DICHIARAZIONE DEI REDDITIEsonero dalla dichiarazione dei redditi 2026: chi non deve presentare il modello 730Ogni anno la stessa domanda: devo presentare il 730 anche quest’anno? Per milioni di italiani la risposta è “no”. L’esonero dalla dichiarazione dei redditi 2026 riguarda chi, per la propria situazione reddituale e contributiva, non è tenuto a inviare alcun modello dichiarativo all’Agenzia delle Entrate. Si tratta di un istituto previsto dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986, TUIR) e ribadito ogni anno dalle istruzioni ministeriali al modello 730 e al Modello Redditi PF.In questa guida aggiornata al 730/2026 (relativo ai redditi 2025) il CAF Centro Fiscale di Udine spiega in modo chiaro chi è esonerato, quali sono le soglie di reddito da non superare, quando conviene comunque presentare la dichiarazione anche se non obbligati e come evitare errori che possono costare sanzioni. Affronteremo casi pratici per pensionati, lavoratori dipendenti, partite IVA forfettarie, contribuenti minimi e percettori di indennità INPS.Attenzione: l’esonero non significa che non si è “soggetti fiscali”. Significa solo che non occorre presentare la dichiarazione perché le imposte risultano già trattenute alla fonte o perché il reddito è sotto le soglie di esenzione. Vediamo nel dettaglio tutte le casistiche previste per il 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cosa significa esonero dalla dichiarazione dei redditi 2026L’esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi è una facoltà riconosciuta dall’ordinamento tributario a determinate categorie di contribuenti che, pur producendo redditi nel corso dell’anno d’imposta, non sono tenuti a presentare il modello 730 o il Modello Redditi Persone Fisiche. Il principio cardine è semplice: se l’imposta dovuta è già stata interamente trattenuta dal sostituto d’imposta (datore di lavoro, ente pensionistico, INPS) e non vi sono altri redditi da dichiarare, lo Stato non chiede al cittadino di “ricapitolare” la propria posizione.L’istituto trova fondamento normativo principalmente nell’art. 1 del DPR 600/1973 (“Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi”) e nelle istruzioni annuali dell’Agenzia delle Entrate al modello 730. Le tabelle ufficiali di esonero sono pubblicate ogni primavera con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che approva i modelli dichiarativi: per il 2026 il riferimento è il provvedimento di approvazione del modello 730/2026. Esonero vs. semplice non obbligoÈ importante distinguere due concetti spesso confusi:Esonero totale: il contribuente non è obbligato a presentare alcun modello dichiarativo e non subisce conseguenze.Esonero con facoltà: il contribuente non è obbligato, ma può scegliere di presentare comunque la dichiarazione, ad esempio per ottenere il rimborso di detrazioni non riconosciute dal sostituto.Esclusione soggettiva: alcune categorie (es. soggetti minimi cessati, eredi del de cuius) seguono regole specifiche che derogano allo schema ordinario.Soglie di reddito per l’esonero dichiarazione redditi 2026La normativa fiscale italiana prevede soglie di reddito al di sotto delle quali il contribuente non è tenuto a presentare la dichiarazione. Tali soglie variano in funzione della tipologia di reddito posseduto e della categoria del contribuente. Ecco le principali soglie aggiornate per il modello 730/2026:Tipologia di redditoSoglia di esoneroNoteReddito complessivo generalefino a 2.840,51 eurolimite generale art. 11 TUIRPensione + abitazione principalefino a 8.500 euro (con almeno 75 anni) o 7.500 eurono-tax area pensionatiLavoro dipendente + abitazione principalefino a 8.500 euronuova no-tax area dipendenti dal 2025 (DLgs 216/2023)Compensi sportivi dilettantisticifino a 15.000 eurofranchigia art. 36 D.Lgs 36/2021Assegno periodico ex coniugefino a 7.500 eurose unico reddito, con abitazione principaleRedditi assoggettati a ritenuta a titolo d’impostaEsenti dall’obbligocedolare secca, interessi titoli, dividendi qualif.Queste soglie tengono conto delle detrazioni d’imposta previste dagli artt. 12, 13, 15 e 16 del TUIR. In sostanza, sotto questi importi l’imposta dovuta risulta pari a zero per effetto delle detrazioni stesse, rendendo superflua la dichiarazione. La soglia generale di 2.840,51 euroStorica soglia di esonero (corrispondente a 5,5 milioni di lire del 1996, mai aggiornata), riguarda chi ha solamente redditi residuali (es. piccolo lavoro autonomo occasionale, redditi diversi) per importi complessivi sotto questo limite. Restano comunque obbligati alla dichiarazione coloro che, pur sotto soglia, hanno crediti d’imposta da utilizzare o redditi soggetti a tassazione separata.Esonero per lavoratori dipendenti e assimilatiIl lavoratore dipendente è la figura più tutelata dal sistema di esoneri, perché il datore di lavoro opera già come sostituto d’imposta, trattenendo mensilmente l’IRPEF e applicando il conguaglio a fine anno tramite la Certificazione Unica (CU). Se il rapporto di lavoro copre l’intero anno e non vi sono altri redditi, la posizione fiscale è già “chiusa” e non occorre dichiarare nulla.Sono esonerati dalla presentazione del 730/2026 i lavoratori dipendenti che si trovano in tutte queste condizioni:hanno percepito redditi da lavoro dipendente o assimilato (es. co.co.co., borse di studio, gettoni di presenza) da un solo datore di lavoro;il sostituto ha effettuato correttamente le ritenute d’acconto IRPEF e applicato le addizionali regionali e comunali;non possiedono altri redditi da dichiarare (esclusi quelli soggetti a ritenuta secca o cedolare);il reddito da abitazione principale (rendita catastale) non è soggetto a IRPEF;non hanno spese detraibili o deducibili che vogliono recuperare. Caso pratico: Marco, impiegato a tempo indeterminatoMarco lavora come impiegato dal 2020 nella stessa azienda. Nel 2025 ha guadagnato 28.000 euro lordi, il datore ha effettuato le ritenute mensili e a dicembre ha consegnato la CU. Marco vive nella propria abitazione principale e non ha altri redditi. Conclusione: Marco è esonerato dal 730/2026. Tuttavia, se ha sostenuto spese mediche per 1.200 euro o ha pagato un mutuo prima casa, gli conviene presentare comunque il 730 per recuperare le detrazioni del 19%.Lavoratori con due o più CU: cosa cambiaSe un lavoratore ha avuto più datori di lavoro nel 2025 e non ha chiesto il conguaglio all’ultimo sostituto, è generalmente obbligato a presentare la dichiarazione, salvo che l’imposta complessiva non superi l’importo di 10,33 euro. Il motivo: ciascun datore applica le aliquote partendo dal primo scaglione, senza considerare gli altri redditi, e questo provoca un’IRPEF a debito da regolarizzare.Esonero per pensionati 2026I pensionati rappresentano la categoria più numerosa di soggetti esonerati. L’INPS opera come sostituto d’imposta, trattenendo l’IRPEF dalla pensione e gestendo automaticamente le addizionali. Per la maggior parte dei pensionati italiani, soprattutto chi percepisce trattamenti minimi o pensioni medio-basse, la dichiarazione dei redditi non è necessaria.I requisiti per l’esonero dei pensionati dal 730/2026 sono:pensione erogata da un unico ente (INPS, ex INPDAP, casse previdenziali) per l’intero anno;importo complessivo non superiore a 7.500 euro per i pensionati sotto i 75 anni, elevato a 8.500 euro per i pensionati con almeno 75 anni di età;eventuale reddito aggiuntivo dall’abitazione principale e relative pertinenze (escluso da IRPEF);nessun altro reddito imponibile, salvo quelli soggetti a ritenuta a titolo definitivo;periodo di pensione di almeno 365 giorni (anno intero). Pensione minima e integrazione al trattamentoI percettori della pensione minima INPS (per il 2026 attestata, salvo conferme con perequazione, intorno ai 615-620 euro mensili per 13 mensilità) ricadono pienamente nella fascia di esonero, salvo abbiano altre fonti di reddito. Anche l’integrazione al trattamento minimo e la maggiorazione sociale non incidono sul calcolo del reddito ai fini dell’esonero, purché restino sotto soglia.Pensionati con più trattamentiChi percepisce due o più pensioni (ad esempio una pensione INPS lavoro dipendente più una pensione di reversibilità) deve sommare gli importi e verificare la posizione complessiva. Se la somma è superiore alla soglia di esonero e nessuno dei due enti ha effettuato il conguaglio cumulativo, è opportuno presentare il 730 per evitare richieste future da parte dell’Agenzia delle Entrate. Il CAF Centro Fiscale di Udine esegue gratuitamente la verifica per i pensionati friulani.Esonero per partite IVA: forfettari e minimiPer le partite IVA il discorso è più articolato. La regola generale è che chi possiede partita IVA deve presentare il Modello Redditi PF (non il 730), perché il 730 non ammette redditi d’impresa o di lavoro autonomo abituale. Tuttavia, anche per i contribuenti in regime forfettario e regime di vantaggio (ex minimi) esistono casi di esonero o adempimenti semplificati. Regime forfettario: nessun esonero dichiarativoI contribuenti in regime forfettario (Legge 190/2014, art. 1 c. 54-89) non sono mai esonerati dalla presentazione del Modello Redditi PF, neanche se nell’anno non hanno emesso fatture. Devono compilare il quadro LM indicando ricavi/compensi e applicare il coefficiente di redditività (variabile dal 40% al 86% in base al codice ATECO). L’imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per le startup nei primi 5 anni) si applica al reddito imponibile così calcolato.Il “coefficiente di redditività” è una percentuale stabilita per legge che indica quanta parte dei ricavi viene considerata reddito (il resto è considerato costi forfettari). Ad esempio, per i professionisti il coefficiente è del 78%: significa che il 78% dei compensi è reddito tassabile, il restante 22% è “costo forfettario” già scontato.Soggetti con sola partita IVA chiusa nell’annoChi ha chiuso la partita IVA nel 2025 deve comunque presentare la dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui ha operato, anche se per pochi mesi. L’unica eccezione riguarda chi ha avuto ricavi pari a zero e nessun costo deducibile: in questo caso, comunque, si raccomanda la dichiarazione “a zero” per fini di tracciabilità.Lavoratori autonomi occasionali sotto 2.840,51 euroIl lavoro autonomo occasionale (art. 67 c. 1 lett. l TUIR) non richiede l’apertura della partita IVA fino a 5.000 euro annui per committente. Se il contribuente ha percepito esclusivamente compensi occasionali per un totale non superiore a 2.840,51 euro nel 2025, può rientrare nell’esonero generale. Sopra tale soglia, occorre dichiarare nel quadro RL del Modello Redditi PF.Redditi esenti e soggetti a ritenuta a titolo d’impostaUna vasta gamma di redditi è esclusa dall’obbligo dichiarativo perché soggetti a tassazione “alla fonte” oppure perché del tutto esenti. Conoscere queste categorie aiuta a verificare se si rientra nell’esonero. Ecco le principali:Interessi su titoli di Stato (BOT, BTP, CCT) e su conti correnti, soggetti a ritenuta del 12,50% o 26%;Dividendi su partecipazioni non qualificate assoggettati a ritenuta del 26%;Redditi da locazione in cedolare secca (21% o 10% canone concordato): vanno comunque dichiarati nel quadro B del 730 se altri redditi richiedono dichiarazione;Pensioni di guerra e indennità correlate (totalmente esenti);Borse di studio universitarie erogate da università, INPS, regioni (esenti);Sussidi di natura assistenziale erogati da enti pubblici (es. assegno sociale);Indennità di maternità e congedo parentale (concorrono come redditi assimilati ma INPS è sostituto);Rendite INAIL per invalidità permanente e altre rendite assistenziali specifiche.Cedolare secca: attenzione alla regolaChi percepisce redditi da locazione in regime di cedolare secca (21% per contratto a canone libero o 10% per contratto a canone concordato in comuni ad alta tensione abitativa) non è automaticamente esonerato. La cedolare secca sostituisce IRPEF e addizionali, ma il reddito deve essere comunque dichiarato nel quadro B del 730 o nel quadro RB del Modello Redditi PF. L’esonero opera solo se questo è l’unico reddito e l’imposta sostitutiva è stata regolarmente versata in F24 entro le scadenze previste.NASPI, CIG, indennità INPS: come incidono sull’esoneroMolti contribuenti chiedono se le indennità di disoccupazione (NASPI), la Cassa Integrazione Guadagni (CIG) e altre prestazioni INPS comportino l’obbligo di dichiarazione. La risposta è articolata, ma utile per valutare la propria posizione. NASPILa NASPI è un reddito assimilato al lavoro dipendente e l’INPS opera come sostituto d’imposta, applicando direttamente le ritenute IRPEF. Se il percettore ha avuto solo NASPI nel 2025 e l’INPS ha eseguito il conguaglio finale, il lavoratore è esonerato. Diversamente, se nello stesso anno ha avuto anche redditi da lavoro dipendente da altri datori, scatta l’obbligo dichiarativo per il conguaglio cumulativo.Cassa Integrazione GuadagniLa CIG ordinaria, straordinaria, in deroga e la NASPI agricola sono trattate come redditi da lavoro dipendente. Se erogate dal datore di lavoro (per anticipo) o direttamente dall’INPS, le ritenute vengono operate dal soggetto erogatore. Per il 2026, il principio resta invariato: se il rapporto di lavoro è continuativo e il conguaglio è stato eseguito, non occorre dichiarare.Assegno di Inclusione e Supporto Formazione LavoroL’Assegno di Inclusione (ADI) (subentrato al Reddito di Cittadinanza dal 1° gennaio 2024) e il Supporto Formazione Lavoro (SFL) non concorrono alla formazione del reddito imponibile IRPEF, in quanto sussidi di natura assistenziale. Chi percepisce esclusivamente queste indennità non ha obbligo di presentare il 730/2026, salvo voglia recuperare detrazioni per altre spese (ad es. spese mediche, in casi specifici).Quando conviene presentare il 730 anche se esoneratiAnche se rientri in una delle categorie di esonero, presentare comunque il 730/2026 può convenire in molte situazioni. La regola d’oro: presenta la dichiarazione ogniqualvolta hai pagato (tramite ritenute alla fonte) più imposte di quanto effettivamente dovuto, oppure hai diritto a detrazioni o crediti d’imposta che il sostituto non ha riconosciuto.Spese mediche superiori alla franchigia di 129,11 euro (detrazione 19%);Spese di istruzione universitaria e scolastica (limiti per ordine di scuola);Mutuo prima casa: interessi passivi detraibili al 19% fino a 4.000 euro (760 euro annui di risparmio);Bonus edilizi (Ecobonus, Sismabonus, Bonus ristrutturazione 50%): tornano nella dichiarazione in 10 rate annuali;Erogazioni liberali a ONLUS, ASD, partiti politici, scuole;Spese funebri per defunto familiare (fino a 1.550 euro per evento);Premi assicurativi vita, invalidità e infortuni (detrazione 19% nei limiti previsti);Detrazione canoni di locazione per studenti universitari fuori sede o lavoratori dipendenti che hanno trasferito la residenza per motivi di lavoro;Bonus mobili e elettrodomestici: detraibile al 50% se collegato a ristrutturazione.Esempio numerico: Giulia, pensionata 73enneGiulia ha una pensione INPS di 7.200 euro annui. Tecnicamente sarebbe esonerata. Tuttavia, nel 2025 ha sostenuto 1.800 euro di spese mediche specialistiche e ha pagato 600 euro per la badante (per assistenza a sé stessa, in quanto non autosufficiente). Presentando il 730/2026 può recuperare:Spese mediche: (1.800 – 129,11) × 19% = 317 euroSpese addetti assistenza: 600 × 19% (entro 2.100 euro) = 114 euroRimborso atteso: 431 euroPer Giulia, dunque, presentare il 730 conviene fortemente. Il CAF Centro Fiscale offre l’assistenza gratuita per la dichiarazione 730 a pensionati con ISEE basso.730 precompilato 2026 ed esoneroUna novità importante per il 2026: la dichiarazione precompilata è disponibile dal 30 aprile 2026 (e non più dal 15 aprile come negli anni precedenti). Il cambio di data è stato disposto dall’Agenzia delle Entrate per garantire una maggiore affidabilità dei dati pre-inseriti, in particolare per Certificazioni Uniche, oneri detraibili e dati immobiliari.Anche i contribuenti esonerati possono accedere al 730 precompilato tramite SPID, CIE o CNS sul portale dell’Agenzia delle Entrate. È un’ottima occasione per verificare se il proprio profilo fiscale è correttamente registrato e per scoprire eventuali detrazioni dimenticate. La precompilata aggrega automaticamente:CU lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo;spese sanitarie comunicate dal Sistema Tessera Sanitaria;spese universitarie comunicate dalle università;interessi mutui dalle banche;oneri assicurativi comunicati dalle assicurazioni;contributi previdenziali e assistenziali obbligatori. Scadenze 730/2026 da ricordareScadenzaAdempimento30 aprile 2026Disponibilità del 730 precompilato16 giugno 2026Saldo IRPEF e primo acconto (per chi presenta Redditi PF)30 settembre 2026Termine ultimo per invio definitivo 730/202625 ottobre 2026Termine per il 730 integrativo30 novembre 2026Termine per Modello Redditi PF1 dicembre 2026Secondo acconto IRPEFRimborso e crediti d’imposta: come ottenerliPer gli esonerati che decidono di presentare comunque il 730 al fine di ottenere un rimborso, è importante sapere come funziona il meccanismo. Il rimborso può essere ottenuto in due modalità:Tramite sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico): il rimborso compare nella busta paga o nel cedolino di pensione del mese di luglio (per dichiarazioni presentate entro giugno) o dei mesi successivi;Direttamente dall’Agenzia delle Entrate per chi non ha sostituto (è il caso tipico dei pensionati con sola pensione INPS, ma il rimborso può essere richiesto in busta paga indicando l’INPS come sostituto): il rimborso viene accreditato sul conto corrente tramite il codice IBAN indicato in dichiarazione, di norma entro 6 mesi.Crediti d’imposta che richiedono comunque la dichiarazioneAlcuni crediti d’imposta richiedono obbligatoriamente la dichiarazione per essere utilizzati, anche se sotto soglia. Ad esempio:Trattamento integrativo (ex bonus Renzi/80 euro) – oggi ridenominato e modulato in base al reddito;Bonus prima casa under 36 (per acquisti effettuati nei termini di vigenza);Crediti d’imposta canoni di locazione per immobili a uso non abitativo;Bonus colonnine elettriche per installazione di infrastrutture di ricarica;Sport bonus e altre agevolazioni territoriali.Errori da evitare sull’esonero dichiarativoL’esonero è una facoltà, ma presumere di esserne titolari quando non lo si è può costare caro. Le sanzioni per omessa dichiarazione previste dal D.Lgs. 471/1997 sono pesanti: dal 120% al 240% delle imposte dovute con un minimo di 250 euro (importo che scende a 200 euro se non risultano imposte dovute). Ecco gli errori più frequenti:Pensionati che ricevono due cedolini pensione da enti diversi (es. INPS + ex INPDAP, oppure INPS + Cassa Forense) e ritengono di essere esonerati senza verificare il cumulo;Lavoratori che hanno avuto un secondo lavoro a chiamata o stagionale nello stesso anno;Eredi che incassano arretrati di pensione del de cuius e non li dichiarano;Contribuenti con redditi da locazione (anche brevi tipo Airbnb) che ritengono di essere esonerati solo perché in cedolare secca;Percettori di compensi sportivi dilettantistici sopra la soglia di 15.000 euro che non dichiarano nulla;Soggetti con conti correnti all’estero o investimenti finanziari all’estero (anche cripto): obbligo di quadro W indipendentemente dalle altre condizioni. Sanzioni e ravvedimento operosoChi si accorge di aver erroneamente ritenuto di rientrare nell’esonero può sanare la propria posizione tramite ravvedimento operoso. Se la regolarizzazione avviene entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione fissa per la tardiva presentazione è di soli 25 euro (1/10 di 250 euro). Oltre i 90 giorni, la dichiarazione si considera omessa e le sanzioni sono molto più gravose.Cripto e redditi esteri: l’esonero non valeUna delle aree dove l’esonero non opera mai riguarda i redditi esteri e gli investimenti finanziari all’estero, inclusi i conti su fintech estere (Revolut, N26, Wise, PayPal con conto operativo all’estero) e le criptovalute. La normativa sul monitoraggio fiscale (D.L. 167/1990 e successive modifiche) impone l’obbligo di compilazione del quadro W nel Modello Redditi PF per chiunque detenga attività finanziarie estere superiori ai limiti previsti.IVIE 1,06% per immobili all’estero (aliquota in vigore dal 2024 ex L. 213/2023);IVAFE 2 per mille (0,20%) su attività finanziarie estere, elevata al 4 per mille (0,40%) per stati black-list;Imposta fissa di 34,20 euro per conto corrente o libretto estero (persona fisica);Tassazione plusvalenze cripto al 26% (in caso di realizzo) per importi superiori a 2.000 euro;Anche con imposta dovuta inferiore a 200 euro, il quadro W va comunque compilato.Se possiedi attività estere (anche solo un conto corrente da pochi euro presso una fintech estera) sei obbligato a presentare il Modello Redditi PF, indipendentemente dalle altre condizioni di esonero. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha competenza specifica nel monitoraggio fiscale e nella tassazione delle criptovalute.Successioni ed eredi: la dichiarazione del de cuiusIn caso di decesso, gli eredi devono presentare la dichiarazione dei redditi del defunto (de cuius) relativa all’anno del decesso e, se non presentata, anche all’anno precedente. La scadenza ordinaria del 730/2026 (30 settembre 2026) per il de cuius è prorogata al 30 novembre 2026 tramite presentazione del Modello Redditi PF, esclusivamente in via telematica. Gli eredi non possono avvalersi del 730 per il defunto.In Friuli Venezia Giulia, il sistema tavolare rappresenta una specificità importante anche dal punto di vista fiscale per le successioni: l’efficacia costitutiva dell’iscrizione nel Libro Fondiario richiede l’intavolazione separata dopo la dichiarazione di successione. Il CAF Centro Fiscale ha competenza ultradecennale nella gestione delle pratiche di successione nel sistema tavolare di Udine, Gorizia, Trieste e parte di Pordenone. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Conclusioni: come capire se sei davvero esoneratoL’esonero dalla dichiarazione dei redditi 2026 è un’opportunità per molti contribuenti italiani, ma non va presunto: occorre verificare con attenzione la propria situazione personale, sommare tutti i redditi percepiti nel 2025, controllare le ritenute applicate dai sostituti d’imposta e valutare l’esistenza di spese detraibili che potrebbero generare un rimborso.Le tre regole d’oro da ricordare:Verifica sempre la tua CU o il cedolino INPS: sono il punto di partenza per capire quanto reddito hai prodotto e quanto IRPEF ti è stato trattenuto.Non confondere “non obbligato” con “non conviene”: spesso presentare il 730 anche da esonerati significa recuperare centinaia di euro di rimborsi.Attenzione ai redditi esteri e cripto: l’esonero non vale mai. Quadro W obbligatorio.Per una verifica gratuita della tua posizione fiscale 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. Il nostro team ti assiste nell’analisi della CU, nella ricostruzione delle spese detraibili e, se conviene, nella compilazione e invio del modello 730/2026 senza costi per pensionati con ISEE basso e lavoratori dipendenti con redditi medi. Prenota un appuntamento chiamando il numero 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.FAQ – Domande frequenti sull’esonero 730/2026 1. Se sono esonerato e non presento il 730, posso comunque accedere ai bonus?Sì, l’esonero dalla dichiarazione non esclude dai bonus statali (Assegno Unico, Bonus bollette, Carta Acquisti, ecc.). Tali misure si basano sull’ISEE, calcolato sui dati reddituali comunicati direttamente da INPS e Agenzia delle Entrate. Per ottenere o aggiornare l’ISEE, contatta il CAF Centro Fiscale.2. Se ho ricevuto un’eredità nel 2025 devo presentare la dichiarazione?L’eredità in sé (il patrimonio ricevuto) non è soggetta a IRPEF ma all’imposta di successione (con franchigie diverse a seconda del grado di parentela). Tuttavia, se l’eredità include immobili che producono reddito o investimenti che generano interessi, dovrai dichiarare tali redditi dal momento dell’apertura della successione. Il defunto, da parte sua, ha sempre l’obbligo della dichiarazione finale tramite gli eredi.3. Ho cambiato lavoro a metà 2025: sono esonerato?Se hai chiesto al nuovo datore di operare il conguaglio cumulativo (presentando la CU del precedente lavoro), e il conguaglio è stato effettuato correttamente, sei esonerato. In caso contrario sei obbligato alla dichiarazione, perché ciascun datore avrà applicato le aliquote dal primo scaglione, generando quasi certamente un debito IRPEF.4. La pensione di reversibilità conta per l’esonero?Sì, la pensione di reversibilità è reddito a tutti gli effetti. Se sommata alla pensione diretta supera la soglia di esonero (7.500 euro o 8.500 euro per gli ultra 75enni), occorre presentare la dichiarazione. L’INPS, se eroga entrambe le pensioni, opera il conguaglio cumulativo automaticamente.5. Ho un conto Revolut con 500 euro: devo dichiarare?Sì. Anche con saldi minimi, il possesso di un conto corrente all’estero (anche fintech) attiva l’obbligo di compilazione del quadro W per il monitoraggio fiscale. L’imposta IVAFE non è dovuta se il valore medio del conto è inferiore a 5.000 euro, ma la comunicazione resta obbligatoria. L’esonero ordinario dalla dichiarazione viene meno.6. Posso recuperare le spese mediche del 2024 nel 730/2026?No, il 730/2026 si riferisce ai redditi e alle spese sostenute nel 2025. Per le spese mediche del 2024 dovevi presentare il 730/2025 (entro il 30 settembre 2025). È possibile, tuttavia, presentare una dichiarazione integrativa entro i termini ordinari di accertamento (5 anni), rivolgendosi al CAF.7. Sono pensionato all’estero in convenzione: devo dichiarare in Italia?Dipende dalla residenza fiscale e dalla convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni in vigore con il Paese di pagamento della pensione. In genere, i pensionati AIRE residenti all’estero non sono tassati in Italia, salvo specifiche eccezioni. La verifica è caso per caso: contatta il CAF Centro Fiscale per un’analisi personalizzata.Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 23:55:042026-05-31 17:46:04Esonero dalla dichiarazione dei redditi 2026: chi non deve presentare il modello 730
DICHIARAZIONE DEI REDDITIQuanto Costa il 730 al CAF, Patronato o Commercialista nel 2026: Tariffe a ConfrontoOgni primavera milioni di contribuenti italiani si pongono la stessa domanda: quanto costa il 730 al CAF nel 2026? E quanto chiede un commercialista? Il patronato fa la dichiarazione dei redditi gratis o si paga? Districarsi tra tariffe, agevolazioni e differenze tra modello 730 e Modello Redditi PF non è semplice, soprattutto considerando che nel 2026 ci sono importanti novità: il precompilato è disponibile dal 30 aprile 2026 (non più dal 15 aprile) e la scadenza per l’invio definitivo del 730 resta il 30 settembre 2026. In questa guida completa analizziamo nel dettaglio quanto costa il 730 al CAF in base alla complessità della pratica, le tariffe medie dei commercialisti, i casi in cui la dichiarazione è gratuita e come scegliere l’opzione più conveniente per la tua situazione.Indice dei contenutiQuanto costa il 730 al CAF nel 2026: tariffe medieQuando il 730 al CAF è gratuitoCosto del 730 dal commercialista nel 2026Patronato e 730: cosa fa davvero il patronatoScadenze 730 e Modello Redditi PF 2026730 ordinario vs 730 precompilato: differenze e costiCosti nascosti da evitare nel 730 2026Come scegliere tra CAF, patronato e commercialistaDocumenti necessari per il 730 al CAFVantaggi di affidarsi a un CAF professionaleDomande frequenti📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Quanto costa il 730 al CAF nel 2026: tariffe medieQuando ci si chiede quanto costa il 730 al CAF, la risposta dipende sempre dalla complessità della dichiarazione. I CAF (Centri di Assistenza Fiscale) sono enti autorizzati dall’Agenzia delle Entrate a raccogliere, controllare e trasmettere le dichiarazioni dei redditi per conto dei contribuenti. Non esistono tariffe fisse imposte dalla legge: ogni CAF può determinare il proprio listino, anche se a livello nazionale i prezzi tendono ad allinearsi.In media, nel 2026 il costo del 730 al CAF oscilla tra 40 e 120 euro, con un valore tipico intorno ai 70-90 euro per una pratica di media complessità. La cifra esatta dipende da diversi fattori che vediamo nel dettaglio.Cosa influenza il prezzo del 730 al CAFI principali elementi che determinano quanto costa il 730 al CAF sono:Numero di certificazioni uniche (CU): chi ha più datori di lavoro o pensioni paga di piùPresenza di redditi diversi: affitti, rendite finanziarie, plusvalenzeDetrazioni e deduzioni da inserire: spese mediche, mutuo, ristrutturazioni, figli a caricoBonus edilizi: Superbonus, bonus ristrutturazioni 50%, bonus mobili (richiedono moduli aggiuntivi)Modello congiunto: il 730 presentato insieme al coniuge ha un costo aggiunto contenutoQuadri aggiuntivi: terreni, fabbricati, redditi all’esteroTabella tariffe medie CAF 2026Ecco una sintesi indicativa dei costi medi del 730 al CAF nel 2026:730 ordinario semplice (1 CU, nessuna detrazione complessa): 40-60 euro730 ordinario con detrazioni (spese mediche, mutuo, figli): 60-90 euro730 con bonus edilizi (ristrutturazioni, ecobonus, Superbonus): 90-150 euro730 congiunto (coniugi): 70-110 euro complessivi730 con redditi diversi (affitti, rendite): 80-130 euroPresso il CAF Centro Fiscale di Udine applichiamo tariffe trasparenti e competitive, comunicate sempre prima dell’inizio della pratica, senza sorprese o costi nascosti. Il servizio è disponibile sia in ufficio che online in tutta Italia. Quando il 730 al CAF è gratuitoUna domanda frequente è: il 730 al CAF è gratis? La risposta corretta è: quasi mai per il singolo contribuente, ma esistono alcune situazioni particolari da conoscere. Capire quanto costa il 730 al CAF significa anche sapere se rientri in una di queste categorie agevolate.Convenzioni sindacali e aziendaliMolti CAF sono convenzionati con sindacati (CGIL, CISL, UIL e altri) o con grandi aziende ed enti pubblici. In questi casi, gli iscritti al sindacato o i dipendenti dell’azienda convenzionata possono presentare il 730 a tariffa ridotta o gratuitamente. Verifica sempre se il tuo sindacato o il tuo datore di lavoro ha una convenzione attiva.Il falso mito del 730 “gratis perché compili da solo online”L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il 730 precompilato dal 30 aprile 2026 (data spostata dal 15 aprile a partire da quest’anno). Tecnicamente la dichiarazione può essere trasmessa autonomamente senza costi, ma sconsigliamo fortemente questa scelta: un errore nelle detrazioni, una spesa medica dimenticata o un quadro mal compilato può tradursi in centinaia di euro di rimborso perso oppure in sanzioni e accertamenti da parte del Fisco.Quando affidi il 730 al CAF Centro Fiscale, hai due garanzie fondamentali:Massimizzazione del rimborso: gli operatori verificano tutte le detrazioni e deduzioni applicabili al tuo casoVisto di conformità: il CAF appone il visto che certifica la correttezza dei dati e ti tutela in caso di controlliIl costo del 730 al CAF, in molti casi, viene più che recuperato dal rimborso fiscale aggiuntivo che riusciamo a far emergere. Costo del 730 dal commercialista nel 2026Confrontare quanto costa il 730 al CAF con il prezzo praticato da un commercialista è il primo passo per scegliere consapevolmente. I commercialisti, in quanto liberi professionisti iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti, applicano tariffe generalmente più alte rispetto ai CAF.Tariffe medie commercialista 2026Per un modello 730 ordinario, il costo dal commercialista nel 2026 oscilla tra 100 e 250 euro, con queste fasce indicative:730 semplice: 100-150 euro730 con detrazioni e bonus edilizi: 150-220 euro730 complesso con redditi diversi: 200-300 euroQuando conviene il commercialistaIl commercialista è la scelta più adatta in queste situazioni:Partita IVA: chi ha un’attività autonoma o d’impresa deve presentare il Modello Redditi PF (non il 730), e qui il commercialista è quasi indispensabileRedditi esteri complessi: lavoratori all’estero, conti correnti esteri, immobili all’estero (quadro W)Plusvalenze finanziarie elevate: gestione di portafogli importanti, cripto-attivitàSoci di società: titolari di partecipazioni qualificate o in società di personeContenziosi fiscali in corsoDifferenza chiave: il CAF non può fare il Modello Redditi PFUna precisazione importante: il CAF è autorizzato a gestire principalmente il modello 730 per lavoratori dipendenti e pensionati. Per il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico), che riguarda chi ha redditi d’impresa, di lavoro autonomo o particolari redditi diversi, il riferimento naturale è il commercialista o un CAF abilitato con professionisti dedicati. Il CAF Centro Fiscale di Udine, grazie alla collaborazione con dottori commercialisti, gestisce sia il 730 sia il Modello Redditi PF per partite IVA e situazioni complesse. Patronato e 730: cosa fa davvero il patronatoEsiste un equivoco molto diffuso: molti pensano che il patronato faccia la dichiarazione dei redditi 730 gratuitamente. Non è esatto. Per capire quanto costa il 730 al CAF e perché non è confrontabile col patronato, occorre chiarire i ruoli.Patronato vs CAF: le competenzeIl patronato è un ente autorizzato a fornire assistenza in materia previdenziale e assistenziale: domande di pensione, NASpI, assegno unico, invalidità civile, infortuni, pratiche INPS in generale. I servizi del patronato sono in larga parte gratuiti per il cittadino perché finanziati dallo Stato attraverso un fondo dedicato.Il CAF (Centro di Assistenza Fiscale) si occupa invece di materia fiscale: dichiarazione dei redditi 730, ISEE, IMU, dichiarazioni di successione, RED, ICRIC. Alcuni servizi CAF sono gratuiti per il cittadino (es. ISEE, RED), altri sono a pagamento (es. 730, successioni, IMU).Patronato gratuito: i servizi inclusiPresso un patronato puoi ottenere gratuitamente:Domanda di pensione di vecchiaia o anticipataDomanda di NASpI e disoccupazioneAssegno unico universale per i figliDomanda di invalidità civile e Legge 104Indennità di malattia, maternità, congedo parentalePratiche di infortunio sul lavoro (INAIL)Il 730 al patronato esiste?Molte sedi sindacali offrono sia patronato che CAF nello stesso ufficio. Quando ti rivolgi al “patronato” per il 730, in realtà stai usufruendo del servizio CAF associato. In questi casi vale comunque la tariffa CAF, eventualmente scontata per gli iscritti al sindacato (vedi sezione precedente sulle convenzioni).Presso il CAF Centro Fiscale di Udine trovi un servizio completo che integra assistenza fiscale e supporto patronato grazie a partnership consolidate, sia in ufficio che online. Scadenze 730 e Modello Redditi PF 2026Conoscere quanto costa il 730 al CAF è importante, ma altrettanto cruciale è rispettare le scadenze fiscali 2026 per evitare sanzioni e perdere il diritto al rimborso in busta paga.Calendario fiscale 2026 – dichiarazione redditiEcco le date da segnare in agenda per la dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025):30 aprile 2026: disponibilità del 730 precompilato sul portale dell’Agenzia delle Entrate (slittata dal 15 aprile)20 maggio 2026: dal questa data è possibile accettare, modificare e inviare il 730 precompilato30 settembre 2026: scadenza per la presentazione definitiva del 730 (sia ordinario che precompilato)25 ottobre 2026: termine per la presentazione del 730 integrativo (per correggere errori a favore del contribuente)30 novembre 2026: scadenza per l’invio del Modello Redditi Persone FisicheRateazione e conguagliIl vantaggio principale del 730 rispetto al Modello Redditi PF è il conguaglio diretto in busta paga o sulla pensione:Rimborso: chi ha diritto a un credito d’imposta lo riceve direttamente dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico), generalmente dal mese di luglio per i lavoratori dipendenti e da agosto-settembre per i pensionatiA debito: se devi pagare, l’importo viene trattenuto dalla busta paga o dalla pensione, anche in più rate fino a novembreConseguenze del ritardoSe non presenti il 730 entro il 30 settembre 2026, dovrai ripiegare sul Modello Redditi PF entro il 30 novembre 2026. Oltre questa data scatta il regime della dichiarazione tardiva (entro 90 giorni) o, peggio, della dichiarazione omessa (oltre 90 giorni) con sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta. Per evitare problemi, contatta il CAF Centro Fiscale con largo anticipo. 730 ordinario vs 730 precompilato: differenze e costiQuando si parla di quanto costa il 730 al CAF, è utile distinguere tra 730 ordinario e 730 precompilato, perché sono due procedure diverse anche dal punto di vista del costo.730 ordinarioNel 730 ordinario, il CAF (o il commercialista, o l’utente stesso) compila il modello partendo dai dati forniti dal contribuente: CU, ricevute spese, bollettini mutuo, ecc. Il CAF inserisce manualmente tutte le voci, verifica la correttezza e appone il visto di conformità. È la modalità classica, ancora la più utilizzata per le situazioni complesse.730 precompilatoIl 730 precompilato è invece predisposto dall’Agenzia delle Entrate con dati già caricati automaticamente: certificazioni uniche, spese sanitarie comunicate dal Sistema Tessera Sanitaria, interessi sui mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali, oneri scolastici e universitari, donazioni a enti del terzo settore. L’utente (o il CAF) deve solo verificare, integrare e confermare.Dal 2026 la disponibilità del precompilato slitta al 30 aprile (era 15 aprile fino al 2025), per permettere ai sostituti d’imposta di trasmettere correttamente tutte le CU.Il costo cambia tra 730 ordinario e precompilato?Apparentemente il precompilato sembrerebbe “più facile” e quindi più economico. In pratica, la differenza di costo al CAF è minima (in genere 5-15 euro in meno), perché:Il CAF deve comunque controllare riga per riga i dati precaricati (spesso incompleti o errati)Vanno integrate le spese non comunicate automaticamente (es. spese mediche non tracciate, oneri detraibili minori, lavori edilizi)Il visto di conformità ha lo stesso valore legale in entrambi i casiLa vera convenienza del precompilato gestito dal CAF sta nella protezione dai controlli formali: l’Agenzia delle Entrate non effettua più controlli sui dati precompilati e accettati senza modifiche (o modifiche che non incidono sul calcolo dell’imposta). Un CAF esperto sa quando conviene accettare senza modifiche e quando conviene integrare.Costi nascosti da evitare nel 730 2026Quando valuti quanto costa il 730 al CAF o dal commercialista, attenzione ai costi nascosti che possono lievitare la spesa finale ben oltre il preventivo iniziale.Le 5 voci da chiarire SEMPRE prima di firmareCosto del modello base: la tariffa indicata copre il 730 standard o solo la compilazione minima?Costo per quadro aggiuntivo: alcuni studi addebitano un extra per ogni quadro inserito (terreni, fabbricati, oneri)Costo per ogni detrazione/deduzione: pratica scorretta ma diffusa, soprattutto per i bonus ediliziCosto per la trasmissione: alcuni intermediari fanno pagare a parte l’invio telematicoCosto del visto di conformità: dovrebbe essere incluso nella tariffa CAF, verificaloAttenzione al “prezzo civetta”Diffida da chi pubblicizza il 730 a 25 euro o 30 euro: nella maggior parte dei casi quel prezzo copre solo lo scenario più semplice possibile (un CU, nessuna detrazione), mentre la realtà di un contribuente medio italiano (con casa, figli, spese mediche, magari un mutuo) porta facilmente il costo finale a 80-100 euro o più. Il CAF Centro Fiscale applica tariffe trasparenti e fornisce un preventivo scritto prima di iniziare la pratica.Esempio praticoPrendiamo Marco, 45 anni, dipendente con: 1 CU, mutuo prima casa, due figli a carico, spese mediche per 1.200 euro, ristrutturazione bagno avviata nel 2025 (bonus 50%). Per il suo 730 ordinario al CAF si attesta intorno a 85-95 euro. Lo stesso identico 730 da un commercialista costerebbe circa 170-200 euro. Il risparmio del CAF è netto, a parità di qualità del servizio. Come scegliere tra CAF, patronato e commercialistaOra che hai chiaro quanto costa il 730 al CAF, dal commercialista o presso le strutture patronato/sindacali, vediamo come orientarsi nella scelta.Quando scegliere il CAFIl CAF è la scelta ottimale se:Sei lavoratore dipendente o pensionatoHai una situazione fiscale media (CU, mutuo, figli, spese mediche, bonus edilizi)Vuoi un servizio affidabile a costo contenutoHai bisogno anche di ISEE, successioni, IMU nello stesso ufficioVuoi massimizzare il rimborso con il supporto di operatori espertiQuando scegliere il commercialistaIl commercialista è la scelta giusta se:Hai partita IVA e devi presentare il Modello Redditi PFHai redditi esteri complessi o investimenti finanziari rilevantiSei socio di società o hai partecipazioni qualificateHai un contenzioso fiscale in corsoQuando andare al patronatoIl patronato è il riferimento per:Domande INPS: pensione, NASpI, assegno unico, invaliditàPratiche INAIL: infortuni, malattie professionaliServizi gratuiti in ambito previdenzialeSpesso CAF e patronato convivono nella stessa sede, offrendo un servizio completo. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato in tutta la fiscalità per privati e famiglie, con assistenza anche per il sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia (sistema catastale diverso dal resto d’Italia, importante per successioni e immobili).Documenti necessari per il 730 al CAFQuando ti rechi al CAF (o invii i documenti online), avere tutto il necessario subito aiuta a contenere il costo e i tempi. Ecco la checklist completa per il 730 2026.Documenti anagraficiDocumento d’identità in corso di validitàCodice fiscale (anche tessera sanitaria)Tessera sanitaria del coniuge e dei figli a caricoEventuali variazioni di residenza nell’annoRedditiCertificazione Unica (CU) 2026 per redditi 2025: lavoro dipendente, pensione, indennitàEventuali altre CU (collaborazioni, redditi diversi)Contratti d’affitto per redditi da locazioneSpese detraibili (anno 2025)Fatture e ricevute spese sanitarie (anche del coniuge e figli a carico)Quietanze interessi mutuo prima casaRicevute premi assicurativi vita e infortuniContributi previdenziali volontari (es. riscatto laurea)Bonifici per ristrutturazioni edilizie, ecobonus, Superbonus, bonus mobiliTasse scolastiche e universitarieRicevute asilo nidoSpese veterinarie (fino a 550 euro detraibili al 19%)Erogazioni liberali a Onlus, partiti, scuoleSpese funebri dell’anno (fino a 1.550 euro)Documenti immobiliVisura catastale di tutti gli immobili possedutiEventuali atti notarili dell’anno (acquisti, vendite, donazioni)Contratti di locazione (anche registrazioni RLI)Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di pre-controllo documentale gratuito: prima di iniziare la pratica, gli operatori verificano che tu abbia tutti i documenti necessari, in modo da evitare integrazioni successive e perdita di tempo. Vantaggi di affidarsi a un CAF professionaleA questo punto, sai con chiarezza quanto costa il 730 al CAF nel 2026. Ma quali sono i vantaggi concreti rispetto al “fai da te” sul portale dell’Agenzia delle Entrate?Visto di conformità e tutela legaleIl CAF appone sul tuo 730 il visto di conformità, una certificazione che attesta la correttezza formale dei dati e ti tutela in caso di controlli: se l’Agenzia delle Entrate rileva errori formali, le sanzioni sono a carico del CAF (entro i limiti previsti dalla normativa), non del contribuente.Massimizzazione del rimborsoGli operatori CAF conoscono tutte le detrazioni e deduzioni previste dalla normativa, anche quelle meno note. Spese veterinarie, abbonamento ai mezzi pubblici (detraibile per il 19% fino a 250 euro), bonus psicologo, mediazione familiare: sono solo alcune delle voci che spesso vengono dimenticate nel fai da te ma che possono valere centinaia di euro di rimborso aggiuntivo.Assistenza in caso di controlliSe ricevi una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate (avviso bonario, lettera di compliance, accertamento), il CAF Centro Fiscale ti assiste nella risposta, nella verifica e, se necessario, nel ricorso. Non sei solo davanti al Fisco.Servizio online o in ufficioNel 2026 il CAF Centro Fiscale offre un servizio ibrido: puoi venire in sede a Udine oppure caricare i documenti online da qualunque parte d’Italia. Un operatore dedicato ti segue passo passo, video-call incluse se desiderato. Il costo è il medesimo per entrambe le modalità.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sul costo del 730Quanto costa il 730 al CAF nel 2026?Il costo medio del 730 al CAF nel 2026 oscilla tra 40 e 120 euro, in base alla complessità. Un 730 semplice (1 CU, poche detrazioni) parte da 40-60 euro. Un 730 con bonus edilizi, mutuo e figli a carico costa in media 70-95 euro. Tariffe maggiori per pratiche complesse con redditi diversi o affitti.Il 730 al patronato è gratis?No, il 730 al patronato non è gratis. Il patronato offre servizi gratuiti in materia previdenziale (pensioni, NASpI, assegno unico). Per la dichiarazione dei redditi 730 ci si appoggia al CAF associato, con tariffe simili a quelle del mercato. Iscritti a sindacati possono avere sconti.Quanto costa il 730 dal commercialista?Dal commercialista il 730 costa mediamente 100-250 euro. Le tariffe sono più alte del CAF perché si tratta di una libera professione. Il commercialista è la scelta migliore per partite IVA, redditi esteri complessi, soci di società e Modello Redditi PF (che il CAF base non gestisce).Quando scade il 730 nel 2026?Il 730/2026 (redditi 2025) deve essere presentato entro il 30 settembre 2026. Il precompilato è disponibile dal 30 aprile 2026 (data spostata dal 15 aprile). Il 730 integrativo può essere presentato entro il 25 ottobre 2026. Il Modello Redditi PF scade il 30 novembre 2026.Posso fare il 730 da solo gratis online?Tecnicamente sì, il precompilato è accessibile dal 30 aprile 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate. In pratica sconsigliamo vivamente: errori nelle detrazioni possono costare centinaia di euro di rimborso perso e portare a sanzioni. Il costo del CAF è ampiamente compensato dal valore della pratica.Cosa succede se non presento il 730 in tempo?Se non rispetti la scadenza del 30 settembre 2026, puoi ancora presentare il Modello Redditi PF entro il 30 novembre 2026. Oltre, scatta la dichiarazione tardiva (entro 90 giorni con sanzioni ridotte) o omessa (oltre 90 giorni, sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta). Contatta subito il CAF se sei in ritardo.Conclusioni: quanto costa il 730 al CAF nel 2026Capire quanto costa il 730 al CAF è il primo passo per pianificare con serenità la dichiarazione dei redditi 2026. Le tariffe oscillano tra 40 e 150 euro in base alla complessità, decisamente più contenute rispetto a un commercialista (100-250 euro), con la garanzia del visto di conformità e della massimizzazione del rimborso. Il patronato resta invece il punto di riferimento gratuito per le pratiche INPS.Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Maggio 20, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-20 09:48:442026-05-31 17:01:28Quanto Costa il 730 al CAF, Patronato o Commercialista nel 2026: Tariffe a Confronto
