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PARTITA IVA

Bonus 500 Euro Under 35 Senza Proroga: Nuovi Ammessi INPS e Scadenza Definitiva 2 Marzo 2026

Il bonus 500 euro under 35 sta per scadere definitivamente. L’INPS ha riaperto le domande fino al 2 marzo 2026, ma questa volta non ci sarà alcuna proroga. Il decreto Milleproroghe ha bocciato le proposte di rinnovo, chiudendo per sempre questa opportunità per i giovani imprenditori. Una buona notizia però c’è: i liberi professionisti sono stati finalmente ammessi tra i beneficiari. Scopri se rientri tra i nuovi ammessi INPS e come presentare domanda prima della scadenza con l’assistenza del CAF Centro Fiscale di Udine.

Nessuna Proroga per il Bonus Under 35: La Conferma Ufficiale

Con l’approvazione definitiva del decreto Milleproroghe alla Camera, è diventato ufficiale: il bonus 500 euro under 35 non verrà rinnovato per il 2026. Questa decisione ha deluso migliaia di giovani che speravano di poter avviare un’attività imprenditoriale con il supporto dello Stato anche quest’anno.

Le proposte di proroga avanzate dalle opposizioni e da parte della stessa maggioranza non hanno trovato accoglimento nel testo finale del decreto. Il bonus, quindi, si applica esclusivamente alle attività avviate entro il 31 dicembre 2025. Chi ha aperto partita IVA nel 2026, o intende aprirla nei prossimi mesi, non potrà beneficiare di questa agevolazione.

Attenzione però: la mancata proroga non è retroattiva. Chi ha già ottenuto il bonus, o lo otterrà presentando domanda entro il 2 marzo, continuerà a ricevere i 500 euro mensili fino alla naturale scadenza del triennio. Il contributo verrà erogato regolarmente fino al 31 dicembre 2028, data ultima prevista dalla normativa originale.

I Nuovi Ammessi INPS: Liberi Professionisti Tra i Beneficiari

La grande novità del 2026 riguarda l’estensione del bonus ai liberi professionisti. Con il messaggio INPS n. 270 del 27 gennaio 2026, l’Istituto ha recepito un chiarimento del Ministero del Lavoro che amplia la platea dei beneficiari.

Fino a questo momento, la misura sembrava riservata esclusivamente a chi avviava un’attività iscritta al Registro delle Imprese (ditte individuali, società, startup). I professionisti con partita IVA ma senza iscrizione camerale – come avvocati, architetti, consulenti, psicologi, e tutti i lavoratori autonomi – apparivano esclusi.

Il Ministero ha chiarito che anche i liberi professionisti rientrano tra i beneficiari del bonus 500 euro under 35, a patto che l’attività sia stata avviata nei settori strategici individuati dal DM 3 aprile 2025 e ripresi nella circolare INPS n. 148/2025. Questa interpretazione estensiva ha reso necessaria una riapertura straordinaria delle domande.

Quali Professionisti Possono Fare Domanda

Possono accedere al bonus 500 euro under 35 i liberi professionisti che:

  • Hanno meno di 35 anni al momento dell’avvio dell’attività
  • Erano disoccupati prima di aprire la partita IVA
  • Hanno avviato l’attività tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025
  • Operano in settori considerati strategici per innovazione, transizione digitale o ecologica
  • Si impegnano a mantenere l’attività per almeno 36 mesi

I settori ammessi sono identificati tramite codici ATECO specifici, elencati nel decreto ministeriale e nella circolare INPS. Se il tuo codice ATECO rientra tra quelli previsti, puoi fare domanda. In caso di dubbio, il CAF Centro Fiscale può verificare la tua posizione.

Requisiti Completi per il Bonus 500 Euro Under 35

Per accedere al bonus 500 euro under 35 è necessario rispettare tutti i requisiti previsti dal Decreto Coesione. Ecco l’elenco completo:

Requisiti anagrafici:

  • Età inferiore a 35 anni (massimo 34 anni e 364 giorni) alla data di avvio dell’attività
  • Residenza in Italia

Requisiti occupazionali:

  • Essere disoccupato al momento dell’avvio dell’attività
  • Non aver avuto precedenti attività imprenditoriali o professionali (prima esperienza)

Requisiti temporali:

  • Partita IVA aperta tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025
  • Per i liberi professionisti: attività avviata prima del 28 novembre 2025 per rientrare nella finestra straordinaria

Requisiti settoriali:

  • Attività in settori strategici per innovazione tecnologica, transizione digitale o transizione ecologica
  • Codice ATECO presente nell’elenco del DM 3 aprile 2025

Impegni richiesti:

  • Mantenere l’attività per almeno 36 mesi
  • Non essere titolare di altre imprese o partecipazioni societarie

Non sono previsti requisiti di reddito o ISEE: il bonus spetta a tutti i giovani under 35 che rispettano i criteri sopra elencati, indipendentemente dalla situazione economica familiare.

Scadenza Definitiva 2 Marzo 2026: Come Presentare Domanda

La finestra per presentare domanda è aperta dal 31 gennaio al 2 marzo 2026. Questa scadenza è perentoria: oltre il 2 marzo il sistema INPS non accetterà più nuove richieste. È fondamentale agire in tempo per non perdere fino a 18.000 euro di contributi.

Procedura di presentazione:

  1. Accedi al portale INPS con le tue credenziali SPID, CIE o CNS
  2. Vai alla sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”
  3. Seleziona “Incentivo Decreto Coesione”
  4. Compila il modulo con i dati richiesti
  5. Allega la documentazione necessaria
  6. Invia la domanda e conserva la ricevuta

Documenti necessari:

  • Documento di identità in corso di validità
  • Codice fiscale
  • Visura camerale (per imprese) o dichiarazione di inizio attività (per professionisti)
  • Certificazione attestante lo stato di disoccupazione precedente all’avvio
  • Autocertificazione dei requisiti

Se non hai dimestichezza con le procedure online o preferisci assistenza professionale, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori verificano i requisiti, controllano la documentazione e presentano la domanda per te, evitando errori che potrebbero compromettere l’accoglimento.

Importo e Modalità di Erogazione del Bonus

Il bonus 500 euro under 35 prevede un contributo mensile che può raggiungere un importo complessivo significativo nel triennio:

PeriodoImporto mensileTotale annuoTotale triennio
Anno 1500 euro6.000 euro–
Anno 2500 euro6.000 euro–
Anno 3500 euro6.000 euro–
Totale––18.000 euro

Modalità di erogazione:

L’INPS eroga generalmente il contributo in forma anticipata annuale. Questo significa che anziché ricevere 500 euro ogni mese, il beneficiario riceve 6.000 euro all’inizio di ciascun anno di riferimento. Questa modalità agevola la gestione finanziaria dell’attività, fornendo liquidità immediata.

Trattamento fiscale:

Una caratteristica molto vantaggiosa di questo bonus è l’esenzione fiscale. I 500 euro mensili (o i 6.000 euro annui) non concorrono alla formazione del reddito IRPEF. In pratica, l’intero importo resta in tasca al beneficiario senza alcuna trattenuta. Si tratta di un contributo a fondo perduto: non deve essere restituito, a patto di mantenere l’attività per i 36 mesi previsti.

Durata massima:

Il bonus viene erogato per un massimo di 36 mesi e comunque non oltre il 31 dicembre 2028. Se l’attività è stata avviata nel luglio 2024, il triennio termina a giugno 2027. Per chi ha aperto a dicembre 2025, il bonus arriva fino a novembre 2028.

Settori Strategici Ammessi: Codici ATECO

Non tutte le attività danno diritto al bonus 500 euro under 35. È necessario che l’impresa o la professione rientri nei settori strategici individuati dal Ministero del Lavoro con il DM 3 aprile 2025.

I settori ammessi riguardano tre macro-aree:

1. Innovazione tecnologica:

  • Sviluppo software e applicazioni
  • Servizi informatici e digitali
  • Intelligenza artificiale e machine learning
  • Cybersecurity
  • Analisi dati e big data

2. Transizione digitale:

  • E-commerce e marketplace digitali
  • Marketing digitale e comunicazione online
  • Piattaforme tecnologiche
  • Servizi cloud e SaaS
  • Digitalizzazione processi aziendali

3. Transizione ecologica:

  • Energie rinnovabili
  • Efficientamento energetico
  • Economia circolare e riciclo
  • Mobilità sostenibile
  • Consulenza ambientale
  • Agricoltura biologica e sostenibile

I codici ATECO specifici sono elencati nella circolare INPS n. 148/2025. Se non sei sicuro che la tua attività rientri tra quelle ammesse, il CAF Centro Fiscale può verificare la corrispondenza del tuo codice ATECO con quelli previsti dalla normativa.

Quando Arriva il Pagamento del Bonus Under 35

Dopo aver presentato la domanda, l’INPS effettua le verifiche sui requisiti dichiarati. I tempi di istruttoria possono variare, ma generalmente la risposta arriva entro 60-90 giorni dalla presentazione.

Tempistiche previste:

  • Domanda entro il 2 marzo 2026 – Istruttoria marzo-maggio 2026
  • Esito positivo – Accredito entro giugno-luglio 2026
  • Prima annualità – 6.000 euro in un’unica soluzione

L’importo viene accreditato tramite bonifico bancario sul conto corrente indicato in fase di domanda. È quindi fondamentale inserire correttamente l’IBAN nella richiesta.

Cosa succede se la domanda viene respinta:

Se l’INPS respinge la domanda, riceverai una comunicazione con le motivazioni del rigetto. Potrai presentare ricorso amministrativo entro 90 giorni dalla notifica. Le cause più frequenti di rigetto riguardano:

  • Codice ATECO non rientrante nei settori ammessi
  • Età superiore a 35 anni alla data di avvio attività
  • Documentazione incompleta o errata
  • Attività avviata fuori dalla finestra temporale prevista

Per evitare errori e rigetti, è consigliabile farsi assistere da professionisti nella presentazione della domanda.

Bonus Assunzioni Under 35: Non Confondere le Misure

Attenzione a non confondere il bonus 500 euro under 35 (per autoimpiego) con il bonus assunzioni under 35 (per datori di lavoro). Si tratta di due misure diverse del Decreto Coesione.

Bonus Autoimpiego (500 euro/mese):

  • Destinatari: giovani under 35 che avviano attività
  • Importo: 500 euro al mese per 36 mesi
  • Scadenza domande: 2 marzo 2026
  • Nessuna proroga prevista

Bonus Assunzioni (esonero contributivo):

  • Destinatari: datori di lavoro che assumono under 35
  • Importo: esonero 100% contributi, max 500 euro/mese (650 euro per ZES Sud)
  • Durata: 24 mesi
  • Prorogato fino al 30 aprile 2026

Il bonus assunzioni, a differenza di quello per autoimpiego, è stato prorogato con il decreto Milleproroghe. I datori di lavoro possono continuare ad assumere giovani under 35 mai occupati a tempo indeterminato, beneficiando dell’esonero contributivo totale.

Se sei un giovane in cerca di lavoro, potresti risultare più appetibile per le aziende proprio grazie a questo incentivo. Se invece vuoi avviare un’attività in proprio, hai tempo solo fino al 2 marzo 2026 per presentare domanda per il bonus autoimpiego.

Chi Ha Già Ottenuto il Bonus: Nessun Cambiamento

Se hai già presentato domanda e ottenuto il bonus 500 euro under 35 nelle precedenti finestre, puoi stare tranquillo. La mancata proroga della misura non influisce sui benefici già acquisiti.

Chi ha iniziato a ricevere il contributo continuerà a percepirlo per l’intero triennio previsto, senza interruzioni o riduzioni. L’INPS erogherà regolarmente le annualità rimanenti fino alla scadenza naturale del beneficio.

Esempio pratico:

Marco ha aperto partita IVA a settembre 2024 e ha ottenuto il bonus a novembre 2024. Riceverà:

  • Prima annualità (2024-2025): 6.000 euro – già erogata
  • Seconda annualità (2025-2026): 6.000 euro – in erogazione
  • Terza annualità (2026-2027): 6.000 euro – prevista settembre 2026

Totale: 18.000 euro in tre anni, senza alcuna modifica.

L’unico obbligo per Marco è mantenere l’attività per l’intero triennio. Se dovesse cessare la partita IVA prima dei 36 mesi, potrebbe essere tenuto a restituire parte del contributo ricevuto.

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Domande Frequenti

Fino a quando posso fare domanda per il bonus 500 euro under 35?

La scadenza definitiva è il 2 marzo 2026. Dopo questa data il sistema INPS non accetterà più nuove domande. Non è prevista alcuna proroga della misura.

I liberi professionisti possono richiedere il bonus?

Sì, dal 31 gennaio 2026 anche i liberi professionisti possono fare domanda, grazie al chiarimento del Ministero del Lavoro recepito dall’INPS con messaggio n. 270/2026. L’attività deve rientrare nei settori strategici previsti.

Quanto vale il bonus 500 euro under 35 in totale?

Il bonus prevede 500 euro al mese per 36 mesi, per un totale massimo di 18.000 euro. L’importo è esente da tassazione e viene erogato generalmente in forma anticipata annuale (6.000 euro/anno).

Posso richiedere il bonus se ho aperto partita IVA nel 2026?

No, purtroppo le attività avviate nel 2026 sono escluse dal bonus. La misura si applica solo alle partite IVA aperte tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025.

Come faccio a sapere se il mio codice ATECO è tra quelli ammessi?

I codici ATECO ammessi sono elencati nel DM 3 aprile 2025 e nella circolare INPS n. 148/2025. Il CAF Centro Fiscale può verificare gratuitamente se la tua attività rientra tra quelle previste.

Devo restituire il bonus se chiudo l’attività?

Se cessi l’attività prima dei 36 mesi previsti, potresti dover restituire parte del contributo già percepito. È richiesto l’impegno a mantenere l’attività per l’intero triennio.

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Conclusione

Il bonus 500 euro under 35 rappresenta un’opportunità irripetibile per i giovani imprenditori e professionisti che hanno avviato attività entro il 2025. Con la scadenza del 2 marzo 2026 e l’assenza di proroga, il tempo stringe: chi non ha ancora presentato domanda deve agire immediatamente.

La recente ammissione dei liberi professionisti amplia la platea dei beneficiari, ma rende ancora più urgente verificare i requisiti e preparare la documentazione. Errori nella compilazione possono compromettere l’accoglimento della domanda.

Hai bisogno di assistenza per il bonus 500 euro under 35? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.
Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Febbraio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-28 08:41:102026-05-31 22:34:59Bonus 500 Euro Under 35 Senza Proroga: Nuovi Ammessi INPS e Scadenza Definitiva 2 Marzo 2026
Fisioterapisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Fisioterapista Dipendente e Partita IVA: Si Può Fare? Guida 2026

regime forfettario partita iva

Aggiornamento del 4 settembre 2026 – Rettifica

Una versione precedente di questo articolo indicava erroneamente l’iscrizione obbligatoria all’ENPAPI per i fisioterapisti. Il fisioterapista libero professionista è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (D.I. 24 marzo 1998; interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).

Sempre più fisioterapisti dipendenti si chiedono se sia possibile aprire una Partita IVA per svolgere attività libero-professionale. La risposta è: sì, nella maggior parte dei casi è possibile lavorare come dipendente e libero professionista contemporaneamente, ma con alcune importanti condizioni da rispettare.

La compatibilità tra dipendente e Partita IVA dipende dal tipo di contratto, clausole di esclusività e regime fiscale. Analizziamo tutti gli aspetti della doppia attività fisioterapista.

Compatibilità Dipendente Pubblico vs Privato

Nel settore pubblico la legge prevede l’esclusività del rapporto. Devi richiedere autorizzazione o valutare il part-time. Nel settore privato è più flessibile.

Regime Fiscale: Forfettario o Ordinario?

Il regime forfettario è la scelta migliore. Limiti: massimo 85.000 euro ricavi P.IVA e 30.000 euro lordi da dipendente.

Gestione Contributi INPS: Dipendente e Gestione Separata

Paghi i contributi INPS sul lavoro dipendente (tramite il datore di lavoro) e, per l’attività con partita IVA, i contributi alla Gestione Separata INPS con l’aliquota ridotta del 24%, prevista per chi ha già un’altra tutela pensionistica obbligatoria (circolare INPS n. 8/2026). Il fisioterapista non si iscrive all’ENPAPI, che è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari.

Vantaggi della Doppia Attività

Aumento reddito, diversificazione entrate, ottimizzazione fiscale, crescita professionale, autonomia, sicurezza dipendente.

Svantaggi e Criticità

Gestione tempo, doppia contribuzione, fatturazione complessa, monitoraggio limiti.

Obblighi Fiscali e Dichiarazione

Devi presentare il Modello Redditi PF. Il CAF ti assiste. Puoi aprire P.IVA online.

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Domande Frequenti

Posso essere dipendente pubblico e avere P.IVA?

Sì, ma devi richiedere autorizzazione o passare a part-time.

Quali limiti per il regime forfettario?

Massimo 85.000 euro ricavi P.IVA e 30.000 euro da dipendente.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta dall’apertura alla gestione fiscale. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp 366 6018121.

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Febbraio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-25 16:09:292026-09-04 12:15:47Fisioterapista Dipendente e Partita IVA: Si Può Fare? Guida 2026
GESTIONE PARTITA IVA

LIPE 2026: Guida Completa a Scadenze, Istruzioni e Sanzioni IVA

La LIPE 2026 rappresenta uno degli adempimenti fiscali più importanti per tutti i soggetti passivi IVA in Italia. La Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA, introdotta dal decreto legge 78/2010 (art. 21-bis), obbliga imprese e professionisti a trasmettere trimestralmente all’Agenzia delle Entrate i dati riepilogativi delle proprie liquidazioni IVA.

