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PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Contributi INPS Ridotti Forfettari 2026: Guida Completa con Esempi e Calcoli

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

I contributi INPS ridotti forfettari rappresentano una delle agevolazioni piu importanti per chi opera con partita IVA in regime forfettario. Nel 2026, artigiani e commercianti possono beneficiare di una riduzione del 35% sui contributi previdenziali, mentre chi ha avviato l’attivita nel 2025 puo ancora usufruire della riduzione del 50% per i primi 36 mesi.

Questa guida completa ti spiega nel dettaglio come funzionano i contributi INPS ridotti forfettari, quali sono le aliquote aggiornate al 2026, come calcolare esattamente quanto pagare e come presentare la domanda all’INPS. Comprendere questi meccanismi e fondamentale per ottimizzare il carico fiscale della tua attivita: con la riduzione contributiva puoi risparmiare oltre 1.500 euro all’anno rispetto al regime ordinario.

Indice dei contenuti

  1. Cosa Sono i Contributi INPS Ridotti per Forfettari
  2. Chi Puo Richiedere la Riduzione Contributi INPS 35%
  3. Riduzione Contributi INPS 50% per Nuove Attivita 2025
  4. Aliquote Contributive INPS 2026: Tutti i Numeri
  5. Contributi Fissi sul Minimale 2026: Quanto Pagare
  6. Contributi Eccedenti il Minimale: Come Si Calcolano
  7. 3 Esempi Pratici di Calcolo Contributi INPS Forfettari
  8. Come Richiedere la Riduzione Contributi INPS: Procedura
  9. Scadenze Importanti per i Contributi INPS Forfettari 2026
  10. Effetti della Riduzione Contributi sulla Pensione Futura
  11. Contributi INPS Gestione Separata: Cosa Sapere
  12. Tabella Riepilogativa Contributi INPS Forfettari 2026
  13. Errori da Evitare con i Contributi INPS Forfettari
  14. Domande Frequenti

Cosa Sono i Contributi INPS Ridotti per Forfettari

I contributi INPS ridotti forfettari sono un’agevolazione prevista dalla Legge 190/2014 (la legge che ha istituito il regime forfettario) che consente agli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS di pagare contributi previdenziali inferiori rispetto al regime ordinario.

In pratica, invece di versare l’intero importo dei contributi dovuti, chi aderisce al regime forfettario puo richiedere una riduzione del 35% sia sulla parte fissa (i cosiddetti contributi sul minimale) sia sulla parte variabile (i contributi eccedenti il minimale). Questo significa che se normalmente dovresti pagare 100 euro di contributi, con la riduzione ne paghi solo 65.

E importante capire che questa agevolazione e riservata esclusivamente a chi e iscritto alla Gestione Artigiani o alla Gestione Commercianti dell’INPS. I liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS (come consulenti, web designer, copywriter senza cassa previdenziale di categoria) non possono accedere a questa riduzione: per loro i contributi si calcolano sempre in percentuale sul reddito effettivo, senza minimali ne riduzioni.

Dal 2025 e stata introdotta anche una novita importante: per chi si iscrive per la prima volta alle gestioni artigiani o commercianti, e disponibile una riduzione ancora piu vantaggiosa del 50% per i primi 36 mesi di attivita. Questa misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, e alternativa alla riduzione del 35% e comporta requisiti specifici che vedremo nel dettaglio.

Chi Puo Richiedere la Riduzione Contributi INPS 35%

Per accedere ai contributi INPS ridotti forfettari con la riduzione del 35%, devi soddisfare requisiti specifici. Non basta essere in regime forfettario: serve anche l’iscrizione alla gestione previdenziale corretta.

I requisiti fondamentali per la riduzione del 35% sono:

  • Essere titolari di partita IVA in regime forfettario: devi aver aderito al regime agevolato previsto dalla Legge 190/2014, rispettando tutti i limiti previsti (ricavi fino a 85.000 euro, nessuna partecipazione in societa di persone, ecc.)
  • Essere iscritti alla Gestione Artigiani o Commercianti INPS: questa e la condizione essenziale. Se svolgi un’attivita artigianale (idraulico, elettricista, parrucchiere, falegname, ecc.) o commerciale (negozio, e-commerce, agente di commercio, ecc.) e sei iscritto alla relativa gestione INPS, puoi richiedere la riduzione
  • Non essere iscritti alla Gestione Separata INPS: i liberi professionisti senza cassa previdenziale di categoria (consulenti, formatori, professionisti digitali) pagano i contributi alla Gestione Separata con aliquote diverse e non possono accedere a questa riduzione
  • Non beneficiare gia della riduzione 50% per nuove attivita: le due agevolazioni sono alternative e non cumulabili

Chi NON puo richiedere i contributi INPS ridotti forfettari:

  • Professionisti con cassa previdenziale propria (avvocati, ingegneri, medici, commercialisti)
  • Professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS
  • Chi ha superato i limiti del regime forfettario ed e passato al regime ordinario
  • Chi ha gia richiesto la riduzione 50% per nuove attivita 2025

Riduzione Contributi INPS 50% per Nuove Attivita 2025

La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un’agevolazione ancora piu vantaggiosa per chi avvia una nuova attivita: la riduzione del 50% sui contributi INPS per i primi 36 mesi dall’iscrizione.

Questa misura e pensata per incentivare l’imprenditoria e alleggerire il carico contributivo nella fase di avvio, quando i ricavi sono spesso ancora limitati.

Chi puo richiedere la riduzione 50%:

  • Artigiani e commercianti che si iscrivono per la prima volta alla Gestione INPS tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2025
  • Collaboratori familiari che effettuano la prima iscrizione nello stesso periodo
  • Soggetti che riattivano una posizione previdenziale dopo almeno 3 anni di inattivita

Caratteristiche dell’agevolazione:

  • Durata: 36 mesi dalla data di avvio dell’attivita
  • Percentuale: riduzione del 50% della sola aliquota IVS (Invalidita, Vecchiaia e Superstiti)
  • Contributi esclusi: restano dovuti per intero il contributo di maternita e, per i commercianti, l’aliquota aggiuntiva per l’indennizzo cessazione attivita

Attenzione importante: le due riduzioni (35% e 50%) sono alternative. Se hai diritto alla riduzione 50% per nuove attivita, non puoi richiedere contemporaneamente quella del 35%. Dovrai valutare quale conviene di piu in base alla tua situazione specifica.

Aliquote Contributive INPS 2026: Tutti i Numeri

Per calcolare correttamente i contributi INPS ridotti forfettari, devi conoscere le aliquote contributive aggiornate al 2026. Queste aliquote variano in base alla gestione di appartenenza (artigiani, commercianti o gestione separata) e all’eta del contribuente.

Il reddito minimale su cui si calcolano i contributi fissi per il 2026 e pari a 18.808 euro. Questo significa che anche se hai guadagnato meno (o niente), l’INPS calcola i contributi minimi come se avessi prodotto almeno questo reddito.

Aliquote Gestione Artigiani 2026:

  • Aliquota ordinaria: 24,00%
  • Aliquota per collaboratori under 21: 23,70%
  • Con riduzione 35%: 15,60% (24% x 0,65)
  • Con riduzione 50%: 12,00% (24% x 0,50)

Aliquote Gestione Commercianti 2026:

  • Aliquota ordinaria: 24,48% (include 0,48% per indennizzo cessazione attivita)
  • Aliquota per collaboratori under 21: 24,18%
  • Con riduzione 35%: 15,91% (24,48% x 0,65)
  • Con riduzione 50%: 12,24% (24,48% x 0,50)

Aliquote Gestione Separata INPS 2026 (professionisti):

  • Aliquota ordinaria senza altra copertura: 26,07%
  • Aliquota con altra forma previdenziale: 24,00%
  • Aliquota sportivi dilettantisti ASD/SSD: 25,00%

Nota importante: la Gestione Separata non prevede riduzioni per i forfettari. L’aliquota si applica sempre sull’intero reddito imponibile senza minimali ne agevolazioni specifiche per questo regime fiscale.

Contributi Fissi sul Minimale 2026: Quanto Pagare

I contributi fissi sul minimale rappresentano la quota minima di contributi INPS che ogni artigiano o commerciante deve versare, indipendentemente dal reddito effettivamente prodotto. Questi contributi si pagano in quattro rate trimestrali.

Contributi fissi 2026 SENZA riduzione
GestioneContributo AnnuoRata Trimestrale
Artigiani4.521,36 euro1.130,34 euro
Commercianti4.611,64 euro1.152,91 euro
Contributi fissi 2026 CON riduzione 35% (forfettari)
GestioneContributo AnnuoRata Trimestrale
Artigiani2.938,88 euro734,72 euro
Commercianti2.997,57 euro749,39 euro

Come puoi vedere, la differenza e notevole: un artigiano forfettario con riduzione del 35% risparmia circa 1.582 euro all’anno rispetto a un artigiano in regime ordinario. Con la riduzione del 50% il risparmio sale a oltre 2.260 euro all’anno.

Le scadenze per il versamento dei contributi fissi trimestrali sono:

  • 16 maggio (I trimestre)
  • 20 agosto (II trimestre)
  • 16 novembre (III trimestre)
  • 16 febbraio anno successivo (IV trimestre)

Contributi Eccedenti il Minimale: Come Si Calcolano

Se il tuo reddito imponibile supera il minimale di 18.808 euro, devi versare anche i contributi eccedenti. Questi si calcolano applicando l’aliquota percentuale sulla differenza tra il reddito effettivo e il minimale.

Anche sui contributi eccedenti si applica la riduzione del 35% (o 50% per le nuove attivita), rendendo il regime forfettario ancora piu vantaggioso per chi ha redditi medio-alti.

Formula di calcolo contributi eccedenti:

Contributi eccedenti = (Reddito imponibile - 18.808) x Aliquota x (1 - percentuale riduzione)

Esempio per artigiano forfettario con reddito 30.000 euro:

  • Reddito imponibile: 30.000 euro
  • Reddito eccedente il minimale: 30.000 – 18.808 = 11.192 euro
  • Aliquota artigiani: 24%
  • Contributi eccedenti senza riduzione: 11.192 x 24% = 2.686,08 euro
  • Contributi eccedenti con riduzione 35%: 2.686,08 x 0,65 = 1.745,95 euro

3 Esempi Pratici di Calcolo Contributi INPS Forfettari

Vediamo ora tre esempi concreti e dettagliati per capire esattamente quanto pagare di contributi INPS ridotti forfettari in diverse situazioni reali.

ESEMPIO 1: Elettricista forfettario con fatturato 35.000 euro

Marco e un elettricista iscritto alla Gestione Artigiani che ha fatturato 35.000 euro nel 2025.

Calcolo reddito imponibile:

  • Fatturato: 35.000 euro
  • Coefficiente di redditivita (codice ATECO 43.21): 86%
  • Reddito imponibile: 35.000 x 86% = 30.100 euro

Calcolo contributi CON riduzione 35%:

  • Contributi fissi sul minimale: 2.938,88 euro
  • Reddito eccedente: 30.100 – 18.808 = 11.292 euro
  • Contributi eccedenti: 11.292 x 24% x 0,65 = 1.761,55 euro
  • TOTALE CONTRIBUTI: 4.700,43 euro

RISPARMIO ANNUO: 2.531,01 euro rispetto al regime ordinario

ESEMPIO 2: E-commerce forfettario con fatturato 50.000 euro

Giulia gestisce un negozio online e ha fatturato 50.000 euro nel 2025.

Calcolo reddito imponibile:

  • Fatturato: 50.000 euro
  • Coefficiente di redditivita (commercio): 40%
  • Reddito imponibile: 50.000 x 40% = 20.000 euro

Calcolo contributi CON riduzione 35%:

  • Contributi fissi sul minimale: 2.997,57 euro
  • Reddito eccedente: 20.000 – 18.808 = 1.192 euro
  • Contributi eccedenti: 1.192 x 24,48% x 0,65 = 189,73 euro
  • TOTALE CONTRIBUTI: 3.187,30 euro

RISPARMIO ANNUO: 1.716,22 euro rispetto al regime ordinario

ESEMPIO 3: Nuovo parrucchiere con riduzione 50%

Luca ha aperto il suo salone nel marzo 2025 e beneficia della riduzione 50%.

Calcolo reddito imponibile:

  • Fatturato: 25.000 euro
  • Coefficiente di redditivita (servizi alla persona): 67%
  • Reddito imponibile: 25.000 x 67% = 16.750 euro

Calcolo contributi CON riduzione 50%:

  • Reddito sotto il minimale: 16.750 < 18.808
  • Contributi fissi con riduzione 50%: 2.260,68 euro
  • Contributi eccedenti: nessuno (reddito sotto minimale)
  • TOTALE CONTRIBUTI: 2.260,68 euro

RISPARMIO ANNUO: 2.260,68 euro rispetto al regime ordinario

Come Richiedere la Riduzione Contributi INPS: Procedura

La domanda per i contributi INPS ridotti forfettari si presenta esclusivamente online attraverso il portale INPS. La procedura e diversa a seconda che tu richieda la riduzione del 35% o quella del 50%.

Procedura per la riduzione 35% (artigiani e commercianti forfettari):

  1. Accedi al sito INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
  2. Cerca la sezione “Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti”
  3. Vai su “Comunicazioni” e poi “Riduzione contributiva regime forfettario”
  4. Compila la dichiarazione confermando di essere in regime forfettario
  5. Invia la comunicazione e conserva la ricevuta

Scadenza per la domanda riduzione 35%:

  • Per chi e gia forfettario: 28 febbraio di ogni anno
  • Per chi apre nuova attivita: entro l’anno di apertura
  • Buona notizia: chi ha gia ottenuto la riduzione negli anni precedenti non deve ripresentare la domanda. L’agevolazione si rinnova automaticamente salvo esplicita rinuncia

Scadenze Importanti per i Contributi INPS Forfettari 2026

Per gestire correttamente i contributi INPS ridotti forfettari, e fondamentale rispettare tutte le scadenze previste. Ecco il calendario completo per il 2026.

Scadenze versamento contributi fissi trimestrali 2026
TrimestreScadenza
I trimestre (gennaio-marzo)16 maggio 2026
II trimestre (aprile-giugno)20 agosto 2026
III trimestre (luglio-settembre)16 novembre 2026
IV trimestre (ottobre-dicembre)16 febbraio 2027

Effetti della Riduzione Contributi sulla Pensione Futura

Prima di richiedere i contributi INPS ridotti forfettari, e importante conoscere le conseguenze sulla tua futura pensione. La riduzione contributiva ha infatti un impatto diretto sull’accumulo dei contributi pensionistici.

Il principio di base: l’INPS accredita i mesi ai fini pensionistici in proporzione ai contributi effettivamente versati. Se paghi meno contributi, accumuli meno anzianita contributiva.

Esempio con riduzione 35%: Se paghi contributi sul minimale con riduzione del 35%, versi circa il 65% del contributo pieno. Di conseguenza, invece di 12 mesi, ti vengono accreditati circa 7,8 mesi (12 x 0,65). In un anno accumuli quindi meno di un anno di contributi pensionistici.

Esempio con riduzione 50%: Con la riduzione al 50%, paghi la meta dei contributi ordinari. L’INPS accredita quindi solo 6 mesi di contributi per ogni anno di attivita. Per maturare un anno intero ai fini pensionistici, devi lavorare effettivamente due anni.

Quando conviene comunque la riduzione:

  • Se hai gia altri contributi versati (es. lavoro dipendente precedente)
  • Se il risparmio ti permette di investire in previdenza integrativa
  • Se prevedi di incrementare i ricavi e superare il minimale nei prossimi anni
  • Se hai difficolta di liquidita nella fase di avvio

Contributi INPS Gestione Separata: Cosa Sapere

Se sei un libero professionista senza cassa previdenziale di categoria (consulente, formatore, web designer, social media manager, ecc.), la tua situazione contributiva e diversa da artigiani e commercianti.

I professionisti forfettari iscritti alla Gestione Separata INPS non possono accedere alle riduzioni del 35% o 50%. Tuttavia, il loro regime contributivo presenta caratteristiche specifiche che possono comunque risultare vantaggiose.

Vantaggi della Gestione Separata per forfettari:

  • Nessun minimale contributivo: paghi i contributi solo sul reddito effettivamente prodotto. Se guadagni poco o niente, non devi versare contributi minimi
  • Calcolo proporzionale: i contributi si calcolano in percentuale sul reddito imponibile (fatturato x coefficiente di redditivita), rendendo il carico previsibile
  • Nessun contributo fisso trimestrale: versi tutto con le imposte (saldo a giugno, acconti a giugno e novembre)

Tabella Riepilogativa Contributi INPS Forfettari 2026

Ecco una tabella riassuntiva completa per confrontare rapidamente tutte le opzioni dei contributi INPS ridotti forfettari disponibili nel 2026.

Confronto contributi fissi sul minimale 2026
GestioneSenza riduzioneRiduzione 35%Riduzione 50%
Artigiani4.521,36 euro2.938,88 euro2.260,68 euro
Commercianti4.611,64 euro2.997,57 euro2.305,82 euro
Gestione SeparataNessun minimoN/AN/A

Errori da Evitare con i Contributi INPS Forfettari

Gestire i contributi INPS ridotti forfettari richiede attenzione per evitare errori che possono costare caro. Ecco i problemi piu comuni e come prevenirli.

1. Dimenticare di presentare la domanda di riduzione

L’errore piu frequente: molti forfettari non sanno che la riduzione del 35% va richiesta esplicitamente la prima volta. L’INPS non la applica automaticamente. Se non presenti la domanda, paghi i contributi pieni.

2. Richiedere la riduzione senza essere idonei

Alcuni professionisti iscritti alla Gestione Separata credono di poter accedere alla riduzione 35%, ma questa e riservata solo ad artigiani e commercianti.

3. Non considerare gli effetti sulla pensione

Molti scelgono la riduzione massima senza valutare l’impatto sulla pensione futura. Con la riduzione 50%, accumuli solo 6 mesi di contributi per ogni anno lavorato.

4. Non dedurre i contributi dal reddito imponibile

I contributi INPS versati sono interamente deducibili dal reddito. Se non li indichi in dichiarazione, paghi piu tasse del dovuto.

5. Versare in ritardo senza ravvedimento operoso

Il ritardo nel versamento genera sanzioni e interessi. Molti pagano in ritardo senza applicare il ravvedimento operoso, accumulando ulteriori sanzioni. Se sei in ritardo, calcola subito sanzioni e interessi ridotti con il ravvedimento operoso, oppure rivolgiti al CAF.

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Domande Frequenti sui Contributi INPS Ridotti Forfettari

Posso richiedere la riduzione contributi INPS se sono un libero professionista?

Dipende dalla gestione previdenziale. Se sei iscritto alla Gestione Separata INPS (consulenti, formatori, professionisti senza cassa), NON puoi richiedere la riduzione del 35% o 50%. Se invece sei iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti (es. artigiano, negoziante, agente di commercio), puoi accedere alle riduzioni previste per i forfettari.

La riduzione contributi INPS forfettari si rinnova automaticamente?

Si, per la riduzione del 35%. Una volta ottenuta, si rinnova automaticamente ogni anno senza necessita di ripresentare la domanda, a meno che tu non rinunci esplicitamente o perda i requisiti del regime forfettario. Per la riduzione del 50% invece il beneficio dura 36 mesi dalla prima iscrizione e poi termina automaticamente.

Quanto risparmio con i contributi INPS ridotti forfettari?

Con la riduzione del 35%, un artigiano risparmia circa 1.582 euro all’anno sui contributi fissi, un commerciante circa 1.614 euro. Con la riduzione del 50%, il risparmio sale rispettivamente a circa 2.260 e 2.305 euro. A questi importi si aggiunge il risparmio sui contributi eccedenti il minimale se il tuo reddito supera i 18.808 euro.

Posso cumulare la riduzione 35% con quella del 50%?

No, le due riduzioni sono alternative e non cumulabili. Se hai diritto alla riduzione del 50% per nuove attivita 2025, non puoi contemporaneamente richiedere quella del 35%. Dovrai scegliere una delle due opzioni in base alla tua convenienza. La riduzione 50% e generalmente piu vantaggiosa ma dura solo 36 mesi.

Entro quando devo presentare la domanda di riduzione contributi?

Per la riduzione del 35%, la scadenza e il 28 febbraio di ogni anno per chi e gia in regime forfettario. Per chi apre una nuova attivita, la domanda va presentata entro l’anno di apertura. Per la riduzione del 50% per nuove attivita 2025, il termine era il 19 gennaio 2026: verifica sul sito INPS eventuali proroghe o riaperture dei termini.

La riduzione contributi INPS influisce sulla mia pensione?

