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Enti del Terzo Settore: Bilanci e Rendiconti 2025, Deposito al RUNTS e Regole

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il deposito del bilancio al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) è uno degli obblighi più importanti per gli Enti del Terzo Settore (ETS) iscritti. Entro il 30 giugno 2025, tutte le organizzazioni iscritte al RUNTS devono depositare il bilancio relativo all’esercizio 2024, utilizzando i modelli ufficiali approvati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con il D.M. 5 marzo 2020. La mancata osservanza di questo obbligo espone l’ente a sanzioni significative e, nei casi più gravi, alla cancellazione dal Registro. Questa guida analizza nel dettaglio le regole, le scadenze, i modelli di bilancio e la procedura telematica per adempiere correttamente.

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Indice dei contenuti

  1. RUNTS: chi è obbligato al deposito del bilancio
  2. I modelli di bilancio ETS: Modello A, B e C
  3. Soglie dimensionali e scelta del modello
  4. Scadenze deposito bilancio 2025
  5. Procedura telematica di deposito al RUNTS
  6. La Relazione di Missione: contenuto obbligatorio
  7. Sanzioni per mancato o tardivo deposito
  8. Particolarità per Imprese Sociali, ODV e APS
  9. Il ruolo del CAF nel supporto agli ETS
  10. Domande Frequenti sul bilancio degli ETS

RUNTS: chi è obbligato al deposito del bilancio

Il RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore), istituito dal D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore – CTS) e operativo dal 23 novembre 2021, è la banca dati pubblica dove sono iscritte tutte le organizzazioni del terzo settore italiane. L’iscrizione al RUNTS è condizione necessaria per godere delle agevolazioni fiscali e per qualificarsi come ETS a tutti gli effetti.

Sono obbligati al deposito del bilancio al RUNTS tutti gli enti iscritti nelle seguenti sezioni:

  • ODV – Organizzazioni di Volontariato (art. 32 CTS)
  • APS – Associazioni di Promozione Sociale (art. 35 CTS)
  • Enti Filantropici (art. 37 CTS)
  • Reti Associative (art. 41 CTS)
  • Società di Mutuo Soccorso (art. 42 CTS)
  • Altri Enti del Terzo Settore (art. 46 CTS)
  • Imprese Sociali – comprese le cooperative sociali (D.Lgs. 112/2017)

L’obbligo di deposito nasce dall’art. 48, comma 3 del D.Lgs. 117/2017, che prevede che gli ETS depositino il bilancio entro il 30 giugno di ogni anno presso il RUNTS per l’esercizio precedente. Tale obbligo si applica a tutti gli ETS iscritti, indipendentemente dalle dimensioni o dal volume di attività, seppure con modalità differenziate in base alle soglie dimensionali. Per approfondire le novità normative del 2026 per gli ETS, si veda anche l’articolo su Enti del Terzo Settore e RUNTS 2026: cosa cambia con il nuovo decreto.

I modelli di bilancio ETS: Modello A, B e C

Il D.M. 5 marzo 2020 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha approvato i modelli ufficiali di bilancio per gli ETS. I modelli sono tre, differenziati in base alla dimensione e alla complessità dell’ente:

Modello A – Bilancio ordinario (stato patrimoniale e conto economico)

Il Modello A è il bilancio di esercizio completo, obbligatorio per gli ETS che superano determinate soglie dimensionali (vedi sezione seguente). È strutturato secondo i principi contabili civilistici adattati alle specifiche esigenze degli enti non profit e comprende:

  • Stato Patrimoniale: attivo (immobilizzazioni, attivo circolante, ratei e risconti) e passivo (patrimonio netto, fondi rischi, debiti)
  • Conto Economico: proventi e ricavi, costi e oneri, con distinzione tra attività istituzionale e attività diverse
  • Rendiconto Finanziario: flussi finanziari da attività operativa, di investimento e di finanziamento (obbligatorio per enti con proventi superiori a 1 milione di euro)
  • Nota Integrativa: informazioni qualitative e quantitative a corredo dello stato patrimoniale e del conto economico
  • Relazione di Missione: documento narrativo sulle attività svolte e sui risultati raggiunti

Modello B – Bilancio abbreviato

Il Modello B è una versione semplificata del bilancio ordinario, consentita agli ETS che non superano determinati limiti dimensionali. Rispetto al Modello A, presenta uno stato patrimoniale e un conto economico con voci meno dettagliate e una nota integrativa ridotta. Non è richiesta la redazione del rendiconto finanziario. Rimane obbligatoria la Relazione di Missione.

Modello C – Rendiconto per cassa

Il Modello C è il rendiconto per cassa, riservato agli ETS di piccole dimensioni. Non richiede la tenuta di una contabilità ordinaria in partita doppia: è sufficiente la registrazione delle entrate e delle uscite di cassa effettivamente percepite o sostenute nel corso dell’esercizio. Anche per il Modello C è richiesta la Relazione di Missione, sebbene in forma semplificata.

Soglie dimensionali e scelta del modello

La scelta del modello di bilancio dipende dai proventi dell’esercizio dell’ente. La soglia principale è fissata a 220.000 euro, ma esistono ulteriori graduazioni. Di seguito la tabella riepilogativa:

Proventi annualiModello da utilizzareDocumenti richiesti
Fino a 220.000 euroModello C (rendiconto per cassa)Rendiconto cassa + Relazione di Missione (semplificata)
Da 220.001 a 1.000.000 euroModello B (bilancio abbreviato)Stato patrimoniale + Conto economico (abbreviati) + Nota integrativa + Relazione di Missione
Oltre 1.000.000 euroModello A (bilancio ordinario)Stato patrimoniale + Conto economico + Rendiconto finanziario + Nota integrativa + Relazione di Missione

È importante precisare che la soglia dei 220.000 euro si riferisce ai proventi totali dell’ente, compresi contributi, donazioni, quote associative, ricavi da attività commerciali accessorie. Un ETS con proventi inferiori a tale soglia può tuttavia scegliere volontariamente di adottare il Modello B o A, se lo statuto o l’assemblea lo prevedono. Per quanto riguarda le Imprese Sociali, è obbligatorio il Modello A indipendentemente dai proventi, in quanto soggette anche alle disposizioni del D.Lgs. 112/2017. Ulteriori chiarimenti sull’iscrizione al RUNTS sono disponibili nell’articolo sui chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sul Codice del Terzo Settore.

Scadenze deposito bilancio 2025

Le scadenze per il deposito del bilancio 2025 al RUNTS riguardano il bilancio dell’esercizio 2024. L’art. 48, comma 3 del CTS prevede che il deposito avvenga entro il 30 giugno di ogni anno. Tuttavia, prima del deposito al RUNTS devono essere rispettate alcune scadenze intermedie:

AdempimentoScadenzaNote
Redazione bilancio da parte dell’organo di amministrazioneEntro 4 mesi dalla chiusura esercizio (30 aprile per esercizi coincidenti con anno solare)Art. 13 CTS. Possibile proroga a 6 mesi in casi previsti da statuto
Approvazione bilancio dall’assemblea dei soci/associatiEntro 4 mesi dalla chiusura (o 6 mesi con proroga statutaria)Per ODV/APS, verifica che lo statuto consenta la proroga
Deposito al RUNTSEntro il 30 giugno 2025 (bilancio esercizio 2024)Art. 48, comma 3 CTS. Invio telematico tramite sportello RUNTS regionale
Organo di controllo/Revisione legale (se obbligatorio)Prima dell’assemblea di approvazioneObbligatorio per enti con proventi oltre 220.000 euro o che presentano 2 dei 3 parametri ex art. 31 CTS

Attenzione: per gli enti con esercizio non coincidente con l’anno solare (ad esempio chiusura al 31 marzo o al 30 settembre), la scadenza del 30 giugno potrebbe cadere prima dei 4 mesi dalla chiusura. In questi casi, l’ente deposita comunque entro il 30 giugno dell’anno successivo alla chiusura dell’esercizio di riferimento.

Procedura telematica di deposito al RUNTS

Il deposito del bilancio al RUNTS avviene esclusivamente in via telematica attraverso lo sportello RUNTS della Regione o della Provincia Autonoma nel cui territorio ha sede l’ente. La procedura si articola nelle seguenti fasi:

Fase 1: Accesso al portale RUNTS

Il rappresentante legale dell’ente (o un delegato con procura) accede al portale RUNTS tramite SPID, CIE o CNS. Il portale è accessibile dall’indirizzo ufficiale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Una volta autenticato, seleziona l’ente di appartenenza dal proprio profilo.

Fase 2: Compilazione della pratica

Dalla sezione “Deposito bilancio”, l’utente seleziona l’esercizio di riferimento e compila il modulo digitale corrispondente al modello scelto (A, B o C). I dati da inserire comprendono:

  • Dati identificativi dell’ente: codice fiscale, denominazione, sede legale
  • Periodo di riferimento: data inizio e fine esercizio
  • Voci di bilancio: inserite direttamente nel modulo digitale strutturato
  • Allegati: relazione di missione, verbale di approvazione assembleare, eventuale relazione dell’organo di controllo

Fase 3: Firma digitale e invio

Prima di inviare la pratica, il rappresentante legale deve firmare digitalmente il documento con firma digitale qualificata (FEQ) o con firma remota. Il sistema genera automaticamente un codice di protocollo e invia una ricevuta di presentazione all’indirizzo email o PEC registrato. L’ufficio RUNTS regionale verifica la pratica entro 60 giorni dalla ricezione (art. 50 CTS) e, in caso di irregolarità, notifica le richieste di integrazione.

La Relazione di Missione: contenuto obbligatorio

La Relazione di Missione è il documento narrativo che accompagna il bilancio e illustra le attività svolte dall’ente nell’esercizio, i risultati raggiunti e il perseguimento delle finalità istituzionali. È prevista dall’art. 13 del D.Lgs. 117/2017 ed è obbligatoria per tutti gli ETS, seppur con contenuto modulato in base alle dimensioni.

Per gli ETS che adottano il Modello A o B, la Relazione di Missione deve contenere:

  • Descrizione delle attività di interesse generale svolte (art. 5 CTS) con indicazione delle risorse impiegate e dei risultati raggiunti
  • Attività diverse eventualmente svolte (art. 6 CTS) e loro incidenza percentuale rispetto alle attività principali
  • Raccolta fondi: modalità, campagne attivate, entrate raccolte
  • Risorse umane: numero di lavoratori dipendenti, collaboratori, volontari e ore di volontariato prestato
  • Struttura organizzativa: organi di governo, sistemi di controllo interno
  • Informazioni sulla continuità aziendale e prospettive future
  • Rapporti con altri ETS, enti pubblici, imprese: convenzioni, accordi, reti di collaborazione

Per gli ETS che adottano il Modello C (rendiconto per cassa), la Relazione di Missione può essere redatta in forma semplificata, con un resoconto delle attività svolte e delle risorse umane coinvolte, senza necessità di fornire indicatori analitici di efficacia ed efficienza.

Sanzioni per mancato o tardivo deposito

Il mancato rispetto degli obblighi di deposito del bilancio espone gli ETS a conseguenze di natura sia amministrativa che civilistica. La disciplina sanzionatoria è contenuta nell’art. 93 del D.Lgs. 117/2017 e nelle disposizioni degli statuti regionali RUNTS.

Sanzioni amministrative

In caso di mancato deposito del bilancio entro la scadenza del 30 giugno, l’ufficio RUNTS competente può:

  • Diffida a depositare entro un termine assegnato (generalmente 30-60 giorni)
  • Sanzione amministrativa pecuniaria: da 100 a 1.000 euro per inadempimenti agli obblighi contabili e di rendicontazione (art. 93, comma 1 CTS)
  • Cancellazione dal RUNTS: nei casi più gravi di reiterata inadempienza, l’ente può essere cancellato dal Registro, con conseguente perdita di tutte le agevolazioni fiscali riservate agli ETS

Conseguenze fiscali della cancellazione

La cancellazione dal RUNTS comporta la perdita immediata dei benefici fiscali riservati agli ETS, tra cui:

  • Esonero IRES sui proventi istituzionali (art. 79 CTS)
  • Deduzioni e detrazioni per i donatori (artt. 83-84 CTS)
  • Esenzione IMU per immobili utilizzati per attività istituzionali
  • Agevolazioni postali e di bollo
  • Possibilità di ricevere il 5 per mille dell’IRPEF

Oltre alla perdita delle agevolazioni future, l’Agenzia delle Entrate può procedere al recupero delle imposte non versate negli anni in cui l’ente ha indebitamente fruito dei benefici fiscali, con aggiunta di interessi e sanzioni. Per questo motivo è fondamentale rispettare rigorosamente le scadenze di deposito.

Particolarità per Imprese Sociali, ODV e APS

Alcune categorie di ETS presentano peculiarità specifiche nella redazione e nel deposito del bilancio:

Imprese Sociali

Le Imprese Sociali (D.Lgs. 112/2017), incluse le cooperative sociali di tipo A e B, sono soggette a obblighi contabili più stringenti. Devono obbligatoriamente:

  • Adottare il Modello A (bilancio ordinario) indipendentemente dai proventi
  • Redigere il bilancio sociale annuale (art. 9 D.Lgs. 112/2017), che illustra l’impatto sociale delle attività svolte
  • Depositare il bilancio sia al RUNTS che al Registro delle Imprese (per le imprese sociali costituite in forma societaria)
  • Prevedere la revisione legale dei conti se superano i parametri dimensionali del Codice Civile

ODV e APS: obblighi di organo di controllo

Per le ODV (Organizzazioni di Volontariato) e le APS (Associazioni di Promozione Sociale), la nomina dell’organo di controllo è obbligatoria quando l’ente supera, per due esercizi consecutivi, almeno due dei seguenti parametri (art. 30 CTS):

  • Totale dell’attivo: 110.000 euro
  • Proventi, ricavi e rendite: 220.000 euro
  • Dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 5 unità

L’organo di controllo, composto da uno o più sindaci revisori, verifica la regolarità contabile e la conformità del bilancio. Le sue osservazioni devono essere allegate al bilancio depositato al RUNTS. Per ODV e APS con proventi superiori a 1 milione di euro, è obbligatoria anche la revisione legale dei conti da parte di un revisore iscritto nel registro MEF.

Il ruolo del CAF nel supporto agli ETS

Il CAF Centro Fiscale di Udine supporta gli Enti del Terzo Settore del Friuli Venezia Giulia in tutte le fasi degli adempimenti contabili e fiscali previsti dal Codice del Terzo Settore. Il nostro team di esperti offre assistenza concreta per:

  • Scelta del modello di bilancio più adatto alle dimensioni e alla struttura dell’ente (Modello A, B o C)
  • Predisposizione della documentazione contabile: stato patrimoniale, conto economico, nota integrativa
  • Redazione della Relazione di Missione secondo le linee guida ministeriali
  • Deposito telematico al RUNTS: gestione della procedura informatica e firma digitale
  • Verifica della conformità agli obblighi del D.Lgs. 117/2017 e del D.M. 5 marzo 2020
  • Consulenza fiscale sulle agevolazioni IRPEF/IRES riservate agli ETS iscritti al RUNTS
  • Supporto per la revisione dei conti e per la nomina dell’organo di controllo

Gli ETS di piccole dimensioni che adottano il rendiconto per cassa (Modello C) trovano nel CAF un supporto fondamentale per organizzare correttamente la registrazione delle entrate e delle uscite e per predisporre la Relazione di Missione, spesso trascurata ma obbligatoria. Le associazioni che gestiscono anche attività di interesse sportivo dilettantistico trovano nel nostro CAF competenze specifiche su entrambi gli ambiti normativi.

Per le associazioni di promozione sociale e le organizzazioni di volontariato che rientrano nei parametri che richiedono la nomina dell’organo di controllo, il CAF può inoltre fornire indicazioni per la selezione di professionisti abilitati nella provincia di Udine e nel territorio del Friuli Venezia Giulia.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione fiscale e amministrativa di Associazioni Sportive Dilettantistiche. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Conclusioni: adempiere correttamente per tutelare l’ente

Il deposito del bilancio al RUNTS entro il 30 giugno 2025 non è soltanto un obbligo formale, ma un atto fondamentale per garantire la trasparenza e la credibilità dell’ente verso i propri associati, donatori e la comunità. La scelta del modello corretto (A, B o C) in base ai proventi effettivi, la corretta redazione della Relazione di Missione e il rispetto della procedura telematica sono i tre pilastri per adempiere senza incorrere in sanzioni.

Gli ETS che si trovano per la prima volta ad affrontare questi adempimenti, o che in passato hanno avuto difficoltà, possono contare sul supporto specializzato del CAF Centro Fiscale di Udine, che opera nel territorio friulano con competenze specifiche sulle normative che regolano il terzo settore, incluse le particolarità del sistema fiscale regionale del Friuli Venezia Giulia.

Domande Frequenti sul bilancio degli ETS

Entro quando si deve depositare il bilancio al RUNTS nel 2025?

Il bilancio relativo all’esercizio 2024 deve essere depositato al RUNTS entro il 30 giugno 2025. Prima di questa data, il bilancio deve essere approvato dall’assemblea degli associati, generalmente entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio (30 aprile per gli enti con esercizio coincidente con l’anno solare), con possibile proroga a 6 mesi se prevista dallo statuto.

Quale modello di bilancio deve usare un’associazione con proventi di 150.000 euro?

Un’associazione con proventi annuali fino a 220.000 euro puo utilizzare il Modello C, ovvero il rendiconto per cassa. Non e richiesta la tenuta di una contabilita in partita doppia. E tuttavia necessario allegare la Relazione di Missione, anche in forma semplificata, e il verbale di approvazione assembleare.

Cosa succede se un ETS non deposita il bilancio al RUNTS?

In caso di mancato deposito, l’ufficio RUNTS regionale invia una diffida a regolarizzare entro un termine assegnato. Se l’ente non adempie, puo essere irrogata una sanzione amministrativa pecuniaria (da 100 a 1.000 euro) e, nei casi di reiterata inadempienza, l’ente rischia la cancellazione dal RUNTS, con conseguente perdita di tutte le agevolazioni fiscali, compresa la possibilita di ricevere il 5 per mille.

Le cooperative sociali devono depositare il bilancio al RUNTS?

Si, le cooperative sociali sono Imprese Sociali ai sensi del D.Lgs. 112/2017 e sono iscritte al RUNTS nella sezione ‘Imprese Sociali’. Devono depositare il bilancio al RUNTS entro il 30 giugno e, se costituite in forma societaria, anche al Registro delle Imprese. Sono obbligate ad adottare il Modello A (bilancio ordinario) e a redigere il bilancio sociale annuale.

Un’ODV con 3 dipendenti e proventi di 180.000 euro deve nominare l’organo di controllo?

No. L’obbligo di nomina dell’organo di controllo scatta solo quando l’ente supera per due esercizi consecutivi almeno due dei tre parametri: attivo 110.000 euro, proventi 220.000 euro, 5 dipendenti medi. Un’ODV con 3 dipendenti e 180.000 euro di proventi supera solo il parametro dipendenti, quindi non e ancora obbligata alla nomina.


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Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con tutti gli adempimenti contabili e fiscali per gli Enti del Terzo Settore: scelta del modello di bilancio, redazione della Relazione di Missione e deposito telematico al RUNTS.

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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Giulia Guida
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
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    Maggio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-03 09:17:392026-05-31 16:50:14Enti del Terzo Settore: Bilanci e Rendiconti 2025, Deposito al RUNTS e Regole
    CAF

    Congedo Straordinario Legge 104: 2 Anni Retribuiti nel 2026

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il congedo straordinario Legge 104 è uno dei diritti più importanti per chi assiste un familiare con disabilità grave. Si tratta di un periodo di assenza retribuita dal lavoro, fino a un massimo di 2 anni nell’arco della vita lavorativa, previsto dall’articolo 42, comma 5, del Decreto Legislativo 151/2001. Nel 2026 le regole sono confermate con alcuni aggiornamenti sugli importi massimi. In questa guida ti spieghiamo tutto: chi ne ha diritto, quanto si percepisce, come fare domanda all’INPS e quali sono le novità.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il congedo straordinario Legge 104
    2. Durata massima: 2 anni nella vita lavorativa
    3. Retribuzione e tetto massimo INPS 2026
    4. Ordine di priorità degli aventi diritto
    5. Requisiti: convivenza e disabilità grave
    6. Contributi figurativi durante il congedo
    7. Come fare domanda INPS
    8. Congedo straordinario e congedo parentale: differenze
    9. FAQ congedo straordinario 104

    Cos’è il congedo straordinario Legge 104

    Il congedo straordinario retribuito è un’agevolazione prevista dalla Legge 104/1992 e disciplinata dall’articolo 42, comma 5, del D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico sulla maternità e paternità). Permette ai lavoratori dipendenti di assentarsi dal lavoro per assistere un familiare con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104.

