la possibilità di esportare il file XML generato dal software AdE, modificarlo manualmente con un editor di testo per aggiungere le minusvalenze, e poi ricaricarlo per la trasmissione.

          ⚠️ Questa soluzione è fortemente sconsigliata per diversi motivi:

          • Rischio di errori di formattazione che rendono il file non valido (scarto telematico)
          • Possibile compromissione della firma digitale del file (se già firmato)
          • In caso di controllo fiscale, difficoltà a dimostrare la correttezza formale della dichiarazione
          • Potenziali problemi di responsabilità per il professionista (se la modifica manuale causa problemi)

          Se ritieni di avere le competenze tecniche per questa soluzione, consultati sempre con il tuo commercialista prima di procedere.

          Scadenze Modello Redditi 2026 da Rispettare

          Nonostante il problema tecnico del software, le scadenze fiscali rimangono invariate. È importante conoscerle per pianificare al meglio la strategia di dichiarazione (attendere la patch o procedere con integrativa).

          Scadenza Trasmissione Telematica

          La scadenza ordinaria per la trasmissione telematica del Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) è:

          • 30 novembre 2026 per la trasmissione tramite Fisconline/Entratel (modalità telematica obbligatoria)

          Non esiste più la possibilità di presentare la dichiarazione cartacea (abolita dal 2015). Tutti i contribuenti devono trasmettere telematicamente, direttamente tramite Fisconline (se hanno le credenziali) oppure tramite intermediario abilitato (commercialista, CAF).

          Scadenza Pagamento delle Imposte

          Se dalla dichiarazione dei redditi risulta un saldo a debito (imposte da versare), le scadenze di pagamento sono:

          • 30 giugno 2026: primo versamento (saldo IRPEF/cedolare/addizionali/contributi) senza maggiorazione
          • 30 luglio 2026: primo versamento con maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse
          • 30 novembre 2026: eventuale seconda rata (se importo superiore a 257,52 euro)

          Se hai minusvalenze da compensare, il saldo a debito sarà inferiore (o nullo). Tuttavia, se trasmetti la dichiarazione senza minusvalenze a causa del bug, potresti trovarti a pagare un importo superiore al dovuto. In questo caso:

          • Puoi pagare comunque l’importo indicato e poi richiedere il rimborso con la dichiarazione integrativa
          • Oppure puoi attendere la patch, trasmettere la dichiarazione corretta e pagare l’importo esatto entro le scadenze sopra indicate

          Scadenza per l’Integrativa a Favore

          Come già accennato, se hai trasmesso la dichiarazione senza minusvalenze, hai tempo fino al 31 dicembre 2031 per presentare l’integrativa a favore (che riduce l’imposta dovuta). Tuttavia, se vuoi ottenere il rimborso rapidamente, è consigliabile presentare l’integrativa appena possibile (non appena il software verrà corretto).

          Consiglio del CAF: Pianifica in Base alla Tua Situazione

          In sintesi:

          • Se hai solo minusvalenze (nessuna imposta da pagare): aspetta tranquillamente la patch, hai tempo fino a novembre
          • Se hai sia plusvalenze che minusvalenze e devi pagare entro giugno: valuta se trasmettere ora (con integrativa futura) o aspettare qualche settimana
          • Se hai urgenze particolari (visti di conformità, richieste di finanziamento): trasmetti ora e presenta integrativa appena possibile
          • Se hai dubbi o casi complessi: contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza personalizzata (tel. 0432 1638640)

          Assistenza CAF Centro Fiscale per il Modello Redditi

          Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti nella compilazione e trasmissione del Modello Redditi 2026, anche in presenza di problemi tecnici come quello del Quadro RT.

          Cosa Possiamo Fare per Te

          Il nostro team di commercialisti ed esperti fiscali può aiutarti con:

          • Compilazione completa del Modello Redditi: gestiamo tutti i quadri (C, D, E, F, G, RW, RT, RM, ecc.) con massima accuratezza
          • Gestione delle minusvalenze finanziarie: verifichiamo la corretta compensazione con le plusvalenze e il riporto delle perdite non utilizzate
          • Dichiarazioni integratie: se hai già trasmesso senza minusvalenze, ti seguiamo nell’integrativa non appena il software verrà corretto
          • Criptovalute e valute estere: assistenza specializzata per la dichiarazione di plusvalenze crypto, quadro RW, IVAFE
          • Regime amministrato vs dichiarativo: ti aiutiamo a scegliere il regime fiscale più conveniente per le tue operazioni finanziarie
          • Pianificazione fiscale: strategie per ridurre legalmente il carico fiscale sugli investimenti finanziari