DICHIARAZIONE DEI REDDITIModello Redditi PF 2026: le compensazioniLa compensazione nel Modello Redditi PF 2026 è uno degli strumenti più potenti a disposizione del contribuente: permette di utilizzare i crediti d’imposta maturati (IRPEF, addizionali, IVA, contributi INPS) per pagare altri debiti tributari, riducendo l’esborso effettivo o azzerandolo del tutto. Per l’anno d’imposta 2025 — dichiarato con Modello Redditi PF 2026 — le regole sono cambiate in più punti: nuove soglie per il visto di conformità, controlli automatici rafforzati dell’Agenzia delle Entrate, codici tributo aggiornati e tempi precisi per evitare sanzioni.In questa guida pratica del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto ciò che serve sapere per compensare correttamente nel 2026: come funziona la compensazione orizzontale e quella verticale, quali sono i limiti, quando serve il visto di conformità, quali sono le scadenze del modello F24, i codici tributo da usare e gli esempi pratici per non sbagliare. Aggiornato con i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate e le novità della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e del decreto attuativo D.Lgs. 1/2024.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Che cos’è la compensazione nel Modello Redditi PF 2026La compensazione è il meccanismo che consente al contribuente di utilizzare un credito d’imposta — cioè una somma che lo Stato deve restituirgli — per estinguere un debito tributario, evitando di chiedere un rimborso (che richiederebbe tempi lunghi) e di versare materialmente le imposte dovute. È disciplinata dall’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 e rappresenta uno dei principali vantaggi della dichiarazione dei redditi.Quando si compila il Modello Redditi PF 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025), il sistema calcola in automatico l’imposta dovuta e la confronta con quanto già versato durante l’anno (ritenute, acconti, crediti d’imposta). Se il saldo è negativo, è emerso un credito che può essere:Compensato con altri debiti tributari o contributivi (la scelta più rapida);Chiesto a rimborso all’Agenzia delle Entrate (tempi medi: 12-18 mesi);Riportato alla dichiarazione dell’anno successivo come “credito da utilizzare in compensazione”.Per il contribuente che presenta il Modello Redditi PF (e non il 730), la compensazione è particolarmente importante: a differenza del 730 — dove il rimborso arriva automaticamente in busta paga o pensione — chi usa il Modello Redditi non riceve rimborso d’ufficio, quindi se vuole “recuperare” il credito deve necessariamente utilizzarlo tramite modello F24.Compensazione orizzontale vs verticale: la differenzaLa normativa distingue due tipi di compensazione, con regole nettamente diverse:TipoCosa permetteEsempioVerticale (interna)Compensare crediti e debiti dello stesso tributoCredito IRPEF 2024 usato per pagare saldo IRPEF 2025Orizzontale (esterna)Compensare crediti e debiti di tributi diversiCredito IRPEF usato per pagare IMU, IVA o contributi INPSLa compensazione orizzontale è quella più utile ma anche la più controllata: si effettua obbligatoriamente tramite modello F24 ed è soggetta a limiti, soglie e adempimenti (come il visto di conformità) che vedremo in dettaglio. Quali crediti possono essere compensati nel 2026Dal Modello Redditi PF 2026 possono emergere diversi tipi di crediti, ciascuno con regole specifiche. Ecco l’elenco completo:1. Credito IRPEF (rigo RN45 / quadro RX)È il credito più comune: deriva da ritenute subite (lavoro dipendente, autonomo, redditi diversi) superiori all’IRPEF effettivamente dovuta, oppure da detrazioni e deduzioni che riducono l’imposta sotto le ritenute già versate. Si dichiara nel quadro RX e si compensa con codice tributo 4001 nel modello F24.2. Credito addizionale regionale e comunaleAnche le addizionali (regionale e comunale) possono generare crediti, gestiti tramite i quadri specifici della dichiarazione. Si compensano rispettivamente con i codici tributo 3801 (addizionale regionale) e 3844 (addizionale comunale).3. Credito IVA annuale (per titolari di partita IVA)Riservato a chi presenta la dichiarazione IVA annuale: il credito IVA che emerge può essere compensato orizzontalmente, ma è soggetto a regole specifiche aggiuntive — visto di conformità obbligatorio già da importi superiori a 5.000 euro, comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate per importi sopra una determinata soglia, F24 da presentare esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia.4. Crediti d’imposta agevolativiRientrano in questa categoria moltissime agevolazioni fiscali utilizzabili tramite F24:Bonus edilizi (Ecobonus, Sismabonus, Bonus mobili, Bonus barriere architettoniche 75%);Superbonus residuale per spese 2025 ammesse;Credito d’imposta canoni di locazione e bonus affitti;Credito d’imposta investimenti in beni strumentali (Industria 4.0 / Transizione 5.0);Crediti d’imposta ricerca e sviluppo;Bonus colonnine elettriche, bonus librerie e altri crediti minori.Ciascun bonus ha un proprio codice tributo dedicato, indicato nel provvedimento dell’Agenzia che lo istituisce. Attenzione: alcuni crediti agevolativi sono vincolati alla dichiarazione, cioè non possono essere usati se non sono stati indicati prima nel Modello Redditi.5. Eccedenze di acconti versatiSe nel 2025 hai versato acconti IRPEF, IRES o IRAP superiori al dovuto (perché il reddito è risultato inferiore alle previsioni), l’eccedenza si trasforma in credito utilizzabile in compensazione nel 2026. Limiti e soglie della compensazione nel 2026La compensazione orizzontale è soggetta a limiti quantitativi precisi stabiliti per legge. Conoscerli è fondamentale per evitare lo scarto del modello F24 e le relative sanzioni.Limite annuale generale: 2.000.000 euroIl tetto massimo di compensazione orizzontale per ciascun contribuente è fissato a 2 milioni di euro all’anno. Il limite è stato elevato in via permanente dall’art. 22 del D.L. 73/2021 (decreto Sostegni-bis), confermato per il 2026. Per la stragrande maggioranza delle persone fisiche questo limite non rappresenta un problema, ma è bene conoscerlo.Soglia 5.000 euro: scatta il visto di conformitàPer i crediti IRPEF, IRAP e addizionali superiori a 5.000 euro annui, la compensazione orizzontale è subordinata all’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione da cui emerge il credito. Il visto è rilasciato da:Un CAF (come il CAF Centro Fiscale di Udine);Un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro, revisore);Per la dichiarazione precompilata 730, è incluso nel servizio dell’Agenzia.Senza visto di conformità, il credito eccedente i 5.000 euro non può essere compensato: deve essere chiesto a rimborso oppure riportato all’anno successivo. La sanzione per compensazione indebita senza visto va dal 30% al 100% del credito utilizzato indebitamente.Soglia 5.000 euro per crediti IVAPer il credito IVA, la soglia è ancora più severa: il visto di conformità scatta già a 5.000 euro sull’anno solare, e per importi superiori a 50.000 euro il credito può essere richiesto solo se la dichiarazione è asseverata da un revisore (per le società).Divieto di compensazione con cartelle scaduteUna regola fondamentale introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) e rafforzata nel 2025: è vietato compensare se il contribuente ha cartelle esattoriali scadute di importo superiore a 100.000 euro, per le quali non sia stata accordata la sospensione o non sia in corso una rateazione regolarmente pagata. Il divieto vale dal 1° luglio 2024 e si applica a tutti i debiti tributari erariali iscritti a ruolo. Modello F24: come funziona la compensazione operativaLa compensazione orizzontale si effettua esclusivamente tramite modello F24. Il funzionamento è semplice nel principio ma richiede precisione nella compilazione.Come si compila il modello F24 per compensareIl modello F24 è strutturato in sezioni: Erario, Regioni, IMU, INPS, Altri Enti. In ogni sezione si possono inserire importi a debito (somme da pagare) e importi a credito (compensazioni). Il modello considera il saldo finale:Se il saldo è positivo → bisogna pagare la differenza;Se il saldo è zero → debiti e crediti si annullano (il famoso “F24 a saldo zero”);Se il saldo è negativo → l’eccedenza non si pagherà ma si potrà usare in successivi F24.F24 a saldo zero: regole specialiQuando il modello F24 risulta a saldo zero (perché crediti e debiti si compensano esattamente), va comunque presentato all’Agenzia delle Entrate, ma con modalità specifiche:Deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel, Fisconline o tramite intermediari abilitati come il CAF);Non tramite home banking o canali bancari (che invece sono ammessi per F24 con saldo positivo da pagare);La mancata presentazione dell’F24 a saldo zero entro i termini comporta una sanzione fissa di 100 euro, ridotta a 50 euro se presentato con ritardo non superiore a 5 giorni.Obbligo di canali telematici dell’Agenzia per chi compensaDal 2024 (D.L. 124/2019 e successive integrazioni) tutti i contribuenti — anche le persone fisiche non titolari di partita IVA — che utilizzano la compensazione nel modello F24 devono presentarlo esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, non più tramite home banking. Questa regola serve a permettere all’Agenzia il controllo preventivo del credito.In pratica:Se nel tuo F24 non c’è compensazione (paghi solo importi a debito senza usare crediti) → puoi usare home banking;Se nel tuo F24 c’è anche una sola compensazione → devi usare Entratel/Fisconline o un intermediario come il CAF. Quando si può iniziare a compensare il credito 2025La tempistica della compensazione è un punto delicato del Modello Redditi PF 2026 e non sempre chiaro al contribuente.Regola generale: dal giorno successivo alla chiusura del periodo d’impostaI crediti emergenti dal Modello Redditi PF possono essere utilizzati in compensazione a partire dal giorno successivo alla chiusura del periodo d’imposta in cui sono maturati. Per il Modello Redditi PF 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025) ciò significa che, in teoria, la compensazione è possibile dal 1° gennaio 2026.Limite specifico: 5.000 euro fino alla presentazione della dichiarazioneTuttavia, l’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 stabilisce un limite operativo importante: la compensazione orizzontale di crediti superiori a 5.000 euro può essere effettuata solo a partire dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione da cui emerge il credito.Esempio pratico: se presenti il Modello Redditi PF 2026 il 30 giugno 2026 e dichiari un credito di 8.000 euro, potrai compensarlo solo dal 10 luglio 2026 in poi. Se il credito fosse stato di 4.000 euro, avresti potuto compensarlo già da gennaio 2026 (limite della soglia 5.000).Quadro riepilogativo delle tempistiche 2026Importo creditoDa quando compensabileVisto conformitàFino a 5.000 euroDal 1° gennaio 2026Non richiestoTra 5.001 e 2.000.000 euroDal 10° giorno dopo l’invio della dichiarazioneObbligatorioOltre 2.000.000 euroNon compensabile (eccedenza a rimborso)N/A Scadenze fiscali 2026: quando pagare e quando compensarePer il Modello Redditi PF 2026, le date chiave da segnare in calendario sono le seguenti:Scadenze invio dichiarazione30 aprile 2026: disponibilità del Modello Redditi PF precompilato sul sito Agenzia delle Entrate;31 ottobre 2026: termine ordinario di invio telematico del Modello Redditi PF (D.Lgs. 13/2024, art. 11);15 dicembre 2026: termine ultimo per la dichiarazione integrativa entro l’anno (art. 2 c. 8-bis DPR 322/1998), ferma restando la facoltà di integrativa a favore entro i termini di accertamento.Scadenze versamenti e compensazioni30 giugno 2026: saldo IRPEF 2025 + 1° acconto IRPEF 2026 (compensabile);30 luglio 2026: stesso versamento con maggiorazione dello 0,40% a titolo d’interesse per chi differisce;30 novembre 2026: 2° o unico acconto IRPEF 2026 (compensabile).Rateazione del saldo + accontoLe somme dovute a saldo e in acconto possono essere rateizzate in rate mensili. La rateazione decorre dalla scadenza ordinaria (30 giugno) e si conclude entro novembre dello stesso anno per i non titolari di partita IVA, entro dicembre per i titolari di partita IVA. Su ogni rata successiva alla prima si applica un interesse fisso del 4% annuo (frazionato mensilmente). Anche le rate possono contenere compensazioni.Codici tributo da usare nel modello F24Ogni imposta o credito ha il proprio codice tributo. Ecco i più frequenti per il Modello Redditi PF 2026:CodiceDescrizioneAnno di riferimento4001Saldo IRPEF202540331° acconto IRPEF202640342° acconto IRPEF20263801Addizionale regionale IRPEF20253844Addizionale comunale a saldo20253843Acconto addizionale comunale20261668Interessi rateizzazione20261842Cedolare secca acconto20266099IVA annuale a credito (compensazione)2025Attenzione: l’anno di riferimento va sempre indicato correttamente nel modello F24. Un errore nell’anno o nel codice tributo comporta lo scarto del modello e la necessità di ripresentarlo con sanzioni per ritardato versamento. Esempi pratici di compensazione nel Modello Redditi PF 2026Vediamo tre casi concreti che possono interessare i contribuenti del CAF Centro Fiscale di Udine.Esempio 1: Lavoratore dipendente con detrazioniSituazione: Marco, lavoratore dipendente di Udine, dal Modello Redditi PF 2026 risulta un credito IRPEF di 1.800 euro grazie alle detrazioni per lavori di ristrutturazione e bonus mobili. Marco non ha partita IVA e non deve versare altre imposte erariali. Possiede però un appartamento e a giugno deve pagare l’acconto IMU di 600 euro.Soluzione: Marco compila un F24 con:Sezione Erario: credito IRPEF 1.800 euro (codice 4001/2025) a credito;Sezione IMU: debito IMU 600 euro (codice 3918/2026) a debito.Il saldo finale è di 1.200 euro a credito, che Marco potrà usare in F24 successivi (ad esempio per il saldo IMU di dicembre). Trattandosi di importi sotto i 5.000 euro, non serve visto di conformità.Esempio 2: Professionista forfettario con credito IRPEFSituazione: Laura è una grafica freelance in regime forfettario. Per errore di calcolo degli acconti, dal Modello Redditi PF 2026 emerge un credito di imposta sostitutiva di 2.500 euro. A giugno deve versare i contributi INPS Gestione Separata 2025 a saldo per 3.000 euro.Soluzione: Laura compila un F24 con:Credito imposta sostitutiva forfettari (codice 1792) per 2.500 euro a credito;Contributi INPS Gestione Separata (codice 1840) per 3.000 euro a debito.Versamento effettivo: 500 euro. Anche in questo caso, sotto soglia 5.000 euro, nessun visto richiesto.Esempio 3: Credito IRPEF oltre 5.000 euro con vistoSituazione: Giovanni ha sostenuto importanti lavori di ristrutturazione edilizia e Superbonus per la propria abitazione. Dal Modello Redditi PF 2026 emerge un credito IRPEF di 7.500 euro.Soluzione: Per compensare oltre 5.000 euro, Giovanni deve:Far apporre il visto di conformità al CAF Centro Fiscale di Udine prima di trasmettere la dichiarazione;Attendere il 10° giorno successivo all’invio del Modello Redditi PF;Solo dopo, presentare l’F24 con la compensazione del credito.Senza visto, l’F24 sarà scartato dall’Agenzia delle Entrate e Giovanni rischia sanzioni dal 30% al 100% del credito utilizzato indebitamente, oltre agli interessi.Visto di conformità: quando è obbligatorioIl visto di conformità è una “certificazione” rilasciata da un CAF o da un professionista abilitato che attesta la corrispondenza tra i dati indicati in dichiarazione e la documentazione del contribuente. Senza il visto, la compensazione di crediti rilevanti non è ammessa.Soglie e crediti che richiedono il vistoIRPEF, addizionali e IRAP: visto obbligatorio per compensazione orizzontale superiore a 5.000 euro annui;IVA annuale: visto obbligatorio già per crediti compensati superiori a 5.000 euro;Crediti d’imposta agevolativi di importo significativo (Superbonus, R&S, Industria 4.0): possono richiedere visto e/o asseverazione tecnica.Costi del visto di conformitàIl costo del visto presso un CAF varia generalmente tra 30 e 80 euro, in funzione della complessità della dichiarazione. Presso commercialisti, le tariffe sono normalmente più alte. Il visto comporta per il rilasciante una responsabilità solidale con il contribuente per le sanzioni eventuali in caso di errori formali.Cosa controlla il vistoIl professionista che appone il visto verifica:La corrispondenza tra dati dichiarati e documenti (CU, fatture, bonifici, contratti);La corretta applicazione delle detrazioni e deduzioni;L’esatto computo di imposte e crediti;La regolarità formale della dichiarazione. Errori comuni nella compensazione e sanzioniLe compensazioni errate sono tra le contestazioni più frequenti dell’Agenzia delle Entrate. Ecco gli errori più diffusi e le sanzioni applicabili.Errore 1: compensazione di credito inesistenteSi verifica quando il credito utilizzato in F24 non esiste affatto (es. mai dichiarato) o è completamente fittizio. È l’errore più grave, sanzionato dal 100% al 200% del credito indebitamente utilizzato (art. 13 D.Lgs. 471/1997, comma 5). Il termine per l’accertamento è di 8 anni dalla compensazione.Errore 2: compensazione di credito non spettanteIl credito esiste ma è stato utilizzato in misura superiore al consentito (es. oltre il limite annuale, oltre la soglia senza visto). Sanzione: 30% del credito non spettante, ridotta al 25% dal 1° settembre 2024 per effetto del D.Lgs. 87/2024 di riforma del sistema sanzionatorio. Termine accertamento: 5 anni.Errore 3: scarto del modello F24L’Agenzia controlla preventivamente i modelli F24 con compensazioni e, in caso di anomalie, può sospendere il modello per 30 giorni o scartarlo definitivamente. Se l’F24 è scartato, il versamento si considera non eseguito: scattano sanzioni per omesso versamento (30%, ridotto al 25% dal 2024) e interessi.Ravvedimento operosoPer chi ha commesso errori in buona fede, l’art. 13 D.Lgs. 472/1997 consente di sanare la violazione tramite ravvedimento operoso con sanzioni fortemente ridotte: dal 1/10 (30 giorni) al 1/5 (dopo 2 anni) della sanzione ordinaria. Il ravvedimento richiede il pagamento dell’imposta, della sanzione ridotta e degli interessi legali.Novità 2026: controlli rafforzati sulle compensazioniIl 2026 porta alcune novità importanti sulla disciplina delle compensazioni, derivanti dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e dai decreti attuativi della Riforma fiscale.Sistema di controllo preventivo potenziatoDal 2026 l’Agenzia delle Entrate utilizza un sistema di controllo preventivo automatizzato sui modelli F24 con compensazioni, basato su algoritmi di analisi del rischio. I controlli incrociano:I dati delle dichiarazioni precedenti;Le banche dati di terze parti (INPS, sostituti d’imposta);La storia delle compensazioni del contribuente;La coerenza dei codici tributo utilizzati.F24 considerati a rischio vengono sospesi per 30 giorni, durante i quali l’Agenzia può chiedere chiarimenti o procedere allo scarto definitivo.Nuove sanzioni ridotte (D.Lgs. 87/2024)Dal 1° settembre 2024 sono in vigore le nuove sanzioni amministrative:Omesso versamento: 25% (prima 30%);Credito non spettante: 25%;Credito inesistente: 70% con minimo (prima 100-200%);Ritardo fino a 90 giorni: 12,5%.Estensione obbligo F24 telematico AgenziaDal 2024 l’obbligo di uso esclusivo dei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate per F24 con compensazione è esteso a tutti i contribuenti, non solo titolari di partita IVA. La regola è confermata nel 2026 e i controlli vengono rafforzati: le banche segnalano automaticamente all’Agenzia ogni F24 con compensazione presentato tramite home banking, e questo viene scartato. Il ruolo del CAF Centro Fiscale di UdineAffidarsi a un CAF qualificato come il CAF Centro Fiscale di Udine per il Modello Redditi PF 2026 e per le compensazioni offre numerosi vantaggi pratici:Visto di conformità: rilasciato direttamente dal CAF per compensazioni oltre i 5.000 euro, senza dover ricorrere a professionisti esterni;Predisposizione del Modello F24 con codici tributo corretti, anni di riferimento appropriati e calcolo automatico del saldo;Trasmissione telematica dell’F24 tramite i canali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, con ricevuta di accettazione;Verifica preventiva di rischi di scarto del modello, attraverso il controllo dei dati prima dell’invio;Assistenza in caso di contestazione dell’Agenzia, con possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso o all’autotutela;Pianificazione fiscale: gestione strategica dei crediti per ottimizzare la liquidità annuale.Il CAF Centro Fiscale di Udine opera con esperienza pluriennale nel territorio friulano, offrendo assistenza completa a privati, famiglie, partite IVA forfettarie e ordinarie, pensionati ed eredi. Lo studio si trova in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, e accoglie i clienti su appuntamento, anche con consulenze online o telefoniche per chi non può recarsi in sede.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sulla compensazione nel Modello Redditi PF 2026Posso compensare il credito IRPEF anche se non ho partita IVA?Sì. La compensazione nel modello F24 è disponibile a tutti i contribuenti, anche persone fisiche senza partita IVA. Per ogni F24 con compensazione, però, è obbligatorio l’utilizzo dei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o tramite un intermediario abilitato come il CAF).Cosa succede se compenso un credito superiore a 5.000 euro senza visto di conformità?Il modello F24 viene scartato dall’Agenzia delle Entrate. Il versamento si considera non effettuato, con applicazione delle sanzioni per omesso versamento (25% dal 2024) più interessi. Inoltre, l’Agenzia può aprire una verifica per credito utilizzato indebitamente.Posso compensare un credito IRPEF con un debito IMU?Sì, è una classica compensazione orizzontale consentita dalla normativa. Devi compilare un unico modello F24 con le due voci e presentarlo tramite Fisconline/Entratel o il CAF. Attenzione ai codici tributo e all’anno di riferimento.Qual è il termine entro cui posso usare il credito 2025?Il credito può essere utilizzato in compensazione finché non si prescrive. La prescrizione ordinaria è di 10 anni, ma è prassi utilizzare il credito entro 4-5 anni per evitare contestazioni. Ogni anno, nel quadro RX della dichiarazione, va indicato il credito residuo riportato.Quanto costa il visto di conformità presso il CAF Centro Fiscale di Udine?Il costo del visto di conformità varia in base alla complessità della dichiarazione, generalmente tra 30 e 80 euro. Per i clienti che fanno predisporre l’intera dichiarazione dal CAF, spesso il visto è incluso o a costo agevolato. Contatta lo studio per un preventivo personalizzato.Devo presentare l’F24 anche se è a saldo zero?Sì, è obbligatorio. Il modello F24 a saldo zero (cioè con crediti e debiti che si compensano integralmente) va comunque trasmesso all’Agenzia delle Entrate entro la scadenza ordinaria del versamento. La mancata presentazione comporta una sanzione fissa di 100 euro, ridotta a 50 euro se l’F24 viene presentato con ritardo non superiore a 5 giorni.Hai bisogno di assistenza per il Modello Redditi PF 2026?La gestione delle compensazioni nel Modello Redditi PF 2026 può sembrare complessa, ma con il supporto giusto è un’opportunità da non perdere per ottimizzare la propria posizione fiscale. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna in ogni passaggio: dalla compilazione della dichiarazione, all’apposizione del visto di conformità, fino alla trasmissione telematica dei modelli F24.Prenota un appuntamento presso lo studio del CAF Centro Fiscale di Udine, in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B. Puoi chiamarci al 0432 1638640, scriverci su WhatsApp al 366 6018121 o inviarci una email a info@centrofiscale.com. Il nostro team è specializzato in fiscalità per famiglie, professionisti, partite IVA forfettarie e ordinarie del territorio friulano.Maggio 19, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 09:28:382026-05-31 17:50:28Modello Redditi PF 2026: le compensazioni
DICHIARAZIONE DEI REDDITIDetrazione Trasporti Pubblici nel 730/2026: Rimborsi Abbonamento e Limite 250 EuroLa detrazione per i trasporti pubblici nel Modello 730/2026 consente di recuperare il 19% delle spese sostenute per l’abbonamento ai mezzi pubblici di trasporto, con un tetto massimo di 250 euro l’anno. In pratica, chi paga regolarmente l’autobus, il treno regionale o la metro per andare al lavoro o a scuola può ottenere un rimborso fiscale che arriva fino a 47,50 euro. Si tratta di un’agevolazione importante perché premia chi utilizza il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, riducendo l’impatto economico dell’abbonamento sulla famiglia. Il beneficio vale anche per le spese sostenute per i familiari fiscalmente a carico, come figli e coniuge senza redditi propri rilevanti.In questa guida completa e aggiornata al 2026 vediamo nel dettaglio chi può beneficiare della detrazione, quali abbonamenti rientrano nell’agevolazione, qual è il limite di spesa detraibile, come funziona la regola della tracciabilità del pagamento, quali documenti conservare e come compilare correttamente i righi del 730. Spiegheremo anche cosa cambia per i datori di lavoro che rimborsano l’abbonamento ai dipendenti e quali errori evitare nella dichiarazione dei redditi. Tutte le informazioni si basano sull’art. 15, comma 1, lettera i-decies del TUIR (DPR 917/1986) e sulle istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate per il modello 730/2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’è la detrazione per i trasporti pubblici nel 730La detrazione per le spese di trasporto pubblico è un’agevolazione fiscale che permette al contribuente di sottrarre dalle imposte dovute (IRPEF) il 19% della spesa sostenuta per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. La norma di riferimento è l’articolo 15, comma 1, lettera i-decies del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 22 dicembre 1986, n. 917), introdotta in via stabile dalla Legge di Bilancio 2018 (L. 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, commi 28-29).In termini pratici, significa che lo Stato restituisce al cittadino una parte della spesa sostenuta per spostarsi con i mezzi pubblici. Il meccanismo è quello classico delle detrazioni: l’importo speso (entro il limite massimo di 250 euro) viene moltiplicato per il 19% e il risultato viene scalato dall’IRPEF lorda calcolata sui redditi dichiarati. Ad esempio, se un contribuente ha speso 240 euro per l’abbonamento annuale dell’autobus urbano, la detrazione spettante sarà di 45,60 euro (240 × 19%), che riduce direttamente l’imposta da pagare. È un piccolo aiuto, ma sommato ad altre detrazioni può fare la differenza nel calcolo finale del 730.L’obiettivo della norma è duplice: da un lato sostenere economicamente le famiglie che utilizzano i trasporti pubblici, soprattutto per il tragitto casa-lavoro o casa-scuola; dall’altro incentivare l’uso di mezzi più sostenibili rispetto all’automobile privata, riducendo traffico e inquinamento nelle città. Per questo motivo, dal 2018 la detrazione è stata resa strutturale e non più legata a singoli decreti annuali, come accadeva in passato (la prima introduzione risale al 2008 con la Legge Finanziaria di quell’anno, ma poi era stata sospesa per diversi anni). Chi può richiedere la detrazione trasporti pubbliciLa detrazione per i trasporti pubblici nel 730 spetta a tutti i contribuenti che hanno sostenuto una spesa documentata per l’acquisto di un abbonamento ai mezzi pubblici. Non ci sono limiti di reddito specifici per accedere all’agevolazione (a differenza di altre detrazioni), ma la detrazione si applica entro i limiti dell’IRPEF dovuta: se il contribuente non ha imposta sufficiente da abbattere (cosiddetta “incapienza”), la detrazione non genera un rimborso ulteriore ma si perde la parte eccedente.Più precisamente, possono fruire del beneficio:Lavoratori dipendenti e pensionati: la categoria principale, che generalmente presenta il 730Lavoratori autonomi e titolari di partita IVA in regime ordinario o semplificato (il forfettario in genere non ha vantaggio diretto dalla detrazione perché paga imposta sostitutiva, vedremo dopo)Studenti universitari che hanno redditi propri da dichiarareSoggetti con redditi assimilati a lavoro dipendente (collaboratori, amministratori, ecc.)Genitori che pagano l’abbonamento per i figli a carico (anche maggiorenni fino a 24 anni con reddito sotto 4.000 euro, oppure 21 anni con reddito fino a 2.840,51 euro)Un punto importante riguarda i familiari fiscalmente a carico. La detrazione spetta anche per le spese sostenute nell’interesse di familiari a carico: in pratica, se il genitore paga l’abbonamento al treno per il figlio universitario che è ancora a suo carico, può portare in detrazione quella spesa nel proprio 730. Sono considerati a carico i familiari indicati dall’art. 12 del TUIR: coniuge non legalmente separato, figli (anche adottivi, affidati o affiliati) e altri familiari conviventi (genitori, fratelli, sorelle), purché abbiano un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro (oppure 4.000 euro per i figli fino a 24 anni di età). Quali abbonamenti sono detraibili nel 730/2026La normativa è molto chiara: sono detraibili gli abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. Il termine “abbonamento” è centrale e va inteso come un titolo di viaggio che consente al titolare di effettuare un numero illimitato di viaggi, su un determinato percorso o sull’intera rete, in un periodo di tempo specificato. Sono quindi inclusi:Abbonamenti mensili ad autobus urbani, tram, metropolitanaAbbonamenti annuali a servizi urbani ed extraurbani di trasporto pubblicoAbbonamenti settimanali validi sull’intera rete cittadinaAbbonamenti ferroviari regionali (treni regionali e regionali veloci)Abbonamenti integrati (validi su più mezzi pubblici e gestori, es. autobus + metro + treno regionale)Abbonamenti scolastici e studenteschi a tariffa agevolataAbbonamenti interregionali, purché si tratti di servizi di trasporto pubblico (es. treni regionali che attraversano più regioni)Sono invece esclusi dalla detrazione:Biglietti singoli o carnet di biglietti non corrispondenti ad abbonamentiAbbonamenti ai servizi di trasporto nazionali (es. Frecce Trenitalia, Italo, voli aerei)Servizi di noleggio con conducente, taxi, NCCCar sharing, bike sharing, monopattini in sharingServizi di trasporto turistico (bus turistici, navette aeroporto a pagamento separato)Abbonamenti a servizi internazionaliPer individuare se un servizio è qualificato come “trasporto pubblico locale, regionale o interregionale” si fa riferimento al D.Lgs. 19 novembre 1997, n. 422 (riordino dei servizi di trasporto pubblico locale) e ai successivi provvedimenti regionali di programmazione del trasporto pubblico. In caso di dubbio, conviene chiedere conferma al gestore del servizio o consultare la pagina dedicata sul sito dell’azienda di trasporti, dove spesso è indicato esplicitamente se l’abbonamento è “detraibile fiscalmente”.Un caso particolare è quello dei servizi gestiti da aziende private in concessione: anche queste rientrano nell’agevolazione se erogano un servizio pubblico di trasporto, come ad esempio molte linee extraurbane operate da concessionari privati per conto della Regione. Il limite di 250 euro e il calcolo della detrazioneIl limite massimo di spesa detraibile per gli abbonamenti ai trasporti pubblici è fissato a 250 euro all’anno per contribuente. Su questo importo si calcola la detrazione del 19%, per un beneficio fiscale massimo pari a 47,50 euro (250 × 19%). Il limite va inteso come tetto complessivo per nucleo dichiarante, anche se il contribuente porta in detrazione le spese sostenute per più familiari a carico.Vediamo nel concreto come funziona il calcolo con alcuni esempi pratici:EsempioSpesa annuaImporto detraibileRimborso (19%)Abbonamento urbano mensile (10 mesi)280 euro250 euro (tetto)47,50 euroAbbonamento studenti annuale180 euro180 euro34,20 euroAbbonamento ferroviario regionale540 euro250 euro (tetto)47,50 euroAbbonamento misto bus + treno220 euro220 euro41,80 euroCome si vede, anche se la spesa effettiva supera i 250 euro, il calcolo si ferma a quel tetto. Per questo molti contribuenti, soprattutto i pendolari ferroviari che spendono cifre significative per gli abbonamenti annuali, si trovano con un rimborso “limitato” rispetto alla spesa reale. È comunque sempre conveniente portare in detrazione anche solo una parte dell’importo, perché 47,50 euro all’anno in più sono comunque soldi che restano in tasca.Se nel corso dell’anno il contribuente sostiene più di un abbonamento (ad esempio cambia tipologia di abbonamento perché trasloca o cambia lavoro), tutte le spese vanno sommate e il limite di 250 euro si applica al totale. Stesso meccanismo se si pagano abbonamenti per il proprio nucleo familiare: si sommano tutte le spese (proprie e dei familiari a carico) e si applica il limite complessivo. L’obbligo di tracciabilità del pagamentoDal 1° gennaio 2020, per beneficiare della detrazione del 19% (compresa quella sui trasporti pubblici), è obbligatorio che il pagamento sia effettuato con strumenti tracciabili. Questa regola, introdotta dalla Legge di Bilancio 2020 (L. 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, comma 679), riguarda quasi tutte le spese detraibili al 19% incluse nel 730 e si applica anche all’abbonamento ai trasporti pubblici.In pratica, non è più possibile pagare in contanti l’abbonamento e ottenere la detrazione: il pagamento deve essere documentato attraverso uno dei seguenti strumenti:Bonifico bancario o postaleCarta di credito, carta di debito (Bancomat) o carta prepagataAssegni bancari o circolariApp di pagamento (Satispay, PayPal, Google Pay, Apple Pay, ecc.) collegate a strumenti tracciabiliAddebito diretto su conto corrente (SDD/RID)L’aspetto importante è che molte aziende di trasporto pubblico vendono gli abbonamenti tramite tabaccherie, edicole o rivendite autorizzate. In questi casi, se il pagamento alla rivendita avviene in contanti, la detrazione potrebbe essere persa. Per stare tranquilli, conviene:Pagare direttamente sul sito web dell’azienda di trasporti con carta o bonificoUtilizzare le app ufficiali dei gestori (es. Trenitalia, ATM, ATAC, Tper)Pagare alla biglietteria o ai self-service con bancomat o carta di creditoConservare sempre la ricevuta di pagamento elettronico oltre all’abbonamentoL’Agenzia delle Entrate, nella circolare 7/E del 25 giugno 2021 e nelle successive istruzioni al modello 730, ha chiarito che la tracciabilità deve essere dimostrata mediante prova documentale del pagamento (ricevuta della carta, estratto conto, ricevuta del bonifico). In assenza di tale prova, l’ufficio in fase di controllo formale può disconoscere la detrazione e richiedere il pagamento dell’imposta non versata, oltre a sanzioni e interessi.Una buona prassi consiste nello scaricare la fattura o ricevuta fiscale dell’abbonamento dall’area personale del gestore (quasi tutti la rendono disponibile in PDF) e conservarla insieme alla prova del pagamento elettronico. In questo modo, in caso di controllo, si dispone di entrambi i documenti richiesti. Quali documenti conservare per la detrazionePer portare in detrazione l’abbonamento ai trasporti pubblici nel 730/2026 è fondamentale conservare tutta la documentazione necessaria. L’Agenzia delle Entrate può infatti richiedere prova della spesa entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (es. per il 730/2026 il controllo è possibile fino al 31 dicembre 2031).I documenti da conservare sono:Abbonamento originale o copia del titolo di viaggio (tessera, app digitale, PDF)Ricevuta di pagamento (cartacea o digitale) con indicazione di importo, data e modalità di pagamentoFattura se rilasciata dal gestore (sempre più frequente, soprattutto per gli abbonamenti annuali)Prova del pagamento tracciato: estratto conto bancario, ricevuta della carta, ricevuta dell’app di pagamentoEventuale autocertificazione (per familiari a carico, se la fattura è intestata a una persona diversa dal contribuente)Un aspetto delicato riguarda la fattura intestata a un familiare a carico: se ad esempio l’abbonamento ferroviario del figlio universitario è intestato al figlio stesso, il genitore che lo paga e vuole portarlo in detrazione deve poter dimostrare di aver effettivamente sostenuto la spesa (con il pagamento tracciato dalla propria carta o dal proprio conto). In alternativa, è possibile annotare sul documento di spesa una dichiarazione del tipo: “Spesa sostenuta dal genitore per il figlio a carico”, con firma e data. Questa annotazione è ammessa dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.Per gli abbonamenti integralmente digitali (acquisto via app, validazione tramite QR code), conservare lo screenshot della ricevuta nell’app e l’email di conferma dell’acquisto. Molti gestori inviano anche un’email con il riepilogo annuale degli abbonamenti acquistati, utilissimo per la dichiarazione.Come compilare il 730/2026 per la detrazione trasportiNel Modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025), la detrazione per gli abbonamenti ai trasporti pubblici va indicata nel Quadro E – Oneri e spese, nei righi dedicati alle “altre spese per le quali spetta la detrazione del 19%”. Più precisamente, va inserita nei righi da E8 a E10, indicando il codice 40 nella colonna “Codice spesa”.I passaggi da seguire per la compilazione corretta sono:Aprire il quadro E del modello 730Individuare i righi E8/E9/E10 dedicati alle “Altre spese detraibili al 19%”Nella colonna “Codice spesa” indicare il codice 40 (abbonamento ai servizi di trasporto pubblico)Nella colonna “Importo” inserire la spesa totale sostenuta nell’anno, fino a un massimo di 250 euroSe ci sono più abbonamenti, sommare gli importi e indicarli in un unico rigo (l’importo non può superare 250 euro)Se ti rivolgi a un CAF o a un commercialista, basta consegnare la documentazione (abbonamento e prova del pagamento) e sarà il professionista a inserire la spesa nel quadro corretto. Se invece utilizzi il 730 precompilato tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, controlla se la spesa è già stata caricata dal gestore (alcune aziende di trasporti trasmettono automaticamente i dati al Sistema Tessera Sanitaria). In caso contrario, dovrai aggiungerla manualmente.Nel modello Redditi Persone Fisiche (alternativo al 730), la detrazione va indicata nel Quadro RP, sezione I, sempre con il codice 40. Abbonamento rimborsato dal datore di lavoroUn caso particolare riguarda i lavoratori dipendenti che ricevono il rimborso dell’abbonamento dal datore di lavoro, ad esempio nell’ambito di piani di welfare aziendale. In questa ipotesi, la situazione è regolata dall’art. 51, comma 2, lett. d-bis del TUIR, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 e successivamente modificato.La norma prevede che le somme erogate o rimborsate dal datore di lavoro per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei suoi familiari a carico, non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente (sono fiscalmente neutre). In altre parole, il rimborso non viene tassato in busta paga.Tuttavia, c’è un punto importante da chiarire per evitare il doppio beneficio fiscale: se il datore di lavoro ha già rimborsato la spesa (ed essa non concorre alla formazione del reddito), il dipendente NON può portare la stessa spesa in detrazione nel 730. Sarebbe un beneficio doppio non consentito dalla normativa.Concretamente, possono verificarsi tre scenari diversi:Rimborso totale dell’abbonamento: nessuna detrazione spetta, perché la spesa non è rimasta a carico del lavoratoreRimborso parziale dell’abbonamento: la detrazione del 19% spetta solo sulla quota effettivamente a carico del lavoratore (entro i 250 euro complessivi)Nessun rimborso da parte del datore: il lavoratore porta in detrazione l’intera spesa (entro il limite di 250 euro)La Certificazione Unica (CU) rilasciata dal datore di lavoro riporta nelle annotazioni l’eventuale importo del rimborso ricevuto per gli abbonamenti, in modo che il contribuente sappia esattamente quale quota è esclusa dalla detrazione. È sempre buona prassi leggere attentamente le annotazioni della CU prima di compilare il 730.Differenze tra detrazione 730 e Bonus TrasportiNegli anni passati (2022 e 2023) il Governo ha introdotto il cosiddetto Bonus Trasporti, un contributo di importo fino a 60 euro per l’acquisto dell’abbonamento, destinato a persone con reddito ISEE non superiore a determinate soglie. È utile chiarire le differenze tra il Bonus Trasporti e la detrazione del 19%, perché si tratta di due strumenti diversi che a volte vengono confusi:CaratteristicaDetrazione 19% (730)Bonus Trasporti (storico)Tipo di beneficioDetrazione fiscale (sgravio IRPEF)Contributo diretto (voucher)Importo massimo47,50 euro (19% su 250)60 euroLimite ISEENessunoSì (variabile per anno)Quando si ottieneL’anno successivo, con il 730Subito, al momento dell’acquistoCumulabilitàSu parte non coperta da bonusSolo su una spesaPer il 2026 non risulta riattivato il Bonus Trasporti a livello nazionale, ma alcune Regioni e Comuni hanno previsto bonus locali per specifiche categorie (studenti, lavoratori a basso reddito, pensionati). Verificare sempre sui canali istituzionali della propria Regione o Comune se esistono agevolazioni locali aggiuntive.Un punto importante: se hai usufruito di un bonus o contributo pubblico per pagare l’abbonamento, la detrazione del 19% spetta solo sulla quota effettivamente a tuo carico. Ad esempio, se l’abbonamento costa 280 euro e hai ricevuto un voucher Regionale di 60 euro, la spesa “tua” è 220 euro e su questa puoi calcolare il 19% di detrazione. Errori comuni da evitare nella dichiarazioneNella compilazione del 730 per la detrazione dei trasporti pubblici, gli errori più comuni sono questi:Inserire spese pagate in contanti: la detrazione viene disconosciuta in caso di controllo per mancata tracciabilitàIncludere biglietti singoli: solo gli abbonamenti sono detraibili, non i bigliettiSuperare il limite di 250 euro indicando l’intera spesa: il sistema accetta anche importi superiori, ma la detrazione viene comunque limitata al tettoPortare in detrazione spese rimborsate dal datore di lavoro: doppio beneficio non consentitoDimenticare le spese sostenute per i familiari a carico: sono un’opportunità in più per arrivare al tetto detraibileUsare un codice spesa sbagliato: il codice corretto è il 40, non il 41 o altriInserire abbonamenti a servizi a lunga percorrenza (es. Frecce Trenitalia): non sono detraibiliNon conservare le ricevute: in caso di controllo, senza prova del pagamento la detrazione decadeUn errore particolarmente frequente riguarda gli abbonamenti acquistati a fine anno e validi per l’anno successivo. La regola fiscale è quella di cassa: si detrae nell’anno in cui si è effettivamente pagato. Quindi un abbonamento acquistato a dicembre 2025 ma valido per gennaio 2026 va inserito nel 730/2026 (perché pagato nel 2025), non nel 730/2027.Per il 730 precompilato, ricorda che la presenza dell’abbonamento tra i dati precaricati non è automatica: dipende dalla trasmissione dei dati da parte del gestore al Sistema Tessera Sanitaria. Se non lo trovi precaricato, ma hai i documenti, puoi tranquillamente aggiungerlo manualmente: l’importante è conservare le ricevute per eventuali controlli successivi.Agevolazioni locali e regionali aggiuntiveOltre alla detrazione nazionale del 19%, molte Regioni e Comuni offrono agevolazioni aggiuntive sui trasporti pubblici. Si tratta di sconti, abbonamenti gratuiti o contributi destinati a specifiche categorie. Ecco alcuni esempi tipici:Anziani e pensionati: abbonamenti gratuiti o ridotti per over 65, over 70 o pensionati con redditi bassiStudenti: abbonamenti scolastici e universitari a tariffa ridotta, con possibilità di contributo regionaleFamiglie numerose: agevolazioni per nuclei con tre o più figliPersone con disabilità: abbonamenti gratuiti o a tariffa simbolica, con eventuale accompagnatore inclusoLavoratori con ISEE basso: contributi una tantum o sconti percentualiPer scoprire le agevolazioni della propria zona, conviene consultare il sito dell’azienda di trasporti locale, della Regione e del Comune di residenza. Spesso le pagine “Tariffe” o “Agevolazioni” riportano tutte le possibilità disponibili. Tieni presente che queste agevolazioni locali non sostituiscono la detrazione del 19% nel 730: anzi, sulla quota effettivamente pagata (anche dopo lo sconto regionale) il contribuente può ancora applicare il 19% di detrazione fiscale.Un caso emblematico è il Friuli Venezia Giulia, dove esistono diverse misure di sostegno al trasporto pubblico. Ad esempio, il Trasporto Pubblico Locale regionale gestito da TPL FVG offre abbonamenti a tariffe agevolate per studenti, famiglie e categorie protette. Il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta i cittadini a verificare quale agevolazione (statale o regionale) si applica al proprio caso e come massimizzare il beneficio fiscale combinando le diverse misure. Rivolgersi al CAF Centro Fiscale di UdineAnche se la detrazione per i trasporti pubblici sembra un’operazione semplice (basta riportare l’importo nel rigo giusto), gli errori in dichiarazione sono frequenti e possono costare cari in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate. Inoltre, il 730 contiene decine di detrazioni e deduzioni da valutare insieme: spese mediche, spese di istruzione, oneri assicurativi, mutui, ristrutturazioni edilizie. Rivolgersi a un CAF significa avere la sicurezza che tutto sia compilato correttamente e che nessuna detrazione spettante venga dimenticata.