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PARTITA IVA

Saldo IVA 16 Marzo 2026: Rateizzazione, Calcolo e Scadenze

Il 16 marzo 2026 rappresenta una scadenza fiscale cruciale per oltre 4 milioni di partite IVA italiane: è il termine ultimo per versare il saldo IVA annuale 2025. Questa data, fissata dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 15 gennaio 2026, obbliga i contribuenti con dichiarazione IVA annuale a regolarizzare la propria posizione fiscale.

Ma cosa succede se l’importo da versare è elevato? La normativa prevede la possibilità di rateizzare il saldo IVA fino a un massimo di 9 rate mensili, con applicazione di interessi dello 0,33% mensile sulle rate successive alla prima. In questa guida approfondita analizzeremo tutti gli aspetti del saldo IVA 2026: dal calcolo dell’importo dovuto alla compilazione del modello F24, dalle modalità di rateizzazione alle sanzioni per chi paga in ritardo.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Saldo IVA e Chi Deve Pagarlo
  2. Come Calcolare il Saldo IVA: Esempio Pratico
  3. Rateizzazione del Saldo IVA: Come Funziona
  4. Calcolo Interessi sulla Rateizzazione: Formula ed Esempi
  5. Pagamento del Saldo IVA: Modello F24 e Codici Tributo
  6. Sanzioni per Versamento in Ritardo del Saldo IVA
  7. Differenza tra Saldo IVA Annuale e Versamenti Trimestrali

Cos’è il Saldo IVA e Chi Deve Pagarlo

Il saldo IVA rappresenta la differenza tra l’IVA a debito (incassata sui corrispettivi) e l’IVA a credito (pagata sugli acquisti) calcolata sull’intero anno fiscale. Per i contribuenti che presentano la dichiarazione IVA annuale, questo saldo emerge dalla compilazione del quadro VL del modello dichiarativo.

Chi è Obbligato al Versamento

Sono tenuti al versamento del saldo IVA entro il 16 marzo 2026:

  • Contribuenti con IVA annuale che hanno chiuso il 2025 con un debito fiscale
  • Contribuenti trimestrali speciali per il quarto trimestre 2025
  • Forfettari in regime ordinario per operazioni straordinarie soggette a IVA
  • Enti non commerciali con operazioni commerciali occasionali

Sono esonerati dal versamento:

  • Contribuenti con saldo IVA inferiore a 10,33 euro (importo minimo versabile)
  • Contribuenti a credito IVA (possono richiedere rimborso o compensazione)
  • Regime forfettario puro senza operazioni straordinarie
  • Minimi fino a 85.000 euro di ricavi che non hanno effettuato cessioni immobiliari

Base Normativa

La disciplina del saldo IVA è contenuta nel DPR 633/1972 (Istituzione e disciplina dell’IVA) e successive modifiche. La scadenza del 16 marzo è stata confermata dal Decreto del Ministero dell’Economia del 15 gennaio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16 gennaio 2026.

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Come Calcolare il Saldo IVA: Esempio Pratico

Il calcolo del saldo IVA annuale richiede la quadratura di tutti i dati contenuti nei registri IVA dell’anno fiscale 2025. Vediamo passo dopo passo come procedere.

Formula di Calcolo

Saldo IVA = IVA a debito – IVA a credito – Acconti versati

Dove:

  • IVA a debito: totale IVA incassata sulle vendite/prestazioni dell’anno 2025
  • IVA a credito: totale IVA pagata sugli acquisti detraibili dell’anno 2025
  • Acconti versati: eventuale acconto IVA versato entro il 27 dicembre 2025 (88% del saldo IVA 2024)

Esempio Numerico Completo

Caso: Partita IVA individuale – Commercio al dettaglio

VoceImporto (euro)
IVA a debito 2025 (incassata su vendite)68.500
IVA a credito 2025 (pagata su acquisti)52.300
Acconto versato dicembre 202512.800
SALDO IVA DOVUTO3.400 euro

Calcolo dettagliato:

68.500 (IVA a debito) – 52.300 (IVA a credito) – 12.800 (acconto) = 3.400 euro da versare

Elementi da Considerare nel Calcolo

  • Operazioni intracomunitarie: vanno incluse nel calcolo con il meccanismo del reverse charge
  • Note di credito: riducono l’IVA a debito se emesse nel 2025
  • IVA su beni strumentali: detraibile al 100% se uso esclusivamente aziendale
  • Percentuali di detrazione: pro-rata per enti con attività miste (es. 40% detraibile)
  • Reverse charge: IVA su acquisti da non residenti va versata e contemporaneamente detratta

È fondamentale che il calcolo del saldo IVA corrisponda esattamente al rigo VL30 della dichiarazione IVA annuale, che verrà presentata entro il 30 aprile 2026.

Rateizzazione del Saldo IVA: Come Funziona

La rateizzazione del saldo IVA è un’opzione prevista dall’art. 20 del DLgs 241/1997 che consente di dilazionare il pagamento fino a un massimo di 9 rate mensili. Questa possibilità rappresenta un importante strumento di liquidità per le imprese.

Condizioni per Rateizzare

Requisiti normativi:

  • Il saldo IVA da versare deve essere superiore a 10,33 euro
  • La prima rata deve essere versata entro la scadenza ordinaria (16 marzo 2026)
  • Le rate successive devono essere versate mensilmente entro il giorno 16 di ogni mese
  • Non sono ammesse sospensioni o interruzioni del piano di rateizzazione

Numero di Rate Disponibili

La normativa consente di scegliere tra:

Numero RateUltima ScadenzaInteressi Totali (%)
1 rata (unica soluzione)16 marzo 20260%
2 rate16 aprile 20260,33%
3 rate16 maggio 20260,66%
5 rate16 luglio 20261,32%
7 rate16 settembre 20261,98%
9 rate (massimo)16 novembre 20262,64%

Quando Conviene Rateizzare

La rateizzazione conviene se:

  • L’importo del saldo IVA supera i 5.000 euro e crea difficoltà di liquidità immediate
  • Si prevede un incremento di fatturato nei mesi successivi che faciliterà il pagamento
  • Il costo degli interessi (0,33% mensile = 3,96% annuo) è inferiore al costo di un eventuale finanziamento bancario
  • Si vuole evitare di attingere a riserve di liquidità strategiche dell’azienda

La rateizzazione NON conviene se:

  • L’importo è modesto (sotto i 2.000 euro) e gli interessi superano il beneficio della dilazione
  • Si dispone di liquidità immediata sufficiente senza intaccare il capitale circolante
  • Si ha la certezza di un credito IVA nei mesi successivi che potrebbe essere compensato

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Calcolo Interessi sulla Rateizzazione: Formula ed Esempi

Gli interessi sulla rateizzazione del saldo IVA sono fissati nella misura dello 0,33% mensile (equivalente al 3,96% annuo) come stabilito dal DM 21 maggio 2009. Gli interessi si applicano solo sulle rate successive alla prima.

Formula di Calcolo degli Interessi

Interessi per ogni rata = (Importo rata × Tasso mensile × Numero mesi trascorsi)

Dove:

  • Importo rata: valore della singola rata (saldo totale / numero rate)
  • Tasso mensile: 0,33% (0,0033 in formula decimale)
  • Numero mesi trascorsi: dalla data di versamento della prima rata

Esempio Pratico Completo

Ipotesi:

  • Saldo IVA da versare: 9.000 euro
  • Numero rate scelto: 5 rate
  • Importo rata base: 9.000 / 5 = 1.800 euro

Calcolo dettagliato per ogni rata:

RataScadenzaImporto BaseInteressiTotale da Versare
1a rata16 marzo 20261.800 euro0 euro1.800,00 euro
2a rata16 aprile 20261.800 euro5,94 euro (1.800 × 0,0033 × 1)1.805,94 euro
3a rata16 maggio 20261.800 euro11,88 euro (1.800 × 0,0033 × 2)1.811,88 euro
4a rata16 giugno 20261.800 euro17,82 euro (1.800 × 0,0033 × 3)1.817,82 euro
5a rata16 luglio 20261.800 euro23,76 euro (1.800 × 0,0033 × 4)1.823,76 euro
TOTALE VERSATO59,40 euro9.059,40 euro

Riepilogo:

  • Saldo IVA iniziale: 9.000 euro
  • Interessi totali pagati: 59,40 euro
  • Percentuale interessi sul totale: 0,66%
  • Risparmio rispetto a finanziamento bancario medio (8%): circa 660 euro

Tabella Comparativa Costo Rateizzazione

Saldo IVA9 Rate – Interessi Totali5 Rate – Interessi Totali3 Rate – Interessi Totali
3.000 euro79,20 euro19,80 euro6,60 euro
9.000 euro237,60 euro59,40 euro19,80 euro
15.000 euro396 euro99 euro33 euro
30.000 euro792 euro198 euro66 euro

Pagamento del Saldo IVA: Modello F24 e Codici Tributo

Il versamento del saldo IVA deve essere effettuato esclusivamente tramite modello F24 telematico, utilizzando i codici tributo specifici istituiti dall’Agenzia delle Entrate.

Codici Tributo per il Saldo IVA

Codice TributoDescrizioneQuando Usarlo
6099Saldo IVAPer il versamento del saldo IVA annuale in unica soluzione o prima rata
6099Saldo IVA – Rate successivePer le rate dalla 2a alla 9a (stesso codice, ma con campo “rateazione” compilato)
6031Ravvedimento operoso IVAPer regolarizzare versamenti in ritardo con sanzioni ridotte

Compilazione Modello F24 – Sezione Erario

Dati da inserire:

  • Codice tributo: 6099
  • Anno di riferimento: 2025
  • Importi a debito versati: importo della rata (con interessi se non è la prima)
  • Codice ufficio: lasciare vuoto
  • Codice atto: lasciare vuoto

Per le rate successive alla prima:

  • Numero rata: indicare il numero progressivo (es. 02, 03, 04…)
  • Rateazione/Regione/Prov: inserire il codice rateazione se previsto
  • Mese di riferimento: mese della scadenza (es. 03 per marzo, 04 per aprile)

Modalità di Pagamento

Canali disponibili:

  1. Home Banking: tramite il servizio di pagamento F24 della propria banca (il più utilizzato)
  2. Fisconline/Entratel: direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate (richiede registrazione)
  3. Intermediari abilitati: commercialisti, CAF, consulenti fiscali
  4. Sportelli bancari: presentando il modello F24 cartaceo (solo per importi sotto 1.000 euro)

Compensazione con Crediti Fiscali

È possibile compensare il saldo IVA con eventuali crediti fiscali disponibili:

  • Crediti IRPEF/IRES da dichiarazione dei redditi
  • Crediti contributivi INPS (solo per alcune categorie)
  • Altri tributi erariali a credito

ATTENZIONE: La compensazione di crediti IVA superiori a 5.000 euro annui richiede l’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione IVA da parte di un professionista abilitato.

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Sanzioni per Versamento in Ritardo del Saldo IVA

Il mancato o tardivo versamento del saldo IVA comporta l’applicazione di sanzioni amministrative previste dal DLgs 471/1997. È tuttavia possibile ridurre significativamente le sanzioni mediante il ravvedimento operoso.

Sanzioni Ordinarie

Ritardo nel versamento:

  • Sanzione base: 30% dell’importo non versato (art. 13 DLgs 471/1997)
  • Riduzione a 15% se il versamento avviene entro 90 giorni dalla scadenza
  • Interessi di mora: calcolati al tasso legale annuo (attualmente 2,5% per il 2026) dal giorno successivo alla scadenza

Omesso versamento:

  • Se il versamento non avviene entro 90 giorni: sanzione del 30% più interessi
  • Possibile iscrizione a ruolo da parte dell’Agenzia delle Entrate
  • Eventuale pignoramento di beni mobili/immobili o conti correnti

Ravvedimento Operoso: Come Ridurre le Sanzioni

Il ravvedimento operoso consente di regolarizzare spontaneamente il versamento in ritardo con sanzioni ridotte:

Tipo RavvedimentoTermineSanzione Ridotta
SprintEntro 14 giorni0,1% per ogni giorno (minimo 1,4%)
BreveEntro 30 giorni1,5% dell’importo
IntermedioEntro 90 giorni1,67% dell’importo
LungoEntro 1 anno3,75% dell’importo
BiennaleEntro 2 anni4,29% dell’importo
Oltre 2 anniOltre 2 anni (prima accertamento)5% dell’importo

Esempio di Calcolo Ravvedimento

Caso: Saldo IVA 5.000 euro non versato entro il 16 marzo 2026

Scenario A – Ravvedimento sprint (versamento 25 marzo, 9 giorni di ritardo):

  • Sanzione: 5.000 × 0,1% × 9 giorni = 45 euro
  • Interessi: 5.000 × 2,5% × (9/365) = 3,08 euro
  • Totale da versare: 5.000 + 45 + 3,08 = 5.048,08 euro

Scenario B – Ravvedimento breve (versamento 10 aprile, 25 giorni di ritardo):

  • Sanzione: 5.000 × 1,5% = 75 euro
  • Interessi: 5.000 × 2,5% × (25/365) = 8,56 euro
  • Totale da versare: 5.000 + 75 + 8,56 = 5.083,56 euro

Scenario C – Nessun ravvedimento (sanzione ordinaria dopo 90 giorni):

  • Sanzione: 5.000 × 30% = 1.500 euro
  • Interessi: 5.000 × 2,5% × (90/365) = 30,82 euro
  • Totale da versare: 5.000 + 1.500 + 30,82 = 6.530,82 euro

Risparmio ravvedimento sprint vs sanzione ordinaria: 1.482,74 euro (97%)

Differenza tra Saldo IVA Annuale e Versamenti Trimestrali

Il sistema IVA italiano prevede due diverse modalità di versamento periodico dell’imposta: il regime mensile e il regime trimestrale. Il saldo IVA annuale riguarda esclusivamente i contribuenti trimestrali.

Contribuenti IVA Mensili

Chi rientra:

  • Imprese con volume d’affari superiore a 700.000 euro (400.000 euro per prestazioni di servizi)
  • Soggetti che hanno optato volontariamente per la liquidazione mensile
  • Enti pubblici e soggetti istituzionali

Modalità di versamento:

  • Liquidazione e versamento IVA ogni mese entro il giorno 16 del mese successivo
  • NON devono versare il saldo IVA annuale (hanno già versato mensilmente)
  • Eventuale conguaglio finale emerge dalla dichiarazione annuale

Contribuenti IVA Trimestrali

Chi rientra:

  • Imprese con volume d’affari fino a 700.000 euro (400.000 euro per servizi)
  • La maggioranza delle piccole e medie imprese italiane
  • Professionisti e lavoratori autonomi sotto soglia

Modalità di versamento:

  • 4 versamenti trimestrali all’anno (entro 16 maggio, agosto, novembre, febbraio)
  • Maggiorazione dell’1% sull’IVA dovuta per compensare il differimento
  • Saldo annuale da versare entro il 16 marzo dell’anno successivo

Tabella Comparativa

AspettoRegime MensileRegime Trimestrale
Frequenza versamenti12 volte l’anno4 volte l’anno + saldo
ScadenzeGiorno 16 di ogni mese16 maggio, agosto, novembre, febbraio + 16 marzo (saldo)
MaggiorazioneNessuna1% sull’IVA trimestrale
Saldo annualeNon previstoObbligatorio entro 16 marzo
Complessità gestionaleAlta (12 adempimenti)Media (5 adempimenti totali)
Flusso di cassaPiù impegnativoPiù gestibile (dilazione)

Quale Regime Conviene

Il regime trimestrale conviene se:

  • Si ha un volume d’affari contenuto (sotto le soglie obbligatorie)
  • Si preferisce dilazionare i versamenti nel tempo
  • Il costo della maggiorazione 1% è inferiore al beneficio finanziario della dilazione

Il regime mensile conviene se:

  • Si supera la soglia obbligatoria di volume d’affari
  • Si vuole evitare la maggiorazione dell’1%
  • Si ha una liquidità costante che consente versamenti frequenti
  • Si desidera un monitoraggio più preciso della posizione IVA

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Il saldo IVA del 16 marzo 2026 rappresenta un appuntamento fiscale cruciale per milioni di contribuenti italiani. Pianificare per tempo il versamento, valutare l’opportunità della rateizzazione e conoscere le modalità di ravvedimento operoso può fare la differenza tra una gestione serena degli adempimenti fiscali e sanzioni evitabili.

Ricorda che il calcolo preciso del saldo IVA richiede la corretta quadratura di tutti i dati dell’anno fiscale 2025: errori di contabilizzazione possono portare a versamenti insufficienti (con sanzioni) o eccessivi (con perdita temporanea di liquidità). Per questo motivo, affidarsi a un professionista qualificato è sempre la scelta più prudente.

Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti nella verifica del saldo IVA, nella compilazione del modello F24 e nella pianificazione della rateizzazione più conveniente per la tua situazione. I nostri esperti fiscali possono anche predisporre il ravvedimento operoso in caso di ritardi, minimizzando le sanzioni.

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Domande Frequenti sul Saldo IVA 16 Marzo 2026

Cosa succede se non pago il saldo IVA entro il 16 marzo?

Se non versi il saldo IVA entro il 16 marzo 2026, puoi utilizzare il ravvedimento operoso per regolarizzare. Entro 14 giorni paghi solo lo 0,1% per ogni giorno di ritardo piu gli interessi legali (2,5% annuo). Oltre i 90 giorni scatta la sanzione ordinaria del 30% dellimporto dovuto. È fondamentale agire tempestivamente per ridurre al minimo le penalita.

Posso rateizzare il saldo IVA anche se limporto e basso?

Sì, puoi rateizzare qualsiasi importo superiore a 10,33 euro. Tuttavia, per importi bassi (sotto i 1.000-2.000 euro) la rateizzazione potrebbe non essere conveniente: gli interessi dello 0,33% mensile si applicano su ogni rata successiva alla prima, quindi il beneficio finanziario potrebbe essere minimo rispetto al costo aggiuntivo e alla complessita gestionale di pagamenti multipli.

Come faccio a sapere se devo versare il saldo IVA?

Devi versare il saldo IVA se sei un contribuente trimestrale e dalla tua dichiarazione IVA annuale 2025 emerge un debito (IVA a debito superiore a IVA a credito e acconti versati). Se sei in regime mensile o forfettario puro, generalmente non devi versare il saldo. Controlla il quadro VL della tua dichiarazione IVA: se il rigo VL30 riporta un importo a debito, devi effettuare il versamento.

Posso compensare il saldo IVA con altri crediti fiscali?

Sì, puoi compensare il saldo IVA con crediti IRPEF, IRES o altri tributi erariali a credito utilizzando il modello F24. ATTENZIONE: se compensi crediti IVA superiori a 5.000 euro annui, devi obbligatoriamente apporre il visto di conformita sulla dichiarazione IVA tramite un commercialista o CAF abilitato. Senza il visto, la compensazione e considerata irregolare.

La rateizzazione del saldo IVA e automatica o devo richiederla?

La rateizzazione NON richiede domanda preventiva allAgenzia delle Entrate. È sufficiente versare la prima rata entro il 16 marzo 2026 e proseguire con le rate successive entro il giorno 16 di ogni mese. Nel modello F24 dovrai indicare il numero progressivo della rata e limporto comprensivo di interessi. Limportante e rispettare le scadenze: se salti una rata, decade lintero piano di rateizzazione.

Quanto tempo ho per ravvedere un versamento dimenticato?

Puoi ravvedere un versamento IVA dimenticato fino al momento in cui lAgenzia delle Entrate ti notifica un accertamento. Piu tempestivamente intervieni, minore e la sanzione: entro 14 giorni paghi solo lo 0,1% per giorno, entro 30 giorni l1,5%, entro 90 giorni l1,67%, entro 1 anno il 3,75%. La sanzione piena del 30% scatta solo se non regolarizzi entro 90 giorni e lamministrazione finanziaria ti contesta lomissione.


Hai Bisogno di Assistenza per il Saldo IVA?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nel calcolo del saldo IVA, nella compilazione del modello F24 e nella pianificazione della rateizzazione piu conveniente. I nostri esperti fiscali possono anche predisporre il ravvedimento operoso minimizzando le sanzioni.

I nostri servizi per le Partite IVA:

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    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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    Marzo 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/BOX-IVA.png 788 940 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-12 06:49:112026-08-17 10:15:48Saldo IVA 16 Marzo 2026: Rateizzazione, Calcolo e Scadenze
    PARTITA IVA

    Part-time con Partita IVA: Quando i Contributi INPS Restano Dovuti nel 2026

    regime forfettario partita iva

    Sempre più professionisti si trovano a gestire contemporaneamente un lavoro dipendente part-time e una Partita IVA. Una situazione comune, ad esempio, per chi lavora come impiegato part-time e nel tempo libero svolge consulenze autonome, oppure per chi mantiene un contratto a tempo parziale mentre avvia la propria attività.

