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GESTIONE PARTITA IVA, Guide Fatturazione Elettronica

Preventivi e Fatture Proforma 2026: Guida Completa per Professionisti

regime forfettario partita iva

Indice dei contenuti

  1. Preventivo, Proforma e Fattura: Le Differenze
  2. Cos’e la Fattura Proforma
  3. Quando Usare la Fattura Proforma
  4. Come Compilare una Fattura Proforma
  5. Come Fare un Preventivo Professionale
  6. Migliori Software per Preventivi e Proforma
  7. Domande Frequenti

Nel ciclo documentale di un libero professionista o di una partita IVA, preventivi e fatture proforma sono strumenti fondamentali. Spesso vengono confusi, ma hanno funzioni e valori giuridici molto diversi.

In questa guida completa vedremo le differenze tra preventivo, fattura proforma e fattura definitiva, quando usare ciascun documento, e i migliori software per gestirli in modo professionale.

Preventivo, Proforma e Fattura: Le Differenze

Prima di entrare nel dettaglio, chiariamo le differenze fondamentali tra questi tre documenti:

DocumentoValore FiscaleObbliga al PagamentoQuando si Usa
PreventivoNessunoNo (e una proposta)Prima dell’accordo
Fattura ProformaNessunoNo (e un’anteprima)Dopo l’accordo, prima del pagamento
Fattura DefinitivaSiSiAl pagamento (professionisti) o alla consegna (beni)

Il flusso documentale tipico

  1. Preventivo: proponi prezzo e condizioni al cliente
  2. Accettazione: il cliente conferma l’incarico
  3. Fattura Proforma: invii il riepilogo pre-pagamento
  4. Pagamento: il cliente salda
  5. Fattura Definitiva: emetti la fattura fiscale

Cos’e la Fattura Proforma

La fattura proforma e un documento che anticipa i contenuti della fattura definitiva, ma non ha valore fiscale. E una sorta di “anteprima” che permette al cliente di vedere l’importo da pagare senza che questo generi obblighi IVA per il professionista.

Caratteristiche principali

  • Non e una fattura fiscale: non va registrata in contabilita
  • Non genera IVA: l’IVA diventa esigibile solo con la fattura definitiva
  • Non e un titolo di pagamento: il cliente non puo detrarla
  • Ha struttura simile alla fattura: ma con diciture specifiche

Chi puo emettere la fattura proforma

La fattura proforma puo essere emessa solo da chi ha partita IVA e offre servizi o prestazioni professionali:

  • Professionisti: avvocati, notai, commercialisti, consulenti
  • Freelancer: web designer, copywriter, sviluppatori
  • Artigiani: per servizi (non per vendita diretta di beni)

Attenzione: Chi vende prodotti (negozi, e-commerce) non puo emettere fatture proforma. In questi casi la fattura fiscale va emessa al momento della consegna del bene.

Quando Usare la Fattura Proforma

La fattura proforma e particolarmente utile in queste situazioni:

1. Professionisti che fatturano al pagamento

Per avvocati, notai, commercialisti e consulenti, l’obbligo di fatturazione scatta al pagamento (art. 6 c. 3 DPR 633/72). La proforma permette di:

  • Comunicare l’importo dovuto al cliente
  • Attendere il pagamento prima di emettere la fattura fiscale
  • Evitare di anticipare l’IVA su compensi non ancora incassati

2. Accordi da finalizzare

Quando devi concordare modifiche o variazioni con il cliente prima della fatturazione definitiva, la proforma ti permette di:

  • Mostrare il dettaglio dei costi
  • Ricevere feedback e apportare correzioni
  • Finalizzare la fattura solo quando tutto e confermato

3. Clienti che richiedono un documento pre-pagamento

Alcuni clienti (soprattutto aziende) hanno bisogno di un documento formale per avviare l’iter di pagamento interno. La proforma serve a questo scopo senza generare obblighi fiscali.

Vantaggi della fattura proforma

Perche Usare la Proforma

  • Niente IVA anticipata: paghi l’IVA solo quando incassi
  • Flessibilita: puoi correggere errori senza annullare fatture
  • Professionalita: documento formale pre-pagamento
  • Controllo: sai esattamente quando emettere la fattura fiscale

Come Compilare una Fattura Proforma Corretta

La fattura proforma deve avere una struttura simile alla fattura fiscale, ma con alcune differenze fondamentali.