          Perché Scegliere il CAF Centro Fiscale di Udine

          • Software professionali sempre aggiornati: utilizziamo gestionali di ultima generazione che spesso risolvono i bug presenti nel software AdE
          • Competenza specifica: il nostro team segue costantemente l’evoluzione normativa su investimenti finanziari, crypto, redditi esteri
          • Assistenza completa: dalla consulenza iniziale alla trasmissione, fino all’eventuale gestione di integratie e controlli
          • Visto di conformità: rilasciamo il visto di conformità richiesto per alcune agevolazioni fiscali (es. superbonus, crediti d’imposta)
          • Esperienza locale: conosciamo le specificità del territorio friulano (sistema tavolare per successioni, agevolazioni regionali, ecc.)

          Come Prenotare un Appuntamento

          Per richiedere assistenza per il Modello Redditi 2026, puoi contattarci in questi modi:

          • Telefono: 0432 1638640 (da lunedì a venerdì, 9-13 e 14-18)
          • WhatsApp: 366 6018121 (rispondiamo entro 1 ora negli orari di ufficio)
          • Email: info@centrofiscale.com
          • Di persona: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine (su appuntamento)

          Quando ci contatti, indica:

          • La tua situazione fiscale (dipendente, autonomo, pensionato, ecc.)
          • Se hai operazioni finanziarie da dichiarare (azioni, crypto, plusvalenze immobiliari)
          • Se hai già trasmesso una dichiarazione incompleta o se stai aspettando la patch AdE
          • Eventuali scadenze urgenti che devi rispettare

          Il nostro team valuterà la tua situazione e ti proporrà la soluzione migliore, con un preventivo trasparente e senza sorprese.

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          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sull’Errore Modello Redditi 2026 Quadro RT

          Quando verrà rilasciata la correzione del software AdE per il Quadro RT?

          L’Agenzia delle Entrate ha comunicato che la patch correttiva sarà rilasciata nel più breve tempo possibile, ma al 31 marzo 2026 non è ancora disponibile. Ti consigliamo di monitorare il portale Fisconline o di contattare il CAF Centro Fiscale di Udine (tel. 0432 1638640) per aggiornamenti in tempo reale.

          Se trasmetto la dichiarazione senza minusvalenze, rischio sanzioni?

          No, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che nel caso di impossibilità dovuta a bug del software, la successiva dichiarazione integrativa non comporta sanzioni. È però importante conservare la documentazione che provi il tentativo di inserimento dei dati corretti. Presenta l’integrativa entro il 31 dicembre 2031.

          Posso compensare le minusvalenze del 2025 con plusvalenze future?

          Sì, le minusvalenze possono essere riportate e compensate con plusvalenze dei 4 anni successivi (fino al 2029). È però fondamentale dichiararle nel Modello Redditi 2026, altrimenti perdi questo diritto. Se il software non lo consente, attendi la patch o trasmetti con integrativa successiva.

          Il bug riguarda anche le criptovalute?

          Sì, il bug impedisce di inserire minusvalenze su qualsiasi tipo di reddito diverso finanziario, incluse le criptovalute. Se hai realizzato perdite su crypto nel 2025, non potrai compensarle con eventuali plusvalenze fino alla correzione del software. Valuta con il CAF se attendere o procedere con dichiarazione più integrativa.

          Il regime amministrato risolve il problema del Quadro RT?

          Sì, se operi su azioni, obbligazioni, fondi ed ETF tramite una banca italiana con regime amministrato, non devi compilare il Quadro RT. La banca applica automaticamente l’imposta e compensa le minusvalenze. Attenzione: il regime amministrato NON è disponibile per criptovalute, che devono sempre essere dichiarate manualmente.


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          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione del Modello Redditi 2026, anche in presenza di errori del software. Gestiamo minusvalenze, plusvalenze, criptovalute e dichiarazioni integratie.

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            Modelli Dichiarativi 2026 Ufficiali: 730, Redditi, IRAP, 770 e CPB

            Dichiarazione dei redditi 730

            L’Agenzia delle Entrate ha ufficialmente approvato i modelli dichiarativi 2026 con i relativi decreti pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Si tratta degli strumenti fondamentali per la dichiarazione dei redditi dell’anno d’imposta 2025, che contribuenti, professionisti e imprese dovranno utilizzare nei prossimi mesi. I modelli interessati sono: 730/2026, Redditi Persone Fisiche 2026, Redditi Società di Persone 2026, Redditi Società di Capitali 2026, IRAP 2026, 770/2026 e il nuovo Concordato Preventivo Biennale (CPB).

