Errore Agenzia delle Entrate nel Modello Redditi 2026: Guida Completa al Quadro RT e Minusvalenze

Modello 730 Dichiarazione dei redditi CAF Udine

Il Modello Redditi PF 2026 presenta quest’anno un problema tecnico segnalato ufficialmente dall’Agenzia delle Entrate: un bug nel software di compilazione che interessa il Quadro RT, la sezione dedicata ai redditi diversi di natura finanziaria e, in particolare, alla compensazione delle minusvalenze maturate negli anni precedenti. Il problema ha colpito migliaia di contribuenti che detengono strumenti finanziari soggetti al regime dichiarativo, generando errori nei calcoli automatici delle imposte dovute e, in alcuni casi, una tassazione superiore al dovuto.

In questa guida aggiornata del CAF Centro Fiscale di Udine analizziamo nel dettaglio cosa sta succedendo, chi sono i soggetti coinvolti, quali sono le conseguenze pratiche e quali soluzioni adottare per compilare correttamente il Quadro RT senza incorrere in errori o sanzioni. Vedremo anche quando e come presentare una dichiarazione integrativa e quali sono le scadenze da rispettare nel 2026.

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Il Bug dell’Agenzia delle Entrate: Cosa è Successo

Nel corso della campagna dichiarativa 2026, l’Agenzia delle Entrate ha confermato ufficialmente l’esistenza di un malfunzionamento nel software REDDITI PF 2026 (versione per persone fisiche), specificamente nel modulo dedicato alla gestione del Quadro RT. Il bug riguarda la sezione RT3, ovvero quella in cui si inseriscono le minusvalenze, le perdite su strumenti finanziari e le eccedenze non compensate degli anni precedenti (fino a quattro anni prima).

Il problema tecnico si manifesta in questo modo: quando il contribuente inserisce una minusvalenza pregressa maturata in uno degli anni dal 2021 al 2024, il software non la riconosce correttamente nel calcolo dell’imposta sostitutiva del 26%. In alcuni casi il software azzera il campo, in altri riporta un valore errato, con il risultato che l’imposta calcolata risulta maggiore rispetto a quella effettivamente dovuta.

Il bug è stato segnalato per la prima volta da numerosi professionisti fiscali (dottori commercialisti, CAF e consulenti tributari) nelle prime settimane di apertura della campagna dichiarativa, a partire dal 15 aprile 2026. L’Agenzia delle Entrate ha risposto con un comunicato ufficiale, riconoscendo il problema e annunciando il rilascio di una versione aggiornata del software dichiarativo.

La notizia ha generato allarme tra i contribuenti con portafogli finanziari soggetti al regime dichiarativo, ovvero coloro che gestiscono autonomamente la propria fiscalità sugli investimenti senza affidarsi a un intermediario finanziario abilitato (banca o SIM) che applichi in automatico il regime del risparmio amministrato.

Quadro RT 2026: Struttura e Funzionamento

Il Quadro RT del Modello Redditi PF è la sezione dedicata ai redditi diversi di natura finanziaria di cui all’art. 67, comma 1, lettere c), c-bis), c-ter) e c-quater) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, D.P.R. 917/1986). In questa sezione si dichiarano:

  • Plusvalenze e minusvalenze da cessione di titoli partecipativi (azioni, obbligazioni, ETF, fondi comuni di investimento)
  • Plusvalenze da cessione di valute estere a pronti e a termine
  • Redditi e perdite da strumenti finanziari derivati (opzioni, futures, contratti a termine)
  • Plusvalenze da cessione di criptovalute e asset digitali (con le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2023)
  • Redditi da rapporti che non costituiscono esercizio di impresa relativi a contratti finanziari

Il Quadro RT si suddivide in diverse sezioni:

SezioneContenutoAliquota imposta sostitutiva
RT1Plusvalenze da partecipazioni qualificate ante 1° gennaio 2019Tassazione IRPEF ordinaria (parziale concorso al reddito)
RT2Plusvalenze da partecipazioni non qualificate e altri titoli26%
RT3Eccedenze di minusvalenze anni precedenti da compensare
RT4Riepilogo imposta sostitutiva dovuta26%
RT5Compensazione con crediti d’imposta

Il bug segnalato interessa principalmente la sezione RT3, che gestisce il riporto delle minusvalenze dagli anni precedenti. Quando si inserisce una perdita non compensata in RT3, questa dovrebbe essere automaticamente sottratta dall’imponibile in RT4, riducendo l’imposta dovuta. Il malfunzionamento causa invece il mancato riconoscimento di questa compensazione.