    In parole semplici: se hai un familiare (coniuge, genitore, figlio, fratello o sorella) con handicap grave certificato, puoi chiedere fino a 2 anni di congedo retribuito al 100% dello stipendio, con un tetto massimo stabilito ogni anno dall’INPS. Il posto di lavoro è garantito: il datore di lavoro non può licenziarti durante il congedo.

    Durata massima: 2 anni nella vita lavorativa

    Il congedo straordinario 104 ha una durata massima complessiva di 2 anni (730 giorni) nell’arco dell’intera vita lavorativa. Questo limite si riferisce al singolo lavoratore, non al familiare assistito. Significa che:

    • Puoi fruire dei 2 anni in modo continuativo (tutto insieme) oppure frazionato (periodi separati, anche singole giornate)
    • Il conteggio include sia i giorni lavorativi che i festivi compresi nel periodo di congedo continuativo
    • Se hai già usufruito di parte del congedo, puoi chiedere il residuo in un momento successivo
    • Il limite di 2 anni è complessivo per tutti i familiari assistiti: se assisti prima un genitore e poi un coniuge, il totale resta 2 anni

    Un aspetto importante: più familiari possono assistere la stessa persona disabile, ma non contemporaneamente. Solo un lavoratore alla volta può fruire del congedo per lo stesso familiare.

    Retribuzione e tetto massimo INPS 2026

    Durante il congedo straordinario hai diritto a un’indennità pari al 100% della retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro precedente il congedo. Tuttavia, esiste un tetto massimo annuo stabilito dall’INPS e rivalutato ogni anno in base all’indice ISTAT.

    Per il 2026, il tetto massimo dell’indennità è di circa 56.586 euro lordi annui (comprensivi dei contributi figurativi). Se il tuo stipendio è inferiore al tetto, percepisci il 100%. Se è superiore, l’indennità viene limitata al massimale.

    L’indennità comprende:

    • Retribuzione lorda fino al tetto massimo
    • Contributi figurativi calcolati sulla stessa base
    • Ratei di tredicesima mensilità

    L’indennità è anticipata dal datore di lavoro e poi rimborsata dall’INPS. Per i lavoratori con stipendi molto alti, la parte eccedente il tetto non viene coperta.

    Ordine di priorità degli aventi diritto

    La legge stabilisce un ordine di priorità preciso per chi può richiedere il congedo straordinario. Non è possibile “saltare” un livello se la persona con priorità superiore è presente e in grado di assistere il familiare disabile:

    1. Coniuge convivente (o parte dell’unione civile) della persona con disabilità grave
    2. Genitori, anche adottivi o affidatari, in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti del coniuge
    3. Figlio convivente, in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti dei genitori
    4. Fratello o sorella convivente, in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti del figlio
    5. Parente o affine entro il terzo grado convivente, come ultima possibilità

    Dal 2022, grazie alla sentenza della Corte Costituzionale n. 232/2018 e alle successive modifiche normative, anche il convivente di fatto (more uxorio) può accedere al congedo straordinario, equiparato al coniuge convivente.

    Requisiti: convivenza e disabilità grave

    Per ottenere il congedo straordinario Legge 104 servono due requisiti fondamentali:

    Disabilità grave (art. 3, comma 3, Legge 104)

    Il familiare assistito deve avere il riconoscimento di handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104/1992. Non basta un’invalidità civile generica: serve la specifica certificazione di gravità rilasciata dalla commissione medica ASL/INPS.

    Convivenza con il familiare disabile

    Per coniuge e convivente di fatto, la convivenza è richiesta ed è verificata tramite lo stato di famiglia o la residenza anagrafica. Per i genitori naturali non è necessaria la convivenza. Per figli, fratelli e parenti entro il terzo grado, la convivenza è obbligatoria e deve essere già instaurata al momento della domanda.

    Se non sei ancora convivente, puoi trasferire la residenza prima di presentare la domanda. L’INPS verifica la convivenza al momento della richiesta.

    Contributi figurativi durante il congedo

    Durante il congedo straordinario, l’INPS accredita i contributi figurativi, cioè contributi previdenziali “virtuali” che valgono per il calcolo della pensione. Questo significa che i 2 anni di congedo non creano “buchi” nella tua carriera contributiva.

    I contributi figurativi sono calcolati sulla base della retribuzione percepita (o del tetto massimo, se lo stipendio è superiore). Contano sia per il diritto alla pensione sia per il calcolo dell’importo dell’assegno pensionistico.

    Attenzione: i contributi figurativi del congedo straordinario non sono utili per raggiungere i requisiti della NASPI (indennità di disoccupazione), che richiede contribuzione effettiva.

    Come fare domanda INPS

    La domanda di congedo straordinario si presenta esclusivamente all’INPS. Ecco la procedura passo per passo:

    1. Verifica i requisiti: assicurati che il familiare abbia il verbale di handicap grave (art. 3, comma 3, L. 104) e che la convivenza sia attestata
    2. Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS
    3. Cerca il servizio: “Congedo straordinario per assistere familiari disabili in situazione di gravità”
    4. Compila la domanda online: inserisci i dati del familiare, il tipo di parentela, il periodo richiesto e allega la documentazione
    5. Invia la domanda e conserva la ricevuta con il numero di protocollo
    6. Comunica al datore di lavoro: invia copia della domanda INPS con almeno 15 giorni di preavviso (salvo urgenze)

    In alternativa al portale online, puoi presentare domanda tramite il Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da cellulare) oppure attraverso un patronato. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e nell’invio della domanda.

    Congedo straordinario e congedo parentale: differenze

    Molti confondono il congedo straordinario con il congedo parentale, ma sono due istituti completamente diversi:

    CaratteristicaCongedo straordinario 104Congedo parentale
    ScopoAssistere familiare con disabilità graveCura dei figli (anche sani)
    DurataMax 2 anni nella vita lavorativaMax 10-11 mesi per coppia
    Retribuzione100% (con tetto INPS)30% (80% per alcune mensilità nel 2026)
    RequisitoHandicap grave art. 3 c. 3 L. 104Figlio fino a 12 anni
    ConvivenzaRichiesta (salvo genitori)Non richiesta

    I due congedi sono cumulabili: puoi fruire sia del congedo parentale per i tuoi figli sia del congedo straordinario per un genitore disabile, purché i periodi non si sovrappongano.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    FAQ congedo straordinario 104

    Il congedo straordinario è compatibile con il lavoro part-time?

    Sì, anche i lavoratori part-time possono richiedere il congedo straordinario. L’indennità sarà proporzionata all’orario di lavoro effettivo.

    Posso frazionare il congedo in singole giornate?

    Sì, il congedo può essere fruito in modo frazionato, anche a singole giornate. In caso di fruizione frazionata, i giorni festivi e non lavorativi compresi tra due periodi di congedo non vengono conteggiati.

    Cosa succede se perdo il lavoro durante il congedo?

    Il datore di lavoro non può licenziarti durante il congedo straordinario. Il posto di lavoro è garantito dalla legge. Se l’azienda chiude o ci sono licenziamenti collettivi, hai diritto alla NASPI come qualsiasi altro lavoratore.

    Il congedo straordinario si può chiedere per un genitore non convivente?

    Sì, per i genitori (naturali, adottivi o affidatari) del disabile non è richiesta la convivenza. Questo requisito si applica invece a figli, fratelli e parenti entro il terzo grado.

    Quanto tempo ci vuole per l’approvazione della domanda INPS?

    I tempi medi di risposta dell’INPS sono di 30-60 giorni dalla presentazione della domanda. È consigliabile presentare la domanda con largo anticipo rispetto alla data di inizio del congedo desiderata.

    Hai bisogno di assistenza per il congedo straordinario?

    La procedura per il congedo straordinario Legge 104 può sembrare complessa, tra requisiti di convivenza, ordine di priorità e documentazione da presentare. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in ogni fase: dalla verifica dei requisiti alla compilazione della domanda INPS.

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      Maggio 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-03 09:00:002026-05-31 17:58:07Congedo Straordinario Legge 104: 2 Anni Retribuiti nel 2026
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Detrazione Mantenimento Cane Guida 2026: 1.100 euro nel Modello 730 (rigo E81)

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      La detrazione per il mantenimento del cane guida è un'agevolazione fiscale riservata alle persone non vedenti che possiedono un cane guida regolarmente addestrato. Nel Modello 730/2026 (redditi 2025) la detrazione forfettaria sale da 1.000 a 1.100 euro: un importo fisso, non legato al 19% e non subordinato alla presentazione di scontrini o fatture.

      In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine spieghiamo come funziona davvero la detrazione del rigo E81 del Quadro E, chi può richiederla, come si compila il modello e perché è importante distinguerla dalla diversa detrazione del 19% sulle spese di acquisto del cane guida.

      Cos'è la detrazione forfettaria mantenimento cane guida (rigo E81)

      Il rigo E81 del Modello 730/2026 è dedicato esclusivamente alle persone non vedenti che mantengono un cane guida. Si tratta di una detrazione forfettaria: barrando la casella, viene riconosciuto un importo fisso, indipendentemente dalle spese effettivamente sostenute per l'animale (cibo, veterinario, accessori).

      Nel 730/2026 l'importo della detrazione forfettaria sale a 1.100 euro (era 1.000 euro fino al 730/2025). Il nuovo importo viene applicato in fase di compilazione del modello e compare al rigo 38 del prospetto di liquidazione (il riepilogo delle detrazioni).

      Anno fiscaleModello 730Detrazione forfettaria
      Redditi 2024730/20251.000 euro
      Redditi 2025730/20261.100 euro

      Non è il 19%: è una somma fissa

      È importante chiarire un equivoco frequente: la detrazione del rigo E81 non è il 19% di un importo. Si tratta di una somma fissa che il sistema applica direttamente in dichiarazione barrando la casella, senza calcoli percentuali.

      La differenza con altre voci del Quadro E è sostanziale: per le spese mediche, ad esempio, occorre indicare l'importo speso e l'Agenzia delle Entrate calcola il 19% al netto della franchigia di 129,11 euro. Per il mantenimento del cane guida, invece, basta barrare la casella e l'importo di 1.100 euro viene riconosciuto in via forfettaria.

      Chi può richiedere la detrazione

      La detrazione del rigo E81 spetta esclusivamente alla persona non vedente proprietaria del cane guida. Non può essere indicata in dichiarazione da un familiare, anche se la persona non vedente è fiscalmente a carico. È un punto delicato che spesso genera confusione nelle famiglie con un componente non vedente a carico.

      Conseguenza pratica: la persona non vedente proprietaria del cane guida deve presentare il proprio Modello 730 (o Modello Redditi PF) per beneficiare della detrazione, anche se per il resto sarebbe a carico fiscale di un familiare. Senza dichiarazione propria, la detrazione viene persa.

      Requisiti soggettivi

      • Cecità totale oppure residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi con eventuale correzione
      • Possesso effettivo del cane guida regolarmente addestrato presso un centro riconosciuto
      • Indicazione una sola volta per ciascun contribuente, anche in caso di possesso di più cani guida

      La detrazione è legata alla capienza fiscale

      La detrazione forfettaria di 1.100 euro è un importo che si sottrae direttamente dall'IRPEF dovuta. Funziona quindi solo se il contribuente paga IRPEF sufficiente: la quota di detrazione che eccede l'imposta lorda viene perduta, perché non è un credito d'imposta rimborsabile.

      Esempi pratici

      • IRPEF dovuta 0 euro: il contribuente non recupera nulla. La detrazione di 1.100 euro non genera rimborso.
      • IRPEF dovuta 500 euro: il contribuente recupera solo 500 euro. La parte eccedente (600 euro) viene persa.
      • IRPEF dovuta 1.500 euro: il contribuente recupera l'intera detrazione di 1.100 euro.

      Per questo motivo la detrazione è piena solo per chi ha un reddito imponibile sufficiente a generare imposta lorda capiente. Nei casi di reddito basso o nullo, l'agevolazione è solo parziale o inesistente.

      Come compilare il rigo E81 nel Modello 730/2026

      La compilazione è estremamente semplice: nella Sezione VI del Quadro E (“Altre detrazioni”), in corrispondenza del rigo E81, basta apporre una X nella casella. Non occorre indicare l'importo, né allegare scontrini o fatture: l'importo forfettario di 1.100 euro viene applicato in automatico dal sistema.

      Documentazione da conservare

      Anche se non serve allegare nulla in dichiarazione, il contribuente deve conservare per eventuali controlli:

      • Certificato medico di cecità (totale o con residuo visivo non superiore a 1/20)
      • Documentazione del centro di addestramento riconosciuto da cui proviene il cane guida
      • Documenti che attestino la proprietà del cane (microchip, libretto sanitario)

      Dove appare nella dichiarazione

      Una volta compilato il rigo E81 e completata la dichiarazione, l'importo della detrazione forfettaria di 1.100 euro compare al rigo 38 del prospetto di liquidazione del Modello 730/2026. Consigliamo di verificare sempre questa sezione prima di firmare la dichiarazione.

      Diversa dalla detrazione del 19% per l'acquisto del cane

      Il rigo E81 va tenuto separato dalla detrazione del 19% per l'acquisto del cane guida, che rientra invece tra le spese sanitarie del rigo E5. Sono due agevolazioni distinte e cumulabili:

      Acquisto cane guidaMantenimento cane guida
      RigoE5 (spese sanitarie 19%)E81 (detrazione forfettaria)
      TipoDetrazione 19% sull'importo spesoImporto fisso 1.100 euro
      FrequenzaUna volta ogni 4 anniOgni anno
      DocumentiFattura di acquistoNessuno (basta barrare la casella)
      IVA acquistoAliquota agevolata 4%—

      Chi acquista per la prima volta un cane guida può quindi beneficiare nello stesso anno sia della detrazione del 19% sulla spesa di acquisto (rigo E5), sia della detrazione forfettaria di mantenimento (rigo E81). Negli anni successivi, fino al successivo acquisto, resta solo la detrazione forfettaria del rigo E81.

      Lo storico degli importi nel tempo

      L'importo forfettario per il mantenimento del cane guida ha avuto diversi adeguamenti nel corso degli anni:

      • Fino al 2001: 1.000.000 di lire
      • Dal 2002 con l'introduzione dell'euro: 516,46 euro
      • Dal 730/2020 (redditi 2019): 1.000 euro
      • Dal 730/2026 (redditi 2025): 1.100 euro

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande frequenti sul rigo E81

      Devo conservare scontrini per cibo e veterinario?

      No. La detrazione forfettaria del rigo E81 prescinde dalle spese effettivamente sostenute. Non occorre conservare scontrini di cibo, accessori o visite veterinarie. È sufficiente la documentazione di proprietà del cane guida e del certificato di cecità.

      Posso indicare in dichiarazione il cane guida del mio familiare a carico?

      No. La detrazione del rigo E81 spetta esclusivamente alla persona non vedente proprietaria del cane. Anche se il familiare non vedente è fiscalmente a tuo carico, la detrazione non è trasferibile: deve essere il proprietario a presentare la propria dichiarazione.

      Cosa succede se la mia IRPEF è inferiore a 1.100 euro?

      Recuperi solo l'importo pari all'IRPEF dovuta. La parte di detrazione eccedente l'imposta lorda non genera rimborso e viene perduta. La detrazione forfettaria del rigo E81 non è un credito d'imposta rimborsabile.

      Cosa cambia tra il 730/2025 e il 730/2026?

      L'importo forfettario passa da 1.000 a 1.100 euro. La modalità di compilazione (barrare la casella E81) e i requisiti per beneficiare della detrazione restano invariati.

      Hai bisogno di aiuto con il tuo Modello 730?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le persone con disabilità visiva nella corretta compilazione del Modello 730/2026, garantendo l'applicazione di tutte le detrazioni spettanti, inclusa la detrazione forfettaria di 1.100 euro per il mantenimento del cane guida.

      Per prendere appuntamento o richiedere informazioni, contatta il nostro CAF di Udine: ti aiuteremo a verificare i requisiti, raccogliere la documentazione necessaria e a compilare la dichiarazione in modo corretto.

      Maggio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-03 08:17:392026-05-31 17:58:15Detrazione Mantenimento Cane Guida 2026: 1.100 euro nel Modello 730 (rigo E81)
      CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

      Certificato di Pensione INPS 2026: Cosè il Modello ObisM e Come Scaricarlo

      Pensione 2026 INPS

      Il modello ObisM 2026 è il certificato di pensione INPS che ogni anno l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale invia ai pensionati italiani. Si tratta di un documento fondamentale che attesta l’importo della pensione percepita, le ritenute fiscali applicate, le detrazioni riconosciute e i contributi versati nell’anno precedente. In poche parole, è l’equivalente della Certificazione Unica (CU) per i pensionati: un documento indispensabile per presentare la dichiarazione dei redditi con il modello 730 o con il modello Redditi PF.

      Nel 2026, il modello ObisM riguarda i redditi pensionistici percepiti nel corso del 2025. L’INPS lo mette a disposizione in formato digitale sul portale MyINPS a partire da gennaio-febbraio, mentre la copia cartacea viene recapitata per posta ai pensionati che non hanno un indirizzo digitale registrato. Capire dove trovare il modello ObisM, come scaricarlo e come utilizzarlo correttamente può fare la differenza tra una dichiarazione dei redditi corretta e una con errori che potrebbero costare sanzioni.

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      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il modello ObisM: la guida completa
      2. Cosa contiene il modello ObisM: tutti i dati
      3. Quando viene rilasciato nel 2026
      4. Come scaricarlo su MyINPS (SPID, CIE, CNS)
      5. Come riceverlo per posta o richiederlo al CAF
      6. Differenza tra modello ObisM e Certificazione Unica (CU)
      7. Come usare il modello ObisM per la dichiarazione dei redditi
      8. Scadenze fiscali 2026 legate al modello ObisM
      9. Errori frequenti e come correggerli
      10. Domande frequenti sul modello ObisM 2026

      Cos’è il modello ObisM: la guida completa

      Il termine ObisM è l’acronimo di Osservatorio Buste paga e Indennità – Sostituto d’imposta (Mensilità). Si tratta del documento ufficiale che l’INPS rilascia annualmente a tutti i pensionati che ricevono una prestazione previdenziale dall’Istituto. Tecnicamente, il modello ObisM è un prospetto di liquidazione della pensione che riassume in modo dettagliato tutti i dati fiscali e previdenziali relativi all’anno di riferimento.

      Va subito chiarita una distinzione importante: il modello ObisM NON è la Certificazione Unica (CU), anche se entrambi i documenti riguardano i redditi da pensione. Il modello ObisM è un documento di supporto, un riepilogo mensile e annuale degli importi erogati, mentre la CU (ex CUD) è la certificazione fiscale ufficiale rilasciata ai sensi della normativa tributaria. Tuttavia, per molti pensionati il modello ObisM è il documento principale con cui si recano al CAF per presentare la dichiarazione dei redditi, perché contiene tutte le informazioni necessarie.

      Il documento viene prodotto dall’INPS in qualità di sostituto d’imposta: questo significa che l’INPS trattiene direttamente dalla pensione le imposte IRPEF dovute, le addizionali regionali e comunali, e applica le detrazioni spettanti. Il modello ObisM certifica quindi non solo quanto il pensionato ha ricevuto, ma anche quanto ha già pagato in tasse e quali detrazioni gli sono state riconosciute nel corso dell’anno.

      Cosa contiene il modello ObisM: tutti i dati

      Il modello ObisM è strutturato in modo da fornire una panoramica completa della situazione fiscale e previdenziale del pensionato. Di seguito le principali sezioni che lo compongono.

      Dati anagrafici e identificativi

      La prima sezione riporta i dati anagrafici del pensionato: nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, indirizzo di residenza e il numero di posizione assicurativa INPS. Questi dati sono fondamentali per verificare che il documento sia correttamente intestato e che il codice fiscale corrisponda a quello utilizzato nella dichiarazione dei redditi.

