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Partita IVA Estetista 2026: Apertura, Tasse, Artigiana o Forfettaria

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Aprire la partita IVA come estetista nel 2026 significa entrare in una professione regolamentata dalla Legge n. 1/1990, che richiede una qualifica professionale specifica e l’iscrizione all’Albo Artigiani. A differenza di altre professioni, l’estetista non puo scegliere liberamente tra ditta artigiana e altre forme: l’iscrizione all’INPS Artigiani e obbligatoria, anche se si opta per il regime forfettario.

In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine vediamo tutti i requisiti per esercitare la professione, il codice ATECO 96.02.02, la scelta tra forfettario e regime ordinario, i contributi INPS Artigiani 2026 con la riduzione del 35%, gli obblighi del registratore di cassa telematico e i calcoli concreti su fatturati di 30.000, 50.000 e 80.000 euro.

Indice dei contenuti

  1. Chi e l’estetista: professione regolamentata Legge 1/1990
  2. Requisiti per esercitare: qualifica professionale
  3. L’esame finale abilitativo
  4. Dove esercitare: centro estetico, domicilio, regole
  5. SCIA al Comune e autorizzazione ASL
  6. Requisiti igienico-sanitari del centro estetico
  7. Codice ATECO estetista 96.02.02
  8. Scelta del regime fiscale: artigiano o forfettario
  9. Ditta individuale artigiana ordinaria
  10. Forfettario per estetista: coefficiente 40%
  11. Contributi INPS Artigiani 2026
  12. Riduzione 35% contributi per forfettari
  13. Quando conviene forfettario vs ordinario
  14. Attrezzature e costi apertura centro estetico
  15. Tariffe tipiche dei trattamenti estetici
  16. Fatturazione, ricevute e corrispettivi telematici
  17. Registratore di cassa telematico 2026
  18. Pubblicita dei servizi estetici: cosa e vietato
  19. Dipendenti, collaboratori e apprendistato
  20. Esempi di calcolo tasse: 30K, 50K, 80K
  21. FAQ

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Chi e l’estetista: professione regolamentata Legge 1/1990

L’attivita di estetista e disciplinata dalla Legge 4 gennaio 1990, n. 1, che la definisce come “tutte le prestazioni ed i trattamenti eseguiti sulla superficie del corpo umano il cui scopo esclusivo o prevalente sia quello di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne e proteggerne l’aspetto estetico, modificandolo attraverso l’eliminazione o l’attenuazione degli inestetismi presenti”.

La legge specifica chiaramente i confini della professione:

  • SI consentito: trattamenti estetici manuali, con apparecchi elettromeccanici, applicazione di prodotti cosmetici, depilazione, manicure, pedicure estetico, massaggio estetico, trucco
  • NO vietato: qualsiasi prestazione diretta, anche in modo indiretto, a finalita di carattere terapeutico (curare malattie della pelle, eliminare patologie)

L’estetista non puo diagnosticare patologie cutanee, prescrivere terapie, eseguire trattamenti medici (laser medico, iniezioni, peeling chimici profondi). Queste attivita sono di competenza del medico estetico (laureato in medicina con specializzazione).

Requisiti per esercitare: qualifica professionale

Per esercitare la professione di estetista e obbligatorio possedere la qualifica professionale prevista dalla Legge 1/1990, art. 3. Esistono due percorsi formativi alternativi:

Percorso 1: corso biennale + praticantato

  • Corso biennale di qualifica professionale di estetista: 900 ore di formazione teorica e pratica
  • Praticantato: 1.800 ore di tirocinio (1 anno effettivo) presso un’impresa di estetista regolarmente abilitata
  • Esame finale di abilitazione professionale

Percorso 2: diploma triennale IFP

  • Corso triennale di Istruzione e Formazione Professionale (IFP), riconosciuto dalla Regione
  • Frequenza obbligatoria di almeno 990 ore annue
  • Al termine del triennio: esame finale di qualifica
  • Possibilita di accedere al quarto anno per ottenere il diploma professionale

Riconoscimento titoli esteri: i diplomi conseguiti all’estero devono essere riconosciuti dalla Regione di residenza tramite procedura di equipollenza.

L’esame finale abilitativo

L’esame di abilitazione professionale di estetista e organizzato dalle Regioni e prevede generalmente:

  • Prova teorica scritta: domande su anatomia, fisiologia, dermatologia, cosmetologia, normativa di settore
  • Prova pratica: esecuzione di trattamenti estetici (pulizia viso, manicure, depilazione, massaggio)
  • Colloquio orale: verifica delle conoscenze tecniche e normative

Solo dopo il superamento dell’esame si ottiene la qualifica professionale di estetista, indispensabile per aprire l’attivita o per essere assunti come dipendenti qualificati. Senza qualifica, l’apertura di un centro estetico non e consentita.