Comprendere le scadenze LIPE 2026, le modalità di compilazione e le conseguenze in caso di omissione è fondamentale per evitare sanzioni che possono arrivare fino a 2.000 euro per ogni comunicazione mancata o errata. In questa guida completa analizziamo tutto ciò che serve sapere sulla LIPE 2026: dal calendario delle scadenze alle istruzioni operative, dalle sanzioni al ravvedimento operoso.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste quotidianamente partite IVA e imprese nella gestione degli adempimenti IVA, garantendo la corretta compilazione e l’invio tempestivo delle comunicazioni. Se hai dubbi sulla LIPE 2026 o hai bisogno di supporto per regolarizzare eventuali ritardi, i nostri esperti sono a tua disposizione.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la LIPE: Comunicazione Liquidazioni Periodiche IVA
  2. Chi Deve Presentare la LIPE 2026: Soggetti Obbligati
  3. Soggetti Esonerati dalla LIPE 2026
  4. Scadenze LIPE 2026: Calendario Completo
  5. Come Compilare la LIPE 2026: Istruzioni Quadro per Quadro
  6. Invio Telematico della LIPE: Software e Canali
  7. Sanzioni LIPE 2026: Importi e Conseguenze
  8. Ravvedimento Operoso LIPE: Come Regolarizzare
  9. Casi Particolari ed Esoneri LIPE
  10. Domande Frequenti sulla LIPE 2026

Cos’è la LIPE: Comunicazione Liquidazioni Periodiche IVA

La LIPE (acronimo di Liquidazioni Periodiche IVA) è una comunicazione telematica obbligatoria attraverso la quale i soggetti passivi IVA trasmettono all’Agenzia delle Entrate i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche dell’imposta sul valore aggiunto.

In termini semplici, ogni trimestre devi comunicare al fisco quanto IVA hai incassato (sulle vendite e prestazioni effettuate), quanto IVA hai pagato (sugli acquisti sostenuti) e qual è il saldo risultante: a debito (devi versare) oppure a credito (puoi compensare o chiedere a rimborso).

Questa comunicazione è stata introdotta per permettere all’Agenzia delle Entrate di monitorare in tempo reale l’andamento dell’IVA e individuare tempestivamente eventuali anomalie o incongruenze. Prima della LIPE, il fisco doveva attendere la dichiarazione annuale IVA per verificare i dati, con ritardi significativi nei controlli.

Differenza tra LIPE e Dichiarazione IVA Annuale

È importante non confondere la LIPE con la dichiarazione IVA annuale. Mentre la dichiarazione annuale riepiloga tutte le operazioni IVA dell’intero anno solare e va presentata entro il 30 aprile, la LIPE 2026 ha cadenza trimestrale e contiene solo i dati sintetici della liquidazione periodica.

La LIPE, quindi, non sostituisce la dichiarazione annuale ma la integra con comunicazioni infrannuali più frequenti. Tuttavia, esiste una possibilità di semplificazione: per il quarto trimestre è possibile evitare l’invio separato della LIPE compilando il quadro VP direttamente nella dichiarazione IVA annuale, purché questa venga presentata entro il termine ordinario della LIPE stessa.

Chi Deve Presentare la LIPE 2026: Soggetti Obbligati

L’obbligo di presentazione della LIPE 2026 riguarda tutti i soggetti passivi IVA che effettuano liquidazioni periodiche dell’imposta, sia mensili che trimestrali. Questo significa che imprese, professionisti, società e qualsiasi altro operatore economico con partita IVA attiva che applica il regime IVA ordinario deve rispettare questo adempimento.

Nel dettaglio, sono obbligati alla presentazione della comunicazione liquidazioni periodiche IVA:

  • Imprese individuali in regime IVA ordinario
  • Società di persone (Snc, Sas) e società di capitali (Srl, Spa, Sapa)
  • Professionisti e lavoratori autonomi con partita IVA in regime ordinario
  • Enti non commerciali limitatamente all’attività commerciale svolta
  • Contribuenti trimestrali per opzione (con volume d’affari fino a 500.000 euro per servizi o 800.000 euro per altre attività)
  • Contribuenti trimestrali speciali (autotrasportatori, benzinai, ecc.)

La periodicità della liquidazione (mensile o trimestrale) non incide sull’obbligo di presentazione della LIPE, che rimane comunque trimestrale per tutti. Chi effettua liquidazioni mensili dovrà semplicemente riepilogare nella LIPE i dati delle tre liquidazioni mensili che compongono il trimestre.

Soggetti Esonerati dalla LIPE 2026

Non tutti i titolari di partita IVA sono tenuti alla presentazione della LIPE 2026. La normativa prevede specifiche categorie di soggetti esonerati, che non devono inviare la comunicazione delle liquidazioni periodiche.

Sono completamente esonerati dalla LIPE:

  • Contribuenti in regime forfettario (Legge 190/2014): non applicando l’IVA sulle proprie fatture e non potendo detrarre l’IVA sugli acquisti, non effettuano liquidazioni periodiche
  • Contribuenti in regime di vantaggio (ex minimi): stesso principio del forfettario
  • Produttori agricoli in regime di esonero (art. 34, comma 6, DPR 633/72): con volume d’affari fino a 7.000 euro
  • Soggetti che effettuano solo operazioni esenti IVA (art. 10 DPR 633/72): ad esempio medici, assicurazioni per attività tipiche
  • Soggetti in regime speciale Legge 398/91: associazioni sportive dilettantistiche e altri enti non profit che hanno optato per questo regime

È importante sottolineare che l’esonero vale solo se durante tutto l’anno non vengono meno le condizioni che lo determinano. Ad esempio, un contribuente forfettario che supera la soglia di ricavi e passa al regime ordinario in corso d’anno diventa obbligato alla LIPE dal trimestre in cui avviene il passaggio.

Esonero Parziale: Trimestre Senza Operazioni

Un caso particolare riguarda i soggetti IVA ordinari che in un determinato trimestre non hanno effettuato alcuna operazione attiva o passiva rilevante ai fini IVA. In questo caso, l’invio della LIPE per quel trimestre non è obbligatorio, purché non vi siano crediti o debiti da riportare dal periodo precedente.

Scadenze LIPE 2026: Calendario Completo

Conoscere con precisione le scadenze LIPE 2026 è fondamentale per evitare sanzioni. La regola generale stabilisce che la comunicazione deve essere trasmessa entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo alla chiusura del trimestre di riferimento. Se tale giorno cade di sabato o festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo.

Ecco il calendario completo delle scadenze LIPE 2026:

Trimestre di riferimentoPeriodoScadenza ordinariaScadenza effettiva 2026
IV Trimestre 2025Ottobre – Dicembre 202528 febbraio 2026Lunedì 2 marzo 2026 (28/02 è sabato)
I Trimestre 2026Gennaio – Marzo 202631 maggio 2026Lunedì 1 giugno 2026 (31/05 è domenica)
II Trimestre 2026Aprile – Giugno 202630 settembre 2026Mercoledì 30 settembre 2026
III Trimestre 2026Luglio – Settembre 202630 novembre 2026Lunedì 30 novembre 2026
IV Trimestre 2026Ottobre – Dicembre 202628 febbraio 2027Lunedì 1 marzo 2027 (28/02 è domenica)

Alternativa per il IV Trimestre: Quadro VP in Dichiarazione IVA

Per il quarto trimestre di ogni anno esiste un’importante possibilità di semplificazione. Invece di inviare la LIPE separatamente, puoi comunicare i dati del IV trimestre direttamente nella dichiarazione IVA annuale, compilando il quadro VP.

Questa opzione però richiede che la dichiarazione IVA venga presentata entro lo stesso termine previsto per la LIPE del IV trimestre. Per il 2026, significa presentare la dichiarazione IVA 2026 (relativa al 2025) entro il 2 marzo 2026 anziché entro il termine ordinario del 30 aprile 2026.

È una scelta che può convenire a chi preferisce concentrare gli adempimenti in un’unica trasmissione, evitando un invio separato.

Come Compilare la LIPE 2026: Istruzioni Quadro per Quadro

La compilazione della LIPE 2026 richiede attenzione ai dettagli per evitare errori che potrebbero generare comunicazioni di irregolarità dall’Agenzia delle Entrate. Il modello ufficiale si compone di due sezioni principali: il frontespizio con i dati identificativi e il quadro VP con i dati contabili della liquidazione.

Frontespizio: Dati Identificativi

Il frontespizio raccoglie le informazioni anagrafiche del contribuente:

  • Codice fiscale del soggetto passivo IVA
  • Anno di riferimento (2025 o 2026 a seconda del trimestre)
  • Trimestre oggetto della comunicazione (1, 2, 3 o 4)
  • Dati del dichiarante (se diverso dal contribuente)
  • Firma e impegno alla trasmissione (se tramite intermediario)

Quadro VP: Dati della Liquidazione

Il quadro VP è il cuore della LIPE e contiene i dati contabili riepilogativi. Vediamo riga per riga cosa indicare:

VP2 – Totale operazioni attive: Indica l’ammontare complessivo delle operazioni attive (vendite, prestazioni di servizi) effettuate nel trimestre, al netto dell’IVA. Include operazioni imponibili, non imponibili, esenti e con reverse charge.

VP3 – Totale operazioni passive: Indica l’ammontare complessivo degli acquisti e importazioni registrati nel trimestre, al netto dell’IVA.

VP4 – IVA esigibile: L’imposta relativa alle operazioni attive che è diventata esigibile nel trimestre. Per chi è in regime IVA per cassa (art. 32-bis DL 83/2012), l’IVA diventa esigibile solo al momento dell’incasso.

VP5 – IVA detratta: L’imposta detratta sugli acquisti nel trimestre, nel rispetto dei limiti di detraibilità previsti dalla normativa.

VP6 – IVA dovuta o a credito: È la differenza tra VP4 e VP5. Se positiva indica un debito (IVA da versare), se negativa un credito.

VP7 – Debito periodo precedente non versato: Eventuali debiti IVA dei mesi/trimestri precedenti non versati e riportati.

VP8 – Credito periodo precedente: Il credito IVA risultante dalla liquidazione del periodo precedente, non chiesto a rimborso e non compensato.

VP9 – Credito anno precedente: Il credito IVA annuale risultante dalla dichiarazione dell’anno precedente, utilizzato in detrazione.

VP10 – Versamenti auto UE: IVA relativa alle immatricolazioni di veicoli acquistati nell’UE.

VP11 – Crediti d’imposta: Crediti d’imposta utilizzati nel periodo in compensazione con l’IVA dovuta.

VP12 – Interessi trimestrali: Solo per i contribuenti trimestrali, indica l’interesse dell’1% dovuto sulle liquidazioni trimestrali.

VP13 – Acconto: L’eventuale acconto IVA versato a dicembre (solo per la LIPE del IV trimestre).

VP14 – IVA da versare o a credito: Il saldo finale della liquidazione del trimestre.

Esempio Pratico di Compilazione

Immaginiamo che Marco, titolare di una ditta individuale di consulenza informatica in regime IVA ordinario trimestrale, debba compilare la LIPE del I trimestre 2026. Nel periodo gennaio-marzo ha:

  • Emesso fatture per 25.000 euro + IVA 22% = 5.500 euro
  • Ricevuto fatture di acquisto per 8.000 euro + IVA 22% = 1.760 euro
  • Un credito dal IV trimestre 2025 di 500 euro

La sua LIPE sarà compilata così:

  • VP2 (operazioni attive): 25.000 euro
  • VP3 (operazioni passive): 8.000 euro
  • VP4 (IVA esigibile): 5.500 euro
  • VP5 (IVA detratta): 1.760 euro
  • VP6 (IVA dovuta): 3.740 euro (5.500 – 1.760)
  • VP8 (credito precedente): 500 euro
  • VP12 (interessi 1%): 37,40 euro (trimestrale)
  • VP14 (da versare): 3.277,40 euro (3.740 – 500 + 37,40)

Invio Telematico della LIPE: Software e Canali

La LIPE 2026 deve essere trasmessa esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle Entrate. Non è ammessa la presentazione cartacea. Il file deve essere in formato XML conforme alle specifiche tecniche approvate dall’Agenzia.

Canali di Trasmissione Disponibili

Esistono diversi canali per l’invio telematico della comunicazione:

1. Portale “Fatture e Corrispettivi”
Accessibile dal sito dell’Agenzia delle Entrate con credenziali SPID, CIE o CNS. È il canale più semplice per chi gestisce autonomamente i propri adempimenti. Il portale offre anche un servizio di compilazione assistita.

2. Entratel
Il canale riservato agli intermediari abilitati (commercialisti, CAF, consulenti del lavoro). Richiede l’abilitazione specifica e l’utilizzo del software Desktop Telematico per la preparazione e l’invio dei file.

3. Fisconline (ora Servizi Telematici)
Accessibile ai contribuenti direttamente, con le stesse credenziali utilizzate per il portale Fatture e Corrispettivi.

4. Software gestionali di terze parti
Molti software di contabilità e fatturazione elettronica permettono di generare automaticamente il file XML della LIPE partendo dai dati delle liquidazioni IVA già presenti nel sistema, e di trasmetterlo tramite i canali telematici.

Firma Digitale

Il file XML della LIPE deve essere firmato digitalmente prima della trasmissione. La firma garantisce l’autenticità e l’integrità del documento. Chi trasmette tramite intermediario (commercialista, CAF) delega la firma all’intermediario stesso.

Ricevuta di Trasmissione

Dopo l’invio, l’Agenzia delle Entrate rilascia una ricevuta telematica che attesta la ricezione della comunicazione. È fondamentale conservare questa ricevuta come prova dell’avvenuto adempimento. In caso di esito negativo (errori formali nel file), viene rilasciato uno scarto con l’indicazione del motivo, e la comunicazione deve essere corretta e reinviata.

Sanzioni LIPE 2026: Importi e Conseguenze

L’omessa, incompleta o infedele presentazione della LIPE 2026 comporta l’applicazione di sanzioni amministrative specifiche. È importante conoscere gli importi per valutare i rischi e, se necessario, procedere tempestivamente alla regolarizzazione.

Tabella Sanzioni LIPE 2026

ViolazioneSanzione minimaSanzione massima
LIPE omessa500 euro2.000 euro
LIPE incompleta o infedele500 euro2.000 euro
Regolarizzazione entro 15 giorni dalla scadenza250 euro1.000 euro

La sanzione ridotta (da 250 a 1.000 euro) si applica automaticamente quando la LIPE omessa viene trasmessa, oppure quella errata viene corretta, entro 15 giorni dalla scadenza ordinaria. Non serve alcuna istanza: basta regolarizzarsi tempestivamente.

Esempio Pratico: Quanto Costa un Ritardo

Supponiamo che la Srl Alfa dimentichi di inviare la LIPE del I trimestre 2026, con scadenza 1 giugno 2026:

  • Invio entro il 16 giugno 2026 (15 giorni): sanzione ridotta, minimo 250 euro
  • Invio dopo il 16 giugno 2026: sanzione piena, minimo 500 euro fino a 2.000 euro

A queste sanzioni si aggiunge la possibilità di applicare il ravvedimento operoso, che riduce ulteriormente gli importi come vedremo nella prossima sezione.

Conseguenze Ulteriori

Oltre alla sanzione amministrativa, l’omessa o infedele LIPE può determinare:

  • Comunicazione di irregolarità dall’Agenzia delle Entrate con richiesta di chiarimenti
  • Inserimento in liste di controllo per verifiche fiscali
  • Impossibilità di ottenere il visto di conformità sulla dichiarazione IVA per crediti superiori a 5.000 euro

Ravvedimento Operoso LIPE: Come Regolarizzare

Se hai dimenticato di inviare la LIPE 2026 o hai commesso errori nella compilazione, puoi regolarizzare la tua posizione beneficiando del ravvedimento operoso. L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 104/E del 2017, ha confermato l’applicabilità di questo istituto alle violazioni in materia di LIPE.

Il ravvedimento operoso consente di pagare una sanzione notevolmente ridotta rispetto a quella piena, a condizione che la regolarizzazione avvenga spontaneamente, prima che l’Agenzia contesti formalmente la violazione.

Tabella Ravvedimento Operoso LIPE 2026

Quando regolarizziRiduzione sanzioneSanzione dovuta
Entro 15 giorni dalla scadenza1/9 di 250 euro27,78 euro
Dal 16° al 90° giorno dalla scadenza1/9 di 500 euro55,56 euro
Dal 91° giorno fino alla dichiarazione IVA annuale1/8 di 500 euro62,50 euro
Entro il termine della dichiarazione anno successivo1/7 di 500 euro71,43 euro
Oltre il termine della dichiarazione anno successivo1/6 di 500 euro83,33 euro

Come Effettuare il Ravvedimento

Per perfezionare il ravvedimento operoso devi:

  1. Trasmettere la LIPE omessa (o la correzione di quella errata) tramite i canali telematici
  2. Versare la sanzione ridotta con Modello F24 telematico, utilizzando il codice tributo 8911
  3. Indicare nel campo “anno di riferimento” l’anno in cui è stata commessa la violazione (2025 o 2026)

Esempio Pratico di Ravvedimento

La professionista Laura si accorge il 20 giugno 2026 di non aver inviato la LIPE del I trimestre 2026, scaduta il 1 giugno 2026. Sono passati 19 giorni, quindi è oltre la soglia dei 15 giorni ma entro i 90 giorni.

Laura deve:

  • Inviare immediatamente la LIPE tardiva
  • Versare con F24 la sanzione ridotta: 55,56 euro (1/9 di 500 euro)
  • Codice tributo 8911, anno 2026

Se Laura avesse agito entro il 16 giugno (15 giorni dalla scadenza), avrebbe pagato solo 27,78 euro.

Regolarizzazione tramite Dichiarazione IVA

Un’alternativa all’invio della LIPE correttiva o tardiva è regolarizzare la violazione direttamente nella dichiarazione IVA annuale, compilando il quadro VH. Questo quadro è specificamente dedicato a comunicare o rettificare i dati delle liquidazioni periodiche già trasmesse (o omesse) durante l’anno.

Questa soluzione può essere conveniente quando ci si accorge dell’errore a ridosso della scadenza della dichiarazione annuale.

Casi Particolari ed Esoneri LIPE

Esistono situazioni specifiche che richiedono attenzione particolare nella gestione della LIPE 2026. Vediamole nel dettaglio.

Regime IVA per Cassa

I contribuenti che hanno optato per il regime IVA per cassa (art. 32-bis DL 83/2012) devono considerare che l’IVA diventa esigibile solo al momento dell’incasso delle fatture emesse. Questo significa che nella LIPE vanno indicate solo le operazioni la cui IVA è effettivamente diventata esigibile nel trimestre, non quelle fatturate ma non ancora incassate.