Elementi obbligatori

  1. Intestazione chiara: “FATTURA PROFORMA” o “PROFORMA INVOICE” in testa al documento
  2. Numerazione autonoma: separata dalla numerazione delle fatture fiscali (es. PF-001/2026)
  3. Dati del professionista: nome, indirizzo, partita IVA, codice fiscale
  4. Dati del cliente: ragione sociale, indirizzo, P.IVA/CF
  5. Descrizione della prestazione: dettaglio del servizio o bene
  6. Importi: imponibile, IVA (o indicazione regime forfettario), totale
  7. Diciture obbligatorie: vedi sotto

Dicitura obbligatoria

La fattura proforma deve contenere questa dicitura (o equivalente):

“Il presente documento non costituisce fattura valida ai fini del DPR 633/72 e successive modifiche. La fattura definitiva sara emessa all’atto del pagamento del corrispettivo (art. 6, c. 3, DPR 633/72).”

Questa dicitura e fondamentale per evitare che il documento venga considerato una fattura fiscale a tutti gli effetti.

Esempio di fattura proforma

FATTURA PROFORMA

N. PF-001/2026 del 15/03/2026


Emittente: Mario Rossi – Consulente Marketing
Via Roma 1, 33100 Udine – P.IVA 01234567890

Cliente: Azienda XYZ Srl
Via Milano 10, 20100 Milano – P.IVA 09876543210


Descrizione: Consulenza strategica marketing digitale – Marzo 2026

Imponibile: 1.000,00 euro
IVA 22%: 220,00 euro
Totale: 1.220,00 euro


Il presente documento non costituisce fattura valida ai fini del DPR 633/72. La fattura definitiva sara emessa all’atto del pagamento.

Come Fare un Preventivo Professionale

Il preventivo e il documento con cui proponi prezzo e condizioni al cliente, prima che venga formalizzato un accordo.

Elementi di un preventivo efficace

  1. Intestazione: “PREVENTIVO” con numero e data
  2. Validita: indicare fino a quando e valido (es. 30 giorni)
  3. Descrizione dettagliata: cosa e incluso e cosa no
  4. Importi chiari: imponibile, IVA, totale
  5. Tempistiche: quando sara eseguito il lavoro
  6. Condizioni di pagamento: modalita e scadenze
  7. Spazio per accettazione: firma del cliente

Consigli per preventivi vincenti

  • Sii specifico: elenca esattamente cosa e incluso
  • Evidenzia il valore: non solo il prezzo, ma i benefici
  • Prevedi varianti: offri opzioni a prezzi diversi
  • Includi i termini: evita malintesi futuri
  • Professionalita grafica: usa un template curato

Migliori Software per Preventivi e Fatture Proforma

Ecco i migliori strumenti per gestire preventivi e proforma in modo professionale:

SoftwarePrezzoPreventiviProformaFattura Elettronica
Fatture in CloudDa 4 euro/meseSiSiSi
FinomGratis / da 14 euroSiSiSi
Aruba29,90 euro/annoSiSiSi
InvoicexGratis (100 doc)SiSiSi
GIM FreeGratis (15 FE)SiSiSi
SmartStudioFree / LicenzaIllimitatiIllimitateSi (a pagamento)

Caratteristiche da cercare

  • Conversione automatica: da preventivo a proforma a fattura
  • Template personalizzabili: con il tuo logo e colori
  • Invio via email: direttamente dal software
  • Promemoria pagamenti: solleciti automatici
  • App mobile: per creare documenti ovunque

Per un confronto approfondito, leggi: Miglior Software Fatturazione Elettronica 2026.

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Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni.

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Domande Frequenti su Preventivi e Fatture Proforma

La fattura proforma ha valore fiscale?

No, la fattura proforma non ha alcun valore fiscale. Non puo essere registrata in contabilita, non giustifica la detrazione dell’IVA e non rappresenta un titolo di pagamento. Ha lo stesso valore giuridico di un preventivo. La fattura fiscale vera e propria deve essere emessa separatamente.

Quando devo emettere la fattura proforma?

