CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIDetrazione Mutuo nel 730/2026: Nuovi Codici e Tetto per i Redditi AltiLa detrazione mutuo nel 730/2026 porta con sé importanti novità che ogni contribuente deve conoscere prima di compilare la dichiarazione dei redditi. La Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024) ha introdotto il nuovo articolo 16-ter del TUIR, che stabilisce un tetto massimo alle detrazioni fiscali per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro. Questo cambiamento impatta direttamente sulla detrazione degli interessi passivi del mutuo per la prima casa, da sempre uno degli oneri detraibili più utilizzati dagli italiani. Scopriamo insieme come funziona il nuovo sistema, quali codici usare nel quadro E del modello 730 e come calcolare l’importo effettivamente detraibile nel 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiDetrazione interessi mutuo prima casa: importo e regole 2026Art. 16-ter TUIR: il tetto alle detrazioni per redditi altiCome si calcola il tetto alle detrazioni: formula e quoziente familiareI codici del quadro E del 730: guida pratica per il mutuoDetrazioni per mutuo di costruzione e ristrutturazioneEsempi pratici di calcolo: quanto si detrae nel 2026Novità 2026: tabella riepilogativa dei cambiamentiErrori da evitare nella compilazione del quadro EDomande frequenti sulla detrazione mutuoDetrazione interessi mutuo prima casa: importo e regole 2026La detrazione degli interessi passivi sul mutuo ipotecario per l’acquisto della prima casa è disciplinata dall’articolo 15, comma 1, lettera b) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, D.P.R. 917/1986). Per il periodo d’imposta 2025 (dichiarazione 730/2026), le regole di base rimangono invariate rispetto al passato, ma si aggiunge il nuovo vincolo del tetto reddituale introdotto dalla Legge di Bilancio 2025.Importo massimo detraibile: La detrazione è pari al 19% degli interessi passivi pagati nell’anno, calcolata su un importo massimo di 4.000 euro. Il beneficio fiscale massimo teorico è quindi di 760 euro (4.000 × 19%). Questo importo si riferisce alla quota di interessi passivi, che include anche gli oneri accessori del mutuo (spese di istruttoria, perizia, polizza assicurativa obbligatoria per legge).I requisiti fondamentali per accedere alla detrazione mutuo prima casa nel 2026 sono:Mutuo ipotecario stipulato per l’acquisto dell’unità immobiliare (non per altri scopi)Immobile adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto (o dalla stipula del mutuo)Il mutuo deve essere stipulato nell’anno in cui si acquista l’immobile o nell’anno precedente o successivoL’immobile deve essere prima casa del contribuente (dimora abituale)Il contribuente deve essere intestatario del mutuo (anche in quota pro-indiviso)Oneri accessori includi: Oltre agli interessi passivi in senso stretto, sono detraibili anche le spese accessorie pagate alla banca: perizia tecnica, spese notarili per la stipula del mutuo, quota della polizza incendio obbligatoria. Non sono invece detraibili le spese notarili per il contratto di compravendita. Tutti questi dati si trovano nel certificato annuale che la banca invia entro il 28 febbraio di ogni anno. Consulta il nostro articolo sugli interessi passivi mutuo 730 per un approfondimento sulle modalità di calcolo. Art. 16-ter TUIR: il tetto alle detrazioni per redditi altiLa principale novità per la detrazione mutuo 730/2026 è l’introduzione dell’articolo 16-ter del TUIR, inserito dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207 del 30 dicembre 2024, art. 1, commi 10-12). Questa norma stabilisce un limite massimo complessivo alle detrazioni fiscali per i contribuenti con reddito elevato, in attuazione del principio del quoziente familiare introdotto dalla delega fiscale (L. 111/2023).Il meccanismo funziona su due soglie di reddito:Reddito complessivoTetto massimo detrazioni (oneri)Impatto sulla detrazione mutuoFino a 75.000 euroNessun limite (regole ordinarie)Fino a 760 euro di detrazione pienaDa 75.001 a 100.000 euro14.000 euro × coefficiente familiarePotenzialmente ridottaOltre 100.000 euro8.000 euro × coefficiente familiareUlteriormente ridottaImportante: Il tetto non riguarda tutte le detrazioni ma soltanto quelle degli “oneri” ex art. 15 e 16 TUIR. Rimangono escluse dall’applicazione del limite:Le detrazioni per carichi di famiglia (figli, coniuge)Le detrazioni da lavoro (lavoratori dipendenti, pensionati, autonomi)Il bonus edilizio al 110% (Superbonus) per le spese già sostenute e rateizzateLe detrazioni per canoni di locazione come conduttoreLe detrazioni spettanti ai sensi di leggi speciali non ricondotte all’art. 15 TUIRLa detrazione degli interessi passivi del mutuo prima casa (art. 15, co. 1, lett. b) TUIR), invece, è espressamente inclusa tra gli oneri soggetti al tetto dell’art. 16-ter. Per i contribuenti con reddito oltre i 75.000 euro, questo significa che la detrazione mutuo concorre al raggiungimento del plafond massimo consentito insieme ad altre detrazioni (spese mediche, istruzione, assicurazioni, ecc.). Come si calcola il tetto alle detrazioni: la formula e il quoziente familiareIl calcolo del tetto massimo alle detrazioni previsto dall’art. 16-ter TUIR si basa su un coefficiente familiare che tiene conto del numero di figli a carico. Questo coefficiente, ispirato al quoziente familiare francese, mira a non penalizzare le famiglie numerose nella fruizione delle detrazioni fiscali.Situazione familiareCoefficienteLimite spese (reddito 75.001-100.000 euro)Limite spese (reddito oltre 100.000 euro)Nessun figlio a carico0,507.000 euro4.000 euro1 figlio a carico0,709.800 euro5.600 euro2 figli a carico0,8511.900 euro6.800 euro3 o più figli a carico1,0014.000 euro8.000 euroFiglio con disabilità grave1,0014.000 euro8.000 euroCome si legge la tabella: Per un contribuente con reddito 82.000 euro e nessun figlio, il limite di spesa detraibile complessivo è di 7.000 euro (14.000 × 0,50). Se gli oneri totali (mutuo + spese mediche + altro) superano 7.000 euro, la detrazione del 19% si applica solo ai primi 7.000 euro. Per chi ha 3 o più figli, invece, il tetto non opera mai poiché il coefficiente 1,00 lascia invariati i limiti ordinari.Esempio concreto con figli: Contribuente con reddito 90.000 euro, 2 figli a carico. Oneri: interessi mutuo 4.000 euro + spese mediche 4.500 euro + spese istruzione 2.000 euro = totale 10.500 euro. Il limite è 11.900 euro (14.000 × 0,85). Poiché 10.500 < 11.900, la detrazione è piena: 10.500 × 19% = 1.995 euro. Il tetto non opera.Riordino progressivo delle detrazioni: L’art. 16-ter TUIR prevede anche un meccanismo di riduzione progressiva per chi supera i 75.000 euro: il taglio non è “tutto o niente” ma graduale. Per redditi compresi tra 75.001 e 100.000 euro, si applica la formula che usa il coefficiente familiare sulle spese base di 14.000 euro. Per redditi oltre 100.000 euro, il limite base scende a 8.000 euro e si applica il medesimo coefficiente familiare. I codici del quadro E del 730: guida pratica per il mutuoIl quadro E del modello 730/2026 raccoglie tutti gli oneri e le spese detraibili o deducibili. Per quanto riguarda il mutuo, esistono codici specifici che variano a seconda della tipologia di mutuo e dell’utilizzo dell’immobile. Compilare il codice sbagliato comporta il rischio di un controllo formale da parte dell’Agenzia delle Entrate con richiesta di chiarimenti o rettifica.Di seguito la tabella completa dei codici quadro E per la detrazione mutuo nel modello 730/2026:CodiceTipologia mutuoAliquotaLimite di spesaDetrazione max7Mutuo ipotecario acquisto abitazione principale, stipulato dal 1° gennaio 199319%4.000 euro760 euro8Mutui ipotecari acquisto altri immobili, stipulati prima del 199319%2.065,83 euro392,51 euro9Mutui ipotecari costruzione/ristrutturazione abitazione principale19%2.582,28 euro490,63 euro10Interessi passivi per mutui agrari in essere19%Reddito del terrenoVariabile11Interessi passivi su prestiti e mutui agrari stipulati prima del 199319%Reddito del terrenoVariabileCodice 7 — il più utilizzato: Si applica ai mutui ipotecari stipulati dal 1993 in poi per l’acquisto della prima casa destinata ad abitazione principale. È il codice usato dalla stragrande maggioranza dei mutuatari italiani. L’importo da indicare include:Gli interessi passivi riportati nel certificato bancario annualeLe quote di rivalutazione (per mutui con indicizzazione)Gli oneri accessori indicati nella certificazione bancaria: perizia, istruttoria, polizza incendio obbligatoria per leggeDove trovare l’importo esatto: La banca invia ogni anno (entro il 28 febbraio) la certificazione degli interessi passivi, oppure la rende disponibile nell’area clienti online. Dal 14 maggio 2026 il 730 precompilato dell’Agenzia delle Entrate contiene già questi dati, comunicati direttamente dalla banca. Prima di accettare il precompilato, è consigliabile verificare la corrispondenza con la certificazione bancaria.Mutuo cointestato: Se il mutuo è cointestato tra due persone (es. coniugi), ciascun cointestatario riporta nel proprio modello 730 la propria quota di interessi (tipicamente il 50%). Il limite di 4.000 euro si intende per ciascun mutuatario: la coppia può quindi detrarre complessivamente interessi fino a 8.000 euro totali, con un beneficio di 1.520 euro. Detrazioni per mutuo di costruzione e ristrutturazioneOltre al classico mutuo per acquisto prima casa, esistono specifiche detrazioni per i mutui stipulati per costruire o ristrutturare l’abitazione principale. Queste fattispecie utilizzano il codice 9 del quadro E e prevedono un limite di spesa diverso rispetto al codice 7.Mutuo per costruzione (codice 9)Limite di spesa: 2.582,28 euro (non 4.000 euro come per l’acquisto)Aliquota: 19%, quindi detrazione massima di 490,63 euroIl mutuo deve essere stipulato nei 6 mesi precedenti o 18 mesi successivi all’inizio dei lavori di costruzioneL’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro 6 mesi dal termine dei lavoriI lavori devono riguardare l’unità immobiliare risultante dalla costruzioneÈ necessario il permesso di costruire (o DIA/SCIA equivalente) come documentazioneMutuo per ristrutturazione (codice 9)Stessi limiti e aliquota del mutuo costruzioneL’immobile deve diventare abitazione principale entro 1 anno dal termine lavoriLa ristrutturazione deve riguardare l’unità destinata ad abitazione principaleI lavori devono essere di ristrutturazione significativa (non mera manutenzione ordinaria)Surrogazione del mutuo: Se si è effettuata una surroga del mutuo (portabilità verso un’altra banca), la detrazione continua senza interruzioni. L’importante è che l’immobile resti abitazione principale e che il nuovo mutuo non superi il debito residuo del precedente. Eventuali somme aggiuntive ottenute con la surroga (liquidità extra) non danno diritto alla detrazione. La surroga si documenta con il contratto originario e quello di surroga.Rinegoziazione vs surroga: La rinegoziazione con la stessa banca non interrompe la detrazione. La surroga presso un’altra banca nemmeno, a patto che il saldo del nuovo mutuo non ecceda quello residuo del vecchio. In entrambi i casi, la detrazione prosegue regolarmente con il codice 7 o 9 nel quadro E della dichiarazione dei redditi 730. Esempi pratici di calcolo: quanto si detrae nel 2026Per comprendere concretamente l’impatto delle novità 2026, analizziamo quattro scenari tipici di contribuenti con diverse situazioni reddituali e familiari. Questi esempi ti aiuteranno a stimare l’effetto del tetto dell’art. 16-ter sulla tua detrazione mutuo.Scenario 1: Reddito 55.000 euro — nessun impatto del tettoDati: Contribuente con reddito complessivo 55.000 euro, interessi mutuo prima casa pagati nel 2025: 3.800 euro. Nessun figlio.Reddito: 55.000 euro → sotto la soglia dei 75.000 euroNessun tetto ex art. 16-ter TUIR applicabileInteressi detraibili: 3.800 euro (inferiori al limite di 4.000 euro)Detrazione: 3.800 × 19% = 722 euroNessuna modifica rispetto agli anni precedentiScenario 2: Reddito 82.000 euro, nessun figlio — tetto attivoDati: Contribuente con reddito 82.000 euro, interessi mutuo 4.000 euro, spese mediche 3.200 euro, polizza vita 1.200 euro. Nessun figlio a carico.Reddito: 82.000 euro → fascia 75.001-100.000 euroCoefficiente familiare (nessun figlio): 0,50Limite spese detraibili: 14.000 × 0,50 = 7.000 euroTotale oneri: 4.000 + 3.200 + 1.200 = 8.400 euro → superiore al limiteSi detrae solo sui primi 7.000 euroDetrazione complessiva massima: 7.000 × 19% = 1.330 euro (invece di 1.596 euro)Taglio effettivo: -266 euroScenario 3: Reddito 82.000 euro, 2 figli — tetto non scattaDati: Come lo Scenario 2, ma con 2 figli a carico.Reddito: 82.000 euro → fascia 75.001-100.000 euroCoefficiente familiare (2 figli): 0,85Limite spese detraibili: 14.000 × 0,85 = 11.900 euroTotale oneri: 8.400 euro → inferiore al limite di 11.900 euroIl tetto non produce tagli: detrazione pienaDetrazione: 8.400 × 19% = 1.596 euroScenario 4: Reddito 110.000 euro, 1 figlio — taglio significativoDati: Contribuente con reddito 110.000 euro, interessi mutuo 4.000 euro, spese mediche 4.500 euro, spese istruzione universitaria 3.000 euro, polizza vita 1.000 euro. Un figlio a carico.Reddito: 110.000 euro → oltre la soglia dei 100.000 euroCoefficiente familiare (1 figlio): 0,70Limite spese detraibili: 8.000 × 0,70 = 5.600 euroTotale oneri: 4.000 + 4.500 + 3.000 + 1.000 = 12.500 euro → largamente superiore al limiteSi detrae solo sui primi 5.600 euroDetrazione complessiva massima: 5.600 × 19% = 1.064 euro (invece di 2.375 euro)Taglio effettivo: -1.311 euroCome distribuire il tetto tra le detrazioni disponibili? La legge non stabilisce un criterio obbligatorio di priorità. Il contribuente (o il CAF che compila il 730) può scegliere quali oneri “sacrificare” per rispettare il limite. In pratica, conviene ottimizzare la distribuzione partendo dagli oneri con importi fissi (come gli interessi mutuo) e riducendo quelli più flessibili. Il CAF Centro Fiscale effettua questa analisi personalizzata per ogni cliente.Novità 2026: tabella riepilogativa dei cambiamentiEcco un riepilogo schematico di tutte le novità che impattano sulla detrazione mutuo nel 730/2026, per avere un quadro completo e immediato delle differenze rispetto agli anni precedenti:AspettoRegola fino al 2024Novità dal 2025 (dichiarazione 730/2026)Limite spesa mutuo prima casa (codice 7)4.000 euro4.000 euro (invariato)Aliquota detrazione19%19% (invariata)Detrazione massima teorica760 euro760 euro (invariata se reddito sotto 75.000 euro)Tetto complessivo per redditi oltre 75.000 euroNessunoIntrodotto dall’art. 16-ter TUIR (L. 207/2024)Tetto per redditi 75.001-100.000 euroN/A14.000 euro × coefficiente familiareTetto per redditi oltre 100.000 euroN/A8.000 euro × coefficiente familiareCoefficiente (nessun figlio)N/A0,50Coefficiente (1 figlio)N/A0,70Coefficiente (2 figli)N/A0,85Coefficiente (3+ figli o figlio disabile)N/A1,00 (nessun taglio effettivo)Codici quadro E (7, 8, 9, 10, 11)InvariatiInvariatiSuperbonus 110% rateizzatoN/AESCLUSO dal tetto art. 16-terDetrazioni lavoro e familiariN/AESCLUSE dal tetto art. 16-terAttenzione al 730 precompilato: Nel 730 precompilato 2026, l’Agenzia delle Entrate calcolerà automaticamente il tetto dell’art. 16-ter per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro. Tuttavia, il calcolo del coefficiente familiare dipende dai dati sui figli a carico già presenti nell’anagrafe tributaria. Se la situazione familiare è cambiata (nascita di un figlio, figlio che ha perso la condizione di figlio a carico), è fondamentale verificare che il precompilato rifletta la realtà e, se necessario, modificarlo con l’assistenza del CAF. Errori da evitare nella compilazione del quadro ELa compilazione del quadro E del modello 730 per gli interessi del mutuo è una delle operazioni apparentemente semplici che nasconde insidie frequenti. Ecco gli errori più comuni che il CAF Centro Fiscale riscontra durante la stagione dichiarativa e come evitarli.1. Inserire l’importo del rateo invece degli interessiL’errore più diffuso: molti contribuenti indicano nel quadro E la rata mensile del mutuo (o il totale delle rate annue) invece dei soli interessi passivi. La rata è composta da quota capitale + quota interessi: va indicata solo la quota interessi riportata nella certificazione bancaria annuale.2. Usare il codice sbagliatoUsare il codice 8 (mutui ante 1993) invece del codice 7 (mutui post 1993 prima casa) porta a calcolare la detrazione su un limite dimezzato (2.065,83 euro invece di 4.000 euro), perdendo parte del beneficio fiscale spettante. Verificare sempre la data di stipula del contratto di mutuo e la destinazione dell’immobile.3. Non dichiarare correttamente la cointestazioneSe il mutuo è cointestato, ogni cointestatario ha diritto alla detrazione sulla propria quota. Chi compila il 730 individuale deve indicare solo la propria quota di interessi (es. 50%), non l’importo totale. Se entrambi i cointestatari indicano il 100%, si verifica una doppia deduzione illecita che può essere contestata dall’Agenzia delle Entrate in sede di controllo.4. Dimenticare gli oneri accessoriMolti contribuenti includono solo gli interessi passivi e dimenticano gli oneri accessori detraibili (spese di perizia, istruttoria, polizza incendio obbligatoria). Questi importi sono indicati nella certificazione bancaria annuale e aumentano la base imponibile su cui calcolare il 19%, incrementando il beneficio fiscale.5. Non verificare il tetto art. 16-ter per redditi oltre 75.000 euroDal periodo d’imposta 2025 (730/2026), i contribuenti con reddito oltre 75.000 euro devono calcolare il tetto dell’art. 16-ter prima di compilare il quadro E. Se si sommano tutti gli oneri e si supera il limite calcolato con il coefficiente familiare, è necessario ridurre proporzionalmente gli importi nel quadro E. Il 730 precompilato lo fa automaticamente, ma chi compila manualmente deve verificare il calcolo.6. Detrarre il mutuo sulla seconda casa come fosse la primaLa detrazione piena (codice 7, limite 4.000 euro) spetta solo per la prima casa effettivamente adibita ad abitazione principale. Se il contribuente ha cambiato residenza o ha acquistato un’altra abitazione principale, deve verificare la detraibilità del mutuo sulla vecchia abitazione. In generale, la detrazione cessa quando l’immobile non è più abitazione principale, salvo specifiche eccezioni previste dal TUIR (trasferimento per motivi di lavoro, ricovero in case di cura con utilizzo gratuito da parte di familiari).Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno centinaia di contribuenti nella compilazione del modello 730, verificando la corretta applicazione di tutte le detrazioni incluse quelle sul mutuo. Grazie all’esperienza pluriennale, il nostro team individua gli errori nel 730 precompilato e ottimizza il beneficio fiscale spettante a ciascun contribuente. Puoi richiedere assistenza per il tuo 730/2026 comodamente online o di persona presso la nostra sede di Udine.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Detrazione Mutuo 730/2026Qual e il limite massimo di detrazione per gli interessi del mutuo prima casa nel 2026?Il limite rimane 4.000 euro di interessi passivi detraibili al 19%, per una detrazione massima di 760 euro. Tuttavia, per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro si applica il tetto complessivo dell’art. 16-ter TUIR (introdotto dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024), che puo ridurre l’importo effettivamente detraibile in base al reddito e al numero di figli a carico.Che codice devo usare nel quadro E del 730 per gli interessi del mutuo prima casa?Il codice corretto per i mutui ipotecari stipulati dal 1993 per l’acquisto dell’abitazione principale e il codice 7. Per i mutui costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale si usa il codice 9 (limite 2.582,28 euro). Per mutui ante 1993 su altri immobili si usa il codice 8 (limite 2.065,83 euro). Il codice sbagliato comporta una detrazione ridotta o un controllo formale da parte dell’Agenzia delle Entrate.Il tetto dell’art. 16-ter TUIR si applica anche al Superbonus 110%?No. Le detrazioni Superbonus 110% gia avviate e rateizzate in 10 anni (per spese sostenute fino al 2023) sono escluse dal tetto dell’art. 16-ter TUIR. Questa esclusione e prevista espressamente per non penalizzare chi aveva gia avviato i lavori in buona fede con le vecchie regole. Le istruzioni del modello 730/2026 dell’Agenzia delle Entrate confermano questa esclusione.Se ho rifinanziato il mutuo con la surroga, perdo la detrazione?No. In caso di surroga del mutuo (portabilita verso un’altra banca), la detrazione continua senza interruzioni, purche l’immobile resti adibito ad abitazione principale e il debito residuo non aumenti. Se con la surroga si ottiene liquidita aggiuntiva, gli interessi su questa quota extra non sono detraibili. E importante conservare la documentazione della surroga e la certificazione degli interessi della nuova banca.Posso detrarre gli interessi del mutuo se l’immobile non e la mia abitazione principale?In generale no. La detrazione piena (codice 7, 4.000 euro) spetta solo per l’abitazione principale. Esistono pero eccezioni: se si e trasferiti per lavoro (purche l’immobile non sia locato a terzi), se si e ricoverati in case di cura con l’immobile occupato gratuitamente da un familiare, o se si acquista un immobile da affittare entro 3 anni dall’acquisto. Rivolgersi al CAF per verificare la situazione specifica.Hai bisogno di assistenza per la detrazione mutuo nel 730?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare il quadro E correttamente, verificare il tetto dell’art. 16-ter e ottimizzare tutte le detrazioni del tuo 730/2026.Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ Contattaci su WhatsAppCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIDICHIARAZIONE DEI REDDITI Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteSuperbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-03 09:00:002026-08-17 11:02:46Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteDICHIARAZIONE DEI REDDITI Bonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi FiltraggioBonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi Filtraggio https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-01 09:00:002026-08-17 11:02:40Bonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi FiltraggioDICHIARAZIONE DEI REDDITI Spese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e CorsiSpese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e Corsi https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-30 09:00:002026-08-17 11:02:33Spese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e CorsiCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Paola Zilli07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B.06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Pubblicato su Google robert poletto17/07/2026 Fantastici Pubblicato su Google Geanina Gaita16/07/2026 Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 5, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-05 08:22:322026-05-31 14:10:43Detrazione Mutuo nel 730/2026: Nuovi Codici e Tetto per i Redditi Alti
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CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIDetrazione Mutuo nel 730/2026: Nuovi Codici e Tetto per i Redditi AltiLa detrazione mutuo nel 730/2026 porta con sé importanti novità che ogni contribuente deve conoscere prima di compilare la dichiarazione dei redditi. La Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024) ha introdotto il nuovo articolo 16-ter del TUIR, che stabilisce un tetto massimo alle detrazioni fiscali per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro. Questo cambiamento impatta direttamente sulla detrazione degli interessi passivi del mutuo per la prima casa, da sempre uno degli oneri detraibili più utilizzati dagli italiani. Scopriamo insieme come funziona il nuovo sistema, quali codici usare nel quadro E del modello 730 e come calcolare l’importo effettivamente detraibile nel 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiDetrazione interessi mutuo prima casa: importo e regole 2026Art. 16-ter TUIR: il tetto alle detrazioni per redditi altiCome si calcola il tetto alle detrazioni: formula e quoziente familiareI codici del quadro E del 730: guida pratica per il mutuoDetrazioni per mutuo di costruzione e ristrutturazioneEsempi pratici di calcolo: quanto si detrae nel 2026Novità 2026: tabella riepilogativa dei cambiamentiErrori da evitare nella compilazione del quadro EDomande frequenti sulla detrazione mutuoDetrazione interessi mutuo prima casa: importo e regole 2026La detrazione degli interessi passivi sul mutuo ipotecario per l’acquisto della prima casa è disciplinata dall’articolo 15, comma 1, lettera b) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, D.P.R. 917/1986). Per il periodo d’imposta 2025 (dichiarazione 730/2026), le regole di base rimangono invariate rispetto al passato, ma si aggiunge il nuovo vincolo del tetto reddituale introdotto dalla Legge di Bilancio 2025.Importo massimo detraibile: La detrazione è pari al 19% degli interessi passivi pagati nell’anno, calcolata su un importo massimo di 4.000 euro. Il beneficio fiscale massimo teorico è quindi di 760 euro (4.000 × 19%). Questo importo si riferisce alla quota di interessi passivi, che include anche gli oneri accessori del mutuo (spese di istruttoria, perizia, polizza assicurativa obbligatoria per legge).I requisiti fondamentali per accedere alla detrazione mutuo prima casa nel 2026 sono:Mutuo ipotecario stipulato per l’acquisto dell’unità immobiliare (non per altri scopi)Immobile adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto (o dalla stipula del mutuo)Il mutuo deve essere stipulato nell’anno in cui si acquista l’immobile o nell’anno precedente o successivoL’immobile deve essere prima casa del contribuente (dimora abituale)Il contribuente deve essere intestatario del mutuo (anche in quota pro-indiviso)Oneri accessori includi: Oltre agli interessi passivi in senso stretto, sono detraibili anche le spese accessorie pagate alla banca: perizia tecnica, spese notarili per la stipula del mutuo, quota della polizza incendio obbligatoria. Non sono invece detraibili le spese notarili per il contratto di compravendita. Tutti questi dati si trovano nel certificato annuale che la banca invia entro il 28 febbraio di ogni anno. Consulta il nostro articolo sugli interessi passivi mutuo 730 per un approfondimento sulle modalità di calcolo. Art. 16-ter TUIR: il tetto alle detrazioni per redditi altiLa principale novità per la detrazione mutuo 730/2026 è l’introduzione dell’articolo 16-ter del TUIR, inserito dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207 del 30 dicembre 2024, art. 1, commi 10-12). Questa norma stabilisce un limite massimo complessivo alle detrazioni fiscali per i contribuenti con reddito elevato, in attuazione del principio del quoziente familiare introdotto dalla delega fiscale (L. 111/2023).Il meccanismo funziona su due soglie di reddito:Reddito complessivoTetto massimo detrazioni (oneri)Impatto sulla detrazione mutuoFino a 75.000 euroNessun limite (regole ordinarie)Fino a 760 euro di detrazione pienaDa 75.001 a 100.000 euro14.000 euro × coefficiente familiarePotenzialmente ridottaOltre 100.000 euro8.000 euro × coefficiente familiareUlteriormente ridottaImportante: Il tetto non riguarda tutte le detrazioni ma soltanto quelle degli “oneri” ex art. 15 e 16 TUIR. Rimangono escluse dall’applicazione del limite:Le detrazioni per carichi di famiglia (figli, coniuge)Le detrazioni da lavoro (lavoratori dipendenti, pensionati, autonomi)Il bonus edilizio al 110% (Superbonus) per le spese già sostenute e rateizzateLe detrazioni per canoni di locazione come conduttoreLe detrazioni spettanti ai sensi di leggi speciali non ricondotte all’art. 15 TUIRLa detrazione degli interessi passivi del mutuo prima casa (art. 15, co. 1, lett. b) TUIR), invece, è espressamente inclusa tra gli oneri soggetti al tetto dell’art. 16-ter. Per i contribuenti con reddito oltre i 75.000 euro, questo significa che la detrazione mutuo concorre al raggiungimento del plafond massimo consentito insieme ad altre detrazioni (spese mediche, istruzione, assicurazioni, ecc.). Come si calcola il tetto alle detrazioni: la formula e il quoziente familiareIl calcolo del tetto massimo alle detrazioni previsto dall’art. 16-ter TUIR si basa su un coefficiente familiare che tiene conto del numero di figli a carico. Questo coefficiente, ispirato al quoziente familiare francese, mira a non penalizzare le famiglie numerose nella fruizione delle detrazioni fiscali.Situazione familiareCoefficienteLimite spese (reddito 75.001-100.000 euro)Limite spese (reddito oltre 100.000 euro)Nessun figlio a carico0,507.000 euro4.000 euro1 figlio a carico0,709.800 euro5.600 euro2 figli a carico0,8511.900 euro6.800 euro3 o più figli a carico1,0014.000 euro8.000 euroFiglio con disabilità grave1,0014.000 euro8.000 euroCome si legge la tabella: Per un contribuente con reddito 82.000 euro e nessun figlio, il limite di spesa detraibile complessivo è di 7.000 euro (14.000 × 0,50). Se gli oneri totali (mutuo + spese mediche + altro) superano 7.000 euro, la detrazione del 19% si applica solo ai primi 7.000 euro. Per chi ha 3 o più figli, invece, il tetto non opera mai poiché il coefficiente 1,00 lascia invariati i limiti ordinari.Esempio concreto con figli: Contribuente con reddito 90.000 euro, 2 figli a carico. Oneri: interessi mutuo 4.000 euro + spese mediche 4.500 euro + spese istruzione 2.000 euro = totale 10.500 euro. Il limite è 11.900 euro (14.000 × 0,85). Poiché 10.500 < 11.900, la detrazione è piena: 10.500 × 19% = 1.995 euro. Il tetto non opera.Riordino progressivo delle detrazioni: L’art. 16-ter TUIR prevede anche un meccanismo di riduzione progressiva per chi supera i 75.000 euro: il taglio non è “tutto o niente” ma graduale. Per redditi compresi tra 75.001 e 100.000 euro, si applica la formula che usa il coefficiente familiare sulle spese base di 14.000 euro. Per redditi oltre 100.000 euro, il limite base scende a 8.000 euro e si applica il medesimo coefficiente familiare. I codici del quadro E del 730: guida pratica per il mutuoIl quadro E del modello 730/2026 raccoglie tutti gli oneri e le spese detraibili o deducibili. Per quanto riguarda il mutuo, esistono codici specifici che variano a seconda della tipologia di mutuo e dell’utilizzo dell’immobile. Compilare il codice sbagliato comporta il rischio di un controllo formale da parte dell’Agenzia delle Entrate con richiesta di chiarimenti o rettifica.Di seguito la tabella completa dei codici quadro E per la detrazione mutuo nel modello 730/2026:CodiceTipologia mutuoAliquotaLimite di spesaDetrazione max7Mutuo ipotecario acquisto abitazione principale, stipulato dal 1° gennaio 199319%4.000 euro760 euro8Mutui ipotecari acquisto altri immobili, stipulati prima del 199319%2.065,83 euro392,51 euro9Mutui ipotecari costruzione/ristrutturazione abitazione principale19%2.582,28 euro490,63 euro10Interessi passivi per mutui agrari in essere19%Reddito del terrenoVariabile11Interessi passivi su prestiti e mutui agrari stipulati prima del 199319%Reddito del terrenoVariabileCodice 7 — il più utilizzato: Si applica ai mutui ipotecari stipulati dal 1993 in poi per l’acquisto della prima casa destinata ad abitazione principale. È il codice usato dalla stragrande maggioranza dei mutuatari italiani. L’importo da indicare include:Gli interessi passivi riportati nel certificato bancario annualeLe quote di rivalutazione (per mutui con indicizzazione)Gli oneri accessori indicati nella certificazione bancaria: perizia, istruttoria, polizza incendio obbligatoria per leggeDove trovare l’importo esatto: La banca invia ogni anno (entro il 28 febbraio) la certificazione degli interessi passivi, oppure la rende disponibile nell’area clienti online. Dal 14 maggio 2026 il 730 precompilato dell’Agenzia delle Entrate contiene già questi dati, comunicati direttamente dalla banca. Prima di accettare il precompilato, è consigliabile verificare la corrispondenza con la certificazione bancaria.Mutuo cointestato: Se il mutuo è cointestato tra due persone (es. coniugi), ciascun cointestatario riporta nel proprio modello 730 la propria quota di interessi (tipicamente il 50%). Il limite di 4.000 euro si intende per ciascun mutuatario: la coppia può quindi detrarre complessivamente interessi fino a 8.000 euro totali, con un beneficio di 1.520 euro. Detrazioni per mutuo di costruzione e ristrutturazioneOltre al classico mutuo per acquisto prima casa, esistono specifiche detrazioni per i mutui stipulati per costruire o ristrutturare l’abitazione principale. Queste fattispecie utilizzano il codice 9 del quadro E e prevedono un limite di spesa diverso rispetto al codice 7.Mutuo per costruzione (codice 9)Limite di spesa: 2.582,28 euro (non 4.000 euro come per l’acquisto)Aliquota: 19%, quindi detrazione massima di 490,63 euroIl mutuo deve essere stipulato nei 6 mesi precedenti o 18 mesi successivi all’inizio dei lavori di costruzioneL’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro 6 mesi dal termine dei lavoriI lavori devono riguardare l’unità immobiliare risultante dalla costruzioneÈ necessario il permesso di costruire (o DIA/SCIA equivalente) come documentazioneMutuo per ristrutturazione (codice 9)Stessi limiti e aliquota del mutuo costruzioneL’immobile deve diventare abitazione principale entro 1 anno dal termine lavoriLa ristrutturazione deve riguardare l’unità destinata ad abitazione principaleI lavori devono essere di ristrutturazione significativa (non mera manutenzione ordinaria)Surrogazione del mutuo: Se si è effettuata una surroga del mutuo (portabilità verso un’altra banca), la detrazione continua senza interruzioni. L’importante è che l’immobile resti abitazione principale e che il nuovo mutuo non superi il debito residuo del precedente. Eventuali somme aggiuntive ottenute con la surroga (liquidità extra) non danno diritto alla detrazione. La surroga si documenta con il contratto originario e quello di surroga.Rinegoziazione vs surroga: La rinegoziazione con la stessa banca non interrompe la detrazione. La surroga presso un’altra banca nemmeno, a patto che il saldo del nuovo mutuo non ecceda quello residuo del vecchio. In entrambi i casi, la detrazione prosegue regolarmente con il codice 7 o 9 nel quadro E della dichiarazione dei redditi 730. Esempi pratici di calcolo: quanto si detrae nel 2026Per comprendere concretamente l’impatto delle novità 2026, analizziamo quattro scenari tipici di contribuenti con diverse situazioni reddituali e familiari. Questi esempi ti aiuteranno a stimare l’effetto del tetto dell’art. 16-ter sulla tua detrazione mutuo.Scenario 1: Reddito 55.000 euro — nessun impatto del tettoDati: Contribuente con reddito complessivo 55.000 euro, interessi mutuo prima casa pagati nel 2025: 3.800 euro. Nessun figlio.Reddito: 55.000 euro → sotto la soglia dei 75.000 euroNessun tetto ex art. 16-ter TUIR applicabileInteressi detraibili: 3.800 euro (inferiori al limite di 4.000 euro)Detrazione: 3.800 × 19% = 722 euroNessuna modifica rispetto agli anni precedentiScenario 2: Reddito 82.000 euro, nessun figlio — tetto attivoDati: Contribuente con reddito 82.000 euro, interessi mutuo 4.000 euro, spese mediche 3.200 euro, polizza vita 1.200 euro. Nessun figlio a carico.Reddito: 82.000 euro → fascia 75.001-100.000 euroCoefficiente familiare (nessun figlio): 0,50Limite spese detraibili: 14.000 × 0,50 = 7.000 euroTotale oneri: 4.000 + 3.200 + 1.200 = 8.400 euro → superiore al limiteSi detrae solo sui primi 7.000 euroDetrazione complessiva massima: 7.000 × 19% = 1.330 euro (invece di 1.596 euro)Taglio effettivo: -266 euroScenario 3: Reddito 82.000 euro, 2 figli — tetto non scattaDati: Come lo Scenario 2, ma con 2 figli a carico.Reddito: 82.000 euro → fascia 75.001-100.000 euroCoefficiente familiare (2 figli): 0,85Limite spese detraibili: 14.000 × 0,85 = 11.900 euroTotale oneri: 8.400 euro → inferiore al limite di 11.900 euroIl tetto non produce tagli: detrazione pienaDetrazione: 8.400 × 19% = 1.596 euroScenario 4: Reddito 110.000 euro, 1 figlio — taglio significativoDati: Contribuente con reddito 110.000 euro, interessi mutuo 4.000 euro, spese mediche 4.500 euro, spese istruzione universitaria 3.000 euro, polizza vita 1.000 euro. Un figlio a carico.Reddito: 110.000 euro → oltre la soglia dei 100.000 euroCoefficiente familiare (1 figlio): 0,70Limite spese detraibili: 8.000 × 0,70 = 5.600 euroTotale oneri: 4.000 + 4.500 + 3.000 + 1.000 = 12.500 euro → largamente superiore al limiteSi detrae solo sui primi 5.600 euroDetrazione complessiva massima: 5.600 × 19% = 1.064 euro (invece di 2.375 euro)Taglio effettivo: -1.311 euroCome distribuire il tetto tra le detrazioni disponibili? La legge non stabilisce un criterio obbligatorio di priorità. Il contribuente (o il CAF che compila il 730) può scegliere quali oneri “sacrificare” per rispettare il limite. In pratica, conviene ottimizzare la distribuzione partendo dagli oneri con importi fissi (come gli interessi mutuo) e riducendo quelli più flessibili. Il CAF Centro Fiscale effettua questa analisi personalizzata per ogni cliente.Novità 2026: tabella riepilogativa dei cambiamentiEcco un riepilogo schematico di tutte le novità che impattano sulla detrazione mutuo nel 730/2026, per avere un quadro completo e immediato delle differenze rispetto agli anni precedenti:AspettoRegola fino al 2024Novità dal 2025 (dichiarazione 730/2026)Limite spesa mutuo prima casa (codice 7)4.000 euro4.000 euro (invariato)Aliquota detrazione19%19% (invariata)Detrazione massima teorica760 euro760 euro (invariata se reddito sotto 75.000 euro)Tetto complessivo per redditi oltre 75.000 euroNessunoIntrodotto dall’art. 16-ter TUIR (L. 207/2024)Tetto per redditi 75.001-100.000 euroN/A14.000 euro × coefficiente familiareTetto per redditi oltre 100.000 euroN/A8.000 euro × coefficiente familiareCoefficiente (nessun figlio)N/A0,50Coefficiente (1 figlio)N/A0,70Coefficiente (2 figli)N/A0,85Coefficiente (3+ figli o figlio disabile)N/A1,00 (nessun taglio effettivo)Codici quadro E (7, 8, 9, 10, 11)InvariatiInvariatiSuperbonus 110% rateizzatoN/AESCLUSO dal tetto art. 16-terDetrazioni lavoro e familiariN/AESCLUSE dal tetto art. 16-terAttenzione al 730 precompilato: Nel 730 precompilato 2026, l’Agenzia delle Entrate calcolerà automaticamente il tetto dell’art. 16-ter per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro. Tuttavia, il calcolo del coefficiente familiare dipende dai dati sui figli a carico già presenti nell’anagrafe tributaria. Se la situazione familiare è cambiata (nascita di un figlio, figlio che ha perso la condizione di figlio a carico), è fondamentale verificare che il precompilato rifletta la realtà e, se necessario, modificarlo con l’assistenza del CAF. Errori da evitare nella compilazione del quadro ELa compilazione del quadro E del modello 730 per gli interessi del mutuo è una delle operazioni apparentemente semplici che nasconde insidie frequenti. Ecco gli errori più comuni che il CAF Centro Fiscale riscontra durante la stagione dichiarativa e come evitarli.1. Inserire l’importo del rateo invece degli interessiL’errore più diffuso: molti contribuenti indicano nel quadro E la rata mensile del mutuo (o il totale delle rate annue) invece dei soli interessi passivi. La rata è composta da quota capitale + quota interessi: va indicata solo la quota interessi riportata nella certificazione bancaria annuale.2. Usare il codice sbagliatoUsare il codice 8 (mutui ante 1993) invece del codice 7 (mutui post 1993 prima casa) porta a calcolare la detrazione su un limite dimezzato (2.065,83 euro invece di 4.000 euro), perdendo parte del beneficio fiscale spettante. Verificare sempre la data di stipula del contratto di mutuo e la destinazione dell’immobile.3. Non dichiarare correttamente la cointestazioneSe il mutuo è cointestato, ogni cointestatario ha diritto alla detrazione sulla propria quota. Chi compila il 730 individuale deve indicare solo la propria quota di interessi (es. 50%), non l’importo totale. Se entrambi i cointestatari indicano il 100%, si verifica una doppia deduzione illecita che può essere contestata dall’Agenzia delle Entrate in sede di controllo.4. Dimenticare gli oneri accessoriMolti contribuenti includono solo gli interessi passivi e dimenticano gli oneri accessori detraibili (spese di perizia, istruttoria, polizza incendio obbligatoria). Questi importi sono indicati nella certificazione bancaria annuale e aumentano la base imponibile su cui calcolare il 19%, incrementando il beneficio fiscale.5. Non verificare il tetto art. 16-ter per redditi oltre 75.000 euroDal periodo d’imposta 2025 (730/2026), i contribuenti con reddito oltre 75.000 euro devono calcolare il tetto dell’art. 16-ter prima di compilare il quadro E. Se si sommano tutti gli oneri e si supera il limite calcolato con il coefficiente familiare, è necessario ridurre proporzionalmente gli importi nel quadro E. Il 730 precompilato lo fa automaticamente, ma chi compila manualmente deve verificare il calcolo.6. Detrarre il mutuo sulla seconda casa come fosse la primaLa detrazione piena (codice 7, limite 4.000 euro) spetta solo per la prima casa effettivamente adibita ad abitazione principale. Se il contribuente ha cambiato residenza o ha acquistato un’altra abitazione principale, deve verificare la detraibilità del mutuo sulla vecchia abitazione. In generale, la detrazione cessa quando l’immobile non è più abitazione principale, salvo specifiche eccezioni previste dal TUIR (trasferimento per motivi di lavoro, ricovero in case di cura con utilizzo gratuito da parte di familiari).Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno centinaia di contribuenti nella compilazione del modello 730, verificando la corretta applicazione di tutte le detrazioni incluse quelle sul mutuo. Grazie all’esperienza pluriennale, il nostro team individua gli errori nel 730 precompilato e ottimizza il beneficio fiscale spettante a ciascun contribuente. Puoi richiedere assistenza per il tuo 730/2026 comodamente online o di persona presso la nostra sede di Udine.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Detrazione Mutuo 730/2026Qual e il limite massimo di detrazione per gli interessi del mutuo prima casa nel 2026?Il limite rimane 4.000 euro di interessi passivi detraibili al 19%, per una detrazione massima di 760 euro. Tuttavia, per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro si applica il tetto complessivo dell’art. 16-ter TUIR (introdotto dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024), che puo ridurre l’importo effettivamente detraibile in base al reddito e al numero di figli a carico.Che codice devo usare nel quadro E del 730 per gli interessi del mutuo prima casa?Il codice corretto per i mutui ipotecari stipulati dal 1993 per l’acquisto dell’abitazione principale e il codice 7. Per i mutui costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale si usa il codice 9 (limite 2.582,28 euro). Per mutui ante 1993 su altri immobili si usa il codice 8 (limite 2.065,83 euro). Il codice sbagliato comporta una detrazione ridotta o un controllo formale da parte dell’Agenzia delle Entrate.Il tetto dell’art. 16-ter TUIR si applica anche al Superbonus 110%?No. Le detrazioni Superbonus 110% gia avviate e rateizzate in 10 anni (per spese sostenute fino al 2023) sono escluse dal tetto dell’art. 16-ter TUIR. Questa esclusione e prevista espressamente per non penalizzare chi aveva gia avviato i lavori in buona fede con le vecchie regole. Le istruzioni del modello 730/2026 dell’Agenzia delle Entrate confermano questa esclusione.Se ho rifinanziato il mutuo con la surroga, perdo la detrazione?No. In caso di surroga del mutuo (portabilita verso un’altra banca), la detrazione continua senza interruzioni, purche l’immobile resti adibito ad abitazione principale e il debito residuo non aumenti. Se con la surroga si ottiene liquidita aggiuntiva, gli interessi su questa quota extra non sono detraibili. E importante conservare la documentazione della surroga e la certificazione degli interessi della nuova banca.Posso detrarre gli interessi del mutuo se l’immobile non e la mia abitazione principale?In generale no. La detrazione piena (codice 7, 4.000 euro) spetta solo per l’abitazione principale. Esistono pero eccezioni: se si e trasferiti per lavoro (purche l’immobile non sia locato a terzi), se si e ricoverati in case di cura con l’immobile occupato gratuitamente da un familiare, o se si acquista un immobile da affittare entro 3 anni dall’acquisto. Rivolgersi al CAF per verificare la situazione specifica.Hai bisogno di assistenza per la detrazione mutuo nel 730?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare il quadro E correttamente, verificare il tetto dell’art. 16-ter e ottimizzare tutte le detrazioni del tuo 730/2026.Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ Contattaci su WhatsAppCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIDICHIARAZIONE DEI REDDITI Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteSuperbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-03 09:00:002026-08-17 11:02:46Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteDICHIARAZIONE DEI REDDITI Bonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi FiltraggioBonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi Filtraggio https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-01 09:00:002026-08-17 11:02:40Bonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi FiltraggioDICHIARAZIONE DEI REDDITI Spese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e CorsiSpese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e Corsi https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-30 09:00:002026-08-17 11:02:33Spese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e CorsiCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Paola Zilli07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B.06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Pubblicato su Google robert poletto17/07/2026 Fantastici Pubblicato su Google Geanina Gaita16/07/2026 Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 5, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-05 08:22:322026-05-31 14:10:43Detrazione Mutuo nel 730/2026: Nuovi Codici e Tetto per i Redditi Alti
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteSuperbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-03 09:00:002026-08-17 11:02:46Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Bonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi FiltraggioBonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi Filtraggio https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-01 09:00:002026-08-17 11:02:40Bonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi Filtraggio
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Spese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e CorsiSpese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e Corsi https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-30 09:00:002026-08-17 11:02:33Spese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e Corsi