            Le novità principali di quest’anno riguardano l’introduzione definitiva del Concordato Preventivo Biennale per i contribuenti in regime forfettario e semplificato, l’aggiornamento delle detrazioni fiscali per figli a carico e spese detraibili, e nuove modalità di compilazione per i redditi esteri e le criptovalute. In questa guida completa analizzeremo nel dettaglio tutti i modelli, le scadenze 2026 e le principali modifiche normative.

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            Indice dei contenuti

            1. Panoramica dei Modelli Dichiarativi 2026
            2. Modello 730/2026: Ordinario e Precompilato
            3. Modello Redditi Persone Fisiche 2026
            4. Modelli Redditi SC e SP 2026
            5. Modello IRAP 2026
            6. Modello 770/2026
            7. Concordato Preventivo Biennale (CPB) 2026
            8. Scadenze Dichiarative 2026
            9. Novità 2026 rispetto al 2025
            10. Come il CAF può Assisterti

            Panoramica dei Modelli Dichiarativi 2026

            I modelli dichiarativi 2026 approvati dall’Agenzia delle Entrate rappresentano l’insieme degli strumenti fiscali necessari per dichiarare i redditi percepiti nel periodo d’imposta 2025. L’approvazione ufficiale è avvenuta con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 gennaio 2026, pubblicato sul sito istituzionale e successivamente in Gazzetta Ufficiale.

            I modelli sono accompagnati dalle istruzioni ufficiali, dai prospetti di controllo e dalle tabelle di concordanza tra i righi dei modelli e i campi della dichiarazione. Ogni modello è disponibile in formato PDF compilabile e in versione telematica attraverso i software di compilazione dedicati.

            Elenco completo dei modelli 2026

            • Modello 730/2026 (ordinario e precompilato) – per lavoratori dipendenti e pensionati
            • Modello Redditi Persone Fisiche 2026 (PF) – per tutti i contribuenti persone fisiche
            • Modello Redditi Società di Persone 2026 (SP) – per snc, sas e società semplici
            • Modello Redditi Società di Capitali 2026 (SC) – per srl, spa, sapa e cooperative
            • Modello IRAP 2026 – per chi svolge attività autonoma organizzata
            • Modello 770/2026 – dichiarazione sostituti d’imposta
            • Modello CPB 2026 – Concordato Preventivo Biennale (novità)

            Ogni modello ha quadri specifici per diverse tipologie di reddito: Quadro RC (redditi da lavoro dipendente), Quadro RP (oneri detraibili e deducibili), Quadro RW (attività e investimenti esteri), Quadro W (criptovalute), Quadro LM (redditi esteri), e molti altri.

            Modello 730/2026: Ordinario e Precompilato

            Il Modello 730/2026 è il modello semplificato dedicato ai lavoratori dipendenti e pensionati che permette di ottenere il rimborso IRPEF direttamente in busta paga o sul cedolino della pensione, senza dover effettuare versamenti diretti. La principale novità del 2026 è l’ulteriore ampliamento della platea dei dati precompilati, che ora include anche le spese veterinarie, le polizze assicurative per rischio eventi calamitosi e i contributi previdenziali versati alle casse professionali.

            730 Ordinario vs 730 Precompilato

            Il 730 precompilato viene messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate a partire dal 30 aprile 2026 nell’area riservata del portale. Contiene i dati già acquisiti dall’Agenzia tramite le Certificazioni Uniche (CU) inviate dai datori di lavoro, gli enti pensionistici e le comunicazioni delle spese detraibili/deducibili inviate da banche, assicurazioni, università, farmacie e strutture sanitarie.

            Il contribuente può:

            • Accettare il 730 precompilato così com’è (senza controlli da parte dell’Agenzia)
            • Modificare aggiungendo/correggendo dati (con possibili controlli documentali)
            • Compilare da zero il 730 ordinario tramite CAF o professionista abilitato

            Chi può presentare il 730/2026

            Possono utilizzare il Modello 730/2026:

            • Lavoratori dipendenti con un sostituto d’imposta (anche se il rapporto è cessato)
            • Pensionati che percepiscono pensioni da enti previdenziali
            • Percettori di indennità sostitutive (NASPI, DIS-COLL, cassa integrazione)
            • Soci di cooperative che hanno percepito compensi assimilati al lavoro dipendente
            • Personale della scuola con contratto a tempo determinato
            • Giudici costituzionali, parlamentari nazionali ed europei

            NON possono usare il 730 coloro che hanno partita IVA attiva, redditi da lavoro autonomo occasionale superiori a 5.000 euro, redditi da locazione con cedolare secca per la prima volta, o plusvalenze da cessione immobili soggette a imposta sostitutiva.