Si, significativamente. Pagando contributi ridotti, accumuli meno anzianita contributiva. Con la riduzione del 35% ottieni circa 7-8 mesi di contributi per ogni anno lavorato. Con la riduzione del 50% ottieni solo 6 mesi. Questo puo allungare il tempo necessario per raggiungere i requisiti pensionistici e ridurre l’importo della pensione futura.

Cosa succede se perdo i requisiti del regime forfettario?

Se superi il limite di 85.000 euro di ricavi o perdi un altro requisito del regime forfettario, dall’anno successivo passi automaticamente al regime ordinario. Di conseguenza, perdi anche il diritto alla riduzione contributiva del 35% e dovrai versare i contributi INPS in misura piena. La perdita del requisito va comunicata all’INPS.

I contributi INPS ridotti forfettari rappresentano un’opportunita concreta per alleggerire il carico previdenziale della tua attivita. Che tu possa accedere alla riduzione del 35% (per artigiani e commercianti forfettari) o alla piu vantaggiosa riduzione del 50% (per le nuove attivita 2025), il risparmio puo superare i 2.000 euro all’anno. Tuttavia, e fondamentale valutare attentamente gli effetti sulla pensione futura e rispettare tutte le scadenze per non perdere il beneficio.

Hai bisogno di assistenza per la richiesta dei contributi INPS ridotti forfettari o per valutare la convenienza della riduzione? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio che online.

Marzo 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-22 08:00:002026-08-17 10:15:58Contributi INPS Ridotti Forfettari 2026: Guida Completa con Esempi e Calcoli
Infermieri

Codice ATECO Infermiere 2026: Guida Completa 86.90.29

regime forfettario partita iva

Se sei un infermiere professionista e stai valutando di aprire la partita IVA, la scelta del codice ATECO infermiere e uno dei primi passi fondamentali. Il codice corretto per il 2026 e il 86.90.29 denominato “Altre attivita paramediche indipendenti nca”, che consente di lavorare in regime forfettario con un coefficiente di redditivita del 78%. In questa guida completa ti spiegheremo tutto quello che devi sapere: dalla scelta del codice ATECO alle implicazioni fiscali, dagli adempimenti ENPAPI agli errori comuni da evitare.

Indice dei contenuti

  1. Cos’e il codice ATECO e perche e importante
  2. Codice ATECO corretto per infermieri: 86.90.29
  3. Coefficiente di redditivita 78%
  4. Attivita incluse nel codice 86.90.29
  5. Come inserire il codice ATECO
  6. Regime forfettario con codice 86.90.29
  7. Codici ATECO alternativi per infermieri
  8. Errori comuni da evitare
  9. Domande frequenti

Cos’e il Codice ATECO e Perche e Importante

Il codice ATECO (Attivita Economiche) e un sistema di classificazione alfanumerico che identifica la natura dell’attivita economica svolta da un’impresa o un professionista. Questo codice e fondamentale per l’Agenzia delle Entrate e per l’INPS per inquadrare correttamente la tua professione dal punto di vista fiscale e contributivo.

Per gli infermieri liberi professionisti, la scelta del codice ATECO corretto determina tre aspetti cruciali:

  • Coefficiente di redditivita: percentuale del fatturato considerata come reddito imponibile nel regime forfettario
  • Contributi previdenziali: l’obbligo di iscrizione alla cassa previdenziale ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza della Professione Infermieristica)
  • Regime fiscale applicabile: possibilita o meno di accedere al regime forfettario e relativi limiti di fatturato

Indicare un codice ATECO errato puo comportare conseguenze serie: dall’applicazione di un coefficiente di redditivita sbagliato, con calcolo errato delle tasse, fino a sanzioni amministrative per attivita non conformi al codice dichiarato. Per questo motivo e essenziale scegliere il codice giusto fin dall’apertura della partita IVA.


Codice ATECO Corretto per Infermieri: 86.90.29

Il codice ATECO 86.90.29 e il codice ufficiale da utilizzare per l’attivita di infermiere professionista con partita IVA. La denominazione ufficiale e “Altre attivita paramediche indipendenti nca” (nca significa “non classificate altrove”).

Questo codice appartiene alla sezione Q – Sanita e assistenza sociale, divisione 86 – Assistenza sanitaria, ed e specificamente pensato per i professionisti sanitari che operano in autonomia, al di fuori di strutture ospedaliere o ambulatoriali.

Perche 86.90.29 e non altri codici?

Esistono altri codici ATECO nel settore sanitario che potrebbero sembrare simili, ma hanno applicazioni diverse. Ecco un confronto per capire le differenze:

Codice ATECODescrizioneProfessioneCoefficiente
86.90.29Altre attivita paramediche indipendenti ncaInfermiere78%
86.90.21Servizi di fisioterapiaFisioterapista78%
86.21.00Servizi degli studi medici di medicina generaleMedico78%
86.22.09Attivita dei medici specialistiMedico specialista78%
86.90.11Laboratori di analisi clinicheTecnico di laboratorio67%

Come puoi vedere dalla tabella, il codice 86.90.29 e l’unico specifico per infermieri. Utilizzare un codice diverso (ad esempio quello dei fisioterapisti o dei medici) comporterebbe una classificazione errata della tua attivita, con possibili contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Nota importante: Dal 1 aprile 2025 e entrato in vigore un nuovo codice ATECO piu specifico: 86.94.01 – “Attivita infermieristiche”. Chi ha gia la partita IVA con il codice 86.90.29 dovra procedere alla variazione entro le scadenze indicate dall’Agenzia delle Entrate. Il coefficiente di redditivita rimane invariato al 78%.


Coefficiente di Redditivita 78%

Il coefficiente di redditivita e uno dei concetti chiave del regime forfettario. In parole semplici, rappresenta la percentuale del tuo fatturato annuo che viene considerata come reddito imponibile, cioe la base su cui si calcolano le tasse.

Per il codice ATECO 86.90.29, il coefficiente e del 78%. Questo significa che il restante 22% del fatturato viene considerato forfettariamente come “spese” e non viene tassato. E un calcolo semplificato che ti evita di dover dimostrare le spese effettive sostenute per la tua attivita.

Come si calcola il reddito imponibile

Il calcolo e molto semplice. Partiamo da un esempio pratico:

Esempio 1: Fatturato annuo 30.000 euro

  • Fatturato lordo: 30.000 euro
  • Coefficiente di redditivita: 78%
  • Reddito imponibile: 30.000 x 0,78 = 23.400 euro
  • Spese forfettarie: 30.000 x 0,22 = 6.600 euro (non vengono tassate)

Sul reddito imponibile di 23.400 euro si applicheranno poi:

  • Imposta sostitutiva al 15% (o 5% per i primi 5 anni se sei in possesso dei requisiti)
  • Contributi previdenziali ENPAPI (circa 25-28% del reddito)

Confronto con altri codici ATECO sanitari

Il coefficiente del 78% e lo stesso per la maggior parte delle professioni sanitarie e paramediche. Questo perche l’Agenzia delle Entrate considera che queste attivita abbiano una struttura di costi simile. Tuttavia, esistono delle eccezioni:

  • Fisioterapisti (86.90.21): 78%
  • Medici (86.21.00 e 86.22.09): 78%
  • Psicologi (86.90.30): 78%
  • Laboratori analisi (86.90.11): 67% (coefficiente piu basso per via dei costi strumentali)
  • Ambulatori polispecialistici (86.90.40): 67%

Gli infermieri professionisti beneficiano quindi di un coefficiente favorevole che riconosce i costi relativamente contenuti della professione (principalmente DPI, materiale sanitario, aggiornamento professionale).


Attivita Incluse nel Codice 86.90.29

Il codice ATECO 86.90.29 copre un’ampia gamma di prestazioni infermieristiche che l’infermiere puo svolgere in regime di libera professione. E importante verificare che le tue attivita rientrino effettivamente in questo codice per evitare problemi con il Fisco.

Le principali attivita incluse nel codice 86.90.29 sono:

  • Prestazioni infermieristiche domiciliari: assistenza a domicilio per pazienti anziani, disabili o con patologie croniche
  • Assistenza post-operatoria: cure infermieristiche dopo interventi chirurgici, gestione drenaggi, controllo ferite chirurgiche
  • Medicazioni: medicazioni semplici e complesse, gestione di lesioni cutanee, ulcere da pressione, piaghe
  • Terapie iniettive: somministrazione intramuscolare, sottocutanea, endovenosa di farmaci prescritti dal medico
  • Prelievi ematici: prelievi venosi a domicilio o presso ambulatori privati
  • Assistenza a pazienti cronici: gestione di pazienti diabetici, portatori di catetere, PEG, tracheostomia
  • Educazione sanitaria: consulenze per familiari, formazione su tecniche di assistenza, educazione terapeutica
  • Monitoraggio parametri vitali: rilevazione pressione arteriosa, glicemia, saturazione, temperatura
  • Gestione stomie: assistenza a pazienti stomizzati, cambio sacche, educazione alla gestione autonoma

Tutte queste prestazioni devono essere svolte nel rispetto del Codice Deontologico dell’Infermiere e delle competenze previste dal profilo professionale. Non rientrano nel codice ATECO attivita che esulano dalle competenze infermieristiche (ad esempio prestazioni riabilitative di competenza del fisioterapista o diagnosi mediche).


Come Inserire il Codice ATECO

L’inserimento del codice ATECO infermiere avviene al momento dell’apertura della partita IVA, tramite la compilazione del modello AA9/12 (Dichiarazione di inizio attivita, variazione dati o cessazione attivita ai fini IVA).

Procedura di apertura partita IVA

La procedura standard prevede questi passaggi:

  1. Compilazione modello AA9/12: puoi compilarlo online sul sito dell’Agenzia delle Entrate o tramite il tuo commercialista
  2. Sezione “Attivita esercitata”: qui dovrai indicare il codice ATECO 86.90.29
  3. Regime fiscale: nella stessa sezione scegli il regime forfettario (se in possesso dei requisiti)
  4. Invio telematico: il modello va inviato telematicamente all’Agenzia delle Entrate

Entro 30 giorni dall’apertura della partita IVA riceverai il numero di partita IVA e potrai iniziare a fatturare. E fondamentale che il codice ATECO sia corretto fin da subito, perche eventuali correzioni successive richiedono una comunicazione di variazione dati.

Dove indicare il codice ATECO

Nel modello AA9/12, il codice ATECO va inserito nel quadro A – Inizio attivita, alla voce “Attivita economica esercitata”. Dovrai indicare:

  • Codice ATECO primario: 86.90.29
  • Descrizione attivita: “Attivita paramediche infermieristiche indipendenti”
  • Data di inizio attivita

Possibilita di aggiungere codici secondari

Se svolgi anche altre attivita professionali oltre all’assistenza infermieristica, puoi indicare dei codici ATECO secondari. Ad esempio, se ti occupi anche di formazione sanitaria o consulenza, potresti aggiungere codici specifici. Tuttavia, il codice primario deve sempre rimanere il 86.90.29 se l’attivita infermieristica e la tua principale fonte di reddito.

Variazione del codice ATECO

Se hai gia la partita IVA con un codice ATECO diverso e devi passare al 86.90.29 (o al nuovo 86.94.01 dal 2025), dovrai presentare una comunicazione di variazione dati compilando nuovamente il modello AA9/12 nella sezione “Variazione dati”. La variazione deve essere comunicata entro 30 giorni dall’inizio della nuova attivita.


Regime Forfettario con Codice 86.90.29

Il regime forfettario e il regime fiscale agevolato piu vantaggioso per gli infermieri liberi professionisti con partita IVA. Vediamo nel dettaglio come funziona con il codice ATECO 86.90.29.

Limite di fatturato: 85.000 euro

Per accedere e rimanere nel regime forfettario, il tuo fatturato annuo non deve superare gli 85.000 euro. Questo limite vale per tutti i codici ATECO, indipendentemente dal coefficiente di redditivita. Se superi questa soglia, dall’anno successivo dovrai passare obbligatoriamente al regime ordinario.

Altri requisiti per accedere al regime forfettario includono:

  • Non aver sostenuto spese per lavoro dipendente o collaboratori superiori a 20.000 euro lordi annui
  • Non possedere partecipazioni in societa di persone o associazioni professionali
  • Non aver percepito redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 30.000 euro (per applicare l’aliquota agevolata al 5%)

Puoi approfondire tutti i requisiti nella nostra guida completa al regime forfettario 2026.

Calcolo dell’imposta sostitutiva

Nel regime forfettario non si pagano IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP. Al loro posto si applica un’unica imposta sostitutiva con due aliquote possibili:

  • 5% per i primi 5 anni dall’apertura della partita IVA (se rispetti tutti i requisiti previsti)
  • 15% dal sesto anno in poi, o subito se non hai i requisiti per il 5%

L’imposta si calcola sul reddito imponibile, cioe sul fatturato moltiplicato per il coefficiente di redditivita del 78%.

Esempio completo: da fatturato a netto

Vediamo un esempio pratico completo per capire quanto guadagni effettivamente come infermiere in regime forfettario:

Caso: Infermiere al secondo anno di attivita

  • Fatturato annuo: 40.000 euro
  • Coefficiente di redditivita: 78%
  • Reddito imponibile: 40.000 x 0,78 = 31.200 euro

Imposte e contributi da pagare:

  1. Imposta sostitutiva (aliquota 5% per startup): 31.200 x 5% = 1.560 euro
  2. Contributi ENPAPI (circa 26% del reddito imponibile): 31.200 x 26% = 8.112 euro
  3. Totale imposte e contributi: 1.560 + 8.112 = 9.672 euro

Reddito netto annuo: 40.000 – 9.672 = 30.328 euro

Reddito netto mensile medio: 30.328 / 12 = 2.527 euro

Come puoi vedere, il regime forfettario con coefficiente 78% e molto vantaggioso perche permette di trattenere circa il 75-76% del fatturato lordo. Rispetto al regime ordinario, il risparmio fiscale puo arrivare al 30-40%.

Per approfondire come funzionano i contributi previdenziali ENPAPI, ti consigliamo di leggere la nostra guida completa ENPAPI 2026.


Codici ATECO Alternativi per Infermieri

Nella maggior parte dei casi, il codice ATECO 86.90.29 (o il nuovo 86.94.01 dal 2025) e l’unica scelta corretta per gli infermieri liberi professionisti. Tuttavia, esistono alcune situazioni particolari in cui potrebbero essere utilizzati codici diversi.

86.90.29 vs 86.94.01

Come accennato, dal 1 aprile 2025 e stato introdotto il nuovo codice 86.94.01 – “Attivita infermieristiche”. Questo codice e piu specifico e sostituisce progressivamente il generico 86.90.29. Le caratteristiche sono identiche:

  • Coefficiente di redditivita: 78%
  • Regime forfettario: applicabile
  • Cassa previdenziale: ENPAPI

La differenza e solo nella denominazione, piu precisa e riconoscibile. Se hai gia la partita IVA con il codice 86.90.29, e consigliabile effettuare la variazione al nuovo codice per evitare future contestazioni.

Quando usare codici diversi

In alcuni casi specifici potrebbero essere utilizzati codici ATECO diversi o aggiuntivi:

  • Infermiere che svolge anche attivita di formazione: potrebbe aggiungere un codice ATECO secondario (85.59.20 – Corsi di formazione e aggiornamento professionale)
  • Infermiere che gestisce un ambulatorio: in questo caso il codice principale potrebbe essere 86.90.40 – Ambulatori e poliambulatori (coefficiente 67%)
  • Infermiere che svolge anche attivita di ricerca: codice secondario 72.20.01 – Ricerca scientifica

In questi casi e fondamentale valutare con attenzione quale sia l’attivita prevalente per determinare il codice ATECO primario.


Errori Comuni da Evitare

Quando si apre la partita IVA come infermiere, ci sono alcuni errori comuni che possono creare problemi fiscali e previdenziali. Ecco i piu frequenti e come evitarli:

1. Codice ATECO errato

Errore: Indicare un codice ATECO generico o sbagliato (ad esempio 86.90.21 dei fisioterapisti) invece del corretto 86.90.29.

Conseguenze: L’Agenzia delle Entrate potrebbe contestare la correttezza del coefficiente di redditivita applicato, con ricalcolo delle imposte e sanzioni.

Come evitarlo: Verifica sempre il codice ATECO corretto prima di aprire la partita IVA. Affidati a un CAF o commercialista per la compilazione.

2. Mancata comunicazione delle variazioni

Errore: Non comunicare la variazione del codice ATECO quando si passa dal vecchio 86.90.29 al nuovo 86.94.01.

Conseguenze: Sanzioni amministrative da 250 a 2.000 euro per omessa o tardiva comunicazione.

Come evitarlo: Presenta tempestivamente (entro 30 giorni) la comunicazione di variazione dati.

3. Attivita non coerenti con il codice dichiarato

Errore: Svolgere e fatturare attivita che non rientrano nelle competenze infermieristiche.

Conseguenze: Rischio di esercizio abusivo della professione, con conseguenze penali e civili oltre che fiscali.

Come evitarlo: Svolgi solo le attivita previste dal profilo professionale dell’infermiere e dal Codice Deontologico.

4. Mancata iscrizione ENPAPI

Errore: Aprire la partita IVA senza procedere contestualmente all’iscrizione alla cassa previdenziale ENPAPI.

Conseguenze: Obbligo di versamento retroattivo dei contributi con sanzioni e interessi. L’ENPAPI puo richiedere i contributi arretrati fino a 5 anni indietro.

Come evitarlo: Entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA, presenta la domanda di iscrizione ENPAPI.


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Domande Frequenti sul Codice ATECO Infermiere

Qual e il codice ATECO corretto per infermiere con partita IVA?

Il codice ATECO corretto per infermiere e il 86.90.29 denominato “Altre attivita paramediche indipendenti nca”. Dal 1 aprile 2025 e disponibile anche il nuovo codice piu specifico 86.94.01 – “Attivita infermieristiche”, con le stesse caratteristiche fiscali (coefficiente 78%).

Che coefficiente di redditivita ha il codice ATECO 86.90.29?

Il coefficiente di redditivita del codice ATECO 86.90.29 e del 78%. Questo significa che nel regime forfettario il 78% del fatturato viene considerato come reddito imponibile, mentre il restante 22% e considerato forfettariamente come spese.

Posso usare il regime forfettario come infermiere libero professionista?

Si, gli infermieri con partita IVA possono accedere al regime forfettario se rispettano i requisiti previsti: fatturato annuo inferiore a 85.000 euro, spese per collaboratori non superiori a 20.000 euro, assenza di partecipazioni in societa.

Devo iscrivermi a ENPAPI se apro la partita IVA come infermiere?

Si, l’iscrizione all’ENPAPI e obbligatoria per tutti gli infermieri che esercitano l’attivita in forma autonoma con partita IVA. Devi presentare domanda di iscrizione entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA.

Posso avere piu codici ATECO nella mia partita IVA?

Si, puoi indicare un codice ATECO primario (86.90.29 per l’attivita infermieristica) e uno o piu codici secondari se svolgi anche altre attivita professionali. Tuttavia, dovrai tenere separati i ricavi per ciascuna attivita e applicare il coefficiente di redditivita corretto a ciascuna categoria.

Cosa succede se indico un codice ATECO sbagliato?

Se indichi un codice ATECO errato, potrebbero verificarsi diverse conseguenze: applicazione di un coefficiente di redditivita sbagliato con ricalcolo delle imposte, sanzioni amministrative, problemi con l’iscrizione alla cassa previdenziale ENPAPI. In caso di errore, e necessario presentare immediatamente una comunicazione di variazione dati.


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Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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Geometri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Come Aprire uno Studio di Geometra: Guida Completa 2026

regime forfettario partita iva

Aprire uno studio di geometra libero professionista è il sogno di molti neodiplomati dell’istituto tecnico per geometri e giovani professionisti che vogliono mettersi in proprio. Ma quali sono i requisiti per aprire uno studio di geometra? Quali passaggi burocratici devi affrontare? E soprattutto, quanto costa avviare l’attività?

In questa guida completa scoprirai tutto l’iter per aprire uno studio tecnico geometra nel 2026: dall’iscrizione all’Albo dei Geometri all’apertura della partita IVA, dai contributi CIPAG alle attrezzature necessarie, fino alla scelta tra studio individuale o associato.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in ogni fase dell’apertura dello studio: dalla consulenza fiscale iniziale alla gestione contabile annuale, aiutandoti a scegliere il regime fiscale più conveniente e a rispettare tutti gli adempimenti obbligatori.