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIAddizionale Regionale IRPEF nel 730: Aliquote, Esenzioni e Calcolo per Ogni Regione 2025L'addizionale regionale IRPEF nel 730 è una delle voci fiscali che riguarda praticamente tutti i contribuenti italiani, eppure rimane spesso poco compresa. Si tratta di un'imposta aggiuntiva all'IRPEF che ogni regione italiana applica in misura variabile, con aliquote e soglie di esenzione diverse da territorio a territorio. Capire come funziona l'addizionale regionale IRPEF 730, dove si dichiara e quanto si paga è fondamentale per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi ed evitare brutte sorprese in busta paga o in fase di conguaglio fiscale.In questa guida completa trovi tutto quello che ti serve sapere sull'addizionale regionale IRPEF 2025: cos'è, come si calcola, dove si inserisce nel modello 730, le aliquote aggiornate per tutte e 20 le regioni italiane, le soglie di esenzione e gli esempi pratici per capire quanto pagherai davvero.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos'è l'addizionale regionale IRPEFCome si calcola: base imponibile e aliquoteIl Quadro RV nel modello 730Aliquote 2025 per tutte le Regioni italianeEsenzioni: chi non paga l'addizionale regionaleAddizionale regionale e comunale: le differenzeAcconto, saldo e conguaglio in busta pagaEsempi pratici di calcoloDomande FrequentiCos'è l'addizionale regionale IRPEFL'addizionale regionale IRPEF è un'imposta locale sul reddito delle persone fisiche che si aggiunge all'IRPEF statale. È istituita dal Decreto Legislativo n. 446 del 1997 e deve essere versata da tutti i contribuenti che risiedono in una regione italiana e che hanno prodotto un reddito imponibile positivo ai fini IRPEF. In parole semplici: se paghi l'IRPEF, con ogni probabilità paghi anche l'addizionale regionale.A differenza dell'IRPEF statale, che segue scaglioni e aliquote uguali per tutti i cittadini italiani, l'addizionale regionale IRPEF varia da regione a regione. Ogni amministrazione regionale ha la facoltà di stabilire la propria aliquota, nel rispetto di un tetto minimo fissato per legge. L'aliquota base è pari all'1,23% del reddito imponibile, ma le regioni possono maggiorarla fino a un massimo di 2,33% (ovvero fino a 1,1 punti percentuali in più rispetto all'aliquota base, in base a quanto consentito dalla normativa vigente).Le regioni possono anche prevedere aliquote differenziate per scaglioni di reddito, analogamente all'IRPEF statale, oppure esenzioni per i redditi più bassi. Questo significa che, a parità di reddito, un contribuente residente in Lombardia potrebbe pagare un'addizionale regionale diversa rispetto a uno residente in Sicilia o in Friuli Venezia Giulia. Come si calcola: base imponibile e aliquoteIl calcolo dell'addizionale regionale IRPEF parte dalla stessa base imponibile dell'IRPEF ordinaria. Non si tratta del reddito lordo, ma del reddito complessivo al netto delle deduzioni ammesse dalla legge (come i contributi previdenziali, le spese per addetti alla cura di familiari, ecc.). In sostanza, la formula è:Addizionale regionale = Reddito imponibile IRPEF × Aliquota regionaleLe detrazioni IRPEF (per lavoro dipendente, per carichi familiari, per spese sanitarie, ecc.) non riducono la base imponibile dell'addizionale regionale: vengono sottratte solo dall'IRPEF statale, non dall'addizionale. Questo è un aspetto spesso fonte di confusione: le detrazioni fiscali che ottieni nel 730 abbattono l'IRPEF che devi allo Stato, ma non abbattono l'addizionale regionale che devi alla tua regione.Alcune regioni hanno adottato un sistema di aliquote progressive a scaglioni, simile a quello dell'IRPEF nazionale. In questi casi, il reddito imponibile viene suddiviso in fasce e a ciascuna fascia si applica un'aliquota diversa. Ad esempio, la regione Lazio applica aliquote differenti per chi guadagna fino a 15.000 euro, tra 15.000 e 28.000 euro, tra 28.000 e 55.000 euro, e oltre 55.000 euro. Altre regioni invece applicano un'aliquota unica (flat) su tutto il reddito imponibile. Il Quadro RV nel modello 730Nel modello 730, l'addizionale regionale IRPEF viene gestita nel Quadro RV (denominato anche “Addizionale regionale all'IRPEF” nelle istruzioni ministeriali). In questo quadro il contribuente — o il CAF che compila il modello per conto del contribuente — inserisce i dati relativi all'addizionale dovuta e agli eventuali acconti già versati.Nella dichiarazione dei redditi 730, il Quadro RV svolge una funzione di liquidazione: sulla base del reddito imponibile e dell'aliquota applicabile nella regione di residenza, viene calcolato l'importo totale dovuto, viene confrontato con quanto già versato (acconto) e si determina se il contribuente deve ancora versare qualcosa (saldo a debito) oppure ha diritto a un rimborso (saldo a credito).Per i lavoratori dipendenti, il sostituto d'imposta (il datore di lavoro) gestisce automaticamente le trattenute in busta paga e il conguaglio di fine anno. Per i pensionati, è l'INPS a effettuare le trattenute direttamente dalla pensione. Per i lavoratori autonomi o per chi ha redditi diversi, l'addizionale viene versata tramite modello F24, con scadenze specifiche legate alla presentazione del 730 o del Modello Redditi PF.Dati fondamentali nel Quadro RV:Codice regione di residenza al 31 dicembre dell'anno d'imposta (non quella attuale, se diversa)Reddito imponibile su cui calcolare l'addizionaleAliquota applicabile (determinata automaticamente dal software del CAF sulla base della regione)Addizionale totale dovutaAcconto già versato (trattenuto dal datore di lavoro o versato con F24)Saldo a debito o credito Aliquote addizionale regionale IRPEF 2025 per tutte le Regioni italianeEcco le aliquote dell'addizionale regionale IRPEF 2025 per tutte le 20 regioni italiane, comprese le regioni a statuto speciale. I dati si riferiscono all'anno d'imposta 2025 (quello che dichiari nel 730 presentato nel 2026). Le aliquote sono quelle deliberate dalle singole regioni e aggiornate in base alle ultime normative disponibili.Regioni a Statuto Ordinario:RegioneAliquota / ScaglioniSoglia esenzionePiemonte1,62% (fino a 15.000€) → 2,13% (15.001-28.000€) → 2,33% (oltre 28.000€)Reddito ≤ 15.000 euro: 1,62%Valle d’Aosta1,23% (aliquota unica)Esenzione per redditi ≤ 7.500 euroLombardia1,23% (fino a 15.000€) → 1,58% (15.001-28.000€) → 1,72% (28.001-55.000€) → 1,73% (oltre 55.000€)Esenzione per redditi ≤ 8.000 euroLiguria1,23% (fino a 15.000€) → 2,33% (oltre 15.000€)Esenzione per redditi ≤ 8.000 euroVeneto1,23% (aliquota unica)Esenzione per redditi ≤ 12.000 euro (con figli a carico)Emilia-Romagna1,33% (fino a 15.000€) → 2,03% (15.001-28.000€) → 2,23% (28.001-50.000€) → 2,33% (oltre 50.000€)Esenzione per redditi ≤ 12.000 euroToscana1,42% (fino a 15.000€) → 1,92% (15.001-28.000€) → 2,12% (28.001-55.000€) → 2,33% (oltre 55.000€)Esenzione per redditi ≤ 15.000 euroUmbria1,23% (fino a 15.000€) → 1,63% (15.001-28.000€) → 1,93% (28.001-55.000€) → 2,13% (oltre 55.000€)Esenzione per redditi ≤ 12.000 euroMarche1,23% (fino a 15.000€) → 1,53% (15.001-28.000€) → 1,73% (28.001-55.000€) → 1,73% (oltre 55.000€)Esenzione per redditi ≤ 10.000 euroLazio1,23% (fino a 15.000€) → 1,73% (15.001-28.000€) → 2,03% (28.001-55.000€) → 2,33% (oltre 55.000€)Esenzione per redditi ≤ 12.000 euroAbruzzo1,23% (fino a 15.000€) → 1,73% (15.001-28.000€) → 2,03% (28.001-55.000€) → 2,33% (oltre 55.000€)Esenzione per redditi ≤ 8.000 euroMolise1,23% (fino a 15.000€) → 2,03% (15.001-28.000€) → 2,23% (oltre 28.000€)Esenzione per redditi ≤ 8.000 euroCampania2,03% (fino a 15.000€) → 2,13% (15.001-28.000€) → 2,23% (28.001-50.000€) → 2,33% (oltre 50.000€)Esenzione per redditi ≤ 12.000 euroPuglia1,23% (fino a 15.000€) → 2,03% (15.001-28.000€) → 2,33% (oltre 28.000€)Esenzione per redditi ≤ 8.000 euroBasilicata1,23% (fino a 15.000€) → 1,73% (15.001-28.000€) → 2,23% (oltre 28.000€)Esenzione per redditi ≤ 8.000 euroCalabria1,73% (fino a 15.000€) → 2,03% (15.001-28.000€) → 2,23% (28.001-55.000€) → 2,33% (oltre 55.000€)Esenzione per redditi ≤ 15.000 euroRegioni e Province a Statuto Speciale:Regione / Provincia AutonomaAliquota / ScaglioniSoglia esenzioneSicilia1,23% (fino a 15.000€) → 1,83% (15.001-28.000€) → 2,03% (28.001-55.000€) → 2,23% (oltre 55.000€)Esenzione per redditi ≤ 10.000 euroSardegna1,23% (aliquota unica)Esenzione per redditi ≤ 12.000 euroFriuli Venezia Giulia1,23% (fino a 15.000€) → 1,43% (15.001-28.000€) → 1,63% (28.001-55.000€) → 1,63% (oltre 55.000€)Esenzione per redditi ≤ 11.000 euroTrentino-Alto Adige / Prov. Aut. Trento1,23% (aliquota base provinciale)Esenzione per redditi ≤ 15.000 euro (Trento), variabile BolzanoNota bene: Le aliquote indicate sono quelle deliberate dalle regioni per l'anno d'imposta 2025. Le regioni in piano di rientro dal deficit sanitario (come la Calabria e la Campania) applicano le maggiorazioni massime consentite dalla legge. Verifica sempre le delibere regionali aggiornate o affidati al CAF Centro Fiscale per la compilazione del 730: i nostri esperti applicano automaticamente l'aliquota corretta per la tua regione di residenza. Esenzioni: chi non paga l'addizionale regionale IRPEFNon tutti i contribuenti sono tenuti a versare l'addizionale regionale IRPEF. La legge nazionale e le delibere regionali prevedono alcune esenzioni importanti che riguardano principalmente i redditi più bassi e alcune categorie particolari. Conoscere queste esenzioni può fare una differenza concreta nel calcolo finale della tua dichiarazione dei redditi.La prima e più importante esenzione è quella legata alla soglia minima di reddito. Quasi tutte le regioni italiane prevedono che i contribuenti con un reddito imponibile al di sotto di una certa soglia non paghino l'addizionale regionale. Queste soglie variano significativamente da regione a regione: si va dagli 8.000 euro di alcune regioni meridionali fino ai 15.000 euro di regioni come Toscana e Calabria.Oltre alla soglia di reddito, alcune regioni prevedono ulteriori esenzioni o agevolazioni per specifiche categorie:Famiglie con figli a carico: Alcune regioni (come Veneto e Lombardia) prevedono soglie di esenzione più elevate o riduzioni dell'addizionale per i contribuenti con figli fiscalmente a carico. Il numero di figli e l'importo dell'ISEE del nucleo familiare possono incidere sul calcolo.Pensionati con redditi bassi: I pensionati con reddito da pensione inferiore alle soglie regionali di esenzione non pagano l'addizionale regionale. Per un pensionato con pensione minima INPS, l'addizionale regionale è tipicamente pari a zero.Redditi assimilati esenti: Alcune tipologie di reddito che concorrono a formare il reddito complessivo IRPEF possono essere escluse dalla base di calcolo dell'addizionale regionale in specifiche regioni (ad esempio, alcune indennità di mobilità o integrazioni salariali).Contribuenti incapienti: Chi ha un'IRPEF lorda pari a zero (perché le detrazioni eccedono l'imposta lorda) non produce un'addizionale regionale dovuta.È importante ricordare che le esenzioni si applicano in base alla regione di residenza al 31 dicembre dell'anno d'imposta. Se ti sei trasferito da una regione all'altra durante l'anno, la tua addizionale si calcola in base alla regione in cui risiedevi a fine anno, indipendentemente da dove abitavi a inizio anno. Addizionale regionale e comunale: le differenze essenzialiL'addizionale regionale IRPEF non va confusa con l'addizionale comunale IRPEF: sono due imposte distinte, entrambe previste nel 730, ma con caratteristiche e importi differenti. Capire la differenza tra le due è fondamentale per leggere correttamente il tuo 730 e comprendere quanto stai pagando di tasse locali.CaratteristicaAddizionale RegionaleAddizionale ComunaleChi la stabilisceRegione di residenzaComune di residenzaAliquota minima1,23%0% (alcuni comuni non la applicano)Aliquota massima2,33%0,80% (in generale)Numero soggetti deliberanti20 regioniCirca 7.900 comuniQuadro nel 730Quadro RVQuadro RV (sezione distinta)Acconto previstoSì (30% dell'addizionale dell'anno precedente)Sì (30% dell'addizionale dell'anno precedente)Base imponibileReddito imponibile IRPEFReddito imponibile IRPEFLa principale differenza pratica è che l'addizionale regionale è generalmente più elevata in termini assoluti rispetto all'addizionale comunale, perché le aliquote regionali sono significativamente superiori a quelle comunali. Per un lavoratore dipendente con reddito di 28.000 euro residente in una grande città, l'addizionale regionale può ammontare a diverse centinaia di euro, mentre quella comunale è solitamente inferiore a 100 euro. Acconto, saldo e conguaglio in busta pagaL'addizionale regionale IRPEF segue una modalità di pagamento in due fasi: un acconto e un saldo. Questo meccanismo riguarda sia i lavoratori dipendenti (che vedono le trattenute in busta paga) sia i contribuenti che versano autonomamente tramite F24.L'acconto sull'addizionale regionale è pari al 30% dell'addizionale dovuta sull'anno precedente. Per i lavoratori dipendenti, il datore di lavoro trattiene questo acconto a novembre, contestualmente al conguaglio di fine anno IRPEF. Per i contribuenti che presentano il 730 tramite CAF (o il Modello Redditi PF), l'acconto va versato entro novembre tramite modello F24.Il saldo dell'addizionale regionale rappresenta la differenza tra il totale dovuto per l'anno d'imposta e l'acconto già versato. Per i lavoratori dipendenti con 730, il saldo viene trattenuto in busta paga a partire da luglio (o agosto) dell'anno successivo, suddiviso in rate mensili fino a novembre. Per i contribuenti senza sostituto d'imposta, il saldo si versa tramite F24 entro giugno o luglio.Il conguaglio fiscale di fine anno, effettuato dal datore di lavoro a novembre-dicembre, ricalcola l'addizionale regionale tenendo conto del reddito effettivo dell'intero anno. Se durante l'anno il datore di lavoro ha trattenuto un importo inferiore a quanto dovuto (ad esempio perché il reddito finale è risultato superiore alle previsioni), il dipendente si troverà un importo aggiuntivo trattenuto in busta paga. Al contrario, se sono state trattenute più somme del dovuto, avrà diritto a un rimborso in busta paga.Per i pensionati, il meccanismo è analogo: l'INPS gestisce le trattenute sulla pensione e il conguaglio annuale, liquidando l'addizionale regionale direttamente sull'assegno mensile. Anche per questo motivo, la dichiarazione dei redditi 730 dei pensionati deve essere compilata con attenzione, poiché le trattenute INPS potrebbero non corrispondere perfettamente a quanto dovuto, generando saldi a debito o credito. Esempi pratici di calcolo dell'addizionale regionale IRPEFPer capire concretamente quanto incide l'addizionale regionale IRPEF sul carico fiscale complessivo, vediamo alcuni esempi pratici con redditi e regioni diversi. Questi esempi ti aiuteranno a orientarti prima di presentare il 730.Esempio 1: Lavoratore dipendente in Lombardia, reddito 30.000 euroSupponiamo che Marco lavori come impiegato a Milano e abbia un reddito imponibile IRPEF di 30.000 euro nell'anno d'imposta 2025. La Lombardia applica l'aliquota dell'1,72% per il terzo scaglione (28.001-55.000 euro), ma con un sistema progressivo.Primi 15.000 euro al 1,23% = 184,50 euroDa 15.001 a 28.000 euro (13.000 euro) al 1,58% = 205,40 euroDa 28.001 a 30.000 euro (2.000 euro) al 1,72% = 34,40 euroAddizionale regionale totale: circa 424 euroEsempio 2: Pensionato in Friuli Venezia Giulia, reddito 18.000 euroAnna è pensionata a Udine e riceve una pensione con reddito imponibile di 18.000 euro. Il Friuli Venezia Giulia applica l'aliquota dell'1,23% fino a 15.000 euro e dell'1,43% per la fascia 15.001-28.000 euro.Primi 15.000 euro al 1,23% = 184,50 euroDa 15.001 a 18.000 euro (3.000 euro) al 1,43% = 42,90 euroAddizionale regionale totale: circa 227 euroIl Friuli Venezia Giulia ha tra le aliquote regionali più basse d'Italia, il che rappresenta un vantaggio fiscale concreto per i residenti nella regione.Esempio 3: Lavoratore in Campania, reddito 22.000 euroGiuseppe lavora a Napoli e ha un reddito imponibile di 22.000 euro. La Campania, essendo in piano di rientro dal deficit sanitario, applica aliquote tra le più elevate d'Italia: 2,03% per i redditi fino a 15.000 euro e 2,13% per la fascia successiva.Primi 15.000 euro al 2,03% = 304,50 euroDa 15.001 a 22.000 euro (7.000 euro) al 2,13% = 149,10 euroAddizionale regionale totale: circa 454 euroIl confronto tra questi tre esempi mostra chiaramente come la residenza regionale possa fare una differenza sostanziale nel carico fiscale: a parità di reddito, un residente in Campania paga significativamente di più rispetto a uno in Friuli Venezia Giulia o in Lombardia.Se vuoi verificare l'importo esatto della tua addizionale regionale IRPEF 2025, il CAF Centro Fiscale di Udine può calcolarla con precisione durante la compilazione del tuo 730. Il servizio è disponibile sia in sede a Udine che online per tutta Italia: i nostri esperti si occupano di tutto, dalla raccolta dei documenti al calcolo definitivo e alla presentazione della dichiarazione.Come gestire l'addizionale regionale nel 730: il ruolo del CAFL'addizionale regionale IRPEF nel 730 è un'imposta che, pur non essendo elevata in termini assoluti per redditi bassi e medi, richiede attenzione nella compilazione della dichiarazione. Un errore nel codice regione, nell'aliquota applicata o nel calcolo dell'acconto può generare sanzioni o un versamento insufficiente con successivi avvisi di accertamento.Affidare la compilazione del modello 730 al CAF Centro Fiscale di Udine significa avere la certezza che l'addizionale regionale venga calcolata correttamente per la tua specifica regione di residenza, con le aliquote aggiornate e le eventuali esenzioni a cui hai diritto. I nostri operatori conoscono le delibere di tutte le regioni italiane e aggiornano i software di calcolo ogni anno in base alle variazioni normative.Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi 2025? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online, in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121: il nostro team ti guida in ogni fase della compilazione del 730, garantendo la massima precisione nel calcolo di IRPEF, addizionali regionali e comunali, detrazioni e rimborsi.Cos’è l’addizionale regionale IRPEF nel 730?L’addizionale regionale IRPEF è un’imposta locale che si aggiunge all’IRPEF statale. Si calcola applicando l’aliquota deliberata dalla propria regione di residenza al reddito imponibile IRPEF. Nel modello 730, viene liquidata nel Quadro RV e può essere trattenuta direttamente in busta paga (per i lavoratori dipendenti) o versata tramite F24.Quanto è l’aliquota base dell’addizionale regionale IRPEF?L’aliquota base minima dell’addizionale regionale IRPEF è pari all’1,23% del reddito imponibile IRPEF. Tuttavia, le regioni possono maggiorarla fino a un massimo del 2,33%. Le regioni in piano di rientro dal deficit sanitario applicano tipicamente le aliquote più elevate.Chi non paga l’addizionale regionale IRPEF?Non pagano l’addizionale regionale i contribuenti il cui reddito imponibile è inferiore alla soglia di esenzione deliberata dalla propria regione (che varia da 7.500 a 15.000 euro a seconda della regione), i contribuenti con IRPEF lorda pari a zero, e alcune categorie particolari previste dalle delibere regionali (es. famiglie con figli a carico in alcune regioni).La regione di residenza per l’addizionale regionale qual è?L’addizionale regionale si calcola in base alla regione in cui il contribuente risulta iscritto all’anagrafe al 31 dicembre dell’anno d’imposta. Anche se ti sei trasferito durante l’anno, fa fede la residenza a fine anno.Come viene pagata l’addizionale regionale per i lavoratori dipendenti?Per i lavoratori dipendenti, l’addizionale regionale viene trattenuta automaticamente in busta paga dal datore di lavoro. L’acconto (30%) viene trattenuto a novembre, mentre il saldo viene rateizzato nei mesi successivi alla presentazione del 730 (luglio-novembre). Non è necessario alcun versamento autonomo tramite F24.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con il modello 730, il calcolo dell'addizionale regionale IRPEF e tutte le pratiche fiscali. Servizio disponibile in sede e online per tutta Italia.Compila il modulo qui sotto per essere ricontattato dai nostri espertiIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ Contattaci su WhatsAppCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIDICHIARAZIONE DEI REDDITI Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteSuperbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-03 09:00:002026-08-17 11:02:46Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteDICHIARAZIONE DEI REDDITI Bonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi FiltraggioBonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi Filtraggio https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-01 09:00:002026-08-17 11:02:40Bonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi FiltraggioDICHIARAZIONE DEI REDDITI Spese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e CorsiSpese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e Corsi https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-30 09:00:002026-08-17 11:02:33Spese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e CorsiCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Paola Zilli07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B.06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Pubblicato su Google robert poletto17/07/2026 Fantastici Pubblicato su Google Geanina Gaita16/07/2026 Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 5, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-05 07:22:322026-05-31 16:14:56Addizionale Regionale IRPEF nel 730: Aliquote, Esenzioni e Calcolo per Ogni Regione 2025
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteSuperbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-03 09:00:002026-08-17 11:02:46Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Bonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi FiltraggioBonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi Filtraggio https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-01 09:00:002026-08-17 11:02:40Bonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi Filtraggio
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Spese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e CorsiSpese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e Corsi https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-30 09:00:002026-08-17 11:02:33Spese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e Corsi
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI730 2026: Guida Completa alla Dichiarazione dei Redditi730 2026: Guida Completa alla Dichiarazione dei RedditiLa dichiarazione dei redditi tramite modello 730 è uno degli appuntamenti fiscali più importanti dell’anno per milioni di lavoratori dipendenti e pensionati italiani. Il 730 2026 rappresenta l’occasione per dichiarare i redditi percepiti nel 2025 e ottenere eventuali rimborsi fiscali o regolarizzare quanto dovuto all’Erario.Questa guida completa ti aiuterà a comprendere tutto quello che c’è da sapere sul 730 2026: dalle scadenze ai documenti necessari, dalle novità normative alle detrazioni fiscali disponibili. Che tu voglia affidarti al CAF oppure compilare autonomamente la dichiarazione precompilata, qui troverai tutte le informazioni necessarie. Indice dei ContenutiCos’è il 730 e a Cosa ServeChi Deve Presentare il 730 2026Chi NON Può Presentare il 730Scadenze 730 2026: Calendario CompletoDocumenti Necessari per il 730 2026Novità 730 2026: Cosa CambiaDetrazioni Fiscali 2026: Panoramica Completa730 Precompilato 2026: Come FunzionaCome Presentare il 730Errori Frequenti da EvitareDomande FrequentiCos’è il 730 e a Cosa ServeIl modello 730 è il modulo fiscale semplificato che consente a lavoratori dipendenti e pensionati di dichiarare i redditi percepiti nell’anno precedente (nel caso del 730 2026, i redditi del 2025).A differenza del modello Redditi PF (ex Unico), il 730 presenta alcuni vantaggi significativi:Rimborsi più veloci: eventuali crediti fiscali vengono erogati direttamente in busta paga o nel cedolino della pensione, generalmente a partire da luglioNessun calcolo da fare: il sostituto d’imposta (datore di lavoro o INPS) effettua automaticamente conguagli e versamentiProcedura semplificata: non serve utilizzare il modello F24 per versare eventuali imposte dovuteAssistenza fiscale gratuita: è possibile rivolgersi a CAF e patronati per la compilazione senza costi aggiuntiviIl 730 serve principalmente a:Dichiarare i redditi: comunicare all’Agenzia delle Entrate tutti i redditi percepiti nel 2025Ottenere detrazioni: recuperare le spese detraibili (sanitarie, ristrutturazioni, mutui, istruzione, ecc.)Richiedere deduzioni: ridurre il reddito imponibile con contributi previdenziali, donazioni, ecc.Regolarizzare la posizione: versare eventuali imposte non trattenute correttamente dal sostituto Chi Deve Presentare il 730 2026Possono e devono presentare il modello 730 2026 i contribuenti che nel 2025 hanno percepito:Redditi da Lavoro DipendenteStipendi e salari da lavoro subordinatoRedditi da contratti a tempo determinato o indeterminatoEmolumenti da rapporti di lavoro a tempo parzialeIndennità e compensi percepiti in qualità di lavoratore dipendenteRedditi da PensionePensioni di ogni tipo erogate da INPS, INPDAP, INPGI, Casse privateRendite vitalizie a titolo onerosoAssegni di accompagnamento alla pensionePensioni di reversibilitàAltri Redditi AssimilatiCompensi da collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.)Borse di studio e assegni di ricercaIndennità percepite da amministratori localiAssegni di mantenimento erogati dal coniugeCompensi per attività sportive dilettantistiche (entro i limiti previsti)Requisito Fondamentale: Il Sostituto d’ImpostaPer poter utilizzare il 730, è indispensabile avere un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che sia ancora attivo al momento della presentazione della dichiarazione. Il sostituto si occuperà di effettuare i conguagli (rimborsi o trattenute) direttamente in busta paga o sul cedolino pensione.Attenzione: se nel corso del 2026 cambi lavoro, il nuovo datore di lavoro diventerà il tuo sostituto d’imposta per i conguagli del 730 2026. Chi NON Può Presentare il 730Esistono situazioni in cui non è possibile utilizzare il modello 730 e occorre presentare il modello Redditi PF (ex Unico). Questo accade quando:Assenza del Sostituto d’ImpostaSe al momento della presentazione della dichiarazione (maggio-settembre 2026) non hai più un datore di lavoro o un ente pensionistico attivo, non puoi usare il 730 ordinario. In questo caso puoi:Presentare il 730 senza sostituto (riceverai rimborsi tramite bonifico bancario e dovrai versare eventuali imposte con F24)Presentare il modello Redditi PFRedditi Non Dichiarabili con il 730Devi utilizzare il modello Redditi PF se nel 2025 hai percepito:Redditi d’impresa: proventi da attività commerciali o imprenditorialiRedditi da partecipazione in società di persone: quote di società semplici, SNC, SASRedditi derivanti da trust: proventi da patrimoni in trustPlusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate: vendita di quote societarie rilevantiRedditi di capitale di fonte estera non sottoposti a ritenuta: dividendi, interessi esteri non tassati alla fonteStock option: in alcuni casi particolariSituazioni Patrimoniali ParticolariNon puoi usare il 730 se devi comunicare:Plusvalenze derivanti dalla vendita di immobili entro 5 anni dall’acquistoRedditi soggetti a tassazione separata di importo superiore a 10.000 euroPerdite da partecipazione in societàIn sintesi: se hai solo redditi da lavoro dipendente, pensione o collaborazione, il 730 è la scelta giusta. Se invece hai partita IVA attiva, società o patrimoni complessi, dovrai usare il modello Redditi PF. Scadenze 730 2026: Calendario CompletoIl calendario delle scadenze per il 730 2026 prevede tempistiche precise da rispettare. Ecco tutte le date da segnare:Scadenze di PresentazioneModalitàScadenzaNote730 tramite CAF o Professionista30 giugno 2026Consegna documentazione entro questa data730 precompilato autonomo30 settembre 2026Invio diretto dal contribuente730 senza sostituto30 settembre 2026Per chi non ha datore di lavoro attivoCalendario dei RimborsiI tempi di erogazione dei rimborsi dipendono dalla data di invio della dichiarazione:Invio entro maggio 2026: rimborso in busta paga/pensione a partire da luglio 2026Invio entro giugno 2026: rimborso a partire da agosto/settembre 2026Invio entro settembre 2026: rimborso a partire da ottobre/novembre 2026730 senza sostituto: rimborso tramite bonifico dall’Agenzia delle Entrate entro 6 mesi dall’invioAltre Date ImportantiAprile 2026: disponibilità del 730 precompilato sul sito Agenzia delle Entrate17 marzo 2026: scadenza per i datori di lavoro per inviare le Certificazioni Uniche (CU)Entro 15 giorni dall’invio: il CAF o professionista deve consegnare copia del 730 compilatoConsiglio: presentare la dichiarazione entro maggio garantisce rimborsi più rapidi e permette di evitare la ressa estiva presso i CAF. Documenti Necessari per il 730 2026Per compilare correttamente il 730 2026 è necessario raccogliere una serie di documenti. Ecco la checklist completa:Documenti IdentificativiCarta d’identità o patente in corso di validitàCodice fiscale (tessera sanitaria)Eventuali deleghe per coniuge o familiariCertificazioni RedditualiCertificazione Unica (CU) 2026: rilasciata dal datore di lavoro o INPS entro il 17 marzo 2026CU di eventuali lavori precedenti nel 2025Certificazioni di redditi esteri (se presenti)Documentazione su indennità NASPI, disoccupazione, cassa integrazioneSpese SanitarieRicevute farmaci e medicinali (con codice fiscale del paziente)Fatture visite mediche specialisticheTicket sanitariSpese odontoiatricheSpese per occhiali e lenti (con prescrizione medica)Spese per protesi e ausili mediciRicevute di strutture sanitarie privateSpese per la CasaMutuo prima casa: certificazione interessi passivi dalla bancaAffitto: contratto registrato e ricevute pagamentoRistrutturazioni edilizie: fatture, bonifici parlanti, comunicazione ENEABonus mobili: fatture e bonifici per acquisto mobili/elettrodomesticiBonus verde: fatture lavori su giardini e terrazziSpese per l’IstruzioneRette scolastiche (asili, scuole materne, elementari, medie, superiori)Tasse universitarie e contributiSpese per mense scolasticheSpese per gite e attività integrativeAltre Detrazioni e DeduzioniPremi assicurativi (vita, infortuni)Contributi previdenziali versatiSpese funebriErogazioni liberali a ONLUS, partiti, chieseSpese per badanti e collaboratori domesticiContributi volontari INPSFamiliari a CaricoCodici fiscali di coniuge e figli a caricoCertificazione redditi familiari (se presenti)Documentazione per figli disabiliImportante: tutti i documenti di spesa devono essere intestati al contribuente o ai familiari a carico e riportare il codice fiscale. Per approfondire, consulta la nostra guida su come correggere errori nella dichiarazione.Consiglio pratico: organizza i documenti per categoria in cartelline separate. Questo faciliterà il lavoro del CAF e ridurrà i tempi di attesa. Novità 730 2026: Cosa CambiaIl 730 2026 presenta alcune novità importanti introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 e da normative precedenti. Ecco i principali cambiamenti:1. Nuove Regole sulle Detrazioni per RedditoDal 2025 (quindi dichiarato nel 730 2026) è entrato in vigore il sistema di detrazioni modulato sul reddito complessivo:Detrazioni piene per redditi fino a 50.000 euroDetrazioni ridotte progressivamente per redditi tra 50.000 e 120.000 euroLimite massimo di spesa detraibile per redditi oltre 120.000 euroQuesto significa che chi ha redditi elevati vedrà ridursi l’importo complessivo delle detrazioni fruibili (spese mediche, mutuo, ristrutturazioni, ecc.).2. Potenziamento del 730 PrecompilatoL’Agenzia delle Entrate ha ulteriormente migliorato il sistema di precompilazione:Più dati precaricati: bonus edilizi, spese funebri, premi assicurativiFatture elettroniche: integrazione automatica delle spese sanitarie da Sistema Tessera SanitariaOneri deducibili: contributi previdenziali già inseritiInterfaccia semplificata: navigazione più intuitiva per i contribuenti3. Bonus Edilizi: Nuove RegolePer le spese sostenute nel 2025 (da dichiarare nel 730 2026):Superbonus: aliquota al 65% (scesa dal 70% del 2024)Ecobonus: detrazione al 50% o 65% a seconda dell’interventoBonus ristrutturazioni: 50% per prime case, 36% per altre proprietàBonus mobili: tetto massimo di 5.000 euro4. Flat Tax Incrementale per DipendentiNuova agevolazione per lavoratori dipendenti con aumenti di reddito rispetto al 2024:Tassazione agevolata al 15% sull’incremento di reddito (entro certi limiti)Applicabile solo a redditi da lavoro dipendenteRequisiti specifici da verificare con il CAF5. Detrazioni per Figli a CaricoConfermata l’Assegno Unico Universale che ha sostituito le vecchie detrazioni per figli. Nel 730 2026:Nessuna detrazione per figli under 21 (sostituita dall’Assegno Unico)Detrazioni ancora valide per figli maggiorenni over 21 a carico6. Semplificazioni AmministrativeNiente più green pass: accesso libero ai CAF senza certificazioni sanitarieDeleghe semplificate: procedura più snella per delegare CAF e intermediariConservazione documenti: ridotto l’obbligo di conservazione cartacea (grazie alla fatturazione elettronica)Attenzione: alcune di queste novità sono complesse e richiedono valutazioni caso per caso. Per evitare errori e massimizzare il rimborso, è consigliabile affidarsi a un CAF esperto.Detrazioni Fiscali 2026: Panoramica CompletaLe detrazioni fiscali sono importi che riducono direttamente l’imposta dovuta (a differenza delle deduzioni che riducono il reddito imponibile). Ecco le principali detrazioni inseribili nel 730 2026:Spese Sanitarie (19%)Detrazione del 19% sulle spese sanitarie che eccedono la franchigia di 129,11 euro:Visite mediche specialisticheEsami diagnostici e analisiFarmaci e medicinaliInterventi chirurgiciSpese odontoiatricheFisioterapia e riabilitazioneProtesi e ausili mediciOcchiali da vista (con prescrizione)Esempio pratico: se hai speso 1.500 euro in spese mediche, puoi detrarre il 19% di (1.500 – 129,11) = 260,47 euro di rimborso.Interessi Passivi Mutuo Prima Casa (19%)Detrazione del 19% sugli interessi del mutuo per acquisto prima casa:Massimo 4.000 euro di spesa (760 euro di detrazione massima)Solo per mutui stipulati per acquisto, costruzione o ristrutturazione prima casaL’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro 12 mesiSpese di Affitto (Varie Percentuali)Detrazioni variabili in base alla tipologia di contratto:Contratto canone concordato: detrazione da 495,80 a 990,00 euro (dipende dal reddito)Contratto canone libero: detrazione da 300 a 600 euroGiovani 20-31 anni: detrazione maggiorata fino a 2.000 euro (se reddito sotto 15.493,71 euro)Spese per Ristrutturazioni Edilizie (50% o 36%)Detrazione per lavori di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento:50% su prime case: massimo 96.000 euro di spesa (detrazione in 10 anni)36% su altre proprietà: riduzione per seconde caseInterventi: rifacimento bagno, sostituzione infissi, impianti, tetti, facciateImportante: pagamento SOLO con bonifico parlanteBonus Mobili ed Elettrodomestici (50%)Detrazione 50% per acquisto mobili/elettrodomestici destinati ad immobile ristrutturato:Massimo 5.000 euro di spesa (2.500 euro di detrazione in 10 anni)Condizione: deve esserci una ristrutturazione in corsoAmmessi: cucine, divani, armadi, letti, elettrodomestici classe energetica altaRisparmio Energetico – Ecobonus (50-65%)65%: sostituzione caldaia con condensazione + termoregolazione evoluta, cappotto termico50%: infissi, schermature solari, caldaie a condensazioneComunicazione ENEA obbligatoria entro 90 giorniSpese Scolastiche e Universitarie (19%)Scuole infanzia/primaria/secondaria: max 800 euro per alunnoUniversità pubbliche: intero importo delle tasseUniversità private: limite stabilito dal MIUR per area geografica e corsoDetraibili: mense, gite, corsi extracurricolariSpese Funebri (19%)Detrazione 19% su massimo 1.550 euro per ciascun decesso.Premi Assicurativi (19%)Assicurazioni vita/infortuni: max 530 euro di premioAssicurazioni rischio morte/invalidità: max 750 euroLong Term Care (non autosufficienza): max 1.291,14 euroSpese per Badanti e Colf (19%)Detrazione 19% su massimo 2.100 euro di contributi versati per assistenza personale (solo se reddito sotto 40.000 euro).Ricorda: le detrazioni riducono direttamente le imposte da pagare, quindi massimizzarle significa ottenere rimborsi maggiori. Un CAF esperto saprà individuare tutte le detrazioni a cui hai diritto. 730 Precompilato 2026: Come FunzionaIl 730 precompilato è un servizio dell’Agenzia delle Entrate che mette a disposizione una dichiarazione già compilata con i dati in possesso dell’amministrazione finanziaria. Vediamo come funziona:Cosa Contiene il 730 PrecompilatoL’Agenzia delle Entrate precarica automaticamente:Dati anagrafici: nome, cognome, codice fiscale, residenzaRedditi da lavoro/pensione: dati dalla Certificazione UnicaSpese sanitarie: ricevute trasmesse da farmacie, medici, strutture sanitarie tramite Sistema Tessera SanitariaContributi previdenziali: versamenti INPS, casse professionaliPremi assicurativi: polizze vita e infortuni comunicate dalle compagnieBonus edilizi: comunicazioni da ENEA e notifiche all’AgenziaMutui: interessi passivi comunicati dalle bancheQuando è DisponibileIl 730 precompilato per il 2026 sarà disponibile indicativamente:Metà aprile 2026: consultazione onlineDa maggio 2026: possibilità di accettare o modificareScadenza invio: 30 settembre 2026Come AccederePer visualizzare il tuo 730 precompilato:Vai sul sito www.agenziaentrate.gov.itAccedi con SPID, CIE o CNSVai nella sezione “730 precompilato”Visualizza e verifica i datiCosa Puoi FareUna volta visualizzato il precompilato, hai tre opzioni:1. Accettare Senza ModificheSe i dati sono corretti e completi:Confermi la dichiarazione così com’èVantaggio: nessun controllo documentale da parte dell’Agenzia (tranne in casi particolari)Invio diretto online2. Modificare e IntegrareSe mancano spese o ci sono errori:Aggiungi spese non presenti (es. visite mediche pagate privatamente)Correggi dati erratiAttenzione: le modifiche potrebbero farti perdere l’esonero dai controlli documentali3. Delegare un Intermediario (CAF/Commercialista)Puoi autorizzare un CAF o professionista abilitato:Accedi al precompilatoDelega l’intermediario tramite apposita funzioneIl CAF modificherà e invierà per tuo contoRiceverai assistenza qualificata e responsabilità dell’intermediarioVantaggi del PrecompilatoSemplicità: molti dati già inseritiVelocità: meno tempo per la compilazioneEsonero controlli: se accettato senza modifiche (o con modifiche su dati già precaricati)Gratuità: nessun costo se fai tutto da solo onlineLimiti e AttenzioneDati parziali: non tutte le spese sono tracciate (es. scontrini farmacia senza codice fiscale)Errori possibili: il precompilato può contenere errori o duplicazioniResponsabilità: anche se precompilato, sei tu responsabile della correttezza della dichiarazioneConsiglio del CAF: anche se usi il precompilato, fatti aiutare da un esperto per verificare che non manchino detrazioni importanti. Spesso il CAF trova spese non tracciate che aumentano il rimborso!Come Presentare il 730: CAF, Commercialista o Fai da TeEsistono tre modalità principali per presentare il 730 2026. Vediamo pro e contro di ciascuna:1. Tramite CAF o Patronato (CONSIGLIATO)Come FunzionaPrendi appuntamento presso un CAF o patronatoPorta tutta la documentazione richiestaL’operatore compila la dichiarazione per teVerifichi e firmi il 730Il CAF invia telematicamente all’Agenzia delle EntrateVantaggiAssistenza qualificata: operatori formati su normativa fiscaleMassimizzazione detrazioni: il CAF ti aiuta a trovare tutte le spese detraibiliResponsabilità del CAF: in caso di errori, risponde il CAF (visto di conformità)Servizio gratuito: i CAF e patronati non possono chiedere compensi per il 730Nessun stress: ti occupi solo di raccogliere i documentiSvantaggiNecessità di prendere appuntamento (possibili attese nei periodi di punta)Devi recarti fisicamente presso la sedeScadenza anticipata (30 giugno vs 30 settembre)Quando Sceglierlo: se hai molte spese da detrarre, situazioni complesse, familiari a carico, redditi variabili. È la scelta più sicura.2. Tramite CommercialistaCome FunzionaSimile al CAF, ma con un professionista privato:Contatti un commercialista di fiduciaConsegni i documentiIl professionista compila e inviaPaghi un onorario (variabile, solitamente 80-200 euro)VantaggiRapporto personalizzato e continuativoCompetenza su casi complessi (redditi d’impresa, esteri, ecc.)Consulenza fiscale a 360 gradiSvantaggiCosto: devi pagare la prestazioneNon sempre necessario per dichiarazioni sempliciQuando Sceglierlo: se hai partita IVA, redditi complessi, patrimoni esteri, immobili all’estero. In questi casi il commercialista è indispensabile.3. Fai da Te (730 Precompilato Online)Come FunzionaAccedi al sito Agenzia delle Entrate con SPID/CIEVisualizzi il 730 precompilatoVerifichi e modifichi i datiInvii autonomamenteVantaggiTotalmente gratuitoComodo: fai tutto da casaFlessibilità: scadenza al 30 settembreControllo diretto: gestisci personalmente tutti i datiSvantaggiCompetenza fiscale necessaria: devi sapere cosa stai facendoRischio errori: nessuno controlla per teResponsabilità totale: eventuali sanzioni ricadono su di tePotrebbero mancare detrazioni: non sempre il precompilato ha tuttoQuando Sceglierlo: se hai una situazione semplice (solo CU da lavoro dipendente, poche spese), hai dimestichezza con la tecnologia e ti senti sicuro.Confronto RapidoModalitàCostoAssistenzaAdatto aCAF/PatronatoGratuitoCompletaTutti, specialmente casi medi/complessiCommercialista80-200€SpecialisticaPartite IVA, casi molto complessiFai da teGratuitoNessunaCasi molto sempliciConsiglio finale: se hai dubbi, scegli il CAF. È gratuito, sicuro e ti garantisce il massimo rimborso possibile. Errori Frequenti da Evitare nel 730 2026Compilare il 730 può sembrare semplice, ma alcuni errori ricorrono frequentemente e possono costarti rimborsi o causare sanzioni. Ecco i più comuni e come evitarli:1. Dimenticare Spese DetraibiliErrore: non inserire tutte le spese che danno diritto a detrazione.Soluzione: fai una checklist completa a inizio anno e conserva tutti gli scontrini/fatture. Le spese più dimenticate:Ticket sanitariFarmaci da banco (se con scontrino parlante)Occhiali da vistaSpese per mense scolasticheContributi volontari INPS2. Bonifici Non Parlanti per RistrutturazioniErrore: pagare lavori di ristrutturazione con bonifico ordinario invece che con bonifico parlante.Soluzione: usa SEMPRE il bonifico specifico per ristrutturazioni/risparmio energetico. Deve contenere:Causale con riferimento normativo (art. 16-bis DPR 917/1986)Codice fiscale del beneficiario della detrazioneCodice fiscale o partita IVA del beneficiario del pagamento3. Spese Intestate alla Persona SbagliataErrore: detrarre spese intestate a familiari non a carico o non inserite correttamente.Soluzione: le spese devono essere intestate a te o ai tuoi familiari fiscalmente a carico. Inoltre:Verifica che il codice fiscale sulla ricevuta sia correttoSe la spesa è per un familiare a carico, dichiaralo nel quadro familiari4. Errori sui Dati del Sostituto d’ImpostaErrore: indicare il sostituto sbagliato o dati errati.Soluzione: copia i dati del datore di lavoro esattamente dalla Certificazione Unica (codice fiscale, denominazione). Se hai cambiato lavoro durante l’anno, indica il datore attuale al momento della presentazione del 730.5. Non Comunicare Variazioni di ResidenzaErrore: dichiarare residenza non aggiornata.Soluzione: se hai cambiato residenza nel 2025, aggiorna il dato nel 730. Questo influisce su:Addizionali regionali e comunaliDetrazioni per affittoPrima casa (IMU, detrazioni)6. Detrarre Spese Non TracciabiliErrore: inserire spese pagate in contanti senza ricevuta fiscale.Soluzione: dal 2020 molte spese devono essere pagate con mezzi tracciabili (bonifico, carta, bancomat) per essere detraibili. Verifica sempre i requisiti.7. Non Conservare la DocumentazioneErrore: buttare via scontrini e fatture dopo aver compilato il 730.Soluzione: conserva TUTTI i documenti per almeno 5 anni. In caso di controllo fiscale, devi poterli esibire. Organizzali per anno e per categoria.8. Familiari a Carico Non AggiornatiErrore: continuare a dichiarare come a carico un figlio che ha superato il limite di reddito (2.840,51 euro o 4.000 euro se under 24).Soluzione: verifica ogni anno i redditi dei familiari. Un figlio che inizia a lavorare o ha redditi da affitti potrebbe non essere più a carico.9. Omettere Redditi OccasionaliErrore: non dichiarare piccoli redditi occasionali, lavori saltuari, rimborsi spese oltre franchigia.Soluzione: dichiara TUTTI i redditi, anche minimi. L’Agenzia ha sistemi di incrocio dati e potrebbe rilevare l’omissione.10. Inviare il 730 Oltre la ScadenzaErrore: dimenticare le scadenze.Soluzione: segna in calendario:30 giugno 2026: scadenza consegna al CAF30 settembre 2026: scadenza invio autonomoOltre queste date, devi fare un 730 integrativo o un modello Redditi, con possibili sanzioni.Consiglio del CAF: affidati a un professionista per evitare questi errori. Molti contribuenti perdono centinaia di euro di rimborso solo per dimenticanze evitabili. Per saperne di più, leggi come correggere errori nella dichiarazione dei redditi.Domande Frequenti sul 730 2026Entro quando devo presentare il 730 2026?Dipende dalla modalità scelta:Tramite CAF o commercialista: entro il 30 giugno 2026In autonomia (precompilato): entro il 30 settembre 2026Il 730 è obbligatorio?No, il 730 non è obbligatorio. Puoi scegliere di presentare il modello Redditi PF. Tuttavia, il 730 è vantaggioso perché:Rimborsi più velociNessun F24 da compilareAssistenza CAF gratuitaPosso presentare il 730 se non ho più il datore di lavoro?Sì, puoi presentare il 730 senza sostituto d’imposta. In questo caso:Eventuali rimborsi arriveranno tramite bonifico dall’Agenzia delle EntrateDovrai versare le imposte con F24 se dovuteScadenza: 30 settembre 2026Quanto tempo ci vuole per ricevere il rimborso 730?Dipende da quando invii la dichiarazione:Invio a maggio: rimborso a luglio in busta paga/pensioneInvio a giugno: rimborso ad agosto/settembreInvio a luglio-settembre: rimborso da ottobre in poi730 senza sostituto: entro 6 mesi dall’invio tramite bonificoPosso detrarre le spese mediche di mio figlio maggiorenne non a carico?No. Puoi detrarre solo le spese sostenute per te stesso e per i familiari fiscalmente a carico. Se tuo figlio maggiorenne ha un reddito superiore a 2.840,51 euro (o 4.000 euro se under 24), non è fiscalmente a carico e non puoi detrarre le sue spese.Il CAF può chiedere un compenso per il 730?No. I CAF e i patronati non possono richiedere alcun compenso per l’assistenza fiscale relativa al modello 730. Il servizio è completamente gratuito per legge.Cosa succede se sbaglio qualcosa nel 730?Puoi correggere gli errori in due modi:730 integrativo: se l’errore è a tuo favore (hai dimenticato detrazioni), puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026Modello Redditi integrativo: se l’errore comporta maggiori imposte, devi presentare un Redditi integrativo entro il 30 novembre 2026Per maggiori dettagli, leggi la nostra guida su come correggere errori nella dichiarazione.Posso detrarre le spese se ho pagato in contanti?Dipende dal tipo di spesa:Spese sanitarie: puoi pagare in contanti, ma devi avere ricevuta/fattura con codice fiscaleRistrutturazioni edilizie: SOLO bonifico parlanteSpese scolastiche/universitarie: preferibile pagamento tracciabile, ma accettati anche contanti con ricevutaPremi assicurativi: tracciabiliSe ho lavorato per più datori di lavoro nel 2025, come faccio?Devi:Richiedere la CU a ciascun datore di lavoroInserire tutti i redditi nel 730Indicare come sostituto d’imposta il datore attuale (quello attivo al momento della dichiarazione)Posso modificare il 730 dopo averlo inviato?Sì, tramite:730 integrativo: se devi aggiungere spese dimenticate (a tuo favore)Redditi integrativo: se devi correggere errori che comportano maggiori imposteCi sono scadenze precise da rispettare (25 ottobre o 30 novembre 2026 a seconda del caso).Il 730 precompilato è sempre corretto?No. Il precompilato è una base di partenza, ma:Potrebbero mancare spese non tracciatePotrebbero esserci errori o duplicazioniSei tu responsabile della correttezza finaleConsiglio: verifica sempre con attenzione o fatti aiutare da un CAF. Hai Bisogno di Aiuto con il 730 2026?Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per compilare la tua dichiarazione dei redditi in modo corretto e massimizzare il tuo rimborso.Servizio completamente GRATUITO • Esperienza pluriennale • Assistenza personalizzataPrenota Appuntamento al CAFContattaci: 📞 Tel: 0432 1638640 📱 WhatsApp: 366 6018121 ✉️ Email: info@centrofiscale.com 📍 Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineMaggio 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-04 09:00:002026-03-17 19:03:14730 2026: Guida Completa alla Dichiarazione dei RedditiCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI730/2026 Congiunto: Come Ottenere i Rimborsi Rapidamente e Gestire le DetrazioniIl 730 congiunto 2026 è uno strumento fiscale potente che molte coppie non sfruttano al massimo: presentare un’unica dichiarazione dei redditi per entrambi i coniugi non significa solo semplificare la burocrazia, ma può significare rimborsi più rapidi, detrazioni ottimizzate e un risparmio fiscale concreto. In questa guida completa trovi tutto quello che devi sapere sul 730 congiunto 2026: chi può presentarlo, come funzionano i rimborsi in busta paga, come ripartire correttamente le detrazioni tra i coniugi e quali sono le scadenze da rispettare per non perdere nemmeno un euro.