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Conto IG Italia in Regime Dichiarativo: IBAN Tedesco, Quadro RW e IVAFE 2026 – Guida Completa

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il conto IG Italia in regime dichiarativo rappresenta uno dei casi più delicati del monitoraggio fiscale italiano. Molti investitori che operano con il broker IG Markets si trovano di fronte a una domanda apparentemente semplice, ma in realtà complessa: il mio conto è italiano o estero? La risposta ha conseguenze dirette sull’obbligo di compilare il quadro RW nel Modello Redditi e sul pagamento dell’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie Estere). Il motivo della confusione è chiaro: IG Markets Italia S.r.l. è una società con sede legale in Italia e iscritta alla Camera di Commercio italiana, ma i conti dei clienti sono detenuti presso la capogruppo britannica con IBAN avente prefisso DE (Germania). Questa guida analizza nel dettaglio ogni aspetto fiscale rilevante per il 2026.

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IG Markets: conto italiano o estero?

La prima questione da chiarire riguarda la natura giuridica del conto IG. IG Markets Italia S.r.l. è una società di diritto italiano, con sede a Milano, autorizzata dalla Banca d’Italia e vigilata dalla Consob. Tuttavia, la realtà operativa è diversa: i fondi dei clienti vengono custoditi presso conti segregati detenuti dalla capogruppo IG Markets Limited, società inglese con operatività in Germania. Di conseguenza, l’IBAN assegnato ai clienti italiani è di tipo DE (Germania), non IT.

Questa distinzione è fondamentale ai fini fiscali. Secondo il DL 167/1990 (il decreto sul monitoraggio fiscale), l’obbligo di dichiarazione nel quadro RW scatta quando un soggetto fiscalmente residente in Italia detiene attività finanziarie all’estero. Il criterio dirimente non è la nazionalità della società intermediaria, ma dove sono custoditi fisicamente i fondi e, soprattutto, il prefisso dell’IBAN. Un IBAN DE indica inequivocabilmente un conto radicato in Germania, quindi un conto estero ai fini del monitoraggio fiscale italiano.

Questa posizione è confermata dall’orientamento dell’Agenzia delle Entrate e dalla prassi consolidata: ciò che rileva è il “radicamento estero” dell’attività finanziaria, non la nazionalità del soggetto che presta il servizio di intermediazione. Pertanto, chi detiene un conto IG con IBAN tedesco è soggetto agli obblighi di monitoraggio fiscale e potenzialmente all’IVAFE, indipendentemente dal fatto che il broker sia operativo in Italia.

Obbligo quadro RW con IBAN tedesco

L’obbligo di compilazione del quadro RW nel Modello Redditi PF è disciplinato dal DL 167/1990, convertito con modificazioni dalla L. 227/1990, e successivamente aggiornato dalla L. 97/2013. La norma impone a tutti i soggetti fiscalmente residenti in Italia di dichiarare le attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero, sia ai fini del monitoraggio fiscale sia per il calcolo delle imposte IVIE e IVAFE.

Nel caso specifico del conto IG con IBAN DE, l’obbligo di monitoraggio sussiste a prescindere dalla soglia minima: il quadro RW va compilato per qualsiasi importo, anche inferiore a 5.000 euro. È importante non confondere questa regola con la franchigia IVAFE (che si applica solo ai conti correnti e al calcolo dell’imposta dovuta) con l’obbligo dichiarativo, che è invece assoluto. In altre parole, anche se il saldo del conto IG è di 1.000 euro, va comunque riportato in RW.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito con la Circolare 38/E del 2013 che il quadro RW deve essere compilato non solo per i conti correnti bancari esteri, ma anche per tutti gli strumenti finanziari detenuti presso intermediari esteri, inclusi conti di trading, depositi titoli, contratti derivati (CFD, opzioni, futures) e qualsiasi altra attività finanziaria con custodia al di fuori del territorio italiano. Il conto IG, essendo un conto misto (deposito liquidità + posizioni su CFD e altri strumenti), rientra integralmente in questa categoria.

Come compilare il quadro RW per il conto IG

La compilazione del quadro RW per il conto IG Italia richiede attenzione a diversi campi specifici. Di seguito vengono illustrati i dati principali da inserire, con le indicazioni tratte dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate relativo al Modello Redditi PF 2026 (riferito all’anno d’imposta 2025).

