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Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il conto IG Italia in regime dichiarativo rappresenta uno dei casi più delicati del monitoraggio fiscale italiano. Molti investitori che operano con il broker IG Markets si trovano di fronte a una domanda apparentemente semplice, ma in realtà complessa: il mio conto è italiano o estero? La risposta ha conseguenze dirette sull’obbligo di compilare il quadro RW nel Modello Redditi e sul pagamento dell’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie Estere). Il motivo della confusione è chiaro: IG Markets Italia S.r.l. è una società con sede legale in Italia e iscritta alla Camera di Commercio italiana, ma i conti dei clienti sono detenuti presso la capogruppo britannica con IBAN avente prefisso DE (Germania). Questa guida analizza nel dettaglio ogni aspetto fiscale rilevante per il 2026.

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IG Markets: conto italiano o estero?

La prima questione da chiarire riguarda la natura giuridica del conto IG. IG Markets Italia S.r.l. è una società di diritto italiano, con sede a Milano, autorizzata dalla Banca d’Italia e vigilata dalla Consob. Tuttavia, la realtà operativa è diversa: i fondi dei clienti vengono custoditi presso conti segregati detenuti dalla capogruppo IG Markets Limited, società inglese con operatività in Germania. Di conseguenza, l’IBAN assegnato ai clienti italiani è di tipo DE (Germania), non IT.

Questa distinzione è fondamentale ai fini fiscali. Secondo il DL 167/1990 (il decreto sul monitoraggio fiscale), l’obbligo di dichiarazione nel quadro RW scatta quando un soggetto fiscalmente residente in Italia detiene attività finanziarie all’estero. Il criterio dirimente non è la nazionalità della società intermediaria, ma dove sono custoditi fisicamente i fondi e, soprattutto, il prefisso dell’IBAN. Un IBAN DE indica inequivocabilmente un conto radicato in Germania, quindi un conto estero ai fini del monitoraggio fiscale italiano.

Questa posizione è confermata dall’orientamento dell’Agenzia delle Entrate e dalla prassi consolidata: ciò che rileva è il “radicamento estero” dell’attività finanziaria, non la nazionalità del soggetto che presta il servizio di intermediazione. Pertanto, chi detiene un conto IG con IBAN tedesco è soggetto agli obblighi di monitoraggio fiscale e potenzialmente all’IVAFE, indipendentemente dal fatto che il broker sia operativo in Italia.

Obbligo quadro RW con IBAN tedesco

L’obbligo di compilazione del quadro RW nel Modello Redditi PF è disciplinato dal DL 167/1990, convertito con modificazioni dalla L. 227/1990, e successivamente aggiornato dalla L. 97/2013. La norma impone a tutti i soggetti fiscalmente residenti in Italia di dichiarare le attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero, sia ai fini del monitoraggio fiscale sia per il calcolo delle imposte IVIE e IVAFE.

Nel caso specifico del conto IG con IBAN DE, l’obbligo di monitoraggio sussiste a prescindere dalla soglia minima: il quadro RW va compilato per qualsiasi importo, anche inferiore a 5.000 euro. È importante non confondere questa regola con la franchigia IVAFE (che si applica solo ai conti correnti e al calcolo dell’imposta dovuta) con l’obbligo dichiarativo, che è invece assoluto. In altre parole, anche se il saldo del conto IG è di 1.000 euro, va comunque riportato in RW.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito con la Circolare 38/E del 2013 che il quadro RW deve essere compilato non solo per i conti correnti bancari esteri, ma anche per tutti gli strumenti finanziari detenuti presso intermediari esteri, inclusi conti di trading, depositi titoli, contratti derivati (CFD, opzioni, futures) e qualsiasi altra attività finanziaria con custodia al di fuori del territorio italiano. Il conto IG, essendo un conto misto (deposito liquidità + posizioni su CFD e altri strumenti), rientra integralmente in questa categoria.

Come compilare il quadro RW per il conto IG

La compilazione del quadro RW per il conto IG Italia richiede attenzione a diversi campi specifici. Di seguito vengono illustrati i dati principali da inserire, con le indicazioni tratte dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate relativo al Modello Redditi PF 2026 (riferito all’anno d’imposta 2025).

Codici e dati da inserire nel quadro RW

Campo RWValore per conto IGNote
Codice titolo (col. 3)1 (conto corrente/deposito)Per la quota di liquidità; per strumenti finanziari usa codice 2
Codice Paese (col. 4)DE (Germania)Codice ISO del paese dove è radicato il conto
Valore iniziale (col. 7)Saldo al 1° gennaioO alla data di apertura se il conto è stato aperto durante l’anno
Valore finale (col. 8)Saldo al 31 dicembreO alla data di chiusura se il conto è stato chiuso durante l’anno
Codice valuta (col. 9)EUR (o altra valuta se in GBP)IG opera principalmente in EUR per i clienti italiani
IVAFE (col. 15)Importo IVAFE calcolatoVedi sezione dedicata sotto
Codice identificativoIBAN del conto DEInserire l’IBAN completo del conto IG

Un aspetto tecnico importante riguarda la distinzione tra la quota di liquidità (euro fermi sul conto) e le posizioni aperte su strumenti finanziari (CFD, opzioni, ecc.). Se a fine anno il conto IG presenta sia un saldo di liquidità sia posizioni aperte, queste ultime andrebbero indicate in righe separate con il corrispondente codice titolo. Nella pratica, tuttavia, i CFD con scadenza giornaliera tendenzialmente non generano una posizione da dichiarare separatamente a fine anno, a meno che non siano posizioni overnight ancora aperte al 31 dicembre.

Per determinare il valore corretto da dichiarare, occorre fare riferimento al rendiconto annuale che IG Markets mette a disposizione dei clienti attraverso la propria piattaforma. Tale documento riporta il saldo di apertura e chiusura dell’anno, i profitti e le perdite realizzati e i fondi trasferiti. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nell’interpretazione di questi rendiconti e nella corretta compilazione del quadro RW, evitando errori che potrebbero comportare sanzioni.

IVAFE sul conto IG: calcolo e aliquote 2026

L’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie Estere) è stata introdotta dall’art. 19 del DL 201/2011 (c.d. “Salva Italia”), convertito in legge dalla L. 214/2011. Si tratta di un’imposta patrimoniale sulle attività finanziarie detenute all’estero da soggetti residenti in Italia, analoga all’IMU sugli immobili stranieri (IVIE). La base imponibile è il valore di mercato a fine anno (o valore nominale in assenza di quotazione).

Aliquote IVAFE 2026 per tipologia di attività

Tipologia attivitàAliquota IVAFEFranchigiaNote
Conti correnti e depositi bancari (paesi UE/SEE)0,2% (2 per mille)5.000 euro giacenza media annuaSe giacenza media ≤ 5.000 euro: IVAFE = 0
Prodotti finanziari (titoli, ETF, fondi, derivati)0,2%Nessuna franchigiaSul valore di mercato al 31/12
Conti correnti extra-UE0,2%Nessuna franchigiaNon si applica la franchigia 5.000 euro
Polizze vita estere0,2%Nessuna franchigiaSul valore di riscatto

Per il conto IG con IBAN DE (Germania, paese UE), si applica l’aliquota dello 0,2% (2 per mille) sia per la quota di liquidità che per gli eventuali strumenti finanziari detenuti. La franchigia di 5.000 euro sulla giacenza media annua si applica esclusivamente ai conti correnti e depositi bancari (codice titolo 1 nel quadro RW) detenuti in paesi UE o SEE. Se la giacenza media annua del conto IG è inferiore o pari a 5.000 euro, l’IVAFE sulla componente “conto corrente” è pari a zero.

