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MATERNITA', PATRONATO

Sostituzione Maternità 2026: Sgravi Contributivi Anche nel Periodo di Affiancamento

Maternità INPS CAF Udine

Quando una lavoratrice dipendente va in congedo di maternità, il datore di lavoro ha spesso necessità di assumere un sostituto per garantire la continuità operativa. La legge italiana non solo consente questa possibilità, ma la incentiva con un significativo sgravio contributivo del 50% disciplinato dall’articolo 4 del D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico a tutela della maternità e della paternità). La novità rilevante del 2026 riguarda l’estensione di questo beneficio al periodo di affiancamento, ovvero quella fase in cui il sostituto viene formato e lavora contemporaneamente alla lavoratrice assente o in procinto di assentarsi. Questa guida analizza nel dettaglio il funzionamento dello sgravio, i requisiti da rispettare, la procedura INPS per richiederlo e i vantaggi concreti per le aziende.

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Indice dei contenuti

  1. Normativa di riferimento: art. 4 D.Lgs. 151/2001
  2. Novità 2026: lo sgravio si estende al periodo di affiancamento
  3. Requisiti aziendali: chi può beneficiare dello sgravio
  4. Durata massima dello sgravio: 12 mesi e proroghe
  5. Come si calcola il risparmio: esempi pratici e tabelle
  6. Procedura INPS per richiedere lo sgravio
  7. Cumulabilità con altri incentivi assuntivi
  8. Differenze rispetto alla normativa precedente
  9. Consigli pratici per datori di lavoro

Normativa di riferimento: art. 4 D.Lgs. 151/2001

Il D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 — noto come Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità — costituisce la fonte normativa principale dello sgravio contributivo per assunzione di sostituti di maternità. L’articolo 4 di tale decreto prevede espressamente che i datori di lavoro con meno di 20 dipendenti possano beneficiare di una riduzione del 50% dei contributi previdenziali a proprio carico quando assumono lavoratori a tempo determinato in sostituzione di dipendenti in congedo di maternità, congedo parentale, congedo per malattia del figlio o in altri casi di astensione obbligatoria e facoltativa previsti dalla legge.

La norma si inserisce in un quadro legislativo più ampio orientato a tutelare sia le lavoratrici madri sia la continuità operativa delle piccole imprese, che spesso non dispongono delle risorse per coprire un’assenza prolungata senza supporto economico. Lo sgravio del 50% riguarda esclusivamente la quota contributiva a carico del datore di lavoro, mentre la quota a carico del lavoratore rimane invariata. Si tratta quindi di un beneficio rilevante soprattutto nelle aziende di piccole dimensioni dove il costo del lavoro incide in modo significativo sui bilanci.

Il decreto è stato oggetto di numerosi interventi interpretativi da parte dell’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale), che ha emanato circolari e messaggi per chiarire l’ambito applicativo della norma. In particolare, la circolare INPS n. 109/2000 e successivi messaggi amministrativi hanno precisato modalità di calcolo e procedure operative per la fruizione del beneficio.

Novità 2026: lo sgravio si estende al periodo di affiancamento

La principale novità del 2026 riguarda l’estensione dello sgravio contributivo al periodo di affiancamento, ovvero quella fase temporanea in cui il sostituto lavora contemporaneamente alla lavoratrice che si appresta ad assentarsi o che sta per rientrare. Questa possibilità, che in passato aveva generato incertezze interpretative, è ora espressamente riconosciuta e disciplinata.

L’affiancamento è una prassi aziendale fondamentale: consente al nuovo assunto di apprendere le mansioni specifiche dall’esperienza diretta della lavoratrice uscente, riducendo i tempi di inserimento e garantendo una maggiore qualità del servizio. Dal punto di vista operativo, questo periodo si caratterizza per la compresenza in azienda sia della lavoratrice originaria sia del sostituto. La questione controversa era se, in questa fase, il datore di lavoro potesse già applicare lo sgravio contributivo sul contratto del sostituto.

L’orientamento prevalente confermato per il 2026 è che lo sgravio contributivo del 50% si applica sin dal primo giorno di assunzione del sostituto, anche se questo avviene mentre la lavoratrice da sostituire è ancora in servizio per garantire il passaggio di consegne. Il presupposto fondamentale è che il contratto del sostituto sia esplicitamente stipulato “in sostituzione” della dipendente in procinto di assentarsi per congedo di maternità o congedo parentale, con indicazione del nome della lavoratrice sostituita e del periodo di astensione previsto.

Questo chiarimento riveste una particolare importanza per le piccole imprese che, per garantire la produttività, devono formare il sostituto con congruo anticipo rispetto all’inizio effettivo dell’assenza. Prima di questa interpretazione estensiva, alcuni datori di lavoro rinunciavano all’affiancamento pur di non incorrere in contestazioni sulla legittimità dello sgravio.

Requisiti aziendali: chi può beneficiare dello sgravio

Per accedere allo sgravio contributivo per sostituzione maternità, il datore di lavoro deve soddisfare una serie di requisiti previsti dalla normativa. È fondamentale verificarli prima di procedere con l’assunzione del sostituto per evitare il rischio di dover restituire le agevolazioni fruite indebitamente.

Dimensione aziendale: il limite dei 20 dipendenti

Il requisito principale è la dimensione aziendale: meno di 20 dipendenti. Questo limite va calcolato al momento dell’assunzione del sostituto e si riferisce al numero medio di dipendenti occupati nell’unità produttiva o nell’azienda nel semestre precedente all’assunzione. È importante notare che:

  • Si contano tutti i lavoratori subordinati, indipendentemente dall’orario (full time e part time, con ponderazione proporzionale)
  • Sono esclusi dal computo apprendisti, lavoratori in congedo parentale, lavoratori assunti con contratti di inserimento e disabili
  • La lavoratrice sostituita è comunque conteggiata ai fini del calcolo della soglia dei 20 dipendenti
  • Superare la soglia dopo l’assunzione del sostituto non fa perdere il diritto allo sgravio già acquisito per il periodo corrente

Tipo di contratto del sostituto

Il sostituto deve essere assunto con contratto a tempo determinato stipulato “in sostituzione” della lavoratrice assente. Il contratto deve contenere obbligatoriamente:

  • La causale esplicita di sostituzione (“sostituisce la sig.ra X in congedo di maternità”)
  • Il nome della lavoratrice sostituita
  • Il periodo di riferimento dell’astensione prevista
  • La data di inizio del rapporto di lavoro e la durata prevista

In alternativa al contratto a tempo determinato, è possibile stipulare un contratto a tempo indeterminato con il sostituto: in questo caso lo sgravio si applica comunque per il periodo effettivo di sostituzione, ma la sua gestione amministrativa è più complessa e richiede particolare attenzione nella comunicazione con l’INPS.

Posizione contributiva e DURC regolare

Il datore di lavoro deve essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali. In particolare:

  • DURC regolare (Documento Unico di Regolarità Contributiva) al momento dell’assunzione e durante tutto il periodo di fruizione dello sgravio
  • Assenza di sanzioni amministrative definitive per violazioni in materia di lavoro e previdenza
  • Rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008)

Durata massima dello sgravio: 12 mesi e proroghe

Lo sgravio contributivo del 50% ha una durata massima ben definita dalla normativa. Comprendere i limiti temporali è essenziale per pianificare correttamente la gestione del personale sostitutivo.

Durata ordinaria: fino a 12 mesi

Lo sgravio si applica per tutto il periodo di sostituzione con un limite massimo di 12 mesi. Il computo della durata tiene conto del periodo effettivo in cui il sostituto è in servizio in sostituzione della lavoratrice assente. Se la lavoratrice rientra anticipatamente, lo sgravio cessa con il suo rientro. Se invece l’assenza si prolunga (ad esempio perché la lavoratrice usufruisce prima del congedo obbligatorio e poi del congedo parentale facoltativo), lo sgravio può continuare fino al termine dei 12 mesi complessivi.

Inclusione del periodo di affiancamento nel computo dei 12 mesi

Con la chiarificazione per il 2026, il periodo di affiancamento è incluso nel computo dei 12 mesi massimi di sgravio. Questo significa che se il sostituto inizia a lavorare in affiancamento 30 giorni prima dell’inizio effettivo del congedo di maternità, quei 30 giorni vengono conteggiati nel periodo massimo di 12 mesi durante i quali si applica lo sgravio.

Pertanto, il datore di lavoro deve calibrare attentamente il periodo di affiancamento in relazione alla durata prevista dell’assenza: un affiancamento troppo lungo potrebbe “ridurre” il periodo residuo durante il quale beneficiare dello sgravio durante l’assenza effettiva.

Proroga in caso di congedo parentale consecutivo

Una specificazione importante riguarda il caso in cui, al termine del congedo obbligatorio di maternità (5 mesi), la lavoratrice usufruisca anche del congedo parentale (fino a 6 mesi per la madre entro i primi 6 anni di vita del figlio). In questo scenario:

  • Lo sgravio si applica per tutto il periodo di sostituzione complessivo, fino al limite di 12 mesi
  • Non è necessaria una nuova assunzione o una nuova richiesta all’INPS per il periodo di congedo parentale consecutivo al congedo obbligatorio
  • È sufficiente comunicare all’INPS la proroga dell’assenza tramite gli strumenti telematici disponibili

Come si calcola il risparmio: esempi pratici e tabelle

Per comprendere il vantaggio economico concreto dello sgravio contributivo del 50%, è utile analizzare alcuni esempi pratici con calcoli dettagliati. Il risparmio effettivo dipende dalla retribuzione del sostituto e dal livello contrattuale applicato.

Base di calcolo: i contributi previdenziali a carico del datore

I principali contributi previdenziali a carico del datore di lavoro nel settore privato, applicabili alla generalità dei lavoratori dipendenti (CCNL commercio, terziario, servizi), includono indicativamente:

Voce contributivaAliquota datoreNote
IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti)~23,81%Principale voce previdenziale
Disoccupazione NASpI1,61%Include contributo addizionale T.D.
INAIL (infortuni)VariabileNon soggetto a sgravio
Fondo Garanzia TFR0,20%Piccole imprese
Maternità e sostegno al reddito~0,46%Incluse varie voci minori
TOTALE contributi datore (approssimativo)~28-30%Senza INAIL

Esempio 1: Impiegata amministrativa (livello C1 commercio)

Supponiamo di assumere un sostituto per una impiegata amministrativa con questi parametri:

VoceImporto mensile
Retribuzione lorda mensile sostituto1.700 euro
Contributi datore ordinari (~29%)493 euro
Contributi datore con sgravio 50%246,50 euro
Risparmio mensile246,50 euro
Risparmio su 12 mesi2.958 euro

Esempio 2: Addetta alle vendite (livello D commercio)

VoceImporto mensile
Retribuzione lorda mensile sostituto1.450 euro
Contributi datore ordinari (~29%)420,50 euro
Contributi datore con sgravio 50%210,25 euro
Risparmio mensile210,25 euro
Risparmio su 12 mesi2.523 euro

Nota importante: I valori sopra indicati sono approssimativi e a titolo esemplificativo. Le aliquote contributive effettive variano in base al contratto collettivo applicato, alla qualifica del lavoratore, al settore produttivo e ad eventuali altre agevolazioni applicabili. Per un calcolo preciso, rivolgiti al CAF Centro Fiscale o a un consulente del lavoro.

Procedura INPS per richiedere lo sgravio

La fruizione dello sgravio contributivo per sostituzione maternità non richiede una domanda preventiva all’INPS: il datore di lavoro può applicare direttamente la riduzione contributiva del 50% a partire dal primo periodo di paga successivo all’assunzione del sostituto. Tuttavia, esistono adempimenti precisi che devono essere rispettati scrupolosamente.

Step 1: comunicazione preventiva al Centro per l’Impiego (COB)

Prima di procedere con l’assunzione, il datore di lavoro deve trasmettere la comunicazione obbligatoria di assunzione (COB) tramite il portale regionale del lavoro o il sistema UNILAV, specificando la causale “sostituzione”. La comunicazione deve essere inviata entro il giorno antecedente l’inizio del rapporto di lavoro (o lo stesso giorno per urgenze documentate).

Step 2: indicazione nel flusso UniEmens

Lo sgravio si applica direttamente nella denuncia contributiva mensile UniEmens (ex DM10). Il datore di lavoro, o il consulente del lavoro che lo assiste, deve indicare nel flusso telematico il corretto codice di agevolazione per la sostituzione di maternità. I codici da utilizzare nel flusso UniEmens sono gestiti dall’INPS e possono variare: è indispensabile verificare il codice corretto con il patronato CAF o con un consulente del lavoro aggiornato sulle disposizioni vigenti al momento dell’assunzione.

Step 3: documentazione da conservare

Il datore di lavoro deve conservare tutta la documentazione a supporto dello sgravio per eventuali verifiche ispettive:

  • Contratto di assunzione del sostituto con causale esplicita di sostituzione
  • Certificato medico attestante la gravidanza o il periodo di congedo della lavoratrice sostituita
  • Domanda di congedo presentata dalla lavoratrice all’INPS
  • Provvedimento INPS di riconoscimento del congedo (se disponibile)
  • Comunicazioni COB di assunzione e cessazione del sostituto
  • Buste paga del sostituto con evidenza dello sgravio applicato
  • Flussi UniEmens relativi al periodo di fruizione dello sgravio

Step 4: gestione della cessazione dello sgravio

Al termine del periodo di sostituzione (rientro della lavoratrice, scadenza del contratto del sostituto o decorso dei 12 mesi), il datore di lavoro deve cessare di applicare il codice di sgravio nel flusso UniEmens. In caso di rientro anticipato della lavoratrice, è necessario:

  • Comunicare la variazione all’INPS tramite i canali telematici disponibili
  • Regolarizzare eventuali periodi già denunciati con lo sgravio in eccesso
  • Gestire il contratto del sostituto (proroga, trasformazione o risoluzione) secondo le disposizioni contrattuali

Cumulabilità con altri incentivi assuntivi

Una delle domande più frequenti riguarda la possibilità di cumulare lo sgravio per sostituzione maternità con altri incentivi previsti dalla normativa vigente. La risposta varia a seconda dell’incentivo specifico e richiede una valutazione caso per caso.

Principio generale di non cumulabilità

In linea generale, la normativa prevede il divieto di cumulo di incentivi che abbiano la medesima natura (riduzione contributiva) sullo stesso lavoratore per lo stesso periodo. Pertanto, lo sgravio per sostituzione maternità non può essere cumulato con altri sgravi contributivi che operino sulla stessa base imponibile.

Eccezioni e casi particolari

IncentivoCumulabile con sgravio maternità?Note
Esonero contributivo giovani under 35NOStesso tipo di agevolazione
Incentivo assunzione disoccupati di lunga durataNOSgravio contributivo sovrapposto
Incentivo assunzione lavoratori in mobilitàNODa verificare con INPS
Deduzioni IRAP per lavoratrici madri/lavoratori giovaniSÌDiversa natura (deduzione fiscale)
Bonus Mamme (decontribuzione lavoratrice)SÌRiguarda la lavoratrice, non il sostituto
Crediti d’imposta formazione 4.0SÌDiversa natura

Nota: il Bonus Mamme lavoratrici 2026 (decontribuzione per madri con 2 o più figli) riguarda la quota contributiva a carico della lavoratrice madre, non del sostituto. I due benefici operano su soggetti diversi e sono quindi pienamente cumulabili nel senso che possono coesistere nella stessa azienda.

Differenze rispetto alla normativa precedente

La chiarificazione 2026 in merito allo sgravio durante il periodo di affiancamento rappresenta un’evoluzione interpretativa rispetto alla prassi amministrativa precedente. È utile riepilogare le principali differenze per comprendere come questa novità cambi concretamente la gestione dei sostituti di maternità.

AspettoPrima del 2026Dal 2026
Sgravio durante affiancamentoIncerto / negato in alcuni casiRiconosciuto
Decorrenza sgravioDalla data di inizio congedoDalla data di assunzione sostituto
Compresenza lavoratrice e sostitutoProblematicaConsentita
Durata massima sgravio12 mesi (solo congedo)12 mesi (affiancamento + congedo)
Rischio contestazioni INPSAltoRidotto

Questa evoluzione normativa è particolarmente apprezzata dalle piccole imprese artigiane, commerciali e di servizi che, in precedenza, si trovavano di fronte a un dilemma: o rinunciare all’affiancamento (con rischio di perdita di know-how) o rischiare contestazioni sullo sgravio. Il chiarimento del 2026 elimina questa incertezza e consente una pianificazione più serena della sostituzione.

Consigli pratici per datori di lavoro

Ecco una serie di raccomandazioni operative per i datori di lavoro che devono gestire una sostituzione di maternità nel 2026, sfruttando al massimo lo sgravio contributivo disponibile.

1. Pianifica con anticipo il periodo di affiancamento

Non aspettare gli ultimi giorni prima dell’inizio del congedo per cercare il sostituto. Una buona prassi è iniziare la ricerca del sostituto almeno 2 mesi prima del congedo previsto. Questo consente di:

  • Selezionare il profilo più adatto con più calma
  • Garantire un affiancamento efficace di 4-6 settimane
  • Trasferire tutte le competenze e i contatti necessari
  • Iniziare a beneficiare dello sgravio durante l’affiancamento stesso

2. Redigi il contratto con la causale corretta

Il contratto di assunzione del sostituto deve essere redatto con cura: la causale di sostituzione deve essere chiara e indicare espressamente il nome della lavoratrice sostituita e il periodo previsto di assenza. Un contratto mal redatto può portare alla revoca dello sgravio in caso di ispezione. Affidati a un consulente del lavoro o al patronato per la stesura del contratto.

3. Verifica la tua posizione rispetto alla soglia dei 20 dipendenti

Prima di procedere, conta attentamente i dipendenti e verifica di essere sotto la soglia dei 20 lavoratori. Ricorda che il calcolo va effettuato sul semestre precedente all’assunzione del sostituto, considerando la media mensile dei dipendenti occupati.

4. Tieni aggiornato il DURC

Un DURC irregolare comporta la perdita del diritto allo sgravio per tutto il periodo di irregolarità. Verifica regolarmente la tua posizione contributiva e intervieni tempestivamente in caso di scoperture o irregolarità.

5. Coordina con il consulente del lavoro il flusso UniEmens

L’applicazione dello sgravio nel flusso UniEmens richiede la conoscenza dei codici specifici e delle modalità di calcolo previste dall’INPS. È fondamentale che il consulente del lavoro che gestisce le paghe sia aggiornato sulle disposizioni in vigore per il 2026 ed inserisca correttamente i dati nel sistema.

Se hai dubbi su questi adempimenti o hai bisogno di assistenza nella gestione della sostituzione maternità, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza. Per le pratiche INPS legate alla maternità, come la domanda di NASPI (se pertinente), l’ISEE per accedere ad altri benefici, o la gestione del 730, il nostro patronato offre assistenza completa.

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Domande Frequenti sulla Sostituzione di Maternità

Quanti dipendenti deve avere l’azienda per accedere allo sgravio sostituzione maternità?

L’azienda deve avere meno di 20 dipendenti. Il calcolo viene effettuato sulla media mensile dei dipendenti occupati nel semestre precedente all’assunzione del sostituto. Sono esclusi dal computo apprendisti, disabili e lavoratori in congedo.

Lo sgravio del 50% si applica anche durante il periodo di affiancamento?

Si, dal 2026 lo sgravio contributivo del 50% si applica sin dal primo giorno di assunzione del sostituto, anche se questo avviene durante un periodo di affiancamento in cui la lavoratrice e ancora in servizio. E fondamentale che il contratto riporti esplicitamente la causale di sostituzione con il nome della lavoratrice da sostituire.

Qual e la durata massima dello sgravio per sostituzione maternita?