    La domanda che sorge spontanea è: devo pagare i contributi INPS per entrambe le attività? La risposta non è semplice e dipende da diversi fattori: il tipo di gestione previdenziale, il reddito complessivo, il regime fiscale adottato e le specifiche normative INPS.

    In questa guida approfondita analizziamo quando i contributi INPS restano dovuti anche in presenza di doppio lavoro, quali sono i casi di esonero contributivo, e come funzionano le regole specifiche per chi è in regime forfettario.

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    La Normativa sui Contributi INPS: Gestione Separata e Altre Casse

    Per comprendere quando i contributi INPS restano dovuti anche con un lavoro part-time, è fondamentale conoscere le diverse gestioni previdenziali previste dall’ordinamento italiano.

    Gestione Separata INPS (Legge 335/1995)

    La Gestione Separata INPS è stata istituita con la Legge 8 agosto 1995, n. 335 (Riforma Dini) e riguarda i lavoratori autonomi che non hanno una propria cassa professionale. Sono iscritti alla Gestione Separata:

    • Professionisti senza cassa (consulenti, formatori, web designer, copywriter, ecc.)
    • Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.)
    • Amministratori di società
    • Venditori porta a porta
    • Lavoratori autonomi occasionali (oltre i 5.000 euro annui)

    L’aliquota contributiva 2026 per la Gestione Separata è pari al 26,07% per i non pensionati e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. Tuttavia, questa aliquota si riduce quando il soggetto è già coperto da altra forma pensionistica obbligatoria (come un lavoro dipendente).

    Gestione Commercianti e Artigiani

    Se la tua Partita IVA riguarda un’attività commerciale o artigianale, devi iscriverti alla relativa gestione INPS. I contributi per commercianti e artigiani nel 2026 prevedono:

    • Contributo fisso minimo: circa 4.200 euro annui (indipendentemente dal reddito)
    • Contributo eccedente: 24% sul reddito eccedente il minimale
    • Contributo maternità: 0,62% sul minimale

    Questi contributi sono sempre dovuti, anche se hai un lavoro dipendente part-time. Non esiste esonero contributivo per commercianti e artigiani che svolgono contemporaneamente lavoro dipendente.

    Casse Professionali Private (Avvocati, Ingegneri, Medici, ecc.)

    Le casse professionali privatizzate (come Cassa Forense per gli avvocati, INARCASSA per ingegneri e architetti, ENPAM per i medici) hanno regolamenti autonomi. Generalmente, non prevedono esonero contributivo per chi svolge contemporaneamente lavoro dipendente, e i contributi vanno versati indipendentemente da altre coperture previdenziali.

    Esonero Contributivo: Quando Si Applica e Limiti

    L’esonero contributivo per i titolari di Partita IVA con lavoro dipendente è previsto solo per chi è iscritto alla Gestione Separata INPS e già coperto da altra forma pensionistica obbligatoria.

    Requisiti per l’Esonero (Art. 2, comma 26, Legge 335/1995)

    Secondo l’articolo 2, comma 26 della Legge 335/1995, come modificato dalla Legge 326/2003, l’esonero dal versamento dei contributi alla Gestione Separata si applica quando:

    1. Il soggetto è già iscritto ad altra forma pensionistica obbligatoria (lavoro dipendente, commercianti, artigiani, cassa professionale)
    2. Il soggetto è già titolare di pensione diretta

    In pratica: se hai un contratto di lavoro dipendente part-time (che ti iscrive automaticamente all’INPS gestione lavoratori dipendenti) e apri una Partita IVA in Gestione Separata, non devi versare i contributi alla Gestione Separata per l’attività autonoma.

    Aliquota Ridotta per Chi Non Ha Diritto all’Esonero Totale

    Attenzione: l’esonero non è automatico. Se sei iscritto alla Gestione Separata ma non rientri nei casi sopra citati, dovrai comunque versare i contributi, seppur con aliquota ridotta:

    • 24% se sei già pensionato o iscritto ad altra gestione obbligatoria
    • 26,07% se non sei coperto da altra forma pensionistica

    Fonte: Circolare INPS n. 12 del 3 febbraio 2020 – “Aliquote contributive Gestione Separata”.

    Tabella Riepilogativa: Quando Si Pagano i Contributi

    SituazioneGestione P.IVAContributi Dovuti?Aliquota
    Part-time dipendente + P.IVA professionaleGestione SeparataNO (esonero)0%
    Part-time dipendente + P.IVA commercioCommerciantiSÌFisso ~4.200€ + 24% eccedente
    Part-time dipendente + P.IVA artigianoArtigianiSÌFisso ~4.200€ + 24% eccedente
    Part-time dipendente + P.IVA professionale con cassaCassa privataSÌVariabile (dipende dalla cassa)
    Pensionato + P.IVA professionaleGestione SeparataNO (esonero)0%

    Quando i Contributi Restano Dovuti: Casi Specifici

    Nonostante l’esonero contributivo previsto dalla legge, esistono situazioni particolari in cui i contributi alla Gestione Separata INPS restano comunque dovuti, anche in presenza di lavoro dipendente part-time.

    Caso 1: Attività Occasionale Oltre i 5.000 Euro

    Se svolgi prestazioni occasionali (senza Partita IVA) che superano i 5.000 euro lordi annui, scatta l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata e il versamento dei contributi, anche se hai un lavoro dipendente. In questo caso, però, l’aliquota è ridotta al 24% perché sei già coperto da altra forma pensionistica.

    Fonte: Circolare INPS n. 104 del 18 novembre 2003.

    Caso 2: Collaborazione Coordinata e Continuativa (Co.Co.Co.)

    Se il tuo “lavoro autonomo” è configurato come collaborazione coordinata e continuativa, i contributi alla Gestione Separata sono sempre dovuti, con ripartizione 2/3 committente e 1/3 collaboratore. L’aliquota complessiva è del 26,07% se non sei pensionato né iscritto ad altra gestione, oppure 24% se hai già copertura previdenziale da lavoro dipendente.

    Caso 3: Contributo di Solidarietà (DL 269/2003)

    Anche se benefici dell’esonero contributivo per la Gestione Separata, esiste un contributo di solidarietà del 0,72% previsto dal Decreto Legge 30 settembre 2003, n. 269 (convertito nella Legge 326/2003). Questo contributo è dovuto sul reddito eccedente il massimale contributivo (pari a 119.650 euro per il 2026).

    In pratica, se il tuo reddito complessivo da lavoro autonomo supera i 119.650 euro, dovrai versare lo 0,72% sulla parte eccedente, anche se sei esonerato dai contributi ordinari.

    Caso 4: Cambio di Regime Fiscale Durante l’Anno

    Se cambi regime fiscale durante l’anno (ad esempio, passi dal regime ordinario al forfettario o viceversa), l’INPS potrebbe richiedere il versamento dei contributi anche per periodi in cui credevi di essere esonerato. È importante comunicare tempestivamente all’INPS ogni variazione della tua situazione lavorativa.

    Regime Forfettario e Lavoro Dipendente: Regole Specifiche

    Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato più diffuso tra le Partite IVA in Italia. Ma si può accedere al forfettario avendo un lavoro dipendente part-time? E quali sono le implicazioni sui contributi INPS?

    Requisiti di Accesso al Forfettario con Lavoro Dipendente

    Secondo la Legge 190/2014 (Legge di Stabilità 2015), come modificata dalla Legge di Bilancio 2023, il regime forfettario è accessibile se rispetti questi limiti:

    • Ricavi/compensi annui fino a 85.000 euro
    • Spese per lavoro dipendente/collaboratori fino a 20.000 euro lordi annui
    • Costo beni strumentali (valore complessivo) fino a 20.000 euro

    La novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge 197/2022) riguarda i redditi da lavoro dipendente. Fino al 2022, chi percepiva oltre 30.000 euro lordi da lavoro dipendente non poteva accedere al forfettario. Dal 2023, questo limite è stato abolito.

    Quindi, ad oggi (2026), puoi avere un lavoro dipendente part-time con qualsiasi reddito e contemporaneamente una Partita IVA in regime forfettario, purché rispetti i limiti sopra indicati.

    Contributi INPS in Regime Forfettario con Lavoro Dipendente

    Se sei in regime forfettario e iscritto alla Gestione Separata INPS, mentre hai contemporaneamente un lavoro dipendente part-time, benefici dell’esonero contributivo per l’attività autonoma, come spiegato nei paragrafi precedenti.

    In pratica:

    • Per il lavoro dipendente part-time: versamento regolare dei contributi INPS con ripartizione datore di lavoro/dipendente (circa 33% a carico datore, 9,19% a carico tuo)
    • Per l’attività in Partita IVA forfettaria (Gestione Separata): nessun contributo se hai già la copertura pensionistica da lavoro dipendente

    Attenzione: Regime Forfettario con Gestione Commercianti/Artigiani

    Se la tua Partita IVA forfettaria riguarda un’attività commerciale o artigianale, devi iscriverti alla relativa gestione INPS e versare i contributi fissi (circa 4.200 euro annui), indipendentemente dal fatto che tu abbia un lavoro dipendente. In questo caso, non c’è esonero contributivo.

    Questa è una delle differenze più importanti tra Gestione Separata e Gestioni speciali (commercianti/artigiani).

    Esempi Pratici con Calcoli

    Vediamo alcuni esempi concreti per chiarire quando i contributi INPS sono dovuti e in che misura.

    Esempio 1: Impiegato Part-time + Consulente Informatico

    Situazione:
    Mario lavora come impiegato part-time in un’azienda (18 ore settimanali) con reddito annuo lordo di 15.000 euro. Nel tempo libero svolge consulenze informatiche con Partita IVA in regime forfettario, con compensi annui di 25.000 euro.

    Gestione previdenziale: Gestione Separata INPS (professionista senza cassa)

    Contributi dovuti:

    • Sul lavoro dipendente: contributi INPS regolari con ripartizione datore/dipendente (circa 1.400 euro annui a carico di Mario)
    • Sulla Partita IVA: 0 euro (esonero contributivo perché già coperto da lavoro dipendente)

    Risparmio: Se non avesse il lavoro dipendente, Mario dovrebbe versare il 26,07% di 25.000 euro = 6.517,50 euro di contributi Gestione Separata. Grazie all’esonero, risparmia questa cifra.

    Esempio 2: Commessa Part-time + Negozio E-commerce

    Situazione:
    Laura lavora come commessa part-time (20 ore settimanali) con reddito annuo lordo di 12.000 euro. Apre una Partita IVA per vendere prodotti online (e-commerce) con ricavi annui di 30.000 euro.

    Gestione previdenziale: Commercianti (attività di vendita)

    Contributi dovuti:

    • Sul lavoro dipendente: contributi INPS regolari (circa 1.100 euro annui a carico di Laura)
    • Sulla Partita IVA: contributi fissi commercianti pari a circa 4.200 euro annui (contributo minimo) + 24% sul reddito eccedente il minimale

    Totale contributi P.IVA: Considerando un reddito imponibile di circa 18.000 euro (60% forfettario sui 30.000 di ricavi), il contributo eccedente sarà: 24% di (18.000 – 17.504 minimale 2026) = circa 119 euro. Totale: 4.319 euro di contributi INPS commercianti.

    Attenzione: In questo caso, Laura non beneficia dell’esonero perché la gestione commercianti ha regole diverse dalla Gestione Separata.

    Esempio 3: Segretaria Part-time + Collaborazione Occasionale

    Situazione:
    Anna lavora come segretaria part-time con reddito annuo lordo di 10.000 euro. Svolge anche prestazioni occasionali di traduzione per 6.500 euro lordi annui, senza Partita IVA.

    Gestione previdenziale: Gestione Separata INPS (prestazioni occasionali oltre 5.000 euro)

    Contributi dovuti:

    • Sul lavoro dipendente: contributi INPS regolari (circa 920 euro annui a carico di Anna)
    • Sulle prestazioni occasionali: 24% di 6.500 euro = 1.560 euro (aliquota ridotta perché già coperta da lavoro dipendente)

    Importante: Anche se Anna non ha Partita IVA, superando i 5.000 euro di prestazioni occasionali scatta l’obbligo di contributi alla Gestione Separata. L’aliquota è ridotta al 24% invece del 26,07% perché ha già copertura pensionistica.

    Obblighi di Comunicazione all’INPS

    Per beneficiare correttamente dell’esonero contributivo, è fondamentale comunicare tempestivamente all’INPS la propria situazione lavorativa. Ecco gli adempimenti principali.

    Comunicazione di Inizio Attività

    Quando apri la Partita IVA, devi presentare la Comunicazione Unica tramite il portale Impresa in un giorno (o tramite commercialista). In questa sede, dovrai indicare:

    • La gestione previdenziale a cui intendi iscriverti
    • Se sei già iscritto ad altra forma pensionistica obbligatoria (lavoro dipendente)
    • Se richiedi l’esonero contributivo per la Gestione Separata

    La comunicazione viene trasmessa automaticamente all’INPS tramite il sistema ComUnica.

    Dichiarazione Annuale dei Redditi

    Ogni anno, con la dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF o 730 se applicabile), dovrai comunicare:

    • I redditi da lavoro autonomo percepiti (Quadro RE o Quadro LM per i forfettari)
    • I redditi da lavoro dipendente (Quadro RC, tramite CU del datore)

    L’INPS riceve automaticamente questi dati dall’Agenzia delle Entrate e verifica la correttezza dell’esonero contributivo applicato.

    Variazioni in Corso d’Anno

    Se durante l’anno cambia la tua situazione lavorativa (ad esempio, perdi il lavoro dipendente o vai in pensione), devi comunicarlo tempestivamente all’INPS tramite:

    • Portale INPS (area “Cassetto Previdenziale”)
    • PEC alla sede INPS territoriale
    • CAF o commercialista

    Questo è fondamentale perché, perdendo il lavoro dipendente, perdi anche l’esonero contributivo e dovrai iniziare a versare i contributi alla Gestione Separata con aliquota piena (26,07%).

    Strategie di Ottimizzazione Contributiva

    Esistono alcune strategie lecite per ottimizzare il carico contributivo quando si gestisce un doppio lavoro part-time + Partita IVA.

    Mantenere un Contratto Dipendente Part-time

    Se la tua attività autonoma è in Gestione Separata, mantenere anche solo poche ore di lavoro dipendente (es. 10-15 ore settimanali) può farti risparmiare migliaia di euro di contributi INPS grazie all’esonero contributivo.

    Esempio: con 15.000 euro di compensi da Partita IVA, risparmi circa 3.910 euro annui (26,07% di 15.000) mantenendo un lavoro dipendente anche part-time.

    Valutare il Regime Fiscale in Base ai Contributi

    Il regime forfettario prevede tassazione agevolata (5% per startup o 15% a regime) ma non permette di dedurre i contributi pagati. Se sei in regime ordinario e versi contributi INPS, puoi dedurli interamente dal reddito imponibile, riducendo IRPEF e addizionali.

    Prima di scegliere il regime fiscale, fai una simulazione comparativa considerando anche l’impatto contributivo.

    Pianificazione Pensionistica Integrata

    Se benefici dell’esonero contributivo per la Gestione Separata, stai comunque maturando contributi solo dal lavoro dipendente. Questo potrebbe non essere sufficiente per una pensione adeguata.

    Valuta l’opportunità di:

    • Versamenti volontari INPS per integrare la posizione contributiva
    • Previdenza complementare (fondi pensione) per costruire una pensione integrativa
    • Riscatto contributivo di periodi non coperti (laurea, altri periodi)

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    Domande Frequenti (FAQ)

    Posso avere un lavoro dipendente part-time e una Partita IVA contemporaneamente?

    Sì, è assolutamente possibile avere un contratto di lavoro dipendente part-time e contemporaneamente una Partita IVA. Dal 2023 è stato abolito il limite dei 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente per accedere al regime forfettario. Devi però rispettare i limiti di ricavi/compensi del regime fiscale scelto (85.000 euro per il forfettario).

    Devo pagare i contributi INPS su entrambe le attività?

    Dipende dalla gestione previdenziale della tua Partita IVA. Se sei in Gestione Separata INPS (professionisti senza cassa), benefici dell’esonero contributivo e non devi versare contributi sull’attività autonoma. Se sei commerciante o artigiano, devi versare i contributi fissi (circa 4.200 euro annui) indipendentemente dal lavoro dipendente.

    Cosa succede se perdo il lavoro dipendente?

    Se perdi il lavoro dipendente, perdi anche l’esonero contributivo per la Gestione Separata INPS. Dal momento della cessazione del rapporto di lavoro, dovrai iniziare a versare i contributi sulla tua attività autonoma con aliquota piena (26,07%). Devi comunicare tempestivamente la variazione all’INPS tramite il portale online o tramite CAF.

    Il regime forfettario conviene con un lavoro dipendente part-time?

    Generalmente sì, perché il forfettario prevede tassazione agevolata (5% primi 5 anni o 15% a regime) e semplificazioni amministrative. Inoltre, se sei in Gestione Separata, benefici dell’esonero contributivo grazie al lavoro dipendente. Tuttavia, devi valutare caso per caso con una simulazione, considerando che nel forfettario non puoi dedurre i costi effettivi.

    Devo comunicare all’INPS che ho due lavori?

    Sì, quando apri la Partita IVA tramite Comunicazione Unica, devi dichiarare di essere già iscritto ad altra forma pensionistica obbligatoria (lavoro dipendente) e richiedere l’esonero contributivo per la Gestione Separata. Inoltre, con la dichiarazione dei redditi annuale, l’INPS riceve automaticamente i dati sui tuoi redditi da entrambe le fonti.

    Quali sono i vantaggi dell’esonero contributivo?

    L’esonero contributivo per la Gestione Separata ti permette di risparmiare il 26,07% sui tuoi compensi da Partita IVA. Ad esempio, con 20.000 euro di compensi annui, risparmi circa 5.214 euro di contributi. Questo rende molto più conveniente avviare un’attività autonoma mantenendo un lavoro dipendente part-time.


    Hai Bisogno di Assistenza per la Tua Situazione Contributiva?

    Gestire lavoro dipendente e Partita IVA può essere complesso. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a:

    • Verificare il diritto all’esonero contributivo
    • Aprire e gestire la Partita IVA (forfettario o ordinario)
    • Compilare la dichiarazione dei redditi con entrambe le fonti di reddito
    • Comunicare le variazioni all’INPS
    • Pianificare la tua posizione previdenziale
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      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-08 11:00:002026-09-05 08:51:21Sanitario Dipendente con Partita IVA 2027: Autorizzazione, Intramoenia o Extramoenia e Limiti del Forfettario

      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

      ECCELLENTE
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      In base a 920 recensioni
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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Marzo 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-11 11:00:002026-08-17 10:15:45Part-time con Partita IVA: Quando i Contributi INPS Restano Dovuti nel 2026
      Geometri

      Codice ATECO Geometra 2026: Guida al Codice 71.12.30 e Coefficiente 78%

      regime forfettario partita iva

      Il codice ATECO geometra corretto e fondamentale per aprire partita IVA nel 2026 e accedere al regime forfettario. Scegliere il codice sbagliato significa applicare il coefficiente di redditivita errato, con conseguenze fiscali importanti. In questa guida scopri tutto sul codice ATECO 71.12.30, le attivita incluse e come comunicarlo all’Agenzia delle Entrate.

      Indice dei contenuti

      1. Cos’e il Codice ATECO e Perche e Importante
      2. Codice ATECO 71.12.30: Descrizione Ufficiale ISTAT
      3. Attivita Incluse nel Codice 71.12.30
      4. Coefficiente di Redditivita 78% nel Regime Forfettario
      5. Come Comunicare il Codice ATECO all’Agenzia delle Entrate
      6. Codici ATECO Alternativi e Aggiuntivi per Geometri
      7. Errori Comuni nella Scelta del Codice ATECO
      8. Domande Frequenti

      Cos’e il Codice ATECO e Perche e Importante

      Il codice ATECO (Attivita Economiche) e un sistema di classificazione delle attivita produttive utilizzato dall’ISTAT e dall’Agenzia delle Entrate. Ogni professionista che apre partita IVA come geometra deve dichiarare il proprio codice ATECO, che identifica il tipo di attivita svolta.

      Per i geometri, il codice principale e il 71.12.30, che rientra nella categoria delle “Attivita tecniche svolte da geometri”. Questo codice e determinante per tre motivi principali:

      • Coefficiente di redditivita: nel regime forfettario, il codice ATECO 71.12.30 ha un coefficiente del 78%. Questo significa che se fatturi 30.000 euro, il reddito imponibile su cui paghi le tasse e di 23.400 euro (30.000 x 78%).
      • Contributi previdenziali: il codice determina quale cassa previdenziale devi iscriverti. I geometri devono iscriversi alla Cassa Italiana Geometri (CIPAG).
      • Detrazioni e agevolazioni: alcuni bonus fiscali sono riservati a specifici codici ATECO. Un codice errato puo farti perdere opportunita di risparmio.