La fattura proforma si emette dopo l’accordo con il cliente ma prima del pagamento. E particolarmente utile per professionisti (avvocati, consulenti) che fatturano al momento dell’incasso. Serve a comunicare l’importo dovuto senza generare obblighi IVA immediati.

Chi non puo emettere fatture proforma?

Chi vende prodotti (negozi fisici, e-commerce) non puo emettere fatture proforma. Per la cessione di beni, la fattura fiscale deve essere emessa al momento della consegna. La proforma e riservata a chi offre servizi e prestazioni professionali.

Qual e la differenza tra preventivo e fattura proforma?

Il preventivo e una proposta commerciale che si invia prima dell’accordo. La fattura proforma e un documento che si emette dopo l’accordo, come riepilogo pre-pagamento. Entrambi non hanno valore fiscale, ma la proforma ha una struttura piu simile alla fattura definitiva.

Devo numerare le fatture proforma?

Si, e consigliabile numerare le fatture proforma con una serie separata dalla numerazione delle fatture fiscali (es. PF-001/2026, PF-002/2026). Questo evita confusione e permette di tracciare i documenti. La numerazione non ha obbligo di legge ma e una buona pratica gestionale.

Posso emettere fattura proforma in regime forfettario?

Si, anche i forfettari possono emettere fatture proforma. In questo caso, invece di indicare l’IVA, si riportera la dicitura relativa al regime forfettario. La proforma servira comunque a comunicare l’importo al cliente prima dell’incasso e dell’emissione della fattura elettronica definitiva.

Conclusioni

Preventivi e fatture proforma sono strumenti essenziali per gestire il ciclo commerciale in modo professionale. Il preventivo ti permette di proporre le tue condizioni, la proforma di richiedere il pagamento senza anticipare l’IVA.

Ricorda:

  • La proforma non ha valore fiscale: serve solo come anteprima
  • Usa sempre la dicitura obbligatoria per evitare problemi
  • Scegli un software che converta automaticamente preventivo > proforma > fattura

Per approfondire la fatturazione, leggi anche: Fatturazione Elettronica Forfettari 2026.

Hai bisogno di assistenza fiscale?

Se hai dubbi su fatturazione, preventivi o gestione della tua partita IVA, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione.

Contattaci:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: info@centrofiscale.com

Ultimo aggiornamento: marzo 2026. Riferimenti normativi: DPR 633/72 art. 6 c. 3.

Marzo 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-17 08:00:002026-08-17 10:15:29Preventivi e Fatture Proforma 2026: Guida Completa per Professionisti
Geometri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Partita IVA Geometra 2026: Guida Completa Regime Forfettario, CIPAG e Tasse

regime forfettario partita iva

Stai pensando di aprire la partita IVA come geometra nel 2026? Questa guida completa ti spiega tutto quello che devi sapere per avviare e gestire la tua attività professionale in modo fiscalmente vantaggioso. Aprire la partita IVA geometra significa entrare nel mondo del lavoro autonomo con una professione tecnica riconosciuta e regolamentata, che offre ottime opportunità di guadagno e flessibilità lavorativa.

Il regime forfettario per geometri rappresenta oggi la soluzione fiscale più conveniente per i liberi professionisti: consente di pagare solo il 5% di tasse per i primi 5 anni (se hai meno di 35 anni e apri una nuova attività) oppure il 15% a regime, senza dover gestire IVA e con adempimenti contabili molto semplificati. Questa forma di tassazione agevolata è particolarmente vantaggiosa per chi inizia l’attività o ha un volume di ricavi contenuto entro i 85.000 euro annui.

Oltre alle tasse, dovrai considerare i contributi previdenziali CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza dei Geometri), che per il 2026 prevedono un’aliquota del 20% sul reddito con un minimo obbligatorio di 4.205 euro annui. La CIPAG garantisce la copertura pensionistica e assistenziale ai geometri liberi professionisti iscritti all’Albo.

In questa guida analizzeremo tutti gli aspetti fondamentali: dai requisiti per aprire la partita IVA geometra, al codice ATECO 71.12.30, fino al calcolo preciso delle tasse, dei contributi e del guadagno netto mensile. Scoprirai anche quando conviene il forfettario rispetto al regime ordinario e quali sono i costi annuali complessivi da sostenere.