Dove esercitare: centro estetico, domicilio, regole

L’attivita di estetista puo essere svolta in tre modalita principali, ciascuna con regole specifiche:

1. Centro estetico (locale dedicato)

E la modalita classica: si apre un negozio aperto al pubblico in locali commerciali destinati esclusivamente all’attivita estetica. I locali devono rispettare i requisiti igienico-sanitari previsti dal regolamento comunale e dalle norme ASL.

2. A domicilio del cliente

L’estetista puo recarsi presso il domicilio del cliente per eseguire trattamenti, purche:

  • Sia in possesso della qualifica professionale
  • Sia iscritto all’Albo Artigiani
  • Disponga di una sede dichiarata (anche presso la propria abitazione, come “sede operativa”)
  • Trasporti attrezzature e prodotti rispettando le norme igieniche

3. All’interno di altre strutture (con limiti)

L’estetista puo esercitare all’interno di palestre, hotel, centri benessere, SPA e strutture sanitarie convenzionate, ma sempre come impresa autonoma o dipendente qualificato di tali strutture.

ATTENZIONE – cosa NON e consentito:

  • NO esercizio di estetica in negozi non autorizzati (es. profumerie senza SCIA, parrucchiere senza qualifica estetica)
  • NO trattamenti estetici “abusivi” da parte di personale non qualificato
  • NO apertura di centri senza qualifica del titolare o di un “responsabile tecnico” qualificato

SCIA al Comune e autorizzazione ASL

Per aprire un centro estetico e necessaria la Segnalazione Certificata di Inizio Attivita (SCIA) da presentare al Comune in cui si trovano i locali, tramite lo Sportello Unico per le Attivita Produttive (SUAP).

Documenti per la SCIA estetista

  • Modulo SCIA compilato (modulistica del Comune o regionale)
  • Qualifica professionale del titolare o del responsabile tecnico
  • Visura catastale dei locali
  • Planimetria dei locali con destinazione d’uso
  • Dichiarazione di conformita impianti elettrico, idrico, climatizzazione
  • Certificazione agibilita dei locali
  • Autocertificazione requisiti igienico-sanitari
  • Documento d’identita e codice fiscale del titolare
  • Versamento diritti SUAP (variabile da Comune a Comune)

La SCIA permette di iniziare l’attivita immediatamente dalla data di presentazione, fatti salvi i controlli successivi da parte di Comune e ASL.

Autorizzazione ASL

L’ASL di competenza territoriale effettua un sopralluogo nei locali per verificare:

  • Idoneita igienico-sanitaria degli ambienti
  • Presenza di area trattamenti separata da spogliatoio e area attesa
  • Servizi igienici dedicati
  • Sterilizzatori per attrezzature riutilizzabili
  • Smaltimento rifiuti speciali (aghi, materiali contaminati)

Requisiti igienico-sanitari del centro estetico

I locali del centro estetico devono rispettare requisiti minimi stabiliti dal regolamento di esecuzione della Legge 1/1990 e dai regolamenti ASL regionali:

Caratteristiche dei locali

  • Superficie minima: generalmente almeno 25-30 m2 per la sola attivita estetica (variabile per regione)
  • Altezza minima: 2,70 m (alcuni Comuni accettano 2,40 m)
  • Aerazione: finestre apribili o impianto VMC
  • Illuminazione: naturale e artificiale adeguata
  • Pavimenti e pareti: lavabili, non porosi, fino almeno 2 m di altezza

Aree obbligatorie

  • Area accoglienza/attesa separata
  • Area trattamenti con cabine private (almeno 6-8 m2 ciascuna)
  • Spogliatoio per il personale
  • Servizi igienici per clienti e personale (anche unico se l’attivita e di piccole dimensioni)
  • Locale o armadio per attrezzature sterili
  • Zona deposito per prodotti cosmetici e biancheria pulita

HACCP e sicurezza sul lavoro

Il HACCP in senso stretto si applica al settore alimentare, ma per i centri estetici esistono protocolli equivalenti di sicurezza igienica:

  • Procedure di sterilizzazione attrezzature riutilizzabili (autoclave o sterilizzatore a calore secco)
  • Smaltimento rifiuti speciali (aghi monouso, garze contaminate) tramite ditte autorizzate
  • DPI (guanti monouso, mascherine, camice) per il personale
  • Registro dei trattamenti per tracciabilita
  • Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) obbligatorio per legge (D.Lgs. 81/2008)
  • Corso di primo soccorso e antincendio per il titolare e i dipendenti

Codice ATECO estetista 96.02.02

Il codice ATECO ufficiale per l’attivita di estetista e:

  • 96.02.02 – “Servizi degli istituti di bellezza”

Comprende: trattamenti di bellezza del viso, manicure, pedicure estetico, depilazione, trattamenti corpo, massaggi estetici, applicazione di prodotti cosmetici, trucco e make-up.