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno migliaia di contribuenti nella compilazione del Modello 730. I nostri operatori verificano insieme a te tutte le spese detraibili dell’anno, controllano i requisiti di tracciabilità, ti aiutano a recuperare i documenti mancanti e ti propongono il calcolo più conveniente. Il servizio comprende anche l’apposizione del visto di conformità, che garantisce la correttezza fiscale della tua dichiarazione e ti protegge da eventuali sanzioni in caso di errori formali.Per fissare un appuntamento con il CAF Centro Fiscale di Udine porta con te:Documento d’identità e codice fiscale (tuo e dei familiari a carico)Certificazione Unica 2026 (per i redditi 2025)Abbonamenti ai trasporti pubblici con relative ricevute di pagamento tracciatoTutte le altre spese detraibili dell’anno (mediche, scolastiche, mutui, ecc.)Eventuali documenti su redditi aggiuntivi o agevolazioni di cui hai già fruitoL’assistenza del CAF è particolarmente preziosa per chi ha più fonti di reddito, per chi deve gestire familiari a carico con spese proprie o per chi non è sicuro di come interpretare correttamente la normativa. Un piccolo investimento di tempo (e una piccola commissione, spesso simbolica per i pensionati e i redditi bassi) può tradursi in un rimborso fiscale più consistente e nella tranquillità di una dichiarazione corretta.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ)Posso detrarre l’abbonamento del treno alta velocità (Frecciarossa, Italo)?No. La detrazione del 19% nel 730 è limitata agli abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. I servizi a lunga percorrenza nazionale (Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca, Italo, voli aerei) sono esclusi dall’agevolazione.Quanto recupero al massimo con la detrazione trasporti?Il rimborso massimo è di 47,50 euro all’anno, corrispondente al 19% del tetto di spesa detraibile di 250 euro. Se hai sostenuto una spesa inferiore a 250 euro, il rimborso sarà calcolato sul 19% della spesa effettiva (es. spesa 180 euro → detrazione 34,20 euro).Posso pagare l’abbonamento in contanti e poi detrarlo?No. Dal 1° gennaio 2020 è obbligatorio il pagamento tracciabile (bancomat, carta di credito, bonifico, app di pagamento). Le spese pagate in contanti non danno diritto alla detrazione del 19% e in caso di controllo verrebbero disconosciute dall’Agenzia delle Entrate.L’abbonamento di mio figlio universitario può portarlo in detrazione io?Sì, a condizione che il figlio sia fiscalmente a carico (reddito complessivo non superiore a 4.000 euro per i figli fino a 24 anni, oppure 2.840,51 euro oltre tale età) e che tu abbia effettivamente sostenuto la spesa con pagamento tracciato. Anche se la fattura è intestata al figlio, puoi portarla in detrazione conservando una dichiarazione che attesti che la spesa è stata sostenuta dal genitore.Cosa succede se il datore di lavoro mi rimborsa l’abbonamento?Se l’abbonamento è integralmente rimborsato dal datore di lavoro (in regime di welfare aziendale ex art. 51 c. 2 lett. d-bis TUIR), non puoi portarlo in detrazione nel 730: il rimborso è già fiscalmente neutro, quindi attribuire anche la detrazione sarebbe un doppio beneficio non consentito. Se invece il rimborso è solo parziale, la detrazione del 19% spetta sulla quota di spesa effettivamente a tuo carico.Dove va inserita la spesa nel 730/2026?Nel Quadro E, righi E8/E9/E10 del Modello 730/2026, indicando il codice spesa 40 nella relativa colonna e l’importo della spesa sostenuta (massimo 250 euro complessivi). Se ci sono più abbonamenti dell’anno, vanno sommati e indicati in un unico rigo, sempre nel limite di 250 euro.Posso detrarre car sharing o bike sharing?No, non rientrano nella detrazione. La norma si riferisce esplicitamente agli abbonamenti a servizi di trasporto pubblico, mentre il car sharing, il bike sharing e i monopattini in sharing sono considerati servizi di noleggio/mobilità privata in condivisione, non trasporto pubblico in senso tecnico.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Conclusioni e supporto del CAFLa detrazione del 19% sugli abbonamenti ai trasporti pubblici è un beneficio fiscale modesto in valore assoluto (massimo 47,50 euro l’anno), ma rappresenta comunque un’opportunità da non perdere, soprattutto per i pendolari, gli studenti e le famiglie che utilizzano regolarmente il trasporto pubblico locale e regionale. Sommata alle altre detrazioni disponibili nel 730/2026, contribuisce a ridurre l’imposta da pagare o ad aumentare il rimborso IRPEF spettante.Ricorda i tre punti chiave per non sbagliare: (1) pagare sempre con metodi tracciabili, (2) conservare tutti i documenti di spesa per almeno 5 anni, (3) inserire correttamente la spesa nel Quadro E con il codice 40, ricordando il tetto di 250 euro. Se hai dubbi su quali abbonamenti rientrano nell’agevolazione, sulla compatibilità con eventuali rimborsi del datore di lavoro o sulla gestione delle spese sostenute per i familiari a carico, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti in ogni fase della dichiarazione.Prenota oggi stesso un appuntamento per il tuo 730/2026 e scopri tutte le detrazioni che ti spettano: spesso piccole somme dimenticate, una volta sommate, possono trasformarsi in un rimborso fiscale importante. Il nostro team ti guida passo passo nella raccolta dei documenti, nella verifica dei requisiti e nella compilazione corretta del modello, con la sicurezza del visto di conformità.Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 08:28:382026-05-31 14:08:13Detrazione Trasporti Pubblici nel 730/2026: Rimborsi Abbonamento e Limite 250 Euro
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIDetassazione lavoro dipendente: altri redditi fuori dalle soglie 2026Nel 2026 il legislatore ha confermato e ampliato il sistema di detassazione del lavoro dipendente, introducendo una serie di misure agevolative sulla busta paga che riguardano premi di risultato, straordinari, lavoro notturno e festivo, fringe benefit e indennita speciali. Ma c’e un aspetto che spesso sfugge ai lavoratori e ai datori di lavoro: non tutti i redditi concorrono al superamento delle soglie di detassazione 2026. Anzi, molte tipologie di altri redditi — da locazione, da capitale, diversi — rimangono completamente fuori dalle soglie e non incidono sul diritto alle agevolazioni. Questa guida spiega nel dettaglio come funzionano le soglie, quali redditi rilevano e quali no, con esempi pratici e tabelle riassuntive aggiornate alle ultime circolari dell’Agenzia delle Entrate e ai chiarimenti dell’INPS.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiIl quadro normativo della detassazione 2026Le misure di detassazione in busta pagaCome si calcolano le soglie di detassazione 2026Quali redditi rilevano ai fini delle soglieAltri redditi fuori dalle soglie: le categorie escluseRedditi da locazione e cedolare seccaRedditi da capitale e redditi diversiFringe benefit 2026 e soglie di esenzioneEsempi pratici di calcoloCome dichiarare nel 730/2026Domande frequenti sulla detassazioneIl quadro normativo della detassazione 2026Il sistema di detassazione del lavoro dipendente in vigore nel 2026 affonda le radici in una pluralita di interventi normativi che si sono sovrapposti negli ultimi anni. Il riferimento principale e la Legge di Bilancio 2024 (L. n. 213/2023), confermata e modificata dalla Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024), che ha prorogato le misure agevolative sulla tassazione agevolata al 5% per i premi di risultato e sulle indennita speciali per il lavoro notturno e festivo.Un ulteriore pilastro normativo e il D.Lgs. n. 216/2023 (Decreto Legislativo di attuazione della riforma fiscale), che ha ridisegnato le aliquote IRPEF portandole da quattro a tre scaglioni, con ricadute dirette sul calcolo delle detrazioni per i lavoratori dipendenti. A questo si aggiunge il D.L. n. 48/2023 (Decreto Lavoro), convertito con modificazioni dalla L. n. 85/2023, che ha disciplinato i fringe benefit elevando le soglie di esenzione per alcune categorie di lavoratori.Per quanto riguarda il 2026 specificamente, la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 4/E del 10 febbraio 2025 ha fornito i chiarimenti operativi sulla tassazione sostitutiva dei premi di risultato, precisando i criteri per determinare il reddito di lavoro dipendente dell’anno precedente rilevante ai fini del limite reddituale di 80.000 euro. L’INPS, con la Circolare n. 40/2025, ha invece precisato le modalita applicative per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata. Le misure di detassazione in busta paga: cosa prevede la leggeNel 2026 il lavoratore dipendente puo beneficiare di diverse forme di agevolazione fiscale in busta paga. Ciascuna ha i propri presupposti, limiti e regole di calcolo. Ecco il quadro completo:1. Tassazione sostitutiva al 5% sui premi di risultatoI premi di risultato erogati in esecuzione di contratti collettivi aziendali o territoriali depositati all’Ispettorato del Lavoro beneficiano di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali pari al 5%, in luogo della tassazione ordinaria. Il limite massimo del premio agevolabile e fissato in 3.000 euro lordi annui (elevabile a 4.000 euro in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro). Il requisito reddituale per accedere all’agevolazione e che il reddito di lavoro dipendente dell’anno precedente non superi 80.000 euro.2. Tassazione sostitutiva al 5% per lavoro notturno e festivo nel turismoLa Legge di Bilancio 2025 rende strutturale per il 2026 una specifica agevolazione per i lavoratori dipendenti nel settore del turismo, pubblici esercizi e termale che effettuano prestazioni di lavoro notturno e nei giorni festivi. Per questi lavoratori e prevista una tassazione sostitutiva al 5% sulle retribuzioni erogate per le ore notturne (dalle 24 alle 6) e nei giorni festivi. Il limite reddituale e di 40.000 euro di reddito da lavoro dipendente conseguito nell’anno precedente.3. Esonero contributivo strutturale sulla busta pagaDal 1 gennaio 2025 e in vigore in via strutturale l’esonero contributivo INPS a carico del lavoratore dipendente, nella misura del 6% sulla quota di retribuzione fino a 35.000 euro annui e del 7% per retribuzioni fino a 25.000 euro annui. Questo non e tecnicamente una “detassazione” ma una decontribuzione, che pero aumenta il netto in busta paga in modo significativo: il risparmio puo arrivare fino a 1.750 euro annui per un lavoratore con retribuzione di 25.000 euro. Questo beneficio, incluso nelle misure della flat tax sul lavoro dipendente 2026, si applica a tutti i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) senza limiti di qualifica. Come si calcolano le soglie di detassazione 2026Comprendere come si calcolano le soglie di reddito rilevanti per accedere alle agevolazioni e fondamentale. La norma di riferimento per i premi di risultato (art. 1, commi 182-190, L. n. 208/2015 e successive modificazioni) stabilisce che il limite reddituale di 80.000 euro si calcola prendendo in considerazione il reddito di lavoro dipendente percepito nell’anno precedente.Il punto cruciale — e spesso frainteso — e che la norma fa riferimento esclusivamente al reddito di lavoro dipendente, non al reddito complessivo del soggetto. Questo significa che:Si conteggia: il reddito da lavoro dipendente (compreso il reddito da collaborazione coordinata e continuativa assimilato), compresi i premi e le indennita tassati ordinariamente nell’anno precedenteNon si conteggia: il reddito da locazione, i redditi da capitale, i redditi diversi, i redditi da lavoro autonomo (se presenti in aggiunta al lavoro dipendente)La Circolare AdE n. 4/E/2025 ha chiarito che nel calcolo del limite di 80.000 euro rientrano anche i redditi da lavoro dipendente assoggettati a tassazione separata o sostitutiva nell’anno precedente (es. TFR, arretrati), mentre restano escluse le somme esenti da IRPEF.Per i lavoratori che nell’anno precedente hanno lavorato part-time o hanno cambiato datore di lavoro, il limite va verificato sommando tutti i redditi da lavoro dipendente percepiti nell’arco dell’anno, anche da piu datori di lavoro diversi. Il datore di lavoro attuale ha pero visibilita solo sui redditi erogati da se stesso: e compito del lavoratore comunicare eventuali altri redditi da lavoro dipendente percepiti presso altri datori, tramite apposita dichiarazione scritta. Quali redditi rilevano ai fini delle sogliePer rispondere alla domanda “quali redditi entrano nel calcolo della soglia di 80.000 euro?”, la norma e la prassi dell’Agenzia delle Entrate indicano chiaramente le seguenti categorie come rilevanti ai fini della verifica:Retribuzione ordinaria da lavoro dipendente (stipendio, paga base, contingenza, EDR)Straordinari e indennita varie tassate ordinariamente (notturno, festivo, turni, trasferte imponibili)Premi di produzione e risultato tassati in via ordinaria nell’anno precedenteMensilita aggiuntive (tredicesima, quattordicesima, premi una tantum)Redditi assimilati a lavoro dipendente (collaborazioni co.co.co., compensi amministratori soggetti a contribuzione INPS)Indennita di malattia, maternita e CIG erogate dall’INPS e transitate in busta pagaFringe benefit tassati (la parte che supera le soglie di esenzione e quindi e confluita nel reddito imponibile)Attenzione: anche i redditi da lavoro dipendente percepiti all’estero che concorrono alla formazione del reddito imponibile in Italia rientrano nel computo. Per i lavoratori che hanno beneficiato del regime degli impatriati, entra nel calcolo solo la quota imponibile (e non quella esente), come chiarito dalla Circolare AdE n. 33/E/2024. Altri redditi fuori dalle soglie: le categorie escluseIl cuore di questo articolo riguarda le categorie di reddito che non rilevano ai fini del superamento della soglia di 80.000 euro. Si tratta di un punto di fondamentale importanza pratica: un lavoratore dipendente che percepisce anche redditi da affitto, dividendi, plusvalenze o attivita occasionali mantiene comunque intatto il diritto all’agevolazione sul premio di risultato, a condizione che il solo reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non superi 80.000 euro.Le categorie di reddito escluse dal calcolo della soglia, confermate dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate, sono:Redditi fondiari (terreni e fabbricati) — compresa la rendita catastale dell’abitazione principale (che e esente) e gli affitti attiviRedditi da locazione assoggettati a cedolare secca — anche se producono reddito imponibile, non si sommano al reddito da lavoro dipendente per il calcolo del tettoRedditi da capitali — interessi bancari, dividendi da partecipazioni non qualificate, proventi da OICR, redditi da obbligazioniRedditi diversi — plusvalenze da cessione di partecipazioni non qualificate, vincite, premi, redditi da attivita occasionali (purche non riqualificati come lavoro dipendente)Redditi da lavoro autonomo — anche se percepiti in parallelo al rapporto di lavoro dipendente (es. professionista con regime ordinario o forfettario)Redditi d’impresa — del tutto irrilevanti ai fini del limite reddituale per i premiQuesta distinzione ha una logica precisa: la norma mira a concentrare il beneficio sui lavoratori che dipendono principalmente dal lavoro subordinato per il proprio sostentamento, escludendo chi ha redditi compositi di ammontare elevato. Limitando pero il computo al solo reddito da lavoro dipendente, il legislatore lascia fuori categorie reddituali strutturalmente diverse (capital income, rendite patrimoniali) che non derivano dall’attivita lavorativa in senso stretto.Redditi da locazione e cedolare seccaUno dei casi piu frequenti nella pratica del CAF riguarda i lavoratori dipendenti che affittano un immobile. Molti si chiedono se il canone d’affitto incida sulla possibilita di accedere alla tassazione al 5% sul premio di risultato. La risposta e chiara: i redditi da locazione non rilevano.Che il contratto di locazione sia soggetto a tassazione ordinaria IRPEF oppure a cedolare secca (21% per locazioni libere, 10% per concordato), il canone d’affitto non concorre alla formazione del limite reddituale di 80.000 euro per i premi di risultato. La Circolare AdE n. 4/E/2025 ha esplicitamente confermato questo principio, ribadendo che il riferimento normativo e esclusivamente al “reddito di lavoro dipendente” ai sensi dell’art. 49 del TUIR.Esempio pratico: Mario, 45 anni, impiegato in un’azienda manifatturiera, nel 2025 ha percepito un reddito da lavoro dipendente di 72.000 euro e un canone da affitto di 15.000 euro (assoggettato a cedolare secca al 21%). Il suo reddito complessivo ai fini IRPEF e di 87.000 euro, ma ai fini della verifica del limite per i premi di risultato rilevano solo i 72.000 euro di reddito da lavoro dipendente: l’accesso all’agevolazione al 5% nel 2026 e garantito.Vale lo stesso principio per la locazione breve con piattaforme online: i proventi da locazioni brevi (fino a 30 giorni), assoggettati a cedolare secca (21% per il primo immobile, 26% dal secondo immobile in poi, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2024), non rilevano ai fini delle soglie di detassazione. Si tratta in ogni caso di redditi fondiari (da fabbricati), non di redditi da lavoro dipendente.Tipo di locazioneTassazione applicataRileva per soglia 80.000 euro?Locazione abitativa (canone libero)Cedolare secca 21% o IRPEF ordinariaNOLocazione a canone concordatoCedolare secca 10%NOLocazione breve (fino a 30 giorni)Cedolare secca 21% (primo imm.), 26% (altri)NOLocazione commercialeIRPEF ordinaria (75% del canone)NO Redditi da capitale e redditi diversiI redditi da capitale (Categoria D del TUIR, art. 44 e seguenti) includono interessi e proventi da conti correnti, titoli di Stato, obbligazioni, dividendi da partecipazioni societarie e proventi da fondi comuni d’investimento. Tutti questi redditi sono esclusi dal calcolo della soglia di 80.000 euro per i premi di risultato, per due ragioni principali:Natura categoriale diversa: non sono redditi “da lavoro dipendente” ai sensi dell’art. 49 TUIRRegime fiscale autonomo: la maggior parte dei redditi da capitale e assoggettata a ritenuta a titolo d’imposta o a imposta sostitutiva (26%) direttamente dall’istituto bancario o dal sostituto d’imposta, senza confluire nella dichiarazione dei redditi 730 ordinaria del contribuenteIn pratica, un lavoratore dipendente che ha investimenti in ETF, BTP, fondi comuni o azioni non deve preoccuparsi che i proventi da tali investimenti possano pregiudicare il suo diritto alla tassazione agevolata al 5% sul premio. La Circolare AdE n. 28/E/2016, ancora in vigore, ha confermato questo principio per i premi di risultato, precisando che la verifica del limite reddituale va condotta con esclusivo riferimento ai redditi dell’art. 49 TUIR.Redditi diversi e plusvalenze: esclusi dalle soglieI redditi diversi (art. 67 TUIR) comprendono le plusvalenze da cessione di partecipazioni non qualificate, le plusvalenze da cessione di criptovalute (disciplinate dall’art. 67, comma 1, lett. c-sexies TUIR dal 2023), i redditi da attivita occasionali, le vincite a giochi e premi. Anche questi redditi sono completamente fuori dalla soglia di verifica per i premi di risultato e le altre misure di detassazione.Un caso particolare riguarda le plusvalenze da cessione di criptovalute: il lavoratore dipendente che ha realizzato plusvalenze crypto nel 2025 puo comunque accedere alla tassazione al 5% sul premio di risultato nel 2026, poiche tali plusvalenze non rientrano nel reddito da lavoro dipendente. Queste dovranno pero essere dichiarate separatamente nel quadro RT o nel quadro W della dichiarazione dei redditi, o con l’imposta sostitutiva del 26%. Fringe benefit 2026 e soglie di esenzioneIl capitolo dei fringe benefit merita un’analisi separata, perche il meccanismo e parzialmente diverso rispetto ai premi di risultato. I fringe benefit sono beni e servizi concessi dal datore di lavoro al lavoratore dipendente (auto aziendale, cellulare, buoni pasto, contributi per affitto, ecc.) e la loro disciplina fiscale per il 2026 e la seguente:Soglie di esenzione fringe benefit 2026La Legge di Bilancio 2025 (art. 1, commi 390-391, L. n. 207/2024) ha reso strutturale per il 2026 le seguenti soglie di esenzione fiscale e contributiva per i fringe benefit:Categoria lavoratoreSoglia esenzione 2026Tipologie incluseLavoratori con figli fiscalmente a carico2.000 euroInclude somme per affitto/mutuo prima casa, utenze domestiche, beni e serviziLavoratori senza figli a carico1.000 euroSoglia base, valida per tutti i lavoratoriCome interagiscono i fringe benefit con le soglie di detassazione? Il valore dei fringe benefit ricevuto entro la soglia di esenzione non concorre al reddito da lavoro dipendente e quindi non rileva ne ai fini delle soglie ne ai fini dell’IRPEF ordinaria. Solo la parte eccedente la soglia diventa imponibile e confluisce nel reddito da lavoro dipendente dell’anno, potendo quindi contribuire al superamento del limite di 80.000 euro nell’anno in cui e percepita.Secondo la Circolare INPS n. 40/2025, il datore di lavoro deve tenere una contabilita separata dei fringe benefit erogati e comunicare al lavoratore, entro il 31 gennaio dell’anno successivo, il valore totale fruito nell’anno. Questo dato e poi riportato nella Certificazione Unica (CU) che il datore trasmette all’Agenzia delle Entrate e consegna al lavoratore entro il 31 marzo. La corretta lettura della CU e essenziale per la compilazione del modello 730, operazione per la quale il CAF Centro Fiscale offre assistenza qualificata.Esempi pratici di calcoloPer rendere concreto il funzionamento delle soglie, proponiamo quattro esempi pratici basati su profili tipici di lavoratori, ciascuno con una diversa combinazione di redditi.Caso 1: Il lavoratore con redditi da affittoProfilo: Mario, 45 anni, impiegato in un’azienda manifatturiera con contratto collettivo aziendale che prevede premi di risultato. Nel 2025 ha percepito: reddito da lavoro dipendente di 68.000 euro + canone da affitto di 15.000 euro (cedolare secca 21%) + premio di risultato 2025 tassato ordinariamente di 2.500 euro. Reddito rilevante per la soglia 2026: 68.000 + 2.500 = 70.500 euro. I 15.000 euro di affitto non rilevano. Mario accede alla tassazione al 5% sul premio 2026. Risparmio stimato: su un premio di 2.000 euro, con aliquota marginale al 35%, il risparmio e di circa 600 euro di IRPEF.Caso 2: Il lavoratore con dividendi e investimentiProfilo: Laura, 52 anni, dirigente con portafoglio azionario. Nel 2025 ha percepito: reddito da lavoro dipendente (stipendio + benefit imponibili) di 78.000 euro + dividendi da partecipazione non qualificata di 8.000 euro + interessi su BTP di 3.200 euro. Reddito rilevante per la soglia 2026: 78.000 euro (solo lavoro dipendente). I dividendi e gli interessi sono assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta (26%) e non rilevano. Laura accede alla tassazione al 5% sul premio 2026: il suo reddito da lavoro dipendente e sotto gli 80.000 euro.Caso 3: Il lavoratore che supera la soglia con il solo lavoro dipendenteProfilo: Roberto, 48 anni, manager finanziario. Nel 2025 ha percepito: stipendio base di 75.000 euro + premio di risultato 2025 tassato ordinariamente di 8.000 euro + fringe benefit auto aziendale (quota tassata imponibile) di 3.000 euro. Reddito rilevante per la soglia 2026: 75.000 + 8.000 + 3.000 = 86.000 euro. Roberto supera la soglia di 80.000 euro con il solo reddito da lavoro dipendente e pertanto non ha diritto alla tassazione agevolata al 5% sul premio di risultato nel 2026. Il premio sara tassato con l’aliquota marginale IRPEF ordinaria.Caso 4: Il lavoratore con attivita occasionaleProfilo: Giulia, 38 anni, insegnante di scuola media (lavoro dipendente) con attivita di traduzione occasionale. Nel 2025 ha percepito: reddito da lavoro dipendente (stipendio) di 32.000 euro + redditi da attivita occasionale (redditi diversi, art. 67 TUIR) di 4.500 euro. Reddito rilevante per la soglia 2026: 32.000 euro (solo lavoro dipendente). I 4.500 euro da attivita occasionale sono redditi diversi e non rilevano. Giulia accede senza problemi alla tassazione al 5% sul premio. Attenzione: se l’attivita occasionale fosse qualificata come parasubordinazione (co.co.co.), i compensi potrebbero essere assimilati a redditi da lavoro dipendente e rilevare ai fini della soglia. Come dichiarare nel 730/2026Nella dichiarazione dei redditi 730/2026 (riferita ai redditi 2025), il lavoratore dipendente che ha beneficiato della tassazione sostitutiva al 5% sui premi di risultato trovera questi importi gia esposti nella Certificazione Unica rilasciata dal datore di lavoro, con specifica indicazione dei codici agevolazione e delle imposte gia trattenute.Se il datore ha erroneamente applicato la tassazione ordinaria (ad esempio perche il lavoratore non ha comunicato tempestivamente i dati sul reddito dell’anno precedente), il lavoratore puo recuperare l’imposta in eccesso attraverso la dichiarazione dei redditi 730/2026, indicando nella relativa sezione gli importi assoggettati a tassazione sostitutiva e richiedendo il rimborso della differenza. Il CAF puo assisterti in questa operazione di verifica e conguaglio.Per gli altri redditi non rilevanti ai fini delle soglie, la dichiarazione funziona cosi:Cedolare secca su locazioni: va dichiarata nel quadro B del 730 (o RB del Modello Redditi PF), indicando il regime di tassazione sostitutiva scelto. Non influenza il reddito complessivo IRPEF ordinariaRedditi da capitale con ritenuta definitiva (es. dividendi, interessi bancari): non vanno indicati nel 730 standard, in quanto gia gestiti dall’intermediario finanziario con ritenuta a titolo d’impostaPlusvalenze crypto e redditi diversi: vanno dichiarati nel quadro RT (plusvalenze da partecipazioni e strumenti finanziari) o nel quadro W (attivita finanziarie e patrimoniali estere, incluse le criptovalute) della dichiarazione Redditi PFRedditi da lavoro autonomo occasionale (redditi diversi): confluiscono nel quadro D del 730 o nel quadro RL del Modello Redditi PF, senza interagire con i limiti della detassazioneIl nostro studio CAF e a disposizione per una verifica completa della tua situazione reddituale e per garantire che tutte le agevolazioni a cui hai diritto siano correttamente applicate nella tua dichiarazione. Contattaci per un appuntamento: il recupero della detassazione sul premio di risultato puo valere centinaia di euro e richiede un’analisi accurata della CU e dei documenti reddituali.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il controllo della tua busta paga, verifica contributi INPS, ferie e detrazioni. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Detassazione 2026Il reddito da locazione influisce sulla soglia di 80.000 euro per i premi di risultato?No. I redditi da locazione, che siano assoggettati a tassazione IRPEF ordinaria o a cedolare secca, non rientrano nel computo del limite reddituale di 80.000 euro previsto per la tassazione sostitutiva al 5% sui premi di risultato. La soglia si calcola esclusivamente sul reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente (art. 49 TUIR). Lo ha confermato la Circolare AdE n. 4/E del 10 febbraio 2025.Se ho dividendi e investimenti finanziari, posso ancora avere il premio tassato al 5%?Si. I dividendi, gli interessi bancari, i proventi da fondi comuni e altri redditi da capitale sono esclusi dal calcolo della soglia di detassazione. Solo il reddito da lavoro dipendente rileva ai fini del limite di 80.000 euro. I redditi da capitale sono soggetti a ritenuta a titolo d’imposta (26%) applicata direttamente dall’intermediario finanziario e non interagiscono con la detassazione sul lavoro dipendente.Le plusvalenze da criptovalute entrano nella soglia per la detassazione del premio?No. Le plusvalenze da cessione di criptovalute sono classificate come redditi diversi (art. 67, comma 1, lett. c-sexies TUIR) e non come redditi da lavoro dipendente. Non concorrono al limite reddituale di 80.000 euro per i premi di risultato. Devono pero essere dichiarate separatamente nel quadro RT o W della dichiarazione dei redditi e assoggettate all’imposta sostitutiva del 26%.Cosa succede se ho avuto due datori di lavoro nel 2025?Se nel 2025 hai avuto due datori di lavoro, il reddito da lavoro dipendente rilevante per la soglia e la somma di tutti i redditi percepiti da entrambi i datori nell’anno. Ogni datore conosce solo i redditi da lui erogati: e tuo dovere comunicare al nuovo datore i redditi percepiti presso il precedente, tramite dichiarazione scritta. Il datore puo verificare cosi se superi la soglia di 80.000 euro prima di applicare la tassazione agevolata al 5%.I fringe benefit contribuiscono al superamento della soglia di 80.000 euro?Solo la parte dei fringe benefit che supera la soglia di esenzione (1.000 euro per i lavoratori senza figli a carico, 2.000 euro per quelli con figli a carico) diventa reddito imponibile da lavoro dipendente. Questa quota eccedente rileva ai fini del calcolo della soglia. I benefit entro soglia sono invece completamente esenti e non influiscono sul limite reddituale.Hai bisogno di assistenza per la tua dichiarazione dei redditi?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se hai diritto alla detassazione sui premi di risultato, a controllare la corretta applicazione delle soglie e a recuperare eventuali importi pagati in eccesso attraverso il 730/2026.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e Detrazioni https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 09:00:002026-03-17 19:04:52Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e DetrazioniCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per Inquilini(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-03 09:00:002026-03-17 19:04:47Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per InquiliniCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 Euro https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 09:00:002026-03-17 19:04:42Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 EuroCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-15 12:33:532026-05-31 17:52:11Detassazione lavoro dipendente: altri redditi fuori dalle soglie 2026
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e Detrazioni https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 09:00:002026-03-17 19:04:52Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e Detrazioni
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per Inquilini(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-03 09:00:002026-03-17 19:04:47Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per Inquilini
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 Euro https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 09:00:002026-03-17 19:04:42Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 Euro
DICHIARAZIONE DEI REDDITIEsonero dalla dichiarazione dei redditi 2026: chi non deve presentare il modello 730Ogni anno la stessa domanda: devo presentare il 730 anche quest’anno? Per milioni di italiani la risposta è “no”. L’esonero dalla dichiarazione dei redditi 2026 riguarda chi, per la propria situazione reddituale e contributiva, non è tenuto a inviare alcun modello dichiarativo all’Agenzia delle Entrate. Si tratta di un istituto previsto dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986, TUIR) e ribadito ogni anno dalle istruzioni ministeriali al modello 730 e al Modello Redditi PF.In questa guida aggiornata al 730/2026 (relativo ai redditi 2025) il CAF Centro Fiscale di Udine spiega in modo chiaro chi è esonerato, quali sono le soglie di reddito da non superare, quando conviene comunque presentare la dichiarazione anche se non obbligati e come evitare errori che possono costare sanzioni. Affronteremo casi pratici per pensionati, lavoratori dipendenti, partite IVA forfettarie, contribuenti minimi e percettori di indennità INPS.Attenzione: l’esonero non significa che non si è “soggetti fiscali”. Significa solo che non occorre presentare la dichiarazione perché le imposte risultano già trattenute alla fonte o perché il reddito è sotto le soglie di esenzione. Vediamo nel dettaglio tutte le casistiche previste per il 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cosa significa esonero dalla dichiarazione dei redditi 2026L’esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi è una facoltà riconosciuta dall’ordinamento tributario a determinate categorie di contribuenti che, pur producendo redditi nel corso dell’anno d’imposta, non sono tenuti a presentare il modello 730 o il Modello Redditi Persone Fisiche. Il principio cardine è semplice: se l’imposta dovuta è già stata interamente trattenuta dal sostituto d’imposta (datore di lavoro, ente pensionistico, INPS) e non vi sono altri redditi da dichiarare, lo Stato non chiede al cittadino di “ricapitolare” la propria posizione.L’istituto trova fondamento normativo principalmente nell’art. 1 del DPR 600/1973 (“Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi”) e nelle istruzioni annuali dell’Agenzia delle Entrate al modello 730. Le tabelle ufficiali di esonero sono pubblicate ogni primavera con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che approva i modelli dichiarativi: per il 2026 il riferimento è il provvedimento di approvazione del modello 730/2026. Esonero vs. semplice non obbligoÈ importante distinguere due concetti spesso confusi:Esonero totale: il contribuente non è obbligato a presentare alcun modello dichiarativo e non subisce conseguenze.Esonero con facoltà: il contribuente non è obbligato, ma può scegliere di presentare comunque la dichiarazione, ad esempio per ottenere il rimborso di detrazioni non riconosciute dal sostituto.Esclusione soggettiva: alcune categorie (es. soggetti minimi cessati, eredi del de cuius) seguono regole specifiche che derogano allo schema ordinario.Soglie di reddito per l’esonero dichiarazione redditi 2026La normativa fiscale italiana prevede soglie di reddito al di sotto delle quali il contribuente non è tenuto a presentare la dichiarazione. Tali soglie variano in funzione della tipologia di reddito posseduto e della categoria del contribuente. Ecco le principali soglie aggiornate per il modello 730/2026:Tipologia di redditoSoglia di esoneroNoteReddito complessivo generalefino a 2.840,51 eurolimite generale art. 11 TUIRPensione + abitazione principalefino a 8.500 euro (con almeno 75 anni) o 7.500 eurono-tax area pensionatiLavoro dipendente + abitazione principalefino a 8.500 euronuova no-tax area dipendenti dal 2025 (DLgs 216/2023)Compensi sportivi dilettantisticifino a 15.000 eurofranchigia art. 36 D.Lgs 36/2021Assegno periodico ex coniugefino a 7.500 eurose unico reddito, con abitazione principaleRedditi assoggettati a ritenuta a titolo d’impostaEsenti dall’obbligocedolare secca, interessi titoli, dividendi qualif.Queste soglie tengono conto delle detrazioni d’imposta previste dagli artt. 12, 13, 15 e 16 del TUIR. In sostanza, sotto questi importi l’imposta dovuta risulta pari a zero per effetto delle detrazioni stesse, rendendo superflua la dichiarazione. La soglia generale di 2.840,51 euroStorica soglia di esonero (corrispondente a 5,5 milioni di lire del 1996, mai aggiornata), riguarda chi ha solamente redditi residuali (es. piccolo lavoro autonomo occasionale, redditi diversi) per importi complessivi sotto questo limite. Restano comunque obbligati alla dichiarazione coloro che, pur sotto soglia, hanno crediti d’imposta da utilizzare o redditi soggetti a tassazione separata.Esonero per lavoratori dipendenti e assimilatiIl lavoratore dipendente è la figura più tutelata dal sistema di esoneri, perché il datore di lavoro opera già come sostituto d’imposta, trattenendo mensilmente l’IRPEF e applicando il conguaglio a fine anno tramite la Certificazione Unica (CU). Se il rapporto di lavoro copre l’intero anno e non vi sono altri redditi, la posizione fiscale è già “chiusa” e non occorre dichiarare nulla.Sono esonerati dalla presentazione del 730/2026 i lavoratori dipendenti che si trovano in tutte queste condizioni:hanno percepito redditi da lavoro dipendente o assimilato (es. co.co.co., borse di studio, gettoni di presenza) da un solo datore di lavoro;il sostituto ha effettuato correttamente le ritenute d’acconto IRPEF e applicato le addizionali regionali e comunali;non possiedono altri redditi da dichiarare (esclusi quelli soggetti a ritenuta secca o cedolare);il reddito da abitazione principale (rendita catastale) non è soggetto a IRPEF;non hanno spese detraibili o deducibili che vogliono recuperare. Caso pratico: Marco, impiegato a tempo indeterminatoMarco lavora come impiegato dal 2020 nella stessa azienda. Nel 2025 ha guadagnato 28.000 euro lordi, il datore ha effettuato le ritenute mensili e a dicembre ha consegnato la CU. Marco vive nella propria abitazione principale e non ha altri redditi. Conclusione: Marco è esonerato dal 730/2026. Tuttavia, se ha sostenuto spese mediche per 1.200 euro o ha pagato un mutuo prima casa, gli conviene presentare comunque il 730 per recuperare le detrazioni del 19%.Lavoratori con due o più CU: cosa cambiaSe un lavoratore ha avuto più datori di lavoro nel 2025 e non ha chiesto il conguaglio all’ultimo sostituto, è generalmente obbligato a presentare la dichiarazione, salvo che l’imposta complessiva non superi l’importo di 10,33 euro. Il motivo: ciascun datore applica le aliquote partendo dal primo scaglione, senza considerare gli altri redditi, e questo provoca un’IRPEF a debito da regolarizzare.Esonero per pensionati 2026I pensionati rappresentano la categoria più numerosa di soggetti esonerati. L’INPS opera come sostituto d’imposta, trattenendo l’IRPEF dalla pensione e gestendo automaticamente le addizionali. Per la maggior parte dei pensionati italiani, soprattutto chi percepisce trattamenti minimi o pensioni medio-basse, la dichiarazione dei redditi non è necessaria.I requisiti per l’esonero dei pensionati dal 730/2026 sono:pensione erogata da un unico ente (INPS, ex INPDAP, casse previdenziali) per l’intero anno;importo complessivo non superiore a 7.500 euro per i pensionati sotto i 75 anni, elevato a 8.500 euro per i pensionati con almeno 75 anni di età;eventuale reddito aggiuntivo dall’abitazione principale e relative pertinenze (escluso da IRPEF);nessun altro reddito imponibile, salvo quelli soggetti a ritenuta a titolo definitivo;periodo di pensione di almeno 365 giorni (anno intero). Pensione minima e integrazione al trattamentoI percettori della pensione minima INPS (per il 2026 attestata, salvo conferme con perequazione, intorno ai 615-620 euro mensili per 13 mensilità) ricadono pienamente nella fascia di esonero, salvo abbiano altre fonti di reddito. Anche l’integrazione al trattamento minimo e la maggiorazione sociale non incidono sul calcolo del reddito ai fini dell’esonero, purché restino sotto soglia.Pensionati con più trattamentiChi percepisce due o più pensioni (ad esempio una pensione INPS lavoro dipendente più una pensione di reversibilità) deve sommare gli importi e verificare la posizione complessiva. Se la somma è superiore alla soglia di esonero e nessuno dei due enti ha effettuato il conguaglio cumulativo, è opportuno presentare il 730 per evitare richieste future da parte dell’Agenzia delle Entrate. Il CAF Centro Fiscale di Udine esegue gratuitamente la verifica per i pensionati friulani.Esonero per partite IVA: forfettari e minimiPer le partite IVA il discorso è più articolato. La regola generale è che chi possiede partita IVA deve presentare il Modello Redditi PF (non il 730), perché il 730 non ammette redditi d’impresa o di lavoro autonomo abituale. Tuttavia, anche per i contribuenti in regime forfettario e regime di vantaggio (ex minimi) esistono casi di esonero o adempimenti semplificati. Regime forfettario: nessun esonero dichiarativoI contribuenti in regime forfettario (Legge 190/2014, art. 1 c. 54-89) non sono mai esonerati dalla presentazione del Modello Redditi PF, neanche se nell’anno non hanno emesso fatture. Devono compilare il quadro LM indicando ricavi/compensi e applicare il coefficiente di redditività (variabile dal 40% al 86% in base al codice ATECO). L’imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per le startup nei primi 5 anni) si applica al reddito imponibile così calcolato.Il “coefficiente di redditività” è una percentuale stabilita per legge che indica quanta parte dei ricavi viene considerata reddito (il resto è considerato costi forfettari). Ad esempio, per i professionisti il coefficiente è del 78%: significa che il 78% dei compensi è reddito tassabile, il restante 22% è “costo forfettario” già scontato.Soggetti con sola partita IVA chiusa nell’annoChi ha chiuso la partita IVA nel 2025 deve comunque presentare la dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui ha operato, anche se per pochi mesi. L’unica