      Tipologia e importi della pensione

      Il cuore del documento è la sezione relativa agli importi pensionistici. Vengono indicati:

      • Pensione lorda mensile: l’importo lordo della pensione prima delle ritenute fiscali
      • Tredicesima mensilità: il rateo della tredicesima, anch’essa soggetta a tassazione
      • Arretrati e conguagli: eventuali somme corrisposte in ritardo o aggiustamenti di importo
      • Assegni accessori: ad esempio l’assegno per il nucleo familiare (ANF) se spettante
      • Rivalutazione ISTAT: l’adeguamento annuale delle pensioni al costo della vita
      • Totale pensione lorda annua: la somma di tutte le competenze lorde percepite nell’anno

      Ritenute fiscali: IRPEF e addizionali

      Questa sezione mostra il dettaglio delle imposte trattenute alla fonte dall’INPS come sostituto d’imposta:

      • IRPEF trattenuta: l’imposta sul reddito delle persone fisiche calcolata sulle pensioni percepite, applicando le aliquote per scaglioni (dal 23% al 43%)
      • Addizionale regionale IRPEF: la quota destinata alla Regione di residenza (varia dall’1,23% a circa il 3,33% a seconda della Regione)
      • Addizionale comunale IRPEF: la quota destinata al Comune di residenza (generalmente dallo 0% allo 0,8%)
      • Conguaglio fiscale: l’eventuale conguaglio positivo o negativo effettuato a fine anno dall’INPS

      Detrazioni fiscali applicate

      Una delle sezioni più importanti del modello ObisM riguarda le detrazioni fiscali già riconosciute dall’INPS direttamente sulla pensione. Vengono riportate:

      • Detrazione per redditi da pensione (art. 13 TUIR): spetta a tutti i pensionati con reddito fino a 55.000 euro, con importo decrescente all’aumentare del reddito
      • Detrazioni per carichi di famiglia: coniuge a carico, figli a carico (per le situazioni non coperte dall’assegno unico universale)
      • Detrazioni per altri carichi: genitori anziani a carico, altri familiari
      • Totale detrazioni applicate: la somma complessiva delle detrazioni riconosciute nell’anno

      Quando viene rilasciato nel 2026

      Ogni anno, il modello ObisM relativo all’anno precedente viene reso disponibile dall’INPS secondo un calendario preciso. Per il 2026, il documento certifica i redditi da pensione percepiti nel corso del 2025.

      Calendario di rilascio 2026

      L’INPS segue generalmente questo calendario per la messa a disposizione del modello ObisM:

      • Gennaio 2026: prima rielaborazione dei dati e disponibilità parziale sul portale MyINPS
      • Febbraio 2026: il modello ObisM definitivo è disponibile per la maggior parte dei pensionati sul portale web
      • Febbraio-Marzo 2026: invio per posta agli aventi diritto che non hanno accesso digitale o che lo hanno richiesto
      • Aprile 2026: Certificazione Unica (CU) disponibile sul portale (documento fiscalmente più rilevante per il 730)

      Attenzione: la tempistica può variare leggermente in base alla complessità della posizione previdenziale (chi ha pensioni di diverse gestioni, arretrati o conguagli particolari potrebbe ricevere il documento in ritardo rispetto alla data standard).

      Per quanto riguarda la Certificazione Unica pensionati 2026, l’INPS è tenuto a trasmetterla all’Agenzia delle Entrate e a renderla disponibile al pensionato entro il 16 marzo 2026, come previsto dalla normativa fiscale vigente (art. 4 D.P.R. 322/1998).

      Come scaricarlo su MyINPS (SPID, CIE, CNS)

      Il modo più rapido e autonomo per ottenere il modello ObisM è scaricarlo direttamente dal portale MyINPS (myinps.inps.it), il sistema di accesso personale ai servizi INPS online. Per accedere è necessario disporre di uno dei seguenti sistemi di autenticazione digitale:

      • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale): il metodo più diffuso, gratuito e disponibile tramite provider come Poste Italiane, TIM, Aruba, Namirial e altri. Si ottiene con un documento di identità valido e il codice fiscale
      • CIE (Carta di Identità Elettronica): la carta di identità rilasciata dal 2016 dai Comuni italiani, dotata di chip NFC per l’autenticazione online tramite smartphone o lettore di carte
      • CNS (Carta Nazionale dei Servizi): la tessera sanitaria con microchip abilitata per l’accesso ai servizi pubblici online, usata soprattutto da professionisti

      Procedura passo-passo per scaricare il modello ObisM

      1. Accedi a MyINPS: vai su myinps.inps.it e clicca su “Accedi” in alto a destra. Scegli il metodo di autenticazione (SPID, CIE o CNS)
      2. Vai alla sezione pensione: una volta entrato nella tua area personale, clicca su “Le mie prestazioni” oppure cerca direttamente nella barra di ricerca “Cedolino della pensione”
      3. Seleziona il servizio cedolino/ObisM: nella sezione dedicata alla pensione trovi l’accesso al servizio “Cedolino della pensione e Modello ObisM”. Clicca su “Accedi al servizio”
      4. Scegli l’anno di riferimento: nel menu a tendina seleziona l’anno 2025 (per il modello ObisM 2026 relativo ai redditi 2025)
      5. Scarica il documento: il sistema ti mostrerà il documento in formato PDF. Clicca su “Scarica” o “Stampa” per salvarlo sul tuo dispositivo o stamparlo

      Nota pratica: se non riesci ad accedere a MyINPS per problemi tecnici o perché non hai ancora attivato lo SPID, puoi anche contattare il Contact Center INPS al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164164 (da rete mobile, a pagamento). Gli operatori possono fornirti informazioni sulla tua posizione previdenziale.

      Come riceverlo per posta o richiederlo al CAF

      Non tutti i pensionati hanno la possibilità o la dimestichezza necessaria per accedere ai servizi digitali dell’INPS. Per questo motivo esistono diverse modalità alternative per ottenere il certificato di pensione ObisM.

      Ricezione per posta ordinaria

      L’INPS invia automaticamente per posta ordinaria il modello ObisM ai pensionati che:

      • Non hanno un’utenza attiva su MyINPS
      • Hanno esplicitamente richiesto la ricezione cartacea
      • Risiedono in zone con scarsa connettività (aree rurali o montane)

      Il documento viene inviato all’indirizzo di residenza anagrafica registrato presso l’INPS. Se hai cambiato residenza e non hai aggiornato l’indirizzo presso l’INPS, il documento potrebbe non arrivare. In questo caso, è necessario aggiornare i propri dati anagrafici sul portale MyINPS o tramite il patronato.

      Richiesta tramite CAF o Patronato

      Il CAF (Centro di Assistenza Fiscale) e il patronato sono i canali più utilizzati dai pensionati per ottenere il modello ObisM senza doversi preoccupare delle procedure digitali. I CAF come il CAF Centro Fiscale di Udine offrono questo servizio con diversi vantaggi:

      • Accesso delegato al portale INPS: il CAF o il patronato, munito di delega firmata dal pensionato, può accedere direttamente al portale INPS per scaricare il modello ObisM per conto del proprio assistito
      • Verifica dei dati: il personale specializzato verifica che tutti i dati del modello siano corretti e che non ci siano errori nell’importo della pensione o nelle ritenute applicate
      • Assistenza per la dichiarazione: una volta ottenuto il modello ObisM, il CAF può immediatamente procedere con la compilazione e la trasmissione del modello 730 o del modello Redditi PF
      • Gestione di situazioni complesse: chi ha più pensioni (pensione diretta + pensione di reversibilità, o pensioni da diverse gestioni INPS) può trovare nel CAF il supporto necessario per gestire situazioni fiscali articolate

      Come richiedere il modello ObisM al CAF: porta con te il documento d’identità in corso di validità, il codice fiscale e, se possibile, il PIN INPS o le credenziali SPID per velocizzare la procedura. Il personale del CAF si occuperà di tutto il resto.

      Differenza tra modello ObisM e Certificazione Unica (CU)

      Uno dei punti di maggiore confusione per i pensionati riguarda la differenza tra il modello ObisM e la Certificazione Unica (CU), nota anche come “CUD” con il vecchio nome. Sebbene entrambi i documenti provengano dall’INPS e riguardino la pensione, hanno funzioni e valori legali diversi.

      CaratteristicaModello ObisMCertificazione Unica (CU)
      Natura giuridicaDocumento informativo/gestionaleDocumento fiscale certificativo ufficiale
      Base normativaCircolare INPS di gestione internaArt. 4 D.P.R. 322/1998
      Trasmissione Agenzia EntrateNoSi (entro 16 marzo)
      Utilizzo per il 730Documento di supporto (dati di riferimento)Documento ufficiale da allegare/usare
      Scadenza rilascioGennaio-FebbraioEntro 16 marzo
      Disponibilità onlineMyINPS – sezione cedolino pensioneMyINPS – sezione CU / portale Agenzia Entrate

      In sintesi: la Certificazione Unica ha maggiore valore fiscale e giuridico, in quanto viene trasmessa direttamente all’Agenzia delle Entrate e costituisce la base per il 730 precompilato. Il modello ObisM è un documento di supporto molto utile per verificare i dettagli mensili degli importi e per risolvere eventuali discrepanze. In molti casi, però, il CAF utilizza entrambi i documenti in modo complementare per garantire la massima accuratezza della dichiarazione dei redditi.

      Come usare il modello ObisM per la dichiarazione dei redditi

      Il modello ObisM è un alleato prezioso per i pensionati che devono presentare la dichiarazione dei redditi. Ecco come utilizzarlo correttamente.

      Per il modello 730 pensionati

      La dichiarazione dei redditi con il modello 730 è obbligatoria o conveniente per la maggior parte dei pensionati. Il modello ObisM ti serve per:

      • Verificare il reddito da pensione da dichiarare: il totale lordo della pensione percepita nell’anno deve essere inserito nel quadro C del 730 come reddito da pensione (tipologia: redditi da pensione)
      • Controllare le ritenute già versate: le ritenute IRPEF mostrate nel modello ObisM devono corrispondere a quelle che il 730 precompilato riporta. Se ci sono differenze, occorre verificare con il CAF
      • Verificare le detrazioni applicate: le detrazioni per pensionato riconosciute dall’INPS devono essere coerenti con la tua situazione familiare. Se hai avuto variazioni (un familiare a carico che non lo è più, o viceversa), il CAF può fare le opportune correzioni
      • Dichiarare eventuali arretrati: se il modello ObisM riporta arretrati di anni precedenti, questi devono essere trattati con la tassazione separata (torbetto) nel 730

      Pensionati esonerati dalla dichiarazione

      Non tutti i pensionati sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi. Sono esonerati dalla presentazione del 730 i pensionati che:

      • Hanno un solo reddito da pensione e non hanno altre fonti di reddito
      • Il reddito da pensione non supera 8.500 euro annui (soglia di esonero aggiornata 2025)
      • Non hanno detrazioni o deduzioni aggiuntive da far valere (spese mediche, interessi sul mutuo, ecc.)
      • Non devono recuperare crediti fiscali

      Attenzione: anche se sei esonerato dall’obbligo, può essere conveniente presentare il 730 se hai sostenuto spese detraibili (spese mediche, interessi sul mutuo, spese funebri, ecc.) che ti permetterebbero di recuperare parte delle imposte pagate. Il CAF può fare una valutazione gratuita della tua situazione.

      Scadenze fiscali 2026 legate al modello ObisM

      Conoscere le scadenze fiscali 2026 è fondamentale per non incorrere in ritardi o sanzioni. Di seguito il calendario delle principali scadenze legate al modello ObisM e alla dichiarazione dei redditi pensionati.

      DataScadenzaCosa fare
      Gennaio-Febbraio 2026Disponibilità modello ObisMScaricarlo da MyINPS o richiederlo al CAF
      16 marzo 2026Certificazione Unica (CU) disponibileVerifica CU su MyINPS o sul portale Agenzia Entrate
      30 aprile 2026730 precompilato disponibileVisualizzazione della dichiarazione precompilata su sito Agenzia Entrate
      Dal 15 maggio 2026Apertura CAF per 730Prenotare appuntamento al CAF per la presentazione del 730
      30 settembre 2026Scadenza 730 tramite CAFUltimo giorno per presentare il 730 tramite CAF o sostituto d’imposta
      Novembre 2026Conguaglio fiscaleINPS effettua il conguaglio sulla pensione (rimborso o trattenuta)

      Consiglio pratico: non aspettare l’ultimo momento per presentare il 730. I CAF tendono ad avere i periodi più intensi tra maggio e luglio. Prenotare per tempo, già da aprile-maggio, consente di essere seguiti con maggiore attenzione e di ricevere il conguaglio fiscale prima.

      Errori frequenti e come correggerli

      Il modello ObisM, pur essendo prodotto automaticamente dall’INPS, non è esente da errori. Ecco i problemi piu comuni che si possono riscontrare e come gestirli.

      Importo pensione errato

      Se il totale della pensione indicato nel modello ObisM non corrisponde agli importi effettivamente percepiti (somma dei cedolini mensili), potrebbe esserci un errore di calcolo. Le cause piu frequenti sono:

      • Rivalutazione non applicata correttamente: l’adeguamento ISTAT potrebbe non essere stato calcolato sull’intero anno
      • Arretrati non inclusi o duplicati: somme pagate in ritardo potrebbero essere state contabilizzate nell’anno sbagliato
      • Sospensione temporanea della pensione: in caso di controlli INPS o variazioni della situazione assicurativa

      Cosa fare: contatta il patronato CAF portando i cedolini mensili e il modello ObisM. Il personale competente confronterà i dati e, se necessario, presenterà un ricorso amministrativo all’INPS per la correzione.

      Detrazioni non riconosciute o errate

      Un errore frequente riguarda le detrazioni per carichi di famiglia: se hai comunicato all’INPS di avere familiari a carico ma non li vedi nel modello ObisM, o se sono stati applicati importi errati, occorre intervenire. Analogamente, se il calcolo della detrazione per redditi da pensione e sbagliato (ad esempio perché il reddito totale e stato calcolato erroneamente), si rischia di pagare piu IRPEF del dovuto.

      Mancata ricezione del documento

      Se non hai ricevuto il modello ObisM ne per posta ne sul portale MyINPS, verifica:

      • Che l’indirizzo di residenza registrato presso l’INPS sia aggiornato
      • Che la tua utenza MyINPS sia attiva e il profilo sia completo
      • Che non ci siano blocchi sulla tua posizione previdenziale (procedimento di revisione, accertamento d’ufficio, ecc.)

      In caso di difficolta, il patronato CAF puo intervenire come intermediario con l’INPS per risolvere il problema e ottenere la documentazione necessaria.

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      Domande frequenti sul modello ObisM 2026

      Cos’è il modello ObisM INPS?

      Il modello ObisM (Osservatorio Buste paga e Indennità – Sostituto d’imposta Mensile) è il certificato di pensione rilasciato annualmente dall’INPS a tutti i pensionati. Riepiloga gli importi lordi percepiti, le ritenute IRPEF trattenute, le addizionali regionali e comunali e le detrazioni fiscali applicate nell’anno di riferimento.

      Dove si scarica il modello ObisM 2026?

      Il modello ObisM 2026 si scarica dal portale MyINPS (myinps.inps.it) accedendo con SPID, CIE o CNS. Una volta autenticati, occorre andare alla sezione ‘Cedolino della pensione’, selezionare l’anno 2025 e scaricare il documento in PDF. In alternativa, il CAF o il patronato possono scaricarlo per conto del pensionato tramite delega.

      Qual è la differenza tra modello ObisM e Certificazione Unica (CU)?

      Il modello ObisM è un documento gestionale e informativo che l’INPS produce per il pensionato. La Certificazione Unica (ex CUD) è invece il documento fiscale ufficiale che l’INPS trasmette all’Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo e che viene utilizzato per precompilare il modello 730. Entrambi contengono dati simili, ma la CU ha valore fiscale certificativo superiore.

      Ho bisogno del modello ObisM per fare il 730?

      Il modello ObisM non è obbligatorio per la presentazione del 730, perché i dati fiscali ufficiali vengono trasmessi direttamente dall’INPS all’Agenzia delle Entrate tramite la Certificazione Unica. Tuttavia, il modello ObisM è molto utile come documento di controllo e supporto, soprattutto per verificare la correttezza degli importi indicati nel 730 precompilato.

      Quando arriva il modello ObisM per posta nel 2026?

      L’INPS invia il modello ObisM per posta ordinaria tra gennaio e marzo 2026 ai pensionati che non hanno accesso digitale a MyINPS. I tempi esatti dipendono dal volume di invii e dalla localizzazione geografica. Se non lo ricevi entro marzo, puoi richiederlo tramite il Contact Center INPS (803 164) o attraverso il CAF/patronato.


      Hai bisogno del modello ObisM? Il CAF lo recupera per te

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa ai pensionati: recuperiamo il modello ObisM dal portale INPS, verifichiamo la correttezza degli importi e ti assistiamo nella presentazione del modello 730. Il nostro patronato gestisce anche eventuali errori e contestazioni con l’INPS.

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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Maggio 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-02 09:53:002026-05-31 16:58:20Certificato di Pensione INPS 2026: Cosè il Modello ObisM e Come Scaricarlo
        CAF

        Congedo per Malattia Figlio 2026: Durata e Novità

        congedo parentale 2025

        Quando un figlio si ammala, i genitori lavoratori hanno il diritto di assentarsi dal lavoro per assisterlo. Il congedo per malattia del figlio è un istituto previsto dal Testo Unico sulla maternità e paternità (D.Lgs. 151/2001) che consente a entrambi i genitori, alternativamente, di restare a casa senza rischiare il licenziamento. In questa guida vediamo la durata del congedo in base all’età del bambino, le novità 2026, la retribuzione e le differenze con i permessi Legge 104.

        Indice dei contenuti

        1. Cos’è il congedo per malattia del figlio
        2. Durata del congedo in base all’età del figlio
        3. Retribuzione e contributi figurativi
        4. Come richiedere il congedo: certificato pediatra
        5. Novità 2026 sul congedo per malattia del figlio
        6. Differenze con i permessi Legge 104
        7. Congedo malattia figlio e congedo parentale
        8. Domande frequenti

        Cos’è il congedo per malattia del figlio

        Il congedo per malattia del figlio è il diritto di entrambi i genitori (madre e padre), lavoratori dipendenti, di astenersi dal lavoro per tutta la durata della malattia del bambino. Si tratta di un diritto individuale: ciascun genitore può usufruirne, ma non contemporaneamente per lo stesso figlio nello stesso periodo.

        A differenza del congedo parentale, che può essere usato per qualsiasi esigenza di cura, il congedo per malattia del figlio richiede una certificazione medica che attesti lo stato di malattia del bambino. Non è necessario il ricovero ospedaliero: basta anche una semplice influenza o malattia esantematica.

        Durata del congedo in base all’età del figlio

        La durata del congedo per malattia del figlio varia in base all’età del bambino. Ecco le regole per il 2026:

        Figlio fino a 3 anni di età:

        • Ciascun genitore può assentarsi senza limiti di giorni
        • Il congedo copre l’intera durata della malattia, anche se prolungata
        • I due genitori possono alternarsi (non contemporaneamente)

        Figlio tra 3 e 8 anni di età:

        • Ciascun genitore ha diritto a 5 giorni lavorativi all’anno
        • Il limite è individuale: 5 giorni per la madre + 5 giorni per il padre = 10 giorni totali per il nucleo
        • I giorni non utilizzati non sono cumulabili con l’anno successivo

        Figlio oltre 8 anni: il diritto al congedo per malattia del figlio non è più previsto dalla legge. Per figli con disabilità grave, però, restano disponibili i permessi previsti dalla Legge 104/1992.

        Retribuzione e contributi figurativi

        Il congedo per malattia del figlio è non retribuito per legge. Questo significa che durante i giorni di assenza il genitore non percepisce lo stipendio. Tuttavia, alcuni contratti collettivi nazionali (CCNL) prevedono trattamenti migliorativi: verifica sempre il tuo contratto di lavoro.

        Per quanto riguarda i contributi previdenziali, la normativa prevede:

        • Figlio fino a 3 anni: i periodi di congedo sono coperti da contribuzione figurativa piena, cioè contano interamente ai fini della pensione
        • Figlio tra 3 e 8 anni: la copertura contributiva è ridotta, con un valore convenzionale pari al 200% dell’assegno sociale

        I contributi figurativi sono fondamentali per non avere “buchi” nella carriera contributiva. Se hai dubbi sulla tua situazione previdenziale, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare l’estratto conto contributivo INPS.

        Come richiedere il congedo: certificato pediatra

        Per usufruire del congedo per malattia del figlio, il genitore deve seguire questa procedura:

        1. Certificato del pediatra: il medico curante del bambino (o il pediatra di libera scelta) deve rilasciare un certificato di malattia, preferibilmente in formato telematico, inviandolo direttamente all’INPS
        2. Comunicazione al datore di lavoro: il genitore deve informare tempestivamente il datore di lavoro dell’assenza, indicando il nome e la data di nascita del figlio malato
        3. Dichiarazione sostitutiva: è necessaria un’autocertificazione in cui il genitore dichiara che l’altro genitore non sta usufruendo contemporaneamente del congedo per lo stesso figlio

        Il datore di lavoro non può rifiutare il congedo se la documentazione è corretta. Non è necessaria la domanda INPS online, poiché il congedo per malattia del figlio è gestito direttamente tra lavoratore e datore di lavoro (l’INPS non eroga indennità, trattandosi di congedo non retribuito).