      Scegliere il codice ATECO sbagliato comporta errori nel calcolo delle tasse e potenziali sanzioni in caso di controlli. Per questo e importante affidarsi a un CAF specializzato che verifichi la correttezza della classificazione.

      Codice ATECO 71.12.30: Descrizione Ufficiale ISTAT

      Il codice ATECO 71.12.30 e cosi definito dall’ISTAT nella classificazione ufficiale 2007 (aggiornata al 2025-2026):

      “Attivita tecniche svolte da geometri”

      Questa categoria comprende le attivita professionali tipiche del geometra, regolamentate dal Collegio dei Geometri e Geometri Laureati. Il codice si inserisce nella gerarchia ATECO in questo modo:

      • Sezione M: Attivita professionali, scientifiche e tecniche
      • Divisione 71: Attivita degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche
      • Gruppo 71.1: Attivita degli studi di architettura, ingegneria ed altri studi tecnici
      • Classe 71.12: Attivita degli studi di ingegneria ed altri studi tecnici
      • Categoria 71.12.30: Attivita tecniche svolte da geometri

      Questo codice distingue i geometri da altre figure tecniche come gli ingegneri (codice 71.12.10) o gli architetti (codice 71.11.00). La distinzione e importante perche ogni professione ha regole deontologiche, limiti di competenza e contributi previdenziali differenti.

      Attivita Incluse nel Codice 71.12.30

      Il codice ATECO 71.12.30 copre tutte le attivita tecniche che rientrano nelle competenze professionali del geometra, secondo quanto previsto dalla normativa italiana. Ecco le principali attivita incluse:

      Rilievi e Topografia

      • Rilievi topografici per progetti edilizi e infrastrutturali
      • Tracciamenti di confini, lottizzazioni e frazionamenti
      • Misurazione terreni e determinazione di superfici
      • Accatastamenti di nuove costruzioni e variazioni catastali

      Progettazione Edilizia

      • Progettazione di edifici civili di limitata complessita
      • Ristrutturazioni e ampliamenti edilizi
      • Direzione lavori per cantieri edili
      • Computi metrici e preventivi di spesa

      Consulenza Tecnica e Amministrativa

      • Pratiche edilizie: CILA, SCIA, permessi di costruire
      • Certificazioni energetiche (APE)
      • Perizie tecniche e stime immobiliari
      • Consulenze catastali e successioni immobiliari

      Sicurezza e Ambiente

      • Coordinamento sicurezza nei cantieri edili
      • Valutazioni di impatto ambientale (VIA) di competenza
      • Pratiche per bonus edilizi: Superbonus, Ecobonus, Sismabonus

      Queste attivita sono quelle tipicamente svolte dai geometri e riconosciute dalla legge professionale. Se la tua attivita principale rientra in questa descrizione, il codice ATECO 71.12.30 e quello corretto per la tua partita IVA.

      Coefficiente di Redditivita 78% nel Regime Forfettario

      Nel regime forfettario 2026, il coefficiente di redditivita e la percentuale di fatturato che viene considerata come reddito imponibile. Per il codice ATECO 71.12.30, questo coefficiente e del 78%.

      Vediamo con un esempio pratico come funziona il calcolo:

      Esempio di Calcolo delle Tasse

      Immagina di essere un geometra in regime forfettario con questi dati:

      • Fatturato annuo: 40.000 euro
      • Coefficiente di redditivita: 78%
      • Imposta sostitutiva: 15% (o 5% se sei nei primi 5 anni di attivita)

      Il calcolo e questo:

      1. Reddito imponibile = 40.000 euro x 78% = 31.200 euro
      2. Imposta sostitutiva = 31.200 euro x 15% = 4.680 euro

      A questi 4.680 euro devi aggiungere i contributi CIPAG (Cassa Italiana Geometri), che nel 2026 sono calcolati sul reddito imponibile con aliquote progressive. In media, per un reddito di 31.200 euro, i contributi si aggirano intorno ai 5.000-6.000 euro annui.

      L’imposta sostitutiva e una tassa unica che sostituisce IRPEF, IRAP e addizionali regionali/comunali. In pratica, invece di pagare piu imposte separate, ne paghi una sola con aliquota agevolata. Questo rende il regime forfettario molto conveniente rispetto al regime ordinario.

      Perche il Coefficiente e 78%

      Il coefficiente del 78% riflette il fatto che i geometri, come molti professionisti tecnici, hanno spese operative moderate. Il legislatore stima che circa il 22% del fatturato sia assorbito da costi (software, strumentazione, formazione, assicurazioni), mentre il restante 78% costituisce il reddito effettivo.

      Questo coefficiente e identico per altre professioni tecniche simili (ingegneri, architetti), mentre differisce per attivita con strutture di costo diverse. Ad esempio, il commercio al dettaglio ha coefficienti piu bassi (40%) perche i costi di acquisto merce sono molto elevati.

      Come Comunicare il Codice ATECO all’Agenzia delle Entrate

      Il codice ATECO geometra va comunicato all’Agenzia delle Entrate in due momenti principali: all’apertura della partita IVA e in caso di variazione dell’attivita.

      Apertura Partita IVA

      Quando apri partita IVA come geometra, devi presentare il modello AA9/12 (persone fisiche) all’Agenzia delle Entrate. In questo modello compili:

      • Quadro B: dati anagrafici e domicilio fiscale
      • Quadro C: attivita svolta e codice ATECO 71.12.30
      • Quadro F: regime contabile (ad esempio, regime forfettario)

      Il modello puo essere presentato in tre modi:

      1. Online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate (serve SPID o CIE)
      2. Tramite intermediario abilitato (commercialista o CAF)
      3. Consegna diretta presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate

      Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutta la procedura: dalla compilazione del modello alla scelta del codice ATECO corretto, fino alla verifica della tua iscrizione alla Cassa Geometri (CIPAG). Questo ti garantisce di partire senza errori e con tutti gli adempimenti in regola.

      Variazione Codice ATECO

      Se cambi attivita o aggiungi nuovi servizi, devi comunicare la variazione del codice ATECO entro 30 giorni dall’inizio della nuova attivita. Si usa sempre il modello AA9/12, barrando la casella “Variazione dati”.

      Ad esempio, se sei un geometra che inizia anche attivita di amministrazione condominiale, potresti aggiungere il codice ATECO 68.32.00. Oppure, se ti specializzi in progettazione impianti termici, potresti affiancare il codice 71.12.40.

      Codici ATECO Alternativi e Aggiuntivi per Geometri

      Oltre al codice principale 71.12.30, i geometri possono utilizzare codici ATECO aggiuntivi se svolgono attivita complementari. Ecco una tabella di confronto con i codici piu comuni:

      Codice ATECODescrizione AttivitaCoefficiente RedditivitaQuando Usarlo
      71.12.30Attivita tecniche svolte da geometri78%Attivita principale del geometra
      71.12.10Attivita degli studi di ingegneria78%Se sei geometra laureato con competenze ingegneristiche
      71.11.00Attivita degli studi di architettura78%Progettazione architettonica (solo con titolo abilitante)
      71.12.40Attivita tecniche svolte da periti industriali78%Perizie tecniche industriali e impiantistiche
      68.32.00Amministrazione di condomini e gestione beni immobiliari67%Se svolgi anche attivita di amministratore di condominio
      71.20.10Controllo di qualita e certificazione78%Certificazioni energetiche, collaudi tecnici

      La scelta del codice ATECO giusto dipende dalla prevalenza dell’attivita. Se svolgi principalmente attivita tecniche tipiche del geometra (rilievi, progettazione, direzione lavori), il codice corretto e il 71.12.30. Se invece affianchi servizi complementari (ad esempio, amministrazione condominiale), puoi dichiarare il 71.12.30 come codice principale e il 68.32.00 come attivita secondaria.

      Attenzione: nel regime forfettario, se svolgi attivita con coefficienti diversi, si applica il coefficiente dell’attivita prevalente. Per questo e importante tracciare bene i ricavi per ogni tipo di servizio.

      Errori Comuni nella Scelta del Codice ATECO

      Molti geometri commettono errori nella scelta del codice ATECO, con conseguenze fiscali e contributive. Ecco i piu frequenti:

      1. Confondere 71.12.30 con 71.12.10

      Il codice 71.12.10 e riservato agli ingegneri, non ai geometri. Anche se hanno lo stesso coefficiente di redditivita (78%), la differenza e sostanziale per l’iscrizione alla cassa previdenziale. Gli ingegneri si iscrivono a INARCASSA, i geometri alla CIPAG. Usare il codice sbagliato significa iscriversi alla cassa sbagliata, con sanzioni e recuperi contributivi.

      2. Non Dichiarare Attivita Secondarie

      Se svolgi anche amministrazione condominiale o consulenza immobiliare, devi dichiarare anche questi codici ATECO. Non farlo significa rischiare contestazioni in caso di controllo fiscale, impossibilita di emettere fatture conformi per quei servizi e problemi con le detrazioni fiscali richieste dai clienti.

      3. Scegliere il Codice Solo per il Coefficiente

      Alcuni professionisti scelgono il codice ATECO in base al coefficiente di redditivita piu basso (per pagare meno tasse nel forfettario). Questo e un errore grave: il codice ATECO deve rispecchiare l’attivita effettivamente svolta, non la convenienza fiscale. L’Agenzia delle Entrate puo contestare il codice se non corrisponde ai servizi fatturati, con sanzioni e recupero delle imposte.

      4. Non Aggiornare il Codice quando Cambia l’Attivita

      Se ampli i tuoi servizi (ad esempio, inizi a fare anche progettazione energetica o sicurezza cantieri), devi comunicare la variazione. Continuare a usare il vecchio codice ATECO significa operare in modo irregolare.

      5. Non Verificare la Coerenza con la Cassa Previdenziale

      Il codice ATECO deve essere coerente con l’iscrizione alla CIPAG. Se ti iscrivi alla Cassa Geometri ma usi un codice diverso dal 71.12.30, la cassa puo chiedere chiarimenti e contestare i contributi versati. Affidati al CAF per verificare che tutto sia allineato.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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      Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 5 anni.

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      Domande Frequenti

      Qual e il codice ATECO per geometri nel 2026?

      Il codice ATECO principale per i geometri e il 71.12.30 – “Attivita tecniche svolte da geometri”. Questo codice ha un coefficiente di redditivita del 78% nel regime forfettario.

      Posso usare piu codici ATECO come geometra?

      Si, puoi dichiarare un codice ATECO principale (71.12.30) e uno o piu codici secondari se svolgi attivita complementari, come amministrazione condominiale (68.32.00) o consulenza immobiliare. L’importante e che il codice principale corrisponda all’attivita prevalente.

      Cosa succede se scelgo il codice ATECO sbagliato?

      Se il codice ATECO non corrisponde all’attivita effettivamente svolta, rischi sanzioni fiscali per dichiarazioni non conformi, recupero imposte se hai applicato il coefficiente di redditivita errato, e problemi con la cassa previdenziale (CIPAG), che potrebbe contestare i contributi versati.

      Il codice ATECO 71.12.30 vale anche per geometri laureati?

      Si, il codice 71.12.30 vale sia per i geometri diplomati che per i geometri laureati (L-7 o L-23). La differenza di competenze professionali non cambia il codice ATECO, ma solo le attivita che puoi svolgere secondo la normativa professionale.

      Come comunico il codice ATECO all’apertura della partita IVA?

      Compili il modello AA9/12 (persone fisiche) e lo presenti all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio dell’attivita. Puoi farlo online, tramite intermediario (CAF o commercialista) o presso un ufficio territoriale. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce tutta la pratica per te.

      Posso cambiare codice ATECO dopo aver aperto partita IVA?

      Si, puoi modificare il codice ATECO presentando una variazione dati con il modello AA9/12 entro 30 giorni dal cambio di attivita. Ad esempio, se inizi a svolgere anche amministrazione condominiale, aggiungi il codice 68.32.00 come attivita secondaria.


      Hai bisogno di assistenza per aprire partita IVA come geometra o verificare se il tuo codice ATECO e corretto? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 504432 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

      Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Geometra 2026

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      Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per una consulenza personalizzata. I nostri esperti possono aiutarti con tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali.

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      Marzo 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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      GESTIONE PARTITA IVA, Promozioni e Cashback

      Vivid Money Business 2026: Recensione Completa con Cashback e IBAN Italiano

      regime forfettario partita iva

      Indice dei contenuti

      1. Cos’e Vivid Money Business
      2. Piani e Prezzi 2026
      3. IBAN Italiano: Novita 2026
      4. Sistema Cashback
      5. Interessi sulla Liquidita
      6. Pro e Contro
      7. Confronto con i Competitor
      8. Domande Frequenti

      Vivid Money Business e il conto aziendale della fintech tedesca Vivid Money, disponibile in Italia con IBAN italiano da ottobre 2025. Si distingue per il cashback elevato (fino al 10% su alcune categorie) e gli interessi sulla liquidita tra i piu alti del mercato.

      In questa recensione completa analizzeremo i piani e prezzi 2026, le funzionalita per partite IVA e freelancer, i vantaggi del cashback e quando conviene scegliere Vivid rispetto ad alternative come Tot o Finom.

      Cos’e Vivid Money Business

      Vivid Money e una fintech tedesca fondata nel 2019 da Alexander Emeshev e Artem Yamanov, ex dirigenti di Tinkoff Bank. Opera con licenza bancaria di Solaris Bank in Germania e offre conti personali e business in tutta l’Unione Europea.

      Vivid Business e la soluzione dedicata a:

      • Liberi professionisti e freelancer
      • Ditte individuali e lavoratori autonomi
      • Societa (SRL, SNC, SAS) registrate nell’UE
      • Startup e PMI fino a grandi volumi

      Il conto si gestisce interamente da app mobile (iOS e Android) e offre carte di debito VISA, sottoconti multipli, gestione team e integrazioni con strumenti aziendali.

      Piani e Prezzi Vivid Business 2026

      Vivid Business propone 5 piani tariffari, dal gratuito all’enterprise. Tutti includono carte VISA gratuite e bonifici SEPA.

      PianoCanone MensileCanone AnnualeBonifici SEPA GratisInteresse
      Free Start0 euro0 euro5/mese1%
      Basic9 euro7 euro/mese (84 euro)100/mese2%
      Pro25 euro19 euro/mese (228 euro)250/mese3%
      Enterprise96 euro79 euro/mese (948 euro)1.000/mese3,5%
      Enterprise+319 euro249 euro/mese (2.988 euro)1.000/mese3,5%

      Nota: I prezzi sono IVA esclusa. Con pagamento annuale si risparmia circa il 24%.

      Cosa include ogni piano

      Free Start (ideale per chi inizia):

      • 1 sottoconto incluso
      • Carta VISA gratuita (fisica + virtuale)
      • 5 bonifici SEPA gratuiti al mese
      • Bonifici aggiuntivi: 0,20 euro ciascuno
      • Prelievi ATM: commissione 2%
      • Cambio valuta: commissione 2%

      Basic e Pro (ideali per freelancer attivi):

      • 3-10 sottoconti inclusi
      • 100-250 bonifici SEPA gratuiti
      • Prelievi e cambio valuta: 1%
      • Gestione spese categorizzate

      Enterprise e Enterprise+ (per aziende strutturate):

      • 30-50 sottoconti con IBAN dedicati
      • 1.000 bonifici SEPA inclusi
      • Carte per dipendenti con limiti personalizzati
      • Accesso multiutente con autorizzazioni
      • Account manager dedicato

      IBAN Italiano: La Novita 2026

      Da ottobre 2025, Vivid Money offre finalmente l’IBAN italiano (che inizia per IT) ai clienti business. Questa novita risolve uno dei principali limiti storici del servizio.

      Vantaggi dell’IBAN italiano

      • Accrediti piu veloci da clienti e PA italiana
      • Nessun problema con fornitori che rifiutano IBAN esteri
      • Domiciliazione utenze senza difficolta
      • Accredito stipendi e compensi senza ostacoli
      • Credibilita professionale verso i clienti

      IBAN disponibili per paese

      Vivid Business offre IBAN locali in 5 paesi:

      • Italia (IT)
      • Germania (DE)
      • Paesi Bassi (NL)
      • Spagna (ES)
      • Francia (FR)

      Puoi aprire fino a 50 sottoconti, ciascuno con un IBAN unico. Utile per separare entrate per progetto, cliente o linea di business.

      Sistema Cashback Vivid Business

      Il cashback e uno dei punti di forza di Vivid Money. A differenza di altri conti business, Vivid rimborsa una percentuale su ogni acquisto effettuato con carta.

      Cashback base per piano

      PianoCashback BaseCashback Max Categorie
      Free Start0,1%Fino al 2%
      Basic0,5%Fino al 4%
      Pro0,75%Fino al 6%
      Enterprise/Enterprise+1%Fino al 10%

      Cashback speciali per business

      Vivid offre cashback potenziati su categorie strategiche per le aziende:

      • Amazon: fino al 10% di cashback
      • Google Ads: fino al 10% di cashback
      • Facebook/Meta Ads: fino al 10% di cashback
      • Hotel e viaggi: fino al 30% (prenotando dall’app)
      • Software e SaaS: cashback variabili su partner selezionati

      Per chi investe in advertising online, il cashback su Google e Facebook Ads puo tradursi in risparmi significativi: su 1.000 euro di spesa pubblicitaria, fino a 100 euro di ritorno.

      Interessi sulla Liquidita

      Vivid Business remunera la liquidita ferma sul conto, una caratteristica rara nei conti aziendali italiani.

      Offerta promozionale

      Per i nuovi clienti, Vivid offre un tasso d’interesse del 4% lordo annuo per i primi 4 mesi. Successivamente si applica il tasso del piano scelto.

      Tassi d’interesse per piano (dopo i 4 mesi)

      • Free Start: 1% annuo lordo
      • Basic: 2% annuo lordo
      • Pro: 3% annuo lordo
      • Enterprise/Enterprise+: 3,5% annuo lordo

      Nota: Gli interessi si applicano sui primi 30.000 euro. Per importi superiori, il tasso e legato al tasso BCE.

      Confrontando con i principali competitor:

      • Tot: 4% lordo fisso (primi 100.000 euro)
      • Finom: nessuna remunerazione
      • HYPE Business: nessuna remunerazione

      Pro e Contro di Vivid Business

      PUNTI DI FORZA

      • IBAN italiano finalmente disponibile
      • Piano gratuito senza canone
      • Cashback fino al 10% su acquisti business
      • Interessi sulla liquidita (fino al 4% promo)
      • 50 sottoconti con IBAN dedicati
      • 22 valute disponibili
      • Carte per dipendenti con limiti personalizzati
      • App moderna e intuitiva

      LIMITI

      • No F24: non si possono pagare tasse dalla piattaforma
      • No bollettini: niente PagoPA, MAV, RAV
      • No deposito contanti: conto 100% digitale
      • Assistenza solo via chat (niente telefono)
      • Licenza estera: la banca e tedesca (Solaris Bank)
      • Prelievi costosi: 1-2% di commissione ATM

      Confronto con i Principali Competitor

      CaratteristicaVivid BusinessTotFinom
      Piano GratuitoSi (Free Start)No (da 7 euro)Si (Solo)
      IBAN ItalianoSiSiSi
      CashbackFino al 10%1% (carte selezionate)No
      Interessi LiquiditaFino al 4% promo4% fissoNo
      F24NoSiNo
      Fatturazione IntegrataNoSiSi
      Carte DipendentiSiSiSi

      Per chi e meglio Vivid Business?

      Scegli Vivid se:

      • Investi in advertising (Google Ads, Facebook Ads) e vuoi il cashback
      • Fai molti acquisti con carta e vuoi recuperare una percentuale
      • Vuoi un conto gratuito con interessi sulla liquidita
      • Operi in piu valute europee
      • Non hai bisogno di pagare F24 o bollettini

      Scegli Tot se:

      • Devi pagare F24, MAV, RAV
      • Vuoi il 4% fisso su importi elevati (fino a 100.000 euro)
      • Preferisci una banca italiana (Illimity)

      Scegli Finom se:

      • Vuoi fatturazione elettronica integrata
      • Cerchi un conto tutto-in-uno gestionale + banca
      • Preferisci assistenza in italiano prioritaria

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

      Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 5 anni.

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      Domande Frequenti su Vivid Money Business

      Vivid Business ha l’IBAN italiano?