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è il 730 congiunto 2026 e chi può presentarloVantaggi del 730 congiunto: perché convieneRimborso 730 congiunto: come ottenerlo in busta paga rapidamenteCosa succede quando uno dei coniugi non ha il sostituto d’impostaDetrazioni nel 730 congiunto: come ripartirle correttamenteQuali spese si possono detrarre nel 730 congiuntoErrori comuni nel 730 congiunto e come evitarliQuando NON conviene il 730 congiuntoScadenze 730/2026: le date da non perdereDomande frequenti sul 730 congiuntoCos’è il 730 congiunto 2026 e chi può presentarloIl 730 congiunto 2026 è la modalità di presentazione della dichiarazione dei redditi che consente a due coniugi o partner di un’unione civile di inviare un’unica dichiarazione per entrambi, anziché due separate. In pratica, uno dei due svolge il ruolo di dichiarante e l’altro quello di coniuge dichiarante: il dichiarante è il soggetto principale che firma la dichiarazione, mentre il coniuge dichiarante è colui i cui redditi e detrazioni confluiscono nella stessa dichiarazione.Per poter presentare il 730/2026 in forma congiunta, devono essere soddisfatte alcune condizioni fondamentali. Prima di tutto, i coniugi non devono essere legalmente separati: le coppie con separazione legale o divorzio non possono utilizzare questa modalità, anche se continuano a vivere insieme. In secondo luogo, almeno uno dei due coniugi deve avere un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che possa effettuare le operazioni di conguaglio. Infine, entrambi i coniugi devono rientrare tra i soggetti che possono presentare il modello 730 (lavoratori dipendenti, pensionati, collaboratori, percettori di redditi assimilati).Un aspetto spesso ignorato riguarda le unioni civili: dal 2016, anche i partner uniti civilmente ai sensi della Legge Cirinnà (Legge 76/2016) hanno diritto a presentare il 730 congiunto, con le stesse modalità e gli stessi vantaggi riconosciuti ai coniugi. Non rientrano invece in questa categoria le coppie di fatto (conviventi non sposati e non uniti civilmente), che devono necessariamente presentare dichiarazioni separate. Vantaggi del 730 congiunto: perché convieneScegliere il 730 congiunto 2026 offre una serie di vantaggi concreti che vanno ben oltre la semplice comodità di presentare un solo documento. Il beneficio più immediato è la semplificazione burocratica: una sola pratica, un solo appuntamento al CAF, un solo controllo finale. Ma i vantaggi reali riguardano soprattutto la gestione dei rimborsi e delle detrazioni.Il primo grande vantaggio è la possibilità di trasferire le detrazioni che un coniuge non riesce a utilizzare completamente all’altro. Immaginiamo che Marco abbia spese mediche per 3.000 euro e un reddito molto basso: le detrazioni fiscali derivanti da queste spese potrebbero non essere completamente sfruttabili dalla sua dichiarazione individuale, perché l’imposta lorda risultante è troppo bassa. Con il 730 congiunto, quelle detrazioni possono essere attribuite in parte o integralmente a Lucia, il cui reddito più elevato permette di recuperare l’intero beneficio fiscale.Un secondo vantaggio riguarda le spese sostenute in modo indiviso: con il 730 congiunto è più semplice gestire spese come la ristrutturazione edilizia, i pagamenti per il bonus mobili o le spese condominiali, che spesso sono intestate a uno solo dei coniugi ma sostenute da entrambi. Infine, in caso di rimborso fiscale, il meccanismo del conguaglio in busta paga garantisce tempi più rapidi rispetto al rimborso diretto da parte dell’Agenzia delle Entrate. Rimborso 730 congiunto: come ottenerlo in busta paga rapidamenteUno degli aspetti più attesi dai contribuenti che presentano il 730 congiunto 2026 è il rimborso fiscale in busta paga. Questo meccanismo, detto conguaglio fiscale, è uno dei principali vantaggi del modello 730 rispetto al modello Redditi PF: invece di aspettare che l’Agenzia delle Entrate eroghi il rimborso direttamente sul conto corrente (operazione che può richiedere molti mesi), il rimborso viene anticipato dal sostituto d’imposta (cioè il datore di lavoro o l’ente pensionistico) direttamente nella busta paga o nel cedolino della pensione.Ecco come funziona nel dettaglio: dopo la trasmissione della dichiarazione da parte del CAF o del sostituto d’imposta (entro il 30 settembre 2026 per il 730 ordinario), l’Agenzia delle Entrate elabora i dati e trasmette al sostituto d’imposta i risultati contabili. Il sostituto è poi obbligato a effettuare il conguaglio fiscale nel cedolino paga di luglio (per le dichiarazioni trasmesse entro il 30 giugno) o nel cedolino di settembre o ottobre (per le dichiarazioni trasmesse a luglio-settembre). I pensionati, invece, ricevono il rimborso nel cedolino della pensione solitamente nei mesi di agosto o settembre.Nel caso del 730 congiunto, il rimborso o il debito vengono attribuiti esclusivamente al dichiarante principale (non al coniuge dichiarante), ed è il datore di lavoro o l’ente pensionistico del dichiarante che opera il conguaglio. Per questo motivo, nella scelta di chi deve fare da dichiarante è spesso conveniente indicare il coniuge che ha un reddito più elevato e stabile, in modo da garantire un conguaglio più rapido e sicuro. Un altro fattore da considerare è la capienza dell’imposta: se il rimborso atteso è molto elevato, è meglio che il dichiarante sia colui il cui sostituto d’imposta è in grado di gestire importi maggiori senza difficoltà di liquidità.Se il conguaglio positivo (rimborso) non viene erogato entro il terzo mese successivo al termine di presentazione della dichiarazione, il contribuente può segnalare il ritardo al datore di lavoro e, in caso di persistente inadempienza, rivolgersi all’Agenzia delle Entrate. In ogni caso, l’intermediario (CAF o sostituto d’imposta) che ha trasmesso la dichiarazione può verificare lo stato di elaborazione attraverso i canali telematici dell’Agenzia. Cosa succede quando uno dei coniugi non ha il sostituto d’impostaUna situazione molto comune riguarda le coppie in cui uno dei due coniugi non ha un sostituto d’imposta: ad esempio, un lavoratore autonomo senza sostituto, un libero professionista, una persona che ha perso il lavoro di recente, oppure chi percepisce solo redditi fondiari o da capitale. In questi casi è comunque possibile presentare il 730 congiunto 2026, ma occorre fare attenzione alle regole specifiche che regolano i rimborsi.Se il coniuge dichiarante (quello che affianca il dichiarante principale) non ha un sostituto d’imposta, non è un problema: il conguaglio fiscale viene comunque effettuato dal sostituto del dichiarante principale, che è l’unico soggetto da cui passa il flusso dei rimborsi e dei versamenti. Il reddito e le detrazioni del coniuge dichiarante senza sostituto confluiscono comunque nella dichiarazione unica, ma sono le operazioni di conguaglio del dichiarante principale a fare da “veicolo” per erogare o recuperare le somme.Il discorso cambia, invece, se è il dichiarante principale a non avere un sostituto d’imposta. In questo caso, il 730 congiunto non può essere presentato nella forma ordinaria con conguaglio in busta paga: il contribuente dovrà presentare il modello Redditi PF (ex modello Unico) e il rimborso, se spettante, sarà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite bonifico sul conto corrente indicato nella dichiarazione. I tempi in questo caso sono più lunghi: mediamente dai 4 ai 12 mesi dalla trasmissione della dichiarazione, anche se l’Agenzia delle Entrate ha progressivamente accelerato i tempi di liquidazione grazie all’automazione dei controlli.Un caso particolare riguarda i contribuenti che durante l’anno hanno perso il lavoro e non hanno un nuovo sostituto d’imposta al momento della presentazione della dichiarazione. In questa situazione, il 730 può comunque essere presentato tramite il CAF, ma l’eventuale rimborso non potrà essere erogato in busta paga: sarà necessario indicare un IBAN valido nel modello 730, e l’Agenzia delle Entrate provvederà al rimborso diretto. Il CAF Centro Fiscale segue ogni anno centinaia di contribuenti in questa situazione, garantendo la corretta compilazione della dichiarazione e il monitoraggio dei tempi di rimborso. Detrazioni nel 730 congiunto: come ripartirle correttamenteLa corretta gestione delle detrazioni fiscali è il cuore strategico del 730 congiunto 2026. La regola generale stabilita dall’Agenzia delle Entrate è che ogni detrazione spetta al coniuge che ha sostenuto effettivamente la spesa o al cui nome è intestata la fattura o il documento di spesa. Tuttavia, nella pratica esistono molte situazioni in cui la ripartizione può essere ottimizzata a favore di entrambi i coniugi.Regola del sostenimento della spesaLa regola del sostenimento della spesa significa che la detrazione spetta a chi ha effettivamente pagato, indipendentemente dall’intestazione della ricevuta o della fattura. Se la ricevuta è intestata a uno dei coniugi ma il pagamento è stato effettuato dall’altro (ad esempio con il bancomat del partner), la detrazione in linea di principio spetta a chi ha sostenuto la spesa. In pratica, per le spese pagate con strumenti tracciabili (bonifico, carta di credito, bancomat), è possibile dimostrare chi ha effettivamente pagato e attribuire la detrazione alla persona corretta.Per le spese mediche, la regola è che la detrazione del 19% spetta alla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro. Se i due coniugi hanno spese sanitarie separate, ciascuno le porta in detrazione sulla propria quota del 730 congiunto. Se invece le spese mediche sono intestate a un familiare a carico (ad esempio un figlio), possono essere portate in detrazione dal coniuge con il reddito più alto, oppure ripartite tra entrambi nella percentuale più conveniente.Detrazioni per i figli a caricoUn capitolo a parte meritano le detrazioni per figli a carico. A partire dal 2022, con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale, le detrazioni IRPEF per figli fino a 21 anni sono state in gran parte sostituite dall’Assegno Unico. Restano tuttavia le detrazioni per figli da 21 anni in su (se a carico del nucleo familiare), che nel 730 congiunto 2026 si attribuiscono nella misura del 50% a ciascun coniuge oppure nella misura del 100% al coniuge con il reddito più elevato, se questo risulta più conveniente. La scelta va effettuata tenendo conto della capienza d’imposta di ciascun coniuge: se uno dei due ha un’imposta lorda molto bassa, potrebbe non riuscire a sfruttare completamente la propria quota di detrazione, e in quel caso è meglio concentrare tutto sul coniuge capiente. Quali spese si possono detrarre nel 730 congiuntoIl 730/2026 congiunto permette di gestire una gamma molto ampia di spese detraibili. Vediamo le principali categorie, con le regole specifiche per la ripartizione tra i coniugi.Spese sanitarie e medicheLe spese sanitarie danno diritto a una detrazione del 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro (solo per le spese del contribuente; per le spese dei familiari a carico non si applica la franchigia, e la detrazione del 19% è piena). Rientrano nelle spese mediche detraibili: visite specialistiche, esami di laboratorio, farmaci con ricetta medica, acquisto di dispositivi medici (occhiali, protesi, apparecchi acustici), spese odontoiatriche, interventi chirurgici e degenze ospedaliere. Dal 2020, le spese sanitarie sono detraibili solo se pagate con strumenti tracciabili (bonifico, carta, bancomat), ad eccezione dei farmaci e dei ticket sanitari del SSN.Mutuo per l’abitazione principaleGli interessi passivi sul mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale danno diritto a una detrazione del 19% su un importo massimo di 4.000 euro annui (detrazione massima: 760 euro l’anno). Nel 730 congiunto, questa detrazione spetta ai coniugi nella proporzione degli interessi effettivamente pagati da ciascuno: se il mutuo è intestato a entrambi, ciascuno detrae il 50%; se è intestato a uno solo (ma l’altro è proprietario dell’immobile), la detrazione spetta solo all’intestatario del mutuo. Fanno eccezione i coniugi in cui uno dei due è “fiscalmente a carico” dell’altro: in quel caso, l’intestatario del mutuo può detrarre anche la quota dell’altro.Ristrutturazioni edilizie e Superbonus residuiLe spese per la ristrutturazione edilizia (bonus ristrutturazione al 50%) e i residui del Superbonus 110% ancora in detrazione sono tra le voci più significative del 730/2026. Per le ristrutturazioni, la detrazione del 50% (fino a un massimale di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare) va ripartita in 10 quote annuali di pari importo: se la spesa è stata sostenuta congiuntamente da entrambi i coniugi, ciascuno porta in detrazione la propria quota. Per il Superbonus, i lavori conclusi entro il 31 dicembre 2023 con SAL hanno consentito detrazioni ancora fruibili nel 730/2026 sotto forma di quote residue: è importante verificare con attenzione l’intestazione dei bonifici e delle fatture per attribuire correttamente le quote tra i coniugi.Bonus mobili e grandi elettrodomesticiIl bonus mobili 2026 consente di detrarre il 50% delle spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata (A o superiore per forni e lavastoviglie, E o superiore per lavatrice e frigorifero), a condizione che le spese siano collegate a un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato nel 2025 o nel 2026. Il limite massimo di spesa detraibile per il 2026 è di 5.000 euro, con una detrazione massima di 2.500 euro, ripartita in 10 quote annuali. Nel 730 congiunto, la detrazione spetta al coniuge che ha sostenuto la spesa e che ha avviato i lavori di ristrutturazione.Spese per l’istruzione dei figliLe spese per l’istruzione (rette di asili nido, scuole dell’infanzia, scuole primarie e secondarie, università) danno diritto a detrazioni fiscali specifiche. Per gli asili nido, la detrazione è del 19% su un massimo di 632 euro per figlio. Per le scuole di ogni ordine e grado (pubbliche e private parificate), la detrazione è del 19% su un massimo di 800 euro per studente. Per le università, la detrazione riguarda le tasse di iscrizione, con un limite legato al corrispondente importo delle tasse universitarie statali. Nel 730 congiunto, queste spese si attribuiscono al coniuge che le ha effettivamente pagate, oppure vengono ripartite secondo la convenienza fiscale. Errori comuni nel 730 congiunto e come evitarliLa complessità del 730 congiunto 2026 si traduce purtroppo in una serie di errori ricorrenti che possono costare rimborsi persi o, peggio, accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ecco gli errori più frequenti che i consulenti del CAF Centro Fiscale si trovano a correggere ogni anno.Il primo e più comune errore è l’errata attribuzione delle detrazioni: molte coppie attribuiscono le spese mediche o le rate del mutuo al coniuge sbagliato, senza considerare quale dei due abbia la capienza fiscale sufficiente per sfruttarle completamente. Il risultato è che una parte delle detrazioni va sprecata, riducendo il rimborso finale. Un secondo errore frequente riguarda le spese non tracciabili: dal 2020, le spese sanitarie pagate in contanti (ad eccezione dei farmaci) non danno diritto alla detrazione del 19%. Molti contribuenti continuano a indicare queste spese in dichiarazione, esponendosi a contestazioni in sede di controllo formale.Un terzo errore riguarda la dichiarazione del coniuge a carico: se uno dei coniugi ha un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro (oppure 4.000 euro se ha meno di 24 anni), può essere considerato “a carico” dell’altro ai fini delle detrazioni per familiari a carico. In questo caso, il coniuge capiente può detrarre una quota aggiuntiva, ma l’importo varia in base al reddito del coniuge a carico e al reddito complessivo del dichiarante. Sbagliare questa compilazione porta a detrazioni non spettanti o, viceversa, a perdere detrazioni legittime. Infine, un errore molto frequente riguarda la scelta sbagliata di chi fa da dichiarante principale: se il dichiarante ha un reddito troppo basso per supportare il conguaglio del debito eventuale, il sostituto d’imposta potrebbe avere difficoltà a trattenere le somme dovute, con conseguenti irregolarità nel cedolino paga. Quando NON conviene il 730 congiuntoSebbene il 730 congiunto 2026 offra numerosi vantaggi, esistono situazioni in cui la scelta di presentare dichiarazioni separate risulta più conveniente o addirittura obbligatoria. Conoscere questi casi aiuta a fare la scelta giusta fin dall’inizio, evitando errori difficili da correggere.Il caso più ovvio è quello della separazione legale o del divorzio: i coniugi separati legalmente non possono presentare il 730 congiunto, anche se la separazione è recente e i due continuano a vivere nello stesso domicilio. La data di riferimento per verificare lo stato civile è il 31 dicembre dell’anno di imposta (per il 730/2026 si fa riferimento al 31 dicembre 2025): se a quella data la separazione era già in atto, le dichiarazioni devono essere necessariamente separate.Un secondo caso in cui il 730 congiunto non conviene riguarda le situazioni in cui entrambi i coniugi hanno debiti fiscali significativi: nel 730 congiunto, il debito complessivo viene addebitato al dichiarante principale tramite il suo sostituto d’imposta. Se il debito è molto elevato, potrebbe essere preferibile presentare dichiarazioni separate per diluire i versamenti. Analogamente, se uno dei coniugi ha crediti da precedenti dichiarazioni già in fase di rimborso, la presentazione del 730 congiunto potrebbe creare complicazioni nella gestione di quei crediti pregressi.Infine, il 730 congiunto può non essere la scelta giusta quando uno dei coniugi è un lavoratore autonomo senza sostituto d’imposta e deve presentare il modello Redditi PF per altri redditi non compatibili con il modello 730 (ad esempio plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate, redditi da impresa, ecc.). In questi casi, anche l’altro coniuge che potrebbe presentare il 730 potrebbe valutare la convenienza di presentare il modello Redditi PF in forma congiunta, se disponibile, oppure separatamente. Scadenze 730/2026: le date da non perdereRispettare le scadenze del 730/2026 è fondamentale per non perdere i rimborsi in busta paga a luglio e per evitare sanzioni. Il calendario fiscale 2026 prevede le seguenti date chiave per la presentazione della dichiarazione dei redditi.Il 730 precompilato è reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate sul portale online a partire dal 30 aprile 2026. Dalla stessa data, è possibile accettarlo senza modifiche, modificarlo oppure delegarne la gestione al CAF. La presentazione diretta del 730 precompilato da parte del contribuente (senza intermediari) è possibile fino al 30 settembre 2026.Per chi si affida al CAF o al sostituto d’imposta per la presentazione del 730 ordinario (non precompilato), le scadenze sono le seguenti:Entro il 30 giugno 2026: presentazione al CAF per garantire il conguaglio nel cedolino di luglio (la scadenza più conveniente per chi si aspetta un rimborso)Dal 1° luglio al 31 agosto 2026: il sostituto d’imposta effettua il conguaglio nel cedolino di settembre o di ottobreEntro il 30 settembre 2026: termine ultimo assoluto per la presentazione del 730 (sia precompilato che tramite CAF)I pensionati che ricevono il rimborso tramite INPS seguono un calendario leggermente diverso: le dichiarazioni presentate entro fine giugno vengono conguagliate nel cedolino di agosto, mentre quelle presentate tra luglio e settembre vengono conguagliate a novembre-dicembre. Chi non presenta il 730 entro il 30 settembre 2026 perde la possibilità di utilizzare questo modello per l’anno di imposta 2025 e deve ricorrere alla dichiarazione dei redditi tramite modello Redditi PF, con scadenza al 31 ottobre 2026 (per la presentazione telematica).Tabella riepilogativa scadenze 730/2026DataEventoRimborso in busta paga30 aprile 2026Disponibile il 730 precompilato–30 giugno 2026Scadenza per rimborso a luglio (via CAF)Luglio 202631 agosto 2026Secondo termine intermedioSettembre/Ottobre 202630 settembre 2026Termine ultimo assoluto 730Novembre/Dicembre 202631 ottobre 2026Termine Modello Redditi PF (telematico)Rimborso diretto AdELa raccomandazione del CAF Centro Fiscale è sempre quella di presentare la dichiarazione il prima possibile, idealmente entro fine giugno, per ricevere il conguaglio positivo già a luglio. Ogni mese di ritardo nella presentazione significa attendere un mese in più per il rimborso, che nel frattempo continua a giacere “congelato” senza interessi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Conclusione: ottimizza il tuo 730 congiunto con il CAFIl 730 congiunto 2026 è uno strumento potente nelle mani di chi lo sa usare correttamente. La corretta ripartizione delle detrazioni fiscali, la scelta ottimale del dichiarante principale, la gestione delle spese per figli a carico e il rispetto delle scadenze sono tutti elementi che possono fare la differenza di centinaia o addirittura di migliaia di euro nel rimborso finale. Affidarsi a professionisti esperti come quelli del CAF Centro Fiscale di Udine significa non lasciare nulla al caso: ogni detrazione viene verificata, ogni spesa analizzata per trovare la soluzione fiscalmente più conveniente per la tua famiglia, sia in ufficio che online da tutta Italia.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande frequenti sul 730 congiunto 2026Chi puo presentare il 730 congiunto 2026?Il 730 congiunto puo essere presentato dai coniugi non legalmente separati e dai partner di unioni civili registrate (ai sensi della Legge 76/2016). Almeno uno dei due deve avere un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico). Le coppie di fatto (conviventi non sposati) non possono presentare il 730 congiunto.Quando arriva il rimborso del 730 congiunto?Se la dichiarazione viene presentata entro il 30 giugno 2026, il rimborso (conguaglio positivo) arriva in busta paga a luglio 2026. Per le dichiarazioni presentate tra luglio e agosto, il rimborso arriva a settembre-ottobre. Per quelle di settembre, a novembre-dicembre. I pensionati ricevono il rimborso nel cedolino della pensione di agosto (per dichiarazioni entro giugno) o di novembre-dicembre (per dichiarazioni di luglio-settembre).Come si ripartiscono le detrazioni tra i coniugi nel 730 congiunto?Le detrazioni spettano al coniuge che ha effettivamente sostenuto la spesa. Per le spese dei figli a carico, la detrazione si attribuisce al 50% a ciascun coniuge oppure al 100% al coniuge con reddito piu elevato (se l’altro non ha capienza fiscale sufficiente). Per le spese mediche, spetta la detrazione del 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro. E sempre consigliabile affidarsi a un CAF per ottimizzare la ripartizione.Cosa succede se uno dei coniugi non ha il sostituto d’imposta?Se e il coniuge dichiarante (non il dichiarante principale) a non avere un sostituto d’imposta, non ci sono problemi: il conguaglio avviene comunque tramite il sostituto del dichiarante principale. Se invece e il dichiarante principale a non avere un sostituto d’imposta, il 730 congiunto non e applicabile: occorre presentare il Modello Redditi PF, e l’eventuale rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.E conveniente il 730 congiunto se entrambi i coniugi lavorano?Generalmente si, perche permette di ottimizzare le detrazioni (attribuendole al coniuge con reddito maggiore), semplifica la burocrazia e garantisce rimborsi rapidi in busta paga. Tuttavia, e necessario valutare caso per caso: se entrambi hanno debiti fiscali elevati, potrebbe essere piu conveniente presentare dichiarazioni separate. Il CAF Centro Fiscale effettua sempre una verifica preventiva della convenienza.Hai bisogno di assistenza per il 730 congiunto?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a ottimizzare il tuo 730/2026 congiunto: massimizziamo le detrazioni, gestiamo la ripartizione delle spese e garantiamo il rimborso piu rapido possibile. Servizio disponibile sia in ufficio a Udine che online da tutta Italia.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIDICHIARAZIONE DEI REDDITI Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteSuperbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-03 09:00:002026-08-17 11:02:46Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteDICHIARAZIONE DEI REDDITI Bonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi FiltraggioBonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi Filtraggio https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-01 09:00:002026-08-17 11:02:40Bonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi FiltraggioDICHIARAZIONE DEI REDDITI Spese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e CorsiSpese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e Corsi https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-30 09:00:002026-08-17 11:02:33Spese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e CorsiCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Paola Zilli07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B.06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Pubblicato su Google robert poletto17/07/2026 Fantastici Pubblicato su Google Geanina Gaita16/07/2026 Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-04 07:42:582026-05-31 17:57:58730/2026 Congiunto: Come Ottenere i Rimborsi Rapidamente e Gestire le DetrazioniCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIPrecompilata 2026 Online: il Portale Informativo per Accedere al 730 e al Modello RedditiIl portale precompilata.agenziaentrate.gov.it rappresenta il punto di accesso unificato per la dichiarazione dei redditi 2026. Dall’anno fiscale 2026, il sistema mette a disposizione dei contribuenti due strumenti distinti: il 730 precompilato, disponibile dal 30 aprile, e la precompilata Modello Redditi PF, disponibile dal 15 aprile. Capire quale utilizzare, come accedere e quali dati verificare è fondamentale per non commettere errori che potrebbero costare sanzioni o, peggio, far perdere rimborsi spettanti. In questa guida analizziamo il portale in ogni sua funzione, le differenze tra i due modelli, le scadenze 2026 e il ruolo del CAF nella gestione della pratica.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è il portale precompilata.agenziaentrate.gov.itCome accedere al portale precompilata 2026Differenza tra 730 precompilato e Modello Redditi PF precompilatoChi deve usare il 730 e chi il Modello Redditi PFQuali dati sono già precaricati nel portale 2026Come verificare e modificare i dati della precompilataScadenze 2026: calendario completo del portaleInviare senza modifiche: quando conviene e rischiIl ruolo del CAF nella gestione della precompilataErrori comuni e come evitarliDomande Frequenti sulla Precompilata 2026Cos’è il portale precompilata.agenziaentrate.gov.itIl portale precompilata.agenziaentrate.gov.it è il servizio online dell’Agenzia delle Entrate che permette ai contribuenti italiani di accedere, verificare e inviare la propria dichiarazione dei redditi precompilata. Introdotto nel 2015 come sperimentazione, è diventato negli anni lo strumento principale per la gestione fiscale annuale di milioni di italiani.Il portale non è semplicemente un modulo da compilare: è un sistema informativo integrato che raccoglie automaticamente i dati fiscali del contribuente da molteplici fonti. L’Agenzia delle Entrate riceve informazioni da datori di lavoro, enti previdenziali, istituti bancari, assicurazioni, strutture sanitarie e molti altri soggetti, e le organizza in una dichiarazione pre-popolata pronta per essere verificata e inviata.A partire dalla campagna dichiarativa 2026, il portale mette a disposizione dei contribuenti due diversi modelli precompilati:Modello 730 precompilato: per dipendenti, pensionati e assimilati, disponibile dal 30 aprile 2026Modello Redditi PF precompilato: per autonomi, titolari di partita IVA e chi ha redditi diversi, disponibile dal 15 aprile 2026Questa distinzione è fondamentale: accedere al portale non significa automaticamente dover usare il 730. Il sistema ti mostra quale modello è più adatto alla tua situazione reddituale, guidandoti nella scelta corretta. Come accedere al portale precompilata 2026Per accedere al portale precompilata 2026 è necessario disporre di un’identità digitale riconosciuta. L’Agenzia delle Entrate ha progressivamente eliminato l’accesso con le credenziali Fisconline/Entratel, migrando tutto verso i sistemi di autenticazione nazionali. Attualmente i metodi di accesso validi per il 2026 sono:SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale): il metodo più diffuso, disponibile tramite operatori accreditati come Poste Italiane, Aruba, TIM, Namirial e altriCIE (Carta di Identità Elettronica): la carta di identità di nuova generazione con chip NFC, utilizzabile con lettore o smartphone compatibileCNS (Carta Nazionale dei Servizi): la tessera sanitaria con chip, utilizzabile con apposito lettoreCredenziali Entratel/Fisconline: ancora valide per chi le possiede, ma non più rilasciate ai nuovi utentiProcedura di accesso passo per passo:Collegarsi a precompilata.agenziaentrate.gov.itCliccare su “Accedi alla dichiarazione precompilata”Selezionare il metodo di autenticazione (SPID, CIE o CNS)Completare l’autenticazione con il proprio providerAccedere alla propria area personale dove sarà visibile la dichiarazione precompilataUna volta autenticati, il portale mostra immediatamente quale modello è disponibile per il contribuente (730 o Modello Redditi PF) e lo stato della dichiarazione: se è accessibile, se è già stata inviata da un intermediario (CAF, professionista) o se ci sono anomalie da verificare.Accesso tramite CAF o intermediario abilitato: Se ci si affida a un CAF per la dichiarazione dei redditi, l’intermediario accede direttamente al portale per conto del contribuente, tramite apposita delega. Il contribuente non deve fare nulla di tecnico: il CAF gestisce l’intero processo di accesso, verifica e invio. Differenza tra 730 precompilato e Modello Redditi PF precompilatoUna delle domande più frequenti riguarda la differenza tra 730 e Modello Redditi PF nella versione precompilata. Si tratta di due strumenti distinti, con destinatari, meccanismi di rimborso e scadenze differenti. Ecco un confronto dettagliato:Caratteristica730 PrecompilatoModello Redditi PF PrecompilatoDisponibile dal30 aprile 202615 aprile 2026Destinatari principaliDipendenti, pensionati, co.co.co.Autonomi, partite IVA, redditi esteriRimborso IRPEFIn busta paga (luglio/agosto) o pensioneDa Agenzia Entrate (tempi piu lunghi)Scadenza invio diretto30 settembre 202630 novembre 2026 (persone fisiche)Scadenza tramite CAF30 settembre 202630 novembre 2026Pagamento imposteTrattenuta in busta pagaCon modello F24 (giugno/novembre)Responsabilita CAFIl CAF si assume responsabilita vistoResponsabilita rimane al contribuenteLa novità principale del 2026 riguarda la precompilata del Modello Redditi PF: per la prima volta l’Agenzia delle Entrate ha esteso il sistema precompilato anche ai contribuenti che normalmente presentano il Modello Redditi (autonomi, professionisti, imprenditori individuali in contabilità semplificata). Questo è un cambiamento strutturale che amplia notevolmente la platea dei beneficiari del servizio precompilato. Chi deve usare il 730 e chi il Modello Redditi PFLa scelta tra i due modelli non è discrezionale: dipende dalla tipologia di redditi percepiti nell’anno di imposta 2025 (dichiarati nel 2026). Il portale aiuta a identificare il modello corretto, ma è utile conoscere in anticipo le regole principali.Chi usa il 730 precompilato 2026Il 730 precompilato 2026 è destinato ai contribuenti che nell’anno d’imposta 2025 hanno percepito:Redditi di lavoro dipendente (qualsiasi datore di lavoro, anche part-time)Redditi di pensione (pensioni INPS, pensioni complementari, rendite vitalizie)Redditi assimilati al lavoro dipendente: collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co.), borse di studio, assegni di ricerca, redditi di lavoro socialmente utileRedditi fondiari (terreni e fabbricati) se non hanno altri redditi che escludono il 730Redditi di capitale non soggetti a ritenuta a titolo d’impostaAlcuni redditi diversi: plusvalenze da cessione di terreni edificabili, indennità di esproprioCondizione essenziale per il 730: il contribuente deve avere un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che effettuerà le operazioni di conguaglio in busta paga o sulla pensione. Se non si ha un sostituto d’imposta (es. si è in cerca di lavoro, in cassa integrazione, o disoccupati), si presenta comunque il 730, ma si dovrà indicare l’assenza di sostituto: il rimborso verrà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.Chi usa il Modello Redditi PF precompilato 2026Il Modello Redditi PF precompilato 2026 è obbligatorio per chi ha percepito redditi che non rientrano nel 730. In particolare:Redditi di lavoro autonomo: professionisti (avvocati, medici, ingegneri, commercialisti), collaboratori occasionaliRedditi d’impresa: imprenditori individuali in contabilità ordinaria o semplificata (inclusi forfettari con ricavi sopra soglia)Contribuenti in regime forfettario: devono presentare il Modello Redditi PF anche se il regime è semplificatoRedditi da partecipazione in società di persone (snc, sas) o associazioni professionaliRedditi di fonte estera: redditi percepiti all’estero, conti correnti e investimenti esteri (quadro RW), immobili esteriContribuenti non residenti in ItaliaContribuenti con crediti d’imposta particolari o con situazioni fiscali complesse non gestibili con il 730I contribuenti in regime forfettario rientrano in questa categoria: anche se il loro regime fiscale è semplificato, devono comunque presentare il Modello Redditi PF per dichiarare i ricavi, le spese deducibili e determinare l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni). Quali dati sono già precaricati nel portale 2026Il portale precompilata 2026 è alimentato da un sistema di comunicazioni automatiche che le varie organizzazioni inviano all’Agenzia delle Entrate. Conoscere quali dati sono già presenti aiuta a capire cosa verificare con attenzione e cosa invece potrebbe mancare.Dati certamente precaricati:Redditi da lavoro dipendente e pensione: trasmessi tramite la Certificazione Unica (CU) da datori di lavoro ed enti previdenziali entro il 16 marzo 2026Interessi bancari e rendimenti finanziari: trasmessi dalle banche e intermediari finanziariSpese sanitarie: trasmesse dal Sistema Tessera Sanitaria (STS) da medici, ospedali, farmacie, ottici, dentisti e altri operatori sanitari. Include ticket SSN, visite specialistiche, farmaci, occhiali da vista, apparecchi acusticiPremi assicurativi: polizze vita, infortuni, responsabilità civileContributi previdenziali e assistenziali: versamenti INPS volontari, contributi colf e badantiErogazioni liberali: donazioni a ONLUS, APS, fondazioni riconosciuteRistrutturazioni e bonus edilizi: lavori con detrazioni 50%, superbonus, ecobonus, bonus facciate comunicati dai sostituti d’impostaMutui ipotecari: interessi passivi comunicati dalle bancheRette asili nido: spese trasmesse dai gestori degli asiliCanoni di locazione: contratti registrati all’Agenzia delle EntrateAcquisti immobili: rogiti registrati tramite notaiDati che potrebbero non essere presenti e vanno inseriti manualmente:Spese mediche pagate in contanti (senza ricevuta fiscale elettronica)Spese scolastiche (rette universitarie, mense, gite scolastiche) se non trasmesse dall’enteSpese funebriContributi versati a fondi pensione (se non comunicati dal datore di lavoro)Canoni di affitto pagati (anche se il contratto è registrato, la detrazione va indicata)Spese veterinarieAcquisto abbonamenti trasporto pubblico Come verificare e modificare i dati della precompilataAccedere al portale e trovare la dichiarazione precompilata non significa che i dati siano automaticamente corretti. L’Agenzia delle Entrate stessa raccomanda di verificare con attenzione tutti i dati precaricati prima di inviare la dichiarazione.Cosa verificare nella precompilata 2026Completezza dei dati sanitari: confrontare le spese sanitarie precaricate con le proprie ricevute e scontrini farmaceutici. Alcune spese potrebbero non essere arrivate al Sistema Tessera Sanitaria (es. spese pagate in contanti, professionisti che non trasmettono al STS)Correttezza dei redditi da CU: verificare che i redditi indicati nella Certificazione Unica siano stati correttamente recepiti. In caso di errori nella CU, bisogna prima far correggere la CU al sostituto d’impostaDati degli immobili: verificare rendite catastali, variazioni di proprietà avvenute nel 2025, cedolare secca su affittiFamiliari a carico: aggiornare i dati di figli, coniuge o altri familiari a carico, con verifica dei limiti di reddito per il 2025Detrazioni per carichi di famiglia: con l’introduzione dell’Assegno Unico, molte detrazioni per figli under 21 non sono più applicabili; verificare la corretta gestione da parte del sistemaBonus e detrazioni edilizi: verificare che i lavori effettuati nel 2025 con diritto a detrazione siano presenti e correttamente quantificatiCome modificare i datiSe si riscontrano dati errati o mancanti, è possibile modificare la dichiarazione precompilata direttamente sul portale. Le modifiche possono essere effettuate:In autonomia: l’utente accede al portale, clicca su “Modifica” e apporta le variazioni necessarie. In questo caso, la responsabilità del contenuto modificato è del contribuenteTramite CAF o intermediario: il professionista accede con delega, verifica, integra e invia. Il CAF si assume la responsabilità del visto di conformità sui dati che ha verificato, proteggendo il contribuente da eventuali sanzioni per errori non intenzionali nelle spese detraibiliAttenzione: se si invia la precompilata senza alcuna modifica (accettandola così com’è), si beneficia di una protezione parziale: l’Agenzia delle Entrate non può effettuare controlli documentali sulle spese precaricate. Tuttavia, se si aggiungono spese non presenti nel sistema, queste sono soggette ai normali controlli.Scadenze 2026: calendario completo del portaleConoscere le scadenze 2026 del portale precompilata è fondamentale per non incorrere in sanzioni per omessa o tardiva presentazione. Il sistema è articolato su date diverse a seconda del modello utilizzato e della modalità di presentazione.DataEventoModello interessato15 aprile 2026Disponibile precompilata Modello Redditi PFModello Redditi PF30 aprile 2026Disponibile 730 precompilato73030 giugno 2026Scadenza 1 rata acconto Modello Redditi (o unica soluzione se importo inferiore a 257,52 euro)Modello Redditi PF30 settembre 2026Scadenza invio 730 precompilato (autonomo o tramite CAF)73030 novembre 2026Scadenza invio Modello Redditi PF persone fisicheModello Redditi PF30 novembre 2026Scadenza 2 rata acconto (novembre)Modello Redditi PFPer chi presenta il 730 precompilato 2026, la scadenza del 30 settembre vale sia per l’invio autonomo tramite il portale sia per la presentazione tramite CAF o professionista abilitato. Per le scadenze fiscali di maggio 2026 (IVA, INPS, acconto) si rimanda al calendario completo delle scadenze fiscali maggio 2026. Inviare senza modifiche: quando conviene e rischiMolti contribuenti si chiedono se sia sicuro inviare la precompilata senza modifiche, accettando semplicemente quanto proposto dall’Agenzia delle Entrate. La risposta non è univoca: dipende dalla complessità della propria situazione fiscale.Vantaggi dell’invio senza modificheChi invia la dichiarazione precompilata senza apportare modifiche beneficia di una protezione specifica prevista dall’art. 5 del D.Lgs. 175/2014 (il decreto che ha istituito la precompilata):Esonero dai controlli documentali sulle spese precaricate (es. spese sanitarie inserite automaticamente dal Sistema Tessera Sanitaria)Esonero da accertamenti basati sulle dichiarazioni di terzi (banche, assicurazioni, ecc.) per i dati già presentiSemplificazione: nessun documento da conservare per i dati già nel sistemaRischi dell’invio senza verificareIl rischio principale non è quello di sbagliare qualcosa che il sistema ha inserito, ma quello di perdere detrazioni a cui si ha diritto ma che non sono state precaricate. Esempi concreti:Spese mediche pagate in contanti (visita da un medico privato che non ha trasmesso al STS) → perdita della detrazione del 19%Contributi versati a un fondo pensione integrativo se il datore non li ha indicati nella CU → perdita della deduzioneCanone di affitto pagato da inquilino → perdita della detrazione per inquilini (importo variabile: 300 euro per redditi fino a 15.493 euro, 150 euro fino a 30.987 euro)Abbonamento trasporto pubblico → perdita della detrazione del 19% fino a 250 euro di spesaRaccomandazione: prima di inviare senza modifiche, fare sempre un rapido confronto tra le spese precaricate e le proprie ricevute. In caso di dubbi, rivolgersi a un CAF: la verifica professionale costa poco e può recuperare centinaia di euro di rimborso.Il ruolo del CAF nella gestione della precompilataIl CAF (Centro di Assistenza Fiscale) svolge un ruolo fondamentale nella gestione della precompilata, sia per chi presenta il 730 sia per chi utilizza il Modello Redditi PF. Nonostante la dichiarazione sia “precompilata”, affidarsi a un professionista qualificato offre vantaggi concreti.Cosa fa il CAF con la precompilataAccesso con delega: il contribuente autorizza il CAF ad accedere al portale in suo nome. Non è necessario che il contribuente acceda personalmenteVerifica dei dati precaricati: il professionista confronta i dati del portale con la documentazione fornita dal contribuente, identificando dati mancanti o erratiIntegrazione delle spese: aggiunge le detrazioni fiscali e deduzioni non presenti nel sistema (spese mediche non trasmesse, affitto, ecc.)Apposizione del visto di conformità: per il 730, il CAF certifica la correttezza della dichiarazione. Questo visto trasferisce la responsabilità: in caso di errori sui dati dichiarati dal contribuente ma non verificabili da terze parti, il CAF risponde al suo postoInvio telematico: il CAF invia la dichiarazione in modo sicuro e conserva copia per il contribuenteQuando affidarsi al CAF è indispensabileCi sono situazioni in cui l’intervento del CAF Centro Fiscale non è solo utile, ma praticamente indispensabile:Situazioni reddituali complesse: chi ha avuto più datori di lavoro, ha percepito redditi da lavoro dipendente e autonomo nello stesso anno, o ha cambiato tipologia redditualeBonus edilizi: chi ha eseguito lavori con superbonus, ecobonus o bonus ristrutturazione ha situazioni spesso complesse da gestire correttamente nel 730Redditi esteri o criptovalute: chi ha conti correnti esteri, investimenti all’estero o ha compravenduto criptovalute deve compilare quadri specifici (RW, W) che richiedono competenza specialisticaPrima dichiarazione: chi non ha mai presentato una dichiarazione dei redditi o si trova in una situazione nuova (primo lavoro, matrimonio, acquisto casa) può beneficiare di una consulenza per capire cosa dichiarareFamiglie numerose o con disabilità: la gestione dei familiari a carico, del bonus mamme, dell’Assegno Unico e delle detrazioni per disabilità richiede attenzioneErrori comuni e come evitarliL’analisi delle dichiarazioni dei redditi evidenzia alcuni errori ricorrenti che i contribuenti commettono quando gestiscono in autonomia la precompilata. Conoscerli in anticipo permette di evitarli.Errore 1: Non verificare le spese sanitarieLe spese sanitarie sono tra le detrazioni più significative: il 19% delle spese mediche che superano la franchigia di 129,11 euro è detraibile dall’IRPEF. Molti contribuenti accettano il dato precaricato senza verificarlo, perdendo spese pagate in contanti o da professionisti sanitari non collegati al Sistema Tessera Sanitaria. Conservare sempre ricevute e scontrini farmaceutici dell’anno precedente è fondamentale.Errore 2: Non aggiornare i familiari a caricoLe situazioni familiari cambiano: figli che superano i limiti di reddito o di età, coniuge che inizia a lavorare, anziani che passano in struttura. Se i dati dei familiari a carico non vengono aggiornati, la dichiarazione potrebbe indicare detrazioni non spettanti (con rischio di dover restituire importi a seguito di controllo) o, al contrario, non indicare detrazioni spettanti.Errore 3: Usare il modello sbagliatoPresentare il 730 quando si dovrebbe usare il Modello Redditi PF è un errore grave. Accade quando, ad esempio, un contribuente che si è messo in proprio a metà anno (aprendo partita IVA) tenta di usare il 730 come in precedenza. Il 730 non consente la dichiarazione di redditi di lavoro autonomo o d’impresa (tranne casi limitati): chi commette questo errore dovrà presentare un Modello Redditi PF correttivo con possibili sanzioni.Errore 4: Non dichiarare il reddito da locazioneChi affitta immobili e non ha optato per la cedolare secca (o lo ha fatto solo parzialmente) deve includere i canoni nel reddito complessivo. Il portale precompilata include i contratti registrati, ma alcuni errori (contratti non registrati, accordi verbali, variazioni di canone non comunicate) possono portare a dichiarazioni incomplete con rischio di accertamento.Errore 5: Ignorare la sezione degli accontiI contribuenti che presentano il Modello Redditi PF devono prestare attenzione non solo al saldo dell’imposta 2025, ma anche agli acconti per il 2026. Il sistema calcola automaticamente gli acconti in base all’imposta dell’anno precedente, ma in caso di riduzione prevedibile del reddito è possibile ridurre l’acconto. Non farlo significa versare più del necessario e attendere il rimborso l’anno successivo. Se hai dubbi sulla tua situazione fiscale o vuoi essere sicuro di non perdere alcuna detrazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. Con anni di esperienza nella gestione di dichiarazioni dei redditi complesse, offriamo assistenza personalizzata sia per il 730 precompilato 2026 che per il Modello Redditi PF.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Precompilata 2026Quando e disponibile la precompilata 2026?La precompilata 2026 e disponibile in due momenti diversi: il Modello Redditi PF precompilato e accessibile dal 15 aprile 2026, mentre il 730 precompilato e disponibile dal 30 aprile 2026. Entrambi sono accessibili tramite il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS.Posso inviare la precompilata senza andare al CAF?Si, e possibile inviare la precompilata autonomamente tramite il portale Agenzia delle Entrate, a condizione di avere SPID, CIE o CNS e di essere in grado di verificare i dati precaricati. Tuttavia, per situazioni complesse (piu datori di lavoro, bonus edilizi, redditi esteri, familiari a carico con situazioni particolari), affidarsi a un CAF garantisce una verifica professionale e il visto di conformita che trasferisce la responsabilita al professionista.Cosa succede se non invio la precompilata entro la scadenza?Il mancato invio della dichiarazione dei redditi entro le scadenze previste comporta sanzioni. Per il 730, la scadenza e il 30 settembre 2026. Per il Modello Redditi PF, il 30 novembre 2026. E possibile presentare dichiarazione tardiva entro 90 giorni dalla scadenza con sanzione ridotta (dichiarazione omessa se oltre 90 giorni). Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare spontaneamente con sanzioni ridotte.Qual e la differenza tra 730 e Modello Redditi PF precompilato?Il 730 e destinato a dipendenti, pensionati e assimilati: il rimborso IRPEF arriva in busta paga o sulla pensione a luglio/agosto, e la scadenza e il 30 settembre. Il Modello Redditi PF e per autonomi, professionisti, partite IVA, chi ha redditi esteri: il rimborso e erogato dall’Agenzia delle Entrate con tempi piu lunghi, e le imposte si pagano con F24 a giugno e novembre. La scadenza e il 30 novembre.Il CAF puo accedere alla mia precompilata?Si. Il contribuente puo delegare il CAF ad accedere alla propria area riservata del portale precompilata. La delega viene acquisita direttamente dal CAF che accede tramite i propri sistemi abilitati. Non e necessario che il contribuente faccia nulla di tecnico: porta al CAF la propria documentazione fiscale (CU, spese, ricevute) e il professionista gestisce tutto il processo di verifica, integrazione e invio.Richiedi Assistenza per la Precompilata 2026Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione completa della dichiarazione dei redditi precompilata 2026: verifica dei dati, integrazione delle spese, invio telematico e visto di conformita.