Indice dei contenuti

  1. Requisiti per Aprire uno Studio di Geometra
  2. Iter Burocratico: Passaggi Obbligatori
  3. Iscrizione all’Albo dei Geometri
  4. Apertura Partita IVA e Codice ATECO
  5. Iscrizione alla Cassa CIPAG
  6. Costi Iniziali per Aprire lo Studio
  7. Attrezzature e Software Necessari
  8. Studio Individuale o Associato: Cosa Conviene
  9. Domande Frequenti

Requisiti per Aprire uno Studio di Geometra

Per aprire uno studio di geometra libero professionista in Italia devi possedere alcuni requisiti obbligatori previsti dalla legge. Non basta il diploma: serve un percorso formativo e professionale ben preciso.

Il primo requisito è il diploma di geometra conseguito presso un istituto tecnico per geometri (oggi CAT – Costruzioni, Ambiente e Territorio). Il diploma da solo però non ti abilita alla professione: devi completare un tirocinio praticante di 18 mesi presso uno studio professionale di un geometra iscritto all’Albo da almeno 5 anni.

Durante il tirocinio acquisirai esperienza pratica su:
– Rilievi topografici e catastali
– Progettazione edilizia e pratiche urbanistiche
– Direzione lavori e contabilità di cantiere
– Pratiche catastali e successioni immobiliari
– Stime e perizie tecniche

Completato il tirocinio, devi superare l’esame di Stato per geometri, che si svolge due volte l’anno (sessioni estiva e invernale) e comprende prove scritte, grafiche e un colloquio orale. Solo dopo aver superato l’esame puoi iscriverti all’Albo dei Geometri e Geometri Laureati della tua provincia.

Altri requisiti fondamentali per aprire lo studio:
– Cittadinanza italiana o di uno Stato UE
– Assenza di condanne penali che impediscono l’esercizio della professione
– Residenza o domicilio professionale nel territorio della provincia dove ti iscrivi
– Assicurazione professionale RC obbligatoria per legge

Una volta ottenuta l’iscrizione all’Albo, puoi finalmente aprire la partita IVA come geometra libero professionista e avviare il tuo studio tecnico.

Iter Burocratico: Passaggi Obbligatori

L’iter burocratico per aprire uno studio di geometra prevede una serie di passaggi obbligatori da completare in sequenza. Seguire l’ordine corretto ti permette di evitare errori e ritardi nell’avvio dell’attività.

Ecco i passaggi fondamentali in ordine cronologico:

1. Iscrizione all’Albo dei Geometri – È il primo passo obbligatorio. Devi presentare domanda al Collegio Geometri della tua provincia entro 30 giorni dal superamento dell’esame di Stato. Senza l’iscrizione all’Albo non puoi esercitare la professione né aprire partita IVA come geometra.

2. Apertura partita IVA – Entro 30 giorni dall’inizio dell’attività professionale devi aprire la partita IVA tramite il modello AA9/12 da presentare all’Agenzia delle Entrate. Dovrai indicare il codice ATECO 71.12.10 (attività degli studi di architettura, ingegneria e altri studi tecnici).

3. Iscrizione CIPAG – Entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA devi iscriverti alla Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri, la cassa previdenziale obbligatoria per tutti i geometri liberi professionisti. L’iscrizione comporta il versamento dei contributi previdenziali calcolati sul reddito professionale.

4. Apertura casella PEC – Obbligatoria per legge, la Posta Elettronica Certificata serve per tutte le comunicazioni ufficiali con enti pubblici, tribunali, clienti e fornitori. Costa circa 5-10 euro all’anno.

5. Stipula assicurazione RC professionale – L’assicurazione di responsabilità civile professionale è obbligatoria per tutti i geometri. Copre eventuali danni arrecati ai clienti nello svolgimento dell’attività professionale. Il costo minimo parte da 300-400 euro all’anno.

6. Iscrizione INAIL – Se svolgi attività che comportano rischi specifici (sopralluoghi in cantiere, rilievi topografici), devi iscriverti all’INAIL per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

7. Apertura conto corrente professionale – Anche se non obbligatorio, è fortemente consigliato aprire un conto corrente dedicato all’attività professionale per separare le spese personali da quelle dello studio.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti guida in tutto l’iter burocratico, occupandosi dell’apertura partita IVA, dell’iscrizione CIPAG e di tutti gli adempimenti fiscali iniziali.

Iscrizione all’Albo dei Geometri

L’iscrizione all’Albo dei Geometri è il requisito fondamentale per esercitare la professione e aprire il tuo studio tecnico. Senza l’iscrizione non puoi firmare progetti, rilievi, perizie o qualsiasi altro atto professionale.

Per iscriverti devi presentare domanda al Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della provincia dove hai la residenza o dove intendi esercitare la professione. La domanda va presentata entro 30 giorni dal superamento dell’esame di Stato.

I documenti necessari per l’iscrizione all’Albo sono:
– Domanda di iscrizione compilata sul modulo del Collegio
– Certificato di superamento esame di Stato
– Copia del diploma di geometra
– Certificato del casellario giudiziale
– Attestato di compiuto tirocinio (18 mesi)
– Documento d’identità e codice fiscale
– Attestazione di avvenuto pagamento della tassa di iscrizione

La tassa di iscrizione all’Albo varia da provincia a provincia, ma generalmente si aggira tra 150 e 300 euro. Oltre alla tassa iniziale, dovrai versare un contributo annuale di circa 200-250 euro per mantenere attiva l’iscrizione.

Una volta accettata la domanda, il Collegio ti rilascia il numero di iscrizione all’Albo, che dovrai indicare su tutti i documenti professionali (preventivi, fatture, relazioni tecniche, progetti). Il numero va riportato anche sul timbro professionale.

L’iscrizione all’Albo comporta anche alcuni obblighi deontologici:
– Rispetto del codice deontologico della professione
– Aggiornamento professionale continuo (crediti formativi)
– Partecipazione alle assemblee del Collegio
– Comunicazione tempestiva di variazioni di residenza o dati anagrafici

Ogni anno il Collegio organizza corsi di formazione obbligatoria per garantire l’aggiornamento professionale. Devi accumulare un numero minimo di crediti formativi per mantenere l’iscrizione attiva.

Apertura Partita IVA e Codice ATECO

L’apertura della partita IVA è il passo successivo all’iscrizione all’Albo. Come geometra libero professionista devi aprire partita IVA entro 30 giorni dall’inizio effettivo dell’attività professionale.

La procedura di apertura prevede la presentazione del modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, che può essere inviato telematicamente o consegnato presso un ufficio territoriale. Il modulo è gratuito e non comporta costi di apertura.

Il codice ATECO da utilizzare per l’attività di geometra è il 71.12.10 – “Attività degli studi di architettura, ingegneria e altri studi tecnici”. Questo codice identifica l’attività di progettazione, direzione lavori, rilievi topografici, perizie e tutte le prestazioni tecniche tipiche del geometra.

Insieme al codice ATECO devi scegliere il regime fiscale più adatto alla tua situazione. Per i geometri che iniziano l’attività, il regime forfettario è spesso la scelta più conveniente, a patto di rispettare il limite di ricavi di 85.000 euro all’anno.

Nel regime forfettario:
– Applichi un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni se sei una startup)
– Non addebiti IVA in fattura ai clienti
– Non scarichi l’IVA sugli acquisti
– Hai una contabilità semplificata
– Non sei soggetto a ritenuta d’acconto sui compensi

Se prevedi di superare gli 85.000 euro o hai già avuto partita IVA in passato, puoi optare per il regime ordinario, che prevede l’applicazione dell’IVA al 22% sulle prestazioni e la possibilità di scaricare l’IVA sugli acquisti professionali.

Altri dati da indicare nell’apertura partita IVA:
– Sede dell’attività (indirizzo dello studio)
– Data inizio attività (giorno effettivo di avvio)
– Tipo di attività (professionale intellettuale)
– Regime contabile (forfettario o ordinario)

Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutta la pratica di apertura partita IVA per geometri, valutando insieme a te il regime fiscale più conveniente e gestendo tutti gli adempimenti iniziali.

Iscrizione alla Cassa CIPAG

Tutti i geometri liberi professionisti con partita IVA devono iscriversi obbligatoriamente alla CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri), la cassa previdenziale che gestisce la pensione e le prestazioni assistenziali della categoria.

L’iscrizione alla CIPAG va effettuata entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA, pena l’applicazione di sanzioni e interessi di mora. La domanda si presenta online sul portale CIPAG utilizzando le credenziali SPID o CIE.

I contributi CIPAG da versare ogni anno sono di due tipi:

1. Contributo soggettivo obbligatorio – Calcolato sul reddito professionale netto con aliquota del 14,5% per il 2026. Se sei in regime forfettario, il reddito si calcola applicando il coefficiente di redditività del 78% ai ricavi. Esiste un minimale contributivo anche per chi non ha reddito: circa 3.700 euro all’anno.

2. Contributo integrativo – Si applica sui compensi lordi fatturati con aliquota del 5%. Questo contributo va addebitato in fattura al cliente come voce separata e poi versato alla CIPAG. Non è deducibile dal reddito perché è a carico del committente.

Per i primi 3 anni di attività i geometri under 35 possono beneficiare di una riduzione contributiva del 50% sui contributi minimi, a patto di non aver mai esercitato l’attività professionale in precedenza.

Le scadenze dei versamenti CIPAG sono quattro:
– 31 maggio (primo acconto)
– 31 luglio (secondo acconto)
– 30 novembre (terzo acconto)
– 28 febbraio dell’anno successivo (saldo)

Oltre ai contributi previdenziali, la CIPAG offre diverse prestazioni assistenziali:
– Assegno di maternità per le geometre
– Indennità di malattia e infortunio
– Sussidi per situazioni di disagio economico
– Borse di studio per figli di iscritti

L’iscrizione alla CIPAG ti dà diritto alla pensione di vecchiaia (requisiti: 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi) o alla pensione anticipata (requisiti: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne).

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione dei contributi CIPAG: calcola l’importo dovuto in base al reddito, emette i bollettini F24 per i versamenti e presenta la dichiarazione annuale dei redditi alla Cassa.

Costi Iniziali per Aprire lo Studio

Quanto costa aprire uno studio di geometra nel 2026? I costi iniziali variano in base alla tua situazione di partenza (se hai già un locale o lavori da casa, se acquisti attrezzature nuove o usate), ma ecco una stima realistica delle spese da sostenere.

Costi burocratici obbligatori:

| Voce | Importo |
|——|———|
| Iscrizione Albo Geometri | 150-300 euro (una tantum) |
| Contributo annuale Albo | 200-250 euro/anno |
| Apertura partita IVA | Gratuito |
| Casella PEC | 5-10 euro/anno |
| Assicurazione RC professionale | 300-600 euro/anno (base) |
| Iscrizione CIPAG | Gratuita |
| Contributi CIPAG minimi | Circa 3.700 euro/anno |
| Totale primo anno | Circa 4.500-5.000 euro |

Costi attrezzature e arredi:

| Voce | Importo |
|——|———|
| Computer professionale | 800-1.500 euro |
| Monitor aggiuntivo | 150-300 euro |
| Stampante multifunzione A3 | 400-800 euro |
| Scanner documenti | 100-200 euro |
| Scrivania e sedia ergonomica | 300-600 euro |
| Armadi e scaffalature | 200-400 euro |
| Totale arredi | Circa 2.000-4.000 euro |

Software e licenze professionali:

I software per geometri sono tra le spese più importanti. Esistono soluzioni gratuite e a pagamento:

– Software CAD (AutoCAD, BricsCad): 200-1.500 euro/anno
– Software topografia (Pregeo, CorrMap): 300-800 euro/anno
– Software pratiche catastali (Docfa, Voltura): 150-400 euro/anno
– Software computo metrico (PriMus, STR Vision): 300-600 euro/anno
– Gestionale fatturazione (anche gratuiti): 0-300 euro/anno

Totale software: 1.000-3.500 euro/anno (esistono pacchetti completi che riducono i costi)

Locale dello studio:

Se decidi di aprire uno studio esterno anziché lavorare da casa, devi considerare:
– Affitto mensile: 300-800 euro/mese (dipende dalla zona)
– Caparra iniziale: 2-3 mensilità
– Utenze (luce, gas, internet): 100-200 euro/mese
– Spese condominiali: 50-150 euro/mese

Lavorare da casa inizialmente ti permette di ridurre i costi fissi e investire di più in formazione, software e marketing.

Riepilogo investimento iniziale:

– Studio da casa: 5.000-10.000 euro (primo anno)
– Studio con locale: 10.000-20.000 euro (primo anno)

Molti geometri iniziano con una configurazione base e ampliano progressivamente dotazione e spazi man mano che aumentano i clienti e il fatturato.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a pianificare i costi iniziali e a scegliere il regime fiscale che ti permette di scaricare il massimo delle spese professionali, ottimizzando il carico fiscale fin dal primo anno.

Attrezzature e Software Necessari

Per lavorare come geometra libero professionista hai bisogno di attrezzature tecniche e software specializzati che ti permettano di svolgere le attività tipiche della professione: rilievi topografici, progettazione, pratiche catastali, direzione lavori.

Strumentazione topografica base:

| Attrezzatura | Costo | Quando serve |
|————–|——-|————–|
| Stazione totale | 3.000-15.000 euro | Rilievi topografici complessi |
| GPS/GNSS | 2.000-10.000 euro | Rilievi georiferiti e catastali |
| Distanziometro laser | 100-500 euro | Misurazioni interne ed esterne |
| Livello ottico | 300-1.000 euro | Livellazioni terreni |
| Treppiede | 80-200 euro | Supporto per strumenti |

All’inizio non è necessario acquistare tutta la strumentazione. Puoi:
– Iniziare con un distanziometro laser (indispensabile)
– Noleggiare strumenti costosi quando servono
– Acquistare attrezzatura usata certificata
– Investire gradualmente man mano che aumentano i lavori

Software professionali indispensabili:

1. Software CAD – Per disegnare progetti, planimetrie, sezioni:
– AutoCAD (standard di settore): 1.500 euro/anno
– BricsCad (alternativa economica): 600 euro/anno
– DraftSight (versione free limitata): gratuito
– LibreCAD (open source): gratuito

2. Software topografia – Per elaborare rilievi e gestire coordinate:
– Pregeo (obbligatorio per atti di aggiornamento catastale): gratuito Agenzia Entrate
– CorrMap: 300-500 euro/anno
– AutoCAD Civil 3D: 2.500 euro/anno

3. Software pratiche catastali – Per compilare Docfa, volture, visure:
– Docfa (Agenzia Entrate): gratuito
– Voltura 1.1 (Agenzia Entrate): gratuito
– Sofware integrati di mercato: 300-800 euro/anno

4. Software computo metrico e contabilità lavori:
– PriMus: 600 euro/anno
– STR Vision CPM: 400 euro/anno
– Computi alternativi: da 200 euro/anno

5. Software gestionale e fatturazione:
– Fatture in Cloud: 200 euro/anno
– Aruba Fatturazione Elettronica: 150 euro/anno
– Software gratuiti ENPAPI: gratuito

Pacchetti all-in-one:

Diverse software house offrono pacchetti completi per geometri che includono CAD, topografia, computi, pratiche catastali a prezzi scontati rispetto all’acquisto separato. Valuta queste soluzioni se devi partire da zero.

Hardware consigliato:

– Computer desktop o laptop con processore i5/i7 o Ryzen 5/7, RAM minima 16 GB, SSD da 512 GB, scheda grafica dedicata (per CAD 3D)
– Monitor secondario 24-27 pollici per lavorare su due schermi
– Stampante multifunzione A3 per stampare progetti e planimetrie
– Scanner A4 per digitalizzare documenti
– Tablet per rilievi in campo con app dedicate

Investimento software primo anno: 1.500-4.000 euro

Molti software offrono sconti per giovani professionisti o versioni educational per i primi anni di attività. Informati presso i produttori prima dell’acquisto.

Studio Individuale o Associato: Cosa Conviene

Quando decidi di aprire uno studio di geometra devi scegliere la forma giuridica più adatta alle tue esigenze. Le opzioni principali sono due: studio individuale o studio associato (o società tra professionisti).

Studio individuale

È la forma più semplice e diffusa, soprattutto per chi inizia. Lavori come geometra libero professionista con partita IVA individuale. Sei l’unico titolare dello studio e rispondi personalmente di tutte le obbligazioni professionali.

Vantaggi dello studio individuale:
– Massima autonomia decisionale
– Contabilità semplificata
– Possibilità di regime forfettario (se entro 85.000 euro)
– Nessun obbligo di bilancio
– Nessun costo di costituzione
– Gestione flessibile di orari e carichi di lavoro

Svantaggi:
– Responsabilità illimitata (rispondi con tutto il patrimonio personale)
– Tutto il carico di lavoro su una sola persona
– Difficoltà a gestire lavori complessi o simultanei
– Limitazioni nella crescita dimensionale

Studio associato o Società tra Professionisti (STP)

Lo studio associato è una forma di collaborazione tra due o più geometri (o altri professionisti tecnici compatibili: architetti, ingegneri, periti). Ogni associato mantiene la propria partita IVA individuale ma lavora insieme agli altri condividendo spese, clienti e competenze.

La Società tra Professionisti è una vera società (srl, snc) costituita tra professionisti. Ha partita IVA propria e patrimonio separato dai soci.

Vantaggi dello studio associato/STP:
– Condivisione dei costi fissi (affitto, software, attrezzature)
– Divisione del lavoro e maggiore capacità produttiva
– Possibilità di offrire servizi integrati (geometra + architetto + ingegnere)
– Maggiore credibilità verso clienti grandi (enti, imprese)
– Nella STP: responsabilità limitata al patrimonio societario

Svantaggi:
– Necessità di accordi chiari sulla gestione e divisione utili
– Contabilità più complessa (specie nella STP)
– Incompatibilità con regime forfettario nella STP
– Costi di costituzione (per la STP: atto notarile, iscrizione Registro Imprese)
– Potenziali conflitti tra soci

Quando conviene lo studio associato?

Lo studio associato o la STP convengono se:
– Hai già un buon numero di clienti e prevedi ricavi oltre gli 85.000 euro
– Vuoi offrire servizi integrati (progettazione + direzione lavori + pratiche catastali + sicurezza cantieri)
– Lavori su commesse pubbliche o grandi progetti privati
– Vuoi condividere investimenti costosi (strumentazione topografica, software avanzati)

Quando conviene lo studio individuale?

Lo studio individuale conviene se:
– Sei all’inizio e hai ancora pochi clienti
– Lavori principalmente su piccole commesse private
– Vuoi mantenere il regime forfettario
– Preferisci massima autonomia e flessibilità

Molti geometri iniziano con uno studio individuale e dopo alcuni anni, quando consolidano il portafoglio clienti e le competenze, valutano l’associazione con altri professionisti per crescere.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti consiglia sulla forma giuridica più conveniente analizzando la tua situazione specifica e le prospettive di crescita. Ti assiste anche nella costituzione di studi associati o STP, curando tutti gli aspetti fiscali e contributivi.

Domande Frequenti – Aprire Studio Geometra

Quanto costa aprire uno studio di geometra?

I costi iniziali per aprire uno studio di geometra partono da circa 5.000-10.000 euro se lavori da casa, fino a 10.000-20.000 euro se affitti un locale. Le spese principali includono: iscrizione Albo (150-300 euro), assicurazione RC (300-600 euro/anno), contributi CIPAG minimi (3.700 euro/anno), computer e attrezzature (2.000-4.000 euro), software professionali (1.000-3.500 euro/anno).

Posso aprire uno studio di geometra subito dopo il diploma?

No, il diploma da solo non basta. Devi completare un tirocinio praticante di 18 mesi presso uno studio professionale e poi superare l’esame di Stato. Solo dopo aver superato l’esame puoi iscriverti all’Albo dei Geometri e aprire la partita IVA come libero professionista.

È obbligatorio iscriversi alla CIPAG?

Sì, l’iscrizione alla CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri) è obbligatoria per tutti i geometri con partita IVA. Devi iscriverti entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA e versare i contributi previdenziali calcolati sul reddito professionale (minimo circa 3.700 euro/anno).

Quale regime fiscale conviene per un geometra?

Per i geometri che iniziano l’attività il regime forfettario è generalmente il più conveniente, se rispetti il limite di 85.000 euro di ricavi annui. Paghi un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni) e hai contabilità semplificata. Se prevedi ricavi superiori o hai già avuto partita IVA, valuta il regime ordinario con il supporto del CAF.

Posso aprire uno studio di geometra da casa?

Sì, puoi lavorare da casa come geometra libero professionista. Devi indicare l’indirizzo di casa come sede dell’attività nell’apertura della partita IVA. Lavorare da casa inizialmente ti permette di ridurre i costi fissi e investire di più in attrezzature, software e formazione.

Quanto guadagna un geometra libero professionista?