Esempio pratico di calcolo: supponiamo che Mario detenга il suo conto IG con un saldo medio annuo di 8.000 euro. La giacenza media supera la franchigia di 5.000 euro, quindi l’IVAFE si calcola sull’intero importo: 8.000 euro × 0,2% = 16 euro. Se invece il saldo medio annuo fosse 4.000 euro, la giacenza è sotto la soglia e l’IVAFE è pari a zero. Attenzione: la giacenza media si calcola come media aritmetica delle giacenze giornaliere nel corso dell’anno, non semplicemente come media tra saldo iniziale e saldo finale.

L’IVAFE è dovuta proporzionalmente ai giorni di detenzione durante l’anno. Se il conto IG è stato aperto a luglio 2025, l’IVAFE per il 2025 sarà calcolata solo sui mesi di effettiva detenzione (da luglio a dicembre, ovvero 184 giorni su 365). Il versamento avviene tramite modello F24, con il codice tributo 4048, entro la scadenza ordinaria della dichiarazione dei redditi (generalmente 30 giugno per il saldo, con possibilità di proroga).

Regime dichiarativo vs regime amministrato

Uno dei punti chiave per capire gli obblighi fiscali di chi opera con il conto IG Italia è la distinzione tra regime dichiarativo e regime amministrato. Questa differenza determina chi si occupa del calcolo e del versamento delle imposte sui redditi di capitale e sui redditi diversi (plusvalenze).

Regime amministrato: intermediario residente in Italia

Nel regime amministrato (art. 6 DLgs 461/1997), un intermediario finanziario residente in Italia (banca, SIM, SGR) funge da sostituto d’imposta: calcola le imposte dovute su plusvalenze, dividendi e interessi, e le riversa direttamente all’Erario per conto del cliente. Il contribuente non deve fare nulla a livello dichiarativo per questi redditi: l’intermediario si occupa di tutto. Questo è il sistema usato da banche e broker italiani tradizionali.

Regime dichiarativo: obbligo in capo al contribuente

Nel regime dichiarativo, invece, non esiste un sostituto d’imposta che agisce per il contribuente. Questo regime si applica obbligatoriamente quando si opera con intermediari esteri (come IG Markets con IBAN DE) o quando si sceglie volontariamente di non avvalersi del regime del risparmio amministrato con intermediari italiani. In regime dichiarativo, il contribuente deve:

  • Calcolare autonomamente i redditi di capitale (interessi, dividendi) e i redditi diversi (plusvalenze da CFD, opzioni, future)
  • Dichiarare tali redditi nel Modello Redditi PF, nei quadri specifici (RT per le plusvalenze, RM per i redditi di capitale soggetti a tassazione separata)
  • Compilare il quadro RW per il monitoraggio fiscale e il calcolo dell’IVAFE
  • Versare le imposte tramite modello F24 entro le scadenze ordinarie
  • Conservare tutta la documentazione (rendiconti annuali IG, estratti conto) per almeno 5 anni

Il conto IG Italia con IBAN DE rientra nella categoria dei conti detenuti presso intermediari esteri, pertanto si applica obbligatoriamente il regime dichiarativo. Non è possibile optare per il regime amministrato con IG Markets Italia, in quanto la società non agisce come sostituto d’imposta per le imposte sui redditi di natura finanziaria dei clienti italiani. Questa è la principale ragione per cui molti investitori IG si trovano a dover compilare autonomamente il Modello Redditi PF invece del più semplice 730.

Tassazione plusvalenze in regime dichiarativo

In regime dichiarativo, i proventi del conto IG vanno classificati correttamente per determinare il trattamento fiscale applicabile. Le principali tipologie di reddito che si possono generare operando con IG Markets sono:

Redditi diversi: plusvalenze da strumenti finanziari

Le plusvalenze realizzate su CFD (Contracts for Difference), opzioni, futures e altri strumenti derivati costituiscono redditi diversi ai sensi dell’art. 67 del TUIR (DPR 917/1986). Questi redditi vanno dichiarati nel quadro RT del Modello Redditi PF e sono soggetti a una imposta sostitutiva del 26%. È fondamentale calcolare correttamente la plusvalenza come differenza tra il prezzo di vendita (o chiusura della posizione) e il prezzo di acquisto (o apertura), al netto delle commissioni pagate al broker.

Un elemento particolarmente importante in regime dichiarativo è la possibilità di compensare minusvalenze e plusvalenze. Le minusvalenze realizzate nell’anno corrente possono essere compensate con le plusvalenze dello stesso anno. Le minusvalenze eccedenti possono essere riportate nei quattro anni successivi. Questo meccanismo permette di ottimizzare il carico fiscale, ma richiede una gestione contabile precisa di tutte le operazioni. Per questo motivo, affidarsi al CAF Centro Fiscale per la compilazione del quadro RT è fondamentale per non perdere crediti di imposta o incorrire in errori che possono costare caro.

Redditi da interessi e dividendi

Gli interessi maturati sui saldi liquidi del conto IG e i dividendi eventualmente ricevuti su strumenti che li prevedono (come CFD su azioni che replicano i dividendi) costituiscono redditi di capitale ai sensi dell’art. 44 TUIR. In regime dichiarativo, questi redditi vanno dichiarati nel quadro RM (o nel quadro RN se soggetti a tassazione progressiva IRPEF), con applicazione dell’aliquota del 26% a titolo di imposta sostitutiva. IG Markets non effettua ritenute alla fonte per i clienti italiani, pertanto l’intero onere fiscale ricade sul contribuente.

Per i proventi da dividendi esteri, è necessario verificare se esiste una Convenzione contro la doppia imposizione tra l’Italia e il paese di origine dell’emittente. Nel caso di CFD su azioni tedesche, ad esempio, si potrebbe applicare la Convenzione Italia-Germania, che prevede un’aliquota ridotta sul dividendo alla fonte, con successivo conguaglio in Italia fino al 26%. Il credito per le imposte pagate all’estero va riportato nel quadro CE del Modello Redditi PF, attraverso la dichiarazione dei redditi con redditi esteri.

Errori comuni nella dichiarazione del conto IG

Nella nostra esperienza al CAF Centro Fiscale, rileviamo frequentemente alcuni errori ricorrenti nella dichiarazione dei conti IG e in generale dei conti broker esteri. Conoscerli in anticipo permette di evitarli.

Errore 1: Omettere il quadro RW perché “IG è italiana”

Come spiegato in precedenza, il criterio rilevante non è la nazionalità della società intermediaria ma il luogo dove sono detenuti i fondi. Un IBAN DE indica conto estero e impone l’obbligo di compilazione del quadro RW, indipendentemente dalla sede italiana di IG Markets. Omettere il quadro RW costituisce una violazione grave dell’obbligo di monitoraggio fiscale, punita con sanzioni che vanno dal 3% al 15% del valore non dichiarato (dal 6% al 30% per attività in paesi black list). Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare la posizione con sanzioni ridotte, ma è necessario agire prima di eventuali accertamenti.

Errore 2: Dichiarare solo il saldo finale e non quello iniziale

Il quadro RW richiede la compilazione sia del valore iniziale (saldo al 1° gennaio o alla data di apertura) sia del valore finale (saldo al 31 dicembre o alla data di chiusura). Molti contribuenti riportano solo il saldo finale, omettendo quello iniziale. Questo comporta sia un’imprecisione nel monitoraggio sia una potenziale compilazione errata del campo relativo all’IVAFE, poiché la base di calcolo dell’imposta può richiedere entrambi i valori.