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640Articoli CorrelatiDICHIARAZIONE DEI REDDITI Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteSuperbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-03 09:00:002026-08-17 11:02:46Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteDICHIARAZIONE DEI REDDITI Bonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi FiltraggioBonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi Filtraggio https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-01 09:00:002026-08-17 11:02:40Bonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi FiltraggioDICHIARAZIONE DEI REDDITI Spese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e CorsiSpese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e Corsi https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-30 09:00:002026-08-17 11:02:33Spese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e CorsiCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Paola Zilli07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B.06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Pubblicato su Google robert poletto17/07/2026 Fantastici Pubblicato su Google Geanina Gaita16/07/2026 Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-01 08:47:082026-05-31 17:59:17Precompilata 2026 Online: il Portale Informativo per Accedere al 730 e al Modello RedditiCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIModello 730/2026: Quadro B Fabbricati e Novita CIN per Affitti BreviIl quadro B del modello 730/2026 e la sezione dedicata ai redditi dei fabbricati: e qui che il contribuente con una o piu unita immobiliari (prima casa, seconda casa, abitazione locata, comodato gratuito, affitti brevi) deve riportare rendite catastali, periodi di possesso e canoni percepiti nel 2025. La compilazione sembra semplice ma nasconde insidie, soprattutto da quando e diventato operativo il CIN (Codice Identificativo Nazionale) per le locazioni brevi e le strutture ricettive.In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutte le regole aggiornate per compilare correttamente il quadro B nel 730/2026 (anno d’imposta 2025): codici utilizzo, esclusioni, regole IMU/IRPEF, cedolare secca e la novita CIN che riguarda chi affitta anche per pochi giorni l’anno.Indice dei contenutiCos’e il quadro B e a chi serveCosa indicare nel quadro B (righi B1-B11)Novita CIN per affitti brevi e turisticiEsclusioni dal quadro BIMU vs IRPEF: cosa cambiaCedolare secca per le locazioniErrori piu comuni da evitareCome compilare con il CAF Centro FiscaleDomande frequenti (FAQ)Cos’e il quadro B e a chi serveIl quadro B del modello 730 e dedicato ai redditi dei fabbricati, ovvero ai redditi fondiari prodotti dalle unita immobiliari urbane iscritte nel Catasto edilizio urbano. La sua funzione e duplice: da un lato consente all’Agenzia delle Entrate di calcolare l’IRPEF dovuta sui redditi degli immobili, dall’altro garantisce la corretta applicazione del rapporto tra IMU e IRPEF (che dal 2014 si escludono a vicenda sugli immobili non locati, salvo eccezioni).Chi deve compilare il quadro BProprietari di fabbricati situati in Italia iscritti o iscrivibili in catasto;Titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie);Soci di societa semplici che producono redditi di fabbricati;Locatari in caso di locazione breve effettuata in qualita di sublocatori o comodatari (per i canoni percepiti).Casi di esoneroNon e tenuto a compilare il quadro B (e quindi puo restare esonerato dalla dichiarazione, salvo altri obblighi) chi possiede esclusivamente:L’abitazione principale (con eventuali pertinenze) non di lusso, su cui paga IMU agevolata o e esente, e ha solo redditi da lavoro dipendente o pensione gia tassati alla fonte;Fabbricati per cui sussistono cause di esenzione IRPEF totale (fabbricati rurali strumentali con codice 17, immobili in costruzione, ecc.). Cosa indicare nel quadro B (righi B1-B11)Il quadro B si articola in due sezioni: la Sezione I (righi da B1 a B11) per i dati anagrafici e catastali di ciascun immobile, e la Sezione II per i dati relativi ai contratti di locazione. Vediamo i campi principali.Sezione I – Dati identificativi dell’immobileColonna 1 – Rendita catastale: si indica la rendita non rivalutata risultante dalla visura catastale; il sistema applica automaticamente la rivalutazione del 5%;Colonna 2 – Codice utilizzo: il dato piu importante; dipende dall’uso effettivo dell’immobile (vedi tabella sotto);Colonna 3 – Giorni di possesso: massimo 365; in caso di acquisto/vendita nell’anno si indicano i giorni effettivi;Colonna 4 – Percentuale di possesso: 100% se proprietario unico, quota effettiva in caso di comproprieta;Colonna 5 – Codice canone: indica il regime di tassazione del canone (cedolare 21%, 10%, IRPEF ordinaria, ecc.);Colonna 6 – Canone di locazione: per gli immobili dati in affitto, importo del canone annuale rapportato ai giorni e alla percentuale di possesso;Colonna 7 – Casi particolari: per immobili di interesse storico/artistico, immobili inagibili, ecc.;Colonne 8-12: continuazione, codice comune, abitazione principale, immobili antisismici, cedolare secca, esenzioni IMU.I codici utilizzo piu importantiCodiceSignificato1Abitazione principale2Immobile a disposizione (seconda casa non locata)3Immobile locato in regime di libero mercato (canone libero)4Canone concordato con cedolare secca5Pertinenza abitazione principale (box, cantina, soffitta)8Immobile locato in regime convenzionale (equo canone)9Altri usi (es. unita non utilizzata in attesa di destinazione)10Abitazione concessa in uso gratuito a familiare residente11Locazione parziale (parte affittata, parte abitata)12Immobile di interesse storico-artistico locato16Immobile situato in Comune colpito da calamita (esente)17Immobile rurale strumentale (esente IRPEF)18Immobile in Provincia di Trento o Bolzano soggetto a IMI/IMIS19Immobile esente per enti non commercialiAttenzione: per le locazioni brevi (durata fino a 30 giorni) c’e un trattamento dedicato; il codice utilizzo e il 3 (libero mercato) o, se si opta per la cedolare, il 4, ma il dato si combina con la sezione II e con il nuovo riquadro per il CIN (vedi paragrafo dedicato).Sezione II – Dati dei contratti di locazioneIn Sezione II vanno indicati gli estremi di registrazione del contratto (data, numero, serie, codice ufficio) o, in alternativa, gli estremi della denuncia/comunicazione presentata. Per gli affitti brevi sotto i 30 giorni la registrazione del contratto non e obbligatoria, ma resta l’obbligo di comunicazione di alloggiati alla Questura e l’indicazione del CIN nelle pubblicita e nei contratti. Novita CIN: il Codice Identificativo Nazionale per affitti brevi e turisticiLa principale novita che impatta il quadro B 730/2026 e l’obbligo del CIN – Codice Identificativo Nazionale, introdotto dall’art. 13-ter del DL 145/2023 (decreto Anticipi) e diventato pienamente operativo nel corso del 2025 dopo l’avvio della Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR) gestita dal Ministero del Turismo.Cos’e il CIN e a cosa serveIl CIN e un codice alfanumerico univoco assegnato a ciascuna unita immobiliare destinata a:Locazione per finalita turistiche (ai sensi della L. 431/1998);Locazioni brevi di durata non superiore a 30 giorni (DL 50/2017);Strutture ricettive turistiche alberghiere ed extralberghiere (B&B, agriturismi, affittacamere, case vacanza).Il codice deve essere esposto all’esterno dello stabile e indicato in tutti gli annunci pubblicitari (siti, portali OTA come Airbnb e Booking, social media) e nei contratti.Come ottenere il CINIl CIN si ottiene gratuitamente accedendo al portale BDSR del Ministero del Turismo (bdsr.ministeroturismo.gov.it) tramite SPID o CIE. Occorre inserire i dati catastali dell’immobile, i requisiti di sicurezza (estintori, rilevatori di gas e CO) e i dati del titolare. Il rilascio e immediato.Come si dichiara il CIN nel 730/2026Nel modello 730/2026, per gli immobili destinati a locazioni brevi (codice utilizzo 3 o 4) e necessario riportare il CIN nell’apposita colonna del quadro B, in corrispondenza dell’unita immobiliare interessata. La compilazione del campo CIN e obbligatoria: la sua mancanza puo far scattare i controlli automatici incrociati tra Agenzia delle Entrate e Banca dati strutture ricettive.Sanzioni per chi non rispetta gli obblighi CINMancata richiesta del CIN: sanzione amministrativa indicativamente da 800 a 8.000 euro per ciascuna struttura/immobile (l’importo varia in base alla dimensione della struttura – da verificare con il decreto attuativo aggiornato);Mancata esposizione del CIN all’esterno o nelle pubblicita: sanzione indicativamente da 500 a 5.000 euro per ciascuna inserzione/struttura;Affitti brevi senza CIN: in caso di accertamento, l’amministrazione puo procedere alla rimozione dell’annuncio dai portali e al recupero delle imposte.Per gli importi esatti delle sanzioni e le scadenze aggiornate, fare riferimento al sito ufficiale del Ministero del Turismo e all’Agenzia delle Entrate. Esclusioni dal quadro B: cosa NON va dichiaratoNon tutti gli immobili posseduti generano un reddito da dichiarare nel quadro B. Sono esclusi:Immobili in costruzione o in ristrutturazione: fino al termine dei lavori e all’accatastamento, non producono reddito imponibile (purche siano effettivamente non utilizzati);Immobili posseduti da societa di persone o di capitali nell’esercizio dell’attivita d’impresa (vanno nel quadro RB del modello Redditi PF/SC);Immobili oggetto di sequestro o confisca finche perdura il provvedimento;Fabbricati rurali strumentali (codice utilizzo 17): se rispettano i requisiti del DM 26/7/2012, sono esenti IRPEF perche il reddito e gia compreso in quello dominicale del terreno;Immobili esenti IMU/IRPEF a seguito di terremoti recenti (codice 16), nei Comuni indicati dalle ordinanze di Protezione civile;Immobili destinati esclusivamente all’esercizio del culto e relative pertinenze.Anche gli immobili totalmente inagibili o collabenti (categoria catastale F/2) non concorrono a formare reddito ma vanno comunque indicati con il codice 9 e l’opportuno codice “casi particolari”.IMU vs IRPEF: il principio di alternativitaUna delle regole piu importanti per la compilazione corretta del quadro B e il principio di alternativita IMU/IRPEF: dal 2014, l’IMU sostituisce l’IRPEF e relative addizionali su tutti gli immobili non locati. Vediamo gli scenari principali.Abitazione principaleCategoria non di lusso (A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7): esente IMU (regola generale) e esente IRPEF;Categoria di lusso (A/1, A/8, A/9): IMU dovuta con aliquota agevolata, IRPEF non dovuta sul reddito dell’abitazione (sostituita da IMU).Seconda casa non locataSe l’immobile e nello stesso Comune dell’abitazione principale: paga IMU + e dovuta IRPEF al 50% della rendita catastale rivalutata maggiorata di 1/3 (codice utilizzo 2). Se invece e in altro Comune: paga solo IMU, IRPEF non dovuta.Immobile locatoSe l’immobile e locato: si paga IMU e IRPEF (o cedolare secca) sul canone. L’alternativita non opera per gli immobili che producono reddito da locazione. Cedolare secca per le locazioni: aliquote 2026La cedolare secca e un regime sostitutivo opzionale che consente di tassare il canone di locazione con un’aliquota fissa, escludendolo dal reddito complessivo IRPEF. E spesso piu vantaggioso, soprattutto per chi ha aliquote IRPEF medio-alte. Le aliquote in vigore nel 2026 (per i redditi 2025) sono:Tipologia contrattoAliquotaCanone libero (4+4 anni)21%Canone concordato (3+2) in Comuni ad alta tensione abitativa10%Affitti brevi – primo immobile destinato a locazione breve21%Affitti brevi – dal secondo al quarto immobile26%Affitti brevi – oltre 4 immobili (attivita imprenditoriale)Non si applica la cedolare; obbligo P.IVAVantaggi cedolare secca: aliquota fissa indipendente dagli scaglioni IRPEF, esclusione del canone dal reddito complessivo (utile per ISEE e detrazioni), nessuna imposta di registro e di bollo annuale.Svantaggi: rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canone per la durata dell’opzione, perdita delle detrazioni per canoni di locazione (lato inquilino), e canone non concorre alla formazione del reddito utile per altre agevolazioni.L’opzione si esercita in dichiarazione barrando l’apposita casella in colonna “Cedolare secca” del quadro B (codice canone 3 per la cedolare 21%, codice 4 per il 10% concordato).Errori piu comuni da evitare nel quadro BDimenticare il CIN per gli immobili affittati con contratti di locazione breve: il sistema dei controlli automatizzati ora incrocia i dati con la BDSR;Confondere abitazione principale con prima casa: la “prima casa” e una nozione fiscale legata all’acquisto (agevolazioni 2%/4%); l'”abitazione principale” e la dimora abituale e residenza anagrafica del contribuente. Solo quest’ultima beneficia del codice 1;Errato calcolo del periodo di possesso in caso di compravendita: i giorni vanno calcolati dalla data del rogito (incluso il giorno per il venditore o per l’acquirente, mai entrambi);Mancata indicazione di immobili posseduti per pochi mesi: anche un immobile ereditato a novembre o acquistato a dicembre va dichiarato con i giorni effettivi;Errore sulla percentuale di possesso in caso di comproprieta: ogni comproprietario dichiara solo la propria quota;Omessa indicazione delle pertinenze (codice 5): box, cantina, soffitta vanno indicati separatamente con il loro identificativo catastale;Cedolare secca dichiarata male: non basta barrare la casella, serve aver inviato il modello RLI all’Agenzia delle Entrate alla registrazione del contratto. Compila il quadro B con il CAF Centro Fiscale di UdineCompilare il quadro B in autonomia puo essere rischioso: tra codici utilizzo, novita CIN, scelte di cedolare secca e principio di alternativita IMU/IRPEF, e facile commettere errori che si traducono in sanzioni o accertamenti. Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori si occupano di tutto, dal controllo delle visure catastali all’invio telematico del 730.Documenti necessari per il quadro BVisure catastali aggiornate di tutti gli immobili posseduti (anche pertinenze);Atti di acquisto/vendita intervenuti nel 2025;Atti di successione o donazione ricevuti nel 2025;Contratti di locazione registrati e relative ricevute di pagamento dell’imposta di registro (per chi non ha optato per la cedolare);Eventuali contratti di locazione breve e codice CIN assegnato all’immobile;F24 IMU pagati nel 2025 (acconto giugno + saldo dicembre);Modello RLI presentato all’Agenzia delle Entrate per l’opzione cedolare secca (se applicabile).Vantaggi del CAF Centro FiscaleVisto di conformita: ti garantiamo la correttezza formale della dichiarazione e ci assumiamo la responsabilita fiscale verso l’Agenzia delle Entrate;Controllo incrociato dei dati catastali con quanto comunicato dall’Agenzia;Assistenza per il CIN: ti aiutiamo a richiederlo e a gestirlo correttamente in dichiarazione;Calcolo della convenienza tra cedolare secca e IRPEF ordinaria;Rispetto delle scadenze: il 730/2026 va inviato entro il 30 settembre 2026.Prenota l’appuntamento per il tuo 730/2026Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste passo passo nella compilazione del modello 730/2026, anche per i casi piu complessi del quadro B (affitti brevi, CIN, cedolare secca, immobili in comproprieta).Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineTelefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Servizio dedicato: Modello 730 Dichiarazione dei Redditi📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ)Devo dichiarare la prima casa nel quadro B del 730/2026?Si, l’abitazione principale (con codice utilizzo 1) e relative pertinenze (codice 5) vanno indicate, ma se non e di lusso (categorie A/1, A/8, A/9) il reddito e azzerato grazie alla deduzione equivalente alla rendita rivalutata. Resta comunque un’indicazione obbligatoria per il quadro complessivo del patrimonio.Cos’e il CIN e quando va indicato nel 730/2026?Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) e il codice univoco assegnato dal Ministero del Turismo a ogni unita immobiliare destinata a locazione breve, locazione turistica o struttura ricettiva. Va indicato nel quadro B del 730/2026 in corrispondenza dell’immobile interessato, accanto al codice utilizzo 3 o 4.Posso usare la cedolare secca anche per gli affitti brevi?Si, ma con un’avvertenza: dal 2024 la cedolare e al 21% solo per il primo immobile destinato a locazione breve, mentre dal secondo al quarto sale al 26%. Oltre 4 immobili l’attivita si presume imprenditoriale e occorre aprire la partita IVA, perdendo l’accesso al regime agevolato.Cosa succede se dimentico un immobile nel quadro B?L’omissione e sanabile con il 730 integrativo entro il 25 ottobre, oppure con il modello Redditi PF correttivo o integrativo. Se l’errore viene rilevato dall’Agenzia, scattano sanzioni dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta, riducibili con il ravvedimento operoso.Gli immobili in ristrutturazione vanno dichiarati nel quadro B?No, non producono reddito imponibile durante i lavori, purche risultino effettivamente non utilizzati e i lavori siano regolarmente comunicati al Comune. Vanno comunque indicati con il codice 9 (altri usi) o segnalati come immobili in costruzione (codice F/3 o F/4 in catasto).L’IMU e alternativa all’IRPEF su tutti gli immobili?No, l’alternativita opera solo sugli immobili non locati. Sugli immobili affittati si paga sia IMU sia IRPEF (o cedolare). C’e poi l’eccezione delle seconde case nello stesso Comune dell’abitazione principale: pagano IMU + 50% IRPEF su rendita maggiorata di 1/3.Entro quando devo presentare il 730/2026?Il termine ordinario per il 730/2026 e il 30 settembre 2026. Per il modello Redditi PF (richiesto se hai redditi non compatibili con il 730) il termine e il 31 ottobre 2026. Prenota per tempo l’appuntamento al CAF per evitare le code di settembre.Approfondisci sul nostro blogRimborso 730 Pensionati 2026: quando arriva sulla pensioneServizio Modello 730 Dichiarazione dei Redditi – CAF UdineIMU 2026 Pensionati: acconto giugno, esenzioni e casi particolariIscriviti alla newsletter del CAF Centro FiscaleRicevi ogni mese aggiornamenti su scadenze fiscali, novita 730, IMU, pensioni e patronato. Niente spam, solo informazioni utili.Iscriviti gratis alla newsletterMaggio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-01 06:50:092026-05-31 10:11:42Modello 730/2026: Quadro B Fabbricati e Novita CIN per Affitti BreviCAFScadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo 730, IVA, IMU e Contributi INPSIl mese di giugno 2026 è uno dei più impegnativi dell’anno fiscale italiano. Con la prima rata IMU in scadenza il 16 giugno, il saldo IRPEF e il primo acconto entro il 30 giugno, le ritenute su lavoro dipendente e autonomo, i contributi INPS e la prosecuzione dell’invio del Modello 730, i contribuenti devono pianificare con attenzione ogni adempimento per evitare sanzioni e maggiorazioni.In questa guida completa, aggiornata alle disposizioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, troverai il calendario dettagliato di tutte le scadenze fiscali di giugno 2026, con indicazioni pratiche su importi, codici tributo F24 e modalità di pagamento. Se hai perso le scadenze del mese precedente, puoi consultare anche il nostro articolo sulle scadenze fiscali di maggio 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. Indice dei contenutiCalendario completo scadenze giugno 2026IMU prima rata: acconto 16 giugno 2026IRPEF, ritenute e addizionali: 16 giugnoIVA mensile maggio: versamento 16 giugnoContributi INPS giugno 2026Contributi colf e badanti: 10 giugnoSaldo IRPEF e primo acconto: 30 giugnoDichiarazione IMU: 30 giugnoDiritto annuale Camera di CommercioModello 730: perché conviene inviarlo entro giugnoLIPE primo trimestre: scadenza e sanzioniCome evitare sanzioni: il ravvedimento operosoFAQ – Domande frequentiCalendario completo scadenze fiscali giugno 2026Ecco il calendario dettagliato di tutte le principali scadenze fiscali di giugno 2026, organizzato giorno per giorno secondo lo Scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Giugno è un mese particolarmente denso di adempimenti: dal versamento dell’IMU alle imposte sui redditi, dalle ritenute ai contributi previdenziali.DataAdempimentoChi deve adempiereCodice Tributo10 giugnoContributi colf, badanti e lavoratori domestici (2a rata trimestrale)Datori di lavoro domesticoMAV/PagoPA INPS16 giugnoIMU – Prima rata (acconto)Proprietari di immobili (esclusa abitazione principale non di lusso)3912-3916-3918-392516 giugnoIRPEF ritenute lavoro dipendente e assimilati (maggio)Sostituti d’imposta (datori di lavoro)100116 giugnoIRPEF ritenute lavoro autonomo e provvigioni (maggio)Sostituti d’imposta104016 giugnoAddizionali regionali e comunali IRPEF (rata mensile)Sostituti d’imposta3802-384816 giugnoIVA mensile – Liquidazione maggioContribuenti IVA mensili600516 giugnoContributi INPS gestione separata (committenti, maggio)Committenti e collaboratoriCXX16 giugnoINPS contributi dipendenti (maggio)Datori di lavoroDM10/UniEmens25 giugnoINTRASTAT mensile (operazioni maggio)Operatori intracomunitari mensili–30 giugnoSaldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026Persone fisiche, soci di società di persone4001 (saldo) – 4033 (acconto)30 giugnoSaldo IRAP 2025 e primo acconto IRAP 2026Soggetti IRAP (imprese, professionisti)3800 (saldo) – 3812 (acconto)30 giugnoSaldo e primo acconto imposta sostitutiva forfettariContribuenti regime forfettario1792 (saldo) – 1790 (acconto)30 giugnoContributi INPS artigiani e commercianti (saldo + 1° acconto)Artigiani, commercianti, forfettariDa Redditi PF30 giugnoContributi INPS gestione separata (saldo + 1° acconto)Professionisti senza cassaDa Redditi PF30 giugnoDichiarazione IMU per variazioni anno 2025Proprietari con variazioni immobiliari–30 giugnoDiritto annuale Camera di CommercioImprese iscritte al Registro Imprese385030 giugnoImposta di bollo fatture elettroniche (1° trimestre, se > 5.000 euro)Soggetti IVA con fattura elettronica2521Nota importante: quando la scadenza cade di sabato o domenica, il termine viene automaticamente prorogato al primo giorno lavorativo successivo. Nel 2026 il 16 giugno cade di martedì e il 30 giugno di martedì, quindi non ci sono proroghe automatiche. IMU prima rata 2026: acconto entro il 16 giugnoLa scadenza più attesa di giugno è senza dubbio l’IMU – Imposta Municipale Unica. Il 16 giugno 2026 scade il termine per il versamento della prima rata (acconto), pari al 50% dell’imposta dovuta per l’intero anno, calcolata sulle aliquote dell’anno precedente.Chi deve pagare l’IMUL’IMU è dovuta da proprietari, titolari di diritti reali (usufrutto, uso, abitazione, superficie) e locatari finanziari su:Seconde case e immobili diversi dall’abitazione principaleAbitazioni principali di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9)Terreni agricoli (con eccezioni per zone montane e collinari)Aree fabbricabiliImmobili commerciali, capannoni, ufficiEsenzione abitazione principale: l’abitazione principale non di lusso (categorie da A/2 ad A/7) e le relative pertinenze (una per ciascuna categoria C/2, C/6, C/7) sono esenti dall’IMU. Questo significa che se possiedi solo la casa dove vivi, non devi pagare nulla.Come si calcola l’acconto IMUL’acconto IMU si calcola con questa formula:Rendita catastale + 5% rivalutazione x moltiplicatore catastale x aliquota comunale / 2 = Acconto IMUFacciamo un esempio pratico: supponiamo che Mario possieda una seconda casa a Udine con rendita catastale di 500 euro, categoria A/3. Il calcolo sarà:Rendita rivalutata: 500 + 5% = 525 euroBase imponibile: 525 x 160 (moltiplicatore per cat. A) = 84.000 euroIMU annua: 84.000 x 10,6 per mille (aliquota ordinaria) = 890,40 euroAcconto 16 giugno: 890,40 / 2 = 445,20 euroCodici tributo F24 per l’IMUCodice TributoTipologia immobile3912Abitazione principale di lusso e pertinenze (A/1, A/8, A/9)3916Aree fabbricabili3918Altri fabbricati (seconde case, uffici, negozi)3925Immobili categoria D – Quota Stato3930Immobili categoria D – Quota Comune (incremento)3914Terreni agricoliIl versamento si effettua tramite Modello F24, compilando la sezione “IMU e altri tributi locali” con il codice del Comune di ubicazione dell’immobile. È possibile pagare in banca, ufficio postale, oppure online tramite il servizio F24 web dell’Agenzia delle Entrate. IRPEF, ritenute e addizionali: scadenza 16 giugnoIl 16 giugno 2026 è anche la data in cui i sostituti d’imposta (datori di lavoro, aziende, professionisti che pagano collaboratori) devono versare le ritenute operate nel mese di maggio. Si tratta di un adempimento mensile che riguarda milioni di imprese e professionisti.Ritenute da versare entro il 16 giugnoIRPEF ritenute lavoro dipendente (codice tributo 1001): trattenute sugli stipendi di maggioIRPEF ritenute lavoro autonomo (codice tributo 1040): ritenute d’acconto su compensi a professionistiIRPEF ritenute su provvigioni (codice tributo 1040): per agenti e rappresentantiAddizionali regionali IRPEF (codice tributo 3802): rata mensile dell’addizionale regionaleAddizionali comunali IRPEF (codice tributo 3848): rata mensile dell’addizionale comunale in accontoTutti i versamenti si effettuano con Modello F24 telematico. I datori di lavoro con più di 15 dipendenti sono obbligati alla presentazione telematica tramite Entratel o Fisconline. IVA mensile maggio: versamento entro il 16 giugnoI contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare entro il 16 giugno l’IVA risultante dalla liquidazione relativa al mese di maggio 2026. Il codice tributo da utilizzare nel Modello F24 è il 6005 (IVA versamento mensile – maggio).Sono obbligati alla liquidazione mensile dell’IVA i soggetti che nell’anno precedente hanno realizzato un volume d’affari superiore a 400.000 euro (per attività di servizi) o 800.000 euro (per altre attività). Chi si trova sotto queste soglie, di norma, liquida l’IVA trimestralmente.I contribuenti in regime forfettario sono invece esenti dalla liquidazione IVA: non addebitano IVA in fattura e non devono effettuare alcun versamento periodico. Contributi INPS giugno 2026Il mese di giugno prevede diverse scadenze per i contributi previdenziali INPS, che variano in base alla tipologia di lavoratore e alla gestione di appartenenza.16 giugno: contributi dipendenti e gestione separata (mensili)Contributi INPS dipendenti: i datori di lavoro versano tramite modello DM10/UniEmens i contributi relativi agli stipendi di maggioContributi gestione separata (committenti): le aziende che si avvalgono di collaboratori coordinati e continuativi versano la quota di contributi gestione separata del mese di maggio30 giugno: saldo e primo acconto artigiani, commercianti e gestione separataI contribuenti che presentano il Modello Redditi PF devono versare entro il 30 giugno:Saldo contributi INPS 2025 (eccedenza minimo per artigiani/commercianti, saldo gestione separata)Primo acconto contributi 2026 (pari al 40% del totale dovuto per l’anno)Questo vale per artigiani, commercianti e professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata INPS. Chi opera in regime forfettario può beneficiare della riduzione contributiva del 35%, ma deve aver presentato apposita domanda all’INPS. Contributi colf e badanti: scadenza 10 giugnoI datori di lavoro domestico (famiglie che impiegano colf, badanti, babysitter, assistenti familiari) devono versare entro il 10 giugno 2026 la seconda rata trimestrale dei contributi previdenziali INPS, relativa al periodo aprile-maggio-giugno 2026.Il pagamento si effettua tramite bollettino MAV o PagoPA, disponibili nel portale INPS sezione “Lavoratori domestici”. In alternativa, è possibile utilizzare l’app IO o i canali bancari abilitati a PagoPA. Per una guida completa su come gestire il rapporto di lavoro domestico, consulta il nostro approfondimento dedicato.Importo indicativo: i contributi per colf e badanti variano in base alla retribuzione oraria effettiva e al numero di ore lavorate. Per una badante convivente con retribuzione di circa 7,50 euro/ora, i contributi trimestrali si aggirano intorno a 300-400 euro.Saldo IRPEF e primo acconto: la grande scadenza del 30 giugnoIl 30 giugno 2026 è una delle date più importanti dell’anno fiscale: entro questo termine scade il versamento del saldo IRPEF 2025 e del primo acconto IRPEF 2026 per tutti i contribuenti che presentano il Modello Redditi PF. Questa scadenza riguarda partite IVA, liberi professionisti, imprenditori individuali e chiunque abbia redditi non soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta.Come si calcola il saldo e l’accontoSaldo IRPEF 2025 (codice tributo 4001): differenza tra l’imposta dovuta per il 2025 e quanto già versato con gli acconti durante l’annoPrimo acconto IRPEF 2026 (codice tributo 4033): pari al 40% dell’acconto totale dovuto (che è il 100% dell’IRPEF dell’anno precedente se superiore a 51,65 euro)Differimento al 30 luglio con maggiorazione 0,40%Chi non riesce a rispettare la scadenza del 30 giugno può versare entro il 30 luglio 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto a titolo di interesse. Ad esempio, su un saldo di 1.000 euro, la maggiorazione sarà di soli 4 euro. È un’opzione utile per chi ha bisogno di qualche settimana in più per organizzare la liquidità.Esempio pratico: Lucia, freelance con partita IVA forfettaria, ha un saldo imposta sostitutiva 2025 di 2.500 euro e un primo acconto 2026 di 1.200 euro. Se paga entro il 30 giugno, versa 3.700 euro. Se paga entro il 30 luglio, versa 3.700 + 14,80 (0,40%) = 3.714,80 euro. Dichiarazione IMU: scadenza 30 giugnoOltre al versamento dell’acconto, il 30 giugno 2026 è anche il termine per la presentazione della dichiarazione IMU relativa alle variazioni avvenute nel corso del 2025. La dichiarazione IMU non va confusa con il pagamento: serve a comunicare al Comune le variazioni che incidono sul calcolo dell’imposta.Quando è obbligatoria la dichiarazione IMULa dichiarazione IMU va presentata quando nel corso dell’anno precedente si sono verificate variazioni non conoscibili dal Comune attraverso le banche dati catastali, ad esempio:Immobili che hanno acquisito o perso il diritto all’esenzione (es. cambio di residenza)Immobili concessi in comodato d’uso gratuito a parenti in linea retta (riduzione 50%)Immobili inagibili o inabitabiliAree diventate fabbricabiliImmobili di interesse storico/artisticoVariazioni di quote di possesso tra comproprietariLa dichiarazione si presenta al Comune dove si trova l’immobile, utilizzando il modello ministeriale approvato con decreto del MEF. La presentazione può avvenire in forma cartacea, raccomandata o tramite PEC.Diritto annuale Camera di Commercio: 30 giugnoLe imprese iscritte al Registro delle Imprese devono versare entro il 30 giugno 2026 il diritto annuale alla Camera di Commercio di competenza. Il pagamento si effettua tramite Modello F24 con il codice tributo 3850.L’importo varia in base alla forma giuridica e al fatturato dell’impresa:Imprese individuali: importo fisso di circa 53 euro (per la sede) + 11 euro per ogni unità localeSocietà di persone: importo variabile in base al fatturato, con un minimo di circa 120 euroSocietà di capitali: calcolato in base al fatturato con aliquote progressiveAnche per il diritto camerale vale la possibilità di differimento al 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%, in quanto il versamento segue le stesse tempistiche delle imposte sui redditi. Modello 730: perché conviene inviarlo entro giugnoAnche se la scadenza ufficiale del 730 precompilato 2026 è fissata al 30 settembre 2026, conviene inviare la dichiarazione entro la fine di giugno per un motivo molto pratico: il rimborso IRPEF in busta paga.L’Agenzia delle Entrate elabora le dichiarazioni in ordine di arrivo. Chi invia il 730 entro giugno riceve il rimborso generalmente nella busta paga di luglio o agosto. Chi invia a settembre potrebbe ricevere il rimborso solo a ottobre o novembre.Date chiave per il 730/202630 aprile 2026: disponibilità 730 precompilato online20 maggio 2026: inizio invio 730 precompilatoEntro giugno: invio consigliato per rimborso rapido30 settembre 2026: termine ultimo per l’invioSe hai dubbi su detrazioni fiscali e documenti da presentare, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e nell’invio del Modello 730, verificando che tutte le spese detraibili siano correttamente inserite.LIPE primo trimestre: scadenza e sanzioniLa Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) relativa al primo trimestre 2026 (gennaio-febbraio-marzo) ha scadenza il 31 maggio. Se non è stata inviata in tempo, giugno è il mese per regolarizzare la posizione con il ravvedimento operoso.Sanzioni per ritardo LIPESanzione base: da 500 a 2.000 euro per ogni comunicazione omessa o errataRavvedimento entro 15 giorni: sanzione ridotta a 1/10 = 50 euroRavvedimento entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9 = circa 55,56 euroRavvedimento entro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8 = 62,50 euroSe la LIPE viene corretta spontaneamente entro 15 giorni dalla scadenza originale, la sanzione è dimezzata a 250 euro (prima dell’applicazione delle riduzioni da ravvedimento). Conviene quindi regolarizzare il prima possibile per minimizzare l’importo. Come evitare sanzioni: il ravvedimento operosoSe hai dimenticato una scadenza fiscale o non sei riuscito a pagare in tempo, il ravvedimento operoso è lo strumento che ti permette di regolarizzare la tua posizione pagando sanzioni ridotte. È una delle agevolazioni più importanti del sistema fiscale italiano: più tempestivo è il pagamento, minore sarà la sanzione.Riduzioni delle sanzioni con ravvedimentoTempisticaRiduzione sanzioneSanzione effettivaEntro 14 giorni (ravvedimento sprint)1/15 al giorno0,1% per ogni giorno di ritardoEntro 30 giorni (ravvedimento breve)1/10 del minimo1,5% dell’impostaEntro 90 giorni (ravvedimento intermedio)1/9 del minimo1,67% dell’impostaEntro 1 anno (ravvedimento lungo)1/8 del minimo3,75% dell’impostaEntro 2 anni1/7 del minimo4,29% dell’impostaOltre 2 anni1/6 del minimo5% dell’impostaEsempio pratico: hai dimenticato di pagare l’acconto IMU di 500 euro il 16 giugno. Se paghi entro il 16 luglio (30 giorni), la sanzione sarà 500 x 1,5% = 7,50 euro, più gli interessi legali. Un costo minimo rispetto alle sanzioni piene che possono arrivare al 30% dell’importo.Per calcolare correttamente il ravvedimento operoso e compilare il Modello F24 con i codici tributo appropriati, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori ti aiuteranno a regolarizzare la posizione nel modo più conveniente possibile.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.FAQ – Domande frequenti sulle scadenze fiscali di giugno 2026Quando scade l’IMU prima rata 2026?La prima rata IMU 2026 (acconto) scade il 16 giugno 2026. Si versa il 50% dell’imposta annua calcolata sulle aliquote dell’anno precedente, tramite Modello F24.Posso pagare le imposte del 30 giugno in ritardo?Sì, puoi versare il saldo IRPEF e il primo acconto entro il 30 luglio 2026 applicando una maggiorazione dello 0,40%. Oltre il 30 luglio, si applica il ravvedimento operoso con sanzioni crescenti.Chi è esente dall’IMU sulla prima casa?L’abitazione principale non di lusso (categorie catastali da A/2 ad A/7) e le relative pertinenze (una per ciascuna categoria C/2, C/6, C/7) sono esenti dall’IMU. Pagano solo le abitazioni di lusso (A/1, A/8, A/9).Quando conviene inviare il 730?Conviene inviare il 730 precompilato entro la fine di giugno per ricevere il rimborso IRPEF nella busta paga di luglio-agosto. La scadenza ufficiale è il 30 settembre, ma chi aspetta riceve il rimborso più tardi.Cosa succede se non pago i contributi della colf entro il 10 giugno?In caso di ritardo nel pagamento dei contributi per colf e badanti, si applicano sanzioni civili (interessi di mora) e una sanzione dal 30% al 60% dei contributi non versati. È possibile regolarizzare con ravvedimento operoso entro termini ragionevoli.I forfettari devono pagare qualcosa il 30 giugno?Sì, i contribuenti in regime forfettario devono versare entro il 30 giugno il saldo dell’imposta sostitutiva 2025 (codice tributo 1792) e il primo acconto 2026 (codice tributo 1790), oltre ai contributi INPS (saldo + primo acconto) alla gestione commercianti o separata. Hai bisogno di assistenza per le scadenze fiscali?Le scadenze di giugno sono tante e complesse: IMU, IRPEF, IVA, contributi INPS, dichiarazione IMU. Non rischiare sanzioni per una dimenticanza. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a rispettare tutti gli adempimenti, calcolare gli importi corretti e compilare i Modelli F24.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 14:00:002026-05-31 17:59:57Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo 730, IVA, IMU e Contributi INPSCAFRimborso Eccedenze Cedolare Secca nel Modello 730: Come Funziona e Quando SpettaQuando si opta per la cedolare secca sugli affitti, si sceglie un regime fiscale semplificato che prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva del 21% (o 10% per contratti a canone concordato) in luogo dell’IRPEF ordinaria. Ma cosa succede quando l’imposta versata tramite acconti risulta superiore a quella effettivamente dovuta? In questo caso si genera un’eccedenza di cedolare secca, che il contribuente ha diritto di recuperare tramite rimborso o compensazione nel Modello 730.Questa situazione è più frequente di quanto si pensi: basti pensare a chi ha cessato anticipatamente il contratto di locazione, riducendo i canoni incassati rispetto alle previsioni, oppure a chi ha versato acconti calcolati su redditi sovrastimati. In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine, vediamo nel dettaglio quando si genera un’eccedenza di cedolare secca, come recuperarla nel 730/2026, quali righi compilare, i tempi di rimborso e tutti i casi pratici con esempi di calcolo.Scoprirai anche le differenze tra credito cedolare e credito IRPEF, le modalità di utilizzo del credito e le verifiche da effettuare per evitare errori che potrebbero ritardare il rimborso o generare contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è la cedolare secca e come funzionaQuando si genera un’eccedenza di cedolare seccaCome calcolare l’eccedenza di cedolare seccaQuali righi del 730 compilare per recuperare l’eccedenzaRimborso o compensazione: quale scegliereTempi di rimborso dell’eccedenza cedolare seccaEsempi pratici di calcolo eccedenzeDifferenze tra credito cedolare e credito IRPEFErrori comuni da evitareDomande FrequentiCos’è la cedolare secca e come funzionaLa cedolare secca è un regime fiscale opzionale riservato ai proprietari di immobili ad uso abitativo che concedono l’immobile in locazione a persone fisiche per destinazione abitativa. Si tratta di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, delle addizionali regionali e comunali, dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo, che ordinariamente andrebbero pagate sul contratto di affitto.L’aliquota della cedolare secca può essere del 21% per i contratti a canone libero, oppure del 10% per i contratti a canone concordato (stipulati nei comuni ad alta densità abitativa secondo gli accordi territoriali). L’opzione per la cedolare secca va esercitata al momento della registrazione del contratto di locazione oppure, per i contratti già in corso, in sede di proroga o al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi.Una volta esercitata l’opzione, il canone di locazione annuo viene moltiplicato per l’aliquota applicabile (21% o 10%) per determinare l’imposta dovuta. Questa imposta si paga attraverso due modalità:Saldo: a conguaglio in sede di dichiarazione dei redditi, entro le scadenze del 730 o del Modello RedditiAcconti: versamenti anticipati calcolati in base all’imposta dell’anno precedente, da effettuare entro il 30 giugno (primo acconto, pari al 40% del dovuto) e il 30 novembre (secondo acconto, pari al 60% del dovuto)È proprio il meccanismo degli acconti a generare, in alcuni casi, le eccedenze di cedolare secca. Se gli acconti versati risultano superiori all’imposta effettivamente dovuta per l’anno di riferimento, il contribuente ha diritto al rimborso dell’eccedenza o alla sua compensazione con altri debiti fiscali. Quando si genera un’eccedenza di cedolare seccaUn’eccedenza di cedolare secca si verifica quando l’ammontare delle imposte già versate (tramite acconti o ritenute) risulta superiore all’imposta effettivamente dovuta per l’anno d’imposta considerato. Questa situazione può verificarsi in diversi scenari, che è importante conoscere per prevenire o gestire correttamente il credito maturato.Casi più frequenti di eccedenza cedolare secca1. Cessazione anticipata del contratto di locazioneIl caso più comune è quello del contratto di affitto risolto anticipatamente. Supponiamo che Mario abbia un immobile locato a 12.000 euro annui (1.000 euro al mese) con cedolare secca al 21%. A giugno 2025 ha versato il primo acconto di 1.008 euro (40% di 2.520 euro, l’imposta dell’anno precedente). Tuttavia, il contratto viene disdetto dal conduttore a fine agosto 2025, per cui Mario incassa solo 8 mensilità (8.000 euro). L’imposta effettivamente dovuta per il 2025 è quindi 1.680 euro (21% di 8.000), ma Mario ha già versato 1.008 euro di acconto. Se avesse versato anche il secondo acconto a novembre (1.512 euro), avrebbe un’eccedenza significativa da recuperare.2. Riduzione del canone concordatoUn altro scenario tipico riguarda i contratti a canone concordato, soggetti a cedolare al 10%. Se il proprietario, per mantenere il conduttore o per difficoltà di mercato, accetta di ridurre il canone rispetto all’anno precedente, gli acconti calcolati sul canone originario risulteranno eccessivi, generando un’eccedenza.3. Immobile sfitto per parte dell’annoSe l’immobile resta sfitto per alcuni mesi dell’anno (ad esempio tra la fine di un contratto e l’inizio del successivo), i canoni effettivamente percepiti saranno inferiori a quelli previsti per l’intero anno, ma gli acconti potrebbero essere stati calcolati sull’intero canone annuale previsto.4. Errore di calcolo degli accontiIn alcuni casi, l’eccedenza nasce da un errore di calcolo degli acconti da parte del contribuente o del CAF, che ha sovrastimato l’imposta dovuta. Questo può accadere quando si applica erroneamente l’aliquota del 21% invece del 10% (o viceversa), oppure quando si include nel calcolo un immobile che invece non è più locato.5. Passaggio da regime ordinario a cedolare seccaUn caso particolare si verifica quando il contribuente passa dal regime ordinario IRPEF alla cedolare secca in corso d’anno. In questo caso, se aveva già versato acconti IRPEF sui redditi da locazione, potrebbe ritrovarsi con un’eccedenza IRPEF da compensare (o eventualmente un minor debito cedolare). Come calcolare l’eccedenza di cedolare seccaIl calcolo dell’eccedenza di cedolare secca richiede di confrontare l’imposta dovuta per l’anno di riferimento con le somme già versate a titolo di acconto. La formula è semplice:Eccedenza = Acconti versati – Imposta dovutaVediamo i passaggi nel dettaglio:Step 1: Calcolare l’imposta dovuta per l’anno 2025L’imposta dovuta si calcola applicando l’aliquota della cedolare secca (21% o 10%) al canone di locazione effettivamente percepito nell’anno 2025. È importante considerare solo i canoni effettivamente incassati (o maturati, in base al principio di cassa), escludendo eventuali mensilità non pagate dal conduttore.Formula:Imposta dovuta = Canone annuo percepito × Aliquota (21% o 10%)Esempio:Canone mensile: 800 euroMesi di locazione nel 2025: 10 mesi (da gennaio a ottobre, poi disdetta)Canone annuo percepito: 800 × 10 = 8.000 euroAliquota cedolare: 21%Imposta dovuta = 8.000 × 21% = 1.680 euroStep 2: Sommare gli acconti versati nel 2025Gli acconti cedolare secca per l’anno 2025 si compongono di due rate:Primo acconto: 40% dell’imposta dovuta nell’anno precedente (2024), versato entro il 30 giugno 2025 (o 30 luglio con maggiorazione 0,4%)Secondo acconto: 60% dell’imposta dovuta nell’anno precedente (2024), versato entro il 30 novembre 2025Esempio:Imposta cedolare 2024: 2.520 euroPrimo acconto 2025 (40%): 2.520 × 40% = 1.008 euro (versato a giugno 2025)Secondo acconto 2025 (60%): 2.520 × 60% = 1.512 euro (versato a novembre 2025)Totale acconti versati = 1.008 + 1.512 = 2.520 euroStep 3: Calcolare l’eccedenzaA questo punto, confrontiamo gli acconti versati con l’imposta effettivamente dovuta:Eccedenza = 2.520 euro (acconti) – 1.680 euro (imposta dovuta) = 840 euroQuesto importo di 840 euro rappresenta il credito di cedolare secca che il contribuente può recuperare tramite il Modello 730/2026, richiedendo il rimborso in busta paga o sulla pensione, oppure utilizzandolo in compensazione con altri debiti fiscali (F24).È fondamentale conservare tutta la documentazione che giustifica il calcolo: contratto di locazione, disdetta, ricevute di pagamento dei canoni, F24 di versamento degli acconti. Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua questi calcoli in modo preciso, verificando ogni dato e garantendo la corretta compilazione del 730. Quali righi del 730 compilare per recuperare l’eccedenzaPer recuperare l’eccedenza di cedolare secca tramite il Modello 730/2026, è necessario compilare correttamente i righi specifici dedicati ai redditi da locazione e al calcolo dell’imposta sostitutiva. La corretta compilazione garantisce che il credito venga riconosciuto dall’Agenzia delle Entrate e rimborsato nei tempi previsti.Quadro B – Redditi dei fabbricatiIl Quadro B del 730 è dedicato ai redditi fondiari, cioè ai redditi derivanti dal possesso di terreni e fabbricati. Per gli immobili concessi in locazione con opzione per la cedolare secca, devi compilare:Colonna 1: Tipologia del reddito (codice “2” per immobili locati)Colonna 2: Utilizzo (lasciare in bianco se l’immobile è locato)Colonna 3: Percentuale di possessoColonna 4: Codice canone (codice “3” per cedolare secca al 21%, codice “4” per cedolare secca al 10%)Colonna 6: Canone di locazione annuo effettivamente percepitoColonna 8: Numero di giorni di locazione nell’anno (per contratti non annuali)Attenzione: Nel rigo B6, se hai optato per la cedolare secca, non devi indicare la rendita catastale, ma solo il canone di locazione nella colonna 6. La rendita catastale va indicata solo se l’immobile è soggetto a tassazione ordinaria IRPEF.Sezione II del Quadro B – Dati relativi ai contratti di locazioneNella Sezione II del Quadro B devi fornire ulteriori dettagli sul contratto di locazione:Rigo B8: Estremi di registrazione del contratto (ufficio, anno, serie, numero, sottonumero)Rigo B9: Continuazione dell’indicazione dei dati catastali (se più immobili)Rigo B10: Indicazione del codice fiscale del conduttore (se richiesto)Quadro F – Acconti, ritenute e eccedenzeIl Quadro F è fondamentale per il recupero dell’eccedenza. In questa sezione vanno indicati tutti gli acconti versati e le ritenute subite, nonché eventuali eccedenze risultanti dalla precedente dichiarazione. I righi principali sono:Rigo F4: Acconti cedolare secca versati (primo e secondo acconto)Colonna 1: Totale acconti cedolare secca versati per il 2025Colonna 2: Eventuale eccedenza di cedolare secca risultante dal 730/2025 (anno precedente)Esempio pratico:Se hai versato 2.520 euro di acconti cedolare nel 2025 (1.008 + 1.512), indicherai 2.520 euro nella colonna 1 del rigo F4. Se inoltre hai un’eccedenza dell’anno precedente (2024) pari a 300 euro, indicherai 300 euro nella colonna 2.Rigo F6 – Calcolo dell’eccedenza e scelta del rimborsoNel rigo F6 il programma del 730 calcola automaticamente se hai diritto a un rimborso o se devi effettuare un versamento a saldo. Se risulta un’eccedenza, devi indicare come intendi utilizzarla:Casella “Rimborso”: spuntare se vuoi ricevere il rimborso direttamente in busta paga o sulla pensione (opzione consigliata per lavoratori dipendenti e pensionati)Casella “Utilizzo in compensazione”: spuntare se preferisci utilizzare il credito in compensazione orizzontale tramite F24 (ad esempio per pagare IMU, TARI, contributi INPS)Attenzione: La scelta tra rimborso e compensazione è vincolante. Una volta presentato il 730, non puoi modificarla. Valuta bene quale opzione è più conveniente per te: il rimborso è immediato (entro luglio-agosto), mentre la compensazione richiede l’utilizzo tramite F24 entro i termini di legge (16 del mese successivo alla scadenza del tributo da pagare).Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione di tutti questi righi, verificando la correttezza dei dati e suggerendoti la scelta più conveniente tra rimborso e compensazione in base alla tua situazione fiscale complessiva. Rimborso o compensazione: quale scegliereQuando risulta un’eccedenza di cedolare secca dal Modello 730, il contribuente può scegliere tra due modalità di recupero del credito maturato: il rimborso diretto oppure l’utilizzo in compensazione. La scelta dipende dalla propria situazione fiscale, dalla presenza di altri debiti tributari e dai tempi di recupero desiderati.Rimborso diretto in busta paga o sulla pensioneIl rimborso diretto è la modalità più semplice e immediata per recuperare l’eccedenza di cedolare secca, ed è riservata a chi presenta il 730 con sostituto d’imposta (lavoratori dipendenti, pensionati, percettori di NASPI o altri redditi assimilati). In questo caso, il datore di lavoro o l’ente pensionistico provvede a erogare il rimborso direttamente nella busta paga di luglio o agosto 2026 (o nel cedolino della pensione dello stesso periodo).Vantaggi del rimborso:Tempistica rapida: il rimborso arriva entro 2-3 mesi dalla presentazione del 730Nessun adempimento aggiuntivo: non devi fare nulla, il sostituto d’imposta provvede automaticamenteLiquidità immediata: ricevi il denaro direttamente sul conto corrente (se la busta paga è accreditata) o in contanti (se ritiri il cedolino)Svantaggi del rimborso:Non utilizzabile per chi non ha sostituto: se sei un lavoratore autonomo senza datore di lavoro, o se il rapporto di lavoro è cessato prima del rimborso, non puoi scegliere questa modalitàImporto fisso: ricevi tutto in un’unica soluzione, senza possibilità di dilazionare il recuperoUtilizzo in compensazione orizzontale con F24L’utilizzo in compensazione consiste nell’impiegare il credito di cedolare secca per pagare altri tributi tramite il modello F24. Questa modalità è obbligatoria per chi presenta il 730 senza sostituto d’imposta o il Modello Redditi, ma può essere scelta anche volontariamente da chi ha diritto al rimborso.Il credito può essere utilizzato in compensazione orizzontale, cioè per pagare tributi di natura diversa (non solo imposte sui redditi, ma anche contributi INPS, IMU, TARI, bollo auto, ecc.). Tuttavia, esistono dei limiti:Limite annuale di 5.000 euro: per crediti superiori a questa soglia, è necessario il visto di conformità del CAF o del commercialistaLimite di 2.000 euro per compensazione INPS: per crediti fiscali utilizzati per pagare contributi previdenzialiTermine di utilizzo: il credito può essere utilizzato a partire dal 10° giorno successivo alla presentazione del 730 (o dal giorno di presentazione del Modello Redditi) e non oltre il 31 dicembre dell’anno successivo (nel nostro caso, entro il 31 dicembre 2027)Vantaggi della compensazione:Flessibilità: puoi utilizzare il credito quando ne hai bisogno, per pagare i tributi che preferisciNessuna attesa: non devi aspettare il rimborso, usi il credito direttamente in F24Utilizzo multiplo: puoi frazionare il credito su più F24 (ad esempio, usare 300 euro per l’IMU di giugno e 540 euro per la TARI di settembre)Svantaggi della compensazione:Richiede competenze tecniche: devi saper compilare correttamente il modello F24 indicando i codici tributo giustiVisto di conformità: per crediti superiori a 5.000 euro, devi rivolgerti a un CAF o commercialistaTermine di utilizzo: se non usi il credito entro il 31 dicembre 2027, lo perdi (anche se è raro che ciò accada)Quale opzione conviene scegliereLa scelta tra rimborso e compensazione dipende dalla tua situazione:Scegli il rimborso se sei lavoratore dipendente o pensionato, preferisci la semplicità e vuoi ricevere il denaro in tempi rapidi senza fare nullaScegli la compensazione se hai altri debiti fiscali da pagare (IMU, TARI, contributi INPS), non hai un sostituto d’imposta, oppure preferisci gestire il credito in modo flessibileIl CAF Centro Fiscale di Udine ti consiglia la scelta migliore in base alla tua situazione fiscale complessiva, valutando anche eventuali debiti in scadenza e opportunità di ottimizzazione fiscale. Tempi di rimborso dell’eccedenza cedolare seccaI tempi di rimborso dell’eccedenza di cedolare secca variano a seconda della modalità di presentazione della dichiarazione e della scelta effettuata tra rimborso diretto e compensazione. Conoscere le tempistiche è importante per pianificare la propria liquidità e sapere quando aspettarsi il denaro.Rimborso tramite 730 con sostituto d’impostaSe hai presentato il 730 con sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) e hai scelto il rimborso, i tempi sono i seguenti:730 presentato entro il 31 maggio 2026: rimborso in busta paga o cedolino pensione di luglio 2026730 presentato tra il 1° giugno e il 20 giugno 2026: rimborso in busta paga o cedolino pensione di agosto 2026730 presentato dopo il 20 giugno 2026: rimborso in busta paga o cedolino pensione di settembre 2026 o mesi successivi (a seconda della data di presentazione)Il rimborso viene erogato in un’unica soluzione dal sostituto d’imposta, che recupera poi l’importo dall’Agenzia delle Entrate tramite il sistema di compensazione mensile.Rimborso tramite Modello Redditi o 730 senza sostitutoSe hai presentato il Modello Redditi (ex Unico) oppure il 730 senza sostituto d’imposta, il rimborso dell’eccedenza di cedolare secca avviene direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite accredito sul conto corrente indicato nella dichiarazione. I tempi sono significativamente più lunghi:Dichiarazione presentata entro settembre 2026: rimborso entro 6-12 mesi dalla presentazione (generalmente tra febbraio e giugno 2027)Dichiarazione presentata oltre settembre 2026: rimborso entro 12-18 mesi dalla presentazioneL’Agenzia delle Entrate comunica l’avvenuto rimborso tramite una ricevuta di liquidazione visibile nell’area riservata del sito o tramite l’app Agenzia Entrate Mobile. È importante verificare che l’IBAN indicato nel 730 sia corretto e attivo, altrimenti il rimborso potrebbe essere respinto e dover essere richiesto nuovamente.Compensazione con F24Se hai scelto l’utilizzo in compensazione, non c’è un “tempo di rimborso” vero e proprio, poiché sei tu a decidere quando utilizzare il credito. Tuttavia, ci sono delle regole temporali da rispettare:Primo utilizzo: puoi iniziare a utilizzare il credito dal 10° giorno successivo alla presentazione del 730 (o dalla data di presentazione del Modello Redditi)Ultimo utilizzo: il credito deve essere utilizzato entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui è stato generato (nel caso dell’eccedenza 2025, entro il 31 dicembre 2027)Ad esempio, se presenti il 730 il 15 giugno 2026, puoi utilizzare il credito di cedolare secca in F24 a partire dal 25 giugno 2026 e fino al 31 dicembre 2027.Cosa fare se il rimborso non arrivaSe hai scelto il rimborso tramite sostituto d’imposta ma l’importo non compare nella busta paga nei tempi previsti, le cause possono essere:Errori nella compilazione del 730: verifica che i dati siano corretti e che non ci siano incongruenzeControlli automatici: l’Agenzia delle Entrate potrebbe aver sospeso il rimborso per controlli (riceverai una comunicazione)Rapporto di lavoro cessato: se il rapporto è terminato dopo la presentazione del 730, il sostituto non può erogare il rimborso (dovrai richiederlo direttamente all’Agenzia)In questi casi, puoi verificare lo stato del rimborso accedendo all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, sezione “Consultazione delle dichiarazioni”. Se il problema persiste, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella richiesta di chiarimenti o nella presentazione di un’istanza di rettifica.Esempi pratici di calcolo eccedenzePer comprendere meglio come funziona il calcolo dell’eccedenza di cedolare secca, vediamo alcuni esempi pratici basati su situazioni reali che si verificano frequentemente.Esempio 1: Contratto risolto anticipatamenteSituazione: Laura possiede un appartamento che affitta a 900 euro al mese con cedolare secca al 21%. Nel 2024 ha percepito l’intero canone annuo (10.800 euro), versando un’imposta di 2.268 euro (10.800 × 21%). A giugno 2025 ha versato il primo acconto di 907 euro (40% di 2.268) e a novembre 2025 il secondo acconto di 1.361 euro (60% di 2.268). Tuttavia, a settembre 2025 il conduttore disdice il contratto, per cui Laura incassa solo 9 mensilità (8.100 euro).Calcolo:Canone effettivo 2025: 900 × 9 = 8.100 euroImposta dovuta 2025: 8.100 × 21% = 1.701 euroAcconti versati 2025: 907 + 1.361 = 2.268 euroEccedenza = 2.268 – 1.701 = 567 euroLaura può recuperare 567 euro tramite il 730/2026, scegliendo tra rimborso in busta paga (se è lavoratrice dipendente) o utilizzo in compensazione.Esempio 2: Riduzione del canone concordatoSituazione: Marco ha un immobile in una zona ad alta tensione abitativa e applica la cedolare secca al 10% su un contratto a canone concordato. Nel 2024 il canone era di 600 euro al mese (7.200 euro annui), con imposta di 720 euro. Nel 2025, per trattenere il conduttore, riduce il canone a 500 euro al mese (6.000 euro annui). Ha già versato gli acconti calcolati sul canone precedente: 288 euro (primo acconto) + 432 euro (secondo acconto) = 720 euro totali.Calcolo:Canone effettivo 2025: 500 × 12 = 6.000 euroImposta dovuta 2025: 6.000 × 10% = 600 euroAcconti versati 2025: 720 euroEccedenza = 720 – 600 = 120 euroMarco recupera 120 euro nel 730/2026. Anche se l’importo è modesto, è comunque un diritto e conviene recuperarlo (soprattutto se si sceglie il rimborso automatico).Esempio 3: Immobile sfitto per alcuni mesiSituazione: Giulia possiede un bilocale che affitta a 750 euro al mese con cedolare secca al 21%. Nel 2024 l’immobile è stato locato per tutto l’anno (9.000 euro annui), con imposta di 1.890 euro. A marzo 2025 il contratto termina e Giulia trova un nuovo conduttore solo a luglio 2025. Nel 2025 incassa quindi 9 mensilità (da gennaio a marzo con il vecchio inquilino, da luglio a dicembre con il nuovo): 6.750 euro. Ha già versato acconti per 1.890 euro (756 + 1.134).Calcolo:Canone effettivo 2025: 750 × 9 = 6.750 euroImposta dovuta 2025: 6.750 × 21% = 1.418 euro (arrotondato)Acconti versati 2025: 1.890 euroEccedenza = 1.890 – 1.418 = 472 euroGiulia recupera 472 euro tramite il 730/2026. Questo esempio dimostra che anche periodi di sfitto relativamente brevi possono generare eccedenze significative.Esempio 4: Passaggio da regime ordinario a cedolare seccaSituazione: Stefano nel 2024 tassava i canoni di locazione con il regime ordinario IRPEF, versando IRPEF e addizionali sui redditi fondiari. Nel 2025 decide di optare per la cedolare secca al 21%. Ha un immobile locato a 1.000 euro al mese (12.000 euro annui). Nel 2024, con aliquota IRPEF marginale del 35%, aveva versato acconti per 4.200 euro. Nel 2025, con cedolare al 21%, l’imposta dovuta è solo 2.520 euro (12.000 × 21%).Calcolo:Imposta cedolare dovuta 2025: 2.520 euroAcconti IRPEF versati (non applicabili alla cedolare): 0 euro (vanno in detrazione IRPEF generale)Acconti cedolare versati 2025: 0 euro (primo anno di opzione)Saldo cedolare da versare: 2.520 euroIn questo caso non si genera un’eccedenza di cedolare secca, ma Stefano avrà un credito IRPEF derivante dagli acconti IRPEF versati nel 2024, che potrà recuperare nella parte IRPEF del 730. È importante non confondere i due crediti: quello IRPEF e quello cedolare sono separati e non compensabili tra loro. Differenze tra credito cedolare e credito IRPEFUna delle domande più frequenti riguarda le differenze tra il credito di cedolare secca e il credito IRPEF. Anche se entrambi sono crediti fiscali recuperabili tramite il 730, hanno caratteristiche, modalità di calcolo e utilizzo diverse. È fondamentale non confonderli per evitare errori nella compilazione della dichiarazione.Natura giuridicaIl credito IRPEF deriva dall’eccedenza di imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) versata rispetto a quella effettivamente dovuta. L’IRPEF è un’imposta progressiva che si calcola applicando aliquote crescenti agli scaglioni di reddito complessivo (23%, 25%, 35%, 43%). Include anche le addizionali regionali e comunali.Il credito cedolare secca, invece, deriva dall’eccedenza di imposta sostitutiva versata sui canoni di locazione. La cedolare secca è un’imposta proporzionale (aliquota fissa del 21% o 10%) che sostituisce IRPEF, addizionali, imposta di registro e imposta di bollo relativamente ai redditi da locazione.Calcolo separato nel 730Nel Modello 730, il credito IRPEF e il credito cedolare secca vengono calcolati in sezioni separate:Credito IRPEF: si calcola nel Quadro N (Determinazione dell’IRPEF), confrontando l’imposta lorda con detrazioni, deduzioni, ritenute e acconti IRPEF. L’eventuale eccedenza risulta nel rigo “Differenza” (che può essere un credito o un debito).Credito cedolare secca: si calcola nella Sezione II del Quadro F, confrontando gli acconti cedolare versati con l’imposta cedolare dovuta sui canoni dichiarati nel Quadro B. L’eccedenza è autonoma rispetto al calcolo IRPEF.I due crediti non si sommano e non si compensano tra loro. Ad esempio, se hai un credito IRPEF di 500 euro e un debito cedolare di 200 euro, non puoi usare il credito IRPEF per pagare il debito cedolare: devi versare i 200 euro di cedolare e ricevere il rimborso dei 500 euro IRPEF separatamente.Modalità di utilizzoEntrambi i crediti possono essere utilizzati in rimborso o in compensazione, ma con alcune differenze operative:Credito IRPEF: può essere utilizzato in compensazione con qualsiasi tributo (IRPEF, IVA, contributi INPS, IMU, TARI, ecc.) tramite F24. Se superiore a 5.000 euro, richiede il visto di conformità.Credito cedolare secca: può essere utilizzato in compensazione con qualsiasi tributo, ma con lo stesso limite di 5.000 euro per il visto di conformità. Può essere riportato nell’anno successivo se non utilizzato.Esempi di compensazione separataCaso 1: Credito IRPEF e credito cedolare entrambi positiviPaolo ha un credito IRPEF di 800 euro e un credito cedolare secca di 300 euro. Può scegliere:Richiedere il rimborso di entrambi (riceverà 1.100 euro totali in busta paga)Usare il credito IRPEF (800 euro) in compensazione per l’IMU e richiedere il rimborso del credito cedolare (300 euro)Usare entrambi i crediti in compensazione per pagare tributi diversiCaso 2: Credito IRPEF e debito cedolareMaria ha un credito IRPEF di 600 euro ma un debito cedolare secca di 150 euro. Dovrà:Versare 150 euro di saldo cedolare entro le scadenze (30 giugno o 30 luglio 2026)Ricevere il rimborso di 600 euro IRPEF in busta paga (o usarlo in compensazione)Non può compensare il debito cedolare con il credito IRPEF: sono due imposte separate.Tabella riepilogativa delle differenzeCaratteristicaCredito IRPEFCredito Cedolare SeccaNaturaImposta progressiva sul reddito complessivoImposta sostitutiva sui canoni di locazioneAliquotaVariabile (23%-43% a scaglioni)Fissa (21% o 10%)Quadro 730Quadro N (Determinazione IRPEF)Quadro F, Sezione II (Cedolare secca)Rimborso con sostitutoSì, in busta pagaSì, in busta pagaCompensazioneSì, con tutti i tributi (F24)Sì, con tutti i tributi (F24)Limite visto conformità5.000 euro5.000 euroCompensabile tra loroNO – sono crediti separatiIl CAF Centro Fiscale di Udine effettua il calcolo separato di entrambi i crediti, verificando la corretta compilazione del 730 e suggerendoti la strategia migliore per il recupero.Errori comuni da evitareNel gestire il rimborso delle eccedenze di cedolare secca, ci sono alcuni errori frequenti che possono compromettere il diritto al credito, ritardare il rimborso o generare contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate. Conoscerli ti permette di evitarli e di recuperare il tuo denaro senza problemi.Errore 1: Indicare il canone lordo invece del canone netto percepitoNel compilare il Quadro B del 730, devi indicare il canone effettivamente percepito nell’anno 2025, non il canone previsto dal contratto. Se il conduttore non ha pagato alcune mensilità, quelle vanno escluse dal calcolo (salvo recupero successivo, che andrà dichiarato nell’anno in cui vengono effettivamente incassate). Indicare un canone superiore a quello realmente percepito riduce artificialmente l’eccedenza e ti fa perdere parte del credito spettante.Errore 2: Confondere l’aliquota 21% con il 10%L’aliquota della cedolare secca varia a seconda del tipo di contratto: 21% per canone libero, 10% per canone concordato. Un errore comune è applicare l’aliquota sbagliata nel calcolo dell’imposta dovuta. Se hai un contratto a canone concordato ma indichi il codice “3” (cedolare al 21%) invece del codice “4” (cedolare al 10%), pagherai più del dovuto e non otterrai il rimborso dell’eccedenza reale.Errore 3: Non indicare gli acconti versati nel Quadro FSe hai versato acconti di cedolare secca nel 2025 ma dimentichi di indicarli nel rigo F4 del 730, il programma non riconoscerà il credito e ti chiederà di versare nuovamente l’imposta (anche se l’hai già pagata in acconto). Conserva sempre le ricevute F24 degli acconti e verifica che siano riportati correttamente nella dichiarazione.Errore 4: Scegliere il rimborso senza avere un sostituto d’impostaSe sei un lavoratore autonomo senza datore di lavoro, oppure il tuo rapporto di lavoro è cessato prima della data di rimborso, non puoi scegliere il rimborso tramite sostituto. In questo caso, devi necessariamente optare per l’utilizzo in compensazione tramite F24, altrimenti il credito non ti verrà erogato e dovrai presentare un’istanza di rettifica (con tempi molto più lunghi).Errore 5: Utilizzare il credito in compensazione prima del termineSe hai scelto l’utilizzo in compensazione, ricorda che puoi iniziare a usare il credito solo dal 10° giorno successivo alla presentazione del 730. Se utilizzi il credito prima di questo termine, la compensazione è irregolare e potresti ricevere una richiesta di chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate, con possibili sanzioni.Errore 6: Non conservare la documentazioneL’Agenzia delle Entrate può richiedere in qualsiasi momento (entro i termini di decadenza, generalmente 5 anni) la documentazione che giustifica l’eccedenza di cedolare secca. Conserva sempre:Contratto di locazione registratoRicevute dei canoni percepiti (bonifici, assegni, estratti conto)Comunicazione di disdetta (se il contratto è cessato anticipatamente)F24 degli acconti versatiCopia del 730 presentatoIn caso di controllo, se non riesci a dimostrare la correttezza dei dati dichiarati, l’Agenzia può disconoscere l’eccedenza e chiederti la restituzione del rimborso con sanzioni e interessi.Errore 7: Non verificare l’IBAN per il rimborsoSe presenti il Modello Redditi o il 730 senza sostituto e scegli il rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate, assicurati che l’IBAN indicato sia corretto e che il conto corrente sia attivo e intestato a te. Se l’IBAN è errato o il conto è chiuso, il bonifico verrà respinto e dovrai presentare una nuova richiesta, con tempi di attesa aggiuntivi di diversi mesi.Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua tutti i controlli necessari prima di presentare il 730, verificando la correttezza dei dati, la coerenza tra canoni dichiarati e acconti versati, e la validità dell’IBAN per il rimborso. Affidarsi a professionisti esperti riduce drasticamente il rischio di errori e ti garantisce il recupero completo dell’eccedenza nei tempi previsti. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Rimborso Eccedenze Cedolare SeccaQuando si genera un’eccedenza di cedolare secca?Un’eccedenza di cedolare secca si genera quando gli acconti versati nell’anno risultano superiori all’imposta effettivamente dovuta. I casi più comuni sono: contratto di locazione risolto anticipatamente, riduzione del canone rispetto all’anno precedente, immobile sfitto per alcuni mesi, errore di calcolo degli acconti. L’eccedenza va recuperata tramite il Modello 730 o Redditi, scegliendo tra rimborso diretto o compensazione con F24.Come si calcola l’eccedenza di cedolare secca nel 730?L’eccedenza si calcola confrontando gli acconti versati con l’imposta dovuta. Formula: Eccedenza = Acconti versati – Imposta dovuta. L’imposta dovuta si ottiene moltiplicando il canone annuo percepito per l’aliquota cedolare (21 percento o 10 percento). Gli acconti sono costituiti dal primo acconto (40 percento imposta anno precedente) e secondo acconto (60 percento imposta anno precedente). Il risultato va indicato nel Quadro F del 730.Quali righi del 730 si compilano per il rimborso cedolare secca?Per recuperare l’eccedenza di cedolare secca devi compilare: Quadro B (redditi fabbricati) indicando il canone percepito e il codice cedolare (3 per 21 percento, 4 per 10 percento); Quadro F rigo F4 per indicare gli acconti versati; Rigo F6 per scegliere tra rimborso in busta paga o utilizzo in compensazione F24. È fondamentale conservare i documenti (contratto, F24 acconti, ricevute canoni).Quanto tempo ci vuole per ricevere il rimborso cedolare secca?I tempi di rimborso variano: con 730 e sostituto d’imposta il rimborso arriva in busta paga o pensione entro luglio-agosto 2026 se presentato entro maggio, settembre se presentato dopo giugno. Con Modello Redditi o 730 senza sostituto il rimborso dall’Agenzia delle Entrate arriva entro 6-12 mesi dalla presentazione tramite bonifico sul conto indicato. Con compensazione F24 puoi usare il credito dal 10esimo giorno dopo la presentazione.Si può compensare il credito cedolare con debiti IRPEF?No, il credito di cedolare secca e il credito IRPEF sono separati e non compensabili tra loro. La cedolare secca è un’imposta sostitutiva che si calcola autonomamente nel Quadro F del 730, mentre l’IRPEF si calcola nel Quadro N. Se hai un credito cedolare e un debito IRPEF dovrai versare l’IRPEF e ricevere il rimborso cedolare separatamente, oppure usare il credito cedolare in compensazione F24 per altri tributi (IMU, TARI, contributi).📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Hai Bisogno di Assistenza per il Recupero dell’Eccedenza Cedolare Secca?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730/2026 per recuperare il tuo credito di cedolare secca.I nostri esperti verificano:Calcolo esatto dell’eccedenza di cedolare seccaCorretta compilazione del Quadro B e Quadro FScelta ottimale tra rimborso e compensazioneVerifica documentazione e F24 accontiAssistenza in caso di controlli Agenzia EntrateContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, CRIPTOVALUTE Criptovalute ISEE 2027: Guida Completa alla DSU Le criptovalute nell'ISEE 2027 non sono più una zona grigia: chi possiede Bitcoin, Ethereum, stablecoin o qualsiasi altra cripto-attività deve considerarle parte del patrimonio mobiliare del nucleo ai fini della DSU, accanto a conti correnti,… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-04 17:00:002026-09-03 07:57:08Criptovalute ISEE 2027: Guida Completa alla DSUCAF, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, SUCCESSIONI Successione della Partita IVA del Defunto: Cosa Devono Fare gli Eredi (Guida 2026) Successione della Partita IVA del Defunto: Cosa Devono Fare gli Eredi (Guida 2026)Quando muore un contribuente titolare di partita IVA, gli eredi si trovano di fronte a una serie di adempimenti fiscali e burocratici che vanno gestiti in… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-03 09:00:002026-08-17 11:02:47Successione della Partita IVA del Defunto: Cosa Devono Fare gli Eredi (Guida 2026)DICHIARAZIONE DEI REDDITI Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteSuperbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-03 09:00:002026-08-17 11:02:46Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Paola Zilli07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B.06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Pubblicato su Google robert poletto17/07/2026 Fantastici Pubblicato su Google Geanina Gaita16/07/2026 Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleAprile 21, 2026/0 Commenti/da Sara Carfora https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Sara Carfora https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Sara Carfora2026-04-21 10:10:092026-05-31 14:11:40Rimborso Eccedenze Cedolare Secca nel Modello 730: Come Funziona e Quando SpettaCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIBonus Mobili 2026: Detrazione 50%, Importo Massimo 5.000 Euro, Requisiti e Come OttenerloIl bonus mobili 2026 è una delle agevolazioni fiscali più interessanti per chi sta ristrutturando casa. Si tratta di una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, fino a un importo massimo di 5.000 euro. In questa guida completa ti spieghiamo cos’è, quali sono i requisiti per ottenerlo, quali mobili ed elettrodomestici rientrano nell’agevolazione, come pagare correttamente e come inserire la detrazione nel modello 730/2026. Indice dei contenutiCos’è il Bonus Mobili 2026Importo Massimo e DetrazioneRequisiti per il Bonus Mobili 2026Quali Mobili Sono AmmessiQuali Elettrodomestici Sono AmmessiCome Pagare: Metodi di Pagamento AmmessiDocumenti Necessari per la DetrazioneCome Inserire il Bonus Mobili nel 730/2026Differenza tra Bonus Mobili e Bonus RistrutturazioneEsempi Pratici di CalcoloErrori Comuni da EvitareDomande Frequenti (FAQ)Assistenza del CAF Centro FiscaleCos’è il Bonus Mobili 2026Il bonus mobili è un’agevolazione fiscale introdotta dall’articolo 16, comma 2, del D.L. 63/2013 e prorogata dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024) anche per il 2026. Consiste in una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione edilizia.In parole semplici, se stai facendo lavori di ristrutturazione a casa tua, puoi ottenere un rimborso del 50% su quello che spendi per comprare mobili e grandi elettrodomestici nuovi, fino a un tetto di spesa di 5.000 euro. Questo rimborso avviene direttamente nella tua dichiarazione dei redditi 730, distribuito in 10 rate annuali di pari importo.È importante sottolineare che il bonus mobili non è un contributo a fondo perduto: si tratta di una detrazione dall’IRPEF, cioè riduce l’importo delle tasse che devi pagare. Per questo motivo, ne beneficia solo chi ha un reddito soggetto a IRPEF (non è utile, ad esempio, per chi è in regime forfettario, che paga un’imposta sostitutiva). Importo Massimo e Detrazione: Quanto Si RisparmiaL’importo massimo di spesa detraibile per il bonus mobili 2026 è pari a 5.000 euro. Questo significa che la detrazione massima ottenibile è di 2.500 euro (il 50% di 5.000), ripartita in 10 rate annuali da 250 euro ciascuna.Ecco come è cambiato il tetto di spesa negli ultimi anni:AnnoImporto massimo di spesaDetrazione massima (50%)202116.000 euro8.000 euro202210.000 euro5.000 euro20238.000 euro4.000 euro20245.000 euro2.500 euro20255.000 euro2.500 euro20265.000 euro2.500 euroIl limite di 5.000 euro si riferisce alla singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione. Se stai ristrutturando due appartamenti diversi, puoi beneficiare del bonus mobili per ciascuno di essi, fino a 5.000 euro per immobile. Requisiti per il Bonus Mobili 2026Per ottenere il bonus mobili 2026 è necessario rispettare alcuni requisiti fondamentali. Il più importante è che l’acquisto dei mobili deve essere collegato a interventi di ristrutturazione edilizia.Requisito principale: la ristrutturazioneIl bonus mobili spetta solo a chi ha in corso (o ha completato) lavori di ristrutturazione sull’immobile dove andranno i nuovi mobili o elettrodomestici. I lavori che danno diritto al bonus includono:Manutenzione straordinaria su singole unità immobiliari (rifacimento bagno, sostituzione impianto elettrico o idraulico, installazione scala interna)Restauro e risanamento conservativo (interventi su edifici storici o degradati)Ristrutturazione edilizia vera e propria (demolizioni e ricostruzioni, modifiche strutturali)Manutenzione ordinaria e straordinaria su parti comuni condominiali (tinteggiatura facciate, sostituzione portone, rifacimento tetto)Attenzione: la semplice manutenzione ordinaria su un singolo appartamento (come tinteggiare le pareti o sostituire i pavimenti senza modificare la struttura) non dà diritto al bonus mobili. Serve un intervento di manutenzione straordinaria come minimo.Tempistica: date dei lavori e degli acquistiPer il bonus mobili 2026, la data di inizio dei lavori di ristrutturazione deve essere non anteriore al 1° gennaio 2025. La data di inizio lavori deve risultare da eventuali abilitazioni amministrative (CILA, SCIA, permesso di costruire), comunicazione preventiva all’ASL o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.Importante: non è necessario che le spese per i mobili siano sostenute dopo quelle per la ristrutturazione. L’acquisto dei mobili può avvenire anche prima del pagamento dei lavori, purché i lavori siano già iniziati. Quali Mobili Sono Ammessi al Bonus MobiliIl bonus mobili copre l’acquisto di mobili nuovi (non usati) destinati ad arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione. Ecco l’elenco completo:Letti (singoli, matrimoniali, a castello, divani letto)Armadi e guardarobaCassettiere e comòLibrerie e scaffalatureScrivanie e tavoliSedie e poltroneComodiniDivaniMaterassiCredenze e madieCucine (la struttura e i mobili della cucina)Mobili da bagnoApparecchi di illuminazione che costituiscono arredo (lampadari, applique, piantane)Non sono ammessi: porte, pavimenti e rivestimenti (rientrano nella ristrutturazione), tende e complementi tessili, mobili usati o di seconda mano, oggetti di antiquariato. Quali Elettrodomestici Sono Ammessi e Classi Energetiche MinimeOltre ai mobili, il bonus copre anche l’acquisto di grandi elettrodomestici nuovi, purché rispettino determinate classi energetiche minime. Dal 1° marzo 2021 l’Unione Europea ha introdotto nuove etichette energetiche (da A a G).ElettrodomesticoClasse energetica minimaForni e forni a microondeClasse ALavatriciClasse ELavasciugaClasse ELavastoviglieClasse EAsciugatriciClasse AFrigoriferi e congelatoriClasse FApparecchi di cottura (piani cottura)Nessuna classe richiestaStufe elettriche e radiatoriNessuna classe richiestaVentilatori e condizionatoriNessuna classe richiestaConsiglio pratico: prima di acquistare un grande elettrodomestico, verifica sempre l’etichetta energetica. Se la classe non rispetta il minimo richiesto, non potrai portare la spesa in detrazione. Conserva l’etichetta come prova. Come Pagare: Metodi di Pagamento AmmessiPer ottenere il bonus mobili 2026 è fondamentale pagare con i metodi corretti. L’Agenzia delle Entrate accetta esclusivamente i seguenti metodi di pagamento:Bonifico bancario o postale (anche non “parlante”)Carta di creditoCarta di debito (bancomat)Finanziamento a rate, a condizione che la società finanziaria paghi con le modalità sopra indicateNon sono ammessi: contanti, assegni bancari o circolari, altri mezzi di pagamento non tracciabili.Nota importante: per il bonus mobili, a differenza del bonus ristrutturazione, non è obbligatorio utilizzare il “bonifico parlante” (quello con causale specifica, codice fiscale e partita IVA). Va bene anche un bonifico ordinario. La data del pagamento è quella che fa fede: per il bonifico conta la data di effettuazione, per la carta conta la data della transazione (non quella dell’addebito sul conto).Documenti Necessari per la Detrazione nel 730Per ottenere la detrazione nel 730/2026, devi conservare e presentare al CAF una serie di documenti. Ecco la checklist completa:Fattura o scontrino fiscale di acquisto dei mobili/elettrodomestici, con indicazione della natura, qualità e quantità dei beni e i dati del compratoreRicevuta del bonifico bancario o postale (se pagato con bonifico)Ricevuta di avvenuta transazione con carta di credito/debito e relativo estratto contoDocumentazione della ristrutturazione: CILA, SCIA o permesso di costruireComunicazione all’ASL (se obbligatoria per il tipo di lavori)Dichiarazione sostitutiva con data di inizio lavori e dati catastali dell’immobileEtichetta energetica degli elettrodomesticiConsiglio: crea una cartellina dedicata dove raccogliere tutti questi documenti man mano che fai gli acquisti. Al momento della dichiarazione dei redditi avrai tutto pronto. Come Inserire il Bonus Mobili nel 730/2026La detrazione per il bonus mobili si inserisce nel modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025) nella sezione dedicata alle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio:Le spese vanno indicate nel Quadro E, Sezione III C – “Spese per l’arredo degli immobili ristrutturati”Nella Riga E57 devi indicare il numero della riga della Sezione III A o III B dove hai indicato le spese di ristrutturazione collegate, e l’importo delle spese sostenuteIl software calcola automaticamente la detrazione del 50% e la divide in 10 rate annualiSe utilizzi il 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate potrebbe aver già inserito alcune spese. È comunque consigliabile verificare e, se necessario, integrare i dati con l’aiuto di un professionista del CAF.Differenza tra Bonus Mobili e Bonus RistrutturazioneÈ fondamentale non confondere il bonus mobili con il bonus ristrutturazione, anche se sono strettamente collegati. Ecco le principali differenze:CaratteristicaBonus MobiliBonus RistrutturazioneOggettoMobili e grandi elettrodomesticiLavori di ristrutturazione ediliziaAliquota50%50% (prima casa 2025-2026) / 36% (altre)Tetto di spesa5.000 euro96.000 euro (2025) / variabileRate annuali1010PagamentoBonifico ordinario o cartaBonifico parlante obbligatorioCollegamentoRichiede ristrutturazione in corsoAutonomoIn sintesi: i due bonus sono complementari e si possono sommare. Puoi ottenere fino a 2.500 euro di detrazione per i mobili in aggiunta alla detrazione per i lavori di ristrutturazione. Esempi Pratici di Calcolo della DetrazioneEsempio 1: Marco ristruttura il bagnoMarco sta rifacendo il bagno (manutenzione straordinaria, lavori iniziati a marzo 2025). Acquista un mobile bagno sospeso (800 euro), una lavatrice classe E (600 euro) e un materasso nuovo (500 euro).Totale spesa: 1.900 euro | Detrazione 50%: 950 euro | Rata annuale: 95 euro per 10 anniEsempio 2: Laura arreda la cucinaLaura ha ristrutturato la cucina (rifacimento impianti). Acquista cucina completa (3.200 euro), frigorifero classe F (700 euro), lavastoviglie classe E (500 euro) e forno classe A (400 euro).Totale spesa: 4.800 euro | Detrazione 50%: 2.400 euro | Rata annuale: 240 euro per 10 anniEsempio 3: Paolo supera il tettoPaolo acquista mobili per 7.000 euro. Poiché il tetto è 5.000 euro: importo detraibile 5.000 euro, detrazione 2.500 euro, rata annuale 250 euro per 10 anni. I restanti 2.000 euro non sono detraibili.Errori Comuni da EvitareEcco gli errori più frequenti che possono farti perdere il diritto alla detrazione del bonus mobili:Pagare in contanti o con assegno: il pagamento deve essere tracciabileAcquistare mobili senza ristrutturazione: senza un intervento edilizio in corso, non hai diritto al bonusNon conservare i documenti: fatture, ricevute e CILA devono essere conservate per almeno 15 anniComprare elettrodomestici con classe energetica troppo bassa: verifica sempre l’etichettaSuperare il limite pensando di detrarre tutto: il tetto è 5.000 euroAcquistare mobili usati: il bonus vale solo per mobili nuoviNon collegare le spese alla pratica di ristrutturazione: nel 730 devi indicare il riferimento 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti (FAQ) sul Bonus Mobili 2026Posso ottenere il bonus mobili senza ristrutturazione?No. Il bonus mobili è strettamente collegato a interventi di ristrutturazione edilizia. Senza una pratica di ristrutturazione in corso (almeno manutenzione straordinaria), non puoi accedere al bonus.Il bonus mobili vale anche per la seconda casa?Sì. Il bonus mobili si applica a qualsiasi immobile residenziale oggetto di ristrutturazione, incluse seconde case e case vacanza. Il limite di 5.000 euro vale per ogni singola unità immobiliare ristrutturata.Posso comprare i mobili prima di iniziare la ristrutturazione?No. La data di inizio dei lavori deve essere antecedente o coincidente con la data di acquisto dei mobili. Puoi però acquistare i mobili prima di aver pagato i lavori, purché i lavori siano già formalmente iniziati.Il materasso rientra nel bonus mobili?Sì. I materassi rientrano tra i beni ammessi al bonus mobili. Anche letti, divani letto e reti a doghe sono inclusi. Devono essere nuovi e il pagamento deve essere tracciabile.Come funziona il bonus mobili per chi ha una partita IVA forfettaria?Chi è in regime forfettario paga un’imposta sostitutiva e non l’IRPEF ordinaria. Poiché il bonus mobili è una detrazione IRPEF, i forfettari non possono beneficiarne direttamente. Tuttavia, se il forfettario ha anche altri redditi soggetti a IRPEF (lavoro dipendente, fabbricati), può sfruttare la detrazione su quei redditi.Cosa succede se cambio casa dopo aver ottenuto il bonus?Se vendi l’immobile ristrutturato, le rate residue della detrazione restano a te (non si trasferiscono al nuovo proprietario), a meno che non concordiate diversamente nell’atto di vendita. In caso di decesso, le rate si trasferiscono all’erede che conserva la detenzione dell’immobile.Hai Bisogno di Assistenza per il Bonus Mobili? Contatta il CAF Centro FiscaleGestire correttamente la detrazione per il bonus mobili richiede attenzione ai documenti, ai metodi di pagamento e alla compilazione del 730. Se vuoi essere sicuro di non commettere errori e ottenere il massimo rimborso possibile, affidati ai professionisti del CAF Centro Fiscale di Udine.I nostri operatori ti aiuteranno a verificare che i tuoi acquisti rientrino nel bonus, controllare la documentazione necessaria, compilare correttamente il modello 730 con la detrazione e gestire il bonus in combinazione con la detrazione per ristrutturazione.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineTel: 0432 1638640 | Email: info@centrofiscale.com📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Aprile 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2016/11/bonus-mobili-640x342.jpg 342 640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-18 08:00:002026-05-31 18:02:20Bonus Mobili 2026: Detrazione 50%, Importo Massimo 5.000 Euro, Requisiti e Come OttenerloCAFScadenze Fiscali Maggio 2026: Calendario Completo 730, IVA e INPSIndice dei contenutiCalendario completo scadenze maggio 2026Modello 730/2026: scadenze e novitaLiquidazioni IVA maggio 2026Contributi INPS maggio 2026F24 e ravvedimento operosoAltre scadenze fiscali di maggioCome organizzarsi per le scadenze fiscaliFAQ – Domande frequentiIl mese di maggio 2026 rappresenta un periodo particolarmente intenso per i contribuenti italiani. Tra la presentazione del Modello 730 precompilato, i versamenti IVA, i contributi INPS per artigiani e commercianti e numerosi altri adempimenti, e fondamentale avere un quadro chiaro di tutte le scadenze per evitare sanzioni e maggiorazioni.In questa guida completa, aggiornata alle ultime disposizioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, troverai il calendario dettagliato di tutte le scadenze fiscali di maggio 2026, con indicazioni pratiche su importi, codici tributo e modalita di pagamento.📬Resta aggiornato sulle novita fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Calendario completo scadenze maggio 2026Ecco il calendario dettagliato di tutte le principali scadenze fiscali del mese di maggio 2026, organizzato giorno per giorno secondo lo Scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.DataAdempimentoChi deve adempiereCodice Tributo15 maggio730 precompilato: inizio modifiche e invioTutti i contribuenti–18 maggio*Versamento IVA mensile (aprile 2026)Contribuenti mensili600418 maggio*Versamento IVA 1° trimestre 2026Contribuenti trimestrali603118 maggio*Ritenute IRPEF lavoro dipendenteSostituti d’imposta100118 maggio*Ritenute IRPEF lavoro autonomoSostituti d’imposta104018 maggio*Contributi INPS artigiani/commercianti (1° rata)Artigiani e commerciantiAF/CF18 maggio*Contributi INPS Gestione SeparataCommittentiCXX/C1020 maggioContributi ENASARCO 1° trimestreAgenti e rappresentanti–31 maggioImposta di bollo fatture elettroniche 1° trim.Soggetti IVA25011 giugno**LIPE 1° trimestre 2026Soggetti IVA–* Il 16 maggio 2026 cade di sabato, la scadenza slitta al 18 maggio (lunedi).** Il 31 maggio cade di domenica, la scadenza LIPE slitta al 1° giugno. Modello 730/2026: scadenze e novitaIl Modello 730/2026 rappresenta l’adempimento fiscale piu diffuso tra i contribuenti italiani. Ecco tutto quello che devi sapere sulle scadenze e le modalita di presentazione, secondo le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.Calendario 730 precompilato 202630 aprile 2026: disponibilita del 730 precompilato per la consultazione15 maggio 2026: possibilita di modificare e inviare la dichiarazione20 giugno 2026: termine ultimo per annullare il 730 gia inviato30 settembre 2026: scadenza finale per la presentazione del 730Modalita di presentazioneIl Modello 730/2026 puo essere presentato attraverso diverse modalita:Direttamente online: tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (730 precompilato)Tramite sostituto d’imposta: se il datore di lavoro ha comunicato entro il 15 gennaio di prestare assistenza fiscaleTramite CAF: come il CAF Centro Fiscale di Udine, che offre assistenza completaTramite professionista abilitato: commercialista, consulente del lavoroDocumenti necessari per il 730/2026Per una corretta compilazione del 730, e fondamentale raccogliere:CU 2026 (Certificazione Unica) rilasciata dal datore di lavoro o dall’INPSSpese mediche: scontrini farmacia, fatture medici/specialisti, ticket sanitariSpese per interessi passivi: certificazione banca per mutuo prima casaSpese scolastiche e universitarie: ricevute pagamento retteSpese funebri: fatture fino a 1.550 euro per decedutoBonus edilizi: documentazione per ristrutturazioni, ecobonus, sismabonusAssicurazioni vita: certificazione premi versatiContributi previdenziali: INPS, colf/badanti, fondi pensioneImportante: inviare il 730 prima possibile garantisce rimborsi piu rapidi. Chi invia entro maggio/giugno riceve generalmente il rimborso nella busta paga di luglio o nella pensione di agosto. Liquidazioni IVA maggio 2026Il mese di maggio 2026 prevede importanti scadenze per i versamenti IVA, sia per i contribuenti mensili che per quelli trimestrali. Ecco il dettaglio completo.Contribuenti IVA mensiliI soggetti passivi IVA con liquidazione mensile devono versare l’imposta relativa al mese di aprile 2026 entro il 18 maggio 2026 (la scadenza originaria del 16 slitta per il sabato).Codice tributo:6004 (IVA aprile)Sezione F24:ErarioAnno di riferimento:2026Contribuenti IVA trimestraliI contribuenti con liquidazione trimestrale devono versare l’IVA del 1° trimestre 2026 (gennaio-marzo) entro il 18 maggio 2026, con una maggiorazione dell’1% a titolo di interessi. ⚠️ Attenzione alla maggiorazione: I contribuenti trimestrali devono applicare l’1% sull’IVA netta dovuta. Ad esempio, su 5.000 euro di IVA, la maggiorazione e di 50 euro, per un totale di 5.050 euro.Codice tributo:6031 (IVA 1° trimestre)Maggiorazione 1%:Da indicare nello stesso rigoLIPE 1° trimestre 2026La Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) del primo trimestre 2026 deve essere trasmessa telematicamente entro il 31 maggio 2026. Poiche questa data cade di domenica, la scadenza slitta al 1° giugno 2026. Contributi INPS maggio 2026Maggio 2026 segna una scadenza fondamentale per i contributi INPS di artigiani, commercianti e iscritti alla Gestione Separata. Ecco tutti i dettagli aggiornati secondo la Circolare INPS n. 14/2026.Artigiani e commercianti: 1° rata 2026Entro il 18 maggio 2026 scade il termine per il versamento della prima delle quattro rate dei contributi fissi sul minimale di reddito.VoceArtigianiCommerciantiReddito minimale 202618.808,00 euro18.808,00 euroAliquota contributiva24%24,48%Contributo annuo fisso4.521,36 euro4.611,64 euroRata trimestrale (1/4)1.130,34 euro1.152,91 euroContributo maternita0,62 euro/mese0,62 euro/meseScadenze rate 20261° rata: 18 maggio 20262° rata: 20 agosto 20263° rata: 16 novembre 20264° rata: 16 febbraio 2027Agevolazioni disponibiliOver 65 pensionati: riduzione del 50% dei contributiRegime forfettario: riduzione del 35% su richiesta all’INPSGestione Separata INPSI committenti che utilizzano collaboratori iscritti alla Gestione Separata devono versare i contributi entro il 18 maggio 2026. Le aliquote 2026, stabilite dalla Circolare INPS n. 8/2026, sono:Pensionato/altra gestione24%Titolare P.IVA non pensionato26,07%Non P.IVA con DIS-COLL35,03%Non P.IVA senza DIS-COLL33,72% F24 e ravvedimento operosoSe hai saltato una scadenza fiscale, puoi regolarizzare la tua posizione tramite il ravvedimento operoso. Il 2026 porta importanti novita su sanzioni e interessi.Tasso di interesse legale 2026Dal 1° gennaio 2026, il tasso di interesse legale e sceso all’1,60% annuo (dal precedente 2%), come stabilito dal Decreto MEF 10 dicembre 2025 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 289 del 13/12/2025.Sanzioni ridotte con il D.Lgs. 87/2024Il Decreto Sanzioni ha ridotto le penalita per omessi versamenti:Tipo di ravvedimentoTermineSanzione ridottaSprintEntro 14 giorni0,0833% per giornoBreveEntro 30 giorni1,25%IntermedioDa 31 a 90 giorni1,39%LungoEntro 1 anno3,125%UltrannualeEntro 2 anni3,57%LunghissimoOltre 2 anni4,17%Esempio pratico di calcoloSupponiamo di dover regolarizzare un versamento IVA di 1.000 euro con 20 giorni di ritardo:Imposta dovuta: 1.000,00 euroSanzione ridotta (1,25%): 12,50 euroInteressi (1,60% x 20/365): 0,88 euroTotale da versare: 1.013,38 euro ✅ Consiglio: Il ravvedimento operoso deve essere effettuato in un’unica soluzione tramite F24. Il pagamento rateizzato non e ammesso e la violazione resterebbe aperta. Altre scadenze fiscali di maggio 2026Imposta di bollo fatture elettronicheEntro il 31 maggio 2026 scade il termine per il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nel primo trimestre 2026.Importo: 2 euro per ogni fattura superiore a 77,47 euro esente IVACodice tributo F24: 2501Soglia differimento: se l’importo totale e inferiore a 5.000 euro, il pagamento puo essere differito al 30 settembreL’elenco delle fatture soggette a bollo e disponibile nell’area “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate entro il 15 aprile.Contributi ENASARCOGli agenti e rappresentanti di commercio devono versare i contributi ENASARCO del primo trimestre 2026 entro il 20 maggio 2026.Ritenute fiscaliI sostituti d’imposta devono versare entro il 18 maggio 2026:Ritenute IRPEF lavoro dipendente (cod. 1001)Ritenute IRPEF lavoro autonomo (cod. 1040)Addizionali regionali IRPEF (cod. 3802)Addizionali comunali IRPEF (cod. 3848)Come organizzarsi per le scadenze fiscaliGestire correttamente le scadenze fiscali richiede organizzazione e pianificazione. Ecco alcuni consigli pratici per non farsi cogliere impreparati.Checklist maggio 2026☐ Verificare disponibilita 730 precompilato (dal 30 aprile)☐ Raccogliere documenti per la dichiarazione dei redditi☐ Controllare importi F24 per IVA e ritenute☐ Verificare contributi INPS nel Cassetto Previdenziale☐ Controllare elenco bollo fatture elettroniche☐ Predisporre liquidita per versamenti del 18 maggio☐ Trasmettere LIPE primo trimestre entro fine meseStrumenti utiliCassetto Fiscale: per consultare la propria posizione con l’Agenzia delle EntrateCassetto Previdenziale INPS: per scaricare i modelli F24 precompilatiFatture e Corrispettivi: per il bollo sulle fatture elettronicheApp IO: per ricevere notifiche sulle scadenze 📬Resta aggiornato sulle novita fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.FAQ – Domande frequenti sulle scadenze maggio 2026Hai bisogno di assistenza per le scadenze fiscali?Se hai dubbi sulla compilazione del Modello 730, sui versamenti IVA o sui contributi INPS, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per offrirti assistenza personalizzata.📞 Contatta il CAF Centro FiscaleTelefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineSiamo aperti dal lunedi al venerdi, 9:00-13:00 e 15:00-18:00Fonti ufficiali citate in questo articolo:Scadenzario Agenzia delle EntrateGuida 730/2026 – Agenzia delle EntrateCircolare INPS n. 14/2026 – Contributi artigiani e commerciantiDecreto MEF 10 dicembre 2025 – Tasso interesse legale (G.U. n. 289/2025)D.Lgs. n. 87/2024 – Decreto SanzioniArticolo aggiornato al 15 aprile 2026. Le informazioni contenute sono a scopo informativo e non costituiscono consulenza fiscale professionale. Per casi specifici, rivolgiti a un professionista abilitato o al CAF Centro Fiscale.Aprile 15, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-15 08:05:052026-05-31 16:24:49Scadenze Fiscali Maggio 2026: Calendario Completo 730, IVA e INPSPagina 6 di 7«‹4567› Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI730/2026 Congiunto: Come Ottenere i Rimborsi Rapidamente e Gestire le DetrazioniIl 730 congiunto 2026 è uno strumento fiscale potente che molte coppie non sfruttano al massimo: presentare un’unica dichiarazione dei redditi per entrambi i coniugi non significa solo semplificare la burocrazia, ma può significare rimborsi più rapidi, detrazioni ottimizzate e un risparmio fiscale concreto. In questa guida completa trovi tutto quello che devi sapere sul 730 congiunto 2026: chi può presentarlo, come funzionano i rimborsi in busta paga, come ripartire correttamente le detrazioni tra i coniugi e quali sono le scadenze da rispettare per non perdere nemmeno un euro.