Codici ATECO correlati

  • 96.02.01 – “Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere” (NO estetista)
  • 96.02.03 – “Servizi di manicure e pedicure” (specifico se attivita esclusiva)
  • 96.04.10 – “Servizi di centri per il benessere fisico (esclusi gli stabilimenti termali)” – per SPA, palestre con servizi benessere
  • 86.90.21 – “Fisioterapia” (RISERVATO ai fisioterapisti laureati)

Nel regime forfettario, il codice 96.02.02 rientra nella categoria “Altre attivita economiche” con coefficiente di redditivita del 67%ATTENZIONE: questa e una semplificazione comune ma errata. Vediamo meglio nel paragrafo dedicato al forfettario.

Scelta del regime fiscale: artigiano o forfettario

L’estetista e classificata come professione artigianale ai sensi della Legge 443/1985 (Legge quadro sull’artigianato). Questo significa che, indipendentemente dal regime fiscale scelto, l’iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane presso la Camera di Commercio (CCIAA) e obbligatoria e comporta l’iscrizione automatica all’INPS Gestione Artigiani.

La scelta riguarda esclusivamente il regime fiscale di tassazione del reddito:

  1. Ditta individuale artigiana in regime ordinario o semplificato (con IVA al 22%, IRPEF a scaglioni)
  2. Ditta individuale artigiana in regime forfettario (senza IVA, imposta sostitutiva 5% o 15%)

Forme societarie alternative (meno comuni per estetiste single):

  • SNC artigiana (con un socio): entrambi i soci devono possedere la qualifica professionale
  • SRL artigiana: possibile ma maggiori adempimenti contabili

Ditta individuale artigiana ordinaria

Il regime ordinario (o semplificato per fatturati sotto i 500.000 EUR) per estetiste prevede:

Caratteristiche

  • IVA 22% applicata su tutti i trattamenti
  • Tenuta dei registri IVA (acquisti, vendite, corrispettivi)
  • Liquidazione IVA trimestrale o mensile
  • IRPEF a scaglioni sul reddito netto (dal 23% al 43%)
  • Addizionali regionali e comunali
  • IRAP esente fino a una certa franchigia (verificare normativa regionale)
  • Studi di settore / ISA (Indici Sintetici di Affidabilita)
  • Deducibilita integrale di tutte le spese inerenti l’attivita

Iscrizioni obbligatorie

  • Camera di Commercio (CCIAA): Albo Imprese Artigiane (diritto annuale ~88 EUR)
  • INPS Gestione Artigiani (vedi paragrafo dedicato)
  • INAIL (assicurazione infortuni – obbligatoria per il titolare e dipendenti)
  • Comune (SCIA)
  • Agenzia delle Entrate: apertura partita IVA

Quando conviene il regime ordinario

  • Fatturato sopra i 85.000 EUR (limite forfettario)
  • Costi elevati (acquisto attrezzature, affitto, dipendenti) che superano il 33% del fatturato (la soglia di convenienza rispetto al coefficiente forfettario al 67%)
  • Necessita di portare in detrazione/deduzione l’IVA su grandi investimenti (laser, macchinari)

Forfettario per estetista: coefficiente 40%

ATTENZIONE – chiarimento importante: in molti articoli online si legge che l’estetista in forfettario applica il coefficiente del 67% (“altre attivita”), ma questa e una semplificazione errata.

Il coefficiente di redditivita corretto per il codice ATECO 96.02.02 (servizi degli istituti di bellezza) e generalmente del 67% (categoria “altre attivita”) per chi presta servizi senza vendita prevalente di prodotti, ma se l’estetista vende anche cosmetici come attivita commerciale principale potrebbe applicare il coefficiente del 40% (commercio al minuto). Per la quasi totalita delle estetiste che effettuano trattamenti, il coefficiente applicato e 67%.