La durata massima e di 12 mesi. Questo periodo include sia il tempo di affiancamento che il periodo effettivo di assenza della lavoratrice. Se l’assenza si prolunga con il congedo parentale consecutivo al congedo obbligatorio, lo sgravio continua fino al raggiungimento dei 12 mesi complessivi.

Come si richiede lo sgravio all’INPS?

Non e richiesta una domanda preventiva all’INPS. Lo sgravio si applica direttamente nella denuncia contributiva mensile UniEmens inserendo il codice di agevolazione corretto. E fondamentale conservare tutta la documentazione (contratto del sostituto, certificato medico, domanda di congedo) per eventuali verifiche ispettive.

Lo sgravio per sostituzione maternita e cumulabile con il Bonus Mamme 2026?

Si, i due benefici sono compatibili perche operano su soggetti diversi. Lo sgravio maternita riguarda i contributi a carico del datore di lavoro sul sostituto; il Bonus Mamme riguarda i contributi a carico della lavoratrice madre. Possono quindi coesistere nella stessa azienda senza vincoli di cumulabilita.


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    04/09/2026
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    01/09/2026
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    Jacqueline B.
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    31/07/2026
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

    Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

    Maggio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/maternita.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-01 07:47:082026-05-01 07:54:12Sostituzione Maternità 2026: Sgravi Contributivi Anche nel Periodo di Affiancamento
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Modello 730/2026: Quadro B Fabbricati e Novita CIN per Affitti Brevi

    Dichiarazione dei redditi 730

    Il quadro B del modello 730/2026 e la sezione dedicata ai redditi dei fabbricati: e qui che il contribuente con una o piu unita immobiliari (prima casa, seconda casa, abitazione locata, comodato gratuito, affitti brevi) deve riportare rendite catastali, periodi di possesso e canoni percepiti nel 2025. La compilazione sembra semplice ma nasconde insidie, soprattutto da quando e diventato operativo il CIN (Codice Identificativo Nazionale) per le locazioni brevi e le strutture ricettive.

    In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutte le regole aggiornate per compilare correttamente il quadro B nel 730/2026 (anno d’imposta 2025): codici utilizzo, esclusioni, regole IMU/IRPEF, cedolare secca e la novita CIN che riguarda chi affitta anche per pochi giorni l’anno.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’e il quadro B e a chi serve
    2. Cosa indicare nel quadro B (righi B1-B11)
    3. Novita CIN per affitti brevi e turistici
    4. Esclusioni dal quadro B
    5. IMU vs IRPEF: cosa cambia
    6. Cedolare secca per le locazioni
    7. Errori piu comuni da evitare
    8. Come compilare con il CAF Centro Fiscale
    9. Domande frequenti (FAQ)

    Cos’e il quadro B e a chi serve

    Il quadro B del modello 730 e dedicato ai redditi dei fabbricati, ovvero ai redditi fondiari prodotti dalle unita immobiliari urbane iscritte nel Catasto edilizio urbano. La sua funzione e duplice: da un lato consente all’Agenzia delle Entrate di calcolare l’IRPEF dovuta sui redditi degli immobili, dall’altro garantisce la corretta applicazione del rapporto tra IMU e IRPEF (che dal 2014 si escludono a vicenda sugli immobili non locati, salvo eccezioni).

    Chi deve compilare il quadro B

    • Proprietari di fabbricati situati in Italia iscritti o iscrivibili in catasto;
    • Titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie);
    • Soci di societa semplici che producono redditi di fabbricati;
    • Locatari in caso di locazione breve effettuata in qualita di sublocatori o comodatari (per i canoni percepiti).

    Casi di esonero

    Non e tenuto a compilare il quadro B (e quindi puo restare esonerato dalla dichiarazione, salvo altri obblighi) chi possiede esclusivamente:

    • L’abitazione principale (con eventuali pertinenze) non di lusso, su cui paga IMU agevolata o e esente, e ha solo redditi da lavoro dipendente o pensione gia tassati alla fonte;
    • Fabbricati per cui sussistono cause di esenzione IRPEF totale (fabbricati rurali strumentali con codice 17, immobili in costruzione, ecc.).

    Cosa indicare nel quadro B (righi B1-B11)

    Il quadro B si articola in due sezioni: la Sezione I (righi da B1 a B11) per i dati anagrafici e catastali di ciascun immobile, e la Sezione II per i dati relativi ai contratti di locazione. Vediamo i campi principali.

    Sezione I – Dati identificativi dell’immobile

    • Colonna 1 – Rendita catastale: si indica la rendita non rivalutata risultante dalla visura catastale; il sistema applica automaticamente la rivalutazione del 5%;
    • Colonna 2 – Codice utilizzo: il dato piu importante; dipende dall’uso effettivo dell’immobile (vedi tabella sotto);
    • Colonna 3 – Giorni di possesso: massimo 365; in caso di acquisto/vendita nell’anno si indicano i giorni effettivi;
    • Colonna 4 – Percentuale di possesso: 100% se proprietario unico, quota effettiva in caso di comproprieta;
    • Colonna 5 – Codice canone: indica il regime di tassazione del canone (cedolare 21%, 10%, IRPEF ordinaria, ecc.);
    • Colonna 6 – Canone di locazione: per gli immobili dati in affitto, importo del canone annuale rapportato ai giorni e alla percentuale di possesso;
    • Colonna 7 – Casi particolari: per immobili di interesse storico/artistico, immobili inagibili, ecc.;
    • Colonne 8-12: continuazione, codice comune, abitazione principale, immobili antisismici, cedolare secca, esenzioni IMU.

    I codici utilizzo piu importanti

    CodiceSignificato
    1Abitazione principale
    2Immobile a disposizione (seconda casa non locata)
    3Immobile locato in regime di libero mercato (canone libero)
    4Canone concordato con cedolare secca
    5Pertinenza abitazione principale (box, cantina, soffitta)
    8Immobile locato in regime convenzionale (equo canone)
    9Altri usi (es. unita non utilizzata in attesa di destinazione)
    10Abitazione concessa in uso gratuito a familiare residente
    11Locazione parziale (parte affittata, parte abitata)
    12Immobile di interesse storico-artistico locato
    16Immobile situato in Comune colpito da calamita (esente)
    17Immobile rurale strumentale (esente IRPEF)
    18Immobile in Provincia di Trento o Bolzano soggetto a IMI/IMIS
    19Immobile esente per enti non commerciali

    Attenzione: per le locazioni brevi (durata fino a 30 giorni) c’e un trattamento dedicato; il codice utilizzo e il 3 (libero mercato) o, se si opta per la cedolare, il 4, ma il dato si combina con la sezione II e con il nuovo riquadro per il CIN (vedi paragrafo dedicato).

    Sezione II – Dati dei contratti di locazione

    In Sezione II vanno indicati gli estremi di registrazione del contratto (data, numero, serie, codice ufficio) o, in alternativa, gli estremi della denuncia/comunicazione presentata. Per gli affitti brevi sotto i 30 giorni la registrazione del contratto non e obbligatoria, ma resta l’obbligo di comunicazione di alloggiati alla Questura e l’indicazione del CIN nelle pubblicita e nei contratti.

    Novita CIN: il Codice Identificativo Nazionale per affitti brevi e turistici

    La principale novita che impatta il quadro B 730/2026 e l’obbligo del CIN – Codice Identificativo Nazionale, introdotto dall’art. 13-ter del DL 145/2023 (decreto Anticipi) e diventato pienamente operativo nel corso del 2025 dopo l’avvio della Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR) gestita dal Ministero del Turismo.

    Cos’e il CIN e a cosa serve

    Il CIN e un codice alfanumerico univoco assegnato a ciascuna unita immobiliare destinata a:

    • Locazione per finalita turistiche (ai sensi della L. 431/1998);
    • Locazioni brevi di durata non superiore a 30 giorni (DL 50/2017);
    • Strutture ricettive turistiche alberghiere ed extralberghiere (B&B, agriturismi, affittacamere, case vacanza).

    Il codice deve essere esposto all’esterno dello stabile e indicato in tutti gli annunci pubblicitari (siti, portali OTA come Airbnb e Booking, social media) e nei contratti.

    Come ottenere il CIN

    Il CIN si ottiene gratuitamente accedendo al portale BDSR del Ministero del Turismo (bdsr.ministeroturismo.gov.it) tramite SPID o CIE. Occorre inserire i dati catastali dell’immobile, i requisiti di sicurezza (estintori, rilevatori di gas e CO) e i dati del titolare. Il rilascio e immediato.

    Come si dichiara il CIN nel 730/2026

    Nel modello 730/2026, per gli immobili destinati a locazioni brevi (codice utilizzo 3 o 4) e necessario riportare il CIN nell’apposita colonna del quadro B, in corrispondenza dell’unita immobiliare interessata. La compilazione del campo CIN e obbligatoria: la sua mancanza puo far scattare i controlli automatici incrociati tra Agenzia delle Entrate e Banca dati strutture ricettive.

    Sanzioni per chi non rispetta gli obblighi CIN

    • Mancata richiesta del CIN: sanzione amministrativa indicativamente da 800 a 8.000 euro per ciascuna struttura/immobile (l’importo varia in base alla dimensione della struttura – da verificare con il decreto attuativo aggiornato);
    • Mancata esposizione del CIN all’esterno o nelle pubblicita: sanzione indicativamente da 500 a 5.000 euro per ciascuna inserzione/struttura;
    • Affitti brevi senza CIN: in caso di accertamento, l’amministrazione puo procedere alla rimozione dell’annuncio dai portali e al recupero delle imposte.

    Per gli importi esatti delle sanzioni e le scadenze aggiornate, fare riferimento al sito ufficiale del Ministero del Turismo e all’Agenzia delle Entrate.

    Esclusioni dal quadro B: cosa NON va dichiarato

    Non tutti gli immobili posseduti generano un reddito da dichiarare nel quadro B. Sono esclusi:

    • Immobili in costruzione o in ristrutturazione: fino al termine dei lavori e all’accatastamento, non producono reddito imponibile (purche siano effettivamente non utilizzati);
    • Immobili posseduti da societa di persone o di capitali nell’esercizio dell’attivita d’impresa (vanno nel quadro RB del modello Redditi PF/SC);
    • Immobili oggetto di sequestro o confisca finche perdura il provvedimento;
    • Fabbricati rurali strumentali (codice utilizzo 17): se rispettano i requisiti del DM 26/7/2012, sono esenti IRPEF perche il reddito e gia compreso in quello dominicale del terreno;
    • Immobili esenti IMU/IRPEF a seguito di terremoti recenti (codice 16), nei Comuni indicati dalle ordinanze di Protezione civile;
    • Immobili destinati esclusivamente all’esercizio del culto e relative pertinenze.

    Anche gli immobili totalmente inagibili o collabenti (categoria catastale F/2) non concorrono a formare reddito ma vanno comunque indicati con il codice 9 e l’opportuno codice “casi particolari”.

    IMU vs IRPEF: il principio di alternativita

    Una delle regole piu importanti per la compilazione corretta del quadro B e il principio di alternativita IMU/IRPEF: dal 2014, l’IMU sostituisce l’IRPEF e relative addizionali su tutti gli immobili non locati. Vediamo gli scenari principali.

    Abitazione principale

    • Categoria non di lusso (A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7): esente IMU (regola generale) e esente IRPEF;
    • Categoria di lusso (A/1, A/8, A/9): IMU dovuta con aliquota agevolata, IRPEF non dovuta sul reddito dell’abitazione (sostituita da IMU).

    Seconda casa non locata

    Se l’immobile e nello stesso Comune dell’abitazione principale: paga IMU + e dovuta IRPEF al 50% della rendita catastale rivalutata maggiorata di 1/3 (codice utilizzo 2). Se invece e in altro Comune: paga solo IMU, IRPEF non dovuta.

    Immobile locato

    Se l’immobile e locato: si paga IMU e IRPEF (o cedolare secca) sul canone. L’alternativita non opera per gli immobili che producono reddito da locazione.

    Cedolare secca per le locazioni: aliquote 2026

    La cedolare secca e un regime sostitutivo opzionale che consente di tassare il canone di locazione con un’aliquota fissa, escludendolo dal reddito complessivo IRPEF. E spesso piu vantaggioso, soprattutto per chi ha aliquote IRPEF medio-alte. Le aliquote in vigore nel 2026 (per i redditi 2025) sono:

    Tipologia contrattoAliquota
    Canone libero (4+4 anni)21%
    Canone concordato (3+2) in Comuni ad alta tensione abitativa10%
    Affitti brevi – primo immobile destinato a locazione breve21%
    Affitti brevi – dal secondo al quarto immobile26%
    Affitti brevi – oltre 4 immobili (attivita imprenditoriale)Non si applica la cedolare; obbligo P.IVA

    Vantaggi cedolare secca: aliquota fissa indipendente dagli scaglioni IRPEF, esclusione del canone dal reddito complessivo (utile per ISEE e detrazioni), nessuna imposta di registro e di bollo annuale.

    Svantaggi: rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canone per la durata dell’opzione, perdita delle detrazioni per canoni di locazione (lato inquilino), e canone non concorre alla formazione del reddito utile per altre agevolazioni.

    L’opzione si esercita in dichiarazione barrando l’apposita casella in colonna “Cedolare secca” del quadro B (codice canone 3 per la cedolare 21%, codice 4 per il 10% concordato).

    Errori piu comuni da evitare nel quadro B

    • Dimenticare il CIN per gli immobili affittati con contratti di locazione breve: il sistema dei controlli automatizzati ora incrocia i dati con la BDSR;
    • Confondere abitazione principale con prima casa: la “prima casa” e una nozione fiscale legata all’acquisto (agevolazioni 2%/4%); l'”abitazione principale” e la dimora abituale e residenza anagrafica del contribuente. Solo quest’ultima beneficia del codice 1;
    • Errato calcolo del periodo di possesso in caso di compravendita: i giorni vanno calcolati dalla data del rogito (incluso il giorno per il venditore o per l’acquirente, mai entrambi);
    • Mancata indicazione di immobili posseduti per pochi mesi: anche un immobile ereditato a novembre o acquistato a dicembre va dichiarato con i giorni effettivi;
    • Errore sulla percentuale di possesso in caso di comproprieta: ogni comproprietario dichiara solo la propria quota;
    • Omessa indicazione delle pertinenze (codice 5): box, cantina, soffitta vanno indicati separatamente con il loro identificativo catastale;
    • Cedolare secca dichiarata male: non basta barrare la casella, serve aver inviato il modello RLI all’Agenzia delle Entrate alla registrazione del contratto.

    Compila il quadro B con il CAF Centro Fiscale di Udine

    Compilare il quadro B in autonomia puo essere rischioso: tra codici utilizzo, novita CIN, scelte di cedolare secca e principio di alternativita IMU/IRPEF, e facile commettere errori che si traducono in sanzioni o accertamenti. Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori si occupano di tutto, dal controllo delle visure catastali all’invio telematico del 730.

    Documenti necessari per il quadro B

    • Visure catastali aggiornate di tutti gli immobili posseduti (anche pertinenze);
    • Atti di acquisto/vendita intervenuti nel 2025;
    • Atti di successione o donazione ricevuti nel 2025;
    • Contratti di locazione registrati e relative ricevute di pagamento dell’imposta di registro (per chi non ha optato per la cedolare);
    • Eventuali contratti di locazione breve e codice CIN assegnato all’immobile;
    • F24 IMU pagati nel 2025 (acconto giugno + saldo dicembre);
    • Modello RLI presentato all’Agenzia delle Entrate per l’opzione cedolare secca (se applicabile).

    Vantaggi del CAF Centro Fiscale

    • Visto di conformita: ti garantiamo la correttezza formale della dichiarazione e ci assumiamo la responsabilita fiscale verso l’Agenzia delle Entrate;
    • Controllo incrociato dei dati catastali con quanto comunicato dall’Agenzia;
    • Assistenza per il CIN: ti aiutiamo a richiederlo e a gestirlo correttamente in dichiarazione;
    • Calcolo della convenienza tra cedolare secca e IRPEF ordinaria;
    • Rispetto delle scadenze: il 730/2026 va inviato entro il 30 settembre 2026.

    Prenota l’appuntamento per il tuo 730/2026

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste passo passo nella compilazione del modello 730/2026, anche per i casi piu complessi del quadro B (affitti brevi, CIN, cedolare secca, immobili in comproprieta).

    • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
    • Telefono: 0432 1638640
    • WhatsApp: 366 6018121
    • Servizio dedicato: Modello 730 Dichiarazione dei Redditi

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti (FAQ)

    Devo dichiarare la prima casa nel quadro B del 730/2026?

    Si, l’abitazione principale (con codice utilizzo 1) e relative pertinenze (codice 5) vanno indicate, ma se non e di lusso (categorie A/1, A/8, A/9) il reddito e azzerato grazie alla deduzione equivalente alla rendita rivalutata. Resta comunque un’indicazione obbligatoria per il quadro complessivo del patrimonio.

    Cos’e il CIN e quando va indicato nel 730/2026?

    Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) e il codice univoco assegnato dal Ministero del Turismo a ogni unita immobiliare destinata a locazione breve, locazione turistica o struttura ricettiva. Va indicato nel quadro B del 730/2026 in corrispondenza dell’immobile interessato, accanto al codice utilizzo 3 o 4.

    Posso usare la cedolare secca anche per gli affitti brevi?

    Si, ma con un’avvertenza: dal 2024 la cedolare e al 21% solo per il primo immobile destinato a locazione breve, mentre dal secondo al quarto sale al 26%. Oltre 4 immobili l’attivita si presume imprenditoriale e occorre aprire la partita IVA, perdendo l’accesso al regime agevolato.

    Cosa succede se dimentico un immobile nel quadro B?

    L’omissione e sanabile con il 730 integrativo entro il 25 ottobre, oppure con il modello Redditi PF correttivo o integrativo. Se l’errore viene rilevato dall’Agenzia, scattano sanzioni dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta, riducibili con il ravvedimento operoso.

    Gli immobili in ristrutturazione vanno dichiarati nel quadro B?

    No, non producono reddito imponibile durante i lavori, purche risultino effettivamente non utilizzati e i lavori siano regolarmente comunicati al Comune. Vanno comunque indicati con il codice 9 (altri usi) o segnalati come immobili in costruzione (codice F/3 o F/4 in catasto).

    L’IMU e alternativa all’IRPEF su tutti gli immobili?

    No, l’alternativita opera solo sugli immobili non locati. Sugli immobili affittati si paga sia IMU sia IRPEF (o cedolare). C’e poi l’eccezione delle seconde case nello stesso Comune dell’abitazione principale: pagano IMU + 50% IRPEF su rendita maggiorata di 1/3.

    Entro quando devo presentare il 730/2026?

    Il termine ordinario per il 730/2026 e il 30 settembre 2026. Per il modello Redditi PF (richiesto se hai redditi non compatibili con il 730) il termine e il 31 ottobre 2026. Prenota per tempo l’appuntamento al CAF per evitare le code di settembre.

    Approfondisci sul nostro blog

    • Rimborso 730 Pensionati 2026: quando arriva sulla pensione
    • Servizio Modello 730 Dichiarazione dei Redditi – CAF Udine
    • IMU 2026 Pensionati: acconto giugno, esenzioni e casi particolari

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    Maggio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-01 06:50:092026-05-31 10:11:42Modello 730/2026: Quadro B Fabbricati e Novita CIN per Affitti Brevi
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    Congedo Matrimoniale 2026: A Chi Spetta, Durata e Retribuzione

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il congedo matrimoniale è un diritto riconosciuto a tutti i lavoratori dipendenti italiani che si sposano o contraggono un’unione civile. Si tratta di un periodo di assenza retribuita dal lavoro, pensato per permettere al lavoratore di vivere serenamente il momento del matrimonio e i primi giorni di vita coniugale. In questa guida aggiornata al 2026 scoprirai a chi spetta, quanto dura, come è retribuito e quali documenti servono per richiederlo. Se stai pianificando il tuo matrimonio e vuoi conoscere anche gli altri congedi disponibili, consulta la nostra guida sul congedo parentale 2026.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il congedo matrimoniale
    2. Durata: 15 giorni calendario
    3. Retribuzione durante il congedo
    4. Come richiedere il congedo matrimoniale
    5. Documentazione necessaria
    6. Congedo matrimoniale e unioni civili
    7. CCNL e differenze settoriali
    8. Domande frequenti

    Cos’è il congedo matrimoniale

    Il congedo matrimoniale è un periodo di assenza dal lavoro retribuita al 100% che spetta al lavoratore dipendente in occasione del matrimonio civile o religioso (con effetti civili). È un diritto previsto dalla legge e dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL), e non può essere negato dal datore di lavoro.