Codici e dati da inserire nel quadro RW

Campo RWValore per conto IGNote
Codice titolo (col. 3)1 (conto corrente/deposito)Per la quota di liquidità; per strumenti finanziari usa codice 2
Codice Paese (col. 4)DE (Germania)Codice ISO del paese dove è radicato il conto
Valore iniziale (col. 7)Saldo al 1° gennaioO alla data di apertura se il conto è stato aperto durante l’anno
Valore finale (col. 8)Saldo al 31 dicembreO alla data di chiusura se il conto è stato chiuso durante l’anno
Codice valuta (col. 9)EUR (o altra valuta se in GBP)IG opera principalmente in EUR per i clienti italiani
IVAFE (col. 15)Importo IVAFE calcolatoVedi sezione dedicata sotto
Codice identificativoIBAN del conto DEInserire l’IBAN completo del conto IG

Un aspetto tecnico importante riguarda la distinzione tra la quota di liquidità (euro fermi sul conto) e le posizioni aperte su strumenti finanziari (CFD, opzioni, ecc.). Se a fine anno il conto IG presenta sia un saldo di liquidità sia posizioni aperte, queste ultime andrebbero indicate in righe separate con il corrispondente codice titolo. Nella pratica, tuttavia, i CFD con scadenza giornaliera tendenzialmente non generano una posizione da dichiarare separatamente a fine anno, a meno che non siano posizioni overnight ancora aperte al 31 dicembre.

Per determinare il valore corretto da dichiarare, occorre fare riferimento al rendiconto annuale che IG Markets mette a disposizione dei clienti attraverso la propria piattaforma. Tale documento riporta il saldo di apertura e chiusura dell’anno, i profitti e le perdite realizzati e i fondi trasferiti. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nell’interpretazione di questi rendiconti e nella corretta compilazione del quadro RW, evitando errori che potrebbero comportare sanzioni.

IVAFE sul conto IG: calcolo e aliquote 2026

L’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie Estere) è stata introdotta dall’art. 19 del DL 201/2011 (c.d. “Salva Italia”), convertito in legge dalla L. 214/2011. Si tratta di un’imposta patrimoniale sulle attività finanziarie detenute all’estero da soggetti residenti in Italia, analoga all’IMU sugli immobili stranieri (IVIE). La base imponibile è il valore di mercato a fine anno (o valore nominale in assenza di quotazione).

Aliquote IVAFE 2026 per tipologia di attività

Tipologia attivitàAliquota IVAFEFranchigiaNote
Conti correnti e depositi bancari (paesi UE/SEE)0,2% (2 per mille)5.000 euro giacenza media annuaSe giacenza media ≤ 5.000 euro: IVAFE = 0
Prodotti finanziari (titoli, ETF, fondi, derivati)0,2%Nessuna franchigiaSul valore di mercato al 31/12
Conti correnti extra-UE0,2%Nessuna franchigiaNon si applica la franchigia 5.000 euro
Polizze vita estere0,2%Nessuna franchigiaSul valore di riscatto

Per il conto IG con IBAN DE (Germania, paese UE), si applica l’aliquota dello 0,2% (2 per mille) sia per la quota di liquidità che per gli eventuali strumenti finanziari detenuti. La franchigia di 5.000 euro sulla giacenza media annua si applica esclusivamente ai conti correnti e depositi bancari (codice titolo 1 nel quadro RW) detenuti in paesi UE o SEE. Se la giacenza media annua del conto IG è inferiore o pari a 5.000 euro, l’IVAFE sulla componente “conto corrente” è pari a zero.

Esempio pratico di calcolo: supponiamo che Mario detenга il suo conto IG con un saldo medio annuo di 8.000 euro. La giacenza media supera la franchigia di 5.000 euro, quindi l’IVAFE si calcola sull’intero importo: 8.000 euro × 0,2% = 16 euro. Se invece il saldo medio annuo fosse 4.000 euro, la giacenza è sotto la soglia e l’IVAFE è pari a zero. Attenzione: la giacenza media si calcola come media aritmetica delle giacenze giornaliere nel corso dell’anno, non semplicemente come media tra saldo iniziale e saldo finale.

L’IVAFE è dovuta proporzionalmente ai giorni di detenzione durante l’anno. Se il conto IG è stato aperto a luglio 2025, l’IVAFE per il 2025 sarà calcolata solo sui mesi di effettiva detenzione (da luglio a dicembre, ovvero 184 giorni su 365). Il versamento avviene tramite modello F24, con il codice tributo 4048, entro la scadenza ordinaria della dichiarazione dei redditi (generalmente 30 giugno per il saldo, con possibilità di proroga).

Regime dichiarativo vs regime amministrato

Uno dei punti chiave per capire gli obblighi fiscali di chi opera con il conto IG Italia è la distinzione tra regime dichiarativo e regime amministrato. Questa differenza determina chi si occupa del calcolo e del versamento delle imposte sui redditi di capitale e sui redditi diversi (plusvalenze).