Il guadagno di un geometra dipende dall’esperienza, dalla zona geografica e dalla tipologia di clienti. Nei primi anni un geometra può fatturare tra 20.000 e 40.000 euro annui. Con esperienza e un buon portafoglio clienti si può arrivare a 50.000-80.000 euro o superare i 100.000 euro per gli studi affermati.

Che software servono per aprire uno studio di geometra?

I software essenziali sono: un CAD per la progettazione (AutoCAD, BricsCad), software per topografia (Pregeo, CorrMap), software per pratiche catastali (Docfa, Voltura), software per computi metrici (PriMus, STR Vision) e un gestionale di fatturazione. Esistono pacchetti completi per geometri che includono tutte queste funzioni a prezzi scontati.

Conviene aprire uno studio individuale o associato?

Dipende dalla tua situazione. Lo studio individuale conviene all’inizio: hai massima autonomia, contabilità semplice e puoi accedere al regime forfettario. Lo studio associato o la Società tra Professionisti conviene quando hai già molti clienti, vuoi offrire servizi integrati o lavorare su commesse grandi. Il CAF ti aiuta a valutare la soluzione migliore.

Hai bisogno di assistenza per aprire il tuo studio di geometra?

Aprire uno studio di geometra richiede una pianificazione accurata di tutti gli aspetti fiscali, contributivi e contabili. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per guidarti in ogni fase: dall’apertura della partita IVA alla scelta del regime fiscale più conveniente, dall’iscrizione CIPAG alla gestione contabile annuale.

I nostri consulenti specializzati in partite IVA per professionisti ti aiutano a:
– Valutare il regime fiscale ottimale (forfettario o ordinario)
– Aprire la partita IVA con il codice ATECO corretto
– Iscriverti alla CIPAG e calcolare i contributi
– Gestire la contabilità mensile e le scadenze fiscali
– Presentare le dichiarazioni annuali (Redditi, IVA, CIPAG)
– Ottimizzare le spese deducibili e il carico fiscale

Il nostro servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Geometra 2026

Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-21 09:00:002026-05-30 00:09:01Come Aprire uno Studio di Geometra: Guida Completa 2026
Geometri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Contributi CIPAG 2026: Aliquote, Minimi e Scadenze per Geometri

regime forfettario partita iva

Contributi CIPAG Geometri 2026: Aliquote, Calcolo e Scadenze

Se sei un geometra libero professionista iscritto alla CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri), devi conoscere con precisione quanto e quando versare i contributi cipag geometri per il 2026. La contribuzione previdenziale è obbligatoria per tutti i geometri iscritti all’Albo e rappresenta una parte significativa dei costi professionali annuali.

I contributi cipag geometri 2026 comprendono diverse componenti: il contributo soggettivo calcolato sul reddito professionale netto, il contributo integrativo da addebitare in fattura ai clienti e ulteriori quote fisse come il contributo di maternità. L’aliquota contributiva cipag per il contributo soggettivo è pari al 20% del reddito professionale, con un minimale obbligatorio che per il 2026 si attesta intorno ai 4.205 euro.

Oltre al contributo soggettivo, ogni geometra deve applicare in fattura il contributo integrativo CIPAG del 5% sul compenso lordo fatturato, che va poi versato alla Cassa secondo le scadenze trimestrali previste. Il mancato versamento dei contributi previdenziali comporta sanzioni e interessi di mora, oltre alla possibilità di sospensione dall’Albo professionale.

In questa guida completa analizziamo nel dettaglio tutte le componenti dei contributi cipag geometri, le aliquote 2026 aggiornate, il calcolo con esempi pratici su diversi livelli di reddito, le scadenze di versamento e le agevolazioni previste per i giovani professionisti.

Indice dei Contenuti

  1. Cos’è la CIPAG e Chi Deve Iscriversi
  2. Aliquote Contributive CIPAG 2026
  3. Contributo Minimo Obbligatorio
  4. Come Calcolare i Contributi CIPAG
  5. Contributo Integrativo in Fattura (5%)
  6. Scadenze Versamenti 2026
  7. Agevolazioni per Giovani Geometri
  8. Domande Frequenti

Cos’è la CIPAG e Chi Deve Iscriversi

La CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri) è l’ente previdenziale obbligatorio per tutti i geometri liberi professionisti iscritti all’Albo. Si tratta di una delle Casse private professionali istituite per garantire la previdenza e l’assistenza ai professionisti ordinistici.

Sono tenuti all’iscrizione alla CIPAG tutti i geometri che esercitano la libera professione, anche in forma associata o societaria, purché iscritti all’Albo professionale. L’iscrizione alla Cassa diventa obbligatoria dal momento in cui il professionista inizia l’attività e apre la partita IVA.

L’obbligo contributivo sussiste anche per i geometri che esercitano l’attività professionale in modo occasionale o part-time, purché iscritti all’Albo. Non sono invece tenuti all’iscrizione CIPAG i geometri che svolgono esclusivamente attività di lavoro dipendente.

La CIPAG gestisce le prestazioni pensionistiche (pensione di vecchiaia, pensione di anzianità, pensione di invalidità e inabilità), le prestazioni assistenziali (indennità di maternità, assegni familiari, sussidi straordinari) e i servizi per gli iscritti.

Aliquote Contributive CIPAG 2026

Le aliquote contributive CIPAG 2026 si articolano in diverse componenti obbligatorie:

Il contributo soggettivo CIPAG si calcola applicando un’aliquota del 20% al reddito professionale netto dichiarato ai fini IRPEF. Ad esempio, se un geometra dichiara un reddito professionale netto di 40.000 euro, il contributo soggettivo dovuto sarà pari a 8.000 euro.

Il contributo integrativo pari al 5% si calcola sul volume d’affari (compensi lordi fatturati) e deve essere addebitato in fattura ai clienti come voce separata.

Il contributo di maternità è una quota fissa annuale destinata a finanziare le indennità di maternità e paternità, generalmente poche centinaia di euro annui.

In sintesi, le aliquote contributive CIPAG 2026 sono:

  • Contributo soggettivo: 20% del reddito professionale netto
  • Contributo integrativo: 5% dei compensi lordi fatturati (da addebitare ai clienti)
  • Contributo di maternità: quota fissa annuale (circa 300-400 euro)

Contributo Minimo Obbligatorio

La CIPAG prevede un contributo minimo obbligatorio annuale che ogni geometra iscritto deve versare, indipendentemente dal reddito effettivamente prodotto.

Per l’anno 2026, il contributo minimo CIPAG geometri è pari a circa 4.205 euro, comprensivo della quota di contributo soggettivo calcolata su un reddito minimale convenzionale.

Il contributo minimo si applica quando il reddito professionale dichiarato, moltiplicato per l’aliquota del 20%, risulta inferiore alla soglia minima prevista. Ad esempio, se un geometra dichiara un reddito professionale di 15.000 euro, il contributo soggettivo teorico sarebbe 3.000 euro, ma dovrà comunque versare il contributo minimo di 4.205 euro.

Il versamento del contributo minimo garantisce la copertura previdenziale obbligatoria e la maturazione dei diritti pensionistici, anche in annualità di scarsa attività professionale.

Come Calcolare i Contributi CIPAG

Il calcolo dei contributi cipag geometri richiede di determinare separatamente le diverse componenti contributive. Vediamo alcuni esempi pratici:

Esempio pratico 1 – Reddito 30.000 euro:

  • Reddito professionale netto: 30.000 euro
  • Contributo soggettivo: 30.000 × 20% = 6.000 euro
  • Fatturato lordo stimato: 50.000 euro
  • Contributo integrativo: 50.000 × 5% = 2.500 euro
  • Contributo di maternità: 350 euro
  • Totale contributi CIPAG: 8.850 euro

Esempio pratico 2 – Reddito 40.000 euro:

  • Reddito professionale netto: 40.000 euro
  • Contributo soggettivo: 40.000 × 20% = 8.000 euro
  • Fatturato lordo stimato: 65.000 euro
  • Contributo integrativo: 65.000 × 5% = 3.250 euro
  • Contributo di maternità: 350 euro
  • Totale contributi CIPAG: 11.600 euro

Esempio pratico 3 – Reddito 50.000 euro:

  • Reddito professionale netto: 50.000 euro
  • Contributo soggettivo: 50.000 × 20% = 10.000 euro
  • Fatturato lordo stimato: 80.000 euro
  • Contributo integrativo: 80.000 × 5% = 4.000 euro
  • Contributo di maternità: 350 euro
  • Totale contributi CIPAG: 14.350 euro

Contributo Integrativo in Fattura (5%)

Il contributo integrativo CIPAG del 5% è una componente obbligatoria che ogni geometra deve applicare in fattura ai propri clienti, oltre al compenso professionale pattuito.

Come si indica in fattura:

  • Compenso professionale: 1.000,00 euro
  • Contributo integrativo CIPAG 5%: 50,00 euro
  • Totale imponibile: 1.050,00 euro
  • IVA 22%: 231,00 euro
  • Totale fattura: 1.281,00 euro

Il contributo integrativo concorre a formare la base imponibile IVA, quindi l’IVA si applica sull’importo comprensivo del contributo. Per i geometri in regime forfettario, che non applicano IVA, il contributo integrativo va comunque indicato separatamente.

In caso di mancata applicazione del contributo integrativo in fattura, il geometra è comunque tenuto a versare alla CIPAG il 5% del compenso, perdendo la possibilità di rivalersi sul cliente.

Scadenze Versamenti 2026

I contributi cipag geometri 2026 devono essere versati secondo un calendario trimestrale:

  • Prima rata: 31 maggio 2026 – versamento del 25% del contributo annuale stimato
  • Seconda rata: 31 agosto 2026 – versamento del 25% del contributo annuale stimato
  • Terza rata: 30 novembre 2026 – versamento del 25% del contributo annuale stimato
  • Quarta rata (saldo): 28 febbraio 2027 – versamento a conguaglio in base al reddito definitivo 2026

Il meccanismo di versamento prevede che le prime tre rate siano calcolate in via provvisoria, sulla base del reddito dell’anno precedente. La quarta rata serve a conguagliare i contributi dovuti sulla base del reddito effettivo dichiarato.

Il mancato rispetto delle scadenze comporta l’applicazione di sanzioni e interessi di mora, oltre a possibili conseguenze disciplinari per l’iscrizione all’Albo.

Agevolazioni per Giovani Geometri

La CIPAG prevede agevolazioni contributive per i geometri under 30 che si iscrivono per la prima volta alla Cassa.

L’agevolazione principale consiste in una riduzione del 50% del contributo soggettivo minimo per i primi tre anni di iscrizione. I giovani geometri pagano circa 2.100 euro annui invece di 4.205 euro.

Possono accedere all’agevolazione i geometri che soddisfano questi requisiti:

  • Età inferiore a 30 anni al momento della prima iscrizione
  • Prima iscrizione alla Cassa
  • Reddito professionale non superiore ai limiti stabiliti dalla Cassa

La riduzione contributiva opera automaticamente per i primi tre anni solari consecutivi dalla data di iscrizione. Il contributo integrativo del 5% e il contributo di maternità restano dovuti nella misura ordinaria.

Domande Frequenti sui Contributi CIPAG Geometri

Quanto costa la CIPAG per un geometra nel 2026?

Il contributo minimo obbligatorio è di circa 4.205 euro annui. Per un geometra con reddito di 40.000 euro e fatturato di 65.000 euro, il totale dei contributi si attesta intorno a 11.600 euro annui.

Il contributo integrativo del 5% lo paga il geometra o il cliente?

Il contributo integrativo viene formalmente pagato dal cliente, poiché va indicato separatamente in fattura. Il geometra incassa questo importo e poi lo versa alla CIPAG.

I contributi CIPAG sono deducibili dalle tasse?

Sì, i contributi CIPAG sono interamente deducibili dal reddito professionale ai fini IRPEF, riducendo la base imponibile su cui si calcolano le imposte.

Cosa succede se non pago i contributi CIPAG?

Il mancato pagamento comporta sanzioni e interessi di mora. L’iscritto moroso può essere segnalato all’Ordine professionale con possibili provvedimenti disciplinari fino alla sospensione dall’Albo.

Un geometra in regime forfettario deve versare i contributi CIPAG?

Sì, l’obbligo di versamento sussiste indipendentemente dal regime fiscale. Anche i geometri in regime forfettario devono versare contributo soggettivo, integrativo e di maternità.

Come faccio a sapere quanto devo versare alla CIPAG?

La CIPAG invia periodicamente i bollettini contributivi. Inoltre, accedendo all’area riservata del sito CIPAG si può verificare la propria posizione contributiva.

Assistenza per Contributi CIPAG e Adempimenti Fiscali

Hai bisogno di assistenza per il calcolo dei contributi CIPAG, la compilazione della dichiarazione dei redditi o la gestione degli adempimenti previdenziali? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.

I nostri consulenti ti aiutano a:

  • Calcolare correttamente i contributi CIPAG dovuti
  • Verificare la corretta applicazione del contributo integrativo del 5% nelle fatture
  • Compilare il modello Redditi e dedurre i contributi previdenziali
  • Gestire le scadenze contributive e i versamenti alla CIPAG
  • Valutare la convenienza del regime forfettario o ordinario

Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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Marzo 19, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-19 09:00:002026-05-30 00:08:13Contributi CIPAG 2026: Aliquote, Minimi e Scadenze per Geometri
Infermieri

Partita IVA Infermiere 2026: Guida Completa Regime Forfettario e ENPAPI

regime forfettario partita iva

La partita IVA infermiere rappresenta oggi un’opportunità concreta per i professionisti sanitari che vogliono esercitare la libera professione. Con il regime forfettario 2026 e i vantaggi fiscali previsti, sempre più infermieri scelgono di affiancare o sostituire il lavoro dipendente con l’attività autonoma. Questa guida completa ti spiega tutto quello che devi sapere: dai requisiti normativi ai contributi ENPAPI, dal calcolo del guadagno netto alle opportunità di lavoro, fino agli adempimenti fiscali e alle scadenze da rispettare.

Indice dei contenuti

  1. Introduzione alla Libera Professione Infermieristica
  2. Requisiti per Aprire Partita IVA come Infermiere
  3. Come Aprire la Partita IVA: Iter Completo
  4. Regime Forfettario per Infermieri 2026
  5. Contributi ENPAPI: Quanto si Paga
  6. Calcolo Guadagno Netto: 3 Esempi Pratici
  7. Fatturazione per Infermieri
  8. Opportunità di Lavoro per Infermieri con Partita IVA
  9. Adempimenti Fiscali e Scadenze
  10. Domande Frequenti

Introduzione alla Libera Professione Infermieristica

Negli ultimi anni, la libera professione infermieristica ha registrato una crescita significativa in Italia. I cambiamenti demografici, con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche, hanno creato una domanda crescente di assistenza infermieristica domiciliare e specializzata.

Il mercato offre opportunità concrete: secondo le stime più recenti, oltre il 30% degli infermieri iscritti all’OPI svolge attività libero-professionale, in forma esclusiva o come integrazione al lavoro dipendente. Le aree di maggiore richiesta sono l’assistenza domiciliare, le RSA, gli studi medici privati e le cooperative socio-sanitarie.

Aprire una partita IVA come infermiere significa acquisire autonomia professionale, poter scegliere i propri clienti e organizzare liberamente il proprio tempo. Il regime forfettario rende questa scelta particolarmente vantaggiosa dal punto di vista fiscale, con aliquote agevolate e adempimenti semplificati rispetto al regime ordinario.

Requisiti per Aprire Partita IVA come Infermiere

Per esercitare la libera professione infermieristica con partita IVA, è necessario possedere specifici requisiti professionali e assicurativi. Vediamoli nel dettaglio.

Titolo di Studio e Abilitazione

Il primo requisito fondamentale è il possesso della Laurea in Infermieristica (L/SNT1 – Classe delle professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria ostetrica). Deve trattarsi di una laurea conseguita presso un’università italiana o di un titolo estero riconosciuto equivalente dal Ministero della Salute.

Dopo la laurea, è obbligatorio superare l’esame di abilitazione alla professione di infermiere. Questo esame conferisce il titolo di “Infermiere” e l’autorizzazione a esercitare la professione sul territorio nazionale.

Iscrizione all’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI)

L’iscrizione all’OPI (ex IPASVI) della provincia in cui si intende esercitare è obbligatoria per legge. Senza questa iscrizione non è possibile aprire partita IVA come infermiere libero professionista. L’iscrizione comporta il pagamento di una quota annuale che varia tra 130 e 180 euro a seconda della provincia.

Assicurazione di Responsabilità Civile Professionale

Dal 2012, la polizza RC professionale è obbligatoria per tutti i professionisti sanitari che esercitano in forma autonoma. La polizza deve coprire i danni causati a terzi nell’esercizio dell’attività professionale, con un massimale minimo consigliato di almeno 1.000.000 di euro per sinistro.

Il costo medio di una polizza RC per infermiere libero professionista varia tra 200 e 500 euro annui, a seconda del massimale scelto e delle attività svolte. Alcune compagnie offrono polizze specifiche per infermieri con coperture personalizzabili.

Come Aprire la Partita IVA: Iter Completo

L’apertura della partita IVA infermiere richiede alcuni passaggi amministrativi da completare con precisione. Vediamo l’iter completo passo dopo passo.

Compilazione del Modello AA9/12

Il primo passaggio consiste nella compilazione del modello AA9/12 (dichiarazione di inizio attività) da presentare all’Agenzia delle Entrate. Il modello può essere:

  • Presentato online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate (servizio Fisconline o Entratel)
  • Consegnato a un CAF o commercialista che si occuperà della trasmissione telematica
  • Inviato tramite PEC all’indirizzo della Direzione Provinciale competente

Nel modello dovrai indicare:

  • Dati anagrafici e residenza
  • Codice ATECO dell’attività
  • Regime fiscale scelto (forfettario o ordinario)
  • Luogo di svolgimento dell’attività
  • Data di inizio attività

Scelta del Codice ATECO

Per l’attività di infermiere libero professionista, il codice ATECO corretto è il 86.90.29 – “Altre attività paramediche indipendenti NCA”. Questo codice identifica le prestazioni infermieristiche svolte in forma autonoma, sia a domicilio che presso strutture sanitarie.

Il codice ATECO determina il coefficiente di redditività per il regime forfettario (78% per questa attività) e l’inquadramento contributivo presso l’ENPAPI.

Iscrizione alla Gestione Separata ENPAPI

Entro 30 giorni dall’apertura della partita IVA, è obbligatorio iscriversi all’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica). L’iscrizione si effettua online sul sito enpapi.it compilando il modulo dedicato.

L’ENPAPI gestisce la previdenza obbligatoria degli infermieri liberi professionisti e sostituisce la Gestione Separata INPS. È fondamentale comunicare all’ENPAPI eventuali variazioni di attività o di reddito.

Comunicazione Unica (ComUnica)

La Comunicazione Unica viene generata automaticamente al momento della presentazione del modello AA9/12 e consente di assolvere contemporaneamente a tutti gli obblighi verso:

  • Agenzia delle Entrate (attribuzione partita IVA)
  • INPS (apertura posizione contributiva, poi trasferita a ENPAPI)
  • Camera di Commercio (se richiesto)
  • INAIL (solo se si assumono dipendenti)

Regime Forfettario per Infermieri 2026

Il regime forfettario è la scelta fiscale più conveniente per la maggior parte degli infermieri liberi professionisti. Vediamo come funziona nel dettaglio e quali sono i vantaggi.

Limite di Ricavi e Requisiti di Accesso

Per accedere al regime forfettario nel 2026, è necessario rispettare un limite di ricavi di 85.000 euro annui. Chi supera questa soglia è obbligato a passare al regime ordinario dall’anno successivo.

Altri requisiti per accedere al forfettario:

  • Non aver percepito redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 35.000 euro nell’anno precedente (soglia aggiornata dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024 — la causa ostativa si applica indipendentemente dal datore di lavoro)
  • Non aver sostenuto spese per collaboratori o dipendenti superiori a 20.000 euro lordi annui
  • Non partecipare contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari

Coefficiente di Redditività e Calcolo dell’Imposta

Nel regime forfettario, il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività del 78% ai ricavi incassati. In pratica, l’Agenzia delle Entrate presume che il 78% dei tuoi incassi sia reddito netto, mentre il restante 22% rappresenta forfettariamente i costi.

Sul reddito così determinato si applica un’imposta sostitutiva:

  • 5% per i primi 5 anni di attività (se non hai esercitato nei 3 anni precedenti attività simile, nemmeno in forma dipendente o autonoma)
  • 15% ordinaria dal sesto anno in poi o se non hai i requisiti per l’aliquota agevolata

L’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP. Non si pagano quindi più imposte sul reddito professionale.