Operazioni con l’Estero e Reverse Charge

Le operazioni in reverse charge (inversione contabile) devono essere correttamente rappresentate nella LIPE. L’IVA assolta dal cessionario/committente con reverse charge va indicata sia tra l’IVA esigibile (VP4) sia tra l’IVA detratta (VP5), se la detrazione è ammessa.

Contribuenti con Più Attività (Contabilità Separate)

Chi esercita più attività con contabilità separate ai fini IVA deve presentare un’unica LIPE riepilogativa di tutte le attività. Non vanno presentate LIPE distinte per ciascuna attività.

Fusioni, Scissioni e Trasformazioni

In caso di operazioni straordinarie:

  • Fusione per incorporazione: la società incorporante presenta la LIPE indicando anche i dati dell’incorporata per il periodo ante-fusione
  • Scissione: la società beneficiaria presenta la LIPE per le operazioni ad essa imputabili
  • Trasformazione: la società continua a presentare la LIPE senza interruzioni

Fallimento e Procedure Concorsuali

Per i soggetti in fallimento o in altre procedure concorsuali, l’obbligo di presentazione della LIPE permane in capo al curatore o al commissario. Devono essere distinte le operazioni della gestione ordinaria (ante-procedura) da quelle della procedura concorsuale.

Gruppo IVA

Con la costituzione di un Gruppo IVA (art. 70-bis e seguenti DPR 633/72), il rappresentante del gruppo presenta un’unica LIPE per tutte le operazioni rilevanti ai fini IVA effettuate dal gruppo. I singoli partecipanti non presentano più comunicazioni autonome.

Enti non Commerciali

Gli enti non commerciali presentano la LIPE limitatamente all’attività commerciale eventualmente svolta. Le operazioni istituzionali, non rilevanti ai fini IVA, non vanno indicate.

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Domande Frequenti sulla LIPE 2026

Cosa succede se non presento la LIPE?

L’omessa presentazione della LIPE 2026 comporta una sanzione da 500 a 2.000 euro per ogni comunicazione mancata. Se regolarizzi entro 15 giorni dalla scadenza, la sanzione si dimezza (da 250 a 1.000 euro). Con il ravvedimento operoso puoi ridurre ulteriormente l’importo fino a 27,78 euro se agisci tempestivamente.

Chi è in regime forfettario deve fare la LIPE?

No, i contribuenti in regime forfettario sono completamente esonerati dalla LIPE. Non applicando l’IVA sulle proprie fatture e non effettuando liquidazioni periodiche, non hanno alcun obbligo di comunicazione. Lo stesso vale per i contribuenti in regime di vantaggio (ex minimi).

Posso presentare la LIPE in ritardo senza sanzioni?

No, la presentazione tardiva comporta sempre sanzioni. Tuttavia, se regolarizzi entro 15 giorni dalla scadenza, la sanzione base è ridotta alla metà (250 euro invece di 500). Applicando poi il ravvedimento operoso, puoi pagare solo 27,78 euro. Prima agisci, meno paghi.

Qual è la differenza tra LIPE e dichiarazione IVA annuale?

La LIPE è una comunicazione trimestrale che contiene i dati sintetici delle liquidazioni IVA di ogni trimestre. La dichiarazione IVA annuale è invece il riepilogo di tutte le operazioni dell’anno intero, con scadenza al 30 aprile. La LIPE non sostituisce la dichiarazione annuale: sono adempimenti distinti e complementari.

Posso evitare la LIPE del IV trimestre?

Sì, per il quarto trimestre puoi evitare l’invio separato della LIPE compilando il quadro VP direttamente nella dichiarazione IVA annuale. Questa opzione richiede però di presentare la dichiarazione IVA entro il termine della LIPE (2 marzo 2026 per il IV trimestre 2025), anziché entro il 30 aprile.

Come correggo una LIPE già inviata con errori?

Devi presentare una LIPE correttiva, compilando nuovamente il modello con i dati corretti e trasmettendolo telematicamente. Se la correzione avviene entro 15 giorni dalla scadenza originaria, la sanzione è ridotta. In alternativa, puoi regolarizzare compilando il quadro VH nella dichiarazione IVA annuale.

Il CAF può presentare la LIPE per me?

Sì, il CAF Centro Fiscale è abilitato alla trasmissione telematica della LIPE come intermediario autorizzato. I nostri operatori si occupano della compilazione corretta del modello, della verifica dei dati e dell’invio tramite Entratel, rilasciandoti la ricevuta di trasmissione come prova dell’adempimento.

Conclusione: Gestisci la LIPE 2026 con Serenità

La LIPE 2026 è un adempimento che richiede precisione e puntualità. Rispettare le scadenze trimestrali, compilare correttamente il modello e inviarlo nei tempi previsti ti permette di evitare sanzioni che possono arrivare fino a 2.000 euro per ogni comunicazione omessa o errata.

Ricorda le date chiave: 2 marzo per il IV trimestre 2025, 1 giugno per il I trimestre, 30 settembre per il II trimestre e 30 novembre per il III trimestre. Se sei in ritardo, agisci subito: il ravvedimento operoso ti consente di pagare sanzioni ridotte anche a soli 27,78 euro.

Hai bisogno di assistenza per la compilazione e l’invio della LIPE? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. I nostri esperti si occupano di tutto: dalla verifica dei dati contabili alla trasmissione telematica, garantendoti la correttezza dell’adempimento.

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Febbraio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 08:33:342026-05-31 22:35:21LIPE 2026: Guida Completa a Scadenze, Istruzioni e Sanzioni IVA
GESTIONE PARTITA IVA

Miglior Conto Corrente Forfettario 2026: Guida alla Scelta

regime forfettario partita iva

Indice dei contenuti

  1. Conto Dedicato per Forfettari: e Obbligatorio?
  2. I 5 Migliori Conti per Forfettari 2026
  3. Tabella Comparativa
  4. Quale Conto Scegliere?
  5. Domande Frequenti

Chi opera in regime forfettario spesso si chiede: serve davvero un conto business? E quale scegliere per risparmiare? In questa guida analizziamo i migliori conti correnti per forfettari 2026, confrontando costi, funzionalita e convenienza.

La buona notizia e che i forfettari hanno piu opzioni rispetto ad altri regimi fiscali: possono usare un conto personale dedicato oppure aprire un conto business vero e proprio. Vediamo cosa conviene davvero.

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Conto Dedicato per Forfettari: e Obbligatorio?

La risposta breve e: no, non e obbligatorio un conto business. I forfettari possono utilizzare un conto corrente personale per incassare fatture e pagare spese. Tuttavia, e fortemente consigliato avere un conto separato da quello personale per:

  • Separare le finanze – Entrate e uscite professionali chiaramente distinte
  • Semplificare la contabilita – Facile tracciare incassi e costi
  • Evitare controlli fiscali – Un conto misto puo generare dubbi
  • Apparire professionali – IBAN intestato all’attivita

Conto Personale vs Conto Business

CaratteristicaConto PersonaleConto Business
Costo medio0-5 euro/mese0-15 euro/mese
IBAN intestazioneNome personaleNome attivita/P.IVA
Pagamento F24Dipende dalla bancaSempre incluso
Tax ManagerNoSpesso incluso
Fatturazione integrataNoA volte inclusa

I 5 Migliori Conti per Forfettari 2026

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Qonto – Conto Business da 9 euro/mese

Qonto e una neobanca business con focus su liberi professionisti e PMI. Anche per chi e in regime forfettario puo essere una scelta interessante se cerca un conto piu strutturato di un semplice conto personale.

  • Canone Basic: 9 euro/mese (prova gratuita disponibile)
  • IBAN italiano
  • Fatturazione elettronica integrata (utile anche per i forfettari obbligati)
  • Categorizzazione automatica delle spese (utile per estratti chiari da mostrare al CAF/commercialista)
  • Carta Mastercard One inclusa
  • Supporto in italiano

Ideale per: Forfettari con un volume di operazioni medio-alto, che vogliono fatturazione elettronica e gestione spese in un’unica piattaforma, e che preferiscono un IBAN italiano per F24 e adempimenti.

Da considerare: Se hai pochissime operazioni e vuoi spendere zero, valuta prima Finom Solo (gratis). Qonto ha senso se vuoi piu funzionalita.

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1. Finom Solo – GRATIS

Finom offre il Piano Solo completamente gratuito per freelance e liberi professionisti:

  • Canone: 0 euro
  • IBAN italiano
  • Carta Visa gratuita
  • Fatturazione elettronica inclusa
  • Bonifici SEPA gratuiti

Ideale per: Forfettari che vogliono un conto business a costo zero con fatturazione integrata.

2. HYPE Business – 2,90 euro/mese

HYPE Business e perfetto per i forfettari grazie al Tax Manager integrato:

  • Canone: 2,90 euro/mese (34,80 euro/anno)
  • 1% cashback su tutti gli acquisti
  • Tax Manager per stima tasse
  • F24 semplificati gratuiti
  • Carta World Elite Mastercard

Ideale per: Forfettari che vogliono aiuto nella gestione fiscale e cashback sulle spese.

3. N26 Business Standard – GRATIS

N26 offre un conto business gratuito con IBAN tedesco ma funzionante in Italia:

  • Canone: 0 euro
  • Cashback 0,1% sugli acquisti
  • Carta Mastercard gratuita
  • Bonifici SEPA gratuiti
  • App moderna

Attenzione: IBAN tedesco (DE), potrebbe creare difficolta con alcuni clienti o per F24.

4. Tot Essentials – 9 euro/mese

Tot e un conto business italiano pensato per freelance e ditte individuali:

  • Canone: 9 euro/mese
  • IBAN italiano
  • Bonifici illimitati
  • Carte virtuali illimitate
  • Integrazione con commercialista

Ideale per: Forfettari che vogliono un conto italiano completo con funzionalita avanzate.

5. Conto Personale Dedicato – 0-3 euro/mese

Se non ti servono funzionalita business, puoi aprire un secondo conto personale da dedicare all’attivita:

  • Widiba: 0 euro/anno (con accredito stipendio/pensione o giacenza media)
  • Fineco: 0 euro under 30, poi 3,95 euro/mese
  • ING: 0 euro con accredito di almeno 1.000 euro/mese

Ideale per: Forfettari con pochissime operazioni che vogliono risparmiare al massimo.

Tabella Comparativa Conti Forfettari 2026

ContoCosto/AnnoIBANCashbackFatturazione
Finom Solo0 euroItalianoNoSi
HYPE Business34,80 euroItaliano1%No
N26 Business0 euroTedesco0,1%No
Tot Essentials108 euroItalianoNoNo
Conto Personale0-50 euroItalianoVariaNo

Quale Conto Scegliere? Guida Rapida

Vuoi Spendere Zero?

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Scegli Tot Essentials: 9 euro/mese ma con funzionalita avanzate e integrazione con il commercialista.

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Per un confronto con altri conti business, leggi: Miglior Conto Corrente Partita IVA 2026.

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Domande Frequenti sui Conti per Forfettari

I forfettari devono avere un conto business?

No, i forfettari non sono obbligati ad avere un conto business. Possono utilizzare un conto personale per incassare fatture e pagare spese. Tuttavia, e consigliato avere un conto separato (anche personale) dedicato esclusivamente all’attivita.

Qual e il miglior conto gratuito per forfettari?

Il Finom Solo e attualmente il miglior conto gratuito per forfettari: offre IBAN italiano, carta Visa gratuita, bonifici SEPA gratuiti e fatturazione elettronica integrata. E pensato specificamente per freelance e liberi professionisti.

Posso usare un conto con IBAN estero per il forfettario?

Si, tecnicamente e possibile, ma potrebbe creare difficolta. Alcuni clienti potrebbero rifiutarsi di pagare su IBAN estero, e il pagamento degli F24 potrebbe non essere possibile direttamente. Per un forfettario italiano, e preferibile un conto con IBAN italiano.

Come pago gli F24 se sono forfettario?

I forfettari pagano gli F24 (imposte e contributi) tramite: home banking della propria banca, app del conto business (es. HYPE Business), oppure tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate con addebito su conto. Alcuni conti business includono il pagamento F24 gratuito.

Quanto costa aprire un conto per forfettari?

Esistono conti completamente gratuiti come Finom Solo e N26 Business. I conti a pagamento partono da circa 3 euro/mese (HYPE Business) fino a 10-15 euro/mese per soluzioni piu complete. L’apertura e generalmente gratuita per tutti.

Conclusioni: Il Miglior Conto per Forfettari

Per la maggior parte dei forfettari, Finom Solo rappresenta la scelta migliore: e gratuito, ha IBAN italiano e include la fatturazione elettronica. Non servono altri software o servizi aggiuntivi.

Chi vuole qualcosa in piu (cashback, Tax Manager, carta premium) puo valutare HYPE Business a 2,90 euro/mese: il costo e contenuto e le funzionalita aggiuntive sono pensate proprio per i forfettari.

Per chi vuole una soluzione piu strutturata con focus su freelance e PMI – con fatturazione elettronica integrata e categorizzazione spese automatica – una valida opzione e Qonto (da 9 euro/mese). Vedi la scheda dedicata sopra.

L’importante e separare le finanze personali da quelle professionali: rende la vita piu semplice e riduce il rischio di problemi in caso di controlli fiscali.

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  • Telefono: 0432 1638640
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  • Email: info@centrofiscale.com

Ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2026.

Febbraio 19, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-19 08:00:002026-05-31 22:35:28Miglior Conto Corrente Forfettario 2026: Guida alla Scelta
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Indice dei contenuti

  1. Obbligo di Fatturazione Elettronica 2026
  2. Servizi Gratuiti dell’Agenzia delle Entrate
  3. Altri Software Gratuiti
  4. Gratis vs A Pagamento: Quale Scegliere?
  5. Domande Frequenti

Dal 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica riguarda tutti i titolari di partita IVA in Italia, compresi i forfettari. Per chi cerca una soluzione a costo zero, esistono diverse opzioni gratuite: dai servizi dell’Agenzia delle Entrate ad alcune piattaforme private che offrono piani free.

In questa guida analizzeremo tutti i software di fatturazione elettronica gratis 2026 disponibili, con pro e contro di ciascuno. Scoprirai quando conviene usare gli strumenti gratuiti e quando invece vale la pena investire in un software a pagamento.

Obbligo di Fatturazione Elettronica 2026: Chi Deve Fatturare

Dal 1 gennaio 2024, tutti i titolari di partita IVA sono obbligati ad emettere fatture elettroniche, senza eccezioni. Questo include:

  • Regime forfettario – Nessuna esenzione per fatturato
  • Regime ordinario – Obbligo gia in vigore dal 2019
  • Professionisti – Avvocati, medici, architetti, ecc.
  • Ditte individuali – Artigiani, commercianti

Le uniche eccezioni riguardano le prestazioni sanitarie verso privati, che per motivi di privacy continuano ad essere escluse dall’obbligo.

Servizi Gratuiti dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione una serie di strumenti completamente gratuiti per la fatturazione elettronica. Sono accessibili tramite SPID, CIE o CNS.

1. Portale Fatture e Corrispettivi

Il portale web ufficiale permette di:

  • Compilare fatture elettroniche con procedura guidata
  • Trasmettere le fatture al Sistema di Interscambio (SdI)
  • Consultare le fatture emesse e ricevute
  • Conservare i documenti a norma di legge

Accesso: ivaservizi.agenziaentrate.gov.it (richiede SPID/CIE/CNS)

2. Software Desktop per PC

L’Agenzia offre un software scaricabile per Windows che permette di:

  • Compilare fatture offline
  • Salvare i dati in locale
  • Generare il file XML da trasmettere

Il software non trasmette automaticamente: bisogna caricare il file sul portale o usare la PEC.

3. App FatturAE

L’applicazione mobile ufficiale (iOS e Android) consente di:

  • Compilare fatture da smartphone
  • Trasmettere direttamente al SdI
  • Gestire la rubrica clienti
  • Controllare lo stato delle fatture

Pro e Contro dei Servizi Gratuiti AdE

PRO

  • Completamente gratuiti, per sempre
  • Conservazione sostitutiva inclusa
  • Conformi per definizione (sono dell’AdE)
  • Nessun limite al numero di fatture

CONTRO

  • Interfaccia datata e poco intuitiva
  • Nessuna automazione o reportistica
  • No integrazioni con banche o gestionali
  • Assistenza limitata (solo FAQ)
  • App con funzionalita basiche

Altri Software di Fatturazione Elettronica Gratis

Oltre ai servizi dell’Agenzia delle Entrate, esistono alcune piattaforme private che offrono piani gratuiti con limitazioni.

Libero SiFattura

Il servizio di Italiaonline offre un piano gratuito con:

  • 10 fatture gratuite all’anno
  • Invio tramite Sistema di Interscambio
  • Conservazione sostitutiva inclusa
  • Ideale per regime forfettario con pochi clienti

Limitazione: Solo 10 documenti/anno. Per volumi maggiori serve il piano a pagamento.

Effatta

Piattaforma che offre fatturazione elettronica gratuita:

  • Nessun limite dichiarato al numero di fatture
  • Invio al SdI incluso
  • Interfaccia semplice

Nota: Verificare sempre le condizioni aggiornate prima di registrarsi.

TaxMan App

App pensata per i forfettari che include:

  • Fatturazione elettronica
  • Gestione spese e ricavi
  • Calcolo tasse stimato
  • Invio al SdI

Nota: Alcune funzionalita potrebbero essere limitate nella versione free.

Gratis vs A Pagamento: Quale Scegliere?

I software gratuiti sono sufficienti per chi ha esigenze basiche. Ma quando conviene passare a una soluzione a pagamento?