Come Funzionano le Minusvalenze nel Regime Dichiarativo

Per comprendere pienamente l’impatto del bug, è necessario chiarire come funziona la compensazione delle minusvalenze nel regime dichiarativo. La normativa di riferimento è contenuta negli articoli 67-68 del TUIR e nella Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 165/E del 2000.

Principio generale: nel regime dichiarativo, le minusvalenze (perdite su strumenti finanziari) possono essere compensate con le plusvalenze realizzate nello stesso anno oppure con le plusvalenze degli anni successivi, entro un limite temporale di quattro anni dall’anno in cui la minusvalenza è stata realizzata.

Esempio pratico: se nel 2021 hai realizzato una minusvalenza di 5.000 euro dalla vendita di azioni, puoi utilizzare questa perdita per compensare plusvalenze realizzate fino al 2025 (incluso). Se nel 2026 realizzi una plusvalenza di 8.000 euro, la minusvalenza del 2021 non è più riportabile (è scaduta), ma quella del 2022 o degli anni successivi sì.

Anno minusvalenzaAnni in cui può essere compensataScadenza riporto
20222023, 2024, 2025, 2026Dichiarazione redditi 2027 (anno d’imposta 2026)
20232024, 2025, 2026, 2027Dichiarazione redditi 2028 (anno d’imposta 2027)
20242025, 2026, 2027, 2028Dichiarazione redditi 2029 (anno d’imposta 2028)
20252026, 2027, 2028, 2029Dichiarazione redditi 2030 (anno d’imposta 2029)

Calcolo dell’imposta sostitutiva con compensazione:

  1. Plusvalenze anno 2025: 12.000 euro
  2. Minusvalenze anno 2025: 2.000 euro
  3. Saldo netto 2025: 10.000 euro
  4. Minusvalenze pregresse riportabili (es. dal 2022): 4.000 euro
  5. Imponibile finale: 10.000 – 4.000 = 6.000 euro
  6. Imposta sostitutiva 26%: 6.000 x 26% = 1.560 euro

Con il bug attivo, il software calcola invece l’imposta sull’intero imponibile di 10.000 euro (= 2.600 euro), ignorando le minusvalenze pregresse di 4.000 euro. La differenza per il contribuente è di 1.040 euro in piu di tasse, in aggiunta a quanto dovuto. Un errore fiscale rilevante che va assolutamente corretto.

Chi è Coinvolto dall’Errore Software

Il malfunzionamento del software REDDITI PF 2026 riguarda una categoria specifica di contribuenti. Non tutti coloro che possiedono strumenti finanziari sono interessati. Vediamo nel dettaglio chi può essere coinvolto.

Sono coinvolti:

  • Contribuenti che utilizzano il regime dichiarativo per la gestione dei propri investimenti finanziari. Si tratta di persone fisiche che non hanno delegato la gestione fiscale dei loro investimenti a una banca o SIM, oppure che detengono titoli presso intermediari esteri che non applicano la ritenuta alla fonte italiana.
  • Investitori con minusvalenze pregresse (anni 2022-2025) ancora da compensare, iscritte nella sezione RT3 della dichiarazione precedente.
  • Detentori di ETF, fondi comuni, azioni o obbligazioni in conti titoli aperti presso broker esteri (es. DEGIRO, Interactive Brokers, Trade Republic, XTB) che non applicano automaticamente la ritenuta italiana.
  • Investitori in criptovalute che hanno realizzato minusvalenze negli anni precedenti e intendono compensarle con le plusvalenze del 2025. Per il dettaglio normativo sulle criptovalute nel Modello Redditi, vedi anche la nostra guida su DAC8 e criptovalute 2026.
  • Contribuenti con partecipazioni non qualificate in società di capitali non residenti, cedute nel corso del 2025.