        Novità 2026 sul congedo per malattia del figlio

        Il 2026 porta alcune novità importanti per i genitori lavoratori:

        • Certificato medico telematico obbligatorio: dal 2026 il certificato di malattia del figlio deve essere trasmesso in formato elettronico dal pediatra, come già avviene per la malattia del lavoratore. Questo semplifica la procedura ed elimina la necessità di consegnare il certificato cartaceo
        • Estensione CCNL: diversi contratti collettivi rinnovati nel 2025-2026 hanno introdotto la retribuzione parziale (dal 30% al 50%) per i primi giorni di congedo malattia figlio. Verifica il tuo CCNL di riferimento
        • Compatibilità con lo smart working: alcune interpretazioni INPS hanno chiarito che il genitore può richiedere il congedo anche se lavora in smart working, poiché l’assistenza al figlio malato richiede attenzione dedicata

        In ambito parlamentare si discute anche una proposta di legge per estendere il congedo retribuito fino a 3 giorni l’anno per i figli fino a 14 anni, ma al momento non è ancora stata approvata.

        Differenze con i permessi Legge 104

        È importante non confondere il congedo per malattia del figlio con i permessi previsti dalla Legge 104/1992. Ecco le principali differenze:

        • Congedo malattia figlio: si applica a qualsiasi malattia del bambino (influenza, varicella, bronchite), non serve la certificazione di handicap grave, valido fino a 8 anni del figlio
        • Permessi Legge 104: si applicano solo in caso di handicap grave certificato (art. 3 comma 3), prevedono 3 giorni al mese retribuiti, senza limiti di età del figlio
        • Congedo straordinario Legge 104: fino a 2 anni retribuiti nella vita lavorativa, ma solo per assistenza a familiari con handicap grave

        I due istituti non si escludono a vicenda: un genitore di figlio con disabilità grave può usufruire sia dei permessi Legge 104 sia del congedo per malattia del figlio, a seconda della situazione specifica.

        Congedo malattia figlio e congedo parentale

        Il congedo per malattia del figlio è completamente indipendente dal congedo parentale. Ciò significa che un genitore può usufruire di entrambi nello stesso anno, senza che i giorni dell’uno si sottraggano all’altro.

        Ad esempio, una madre che ha già utilizzato 3 mesi di congedo parentale può comunque prendere il congedo per malattia del figlio quando il bambino si ammala. Allo stesso modo, il padre che ha usato i 10 giorni di congedo di paternità e parte del congedo parentale mantiene intatto il diritto al congedo malattia figlio.

        Le detrazioni per figli a carico non vengono influenzate dall’utilizzo del congedo. Chi percepisce il bonus mamme mantiene il diritto anche durante i periodi di assenza per malattia del figlio.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande frequenti sul congedo malattia figlio

        Il congedo per malattia del figlio spetta anche ai genitori adottivi?

        Sì, il congedo spetta a tutti i genitori lavoratori dipendenti, compresi quelli adottivi e affidatari. L’età di riferimento è sempre quella anagrafica del bambino, non quella dell’ingresso in famiglia.

        Posso prendere il congedo se mio figlio ha il raffreddore?

        Sì, la legge non distingue tra malattie gravi e lievi. Qualsiasi patologia certificata dal pediatra dà diritto al congedo. Anche un semplice raffreddore, se certificato, consente l’assenza dal lavoro.

        Il datore di lavoro può chiedermi di recuperare i giorni?

        No. Il congedo per malattia del figlio è un diritto irrinunciabile. Il datore di lavoro non può chiederti di recuperare i giorni, né di lavorare da casa durante il congedo, né di usare ferie o permessi al posto del congedo.

        Cosa succede se entrambi i genitori lavorano per lo stesso datore?

        Anche in questo caso, entrambi hanno diritto al congedo, ma non possono usufruirne contemporaneamente per lo stesso figlio. Il datore di lavoro deve rispettare il diritto di ciascun genitore singolarmente.

        Hai bisogno di aiuto con il congedo per malattia del figlio?

        Il congedo per malattia del figlio è un diritto fondamentale per ogni genitore lavoratore. Se hai dubbi sulla durata, sulla retribuzione prevista dal tuo CCNL o sulla procedura da seguire, il CAF Centro Fiscale di Udine può fornirti assistenza personalizzata. Possiamo anche aiutarti a verificare i tuoi contributi figurativi e la tua situazione previdenziale complessiva.

        Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

        I nostri operatori possono aiutarti con i congedi, il congedo parentale, i contributi figurativi e tutte le pratiche legate alla genitorialità.

        Scrivici su WhatsApp: 366 601 8121

        Oppure chiamaci al 0432 1638640
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        Maggio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/congedo-parentale.jpg 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-02 09:00:002026-05-31 17:58:24Congedo per Malattia Figlio 2026: Durata e Novità
        NOTIZIE, PATRONATO

        Pagamenti INPS di Maggio 2026: Quando Arrivano Pensione, NASPI, ADI e Assegno Unico

        Pensione 2026 INPS

        Maggio 2026 è il mese in cui milioni di italiani attendono l’accredito delle principali prestazioni INPS: dalla pensione alla NASPI, dall’Assegno di Inclusione (ADI) all’Assegno Unico Universale. Sapere esattamente quando arrivano i pagamenti INPS di maggio 2026 è fondamentale per gestire le spese mensili, programmare pagamenti e non trovarsi in difficoltà in attesa dell’accredito. In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine trovi il calendario dettagliato di tutte le prestazioni, gli importi aggiornati, le modalità di accredito e come verificare il proprio cedolino su MyINPS.

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        Indice dei contenuti

        1. Pensioni INPS maggio 2026: data di accredito e modalità
        2. NASPI maggio 2026: quando arriva e a chi spetta
        3. Assegno di Inclusione (ADI) maggio 2026: importi e date
        4. Assegno Unico Universale maggio 2026: importi e fasce ISEE
        5. Altri pagamenti INPS di maggio 2026
        6. Come verificare i pagamenti su MyINPS
        7. Tabella riepilogativa: tutti i pagamenti di maggio 2026
        8. Domande frequenti sui pagamenti INPS di maggio

        Pensioni INPS maggio 2026: data di accredito e modalità

        Il pagamento delle pensioni INPS di maggio 2026 segue il calendario mensile ufficiale stabilito dall’Istituto. Per il mese di maggio 2026, il primo giorno utile per il ritiro presso gli uffici postali è mercoledì 2 maggio 2026. Chi riceve la pensione tramite accredito bancario o postale trova l’importo disponibile sul conto già da venerdì 2 maggio 2026 (il calendario inizia il secondo giorno lavorativo del mese).

        Il ritiro agli sportelli postali segue un calendario scaglionato per cognome, per evitare assembramenti:

        • Venerdì 2 maggio 2026: cognomi dalla A alla B
        • Sabato 3 maggio 2026: cognomi dalla C alla D
        • Lunedì 5 maggio 2026: cognomi dalla E alla K
        • Martedì 6 maggio 2026: cognomi dalla L alla O
        • Mercoledì 7 maggio 2026: cognomi dalla P alla R
        • Giovedì 8 maggio 2026: cognomi dalla S alla Z

        Chi riceve la pensione tramite conto corrente bancario (accredito diretto) non deve rispettare alcun calendario: l’importo viene accreditato automaticamente il 2 maggio 2026. Lo stesso vale per chi ha un libretto di risparmio Poste Italiane o una Carta Postamat: l’accredito avviene il primo giorno del calendario senza dover andare allo sportello.

        Importi delle pensioni maggio 2026

        Gli importi delle pensioni INPS per il 2026 sono stati rivalutati applicando il meccanismo di perequazione automatica previsto dalla Legge di Bilancio 2025. La rivalutazione per il 2026 è applicata su base ISTAT al tasso definitivo. Ecco una panoramica degli importi minimi e delle soglie rilevanti:

        • Pensione minima INPS 2026: circa 603 euro al mese (rivalutata rispetto al 2025)
        • Integrazione al minimo: per pensionati con redditi bassi, l’INPS integra la pensione fino alla soglia minima
        • Pensione di vecchiaia contributiva: importo variabile in base ai contributi versati
        • Pensione anticipata: calcolata sul montante contributivo con le regole in vigore
        • Assegno sociale 2026: circa 543 euro mensili (per chi ha compiuto 67 anni senza pensione)

        Per conoscere l’importo esatto della propria pensione a maggio 2026, è possibile consultare il cedolino della pensione direttamente su MyINPS (sezione “Cedolino della pensione”) oppure tramite l’app INPS Mobile. Il cedolino di maggio è disponibile online già dalla fine di aprile.

        NASPI maggio 2026: quando arriva e a chi spetta

        La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro. Per maggio 2026, il pagamento della NASPI viene effettuato di norma entro la fine del mese, in base alla data di presentazione della domanda e al calendario di elaborazione INPS.

        In dettaglio, il pagamento della NASPI di maggio 2026 segue queste tempistiche:

        • Domande approvate con accredito bancario: pagamento entro il 15-20 maggio 2026 per chi ha già la NASPI in corso; per le nuove domande i tempi possono essere più lunghi
        • Prima erogazione NASPI: dopo l’approvazione della domanda (mediamente 30-60 giorni dalla presentazione), il primo pagamento include eventuali arretrati dal primo giorno di disoccupazione
        • Erogazioni successive: mensili, solitamente nella seconda o terza settimana del mese

        Requisiti NASPI 2026

        Per ricevere la NASPI nel 2026, il lavoratore deve possedere questi requisiti:

        • Stato di disoccupazione involontaria: licenziamento, fine contratto a termine, dimissioni per giusta causa
        • Almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la disoccupazione
        • 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione
        • Presentazione della DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro) presso il Centro per l’Impiego

        Importo e durata della NASPI 2026

        L’importo della NASPI è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile degli ultimi 4 anni, fino a una soglia di circa 1.352,19 euro (soglia aggiornata per il 2026). Per retribuzioni superiori alla soglia, si aggiunge il 25% della differenza. L’importo massimo NASPI 2026 è fissato a circa 1.550 euro lordi mensili.

        La durata della NASPI corrisponde alla metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi. Dopo il terzo mese, l’importo si riduce del 3% ogni mese. Se hai bisogno di assistenza per la domanda NASPI o vuoi verificare i tuoi diritti, il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto completo per le pratiche patronato.

        Assegno di Inclusione (ADI) maggio 2026: importi e date

        L’Assegno di Inclusione (ADI) è la misura di sostegno al reddito che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024. Per maggio 2026, il pagamento dell’ADI segue le seguenti regole:

        • Prima erogazione del mese: accredito sulla Carta di Inclusione entro il 27 maggio 2026 per i beneficiari già in carico
        • Nuovi beneficiari: il primo accredito avviene il mese successivo all’approvazione della domanda da parte dell’INPS
        • Rinnovo ISEE: chi non ha rinnovato l’ISEE 2026 entro il 31 gennaio rischia la sospensione del pagamento

        Nuove regole ADI 2026

        Il 2026 ha introdotto alcune modifiche importanti all’Assegno di Inclusione:

        • ISEE obbligatorio e aggiornato: l’ISEE deve essere presentato entro il 31 gennaio di ogni anno per non perdere il beneficio. Il valore soglia rimane ISEE inferiore a 9.360 euro
        • Scala di equivalenza aggiornata: modifiche ai coefficienti di calcolo che influenzano l’importo spettante in base alla composizione del nucleo familiare
        • Patto di attivazione digitale: obbligo di sottoscrizione per tutti i componenti del nucleo in età lavorativa (18-59 anni), pena la sospensione
        • Percorsi di inclusione lavorativa: rafforzamento dell’obbligo di partecipazione ai progetti dei Servizi Sociali e dei Centri per l’Impiego
        • Compatibilità con il lavoro: chi trova lavoro può continuare a percepire l’ADI in misura ridotta, fino a un reddito da lavoro di 3.000 euro annui

        Importi ADI maggio 2026

        L’importo dell’ADI varia in base alla composizione del nucleo familiare e alla situazione reddituale. In generale:

        • Componente base (affitto): fino a 500 euro mensili per il nucleo familiare
        • Integrazione per affitto: fino a 280 euro mensili aggiuntivi per chi è in affitto
        • Massimo complessivo: fino a 780 euro mensili per i nuclei con un solo componente
        • Nuclei numerosi: l’importo aumenta con la scala di equivalenza, con bonus per minori e persone con disabilità

        Per verificare l’importo esatto del proprio ADI e la data di accredito, è possibile accedere al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS, oppure rivolgersi al CAF Centro Fiscale per una consulenza gratuita sull’ISEE e sui requisiti ADI.

        Assegno Unico Universale maggio 2026: importi e fasce ISEE

        L’Assegno Unico Universale (AUU) è il contributo mensile erogato dall’INPS per ogni figlio a carico fino a 21 anni (senza limiti di età per i figli con disabilità). Per maggio 2026, il pagamento viene effettuato nella seconda o terza settimana del mese, solitamente tra il 16 e il 21 maggio 2026.

        Chi ha presentato la domanda e ha l’ISEE 2026 aggiornato riceverà l’importo pieno rivalutato. Chi non ha rinnovato l’ISEE percepirà l’importo minimo (importo senza ISEE).

        Importi Assegno Unico maggio 2026 per fascia ISEE

        Gli importi dell’Assegno Unico 2026 sono stati aggiornati rispetto all’anno precedente. Ecco le fasce principali:

        • ISEE fino a 17.090 euro: importo massimo di circa 200 euro mensili per figlio (fascia più alta)
        • ISEE tra 17.090 e 45.574 euro: importo decrescente in base all’ISEE (scala lineare)
        • ISEE superiore a 45.574 euro o senza ISEE: importo minimo di circa 57 euro mensili per figlio
        • Figli disabili: maggiorazione fino a 105 euro mensili per figli con disabilità grave; 95 euro per disabilità media
        • Figli tra 18 e 21 anni: importo ridotto (circa 28,50 euro al minimo), con condizioni (studio, tirocinio, servizio civile)
        • Madri con 4+ figli: maggiorazione di 150 euro mensili per il nucleo

        Come verificare il pagamento dell’Assegno Unico

        Per conoscere la data e l’importo del pagamento dell’Assegno Unico di maggio 2026, puoi consultare l’articolo dettagliato Pagamento Assegno Unico Maggio 2026 oppure accedere direttamente a MyINPS. Se l’ISEE non è aggiornato, il pagamento potrebbe essere inferiore al previsto: rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per rinnovare l’ISEE 2026 in tempi rapidi.

        Altri pagamenti INPS di maggio 2026

        Oltre alle prestazioni principali, a maggio 2026 l’INPS eroga anche una serie di pagamenti aggiuntivi e prestazioni specifiche. Ecco una panoramica:

        Indennità di maternità e paternità

        Le indennità di maternità e paternità vengono erogate mensilmente dall’INPS per i lavoratori dipendenti e autonomi in congedo. I pagamenti di maggio 2026 seguono il calendario standard INPS (seconda o terza settimana del mese). Per i lavoratori dipendenti, l’indennità viene anticipata dal datore di lavoro e poi rimborsata dall’INPS; per i lavoratori autonomi e le parasubordinate il pagamento è diretto dall’INPS.

        Assegni di invalidità e pensioni di invalidità civile

        Le pensioni e gli assegni di invalidità civile seguono lo stesso calendario delle pensioni: accredito dal 2 maggio 2026 per chi ha l’accredito su conto corrente, oppure ritiro scaglionato agli uffici postali per cognome. Gli importi 2026 sono stati rivalutati:

        • Pensione di inabilità: circa 330 euro mensili (rivalutata)
        • Assegno mensile di assistenza: circa 330 euro mensili
        • Indennità di accompagnamento: circa 531 euro mensili (non è soggetta a limiti di reddito)

        Cassa integrazione guadagni (CIG)

        I lavoratori in Cassa Integrazione Guadagni (CIG) ricevono il pagamento INPS di maggio 2026 solitamente nella seconda o terza settimana del mese, ma i tempi variano in base al tipo di integrazione (ordinaria, straordinaria, in deroga) e all’azienda di provenienza. L’importo è pari all’80% della retribuzione lorda per le ore non lavorate, fino a un massimo giornaliero prestabilito.

        Bonus INPS maggio 2026

        A maggio 2026 l’INPS eroga anche alcuni bonus e integrazioni periodiche:

        • Assegni Nucleo Familiare (ANF): per lavoratori dipendenti con familiari a carico e reddito entro soglie INPS; l’importo mensile varia da pochi euro a oltre 100 euro per figlio in base al reddito familiare e al numero di componenti
        • Quattordicesima mensilità: per i pensionati con redditi bassi, la quattordicesima viene erogata a luglio (non a maggio), ma è utile sapere che si tratta di un’integrazione di importo variabile tra 336 e 655 euro
        • Bonus Mamma 2025-2026 (decontribuzione mamme): per le lavoratrici madri dipendenti con 2 o più figli, si tratta di una riduzione dei contributi previdenziali (non un pagamento diretto INPS), già integrata nella busta paga mensile

        Come verificare i pagamenti su MyINPS

        Il portale MyINPS (myinps.inps.it) è lo strumento principale per consultare in autonomia tutte le informazioni sui pagamenti INPS. Ecco come utilizzarlo per le diverse prestazioni:

        Come accedere a MyINPS

        L’accesso a MyINPS richiede una delle seguenti credenziali:

        • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) — livello 2
        • CIE (Carta d’Identità Elettronica) con lettore o app
        • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
        • eIDAS per i cittadini UE

        Una volta effettuato l’accesso, puoi navigare nella sezione “Le mie pratiche e i miei pagamenti” per vedere lo stato di ogni prestazione.

        Cedolino della pensione su MyINPS

        Per verificare la pensione di maggio 2026 su MyINPS:

        • Accedi a MyINPS
        • Vai su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”
        • Clicca su “Cedolino della pensione”
        • Seleziona il mese di maggio 2026
        • Visualizza importo lordo, trattenute fiscali, trattenute INPS e importo netto

        Il cedolino di maggio è solitamente disponibile dalla fine di aprile e mostra anche le trattenute IRPEF, le addizionali regionali e comunali, e le eventuali quote di cessione del quinto.

        Verifica NASPI, ADI e Assegno Unico su MyINPS

        Per le prestazioni a sostegno del reddito, la procedura su MyINPS è simile:

        • NASPI: accedi a MyINPS → “Indennità di disoccupazione NASpI” → verifica stato domanda, importi e date di pagamento
        • ADI: accedi a MyINPS → “Assegno di Inclusione” → visualizza il saldo della Carta di Inclusione e il calendario degli accrediti
        • Assegno Unico: accedi a MyINPS → “Assegno Unico e Universale” → verifica importo mensile, ISEE collegato e storico pagamenti

        Se hai difficoltà ad accedere a MyINPS o a interpretare le informazioni sui pagamenti, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutte le pratiche INPS. Contattaci per un appuntamento.

        Tabella riepilogativa: tutti i pagamenti INPS di maggio 2026

        Riepiloghiamo in una tabella riepilogativa tutte le date e gli importi dei principali pagamenti INPS di maggio 2026:

        Prestazione INPSData accredito (bancario)Ritiro PosteImporto indicativo
        Pensione (vecchiaia, anzianità, anticipata)2 maggio 20262-8 maggio (per cognome)Variabile (min. ~603 euro)
        Assegno sociale2 maggio 20262-8 maggio (per cognome)~543 euro
        NASPI (in corso)15-20 maggio 2026N/A (solo bonifico)Max ~1.550 euro lordi
        Assegno Unico Universale16-21 maggio 2026N/A (solo bonifico)57-200 euro per figlio
        ADI (Assegno di Inclusione)Entro 27 maggio 2026N/A (Carta di Inclusione)Max 780 euro (1 componente)
        Invalidità civile / Accompagnamento2 maggio 20262-8 maggio (per cognome)~330 / ~531 euro
        Indennità maternità/paternità (autonomi)15-20 maggio 2026N/A80% retribuzione convenzionale

        Nota: Le date indicate sono indicative. L’INPS può anticipare o posticipare i pagamenti in caso di festività o situazioni eccezionali. Verifica sempre il cedolino personale su MyINPS per la data esatta.

        Tredicesima e quattordicesima per pensionati: cosa cambia a maggio

        Molti pensionati si chiedono se a maggio 2026 sia prevista una mensilità aggiuntiva. La risposta è no: la tredicesima per i pensionati viene erogata a dicembre, insieme all’ultima rata del rateo mensile. La quattordicesima mensilità pensione, invece, è un beneficio riservato ai pensionati con redditi bassi e viene erogata a luglio.