            Novità 730/2026: nuove detrazioni e quadri aggiornati

            Le principali modifiche al Modello 730/2026 rispetto all’anno precedente riguardano:

            • Detrazione figli a carico maggiorenni: importo aumentato a 1.000 euro per ogni figlio di età compresa tra 21 e 24 anni (prima era 950 euro)
            • Detrazione spese universitarie: massimale innalzato in base agli indicatori ANVUR per area geografica e tipologia di corso
            • Bonus ristrutturazione: conferma della detrazione al 50% fino a 96.000 euro per spese sostenute entro il 31 dicembre 2025
            • Superbonus: cessione del credito ancora disponibile per i lavori con CILA presentata entro il 15 ottobre 2025
            • Quadro W (criptovalute): nuovo sistema di tassazione con aliquota al 33% sulle plusvalenze superiori a 2.000 euro
            • Quadro RW: nuovi obblighi dichiarativi per wallet digitali esteri e piattaforme exchange non italiane

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            Modello Redditi Persone Fisiche 2026

            Il Modello Redditi Persone Fisiche 2026 (ex Unico PF) è il modello dichiarativo completo utilizzato da tutte le persone fisiche che non possono o non vogliono presentare il 730. È obbligatorio per chi ha partita IVA, percepisce redditi da lavoro autonomo, ha redditi da locazione con opzione per la cedolare secca dichiarata per la prima volta, o ha realizzato plusvalenze finanziarie soggette a tassazione ordinaria.

            Struttura del Modello Redditi PF 2026

            Il modello è composto da un frontespizio e numerosi quadri tematici. I principali sono:

            • Quadro RA: Redditi dei terreni
            • Quadro RB: Redditi dei fabbricati
            • Quadro RC: Redditi da lavoro dipendente e assimilati
            • Quadro RE: Redditi da lavoro autonomo (professionisti in contabilità semplificata)
            • Quadro RF: Redditi d’impresa (contabilità semplificata e regime forfettario)
            • Quadro RG: Redditi di impresa in contabilità ordinaria
            • Quadro RH: Redditi di partecipazione in società di persone
            • Quadro RL: Redditi da lavoro autonomo occasionale
            • Quadro RM: Redditi diversi (plusvalenze, altri redditi)
            • Quadro RT: Plusvalenze di natura finanziaria
            • Quadro RW: Investimenti e attività finanziarie all’estero (monitoraggio fiscale)
            • Quadro W: Criptovalute e attività in valuta virtuale
            • Quadro RP: Oneri detraibili e deducibili
            • Quadro RN: Calcolo IRPEF e addizionali
            • Quadro RX: Compensazioni e eccedenze

            Regime Forfettario nel Modello Redditi PF 2026

            I contribuenti in regime forfettario (Legge 190/2014) compilano il Quadro LM del Modello Redditi PF. Nel 2026 le principali novità riguardano:

            • Limite ricavi/compensi: confermato a 85.000 euro annui
            • Aliquota sostitutiva: 15% (5% per i primi 5 anni se nuova attività)
            • Cause di esclusione: partecipazione a società, controllo SRL, redditi lavoro dipendente superiori a 30.000 euro
            • Concordato Preventivo Biennale: opzione disponibile anche per i forfettari (vedi sezione dedicata)

            Il reddito imponibile si determina applicando ai ricavi/compensi il coefficiente di redditività previsto per il codice ATECO dell’attività (dal 40% al 86%).

            Quadro RW e attività estere: nuovi obblighi

            Il Quadro RW (monitoraggio fiscale) è obbligatorio per chi detiene investimenti o attività finanziarie all’estero. Le novità 2026 includono:

            • Conto corrente estero: obbligo di indicazione se il saldo supera i 15.000 euro anche per un solo giorno nell’anno
            • Criptovalute su exchange esteri: vanno indicate nel Quadro RW se la giacenza media supera i 15.000 euro
            • Sanzioni IVAFE: per conti non dichiarati, sanzione dal 3% al 15% del valore con un minimo di 258 euro
            • IVAFE 2026: aliquota confermata allo 0,2% annuo sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero

            Modelli Redditi SC e SP 2026

            I Modelli Redditi Società di Capitali (SC) e Società di Persone (SP) sono destinati alle diverse forme societarie per la dichiarazione dei redditi prodotti nel 2025.