In pratica nel forfettario:

  • Reddito imponibile = Fatturato x 67%
  • Imposta sostitutiva = 5% i primi 5 anni (start-up), poi 15%
  • NO IVA in fattura
  • NO ritenute d’acconto
  • NO studi di settore/ISA
  • NO deducibilita costi (attrezzature, affitto, prodotti) – sono gia “incorporati” nel coefficiente

Requisiti accesso forfettario 2026

  • Ricavi/compensi anno precedente non superiori a 85.000 EUR
  • Spese per lavoro dipendente/collaboratori non superiori a 20.000 EUR
  • NO partecipazioni in societa di persone o SRL trasparenti
  • NO precedente attivita di lavoro dipendente verso lo stesso committente (con specifiche eccezioni)

Causa di esclusione automatica

Se durante l’anno si superano i 100.000 EUR di ricavi, si esce immediatamente dal forfettario (con applicazione retroattiva dell’IVA dal momento del superamento). Tra 85.001 e 100.000 EUR si esce dal forfettario dall’anno successivo.

Contributi INPS Artigiani 2026

L’estetista, come tutti gli artigiani, e iscritta obbligatoriamente alla Gestione Artigiani INPS e versa contributi previdenziali calcolati con il seguente schema 2026 (valori indicativi soggetti a rivalutazione annuale):

Aliquota contributiva 2026

  • Aliquota IVS: 24% sul reddito imponibile (di cui 24% per tutti, escluso lo 0,62% per indennita di maternita applicabile in quote diverse)
  • Contributo aggiuntivo per redditi sopra una certa soglia: +1% per la quota eccedente

Minimale e massimale 2026

  • Reddito minimale 2026: circa 17.500-18.000 EUR (rivalutazione ISTAT)
  • Contributo minimo annuo: circa 4.200 EUR (24% del minimale + maternita + altre quote)
  • Massimale contributivo: circa 120.000 EUR (oltre questa soglia non si versano piu contributi proporzionali)

I contributi minimi sono dovuti SEMPRE, anche se l’estetista ha fatturato zero o ha avuto perdite. Non sono “compensabili” con anni successivi se non si raggiunge il minimale.

Scadenze pagamento contributi

  • Quattro rate trimestrali per i contributi sul minimale: 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio
  • Saldi e acconti sui redditi eccedenti il minimale: 30 giugno e 30 novembre (in coincidenza con scadenze fiscali)

Riduzione 35% contributi per forfettari

Una delle agevolazioni piu importanti del regime forfettario per gli artigiani e la riduzione del 35% dei contributi INPS, prevista dalla Legge 190/2014 (art. 1, c. 77).

Come funziona la riduzione

  • Riduzione del 35% applicata sia ai contributi sul minimale sia ai contributi proporzionali eccedenti
  • Opzione facoltativa: va richiesta esplicitamente all’INPS via cassetto previdenziale entro il 28 febbraio dell’anno per cui si vuole l’agevolazione (o entro 30 giorni dall’iscrizione per i nuovi iscritti)
  • Validita: finche permane il regime forfettario

Effetto pratico sui contributi minimi

Con la riduzione del 35%, il contributo minimo annuo passa da circa 4.200 EUR a circa 2.730 EUR. Risparmio: circa 1.470 EUR all’anno.

Impatto sulla pensione futura

ATTENZIONE: la riduzione comporta una riduzione proporzionale dell’anzianita contributiva ai fini pensionistici. In altre parole, versando il 65% dei contributi, si accumula il 65% dei mesi/anni utili. Esempio: 12 mesi di lavoro con riduzione = circa 7,8 mesi accreditati.

Per chi e all’inizio della carriera puo essere conveniente, ma per chi e prossimo alla pensione potrebbe rallentare il raggiungimento dei requisiti. Valutare con un consulente previdenziale.

Quando conviene forfettario vs ordinario

La scelta tra forfettario e regime ordinario artigiana dipende da diversi fattori. Vediamo i casi tipici:

Conviene il FORFETTARIO se…

  • Fatturato sotto gli 85.000 EUR annui
  • Costi reali inferiori al 33% del fatturato (cioe sotto i 28.000 EUR su 85.000 EUR di ricavi)
  • Sei nei primi 5 anni di attivita (start-up al 5%)
  • Vuoi semplicita gestionale (no IVA, no ISA, no contabilita complessa)
  • Lavori a domicilio o hai pochi macchinari (basso investimento iniziale)

Conviene il REGIME ORDINARIO/SEMPLIFICATO se…

  • Fatturato sopra gli 85.000 EUR annui (oltre il limite)
  • Hai costi reali oltre il 33% del fatturato (affitto centro, dipendenti, macchinari costosi)
  • Hai investito in laser, lampade IPL, macchinari da decine di migliaia di euro (vuoi dedurre IVA e ammortamenti)
  • Hai dipendenti con costo del lavoro elevato (oltre 20.000 EUR limite forfettario)
  • I tuoi clienti sono prevalentemente aziende che vogliono detrarre l’IVA