Regime amministrato: intermediario residente in Italia

Nel regime amministrato (art. 6 DLgs 461/1997), un intermediario finanziario residente in Italia (banca, SIM, SGR) funge da sostituto d’imposta: calcola le imposte dovute su plusvalenze, dividendi e interessi, e le riversa direttamente all’Erario per conto del cliente. Il contribuente non deve fare nulla a livello dichiarativo per questi redditi: l’intermediario si occupa di tutto. Questo è il sistema usato da banche e broker italiani tradizionali.

Regime dichiarativo: obbligo in capo al contribuente

Nel regime dichiarativo, invece, non esiste un sostituto d’imposta che agisce per il contribuente. Questo regime si applica obbligatoriamente quando si opera con intermediari esteri (come IG Markets con IBAN DE) o quando si sceglie volontariamente di non avvalersi del regime del risparmio amministrato con intermediari italiani. In regime dichiarativo, il contribuente deve:

  • Calcolare autonomamente i redditi di capitale (interessi, dividendi) e i redditi diversi (plusvalenze da CFD, opzioni, future)
  • Dichiarare tali redditi nel Modello Redditi PF, nei quadri specifici (RT per le plusvalenze, RM per i redditi di capitale soggetti a tassazione separata)
  • Compilare il quadro RW per il monitoraggio fiscale e il calcolo dell’IVAFE
  • Versare le imposte tramite modello F24 entro le scadenze ordinarie
  • Conservare tutta la documentazione (rendiconti annuali IG, estratti conto) per almeno 5 anni

Il conto IG Italia con IBAN DE rientra nella categoria dei conti detenuti presso intermediari esteri, pertanto si applica obbligatoriamente il regime dichiarativo. Non è possibile optare per il regime amministrato con IG Markets Italia, in quanto la società non agisce come sostituto d’imposta per le imposte sui redditi di natura finanziaria dei clienti italiani. Questa è la principale ragione per cui molti investitori IG si trovano a dover compilare autonomamente il Modello Redditi PF invece del più semplice 730.

Tassazione plusvalenze in regime dichiarativo

In regime dichiarativo, i proventi del conto IG vanno classificati correttamente per determinare il trattamento fiscale applicabile. Le principali tipologie di reddito che si possono generare operando con IG Markets sono:

Redditi diversi: plusvalenze da strumenti finanziari

Le plusvalenze realizzate su CFD (Contracts for Difference), opzioni, futures e altri strumenti derivati costituiscono redditi diversi ai sensi dell’art. 67 del TUIR (DPR 917/1986). Questi redditi vanno dichiarati nel quadro RT del Modello Redditi PF e sono soggetti a una imposta sostitutiva del 26%. È fondamentale calcolare correttamente la plusvalenza come differenza tra il prezzo di vendita (o chiusura della posizione) e il prezzo di acquisto (o apertura), al netto delle commissioni pagate al broker.

Un elemento particolarmente importante in regime dichiarativo è la possibilità di compensare minusvalenze e plusvalenze. Le minusvalenze realizzate nell’anno corrente possono essere compensate con le plusvalenze dello stesso anno. Le minusvalenze eccedenti possono essere riportate nei quattro anni successivi. Questo meccanismo permette di ottimizzare il carico fiscale, ma richiede una gestione contabile precisa di tutte le operazioni. Per questo motivo, affidarsi al CAF Centro Fiscale per la compilazione del quadro RT è fondamentale per non perdere crediti di imposta o incorrire in errori che possono costare caro.

Redditi da interessi e dividendi

Gli interessi maturati sui saldi liquidi del conto IG e i dividendi eventualmente ricevuti su strumenti che li prevedono (come CFD su azioni che replicano i dividendi) costituiscono redditi di capitale ai sensi dell’art. 44 TUIR. In regime dichiarativo, questi redditi vanno dichiarati nel quadro RM (o nel quadro RN se soggetti a tassazione progressiva IRPEF), con applicazione dell’aliquota del 26% a titolo di imposta sostitutiva. IG Markets non effettua ritenute alla fonte per i clienti italiani, pertanto l’intero onere fiscale ricade sul contribuente.

Per i proventi da dividendi esteri, è necessario verificare se esiste una Convenzione contro la doppia imposizione tra l’Italia e il paese di origine dell’emittente. Nel caso di CFD su azioni tedesche, ad esempio, si potrebbe applicare la Convenzione Italia-Germania, che prevede un’aliquota ridotta sul dividendo alla fonte, con successivo conguaglio in Italia fino al 26%. Il credito per le imposte pagate all’estero va riportato nel quadro CE del Modello Redditi PF, attraverso la dichiarazione dei redditi con redditi esteri.

Errori comuni nella dichiarazione del conto IG

Nella nostra esperienza al CAF Centro Fiscale, rileviamo frequentemente alcuni errori ricorrenti nella dichiarazione dei conti IG e in generale dei conti broker esteri. Conoscerli in anticipo permette di evitarli.