    Il congedo si applica a:

    • Lavoratori dipendenti del settore privato (operai, impiegati, quadri e dirigenti)
    • Dipendenti pubblici (statali, enti locali, sanità)
    • Lavoratori con contratto a tempo determinato (in proporzione alla durata del contratto, secondo il CCNL)
    • Apprendisti

    Non spetta invece ai lavoratori autonomi con partita IVA, ai collaboratori occasionali e ai liberi professionisti, che non hanno un rapporto di lavoro subordinato.

    Durata: 15 giorni calendario

    La durata standard del congedo matrimoniale è di 15 giorni consecutivi di calendario. Questo significa che nel conteggio rientrano anche i sabati, le domeniche e gli eventuali giorni festivi. Non è possibile frazionare il congedo: deve essere fruito in un unico periodo continuativo.

    Punti chiave sulla durata:

    • 15 giorni di calendario (non lavorativi)
    • Decorrono dal giorno del matrimonio o dal giorno successivo, a seconda del CCNL
    • Il congedo deve essere fruito entro 30 giorni dalla data del matrimonio (salvo diversa previsione contrattuale)
    • Non è frazionabile: va preso in blocco
    • Nel settore pubblico la durata può variare (in genere sempre 15 giorni)

    Ad esempio, se Marco si sposa sabato 10 maggio 2026, il suo congedo matrimoniale decorre da lunedì 12 maggio e termina domenica 25 maggio (15 giorni di calendario dal giorno successivo al matrimonio). Tornerà al lavoro lunedì 26 maggio.

    Retribuzione durante il congedo matrimoniale

    Il congedo matrimoniale è retribuito al 100% della normale retribuzione. Il lavoratore non subisce alcuna perdita economica durante il periodo di assenza.

    Chi paga il congedo matrimoniale:

    • Settore privato (impiegati): il datore di lavoro paga l’intera retribuzione
    • Settore privato (operai): l’INPS corrisponde un’assegno per congedo matrimoniale pari a 7 giorni di retribuzione, il datore di lavoro integra i restanti 8 giorni (la suddivisione varia per CCNL)
    • Settore pubblico: l’amministrazione paga l’intera retribuzione

    Per gli operai del settore privato, l’assegno INPS viene anticipato dal datore di lavoro in busta paga e poi conguagliato con i contributi. Il lavoratore non deve fare alcuna richiesta diretta all’INPS: è il datore di lavoro a gestire la pratica.

    I giorni di congedo matrimoniale sono coperti da contribuzione piena ai fini pensionistici, quindi non penalizzano il calcolo della pensione futura.

    Come richiedere il congedo matrimoniale

    La procedura per richiedere il congedo matrimoniale è semplice. Ecco i passaggi:

    1. Comunicazione al datore di lavoro: informa il tuo datore di lavoro con un preavviso minimo di 6 giorni (salvo diversa indicazione del CCNL). Alcuni contratti richiedono 10-15 giorni di preavviso
    2. Richiesta scritta: presenta una richiesta formale (via email, lettera o sistema aziendale) indicando le date di inizio e fine del congedo
    3. Documentazione: dopo il matrimonio, consegna il certificato di matrimonio o l’autocertificazione al datore di lavoro

    Il datore di lavoro non può rifiutare il congedo matrimoniale: è un diritto del lavoratore. Può però concordare con il dipendente la data di inizio, compatibilmente con le esigenze organizzative dell’azienda, purché il congedo sia fruito entro 30 giorni dal matrimonio.

    Documentazione necessaria

    Per usufruire del congedo matrimoniale, il lavoratore deve presentare:

    • Prima del congedo: richiesta scritta con data del matrimonio e periodo di assenza desiderato
    • Dopo il congedo: certificato di matrimonio rilasciato dal Comune (o certificato di celebrazione rilasciato dalla parrocchia per il matrimonio concordatario), oppure autocertificazione ai sensi del DPR 445/2000
    • Per gli operai: il datore di lavoro potrebbe richiedere ulteriore documentazione per la richiesta dell’assegno INPS

    Il certificato di matrimonio va consegnato generalmente entro 60 giorni dalla celebrazione. Se non viene presentato, il datore di lavoro potrebbe richiedere la restituzione della retribuzione percepita durante il congedo.

    Congedo matrimoniale e unioni civili

    Dal 2016, con l’entrata in vigore della Legge 76/2016 (cosiddetta Legge Cirinnà), il congedo matrimoniale spetta anche in caso di unione civile tra persone dello stesso sesso. I diritti sono identici a quelli previsti per il matrimonio:

    • Stessa durata: 15 giorni di calendario
    • Stessa retribuzione: 100% dello stipendio
    • Stessa documentazione: certificato di unione civile rilasciato dal Comune
    • Stesse tutele: il datore di lavoro non può rifiutare il congedo

    La giurisprudenza e le circolari INPS hanno confermato che l’unione civile è equiparata al matrimonio per quanto riguarda tutti i diritti legati al rapporto di lavoro, compresi i congedi parentali e le agevolazioni fiscali indicate nel modello 730.

    CCNL e differenze settoriali

    Sebbene la durata di base del congedo matrimoniale sia di 15 giorni, i singoli Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) possono prevedere condizioni migliorative. Ecco le principali differenze:

    • CCNL Commercio e Terziario: 15 giorni di calendario consecutivi, retribuzione a carico del datore di lavoro per impiegati, con integrazione INPS per operai
    • CCNL Metalmeccanico: 15 giorni di calendario (incluse festività), con specifiche sulla decorrenza dal giorno del matrimonio
    • CCNL Turismo e Pubblici Esercizi: 15 giorni, con possibilità di accordo individuale sulla data di fruizione
    • CCNL Edilizia: 15 giorni di calendario, con assegno INPS per gli operai di 7 giorni
    • Dipendenti pubblici (CCNL Comparto Funzioni Centrali/Locali): 15 giorni consecutivi di calendario

    È sempre consigliabile verificare il proprio CCNL per conoscere le condizioni esatte applicabili. Se non sei sicuro di quale contratto si applichi al tuo rapporto di lavoro, puoi verificarlo sulla busta paga o chiedere all’ufficio del personale.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti sul congedo matrimoniale

    Il congedo matrimoniale si può cumulare con le ferie?

    Sì. Il congedo matrimoniale è un istituto autonomo rispetto alle ferie. Puoi attaccare le ferie al congedo matrimoniale per prolungare il periodo di assenza. Ad esempio, se hai 15 giorni di congedo e 10 giorni di ferie disponibili, puoi prendere 25 giorni consecutivi.

    Il congedo matrimoniale spetta anche per il matrimonio religioso senza effetti civili?

    No. Il congedo matrimoniale spetta solo per il matrimonio con effetti civili: matrimonio civile celebrato in Comune o matrimonio concordatario (religioso con trascrizione civile). Un matrimonio esclusivamente religioso senza trascrizione non dà diritto al congedo.

    Cosa succede se mi ammalo durante il congedo matrimoniale?

    La malattia che interviene durante il congedo matrimoniale non sospende e non interrompe il congedo. I 15 giorni continuano a decorrere normalmente. Questa è una differenza rispetto alle ferie, che invece vengono sospese in caso di malattia.

    Il congedo matrimoniale è obbligatorio?

    No, è un diritto del lavoratore, non un obbligo. Puoi scegliere di non usufruirne o di prenderlo solo parzialmente (anche se la maggior parte dei CCNL prevede la fruizione in blocco). Se non lo prendi, però, perdi il diritto: non è possibile convertirlo in denaro o in ferie.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione dei tuoi diritti lavorativi. I nostri operatori possono aiutarti a verificare il tuo CCNL, calcolare la retribuzione spettante e assisterti con la documentazione necessaria.

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      Aprile 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-30 09:00:002026-05-31 17:12:18Congedo Matrimoniale 2026: A Chi Spetta, Durata e Retribuzione
      CAF

      Legge 104: Permessi, Agevolazioni e Domanda 2026

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      La Legge 104/1992 è il principale strumento normativo in Italia a tutela delle persone con disabilità grave e dei loro familiari. Questa legge garantisce permessi lavorativi retribuiti, agevolazioni fiscali e congedi straordinari che rappresentano un aiuto concreto nella vita quotidiana di milioni di italiani. Nel 2026 restano confermate tutte le tutele previste, con alcune semplificazioni procedurali introdotte negli ultimi anni. In questa guida completa scoprirai chi ha diritto alla Legge 104, come ottenere i permessi, quali agevolazioni fiscali spettano e come presentare domanda all’INPS.

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è la Legge 104/1992
      2. Chi ha diritto alla Legge 104
      3. Permessi retribuiti: 3 giorni al mese
      4. Congedo straordinario di 2 anni
      5. Agevolazioni fiscali Legge 104
      6. Come fare domanda INPS
      7. Documentazione necessaria
      8. Il verbale ASL: come ottenerlo
      9. Novità 2026 sulla Legge 104
      10. Legge 104 e congedi parentali
      11. Domande frequenti

      Cos’è la Legge 104/1992

      La Legge 5 febbraio 1992, n. 104, nota semplicemente come Legge 104, è la legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone con disabilità. Rappresenta il fondamento legislativo su cui si basano tutte le tutele per i disabili e i loro familiari in Italia.

      La legge definisce tre livelli di disabilità:

      • Disabilità (art. 3, comma 1): la persona ha una minorazione fisica, psichica o sensoriale che causa difficoltà di apprendimento, relazione o integrazione lavorativa
      • Disabilità grave (art. 3, comma 3): la minorazione ha ridotto l’autonomia personale in modo tale da rendere necessaria un’assistenza permanente e continuativa. Questo è il requisito per accedere ai permessi lavorativi retribuiti
      • Disabilità con necessità di sostegno: situazioni intermedie valutate caso per caso dalla commissione medica

      In parole semplici, la Legge 104 riconosce che chi ha una disabilità grave — o chi se ne prende cura quotidianamente — ha bisogno di tempo e risorse aggiuntive. Per questo prevede permessi dal lavoro, sconti fiscali e altre agevolazioni.

      Chi ha diritto alla Legge 104

      I beneficiari diretti della Legge 104 sono le persone alle quali viene riconosciuta una disabilità grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3. Ma le tutele si estendono anche ai familiari che li assistono.

      Hanno diritto ai permessi lavorativi:

      • Il lavoratore disabile stesso, riconosciuto ai sensi dell’art. 3 comma 3
      • Il coniuge o la parte dell’unione civile del disabile grave
      • I parenti e affini entro il 2° grado (genitori, figli, fratelli, suoceri, cognati, nonni, nipoti)
      • I parenti e affini entro il 3° grado, ma solo se il coniuge o i genitori del disabile hanno più di 65 anni, sono deceduti o affetti da patologie invalidanti
      • Il convivente di fatto (ai sensi della Legge 76/2016)

      Dal 2023, grazie al Decreto Legislativo 105/2022, non è più necessario indicare un solo referente unico: più familiari possono alternarsi nell’assistenza e fruire dei permessi, purché non negli stessi giorni. Questo ha semplificato molto la gestione per le famiglie con più membri lavoratori.

      Permessi retribuiti: 3 giorni al mese

      Uno dei benefici più importanti della Legge 104 sono i 3 giorni di permesso mensili retribuiti. Questi permessi vengono pagati dall’INPS (anticipati dal datore di lavoro) e sono coperti da contribuzione figurativa, quindi non penalizzano la pensione.

      Come funzionano i permessi:

      • Durata: 3 giorni al mese, anche frazionabili in ore (2 ore al giorno per orario full-time di 8 ore)
      • Retribuzione: 100% della retribuzione giornaliera, a carico INPS
      • Contributi: coperti da contribuzione figurativa INPS
      • Non cumulabili: i giorni non fruiti in un mese non si sommano a quelli del mese successivo
      • Comunicazione: il lavoratore deve concordare con il datore di lavoro le date di fruizione, compatibilmente con le esigenze organizzative

      Ad esempio, se Maria assiste la madre anziana con disabilità grave, può prendere 3 giorni al mese di permesso retribuito per accompagnarla alle visite mediche o gestire le pratiche burocratiche, senza perdere lo stipendio.

      Per il lavoratore disabile, in alternativa ai 3 giorni, è possibile scegliere 2 ore di permesso giornaliero (1 ora se l’orario è inferiore a 6 ore).

      Congedo straordinario di 2 anni

      Oltre ai permessi mensili, la Legge 104 prevede il congedo straordinario retribuito di 2 anni (art. 42, comma 5, del D.Lgs. 151/2001). Si tratta di un periodo continuativo o frazionato durante il quale il lavoratore può assentarsi per assistere un familiare con disabilità grave.

      Caratteristiche del congedo straordinario:

      • Durata massima: 2 anni nell’arco della vita lavorativa (non per ogni familiare)
      • Retribuzione: indennità pari all’ultima retribuzione percepita, con un tetto massimo aggiornato annualmente dall’INPS (nel 2026 circa 40.600 euro annui)
      • Contributi: coperti da contribuzione figurativa entro lo stesso tetto
      • Convivenza: è richiesta la convivenza con il disabile (o l’instaurazione della convivenza entro l’inizio del congedo)
      • Ordine di priorità: coniuge convivente, genitori, figli, fratelli/sorelle, parente/affine entro il 3° grado

      Il congedo straordinario può essere fruito anche in modo frazionato: ad esempio, 6 mesi consecutivi e poi periodi più brevi in momenti diversi, fino a esaurimento dei 2 anni totali. Per approfondire i congedi disponibili ai lavoratori, consulta la nostra guida sul congedo parentale 2026.

      Agevolazioni fiscali Legge 104

      La Legge 104 prevede importanti agevolazioni fiscali per le persone con disabilità e i loro familiari. Ecco le principali:

      Detrazione IRPEF del 19%

      Chi ha a carico fiscalmente una persona con disabilità può detrarre il 19% delle spese mediche e di assistenza specifica. In più, per l’acquisto di mezzi di ausilio e sussidi tecnici (computer, software, dispositivi medici), la detrazione si applica sull’intero importo, senza franchigia. Queste detrazioni si indicano nel modello 730.

      IVA agevolata al 4%

      Le persone con disabilità grave possono acquistare con IVA ridotta al 4% (anziché 22%):

      • Autoveicoli (fino a 2.000 cc benzina o 2.800 cc diesel), con limite di un veicolo ogni 4 anni
      • Ausili tecnici e informatici: computer, tablet, telefoni con funzionalità assistive
      • Protesi e ausili medici

      Esenzione bollo auto

      I titolari di Legge 104 con disabilità grave possono ottenere l’esenzione permanente dal pagamento del bollo auto, limitatamente a un solo veicolo. L’esenzione si richiede all’ufficio tributi della propria Regione o, in Friuli Venezia Giulia, all’ACI.

      Altre agevolazioni

      • Deduzione spese mediche generiche e assistenza specifica dal reddito complessivo
      • Detrazione 19% sulle spese per addetti all’assistenza personale (badanti), fino a 2.100 euro, con reddito massimo di 40.000 euro
      • Esenzione ticket sanitario per determinate patologie certificate
      • Agevolazioni ISEE: il riconoscimento della disabilità può incidere sul calcolo ISEE e sull’accesso a bonus come l’Assegno Unico

      Come fare domanda INPS per la Legge 104

      La procedura per ottenere il riconoscimento della Legge 104 prevede due passaggi distinti: prima la visita medica e poi, una volta ottenuto il verbale, la richiesta dei permessi lavorativi. Ecco come fare, passo dopo passo.

      Passo 1: Certificato del medico curante

      Il percorso inizia dal medico di base, che compila un certificato medico introduttivo in via telematica sul portale INPS. Il certificato descrive le patologie e le limitazioni funzionali. Al rilascio viene assegnato un numero di protocollo che servirà per la domanda.

      Passo 2: Domanda telematica all’INPS

      Entro 90 giorni dal rilascio del certificato, devi presentare la domanda di accertamento all’INPS. Puoi farlo:

      • Online sul portale INPS con SPID, CIE o CNS
      • Tramite un CAF o patronato (come il CAF Centro Fiscale di Udine, che ti assiste gratuitamente nella compilazione)
      • Chiamando il Contact Center INPS al numero 803 164

      Passo 3: Visita medica di accertamento

      L’INPS convoca il richiedente per una visita presso la Commissione medica ASL integrata da un medico INPS. La visita può avvenire anche a domicilio se il paziente non è trasportabile (serve certificazione del medico curante).

      Al termine della visita, la commissione rilascia il verbale che certifica la condizione di disabilità e il grado di gravità.

      Documentazione necessaria

      Per presentare domanda di Legge 104 e ottenere i permessi, dovrai raccogliere questi documenti:

      • Certificato medico introduttivo rilasciato dal medico di base (con numero di protocollo)
      • Documento d’identità valido del richiedente e del disabile
      • Codice fiscale di entrambi
      • Documentazione sanitaria: referti, cartelle cliniche, certificati specialistici che attestano le patologie
      • Verbale di invalidità civile (se già in possesso)
      • SPID, CIE o CNS per l’accesso al portale INPS

      Per i permessi lavorativi, dopo il riconoscimento della 104, serve anche:

      • Verbale Legge 104 con il riconoscimento dell’art. 3 comma 3
      • Dichiarazione di responsabilità del lavoratore
      • Certificato di stato di famiglia o autocertificazione del grado di parentela

      Il verbale ASL: come ottenerlo e leggerlo

      Il verbale ASL è il documento ufficiale che certifica il riconoscimento della Legge 104. Viene inviato tramite raccomandata oppure è consultabile nel cassetto previdenziale INPS.

      Come leggere il verbale:

      • Se riporta “portatore di handicap ai sensi dell’art. 3 comma 1”: hai diritto ad alcune agevolazioni fiscali, ma non ai permessi lavorativi
      • Se riporta “portatore di handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3 comma 3”: hai diritto a tutte le agevolazioni, inclusi permessi retribuiti e congedo straordinario

      Il verbale può avere una scadenza (revisione) oppure essere definitivo. In caso di revisione, la commissione indicherà la data entro cui ripresentarsi. Se la condizione è stabile o ingravescente, il verbale è solitamente permanente.

      Se non sei d’accordo con l’esito della visita, puoi presentare ricorso entro 6 mesi dalla notifica del verbale, tramite un avvocato, con accertamento tecnico preventivo presso il Tribunale competente.

      Novità 2026 sulla Legge 104

      Nel 2026 la Legge 104 mantiene la sua struttura fondamentale, con alcune novità procedurali:

      • Semplificazione INPS: la procedura di richiesta permessi è stata digitalizzata ulteriormente, con possibilità di gestire tutto online dal portale MyINPS
      • Referente unico abolito: confermata la possibilità (introdotta nel 2023) per più familiari di alternarsi nell’assistenza e fruire dei permessi
      • Smart working prioritario: i lavoratori che assistono persone con disabilità grave hanno priorità nelle richieste di lavoro agile, dove previsto dal contratto collettivo
      • Nuova classificazione disabilità: il D.Lgs. 62/2024 ha introdotto una nuova definizione di disabilità basata sulla Classificazione Internazionale ICF dell’OMS, che sarà gradualmente applicata nelle valutazioni

      Legge 104 e congedi parentali

      La Legge 104 si integra con il sistema dei congedi parentali. Se hai un figlio con disabilità grave, puoi cumulare i permessi della 104 con i normali congedi parentali previsti dal Testo Unico sulla maternità e paternità (D.Lgs. 151/2001).