eccezione riguarda chi ha avuto ricavi pari a zero e nessun costo deducibile: in questo caso, comunque, si raccomanda la dichiarazione “a zero” per fini di tracciabilità.Lavoratori autonomi occasionali sotto 2.840,51 euroIl lavoro autonomo occasionale (art. 67 c. 1 lett. l TUIR) non richiede l’apertura della partita IVA fino a 5.000 euro annui per committente. Se il contribuente ha percepito esclusivamente compensi occasionali per un totale non superiore a 2.840,51 euro nel 2025, può rientrare nell’esonero generale. Sopra tale soglia, occorre dichiarare nel quadro RL del Modello Redditi PF.Redditi esenti e soggetti a ritenuta a titolo d’impostaUna vasta gamma di redditi è esclusa dall’obbligo dichiarativo perché soggetti a tassazione “alla fonte” oppure perché del tutto esenti. Conoscere queste categorie aiuta a verificare se si rientra nell’esonero. Ecco le principali:Interessi su titoli di Stato (BOT, BTP, CCT) e su conti correnti, soggetti a ritenuta del 12,50% o 26%;Dividendi su partecipazioni non qualificate assoggettati a ritenuta del 26%;Redditi da locazione in cedolare secca (21% o 10% canone concordato): vanno comunque dichiarati nel quadro B del 730 se altri redditi richiedono dichiarazione;Pensioni di guerra e indennità correlate (totalmente esenti);Borse di studio universitarie erogate da università, INPS, regioni (esenti);Sussidi di natura assistenziale erogati da enti pubblici (es. assegno sociale);Indennità di maternità e congedo parentale (concorrono come redditi assimilati ma INPS è sostituto);Rendite INAIL per invalidità permanente e altre rendite assistenziali specifiche.Cedolare secca: attenzione alla regolaChi percepisce redditi da locazione in regime di cedolare secca (21% per contratto a canone libero o 10% per contratto a canone concordato in comuni ad alta tensione abitativa) non è automaticamente esonerato. La cedolare secca sostituisce IRPEF e addizionali, ma il reddito deve essere comunque dichiarato nel quadro B del 730 o nel quadro RB del Modello Redditi PF. L’esonero opera solo se questo è l’unico reddito e l’imposta sostitutiva è stata regolarmente versata in F24 entro le scadenze previste.NASPI, CIG, indennità INPS: come incidono sull’esoneroMolti contribuenti chiedono se le indennità di disoccupazione (NASPI), la Cassa Integrazione Guadagni (CIG) e altre prestazioni INPS comportino l’obbligo di dichiarazione. La risposta è articolata, ma utile per valutare la propria posizione. NASPILa NASPI è un reddito assimilato al lavoro dipendente e l’INPS opera come sostituto d’imposta, applicando direttamente le ritenute IRPEF. Se il percettore ha avuto solo NASPI nel 2025 e l’INPS ha eseguito il conguaglio finale, il lavoratore è esonerato. Diversamente, se nello stesso anno ha avuto anche redditi da lavoro dipendente da altri datori, scatta l’obbligo dichiarativo per il conguaglio cumulativo.Cassa Integrazione GuadagniLa CIG ordinaria, straordinaria, in deroga e la NASPI agricola sono trattate come redditi da lavoro dipendente. Se erogate dal datore di lavoro (per anticipo) o direttamente dall’INPS, le ritenute vengono operate dal soggetto erogatore. Per il 2026, il principio resta invariato: se il rapporto di lavoro è continuativo e il conguaglio è stato eseguito, non occorre dichiarare.Assegno di Inclusione e Supporto Formazione LavoroL’Assegno di Inclusione (ADI) (subentrato al Reddito di Cittadinanza dal 1° gennaio 2024) e il Supporto Formazione Lavoro (SFL) non concorrono alla formazione del reddito imponibile IRPEF, in quanto sussidi di natura assistenziale. Chi percepisce esclusivamente queste indennità non ha obbligo di presentare il 730/2026, salvo voglia recuperare detrazioni per altre spese (ad es. spese mediche, in casi specifici).Quando conviene presentare il 730 anche se esoneratiAnche se rientri in una delle categorie di esonero, presentare comunque il 730/2026 può convenire in molte situazioni. La regola d’oro: presenta la dichiarazione ogniqualvolta hai pagato (tramite ritenute alla fonte) più imposte di quanto effettivamente dovuto, oppure hai diritto a detrazioni o crediti d’imposta che il sostituto non ha riconosciuto.Spese mediche superiori alla franchigia di 129,11 euro (detrazione 19%);Spese di istruzione universitaria e scolastica (limiti per ordine di scuola);Mutuo prima casa: interessi passivi detraibili al 19% fino a 4.000 euro (760 euro annui di risparmio);Bonus edilizi (Ecobonus, Sismabonus, Bonus ristrutturazione 50%): tornano nella dichiarazione in 10 rate annuali;Erogazioni liberali a ONLUS, ASD, partiti politici, scuole;Spese funebri per defunto familiare (fino a 1.550 euro per evento);Premi assicurativi vita, invalidità e infortuni (detrazione 19% nei limiti previsti);Detrazione canoni di locazione per studenti universitari fuori sede o lavoratori dipendenti che hanno trasferito la residenza per motivi di lavoro;Bonus mobili e elettrodomestici: detraibile al 50% se collegato a ristrutturazione.Esempio numerico: Giulia, pensionata 73enneGiulia ha una pensione INPS di 7.200 euro annui. Tecnicamente sarebbe esonerata. Tuttavia, nel 2025 ha sostenuto 1.800 euro di spese mediche specialistiche e ha pagato 600 euro per la badante (per assistenza a sé stessa, in quanto non autosufficiente). Presentando il 730/2026 può recuperare:Spese mediche: (1.800 – 129,11) × 19% = 317 euroSpese addetti assistenza: 600 × 19% (entro 2.100 euro) = 114 euroRimborso atteso: 431 euroPer Giulia, dunque, presentare il 730 conviene fortemente. Il CAF Centro Fiscale offre l’assistenza gratuita per la dichiarazione 730 a pensionati con ISEE basso.730 precompilato 2026 ed esoneroUna novità importante per il 2026: la dichiarazione precompilata è disponibile dal 30 aprile 2026 (e non più dal 15 aprile come negli anni precedenti). Il cambio di data è stato disposto dall’Agenzia delle Entrate per garantire una maggiore affidabilità dei dati pre-inseriti, in particolare per Certificazioni Uniche, oneri detraibili e dati immobiliari.Anche i contribuenti esonerati possono accedere al 730 precompilato tramite SPID, CIE o CNS sul portale dell’Agenzia delle Entrate. È un’ottima occasione per verificare se il proprio profilo fiscale è correttamente registrato e per scoprire eventuali detrazioni dimenticate. La precompilata aggrega automaticamente:CU lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo;spese sanitarie comunicate dal Sistema Tessera Sanitaria;spese universitarie comunicate dalle università;interessi mutui dalle banche;oneri assicurativi comunicati dalle assicurazioni;contributi previdenziali e assistenziali obbligatori. Scadenze 730/2026 da ricordareScadenzaAdempimento30 aprile 2026Disponibilità del 730 precompilato16 giugno 2026Saldo IRPEF e primo acconto (per chi presenta Redditi PF)30 settembre 2026Termine ultimo per invio definitivo 730/202625 ottobre 2026Termine per il 730 integrativo30 novembre 2026Termine per Modello Redditi PF1 dicembre 2026Secondo acconto IRPEFRimborso e crediti d’imposta: come ottenerliPer gli esonerati che decidono di presentare comunque il 730 al fine di ottenere un rimborso, è importante sapere come funziona il meccanismo. Il rimborso può essere ottenuto in due modalità:Tramite sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico): il rimborso compare nella busta paga o nel cedolino di pensione del mese di luglio (per dichiarazioni presentate entro giugno) o dei mesi successivi;Direttamente dall’Agenzia delle Entrate per chi non ha sostituto (è il caso tipico dei pensionati con sola pensione INPS, ma il rimborso può essere richiesto in busta paga indicando l’INPS come sostituto): il rimborso viene accreditato sul conto corrente tramite il codice IBAN indicato in dichiarazione, di norma entro 6 mesi.Crediti d’imposta che richiedono comunque la dichiarazioneAlcuni crediti d’imposta richiedono obbligatoriamente la dichiarazione per essere utilizzati, anche se sotto soglia. Ad esempio:Trattamento integrativo (ex bonus Renzi/80 euro) – oggi ridenominato e modulato in base al reddito;Bonus prima casa under 36 (per acquisti effettuati nei termini di vigenza);Crediti d’imposta canoni di locazione per immobili a uso non abitativo;Bonus colonnine elettriche per installazione di infrastrutture di ricarica;Sport bonus e altre agevolazioni territoriali.Errori da evitare sull’esonero dichiarativoL’esonero è una facoltà, ma presumere di esserne titolari quando non lo si è può costare caro. Le sanzioni per omessa dichiarazione previste dal D.Lgs. 471/1997 sono pesanti: dal 120% al 240% delle imposte dovute con un minimo di 250 euro (importo che scende a 200 euro se non risultano imposte dovute). Ecco gli errori più frequenti:Pensionati che ricevono due cedolini pensione da enti diversi (es. INPS + ex INPDAP, oppure INPS + Cassa Forense) e ritengono di essere esonerati senza verificare il cumulo;Lavoratori che hanno avuto un secondo lavoro a chiamata o stagionale nello stesso anno;Eredi che incassano arretrati di pensione del de cuius e non li dichiarano;Contribuenti con redditi da locazione (anche brevi tipo Airbnb) che ritengono di essere esonerati solo perché in cedolare secca;Percettori di compensi sportivi dilettantistici sopra la soglia di 15.000 euro che non dichiarano nulla;Soggetti con conti correnti all’estero o investimenti finanziari all’estero (anche cripto): obbligo di quadro W indipendentemente dalle altre condizioni. Sanzioni e ravvedimento operosoChi si accorge di aver erroneamente ritenuto di rientrare nell’esonero può sanare la propria posizione tramite ravvedimento operoso. Se la regolarizzazione avviene entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione fissa per la tardiva presentazione è di soli 25 euro (1/10 di 250 euro). Oltre i 90 giorni, la dichiarazione si considera omessa e le sanzioni sono molto più gravose.Cripto e redditi esteri: l’esonero non valeUna delle aree dove l’esonero non opera mai riguarda i redditi esteri e gli investimenti finanziari all’estero, inclusi i conti su fintech estere (Revolut, N26, Wise, PayPal con conto operativo all’estero) e le criptovalute. La normativa sul monitoraggio fiscale (D.L. 167/1990 e successive modifiche) impone l’obbligo di compilazione del quadro W nel Modello Redditi PF per chiunque detenga attività finanziarie estere superiori ai limiti previsti.IVIE 1,06% per immobili all’estero (aliquota in vigore dal 2024 ex L. 213/2023);IVAFE 2 per mille (0,20%) su attività finanziarie estere, elevata al 4 per mille (0,40%) per stati black-list;Imposta fissa di 34,20 euro per conto corrente o libretto estero (persona fisica);Tassazione plusvalenze cripto al 26% (in caso di realizzo) per importi superiori a 2.000 euro;Anche con imposta dovuta inferiore a 200 euro, il quadro W va comunque compilato.Se possiedi attività estere (anche solo un conto corrente da pochi euro presso una fintech estera) sei obbligato a presentare il Modello Redditi PF, indipendentemente dalle altre condizioni di esonero. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha competenza specifica nel monitoraggio fiscale e nella tassazione delle criptovalute.Successioni ed eredi: la dichiarazione del de cuiusIn caso di decesso, gli eredi devono presentare la dichiarazione dei redditi del defunto (de cuius) relativa all’anno del decesso e, se non presentata, anche all’anno precedente. La scadenza ordinaria del 730/2026 (30 settembre 2026) per il de cuius è prorogata al 30 novembre 2026 tramite presentazione del Modello Redditi PF, esclusivamente in via telematica. Gli eredi non possono avvalersi del 730 per il defunto.In Friuli Venezia Giulia, il sistema tavolare rappresenta una specificità importante anche dal punto di vista fiscale per le successioni: l’efficacia costitutiva dell’iscrizione nel Libro Fondiario richiede l’intavolazione separata dopo la dichiarazione di successione. Il CAF Centro Fiscale ha competenza ultradecennale nella gestione delle pratiche di successione nel sistema tavolare di Udine, Gorizia, Trieste e parte di Pordenone. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Conclusioni: come capire se sei davvero esoneratoL’esonero dalla dichiarazione dei redditi 2026 è un’opportunità per molti contribuenti italiani, ma non va presunto: occorre verificare con attenzione la propria situazione personale, sommare tutti i redditi percepiti nel 2025, controllare le ritenute applicate dai sostituti d’imposta e valutare l’esistenza di spese detraibili che potrebbero generare un rimborso.Le tre regole d’oro da ricordare:Verifica sempre la tua CU o il cedolino INPS: sono il punto di partenza per capire quanto reddito hai prodotto e quanto IRPEF ti è stato trattenuto.Non confondere “non obbligato” con “non conviene”: spesso presentare il 730 anche da esonerati significa recuperare centinaia di euro di rimborsi.Attenzione ai redditi esteri e cripto: l’esonero non vale mai. Quadro W obbligatorio.Per una verifica gratuita della tua posizione fiscale 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. Il nostro team ti assiste nell’analisi della CU, nella ricostruzione delle spese detraibili e, se conviene, nella compilazione e invio del modello 730/2026 senza costi per pensionati con ISEE basso e lavoratori dipendenti con redditi medi. Prenota un appuntamento chiamando il numero 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.FAQ – Domande frequenti sull’esonero 730/2026 1. Se sono esonerato e non presento il 730, posso comunque accedere ai bonus?Sì, l’esonero dalla dichiarazione non esclude dai bonus statali (Assegno Unico, Bonus bollette, Carta Acquisti, ecc.). Tali misure si basano sull’ISEE, calcolato sui dati reddituali comunicati direttamente da INPS e Agenzia delle Entrate. Per ottenere o aggiornare l’ISEE, contatta il CAF Centro Fiscale.2. Se ho ricevuto un’eredità nel 2025 devo presentare la dichiarazione?L’eredità in sé (il patrimonio ricevuto) non è soggetta a IRPEF ma all’imposta di successione (con franchigie diverse a seconda del grado di parentela). Tuttavia, se l’eredità include immobili che producono reddito o investimenti che generano interessi, dovrai dichiarare tali redditi dal momento dell’apertura della successione. Il defunto, da parte sua, ha sempre l’obbligo della dichiarazione finale tramite gli eredi.3. Ho cambiato lavoro a metà 2025: sono esonerato?Se hai chiesto al nuovo datore di operare il conguaglio cumulativo (presentando la CU del precedente lavoro), e il conguaglio è stato effettuato correttamente, sei esonerato. In caso contrario sei obbligato alla dichiarazione, perché ciascun datore avrà applicato le aliquote dal primo scaglione, generando quasi certamente un debito IRPEF.4. La pensione di reversibilità conta per l’esonero?Sì, la pensione di reversibilità è reddito a tutti gli effetti. Se sommata alla pensione diretta supera la soglia di esonero (7.500 euro o 8.500 euro per gli ultra 75enni), occorre presentare la dichiarazione. L’INPS, se eroga entrambe le pensioni, opera il conguaglio cumulativo automaticamente.5. Ho un conto Revolut con 500 euro: devo dichiarare?Sì. Anche con saldi minimi, il possesso di un conto corrente all’estero (anche fintech) attiva l’obbligo di compilazione del quadro W per il monitoraggio fiscale. L’imposta IVAFE non è dovuta se il valore medio del conto è inferiore a 5.000 euro, ma la comunicazione resta obbligatoria. L’esonero ordinario dalla dichiarazione viene meno.6. Posso recuperare le spese mediche del 2024 nel 730/2026?No, il 730/2026 si riferisce ai redditi e alle spese sostenute nel 2025. Per le spese mediche del 2024 dovevi presentare il 730/2025 (entro il 30 settembre 2025). È possibile, tuttavia, presentare una dichiarazione integrativa entro i termini ordinari di accertamento (5 anni), rivolgendosi al CAF.7. Sono pensionato all’estero in convenzione: devo dichiarare in Italia?Dipende dalla residenza fiscale e dalla convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni in vigore con il Paese di pagamento della pensione. In genere, i pensionati AIRE residenti all’estero non sono tassati in Italia, salvo specifiche eccezioni. La verifica è caso per caso: contatta il CAF Centro Fiscale per un’analisi personalizzata.Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 23:55:042026-05-31 17:46:04Esonero dalla dichiarazione dei redditi 2026: chi non deve presentare il modello 730
DICHIARAZIONE DEI REDDITIQuanto Costa il 730 al CAF, Patronato o Commercialista nel 2026: Tariffe a ConfrontoOgni primavera milioni di contribuenti italiani si pongono la stessa domanda: quanto costa il 730 al CAF nel 2026? E quanto chiede un commercialista? Il patronato fa la dichiarazione dei redditi gratis o si paga? Districarsi tra tariffe, agevolazioni e differenze tra modello 730 e Modello Redditi PF non è semplice, soprattutto considerando che nel 2026 ci sono importanti novità: il precompilato è disponibile dal 30 aprile 2026 (non più dal 15 aprile) e la scadenza per l’invio definitivo del 730 resta il 30 settembre 2026. In questa guida completa analizziamo nel dettaglio quanto costa il 730 al CAF in base alla complessità della pratica, le tariffe medie dei commercialisti, i casi in cui la dichiarazione è gratuita e come scegliere l’opzione più conveniente per la tua situazione.Indice dei contenutiQuanto costa il 730 al CAF nel 2026: tariffe medieQuando il 730 al CAF è gratuitoCosto del 730 dal commercialista nel 2026Patronato e 730: cosa fa davvero il patronatoScadenze 730 e Modello Redditi PF 2026730 ordinario vs 730 precompilato: differenze e costiCosti nascosti da evitare nel 730 2026Come scegliere tra CAF, patronato e commercialistaDocumenti necessari per il 730 al CAFVantaggi di affidarsi a un CAF professionaleDomande frequenti📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Quanto costa il 730 al CAF nel 2026: tariffe medieQuando ci si chiede quanto costa il 730 al CAF, la risposta dipende sempre dalla complessità della dichiarazione. I CAF (Centri di Assistenza Fiscale) sono enti autorizzati dall’Agenzia delle Entrate a raccogliere, controllare e trasmettere le dichiarazioni dei redditi per conto dei contribuenti. Non esistono tariffe fisse imposte dalla legge: ogni CAF può determinare il proprio listino, anche se a livello nazionale i prezzi tendono ad allinearsi.In media, nel 2026 il costo del 730 al CAF oscilla tra 40 e 120 euro, con un valore tipico intorno ai 70-90 euro per una pratica di media complessità. La cifra esatta dipende da diversi fattori che vediamo nel dettaglio.Cosa influenza il prezzo del 730 al CAFI principali elementi che determinano quanto costa il 730 al CAF sono:Numero di certificazioni uniche (CU): chi ha più datori di lavoro o pensioni paga di piùPresenza di redditi diversi: affitti, rendite finanziarie, plusvalenzeDetrazioni e deduzioni da inserire: spese mediche, mutuo, ristrutturazioni, figli a caricoBonus edilizi: Superbonus, bonus ristrutturazioni 50%, bonus mobili (richiedono moduli aggiuntivi)Modello congiunto: il 730 presentato insieme al coniuge ha un costo aggiunto contenutoQuadri aggiuntivi: terreni, fabbricati, redditi all’esteroTabella tariffe medie CAF 2026Ecco una sintesi indicativa dei costi medi del 730 al CAF nel 2026:730 ordinario semplice (1 CU, nessuna detrazione complessa): 40-60 euro730 ordinario con detrazioni (spese mediche, mutuo, figli): 60-90 euro730 con bonus edilizi (ristrutturazioni, ecobonus, Superbonus): 90-150 euro730 congiunto (coniugi): 70-110 euro complessivi730 con redditi diversi (affitti, rendite): 80-130 euroPresso il CAF Centro Fiscale di Udine applichiamo tariffe trasparenti e competitive, comunicate sempre prima dell’inizio della pratica, senza sorprese o costi nascosti. Il servizio è disponibile sia in ufficio che online in tutta Italia. Quando il 730 al CAF è gratuitoUna domanda frequente è: il 730 al CAF è gratis? La risposta corretta è: quasi mai per il singolo contribuente, ma esistono alcune situazioni particolari da conoscere. Capire quanto costa il 730 al CAF significa anche sapere se rientri in una di queste categorie agevolate.Convenzioni sindacali e aziendaliMolti CAF sono convenzionati con sindacati (CGIL, CISL, UIL e altri) o con grandi aziende ed enti pubblici. In questi casi, gli iscritti al sindacato o i dipendenti dell’azienda convenzionata possono presentare il 730 a tariffa ridotta o gratuitamente. Verifica sempre se il tuo sindacato o il tuo datore di lavoro ha una convenzione attiva.Il falso mito del 730 “gratis perché compili da solo online”L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il 730 precompilato dal 30 aprile 2026 (data spostata dal 15 aprile a partire da quest’anno). Tecnicamente la dichiarazione può essere trasmessa autonomamente senza costi, ma sconsigliamo fortemente questa scelta: un errore nelle detrazioni, una spesa medica dimenticata o un quadro mal compilato può tradursi in centinaia di euro di rimborso perso oppure in sanzioni e accertamenti da parte del Fisco.Quando affidi il 730 al CAF Centro Fiscale, hai due garanzie fondamentali:Massimizzazione del rimborso: gli operatori verificano tutte le detrazioni e deduzioni applicabili al tuo casoVisto di conformità: il CAF appone il visto che certifica la correttezza dei dati e ti tutela in caso di controlliIl costo del 730 al CAF, in molti casi, viene più che recuperato dal rimborso fiscale aggiuntivo che riusciamo a far emergere. Costo del 730 dal commercialista nel 2026Confrontare quanto costa il 730 al CAF con il prezzo praticato da un commercialista è il primo passo per scegliere consapevolmente. I commercialisti, in quanto liberi professionisti iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti, applicano tariffe generalmente più alte rispetto ai CAF.Tariffe medie commercialista 2026Per un modello 730 ordinario, il costo dal commercialista nel 2026 oscilla tra 100 e 250 euro, con queste fasce indicative:730 semplice: 100-150 euro730 con detrazioni e bonus edilizi: 150-220 euro730 complesso con redditi diversi: 200-300 euroQuando conviene il commercialistaIl commercialista è la scelta più adatta in queste situazioni:Partita IVA: chi ha un’attività autonoma o d’impresa deve presentare il Modello Redditi PF (non il 730), e qui il commercialista è quasi indispensabileRedditi esteri complessi: lavoratori all’estero, conti correnti esteri, immobili all’estero (quadro W)Plusvalenze finanziarie elevate: gestione di portafogli importanti, cripto-attivitàSoci di società: titolari di partecipazioni qualificate o in società di personeContenziosi fiscali in corsoDifferenza chiave: il CAF non può fare il Modello Redditi PFUna precisazione importante: il CAF è autorizzato a gestire principalmente il modello 730 per lavoratori dipendenti e pensionati. Per il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico), che riguarda chi ha redditi d’impresa, di lavoro autonomo o particolari redditi diversi, il riferimento naturale è il commercialista o un CAF abilitato con professionisti dedicati. Il CAF Centro Fiscale di Udine, grazie alla collaborazione con dottori commercialisti, gestisce sia il 730 sia il Modello Redditi PF per partite IVA e situazioni complesse. Patronato e 730: cosa fa davvero il patronatoEsiste un equivoco molto diffuso: molti pensano che il patronato faccia la dichiarazione dei redditi 730 gratuitamente. Non è esatto. Per capire quanto costa il 730 al CAF e perché non è confrontabile col patronato, occorre chiarire i ruoli.Patronato vs CAF: le competenzeIl patronato è un ente autorizzato a fornire assistenza in materia previdenziale e assistenziale: domande di pensione, NASpI, assegno unico, invalidità civile, infortuni, pratiche INPS in generale. I servizi del patronato sono in larga parte gratuiti per il cittadino perché finanziati dallo Stato attraverso un fondo dedicato.Il CAF (Centro di Assistenza Fiscale) si occupa invece di materia fiscale: dichiarazione dei redditi 730, ISEE, IMU, dichiarazioni di successione, RED, ICRIC. Alcuni servizi CAF sono gratuiti per il cittadino (es. ISEE, RED), altri sono a pagamento (es. 730, successioni, IMU).Patronato gratuito: i servizi inclusiPresso un patronato puoi ottenere gratuitamente:Domanda di pensione di vecchiaia o anticipataDomanda di NASpI e disoccupazioneAssegno unico universale per i figliDomanda di invalidità civile e Legge 104Indennità di malattia, maternità, congedo parentalePratiche di infortunio sul lavoro (INAIL)Il 730 al patronato esiste?Molte sedi sindacali offrono sia patronato che CAF nello stesso ufficio. Quando ti rivolgi al “patronato” per il 730, in realtà stai usufruendo del servizio CAF associato. In questi casi vale comunque la tariffa CAF, eventualmente scontata per gli iscritti al sindacato (vedi sezione precedente sulle convenzioni).Presso il CAF Centro Fiscale di Udine trovi un servizio completo che integra assistenza fiscale e supporto patronato grazie a partnership consolidate, sia in ufficio che online. Scadenze 730 e Modello Redditi PF 2026Conoscere quanto costa il 730 al CAF è importante, ma altrettanto cruciale è rispettare le scadenze fiscali 2026 per evitare sanzioni e perdere il diritto al rimborso in busta paga.Calendario fiscale 2026 – dichiarazione redditiEcco le date da segnare in agenda per la dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025):30 aprile 2026: disponibilità del 730 precompilato sul portale dell’Agenzia delle Entrate (slittata dal 15 aprile)20 maggio 2026: dal questa data è possibile accettare, modificare e inviare il 730 precompilato30 settembre 2026: scadenza per la presentazione definitiva del 730 (sia ordinario che precompilato)25 ottobre 2026: termine per la presentazione del 730 integrativo (per correggere errori a favore del contribuente)30 novembre 2026: scadenza per l’invio del Modello Redditi Persone FisicheRateazione e conguagliIl vantaggio principale del 730 rispetto al Modello Redditi PF è il conguaglio diretto in busta paga o sulla pensione:Rimborso: chi ha diritto a un credito d’imposta lo riceve direttamente dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico), generalmente dal mese di luglio per i lavoratori dipendenti e da agosto-settembre per i pensionatiA debito: se devi pagare, l’importo viene trattenuto dalla busta paga o dalla pensione, anche in più rate fino a novembreConseguenze del ritardoSe non presenti il 730 entro il 30 settembre 2026, dovrai ripiegare sul Modello Redditi PF entro il 30 novembre 2026. Oltre questa data scatta il regime della dichiarazione tardiva (entro 90 giorni) o, peggio, della dichiarazione omessa (oltre 90 giorni) con sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta. Per evitare problemi, contatta il CAF Centro Fiscale con largo anticipo. 730 ordinario vs 730 precompilato: differenze e costiQuando si parla di quanto costa il 730 al CAF, è utile distinguere tra 730 ordinario e 730 precompilato, perché sono due procedure diverse anche dal punto di vista del costo.730 ordinarioNel 730 ordinario, il CAF (o il commercialista, o l’utente stesso) compila il modello partendo dai dati forniti dal contribuente: CU, ricevute spese, bollettini mutuo, ecc. Il CAF inserisce manualmente tutte le voci, verifica la correttezza e appone il visto di conformità. È la modalità classica, ancora la più utilizzata per le situazioni complesse.730 precompilatoIl 730 precompilato è invece predisposto dall’Agenzia delle Entrate con dati già caricati automaticamente: certificazioni uniche, spese sanitarie comunicate dal Sistema Tessera Sanitaria, interessi sui mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali, oneri scolastici e universitari, donazioni a enti del terzo settore. L’utente (o il CAF) deve solo verificare, integrare e confermare.Dal 2026 la disponibilità del precompilato slitta al 30 aprile (era 15 aprile fino al 2025), per permettere ai sostituti d’imposta di trasmettere correttamente tutte le CU.Il costo cambia tra 730 ordinario e precompilato?Apparentemente il precompilato sembrerebbe “più facile” e quindi più economico. In pratica, la differenza di costo al CAF è minima (in genere 5-15 euro in meno), perché:Il CAF deve comunque controllare riga per riga i dati precaricati (spesso incompleti o errati)Vanno integrate le spese non comunicate automaticamente (es. spese mediche non tracciate, oneri detraibili minori, lavori edilizi)Il visto di conformità ha lo stesso valore legale in entrambi i casiLa vera convenienza del precompilato gestito dal CAF sta nella protezione dai controlli formali: l’Agenzia delle Entrate non effettua più controlli sui dati precompilati e accettati senza modifiche (o modifiche che non incidono sul calcolo dell’imposta). Un CAF esperto sa quando conviene accettare senza modifiche e quando conviene integrare.Costi nascosti da evitare nel 730 2026Quando valuti quanto costa il 730 al CAF o dal commercialista, attenzione ai costi nascosti che possono lievitare la spesa finale ben oltre il preventivo iniziale.Le 5 voci da chiarire SEMPRE prima di firmareCosto del modello base: la tariffa indicata copre il 730 standard o solo la compilazione minima?Costo per quadro aggiuntivo: alcuni studi addebitano un extra per ogni quadro inserito (terreni, fabbricati, oneri)Costo per ogni detrazione/deduzione: pratica scorretta ma diffusa, soprattutto per i bonus ediliziCosto per la trasmissione: alcuni intermediari fanno pagare a parte l’invio telematicoCosto del visto di conformità: dovrebbe essere incluso nella tariffa CAF, verificaloAttenzione al “prezzo civetta”Diffida da chi pubblicizza il 730 a 25 euro o 30 euro: nella maggior parte dei casi quel prezzo copre solo lo scenario più semplice possibile (un CU, nessuna detrazione), mentre la realtà di un contribuente medio italiano (con casa, figli, spese mediche, magari un mutuo) porta facilmente il costo finale a 80-100 euro o più. Il CAF Centro Fiscale applica tariffe trasparenti e fornisce un preventivo scritto prima di iniziare la pratica.Esempio praticoPrendiamo Marco, 45 anni, dipendente con: 1 CU, mutuo prima casa, due figli a carico, spese mediche per 1.200 euro, ristrutturazione bagno avviata nel 2025 (bonus 50%). Per il suo 730 ordinario al CAF si attesta intorno a 85-95 euro. Lo stesso identico 730 da un commercialista costerebbe circa 170-200 euro. Il risparmio del CAF è netto, a parità di qualità del servizio. Come scegliere tra CAF, patronato e commercialistaOra che hai chiaro quanto costa il 730 al CAF, dal commercialista o presso le strutture patronato/sindacali, vediamo come orientarsi nella scelta.Quando scegliere il CAFIl CAF è la scelta ottimale se:Sei lavoratore dipendente o pensionatoHai una situazione fiscale media (CU, mutuo, figli, spese mediche, bonus edilizi)Vuoi un servizio affidabile a costo contenutoHai bisogno anche di ISEE, successioni, IMU nello stesso ufficioVuoi massimizzare il rimborso con il supporto di operatori espertiQuando scegliere il commercialistaIl commercialista è la scelta giusta se:Hai partita IVA e devi presentare il Modello Redditi PFHai redditi esteri complessi o investimenti finanziari rilevantiSei socio di società o hai partecipazioni qualificateHai un contenzioso fiscale in corsoQuando andare al patronatoIl patronato è il riferimento per:Domande INPS: pensione, NASpI, assegno unico, invaliditàPratiche INAIL: infortuni, malattie professionaliServizi gratuiti in ambito previdenzialeSpesso CAF e patronato convivono nella stessa sede, offrendo un servizio completo. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato in tutta la fiscalità per privati e famiglie, con assistenza anche per il sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia (sistema catastale diverso dal resto d’Italia, importante per successioni e immobili).Documenti necessari per il 730 al CAFQuando ti rechi al CAF (o invii i documenti online), avere tutto il necessario subito aiuta a contenere il costo e i tempi. Ecco la checklist completa per il 730 2026.Documenti anagraficiDocumento d’identità in corso di validitàCodice fiscale (anche tessera sanitaria)Tessera sanitaria del coniuge e dei figli a caricoEventuali variazioni di residenza nell’annoRedditiCertificazione Unica (CU) 2026 per redditi 2025: lavoro dipendente, pensione, indennitàEventuali altre CU (collaborazioni, redditi diversi)Contratti d’affitto per redditi da locazioneSpese detraibili (anno 2025)Fatture e ricevute spese sanitarie (anche del coniuge e figli a carico)Quietanze interessi mutuo prima casaRicevute premi assicurativi vita e infortuniContributi previdenziali volontari (es. riscatto laurea)Bonifici per ristrutturazioni edilizie, ecobonus, Superbonus, bonus mobiliTasse scolastiche e universitarieRicevute asilo nidoSpese veterinarie (fino a 550 euro detraibili al 19%)Erogazioni liberali a Onlus, partiti, scuoleSpese funebri dell’anno (fino a 1.550 euro)Documenti immobiliVisura catastale di tutti gli immobili possedutiEventuali atti notarili dell’anno (acquisti, vendite, donazioni)Contratti di locazione (anche registrazioni RLI)Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di pre-controllo documentale gratuito: prima di iniziare la pratica, gli operatori verificano che tu abbia tutti i documenti necessari, in modo da evitare integrazioni successive e perdita di tempo. Vantaggi di affidarsi a un CAF professionaleA questo punto, sai con chiarezza quanto costa il 730 al CAF nel 2026. Ma quali sono i vantaggi concreti rispetto al “fai da te” sul portale dell’Agenzia delle Entrate?Visto di conformità e tutela legaleIl CAF appone sul tuo 730 il visto di conformità, una certificazione che attesta la correttezza formale dei dati e ti tutela in caso di controlli: se l’Agenzia delle Entrate rileva errori formali, le sanzioni sono a carico del CAF (entro i limiti previsti dalla normativa), non del contribuente.Massimizzazione del rimborsoGli operatori CAF conoscono tutte le detrazioni e deduzioni previste dalla normativa, anche quelle meno note. Spese veterinarie, abbonamento ai mezzi pubblici (detraibile per il 19% fino a 250 euro), bonus psicologo, mediazione familiare: sono solo alcune delle voci che spesso vengono dimenticate nel fai da te ma che possono valere centinaia di euro di rimborso aggiuntivo.Assistenza in caso di controlliSe ricevi una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate (avviso bonario, lettera di compliance, accertamento), il CAF Centro Fiscale ti assiste nella risposta, nella verifica e, se necessario, nel ricorso. Non sei solo davanti al Fisco.Servizio online o in ufficioNel 2026 il CAF Centro Fiscale offre un servizio ibrido: puoi venire in sede a Udine oppure caricare i documenti online da qualunque parte d’Italia. Un operatore dedicato ti segue passo passo, video-call incluse se desiderato. Il costo è il medesimo per entrambe le modalità.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sul costo del 730Quanto costa il 730 al CAF nel 2026?Il costo medio del 730 al CAF nel 2026 oscilla tra 40 e 120 euro, in base alla complessità. Un 730 semplice (1 CU, poche detrazioni) parte da 40-60 euro. Un 730 con bonus edilizi, mutuo e figli a carico costa in media 70-95 euro. Tariffe maggiori per pratiche complesse con redditi diversi o affitti.Il 730 al patronato è gratis?No, il 730 al patronato non è gratis. Il patronato offre servizi gratuiti in materia previdenziale (pensioni, NASpI, assegno unico). Per la dichiarazione dei redditi 730 ci si appoggia al CAF associato, con tariffe simili a quelle del mercato. Iscritti a sindacati possono avere sconti.Quanto costa il 730 dal commercialista?Dal commercialista il 730 costa mediamente 100-250 euro. Le tariffe sono più alte del CAF perché si tratta di una libera professione. Il commercialista è la scelta migliore per partite IVA, redditi esteri complessi, soci di società e Modello Redditi PF (che il CAF base non gestisce).Quando scade il 730 nel 2026?Il 730/2026 (redditi 2025) deve essere presentato entro il 30 settembre 2026. Il precompilato è disponibile dal 30 aprile 2026 (data spostata dal 15 aprile). Il 730 integrativo può essere presentato entro il 25 ottobre 2026. Il Modello Redditi PF scade il 30 novembre 2026.Posso fare il 730 da solo gratis online?Tecnicamente sì, il precompilato è accessibile dal 30 aprile 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate. In pratica sconsigliamo vivamente: errori nelle detrazioni possono costare centinaia di euro di rimborso perso e portare a sanzioni. Il costo del CAF è ampiamente compensato dal valore della pratica.Cosa succede se non presento il 730 in tempo?Se non rispetti la scadenza del 30 settembre 2026, puoi ancora presentare il Modello Redditi PF entro il 30 novembre 2026. Oltre, scatta la dichiarazione tardiva (entro 90 giorni con sanzioni ridotte) o omessa (oltre 90 giorni, sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta). Contatta subito il CAF se sei in ritardo.Conclusioni: quanto costa il 730 al CAF nel 2026Capire quanto costa il 730 al CAF è il primo passo per pianificare con serenità la dichiarazione dei redditi 2026. Le tariffe oscillano tra 40 e 150 euro in base alla complessità, decisamente più contenute rispetto a un commercialista (100-250 euro), con la garanzia del visto di conformità e della massimizzazione del rimborso. Il patronato resta invece il punto di riferimento gratuito per le pratiche INPS.Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Maggio 20, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-20 09:48:442026-05-31 17:01:28Quanto Costa il 730 al CAF, Patronato o Commercialista nel 2026: Tariffe a Confronto
DICHIARAZIONE DEI REDDITIModello Redditi PF 2026: le compensazioniLa compensazione nel Modello Redditi PF 2026 è uno degli strumenti più potenti a disposizione del contribuente: permette di utilizzare i crediti d’imposta maturati (IRPEF, addizionali, IVA, contributi INPS) per pagare altri debiti tributari, riducendo l’esborso effettivo o azzerandolo del tutto. Per l’anno d’imposta 2025 — dichiarato con Modello Redditi PF 2026 — le regole sono cambiate in più punti: nuove soglie per il visto di conformità, controlli automatici rafforzati dell’Agenzia delle Entrate, codici tributo aggiornati e tempi precisi per evitare sanzioni.In questa guida pratica del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto ciò che serve sapere per compensare correttamente nel 2026: come funziona la compensazione orizzontale e quella verticale, quali sono i limiti, quando serve il visto di conformità, quali sono le scadenze del modello F24, i codici tributo da usare e gli esempi pratici per non sbagliare. Aggiornato con i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate e le novità della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e del decreto attuativo D.Lgs. 1/2024.