NON sono coinvolti:

  • Contribuenti che utilizzano il regime del risparmio amministrato presso una banca o SIM italiana: in questo caso è l’intermediario a calcolare e versare le imposte, e il contribuente non deve compilare il Quadro RT.
  • Contribuenti che utilizzano il regime del risparmio gestito (gestioni patrimoniali): le imposte sono versate dal gestore.
  • Contribuenti che non hanno realizzato plusvalenze nel 2025 o che non hanno minusvalenze pregresse da compensare.
  • Contribuenti che presentano il Modello 730/2026: il 730 non prevede il Quadro RT per i redditi diversi di natura finanziaria. Chi ha questo tipo di redditi deve necessariamente utilizzare il Modello Redditi PF, come spiegato anche nella nostra guida sulla precompilata 2026 con il Modello Redditi PF.

Conseguenze Pratiche: Tassazione Errata e Rischi per il Contribuente

Le conseguenze del bug nel software REDDITI PF 2026 possono essere significative. Analizziamo gli scenari possibili e i rischi concreti per il contribuente.

Scenario 1: Dichiarazione con imposta maggiorata

Se il contribuente invia la dichiarazione senza accorgersi del bug e senza correggere manualmente i valori, rischia di versare un’imposta sostitutiva superiore a quella dovuta. Non si tratta di evasione, ma di un pagamento in eccesso. In questo caso, il rimedio è la presentazione di una dichiarazione integrativa a favore del contribuente (art. 2, comma 8-bis del D.P.R. 322/1998), con contestuale richiesta di rimborso della maggiore imposta versata.

Scenario 2: Dichiarazione inviata con valori corretti ma software errato

Se il contribuente (o il professionista che lo assiste) si accorge del bug e inserisce manualmente i valori corretti ignorando il calcolo automatico del software, non ci sono rischi fiscali. L’importante è che la dichiarazione presentata sia fedele alla realta dei redditi realizzati e delle minusvalenze riportabili.

Scenario 3: Omessa compensazione per paura dell’errore

Alcuni contribuenti, non riuscendo a inserire correttamente le minusvalenze a causa del bug, potrebbero aver rinunciato alla compensazione, presentando una dichiarazione con un imponibile piu alto. Anche in questo caso la soluzione è la dichiarazione integrativa.

Non ci sono rischi sanzionatori per il contribuente che presenta una dichiarazione con l’errore causato dal bug del software: l’errore non è imputabile al contribuente e l’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto il problema. Tuttavia, è importante correggere comunque la dichiarazione per evitare di pagare piu del dovuto.

Impatto economico stimato

Secondo le stime dei professionisti del settore, il bug potrebbe aver generato un’imposta sostitutiva in eccesso mediamente compresa tra 500 e 3.000 euro per contribuente, a seconda dell’entità delle minusvalenze pregresse non compensate. Per i grandi portafogli finanziari con minusvalenze rilevanti, l’errore potrebbe avere un impatto ancora maggiore.

La Soluzione Ufficiale dell’Agenzia delle Entrate

A seguito delle numerose segnalazioni ricevute, l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato un aggiornamento del software REDDITI PF 2026 che risolve il bug nella gestione del Quadro RT. L’aggiornamento è disponibile per il download sul sito ufficiale dell’Agenzia (www.agenziaentrate.gov.it) nella sezione dedicata ai modelli dichiarativi.

Cosa fare immediatamente:

  1. Verificare la versione del software installata: aprire il programma REDDITI PF 2026 e controllare il numero di versione nell’intestazione o nell’area “Informazioni sul programma”.
  2. Scaricare e installare l’aggiornamento piu recente dal sito dell’Agenzia delle Entrate. L’aggiornamento correttivo porta la versione a un numero superiore rispetto a quella buggata.
  3. Riaprire il file della dichiarazione e verificare che i valori del Quadro RT siano ora calcolati correttamente.
  4. Se la dichiarazione è gia stata inviata con il software buggato, valutare se è necessario presentare una dichiarazione integrativa.