Caso ibrido: alta marginalita servizi, bassa marginalita prodotti

Le estetiste che vendono anche cosmetici (creme, prodotti) potrebbero trovarsi in una zona grigia. Il consiglio e fare il doppio calcolo:

  • Calcolo tasse in forfettario al 67%
  • Calcolo tasse in regime ordinario con costi reali
  • Confronto e scelta del regime piu conveniente

Attrezzature e costi apertura centro estetico

I costi di apertura di un centro estetico variano molto in base alla location, alle dimensioni, alle attrezzature e all’arredo. Vediamo le principali voci di spesa:

Costi una tantum di apertura

  • Apertura partita IVA: gratuita (presso CAF o online)
  • Iscrizione CCIAA: circa 90 EUR (diritto annuale + bolli)
  • Spese SCIA Comune: 50-300 EUR variabili
  • Tassa concessione governativa: circa 168 EUR
  • Caparra affitto + 1 mese anticipato: 2.000-8.000 EUR
  • Ristrutturazione/adeguamento locali: 5.000-20.000 EUR
  • Arredamento (lettini, sedie attesa, reception): 3.000-10.000 EUR
  • Attrezzature base: 2.000-15.000 EUR (lampada, vapore, sterilizzatore, lettino elettrico, ecc.)
  • Attrezzature avanzate: laser depilazione 5.000-30.000 EUR, lampada IPL 3.000-12.000 EUR, radiofrequenza 2.000-8.000 EUR, cavitazione 1.500-5.000 EUR
  • Prodotti cosmetici scorta iniziale: 1.500-5.000 EUR
  • Software gestionale e cassa telematica: 800-2.000 EUR
  • Sito web + branding + insegna: 1.000-4.000 EUR

Costi totali stimati

  • Centro estetico minimal (a domicilio): 3.000-8.000 EUR
  • Centro estetico piccolo (1-2 cabine): 10.000-25.000 EUR
  • Centro estetico medio (3-4 cabine + macchinari): 25.000-50.000 EUR
  • Centro estetico premium (5+ cabine + laser + SPA): 50.000-150.000 EUR

Costi correnti mensili

  • Affitto: 600-2.500 EUR/mese
  • Utenze (luce, acqua, gas): 200-600 EUR/mese
  • Prodotti cosmetici e materiale di consumo: 300-1.500 EUR/mese
  • Pulizie e biancheria: 100-400 EUR/mese
  • Software gestionale: 30-100 EUR/mese
  • Marketing online: 100-500 EUR/mese

IMPORTANTE per il forfettario: tutti questi costi NON sono deducibili in forfettario, perche il regime applica gia il coefficiente del 67%. Significa che se in un anno si spendono 20.000 EUR di costi reali su 50.000 EUR di fatturato, il regime ordinario sarebbe piu conveniente.

Tariffe tipiche dei trattamenti estetici

Le tariffe medie nei centri estetici italiani nel 2026 (variabili per localita e fascia di mercato):

TrattamentoDurataPrezzo medio
Pulizia viso base45-60 min40-80 EUR
Pulizia viso profonda75-90 min70-120 EUR
Massaggio rilassante50 min50-90 EUR
Massaggio drenante/anticellulite50 min60-110 EUR
Depilazione gambe complete30 min20-40 EUR
Depilazione totale corpo90 min50-100 EUR
Manicure30 min15-30 EUR
Manicure con semipermanente50 min25-45 EUR
Pedicure estetico45 min25-50 EUR
Trattamento corpo (cavitazione, radiofrequenza)50 min60-150 EUR
Epilazione laser zona piccola (es. ascelle)20 min40-80 EUR
Epilazione laser corpo intero120 min200-400 EUR
Trucco evento/sposa60-90 min80-200 EUR

Considerando un centro con 1 estetista che lavora 6 ore al giorno per 22 giorni al mese, con uno scontrino medio di 50-70 EUR e 3-5 clienti al giorno, il fatturato mensile lordo si attesta tra 4.000 e 9.000 EUR (annuo: 48.000-108.000 EUR).

Fatturazione, ricevute e corrispettivi telematici

La maggior parte dei clienti dell’estetista sono privati (B2C). Le regole di documentazione fiscale sono:

Cliente privato (B2C)

  • Corrispettivo telematico via registratore di cassa (obbligatorio se locale aperto al pubblico)
  • Scontrino fiscale rilasciato al cliente al momento del pagamento
  • Fattura elettronica SOLO se richiesta esplicitamente dal cliente (anche privato puo richiederla)

Cliente azienda (B2B)

  • Fattura elettronica obbligatoria (anche per forfettari dal 2024)
  • Trasmissione tramite Sistema di Interscambio (SDI)
  • Indicazione del codice destinatario o PEC dell’azienda

Differenze tra ordinario e forfettario in fattura

Regime ordinario: applicare IVA al 22% sul corrispettivo. Es. trattamento 100 EUR + 22% IVA = 122 EUR totali.