        Quattordicesima pensione 2026: a chi spetta

        La quattordicesima mensilità della pensione spetta ai pensionati che:

        • Hanno compiuto almeno 64 anni entro il 31 luglio 2026
        • Hanno un reddito complessivo non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo INPS (circa 904 euro mensili per il 2026)
        • Sono titolari di pensione da gestione INPS (dipendenti, artigiani, commercianti, coltivatori diretti)

        L’importo della quattordicesima varia tra 336 e 655 euro in base al reddito e agli anni di contribuzione versati. Il pagamento avviene a luglio 2026, non a maggio.

        Cosa fare se il pagamento INPS non arriva

        In alcuni casi, il pagamento INPS potrebbe non arrivare nei tempi previsti o potrebbe essere sospeso. Ecco le cause più comuni e come agire:

        Cause di mancato pagamento INPS

        • ISEE scaduto o non aggiornato: per ADI e Assegno Unico, la mancanza di ISEE 2026 valido comporta la riduzione o sospensione del beneficio
        • Variazioni del nucleo familiare non comunicate: nascite, decessi, separazioni o nuove convivenze possono influenzare gli importi e devono essere comunicati all’INPS tramite CAF
        • Coordinate bancarie errate: se le IBAN comunicate all’INPS non sono aggiornate, il pagamento viene rifiutato dalla banca
        • Inadempienza agli obblighi: per ADI, il mancato rispetto degli obblighi (firma del Patto di Attivazione, partecipazione ai percorsi) comporta la sospensione
        • Controlli INPS periodici: l’INPS effettua controlli periodici sui redditi e la situazione familiare; in caso di anomalie, il pagamento può essere temporaneamente sospeso

        Come segnalare il mancato pagamento

        Se il pagamento INPS non arriva entro i termini previsti, puoi:

        • Verificare lo stato della pratica su MyINPS con SPID o CIE
        • Contattare il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (a pagamento da cellulare)
        • Aprire un ticket online su MyINPS nella sezione “Contatti”
        • Rivolgersi al proprio CAF o Patronato per verificare la situazione e avviare eventuali procedure di riesame

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza patronato completa per tutte le pratiche INPS: verifica pagamenti, rinnovo ISEE, domande di prestazioni e ricorsi. Contattaci per un appuntamento gratuito.

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        Domande Frequenti sui Pagamenti INPS di Maggio 2026

        Quando arriva la pensione a maggio 2026?

        La pensione di maggio 2026 viene accreditata sul conto corrente bancario o postale dal 2 maggio 2026 (primo giorno lavorativo del mese). Chi ritira la pensione agli uffici postali segue il calendario scaglionato per cognome: A-B il 2 maggio, C-D il 3 maggio, E-K il 5 maggio, L-O il 6 maggio, P-R il 7 maggio, S-Z l’8 maggio 2026.

        Quando arriva la NASPI a maggio 2026?

        Il pagamento della NASPI di maggio 2026 avviene solitamente tra il 15 e il 20 maggio per chi ha gia la prestazione in corso. Per le nuove domande, i tempi di erogazione del primo pagamento variano da 30 a 60 giorni dall’approvazione. L’importo include eventuali arretrati dal giorno di decorrenza della disoccupazione.

        Quando arriva l’ADI (Assegno di Inclusione) a maggio 2026?

        L’ADI di maggio 2026 viene accreditato sulla Carta di Inclusione entro il 27 maggio 2026 per i beneficiari gia in carico. Per i nuovi beneficiari, il primo accredito avviene il mese successivo all’approvazione della domanda. Chi non ha rinnovato l’ISEE 2026 rischia la sospensione o riduzione del beneficio.

        Quando arriva l’Assegno Unico a maggio 2026?

        L’Assegno Unico Universale di maggio 2026 viene solitamente pagato tra il 16 e il 21 maggio 2026. L’importo dipende dall’ISEE 2026: da un minimo di circa 57 euro per figlio (senza ISEE o ISEE alto) a un massimo di circa 200 euro per figlio (ISEE inferiore a 17.090 euro). Chi non ha presentato l’ISEE 2026 riceve l’importo minimo.

        Come verificare quando arriva il mio pagamento INPS?

        Puoi verificare la data e l’importo del tuo pagamento INPS accedendo a MyINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS. Nella sezione ‘Fascicolo Previdenziale’ trovi il cedolino della pensione; nelle sezioni dedicate trovi lo stato di NASpI, ADI e Assegno Unico. In alternativa, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza gratuita.

        Cosa fare se il pagamento INPS non arriva a maggio 2026?

        Se il pagamento INPS non arriva entro i tempi previsti, verifica prima su MyINPS lo stato della pratica. Poi contatta il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa). Le cause piu comuni sono ISEE scaduto, coordinate bancarie errate o inadempienza agli obblighi per le prestazioni assistenziali. Il CAF puo aiutarti a risolvere il problema e, se necessario, presentare un ricorso.


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          Alexandra Bala
          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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          Maggio 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-02 08:53:002026-05-31 16:28:59Pagamenti INPS di Maggio 2026: Quando Arrivano Pensione, NASPI, ADI e Assegno Unico
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          Bonus Nuovi Nati 2026: 1000 Euro, Come Fare Domanda? La Guida Completa

          Richiesta Bonus Nascita - Bonus Bebè - Asilo nido Udine CAF

          Indice dei contenuti

          1. Che cos’è il Bonus Nuovi Nati 2026?
          2. Requisiti per ottenere il Bonus: chi ha diritto ai 1000 euro?
          3. Il requisito ISEE: soglia, calcolo e documenti
          4. Come fare domanda INPS: procedura passo passo
          5. Documenti necessari per la domanda
          6. Quando arrivano i 1000 euro? Tempi e modalità di erogazione
          7. Casi particolari: adozioni, affidamenti, gemelli
          8. Compatibilità con altri bonus e agevolazioni
          9. Tabella riepilogativa: tutto il Bonus Nuovi Nati 2026 in sintesi
          10. Domande Frequenti sul Bonus Nuovi Nati 2026

          Il Bonus Nuovi Nati 2026 è un contributo una tantum di 1.000 euro erogato dall’INPS per ogni figlio nato o adottato a partire dal 1° gennaio 2025. Introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (art. 1, comma 206, Legge n. 207/2024), il bonus è stato confermato anche per il 2026 e rappresenta uno degli strumenti di sostegno alla natalità più attesi dalle famiglie italiane. La misura è rivolta ai nuclei familiari con un ISEE inferiore a 40.000 euro e può essere richiesta entro precisi termini dalla nascita o adozione del bambino.

          In questa guida aggiornata del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: chi ha diritto al bonus, come calcolare il requisito ISEE, la procedura completa per fare domanda sul portale INPS, i documenti da preparare e i tempi di erogazione. Se hai dubbi o hai bisogno di assistenza per la domanda, il nostro CAF è a tua disposizione.

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          Che cos’è il Bonus Nuovi Nati 2026?

          Il Bonus Nuovi Nati è una misura di sostegno alla natalità introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207 del 30 dicembre 2024, articolo 1, commi 206-214). Si tratta di un contributo una tantum di 1.000 euro corrisposto in un’unica soluzione dall’INPS direttamente al genitore richiedente, senza necessità di presentare fatture o ricevute di spesa: il denaro è libero, senza vincoli di destinazione.

          La misura è stata istituita con l’obiettivo dichiarato di incentivare la natalità in Italia, che ha raggiunto nel 2023 il minimo storico di circa 379.000 nati. Il bonus si affianca ad altre misure già esistenti come l’Assegno Unico Universale, il Bonus Asilo Nido e il Bonus Mamme Lavoratrici, costruendo un quadro complessivo di sostegno alle famiglie con figli.

          Base normativa: La misura è stata originariamente disciplinata dall’art. 1, commi 206-214 della Legge n. 207/2024. L’INPS ha successivamente emanato la circolare n. 51 del 25 marzo 2025 con le istruzioni operative per la presentazione delle domande, e il messaggio INPS n. 1335 del 24 aprile 2025 con cui ha comunicato l’avvio effettivo del servizio di acquisizione delle domande sul portale.

          Requisiti per ottenere il Bonus: chi ha diritto ai 1000 euro?

          Per avere diritto al Bonus Nuovi Nati 2026 da 1.000 euro è necessario soddisfare contemporaneamente tutti i seguenti requisiti, come stabilito dalla Legge n. 207/2024 e specificato nella circolare INPS n. 51/2025:

          1. Nascita o adozione del figlio dal 1° gennaio 2025

          Il bonus spetta per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo a partire dal 1° gennaio 2025. Non è previsto un limite di età del bambino al momento della domanda (tranne la scadenza di 90 giorni dalla nascita/adozione per presentare la richiesta), ma occorre che l’evento sia avvenuto entro il 31 dicembre del relativo anno di bilancio. Il bonus si applica a ciascun figlio: se nascono gemelli, spettano 1.000 euro per ogni bambino, quindi 2.000 euro in totale.

          2. Cittadinanza o residenza in Italia

          Il richiedente deve essere:

          • Cittadino italiano o cittadino UE residente in Italia
          • Cittadino straniero extra-UE in possesso di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o di permesso di soggiorno per asilo o protezione internazionale
          • Con residenza anagrafica in Italia al momento della presentazione della domanda

          3. Requisito ISEE non superiore a 40.000 euro

          Il nucleo familiare del richiedente deve avere un ISEE corrente non superiore a 40.000 euro al momento della domanda. Si tratta di una soglia relativamente alta che include la grande maggioranza delle famiglie italiane. L’ISEE da presentare è quello relativo al nucleo familiare aggiornato che include il neonato o il bambino adottato. Se non hai ancora aggiornato il tuo ISEE dopo la nascita, dovrai farlo prima di presentare la domanda (vedi oltre).

          4. Convivenza con il figlio

          Il richiedente deve convivere con il figlio nel nucleo familiare al momento della domanda. Il genitore che presenta la domanda deve risultare nello stesso stato di famiglia del bambino. In caso di genitori separati o non conviventi, ha diritto al bonus il genitore con cui il bambino convive.

          Il requisito ISEE: soglia, calcolo e documenti

          L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è il parametro centrale per l’accesso al bonus. Capire come funziona è fondamentale per sapere se hai diritto alla prestazione e come procedere prima di presentare la domanda INPS.

          Quale ISEE serve?

          Per il Bonus Nuovi Nati occorre presentare l’ISEE corrente che includa il neonato o il bambino adottato nel nucleo familiare. Dopo la nascita di un figlio, l’ISEE cambia perché cambia la composizione del nucleo e si applicano le relative scale di equivalenza. Pertanto, se prima della nascita avevi un ISEE superiore a 40.000 euro, dopo la nascita del figlio potrebbe scendere sotto la soglia grazie alla maggiore scala di equivalenza.

          Attenzione: L’ISEE viene calcolato considerando i redditi e il patrimonio dell’anno precedente (DSU precompilata). Per il 2026 l’ISEE è basato sui dati 2024. Se la situazione reddituale è cambiata significativamente, puoi richiedere un ISEE corrente che fotografa la situazione attuale.

          La scala di equivalenza con il neonato

          La scala di equivalenza ISEE tiene conto della composizione del nucleo familiare:

          Componenti del nucleoCoefficiente ISEE
          1 persona1,00
          2 persone1,57
          3 persone2,04
          4 persone2,46
          5 persone2,85
          Maggiorazione per ogni figlio minore (dal 3° in poi)+0,35

          Questo significa che una famiglia con reddito di 60.000 euro composta da 3 persone avrà un ISEE di circa 29.400 euro (60.000 / 2,04), ben al di sotto della soglia di 40.000 euro.

          Come aggiornare l’ISEE dopo la nascita

          Se non hai ancora l’ISEE aggiornato con il neonato, devi:

          1. Attendere la registrazione della nascita all’anagrafe (solitamente entro 10 giorni)
          2. Raccogliere i documenti necessari per la DSU (dichiarazione sostitutiva unica)
          3. Recarti al CAF o compilare online la DSU precompilata sul portale INPS
          4. Ottenere l’attestazione ISEE aggiornata

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio di compilazione ISEE con appuntamento. Contattaci per prenotare e avere l’attestazione ISEE pronta in tempi rapidi.

          Come fare domanda INPS: procedura passo passo

          La domanda per il Bonus Nuovi Nati 2026 si presenta esclusivamente online tramite il portale INPS, con le proprie credenziali digitali. Non è possibile presentare la domanda allo sportello o tramite raccomandata. Di seguito la procedura completa.

          Credenziali necessarie

          Per accedere ai servizi INPS online hai bisogno di uno dei seguenti sistemi di autenticazione:

          • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) – livello 2 o superiore
          • CIE (Carta di Identità Elettronica) con PIN e lettore
          • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

          Se non hai ancora lo SPID, puoi attivarlo presso il CAF Centro Fiscale che offre il servizio di attivazione SPID con assistenza.

          Passaggi per la domanda sul portale INPS

          1. Accedi al portale INPS su www.inps.it con SPID, CIE o CNS
          2. Nella barra di ricerca, cerca “Bonus nuovi nati” oppure naviga in: Prestazioni e servizi → Servizi → Bonus nuovi nati
          3. Clicca su “Accedi al servizio”
          4. Seleziona il figlio per cui si richiede il bonus (il sistema mostra i dati anagrafici disponibili)
          5. Verifica o inserisci l’attestazione ISEE: il sistema si collega automaticamente alla banca dati INPS. Se hai già presentato la DSU, l’ISEE compare automaticamente
          6. Inserisci l’IBAN del conto corrente su cui ricevere il bonifico (deve essere intestato o cointestato al richiedente)
          7. Conferma i dati e invia la domanda
          8. Conserva il numero di protocollo ricevuto via email o SMS

          Entro quando fare domanda? La scadenza dei 90 giorni

          La domanda deve essere presentata entro 90 giorni dalla nascita o dall’adozione del bambino. Questa è una scadenza perentoria: se non si presenta entro tale termine, il diritto al bonus decade e non è possibile recuperarlo. Calcola la scadenza con attenzione:

          Data nascita/adozioneScadenza domanda (90 giorni)
          1 gennaio 20251 aprile 2025
          1 marzo 202530 maggio 2025
          1 giugno 202530 agosto 2025
          1 settembre 202530 novembre 2025
          1 gennaio 20261 aprile 2026
          1 marzo 202630 maggio 2026

          Consiglio pratico: Non aspettare l’ultimo momento. Presenta la domanda non appena hai l’ISEE aggiornato con il neonato, idealmente entro le prime 4-6 settimane dalla nascita.

          Documenti necessari per la domanda

          Prima di accedere al portale INPS per fare la domanda, assicurati di avere pronti questi documenti e informazioni:

          DocumentoNote
          Documento di identità del richiedenteCarta di identità o passaporto in corso di validità
          Codice fiscale del richiedenteNecessario per l’accesso SPID/CIE
          Codice fiscale del neonato/figlio adottatoOttenuto all’ufficio anagrafe dopo la nascita
          Attestazione ISEE aggiornataDeve includere il neonato nel nucleo familiare, valore massimo 40.000 euro
          IBAN conto correnteIntestato o cointestato al richiedente; accettati conti correnti, libretti postali con IBAN
          Credenziali SPID o CIE con PINPer accedere al portale INPS

          Per adozioni e affidi preadottivi: Occorre allegare copia del provvedimento di adozione o affido preadottivo emesso dall’autorità giudiziaria competente.

          Per cittadini stranieri extra-UE: Oltre ai documenti sopra, occorre allegare copia del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per asilo/protezione internazionale.

          Quando arrivano i 1000 euro? Tempi e modalità di erogazione

          Dopo la presentazione della domanda, l’INPS procede alla verifica dei requisiti e all’erogazione del bonus. Ecco cosa aspettarsi:

          Tempi di elaborazione

          L’INPS verifica automaticamente i dati forniti (ISEE, residenza, codice fiscale del figlio) e, salvo richieste di documentazione integrativa, l’esito viene comunicato entro 30-60 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda. In caso di accoglimento, il pagamento avviene tramite bonifico bancario sull’IBAN indicato nella domanda.

          Modalità di pagamento

          Il bonus viene erogato:

          • Accredito su conto corrente bancario tramite IBAN (soluzione più rapida)
          • Accredito su libretto postale con IBAN BancoPosta
          • Non è possibile ricevere il pagamento in contanti o tramite assegno

          Comunicazione dell’esito

          L’INPS comunica l’esito della domanda tramite:

          • Notifica nell’area personale del portale INPS (sezione “Le mie comunicazioni”)
          • Email all’indirizzo registrato nel profilo INPS
          • Possibile SMS se il numero di cellulare è stato associato al profilo

          Puoi monitorare lo stato della tua domanda accedendo all’area personale INPS, sezione “Domande di prestazione / Archivio domande”.

          Casi particolari: adozioni, affidamenti, gemelli

          Esistono alcune situazioni specifiche che meritano un approfondimento, perché presentano caratteristiche diverse rispetto alla nascita “standard”.

          Adozioni nazionali e internazionali

          Il Bonus Nuovi Nati spetta anche in caso di adozione. I 90 giorni per la presentazione della domanda decorrono:

          • Per le adozioni nazionali: dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare (decreto del Tribunale per i Minorenni)
          • Per le adozioni internazionali: dalla data di ingresso del minore in Italia o dalla data del provvedimento di adozione straniero riconosciuto in Italia

          Non esistono limiti di età del bambino adottato per l’accesso al bonus, purché l’adozione sia stata formalizzata dal 1° gennaio 2025 in poi.

          Affido preadottivo

          Il bonus spetta anche in caso di affido preadottivo, cioè quando il bambino viene collocato nella famiglia prima che l’adozione sia definitivamente pronunciata. In questo caso i 90 giorni decorrono dall’ingresso del minore nel nucleo familiare in base al provvedimento dell’autorità giudiziaria.

          Gemelli e parti plurigemellari

          In caso di parto gemellare o plurigemellare, il bonus spetta per ciascun neonato: se nascono gemelli, i 1.000 euro spettano per ognuno, per un totale di 2.000 euro. Occorre presentare una domanda separata per ogni bambino, specificando il codice fiscale di ciascuno. Il requisito ISEE si calcola una sola volta sul nucleo familiare allargato con tutti i gemelli.

          Genitore single

          Il bonus spetta anche al genitore single (madre o padre non convivente con un partner) purché conviva con il figlio e rispetti il requisito ISEE. In questo caso il nucleo familiare è composto dal genitore e dal figlio, e la scala di equivalenza si applica di conseguenza.

          Genitori separati o divorziati

          In caso di genitori non conviventi o separati, il bonus spetta al genitore con cui il bambino convive. Se l’affidamento è condiviso con residenza alternata, si raccomanda di verificare con cura chi risulta come convivente nel nucleo familiare all’atto della domanda.

          Compatibilità con altri bonus e agevolazioni

          Uno degli aspetti più importanti del Bonus Nuovi Nati 2026 è la sua compatibilità con le altre misure di sostegno alle famiglie. La Legge di Bilancio 2025 non ha previsto clausole di incompatibilità con le principali prestazioni INPS: il bonus è cumulabile con:

          Assegno Unico Universale (AUU)

          Il Bonus Nuovi Nati è compatibile con l’Assegno Unico Universale. Si tratta di due misure distinte: l’AUU è un assegno mensile che spetta per ogni figlio a carico fino a 21 anni (senza limite di età per figli disabili), mentre il Bonus Nuovi Nati è un’erogazione una tantum per la nascita o adozione. Puoi percepire entrambi contemporaneamente.

          Bonus Asilo Nido

          Il Bonus Nuovi Nati è compatibile con il Bonus Asilo Nido (contributo INPS per le rette degli asili nido). Si tratta di due prestazioni con finalità diverse: il Bonus Nuovi Nati è una tantum libera, il Bonus Nido è vincolato al pagamento delle rette. Non esistono clausole di incompatibilità.

          Bonus Mamme Lavoratrici

          Il Bonus Nuovi Nati è compatibile con il Bonus Mamme Lavoratrici (esonero contributivo per madri lavoratrici con almeno 2 figli). Le due misure hanno presupposti diversi e non sono in concorrenza.

          Congedo parentale e indennità di maternità

          Il Bonus Nuovi Nati è compatibile con l’indennità di maternità/paternità INPS e con il congedo parentale. Si tratta di prestazioni di natura diversa (una è un’indennità sostitutiva del reddito, l’altra un contributo una tantum per la nascita) e non esistono interferenze tra le due.