Vantaggi del Regime Forfettario

I principali vantaggi del regime forfettario per gli infermieri sono:

  • Tassazione agevolata: aliquota 5% o 15% contro il 23-43% del regime ordinario
  • Nessun obbligo di fatturazione elettronica verso privati (facoltativa)
  • Esonero IVA: non si applica IVA in fattura e non si presenta dichiarazione IVA
  • Contabilità semplificata: basta un registro cronologico degli incassi
  • Nessun obbligo di ritenuta d’acconto: si incassa l’intero importo fatturato
  • Risparmio sui costi del commercialista: contabilità molto più semplice

Contributi ENPAPI: Quanto si Paga

I contributi ENPAPI rappresentano la principale voce di spesa previdenziale per l’infermiere libero professionista. Vediamo come funzionano e quanto si paga effettivamente.

Contributo Soggettivo (16%)

Il contributo soggettivo ENPAPI si calcola applicando l’aliquota del 16% sul reddito professionale dichiarato. Nel regime forfettario, il reddito su cui si calcolano i contributi è quello determinato con il coefficiente di redditività del 78%.

Esempio pratico: se hai fatturato 40.000 euro, il tuo reddito forfettario è 31.200 euro (40.000 x 78%). Il contributo soggettivo sarà 4.992 euro (31.200 x 16%).

Contributo Integrativo (4%)

In aggiunta al contributo soggettivo, gli infermieri con partita IVA devono versare il contributo integrativo del 4% sul volume d’affari (ricavi lordi). Questo contributo va addebitato in fattura al cliente e versato all’ENPAPI.

Il contributo integrativo è deducibile dal reddito professionale e finanzia le prestazioni assistenziali dell’Ente. In pratica, aggiungi il 4% a ogni fattura emessa e poi versi l’importo raccolto all’ENPAPI.

Contributo Minimo Annuale

L’ENPAPI prevede un contributo minimo annuale che deve essere versato anche se il reddito professionale è basso o nullo. Per il 2026, il contributo minimo soggettivo è pari a circa 2.700 euro annui.

Questo significa che anche se hai guadagnato poco, dovrai comunque versare almeno questa cifra per mantenere l’iscrizione attiva e accumulare anzianità contributiva utile per la pensione.

Scadenze Versamenti ENPAPI

I contributi ENPAPI si versano in 4 rate annuali:

  • Prima rata: entro il 31 maggio (saldo anno precedente + primo acconto anno corrente)
  • Seconda rata: entro il 30 novembre (secondo acconto anno corrente)
  • I versamenti si effettuano tramite modello F24 con codici tributo ENPAPI specifici

Per approfondire il calcolo dei contributi ENPAPI 2026, consulta la nostra guida dedicata con esempi pratici e scadenze aggiornate.

Calcolo Guadagno Netto: 3 Esempi Pratici

Per capire quanto si guadagna realmente con la partita IVA infermiere, vediamo tre esempi pratici con diversi livelli di fatturato. Consideriamo un infermiere in regime forfettario con aliquota 15% (non primo quinquennio).

Esempio 1: Fatturato 30.000 Euro

VoceImporto
Fatturato annuo lordo30.000 euro
Contributo integrativo 4% (addebitato ai clienti)+ 1.200 euro
Totale incassato31.200 euro
Reddito imponibile (78% di 30.000)23.400 euro
Imposta sostitutiva 15%– 3.510 euro
Contributi ENPAPI soggettivi 16%– 3.744 euro
Contributo integrativo ENPAPI da versare– 1.200 euro
Polizza RC professionale– 300 euro
Quota annuale OPI– 150 euro
Commercialista (forfettario)– 800 euro
NETTO ANNUO21.496 euro
NETTO MENSILE1.791 euro

Esempio 2: Fatturato 50.000 Euro

VoceImporto
Fatturato annuo lordo50.000 euro
Contributo integrativo 4%+ 2.000 euro
Totale incassato52.000 euro
Reddito imponibile (78% di 50.000)39.000 euro
Imposta sostitutiva 15%– 5.850 euro
Contributi ENPAPI soggettivi 16%– 6.240 euro
Contributo integrativo ENPAPI da versare– 2.000 euro
Polizza RC professionale– 350 euro
Quota annuale OPI– 150 euro
Commercialista– 1.000 euro
NETTO ANNUO36.410 euro
NETTO MENSILE3.034 euro

Esempio 3: Fatturato 70.000 Euro

VoceImporto
Fatturato annuo lordo70.000 euro
Contributo integrativo 4%+ 2.800 euro
Totale incassato72.800 euro
Reddito imponibile (78% di 70.000)54.600 euro
Imposta sostitutiva 15%– 8.190 euro
Contributi ENPAPI soggettivi 16%– 8.736 euro
Contributo integrativo ENPAPI da versare– 2.800 euro
Polizza RC professionale– 400 euro
Quota annuale OPI– 150 euro
Commercialista– 1.200 euro
NETTO ANNUO51.324 euro
NETTO MENSILE4.277 euro

Come si può vedere, il guadagno netto varia sensibilmente in base al fatturato. Con 50.000 euro di ricavi annui, un infermiere in regime forfettario porta a casa circa 3.000 euro netti al mese, cifra competitiva rispetto al lavoro dipendente ma con maggiore flessibilità e autonomia.

Fatturazione per Infermieri

La fatturazione è un aspetto cruciale per chi esercita con partita IVA. Gli infermieri godono di un regime particolare per quanto riguarda l’IVA. Vediamo come emettere correttamente le fatture.

Esenzione IVA Art. 10 DPR 633/72

Le prestazioni infermieristiche rientrano tra le prestazioni sanitarie esenti IVA ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/72. Questo significa che in fattura non va applicata l’IVA, indipendentemente dal regime fiscale adottato (forfettario o ordinario).

Sulla fattura dovrai indicare:

  • Descrizione della prestazione infermieristica
  • Importo della prestazione
  • Contributo integrativo ENPAPI 4%
  • Dicitura: “Operazione esente IVA ai sensi dell’art. 10 DPR 633/72”

Tariffe Professionali

Non esistono tariffari minimi obbligatori per gli infermieri liberi professionisti. Le tariffe medie praticate variano a seconda della tipologia di prestazione:

  • Assistenza domiciliare generica: 18-25 euro/ora
  • Medicazioni e iniezioni: 15-20 euro a prestazione
  • Prelievi domiciliari: 25-35 euro
  • Assistenza post-operatoria: 20-30 euro/ora
  • Gestione stomie/PEG/CVC: 25-40 euro a prestazione
  • Assistenza notturna: maggiorazione 30-50%

Opportunità di Lavoro per Infermieri con Partita IVA

Il mercato offre numerose opportunità per gli infermieri liberi professionisti. Vediamo i principali ambiti di lavoro e come accedervi.

Assistenza Domiciliare Privata

L’assistenza domiciliare rappresenta il settore con maggiore richiesta. Sempre più famiglie cercano infermieri per assistere anziani o malati cronici a casa, evitando ricoveri ospedalieri o RSA costose.

Collaborazioni con RSA e Case di Riposo

Molte RSA e case di riposo si rivolgono a infermieri liberi professionisti per sostituzioni per ferie o malattie del personale, copertura turni notturni e festivi.

Adempimenti Fiscali e Scadenze

Anche nel regime forfettario, gli infermieri con partita IVA devono rispettare alcuni adempimenti fiscali.

Dichiarazione dei Redditi

Ogni anno è obbligatorio presentare la dichiarazione dei redditi tramite modello Redditi Persone Fisiche. La scadenza è fissata al 30 novembre dell’anno successivo.

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Domande Frequenti

Posso avere partita IVA e contratto dipendente contemporaneamente?

Si, e possibile lavorare come infermiere dipendente e contemporaneamente esercitare la libera professione con partita IVA.

Conviene il regime forfettario o ordinario?

Per la stragrande maggioranza degli infermieri liberi professionisti, il regime forfettario è più conveniente.


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Marzo 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-19 09:00:002026-08-17 10:14:37Partita IVA Infermiere 2026: Guida Completa Regime Forfettario e ENPAPI
GESTIONE PARTITA IVA, N26 Business

N26 Business 2026: Recensione Completa del Conto per Freelancer

regime forfettario partita iva

Indice dei contenuti

  1. Cos’e N26 Business
  2. Piani e Prezzi 2026
  3. Caratteristiche Principali
  4. Commissioni Dettagliate
  5. Pro e Contro
  6. Confronto con i Competitor
  7. Domande Frequenti

Aggiornamento Importante – Marzo 2026

Banca d’Italia ha ordinato a N26 di sospendere l’acquisizione di nuovi clienti in Italia a causa di carenze nel rispetto della normativa antiriciclaggio. Se sei gia cliente N26, il tuo conto resta attivo. Per nuove aperture, valuta le alternative elencate in questa guida.

N26 Business e il conto per partite IVA della banca digitale tedesca N26. Nato nel 2013, N26 e diventato uno dei conti online piu popolari in Europa, con oltre 8 milioni di clienti. La versione Business e pensata per freelancer, liberi professionisti e ditte individuali.

In questa recensione analizzeremo piani, prezzi, funzionalita e limiti di N26 Business nel 2026, per aiutarti a capire se e la soluzione giusta per la tua attivita.

Cos’e N26 Business

N26 e una banca tedesca (N26 Bank GmbH) con licenza bancaria europea, autorizzata ad operare in Italia. Offre conti personali e business 100% digitali, gestibili interamente da app mobile.

N26 Business e riservato esclusivamente a:

  • Liberi professionisti iscritti ad albi (avvocati, architetti, commercialisti…)
  • Freelancer e lavoratori autonomi con partita IVA
  • Ditte individuali iscritte al Registro Imprese
  • Imprenditori individuali (es. titolari di B&B con P.IVA)

Attenzione: N26 Business non e disponibile per societa (SRL, SNC, SPA). Se hai una societa, valuta alternative come Tot o Finom.

Piani e Prezzi N26 Business 2026

N26 Business offre 4 piani tariffari, dal gratuito al premium.

PianoCanone MensileCarta FisicaPrelievi GratisCashback
Standard0 euro10 euro (opzionale)3/mese0,1%
Smart4,90 euroInclusaIllimitati (zona Euro)0,1%
You9,90 euroInclusaIllimitati (mondo)0,1%
Metal16,90 euroCarta MetalIllimitati (mondo)0,1%

Cosa include ogni piano

Standard (gratuito):

  • IBAN italiano
  • Carta Mastercard virtuale gratuita
  • Carta fisica opzionale (10 euro una tantum)
  • 3 prelievi gratuiti al mese (poi 2 euro/prelievo)
  • Bonifici SEPA gratuiti
  • Bonifici istantanei: 0,99 euro
  • Cashback 0,1% su tutti gli acquisti

Smart (4,90 euro/mese):

  • Tutto quello di Standard, piu:
  • Carta fisica inclusa
  • Prelievi illimitati in zona Euro
  • Bonifici istantanei gratuiti
  • 10 Spaces (sotto-conti) per organizzare le finanze
  • Spaces condivisi con collaboratori

You e Metal (per chi viaggia):

  • Prelievi gratuiti in tutto il mondo
  • Assicurazione viaggi inclusa
  • Assicurazione bagaglio e ritardo volo
  • Carta Metal esclusiva (solo piano Metal)

Caratteristiche Principali di N26 Business

IBAN Italiano

N26 Business offre un IBAN italiano (che inizia per IT), facilitando le operazioni domestiche e l’accettazione da parte di clienti e fornitori italiani.

Cashback dello 0,1%

Ogni acquisto effettuato con la carta N26 Business genera un cashback dello 0,1%. A fine mese, il cashback viene accreditato automaticamente sul conto. Non e molto, ma su volumi elevati puo accumularsi.

Bonifici Internazionali con Wise

Per i bonifici fuori zona Euro, N26 utilizza Wise (ex TransferWise) integrato nell’app. Le commissioni sono variabili ma generalmente inferiori alle banche tradizionali.

Spaces (Sotto-conti)

I piani Smart e superiori permettono di creare fino a 10 Spaces, spazi separati dal conto principale per organizzare le finanze (es. “Tasse”, “Investimenti”, “Fondo emergenza”).

MoneyBeam

MoneyBeam permette di inviare denaro istantaneamente ad altri utenti N26, gratis e in tempo reale.

Commissioni Dettagliate N26 Business

OperazioneStandardSmart
Canone mensileGratis4,90 euro
Bonifici SEPAGratisGratis
Bonifici istantanei0,99 euroGratis
Prelievi ATM (zona Euro)3 gratis, poi 2 euroIllimitati gratis
Carta fisica10 euroInclusa
Commissione saldo > 50.000 euroSi applicaSi applica

Nota: Se il saldo supera i 50.000 euro, N26 applica una commissione sulla liquidita in eccesso.

Pro e Contro di N26 Business

PUNTI DI FORZA

  • Piano gratuito (Standard)
  • IBAN italiano
  • Bonifici SEPA gratuiti e illimitati
  • Cashback 0,1% su tutti gli acquisti
  • App intuitiva e moderna
  • Apertura rapida da smartphone
  • Integrazione Wise per bonifici internazionali
  • Depositi protetti fino a 100.000 euro

LIMITI

  • No F24: non si possono pagare tasse
  • No bollettini: niente PagoPA, MAV, RAV
  • No societa: solo freelancer e ditte individuali
  • No fatturazione: nessun gestionale integrato
  • No deposito contanti: conto 100% digitale
  • Commissione su saldi elevati (oltre 50.000 euro)
  • Nuove aperture sospese (provvedimento Banca d’Italia)

Confronto con i Principali Competitor

CaratteristicaN26 BusinessRevolutTot
Piano GratuitoSiSi (Basic)No (da 7 euro)
IBAN ItalianoSiSiSi
Societa (SRL)NoSiSi
F24NoNoSi
Interessi LiquiditaNoNo4%
Cashback0,1%No1%
MultivalutaSi (via Wise)25+ valuteSolo EUR

Alternative a N26 Business

Data la sospensione delle nuove aperture in Italia, ecco le migliori alternative:

  • Revolut Business: piano gratuito, multivaluta, ideale per chi lavora con l’estero
  • Vivid Money Business: piano gratuito, cashback fino al 10%
  • Tot Business: IBAN italiano, F24, interessi al 4% (banca italiana)
  • Finom: conto + fatturazione integrata

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Domande Frequenti su N26 Business

N26 Business ha l’IBAN italiano?

Si, N26 Business offre un IBAN italiano (che inizia per IT). Questo facilita i bonifici domestici, la domiciliazione utenze e l’accettazione da parte di clienti italiani.

Posso aprire un conto N26 Business in Italia?

Al momento no. Banca d’Italia ha ordinato a N26 di sospendere l’acquisizione di nuovi clienti italiani a causa di carenze nella normativa antiriciclaggio. Se sei gia cliente, il tuo conto resta attivo. Per nuove aperture, valuta alternative come Revolut, Vivid o Tot.

Posso pagare F24 con N26 Business?

No, N26 Business non supporta il pagamento di F24, MAV, RAV e bollettini PagoPA. Per pagare le tasse dovrai usare un altro conto italiano. Se hai bisogno di F24, considera Tot Business.

N26 Business e adatto per SRL?

No, N26 Business e riservato esclusivamente a freelancer, liberi professionisti e ditte individuali. Le societa (SRL, SNC, SPA) non possono aprire un conto N26 Business. Per le societa, valuta Tot, Revolut o Finom.

N26 Business e sicuro?

Si, N26 e una banca tedesca (N26 Bank GmbH) con licenza bancaria europea. I depositi sono protetti dal Fondo di Garanzia Tedesco fino a 100.000 euro. L’app utilizza autenticazione biometrica e notifiche in tempo reale per ogni transazione.

Quanto costa N26 Business Standard?

N26 Business Standard e completamente gratuito: zero canone mensile, zero costi di attivazione, bonifici SEPA illimitati gratis. L’unico costo e la carta fisica (10 euro una tantum) se la richiedi. Oltre i 50.000 euro di saldo si applica una commissione.

Verdetto Finale: Conviene N26 Business?

N26 Business e (o era) un’ottima scelta per freelancer e liberi professionisti che cercano un conto semplice, gratuito e con IBAN italiano. Il cashback dello 0,1%, i bonifici gratuiti e l’app intuitiva lo rendono competitivo.

Tuttavia, i limiti sono significativi: niente F24, niente societa, niente fatturazione integrata. E soprattutto, la sospensione delle nuove aperture in Italia lo rende attualmente non disponibile per nuovi clienti.

Se stai cercando un conto business oggi, valuta le alternative: Revolut per il multivaluta, Vivid per il cashback, Tot per F24 e interessi.

Per una panoramica completa, leggi: Miglior Conto Corrente Partita IVA 2026.

Hai bisogno di assistenza per la tua partita IVA?

Se hai dubbi sulla scelta del conto business o sulla gestione fiscale della tua attivita, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione.

Contattaci:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: info@centrofiscale.com

Ultimo aggiornamento: marzo 2026. Situazione nuove aperture verificata a marzo 2026.

Marzo 19, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-19 08:00:002026-08-17 10:15:31N26 Business 2026: Recensione Completa del Conto per Freelancer
Geometri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Quanto Guadagna un Geometra nel 2026: Stipendio e Fatturato

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Capire quanto guadagna un geometra nel 2026 è fondamentale per chi sta valutando questa professione o desidera aprire partita IVA. Il reddito di un geometra varia notevolmente in base a diversi fattori: tipologia di contratto (dipendente o libero professionista), settore di impiego (pubblico o privato), esperienza accumulata, specializzazione tecnica e area geografica di attività.

La professione di geometra offre opportunità interessanti sia per chi preferisce la stabilità del lavoro dipendente, sia per chi sceglie l’autonomia della libera professione. Un geometra dipendente nel settore privato può guadagnare dai 24.000 euro annui come junior fino a oltre 50.000 euro per posizioni dirigenziali, mentre nel pubblico impiego gli stipendi seguono le tabelle contrattuali del comparto funzioni locali.

Per i geometri liberi professionisti, il fatturato dipende dal volume di incarichi gestiti e dalle tariffe applicate. Un professionista esperto può raggiungere fatturati tra 50.000 e 70.000 euro annui, con punte oltre i 100.000 euro per chi si specializza in settori ad alto valore aggiunto come CTU, certificazione energetica o coordinamento sicurezza.

In questa guida completa analizziamo tutti gli aspetti economici della professione: stipendi medi per settore ed esperienza, tariffe professionali 2026, calcolo del guadagno netto in regime forfettario, specializzazioni più redditizie e confronto tra lavoro dipendente e libera professione.

Indice dei contenuti

  1. Stipendio Geometra Dipendente: Settore Pubblico e Privato
  2. Quanto Guadagna un Geometra Libero Professionista
  3. Tariffe Geometra 2026: Prezzi per Prestazione
  4. Calcolo Guadagno Netto in Regime Forfettario
  5. Specializzazioni Più Redditizie per Geometri
  6. Fattori che Influenzano il Reddito del Geometra
  7. Dipendente vs Libero Professionista: Cosa Conviene?
  8. Domande Frequenti

Stipendio Geometra Dipendente: Settore Pubblico e Privato

Lo stipendio di un geometra dipendente varia significativamente tra settore pubblico e privato, con differenze legate all’esperienza, alle responsabilità e all’inquadramento contrattuale.

Nel settore privato, un geometra junior con 0-3 anni di esperienza percepisce mediamente tra 24.000 e 28.000 euro lordi annui. Questo livello retributivo corrisponde a circa 1.400-1.600 euro netti mensili per 14 mensilità. I geometri junior si occupano generalmente di supporto tecnico, rilievi, pratiche catastali e gestione documentale.

Con l’aumentare dell’esperienza, lo stipendio cresce in modo significativo. Un geometra senior con 5-10 anni di esperienza può guadagnare tra 35.000 e 45.000 euro lordi annui, corrispondenti a circa 1.900-2.400 euro netti mensili. A questo livello, il professionista gestisce autonomamente progetti, coordina cantieri e si interfaccia direttamente con clienti e pubblica amministrazione.

Per le posizioni dirigenziali o di responsabilità tecnica in aziende strutturate (grandi studi, imprese di costruzioni, società di ingegneria), lo stipendio può superare i 50.000 euro annui, arrivando in alcuni casi fino a 60.000-65.000 euro per figure con esperienza ultra-decennale e competenze specialistiche.