Errore 3: Confondere minusvalenze da CFD con minusvalenze da azioni

Le minusvalenze da CFD rientrano nella categoria dei redditi diversi (art. 67 TUIR) e possono compensare le plusvalenze della stessa categoria. Tuttavia, non possono compensare i redditi di capitale (come dividendi o interessi), che appartengono a una categoria fiscale diversa. Questo è uno degli errori più costosi: molti contribuenti credono di poter abbattere il carico fiscale sui dividendi con le minusvalenze da trading, ma la normativa lo vieta. La compensazione tra categorie diverse non è ammessa.

Errore 4: Non convertire correttamente le valute estere

Se il conto IG è denominato in GBP o USD (alcune configurazioni lo prevedono), tutti i valori vanno convertiti in euro utilizzando il tasso di cambio ufficiale BCE al 31 dicembre dell’anno di riferimento per il valore finale, e al 1° gennaio (o data di apertura) per il valore iniziale. Utilizzare tassi di cambio non ufficiali o approssimati può portare a discrepanze con i controlli incrociati dell’Agenzia delle Entrate, che dispone dei tassi BCE ufficiali e li utilizza per le sue verifiche automatiche.

Domande Frequenti sul conto IG e il quadro RW

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Il conto IG Italia con IBAN DE va dichiarato nel quadro RW?

Sì, assolutamente. Nonostante IG Markets Italia sia una società di diritto italiano, il conto dei clienti ha IBAN tedesco (prefisso DE), il che significa che i fondi sono radicati in Germania. Secondo il DL 167/1990 sul monitoraggio fiscale, qualsiasi attivita finanziaria con radicamento estero va dichiarata nel quadro RW del Modello Redditi PF, indipendentemente dall’importo detenuto.

Qual è l’aliquota IVAFE per il conto IG nel 2026?

L’aliquota IVAFE per il 2026 è dello 0,2% (2 per mille) sia per la componente di liquidita che per gli eventuali strumenti finanziari. Per i conti correnti e depositi detenuti in paesi UE (come la Germania), è prevista una franchigia: se la giacenza media annua è inferiore o pari a 5.000 euro, l’IVAFE sulla componente conto corrente è pari a zero.

Posso usare il 730 per dichiarare i redditi del conto IG?

No, in linea generale non è possibile usare il modello 730 per dichiarare i redditi del conto IG in regime dichiarativo. Il 730 non prevede il quadro RW né il quadro RT (plusvalenze soggette a imposta sostitutiva). Per dichiarare il conto IG occorre utilizzare il Modello Redditi PF, che contiene tutti i quadri necessari. Il CAF Centro Fiscale è specializzato nella compilazione del Modello Redditi PF con redditi esteri.

Cosa succede se non dichiaro il conto IG nel quadro RW?

Omettere la dichiarazione nel quadro RW costituisce una violazione dell’obbligo di monitoraggio fiscale. Le sanzioni ordinarie vanno dal 3% al 15% del valore non dichiarato. E possibile regolarizzarsi con il ravvedimento operoso, che riduce significativamente le sanzioni. E però fondamentale agire prima di eventuali accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, che effettua controlli incrociati sui flussi finanziari internazionali.

Le minusvalenze da CFD possono compensare altri redditi finanziari?

Le minusvalenze da CFD (redditi diversi ex art. 67 TUIR) possono compensare solo le plusvalenze della stessa categoria (altri redditi diversi di natura finanziaria). Non possono compensare i redditi di capitale come dividendi e interessi, che appartengono a una categoria fiscale distinta. Le minusvalenze eccedenti possono essere riportate nei quattro anni successivi.


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Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella compilazione del Modello Redditi PF con redditi e attività estere. I nostri esperti ti assistono nella corretta dichiarazione del conto IG: quadro RW, calcolo IVAFE, quadro RT per le plusvalenze da CFD, crediti d’imposta per redditi esteri. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online per tutta Italia.

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    Il conto IG Italia in regime dichiarativo rappresenta uno dei casi più delicati del monitoraggio fiscale italiano. Molti investitori che operano con il broker IG Markets si trovano di fronte a una domanda apparentemente semplice, ma in realtà complessa: il mio conto è italiano o estero? La risposta ha conseguenze dirette sull’obbligo di compilare il quadro RW nel Modello Redditi e sul pagamento dell’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie Estere). Il motivo della confusione è chiaro: IG Markets Italia S.r.l. è una società con sede legale in Italia e iscritta alla Camera di Commercio italiana, ma i conti dei clienti sono detenuti presso la capogruppo britannica con IBAN avente prefisso DE (Germania). Questa guida analizza nel dettaglio ogni aspetto fiscale rilevante per il 2026.

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    La prima questione da chiarire riguarda la natura giuridica del conto IG. IG Markets Italia S.r.l. è una società di diritto italiano, con sede a Milano, autorizzata dalla Banca d’Italia e vigilata dalla Consob. Tuttavia, la realtà operativa è diversa: i fondi dei clienti vengono custoditi presso conti segregati detenuti dalla capogruppo IG Markets Limited, società inglese con operatività in Germania. Di conseguenza, l’IBAN assegnato ai clienti italiani è di tipo DE (Germania), non IT.

    Questa distinzione è fondamentale ai fini fiscali. Secondo il DL 167/1990 (il decreto sul monitoraggio fiscale), l’obbligo di dichiarazione nel quadro RW scatta quando un soggetto fiscalmente residente in Italia detiene attività finanziarie all’estero. Il criterio dirimente non è la nazionalità della società intermediaria, ma dove sono custoditi fisicamente i fondi e, soprattutto, il prefisso dell’IBAN. Un IBAN DE indica inequivocabilmente un conto radicato in Germania, quindi un conto estero ai fini del monitoraggio fiscale italiano.

    Questa posizione è confermata dall’orientamento dell’Agenzia delle Entrate e dalla prassi consolidata: ciò che rileva è il “radicamento estero” dell’attività finanziaria, non la nazionalità del soggetto che presta il servizio di intermediazione. Pertanto, chi detiene un conto IG con IBAN tedesco è soggetto agli obblighi di monitoraggio fiscale e potenzialmente all’IVAFE, indipendentemente dal fatto che il broker sia operativo in Italia.

    Obbligo quadro RW con IBAN tedesco

    L’obbligo di compilazione del quadro RW nel Modello Redditi PF è disciplinato dal DL 167/1990, convertito con modificazioni dalla L. 227/1990, e successivamente aggiornato dalla L. 97/2013. La norma impone a tutti i soggetti fiscalmente residenti in Italia di dichiarare le attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero, sia ai fini del monitoraggio fiscale sia per il calcolo delle imposte IVIE e IVAFE.

    Nel caso specifico del conto IG con IBAN DE, l’obbligo di monitoraggio sussiste a prescindere dalla soglia minima: il quadro RW va compilato per qualsiasi importo, anche inferiore a 5.000 euro. È importante non confondere questa regola con la franchigia IVAFE (che si applica solo ai conti correnti e al calcolo dell’imposta dovuta) con l’obbligo dichiarativo, che è invece assoluto. In altre parole, anche se il saldo del conto IG è di 1.000 euro, va comunque riportato in RW.