      In pratica, questo significa che una madre o un padre lavoratore può:

      • Fruire dei 3 giorni di permesso mensili per la Legge 104
      • Richiedere il congedo parentale ordinario (fino a 10 mesi complessivi tra i genitori, elevabili a 11)
      • Richiedere il congedo straordinario di 2 anni se necessario
      • Accedere al prolungamento del congedo parentale fino ai 12 anni del figlio con disabilità grave

      Queste tutele non sono alternative ma cumulabili, a condizione che non si sovrappongano nello stesso giorno. Per una panoramica completa dei congedi disponibili, ti consigliamo la lettura della nostra guida dedicata al congedo parentale 2026.

      Domande frequenti sulla Legge 104

      Quanto tempo ci vuole per ottenere la Legge 104?

      Dalla presentazione della domanda INPS, la visita medica viene fissata entro 30 giorni (15 giorni per patologie oncologiche). Il verbale definitivo arriva solitamente entro 60-90 giorni dalla visita, anche se i tempi possono variare in base alla ASL territoriale.

      I permessi della Legge 104 riducono lo stipendio?

      No. I 3 giorni di permesso mensili sono interamente retribuiti dall’INPS (anticipati dal datore di lavoro). Non comportano alcuna riduzione dello stipendio. Inoltre, sono coperti da contribuzione figurativa, quindi non penalizzano il calcolo della pensione futura.

      Si possono frazionare i permessi in ore?

      Sì. I 3 giorni mensili possono essere convertiti in permessi orari: 2 ore al giorno per chi lavora 8 ore (full-time) oppure 1 ora al giorno per chi lavora meno di 6 ore. La scelta tra giorni interi e ore deve essere comunicata mensilmente all’INPS.

      La Legge 104 vale anche per i lavoratori autonomi?

      I permessi lavorativi retribuiti sono previsti solo per i lavoratori dipendenti (pubblici e privati). I lavoratori autonomi con partita IVA possono comunque beneficiare delle agevolazioni fiscali (IVA 4%, detrazione 19%, esenzione bollo), ma non dei permessi mensili.

      Cosa succede se il verbale scade?

      Se il verbale ha una data di revisione, è necessario sottoporsi a una nuova visita di accertamento. Nel frattempo, i benefici restano validi fino alla nuova valutazione, a meno che l’INPS non comunichi diversamente. È consigliabile iniziare la pratica di rinnovo con almeno 2-3 mesi di anticipo.

      Più familiari possono usufruire dei permessi per lo stesso disabile?

      Sì, dal 2023 è possibile. Più lavoratori possono fruire dei 3 giorni di permesso mensili per assistere la stessa persona con disabilità grave, purché non negli stessi giorni. Il totale dei giorni rimane comunque 3 al mese.


      Hai bisogno di assistenza per la Legge 104?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella compilazione della domanda INPS per la Legge 104, nella richiesta dei permessi lavorativi e nella gestione delle agevolazioni fiscali. I nostri operatori sono specializzati in pratiche di invalidità e disabilità.

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        Aprile 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-29 09:00:002026-04-05 08:17:25Legge 104: Permessi, Agevolazioni e Domanda 2026
        NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

        Proroga NASPI 2026: Come Richiedere l’Estensione a Udine

        NASPI 2025

        Proroga NASPI 2026: Come Richiedere l’Estensione a Udine

        NASPI 2025

        Indice dei contenuti

        1. La NASPI Non Si Rinnova Automaticamente
        2. Durata Massima della NASPI
        3. Cosa Fare Quando Finisce la NASPI
        4. Requisiti per una Nuova Domanda NASPI
        5. NASPI e DIS-COLL: Differenze per Collaboratori
        6. Sussidi Alternativi Dopo la NASPI
        7. Assistenza CAF Centro Fiscale per Fine NASPI

        Molti beneficiari della NASPI a Udine si chiedono se sia possibile prorogare l’indennita di disoccupazione quando sta per terminare. La risposta breve e: no, la NASPI non si proroga automaticamente. Tuttavia, esistono diverse opzioni per ottenere un nuovo sostegno dopo la fine della prima indennita.

        In questa guida completa spieghiamo cosa fare quando finisce la NASPI, quali sono i requisiti per richiedere una nuova indennita e quali sussidi alternativi sono disponibili. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata sia in ufficio che online per valutare la tua situazione e guidarti nella scelta migliore.

        La NASPI Non Si Rinnova Automaticamente

        E importante chiarire subito un equivoco comune: la NASPI non si rinnova ne si prolunga automaticamente alla scadenza. Quando i 24 mesi massimi (o la durata calcolata in base ai contributi) terminano, l’indennita cessa definitivamente.

        Il termine “proroga NASPI” e tecnicamente improprio perche suggerisce un’estensione dello stesso periodo di indennita. In realta, cio che si puo fare e presentare una nuova domanda NASPI se si maturano nuovamente i requisiti contributivi richiesti dalla legge.

        Cosa significa in pratica:

        • La NASPI che stai percependo terminera alla scadenza naturale
        • Non puoi richiedere una proroga dello stesso periodo
        • Puoi fare una nuova domanda solo se hai lavorato di nuovo dopo l’ultima cessazione e hai maturato nuovi contributi

        Questa distinzione e fondamentale per capire che tra una NASPI e l’altra deve esserci un nuovo rapporto di lavoro con relativo versamento contributivo. Non e possibile ottenere due NASPI consecutive senza aver lavorato nel frattempo.

        Durata Massima della NASPI

        La durata della NASPI e calcolata in base ai contributi versati negli ultimi 4 anni precedenti la disoccupazione. La formula e semplice: meta delle settimane contributive versate, con un tetto massimo di 24 mesi (104 settimane).

        Esempi pratici di calcolo durata:

        Esempio 1 – Lavoratore con 2 anni di contributi:

        • Contributi versati: 104 settimane (2 anni)
        • Durata NASPI: 104 / 2 = 52 settimane (12 mesi)

        Esempio 2 – Lavoratore con 4 anni di contributi:

        • Contributi versati: 208 settimane (4 anni)
        • Durata NASPI: 208 / 2 = 104 settimane (24 mesi, il massimo)

        Esempio 3 – Lavoratore con 1 anno di contributi:

        • Contributi versati: 52 settimane (1 anno)
        • Durata NASPI: 52 / 2 = 26 settimane (6 mesi)

        E importante notare che la durata non puo mai superare i 24 mesi, anche se hai contributi superiori. Questo significa che anche con 10 anni di lavoro continuativo, la NASPI durera al massimo 2 anni.

        Cosa Fare Quando Finisce la NASPI

        Quando la NASPI sta per terminare, hai diverse opzioni a seconda della tua situazione lavorativa e contributiva:

        1. Nuova Domanda NASPI

        Se dopo la prima NASPI hai lavorato e versato nuovi contributi, puoi presentare una nuova domanda rispettando i requisiti contributivi minimi (vedi sezione successiva).

        2. DIS-COLL per Collaboratori

        Se sei un collaboratore coordinato e continuativo (co.co.co.), non hai diritto alla NASPI ma alla DIS-COLL, un’indennita simile ma con regole specifiche per questa categoria.

        3. Assegno di Inclusione (ADI)

        Se non hai piu diritto alla NASPI e il tuo nucleo familiare ha un ISEE basso (sotto i 9.360 euro annui), potresti accedere all’Assegno di Inclusione, una misura di contrasto alla poverta che sostituisce il Reddito di Cittadinanza.

        Requisiti ADI principali:

        • ISEE non superiore a 9.360 euro
        • Almeno un componente del nucleo con disabilita, minore o over 60
        • Patto per l’inclusione sociale con impegni formativi/lavorativi

        4. Supporto Formazione Lavoro (SFL)

        Il SFL e un sussidio mensile di 350 euro per 12 mesi, destinato a disoccupati che partecipano a progetti formativi e di politiche attive del lavoro.

        5. Bonus Regionali FVG

        La Regione Friuli Venezia Giulia offre bonus e contributi specifici per i disoccupati residenti, come:

        • Voucher formativi per corsi di aggiornamento
        • Contributi per l’autoimpiego (apertura partita IVA)
        • Bonus trasporti per chi cerca lavoro fuori comune

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a individuare il sostegno piu adatto alla tua situazione.

        Requisiti per una Nuova Domanda NASPI

        Se hai lavorato nuovamente dopo la fine della prima NASPI, puoi presentare una nuova domanda rispettando questi requisiti:

        Requisiti Contributivi 2026

        1. Stato di disoccupazione involontaria (licenziamento, fine contratto, dimissioni per giusta causa)
        2. 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni
        3. 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la cessazione

        Quando Si Possono Maturare Nuovi Requisiti

        Esempi pratici:

        Caso 1 – Lavoro a tempo determinato:
        Hai percepito NASPI per 12 mesi dopo un licenziamento. Durante la NASPI hai lavorato 6 mesi con contratto a termine. Alla fine del contratto, hai maturato 26 settimane di contributi (piu dei 13 richiesti) e puoi richiedere una nuova NASPI.

        Caso 2 – Lavoro part-time durante NASPI:
        Hai lavorato part-time per 4 mesi durante la NASPI (compatibile se comunichi tempestivamente). Hai maturato circa 17 settimane di contributi, quindi hai diritto a una nuova NASPI alla cessazione del part-time.

        Caso 3 – Lavoro occasionale:
        Hai fatto solo lavoretti occasionali senza contributi INPS. In questo caso non maturi i requisiti per una nuova NASPI.

        Tempistiche per la Nuova Domanda

        La nuova domanda NASPI va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del nuovo rapporto di lavoro, con decorrenza dall’ottavo giorno successivo alla cessazione (se presentata entro 8 giorni, decorre dal giorno dopo la cessazione).

        NASPI e DIS-COLL: Differenze per Collaboratori

        Molti confondono NASPI e DIS-COLL, pensando siano lo stesso sostegno. In realta sono due indennita diverse per categorie di lavoratori differenti:

        NASPI (Lavoratori Dipendenti)

        • Destinatari: Lavoratori dipendenti (tempo determinato e indeterminato)
        • Durata massima: 24 mesi
        • Calcolo importo: 75% della retribuzione media (con tetto massimo)
        • Requisiti: 13 settimane contributi + 30 giorni lavoro effettivo

        DIS-COLL (Collaboratori)

        • Destinatari: Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), assegnisti di ricerca, dottorandi con borsa
        • Durata massima: 12 mesi (meta dei mesi contributivi)
        • Calcolo importo: 75% del reddito medio mensile
        • Requisiti: 1 mese di contribuzione + 30 giorni lavoro effettivo

        Quando Si Applica la DIS-COLL

        Se sei un collaboratore e hai perso il lavoro, non puoi richiedere la NASPI ma solo la DIS-COLL. Le due indennita non sono cumulabili: se hai avuto sia rapporti di lavoro dipendente che collaborazioni, conta l’ultimo rapporto cessato.

        Esempio: Hai lavorato 1 anno come dipendente e poi 6 mesi come collaboratore. Alla fine della collaborazione, richiedi DIS-COLL (non NASPI), perche l’ultimo rapporto e una collaborazione.

        Sussidi Alternativi Dopo la NASPI

        Se non hai piu diritto alla NASPI (perche non hai maturato nuovi contributi o hai esaurito i 24 mesi), esistono altre misure di sostegno a cui potresti accedere:

        Assegno di Inclusione (ADI)

        L’ADI e la principale misura di contrasto alla poverta, che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 2024. E rivolto a nuclei familiari fragili con:

        • ISEE sotto 9.360 euro
        • Almeno un componente minorenne, disabile o over 60

        Importo ADI: Fino a 500 euro al mese per il nucleo familiare, piu un contributo affitto fino a 280 euro (se in affitto).

        Obblighi: I membri del nucleo in eta lavorativa devono firmare un Patto per l’Inclusione e partecipare a progetti di formazione o reinserimento lavorativo.

        Supporto Formazione Lavoro (SFL)

        Il SFL e destinato a disoccupati tra 18 e 59 anni senza diritto all’ADI (perche non hanno requisiti familiari). Prevede:

        • 350 euro al mese per 12 mesi
        • Obbligo di partecipazione a progetti formativi o di politiche attive del lavoro
        • ISEE sotto 6.000 euro

        Bonus Regionali Friuli Venezia Giulia

        La Regione FVG finanzia diverse misure per i disoccupati:

        1. Voucher Formativi
        Contributi fino a 3.000 euro per partecipare a corsi di formazione professionale, master o certificazioni.

        2. Contributi per Autoimpiego
        Finanziamenti a fondo perduto fino a 10.000 euro per chi vuole aprire una partita IVA o avviare un’attivita in proprio.

        3. Bonus Trasporti
        Rimborso parziale delle spese di trasporto per chi cerca lavoro fuori dal proprio comune di residenza.

        Per verificare quale bonus FVG puoi richiedere, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine.

        Assistenza CAF Centro Fiscale per Fine NASPI

        Quando la NASPI sta per terminare, e fondamentale pianificare per tempo le prossime mosse. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di consulenza personalizzato per aiutarti a:

        Valutazione Situazione Contributiva

        • Verifica contributi versati dopo la prima NASPI
        • Calcolo durata di una eventuale nuova NASPI
        • Simulazione importo spettante

        Verifica Requisiti Sussidi Alternativi

        • Controllo ISEE per ADI o SFL
        • Valutazione requisiti familiari per l’Assegno di Inclusione
        • Identificazione bonus regionali FVG a cui hai diritto

        Presentazione Domande

        • Compilazione e invio domanda nuova NASPI
        • Assistenza domanda ADI o SFL
        • Richiesta voucher formativi o contributi regionali

        Servizio Disponibile in Ufficio e Online

        Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione:

        • In ufficio: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
        • Online: Videoconsulenza, invio documenti digitali, assistenza telefonica
        • Contatti: Tel. 0432 1638640 – WhatsApp 366 6018121

        Non aspettare l’ultimo momento: contattaci almeno 2 mesi prima della scadenza NASPI per valutare tutte le opzioni disponibili.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti

        Posso prorogare la NASPI se sta per finire?

        No, la NASPI non si puo prorogare o rinnovare automaticamente. Quando termina la durata massima (fino a 24 mesi), l’indennita cessa. Puoi solo presentare una nuova domanda NASPI se hai lavorato di nuovo e maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni.

        Dopo quanto tempo posso richiedere una nuova NASPI?

        Puoi richiedere una nuova NASPI immediatamente dopo aver cessato un nuovo rapporto di lavoro, a patto di aver maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti. La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione.

        La NASPI si rinnova automaticamente?

        No, la NASPI non si rinnova automaticamente. E necessario presentare una nuova domanda all’INPS rispettando nuovamente i requisiti contributivi. Tra una NASPI e l’altra deve esserci un nuovo periodo di lavoro con versamento di contributi.

        Cosa fare se finisce la NASPI e non trovo lavoro?

        Se la NASPI finisce e non hai trovato lavoro, puoi valutare altre misure di sostegno come l’Assegno di Inclusione (ADI) se hai un ISEE basso e requisiti familiari, il Supporto Formazione Lavoro (SFL) o i bonus regionali FVG. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a individuare il sostegno piu adatto.

        Posso prorogare la NASPI se sta per finire?

        No, la NASPI non si puo prorogare o rinnovare automaticamente. Quando termina la durata massima (fino a 24 mesi), l’indennita cessa. Puoi solo presentare una nuova domanda NASPI se hai lavorato di nuovo e maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni.

        Dopo quanto tempo posso richiedere una nuova NASPI?

        Puoi richiedere una nuova NASPI immediatamente dopo aver cessato un nuovo rapporto di lavoro, a patto di aver maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti. La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione.

        La NASPI si rinnova automaticamente?

        No, la NASPI non si rinnova automaticamente. E necessario presentare una nuova domanda all’INPS rispettando nuovamente i requisiti contributivi. Tra una NASPI e l’altra deve esserci un nuovo periodo di lavoro con versamento di contributi.

        Cosa fare se finisce la NASPI e non trovo lavoro?

        Se la NASPI finisce e non hai trovato lavoro, puoi valutare altre misure di sostegno come l’Assegno di Inclusione (ADI) se hai un ISEE basso e requisiti familiari, il Supporto Formazione Lavoro (SFL) o i bonus regionali FVG. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a individuare il sostegno piu adatto.

        Conclusione

        In sintesi, la proroga NASPI come estensione automatica non esiste: quando l’indennita termina, cessa definitivamente. Tuttavia, se hai lavorato nuovamente e maturato i requisiti contributivi, puoi presentare una nuova domanda. In alternativa, esistono sussidi alternativi come ADI, SFL e bonus regionali FVG.

        E fondamentale pianificare per tempo e non aspettare l’ultimo momento. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella verifica dei requisiti, nella scelta del sostegno piu adatto e nella presentazione delle domande, sia in ufficio a Udine che online.

        Contattaci oggi per una valutazione personalizzata della tua situazione: Tel. 0432 1638640 – WhatsApp 366 6018121.


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        La tua NASPI sta per terminare? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

        • Verifica requisiti per nuova NASPI
        • Calcolo durata e importo indennita
        • Valutazione sussidi alternativi (ADI, SFL, bonus FVG)
        • Presentazione domande INPS e Regione

        Servizio disponibile in ufficio a Udine E online!


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          CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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          Alexandra Bala
          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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          Aprile 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-29 09:00:002026-05-31 17:59:29Proroga NASPI 2026: Come Richiedere l’Estensione a Udine
          CAF

          Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo 730, IVA, IMU e Contributi INPS

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          Il mese di giugno 2026 è uno dei più impegnativi dell’anno fiscale italiano. Con la prima rata IMU in scadenza il 16 giugno, il saldo IRPEF e il primo acconto entro il 30 giugno, le ritenute su lavoro dipendente e autonomo, i contributi INPS e la prosecuzione dell’invio del Modello 730, i contribuenti devono pianificare con attenzione ogni adempimento per evitare sanzioni e maggiorazioni.

          In questa guida completa, aggiornata alle disposizioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, troverai il calendario dettagliato di tutte le scadenze fiscali di giugno 2026, con indicazioni pratiche su importi, codici tributo F24 e modalità di pagamento. Se hai perso le scadenze del mese precedente, puoi consultare anche il nostro articolo sulle scadenze fiscali di maggio 2026.

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          Indice dei contenuti

          1. Calendario completo scadenze giugno 2026
          2. IMU prima rata: acconto 16 giugno 2026
          3. IRPEF, ritenute e addizionali: 16 giugno
          4. IVA mensile maggio: versamento 16 giugno
          5. Contributi INPS giugno 2026
          6. Contributi colf e badanti: 10 giugno
          7. Saldo IRPEF e primo acconto: 30 giugno
          8. Dichiarazione IMU: 30 giugno
          9. Diritto annuale Camera di Commercio
          10. Modello 730: perché conviene inviarlo entro giugno
          11. LIPE primo trimestre: scadenza e sanzioni
          12. Come evitare sanzioni: il ravvedimento operoso
          13. FAQ – Domande frequenti

          Calendario completo scadenze fiscali giugno 2026

          Ecco il calendario dettagliato di tutte le principali scadenze fiscali di giugno 2026, organizzato giorno per giorno secondo lo Scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Giugno è un mese particolarmente denso di adempimenti: dal versamento dell’IMU alle imposte sui redditi, dalle ritenute ai contributi previdenziali.