Nel settore pubblico, gli stipendi seguono le tabelle del Comparto Funzioni Locali per i dipendenti di comuni, province e regioni, o del Comparto Funzioni Centrali per ministeri ed enti nazionali. Un geometra viene generalmente inquadrato nelle categorie C o D:

  • Categoria C (livello C1-C3): stipendio lordo annuo tra 22.000 e 26.000 euro
  • Categoria D (livello D1-D3): stipendio lordo annuo tra 28.000 e 35.000 euro

Gli stipendi pubblici includono anche gli scatti di anzianità, che maturano ogni 3 anni, e le indennità specifiche (turni, reperibilità, disagio). La progressione di carriera nel pubblico è più rigida rispetto al privato, ma offre maggiore sicurezza occupazionale e benefit come il TFR integrale.

Un vantaggio del settore pubblico è la stabilità contrattuale e la possibilità di accedere a concorsi per progressioni verticali. Nel privato, invece, le opportunità di crescita retributiva dipendono maggiormente dalle performance individuali e dalla capacità di negoziazione.

Quanto Guadagna un Geometra Libero Professionista

Il reddito di un geometra libero professionista dipende dal fatturato generato e dalle spese sostenute per l’attività. A differenza del lavoro dipendente, il professionista autonomo ha una variabilità di guadagno molto più ampia, legata al numero di incarichi acquisiti, alle tariffe applicate e alla capacità di fidelizzare i clienti.

Un geometra neolaureato che apre partita IVA può aspettarsi un fatturato iniziale tra 20.000 e 30.000 euro annui. In questa fase, il professionista deve costruire la propria rete di clienti, spesso partendo da collaborazioni con studi affermati o accettando incarichi a tariffe competitive per acquisire esperienza e visibilità sul mercato.

Dopo 3-5 anni di attività e con un portafoglio clienti consolidato, il geometra libero professionista può raggiungere fatturati tra 40.000 e 60.000 euro annui. A questo livello, il professionista gestisce autonomamente pratiche edilizie, rilievi topografici, frazionamenti catastali, certificazioni energetiche e coordinamento della sicurezza nei cantieri.

I geometri esperti con oltre 10 anni di attività e specializzazioni richieste dal mercato possono fatturare tra 50.000 e 70.000 euro annui, con punte che superano i 100.000 euro per i professionisti top che operano in aree ad alta densità immobiliare (grandi città, zone costiere) o che si sono specializzati in settori ad alto valore aggiunto come CTU (Consulenza Tecnica d’Ufficio), progettazione BIM, o gestione grandi appalti pubblici.

È importante distinguere tra fatturato e guadagno netto. Dal fatturato lordo vanno sottratte diverse voci di costo:

  • Contributi previdenziali CIPAG: obbligatori per i geometri, variano dal 14% al 16% del reddito professionale
  • Imposte: in regime forfettario 5% (primi 5 anni) o 15%, in regime ordinario IRPEF progressiva
  • Spese operative: affitto studio, software professionali (AutoCAD, software topografia), assicurazione professionale, strumentazione tecnica, marketing
  • Commercialista: gestione contabilità e adempimenti fiscali

Un geometra che fattura 50.000 euro in regime forfettario (aliquota 15%) con coefficiente di redditività 78% avrà un guadagno netto stimato tra 28.000 e 32.000 euro annui, dopo imposte e contributi. Questo valore netto è comparabile allo stipendio di un geometra dipendente senior, ma con il vantaggio della flessibilità e della possibilità di crescita illimitata del fatturato.

La chiave del successo come libero professionista è la diversificazione dei servizi offerti e la capacità di adattarsi alle richieste del mercato. I geometri che offrono pacchetti completi (dalla progettazione alla direzione lavori, dalla topografia alle certificazioni) riescono a fidelizzare maggiormente i clienti e a incrementare il valore medio degli incarichi.

Tariffe Geometra 2026: Prezzi per Prestazione

Le tariffe professionali dei geometri non sono più soggette a minimi tariffari vincolanti dal 2012, quando è stato abolito il sistema delle parcelle obbligatorie. Oggi ogni professionista stabilisce i propri prezzi in base all’esperienza, alla complessità dell’incarico e al mercato locale. Tuttavia, esistono valori di riferimento che aiutano a orientarsi.

Ecco una panoramica delle tariffe medie 2026 per le prestazioni più comuni:

Pratiche edilizie

  • CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata): 300-600 euro per interventi semplici (manutenzione straordinaria, rimozione barriere architettoniche). Il prezzo sale a 800-1.200 euro per interventi più complessi che richiedono relazioni tecniche dettagliate.
  • SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività): 500-1.000 euro per lavori di ristrutturazione interna, 1.200-2.000 euro per interventi strutturali o cambio destinazione d’uso.
  • Permesso di Costruire: 1.500-3.000 euro per nuove costruzioni o ampliamenti, include progetto architettonico, relazioni tecniche e gestione iter autorizzativo.

Certificazioni energetiche e ambientali

  • APE (Attestato di Prestazione Energetica): 150-250 euro per appartamenti standard (60-100 mq), 300-500 euro per ville o edifici complessi.
  • Diagnosi energetica avanzata: 500-1.500 euro per edifici residenziali, 2.000-5.000 euro per immobili commerciali o industriali.

Topografia e catasto

  • Frazionamento catastale: 400-800 euro per frazionamenti semplici, 1.000-2.000 euro per terreni o fabbricati complessi.
  • Accatastamento nuova costruzione: 600-1.200 euro per unità abitativa.
  • Rilievo topografico: 300-600 euro per lotti standard (500-1.000 mq).

Perizie e stime immobiliari

  • Perizia estimativa immobiliare: 300-800 euro per appartamenti, 800-1.500 euro per ville o immobili commerciali.
  • Perizia asseverata per mutuo: 400-700 euro.

Direzione lavori e sicurezza

  • Direzione lavori: compenso calcolato in percentuale sull’importo lavori (3-8%).
  • Coordinamento sicurezza (CSP/CSE): 2-4% dell’importo lavori.

Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU)

  • Tariffazione oraria CTU: 80-150 euro/ora per incarichi da Tribunale.

Calcolo Guadagno Netto in Regime Forfettario

Il regime forfettario è la scelta fiscale più conveniente per la maggior parte dei geometri liberi professionisti. Per i geometri, il regime forfettario prevede un coefficiente di redditività del 78%.

Le aliquote fiscali del regime forfettario sono:

  • 5% per i primi 5 anni di attività (regime agevolato per startup)
  • 15% dal sesto anno o per chi non rientra nei requisiti dell’aliquota agevolata

Esempio 1: Geometra neolaureato con fatturato 25.000 euro (aliquota 5%)

  • Fatturato lordo: 25.000 euro
  • Reddito imponibile: 25.000 × 78% = 19.500 euro
  • Imposta sostitutiva (5%): 975 euro
  • Contributi CIPAG (16%): 3.120 euro
  • Guadagno netto stimato: 20.905 euro/anno

Esempio 2: Geometra con 5 anni esperienza, fatturato 50.000 euro (aliquota 15%)

  • Fatturato lordo: 50.000 euro
  • Reddito imponibile: 39.000 euro
  • Imposta sostitutiva (15%): 5.850 euro
  • Contributi CIPAG (16%): 6.240 euro
  • Guadagno netto stimato: 37.910 euro/anno

Esempio 3: Geometra esperto, fatturato 70.000 euro (aliquota 15%)

  • Fatturato lordo: 70.000 euro
  • Reddito imponibile: 54.600 euro
  • Imposta sostitutiva (15%): 8.190 euro
  • Contributi CIPAG (16%): 8.736 euro
  • Guadagno netto stimato: 53.074 euro/anno

Specializzazioni Più Redditizie per Geometri

La specializzazione professionale è la chiave per aumentare il guadagno medio degli incarichi.

1. Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU) e CTP

La tariffa oraria per CTU varia da 80 a 150 euro/ora. Un geometra specializzato in CTU può generare un fatturato aggiuntivo di 15.000-30.000 euro/anno.

2. Coordinamento Sicurezza nei Cantieri

I compensi per il coordinamento sicurezza sono calcolati in percentuale sull’importo lavori (2-4%). Gestendo 10-15 cantieri l’anno, un geometra specializzato può fatturare 25.000-50.000 euro.

3. Progettazione e Gestione BIM

Le tariffe per progetti BIM sono mediamente 20-30% superiori rispetto alla progettazione tradizionale.

4. Certificazione Energetica e Progettazione Sostenibile

Un geometra specializzato in efficienza energetica può generare un fatturato annuo di 40.000-60.000 euro.

5. Topografia Avanzata e Rilievi con Drone

Un geometra con certificazione ENAC può fatturare 500-1.500 euro al giorno per rilievi con drone.

6. Gestione Patrimonio Immobiliare

I contratti di facility management possono garantire compensi fissi mensili di 2.000-5.000 euro.

Fattori che Influenzano il Reddito del Geometra

Area geografica

Nelle grandi città (Milano, Roma, Torino, Bologna) le tariffe sono mediamente 20-40% superiori rispetto a piccoli centri o zone rurali.

Esperienza e reputazione

Un geometra con 10+ anni di attività ha costruito un network di clienti fidelizzati che garantisce un flusso costante di incarichi.

Capacità di marketing e networking

Avere un sito web professionale, essere presenti su Google My Business, gestire profili social aumenta significativamente la visibilità.

Diversificazione dei servizi

Offrire pacchetti completi semplifica la vita al cliente e fidelizza.

Competenze digitali e tecnologiche

I geometri che utilizzano software avanzati (CAD 3D, BIM, software topografia) sono più produttivi.

Dipendente vs Libero Professionista: Cosa Conviene?

Vantaggi del lavoro dipendente

  • Stabilità economica: stipendio fisso mensile, ferie retribuite, TFR
  • Copertura previdenziale completa: contributi INPS versati dal datore di lavoro
  • Assenza di rischio d’impresa
  • Orari regolari

Vantaggi della libera professione

  • Guadagno potenzialmente illimitato
  • Autonomia decisionale
  • Flessibilità
  • Vantaggio fiscale: regime forfettario con aliquote 5-15%

Confronto economico: caso pratico

Geometra dipendente: stipendio lordo 35.000 euro/anno → Valore totale 30.600 euro/anno

Geometra libero professionista forfettario: fatturato 50.000 euro → Netto disponibile 33.410 euro/anno

A parità di esperienza, il libero professionista guadagna circa 10% in più, ma senza le garanzie del dipendente.

Domande Frequenti

Quanto guadagna un geometra neolaureato?

Un geometra neolaureato dipendente guadagna mediamente tra 24.000 e 28.000 euro lordi annui nel settore privato. Se apre partita IVA, il fatturato iniziale si aggira sui 20.000-30.000 euro annui.

Conviene aprire partita IVA come geometra?

Aprire partita IVA conviene se si ha già un network di contatti e capacità di gestire l’incertezza economica. Il regime forfettario offre vantaggi fiscali significativi (aliquota 5% per i primi 5 anni).

Quali sono le specializzazioni più pagate per geometri?

Le più redditizie sono: CTU (80-150 euro/ora), Coordinamento Sicurezza (2-4% importo lavori), BIM, certificazione energetica e rilievi con drone.

Quanto guadagna un geometra libero professionista esperto?

Un geometra esperto può fatturare tra 50.000 e 70.000 euro annui, con punte oltre 100.000 euro. Il guadagno netto si aggira sui 35.000-50.000 euro annui.

Come aumentare il fatturato come geometra?

Investire in specializzazioni, diversificare i servizi, migliorare la visibilità online, fare networking e partecipare a gare d’appalto pubbliche.

Quali software deve conoscere un geometra?

I più richiesti sono: AutoCAD, Revit/Archicad per BIM, software topografia, software certificazione energetica e gestionali per fatturazione.

Hai bisogno di assistenza per aprire partita IVA come geometra?

Se stai valutando di aprire partita IVA come geometra libero professionista, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per guidarti nella scelta del regime fiscale più conveniente, nella gestione degli adempimenti CIPAG e nella compilazione della dichiarazione dei redditi.

Ti aiutiamo a calcolare il guadagno netto stimato in base al tuo fatturato previsto, a ottimizzare il carico fiscale e contributivo e a gestire tutti gli obblighi amministrativi, sia in ufficio a Udine che comodamente online.

Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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Marzo 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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Architetti e Ingegneri

Aprire Studio di Architettura o Ingegneria 2026: Guida Completa

regime forfettario partita iva

Vuoi aprire il tuo studio di architettura o studio di ingegneria? Ti chiedi quali sono i requisiti, i costi di avvio, gli adempimenti burocratici e come organizzare il tuo spazio di lavoro?

Aprire uno studio professionale richiede una pianificazione accurata: dall’iscrizione all’Albo all’apertura della partita IVA, dalla scelta della sede all’assicurazione professionale obbligatoria. In questa guida completa vedremo tutti i passaggi per aprire uno studio di architettura o ingegneria nel 2026, con i costi stimati e i consigli pratici per partire nel modo giusto.

Indice dei contenuti

  1. Requisiti per Aprire uno Studio
  2. Iter Burocratico Passo Passo
  3. Costi di Avvio
  4. Scelta della Sede
  5. Assicurazione RC Professionale
  6. Attrezzature e Software
  7. Studio Singolo, Associato o STP
  8. Adempimenti Annuali
  9. Domande Frequenti

Requisiti per Aprire uno Studio di Architettura o Ingegneria

Prima di aprire uno studio professionale, devi possedere specifici requisiti professionali.

Requisiti Obbligatori

RequisitoArchitettoIngegnere
Titolo di studioLaurea in ArchitetturaLaurea in Ingegneria
Esame di StatoAbilitazione professionaleAbilitazione professionale
Iscrizione AlboOrdine Architetti PPCOrdine degli Ingegneri
Partita IVAObbligatoriaObbligatoria
InarcassaIscrizione obbligatoriaIscrizione obbligatoria
Assicurazione RCObbligatoriaObbligatoria
PECObbligatoriaObbligatoria

Sezioni dell’Albo

  • Sezione A: Laureati magistrali/specialistici – abilitati a tutte le attivita
  • Sezione B: Laureati triennali (Junior) – attivita con limitazioni

Obbligo di Formazione Continua

Gli iscritti agli Albi sono tenuti alla formazione professionale continua (CFP – Crediti Formativi Professionali). Per architetti: 60 CFP nel triennio. Per ingegneri: 30 CFP all’anno.


Iter Burocratico Passo Passo

Ecco i passaggi per aprire il tuo studio di architettura o ingegneria.

Step 1: Iscrizione all’Albo Professionale

  • Cosa fare: Presentare domanda all’Ordine provinciale
  • Documenti: Laurea, certificato abilitazione, documento identita, marca da bollo
  • Costo: 200-400 euro (tassa iscrizione + quota annuale)
  • Tempistiche: 15-30 giorni

Step 2: Apertura Partita IVA

  • Cosa fare: Presentare modello AA9/12 all’Agenzia Entrate
  • Modalita: Online (Fisconline), tramite commercialista, o sportello
  • Codice ATECO: 71.11.00 (architetti) o 71.12.10 (ingegneri)
  • Regime fiscale: Forfettario (consigliato) o Ordinario
  • Costo: Gratuito (o 50-100 euro se tramite commercialista)

Step 3: Iscrizione a Inarcassa

  • Cosa fare: Iscriversi tramite portale Inarcassa On Line
  • Quando: Entro 30 giorni dall’inizio attivita
  • Documenti: Dati P.IVA, iscrizione Albo, IBAN
  • Contributi minimi: ~3.700 euro/anno (o ~2.300 under 35)

Step 4: Attivazione PEC

  • Provider: Aruba, Legalmail, Register, Poste Italiane
  • Costo: 10-30 euro/anno
  • Comunicazione: Comunicare all’Ordine e all’Agenzia Entrate

Step 5: Assicurazione RC Professionale

  • Obbligo: DPR 137/2012 – obbligatoria per tutti
  • Massimale consigliato: 500.000 – 1.000.000 euro
  • Costo: 300-800 euro/anno

Tempistica Totale: L’intero iter burocratico richiede circa 1-2 mesi dalla decisione all’operativita completa.


Costi di Avvio dello Studio

Ecco una stima dei costi iniziali per aprire uno studio di architettura o ingegneria.

Costi Burocratici

VoceCosto
Iscrizione Albo professionale200-400 euro
Apertura Partita IVA (con commercialista)0-100 euro
Attivazione PEC10-30 euro
Firma digitale30-80 euro
Subtotale burocratico240-610 euro

Costi Fissi Annuali

VoceCosto Annuo
Quota annuale Ordine150-250 euro
Contributi minimi Inarcassa3.700 euro (~2.300 under 35)
Assicurazione RC professionale300-800 euro
PEC (rinnovo annuale)10-30 euro
Commercialista (forfettario)500-1.000 euro
Totale costi fissi annuali4.660-5.880 euro

Costi per la Sede

TipologiaCosto MensileNote
Home office0 euroNessun costo aggiuntivo
Coworking150-400 euroScrivania + servizi
Ufficio piccolo400-800 euro20-40 mq
Studio strutturato800-1.500+ euro50+ mq, sala riunioni

Costi Attrezzature

VoceCosto
Computer/Workstation1.000-3.000 euro
Monitor professionale300-800 euro
Software CAD (licenza annuale)500-2.500 euro
Stampante/Plotter300-1.500 euro
Arredamento ufficio base500-2.000 euro
Totale attrezzature2.600-9.800 euro

Riepilogo Investimento Iniziale

  • Scenario minimo (home office): ~5.000-8.000 euro
  • Scenario medio (coworking): ~8.000-15.000 euro
  • Scenario completo (ufficio): ~15.000-25.000+ euro

Scelta della Sede: Home Office, Coworking o Ufficio

La scelta della sede dipende dal tipo di attivita e dal budget disponibile.

Opzione 1: Home Office

  • Pro: Zero costi fissi, massima flessibilita, deducibilita parziale utenze
  • Contro: Meno professionale per ricevere clienti, possibili distrazioni
  • Ideale per: Neo-professionisti, attivita prevalentemente da remoto

Opzione 2: Coworking

  • Pro: Costi contenuti, networking, sale riunioni incluse, flessibilita
  • Contro: Meno privacy, spazio limitato per attrezzature
  • Ideale per: Professionisti in crescita, chi fa molto lavoro da cliente

Opzione 3: Ufficio Proprio

  • Pro: Immagine professionale, spazio per team, personalizzazione completa
  • Contro: Costi fissi elevati, vincolo contrattuale, gestione spazio
  • Ideale per: Studi avviati, team di 2+ persone, clientela business

Consiglio: Per i primi 1-2 anni, consigliamo di partire con home office o coworking per minimizzare i costi fissi. Quando il fatturato supera i 50.000 euro/anno, valuta l’apertura di un ufficio proprio.


Assicurazione RC Professionale Obbligatoria

L’assicurazione RC professionale e obbligatoria per tutti gli architetti e ingegneri (DPR 137/2012).

Cosa Copre l’Assicurazione RC

  • Errori progettuali: Danni da errori nella progettazione
  • Omissioni: Mancanze nella prestazione professionale
  • Danni a terzi: Responsabilita per danni causati a terzi
  • Spese legali: Costi di difesa in caso di contenzioso

Massimali Consigliati

Fatturato AnnuoMassimale ConsigliatoPremio Indicativo
Fino a 30.000 euro250.000 euro200-400 euro
30.000-60.000 euro500.000 euro350-600 euro
60.000-100.000 euro1.000.000 euro500-900 euro
Oltre 100.000 euro2.000.000+ euro800-1.500+ euro

Molti Ordini professionali offrono polizze collettive a tariffe agevolate per gli iscritti. Verifica con il tuo Ordine provinciale.


Attrezzature e Software Necessari

Ecco le attrezzature essenziali per uno studio di architettura o ingegneria.

Hardware Essenziale

  • Computer/Workstation: RAM 32GB+, SSD, scheda grafica dedicata per CAD/BIM
  • Monitor: 27″+ ad alta risoluzione, calibrato per i colori
  • Stampante/Scanner: Multifunzione A3, o plotter per grandi formati
  • Backup: NAS o hard disk esterno + cloud
  • Tablet: Per sopralluoghi e presentazioni

Software Professionali

CategoriaSoftwareCosto Annuo
CAD 2D/3DAutoCAD, DraftSight300-2.000 euro
BIMRevit, ArchiCAD, Allplan500-3.000 euro
Rendering3DS Max, SketchUp, Lumion300-1.500 euro
Calcolo strutturaleSAP2000, Midas, PRO_SAP500-3.000 euro
Gestione studioTeamSystem, Fatture in Cloud100-500 euro
OfficeMicrosoft 365, Google Workspace100-250 euro

Alternative Open Source/Gratuite

  • FreeCAD: CAD 3D gratuito
  • Blender: Modellazione e rendering gratuito
  • LibreOffice: Suite office gratuita
  • QCAD: CAD 2D gratuito

Studio Singolo, Associato o STP

Puoi esercitare la professione in diverse forme giuridiche.