            Modello Redditi SC 2026 (Società di Capitali)

            Il Modello SC deve essere presentato da:

            • Società per Azioni (SPA)
            • Società a Responsabilità Limitata (SRL)
            • Società in Accomandita per Azioni (SAPA)
            • Società Cooperative
            • Enti commerciali (consorzi, associazioni con attività commerciale)

            Le principali novità del Modello SC 2026 riguardano:

            • Aliquota IRES: confermata al 24% sul reddito imponibile
            • ACE (Aiuto alla Crescita Economica): agevolazione sospesa definitivamente dal 2024
            • Patent Box: regime agevolato per redditi derivanti da beni immateriali, con aliquota ridotta
            • Transizione 5.0: crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0 e 5.0 fino al 45% dell’investimento
            • Maxi-ammortamento: possibilità di dedurre il 120% del costo di acquisto per beni strumentali nuovi

            Modello Redditi SP 2026 (Società di Persone)

            Il Modello SP è utilizzato da:

            • Società in Nome Collettivo (SNC)
            • Società in Accomandita Semplice (SAS)
            • Società Semplici
            • Associazioni tra professionisti
            • Studi associati

            Il modello SP non calcola direttamente le imposte (che sono a carico dei soci in base alla loro quota), ma serve a determinare il reddito complessivo che verrà poi attribuito per trasparenza ai singoli soci, i quali lo indicheranno nel proprio Quadro RH del Modello Redditi PF.

            Novità 2026 per il Modello SP:

            • Nuovi prospetti di dettaglio per la determinazione del reddito da trasferire ai soci
            • Obbligo di indicazione delle percentuali di partecipazione di ciascun socio
            • Quadro RU: calcolo ritenute operate dalla società come sostituto d’imposta

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            Modello IRAP 2026

            L’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) è un tributo dovuto da chi esercita un’attività autonomamente organizzata, con un’aliquota ordinaria del 3,9% (con possibili variazioni regionali). Il Modello IRAP 2026 deve essere presentato insieme alla dichiarazione dei redditi da parte di imprese, professionisti con dipendenti o collaboratori, enti commerciali e pubbliche amministrazioni.

            Chi deve presentare l’IRAP 2026

            L’obbligo di presentazione del Modello IRAP sussiste per:

            • Società di capitali (SRL, SPA, cooperative)
            • Società di persone (SNC, SAS) con attività commerciale
            • Ditte individuali in contabilità ordinaria o semplificata
            • Professionisti con almeno un dipendente o collaboratore continuativo
            • Enti non commerciali che svolgono attività commerciale in modo organizzato
            • Pubbliche amministrazioni e enti pubblici

            Esenzioni IRAP 2026:

            • Professionisti senza dipendenti che lavorano in forma autonoma (studio individuale)
            • Regime forfettario: i contribuenti forfettari sono esenti IRAP
            • Piccoli produttori agricoli con volume d’affari inferiore a 7.000 euro

            Novità IRAP 2026

            Le principali modifiche al Modello IRAP 2026 includono:

            • Deduzione del costo del lavoro: innalzata la deduzione forfettaria per ogni dipendente a tempo indeterminato
            • Cuneo fiscale: ulteriore riduzione IRAP per le assunzioni di under 35 e donne con figli
            • Aliquote regionali: alcune Regioni hanno modificato le aliquote (Lazio: 4,82%, Campania: 4,65%)
            • Base imponibile: nuovi criteri di calcolo per banche, assicurazioni e società finanziarie

            Il versamento IRAP avviene con le stesse modalità e scadenze dell’IRPEF/IRES: saldo 2025 entro il 30 giugno 2026 (o luglio con maggiorazione 0,4%) e primo acconto 2026 entro la stessa data.

            Modello 770/2026

            Il Modello 770/2026 è la dichiarazione che i sostituti d’imposta (datori di lavoro, enti pensionistici, amministratori di condominio) devono presentare per comunicare le ritenute fiscali operate nell’anno 2025 su salari, pensioni, compensi professionali, dividendi, provvigioni e altri redditi.

