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PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Contributi INPS 2026 Artigiani e Commercianti: Nuovi Minimi, Tabelle e Scadenze

contributi INPS artigiani e commercianti, regime forfettario


Indice dei contenuti

  1. Aumenti Contributi INPS 2026: Cosa Cambia per Artigiani e Commercianti
  2. Tabella Minimali Contributivi 2026 Artigiani
  3. Tabella Minimali Contributivi 2026 Commercianti
  4. Confronto Minimali 2025 vs 2026: Quanto Aumentano i Contributi
  5. Come Si Calcolano i Contributi INPS: Aliquote e Formule
  6. Scadenze Versamento Trimestrale 2026: Calendario Completo
  7. Esempi Pratici di Calcolo Contributi
  8. Come Versare: Modello F24 e Codici Tributo
  9. Esoneri e Riduzioni Contributive 2026
  10. Domande Frequenti sui Contributi INPS

Dal 1° gennaio 2026 sono entrati in vigore i nuovi minimali contributivi INPS per artigiani e commercianti, con aumenti significativi rispetto all’anno precedente. Le aliquote contributive rimangono invariate al 24% per il reddito eccedente il minimale, ma i contributi fissi obbligatori da versare sono cresciuti in linea con l’adeguamento ISTAT e le rivalutazioni previste dalla Legge di Bilancio 2026.

In questa guida completa aggiornata al 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega nel dettaglio:

  • I nuovi minimali contributivi 2026 per artigiani e commercianti
  • Le tabelle complete con tutti gli importi aggiornati
  • Il confronto 2025-2026 per capire quanto aumentano i contributi
  • Le scadenze di versamento trimestrale e i codici tributo F24
  • Esempi pratici di calcolo per diverse fasce di reddito
  • Gli esoneri e riduzioni disponibili per alcune categorie

Che tu sia un artigiano iscritto alla gestione INPS o un commerciante con partita IVA, questa guida ti aiuterà a comprendere esattamente quanto dovrai versare nel 2026 e come calcolare correttamente i tuoi contributi previdenziali.

Aumenti Contributi INPS 2026: Cosa Cambia per Artigiani e Commercianti

I contributi INPS per artigiani e commercianti si compongono di due parti:

  1. Contributo fisso sul reddito minimale (indipendente dal reddito effettivo, fino a un certo limite)
  2. Contributo proporzionale sul reddito eccedente (24% dell’eccedenza rispetto al minimale)

Per il 2026, le principali novità riguardano:

Reddito Minimale 2026

Il reddito minimale annuo su cui si calcolano i contributi fissi è stato adeguato all’inflazione ISTAT e alle rivalutazioni previste dalla normativa previdenziale. Per il 2026, il reddito minimale è fissato a:

  • 17.504 euro annui (incremento rispetto ai 17.193 euro del 2025)

Questo significa che anche se il tuo reddito effettivo è inferiore a questa soglia, dovrai comunque versare i contributi calcolati sul minimale. Se invece il tuo reddito supera i 17.504 euro, pagherai i contributi fissi sul minimale più il 24% sull’eccedenza (fino al massimale).

Massimale Contributivo 2026

Il massimale contributivo, ovvero il tetto oltre il quale non si versano ulteriori contributi proporzionali, è stato anch’esso rivalutato per il 2026:

  • 89.461 euro annui (rispetto agli 87.997 euro del 2025)

Chi supera questo reddito versa contributi sul minimale + 24% fino al massimale, ma non paga contributi aggiuntivi sulla parte eccedente gli 89.461 euro.

Aliquote Contributive 2026 (invariate)

Le aliquote contributive restano confermate per il 2026:

Tipo ContributoAliquota 2026
Contributo IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti)24%
Contributo maternitàIncluso nel 24%
Aliquota ridotta under 2122,35%

Nota importante: L’aliquota del 24% si applica solo al reddito eccedente il minimale di 17.504 euro. Sul reddito minimale si versa un contributo fisso che vedremo nelle tabelle seguenti.

Tabella Minimali Contributivi 2026 Artigiani

Gli artigiani iscritti alla gestione INPS versano contributi in base al proprio reddito d’impresa. Ecco la tabella completa dei minimali 2026:

Contributi Fissi Artigiani 2026

CategoriaReddito MinimaleContributo Annuo FissoContributo Trimestrale
Artigiani con più di 21 anni17.504 euro4.201 euro1.050,25 euro
Artigiani under 2117.504 euro3.912 euro978 euro
Coadiuvanti/Coadiutori under 2117.504 euro3.912 euro978 euro
Collaboratori over 2117.504 euro4.201 euro1.050,25 euro

Come leggere la tabella:

  • Contributo annuo fisso: è l’importo minimo da versare in un anno, calcolato applicando l’aliquota del 24% (o 22,35% per under 21) al reddito minimale di 17.504 euro
  • Contributo trimestrale: è la rata da versare ogni trimestre (contributo annuo diviso 4)

Calcolo Contributo Eccedente Minimale

Se il tuo reddito d’impresa supera 17.504 euro, oltre al contributo fisso dovrai versare il 24% sull’eccedenza.

Formula:

Contributo totale = Contributo fisso (4.201 euro) + [(Reddito - 17.504) x 24%]

Esempio: Artigiano con reddito di 35.000 euro:

  • Contributo fisso: 4.201 euro
  • Eccedenza: 35.000 – 17.504 = 17.496 euro
  • Contributo su eccedenza: 17.496 x 24% = 4.199 euro
  • Contributo totale annuo: 8.400 euro

Tabella Minimali Contributivi 2026 Commercianti

I commercianti iscritti alla gestione INPS seguono le stesse regole degli artigiani, con minimali e aliquote identiche. La distinzione è solo amministrativa, in base al codice ATECO dell’attività.

Contributi Fissi Commercianti 2026

CategoriaReddito MinimaleContributo Annuo FissoContributo Trimestrale
Commercianti con più di 21 anni17.504 euro4.201 euro1.050,25 euro
Commercianti under 2117.504 euro3.912 euro978 euro
Coadiuvanti familiari17.504 euro4.201 euro1.050,25 euro

Chi deve iscriversi come commerciante?

  • Esercenti attività di commercio al dettaglio (negozi, e-commerce)
  • Commercio all’ingrosso
  • Agenzie di servizi (immobiliari, viaggi, intermediazione)
  • Attività di ristorazione e somministrazione (bar, ristoranti)
  • Rappresentanti e agenti di commercio

La distinzione tra artigiani e commercianti è importante ai fini della registrazione presso la Camera di Commercio, ma non influisce sugli importi contributivi INPS.

Confronto Minimali 2025 vs 2026: Quanto Aumentano i Contributi

Analizziamo nel dettaglio quanto sono aumentati i contributi INPS nel passaggio dal 2025 al 2026:

Tabella Comparativa Minimali e Contributi

Elemento20252026Aumento% Variazione
Reddito minimale17.193 euro17.504 euro+311 euro+1,81%
Contributo annuo fisso (24%)4.126 euro4.201 euro+75 euro+1,82%
Contributo trimestrale1.031,50 euro1.050,25 euro+18,75 euro+1,82%
Massimale contributivo87.997 euro89.461 euro+1.464 euro+1,66%

Impatto Concreto per Redditi Diversi

Vediamo quanto aumenta la spesa contributiva per diverse fasce di reddito:

Reddito d’ImpresaContributi 2025Contributi 2026Aumento Annuo
15.000 euro (sotto minimale)4.126 euro4.201 euro+75 euro
25.000 euro6.000 euro6.100 euro+100 euro
35.000 euro8.400 euro8.499 euro+99 euro
50.000 euro12.000 euro12.200 euro+200 euro
70.000 euro16.800 euro17.100 euro+300 euro
90.000 euro (oltre massimale)21.000 euro21.370 euro+370 euro

Nota: Gli importi sono arrotondati. L’aumento è proporzionale al reddito: chi guadagna di più paga di più in valore assoluto, ma la percentuale resta costante.

Cause dell’Aumento 2026

L’incremento dei contributi INPS 2026 è dovuto a:

  • Rivalutazione ISTAT: adeguamento all’inflazione 2025 (+1,8% circa)
  • Legge di Bilancio 2026: aggiornamento automatico dei minimali previdenziali
  • Obiettivi di sostenibilità INPS: garantire equilibrio tra contributi versati e prestazioni erogate

Come Si Calcolano i Contributi INPS: Aliquote e Formule

Il calcolo dei contributi INPS per artigiani e commercianti può sembrare complesso, ma seguendo pochi passaggi diventa semplice. Vediamo le formule e le modalità di calcolo.

Formula Generale di Calcolo

Il calcolo dipende da dove si colloca il tuo reddito rispetto al minimale e al massimale:

Caso 1: Reddito Inferiore al Minimale (< 17.504 euro)

Contributo annuo = 4.201 euro (fisso)

Anche se il reddito è basso o nullo, il contributo minimo è dovuto. Unica eccezione: esoneri specifici (vedi sezione dedicata).

Caso 2: Reddito tra Minimale e Massimale (17.504 – 89.461 euro)

Contributo annuo = 4.201 euro + [(Reddito - 17.504) x 24%]

Esempio: Commerciante con reddito di 40.000 euro:

  • Contributo fisso: 4.201 euro
  • Eccedenza: 40.000 – 17.504 = 22.496 euro
  • Contributo su eccedenza: 22.496 x 24% = 5.399 euro
  • Totale: 4.201 + 5.399 = 9.600 euro annui

Caso 3: Reddito Superiore al Massimale (> 89.461 euro)

Contributo annuo = 4.201 euro + [(89.461 - 17.504) x 24%]
                 = 4.201 + 17.270 = 21.471 euro (contributo massimo)

Chi supera il massimale non paga contributi aggiuntivi sull’eccedenza.

Aliquote Ridotte per Under 21

Gli artigiani e commercianti con meno di 21 anni beneficiano di un’aliquota ridotta del 22,35% invece del 24%:

Contributo fisso under 21 = 17.504 x 22,35% = 3.912 euro/anno

Risparmio annuo: 4.201 – 3.912 = 289 euro

L’aliquota ridotta si applica fino al compimento del 21° anno di età.

Reddito da Considerare per il Calcolo

Il reddito su cui calcolare i contributi è quello determinato secondo le regole fiscali:

  • Regime ordinario: reddito d’impresa (ricavi – costi) dichiarato nel Modello Redditi
  • Regime forfettario: reddito imponibile forfettario (ricavi x coefficiente di redditività)

Esempio regime forfettario: Artigiano con ricavi 50.000 euro e coefficiente 67%:

  • Reddito imponibile: 50.000 x 67% = 33.500 euro
  • Contributi INPS: 4.201 + [(33.500 – 17.504) x 24%] = 8.040 euro

Scadenze Versamento Trimestrale 2026: Calendario Completo

I contributi INPS per artigiani e commercianti si versano in quattro rate trimestrali a cadenza fissa. Ecco il calendario completo per il 2026:

Calendario Scadenze Trimestrali 2026

TrimestreScadenzaImporto Minimo (>21 anni)Importo Minimo (under 21)
1° Trimestre (gennaio-marzo)16 maggio 20261.050,25 euro978 euro
2° Trimestre (aprile-giugno)20 agosto 20261.050,25 euro978 euro
3° Trimestre (luglio-settembre)16 novembre 20261.050,25 euro978 euro
4° Trimestre (ottobre-dicembre)16 febbraio 20271.050,25 euro978 euro

Note importanti:

  • Se la scadenza cade di sabato o festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo
  • Gli importi indicati sono minimi (contributo sul reddito minimale diviso 4)
  • Se il reddito supera il minimale, i versamenti trimestrali sono acconti da conguagliare l’anno successivo

Acconto e Saldo Contributivo

Il sistema di versamento dei contributi INPS per artigiani e commercianti funziona in acconto e saldo:

Durante il 2026: Versamenti Trimestrali (Acconto)

Nelle quattro scadenze trimestrali versi acconti calcolati:

  • Sul reddito minimale se non hai ancora dichiarato il reddito definitivo
  • Oppure in base al reddito dell’anno precedente se già noto

Giugno 2027: Saldo in Dichiarazione dei Redditi

Quando presenti la dichiarazione dei redditi 2027 (per i redditi 2026), calcoli:

  • Contributo dovuto in base al reddito effettivo 2026
  • Acconti già versati nei quattro trimestri
  • Saldo (differenza da pagare o credito da recuperare)

Esempio pratico:

  • Reddito effettivo 2026: 30.000 euro
  • Contributi dovuti: 4.201 + [(30.000 – 17.504) x 24%] = 7.200 euro
  • Acconti versati (4 rate): 4 x 1.050,25 = 4.201 euro
  • Saldo da pagare a giugno 2027: 7.200 – 4.201 = 2.999 euro

Sanzioni per Ritardato Pagamento

Il mancato o ritardato versamento dei contributi comporta:

  • Interessi di mora: calcolati giorno per giorno dal giorno di scadenza
  • Sanzioni amministrative: fino al 30% dell’importo non versato
  • Cartella esattoriale: l’INPS notifica le somme dovute con aggravio di ulteriori costi

Consiglio: Se hai difficoltà economiche, contatta tempestivamente l’INPS o il CAF per valutare piani di rateizzazione prima che scadano i termini.

Esempi Pratici di Calcolo Contributi

Vediamo alcuni casi concreti per capire esattamente quanto si paga in contributi INPS nel 2026:

Esempio 1: Artigiano Idraulico con Reddito Minimo

Dati:

  • Reddito d’impresa 2026: 12.000 euro (sotto il minimale)
  • Età: 35 anni (aliquota ordinaria 24%)
  • Gestione: Artigiani INPS

Calcolo contributi:

Anche se il reddito è sotto il minimale di 17.504 euro, deve comunque versare il contributo fisso:

  • Contributo annuo: 4.201 euro
  • Rate trimestrali: 1.050,25 euro x 4
  • Incidenza sul reddito: 4.201 / 12.000 = 35% (molto alta perché sotto minimale)

Esempio 2: Commerciante E-commerce Forfettario

Dati:

  • Ricavi 2026: 60.000 euro
  • Regime forfettario, coefficiente redditività: 40%
  • Reddito imponibile: 60.000 x 40% = 24.000 euro
  • Età: 28 anni

Calcolo contributi:

  • Contributo fisso: 4.201 euro
  • Eccedenza minimale: 24.000 – 17.504 = 6.496 euro
  • Contributo su eccedenza: 6.496 x 24% = 1.559 euro
  • Contributo totale annuo: 4.201 + 1.559 = 5.760 euro
  • Incidenza sul reddito: 5.760 / 24.000 = 24%

Esempio 3: Giovane Artigiano Under 21 con Agevolazioni

Dati:

  • Reddito d’impresa 2026: 18.000 euro
  • Età: 20 anni (aliquota ridotta 22,35%)
  • Prima attività avviata nel 2025

Calcolo contributi:

  • Contributo fisso (aliquota ridotta): 17.504 x 22,35% = 3.912 euro
  • Eccedenza minimale: 18.000 – 17.504 = 496 euro
  • Contributo su eccedenza: 496 x 22,35% = 111 euro
  • Contributo totale annuo: 3.912 + 111 = 4.023 euro
  • Risparmio rispetto ad aliquota ordinaria: 289 euro/anno

Esempio 4: Artigiano con Reddito Alto (vicino al massimale)

Dati:

  • Reddito d’impresa 2026: 80.000 euro
  • Età: 45 anni

Calcolo contributi:

  • Contributo fisso: 4.201 euro
  • Eccedenza minimale: 80.000 – 17.504 = 62.496 euro
  • Contributo su eccedenza: 62.496 x 24% = 14.999 euro
  • Contributo totale annuo: 4.201 + 14.999 = 19.200 euro
  • Incidenza sul reddito: 19.200 / 80.000 = 24%

Riepilogo Comparativo

CasoRedditoContributi AnnuiIncidenza %
Esempio 1 (sotto minimale)12.000 euro4.201 euro35%
Esempio 2 (forfettario)24.000 euro5.760 euro24%
Esempio 3 (under 21)18.000 euro4.023 euro22,35%
Esempio 4 (alto reddito)80.000 euro19.200 euro24%

Osservazione: L’incidenza percentuale sui redditi sopra il minimale è costante al 24%, mentre chi ha redditi bassi subisce un’incidenza molto più alta a causa del contributo fisso obbligatorio.

Come Versare: Modello F24 e Codici Tributo

I contributi INPS per artigiani e commercianti si versano tramite modello F24 con codici tributo specifici. Vediamo come compilarlo correttamente.

Codici Tributo F24 per Artigiani

Codice TributoDescrizioneQuando si Usa
AR01Contributi IVS artigiani – Quota fissaVersamento trimestrale sul minimale
AR02Contributi IVS artigiani – Quota eccedenteSaldo su redditi oltre il minimale
AR03Contributi IVS artigiani – MaternitàContributo maternità (già incluso nell’aliquota 24%)

Codici Tributo F24 per Commercianti

Codice TributoDescrizioneQuando si Usa
CM01Contributi IVS commercianti – Quota fissaVersamento trimestrale sul minimale
CM02Contributi IVS commercianti – Quota eccedenteSaldo su redditi oltre il minimale
CM03Contributi IVS commercianti – MaternitàContributo maternità (già incluso nell’aliquota 24%)

Come Compilare il Modello F24

Vediamo passo per passo la compilazione del modello F24 per i contributi trimestrali:

Sezione da Compilare: INPS

I contributi artigiani e commercianti vanno nella sezione INPS del modello F24 (non nella sezione Erario).

Campi da Compilare

  1. Codice tributo: AR01 (artigiani) o CM01 (commercianti)
  2. Matricola INPS: il tuo numero di matricola (10 cifre)
  3. Periodo di riferimento: trimestre di competenza (es. 01 per 1° trimestre)
  4. Anno di riferimento: 2026
  5. Importo a debito: 1.050,25 euro (o 978 euro se under 21)

Esempio Compilazione (Artigiano 1° Trimestre 2026)

Sezione INPS
- Codice tributo: AR01
- Matricola INPS: 1234567890
- Periodo: 01 (gennaio-marzo)
- Anno: 2026
- Importo a debito: 1.050,25 euro

Modalità di Pagamento

Puoi versare il modello F24 tramite:

  • Home banking: la maggior parte delle banche consente il pagamento F24 online
  • Sportello bancario/postale: presentando il modello compilato (per importi < 1.000 euro anche in contanti)
  • Servizi telematici Agenzia Entrate: tramite Entratel o Fisconline
  • Intermediario abilitato: CAF o commercialista possono gestire i versamenti per te

Consiglio: Se non sei sicuro della compilazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine. Ti aiuteremo a calcolare gli importi corretti e compilare i modelli F24.

Esoneri e Riduzioni Contributive 2026

In alcuni casi è possibile ottenere esoneri o riduzioni dei contributi INPS. Vediamo le principali agevolazioni disponibili nel 2026:

Esonero per Nuove Attività Giovanili (fino a 35 anni)

I giovani artigiani e commercianti che avviano una nuova attività possono beneficiare di uno sconto contributivo del 50% per i primi 3 anni, a condizione che:

  • Abbiano meno di 35 anni al momento dell’apertura della partita IVA
  • Non abbiano mai svolto attività artigianale/commerciale in precedenza
  • Il reddito non superi determinate soglie

Importo ridotto:

  • Contributo annuo: 4.201 / 2 = 2.100,50 euro
  • Contributo trimestrale: 525,12 euro

Come richiederlo: Compilare il modulo di domanda all’INPS entro 90 giorni dall’apertura della partita IVA.

Riduzione per Pensionati Attivi

Gli artigiani e commercianti già pensionati che continuano a lavorare possono richiedere l’esonero parziale o totale dei contributi IVS, mantenendo solo il contributo maternità.