    L’Agenzia delle Entrate ha chiarito con la Circolare 38/E del 2013 che il quadro RW deve essere compilato non solo per i conti correnti bancari esteri, ma anche per tutti gli strumenti finanziari detenuti presso intermediari esteri, inclusi conti di trading, depositi titoli, contratti derivati (CFD, opzioni, futures) e qualsiasi altra attività finanziaria con custodia al di fuori del territorio italiano. Il conto IG, essendo un conto misto (deposito liquidità + posizioni su CFD e altri strumenti), rientra integralmente in questa categoria.

    Come compilare il quadro RW per il conto IG

    La compilazione del quadro RW per il conto IG Italia richiede attenzione a diversi campi specifici. Di seguito vengono illustrati i dati principali da inserire, con le indicazioni tratte dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate relativo al Modello Redditi PF 2026 (riferito all’anno d’imposta 2025).

    Codici e dati da inserire nel quadro RW

    Campo RWValore per conto IGNote
    Codice titolo (col. 3)1 (conto corrente/deposito)Per la quota di liquidità; per strumenti finanziari usa codice 2
    Codice Paese (col. 4)DE (Germania)Codice ISO del paese dove è radicato il conto
    Valore iniziale (col. 7)Saldo al 1° gennaioO alla data di apertura se il conto è stato aperto durante l’anno
    Valore finale (col. 8)Saldo al 31 dicembreO alla data di chiusura se il conto è stato chiuso durante l’anno
    Codice valuta (col. 9)EUR (o altra valuta se in GBP)IG opera principalmente in EUR per i clienti italiani
    IVAFE (col. 15)Importo IVAFE calcolatoVedi sezione dedicata sotto
    Codice identificativoIBAN del conto DEInserire l’IBAN completo del conto IG

    Un aspetto tecnico importante riguarda la distinzione tra la quota di liquidità (euro fermi sul conto) e le posizioni aperte su strumenti finanziari (CFD, opzioni, ecc.). Se a fine anno il conto IG presenta sia un saldo di liquidità sia posizioni aperte, queste ultime andrebbero indicate in righe separate con il corrispondente codice titolo. Nella pratica, tuttavia, i CFD con scadenza giornaliera tendenzialmente non generano una posizione da dichiarare separatamente a fine anno, a meno che non siano posizioni overnight ancora aperte al 31 dicembre.

    Per determinare il valore corretto da dichiarare, occorre fare riferimento al rendiconto annuale che IG Markets mette a disposizione dei clienti attraverso la propria piattaforma. Tale documento riporta il saldo di apertura e chiusura dell’anno, i profitti e le perdite realizzati e i fondi trasferiti. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nell’interpretazione di questi rendiconti e nella corretta compilazione del quadro RW, evitando errori che potrebbero comportare sanzioni.

    IVAFE sul conto IG: calcolo e aliquote 2026

    L’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie Estere) è stata introdotta dall’art. 19 del DL 201/2011 (c.d. “Salva Italia”), convertito in legge dalla L. 214/2011. Si tratta di un’imposta patrimoniale sulle attività finanziarie detenute all’estero da soggetti residenti in Italia, analoga all’IMU sugli immobili stranieri (IVIE). La base imponibile è il valore di mercato a fine anno (o valore nominale in assenza di quotazione).

    Aliquote IVAFE 2026 per tipologia di attività

    Tipologia attivitàAliquota IVAFEFranchigiaNote
    Conti correnti e depositi bancari (paesi UE/SEE)0,2% (2 per mille)5.000 euro giacenza media annuaSe giacenza media ≤ 5.000 euro: IVAFE = 0
    Prodotti finanziari (titoli, ETF, fondi, derivati)0,2%Nessuna franchigiaSul valore di mercato al 31/12
    Conti correnti extra-UE0,2%Nessuna franchigiaNon si applica la franchigia 5.000 euro
    Polizze vita estere0,2%Nessuna franchigiaSul valore di riscatto

    Per il conto IG con IBAN DE (Germania, paese UE), si applica l’aliquota dello 0,2% (2 per mille) sia per la quota di liquidità che per gli eventuali strumenti finanziari detenuti. La franchigia di 5.000 euro sulla giacenza media annua si applica esclusivamente ai conti correnti e depositi bancari (codice titolo 1 nel quadro RW) detenuti in paesi UE o SEE. Se la giacenza media annua del conto IG è inferiore o pari a 5.000 euro, l’IVAFE sulla componente “conto corrente” è pari a zero.

    Esempio pratico di calcolo: supponiamo che Mario detenга il suo conto IG con un saldo medio annuo di 8.000 euro. La giacenza media supera la franchigia di 5.000 euro, quindi l’IVAFE si calcola sull’intero importo: 8.000 euro × 0,2% = 16 euro. Se invece il saldo medio annuo fosse 4.000 euro, la giacenza è sotto la soglia e l’IVAFE è pari a zero. Attenzione: la giacenza media si calcola come media aritmetica delle giacenze giornaliere nel corso dell’anno, non semplicemente come media tra saldo iniziale e saldo finale.

    L’IVAFE è dovuta proporzionalmente ai giorni di detenzione durante l’anno. Se il conto IG è stato aperto a luglio 2025, l’IVAFE per il 2025 sarà calcolata solo sui mesi di effettiva detenzione (da luglio a dicembre, ovvero 184 giorni su 365). Il versamento avviene tramite modello F24, con il codice tributo 4048, entro la scadenza ordinaria della dichiarazione dei redditi (generalmente 30 giugno per il saldo, con possibilità di proroga).

    Regime dichiarativo vs regime amministrato

    Uno dei punti chiave per capire gli obblighi fiscali di chi opera con il conto IG Italia è la distinzione tra regime dichiarativo e regime amministrato. Questa differenza determina chi si occupa del calcolo e del versamento delle imposte sui redditi di capitale e sui redditi diversi (plusvalenze).

    Regime amministrato: intermediario residente in Italia

    Nel regime amministrato (art. 6 DLgs 461/1997), un intermediario finanziario residente in Italia (banca, SIM, SGR) funge da sostituto d’imposta: calcola le imposte dovute su plusvalenze, dividendi e interessi, e le riversa direttamente all’Erario per conto del cliente. Il contribuente non deve fare nulla a livello dichiarativo per questi redditi: l’intermediario si occupa di tutto. Questo è il sistema usato da banche e broker italiani tradizionali.

    Regime dichiarativo: obbligo in capo al contribuente

    Nel regime dichiarativo, invece, non esiste un sostituto d’imposta che agisce per il contribuente. Questo regime si applica obbligatoriamente quando si opera con intermediari esteri (come IG Markets con IBAN DE) o quando si sceglie volontariamente di non avvalersi del regime del risparmio amministrato con intermediari italiani. In regime dichiarativo, il contribuente deve:

    • Calcolare autonomamente i redditi di capitale (interessi, dividendi) e i redditi diversi (plusvalenze da CFD, opzioni, future)
    • Dichiarare tali redditi nel Modello Redditi PF, nei quadri specifici (RT per le plusvalenze, RM per i redditi di capitale soggetti a tassazione separata)
    • Compilare il quadro RW per il monitoraggio fiscale e il calcolo dell’IVAFE
    • Versare le imposte tramite modello F24 entro le scadenze ordinarie
    • Conservare tutta la documentazione (rendiconti annuali IG, estratti conto) per almeno 5 anni

    Il conto IG Italia con IBAN DE rientra nella categoria dei conti detenuti presso intermediari esteri, pertanto si applica obbligatoriamente il regime dichiarativo. Non è possibile optare per il regime amministrato con IG Markets Italia, in quanto la società non agisce come sostituto d’imposta per le imposte sui redditi di natura finanziaria dei clienti italiani. Questa è la principale ragione per cui molti investitori IG si trovano a dover compilare autonomamente il Modello Redditi PF invece del più semplice 730.