Regime forfettario: NO IVA in fattura. Riportare la dicitura: “Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi 54-89, della Legge n. 190/2014. Operazione senza applicazione dell’IVA”. Es. trattamento 100 EUR = 100 EUR totali.

Imposta di bollo

In forfettario, le fatture sopra 77,47 EUR richiedono l’applicazione del bollo da 2 EUR (a carico del cliente o del professionista a seconda dell’accordo). Per scontrini e ricevute fiscali NON serve il bollo.

Registratore di cassa telematico 2026

Dal 2026 e obbligatorio per tutti i centri estetici con locale aperto al pubblico utilizzare il registratore di cassa telematico (RT) per la trasmissione automatica dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.

Caratteristiche RT

  • Trasmissione giornaliera automatica dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate
  • Stampa del “documento commerciale” (ex scontrino fiscale)
  • Possibilita di emettere “documento commerciale parlante” con codice fiscale del cliente per detrazioni
  • Memorizzazione dei dati su memoria fiscale interna

Costi del registratore telematico

  • Acquisto: 600-1.500 EUR (modelli base-medi)
  • Verifica biennale obbligatoria: 60-100 EUR
  • Bonus fiscale 2026: credito d’imposta del 50% per acquisto/adattamento RT (max 250 EUR per dispositivo)

Esonero dal RT

Le estetiste che lavorano esclusivamente a domicilio del cliente (senza locale aperto al pubblico) non sono obbligate al registratore telematico. In questo caso possono utilizzare:

  • Il “corrispettivo via web” tramite portale Agenzia Entrate (gratuito)
  • App mobili autorizzate per la memorizzazione e trasmissione corrispettivi
  • Ricevuta fiscale cartacea (sempre meno usata)

Pubblicita dei servizi estetici: cosa e vietato

La pubblicita dei trattamenti estetici e regolamentata da norme molto precise. Le violazioni possono comportare sanzioni amministrative significative e provvedimenti dell’Antitrust o del Ministero della Salute.

Cosa NON si puo dire

  • NO claim medici: “cura la cellulite”, “elimina le rughe definitivamente”, “guarisce dall’acne”, “tratta patologie”
  • NO termini sanitari: “terapia”, “diagnosi”, “patologia”, “guarigione”, “remissione”
  • NO confusione con medicina estetica: non puoi pubblicizzare botox, filler, peeling chimici medici, mesoterapia (sono atti medici)
  • NO promesse irrealistiche: “perdita di 10 kg in 1 settimana”, “ringiovanimento di 20 anni”
  • NO testimonianze ingannevoli con foto prima/dopo manipolate

Cosa SI puo dire

  • “Trattamenti estetici per il benessere della pelle”
  • “Riduzione dell’aspetto degli inestetismi della cellulite”
  • “Migliora l’aspetto estetico del viso”
  • “Trattamenti di bellezza personalizzati”
  • Indicazioni di prezzo e durata trasparenti

Pubblicita su social network

Instagram, Facebook, TikTok sono potenti canali di acquisizione clienti, ma valgono le stesse regole. ATTENZIONE alle foto prima/dopo: devono rappresentare risultati realistici e ottenibili dalla maggioranza dei clienti, mai manipolate. Sempre indicare il rispetto della privacy e ottenere consenso scritto del cliente prima di pubblicare immagini riconoscibili.

Dipendenti, collaboratori e apprendistato

Il centro estetico puo crescere assumendo personale qualificato. Ecco le forme contrattuali principali:

Dipendenti a tempo indeterminato/determinato

  • CCNL applicabile: CCNL Acconciatura ed Estetica (settore artigianato)
  • Tutti i dipendenti che svolgono trattamenti devono avere la qualifica di estetista
  • Costo del lavoro: stipendio lordo + 30-35% di contributi a carico azienda + TFR + 13a/14a
  • ATTENZIONE forfettario: il costo del personale non puo superare 20.000 EUR/anno

Apprendistato professionalizzante

  • Eta apprendista: 18-29 anni
  • Durata: massimo 3 anni (5 per l’artigianato)
  • Sgravi contributivi elevati per il datore di lavoro (riduzione fino al 100% per i primi anni nelle micro-imprese)
  • Retribuzione: 60-95% del livello finale a seconda dell’anno di apprendistato
  • Obbligo di formazione (almeno 120 ore/anno)

Tirocini formativi e curricolari

  • Per studenti dei corsi di estetica (parte delle 1.800 ore di praticantato)
  • Indennita di partecipazione: minimo 300-500 EUR/mese (variabile per Regione)
  • NON sono lavoratori subordinati, ma vanno comunicati al Centro per l’Impiego

Collaboratrici “a partita IVA”

ATTENZIONE: le “false partite IVA” sono frequentemente sanzionate nel settore estetico. Se la collaboratrice lavora solo per te, con orari fissi e attrezzature tue, l’INPS puo riqualificare il rapporto in lavoro subordinato con sanzioni e contributi arretrati. Le vere collaborazioni autonome devono avere autonomia organizzativa, propria attrezzatura, piu clienti.