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Che cos’è la compensazione nel Modello Redditi PF 2026La compensazione è il meccanismo che consente al contribuente di utilizzare un credito d’imposta — cioè una somma che lo Stato deve restituirgli — per estinguere un debito tributario, evitando di chiedere un rimborso (che richiederebbe tempi lunghi) e di versare materialmente le imposte dovute. È disciplinata dall’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 e rappresenta uno dei principali vantaggi della dichiarazione dei redditi.Quando si compila il Modello Redditi PF 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025), il sistema calcola in automatico l’imposta dovuta e la confronta con quanto già versato durante l’anno (ritenute, acconti, crediti d’imposta). Se il saldo è negativo, è emerso un credito che può essere:Compensato con altri debiti tributari o contributivi (la scelta più rapida);Chiesto a rimborso all’Agenzia delle Entrate (tempi medi: 12-18 mesi);Riportato alla dichiarazione dell’anno successivo come “credito da utilizzare in compensazione”.Per il contribuente che presenta il Modello Redditi PF (e non il 730), la compensazione è particolarmente importante: a differenza del 730 — dove il rimborso arriva automaticamente in busta paga o pensione — chi usa il Modello Redditi non riceve rimborso d’ufficio, quindi se vuole “recuperare” il credito deve necessariamente utilizzarlo tramite modello F24.Compensazione orizzontale vs verticale: la differenzaLa normativa distingue due tipi di compensazione, con regole nettamente diverse:TipoCosa permetteEsempioVerticale (interna)Compensare crediti e debiti dello stesso tributoCredito IRPEF 2024 usato per pagare saldo IRPEF 2025Orizzontale (esterna)Compensare crediti e debiti di tributi diversiCredito IRPEF usato per pagare IMU, IVA o contributi INPSLa compensazione orizzontale è quella più utile ma anche la più controllata: si effettua obbligatoriamente tramite modello F24 ed è soggetta a limiti, soglie e adempimenti (come il visto di conformità) che vedremo in dettaglio. Quali crediti possono essere compensati nel 2026Dal Modello Redditi PF 2026 possono emergere diversi tipi di crediti, ciascuno con regole specifiche. Ecco l’elenco completo:1. Credito IRPEF (rigo RN45 / quadro RX)È il credito più comune: deriva da ritenute subite (lavoro dipendente, autonomo, redditi diversi) superiori all’IRPEF effettivamente dovuta, oppure da detrazioni e deduzioni che riducono l’imposta sotto le ritenute già versate. Si dichiara nel quadro RX e si compensa con codice tributo 4001 nel modello F24.2. Credito addizionale regionale e comunaleAnche le addizionali (regionale e comunale) possono generare crediti, gestiti tramite i quadri specifici della dichiarazione. Si compensano rispettivamente con i codici tributo 3801 (addizionale regionale) e 3844 (addizionale comunale).3. Credito IVA annuale (per titolari di partita IVA)Riservato a chi presenta la dichiarazione IVA annuale: il credito IVA che emerge può essere compensato orizzontalmente, ma è soggetto a regole specifiche aggiuntive — visto di conformità obbligatorio già da importi superiori a 5.000 euro, comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate per importi sopra una determinata soglia, F24 da presentare esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia.4. Crediti d’imposta agevolativiRientrano in questa categoria moltissime agevolazioni fiscali utilizzabili tramite F24:Bonus edilizi (Ecobonus, Sismabonus, Bonus mobili, Bonus barriere architettoniche 75%);Superbonus residuale per spese 2025 ammesse;Credito d’imposta canoni di locazione e bonus affitti;Credito d’imposta investimenti in beni strumentali (Industria 4.0 / Transizione 5.0);Crediti d’imposta ricerca e sviluppo;Bonus colonnine elettriche, bonus librerie e altri crediti minori.Ciascun bonus ha un proprio codice tributo dedicato, indicato nel provvedimento dell’Agenzia che lo istituisce. Attenzione: alcuni crediti agevolativi sono vincolati alla dichiarazione, cioè non possono essere usati se non sono stati indicati prima nel Modello Redditi.5. Eccedenze di acconti versatiSe nel 2025 hai versato acconti IRPEF, IRES o IRAP superiori al dovuto (perché il reddito è risultato inferiore alle previsioni), l’eccedenza si trasforma in credito utilizzabile in compensazione nel 2026. Limiti e soglie della compensazione nel 2026La compensazione orizzontale è soggetta a limiti quantitativi precisi stabiliti per legge. Conoscerli è fondamentale per evitare lo scarto del modello F24 e le relative sanzioni.Limite annuale generale: 2.000.000 euroIl tetto massimo di compensazione orizzontale per ciascun contribuente è fissato a 2 milioni di euro all’anno. Il limite è stato elevato in via permanente dall’art. 22 del D.L. 73/2021 (decreto Sostegni-bis), confermato per il 2026. Per la stragrande maggioranza delle persone fisiche questo limite non rappresenta un problema, ma è bene conoscerlo.Soglia 5.000 euro: scatta il visto di conformitàPer i crediti IRPEF, IRAP e addizionali superiori a 5.000 euro annui, la compensazione orizzontale è subordinata all’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione da cui emerge il credito. Il visto è rilasciato da:Un CAF (come il CAF Centro Fiscale di Udine);Un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro, revisore);Per la dichiarazione precompilata 730, è incluso nel servizio dell’Agenzia.Senza visto di conformità, il credito eccedente i 5.000 euro non può essere compensato: deve essere chiesto a rimborso oppure riportato all’anno successivo. La sanzione per compensazione indebita senza visto va dal 30% al 100% del credito utilizzato indebitamente.Soglia 5.000 euro per crediti IVAPer il credito IVA, la soglia è ancora più severa: il visto di conformità scatta già a 5.000 euro sull’anno solare, e per importi superiori a 50.000 euro il credito può essere richiesto solo se la dichiarazione è asseverata da un revisore (per le società).Divieto di compensazione con cartelle scaduteUna regola fondamentale introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) e rafforzata nel 2025: è vietato compensare se il contribuente ha cartelle esattoriali scadute di importo superiore a 100.000 euro, per le quali non sia stata accordata la sospensione o non sia in corso una rateazione regolarmente pagata. Il divieto vale dal 1° luglio 2024 e si applica a tutti i debiti tributari erariali iscritti a ruolo. Modello F24: come funziona la compensazione operativaLa compensazione orizzontale si effettua esclusivamente tramite modello F24. Il funzionamento è semplice nel principio ma richiede precisione nella compilazione.Come si compila il modello F24 per compensareIl modello F24 è strutturato in sezioni: Erario, Regioni, IMU, INPS, Altri Enti. In ogni sezione si possono inserire importi a debito (somme da pagare) e importi a credito (compensazioni). Il modello considera il saldo finale:Se il saldo è positivo → bisogna pagare la differenza;Se il saldo è zero → debiti e crediti si annullano (il famoso “F24 a saldo zero”);Se il saldo è negativo → l’eccedenza non si pagherà ma si potrà usare in successivi F24.F24 a saldo zero: regole specialiQuando il modello F24 risulta a saldo zero (perché crediti e debiti si compensano esattamente), va comunque presentato all’Agenzia delle Entrate, ma con modalità specifiche:Deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel, Fisconline o tramite intermediari abilitati come il CAF);Non tramite home banking o canali bancari (che invece sono ammessi per F24 con saldo positivo da pagare);La mancata presentazione dell’F24 a saldo zero entro i termini comporta una sanzione fissa di 100 euro, ridotta a 50 euro se presentato con ritardo non superiore a 5 giorni.Obbligo di canali telematici dell’Agenzia per chi compensaDal 2024 (D.L. 124/2019 e successive integrazioni) tutti i contribuenti — anche le persone fisiche non titolari di partita IVA — che utilizzano la compensazione nel modello F24 devono presentarlo esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, non più tramite home banking. Questa regola serve a permettere all’Agenzia il controllo preventivo del credito.In pratica:Se nel tuo F24 non c’è compensazione (paghi solo importi a debito senza usare crediti) → puoi usare home banking;Se nel tuo F24 c’è anche una sola compensazione → devi usare Entratel/Fisconline o un intermediario come il CAF. Quando si può iniziare a compensare il credito 2025La tempistica della compensazione è un punto delicato del Modello Redditi PF 2026 e non sempre chiaro al contribuente.Regola generale: dal giorno successivo alla chiusura del periodo d’impostaI crediti emergenti dal Modello Redditi PF possono essere utilizzati in compensazione a partire dal giorno successivo alla chiusura del periodo d’imposta in cui sono maturati. Per il Modello Redditi PF 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025) ciò significa che, in teoria, la compensazione è possibile dal 1° gennaio 2026.Limite specifico: 5.000 euro fino alla presentazione della dichiarazioneTuttavia, l’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 stabilisce un limite operativo importante: la compensazione orizzontale di crediti superiori a 5.000 euro può essere effettuata solo a partire dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione da cui emerge il credito.Esempio pratico: se presenti il Modello Redditi PF 2026 il 30 giugno 2026 e dichiari un credito di 8.000 euro, potrai compensarlo solo dal 10 luglio 2026 in poi. Se il credito fosse stato di 4.000 euro, avresti potuto compensarlo già da gennaio 2026 (limite della soglia 5.000).Quadro riepilogativo delle tempistiche 2026Importo creditoDa quando compensabileVisto conformitàFino a 5.000 euroDal 1° gennaio 2026Non richiestoTra 5.001 e 2.000.000 euroDal 10° giorno dopo l’invio della dichiarazioneObbligatorioOltre 2.000.000 euroNon compensabile (eccedenza a rimborso)N/A Scadenze fiscali 2026: quando pagare e quando compensarePer il Modello Redditi PF 2026, le date chiave da segnare in calendario sono le seguenti:Scadenze invio dichiarazione30 aprile 2026: disponibilità del Modello Redditi PF precompilato sul sito Agenzia delle Entrate;31 ottobre 2026: termine ordinario di invio telematico del Modello Redditi PF (D.Lgs. 13/2024, art. 11);15 dicembre 2026: termine ultimo per la dichiarazione integrativa entro l’anno (art. 2 c. 8-bis DPR 322/1998), ferma restando la facoltà di integrativa a favore entro i termini di accertamento.Scadenze versamenti e compensazioni30 giugno 2026: saldo IRPEF 2025 + 1° acconto IRPEF 2026 (compensabile);30 luglio 2026: stesso versamento con maggiorazione dello 0,40% a titolo d’interesse per chi differisce;30 novembre 2026: 2° o unico acconto IRPEF 2026 (compensabile).Rateazione del saldo + accontoLe somme dovute a saldo e in acconto possono essere rateizzate in rate mensili. La rateazione decorre dalla scadenza ordinaria (30 giugno) e si conclude entro novembre dello stesso anno per i non titolari di partita IVA, entro dicembre per i titolari di partita IVA. Su ogni rata successiva alla prima si applica un interesse fisso del 4% annuo (frazionato mensilmente). Anche le rate possono contenere compensazioni.Codici tributo da usare nel modello F24Ogni imposta o credito ha il proprio codice tributo. Ecco i più frequenti per il Modello Redditi PF 2026:CodiceDescrizioneAnno di riferimento4001Saldo IRPEF202540331° acconto IRPEF202640342° acconto IRPEF20263801Addizionale regionale IRPEF20253844Addizionale comunale a saldo20253843Acconto addizionale comunale20261668Interessi rateizzazione20261842Cedolare secca acconto20266099IVA annuale a credito (compensazione)2025Attenzione: l’anno di riferimento va sempre indicato correttamente nel modello F24. Un errore nell’anno o nel codice tributo comporta lo scarto del modello e la necessità di ripresentarlo con sanzioni per ritardato versamento. Esempi pratici di compensazione nel Modello Redditi PF 2026Vediamo tre casi concreti che possono interessare i contribuenti del CAF Centro Fiscale di Udine.Esempio 1: Lavoratore dipendente con detrazioniSituazione: Marco, lavoratore dipendente di Udine, dal Modello Redditi PF 2026 risulta un credito IRPEF di 1.800 euro grazie alle detrazioni per lavori di ristrutturazione e bonus mobili. Marco non ha partita IVA e non deve versare altre imposte erariali. Possiede però un appartamento e a giugno deve pagare l’acconto IMU di 600 euro.Soluzione: Marco compila un F24 con:Sezione Erario: credito IRPEF 1.800 euro (codice 4001/2025) a credito;Sezione IMU: debito IMU 600 euro (codice 3918/2026) a debito.Il saldo finale è di 1.200 euro a credito, che Marco potrà usare in F24 successivi (ad esempio per il saldo IMU di dicembre). Trattandosi di importi sotto i 5.000 euro, non serve visto di conformità.Esempio 2: Professionista forfettario con credito IRPEFSituazione: Laura è una grafica freelance in regime forfettario. Per errore di calcolo degli acconti, dal Modello Redditi PF 2026 emerge un credito di imposta sostitutiva di 2.500 euro. A giugno deve versare i contributi INPS Gestione Separata 2025 a saldo per 3.000 euro.Soluzione: Laura compila un F24 con:Credito imposta sostitutiva forfettari (codice 1792) per 2.500 euro a credito;Contributi INPS Gestione Separata (codice 1840) per 3.000 euro a debito.Versamento effettivo: 500 euro. Anche in questo caso, sotto soglia 5.000 euro, nessun visto richiesto.Esempio 3: Credito IRPEF oltre 5.000 euro con vistoSituazione: Giovanni ha sostenuto importanti lavori di ristrutturazione edilizia e Superbonus per la propria abitazione. Dal Modello Redditi PF 2026 emerge un credito IRPEF di 7.500 euro.Soluzione: Per compensare oltre 5.000 euro, Giovanni deve:Far apporre il visto di conformità al CAF Centro Fiscale di Udine prima di trasmettere la dichiarazione;Attendere il 10° giorno successivo all’invio del Modello Redditi PF;Solo dopo, presentare l’F24 con la compensazione del credito.Senza visto, l’F24 sarà scartato dall’Agenzia delle Entrate e Giovanni rischia sanzioni dal 30% al 100% del credito utilizzato indebitamente, oltre agli interessi.Visto di conformità: quando è obbligatorioIl visto di conformità è una “certificazione” rilasciata da un CAF o da un professionista abilitato che attesta la corrispondenza tra i dati indicati in dichiarazione e la documentazione del contribuente. Senza il visto, la compensazione di crediti rilevanti non è ammessa.Soglie e crediti che richiedono il vistoIRPEF, addizionali e IRAP: visto obbligatorio per compensazione orizzontale superiore a 5.000 euro annui;IVA annuale: visto obbligatorio già per crediti compensati superiori a 5.000 euro;Crediti d’imposta agevolativi di importo significativo (Superbonus, R&S, Industria 4.0): possono richiedere visto e/o asseverazione tecnica.Costi del visto di conformitàIl costo del visto presso un CAF varia generalmente tra 30 e 80 euro, in funzione della complessità della dichiarazione. Presso commercialisti, le tariffe sono normalmente più alte. Il visto comporta per il rilasciante una responsabilità solidale con il contribuente per le sanzioni eventuali in caso di errori formali.Cosa controlla il vistoIl professionista che appone il visto verifica:La corrispondenza tra dati dichiarati e documenti (CU, fatture, bonifici, contratti);La corretta applicazione delle detrazioni e deduzioni;L’esatto computo di imposte e crediti;La regolarità formale della dichiarazione. Errori comuni nella compensazione e sanzioniLe compensazioni errate sono tra le contestazioni più frequenti dell’Agenzia delle Entrate. Ecco gli errori più diffusi e le sanzioni applicabili.Errore 1: compensazione di credito inesistenteSi verifica quando il credito utilizzato in F24 non esiste affatto (es. mai dichiarato) o è completamente fittizio. È l’errore più grave, sanzionato dal 100% al 200% del credito indebitamente utilizzato (art. 13 D.Lgs. 471/1997, comma 5). Il termine per l’accertamento è di 8 anni dalla compensazione.Errore 2: compensazione di credito non spettanteIl credito esiste ma è stato utilizzato in misura superiore al consentito (es. oltre il limite annuale, oltre la soglia senza visto). Sanzione: 30% del credito non spettante, ridotta al 25% dal 1° settembre 2024 per effetto del D.Lgs. 87/2024 di riforma del sistema sanzionatorio. Termine accertamento: 5 anni.Errore 3: scarto del modello F24L’Agenzia controlla preventivamente i modelli F24 con compensazioni e, in caso di anomalie, può sospendere il modello per 30 giorni o scartarlo definitivamente. Se l’F24 è scartato, il versamento si considera non eseguito: scattano sanzioni per omesso versamento (30%, ridotto al 25% dal 2024) e interessi.Ravvedimento operosoPer chi ha commesso errori in buona fede, l’art. 13 D.Lgs. 472/1997 consente di sanare la violazione tramite ravvedimento operoso con sanzioni fortemente ridotte: dal 1/10 (30 giorni) al 1/5 (dopo 2 anni) della sanzione ordinaria. Il ravvedimento richiede il pagamento dell’imposta, della sanzione ridotta e degli interessi legali.Novità 2026: controlli rafforzati sulle compensazioniIl 2026 porta alcune novità importanti sulla disciplina delle compensazioni, derivanti dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e dai decreti attuativi della Riforma fiscale.Sistema di controllo preventivo potenziatoDal 2026 l’Agenzia delle Entrate utilizza un sistema di controllo preventivo automatizzato sui modelli F24 con compensazioni, basato su algoritmi di analisi del rischio. I controlli incrociano:I dati delle dichiarazioni precedenti;Le banche dati di terze parti (INPS, sostituti d’imposta);La storia delle compensazioni del contribuente;La coerenza dei codici tributo utilizzati.F24 considerati a rischio vengono sospesi per 30 giorni, durante i quali l’Agenzia può chiedere chiarimenti o procedere allo scarto definitivo.Nuove sanzioni ridotte (D.Lgs. 87/2024)Dal 1° settembre 2024 sono in vigore le nuove sanzioni amministrative:Omesso versamento: 25% (prima 30%);Credito non spettante: 25%;Credito inesistente: 70% con minimo (prima 100-200%);Ritardo fino a 90 giorni: 12,5%.Estensione obbligo F24 telematico AgenziaDal 2024 l’obbligo di uso esclusivo dei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate per F24 con compensazione è esteso a tutti i contribuenti, non solo titolari di partita IVA. La regola è confermata nel 2026 e i controlli vengono rafforzati: le banche segnalano automaticamente all’Agenzia ogni F24 con compensazione presentato tramite home banking, e questo viene scartato. Il ruolo del CAF Centro Fiscale di UdineAffidarsi a un CAF qualificato come il CAF Centro Fiscale di Udine per il Modello Redditi PF 2026 e per le compensazioni offre numerosi vantaggi pratici:Visto di conformità: rilasciato direttamente dal CAF per compensazioni oltre i 5.000 euro, senza dover ricorrere a professionisti esterni;Predisposizione del Modello F24 con codici tributo corretti, anni di riferimento appropriati e calcolo automatico del saldo;Trasmissione telematica dell’F24 tramite i canali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, con ricevuta di accettazione;Verifica preventiva di rischi di scarto del modello, attraverso il controllo dei dati prima dell’invio;Assistenza in caso di contestazione dell’Agenzia, con possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso o all’autotutela;Pianificazione fiscale: gestione strategica dei crediti per ottimizzare la liquidità annuale.Il CAF Centro Fiscale di Udine opera con esperienza pluriennale nel territorio friulano, offrendo assistenza completa a privati, famiglie, partite IVA forfettarie e ordinarie, pensionati ed eredi. Lo studio si trova in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, e accoglie i clienti su appuntamento, anche con consulenze online o telefoniche per chi non può recarsi in sede.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sulla compensazione nel Modello Redditi PF 2026Posso compensare il credito IRPEF anche se non ho partita IVA?Sì. La compensazione nel modello F24 è disponibile a tutti i contribuenti, anche persone fisiche senza partita IVA. Per ogni F24 con compensazione, però, è obbligatorio l’utilizzo dei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o tramite un intermediario abilitato come il CAF).Cosa succede se compenso un credito superiore a 5.000 euro senza visto di conformità?Il modello F24 viene scartato dall’Agenzia delle Entrate. Il versamento si considera non effettuato, con applicazione delle sanzioni per omesso versamento (25% dal 2024) più interessi. Inoltre, l’Agenzia può aprire una verifica per credito utilizzato indebitamente.Posso compensare un credito IRPEF con un debito IMU?Sì, è una classica compensazione orizzontale consentita dalla normativa. Devi compilare un unico modello F24 con le due voci e presentarlo tramite Fisconline/Entratel o il CAF. Attenzione ai codici tributo e all’anno di riferimento.Qual è il termine entro cui posso usare il credito 2025?Il credito può essere utilizzato in compensazione finché non si prescrive. La prescrizione ordinaria è di 10 anni, ma è prassi utilizzare il credito entro 4-5 anni per evitare contestazioni. Ogni anno, nel quadro RX della dichiarazione, va indicato il credito residuo riportato.Quanto costa il visto di conformità presso il CAF Centro Fiscale di Udine?Il costo del visto di conformità varia in base alla complessità della dichiarazione, generalmente tra 30 e 80 euro. Per i clienti che fanno predisporre l’intera dichiarazione dal CAF, spesso il visto è incluso o a costo agevolato. Contatta lo studio per un preventivo personalizzato.Devo presentare l’F24 anche se è a saldo zero?Sì, è obbligatorio. Il modello F24 a saldo zero (cioè con crediti e debiti che si compensano integralmente) va comunque trasmesso all’Agenzia delle Entrate entro la scadenza ordinaria del versamento. La mancata presentazione comporta una sanzione fissa di 100 euro, ridotta a 50 euro se l’F24 viene presentato con ritardo non superiore a 5 giorni.Hai bisogno di assistenza per il Modello Redditi PF 2026?La gestione delle compensazioni nel Modello Redditi PF 2026 può sembrare complessa, ma con il supporto giusto è un’opportunità da non perdere per ottimizzare la propria posizione fiscale. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna in ogni passaggio: dalla compilazione della dichiarazione, all’apposizione del visto di conformità, fino alla trasmissione telematica dei modelli F24.Prenota un appuntamento presso lo studio del CAF Centro Fiscale di Udine, in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B. Puoi chiamarci al 0432 1638640, scriverci su WhatsApp al 366 6018121 o inviarci una email a info@centrofiscale.com. Il nostro team è specializzato in fiscalità per famiglie, professionisti, partite IVA forfettarie e ordinarie del territorio friulano.Maggio 19, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 09:28:382026-05-31 17:50:28Modello Redditi PF 2026: le compensazioni
DICHIARAZIONE DEI REDDITIDetrazione Trasporti Pubblici nel 730/2026: Rimborsi Abbonamento e Limite 250 EuroLa detrazione per i trasporti pubblici nel Modello 730/2026 consente di recuperare il 19% delle spese sostenute per l’abbonamento ai mezzi pubblici di trasporto, con un tetto massimo di 250 euro l’anno. In pratica, chi paga regolarmente l’autobus, il treno regionale o la metro per andare al lavoro o a scuola può ottenere un rimborso fiscale che arriva fino a 47,50 euro. Si tratta di un’agevolazione importante perché premia chi utilizza il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, riducendo l’impatto economico dell’abbonamento sulla famiglia. Il beneficio vale anche per le spese sostenute per i familiari fiscalmente a carico, come figli e coniuge senza redditi propri rilevanti.In questa guida completa e aggiornata al 2026 vediamo nel dettaglio chi può beneficiare della detrazione, quali abbonamenti rientrano nell’agevolazione, qual è il limite di spesa detraibile, come funziona la regola della tracciabilità del pagamento, quali documenti conservare e come compilare correttamente i righi del 730. Spiegheremo anche cosa cambia per i datori di lavoro che rimborsano l’abbonamento ai dipendenti e quali errori evitare nella dichiarazione dei redditi. Tutte le informazioni si basano sull’art. 15, comma 1, lettera i-decies del TUIR (DPR 917/1986) e sulle istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate per il modello 730/2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’è la detrazione per i trasporti pubblici nel 730La detrazione per le spese di trasporto pubblico è un’agevolazione fiscale che permette al contribuente di sottrarre dalle imposte dovute (IRPEF) il 19% della spesa sostenuta per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. La norma di riferimento è l’articolo 15, comma 1, lettera i-decies del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 22 dicembre 1986, n. 917), introdotta in via stabile dalla Legge di Bilancio 2018 (L. 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, commi 28-29).In termini pratici, significa che lo Stato restituisce al cittadino una parte della spesa sostenuta per spostarsi con i mezzi pubblici. Il meccanismo è quello classico delle detrazioni: l’importo speso (entro il limite massimo di 250 euro) viene moltiplicato per il 19% e il risultato viene scalato dall’IRPEF lorda calcolata sui redditi dichiarati. Ad esempio, se un contribuente ha speso 240 euro per l’abbonamento annuale dell’autobus urbano, la detrazione spettante sarà di 45,60 euro (240 × 19%), che riduce direttamente l’imposta da pagare. È un piccolo aiuto, ma sommato ad altre detrazioni può fare la differenza nel calcolo finale del 730.L’obiettivo della norma è duplice: da un lato sostenere economicamente le famiglie che utilizzano i trasporti pubblici, soprattutto per il tragitto casa-lavoro o casa-scuola; dall’altro incentivare l’uso di mezzi più sostenibili rispetto all’automobile privata, riducendo traffico e inquinamento nelle città. Per questo motivo, dal 2018 la detrazione è stata resa strutturale e non più legata a singoli decreti annuali, come accadeva in passato (la prima introduzione risale al 2008 con la Legge Finanziaria di quell’anno, ma poi era stata sospesa per diversi anni). Chi può richiedere la detrazione trasporti pubbliciLa detrazione per i trasporti pubblici nel 730 spetta a tutti i contribuenti che hanno sostenuto una spesa documentata per l’acquisto di un abbonamento ai mezzi pubblici. Non ci sono limiti di reddito specifici per accedere all’agevolazione (a differenza di altre detrazioni), ma la detrazione si applica entro i limiti dell’IRPEF dovuta: se il contribuente non ha imposta sufficiente da abbattere (cosiddetta “incapienza”), la detrazione non genera un rimborso ulteriore ma si perde la parte eccedente.Più precisamente, possono fruire del beneficio:Lavoratori dipendenti e pensionati: la categoria principale, che generalmente presenta il 730Lavoratori autonomi e titolari di partita IVA in regime ordinario o semplificato (il forfettario in genere non ha vantaggio diretto dalla detrazione perché paga imposta sostitutiva, vedremo dopo)Studenti universitari che hanno redditi propri da dichiarareSoggetti con redditi assimilati a lavoro dipendente (collaboratori, amministratori, ecc.)Genitori che pagano l’abbonamento per i figli a carico (anche maggiorenni fino a 24 anni con reddito sotto 4.000 euro, oppure 21 anni con reddito fino a 2.840,51 euro)Un punto importante riguarda i familiari fiscalmente a carico. La detrazione spetta anche per le spese sostenute nell’interesse di familiari a carico: in pratica, se il genitore paga l’abbonamento al treno per il figlio universitario che è ancora a suo carico, può portare in detrazione quella spesa nel proprio 730. Sono considerati a carico i familiari indicati dall’art. 12 del TUIR: coniuge non legalmente separato, figli (anche adottivi, affidati o affiliati) e altri familiari conviventi (genitori, fratelli, sorelle), purché abbiano un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro (oppure 4.000 euro per i figli fino a 24 anni di età). Quali abbonamenti sono detraibili nel 730/2026La normativa è molto chiara: sono detraibili gli abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. Il termine “abbonamento” è centrale e va inteso come un titolo di viaggio che consente al titolare di effettuare un numero illimitato di viaggi, su un determinato percorso o sull’intera rete, in un periodo di tempo specificato. Sono quindi inclusi:Abbonamenti mensili ad autobus urbani, tram, metropolitanaAbbonamenti annuali a servizi urbani ed extraurbani di trasporto pubblicoAbbonamenti settimanali validi sull’intera rete cittadinaAbbonamenti ferroviari regionali (treni regionali e regionali veloci)Abbonamenti integrati (validi su più mezzi pubblici e gestori, es. autobus + metro + treno regionale)Abbonamenti scolastici e studenteschi a tariffa agevolataAbbonamenti interregionali, purché si tratti di servizi di trasporto pubblico (es. treni regionali che attraversano più regioni)Sono invece esclusi dalla detrazione:Biglietti singoli o carnet di biglietti non corrispondenti ad abbonamentiAbbonamenti ai servizi di trasporto nazionali (es. Frecce Trenitalia, Italo, voli aerei)Servizi di noleggio con conducente, taxi, NCCCar sharing, bike sharing, monopattini in sharingServizi di trasporto turistico (bus turistici, navette aeroporto a pagamento separato)Abbonamenti a servizi internazionaliPer individuare se un servizio è qualificato come “trasporto pubblico locale, regionale o interregionale” si fa riferimento al D.Lgs. 19 novembre 1997, n. 422 (riordino dei servizi di trasporto pubblico locale) e ai successivi provvedimenti regionali di programmazione del trasporto pubblico. In caso di dubbio, conviene chiedere conferma al gestore del servizio o consultare la pagina dedicata sul sito dell’azienda di trasporti, dove spesso è indicato esplicitamente se l’abbonamento è “detraibile fiscalmente”.Un caso particolare è quello dei servizi gestiti da aziende private in concessione: anche queste rientrano nell’agevolazione se erogano un servizio pubblico di trasporto, come ad esempio molte linee extraurbane operate da concessionari privati per conto della Regione. Il limite di 250 euro e il calcolo della detrazioneIl limite massimo di spesa detraibile per gli abbonamenti ai trasporti pubblici è fissato a 250 euro all’anno per contribuente. Su questo importo si calcola la detrazione del 19%, per un beneficio fiscale massimo pari a 47,50 euro (250 × 19%). Il limite va inteso come tetto complessivo per nucleo dichiarante, anche se il contribuente porta in detrazione le spese sostenute per più familiari a carico.Vediamo nel concreto come funziona il calcolo con alcuni esempi pratici:EsempioSpesa annuaImporto detraibileRimborso (19%)Abbonamento urbano mensile (10 mesi)280 euro250 euro (tetto)47,50 euroAbbonamento studenti annuale180 euro180 euro34,20 euroAbbonamento ferroviario regionale540 euro250 euro (tetto)47,50 euroAbbonamento misto bus + treno220 euro220 euro41,80 euroCome si vede, anche se la spesa effettiva supera i 250 euro, il calcolo si ferma a quel tetto. Per questo molti contribuenti, soprattutto i pendolari ferroviari che spendono cifre significative per gli abbonamenti annuali, si trovano con un rimborso “limitato” rispetto alla spesa reale. È comunque sempre conveniente portare in detrazione anche solo una parte dell’importo, perché 47,50 euro all’anno in più sono comunque soldi che restano in tasca.Se nel corso dell’anno il contribuente sostiene più di un abbonamento (ad esempio cambia tipologia di abbonamento perché trasloca o cambia lavoro), tutte le spese vanno sommate e il limite di 250 euro si applica al totale. Stesso meccanismo se si pagano abbonamenti per il proprio nucleo familiare: si sommano tutte le spese (proprie e dei familiari a carico) e si applica il limite complessivo. L’obbligo di tracciabilità del pagamentoDal 1° gennaio 2020, per beneficiare della detrazione del 19% (compresa quella sui trasporti pubblici), è obbligatorio che il pagamento sia effettuato con strumenti tracciabili. Questa regola, introdotta dalla Legge di Bilancio 2020 (L. 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, comma 679), riguarda quasi tutte le spese detraibili al 19% incluse nel 730 e si applica anche all’abbonamento ai trasporti pubblici.In pratica, non è più possibile pagare in contanti l’abbonamento e ottenere la detrazione: il pagamento deve essere documentato attraverso uno dei seguenti strumenti:Bonifico bancario o postaleCarta di credito, carta di debito (Bancomat) o carta prepagataAssegni bancari o circolariApp di pagamento (Satispay, PayPal, Google Pay, Apple Pay, ecc.) collegate a strumenti tracciabiliAddebito diretto su conto corrente (SDD/RID)L’aspetto importante è che molte aziende di trasporto pubblico vendono gli abbonamenti tramite tabaccherie, edicole o rivendite autorizzate. In questi casi, se il pagamento alla rivendita avviene in contanti, la detrazione potrebbe essere persa. Per stare tranquilli, conviene:Pagare direttamente sul sito web dell’azienda di trasporti con carta o bonificoUtilizzare le app ufficiali dei gestori (es. Trenitalia, ATM, ATAC, Tper)Pagare alla biglietteria o ai self-service con bancomat o carta di creditoConservare sempre la ricevuta di pagamento elettronico oltre all’abbonamentoL’Agenzia delle Entrate, nella circolare 7/E del 25 giugno 2021 e nelle successive istruzioni al modello 730, ha chiarito che la tracciabilità deve essere dimostrata mediante prova documentale del pagamento (ricevuta della carta, estratto conto, ricevuta del bonifico). In assenza di tale prova, l’ufficio in fase di controllo formale può disconoscere la detrazione e richiedere il pagamento dell’imposta non versata, oltre a sanzioni e interessi.Una buona prassi consiste nello scaricare la fattura o ricevuta fiscale dell’abbonamento dall’area personale del gestore (quasi tutti la rendono disponibile in PDF) e conservarla insieme alla prova del pagamento elettronico. In questo modo, in caso di controllo, si dispone di entrambi i documenti richiesti. Quali documenti conservare per la detrazionePer portare in detrazione l’abbonamento ai trasporti pubblici nel 730/2026 è fondamentale conservare tutta la documentazione necessaria. L’Agenzia delle Entrate può infatti richiedere prova della spesa entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (es. per il 730/2026 il controllo è possibile fino al 31 dicembre 2031).I documenti da conservare sono:Abbonamento originale o copia del titolo di viaggio (tessera, app digitale, PDF)Ricevuta di pagamento (cartacea o digitale) con indicazione di importo, data e modalità di pagamentoFattura se rilasciata dal gestore (sempre più frequente, soprattutto per gli abbonamenti annuali)Prova del pagamento tracciato: estratto conto bancario, ricevuta della carta, ricevuta dell’app di pagamentoEventuale autocertificazione (per familiari a carico, se la fattura è intestata a una persona diversa dal contribuente)Un aspetto delicato riguarda la fattura intestata a un familiare a carico: se ad esempio l’abbonamento ferroviario del figlio universitario è intestato al figlio stesso, il genitore che lo paga e vuole portarlo in detrazione deve poter dimostrare di aver effettivamente sostenuto la spesa (con il pagamento tracciato dalla propria carta o dal proprio conto). In alternativa, è possibile annotare sul documento di spesa una dichiarazione del tipo: “Spesa sostenuta dal genitore per il figlio a carico”, con firma e data. Questa annotazione è ammessa dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.Per gli abbonamenti integralmente digitali (acquisto via app, validazione tramite QR code), conservare lo screenshot della ricevuta nell’app e l’email di conferma dell’acquisto. Molti gestori inviano anche un’email con il riepilogo annuale degli abbonamenti acquistati, utilissimo per la dichiarazione.Come compilare il 730/2026 per la detrazione trasportiNel Modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025), la detrazione per gli abbonamenti ai trasporti pubblici va indicata nel Quadro E – Oneri e spese, nei righi dedicati alle “altre spese per le quali spetta la detrazione del 19%”. Più precisamente, va inserita nei righi da E8 a E10, indicando il codice 40 nella colonna “Codice spesa”.I passaggi da seguire per la compilazione corretta sono:Aprire il quadro E del modello 730Individuare i righi E8/E9/E10 dedicati alle “Altre spese detraibili al 19%”Nella colonna “Codice spesa” indicare il codice 40 (abbonamento ai servizi di trasporto pubblico)Nella colonna “Importo” inserire la spesa totale sostenuta nell’anno, fino a un massimo di 250 euroSe ci sono più abbonamenti, sommare gli importi e indicarli in un unico rigo (l’importo non può superare 250 euro)Se ti rivolgi a un CAF o a un commercialista, basta consegnare la documentazione (abbonamento e prova del pagamento) e sarà il professionista a inserire la spesa nel quadro corretto. Se invece utilizzi il 730 precompilato tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, controlla se la spesa è già stata caricata dal gestore (alcune aziende di trasporti trasmettono automaticamente i dati al Sistema Tessera Sanitaria). In caso contrario, dovrai aggiungerla manualmente.Nel modello Redditi Persone Fisiche (alternativo al 730), la detrazione va indicata nel Quadro RP, sezione I, sempre con il codice 40. Abbonamento rimborsato dal datore di lavoroUn caso particolare riguarda i lavoratori dipendenti che ricevono il rimborso dell’abbonamento dal datore di lavoro, ad esempio nell’ambito di piani di welfare aziendale. In questa ipotesi, la situazione è regolata dall’art. 51, comma 2, lett. d-bis del TUIR, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 e successivamente modificato.La norma prevede che le somme erogate o rimborsate dal datore di lavoro per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei suoi familiari a carico, non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente (sono fiscalmente neutre). In altre parole, il rimborso non viene tassato in busta paga.Tuttavia, c’è un punto importante da chiarire per evitare il doppio beneficio fiscale: se il datore di lavoro ha già rimborsato la spesa (ed essa non concorre alla formazione del reddito), il dipendente NON può portare la stessa spesa in detrazione nel 730. Sarebbe un beneficio doppio non consentito dalla normativa.Concretamente, possono verificarsi tre scenari diversi:Rimborso totale dell’abbonamento: nessuna detrazione spetta, perché la spesa non è rimasta a carico del lavoratoreRimborso parziale dell’abbonamento: la detrazione del 19% spetta solo sulla quota effettivamente a carico del lavoratore (entro i 250 euro complessivi)Nessun rimborso da parte del datore: il lavoratore porta in detrazione l’intera spesa (entro il limite di 250 euro)La Certificazione Unica (CU) rilasciata dal datore di lavoro riporta nelle annotazioni l’eventuale importo del rimborso ricevuto per gli abbonamenti, in modo che il contribuente sappia esattamente quale quota è esclusa dalla detrazione. È sempre buona prassi leggere attentamente le annotazioni della CU prima di compilare il 730.Differenze tra detrazione 730 e Bonus TrasportiNegli anni passati (2022 e 2023) il Governo ha introdotto il cosiddetto Bonus Trasporti, un contributo di importo fino a 60 euro per l’acquisto dell’abbonamento, destinato a persone con reddito ISEE non superiore a determinate soglie. È utile chiarire le differenze tra il Bonus Trasporti e la detrazione del 19%, perché si tratta di due strumenti diversi che a volte vengono confusi:CaratteristicaDetrazione 19% (730)Bonus Trasporti (storico)Tipo di beneficioDetrazione fiscale (sgravio IRPEF)Contributo diretto (voucher)Importo massimo47,50 euro (19% su 250)60 euroLimite ISEENessunoSì (variabile per anno)Quando si ottieneL’anno successivo, con il 730Subito, al momento dell’acquistoCumulabilitàSu parte non coperta da bonusSolo su una spesaPer il 2026 non risulta riattivato il Bonus Trasporti a livello nazionale, ma alcune Regioni e Comuni hanno previsto bonus locali per specifiche categorie (studenti, lavoratori a basso reddito, pensionati). Verificare sempre sui canali istituzionali della propria Regione o Comune se esistono agevolazioni locali aggiuntive.Un punto importante: se hai usufruito di un bonus o contributo pubblico per pagare l’abbonamento, la detrazione del 19% spetta solo sulla quota effettivamente a tuo carico. Ad esempio, se l’abbonamento costa 280 euro e hai ricevuto un voucher Regionale di 60 euro, la spesa “tua” è 220 euro e su questa puoi calcolare il 19% di detrazione. Errori comuni da evitare nella dichiarazioneNella compilazione del 730 per la detrazione dei trasporti pubblici, gli errori più comuni sono questi:Inserire spese pagate in contanti: la detrazione viene disconosciuta in caso di controllo per mancata tracciabilitàIncludere biglietti singoli: solo gli abbonamenti sono detraibili, non i bigliettiSuperare il limite di 250 euro indicando l’intera spesa: il sistema accetta anche importi superiori, ma la detrazione viene comunque limitata al tettoPortare in detrazione spese rimborsate dal datore di lavoro: doppio beneficio non consentitoDimenticare le spese sostenute per i familiari a carico: sono un’opportunità in più per arrivare al tetto detraibileUsare un codice spesa sbagliato: il codice corretto è il 40, non il 41 o altriInserire abbonamenti a servizi a lunga percorrenza (es. Frecce Trenitalia): non sono detraibiliNon conservare le ricevute: in caso di controllo, senza prova del pagamento la detrazione decadeUn errore particolarmente frequente riguarda gli abbonamenti acquistati a fine anno e validi per l’anno successivo. La regola fiscale è quella di cassa: si detrae nell’anno in cui si è effettivamente pagato. Quindi un abbonamento acquistato a dicembre 2025 ma valido per gennaio 2026 va inserito nel 730/2026 (perché pagato nel 2025), non nel 730/2027.Per il 730 precompilato, ricorda che la presenza dell’abbonamento tra i dati precaricati non è automatica: dipende dalla trasmissione dei dati da parte del gestore al Sistema Tessera Sanitaria. Se non lo trovi precaricato, ma hai i documenti, puoi tranquillamente aggiungerlo manualmente: l’importante è conservare le ricevute per eventuali controlli successivi.Agevolazioni locali e regionali aggiuntiveOltre alla detrazione nazionale del 19%, molte Regioni e Comuni offrono agevolazioni aggiuntive sui trasporti pubblici. Si tratta di sconti, abbonamenti gratuiti o contributi destinati a specifiche categorie. Ecco alcuni esempi tipici:Anziani e pensionati: abbonamenti gratuiti o ridotti per over 65, over 70 o pensionati con redditi bassiStudenti: abbonamenti scolastici e universitari a tariffa ridotta, con possibilità di contributo regionaleFamiglie numerose: agevolazioni per nuclei con tre o più figliPersone con disabilità: abbonamenti gratuiti o a tariffa simbolica, con eventuale accompagnatore inclusoLavoratori con ISEE basso: contributi una tantum o sconti percentualiPer scoprire le agevolazioni della propria zona, conviene consultare il sito dell’azienda di trasporti locale, della Regione e del Comune di residenza. Spesso le pagine “Tariffe” o “Agevolazioni” riportano tutte le possibilità disponibili. Tieni presente che queste agevolazioni locali non sostituiscono la detrazione del 19% nel 730: anzi, sulla quota effettivamente pagata (anche dopo lo sconto regionale) il contribuente può ancora applicare il 19% di detrazione fiscale.Un caso emblematico è il Friuli Venezia Giulia, dove esistono diverse misure di sostegno al trasporto pubblico. Ad esempio, il Trasporto Pubblico Locale regionale gestito da TPL FVG offre abbonamenti a tariffe agevolate per studenti, famiglie e categorie protette. Il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta i cittadini a verificare quale agevolazione (statale o regionale) si applica al proprio caso e come massimizzare il beneficio fiscale combinando le diverse misure. Rivolgersi al CAF Centro Fiscale di UdineAnche se la detrazione per i trasporti pubblici sembra un’operazione semplice (basta riportare l’importo nel rigo giusto), gli errori in dichiarazione sono frequenti e possono costare cari in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate. Inoltre, il 730 contiene decine di detrazioni e deduzioni da valutare insieme: spese mediche, spese di istruzione, oneri assicurativi, mutui, ristrutturazioni edilizie. Rivolgersi a un CAF significa avere la sicurezza che tutto sia compilato correttamente e che nessuna detrazione spettante venga dimenticata.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno migliaia di contribuenti nella compilazione del Modello 730. I nostri operatori verificano insieme a te tutte le spese detraibili dell’anno, controllano i requisiti di tracciabilità, ti aiutano a recuperare i documenti mancanti e ti propongono il calcolo più conveniente. Il servizio comprende anche l’apposizione del visto di conformità, che garantisce la correttezza fiscale della tua dichiarazione e ti protegge da eventuali sanzioni in caso di errori formali.Per fissare un appuntamento con il CAF Centro Fiscale di Udine porta con te:Documento d’identità e codice fiscale (tuo e dei familiari a carico)Certificazione Unica 2026 (per i redditi 2025)Abbonamenti ai trasporti pubblici con relative ricevute di pagamento tracciatoTutte le altre spese detraibili dell’anno (mediche, scolastiche, mutui, ecc.)Eventuali documenti su redditi aggiuntivi o agevolazioni di cui hai già fruitoL’assistenza del CAF è particolarmente preziosa per chi ha più fonti di reddito, per chi deve gestire familiari a carico con spese proprie o per chi non è sicuro di come interpretare correttamente la normativa. Un piccolo investimento di tempo (e una piccola commissione, spesso simbolica per i pensionati e i redditi bassi) può tradursi in un rimborso fiscale più consistente e nella tranquillità di una dichiarazione corretta.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ)Posso detrarre l’abbonamento del treno alta velocità (Frecciarossa, Italo)?No. La detrazione del 19% nel 730 è limitata agli abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale. I servizi a lunga percorrenza nazionale (Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca, Italo, voli aerei) sono esclusi dall’agevolazione.Quanto recupero al massimo con la detrazione trasporti?Il rimborso massimo è di 47,50 euro all’anno, corrispondente al 19% del tetto di spesa detraibile di 250 euro. Se hai sostenuto una spesa inferiore a 250 euro, il rimborso sarà calcolato sul 19% della spesa effettiva (es. spesa 180 euro → detrazione 34,20 euro).Posso pagare l’abbonamento in contanti e poi detrarlo?No. Dal 1° gennaio 2020 è obbligatorio il pagamento tracciabile (bancomat, carta di credito, bonifico, app di pagamento). Le spese pagate in contanti non danno diritto alla detrazione del 19% e in caso di controllo verrebbero disconosciute dall’Agenzia delle Entrate.L’abbonamento di mio figlio universitario può portarlo in detrazione io?Sì, a condizione che il figlio sia fiscalmente a carico (reddito complessivo non superiore a 4.000 euro per i figli fino a 24 anni, oppure 2.840,51 euro oltre tale età) e che tu abbia effettivamente sostenuto la spesa con pagamento tracciato. Anche se la fattura è intestata al figlio, puoi portarla in detrazione conservando una dichiarazione che attesti che la spesa è stata sostenuta dal genitore.Cosa succede se il datore di lavoro mi rimborsa l’abbonamento?Se l’abbonamento è integralmente rimborsato dal datore di lavoro (in regime di welfare aziendale ex art. 51 c. 2 lett. d-bis TUIR), non puoi portarlo in detrazione nel 730: il rimborso è già fiscalmente neutro, quindi attribuire anche la detrazione sarebbe un doppio beneficio non consentito. Se invece il rimborso è solo parziale, la detrazione del 19% spetta sulla quota di spesa effettivamente a tuo carico.Dove va inserita la spesa nel 730/2026?Nel Quadro E, righi E8/E9/E10 del Modello 730/2026, indicando il codice spesa 40 nella relativa colonna e l’importo della spesa sostenuta (massimo 250 euro complessivi). Se ci sono più abbonamenti dell’anno, vanno sommati e indicati in un unico rigo, sempre nel limite di 250 euro.Posso detrarre car sharing o bike sharing?No, non rientrano nella detrazione. La norma si riferisce esplicitamente agli abbonamenti a servizi di trasporto pubblico, mentre il car sharing, il bike sharing e i monopattini in sharing sono considerati servizi di noleggio/mobilità privata in condivisione, non trasporto pubblico in senso tecnico.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Conclusioni e supporto del CAFLa detrazione del 19% sugli abbonamenti ai trasporti pubblici è un beneficio fiscale modesto in valore assoluto (massimo 47,50 euro l’anno), ma rappresenta comunque un’opportunità da non perdere, soprattutto per i pendolari, gli studenti e le famiglie che utilizzano regolarmente il trasporto pubblico locale e regionale. Sommata alle altre detrazioni disponibili nel 730/2026, contribuisce a ridurre l’imposta da pagare o ad aumentare il rimborso IRPEF spettante.Ricorda i tre punti chiave per non sbagliare: (1) pagare sempre con metodi tracciabili, (2) conservare tutti i documenti di spesa per almeno 5 anni, (3) inserire correttamente la spesa nel Quadro E con il codice 40, ricordando il tetto di 250 euro. Se hai dubbi su quali abbonamenti rientrano nell’agevolazione, sulla compatibilità con eventuali rimborsi del datore di lavoro o sulla gestione delle spese sostenute per i familiari a carico, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti in ogni fase della dichiarazione.Prenota oggi stesso un appuntamento per il tuo 730/2026 e scopri tutte le detrazioni che ti spettano: spesso piccole somme dimenticate, una volta sommate, possono trasformarsi in un rimborso fiscale importante. Il nostro team ti guida passo passo nella raccolta dei documenti, nella verifica dei requisiti e nella compilazione corretta del modello, con la sicurezza del visto di conformità.Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 08:28:382026-05-31 14:08:13Detrazione Trasporti Pubblici nel 730/2026: Rimborsi Abbonamento e Limite 250 Euro