          Detrazioni fiscali per figli a carico

          Il bonus non è tassabile (non concorre alla formazione del reddito imponibile IRPEF) e non interferisce con le eventuali detrazioni per figli a carico nella dichiarazione dei redditi. I 1.000 euro vengono erogati in esenzione fiscale.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Tabella riepilogativa: tutto il Bonus Nuovi Nati 2026 in sintesi

          CaratteristicaDettaglio
          Importo1.000 euro una tantum per ogni figlio nato/adottato
          A chi spettaGenitore (madre o padre) convivente con il figlio
          Requisito natalitàFiglio nato, adottato o in affido preadottivo dal 1° gennaio 2025
          Requisito ISEEISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro
          CittadinanzaCittadino italiano, UE o extra-UE con permesso di lungo soggiorno/asilo
          Come fare domandaEsclusivamente online sul portale INPS (www.inps.it)
          Scadenza domandaEntro 90 giorni dalla nascita o adozione
          ErogazioneBonifico bancario su IBAN indicato nella domanda
          TassazioneEsente da IRPEF (non concorre al reddito imponibile)
          CumulabilitàCumulabile con AUU, Bonus Nido, Bonus Mamme e congedo parentale
          Base normativaArt. 1, commi 206-214, Legge n. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025)
          Circolare INPSCircolare n. 51 del 25 marzo 2025

          Errori comuni da evitare nella domanda

          Dall’esperienza del CAF Centro Fiscale nell’assistere le famiglie, ecco gli errori più frequenti che portano al rigetto della domanda o a ritardi nell’erogazione:

          1. Presentare la domanda senza ISEE aggiornato: L’ISEE deve essere aggiornato dopo la nascita del figlio, includendo il neonato nel nucleo familiare. Se si usa un ISEE precedente che non include il bambino, la domanda viene rigettata.
          2. Superare i 90 giorni: La scadenza è perentoria. Non esistono eccezioni o proroghe. Presenta la domanda il prima possibile, anche se non hai ancora ricevuto tutti i documenti.
          3. IBAN non intestato al richiedente: L’IBAN indicato deve essere di un conto intestato o cointestato al richiedente. Non puoi indicare il conto di un familiare o convivente.
          4. Dati anagrafici del figlio errati: Verifica che il codice fiscale del neonato sia corretto (rilasciato dall’Agenzia delle Entrate tramite l’ospedale o l’anagrafe).
          5. Mancata corrispondenza tra residenza e stato di famiglia: Il richiedente e il figlio devono risultare nella stessa residenza anagrafica. Se non è ancora avvenuta la registrazione, attendi prima di fare la domanda.

          Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti

          Presentare la domanda per il Bonus Nuovi Nati 2026 può sembrare semplice, ma spesso le famiglie incontrano difficoltà legate all’ISEE da aggiornare, all’accesso ai servizi INPS online o alla corretta identificazione della documentazione necessaria. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza che include:

          • Compilazione e aggiornamento ISEE post-nascita con il nuovo nucleo familiare
          • Verifica dei requisiti per il bonus (ISEE, residenza, documentazione)
          • Assistenza alla presentazione della domanda INPS online
          • Supporto in caso di richiesta di documentazione integrativa da parte dell’INPS
          • Consulenza su tutti i bonus cumulabili (Assegno Unico, Bonus Nido, Bonus Mamme)

          Prenota un appuntamento telefonando al 0432 1638640 o contattaci tramite WhatsApp al 366 6018121. Siamo a Udine in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B.

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          Domande Frequenti sul Bonus Nuovi Nati 2026

          Il Bonus Nuovi Nati 2026 da 1000 euro spetta anche al secondo figlio?

          Si, il bonus spetta per ogni figlio nato o adottato dal 1 gennaio 2025, indipendentemente dal numero d’ordine. Il secondo, il terzo e ogni successivo figlio danno diritto ciascuno a 1.000 euro, purche il requisito ISEE del nucleo familiare sia rispettato (sotto 40.000 euro) e la domanda venga presentata entro 90 giorni dalla nascita.

          Posso fare domanda anche se non ho lo SPID?

          No, la domanda per il Bonus Nuovi Nati si presenta esclusivamente online sul portale INPS, che richiede l’accesso tramite SPID (livello 2), CIE con PIN oppure CNS. Non e possibile presentare la domanda allo sportello INPS o tramite CAF per conto del richiedente (il genitore deve accedere personalmente con le proprie credenziali digitali). Il CAF Centro Fiscale puo aiutarti ad attivare lo SPID e ad assistere nella compilazione.

          Cosa succede se supero i 90 giorni dalla nascita?

          La scadenza di 90 giorni dalla nascita o adozione e perentoria: se non presenti la domanda entro questo termine, perdi definitivamente il diritto al bonus. Non sono previste proroghe o eccezioni. E quindi fondamentale presentare la domanda tempestivamente, appena si ha l’ISEE aggiornato.

          Il bonus e tassabile? Lo devo dichiarare nel 730?

          No, il Bonus Nuovi Nati 2026 e esente da IRPEF e non concorre alla formazione del reddito imponibile. Non devi dichiararlo nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF). I 1.000 euro sono erogati in esenzione fiscale completa.

          ISEE superiore a 40.000 euro: posso fare qualcosa per accedere al bonus?

          Se il tuo ISEE supera di poco la soglia di 40.000 euro, puoi valutare alcune situazioni: (1) Se l’ISEE non include ancora il neonato, aggiornalo – potrebbe scendere sotto soglia grazie alla maggiore scala di equivalenza. (2) Se la situazione reddituale e cambiata (es. perdita di lavoro), puoi richiedere un ISEE corrente che fotografa la situazione attuale. (3) Se hai oneri documentali deducibili (spese mediche, contributi previdenziali), verificare che siano correttamente inseriti nella DSU. Il CAF puo analizzare la tua situazione e verificare se esistono margini per rientrare nella soglia.


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          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con l’ISEE aggiornato, la verifica dei requisiti e la presentazione della domanda INPS per il Bonus Nuovi Nati da 1.000 euro.

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            CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

            ECCELLENTE
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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Maggio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/01/bonusbebe.jpg 516 1024 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-01 10:47:082026-05-31 16:28:50Bonus Nuovi Nati 2026: 1000 Euro, Come Fare Domanda? La Guida Completa
            CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

            730 Precompilato 2026: dal 14 Maggio è Possibile Visualizzare la Dichiarazione

            Dichiarazione dei redditi 730

            Indice dei contenuti

            1. Cos’è il 730 Precompilato e Perché dal 14 Maggio 2026
            2. Come Accedere al 730 Precompilato 2026
            3. Dati già Presenti nel 730 Precompilato 2026
            4. Novità del 730 Precompilato 2026
            5. Come Verificare, Modificare e Accettare la Dichiarazione
            6. Vantaggi dell’Accettazione Senza Modifiche: Esonero dai Controlli Formali
            7. Scadenze del 730 Precompilato 2026
            8. Come Delegare il CAF Centro Fiscale per il 730
            9. Domande Frequenti sul 730 Precompilato 2026

            Il 730 precompilato 2026 rappresenta uno degli strumenti più importanti messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per semplificare la dichiarazione dei redditi dei lavoratori dipendenti e pensionati. A partire dal 14 maggio 2026, i contribuenti possono finalmente visualizzare la propria dichiarazione precompilata, controllarne i dati, modificarla se necessario e presentarla direttamente online. In questa guida completa spieghiamo tutto ciò che devi sapere: come accedere con SPID, CIE o CNS, quali dati sono già inseriti, le novità di quest’anno, le scadenze da rispettare e i vantaggi concreti di accettare il modello senza modifiche.

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            Cos’è il 730 Precompilato e Perché dal 14 Maggio 2026

            Il modello 730 precompilato è la dichiarazione dei redditi già compilata dall’Agenzia delle Entrate sulla base dei dati fiscali che terzi soggetti (datori di lavoro, enti previdenziali, banche, assicurazioni, strutture sanitarie, istituti di istruzione) comunicano all’Amministrazione finanziaria nel corso dell’anno. Il servizio, introdotto nel 2015, si è progressivamente arricchito di nuove informazioni, diventando ogni anno più completo e affidabile.

            Per l’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 2026), la finestra temporale di visualizzazione si apre il 14 maggio 2026. Si tratta della data a partire dalla quale ogni contribuente legittimato (lavoratore dipendente, pensionato, collaboratore coordinato e continuativo) può entrare nel portale dell’Agenzia delle Entrate e vedere la propria dichiarazione già popolata con i dati in possesso del Fisco. La possibilità di inviare il 730 precompilato è invece aperta a partire dalla stessa data.

            Chi può utilizzare il 730 precompilato? Possono presentare il modello 730 i contribuenti che nel periodo d’imposta 2025 hanno percepito:

            • Redditi di lavoro dipendente (compresi i redditi a questi assimilati, come le borse di studio, i compensi per lavori socialmente utili, le indennità di disoccupazione NASPI)
            • Redditi da pensione (pensioni INPS, pensioni complementari, rendite vitalizie)
            • Redditi di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.)
            • Redditi fondiari (terreni e fabbricati)
            • Redditi di capitale non soggetti a ritenuta a titolo d’imposta definitiva
            • Redditi diversi (es. plusvalenze da vendita di terreni non edificabili)
            • Redditi soggetti a tassazione separata (TFR, arretrati, ecc.), da indicare ai fini della liquidazione dell’imposta

            Come Accedere al 730 Precompilato 2026

            L’accesso al 730 precompilato 2026 avviene esclusivamente in modalità telematica, tramite il portale dedicato dell’Agenzia delle Entrate. Sono previste tre modalità di autenticazione, tutte basate sull’identità digitale o su credenziali personali certificate:

            SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)

            Lo SPID è la modalità di accesso più diffusa. Per accedere al 730 precompilato con SPID occorre avere un account di livello 2 (username, password + codice OTP via app o SMS) o superiore. I principali provider SPID in Italia sono: PosteID, Aruba, TIM ID, Namirial, Infocert, Register.it. Se non hai ancora lo SPID, puoi richiederlo gratuitamente online attraverso il sito di uno dei provider accreditati, con riconoscimento tramite webcam o di persona.

            CIE (Carta d’Identità Elettronica)

            La Carta d’Identità Elettronica (CIE 3.0) può essere usata per accedere al 730 precompilato tramite l’app CieID (disponibile su Android e iOS) oppure tramite un lettore NFC collegato al PC. L’accesso con CIE garantisce un livello di sicurezza pari al livello 3 SPID. Per chi non ha ancora lo SPID ma dispone di una CIE rilasciata dopo il 2016, è un’ottima alternativa immediata.

            CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

            La Carta Nazionale dei Servizi (CNS) include la tessera sanitaria abilitata (quella con il microchip) e i dispositivi equivalenti rilasciati da alcune Camere di Commercio. Per usarla occorre un lettore di smart card e il relativo software installato sul PC, oltre al codice PIN fornito al momento del rilascio. Questa modalità è ancora utilizzata da molti professionisti e anziani che non hanno adottato lo SPID.

            Come accedere passo per passo:

            1. Vai su precompilata.agenziaentrate.gov.it
            2. Clicca su “Accedi alla dichiarazione precompilata”
            3. Scegli la modalità di autenticazione (SPID, CIE o CNS)
            4. Completa l’autenticazione con le tue credenziali
            5. Una volta dentro, clicca su “Visualizza” accanto al tuo 730

            Dati già Presenti nel 730 Precompilato 2026

            Il 730 precompilato 2026 contiene già una grande quantità di informazioni trasmesse da soggetti terzi all’Agenzia delle Entrate. Ecco un riepilogo completo dei dati che troverai già inseriti nella tua dichiarazione:

            Redditi e Ritenute

            • Redditi di lavoro dipendente e pensione: dati dalla Certificazione Unica (CU) trasmessa dal sostituto d’imposta (datore di lavoro, INPS, enti pensionistici)
            • Redditi da lavoro autonomo occasionale: se soggetti a ritenuta d’acconto del 20%
            • Ritenute IRPEF e addizionali regionali/comunali: già indicate nella CU
            • Detrazioni da lavoro dipendente e pensione: calcolate automaticamente in base al reddito

            Spese Sanitarie

            Dal 2016 il Sistema Tessera Sanitaria trasmette all’Agenzia delle Entrate tutti i dati sulle spese sanitarie sostenute dai contribuenti. Nel 730 precompilato troverai:

            • Spese mediche detraibili al 19% (visite specialistiche, esami, farmaci con ricetta, dispositivi medici)
            • Ticket SSN
            • Spese veterinarie
            • Contributi a fondi sanitari integrativi
            • Spese per assistenza personale (badanti, assistenti familiari)

            Attenzione: le spese sanitarie detraibili al 19% sono soggette alla franchigia di 129,11 euro: la detrazione si calcola sull’importo eccedente tale soglia. L’importo massimo detraibile non ha un tetto fisso, ma per redditi superiori a 120.000 euro le detrazioni vengono ridotte progressivamente fino ad azzerarsi sopra i 240.000 euro.

            Mutui e Interessi Passivi

            • Interessi su mutui ipotecari per acquisto prima casa: detrazione del 19% su un massimo di 4.000 euro di interessi passivi
            • Interessi su mutui per costruzione prima casa: detrazione del 19% su un massimo di 2.582,28 euro
            • Interessi su mutui agrari: detrazione del 19% nei limiti del reddito dei terreni

            Polizze Assicurative

            • Premi per assicurazioni vita e infortuni: detrazione del 19% su un massimo di 530 euro (o 750 euro per rischio morte/invalidità permanente, 1.291,14 euro per non autosufficienza)
            • Premi per polizze aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi su unità immobiliari ad uso abitativo: detrazione del 19% senza limite massimo

            Spese Scolastiche e Universitarie

            • Rette scolastiche per scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado (statali e paritarie)
            • Tasse universitarie (università pubbliche e private)
            • Spese per asilo nido: detrazione del 19% su un massimo di 632 euro per figlio
            • Spese per attività sportive dei figli di età tra 5 e 18 anni: detrazione del 19% su un massimo di 210 euro per figlio

            Contributi Previdenziali e Assistenziali

            • Contributi INPS versati come lavoratore dipendente (già nella CU)
            • Contributi per colf e badanti: deducibili fino a 1.549,37 euro
            • Contributi a fondi pensione complementare: deducibili fino a 5.164,57 euro
            • Contributi versati per familiari a carico (es. contributi volontari INPS per la pensione del coniuge)

            Immobili e Rendite

            • Redditi fondiari (terreni e fabbricati) da Catasto
            • Canoni di locazione da contratti registrati
            • Cedolare secca su affitti (10% o 21% a seconda del tipo di contratto)
            • IMU versata: le abitazioni diverse dalla prima casa soggette ad IMU non scontano più IRPEF sui redditi fondiari

            Novità del 730 Precompilato 2026

            Il 730 precompilato 2026 (per l’anno d’imposta 2025) porta con sé alcune importanti novità rispetto alle edizioni precedenti, sia in termini di dati inclusi sia di funzionalità del portale:

            Nuovi Dati Precaricati

            • Spese per interventi edilizi (superbonus, bonus ristrutturazioni): i dati sulle spese sostenute nel 2025 per interventi agevolati vengono inseriti direttamente dall’Agenzia delle Entrate sulla base delle comunicazioni ricevute
            • Contributi per riduzione rischio sismico: sismabonus e acquisti di immobili in zona sismica
            • Spese per sistemi di accumulo energia: detraibili al 50%
            • Dati su criptoattività: dal 2024 gli intermediari finanziari hanno l’obbligo di comunicare le operazioni in criptoattività; le relative informazioni potranno essere presenti nel 730 precompilato 2026
            • Spese funebri: trasmesse da onoranze funebri certificate

            Nuove Funzionalità del Portale

            • Aggiornamento interfaccia: il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it è stato aggiornato per una migliore navigazione da dispositivi mobili
            • Storico dichiarazioni: è possibile consultare le dichiarazioni degli anni precedenti direttamente dall’area riservata
            • Notifiche via email/SMS: il contribuente può attivare notifiche automatiche per aggiornamenti sul rimborso o sull’elaborazione della dichiarazione
            • Assistenza virtuale (chatbot): l’Agenzia mette a disposizione un assistente virtuale per rispondere alle domande più frequenti direttamente sul portale

            Modifiche Normative che Impattano il 730/2026

            • Riforma IRPEF 2025: il regime a scaglioni con le aliquote aggiornate (23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.000 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro) è già recepito nel precompilato
            • Detrazioni per familiari a carico: modifiche alle detrazioni per figli a carico sopra i 21 anni (in parte sostituite dall’Assegno Unico Universale)
            • Oneri detraibili al 19%: confermato il requisito del pagamento tracciabile (bonifico, carta, PagoPa) per la detraibilità
            • Bonus casa 2025: le spese per ristrutturazioni ordinarie sono agevolate al 36% (non più 50% per molte tipologie), mentre il Superbonus scende ulteriormente per i lavori non completati

            Come Verificare, Modificare e Accettare la Dichiarazione

            Dopo aver effettuato l’accesso al portale e visualizzato il tuo 730 precompilato 2026, hai tre possibilità di azione:

            1. Accettare senza Modifiche

            Se i dati presenti nel 730 sono corretti e completi, puoi accettare la dichiarazione così com’è e inviarla direttamente. Il processo è semplice:

            1. Visualizza la dichiarazione precompilata
            2. Controlla il riepilogo dei dati
            3. Clicca su “Conferma e invia”
            4. Inserisci il codice di conferma (inviato via SMS al tuo numero o via app del provider SPID)
            5. Ricevi la ricevuta telematica di avvenuta presentazione

            2. Modificare e Integrare

            Se vuoi aggiungere dati mancanti o correggere informazioni errate, puoi modificare il 730 direttamente online. Le modifiche più comuni riguardano:

            • Spese non presenti nel sistema (es. spese mediche pagate in contanti prima di luglio 2020 e non registrate nel sistema TS, libri scolastici, abbonamenti trasporti)
            • Correzione di dati errati (es. importo mutuo diverso da quello comunicato dalla banca)
            • Aggiunta di redditi non precaricati (es. redditi da locazione non registrati)
            • Inserimento di oneri non comunicati (es. erogazioni liberali, contributi associativi)

            Attenzione: ogni modifica apportata al 730 precompilato trasforma la dichiarazione in una dichiarazione “modificata”, perdendo il beneficio dell’esonero dai controlli formali sulle spese detraibili (vedi sezione successiva).

            3. Delegare un CAF o Professionista Abilitato

            Puoi delegare un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro) ad accedere, verificare, modificare e trasmettere il tuo 730 per conto tuo. Il CAF acquisisce la delega tramite un apposito modulo e accede ai tuoi dati direttamente dal portale dell’Agenzia delle Entrate, senza che tu debba fare nulla online. È la soluzione ideale per chi ha una situazione fiscale complessa o non ha dimestichezza con gli strumenti digitali.

            Vantaggi dell’Accettazione Senza Modifiche: Esonero dai Controlli Formali

            Accettare il 730 precompilato senza modifiche offre un vantaggio fiscale molto rilevante: l’esonero dai controlli formali documentali sulle spese detraibili e deducibili presenti nella dichiarazione. Questo beneficio è disciplinato dall’art. 5 del D.Lgs. 175/2014 e confermato dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate.

            Cosa Significa “Esonero dai Controlli Formali”?

            Normalmente, dopo la presentazione del 730, l’Agenzia delle Entrate può richiedere al contribuente la documentazione a supporto delle spese detratte (ricevute mediche, ricevute pagamenti, contratti di mutuo, polizze, ecc.). Se accetti il 730 precompilato senza apportare modifiche, l’Agenzia delle Entrate rinuncia al controllo formale sui dati già in suo possesso (quelli trasmessi dai soggetti terzi). In sostanza:

            • Non ti verranno richieste ricevute o documenti per le spese già presenti nel precompilato (es. spese mediche dal sistema TS, interessi su mutuo dalla banca, premi assicurativi dalla compagnia)
            • Non saranno applicate sanzioni né richieste integrazioni per i dati precaricati, anche se risultassero leggermente diversi dalla realtà per errori del soggetto terzo
            • La responsabilità del dato errato ricade sul soggetto che lo ha trasmesso all’Agenzia (es. la banca che ha comunicato un importo di interessi sbagliato), non sul contribuente

            Cosa Succede se il CAF Trasmette il 730 Precompilato?

            Quando è il CAF a presentare il 730 precompilato per tuo conto (con o senza modifiche), l’esonero dai controlli formali si estende anche ai dati che il CAF ha verificato e attestato. Il CAF rilascia al contribuente una ricevuta di avvenuta presentazione e conserva la documentazione che ha verificato, garantendo all’Agenzia delle Entrate che i dati siano corretti. In caso di errore del CAF, la responsabilità ricade sul CAF stesso, non sul contribuente.

            Questo rappresenta un’ulteriore tutela per il contribuente che si affida a un CAF Centro Fiscale per la gestione del proprio 730.