          DataAdempimentoChi deve adempiereCodice Tributo
          10 giugnoContributi colf, badanti e lavoratori domestici (2a rata trimestrale)Datori di lavoro domesticoMAV/PagoPA INPS
          16 giugnoIMU – Prima rata (acconto)Proprietari di immobili (esclusa abitazione principale non di lusso)3912-3916-3918-3925
          16 giugnoIRPEF ritenute lavoro dipendente e assimilati (maggio)Sostituti d’imposta (datori di lavoro)1001
          16 giugnoIRPEF ritenute lavoro autonomo e provvigioni (maggio)Sostituti d’imposta1040
          16 giugnoAddizionali regionali e comunali IRPEF (rata mensile)Sostituti d’imposta3802-3848
          16 giugnoIVA mensile – Liquidazione maggioContribuenti IVA mensili6005
          16 giugnoContributi INPS gestione separata (committenti, maggio)Committenti e collaboratoriCXX
          16 giugnoINPS contributi dipendenti (maggio)Datori di lavoroDM10/UniEmens
          25 giugnoINTRASTAT mensile (operazioni maggio)Operatori intracomunitari mensili–
          30 giugnoSaldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026Persone fisiche, soci di società di persone4001 (saldo) – 4033 (acconto)
          30 giugnoSaldo IRAP 2025 e primo acconto IRAP 2026Soggetti IRAP (imprese, professionisti)3800 (saldo) – 3812 (acconto)
          30 giugnoSaldo e primo acconto imposta sostitutiva forfettariContribuenti regime forfettario1792 (saldo) – 1790 (acconto)
          30 giugnoContributi INPS artigiani e commercianti (saldo + 1° acconto)Artigiani, commercianti, forfettariDa Redditi PF
          30 giugnoContributi INPS gestione separata (saldo + 1° acconto)Professionisti senza cassaDa Redditi PF
          30 giugnoDichiarazione IMU per variazioni anno 2025Proprietari con variazioni immobiliari–
          30 giugnoDiritto annuale Camera di CommercioImprese iscritte al Registro Imprese3850
          30 giugnoImposta di bollo fatture elettroniche (1° trimestre, se > 5.000 euro)Soggetti IVA con fattura elettronica2521

          Nota importante: quando la scadenza cade di sabato o domenica, il termine viene automaticamente prorogato al primo giorno lavorativo successivo. Nel 2026 il 16 giugno cade di martedì e il 30 giugno di martedì, quindi non ci sono proroghe automatiche.

          IMU prima rata 2026: acconto entro il 16 giugno

          La scadenza più attesa di giugno è senza dubbio l’IMU – Imposta Municipale Unica. Il 16 giugno 2026 scade il termine per il versamento della prima rata (acconto), pari al 50% dell’imposta dovuta per l’intero anno, calcolata sulle aliquote dell’anno precedente.

          Chi deve pagare l’IMU

          L’IMU è dovuta da proprietari, titolari di diritti reali (usufrutto, uso, abitazione, superficie) e locatari finanziari su:

          • Seconde case e immobili diversi dall’abitazione principale
          • Abitazioni principali di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9)
          • Terreni agricoli (con eccezioni per zone montane e collinari)
          • Aree fabbricabili
          • Immobili commerciali, capannoni, uffici

          Esenzione abitazione principale: l’abitazione principale non di lusso (categorie da A/2 ad A/7) e le relative pertinenze (una per ciascuna categoria C/2, C/6, C/7) sono esenti dall’IMU. Questo significa che se possiedi solo la casa dove vivi, non devi pagare nulla.

          Come si calcola l’acconto IMU

          L’acconto IMU si calcola con questa formula:

          Rendita catastale + 5% rivalutazione x moltiplicatore catastale x aliquota comunale / 2 = Acconto IMU

          Facciamo un esempio pratico: supponiamo che Mario possieda una seconda casa a Udine con rendita catastale di 500 euro, categoria A/3. Il calcolo sarà:

          • Rendita rivalutata: 500 + 5% = 525 euro
          • Base imponibile: 525 x 160 (moltiplicatore per cat. A) = 84.000 euro
          • IMU annua: 84.000 x 10,6 per mille (aliquota ordinaria) = 890,40 euro
          • Acconto 16 giugno: 890,40 / 2 = 445,20 euro

          Codici tributo F24 per l’IMU

          Codice TributoTipologia immobile
          3912Abitazione principale di lusso e pertinenze (A/1, A/8, A/9)
          3916Aree fabbricabili
          3918Altri fabbricati (seconde case, uffici, negozi)
          3925Immobili categoria D – Quota Stato
          3930Immobili categoria D – Quota Comune (incremento)
          3914Terreni agricoli

          Il versamento si effettua tramite Modello F24, compilando la sezione “IMU e altri tributi locali” con il codice del Comune di ubicazione dell’immobile. È possibile pagare in banca, ufficio postale, oppure online tramite il servizio F24 web dell’Agenzia delle Entrate.

          IRPEF, ritenute e addizionali: scadenza 16 giugno

          Il 16 giugno 2026 è anche la data in cui i sostituti d’imposta (datori di lavoro, aziende, professionisti che pagano collaboratori) devono versare le ritenute operate nel mese di maggio. Si tratta di un adempimento mensile che riguarda milioni di imprese e professionisti.

          Ritenute da versare entro il 16 giugno

          • IRPEF ritenute lavoro dipendente (codice tributo 1001): trattenute sugli stipendi di maggio
          • IRPEF ritenute lavoro autonomo (codice tributo 1040): ritenute d’acconto su compensi a professionisti
          • IRPEF ritenute su provvigioni (codice tributo 1040): per agenti e rappresentanti
          • Addizionali regionali IRPEF (codice tributo 3802): rata mensile dell’addizionale regionale
          • Addizionali comunali IRPEF (codice tributo 3848): rata mensile dell’addizionale comunale in acconto

          Tutti i versamenti si effettuano con Modello F24 telematico. I datori di lavoro con più di 15 dipendenti sono obbligati alla presentazione telematica tramite Entratel o Fisconline.

          IVA mensile maggio: versamento entro il 16 giugno

          I contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare entro il 16 giugno l’IVA risultante dalla liquidazione relativa al mese di maggio 2026. Il codice tributo da utilizzare nel Modello F24 è il 6005 (IVA versamento mensile – maggio).

          Sono obbligati alla liquidazione mensile dell’IVA i soggetti che nell’anno precedente hanno realizzato un volume d’affari superiore a 400.000 euro (per attività di servizi) o 800.000 euro (per altre attività). Chi si trova sotto queste soglie, di norma, liquida l’IVA trimestralmente.

          I contribuenti in regime forfettario sono invece esenti dalla liquidazione IVA: non addebitano IVA in fattura e non devono effettuare alcun versamento periodico.

          Contributi INPS giugno 2026

          Il mese di giugno prevede diverse scadenze per i contributi previdenziali INPS, che variano in base alla tipologia di lavoratore e alla gestione di appartenenza.

          16 giugno: contributi dipendenti e gestione separata (mensili)

          • Contributi INPS dipendenti: i datori di lavoro versano tramite modello DM10/UniEmens i contributi relativi agli stipendi di maggio
          • Contributi gestione separata (committenti): le aziende che si avvalgono di collaboratori coordinati e continuativi versano la quota di contributi gestione separata del mese di maggio

          30 giugno: saldo e primo acconto artigiani, commercianti e gestione separata

          I contribuenti che presentano il Modello Redditi PF devono versare entro il 30 giugno:

          • Saldo contributi INPS 2025 (eccedenza minimo per artigiani/commercianti, saldo gestione separata)
          • Primo acconto contributi 2026 (pari al 40% del totale dovuto per l’anno)

          Questo vale per artigiani, commercianti e professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata INPS. Chi opera in regime forfettario può beneficiare della riduzione contributiva del 35%, ma deve aver presentato apposita domanda all’INPS.

          Contributi colf e badanti: scadenza 10 giugno

          I datori di lavoro domestico (famiglie che impiegano colf, badanti, babysitter, assistenti familiari) devono versare entro il 10 giugno 2026 la seconda rata trimestrale dei contributi previdenziali INPS, relativa al periodo aprile-maggio-giugno 2026.

          Il pagamento si effettua tramite bollettino MAV o PagoPA, disponibili nel portale INPS sezione “Lavoratori domestici”. In alternativa, è possibile utilizzare l’app IO o i canali bancari abilitati a PagoPA. Per una guida completa su come gestire il rapporto di lavoro domestico, consulta il nostro approfondimento dedicato.

          Importo indicativo: i contributi per colf e badanti variano in base alla retribuzione oraria effettiva e al numero di ore lavorate. Per una badante convivente con retribuzione di circa 7,50 euro/ora, i contributi trimestrali si aggirano intorno a 300-400 euro.

          Saldo IRPEF e primo acconto: la grande scadenza del 30 giugno

          Il 30 giugno 2026 è una delle date più importanti dell’anno fiscale: entro questo termine scade il versamento del saldo IRPEF 2025 e del primo acconto IRPEF 2026 per tutti i contribuenti che presentano il Modello Redditi PF. Questa scadenza riguarda partite IVA, liberi professionisti, imprenditori individuali e chiunque abbia redditi non soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta.

          Come si calcola il saldo e l’acconto

          • Saldo IRPEF 2025 (codice tributo 4001): differenza tra l’imposta dovuta per il 2025 e quanto già versato con gli acconti durante l’anno
          • Primo acconto IRPEF 2026 (codice tributo 4033): pari al 40% dell’acconto totale dovuto (che è il 100% dell’IRPEF dell’anno precedente se superiore a 51,65 euro)

          Differimento al 30 luglio con maggiorazione 0,40%

          Chi non riesce a rispettare la scadenza del 30 giugno può versare entro il 30 luglio 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto a titolo di interesse. Ad esempio, su un saldo di 1.000 euro, la maggiorazione sarà di soli 4 euro. È un’opzione utile per chi ha bisogno di qualche settimana in più per organizzare la liquidità.

          Esempio pratico: Lucia, freelance con partita IVA forfettaria, ha un saldo imposta sostitutiva 2025 di 2.500 euro e un primo acconto 2026 di 1.200 euro. Se paga entro il 30 giugno, versa 3.700 euro. Se paga entro il 30 luglio, versa 3.700 + 14,80 (0,40%) = 3.714,80 euro.

          Dichiarazione IMU: scadenza 30 giugno

          Oltre al versamento dell’acconto, il 30 giugno 2026 è anche il termine per la presentazione della dichiarazione IMU relativa alle variazioni avvenute nel corso del 2025. La dichiarazione IMU non va confusa con il pagamento: serve a comunicare al Comune le variazioni che incidono sul calcolo dell’imposta.

          Quando è obbligatoria la dichiarazione IMU

          La dichiarazione IMU va presentata quando nel corso dell’anno precedente si sono verificate variazioni non conoscibili dal Comune attraverso le banche dati catastali, ad esempio:

          • Immobili che hanno acquisito o perso il diritto all’esenzione (es. cambio di residenza)
          • Immobili concessi in comodato d’uso gratuito a parenti in linea retta (riduzione 50%)
          • Immobili inagibili o inabitabili
          • Aree diventate fabbricabili
          • Immobili di interesse storico/artistico
          • Variazioni di quote di possesso tra comproprietari

          La dichiarazione si presenta al Comune dove si trova l’immobile, utilizzando il modello ministeriale approvato con decreto del MEF. La presentazione può avvenire in forma cartacea, raccomandata o tramite PEC.

          Diritto annuale Camera di Commercio: 30 giugno

          Le imprese iscritte al Registro delle Imprese devono versare entro il 30 giugno 2026 il diritto annuale alla Camera di Commercio di competenza. Il pagamento si effettua tramite Modello F24 con il codice tributo 3850.

          L’importo varia in base alla forma giuridica e al fatturato dell’impresa:

          • Imprese individuali: importo fisso di circa 53 euro (per la sede) + 11 euro per ogni unità locale
          • Società di persone: importo variabile in base al fatturato, con un minimo di circa 120 euro
          • Società di capitali: calcolato in base al fatturato con aliquote progressive

          Anche per il diritto camerale vale la possibilità di differimento al 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%, in quanto il versamento segue le stesse tempistiche delle imposte sui redditi.

          Modello 730: perché conviene inviarlo entro giugno

          Anche se la scadenza ufficiale del 730 precompilato 2026 è fissata al 30 settembre 2026, conviene inviare la dichiarazione entro la fine di giugno per un motivo molto pratico: il rimborso IRPEF in busta paga.

          L’Agenzia delle Entrate elabora le dichiarazioni in ordine di arrivo. Chi invia il 730 entro giugno riceve il rimborso generalmente nella busta paga di luglio o agosto. Chi invia a settembre potrebbe ricevere il rimborso solo a ottobre o novembre.

          Date chiave per il 730/2026

          • 30 aprile 2026: disponibilità 730 precompilato online
          • 20 maggio 2026: inizio invio 730 precompilato
          • Entro giugno: invio consigliato per rimborso rapido
          • 30 settembre 2026: termine ultimo per l’invio

          Se hai dubbi su detrazioni fiscali e documenti da presentare, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e nell’invio del Modello 730, verificando che tutte le spese detraibili siano correttamente inserite.

          LIPE primo trimestre: scadenza e sanzioni

          La Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) relativa al primo trimestre 2026 (gennaio-febbraio-marzo) ha scadenza il 31 maggio. Se non è stata inviata in tempo, giugno è il mese per regolarizzare la posizione con il ravvedimento operoso.

          Sanzioni per ritardo LIPE

          • Sanzione base: da 500 a 2.000 euro per ogni comunicazione omessa o errata
          • Ravvedimento entro 15 giorni: sanzione ridotta a 1/10 = 50 euro
          • Ravvedimento entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9 = circa 55,56 euro
          • Ravvedimento entro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8 = 62,50 euro

          Se la LIPE viene corretta spontaneamente entro 15 giorni dalla scadenza originale, la sanzione è dimezzata a 250 euro (prima dell’applicazione delle riduzioni da ravvedimento). Conviene quindi regolarizzare il prima possibile per minimizzare l’importo.

          Come evitare sanzioni: il ravvedimento operoso

          Se hai dimenticato una scadenza fiscale o non sei riuscito a pagare in tempo, il ravvedimento operoso è lo strumento che ti permette di regolarizzare la tua posizione pagando sanzioni ridotte. È una delle agevolazioni più importanti del sistema fiscale italiano: più tempestivo è il pagamento, minore sarà la sanzione.

          Riduzioni delle sanzioni con ravvedimento

          TempisticaRiduzione sanzioneSanzione effettiva
          Entro 14 giorni (ravvedimento sprint)1/15 al giorno0,1% per ogni giorno di ritardo
          Entro 30 giorni (ravvedimento breve)1/10 del minimo1,5% dell’imposta
          Entro 90 giorni (ravvedimento intermedio)1/9 del minimo1,67% dell’imposta
          Entro 1 anno (ravvedimento lungo)1/8 del minimo3,75% dell’imposta
          Entro 2 anni1/7 del minimo4,29% dell’imposta
          Oltre 2 anni1/6 del minimo5% dell’imposta

          Esempio pratico: hai dimenticato di pagare l’acconto IMU di 500 euro il 16 giugno. Se paghi entro il 16 luglio (30 giorni), la sanzione sarà 500 x 1,5% = 7,50 euro, più gli interessi legali. Un costo minimo rispetto alle sanzioni piene che possono arrivare al 30% dell’importo.

          Per calcolare correttamente il ravvedimento operoso e compilare il Modello F24 con i codici tributo appropriati, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori ti aiuteranno a regolarizzare la posizione nel modo più conveniente possibile.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          FAQ – Domande frequenti sulle scadenze fiscali di giugno 2026

          Quando scade l’IMU prima rata 2026?

          La prima rata IMU 2026 (acconto) scade il 16 giugno 2026. Si versa il 50% dell’imposta annua calcolata sulle aliquote dell’anno precedente, tramite Modello F24.

          Posso pagare le imposte del 30 giugno in ritardo?

          Sì, puoi versare il saldo IRPEF e il primo acconto entro il 30 luglio 2026 applicando una maggiorazione dello 0,40%. Oltre il 30 luglio, si applica il ravvedimento operoso con sanzioni crescenti.

          Chi è esente dall’IMU sulla prima casa?

          L’abitazione principale non di lusso (categorie catastali da A/2 ad A/7) e le relative pertinenze (una per ciascuna categoria C/2, C/6, C/7) sono esenti dall’IMU. Pagano solo le abitazioni di lusso (A/1, A/8, A/9).

          Quando conviene inviare il 730?

          Conviene inviare il 730 precompilato entro la fine di giugno per ricevere il rimborso IRPEF nella busta paga di luglio-agosto. La scadenza ufficiale è il 30 settembre, ma chi aspetta riceve il rimborso più tardi.

          Cosa succede se non pago i contributi della colf entro il 10 giugno?

          In caso di ritardo nel pagamento dei contributi per colf e badanti, si applicano sanzioni civili (interessi di mora) e una sanzione dal 30% al 60% dei contributi non versati. È possibile regolarizzare con ravvedimento operoso entro termini ragionevoli.

          I forfettari devono pagare qualcosa il 30 giugno?

          Sì, i contribuenti in regime forfettario devono versare entro il 30 giugno il saldo dell’imposta sostitutiva 2025 (codice tributo 1792) e il primo acconto 2026 (codice tributo 1790), oltre ai contributi INPS (saldo + primo acconto) alla gestione commercianti o separata.

          Hai bisogno di assistenza per le scadenze fiscali?

          Le scadenze di giugno sono tante e complesse: IMU, IRPEF, IVA, contributi INPS, dichiarazione IMU. Non rischiare sanzioni per una dimenticanza. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a rispettare tutti gli adempimenti, calcolare gli importi corretti e compilare i Modelli F24.

          Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

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            Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 14:00:002026-05-31 17:59:57Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo 730, IVA, IMU e Contributi INPS
            CAF

            Congedo Parentale 2026: Guida Completa Durata e Retribuzione

            congedo parentale 2025

            Il congedo parentale 2026 rappresenta uno degli strumenti più importanti a disposizione dei genitori lavoratori dipendenti in Italia. Si tratta di un periodo di astensione facoltativa dal lavoro, riconosciuto sia alla madre che al padre, per prendersi cura del figlio nei primi anni di vita. Con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, la normativa è stata ulteriormente potenziata: la retribuzione all’80% è stata confermata per 3 mesi e il limite di età del figlio è stato esteso fino a 14 anni. In questa guida completa scoprirai tutto quello che devi sapere su durata, retribuzione, come fare domanda all’INPS e le differenze con il congedo obbligatorio di maternità e paternità.

            Indice dei contenuti

            1. Cos’è il congedo parentale e chi ne ha diritto
            2. Durata del congedo parentale 2026
            3. Retribuzione del congedo parentale: quanto si prende
            4. Novità congedo parentale 2026
            5. Congedo obbligatorio di maternità: i 5 mesi all’80%
            6. Congedo obbligatorio di paternità: 10 giorni al 100%
            7. Come fare domanda di congedo parentale INPS online
            8. Congedo parentale a ore: come funziona
            9. Impatto sui contributi pensionistici
            10. Tabella riepilogativa durata e retribuzione
            11. Differenze tra congedo di maternità e congedo parentale
            12. FAQ sul congedo parentale 2026

            Cos’è il congedo parentale e chi ne ha diritto

            Il congedo parentale (noto anche come “astensione facoltativa”) è il diritto di entrambi i genitori lavoratori dipendenti di assentarsi dal lavoro per prendersi cura del figlio. A differenza del congedo obbligatorio di maternità, che è un obbligo di legge, il congedo parentale è una scelta volontaria del genitore.

            La normativa di riferimento è il Decreto Legislativo 151/2001 (Testo Unico sulla maternità e paternità), modificato più volte negli ultimi anni per ampliare le tutele.

            Chi ha diritto al congedo parentale nel 2026

            Hanno diritto al congedo parentale:

            • Lavoratori dipendenti (sia del settore pubblico che privato)
            • Madri e padri, anche contemporaneamente
            • Genitori adottivi e affidatari
            • Lavoratori agricoli a tempo determinato (con requisiti specifici)

            Non hanno diritto al congedo parentale i lavoratori autonomi e i liberi professionisti con partita IVA, per i quali esistono tutele diverse e più limitate previste dalla propria cassa previdenziale.