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIDetassazione lavoro dipendente: altri redditi fuori dalle soglie 2026Nel 2026 il legislatore ha confermato e ampliato il sistema di detassazione del lavoro dipendente, introducendo una serie di misure agevolative sulla busta paga che riguardano premi di risultato, straordinari, lavoro notturno e festivo, fringe benefit e indennita speciali. Ma c’e un aspetto che spesso sfugge ai lavoratori e ai datori di lavoro: non tutti i redditi concorrono al superamento delle soglie di detassazione 2026. Anzi, molte tipologie di altri redditi — da locazione, da capitale, diversi — rimangono completamente fuori dalle soglie e non incidono sul diritto alle agevolazioni. Questa guida spiega nel dettaglio come funzionano le soglie, quali redditi rilevano e quali no, con esempi pratici e tabelle riassuntive aggiornate alle ultime circolari dell’Agenzia delle Entrate e ai chiarimenti dell’INPS.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiIl quadro normativo della detassazione 2026Le misure di detassazione in busta pagaCome si calcolano le soglie di detassazione 2026Quali redditi rilevano ai fini delle soglieAltri redditi fuori dalle soglie: le categorie escluseRedditi da locazione e cedolare seccaRedditi da capitale e redditi diversiFringe benefit 2026 e soglie di esenzioneEsempi pratici di calcoloCome dichiarare nel 730/2026Domande frequenti sulla detassazioneIl quadro normativo della detassazione 2026Il sistema di detassazione del lavoro dipendente in vigore nel 2026 affonda le radici in una pluralita di interventi normativi che si sono sovrapposti negli ultimi anni. Il riferimento principale e la Legge di Bilancio 2024 (L. n. 213/2023), confermata e modificata dalla Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024), che ha prorogato le misure agevolative sulla tassazione agevolata al 5% per i premi di risultato e sulle indennita speciali per il lavoro notturno e festivo.Un ulteriore pilastro normativo e il D.Lgs. n. 216/2023 (Decreto Legislativo di attuazione della riforma fiscale), che ha ridisegnato le aliquote IRPEF portandole da quattro a tre scaglioni, con ricadute dirette sul calcolo delle detrazioni per i lavoratori dipendenti. A questo si aggiunge il D.L. n. 48/2023 (Decreto Lavoro), convertito con modificazioni dalla L. n. 85/2023, che ha disciplinato i fringe benefit elevando le soglie di esenzione per alcune categorie di lavoratori.Per quanto riguarda il 2026 specificamente, la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 4/E del 10 febbraio 2025 ha fornito i chiarimenti operativi sulla tassazione sostitutiva dei premi di risultato, precisando i criteri per determinare il reddito di lavoro dipendente dell’anno precedente rilevante ai fini del limite reddituale di 80.000 euro. L’INPS, con la Circolare n. 40/2025, ha invece precisato le modalita applicative per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata. Le misure di detassazione in busta paga: cosa prevede la leggeNel 2026 il lavoratore dipendente puo beneficiare di diverse forme di agevolazione fiscale in busta paga. Ciascuna ha i propri presupposti, limiti e regole di calcolo. Ecco il quadro completo:1. Tassazione sostitutiva al 5% sui premi di risultatoI premi di risultato erogati in esecuzione di contratti collettivi aziendali o territoriali depositati all’Ispettorato del Lavoro beneficiano di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali pari al 5%, in luogo della tassazione ordinaria. Il limite massimo del premio agevolabile e fissato in 3.000 euro lordi annui (elevabile a 4.000 euro in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro). Il requisito reddituale per accedere all’agevolazione e che il reddito di lavoro dipendente dell’anno precedente non superi 80.000 euro.2. Tassazione sostitutiva al 5% per lavoro notturno e festivo nel turismoLa Legge di Bilancio 2025 rende strutturale per il 2026 una specifica agevolazione per i lavoratori dipendenti nel settore del turismo, pubblici esercizi e termale che effettuano prestazioni di lavoro notturno e nei giorni festivi. Per questi lavoratori e prevista una tassazione sostitutiva al 5% sulle retribuzioni erogate per le ore notturne (dalle 24 alle 6) e nei giorni festivi. Il limite reddituale e di 40.000 euro di reddito da lavoro dipendente conseguito nell’anno precedente.3. Esonero contributivo strutturale sulla busta pagaDal 1 gennaio 2025 e in vigore in via strutturale l’esonero contributivo INPS a carico del lavoratore dipendente, nella misura del 6% sulla quota di retribuzione fino a 35.000 euro annui e del 7% per retribuzioni fino a 25.000 euro annui. Questo non e tecnicamente una “detassazione” ma una decontribuzione, che pero aumenta il netto in busta paga in modo significativo: il risparmio puo arrivare fino a 1.750 euro annui per un lavoratore con retribuzione di 25.000 euro. Questo beneficio, incluso nelle misure della flat tax sul lavoro dipendente 2026, si applica a tutti i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) senza limiti di qualifica. Come si calcolano le soglie di detassazione 2026Comprendere come si calcolano le soglie di reddito rilevanti per accedere alle agevolazioni e fondamentale. La norma di riferimento per i premi di risultato (art. 1, commi 182-190, L. n. 208/2015 e successive modificazioni) stabilisce che il limite reddituale di 80.000 euro si calcola prendendo in considerazione il reddito di lavoro dipendente percepito nell’anno precedente.Il punto cruciale — e spesso frainteso — e che la norma fa riferimento esclusivamente al reddito di lavoro dipendente, non al reddito complessivo del soggetto. Questo significa che:Si conteggia: il reddito da lavoro dipendente (compreso il reddito da collaborazione coordinata e continuativa assimilato), compresi i premi e le indennita tassati ordinariamente nell’anno precedenteNon si conteggia: il reddito da locazione, i redditi da capitale, i redditi diversi, i redditi da lavoro autonomo (se presenti in aggiunta al lavoro dipendente)La Circolare AdE n. 4/E/2025 ha chiarito che nel calcolo del limite di 80.000 euro rientrano anche i redditi da lavoro dipendente assoggettati a tassazione separata o sostitutiva nell’anno precedente (es. TFR, arretrati), mentre restano escluse le somme esenti da IRPEF.Per i lavoratori che nell’anno precedente hanno lavorato part-time o hanno cambiato datore di lavoro, il limite va verificato sommando tutti i redditi da lavoro dipendente percepiti nell’arco dell’anno, anche da piu datori di lavoro diversi. Il datore di lavoro attuale ha pero visibilita solo sui redditi erogati da se stesso: e compito del lavoratore comunicare eventuali altri redditi da lavoro dipendente percepiti presso altri datori, tramite apposita dichiarazione scritta. Quali redditi rilevano ai fini delle sogliePer rispondere alla domanda “quali redditi entrano nel calcolo della soglia di 80.000 euro?”, la norma e la prassi dell’Agenzia delle Entrate indicano chiaramente le seguenti categorie come rilevanti ai fini della verifica:Retribuzione ordinaria da lavoro dipendente (stipendio, paga base, contingenza, EDR)Straordinari e indennita varie tassate ordinariamente (notturno, festivo, turni, trasferte imponibili)Premi di produzione e risultato tassati in via ordinaria nell’anno precedenteMensilita aggiuntive (tredicesima, quattordicesima, premi una tantum)Redditi assimilati a lavoro dipendente (collaborazioni co.co.co., compensi amministratori soggetti a contribuzione INPS)Indennita di malattia, maternita e CIG erogate dall’INPS e transitate in busta pagaFringe benefit tassati (la parte che supera le soglie di esenzione e quindi e confluita nel reddito imponibile)Attenzione: anche i redditi da lavoro dipendente percepiti all’estero che concorrono alla formazione del reddito imponibile in Italia rientrano nel computo. Per i lavoratori che hanno beneficiato del regime degli impatriati, entra nel calcolo solo la quota imponibile (e non quella esente), come chiarito dalla Circolare AdE n. 33/E/2024. Altri redditi fuori dalle soglie: le categorie escluseIl cuore di questo articolo riguarda le categorie di reddito che non rilevano ai fini del superamento della soglia di 80.000 euro. Si tratta di un punto di fondamentale importanza pratica: un lavoratore dipendente che percepisce anche redditi da affitto, dividendi, plusvalenze o attivita occasionali mantiene comunque intatto il diritto all’agevolazione sul premio di risultato, a condizione che il solo reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non superi 80.000 euro.Le categorie di reddito escluse dal calcolo della soglia, confermate dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate, sono:Redditi fondiari (terreni e fabbricati) — compresa la rendita catastale dell’abitazione principale (che e esente) e gli affitti attiviRedditi da locazione assoggettati a cedolare secca — anche se producono reddito imponibile, non si sommano al reddito da lavoro dipendente per il calcolo del tettoRedditi da capitali — interessi bancari, dividendi da partecipazioni non qualificate, proventi da OICR, redditi da obbligazioniRedditi diversi — plusvalenze da cessione di partecipazioni non qualificate, vincite, premi, redditi da attivita occasionali (purche non riqualificati come lavoro dipendente)Redditi da lavoro autonomo — anche se percepiti in parallelo al rapporto di lavoro dipendente (es. professionista con regime ordinario o forfettario)Redditi d’impresa — del tutto irrilevanti ai fini del limite reddituale per i premiQuesta distinzione ha una logica precisa: la norma mira a concentrare il beneficio sui lavoratori che dipendono principalmente dal lavoro subordinato per il proprio sostentamento, escludendo chi ha redditi compositi di ammontare elevato. Limitando pero il computo al solo reddito da lavoro dipendente, il legislatore lascia fuori categorie reddituali strutturalmente diverse (capital income, rendite patrimoniali) che non derivano dall’attivita lavorativa in senso stretto.Redditi da locazione e cedolare seccaUno dei casi piu frequenti nella pratica del CAF riguarda i lavoratori dipendenti che affittano un immobile. Molti si chiedono se il canone d’affitto incida sulla possibilita di accedere alla tassazione al 5% sul premio di risultato. La risposta e chiara: i redditi da locazione non rilevano.Che il contratto di locazione sia soggetto a tassazione ordinaria IRPEF oppure a cedolare secca (21% per locazioni libere, 10% per concordato), il canone d’affitto non concorre alla formazione del limite reddituale di 80.000 euro per i premi di risultato. La Circolare AdE n. 4/E/2025 ha esplicitamente confermato questo principio, ribadendo che il riferimento normativo e esclusivamente al “reddito di lavoro dipendente” ai sensi dell’art. 49 del TUIR.Esempio pratico: Mario, 45 anni, impiegato in un’azienda manifatturiera, nel 2025 ha percepito un reddito da lavoro dipendente di 72.000 euro e un canone da affitto di 15.000 euro (assoggettato a cedolare secca al 21%). Il suo reddito complessivo ai fini IRPEF e di 87.000 euro, ma ai fini della verifica del limite per i premi di risultato rilevano solo i 72.000 euro di reddito da lavoro dipendente: l’accesso all’agevolazione al 5% nel 2026 e garantito.Vale lo stesso principio per la locazione breve con piattaforme online: i proventi da locazioni brevi (fino a 30 giorni), assoggettati a cedolare secca (21% per il primo immobile, 26% dal secondo immobile in poi, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2024), non rilevano ai fini delle soglie di detassazione. Si tratta in ogni caso di redditi fondiari (da fabbricati), non di redditi da lavoro dipendente.Tipo di locazioneTassazione applicataRileva per soglia 80.000 euro?Locazione abitativa (canone libero)Cedolare secca 21% o IRPEF ordinariaNOLocazione a canone concordatoCedolare secca 10%NOLocazione breve (fino a 30 giorni)Cedolare secca 21% (primo imm.), 26% (altri)NOLocazione commercialeIRPEF ordinaria (75% del canone)NO Redditi da capitale e redditi diversiI redditi da capitale (Categoria D del TUIR, art. 44 e seguenti) includono interessi e proventi da conti correnti, titoli di Stato, obbligazioni, dividendi da partecipazioni societarie e proventi da fondi comuni d’investimento. Tutti questi redditi sono esclusi dal calcolo della soglia di 80.000 euro per i premi di risultato, per due ragioni principali:Natura categoriale diversa: non sono redditi “da lavoro dipendente” ai sensi dell’art. 49 TUIRRegime fiscale autonomo: la maggior parte dei redditi da capitale e assoggettata a ritenuta a titolo d’imposta o a imposta sostitutiva (26%) direttamente dall’istituto bancario o dal sostituto d’imposta, senza confluire nella dichiarazione dei redditi 730 ordinaria del contribuenteIn pratica, un lavoratore dipendente che ha investimenti in ETF, BTP, fondi comuni o azioni non deve preoccuparsi che i proventi da tali investimenti possano pregiudicare il suo diritto alla tassazione agevolata al 5% sul premio. La Circolare AdE n. 28/E/2016, ancora in vigore, ha confermato questo principio per i premi di risultato, precisando che la verifica del limite reddituale va condotta con esclusivo riferimento ai redditi dell’art. 49 TUIR.Redditi diversi e plusvalenze: esclusi dalle soglieI redditi diversi (art. 67 TUIR) comprendono le plusvalenze da cessione di partecipazioni non qualificate, le plusvalenze da cessione di criptovalute (disciplinate dall’art. 67, comma 1, lett. c-sexies TUIR dal 2023), i redditi da attivita occasionali, le vincite a giochi e premi. Anche questi redditi sono completamente fuori dalla soglia di verifica per i premi di risultato e le altre misure di detassazione.Un caso particolare riguarda le plusvalenze da cessione di criptovalute: il lavoratore dipendente che ha realizzato plusvalenze crypto nel 2025 puo comunque accedere alla tassazione al 5% sul premio di risultato nel 2026, poiche tali plusvalenze non rientrano nel reddito da lavoro dipendente. Queste dovranno pero essere dichiarate separatamente nel quadro RT o nel quadro W della dichiarazione dei redditi, o con l’imposta sostitutiva del 26%. Fringe benefit 2026 e soglie di esenzioneIl capitolo dei fringe benefit merita un’analisi separata, perche il meccanismo e parzialmente diverso rispetto ai premi di risultato. I fringe benefit sono beni e servizi concessi dal datore di lavoro al lavoratore dipendente (auto aziendale, cellulare, buoni pasto, contributi per affitto, ecc.) e la loro disciplina fiscale per il 2026 e la seguente:Soglie di esenzione fringe benefit 2026La Legge di Bilancio 2025 (art. 1, commi 390-391, L. n. 207/2024) ha reso strutturale per il 2026 le seguenti soglie di esenzione fiscale e contributiva per i fringe benefit:Categoria lavoratoreSoglia esenzione 2026Tipologie incluseLavoratori con figli fiscalmente a carico2.000 euroInclude somme per affitto/mutuo prima casa, utenze domestiche, beni e serviziLavoratori senza figli a carico1.000 euroSoglia base, valida per tutti i lavoratoriCome interagiscono i fringe benefit con le soglie di detassazione? Il valore dei fringe benefit ricevuto entro la soglia di esenzione non concorre al reddito da lavoro dipendente e quindi non rileva ne ai fini delle soglie ne ai fini dell’IRPEF ordinaria. Solo la parte eccedente la soglia diventa imponibile e confluisce nel reddito da lavoro dipendente dell’anno, potendo quindi contribuire al superamento del limite di 80.000 euro nell’anno in cui e percepita.Secondo la Circolare INPS n. 40/2025, il datore di lavoro deve tenere una contabilita separata dei fringe benefit erogati e comunicare al lavoratore, entro il 31 gennaio dell’anno successivo, il valore totale fruito nell’anno. Questo dato e poi riportato nella Certificazione Unica (CU) che il datore trasmette all’Agenzia delle Entrate e consegna al lavoratore entro il 31 marzo. La corretta lettura della CU e essenziale per la compilazione del modello 730, operazione per la quale il CAF Centro Fiscale offre assistenza qualificata.Esempi pratici di calcoloPer rendere concreto il funzionamento delle soglie, proponiamo quattro esempi pratici basati su profili tipici di lavoratori, ciascuno con una diversa combinazione di redditi.Caso 1: Il lavoratore con redditi da affittoProfilo: Mario, 45 anni, impiegato in un’azienda manifatturiera con contratto collettivo aziendale che prevede premi di risultato. Nel 2025 ha percepito: reddito da lavoro dipendente di 68.000 euro + canone da affitto di 15.000 euro (cedolare secca 21%) + premio di risultato 2025 tassato ordinariamente di 2.500 euro. Reddito rilevante per la soglia 2026: 68.000 + 2.500 = 70.500 euro. I 15.000 euro di affitto non rilevano. Mario accede alla tassazione al 5% sul premio 2026. Risparmio stimato: su un premio di 2.000 euro, con aliquota marginale al 35%, il risparmio e di circa 600 euro di IRPEF.Caso 2: Il lavoratore con dividendi e investimentiProfilo: Laura, 52 anni, dirigente con portafoglio azionario. Nel 2025 ha percepito: reddito da lavoro dipendente (stipendio + benefit imponibili) di 78.000 euro + dividendi da partecipazione non qualificata di 8.000 euro + interessi su BTP di 3.200 euro. Reddito rilevante per la soglia 2026: 78.000 euro (solo lavoro dipendente). I dividendi e gli interessi sono assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta (26%) e non rilevano. Laura accede alla tassazione al 5% sul premio 2026: il suo reddito da lavoro dipendente e sotto gli 80.000 euro.Caso 3: Il lavoratore che supera la soglia con il solo lavoro dipendenteProfilo: Roberto, 48 anni, manager finanziario. Nel 2025 ha percepito: stipendio base di 75.000 euro + premio di risultato 2025 tassato ordinariamente di 8.000 euro + fringe benefit auto aziendale (quota tassata imponibile) di 3.000 euro. Reddito rilevante per la soglia 2026: 75.000 + 8.000 + 3.000 = 86.000 euro. Roberto supera la soglia di 80.000 euro con il solo reddito da lavoro dipendente e pertanto non ha diritto alla tassazione agevolata al 5% sul premio di risultato nel 2026. Il premio sara tassato con l’aliquota marginale IRPEF ordinaria.Caso 4: Il lavoratore con attivita occasionaleProfilo: Giulia, 38 anni, insegnante di scuola media (lavoro dipendente) con attivita di traduzione occasionale. Nel 2025 ha percepito: reddito da lavoro dipendente (stipendio) di 32.000 euro + redditi da attivita occasionale (redditi diversi, art. 67 TUIR) di 4.500 euro. Reddito rilevante per la soglia 2026: 32.000 euro (solo lavoro dipendente). I 4.500 euro da attivita occasionale sono redditi diversi e non rilevano. Giulia accede senza problemi alla tassazione al 5% sul premio. Attenzione: se l’attivita occasionale fosse qualificata come parasubordinazione (co.co.co.), i compensi potrebbero essere assimilati a redditi da lavoro dipendente e rilevare ai fini della soglia. Come dichiarare nel 730/2026Nella dichiarazione dei redditi 730/2026 (riferita ai redditi 2025), il lavoratore dipendente che ha beneficiato della tassazione sostitutiva al 5% sui premi di risultato trovera questi importi gia esposti nella Certificazione Unica rilasciata dal datore di lavoro, con specifica indicazione dei codici agevolazione e delle imposte gia trattenute.Se il datore ha erroneamente applicato la tassazione ordinaria (ad esempio perche il lavoratore non ha comunicato tempestivamente i dati sul reddito dell’anno precedente), il lavoratore puo recuperare l’imposta in eccesso attraverso la dichiarazione dei redditi 730/2026, indicando nella relativa sezione gli importi assoggettati a tassazione sostitutiva e richiedendo il rimborso della differenza. Il CAF puo assisterti in questa operazione di verifica e conguaglio.Per gli altri redditi non rilevanti ai fini delle soglie, la dichiarazione funziona cosi:Cedolare secca su locazioni: va dichiarata nel quadro B del 730 (o RB del Modello Redditi PF), indicando il regime di tassazione sostitutiva scelto. Non influenza il reddito complessivo IRPEF ordinariaRedditi da capitale con ritenuta definitiva (es. dividendi, interessi bancari): non vanno indicati nel 730 standard, in quanto gia gestiti dall’intermediario finanziario con ritenuta a titolo d’impostaPlusvalenze crypto e redditi diversi: vanno dichiarati nel quadro RT (plusvalenze da partecipazioni e strumenti finanziari) o nel quadro W (attivita finanziarie e patrimoniali estere, incluse le criptovalute) della dichiarazione Redditi PFRedditi da lavoro autonomo occasionale (redditi diversi): confluiscono nel quadro D del 730 o nel quadro RL del Modello Redditi PF, senza interagire con i limiti della detassazioneIl nostro studio CAF e a disposizione per una verifica completa della tua situazione reddituale e per garantire che tutte le agevolazioni a cui hai diritto siano correttamente applicate nella tua dichiarazione. Contattaci per un appuntamento: il recupero della detassazione sul premio di risultato puo valere centinaia di euro e richiede un’analisi accurata della CU e dei documenti reddituali.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il controllo della tua busta paga, verifica contributi INPS, ferie e detrazioni. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Detassazione 2026Il reddito da locazione influisce sulla soglia di 80.000 euro per i premi di risultato?No. I redditi da locazione, che siano assoggettati a tassazione IRPEF ordinaria o a cedolare secca, non rientrano nel computo del limite reddituale di 80.000 euro previsto per la tassazione sostitutiva al 5% sui premi di risultato. La soglia si calcola esclusivamente sul reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente (art. 49 TUIR). Lo ha confermato la Circolare AdE n. 4/E del 10 febbraio 2025.Se ho dividendi e investimenti finanziari, posso ancora avere il premio tassato al 5%?Si. I dividendi, gli interessi bancari, i proventi da fondi comuni e altri redditi da capitale sono esclusi dal calcolo della soglia di detassazione. Solo il reddito da lavoro dipendente rileva ai fini del limite di 80.000 euro. I redditi da capitale sono soggetti a ritenuta a titolo d’imposta (26%) applicata direttamente dall’intermediario finanziario e non interagiscono con la detassazione sul lavoro dipendente.Le plusvalenze da criptovalute entrano nella soglia per la detassazione del premio?No. Le plusvalenze da cessione di criptovalute sono classificate come redditi diversi (art. 67, comma 1, lett. c-sexies TUIR) e non come redditi da lavoro dipendente. Non concorrono al limite reddituale di 80.000 euro per i premi di risultato. Devono pero essere dichiarate separatamente nel quadro RT o W della dichiarazione dei redditi e assoggettate all’imposta sostitutiva del 26%.Cosa succede se ho avuto due datori di lavoro nel 2025?Se nel 2025 hai avuto due datori di lavoro, il reddito da lavoro dipendente rilevante per la soglia e la somma di tutti i redditi percepiti da entrambi i datori nell’anno. Ogni datore conosce solo i redditi da lui erogati: e tuo dovere comunicare al nuovo datore i redditi percepiti presso il precedente, tramite dichiarazione scritta. Il datore puo verificare cosi se superi la soglia di 80.000 euro prima di applicare la tassazione agevolata al 5%.I fringe benefit contribuiscono al superamento della soglia di 80.000 euro?Solo la parte dei fringe benefit che supera la soglia di esenzione (1.000 euro per i lavoratori senza figli a carico, 2.000 euro per quelli con figli a carico) diventa reddito imponibile da lavoro dipendente. Questa quota eccedente rileva ai fini del calcolo della soglia. I benefit entro soglia sono invece completamente esenti e non influiscono sul limite reddituale.Hai bisogno di assistenza per la tua dichiarazione dei redditi?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se hai diritto alla detassazione sui premi di risultato, a controllare la corretta applicazione delle soglie e a recuperare eventuali importi pagati in eccesso attraverso il 730/2026.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e Detrazioni https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 09:00:002026-03-17 19:04:52Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e DetrazioniCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per Inquilini(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-03 09:00:002026-03-17 19:04:47Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per InquiliniCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 Euro https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 09:00:002026-03-17 19:04:42Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 EuroCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 15, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-15 12:33:532026-05-31 17:52:11Detassazione lavoro dipendente: altri redditi fuori dalle soglie 2026
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e Detrazioni https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 09:00:002026-03-17 19:04:52Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e Detrazioni
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per Inquilini(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-03 09:00:002026-03-17 19:04:47Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per Inquilini
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 Euro https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 09:00:002026-03-17 19:04:42Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 Euro
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITINel 730/2026 le Spese di Istruzione Detraibili: Limiti, Soglie e Come Calcolare la DetrazioneLa detrazione del 19% per le spese di istruzione nel 730/2026 è uno degli sgravi fiscali più attesi dalle famiglie italiane, ma anche uno dei più complessi da applicare correttamente. La normativa, contenuta nell’articolo 15, comma 1, lettera e-bis del TUIR (DPR 917/1986), distingue in modo netto tra istruzione non universitaria e istruzione universitaria, imponendo soglie massime differenziate che spesso vengono confuse o applicate in modo errato. In particolare, per la scuola non universitaria (dalle materne alle superiori) il limite massimo di spesa detraibile è di 1.000 euro per studente. Per le spese universitarie, invece, i limiti sono determinati annualmente con decreto ministeriale e variano in base al corso di laurea e alla sede universitaria. Questa guida completa analizza ogni tipologia di spesa detraibile, le soglie vigenti per l’anno fiscale 2025 (modello 730/2026), i requisiti soggettivi e oggettivi, e ti mostra come calcolare concretamente il risparmio fiscale.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiNormativa di riferimento: art. 15 TUIR e istruzioni 730/2026Spese istruzione non universitaria: limite 1.000 euroQuali spese scolastiche sono detraibiliSpese universitarie: soglie differenziate per ateneoChi può detrarre: requisiti soggettivi e familiari a caricoIl limite reddituale: come cambia la detrazione con il redditoCome calcolare la detrazione: esempi pratici e simulazioniTabella riepilogativa: tutti i limiti 2025 (730/2026)Obbligo di tracciabilità: come pagare le speseDove inserire le spese nel modello 730/2026Spese di istruzione NON detraibili: gli errori più comuniDomande frequenti sulle spese di istruzione detraibili Normativa di riferimento: art. 15 TUIR e istruzioni 730/2026La normativa che disciplina la detrazione IRPEF del 19% per le spese di istruzione è contenuta nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), DPR 22 dicembre 1986, n. 917, precisamente all’articolo 15, comma 1, lettera e-bis. Questa norma è stata modificata nel corso degli anni e, per l’anno fiscale 2025 (dichiarazione 730/2026), mantiene una struttura che distingue chiaramente tra due categorie principali: le spese per istruzione non universitaria e le spese per istruzione universitaria.Le istruzioni ministeriali al modello 730/2026 pubblicano ogni anno i criteri aggiornati. In particolare, il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che approva il modello 730/2026 specifica nei dettagli:Il tetto di 1.000 euro per studente per le spese scolastiche non universitarie (scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado)I limiti specifici per ateneo e tipo di corso per le spese universitarie, distinti tra atenei statali e non stataliL’obbligo di pagamento tracciabile (bonifico, carta di credito/debito, MAV) introdotto dalla Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019)Le specifiche tipologie di spesa ammesse e quelle escluse dalla detrazioneLa Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E del 2021 e i successivi chiarimenti forniscono interpretazioni ufficiali su casi particolari, come le spese per corsi online, le rette di convitti annessi a istituti scolastici, e il trattamento delle borse di studio. Per una corretta compilazione del modello 730/2026, è fondamentale conoscere queste distinzioni. Spese istruzione non universitaria: limite 1.000 euroIl limite massimo di 1.000 euro per studente per le spese di istruzione non universitaria è fissato direttamente dall’articolo 15, comma 1, lettera e-bis del TUIR. Questo significa che, indipendentemente da quante spese scolastiche vengano effettivamente sostenute, la base imponibile su cui calcolare la detrazione del 19% non può superare tale soglia per ciascun figlio (o familiare a carico) iscritto a un istituto scolastico non universitario.Rientrano nella categoria di istruzione non universitaria tutti i percorsi scolastici previsti dall’ordinamento italiano:Scuole dell’infanzia (dai 3 ai 5 anni, sia statali che paritarie)Scuole primarie (ex elementari, classi 1a-5a)Scuole secondarie di primo grado (ex medie, classi 1a-3a)Scuole secondarie di secondo grado (licei, istituti tecnici, istituti professionali, classi 1a-5a)Istituti tecnici superiori (ITS) che rilasciano diplomi di tecnico superioreLa detrazione effettiva massima per studente in istruzione non universitaria è quindi: 1.000 euro x 19% = 190 euro. Si tratta di una riduzione diretta dell’imposta IRPEF dovuta, non di una deduzione dal reddito. Se il reddito complessivo supera determinati livelli, la detrazione potrebbe essere ridotta o azzerata (vedi la sezione dedicata al reddito complessivo).Importante: il limite di 1.000 euro si applica per studente, non per nucleo familiare. Se in famiglia ci sono due figli entrambi iscritti a scuole non universitarie, il limite complessivo diventa 2.000 euro (1.000 per ciascun figlio). Questa distinzione è fondamentale per le famiglie numerose. Per approfondire tutte le spese scolastiche e universitarie detraibili nel 730/2026, consulta la nostra guida completa. Quali spese scolastiche sono detraibiliNon tutte le spese legate alla scuola sono detraibili: la normativa elenca in modo preciso le tipologie di spesa ammesse. Conoscere questa distinzione evita errori nella compilazione del 730 e possibili contestazioni in sede di controllo fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate.Spese ammesse alla detrazioneSono detraibili le seguenti spese per istruzione non universitaria:Tasse scolastiche: quote di iscrizione, frequenza e contributo ministeriale richieste dagli istituti pubblici o paritariContributi scolastici obbligatori: contributi per l’iscrizione e la frequenza richiesti dalla scuola (es. contributo di laboratorio, assicurazione scolastica se richiesta obbligatoriamente)Rette di scuole paritarie private: le somme pagate alle scuole riconosciute paritarie (non le scuole meramente private non paritarie) per frequenza e iscrizioneMensa scolastica: le quote pagate per il servizio di refezione scolastica (mensa), sia che sia gestita dalla scuola stessa sia da enti locali o cooperative convenzionatePre e post scuola: i servizi di pre-accoglienza e doposcuola organizzati o convenzionati con l’istituto scolasticoGite scolastiche: le quote pagate per viaggi d’istruzione e uscite didattiche organizzate dalla scuolaCorsi di lingua straniera: se organizzati dall’istituto scolastico e parte del programma curriculareSpese NON ammesse alla detrazioneNon sono invece detraibili come spese di istruzione:Libri di testo e materiale scolastico (quaderni, penne, zaini, ecc.)Corsi privati extrascolastici: lezioni private, corsi di recupero presso centri privati non riconosciutiTrasporto scolastico: abbonamenti ai mezzi pubblici o scuolabus (salvo diversa agevolazione)Uniformi e divise scolasticheAttività sportive scolastiche extracurriculari (salvo quelle che rientrano nell’esonero sport)Corsi di musica, danza, arti tenuti da soggetti privati non collegati all’istitutoAttenzione alla mensa scolastica: l’Agenzia delle Entrate ha confermato che la spesa per la mensa è detraibile come spesa di istruzione (rientra nel limite 1.000 euro), non come spesa medica o altro. Questo vale anche quando la mensa è gestita dal Comune tramite appalto a terzi, purché il servizio sia erogato presso l’istituto scolastico. Spese universitarie: soglie differenziate per ateneoPer le spese universitarie, la logica è completamente diversa rispetto alla scuola non universitaria. In questo caso, il limite di spesa detraibile non è fisso a 1.000 euro, ma varia in base a:Tipologia di ateneo: statale o non statale (privato)Facoltà e corso di laurea: le soglie sono differenziate per area disciplinareSede universitaria: il Decreto Ministeriale divide l’Italia in tre aree geografiche (Nord, Centro, Sud e Isole)Atenei statali: spese detraibili senza limite massimoPer le università statali, la detrazione del 19% si applica sull’intero importo delle tasse e contributi versati, senza un tetto massimo definito per legge. Questo significa che se uno studente paga 3.000 euro di tasse universitarie all’anno a un ateneo statale, la detrazione sarà: 3.000 x 19% = 570 euro di risparmio fiscale. Rientrano tra le spese detraibili per atenei statali:Tasse di iscrizione annualeContributi universitari (determinati in base all’ISEE dello studente)Tasse per esami singoli o fuori corsoContributi per servizi universitari obbligatori (es. assicurazione universitaria)Atenei non statali: limite variabile per area e corsoPer le università non statali (private), il limite di spesa detraibile è fissato annualmente con Decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). Per l’anno fiscale 2025 (730/2026), i limiti si basano sul Decreto MUR che individua importi massimi differenziati per area disciplinare e per zona geografica. A titolo esemplificativo, le aree disciplinari sono generalmente:Area medica e sanitaria (medicina, odontoiatria, farmacia, professioni sanitarie)Area tecnico-scientifica (ingegneria, architettura, scienze matematiche, fisiche, naturali)Area umanistica e sociale (giurisprudenza, economia, lettere, scienze politiche, psicologia)Per ciascuna area e zona geografica (Nord, Centro, Sud e Isole), il decreto individua un importo massimo: le spese eccedenti tale soglia non danno diritto alla detrazione. Lo studente iscritto a una università privata deve quindi verificare il proprio importo massimo prima di compilare il 730/2026.Esempio pratico per ateneo non statale: se il limite per la tua area e zona è di 2.500 euro e hai pagato 4.000 euro di retta, la detrazione sarà calcolata solo su 2.500 euro: 2.500 x 19% = 475 euro di detrazione IRPEF.Corsi di specializzazione post-laurea e masterLe spese per corsi di specializzazione, master universitari (I e II livello) e dottorati di ricerca sono detraibili alle stesse condizioni delle spese universitarie, purché i corsi siano organizzati da università statali o non statali riconosciute. Non sono invece detraibili i master erogati da enti privati non universitari, anche se di alta qualità. Chi può detrarre: requisiti soggettivi e familiari a caricoLa detrazione per spese di istruzione può essere fruita sia dal contribuente per le proprie spese sia per le spese sostenute nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico. Questo aspetto è cruciale per le famiglie con figli studenti.Spese per sé stessiIl contribuente può detrarre le spese di istruzione sostenute per la propria formazione, sia che frequenti una scuola superiore (in caso di studenti adulti, corsi serali), sia che sia iscritto a un’università. Non ci sono limiti di età per il contribuente stesso.Spese per familiari a caricoLa normativa permette di detrarre le spese di istruzione per i familiari fiscalmente a carico. Sono considerati a carico i familiari con un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro annui (elevato a 4.000 euro per i figli di età non superiore a 24 anni).I familiari che possono essere considerati a carico includono:Figli (anche adottivi, affidati, naturali riconosciuti)Coniuge non legalmente separatoGenitori e nonniFratelli e sorelleSuoceri, nuore, generiRipartizione tra genitori in caso di figlio a carico al 50%Nel caso più frequente in cui un figlio è considerato a carico di entrambi i genitori al 50%, ciascuno dei due genitori può detrarre la metà delle spese di istruzione sostenute. Il limite di 1.000 euro si applica all’importo totale: quindi ciascun genitore potrà detrarre al massimo 500 euro (ovvero il 19% di 500 euro = 95 euro di detrazione ciascuno).Se invece il figlio è a carico al 100% di uno solo dei genitori (ad esempio in caso di genitore unico o di accordo dichiarato in 730), quel genitore potrà detrarre l’intero importo entro il limite di 1.000 euro. Il limite reddituale: come cambia la detrazione con il redditoLa Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019) ha introdotto una novità significativa per le detrazioni fiscali, inclusa quella per le spese di istruzione: le detrazioni di cui all’articolo 15 del TUIR vengono ridotte progressivamente al crescere del reddito complessivo, fino ad azzerarsi oltre una determinata soglia. Questa modifica ha reso la detrazione per spese di istruzione non più universale, ma income-tested.Scaglioni di reddito e riduzione delle detrazioniPer l’anno fiscale 2025 (modello 730/2026), le regole di riduzione delle detrazioni IRPEF per reddito sono le seguenti:Reddito complessivo fino a 120.000 euro: nessuna riduzione, la detrazione spetta per interoReddito complessivo tra 120.000 e 240.000 euro: la detrazione è ridotta proporzionalmente, calcolando il coefficiente di riduzione come: (reddito complessivo – 120.000) / 120.000Reddito complessivo superiore a 240.000 euro: le detrazioni dell’art. 15 sono azzerate (0 euro di detrazione)Esempio di calcolo con reddito 160.000 euro:Detrazione teorica: 1.000 x 19% = 190 euroCoefficiente di riduzione: (160.000 – 120.000) / 120.000 = 0,333Detrazione spettante: 190 x (1 – 0,333) = 190 x 0,667 = 126,73 euroPer chi ha redditi elevati, è fondamentale effettuare questo calcolo prima di inserire le spese nel 730, per evitare aspettative di rimborso che non si materializzeranno. Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua questo calcolo automaticamente durante la predisposizione del modello 730/2026.Come calcolare la detrazione: esempi pratici e simulazioniVediamo ora come si calcola concretamente la detrazione del 19% per spese di istruzione attraverso esempi pratici che coprono le situazioni più comuni.Caso 1: Figlio alle scuole medie, reddito genitori sotto 120.000 euroSituazione: un genitore ha sostenuto per il figlio alle scuole medie (a carico al 100%) le seguenti spese nel 2025:Contributo iscrizione: 120 euroMensa scolastica: 600 euroGita scolastica: 150 euroPre-scuola: 200 euroTotale spese istruzione: 1.070 euroApplicazione del limite: le spese superano il tetto di 1.000 euro, quindi la base imponibile per la detrazione è 1.000 euro (il limite massimo). Detrazione spettante: 1.000 x 19% = 190 euro.Caso 2: Figlio al liceo, spese totali inferiori al limiteSituazione: genitore con figlio al liceo scientifico, spese 2025:Contributo iscrizione: 80 euroMensa scolastica: 450 euroGita scolastica: 80 euroTotale spese istruzione: 610 euroApplicazione del limite: le spese sono inferiori a 1.000 euro, quindi si detraggono tutte. Detrazione spettante: 610 x 19% = 115,90 euro.Caso 3: Due figli alle scuole superiori, figlio a carico al 50% ciascun genitoreSituazione: due genitori separati, ciascuno ha il figlio a carico al 50%. Spese totali figlio 1 (liceo): 900 euro. Spese totali figlio 2 (istituto tecnico): 1.200 euro.Per ciascun genitore:Figlio 1: spese imputabili 900 / 2 = 450 euro ciascuno → detrazione 450 x 19% = 85,50 euro ciascunoFiglio 2: spese totali 1.200 euro, limite 1.000 euro → spese imputabili 1.000 / 2 = 500 euro ciascuno → detrazione 500 x 19% = 95 euro ciascunoTotale detrazione per genitore: 85,50 + 95 = 180,50 euroCaso 4: Studente universitario in ateneo stataleSituazione: studente iscritto a ingegneria in ateneo statale, tasse universitarie 2025: 2.200 euro. Reddito familiare sotto 120.000 euro. Nessun limite di spesa per atenei statali. Detrazione spettante: 2.200 x 19% = 418 euro.Caso 5: Studente universitario in ateneo privatoSituazione: studente iscritto a psicologia in ateneo privato (area umanistica e sociale), zona Nord Italia. Il decreto MUR fissa il limite massimo per questa combinazione (esempio ipotetico): 2.200 euro. Retta effettiva pagata: 3.500 euro. Spesa detraibile: 2.200 euro (limite decreto). Detrazione spettante: 2.200 x 19% = 418 euro (i restanti 1.300 euro non sono detraibili). Tabella riepilogativa: tutti i limiti 2025 (730/2026)Di seguito una tabella riepilogativa con tutti i limiti e le caratteristiche delle detrazioni per spese di istruzione applicabili nel modello 730/2026 (anno fiscale 2025):TipologiaLimite massimoAliquotaDetrazione maxNoteScuola infanzia / primaria / medie / superiori1.000 euro/studente19%190 euroInclude mensa, pre/post scuola, giteUniversita stataleNessun limite19%19% dell’importo effettivoTutte le tasse e contributiUniversita non statale (privata)Variabile per area e zona19%19% del limite decreto MURVedere decreto MUR annualeMaster universitari I e II livelloCome universita19%Come categoriaSolo atenei riconosciutiITS – Istituti Tecnici Superiori1.000 euro/studente19%190 euroIstruzione non universitariaNota importante: tutti i limiti si applicano prima della riduzione per reddito. Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 120.000 euro, i limiti effettivi saranno inferiori. Per redditi superiori a 240.000 euro, la detrazione e azzerata. Obbligo di tracciabilità: come pagare le speseDal 1° gennaio 2020, per effetto della Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019, art. 1, comma 679), le spese di istruzione sono soggette all’obbligo di pagamento tracciabile per avere diritto alla detrazione del 19%. Questo significa che non è più possibile detrarre spese pagate in contanti, neanche parzialmente.Modalità di pagamento ammesseSono considerate modalità di pagamento tracciabili ammesse per la detrazione:Bonifico bancario o postale (ordinario, online, domiciliato)Carte di credito o debito (Visa, Mastercard, carte prepagate con IBAN)Assegni bancari o circolariMAV (Mav/bollettino bancario) con addebito su conto correnteBollettino postaleAddebito diretto SEPA (RID/SDD)App di pagamento collegate a conto corrente bancario (es. Satispay, se tracciabile)Modalità di pagamento NON ammesseContanti: qualunque pagamento in contanti, anche parziale, esclude la detraibilità dell’intera spesaVoucher o buoni pasto (salvo specifiche eccezioni)Cripto-valute o altre forme di pagamento non tracciateEccezione importante: i pagamenti alla mensa scolastica tramite il sistema regionale di pagamento dedicato (come i bollettini PAGO PA o piattaforme digitali comunali) sono considerati tracciabili anche se non avvengono tramite bonifico diretto. In caso di dubbio, chiedere alla scuola o al Comune una ricevuta con indicazione della modalità di pagamento.In caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente deve essere in grado di esibire i documenti comprovanti:La ricevuta o fattura della spesa sostenuta (con causale, importo, dati scolastici)Il documento di pagamento tracciabile (estratto conto, contabile del bonifico, ricevuta PagoPa) Dove inserire le spese nel modello 730/2026Per la corretta compilazione del modello 730/2026, le spese di istruzione vanno inserite nel Quadro E – Oneri detraibili, alle righe specifiche dedicate a questa tipologia di spesa. Di seguito le indicazioni precise:Spese istruzione non universitaria: Quadro E, Sezione ILe spese per istruzione non universitaria (scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado, ITS) si inseriscono nel Quadro E, rigo E8/E10, utilizzando il codice onere “12” (spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria, universitaria, alta formazione artistica, musicale e coreutica).Attenzione: nelle istruzioni al 730/2026, il codice onere per le spese scolastiche non universitarie potrebbe essere indicato in modo specifico. Si raccomanda di verificare sempre le istruzioni ministeriali ufficiali al modello 730/2026 pubblicati sul sito dell’Agenzia delle Entrate, poiché i codici possono variare di anno in anno.Spese universitarie: Quadro E, Sezione ILe spese universitarie si inseriscono sempre nel Quadro E, rigo E8/E10, con il medesimo codice onere riservato all’istruzione. L’importo da inserire per gli atenei non statali non deve superare il limite previsto dal decreto MUR per l’anno 2025.730 precompilato: le spese già caricate automaticamenteA partire dal 2015, con il 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate carica automaticamente nella dichiarazione alcune tipologie di spese, incluse alcune spese di istruzione comunicate dai soggetti erogatori (scuole, università). Tuttavia, non tutte le spese vengono caricate automaticamente: la mensa scolastica, il pre/post scuola e le gite potrebbero non essere presenti nel precompilato se l’istituto non ha effettuato la comunicazione telematica.Per questo motivo, è fondamentale conservare tutte le ricevute e verificare attentamente il precompilato prima di accettarlo o modificarlo. Il CAF può supportarti nella verifica del precompilato e nell’integrazione delle spese mancanti.Spese di istruzione NON detraibili: gli errori più comuniUno degli errori più frequenti nella compilazione del 730 riguarda il tentativo di detrarre spese che non rientrano tra quelle ammesse dalla normativa. Di seguito gli errori più comuni da evitare:Libri di testo e materiale scolastico: non sono detraibili come spese di istruzione (ne come spese mediche). Anche i libri universitari acquistati in libreria non sono detraibiliCorsi privati di ripetizioni: le lezioni private da insegnanti o centri di recupero privati non sono detraibili, a meno che non siano organizzate dalla scuola stessa come attività di recupero ufficialeTrasporto scolastico: l’abbonamento al trasporto pubblico o lo scuolabus non rientra nelle spese di istruzione detraibiliUniformi e abbigliamento tecnico: anche se obbligatori, non sono detraibili come spese di istruzioneCorsi extrascolastici: musica, danza, sport (salvo esonero sport specifico), lingue straniere tenuti da enti privati non scolasticiCorsi online non universitari: i MOOC e i corsi digitali erogati da piattaforme private (Coursera, Udemy, ecc.) non sono detraibiliPagamenti in contanti: come visto, qualunque spesa pagata in contanti non e detraibile indipendentemente dalla sua naturaSuperamento del limite 1.000 euro: inserire importi superiori al limite per istruzione non universitaria porta a errori che l’Agenzia delle Entrate puo rettificare in sede di liquidazione automatica (art. 36-bis DPR 600/1973)Un caso particolare riguarda i corsi di lingua straniera presso istituti privati: se tenuti da scuole linguistiche certificate (ad esempio con certificazioni MIUR o riconosciute da enti internazionali come British Council, Goethe-Institut), potrebbero non essere detraibili come istruzione, ma potrebbero rientrare in altre categorie di spesa. E opportuno verificare caso per caso con il proprio CAF.Ricorda che le spese per l’istruzione si cumulano con altre detrazioni disponibili nel 730/2026, come quelle per il mutuo o l’affitto, ma ciascuna ha le proprie regole e limiti specifici.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sulle spese di istruzione detraibili nel 730/2026Qual e il limite massimo per detrarre le spese scolastiche nel 730/2026?Il limite massimo di spesa detraibile per l’istruzione non universitaria (dalla scuola dell’infanzia alle superiori) e di 1.000 euro per studente. La detrazione del 19% si calcola su questo importo massimo, quindi la detrazione massima e di 190 euro per studente. Per le spese universitarie presso atenei statali non c’e limite, mentre per gli atenei privati il limite e fissato annualmente dal decreto del Ministero dell’Universita.La mensa scolastica e detraibile nel 730/2026?Si, la mensa scolastica e detraibile come spesa di istruzione. Il costo del servizio mensa rientra nel limite di 1.000 euro per studente per l’istruzione non universitaria. E necessario che il pagamento sia avvenuto con modalita tracciabile (bonifico, carta di credito, PagoPa). L’Agenzia delle Entrate ha confermato la detraibilita anche quando la mensa e gestita dal Comune tramite appalto a terzi, purche il servizio si svolga presso la scuola.Posso detrarre le spese universitarie di mio figlio che frequenta un ateneo privato?Si, ma con un limite. Le spese universitarie presso atenei non statali (privati) sono detraibili al 19%, ma solo entro il limite fissato annualmente dal Decreto del Ministero dell’Universita (MUR). Questo limite varia in base all’area disciplinare (medica, tecnico-scientifica, umanistica) e alla zona geografica dell’ateneo (Nord, Centro, Sud e Isole). La parte di retta che supera questo limite non da diritto alla detrazione.Le spese di istruzione sono detraibili se ho un reddito alto?Le detrazioni per spese di istruzione si riducono progressivamente per redditi superiori a 120.000 euro e si azzerano completamente per redditi superiori a 240.000 euro. Per redditi tra 120.000 e 240.000 euro, la detrazione spettante si calcola con la formula: detrazione teorica x (240.000 – reddito complessivo) / 120.000.Posso detrarre le spese di istruzione pagate in contanti?No. Dal 1 gennaio 2020 (Legge di Bilancio 2020) e obbligatorio pagare le spese di istruzione con modalita tracciabili per poter usufruire della detrazione del 19%. I pagamenti in contanti, anche parziali, escludono la detraibilita dell’intera spesa. Sono ammessi: bonifico, carte di credito/debito, assegni, MAV, bollettino postale, PagoPa.Hai bisogno di assistenza per il 730/2026?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione del modello 730/2026, la verifica delle detrazioni per spese di istruzione e la predisposizione della dichiarazione dei redditi.Verifica del 730 precompilato e integrazione spese mancantiCalcolo delle detrazioni per spese scolastiche e universitarieAssistenza per detrazioni con redditi alti (calcolo riduzione)Supporto per dichiarazioni congiunte e spese di familiari a caricoContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e Detrazioni https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 09:00:002026-03-17 19:04:52Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e DetrazioniCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per Inquilini(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-03 09:00:002026-03-17 19:04:47Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per InquiliniCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 Euro https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 09:00:002026-03-17 19:04:42Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 EuroCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-13 12:15:492026-05-31 16:11:01Nel 730/2026 le Spese di Istruzione Detraibili: Limiti, Soglie e Come Calcolare la Detrazione