Indice dei contenuti

  1. Requisiti per Aprire Partita IVA come Geometra
  2. Codice ATECO 71.12.30 per Geometri: Cosa Comprende
  3. Regime Forfettario per Geometri 2026: Come Funziona
  4. Contributi CIPAG 2026: Quanto Si Paga
  5. Come Si Calcola il Guadagno Netto di un Geometra con Partita IVA
  6. Fatturazione Elettronica e Adempimenti per Geometri
  7. Quanto Costa Mantenere la Partita IVA Geometra: Tutti i Costi
  8. Quando Conviene il Regime Forfettario per Geometri
  9. Servizio di Apertura Partita IVA al CAF Centro Fiscale Udine

Requisiti per Aprire Partita IVA come Geometra

Per aprire la partita IVA come geometra, è necessario soddisfare precisi requisiti normativi che garantiscono la regolarità dell’attività professionale. La professione di geometra è regolamentata dalla Legge 274/1929 e successive modifiche, che definiscono i titoli abilitativi e gli obblighi professionali.

Il primo requisito fondamentale è il diploma di geometra conseguito presso un istituto tecnico per geometri o titolo equipollente. Dopo il diploma, è obbligatorio svolgere un tirocinio professionale della durata di 18 mesi presso uno studio professionale di un geometra iscritto all’albo. Durante questo periodo, il praticante deve svolgere attività tecniche sotto la supervisione del tutor.

Al termine del tirocinio, il candidato deve superare l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di geometra. L’esame prevede prove scritte, grafiche e orali su materie tecniche, normative urbanistiche ed estimo. Una volta superato l’esame, si ottiene l’abilitazione professionale necessaria per iscriversi all’albo.

L’iscrizione all’Albo Professionale è obbligatoria per esercitare la professione. Ogni Collegio Provinciale dei Geometri gestisce l’albo territoriale, dove il professionista deve iscriversi per poter operare legalmente. L’iscrizione comporta il pagamento di una quota annuale al Collegio e l’obbligo di rispettare il codice deontologico della professione.

Parallelamente all’iscrizione all’albo, è necessario aprire la partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate. La procedura si effettua compilando il modello AA9/12 (per persone fisiche) entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Nella dichiarazione di inizio attività occorre indicare il codice ATECO 71.12.30 specifico per i geometri.

Un altro obbligo fondamentale è l’iscrizione alla Cassa CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza Geometri Liberi Professionisti). L’iscrizione deve avvenire entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA e comporta il versamento di contributi previdenziali obbligatori per la pensione futura. Il contributo minimo per il 2026 è di 4.205 euro annui.

Infine, è fortemente consigliata la stipula di una polizza assicurativa per la responsabilità civile professionale. Anche se non sempre obbligatoria per legge, questa copertura è essenziale per proteggere il geometra da eventuali richieste di risarcimento derivanti da errori o omissioni nell’esercizio della professione. Molti committenti, soprattutto enti pubblici, richiedono espressamente la polizza RC professionale prima di affidare incarichi.

Riepilogo requisiti essenziali:

  • Diploma di geometra e abilitazione professionale
  • Iscrizione all’Albo Professionale presso il Collegio Provinciale
  • Apertura partita IVA con codice ATECO 71.12.30
  • Iscrizione obbligatoria alla Cassa CIPAG
  • Polizza RC professionale (fortemente consigliata)

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutti questi adempimenti, dalla compilazione delle pratiche alla verifica dei requisiti, garantendo che ogni passaggio venga eseguito correttamente e nei termini di legge.

Codice ATECO 71.12.30 per Geometri

Il codice ATECO 71.12.30 identifica in modo specifico le “Attività tecniche svolte da geometri” nell’ambito della classificazione delle attività economiche italiane. La scelta del codice ATECO corretto è fondamentale per l’apertura della partita IVA geometra, poiché determina gli obblighi fiscali, previdenziali e statistici dell’attività professionale.

La classificazione ATECO (Attività Economiche) è la versione italiana della nomenclatura europea NACE, aggiornata periodicamente dall’ISTAT. Il codice 71.12.30 appartiene alla sezione M “Attività professionali, scientifiche e tecniche”, divisione 71 “Attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche”.