L’Agenzia delle Entrate ha anche predisposto un numero verde dedicato (800.909.696) per supportare i contribuenti che riscontrano difficolta con il Quadro RT, attivo nei giorni feriali dalle ore 9:00 alle ore 17:00.

Come Compilare Correttamente il Quadro RT

Anche con il software aggiornato, è importante conoscere la corretta procedura di compilazione del Quadro RT per verificare autonomamente la correttezza dei calcoli. Ecco la guida passo per passo.

Sezione RT2: inserimento plusvalenze e minusvalenze 2025

  1. Rigo RT2: inserire il totale delle plusvalenze realizzate nel 2025 (colonna 1).
  2. Rigo RT3: inserire le spese e i costi inerenti alla produzione dei redditi finanziari (colonna 2). Normalmente sono le commissioni di acquisto e vendita dei titoli.
  3. Rigo RT4: differenza tra RT2 e RT3. Se positiva, è la plusvalenza netta. Se negativa, è la minusvalenza dell’anno.
  4. Rigo RT5: minusvalenze degli anni precedenti (2022-2024) riportabili. Questo è il rigo coinvolto dal bug: verificare che il valore inserito sia effettivamente sottratto dall’imponibile in RT6.
  5. Rigo RT6: imponibile netto (RT4 – RT5, se positivo). Su questo importo si applica l’aliquota del 26%.

Verifica manuale: dopo aver inserito tutti i dati, eseguire il calcolo manuale per verificare la correttezza dell’imposta indicata in RT7: RT6 x 26% = imposta sostitutiva dovuta. Se il risultato non corrisponde, verificare che le minusvalenze in RT5 siano state correttamente considerate.

Documentazione necessaria per la compilazione

Per compilare correttamente il Quadro RT è necessario disporre di:

  • Estratti conto del conto titoli riferiti all’anno 2025, con il dettaglio delle operazioni di compravendita
  • Report delle plusvalenze e minusvalenze fornito dall’intermediario finanziario (in genere disponibile nell’area clienti online)
  • Copia delle dichiarazioni degli anni precedenti (2022-2025) per verificare le minusvalenze riportabili
  • Ricevute dei versamenti di imposta sostitutiva effettuati negli anni precedenti tramite modello F24

Dichiarazione Integrativa: Quando e Come Presentarla

Se hai gia inviato il Modello Redditi PF 2026 con il bug attivo e hai versato piu imposta del dovuto, o se hai omesso di inserire minusvalenze riportabili, hai diritto a presentare una dichiarazione integrativa.

Tipologie di dichiarazione integrativa

Dichiarazione integrativa a favore del contribuente (art. 2, comma 8-bis, D.P.R. 322/1998): si presenta quando si corregge un errore che ha causato un pagamento in eccesso. Puo essere presentata entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione originaria. In questo caso (dichiarazione 2026 per anno d’imposta 2025), la scadenza è il 31 dicembre 2031.

Dichiarazione integrativa a sfavore del contribuente (art. 2, comma 8, D.P.R. 322/1998): si presenta quando si corregge un errore in proprio favore che ha causato un pagamento in difetto. Deve essere presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo con applicazione di sanzioni ridotte tramite ravvedimento operoso.

Procedura per la dichiarazione integrativa

  1. Scaricare il software REDDITI PF 2026 aggiornato con il bug corretto.
  2. Riaprire il file della dichiarazione originaria e correggere i valori nel Quadro RT.
  3. Compilare il frontespizio indicando “Dichiarazione integrativa” nel riquadro apposito (barrare la casella “Dichiarazione integrativa a favore”).
  4. Calcolare la differenza di imposta tra quanto versato e quanto dovuto.
  5. Inviare telematicamente la dichiarazione integrativa attraverso i canali abituali (direttamente o tramite CAF o professionista abilitato).
  6. Richiedere il rimborso indicando il relativo importo nella dichiarazione integrativa, oppure richiedere che l’eccedenza sia portata in compensazione con i debiti futuri.