Errore 1: Omettere il quadro RW perché “IG è italiana”

Come spiegato in precedenza, il criterio rilevante non è la nazionalità della società intermediaria ma il luogo dove sono detenuti i fondi. Un IBAN DE indica conto estero e impone l’obbligo di compilazione del quadro RW, indipendentemente dalla sede italiana di IG Markets. Omettere il quadro RW costituisce una violazione grave dell’obbligo di monitoraggio fiscale, punita con sanzioni che vanno dal 3% al 15% del valore non dichiarato (dal 6% al 30% per attività in paesi black list). Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare la posizione con sanzioni ridotte, ma è necessario agire prima di eventuali accertamenti.

Errore 2: Dichiarare solo il saldo finale e non quello iniziale

Il quadro RW richiede la compilazione sia del valore iniziale (saldo al 1° gennaio o alla data di apertura) sia del valore finale (saldo al 31 dicembre o alla data di chiusura). Molti contribuenti riportano solo il saldo finale, omettendo quello iniziale. Questo comporta sia un’imprecisione nel monitoraggio sia una potenziale compilazione errata del campo relativo all’IVAFE, poiché la base di calcolo dell’imposta può richiedere entrambi i valori.

Errore 3: Confondere minusvalenze da CFD con minusvalenze da azioni

Le minusvalenze da CFD rientrano nella categoria dei redditi diversi (art. 67 TUIR) e possono compensare le plusvalenze della stessa categoria. Tuttavia, non possono compensare i redditi di capitale (come dividendi o interessi), che appartengono a una categoria fiscale diversa. Questo è uno degli errori più costosi: molti contribuenti credono di poter abbattere il carico fiscale sui dividendi con le minusvalenze da trading, ma la normativa lo vieta. La compensazione tra categorie diverse non è ammessa.

Errore 4: Non convertire correttamente le valute estere

Se il conto IG è denominato in GBP o USD (alcune configurazioni lo prevedono), tutti i valori vanno convertiti in euro utilizzando il tasso di cambio ufficiale BCE al 31 dicembre dell’anno di riferimento per il valore finale, e al 1° gennaio (o data di apertura) per il valore iniziale. Utilizzare tassi di cambio non ufficiali o approssimati può portare a discrepanze con i controlli incrociati dell’Agenzia delle Entrate, che dispone dei tassi BCE ufficiali e li utilizza per le sue verifiche automatiche.

Domande Frequenti sul conto IG e il quadro RW

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Il conto IG Italia con IBAN DE va dichiarato nel quadro RW?

Sì, assolutamente. Nonostante IG Markets Italia sia una società di diritto italiano, il conto dei clienti ha IBAN tedesco (prefisso DE), il che significa che i fondi sono radicati in Germania. Secondo il DL 167/1990 sul monitoraggio fiscale, qualsiasi attivita finanziaria con radicamento estero va dichiarata nel quadro RW del Modello Redditi PF, indipendentemente dall’importo detenuto.

Qual è l’aliquota IVAFE per il conto IG nel 2026?

L’aliquota IVAFE per il 2026 è dello 0,2% (2 per mille) sia per la componente di liquidita che per gli eventuali strumenti finanziari. Per i conti correnti e depositi detenuti in paesi UE (come la Germania), è prevista una franchigia: se la giacenza media annua è inferiore o pari a 5.000 euro, l’IVAFE sulla componente conto corrente è pari a zero.

Posso usare il 730 per dichiarare i redditi del conto IG?

No, in linea generale non è possibile usare il modello 730 per dichiarare i redditi del conto IG in regime dichiarativo. Il 730 non prevede il quadro RW né il quadro RT (plusvalenze soggette a imposta sostitutiva). Per dichiarare il conto IG occorre utilizzare il Modello Redditi PF, che contiene tutti i quadri necessari. Il CAF Centro Fiscale è specializzato nella compilazione del Modello Redditi PF con redditi esteri.

Cosa succede se non dichiaro il conto IG nel quadro RW?

Omettere la dichiarazione nel quadro RW costituisce una violazione dell’obbligo di monitoraggio fiscale. Le sanzioni ordinarie vanno dal 3% al 15% del valore non dichiarato. E possibile regolarizzarsi con il ravvedimento operoso, che riduce significativamente le sanzioni. E però fondamentale agire prima di eventuali accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, che effettua controlli incrociati sui flussi finanziari internazionali.

Le minusvalenze da CFD possono compensare altri redditi finanziari?

Le minusvalenze da CFD (redditi diversi ex art. 67 TUIR) possono compensare solo le plusvalenze della stessa categoria (altri redditi diversi di natura finanziaria). Non possono compensare i redditi di capitale come dividendi e interessi, che appartengono a una categoria fiscale distinta. Le minusvalenze eccedenti possono essere riportate nei quattro anni successivi.


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