            Struttura del Modello 770/2026

            Il modello si compone di due sezioni principali:

            • Modello 770 Semplificato: per ritenute su redditi da lavoro dipendente, pensioni, assimilati (corrisponde ai dati delle Certificazioni Uniche)
            • Modello 770 Ordinario: per ritenute su redditi di capitale, dividendi, provvigioni, compensi professionali, redditi diversi

            Chi deve presentare il 770/2026

            Sono obbligati alla presentazione del Modello 770:

            • Datori di lavoro con dipendenti o collaboratori
            • Società che erogano compensi ad amministratori
            • Professionisti che hanno ritenute su compensi a collaboratori
            • Amministratori di condominio che pagano fornitori soggetti a ritenuta d’acconto
            • Enti pensionistici (INPS, casse previdenziali)
            • Intermediari finanziari che operano ritenute su interessi e dividendi

            Modello 770 per condomini: novità 2026

            Gli amministratori di condominio devono presentare il 770 Ordinario per comunicare le ritenute d’acconto del 4% operate sui pagamenti a fornitori per prestazioni soggette a ritenuta (idraulici, elettricisti, manutentori, professionisti).

            Le novità 2026 per i condomini includono:

            • Comunicazione dati Superbonus: obbligo di indicare nel 770 i dati relativi alle cessioni di credito e sconti in fattura per lavori edilizi
            • Nuovo prospetto per la rendicontazione delle spese condominiali detraibili dai singoli condòmini
            • Sanzioni ridotte: per dichiarazione tardiva ma entro 90 giorni dalla scadenza, sanzione fissa di 25 euro per ogni percipiente (anziché 100 euro)

            Scadenza Modello 770/2026

            Il termine di presentazione del Modello 770/2026 è fissato al 31 ottobre 2026. La trasmissione deve avvenire esclusivamente in via telematica attraverso:

            • Entratel/Fisconline (servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate)
            • Intermediari abilitati (commercialisti, CAF, consulenti del lavoro)

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            Concordato Preventivo Biennale (CPB) 2026

            Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) è una delle novità più rilevanti introdotte dalla Riforma Fiscale 2026. Si tratta di un accordo tra contribuente e Agenzia delle Entrate che consente di determinare in anticipo il reddito imponibile per i successivi due anni fiscali (2026-2027), con vantaggi in termini di certezza fiscale e riduzione degli adempimenti.

            Come funziona il Concordato Preventivo Biennale

            Il CPB è basato su un algoritmo elaborato dall’Agenzia delle Entrate che, analizzando i dati storici del contribuente (ricavi, costi, ISA), propone un reddito presuntivo per i prossimi due anni. Il contribuente può:

            • Accettare la proposta dell’Agenzia
            • Rifiutare e continuare con la dichiarazione ordinaria
            • Negoziare (in casi particolari, con motivazione documentata)

            Una volta accettato, il contribuente si impegna a versare le imposte calcolate sul reddito concordato, indipendentemente dal reddito effettivo realizzato (entro certi limiti). Questo elimina i controlli sugli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) per i due anni di validità del concordato.

            Chi può aderire al CPB 2026

            Possono accedere al Concordato Preventivo Biennale:

            • Contribuenti in regime forfettario (Legge 190/2014)
            • Imprese e professionisti in contabilità semplificata
            • Soggetti ISA (con punteggio di affidabilità almeno 8)

            Sono esclusi dal CPB:

            • Società di capitali (SRL, SPA)
            • Contribuenti in regime ordinario di contabilità
            • Chi ha debiti fiscali superiori a 5.000 euro
            • Soggetti con attività iniziata da meno di 3 anni

            Vantaggi e svantaggi del CPB

            Vantaggi:

            • Certezza fiscale: nessun controllo ISA per 2 anni
            • Pianificazione finanziaria: imposte note in anticipo
            • Semplificazione: meno adempimenti e documenti da conservare
            • Sconto IRPEF: riduzione del 10% sulle imposte per chi accetta entro i termini

            Svantaggi:

            • Se il reddito effettivo è inferiore al concordato, si pagano più imposte
            • In caso di crisi economica, il contribuente resta vincolato al reddito concordato
            • Difficile uscire anticipatamente dal concordato (salvo cause di forza maggiore)

            Scadenza adesione CPB 2026

            L’adesione al Concordato Preventivo Biennale per il biennio 2026-2027 deve avvenire entro il 30 giugno 2026, contestualmente alla presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2025. La proposta viene visualizzata nell’area riservata del sito Agenzia delle Entrate a partire da aprile 2026.

            Scadenze Dichiarative 2026

            Le scadenze fiscali 2026 per la presentazione dei modelli dichiarativi sono stabilite dal calendario fiscale dell’Agenzia delle Entrate. Di seguito il riepilogo completo con le date da rispettare per evitare sanzioni.