Requisiti:

  • Essere titolare di pensione di vecchiaia o anticipata
  • Continuare a svolgere attività artigianale/commerciale

Contributo ridotto: circa 200-300 euro/anno (solo maternità)

Sospensione per Maternità/Paternità

Le artigiane e commercianti in maternità possono richiedere la sospensione dei contributi per i periodi di:

  • Congedo di maternità: 5 mesi (2 prima + 3 dopo il parto)
  • Congedo parentale: fino a 6 mesi (facoltativo)

Durante questi periodi, non sono dovuti i contributi fissi. La copertura contributiva è garantita dall’INPS.

Riduzione per Coadiuvanti Familiari

I coadiuvanti e coadiutori familiari (es. moglie che aiuta il marito artigiano) beneficiano di contributi ridotti:

  • Aliquota: 21% invece del 24%
  • Contributo annuo fisso: circa 3.670 euro

Rateizzazione per Difficoltà Economiche

Se hai difficoltà a pagare i contributi, puoi richiedere all’INPS un piano di rateizzazione:

  • Fino a 24 mesi per importi sotto i 10.000 euro
  • Fino a 72 mesi per importi superiori
  • Interessi agevolati rispetto a sanzioni e more

Importante: La rateizzazione va richiesta prima della scadenza per evitare sanzioni.

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Domande Frequenti sui Contributi INPS 2026

1. Quanto costa al mese la contribuzione INPS per artigiani e commercianti nel 2026?

Il contributo mensile minimo (calcolando la rata trimestrale divisa 3) è di circa 350 euro al mese per chi ha più di 21 anni. Questo importo sale se il reddito supera il minimale di 17.504 euro annui.

2. Devo pagare i contributi INPS anche se non ho guadagnato nulla?

Sì, il contributo minimo è sempre dovuto, anche se l’attività non ha prodotto reddito. L’unica eccezione sono casi di sospensione/cessazione dell’attività comunicati all’INPS.

3. Posso dedurre i contributi INPS dalla dichiarazione dei redditi?

Sì, i contributi INPS versati sono interamente deducibili dal reddito d’impresa, riducendo la base imponibile IRPEF (o imposta sostitutiva se sei in regime forfettario).

4. Se pago in ritardo i contributi INPS, cosa succede?

Il ritardo comporta interessi di mora calcolati giornalmente e sanzioni fino al 30% dell’importo dovuto. Inoltre, l’INPS può emettere una cartella esattoriale con ulteriori aggravi di spese.

5. I contributi INPS danno diritto alla pensione?

Sì, i contributi versati come artigiano o commerciante sono utili ai fini pensionistici e danno diritto a:

  • Pensione di vecchiaia (67 anni con almeno 20 anni di contributi)
  • Pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per uomini, 41 anni e 10 mesi per donne)
  • Pensione di invalidità e pensione ai superstiti

6. Come faccio a sapere la mia matricola INPS?

La matricola INPS è un codice di 10 cifre che ti viene assegnato al momento dell’iscrizione alla gestione artigiani o commercianti. Puoi trovarla:

  • Nella comunicazione INPS di iscrizione
  • Accedendo al sito INPS con SPID nell’area “Fascicolo previdenziale”
  • Chiedendo al tuo CAF o commercialista

7. Cosa succede se chiudo la partita IVA a metà anno?

Se chiudi l’attività in corso d’anno, i contributi si calcolano proporzionalmente ai mesi di attività. Ad esempio, se chiudi il 30 giugno, dovrai versare metà del contributo annuo (6 mesi su 12).

Importante: Devi comunicare la cessazione all’INPS entro 30 giorni per interrompere l’obbligo contributivo.

8. Posso versare i contributi in un’unica soluzione annuale invece che trimestralmente?

No, l’INPS richiede obbligatoriamente il versamento trimestrale alle scadenze fisse. Non è possibile versare tutto insieme a inizio o fine anno. Il mancato rispetto delle scadenze comporta sanzioni.


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      Febbraio 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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      PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

      Imposta Sostitutiva Regime Forfettario 2026: Aliquote, Calcolo e Versamento F24

      regime forfettario partita iva

      Aggiornamento del 4 settembre 2026 – Rettifica

      Aliquota della Gestione Separata INPS 2026 rettificata: 26,07% per i liberi professionisti senza altra tutela pensionistica obbligatoria e 24% per pensionati o già assicurati altrove (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026). Una versione precedente riportava erroneamente il 26,23%; gli esempi di calcolo sono stati ricalcolati.


      Indice dei contenuti

      1. Cos’è l’Imposta Sostitutiva nel Regime Forfettario
      2. Aliquote dell’Imposta Sostitutiva: 5% e 15%
      3. Come si Calcola la Base Imponibile: Coefficienti di Redditività
      4. Versamento con Modello F24: Codici Tributo è Modalità
      5. Scadenze di Versamento: Acconto è Saldo
      6. Confronto con Regime IRPEF Ordinario: Quanto si Risparmia
      7. Contributi INPS: Gestione Separata è Casse Professionali
      8. Cosa Include è Cosa NON Include l’Imposta Sostitutiva

      L’imposta sostitutiva è il cuore del regime forfettario, il regime fiscale agevolato più diffuso tra partite IVA, freelance è professionisti in Italia. Si tratta di un’unica imposta semplificata che sostituisce IRPEF, addizionali regionali è comunali, è IRAP, con aliquote estremamente vantaggiose: 5% per le nuove attività e 15% per le attività ordinarie.

      Ma come funziona esattamente l’imposta sostitutiva? Come si calcola la base imponibile? Quali sono i codici tributo per il versamento con modello F24? Quali sono le scadenze di acconto è saldo? è soprattutto, quanto si risparmia davvero rispetto al regime ordinario IRPEF?

      In questa guida completa aggiornata al 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega nel dettaglio tutto quello che devi sapere sull’imposta sostitutiva nel regime forfettario: dalla normativa di riferimento ai calcoli pratici, dagli esempi concreti alle risposte alle domande più frequenti.

      Cos’è l’Imposta Sostitutiva nel Regime Forfettario

      L’imposta sostitutiva è l’elemento caratterizzante del regime forfettario, introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 (L. 190/2014) è successivamente modificato dalla Legge di Bilancio 2019 (L. 145/2018) che ha innalzato la soglia di ricavi a 85.000 euro annui.

      Si tratta di un’imposta semplificata che, come suggerisce il nome, sostituisce le seguenti imposte ordinarie:

      • IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche)
      • Addizionali regionali all’IRPEF
      • Addizionali comunali all’IRPEF
      • IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive)

      L’imposta sostitutiva NON sostituisce invece:

      • Contributi previdenziali INPS (Gestione Separata o casse professionali)
      • IVA (il regime forfettario prevede comunque esenzione IVA)
      • Ritenute d’acconto subite (che vanno indicate in dichiarazione come credito)
      • Tributi locali (IMU, TARI, ecc.)

      Normativa di Riferimento

      Le fonti normative principali sono:

      • Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015) – Art. 1, commi 54-89
      • Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di Bilancio 2019) – Art. 1, commi 9-11
      • Provvedimento Agenzia delle Entrate 22 dicembre 2021 – Aggiornamento codici tributo
      • Circolare Agenzia delle Entrate n. 9/è del 10 aprile 2019 – Chiarimenti regime forfettario

      Aliquote dell’Imposta Sostitutiva: 5% e 15%

      Il regime forfettario prevede due aliquote differenziate per l’imposta sostitutiva, a seconda che si tratti di nuova attività o attività ordinaria.

      Aliquota Agevolata al 5% (Startup)

      L’aliquota agevolata del 5% si applica per i primi 5 anni di attività (periodo d’imposta di inizio attività + 4 anni successivi), a condizione che siano rispettati tutti i seguenti requisiti cumulativi:

      1. Attività non costituisca mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (escluso il praticantato obbligatorio)
      2. Attività non costituisca prosecuzione di altra attività precedentemente svolta da soggetto che ha avuto rapporti di collaborazione o lavoro con il contribuente nei 3 anni precedenti
      3. Attività non costituisca prosecuzione di altra impresa già esistente da cui sono stati acquisiti beni strumentali per un valore superiore a 30.000 euro nel triennio precedente

      Esempio pratico: Mario apre partita IVA come consulente informatico il 15 marzo 2026. Non ha mai svolto attività analoga come dipendente né ha acquisito beni da imprese preesistenti. Può applicare l’aliquota del 5% dal 2026 al 2030 (5 anni).

      Aliquota Ordinaria al 15%

      L’aliquota ordinaria del 15% si applica in tutti gli altri casi:

      • Contribuenti che non rispettano i requisiti per l’aliquota al 5%
      • Contribuenti che hanno superato i 5 anni di attività agevolata
      • Contribuenti che transitano da regime ordinario a forfettario

      Esempio pratico: Laura è una grafica freelance con partita IVA aperta nel 2020 in regime ordinario. Nel 2026 passa al forfettario. Applicherà subito l’aliquota del 15%, non avendo diritto all’agevolazione startup.

      Tabella Riepilogativa Aliquote

      CasisticaAliquotaDurata
      Nuova attività con requisiti startup5%5 anni (anno inizio + 4)
      Attività ordinaria / dopo 5 anni15%Fino a permanenza nel regime
      Transito da regime ordinario15%Fino a permanenza nel regime

      Come si Calcola la Base Imponibile: Coefficienti di Redditività

      A differenza del regime ordinario dove il reddito imponibile si calcola sottraendo i costi dai ricavi, nel regime forfettario la base imponibile si determina in modo forfettario applicando ai ricavi/compensi un coefficiente di redditività che varia a seconda del codice ATECO dell’attività.

      Formula di Calcolo

      Base Imponibile = Ricavi/Compensi × Coefficiente di Redditività

      Dove:

      • Ricavi/Compensi = totale incassato nell’anno (criterio di cassa)
      • Coefficiente di Redditività = percentuale fissa prevista per il codice ATECO

      Tabella Coefficienti di Redditività per Codice ATECO

      Codice ATECOAttivitàCoefficiente
      Da 01 a 03Agricoltura, silvicoltura, pesca25%
      Da 05 a 09Estrazione minerali40%
      Da 10 a 33Attività manifatturiere40%
      Da 35 a 39Energia, gas, acqua, rifiuti40%
      Da 41 a 43Costruzioni è attività immobiliari86%
      Da 45 a 47Commercio all’ingrosso è al dettaglio40%
      Da 49 a 53Trasporti è magazzinaggio40%
      Da 55 a 56Attività di alloggio è ristorazione40%
      Da 58 a 63Servizi di informazione è comunicazione78%
      Da 64 a 66Attività finanziarie è assicurative67%
      68Attività immobiliari86%
      Da 69 a 75Attività professionali, scientifiche è tecniche78%
      Da 77 a 82Noleggio, agenzie viaggio, servizi alle imprese67%
      Da 84 a 99Altri servizi (istruzione, sanità, assistenza, cultura, sport)67%

      Fonte: Allegato 4, Legge 190/2014

      Esempi Pratici di Calcolo

      Esempio 1: Consulente informatico (ATECO 62.02.00 – Servizi IT)

      • Ricavi annui 2026: 45.000 euro
      • Coefficiente redditività: 78% (da 58 a 63)
      • Base imponibile = 45.000 × 78% = 35.100 euro
      • Imposta sostitutiva (aliquota 15%) = 35.100 × 15% = 5.265 euro

      Esempio 2: E-commerce abbigliamento (ATECO 47.91.10 – Commercio dettaglio online)

      • Ricavi annui 2026: 70.000 euro
      • Coefficiente redditività: 40% (da 45 a 47)
      • Base imponibile = 70.000 × 40% = 28.000 euro
      • Imposta sostitutiva (aliquota 15%) = 28.000 × 15% = 4.200 euro

      Esempio 3: Architetto startup (ATECO 71.11.00 – Attività architettura)

      • Ricavi annui 2026 (primo anno attività): 30.000 euro
      • Coefficiente redditività: 78% (da 69 a 75)
      • Base imponibile = 30.000 × 78% = 23.400 euro
      • Imposta sostitutiva (aliquota startup 5%) = 23.400 × 5% = 1.170 euro

      Versamento con Modello F24: Codici Tributo è Modalità

      L’imposta sostitutiva nel regime forfettario si versa tramite modello F24 in due rate (acconto è saldo), utilizzando codici tributo specifici diversi a seconda dell’aliquota applicata.

      Codici Tributo per Versamento F24

      TipologiaAliquota 5%Aliquota 15%
      Acconto prima rata (40%)17901790
      Acconto seconda rata (60%)17901790
      Saldo annuale17901790

      Nota importante: Dal 2022, è stato introdotto il codice tributo unificato 1790 sia per l’aliquota 5% che per il 15%. Prima esistevano codici separati (1790 per 5%, 1791 per 15%).

      Fonte: Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 38/è del 20 maggio 2022

      Come Compilare il Modello F24

      Il versamento dell’imposta sostitutiva va inserito nella Sezione Erario del modello F24:

      1. Codice tributo: 1790
      2. Anno di riferimento: Anno d’imposta (es. 2026)
      3. Importi a debito versati: Importo da versare
      4. Rateazione/Regione/Prov/Mese rif: Lasciare vuoto (salvo casi particolari di rateizzazione)

      Modalità di versamento:

      • Home Banking (tramite portale banca con delega F24)
      • Servizi telematici Agenzia Entrate (Entratel/Fisconline)
      • Intermediari abilitati (commercialisti, CAF)

      NON è più possibile versare F24 in contanti allo sportello bancario dal 1° ottobre 2014 per tributi superiori a 1.000 euro.

      Scadenze di Versamento: Acconto è Saldo

      L’imposta sostitutiva nel regime forfettario segue le stesse scadenze dell’IRPEF ordinaria, con versamento in due momenti: acconto (diviso in due rate) e saldo.

      Calendario Scadenze 2026

      TipologiaScadenza OrdinariaScadenza con maggiorazione 0,40%
      Saldo 202530 giugno 202630 luglio 2026
      Acconto 2026 (prima rata 40%)30 giugno 202630 luglio 2026
      Acconto 2026 (seconda rata 60%)30 novembre 2026–

      Note importanti:

      • Se il 30 giugno o il 30 novembre cadono di sabato o festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo
      • La maggiorazione dello 0,40% consente di versare entro il 30 luglio (solo per saldo è prima rata acconto)
      • Per chi presenta la dichiarazione in regime agevolato (ISA), le scadenze possono slittare al 31 luglio

      Calcolo dell’Acconto

      L’acconto dell’imposta sostitutiva si calcola come segue:

      Acconto totale = 100% dell’imposta dovuta nell’anno precedente

      Suddiviso in:

      • Prima rata (40%): da versare entro il 30 giugno
      • Seconda rata (60%): da versare entro il 30 novembre

      Esempio pratico:

      Luca ha versato 5.000 euro di imposta sostitutiva per il 2025. Per il 2026 dovrà versare:

      • Acconto 2026 totale: 5.000 euro (100% del 2025)
      • Prima rata (40%): 5.000 × 40% = 2.000 euro (entro 30 giugno 2026)
      • Seconda rata (60%): 5.000 × 60% = 3.000 euro (entro 30 novembre 2026)

      A giugno 2027 (dichiarazione 2027 per redditi 2026), Luca calcolerà il saldo confrontando l’imposta dovuta nel 2026 con l’acconto già versato, è verserà l’eventuale differenza.

      Esonero dall’Acconto

      Non è dovuto l’acconto nei seguenti casi:

      1. Primo anno di attività (non c’è imposta anno precedente)
      2. Imposta anno precedente inferiore a 51,65 euro
      3. Transito da regime ordinario a forfettario nell’anno in corso

      Confronto con Regime IRPEF Ordinario: Quanto si Risparmia

      Uno dei principali vantaggi del regime forfettario è il significativo risparmio fiscale rispetto al regime ordinario IRPEF. Vediamo nel dettaglio quanto si risparmia con esempi concreti.

      Tassazione IRPEF Ordinaria 2026

      Nel regime ordinario, il reddito imponibile è tassato con aliquote IRPEF progressive per scaglioni:

      Scaglione di RedditoAliquota IRPEF
      Fino a 28.000 euro23%
      Da 28.001 a 50.000 euro35%
      Da 50.001 a 100.000 euro43%
      Oltre 100.000 euro43%

      A cui si aggiungono:

      • Addizionale regionale: da 0,90% a 3,33% (varia per regione)
      • Addizionale comunale: fino a 0,8% (varia per comune)
      • IRAP: 3,9% (per professionisti con dipendenti/collaboratori)

      Esempio Comparativo 1: Consulente Informatico

      Dati:

      • Ricavi annui: 45.000 euro
      • Codice ATECO: 62.02.00 (coefficiente 78%)
      • Costi effettivi in regime ordinario: 10.000 euro

      Regime Forfettario (aliquota 15%):

      • Base imponibile: 45.000 × 78% = 35.100 euro
      • Imposta sostitutiva: 35.100 × 15% = 5.265 euro
      • Carico fiscale totale: 5.265 euro (11,7% sui ricavi)

      Regime Ordinario IRPEF:

      • Reddito imponibile: 45.000 – 10.000 = 35.000 euro
      • IRPEF: (28.000 × 23%) + (7.000 × 35%) = 6.440 + 2.450 = 8.890 euro
      • Addizionale regionale (es. 1,73%): 35.000 × 1,73% = 606 euro
      • Addizionale comunale (es. 0,8%): 35.000 × 0,8% = 280 euro
      • Carico fiscale totale: 9.776 euro (21,7% sui ricavi)

      RISPARMIO FORFETTARIO: 9.776 – 5.265 = 4.511 euro all’anno

      Esempio Comparativo 2: E-commerce con Aliquota Startup 5%

      Dati:

      • Ricavi annui primo anno: 30.000 euro
      • Codice ATECO: 47.91.10 (coefficiente 40%)
      • Costi effettivi: 8.000 euro

      Regime Forfettario (aliquota startup 5%):

      • Base imponibile: 30.000 × 40% = 12.000 euro
      • Imposta sostitutiva: 12.000 × 5% = 600 euro
      • Carico fiscale: 600 euro (2% sui ricavi)

      Regime Ordinario IRPEF:

      • Reddito imponibile: 30.000 – 8.000 = 22.000 euro
      • IRPEF: 22.000 × 23% = 5.060 euro
      • Addizionali: circa 550 euro
      • Carico fiscale: 5.610 euro (18,7% sui ricavi)

      RISPARMIO FORFETTARIO: 5.610 – 600 = 5.010 euro all’anno

      Quando Conviene il Forfettario

      Il regime forfettario è particolarmente vantaggioso quando:

      • Costi effettivi bassi (sotto il 30-40% dei ricavi)
      • Ricavi contenuti (sotto i 70.000 euro annui)
      • Attività con coefficiente alto (78%, 86%)
      • Primi 5 anni con aliquota al 5%

      Potrebbe non convenire se:

      • Costi effettivi molto alti (oltre 50-60% dei ricavi)
      • Necessità di scaricare IVA su acquisti importanti
      • Lavoro prevalente con PA o grandi aziende (ritenuta 20%)

      Contributi INPS: Gestione Separata è Casse Professionali

      È importante chiarire che l’imposta sostitutiva NON include i contributi previdenziali, che vanno calcolati è versati separatamente.

      Gestione Separata INPS (Artigiani è Commercianti esclusi)

      La maggior parte dei forfettari versa i contributi nella Gestione Separata INPS, con aliquota 26,07% per il 2026 (24% per chi è già pensionato o iscritto ad altra gestione), come da circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026.