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è il 730 congiunto 2026 e chi può presentarloVantaggi del 730 congiunto: perché convieneRimborso 730 congiunto: come ottenerlo in busta paga rapidamenteCosa succede quando uno dei coniugi non ha il sostituto d’impostaDetrazioni nel 730 congiunto: come ripartirle correttamenteQuali spese si possono detrarre nel 730 congiuntoErrori comuni nel 730 congiunto e come evitarliQuando NON conviene il 730 congiuntoScadenze 730/2026: le date da non perdereDomande frequenti sul 730 congiuntoCos’è il 730 congiunto 2026 e chi può presentarloIl 730 congiunto 2026 è la modalità di presentazione della dichiarazione dei redditi che consente a due coniugi o partner di un’unione civile di inviare un’unica dichiarazione per entrambi, anziché due separate. In pratica, uno dei due svolge il ruolo di dichiarante e l’altro quello di coniuge dichiarante: il dichiarante è il soggetto principale che firma la dichiarazione, mentre il coniuge dichiarante è colui i cui redditi e detrazioni confluiscono nella stessa dichiarazione.Per poter presentare il 730/2026 in forma congiunta, devono essere soddisfatte alcune condizioni fondamentali. Prima di tutto, i coniugi non devono essere legalmente separati: le coppie con separazione legale o divorzio non possono utilizzare questa modalità, anche se continuano a vivere insieme. In secondo luogo, almeno uno dei due coniugi deve avere un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che possa effettuare le operazioni di conguaglio. Infine, entrambi i coniugi devono rientrare tra i soggetti che possono presentare il modello 730 (lavoratori dipendenti, pensionati, collaboratori, percettori di redditi assimilati).Un aspetto spesso ignorato riguarda le unioni civili: dal 2016, anche i partner uniti civilmente ai sensi della Legge Cirinnà (Legge 76/2016) hanno diritto a presentare il 730 congiunto, con le stesse modalità e gli stessi vantaggi riconosciuti ai coniugi. Non rientrano invece in questa categoria le coppie di fatto (conviventi non sposati e non uniti civilmente), che devono necessariamente presentare dichiarazioni separate. Vantaggi del 730 congiunto: perché convieneScegliere il 730 congiunto 2026 offre una serie di vantaggi concreti che vanno ben oltre la semplice comodità di presentare un solo documento. Il beneficio più immediato è la semplificazione burocratica: una sola pratica, un solo appuntamento al CAF, un solo controllo finale. Ma i vantaggi reali riguardano soprattutto la gestione dei rimborsi e delle detrazioni.Il primo grande vantaggio è la possibilità di trasferire le detrazioni che un coniuge non riesce a utilizzare completamente all’altro. Immaginiamo che Marco abbia spese mediche per 3.000 euro e un reddito molto basso: le detrazioni fiscali derivanti da queste spese potrebbero non essere completamente sfruttabili dalla sua dichiarazione individuale, perché l’imposta lorda risultante è troppo bassa. Con il 730 congiunto, quelle detrazioni possono essere attribuite in parte o integralmente a Lucia, il cui reddito più elevato permette di recuperare l’intero beneficio fiscale.Un secondo vantaggio riguarda le spese sostenute in modo indiviso: con il 730 congiunto è più semplice gestire spese come la ristrutturazione edilizia, i pagamenti per il bonus mobili o le spese condominiali, che spesso sono intestate a uno solo dei coniugi ma sostenute da entrambi. Infine, in caso di rimborso fiscale, il meccanismo del conguaglio in busta paga garantisce tempi più rapidi rispetto al rimborso diretto da parte dell’Agenzia delle Entrate. Rimborso 730 congiunto: come ottenerlo in busta paga rapidamenteUno degli aspetti più attesi dai contribuenti che presentano il 730 congiunto 2026 è il rimborso fiscale in busta paga. Questo meccanismo, detto conguaglio fiscale, è uno dei principali vantaggi del modello 730 rispetto al modello Redditi PF: invece di aspettare che l’Agenzia delle Entrate eroghi il rimborso direttamente sul conto corrente (operazione che può richiedere molti mesi), il rimborso viene anticipato dal sostituto d’imposta (cioè il datore di lavoro o l’ente pensionistico) direttamente nella busta paga o nel cedolino della pensione.Ecco come funziona nel dettaglio: dopo la trasmissione della dichiarazione da parte del CAF o del sostituto d’imposta (entro il 30 settembre 2026 per il 730 ordinario), l’Agenzia delle Entrate elabora i dati e trasmette al sostituto d’imposta i risultati contabili. Il sostituto è poi obbligato a effettuare il conguaglio fiscale nel cedolino paga di luglio (per le dichiarazioni trasmesse entro il 30 giugno) o nel cedolino di settembre o ottobre (per le dichiarazioni trasmesse a luglio-settembre). I pensionati, invece, ricevono il rimborso nel cedolino della pensione solitamente nei mesi di agosto o settembre.Nel caso del 730 congiunto, il rimborso o il debito vengono attribuiti esclusivamente al dichiarante principale (non al coniuge dichiarante), ed è il datore di lavoro o l’ente pensionistico del dichiarante che opera il conguaglio. Per questo motivo, nella scelta di chi deve fare da dichiarante è spesso conveniente indicare il coniuge che ha un reddito più elevato e stabile, in modo da garantire un conguaglio più rapido e sicuro. Un altro fattore da considerare è la capienza dell’imposta: se il rimborso atteso è molto elevato, è meglio che il dichiarante sia colui il cui sostituto d’imposta è in grado di gestire importi maggiori senza difficoltà di liquidità.Se il conguaglio positivo (rimborso) non viene erogato entro il terzo mese successivo al termine di presentazione della dichiarazione, il contribuente può segnalare il ritardo al datore di lavoro e, in caso di persistente inadempienza, rivolgersi all’Agenzia delle Entrate. In ogni caso, l’intermediario (CAF o sostituto d’imposta) che ha trasmesso la dichiarazione può verificare lo stato di elaborazione attraverso i canali telematici dell’Agenzia. Cosa succede quando uno dei coniugi non ha il sostituto d’impostaUna situazione molto comune riguarda le coppie in cui uno dei due coniugi non ha un sostituto d’imposta: ad esempio, un lavoratore autonomo senza sostituto, un libero professionista, una persona che ha perso il lavoro di recente, oppure chi percepisce solo redditi fondiari o da capitale. In questi casi è comunque possibile presentare il 730 congiunto 2026, ma occorre fare attenzione alle regole specifiche che regolano i rimborsi.Se il coniuge dichiarante (quello che affianca il dichiarante principale) non ha un sostituto d’imposta, non è un problema: il conguaglio fiscale viene comunque effettuato dal sostituto del dichiarante principale, che è l’unico soggetto da cui passa il flusso dei rimborsi e dei versamenti. Il reddito e le detrazioni del coniuge dichiarante senza sostituto confluiscono comunque nella dichiarazione unica, ma sono le operazioni di conguaglio del dichiarante principale a fare da “veicolo” per erogare o recuperare le somme.Il discorso cambia, invece, se è il dichiarante principale a non avere un sostituto d’imposta. In questo caso, il 730 congiunto non può essere presentato nella forma ordinaria con conguaglio in busta paga: il contribuente dovrà presentare il modello Redditi PF (ex modello Unico) e il rimborso, se spettante, sarà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite bonifico sul conto corrente indicato nella dichiarazione. I tempi in questo caso sono più lunghi: mediamente dai 4 ai 12 mesi dalla trasmissione della dichiarazione, anche se l’Agenzia delle Entrate ha progressivamente accelerato i tempi di liquidazione grazie all’automazione dei controlli.Un caso particolare riguarda i contribuenti che durante l’anno hanno perso il lavoro e non hanno un nuovo sostituto d’imposta al momento della presentazione della dichiarazione. In questa situazione, il 730 può comunque essere presentato tramite il CAF, ma l’eventuale rimborso non potrà essere erogato in busta paga: sarà necessario indicare un IBAN valido nel modello 730, e l’Agenzia delle Entrate provvederà al rimborso diretto. Il CAF Centro Fiscale segue ogni anno centinaia di contribuenti in questa situazione, garantendo la corretta compilazione della dichiarazione e il monitoraggio dei tempi di rimborso. Detrazioni nel 730 congiunto: come ripartirle correttamenteLa corretta gestione delle detrazioni fiscali è il cuore strategico del 730 congiunto 2026. La regola generale stabilita dall’Agenzia delle Entrate è che ogni detrazione spetta al coniuge che ha sostenuto effettivamente la spesa o al cui nome è intestata la fattura o il documento di spesa. Tuttavia, nella pratica esistono molte situazioni in cui la ripartizione può essere ottimizzata a favore di entrambi i coniugi.Regola del sostenimento della spesaLa regola del sostenimento della spesa significa che la detrazione spetta a chi ha effettivamente pagato, indipendentemente dall’intestazione della ricevuta o della fattura. Se la ricevuta è intestata a uno dei coniugi ma il pagamento è stato effettuato dall’altro (ad esempio con il bancomat del partner), la detrazione in linea di principio spetta a chi ha sostenuto la spesa. In pratica, per le spese pagate con strumenti tracciabili (bonifico, carta di credito, bancomat), è possibile dimostrare chi ha effettivamente pagato e attribuire la detrazione alla persona corretta.Per le spese mediche, la regola è che la detrazione del 19% spetta alla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro. Se i due coniugi hanno spese sanitarie separate, ciascuno le porta in detrazione sulla propria quota del 730 congiunto. Se invece le spese mediche sono intestate a un familiare a carico (ad esempio un figlio), possono essere portate in detrazione dal coniuge con il reddito più alto, oppure ripartite tra entrambi nella percentuale più conveniente.Detrazioni per i figli a caricoUn capitolo a parte meritano le detrazioni per figli a carico. A partire dal 2022, con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale, le detrazioni IRPEF per figli fino a 21 anni sono state in gran parte sostituite dall’Assegno Unico. Restano tuttavia le detrazioni per figli da 21 anni in su (se a carico del nucleo familiare), che nel 730 congiunto 2026 si attribuiscono nella misura del 50% a ciascun coniuge oppure nella misura del 100% al coniuge con il reddito più elevato, se questo risulta più conveniente. La scelta va effettuata tenendo conto della capienza d’imposta di ciascun coniuge: se uno dei due ha un’imposta lorda molto bassa, potrebbe non riuscire a sfruttare completamente la propria quota di detrazione, e in quel caso è meglio concentrare tutto sul coniuge capiente. Quali spese si possono detrarre nel 730 congiuntoIl 730/2026 congiunto permette di gestire una gamma molto ampia di spese detraibili. Vediamo le principali categorie, con le regole specifiche per la ripartizione tra i coniugi.Spese sanitarie e medicheLe spese sanitarie danno diritto a una detrazione del 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro (solo per le spese del contribuente; per le spese dei familiari a carico non si applica la franchigia, e la detrazione del 19% è piena). Rientrano nelle spese mediche detraibili: visite specialistiche, esami di laboratorio, farmaci con ricetta medica, acquisto di dispositivi medici (occhiali, protesi, apparecchi acustici), spese odontoiatriche, interventi chirurgici e degenze ospedaliere. Dal 2020, le spese sanitarie sono detraibili solo se pagate con strumenti tracciabili (bonifico, carta, bancomat), ad eccezione dei farmaci e dei ticket sanitari del SSN.Mutuo per l’abitazione principaleGli interessi passivi sul mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale danno diritto a una detrazione del 19% su un importo massimo di 4.000 euro annui (detrazione massima: 760 euro l’anno). Nel 730 congiunto, questa detrazione spetta ai coniugi nella proporzione degli interessi effettivamente pagati da ciascuno: se il mutuo è intestato a entrambi, ciascuno detrae il 50%; se è intestato a uno solo (ma l’altro è proprietario dell’immobile), la detrazione spetta solo all’intestatario del mutuo. Fanno eccezione i coniugi in cui uno dei due è “fiscalmente a carico” dell’altro: in quel caso, l’intestatario del mutuo può detrarre anche la quota dell’altro.Ristrutturazioni edilizie e Superbonus residuiLe spese per la ristrutturazione edilizia (bonus ristrutturazione al 50%) e i residui del Superbonus 110% ancora in detrazione sono tra le voci più significative del 730/2026. Per le ristrutturazioni, la detrazione del 50% (fino a un massimale di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare) va ripartita in 10 quote annuali di pari importo: se la spesa è stata sostenuta congiuntamente da entrambi i coniugi, ciascuno porta in detrazione la propria quota. Per il Superbonus, i lavori conclusi entro il 31 dicembre 2023 con SAL hanno consentito detrazioni ancora fruibili nel 730/2026 sotto forma di quote residue: è importante verificare con attenzione l’intestazione dei bonifici e delle fatture per attribuire correttamente le quote tra i coniugi.Bonus mobili e grandi elettrodomesticiIl bonus mobili 2026 consente di detrarre il 50% delle spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata (A o superiore per forni e lavastoviglie, E o superiore per lavatrice e frigorifero), a condizione che le spese siano collegate a un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato nel 2025 o nel 2026. Il limite massimo di spesa detraibile per il 2026 è di 5.000 euro, con una detrazione massima di 2.500 euro, ripartita in 10 quote annuali. Nel 730 congiunto, la detrazione spetta al coniuge che ha sostenuto la spesa e che ha avviato i lavori di ristrutturazione.Spese per l’istruzione dei figliLe spese per l’istruzione (rette di asili nido, scuole dell’infanzia, scuole primarie e secondarie, università) danno diritto a detrazioni fiscali specifiche. Per gli asili nido, la detrazione è del 19% su un massimo di 632 euro per figlio. Per le scuole di ogni ordine e grado (pubbliche e private parificate), la detrazione è del 19% su un massimo di 800 euro per studente. Per le università, la detrazione riguarda le tasse di iscrizione, con un limite legato al corrispondente importo delle tasse universitarie statali. Nel 730 congiunto, queste spese si attribuiscono al coniuge che le ha effettivamente pagate, oppure vengono ripartite secondo la convenienza fiscale. Errori comuni nel 730 congiunto e come evitarliLa complessità del 730 congiunto 2026 si traduce purtroppo in una serie di errori ricorrenti che possono costare rimborsi persi o, peggio, accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ecco gli errori più frequenti che i consulenti del CAF Centro Fiscale si trovano a correggere ogni anno.Il primo e più comune errore è l’errata attribuzione delle detrazioni: molte coppie attribuiscono le spese mediche o le rate del mutuo al coniuge sbagliato, senza considerare quale dei due abbia la capienza fiscale sufficiente per sfruttarle completamente. Il risultato è che una parte delle detrazioni va sprecata, riducendo il rimborso finale. Un secondo errore frequente riguarda le spese non tracciabili: dal 2020, le spese sanitarie pagate in contanti (ad eccezione dei farmaci) non danno diritto alla detrazione del 19%. Molti contribuenti continuano a indicare queste spese in dichiarazione, esponendosi a contestazioni in sede di controllo formale.Un terzo errore riguarda la dichiarazione del coniuge a carico: se uno dei coniugi ha un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro (oppure 4.000 euro se ha meno di 24 anni), può essere considerato “a carico” dell’altro ai fini delle detrazioni per familiari a carico. In questo caso, il coniuge capiente può detrarre una quota aggiuntiva, ma l’importo varia in base al reddito del coniuge a carico e al reddito complessivo del dichiarante. Sbagliare questa compilazione porta a detrazioni non spettanti o, viceversa, a perdere detrazioni legittime. Infine, un errore molto frequente riguarda la scelta sbagliata di chi fa da dichiarante principale: se il dichiarante ha un reddito troppo basso per supportare il conguaglio del debito eventuale, il sostituto d’imposta potrebbe avere difficoltà a trattenere le somme dovute, con conseguenti irregolarità nel cedolino paga. Quando NON conviene il 730 congiuntoSebbene il 730 congiunto 2026 offra numerosi vantaggi, esistono situazioni in cui la scelta di presentare dichiarazioni separate risulta più conveniente o addirittura obbligatoria. Conoscere questi casi aiuta a fare la scelta giusta fin dall’inizio, evitando errori difficili da correggere.Il caso più ovvio è quello della separazione legale o del divorzio: i coniugi separati legalmente non possono presentare il 730 congiunto, anche se la separazione è recente e i due continuano a vivere nello stesso domicilio. La data di riferimento per verificare lo stato civile è il 31 dicembre dell’anno di imposta (per il 730/2026 si fa riferimento al 31 dicembre 2025): se a quella data la separazione era già in atto, le dichiarazioni devono essere necessariamente separate.Un secondo caso in cui il 730 congiunto non conviene riguarda le situazioni in cui entrambi i coniugi hanno debiti fiscali significativi: nel 730 congiunto, il debito complessivo viene addebitato al dichiarante principale tramite il suo sostituto d’imposta. Se il debito è molto elevato, potrebbe essere preferibile presentare dichiarazioni separate per diluire i versamenti. Analogamente, se uno dei coniugi ha crediti da precedenti dichiarazioni già in fase di rimborso, la presentazione del 730 congiunto potrebbe creare complicazioni nella gestione di quei crediti pregressi.Infine, il 730 congiunto può non essere la scelta giusta quando uno dei coniugi è un lavoratore autonomo senza sostituto d’imposta e deve presentare il modello Redditi PF per altri redditi non compatibili con il modello 730 (ad esempio plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate, redditi da impresa, ecc.). In questi casi, anche l’altro coniuge che potrebbe presentare il 730 potrebbe valutare la convenienza di presentare il modello Redditi PF in forma congiunta, se disponibile, oppure separatamente. Scadenze 730/2026: le date da non perdereRispettare le scadenze del 730/2026 è fondamentale per non perdere i rimborsi in busta paga a luglio e per evitare sanzioni. Il calendario fiscale 2026 prevede le seguenti date chiave per la presentazione della dichiarazione dei redditi.Il 730 precompilato è reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate sul portale online a partire dal 30 aprile 2026. Dalla stessa data, è possibile accettarlo senza modifiche, modificarlo oppure delegarne la gestione al CAF. La presentazione diretta del 730 precompilato da parte del contribuente (senza intermediari) è possibile fino al 30 settembre 2026.Per chi si affida al CAF o al sostituto d’imposta per la presentazione del 730 ordinario (non precompilato), le scadenze sono le seguenti:Entro il 30 giugno 2026: presentazione al CAF per garantire il conguaglio nel cedolino di luglio (la scadenza più conveniente per chi si aspetta un rimborso)Dal 1° luglio al 31 agosto 2026: il sostituto d’imposta effettua il conguaglio nel cedolino di settembre o di ottobreEntro il 30 settembre 2026: termine ultimo assoluto per la presentazione del 730 (sia precompilato che tramite CAF)I pensionati che ricevono il rimborso tramite INPS seguono un calendario leggermente diverso: le dichiarazioni presentate entro fine giugno vengono conguagliate nel cedolino di agosto, mentre quelle presentate tra luglio e settembre vengono conguagliate a novembre-dicembre. Chi non presenta il 730 entro il 30 settembre 2026 perde la possibilità di utilizzare questo modello per l’anno di imposta 2025 e deve ricorrere alla dichiarazione dei redditi tramite modello Redditi PF, con scadenza al 31 ottobre 2026 (per la presentazione telematica).Tabella riepilogativa scadenze 730/2026DataEventoRimborso in busta paga30 aprile 2026Disponibile il 730 precompilato–30 giugno 2026Scadenza per rimborso a luglio (via CAF)Luglio 202631 agosto 2026Secondo termine intermedioSettembre/Ottobre 202630 settembre 2026Termine ultimo assoluto 730Novembre/Dicembre 202631 ottobre 2026Termine Modello Redditi PF (telematico)Rimborso diretto AdELa raccomandazione del CAF Centro Fiscale è sempre quella di presentare la dichiarazione il prima possibile, idealmente entro fine giugno, per ricevere il conguaglio positivo già a luglio. Ogni mese di ritardo nella presentazione significa attendere un mese in più per il rimborso, che nel frattempo continua a giacere “congelato” senza interessi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Conclusione: ottimizza il tuo 730 congiunto con il CAFIl 730 congiunto 2026 è uno strumento potente nelle mani di chi lo sa usare correttamente. La corretta ripartizione delle detrazioni fiscali, la scelta ottimale del dichiarante principale, la gestione delle spese per figli a carico e il rispetto delle scadenze sono tutti elementi che possono fare la differenza di centinaia o addirittura di migliaia di euro nel rimborso finale. Affidarsi a professionisti esperti come quelli del CAF Centro Fiscale di Udine significa non lasciare nulla al caso: ogni detrazione viene verificata, ogni spesa analizzata per trovare la soluzione fiscalmente più conveniente per la tua famiglia, sia in ufficio che online da tutta Italia.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande frequenti sul 730 congiunto 2026Chi puo presentare il 730 congiunto 2026?Il 730 congiunto puo essere presentato dai coniugi non legalmente separati e dai partner di unioni civili registrate (ai sensi della Legge 76/2016). Almeno uno dei due deve avere un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico). Le coppie di fatto (conviventi non sposati) non possono presentare il 730 congiunto.Quando arriva il rimborso del 730 congiunto?Se la dichiarazione viene presentata entro il 30 giugno 2026, il rimborso (conguaglio positivo) arriva in busta paga a luglio 2026. Per le dichiarazioni presentate tra luglio e agosto, il rimborso arriva a settembre-ottobre. Per quelle di settembre, a novembre-dicembre. I pensionati ricevono il rimborso nel cedolino della pensione di agosto (per dichiarazioni entro giugno) o di novembre-dicembre (per dichiarazioni di luglio-settembre).Come si ripartiscono le detrazioni tra i coniugi nel 730 congiunto?Le detrazioni spettano al coniuge che ha effettivamente sostenuto la spesa. Per le spese dei figli a carico, la detrazione si attribuisce al 50% a ciascun coniuge oppure al 100% al coniuge con reddito piu elevato (se l’altro non ha capienza fiscale sufficiente). Per le spese mediche, spetta la detrazione del 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro. E sempre consigliabile affidarsi a un CAF per ottimizzare la ripartizione.Cosa succede se uno dei coniugi non ha il sostituto d’imposta?Se e il coniuge dichiarante (non il dichiarante principale) a non avere un sostituto d’imposta, non ci sono problemi: il conguaglio avviene comunque tramite il sostituto del dichiarante principale. Se invece e il dichiarante principale a non avere un sostituto d’imposta, il 730 congiunto non e applicabile: occorre presentare il Modello Redditi PF, e l’eventuale rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.E conveniente il 730 congiunto se entrambi i coniugi lavorano?Generalmente si, perche permette di ottimizzare le detrazioni (attribuendole al coniuge con reddito maggiore), semplifica la burocrazia e garantisce rimborsi rapidi in busta paga. Tuttavia, e necessario valutare caso per caso: se entrambi hanno debiti fiscali elevati, potrebbe essere piu conveniente presentare dichiarazioni separate. Il CAF Centro Fiscale effettua sempre una verifica preventiva della convenienza.Hai bisogno di assistenza per il 730 congiunto?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a ottimizzare il tuo 730/2026 congiunto: massimizziamo le detrazioni, gestiamo la ripartizione delle spese e garantiamo il rimborso piu rapido possibile. Servizio disponibile sia in ufficio a Udine che online da tutta Italia.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIDICHIARAZIONE DEI REDDITI Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteSuperbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-03 09:00:002026-08-17 11:02:46Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteDICHIARAZIONE DEI REDDITI Bonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi FiltraggioBonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi Filtraggio https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-01 09:00:002026-08-17 11:02:40Bonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi FiltraggioDICHIARAZIONE DEI REDDITI Spese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e CorsiSpese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e Corsi https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-30 09:00:002026-08-17 11:02:33Spese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e CorsiCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Paola Zilli07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B.06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Pubblicato su Google robert poletto17/07/2026 Fantastici Pubblicato su Google Geanina Gaita16/07/2026 Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-04 07:42:582026-05-31 17:57:58730/2026 Congiunto: Come Ottenere i Rimborsi Rapidamente e Gestire le Detrazioni
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteSuperbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-03 09:00:002026-08-17 11:02:46Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Bonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi FiltraggioBonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi Filtraggio https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-01 09:00:002026-08-17 11:02:40Bonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi Filtraggio
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Spese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e CorsiSpese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e Corsi https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-30 09:00:002026-08-17 11:02:33Spese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e Corsi
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIPrecompilata 2026 Online: il Portale Informativo per Accedere al 730 e al Modello RedditiIl portale precompilata.agenziaentrate.gov.it rappresenta il punto di accesso unificato per la dichiarazione dei redditi 2026. Dall’anno fiscale 2026, il sistema mette a disposizione dei contribuenti due strumenti distinti: il 730 precompilato, disponibile dal 30 aprile, e la precompilata Modello Redditi PF, disponibile dal 15 aprile. Capire quale utilizzare, come accedere e quali dati verificare è fondamentale per non commettere errori che potrebbero costare sanzioni o, peggio, far perdere rimborsi spettanti. In questa guida analizziamo il portale in ogni sua funzione, le differenze tra i due modelli, le scadenze 2026 e il ruolo del CAF nella gestione della pratica.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è il portale precompilata.agenziaentrate.gov.itCome accedere al portale precompilata 2026Differenza tra 730 precompilato e Modello Redditi PF precompilatoChi deve usare il 730 e chi il Modello Redditi PFQuali dati sono già precaricati nel portale 2026Come verificare e modificare i dati della precompilataScadenze 2026: calendario completo del portaleInviare senza modifiche: quando conviene e rischiIl ruolo del CAF nella gestione della precompilataErrori comuni e come evitarliDomande Frequenti sulla Precompilata 2026Cos’è il portale precompilata.agenziaentrate.gov.itIl portale precompilata.agenziaentrate.gov.it è il servizio online dell’Agenzia delle Entrate che permette ai contribuenti italiani di accedere, verificare e inviare la propria dichiarazione dei redditi precompilata. Introdotto nel 2015 come sperimentazione, è diventato negli anni lo strumento principale per la gestione fiscale annuale di milioni di italiani.Il portale non è semplicemente un modulo da compilare: è un sistema informativo integrato che raccoglie automaticamente i dati fiscali del contribuente da molteplici fonti. L’Agenzia delle Entrate riceve informazioni da datori di lavoro, enti previdenziali, istituti bancari, assicurazioni, strutture sanitarie e molti altri soggetti, e le organizza in una dichiarazione pre-popolata pronta per essere verificata e inviata.A partire dalla campagna dichiarativa 2026, il portale mette a disposizione dei contribuenti due diversi modelli precompilati:Modello 730 precompilato: per dipendenti, pensionati e assimilati, disponibile dal 30 aprile 2026Modello Redditi PF precompilato: per autonomi, titolari di partita IVA e chi ha redditi diversi, disponibile dal 15 aprile 2026Questa distinzione è fondamentale: accedere al portale non significa automaticamente dover usare il 730. Il sistema ti mostra quale modello è più adatto alla tua situazione reddituale, guidandoti nella scelta corretta. Come accedere al portale precompilata 2026Per accedere al portale precompilata 2026 è necessario disporre di un’identità digitale riconosciuta. L’Agenzia delle Entrate ha progressivamente eliminato l’accesso con le credenziali Fisconline/Entratel, migrando tutto verso i sistemi di autenticazione nazionali. Attualmente i metodi di accesso validi per il 2026 sono:SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale): il metodo più diffuso, disponibile tramite operatori accreditati come Poste Italiane, Aruba, TIM, Namirial e altriCIE (Carta di Identità Elettronica): la carta di identità di nuova generazione con chip NFC, utilizzabile con lettore o smartphone compatibileCNS (Carta Nazionale dei Servizi): la tessera sanitaria con chip, utilizzabile con apposito lettoreCredenziali Entratel/Fisconline: ancora valide per chi le possiede, ma non più rilasciate ai nuovi utentiProcedura di accesso passo per passo:Collegarsi a precompilata.agenziaentrate.gov.itCliccare su “Accedi alla dichiarazione precompilata”Selezionare il metodo di autenticazione (SPID, CIE o CNS)Completare l’autenticazione con il proprio providerAccedere alla propria area personale dove sarà visibile la dichiarazione precompilataUna volta autenticati, il portale mostra immediatamente quale modello è disponibile per il contribuente (730 o Modello Redditi PF) e lo stato della dichiarazione: se è accessibile, se è già stata inviata da un intermediario (CAF, professionista) o se ci sono anomalie da verificare.Accesso tramite CAF o intermediario abilitato: Se ci si affida a un CAF per la dichiarazione dei redditi, l’intermediario accede direttamente al portale per conto del contribuente, tramite apposita delega. Il contribuente non deve fare nulla di tecnico: il CAF gestisce l’intero processo di accesso, verifica e invio. Differenza tra 730 precompilato e Modello Redditi PF precompilatoUna delle domande più frequenti riguarda la differenza tra 730 e Modello Redditi PF nella versione precompilata. Si tratta di due strumenti distinti, con destinatari, meccanismi di rimborso e scadenze differenti. Ecco un confronto dettagliato:Caratteristica730 PrecompilatoModello Redditi PF PrecompilatoDisponibile dal30 aprile 202615 aprile 2026Destinatari principaliDipendenti, pensionati, co.co.co.Autonomi, partite IVA, redditi esteriRimborso IRPEFIn busta paga (luglio/agosto) o pensioneDa Agenzia Entrate (tempi piu lunghi)Scadenza invio diretto30 settembre 202630 novembre 2026 (persone fisiche)Scadenza tramite CAF30 settembre 202630 novembre 2026Pagamento imposteTrattenuta in busta pagaCon modello F24 (giugno/novembre)Responsabilita CAFIl CAF si assume responsabilita vistoResponsabilita rimane al contribuenteLa novità principale del 2026 riguarda la precompilata del Modello Redditi PF: per la prima volta l’Agenzia delle Entrate ha esteso il sistema precompilato anche ai contribuenti che normalmente presentano il Modello Redditi (autonomi, professionisti, imprenditori individuali in contabilità semplificata). Questo è un cambiamento strutturale che amplia notevolmente la platea dei beneficiari del servizio precompilato. Chi deve usare il 730 e chi il Modello Redditi PFLa scelta tra i due modelli non è discrezionale: dipende dalla tipologia di redditi percepiti nell’anno di imposta 2025 (dichiarati nel 2026). Il portale aiuta a identificare il modello corretto, ma è utile conoscere in anticipo le regole principali.Chi usa il 730 precompilato 2026Il 730 precompilato 2026 è destinato ai contribuenti che nell’anno d’imposta 2025 hanno percepito:Redditi di lavoro dipendente (qualsiasi datore di lavoro, anche part-time)Redditi di pensione (pensioni INPS, pensioni complementari, rendite vitalizie)Redditi assimilati al lavoro dipendente: collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co.), borse di studio, assegni di ricerca, redditi di lavoro socialmente utileRedditi fondiari (terreni e fabbricati) se non hanno altri redditi che escludono il 730Redditi di capitale non soggetti a ritenuta a titolo d’impostaAlcuni redditi diversi: plusvalenze da cessione di terreni edificabili, indennità di esproprioCondizione essenziale per il 730: il contribuente deve avere un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che effettuerà le operazioni di conguaglio in busta paga o sulla pensione. Se non si ha un sostituto d’imposta (es. si è in cerca di lavoro, in cassa integrazione, o disoccupati), si presenta comunque il 730, ma si dovrà indicare l’assenza di sostituto: il rimborso verrà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.Chi usa il Modello Redditi PF precompilato 2026Il Modello Redditi PF precompilato 2026 è obbligatorio per chi ha percepito redditi che non rientrano nel 730. In particolare:Redditi di lavoro autonomo: professionisti (avvocati, medici, ingegneri, commercialisti), collaboratori occasionaliRedditi d’impresa: imprenditori individuali in contabilità ordinaria o semplificata (inclusi forfettari con ricavi sopra soglia)Contribuenti in regime forfettario: devono presentare il Modello Redditi PF anche se il regime è semplificatoRedditi da partecipazione in società di persone (snc, sas) o associazioni professionaliRedditi di fonte estera: redditi percepiti all’estero, conti correnti e investimenti esteri (quadro RW), immobili esteriContribuenti non residenti in ItaliaContribuenti con crediti d’imposta particolari o con situazioni fiscali complesse non gestibili con il 730I contribuenti in regime forfettario rientrano in questa categoria: anche se il loro regime fiscale è semplificato, devono comunque presentare il Modello Redditi PF per dichiarare i ricavi, le spese deducibili e determinare l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni). Quali dati sono già precaricati nel portale 2026Il portale precompilata 2026 è alimentato da un sistema di comunicazioni automatiche che le varie organizzazioni inviano all’Agenzia delle Entrate. Conoscere quali dati sono già presenti aiuta a capire cosa verificare con attenzione e cosa invece potrebbe mancare.Dati certamente precaricati:Redditi da lavoro dipendente e pensione: trasmessi tramite la Certificazione Unica (CU) da datori di lavoro ed enti previdenziali entro il 16 marzo 2026Interessi bancari e rendimenti finanziari: trasmessi dalle banche e intermediari finanziariSpese sanitarie: trasmesse dal Sistema Tessera Sanitaria (STS) da medici, ospedali, farmacie, ottici, dentisti e altri operatori sanitari. Include ticket SSN, visite specialistiche, farmaci, occhiali da vista, apparecchi acusticiPremi assicurativi: polizze vita, infortuni, responsabilità civileContributi previdenziali e assistenziali: versamenti INPS volontari, contributi colf e badantiErogazioni liberali: donazioni a ONLUS, APS, fondazioni riconosciuteRistrutturazioni e bonus edilizi: lavori con detrazioni 50%, superbonus, ecobonus, bonus facciate comunicati dai sostituti d’impostaMutui ipotecari: interessi passivi comunicati dalle bancheRette asili nido: spese trasmesse dai gestori degli asiliCanoni di locazione: contratti registrati all’Agenzia delle EntrateAcquisti immobili: rogiti registrati tramite notaiDati che potrebbero non essere presenti e vanno inseriti manualmente:Spese mediche pagate in contanti (senza ricevuta fiscale elettronica)Spese scolastiche (rette universitarie, mense, gite scolastiche) se non trasmesse dall’enteSpese funebriContributi versati a fondi pensione (se non comunicati dal datore di lavoro)Canoni di affitto pagati (anche se il contratto è registrato, la detrazione va indicata)Spese veterinarieAcquisto abbonamenti trasporto pubblico Come verificare e modificare i dati della precompilataAccedere al portale e trovare la dichiarazione precompilata non significa che i dati siano automaticamente corretti. L’Agenzia delle Entrate stessa raccomanda di verificare con attenzione tutti i dati precaricati prima di inviare la dichiarazione.Cosa verificare nella precompilata 2026Completezza dei dati sanitari: confrontare le spese sanitarie precaricate con le proprie ricevute e scontrini farmaceutici. Alcune spese potrebbero non essere arrivate al Sistema Tessera Sanitaria (es. spese pagate in contanti, professionisti che non trasmettono al STS)Correttezza dei redditi da CU: verificare che i redditi indicati nella Certificazione Unica siano stati correttamente recepiti. In caso di errori nella CU, bisogna prima far correggere la CU al sostituto d’impostaDati degli immobili: verificare rendite catastali, variazioni di proprietà avvenute nel 2025, cedolare secca su affittiFamiliari a carico: aggiornare i dati di figli, coniuge o altri familiari a carico, con verifica dei limiti di reddito per il 2025Detrazioni per carichi di famiglia: con l’introduzione dell’Assegno Unico, molte detrazioni per figli under 21 non sono più applicabili; verificare la corretta gestione da parte del sistemaBonus e detrazioni edilizi: verificare che i lavori effettuati nel 2025 con diritto a detrazione siano presenti e correttamente quantificatiCome modificare i datiSe si riscontrano dati errati o mancanti, è possibile modificare la dichiarazione precompilata direttamente sul portale. Le modifiche possono essere effettuate:In autonomia: l’utente accede al portale, clicca su “Modifica” e apporta le variazioni necessarie. In questo caso, la responsabilità del contenuto modificato è del contribuenteTramite CAF o intermediario: il professionista accede con delega, verifica, integra e invia. Il CAF si assume la responsabilità del visto di conformità sui dati che ha verificato, proteggendo il contribuente da eventuali sanzioni per errori non intenzionali nelle spese detraibiliAttenzione: se si invia la precompilata senza alcuna modifica (accettandola così com’è), si beneficia di una protezione parziale: l’Agenzia delle Entrate non può effettuare controlli documentali sulle spese precaricate. Tuttavia, se si aggiungono spese non presenti nel sistema, queste sono soggette ai normali controlli.Scadenze 2026: calendario completo del portaleConoscere le scadenze 2026 del portale precompilata è fondamentale per non incorrere in sanzioni per omessa o tardiva presentazione. Il sistema è articolato su date diverse a seconda del modello utilizzato e della modalità di presentazione.DataEventoModello interessato15 aprile 2026Disponibile precompilata Modello Redditi PFModello Redditi PF30 aprile 2026Disponibile 730 precompilato73030 giugno 2026Scadenza 1 rata acconto Modello Redditi (o unica soluzione se importo inferiore a 257,52 euro)Modello Redditi PF30 settembre 2026Scadenza invio 730 precompilato (autonomo o tramite CAF)73030 novembre 2026Scadenza invio Modello Redditi PF persone fisicheModello Redditi PF30 novembre 2026Scadenza 2 rata acconto (novembre)Modello Redditi PFPer chi presenta il 730 precompilato 2026, la scadenza del 30 settembre vale sia per l’invio autonomo tramite il portale sia per la presentazione tramite CAF o professionista abilitato. Per le scadenze fiscali di maggio 2026 (IVA, INPS, acconto) si rimanda al calendario completo delle scadenze fiscali maggio 2026. Inviare senza modifiche: quando conviene e rischiMolti contribuenti si chiedono se sia sicuro inviare la precompilata senza modifiche, accettando semplicemente quanto proposto dall’Agenzia delle Entrate. La risposta non è univoca: dipende dalla complessità della propria situazione fiscale.Vantaggi dell’invio senza modificheChi invia la dichiarazione precompilata senza apportare modifiche beneficia di una protezione specifica prevista dall’art. 5 del D.Lgs. 175/2014 (il decreto che ha istituito la precompilata):Esonero dai controlli documentali sulle spese precaricate (es. spese sanitarie inserite automaticamente dal Sistema Tessera Sanitaria)Esonero da accertamenti basati sulle dichiarazioni di terzi (banche, assicurazioni, ecc.) per i dati già presentiSemplificazione: nessun documento da conservare per i dati già nel sistemaRischi dell’invio senza verificareIl rischio principale non è quello di sbagliare qualcosa che il sistema ha inserito, ma quello di perdere detrazioni a cui si ha diritto ma che non sono state precaricate. Esempi concreti:Spese mediche pagate in contanti (visita da un medico privato che non ha trasmesso al STS) → perdita della detrazione del 19%Contributi versati a un fondo pensione integrativo se il datore non li ha indicati nella CU → perdita della deduzioneCanone di affitto pagato da inquilino → perdita della detrazione per inquilini (importo variabile: 300 euro per redditi fino a 15.493 euro, 150 euro fino a 30.987 euro)Abbonamento trasporto pubblico → perdita della detrazione del 19% fino a 250 euro di spesaRaccomandazione: prima di inviare senza modifiche, fare sempre un rapido confronto tra le spese precaricate e le proprie ricevute. In caso di dubbi, rivolgersi a un CAF: la verifica professionale costa poco e può recuperare centinaia di euro di rimborso.Il ruolo del CAF nella gestione della precompilataIl CAF (Centro di Assistenza Fiscale) svolge un ruolo fondamentale nella gestione della precompilata, sia per chi presenta il 730 sia per chi utilizza il Modello Redditi PF. Nonostante la dichiarazione sia “precompilata”, affidarsi a un professionista qualificato offre vantaggi concreti.Cosa fa il CAF con la precompilataAccesso con delega: il contribuente autorizza il CAF ad accedere al portale in suo nome. Non è necessario che il contribuente acceda personalmenteVerifica dei dati precaricati: il professionista confronta i dati del portale con la documentazione fornita dal contribuente, identificando dati mancanti o erratiIntegrazione delle spese: aggiunge le detrazioni fiscali e deduzioni non presenti nel sistema (spese mediche non trasmesse, affitto, ecc.)Apposizione del visto di conformità: per il 730, il CAF certifica la correttezza della dichiarazione. Questo visto trasferisce la responsabilità: in caso di errori sui dati dichiarati dal contribuente ma non verificabili da terze parti, il CAF risponde al suo postoInvio telematico: il CAF invia la dichiarazione in modo sicuro e conserva copia per il contribuenteQuando affidarsi al CAF è indispensabileCi sono situazioni in cui l’intervento del CAF Centro Fiscale non è solo utile, ma praticamente indispensabile:Situazioni reddituali complesse: chi ha avuto più datori di lavoro, ha percepito redditi da lavoro dipendente e autonomo nello stesso anno, o ha cambiato tipologia redditualeBonus edilizi: chi ha eseguito lavori con superbonus, ecobonus o bonus ristrutturazione ha situazioni spesso complesse da gestire correttamente nel 730Redditi esteri o criptovalute: chi ha conti correnti esteri, investimenti all’estero o ha compravenduto criptovalute deve compilare quadri specifici (RW, W) che richiedono competenza specialisticaPrima dichiarazione: chi non ha mai presentato una dichiarazione dei redditi o si trova in una situazione nuova (primo lavoro, matrimonio, acquisto casa) può beneficiare di una consulenza per capire cosa dichiarareFamiglie numerose o con disabilità: la gestione dei familiari a carico, del bonus mamme, dell’Assegno Unico e delle detrazioni per disabilità richiede attenzioneErrori comuni e come evitarliL’analisi delle dichiarazioni dei redditi evidenzia alcuni errori ricorrenti che i contribuenti commettono quando gestiscono in autonomia la precompilata. Conoscerli in anticipo permette di evitarli.Errore 1: Non verificare le spese sanitarieLe spese sanitarie sono tra le detrazioni più significative: il 19% delle spese mediche che superano la franchigia di 129,11 euro è detraibile dall’IRPEF. Molti contribuenti accettano il dato precaricato senza verificarlo, perdendo spese pagate in contanti o da professionisti sanitari non collegati al Sistema Tessera Sanitaria. Conservare sempre ricevute e scontrini farmaceutici dell’anno precedente è fondamentale.Errore 2: Non aggiornare i familiari a caricoLe situazioni familiari cambiano: figli che superano i limiti di reddito o di età, coniuge che inizia a lavorare, anziani che passano in struttura. Se i dati dei familiari a carico non vengono aggiornati, la dichiarazione potrebbe indicare detrazioni non spettanti (con rischio di dover restituire importi a seguito di controllo) o, al contrario, non indicare detrazioni spettanti.Errore 3: Usare il modello sbagliatoPresentare il 730 quando si dovrebbe usare il Modello Redditi PF è un errore grave. Accade quando, ad esempio, un contribuente che si è messo in proprio a metà anno (aprendo partita IVA) tenta di usare il 730 come in precedenza. Il 730 non consente la dichiarazione di redditi di lavoro autonomo o d’impresa (tranne casi limitati): chi commette questo errore dovrà presentare un Modello Redditi PF correttivo con possibili sanzioni.Errore 4: Non dichiarare il reddito da locazioneChi affitta immobili e non ha optato per la cedolare secca (o lo ha fatto solo parzialmente) deve includere i canoni nel reddito complessivo. Il portale precompilata include i contratti registrati, ma alcuni errori (contratti non registrati, accordi verbali, variazioni di canone non comunicate) possono portare a dichiarazioni incomplete con rischio di accertamento.Errore 5: Ignorare la sezione degli accontiI contribuenti che presentano il Modello Redditi PF devono prestare attenzione non solo al saldo dell’imposta 2025, ma anche agli acconti per il 2026. Il sistema calcola automaticamente gli acconti in base all’imposta dell’anno precedente, ma in caso di riduzione prevedibile del reddito è possibile ridurre l’acconto. Non farlo significa versare più del necessario e attendere il rimborso l’anno successivo. Se hai dubbi sulla tua situazione fiscale o vuoi essere sicuro di non perdere alcuna detrazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. Con anni di esperienza nella gestione di dichiarazioni dei redditi complesse, offriamo assistenza personalizzata sia per il 730 precompilato 2026 che per il Modello Redditi PF.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Precompilata 2026Quando e disponibile la precompilata 2026?La precompilata 2026 e disponibile in due momenti diversi: il Modello Redditi PF precompilato e accessibile dal 15 aprile 2026, mentre il 730 precompilato e disponibile dal 30 aprile 2026. Entrambi sono accessibili tramite il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS.Posso inviare la precompilata senza andare al CAF?Si, e possibile inviare la precompilata autonomamente tramite il portale Agenzia delle Entrate, a condizione di avere SPID, CIE o CNS e di essere in grado di verificare i dati precaricati. Tuttavia, per situazioni complesse (piu datori di lavoro, bonus edilizi, redditi esteri, familiari a carico con situazioni particolari), affidarsi a un CAF garantisce una verifica professionale e il visto di conformita che trasferisce la responsabilita al professionista.Cosa succede se non invio la precompilata entro la scadenza?Il mancato invio della dichiarazione dei redditi entro le scadenze previste comporta sanzioni. Per il 730, la scadenza e il 30 settembre 2026. Per il Modello Redditi PF, il 30 novembre 2026. E possibile presentare dichiarazione tardiva entro 90 giorni dalla scadenza con sanzione ridotta (dichiarazione omessa se oltre 90 giorni). Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare spontaneamente con sanzioni ridotte.Qual e la differenza tra 730 e Modello Redditi PF precompilato?Il 730 e destinato a dipendenti, pensionati e assimilati: il rimborso IRPEF arriva in busta paga o sulla pensione a luglio/agosto, e la scadenza e il 30 settembre. Il Modello Redditi PF e per autonomi, professionisti, partite IVA, chi ha redditi esteri: il rimborso e erogato dall’Agenzia delle Entrate con tempi piu lunghi, e le imposte si pagano con F24 a giugno e novembre. La scadenza e il 30 novembre.Il CAF puo accedere alla mia precompilata?Si. Il contribuente puo delegare il CAF ad accedere alla propria area riservata del portale precompilata. La delega viene acquisita direttamente dal CAF che accede tramite i propri sistemi abilitati. Non e necessario che il contribuente faccia nulla di tecnico: porta al CAF la propria documentazione fiscale (CU, spese, ricevute) e il professionista gestisce tutto il processo di verifica, integrazione e invio.Richiedi Assistenza per la Precompilata 2026Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione completa della dichiarazione dei redditi precompilata 2026: verifica dei dati, integrazione delle spese, invio telematico e visto di conformita.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640Articoli CorrelatiDICHIARAZIONE DEI REDDITI Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteSuperbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-03 09:00:002026-08-17 11:02:46Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteDICHIARAZIONE DEI REDDITI Bonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi FiltraggioBonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi Filtraggio https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-01 09:00:002026-08-17 11:02:40Bonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi FiltraggioDICHIARAZIONE DEI REDDITI Spese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e CorsiSpese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e Corsi https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-30 09:00:002026-08-17 11:02:33Spese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e CorsiCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Paola Zilli07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B.06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Pubblicato su Google robert poletto17/07/2026 Fantastici Pubblicato su Google Geanina Gaita16/07/2026 Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-01 08:47:082026-05-31 17:59:17Precompilata 2026 Online: il Portale Informativo per Accedere al 730 e al Modello Redditi