Scegli il GRATIS se:

  • Emetti meno di 10-20 fatture al mese
  • Non hai bisogno di automazioni
  • Non usi e-commerce o gestionali
  • Ti basta la funzionalita base
  • Hai tempo per inserire manualmente i dati

Scegli il PAGAMENTO se:

  • Emetti molte fatture ogni mese
  • Vuoi automatizzare (import clienti, fatture ricorrenti)
  • Hai un e-commerce (WooCommerce, Shopify)
  • Ti servono report e statistiche
  • Vuoi integrazioni bancarie per riconciliare pagamenti
  • Preferisci un’interfaccia moderna e veloce

Alternative Economiche a Pagamento

SoftwarePrezzo/AnnoIdeale per
Agenzia EntrateGratisChi vuole costo zero
Aruba29,90 euroMassimo risparmio
Fatture in Cloud Forfettari48 euroForfettari che vogliono qualita
Software Semplice48 euroSemplicita d’uso

Per un confronto completo, leggi: Miglior Software Fatturazione Elettronica 2026.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 5 anni.

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Domande Frequenti sulla Fatturazione Elettronica Gratis

Il software dell’Agenzia delle Entrate e davvero gratis?

Si, i servizi di fatturazione elettronica dell’Agenzia delle Entrate (portale web, software desktop e app FatturAE) sono completamente gratuiti. Includono anche la conservazione sostitutiva a norma senza costi aggiuntivi. Non ci sono limiti al numero di fatture.

Posso usare il software gratis dell’AdE per il regime forfettario?

Si, i servizi gratuiti dell’Agenzia delle Entrate sono utilizzabili da tutti i titolari di partita IVA, compresi i forfettari. Il portale Fatture e Corrispettivi permette di emettere fatture elettroniche con il codice natura N2.2 specifico per il regime forfettario.

Quali sono i limiti dei software di fatturazione gratis?

I software gratuiti hanno limitazioni come: interfaccia meno intuitiva, assenza di automazioni (fatture ricorrenti, import clienti), nessuna integrazione con banche o e-commerce, reportistica basica. Il portale AdE non offre statistiche ne grafici sull’andamento delle fatture.

La conservazione sostitutiva e inclusa nei software gratis?

Si, sia il portale dell’Agenzia delle Entrate che la maggior parte dei software gratuiti privati includono la conservazione sostitutiva a norma. Questo servizio e obbligatorio per legge e con gli strumenti dell’AdE e completamente gratuito.

Quando conviene passare a un software a pagamento?

Conviene passare a un software a pagamento quando: emetti molte fatture al mese, hai bisogno di automazioni (fatture ricorrenti, clienti abituali), vendi online con e-commerce, vuoi integrazioni bancarie per riconciliare pagamenti, preferisci un’interfaccia moderna con statistiche.

Conclusioni: Il Software Gratis Basta?

Per i forfettari che emettono poche fatture, i servizi gratuiti dell’Agenzia delle Entrate sono piu che sufficienti. Fanno tutto il necessario: compilazione, invio, ricezione e conservazione. Non sono comodi, ma funzionano.

Se invece cerchi velocita, automazione e un’esperienza utente moderna, vale la pena investire 30-50 euro l’anno in un software a pagamento come Aruba o Fatture in Cloud.

Il risparmio di tempo e la riduzione degli errori ripagano ampiamente l’investimento, specialmente se la fatturazione non e il tuo lavoro principale ma solo un “fastidio amministrativo” da sbrigare in fretta.

Hai bisogno di assistenza per la tua partita IVA?

Se hai dubbi sulla scelta del software di fatturazione o sulla gestione fiscale della tua attivita, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione.

Contattaci:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: info@centrofiscale.com

Ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2026. Informazioni verificate su agenziaentrate.gov.it.

Febbraio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-17 08:00:002026-05-31 22:35:47Software Fatturazione Elettronica Gratis 2026: Guida Completa
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Nuove Partite IVA 2026: Bonus, Incentivi e Agevolazioni per Chi Apre

Bonus Partita IVA Under 35

Aggiornamento del 4 settembre 2026 – Rettifica

Aliquota della Gestione Separata INPS 2026 rettificata: 26,07% per i liberi professionisti senza altra tutela pensionistica obbligatoria e 24% per pensionati o già assicurati altrove (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026). Una versione precedente riportava erroneamente il 26,23%; gli esempi di calcolo sono stati ricalcolati.

Indice dei contenuti

  1. Cosa significa aprire una Partita IVA nel 2026
  2. Regime forfettario 2026: l’aliquota al 5% per i primi 5 anni
  3. Requisiti e limiti del regime forfettario 2026
  4. Contributi INPS ridotti per le nuove attività
  5. ISCRO: l’indennità straordinaria per i lavoratori autonomi
  6. Flat tax incrementale 2026: come funziona
  7. Bonus, startup e crediti d’imposta per le nuove imprese
  8. Confronto tra regimi fiscali: forfettario vs ordinario
  9. Come aprire la Partita IVA nel 2026: la procedura
  10. Errori comuni da evitare quando si apre una Partita IVA
  11. Domande Frequenti sulle nuove Partite IVA 2026

Aprire una nuova Partita IVA nel 2026 può essere una scelta strategica e conveniente, grazie a un pacchetto di bonus, agevolazioni fiscali e incentivi pensati appositamente per chi avvia un’attività in proprio. Il legislatore, con la Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024) e le disposizioni ancora in vigore del regime forfettario, ha mantenuto un sistema di vantaggi fiscali significativi per i nuovi lavoratori autonomi, i freelance e i piccoli imprenditori che scelgono di mettersi in proprio nel 2026. Questa guida completa ti illustra tutto ciò che devi sapere: dall’aliquota agevolata al 5% sui redditi, ai contributi INPS ridotti, dall’ISCRO all’indennità di disoccupazione per autonomi, fino ai crediti d’imposta per le startup innovative.

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Nota normativa 2026: il limite di ricavi/compensi per accedere e restare nel regime forfettario nel 2026 è 85.000 euro annui (con uscita immediata oltre i 100.000 euro). Qualsiasi cifra inferiore (es. 65.000 euro) eventualmente citata negli esempi di questo articolo si riferisce a scenari di reddito ipotetico, non al limite normativo. Fonte: L. 197/2022 (Legge di Bilancio 2023).

Cosa significa aprire una Partita IVA nel 2026

Aprire una Partita IVA significa registrarsi fiscalmente come lavoratore autonomo, libero professionista o piccolo imprenditore presso l’Agenzia delle Entrate, ottenendo un codice identificativo univoco per l’esercizio di un’attività economica. Nel 2026, questa scelta è agevolata da un sistema di incentivi fiscali e previdenziali che la rende accessibile e conveniente anche per chi parte da zero. La decisione di aprire nuove Partite IVA nel 2026 viene spesso presa da freelance, consulenti, artigiani, commercianti, professionisti e giovani under 35 che vogliono trasformare le proprie competenze in un’attività redditizia.

Il punto di partenza per valutare la convenienza è capire quale regime fiscale si potrà adottare. Per la stragrande maggioranza di chi apre oggi una nuova attività, la scelta obbligata — e vantaggiosissima — è il regime forfettario: un sistema semplificato che prevede una tassazione ridotta, esonero da IVA, esonero da ISA e una gestione contabile estremamente snella. Il regime forfettario è disciplinato dalla Legge n. 190/2014 (art. 1, commi 54-89), modificata dalla Legge di Bilancio 2023 che ha innalzato la soglia di ricavi a 85.000 euro annui.

Regime forfettario 2026: l’aliquota al 5% per i primi 5 anni

Il vantaggio principale per chi apre una nuova Partita IVA nel 2026 è l’applicazione dell’aliquota agevolata al 5% di imposta sostitutiva per i primi cinque anni di attività. Per capire cosa significa in concreto: l’imposta sostitutiva è una tassa unica che sostituisce IRPEF, IRAP e addizionali regionali e comunali. In pratica, invece di pagare aliquote IRPEF ordinarie che vanno dal 23% al 43% del reddito, il nuovo forfettario paga solo il 5% sul reddito imponibile. Si tratta di un risparmio fiscale enorme, soprattutto nei primi anni in cui l’attività è ancora in fase di avvio.

Facciamo un esempio pratico: supponiamo che Marco, grafico freelance, apra la sua Partita IVA nel 2026 e nel primo anno fatturi 30.000 euro. Con il codice ATECO per attività grafiche, il coefficiente di redditività (ovvero la percentuale del fatturato considerata come reddito) è del 78%. Il reddito imponibile sarà quindi 23.400 euro (30.000 × 78%). Su questa cifra, Marco pagherà il 5% di imposta sostitutiva, pari a soli 1.170 euro. Se fosse in regime ordinario IRPEF, pagherebbe almeno il 23%, ovvero circa 5.382 euro. Il risparmio supera i 4.200 euro nel primo anno.

Dopo i primi cinque anni, l’aliquota sale al 15% (comunque inferiore alle aliquote IRPEF ordinarie), rendendo il regime forfettario conveniente anche a lungo termine per chi non supera la soglia di 85.000 euro di ricavi. Per sapere tutto su questo regime agevolato, consulta la nostra guida completa al regime forfettario 2026.

Il coefficiente di redditività: come si calcola il reddito imponibile

Il coefficiente di redditività è un moltiplicatore forfettario che l’Agenzia delle Entrate applica ai ricavi per determinare il reddito imponibile, senza necessità di tenere la contabilità analitica delle spese. Ogni attività ha il suo coefficiente in base al codice ATECO. Ecco i principali:

Categoria di attivitàCoefficiente di redditività
Commercio al dettaglio di alimentari40%
Intermediari del commercio62%
Costruzioni e attività immobiliari86%
Servizi professionali (avvocati, consulenti, ecc.)78%
Artigiani e altri servizi67%
Altre attività economiche67%

Il reddito imponibile si calcola semplicemente moltiplicando i ricavi annui per il coefficiente. Su questo reddito si applica poi il 5% (o 15% dopo i 5 anni). Non è necessario conservare ricevute di spese, non serve un commercialista per la contabilità analitica, e non si applica l’IVA alle fatture emesse.

Requisiti e limiti del regime forfettario 2026

Per accedere al regime forfettario nel 2026 e beneficiare dell’aliquota al 5%, è necessario soddisfare determinati requisiti previsti dalla legge. Il requisito principale riguarda il limite di ricavi: l’attività non deve aver superato (nell’anno precedente, se già avviata) la soglia di 85.000 euro di ricavi o compensi annui. Per chi apre una nuova Partita IVA, questo limite non si applica al primo anno, poiché si presume che i ricavi saranno inferiori alla soglia.

Esistono però anche cause di esclusione che impediscono l’accesso al regime agevolato:

  • Partecipazione in società di persone, associazioni professionali o imprese familiari: non è possibile aderire al forfettario se si è contemporaneamente soci in una SNC, SAS o si esercita attività d’impresa in un’impresa familiare.
  • Attività prevalente verso datore di lavoro attuale o dei due anni precedenti: se più del 50% dei ricavi proviene da un soggetto che è stato (o è tuttora) datore di lavoro, si è esclusi. Questa regola è stata introdotta per evitare che le aziende trasformassero i dipendenti in finti autonomi.
  • Regime speciale IVA o determinazione del reddito su base catastale: alcune attività che usano regimi IVA speciali non possono accedere al forfettario.
  • Ricavi superiori a 85.000 euro nell’anno precedente: chi supera la soglia nell’anno in corso esce dal forfettario dall’anno successivo. Tuttavia, se i ricavi superano i 100.000 euro in un anno, l’uscita è immediata nello stesso anno.

Per l’applicazione dell’aliquota al 5% (anziché 15%), sono necessarie condizioni aggiuntive specifiche per le nuove attività: l’attività non deve essere stata esercitata nei tre anni precedenti, nemmeno in forma associata; l’attività da avviare non deve essere mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta come dipendente o autonomo (salvo il caso del praticantato obbligatorio); se è la prosecuzione di un’attività altrui, i ricavi di quell’attività nell’anno precedente non devono aver superato i 85.000 euro.

Contributi INPS ridotti per le nuove attività

Un secondo grande vantaggio per chi apre una nuova Partita IVA nel 2026 riguarda i contributi previdenziali INPS. I lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS (come la maggior parte dei freelance e dei professionisti senza cassa previdenziale di categoria) pagano i contributi in percentuale sul reddito effettivo. Nel 2026, l’aliquota per la Gestione Separata è del 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale (circolare INPS n. 8/2026). Questo importo è deducibile dal reddito complessivo, ma per i forfettari si applica in modo forfettario: è deducibile in misura del 35% dei contributi versati direttamente dal reddito imponibile forfettario.

Per gli artigiani e i commercianti iscritti all’INPS Artigiani e Commercianti, esiste invece una specifica agevolazione: i contributi in regime forfettario prevedono una riduzione del 35% rispetto alle aliquote ordinarie. Questa riduzione, introdotta dalla Legge n. 190/2014 (art. 1, comma 77), si applica su domanda e comporta un risparmio concreto nei contributi minimi obbligatori. Per il 2026, i contributi minimi per gli artigiani in regime forfettario con riduzione al 35% sono di circa 3.100-3.200 euro annui (contro i circa 4.800 euro del regime ordinario), mentre per i commercianti si attestano su valori simili.

Per i professionisti con cassa di previdenza di categoria (avvocati con Cassa Forense, medici con ENPAM, geometri con CIPAG, ecc.), il discorso è diverso: si applicano le aliquote specifiche della propria cassa. Tuttavia, anche in questo caso, la tassazione ridotta al 5% sul reddito complessivo riduce significativamente il carico fiscale totale, rendendo la Partita IVA in regime forfettario molto vantaggiosa.

Esempio di calcolo contributi INPS per nuova Partita IVA 2026

Riprendiamo l’esempio di Marco, grafico con Partita IVA aperta nel 2026 e 30.000 euro di ricavi. Ipotizzando che sia iscritto alla Gestione Separata INPS:

  • Reddito imponibile lordo: 23.400 euro (30.000 × 78%)
  • Contributi INPS Gestione Separata (26,07%): circa 6.100 euro
  • Deduzione contributi (35% forfettario): circa 2.135 euro
  • Reddito imponibile netto: circa 21.265 euro
  • Imposta sostitutiva al 5%: circa 1.063 euro
  • Totale tasse + contributi: circa 7.200 euro su 30.000 euro di fatturato (24% del fatturato totale)

Si tratta di un carico fiscale e previdenziale complessivo relativamente basso, specialmente se confrontato con quello di un lavoratore dipendente (dove il costo del lavoro per il datore di lavoro supera il 40% della retribuzione lorda). La nuova Partita IVA nel 2026 rimane quindi una scelta competitiva dal punto di vista economico.

ISCRO: l’indennità straordinaria per i lavoratori autonomi

Un elemento spesso sottovalutato da chi sta valutando di aprire una Partita IVA è la disponibilità di una forma di tutela in caso di calo del reddito: l’ISCRO, ovvero l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa. Questo strumento, introdotto in via sperimentale dal 2021 e reso strutturale dalla Legge delega sulla riforma fiscale (L. 111/2023) e dal successivo decreto attuativo, è destinato ai liberi professionisti e lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS.

L’ISCRO funziona come una sorta di “cassa integrazione per autonomi”: se il tuo reddito da lavoro autonomo nell’anno precedente è stato inferiore al 70% della media dei redditi dei due anni precedenti ancora, puoi accedere a questa indennità. In pratica, se hai avuto un calo significativo dei guadagni, l’INPS ti fornisce un sussidio mensile per un massimo di 6 mesi.

L’importo dell’ISCRO 2026 è compreso tra un minimo del 25% e un massimo del 50% dell’ultimo reddito annuo percepito, con un importo mensile che si aggira tipicamente tra i 250 e i 800 euro. Per accedere all’ISCRO è necessario:

  • Essere iscritto alla Gestione Separata INPS da almeno 4 anni
  • Non essere titolare di pensione diretta o trattamenti di sostegno al reddito
  • Avere un reddito nell’anno precedente inferiore al 70% della media biennale
  • Avere un reddito nell’anno precedente non superiore a 12.000 euro (soglia 2026, da verificare con aggiornamenti INPS)
  • Essere in regola con i versamenti contributivi

L’ISCRO rappresenta una tutela importante per i nuovi lavoratori autonomi, che spesso non dispongono della rete di protezione del lavoro dipendente. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i propri clienti anche nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda ISCRO all’INPS.

Flat tax incrementale 2026: come funziona

La flat tax incrementale è un’agevolazione fiscale introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (art. 1, commi 55-57, L. 197/2022) che si rivolge ai contribuenti in regime ordinario (non forfettario) che registrano un incremento del reddito rispetto agli anni precedenti. Nel 2026, questo strumento rimane disponibile per i lavoratori autonomi e le imprese individuali che non aderiscono al regime forfettario.

Il meccanismo è il seguente: sull’incremento di reddito rispetto al reddito più alto degli ultimi tre anni, si applica un’aliquota fissa del 15% invece delle aliquote IRPEF ordinarie (che possono arrivare al 43%). Tuttavia, l’incremento agevolato non può superare il 5% del reddito di riferimento degli anni precedenti, con un massimale di 40.000 euro. Si tratta quindi di un’agevolazione con impatto limitato ma comunque significativa per chi ha redditi in crescita.

Esempio pratico di flat tax incrementale: supponiamo che una consulente, Giulia, abbia avuto i seguenti redditi: 2023: 55.000 euro; 2024: 60.000 euro; 2025: 65.000 euro. Il reddito più alto del triennio precedente al 2026 è 65.000 euro. L’incremento massimo agevolabile è il 5% di 65.000 euro = 3.250 euro. Se nel 2026 il reddito di Giulia è 70.000 euro, l’incremento effettivo è 5.000 euro. Sull’incremento agevolato di 3.250 euro pagherà il 15% (487,50 euro) invece dell’aliquota IRPEF del 43% (1.397,50 euro). Risparmio: circa 910 euro.

Bonus, startup e crediti d’imposta per le nuove imprese

Il quadro degli incentivi per le nuove Partite IVA nel 2026 si arricchisce di una serie di bonus e crediti d’imposta destinati a chi avvia un’attività innovativa o investe in digitalizzazione e formazione. Vediamo i principali strumenti disponibili.

Bonus investimenti in startup innovative

La Legge di Bilancio 2025 ha prorogato e ampliato le agevolazioni per gli investimenti in startup innovative e PMI innovative, estendendo il beneficio anche ai contribuenti in regime forfettario. In precedenza, i forfettari erano esclusi da questo bonus. La novità consente a chi aderisce al regime forfettario di beneficiare di una detrazione del 30% dell’investimento effettuato nel capitale di startup innovative (quotate o non quotate), con un investimento massimo annuo di 1 milione di euro. Per le startup a vocazione sociale o nei settori dell’energia e del turismo, la detrazione può salire fino al 65%.