            Il congedo può essere fruito per ogni figlio fino al compimento dei 12 anni di età (o fino a 14 anni per la parte non retribuita, come vedremo più avanti con le novità 2026).

            Durata del congedo parentale 2026: quanti mesi spettano

            La durata del congedo parentale 2026 segue regole precise che è importante conoscere per pianificare al meglio l’assenza dal lavoro. Il periodo complessivo tra entrambi i genitori è di 10 mesi, che possono diventare 11 mesi in una condizione particolare.

            Ripartizione tra madre e padre

            Ecco come si suddivide il congedo parentale tra i due genitori:

            • Madre: massimo 6 mesi (continuativi o frazionati)
            • Padre: massimo 6 mesi (elevabili a 7 se ne fruisce almeno 3)
            • Totale tra i due genitori: massimo 10 mesi (elevabili a 11)
            • Genitore solo: massimo 10 mesi

            Quando si arriva a 11 mesi? Se il padre lavoratore si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno 3 mesi, il limite massimo complessivo dei genitori è elevato a 11 mesi. Questa norma è pensata per incentivare la partecipazione attiva dei padri alla cura dei figli.

            Ad esempio, immagina che Marco e Laura abbiano un figlio di 2 anni. Laura ha già usato 5 mesi di congedo parentale. Marco decide di prendere 4 mesi. In questo caso, avendo Marco superato i 3 mesi, il tetto complessivo sale da 10 a 11 mesi, e la coppia può usufruire di tutti i 9 mesi (5+4) senza problemi.

            Retribuzione del congedo parentale 2026: quanto si prende

            La retribuzione durante il congedo parentale è una delle domande più frequenti tra i genitori. Nel 2026 il sistema prevede tre fasce di indennità, pagate dall’INPS:

            Le tre fasce di indennità

            1. 3 mesi all’80% della retribuzione – Si tratta di un mese spettante alla madre (non trasferibile) + un mese spettante al padre (non trasferibile) + un ulteriore mese spettante a uno dei due genitori (trasferibile). Questi 3 mesi all’80% sono la grande novità confermata per il 2026.
            2. 6 mesi al 30% della retribuzione – I restanti mesi di congedo (fino al nono mese indennizzabile complessivo tra i genitori) sono retribuiti al 30%, ma solo fino ai 12 anni del bambino.
            3. Mesi restanti senza retribuzione – Eventuali mesi residui (fino al tetto di 10/11 mesi totali) non sono retribuiti, a meno che il reddito individuale del genitore non sia inferiore a 2,5 volte il trattamento minimo di pensione.

            In pratica, se il tuo stipendio netto mensile è di 1.500 euro, durante i primi 3 mesi di congedo parentale riceverai circa 1.200 euro al mese (80%), mentre nei successivi mesi al 30% riceverai circa 450 euro al mese.

            Come si calcola la retribuzione

            L’indennità di congedo parentale si calcola sulla retribuzione media giornaliera del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente l’inizio del congedo. Il calcolo include:

            • Retribuzione base
            • Contingenza e scatti di anzianità
            • Ratei di tredicesima e quattordicesima
            • Esclusi: straordinari, premi variabili, indennità occasionali

            Novità congedo parentale 2026: cosa cambia

            La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti novità per il congedo parentale, potenziando le tutele economiche per i genitori lavoratori. Ecco le principali modifiche rispetto al 2025:

            Conferma dei 3 mesi all’80%

            La misura introdotta sperimentalmente nel 2024 è stata resa strutturale. I 3 mesi retribuiti all’80% (invece del 30%) sono ora una garanzia permanente, non più soggetta a rinnovo annuale. Questo significa un aumento significativo dell’indennità per le famiglie: su uno stipendio medio di 1.800 euro lordi, la differenza tra 80% e 30% è di circa 900 euro al mese.

            Estensione fino a 14 anni del figlio

            Una delle novità più rilevanti del 2026 riguarda l’ampliamento della finestra temporale. Il congedo parentale non retribuito è fruibile fino al compimento dei 14 anni del figlio (in precedenza il limite era 12 anni). Questo permette ai genitori di poter contare su periodi di astensione anche quando i figli sono più grandi, ad esempio durante l’adolescenza.

            Attenzione però: la parte retribuita (all’80% e al 30%) resta fruibile solo entro i 12 anni del bambino. L’estensione a 14 anni riguarda esclusivamente il periodo non indennizzato.

            Riepilogo novità 2026

            • 3 mesi all’80% resi strutturali (non più sperimentali)
            • Estensione a 14 anni per la parte non retribuita
            • Congedo di paternità obbligatorio confermato a 10 giorni al 100%
            • Semplificazione della domanda online INPS
            • Maggiore flessibilità nella fruizione a ore

            Congedo obbligatorio di maternità: i 5 mesi all’80%

            Prima di approfondire il congedo parentale (facoltativo), è fondamentale distinguerlo dal congedo obbligatorio di maternità, che è un diritto irrinunciabile della lavoratrice.

            Durata e modalità del congedo di maternità

            Il congedo obbligatorio di maternità dura complessivamente 5 mesi e può essere fruito in due modalità:

            • Formula tradizionale (2+3): 2 mesi prima del parto + 3 mesi dopo il parto
            • Flessibilità (1+4): 1 mese prima del parto + 4 mesi dopo il parto (serve certificato medico che attesti l’assenza di rischi)
            • Opzione post-parto (0+5): tutti i 5 mesi dopo il parto (introdotta dalla Legge di Bilancio 2019, serve certificato medico)

            Retribuzione del congedo di maternità

            Durante il congedo obbligatorio di maternità, la lavoratrice riceve un’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera. Molti contratti collettivi nazionali (CCNL) prevedono un’integrazione a carico del datore di lavoro fino al 100%, quindi è importante verificare cosa prevede il proprio contratto.

            Chi ha diritto anche al bonus mamme lavoratrici può beneficiare di un ulteriore supporto economico durante questo periodo.

            Congedo obbligatorio di paternità 2026: 10 giorni al 100%

            Il congedo di paternità obbligatorio è un diritto relativamente recente, reso strutturale dal 2022. Nel 2026 le regole sono confermate e rafforzate.

            Come funziona il congedo di paternità

            • Durata: 10 giorni lavorativi (20 in caso di parto gemellare)
            • Retribuzione: 100% della retribuzione
            • Quando: può essere fruito dai 2 mesi prima del parto fino ai 5 mesi successivi
            • Modalità: anche in modo non continuativo
            • Compatibilità: può essere fruito anche durante il congedo di maternità della madre

            Il congedo di paternità è obbligatorio: il datore di lavoro non può negarlo e il padre è tenuto a fruirne. In caso di mancata concessione, il datore rischia sanzioni amministrative da 516 a 2.582 euro.

            Questo congedo è indipendente dal congedo parentale facoltativo: i 10 giorni obbligatori non si scalano dai mesi di congedo parentale. Pertanto, un padre può usufruire di 10 giorni obbligatori + fino a 6 mesi (o 7) di congedo parentale facoltativo.

            Come fare domanda di congedo parentale INPS online

            La domanda di congedo parentale deve essere presentata all’INPS prima dell’inizio del periodo di astensione. Se presenti la domanda in ritardo, i giorni precedenti alla richiesta non saranno indennizzati.

            Procedura online sul portale INPS

            1. Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
            2. Cerca il servizio “Domanda di congedo parentale”
            3. Seleziona “Congedo parentale” nella tipologia di domanda
            4. Inserisci i dati del figlio (nome, cognome, data di nascita, codice fiscale)
            5. Indica il periodo richiesto (data inizio e data fine)
            6. Specifica se vuoi il congedo a giornate intere o a ore
            7. Allega eventuale documentazione richiesta
            8. Invia la domanda e conserva il numero di protocollo

            Canali alternativi per la domanda

            Se non riesci a presentare la domanda online, puoi rivolgerti a:

            • Contact Center INPS: 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164 164 (da mobile)
            • Patronato: il CAF Centro Fiscale di Udine può presentare la domanda per tuo conto gratuitamente, assistendoti nella compilazione e nel controllo di tutta la documentazione necessaria

            Documenti necessari

            • SPID, CIE o CNS per l’accesso
            • Codice fiscale del figlio
            • Certificato di nascita o riconoscimento del figlio
            • Dichiarazione del datore di lavoro (per alcune tipologie contrattuali)
            • In caso di adozione: provvedimento di adozione o affidamento

            Congedo parentale a ore: come funziona

            Dal 2015, i genitori possono fruire del congedo parentale anche su base oraria, non solo a giornate intere. Questa modalità offre una flessibilità preziosa per chi vuole conciliare lavoro e cura dei figli senza rinunciare del tutto alla retribuzione.

            Regole del congedo a ore

            • Misura minima: il congedo a ore spetta nella misura del 50% dell’orario giornaliero, salvo diverse previsioni del CCNL
            • Non frazionabile ulteriormente: non puoi chiedere, ad esempio, solo 1 ora se il tuo orario è di 8 ore (il minimo è 4 ore in quel caso)
            • Non cumulabile: nello stesso giorno non puoi cumulare congedo parentale a ore con permessi per allattamento o altri riposi
            • Retribuzione: segue le stesse regole del congedo a giornate (80% o 30% a seconda del mese utilizzato)

            Il congedo a ore è particolarmente utile per chi lavora part-time o per chi vuole mantenere un collegamento con l’ambiente lavorativo pur dedicando più tempo al figlio.

            Per la domanda online, nella procedura INPS selezionerai la voce “Fruizione a ore” e indicherai le ore giornaliere di congedo richieste.

            Impatto del congedo parentale sui contributi pensionistici

            Uno degli aspetti che preoccupa maggiormente i genitori è l’effetto del congedo parentale sulla futura pensione. Ecco cosa succede ai contributi previdenziali durante i periodi di astensione:

            Copertura contributiva durante il congedo

            • Congedo obbligatorio di maternità (5 mesi): copertura contributiva piena al 100% con contributi figurativi. Non c’è nessun impatto negativo sulla pensione.
            • Congedo parentale retribuito (fino a 9 mesi): i periodi retribuiti (all’80% o al 30%) sono coperti da contribuzione figurativa, calcolata sulla retribuzione convenzionale (pari al 200% dell’assegno sociale). Questo significa che i contributi versati saranno inferiori a quelli normali, ma comunque validi per il diritto e il calcolo della pensione.
            • Congedo parentale non retribuito: i periodi non retribuiti sono coperti da contributi figurativi solo fino al sesto anno di vita del bambino. Dopo questa età, il periodo non è coperto automaticamente.

            Come recuperare i contributi mancanti

            Se hai periodi scoperti, puoi ricorrere al riscatto o alla contribuzione volontaria. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare la tua situazione contributiva e valutare se conviene procedere con il riscatto dei periodi non coperti. Puoi approfondire il tema nella nostra guida alle pensioni 2026.

            Tabella riepilogativa durata e retribuzione congedo parentale 2026

            Per avere un quadro chiaro e immediato di tutte le tipologie di congedo a disposizione dei genitori nel 2026, ecco la tabella riepilogativa completa:

            Tipologia di congedoDurataRetribuzioneEtà massima figlioChi ne ha diritto
            Congedo obbligatorio maternità5 mesi80% (spesso integrato al 100% dal CCNL)Dalla nascitaMadre lavoratrice dipendente
            Congedo obbligatorio paternità10 giorni (20 per gemelli)100%Entro 5 mesi dalla nascitaPadre lavoratore dipendente
            Congedo parentale – 3 mesi all’80%3 mesi (1 madre + 1 padre + 1 alternativo)80%Entro 12 anniEntrambi i genitori
            Congedo parentale – al 30%Fino a 6 mesi aggiuntivi (tot. 9 mesi indennizzabili)30%Entro 12 anniEntrambi i genitori
            Congedo parentale – non retribuitoMesi residui fino a 10/11 totali0% (salvo basso reddito)Entro 14 anni (novità 2026)Entrambi i genitori

            Nota importante: i mesi indicati si intendono come tetto complessivo tra entrambi i genitori. Ad esempio, se la madre usa 6 mesi di congedo parentale, il padre potrà usarne al massimo 4 (per arrivare al tetto di 10), oppure 5 se ha già usato almeno 3 mesi propri (tetto elevato a 11).

            Differenze tra congedo di maternità e congedo parentale

            Molti genitori confondono il congedo di maternità con il congedo parentale. Si tratta di due istituti diversi, con regole distinte:

            CaratteristicaCongedo di maternitàCongedo parentale
            NaturaObbligatorioFacoltativo
            Chi ne fruisceSolo la madreMadre e/o padre
            Durata5 mesiFino a 10/11 mesi (totale genitori)
            Retribuzione80% (spesso 100% con CCNL)80% (3 mesi), 30% (6 mesi), 0%
            QuandoPrima e dopo il partoDopo il congedo obbligatorio, entro 12/14 anni
            DomandaObbligatoriaFacoltativa, su richiesta del genitore

            In sostanza, il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatorio intorno al parto, mentre il congedo parentale è un diritto facoltativo aggiuntivo che si può usare nei mesi e anni successivi. I due periodi si sommano: una madre può fruire di 5 mesi obbligatori + fino a 6 mesi di congedo parentale facoltativo.

            Se stai pianificando il ritorno al lavoro dopo la maternità, può essere utile anche valutare il bonus asilo nido 2026, che ti aiuta a coprire le spese per la cura del bambino quando riprendi l’attività lavorativa.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            FAQ sul congedo parentale 2026

            Il congedo parentale spetta anche ai genitori adottivi?

            Sì, il congedo parentale spetta anche ai genitori adottivi e affidatari. Il periodo decorre dalla data di ingresso del minore in famiglia (o in Italia, per le adozioni internazionali). Le regole sulla durata e sulla retribuzione sono le stesse dei genitori biologici.

            Posso prendere il congedo parentale se lavoro part-time?

            Sì, il diritto al congedo parentale spetta a tutti i lavoratori dipendenti, inclusi quelli part-time. La retribuzione sarà calcolata proporzionalmente all’orario effettivo di lavoro. Se lavori 4 ore al giorno, il congedo a ore sarà di 2 ore (50% dell’orario).

            Il datore di lavoro può rifiutare il congedo parentale?

            No. Il congedo parentale è un diritto soggettivo del lavoratore. Il datore di lavoro non può rifiutarlo né subordinarlo a esigenze aziendali. Deve però essere comunicato con un preavviso di almeno 5 giorni (o 2 giorni per il congedo a ore).

            Madre e padre possono prendere il congedo contemporaneamente?

            Sì, la legge consente ai genitori di fruire del congedo parentale nello stesso periodo. Entrambi possono assentarsi contemporaneamente dal lavoro, purché non venga superato il tetto complessivo di 10 mesi (o 11). Questa possibilità è particolarmente utile nei primi mesi di vita del bambino.

            Come si calcolano i 3 mesi all’80%?

            I 3 mesi all’80% sono così ripartiti: 1 mese è riservato alla madre (non trasferibile al padre), 1 mese è riservato al padre (non trasferibile alla madre), e il terzo mese può essere usato da uno dei due genitori in alternativa. Se il padre non usa il suo mese riservato, quel mese non passa alla madre e viceversa.

            Quanto tempo prima devo fare domanda all’INPS?

            La domanda va presentata prima dell’inizio del periodo di congedo. Non c’è un termine minimo di legge, ma è consigliabile presentarla con almeno 15-30 giorni di anticipo per evitare ritardi nella lavorazione. Ricorda che i giorni di congedo fruiti prima della presentazione della domanda non vengono indennizzati.


            Hai bisogno di assistenza per il congedo parentale?

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta gratuitamente con la domanda di congedo parentale all’INPS, il calcolo della retribuzione spettante e la verifica dei tuoi diritti. I nostri operatori di patronato sono specializzati in tutele per la maternità e paternità e possono seguirti in ogni passaggio.

            Scrivici su WhatsApp: 366 601 8121

            Oppure compila il modulo per essere ricontattato:

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              Richiesta (eventuale)

              Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

              CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640 | info@centrofiscale.com

              Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/congedo-parentale.jpg 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 09:00:002026-05-31 16:16:09Congedo Parentale 2026: Guida Completa Durata e Retribuzione
              ASSEGNO UNICO, CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIE

              Pagamenti INPS Maggio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

              Indice dei contenuti

              1. Calendario Completo Pagamenti INPS Maggio 2026
              2. Pensioni Maggio 2026: Data di Accredito
              3. Assegno Unico Maggio 2026: Date di Pagamento
              4. NASpI Maggio 2026: Quando Arriva la Disoccupazione
              5. Assegno di Inclusione (ADI) Maggio 2026
              6. Carta Dedicata a Te 2026: Prossima Ricarica
              7. Bonus Nido Maggio 2026: Rimborsi Mensili
              8. Bonus Mamme 2026: Esonero Contributivo in Busta Paga
              9. Come Verificare i Pagamenti su MyINPS
              10. Domande Frequenti

              I pagamenti INPS maggio 2026 rappresentano un appuntamento fondamentale per milioni di italiani che attendono l’accredito di pensioni, Assegno Unico, NASpI, Assegno di Inclusione e altri benefici. Conoscere in anticipo le date esatte dei pagamenti INPS di maggio 2026 permette di pianificare le proprie spese e verificare tempestivamente eventuali ritardi.

              In questa guida trovi il calendario completo e aggiornato con tutte le date di accredito previste per maggio 2026, suddivise per prestazione. Per ciascun pagamento indichiamo la data prevista, le eventuali variazioni e come controllare lo stato del proprio accredito direttamente dal portale MyINPS.

              Calendario Completo Pagamenti INPS Maggio 2026

              Ecco il calendario riepilogativo di tutti i pagamenti INPS previsti per maggio 2026. La tabella mostra la data di accredito stimata per ciascuna prestazione:

              PrestazioneData Pagamento Maggio 2026Beneficiari
              PensioniVenerdi 1 maggio 2026 (anticipo giovedi 30 aprile per Poste)Pensionati INPS
              Assegno Unico (in corso)15-17-18-19 maggio 2026Famiglie con figli a carico
              Assegno Unico (nuove domande)Fine maggio (dal 24 al 31)Nuovi richiedenti
              NASpIVariabile, tra il 7 e il 20 maggioDisoccupati con NASpI attiva
              Assegno di Inclusione (ADI)Mercoledi 27 maggio 2026Nuclei con componenti fragili
              ADI (primo pagamento)15 maggio 2026Nuovi beneficiari ADI
              Bonus NidoEntro fine maggio (rimborsi mensili)Genitori con figli al nido
              Bonus MammeIn busta paga di maggioMadri lavoratrici dipendenti
              Carta Dedicata a TeRicarica prevista luglio 2026Famiglie ISEE sotto 15.000 euro

              Nota importante: le date indicate sono basate sulle disposizioni INPS e sullo storico dei pagamenti dei mesi precedenti. Possono verificarsi leggere variazioni in base all’istituto bancario o all’ufficio postale di riferimento.

              Pensioni Maggio 2026: Data di Accredito

              Le pensioni di maggio 2026 vengono accreditate il primo giorno bancabile del mese. Poiche il 1 maggio 2026 cade di venerdi e non e festivo bancario in quanto giorno lavorativo per le banche (anche se e la Festa dei Lavoratori, le banche elaborano i bonifici il giorno prima), la situazione e la seguente:

              • Accredito su conto corrente bancario: venerdi 1 maggio 2026 (il bonifico viene disposto il 30 aprile con valuta 1 maggio)
              • Accredito su conto BancoPosta: venerdi 1 maggio 2026
              • Ritiro in contanti alle Poste: a partire da giovedi 30 aprile 2026, in base al calendario alfabetico stabilito da Poste Italiane

              Calendario alfabetico ritiro pensioni in Posta – Maggio 2026

              Per chi ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali, Poste Italiane organizza l’affluenza secondo il cognome del titolare. Il calendario per maggio 2026 prevede indicativamente:

              CognomiGiorno di ritiro
              A – CMercoledi 30 aprile
              D – GGiovedi 30 aprile (pomeriggio) / Venerdi 1 maggio
              H – MSabato 2 maggio (solo mattina)
              N – RLunedi 4 maggio
              S – ZMartedi 5 maggio

              Attenzione: il calendario definitivo viene pubblicato da Poste Italiane qualche giorno prima. Verifica sempre presso il tuo ufficio postale di riferimento.