    Tassazione plusvalenze in regime dichiarativo

    In regime dichiarativo, i proventi del conto IG vanno classificati correttamente per determinare il trattamento fiscale applicabile. Le principali tipologie di reddito che si possono generare operando con IG Markets sono:

    Redditi diversi: plusvalenze da strumenti finanziari

    Le plusvalenze realizzate su CFD (Contracts for Difference), opzioni, futures e altri strumenti derivati costituiscono redditi diversi ai sensi dell’art. 67 del TUIR (DPR 917/1986). Questi redditi vanno dichiarati nel quadro RT del Modello Redditi PF e sono soggetti a una imposta sostitutiva del 26%. È fondamentale calcolare correttamente la plusvalenza come differenza tra il prezzo di vendita (o chiusura della posizione) e il prezzo di acquisto (o apertura), al netto delle commissioni pagate al broker.

    Un elemento particolarmente importante in regime dichiarativo è la possibilità di compensare minusvalenze e plusvalenze. Le minusvalenze realizzate nell’anno corrente possono essere compensate con le plusvalenze dello stesso anno. Le minusvalenze eccedenti possono essere riportate nei quattro anni successivi. Questo meccanismo permette di ottimizzare il carico fiscale, ma richiede una gestione contabile precisa di tutte le operazioni. Per questo motivo, affidarsi al CAF Centro Fiscale per la compilazione del quadro RT è fondamentale per non perdere crediti di imposta o incorrire in errori che possono costare caro.

    Redditi da interessi e dividendi

    Gli interessi maturati sui saldi liquidi del conto IG e i dividendi eventualmente ricevuti su strumenti che li prevedono (come CFD su azioni che replicano i dividendi) costituiscono redditi di capitale ai sensi dell’art. 44 TUIR. In regime dichiarativo, questi redditi vanno dichiarati nel quadro RM (o nel quadro RN se soggetti a tassazione progressiva IRPEF), con applicazione dell’aliquota del 26% a titolo di imposta sostitutiva. IG Markets non effettua ritenute alla fonte per i clienti italiani, pertanto l’intero onere fiscale ricade sul contribuente.

    Per i proventi da dividendi esteri, è necessario verificare se esiste una Convenzione contro la doppia imposizione tra l’Italia e il paese di origine dell’emittente. Nel caso di CFD su azioni tedesche, ad esempio, si potrebbe applicare la Convenzione Italia-Germania, che prevede un’aliquota ridotta sul dividendo alla fonte, con successivo conguaglio in Italia fino al 26%. Il credito per le imposte pagate all’estero va riportato nel quadro CE del Modello Redditi PF, attraverso la dichiarazione dei redditi con redditi esteri.

    Errori comuni nella dichiarazione del conto IG

    Nella nostra esperienza al CAF Centro Fiscale, rileviamo frequentemente alcuni errori ricorrenti nella dichiarazione dei conti IG e in generale dei conti broker esteri. Conoscerli in anticipo permette di evitarli.

    Errore 1: Omettere il quadro RW perché “IG è italiana”

    Come spiegato in precedenza, il criterio rilevante non è la nazionalità della società intermediaria ma il luogo dove sono detenuti i fondi. Un IBAN DE indica conto estero e impone l’obbligo di compilazione del quadro RW, indipendentemente dalla sede italiana di IG Markets. Omettere il quadro RW costituisce una violazione grave dell’obbligo di monitoraggio fiscale, punita con sanzioni che vanno dal 3% al 15% del valore non dichiarato (dal 6% al 30% per attività in paesi black list). Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare la posizione con sanzioni ridotte, ma è necessario agire prima di eventuali accertamenti.

    Errore 2: Dichiarare solo il saldo finale e non quello iniziale

    Il quadro RW richiede la compilazione sia del valore iniziale (saldo al 1° gennaio o alla data di apertura) sia del valore finale (saldo al 31 dicembre o alla data di chiusura). Molti contribuenti riportano solo il saldo finale, omettendo quello iniziale. Questo comporta sia un’imprecisione nel monitoraggio sia una potenziale compilazione errata del campo relativo all’IVAFE, poiché la base di calcolo dell’imposta può richiedere entrambi i valori.

    Errore 3: Confondere minusvalenze da CFD con minusvalenze da azioni

    Le minusvalenze da CFD rientrano nella categoria dei redditi diversi (art. 67 TUIR) e possono compensare le plusvalenze della stessa categoria. Tuttavia, non possono compensare i redditi di capitale (come dividendi o interessi), che appartengono a una categoria fiscale diversa. Questo è uno degli errori più costosi: molti contribuenti credono di poter abbattere il carico fiscale sui dividendi con le minusvalenze da trading, ma la normativa lo vieta. La compensazione tra categorie diverse non è ammessa.

    Errore 4: Non convertire correttamente le valute estere

    Se il conto IG è denominato in GBP o USD (alcune configurazioni lo prevedono), tutti i valori vanno convertiti in euro utilizzando il tasso di cambio ufficiale BCE al 31 dicembre dell’anno di riferimento per il valore finale, e al 1° gennaio (o data di apertura) per il valore iniziale. Utilizzare tassi di cambio non ufficiali o approssimati può portare a discrepanze con i controlli incrociati dell’Agenzia delle Entrate, che dispone dei tassi BCE ufficiali e li utilizza per le sue verifiche automatiche.

    Domande Frequenti sul conto IG e il quadro RW

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    Il conto IG Italia con IBAN DE va dichiarato nel quadro RW?

    Sì, assolutamente. Nonostante IG Markets Italia sia una società di diritto italiano, il conto dei clienti ha IBAN tedesco (prefisso DE), il che significa che i fondi sono radicati in Germania. Secondo il DL 167/1990 sul monitoraggio fiscale, qualsiasi attivita finanziaria con radicamento estero va dichiarata nel quadro RW del Modello Redditi PF, indipendentemente dall’importo detenuto.

    Qual è l’aliquota IVAFE per il conto IG nel 2026?

    L’aliquota IVAFE per il 2026 è dello 0,2% (2 per mille) sia per la componente di liquidita che per gli eventuali strumenti finanziari. Per i conti correnti e depositi detenuti in paesi UE (come la Germania), è prevista una franchigia: se la giacenza media annua è inferiore o pari a 5.000 euro, l’IVAFE sulla componente conto corrente è pari a zero.

    Posso usare il 730 per dichiarare i redditi del conto IG?

    No, in linea generale non è possibile usare il modello 730 per dichiarare i redditi del conto IG in regime dichiarativo. Il 730 non prevede il quadro RW né il quadro RT (plusvalenze soggette a imposta sostitutiva). Per dichiarare il conto IG occorre utilizzare il Modello Redditi PF, che contiene tutti i quadri necessari. Il CAF Centro Fiscale è specializzato nella compilazione del Modello Redditi PF con redditi esteri.

    Cosa succede se non dichiaro il conto IG nel quadro RW?

    Omettere la dichiarazione nel quadro RW costituisce una violazione dell’obbligo di monitoraggio fiscale. Le sanzioni ordinarie vanno dal 3% al 15% del valore non dichiarato. E possibile regolarizzarsi con il ravvedimento operoso, che riduce significativamente le sanzioni. E però fondamentale agire prima di eventuali accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, che effettua controlli incrociati sui flussi finanziari internazionali.