      Si, da ottobre 2025 Vivid Money offre l’IBAN italiano (che inizia per IT) ai clienti business. In precedenza era disponibile solo l’IBAN tedesco. Ora puoi scegliere tra IBAN italiano, tedesco, olandese, spagnolo e francese.

      Posso pagare F24 con Vivid Business?

      No, Vivid Business non supporta il pagamento di F24, MAV, RAV e bollettini PagoPA. Per pagare le tasse dovrai usare un altro conto italiano o Home Banking tradizionale. Questa e una delle principali limitazioni del servizio.

      Quanto costa Vivid Business al mese?

      Vivid Business offre un piano gratuito (Free Start) con 5 bonifici SEPA inclusi. I piani a pagamento partono da 9 euro/mese (Basic) fino a 319 euro/mese (Enterprise+). Con abbonamento annuale si risparmia circa il 24%.

      Come funziona il cashback Vivid Business?

      Vivid rimborsa una percentuale su ogni acquisto con carta. Il cashback base va dallo 0,1% al 1% in base al piano. Su categorie selezionate (Amazon, Google Ads, Facebook Ads) si arriva fino al 10%. Il cashback viene accreditato automaticamente sul conto.

      Vivid Business e sicuro?

      Si, Vivid Money opera con licenza di Solaris Bank, banca tedesca regolamentata da BaFin (autorita tedesca). I depositi sono protetti dal Fondo di Garanzia Tedesco fino a 100.000 euro. I fondi dei clienti sono tenuti separati da quelli della societa.

      Posso avere carte per i dipendenti?

      Si, tutti i piani permettono di creare carte aggiuntive per dipendenti e collaboratori. Puoi impostare limiti di spesa personalizzati per ogni carta, categorie consentite e ricevere notifiche in tempo reale. I piani Enterprise includono fino a 50 carte.

      Verdetto Finale: A Chi Conviene Vivid Business?

      Vivid Money Business e un’ottima scelta per freelancer e aziende che vogliono massimizzare il cashback sui loro acquisti. Il 10% di ritorno su Google Ads e Facebook Ads puo generare risparmi significativi per chi investe in pubblicita online.

      L’arrivo dell’IBAN italiano risolve il principale problema storico. Ora Vivid e una valida alternativa ai conti business tradizionali, con il vantaggio di interessi sulla liquidita e un piano gratuito.

      Il limite principale resta l’impossibilita di pagare F24 e bollettini: se hai bisogno di queste funzionalita, considera Tot Business o affianca Vivid a un conto italiano tradizionale.

      Per una panoramica completa di tutti i conti business, leggi: Miglior Conto Corrente Partita IVA 2026.

      Hai bisogno di assistenza per la tua partita IVA?

      Se hai dubbi sulla scelta del conto business o sulla gestione fiscale della tua attivita, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione.

      Contattaci:

      • Telefono: 0432 1638640
      • WhatsApp: 366 6018121
      • Email: info@centrofiscale.com

      Ultimo aggiornamento: marzo 2026. Prezzi e condizioni verificati su vivid.money.

      Marzo 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-10 08:00:002026-05-31 22:33:47Vivid Money Business 2026: Recensione Completa con Cashback e IBAN Italiano
      Geometri

      Partita IVA Geometra 2026: Guida Completa Regime Forfettario, CIPAG e Tasse

      regime forfettario partita iva

      Stai pensando di aprire la partita IVA come geometra nel 2026? Questa guida completa ti spiega tutto quello che devi sapere per avviare e gestire la tua attivita professionale in modo fiscalmente vantaggioso. Aprire la partita IVA geometra significa entrare nel mondo del lavoro autonomo con una professione tecnica riconosciuta e regolamentata, che offre ottime opportunita di guadagno e flessibilita lavorativa.

      Il regime forfettario per geometri rappresenta oggi la soluzione fiscale piu conveniente per i liberi professionisti: consente di pagare solo il 5% di tasse per i primi 5 anni (se hai meno di 35 anni e apri una nuova attivita) oppure il 15% a regime, senza dover gestire IVA e con adempimenti contabili molto semplificati. Questa forma di tassazione agevolata e particolarmente vantaggiosa per chi inizia l’attivita o ha un volume di ricavi contenuto entro i 85.000 euro annui.

      Oltre alle tasse, dovrai considerare i contributi previdenziali CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza dei Geometri), che per il 2026 prevedono un’aliquota del 20% sul reddito con un minimo obbligatorio di 4.205 euro annui. La CIPAG garantisce la copertura pensionistica e assistenziale ai geometri liberi professionisti iscritti all’Albo.

      In questa guida analizzeremo tutti gli aspetti fondamentali: dai requisiti per aprire la partita IVA geometra, al codice ATECO 71.12.30, fino al calcolo preciso delle tasse, dei contributi e del guadagno netto mensile. Scoprirai anche quando conviene il forfettario rispetto al regime ordinario e quali sono i costi annuali complessivi da sostenere.

      Indice dei contenuti

      1. Requisiti per Aprire Partita IVA come Geometra
      2. Codice ATECO 71.12.30 per Geometri: Cosa Comprende
      3. Regime Forfettario per Geometri 2026: Come Funziona
      4. Contributi CIPAG 2026: Quanto Si Paga
      5. Come Si Calcola il Guadagno Netto di un Geometra con Partita IVA
      6. Fatturazione Elettronica e Adempimenti per Geometri
      7. Quanto Costa Mantenere la Partita IVA Geometra: Tutti i Costi
      8. Quando Conviene il Regime Forfettario per Geometri
      9. Servizio di Apertura Partita IVA al CAF Centro Fiscale Udine

      Requisiti per Aprire Partita IVA come Geometra

      Per aprire la partita IVA come geometra, e necessario soddisfare precisi requisiti normativi che garantiscono la regolarita dell’attivita professionale. La professione di geometra e regolamentata dalla Legge 274/1929 e successive modifiche, che definiscono i titoli abilitativi e gli obblighi professionali.

      Il primo requisito fondamentale e il diploma di geometra conseguito presso un istituto tecnico per geometri o titolo equipollente. Dopo il diploma, e obbligatorio svolgere un tirocinio professionale della durata di 18 mesi presso uno studio professionale di un geometra iscritto all’albo. Durante questo periodo, il praticante deve svolgere attivita tecniche sotto la supervisione del tutor.

      Al termine del tirocinio, il candidato deve superare l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di geometra. L’esame prevede prove scritte, grafiche e orali su materie tecniche, normative urbanistiche ed estimo. Una volta superato l’esame, si ottiene l’abilitazione professionale necessaria per iscriversi all’albo.

      L’iscrizione all’Albo Professionale e obbligatoria per esercitare la professione. Ogni Collegio Provinciale dei Geometri gestisce l’albo territoriale, dove il professionista deve iscriversi per poter operare legalmente. L’iscrizione comporta il pagamento di una quota annuale al Collegio e l’obbligo di rispettare il codice deontologico della professione.

      Parallelamente all’iscrizione all’albo, e necessario aprire la partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate. La procedura si effettua compilando il modello AA9/12 (per persone fisiche) entro 30 giorni dall’inizio dell’attivita. Nella dichiarazione di inizio attivita occorre indicare il codice ATECO 71.12.30 specifico per i geometri.

      Un altro obbligo fondamentale e l’iscrizione alla Cassa CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza Geometri Liberi Professionisti). L’iscrizione deve avvenire entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA e comporta il versamento di contributi previdenziali obbligatori per la pensione futura. Il contributo minimo per il 2026 e di 4.205 euro annui.

      Infine, e fortemente consigliata la stipula di una polizza assicurativa per la responsabilita civile professionale. Anche se non sempre obbligatoria per legge, questa copertura e essenziale per proteggere il geometra da eventuali richieste di risarcimento derivanti da errori o omissioni nell’esercizio della professione. Molti committenti, soprattutto enti pubblici, richiedono espressamente la polizza RC professionale prima di affidare incarichi.

      Riepilogo requisiti essenziali:

      • Diploma di geometra e abilitazione professionale
      • Iscrizione all’Albo Professionale presso il Collegio Provinciale
      • Apertura partita IVA con codice ATECO 71.12.30
      • Iscrizione obbligatoria alla Cassa CIPAG
      • Polizza RC professionale (fortemente consigliata)

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutti questi adempimenti, dalla compilazione delle pratiche alla verifica dei requisiti, garantendo che ogni passaggio venga eseguito correttamente e nei termini di legge.


      Codice ATECO 71.12.30 per Geometri

      Il codice ATECO 71.12.30 identifica in modo specifico le “Attivita tecniche svolte da geometri” nell’ambito della classificazione delle attivita economiche italiane. La scelta del codice ATECO corretto e fondamentale per l’apertura della partita IVA geometra, poiche determina gli obblighi fiscali, previdenziali e statistici dell’attivita professionale.

      La classificazione ATECO (Attivita Economiche) e la versione italiana della nomenclatura europea NACE, aggiornata periodicamente dall’ISTAT. Il codice 71.12.30 appartiene alla sezione M “Attivita professionali, scientifiche e tecniche”, divisione 71 “Attivita degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche”.

      Attivita incluse nel codice ATECO 71.12.30

      Questo codice ATECO comprende tutte le attivita tecniche tipiche della professione di geometra, definite dalla normativa professionale. Le principali attivita rientranti sono:

      Rilievi topografici e cartografici: misurazione e rappresentazione grafica di terreni, elaborazione di planimetrie catastali, frazionamenti, accatastamenti e aggiornamenti cartografici. Queste attivita rappresentano il cuore tradizionale della professione di geometra.

      Progettazione edilizia: progettazione di opere edili di modesta entita, direzione lavori, computi metrici estimativi e sicurezza nei cantieri. I geometri possono progettare edifici civili fino a determinati parametri dimensionali e di complessita strutturale.

      Pratiche urbanistiche e catastali: presentazione di pratiche edilizie (CILA, SCIA, permessi di costruire), variazioni catastali, volture, docfa e pregeo. L’esperto geometra e il professionista di riferimento per tutte le pratiche che coinvolgono Comune e Catasto.

      Stime e perizie: valutazioni immobiliari, stime di danni, perizie tecniche per tribunali o compagnie assicurative. L’attivita estimativa e una competenza distintiva del geometra, particolarmente richiesta in ambito giudiziario.

      Certificazioni energetiche: redazione di Attestati di Prestazione Energetica (APE) per compravendite e locazioni immobiliari, dopo aver conseguito l’abilitazione specifica come certificatore energetico.

      Coefficiente di redditivita per il regime forfettario

      Per i geometri che scelgono il regime forfettario, il codice ATECO 71.12.30 e associato a un coefficiente di redditivita del 78%. Questo significa che il Fisco presume che il 78% dei ricavi costituisca reddito imponibile, mentre il 22% rappresenta le spese forfettarie.

      Facciamo un esempio pratico. Un geometra in regime forfettario che fattura 50.000 euro in un anno avra:

      • Reddito imponibile: 50.000 x 78% = 39.000 euro
      • Imposta sostitutiva 15%: 39.000 x 15% = 5.850 euro
      • Reddito netto prima dei contributi: 50.000 – 5.850 = 44.150 euro

      Il coefficiente del 78% e uno dei piu alti tra le professioni intellettuali, il che rende il regime forfettario particolarmente conveniente per i geometri, specialmente se le spese effettive sono inferiori al 22% forfettizzato.

      Altri codici ATECO correlati

      Alcuni geometri svolgono attivita che potrebbero richiedere codici ATECO aggiuntivi:

      Codice ATECOAttivitaCoefficiente
      68.31.00Attivita di mediazione immobiliare67%
      71.20.01Controllo di qualita e certificazione78%
      74.90.99Altre attivita professionali NCA67%

      Se un geometra svolge anche attivita di mediazione immobiliare, deve aggiungere il codice 68.31.00 e iscriversi al ruolo degli agenti immobiliari. In questo caso, ai fini del regime forfettario, si applica il coefficiente piu basso (67%) per entrambe le attivita.

      La scelta del codice ATECO corretto va comunicata all’Agenzia delle Entrate in fase di apertura partita IVA tramite il modello AA9/12. Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica che il codice corrisponda effettivamente alle attivita svolte, evitando errori che potrebbero causare contestazioni fiscali future.


      Regime Forfettario per Geometri 2026

      Il regime forfettario rappresenta la scelta fiscale piu conveniente per la maggioranza dei geometri liberi professionisti. Questo regime agevolato, disciplinato dalla Legge 190/2014 e successive modifiche, offre una tassazione semplificata con un’aliquota imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per i primi cinque anni di nuova attivita).

      Per i geometri, il regime forfettario e particolarmente vantaggioso grazie al coefficiente di redditivita del 78% associato al codice ATECO 71.12.30. Questo significa che il reddito imponibile si calcola applicando questo coefficiente ai ricavi totali, senza dover documentare analiticamente le spese effettive.

      Requisiti di accesso per il 2026

      Per accedere al regime forfettario geometra 2026, e necessario rispettare specifici requisiti che la Legge di Bilancio ha confermato anche per quest’anno:

      Limite di ricavi: non superare 85.000 euro di compensi nell’anno precedente. Questo limite vale per tutte le attivita svolte dal geometra. Se nel 2025 hai fatturato 86.000 euro, dal 2026 esci automaticamente dal forfettario e devi passare al regime ordinario.

      Spese per lavoro dipendente: le spese per dipendenti e collaboratori non devono superare 20.000 euro lordi annui. Questo limite include stipendi, contributi e compensi a collaboratori occasionali. Molti geometri lavorano da soli o con un praticante, rispettando facilmente questo vincolo.

      Beni strumentali: il valore complessivo dei beni strumentali acquistati (computer, strumentazione topografica, software, auto) non deve superare 20.000 euro. Si considerano solo i beni ammortizzabili acquistati l’anno precedente, non il valore totale dei beni posseduti.

      Nessuna prevalenza verso ex datore di lavoro: se nei due anni precedenti hai avuto un rapporto di lavoro dipendente, non puoi emettere piu del 50% dei ricavi verso quell’ex datore di lavoro. Questa norma vuole evitare false partite IVA.

      Nessuna partecipazione in societa: non puoi essere socio di societa di persone, di capitali o associazioni professionali che svolgono attivita riconducibile a quella del geometra. Se sei socio di una SRL che fa progettazione edilizia, non puoi accedere al forfettario.

      Come funziona la tassazione forfettaria

      La tassazione nel regime forfettario e molto piu semplice rispetto al regime ordinario. Vediamo un esempio concreto per un geometra che fattura 60.000 euro nel 2026:

      Passo 1 – Calcolo reddito imponibile:
      Ricavi totali: 60.000 euro
      Coefficiente di redditivita: 78%
      Reddito imponibile = 60.000 x 78% = 46.800 euro

      Passo 2 – Contributi CIPAG deducibili:
      Il geometra versa contributi CIPAG per circa 11.000 euro annui (considerando contributo soggettivo su 46.800 euro di reddito). Questi contributi sono interamente deducibili dal reddito imponibile:
      Reddito imponibile dopo deduzioni = 46.800 – 11.000 = 35.800 euro

      Passo 3 – Calcolo imposta sostitutiva:
      Aliquota ordinaria: 15%
      Imposta dovuta = 35.800 x 15% = 5.370 euro

      Se il geometra e in regime agevolato startup (primi 5 anni), l’aliquota scende al 5%:
      Imposta agevolata = 35.800 x 5% = 1.790 euro

      Passo 4 – Calcolo guadagno netto:
      Ricavi: 60.000 euro
      Imposte: 5.370 euro (o 1.790 con aliquota 5%)
      Contributi CIPAG: 11.000 euro
      Netto in tasca = 60.000 – 5.370 – 11.000 = 43.630 euro
      (oppure 47.210 euro con aliquota agevolata 5%)

      Vantaggi del regime forfettario per geometri

      Il regime forfettario offre numerosi vantaggi specifici per la professione di geometra:

      Esenzione IVA: non devi addebitare IVA ai clienti (fatture con dicitura “operazione in regime forfettario ex L. 190/2014”), ma non puoi nemmeno detrarre l’IVA sugli acquisti. Per i geometri questo e spesso vantaggioso, perche molti costi (software in abbonamento, benzina, telefono) hanno IVA limitata.

      Nessuna ritenuta d’acconto: quando fatturi a clienti che normalmente applicano ritenute (imprese, professionisti, enti pubblici), non subisci la trattenuta del 20%. Questo migliora la liquidita, perche incassi l’intero importo fatturato senza dover attendere il conguaglio fiscale.

      Contabilita semplificata: non devi tenere registri IVA, scritture contabili complesse o bilanci. E sufficiente conservare fatture emesse e ricevute, registrando cronologicamente i ricavi. Questo riduce i costi di commercialista e il tempo dedicato alla burocrazia.

      Nessun ISA (Indici Sintetici di Affidabilita): i geometri in regime ordinario sono soggetti agli ISA, algoritmi che verificano la congruita dei ricavi rispetto agli standard di settore. Nel forfettario non si applicano, eliminando il rischio di contestazioni basate su parametri statistici.

      Aliquota startup al 5%: i geometri che aprono una nuova partita IVA possono beneficiare dell’aliquota ridotta al 5% per i primi cinque anni di attivita, a condizione di non aver svolto attivita professionale nei tre anni precedenti. Questo e ideale per geometri neolaureati che avviano lo studio.

      Quando si esce dal regime forfettario

      L’uscita dal regime forfettario avviene automaticamente se si superano i limiti o vengono meno i requisiti:

      Se nel 2026 superi 85.000 euro di ricavi, dal 2027 passi obbligatoriamente al regime ordinario. Esiste una tolleranza: se superi 85.000 ma resti sotto 100.000 euro, esci dal forfettario solo dall’anno successivo.

      Se durante l’anno superi 100.000 euro, l’uscita e immediata dal momento del superamento. Dovrai iniziare ad applicare IVA e tenere contabilita ordinaria dalla fattura che fa sforare il limite.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine monitora costantemente i ricavi per i clienti geometri, avvisando tempestivamente se ci si avvicina alle soglie critiche, cosi da programmare per tempo eventuali strategie o il passaggio al regime ordinario.


      Contributi CIPAG 2026: Quanto Si Paga

      La Cassa CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza Geometri Liberi Professionisti) gestisce la previdenza obbligatoria di tutti i geometri liberi professionisti. L’iscrizione alla CIPAG e obbligatoria per legge entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA e comporta il versamento di contributi previdenziali che finanziano la futura pensione.

      Per il 2026, la CIPAG ha confermato le aliquote contributive con un importante aumento programmato: l’aliquota soggettiva passa dal 19% al 20% nel 2026, per poi salire ulteriormente al 22% dal 2027. Questo incremento graduale e stato deciso per garantire la sostenibilita del sistema pensionistico della categoria.

      Tipologie di contributi CIPAG

      I geometri iscritti alla CIPAG versano tre tipologie di contributi:

      Contributo soggettivo: e il contributo principale, calcolato sul reddito professionale netto dichiarato. Per il 2026 l’aliquota e del 20%. Questo contributo finanzia la pensione di vecchiaia e di anzianita del geometra.

      Contributo integrativo: si applica in misura del 5% sull’ammontare dei compensi fatturati. Va addebitato obbligatoriamente in fattura al cliente, aumentando l’importo totale. Il contributo integrativo finanzia prestazioni assistenziali e integrative della Cassa.

      Contributo di maternita: e un contributo di solidarieta calcolato in base al reddito e destinato a finanziare le indennita di maternita per le geometre professioniste. L’importo e generalmente contenuto (poche centinaia di euro annue).

      Come si calcolano i contributi per il 2026

      Vediamo un esempio concreto di calcolo dei contributi CIPAG per un geometra in regime forfettario che nel 2026 fattura 50.000 euro:

      Passo 1 – Calcolo reddito professionale:
      Ricavi totali: 50.000 euro
      Coefficiente forfettario: 78%
      Reddito professionale = 50.000 x 78% = 39.000 euro

      Passo 2 – Contributo soggettivo:
      Aliquota 2026: 20%
      Contributo soggettivo = 39.000 x 20% = 7.800 euro

      Attenzione: esiste un contributo minimo obbligatorio di 4.205 euro annui nel 2026, che si applica anche se il reddito e basso o nullo. Se il 20% del reddito scende sotto questa soglia, va comunque versato il minimo.

      Passo 3 – Contributo integrativo:
      Si calcola sul fatturato lordo, non sul reddito:
      Contributo integrativo = 50.000 x 5% = 2.500 euro

      Questo importo va addebitato in fattura. Esempio pratico: per una prestazione di 1.000 euro, il geometra emettera fattura cosi:

      • Compenso professionale: 1.000 euro
      • Contributo CIPAG 5%: 50 euro
      • Totale fattura: 1.050 euro

      Il cliente paga 1.050 euro, di cui 50 verranno versati alla CIPAG entro i termini previsti.