Nota importante: se la dichiarazione integrativa genera un credito d’imposta (perché hai versato piu del dovuto), puoi scegliere se chiedere il rimborso diretto oppure portarlo in compensazione nel modello F24 per pagamenti futuri. In quest’ultimo caso, la compensazione è possibile a partire dal giorno successivo alla presentazione della dichiarazione integrativa.

Scadenze del Modello Redditi 2026 da Non Perdere

Ecco il calendario completo delle scadenze del Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) da non dimenticare:

ScadenzaAdempimentoNote
15 aprile 2026Apertura dichiarazione precompilata sul sito AdESolo consultazione, non modifica
30 aprile 2026Invio Modello 730/2026 tramite sostituto d’imposta (CAF, datore di lavoro)Termine anticipato per alcune categorie
30 giugno 2026Termine ordinario invio Modello 730 e Modello Redditi PFProroga possibile (verificare sul sito AdE)
30 giugno 2026Versamento saldo IRPEF e imposta sostitutiva 26% (prima rata)Possibile dilazione in rate mensili con maggiorazione 0,33%/mese
30 novembre 2026Termine invio Modello Redditi PF con proroga (tramite professionista o CAF)Con maggiorazione dello 0,4%
30 novembre 2026Versamento seconda o unica rata acconto IRPEF 2026100% o seconda rata del 40%

Attenzione: le scadenze possono subire proroghe ufficiali. Verificare sempre sul sito dell’Agenzia delle Entrate o contattare il vostro CAF di riferimento per gli aggiornamenti piu recenti. Per i contribuenti residenti in zone colpite da calamita naturali possono essere previste ulteriori sospensioni.

Differenze tra Modello 730 e Modello Redditi per i Redditi Finanziari

Una domanda frequente tra i contribuenti riguarda la differenza tra il Modello 730 e il Modello Redditi PF per la dichiarazione dei redditi da investimenti finanziari. La risposta è netta: il Modello 730 non prevede il Quadro RT e non consente la dichiarazione di plusvalenze e minusvalenze da strumenti finanziari soggetti al regime dichiarativo.

CaratteristicaModello 730Modello Redditi PF
Redditi da lavoro dipendente/pensioneSISI
Redditi da lavoro autonomo occasionaleSI (fino a certi limiti)SI
Quadro RT (redditi finanziari diversi)NOSI
Plusvalenze/minusvalenze regime dichiarativoNOSI
Rimborso IRPEF in busta pagaSI (se tramite sostituto)NO (rimborso diretto AdE)
Assistenza fiscale CAFSISI

Se sei un contribuente che utilizza il regime dichiarativo e hai realizzato plusvalenze nel 2025, sei obbligato a presentare il Modello Redditi PF 2026, anche se normalmente presenteresti il 730. In alcuni casi è possibile integrare il 730 con il Modello Redditi Aggiuntivo, ma questa opzione ha limitazioni specifiche. Per approfondire, consulta la nostra guida sulla dichiarazione dei redditi 730 e valuta con il CAF quale modello è piu adatto alla tua situazione.

Regime Dichiarativo vs Regime Amministrato: Differenze Chiave

Il problema del bug nel Quadro RT riguarda solo i contribuenti che utilizzano il regime dichiarativo. È quindi utile chiarire le differenze tra i due principali regimi fiscali per gli investimenti finanziari.

Regime del risparmio amministrato

Nel regime del risparmio amministrato (art. 6 del D.Lgs. 461/1997), l’intermediario finanziario (banca, SIM, società di gestione del risparmio) calcola e versa direttamente le imposte per conto del contribuente. Le imposte vengono applicate operazione per operazione, al momento della realizzazione della plusvalenza. Il contribuente non deve compilare il Quadro RT nella dichiarazione dei redditi.

Vantaggi: semplicita, nessun adempimento dichiarativo per i redditi finanziari, compensazione automatica tra minusvalenze e plusvalenze all’interno dello stesso conto titoli.

Limiti: impossibilita di compensare minusvalenze tra intermediari diversi, impossibilita di compensare minusvalenze da regime amministrato con plusvalenze da regime dichiarativo (e viceversa).