    Le minusvalenze da CFD possono compensare altri redditi finanziari?

    Le minusvalenze da CFD (redditi diversi ex art. 67 TUIR) possono compensare solo le plusvalenze della stessa categoria (altri redditi diversi di natura finanziaria). Non possono compensare i redditi di capitale come dividendi e interessi, che appartengono a una categoria fiscale distinta. Le minusvalenze eccedenti possono essere riportate nei quattro anni successivi.


    Richiedi Assistenza per la Dichiarazione del Conto IG

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella compilazione del Modello Redditi PF con redditi e attività estere. I nostri esperti ti assistono nella corretta dichiarazione del conto IG: quadro RW, calcolo IVAFE, quadro RT per le plusvalenze da CFD, crediti d’imposta per redditi esteri. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online per tutta Italia.

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      Chi opera sui mercati finanziari attraverso IG Italia con un conto in regime dichiarativo deve affrontare specifici obblighi fiscali che riguardano la compilazione del quadro RW e il pagamento dell’IVAFE. Un aspetto che genera frequenti dubbi tra gli investitori italiani riguarda il fatto che IG Italia, pur essendo una succursale italiana del broker britannico IG Group, utilizza un IBAN tedesco per i conti dei clienti. Questa guida approfondita analizza nel dettaglio come gestire correttamente la dichiarazione dei redditi quando si utilizza il conto IG Italia in regime dichiarativo, con particolare attenzione alla compilazione del quadro RW, al calcolo dell’IVAFE e alle implicazioni fiscali dell’IBAN estero.

      La scelta del regime dichiarativo rispetto al regime amministrato comporta che sia il contribuente a dover calcolare e versare le imposte sulle plusvalenze e a compilare il quadro RW per il monitoraggio fiscale delle attività estere. Poiché il conto IG Italia è tecnicamente detenuto presso una banca tedesca (con IBAN che inizia per DE), scattano gli obblighi di dichiarazione previsti dal D.L. 167/1990 e successive modifiche. In questa guida vedremo passo passo come adempiere correttamente a tutti gli obblighi fiscali, evitando errori che potrebbero comportare pesanti sanzioni.

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      Cos’è IG Italia e il Regime Dichiarativo

      IG Italia è la succursale italiana di IG Group, uno dei broker più importanti al mondo nel settore del trading online di CFD (Contracts for Difference), Forex e altri strumenti derivati. La società madre, IG Group Holdings plc, è quotata alla Borsa di Londra (FTSE 250) ed è autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority (FCA) britannica. La succursale italiana è iscritta all’Albo delle imprese di investimento comunitarie presso la CONSOB con il numero di registrazione 1174.

      Quando si apre un conto con IG Italia, il cliente può scegliere tra due regimi fiscali: il regime amministrato e il regime dichiarativo. Nel regime amministrato, è il broker che agisce come sostituto d’imposta, calcolando e versando automaticamente le imposte sulle plusvalenze (attualmente al 26% per la maggior parte degli strumenti finanziari). Nel regime dichiarativo, invece, è il contribuente stesso che deve provvedere alla dichiarazione e al versamento delle imposte nella propria dichiarazione dei redditi annuale.

      Perché scegliere il Regime Dichiarativo

      Il regime dichiarativo offre alcuni vantaggi significativi per i trader più attivi e consapevoli. In primo luogo, consente la compensazione delle minusvalenze in modo più flessibile, permettendo di utilizzare le perdite realizzate su un conto per compensare i guadagni su altri conti o strumenti. Inoltre, nel regime dichiarativo le imposte vengono versate solo una volta all’anno (al momento della dichiarazione dei redditi), anziché essere trattenute immediatamente dal broker, garantendo così una maggiore liquidità operativa.

      Tuttavia, il regime dichiarativo comporta anche maggiori responsabilità. Il contribuente deve conservare tutta la documentazione delle operazioni, calcolare correttamente plusvalenze e minusvalenze, compilare i quadri RT (per i redditi diversi di natura finanziaria) e RW (per il monitoraggio fiscale), e versare l’IVAFE sulle attività finanziarie detenute all’estero. Qualsiasi errore o omissione può comportare sanzioni anche rilevanti.

      IBAN in Germania: Perché e Quali Implicazioni

      Uno degli aspetti che genera maggiore confusione tra i clienti di IG Italia riguarda l’IBAN del conto di trading. Nonostante si tratti di un conto aperto con la succursale italiana del broker, l’IBAN fornito inizia con il prefisso “DE”, che identifica un conto corrente presso una banca tedesca. Questo accade perché IG Group utilizza una banca tedesca (solitamente Commerzbank o altro istituto di credito con sede in Germania) come depositaria per i fondi dei clienti europei.

      Dal punto di vista fiscale italiano, questa configurazione ha conseguenze importanti. Secondo l’articolo 4 del D.L. 167/1990 (convertito dalla Legge n. 227/1990) e successive modificazioni, le persone fisiche residenti in Italia sono tenute a dichiarare nel quadro RW della dichiarazione dei redditi tutte le attività finanziarie detenute all’estero che siano suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia. Un conto con IBAN tedesco è considerato a tutti gli effetti un’attività finanziaria estera, anche se il rapporto commerciale è gestito dalla succursale italiana del broker.

      Conseguenze fiscali dell’IBAN estero

      La presenza di un IBAN tedesco comporta tre obblighi fiscali principali per il contribuente italiano che opera con IG Italia in regime dichiarativo:

      • Compilazione del Quadro RW: obbligo di indicare il conto nel quadro RW per il monitoraggio fiscale delle attività estere, ai sensi del D.L. 167/1990
      • Pagamento dell’IVAFE: l’Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all’Estero si applica con aliquota dello 0,2% annuo sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero
      • Dichiarazione delle plusvalenze: le plusvalenze realizzate devono essere dichiarate nel Quadro RT del Modello Redditi PF, con applicazione dell’imposta sostitutiva del 26%

      È importante sottolineare che questi obblighi sussistono indipendentemente dal fatto che il broker abbia una succursale italiana. Il criterio determinante è la localizzazione dei fondi, che nel caso di IG Italia si trovano presso un istituto bancario tedesco. La Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 38/E del 2013 ha chiarito che l’obbligo di compilazione del quadro RW sussiste anche per i rapporti con intermediari esteri che operano in Italia tramite succursale, qualora i fondi siano depositati all’estero.

      Compilazione del Quadro RW per Conto IG Italia

      Il Quadro RW del Modello Redditi PF è lo strumento attraverso il quale il contribuente italiano adempie agli obblighi di monitoraggio fiscale previsti dalla normativa antiriciclaggio e fiscale. Per il conto IG Italia con IBAN in Germania, la compilazione del quadro RW è obbligatoria e deve essere effettuata seguendo precise indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate.