      Passo 4 – Contributo di maternita:
      Varia in base al reddito, indicativamente 200-400 euro annui.

      Totale contributi annui CIPAG per questo esempio:
      7.800 (soggettivo) + 2.500 (integrativo) + 300 (maternita stimato) = 10.600 euro

      Contributo minimo CIPAG 2026

      Anche i geometri con redditi bassi o che hanno appena aperto la partita IVA devono versare il contributo minimo di 4.205 euro nel 2026. Questo vale anche per chi ha fatturato zero o cifre molto contenute.

      Facciamo un esempio: un geometra neolaureato apre partita IVA a ottobre 2026 e fattura solo 5.000 euro nei primi mesi. Il suo reddito forfettario sara:
      5.000 x 78% = 3.900 euro

      Il contributo soggettivo sarebbe: 3.900 x 20% = 780 euro

      Ma essendo inferiore al minimo, dovra comunque versare 4.205 euro di contributo soggettivo. A questo si aggiungono:

      • Contributo integrativo: 5.000 x 5% = 250 euro
      • Contributo maternita: circa 200 euro

      Totale: 4.655 euro

      Questo rappresenta un costo fisso importante da considerare nella valutazione di convenienza dell’apertura della partita IVA geometra.

      Agevolazioni contributive under 30

      I geometri under 30 che si iscrivono per la prima volta alla CIPAG possono beneficiare di importanti riduzioni contributive:

      Primi 2 anni: riduzione al 25% del contributo soggettivo minimo
      Contributo dovuto: 4.205 x 25% = 1.051 euro annui

      Anni 3-5: riduzione al 50% del contributo soggettivo minimo
      Contributo dovuto: 4.205 x 50% = 2.102 euro annui

      Questi sconti si applicano solo sul contributo soggettivo minimo, non sul contributo integrativo. Rappresentano un aiuto concreto per i giovani geometri che avviano la professione, riducendo significativamente i costi fissi iniziali.

      Modalita e scadenze di versamento

      I contributi CIPAG si versano in quattro rate trimestrali con scadenze fisse:

      • 31 maggio: acconto 30% su reddito anno precedente
      • 31 agosto: secondo acconto 30%
      • 30 novembre: terzo acconto 30%
      • 28 febbraio anno successivo: saldo a conguaglio

      Il contributo integrativo (5% in fattura) va versato entro il 31 luglio dell’anno successivo a quello di riferimento. I versamenti si effettuano tramite modello F24 con codici tributo specifici CIPAG.

      Il mancato pagamento dei contributi comporta l’applicazione di sanzioni e interessi, oltre al rischio di radiazione dalla Cassa con conseguente impossibilita di esercitare la professione. Il CAF Centro Fiscale di Udine calcola automaticamente gli importi dovuti e invia promemoria delle scadenze, evitando dimenticanze e sanzioni.


      Come Si Calcola il Guadagno Netto

      Calcolare il guadagno netto di un geometra con partita IVA richiede di considerare tutte le voci di costo che incidono sul fatturato lordo. Molti geometri alle prime armi sovrastimano i guadagni perche non considerano l’impatto di imposte, contributi previdenziali e spese professionali.

      Vediamo nel dettaglio come si passa dal fatturato al netto in tasca, analizzando un caso concreto di un geometra in regime forfettario che fattura 70.000 euro nel 2026.

      Esempio completo: da 70.000 euro di fatturato al netto

      ENTRATE

      Fatturato lordo annuo: 70.000 euro
      Di cui contributo CIPAG 5% (gia incluso in fattura): 3.333 euro
      Ricavi effettivi: 70.000 euro

      Nel regime forfettario il contributo integrativo CIPAG (5%) e incluso nel fatturato perche va addebitato al cliente. Quindi, se hai incassato 70.000 euro totali dalle fatture, circa 3.333 euro sono contributo CIPAG da versare alla Cassa.

      CALCOLO REDDITO IMPONIBILE

      Ricavi: 70.000 euro
      Coefficiente di redditivita ATECO 71.12.30: 78%
      Reddito imponibile forfettario = 70.000 x 78% = 54.600 euro

      CONTRIBUTI PREVIDENZIALI CIPAG

      Contributo soggettivo: 54.600 x 20% = 10.920 euro
      Contributo integrativo: 3.333 euro (gia fatturato)
      Contributo maternita: 350 euro (stimato)
      Totale contributi CIPAG = 14.603 euro

      I contributi soggettivi e di maternita sono deducibili dal reddito imponibile fiscale.

      IMPOSTE SUL REDDITO

      Reddito imponibile: 54.600 euro
      Deduzioni contributi: 10.920 + 350 = 11.270 euro
      Reddito imponibile dopo deduzioni = 54.600 – 11.270 = 43.330 euro

      Imposta sostitutiva 15%: 43.330 x 15% = 6.500 euro

      (Se il geometra e in regime agevolato startup con aliquota 5%, l’imposta sarebbe solo 2.167 euro)

      CALCOLO NETTO FINALE

      Fatturato totale: 70.000 euro
      Meno imposte: -6.500 euro
      Meno contributi CIPAG: -14.603 euro
      Netto disponibile = 48.897 euro

      Questo e l’importo che rimane al geometra prima di pagare le spese professionali effettive (software, carburante, telefono, assicurazione RC, ecc.).

      Incidenza percentuale dei costi

      Analizzando l’esempio sopra, vediamo l’impatto percentuale di ogni voce sul fatturato:

      VoceImporto% su fatturato
      Fatturato lordo70.000 euro100%
      Imposte (15%)6.500 euro9,3%
      Contributi CIPAG14.603 euro20,9%
      Netto disponibile48.897 euro69,8%

      Come si vede, circa il 30% del fatturato va in tasse e contributi. Questo e uno dei motivi per cui il regime forfettario e cosi conveniente per i geometri: in regime ordinario IRPEF l’incidenza fiscale sarebbe molto piu alta.

      Tabella riepilogativa per diversi livelli di fatturato

      Ecco una sintesi del netto disponibile per diversi livelli di fatturato annuo (regime forfettario aliquota 15%):

      FatturatoImposteContributi CIPAGNetto% Netto
      30.000 euro1.900 euro6.105 euro21.995 euro73,3%
      50.000 euro4.235 euro10.850 euro34.915 euro69,8%
      70.000 euro6.500 euro14.603 euro48.897 euro69,8%
      85.000 euro8.177 euro17.853 euro58.970 euro69,4%

      Come si nota, la percentuale di netto sul fatturato rimane abbastanza stabile tra il 69-73%, grazie alla tassazione proporzionale del regime forfettario.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine fornisce simulazioni personalizzate del guadagno netto, aiutando i geometri a pianificare investimenti, valutare l’opportunita di assumere collaboratori o decidere se accettare determinati incarichi in base alla redditivita effettiva.


      Fatturazione Elettronica e Adempimenti

      La fatturazione elettronica e obbligatoria per tutti i geometri con partita IVA, sia in regime forfettario che ordinario. Dal 1 gennaio 2019, tutte le operazioni tra soggetti IVA residenti in Italia devono essere documentate tramite fattura elettronica trasmessa attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate.

      Per i geometri in regime forfettario, dal 1 luglio 2022 e scattato l’obbligo di fatturazione elettronica anche verso privati cittadini, completando la digitalizzazione di tutti i documenti fiscali.

      Come funziona la fattura elettronica per geometri

      Il processo di fatturazione elettronica per un geometra prevede questi passaggi:

      1. Creazione della fattura: si utilizza un software di fatturazione che genera il file XML secondo il formato standard previsto dall’Agenzia delle Entrate. Il file contiene tutte le informazioni della fattura: dati del geometra, dati del cliente, descrizione prestazione, importi, contributo CIPAG 5%, eventuali ritenute.

      2. Firma digitale (facoltativa): il geometra puo apporre una firma digitale qualificata al file XML per garantire l’autenticita del documento. Non e obbligatoria ma e consigliata per prestazioni verso enti pubblici.

      3. Trasmissione al Sistema di Interscambio (SdI): il file XML viene inviato al sistema dell’Agenzia delle Entrate tramite PEC o attraverso i canali messi a disposizione dal software di fatturazione. Il SdI verifica la correttezza formale del file.

      4. Recapito al cliente: se il cliente e un’impresa o professionista, riceve la fattura sul proprio indirizzo PEC o codice destinatario. Se e un privato cittadino (codice destinatario: 0000000), puo scaricare la fattura dalla propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

      5. Conservazione sostitutiva: tutte le fatture elettroniche vengono conservate automaticamente dall’Agenzia delle Entrate per 10 anni, sostituendo l’obbligo di archiviazione cartacea.

      Elementi essenziali della fattura geometra

      Una fattura corretta emessa da un geometra in regime forfettario deve contenere:

      Dati del geometra:

      • Denominazione/nome e cognome
      • Partita IVA
      • Indirizzo studio professionale
      • Numero iscrizione all’Albo Geometri

      Dati del cliente:

      • Denominazione/nome e cognome
      • Codice fiscale o Partita IVA
      • Indirizzo
      • Codice destinatario o PEC (per soggetti IVA)

      Descrizione della prestazione:
      Indicare chiaramente il tipo di attivita svolta: “Progettazione architettonica villetta unifamiliare”, “Rilievo topografico e frazionamento catastale lotto X”, “Direzione lavori ristrutturazione”, ecc.

      Importi:

      • Compenso professionale: 1.500 euro
      • Contributo CIPAG 5%: 75 euro
      • Totale fattura: 1.575 euro

      Dicitura regime forfettario:
      “Operazione effettuata in regime forfettario ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014. Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 1, comma 58, Legge n. 190/2014.”

      Marca da bollo su fatture elettroniche

      Le fatture in regime forfettario di importo superiore a 77,47 euro devono riportare l’imposta di bollo di 2 euro. Sulla fattura elettronica si indica “Bollo virtuale assolto ai sensi dell’art. 15 del DPR 642/72” e si versa l’imposta tramite modello F24 entro 120 giorni dalla chiusura dell’anno (quindi entro 30 aprile dell’anno successivo).

      Esempio: un geometra emette 200 fatture nel 2026, di cui 180 sopra i 77,47 euro. Dovra versare:
      180 fatture x 2 euro = 360 euro di imposta di bollo entro il 30 aprile 2027.

      Il versamento si effettua con modello F24, codice tributo “2501”. La mancata applicazione del bollo comporta sanzioni dal 100% al 500% dell’imposta dovuta.

      Altri adempimenti fiscali per geometri

      Oltre alla fatturazione elettronica, i geometri con partita IVA devono gestire questi adempimenti:

      Dichiarazione dei redditi: il geometra in regime forfettario presenta il modello Redditi PF entro il 30 novembre dell’anno successivo, indicando i ricavi percepiti e versando l’imposta sostitutiva. Il CAF Centro Fiscale si occupa della compilazione e dell’invio telematico.

      Certificazione Unica (CU): entro il 16 marzo, il geometra deve inviare la CU ai committenti soggetti a ritenuta (se applicabile) e all’Agenzia delle Entrate. Nel regime forfettario questo adempimento e spesso non necessario perche non si applicano ritenute.

      Registri contabili: i geometri in regime forfettario non devono tenere registri IVA ne libro giornale. E sufficiente conservare cronologicamente le fatture emesse e ricevute. Obbligatoria invece la numerazione progressiva delle fatture emesse.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutti questi adempimenti per i geometri clienti, dalla predisposizione delle fatture elettroniche al calcolo dell’imposta di bollo, fino alla dichiarazione annuale dei redditi, garantendo la piena conformita normativa e la massima tranquillita operativa.


      Quanto Costa Mantenere la Partita IVA

      Il mantenimento della partita IVA geometra comporta una serie di costi fissi e variabili che vanno considerati attentamente prima di avviare l’attivita professionale. Molti geometri neolaureati sottovalutano l’impatto economico di questi costi, rischiando di trovarsi in difficolta finanziarie nei primi anni.

      Costi obbligatori annuali

      1. Contributi previdenziali CIPAG – da 4.205 a 20.000+ euro

      Il costo piu rilevante per un geometra e rappresentato dai contributi CIPAG. Come abbiamo visto, esiste un contributo minimo obbligatorio di 4.205 euro annui nel 2026, che si applica anche con redditi bassi o nulli. Se il reddito cresce, i contributi aumentano proporzionalmente al 20% del reddito.

      Esempi:

      • Reddito 20.000 euro – contributi 4.205 euro (minimo)
      • Reddito 40.000 euro – contributi 10.600 euro circa
      • Reddito 60.000 euro – contributi 15.400 euro circa

      Per i geometri under 30 al primo anno, il contributo minimo scende a 1.051 euro, rappresentando un notevole risparmio iniziale.

      2. Quota iscrizione Albo Geometri – 150-300 euro

      Ogni Collegio Provinciale dei Geometri richiede una quota annuale per l’iscrizione all’albo professionale. L’importo varia da provincia a provincia, oscillando generalmente tra 150 e 300 euro.

      3. Assicurazione RC professionale – 300-800 euro

      L’assicurazione responsabilita civile professionale e tecnicamente facoltativa, ma nella pratica e indispensabile. Copre i danni causati a terzi per errori o omissioni nell’esercizio della professione.

      4. Commercialista o CAF – 500-1.500 euro

      Anche in regime forfettario, e altamente consigliabile affidarsi a un commercialista o CAF per la gestione fiscale. I servizi tipicamente inclusi sono: dichiarazione dei redditi annuale, calcolo e verifica contributi CIPAG, assistenza nella fatturazione elettronica.

      5. Software professionale – 300-1.000 euro

      Un geometra moderno non puo prescindere da alcuni strumenti software: CAD (AutoCAD, Revit), software topografico (Pregeo, Docfa), gestionale fatturazione elettronica.

      6. Marca da bollo fatture – 200-500 euro

      Ogni fattura superiore a 77,47 euro richiede l’applicazione di una marca da bollo da 2 euro.

      Riepilogo costi annuali totali

      GEOMETRA NEOABILITATO (primo anno, under 30, da casa)

      VoceCosto annuo
      Contributi CIPAG minimi (agevolati)1.051 euro
      Quota Albo Geometri200 euro
      Assicurazione RC professionale350 euro
      Commercialista/CAF600 euro
      Software base500 euro
      Marca da bollo (stima 50 fatture)100 euro
      Spese operative1.000 euro
      TOTALE COSTI FISSI ANNUI3.801 euro

      Un geometra neoabilitato under 30 puo avviare l’attivita con circa 3.800 euro di costi annui fissi, piu l’investimento iniziale in attrezzatura (1.500-3.000 euro una tantum).

      GEOMETRA AFFERMATO (fatturato 60.000 euro, studio esterno)

      VoceCosto annuo
      Contributi CIPAG15.400 euro
      Affitto studio4.800 euro
      Quota Albo Geometri250 euro
      Assicurazione RC professionale600 euro
      Commercialista/CAF1.200 euro
      Software professionali800 euro
      Spese operative2.500 euro
      TOTALE COSTI ANNUI25.550 euro

      Il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta i geometri a pianificare i costi di gestione della partita IVA, fornendo simulazioni personalizzate e consulenza sulla sostenibilita economica dell’attivita professionale nei diversi scenari di fatturato.


      Quando Conviene il Regime Forfettario

      Il regime forfettario e la scelta fiscale piu vantaggiosa per la stragrande maggioranza dei geometri liberi professionisti, ma non e sempre la soluzione ottimale. Esistono situazioni specifiche in cui il regime ordinario IRPEF potrebbe risultare piu conveniente, soprattutto quando le spese effettive superano ampiamente la quota forfettizzata del 22%.

      Vantaggi del regime forfettario per geometri

      Il regime forfettario offre benefici sostanziali che lo rendono attraente per i geometri:

      1. Tassazione ridotta: l’aliquota del 15% (o 5% per startup) e enormemente inferiore alle aliquote IRPEF progressive che partono dal 23% e arrivano fino al 43%. Un geometra con reddito di 45.000 euro risparmia circa 10.000-12.000 euro di imposte all’anno scegliendo il forfettario.

      2. Nessuna ritenuta d’acconto: il geometra in forfettario incassa immediatamente l’intero importo fatturato, senza subire la trattenuta del 20% tipica dei professionisti. Questo migliora enormemente la liquidita aziendale.

      3. Semplificazione amministrativa: non serve tenere registri IVA, prima nota, libro giornale. La contabilita si riduce alla conservazione cronologica delle fatture.

      4. Coefficiente di redditivita elevato: con il 78% di coefficiente, il forfettario presume che solo il 22% dei ricavi costituisca spese. Nella realta, molti geometri hanno costi effettivi ben inferiori al 22%, ottenendo un vantaggio fiscale nascosto.

      Quando il forfettario e la scelta migliore

      Il regime forfettario geometra conviene particolarmente in questi casi:

      • Geometra con basse spese strutturali: se lavori da casa, non hai dipendenti, usi software in abbonamento economici
      • Geometra neoabilitato: i primi cinque anni con aliquota al 5% sono imbattibili
      • Geometra con clientela prevalentemente privata: non addebitare IVA rende i preventivi piu competitivi
      • Geometra sotto gli 85.000 euro di ricavi: fino a questa soglia, il forfettario e praticamente sempre conveniente

      Quando il forfettario potrebbe NON convenire

      Esistono situazioni in cui il regime ordinario potrebbe essere piu vantaggioso:

      1. Spese molto elevate e documentabili
      Se le tue spese effettive superano il 22% forfettizzato (affitto studio elevato, dipendenti, attrezzature costose), il regime ordinario permette di dedurle integralmente.

      2. Superamento frequente degli 85.000 euro
      Se hai un’attivita consolidata con ricavi annui stabilmente sopra gli 85.000 euro, il forfettario non e accessibile.

      Esempio comparativo: forfettario vs ordinario

      Vediamo un confronto numerico per un geometra con fatturato 60.000 euro e spese effettive di 10.000 euro:

      REGIME FORFETTARIO:
      Reddito imponibile: 60.000 x 78% = 46.800 euro
      Imposta sostitutiva 15%: circa 5.370 euro (dopo deduzioni contributi)
      Netto finale: circa 43.630 euro

      REGIME ORDINARIO:
      Reddito imponibile: 60.000 – 10.000 spese = 50.000 euro
      IRPEF + addizionali: circa 11.315 euro
      Recupero IVA su spese: 2.200 euro
      Netto finale: circa 29.385 euro

      Differenza a favore del forfettario: oltre 14.000 euro!

      Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua simulazioni comparative personalizzate tra regime forfettario e ordinario, analizzando la tua situazione specifica per indicarti la scelta fiscale piu conveniente.


      Servizio CAF Centro Fiscale Udine

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo e specializzato per l’apertura e la gestione della partita IVA geometra, accompagnando il professionista in ogni fase del percorso, dalla valutazione iniziale di convenienza fino alla gestione fiscale annuale.

      Affidandoti al nostro servizio, potrai concentrarti esclusivamente sull’attivita tecnica di geometra, lasciando a noi tutti gli adempimenti burocratici, fiscali e previdenziali.

      Cosa include il servizio di apertura partita IVA

      Il nostro servizio di apertura partita IVA per geometri comprende:

      1. Consulenza preliminare personalizzata
      Analizziamo insieme la tua situazione specifica: valutazione della convenienza economica, simulazione del guadagno netto atteso, confronto tra regime forfettario e regime ordinario.

      2. Compilazione e invio pratiche amministrative
      Ci occupiamo del modello AA9/12 per apertura partita IVA, scelta del codice ATECO corretto (71.12.30), comunicazione regime fiscale prescelto.

      3. Iscrizione alla Cassa CIPAG
      Gestiamo l’iscrizione obbligatoria alla Cassa dei Geometri entro i termini di legge.

      4. Configurazione fatturazione elettronica
      Ti aiutiamo a impostare il sistema di fatturazione: attivazione PEC, registrazione al portale Fatture e Corrispettivi, formazione sull’uso del software.

      Servizi di gestione annuale partita IVA

      Una volta aperta la partita IVA, offriamo un servizio continuativo di assistenza fiscale:

      • Dichiarazione dei redditi annuale (Modello Redditi PF)
      • Calcolo e monitoraggio contributi CIPAG
      • Gestione marca da bollo su fatture elettroniche
      • Consulenza fiscale continuativa

      Perche scegliere il CAF Centro Fiscale di Udine

      Esperienza specifica con geometri: seguiamo decine di geometri liberi professionisti in Friuli Venezia Giulia e conosciamo perfettamente le peculiarita della professione.

      Tariffe trasparenti: i nostri onorari sono chiari fin dall’inizio, senza sorprese. Il costo per l’apertura partita IVA parte da 150 euro.

      Assistenza rapida: rispondiamo entro 24 ore a email e messaggi WhatsApp.