      Base di calcolo: reddito imponibile forfettario (ricavi × coefficiente)

      Esempio:

      • Consulente con ricavi 45.000 euro
      • Coefficiente 78%
      • Base imponibile: 35.100 euro
      • Contributi INPS: 35.100 × 26,07% = 9.151 euro

      Scadenze versamento INPS Gestione Separata:

      RataScadenzaPercentuale
      Acconto 40%30 giugno40% contributi anno precedente
      Acconto 60%30 novembre60% contributi anno precedente
      Saldo30 giugno anno successivoDifferenza tra dovuto è versato

      Codici tributo F24:

      • PXX (es. P16 per 2026): Contributi Gestione Separata

      Casse Professionali Private

      Alcune categorie versano contributi a casse professionali private invece che all’INPS:

      ProfessioneCassa di PrevidenzaAliquota Indicativa
      AvvocatiCassa Forense14,5% + quota fissa
      MediciENPAM19,5% + quota fissa
      Ingegneri/ArchitettiInarcassa15% + quota fissa
      CommercialistiCNPADC18% + quota fissa
      GeometriCIPAG18% + quota fissa
      GiornalistiINPGI17% + quota fissa
      PsicologiENPAP10% + quota fissa
      FisioterapistiENPAPI17% + quota fissa

      Le modalità di versamento, scadenze è aliquote variano per ciascuna cassa. Consultare il regolamento della propria cassa di appartenenza.

      Minimali è Massimali Contributivi

      Attenzione: molte casse professionali prevedono contributi minimi fissi annuali da versare anche se il reddito è basso o nullo.

      Esempio Inarcassa 2026:

      • Contributo soggettivo minimo: circa 2.500 euro/anno
      • Contributo integrativo: 4% sui compensi incassati
      • Contributo maternità: circa 60 euro/anno

      Questi importi sono indipendenti dall’imposta sostitutiva è vanno versati anche se il reddito è zero.

      Cosa Include è Cosa NON Include l’Imposta Sostitutiva

      È fondamentale comprendere quali imposte sono sostituite dall’imposta forfettaria è quali invece vanno gestite separatamente.

      Imposte SOSTITUITE (incluse nell’imposta sostitutiva)

      ImpostaNote
      IRPEFImposta sul reddito delle persone fisiche
      Addizionale regionale IRPEFDall’1,23% al 3,33% a seconda della regione
      Addizionale comunale IRPEFFino allo 0,8% a seconda del comune
      IRAPImposta regionale attività produttive (3,9%)

      Risparmio complessivo stimato: dal 30% al 50% del carico fiscale ordinario

      Imposte è Contributi NON SOSTITUITE (da versare separatamente)

      TipologiaDescrizioneAliquota/Importo
      Contributi INPSGestione Separata o Casse professionaliDal 10% al 26,07%
      IVARegime di esenzione (no addebito, no detrazione)–
      IMUImposta municipale su immobili strumentali0,76% – 1,06%
      TARITassa rifiuti per locali commercialiVaria per comune
      Bollo fatture elettroniche2 euro per fattura >77,47 euro senza IVA2 euro/fattura
      Diritto CCIAADiritto annuale Camera di CommercioDa 50 a 200 euro

      Ritenute d’Acconto: Attenzione al Credito

      Quando lavori con soggetti che applicano ritenuta d’acconto del 20% (es. aziende, PA), questa ritenuta NON è un’imposta aggiuntiva, ma un credito d’imposta che puoi recuperare in dichiarazione dei redditi.

      Esempio pratico:

      • Fatturi 10.000 euro a un’azienda
      • L’azienda ti versa: 10.000 – 20% = 8.000 euro
      • La ritenuta di 2.000 euro è un credito che recuperi in dichiarazione

      In dichiarazione dei redditi, confronterai:

      • Imposta sostitutiva dovuta: es. 1.500 euro
      • Ritenute subite: 2.000 euro
      • Risultato: credito di 500 euro (che puoi chiedere a rimborso o compensare)

      Detrazioni Fiscali NON Applicabili

      Nel regime forfettario NON puoi portare in detrazione:

      • Spese sanitarie
      • Interessi mutuo prima casa
      • Ristrutturazioni edilizie
      • Bonus mobili
      • Spese scolastiche/universitarie
      • Erogazioni liberali
      • Assicurazioni vita

      Motivo: Non essendoci IRPEF, non c’è imposta su cui applicare le detrazioni.

      Eccezione: Puoi comunque dedurre i contributi previdenziali obbligatori dal reddito imponibile (riducendo la base di calcolo dell’imposta sostitutiva), ma solo se previsto dalla normativa della tua cassa di appartenenza.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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      Conclusione

      L’imposta sostitutiva rappresenta il principale vantaggio del regime forfettario, consentendo un risparmio fiscale dal 30% al 50% rispetto al regime ordinario IRPEF, grazie alle aliquote ridotte del 5% (startup) e 15% (ordinaria).

      Tuttavia, è fondamentale valutare attentamente se il regime forfettario conviene nel tuo caso specifico, considerando:

      • Coefficiente di redditività del tuo codice ATECO
      • Livello di costi effettivi della tua attività
      • Tipologia di clientela (PA, grandi aziende con ritenuta 20%)
      • Contributi previdenziali da versare (INPS o cassa professionale)
      • Necessità di detrarre IVA su acquisti importanti

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza personalizzata per:

      • Valutare la convenienza del regime forfettario per la tua attività
      • Calcolare imposta sostitutiva è contributi INPS
      • Gestire versamenti F24, acconti è saldi
      • Predisporre la dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF)
      • Assistenza in caso di transito da/verso regime ordinario

      Domande Frequenti sull’Imposta Sostitutiva

      Posso dedurre i costi nel regime forfettario?

      No, nel regime forfettario i costi NON sono deducibili analiticamente. Il reddito imponibile si calcola applicando ai ricavi un coefficiente di redditivita forfettario (dal 25% all 86% a seconda dell attività). Questo coefficiente presume già una quota di costi. Per questo il regime conviene a chi ha costi bassi.

      Devo versare l acconto nel primo anno di attività?

      No, nel primo anno di attività NON è dovuto alcun acconto dell imposta sostitutiva, in quanto l acconto si calcola al 100% dell imposta dell anno precedente (che non esiste). Verserai solo il saldo a giugno dell anno successivo, in base ai ricavi effettivi del primo anno.

      Posso passare dall aliquota 15% al 5% se apro una nuova attività?

      sì, ma solo se l attività è REALMENTE nuova è non costituisce prosecuzione di attività precedenti. Se hai già una partita IVA con aliquota 15% è apri una nuova attività completamente diversa (nuovo codice ATECO, settore differente, nessuna correlazione), puoi beneficiare del 5% per 5 anni sulla nuova attività. Serve valutazione caso per caso.

      Le ritenute d acconto del 20% sono un costo aggiuntivo?

      No, le ritenute d acconto del 20% applicate dai clienti (aziende, enti pubblici) NON sono un costo aggiuntivo. Sono un ACCONTO sull imposta sostitutiva che verserai a fine anno. In dichiarazione dei redditi, le ritenute subite vengono sottratte dall imposta dovuta, generando spesso un credito a tuo favore (rimborso o compensazione).

      Quanto costa complessivamente il regime forfettario tra tasse è contributi?

      Il costo complessivo dipende dall aliquota è dai contributi. Esempio: consulente con 40.000 euro di ricavi è coefficiente 78% (base imponibile 31.200 euro). Imposta sostitutiva 15%: 4.680 euro. Contributi INPS 26,07%: 8.134 euro. Totale: 12.814 euro (32% dei ricavi lordi). Con aliquota 5% startup, il totale scenderebbe a 9.694 euro (24%).

      Posso stare in regime forfettario se supero gli 85.000 euro di ricavi?

      No, il superamento della soglia di 85.000 euro di ricavi comporta la fuoriuscita OBBLIGATORIA dal regime forfettario dall anno successivo. Nell anno di superamento rimani in forfettario, ma dal 1 gennaio dell anno dopo passi automaticamente al regime ordinario (IRPEF + IVA). Attenzione: già con ricavi da 85.001 a 100.000 euro scatta l obbligo di fatturazione elettronica anche se sei ancora in forfettario.

      Posso detrarre le spese sanitarie o il mutuo in regime forfettario?

      No, nel regime forfettario NON puoi portare in detrazione alcuna spesa personale (sanitarie, mutuo prima casa, ristrutturazioni, spese scolastiche, ecc.) perché non versi IRPEF. L imposta sostitutiva non ammette detrazioni. Puoi però dedurre i contributi previdenziali obbligatori versati, riducendo la base imponibile su cui calcolare l imposta.


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      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la gestione del regime forfettario: calcolo imposta sostitutiva, versamenti F24, dichiarazione dei redditi è valutazione convenienza rispetto al regime ordinario.

      I nostri servizi includono:

      • Apertura partita IVA con regime forfettario
      • Calcolo imposta sostitutiva è contributi INPS
      • Gestione versamenti F24 (acconti è saldo)
      • Dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF)
      • Assistenza transito regime ordinario ↔ forfettario
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          LIPE 2026: Scadenza 2 Marzo per IV Trimestre 2025

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          Indice dei contenuti

          1. Cos’è la LIPE e a Cosa Serve
          2. Chi Deve Presentare la LIPE 2026
          3. Scadenza LIPE 2026: 2 Marzo per il IV Trimestre 2025
          4. Come si Compila e Invia la LIPE 2026
          5. Sanzioni per Omessa o Tardiva Presentazione della LIPE
          6. Ravvedimento Operoso per LIPE 2026

          La LIPE 2026 (Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA) relativa al IV trimestre 2025 (ottobre, novembre, dicembre) deve essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate entro il 2 marzo 2026. Questo adempimento obbligatorio riguarda tutti i soggetti IVA che effettuano liquidazioni periodiche trimestrali o mensili e richiede particolare attenzione per evitare sanzioni anche significative. Vediamo nel dettaglio cos’è la LIPE, chi deve presentarla, come si compila e cosa succede in caso di omissione o ritardo.

          Cos’è la LIPE e a Cosa Serve

          La LIPE (acronimo di Liquidazione Periodica IVA) è la comunicazione telematica con cui i contribuenti IVA trasmettono all’Agenzia delle Entrate i dati delle liquidazioni periodiche IVA effettuate durante l’anno. Si tratta di un adempimento obbligatorio introdotto nel 2017 che consente al Fisco di monitorare in tempo reale i versamenti IVA dei contribuenti.

          La LIPE 2026 relativa al IV trimestre 2025 (periodo ottobre-novembre-dicembre 2025) deve contenere:

          • IVA a debito del trimestre
          • IVA a credito da detrarre
          • IVA da versare o eventuale credito
          • Eventuali acconti versati
          • Crediti d’imposta utilizzati in compensazione

          L’invio della LIPE è distinto dal versamento dell’IVA con modello F24: la comunicazione serve solo a informare l’Agenzia delle Entrate sui dati della liquidazione, mentre il pagamento effettivo avviene separatamente.

          Chi Deve Presentare la LIPE 2026

          La LIPE 2026 per il IV trimestre 2025 deve essere presentata da tutti i soggetti IVA che effettuano liquidazioni periodiche, sia mensili che trimestrali. Vediamo nel dettaglio:

          Soggetti obbligati:

          • Imprese individuali con partita IVA in regime ordinario
          • Società di persone (SNC, SAS) e società di capitali (SRL, SPA)
          • Professionisti con partita IVA ordinaria (avvocati, commercialisti, ingegneri, ecc.)
          • Associazioni e enti con partita IVA
          • Chi effettua liquidazioni trimestrali con volume d’affari fino a 400.000 euro (servizi) o 700.000 euro (beni)

          Soggetti esonerati dalla LIPE:

          • Forfettari: chi aderisce al regime forfettario è completamente esonerato dalla LIPE perché non applica IVA
          • Agricoltori in regime speciale: chi applica il regime IVA agricolo speciale (art. 34 DPR 633/72) è esonerato
          • Soggetti esenti IVA: chi svolge esclusivamente attività esenti (es. alcune prestazioni sanitarie, educative) senza IVA da versare
          • Contribuenti minimi: chi era nel vecchio regime dei minimi (ora chiuso) non presenta LIPE

          Se hai dubbi sulla tua posizione, il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare se sei obbligato alla presentazione della LIPE 2026.

          Scadenza LIPE 2026: 2 Marzo per il IV Trimestre 2025

          La scadenza della LIPE per il IV trimestre 2025 (ottobre, novembre, dicembre) è fissata al 2 marzo 2026. Questa data è tassativa e la trasmissione deve avvenire esclusivamente in via telematica attraverso i canali dell’Agenzia delle Entrate.

          Attenzione: La scadenza del 2 marzo 2026 riguarda solo la comunicazione LIPE, mentre il versamento dell’IVA relativa al IV trimestre 2025 aveva una scadenza diversa:

          • Versamento IVA IV trimestre 2025: entro il 16 marzo 2026 (con possibile proroga di 30 giorni per soggetti con volume d’affari sotto soglia)

          Calendario LIPE 2026 completo:

          • 30 aprile 2026: LIPE I trimestre 2026 (gennaio-febbraio-marzo)
          • 31 luglio 2026: LIPE II trimestre 2026 (aprile-maggio-giugno)
          • 30 settembre 2026: LIPE III trimestre 2026 (luglio-agosto-settembre)
          • 28 febbraio 2027: LIPE IV trimestre 2026 (ottobre-novembre-dicembre)

          È fondamentale non confondere la scadenza della LIPE con quella del versamento IVA: si tratta di due adempimenti separati.

          Come si Compila e Invia la LIPE 2026

          La compilazione della LIPE 2026 avviene attraverso il modello telematico fornito dall’Agenzia delle Entrate. Il modulo contiene i dati della liquidazione IVA trimestrale e deve essere trasmesso obbligatoriamente online.

          Modalità di invio:

          1. Tramite intermediario abilitato (commercialista, CAF): è la soluzione più comune e sicura. Il professionista si occupa di compilare il modulo con i dati forniti dal contribuente e invia telematicamente la comunicazione.

          2. Direttamente dal contribuente tramite:

          • Fisconline (credenziali Agenzia Entrate)
          • SPID, CIE o CNS (Carta Nazionale Servizi)

          Dati necessari per la compilazione:

          • Registro IVA vendite del IV trimestre 2025 (fatture emesse)
          • Registro IVA acquisti del IV trimestre 2025 (fatture ricevute)
          • IVA a debito calcolata sulle vendite
          • IVA a credito detraibile sugli acquisti
          • Saldo IVA (a debito o a credito)
          • Eventuali crediti d’imposta utilizzati in compensazione
          • Acconti IVA versati nel periodo

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione e invio della LIPE 2026, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Non devi preoccuparti della compilazione: ti basta fornirci i registri IVA e pensiamo a tutto noi.

          Sanzioni per Omessa o Tardiva Presentazione della LIPE

          L’omissione o il ritardo nell’invio della LIPE 2026 comportano sanzioni amministrative che possono essere anche significative. Vediamo nel dettaglio:

          Sanzione per omessa presentazione:

          Se non presenti la LIPE entro la scadenza del 2 marzo 2026, scatta una sanzione fissa da 500 euro per ogni comunicazione omessa (per ogni trimestre). Questa sanzione si applica anche se hai regolarmente versato l’IVA dovuta: l’obbligo di comunicazione è autonomo rispetto al versamento.

          Sanzione per tardivo invio:

          Se presenti la LIPE entro 15 giorni dalla scadenza (quindi entro il 17 marzo 2026 per il IV trimestre 2025), la sanzione è ridotta a 100 euro. Oltre i 15 giorni, si applica la sanzione piena di 500 euro.

          Quando la sanzione NON si applica:

          • Se la LIPE è stata omessa ma non ci sono IVA da versare (saldo a credito), la sanzione può essere applicata in misura ridotta o annullata in autotutela dall’Agenzia delle Entrate
          • Se l’errore è formale (dati sbagliati ma comunicazione inviata), la sanzione può essere ridotta a 250 euro

          Ravvedimento operoso:

          Puoi regolarizzare la LIPE omessa o tardiva attraverso il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta. Vediamo come nella prossima sezione.

          Ravvedimento Operoso per LIPE 2026

          Se hai dimenticato di inviare la LIPE 2026 entro il 2 marzo, puoi rimediare con il ravvedimento operoso, riducendo significativamente la sanzione.

          Tempi e sanzioni ridotte:

          • Entro 15 giorni dalla scadenza (entro il 17 marzo 2026): sanzione ridotta 100 euro (anziché 500)
          • Entro 90 giorni dalla scadenza (entro il 1° giugno 2026): sanzione ridotta a 1/9 (circa 55 euro)
          • Oltre 90 giorni ma entro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8 (circa 62 euro)
          • Oltre 1 anno ma entro 2 anni: sanzione ridotta a 1/7 (circa 71 euro)

          Come si effettua il ravvedimento:

          1. Invia la LIPE omessa il prima possibile tramite canali telematici
          2. Calcola la sanzione ridotta in base ai giorni di ritardo
          3. Versa la sanzione con modello F24 utilizzando il codice tributo 8911 (sanzioni LIPE)
          4. Indica la causale nel modello F24: “Ravvedimento LIPE IV trimestre 2025”

          IMPORTANTE: Il ravvedimento operoso non funziona se hai già ricevuto una contestazione formale dall’Agenzia delle Entrate. In quel caso, devi pagare la sanzione piena o presentare ricorso.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella procedura di ravvedimento operoso, calcolando la sanzione corretta e predisponendo il modello F24 per il versamento.

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          Domande Frequenti sulla LIPE 2026

          Cosa succede se non presento la LIPE entro il 2 marzo 2026?

          Se non presenti la LIPE entro la scadenza, scatta una sanzione amministrativa di 500 euro per ogni comunicazione omessa. Puoi ridurre questa sanzione con il ravvedimento operoso: se invii la LIPE entro 90 giorni dalla scadenza e paghi circa 55 euro di sanzione ridotta.

          I forfettari devono presentare la LIPE 2026?

          No, i contribuenti in regime forfettario sono completamente esonerati dalla LIPE perche non applicano IVA. L obbligo riguarda solo i soggetti IVA in regime ordinario che effettuano liquidazioni periodiche mensili o trimestrali.

          La LIPE sostituisce il versamento dell IVA?

          No, la LIPE e solo una comunicazione telematica dei dati della liquidazione IVA. Il versamento dell IVA dovuta va effettuato separatamente con modello F24 entro le scadenze previste (per il IV trimestre 2025, entro il 16 marzo 2026).

          Posso inviare la LIPE da solo o serve un intermediario?

          Puoi inviare la LIPE autonomamente tramite Fisconline, SPID, CIE o CNS, oppure affidarti a un intermediario abilitato (commercialista, CAF). Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione e l invio, sia in ufficio che online.


          La LIPE 2026 per il IV trimestre 2025 deve essere trasmessa entro il 2 marzo 2026 per evitare sanzioni. Questo adempimento, pur essendo obbligatorio solo per i soggetti IVA in regime ordinario, richiede attenzione nella compilazione e nei tempi di invio. Se hai dubbi o vuoi assistenza per la compilazione della LIPE, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per un supporto professionale e senza errori.


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          Flat Tax Busta Paga 2026: Adempimenti per Premi e Bonus

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          La flat tax in busta paga 2026 rappresenta un’importante agevolazione fiscale per i lavoratori dipendenti che percepiscono premi di risultato e bonus produttività. L’imposta sostitutiva al 5% consente di ridurre significativamente il carico fiscale rispetto alla normale tassazione IRPEF progressiva. Tuttavia, l’applicazione della flat tax richiede il rispetto di specifici adempimenti fiscali sia da parte del datore di lavoro che del lavoratore dipendente. In questa guida approfondita analizziamo tutti gli obblighi, le scadenze e le procedure per beneficiare correttamente della tassazione agevolata.

          Indice dei contenuti

          • Cos’è la Flat Tax in Busta Paga
          • Requisiti per Accedere alla Flat Tax al 5%
          • Adempimenti del Datore di Lavoro
          • Adempimenti del Lavoratore Dipendente
          • Tabella Riepilogativa Adempimenti e Scadenze
          • Esempi Pratici di Calcolo
          • Fringe Benefit e Flat Tax 2026
          • Sanzioni per Mancato Rispetto degli Adempimenti
          • Novità e Conferme per il 2026
          • Domande Frequenti

          Cos’è la Flat Tax in Busta Paga

          La flat tax in busta paga è un’imposta sostitutiva del 5% applicabile su specifiche voci retributive erogate ai lavoratori dipendenti del settore privato. Introdotta per incentivare la produttività aziendale, questa tassazione agevolata sostituisce l’ordinaria aliquota IRPEF progressiva (che può arrivare fino al 43%).