Esempi di calcolo tasse: 30K, 50K, 80K

Vediamo tre esempi concreti per estetiste con fatturati diversi nel regime forfettario con coefficiente 67%, riduzione contributi 35%, aliquota imposta sostitutiva al 15% (post primi 5 anni). Tutti i valori sono indicativi 2026.

Esempio 1 – Estetista a domicilio: fatturato 30.000 EUR

  • Fatturato: 30.000 EUR
  • Reddito imponibile (30.000 x 67%): 20.100 EUR
  • Imposta sostitutiva (20.100 x 15%): 3.015 EUR
  • Contributi INPS (sul minimale 17.500 + eccedenza 2.600 al 24%, con riduzione 35%): circa 3.135 EUR
  • Diritto annuale CCIAA: 90 EUR
  • Totale tasse + contributi: circa 6.240 EUR
  • Netto in tasca (30.000 – 6.240): 23.760 EUR
  • Pressione fiscale effettiva: 20,8%

Esempio 2 – Centro estetico piccolo: fatturato 50.000 EUR

  • Fatturato: 50.000 EUR
  • Reddito imponibile (50.000 x 67%): 33.500 EUR
  • Imposta sostitutiva (33.500 x 15%): 5.025 EUR
  • Contributi INPS (sul minimale 17.500 + eccedenza 16.000 al 24%, con riduzione 35%): circa 5.225 EUR
  • Diritto annuale CCIAA: 90 EUR
  • Totale tasse + contributi: circa 10.340 EUR
  • Netto in tasca (50.000 – 10.340): 39.660 EUR (lordo, da cui detrarre costi reali NON deducibili)
  • Pressione fiscale effettiva: 20,7%

Se i costi reali (affitto, prodotti, utenze) sono di 18.000 EUR, il netto reale “in tasca” sarebbe 39.660 – 18.000 = 21.660 EUR.

Esempio 3 – Centro estetico medio: fatturato 80.000 EUR

  • Fatturato: 80.000 EUR (al limite del forfettario)
  • Reddito imponibile (80.000 x 67%): 53.600 EUR
  • Imposta sostitutiva (53.600 x 15%): 8.040 EUR
  • Contributi INPS (sul minimale 17.500 + eccedenza 36.100 al 24%, con riduzione 35%): circa 8.355 EUR
  • Diritto annuale CCIAA: 90 EUR
  • Totale tasse + contributi: circa 16.485 EUR
  • Lordo dopo tasse (80.000 – 16.485): 63.515 EUR
  • Pressione fiscale effettiva: 20,6%

Se i costi reali sono 35.000 EUR, il netto reale e 63.515 – 35.000 = 28.515 EUR. In questo caso potrebbe convenire valutare il regime ordinario se i costi sono molto elevati.

Confronto rapido con regime ordinario (semplificato)

Per fatturato 50.000 EUR e costi reali 18.000 EUR (reddito netto fiscale 32.000 EUR), in regime ordinario:

  • IRPEF a scaglioni (23% fino 28.000 + 35% oltre): circa 7.840 EUR
  • Addizionali regionali e comunali: circa 600 EUR
  • Contributi INPS 24% su 32.000 EUR (NO riduzione 35%): circa 7.680 EUR
  • IVA: a saldo zero se IVA acquisti compensa IVA vendite (di solito si versa qualcosa)
  • Totale tasse + contributi: circa 16.120 EUR

Risultato: con costi reali al 36% del fatturato, il regime ordinario diventa competitivo. Sotto il 33% di costi, il forfettario e quasi sempre piu conveniente.

FAQ – Domande frequenti

Posso aprire un centro estetico senza qualifica professionale?

NO. La Legge 1/1990 impone che il titolare dell’attivita o un “responsabile tecnico” alle sue dipendenze abbia la qualifica professionale di estetista. Aprire senza qualifica e considerato esercizio abusivo della professione, sanzionato con multe da 516 a 5.165 EUR e chiusura dell’attivita.

Posso fare l’estetista a domicilio in regime forfettario?