      Come iniziare

      Per aprire la tua partita IVA geometra con il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine, contattaci:

      • Telefono: 0432 504432
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      Domande Frequenti

      Quanto costa aprire la partita IVA come geometra?

      L’apertura della partita IVA in se e gratuita. I costi iniziali comprendono: iscrizione CIPAG (contributo minimo 4.205 euro, ridotto a 1.051 per under 30), quota Albo Geometri (150-300 euro), eventuale assistenza CAF o commercialista (150-300 euro). Il primo anno un geometra under 30 puo iniziare con circa 1.500 euro di costi fissi.

      Quanto paga di tasse un geometra in regime forfettario?

      Un geometra in regime forfettario paga un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni di nuova attivita) calcolata sul 78% dei ricavi. Con 50.000 euro di fatturato, le imposte ammontano a circa 4.200 euro con aliquota 15%, o circa 1.400 euro con aliquota agevolata 5%.

      Qual e il codice ATECO corretto per un geometra?

      Il codice ATECO per le attivita tecniche svolte da geometri e il 71.12.30. Questo codice comprende rilievi topografici, progettazione edilizia di modesta entita, pratiche catastali e urbanistiche, stime e perizie. Il coefficiente di redditivita associato e del 78%.

      Quanto versa alla CIPAG un geometra?

      Nel 2026, il contributo soggettivo CIPAG e pari al 20% del reddito professionale, con un minimo obbligatorio di 4.205 euro annui. I geometri under 30 nei primi 2 anni pagano solo 1.051 euro. A questo si aggiunge il contributo integrativo del 5% da addebitare in fattura ai clienti.

      Conviene il regime forfettario per un geometra?

      Per la maggior parte dei geometri con ricavi fino a 85.000 euro, il regime forfettario e decisamente conveniente. Offre tassazione ridotta (15% o 5%), nessuna IVA da gestire, nessuna ritenuta d’acconto e contabilita semplificata. Diventa meno conveniente solo con spese effettive molto elevate (oltre il 30-35% dei ricavi).

      Quanto guadagna un geometra con partita IVA?

      Il guadagno netto di un geometra dipende dal fatturato. Con 50.000 euro di ricavi in regime forfettario, il netto in tasca e circa 35.000 euro (70%). Con 70.000 euro di fatturato, il netto e circa 49.000 euro. Circa il 30% del fatturato va in tasse e contributi CIPAG.

      Hai bisogno di assistenza?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per una consulenza personalizzata. I nostri esperti possono aiutarti con tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali.

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      Marzo 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-07 09:00:002026-05-31 22:34:15Partita IVA Geometra 2026: Guida Completa Regime Forfettario, CIPAG e Tasse
      GESTIONE PARTITA IVA

      Gestionale Partita IVA 2026: Quale Scegliere per Freelance e PMI

      regime forfettario partita iva

      Indice dei contenuti

      1. Serve un Gestionale per la Partita IVA?
      2. Tipi di Software Gestionale
      3. I Migliori Gestionali per P.IVA 2026
      4. Tabella Comparativa
      5. Quale Gestionale Scegliere?
      6. Domande Frequenti

      Gestire una partita IVA richiede organizzazione: fatture da emettere, scadenze da rispettare, spese da tracciare. Un software gestionale puo semplificare enormemente queste attivita, facendoti risparmiare tempo e riducendo il rischio di errori.

      In questa guida confrontiamo i migliori gestionali per partita IVA 2026, dalle soluzioni gratuite ai software professionali, per aiutarti a scegliere quello piu adatto alle tue esigenze.

      Serve un Gestionale per la Partita IVA?

      La risposta dipende dalla complessita della tua attivita. Vediamo quando un gestionale e indispensabile e quando puoi farne a meno.

      Quando Serve un Gestionale

      • Emetti piu di 10-20 fatture al mese – Serve automazione
      • Hai clienti ricorrenti – Fatture ripetitive da velocizzare
      • Devi tracciare le spese – Per calcolare il reddito o deduzioni
      • Lavori con un commercialista – Serve export dati compatibile
      • Hai dipendenti o collaboratori – Gestione piu complessa

      Quando Puoi Farne a Meno

      • Sei in regime forfettario con pochi clienti
      • Emetti meno di 10 fatture al mese
      • Non hai spese significative da tracciare
      • Usi gia il portale gratuito dell’Agenzia delle Entrate

      Tipi di Software Gestionale per Partita IVA

      1. Software di Sola Fatturazione

      Gestiscono solo l’emissione e ricezione di fatture elettroniche:

      • Aruba Fatturazione (29,90 euro/anno)
      • Fatture in Cloud (da 48 euro/anno)
      • Portale Agenzia Entrate (gratuito)

      Ideali per: Chi ha bisogno solo di fatturare, senza gestione contabile.

      2. Gestionali Completi

      Offrono fatturazione + gestione spese, prima nota, report:

      • Danea Easyfatt – Software desktop professionale
      • Fatture in Cloud Premium – Versione avanzata cloud
      • Invoice Buddy – Pensato per consulenti

      Ideali per: PMI e professionisti con esigenze di contabilita semplificata.

      3. Piattaforme All-in-One

      Combinano conto corrente + fatturazione + gestione:

      • Finom – Conto + fatturazione integrata
      • HYPE Business – Conto + Tax Manager
      • Tot – Conto + dashboard cash flow

      Ideali per: Chi vuole un’unica piattaforma per tutto.

      I Migliori Gestionali per Partita IVA 2026

      Fatture in Cloud

      Fatture in Cloud e il gestionale piu diffuso in Italia per freelance e piccole imprese.

      • Prezzo: da 48 euro/anno (Forfettari) a 612 euro/anno (Complete)
      • Punti di forza: Interfaccia intuitiva, app mobile, integrazioni
      • Funzionalita: Fatturazione, preventivi, scadenzario, report, prima nota

      Danea Easyfatt

      Software desktop italiano molto diffuso tra commercianti e artigiani.

      • Prezzo: da 99 euro (una tantum) + canone assistenza
      • Punti di forza: Completo, affidabile, funziona anche offline
      • Funzionalita: Fatturazione, magazzino, prima nota, DDT, listini

      Invoice Buddy

      Gestionale cloud pensato per consulenti e professionisti.

      • Prezzo: da 49 euro/anno
      • Punti di forza: Semplicita, velocita, supporto italiano
      • Funzionalita: Fatturazione, preventivi, time tracking

      Finom (All-in-One)

      Finom combina conto corrente e fatturazione elettronica in un’unica piattaforma.

      • Prezzo: da 0 euro (Piano Solo gratuito)
      • Punti di forza: Conto + fatturazione gratis, IBAN italiano
      • Funzionalita: Conto, carte, fatturazione, pagamenti

      GIM Free (Gratuito)

      Software gestionale completamente gratuito per piccole attivita.

      • Prezzo: Gratuito
      • Punti di forza: Nessun costo, funzionalita base complete
      • Funzionalita: Fatturazione, preventivi, DDT, fatture PA
      • Limiti: Interfaccia datata, nessuna assistenza dedicata

      Tabella Comparativa Gestionali 2026

      SoftwarePrezzo/AnnoTipoIdeale per
      Finom SoloGratisConto + FatturazioneFreelance
      GIM FreeGratisGestionale completoPiccole attivita
      Aruba Fatturazione29,90 euroSolo fatturazioneRisparmio massimo
      Fatture in Cloud Forfettari48 euroFatturazione + baseForfettari
      Invoice Buddy49 euroFatturazione + tempoConsulenti
      Danea Easyfatt99+ euroGestionale completoPMI, commercio
      Fatture in Cloud Premium252 euroGestionale completoProfessionisti strutturati

      Quale Gestionale Scegliere? Guida Rapida

      Sei Forfettario con Pochi Clienti?

      Scegli Finom Solo (gratuito): hai conto corrente + fatturazione in un’unica piattaforma senza spendere nulla. Alternativa: portale Agenzia Entrate.

      Sei Professionista o Consulente?

      Scegli Fatture in Cloud (da 48 euro/anno): interfaccia moderna, app mobile, ottime integrazioni. Perfetto per chi vuole qualita senza complicazioni.

      Hai un Negozio o Gestisci Magazzino?

      Scegli Danea Easyfatt: gestisce magazzino, DDT, listini prezzi. E il software piu usato da commercianti e artigiani in Italia.

      Vuoi Spendere Zero?

      Scegli GIM Free o il portale Agenzia Entrate. Interfaccia datata ma funzionale, costo zero.

      Vuoi Tutto in Uno (Conto + Gestionale)?

      Scegli Finom: apri un conto gratuito e hai la fatturazione integrata. Con HYPE Business hai anche il Tax Manager per stimare le tasse.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

      Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 5 anni.

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      Domande Frequenti sui Gestionali per P.IVA

      Qual e il miglior gestionale gratuito per partita IVA?

      Per i forfettari, Finom Solo e la scelta migliore: offre conto corrente + fatturazione elettronica gratis. Per chi cerca solo fatturazione, il portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate e completamente gratuito. GIM Free e un’alternativa per chi cerca un gestionale desktop completo.

      Qual e la differenza tra software fatturazione e gestionale?

      Un software di fatturazione gestisce solo l’emissione e ricezione di fatture elettroniche. Un gestionale e piu completo: include anche gestione spese, prima nota contabile, magazzino, scadenzario, report e statistiche. I forfettari spesso necessitano solo di fatturazione.

      Meglio un gestionale cloud o desktop?

      I gestionali cloud (Fatture in Cloud, Finom) sono accessibili ovunque, si aggiornano automaticamente e includono backup. I gestionali desktop (Danea Easyfatt) funzionano anche offline e possono essere piu completi. Per freelance e professionisti, il cloud e generalmente la scelta migliore.

      Un forfettario ha bisogno di un gestionale?

      Dipende dal volume di attivita. Un forfettario con pochi clienti e poche fatture puo usare il portale gratuito dell’Agenzia delle Entrate. Chi emette piu fatture o vuole tracciare le spese beneficia di un gestionale, anche gratuito come Finom o a basso costo come Fatture in Cloud Forfettari (48 euro/anno).

      Conclusioni

      La scelta del gestionale per partita IVA dipende dalle tue esigenze specifiche. Per i forfettari con pochi clienti, le soluzioni gratuite come Finom o il portale Agenzia Entrate sono piu che sufficienti.

      Chi cerca maggiore comodita e funzionalita puo investire 50-100 euro/anno in software come Fatture in Cloud o Invoice Buddy. Il risparmio di tempo ripaga ampiamente l’investimento.

      Per un confronto sui software di sola fatturazione, leggi: Miglior Software Fatturazione Elettronica 2026.

      Hai bisogno di assistenza per la tua partita IVA?

      Se hai dubbi sulla scelta del gestionale o sulla contabilita della tua attivita, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione.

      Contattaci:

      • Telefono: 0432 1638640
      • WhatsApp: 366 6018121
      • Email: info@centrofiscale.com

      Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026.

      Marzo 7, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-07 08:00:002026-05-31 22:34:06Gestionale Partita IVA 2026: Quale Scegliere per Freelance e PMI
      Confronti Conti Business, GESTIONE PARTITA IVA

      Tot Conto Business Recensione 2026: Prezzi, Opinioni e Funzionalita

      regime forfettario partita iva

      Indice dei contenuti

      1. Cos’e Tot e Come Funziona
      2. Piani e Prezzi Tot 2026
      3. Funzionalita Principali
      4. Pro e Contro
      5. Per Chi e Adatto?
      6. Domande Frequenti

      Tot e un conto business 100% digitale italiano, nato nel 2020 e diventato rapidamente un punto di riferimento per freelance, partite IVA e PMI. A differenza di molte fintech estere, Tot offre IBAN italiano e i fondi sono custoditi da Banca Sella, garantiti dal FITD fino a 100.000 euro.

      In questa recensione completa di Tot 2026 analizzeremo prezzi, funzionalita, pro e contro per aiutarti a capire se e il conto business giusto per la tua partita IVA. Tot si distingue per la possibilita di depositare contanti gratuitamente presso le filiali Banca Sella e per la delega F24 al commercialista.

      Cos’e Tot e Come Funziona

      Tot S.p.A. e una fintech italiana fondata nel 2020, focalizzata sulle esigenze di imprese e professionisti. Il conto aziendale Tot e pensato per chi cerca una gestione finanziaria semplice e digitale, senza rinunciare alla solidita di un istituto bancario italiano.

      Caratteristiche Distintive

      • IBAN italiano – Compatibile con F24, PagoPA, SDD, Ri.Ba.
      • Banca Sella – Depositaria dei fondi, garanzia FITD fino a 100.000 euro
      • Carta Visa Business – Dual-mode (debito/credito) inclusa
      • Deposito contanti gratuito – Presso le filiali Banca Sella
      • Delega F24 – Il commercialista puo pagare per te
      • Bonifici istantanei gratuiti – Novita 2026

      Chi Puo Aprire il Conto Tot

      • Ditte individuali e liberi professionisti
      • Societa di persone (SNC, SAS)
      • Societa di capitali (SRL, SPA)
      • Associazioni (APS, ETS, ODV)
      • Enti religiosi

      A differenza di HYPE Business, Tot accetta anche societa e associazioni, non solo ditte individuali.

      Piani e Prezzi Tot 2026

      Tot offre 4 piani tariffari con operazioni in uscita incluse. Tutti i prezzi sono IVA esclusa. E disponibile una prova gratuita di 30 giorni.

      PianoCanone/MeseCanone/AnnoOperazioni Incluse
      Essentials7 euro84 euro100/anno
      Plus15 euro180 euro250/anno
      Premium32 euro*384 euro*700/anno
      XLarge129 euroSu richiestaIllimitate

      * Prezzo promozionale. Prezzo standard: 39 euro/mese.

      Costi Variabili

      OperazioneCosto
      Bonifici SEPA oltre limite piano0,50 euro
      Bonifici istantaneiGratuiti (novita 2026)
      Bonifici SWIFT in entrata8,50 euro
      Prelievo contante estero3,99%
      Deposito contanti (Banca Sella)Gratuito

      Funzionalita Principali di Tot

      IBAN Italiano e Pagamenti

      Tot offre un IBAN italiano completo, compatibile con:

      • F24 a debito e credito – Con possibilita di delega al commercialista
      • PagoPA e Cbill – Bollettini e utenze
      • SDD (domiciliazioni) – Addebito automatico utenze
      • Ri.Ba. – Ricevute bancarie
      • MAV e RAV

      Carta Visa Business Dual-Mode

      Ogni piano include una carta Visa Business con doppia funzionalita:

      • Modalita debito – Addebito immediato sul conto
      • Modalita credito – Plafond con rimborso a fine mese
      • Compatibile con Apple Pay e Google Pay
      • Pagamenti contactless

      Deposito Contanti Gratuito

      Una funzionalita unica di Tot: puoi versare contanti gratuitamente presso qualsiasi filiale Banca Sella in Italia. Utile per chi incassa ancora pagamenti in contanti dai clienti.

      Dashboard Cash Flow

      I piani Plus e superiori includono:

      • Dashboard per monitorare entrate e uscite
      • Riconciliazione semi-automatica delle fatture
      • Pagamenti one-click
      • Export dati per il commercialista

      Delega F24

      Con Tot puoi delegare il commercialista a pagare gli F24 per tuo conto, direttamente dal conto. Non serve piu inviare mandati o autorizzazioni separate.

      Pro e Contro di Tot

      Pro

      • IBAN italiano – Nessun problema con clienti o PA
      • Banca Sella – Solidita e garanzia FITD 100.000 euro
      • Deposito contanti gratuito – Unico tra le fintech
      • Delega F24 – Comodo per chi ha commercialista
      • Bonifici istantanei gratuiti – Novita 2026
      • Aperto a societa – Non solo ditte individuali
      • Carta dual-mode – Debito e credito in una
      • Prova 30 giorni – Senza impegno

      Contro

      • Operazioni limitate – 100-700/anno a seconda del piano
      • No assegni – Non si possono incassare assegni
      • SWIFT costoso – 8,50 euro per bonifici internazionali in entrata
      • Prelievi estero cari – 3,99% di commissione
      • Piano base limitato – 100 operazioni/anno possono non bastare

      Per Chi e Adatto Tot?

      Forfettari e Freelance

      Il Piano Essentials (7 euro/mese) e perfetto per chi opera in regime forfettario con poche operazioni mensili. 100 bonifici all’anno sono circa 8 al mese, sufficienti per molti professionisti.

      Piccole Imprese e SRL

      Il Piano Plus o Premium e ideale per PMI che gestiscono piu pagamenti. La possibilita di aprire il conto anche per societa di capitali e un vantaggio rispetto a concorrenti come HYPE.

      Chi Incassa Contanti

      Se hai ancora clienti che pagano in contanti, Tot e l’unica fintech che permette di depositare gratis presso le filiali Banca Sella.

      Quando NON Scegliere Tot

      Tot potrebbe non essere la scelta giusta se:

      • Fai molti bonifici (oltre 250-700/anno) – i costi extra si accumulano
      • Ricevi spesso pagamenti SWIFT dall’estero (8,50 euro a operazione)
      • Hai bisogno di incassare assegni
      • Preferisci un conto completamente gratuito come Finom Solo

      💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

      Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 5 anni.

      📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronica

      Domande Frequenti su Tot

      Quanto costa Tot nel 2026?

      Tot parte da 7 euro/mese (84 euro/anno) per il piano Essentials con 100 operazioni incluse. Il piano Plus costa 15 euro/mese (250 operazioni), il Premium 32 euro/mese (700 operazioni). Tutti i prezzi sono IVA esclusa.

      Tot ha IBAN italiano?

      Si, Tot fornisce un IBAN italiano (IT) a tutti gli effetti. E possibile pagare F24, PagoPA, domiciliare utenze e ricevere bonifici senza problemi, anche dalla Pubblica Amministrazione.

      I fondi su Tot sono garantiti?

      Si, i fondi depositati su Tot sono custoditi da Banca Sella e garantiti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) fino a 100.000 euro, come qualsiasi conto corrente bancario italiano.

      Posso aprire Tot con una SRL?

      Si, Tot accetta l’apertura di conti per societa di capitali (SRL, SPA), societa di persone (SNC, SAS), ditte individuali, associazioni e liberi professionisti. E una delle poche fintech aperte anche alle societa.

      Posso depositare contanti su Tot?

      Si, Tot permette di depositare contanti gratuitamente presso le filiali Banca Sella in tutta Italia. E una funzionalita unica rispetto ad altre fintech che non offrono questa possibilita.

      Verdetto Finale: Conviene Tot?

      Tot e un’ottima scelta per chi cerca un conto business italiano, solido e con funzionalita avanzate. L’IBAN italiano, la garanzia Banca Sella e la possibilita di depositare contanti lo distinguono dalle fintech estere.

      Il limite principale sono le operazioni incluse: chi fa molti bonifici potrebbe trovare piu conveniente un conto con operazioni illimitate come Finom (piano gratuito senza limiti).

      Per un confronto completo, leggi: Miglior Conto Corrente Partita IVA 2026.

      Hai bisogno di assistenza per la tua partita IVA?

      Se hai dubbi sulla scelta del conto business o sulla gestione fiscale della tua attivita, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione.

      Contattaci:

      • Telefono: 0432 1638640
      • WhatsApp: 366 6018121
      • Email: info@centrofiscale.com

      Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. Prezzi verificati su tot.money.

      Marzo 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-05 08:00:002026-05-31 22:34:23Tot Conto Business Recensione 2026: Prezzi, Opinioni e Funzionalita
      GESTIONE PARTITA IVA, Guide Fatturazione Elettronica

      Fatturazione Elettronica Forfettari 2026: Guida Completa con Codici e Esempi

      regime forfettario partita iva

      Indice dei contenuti

      1. Obbligo Fattura Elettronica Forfettari 2026
      2. Come Funziona il Sistema di Interscambio
      3. Come Compilare una Fattura Elettronica
      4. Software Consigliati per Forfettari
      5. Errori Comuni da Evitare
      6. Sanzioni per Mancata Fatturazione
      7. Domande Frequenti

      Dal 1 gennaio 2024 la fatturazione elettronica e obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA in regime forfettario, senza eccezioni legate al fatturato. In questa guida completa spieghiamo come funziona, quali codici usare, quali software scegliere e quali errori evitare.

      Se hai appena aperto partita IVA in regime forfettario, questa guida ti fornira tutte le informazioni necessarie per emettere fatture elettroniche corrette e conformi alla normativa.

      Obbligo Fattura Elettronica Forfettari 2026

      L’obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari e stato introdotto dall’articolo 18 del decreto-legge n. 36/2022 con una gradualita temporale:

      • Dal 1 luglio 2022: obbligo per forfettari con ricavi superiori a 25.000 euro
      • Dal 1 gennaio 2024: obbligo esteso a TUTTI i forfettari, indipendentemente dai ricavi

      Nel 2026 l’obbligo e quindi pienamente operativo per tutti. Non esistono piu esenzioni basate sul volume d’affari.