Confronto Forme Giuridiche

FormaProControIdeale per
Studio SingoloMassima semplicita, autonomiaResponsabilita illimitataProfessionista singolo
Studio AssociatoCondivisione costi, complementarietaResponsabilita solidale2-3 professionisti
STP (Societa)Responsabilita limitata, strutturaCosti gestione, burocraziaTeam strutturati

Studio Singolo (Ditta Individuale)

  • Semplicita: Apertura immediata con sola P.IVA
  • Costi: Minimi, nessun atto costitutivo
  • Fiscalita: Regime forfettario o ordinario
  • Responsabilita: Illimitata (patrimonio personale)

Studio Associato

  • Costituzione: Atto tra professionisti, registrazione all’Ordine
  • Fiscalita: Ogni associato fattura la propria quota
  • Responsabilita: Solidale tra gli associati
  • Vantaggi: Condivisione costi, competenze complementari

STP – Societa tra Professionisti

  • Forme: SRL, SAS, SNC tra professionisti
  • Requisiti: 2/3 dei soci devono essere professionisti iscritti
  • Fiscalita: Tassazione societaria (IRES/IRAP)
  • Responsabilita: Limitata al capitale sociale (SRL)

Consiglio: Per iniziare, lo studio singolo e la scelta piu semplice ed economica. Valuta lo studio associato o STP quando hai collaboratori stabili e fatturato superiore a 100.000 euro/anno.


Adempimenti Annuali

Ecco gli adempimenti ricorrenti per la gestione dello studio.

Adempimenti Fiscali

AdempimentoScadenza
Dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF)30 novembre
Versamento saldo e 1 acconto imposte30 giugno
Versamento 2 acconto imposte30 novembre
Liquidazione IVA trimestrale (se ordinario)16 maggio, agosto, novembre, febbraio

Adempimenti Inarcassa

AdempimentoScadenza
1a rata contributi minimi30 giugno
2a rata contributi minimi30 settembre
Dichiarazione reddituale Inarcassa31 ottobre
Conguaglio contributi31 dicembre

Adempimenti Ordine

AdempimentoScadenza
Quota annuale iscrizioneInizio anno (verifica con Ordine)
Formazione continua (CFP)Triennale (architetti) / Annuale (ingegneri)
Rinnovo assicurazione RCAlla scadenza polizza

💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni.

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Domande Frequenti (FAQ)

Quanto costa aprire uno studio di architettura?

I costi iniziali variano da 5.000 euro (home office, attrezzature base) a 25.000+ euro (ufficio proprio, attrezzature professionali). I costi fissi annuali sono circa 4.700-6.000 euro.

Posso aprire lo studio a casa?

Si, puoi esercitare la professione in home office. E la soluzione piu economica per iniziare. Ricorda di verificare eventuali vincoli del regolamento condominiale.

L’assicurazione RC e obbligatoria?

Si, dal 2012 (DPR 137/2012) l’assicurazione RC professionale e obbligatoria per tutti gli architetti e ingegneri. Il costo varia da 200 a 1.500 euro/anno.

Devo iscrivermi a Inarcassa anche se fatturo poco?

Si, se sei iscritto all’Albo e hai P.IVA per attivita professionale, l’iscrizione a Inarcassa e obbligatoria. Dovrai versare almeno i contributi minimi (~3.700 euro/anno).

Conviene aprire come studio singolo o associato?

Per iniziare, lo studio singolo e la scelta piu semplice. Valuta lo studio associato quando hai collaborazioni stabili e vuoi condividere costi e competenze.

Quali software sono indispensabili?

Come minimo servono: CAD 2D/3D (AutoCAD o alternative), software di gestione fatturazione, e Office. Il BIM e sempre piu richiesto per progetti complessi.


Hai bisogno di assistenza per aprire il tuo studio?

Aprire uno studio di architettura o ingegneria richiede una pianificazione accurata ma e assolutamente alla portata. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per architetti e ingegneri:

  • Apertura partita IVA e scelta regime fiscale
  • Iscrizione Inarcassa e gestione contributi
  • Dichiarazione dei redditi e adempimenti fiscali
  • Consulenza per l’avvio dello studio professionale

Il nostro servizio e disponibile sia in ufficio a Udine che online.

Contattaci al 0432 504432 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Hai bisogno di assistenza?

Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per una consulenza personalizzata. I nostri esperti possono aiutarti con tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali.

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Stima del tuo netto annuo in forfettario (architetti e ingegneri)

Cosa potresti portare a casa al netto di tasse e contributi Inarcassa, con coefficiente di redditività al 78% e aliquota IRPEF al 15% (scendere al 5% nei primi 5 anni se sei in startup):

Ricavi annuiImponibile (78%)Contributi InarcassaIRPEF 15%Netto stimato
25.000 euro19.500 euro3.608 euro2.384 euro19.009 euro
50.000 euro39.000 euro7.215 euro4.768 euro38.017 euro
80.000 euro62.400 euro11.544 euro7.628 euro60.828 euro
Stime semplificate basate su contributi Inarcassa. Valori puramente indicativi: il tuo netto reale dipende da deduzioni, anzianità contributiva, redditi extra e altri fattori. Per una simulazione esatta richiedi un preventivo personalizzato.

Errori comuni nel forfettario per architetti e ingegneri

Dopo aver assistito centinaia di architetti e ingegneri in regime forfettario al CAF Centro Fiscale, ecco gli sbagli che vediamo ripetersi più spesso. Conoscerli ti aiuta a evitarli:

  • Confondere Inarcassa (cassa autonoma obbligatoria iscritti Albo Architetti/Ingegneri) con Gestione Separata INPS
  • Dimenticare il versamento minimo Inarcassa anche con fatturato basso o nullo
  • Trascurare la dichiarazione annuale Inarcassa (entro 31 ottobre)
  • Errore sulla rivalsa contributo integrativo 4% sul cliente in fattura (separato dal corrispettivo)
  • Non gestire correttamente acconti e oneri istruttori PA
  • Confondere fatturazione PA (codice destinatario obbligatorio) con privati (codice 0000000)
  • Superare la soglia 35.000 euro redditi dipendenti (rilevante per architetti dipendenti studi terzi)

Simulazione personalizzata gratuita per architetti e ingegneri

Vuoi sapere esattamente quanto pagheresti di tasse e contributi Inarcassa nel tuo caso specifico? Il CAF Centro Fiscale prepara una simulazione personalizzata gratuita sulla base dei tuoi ricavi, della tua situazione previdenziale e dell’anno fiscale corrente — pensata su misura per i architetti e ingegneri in regime forfettario.

Cosa ricevi nella simulazione:

  • Stima del netto annuo nel forfettario applicabile al tuo caso
  • Confronto con il regime ordinario (semplificato + IRAP se applicabile)
  • Calcolo contributi Inarcassa sulla tua fascia di reddito reale
  • Verifica cause ostative L. 207/2024 (soglia 35k redditi dipendenti)
  • Indicazioni operative su fatturazione, marche da bollo e Sistema TS (se applicabile)

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Marzo 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-17 09:00:002026-08-17 10:14:34Aprire Studio di Architettura o Ingegneria 2026: Guida Completa
Geometri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Codice ATECO Geometra 2026: Quale Scegliere e Come Funziona

regime forfettario partita iva

Codice ATECO Geometra 2026: Quale Scegliere per Partita IVA

Aprire la partita IVA come geometra richiede la scelta del codice ATECO geometra corretto, una decisione fondamentale che influenza il regime fiscale, il coefficiente di redditività e gli obblighi contributivi. Il codice ATECO 71.12.30 è quello principale per le attività tecniche svolte dai geometri, ma esistono codici alternativi per chi svolge anche mediazione immobiliare o consulenza edilizia. In questa guida completa scoprirai quale codice ATECO scegliere per la tua attività di geometra nel 2026, come funziona il coefficiente di redditività del 78% nel regime forfettario, e quali errori evitare per non compromettere la tua posizione fiscale. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella scelta del codice ATECO più vantaggioso e nell’apertura della partita IVA, garantendo la massima convenienza fiscale.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Codice ATECO e Perché è Importante
  2. Codice ATECO 71.12.30: Attività Tecniche dei Geometri
  3. Altri Codici ATECO Compatibili per Geometri
  4. Coefficiente di Redditività 78% nel Regime Forfettario
  5. Come Scegliere il Codice ATECO Corretto
  6. Errori da Evitare nella Scelta del Codice ATECO
  7. Domande Frequenti

Cos’è il Codice ATECO e Perché è Importante

Il codice ATECO (Attività Economiche) è un sistema di classificazione adottato dall’ISTAT che identifica in modo univoco la tipologia di attività economica svolta da un’impresa o da un professionista. Per i geometri con partita IVA, la scelta del codice ATECO corretto è fondamentale perché determina:

– Il coefficiente di redditività applicato nel regime forfettario (per i geometri è del 78%)
– Gli obblighi contributivi verso la Cassa Geometri (Cipag)
– Le detrazioni fiscali e agevolazioni disponibili
– La corretta classificazione statistica dell’attività

Il coefficiente di redditività è particolarmente importante per chi sceglie il regime forfettario: rappresenta la percentuale di reddito imponibile calcolata sul fatturato lordo. Un coefficiente del 78% significa che, su 10.000 euro di fatturato, il reddito imponibile su cui si pagano le imposte è di 7.800 euro. Scegliere un codice ATECO sbagliato può comportare l’applicazione di un coefficiente diverso, con conseguenti errori fiscali e possibili sanzioni.

La classificazione ATECO è strutturata in modo gerarchico: si parte da una lettera (sezione), seguita da due cifre (divisione), altre due cifre (gruppo), altre due cifre (classe) e infine due cifre (categoria). Per i geometri, la sezione di riferimento è la M – Attività professionali, scientifiche e tecniche, all’interno della quale si trovano i codici specifici per le attività tecniche e di progettazione.

Quando si apre la partita IVA, è obbligatorio comunicare all’Agenzia delle Entrate il codice ATECO principale che identifica l’attività prevalente. È possibile indicare anche codici ATECO secondari se si svolgono attività complementari, come la mediazione immobiliare o la consulenza energetica. Il CAF Centro Fiscale di Udine analizza la tua situazione specifica per individuare il codice ATECO più vantaggioso, sia in termini fiscali che contributivi.

Codice ATECO 71.12.30: Attività Tecniche dei Geometri

Il codice ATECO 71.12.30 è il codice principale per i geometri liberi professionisti e identifica le “Attività tecniche svolte da geometri”. Questo codice rientra nella divisione 71 – “Attività degli studi di architettura e di ingegneria; collaudi e analisi tecniche” e nella classe 71.12 – “Attività degli studi d’ingegneria ed altri studi tecnici”.

Le attività comprese in questo codice includono:

– Progettazione edilizia di edifici residenziali, commerciali e industriali
– Direzione lavori per cantieri di costruzione e ristrutturazione
– Rilievi topografici e planimetrici
– Pratiche catastali (frazionamenti, volture, accatastamenti)
– Certificazioni energetiche (APE – Attestato di Prestazione Energetica)
– Consulenza tecnica per compravendite immobiliari
– Perizie e stime immobiliari
– Pratiche edilizie (CILA, SCIA, permessi di costruire)

Il coefficiente di redditività associato al codice ATECO 71.12.30 è del 78%. Questo significa che, se fatturi 50.000 euro in un anno, il tuo reddito imponibile sarà di 39.000 euro (50.000 × 78%). Su questo importo si applica l’imposta sostitutiva del 5% per i primi cinque anni di attività (se hai i requisiti per l’agevolazione nuove attività), oppure del 15% dal sesto anno in poi o se non hai diritto alla riduzione.

Esempio pratico di calcolo nel regime forfettario con codice ATECO 71.12.30:

– Fatturato annuo: 50.000 euro
– Reddito imponibile (78%): 39.000 euro
– Imposta sostitutiva al 5%: 1.950 euro
– Contributi Cipag minimi 2026: circa 4.200 euro
– Totale imposte e contributi: circa 6.150 euro

Il codice 71.12.30 è compatibile con il regime forfettario fino al limite di 85.000 euro di ricavi annui. Chi supera questa soglia è obbligato a passare al regime ordinario dall’anno successivo, con conseguente applicazione di IRPEF progressiva, IVA ordinaria e maggiori adempimenti contabili.

Per iscriversi alla Cassa Geometri (Cipag), il codice ATECO 71.12.30 è quello riconosciuto ufficialmente come attività professionale di geometra. L’iscrizione alla Cipag è obbligatoria entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA e comporta il pagamento di contributi previdenziali calcolati sul reddito professionale dichiarato.

Altri Codici ATECO Compatibili per Geometri

Oltre al codice ATECO 71.12.30, i geometri possono utilizzare codici ATECO secondari o alternativi a seconda delle attività svolte. Ecco i principali codici compatibili con la professione di geometra:

71.12.10 – Attività degli studi di ingegneria

Questo codice è utilizzato da geometri che collaborano con studi di ingegneria o svolgono attività di progettazione strutturale più complessa. Il coefficiente di redditività è identico al 71.12.30 (78%), quindi non ci sono differenze fiscali nel regime forfettario. Può essere indicato come codice secondario se svolgi collaborazioni tecniche con ingegneri.

68.31.00 – Attività di mediazione immobiliare

Molti geometri svolgono anche attività di mediazione immobiliare affiancando la consulenza tecnica alla compravendita di immobili. Questo codice ha un coefficiente di redditività del 86%, superiore a quello del codice 71.12.30. Attenzione: per svolgere mediazione immobiliare è necessaria l’iscrizione alla Camera di Commercio come agente immobiliare, con requisiti specifici (corso di formazione, esame di abilitazione).

Se la mediazione immobiliare è l’attività prevalente in termini di fatturato, conviene indicare il 68.31.00 come codice primario perché il coefficiente più alto (86%) comporta un reddito imponibile maggiore, ma anche deduzioni potenzialmente più elevate nel regime ordinario.

71.20.10 – Prove e analisi tecniche

Utilizzato da geometri che si occupano di certificazioni energetiche, collaudi tecnici, analisi di materiali edili o prove su strutture. Coefficiente di redditività: 78%. Può essere indicato come codice secondario se svolgi attività di controllo qualità o certificazioni specialistiche.

71.11.00 – Attività degli studi di architettura

Alcuni geometri con competenze di progettazione architettonica possono utilizzare questo codice, anche se è più specifico per gli architetti iscritti all’Ordine. Coefficiente di redditività: 78%. Da valutare con attenzione per evitare conflitti con l’Ordine degli Architetti.

71.12.50 – Attività tecniche svolte da periti industriali

Codice utilizzato da periti industriali, ma compatibile per geometri che svolgono attività tecniche in ambito industriale (sicurezza cantieri, valutazioni impatto ambientale). Coefficiente di redditività: 78%.

Quando scegliere un codice ATECO secondario? Se svolgi più attività con fatturati significativi (ad esempio, 60% geometra e 40% mediazione immobiliare), è consigliabile indicare entrambi i codici. Il codice primario sarà quello che genera il maggior fatturato, mentre i secondari identificano le attività complementari. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a individuare la combinazione migliore per la tua situazione specifica, ottimizzando il carico fiscale e contributivo.

Coefficiente di Redditività 78% nel Regime Forfettario

Il coefficiente di redditività del 78% è uno degli elementi chiave del regime forfettario per i geometri con codice ATECO 71.12.30. Ma cosa significa esattamente e come incide sulla tassazione?

Il coefficiente di redditività rappresenta la percentuale forfettaria di reddito che l’Agenzia delle Entrate presume tu abbia rispetto al fatturato lordo. In altre parole, è la quota di guadagno netto stimato dopo aver sottratto le spese. Per i geometri, questo coefficiente è fissato al 78%, uno dei più alti tra le attività professionali.

Come funziona il calcolo delle imposte

Ecco i passaggi per calcolare l’imposta sostitutiva nel regime forfettario:

1. Fatturato annuo lordo: somma di tutte le fatture emesse nell’anno (senza IVA, perché nel forfettario non si applica)
2. Reddito imponibile: fatturato × 78%
3. Contributi previdenziali Cipag deducibili: si sottraggono i contributi versati alla Cassa Geometri
4. Base imponibile finale: reddito imponibile – contributi Cipag
5. Imposta sostitutiva: 5% (primi 5 anni) o 15% (dal sesto anno) sulla base imponibile

Esempio completo per un geometra al secondo anno di attività:

– Fatturato annuo: 60.000 euro
– Reddito imponibile (78%): 46.800 euro
– Contributi Cipag versati: 5.500 euro
– Base imponibile finale: 41.300 euro
– Imposta sostitutiva al 5%: 2.065 euro

Totale imposte e contributi: 7.565 euro (2.065 di imposte + 5.500 di contributi)

Confronto con il regime ordinario: nel regime ordinario, sullo stesso fatturato di 60.000 euro, un geometra pagherebbe IRPEF progressiva (23%-43%), addizionali regionali e comunali, IVA al 22% da versare ogni trimestre, e avrebbe l’obbligo di tenuta contabilità ordinaria con costi di commercialista più elevati. Il regime forfettario risulta conveniente fino a redditi di circa 70.000-80.000 euro annui.

Vantaggi del coefficiente 78% per i geometri

Il coefficiente del 78% è relativamente alto rispetto ad altre attività (ad esempio, commercio al dettaglio 40%, ristorazione 40%, consulenza informatica 67%). Questo significa che l’Agenzia delle Entrate presume che i geometri abbiano costi operativi più bassi e margini più alti. In pratica:

– Su 10.000 euro di fatturato, paghi imposte su 7.800 euro (regime forfettario con 78%)
– Nel regime ordinario, potresti dedurre le spese effettive (software, attrezzature, carburante, formazione), ma con maggiore complessità contabile

Il regime forfettario conviene quando le spese reali sono inferiori al 22% del fatturato (100% – 78% = 22%). Se le tue spese superano questa soglia, potrebbe convenire il regime ordinario per dedurre i costi effettivi. Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua simulazioni personalizzate per individuare il regime più vantaggioso per la tua attività di geometra.

Come Scegliere il Codice ATECO Corretto

La scelta del codice ATECO corretto per la tua attività di geometra richiede un’analisi attenta delle prestazioni che svolgerai effettivamente. Ecco i criteri principali per orientarti nella decisione:

1. Identifica l’attività prevalente

Il codice ATECO primario deve riflettere l’attività che genera il maggior fatturato. Se prevedi di svolgere principalmente progettazione edilizia, rilievi topografici e pratiche catastali, il codice 71.12.30 è la scelta corretta. Se invece la mediazione immobiliare sarà la tua attività principale (oltre il 50% del fatturato), dovresti optare per il 68.31.00 come codice primario.

Domande da porti:

– Quale servizio offrirai più frequentemente ai tuoi clienti?
– Da quale attività prevedi di ottenere il maggior guadagno?
– Hai competenze specifiche in un settore (energetica, topografia, valutazioni immobiliari)?

2. Valuta i coefficienti di redditività

Se sei indeciso tra più codici, confronta i coefficienti di redditività:

– 71.12.30 (geometra): 78%
– 68.31.00 (mediazione immobiliare): 86%
– 71.20.10 (prove tecniche): 78%

Un coefficiente più alto comporta un reddito imponibile maggiore, quindi più imposte nel regime forfettario. Tuttavia, nel regime ordinario, un coefficiente più alto può consentire maggiori deduzioni forfettarie. La scelta dipende dal regime fiscale che adotterai.

3. Considera gli obblighi contributivi

Il codice ATECO 71.12.30 richiede l’iscrizione obbligatoria alla Cassa Geometri (Cipag), con contributi minimi annui di circa 4.200-4.500 euro (2026). Se indichi un codice diverso (ad esempio, mediazione immobiliare 68.31.00), potresti dover versare contributi alla Gestione Separata INPS invece che alla Cipag, con aliquote e regole diverse.

Verifica sempre con la tua Cassa previdenziale quale codice ATECO è riconosciuto per l’iscrizione. La Cipag riconosce ufficialmente il 71.12.30 come codice dei geometri liberi professionisti.

4. Pianifica le attività complementari

Se svolgerai più attività (geometra + mediazione immobiliare, oppure geometra + consulenza energetica), puoi indicare codici ATECO secondari. In fase di apertura partita IVA, comunica all’Agenzia delle Entrate:

– Codice primario: 71.12.30 (attività principale)
– Codice secondario: 68.31.00 (mediazione immobiliare)

Questo ti consente di emettere fatture per entrambe le attività senza problemi di classificazione fiscale.