Attività incluse nel codice ATECO 71.12.30

Questo codice ATECO comprende tutte le attività tecniche tipiche della professione di geometra, definite dalla normativa professionale. Le principali attività rientranti sono:

Rilievi topografici e cartografici: misurazione e rappresentazione grafica di terreni, elaborazione di planimetrie catastali, frazionamenti, accatastamenti e aggiornamenti cartografici. Queste attività rappresentano il cuore tradizionale della professione di geometra.

Progettazione edilizia: progettazione di opere edili di modesta entità, direzione lavori, computi metrici estimativi e sicurezza nei cantieri. I geometri possono progettare edifici civili fino a determinati parametri dimensionali e di complessità strutturale.

Pratiche urbanistiche e catastali: presentazione di pratiche edilizie (CILA, SCIA, permessi di costruire), variazioni catastali, volture, docfa e pregeo. L’esperto geometra è il professionista di riferimento per tutte le pratiche che coinvolgono Comune e Catasto.

Stime e perizie: valutazioni immobiliari, stime di danni, perizie tecniche per tribunali o compagnie assicurative. L’attività estimativa è una competenza distintiva del geometra, particolarmente richiesta in ambito giudiziario.

Certificazioni energetiche: redazione di Attestati di Prestazione Energetica (APE) per compravendite e locazioni immobiliari, dopo aver conseguito l’abilitazione specifica come certificatore energetico.

Coefficiente di redditività per il regime forfettario

Per i geometri che scelgono il regime forfettario, il codice ATECO 71.12.30 è associato a un coefficiente di redditività del 78%. Questo significa che il Fisco presume che il 78% dei ricavi costituisca reddito imponibile, mentre il 22% rappresenta le spese forfettarie.

Facciamo un esempio pratico. Un geometra in regime forfettario che fattura 50.000 euro in un anno avrà:

  • Reddito imponibile: 50.000 × 78% = 39.000 euro
  • Imposta sostitutiva 15%: 39.000 × 15% = 5.850 euro
  • Reddito netto prima dei contributi: 50.000 – 5.850 = 44.150 euro

Il coefficiente del 78% è uno dei più alti tra le professioni intellettuali, il che rende il regime forfettario particolarmente conveniente per i geometri, specialmente se le spese effettive sono inferiori al 22% forfettizzato.

Altri codici ATECO correlati

Alcuni geometri svolgono attività che potrebbero richiedere codici ATECO aggiuntivi:

Codice ATECOAttivitàCoefficiente
68.31.00Attività di mediazione immobiliare67%
71.20.01Controllo di qualità e certificazione78%
74.90.99Altre attività professionali NCA67%

Se un geometra svolge anche attività di mediazione immobiliare, deve aggiungere il codice 68.31.00 e iscriversi al ruolo degli agenti immobiliari. In questo caso, ai fini del regime forfettario, si applica il coefficiente più basso (67%) per entrambe le attività.

La scelta del codice ATECO corretto va comunicata all’Agenzia delle Entrate in fase di apertura partita IVA tramite il modello AA9/12. Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica che il codice corrisponda effettivamente alle attività svolte, evitando errori che potrebbero causare contestazioni fiscali future.

Regime Forfettario per Geometri 2026

Il regime forfettario rappresenta la scelta fiscale più conveniente per la maggioranza dei geometri liberi professionisti. Questo regime agevolato, disciplinato dalla Legge 190/2014 e successive modifiche, offre una tassazione semplificata con un’aliquota imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per i primi cinque anni di nuova attività).

Per i geometri, il regime forfettario è particolarmente vantaggioso grazie al coefficiente di redditività del 78% associato al codice ATECO 71.12.30. Questo significa che il reddito imponibile si calcola applicando questo coefficiente ai ricavi totali, senza dover documentare analiticamente le spese effettive.

Requisiti di accesso per il 2026

Per accedere al regime forfettario geometra 2026, è necessario rispettare specifici requisiti che la Legge di Bilancio ha confermato anche per quest’anno:

Limite di ricavi: non superare 85.000 euro di compensi nell’anno precedente. Questo limite vale per tutte le attività svolte dal geometra. Se nel 2025 hai fatturato 86.000 euro, dal 2026 esci automaticamente dal forfettario e devi passare al regime ordinario.