      Dati da indicare nel Quadro RW

      Per ogni rigo del Quadro RW dedicato al conto IG Italia, è necessario compilare i seguenti campi:

      • Colonna 1 – Codice titolo di possesso: indicare “1” per proprietà piena, “2” per nuda proprietà, “3” per usufrutto, ecc.
      • Colonna 3 – Codice individuazione bene: per i prodotti finanziari si utilizza il codice “20” (prodotti finanziari, conti correnti e libretti di deposito esteri)
      • Colonna 4 – Codice Stato estero: indicare “276” che corrisponde alla Germania (secondo la tabella dei codici paese dell’Agenzia delle Entrate)
      • Colonna 5 – Quota di possesso: generalmente “100” per il possesso integrale
      • Colonna 6 – Criterio determinazione valore: indicare “1” per il valore di mercato, “2” per il valore nominale, “4” per il valore di acquisto
      • Colonna 7 – Valore iniziale: il valore del conto al 1° gennaio dell’anno di riferimento (o alla data di apertura se successiva)
      • Colonna 8 – Valore finale: il valore del conto al 31 dicembre dell’anno di riferimento (o alla data di chiusura se precedente)
      • Colonna 9 – Valore massimo raggiunto nel periodo: il valore più alto registrato dal conto durante l’anno
      • Colonna 10 – Giorni di detenzione: il numero di giorni in cui si è posseduto il conto nell’anno
      • Colonna 11 – IVAFE dovuta: si calcola come lo 0,2% del valore medio, rapportato ai giorni di detenzione

      Esempio pratico di compilazione Quadro RW

      Vediamo un esempio concreto per chiarire la compilazione del quadro RW per un conto IG Italia. Supponiamo che Mario abbia aperto un conto IG Italia in regime dichiarativo il 15 marzo 2025, con un versamento iniziale di 10.000 euro. Durante l’anno ha effettuato varie operazioni di trading su CFD, raggiungendo un valore massimo di 18.000 euro a luglio. Al 31 dicembre 2025 il saldo del conto è di 14.500 euro.

      La compilazione del Quadro RW nella dichiarazione dei redditi 2026 (per l’anno d’imposta 2025) sarà la seguente:

      • Colonna 1: 1 (proprietà piena)
      • Colonna 3: 20 (prodotti finanziari)
      • Colonna 4: 276 (Germania)
      • Colonna 5: 100
      • Colonna 6: 1 (valore di mercato)
      • Colonna 7: 10.000 (valore al 15 marzo, data apertura)
      • Colonna 8: 14.500 (valore al 31 dicembre)
      • Colonna 9: 18.000 (valore massimo raggiunto)
      • Colonna 10: 292 (giorni dal 15 marzo al 31 dicembre)
      • Colonna 11: l’IVAFE viene calcolata separatamente (vedi sezione dedicata)

      IVAFE: Calcolo e Pagamento 2026

      L’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all’Estero) è un’imposta patrimoniale introdotta dal D.L. 201/2011 (c.d. “Decreto Salva Italia”) che si applica alle attività finanziarie detenute all’estero da soggetti residenti fiscalmente in Italia. L’aliquota vigente per l’anno 2026 è dello 0,2% annuo (2 per mille), calcolata sul valore delle attività finanziarie. Per il conto IG Italia con IBAN tedesco, l’IVAFE è dovuta in quanto i fondi sono depositati presso un istituto bancario estero.

      Base imponibile IVAFE per conti trading

      Per i conti correnti e depositi esteri, la base imponibile dell’IVAFE è determinata dalla giacenza media annua. Tuttavia, per i prodotti finanziari come i conti trading (che includono CFD, opzioni, futures e altri strumenti derivati), la base imponibile è costituita dal valore di mercato delle attività finanziarie detenute al termine del periodo d’imposta, ovvero al 31 dicembre.

      Nel caso del conto IG Italia, che contiene sia liquidità (euro disponibili per il trading) sia posizioni aperte su strumenti finanziari, l’IVAFE si calcola sul valore complessivo del conto, comprendente:

      • Liquidità disponibile: il denaro depositato sul conto non ancora investito
      • Margini impegnati: i fondi bloccati come garanzia per le posizioni aperte
      • Valore delle posizioni aperte: il valore di mercato (mark-to-market) delle posizioni in essere al 31 dicembre
      • Profitti non realizzati: eventuali plusvalenze latenti sulle posizioni aperte

      Formula di calcolo IVAFE

      La formula per calcolare l’IVAFE dovuta per il conto IG Italia è la seguente:

      IVAFE = (Valore al 31/12) x 0,2% x (Giorni di detenzione / 365)

      Riprendendo l’esempio di Mario, con un conto IG Italia del valore di 14.500 euro al 31 dicembre 2025 e 292 giorni di detenzione, il calcolo dell’IVAFE sarà:

      IVAFE = 14.500 x 0,002 x (292/365) = 14.500 x 0,002 x 0,80 = 23,20 euro

      Tuttavia, l’IVAFE prevede una soglia minima di esenzione: se l’imposta calcolata risulta inferiore a 34,20 euro (per i conti correnti e libretti di risparmio) o se il valore medio dell’attività finanziaria non supera i 15.000 euro in nessun momento dell’anno, l’imposta non è dovuta. Per i prodotti finanziari diversi dai conti correnti (come i conti trading), non si applica la soglia dei 34,20 euro ma solo il limite dei 15.000 euro.

      Versamento IVAFE: modalità e scadenze

      L’IVAFE si versa con le stesse modalità e scadenze previste per l’IRPEF. Il versamento avviene tramite Modello F24 con il codice tributo “4043” (IVAFE – saldo) e “4047” (IVAFE – acconto prima rata) o “4048” (IVAFE – acconto seconda rata). Le scadenze per il 2026 sono:

      • 30 giugno 2026: versamento saldo IVAFE 2025 + primo acconto IVAFE 2026
      • 31 luglio 2026: versamento saldo IVAFE 2025 + primo acconto IVAFE 2026 con maggiorazione dello 0,40%
      • 30 novembre 2026: versamento secondo acconto IVAFE 2026

      Plusvalenze e Minusvalenze: Quadro RT

      Oltre agli obblighi di monitoraggio fiscale (Quadro RW) e al pagamento dell’IVAFE, chi opera con IG Italia in regime dichiarativo deve dichiarare le plusvalenze e le minusvalenze realizzate durante l’anno nel Quadro RT del Modello Redditi PF. Le plusvalenze derivanti dalla negoziazione di CFD, Forex, opzioni e altri strumenti derivati sono classificate come “redditi diversi” ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera c-quater del TUIR.

      Aliquota imposta sostitutiva

      Le plusvalenze realizzate dalla negoziazione di strumenti finanziari derivati sono soggette a un’imposta sostitutiva con aliquota del 26%. Questa aliquota si applica alla differenza positiva tra i corrispettivi percepiti (o il valore normale dei beni acquisiti) e il costo di acquisto (o il valore normale dei beni ceduti), al netto dei costi di transazione documentati.

      Ad esempio, se durante il 2025 un trader ha realizzato con IG Italia plusvalenze nette per 5.000 euro, l’imposta sostitutiva dovuta sarà: 5.000 x 26% = 1.300 euro.

      Compensazione delle minusvalenze

      Una delle caratteristiche più importanti del regime dichiarativo è la possibilità di compensare le minusvalenze con le plusvalenze realizzate. Le minusvalenze non compensate in un anno possono essere riportate a nuovo per i 4 anni successivi. È possibile compensare:

      • Minusvalenze su CFD con plusvalenze su altri CFD o strumenti derivati
      • Minusvalenze su Forex con plusvalenze su azioni, ETF, obbligazioni
      • Minusvalenze su opzioni con plusvalenze su qualsiasi strumento finanziario

      È importante ricordare che le minusvalenze su fondi comuni e ETF armonizzati non sono compensabili con le plusvalenze su altri strumenti, mentre le minusvalenze su CFD (essendo strumenti derivati) possono essere compensate con qualsiasi tipologia di plusvalenza finanziaria.