SI, e una delle modalita piu flessibili e meno costose. Devi comunque aprire la partita IVA, iscriverti all’Albo Artigiani della CCIAA, versare i contributi INPS Artigiani (con riduzione 35%) e dichiarare la sede operativa (puo essere anche la tua abitazione, con destinazione d’uso compatibile).

Quanto tempo ci vuole per aprire un centro estetico?

Mediamente 2-4 mesi dall’avvio delle pratiche, considerando: ricerca locale, ristrutturazione/adeguamento, presentazione SCIA, ispezione ASL, acquisto attrezzature. Per attivita a domicilio i tempi si riducono a 1-2 settimane.

Quanto guadagna un’estetista in Italia?

Una dipendente guadagna in media 1.300-1.700 EUR netti/mese (CCNL Estetica). Una titolare di centro estetico ben avviato puo guadagnare 2.500-5.000 EUR netti/mese al netto di tasse e costi, ma dipende molto da location, marketing e numero di trattatamenti giornalieri.

Posso usare il laser estetico senza essere medico?

Dipende dal tipo di laser. I laser di Classe 4 (es. laser CO2 ablativo) sono riservati ai medici. I laser di Classe 3B (es. laser a diodo per epilazione, IPL) possono essere usati da estetiste qualificate dopo aver seguito un corso specifico. Verificare sempre la classe del macchinario e la normativa regionale.

Devo emettere fattura elettronica anche in forfettario?

SI, dal 2024 anche i forfettari sono obbligati alla fattura elettronica per le operazioni B2B (verso aziende con partita IVA). Per i clienti privati continua a valere il sistema dei corrispettivi telematici (scontrino RT). La fattura elettronica al privato e obbligatoria solo se richiesta dal cliente.

Cosa succede se supero gli 85.000 EUR di fatturato in forfettario?

Se a fine anno il fatturato e tra 85.001 e 100.000 EUR, esci dal forfettario dall’anno successivo. Se invece superi i 100.000 EUR in corso d’anno, esci immediatamente dal mese stesso del superamento, con obbligo di applicare l’IVA retroattivamente da quel momento.

Posso assumere un’apprendista anche se sono in forfettario?

SI, ma attenzione al limite di 20.000 EUR/anno di spese per lavoro dipendente e collaboratori. Per un’apprendista al primo anno, il costo totale (stipendio + contributi ridotti per apprendistato) si aggira sui 12.000-15.000 EUR/anno, quindi rientra nel limite. Se assumi due apprendiste o un’apprendista + altre forme, fai bene i conti.

Mi conviene aprire come SRL artigiana invece che ditta individuale?

Per la maggior parte delle estetiste single, la ditta individuale e piu conveniente per semplicita e costi (no contabilita ordinaria, no bilancio depositato in CCIAA, no tassazione IRES). La SRL ha senso se: si superano fatturati di 100-150.000 EUR, si vuole separare patrimonio personale da quello aziendale, si pianifica un’apertura con piu socie professioniste.

Il CAF puo aiutarmi ad aprire la partita IVA come estetista?

SI. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le aspiranti estetiste in tutto il percorso: apertura partita IVA, iscrizione CCIAA, comunicazione INPS Artigiani, presentazione SCIA al Comune, scelta del regime fiscale piu vantaggioso, gestione contabile annuale, dichiarazione redditi e pagamento contributi.

Conclusione: aprire la partita IVA da estetista nel 2026

Aprire la partita IVA come estetista nel 2026 richiede un percorso strutturato: qualifica professionale, iscrizione all’Albo Artigiani, SCIA al Comune, autorizzazione ASL, scelta del regime fiscale. Il regime forfettario con riduzione contributi del 35% e la soluzione piu conveniente per chi parte e ha costi contenuti, mentre il regime ordinario e indicato per centri estetici con investimenti elevati e dipendenti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna in tutte le fasi: dall’apertura partita IVA alla gestione fiscale annuale, calcolando il regime piu conveniente in base al tuo fatturato e ai tuoi costi reali. Contatta lo studio per una consulenza personalizzata e parti con il piede giusto nella tua attivita di estetista.

Servizi del CAF Centro Fiscale per estetiste:

  • Apertura partita IVA gratuita
  • Iscrizione CCIAA Albo Artigiani
  • Comunicazione INPS Artigiani con domanda di riduzione 35%
  • Assistenza SCIA al Comune
  • Tenuta contabilita ordinaria o forfettaria
  • Dichiarazione redditi (Modello Redditi PF)
  • Calcolo e versamento F24 contributi e tasse
  • Consulenza per assunzioni e apprendistato

Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per fissare un appuntamento e iniziare la tua attivita di estetista nel migliore dei modi.

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