            Tabella Scadenze Modelli Dichiarativi 2026

            ModelloScadenza OrdinariaScadenza con ProrogaModalità
            730/2026 Precompilato30 settembre 202625 ottobre 2026 (con CAF/professionista)Telematica
            730/2026 Ordinario30 giugno 2026–Telematica tramite CAF
            Redditi PF 202630 novembre 2026–Telematica
            Redditi SP/SC 202630 novembre 2026–Telematica
            IRAP 202630 novembre 2026–Telematica
            770/202631 ottobre 2026–Telematica
            Concordato Biennale30 giugno 2026–Telematica

            Scadenze versamenti imposte 2026

            Oltre alla presentazione dei modelli, è importante rispettare le scadenze di versamento delle imposte dovute:

            • Saldo IRPEF/IRES 2025: entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,4%)
            • Primo acconto IRPEF/IRES 2026: entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,4%)
            • Secondo acconto IRPEF/IRES 2026: entro il 30 novembre 2026
            • Cedolare secca: stesse scadenze IRPEF
            • IVA annuale 2025: entro il 16 marzo 2026

            I versamenti si effettuano tramite Modello F24 con i codici tributo specifici per ciascuna imposta.

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            Novità 2026 rispetto al 2025

            I modelli dichiarativi 2026 presentano numerose innovazioni rispetto all’anno precedente, derivanti dalle modifiche normative introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 e dai decreti attuativi della Riforma Fiscale. Ecco le principali novità:

            1. Concordato Preventivo Biennale per forfettari

            La novità più rilevante è l’estensione del Concordato Preventivo Biennale anche ai contribuenti in regime forfettario. Prima era disponibile solo per chi applica gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità). Ora anche i forfettari possono concordare il reddito per due anni, con vantaggi in termini di pianificazione e riduzione dei controlli.

            2. Tassazione criptovalute al 33%

            Dal 2026, le plusvalenze su criptovalute sono tassate con aliquota al 33% (prima era 26%). L’imposta si applica solo se le plusvalenze superano la soglia di 2.000 euro annui. Il Quadro W è stato completamente rinnovato per gestire le nuove modalità di calcolo e dichiarazione.

            3. Detrazioni figli maggiorenni aumentate

            La detrazione per figli a carico maggiorenni (età 21-24 anni) passa da 950 euro a 1.000 euro. Inoltre, viene introdotta una maggiorazione di 200 euro per ogni figlio con disabilità grave (Legge 104, comma 3).

            4. Bonus ristrutturazione: ultime chance 2026

            Il bonus ristrutturazione al 50% (detrazione su spese fino a 96.000 euro) è confermato per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025, dichiarate nel 730/2026 o Redditi PF 2026. Dal 2027 la detrazione scenderà al 36% con massimale ridotto a 48.000 euro.

            5. Precompilata arricchita: più dati automatici

            Il 730 precompilato 2026 include nuovi dati automatici:

            • Spese veterinarie comunicate direttamente dalle cliniche veterinarie
            • Polizze assicurative rischio calamità (terremoto, alluvione) per immobili
            • Contributi casse previdenziali (avvocati, commercialisti, geometri, ingegneri)
            • Spese asili nido con indicazione puntuale delle mensilità pagate

            6. Quadro RW: obbligo wallet digitali esteri

            Dal 2026 diventa obbligatorio indicare nel Quadro RW anche i wallet digitali detenuti presso piattaforme exchange estere (es. Binance, Kraken, Coinbase) se la giacenza media annua supera i 15.000 euro. Le sanzioni per omessa dichiarazione vanno dal 3% al 15% del valore detenuto.

            7. Regime forfettario: limite a 85.000 euro confermato

            Il limite di ricavi/compensi per il regime forfettario resta fissato a 85.000 euro annui. Le cause di esclusione restano invariate: partecipazione a SRL, redditi da lavoro dipendente superiori a 30.000 euro, cessione di beni strumentali per oltre 20.000 euro.

            8. Superbonus: ultime cessioni 2026

            Nel 730/2026 è ancora possibile fruire delle detrazioni Superbonus per lavori con CILA presentata entro il 15 ottobre 2025. La cessione del credito è consentita solo per lavori iniziati entro quella data. Dal 2027 il Superbonus sarà sostituito da nuove agevolazioni con aliquote ridotte.