Spese per lavoro dipendente: le spese per dipendenti e collaboratori non devono superare 20.000 euro lordi annui. Questo limite include stipendi, contributi e compensi a collaboratori occasionali. Molti geometri lavorano da soli o con un praticante, rispettando facilmente questo vincolo.

Beni strumentali: il valore complessivo dei beni strumentali acquistati (computer, strumentazione topografica, software, auto) non deve superare 20.000 euro. Si considerano solo i beni ammortizzabili acquistati l’anno precedente, non il valore totale dei beni posseduti.

Nessuna prevalenza verso ex datore di lavoro: se nei due anni precedenti hai avuto un rapporto di lavoro dipendente, non puoi emettere più del 50% dei ricavi verso quell’ex datore di lavoro. Questa norma vuole evitare false partite IVA.

Nessuna partecipazione in società: non puoi essere socio di società di persone, di capitali o associazioni professionali che svolgono attività riconducibile a quella del geometra. Se sei socio di una SRL che fa progettazione edilizia, non puoi accedere al forfettario.

Come funziona la tassazione forfettaria

La tassazione nel regime forfettario è molto più semplice rispetto al regime ordinario. Vediamo un esempio concreto per un geometra che fattura 60.000 euro nel 2026:

Passo 1 – Calcolo reddito imponibile:
Ricavi totali: 60.000 euro
Coefficiente di redditività: 78%
Reddito imponibile = 60.000 × 78% = 46.800 euro

Passo 2 – Contributi CIPAG deducibili:
Il geometra versa contributi CIPAG per circa 11.000 euro annui (considerando contributo soggettivo su 46.800 euro di reddito). Questi contributi sono interamente deducibili dal reddito imponibile:
Reddito imponibile dopo deduzioni = 46.800 – 11.000 = 35.800 euro

Passo 3 – Calcolo imposta sostitutiva:
Aliquota ordinaria: 15%
Imposta dovuta = 35.800 × 15% = 5.370 euro

Se il geometra è in regime agevolato startup (primi 5 anni), l’aliquota scende al 5%:
Imposta agevolata = 35.800 × 5% = 1.790 euro

Passo 4 – Calcolo guadagno netto:
Ricavi: 60.000 euro
Imposte: 5.370 euro (o 1.790 con aliquota 5%)
Contributi CIPAG: 11.000 euro
Netto in tasca = 60.000 – 5.370 – 11.000 = 43.630 euro
(oppure 47.210 euro con aliquota agevolata 5%)

Vantaggi del regime forfettario per geometri

Il regime forfettario offre numerosi vantaggi specifici per la professione di geometra:

Esenzione IVA: non devi addebitare IVA ai clienti (fatture con dicitura “operazione in regime forfettario ex L. 190/2014”), ma non puoi nemmeno detrarre l’IVA sugli acquisti. Per i geometri questo è spesso vantaggioso, perché molti costi (software in abbonamento, benzina, telefono) hanno IVA limitata.

Nessuna ritenuta d’acconto: quando fatturi a clienti che normalmente applicano ritenute (imprese, professionisti, enti pubblici), non subisci la trattenuta del 20%. Questo migliora la liquidità, perché incassi l’intero importo fatturato senza dover attendere il conguaglio fiscale.

Contabilità semplificata: non devi tenere registri IVA, scritture contabili complesse o bilanci. È sufficiente conservare fatture emesse e ricevute, registrando cronologicamente i ricavi. Questo riduce i costi di commercialista e il tempo dedicato alla burocrazia.

Nessun ISA (Indici Sintetici di Affidabilità): i geometri in regime ordinario sono soggetti agli ISA, algoritmi che verificano la congruità dei ricavi rispetto agli standard di settore. Nel forfettario non si applicano, eliminando il rischio di contestazioni basate su parametri statistici.

Aliquota startup al 5%: i geometri che aprono una nuova partita IVA possono beneficiare dell’aliquota ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività, a condizione di non aver svolto attività professionale nei tre anni precedenti. Questo è ideale per geometri neolaureati che avviano lo studio.