            Scadenze del 730 Precompilato 2026

            Rispettare le scadenze del 730 precompilato 2026 è fondamentale per evitare sanzioni e per ricevere i rimborsi IRPEF entro i tempi previsti. Ecco il calendario completo:

            DataEventoChi Riguarda
            14 maggio 2026Apertura visualizzazione e invio 730 precompilatoTutti i contribuenti abilitati
            30 giugno 2026Scadenza per ricevere rimborso IRPEF nello stipendio/pensione di luglioDipendenti e pensionati con sostituto d’imposta
            23 luglio 2026Scadenza per ricevere rimborso nella rata di agostoDipendenti e pensionati con sostituto d’imposta
            30 settembre 2026Scadenza finale per presentare il 730 (incluso precompilato modificato)Tutti i contribuenti (tramite CAF, professionista o autonomamente)
            25 ottobre 2026Scadenza per il 730 integrativo a favore del contribuenteChi ha presentato il 730 entro il 30 settembre e vuole correggere a proprio favore

            Rimborsi IRPEF: se dalla dichiarazione emerge un credito d’imposta, il rimborso viene erogato direttamente in busta paga (o nella rata di pensione) dal sostituto d’imposta a partire da luglio 2026, oppure dall’INPS per i pensionati. Se non hai un sostituto d’imposta (es. sei disoccupato o hai perso il lavoro), il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite accredito sul conto corrente.

            Come Delegare il CAF Centro Fiscale per il 730

            Delegare il CAF Centro Fiscale di Udine per la presentazione del tuo 730 precompilato 2026 è la scelta più sicura e conveniente, soprattutto se hai una situazione fiscale articolata (immobili, spese mediche elevate, familiari a carico, redditi da lavoro autonomo occasionale, interessi su mutuo, bonus edilizi).

            Vantaggi del CAF per la Dichiarazione dei Redditi

            • Verifica professionale di tutti i dati precaricati: il CAF controlla ogni voce e segnala anomalie o dati mancanti
            • Integrazione di spese non presenti nel precompilato: il CAF conosce tutte le tipologie di oneri detraibili e si assicura che tu non perda nemmeno un euro di detrazione
            • Garanzia CAF: in caso di errore nella compilazione, la responsabilità fiscale ricade sul CAF, non sul contribuente. Questo significa zero rischi per te
            • Assistenza post-dichiarazione: il CAF ti supporta in caso di comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate, richieste di chiarimenti o controlli
            • Deleghe per persone anziane o non digitali: il CAF si occupa di tutto, anche per chi non usa internet o ha difficoltà con i sistemi digitali

            Documenti da Portare al CAF per il 730

            • Documento d’identità in corso di validità e codice fiscale
            • Certificazione Unica (CU) del 2025 rilasciata dal datore di lavoro o dall’INPS
            • Dichiarazione dei redditi dell’anno precedente (modello 730/2025 o Redditi PF 2025)
            • Documentazione spese detraibili: ricevute mediche, fatture interventi edilizi, ricevute bonifici ristrutturazioni, contratto mutuo e certificato interessi passivi della banca, quietanze premi assicurativi, ricevute spese scolastiche, ricevute erogazioni liberali
            • Dati immobili: visure catastali, contratti di locazione, dati IMU versata
            • Coordinate bancarie (IBAN) per l’accredito del rimborso IRPEF

            Il CAF Centro Fiscale di Udine accetta appuntamenti da maggio 2026 per la presentazione del modello 730. Puoi prenotare il tuo appuntamento tramite WhatsApp, telefonando allo sportello o compilando il modulo online qui sotto.

            In alternativa al 730 precompilato, i contribuenti con redditi più complessi (es. redditi d’impresa, redditi da lavoro autonomo professionale) devono presentare il modello Redditi PF. Il CAF Centro Fiscale assiste anche in questi casi.

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            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti sul 730 Precompilato 2026

            Dal 14 maggio 2026 posso anche INVIARE il 730 precompilato o solo visualizzarlo?

            Dal 14 maggio 2026 puoi fare entrambe le cose: visualizzare il 730 precompilato E inviarlo. Non c’e differenza tra data di apertura alla visualizzazione e data di apertura all’invio: dal 14 maggio il portale dell’Agenzia delle Entrate e aperto sia per controllare i dati che per confermare e trasmettere la dichiarazione.

            Se non ho SPID come accedo al 730 precompilato?

            Puoi accedere con la CIE (Carta d’Identita Elettronica 3.0) tramite l’app CieID, oppure con la CNS (Carta Nazionale dei Servizi, ovvero la tessera sanitaria con chip) usando un lettore di smart card. In alternativa, puoi delegare un CAF che accede per tuo conto.

            Cosa succede se accetto il 730 precompilato e i dati sono errati?

            Se accetti il 730 precompilato senza modifiche e i dati erano sbagliati per colpa di chi li ha trasmessi (banca, medico, datore di lavoro), la responsabilita ricade su quel soggetto, non su di te. Sei esonerato dai controlli formali documentali sulle spese gia presenti nel precompilato. Se invece hai aggiunto dati o modificato la dichiarazione, la responsabilita torna in parte su di te per le voci modificate.

            Entro quando devo presentare il 730 precompilato 2026?

            La scadenza finale per presentare il 730 (incluso il precompilato) e il 30 settembre 2026. Per ricevere il rimborso IRPEF gia nello stipendio/pensione di luglio, pero, conviene presentarlo entro il 30 giugno 2026. Per il rimborso di agosto, entro il 23 luglio 2026.

            Se mi rivolgo al CAF perdo il beneficio dell’esonero dai controlli formali?

            No, anzi. Quando e il CAF a presentare il tuo 730 (anche modificato), il CAF stesso verifica e attesta la correttezza dei dati, estendendo l’esonero dai controlli formali. In piu, in caso di errore del CAF, la responsabilita fiscale ricade sul CAF e non su di te: hai quindi una doppia tutela.


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            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la dichiarazione dei redditi 730: verifica del precompilato, integrazione di spese detraibili, presentazione entro le scadenze e assistenza in caso di controlli.

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              CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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              Dichiarazione dei redditi 730
              DICHIARAZIONE DEI REDDITI

              Dichiarazione dei Redditi Tardiva 2026: Sanzioni Ridotte, Ravvedimento e Come Presentarla

              Dichiarazione Redditi Tardiva 2026: Sanzioni e Ravvedimento
              Settembre 18, 2026
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              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-18 08:00:002026-08-17 11:03:33Dichiarazione dei Redditi Tardiva 2026: Sanzioni Ridotte, Ravvedimento e Come Presentarla

              CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

              ECCELLENTE
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              In base a 920 recensioni
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              Alexandra Bala
              04/09/2026
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              ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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              paolino servidio
              03/09/2026
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              Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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              Lady profile picture
              Lady
              01/09/2026
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              Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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              Giulia Guida
              25/08/2026
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              Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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              Paola Zilli
              07/08/2026
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              Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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              Jacqueline B.
              06/08/2026
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              Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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              Maura Masutto
              06/08/2026
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              Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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              Issam Elhefnawi
              31/07/2026
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              Molto gentile
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              Sibongile Moyana profile picture
              Sibongile Moyana
              30/07/2026
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              Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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              Sabrina Cirina
              23/07/2026
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              Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

              Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

              Maggio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-01 09:47:082026-05-31 17:58:56730 Precompilato 2026: dal 14 Maggio è Possibile Visualizzare la Dichiarazione
              CAF

              Congedo di Paternità 2026: Giorni Obbligatori e Domanda INPS

              congedo parentale 2025

              Il congedo di paternità 2026 rappresenta un diritto fondamentale per i neo-papà che vogliono essere presenti nei primi momenti di vita del proprio figlio. La normativa italiana, aggiornata con le disposizioni del D.Lgs. 105/2022, prevede 10 giorni obbligatori retribuiti al 100% più un giorno facoltativo alternativo alla madre. In questa guida scoprirai tutto quello che devi sapere: quanti giorni spettano, quando usufruirne, come fare domanda all’INPS e quali sono le tutele previste dalla legge.

              Indice dei contenuti

              1. Cos’è il congedo di paternità obbligatorio
              2. Quanti giorni spettano nel 2026
              3. Quando usufruirne: tempistiche e scadenze
              4. Come fare domanda INPS online
              5. Retribuzione e contributi durante il congedo
              6. Congedo di paternità e adozione
              7. Cumulabilità con il congedo parentale
              8. Sanzioni per il datore di lavoro
              9. Domande frequenti

              Cos’è il congedo di paternità obbligatorio

              Il congedo di paternità obbligatorio è un periodo di astensione dal lavoro riconosciuto a tutti i lavoratori dipendenti che diventano padri. A differenza del congedo parentale, che è facoltativo e condiviso tra i genitori, il congedo di paternità è un obbligo di legge: il padre deve usufruirne, e il datore di lavoro non può impedirlo.

              Introdotto in via sperimentale nel 2013 con un solo giorno, il congedo è stato progressivamente ampliato fino a raggiungere i 10 giorni obbligatori attuali, resi strutturali dal D.Lgs. 105/2022 che ha recepito la Direttiva europea 2019/1158 sull’equilibrio tra vita professionale e vita privata.

              Quanti giorni spettano nel 2026

              Nel 2026 i padri lavoratori dipendenti hanno diritto a:

              • 10 giorni obbligatori di congedo (anche non continuativi), retribuiti al 100% della retribuzione giornaliera
              • 1 giorno facoltativo aggiuntivo, utilizzabile in alternativa a un giorno di congedo di maternità della madre (previo accordo con la madre e rinuncia da parte sua)
              • In caso di parto gemellare, i giorni obbligatori raddoppiano a 20 giorni

              I 10 giorni sono lavorativi, quindi esclusi sabato, domenica e festivi. Possono essere fruiti anche in modo frazionato, cioè non necessariamente tutti di seguito. Ad esempio, un padre potrebbe prendere 5 giorni alla nascita e 5 giorni nelle settimane successive, purché rientri nei limiti temporali previsti.

              Quando usufruirne: tempistiche e scadenze

              Il congedo di paternità obbligatorio può essere utilizzato in un arco temporale ben preciso:

              • Da 2 mesi prima della data presunta del parto
              • Fino a 5 mesi dopo la nascita del figlio

              Questo significa che il padre può iniziare a usufruire del congedo già nelle ultime settimane di gravidanza della partner, ad esempio per accompagnarla alle visite mediche o prepararsi all’arrivo del bambino. La flessibilità consente di organizzarsi al meglio con il proprio datore di lavoro.

              Attenzione: il padre deve comunicare al datore di lavoro le date in cui intende usufruire del congedo con un preavviso di almeno 5 giorni, salvo casi di urgenza legati al parto anticipato. La comunicazione deve avvenire in forma scritta, anche tramite email.

              Come fare domanda INPS online

              La procedura per richiedere il congedo di paternità 2026 dipende dalla tipologia di rapporto lavorativo:

              Per i dipendenti del settore privato:

              1. Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
              2. Vai su “Prestazioni e servizi” → “Servizi” → “Congedo di paternità”
              3. Compila la domanda online indicando le date di fruizione
              4. Allega il certificato di nascita o la data presunta del parto
              5. Invia la domanda e conserva la ricevuta

              Per i dipendenti pubblici: la domanda va presentata direttamente al proprio ente datore di lavoro, che provvede al pagamento dell’indennità in busta paga. Non serve la domanda INPS.

              In alternativa alla procedura online, puoi presentare la domanda tramite il Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da cellulare) oppure rivolgendoti a un patronato o CAF di fiducia come il CAF Centro Fiscale di Udine, che può assisterti gratuitamente nell’invio della pratica.

              Retribuzione e contributi durante il congedo

              Uno degli aspetti più importanti del congedo di paternità riguarda la retribuzione. Ecco come funziona:

              • I 10 giorni obbligatori sono retribuiti al 100% della retribuzione giornaliera. L’indennità è a carico dell’INPS (anticipata dal datore di lavoro in busta paga)
              • Il giorno facoltativo è anch’esso retribuito al 100%, ma solo se la madre rinuncia a un giorno del suo congedo di maternità
              • I giorni di congedo sono coperti da contribuzione figurativa, quindi contano ai fini pensionistici
              • Il congedo è compatibile con il bonus mamme e con il bonus nido

              In pratica, il padre non subisce alcuna decurtazione dello stipendio durante i giorni di congedo. Inoltre, il periodo è utile ai fini dell’anzianità di servizio, delle ferie e della tredicesima mensilità.

              Congedo di paternità e adozione

              Il diritto al congedo di paternità obbligatorio non si limita ai padri biologici. I 10 giorni obbligatori spettano anche in caso di:

              • Adozione nazionale: i giorni decorrono dall’ingresso del minore in famiglia
              • Adozione internazionale: i giorni decorrono dall’ingresso del minore in Italia
              • Affidamento preadottivo: stesse regole dell’adozione

              La finestra temporale resta di 5 mesi dall’evento (ingresso in famiglia o in Italia). La domanda INPS segue la stessa procedura, con l’aggiunta della documentazione relativa al provvedimento di adozione o affidamento emesso dal Tribunale per i Minorenni.

              Cumulabilità con il congedo parentale

              Una domanda molto frequente riguarda la possibilità di cumulare il congedo di paternità con il congedo parentale. La risposta è sì: i due istituti sono completamente indipendenti e cumulabili.

              Ecco le differenze principali:

              • Congedo di paternità: 10 giorni obbligatori, retribuiti al 100%, nei primi 5 mesi dalla nascita
              • Congedo parentale: fino a 6 mesi per il padre (massimo 10 mesi totali tra i due genitori, elevabili a 11 se il padre ne usa almeno 3), con indennità all’80% per i primi 2 mesi e al 30% per i successivi

              Un padre può quindi usufruire prima dei 10 giorni di congedo obbligatorio e poi, successivamente, richiedere il congedo parentale per un periodo più lungo. Le detrazioni per figli a carico restano valide durante entrambi i periodi di assenza.

              Sanzioni per il datore di lavoro

              Il congedo di paternità è un diritto irrinunciabile. Il datore di lavoro che impedisce, ostacola o rifiuta la fruizione del congedo commette un illecito sanzionabile. Le conseguenze sono:

              • Sanzione amministrativa da 516 a 2.582 euro per ogni violazione
              • Impossibilità di ottenere la certificazione di parità di genere, sempre più richiesta per accedere a sgravi contributivi e punteggi aggiuntivi nei bandi pubblici
              • Nullità del licenziamento: il padre è protetto dal licenziamento durante il congedo e fino a un anno dalla nascita del figlio

              Se il tuo datore di lavoro ti nega il congedo o ti penalizza per averlo richiesto, puoi rivolgerti all’Ispettorato Nazionale del Lavoro o a un patronato per far valere i tuoi diritti. Il CAF Centro Fiscale di Udine può indirizzarti verso il supporto legale appropriato.

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande frequenti sul congedo di paternità 2026

              Il congedo di paternità è obbligatorio anche per i liberi professionisti?

              No, il congedo obbligatorio riguarda solo i lavoratori dipendenti (pubblici e privati). I liberi professionisti e le partite IVA possono però richiedere l’indennità di paternità alla propria cassa previdenziale, con regole specifiche per ogni ordine professionale.

              Posso usare i 10 giorni anche se lavoro part-time?

              Sì. Il congedo di paternità spetta a tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal tipo di contratto (tempo pieno, part-time, determinato o indeterminato). L’indennità sarà calcolata in proporzione alla retribuzione giornaliera effettiva.

              Cosa succede se il figlio nasce prematuro?

              In caso di parto prematuro, i 10 giorni decorrono dalla data effettiva di nascita. Il padre ha comunque 5 mesi di tempo dalla nascita per usufruirne. Non è necessario ricalcolare le date rispetto a quelle presunte.

              Il congedo di paternità si può frazionare in ore?

              No, il congedo di paternità obbligatorio può essere fruito solo a giornate intere. Non è possibile il frazionamento orario. Tuttavia, i giorni possono essere non consecutivi.

              Il congedo spetta anche in caso di aborto spontaneo?

              Il congedo di paternità spetta se l’interruzione avviene dopo il 180° giorno di gestazione, poiché dal punto di vista normativo si considera come parto a tutti gli effetti.

              Hai bisogno di assistenza per il congedo di paternità?

              Il congedo di paternità 2026 è un diritto importante che ogni neo-papà dovrebbe conoscere e utilizzare. Che tu debba fare domanda all’INPS, chiarire i tuoi diritti con il datore di lavoro o capire come combinarlo con il congedo parentale, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per guidarti in ogni passaggio.

              Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

              I nostri operatori possono aiutarti con la domanda INPS per il congedo di paternità, il congedo parentale e tutte le pratiche legate alla genitorialità.

              Scrivici su WhatsApp: 366 601 8121

              Oppure chiamaci al 0432 1638640
              Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

              Maggio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/congedo-parentale.jpg 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-01 09:00:002026-05-31 17:59:07Congedo di Paternità 2026: Giorni Obbligatori e Domanda INPS
              CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

              Precompilata 2026 Online: il Portale Informativo per Accedere al 730 e al Modello Redditi

              Dichiarazione dei redditi 730

              Il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it rappresenta il punto di accesso unificato per la dichiarazione dei redditi 2026. Dall’anno fiscale 2026, il sistema mette a disposizione dei contribuenti due strumenti distinti: il 730 precompilato, disponibile dal 30 aprile, e la precompilata Modello Redditi PF, disponibile dal 15 aprile. Capire quale utilizzare, come accedere e quali dati verificare è fondamentale per non commettere errori che potrebbero costare sanzioni o, peggio, far perdere rimborsi spettanti. In questa guida analizziamo il portale in ogni sua funzione, le differenze tra i due modelli, le scadenze 2026 e il ruolo del CAF nella gestione della pratica.

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              🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

              Indice dei contenuti

              1. Cos’è il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it
              2. Come accedere al portale precompilata 2026
              3. Differenza tra 730 precompilato e Modello Redditi PF precompilato
              4. Chi deve usare il 730 e chi il Modello Redditi PF
              5. Quali dati sono già precaricati nel portale 2026
              6. Come verificare e modificare i dati della precompilata
              7. Scadenze 2026: calendario completo del portale
              8. Inviare senza modifiche: quando conviene e rischi
              9. Il ruolo del CAF nella gestione della precompilata
              10. Errori comuni e come evitarli
              11. Domande Frequenti sulla Precompilata 2026

              Cos’è il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it

              Il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it è il servizio online dell’Agenzia delle Entrate che permette ai contribuenti italiani di accedere, verificare e inviare la propria dichiarazione dei redditi precompilata. Introdotto nel 2015 come sperimentazione, è diventato negli anni lo strumento principale per la gestione fiscale annuale di milioni di italiani.

              Il portale non è semplicemente un modulo da compilare: è un sistema informativo integrato che raccoglie automaticamente i dati fiscali del contribuente da molteplici fonti. L’Agenzia delle Entrate riceve informazioni da datori di lavoro, enti previdenziali, istituti bancari, assicurazioni, strutture sanitarie e molti altri soggetti, e le organizza in una dichiarazione pre-popolata pronta per essere verificata e inviata.

              A partire dalla campagna dichiarativa 2026, il portale mette a disposizione dei contribuenti due diversi modelli precompilati:

              • Modello 730 precompilato: per dipendenti, pensionati e assimilati, disponibile dal 30 aprile 2026
              • Modello Redditi PF precompilato: per autonomi, titolari di partita IVA e chi ha redditi diversi, disponibile dal 15 aprile 2026

              Questa distinzione è fondamentale: accedere al portale non significa automaticamente dover usare il 730. Il sistema ti mostra quale modello è più adatto alla tua situazione reddituale, guidandoti nella scelta corretta.

              Come accedere al portale precompilata 2026

              Per accedere al portale precompilata 2026 è necessario disporre di un’identità digitale riconosciuta. L’Agenzia delle Entrate ha progressivamente eliminato l’accesso con le credenziali Fisconline/Entratel, migrando tutto verso i sistemi di autenticazione nazionali. Attualmente i metodi di accesso validi per il 2026 sono:

              • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale): il metodo più diffuso, disponibile tramite operatori accreditati come Poste Italiane, Aruba, TIM, Namirial e altri
              • CIE (Carta di Identità Elettronica): la carta di identità di nuova generazione con chip NFC, utilizzabile con lettore o smartphone compatibile
              • CNS (Carta Nazionale dei Servizi): la tessera sanitaria con chip, utilizzabile con apposito lettore
              • Credenziali Entratel/Fisconline: ancora valide per chi le possiede, ma non più rilasciate ai nuovi utenti

              Procedura di accesso passo per passo:

              1. Collegarsi a precompilata.agenziaentrate.gov.it
              2. Cliccare su “Accedi alla dichiarazione precompilata”
              3. Selezionare il metodo di autenticazione (SPID, CIE o CNS)
              4. Completare l’autenticazione con il proprio provider
              5. Accedere alla propria area personale dove sarà visibile la dichiarazione precompilata

              Una volta autenticati, il portale mostra immediatamente quale modello è disponibile per il contribuente (730 o Modello Redditi PF) e lo stato della dichiarazione: se è accessibile, se è già stata inviata da un intermediario (CAF, professionista) o se ci sono anomalie da verificare.