            Come il CAF può Assisterti nella Compilazione

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione e l’invio di tutti i modelli dichiarativi 2026. I nostri operatori qualificati ti seguono passo passo, verificando la correttezza dei dati e ottimizzando le detrazioni spettanti per ridurre al massimo il carico fiscale.

            Servizi CAF per i modelli dichiarativi 2026

            • Compilazione 730/2026 (ordinario e precompilato) con verifica ed eventuale modifica dei dati
            • Compilazione Modello Redditi PF 2026 per partite IVA, professionisti, locatori
            • Dichiarazione IRAP per imprese e professionisti con dipendenti
            • Consulenza Concordato Preventivo Biennale: valutiamo insieme se conviene aderire
            • Gestione Quadro RW per attività estere, conti esteri, immobili all’estero
            • Dichiarazione criptovalute (Quadro W) con calcolo plusvalenze e imposte sostitutive
            • Modello 770 per amministratori di condominio e piccole imprese
            • Calcolo convenienza tra regime ordinario, semplificato e forfettario

            Perché scegliere il CAF Centro Fiscale

            Il CAF Centro Fiscale è un punto di riferimento a Udine per la consulenza fiscale e previdenziale. Ecco i nostri punti di forza:

            • Esperienza locale: conosciamo le specificità del territorio friulano (sistema tavolare, agevolazioni regionali)
            • Competenza specializzata: i nostri operatori sono costantemente aggiornati sulle novità fiscali
            • Assistenza post-dichiarazione: ti supportiamo anche in caso di comunicazioni o controlli dell’Agenzia delle Entrate
            • Servizio completo: oltre al 730, gestiamo ISEE, successioni, NASPI, pensioni, pratiche patronato
            • Prezzi trasparenti: nessun costo nascosto, preventivo chiaro prima di iniziare

            Documenti da portare al CAF

            Per la compilazione del 730/2026 o del Modello Redditi PF, porta con te:

            • Documento d’identità e codice fiscale
            • Certificazione Unica 2026 (CU) ricevuta dal datore di lavoro o ente pensionistico
            • Visure catastali degli immobili posseduti
            • Contratti di locazione (se hai affittato immobili)
            • Scontrini e fatture di spese sanitarie, farmaci, visite mediche
            • Ricevute spese universitarie, asili nido, scuole paritarie
            • Fatture ristrutturazioni edilizie e bonifici per bonus casa
            • Polizze assicurative vita/infortuni
            • Ricevute mutui prima casa (interessi passivi)
            • Certificati contributi versati a fondi pensione o casse professionali
            • Documentazione attività estere (estratti conto, giacenze medie)
            • Report plusvalenze crypto (export da exchange)

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            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti sui Modelli Dichiarativi 2026

            Quando scade il 730/2026?

            Il 730 precompilato puo essere presentato entro il 30 settembre 2026 (25 ottobre se tramite CAF). Il 730 ordinario scade il 30 giugno 2026.

            Chi deve presentare il Modello Redditi PF invece del 730?

            Devono usare il Modello Redditi PF i titolari di partita IVA, chi ha redditi da lavoro autonomo, chi dichiara per la prima volta la cedolare secca, chi ha plusvalenze finanziarie o immobiliari soggette a imposta sostitutiva.

            Cos’e il Concordato Preventivo Biennale?

            E un accordo tra contribuente e Agenzia delle Entrate per determinare in anticipo il reddito imponibile per due anni (2026-2027). Elimina i controlli ISA e garantisce certezza fiscale, ma vincola al reddito concordato anche se quello effettivo e inferiore.

            Come si dichiarano le criptovalute nel 2026?

            Le criptovalute vanno dichiarate nel Quadro W del Modello Redditi PF. Le plusvalenze superiori a 2.000 euro sono tassate con aliquota del 33 percento. Va indicato anche il valore della giacenza media annua su wallet ed exchange esteri nel Quadro RW.

            Quanto costa far fare il 730 al CAF?

            Il costo varia in base alla complessita della dichiarazione. Per un 730 semplice (solo CU e spese sanitarie) si parte da 50-80 euro. Per dichiarazioni piu complesse con immobili, locazioni, bonus casa il costo sale a 100-150 euro. Il CAF Centro Fiscale fornisce sempre un preventivo trasparente.


            Hai Bisogno di Assistenza per la Dichiarazione dei Redditi 2026?

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione del 730, Modello Redditi, IRAP, 770 e Concordato Preventivo Biennale. I nostri operatori qualificati verificano ogni dato e ottimizzano le tue detrazioni.

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              CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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              Febbraio 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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