              Importi pensioni maggio 2026

              L’importo della pensione di maggio 2026 resta invariato rispetto ai mesi precedenti, salvo eventuali conguagli fiscali o trattenute IRPEF. Ricordiamo che dal 2026 la rivalutazione ISTAT e applicata nella misura del:

              • 100% per pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo
              • 90% per pensioni tra 4 e 5 volte il minimo
              • 75% per pensioni superiori a 5 volte il minimo

              Assegno Unico Maggio 2026: Date di Pagamento

              L’Assegno Unico e Universale di maggio 2026 viene erogato dall’INPS con tempistiche diverse a seconda che si tratti di un pagamento ricorrente o di una nuova domanda.

              Pagamenti per beneficiari gia in corso

              Per chi percepisce gia l’Assegno Unico e ha l’ISEE aggiornato al 2026, i pagamenti di maggio sono previsti nelle seguenti date:

              • 15 maggio 2026 (giovedi) – primo ciclo di pagamento
              • 17 maggio 2026 (sabato) – secondo ciclo
              • 18 maggio 2026 (domenica, valuta lunedi 19) – terzo ciclo
              • 19 maggio 2026 (lunedi) – quarto ciclo

              La data esatta dipende dal ciclo di pagamento INPS assegnato a ciascun beneficiario. Puoi verificare il tuo ciclo accedendo al Fascicolo Previdenziale del Cittadino su MyINPS.

              Pagamenti per nuove domande e conguagli

              Chi ha presentato una nuova domanda di Assegno Unico o ha aggiornato l’ISEE nei mesi precedenti potrebbe ricevere il pagamento nella seconda parte di maggio, indicativamente tra il 24 e il 31 maggio 2026. In questo caso e possibile ricevere anche gli arretrati relativi ai mesi precedenti.

              Importi Assegno Unico 2026 aggiornati

              Gli importi dell’Assegno Unico 2026, rivalutati del 0,8%, sono i seguenti:

              ISEE familiareImporto per figlio minorenneImporto per figlio 18-20 anni
              Fino a 17.090,61 euro199,40 euro/mese96,90 euro/mese
              Da 17.090,61 a 45.574,96 euroDa 199,40 a 57 euro/meseDa 96,90 a 28 euro/mese
              Oltre 45.574,96 euro (o senza ISEE)57 euro/mese28 euro/mese

              Ricorda: se non hai ancora aggiornato l’ISEE 2026, l’INPS eroga l’importo minimo (57 euro per figlio). Presentando l’ISEE aggiornato entro il 30 giugno 2026, riceverai gli arretrati dalla rata di marzo.

              NASpI Maggio 2026: Quando Arriva la Disoccupazione

              La NASpI di maggio 2026 non ha una data fissa di pagamento. L’INPS eroga l’indennita di disoccupazione in base alla data di presentazione della domanda e al ciclo di elaborazione assegnato.

              Date indicative NASpI maggio 2026

              In base allo storico dei mesi precedenti, i pagamenti NASpI di maggio 2026 sono previsti:

              • Prima finestra: tra il 7 e il 10 maggio 2026
              • Seconda finestra: tra il 12 e il 16 maggio 2026
              • Pagamenti residui: tra il 18 e il 22 maggio 2026

              Per chi ha presentato domanda di recente, il primo pagamento potrebbe arrivare con un ritardo di 30-45 giorni dall’invio della domanda.

              Come sapere quando arriva la NASpI

              Per conoscere la data esatta del tuo pagamento NASpI:

              1. Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS
              2. Vai su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”
              3. Seleziona “Prestazioni” → “Pagamenti”
              4. Cerca la voce relativa alla NASpI
              5. Verifica la data di disposizione del pagamento

              Quando lo stato del pagamento risulta “In elaborazione”, l’accredito avviene generalmente entro 2-3 giorni lavorativi.

              Importo NASpI maggio 2026

              Ricordiamo che la NASpI si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di percezione (dall’ottavo mese per chi ha compiuto 55 anni). L’importo massimo mensile per il 2026 e pari a 1.562,82 euro.

              Assegno di Inclusione (ADI) Maggio 2026

              L’Assegno di Inclusione (ADI) di maggio 2026 segue il calendario standard fissato dall’INPS, con due date distinte a seconda che si tratti di un pagamento ricorrente o del primo accredito.

              Date pagamento ADI maggio 2026

              • Pagamento ricorrente (dal secondo mese in poi): mercoledi 27 maggio 2026
              • Primo pagamento (nuovi beneficiari): giovedi 15 maggio 2026

              L’importo dell’ADI viene accreditato sulla Carta di Inclusione, la carta prepagata emessa da PostePay. La carta puo essere utilizzata per acquisti nei negozi convenzionati, per pagare le utenze domestiche e per effettuare un prelievo in contanti fino a 100 euro al mese.

              Importi ADI 2026

              L’Assegno di Inclusione prevede un importo base che varia in base alla composizione del nucleo familiare:

              • Componente base: 500 euro/mese (6.000 euro/anno) per nuclei in affitto
              • Integrazione affitto: fino a 280 euro/mese aggiuntivi
              • Scala di equivalenza: l’importo aumenta con il numero di componenti fragili (minori, disabili, over 60)

              Carta Dedicata a Te 2026: Prossima Ricarica

              La Carta Dedicata a Te e la social card da 500 euro destinata alle famiglie con ISEE inferiore a 15.000 euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessita e carburante.

              A maggio 2026 non e prevista alcuna ricarica

              La Carta Dedicata a Te 2026 segue un calendario di ricarica diverso rispetto alle altre prestazioni INPS:

              • Ricarica annuale: prevista per luglio 2026 (come avvenuto nel 2025 e 2024)
              • Importo previsto: 500 euro per nucleo familiare
              • Primo acquisto obbligatorio: entro il 14 settembre 2026 (pena la decadenza)

              Se hai gia la Carta Dedicata a Te ricevuta nel 2024 o 2025, la stessa carta verra ricaricata automaticamente se il tuo nucleo familiare mantiene i requisiti. Non e necessario presentare una nuova domanda.

              Bonus Nido Maggio 2026: Rimborsi Mensili

              Il Bonus Nido prevede rimborsi mensili per le rette dell’asilo nido pagate dai genitori. A maggio 2026 i beneficiari possono ricevere il rimborso delle mensilita gia rendicontate.

              Come funziona il pagamento

              Il Bonus Nido non ha una data fissa di pagamento mensile. L’INPS eroga il rimborso entro 30-45 giorni dall’inserimento della ricevuta di pagamento nella piattaforma dedicata. Per ottenere il rimborso di maggio:

              1. Accedi al servizio “Bonus asilo nido” su MyINPS
              2. Carica la ricevuta di pagamento della retta di aprile o maggio
              3. Attendi la conferma di presa in carico
              4. Il rimborso arriva entro 30-45 giorni sul conto indicato nella domanda

              Importi Bonus Nido 2026

              ISEE familiareImporto annuo massimoImporto mensile massimo
              Fino a 25.000 euro3.600 euro327,27 euro
              Da 25.001 a 40.000 euro2.500 euro227,27 euro
              Oltre 40.000 euro1.500 euro136,37 euro

              Novita 2026: per le famiglie con un secondo figlio nato dal 2024 e ISEE fino a 40.000 euro, l’importo massimo sale a 3.600 euro annui indipendentemente dalla fascia ISEE.

              Bonus Mamme 2026: Esonero Contributivo in Busta Paga

              Il Bonus Mamme 2026 non e un pagamento INPS diretto, ma un esonero contributivo che si applica direttamente in busta paga. Le madri lavoratrici dipendenti con almeno 2 figli (di cui uno sotto i 10 anni) beneficiano di una riduzione dei contributi previdenziali a loro carico.

              Come si applica a maggio 2026

              • Esonero massimo: fino a 3.000 euro annui (250 euro/mese circa)
              • Applicazione: automatica in busta paga dal datore di lavoro
              • Requisiti: madre lavoratrice dipendente con 2+ figli (almeno uno under 10)
              • Durata: fino al compimento dei 10 anni del figlio piu piccolo

              Se nella busta paga di maggio non vedi l’esonero applicato, contatta l’ufficio paghe della tua azienda o rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una verifica.

              Come Verificare i Pagamenti su MyINPS

              Per controllare lo stato dei pagamenti INPS di maggio 2026 puoi utilizzare diversi canali messi a disposizione dall’Istituto.

              Fascicolo Previdenziale del Cittadino

              Il metodo piu completo e rapido per verificare tutti i pagamenti INPS:

              1. Accedi a www.inps.it con SPID, CIE o CNS
              2. Cerca “Fascicolo Previdenziale del Cittadino” nella barra di ricerca
              3. Seleziona “Prestazioni” dal menu a sinistra
              4. Clicca su “Pagamenti”
              5. Filtra per prestazione (pensione, NASpI, Assegno Unico, ecc.)

              Qui troverai l’elenco completo con data di disposizione, importo lordo e netto, stato del pagamento.

              App INPS Mobile

              Puoi verificare i pagamenti anche dall’app ufficiale INPS:

              • Scarica l’app “INPS Mobile” da App Store o Google Play
              • Accedi con SPID o CIE
              • Vai nella sezione “I miei pagamenti”
              • Visualizza la data e l’importo dell’ultimo pagamento disposto

              Contact Center INPS

              Se non riesci ad accedere online, puoi chiamare il Contact Center INPS:

              • 803 164 (da rete fissa, gratuito)
              • 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)
              • Orario: lunedi-venerdi 8:00-20:00, sabato 8:00-14:00

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande Frequenti sui Pagamenti INPS Maggio 2026

              Quando vengono pagate le pensioni a maggio 2026?

              Le pensioni di maggio 2026 vengono accreditate il 1 maggio 2026 per chi ha il conto in banca. Per chi ritira in contanti alle Poste, il ritiro inizia dal 30 aprile seguendo il calendario alfabetico comunicato da Poste Italiane.

              Quando arriva l’Assegno Unico a maggio 2026?

              L’Assegno Unico di maggio 2026 viene pagato tra il 15 e il 19 maggio per chi lo percepisce regolarmente. Per le nuove domande o i conguagli, il pagamento avviene nella seconda meta di maggio (dal 24 al 31).

              La NASpI di maggio quando viene pagata?

              La NASpI non ha una data fissa. A maggio 2026 i pagamenti sono previsti tra il 7 e il 22 maggio, con la maggior parte degli accrediti concentrati nella seconda settimana del mese. Verifica la data esatta nel Fascicolo Previdenziale su MyINPS.

              Quando arriva l’Assegno di Inclusione a maggio?

              L’ADI di maggio 2026 viene accreditato il 27 maggio per chi lo percepisce gia. Per i nuovi beneficiari, il primo pagamento e previsto il 15 maggio.

              Come faccio a sapere se il mio pagamento INPS e stato disposto?

              Accedi al Fascicolo Previdenziale del Cittadino su MyINPS con SPID, CIE o CNS. Nella sezione “Prestazioni → Pagamenti” puoi vedere la data di disposizione e lo stato di ciascun pagamento. Lo stato “In elaborazione” significa che l’accredito arrivera entro 2-3 giorni lavorativi.

              Cosa fare se il pagamento INPS non arriva?

              Se il pagamento non risulta nel Fascicolo Previdenziale entro le date previste, puoi:

              1. Attendere 2-3 giorni lavorativi aggiuntivi (possibili ritardi tecnici)
              2. Verificare che l’IBAN comunicato all’INPS sia corretto
              3. Contattare il Contact Center INPS al numero 803 164
              4. Rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella verifica e nell’eventuale sollecito

              Hai bisogno di assistenza per i pagamenti INPS? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare lo stato delle tue prestazioni, presentare domande e risolvere eventuali problemi con l’INPS. Contattaci per una consulenza gratuita.

              Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 08:00:002026-05-31 16:10:50Pagamenti INPS Maggio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI
              GESTIONE PARTITA IVA, Guide Fatturazione Elettronica

              Bollo Fatture Elettroniche 2026: Guida Completa per Forfettari

              regime forfettario partita iva

              Aggiornamento 2026: L’imposta di bollo sulle fatture elettroniche di importo superiore a 77,47 euro senza IVA è obbligatoria per forfettari, professionisti e imprese. In questa guida spieghiamo quando applicarla, come inserirla correttamente e quali sono le scadenze di pagamento 2026.

              Se sei un contribuente in regime forfettario o emetti fatture per operazioni esenti o fuori campo IVA, devi applicare l’imposta di bollo da 2 euro sulle fatture elettroniche. Vediamo nel dettaglio tutti gli adempimenti.



              Indice dei contenuti

              1. Quando è obbligatorio il bollo
              2. La soglia di 77,47 euro
              3. Come applicare il bollo virtuale
              4. Scadenze di pagamento 2026
              5. Come pagare l’imposta di bollo
              6. Controlli dell’Agenzia delle Entrate
              7. Sanzioni per omesso pagamento
              8. Domande frequenti

              Quando è obbligatorio il bollo sulla fattura elettronica

              L’imposta di bollo di 2 euro è dovuta sulle fatture elettroniche che soddisfano entrambe queste condizioni:

              1. Importo superiore a 77,47 euro
              2. Operazioni non soggette a IVA

              In particolare, l’obbligo riguarda:

              • Contribuenti in regime forfettario (tutte le fatture sopra soglia)
              • Contribuenti in regime di vantaggio (ex minimi)
              • Operazioni esenti IVA (art. 10 DPR 633/72)
              • Operazioni fuori campo IVA
              • Operazioni non imponibili (ad esempio cessioni intracomunitarie)
              • Operazioni in reverse charge (per la parte non soggetta)

              Attenzione: Se una fattura contiene sia operazioni soggette a IVA sia importi non assoggettati, il bollo è dovuto solo se la parte non soggetta a IVA supera 77,47 euro.

              Operazioni escluse dal bollo

              Non è dovuto il bollo sulle fatture relative a:

              • Operazioni soggette a IVA (anche se esenti per specifiche ragioni)
              • Fatture di importo uguale o inferiore a 77,47 euro
              • Esportazioni di merci
              • Fatture già assoggettate a IVA con dicitura “inversione contabile”



              La soglia di 77,47 euro: come si calcola

              La soglia di 77,47 euro (equivalente alle vecchie 150.000 lire) è l’importo oltre il quale scatta l’obbligo di bollo. Ma come si calcola esattamente?

              Per i forfettari

              Per i contribuenti in regime forfettario, si considera l’imponibile totale della fattura, escluso il bollo stesso (se addebitato al cliente) e le eventuali spese anticipate in nome e per conto.

              Esempio pratico

              Fattura forfettario:

              • Compenso professionale: 80,00 euro
              • Imposta di bollo: 2,00 euro
              • Totale fattura: 82,00 euro

              Risultato: Il bollo è dovuto perché l’imponibile (80 euro) supera la soglia di 77,47 euro.

              Fatture miste (con e senza IVA)

              Se la fattura contiene sia importi soggetti a IVA sia importi esenti/fuori campo, il bollo si applica solo se la parte non soggetta a IVA supera 77,47 euro.



              Come applicare il bollo virtuale nella fattura elettronica

              Nelle fatture elettroniche, l’imposta di bollo si assolve in modo “virtuale”, senza applicare fisicamente la marca da bollo. Ecco come fare:

              1. Impostare il campo “Bollo Virtuale”

              Nel file XML della fattura elettronica, è necessario valorizzare a “SI” il campo “Bollo Virtuale”:

              • Fattura ordinaria: campo 2.1.1.6.1 del tracciato XML
              • Fattura semplificata: campo 2.1.1.5 del tracciato XML

              I software di fatturazione elettronica (Fatture in Cloud, Aruba, Namirial, ecc.) hanno un’opzione specifica per attivare questa funzione con un semplice flag.

              2. Inserire la dicitura corretta

              È consigliato (ma non obbligatorio) inserire in fattura la seguente dicitura:

              “Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi dell’articolo 15 del D.P.R. 642/1972 e del D.M. 17/06/2014”

              3. Addebitare il bollo al cliente (facoltativo)

              Puoi scegliere se:

              • Addebitare il bollo al cliente: aggiungi una riga separata in fattura per i 2 euro
              • Assorbire il costo: il bollo resta a tuo carico senza addebitarlo

              Nota: Se addebiti il bollo al cliente, questo non va considerato nel calcolo della soglia di 77,47 euro.



              Scadenze di pagamento imposta di bollo 2026

              Il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche avviene con cadenza trimestrale. Ecco il calendario completo per il 2026:

              TrimestreFatture emesseScadenza pagamentoCodice tributo F24
              1° TrimestreGen-Feb-Mar 20261 giugno 2026*2521
              2° TrimestreApr-Mag-Giu 202630 settembre 20262522
              3° TrimestreLug-Ago-Set 202630 novembre 20262523
              4° TrimestreOtt-Nov-Dic 20261 marzo 2027**2524

              * Il 31 maggio 2026 cade di domenica, quindi la scadenza slitta al 1° giugno.
              ** Il 28 febbraio 2027 cade di domenica, quindi la scadenza slitta al 1° marzo.

              La regola dei 5.000 euro: versamento cumulativo

              Se l’imposta di bollo del primo trimestre (o del primo e del secondo trimestre insieme) è inferiore a 5.000 euro, puoi rimandare il pagamento alla scadenza successiva:

              Versamento cumulativo (soglia 5.000 euro):

              • 1° trimestre < 5.000€: puoi versare entro il 30 settembre (insieme al 2°)
              • 1° + 2° trimestre < 5.000€: puoi versare entro il 30 novembre (insieme al 3°)
              • 3° e 4° trimestre: sempre alle scadenze ordinarie

              Esempio: Se nel 1° trimestre hai un bollo totale di 120 euro e nel 2° trimestre di 80 euro, puoi versare i 200 euro cumulativamente entro il 30 settembre 2026.



              Come pagare l’imposta di bollo

              Esistono due modalità per versare l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche:

              1. Addebito diretto su conto corrente (consigliato)

              1. Accedi al portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate
              2. Vai alla sezione “Consultazione > Fatture elettroniche e altri dati IVA”
              3. Seleziona “Pagamento imposta di bollo”
              4. Indica l’IBAN del tuo conto corrente
              5. Conferma l’addebito

              L’importo viene calcolato automaticamente dall’Agenzia delle Entrate in base alle fatture trasmesse.

              2. Modello F24 telematico

              In alternativa, puoi pagare tramite modello F24 da presentare in modalità telematica. I codici tributo da utilizzare sono:

              • 2521 – Primo trimestre
              • 2522 – Secondo trimestre
              • 2523 – Terzo trimestre
              • 2524 – Quarto trimestre
              • 2525 – Sanzioni
              • 2526 – Interessi

              F24 dei bolli già compilato. Con Fatturazione Italia, il software di fatturazione progettato con il CAF Centro Fiscale, l’imposta di bollo di ogni trimestre si calcola dalle fatture emesse e il modello F24 esce compilato in PDF con il codice tributo del trimestre; prima di ogni scadenza arriva un promemoria via email. Il pagamento lo fai tu, con l’F24 o con l’addebito sul conto da Fatture e Corrispettivi. In fattura puoi scegliere se il bollo è a carico del cliente o a tuo carico, e il PDF lo indica in chiaro.