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e Detrazioni https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 09:00:002026-03-17 19:04:52Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e Detrazioni
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per Inquilini(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-03 09:00:002026-03-17 19:04:47Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per Inquilini
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 Euro https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 09:00:002026-03-17 19:04:42Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 Euro
CAFRedditi da Affitto nel 730: Come Dichiararli nel 2026Se possiedi un immobile dato in affitto, devi sapere che i redditi affitto dichiarazione dei redditi sono un passaggio obbligatorio. Il modello 730 rappresenta lo strumento principale per dichiarare i canoni di locazione percepiti, sia che tu abbia scelto la tassazione ordinaria sia la cedolare secca. In questa guida ti spieghiamo passo dopo passo dove indicare i redditi da locazione nel 730/2026, come funziona l’abbattimento forfettario e cosa fare in caso di inquilini morosi. Indice dei contenutiQuadro B: Redditi dei Fabbricati nel 730Redditi Fondiari da Affitto: la Tassazione OrdinariaAbbattimento Forfettario del 5% e del 25%Cedolare Secca nel 730: il Quadro LCRedditi da Sublocazione nel 730Affitti Non Percepiti e Morosità dell’InquilinoDomande FrequentiAssistenza del CAF Centro FiscaleQuadro B: Redditi dei Fabbricati nel 730Il Quadro B del modello 730 rappresenta la sezione dedicata ai redditi dei fabbricati. Qui devi indicare tutti gli immobili di cui sei proprietario o titolare di un diritto reale (usufrutto, uso, abitazione), compresi quelli concessi in locazione. Per ogni immobile dovrai compilare un rigo specifico inserendo:Rendita catastale dell’immobile (la trovi nella visura catastale)Utilizzo dell’immobile: codice 3 per immobili locati a canone libero, codice 8 per canone concordatoCanone di locazione annuo percepito o che avresti dovuto percepireGiorni di possesso e percentuale di proprietàCodice del Comune dove si trova l’immobileSe possiedi più immobili affittati, dovrai compilare un rigo per ciascuno di essi. Il sistema calcola automaticamente l’imponibile in base ai dati inseriti, applicando le regole della tassazione ordinaria oppure della cedolare secca, a seconda della scelta effettuata nel contratto di locazione. Redditi Fondiari da Affitto: la Tassazione OrdinariaChi non opta per la cedolare secca deve dichiarare i redditi fondiari da affitto secondo le regole della tassazione ordinaria IRPEF. In questo caso, il reddito derivante dalla locazione viene sommato agli altri redditi (lavoro dipendente, pensione, ecc.) e tassato con le aliquote progressive previste dalla normativa sulle detrazioni fiscali.Con la tassazione ordinaria, il reddito imponibile da locazione si determina confrontando due importi: la rendita catastale rivalutata del 5% e il canone di locazione annuo ridotto dell’abbattimento forfettario. Si dichiara il maggiore dei due. Nella maggior parte dei casi il canone di locazione supera la rendita catastale rivalutata, ed è quindi quello che viene effettivamente tassato.Le aliquote IRPEF 2026 si applicano per scaglioni di reddito. Ad esempio, se il tuo reddito complessivo, inclusi i canoni di affitto, rientra nel primo scaglione fino a 28.000 euro, pagherai il 23%. Per redditi superiori le aliquote crescono progressivamente fino al 43% per la parte eccedente i 50.000 euro. Ricorda che i redditi da locazione si cumulano con tutti gli altri redditi ai fini della dichiarazione dei redditi. Abbattimento Forfettario del 5% e del 25%Uno degli aspetti più importanti della redditi affitto dichiarazione è l’abbattimento forfettario. Si tratta di una riduzione percentuale applicata al canone annuo che tiene conto, in modo forfettario, delle spese sostenute dal proprietario per la gestione dell’immobile.Per i contratti a canone libero (4+4), l’abbattimento è del 5%. Questo significa che, se il canone annuo è di 10.000 euro, il reddito imponibile sarà di 9.500 euro. Per i contratti a canone concordato (3+2), l’abbattimento sale al 25%: sullo stesso canone di 10.000 euro, l’imponibile scende a 7.500 euro. Un vantaggio fiscale notevole che rende i contratti concordati molto convenienti dal punto di vista della tassazione.Inoltre, per gli immobili situati nei Comuni ad alta tensione abitativa, i contratti a canone concordato godono anche di una riduzione dell’IMU del 25% e di ulteriori agevolazioni sull’imposta di registro. Se non sai quale tipo di contratto ti conviene, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a valutare la soluzione più vantaggiosa per la tua situazione. Cedolare Secca nel 730: il Quadro LCSe hai optato per la cedolare secca, i redditi da affitto non vengono tassati con l’IRPEF ordinaria ma con un’imposta sostitutiva a aliquota fissa. L’aliquota standard è del 21% per i contratti a canone libero e del 10% per i contratti a canone concordato. Dal 2024, per gli affitti brevi a partire dal secondo immobile si applica l’aliquota del 26%.Nel modello 730, la cedolare secca si dichiara nel Quadro LC (Cedolare secca sulle locazioni). Qui dovrai indicare il canone annuo relativo a ciascun immobile per cui hai scelto questo regime. Con la cedolare secca non si applicano abbattimenti forfettari: l’imposta si calcola sull’intero canone percepito. Tuttavia, l’aliquota fissa risulta spesso più conveniente rispetto alle aliquote IRPEF progressive, soprattutto per chi ha redditi medio-alti.Un vantaggio fondamentale della cedolare secca è che il reddito da locazione non si cumula con gli altri redditi ai fini IRPEF. Questo significa che non rischi di salire di scaglione e pagare un’aliquota più alta su tutti i tuoi redditi. Inoltre, non devi pagare l’imposta di registro e l’imposta di bollo sul contratto di locazione, con un risparmio aggiuntivo ogni anno. Redditi da Sublocazione nel 730Un caso particolare riguarda i redditi da sublocazione. Se sei un inquilino che ha subaffittato tutto o parte dell’immobile, con il consenso del proprietario, i canoni percepiti dalla sublocazione non sono redditi fondiari ma redditi diversi. Questo significa che vanno dichiarati nel Quadro D del 730 (rigo D4) e non nel Quadro B.Per i redditi da sublocazione non è possibile optare per la cedolare secca, che è riservata esclusivamente ai proprietari o titolari di diritti reali sull’immobile. Di conseguenza, i canoni da sublocazione vengono sempre tassati con le aliquote IRPEF ordinarie. Non si applica nemmeno l’abbattimento forfettario del 5% o del 25%, poiché queste agevolazioni riguardano solo i redditi fondiari del proprietario. Affitti Non Percepiti e Morosità dell’InquilinoUno dei problemi più frequenti per i proprietari è la morosità dell’inquilino: cosa succede se non ricevi i canoni di affitto? Per la tassazione ordinaria, fino al 2019 era obbligatorio dichiarare i canoni anche se non percepiti, a meno che non si fosse ottenuto lo sfratto per morosità confermato dal giudice.Dal 2020, la normativa è stata modificata in senso più favorevole per il proprietario. Oggi, per i contratti di locazione ad uso abitativo, i canoni non percepiti non concorrono a formare il reddito a partire dal momento della conclusione del procedimento di convalida di sfratto o dal momento dell’intimazione di sfratto per morosità. Non devi più attendere la sentenza definitiva: basta aver avviato formalmente la procedura di sfratto.Per chi ha scelto la cedolare secca, la situazione è diversa: i canoni non percepiti devono comunque essere dichiarati, perché il regime della cedolare secca prevede la tassazione sul canone pattuito e non su quello effettivamente incassato. In caso di morosità prolungata, potrebbe convenire revocare l’opzione per la cedolare secca e tornare alla tassazione ordinaria, così da beneficiare dell’esclusione dei canoni non percepiti.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande FrequentiDove si dichiarano gli affitti nel 730?I redditi da affitto si dichiarano nel Quadro B (Redditi dei fabbricati) del modello 730. Se hai scelto la cedolare secca, dovrai compilare anche il Quadro LC. I redditi da sublocazione, invece, vanno nel Quadro D come redditi diversi.Quanto si paga di tasse sugli affitti nel 2026?Dipende dal regime scelto. Con la tassazione ordinaria, i redditi da affitto si sommano agli altri redditi e vengono tassati con aliquote IRPEF dal 23% al 43%. Con la cedolare secca, l’aliquota fissa è del 21% per canone libero, 10% per canone concordato e 26% per affitti brevi dal secondo immobile.Devo dichiarare affitti non percepiti per morosità?Con la tassazione ordinaria, dal 2020 i canoni non percepiti non vanno dichiarati a partire dall’intimazione di sfratto per morosità. Con la cedolare secca, invece, i canoni vanno sempre dichiarati anche se non percepiti.Conviene la cedolare secca o la tassazione ordinaria?La cedolare secca conviene generalmente quando il reddito complessivo supera i 28.000 euro, perché l’aliquota fissa del 21% risulta inferiore a quella IRPEF. Per redditi bassi, la tassazione ordinaria con le detrazioni fiscali potrebbe risultare più vantaggiosa. Il CAF può fare un calcolo personalizzato.Come funziona l’abbattimento forfettario del 25%?L’abbattimento forfettario del 25% si applica solo ai contratti a canone concordato (3+2) e solo con la tassazione ordinaria. Il canone annuo viene ridotto del 25% prima di essere tassato. Su un canone di 12.000 euro, pagherai le tasse solo su 9.000 euro. Assistenza del CAF Centro FiscaleDichiarare correttamente i redditi affitto dichiarazione dei redditi può sembrare complicato, ma con il supporto giusto diventa semplice. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare il modello 730 con tutti i redditi da locazione, verificando che tu stia sfruttando al massimo le agevolazioni fiscali disponibili.I nostri operatori specializzati possono consigliarti sulla scelta tra tassazione ordinaria e cedolare secca, gestire le situazioni di morosità e assicurarsi che la tua dichiarazione sia corretta e completa. Prenota il tuo appuntamento presso la nostra sede in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B a Udine, chiamando lo 0432 1638640 oppure scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel: 0432 1638640Maggio 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-10 09:00:002026-05-31 16:49:16Redditi da Affitto nel 730: Come Dichiararli nel 2026
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIDichiarazione Congiunta 730/2026: Guida Completa per Coniugi e ConviventiIndice dei contenutiCos’è la dichiarazione congiunta 730/2026Chi può presentare il 730 congiuntoVantaggi della dichiarazione congiuntaSvantaggi e rischi: quando NON convieneCome si compila il 730 congiunto: istruzioni praticheScadenze 730/2026 per la dichiarazione congiuntaCasi particolari: separazione, divorzio, convivenzaFigli a carico e detrazione IRPEF nella dichiarazione congiuntaResponsabilità solidale: cosa significa per i coniugiEsempi pratici con calcoli IRPEFDomande frequenti sulla dichiarazione congiuntaLa dichiarazione congiunta 730/2026 è una delle opzioni disponibili per le coppie sposate (e in alcuni casi per le coppie di fatto) che devono presentare la propria dichiarazione dei redditi. In questa guida completa ti spieghiamo in dettaglio come funziona, chi può presentarla, quando conviene farlo e quando invece è preferibile optare per dichiarazioni separate, con esempi pratici e riferimenti alle istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate per il 730/2026.Capire se presentare il modello 730 congiunto o separato è una scelta che può influire notevolmente sull’importo delle detrazioni recuperabili, sulla gestione dei figli a carico e sull’entità del rimborso (o del debito) IRPEF finale. La scelta non è automatica: richiede una valutazione attenta della situazione reddituale di entrambi i coniugi.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’è la dichiarazione congiunta 730/2026La dichiarazione congiunta è la possibilità, prevista dall’articolo 17 del D.P.R. 600/1973, di presentare un unico modello 730 per entrambi i coniugi. Uno dei due coniugi assume il ruolo di dichiarante (intestatario del modello) e l’altro quello di coniuge dichiarante. Entrambi i redditi, le detrazioni e le deduzioni dei due coniugi vengono riportati nello stesso documento fiscale.Il 730 congiunto 2026 non è una novità: questa modalità esiste da molti anni e le regole per il 2026 restano sostanzialmente invariate rispetto agli anni precedenti. Ciò che cambia ogni anno sono le aliquote IRPEF, i limiti di reddito per alcune detrazioni, e le istruzioni operative dell’Agenzia delle Entrate che vengono aggiornate con la pubblicazione del nuovo modello.Secondo le istruzioni ufficiali del modello 730/2026 pubblicate dall’Agenzia delle Entrate, la dichiarazione congiunta può essere presentata dai coniugi che non siano legalmente ed effettivamente separati, anche se uno dei due non possiede redditi propri. La normativa di riferimento principale è il D.P.R. 917/1986 (TUIR) e il D.P.R. 600/1973. Chi può presentare il 730 congiuntoNon tutte le coppie possono scegliere la dichiarazione congiunta. Esistono precisi requisiti soggettivi che devono essere rispettati. Vediamo chi può e chi non può optare per questa modalità.Requisiti per presentare il 730 congiuntoPossono presentare la dichiarazione congiunta 730/2026 i coniugi che, al momento della presentazione, soddisfano tutti questi requisiti:Sono legalmente sposati (matrimonio civile o religioso con effetti civili)Non sono legalmente separati né di fatto separati alla data di presentazione del modelloAlmeno uno dei due ha un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che può effettuare il conguaglioEntrambi hanno redditi che rientrano nelle categorie compatibili con il modello 730 (lavoro dipendente, pensione, redditi assimilati, redditi fondiari, ecc.)Chi NON può presentare il 730 congiuntoCi sono situazioni in cui la dichiarazione congiunta non è ammessa. In particolare, non possono presentare il 730 congiunto:I coniugi legalmente separati (con sentenza del tribunale o con omologazione della separazione consensuale)I conviventi more uxorio (coppie di fatto non sposate, anche se registrate come coppia di fatto o unione civile ai sensi della Legge 76/2016 – per le unioni civili vedi nota sotto)I coniugi in divorzio o con procedura di divorzio in corso (anche se non ancora definitiva)Le coppie in cui nessuno dei due ha un sostituto d’imposta (in questo caso entrambi devono presentare il Modello Redditi PF)Chi ha redditi derivanti da attività d’impresa o da lavoro autonomo con partita IVA (incompatibili con il 730)Nota sulle unioni civili: Secondo la Legge 76/2016 (“Legge Cirinnà”), le unioni civili tra persone dello stesso sesso sono equiparate al matrimonio ai fini fiscali. Pertanto, anche le parti di un’unione civile possono presentare la dichiarazione congiunta alle stesse condizioni dei coniugi sposati. Vantaggi della dichiarazione congiuntaLa scelta del 730 congiunto comporta diversi vantaggi pratici e, in certi casi, anche vantaggi economici. Ecco i principali benefici:1. Semplificazione burocraticaIl vantaggio più immediato è la praticità: si presenta un unico documento per entrambi i coniugi, con una sola procedura, un solo appuntamento al CAF e un solo iter di conguaglio. Questo riduce i tempi e i costi di assistenza, soprattutto quando la situazione fiscale di uno dei due coniugi è molto semplice (ad esempio, un coniuge con solo reddito da pensione e poche detrazioni).2. Trasferimento del bonus fiscale tra coniugiUno dei vantaggi economici più rilevanti riguarda la possibilità di trasferire le eccedenze di detrazioni non capiente dal coniuge con reddito inferiore a quello con reddito più elevato. Questo meccanismo si applica in particolare alle detrazioni per carichi di famiglia.Ad esempio: se un coniuge non lavora o ha un reddito molto basso, non può usufruire pienamente delle detrazioni per i figli a carico perché la sua imposta è già zero. Con la dichiarazione congiunta, le detrazioni non utilizzate da un coniuge possono essere trasferite all’altro coniuge nella misura prevista dalla legge.3. Gestione unitaria delle spese detraibili condiviseLe spese sostenute per i figli (spese mediche, scolastiche, sportive) e quelle per l’abitazione comune (interessi sul mutuo, spese condominiali, interventi edilizi) vengono gestite in modo unitario. In caso di dichiarazione separata, è necessario documentare e ripartire le spese tra i due coniugi, con un rischio maggiore di errori o di perdita di detrazioni.4. Rimborso unico e più rapidoCon la dichiarazione congiunta, il rimborso IRPEF (o la trattenuta) viene calcolato su un unico importo e gestito dal sostituto d’imposta del coniuge dichiarante. Questo può semplificare la gestione del conguaglio, evitando che i due coniugi abbiano situazioni di rimborso e di debito che si compenserebbero se gestite separatamente. Per approfondire come funzionano i rimborsi, leggi la nostra guida su 730 congiunto: rimborsi e detrazioni 2026. Svantaggi e rischi: quando NON convieneNonostante i vantaggi, la dichiarazione congiunta può presentare rischi significativi che è importante conoscere prima di scegliere questa opzione. In alcuni casi, dichiarare separatamente è la scelta più prudente.1. Responsabilità solidale per le imposte dovuteIl rischio principale della dichiarazione congiunta è la responsabilità solidale: se dalla dichiarazione risultano imposte a debito (perché uno dei due coniugi ha avuto troppo poca ritenuta), entrambi i coniugi rispondono solidalmente per l’intera somma dovuta. Questo significa che l’Agenzia delle Entrate può richiedere il pagamento anche integralmente a uno solo dei due coniugi.Questo aspetto è particolarmente rilevante in caso di redditi non dichiarati o di situazioni fiscali irregolari di uno dei due coniugi: scegliendo la dichiarazione congiunta, l’altro coniuge si espone a conseguenze che non dipendono dalle proprie scelte fiscali.2. Impossibilità di separare le posizioni in caso di crisi coniugaleSe la coppia sta attraversando un periodo difficile o ha già avviato una procedura di separazione, scegliere la dichiarazione congiunta può complicare la gestione dei rapporti fiscali futuri. In caso di separazione legale avvenuta dopo la presentazione del 730 congiunto, le eventuali conseguenze (rimborsi, cartelle esattoriali) restano condivise.3. Redditi molto diversi tra i coniugiIn alcune situazioni specifiche, in particolare quando i redditi dei due coniugi sono molto diversi e uno dei due ha numerose detrazioni non capibili, la dichiarazione congiunta può risultare meno vantaggiosa di quanto sembri. È sempre consigliabile effettuare una simulazione comparativa prima di scegliere. Come si compila il 730 congiunto: istruzioni praticheLa compilazione del modello 730/2026 congiunto segue regole precise stabilite dalle istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate. Vediamo come si struttura il documento e cosa deve fare ciascun coniuge.Il frontespizio del 730 congiuntoNel frontespizio del modello 730, il coniuge che assume il ruolo di dichiarante principale (o “dichiarante”) inserisce i propri dati anagrafici nella sezione “Dati del contribuente”. Il secondo coniuge (il “coniuge dichiarante”) inserisce i propri dati nell’apposita sezione “Coniuge dichiarante” che si trova sempre nel frontespizio.Per indicare che si tratta di una dichiarazione congiunta, occorre barrare la casella “Dichiarazione congiunta” presente nel frontespizio. Questa semplice spunta attiva la modalità congiunta e abilita i campi per il secondo contribuente.Chi assume il ruolo di dichiarante principaleLa scelta di quale coniuge assume il ruolo di dichiarante principale non è irrilevante, perché il conguaglio fiscale viene effettuato dal sostituto d’imposta del dichiarante principale. Pertanto, conviene in genere che assuma questo ruolo il coniuge:Con il sostituto d’imposta che eroga lo stipendio o la pensione più capienteCon il reddito più elevato (per poter assorbire meglio eventuali debiti IRPEF)La cui busta paga o pensione consenta di recuperare eventuali rimborsi in modo più agevoleI quadri del modello 730 congiuntoNel 730 congiunto, i quadri si duplicano: ci sono i quadri relativi al dichiarante principale (indicati con la lettera corrispondente, es. Quadro A, B, C, D, E, G, ecc.) e i quadri del coniuge (indicati con gli stessi quadri ma con il prefisso “C” o con una sezione dedicata al coniuge). Le istruzioni del 730/2026 specificano in dettaglio come devono essere riportati i dati.In particolare:Quadro C (redditi da lavoro dipendente): compilato sia dal dichiarante che dal coniuge, ciascuno per i propri redditiQuadro E (oneri detraibili e deducibili): le spese possono essere ripartite tra i due coniugi secondo le quote effettivamente sostenute da ciascuno, oppure attribuite interamente a uno dei due se l’altro non ha capienza fiscaleQuadro F (acconti, crediti e altri dati): per approfondire la gestione degli acconti e dei crediti d’imposta nel 730/2026, consulta la nostra guida al Quadro F del 730/2026 Scadenze 730/2026 per la dichiarazione congiuntaLe scadenze del modello 730/2026 sono le stesse sia per la dichiarazione singola che per quella congiunta. Non esistono scadenze diverse o agevolate per le coppie che scelgono la modalità congiunta. Ecco il calendario ufficiale per il 2026:Modalità di presentazioneScadenza 2026NoteTramite sostituto d’imposta30 giugno 2026Consegna al datore di lavoro entro il 30 giugnoTramite CAF o professionista30 settembre 2026Termine per la presentazione tramite intermediario abilitatoOnline (730 precompilato)30 settembre 2026Accesso con SPID, CIE o CNSDichiarazione tardivaentro 90 giorniPresenta entro i 90 giorni successivi con sanzione ridottaImportante: per la dichiarazione congiunta presentata tramite CAF, il termine è il 30 settembre 2026. Entrambi i coniugi devono conferire delega al CAF, fornendo la documentazione di entrambi (CU, spese, ecc.). Il CAF elabora il modello unico e lo trasmette all’Agenzia delle Entrate entro il termine di legge.Conguaglio e rimborsi per la dichiarazione congiuntaIl conguaglio fiscale avviene sulla busta paga o sulla pensione del coniuge dichiarante principale. Se risulta un rimborso, questo viene erogato nella busta paga di luglio o agosto (per le dichiarazioni presentate entro il 30 giugno) oppure nelle mensilità successive (per quelle presentate entro il 30 settembre). Se risulta un debito, viene trattenuto nelle stesse mensilità, eventualmente con rateizzazione. Casi particolari: separazione, divorzio, convivenzaEsistono situazioni particolari che influenzano la possibilità di presentare (o meno) la dichiarazione congiunta 730/2026. Esaminiamo i casi più frequenti.Separazione in corso durante l’anno d’impostaSe la separazione legale è avvenuta nel corso del 2025 (anno d’imposta per il 730/2026), la dichiarazione congiunta non è più possibile dall’anno in cui la separazione è divenuta efficace. In caso di separazione consensuale omologata dal tribunale, il momento rilevante è la data dell’omologazione. In caso di separazione giudiziale, è la data della sentenza (o del provvedimento presidenziale) che accerta la separazione.Se invece la separazione è avvenuta dopo il 31 dicembre 2025 (e quindi dopo la fine dell’anno d’imposta), i coniugi possono ancora presentare la dichiarazione congiunta per il 2025, anche se al momento della presentazione sono già separati di fatto (ma non ancora legalmente).Coniuge deceduto durante l’annoSe uno dei coniugi è deceduto durante il 2025, il coniuge superstite non può presentare il 730 congiunto per l’anno in cui è avvenuto il decesso. Per il coniuge deceduto, gli eredi (generalmente il coniuge superstite) devono presentare una dichiarazione separata (Modello Redditi o 730, a seconda della situazione) nei termini previsti per le dichiarazioni degli eredi.Conviventi di fatto (coppie non sposate)Le coppie di fatto non sposate (conviventi more uxorio) non possono presentare la dichiarazione congiunta, anche se convivono da anni e hanno figli in comune. La dichiarazione congiunta è riservata esclusivamente ai coniugi (o alle parti di un’unione civile). Tuttavia, le coppie di fatto possono comunque ottimizzare la ripartizione delle spese detraibili per i figli a carico, concordando chi dichiara cosa.Coniuge residente all’esteroSe uno dei coniugi è fiscalmente residente all’estero, la dichiarazione congiunta non è in genere praticabile, perché i redditi prodotti all’estero da un non residente non rientrano nella tassazione italiana. In questi casi, il coniuge residente in Italia presenta il proprio 730 individualmente, riportando i dati del coniuge a carico (se applicabile) nella sezione “Familiari a carico”. Figli a carico e detrazione IRPEF nella dichiarazione congiuntaLa gestione dei figli a carico è uno dei temi più rilevanti quando si deve scegliere tra dichiarazione congiunta e separata. Con la riforma IRPEF 2024-2026, la maggior parte delle detrazioni per i figli è stata assorbita dall’Assegno Unico Universale, ma alcune detrazioni restano applicabili nel 730.Detrazione per figli a carico nel 730/2026A partire dal 2022, con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale (D.Lgs. 230/2021), le detrazioni per figli a carico under 21 sono state quasi completamente sostituite dall’Assegno Unico erogato direttamente dall’INPS. Nel 730/2026, le detrazioni per figli a carico nel Quadro C riguardano principalmente:Figli di età pari o superiore a 21 anni ancora a carico (con reddito inferiore a 2.840,51 euro, o 4.000 euro per i figli under 24 a carico)Altri familiari a carico (genitori, suoceri, fratelli) che soddisfano i requisiti di redditoRipartizione delle detrazioni tra i coniugiLe detrazioni per familiari a carico possono essere ripartite al 50% tra i due coniugi oppure attribuite al 100% al coniuge con il reddito più elevato (o al solo coniuge con capienza fiscale). Questa scelta deve essere indicata esplicitamente nella dichiarazione. La dichiarazione congiunta semplifica notevolmente questa gestione, perché il calcolo avviene in modo unitario all’interno dello stesso modello.Attenzione: in caso di genitori separati, la detrazione per i figli a carico segue regole specifiche stabilite dall’accordo di separazione o dal provvedimento del tribunale. Se non diversamente stabilito, la detrazione si ripartisce al 50% tra i due genitori.Spese per i figli detraibili al 19% nel 730/2026Oltre alle detrazioni per carico familiare, nel Quadro E del 730 si inseriscono le spese mediche detraibili e altre spese sostenute per i figli che danno diritto a detrazione al 19%, tra cui:Spese scolastiche e universitarie (rette, tasse universitarie, mense scolastiche)Spese sportive per ragazzi tra 5 e 18 anni (fino a 210 euro per figlio)Spese mediche e di assistenza per figli con disabilitàInteressi sul mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale (detrazione al 19% sul Quadro E, riga E7) – per approfondire, leggi la guida sulla detrazione mutuo nel 730/2026 Responsabilità solidale: cosa significa per i coniugiLa responsabilità solidale è l’aspetto più delicato della dichiarazione congiunta e quello che più spesso viene sottovalutato. Capire esattamente cosa comporta è fondamentale per fare una scelta consapevole.Come funziona la responsabilità solidale nel 730 congiuntoSecondo l’articolo 17, comma 4, del D.P.R. 600/1973, nella dichiarazione congiunta dei coniugi, ciascun coniuge risponde solidalmente delle imposte, delle sanzioni e degli interessi derivanti dall’intera dichiarazione. Questo significa che:Se il coniuge A ha dichiarato redditi inferiori al reale e dall’accertamento emergono ulteriori imposte, l’Agenzia delle Entrate può richiedere il pagamento anche al coniuge BLe sanzioni per infedele dichiarazione si applicano a entrambi i coniugi, non solo a quello che ha commesso l’irregolaritàIn caso di procedura esecutiva (pignoramenti, iscrizioni a ruolo), il coniuge “innocente” può essere coinvolto se il coniuge inadempiente non ha beni sufficientiQuando è più rischioso scegliere il 730 congiuntoIl rischio della responsabilità solidale è maggiore nelle seguenti situazioni:Uno dei coniugi ha redditi da lavoro autonomo o da attività commerciali con maggiori margini di irregolarità (in questi casi, però, spesso non è nemmeno possibile usare il 730)Uno dei coniugi ha redditi da locazione non dichiarati o dichiarati in modo erratoUno dei coniugi ha redditi esteri complessi (conti esteri, immobili all’estero) che richiedono la compilazione del Quadro W/RWLa coppia è in una situazione di crisi coniugale e non vi è piena fiducia reciproca sulla correttezza delle rispettive posizioni fiscaliIn tutte queste situazioni, il CAF Centro Fiscale consiglia di valutare attentamente la dichiarazione separata, anche se comporta un costo leggermente maggiore in termini di assistenza.Esempi pratici con calcoli IRPEFPer comprendere meglio quando conviene la dichiarazione congiunta e quando no, vediamo alcuni esempi pratici con calcoli semplificati.Esempio 1: coniuge con reddito zero e figli a caricoSituazione: Mario (reddito da lavoro dipendente: 35.000 euro) e Laura (nessun reddito), con 2 figli di 8 e 12 anni.Senza dichiarazione congiunta: Laura non può presentare il 730 (non ha redditi). Mario presenta il 730 individuale e inserisce i figli a carico al 100% nel proprio modello. La detrazione per figli a carico (per i figli over 21 o per altri familiari) spetta a Mario per intero, ma solo se i figli hanno più di 21 anni (per i minorenni l’Assegno Unico sostituisce le detrazioni).Con dichiarazione congiunta: Laura viene inclusa nel modello come coniuge dichiarante. Le spese sostenute per i figli (mediche, scolastiche) sono gestite unitariamente. Il risparmio burocratico è evidente, ma il vantaggio fiscale dipende dalla natura delle spese.Conclusione: In questo caso specifico, la dichiarazione congiunta offre principalmente vantaggi pratici (un solo modello) ma non cambia significativamente il carico fiscale di Mario, che dovrebbe dichiarare i redditi e le detrazioni allo stesso modo anche senza il congiunto.Esempio 2: entrambi con redditi e spese rilevantiSituazione: Anna (reddito da lavoro dipendente: 28.000 euro, spese mediche: 2.000 euro) e Paolo (reddito da pensione: 18.000 euro, interessi sul mutuo: 3.000 euro), senza figli a carico.Calcolo semplificato con dichiarazione separata:Anna: IRPEF lorda 28.000 euro ≈ 7.520 euro. Detrazioni lavoro dipendente ≈ 1.665 euro. Detrazione spese mediche (2.000 – 129,11 = 1.870,89 euro × 19%) ≈ 355 euro. IRPEF netta ≈ 5.500 euroPaolo: IRPEF lorda 18.000 euro ≈ 4.040 euro. Detrazione pensione ≈ 1.265 euro. Detrazione interessi mutuo (3.000 × 19%) ≈ 570 euro. IRPEF netta ≈ 2.205 euroTotale coppia: circa 7.705 euroCalcolo con dichiarazione congiunta: I redditi e le spese vengono gestiti unitariamente. Il risultato fiscale complessivo è sostanzialmente lo stesso, ma la gestione del conguaglio è unica. In questo caso, la scelta tra congiunta e separata dipende principalmente da considerazioni pratiche, non economiche.Esempio 3: uno dei coniugi ha un debito IRPEF e l’altro un rimborsoSituazione: Lucia (dipendente con troppe ritenute, rimborso atteso: 800 euro) e Marco (pensionato con ritenute insufficienti, debito previsto: 600 euro).Con dichiarazioni separate: Lucia riceve 800 euro di rimborso in busta paga, Marco deve pagare 600 euro. La coppia guadagna 200 euro netti.Con dichiarazione congiunta: Il saldo globale è + 800 – 600 = +200 euro. La coppia riceve 200 euro di rimborso netto tramite la busta paga di Lucia (che è il coniuge dichiarante principale). Il risultato economico finale è identico.Conclusione: In questo caso, la dichiarazione congiunta semplifica la gestione (un solo conguaglio invece di due) senza alterare il risultato economico finale. 📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sulla dichiarazione congiunta 730/2026I conviventi di fatto possono fare la dichiarazione congiunta?No. La dichiarazione congiunta 730 e riservata esclusivamente ai coniugi (uniti in matrimonio civile o religioso con effetti civili) e alle parti di un’unione civile ai sensi della Legge 76/2016. Le coppie di fatto non sposate, anche se convivono da anni o hanno figli in comune, non possono presentare il 730 congiunto e devono presentare dichiarazioni separate.Se ci separiamo dopo aver presentato il 730 congiunto, cosa succede?Se la separazione avviene dopo la presentazione del 730 congiunto, il modello rimane valido e il conguaglio viene completato normalmente. Le conseguenze fiscali (rimborsi, debiti, eventuali accertamenti futuri) restano tuttavia condivise, in base alla responsabilita solidale prevista dalla legge. E consigliabile, in caso di crisi coniugale imminente, valutare con un professionista se sia opportuno optare per dichiarazioni separate.Quale coniuge deve essere il dichiarante principale nel 730 congiunto?La legge non impone un criterio fisso, ma conviene in genere che assuma il ruolo di dichiarante principale il coniuge con il sostituto d’imposta piu capiente (datore di lavoro o ente pensionistico che eroga la retribuzione o la pensione piu alta), perche e il sostituto del dichiarante principale che effettua il conguaglio fiscale. Se dalla dichiarazione risulta un debito IRPEF, il coniuge con la busta paga piu alta puo assorbire la trattenuta in modo piu agevole.Posso passare dalla dichiarazione congiunta a quella separata l’anno successivo?Si, la scelta tra dichiarazione congiunta e separata viene fatta anno per anno. Non c’e nessun vincolo che obblighi a mantenere la stessa modalita degli anni precedenti. Ogni anno, al momento della dichiarazione, i coniugi possono scegliere liberamente se presentare il 730 congiunto o in modo separato, in base alla situazione fiscale di quell’anno.Il 730 congiunto costa di piu al CAF rispetto al 730 individuale?Dipende dal CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine applica tariffe specifiche che puoi verificare contattandoci direttamente. In genere, la dichiarazione congiunta comporta un costo leggermente inferiore rispetto a due dichiarazioni separate, perche si tratta di un unico documento. Tuttavia, la complessita della situazione fiscale di ciascun coniuge influisce sul costo finale dell’assistenza.Presenta il tuo 730/2026 con il CAF Centro FiscaleIl CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione e presentazione del 730/2026, sia in forma congiunta che individuale. I nostri esperti valuteranno con te la scelta piu vantaggiosa per la tua situazione familiare e fiscale.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e Detrazioni https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 09:00:002026-03-17 19:04:52Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e DetrazioniCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per Inquilini(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-03 09:00:002026-03-17 19:04:47Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per InquiliniCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 Euro https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 09:00:002026-03-17 19:04:42Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 EuroCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. 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CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e Detrazioni https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 09:00:002026-03-17 19:04:52Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e Detrazioni
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per Inquilini(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-03 09:00:002026-03-17 19:04:47Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per Inquilini
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 Euro https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 09:00:002026-03-17 19:04:42Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 Euro