      Chi e Escluso dall’Obbligo

      Le uniche eccezioni riguardano:

      • Prestazioni sanitarie verso privati – Medici, dentisti, fisioterapisti e professionisti sanitari che inviano dati al Sistema Tessera Sanitaria
      • Fatture verso l’estero – Operazioni con clienti esteri (per cui si usa l’esterometro o la fattura cartacea)

      Cosa Deve Fare il Forfettario

      Ogni forfettario deve:

      1. Emettere fatture elettroniche in formato XML
      2. Trasmettere le fatture tramite il Sistema di Interscambio (SdI)
      3. Ricevere le fatture passive in formato elettronico
      4. Conservare le fatture digitalmente per 10 anni (conservazione sostitutiva)

      Come Funziona il Sistema di Interscambio (SdI)

      Il Sistema di Interscambio e la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate che gestisce il flusso delle fatture elettroniche in Italia. Funziona cosi:

      Flusso della Fattura Elettronica

      1. Creazione: Il forfettario crea la fattura in formato XML tramite un software
      2. Invio al SdI: La fattura viene trasmessa al Sistema di Interscambio
      3. Controlli: Il SdI verifica la correttezza formale della fattura
      4. Consegna: Se i controlli sono superati, la fattura viene recapitata al cliente
      5. Notifica: Il SdI invia al mittente una ricevuta di consegna o scarto

      Termini di Emissione

      I forfettari devono rispettare questi termini:

      • Fattura immediata: entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione
      • Fattura differita: entro il 15 del mese successivo (per piu operazioni verso lo stesso cliente)

      Come Compilare una Fattura Elettronica da Forfettario

      La fattura elettronica del forfettario ha alcuni campi specifici che la distinguono dalle fatture ordinarie.

      Codice Regime Fiscale: RF19

      Nel campo RegimeFiscale della fattura XML, il forfettario deve indicare il codice:

      • RF19 – Regime forfettario (art. 1, c. 54-89, L. 190/2014)

      I software di fatturazione compilano questo campo automaticamente una volta impostato il regime fiscale.

      Codice Natura IVA: N2.2

      Poiche i forfettari non applicano l’IVA, nel campo Natura va indicato:

      • N2.2 – Operazioni non soggette – altri casi

      Questo codice indica che l’operazione non e soggetta a IVA per carenza del presupposto soggettivo (regime forfettario).

      Dicitura Obbligatoria

      Nella fattura deve essere presente la seguente dicitura:

      “Operazione senza applicazione dell’IVA, effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, L. n. 190 del 2014 cosi come modificato dalla L. n. 208 del 2015 e dalla L. n. 145 del 2018”

      Imposta di Bollo

      Le fatture dei forfettari sono soggette a imposta di bollo di 2 euro quando l’importo supera 77,47 euro.

      Come indicare il bollo nella fattura elettronica:

      • Valorizzare il campo “Bollo Virtuale” a “SI”
      • Il bollo non va pagato fattura per fattura
      • Si versa trimestralmente tramite F24 o addebito IBAN nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate

      Esempio Pratico di Fattura Forfettario

      CampoValore
      Regime FiscaleRF19
      Natura IVAN2.2
      Aliquota IVA0%
      Bollo virtuale (se > 77,47 euro)SI
      Importo esempio1.000,00 euro
      Totale fattura1.000,00 euro + 2,00 euro bollo = 1.002,00 euro

      Software Consigliati per Forfettari

      Per emettere fatture elettroniche serve un software che generi il file XML e lo trasmetta al SdI. Ecco le opzioni migliori per i forfettari:

      Opzioni Gratuite

      • Portale Fatture e Corrispettivi (Agenzia Entrate) – Completamente gratuito, include conservazione. Interfaccia spartana ma funzionale.
      • App FatturAE – App ufficiale dell’Agenzia delle Entrate per smartphone

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      Errori Comuni da Evitare

      Ecco gli errori piu frequenti commessi dai forfettari nella fatturazione elettronica:

      1. Codice Natura Errato

      Errore: Usare N2.1 invece di N2.2

      Soluzione: I forfettari devono sempre usare N2.2 (non soggette – altri casi)

      2. Dimenticare il Bollo

      Errore: Non indicare il bollo virtuale per fatture superiori a 77,47 euro

      Soluzione: Impostare il software per aggiungere automaticamente il bollo

      3. Dicitura Mancante o Errata

      Errore: Non inserire la dicitura obbligatoria sul regime forfettario

      Soluzione: Salvare la dicitura nel template del software

      4. Invio in Ritardo

      Errore: Inviare la fattura oltre i 12 giorni dall’operazione

      Soluzione: Fatturare subito dopo aver incassato o erogato il servizio

      5. Codice Destinatario Errato

      Errore: Inserire un codice SdI errato per il cliente

      Soluzione: Chiedere sempre al cliente il suo codice destinatario o PEC

      Sanzioni per Mancata Fatturazione Elettronica

      I forfettari che non rispettano l’obbligo di fatturazione elettronica rischiano sanzioni significative:

      Sanzioni Applicabili

      • Mancata emissione: dal 5% al 10% dei corrispettivi non documentati (minimo 500 euro)
      • Emissione tardiva: dal 5% al 10% dei corrispettivi (minimo 250 euro)
      • Invio con dati errati: da 250 a 2.000 euro

      Le sanzioni possono essere ridotte con il ravvedimento operoso se si regolarizza spontaneamente prima di accertamenti.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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      Domande Frequenti sulla Fatturazione Elettronica Forfettari

      I forfettari sono obbligati alla fattura elettronica nel 2026?

      Si, dal 1 gennaio 2024 tutti i forfettari sono obbligati alla fatturazione elettronica, indipendentemente dal volume di ricavi. L’unica eccezione riguarda le prestazioni sanitarie verso privati (Sistema Tessera Sanitaria) e le operazioni con l’estero.

      Quale codice natura IVA usare per i forfettari?

      I forfettari devono usare il codice N2.2 (Operazioni non soggette – altri casi) nel campo Natura IVA della fattura elettronica. Questo codice indica che l’operazione non e soggetta a IVA per carenza del presupposto soggettivo.

      Quando si applica il bollo sulle fatture dei forfettari?

      Il bollo di 2 euro si applica alle fatture dei forfettari quando l’importo supera 77,47 euro. Nella fattura elettronica si indica “Bollo Virtuale = SI” e il versamento avviene trimestralmente tramite F24 o addebito nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate.

      Entro quanto tempo devo emettere la fattura elettronica?

      La fattura elettronica immediata va emessa entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione (incasso o erogazione del servizio). La fattura differita, che raggruppa piu operazioni verso lo stesso cliente, va emessa entro il 15 del mese successivo.

      Posso usare la fattura semplificata come forfettario?

      Si, dal 2025 i forfettari possono emettere fattura semplificata anche per importi superiori a 400 euro. La fattura semplificata richiede meno dati ed e piu veloce da compilare, utile per operazioni ricorrenti verso gli stessi clienti.

      Conclusioni

      La fatturazione elettronica per i forfettari e ormai un obbligo consolidato nel 2026. Rispettare le regole e semplice se si utilizzano i codici corretti (RF19 e N2.2), si applica il bollo quando dovuto e si sceglie un software adeguato.

      Per i forfettari che emettono poche fatture, le soluzioni gratuite dell’Agenzia delle Entrate sono sufficienti. Chi cerca maggiore comodita puo investire 30-50 euro/anno in software come Aruba o Fatture in Cloud.

      Hai bisogno di assistenza per la tua partita IVA?

      Se hai dubbi sulla fatturazione elettronica o sulla gestione fiscale della tua attivita in regime forfettario, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione.

      Contattaci:

      • Telefono: 0432 1638640
      • WhatsApp: 366 6018121
      • Email: info@centrofiscale.com

      Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. Informazioni verificate su agenziaentrate.gov.it e fattureincloud.it.

      Marzo 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-03 08:00:002026-05-31 22:34:31Fatturazione Elettronica Forfettari 2026: Guida Completa con Codici e Esempi
      PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

      Limiti Forfettario 2026: 85.000€ e 100.000€ NON Proporzionali

      regime forfettario partita iva

      Indice dei contenuti

      1. Cosa Significa “NON Proporzionale”
      2. Differenza tra 85.000€ e 100.000€
      3. Apertura Partita IVA a Fine Anno: I Vantaggi
      4. Esempi Pratici con Calcoli
      5. Strategie di Pianificazione Fiscale
      6. Errori Comuni da Evitare
      7. Domande Frequenti

      Una delle caratteristiche più interessanti e spesso incomprese del regime forfettario riguarda i limiti di fatturato: gli 85.000 euro per la permanenza nel regime e i 100.000 euro per l’uscita immediata NON sono proporzionati al periodo di attività nell’anno.

      Questo significa che anche chi apre partita IVA a dicembre ha gli stessi limiti di chi lavora per tutto l’anno. Un vantaggio enorme che molti professionisti e consulenti non conoscono o non sfruttano appieno.

      In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine, analizziamo nel dettaglio il principio della non proporzionalità dei limiti forfettario 2026, con esempi pratici, strategie di pianificazione fiscale e risposte alle domande più frequenti.

      Cosa Significa “NON Proporzionale”

      Nel regime forfettario, i limiti di fatturato sono annuali e non proporzionali al periodo di attività. Questa regola è stabilita dalla normativa fiscale italiana e rappresenta un’opportunità significativa per chi decide di aprire partita IVA in corso d’anno.

      I Due Limiti Fondamentali

      • 85.000 euro: limite di permanenza nel regime forfettario. Se superi questo importo, perdi il forfettario dall’anno successivo.
      • 100.000 euro: limite di uscita immediata. Se superi questo importo, perdi il forfettario già dall’anno in corso, a partire dalla fattura che fa scattare il superamento.

      IMPORTANTE: Questi limiti valgono indipendentemente dal numero di mesi in cui hai lavorato nell’anno. Non c’è alcun calcolo proporzionale basato sui mesi di attività.

      Cosa Significa in Pratica

      Se apri partita IVA l’1 dicembre 2026 e fatturi 84.000 euro entro il 31 dicembre 2026, rimani in regime forfettario sia per il 2026 che per il 2027 (purché rispetti gli altri requisiti).

      Non importa che tu abbia lavorato solo un mese: hai comunque diritto all’intero limite di 85.000 euro per l’anno solare.

      Differenza tra 85.000€ e 100.000€

      Molti contribuenti confondono i due limiti. Ecco le differenze fondamentali:

      1. Limite 85.000 Euro: Permanenza nel Regime

      Se nel corso dell’anno superi 85.000 euro ma rimani sotto 100.000 euro, succede questo:

      • ✅ Rimani in forfettario per l’anno in corso (puoi continuare a fatturare con le aliquote agevolate 5% o 15%)
      • ❌ Perdi il forfettario dall’anno successivo (dovrai passare al regime ordinario dal 1° gennaio)
      • 📝 Non devi comunicare nulla immediatamente, ma dovrai indicarlo nella dichiarazione dei redditi

      Esempio: Superi il limite il 15 ottobre 2026 arrivando a 88.000 euro. Puoi continuare a lavorare in forfettario fino al 31 dicembre 2026, ma dal 1° gennaio 2027 passerai al regime ordinario.

      2. Limite 100.000 Euro: Uscita Immediata

      Se nel corso dell’anno superi 100.000 euro, le conseguenze sono immediate:

      • ❌ Perdi il forfettario immediatamente, dalla fattura che fa scattare il superamento
      • 📊 Devi applicare IVA retroattivamente su tutte le fatture dell’anno
      • 🔄 Devi regolarizzare le fatture precedenti emettendo note di variazione con IVA
      • ⚠️ Devi comunicare il superamento entro 30 giorni all’Agenzia delle Entrate

      Esempio: Il 20 novembre 2026 emetti una fattura che ti porta a 101.000 euro. Da quella fattura in poi sei in regime ordinario e devi applicare IVA al 22%. Inoltre, devi regolarizzare tutte le fatture precedenti dell’anno.

      Tabella Riepilogativa

      Fatturato AnnuoConseguenze Anno CorrenteConseguenze Anno Successivo
      Fino a 85.000€✅ Rimani in forfettario✅ Rimani in forfettario
      Tra 85.001€ e 100.000€✅ Rimani in forfettario❌ Esci dal forfettario
      Oltre 100.000€❌ Esci immediatamente❌ Rimani in ordinario

      Apertura Partita IVA a Fine Anno: I Vantaggi

      Grazie alla non proporzionalità dei limiti, aprire partita IVA verso la fine dell’anno può offrire vantaggi fiscali significativi.

      Vantaggio 1: Massimizzare i Ricavi nel Primo Anno

      Se apri partita IVA a novembre o dicembre, puoi comunque fatturare fino a 85.000 euro entro il 31 dicembre, con l’aliquota agevolata del 5% (se rispetti i requisiti per la flat tax startup).

      Esempio:

      • Apertura partita IVA: 1° dicembre 2026
      • Fatturato dicembre 2026: 80.000 euro
      • Tasse da pagare (5%): 4.000 euro
      • Netto incassato: 76.000 euro in un solo mese

      Se avessi aspettato gennaio 2027, avresti dovuto spalmare questi ricavi su tutto l’anno, con maggiori vincoli organizzativi.

      Vantaggio 2: Due Anni di Flat Tax al 5%

      Chi apre partita IVA per la prima volta può beneficiare della flat tax al 5% per i primi 5 anni di attività, purché non abbia svolto attività similari nei 3 anni precedenti (art. 1, comma 65, Legge 190/2014).

      Aprendo a fine anno, ottieni:

      • Anno 1 (dicembre 2026): Fatturi fino a 85.000€ al 5%
      • Anno 2 (tutto il 2027): Fatturi altri 85.000€ al 5%
      • Totale: 170.000 euro di fatturato a tassazione agevolata in 13 mesi

      Vantaggio 3: Pianificazione Fiscale Strategica

      Aprire a fine anno ti permette di:

      • 🎯 Testare il mercato con pochi mesi di attività, senza impegni fiscali gravosi
      • 📊 Fatturare subito grossi importi da progetti già in pipeline
      • 💰 Incassare prima dei clienti che chiudono i budget a fine anno
      • 📅 Avere tutto il 2027 per programmare la crescita

      Esempi Pratici con Calcoli

      Vediamo alcuni scenari reali per capire meglio come funziona la non proporzionalità dei limiti.

      Esempio 1: Apertura Dicembre 2026

      Scenario:
      Mario apre partita IVA il 1° dicembre 2026 come consulente informatico (coefficiente redditività: 67%).

      Fatturato dicembre 2026: 75.000 euro

      Calcolo imposta sostitutiva (5% per startup):

      • Reddito imponibile: 75.000 × 67% = 50.250 euro
      • Imposta sostitutiva: 50.250 × 5% = 2.512,50 euro
      • Netto incassato: 75.000 – 2.512,50 = 72.487,50 euro

      Conclusione: Mario ha incassato oltre 72.000 euro netti in un solo mese di attività, rimanendo in regime forfettario anche per il 2027.

      Esempio 2: Apertura Gennaio vs Dicembre

      Confrontiamo due professionisti con lo stesso progetto da 100.000 euro da completare tra dicembre 2026 e marzo 2027.

      Opzione A – Apertura Dicembre 2026:

      • Dicembre 2026: fattura 50.000€ (entro limite 85k)
      • Gennaio-marzo 2027: fattura altri 50.000€ (entro limite 85k)
      • Risultato: Tutto il progetto gestito in forfettario al 5%

      Opzione B – Apertura Gennaio 2027:

      • Gennaio-marzo 2027: fattura 100.000€
      • Risultato: Supera 85k, esce dal forfettario nel 2028

      Differenza fiscale:

      • Opzione A: 100.000€ al 5% = 5.000€ di tasse (in 2 anni)
      • Opzione B: 100.000€ al 5% nel 2027, poi ordinario nel 2028 = maggiori imposte future

      Esempio 3: Superamento Limite 100.000€

      Scenario:
      Giulia apre partita IVA il 15 novembre 2026 e riceve un grosso contratto.

      Fatturato novembre-dicembre 2026:

      • 15 novembre: fattura da 60.000 euro
      • 5 dicembre: fattura da 45.000 euro
      • Totale: 105.000 euro

      Cosa succede:

      • ❌ Con la fattura del 5 dicembre, Giulia supera 100.000€
      • ⚠️ Esce dal forfettario immediatamente
      • 📝 Deve emettere note di variazione IVA per entrambe le fatture
      • 💶 Deve versare l’IVA al 22% sulle fatture (23.100 euro)

      Soluzione migliore: Se Giulia avesse previsto questo scenario, avrebbe potuto:

      • Fatturare 85.000€ nel 2026 (rimanendo in forfettario)
      • Fatturare i restanti 20.000€ a gennaio 2027 (ancora in forfettario)

      Strategie di Pianificazione Fiscale

      Come sfruttare al meglio la non proporzionalità dei limiti per ottimizzare la tua posizione fiscale.

      1. Timing di Apertura Partita IVA

      Se hai già dei progetti in cantiere o clienti pronti a firmare, considera di aprire la partita IVA a:

      • Novembre/Dicembre se hai progetti che si chiudono a fine anno
      • Gennaio se vuoi partire con calma e pianificare tutto l’anno

      Quando conviene aprire a fine anno:

      • Hai un contratto importante da fatturare subito (30-80k€)
      • Vuoi chiudere il budget di clienti aziendali entro dicembre
      • Hai già esperienza nel settore e non hai bisogno di “rodaggio”
      • Vuoi massimizzare i 5 anni di flat tax al 5%

      2. Gestione del Fatturato a Cavallo d’Anno

      Se ti trovi vicino al limite di 85.000€ a fine anno, puoi:

      • 📅 Posticipare alcune fatture a gennaio dell’anno successivo
      • 💶 Frazionare contratti grossi tra dicembre e gennaio
      • ⏰ Accordarti col cliente per ricevere il pagamento dopo il 1° gennaio

      Attenzione: Per il regime forfettario, i ricavi si considerano nel momento dell’incasso (criterio di cassa), quindi puoi gestire strategicamente la data di emissione fattura.

      3. Monitoraggio Costante del Fatturato

      Tieni sempre sotto controllo il tuo fatturato progressivo per evitare di superare involontariamente i limiti:

      • 📊 Usa un foglio Excel o un software di fatturazione con alert automatici
      • 🔔 Imposta notifiche a 70.000€ e 80.000€ per monitorare l’avvicinamento al limite
      • 📞 Consulta il CAF quando arrivi a 75.000€ per pianificare le mosse successive

      4. Pianificazione Multi-Anno

      Se prevedi di crescere oltre gli 85.000€, pianifica per tempo:

      • Anno 1-5: Sfrutta la flat tax al 5% con limiti di 85k/anno
      • Anno 6: Valuta se passare al regime ordinario o rimanere al 15%
      • Apertura SRL: Se superi costantemente 100k€, valuta la società di capitali

      Errori Comuni da Evitare

      ❌ Errore 1: Credere nei Limiti Proporzionali

      Errore: “Ho aperto a novembre, quindi il mio limite è 85.000 ÷ 12 × 2 mesi = 14.166 euro”

      Realtà: Il limite è sempre 85.000 euro annui, indipendentemente da quando apri la partita IVA nell’anno.

      ❌ Errore 2: Confondere i Due Limiti

      Errore: “Se supero 85.000€ devo subito applicare l’IVA”

      Realtà: Superando 85k ma rimanendo sotto 100k, continui in forfettario per l’anno corrente. L’uscita immediata scatta solo sopra i 100.000 euro.

      ❌ Errore 3: Non Comunicare il Superamento dei 100k

      Errore: Superare 100.000€ e non comunicarlo all’Agenzia delle Entrate

      Conseguenza: Sanzioni da 250 a 2.000 euro per omessa comunicazione, oltre alle sanzioni per mancato versamento IVA.

      Soluzione: Comunica il superamento entro 30 giorni con il modello AA9/12.

      ❌ Errore 4: Fatturare Tutto a Dicembre Senza Pianificare

      Errore: Fatturare 120.000€ a dicembre credendo di “spremerci dentro tutto”

      Conseguenza: Superi il limite di 100k, esci dal forfettario immediatamente, devi regolarizzare tutto con IVA.

      Soluzione: Pianifica con il CAF come distribuire le fatture tra dicembre e gennaio per ottimizzare il carico fiscale.