          La normativa di riferimento è contenuta nell’articolo 1, comma 182, della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016), successivamente modificata e prorogata dalle Leggi di Bilancio successive, inclusa la Legge di Bilancio 2026.

          Beneficiari:

          • Lavoratori dipendenti del settore privato
          • Con reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non superiore a 80.000 euro
          • Impiegati presso aziende che applicano contratti collettivi aziendali o territoriali

          Voci retributive agevolabili:

          • Premi di risultato legati a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione
          • Somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa
          • Fringe benefit (entro specifici limiti annuali)

          Requisiti per Accedere alla Flat Tax al 5%

          Per beneficiare della tassazione agevolata al 5%, devono essere soddisfatti contemporaneamente i seguenti requisiti:

          Requisiti del Lavoratore

          Il lavoratore dipendente deve:

          • Avere un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro nell’anno precedente (2025 per la flat tax 2026)
          • Essere titolare di rapporto di lavoro dipendente nel settore privato (escluso pubblico impiego)
          • Prestare attività lavorativa presso l’azienda che eroga il premio

          Requisiti del Premio

          Il premio o bonus deve:

          • Essere previsto da contratti collettivi aziendali o territoriali
          • Essere collegato a obiettivi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione misurabili e verificabili
          • Essere erogato in esecuzione di quanto stabilito dal contratto collettivo
          • Non superare il limite annuale di 3.000 euro (o 4.000 euro per aziende con forme di coinvolgimento paritetico dei lavoratori)

          Requisiti dell’Azienda

          Il datore di lavoro deve:

          • Aver stipulato contratti collettivi aziendali o territoriali che prevedono l’erogazione di premi di risultato
          • Aver depositato il contratto presso la Direzione Territoriale del Lavoro (DTL) competente, tramite la piattaforma telematica ministeriale
          • Rispettare gli obblighi contributivi e assicurativi

          Adempimenti del Datore di Lavoro

          Il datore di lavoro ha specifici obblighi per applicare correttamente la flat tax sui premi erogati:

          1. Deposito del Contratto Collettivo

          Il contratto aziendale o territoriale che prevede i premi di risultato deve essere depositato telematicamente presso la Direzione Territoriale del Lavoro tramite il portale del Ministero del Lavoro (SINTESI – Sistema Informativo Nazionale Contrattazione di Secondo Livello).

          Scadenza: Il deposito deve avvenire prima dell’erogazione del premio. Senza deposito preventivo, la flat tax non è applicabile.

          2. Verifica dei Requisiti del Lavoratore

          Prima di applicare l’imposta sostitutiva, il datore deve verificare che:

          • Il lavoratore abbia dichiarato un reddito 2025 inferiore a 80.000 euro
          • Il lavoratore non abbia superato il limite di 3.000 euro (o 4.000 euro) di premi nell’anno

          Modalità: Richiesta di autodichiarazione al lavoratore (modulo scritto) in cui attesta il possesso dei requisiti reddituali.

          3. Applicazione dell’Imposta Sostitutiva

          In sede di erogazione del premio, il datore di lavoro deve:

          • Calcolare l’imposta sostitutiva del 5% sulla somma lorda erogata
          • Trattenere l’imposta e versarla all’Erario tramite modello F24
          • Indicare correttamente il premio nel cedolino paga con codice specifico

          4. Versamento dell’Imposta Sostitutiva

          L’imposta trattenuta deve essere versata con modello F24 utilizzando il codice tributo 1053 (“Ritenute su somme erogate per incremento della produttività – Art. 1, comma 182, L. n. 208/2015”).

          Scadenza: Stesso termine previsto per le ritenute fiscali ordinarie (16 del mese successivo all’erogazione).

          5. Certificazione Unica (CU)

          Il datore di lavoro deve indicare nella Certificazione Unica 2027 (relativa ai redditi 2026):

          • L’importo dei premi erogati con tassazione agevolata (punto 451)
          • L’imposta sostitutiva trattenuta (punto 452)

          Scadenza CU 2027: 16 marzo 2027 (consegna al lavoratore e invio telematico all’Agenzia delle Entrate).

          Adempimenti del Lavoratore Dipendente

          Anche il lavoratore ha obblighi e adempimenti da rispettare:

          1. Autodichiarazione Redditi Anno Precedente

          Il lavoratore deve rilasciare al datore di lavoro una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui attesta:

          • Di aver percepito nel 2025 un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro
          • Di essere in possesso dei requisiti per beneficiare della tassazione agevolata

          Termine: Prima dell’erogazione del premio (consigliato: entro gennaio 2026 se il premio è previsto a inizio anno).

          2. Verifica in Dichiarazione dei Redditi

          Nella dichiarazione dei redditi 2027 (modello 730/2027 o Redditi PF 2027), il lavoratore deve:

          • Verificare la corretta indicazione dei premi tassati con flat tax (precompilati dalla CU)
          • Controllare che l’imposta sostitutiva sia stata correttamente applicata

          Attenzione: Se il reddito complessivo 2025 risulta superiore a 80.000 euro, il lavoratore dovrà:

          • Comunicarlo al datore di lavoro entro il 28 febbraio 2026
          • Ricalcolare l’imposta dovuta con aliquota IRPEF ordinaria
          • Versare la differenza con ravvedimento operoso

          3. Monitoraggio del Limite Annuale

          Il lavoratore deve tenere traccia dell’ammontare dei premi percepiti:

          • Limite base: 3.000 euro annui
          • Limite maggiorato: 4.000 euro (se l’azienda ha coinvolgimento paritetico)

          Oltre questi limiti, l’eccedenza viene tassata con aliquote IRPEF ordinarie.

          Tabella Riepilogativa Adempimenti e Scadenze

          SoggettoAdempimentoScadenzaModalità
          Datore di LavoroDeposito contratto collettivoPrima erogazione premioPiattaforma SINTESI (Ministero Lavoro)
          LavoratoreAutodichiarazione redditi 2025Prima erogazione premioDichiarazione scritta al datore
          Datore di LavoroTrattenuta imposta sostitutiva 5%Momento erogazione premioCedolino paga
          Datore di LavoroVersamento F24 (cod. 1053)16 del mese successivoModello F24 telematico
          LavoratoreComunicazione eventuale superamento 80.000€28 febbraio 2026Comunicazione scritta al datore
          Datore di LavoroCertificazione Unica 202716 marzo 2027Consegna al lavoratore + invio telematico
          LavoratoreDichiarazione redditi 202730 settembre 2027 (730) o 30 novembre 2027 (Redditi PF)730 o Redditi PF online/CAF

          Esempi Pratici di Calcolo

          Vediamo alcuni casi concreti per comprendere il funzionamento della flat tax in busta paga.

          Esempio 1: Dipendente con Reddito 2025 di 35.000 Euro

          Situazione:

          • Reddito 2025: 35.000 euro (sotto la soglia 80.000)
          • Premio produttività erogato a marzo 2026: 2.500 euro
          • Contratto collettivo aziendale depositato

          Calcolo tassazione agevolata:

          • Premio lordo: 2.500 euro
          • Imposta sostitutiva 5%: 2.500 × 5% = 125 euro
          • Premio netto: 2.500 – 125 = 2.375 euro

          Confronto con tassazione ordinaria IRPEF (aliquota marginale 35%):

          • IRPEF (35%): 2.500 × 35% = 875 euro
          • Addizionali regionali/comunali: circa 60 euro
          • Totale imposte ordinarie: 935 euro
          • Premio netto ordinario: 1.565 euro

          Risparmio fiscale: 935 – 125 = 810 euro (circa 32% di risparmio)

          Esempio 2: Dipendente con Reddito 2025 di 75.000 Euro

          Situazione:

          • Reddito 2025: 75.000 euro (sotto la soglia 80.000)
          • Premio produttività: 3.000 euro (limite massimo)

          Calcolo flat tax:

          • Imposta sostitutiva 5%: 3.000 × 5% = 150 euro
          • Premio netto: 2.850 euro

          Confronto con tassazione ordinaria (aliquota marginale 43%):

          • IRPEF (43%): 3.000 × 43% = 1.290 euro
          • Addizionali: circa 90 euro
          • Totale imposte ordinarie: 1.380 euro
          • Premio netto ordinario: 1.620 euro

          Risparmio fiscale: 1.380 – 150 = 1.230 euro (circa 43% di risparmio)

          Esempio 3: Dipendente con Reddito 2025 di 85.000 Euro (Fuori Soglia)

          Situazione:

          • Reddito 2025: 85.000 euro (OLTRE la soglia 80.000)
          • Premio produttività: 2.000 euro

          ⚠️ ATTENZIONE: La flat tax NON è applicabile

          Il premio viene tassato con aliquota IRPEF ordinaria:

          • IRPEF (43%): 2.000 × 43% = 860 euro
          • Addizionali: circa 60 euro
          • Premio netto: 1.080 euro

          Il lavoratore deve comunicare al datore entro il 28 febbraio 2026 il superamento della soglia reddituale.

          Fringe Benefit e Flat Tax 2026

          Oltre ai premi di risultato, la flat tax al 5% può essere applicata anche ai fringe benefit, con regole specifiche.

          Limiti Fringe Benefit 2026

          La Legge di Bilancio 2026 ha confermato i seguenti limiti di esenzione:

          • Lavoratori senza figli a carico: 1.000 euro annui
          • Lavoratori con figli a carico: 2.000 euro annui

          Definizione figli a carico: Figli fiscalmente a carico ai sensi dell’art. 12 TUIR (reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro, o 4.000 euro per figli under 24).

          Tipologie di Fringe Benefit Agevolabili

          Rientrano nei fringe benefit:

          • Auto aziendale ad uso promiscuo
          • Buoni carburante
          • Buoni acquisto (voucher spesa)
          • Rimborso utenze domestiche (luce, gas, acqua, internet)
          • Rimborso affitto o mutuo prima casa
          • Servizi di welfare aziendale

          Applicazione della Flat Tax sui Fringe Benefit

          Se il valore dei fringe benefit supera la soglia di esenzione, l’eccedenza può essere tassata:

          • Con flat tax al 5% se rientra nei limiti dei premi di risultato (3.000/4.000 euro complessivi)
          • Con aliquota IRPEF ordinaria oltre i limiti

          Esempio pratico:

          • Lavoratore con 2 figli a carico
          • Fringe benefit 2026: buoni spesa per 2.800 euro
          • Soglia esenzione: 2.000 euro
          • Eccedenza tassabile: 800 euro

          L’eccedenza di 800 euro può essere tassata al 5% se:

          • Il lavoratore ha reddito 2025 sotto 80.000 euro
          • Non ha già percepito 3.000 euro di premi di risultato
          • L’azienda ha un contratto collettivo che prevede la tassazione agevolata

          Sanzioni per Mancato Rispetto degli Adempimenti

          Il mancato rispetto degli adempimenti può comportare sanzioni fiscali e amministrative:

          Sanzioni per il Datore di Lavoro

          1. Mancato deposito del contratto collettivo:

          • La flat tax non è applicabile
          • Obbligo di applicare aliquote IRPEF ordinarie
          • Possibile recupero a tassazione da parte dell’Agenzia delle Entrate
          • Sanzione amministrativa da 250 a 1.500 euro (art. 18 D.Lgs. 276/2003)

          2. Mancato versamento dell’imposta sostitutiva:

          • Sanzione del 30% dell’importo non versato (riducibile al 15% con ravvedimento operoso)
          • Interessi di mora

          3. Errata compilazione della Certificazione Unica:

          • Sanzione da 258 a 2.065 euro per ogni CU errata (art. 4 D.Lgs. 471/1997)
          • Ridotta a 1/3 se regolarizzata entro 60 giorni dalla scadenza

          Sanzioni per il Lavoratore

          1. Falsa autodichiarazione del reddito:

          • Recupero a tassazione dell’importo con aliquota IRPEF ordinaria
          • Sanzione dal 100% al 200% della maggiore imposta dovuta
          • Interessi di mora
          • Eventuali profili penali per dichiarazione mendace

          2. Mancata comunicazione superamento soglia 80.000 euro:

          • Sanzione amministrativa da 250 a 2.000 euro
          • Recupero della differenza d’imposta con sanzioni e interessi

          Novità e Conferme per il 2026

          La Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 207) ha introdotto alcune novità importanti:

          Conferme per il 2026

          • Aliquota flat tax al 5% confermata
          • Soglia reddituale 80.000 euro invariata
          • Limite premi 3.000/4.000 euro confermato
          • Fringe benefit 1.000/2.000 euro confermati

          Novità 2026

          1. Semplificazione deposito contratti

          Dal 1° gennaio 2026, la piattaforma SINTESI è stata aggiornata per rendere più veloce il deposito dei contratti collettivi. Ora è possibile:

          • Depositare contratti tramite modulo semplificato
          • Ottenere la ricevuta di deposito in tempo reale
          • Verificare online lo stato del deposito

          2. Estensione ai lavoratori a tempo parziale

          Confermata la piena applicabilità della flat tax anche ai lavoratori part-time, senza riduzioni proporzionali dei limiti.

          3. Maggiore controllo dell’Agenzia delle Entrate

          L’Agenzia delle Entrate ha annunciato un piano di controlli rafforzati per il 2026-2027 sui premi di risultato, con focus su:

          • Verifica della corrispondenza tra contratti depositati e premi erogati
          • Controllo delle autodichiarazioni dei lavoratori
          • Riscontro dei limiti reddituali tramite incrocio banche dati

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          Domande Frequenti sulla Flat Tax Busta Paga

          Chi può beneficiare della flat tax in busta paga al 5%?

          Possono beneficiare della flat tax al 5% i lavoratori dipendenti del settore privato con reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non superiore a 80.000 euro, che percepiscono premi di risultato o bonus produttività previsti da contratti collettivi aziendali o territoriali.

          Qual è il limite massimo di premi tassabili con flat tax nel 2026?

          Il limite massimo è di 3.000 euro annui per la generalità dei lavoratori, che sale a 4.000 euro per i dipendenti di aziende che applicano forme di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro.

          Il datore di lavoro deve depositare il contratto collettivo prima di erogare i premi?

          Sì, il deposito del contratto collettivo presso la Direzione Territoriale del Lavoro tramite piattaforma SINTESI è obbligatorio e deve avvenire prima dell’erogazione del premio. Senza deposito preventivo la flat tax non è applicabile.

          Cosa succede se il lavoratore supera la soglia di 80.000 euro di reddito?

          Se il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente supera 80.000 euro, il lavoratore non può beneficiare della flat tax al 5%. Deve comunicarlo al datore di lavoro entro il 28 febbraio e il premio verrà tassato con le aliquote IRPEF ordinarie.

          I fringe benefit possono essere tassati con flat tax al 5%?

          Sì, l’eccedenza dei fringe benefit oltre le soglie di esenzione (1.000 o 2.000 euro a seconda della presenza di figli a carico) può essere tassata con flat tax al 5%, purché rientrino complessivamente nei limiti dei premi di risultato (3.000 o 4.000 euro) e siano rispettati tutti i requisiti.

          Entro quando va versata l’imposta sostitutiva del 5%?

          L’imposta sostitutiva trattenuta dal datore di lavoro deve essere versata con modello F24 (codice tributo 1053) entro il 16 del mese successivo a quello di erogazione del premio, seguendo le stesse scadenze delle ritenute fiscali ordinarie.

          La flat tax si applica anche ai dipendenti pubblici?

          No, la flat tax al 5% su premi di risultato è riservata esclusivamente ai lavoratori dipendenti del settore privato. I dipendenti pubblici seguono regole diverse per la tassazione dei premi e degli incentivi.

          Conclusioni

          La flat tax in busta paga 2026 rappresenta un’importante opportunità di risparmio fiscale sia per i lavoratori dipendenti che per le aziende che vogliono incentivare la produttività. Tuttavia, il corretto godimento dell’agevolazione richiede il rispetto scrupoloso degli adempimenti e delle scadenze da parte di entrambe le parti del rapporto di lavoro.

          Il datore di lavoro deve curare il deposito del contratto collettivo, verificare i requisiti dei lavoratori, applicare correttamente l’imposta sostitutiva e compilare con precisione la Certificazione Unica. Il lavoratore, dal canto suo, deve fornire un’autodichiarazione veritiera sul proprio reddito e comunicare tempestivamente eventuali superamenti della soglia degli 80.000 euro.

          Con le novità 2026 e i controlli rafforzati dell’Agenzia delle Entrate, è ancora più importante affidarsi a professionisti esperti per evitare errori che potrebbero comportare sanzioni e recuperi fiscali.


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          Indice dei contenuti

          1. Cos’e Finom e Come Funziona
          2. Prezzi e Piani Finom 2026
          3. Funzionalita Principali
          4. Pro e Contro
          5. Per Chi e Adatto Finom?
          6. Domande Frequenti

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          Se stai cercando il miglior conto business per la tua partita IVA, Finom merita sicuramente un’analisi approfondita. Vediamo insieme tutti i dettagli.

          Cos’e Finom e Come Funziona

          Finom e un istituto di moneta elettronica autorizzato dalla Banca Centrale Olandese (De Nederlandsche Bank – DNB) che opera in diversi Paesi europei, Italia inclusa. Non e una banca tradizionale, ma offre servizi bancari completi attraverso una piattaforma 100% digitale.

          Caratteristiche Distintive

          • IBAN italiano – Compatibile con F24, stipendi e Pubblica Amministrazione
          • Fatturazione elettronica integrata – Crea e invia fatture direttamente dal conto
          • Cashback reale – Recuperi fino al 3% sulle spese con carta
          • Multi-utente – Aggiungi collaboratori con permessi personalizzati
          • Carte Visa gratuite – Fisiche e virtuali, con Apple Pay e Google Pay

          L’apertura del conto avviene online in meno di 24 ore, senza recarsi in filiale. Basta caricare i documenti richiesti e completare la verifica dell’identita.

          Prezzi e Piani Finom 2026

          Finom offre piani differenziati per freelance e aziende. Tutti i prezzi sono IVA esclusa. Il pagamento annuale permette di risparmiare circa il 20% rispetto al canone mensile.

          Piani per Freelance e Partite IVA

          PianoPrezzo/MesePrezzo AnnualeCashbackUtenti
          SoloGratis0 euro–1
          Start17 euro14 euro/mese1%2
          Premium40 euro34 euro/mese3%5

          Piani per Aziende e PMI

          PianoPrezzo/MesePrezzo AnnualeUtenti
          Start17 euro14 euro/mese2
          Premium40 euro34 euro/mese5
          Corporate149 euro119 euro/mese10
          Enterprise339 euro249 euro/mese15

          Piano Solo Gratuito: Ideale per Iniziare

          Il Piano Solo e disponibile esclusivamente per freelance e liberi professionisti. A costo zero offre:

          • IBAN italiano
          • Carta Visa gratuita (fisica e virtuale)
          • Bonifici SEPA in uscita
          • Fatturazione elettronica illimitata
          • App mobile completa

          L’unica limitazione e l’assenza del cashback, disponibile solo nei piani a pagamento. Per chi emette poche fatture e ha volumi di spesa contenuti, e un’ottima soluzione per iniziare senza costi.

          Funzionalita Principali di Finom

          IBAN Italiano e Pagamenti

          Finom offre un IBAN italiano a tutti gli effetti, compatibile con:

          • Pagamenti F24 – Tasse, contributi, imposte
          • Stipendi – Accredito senza problemi
          • Pubblica Amministrazione – Fatture PA accettate
          • Bonifici SEPA – Gratuiti inclusi nel piano
          • Bonifici internazionali – A partire da 5 euro

          Cashback sulle Spese

          Una delle funzionalita piu apprezzate di Finom e il cashback reale sulle spese effettuate con carta:

          • Piano Start: 1% di cashback
          • Piano Premium: 3% di cashback
          • Piani Corporate/Enterprise: cashback illimitato fino all’1%

          Il cashback viene accreditato direttamente sul conto e puo rappresentare un risparmio significativo per chi ha volumi di spesa elevati.