Il Bonus Investimenti Startup Innovative 2026 esteso ai forfettari è una novità rilevante, già prevista dalla normativa vigente. Il Bonus Startup Innovative per Forfettari 2026 è dettagliatamente illustrato nella nostra guida dedicata.

Transizione 5.0 e crediti d’imposta per la digitalizzazione

Il piano Transizione 5.0, finanziato con risorse del PNRR e introdotto dal DL n. 19/2024 (art. 38), prevede crediti d’imposta per le imprese che investono in beni strumentali nuovi nel biennio 2024-2025, con effetti che si ripercuotono sulle dichiarazioni del 2026. Il piano si affianca a Transizione 4.0 e prevede crediti d’imposta variabili tra il 25% e il 45% degli investimenti in beni materiali e immateriali ad alto contenuto tecnologico, con condizione che l’investimento determini una riduzione dei consumi energetici dell’unità produttiva di almeno il 3%.

Anche le nuove Partite IVA in forma di impresa individuale possono in linea teorica accedere a questi crediti, purché effettuino investimenti in beni qualificati. Si tratta però di uno strumento più adatto alle imprese strutturate che ai freelance professionisti.

Bando Imprese Giovanili FVG 2026

Per chi vive e opera in Friuli Venezia Giulia, è disponibile il Bando Imprese Giovanili FVG 2026, che eroga contributi fino a 40.000 euro per l’avvio di nuove imprese da parte di giovani under 40. Il Bando Imprese Giovanili FVG 2026 rappresenta un’opportunità concreta per chi vuole aprire la propria Partita IVA in regione e ha necessità di un contributo iniziale per avviare l’attività.

NASPI anticipata per avvio attività autonoma

Un’opportunità spesso sconosciuta è la possibilità di ricevere la NASpI in forma anticipata (pagamento in un’unica soluzione) per chi la utilizza come capitale iniziale per avviare un’attività autonoma o imprenditoriale. Questa opzione, prevista dall’art. 8 del D.Lgs. 22/2015, consente ai lavoratori che hanno perso involontariamente il lavoro di ricevere l’intero importo della NASpI non ancora erogata in un’unica soluzione, da utilizzare come capitale iniziale per la nuova attività. Per approfondire, leggi la nostra guida sulla NASpI 2026.

Confronto tra regimi fiscali: forfettario vs ordinario

Una delle domande più frequenti di chi valuta di aprire una nuova Partita IVA nel 2026 è: quale regime fiscale conviene? La risposta dipende da diversi fattori, ma per la maggior parte dei nuovi lavoratori autonomi con ricavi sotto i 85.000 euro, il regime forfettario è quasi sempre la scelta più vantaggiosa, almeno nei primi anni. Vediamo un confronto diretto tra i due regimi.

CaratteristicaRegime ForfettarioRegime Ordinario
Limite ricavi85.000 euro/annoNessun limite
Aliquota tasse (nuovi)5% (primi 5 anni)23%-43% IRPEF progressiva
Aliquota tasse (regime normale)15%23%-43% IRPEF progressiva
IVA sulle fattureNon si applica22% (o altra aliquota)
ContabilitàSemplificata (no registri IVA)Completa (registri IVA obbligatori)
Deduzione speseSolo forfettaria (coefficiente)Spese reali documentate
Studi di settore/ISAEsoneratoObbligatorio
Ritenuta d’accontoNon subisce ritenutaSubisce ritenuta 20%
Costo commercialistaMolto bassoElevato

Il regime ordinario può risultare conveniente in casi specifici: quando le spese reali documentate sono molto elevate (ad esempio per chi ha costi significativi di struttura, dipendenti o macchinari) e supererebbero il coefficiente forfettario; quando il professionista ha redditi da lavoro dipendente che generano capienza IRPEF sufficiente a sfruttare detrazioni e deduzioni; quando si prevede di superare in breve la soglia degli 85.000 euro di ricavi. Per tutti gli altri casi, il regime forfettario nel 2026 rimane nettamente più conveniente.

Per approfondire tutti i dettagli sull’imposta sostitutiva del regime forfettario e sulla dichiarazione precompilata per forfettari 2026, consulta le nostre guide specializzate.

Come aprire la Partita IVA nel 2026: la procedura

Aprire una nuova Partita IVA nel 2026 richiede alcuni passaggi amministrativi che, se eseguiti correttamente fin dall’inizio, evitano problemi futuri. La procedura corretta prevede la scelta del codice ATECO, la selezione del regime fiscale, l’apertura presso l’Agenzia delle Entrate e l’iscrizione all’ente previdenziale di riferimento. Si tratta di passaggi apparentemente semplici ma ricchi di insidie per chi non conosce la normativa: un codice ATECO sbagliato, ad esempio, può comportare un coefficiente di redditività errato e quindi calcoli fiscali e contributivi scorretti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i propri clienti in ogni fase dell’apertura della Partita IVA, dalla scelta del codice ATECO più adatto all’attività svolta, alla valutazione del regime fiscale più conveniente, fino all’iscrizione previdenziale. Il nostro servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online, per clienti in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza personalizzata sull’apertura della tua Partita IVA.

Il codice ATECO: come sceglierlo correttamente

Il codice ATECO (Attività Economiche) è un codice alfanumerico che classifica l’attività svolta dalla Partita IVA. La scelta è fondamentale per due motivi: determina il coefficiente di redditività (e quindi le tasse da pagare) e stabilisce l’ente previdenziale di iscrizione (INPS Gestione Separata, INPS Artigiani e Commercianti, o cassa professionale). Scegliere il codice ATECO sbagliato può portare a significativi errori di calcolo nelle tasse e nei contributi. Il CAF Centro Fiscale analizza la tua specifica attività per identificare il codice ATECO più corretto e vantaggioso.

Iscrizione all’ente previdenziale: quali sono le opzioni

In base all’attività svolta, chi apre una Partita IVA deve iscriversi all’ente previdenziale competente:

  • Gestione Separata INPS: per i liberi professionisti senza cassa di categoria (consulenti, informatici, grafici, traduttori, ecc.) e per i collaboratori occasionali.
  • INPS Artigiani: per i lavoratori che esercitano attività artigianali (idraulici, elettricisti, falegnami, parrucchieri, estetisti, ecc.).
  • INPS Commercianti: per chi svolge attività commerciale (negozianti, agenti di commercio, ecc.).
  • Casse professionali di categoria: per le professioni ordinistiche (avvocati con Cassa Forense, medici con ENPAM, geometri con CIPAG, notai con Cassa Nazionale del Notariato, ecc.).

Errori comuni da evitare quando si apre una Partita IVA

Aprire una Partita IVA nel 2026 senza una corretta pianificazione fiscale può portare a errori costosi. Ecco i principali errori che il CAF Centro Fiscale riscontra frequentemente nei nuovi lavoratori autonomi e come evitarli.

1. Non accantonare le tasse durante l’anno

Il principale errore di chi apre una nuova Partita IVA è dimenticare che le tasse si pagano in un’unica soluzione (o in due rate con il meccanismo degli acconti e del saldo). Molti nuovi titolari di Partita IVA non accantonano durante l’anno la quota corrispondente alle tasse da pagare, trovandosi poi in difficoltà al momento del versamento. La regola pratica è semplice: accantona sempre almeno il 25-30% di ogni incasso per far fronte a tasse e contributi. In regime forfettario al 5%, questo margine è più che sufficiente.

2. Scegliere il codice ATECO sbagliato

Come già accennato, il codice ATECO ha un impatto diretto sul coefficiente di redditività e quindi sulle tasse. Un errore nella scelta può portare a pagare più tasse del dovuto (o meno, con il rischio di contestazioni dall’Agenzia delle Entrate). Il CAF Centro Fiscale di Udine fornisce una consulenza specializzata per la corretta identificazione del codice ATECO in base all’attività concretamente svolta.

3. Non verificare i requisiti per l’aliquota al 5%

L’aliquota ridotta al 5% per le nuove attività non è automatica: è necessario verificare che si rispettino le condizioni di novità dell’attività. Se un nuovo titolare di Partita IVA applica il 5% senza averne i requisiti, rischia di dover corrispondere la differenza (10 punti percentuali) all’Agenzia delle Entrate con sanzioni e interessi. È fondamentale affidarsi a professionisti per la verifica preliminare dei requisiti.

4. Non tenere traccia dei ricavi e superare inconsapevolmente l’85.000 euro

Chi aderisce al regime forfettario deve monitorare costantemente i propri ricavi durante l’anno. Superare la soglia di 85.000 euro comporta l’uscita dal regime nell’anno successivo. Peggio ancora, superare i 100.000 euro nello stesso anno comporta l’obbligo di applicare l’IVA sulle fatture emesse dal momento del superamento, con tutte le conseguenze gestionali e fiscali del caso. Il monitoraggio costante è indispensabile.

5. Trascurare gli adempimenti previdenziali

I contributi INPS o della cassa professionale sono un obbligo, non un’opzione. Trascurarli significa accumulare debiti previdenziali con sanzioni e interessi crescenti. Inoltre, per accedere a prestazioni come l’ISCRO o la futura pensione, è necessario essere in regola con i versamenti contributivi. Il CAF Centro Fiscale gestisce anche la corretta pianificazione e il pagamento dei contributi previdenziali per i propri clienti.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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Domande Frequenti sulle nuove Partite IVA 2026

Quanto si paga di tasse con una nuova Partita IVA nel 2026?

Con il regime forfettario per i nuovi, si paga solo il 5% di imposta sostitutiva sul reddito imponibile (calcolato come ricavi x coefficiente di redditivita). Ad esempio, con 30.000 euro di fatturato e un coefficiente del 78%, il reddito imponibile e 23.400 euro e le tasse sono solo 1.170 euro. A questo si aggiungono i contributi previdenziali INPS (circa il 26% del reddito per la Gestione Separata). Il carico fiscale totale nei primi cinque anni e molto contenuto rispetto al lavoro dipendente.

Posso aprire una Partita IVA se sono ancora dipendente?

Si, e possibile essere contemporaneamente lavoratori dipendenti e titolari di Partita IVA. Tuttavia, occorre verificare il contratto di lavoro dipendente (alcune categorie hanno clausole di esclusiva) e soprattutto rispettare la regola forfettaria: non piu del 50% dei ricavi della Partita IVA puo provenire dall’attuale datore di lavoro o da datori degli ultimi 2 anni, altrimenti si perde il diritto al regime forfettario. E fondamentale una valutazione preventiva con il CAF.

Per quanti anni dura l’aliquota al 5% per le nuove Partite IVA?

L’aliquota agevolata al 5% per le nuove attivita dura per i primi 5 anni dall’apertura della Partita IVA, a condizione che si mantengano i requisiti del regime forfettario (ricavi sotto 85.000 euro annui e assenza delle cause di esclusione). Dal sesto anno in poi, l’aliquota sale al 15%, che rimane comunque molto vantaggiosa rispetto alle aliquote IRPEF ordinarie (23%-43%).

Cosa succede se supero l’85.000 euro di ricavi nel 2026?

Se i ricavi superano 85.000 euro ma restano sotto i 100.000 euro, si esce dal regime forfettario dall’anno successivo (2027), tornando al regime ordinario IRPEF. Se i ricavi superano 100.000 euro nello stesso anno, l’uscita dal forfettario e immediata e occorre applicare l’IVA sulle fatture dal momento del superamento. E importante monitorare i ricavi durante l’anno e pianificare per tempo l’eventuale transizione al regime ordinario.

Il regime forfettario e conveniente se ho molte spese?

Il regime forfettario applica una deduzione forfettaria delle spese tramite il coefficiente di redditivita (che va dal 40% all’86% del fatturato). Se le spese reali dell’attivita superano significativamente la quota deducibile forfettariamente, il regime ordinario potrebbe risultare piu conveniente. Il CAF Centro Fiscale esegue un’analisi personalizzata per determinare quale regime sia piu vantaggioso in base alla situazione specifica di ogni cliente.


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    GESTIONE PARTITA IVA, Guide Fatturazione Elettronica, PARTITA IVA

    Specifiche Tecniche Fattura Elettronica 2026: Guida Completa alle Novità

    fatturazione elettronica CAF Udine


    Indice dei contenuti

    1. Cosa Sono le Specifiche Tecniche della Fattura Elettronica
    2. Novità 2026 Rispetto alle Versioni Precedenti
    3. Struttura del File XML FatturaPA
    4. Codici Natura IVA: Tabella Completa 2026
    5. Codici Tipo Documento: Guida Completa
    6. Regole di Validazione del Sistema di Interscambio
    7. Tempistiche di Trasmissione e Conservazione
    8. Esempi Pratici per Professionisti
    9. Esempi Pratici per Aziende
    10. Errori Comuni e Come Evitarli
    11. Domande Frequenti

    La fattura elettronica è diventata uno strumento fondamentale per tutte le partite IVA in Italia. Le specifiche tecniche definite dall’Agenzia delle Entrate stabiliscono come deve essere strutturato il file XML, quali codici utilizzare e come garantire che la fattura venga accettata dal Sistema di Interscambio (SDI). Nel 2026, le regole rimangono sostanzialmente invariate rispetto al 2025, ma è essenziale conoscere tutti i dettagli tecnici per evitare scartamenti e sanzioni.

    In questa guida completa analizziamo tutte le specifiche tecniche della fattura elettronica, dai codici obbligatori alle tempistiche di trasmissione, con esempi pratici per professionisti e aziende.

    Cosa Sono le Specifiche Tecniche della Fattura Elettronica

    Le specifiche tecniche della fattura elettronica sono un insieme di regole tecniche definite dall’Agenzia delle Entrate che stabiliscono come deve essere creato, strutturato e trasmesso il file XML della fattura. Queste specifiche sono contenute nel documento ufficiale chiamato “Specifiche tecniche del formato FatturaPA” (versione attuale 1.7.1, aggiornata con provvedimento Agenzia Entrate del 20 aprile 2023).

    Il rispetto di queste regole è obbligatorio perché il Sistema di Interscambio (SDI) effettua controlli automatici su ogni fattura ricevuta. Se una fattura non rispetta le specifiche tecniche, viene scartata dal sistema e il contribuente riceve una notifica di scarto con l’indicazione dell’errore.

    Le specifiche tecniche coprono diversi aspetti:

    • Il formato del file (XML secondo lo schema XSD ufficiale)
    • I dati obbligatori da inserire (partita IVA, codice fiscale, importi, ecc.)
    • I codici da utilizzare (natura IVA, tipo documento, modalità pagamento)
    • Le regole di validazione (controlli formali e di coerenza)
    • Il nome del file e la modalità di trasmissione

    Conoscere queste regole è fondamentale per chi emette fatture elettroniche, sia che utilizzi un software gestionale, sia che si affidi a un intermediario come il proprio commercialista o CAF.

    Novità 2026 Rispetto alle Versioni Precedenti

    Per il 2026, le specifiche tecniche della fattura elettronica rimangono sostanzialmente invariate rispetto alla versione 1.7.1 in vigore dal 2023. L’Agenzia delle Entrate non ha pubblicato nuovi provvedimenti che modifichino il formato XML o i codici da utilizzare.

    Conferme per il 2026

    • Formato XML: resta valido lo schema FatturaPA versione 1.2.2
    • Codici natura IVA: confermati tutti i codici attualmente in uso (N1-N7)
    • Codici tipo documento: nessuna modifica ai codici TD01-TD28
    • Tempistiche di trasmissione: resta l’obbligo di invio entro 12 giorni dall’operazione
    • Conservazione digitale: confermato l’obbligo di 10 anni

    Elementi da Monitorare

    • L’Agenzia delle Entrate potrebbe introdurre nuovi codici durante l’anno (come avvenuto in passato)
    • Eventuali aggiornamenti saranno comunicati con provvedimenti ufficiali pubblicati sul sito agenziaentrate.gov.it
    • I software di fatturazione devono essere aggiornati tempestivamente

    Differenze Rispetto al 2022

    Rispetto alle versioni precedenti, dal 2022 sono stati introdotti:

    • Nuovi codici tipo documento per operazioni specifiche (TD24-TD28)
    • Obbligatorietà di alcuni campi prima facoltativi
    • Regole più stringenti per la compilazione del blocco “DatiPagamento”

    Queste modifiche restano valide anche nel 2026. Chi ha già adeguato i propri sistemi nel 2023-2025 non deve apportare ulteriori modifiche tecniche.

    Struttura del File XML FatturaPA

    Il file XML della fattura elettronica deve seguire una struttura gerarchica precisa, definita nello schema XSD ufficiale. La struttura è divisa in blocchi principali, ciascuno con campi obbligatori e facoltativi.

    Blocco FatturaElettronicaHeader (Intestazione)

    Contiene i dati identificativi di chi trasmette e riceve la fattura:

    • DatiTrasmissione: ID trasmittente, formato (FPA12 o FPR12), codice destinatario/PEC
    • CedentePrestatore: dati del fornitore (P.IVA, CF, anagrafica, indirizzo, regime fiscale)
    • CessionarioCommittente: dati del cliente (P.IVA/CF, anagrafica, indirizzo)
    • TerzoIntermediarioOSoggettoEmittente: se presente un intermediario

    Blocco FatturaElettronicaBody (Corpo)

    Contiene i dati della fattura vera e propria:

    • DatiGenerali: numero, data, tipo documento, causale, importi ritenuta
    • DatiBeniServizi: descrizione delle righe di dettaglio, aliquote IVA, natura operazioni, totali
    • DatiPagamento: modalità, scadenze, importi, coordinate bancarie
    • Allegati: eventuali documenti allegati in base64

    Campi Obbligatori Principali

    • Partita IVA del cedente/prestatore
    • Codice fiscale (se diverso da P.IVA) di cedente e cessionario
    • Indirizzo completo delle parti
    • Numero e data fattura
    • Imponibile, aliquota IVA e imposta (oppure natura dell’operazione se fuori campo IVA)
    • Totale documento

    Il file deve essere salvato con codifica UTF-8 e con estensione .xml o .xml.p7m se firmato digitalmente.