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteSuperbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-03 09:00:002026-08-17 11:02:46Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Bonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi FiltraggioBonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi Filtraggio https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-01 09:00:002026-08-17 11:02:40Bonus Acqua Potabile 2026: Credito Imposta Sistemi Filtraggio
DICHIARAZIONE DEI REDDITI Spese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e CorsiSpese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e Corsi https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-30 09:00:002026-08-17 11:02:33Spese Istruzione Detraibili 2026: Scuola, Universita e Corsi
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIModello 730/2026: Quadro B Fabbricati e Novita CIN per Affitti BreviIl quadro B del modello 730/2026 e la sezione dedicata ai redditi dei fabbricati: e qui che il contribuente con una o piu unita immobiliari (prima casa, seconda casa, abitazione locata, comodato gratuito, affitti brevi) deve riportare rendite catastali, periodi di possesso e canoni percepiti nel 2025. La compilazione sembra semplice ma nasconde insidie, soprattutto da quando e diventato operativo il CIN (Codice Identificativo Nazionale) per le locazioni brevi e le strutture ricettive.In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutte le regole aggiornate per compilare correttamente il quadro B nel 730/2026 (anno d’imposta 2025): codici utilizzo, esclusioni, regole IMU/IRPEF, cedolare secca e la novita CIN che riguarda chi affitta anche per pochi giorni l’anno.Indice dei contenutiCos’e il quadro B e a chi serveCosa indicare nel quadro B (righi B1-B11)Novita CIN per affitti brevi e turisticiEsclusioni dal quadro BIMU vs IRPEF: cosa cambiaCedolare secca per le locazioniErrori piu comuni da evitareCome compilare con il CAF Centro FiscaleDomande frequenti (FAQ)Cos’e il quadro B e a chi serveIl quadro B del modello 730 e dedicato ai redditi dei fabbricati, ovvero ai redditi fondiari prodotti dalle unita immobiliari urbane iscritte nel Catasto edilizio urbano. La sua funzione e duplice: da un lato consente all’Agenzia delle Entrate di calcolare l’IRPEF dovuta sui redditi degli immobili, dall’altro garantisce la corretta applicazione del rapporto tra IMU e IRPEF (che dal 2014 si escludono a vicenda sugli immobili non locati, salvo eccezioni).Chi deve compilare il quadro BProprietari di fabbricati situati in Italia iscritti o iscrivibili in catasto;Titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie);Soci di societa semplici che producono redditi di fabbricati;Locatari in caso di locazione breve effettuata in qualita di sublocatori o comodatari (per i canoni percepiti).Casi di esoneroNon e tenuto a compilare il quadro B (e quindi puo restare esonerato dalla dichiarazione, salvo altri obblighi) chi possiede esclusivamente:L’abitazione principale (con eventuali pertinenze) non di lusso, su cui paga IMU agevolata o e esente, e ha solo redditi da lavoro dipendente o pensione gia tassati alla fonte;Fabbricati per cui sussistono cause di esenzione IRPEF totale (fabbricati rurali strumentali con codice 17, immobili in costruzione, ecc.). Cosa indicare nel quadro B (righi B1-B11)Il quadro B si articola in due sezioni: la Sezione I (righi da B1 a B11) per i dati anagrafici e catastali di ciascun immobile, e la Sezione II per i dati relativi ai contratti di locazione. Vediamo i campi principali.Sezione I – Dati identificativi dell’immobileColonna 1 – Rendita catastale: si indica la rendita non rivalutata risultante dalla visura catastale; il sistema applica automaticamente la rivalutazione del 5%;Colonna 2 – Codice utilizzo: il dato piu importante; dipende dall’uso effettivo dell’immobile (vedi tabella sotto);Colonna 3 – Giorni di possesso: massimo 365; in caso di acquisto/vendita nell’anno si indicano i giorni effettivi;Colonna 4 – Percentuale di possesso: 100% se proprietario unico, quota effettiva in caso di comproprieta;Colonna 5 – Codice canone: indica il regime di tassazione del canone (cedolare 21%, 10%, IRPEF ordinaria, ecc.);Colonna 6 – Canone di locazione: per gli immobili dati in affitto, importo del canone annuale rapportato ai giorni e alla percentuale di possesso;Colonna 7 – Casi particolari: per immobili di interesse storico/artistico, immobili inagibili, ecc.;Colonne 8-12: continuazione, codice comune, abitazione principale, immobili antisismici, cedolare secca, esenzioni IMU.I codici utilizzo piu importantiCodiceSignificato1Abitazione principale2Immobile a disposizione (seconda casa non locata)3Immobile locato in regime di libero mercato (canone libero)4Canone concordato con cedolare secca5Pertinenza abitazione principale (box, cantina, soffitta)8Immobile locato in regime convenzionale (equo canone)9Altri usi (es. unita non utilizzata in attesa di destinazione)10Abitazione concessa in uso gratuito a familiare residente11Locazione parziale (parte affittata, parte abitata)12Immobile di interesse storico-artistico locato16Immobile situato in Comune colpito da calamita (esente)17Immobile rurale strumentale (esente IRPEF)18Immobile in Provincia di Trento o Bolzano soggetto a IMI/IMIS19Immobile esente per enti non commercialiAttenzione: per le locazioni brevi (durata fino a 30 giorni) c’e un trattamento dedicato; il codice utilizzo e il 3 (libero mercato) o, se si opta per la cedolare, il 4, ma il dato si combina con la sezione II e con il nuovo riquadro per il CIN (vedi paragrafo dedicato).Sezione II – Dati dei contratti di locazioneIn Sezione II vanno indicati gli estremi di registrazione del contratto (data, numero, serie, codice ufficio) o, in alternativa, gli estremi della denuncia/comunicazione presentata. Per gli affitti brevi sotto i 30 giorni la registrazione del contratto non e obbligatoria, ma resta l’obbligo di comunicazione di alloggiati alla Questura e l’indicazione del CIN nelle pubblicita e nei contratti. Novita CIN: il Codice Identificativo Nazionale per affitti brevi e turisticiLa principale novita che impatta il quadro B 730/2026 e l’obbligo del CIN – Codice Identificativo Nazionale, introdotto dall’art. 13-ter del DL 145/2023 (decreto Anticipi) e diventato pienamente operativo nel corso del 2025 dopo l’avvio della Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR) gestita dal Ministero del Turismo.Cos’e il CIN e a cosa serveIl CIN e un codice alfanumerico univoco assegnato a ciascuna unita immobiliare destinata a:Locazione per finalita turistiche (ai sensi della L. 431/1998);Locazioni brevi di durata non superiore a 30 giorni (DL 50/2017);Strutture ricettive turistiche alberghiere ed extralberghiere (B&B, agriturismi, affittacamere, case vacanza).Il codice deve essere esposto all’esterno dello stabile e indicato in tutti gli annunci pubblicitari (siti, portali OTA come Airbnb e Booking, social media) e nei contratti.Come ottenere il CINIl CIN si ottiene gratuitamente accedendo al portale BDSR del Ministero del Turismo (bdsr.ministeroturismo.gov.it) tramite SPID o CIE. Occorre inserire i dati catastali dell’immobile, i requisiti di sicurezza (estintori, rilevatori di gas e CO) e i dati del titolare. Il rilascio e immediato.Come si dichiara il CIN nel 730/2026Nel modello 730/2026, per gli immobili destinati a locazioni brevi (codice utilizzo 3 o 4) e necessario riportare il CIN nell’apposita colonna del quadro B, in corrispondenza dell’unita immobiliare interessata. La compilazione del campo CIN e obbligatoria: la sua mancanza puo far scattare i controlli automatici incrociati tra Agenzia delle Entrate e Banca dati strutture ricettive.Sanzioni per chi non rispetta gli obblighi CINMancata richiesta del CIN: sanzione amministrativa indicativamente da 800 a 8.000 euro per ciascuna struttura/immobile (l’importo varia in base alla dimensione della struttura – da verificare con il decreto attuativo aggiornato);Mancata esposizione del CIN all’esterno o nelle pubblicita: sanzione indicativamente da 500 a 5.000 euro per ciascuna inserzione/struttura;Affitti brevi senza CIN: in caso di accertamento, l’amministrazione puo procedere alla rimozione dell’annuncio dai portali e al recupero delle imposte.Per gli importi esatti delle sanzioni e le scadenze aggiornate, fare riferimento al sito ufficiale del Ministero del Turismo e all’Agenzia delle Entrate. Esclusioni dal quadro B: cosa NON va dichiaratoNon tutti gli immobili posseduti generano un reddito da dichiarare nel quadro B. Sono esclusi:Immobili in costruzione o in ristrutturazione: fino al termine dei lavori e all’accatastamento, non producono reddito imponibile (purche siano effettivamente non utilizzati);Immobili posseduti da societa di persone o di capitali nell’esercizio dell’attivita d’impresa (vanno nel quadro RB del modello Redditi PF/SC);Immobili oggetto di sequestro o confisca finche perdura il provvedimento;Fabbricati rurali strumentali (codice utilizzo 17): se rispettano i requisiti del DM 26/7/2012, sono esenti IRPEF perche il reddito e gia compreso in quello dominicale del terreno;Immobili esenti IMU/IRPEF a seguito di terremoti recenti (codice 16), nei Comuni indicati dalle ordinanze di Protezione civile;Immobili destinati esclusivamente all’esercizio del culto e relative pertinenze.Anche gli immobili totalmente inagibili o collabenti (categoria catastale F/2) non concorrono a formare reddito ma vanno comunque indicati con il codice 9 e l’opportuno codice “casi particolari”.IMU vs IRPEF: il principio di alternativitaUna delle regole piu importanti per la compilazione corretta del quadro B e il principio di alternativita IMU/IRPEF: dal 2014, l’IMU sostituisce l’IRPEF e relative addizionali su tutti gli immobili non locati. Vediamo gli scenari principali.Abitazione principaleCategoria non di lusso (A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7): esente IMU (regola generale) e esente IRPEF;Categoria di lusso (A/1, A/8, A/9): IMU dovuta con aliquota agevolata, IRPEF non dovuta sul reddito dell’abitazione (sostituita da IMU).Seconda casa non locataSe l’immobile e nello stesso Comune dell’abitazione principale: paga IMU + e dovuta IRPEF al 50% della rendita catastale rivalutata maggiorata di 1/3 (codice utilizzo 2). Se invece e in altro Comune: paga solo IMU, IRPEF non dovuta.Immobile locatoSe l’immobile e locato: si paga IMU e IRPEF (o cedolare secca) sul canone. L’alternativita non opera per gli immobili che producono reddito da locazione. Cedolare secca per le locazioni: aliquote 2026La cedolare secca e un regime sostitutivo opzionale che consente di tassare il canone di locazione con un’aliquota fissa, escludendolo dal reddito complessivo IRPEF. E spesso piu vantaggioso, soprattutto per chi ha aliquote IRPEF medio-alte. Le aliquote in vigore nel 2026 (per i redditi 2025) sono:Tipologia contrattoAliquotaCanone libero (4+4 anni)21%Canone concordato (3+2) in Comuni ad alta tensione abitativa10%Affitti brevi – primo immobile destinato a locazione breve21%Affitti brevi – dal secondo al quarto immobile26%Affitti brevi – oltre 4 immobili (attivita imprenditoriale)Non si applica la cedolare; obbligo P.IVAVantaggi cedolare secca: aliquota fissa indipendente dagli scaglioni IRPEF, esclusione del canone dal reddito complessivo (utile per ISEE e detrazioni), nessuna imposta di registro e di bollo annuale.Svantaggi: rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canone per la durata dell’opzione, perdita delle detrazioni per canoni di locazione (lato inquilino), e canone non concorre alla formazione del reddito utile per altre agevolazioni.L’opzione si esercita in dichiarazione barrando l’apposita casella in colonna “Cedolare secca” del quadro B (codice canone 3 per la cedolare 21%, codice 4 per il 10% concordato).Errori piu comuni da evitare nel quadro BDimenticare il CIN per gli immobili affittati con contratti di locazione breve: il sistema dei controlli automatizzati ora incrocia i dati con la BDSR;Confondere abitazione principale con prima casa: la “prima casa” e una nozione fiscale legata all’acquisto (agevolazioni 2%/4%); l'”abitazione principale” e la dimora abituale e residenza anagrafica del contribuente. Solo quest’ultima beneficia del codice 1;Errato calcolo del periodo di possesso in caso di compravendita: i giorni vanno calcolati dalla data del rogito (incluso il giorno per il venditore o per l’acquirente, mai entrambi);Mancata indicazione di immobili posseduti per pochi mesi: anche un immobile ereditato a novembre o acquistato a dicembre va dichiarato con i giorni effettivi;Errore sulla percentuale di possesso in caso di comproprieta: ogni comproprietario dichiara solo la propria quota;Omessa indicazione delle pertinenze (codice 5): box, cantina, soffitta vanno indicati separatamente con il loro identificativo catastale;Cedolare secca dichiarata male: non basta barrare la casella, serve aver inviato il modello RLI all’Agenzia delle Entrate alla registrazione del contratto. Compila il quadro B con il CAF Centro Fiscale di UdineCompilare il quadro B in autonomia puo essere rischioso: tra codici utilizzo, novita CIN, scelte di cedolare secca e principio di alternativita IMU/IRPEF, e facile commettere errori che si traducono in sanzioni o accertamenti. Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori si occupano di tutto, dal controllo delle visure catastali all’invio telematico del 730.Documenti necessari per il quadro BVisure catastali aggiornate di tutti gli immobili posseduti (anche pertinenze);Atti di acquisto/vendita intervenuti nel 2025;Atti di successione o donazione ricevuti nel 2025;Contratti di locazione registrati e relative ricevute di pagamento dell’imposta di registro (per chi non ha optato per la cedolare);Eventuali contratti di locazione breve e codice CIN assegnato all’immobile;F24 IMU pagati nel 2025 (acconto giugno + saldo dicembre);Modello RLI presentato all’Agenzia delle Entrate per l’opzione cedolare secca (se applicabile).Vantaggi del CAF Centro FiscaleVisto di conformita: ti garantiamo la correttezza formale della dichiarazione e ci assumiamo la responsabilita fiscale verso l’Agenzia delle Entrate;Controllo incrociato dei dati catastali con quanto comunicato dall’Agenzia;Assistenza per il CIN: ti aiutiamo a richiederlo e a gestirlo correttamente in dichiarazione;Calcolo della convenienza tra cedolare secca e IRPEF ordinaria;Rispetto delle scadenze: il 730/2026 va inviato entro il 30 settembre 2026.Prenota l’appuntamento per il tuo 730/2026Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste passo passo nella compilazione del modello 730/2026, anche per i casi piu complessi del quadro B (affitti brevi, CIN, cedolare secca, immobili in comproprieta).Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineTelefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Servizio dedicato: Modello 730 Dichiarazione dei Redditi📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ)Devo dichiarare la prima casa nel quadro B del 730/2026?Si, l’abitazione principale (con codice utilizzo 1) e relative pertinenze (codice 5) vanno indicate, ma se non e di lusso (categorie A/1, A/8, A/9) il reddito e azzerato grazie alla deduzione equivalente alla rendita rivalutata. Resta comunque un’indicazione obbligatoria per il quadro complessivo del patrimonio.Cos’e il CIN e quando va indicato nel 730/2026?Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) e il codice univoco assegnato dal Ministero del Turismo a ogni unita immobiliare destinata a locazione breve, locazione turistica o struttura ricettiva. Va indicato nel quadro B del 730/2026 in corrispondenza dell’immobile interessato, accanto al codice utilizzo 3 o 4.Posso usare la cedolare secca anche per gli affitti brevi?Si, ma con un’avvertenza: dal 2024 la cedolare e al 21% solo per il primo immobile destinato a locazione breve, mentre dal secondo al quarto sale al 26%. Oltre 4 immobili l’attivita si presume imprenditoriale e occorre aprire la partita IVA, perdendo l’accesso al regime agevolato.Cosa succede se dimentico un immobile nel quadro B?L’omissione e sanabile con il 730 integrativo entro il 25 ottobre, oppure con il modello Redditi PF correttivo o integrativo. Se l’errore viene rilevato dall’Agenzia, scattano sanzioni dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta, riducibili con il ravvedimento operoso.Gli immobili in ristrutturazione vanno dichiarati nel quadro B?No, non producono reddito imponibile durante i lavori, purche risultino effettivamente non utilizzati e i lavori siano regolarmente comunicati al Comune. Vanno comunque indicati con il codice 9 (altri usi) o segnalati come immobili in costruzione (codice F/3 o F/4 in catasto).L’IMU e alternativa all’IRPEF su tutti gli immobili?No, l’alternativita opera solo sugli immobili non locati. Sugli immobili affittati si paga sia IMU sia IRPEF (o cedolare). C’e poi l’eccezione delle seconde case nello stesso Comune dell’abitazione principale: pagano IMU + 50% IRPEF su rendita maggiorata di 1/3.Entro quando devo presentare il 730/2026?Il termine ordinario per il 730/2026 e il 30 settembre 2026. Per il modello Redditi PF (richiesto se hai redditi non compatibili con il 730) il termine e il 31 ottobre 2026. Prenota per tempo l’appuntamento al CAF per evitare le code di settembre.Approfondisci sul nostro blogRimborso 730 Pensionati 2026: quando arriva sulla pensioneServizio Modello 730 Dichiarazione dei Redditi – CAF UdineIMU 2026 Pensionati: acconto giugno, esenzioni e casi particolariIscriviti alla newsletter del CAF Centro FiscaleRicevi ogni mese aggiornamenti su scadenze fiscali, novita 730, IMU, pensioni e patronato. Niente spam, solo informazioni utili.Iscriviti gratis alla newsletterMaggio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-01 06:50:092026-05-31 10:11:42Modello 730/2026: Quadro B Fabbricati e Novita CIN per Affitti Brevi
CAFScadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo 730, IVA, IMU e Contributi INPSIl mese di giugno 2026 è uno dei più impegnativi dell’anno fiscale italiano. Con la prima rata IMU in scadenza il 16 giugno, il saldo IRPEF e il primo acconto entro il 30 giugno, le ritenute su lavoro dipendente e autonomo, i contributi INPS e la prosecuzione dell’invio del Modello 730, i contribuenti devono pianificare con attenzione ogni adempimento per evitare sanzioni e maggiorazioni.In questa guida completa, aggiornata alle disposizioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, troverai il calendario dettagliato di tutte le scadenze fiscali di giugno 2026, con indicazioni pratiche su importi, codici tributo F24 e modalità di pagamento. Se hai perso le scadenze del mese precedente, puoi consultare anche il nostro articolo sulle scadenze fiscali di maggio 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. Indice dei contenutiCalendario completo scadenze giugno 2026IMU prima rata: acconto 16 giugno 2026IRPEF, ritenute e addizionali: 16 giugnoIVA mensile maggio: versamento 16 giugnoContributi INPS giugno 2026Contributi colf e badanti: 10 giugnoSaldo IRPEF e primo acconto: 30 giugnoDichiarazione IMU: 30 giugnoDiritto annuale Camera di CommercioModello 730: perché conviene inviarlo entro giugnoLIPE primo trimestre: scadenza e sanzioniCome evitare sanzioni: il ravvedimento operosoFAQ – Domande frequentiCalendario completo scadenze fiscali giugno 2026Ecco il calendario dettagliato di tutte le principali scadenze fiscali di giugno 2026, organizzato giorno per giorno secondo lo Scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Giugno è un mese particolarmente denso di adempimenti: dal versamento dell’IMU alle imposte sui redditi, dalle ritenute ai contributi previdenziali.DataAdempimentoChi deve adempiereCodice Tributo10 giugnoContributi colf, badanti e lavoratori domestici (2a rata trimestrale)Datori di lavoro domesticoMAV/PagoPA INPS16 giugnoIMU – Prima rata (acconto)Proprietari di immobili (esclusa abitazione principale non di lusso)3912-3916-3918-392516 giugnoIRPEF ritenute lavoro dipendente e assimilati (maggio)Sostituti d’imposta (datori di lavoro)100116 giugnoIRPEF ritenute lavoro autonomo e provvigioni (maggio)Sostituti d’imposta104016 giugnoAddizionali regionali e comunali IRPEF (rata mensile)Sostituti d’imposta3802-384816 giugnoIVA mensile – Liquidazione maggioContribuenti IVA mensili600516 giugnoContributi INPS gestione separata (committenti, maggio)Committenti e collaboratoriCXX16 giugnoINPS contributi dipendenti (maggio)Datori di lavoroDM10/UniEmens25 giugnoINTRASTAT mensile (operazioni maggio)Operatori intracomunitari mensili–30 giugnoSaldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026Persone fisiche, soci di società di persone4001 (saldo) – 4033 (acconto)30 giugnoSaldo IRAP 2025 e primo acconto IRAP 2026Soggetti IRAP (imprese, professionisti)3800 (saldo) – 3812 (acconto)30 giugnoSaldo e primo acconto imposta sostitutiva forfettariContribuenti regime forfettario1792 (saldo) – 1790 (acconto)30 giugnoContributi INPS artigiani e commercianti (saldo + 1° acconto)Artigiani, commercianti, forfettariDa Redditi PF30 giugnoContributi INPS gestione separata (saldo + 1° acconto)Professionisti senza cassaDa Redditi PF30 giugnoDichiarazione IMU per variazioni anno 2025Proprietari con variazioni immobiliari–30 giugnoDiritto annuale Camera di CommercioImprese iscritte al Registro Imprese385030 giugnoImposta di bollo fatture elettroniche (1° trimestre, se > 5.000 euro)Soggetti IVA con fattura elettronica2521Nota importante: quando la scadenza cade di sabato o domenica, il termine viene automaticamente prorogato al primo giorno lavorativo successivo. Nel 2026 il 16 giugno cade di martedì e il 30 giugno di martedì, quindi non ci sono proroghe automatiche. IMU prima rata 2026: acconto entro il 16 giugnoLa scadenza più attesa di giugno è senza dubbio l’IMU – Imposta Municipale Unica. Il 16 giugno 2026 scade il termine per il versamento della prima rata (acconto), pari al 50% dell’imposta dovuta per l’intero anno, calcolata sulle aliquote dell’anno precedente.Chi deve pagare l’IMUL’IMU è dovuta da proprietari, titolari di diritti reali (usufrutto, uso, abitazione, superficie) e locatari finanziari su:Seconde case e immobili diversi dall’abitazione principaleAbitazioni principali di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9)Terreni agricoli (con eccezioni per zone montane e collinari)Aree fabbricabiliImmobili commerciali, capannoni, ufficiEsenzione abitazione principale: l’abitazione principale non di lusso (categorie da A/2 ad A/7) e le relative pertinenze (una per ciascuna categoria C/2, C/6, C/7) sono esenti dall’IMU. Questo significa che se possiedi solo la casa dove vivi, non devi pagare nulla.Come si calcola l’acconto IMUL’acconto IMU si calcola con questa formula:Rendita catastale + 5% rivalutazione x moltiplicatore catastale x aliquota comunale / 2 = Acconto IMUFacciamo un esempio pratico: supponiamo che Mario possieda una seconda casa a Udine con rendita catastale di 500 euro, categoria A/3. Il calcolo sarà:Rendita rivalutata: 500 + 5% = 525 euroBase imponibile: 525 x 160 (moltiplicatore per cat. A) = 84.000 euroIMU annua: 84.000 x 10,6 per mille (aliquota ordinaria) = 890,40 euroAcconto 16 giugno: 890,40 / 2 = 445,20 euroCodici tributo F24 per l’IMUCodice TributoTipologia immobile3912Abitazione principale di lusso e pertinenze (A/1, A/8, A/9)3916Aree fabbricabili3918Altri fabbricati (seconde case, uffici, negozi)3925Immobili categoria D – Quota Stato3930Immobili categoria D – Quota Comune (incremento)3914Terreni agricoliIl versamento si effettua tramite Modello F24, compilando la sezione “IMU e altri tributi locali” con il codice del Comune di ubicazione dell’immobile. È possibile pagare in banca, ufficio postale, oppure online tramite il servizio F24 web dell’Agenzia delle Entrate. IRPEF, ritenute e addizionali: scadenza 16 giugnoIl 16 giugno 2026 è anche la data in cui i sostituti d’imposta (datori di lavoro, aziende, professionisti che pagano collaboratori) devono versare le ritenute operate nel mese di maggio. Si tratta di un adempimento mensile che riguarda milioni di imprese e professionisti.Ritenute da versare entro il 16 giugnoIRPEF ritenute lavoro dipendente (codice tributo 1001): trattenute sugli stipendi di maggioIRPEF ritenute lavoro autonomo (codice tributo 1040): ritenute d’acconto su compensi a professionistiIRPEF ritenute su provvigioni (codice tributo 1040): per agenti e rappresentantiAddizionali regionali IRPEF (codice tributo 3802): rata mensile dell’addizionale regionaleAddizionali comunali IRPEF (codice tributo 3848): rata mensile dell’addizionale comunale in accontoTutti i versamenti si effettuano con Modello F24 telematico. I datori di lavoro con più di 15 dipendenti sono obbligati alla presentazione telematica tramite Entratel o Fisconline. IVA mensile maggio: versamento entro il 16 giugnoI contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare entro il 16 giugno l’IVA risultante dalla liquidazione relativa al mese di maggio 2026. Il codice tributo da utilizzare nel Modello F24 è il 6005 (IVA versamento mensile – maggio).Sono obbligati alla liquidazione mensile dell’IVA i soggetti che nell’anno precedente hanno realizzato un volume d’affari superiore a 400.000 euro (per attività di servizi) o 800.000 euro (per altre attività). Chi si trova sotto queste soglie, di norma, liquida l’IVA trimestralmente.I contribuenti in regime forfettario sono invece esenti dalla liquidazione IVA: non addebitano IVA in fattura e non devono effettuare alcun versamento periodico. Contributi INPS giugno 2026Il mese di giugno prevede diverse scadenze per i contributi previdenziali INPS, che variano in base alla tipologia di lavoratore e alla gestione di appartenenza.16 giugno: contributi dipendenti e gestione separata (mensili)Contributi INPS dipendenti: i datori di lavoro versano tramite modello DM10/UniEmens i contributi relativi agli stipendi di maggioContributi gestione separata (committenti): le aziende che si avvalgono di collaboratori coordinati e continuativi versano la quota di contributi gestione separata del mese di maggio30 giugno: saldo e primo acconto artigiani, commercianti e gestione separataI contribuenti che presentano il Modello Redditi PF devono versare entro il 30 giugno:Saldo contributi INPS 2025 (eccedenza minimo per artigiani/commercianti, saldo gestione separata)Primo acconto contributi 2026 (pari al 40% del totale dovuto per l’anno)Questo vale per artigiani, commercianti e professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata INPS. Chi opera in regime forfettario può beneficiare della riduzione contributiva del 35%, ma deve aver presentato apposita domanda all’INPS. Contributi colf e badanti: scadenza 10 giugnoI datori di lavoro domestico (famiglie che impiegano colf, badanti, babysitter, assistenti familiari) devono versare entro il 10 giugno 2026 la seconda rata trimestrale dei contributi previdenziali INPS, relativa al periodo aprile-maggio-giugno 2026.Il pagamento si effettua tramite bollettino MAV o PagoPA, disponibili nel portale INPS sezione “Lavoratori domestici”. In alternativa, è possibile utilizzare l’app IO o i canali bancari abilitati a PagoPA. Per una guida completa su come gestire il rapporto di lavoro domestico, consulta il nostro approfondimento dedicato.Importo indicativo: i contributi per colf e badanti variano in base alla retribuzione oraria effettiva e al numero di ore lavorate. Per una badante convivente con retribuzione di circa 7,50 euro/ora, i contributi trimestrali si aggirano intorno a 300-400 euro.Saldo IRPEF e primo acconto: la grande scadenza del 30 giugnoIl 30 giugno 2026 è una delle date più importanti dell’anno fiscale: entro questo termine scade il versamento del saldo IRPEF 2025 e del primo acconto IRPEF 2026 per tutti i contribuenti che presentano il Modello Redditi PF. Questa scadenza riguarda partite IVA, liberi professionisti, imprenditori individuali e chiunque abbia redditi non soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta.Come si calcola il saldo e l’accontoSaldo IRPEF 2025 (codice tributo 4001): differenza tra l’imposta dovuta per il 2025 e quanto già versato con gli acconti durante l’annoPrimo acconto IRPEF 2026 (codice tributo 4033): pari al 40% dell’acconto totale dovuto (che è il 100% dell’IRPEF dell’anno precedente se superiore a 51,65 euro)Differimento al 30 luglio con maggiorazione 0,40%Chi non riesce a rispettare la scadenza del 30 giugno può versare entro il 30 luglio 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto a titolo di interesse. Ad esempio, su un saldo di 1.000 euro, la maggiorazione sarà di soli 4 euro. È un’opzione utile per chi ha bisogno di qualche settimana in più per organizzare la liquidità.Esempio pratico: Lucia, freelance con partita IVA forfettaria, ha un saldo imposta sostitutiva 2025 di 2.500 euro e un primo acconto 2026 di 1.200 euro. Se paga entro il 30 giugno, versa 3.700 euro. Se paga entro il 30 luglio, versa 3.700 + 14,80 (0,40%) = 3.714,80 euro. Dichiarazione IMU: scadenza 30 giugnoOltre al versamento dell’acconto, il 30 giugno 2026 è anche il termine per la presentazione della dichiarazione IMU relativa alle variazioni avvenute nel corso del 2025. La dichiarazione IMU non va confusa con il pagamento: serve a comunicare al Comune le variazioni che incidono sul calcolo dell’imposta.Quando è obbligatoria la dichiarazione IMULa dichiarazione IMU va presentata quando nel corso dell’anno precedente si sono verificate variazioni non conoscibili dal Comune attraverso le banche dati catastali, ad esempio:Immobili che hanno acquisito o perso il diritto all’esenzione (es. cambio di residenza)Immobili concessi in comodato d’uso gratuito a parenti in linea retta (riduzione 50%)Immobili inagibili o inabitabiliAree diventate fabbricabiliImmobili di interesse storico/artisticoVariazioni di quote di possesso tra comproprietariLa dichiarazione si presenta al Comune dove si trova l’immobile, utilizzando il modello ministeriale approvato con decreto del MEF. La presentazione può avvenire in forma cartacea, raccomandata o tramite PEC.Diritto annuale Camera di Commercio: 30 giugnoLe imprese iscritte al Registro delle Imprese devono versare entro il 30 giugno 2026 il diritto annuale alla Camera di Commercio di competenza. Il pagamento si effettua tramite Modello F24 con il codice tributo 3850.L’importo varia in base alla forma giuridica e al fatturato dell’impresa:Imprese individuali: importo fisso di circa 53 euro (per la sede) + 11 euro per ogni unità localeSocietà di persone: importo variabile in base al fatturato, con un minimo di circa 120 euroSocietà di capitali: calcolato in base al fatturato con aliquote progressiveAnche per il diritto camerale vale la possibilità di differimento al 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%, in quanto il versamento segue le stesse tempistiche delle imposte sui redditi. Modello 730: perché conviene inviarlo entro giugnoAnche se la scadenza ufficiale del 730 precompilato 2026 è fissata al 30 settembre 2026, conviene inviare la dichiarazione entro la fine di giugno per un motivo molto pratico: il rimborso IRPEF in busta paga.L’Agenzia delle Entrate elabora le dichiarazioni in ordine di arrivo. Chi invia il 730 entro giugno riceve il rimborso generalmente nella busta paga di luglio o agosto. Chi invia a settembre potrebbe ricevere il rimborso solo a ottobre o novembre.Date chiave per il 730/202630 aprile 2026: disponibilità 730 precompilato online20 maggio 2026: inizio invio 730 precompilatoEntro giugno: invio consigliato per rimborso rapido30 settembre 2026: termine ultimo per l’invioSe hai dubbi su detrazioni fiscali e documenti da presentare, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e nell’invio del Modello 730, verificando che tutte le spese detraibili siano correttamente inserite.LIPE primo trimestre: scadenza e sanzioniLa Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) relativa al primo trimestre 2026 (gennaio-febbraio-marzo) ha scadenza il 31 maggio. Se non è stata inviata in tempo, giugno è il mese per regolarizzare la posizione con il ravvedimento operoso.Sanzioni per ritardo LIPESanzione base: da 500 a 2.000 euro per ogni comunicazione omessa o errataRavvedimento entro 15 giorni: sanzione ridotta a 1/10 = 50 euroRavvedimento entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9 = circa 55,56 euroRavvedimento entro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8 = 62,50 euroSe la LIPE viene corretta spontaneamente entro 15 giorni dalla scadenza originale, la sanzione è dimezzata a 250 euro (prima dell’applicazione delle riduzioni da ravvedimento). Conviene quindi regolarizzare il prima possibile per minimizzare l’importo. Come evitare sanzioni: il ravvedimento operosoSe hai dimenticato una scadenza fiscale o non sei riuscito a pagare in tempo, il ravvedimento operoso è lo strumento che ti permette di regolarizzare la tua posizione pagando sanzioni ridotte. È una delle agevolazioni più importanti del sistema fiscale italiano: più tempestivo è il pagamento, minore sarà la sanzione.Riduzioni delle sanzioni con ravvedimentoTempisticaRiduzione sanzioneSanzione effettivaEntro 14 giorni (ravvedimento sprint)1/15 al giorno0,1% per ogni giorno di ritardoEntro 30 giorni (ravvedimento breve)1/10 del minimo1,5% dell’impostaEntro 90 giorni (ravvedimento intermedio)1/9 del minimo1,67% dell’impostaEntro 1 anno (ravvedimento lungo)1/8 del minimo3,75% dell’impostaEntro 2 anni1/7 del minimo4,29% dell’impostaOltre 2 anni1/6 del minimo5% dell’impostaEsempio pratico: hai dimenticato di pagare l’acconto IMU di 500 euro il 16 giugno. Se paghi entro il 16 luglio (30 giorni), la sanzione sarà 500 x 1,5% = 7,50 euro, più gli interessi legali. Un costo minimo rispetto alle sanzioni piene che possono arrivare al 30% dell’importo.Per calcolare correttamente il ravvedimento operoso e compilare il Modello F24 con i codici tributo appropriati, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori ti aiuteranno a regolarizzare la posizione nel modo più conveniente possibile.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.FAQ – Domande frequenti sulle scadenze fiscali di giugno 2026Quando scade l’IMU prima rata 2026?La prima rata IMU 2026 (acconto) scade il 16 giugno 2026. Si versa il 50% dell’imposta annua calcolata sulle aliquote dell’anno precedente, tramite Modello F24.Posso pagare le imposte del 30 giugno in ritardo?Sì, puoi versare il saldo IRPEF e il primo acconto entro il 30 luglio 2026 applicando una maggiorazione dello 0,40%. Oltre il 30 luglio, si applica il ravvedimento operoso con sanzioni crescenti.Chi è esente dall’IMU sulla prima casa?L’abitazione principale non di lusso (categorie catastali da A/2 ad A/7) e le relative pertinenze (una per ciascuna categoria C/2, C/6, C/7) sono esenti dall’IMU. Pagano solo le abitazioni di lusso (A/1, A/8, A/9).Quando conviene inviare il 730?Conviene inviare il 730 precompilato entro la fine di giugno per ricevere il rimborso IRPEF nella busta paga di luglio-agosto. La scadenza ufficiale è il 30 settembre, ma chi aspetta riceve il rimborso più tardi.Cosa succede se non pago i contributi della colf entro il 10 giugno?In caso di ritardo nel pagamento dei contributi per colf e badanti, si applicano sanzioni civili (interessi di mora) e una sanzione dal 30% al 60% dei contributi non versati. È possibile regolarizzare con ravvedimento operoso entro termini ragionevoli.I forfettari devono pagare qualcosa il 30 giugno?Sì, i contribuenti in regime forfettario devono versare entro il 30 giugno il saldo dell’imposta sostitutiva 2025 (codice tributo 1792) e il primo acconto 2026 (codice tributo 1790), oltre ai contributi INPS (saldo + primo acconto) alla gestione commercianti o separata. Hai bisogno di assistenza per le scadenze fiscali?Le scadenze di giugno sono tante e complesse: IMU, IRPEF, IVA, contributi INPS, dichiarazione IMU. Non rischiare sanzioni per una dimenticanza. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a rispettare tutti gli adempimenti, calcolare gli importi corretti e compilare i Modelli F24.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 14:00:002026-05-31 17:59:57Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo 730, IVA, IMU e Contributi INPS
CAFRimborso Eccedenze Cedolare Secca nel Modello 730: Come Funziona e Quando SpettaQuando si opta per la cedolare secca sugli affitti, si sceglie un regime fiscale semplificato che prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva del 21% (o 10% per contratti a canone concordato) in luogo dell’IRPEF ordinaria. Ma cosa succede quando l’imposta versata tramite acconti risulta superiore a quella effettivamente dovuta? In questo caso si genera un’eccedenza di cedolare secca, che il contribuente ha diritto di recuperare tramite rimborso o compensazione nel Modello 730.Questa situazione è più frequente di quanto si pensi: basti pensare a chi ha cessato anticipatamente il contratto di locazione, riducendo i canoni incassati rispetto alle previsioni, oppure a chi ha versato acconti calcolati su redditi sovrastimati. In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine, vediamo nel dettaglio quando si genera un’eccedenza di cedolare secca, come recuperarla nel 730/2026, quali righi compilare, i tempi di rimborso e tutti i casi pratici con esempi di calcolo.Scoprirai anche le differenze tra credito cedolare e credito IRPEF, le modalità di utilizzo del credito e le verifiche da effettuare per evitare errori che potrebbero ritardare il rimborso o generare contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è la cedolare secca e come funzionaQuando si genera un’eccedenza di cedolare seccaCome calcolare l’eccedenza di cedolare seccaQuali righi del 730 compilare per recuperare l’eccedenzaRimborso o compensazione: quale scegliereTempi di rimborso dell’eccedenza cedolare seccaEsempi pratici di calcolo eccedenzeDifferenze tra credito cedolare e credito IRPEFErrori comuni da evitareDomande FrequentiCos’è la cedolare secca e come funzionaLa cedolare secca è un regime fiscale opzionale riservato ai proprietari di immobili ad uso abitativo che concedono l’immobile in locazione a persone fisiche per destinazione abitativa. Si tratta di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, delle addizionali regionali e comunali, dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo, che ordinariamente andrebbero pagate sul contratto di affitto.L’aliquota della cedolare secca può essere del 21% per i contratti a canone libero, oppure del 10% per i contratti a canone concordato (stipulati nei comuni ad alta densità abitativa secondo gli accordi territoriali). L’opzione per la cedolare secca va esercitata al momento della registrazione del contratto di locazione oppure, per i contratti già in corso, in sede di proroga o al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi.Una volta esercitata l’opzione, il canone di locazione annuo viene moltiplicato per l’aliquota applicabile (21% o 10%) per determinare l’imposta dovuta. Questa imposta si paga attraverso due modalità:Saldo: a conguaglio in sede di dichiarazione dei redditi, entro le scadenze del 730 o del Modello RedditiAcconti: versamenti anticipati calcolati in base all’imposta dell’anno precedente, da effettuare entro il 30 giugno (primo acconto, pari al 40% del dovuto) e il 30 novembre (secondo acconto, pari al 60% del dovuto)È proprio il meccanismo degli acconti a generare, in alcuni casi, le eccedenze di cedolare secca. Se gli acconti versati risultano superiori all’imposta effettivamente dovuta per l’anno di riferimento, il contribuente ha diritto al rimborso dell’eccedenza o alla sua compensazione con altri debiti fiscali. Quando si genera un’eccedenza di cedolare seccaUn’eccedenza di cedolare secca si verifica quando l’ammontare delle imposte già versate (tramite acconti o ritenute) risulta superiore all’imposta effettivamente dovuta per l’anno d’imposta considerato. Questa situazione può verificarsi in diversi scenari, che è importante conoscere per prevenire o gestire correttamente il credito maturato.Casi più frequenti di eccedenza cedolare secca1. Cessazione anticipata del contratto di locazioneIl caso più comune è quello del contratto di affitto risolto anticipatamente. Supponiamo che Mario abbia un immobile locato a 12.000 euro annui (1.000 euro al mese) con cedolare secca al 21%. A giugno 2025 ha versato il primo acconto di 1.008 euro (40% di 2.520 euro, l’imposta dell’anno precedente). Tuttavia, il contratto viene disdetto dal conduttore a fine agosto 2025, per cui Mario incassa solo 8 mensilità (8.000 euro). L’imposta effettivamente dovuta per il 2025 è quindi 1.680 euro (21% di 8.000), ma Mario ha già versato 1.008 euro di acconto. Se avesse versato anche il secondo acconto a novembre (1.512 euro), avrebbe un’eccedenza significativa da recuperare.2. Riduzione del canone concordatoUn altro scenario tipico riguarda i contratti a canone concordato, soggetti a cedolare al 10%. Se il proprietario, per mantenere il conduttore o per difficoltà di mercato, accetta di ridurre il canone rispetto all’anno precedente, gli acconti calcolati sul canone originario risulteranno eccessivi, generando un’eccedenza.3. Immobile sfitto per parte dell’annoSe l’immobile resta sfitto per alcuni mesi dell’anno (ad esempio tra la fine di un contratto e l’inizio del successivo), i canoni effettivamente percepiti saranno inferiori a quelli previsti per l’intero anno, ma gli acconti potrebbero essere stati calcolati sull’intero canone annuale previsto.4. Errore di calcolo degli accontiIn alcuni casi, l’eccedenza nasce da un errore di calcolo degli acconti da parte del contribuente o del CAF, che ha sovrastimato l’imposta dovuta. Questo può accadere quando si applica erroneamente l’aliquota del 21% invece del 10% (o viceversa), oppure quando si include nel calcolo un immobile che invece non è più locato.5. Passaggio da regime ordinario a cedolare seccaUn caso particolare si verifica quando il contribuente passa dal regime ordinario IRPEF alla cedolare secca in corso d’anno. In questo caso, se aveva già versato acconti IRPEF sui redditi da locazione, potrebbe ritrovarsi con un’eccedenza IRPEF da compensare (o eventualmente un minor debito cedolare). Come calcolare l’eccedenza di cedolare seccaIl calcolo dell’eccedenza di cedolare secca richiede di confrontare l’imposta dovuta per l’anno di riferimento con le somme già versate a titolo di acconto. La formula è semplice:Eccedenza = Acconti versati – Imposta dovutaVediamo i passaggi nel dettaglio:Step 1: Calcolare l’imposta dovuta per l’anno 2025L’imposta dovuta si calcola applicando l’aliquota della cedolare secca (21% o 10%) al canone di locazione effettivamente percepito nell’anno 2025. È importante considerare solo i canoni effettivamente incassati (o maturati, in base al principio di cassa), escludendo eventuali mensilità non pagate dal conduttore.Formula:Imposta dovuta = Canone annuo percepito × Aliquota (21% o 10%)Esempio:Canone mensile: 800 euroMesi di locazione nel 2025: 10 mesi (da gennaio a ottobre, poi disdetta)Canone annuo percepito: 800 × 10 = 8.000 euroAliquota cedolare: 21%Imposta dovuta = 8.000 × 21% = 1.680 euroStep 2: Sommare gli acconti versati nel 2025Gli acconti cedolare secca per l’anno 2025 si compongono di due rate:Primo acconto: 40% dell’imposta dovuta nell’anno precedente (2024), versato entro il 30 giugno 2025 (o 30 luglio con maggiorazione 0,4%)Secondo acconto: 60% dell’imposta dovuta nell’anno precedente (2024), versato entro il 30 novembre 2025Esempio:Imposta cedolare 2024: 2.520 euroPrimo acconto 2025 (40%): 2.520 × 40% = 1.008 euro (versato a giugno 2025)Secondo acconto 2025 (60%): 2.520 × 60% = 1.512 euro (versato a novembre 2025)Totale acconti versati = 1.008 + 1.512 = 2.520 euroStep 3: Calcolare l’eccedenzaA questo punto, confrontiamo gli acconti versati con l’imposta effettivamente dovuta:Eccedenza = 2.520 euro (acconti) – 1.680 euro (imposta dovuta) = 840 euroQuesto importo di 840 euro rappresenta il credito di cedolare secca che il contribuente può recuperare tramite il Modello 730/2026, richiedendo il rimborso in busta paga o sulla pensione, oppure utilizzandolo in compensazione con altri debiti fiscali (F24).È fondamentale conservare tutta la documentazione che giustifica il calcolo: contratto di locazione, disdetta, ricevute di pagamento dei canoni, F24 di versamento degli acconti. Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua questi calcoli in modo preciso, verificando ogni dato e garantendo la corretta compilazione del 730. Quali righi del 730 compilare per recuperare l’eccedenzaPer recuperare l’eccedenza di cedolare secca tramite il Modello 730/2026, è necessario compilare correttamente i righi specifici dedicati ai redditi da locazione e al calcolo dell’imposta sostitutiva. La corretta compilazione garantisce che il credito venga riconosciuto dall’Agenzia delle Entrate e rimborsato nei tempi previsti.Quadro B – Redditi dei fabbricatiIl Quadro B del 730 è dedicato ai redditi fondiari, cioè ai redditi derivanti dal possesso di terreni e fabbricati. Per gli immobili concessi in locazione con opzione per la cedolare secca, devi compilare:Colonna 1: Tipologia del reddito (codice “2” per immobili locati)Colonna 2: Utilizzo (lasciare in bianco se l’immobile è locato)Colonna 3: Percentuale di possessoColonna 4: Codice canone (codice “3” per cedolare secca al 21%, codice “4” per cedolare secca al 10%)Colonna 6: Canone di locazione annuo effettivamente percepitoColonna 8: Numero di giorni di locazione nell’anno (per contratti non annuali)Attenzione: Nel rigo B6, se hai optato per la cedolare secca, non devi indicare la rendita catastale, ma solo il canone di locazione nella colonna 6. La rendita catastale va indicata solo se l’immobile è soggetto a tassazione ordinaria IRPEF.Sezione II del Quadro B – Dati relativi ai contratti di locazioneNella Sezione II del Quadro B devi fornire ulteriori dettagli sul contratto di locazione:Rigo B8: Estremi di registrazione del contratto (ufficio, anno, serie, numero, sottonumero)Rigo B9: Continuazione dell’indicazione dei dati catastali (se più immobili)Rigo B10: Indicazione del codice fiscale del conduttore (se richiesto)Quadro F – Acconti, ritenute e eccedenzeIl Quadro F è fondamentale per il recupero dell’eccedenza. In questa sezione vanno indicati tutti gli acconti versati e le ritenute subite, nonché eventuali eccedenze risultanti dalla precedente dichiarazione. I righi principali sono:Rigo F4: Acconti cedolare secca versati (primo e secondo acconto)Colonna 1: Totale acconti cedolare secca versati per il 2025Colonna 2: Eventuale eccedenza di cedolare secca risultante dal 730/2025 (anno precedente)Esempio pratico:Se hai versato 2.520 euro di acconti cedolare nel 2025 (1.008 + 1.512), indicherai 2.520 euro nella colonna 1 del rigo F4. Se inoltre hai un’eccedenza dell’anno precedente (2024) pari a 300 euro, indicherai 300 euro nella colonna 2.Rigo F6 – Calcolo dell’eccedenza e scelta del rimborsoNel rigo F6 il programma del 730 calcola automaticamente se hai diritto a un rimborso o se devi effettuare un versamento a saldo. Se risulta un’eccedenza, devi indicare come intendi utilizzarla:Casella “Rimborso”: spuntare se vuoi ricevere il rimborso direttamente in busta paga o sulla pensione (opzione consigliata per lavoratori dipendenti e pensionati)Casella “Utilizzo in compensazione”: spuntare se preferisci utilizzare il credito in compensazione orizzontale tramite F24 (ad esempio per pagare IMU, TARI, contributi INPS)Attenzione: La scelta tra rimborso e compensazione è vincolante. Una volta presentato il 730, non puoi modificarla. Valuta bene quale opzione è più conveniente per te: il rimborso è immediato (entro luglio-agosto), mentre la compensazione richiede l’utilizzo tramite F24 entro i termini di legge (16 del mese successivo alla scadenza del tributo da pagare).Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione di tutti questi righi, verificando la correttezza dei dati e suggerendoti la scelta più conveniente tra rimborso e compensazione in base alla tua situazione fiscale complessiva. Rimborso o compensazione: quale scegliereQuando risulta un’eccedenza di cedolare secca dal Modello 730, il contribuente può scegliere tra due modalità di recupero del credito maturato: il rimborso diretto oppure l’utilizzo in compensazione. La scelta dipende dalla propria situazione fiscale, dalla presenza di altri debiti tributari e dai tempi di recupero desiderati.Rimborso diretto in busta paga o sulla pensioneIl rimborso diretto è la modalità più semplice e immediata per recuperare l’eccedenza di cedolare secca, ed è riservata a chi presenta il 730 con sostituto d’imposta (lavoratori dipendenti, pensionati, percettori di NASPI o altri redditi assimilati). In questo caso, il datore di lavoro o l’ente pensionistico provvede a erogare il rimborso direttamente nella busta paga di luglio o agosto 2026 (o nel cedolino della pensione dello stesso periodo).Vantaggi del rimborso:Tempistica rapida: il rimborso arriva entro 2-3 mesi dalla presentazione del 730Nessun adempimento aggiuntivo: non devi fare nulla, il sostituto d’imposta provvede automaticamenteLiquidità immediata: ricevi il denaro direttamente sul conto corrente (se la busta paga è accreditata) o in contanti (se ritiri il cedolino)Svantaggi del rimborso:Non utilizzabile per chi non ha sostituto: se sei un lavoratore autonomo senza datore di lavoro, o se il rapporto di lavoro è cessato prima del rimborso, non puoi scegliere questa modalitàImporto fisso: ricevi tutto in un’unica soluzione, senza possibilità di dilazionare il recuperoUtilizzo in compensazione orizzontale con F24L’utilizzo in compensazione consiste nell’impiegare il credito di cedolare secca per pagare altri tributi tramite il modello F24. Questa modalità è obbligatoria per chi presenta il 730 senza sostituto d’imposta o il Modello Redditi, ma può essere scelta anche volontariamente da chi ha diritto al rimborso.Il credito può essere utilizzato in compensazione orizzontale, cioè per pagare tributi di natura diversa (non solo imposte sui redditi, ma anche contributi INPS, IMU, TARI, bollo auto, ecc.). Tuttavia, esistono dei limiti:Limite annuale di 5.000 euro: per crediti superiori a questa soglia, è necessario il visto di conformità del CAF o del commercialistaLimite di 2.000 euro per compensazione INPS: per crediti fiscali utilizzati per pagare contributi previdenzialiTermine di utilizzo: il credito può essere utilizzato a partire dal 10° giorno successivo alla presentazione del 730 (o dal giorno di presentazione del Modello Redditi) e non oltre il 31 dicembre dell’anno successivo (nel nostro caso, entro il 31 dicembre 2027)Vantaggi della compensazione:Flessibilità: puoi utilizzare il credito quando ne hai bisogno, per pagare i tributi che preferisciNessuna attesa: non devi aspettare il rimborso, usi il credito direttamente in F24Utilizzo multiplo: puoi frazionare il credito su più F24 (ad esempio, usare 300 euro per l’IMU di giugno e 540 euro per la TARI di settembre)Svantaggi della compensazione:Richiede competenze tecniche: devi saper compilare correttamente il modello F24 indicando i codici tributo giustiVisto di conformità: per crediti superiori a 5.000 euro, devi rivolgerti a un CAF o commercialistaTermine di utilizzo: se non usi il credito entro il 31 dicembre 2027, lo perdi (anche se è raro che ciò accada)Quale opzione conviene scegliereLa scelta tra rimborso e compensazione dipende dalla tua situazione:Scegli il rimborso se sei lavoratore dipendente o pensionato, preferisci la semplicità e vuoi ricevere il denaro in tempi rapidi senza fare nullaScegli la compensazione se hai altri debiti fiscali da pagare (IMU, TARI, contributi INPS), non hai un sostituto d’imposta, oppure preferisci gestire il credito in modo flessibileIl CAF Centro Fiscale di Udine ti consiglia la scelta migliore in base alla tua situazione fiscale complessiva, valutando anche eventuali debiti in scadenza e opportunità di ottimizzazione fiscale. Tempi di rimborso dell’eccedenza cedolare seccaI tempi di rimborso dell’eccedenza di cedolare secca variano a seconda della modalità di presentazione della dichiarazione e della scelta effettuata tra rimborso diretto e compensazione. Conoscere le tempistiche è importante per pianificare la propria liquidità e sapere quando aspettarsi il denaro.Rimborso tramite 730 con sostituto d’impostaSe hai presentato il 730 con sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) e hai scelto il rimborso, i tempi sono i seguenti:730 presentato entro il 31 maggio 2026: rimborso in busta paga o cedolino pensione di luglio 2026730 presentato tra il 1° giugno e il 20 giugno 2026: rimborso in busta paga o cedolino pensione di agosto 2026730 presentato dopo il 20 giugno 2026: rimborso in busta paga o cedolino pensione di settembre 2026 o mesi successivi (a seconda della data di presentazione)Il rimborso viene erogato in un’unica soluzione dal sostituto d’imposta, che recupera poi l’importo dall’Agenzia delle Entrate tramite il sistema di compensazione mensile.Rimborso tramite Modello Redditi o 730 senza sostitutoSe hai presentato il Modello Redditi (ex Unico) oppure il 730 senza sostituto d’imposta, il rimborso dell’eccedenza di cedolare secca avviene direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite accredito sul conto corrente indicato nella dichiarazione. I tempi sono significativamente più lunghi:Dichiarazione presentata entro settembre 2026: rimborso entro 6-12 mesi dalla presentazione (generalmente tra febbraio e giugno 2027)Dichiarazione presentata oltre settembre 2026: rimborso entro 12-18 mesi dalla presentazioneL’Agenzia delle Entrate comunica l’avvenuto rimborso tramite una ricevuta di liquidazione visibile nell’area riservata del sito o tramite l’app Agenzia Entrate Mobile. È importante verificare che l’IBAN indicato nel 730 sia corretto e attivo, altrimenti il rimborso potrebbe essere respinto e dover essere richiesto nuovamente.Compensazione con F24Se hai scelto l’utilizzo in compensazione, non c’è un “tempo di rimborso” vero e proprio, poiché sei tu a decidere quando utilizzare il credito. Tuttavia, ci sono delle regole temporali da rispettare:Primo utilizzo: puoi iniziare a utilizzare il credito dal 10° giorno successivo alla presentazione del 730 (o dalla data di presentazione del Modello Redditi)Ultimo utilizzo: il credito deve essere utilizzato entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui è stato generato (nel caso dell’eccedenza 2025, entro il 31 dicembre 2027)Ad esempio, se presenti il 730 il 15 giugno 2026, puoi utilizzare il credito di cedolare secca in F24 a partire dal 25 giugno 2026 e fino al 31 dicembre 2027.Cosa fare se il rimborso non arrivaSe hai scelto il rimborso tramite sostituto d’imposta ma l’importo non compare nella busta paga nei tempi previsti, le cause possono essere:Errori nella compilazione del 730: verifica che i dati siano corretti e che non ci siano incongruenzeControlli automatici: l’Agenzia delle Entrate potrebbe aver sospeso il rimborso per controlli (riceverai una comunicazione)Rapporto di lavoro cessato: se il rapporto è terminato dopo la presentazione del 730, il sostituto non può erogare il rimborso (dovrai richiederlo direttamente all’Agenzia)In questi casi, puoi verificare lo stato del rimborso accedendo all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, sezione “Consultazione delle dichiarazioni”. Se il problema persiste, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella richiesta di chiarimenti o nella presentazione di un’istanza di rettifica.Esempi pratici di calcolo eccedenzePer comprendere meglio come funziona il calcolo dell’eccedenza di cedolare secca, vediamo alcuni esempi pratici basati su situazioni reali che si verificano frequentemente.Esempio 1: Contratto risolto anticipatamenteSituazione: Laura possiede un appartamento che affitta a 900 euro al mese con cedolare secca al 21%. Nel 2024 ha percepito l’intero canone annuo (10.800 euro), versando un’imposta di 2.268 euro (10.800 × 21%). A giugno 2025 ha versato il primo acconto di 907 euro (40% di 2.268) e a novembre 2025 il secondo acconto di 1.361 euro (60% di 2.268). Tuttavia, a settembre 2025 il conduttore disdice il contratto, per cui Laura incassa solo 9 mensilità (8.100 euro).Calcolo:Canone effettivo 2025: 900 × 9 = 8.100 euroImposta dovuta 2025: 8.100 × 21% = 1.701 euroAcconti versati 2025: 907 + 1.361 = 2.268 euroEccedenza = 2.268 – 1.701 = 567 euroLaura può recuperare 567 euro tramite il 730/2026, scegliendo tra rimborso in busta paga (se è lavoratrice dipendente) o utilizzo in compensazione.Esempio 2: Riduzione del canone concordatoSituazione: Marco ha un immobile in una zona ad alta tensione abitativa e applica la cedolare secca al 10% su un contratto a canone concordato. Nel 2024 il canone era di 600 euro al mese (7.200 euro annui), con imposta di 720 euro. Nel 2025, per trattenere il conduttore, riduce il canone a 500 euro al mese (6.000 euro annui). Ha già versato gli acconti calcolati sul canone precedente: 288 euro (primo acconto) + 432 euro (secondo acconto) = 720 euro totali.Calcolo:Canone effettivo 2025: 500 × 12 = 6.000 euroImposta dovuta 2025: 6.000 × 10% = 600 euroAcconti versati 2025: 720 euroEccedenza = 720 – 600 = 120 euroMarco recupera 120 euro nel 730/2026. Anche se l’importo è modesto, è comunque un diritto e conviene recuperarlo (soprattutto se si sceglie il rimborso automatico).Esempio 3: Immobile sfitto per alcuni mesiSituazione: Giulia possiede un bilocale che affitta a 750 euro al mese con cedolare secca al 21%. Nel 2024 l’immobile è stato locato per tutto l’anno (9.000 euro annui), con imposta di 1.890 euro. A marzo 2025 il contratto termina e Giulia trova un nuovo conduttore solo a luglio 2025. Nel 2025 incassa quindi 9 mensilità (da gennaio a marzo con il vecchio inquilino, da luglio a dicembre con il nuovo): 6.750 euro. Ha già versato acconti per 1.890 euro (756 + 1.134).Calcolo:Canone effettivo 2025: 750 × 9 = 6.750 euroImposta dovuta 2025: 6.750 × 21% = 1.418 euro (arrotondato)Acconti versati 2025: 1.890 euroEccedenza = 1.890 – 1.418 = 472 euroGiulia recupera 472 euro tramite il 730/2026. Questo esempio dimostra che anche periodi di sfitto relativamente brevi possono generare eccedenze significative.Esempio 4: Passaggio da regime ordinario a cedolare seccaSituazione: Stefano nel 2024 tassava i canoni di locazione con il regime ordinario IRPEF, versando IRPEF e addizionali sui redditi fondiari. Nel 2025 decide di optare per la cedolare secca al 21%. Ha un immobile locato a 1.000 euro al mese (12.000 euro annui). Nel 2024, con aliquota IRPEF marginale del 35%, aveva versato acconti per 4.200 euro. Nel 2025, con cedolare al 21%, l’imposta dovuta è solo 2.520 euro (12.000 × 21%).Calcolo:Imposta cedolare dovuta 2025: 2.520 euroAcconti IRPEF versati (non applicabili alla cedolare): 0 euro (vanno in detrazione IRPEF generale)Acconti cedolare versati 2025: 0 euro (primo anno di opzione)Saldo cedolare da versare: 2.520 euroIn questo caso non si genera un’eccedenza di cedolare secca, ma Stefano avrà un credito IRPEF derivante dagli acconti IRPEF versati nel 2024, che potrà recuperare nella parte IRPEF del 730. È importante non confondere i due crediti: quello IRPEF e quello cedolare sono separati e non compensabili tra loro. Differenze tra credito cedolare e credito IRPEFUna delle domande più frequenti riguarda le differenze tra il credito di cedolare secca e il credito IRPEF. Anche se entrambi sono crediti fiscali recuperabili tramite il 730, hanno caratteristiche, modalità di calcolo e utilizzo diverse. È fondamentale non confonderli per evitare errori nella compilazione della dichiarazione.Natura giuridicaIl credito IRPEF deriva dall’eccedenza di imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) versata rispetto a quella effettivamente dovuta. L’IRPEF è un’imposta progressiva che si calcola applicando aliquote crescenti agli scaglioni di reddito complessivo (23%, 25%, 35%, 43%). Include anche le addizionali regionali e comunali.Il credito cedolare secca, invece, deriva dall’eccedenza di imposta sostitutiva versata sui canoni di locazione. La cedolare secca è un’imposta proporzionale (aliquota fissa del 21% o 10%) che sostituisce IRPEF, addizionali, imposta di registro e imposta di bollo relativamente ai redditi da locazione.Calcolo separato nel 730Nel Modello 730, il credito IRPEF e il credito cedolare secca vengono calcolati in sezioni separate:Credito IRPEF: si calcola nel Quadro N (Determinazione dell’IRPEF), confrontando l’imposta lorda con detrazioni, deduzioni, ritenute e acconti IRPEF. L’eventuale eccedenza risulta nel rigo “Differenza” (che può essere un credito o un debito).Credito cedolare secca: si calcola nella Sezione II del Quadro F, confrontando gli acconti cedolare versati con l’imposta cedolare dovuta sui canoni dichiarati nel Quadro B. L’eccedenza è autonoma rispetto al calcolo IRPEF.I due crediti non si sommano e non si compensano tra loro. Ad esempio, se hai un credito IRPEF di 500 euro e un debito cedolare di 200 euro, non puoi usare il credito IRPEF per pagare il debito cedolare: devi versare i 200 euro di cedolare e ricevere il rimborso dei 500 euro IRPEF separatamente.Modalità di utilizzoEntrambi i crediti possono essere utilizzati in rimborso o in compensazione, ma con alcune differenze operative:Credito IRPEF: può essere utilizzato in compensazione con qualsiasi tributo (IRPEF, IVA, contributi INPS, IMU, TARI, ecc.) tramite F24. Se superiore a 5.000 euro, richiede il visto di conformità.Credito cedolare secca: può essere utilizzato in compensazione con qualsiasi tributo, ma con lo stesso limite di 5.000 euro per il visto di conformità. Può essere riportato nell’anno successivo se non utilizzato.Esempi di compensazione separataCaso 1: Credito IRPEF e credito cedolare entrambi positiviPaolo ha un credito IRPEF di 800 euro e un credito cedolare secca di 300 euro. Può scegliere:Richiedere il rimborso di entrambi (riceverà 1.100 euro totali in busta paga)Usare il credito IRPEF (800 euro) in compensazione per l’IMU e richiedere il rimborso del credito cedolare (300 euro)Usare entrambi i crediti in compensazione per pagare tributi diversiCaso 2: Credito IRPEF e debito cedolareMaria ha un credito IRPEF di 600 euro ma un debito cedolare secca di 150 euro. Dovrà:Versare 150 euro di saldo cedolare entro le scadenze (30 giugno o 30 luglio 2026)Ricevere il rimborso di 600 euro IRPEF in busta paga (o usarlo in compensazione)Non può compensare il debito cedolare con il credito IRPEF: sono due imposte separate.Tabella riepilogativa delle differenzeCaratteristicaCredito IRPEFCredito Cedolare SeccaNaturaImposta progressiva sul reddito complessivoImposta sostitutiva sui canoni di locazioneAliquotaVariabile (23%-43% a scaglioni)Fissa (21% o 10%)Quadro 730Quadro N (Determinazione IRPEF)Quadro F, Sezione II (Cedolare secca)Rimborso con sostitutoSì, in busta pagaSì, in busta pagaCompensazioneSì, con tutti i tributi (F24)Sì, con tutti i tributi (F24)Limite visto conformità5.000 euro5.000 euroCompensabile tra loroNO – sono crediti separatiIl CAF Centro Fiscale di Udine effettua il calcolo separato di entrambi i crediti, verificando la corretta compilazione del 730 e suggerendoti la strategia migliore per il recupero.Errori comuni da evitareNel gestire il rimborso delle eccedenze di cedolare secca, ci sono alcuni errori frequenti che possono compromettere il diritto al credito, ritardare il rimborso o generare contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate. Conoscerli ti permette di evitarli e di recuperare il tuo denaro senza problemi.Errore 1: Indicare il canone lordo invece del canone netto percepitoNel compilare il Quadro B del 730, devi indicare il canone effettivamente percepito nell’anno 2025, non il canone previsto dal contratto. Se il conduttore non ha pagato alcune mensilità, quelle vanno escluse dal calcolo (salvo recupero successivo, che andrà dichiarato nell’anno in cui vengono effettivamente incassate). Indicare un canone superiore a quello realmente percepito riduce artificialmente l’eccedenza e ti fa perdere parte del credito spettante.Errore 2: Confondere l’aliquota 21% con il 10%L’aliquota della cedolare secca varia a seconda del tipo di contratto: 21% per canone libero, 10% per canone concordato. Un errore comune è applicare l’aliquota sbagliata nel calcolo dell’imposta dovuta. Se hai un contratto a canone concordato ma indichi il codice “3” (cedolare al 21%) invece del codice “4” (cedolare al 10%), pagherai più del dovuto e non otterrai il rimborso dell’eccedenza reale.Errore 3: Non indicare gli acconti versati nel Quadro FSe hai versato acconti di cedolare secca nel 2025 ma dimentichi di indicarli nel rigo F4 del 730, il programma non riconoscerà il credito e ti chiederà di versare nuovamente l’imposta (anche se l’hai già pagata in acconto). Conserva sempre le ricevute F24 degli acconti e verifica che siano riportati correttamente nella dichiarazione.Errore 4: Scegliere il rimborso senza avere un sostituto d’impostaSe sei un lavoratore autonomo senza datore di lavoro, oppure il tuo rapporto di lavoro è cessato prima della data di rimborso, non puoi scegliere il rimborso tramite sostituto. In questo caso, devi necessariamente optare per l’utilizzo in compensazione tramite F24, altrimenti il credito non ti verrà erogato e dovrai presentare un’istanza di rettifica (con tempi molto più lunghi).Errore 5: Utilizzare il credito in compensazione prima del termineSe hai scelto l’utilizzo in compensazione, ricorda che puoi iniziare a usare il credito solo dal 10° giorno successivo alla presentazione del 730. Se utilizzi il credito prima di questo termine, la compensazione è irregolare e potresti ricevere una richiesta di chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate, con possibili sanzioni.Errore 6: Non conservare la documentazioneL’Agenzia delle Entrate può richiedere in qualsiasi momento (entro i termini di decadenza, generalmente 5 anni) la documentazione che giustifica l’eccedenza di cedolare secca. Conserva sempre:Contratto di locazione registratoRicevute dei canoni percepiti (bonifici, assegni, estratti conto)Comunicazione di disdetta (se il contratto è cessato anticipatamente)F24 degli acconti versatiCopia del 730 presentatoIn caso di controllo, se non riesci a dimostrare la correttezza dei dati dichiarati, l’Agenzia può disconoscere l’eccedenza e chiederti la restituzione del rimborso con sanzioni e interessi.Errore 7: Non verificare l’IBAN per il rimborsoSe presenti il Modello Redditi o il 730 senza sostituto e scegli il rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate, assicurati che l’IBAN indicato sia corretto e che il conto corrente sia attivo e intestato a te. Se l’IBAN è errato o il conto è chiuso, il bonifico verrà respinto e dovrai presentare una nuova richiesta, con tempi di attesa aggiuntivi di diversi mesi.Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua tutti i controlli necessari prima di presentare il 730, verificando la correttezza dei dati, la coerenza tra canoni dichiarati e acconti versati, e la validità dell’IBAN per il rimborso. Affidarsi a professionisti esperti riduce drasticamente il rischio di errori e ti garantisce il recupero completo dell’eccedenza nei tempi previsti. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Rimborso Eccedenze Cedolare SeccaQuando si genera un’eccedenza di cedolare secca?Un’eccedenza di cedolare secca si genera quando gli acconti versati nell’anno risultano superiori all’imposta effettivamente dovuta. I casi più comuni sono: contratto di locazione risolto anticipatamente, riduzione del canone rispetto all’anno precedente, immobile sfitto per alcuni mesi, errore di calcolo degli acconti. L’eccedenza va recuperata tramite il Modello 730 o Redditi, scegliendo tra rimborso diretto o compensazione con F24.Come si calcola l’eccedenza di cedolare secca nel 730?L’eccedenza si calcola confrontando gli acconti versati con l’imposta dovuta. Formula: Eccedenza = Acconti versati – Imposta dovuta. L’imposta dovuta si ottiene moltiplicando il canone annuo percepito per l’aliquota cedolare (21 percento o 10 percento). Gli acconti sono costituiti dal primo acconto (40 percento imposta anno precedente) e secondo acconto (60 percento imposta anno precedente). Il risultato va indicato nel Quadro F del 730.Quali righi del 730 si compilano per il rimborso cedolare secca?Per recuperare l’eccedenza di cedolare secca devi compilare: Quadro B (redditi fabbricati) indicando il canone percepito e il codice cedolare (3 per 21 percento, 4 per 10 percento); Quadro F rigo F4 per indicare gli acconti versati; Rigo F6 per scegliere tra rimborso in busta paga o utilizzo in compensazione F24. È fondamentale conservare i documenti (contratto, F24 acconti, ricevute canoni).Quanto tempo ci vuole per ricevere il rimborso cedolare secca?I tempi di rimborso variano: con 730 e sostituto d’imposta il rimborso arriva in busta paga o pensione entro luglio-agosto 2026 se presentato entro maggio, settembre se presentato dopo giugno. Con Modello Redditi o 730 senza sostituto il rimborso dall’Agenzia delle Entrate arriva entro 6-12 mesi dalla presentazione tramite bonifico sul conto indicato. Con compensazione F24 puoi usare il credito dal 10esimo giorno dopo la presentazione.Si può compensare il credito cedolare con debiti IRPEF?No, il credito di cedolare secca e il credito IRPEF sono separati e non compensabili tra loro. La cedolare secca è un’imposta sostitutiva che si calcola autonomamente nel Quadro F del 730, mentre l’IRPEF si calcola nel Quadro N. Se hai un credito cedolare e un debito IRPEF dovrai versare l’IRPEF e ricevere il rimborso cedolare separatamente, oppure usare il credito cedolare in compensazione F24 per altri tributi (IMU, TARI, contributi).📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Hai Bisogno di Assistenza per il Recupero dell’Eccedenza Cedolare Secca?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730/2026 per recuperare il tuo credito di cedolare secca.I nostri esperti verificano:Calcolo esatto dell’eccedenza di cedolare seccaCorretta compilazione del Quadro B e Quadro FScelta ottimale tra rimborso e compensazioneVerifica documentazione e F24 accontiAssistenza in caso di controlli Agenzia EntrateContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, CRIPTOVALUTE Criptovalute ISEE 2027: Guida Completa alla DSU Le criptovalute nell'ISEE 2027 non sono più una zona grigia: chi possiede Bitcoin, Ethereum, stablecoin o qualsiasi altra cripto-attività deve considerarle parte del patrimonio mobiliare del nucleo ai fini della DSU, accanto a conti correnti,… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-04 17:00:002026-09-03 07:57:08Criptovalute ISEE 2027: Guida Completa alla DSUCAF, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, SUCCESSIONI Successione della Partita IVA del Defunto: Cosa Devono Fare gli Eredi (Guida 2026) Successione della Partita IVA del Defunto: Cosa Devono Fare gli Eredi (Guida 2026)Quando muore un contribuente titolare di partita IVA, gli eredi si trovano di fronte a una serie di adempimenti fiscali e burocratici che vanno gestiti in… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-03 09:00:002026-08-17 11:02:47Successione della Partita IVA del Defunto: Cosa Devono Fare gli Eredi (Guida 2026)DICHIARAZIONE DEI REDDITI Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteSuperbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-03 09:00:002026-08-17 11:02:46Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Paola Zilli07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B.06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Pubblicato su Google robert poletto17/07/2026 Fantastici Pubblicato su Google Geanina Gaita16/07/2026 Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleAprile 21, 2026/0 Commenti/da Sara Carfora https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Sara Carfora https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Sara Carfora2026-04-21 10:10:092026-05-31 14:11:40Rimborso Eccedenze Cedolare Secca nel Modello 730: Come Funziona e Quando Spetta
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DICHIARAZIONE DEI REDDITI Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteSuperbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-03 09:00:002026-08-17 11:02:46Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIBonus Mobili 2026: Detrazione 50%, Importo Massimo 5.000 Euro, Requisiti e Come OttenerloIl bonus mobili 2026 è una delle agevolazioni fiscali più interessanti per chi sta ristrutturando casa. Si tratta di una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, fino a un importo massimo di 5.000 euro. In questa guida completa ti spieghiamo cos’è, quali sono i requisiti per ottenerlo, quali mobili ed elettrodomestici rientrano nell’agevolazione, come pagare correttamente e come inserire la detrazione nel modello 730/2026. Indice dei contenutiCos’è il Bonus Mobili 2026Importo Massimo e DetrazioneRequisiti per il Bonus Mobili 2026Quali Mobili Sono AmmessiQuali Elettrodomestici Sono AmmessiCome Pagare: Metodi di Pagamento AmmessiDocumenti Necessari per la DetrazioneCome Inserire il Bonus Mobili nel 730/2026Differenza tra Bonus Mobili e Bonus RistrutturazioneEsempi Pratici di CalcoloErrori Comuni da EvitareDomande Frequenti (FAQ)Assistenza del CAF Centro FiscaleCos’è il Bonus Mobili 2026Il bonus mobili è un’agevolazione fiscale introdotta dall’articolo 16, comma 2, del D.L. 63/2013 e prorogata dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024) anche per il 2026. Consiste in una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione edilizia.In parole semplici, se stai facendo lavori di ristrutturazione a casa tua, puoi ottenere un rimborso del 50% su quello che spendi per comprare mobili e grandi elettrodomestici nuovi, fino a un tetto di spesa di 5.000 euro. Questo rimborso avviene direttamente nella tua dichiarazione dei redditi 730, distribuito in 10 rate annuali di pari importo.È importante sottolineare che il bonus mobili non è un contributo a fondo perduto: si tratta di una detrazione dall’IRPEF, cioè riduce l’importo delle tasse che devi pagare. Per questo motivo, ne beneficia solo chi ha un reddito soggetto a IRPEF (non è utile, ad esempio, per chi è in regime forfettario, che paga un’imposta sostitutiva). Importo Massimo e Detrazione: Quanto Si RisparmiaL’importo massimo di spesa detraibile per il bonus mobili 2026 è pari a 5.000 euro. Questo significa che la detrazione massima ottenibile è di 2.500 euro (il 50% di 5.000), ripartita in 10 rate annuali da 250 euro ciascuna.Ecco come è cambiato il tetto di spesa negli ultimi anni:AnnoImporto massimo di spesaDetrazione massima (50%)202116.000 euro8.000 euro202210.000 euro5.000 euro20238.000 euro4.000 euro20245.000 euro2.500 euro20255.000 euro2.500 euro20265.000 euro2.500 euroIl limite di 5.000 euro si riferisce alla singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione. Se stai ristrutturando due appartamenti diversi, puoi beneficiare del bonus mobili per ciascuno di essi, fino a 5.000 euro per immobile. Requisiti per il Bonus Mobili 2026Per ottenere il bonus mobili 2026 è necessario rispettare alcuni requisiti fondamentali. Il più importante è che l’acquisto dei mobili deve essere collegato a interventi di ristrutturazione edilizia.Requisito principale: la ristrutturazioneIl bonus mobili spetta solo a chi ha in corso (o ha completato) lavori di ristrutturazione sull’immobile dove andranno i nuovi mobili o elettrodomestici. I lavori che danno diritto al bonus includono:Manutenzione straordinaria su singole unità immobiliari (rifacimento bagno, sostituzione impianto elettrico o idraulico, installazione scala interna)Restauro e risanamento conservativo (interventi su edifici storici o degradati)Ristrutturazione edilizia vera e propria (demolizioni e ricostruzioni, modifiche strutturali)Manutenzione ordinaria e straordinaria su parti comuni condominiali (tinteggiatura facciate, sostituzione portone, rifacimento tetto)Attenzione: la semplice manutenzione ordinaria su un singolo appartamento (come tinteggiare le pareti o sostituire i pavimenti senza modificare la struttura) non dà diritto al bonus mobili. Serve un intervento di manutenzione straordinaria come minimo.Tempistica: date dei lavori e degli acquistiPer il bonus mobili 2026, la data di inizio dei lavori di ristrutturazione deve essere non anteriore al 1° gennaio 2025. La data di inizio lavori deve risultare da eventuali abilitazioni amministrative (CILA, SCIA, permesso di costruire), comunicazione preventiva all’ASL o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.Importante: non è necessario che le spese per i mobili siano sostenute dopo quelle per la ristrutturazione. L’acquisto dei mobili può avvenire anche prima del pagamento dei lavori, purché i lavori siano già iniziati. Quali Mobili Sono Ammessi al Bonus MobiliIl bonus mobili copre l’acquisto di mobili nuovi (non usati) destinati ad arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione. Ecco l’elenco completo:Letti (singoli, matrimoniali, a castello, divani letto)Armadi e guardarobaCassettiere e comòLibrerie e scaffalatureScrivanie e tavoliSedie e poltroneComodiniDivaniMaterassiCredenze e madieCucine (la struttura e i mobili della cucina)Mobili da bagnoApparecchi di illuminazione che costituiscono arredo (lampadari, applique, piantane)Non sono ammessi: porte, pavimenti e rivestimenti (rientrano nella ristrutturazione), tende e complementi tessili, mobili usati o di seconda mano, oggetti di antiquariato. Quali Elettrodomestici Sono Ammessi e Classi Energetiche MinimeOltre ai mobili, il bonus copre anche l’acquisto di grandi elettrodomestici nuovi, purché rispettino determinate classi energetiche minime. Dal 1° marzo 2021 l’Unione Europea ha introdotto nuove etichette energetiche (da A a G).ElettrodomesticoClasse energetica minimaForni e forni a microondeClasse ALavatriciClasse ELavasciugaClasse ELavastoviglieClasse EAsciugatriciClasse AFrigoriferi e congelatoriClasse FApparecchi di cottura (piani cottura)Nessuna classe richiestaStufe elettriche e radiatoriNessuna classe richiestaVentilatori e condizionatoriNessuna classe richiestaConsiglio pratico: prima di acquistare un grande elettrodomestico, verifica sempre l’etichetta energetica. Se la classe non rispetta il minimo richiesto, non potrai portare la spesa in detrazione. Conserva l’etichetta come prova. Come Pagare: Metodi di Pagamento AmmessiPer ottenere il bonus mobili 2026 è fondamentale pagare con i metodi corretti. L’Agenzia delle Entrate accetta esclusivamente i seguenti metodi di pagamento:Bonifico bancario o postale (anche non “parlante”)Carta di creditoCarta di debito (bancomat)Finanziamento a rate, a condizione che la società finanziaria paghi con le modalità sopra indicateNon sono ammessi: contanti, assegni bancari o circolari, altri mezzi di pagamento non tracciabili.Nota importante: per il bonus mobili, a differenza del bonus ristrutturazione, non è obbligatorio utilizzare il “bonifico parlante” (quello con causale specifica, codice fiscale e partita IVA). Va bene anche un bonifico ordinario. La data del pagamento è quella che fa fede: per il bonifico conta la data di effettuazione, per la carta conta la data della transazione (non quella dell’addebito sul conto).Documenti Necessari per la Detrazione nel 730Per ottenere la detrazione nel 730/2026, devi conservare e presentare al CAF una serie di documenti. Ecco la checklist completa:Fattura o scontrino fiscale di acquisto dei mobili/elettrodomestici, con indicazione della natura, qualità e quantità dei beni e i dati del compratoreRicevuta del bonifico bancario o postale (se pagato con bonifico)Ricevuta di avvenuta transazione con carta di credito/debito e relativo estratto contoDocumentazione della ristrutturazione: CILA, SCIA o permesso di costruireComunicazione all’ASL (se obbligatoria per il tipo di lavori)Dichiarazione sostitutiva con data di inizio lavori e dati catastali dell’immobileEtichetta energetica degli elettrodomesticiConsiglio: crea una cartellina dedicata dove raccogliere tutti questi documenti man mano che fai gli acquisti. Al momento della dichiarazione dei redditi avrai tutto pronto. Come Inserire il Bonus Mobili nel 730/2026La detrazione per il bonus mobili si inserisce nel modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025) nella sezione dedicata alle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio:Le spese vanno indicate nel Quadro E, Sezione III C – “Spese per l’arredo degli immobili ristrutturati”Nella Riga E57 devi indicare il numero della riga della Sezione III A o III B dove hai indicato le spese di ristrutturazione collegate, e l’importo delle spese sostenuteIl software calcola automaticamente la detrazione del 50% e la divide in 10 rate annualiSe utilizzi il 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate potrebbe aver già inserito alcune spese. È comunque consigliabile verificare e, se necessario, integrare i dati con l’aiuto di un professionista del CAF.Differenza tra Bonus Mobili e Bonus RistrutturazioneÈ fondamentale non confondere il bonus mobili con il bonus ristrutturazione, anche se sono strettamente collegati. Ecco le principali differenze:CaratteristicaBonus MobiliBonus RistrutturazioneOggettoMobili e grandi elettrodomesticiLavori di ristrutturazione ediliziaAliquota50%50% (prima casa 2025-2026) / 36% (altre)Tetto di spesa5.000 euro96.000 euro (2025) / variabileRate annuali1010PagamentoBonifico ordinario o cartaBonifico parlante obbligatorioCollegamentoRichiede ristrutturazione in corsoAutonomoIn sintesi: i due bonus sono complementari e si possono sommare. Puoi ottenere fino a 2.500 euro di detrazione per i mobili in aggiunta alla detrazione per i lavori di ristrutturazione. Esempi Pratici di Calcolo della DetrazioneEsempio 1: Marco ristruttura il bagnoMarco sta rifacendo il bagno (manutenzione straordinaria, lavori iniziati a marzo 2025). Acquista un mobile bagno sospeso (800 euro), una lavatrice classe E (600 euro) e un materasso nuovo (500 euro).Totale spesa: 1.900 euro | Detrazione 50%: 950 euro | Rata annuale: 95 euro per 10 anniEsempio 2: Laura arreda la cucinaLaura ha ristrutturato la cucina (rifacimento impianti). Acquista cucina completa (3.200 euro), frigorifero classe F (700 euro), lavastoviglie classe E (500 euro) e forno classe A (400 euro).Totale spesa: 4.800 euro | Detrazione 50%: 2.400 euro | Rata annuale: 240 euro per 10 anniEsempio 3: Paolo supera il tettoPaolo acquista mobili per 7.000 euro. Poiché il tetto è 5.000 euro: importo detraibile 5.000 euro, detrazione 2.500 euro, rata annuale 250 euro per 10 anni. I restanti 2.000 euro non sono detraibili.Errori Comuni da EvitareEcco gli errori più frequenti che possono farti perdere il diritto alla detrazione del bonus mobili:Pagare in contanti o con assegno: il pagamento deve essere tracciabileAcquistare mobili senza ristrutturazione: senza un intervento edilizio in corso, non hai diritto al bonusNon conservare i documenti: fatture, ricevute e CILA devono essere conservate per almeno 15 anniComprare elettrodomestici con classe energetica troppo bassa: verifica sempre l’etichettaSuperare il limite pensando di detrarre tutto: il tetto è 5.000 euroAcquistare mobili usati: il bonus vale solo per mobili nuoviNon collegare le spese alla pratica di ristrutturazione: nel 730 devi indicare il riferimento 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti (FAQ) sul Bonus Mobili 2026Posso ottenere il bonus mobili senza ristrutturazione?No. Il bonus mobili è strettamente collegato a interventi di ristrutturazione edilizia. Senza una pratica di ristrutturazione in corso (almeno manutenzione straordinaria), non puoi accedere al bonus.Il bonus mobili vale anche per la seconda casa?Sì. Il bonus mobili si applica a qualsiasi immobile residenziale oggetto di ristrutturazione, incluse seconde case e case vacanza. Il limite di 5.000 euro vale per ogni singola unità immobiliare ristrutturata.Posso comprare i mobili prima di iniziare la ristrutturazione?No. La data di inizio dei lavori deve essere antecedente o coincidente con la data di acquisto dei mobili. Puoi però acquistare i mobili prima di aver pagato i lavori, purché i lavori siano già formalmente iniziati.Il materasso rientra nel bonus mobili?Sì. I materassi rientrano tra i beni ammessi al bonus mobili. Anche letti, divani letto e reti a doghe sono inclusi. Devono essere nuovi e il pagamento deve essere tracciabile.Come funziona il bonus mobili per chi ha una partita IVA forfettaria?Chi è in regime forfettario paga un’imposta sostitutiva e non l’IRPEF ordinaria. Poiché il bonus mobili è una detrazione IRPEF, i forfettari non possono beneficiarne direttamente. Tuttavia, se il forfettario ha anche altri redditi soggetti a IRPEF (lavoro dipendente, fabbricati), può sfruttare la detrazione su quei redditi.Cosa succede se cambio casa dopo aver ottenuto il bonus?Se vendi l’immobile ristrutturato, le rate residue della detrazione restano a te (non si trasferiscono al nuovo proprietario), a meno che non concordiate diversamente nell’atto di vendita. In caso di decesso, le rate si trasferiscono all’erede che conserva la detenzione dell’immobile.Hai Bisogno di Assistenza per il Bonus Mobili? Contatta il CAF Centro FiscaleGestire correttamente la detrazione per il bonus mobili richiede attenzione ai documenti, ai metodi di pagamento e alla compilazione del 730. Se vuoi essere sicuro di non commettere errori e ottenere il massimo rimborso possibile, affidati ai professionisti del CAF Centro Fiscale di Udine.I nostri operatori ti aiuteranno a verificare che i tuoi acquisti rientrino nel bonus, controllare la documentazione necessaria, compilare correttamente il modello 730 con la detrazione e gestire il bonus in combinazione con la detrazione per ristrutturazione.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineTel: 0432 1638640 | Email: info@centrofiscale.com📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Aprile 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2016/11/bonus-mobili-640x342.jpg 342 640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-18 08:00:002026-05-31 18:02:20Bonus Mobili 2026: Detrazione 50%, Importo Massimo 5.000 Euro, Requisiti e Come Ottenerlo
CAFScadenze Fiscali Maggio 2026: Calendario Completo 730, IVA e INPSIndice dei contenutiCalendario completo scadenze maggio 2026Modello 730/2026: scadenze e novitaLiquidazioni IVA maggio 2026Contributi INPS maggio 2026F24 e ravvedimento operosoAltre scadenze fiscali di maggioCome organizzarsi per le scadenze fiscaliFAQ – Domande frequentiIl mese di maggio 2026 rappresenta un periodo particolarmente intenso per i contribuenti italiani. Tra la presentazione del Modello 730 precompilato, i versamenti IVA, i contributi INPS per artigiani e commercianti e numerosi altri adempimenti, e fondamentale avere un quadro chiaro di tutte le scadenze per evitare sanzioni e maggiorazioni.In questa guida completa, aggiornata alle ultime disposizioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, troverai il calendario dettagliato di tutte le scadenze fiscali di maggio 2026, con indicazioni pratiche su importi, codici tributo e modalita di pagamento.📬Resta aggiornato sulle novita fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Calendario completo scadenze maggio 2026Ecco il calendario dettagliato di tutte le principali scadenze fiscali del mese di maggio 2026, organizzato giorno per giorno secondo lo Scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.DataAdempimentoChi deve adempiereCodice Tributo15 maggio730 precompilato: inizio modifiche e invioTutti i contribuenti–18 maggio*Versamento IVA mensile (aprile 2026)Contribuenti mensili600418 maggio*Versamento IVA 1° trimestre 2026Contribuenti trimestrali603118 maggio*Ritenute IRPEF lavoro dipendenteSostituti d’imposta100118 maggio*Ritenute IRPEF lavoro autonomoSostituti d’imposta104018 maggio*Contributi INPS artigiani/commercianti (1° rata)Artigiani e commerciantiAF/CF18 maggio*Contributi INPS Gestione SeparataCommittentiCXX/C1020 maggioContributi ENASARCO 1° trimestreAgenti e rappresentanti–31 maggioImposta di bollo fatture elettroniche 1° trim.Soggetti IVA25011 giugno**LIPE 1° trimestre 2026Soggetti IVA–* Il 16 maggio 2026 cade di sabato, la scadenza slitta al 18 maggio (lunedi).** Il 31 maggio cade di domenica, la scadenza LIPE slitta al 1° giugno. Modello 730/2026: scadenze e novitaIl Modello 730/2026 rappresenta l’adempimento fiscale piu diffuso tra i contribuenti italiani. Ecco tutto quello che devi sapere sulle scadenze e le modalita di presentazione, secondo le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.Calendario 730 precompilato 202630 aprile 2026: disponibilita del 730 precompilato per la consultazione15 maggio 2026: possibilita di modificare e inviare la dichiarazione20 giugno 2026: termine ultimo per annullare il 730 gia inviato30 settembre 2026: scadenza finale per la presentazione del 730Modalita di presentazioneIl Modello 730/2026 puo essere presentato attraverso diverse modalita:Direttamente online: tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (730 precompilato)Tramite sostituto d’imposta: se il datore di lavoro ha comunicato entro il 15 gennaio di prestare assistenza fiscaleTramite CAF: come il CAF Centro Fiscale di Udine, che offre assistenza completaTramite professionista abilitato: commercialista, consulente del lavoroDocumenti necessari per il 730/2026Per una corretta compilazione del 730, e fondamentale raccogliere:CU 2026 (Certificazione Unica) rilasciata dal datore di lavoro o dall’INPSSpese mediche: scontrini farmacia, fatture medici/specialisti, ticket sanitariSpese per interessi passivi: certificazione banca per mutuo prima casaSpese scolastiche e universitarie: ricevute pagamento retteSpese funebri: fatture fino a 1.550 euro per decedutoBonus edilizi: documentazione per ristrutturazioni, ecobonus, sismabonusAssicurazioni vita: certificazione premi versatiContributi previdenziali: INPS, colf/badanti, fondi pensioneImportante: inviare il 730 prima possibile garantisce rimborsi piu rapidi. Chi invia entro maggio/giugno riceve generalmente il rimborso nella busta paga di luglio o nella pensione di agosto. Liquidazioni IVA maggio 2026Il mese di maggio 2026 prevede importanti scadenze per i versamenti IVA, sia per i contribuenti mensili che per quelli trimestrali. Ecco il dettaglio completo.Contribuenti IVA mensiliI soggetti passivi IVA con liquidazione mensile devono versare l’imposta relativa al mese di aprile 2026 entro il 18 maggio 2026 (la scadenza originaria del 16 slitta per il sabato).Codice tributo:6004 (IVA aprile)Sezione F24:ErarioAnno di riferimento:2026Contribuenti IVA trimestraliI contribuenti con liquidazione trimestrale devono versare l’IVA del 1° trimestre 2026 (gennaio-marzo) entro il 18 maggio 2026, con una maggiorazione dell’1% a titolo di interessi. ⚠️ Attenzione alla maggiorazione: I contribuenti trimestrali devono applicare l’1% sull’IVA netta dovuta. Ad esempio, su 5.000 euro di IVA, la maggiorazione e di 50 euro, per un totale di 5.050 euro.Codice tributo:6031 (IVA 1° trimestre)Maggiorazione 1%:Da indicare nello stesso rigoLIPE 1° trimestre 2026La Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) del primo trimestre 2026 deve essere trasmessa telematicamente entro il 31 maggio 2026. Poiche questa data cade di domenica, la scadenza slitta al 1° giugno 2026. Contributi INPS maggio 2026Maggio 2026 segna una scadenza fondamentale per i contributi INPS di artigiani, commercianti e iscritti alla Gestione Separata. Ecco tutti i dettagli aggiornati secondo la Circolare INPS n. 14/2026.Artigiani e commercianti: 1° rata 2026Entro il 18 maggio 2026 scade il termine per il versamento della prima delle quattro rate dei contributi fissi sul minimale di reddito.VoceArtigianiCommerciantiReddito minimale 202618.808,00 euro18.808,00 euroAliquota contributiva24%24,48%Contributo annuo fisso4.521,36 euro4.611,64 euroRata trimestrale (1/4)1.130,34 euro1.152,91 euroContributo maternita0,62 euro/mese0,62 euro/meseScadenze rate 20261° rata: 18 maggio 20262° rata: 20 agosto 20263° rata: 16 novembre 20264° rata: 16 febbraio 2027Agevolazioni disponibiliOver 65 pensionati: riduzione del 50% dei contributiRegime forfettario: riduzione del 35% su richiesta all’INPSGestione Separata INPSI committenti che utilizzano collaboratori iscritti alla Gestione Separata devono versare i contributi entro il 18 maggio 2026. Le aliquote 2026, stabilite dalla Circolare INPS n. 8/2026, sono:Pensionato/altra gestione24%Titolare P.IVA non pensionato26,07%Non P.IVA con DIS-COLL35,03%Non P.IVA senza DIS-COLL33,72% F24 e ravvedimento operosoSe hai saltato una scadenza fiscale, puoi regolarizzare la tua posizione tramite il ravvedimento operoso. Il 2026 porta importanti novita su sanzioni e interessi.Tasso di interesse legale 2026Dal 1° gennaio 2026, il tasso di interesse legale e sceso all’1,60% annuo (dal precedente 2%), come stabilito dal Decreto MEF 10 dicembre 2025 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 289 del 13/12/2025.Sanzioni ridotte con il D.Lgs. 87/2024Il Decreto Sanzioni ha ridotto le penalita per omessi versamenti:Tipo di ravvedimentoTermineSanzione ridottaSprintEntro 14 giorni0,0833% per giornoBreveEntro 30 giorni1,25%IntermedioDa 31 a 90 giorni1,39%LungoEntro 1 anno3,125%UltrannualeEntro 2 anni3,57%LunghissimoOltre 2 anni4,17%Esempio pratico di calcoloSupponiamo di dover regolarizzare un versamento IVA di 1.000 euro con 20 giorni di ritardo:Imposta dovuta: 1.000,00 euroSanzione ridotta (1,25%): 12,50 euroInteressi (1,60% x 20/365): 0,88 euroTotale da versare: 1.013,38 euro ✅ Consiglio: Il ravvedimento operoso deve essere effettuato in un’unica soluzione tramite F24. Il pagamento rateizzato non e ammesso e la violazione resterebbe aperta. Altre scadenze fiscali di maggio 2026Imposta di bollo fatture elettronicheEntro il 31 maggio 2026 scade il termine per il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nel primo trimestre 2026.Importo: 2 euro per ogni fattura superiore a 77,47 euro esente IVACodice tributo F24: 2501Soglia differimento: se l’importo totale e inferiore a 5.000 euro, il pagamento puo essere differito al 30 settembreL’elenco delle fatture soggette a bollo e disponibile nell’area “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate entro il 15 aprile.Contributi ENASARCOGli agenti e rappresentanti di commercio devono versare i contributi ENASARCO del primo trimestre 2026 entro il 20 maggio 2026.Ritenute fiscaliI sostituti d’imposta devono versare entro il 18 maggio 2026:Ritenute IRPEF lavoro dipendente (cod. 1001)Ritenute IRPEF lavoro autonomo (cod. 1040)Addizionali regionali IRPEF (cod. 3802)Addizionali comunali IRPEF (cod. 3848)Come organizzarsi per le scadenze fiscaliGestire correttamente le scadenze fiscali richiede organizzazione e pianificazione. Ecco alcuni consigli pratici per non farsi cogliere impreparati.Checklist maggio 2026☐ Verificare disponibilita 730 precompilato (dal 30 aprile)☐ Raccogliere documenti per la dichiarazione dei redditi☐ Controllare importi F24 per IVA e ritenute☐ Verificare contributi INPS nel Cassetto Previdenziale☐ Controllare elenco bollo fatture elettroniche☐ Predisporre liquidita per versamenti del 18 maggio☐ Trasmettere LIPE primo trimestre entro fine meseStrumenti utiliCassetto Fiscale: per consultare la propria posizione con l’Agenzia delle EntrateCassetto Previdenziale INPS: per scaricare i modelli F24 precompilatiFatture e Corrispettivi: per il bollo sulle fatture elettronicheApp IO: per ricevere notifiche sulle scadenze 📬Resta aggiornato sulle novita fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.FAQ – Domande frequenti sulle scadenze maggio 2026Hai bisogno di assistenza per le scadenze fiscali?Se hai dubbi sulla compilazione del Modello 730, sui versamenti IVA o sui contributi INPS, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per offrirti assistenza personalizzata.📞 Contatta il CAF Centro FiscaleTelefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineSiamo aperti dal lunedi al venerdi, 9:00-13:00 e 15:00-18:00Fonti ufficiali citate in questo articolo:Scadenzario Agenzia delle EntrateGuida 730/2026 – Agenzia delle EntrateCircolare INPS n. 14/2026 – Contributi artigiani e commerciantiDecreto MEF 10 dicembre 2025 – Tasso interesse legale (G.U. n. 289/2025)D.Lgs. n. 87/2024 – Decreto SanzioniArticolo aggiornato al 15 aprile 2026. Le informazioni contenute sono a scopo informativo e non costituiscono consulenza fiscale professionale. Per casi specifici, rivolgiti a un professionista abilitato o al CAF Centro Fiscale.Aprile 15, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-15 08:05:052026-05-31 16:24:49Scadenze Fiscali Maggio 2026: Calendario Completo 730, IVA e INPS