          Fatturazione Elettronica Integrata

          Finom include un sistema di fatturazione elettronica completo:

          • Creazione fatture con modelli personalizzabili
          • Invio tramite Sistema di Interscambio (SdI)
          • Ricezione fatture passive
          • Conservazione digitale a norma

          Per chi cerca anche un software di fatturazione, Finom rappresenta una soluzione all-in-one che elimina la necessita di acquistare programmi separati.

          Carte Visa e Pagamenti Digitali

          Ogni piano include carte Visa gratuite:

          • Carta fisica con consegna gratuita
          • Carte virtuali illimitate
          • Compatibilita con Apple Pay e Google Pay
          • Limiti di prelievo e spesa personalizzabili
          • Blocco/sblocco istantaneo da app

          Gestione Multi-Utente

          Per le aziende con piu collaboratori, Finom offre:

          • Accesso multi-utente con ruoli differenziati
          • Carte dedicate per ogni collaboratore
          • Limiti di spesa individuali
          • Approvazione pagamenti a piu livelli
          • Report dettagliati per centro di costo

          Pro e Contro di Finom

          Pro

          • Piano gratuito – Il Solo e perfetto per freelance che iniziano
          • IBAN italiano – Compatibile con F24, PA e tutti i servizi italiani
          • Cashback reale – Fino al 3% sulle spese con carta
          • Fatturazione integrata – Non serve comprare software separati
          • Apertura rapida – Meno di 24 ore, tutto online
          • App moderna – Interfaccia intuitiva e completa
          • Carte virtuali illimitate – Utili per abbonamenti e acquisti online

          Contro

          • Non e una banca – E un istituto di moneta elettronica (fondi garantiti fino a 100.000 euro)
          • Piano Solo senza cashback – Per ottenere il cashback serve un piano a pagamento
          • Bonifici internazionali a pagamento – 5 euro per operazione
          • Assistenza solo via chat – Nessun numero telefonico dedicato
          • No filiali fisiche – Tutto gestito online

          Per Chi e Adatto Finom?

          Freelance e Liberi Professionisti

          Il Piano Solo gratuito e perfetto per chi ha appena aperto partita IVA in regime forfettario e cerca un conto business senza costi fissi. La fatturazione integrata elimina la necessita di acquistare software aggiuntivi.

          Partite IVA con Volumi di Spesa

          Il Piano Start o Premium e ideale per chi ha spese aziendali significative e vuole recuperare parte dei costi grazie al cashback. Con spese mensili di 2.000 euro, il 3% di cashback significa 60 euro al mese recuperati.

          PMI e Team

          I Piani Corporate ed Enterprise sono pensati per aziende che necessitano di gestione multi-utente, carte per i dipendenti e controllo centralizzato delle spese.

          Quando NON Scegliere Finom

          Finom potrebbe non essere la scelta giusta se:

          • Preferisci una banca tradizionale con filiali fisiche
          • Hai bisogno di finanziamenti o fidi (Finom non li offre)
          • Vuoi assistenza telefonica dedicata
          • Effettui molti bonifici internazionali (costo 5 euro cadauno)

          💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

          Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 5 anni.

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          Domande Frequenti su Finom

          Finom e sicuro?

          Si, Finom e un istituto di moneta elettronica autorizzato dalla Banca Centrale Olandese (DNB). I fondi dei clienti sono segregati e garantiti fino a 100.000 euro, come previsto dalla normativa europea. Finom utilizza inoltre autenticazione a due fattori e crittografia avanzata per proteggere i dati.

          Quanto costa Finom nel 2026?

          Finom offre un piano gratuito (Solo) per freelance. I piani a pagamento partono da 14 euro/mese (Piano Start con pagamento annuale) fino a 249 euro/mese (Piano Enterprise). Il pagamento annuale permette di risparmiare circa il 20% rispetto al canone mensile.

          Finom ha IBAN italiano?

          Si, Finom offre un IBAN italiano a tutti gli effetti. E possibile ricevere stipendi, pagare F24, emettere fatture alla Pubblica Amministrazione e utilizzare tutti i servizi che richiedono un conto con IBAN IT.

          Come funziona il cashback di Finom?

          Il cashback di Finom viene accreditato automaticamente sul conto per ogni spesa effettuata con carta Visa. La percentuale varia in base al piano: 1% per Start, 3% per Premium. Il Piano Solo gratuito non include il cashback.

          Finom include la fatturazione elettronica?

          Si, tutti i piani Finom includono la fatturazione elettronica illimitata: creazione, invio tramite SdI, ricezione fatture passive e conservazione digitale a norma. Non e necessario acquistare software aggiuntivi.

          Verdetto Finale: Conviene Finom?

          Finom e un’ottima scelta per freelance e partite IVA che cercano un conto business moderno con IBAN italiano. Il piano gratuito Solo lo rende accessibile a tutti, mentre il cashback fino al 3% dei piani premium puo generare risparmi significativi per chi ha volumi di spesa elevati.

          La fatturazione elettronica integrata e un valore aggiunto importante: evita di dover acquistare e gestire software separati. L’unico limite e l’assenza di servizi bancari tradizionali come fidi e finanziamenti.

          Per un confronto completo con tutte le alternative disponibili, leggi la nostra guida: Miglior Conto Corrente Partita IVA 2026.

          Hai bisogno di assistenza per la tua partita IVA?

          Se hai dubbi sulla scelta del conto business o sulla gestione fiscale della tua attivita, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione.

          Contattaci:

          • Telefono: 0432 1638640
          • WhatsApp: 366 6018121
          • Email: info@centrofiscale.com

          Ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2026. Prezzi verificati su finom.co e sostariffe.it.

          Febbraio 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-10 08:00:002026-05-31 22:37:16Finom Recensione 2026: Conto Business con Cashback e IBAN Italiano
          PARTITA IVA

          Versamento IVA 2026: Guida Completa a Scadenze, Calcolo, Ravvedimento e Novita

          regime forfettario partita iva



          Indice dei contenuti

          1. Cos’e il versamento IVA e come funziona
          2. Chi deve versare l’IVA: soggetti obbligati ed esonerati
          3. Versamento IVA 2026: mensili vs trimestrali
          4. Calendario scadenze versamento IVA 2026
          5. Come si calcola e si versa l’IVA
          6. Ravvedimento operoso IVA 2026: sanzioni e calcolo
          7. Novita normative versamento IVA 2026
          8. Domande frequenti sul versamento IVA

          Il versamento IVA 2026 rappresenta uno degli adempimenti fiscali piu importanti per chi possiede una partita IVA in Italia. L’Imposta sul Valore Aggiunto, meglio conosciuta come IVA, e un’imposta indiretta che grava sui consumi e che i soggetti passivi devono versare periodicamente all’Erario. Comprendere quando e come effettuare il versamento IVA e fondamentale per evitare sanzioni, interessi e problemi con il Fisco.

          In questa guida completa al versamento IVA 2026 troverai tutto quello che devi sapere: dal funzionamento del meccanismo IVA alle scadenze mensili e trimestrali, dai codici tributo da utilizzare nel modello F24 fino al ravvedimento operoso in caso di ritardo. Ti spiegheremo anche chi e obbligato al versamento e chi invece, come i forfettari, ne e esonerato. Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine per una gestione serena dei tuoi adempimenti fiscali.

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          Cos’e il versamento IVA e come funziona

          Per capire il versamento IVA 2026, bisogna prima comprendere il meccanismo di questa imposta. L’IVA funziona secondo il principio della rivalsa e della detrazione: quando vendi un prodotto o un servizio, applichi l’IVA al cliente (questa e l’IVA a debito, cioe l’IVA che devi versare allo Stato); quando invece acquisti beni o servizi per la tua attivita, paghi l’IVA al fornitore (questa e l’IVA a credito, che puoi detrarre).

          Il versamento IVA consiste nel pagare all’Erario la differenza tra l’IVA incassata dai clienti e l’IVA pagata ai fornitori. In termini semplici:

          • IVA a debito (incassata) – IVA a credito (pagata) = IVA da versare
          • Se il risultato e positivo: devi versare l’importo all’Erario
          • Se il risultato e negativo: hai un credito IVA da utilizzare in compensazione o da richiedere a rimborso

          Questo calcolo viene effettuato periodicamente attraverso la liquidazione IVA, che puo avere cadenza mensile o trimestrale a seconda del volume d’affari e delle scelte del contribuente. La liquidazione e il momento in cui si determina se c’e un debito o un credito IVA, mentre il versamento e il pagamento effettivo dell’imposta dovuta tramite modello F24.

          Chi deve versare l’IVA: soggetti obbligati ed esonerati

          Non tutti i titolari di partita IVA sono tenuti al versamento IVA 2026. La distinzione principale riguarda il regime fiscale adottato. Vediamo nel dettaglio chi e obbligato e chi e invece esonerato.

          Soggetti obbligati al versamento IVA

          Sono tenuti alla liquidazione e al versamento periodico dell’IVA tutti i soggetti passivi che operano in regime ordinario. Questo include:

          • Imprese individuali e societa che superano i limiti per il regime forfettario
          • Professionisti con volume d’affari elevato o che hanno optato per il regime ordinario
          • Societa di capitali (SRL, SPA) che sono sempre in regime ordinario
          • Societa di persone (SNC, SAS) che non rientrano nel forfettario

          I contribuenti in regime ordinario possono essere mensili o trimestrali, a seconda del loro volume d’affari e delle opzioni esercitate.

          Forfettari: esonerati dal versamento IVA

          Chi opera in regime forfettario e completamente esonerato dall’IVA. Questo significa che:

          • Non addebita l’IVA nelle fatture ai clienti
          • Non detrae l’IVA sugli acquisti
          • Non effettua liquidazioni periodiche
          • Non versa l’IVA con modello F24
          • Non presenta la dichiarazione IVA annuale

          Attenzione pero: se un forfettario supera la soglia di 85.000 euro di ricavi (o 100.000 euro con fuoriuscita immediata), passa automaticamente al regime ordinario e diventa soggetto a tutti gli obblighi IVA, incluso il versamento IVA 2026. In questo caso, il CAF Centro Fiscale puo assisterti nella transizione e nella corretta gestione dei nuovi adempimenti.

          Versamento IVA 2026: mensili vs trimestrali

          Una delle scelte piu importanti per chi e soggetto al versamento IVA 2026 riguarda la periodicita: mensile o trimestrale? Vediamo le differenze, i requisiti e i pro e contro di ciascuna opzione.

          Contribuenti IVA mensili

          Sono obbligati alla liquidazione mensile i contribuenti con un volume d’affari superiore a determinate soglie:

          • Oltre 400.000 euro per le attivita di prestazione di servizi
          • Oltre 700.000 euro per le altre attivita (commercio, produzione)

          I mensili effettuano il versamento IVA entro il 16 di ogni mese successivo a quello di riferimento. Ad esempio, l’IVA di gennaio 2026 si versa entro il 16 febbraio 2026.

          Contribuenti IVA trimestrali

          Possono optare per la liquidazione trimestrale i contribuenti con un volume d’affari inferiore alle soglie indicate sopra. I trimestrali versano l’IVA quattro volte l’anno, con una maggiorazione dell’1% a titolo di interessi (salvo per il quarto trimestre).

          Le scadenze per i trimestrali sono:

          • 16 maggio: versamento IVA primo trimestre (gennaio-marzo)
          • 20 agosto: versamento IVA secondo trimestre (aprile-giugno) – proroga feriale
          • 16 novembre: versamento IVA terzo trimestre (luglio-settembre)
          • 16 marzo anno successivo: versamento IVA quarto trimestre (ottobre-dicembre)

          Tabella comparativa mensili vs trimestrali

          AspettoMensiliTrimestrali
          Soglia volume affariObbligatorio oltre 400/700kFacoltativo sotto le soglie
          Frequenza versamenti12 volte l’anno4 volte l’anno
          Maggiorazione interessiNessuna1% (escluso IV trimestre)
          LiquiditaMinore disponibilitaMaggiore disponibilita
          Gestione amministrativaPiu frequenteMeno frequente

          La scelta tra regime mensile e trimestrale dipende dalle esigenze di liquidita e dalla complessita gestionale della tua attivita. Il CAF Centro Fiscale puo aiutarti a valutare quale opzione sia piu conveniente per la tua situazione.

          Calendario scadenze versamento IVA 2026

          Conoscere il calendario delle scadenze del versamento IVA 2026 e fondamentale per evitare dimenticanze e sanzioni. Ecco le date complete per contribuenti mensili e trimestrali.

          Scadenze versamento IVA 2026 – Contribuenti mensili

          Periodo di riferimentoScadenza versamentoCodice tributo
          Dicembre 202516 gennaio 20266012
          Gennaio 202616 febbraio 20266001
          Febbraio 202616 marzo 20266002
          Marzo 202616 aprile 20266003
          Aprile 202616 maggio 20266004
          Maggio 202616 giugno 20266005
          Giugno 202616 luglio 20266006
          Luglio 202620 agosto 20266007
          Agosto 202616 settembre 20266008
          Settembre 202616 ottobre 20266009
          Ottobre 202617 novembre 2026*6010
          Novembre 202616 dicembre 20266011

          *Il 16 novembre 2026 cade di domenica, quindi la scadenza slitta al 17 novembre.

          Scadenze versamento IVA 2026 – Contribuenti trimestrali

          TrimestrePeriodoScadenzaCodice tributoMaggiorazione
          I trimestreGen-Mar 202616 maggio 20266031+1%
          II trimestreApr-Giu 202620 agosto 20266032+1%
          III trimestreLug-Set 202617 novembre 2026*6033+1%
          IV trimestreOtt-Dic 202616 marzo 20276034Nessuna

          Acconto IVA 2026

          Oltre ai versamenti periodici, tutti i contribuenti IVA (mensili e trimestrali) devono versare l’acconto IVA entro il 27 dicembre 2026. L’acconto puo essere calcolato con tre metodi:

          • Metodo storico: 88% dell’IVA versata per lo stesso periodo dell’anno precedente
          • Metodo previsionale: basato sull’IVA che si prevede di dover versare
          • Metodo analitico: basato sulle operazioni effettivamente registrate fino al 20 dicembre

          Il codice tributo per l’acconto IVA e il 6013 per i mensili e il 6035 per i trimestrali.

          Cosa succede se la scadenza cade di sabato o domenica?

          Quando una scadenza per il versamento IVA 2026 cade di sabato, domenica o giorno festivo, il termine viene automaticamente prorogato al primo giorno lavorativo successivo. Questo e importante per pianificare correttamente i pagamenti e non incorrere in sanzioni per ritardo.

          Come si calcola e si versa l’IVA

          Vediamo ora nel dettaglio come calcolare l’importo del versamento IVA 2026 e come effettuare materialmente il pagamento attraverso il modello F24.

          Il calcolo dell’IVA da versare

          Il calcolo per determinare l’IVA da versare e relativamente semplice nella sua formula base:

          IVA a debito (fatture emesse) – IVA a credito (fatture ricevute) = IVA da versare/a credito

          Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che Marco, commerciante in regime ordinario mensile, nel mese di gennaio 2026 abbia:

          • Fatture emesse: 50.000 euro + IVA 22% = 11.000 euro di IVA a debito
          • Fatture ricevute: 20.000 euro + IVA 22% = 4.400 euro di IVA a credito
          • Calcolo: 11.000 – 4.400 = 6.600 euro di IVA da versare

          Marco dovra versare 6.600 euro entro il 16 febbraio 2026 utilizzando il codice tributo 6001.

          Il modello F24 per il versamento IVA

          Il versamento IVA 2026 si effettua esclusivamente tramite modello F24 telematico. Non e piu possibile utilizzare modelli cartacei o effettuare pagamenti presso gli sportelli bancari.

          Per compilare correttamente l’F24 per il versamento IVA:

          • Sezione: Erario
          • Codice tributo: quello corrispondente al periodo (vedi tabelle sopra)
          • Anno di riferimento: 2026
          • Importi a debito versati: l’importo calcolato dalla liquidazione

          Codici tributo IVA 2026: riepilogo completo

          Ecco il riepilogo dei codici tributo per il versamento IVA 2026:

          Versamenti mensili:

          • 6001-6012: versamento IVA mensile (da gennaio a dicembre)
          • 6013: acconto IVA mensili

          Versamenti trimestrali:

          • 6031: IVA I trimestre
          • 6032: IVA II trimestre
          • 6033: IVA III trimestre
          • 6034: IVA IV trimestre (saldo annuale)
          • 6035: acconto IVA trimestrali

          Codici per ravvedimento:

          • 8904: sanzione pecuniaria IVA
          • 1991: interessi sul ravvedimento IVA

          Ravvedimento operoso IVA 2026: sanzioni e calcolo

          Se non riesci a rispettare le scadenze del versamento IVA 2026, esiste la possibilita di regolarizzare la posizione attraverso il ravvedimento operoso. Questo strumento permette di sanare il ritardo con sanzioni ridotte rispetto a quelle ordinarie.

          Sanzioni per omesso o ritardato versamento IVA

          La sanzione base per il mancato versamento IVA e pari al 30% dell’importo non versato. Tuttavia, grazie al ravvedimento operoso, questa sanzione puo essere notevolmente ridotta in base ai tempi di regolarizzazione.

          Sanzioni ridotte con ravvedimento operoso

          Tipo di ravvedimentoTermineSanzione ridotta
          Ravvedimento sprintEntro 14 giorni0,1% per ogni giorno (max 1,4%)
          Ravvedimento breveDal 15 al 30 giorno1,5%
          Ravvedimento medioDal 31 al 90 giorno1,67%
          Ravvedimento lungoEntro 1 anno3,75%
          Ravvedimento lunghissimoEntro 2 anni4,29%
          Ravvedimento oltre 2 anniOltre 2 anni5%

          Calcolo degli interessi legali 2026

          Oltre alla sanzione ridotta, il ravvedimento operoso richiede il pagamento degli interessi legali calcolati giorno per giorno dalla scadenza originaria fino al versamento. Il tasso di interesse legale 2026 e del 2,5% annuo.

          La formula per calcolare gli interessi e:

          Interessi = (Importo IVA x Tasso x Giorni di ritardo) / 365

          Esempio pratico di ravvedimento operoso IVA

          Supponiamo che Lucia debba versare 3.000 euro di IVA con scadenza 16 febbraio 2026, ma si accorge del mancato pagamento il 10 marzo (22 giorni di ritardo).

          Calcolo:

          • Sanzione ridotta (ravvedimento breve, 15-30 giorni): 3.000 x 1,5% = 45 euro
          • Interessi (22 giorni al 2,5%): (3.000 x 2,5% x 22) / 365 = 4,52 euro
          • Totale da versare: 3.000 + 45 + 4,52 = 3.049,52 euro

          Lucia dovra versare l’IVA con codice 6001, la sanzione con codice 8904 e gli interessi con codice 1991, tutti nello stesso F24.

          Novita normative versamento IVA 2026

          La Legge di Bilancio 2026 e i decreti attuativi hanno introdotto alcune novita che impattano sul versamento IVA 2026. Ecco le principali modifiche da conoscere.

          Conferma delle soglie per il regime trimestrale

          Sono state confermate le soglie di volume d’affari per l’accesso al regime trimestrale (400.000 euro per servizi, 700.000 euro per altre attivita). Non sono previste modifiche per il 2026.

          Fatturazione elettronica obbligatoria

          La fatturazione elettronica resta obbligatoria per tutti i soggetti IVA, inclusi i forfettari. Questo facilita la liquidazione IVA poiche tutti i dati sono gia nel sistema SDI, ma richiede attenzione nella corretta classificazione delle operazioni.

          Sanzioni e ravvedimento: nessuna modifica sostanziale

          Il sistema sanzionatorio per il mancato versamento IVA e il ravvedimento operoso restano sostanzialmente invariati rispetto al 2025. Le percentuali di sanzione ridotta sono confermate come indicate nella sezione precedente.