    Codici Natura IVA: Tabella Completa 2026

    I codici natura identificano le operazioni che non rientrano nel normale regime IVA. Devono essere compilati obbligatoriamente quando l’aliquota IVA è pari a zero.

    TABELLA COMPLETA CODICI NATURA (fonte: Agenzia Entrate, specifiche tecniche versione 1.7.1):

    CodiceDescrizioneQuando si usa
    N1Escluse ex art. 15Operazioni escluse dall’IVA per legge
    N2.1Non soggette ad IVA ai sensi degli artt. da 7 a 7-septiesOperazioni fuori campo IVA per mancanza presupposto territoriale
    N2.2Non soggette – altri casiOperazioni non soggette per altre ragioni
    N3.1Non imponibili – esportazioniEsportazioni verso paesi extra-UE
    N3.2Non imponibili – cessioni intracomunitarieCessioni verso paesi UE
    N3.3Non imponibili – cessioni verso San MarinoOperazioni con la Repubblica di San Marino
    N3.4Non imponibili – operazioni assimilate alle cessioni all’esportazioneOperazioni particolari assimilate
    N3.5Non imponibili – a seguito di dichiarazioni d’intentoOperazioni con dichiarazione d’intento
    N3.6Non imponibili – altre operazioniAltre operazioni non imponibili
    N4EsentiOperazioni esenti da IVA (prestazioni sanitarie, didattiche)
    N5Regime del margineRegime speciale beni usati, agenzie viaggio
    N6.1Inversione contabile – rottamiReverse charge per rottami
    N6.2Inversione contabile – oro e argentoReverse charge metalli preziosi
    N6.3Inversione contabile – subappalto edileReverse charge edilizia
    N6.4Inversione contabile – cessione fabbricatiReverse charge immobili
    N6.5Inversione contabile – telefoni cellulariReverse charge cellulari
    N6.6Inversione contabile – prodotti elettroniciReverse charge elettronica
    N6.7Inversione contabile – prestazioni ediliReverse charge prestazioni edili
    N6.8Inversione contabile – settore energeticoReverse charge energia
    N6.9Inversione contabile – altri casiAltri casi di reverse charge
    N7IVA assolta in altro stato UERegime OSS (One Stop Shop) vendite a distanza UE

    ATTENZIONE: Quando si indica un codice natura, non deve essere compilato il campo aliquota IVA (che deve restare a zero o vuoto).

    Codici Tipo Documento: Guida Completa

    Il codice tipo documento identifica la tipologia di documento fiscale emesso. Va inserito nel campo “TipoDocumento” del blocco DatiGenerali.

    TABELLA COMPLETA CODICI TIPO DOCUMENTO (fonte: Agenzia Entrate, versione 1.7.1):

    CodiceDescrizioneUtilizzo
    TD01FatturaFattura ordinaria
    TD02Acconto/Anticipo su fatturaFattura di acconto
    TD03Acconto/Anticipo su parcellaAcconto per professionisti
    TD04Nota di creditoStorni e rettifiche in diminuzione
    TD05Nota di debitoRettifiche in aumento
    TD06ParcellaFatture professionisti (uso raro)
    TD16Integrazione fattura reverse charge internoAutofattura per reverse charge nazionale
    TD17Integrazione/autofattura servizi esteroAutofattura per servizi extra-UE
    TD18Integrazione acquisto beni intracomunitariAutofattura per acquisti UE
    TD19Integrazione/autofattura acquisto beni ex art.17Autofattura per acquisti extra-UE
    TD20Autofattura per regolarizzazioneRegolarizzazione omessi adempimenti
    TD21Autofattura per splafonamentoFattura per superamento plafond
    TD22Estrazione beni da Deposito IVAOperazioni con depositi IVA
    TD23Estrazione beni da Deposito IVA con versamento IVAEstrazione con IVA
    TD24Fattura differita art.21, comma 4, lett. a)DDT con fattura entro 15 giorni
    TD25Fattura differita art.21, comma 4, lett. b)DDT con fattura entro il 15 del mese successivo
    TD26Cessione beni ammortizzabiliVendita cespiti
    TD27Fattura per autoconsumo o cessioni gratuiteAutoconsumo
    TD28Acquisti da San Marino con IVAOperazioni con San Marino (uso residuale)

    Codici più utilizzati:

    • TD01 è il codice standard per le fatture ordinarie
    • TD04 per le note di credito (rettifiche in diminuzione)
    • TD16-TD19 per reverse charge e autofatture
    • TD24-TD25 per fatture differite (fattura dopo DDT)

    Sbagliare il tipo documento può causare problemi fiscali e contabili, quindi è importante scegliere sempre quello corretto.


    Regole di Validazione del Sistema di Interscambio

    Il Sistema di Interscambio (SDI) effettua controlli automatici su ogni fattura ricevuta. Se la fattura supera i controlli, viene accettata e recapitata al destinatario. Se non supera i controlli, viene scartata.

    Tipi di Controlli

    1. Controlli formali:

    • Validità del file XML rispetto allo schema XSD ufficiale
    • Presenza di tutti i campi obbligatori
    • Correttezza del formato dei dati (lunghezza campi, caratteri ammessi)
    • Codifica UTF-8 del file

    2. Controlli di coerenza:

    • Corrispondenza tra importi dichiarati e calcoli matematici
    • Congruenza tra aliquota IVA e codice natura (non devono essere entrambi compilati)
    • Validità del codice destinatario o PEC destinataria
    • Correttezza formale di partita IVA e codice fiscale

    3. Controlli sul nome file:

    Il nome del file deve seguire il formato: CCCCCCCCCCCCCCCC_NNNNN.xml

    • CCCCCCCCCCCCCCCC = Codice paese (IT) + identificativo univoco trasmittente (11 caratteri P.IVA o 16 CF)
    • NNNNN = Progressivo univoco del file (da 00001 a 99999, poi riprende da 00001)

    Esempio: IT01234567890_00001.xml

    Tempistiche di Controllo

    • I controlli vengono effettuati in tempo reale al momento della ricezione
    • Entro pochi minuti (massimo 24 ore) ricevi la ricevuta di consegna o lo scarto

    Codici Errore Più Comuni

    • 00300: File non conforme allo schema XSD
    • 00301: Campi obbligatori non compilati
    • 00302: Errori nei calcoli degli importi
    • 00303: Partita IVA o codice fiscale non validi
    • 00305: Codice destinatario non valido
    • 00400: Dimensione file superiore a 5 MB

    Come Evitare gli Scarti

    • Utilizzare software aggiornati che seguano le specifiche tecniche ufficiali
    • Verificare sempre i dati anagrafici di cedente e cessionario
    • Controllare la correttezza dei calcoli IVA prima dell’invio
    • Testare il file con i tool di validazione gratuiti forniti dall’Agenzia delle Entrate

    L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione uno strumento online gratuito per verificare la validità del file XML prima dell’invio ufficiale.

    Tempistiche di Trasmissione e Conservazione

    Le tempistiche di trasmissione e conservazione delle fatture elettroniche sono stabilite per legge e devono essere rispettate scrupolosamente per evitare sanzioni.

    Tempistiche di Trasmissione

    Regola generale:
    La fattura elettronica deve essere emessa (trasmessa al SDI) entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione.

    Data di effettuazione dell’operazione:

    • Per cessioni di beni: data di consegna o spedizione
    • Per prestazioni di servizi: data di pagamento del corrispettivo
    • Per prestazioni continuative: data di maturazione del corrispettivo (es. fine mese)

    ATTENZIONE: La data della fattura può essere anche successiva all’operazione, purché la fattura venga trasmessa entro i 12 giorni.

    Esempio pratico:

    • 5 febbraio 2026: consegna merce al cliente
    • Scadenza trasmissione: 17 febbraio 2026 (12 giorni dopo)
    • Puoi datare la fattura 10 febbraio e trasmetterla il 15 febbraio: tutto regolare

    Fatture Differite (TD24-TD25)

    Per le cessioni documentate da DDT, puoi emettere una fattura riepilogativa:

    • Entro il giorno 15 del mese successivo alle consegne (se le consegne sono nello stesso mese)
    • In questo caso usi il tipo documento TD24 o TD25

    Sanzioni per Ritardi

    • Emissione tardiva (oltre 12 giorni ma entro il termine dichiarazione annuale): sanzione dal 5% al 10% dell’imposta
    • Omessa fatturazione: sanzione dal 90% al 180% dell’imposta, con minimo 500 euro

    Conservazione Digitale

    Le fatture elettroniche devono essere conservate in formato digitale per 10 anni dalla data di emissione.

    Modalità di conservazione:

    1. Conservazione automatica Agenzia Entrate (gratuita): Tutte le fatture transitate per SDI sono automaticamente archiviate nel cassetto fiscale. Puoi consultarle e scaricarle gratuitamente.
    2. Conservazione sostitutiva a norma: Puoi affidarti a servizi di conservazione a norma (a pagamento) che garantiscono l’immodificabilità dei documenti con marca temporale e firma digitale.

    IMPORTANTE: Anche se utilizzi la conservazione automatica dell’Agenzia, è consigliabile mantenere un backup locale delle fatture per comodità.

    Esempi Pratici per Professionisti

    Vediamo alcuni esempi concreti di fatturazione elettronica per professionisti (consulenti, avvocati, medici, ingegneri).

    Esempio 1: Fattura Consulenza Professionale con Ritenuta d’Acconto

    Dati operazione:

    • Consulente informatico in regime ordinario
    • Compenso: 1.000 euro
    • IVA 22%: 220 euro
    • Ritenuta d’acconto 20%: 200 euro
    • Cassa previdenziale 4%: 40 euro + IVA 8,80 euro

    Totali:

    • Imponibile: 1.040 euro
    • IVA 22%: 228,80 euro
    • Totale fattura: 1.268,80 euro
    • Ritenuta: -200 euro
    • Netto a pagare cliente: 1.068,80 euro

    Nel file XML:

    • TipoDocumento: TD01
    • Regime fiscale: RF01 (ordinario)
    • Aliquota IVA: 22.00
    • DatiRitenuta: ImportoRitenuta 200.00, AliquotaRitenuta 20.00, CausalePagamento A

    Esempio 2: Professionista in Regime Forfettario

    Dati operazione:

    • Grafico in regime forfettario
    • Compenso: 800 euro (no IVA, no ritenuta se cliente è privato)

    Nel file XML:

    • TipoDocumento: TD01
    • Regime fiscale: RF19 (forfettario)
    • Aliquota IVA: 0.00
    • Natura: N2.2 (operazione non soggetta)

    Totale fattura: 800,00 euro (non c’è IVA né ritenuta se il cliente è un privato)

    NOTA IMPORTANTE: Se il cliente è una PA o una società, va applicata comunque la ritenuta d’acconto del 20% anche in regime forfettario.

    Esempi Pratici per Aziende

    Vediamo esempi di fatturazione per aziende con casistiche comuni.

    Esempio 1: Fattura con Reverse Charge Edilizia

    Dati operazione:

    • Subappalto lavori edili
    • Importo lavori: 10.000 euro
    • IVA: a carico del committente (reverse charge)

    Nel file XML:

    • TipoDocumento: TD01
    • Aliquota IVA: 0.00
    • Natura: N6.3 (Reverse charge subappalto edile)

    Totale fattura: 10.000 euro (IVA non addebitata, il committente la verserà con l’autofattura)

    Esempio 2: Cessione Intracomunitaria

    Dati operazione:

    • Vendita merce a cliente tedesco
    • Valore merce: 5.000 euro
    • IVA: non imponibile art. 41 DL 331/93

    Nel file XML:

    • TipoDocumento: TD01
    • IdPaese cliente: DE (Germania)
    • Aliquota IVA: 0.00
    • Natura: N3.2 (Cessione intracomunitaria)
    • RiferimentoNormativo: “Operazione non imponibile art. 41 DL 331/93”

    Totale fattura: 5.000 euro (operazione non imponibile IVA)

    NOTA: Per le cessioni intracomunitarie bisogna compilare anche il modello INTRASTAT e verificare che il cliente abbia una partita IVA valida nel sistema VIES.

    Esempio 3: Fattura Differita con DDT

    Dati operazione:

    • 5 consegne nel mese di febbraio 2026 con DDT
    • Totale merci consegnate: 8.000 euro + IVA 22%
    • Emissione fattura riepilogativa: 15 marzo 2026

    Nel file XML:

    • TipoDocumento: TD24 (Fattura differita)
    • Data fattura: 2026-03-15
    • DatiDDT: indicare tutti i DDT (numero e data di ciascuno)

    Totale fattura: 9.760 euro (8.000 + 1.760 IVA) riferita a tutte le consegne di febbraio

    Errori Comuni e Come Evitarli

    Durante l’emissione di fatture elettroniche è facile commettere errori che portano allo scarto da parte del SDI. Ecco gli errori più frequenti e come evitarli.

    1. Codice Destinatario Errato

    Errore: Indicare un codice destinatario non valido o non attivo

    Soluzione: Verificare sempre il codice con il cliente prima di emettere fattura. Se il cliente non ha un codice, usare “0000000” (7 zeri) e inserire la PEC del destinatario.

    2. Compilare sia Aliquota IVA che Codice Natura

    Errore: Indicare contemporaneamente un’aliquota IVA (es. 22%) e un codice natura (es. N2.2)

    Soluzione: Vanno compilati in alternativa. Se l’operazione ha IVA normale → solo aliquota. Se è non imponibile/esente/reverse → solo codice natura.

    3. Errori nei Calcoli Matematici

    Errore: Importi che non corrispondono ai calcoli

    Soluzione: Verificare sempre che somma righe = imponibile, imponibile × aliquota = imposta, totale = imponibile + imposta

    4. Nome File Non Conforme

    Errore: Dare al file un nome diverso dal formato richiesto

    Soluzione: Nome deve essere ITXXXXXXXXXXX_NNNNN.xml (IT + P.IVA/CF + progressivo)

    5. Partita IVA o Codice Fiscale Non Validi

    Errore: Indicare P.IVA o CF formalmente errati

    Soluzione: Utilizzare sempre i dati anagrafici corretti. Partite IVA italiane: 11 cifre. CF: 16 caratteri.

    Altri Errori Frequenti

    • Regime fiscale non indicato: Campo obbligatorio. Codici: RF01 (ordinario), RF19 (forfettario)
    • Data fattura precedente all’operazione: Data fattura deve essere uguale o successiva all’operazione, ma trasmissione entro 12 giorni
    • Dimensione file superiore a 5 MB: Il file XML non può superare 5 MB. Allegati grandi inviare separatamente
    • Caratteri speciali non ammessi: Evitare simboli particolari. Ammessi: lettere, numeri, spazi, punteggiatura
    • Fattura a PA senza CIG/CUP: Per PA è obbligatorio indicare CIG o CUP, salvo esenzioni

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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    Domande Frequenti sulle Specifiche Tecniche Fattura Elettronica

    Quanto tempo ho per emettere una fattura elettronica?

    Hai 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione per trasmettere la fattura al Sistema di Interscambio. Per le cessioni di beni la data di effettuazione e quella di consegna o spedizione, per i servizi e la data di pagamento del corrispettivo. Se sfori i 12 giorni rischi sanzioni dal 5% al 10% dell’IVA.

    Posso emettere fattura elettronica senza partita IVA?

    No, la fattura elettronica e obbligatoria solo per i titolari di partita IVA. Se sei un privato che emette una ricevuta occasionale (prestazione occasionale), puoi usare la ricevuta cartacea o il portale dell’Agenzia delle Entrate per le prestazioni occasionali, ma non sei obbligato alla fattura elettronica.

    Cosa succede se sbaglio a compilare la fattura elettronica?

    Se l’errore viene rilevato dal Sistema di Interscambio, la fattura viene scartata e ricevi una notifica di scarto con il codice errore. Devi correggere il file e trasmetterlo nuovamente. Se invece la fattura viene accettata ma scopri dopo l’errore, devi emettere una nota di credito (per annullare) e poi una nuova fattura corretta.

    I codici natura IVA sono cambiati nel 2026?

    No, i codici natura IVA restano invariati rispetto al 2025. Sono confermati tutti i codici da N1 a N7 secondo le specifiche tecniche versione 1.7.1 dell’Agenzia delle Entrate. Gli ultimi aggiornamenti risalgono al 2023 con l’introduzione del codice N7 per il regime OSS.

    Devo conservare anche le fatture elettroniche passive (ricevute)?

    Si, devi conservare sia le fatture attive (emesse) che quelle passive (ricevute) per 10 anni. L’Agenzia delle Entrate le conserva automaticamente nel cassetto fiscale, ma e consigliabile mantenere anche un backup locale per comodita di consultazione.

    Come faccio a verificare se una fattura e corretta prima di inviarla?

    L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un tool gratuito online per validare i file XML prima dell’invio ufficiale. Si trova nella sezione Fatture e Corrispettivi del portale Fatture e Corrispettivi. Puoi caricare il file XML e il sistema ti segnala eventuali errori prima della trasmissione effettiva.

    Posso inviare fatture elettroniche anche nei weekend?

    Si, il Sistema di Interscambio e attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, quindi puoi trasmettere fatture anche di sabato, domenica e festivi. I controlli vengono effettuati in tempo reale e ricevi comunque le ricevute di consegna o scarto.

    Le specifiche tecniche della fattura elettronica rappresentano la base per una corretta gestione degli adempimenti fiscali. Conoscere i codici natura IVA, i tipi documento, le regole di validazione e le tempistiche è fondamentale per evitare scarti e sanzioni. Nel 2026 le regole restano sostanzialmente invariate, ma è sempre importante rimanere aggiornati su eventuali novità pubblicate dall’Agenzia delle Entrate.

    Se hai dubbi sulla compilazione delle fatture o hai ricevuto uno scarto dal Sistema di Interscambio, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti.


    Hai Bisogno di Assistenza per la Fatturazione Elettronica?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la gestione della fatturazione elettronica, dalla configurazione del software alla risoluzione degli errori di scarto.