      Documentazione Necessaria per la Dichiarazione

      Per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi con il conto IG Italia in regime dichiarativo, è fondamentale raccogliere e conservare tutta la documentazione necessaria. IG Italia mette a disposizione dei propri clienti una serie di report e certificazioni attraverso la piattaforma di trading o l’area riservata del sito web.

      Documenti da richiedere a IG Italia

      I principali documenti da scaricare o richiedere per la dichiarazione fiscale sono:

      • Estratto conto annuale: documento che riporta tutti i movimenti del conto (depositi, prelievi, commissioni, interessi)
      • Report delle operazioni chiuse: dettaglio di tutte le operazioni di trading concluse nell’anno con indicazione di data apertura, data chiusura, strumento, importo e risultato (utile/perdita)
      • Certificazione dei valori di fine anno: documento che attesta il valore del conto al 31 dicembre, necessario per il Quadro RW e il calcolo IVAFE
      • Riepilogo plusvalenze/minusvalenze: molti broker forniscono già un calcolo preliminare delle plusvalenze e minusvalenze annuali
      • Certificazione interessi e dividendi: se il conto ha generato interessi sulla liquidità o dividendi su posizioni in azioni

      È consigliabile scaricare questi documenti entro i primi mesi dell’anno successivo (gennaio-febbraio) per avere tempo di verificarli e eventualmente richiedere chiarimenti a IG Italia prima della scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

      Conservazione della documentazione

      La documentazione relativa alle attività finanziarie estere deve essere conservata per almeno 5 anni dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi (ai fini degli accertamenti fiscali ordinari) o fino a 10 anni in caso di contestazioni per reati tributari. Si consiglia di conservare:

      • Copia cartacea e digitale di tutti i report annuali
      • Screenshot dei valori del conto alle date chiave (1 gennaio, 31 dicembre)
      • Ricevute dei bonifici di deposito e prelievo
      • Corrispondenza con il broker relativa a questioni fiscali
      • Copia della dichiarazione dei redditi presentata

      Sanzioni per Omissioni e Errori

      La mancata o errata compilazione del Quadro RW, il mancato versamento dell’IVAFE o l’omessa dichiarazione delle plusvalenze comportano sanzioni amministrative anche significative. La normativa vigente prevede un sistema sanzionatorio graduato in base alla gravità della violazione e alla possibilità di regolarizzazione spontanea.

      Sanzioni per omessa compilazione Quadro RW

      L’omessa o infedele compilazione del Quadro RW è punita con una sanzione che va dal 3% al 15% del valore non dichiarato. Se le attività finanziarie sono detenute in Stati o territori a fiscalità privilegiata (c.d. paradisi fiscali), la sanzione è raddoppiata e va dal 6% al 30%. La Germania non è considerata un paradiso fiscale, quindi per il conto IG Italia si applicano le sanzioni ordinarie.

      La sanzione minima è comunque di 258 euro per ogni violazione. In caso di accertamento, oltre alla sanzione si applicano anche gli interessi di mora.

      Sanzioni per omesso versamento IVAFE

      Il mancato versamento dell’IVAFE è sanzionato con il 30% dell’imposta non versata (ridotto al 15% in caso di versamento entro 90 giorni dalla scadenza). È possibile beneficiare del ravvedimento operoso per ridurre significativamente la sanzione:

      • Entro 14 giorni: sanzione dello 0,1% per ogni giorno di ritardo
      • Entro 30 giorni: sanzione del 1,5%
      • Entro 90 giorni: sanzione del 1,67%
      • Entro 1 anno: sanzione del 3,75%
      • Entro 2 anni: sanzione del 4,29%
      • Oltre 2 anni: sanzione del 5%

      Sanzioni per omessa dichiarazione plusvalenze

      L’omessa dichiarazione delle plusvalenze nel Quadro RT comporta una sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro. In caso di dichiarazione infedele (importi sottostimati), la sanzione va dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta.

      È importante sottolineare che l’Agenzia delle Entrate ha accesso ai dati sui conti esteri attraverso lo scambio automatico di informazioni (CRS – Common Reporting Standard) tra i paesi aderenti, inclusa la Germania. Questo significa che le omissioni possono essere facilmente individuate attraverso controlli incrociati.

      Domande Frequenti

      Devo compilare il Quadro RW anche se non ho fatto operazioni durante l’anno?

      Sì, l’obbligo di compilare il Quadro RW sussiste per il solo fatto di detenere un’attività finanziaria all’estero, indipendentemente dal fatto che siano state effettuate operazioni di trading. Se il conto IG Italia con IBAN tedesco è rimasto aperto anche senza movimenti, va comunque dichiarato nel Quadro RW e, se il valore supera determinate soglie, va versata l’IVAFE.

      Se chiudo il conto IG Italia a metà anno, devo comunque dichiararlo?

      Sì, il Quadro RW va compilato anche per i conti chiusi durante l’anno. In questo caso, si indicherà il valore al momento della chiusura nella colonna 8 e si calcolerà l’IVAFE proporzionalmente ai giorni di detenzione. Se il conto è stato chiuso con il trasferimento dei fondi su un conto italiano, l’obbligo di dichiarazione riguarderà solo il periodo di effettiva detenzione.

      Posso passare dal regime dichiarativo al regime amministrato con IG Italia?

      Sì, è possibile cambiare regime fiscale contattando il servizio clienti di IG Italia. Tuttavia, il cambio di regime ha efficacia solo per le operazioni successive alla data di modifica. Le operazioni effettuate nel periodo in cui era attivo il regime dichiarativo dovranno comunque essere dichiarate dal contribuente. Il passaggio al regime amministrato elimina gli obblighi del Quadro RW e dell’IVAFE solo se i fondi vengono trasferiti su un conto con IBAN italiano.

      Come calcolo il valore del conto se ho posizioni aperte al 31 dicembre?

      Il valore da indicare nel Quadro RW è il valore complessivo del conto al 31 dicembre, comprensivo della liquidità disponibile, dei margini impegnati e del valore di mercato (mark-to-market) delle posizioni aperte. IG Italia fornisce nella piattaforma di trading il dato del “patrimonio netto” o “equity” che rappresenta esattamente questo valore. In alternativa, è possibile scaricare il report di fine anno dall’area clienti.

      L’IVAFE è deducibile dalle imposte sulle plusvalenze?

      No, l’IVAFE non è deducibile dall’imposta sostitutiva sulle plusvalenze. Si tratta di due imposte distinte: l’IVAFE è un’imposta patrimoniale sul possesso di attività finanziarie all’estero, mentre l’imposta sostitutiva del 26% si applica ai redditi (plusvalenze) generati da tali attività. Entrambe vanno pagate separatamente senza possibilità di compensazione tra loro.

      In Sintesi

      La gestione fiscale del conto IG Italia in regime dichiarativo richiede attenzione a diversi adempimenti: la compilazione del Quadro RW per il monitoraggio delle attività finanziarie detenute all’estero (l’IBAN tedesco rende il conto formalmente “estero” ai fini fiscali italiani), il calcolo e versamento dell’IVAFE con aliquota dello 0,2% sul valore del conto, e la dichiarazione delle plusvalenze nel Quadro RT con applicazione dell’imposta sostitutiva del 26%.

      È fondamentale conservare tutta la documentazione fornita da IG Italia (estratti conto, report delle operazioni, certificazioni di fine anno) per almeno 5 anni e verificare attentamente i calcoli prima della presentazione della dichiarazione dei redditi. Le sanzioni per omissioni o errori possono essere significative, ma il meccanismo del ravvedimento operoso consente di regolarizzare la propria posizione con sanzioni ridotte se si interviene prima di eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

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