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          Domande frequenti sul versamento IVA

          Ecco le risposte alle domande piu comuni sul versamento IVA 2026.

          Quando si paga l’IVA nel 2026?

          Il versamento IVA 2026 si effettua entro il 16 di ogni mese per i contribuenti mensili e il 16 del secondo mese successivo al trimestre per i trimestrali. L’acconto IVA si versa entro il 27 dicembre. Se la scadenza cade di sabato o festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo.

          Chi e esonerato dal versamento IVA?

          Sono esonerati dal versamento IVA i contribuenti in regime forfettario, che non addebitano ne detraggono l’IVA. Sono inoltre esonerati i soggetti che effettuano esclusivamente operazioni esenti (art. 10 DPR 633/72) e i contribuenti minimi.

          Cosa succede se pago l’IVA in ritardo?

          Se paghi l’IVA in ritardo, devi versare anche sanzioni e interessi. Con il ravvedimento operoso le sanzioni sono ridotte: dallo 0,1% al giorno (entro 14 giorni) fino al 5% (oltre 2 anni). Se non regolarizzi spontaneamente, la sanzione piena e del 30%.

          Come si compila l’F24 per il versamento IVA?

          Per compilare l’F24 per il versamento IVA 2026, devi indicare nella sezione Erario il codice tributo corrispondente al periodo (6001-6012 per mensili, 6031-6034 per trimestrali), l’anno di riferimento (2026) e l’importo da versare. Il pagamento deve essere effettuato esclusivamente in via telematica.

          Qual e la maggiorazione per i trimestrali?

          I contribuenti trimestrali devono applicare una maggiorazione dell’1% sull’IVA da versare per i primi tre trimestri, a titolo di interessi. Il quarto trimestre (versato a marzo dell’anno successivo) e esente da maggiorazione.

          Assistenza per il versamento IVA 2026

          La gestione del versamento IVA 2026 richiede precisione nelle scadenze, correttezza nei calcoli e attenzione ai codici tributo. Un errore puo comportare sanzioni anche significative. Per questo motivo, affidarsi a professionisti esperti e la scelta migliore per evitare problemi con il Fisco.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la gestione degli adempimenti IVA: dalla liquidazione periodica al versamento tramite F24, dal calcolo del ravvedimento operoso alla verifica delle scadenze. Il nostro team e a tua disposizione sia in ufficio che online, per assisterti comodamente da casa tua ovunque tu sia in Italia.

          Hai bisogno di assistenza per il versamento IVA 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio che online.
          Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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            Il Bando Imprese Giovanili FVG 2026 rappresenta un’opportunità concreta per i giovani imprenditori del Friuli Venezia Giulia che vogliono avviare o consolidare la propria attività imprenditoriale. La Regione FVG mette a disposizione contributi a fondo perduto fino a 40.000 euro per sostenere progetti imprenditoriali innovativi e sostenibili.

            Indice dei contenuti

            1. Cos’è il Bando Imprese Giovanili FVG 2026
            2. Importi e Percentuali di Contributo
            3. Requisiti Soggettivi: Chi Può Partecipare
            4. Settori Ammessi e Prioritari
            5. Spese Ammissibili: Cosa Finanziare
            6. Come Presentare Domanda: Procedura Completa
            7. Scadenze e Tempistiche del Bando
            8. Cosa Fare Dopo l’Approvazione del Contributo

            Cos’è il Bando Imprese Giovanili FVG 2026

            Il bando per imprese giovanili della Regione Friuli Venezia Giulia è uno strumento di finanza agevolata pensato specificamente per sostenere l’autoimprenditorialità giovanile e favorire la creazione di nuove imprese sul territorio regionale.

            L’iniziativa si inserisce nel più ampio quadro delle politiche regionali per l’occupazione giovanile e lo sviluppo economico locale, puntando a trattenere i talenti nel territorio e contrastare la fuga dei giovani verso altre regioni.

            Obiettivi del Bando

            Il bando persegue finalità precise:

            • Sostegno alla nuova imprenditorialità: favorire la nascita di nuove imprese a conduzione giovanile
            • Innovazione e competitività: promuovere progetti con elementi di innovazione tecnologica, organizzativa o di mercato
            • Sviluppo territoriale: rafforzare il tessuto imprenditoriale locale e creare nuova occupazione
            • Settori strategici: incentivare attività nei settori prioritari per lo sviluppo regionale (digitale, sostenibilità, manifattura avanzata, turismo)

            A chi si rivolge

            Il bando è destinato a:

            • Giovani imprenditori che vogliono avviare una nuova attività
            • Startup innovative già costituite ma in fase iniziale
            • Imprese individuali a conduzione giovanile
            • Società con compagine sociale a maggioranza under 40

            Tipologie di interventi finanziabili

            I contributi possono essere destinati a diversi tipi di investimento:

            1. Investimenti materiali: acquisto di macchinari, attrezzature, arredi, impianti
            2. Investimenti immateriali: software, licenze, brevetti, know-how
            3. Servizi di consulenza: studi di fattibilità, business plan, marketing
            4. Formazione specialistica: corsi professionalizzanti per imprenditori e collaboratori
            5. Spese di gestione iniziale: limitatamente al primo anno di attività

            Importi e Percentuali di Contributo

            Il Bando Imprese Giovanili FVG 2026 prevede contributi significativi, calibrati sulle caratteristiche del progetto e del soggetto beneficiario.

            Massimali di Contributo

            Tipologia BeneficiarioContributo MassimoPercentuale sul Progetto
            Micro impresa40.000 €Fino al 70%
            Piccola impresa30.000 €Fino al 60%
            Impresa individuale25.000 €Fino al 65%

            NOTA IMPORTANTE: Gli importi indicati sono basati sulle edizioni precedenti del bando. Si raccomanda di verificare gli importi esatti sul sito ufficiale della Regione FVG al momento dell’uscita del bando 2026.

            Esempi Pratici di Calcolo

            Esempio 1: Startup Digitale (Micro Impresa)

            Progetto: Sviluppo piattaforma e-commerce artigianato locale

            • Investimento totale: 50.000 €
            • Spese ammissibili: 45.000 €
            • Contributo richiesto (70%): 31.500 €
            • Contributo concesso: 31.500 € ✅ (sotto il massimale 40.000 €)
            • Quota a carico impresa: 13.500 €

            Dettaglio spese:

            • Sviluppo software: 20.000 €
            • Hardware e server: 8.000 €
            • Marketing digitale: 7.000 €
            • Consulenza SEO: 5.000 €
            • Formazione team: 5.000 €

            Requisiti Soggettivi: Chi Può Partecipare

            Per accedere al Bando Imprese Giovanili FVG 2026 è necessario possedere specifici requisiti soggettivi, sia anagrafici che imprenditoriali.

            Requisiti di Età

            Il bando è destinato a imprenditori giovani. I requisiti tipici sono:

            • Impresa individuale: titolare con età non superiore a 40 anni alla data di presentazione della domanda
            • Società di persone (snc, sas): almeno il 60% dei soci deve avere età non superiore a 40 anni
            • Società di capitali (srl, spa): almeno il 60% delle quote deve essere detenuto da soci under 40
            • Cooperative: almeno il 60% dei soci deve essere under 40

            ATTENZIONE: Il requisito anagrafico va posseduto al momento della presentazione della domanda e mantenuto per tutta la durata dell’investimento (generalmente 24 mesi).

            Settori Ammessi e Prioritari

            Il Bando Imprese Giovanili FVG finanzia progetti in diversi settori economici, con particolare attenzione ad ambiti strategici per lo sviluppo regionale.

            Settori Prioritari (con premialità)

            1. Digitale e ICT: Sviluppo software, servizi cloud, e-commerce, digital marketing
            2. Green Economy e Sostenibilità: Energie rinnovabili, economia circolare, prodotti eco-sostenibili
            3. Manifattura Avanzata: Industria 4.0, stampa 3D, robotica, meccanica di precisione
            4. Turismo Esperienziale: Turismo outdoor, enogastronomia, ospitalità innovativa
            5. Servizi alle Imprese: Consulenza gestionale, formazione, export

            Spese Ammissibili: Cosa Finanziare

            Il Bando Imprese Giovanili FVG 2026 consente di finanziare diverse categorie di spesa, purché funzionali al progetto imprenditoriale.

            Macro-Categorie di Spesa

            1. Investimenti Materiali: macchinari, attrezzature, arredi, veicoli commerciali (max 30%)
            2. Investimenti Immateriali: software, licenze, brevetti, certificazioni (max 50%)
            3. Servizi di Consulenza: business plan, marketing, consulenza tecnica (max 20%)
            4. Formazione: corsi professionalizzanti, formazione digitale (max 10%)
            5. Spese di Gestione Iniziale: canoni, utenze, assicurazioni (max 20%, solo primo anno)

            Spese NON Ammissibili

            • ❌ IVA recuperabile (ammessa solo se indetraibile)
            • ❌ Acquisto immobili
            • ❌ Spese notarili per costituzione società
            • ❌ Beni usati o rigenerati
            • ❌ Scorte di magazzino
            • ❌ Spese sostenute prima dell’approvazione del contributo

            Come Presentare Domanda: Procedura Completa

            La presentazione della domanda per il Bando Imprese Giovanili FVG 2026 segue una procedura telematica standardizzata.

            Fase 1: Preparazione Pre-Domanda

            Documenti necessari:

            • ✅ Visura Camerale aggiornata (non oltre 30 giorni)
            • ✅ Documento identità e codice fiscale
            • ✅ DURC (Documento Unico Regolarità Contributiva)
            • ✅ Business plan dettagliato
            • ✅ Piano investimenti con preventivi
            • ✅ Piano economico-finanziario triennale
            • ✅ SPID o CIE per accesso piattaforma

            Fase 2: Compilazione Online

            Accesso Piattaforma Regione FVG:

            1. Collegarsi a www.regione.fvg.it
            2. Area “Bandi e Contributi”
            3. Selezionare “Bando Imprese Giovanili 2026”
            4. Autenticarsi con SPID o CIE
            5. Compilare tutte le sezioni richieste

            Errori da Evitare

            • ❌ Inviare domanda l’ultimo giorno (rischio sovraccarico)
            • ❌ Dimenticare allegati (causa esclusione)
            • ❌ Preventivi non confrontabili
            • ❌ Importi IVA errati
            • ❌ Firma digitale non valida

            Scadenze e Tempistiche del Bando

            IMPORTANTE: Le date seguenti sono indicative. Consultare sempre il bando ufficiale sul sito della Regione FVG.

            Calendario Indicativo 2026

            FaseData PrevistaDurata
            Pubblicazione bandoFebbraio 2026–
            Apertura sportelloMarzo 2026–
            Scadenza domandeAprile 202630-45 gg
            Graduatoria definitivaSettembre 2026–
            Decreti concessioneOttobre 202630 gg
            Rendicontazione finaleDicembre 202824 mesi

            Cosa Fare Dopo l’Approvazione del Contributo

            Ottenere l’approvazione del contributo è solo il primo passo. La fase di realizzazione e rendicontazione è cruciale.

            Step Fondamentali

            1. Accettazione contributo (entro 30 giorni): firma decreto, comunicazione IBAN
            2. Richiesta anticipo (opzionale): fino al 30% con fideiussione bancaria
            3. Realizzazione investimenti: tracciabilità pagamenti, archiviazione documenti
            4. Rendicontazione finale: entro 24 mesi, documentazione completa
            5. Erogazione saldo: 60-120 giorni dopo approvazione rendiconto

            Vincoli Post-Erogazione

            I beni finanziati devono:

            • Rimanere nella disponibilità dell’impresa per 5 anni
            • Essere utilizzati esclusivamente per l’attività finanziata
            • Rimanere nella sede regionale FVG

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti sul Bando Imprese Giovanili FVG

            Posso presentare domanda se ho gia un’altra attivita?

            Si, e possibile presentare domanda anche se si e gia titolari di altra partita IVA, purche la nuova impresa sia autonoma e distinta dalla precedente, costituita da non oltre 36 mesi e rispetti tutti i requisiti del bando. Attenzione al requisito de minimis: il massimale di 200.000 euro in tre anni si calcola su tutte le imprese.

            L’IVA e una spesa ammissibile?

            L’IVA e ammissibile solo se NON detraibile. Se l’impresa opera in regime ordinario e puo detrarre l’IVA, l’imposta non puo essere rendicontata. In regime forfettario o con IVA indetraibile, puo essere inclusa nel contributo.

            Posso iniziare ad acquistare prima dell’approvazione?

            No, le spese sostenute prima della data di approvazione sono generalmente NON ammissibili. Il consiglio e di attendere sempre la comunicazione ufficiale di ammissione prima di effettuare acquisti.

            Quanto tempo passa dalla domanda all’erogazione?

            Dalla presentazione alla graduatoria definitiva passano 4-6 mesi. L’anticipo viene erogato entro 2-3 mesi dall’accettazione. Il saldo finale 2-4 mesi dopo la rendicontazione. In totale circa 24-30 mesi per l’intero ciclo.

            Il contributo e cumulabile con altri finanziamenti?

            Si, il contributo e cumulabile con altri incentivi pubblici, purche la somma non superi i massimali de minimis (200.000 euro in 3 anni). Non e possibile ottenere contributi diversi per la stessa identica spesa.


            Richiedi Assistenza per il Bando Imprese Giovanili FVG

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta nella compilazione della domanda e nella rendicontazione del Bando Imprese Giovanili FVG 2026.

            I nostri servizi:

            • Verifica requisiti e fattibilità progetto
            • Redazione business plan e piano economico-finanziario
            • Compilazione domanda su piattaforma regionale
            • Raccolta preventivi e documentazione
            • Rendicontazione intermedia e finale
            • Assistenza durante controlli e verifiche
            Contattaci su WhatsApp

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              CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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              Indice dei contenuti

              Novità Retributive 2026
              Tabelle Retributive Complete 2026
              Retribuzioni Badanti Conviventi
              Retribuzioni Badanti Non Conviventi
              Retribuzioni Baby Sitter 2026
              Indennità Vitto e Alloggio
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              Contributi…

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                Gestione Separata INPS 2026: Cos’è, Come Funziona e Come Iscriversi

                contributi INPS artigiani e commercianti, regime forfettario

                Aggiornamento del 4 settembre 2026 – Rettifica

                Aliquota della Gestione Separata INPS 2026 rettificata: 26,07% per i liberi professionisti senza altra tutela pensionistica obbligatoria e 24% per pensionati o già assicurati altrove (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026). Una versione precedente riportava erroneamente il 26,23%; gli esempi di calcolo sono stati ricalcolati.

                Indice dei contenuti

                1. Cos’è la Gestione Separata INPS
                2. Chi Deve Iscriversi alla Gestione Separata INPS
                3. Aliquote Contributive Gestione Separata 2026
                4. Come Iscriversi alla Gestione Separata INPS: Procedura Online
                5. Scadenze Versamenti Contributi Gestione Separata 2026
                6. Vantaggi e Copertura della Gestione Separata INPS
                7. Domande Frequenti sulla Gestione Separata INPS

                La Gestione Separata INPS è il regime previdenziale obbligatorio per professionisti senza cassa previdenziale, collaboratori e alcune categorie di lavoratori autonomi. Istituita con la legge 335/1995, la Gestione Separata serve a garantire la copertura pensionistica e assistenziale a chi non è iscritto ad altri enti previdenziali.

                Nel 2026, la Gestione Separata INPS presenta alcune novità importanti relative alle aliquote contributive, alle modalità di iscrizione online e alle scadenze di versamento. Questa guida completa ti spiega cos’è la Gestione Separata, chi deve iscriversi obbligatoriamente, quanto si paga e come gestire correttamente gli adempimenti.

                Cos’è la Gestione Separata INPS

                La Gestione Separata INPS è un fondo pensionistico gestito dall’INPS che accoglie tutti i lavoratori che:

                • Non sono iscritti ad altre casse previdenziali (commercianti, artigiani, professionisti con cassa)
                • Esercitano attività professionale autonoma senza un ordine con cassa propria
                • Svolgono collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co.)
                • Hanno rapporti di lavoro a progetto
                • Sono amministratori di società

                Chi ha istituito la Gestione Separata

                La Gestione Separata è stata istituita con l’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335 (riforma Dini) per estendere la tutela previdenziale a categorie di lavoratori fino ad allora privi di copertura pensionistica.

                Differenza con altre gestioni INPS

                La Gestione Separata si distingue da:

                • Gestione Commercianti INPS: per titolari di attività commerciali
                • Gestione Artigiani INPS: per titolari di imprese artigiane
                • FPLD (Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti): per i lavoratori subordinati
                • Casse professionali: per professionisti ordinistici (avvocati, ingegneri, medici, ecc.)

                Se sei iscritto a una cassa professionale (es. Cassa Forense, INARCASSA, ENPAM), NON devi iscriverti alla Gestione Separata per l’attività principale.

                Chi Deve Iscriversi alla Gestione Separata INPS

                L’iscrizione alla Gestione Separata INPS è obbligatoria per le seguenti categorie di lavoratori:

                Professionisti senza cassa

                Tutti i professionisti titolari di partita IVA che esercitano attività intellettuale senza essere iscritti a un ordine professionale con cassa propria:

                • Consulenti informatici
                • Web designer e grafici
                • Social media manager
                • Copywriter e content creator
                • Formatori e coach
                • Traduttori freelance
                • Fotografi professionisti
                • Consulenti marketing

                Collaboratori coordinati e continuativi

                I collaboratori con contratto co.co.co. o contratti a progetto, anche occasionali se superano i 5.000 euro annui di compensi.

                Amministratori di società

                • Amministratori di SRL (anche amministratori unici)
                • Amministratori di SPA non dipendenti della società
                • Sindaci e revisori

                Venditori porta a porta

                I venditori a domicilio con reddito annuo superiore a 5.000 euro.

                Partite IVA in regime forfettario

                I forfettari senza altra cassa previdenziale devono iscriversi alla Gestione Separata e versare i contributi INPS con le aliquote previste. Approfondisci: Regime Forfettario 2026.

                Chi NON deve iscriversi

                Non devono iscriversi alla Gestione Separata:

                • Professionisti già iscritti a casse professionali (avvocati, ingegneri, medici, commercialisti, ecc.)
                • Artigiani e commercianti (hanno gestioni INPS dedicate)
                • Lavoratori dipendenti a tempo pieno
                • Pensionati che svolgono attività occasionale sotto i 5.000 euro annui

                Aliquote Contributive Gestione Separata 2026

                Le aliquote contributive della Gestione Separata INPS per il 2026 variano a seconda della categoria di iscritto e della presenza o meno di altre coperture previdenziali.

                Aliquote per professionisti senza altra cassa

                Per i professionisti con partita IVA senza altra cassa previdenziale:

                • Aliquota ordinaria 2026: 26,07% del reddito professionale netto (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026)
                • Non c’è minimale di reddito: si paga solo sul reddito effettivo
                • Non c’è massimale: si paga su tutto il reddito dichiarato

                Esempio pratico:

                Se il tuo reddito professionale netto nel 2026 è di 30.000 euro, i contributi INPS saranno:

                30.000 × 26,07% = 7.821 euro

                Aliquote per pensionati o titolari di altra pensione

                Se sei già pensionato o hai altra copertura previdenziale, l’aliquota è ridotta al 24% (non si versa la quota per IVS – Invalidità, Vecchiaia, Superstiti).

                Aliquote per collaboratori e co.co.co.

                Per i collaboratori coordinati e continuativi:

                • Aliquota 2026: 35,03% del compenso lordo
                • 2/3 a carico del committente (circa 23,35%)
                • 1/3 a carico del collaboratore (circa 11,68%)

                Il committente deve versare i contributi all’INPS tramite modello F24, trattenendo la quota a carico del collaboratore.