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    Novità Retributive 2026
    Tabelle Retributive Complete 2026
    Retribuzioni Badanti Conviventi
    Retribuzioni Badanti Non Conviventi
    Retribuzioni Baby Sitter 2026
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      GESTIONE PARTITA IVA, Hype Business

      HYPE Business Recensione 2026: Conto Partita IVA a 2,90 Euro

      regime forfettario partita iva

      Indice dei contenuti

      1. Cos’e HYPE Business
      2. Prezzi e Costi HYPE Business 2026
      3. Funzionalita Principali
      4. Pro e Contro
      5. Per Chi e Adatto?
      6. Domande Frequenti

      HYPE Business e il conto business digitale pensato per ditte individuali e liberi professionisti con partita IVA. Con un canone di soli 2,90 euro al mese, offre IBAN italiano, carta World Elite Mastercard con 1% di cashback e strumenti specifici per la gestione fiscale.

      In questa recensione completa di HYPE Business 2026 analizzeremo prezzi, funzionalita, pro e contro per aiutarti a capire se e la soluzione giusta per la tua partita IVA. HYPE e una joint venture tra Banca Sella e illimity bank, due istituti bancari italiani solidi e quotati in borsa.

      Se cerchi un conto business economico con funzionalita moderne, HYPE Business merita sicuramente un’analisi approfondita.

      Cos’e HYPE Business

      HYPE Business e un conto corrente 100% digitale lanciato da HYPE S.p.A., fintech italiana nata dalla collaborazione tra Banca Sella e illimity bank. Il conto e pensato specificamente per ditte individuali e liberi professionisti con residenza fiscale in Italia.

      Chi Puo Aprirlo

      • Ditte individuali con partita IVA italiana
      • Liberi professionisti con residenza fiscale in Italia
      • Forfettari e regime ordinario

      Chi NON Puo Aprirlo

      • Societa di capitali (SRL, SPA)
      • Societa di persone (SNC, SAS)
      • Associazioni e fondazioni
      • Imprese familiari

      L’apertura avviene interamente online, senza costi iniziali e senza recarsi in filiale. Bastano pochi minuti per completare la procedura.

      Prezzi e Costi HYPE Business 2026

      HYPE Business ha una struttura tariffaria semplice e trasparente, con un canone fisso mensile e molte operazioni gratuite.

      VoceCosto
      Canone mensile2,90 euro/mese
      Costo annuale34,80 euro/anno
      AttivazioneGratuita
      Carta World Elite MastercardInclusa
      Imposta di bollo2 euro (se saldo > 77,47 euro)

      Operazioni Gratuite

      OperazioneCosto
      Bonifici SEPAGratuiti
      Bonifici istantanei (primi 10/mese)Gratuiti
      Bonifici istantanei (oltre 10/mese)2 euro
      F24 semplificatiGratuiti
      Prelievi ATMGratuiti
      MAV, RAV, PagoPA, CbillGratuiti
      Ricariche da bonificoGratuite
      Ricariche Mooney (contanti)2 euro

      Promozione Attiva

      Codice HEYBIZ50: ricevi 50 euro di bonus dopo aver speso 100 euro entro 30 giorni dall’apertura. Valido fino al 30 giugno 2026.

      Funzionalita Principali di HYPE Business

      Carta World Elite Mastercard

      Ogni conto include una carta World Elite Mastercard, sia fisica che virtuale:

      • 1% di cashback su tutti gli acquisti con carta
      • Compatibile con Apple Pay e Google Pay
      • Prelievi gratuiti in tutto il mondo
      • Pagamenti in valuta estera (1,5% di commissione sul cambio)
      • Blocco/sblocco istantaneo da app

      Tax Manager

      Funzionalita pensata per chi opera in regime forfettario:

      • Stima automatica delle tasse dovute
      • Accantonamento automatico per imposte
      • Report mensili sulla situazione fiscale

      IBAN Italiano

      HYPE Business offre un IBAN italiano completo, utilizzabile per:

      • Ricevere pagamenti da clienti
      • Pagare F24 semplificati direttamente da app
      • Domiciliare utenze e bollette
      • Pagare MAV, RAV, PagoPA, Cbill

      Funzione Radar

      Sistema di notifiche intelligenti che invia:

      • Statistiche mensili su entrate e uscite
      • Report automatici sull’andamento del conto
      • Avvisi personalizzati su movimenti anomali

      Coperture Assicurative

      Tramite partnership con Lokky, HYPE Business offre:

      • Protezione infortuni/malattia fino a 3.000 euro/mese (max 12 mesi)
      • Polizze RC professionale personalizzabili
      • Assicurazioni business su misura

      Limiti Operativi

      OperazioneLimite
      Bonifico ordinario singolo10.000 euro
      Bonifico istantaneo singolo30.000 euro
      Operazione singola50.000 euro
      Prelievi giornalieri1.000 euro
      Prelievi mensili2.500 euro
      Ricarica contanti mensile8.000 euro

      Pro e Contro di HYPE Business

      Pro

      • Canone basso – Solo 2,90 euro/mese (34,80 euro/anno)
      • 1% cashback – Su tutti gli acquisti con carta
      • Carta World Elite – Inclusa senza costi aggiuntivi
      • Tax Manager – Ottimo per forfettari
      • IBAN italiano – Completo per F24, MAV, PagoPA
      • Bonifici gratuiti – SEPA e istantanei (10/mese)
      • Assistenza 7/7 – Disponibile anche nei weekend
      • Banche italiane – Banca Sella e illimity alle spalle

      Contro

      • Solo ditte individuali – Non adatto a SRL, SAS, SNC
      • No bonifici extra-SEPA – Impossibile inviare fuori Europa
      • No F24 ordinari – Solo F24 semplificati
      • App ancora acerba – Recensioni miste sugli store
      • Limiti prelievo – Max 2.500 euro/mese
      • No filiali fisiche – Tutto online

      Per Chi e Adatto HYPE Business?

      Forfettari e Freelance

      HYPE Business e perfetto per chi opera in regime forfettario: il Tax Manager aiuta a stimare le tasse, il canone e basso e il cashback permette di recuperare parte delle spese. Ideale per chi ha appena aperto partita IVA.

      Ditte Individuali con Poche Transazioni

      Chi riceve pochi pagamenti al mese e ha spese contenute trova in HYPE Business una soluzione economica e funzionale. I 10 bonifici istantanei gratuiti sono piu che sufficienti per la maggior parte degli utenti.

      Chi Viaggia

      La carta World Elite Mastercard permette di prelevare gratis in tutto il mondo. La commissione del 1,5% sui pagamenti in valuta estera e competitiva rispetto alle banche tradizionali.

      Quando NON Scegliere HYPE Business

      HYPE Business non e adatto se:

      • Hai una societa di capitali (SRL, SPA) – non puoi aprirlo
      • Devi fare bonifici extra-SEPA verso l’estero
      • Hai bisogno di F24 ordinari (solo semplificati disponibili)
      • Prelevi spesso grandi importi in contanti
      • Preferisci una banca tradizionale con filiali

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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      Domande Frequenti su HYPE Business

      Quanto costa HYPE Business nel 2026?

      HYPE Business costa 2,90 euro al mese (34,80 euro all’anno). Il canone include IBAN italiano, carta World Elite Mastercard con 1% cashback, bonifici SEPA gratuiti e 10 bonifici istantanei gratuiti al mese.

      HYPE Business e adatto ai forfettari?

      Si, HYPE Business e particolarmente indicato per i forfettari grazie alla funzione Tax Manager che aiuta a stimare e accantonare le tasse. Il canone basso e il cashback dell’1% lo rendono ideale per chi ha appena aperto partita IVA.

      Posso pagare gli F24 con HYPE Business?

      Si, ma solo F24 semplificati. HYPE Business permette di pagare gli F24 semplificati direttamente dall’app senza commissioni. Non e invece possibile pagare F24 ordinari, necessari per alcune tipologie di versamenti.

      HYPE Business ha IBAN italiano?

      Si, HYPE Business fornisce un IBAN italiano completo, utilizzabile per ricevere pagamenti, domiciliare utenze, pagare MAV, RAV, PagoPA e Cbill.

      Posso aprire HYPE Business con una SRL?

      No, HYPE Business e riservato esclusivamente a ditte individuali e liberi professionisti con partita IVA. Le societa di capitali (SRL, SPA), societa di persone (SNC, SAS), associazioni e fondazioni non possono aprire questo conto.

      Verdetto Finale: Conviene HYPE Business?

      HYPE Business e un’ottima scelta per freelance e ditte individuali che cercano un conto business economico, moderno e con funzionalita smart. A 2,90 euro al mese offre IBAN italiano, carta premium con cashback e strumenti utili come il Tax Manager.

      I limiti principali riguardano l’impossibilita di fare bonifici extra-SEPA e la disponibilita dei soli F24 semplificati. Se hai bisogno di queste funzionalita, dovrai guardare altrove.

      Per un confronto completo con tutte le alternative disponibili, leggi la nostra guida: Miglior Conto Corrente Partita IVA 2026.

      Hai bisogno di assistenza per la tua partita IVA?

      Se hai dubbi sulla scelta del conto business o sulla gestione fiscale della tua attivita, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione.

      Contattaci:

      • Telefono: 0432 1638640
      • WhatsApp: 366 6018121
      • Email: info@centrofiscale.com

      Ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2026. Prezzi verificati su hype.it.

      Febbraio 14, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-14 08:00:002026-05-31 22:36:05HYPE Business Recensione 2026: Conto Partita IVA a 2,90 Euro
      GESTIONE PARTITA IVA, PARTITA IVA

      Versamento IVA 2026: Scadenze, Codici Tributo F24 e Ravvedimento

      Indice dei contenuti

      1. Chi deve versare l’IVA nel 2026
      2. Scadenze versamento IVA 2026: calendario completo
      3. Come si calcola l’IVA da versare
      4. Codici tributo per il versamento IVA
      5. Sanzioni per ritardato o omesso versamento IVA
      6. Ravvedimento operoso IVA: come ridurre le sanzioni
      7. Novità normative 2026 sul versamento IVA

      Il versamento IVA 2026 rappresenta uno degli adempimenti fiscali più importanti per chi ha partita IVA. Che tu sia un contribuente mensile o trimestrale, conoscere le scadenze IVA 2026, i codici tributo da utilizzare nel modello F24 e le modalità di calcolo è fondamentale per evitare sanzioni.

      In questa guida completa ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sul versamento dell’IVA nel 2026: dalle date da segnare in calendario ai metodi di pagamento, fino al ravvedimento operoso per chi ha dimenticato una scadenza.

      L’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) è un’imposta indiretta che grava sul consumatore finale, ma viene riscossa dal titolare di partita IVA che la versa poi all’Agenzia delle Entrate. La periodicità del versamento dipende dal regime contabile adottato: mensile, trimestrale o annuale.


      Chi deve versare l’IVA nel 2026

      Sono tenuti al versamento dell’IVA tutti i soggetti titolari di partita IVA che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi soggette all’imposta. In particolare:

      Contribuenti mensili – Devono versare l’IVA entro il 16 del mese successivo a quello di riferimento. Rientrano in questa categoria i soggetti con volume d’affari superiore a determinati limiti o che hanno optato volontariamente per la liquidazione mensile.

      Contribuenti trimestrali – Possono liquidare e versare l’IVA con cadenza trimestrale se rispettano specifici requisiti di volume d’affari. Le scadenze trimestrali IVA 2026 sono fissate al 16 del secondo mese successivo alla chiusura del trimestre.

      Contribuenti annuali – Alcune categorie particolari possono effettuare un unico versamento annuale, ma si tratta di casi specifici e limitati.

      È importante sottolineare che i contribuenti forfettari non applicano l’IVA in fattura e quindi non devono effettuare versamenti periodici. Se hai un regime forfettario, sei esonerato da questo adempimento.


      Scadenze versamento IVA 2026: calendario completo

      Le scadenze del versamento IVA 2026 variano in base alla periodicità di liquidazione. Ecco il calendario completo da tenere sempre a portata di mano.

      Scadenze IVA mensile 2026

      Per i contribuenti mensili, l’IVA deve essere versata entro il 16 del mese successivo a quello di riferimento. Se il 16 cade di sabato o festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo.

      Periodo di riferimentoScadenza versamento
      Gennaio 202616 febbraio 2026
      Febbraio 202616 marzo 2026
      Marzo 202616 aprile 2026
      Aprile 202616 maggio 2026
      Maggio 202616 giugno 2026
      Giugno 202616 luglio 2026
      Luglio 202616 agosto 2026
      Agosto 202616 settembre 2026
      Settembre 202616 ottobre 2026
      Ottobre 202616 novembre 2026
      Novembre 202616 dicembre 2026
      Dicembre 202616 gennaio 2027

      Scadenze IVA trimestrale 2026

      I contribuenti trimestrali devono versare l’IVA entro il 16 del secondo mese successivo alla fine del trimestre. Alle somme dovute va applicata una maggiorazione dell’1% (0,40% per chi opera nel settore agricoltura).

      TrimestrePeriodoScadenza versamento
      I Trimestre 2026Gennaio – Marzo 202616 maggio 2026
      II Trimestre 2026Aprile – Giugno 202616 agosto 2026
      III Trimestre 2026Luglio – Settembre 202616 novembre 2026
      IV Trimestre 2026Ottobre – Dicembre 202616 febbraio 2027

      Attenzione: Se l’importo da versare per il trimestre è inferiore a 25,82 euro, il versamento può essere effettuato insieme a quello del trimestre successivo.


      Come si calcola l’IVA da versare

      Il calcolo dell’IVA da versare si basa sulla differenza tra l’IVA a debito (quella incassata sulle vendite) e l’IVA a credito (quella pagata sugli acquisti).

      Formula di calcolo

      IVA da versare = IVA a debito – IVA a credito

      • IVA a debito: l’IVA che hai applicato sulle tue fatture emesse (vendite)
      • IVA a credito: l’IVA che hai pagato sulle fatture ricevute (acquisti)

      Se il risultato è positivo, hai un debito IVA da versare all’Erario. Se il risultato è negativo, hai un credito IVA che puoi utilizzare in compensazione o chiedere a rimborso.

      Esempio pratico 1: Contribuente mensile

      Marco è un consulente informatico con liquidazione IVA mensile. Nel mese di gennaio 2026:

      • Ha emesso fatture per 20.000 euro + IVA 22% = 4.400 euro di IVA a debito
      • Ha ricevuto fatture per acquisti di 5.000 euro + IVA 22% = 1.100 euro di IVA a credito

      Calcolo IVA da versare:

      • IVA a debito: 4.400 euro
      • IVA a credito: 1.100 euro
      • IVA da versare: 3.300 euro (entro il 16 febbraio 2026)

      Marco dovrà compilare il modello F24 con codice tributo 6001 (IVA mensile) e versare 3.300 euro entro il 16 febbraio 2026.

      Esempio pratico 2: Contribuente trimestrale

      Giulia gestisce un negozio di abbigliamento con liquidazione IVA trimestrale. Nel I trimestre 2026 (gennaio-marzo):

      • Ha emesso fatture per 60.000 euro + IVA 22% = 13.200 euro di IVA a debito
      • Ha ricevuto fatture per acquisti di 25.000 euro + IVA 22% = 5.500 euro di IVA a credito

      Calcolo IVA da versare:

      • IVA a debito: 13.200 euro
      • IVA a credito: 5.500 euro
      • IVA netta: 7.700 euro
      • Maggiorazione 1%: 77 euro
      • Totale da versare: 7.777 euro (entro il 16 maggio 2026)

      Giulia dovrà compilare il modello F24 con codice tributo 6002 (IVA trimestrale) e versare 7.777 euro entro il 16 maggio 2026.


      Codici tributo per il versamento IVA

      Per effettuare il versamento IVA con F24, è fondamentale utilizzare il codice tributo corretto. L’Agenzia delle Entrate ha previsto codici specifici per ogni casistica.

      Tabella completa codici tributo IVA 2026

      Codice tributoDescrizioneUtilizzo
      6001IVA mensileVersamento IVA per contribuenti mensili
      6002IVA trimestraleVersamento IVA per contribuenti trimestrali
      6003IVA annualeVersamento IVA annuale (dichiarazione)
      6031Acconto IVAVersamento acconto IVA (dicembre)
      6099Sanzioni IVAPagamento sanzioni per violazioni IVA
      1668Interessi IVAInteressi per ritardato versamento IVA
      6013IVA split paymentVersamento IVA da scissione pagamenti (PA)

      Come compilare il modello F24

      Per versare l’IVA tramite modello F24, devi compilare la sezione Erario indicando:

      1. Codice tributo – scegli quello appropriato dalla tabella sopra
      2. Rateazione – lasciare vuoto (0101) per versamento unico
      3. Anno di riferimento – indica 2026
      4. Importo a debito versato – inserisci l’importo da pagare

      Il pagamento F24 può essere effettuato:

      • Online tramite il servizio F24 web dell’Agenzia delle Entrate (gratuito)
      • Home banking del tuo istituto di credito
      • Tramite intermediario (commercialista, CAF)

      Se hai un partita IVA con movimentazione annua superiore a determinate soglie, sei obbligato al versamento telematico.


      Sanzioni per ritardato o omesso versamento IVA

      Il mancato versamento IVA o il versamento oltre la scadenza comporta l’applicazione di sanzioni e interessi che possono essere anche molto pesanti.

      Sanzione ordinaria

      La sanzione base per omesso o tardivo versamento IVA è pari al:

      • 25% dell’importo non versato (sanzione ordinaria, art. 13 D.Lgs. 471/97 come modificato dal D.Lgs. 87/2024)
      • Ridotta al 12,5% se si paga entro 90 giorni dalla violazione

      A questa sanzione vanno aggiunti gli interessi di mora calcolati al tasso legale (per il 2026 pari all’1,60% annuo, stabilito dal DM MEF 10/12/2025), proporzionati al periodo di ritardo.

      Esempio pratico: sanzione per ritardo

      Caso: Marco doveva versare 3.300 euro di IVA entro il 16 febbraio 2026 (mensile gennaio), ma si dimentica e paga il 10 marzo 2026 (22 giorni di ritardo).