Regime dichiarativo

Nel regime dichiarativo (art. 5 del D.Lgs. 461/1997), il contribuente gestisce autonomamente la propria fiscalità sugli investimenti, dichiarando i redditi finanziari nella propria dichiarazione dei redditi (Quadro RT) e versando le imposte tramite modello F24.

Vantaggi: possibilita di compensare minusvalenze tra diversi intermediari, piu flessibilita nella gestione delle perdite pregresse, possibilita di scegliere quando versare l’imposta (entro le scadenze della dichiarazione).

Limiti: adempimenti piu complessi, necessita di conservare e analizzare tutta la documentazione relativa alle operazioni finanziarie, rischio di errori nella compilazione (come il bug del software REDDITI PF 2026 qui descritto).

Conclusione: il bug nel software REDDITI PF 2026 per il Quadro RT è un problema tecnico riconosciuto e risolto dall’Agenzia delle Entrate, ma le sue conseguenze pratiche possono essere rilevanti per i contribuenti che hanno gia inviato la dichiarazione con il software difettoso. La soluzione è scaricare l’aggiornamento correttivo, verificare i propri calcoli e, se necessario, presentare una dichiarazione integrativa a favore per recuperare l’eventuale maggiore imposta versata.

Se hai dubbi sulla tua situazione specifica, su come compilare il Quadro RT o su come procedere con la dichiarazione integrativa, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri esperti fiscali possono analizzare la tua dichiarazione e supportarti in ogni fase del processo, dalla verifica del Quadro RT alla presentazione della dichiarazione integrativa. Contattaci per un appuntamento.

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Domande Frequenti sul Quadro RT e Minusvalenze

Ho gia inviato il Modello Redditi 2026 con il software buggato. Devo rifare tutto?

Non necessariamente. Prima di tutto aggiorna il software e verifica se i tuoi valori nel Quadro RT sono corretti. Se hai inserito manualmente le minusvalenze pregresse in modo corretto e il calcolo finale dell’imposta e giusto, non devi fare nulla. Se invece hai versato piu tasse del dovuto perche il bug ha ignorato le tue minusvalenze, puoi presentare una dichiarazione integrativa a favore entro il 31 dicembre 2031.

Qual e la differenza tra minusvalenza e perdita su titoli ai fini del Quadro RT?

Nel linguaggio fiscale del Quadro RT, minusvalenza e perdita sono termini spesso usati come sinonimi. Piu precisamente, la minusvalenza e la differenza negativa tra il corrispettivo di vendita e il costo di acquisto di uno strumento finanziario. La perdita indica invece il saldo negativo tra le operazioni dell’anno. Entrambe sono riportabili nei 4 anni successivi.

Posso compensare le minusvalenze da azioni con i dividendi ricevuti?

No. Le minusvalenze iscritte nel Quadro RT possono essere compensate SOLO con plusvalenze da strumenti finanziari soggetti alla stessa aliquota del 26% (altre azioni, obbligazioni, ETF, derivati). NON possono essere compensate con dividendi (che hanno un regime fiscale separato) ne con redditi da lavoro o altri redditi IRPEF.

Il bug del software REDDITI 2026 riguarda anche le criptovalute nel Quadro RT?

Si, il bug puo interessare anche i contribuenti che dichiarano redditi da criptovalute nel Quadro RT, nella misura in cui hanno minusvalenze pregresse da compensare. Le criptovalute sono state inserite nel regime fiscale ordinario dei redditi finanziari dalla Legge di Bilancio 2023, quindi dal 2023 le minusvalenze da crypto sono riportabili nei 4 anni successivi. Chi ha subito perdite nel 2022 o 2023 e ha plusvalenze nel 2025 puo essere colpito dal bug.

Quanto tempo ci vuole per ricevere il rimborso dopo la dichiarazione integrativa?

I tempi di rimborso dipendono dall’Agenzia delle Entrate. Generalmente, per i rimborsi da dichiarazione integrativa, i tempi variano tra 6 e 18 mesi dalla presentazione, a seconda del volume di richieste. E possibile accelerare i tempi richiedendo il rimborso tramite bonifico bancario invece di assegno. In alternativa, conviene portare il credito in compensazione nel modello F24 per i versamenti futuri, che non ha attese.


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