                Aliquote per amministratori di società

                Per gli amministratori di SRL e SPA:

                • Aliquota 2026: 35,03% del compenso
                • Interamente a carico dell’amministratore (salvo diverso accordo con la società)

                Riduzione contributiva per redditi bassi

                Nel 2026 è confermata la riduzione del 35% per i lavoratori autonomi con reddito annuo inferiore a 17.504 euro:

                • Aliquota ridotta: 26,07% – 35% = 16,95%

                Questa agevolazione si applica automaticamente in sede di dichiarazione dei redditi.

                Come si calcolano i contributi

                I contributi si calcolano sul reddito netto professionale, ovvero:

                Ricavi – Costi deducibili = Reddito netto

                Su questo reddito si applica l’aliquota del 26,07% (o quella pertinente alla tua categoria).

                Come Iscriversi alla Gestione Separata INPS: Procedura Online

                L’iscrizione alla Gestione Separata INPS è obbligatoria entro 30 giorni dall’inizio dell’attività o dal primo compenso percepito. La procedura è completamente online tramite il portale INPS.

                Quando iscriversi

                Devi iscriverti alla Gestione Separata:

                • Entro 30 giorni dall’apertura della partita IVA (per professionisti)
                • Entro 30 giorni dal primo compenso (per collaboratori)
                • Prima della nomina (per amministratori di società)

                Cosa serve per iscriversi

                Per completare l’iscrizione online hai bisogno di:

                1. SPID, CIE o CNS per accedere al portale INPS
                2. Partita IVA (per professionisti)
                3. Codice fiscale
                4. Email e numero di cellulare
                5. Dati anagrafici e residenza

                Procedura di iscrizione passo passo

                STEP 1: Accedi al portale INPS

                • Vai su www.inps.it
                • Clicca su “Entra con SPID” o “Entra con CIE”
                • Effettua l’autenticazione

                STEP 2: Cerca il servizio di iscrizione

                • Nella barra di ricerca digita “Iscrizione Gestione Separata”
                • Seleziona il servizio “Iscrizione alla Gestione Separata”
                • Oppure vai su “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Gestione Separata”

                STEP 3: fatti assistere nella compilazione

                Il modulo richiede:

                • Dati anagrafici: nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di nascita
                • Residenza e domicilio
                • Partita IVA e data apertura (per professionisti)
                • Tipologia di attività: seleziona “Libero professionista” o “Collaboratore” o “Amministratore”
                • Codice ATECO della tua attività professionale
                • Recapiti: email e cellulare per comunicazioni INPS

                STEP 4: Dichiara l’assenza di altre coperture

                Devi dichiarare di non essere iscritto a:

                • Altre casse professionali (INARCASSA, Cassa Forense, ecc.)
                • Gestione Commercianti o Artigiani INPS
                • FPLD come lavoratore dipendente full-time

                STEP 5: Conferma e invio

                • Controlla tutti i dati inseriti
                • Clicca su “Invia domanda”
                • Riceverai una ricevuta di iscrizione via email
                • L’INPS ti assegnerà una matricola Gestione Separata

                Tempi di attivazione

                L’iscrizione è immediata dopo l’invio della domanda. Riceverai la conferma via PEC o email con:

                • Numero di matricola Gestione Separata
                • Codice sede INPS di riferimento
                • Istruzioni per il versamento dei contributi

                Cosa fare dopo l’iscrizione

                Dopo l’iscrizione dovrai:

                1. Comunicare la matricola al commercialista per i versamenti F24
                2. Versare i contributi trimestrali (o tramite Unico/730)
                3. Conservare la ricevuta di iscrizione
                4. Aggiornare i dati in caso di variazioni (cambio residenza, cessazione attività, ecc.)

                Scadenze Versamenti Contributi Gestione Separata 2026

                I contributi alla Gestione Separata INPS si versano in base al reddito dichiarato nell’anno precedente, con il sistema del saldo e acconto.

                Modalità di versamento

                I professionisti versano i contributi tramite modello F24 con i seguenti codici tributo:

                • Codice tributo: 1299 – Gestione Separata professionisti senza altra cassa
                • Periodo di riferimento: anno di competenza (es. 2026)

                Scadenze 2026

                Le scadenze per il versamento dei contributi seguono il calendario fiscale:

                ACCONTO 2026 (sui redditi 2025):

                • 30 giugno 2026: prima rata acconto (40% dei contributi dovuti su reddito 2025)
                • 30 novembre 2026: seconda rata acconto (restante 60%)

                SALDO 2026 (sui redditi 2025):

                • 30 giugno 2026: saldo contributi anno 2025 (differenza tra dovuto e acconti versati)

                Calcolo acconto e saldo

                Esempio pratico:

                Supponiamo che nel 2025 tu abbia avuto un reddito netto di 35.000 euro.

                Contributi dovuti per il 2025:
                35.000 × 26,07% = 9.124,50 euro

                Nel 2026 dovrai versare:

                1. Entro il 30 giugno 2026:

                • Saldo 2025: 9.124,50 euro (se non hai versato acconti nel 2025)
                • Acconto 2026 (40%): 9.124,50 × 40% = 3.649,80 euro

                Totale da versare entro 30/06/2026: 12.774,30 euro

                2. Entro il 30 novembre 2026:

                • Acconto 2026 (60%): 9.124,50 × 60% = 5.474,70 euro

                Rateizzazione

                È possibile rateizzare i versamenti se l’importo supera i 52 euro:

                • Prima rata entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%)
                • Altre rate mensili fino a novembre
                • Interessi: 0,33% mensile

                Versamento per collaboratori

                Per i collaboratori, i contributi vengono versati dal committente entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento del compenso.

                Versamento per amministratori di società

                Gli amministratori di SRL devono versare i contributi:

                • Entro il 16 del mese successivo al pagamento del compenso trimestrale
                • Con modello F24 intestato all’amministratore

                Sanzioni per ritardi

                In caso di ritardo o mancato versamento:

                • Sanzioni dal 30% al 60% dell’importo non versato
                • Interessi di mora: 8% annuo (circa 0,65% mensile)
                • Possibile sospensione della copertura previdenziale

                Vantaggi e Copertura della Gestione Separata INPS

                L’iscrizione alla Gestione Separata INPS offre una copertura previdenziale completa per i professionisti e i collaboratori.

                Prestazioni garantite

                Gli iscritti alla Gestione Separata hanno diritto a:

                1. Pensione di vecchiaia

                • Età: 67 anni (nel 2026)
                • Contribuzione minima: 20 anni
                • Calcolo con sistema contributivo (basato sui contributi versati)

                2. Pensione anticipata

                • Requisiti contributivi: 41 anni e 10 mesi (donne) o 42 anni e 10 mesi (uomini)
                • Indipendentemente dall’età anagrafica

                3. Pensione di inabilità

                • In caso di inabilità assoluta e permanente al lavoro
                • Requisiti: almeno 5 anni di contributi, di cui 3 negli ultimi 5 anni

                4. Assegno ordinario di invalidità

                • In caso di riduzione della capacità lavorativa superiore a 2/3
                • Stessi requisiti contributivi della pensione di inabilità

                5. Indennità di maternità/paternità

                • 5 mesi di indennità per le professioniste (2 mesi prima + 3 dopo il parto)
                • 80% del reddito dichiarato negli ultimi 12 mesi
                • Anche per i professionisti padri (congedo di paternità)

                6. Indennità di malattia (solo per co.co.co.)

                • I collaboratori coordinati hanno diritto all’indennità di malattia
                • I professionisti autonomi NON hanno diritto all’indennità di malattia

                7. Assegno per il nucleo familiare (ANF)

                • Solo per collaboratori e co.co.co.
                • Non spetta ai professionisti con partita IVA

                Cosa NON copre la Gestione Separata

                La Gestione Separata NON garantisce:

                • Indennità di disoccupazione (NASPI): riservata ai lavoratori dipendenti
                • Malattia per professionisti: i liberi professionisti non hanno copertura INPS per malattia
                • Cassa integrazione: non esiste per gli autonomi

                Deducibilità fiscale dei contributi

                I contributi versati alla Gestione Separata sono interamente deducibili dal reddito professionale:

                • Si sottraggono dal reddito imponibile IRPEF
                • Riducono le tasse da pagare

                Esempio:

                Se hai un reddito lordo di 40.000 euro e versi 10.428 euro di contributi (26,07%):

                • Reddito imponibile IRPEF: 40.000 – 10.428 = 29.572 euro
                • Risparmio fiscale (aliquota 35%): 10.428 × 35% = 3.650 euro

                📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

                Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

                Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 5 anni.

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                Domande Frequenti sulla Gestione Separata INPS

                Cosa succede se non mi iscrivo alla Gestione Separata?

                Se sei obbligato all’iscrizione e non provvedi, l’INPS puo iscriverti d’ufficio e richiedere i contributi arretrati con sanzioni dal 30% al 60% piu interessi. Inoltre, non avrai diritto alle prestazioni previdenziali (pensione, maternita, invalidita) fino alla regolarizzazione.

                Posso versare contributi volontari se sospendo l’attivita?

                Si, se sospendi l’attivita professionale ma vuoi continuare a maturare contributi per la pensione, puoi chiedere l’autorizzazione ai versamenti volontari all’INPS. Questo ti permette di non perdere anni contributivi.

                Se ho sia partita IVA che lavoro dipendente, devo iscrivermi?

                Dipende. Se sei dipendente full-time e hai una partita IVA occasionale (sotto i 5.000 euro/anno), potresti essere esonerato. Se superi questa soglia o l’attivita e continuativa, devi iscriverti alla Gestione Separata. I contributi si sommano a quelli FPLD per la pensione.

                Quanto costa la Gestione Separata per un forfettario?

                Per un forfettario con reddito di 20.000 euro, i contributi annui saranno circa 5.214 euro (26,07% di 20.000). Se il reddito e sotto i 17.504 euro, si applica la riduzione del 35%, quindi l’aliquota scende al 16,95%.

                Posso chiedere la riduzione contributiva se guadagno poco?

                Si, se il tuo reddito annuo e inferiore a 17.504 euro, hai diritto automaticamente alla riduzione del 35% dell’aliquota contributiva. La riduzione si applica in dichiarazione dei redditi, non serve fare domanda separata.

                Come faccio a sapere quanto devo versare?

                L’importo esatto dei contributi dipende dal tuo reddito netto professionale dichiarato. Il tuo commercialista calcola i contributi in sede di dichiarazione dei redditi (Modello Redditi o 730). In alternativa, puoi usare il simulatore contributi sul sito INPS.

                Se cesso l’attivita, devo cancellarmi dalla Gestione Separata?

                Si, se chiudi la partita IVA o cessi l’attivita professionale, devi comunicare la cessazione all’INPS entro 30 giorni. è importante essere seguiti da un esperto dal portale INPS, accedendo con SPID alla sezione Gestione Separata.

                I contributi versati valgono per la pensione?

                Si, tutti i contributi versati alla Gestione Separata vengono accreditati sul tuo estratto conto contributivo e valgono per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia o pensione anticipata. Puoi verificare il montante sul portale INPS.


                Richiedi Assistenza per la Gestione Separata INPS

                Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con tutti gli adempimenti legati alla Gestione Separata INPS: iscrizione, calcolo contributi, dichiarazione dei redditi e pianificazione previdenziale.

                I nostri servizi per professionisti e partite IVA:

                • Iscrizione Gestione Separata INPS online assistita
                • Calcolo contributi e gestione F24
                • Dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi PF)
                • Consulenza regime forfettario e apertura partita IVA
                • Pianificazione pensionistica e simulazioni
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                  CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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                  Novità 2026 Rispetto alle Versioni Precedenti
                  Struttura del File XML FatturaPA
                  Codici Natura IVA: Tabella Completa 2026
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                  Prezzi e Costi HYPE Business 2026
                  Funzionalita Principali
                  Pro e Contro
                  Per Chi e Adatto?
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                    2. Funzionalita Principali
                    3. Pro e Contro
                    4. Per Chi e Adatto?
                    5. Domande Frequenti

                    Fatture in Cloud e uno dei software di fatturazione elettronica piu diffusi in Italia, sviluppato da TeamSystem, azienda leader nel settore dei software gestionali. Con oltre 500.000 utenti attivi, rappresenta una delle soluzioni piu complete per la gestione della fatturazione elettronica.

                    In questa recensione completa di Fatture in Cloud 2026 analizzeremo prezzi aggiornati, funzionalita, pro e contro per aiutarti a capire se e la soluzione giusta per la tua attivita. Particolare attenzione al Piano Forfettari a soli 48 euro/anno, una delle novita piu interessanti per chi opera in regime forfettario.

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                    Il Piano Standard Forfettari e pensato specificamente per chi opera in regime forfettario. A soli 4 euro al mese (48 euro/anno), offre tutte le funzionalita del piano Standard a meta prezzo. E la scelta ideale per chi ha aperto da poco una partita IVA e vuole un software professionale senza spendere troppo.

                    Cosa include ogni piano

                    Tutti i piani includono:

                    • Fatturazione elettronica tramite Sistema di Interscambio (SdI)
                    • Conservazione sostitutiva a norma per 10 anni (inclusa nel prezzo)
                    • Gestione preventivi e ordini
                    • App mobile iOS e Android
                    • Assistenza clienti in italiano

                    I piani Premium e Complete aggiungono: documenti illimitati, solleciti automatici, sincronizzazione Google Calendar, multi-magazzino e funzionalita avanzate per team.

                    Funzionalita Principali di Fatture in Cloud

                    Fatturazione Elettronica Completa

                    Fatture in Cloud gestisce l’intero ciclo della fatturazione elettronica:

                    • Emissione fatture in formato XML conforme
                    • Invio automatico al Sistema di Interscambio
                    • Ricezione e gestione fatture passive
                    • Notifiche in tempo reale sullo stato (accettata, rifiutata, consegnata)
                    • Fatturazione verso Pubblica Amministrazione

                    Conservazione Sostitutiva

                    La conservazione sostitutiva a norma e inclusa in tutti i piani. Le fatture vengono conservate digitalmente per 10 anni, come richiesto dalla legge, senza costi aggiuntivi.

                    App Mobile

                    L’app per iOS e Android permette di:

                    • Creare e inviare fatture ovunque ti trovi
                    • Controllare lo stato dei pagamenti
                    • Visualizzare report e statistiche
                    • Ricevere notifiche push sulle fatture

                    Integrazioni

                    Fatture in Cloud si integra con:

                    • Banche per riconciliazione automatica dei pagamenti
                    • E-commerce (WooCommerce, Shopify, PrestaShop)
                    • Gestionali e software di contabilita
                    • CRM e strumenti di produttivita

                    Pro e Contro di Fatture in Cloud

                    Pro

                    • Interfaccia intuitiva – Facile da usare anche per chi non e esperto
                    • Conservazione inclusa – Nessun costo aggiuntivo per la conservazione a norma
                    • App mobile completa – Gestisci tutto da smartphone
                    • Ottime integrazioni – Si collega a banche, e-commerce e gestionali
                    • Assistenza in italiano – Supporto clienti rapido e competente
                    • Piano Forfettari – Solo 48 euro/anno per chi e in regime forfettario
                    • Prova gratuita – 31 giorni per testare senza impegno

                    Contro

                    • Costo superiore alla media – Piu caro di alternative come Aruba (29,90 euro/anno)
                    • Limite 400 documenti – Sui piani Standard e Standard Forfettari
                    • Alcune funzioni solo Premium – Solleciti automatici e multi-utente richiedono upgrade
                    • Curva di apprendimento – Molte funzionalita possono disorientare all’inizio

                    Fatture in Cloud: Per Chi e Adatto?

                    Forfettari

                    Con il Piano Standard Forfettari a 48 euro/anno, Fatture in Cloud diventa accessibile anche per chi ha appena aperto partita IVA. E la scelta giusta se vuoi un software professionale con interfaccia moderna e tutte le funzionalita essenziali.

                    Professionisti e Freelance

                    Il Piano Standard (144 euro/anno) e ideale per professionisti che emettono fino a 400 fatture l’anno e cercano un software affidabile con buone integrazioni.

                    PMI e Ditte Strutturate

                    Il Piano Premium (252 euro/anno) e pensato per chi ha bisogno di documenti illimitati, gestione multi-utente e funzionalita avanzate come solleciti automatici.

                    Quando NON scegliere Fatture in Cloud

                    Se il tuo unico obiettivo e risparmiare al massimo, esistono alternative piu economiche come Aruba (29,90 euro/anno) o il portale gratuito dell’Agenzia delle Entrate. Fatture in Cloud conviene a chi cerca qualita, integrazioni e un’esperienza utente superiore.

                    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

                    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                    💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

                    Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 5 anni.

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                    Domande Frequenti su Fatture in Cloud

                    Quanto costa Fatture in Cloud nel 2026?

                    I prezzi di Fatture in Cloud nel 2026 partono da 48 euro/anno per il Piano Standard Forfettari (4 euro/mese). Il Piano Standard costa 144 euro/anno (12 euro/mese), il Premium 252 euro/anno (21 euro/mese) e il Complete 612 euro/anno (51 euro/mese). Tutti i prezzi sono IVA esclusa e includono la conservazione sostitutiva.

                    Fatture in Cloud e adatto ai forfettari?

                    Si, Fatture in Cloud offre un piano dedicato ai forfettari a soli 48 euro/anno (4 euro/mese). Questo piano include tutte le funzionalita essenziali: fatturazione elettronica, conservazione sostitutiva, app mobile e fino a 400 documenti all’anno. E un’ottima scelta per chi cerca qualita a un prezzo accessibile.

                    La conservazione sostitutiva e inclusa?

                    Si, la conservazione sostitutiva a norma per 10 anni e inclusa in tutti i piani di Fatture in Cloud, senza costi aggiuntivi. Questo e un vantaggio importante rispetto ad alcuni competitor che la fanno pagare a parte.

                    Posso provare gratis Fatture in Cloud?

                    Si, Fatture in Cloud offre una prova gratuita di 31 giorni senza obbligo di inserire la carta di credito. Al termine della prova puoi decidere se attivare un piano a pagamento o annullare senza costi.

                    Verdetto Finale: Conviene Fatture in Cloud?

                    Fatture in Cloud e una scelta eccellente per chi cerca un software di fatturazione elettronica completo, affidabile e ben supportato. Non e il piu economico sul mercato, ma offre un’esperienza utente superiore, ottime integrazioni e un’assistenza clienti di qualita.

                    Il Piano Standard Forfettari a 48 euro/anno rende la piattaforma accessibile anche a chi ha appena iniziato. Se invece cerchi solo il risparmio massimo, valuta alternative come Aruba.

                    Per un confronto completo con tutte le alternative disponibili, leggi la nostra guida: Miglior Software Fatturazione Elettronica 2026.

                    Hai bisogno di assistenza per la tua partita IVA?

                    Se hai dubbi sulla gestione della fatturazione elettronica o sulla contabilita della tua attivita, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione.

                    Contattaci:

                    • Telefono: 0432 1638640
                    • WhatsApp: 366 6018121
                    • Email: info@centrofiscale.com

                    Ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2026. Prezzi verificati su fattureincloud.it.

                    Febbraio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-05 08:00:002026-05-31 22:37:59Fatture in Cloud Recensione 2026: Prezzi, Funzioni e Opinioni Reali
                    PARTITA IVA

                    Bonus 18mila Euro Under 35 2026: Incentivo Decreto Coesione per Dipendenti e Partite IVA

                    Bonus Partita IVA Under 35


                    Indice dei contenuti

                    1. Cos’è l’Incentivo Decreto Coesione per Under 35
                    2. Chi Può Beneficiare del Bonus 18mila Euro
                    3. Requisiti per Accedere al Bonus
                    4. Importi e Durata dell’Esonero Contributivo
                    5. Come Fare Domanda: Procedura INPS
                    6. Differenze con Altri Bonus Assunzioni
                    7. Domande Frequenti

                    Trovare lavoro prima dei 35 anni è ancora oggi una delle sfide più difficili per i giovani italiani. Disoccupazione giovanile elevata, precarietà contrattuale e difficoltà di inserimento stabile nel mercato del lavoro sono problemi che colpiscono duramente questa fascia d’età. Per affrontare questa emergenza, il Decreto Coesione ha introdotto un importante incentivo: il Bonus 18mila euro per under 35, un esonero contributivo totale destinato sia alle assunzioni di giovani lavoratori dipendenti che – novità significativa – anche ai titolari di partita IVA under 35.