      ❌ Errore 5: Ignorare gli Altri Requisiti

      Errore: Concentrarsi solo sui limiti di fatturato, ignorando gli altri requisiti del forfettario

      Altri requisiti da rispettare:

      • ❌ Non aver percepito più di 30.000 euro da lavoro dipendente nell’anno precedente
      • ❌ Non aver sostenuto più di 20.000 euro lordi per lavoro dipendente/collaboratori
      • ❌ Non aver beni strumentali superiori a 20.000 euro (esclusi immobili)
      • ❌ Non esercitare attività prevalentemente verso ex datore di lavoro (nei 2 anni precedenti)

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      Domande Frequenti sui Limiti Forfettario

      Se apro partita IVA a dicembre, posso fatturare 85.000 euro in un solo mese?

      Si, i limiti del regime forfettario (85.000 euro per la permanenza e 100.000 euro per l’uscita immediata) sono annuali e NON proporzionali ai mesi di attivita. Anche aprendo a dicembre, hai diritto all’intero limite di 85.000 euro per quell’anno solare.

      Cosa succede se supero 85.000 euro ma rimango sotto 100.000 euro?

      Se superi 85.000 euro ma rimani sotto 100.000 euro, continui a operare in regime forfettario per tutto l’anno corrente. Uscirai dal forfettario solo dall’anno successivo, passando al regime ordinario dal 1 gennaio.

      Cosa succede se supero 100.000 euro di fatturato?

      Se superi 100.000 euro, esci dal regime forfettario immediatamente, a partire dalla fattura che fa scattare il superamento. Devi applicare IVA retroattivamente su tutte le fatture dell’anno, emettere note di variazione e comunicare il superamento entro 30 giorni all’Agenzia delle Entrate.

      Conviene aprire partita IVA a fine anno per sfruttare i limiti?

      Puo convenire se hai gia progetti importanti da fatturare subito (30-80k euro). In questo modo sfrutti l’intero limite di 85.000 euro in pochi mesi, e benefici della flat tax al 5 percento per startup anche l’anno successivo, massimizzando il risparmio fiscale nei primi 2 anni.

      I limiti di 85.000 e 100.000 euro includono l’IVA?

      No, il regime forfettario non prevede applicazione di IVA. I limiti di 85.000 e 100.000 euro si riferiscono ai ricavi lordi percepiti, senza IVA. Se esci dal forfettario, dovrai applicare IVA sulle fatture successive.


      Hai Bisogno di Assistenza per il Regime Forfettario?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con l’apertura della partita IVA, la gestione del regime forfettario e la pianificazione fiscale per ottimizzare il tuo carico tributario.

      I nostri servizi includono:

      • Apertura partita IVA in regime forfettario con verifica requisiti
      • Consulenza fiscale personalizzata per scelta del codice ATECO e coefficiente di redditività
      • Gestione dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF) per forfettari
      • Pianificazione fiscale strategica per ottimizzare i limiti di fatturato
      • Assistenza per il passaggio da forfettario a ordinario quando necessario
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        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari

        Sanitario Dipendente con Partita IVA 2027: Autorizzazione, Intramoenia o Extramoenia e Limiti del Forfettario

        Sanitario dipendente con partita IVA nel 2027: quando serve l'autorizzazione del datore di lavoro, differenza tra intramoenia ed extramoenia e i due limiti del regime forfettario (35.000 euro di reddito da lavoro dipendente e fatturazione prevalente verso il datore). Guida completa con esempi pratici.
        Settembre 8, 2026
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        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-08 11:00:002026-09-05 08:51:21Sanitario Dipendente con Partita IVA 2027: Autorizzazione, Intramoenia o Extramoenia e Limiti del Forfettario

        CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Marzo 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-02 08:00:002026-05-31 22:34:40Limiti Forfettario 2026: 85.000€ e 100.000€ NON Proporzionali
        Modello 770 e Certificazione Unica, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

        CU 2026 e forfettari: la deroga per medici SSN e indennita non transitanti nello SdI

        La Certificazione Unica 2026 relativa ai redditi 2025 ha introdotto importanti novita per i contribuenti in regime forfettario. Con il D.Lgs. n. 1/2024, primo provvedimento attuativo della riforma fiscale, e stato abolito l’obbligo di invio della CU per i compensi erogati ai forfettari. Tuttavia, esistono eccezioni rilevanti che riguardano specificamente i medici convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale e le indennita non transitanti nel Sistema di Interscambio (SdI).

        In questa guida completa analizziamo nel dettaglio cosa cambia per la CU 2026, quando l’esonero non si applica, come compilare correttamente la certificazione per i medici forfettari e quali codici utilizzare.

        Indice dei contenuti

        1. L’esonero dalla CU per i forfettari: il quadro normativo
        2. La deroga per i medici convenzionati SSN
        3. Indennita e compensi fuori dal Sistema di Interscambio
        4. I codici da utilizzare nella CU 2026
        5. Il foglio di liquidazione: documento sostitutivo della fattura
        6. Come compilare la CU 2026 per i medici forfettari
        7. Scadenze per l’invio della CU 2026
        8. Esempi pratici: MMG, PLS e specialisti ambulatoriali
        9. Assistenza del CAF Centro Fiscale

        L’esonero dalla CU per i forfettari: il quadro normativo

        Il Decreto Legislativo n. 1 dell’8 gennaio 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 9 del 12 gennaio 2024, ha rappresentato una svolta significativa per i contribuenti in regime forfettario. L’articolo 3 del decreto, rubricato “Eliminazione della Certificazione Unica relativa ai soggetti forfettari e ai soggetti in regime fiscale di vantaggio”, ha modificato l’articolo 4 del DPR 322/1998 inserendo il nuovo comma 6-septies.

        La norma stabilisce che, a decorrere dall’anno d’imposta 2024, i soggetti che corrispondono compensi ai contribuenti che applicano:

        • Il regime forfettario di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge 190/2014
        • Il regime fiscale di vantaggio di cui all’art. 27, commi 1 e 2, del D.L. 98/2011

        sono esonerati dagli adempimenti previsti dai commi 6-ter, 6-quater e 6-quinquies del medesimo articolo 4, ovvero dalla predisposizione e invio della Certificazione Unica.

        La ratio dell’esonero

        La semplificazione trova fondamento in una considerazione pratica: dal 1 gennaio 2024, tutti i contribuenti in regime forfettario sono obbligati all’emissione di fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio (SdI). I dati reddituali di questi soggetti sono quindi gia a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, rendendo superflua la duplicazione delle informazioni attraverso la CU.

        In pratica, l’ultima Certificazione Unica inviata per i forfettari e stata quella 2024, relativa ai compensi corrisposti nel 2023. Per tutti i compensi erogati ai forfettari nell’anno d’imposta 2024 e successivi, non e piu dovuto l’invio della CU all’Agenzia delle Entrate.

        La deroga per i medici convenzionati SSN

        L’esonero dalla CU per i forfettari presenta una deroga fondamentale che riguarda i medici convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale. La Risposta a interpello n. 132 del 13 maggio 2025 dell’Agenzia delle Entrate ha definitivamente chiarito la questione.

        Il quesito dell’ASL e la risposta dell’Agenzia

        Un’Azienda Sanitaria Provinciale aveva chiesto all’Agenzia delle Entrate se fosse legittimo non emettere la Certificazione Unica 2025 per i compensi erogati ai medici forfettari convenzionati nel corso del 2024. La risposta e stata inequivocabile: per le ASL che corrispondono compensi ai medici convenzionati con il SSN in regime forfettario o di vantaggio, permane l’obbligo di rilascio della CU.

        Perche i medici SSN sono esclusi dall’esonero

        La motivazione risiede nel mancato coordinamento normativo tra le disposizioni sulla CU e quelle sulla fatturazione elettronica. I medici convenzionati con il SSN rientrano tra i soggetti per i quali vige il divieto permanente di fatturazione elettronica tramite SdI.

        Il D.Lgs. n. 81/2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 giugno 2025, ha reso definitivo il divieto di emissione di fattura elettronica via SdI per:

        • Soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria
        • Soggetti che documentano prestazioni sanitarie verso persone fisiche

        Questo divieto, inizialmente introdotto nel 2019 per ragioni di privacy (tutela dei dati sanitari sensibili), e ora a regime dal 2026. Di conseguenza, i redditi dei medici convenzionati non transitano per il Sistema di Interscambio e non sono visibili telematicamente all’Agenzia delle Entrate.

        Categorie di medici interessate dalla deroga

        L’obbligo di CU permane specificamente per i compensi erogati a:

        • Medici di Medicina Generale (MMG)
        • Pediatri di Libera Scelta (PLS)
        • Medici di Continuita Assistenziale (ex guardia medica) con rapporto a tempo determinato
        • Medici specialisti ambulatoriali convenzionati

        Per tutti questi professionisti, indipendentemente dall’adesione al regime forfettario, la CU resta obbligatoria.

        Indennita e compensi fuori dal Sistema di Interscambio

        Oltre ai medici SSN, esistono altre tipologie di compensi per cui l’esonero dalla CU non si applica. Si tratta delle indennita non assoggettate a ritenuta d’acconto che non richiedono l’emissione di fattura elettronica.

        Tipologie di indennita soggette a CU

        Le istruzioni alla Certificazione Unica 2026 specificano che restano soggette all’obbligo di certificazione:

        • Indennita di maternita corrisposte agli iscritti alla Gestione Separata INPS
        • Contributi di maternita erogati dalle casse previdenziali professionali
        • Indennita per malattia e infortunio non documentate da fattura
        • Altre indennita non assoggettate a ritenuta che non transitano per il SdI

        Queste somme devono essere indicate nei punti 4 e 7 della sezione dedicata al lavoro autonomo della Certificazione Unica, con l’indicazione dell’apposito codice nel punto 6.

        Esempio pratico: indennita di maternita forfettaria

        Una professionista in regime forfettario iscritta alla Gestione Separata INPS percepisce nel 2025 l’indennita di maternita. L’INPS, in qualita di sostituto d’imposta, e tenuto a rilasciare la CU 2026 indicando:

        • Punto 4: importo lordo dell’indennita
        • Punto 6: codice 25 (indennita non soggetta a ritenuta per forfettari)
        • Punto 7: importo netto corrisposto

        I codici da utilizzare nella CU 2026

        La Certificazione Unica 2026 prevede codici specifici per identificare le diverse tipologie di compensi erogati ai contribuenti forfettari. Le istruzioni hanno introdotto una novita importante rispetto all’anno precedente.

        Il nuovo codice 24 per i medici SSN forfettari

        Nel modello CU 2026, per i compensi erogati ai medici convenzionati con il SSN in regime forfettario si utilizza il codice 24. Questo codice sostituisce il codice 25 che era stato utilizzato in via transitoria nella CU 2025.

        Il codice 24 va indicato nel punto 6 della sezione redditi di lavoro autonomo e si applica a:

        • Medici di medicina generale forfettari
        • Pediatri di libera scelta forfettari
        • Medici di continuita assistenziale forfettari (rapporto a tempo determinato)
        • Specialisti ambulatoriali forfettari convenzionati SSN

        Il codice 25 per le indennita

        Il codice 25 torna alla sua funzione originaria: la certificazione delle indennita non soggette a ritenuta d’acconto erogate a contribuenti forfettari. Si utilizza per:

        • Indennita di maternita
        • Contributi di maternita da casse professionali
        • Altre indennita non assoggettate a ritenuta

        Tabella riepilogativa dei codici CU 2026

        CodiceDescrizioneSoggetti interessati
        24Compensi medici SSN non soggetti a ritenutaMMG, PLS, medici continuita assistenziale, specialisti SSN forfettari
        25Indennita non soggette a ritenutaForfettari che percepiscono indennita (es. maternita)
        26Indennita non soggette a ritenutaContribuenti in regime di vantaggio

        Il foglio di liquidazione: documento sostitutivo della fattura

        Per comprendere appieno la deroga prevista per i medici SSN, e fondamentale analizzare il foglio di liquidazione dei corrispettivi, documento centrale nel rapporto tra medici convenzionati e Aziende Sanitarie.

        Il fondamento normativo: DM 31 ottobre 1974

        L’articolo 2 del Decreto del Ministro delle Finanze del 31 ottobre 1974 stabilisce che “nei rapporti tra gli esercenti la professione sanitaria e gli enti mutualistici per prestazioni medico-sanitarie generiche e specialistiche, il foglio di liquidazione dei corrispettivi compilato dai detti enti tiene luogo della fattura di cui all’art. 21 del DPR 633/72″.

        Questa norma, mai abrogata, e stata confermata dalla prassi amministrativa attraverso:

        • Risoluzione n. 98/E/2015
        • Risposta all’interpello n. 558/2021
        • Risposta all’interpello n. 132/2025

        Contenuto del foglio di liquidazione

        Il foglio di liquidazione deve contenere tutti gli elementi previsti dall’art. 21 del DPR 633/72 per la fattura:

        • Dati identificativi dell’ASL emittente
        • Dati identificativi del medico percipiente
        • Data di emissione
        • Descrizione delle prestazioni
        • Importi lordi e netti
        • Eventuali trattenute

        Il documento deve essere prodotto in triplice copia: una per il medico, una per l’ASL e una per l’Agenzia delle Entrate competente.

        Perche il foglio di liquidazione non transita per il SdI

        A differenza delle fatture elettroniche dei forfettari, il foglio di liquidazione:

        • Non viene trasmesso al Sistema di Interscambio
        • Non e accessibile automaticamente dall’Agenzia delle Entrate
        • Contiene dati sensibili sanitari soggetti a tutela privacy

        Proprio questa “invisibilita telematica” giustifica il mantenimento dell’obbligo di CU per i medici convenzionati, anche se forfettari.

        Come compilare la CU 2026 per i medici forfettari

        Le Aziende Sanitarie Locali e Provinciali devono prestare particolare attenzione alla corretta compilazione della Certificazione Unica per i medici convenzionati in regime forfettario.

        Sezione Redditi di Lavoro Autonomo

        I compensi erogati ai medici forfettari vanno indicati nella sezione dedicata ai redditi di lavoro autonomo, non nella sezione lavoro dipendente (anche se il rapporto di convenzione presenta alcuni tratti para-subordinati).

        Campi da compilare

        Per la corretta compilazione della CU 2026 relativa ai medici SSN forfettari:

        • Punto 4: Ammontare lordo corrisposto
        • Punto 6: Codice 24 (compensi medici SSN non soggetti a ritenuta)
        • Punto 7: Ammontare delle somme non soggette a ritenuta (uguale al punto 4)
        • Punto 8: Non compilare (nessuna ritenuta effettuata)

        Attenzione: nessuna ritenuta d’acconto

        E fondamentale ricordare che sui compensi dei medici forfettari l’ASL non deve operare alcuna ritenuta d’acconto. I forfettari sono esonerati dalla ritenuta ai sensi dell’art. 1, comma 67, della Legge 190/2014. L’intero importo lordo corrisposto deve essere indicato sia al punto 4 che al punto 7.

        Scadenze per l’invio della CU 2026

        Il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 15 gennaio 2026 (prot. n. 15707/2026) ha approvato il modello CU 2026 e fissato le scadenze per l’anno corrente.

        Calendario scadenze CU 2026

        ScadenzaAdempimentoSoggetti interessati
        16 marzo 2026Trasmissione telematica CURedditi da lavoro dipendente e assimilati
        16 marzo 2026Consegna al percipienteTutti i percipienti (dipendenti e autonomi)
        30 aprile 2026Trasmissione telematica CURedditi da lavoro autonomo (inclusi medici forfettari)
        31 ottobre 2026Trasmissione telematica CURedditi esenti o non inseribili in precompilata

        Novita 2026: un mese in piu per i lavoratori autonomi

        Una novita rilevante per il 2026 e lo slittamento al 30 aprile della scadenza per la trasmissione delle CU relative ai redditi da lavoro autonomo. Questo comporta un mese aggiuntivo rispetto alla precedente scadenza del 31 marzo, dando piu tempo alle ASL per la predisposizione delle certificazioni dei medici convenzionati.

        Sanzioni per omessa o tardiva trasmissione

        A differenza del 2025, quando l’Agenzia delle Entrate aveva fornito chiarimenti tardivi (13 maggio) consentendo di fatto l’invio senza sanzioni, per il 2026 il regime sanzionatorio e pienamente operativo:

        • 100 euro per ogni CU omessa, tardiva o errata
        • Sanzione ridotta a 33,33 euro se la CU corretta viene trasmessa entro 60 giorni dalla scadenza

        Esempi pratici: MMG, PLS e specialisti ambulatoriali

        Per chiarire l’applicazione concreta delle norme, analizziamo alcuni casi pratici relativi a diverse tipologie di medici convenzionati.

        Esempio 1: Medico di Medicina Generale in regime forfettario

        Situazione: Il Dott. Rossi e medico di medicina generale con 1.200 pazienti, convenzionato con l’ASL di Udine. Applica il regime forfettario dal 2020.

        Compensi 2025:

        • Quota capitaria annua: 55.000 euro
        • Indennita accessorie: 8.000 euro
        • Totale lordo: 63.000 euro

        CU 2026 dell’ASL:

        • Punto 4: 63.000 euro
        • Punto 6: Codice 24
        • Punto 7: 63.000 euro
        • Punto 8: 0 (nessuna ritenuta)

        L’ASL deve trasmettere la CU entro il 30 aprile 2026 e consegnarla al Dott. Rossi entro il 16 marzo 2026.

        Esempio 2: Pediatra di Libera Scelta forfettario

        Situazione: La Dott.ssa Bianchi e pediatra di libera scelta con 800 assistiti. Opera in regime forfettario.

        Compensi 2025:

        • Quota capitaria annua: 42.000 euro
        • Bilanci di salute e vaccinazioni: 6.500 euro
        • Totale lordo: 48.500 euro

        CU 2026: L’ASL compila la certificazione con codice 24, indicando l’intero importo di 48.500 euro come somma non soggetta a ritenuta.

        Esempio 3: Medico di Continuita Assistenziale

        Situazione: Il Dott. Verdi presta servizio di continuita assistenziale (ex guardia medica) con contratto a tempo determinato. Ha scelto il regime forfettario.

        Compensi 2025:

        • Compenso orario per 1.800 ore: 36.000 euro
        • Indennita notturna e festiva: 4.200 euro
        • Totale lordo: 40.200 euro

        CU 2026: Anche in questo caso l’ASL e obbligata all’invio della CU con codice 24, nonostante il regime forfettario del medico.

        Esempio 4: Specialista ambulatoriale con attivita mista

        Situazione: La Dott.ssa Neri e cardiologa specialista ambulatoriale convenzionata (18 ore settimanali) e svolge anche attivita privata. Applica il regime forfettario.

        Compensi 2025:

        • Compensi SSN: 45.000 euro (foglio di liquidazione)
        • Compensi attivita privata: 25.000 euro (fattura elettronica)

        Trattamento CU:

        • Compensi SSN (45.000 euro): l’ASL rilascia CU con codice 24
        • Compensi privati (25.000 euro): i clienti privati non devono rilasciare CU (compensi documentati da fattura elettronica)

        Assistenza del CAF Centro Fiscale

        La gestione della Certificazione Unica per i medici convenzionati in regime forfettario presenta complessita che richiedono competenza specifica. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza qualificata per:

        • Verifica della corretta compilazione delle CU ricevute
        • Assistenza nella dichiarazione dei redditi per medici forfettari
        • Consulenza sul regime forfettario per professionisti sanitari
        • Supporto per ASL e strutture sanitarie nella predisposizione delle CU

        Il nostro team di esperti fiscali e costantemente aggiornato sulle novita normative e sulla prassi dell’Agenzia delle Entrate in materia di certificazioni e regime forfettario per i professionisti del settore sanitario.

        Contattaci

        Per maggiori informazioni o per fissare un appuntamento:

        • Telefono: 0432 1638640
        • WhatsApp: 366 6018121
        • Email: info@centrofiscale.com
        • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

        Articolo aggiornato a marzo 2026 con le ultime disposizioni dell’Agenzia delle Entrate.

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        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione della Certificazione Unica e del Modello 730/Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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        Fonti normative e prassi

        • D.Lgs. n. 1/2024 – Razionalizzazione e semplificazione adempimenti tributari
        • D.Lgs. n. 81/2025 – Divieto permanente fatturazione elettronica prestazioni sanitarie
        • DM 31 ottobre 1974, art. 2 – Foglio di liquidazione corrispettivi
        • Risposta interpello n. 132/2025 – Agenzia delle Entrate
        • Risposta interpello n. 558/2021 – Agenzia delle Entrate
        • Provvedimento Direttore AdE n. 15707/2026 – Approvazione modello CU 2026
        • Legge n. 190/2014, art. 1, commi 54-89 – Regime forfettario
        Marzo 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-02 07:22:112026-05-31 22:34:50CU 2026 e forfettari: la deroga per medici SSN e indennita non transitanti nello SdI
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