5. Richiedi consulenza personalizzata

La scelta del codice ATECO ha impatti a lungo termine su imposte, contributi e obblighi amministrativi. Un errore può comportare:

– Applicazione di coefficienti di redditività sbagliati
– Sanzioni per dichiarazioni inesatte
– Difficoltà nell’iscrizione alla Cassa previdenziale
– Problemi in caso di controlli fiscali

Il CAF Centro Fiscale di Udine analizza la tua situazione specifica, simula i diversi scenari fiscali e ti guida nella scelta del codice ATECO più vantaggioso per la tua attività di geometra. Contattaci prima di aprire la partita IVA per evitare errori costosi.

Errori da Evitare nella Scelta del Codice ATECO

Scegliere il codice ATECO sbagliato può avere conseguenze significative sulla tua attività di geometra. Ecco gli errori più comuni da evitare:

1. Scegliere un codice generico per “risparmiare”

Alcuni professionisti pensano di poter indicare un codice ATECO con coefficiente di redditività più basso (ad esempio, 40% invece di 78%) per ridurre il reddito imponibile e pagare meno imposte. Questo è un errore grave: l’Agenzia delle Entrate incrocia i dati tra codice ATECO, attività dichiarata e fatture emesse. Se emerge una difformità, scattano accertamenti fiscali con sanzioni fino al 200% delle imposte dovute.

Il codice ATECO deve riflettere fedelmente l’attività svolta, non essere uno strumento di elusione fiscale.

2. Non aggiornare il codice ATECO quando cambia l’attività

Se hai aperto la partita IVA con il codice 71.12.30 (geometra) ma dopo due anni l’attività di mediazione immobiliare è diventata prevalente, devi variare il codice ATECO tramite comunicazione all’Agenzia delle Entrate (modello AA9/12). Non farlo comporta:

– Applicazione di coefficienti di redditività errati
– Contributi previdenziali versati alla Cassa sbagliata
– Rischi in caso di controlli

La variazione del codice ATECO è gratuita e si effettua online o tramite CAF entro 30 giorni dal cambiamento dell’attività.

3. Confondere codice primario e secondario

Il codice ATECO primario è quello che identifica l’attività prevalente (maggior fatturato). I codici secondari sono attività complementari. Indicare come primario un codice secondario comporta errori nella dichiarazione dei redditi e nei calcoli contributivi.

Esempio sbagliato: fatturi 40.000 euro come geometra (71.12.30) e 10.000 euro come mediatore immobiliare (68.31.00), ma indichi il 68.31.00 come primario. Errore: il codice primario deve essere il 71.12.30, mentre il 68.31.00 va indicato come secondario.

4. Non verificare la compatibilità con la Cassa previdenziale

Ogni Cassa previdenziale riconosce codici ATECO specifici. La Cipag (Cassa Geometri) riconosce ufficialmente il 71.12.30. Se indichi un codice diverso (ad esempio, 71.12.10 studi di ingegneria), la Cipag potrebbe rifiutare l’iscrizione o richiedere chiarimenti, con ritardi e possibili contenziosi.

Prima di scegliere il codice ATECO, verifica con la tua Cassa previdenziale quali codici sono ammessi per l’iscrizione obbligatoria.

5. Aprire partita IVA senza consulenza

Molti geometri aprono la partita IVA autonomamente online, scegliendo il codice ATECO in base a ricerche su internet o consigli di amici. Questo approccio aumenta il rischio di errori. Ogni situazione è diversa: un geometra che lavora principalmente per studi di ingegneria ha esigenze diverse da chi svolge mediazione immobiliare o consulenza energetica.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza personalizzata per la scelta del codice ATECO, l’apertura della partita IVA e la pianificazione fiscale. Affidandoti ai nostri esperti, eviti errori costosi e ottimizzi la tua posizione fiscale fin dall’inizio.

6. Non considerare le agevolazioni fiscali

Alcuni codici ATECO danno accesso a agevolazioni fiscali specifiche (crediti d’imposta, contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati). Ad esempio, il codice 71.12.30 può dare accesso a bandi per la digitalizzazione degli studi professionali o per l’acquisto di software tecnici.

Scegliere un codice sbagliato può escluderti da queste opportunità. Verifica sempre quali agevolazioni sono disponibili per il tuo settore prima di aprire la partita IVA.

Domande Frequenti sul Codice ATECO Geometra

Qual è il codice ATECO principale per i geometri?

Il codice ATECO 71.12.30 è il codice principale per i geometri liberi professionisti. Identifica le “Attività tecniche svolte da geometri” e comprende progettazione edilizia, rilievi topografici, pratiche catastali, certificazioni energetiche e direzione lavori. Questo codice ha un coefficiente di redditività del 78% nel regime forfettario ed è riconosciuto dalla Cassa Geometri (Cipag) per l’iscrizione obbligatoria.

Posso usare più codici ATECO come geometra?

Sì, puoi indicare un codice ATECO primario (attività prevalente) e uno o più codici secondari per attività complementari. Ad esempio, se svolgi sia attività di geometra (71.12.30) che mediazione immobiliare (68.31.00), indicherai il 71.12.30 come primario se genera il maggior fatturato, e il 68.31.00 come secondario. È importante che il codice primario rifletta l’attività che produce il maggior reddito.

Il codice ATECO 71.12.30 è compatibile con il regime forfettario?

Sì, il codice ATECO 71.12.30 è pienamente compatibile con il regime forfettario. Il coefficiente di redditività è del 78%, quindi su 10.000 euro di fatturato il reddito imponibile è di 7.800 euro. L’imposta sostitutiva è del 5% per i primi cinque anni (con requisiti nuove attività) e del 15% dal sesto anno. Il limite di ricavi annui per restare nel regime forfettario è di 85.000 euro.

Cosa succede se scelgo il codice ATECO sbagliato?

Scegliere un codice ATECO errato può comportare l’applicazione di coefficienti di redditività sbagliati, contributi previdenziali versati alla Cassa sbagliata, e sanzioni in caso di controlli fiscali. Se ti accorgi dell’errore, puoi variare il codice ATECO tramite modello AA9/12 entro 30 giorni dal cambiamento dell’attività. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella correzione e nella regolarizzazione della posizione fiscale.

Il codice ATECO geometra richiede l’iscrizione alla Cipag?

Sì, il codice ATECO 71.12.30 comporta l’iscrizione obbligatoria alla Cassa Geometri (Cipag) entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA. La Cipag è l’ente previdenziale di categoria per i geometri liberi professionisti. I contributi minimi annui nel 2026 sono di circa 4.200-4.500 euro, calcolati sul reddito professionale dichiarato. L’iscrizione è obbligatoria anche se svolgi l’attività part-time o come secondo lavoro.

Posso cambiare codice ATECO dopo aver aperto la partita IVA?

Sì, puoi variare il codice ATECO in qualsiasi momento tramite il modello AA9/12 da presentare all’Agenzia delle Entrate. La variazione è necessaria quando cambia l’attività prevalente o quando aggiungi nuove attività complementari. È importante comunicare la variazione entro 30 giorni dal cambiamento effettivo dell’attività. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce la pratica di variazione per te, garantendo la corretta comunicazione all’Agenzia delle Entrate e alla Cassa previdenziale.

Hai bisogno di assistenza per l’apertura della partita IVA da geometra?

La scelta del codice ATECO corretto è fondamentale per ottimizzare la tua posizione fiscale e contributiva. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nell’apertura della partita IVA, nella scelta del regime fiscale più vantaggioso e nella gestione degli adempimenti con la Cassa Geometri, sia in ufficio che online.

Contattaci per una consulenza personalizzata:

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Il nostro team di esperti fiscali analizza la tua situazione specifica, simula i diversi scenari fiscali e ti guida nella scelta migliore per la tua attività di geometra. Affidati a chi conosce la normativa fiscale e previdenziale del settore: il CAF Centro Fiscale di Udine è il tuo partner per la gestione professionale della partita IVA.

Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Geometra 2026

Marzo 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-17 09:00:002026-05-30 00:08:00Codice ATECO Geometra 2026: Quale Scegliere e Come Funziona
CAF, PARTITA IVA

Ravvedimento Speciale CPB 2026: Scadenza 16 Marzo e Calcolo Imposta F24

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il ravvedimento speciale CPB per il Concordato Preventivo Biennale rappresenta un’importante opportunità per i contribuenti che hanno aderito al CPB per il biennio 2025-2026. La scadenza del 16 marzo 2026 si avvicina rapidamente e richiede attenzione particolare per chi desidera regolarizzare eventuali discordanze tra i dati dichiarati e quelli effettivi.

Questa forma speciale di ravvedimento operoso consente di sanare errori o omissioni attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva agevolata, evitando le sanzioni ordinarie che potrebbero risultare molto più onerose. In questa guida approfondita analizziamo nel dettaglio come funziona il ravvedimento speciale, come si calcola l’imposta, quali sono i codici tributo F24 da utilizzare e tutte le informazioni necessarie per rispettare la scadenza del 16 marzo 2026.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Ravvedimento Speciale CPB
  2. Chi Può Accedere al Ravvedimento Speciale
  3. Scadenza 16 Marzo 2026: Tempistiche e Adempimenti
  4. Come si Calcola l’Imposta Sostitutiva
  5. Codici Tributo F24 per il Ravvedimento Speciale
  6. Vantaggi e Svantaggi del Ravvedimento Speciale
  7. Documentazione Necessaria per il Ravvedimento
  8. Domande Frequenti

Cos’è il Ravvedimento Speciale CPB

Il ravvedimento speciale per il Concordato Preventivo Biennale è uno strumento introdotto dalla normativa fiscale per permettere ai contribuenti che hanno aderito al CPB di regolarizzare la propria posizione in caso di scostamenti tra i redditi dichiarati nel concordato e quelli effettivamente realizzati. Si tratta di una forma particolare di ravvedimento operoso che prevede condizioni agevolate rispetto alla disciplina ordinaria.

Il Concordato Preventivo Biennale, introdotto dal decreto legislativo n. 13/2024, consente ai contribuenti in regime forfettario e ad altri soggetti ISA di concordare preventivamente con l’Agenzia delle Entrate il reddito imponibile per un biennio (2025-2026). Questo accordo vincola il contribuente a dichiarare almeno il reddito concordato, indipendentemente dal reddito effettivamente prodotto.

Tuttavia, possono verificarsi situazioni in cui il contribuente, per motivi diversi, non riesca a rispettare gli impegni assunti o commetta errori nella fase di adesione. Il ravvedimento speciale CPB permette di sanare queste situazioni pagando un’imposta sostitutiva calcolata sulle differenze emerse, con sanzioni ridotte rispetto al regime ordinario.

Le caratteristiche principali del ravvedimento speciale sono:

  • Ambito temporale limitato: il ravvedimento può essere effettuato esclusivamente entro la scadenza del 16 marzo 2026
  • Imposta sostitutiva agevolata: l’aliquota applicata è generalmente più favorevole rispetto alle sanzioni ordinarie
  • Esclusione sanzioni ordinarie: chi aderisce al ravvedimento speciale evita l’applicazione delle sanzioni previste per le violazioni ordinarie
  • Regolarizzazione definitiva: una volta effettuato il versamento, la posizione del contribuente viene sanata senza ulteriori contestazioni

Chi Può Accedere al Ravvedimento Speciale

Non tutti i contribuenti possono accedere al ravvedimento speciale CPB. L’accesso è riservato a categorie specifiche di soggetti che hanno aderito al Concordato Preventivo Biennale e che si trovano in determinate situazioni.

Possono aderire al ravvedimento speciale:

  • Contribuenti in regime forfettario che hanno aderito al CPB per il biennio 2025-2026 e hanno riscontrato scostamenti tra reddito concordato e reddito effettivo
  • Soggetti ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale) che hanno aderito al concordato e necessitano di regolarizzare discordanze nei dati dichiarati
  • Contribuenti che hanno commesso errori materiali nella compilazione della domanda di adesione al CPB
  • Chi ha modificato l’attività economica nel corso del biennio, rendendo non più applicabile il concordato originario

Non possono invece accedere al ravvedimento speciale:

  • Contribuenti che non hanno mai aderito al CPB
  • Chi ha già subito accertamenti fiscali relativi agli anni oggetto del concordato
  • Soggetti esclusi dal regime forfettario per superamento dei limiti di ricavi
  • Chi ha cessato definitivamente l’attività prima della scadenza del biennio concordato

È fondamentale verificare attentamente la propria posizione prima di procedere. Il CAF Centro Fiscale di Udine può effettuare un’analisi preliminare della situazione del contribuente per stabilire l’ammissibilità al ravvedimento speciale e valutare la convenienza rispetto ad altre soluzioni.

Scadenza 16 Marzo 2026: Tempistiche e Adempimenti

La scadenza del 16 marzo 2026 rappresenta un termine perentorio per chi intende aderire al ravvedimento speciale CPB. Oltre questa data, non sarà più possibile beneficiare delle condizioni agevolate previste dalla normativa e il contribuente dovrà affrontare le conseguenze ordinarie degli scostamenti dal concordato.

Il calendario degli adempimenti si articola come segue:

Entro il 28 febbraio 2026:

  • Analisi della propria posizione fiscale e verifica degli scostamenti tra reddito concordato e reddito effettivo
  • Raccolta della documentazione necessaria (dichiarazioni, fatture, registri contabili)
  • Calcolo dell’imposta sostitutiva dovuta

Entro il 10 marzo 2026:

  • Compilazione del modello F24 con i codici tributo corretti
  • Verifica finale dei calcoli effettuati
  • Predisposizione della dichiarazione integrativa se necessaria

Entro il 16 marzo 2026 (scadenza perentoria):

  • Versamento dell’imposta sostitutiva tramite modello F24
  • Conservazione della ricevuta di pagamento
  • Invio della comunicazione all’Agenzia delle Entrate (se prevista dalla normativa)

Cosa succede se non si rispetta la scadenza:

Il mancato rispetto della scadenza del 16 marzo 2026 comporta conseguenze rilevanti:

  • Decadenza dal ravvedimento speciale: non sarà più possibile beneficiare dell’imposta sostitutiva agevolata
  • Applicazione sanzioni ordinarie: l’Agenzia delle Entrate potrà applicare le sanzioni previste per le violazioni ordinarie, che possono arrivare fino al 200% dell’imposta dovuta
  • Possibile decadenza dal CPB: in casi gravi, il contribuente potrebbe decadere dal Concordato Preventivo Biennale con obbligo di rideterminare il reddito degli anni interessati
  • Accertamenti fiscali: maggiore probabilità di controlli e verifiche da parte dell’amministrazione finanziaria

Per questi motivi è fondamentale pianificare per tempo gli adempimenti. Il CAF Centro Fiscale può assistere il contribuente in tutte le fasi, dal calcolo dell’imposta alla compilazione del modello F24, garantendo il rispetto della scadenza.

Come si Calcola l’Imposta Sostitutiva

Il calcolo dell’imposta sostitutiva per il ravvedimento speciale CPB segue criteri specifici stabiliti dalla normativa fiscale. L’importo da versare dipende essenzialmente dalla differenza tra il reddito concordato e il reddito effettivo dichiarato o accertato.

La formula di calcolo base è la seguente:

Imposta sostitutiva = (Reddito effettivo – Reddito concordato) × Aliquota agevolata

Le aliquote agevolate variano a seconda della tipologia di contribuente:

  • Regime forfettario: l’aliquota dell’imposta sostitutiva è generalmente pari al 15% (o 5% per le nuove attività nei primi 5 anni)
  • Soggetti ISA: l’aliquota può variare in base al settore di attività e alla classe di ricavi, oscillando tra il 20% e il 26%
  • Maggiorazione per ritardo: se il ravvedimento viene effettuato oltre i primi 30 giorni dalla scadenza originaria del CPB, potrebbe applicarsi una maggiorazione dello 0,5% per ogni giorno di ritardo

Esempio pratico di calcolo per un forfettario:

Supponiamo che Marco, contribuente forfettario, abbia concordato un reddito di 40.000 euro per il 2025, ma il suo reddito effettivo sia stato di 52.000 euro. La differenza da regolarizzare è di 12.000 euro.

Calcolo dell’imposta:

  • Base imponibile: 12.000 euro
  • Aliquota: 15% (forfettario standard)
  • Imposta sostitutiva: 12.000 × 15% = 1.800 euro

A questo importo andrebbero aggiunte eventuali maggiorazioni per ritardo nel pagamento.

Elementi da considerare nel calcolo:

  • Anno di riferimento: il calcolo va effettuato separatamente per ciascun anno del biennio (2025 e 2026)
  • Deducibilità: alcune spese sostenute potrebbero ridurre la base imponibile su cui calcolare l’imposta
  • Acconti versati: vanno considerati eventuali acconti già versati in relazione al concordato
  • Crediti d’imposta: possono essere compensati con l’imposta sostitutiva dovuta

Documentazione necessaria per il calcolo:

Per effettuare un calcolo preciso dell’imposta sostitutiva è indispensabile disporre di:

  • Copia dell’adesione al CPB con indicazione del reddito concordato
  • Dichiarazione dei redditi dell’anno interessato (modello Redditi PF o modello 730)
  • Registri contabili (fatture emesse, ricevute, movimenti bancari)
  • Eventuali comunicazioni ricevute dall’Agenzia delle Entrate

Il CAF Centro Fiscale di Udine dispone degli strumenti informatici e delle competenze necessarie per effettuare il calcolo preciso dell’imposta sostitutiva, tenendo conto di tutte le variabili previste dalla normativa e individuando eventuali opportunità di riduzione del carico fiscale.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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Codici Tributo F24 per il Ravvedimento Speciale

Il versamento dell’imposta sostitutiva per il ravvedimento speciale CPB deve essere effettuato esclusivamente tramite modello F24, utilizzando i codici tributo specifici istituiti dall’Agenzia delle Entrate. L’utilizzo del codice tributo corretto è fondamentale per garantire la corretta imputazione del pagamento.

I codici tributo da utilizzare sono:

Codice tributo principale:

  • Codice 1713: “Imposta sostitutiva sul reddito – Ravvedimento Concordato Preventivo Biennale – Art. X DLgs 13/2024”

Questo codice va utilizzato per il versamento dell’imposta sostitutiva calcolata sulla differenza tra reddito concordato e reddito effettivo.

Codici tributo per sanzioni e interessi (se applicabili):

  • Codice 8913: “Sanzione pecuniaria per ravvedimento – CPB”
  • Codice 1989: “Interessi da ravvedimento operoso – CPB”

Compilazione del modello F24:

La sezione del modello F24 da utilizzare è la Sezione Erario, con i seguenti campi da compilare:

  • Campo “codice tributo”: inserire 1713
  • Campo “anno di riferimento”: indicare l’anno del reddito oggetto di ravvedimento (2025 o 2026)
  • Campo “importi a debito versati”: inserire l’importo dell’imposta sostitutiva calcolato
  • Campo “codice ufficio”: lasciare vuoto (non richiesto per questo tributo)
  • Campo “codice atto”: lasciare vuoto

Esempio di compilazione:

Se si deve versare 1.800 euro per il ravvedimento relativo all’anno 2025, il modello F24 andrà compilato come segue:

SEZIONE ERARIO
Codice tributo: 1713
Anno di riferimento: 2025
Importi a debito versati: 1.800,00

Modalità di pagamento:

Il modello F24 può essere pagato attraverso:

  • Home banking: la maggior parte delle banche consente il pagamento F24 online
  • Sportelli bancari: presso qualsiasi filiale bancaria
  • Uffici postali: presso gli sportelli di Poste Italiane
  • Intermediari abilitati: commercialisti, CAF, consulenti fiscali

Attenzione agli errori di compilazione:

Errori nella compilazione del modello F24 possono causare:

  • Mancata imputazione del pagamento: se il codice tributo è errato, il versamento potrebbe non essere riconosciuto
  • Sanzioni per omesso versamento: anche se il pagamento è stato effettuato, se non è correttamente imputato l’Agenzia delle Entrate potrebbe considerarlo omesso
  • Necessità di rimborso e nuovo versamento: correggere un F24 errato richiede procedure complesse e tempo

Verifica del pagamento:

Dopo aver effettuato il versamento è consigliabile:

  • Conservare la ricevuta del pagamento per almeno 5 anni
  • Verificare sul cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate che il pagamento sia stato correttamente acquisito (la verifica può essere effettuata dopo 5-7 giorni lavorativi)
  • In caso di anomalie, contattare immediatamente l’Agenzia delle Entrate o affidarsi al CAF per le necessarie rettifiche

Il CAF Centro Fiscale si occupa della compilazione e dell’invio del modello F24, garantendo la correttezza di tutti i dati e il rispetto della scadenza del 16 marzo 2026.

Per maggiori informazioni consultare i riferimenti ufficiali dell Agenzia delle Entrate.


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Marzo 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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