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIDetrazione Mutuo nel 730/2026: Nuovi Codici e Tetto per i Redditi AltiLa detrazione mutuo nel 730/2026 porta con sé importanti novità che ogni contribuente deve conoscere prima di compilare la dichiarazione dei redditi. La Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024) ha introdotto il nuovo articolo 16-ter del TUIR, che stabilisce un tetto massimo alle detrazioni fiscali per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro. Questo cambiamento impatta direttamente sulla detrazione degli interessi passivi del mutuo per la prima casa, da sempre uno degli oneri detraibili più utilizzati dagli italiani. Scopriamo insieme come funziona il nuovo sistema, quali codici usare nel quadro E del modello 730 e come calcolare l’importo effettivamente detraibile nel 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiDetrazione interessi mutuo prima casa: importo e regole 2026Art. 16-ter TUIR: il tetto alle detrazioni per redditi altiCome si calcola il tetto alle detrazioni: formula e quoziente familiareI codici del quadro E del 730: guida pratica per il mutuoDetrazioni per mutuo di costruzione e ristrutturazioneEsempi pratici di calcolo: quanto si detrae nel 2026Novità 2026: tabella riepilogativa dei cambiamentiErrori da evitare nella compilazione del quadro EDomande frequenti sulla detrazione mutuoDetrazione interessi mutuo prima casa: importo e regole 2026La detrazione degli interessi passivi sul mutuo ipotecario per l’acquisto della prima casa è disciplinata dall’articolo 15, comma 1, lettera b) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, D.P.R. 917/1986). Per il periodo d’imposta 2025 (dichiarazione 730/2026), le regole di base rimangono invariate rispetto al passato, ma si aggiunge il nuovo vincolo del tetto reddituale introdotto dalla Legge di Bilancio 2025.Importo massimo detraibile: La detrazione è pari al 19% degli interessi passivi pagati nell’anno, calcolata su un importo massimo di 4.000 euro. Il beneficio fiscale massimo teorico è quindi di 760 euro (4.000 × 19%). Questo importo si riferisce alla quota di interessi passivi, che include anche gli oneri accessori del mutuo (spese di istruttoria, perizia, polizza assicurativa obbligatoria per legge).I requisiti fondamentali per accedere alla detrazione mutuo prima casa nel 2026 sono:Mutuo ipotecario stipulato per l’acquisto dell’unità immobiliare (non per altri scopi)Immobile adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto (o dalla stipula del mutuo)Il mutuo deve essere stipulato nell’anno in cui si acquista l’immobile o nell’anno precedente o successivoL’immobile deve essere prima casa del contribuente (dimora abituale)Il contribuente deve essere intestatario del mutuo (anche in quota pro-indiviso)Oneri accessori includi: Oltre agli interessi passivi in senso stretto, sono detraibili anche le spese accessorie pagate alla banca: perizia tecnica, spese notarili per la stipula del mutuo, quota della polizza incendio obbligatoria. Non sono invece detraibili le spese notarili per il contratto di compravendita. Tutti questi dati si trovano nel certificato annuale che la banca invia entro il 28 febbraio di ogni anno. Consulta il nostro articolo sugli interessi passivi mutuo 730 per un approfondimento sulle modalità di calcolo. Art. 16-ter TUIR: il tetto alle detrazioni per redditi altiLa principale novità per la detrazione mutuo 730/2026 è l’introduzione dell’articolo 16-ter del TUIR, inserito dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207 del 30 dicembre 2024, art. 1, commi 10-12). Questa norma stabilisce un limite massimo complessivo alle detrazioni fiscali per i contribuenti con reddito elevato, in attuazione del principio del quoziente familiare introdotto dalla delega fiscale (L. 111/2023).Il meccanismo funziona su due soglie di reddito:Reddito complessivoTetto massimo detrazioni (oneri)Impatto sulla detrazione mutuoFino a 75.000 euroNessun limite (regole ordinarie)Fino a 760 euro di detrazione pienaDa 75.001 a 100.000 euro14.000 euro × coefficiente familiarePotenzialmente ridottaOltre 100.000 euro8.000 euro × coefficiente familiareUlteriormente ridottaImportante: Il tetto non riguarda tutte le detrazioni ma soltanto quelle degli “oneri” ex art. 15 e 16 TUIR. Rimangono escluse dall’applicazione del limite:Le detrazioni per carichi di famiglia (figli, coniuge)Le detrazioni da lavoro (lavoratori dipendenti, pensionati, autonomi)Il bonus edilizio al 110% (Superbonus) per le spese già sostenute e rateizzateLe detrazioni per canoni di locazione come conduttoreLe detrazioni spettanti ai sensi di leggi speciali non ricondotte all’art. 15 TUIRLa detrazione degli interessi passivi del mutuo prima casa (art. 15, co. 1, lett. b) TUIR), invece, è espressamente inclusa tra gli oneri soggetti al tetto dell’art. 16-ter. Per i contribuenti con reddito oltre i 75.000 euro, questo significa che la detrazione mutuo concorre al raggiungimento del plafond massimo consentito insieme ad altre detrazioni (spese mediche, istruzione, assicurazioni, ecc.). Come si calcola il tetto alle detrazioni: la formula e il quoziente familiareIl calcolo del tetto massimo alle detrazioni previsto dall’art. 16-ter TUIR si basa su un coefficiente familiare che tiene conto del numero di figli a carico. Questo coefficiente, ispirato al quoziente familiare francese, mira a non penalizzare le famiglie numerose nella fruizione delle detrazioni fiscali.Situazione familiareCoefficienteLimite spese (reddito 75.001-100.000 euro)Limite spese (reddito oltre 100.000 euro)Nessun figlio a carico0,507.000 euro4.000 euro1 figlio a carico0,709.800 euro5.600 euro2 figli a carico0,8511.900 euro6.800 euro3 o più figli a carico1,0014.000 euro8.000 euroFiglio con disabilità grave1,0014.000 euro8.000 euroCome si legge la tabella: Per un contribuente con reddito 82.000 euro e nessun figlio, il limite di spesa detraibile complessivo è di 7.000 euro (14.000 × 0,50). Se gli oneri totali (mutuo + spese mediche + altro) superano 7.000 euro, la detrazione del 19% si applica solo ai primi 7.000 euro. Per chi ha 3 o più figli, invece, il tetto non opera mai poiché il coefficiente 1,00 lascia invariati i limiti ordinari.Esempio concreto con figli: Contribuente con reddito 90.000 euro, 2 figli a carico. Oneri: interessi mutuo 4.000 euro + spese mediche 4.500 euro + spese istruzione 2.000 euro = totale 10.500 euro. Il limite è 11.900 euro (14.000 × 0,85). Poiché 10.500 < 11.900, la detrazione è piena: 10.500 × 19% = 1.995 euro. Il tetto non opera.Riordino progressivo delle detrazioni: L’art. 16-ter TUIR prevede anche un meccanismo di riduzione progressiva per chi supera i 75.000 euro: il taglio non è “tutto o niente” ma graduale. Per redditi compresi tra 75.001 e 100.000 euro, si applica la formula che usa il coefficiente familiare sulle spese base di 14.000 euro. Per redditi oltre 100.000 euro, il limite base scende a 8.000 euro e si applica il medesimo coefficiente familiare. I codici del quadro E del 730: guida pratica per il mutuoIl quadro E del modello 730/2026 raccoglie tutti gli oneri e le spese detraibili o deducibili. Per quanto riguarda il mutuo, esistono codici specifici che variano a seconda della tipologia di mutuo e dell’utilizzo dell’immobile. Compilare il codice sbagliato comporta il rischio di un controllo formale da parte dell’Agenzia delle Entrate con richiesta di chiarimenti o rettifica.Di seguito la tabella completa dei codici quadro E per la detrazione mutuo nel modello 730/2026:CodiceTipologia mutuoAliquotaLimite di spesaDetrazione max7Mutuo ipotecario acquisto abitazione principale, stipulato dal 1° gennaio 199319%4.000 euro760 euro8Mutui ipotecari acquisto altri immobili, stipulati prima del 199319%2.065,83 euro392,51 euro9Mutui ipotecari costruzione/ristrutturazione abitazione principale19%2.582,28 euro490,63 euro10Interessi passivi per mutui agrari in essere19%Reddito del terrenoVariabile11Interessi passivi su prestiti e mutui agrari stipulati prima del 199319%Reddito del terrenoVariabileCodice 7 — il più utilizzato: Si applica ai mutui ipotecari stipulati dal 1993 in poi per l’acquisto della prima casa destinata ad abitazione principale. È il codice usato dalla stragrande maggioranza dei mutuatari italiani. L’importo da indicare include:Gli interessi passivi riportati nel certificato bancario annualeLe quote di rivalutazione (per mutui con indicizzazione)Gli oneri accessori indicati nella certificazione bancaria: perizia, istruttoria, polizza incendio obbligatoria per leggeDove trovare l’importo esatto: La banca invia ogni anno (entro il 28 febbraio) la certificazione degli interessi passivi, oppure la rende disponibile nell’area clienti online. Dal 14 maggio 2026 il 730 precompilato dell’Agenzia delle Entrate contiene già questi dati, comunicati direttamente dalla banca. Prima di accettare il precompilato, è consigliabile verificare la corrispondenza con la certificazione bancaria.Mutuo cointestato: Se il mutuo è cointestato tra due persone (es. coniugi), ciascun cointestatario riporta nel proprio modello 730 la propria quota di interessi (tipicamente il 50%). Il limite di 4.000 euro si intende per ciascun mutuatario: la coppia può quindi detrarre complessivamente interessi fino a 8.000 euro totali, con un beneficio di 1.520 euro. Detrazioni per mutuo di costruzione e ristrutturazioneOltre al classico mutuo per acquisto prima casa, esistono specifiche detrazioni per i mutui stipulati per costruire o ristrutturare l’abitazione principale. Queste fattispecie utilizzano il codice 9 del quadro E e prevedono un limite di spesa diverso rispetto al codice 7.Mutuo per costruzione (codice 9)Limite di spesa: 2.582,28 euro (non 4.000 euro come per l’acquisto)Aliquota: 19%, quindi detrazione massima di 490,63 euroIl mutuo deve essere stipulato nei 6 mesi precedenti o 18 mesi successivi all’inizio dei lavori di costruzioneL’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro 6 mesi dal termine dei lavoriI lavori devono riguardare l’unità immobiliare risultante dalla costruzioneÈ necessario il permesso di costruire (o DIA/SCIA equivalente) come documentazioneMutuo per ristrutturazione (codice 9)Stessi limiti e aliquota del mutuo costruzioneL’immobile deve diventare abitazione principale entro 1 anno dal termine lavoriLa ristrutturazione deve riguardare l’unità destinata ad abitazione principaleI lavori devono essere di ristrutturazione significativa (non mera manutenzione ordinaria)Surrogazione del mutuo: Se si è effettuata una surroga del mutuo (portabilità verso un’altra banca), la detrazione continua senza interruzioni. L’importante è che l’immobile resti abitazione principale e che il nuovo mutuo non superi il debito residuo del precedente. Eventuali somme aggiuntive ottenute con la surroga (liquidità extra) non danno diritto alla detrazione. La surroga si documenta con il contratto originario e quello di surroga.Rinegoziazione vs surroga: La rinegoziazione con la stessa banca non interrompe la detrazione. La surroga presso un’altra banca nemmeno, a patto che il saldo del nuovo mutuo non ecceda quello residuo del vecchio. In entrambi i casi, la detrazione prosegue regolarmente con il codice 7 o 9 nel quadro E della dichiarazione dei redditi 730. Esempi pratici di calcolo: quanto si detrae nel 2026Per comprendere concretamente l’impatto delle novità 2026, analizziamo quattro scenari tipici di contribuenti con diverse situazioni reddituali e familiari. Questi esempi ti aiuteranno a stimare l’effetto del tetto dell’art. 16-ter sulla tua detrazione mutuo.Scenario 1: Reddito 55.000 euro — nessun impatto del tettoDati: Contribuente con reddito complessivo 55.000 euro, interessi mutuo prima casa pagati nel 2025: 3.800 euro. Nessun figlio.Reddito: 55.000 euro → sotto la soglia dei 75.000 euroNessun tetto ex art. 16-ter TUIR applicabileInteressi detraibili: 3.800 euro (inferiori al limite di 4.000 euro)Detrazione: 3.800 × 19% = 722 euroNessuna modifica rispetto agli anni precedentiScenario 2: Reddito 82.000 euro, nessun figlio — tetto attivoDati: Contribuente con reddito 82.000 euro, interessi mutuo 4.000 euro, spese mediche 3.200 euro, polizza vita 1.200 euro. Nessun figlio a carico.Reddito: 82.000 euro → fascia 75.001-100.000 euroCoefficiente familiare (nessun figlio): 0,50Limite spese detraibili: 14.000 × 0,50 = 7.000 euroTotale oneri: 4.000 + 3.200 + 1.200 = 8.400 euro → superiore al limiteSi detrae solo sui primi 7.000 euroDetrazione complessiva massima: 7.000 × 19% = 1.330 euro (invece di 1.596 euro)Taglio effettivo: -266 euroScenario 3: Reddito 82.000 euro, 2 figli — tetto non scattaDati: Come lo Scenario 2, ma con 2 figli a carico.Reddito: 82.000 euro → fascia 75.001-100.000 euroCoefficiente familiare (2 figli): 0,85Limite spese detraibili: 14.000 × 0,85 = 11.900 euroTotale oneri: 8.400 euro → inferiore al limite di 11.900 euroIl tetto non produce tagli: detrazione pienaDetrazione: 8.400 × 19% = 1.596 euroScenario 4: Reddito 110.000 euro, 1 figlio — taglio significativoDati: Contribuente con reddito 110.000 euro, interessi mutuo 4.000 euro, spese mediche 4.500 euro, spese istruzione universitaria 3.000 euro, polizza vita 1.000 euro. Un figlio a carico.Reddito: 110.000 euro → oltre la soglia dei 100.000 euroCoefficiente familiare (1 figlio): 0,70Limite spese detraibili: 8.000 × 0,70 = 5.600 euroTotale oneri: 4.000 + 4.500 + 3.000 + 1.000 = 12.500 euro → largamente superiore al limiteSi detrae solo sui primi 5.600 euroDetrazione complessiva massima: 5.600 × 19% = 1.064 euro (invece di 2.375 euro)Taglio effettivo: -1.311 euroCome distribuire il tetto tra le detrazioni disponibili? La legge non stabilisce un criterio obbligatorio di priorità. Il contribuente (o il CAF che compila il 730) può scegliere quali oneri “sacrificare” per rispettare il limite. In pratica, conviene ottimizzare la distribuzione partendo dagli oneri con importi fissi (come gli interessi mutuo) e riducendo quelli più flessibili. Il CAF Centro Fiscale effettua questa analisi personalizzata per ogni cliente.Novità 2026: tabella riepilogativa dei cambiamentiEcco un riepilogo schematico di tutte le novità che impattano sulla detrazione mutuo nel 730/2026, per avere un quadro completo e immediato delle differenze rispetto agli anni precedenti:AspettoRegola fino al 2024Novità dal 2025 (dichiarazione 730/2026)Limite spesa mutuo prima casa (codice 7)4.000 euro4.000 euro (invariato)Aliquota detrazione19%19% (invariata)Detrazione massima teorica760 euro760 euro (invariata se reddito sotto 75.000 euro)Tetto complessivo per redditi oltre 75.000 euroNessunoIntrodotto dall’art. 16-ter TUIR (L. 207/2024)Tetto per redditi 75.001-100.000 euroN/A14.000 euro × coefficiente familiareTetto per redditi oltre 100.000 euroN/A8.000 euro × coefficiente familiareCoefficiente (nessun figlio)N/A0,50Coefficiente (1 figlio)N/A0,70Coefficiente (2 figli)N/A0,85Coefficiente (3+ figli o figlio disabile)N/A1,00 (nessun taglio effettivo)Codici quadro E (7, 8, 9, 10, 11)InvariatiInvariatiSuperbonus 110% rateizzatoN/AESCLUSO dal tetto art. 16-terDetrazioni lavoro e familiariN/AESCLUSE dal tetto art. 16-terAttenzione al 730 precompilato: Nel 730 precompilato 2026, l’Agenzia delle Entrate calcolerà automaticamente il tetto dell’art. 16-ter per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro. Tuttavia, il calcolo del coefficiente familiare dipende dai dati sui figli a carico già presenti nell’anagrafe tributaria. Se la situazione familiare è cambiata (nascita di un figlio, figlio che ha perso la condizione di figlio a carico), è fondamentale verificare che il precompilato rifletta la realtà e, se necessario, modificarlo con l’assistenza del CAF. Errori da evitare nella compilazione del quadro ELa compilazione del quadro E del modello 730 per gli interessi del mutuo è una delle operazioni apparentemente semplici che nasconde insidie frequenti. Ecco gli errori più comuni che il CAF Centro Fiscale riscontra durante la stagione dichiarativa e come evitarli.1. Inserire l’importo del rateo invece degli interessiL’errore più diffuso: molti contribuenti indicano nel quadro E la rata mensile del mutuo (o il totale delle rate annue) invece dei soli interessi passivi. La rata è composta da quota capitale + quota interessi: va indicata solo la quota interessi riportata nella certificazione bancaria annuale.2. Usare il codice sbagliatoUsare il codice 8 (mutui ante 1993) invece del codice 7 (mutui post 1993 prima casa) porta a calcolare la detrazione su un limite dimezzato (2.065,83 euro invece di 4.000 euro), perdendo parte del beneficio fiscale spettante. Verificare sempre la data di stipula del contratto di mutuo e la destinazione dell’immobile.3. Non dichiarare correttamente la cointestazioneSe il mutuo è cointestato, ogni cointestatario ha diritto alla detrazione sulla propria quota. Chi compila il 730 individuale deve indicare solo la propria quota di interessi (es. 50%), non l’importo totale. Se entrambi i cointestatari indicano il 100%, si verifica una doppia deduzione illecita che può essere contestata dall’Agenzia delle Entrate in sede di controllo.4. Dimenticare gli oneri accessoriMolti contribuenti includono solo gli interessi passivi e dimenticano gli oneri accessori detraibili (spese di perizia, istruttoria, polizza incendio obbligatoria). Questi importi sono indicati nella certificazione bancaria annuale e aumentano la base imponibile su cui calcolare il 19%, incrementando il beneficio fiscale.5. Non verificare il tetto art. 16-ter per redditi oltre 75.000 euroDal periodo d’imposta 2025 (730/2026), i contribuenti con reddito oltre 75.000 euro devono calcolare il tetto dell’art. 16-ter prima di compilare il quadro E. Se si sommano tutti gli oneri e si supera il limite calcolato con il coefficiente familiare, è necessario ridurre proporzionalmente gli importi nel quadro E. Il 730 precompilato lo fa automaticamente, ma chi compila manualmente deve verificare il calcolo.6. Detrarre il mutuo sulla seconda casa come fosse la primaLa detrazione piena (codice 7, limite 4.000 euro) spetta solo per la prima casa effettivamente adibita ad abitazione principale. Se il contribuente ha cambiato residenza o ha acquistato un’altra abitazione principale, deve verificare la detraibilità del mutuo sulla vecchia abitazione. In generale, la detrazione cessa quando l’immobile non è più abitazione principale, salvo specifiche eccezioni previste dal TUIR (trasferimento per motivi di lavoro, ricovero in case di cura con utilizzo gratuito da parte di familiari).Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno centinaia di contribuenti nella compilazione del modello 730, verificando la corretta applicazione di tutte le detrazioni incluse quelle sul mutuo. Grazie all’esperienza pluriennale, il nostro team individua gli errori nel 730 precompilato e ottimizza il beneficio fiscale spettante a ciascun contribuente. Puoi richiedere assistenza per il tuo 730/2026 comodamente online o di persona presso la nostra sede di Udine.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Detrazione Mutuo 730/2026Qual e il limite massimo di detrazione per gli interessi del mutuo prima casa nel 2026?Il limite rimane 4.000 euro di interessi passivi detraibili al 19%, per una detrazione massima di 760 euro. Tuttavia, per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro si applica il tetto complessivo dell’art. 16-ter TUIR (introdotto dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024), che puo ridurre l’importo effettivamente detraibile in base al reddito e al numero di figli a carico.Che codice devo usare nel quadro E del 730 per gli interessi del mutuo prima casa?Il codice corretto per i mutui ipotecari stipulati dal 1993 per l’acquisto dell’abitazione principale e il codice 7. Per i mutui costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale si usa il codice 9 (limite 2.582,28 euro). Per mutui ante 1993 su altri immobili si usa il codice 8 (limite 2.065,83 euro). Il codice sbagliato comporta una detrazione ridotta o un controllo formale da parte dell’Agenzia delle Entrate.Il tetto dell’art. 16-ter TUIR si applica anche al Superbonus 110%?No. Le detrazioni Superbonus 110% gia avviate e rateizzate in 10 anni (per spese sostenute fino al 2023) sono escluse dal tetto dell’art. 16-ter TUIR. Questa esclusione e prevista espressamente per non penalizzare chi aveva gia avviato i lavori in buona fede con le vecchie regole. Le istruzioni del modello 730/2026 dell’Agenzia delle Entrate confermano questa esclusione.Se ho rifinanziato il mutuo con la surroga, perdo la detrazione?No. In caso di surroga del mutuo (portabilita verso un’altra banca), la detrazione continua senza interruzioni, purche l’immobile resti adibito ad abitazione principale e il debito residuo non aumenti. Se con la surroga si ottiene liquidita aggiuntiva, gli interessi su questa quota extra non sono detraibili. E importante conservare la documentazione della surroga e la certificazione degli interessi della nuova banca.Posso detrarre gli interessi del mutuo se l’immobile non e la mia abitazione principale?In generale no. La detrazione piena (codice 7, 4.000 euro) spetta solo per l’abitazione principale. Esistono pero eccezioni: se si e trasferiti per lavoro (purche l’immobile non sia locato a terzi), se si e ricoverati in case di cura con l’immobile occupato gratuitamente da un familiare, o se si acquista un immobile da affittare entro 3 anni dall’acquisto. Rivolgersi al CAF per verificare la situazione specifica.Hai bisogno di assistenza per la detrazione mutuo nel 730?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare il quadro E correttamente, verificare il tetto dell’art. 16-ter e ottimizzare tutte le detrazioni del tuo 730/2026.Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ Contattaci su WhatsAppCAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e Detrazioni https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 09:00:002026-03-17 19:04:52Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e DetrazioniCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per Inquilini(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-03 09:00:002026-03-17 19:04:47Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per InquiliniCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 Euro https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 09:00:002026-03-17 19:04:42Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 EuroCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 5, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-05 08:22:322026-05-31 14:10:43Detrazione Mutuo nel 730/2026: Nuovi Codici e Tetto per i Redditi Alti
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e Detrazioni https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 09:00:002026-03-17 19:04:52Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e Detrazioni
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per Inquilini(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-03 09:00:002026-03-17 19:04:47Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per Inquilini
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 Euro https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 09:00:002026-03-17 19:04:42Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 Euro
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI730 Precompilato 2026: dal 14 Maggio è Possibile Visualizzare la DichiarazioneIndice dei contenutiCos’è il 730 Precompilato e Perché dal 14 Maggio 2026Come Accedere al 730 Precompilato 2026Dati già Presenti nel 730 Precompilato 2026Novità del 730 Precompilato 2026Come Verificare, Modificare e Accettare la DichiarazioneVantaggi dell’Accettazione Senza Modifiche: Esonero dai Controlli FormaliScadenze del 730 Precompilato 2026Come Delegare il CAF Centro Fiscale per il 730Domande Frequenti sul 730 Precompilato 2026Il 730 precompilato 2026 rappresenta uno degli strumenti più importanti messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per semplificare la dichiarazione dei redditi dei lavoratori dipendenti e pensionati. A partire dal 14 maggio 2026, i contribuenti possono finalmente visualizzare la propria dichiarazione precompilata, controllarne i dati, modificarla se necessario e presentarla direttamente online. In questa guida completa spieghiamo tutto ciò che devi sapere: come accedere con SPID, CIE o CNS, quali dati sono già inseriti, le novità di quest’anno, le scadenze da rispettare e i vantaggi concreti di accettare il modello senza modifiche.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’è il 730 Precompilato e Perché dal 14 Maggio 2026Il modello 730 precompilato è la dichiarazione dei redditi già compilata dall’Agenzia delle Entrate sulla base dei dati fiscali che terzi soggetti (datori di lavoro, enti previdenziali, banche, assicurazioni, strutture sanitarie, istituti di istruzione) comunicano all’Amministrazione finanziaria nel corso dell’anno. Il servizio, introdotto nel 2015, si è progressivamente arricchito di nuove informazioni, diventando ogni anno più completo e affidabile.Per l’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 2026), la finestra temporale di visualizzazione si apre il 14 maggio 2026. Si tratta della data a partire dalla quale ogni contribuente legittimato (lavoratore dipendente, pensionato, collaboratore coordinato e continuativo) può entrare nel portale dell’Agenzia delle Entrate e vedere la propria dichiarazione già popolata con i dati in possesso del Fisco. La possibilità di inviare il 730 precompilato è invece aperta a partire dalla stessa data.Chi può utilizzare il 730 precompilato? Possono presentare il modello 730 i contribuenti che nel periodo d’imposta 2025 hanno percepito:Redditi di lavoro dipendente (compresi i redditi a questi assimilati, come le borse di studio, i compensi per lavori socialmente utili, le indennità di disoccupazione NASPI)Redditi da pensione (pensioni INPS, pensioni complementari, rendite vitalizie)Redditi di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.)Redditi fondiari (terreni e fabbricati)Redditi di capitale non soggetti a ritenuta a titolo d’imposta definitivaRedditi diversi (es. plusvalenze da vendita di terreni non edificabili)Redditi soggetti a tassazione separata (TFR, arretrati, ecc.), da indicare ai fini della liquidazione dell’imposta Come Accedere al 730 Precompilato 2026L’accesso al 730 precompilato 2026 avviene esclusivamente in modalità telematica, tramite il portale dedicato dell’Agenzia delle Entrate. Sono previste tre modalità di autenticazione, tutte basate sull’identità digitale o su credenziali personali certificate:SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)Lo SPID è la modalità di accesso più diffusa. Per accedere al 730 precompilato con SPID occorre avere un account di livello 2 (username, password + codice OTP via app o SMS) o superiore. I principali provider SPID in Italia sono: PosteID, Aruba, TIM ID, Namirial, Infocert, Register.it. Se non hai ancora lo SPID, puoi richiederlo gratuitamente online attraverso il sito di uno dei provider accreditati, con riconoscimento tramite webcam o di persona.CIE (Carta d’Identità Elettronica)La Carta d’Identità Elettronica (CIE 3.0) può essere usata per accedere al 730 precompilato tramite l’app CieID (disponibile su Android e iOS) oppure tramite un lettore NFC collegato al PC. L’accesso con CIE garantisce un livello di sicurezza pari al livello 3 SPID. Per chi non ha ancora lo SPID ma dispone di una CIE rilasciata dopo il 2016, è un’ottima alternativa immediata.CNS (Carta Nazionale dei Servizi)La Carta Nazionale dei Servizi (CNS) include la tessera sanitaria abilitata (quella con il microchip) e i dispositivi equivalenti rilasciati da alcune Camere di Commercio. Per usarla occorre un lettore di smart card e il relativo software installato sul PC, oltre al codice PIN fornito al momento del rilascio. Questa modalità è ancora utilizzata da molti professionisti e anziani che non hanno adottato lo SPID.Come accedere passo per passo:Vai su precompilata.agenziaentrate.gov.itClicca su “Accedi alla dichiarazione precompilata”Scegli la modalità di autenticazione (SPID, CIE o CNS)Completa l’autenticazione con le tue credenzialiUna volta dentro, clicca su “Visualizza” accanto al tuo 730 Dati già Presenti nel 730 Precompilato 2026Il 730 precompilato 2026 contiene già una grande quantità di informazioni trasmesse da soggetti terzi all’Agenzia delle Entrate. Ecco un riepilogo completo dei dati che troverai già inseriti nella tua dichiarazione:Redditi e RitenuteRedditi di lavoro dipendente e pensione: dati dalla Certificazione Unica (CU) trasmessa dal sostituto d’imposta (datore di lavoro, INPS, enti pensionistici)Redditi da lavoro autonomo occasionale: se soggetti a ritenuta d’acconto del 20%Ritenute IRPEF e addizionali regionali/comunali: già indicate nella CUDetrazioni da lavoro dipendente e pensione: calcolate automaticamente in base al redditoSpese SanitarieDal 2016 il Sistema Tessera Sanitaria trasmette all’Agenzia delle Entrate tutti i dati sulle spese sanitarie sostenute dai contribuenti. Nel 730 precompilato troverai:Spese mediche detraibili al 19% (visite specialistiche, esami, farmaci con ricetta, dispositivi medici)Ticket SSNSpese veterinarieContributi a fondi sanitari integrativiSpese per assistenza personale (badanti, assistenti familiari)Attenzione: le spese sanitarie detraibili al 19% sono soggette alla franchigia di 129,11 euro: la detrazione si calcola sull’importo eccedente tale soglia. L’importo massimo detraibile non ha un tetto fisso, ma per redditi superiori a 120.000 euro le detrazioni vengono ridotte progressivamente fino ad azzerarsi sopra i 240.000 euro.Mutui e Interessi PassiviInteressi su mutui ipotecari per acquisto prima casa: detrazione del 19% su un massimo di 4.000 euro di interessi passiviInteressi su mutui per costruzione prima casa: detrazione del 19% su un massimo di 2.582,28 euroInteressi su mutui agrari: detrazione del 19% nei limiti del reddito dei terreniPolizze AssicurativePremi per assicurazioni vita e infortuni: detrazione del 19% su un massimo di 530 euro (o 750 euro per rischio morte/invalidità permanente, 1.291,14 euro per non autosufficienza)Premi per polizze aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi su unità immobiliari ad uso abitativo: detrazione del 19% senza limite massimoSpese Scolastiche e UniversitarieRette scolastiche per scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado (statali e paritarie)Tasse universitarie (università pubbliche e private)Spese per asilo nido: detrazione del 19% su un massimo di 632 euro per figlioSpese per attività sportive dei figli di età tra 5 e 18 anni: detrazione del 19% su un massimo di 210 euro per figlioContributi Previdenziali e AssistenzialiContributi INPS versati come lavoratore dipendente (già nella CU)Contributi per colf e badanti: deducibili fino a 1.549,37 euroContributi a fondi pensione complementare: deducibili fino a 5.164,57 euroContributi versati per familiari a carico (es. contributi volontari INPS per la pensione del coniuge)Immobili e RenditeRedditi fondiari (terreni e fabbricati) da CatastoCanoni di locazione da contratti registratiCedolare secca su affitti (10% o 21% a seconda del tipo di contratto)IMU versata: le abitazioni diverse dalla prima casa soggette ad IMU non scontano più IRPEF sui redditi fondiari Novità del 730 Precompilato 2026Il 730 precompilato 2026 (per l’anno d’imposta 2025) porta con sé alcune importanti novità rispetto alle edizioni precedenti, sia in termini di dati inclusi sia di funzionalità del portale:Nuovi Dati PrecaricatiSpese per interventi edilizi (superbonus, bonus ristrutturazioni): i dati sulle spese sostenute nel 2025 per interventi agevolati vengono inseriti direttamente dall’Agenzia delle Entrate sulla base delle comunicazioni ricevuteContributi per riduzione rischio sismico: sismabonus e acquisti di immobili in zona sismicaSpese per sistemi di accumulo energia: detraibili al 50%Dati su criptoattività: dal 2024 gli intermediari finanziari hanno l’obbligo di comunicare le operazioni in criptoattività; le relative informazioni potranno essere presenti nel 730 precompilato 2026Spese funebri: trasmesse da onoranze funebri certificateNuove Funzionalità del PortaleAggiornamento interfaccia: il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it è stato aggiornato per una migliore navigazione da dispositivi mobiliStorico dichiarazioni: è possibile consultare le dichiarazioni degli anni precedenti direttamente dall’area riservataNotifiche via email/SMS: il contribuente può attivare notifiche automatiche per aggiornamenti sul rimborso o sull’elaborazione della dichiarazioneAssistenza virtuale (chatbot): l’Agenzia mette a disposizione un assistente virtuale per rispondere alle domande più frequenti direttamente sul portaleModifiche Normative che Impattano il 730/2026Riforma IRPEF 2025: il regime a scaglioni con le aliquote aggiornate (23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.000 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro) è già recepito nel precompilatoDetrazioni per familiari a carico: modifiche alle detrazioni per figli a carico sopra i 21 anni (in parte sostituite dall’Assegno Unico Universale)Oneri detraibili al 19%: confermato il requisito del pagamento tracciabile (bonifico, carta, PagoPa) per la detraibilitàBonus casa 2025: le spese per ristrutturazioni ordinarie sono agevolate al 36% (non più 50% per molte tipologie), mentre il Superbonus scende ulteriormente per i lavori non completati Come Verificare, Modificare e Accettare la DichiarazioneDopo aver effettuato l’accesso al portale e visualizzato il tuo 730 precompilato 2026, hai tre possibilità di azione:1. Accettare senza ModificheSe i dati presenti nel 730 sono corretti e completi, puoi accettare la dichiarazione così com’è e inviarla direttamente. Il processo è semplice:Visualizza la dichiarazione precompilataControlla il riepilogo dei datiClicca su “Conferma e invia”Inserisci il codice di conferma (inviato via SMS al tuo numero o via app del provider SPID)Ricevi la ricevuta telematica di avvenuta presentazione2. Modificare e IntegrareSe vuoi aggiungere dati mancanti o correggere informazioni errate, puoi modificare il 730 direttamente online. Le modifiche più comuni riguardano:Spese non presenti nel sistema (es. spese mediche pagate in contanti prima di luglio 2020 e non registrate nel sistema TS, libri scolastici, abbonamenti trasporti)Correzione di dati errati (es. importo mutuo diverso da quello comunicato dalla banca)Aggiunta di redditi non precaricati (es. redditi da locazione non registrati)Inserimento di oneri non comunicati (es. erogazioni liberali, contributi associativi)Attenzione: ogni modifica apportata al 730 precompilato trasforma la dichiarazione in una dichiarazione “modificata”, perdendo il beneficio dell’esonero dai controlli formali sulle spese detraibili (vedi sezione successiva).3. Delegare un CAF o Professionista AbilitatoPuoi delegare un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro) ad accedere, verificare, modificare e trasmettere il tuo 730 per conto tuo. Il CAF acquisisce la delega tramite un apposito modulo e accede ai tuoi dati direttamente dal portale dell’Agenzia delle Entrate, senza che tu debba fare nulla online. È la soluzione ideale per chi ha una situazione fiscale complessa o non ha dimestichezza con gli strumenti digitali. Vantaggi dell’Accettazione Senza Modifiche: Esonero dai Controlli FormaliAccettare il 730 precompilato senza modifiche offre un vantaggio fiscale molto rilevante: l’esonero dai controlli formali documentali sulle spese detraibili e deducibili presenti nella dichiarazione. Questo beneficio è disciplinato dall’art. 5 del D.Lgs. 175/2014 e confermato dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate.Cosa Significa “Esonero dai Controlli Formali”?Normalmente, dopo la presentazione del 730, l’Agenzia delle Entrate può richiedere al contribuente la documentazione a supporto delle spese detratte (ricevute mediche, ricevute pagamenti, contratti di mutuo, polizze, ecc.). Se accetti il 730 precompilato senza apportare modifiche, l’Agenzia delle Entrate rinuncia al controllo formale sui dati già in suo possesso (quelli trasmessi dai soggetti terzi). In sostanza:Non ti verranno richieste ricevute o documenti per le spese già presenti nel precompilato (es. spese mediche dal sistema TS, interessi su mutuo dalla banca, premi assicurativi dalla compagnia)Non saranno applicate sanzioni né richieste integrazioni per i dati precaricati, anche se risultassero leggermente diversi dalla realtà per errori del soggetto terzoLa responsabilità del dato errato ricade sul soggetto che lo ha trasmesso all’Agenzia (es. la banca che ha comunicato un importo di interessi sbagliato), non sul contribuenteCosa Succede se il CAF Trasmette il 730 Precompilato?Quando è il CAF a presentare il 730 precompilato per tuo conto (con o senza modifiche), l’esonero dai controlli formali si estende anche ai dati che il CAF ha verificato e attestato. Il CAF rilascia al contribuente una ricevuta di avvenuta presentazione e conserva la documentazione che ha verificato, garantendo all’Agenzia delle Entrate che i dati siano corretti. In caso di errore del CAF, la responsabilità ricade sul CAF stesso, non sul contribuente.Questo rappresenta un’ulteriore tutela per il contribuente che si affida a un CAF Centro Fiscale per la gestione del proprio 730. Scadenze del 730 Precompilato 2026Rispettare le scadenze del 730 precompilato 2026 è fondamentale per evitare sanzioni e per ricevere i rimborsi IRPEF entro i tempi previsti. Ecco il calendario completo:DataEventoChi Riguarda14 maggio 2026Apertura visualizzazione e invio 730 precompilatoTutti i contribuenti abilitati30 giugno 2026Scadenza per ricevere rimborso IRPEF nello stipendio/pensione di luglioDipendenti e pensionati con sostituto d’imposta23 luglio 2026Scadenza per ricevere rimborso nella rata di agostoDipendenti e pensionati con sostituto d’imposta30 settembre 2026Scadenza finale per presentare il 730 (incluso precompilato modificato)Tutti i contribuenti (tramite CAF, professionista o autonomamente)25 ottobre 2026Scadenza per il 730 integrativo a favore del contribuenteChi ha presentato il 730 entro il 30 settembre e vuole correggere a proprio favoreRimborsi IRPEF: se dalla dichiarazione emerge un credito d’imposta, il rimborso viene erogato direttamente in busta paga (o nella rata di pensione) dal sostituto d’imposta a partire da luglio 2026, oppure dall’INPS per i pensionati. Se non hai un sostituto d’imposta (es. sei disoccupato o hai perso il lavoro), il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite accredito sul conto corrente. Come Delegare il CAF Centro Fiscale per il 730Delegare il CAF Centro Fiscale di Udine per la presentazione del tuo 730 precompilato 2026 è la scelta più sicura e conveniente, soprattutto se hai una situazione fiscale articolata (immobili, spese mediche elevate, familiari a carico, redditi da lavoro autonomo occasionale, interessi su mutuo, bonus edilizi).Vantaggi del CAF per la Dichiarazione dei RedditiVerifica professionale di tutti i dati precaricati: il CAF controlla ogni voce e segnala anomalie o dati mancantiIntegrazione di spese non presenti nel precompilato: il CAF conosce tutte le tipologie di oneri detraibili e si assicura che tu non perda nemmeno un euro di detrazioneGaranzia CAF: in caso di errore nella compilazione, la responsabilità fiscale ricade sul CAF, non sul contribuente. Questo significa zero rischi per teAssistenza post-dichiarazione: il CAF ti supporta in caso di comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate, richieste di chiarimenti o controlliDeleghe per persone anziane o non digitali: il CAF si occupa di tutto, anche per chi non usa internet o ha difficoltà con i sistemi digitaliDocumenti da Portare al CAF per il 730Documento d’identità in corso di validità e codice fiscaleCertificazione Unica (CU) del 2025 rilasciata dal datore di lavoro o dall’INPSDichiarazione dei redditi dell’anno precedente (modello 730/2025 o Redditi PF 2025)Documentazione spese detraibili: ricevute mediche, fatture interventi edilizi, ricevute bonifici ristrutturazioni, contratto mutuo e certificato interessi passivi della banca, quietanze premi assicurativi, ricevute spese scolastiche, ricevute erogazioni liberaliDati immobili: visure catastali, contratti di locazione, dati IMU versataCoordinate bancarie (IBAN) per l’accredito del rimborso IRPEFIl CAF Centro Fiscale di Udine accetta appuntamenti da maggio 2026 per la presentazione del modello 730. Puoi prenotare il tuo appuntamento tramite WhatsApp, telefonando allo sportello o compilando il modulo online qui sotto. In alternativa al 730 precompilato, i contribuenti con redditi più complessi (es. redditi d’impresa, redditi da lavoro autonomo professionale) devono presentare il modello Redditi PF. Il CAF Centro Fiscale assiste anche in questi casi.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul 730 Precompilato 2026Dal 14 maggio 2026 posso anche INVIARE il 730 precompilato o solo visualizzarlo?Dal 14 maggio 2026 puoi fare entrambe le cose: visualizzare il 730 precompilato E inviarlo. Non c’e differenza tra data di apertura alla visualizzazione e data di apertura all’invio: dal 14 maggio il portale dell’Agenzia delle Entrate e aperto sia per controllare i dati che per confermare e trasmettere la dichiarazione.Se non ho SPID come accedo al 730 precompilato?Puoi accedere con la CIE (Carta d’Identita Elettronica 3.0) tramite l’app CieID, oppure con la CNS (Carta Nazionale dei Servizi, ovvero la tessera sanitaria con chip) usando un lettore di smart card. In alternativa, puoi delegare un CAF che accede per tuo conto.Cosa succede se accetto il 730 precompilato e i dati sono errati?Se accetti il 730 precompilato senza modifiche e i dati erano sbagliati per colpa di chi li ha trasmessi (banca, medico, datore di lavoro), la responsabilita ricade su quel soggetto, non su di te. Sei esonerato dai controlli formali documentali sulle spese gia presenti nel precompilato. Se invece hai aggiunto dati o modificato la dichiarazione, la responsabilita torna in parte su di te per le voci modificate.Entro quando devo presentare il 730 precompilato 2026?La scadenza finale per presentare il 730 (incluso il precompilato) e il 30 settembre 2026. Per ricevere il rimborso IRPEF gia nello stipendio/pensione di luglio, pero, conviene presentarlo entro il 30 giugno 2026. Per il rimborso di agosto, entro il 23 luglio 2026.Se mi rivolgo al CAF perdo il beneficio dell’esonero dai controlli formali?No, anzi. Quando e il CAF a presentare il tuo 730 (anche modificato), il CAF stesso verifica e attesta la correttezza dei dati, estendendo l’esonero dai controlli formali. In piu, in caso di errore del CAF, la responsabilita fiscale ricade sul CAF e non su di te: hai quindi una doppia tutela.Prenota il Tuo 730 con il CAF Centro FiscaleIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la dichiarazione dei redditi 730: verifica del precompilato, integrazione di spese detraibili, presentazione entro le scadenze e assistenza in caso di controlli.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e Detrazioni https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 09:00:002026-03-17 19:04:52Badante e Colf nel 730 2026: Deduzioni e DetrazioniCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per Inquilini(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-03 09:00:002026-03-17 19:04:47Affitto nel 730 2026: Tutte le Detrazioni per InquiliniCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 Euro https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 09:00:002026-03-17 19:04:42Spese Funebri 730 2026: Detrazione 19% e Tetto 1.550 EuroCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Tresy Mia 02/01/2026 Esperienza ottima. Grazie al supporto whap con Roberta Pubblicato su Alessandra Capello 30/12/2025 Servizio ottimo!!!! Super efficiente!!!!! Operatore molto disponibile e gentile!!!! Soddisfattissima!!!!!! Pubblicato su Samuel R. 27/12/2025 Mi sono rivolto a loro online e Mirsada è riuscita a fare di tutto! Veramente estremamente preparata e competente oltre a professionale. Bravi davvero Pubblicato su Serhii Kovalchuk 22/12/2025 Professionalità e umanità: una combinazione rara. Grazie CAF! Essendo stranieri, affrontare le pratiche burocratiche in Italia può essere molto complesso, ma il vostro CAF è stata una piacevolissima eccezione. Siamo sinceri: io e mia moglie non abbiamo mai incontrato persone così disponibili e gentili come qui. Un ringraziamento speciale va a Sara. È una vera professionista: estremamente competente, precisa ed efficace in ogni questione che le abbiamo sottoposto. La sua disponibilità è stata straordinaria. Apprezziamo moltissimo anche la comodità della comunicazione via WhatsApp. Vivendo a 30 km da Udine, la possibilità di chiarire dubbi e ricevere consulenze rapide online è un enorme vantaggio che facilita tutto il processo. Grazie a tutto il centro per un'assistenza così preziosa e di qualità. Un grazie di cuore a Sara per il suo ottimo lavoro! Pubblicato su SILVIA P 22/12/2025 Ho conosciuto questo centro grazie a un collega per una pratica per mia madre, per la quale mia sorella aveva avuto ben 3 appuntamenti presso altro centro in altra regione, per sentirsi dire che mia madre non me aveva diritto. Qui non solo la pratica è stata evasa, ma in tempi record e senza dovermici recare personalmente. E, da sottolineare, a 3 gg da natale. Perciò grazie e super consigliato. Efficienza e velocità. Ah, non l'ho detto, pratica fatta in giornata. Bravi! Pubblicato su Noura Omrani 22/12/2025 Sono super bravi gentili e professionali consiglio Pubblicato su Moldovan Madalina Ancuta 22/12/2025 Bravissimi, molto cordiali e disponibili, e soprattutto molto veloci. Raccomando volentieri!!😀 Pubblicato su Valentina Simeoni 21/12/2025 Mi sono rivolta a questo patronato per risolvere una questione con il congedo maternità. Sono rimasta estremamente soddisfatta, mi hanno dato appuntamento in brevissimo tempo, il personale é giovane ,preparato e competente. Ho avuto il piacere di conoscere Sara che é stata gentilissima e velocissima nel darmi una mano. Sicuramente mi affiderò a loro per il prossimo ISEE e 730. Pubblicato su Xhoana Lika 19/12/2025 Ho avuto un’ottima esperienza al CAF grazie a Sara. È una ragazza molto preparata, disponibile e paziente, mi ha seguita passo dopo passo chiarendo ogni dubbio e aiutandomi con diverse pratiche in modo preciso e professionale. Si vede che lavora con competenza e attenzione verso le persone. Davvero consigliata! Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-01 09:47:082026-05-31 17:58:56730 Precompilato 2026: dal 14 Maggio è Possibile Visualizzare la Dichiarazione
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