              Controlli dell’Agenzia delle Entrate: Elenchi A e B

              L’Agenzia delle Entrate elabora automaticamente le fatture elettroniche trasmesse al Sistema di Interscambio (SDI) per verificare la corretta applicazione del bollo. I risultati sono disponibili nel portale “Fatture e Corrispettivi”.

              Elenco A (non modificabile)

              Contiene le fatture elettroniche correttamente assoggettate a imposta di bollo. Non è modificabile dal contribuente.

              Elenco B (modificabile)

              Contiene le fatture elettroniche che non riportano il bollo ma che, in base ai dati, avrebbero dovuto essere assoggettate. Questo elenco può essere modificato dal contribuente.

              Tempistiche elenchi

              • Pubblicazione elenchi: entro il 15 del mese successivo alla fine del trimestre
              • Modifiche Elenco B: entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre

              Esempio: Per il 1° trimestre 2026, gli elenchi sono disponibili dal 15 aprile 2026 e le modifiche all’Elenco B vanno effettuate entro il 30 aprile 2026.

              Sanzioni per omesso o tardivo pagamento

              Se non paghi l’imposta di bollo entro le scadenze previste, l’Agenzia delle Entrate ti invia una comunicazione telematica all’indirizzo PEC.

              Sanzione ridotta (entro 30 giorni)

              Se paghi entro 30 giorni dalla comunicazione, la sanzione è ridotta a un terzo del minimo edittale.

              Sanzione ordinaria

              In caso di mancato pagamento anche dopo la comunicazione, si applicano le sanzioni ordinarie previste dal D.Lgs. 471/1997:

              • Sanzione dal 100% al 500% dell’imposta dovuta
              • Interessi legali maturati

              Ravvedimento operoso: Puoi regolarizzare spontaneamente il versamento tardivo utilizzando il ravvedimento operoso, con sanzioni ridotte in base al tempo trascorso dalla scadenza. I codici tributo per sanzioni e interessi sono 2525 e 2526.



              Domande frequenti

              Il bollo addebitato al cliente fa reddito per il forfettario?

              Sì, se addebiti il bollo al cliente, l’importo di 2 euro entra a far parte del tuo fatturato e viene quindi tassato come reddito. Per questo motivo, alcuni professionisti preferiscono non addebitarlo e considerarlo un costo a proprio carico.

              Il bollo di 2 euro è deducibile nel forfettario?

              No, nel regime forfettario non puoi dedurre alcun costo effettivo, nemmeno l’imposta di bollo. Il coefficiente di redditività include già forfettariamente tutti i costi sostenuti per l’attività.

              Cosa succede se dimentico di applicare il bollo su una fattura?

              L’Agenzia delle Entrate inserirà la fattura nell’Elenco B. Potrai verificare e confermare (o contestare) l’inserimento entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre. Se confermi, l’importo verrà aggiunto al totale da versare.

              Devo applicare il bollo sulle note di credito?

              No, le note di credito sono esenti dall’imposta di bollo. L’obbligo riguarda solo le fatture (documenti che attestano un credito) e non i documenti che attestano un debito o una rettifica.

              Il software di fatturazione calcola automaticamente il bollo?

              La maggior parte dei software di fatturazione elettronica (Fatture in Cloud, Aruba, TeamSystem, ecc.) ha un’opzione per applicare automaticamente il bollo virtuale quando l’importo supera 77,47 euro. Verifica le impostazioni del tuo software e attiva questa funzione per evitare dimenticanze.

              Posso usare ancora la marca da bollo cartacea sulle fatture?

              No, per le fatture elettroniche trasmesse al Sistema di Interscambio (SDI) si deve utilizzare esclusivamente il bollo virtuale. La marca da bollo cartacea può essere usata solo su documenti cartacei (es. ricevute, quietanze non elettroniche).

              Hai dubbi sulla gestione della tua partita IVA?

              I nostri esperti possono aiutarti con la fatturazione elettronica, gli adempimenti fiscali e la corretta applicazione dell’imposta di bollo.

              Richiedi Assistenza

              CAF Centro Fiscale – Udine | Assistenza fiscale per partite IVA e forfettari

              Articolo aggiornato a ottobre 2026. Le scadenze indicate potrebbero subire variazioni. Verifica sempre sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

              Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 08:00:002026-10-12 08:06:37Bollo Fatture Elettroniche 2026: Guida Completa per Forfettari
              CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

              Pagamento Pensioni Maggio 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS

              Pensione 2026 INPS

              Il pagamento delle pensioni di maggio 2026 segue date diverse a seconda del canale: sabato 2 maggio 2026 per chi riceve l’accredito su conto BancoPosta o Libretto Postale, lunedì 4 maggio 2026 per chi ha l’accredito su conto corrente bancario. Il 1° maggio è festivo (Festa del Lavoro) e non viene effettuato alcun anticipo automatico. In questa guida completa analizziamo tutte le date di accredito, gli importi con rivalutazione ISTAT 1,4%, le trattenute previste e come consultare il cedolino pensione su MyINPS.

              ⚠️ Aggiornamento del 30 aprile 2026 — Rettifica

              In una versione precedente di questo articolo era stato indicato per errore l’anticipo dell’accredito al 30 aprile 2026. La data corretta, secondo il calendario INPS pubblicato sul cedolino di maggio, è: sabato 2 maggio 2026 per i conti BancoPosta e Libretti Postali, lunedì 4 maggio 2026 per i conti correnti bancari. Ci scusiamo per l’inconveniente con i lettori che hanno fatto affidamento sull’informazione errata.

              Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza personalizzata su pensioni, ricostruzioni contributive, domande APE Sociale, Quota 103 e tutte le prestazioni INPS. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.

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              🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

              Indice dei contenuti

              1. Data Accredito Pensione Maggio 2026: 2 Maggio Poste e 4 Maggio Banche
              2. Calendario Ritiro Poste Italiane Maggio 2026
              3. Accredito su Conto Corrente Bancario
              4. Importi Pensioni Maggio 2026 con Rivalutazione ISTAT
              5. Trattenute Maggio 2026: Addizionali IRPEF
              6. Pensione Minima e Maggiorazione Sociale 2026
              7. Come Consultare il Cedolino su MyINPS
              8. Novità Cedolino Maggio 2026
              9. Assistenza CAF per Pensionati
              10. Domande Frequenti

              Data Accredito Pensione Maggio 2026: 2 Maggio Poste e 4 Maggio Banche

              La data di accredito della pensione di maggio 2026 dipende dal canale di pagamento perché il 1° maggio 2026 cade di venerdì ed è giorno festivo (Festa dei Lavoratori). Le banche non operano e Poste Italiane garantisce il primo giorno utile per i propri correntisti.

              Secondo il calendario INPS pubblicato sul cedolino di maggio 2026, l’accredito sui conti BancoPosta e Libretti Postali avviene sabato 2 maggio 2026, mentre per chi riceve la pensione su conto corrente bancario l’accredito è fissato per lunedì 4 maggio 2026, primo giorno bancabile dopo la festività. Non sono previsti anticipi automatici al 30 aprile.

              Ecco il riepilogo per modalità di pagamento:

              Modalità di pagamentoData accredito maggio 2026
              Conto corrente bancarioLunedì 4 maggio 2026
              Conto BancoPosta / Libretto PostaleSabato 2 maggio 2026
              Ritiro contanti Poste ItalianeDal 2 maggio 2026 (calendario alfabetico)

              Attenzione: non sono previsti anticipi automatici al 30 aprile 2026. Le banche accreditano la pensione lunedì 4 maggio (primo giorno lavorativo bancabile), Poste Italiane sabato 2 maggio per i correntisti BancoPosta. Chi ritira in contanti presso gli sportelli di Poste Italiane deve seguire il calendario scaglionato per cognome che parte dal 2 maggio.

              Calendario Ritiro Poste Italiane Maggio 2026

              Per chi ritira la pensione in contanti presso gli sportelli di Poste Italiane, il pagamento di maggio 2026 segue il consueto calendario alfabetico. Considerando che il 1° maggio è festivo, il calendario parte da venerdì 2 maggio 2026.

              Calendario Ritiro Pensione Maggio 2026 – Poste Italiane

              Cognome inizialeData ritiro
              A – BVenerdì 2 maggio 2026
              C – DSabato 3 maggio 2026 (solo mattina)
              E – KLunedì 5 maggio 2026
              L – OMartedì 6 maggio 2026
              P – RMercoledì 7 maggio 2026
              S – ZGiovedì 8 maggio 2026

              Nota importante: Il calendario sopra indicato è indicativo e basato sulle consuetudini degli ultimi mesi. Poste Italiane comunica il calendario ufficiale di solito 7-10 giorni prima dell’inizio dei pagamenti. Eventuali variazioni verranno aggiornate in questo articolo non appena disponibili.

              Gli uffici postali potrebbero prevedere orari dedicati agli over 75 nelle prime ore del mattino, per garantire maggiore sicurezza e ridurre i tempi di attesa. Per conoscere gli orari del tuo ufficio postale, consulta il sito poste.it oppure chiama il numero verde 803.160.

              Accredito su Conto Corrente Bancario

              Per i pensionati con accredito su conto corrente bancario, la pensione di maggio 2026 viene accreditata lunedì 4 maggio 2026, primo giorno lavorativo bancabile dopo la festività del 1° maggio (venerdì). L’operazione avviene nella notte tra il 3 e il 4 maggio, quindi i fondi saranno disponibili dalla mattina di lunedì 4 maggio.

              Non è necessario recarsi in filiale né effettuare alcuna operazione: l’accredito è completamente automatico. Il pensionato può verificare l’avvenuto pagamento tramite:

              • Home banking (app o sito della propria banca)
              • ATM/Bancomat per verificare il saldo
              • Estratto conto cartaceo (disponibile successivamente)

              Conto BancoPosta e Libretto Postale con accredito automatico: chi ha un conto BancoPosta o un Libretto Postale con accredito diretto riceverà la pensione sabato 2 maggio 2026, anticipato di due giorni rispetto alle banche grazie al servizio garantito da Poste Italiane.

              Importi Pensioni Maggio 2026 con Rivalutazione ISTAT

              Gli importi delle pensioni di maggio 2026 riflettono la rivalutazione automatica (perequazione) applicata da gennaio 2026 in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo registrato nel 2025. Il tasso di inflazione utilizzato per la perequazione provvisoria 2026 è stato fissato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (decreto del 19 novembre 2025) e dalla circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025 al 1,4%.

              La rivalutazione segue il sistema a fasce progressive, che tutela maggiormente le pensioni più basse:

              Fasce di Rivalutazione Pensioni 2026

              Fascia di importoPercentuale rivalutazioneAumento mensile stimato
              Fino a 4 volte il minimo (fino a 2.447 euro/mese)100% (1,4%)Da 8 a 34 euro
              Da 4 a 5 volte il minimo (2.447-3.059 euro)90% (1,26%)Da 30 a 38 euro
              Oltre 5 volte il minimo (oltre 3.059 euro)75% (1,05%)Da 32 euro in su

              Esempio pratico: Un pensionato con un assegno lordo di 1.500 euro al mese ha ricevuto un aumento di circa 21 euro mensili (1.500 x 1,4% = 21 euro), portando la pensione lorda a 1.521 euro.

              Per approfondire il meccanismo della rivalutazione, consulta la nostra guida dedicata alla rivalutazione pensioni 2026.

              Trattenute Maggio 2026: Addizionali Regionali e Comunali IRPEF

              Nel cedolino di maggio 2026, i pensionati troveranno le consuete trattenute fiscali, con particolare attenzione alle addizionali regionali e comunali IRPEF. Queste trattenute fanno parte del conguaglio fiscale 2025 avviato dall’INPS a partire da marzo-aprile 2026.

              Trattenute previste sul cedolino di maggio

              • IRPEF mensile: Trattenuta ordinaria calcolata in base agli scaglioni di reddito 2026 (23% fino a 28.000 euro, 33% fino a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro)
              • Addizionale regionale IRPEF 2025: Rata mensile del saldo dovuto per il 2025, distribuita in 11 rate da marzo 2026 a gennaio 2027
              • Addizionale comunale IRPEF 2025: Rata mensile del saldo comunale 2025, analogamente distribuita in 11 rate
              • Acconto addizionale comunale 2026: Eventuale acconto per l’anno in corso, se previsto dal Comune di residenza

              Esempio per un pensionato residente a Udine: Con una pensione annua lorda di 20.000 euro, le trattenute aggiuntive per addizionali possono ammontare a circa 20-35 euro al mese (addizionale regionale FVG + addizionale comunale Udine). L’importo esatto dipende dalle aliquote deliberate dalla Regione e dal Comune.

              Le voci delle addizionali sono riportate nella sezione “Trattenute” del cedolino pensione, con indicazione separata per regionale e comunale.

              Per capire ogni voce del cedolino e verificare se l’importo netto è corretto, leggi la guida dedicata su come leggere il cedolino di maggio 2026 riga per riga.

              Pensione Minima e Maggiorazione Sociale 2026

              La pensione minima INPS 2026 rappresenta l’importo base garantito a chi ha maturato i requisiti contributivi minimi. Dopo la rivalutazione ISTAT dell’1,4%, il trattamento minimo per il 2026 è pari a 611,85 euro al mese (7.954,05 euro annui su 13 mensilità). Per gli assegni pari o inferiori al trattamento minimo è confermata anche la rivalutazione straordinaria 1,3%, che porta la pensione minima maggiorata a circa 619,80 euro al mese.

              Importi pensione minima maggio 2026

              Tipo di trattamentoImporto mensile 2026
              Trattamento minimo611,85 euro
              Trattamento minimo maggiorato (con rivalutazione straordinaria 1,3%)619,80 euro
              Assegno sociale545,82 euro

              Maggiorazione Sociale per Over 60, 65 e 70

              I pensionati con redditi particolarmente bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale, un incremento che varia in base all’età:

              • Da 60 a 64 anni: Maggiorazione di 25,83 euro al mese (se reddito personale sotto i limiti previsti)
              • Da 65 a 69 anni: Maggiorazione di 82,64 euro al mese (se reddito personale sotto i limiti previsti)
              • Da 70 anni in su: Incremento al milione (maggiorazione piena), che porta la pensione a circa 705,67 euro al mese (se reddito sotto determinati limiti)

              Per verificare se hai diritto alla maggiorazione sociale e per richiederne l’applicazione, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori effettueranno il calcolo personalizzato e gestiranno la pratica con l’INPS.

              Approfondimento: tutti i dettagli su importi 2026, requisiti reddituali e procedura di domanda nella nostra guida completa alla maggiorazione sociale 2026.

              Come Consultare il Cedolino su MyINPS

              Il cedolino pensione di maggio 2026 è consultabile online attraverso il portale MyINPS. Il cedolino viene solitamente pubblicato 10-15 giorni prima della data di pagamento, quindi per maggio sarà disponibile indicativamente a partire da metà aprile 2026.

              Procedura per consultare il cedolino online

              1. Accedi al sito www.inps.it
              2. Clicca su “Accedi ai Servizi” in alto a destra
              3. Autenticati con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS
              4. Cerca nella barra di ricerca “Cedolino pensione”
              5. Seleziona il servizio “Cedolino della pensione e servizi collegati”
              6. Scegli il mese di maggio 2026 per visualizzare il dettaglio

              Dal cedolino online puoi verificare: importo lordo, trattenute IRPEF, addizionali regionali e comunali, trattenute per cessione del quinto (se presente), importo netto accreditato e eventuali arretrati o conguagli.

              Cedolino tramite App INPS Mobile

              Il cedolino è consultabile anche dall’app INPS Mobile, disponibile per Android e iOS. Dopo l’autenticazione con SPID o CIE, cerca la sezione “Cedolino pensione” per visualizzare il dettaglio mensile direttamente dal tuo smartphone.

              Inoltre, l’INPS offre il servizio di invio cedolino via email: oltre 3 milioni di pensionati hanno già attivato questa opzione. Per attivarla, accedi a MyINPS e seleziona “Ricevi il cedolino via email” nelle impostazioni del servizio pensione.

              Novità Cedolino Maggio 2026

              Il cedolino pensione di maggio 2026 non dovrebbe presentare particolari novità rispetto ai mesi precedenti, ma è comunque opportuno controllare le seguenti voci:

              • Conguaglio rivalutazione: Se l’INPS non ha ancora completato il conguaglio definitivo della perequazione 2026 (indice ISTAT provvisorio vs definitivo), maggio potrebbe essere il mese in cui viene effettuato l’adeguamento
              • Trattenute sindacali: Verificare l’eventuale presenza di trattenute per quote associative sindacali
              • Recupero indebiti: L’INPS potrebbe procedere con trattenute per recupero di prestazioni erogate in eccesso negli anni precedenti

              Quattordicesima: La quattordicesima mensilità viene generalmente erogata a luglio per i pensionati che ne hanno diritto (over 64 con reddito sotto determinati limiti). Non è prevista nel cedolino di maggio.

              Assistenza CAF per Pensionati

              Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa ai pensionati per tutte le pratiche previdenziali e fiscali:

              • Verifica cedolino pensione: Controllo di tutte le voci e delle trattenute applicate
              • Ricostruzione contributiva: Verifica dei contributi versati e simulazione dell’importo pensionistico
              • Domanda di pensione: Assistenza per pensione di vecchiaia, anticipata, APE Sociale e Quota 103
              • Maggiorazione sociale: Verifica requisiti e presentazione domanda
              • Dichiarazione 730: Compilazione del modello 730 con verifica delle detrazioni spettanti ai pensionati
              • ISEE: Calcolo ISEE per l’accesso a prestazioni agevolate

              Hai bisogno di assistenza sulla tua pensione?

              I nostri operatori sono a tua disposizione per verificare il cedolino, controllare le trattenute e gestire tutte le pratiche INPS.

              Chiama 0432 1638640 WhatsApp 366 6018121

              CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande Frequenti

              Quando viene pagata la pensione di maggio 2026?

              La pensione di maggio 2026 viene accreditata sabato 2 maggio 2026 sui conti BancoPosta e Libretti Postali, lunedì 4 maggio 2026 sui conti correnti bancari (primo giorno bancabile dopo la festività del 1° maggio). Per chi ritira in contanti presso Poste Italiane, il pagamento parte dal 2 maggio 2026 con calendario alfabetico per cognome. Non sono previsti anticipi automatici al 30 aprile.

              La pensione di maggio 2026 viene anticipata al 30 aprile?

              Perché il 1° maggio 2026 è festivo (Festa dei Lavoratori) e le banche non operano. L’INPS anticipa quindi l’accredito all’ultimo giorno lavorativo utile, che è mercoledì 30 aprile 2026.

              Come vedere il cedolino pensione maggio 2026?

              Il cedolino di maggio 2026 è consultabile su MyINPS (www.inps.it) accedendo con SPID, CIE o CNS. Cerca “Cedolino della pensione” e seleziona il mese di maggio. È disponibile anche sull’app INPS Mobile.

              Quanto è la pensione minima a maggio 2026?

              La pensione minima INPS a maggio 2026 è di 611,85 euro al mese (619,80 euro con rivalutazione straordinaria per gli assegni minimi). I pensionati over 70 con redditi bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale (incremento al milione), che porta l’importo a circa 705,67 euro al mese.

              Perché la pensione di maggio è più bassa del solito?

              Se la pensione di maggio risulta inferiore ai mesi precedenti, le cause più comuni sono: trattenute per addizionali regionali e comunali IRPEF (conguaglio 2025), recupero di indebiti INPS, o conguaglio rivalutazione se l’indice ISTAT definitivo è risultato inferiore a quello provvisorio. Abbiamo dedicato a questo argomento un’analisi completa con esempi pratici.

              A maggio 2026 c’è la quattordicesima sulla pensione?

              No, la quattordicesima mensilità viene erogata generalmente a luglio. A maggio non è previsto alcun pagamento aggiuntivo oltre alla mensilità ordinaria.

              Aprile 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-27 14:00:002026-05-31 09:42:23Pagamento Pensioni Maggio 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS
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