              Accesso tramite CAF o intermediario abilitato: Se ci si affida a un CAF per la dichiarazione dei redditi, l’intermediario accede direttamente al portale per conto del contribuente, tramite apposita delega. Il contribuente non deve fare nulla di tecnico: il CAF gestisce l’intero processo di accesso, verifica e invio.

              Differenza tra 730 precompilato e Modello Redditi PF precompilato

              Una delle domande più frequenti riguarda la differenza tra 730 e Modello Redditi PF nella versione precompilata. Si tratta di due strumenti distinti, con destinatari, meccanismi di rimborso e scadenze differenti. Ecco un confronto dettagliato:

              Caratteristica730 PrecompilatoModello Redditi PF Precompilato
              Disponibile dal30 aprile 202615 aprile 2026
              Destinatari principaliDipendenti, pensionati, co.co.co.Autonomi, partite IVA, redditi esteri
              Rimborso IRPEFIn busta paga (luglio/agosto) o pensioneDa Agenzia Entrate (tempi piu lunghi)
              Scadenza invio diretto30 settembre 202630 novembre 2026 (persone fisiche)
              Scadenza tramite CAF30 settembre 202630 novembre 2026
              Pagamento imposteTrattenuta in busta pagaCon modello F24 (giugno/novembre)
              Responsabilita CAFIl CAF si assume responsabilita vistoResponsabilita rimane al contribuente

              La novità principale del 2026 riguarda la precompilata del Modello Redditi PF: per la prima volta l’Agenzia delle Entrate ha esteso il sistema precompilato anche ai contribuenti che normalmente presentano il Modello Redditi (autonomi, professionisti, imprenditori individuali in contabilità semplificata). Questo è un cambiamento strutturale che amplia notevolmente la platea dei beneficiari del servizio precompilato.

              Chi deve usare il 730 e chi il Modello Redditi PF

              La scelta tra i due modelli non è discrezionale: dipende dalla tipologia di redditi percepiti nell’anno di imposta 2025 (dichiarati nel 2026). Il portale aiuta a identificare il modello corretto, ma è utile conoscere in anticipo le regole principali.

              Chi usa il 730 precompilato 2026

              Il 730 precompilato 2026 è destinato ai contribuenti che nell’anno d’imposta 2025 hanno percepito:

              • Redditi di lavoro dipendente (qualsiasi datore di lavoro, anche part-time)
              • Redditi di pensione (pensioni INPS, pensioni complementari, rendite vitalizie)
              • Redditi assimilati al lavoro dipendente: collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co.), borse di studio, assegni di ricerca, redditi di lavoro socialmente utile
              • Redditi fondiari (terreni e fabbricati) se non hanno altri redditi che escludono il 730
              • Redditi di capitale non soggetti a ritenuta a titolo d’imposta
              • Alcuni redditi diversi: plusvalenze da cessione di terreni edificabili, indennità di esproprio

              Condizione essenziale per il 730: il contribuente deve avere un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che effettuerà le operazioni di conguaglio in busta paga o sulla pensione. Se non si ha un sostituto d’imposta (es. si è in cerca di lavoro, in cassa integrazione, o disoccupati), si presenta comunque il 730, ma si dovrà indicare l’assenza di sostituto: il rimborso verrà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

              Chi usa il Modello Redditi PF precompilato 2026

              Il Modello Redditi PF precompilato 2026 è obbligatorio per chi ha percepito redditi che non rientrano nel 730. In particolare:

              • Redditi di lavoro autonomo: professionisti (avvocati, medici, ingegneri, commercialisti), collaboratori occasionali
              • Redditi d’impresa: imprenditori individuali in contabilità ordinaria o semplificata (inclusi forfettari con ricavi sopra soglia)
              • Contribuenti in regime forfettario: devono presentare il Modello Redditi PF anche se il regime è semplificato
              • Redditi da partecipazione in società di persone (snc, sas) o associazioni professionali
              • Redditi di fonte estera: redditi percepiti all’estero, conti correnti e investimenti esteri (quadro RW), immobili esteri
              • Contribuenti non residenti in Italia
              • Contribuenti con crediti d’imposta particolari o con situazioni fiscali complesse non gestibili con il 730

              I contribuenti in regime forfettario rientrano in questa categoria: anche se il loro regime fiscale è semplificato, devono comunque presentare il Modello Redditi PF per dichiarare i ricavi, le spese deducibili e determinare l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni).

              Quali dati sono già precaricati nel portale 2026

              Il portale precompilata 2026 è alimentato da un sistema di comunicazioni automatiche che le varie organizzazioni inviano all’Agenzia delle Entrate. Conoscere quali dati sono già presenti aiuta a capire cosa verificare con attenzione e cosa invece potrebbe mancare.

              Dati certamente precaricati:

              • Redditi da lavoro dipendente e pensione: trasmessi tramite la Certificazione Unica (CU) da datori di lavoro ed enti previdenziali entro il 16 marzo 2026
              • Interessi bancari e rendimenti finanziari: trasmessi dalle banche e intermediari finanziari
              • Spese sanitarie: trasmesse dal Sistema Tessera Sanitaria (STS) da medici, ospedali, farmacie, ottici, dentisti e altri operatori sanitari. Include ticket SSN, visite specialistiche, farmaci, occhiali da vista, apparecchi acustici
              • Premi assicurativi: polizze vita, infortuni, responsabilità civile
              • Contributi previdenziali e assistenziali: versamenti INPS volontari, contributi colf e badanti
              • Erogazioni liberali: donazioni a ONLUS, APS, fondazioni riconosciute
              • Ristrutturazioni e bonus edilizi: lavori con detrazioni 50%, superbonus, ecobonus, bonus facciate comunicati dai sostituti d’imposta
              • Mutui ipotecari: interessi passivi comunicati dalle banche
              • Rette asili nido: spese trasmesse dai gestori degli asili
              • Canoni di locazione: contratti registrati all’Agenzia delle Entrate
              • Acquisti immobili: rogiti registrati tramite notai

              Dati che potrebbero non essere presenti e vanno inseriti manualmente:

              • Spese mediche pagate in contanti (senza ricevuta fiscale elettronica)
              • Spese scolastiche (rette universitarie, mense, gite scolastiche) se non trasmesse dall’ente
              • Spese funebri
              • Contributi versati a fondi pensione (se non comunicati dal datore di lavoro)
              • Canoni di affitto pagati (anche se il contratto è registrato, la detrazione va indicata)
              • Spese veterinarie
              • Acquisto abbonamenti trasporto pubblico

              Come verificare e modificare i dati della precompilata

              Accedere al portale e trovare la dichiarazione precompilata non significa che i dati siano automaticamente corretti. L’Agenzia delle Entrate stessa raccomanda di verificare con attenzione tutti i dati precaricati prima di inviare la dichiarazione.

              Cosa verificare nella precompilata 2026

              • Completezza dei dati sanitari: confrontare le spese sanitarie precaricate con le proprie ricevute e scontrini farmaceutici. Alcune spese potrebbero non essere arrivate al Sistema Tessera Sanitaria (es. spese pagate in contanti, professionisti che non trasmettono al STS)
              • Correttezza dei redditi da CU: verificare che i redditi indicati nella Certificazione Unica siano stati correttamente recepiti. In caso di errori nella CU, bisogna prima far correggere la CU al sostituto d’imposta
              • Dati degli immobili: verificare rendite catastali, variazioni di proprietà avvenute nel 2025, cedolare secca su affitti
              • Familiari a carico: aggiornare i dati di figli, coniuge o altri familiari a carico, con verifica dei limiti di reddito per il 2025
              • Detrazioni per carichi di famiglia: con l’introduzione dell’Assegno Unico, molte detrazioni per figli under 21 non sono più applicabili; verificare la corretta gestione da parte del sistema
              • Bonus e detrazioni edilizi: verificare che i lavori effettuati nel 2025 con diritto a detrazione siano presenti e correttamente quantificati

              Come modificare i dati

              Se si riscontrano dati errati o mancanti, è possibile modificare la dichiarazione precompilata direttamente sul portale. Le modifiche possono essere effettuate:

              • In autonomia: l’utente accede al portale, clicca su “Modifica” e apporta le variazioni necessarie. In questo caso, la responsabilità del contenuto modificato è del contribuente
              • Tramite CAF o intermediario: il professionista accede con delega, verifica, integra e invia. Il CAF si assume la responsabilità del visto di conformità sui dati che ha verificato, proteggendo il contribuente da eventuali sanzioni per errori non intenzionali nelle spese detraibili

              Attenzione: se si invia la precompilata senza alcuna modifica (accettandola così com’è), si beneficia di una protezione parziale: l’Agenzia delle Entrate non può effettuare controlli documentali sulle spese precaricate. Tuttavia, se si aggiungono spese non presenti nel sistema, queste sono soggette ai normali controlli.

              Scadenze 2026: calendario completo del portale

              Conoscere le scadenze 2026 del portale precompilata è fondamentale per non incorrere in sanzioni per omessa o tardiva presentazione. Il sistema è articolato su date diverse a seconda del modello utilizzato e della modalità di presentazione.

              DataEventoModello interessato
              15 aprile 2026Disponibile precompilata Modello Redditi PFModello Redditi PF
              30 aprile 2026Disponibile 730 precompilato730
              30 giugno 2026Scadenza 1 rata acconto Modello Redditi (o unica soluzione se importo inferiore a 257,52 euro)Modello Redditi PF
              30 settembre 2026Scadenza invio 730 precompilato (autonomo o tramite CAF)730
              30 novembre 2026Scadenza invio Modello Redditi PF persone fisicheModello Redditi PF
              30 novembre 2026Scadenza 2 rata acconto (novembre)Modello Redditi PF

              Per chi presenta il 730 precompilato 2026, la scadenza del 30 settembre vale sia per l’invio autonomo tramite il portale sia per la presentazione tramite CAF o professionista abilitato. Per le scadenze fiscali di maggio 2026 (IVA, INPS, acconto) si rimanda al calendario completo delle scadenze fiscali maggio 2026.

              Inviare senza modifiche: quando conviene e rischi

              Molti contribuenti si chiedono se sia sicuro inviare la precompilata senza modifiche, accettando semplicemente quanto proposto dall’Agenzia delle Entrate. La risposta non è univoca: dipende dalla complessità della propria situazione fiscale.

              Vantaggi dell’invio senza modifiche

              Chi invia la dichiarazione precompilata senza apportare modifiche beneficia di una protezione specifica prevista dall’art. 5 del D.Lgs. 175/2014 (il decreto che ha istituito la precompilata):

              • Esonero dai controlli documentali sulle spese precaricate (es. spese sanitarie inserite automaticamente dal Sistema Tessera Sanitaria)
              • Esonero da accertamenti basati sulle dichiarazioni di terzi (banche, assicurazioni, ecc.) per i dati già presenti
              • Semplificazione: nessun documento da conservare per i dati già nel sistema

              Rischi dell’invio senza verificare

              Il rischio principale non è quello di sbagliare qualcosa che il sistema ha inserito, ma quello di perdere detrazioni a cui si ha diritto ma che non sono state precaricate. Esempi concreti:

              • Spese mediche pagate in contanti (visita da un medico privato che non ha trasmesso al STS) → perdita della detrazione del 19%
              • Contributi versati a un fondo pensione integrativo se il datore non li ha indicati nella CU → perdita della deduzione
              • Canone di affitto pagato da inquilino → perdita della detrazione per inquilini (importo variabile: 300 euro per redditi fino a 15.493 euro, 150 euro fino a 30.987 euro)
              • Abbonamento trasporto pubblico → perdita della detrazione del 19% fino a 250 euro di spesa

              Raccomandazione: prima di inviare senza modifiche, fare sempre un rapido confronto tra le spese precaricate e le proprie ricevute. In caso di dubbi, rivolgersi a un CAF: la verifica professionale costa poco e può recuperare centinaia di euro di rimborso.

              Il ruolo del CAF nella gestione della precompilata

              Il CAF (Centro di Assistenza Fiscale) svolge un ruolo fondamentale nella gestione della precompilata, sia per chi presenta il 730 sia per chi utilizza il Modello Redditi PF. Nonostante la dichiarazione sia “precompilata”, affidarsi a un professionista qualificato offre vantaggi concreti.

              Cosa fa il CAF con la precompilata

              • Accesso con delega: il contribuente autorizza il CAF ad accedere al portale in suo nome. Non è necessario che il contribuente acceda personalmente
              • Verifica dei dati precaricati: il professionista confronta i dati del portale con la documentazione fornita dal contribuente, identificando dati mancanti o errati
              • Integrazione delle spese: aggiunge le detrazioni fiscali e deduzioni non presenti nel sistema (spese mediche non trasmesse, affitto, ecc.)
              • Apposizione del visto di conformità: per il 730, il CAF certifica la correttezza della dichiarazione. Questo visto trasferisce la responsabilità: in caso di errori sui dati dichiarati dal contribuente ma non verificabili da terze parti, il CAF risponde al suo posto
              • Invio telematico: il CAF invia la dichiarazione in modo sicuro e conserva copia per il contribuente

              Quando affidarsi al CAF è indispensabile

              Ci sono situazioni in cui l’intervento del CAF Centro Fiscale non è solo utile, ma praticamente indispensabile:

              • Situazioni reddituali complesse: chi ha avuto più datori di lavoro, ha percepito redditi da lavoro dipendente e autonomo nello stesso anno, o ha cambiato tipologia reddituale
              • Bonus edilizi: chi ha eseguito lavori con superbonus, ecobonus o bonus ristrutturazione ha situazioni spesso complesse da gestire correttamente nel 730
              • Redditi esteri o criptovalute: chi ha conti correnti esteri, investimenti all’estero o ha compravenduto criptovalute deve compilare quadri specifici (RW, W) che richiedono competenza specialistica
              • Prima dichiarazione: chi non ha mai presentato una dichiarazione dei redditi o si trova in una situazione nuova (primo lavoro, matrimonio, acquisto casa) può beneficiare di una consulenza per capire cosa dichiarare
              • Famiglie numerose o con disabilità: la gestione dei familiari a carico, del bonus mamme, dell’Assegno Unico e delle detrazioni per disabilità richiede attenzione

              Errori comuni e come evitarli

              L’analisi delle dichiarazioni dei redditi evidenzia alcuni errori ricorrenti che i contribuenti commettono quando gestiscono in autonomia la precompilata. Conoscerli in anticipo permette di evitarli.

              Errore 1: Non verificare le spese sanitarie

              Le spese sanitarie sono tra le detrazioni più significative: il 19% delle spese mediche che superano la franchigia di 129,11 euro è detraibile dall’IRPEF. Molti contribuenti accettano il dato precaricato senza verificarlo, perdendo spese pagate in contanti o da professionisti sanitari non collegati al Sistema Tessera Sanitaria. Conservare sempre ricevute e scontrini farmaceutici dell’anno precedente è fondamentale.

              Errore 2: Non aggiornare i familiari a carico

              Le situazioni familiari cambiano: figli che superano i limiti di reddito o di età, coniuge che inizia a lavorare, anziani che passano in struttura. Se i dati dei familiari a carico non vengono aggiornati, la dichiarazione potrebbe indicare detrazioni non spettanti (con rischio di dover restituire importi a seguito di controllo) o, al contrario, non indicare detrazioni spettanti.

              Errore 3: Usare il modello sbagliato

              Presentare il 730 quando si dovrebbe usare il Modello Redditi PF è un errore grave. Accade quando, ad esempio, un contribuente che si è messo in proprio a metà anno (aprendo partita IVA) tenta di usare il 730 come in precedenza. Il 730 non consente la dichiarazione di redditi di lavoro autonomo o d’impresa (tranne casi limitati): chi commette questo errore dovrà presentare un Modello Redditi PF correttivo con possibili sanzioni.

              Errore 4: Non dichiarare il reddito da locazione

              Chi affitta immobili e non ha optato per la cedolare secca (o lo ha fatto solo parzialmente) deve includere i canoni nel reddito complessivo. Il portale precompilata include i contratti registrati, ma alcuni errori (contratti non registrati, accordi verbali, variazioni di canone non comunicate) possono portare a dichiarazioni incomplete con rischio di accertamento.

              Errore 5: Ignorare la sezione degli acconti

              I contribuenti che presentano il Modello Redditi PF devono prestare attenzione non solo al saldo dell’imposta 2025, ma anche agli acconti per il 2026. Il sistema calcola automaticamente gli acconti in base all’imposta dell’anno precedente, ma in caso di riduzione prevedibile del reddito è possibile ridurre l’acconto. Non farlo significa versare più del necessario e attendere il rimborso l’anno successivo.

              Se hai dubbi sulla tua situazione fiscale o vuoi essere sicuro di non perdere alcuna detrazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. Con anni di esperienza nella gestione di dichiarazioni dei redditi complesse, offriamo assistenza personalizzata sia per il 730 precompilato 2026 che per il Modello Redditi PF.

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              Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande Frequenti sulla Precompilata 2026

              Quando e disponibile la precompilata 2026?

              La precompilata 2026 e disponibile in due momenti diversi: il Modello Redditi PF precompilato e accessibile dal 15 aprile 2026, mentre il 730 precompilato e disponibile dal 30 aprile 2026. Entrambi sono accessibili tramite il portale precompilata.agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS.

              Posso inviare la precompilata senza andare al CAF?

              Si, e possibile inviare la precompilata autonomamente tramite il portale Agenzia delle Entrate, a condizione di avere SPID, CIE o CNS e di essere in grado di verificare i dati precaricati. Tuttavia, per situazioni complesse (piu datori di lavoro, bonus edilizi, redditi esteri, familiari a carico con situazioni particolari), affidarsi a un CAF garantisce una verifica professionale e il visto di conformita che trasferisce la responsabilita al professionista.

              Cosa succede se non invio la precompilata entro la scadenza?

              Il mancato invio della dichiarazione dei redditi entro le scadenze previste comporta sanzioni. Per il 730, la scadenza e il 30 settembre 2026. Per il Modello Redditi PF, il 30 novembre 2026. E possibile presentare dichiarazione tardiva entro 90 giorni dalla scadenza con sanzione ridotta (dichiarazione omessa se oltre 90 giorni). Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare spontaneamente con sanzioni ridotte.

              Qual e la differenza tra 730 e Modello Redditi PF precompilato?

              Il 730 e destinato a dipendenti, pensionati e assimilati: il rimborso IRPEF arriva in busta paga o sulla pensione a luglio/agosto, e la scadenza e il 30 settembre. Il Modello Redditi PF e per autonomi, professionisti, partite IVA, chi ha redditi esteri: il rimborso e erogato dall’Agenzia delle Entrate con tempi piu lunghi, e le imposte si pagano con F24 a giugno e novembre. La scadenza e il 30 novembre.

              Il CAF puo accedere alla mia precompilata?

              Si. Il contribuente puo delegare il CAF ad accedere alla propria area riservata del portale precompilata. La delega viene acquisita direttamente dal CAF che accede tramite i propri sistemi abilitati. Non e necessario che il contribuente faccia nulla di tecnico: porta al CAF la propria documentazione fiscale (CU, spese, ricevute) e il professionista gestisce tutto il processo di verifica, integrazione e invio.


              Richiedi Assistenza per la Precompilata 2026

              Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione completa della dichiarazione dei redditi precompilata 2026: verifica dei dati, integrazione delle spese, invio telematico e visto di conformita.

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                CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 08:00:002026-09-21 13:44:07Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 per Pagare Meno Tasse nel 730/2027: la Checklist Completa
                Dichiarazione dei redditi 730
                DICHIARAZIONE DEI REDDITI

                Dichiarazione dei Redditi Tardiva 2026: Sanzioni Ridotte, Ravvedimento e Come Presentarla

                Dichiarazione Redditi Tardiva 2026: Sanzioni e Ravvedimento
                Settembre 18, 2026
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                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-18 08:00:002026-08-17 11:03:33Dichiarazione dei Redditi Tardiva 2026: Sanzioni Ridotte, Ravvedimento e Come Presentarla

                CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

                ECCELLENTE
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                Alexandra Bala
                04/09/2026
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                ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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                paolino servidio
                03/09/2026
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                Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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                Lady
                01/09/2026
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                Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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                Giulia Guida
                25/08/2026
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                Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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                Paola Zilli
                07/08/2026
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                Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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                Jacqueline B.
                06/08/2026
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                Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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                Maura Masutto
                06/08/2026
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                Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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                Issam Elhefnawi
                31/07/2026
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                Molto gentile
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                Sibongile Moyana
                30/07/2026
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                Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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                Sabrina Cirina
                23/07/2026
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                Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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                Maggio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-01 08:47:082026-05-31 17:59:17Precompilata 2026 Online: il Portale Informativo per Accedere al 730 e al Modello Redditi
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                CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

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