                    Questo bonus rappresenta un’opportunità concreta per:

                    • Datori di lavoro che assumono giovani con contratti stabili
                    • Giovani under 35 che aprono partita IVA e avviano un’attività autonoma
                    • Aziende che vogliono ridurre il costo del lavoro investendo sui giovani

                    In questa guida completa del CAF Centro Fiscale vediamo tutti i dettagli operativi: requisiti, importi, modalità di domanda INPS, differenze con gli altri bonus occupazionali e risposte alle domande più frequenti.

                    Cos’è l’Incentivo Decreto Coesione per Under 35

                    L’Incentivo Decreto Coesione è un esonero contributivo del 100% introdotto dal Decreto Legge n. 60/2024 (convertito in Legge n. 95/2024) per favorire l’occupazione giovanile stabile. La misura è gestita dall’INPS ed è operativa dal 1° settembre 2024.

                    Caratteristiche principali

                    Il bonus prevede:

                    • Esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro o del titolare di partita IVA
                    • Massimale mensile di 500 euro (fino a 6.000 euro annui)
                    • Durata massima di 3 anni (36 mesi)
                    • Importo complessivo fino a 18.000 euro per beneficiario

                    Novità: estensione alle partite IVA

                    La vera novità del Decreto Coesione è che l’incentivo non è riservato solo alle assunzioni di lavoratori dipendenti, ma si estende anche ai giovani under 35 che aprono partita IVA e avviano un’attività autonoma in forma di:

                    • Ditta individuale
                    • Libero professionista con partita IVA
                    • Lavoratore autonomo iscritto alla Gestione Separata INPS

                    Questa estensione rappresenta un sostegno concreto all’imprenditorialità giovanile e all’autoimpiego, settori tradizionalmente penalizzati dalla mancanza di incentivi contributivi.

                    Ambito territoriale

                    Il bonus è valido su tutto il territorio nazionale, senza limitazioni geografiche, a differenza di altri incentivi riservati solo ad alcune regioni del Sud Italia.

                    Chi Può Beneficiare del Bonus 18mila Euro

                    Il Bonus 18mila euro under 35 si rivolge a due categorie di beneficiari:

                    1. Datori di lavoro che assumono giovani

                    Possono accedere all’esonero contributivo i datori di lavoro privati che:

                    • Assumono lavoratori under 35 con contratto a tempo indeterminato (anche a tempo parziale)
                    • Assumono con contratto di apprendistato professionalizzante
                    • Effettuano trasformazioni a tempo indeterminato di contratti a termine di giovani under 35

                    Tipologie di datori ammessi:

                    • Imprese private di qualsiasi settore
                    • Enti non commerciali
                    • Cooperative
                    • Studi professionali

                    Esclusi: Pubblica Amministrazione, lavoro domestico, apprendistato di primo livello.

                    2. Giovani under 35 con partita IVA (NOVITÀ)

                    Grande novità del Decreto Coesione: possono beneficiare del bonus anche i giovani under 35 che aprono partita IVA e si iscrivono come:

                    • Artigiani (Gestione Artigiani INPS)
                    • Commercianti (Gestione Commercianti INPS)
                    • Liberi professionisti (Gestione Separata INPS)
                    • Lavoratori autonomi senza cassa previdenziale

                    L’esonero contributivo del 100% si applica ai contributi previdenziali obbligatori che il giovane deve versare all’INPS per la propria attività.

                    Chi NON può accedere

                    Il bonus non spetta a:

                    • Over 35 (al momento dell’assunzione o apertura partita IVA)
                    • Lavoratori con contratti a termine (per i dipendenti)
                    • Partite IVA in regime forfettario con contributi già ridotti (verifica caso per caso)
                    • Attività già avviate prima del 1° settembre 2024 (per le partite IVA)

                    Requisiti per Accedere al Bonus

                    Per beneficiare del Bonus 18mila euro under 35, devono essere soddisfatti requisiti sia soggettivi che oggettivi.

                    Requisiti per i lavoratori dipendenti

                    Il lavoratore assunto deve:

                    • Avere meno di 35 anni (34 anni e 364 giorni) alla data dell’assunzione
                    • Non essere mai stato occupato a tempo indeterminato con lo stesso o altro datore (condizione de minimis)
                    • Essere assunto con contratto a tempo indeterminato o apprendistato

                    Requisiti per i titolari di partita IVA

                    Il giovane che apre partita IVA deve:

                    • Avere meno di 35 anni alla data di apertura della partita IVA
                    • Non aver mai gestito un’attività autonoma con iscrizione INPS (prima occupazione autonoma)
                    • Iscriversi a una delle gestioni previdenziali INPS (artigiani, commercianti, separata)
                    • Avviare l’attività dopo il 1° settembre 2024

                    Requisiti per i datori di lavoro

                    I datori di lavoro devono:

                    • Essere in regola con DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva)
                    • Rispettare gli obblighi di legge su sicurezza e contrattazione collettiva
                    • Non aver effettuato licenziamenti individuali o collettivi nei 6 mesi precedenti l’assunzione
                    • Non avere violazioni gravi delle norme sul lavoro (sospensioni, sanzioni, lavoro nero)

                    Condizioni di accesso

                    Importanti condizioni:

                    • L’esonero è cumulabile con altri incentivi all’occupazione, nel rispetto del massimale de minimis UE
                    • Il bonus non spetta per assunzioni di familiari del datore di lavoro (coniuge, parenti entro il 2° grado)
                    • Per le partite IVA, l’esonero si applica solo ai contributi obbligatori INPS, non alle imposte sul reddito

                    Verifica requisiti

                    Il CAF Centro Fiscale può verificare gratuitamente se possiedi tutti i requisiti per accedere al bonus, sia come datore di lavoro che come giovane under 35 con partita IVA.

                    Importi e Durata dell’Esonero Contributivo

                    Il Bonus 18mila euro under 35 prevede un esonero contributivo del 100% con specifici massimali mensili e durata.

                    Importo dell’esonero

                    Esonero mensile:

                    • 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro o del lavoratore autonomo
                    • Massimale mensile: 500 euro
                    • Se i contributi mensili superano 500 euro, l’eccedenza resta a carico del beneficiario

                    Esonero annuale:

                    • Massimale annuo: 6.000 euro (500 euro × 12 mesi)

                    Esonero totale (3 anni):

                    • Fino a 18.000 euro complessivi (6.000 euro × 3 anni)

                    Durata del bonus

                    L’esonero contributivo ha durata:

                    • 36 mesi (3 anni) per contratti a tempo indeterminato a tempo pieno
                    • 36 mesi per partite IVA under 35 (a partire dall’iscrizione INPS)
                    • Proporzionale per contratti a tempo parziale (calcolato su base oraria)

                    Cosa copre l’esonero

                    Per i lavoratori dipendenti:

                    • Contributi previdenziali IVS (invalidità, vecchiaia, superstiti)
                    • Contributi per disoccupazione NASpI
                    • Contributi maternità
                    • Esclusi: premi INAIL, contributi INPS per TFR, contributi ai fondi pensione

                    Per le partite IVA:

                    • Contributi IVS obbligatori alla Gestione Artigiani, Commercianti o Separata INPS
                    • Esclusi: contributi integrativi, contributi volontari, imposte sul reddito (IRPEF)

                    Esempio pratico: lavoratore dipendente

                    Caso: Assunzione di un giovane 30enne con contratto a tempo indeterminato, RAL 24.000 euro.

                    • Contributi previdenziali mensili a carico datore: circa 650 euro
                    • Esonero mensile effettivo: 500 euro (massimale)
                    • Contributi residui a carico datore: 150 euro/mese
                    • Risparmio totale in 3 anni: 18.000 euro

                    Esempio pratico: partita IVA

                    Caso: Giovane 32enne apre partita IVA come commerciante, reddito annuo 20.000 euro.

                    • Contributi INPS fissi + eccedenti: circa 4.500 euro/anno
                    • Esonero annuo: 6.000 euro (copre interamente i contributi)
                    • Risparmio totale in 3 anni: 13.500 euro (nei primi 3 anni di attività)

                    Attenzione ai massimali

                    Il massimale di 500 euro mensili significa che:

                    • Con retribuzioni basse (part-time, apprendistato), l’esonero copre il 100% dei contributi
                    • Con retribuzioni alte (oltre 30.000 euro/anno), l’esonero copre solo una parte

                    Per questo il bonus è particolarmente vantaggioso per le piccole imprese e per i giovani lavoratori autonomi con redditi medio-bassi.

                    Come Fare Domanda: Procedura INPS

                    La domanda per il Bonus 18mila euro under 35 va presentata all’INPS con modalità diverse a seconda che si tratti di assunzione dipendente o apertura partita IVA.

                    Procedura per i datori di lavoro

                    Step 1: Verifica requisiti

                    • Controllare che il lavoratore abbia meno di 35 anni
                    • Verificare l’assenza di precedenti rapporti a tempo indeterminato (INPS fornisce un servizio di verifica)
                    • Assicurarsi di essere in regola con DURC

                    Step 2: Comunicazione preventiva INPS

                    Prima dell’assunzione, il datore deve:

                    • Accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNS
                    • Compilare la comunicazione preventiva con i dati del lavoratore
                    • Attendere la conferma INPS della disponibilità del bonus (entro 3 giorni)

                    Step 3: Assunzione e domanda di esonero

                    Dopo l’assunzione:

                    • Inserire il lavoratore nel Libro Unico del Lavoro
                    • Presentare la domanda di esonero contributivo tramite:
                      • Portale INPS (sezione “Incentivi”)
                      • INPS Servizi Online → Aziende → Agevolazioni contributive
                      • Patronato o consulente del lavoro

                    Step 4: Applicazione dell’esonero

                    L’INPS:

                    • Valuta la domanda (tempi: 30 giorni)
                    • Autorizza l’esonero contributivo
                    • Il datore applica lo sgravio nelle denunce mensili UniEmens

                    Procedura per le partite IVA under 35

                    Step 1: Apertura partita IVA

                    Il giovane deve:

                    • Aprire partita IVA all’Agenzia delle Entrate (modello AA9/12 online)
                    • Iscriversi alla Camera di Commercio (se commerciante/artigiano)
                    • Iscriversi alla Gestione INPS (Artigiani, Commercianti o Separata)

                    Step 2: Domanda di esonero all’INPS

                    Entro 30 giorni dall’iscrizione INPS, il titolare deve:

                    • Accedere al portale INPS con SPID/CIE
                    • Sezione: Prestazioni e Servizi → Agevolazioni contributive → Esonero Under 35
                    • Compilare la domanda online con:
                      • Dati anagrafici
                      • Codice fiscale e partita IVA
                      • Data inizio attività
                      • Tipo di gestione INPS (artigiani/commercianti/separata)
                      • Dichiarazione di non aver mai svolto attività autonoma in precedenza

                    Step 3: Valutazione e concessione

                    L’INPS:

                    • Verifica i requisiti (età, prima attività autonoma)
                    • Autorizza l’esonero entro 60 giorni
                    • Comunica l’esito tramite PEC o cassetto previdenziale

                    Step 4: Applicazione dell’esonero

                    Una volta autorizzato:

                    • L’esonero si applica automaticamente sui bollettini MAV trimestrali
                    • Il giovane paga solo l’eventuale eccedenza rispetto al massimale di 500 euro/mese
                    • L’esonero dura 36 mesi dalla data di iscrizione INPS

                    Documenti necessari

                    Per datori di lavoro:

                    • Documento identità del lavoratore
                    • Codice fiscale lavoratore
                    • DURC in corso di validità
                    • Contratto di assunzione

                    Per partite IVA:

                    • Documento identità
                    • Codice fiscale e partita IVA
                    • Certificato attribuzione partita IVA (Agenzia Entrate)
                    • Ricevuta iscrizione INPS

                    Assistenza CAF Centro Fiscale

                    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa:

                    • Verifica requisiti gratuita
                    • Compilazione domanda INPS per datori di lavoro e partite IVA
                    • Gestione comunicazioni con INPS
                    • Supporto per eventuali integrazioni documentali

                    Contattaci per prenotare un appuntamento e presentare la domanda correttamente.

                    Differenze con Altri Bonus Assunzioni

                    Il Bonus 18mila euro under 35 si inserisce in un panorama di incentivi all’occupazione giovanile. È importante conoscere le differenze con altre misure per scegliere quella più vantaggiosa.

                    Bonus Under 35 vs Decontribuzione Sud

                    CaratteristicaBonus Under 35Decontribuzione Sud
                    Età massima35 anniQualsiasi
                    TerritorioTutta ItaliaSolo Sud Italia + ZES
                    Importo500 euro/mese max30% contributi
                    Durata36 mesiFino a 24 mesi
                    CumulabileSì (con limiti)Sì (con limiti)

                    Vantaggi Bonus Under 35: Importo più alto e durata maggiore. Applicabile in tutta Italia.

                    Bonus Under 35 vs Bonus Donne

                    CaratteristicaBonus Under 35Bonus Donne
                    BeneficiariUomini e donne under 35Solo donne
                    RequisitiPrima occupazione indeterminataDisoccupate da 6+ mesi
                    Importo500 euro/mese max50% contributi (max 8.000 euro/anno)
                    Durata36 mesi12-18 mesi

                    Vantaggi Bonus Under 35: Durata tripla, importo spesso superiore per retribuzioni medio-basse.

                    Bonus Under 35 vs Incentivo Occupazione Giovani 2024

                    CaratteristicaBonus Decreto CoesioneIncentivo Occupazione Giovani
                    Base normativaDL 60/2024Legge Bilancio 2024
                    Età massima35 anni30 anni
                    Importo500 euro/mese (18.000 euro totali)8.000 euro/anno
                    Durata36 mesi12 mesi
                    Partite IVAIncluseEscluse

                    Grande vantaggio Bonus Decreto Coesione: È l’unico bonus esteso anche alle partite IVA under 35.

                    Cumulabilità con altri incentivi

                    Il Bonus 18mila euro under 35 è cumulabile con:

                    • Decontribuzione Sud (nel limite del 100% dei contributi)
                    • Incentivi regionali (nel rispetto del de minimis UE)
                    • Bonus formazione 4.0 (non contributivo)

                    Non cumulabile con:

                    • Bonus NEET per lo stesso lavoratore
                    • Bonus Donne (scegliere il più vantaggioso)

                    Quale bonus scegliere?

                    Scegli il Bonus Under 35 se:

                    • Il lavoratore ha tra 30 e 35 anni (non coperto da altri bonus)
                    • Vuoi la durata massima (3 anni)
                    • L’azienda è nel Centro-Nord (non può accedere a Decontribuzione Sud)
                    • Stai aprendo una partita IVA under 35 (unico bonus disponibile)

                    Scegli altri bonus se:

                    • Il lavoratore è donna disoccupata (Bonus Donne spesso più vantaggioso)
                    • L’azienda è nel Sud Italia (Decontribuzione Sud cumulabile)
                    • Il lavoratore è NEET under 30 (Bonus NEET più mirato)

                    Il CAF Centro Fiscale può effettuare un’analisi comparativa gratuita per individuare il bonus più conveniente per la tua situazione specifica.

                    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

                    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                    💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

                    Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 5 anni.

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                    Domande Frequenti sul Bonus 18mila Euro Under 35

                    Il Bonus 18mila euro under 35 spetta anche alle partite IVA in regime forfettario?

                    Si, il bonus spetta anche ai giovani under 35 che aprono partita IVA in regime forfettario. Tuttavia, va verificato caso per caso: i forfettari hanno gia contributi INPS ridotti (circa 4.000 euro/anno fissi per commercianti e artigiani), quindi l’esonero potrebbe coprirli interamente nei primi anni. L’importante e presentare domanda all’INPS entro 30 giorni dall’apertura della partita IVA.

                    Cosa succede se compio 35 anni durante il periodo di esonero contributivo?

                    Nessun problema: il bonus continua per tutta la durata prevista di 36 mesi, anche se nel frattempo compi 35 anni. L’importante e avere meno di 35 anni al momento dell’assunzione (per i dipendenti) o dell’apertura della partita IVA (per gli autonomi). Una volta concesso, l’esonero non decade per raggiungimento del limite di eta.

                    Il bonus e compatibile con l’assunzione di un familiare?

                    No. Il Bonus Under 35 non spetta per assunzioni di coniuge, parenti entro il secondo grado (figli, genitori, fratelli, nonni, nipoti) o affini entro il primo grado (suoceri, generi, nuore). Questa esclusione serve a evitare abusi e assunzioni fittizie. La norma vale solo per i lavoratori dipendenti, non per le partite IVA.

                    Se licenzio un dipendente e ne assumo un altro under 35, posso avere il bonus?

                    Dipende. Il bonus non spetta se hai effettuato licenziamenti individuali o collettivi nei 6 mesi precedenti l’assunzione nella stessa unita produttiva. Fanno eccezione i licenziamenti per giusta causa, giustificato motivo soggettivo, fine appalto o pensionamento del lavoratore. In caso di dubbi, il CAF puo verificare la tua situazione specifica prima dell’assunzione.

                    Come si calcola il massimale di 500 euro mensili per i contratti part-time?

                    Per i contratti a tempo parziale, il massimale di 500 euro mensili viene ridotto proporzionalmente sulla base dell’orario di lavoro. Esempio: part-time al 50% (20 ore/settimana) = massimale 250 euro/mese. Il calcolo viene effettuato automaticamente dall’INPS in base alle ore lavorate indicate nelle denunce UniEmens.

                    Posso richiedere il bonus se ho gia avuto altre partite IVA in passato?

                    No. Il bonus spetta solo a chi apre la prima partita IVA in assoluto e non ha mai svolto attivita autonoma con iscrizione INPS. Sono irrilevanti eventuali collaborazioni occasionali senza partita IVA o contratti da dipendente. L’INPS verifica l’assenza di precedenti iscrizioni alle Gestioni Artigiani, Commercianti o Separata nel proprio storico contributivo.

                    Il bonus copre anche i contributi INAIL per i dipendenti?

                    No. L’esonero contributivo riguarda solo i contributi previdenziali INPS (IVS, NASpI, maternita). Restano a carico del datore di lavoro i premi INAIL per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, che vanno pagati normalmente. Per le partite IVA, l’esonero copre solo i contributi previdenziali obbligatori INPS.

                    Il Bonus 18mila euro per under 35 rappresenta un’opportunità concreta e vantaggiosa per favorire l’occupazione giovanile stabile e sostenere l’imprenditorialità dei giovani. Con un esonero contributivo del 100% fino a 500 euro mensili per 3 anni, questa misura permette a:

                    • Datori di lavoro di ridurre significativamente il costo del lavoro per le assunzioni di giovani
                    • Giovani under 35 di avviare un’attività autonoma con partita IVA abbattendo i contributi INPS

                    La vera novità del Decreto Coesione è l’estensione del bonus alle partite IVA, colmando una lacuna storica degli incentivi all’occupazione giovanile che finora escludevano il lavoro autonomo.

                    Per accedere al bonus è fondamentale:

                    • Verificare attentamente i requisiti
                    • Presentare la domanda INPS tempestivamente (entro 30 giorni per le partite IVA)
                    • Rispettare tutti gli adempimenti contributivi per non perdere l’agevolazione

                    Il CAF Centro Fiscale di Udine è al tuo fianco per:

                    • Verificare gratuitamente la tua idoneità al bonus
                    • Compilare e inviare la domanda all’INPS
                    • Gestire tutte le comunicazioni e integrazioni richieste
                    • Fornirti assistenza continuativa durante i 3 anni di esonero

                    Richiedi Assistenza per il Bonus Under 35

                    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti e presentare la domanda INPS per il Bonus 18mila euro.

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                      Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

                      CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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                      Febbraio 12, 2026

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                      Andrea Damiani

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