      Sanzione ordinaria:

      • Base: 3.300 euro × 25% = 825 euro
      • Ridotta (entro 90 gg): 3.300 euro × 12,5% = 412,50 euro

      Interessi di mora (22 giorni):

      • 3.300 euro × 1,60% × (22/365) = 3,18 euro

      Totale da pagare:

      • IVA: 3.300 euro
      • Sanzione ridotta: 412,50 euro
      • Interessi: 3,18 euro
      • TOTALE: 3.715,68 euro

      Marco ha pagato oltre 415 euro in più per un ritardo di soli 22 giorni. Per questo è fondamentale rispettare le scadenze o, se ci si accorge del ritardo subito, ricorrere al ravvedimento operoso.


      Ravvedimento operoso IVA: come ridurre le sanzioni

      Il ravvedimento operoso è uno strumento che permette di regolarizzare versamenti IVA omessi o tardivi beneficiando di una riduzione delle sanzioni. Più velocemente si interviene, minore sarà la sanzione da pagare.

      Tipologie di ravvedimento operoso

      Tipo ravvedimentoTermineSanzione ridotta
      SprintEntro 14 giorni0,0833% per ogni giorno
      BreveDal 15° al 30° giorno1,25%
      IntermedioDal 31° al 90° giorno1,39%
      LungoDal 91° giorno a 1 anno3,125%
      BiennaleDal 1° anno a 2 anni3,572%
      Oltre 2 anniDopo 2 anni4,17%

      Esempio pratico: ravvedimento operoso IVA

      Caso: Giulia doveva versare 7.777 euro di IVA trimestrale entro il 16 maggio 2026, ma si accorge del dimenticato versamento il 30 maggio 2026 (14 giorni di ritardo).

      Può ricorrere al ravvedimento sprint (entro 14 giorni).

      Calcolo ravvedimento:

      • IVA da versare: 7.777 euro
      • Sanzione ridotta: 7.777 euro × 0,0833% × 14 giorni = 90,68 euro
      • Interessi (14 giorni): 7.777 euro × 1,60% × (14/365) = 4,77 euro

      Totale da versare:

      • IVA: 7.777 euro (codice tributo 6002)
      • Sanzione: 90,68 euro (codice tributo 8904)
      • Interessi: 4,77 euro (codice tributo 1991)
      • TOTALE: 7.872,45 euro

      Risparmio rispetto alla sanzione ordinaria:

      • Sanzione ordinaria (25%): 1.944,25 euro
      • Sanzione ravvedimento sprint: 90,68 euro
      • Risparmio: 1.853,57 euro

      Grazie al ravvedimento operoso, Giulia risparmia oltre 1.850 euro di sanzioni. Ecco perché è fondamentale intervenire subito in caso di ritardo.

      Come effettuare il ravvedimento

      Per regolarizzare con ravvedimento operoso:

      1. Calcola l’importo: IVA + sanzione ridotta + interessi
      2. Compila 3 righe F24 separate:
        • Riga 1: IVA (codice tributo 6001 o 6002)
        • Riga 2: Sanzione (codice tributo 6099)
        • Riga 3: Interessi (codice tributo 1668)
      3. Versa entro i termini del tipo di ravvedimento scelto

      Se hai dubbi sul calcolo o sulla compilazione, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella regolarizzazione.


      Novità normative 2026 sul versamento IVA

      Per il 2026, il quadro normativo relativo al versamento IVA resta sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, ma è importante tenere d’occhio alcune novità in materia di fatturazione elettronica e adempimenti.

      Fatturazione elettronica obbligatoria

      A partire dal 1° gennaio 2024 (confermato per il 2026), la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA, inclusi i forfettari che superano i 25.000 euro di ricavi annui. Questo ha un impatto anche sulla liquidazione IVA, che si basa sui dati delle fatture elettroniche.

      Registratore telematico

      I soggetti che effettuano operazioni al dettaglio devono trasmettere i corrispettivi telematici giornalmente all’Agenzia delle Entrate tramite registratore telematico. Questa norma, in vigore da anni, resta confermata anche per il 2026.

      Controlli automatizzati

      L’Agenzia delle Entrate sta potenziando i controlli automatizzati sulle liquidazioni IVA, incrociando i dati delle fatture elettroniche con quelli dichiarati. Per questo è fondamentale verificare attentamente che tutti i dati siano corretti prima di effettuare il versamento.

      Split payment

      Lo split payment (scissione dei pagamenti) resta in vigore per le forniture alla Pubblica Amministrazione. In questo caso, l’IVA viene versata direttamente dall’ente pubblico all’Erario, e il fornitore deve utilizzare il codice tributo 6013 per la liquidazione.

      Scadenze invariate

      Le scadenze del versamento IVA 2026 restano confermate al 16 del mese (o secondo mese) successivo, senza proroghe al momento previste. Resta valida anche la regola dello slittamento al primo giorno lavorativo se il 16 cade di sabato o festivo.


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      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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      Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 5 anni.

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      Domande Frequenti sul Versamento IVA 2026

      Cosa succede se non verso l’IVA entro la scadenza?

      Se non versi l’IVA entro la scadenza, scatta una sanzione del 25% sull’importo non versato (ridotta dal 30% pre-riforma per effetto del D.Lgs. 87/2024, applicabile alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024), ridotta al 12,5% se paghi entro 90 giorni. A questa si aggiungono gli interessi di mora al tasso legale (per il 2026 pari all’1,60% annuo). Per ridurre le sanzioni, puoi ricorrere al ravvedimento operoso: più rapido è l’intervento, minore sarà la sanzione (dallo 0,0833% al giorno nei primi 14 giorni, fino al 4,17% dopo 2 anni).

      Posso compensare l’IVA a credito con altri tributi?

      Sì, se hai un credito IVA puoi utilizzarlo in compensazione orizzontale con altri debiti fiscali (IRPEF, INPS, IMU, ecc.) tramite modello F24. Tuttavia, per compensazioni superiori a 5.000 euro annui, è necessario il visto di conformità da parte di un commercialista o CAF. In alternativa, puoi chiedere il rimborso del credito IVA all’Agenzia delle Entrate.

      I forfettari devono versare l’IVA?

      No, i contribuenti che aderiscono al regime forfettario non applicano l’IVA in fattura (regime di franchigia IVA) e quindi non devono effettuare versamenti periodici IVA. Questo è uno dei principali vantaggi del regime forfettario: niente liquidazioni mensili o trimestrali, niente dichiarazioni IVA annuali.

      Come si calcola la maggiorazione dell’1% per i trimestrali?

      I contribuenti trimestrali devono applicare una maggiorazione dell’1% sull’IVA da versare (0,40% per agricoltori). Questa maggiorazione si calcola sull’importo dell’IVA netta dovuta. Esempio: se devi versare 5.000 euro di IVA per il trimestre, la maggiorazione è 5.000 × 1% = 50 euro. Quindi verserai complessivamente 5.050 euro.

      Posso passare da liquidazione mensile a trimestrale?

      Sì, puoi passare dalla liquidazione mensile alla trimestrale (e viceversa) comunicandolo all’Agenzia delle Entrate. Il passaggio a liquidazione trimestrale è possibile se rispetti i limiti di volume d’affari previsti (generalmente 400.000 euro per cessioni di beni e 400.000 euro per prestazioni di servizi). La scelta va comunicata con il modello AA7/10 o in dichiarazione IVA e ha effetto dall’anno successivo.

      Dove trovo la mia liquidazione IVA periodica?

      Puoi trovare la tua liquidazione IVA nel registro IVA tenuto dal tuo commercialista o dal tuo software di contabilità. Se utilizzi la fatturazione elettronica, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio che elabora automaticamente le liquidazioni periodiche sulla base delle fatture elettroniche emesse e ricevute. Puoi consultarle accedendo al tuo cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID o CIE.

      Il CAF può aiutarmi con il versamento IVA?

      Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la gestione della tua partita IVA, inclusi i versamenti periodici dell’IVA. Possiamo occuparci della registrazione delle fatture, del calcolo della liquidazione IVA, della compilazione del modello F24 e del versamento telematico. Se hai dimenticato una scadenza, ti assistiamo anche nel ravvedimento operoso per regolarizzare la tua posizione con le sanzioni ridotte.


      Il versamento IVA 2026 è un adempimento fiscale fondamentale per chi ha partita IVA. Rispettare le scadenze, utilizzare i codici tributo corretti e calcolare correttamente l’importo dovuto è essenziale per evitare sanzioni che possono essere anche molto pesanti.

      Se hai dubbi sulla tua liquidazione IVA, se hai dimenticato un versamento o se vuoi verificare se puoi passare da liquidazione mensile a trimestrale, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per fornirti assistenza completa.

      Ricorda che intervenire tempestivamente in caso di ritardo, attraverso il ravvedimento operoso, può farti risparmiare centinaia o addirittura migliaia di euro di sanzioni.


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      Aruba Fatturazione, GESTIONE PARTITA IVA

      Aruba Fatturazione Elettronica Recensione 2026: Prezzi, Pro e Contro

      regime forfettario partita iva

      Indice dei contenuti

      1. Cos’e Aruba Fatturazione Elettronica
      2. Prezzi Aruba Fatturazione 2026
      3. Funzionalita Principali
      4. Pro e Contro
      5. Per Chi e Adatto?
      6. Domande Frequenti

      Aruba Fatturazione Elettronica e una delle soluzioni piu economiche e diffuse in Italia per la gestione delle fatture elettroniche. Con un prezzo di soli 29,90 euro/anno, rappresenta la scelta ideale per chi cerca un software affidabile senza spendere troppo.

      In questa recensione completa di Aruba Fatturazione Elettronica 2026 analizzeremo prezzi, funzionalita, pro e contro per aiutarti a capire se e la soluzione giusta per la tua partita IVA. Aruba e un nome storico nel panorama italiano dei servizi digitali, e il suo software di fatturazione beneficia di questa esperienza ventennale.

      Se stai cercando il miglior software di fatturazione elettronica con il miglior rapporto qualita-prezzo, Aruba merita sicuramente un’analisi approfondita.

      Cos’e Aruba Fatturazione Elettronica

      Aruba Fatturazione Elettronica e un software cloud sviluppato da Aruba S.p.A., azienda italiana leader nei servizi di hosting, PEC e firma digitale. Il servizio permette di emettere, ricevere e conservare fatture elettroniche in conformita con le normative italiane.

      Punti di Forza

      • Prezzo competitivo – Solo 29,90 euro/anno, tra i piu bassi del mercato
      • Conservazione inclusa – 10 anni a norma di legge, senza costi aggiuntivi
      • 1 GB di spazio – Sufficiente per oltre 100.000 documenti XML
      • Azienda italiana – Assistenza in italiano, server in Italia
      • Prova a 1 euro – 3 mesi di prova a solo 1 euro + IVA

      Il software e interamente in cloud: non richiede installazione e si accede da qualsiasi browser. E disponibile anche l’app mobile per gestire le fatture da smartphone.

      Prezzi Aruba Fatturazione Elettronica 2026

      Aruba offre una struttura tariffaria semplice e trasparente. Il servizio base include tutto il necessario per la fatturazione elettronica.

      ServizioAttivazioneRinnovo AnnualeInclude
      Fatturazione Elettronica1 euro/3 mesi29,90 euroInvio + Ricezione + 1GB
      Solo Ricezione1 euro/3 mesi29,90 euroRicezione + 1GB

      Moduli Aggiuntivi Opzionali

      ModuloAttivazioneRinnovo
      Utente aggiuntivoGratis 3 mesi4,90 euro/anno
      Spazio aggiuntivo (1GB)–29,90 euro/anno
      Modulo OrdiniGratis 3 mesi12,50-25 euro/anno
      Modulo PagamentiGratis 3 mesi9,90-19,90 euro/anno
      Integrazione WooCommerceGratis 3 mesi29-39,90 euro/anno

      Nota: Tutti i prezzi sono IVA esclusa.

      Offerta Prova: 1 Euro per 3 Mesi

      Aruba offre la possibilita di provare il servizio completo per 3 mesi a soli 1 euro + IVA. Al termine della prova, il servizio si rinnova automaticamente a 29,90 euro/anno. E possibile disdire in qualsiasi momento prima del rinnovo.

      Funzionalita Principali di Aruba Fatturazione

      Fatturazione Elettronica Completa

      Il servizio gestisce l’intero ciclo della fatturazione elettronica:

      • Emissione fatture – Creazione guidata con compilazione assistita
      • Invio al SdI – Trasmissione automatica al Sistema di Interscambio
      • Ricezione fatture – Gestione centralizzata delle fatture passive
      • Notifiche – Avvisi sullo stato delle fatture (consegnata, scartata, ecc.)
      • Fatture PA – Compatibile con Pubblica Amministrazione

      Conservazione Sostitutiva

      La conservazione a norma per 10 anni e inclusa nel prezzo base. Le fatture vengono archiviate in modo conforme alle normative AgID, senza necessita di acquistare servizi aggiuntivi.

      Spazio di Archiviazione

      Il piano base include 1 GB di spazio, sufficiente per conservare oltre 100.000 documenti XML. Per chi gestisce volumi molto elevati, e possibile acquistare GB aggiuntivi a 29,90 euro/anno ciascuno.

      Accesso Multi-Utente

      E possibile aggiungere utenti aggiuntivi al costo di 4,90 euro/anno ciascuno. Utile per studi professionali e piccole aziende dove piu persone devono accedere al sistema.

      Integrazione E-commerce

      Per chi vende online, Aruba offre il modulo WooCommerce che automatizza la generazione delle fatture per gli ordini ricevuti sul proprio e-commerce WordPress.

      Pro e Contro di Aruba Fatturazione Elettronica

      Pro

      • Prezzo imbattibile – 29,90 euro/anno e tra i piu bassi del mercato
      • Conservazione inclusa – 10 anni a norma senza costi extra
      • 1 GB di spazio – Piu che sufficiente per la maggior parte degli utenti
      • Prova a 1 euro – 3 mesi per testare il servizio
      • Azienda affidabile – Aruba e un nome storico e solido in Italia
      • Server in Italia – Dati conservati su territorio italiano
      • Assistenza italiana – Supporto clienti in lingua italiana

      Contro

      • Interfaccia datata – Il design non e moderno come i competitor
      • Funzionalita limitate – Meno opzioni rispetto a Fatture in Cloud
      • No app completa – L’app mobile ha funzionalita ridotte
      • Assistenza lenta – Alcuni utenti segnalano tempi di risposta lunghi
      • No integrazioni bancarie – Non si collega direttamente ai conti correnti
      • No report avanzati – Mancano grafici e statistiche evolute

      Per Chi e Adatto Aruba Fatturazione?

      Forfettari e Microimprese

      Chi opera in regime forfettario e emette poche fatture al mese trova in Aruba la soluzione perfetta: prezzo basso, funzionalita essenziali, conservazione inclusa. Non servono fronzoli quando l’obiettivo e semplicemente essere in regola con la normativa.

      Chi Gestisce Grandi Volumi

      Grazie all’1 GB di spazio incluso (oltre 100.000 documenti), Aruba e adatta anche a chi riceve ed emette molte fatture. Lo spazio e ampliabile a costi contenuti.

      Chi Cerca il Massimo Risparmio

      Se il budget e la priorita principale, Aruba offre il miglior rapporto qualita-prezzo. Con meno di 30 euro l’anno hai tutto il necessario per la fatturazione elettronica.

      Quando NON Scegliere Aruba

      Aruba potrebbe non essere la scelta giusta se:

      • Cerchi un’interfaccia moderna e accattivante
      • Hai bisogno di integrazioni bancarie automatiche
      • Vuoi report e statistiche avanzate
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      In questi casi, valuta Fatture in Cloud o altri software piu completi (ma piu costosi).

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

      Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 5 anni.

      📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronica

      Domande Frequenti su Aruba Fatturazione

      Quanto costa Aruba Fatturazione Elettronica nel 2026?

      Aruba Fatturazione Elettronica costa 29,90 euro/anno + IVA. E possibile provare il servizio per 3 mesi a soli 1 euro + IVA. Il prezzo include invio, ricezione, conservazione a norma e 1 GB di spazio.

      La conservazione sostitutiva e inclusa in Aruba?

      Si, la conservazione sostitutiva a norma per 10 anni e inclusa nel canone annuale di 29,90 euro. Non sono previsti costi aggiuntivi per questo servizio obbligatorio per legge.

      Aruba Fatturazione e adatto ai forfettari?

      Si, Aruba e particolarmente indicato per i forfettari grazie al prezzo contenuto (29,90 euro/anno) e alle funzionalita essenziali. Chi emette poche fatture mensili non ha bisogno di software piu complessi e costosi.

      Quante fatture posso gestire con Aruba?

      Il piano base include 1 GB di spazio, sufficiente per conservare oltre 100.000 documenti XML. Non c’e un limite al numero di fatture emesse o ricevute. Se servisse piu spazio, e possibile acquistare GB aggiuntivi a 29,90 euro/anno.

      Posso provare Aruba Fatturazione gratis?

      Aruba offre una prova a 1 euro + IVA per 3 mesi. Non e completamente gratuito, ma il costo simbolico permette di testare tutte le funzionalita prima di decidere se rinnovare a 29,90 euro/anno.

      Verdetto Finale: Conviene Aruba Fatturazione?

      Aruba Fatturazione Elettronica e la scelta ideale per chi cerca una soluzione economica, affidabile e senza fronzoli. A 29,90 euro/anno offre tutto il necessario per essere in regola con l’obbligo di fatturazione elettronica: invio, ricezione e conservazione a norma.

      Non aspettarti un’interfaccia moderna o funzionalita avanzate: Aruba fa bene l’essenziale, ma non di piu. Se cerchi report grafici, integrazioni bancarie o un’app mobile completa, dovrai guardare altrove (e spendere di piu).

      Per forfettari, microimprese e chi vuole semplicemente risparmiare, Aruba resta una delle migliori opzioni sul mercato italiano. Per un confronto completo, leggi: Miglior Software Fatturazione Elettronica 2026.

      Hai bisogno di assistenza per la tua partita IVA?

      Se hai dubbi sulla scelta del software di fatturazione o sulla gestione fiscale della tua attivita, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione.

      Contattaci:

      • Telefono: 0432 1638640
      • WhatsApp: 366 6018121
      • Email: info@centrofiscale.com

      Ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2026. Prezzi verificati su aruba.it.

      Febbraio 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-12 08:00:002026-05-31 22:36:32Aruba Fatturazione Elettronica Recensione 2026: Prezzi, Pro e Contro
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