Quando si esce dal regime forfettario

L’uscita dal regime forfettario avviene automaticamente se si superano i limiti o vengono meno i requisiti:

Se nel 2026 superi 85.000 euro di ricavi, dal 2027 passi obbligatoriamente al regime ordinario. Esiste una tolleranza: se superi 85.000 ma resti sotto 100.000 euro, esci dal forfettario solo dall’anno successivo.

Se durante l’anno superi 100.000 euro, l’uscita è immediata dal momento del superamento. Dovrai iniziare ad applicare IVA e tenere contabilità ordinaria dalla fattura che fa sforare il limite.

Il CAF Centro Fiscale di Udine monitora costantemente i ricavi per i clienti geometri, avvisando tempestivamente se ci si avvicina alle soglie critiche, così da programmare per tempo eventuali strategie o il passaggio al regime ordinario.

Contributi CIPAG 2026: Quanto Si Paga

La Cassa CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza Geometri Liberi Professionisti) gestisce la previdenza obbligatoria di tutti i geometri liberi professionisti. L’iscrizione alla CIPAG è obbligatoria per legge entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA e comporta il versamento di contributi previdenziali che finanziano la futura pensione.

Per il 2026, la CIPAG ha confermato le aliquote contributive con un importante aumento programmato: l’aliquota soggettiva passa dal 19% al 20% nel 2026, per poi salire ulteriormente al 22% dal 2027. Questo incremento graduale è stato deciso per garantire la sostenibilità del sistema pensionistico della categoria.

Tipologie di contributi CIPAG

I geometri iscritti alla CIPAG versano tre tipologie di contributi:

Contributo soggettivo: è il contributo principale, calcolato sul reddito professionale netto dichiarato. Per il 2026 l’aliquota è del 20%. Questo contributo finanzia la pensione di vecchiaia e di anzianità del geometra.

Contributo integrativo: si applica in misura del 5% sull’ammontare dei compensi fatturati. Va addebitato obbligatoriamente in fattura al cliente, aumentando l’importo totale. Il contributo integrativo finanzia prestazioni assistenziali e integrative della Cassa.

Contributo di maternità: è un contributo di solidarietà calcolato in base al reddito e destinato a finanziare le indennità di maternità per le geometre professioniste. L’importo è generalmente contenuto (poche centinaia di euro annue).

Come si calcolano i contributi per il 2026

Vediamo un esempio concreto di calcolo dei contributi CIPAG per un geometra in regime forfettario che nel 2026 fattura 50.000 euro:

Passo 1 – Calcolo reddito professionale:
Ricavi totali: 50.000 euro
Coefficiente forfettario: 78%
Reddito professionale = 50.000 × 78% = 39.000 euro

Passo 2 – Contributo soggettivo:
Aliquota 2026: 20%
Contributo soggettivo = 39.000 × 20% = 7.800 euro

Attenzione: esiste un contributo minimo obbligatorio di 4.205 euro annui nel 2026, che si applica anche se il reddito è basso o nullo. Se il 20% del reddito scende sotto questa soglia, va comunque versato il minimo.

Passo 3 – Contributo integrativo:
Si calcola sul fatturato lordo, non sul reddito:
Contributo integrativo = 50.000 × 5% = 2.500 euro

Questo importo va addebitato in fattura. Esempio pratico: per una prestazione di 1.000 euro, il geometra emetterà fattura così:

  • Compenso professionale: 1.000 euro
  • Contributo CIPAG 5%: 50 euro
  • Totale fattura: 1.050 euro

Il cliente paga 1.050 euro, di cui 50 verranno versati alla CIPAG entro i termini previsti.

Passo 4 – Contributo di maternità:
Varia in base al reddito, indicativamente 200-400 euro annui.

Totale contributi annui CIPAG per questo esempio:
7.800 (soggettivo) + 2.500 (integrativo) + 300 (maternità stimato) = 10.600 euro

Contributo minimo CIPAG 2026

Anche i geometri con redditi bassi o che hanno appena aperto la partita IVA devono versare il contributo minimo di 4.205 euro nel 2026. Questo vale anche per chi ha fatturato zero o cifre molto contenute.

Facciamo un esempio: un geometra neolaureato apre partita IVA a ottobre 2026 e fattura solo 5.000 euro nei primi mesi. Il suo reddito forfettario sarà:
5.000 × 78% = 3.900 euro

Il contributo soggettivo sarebbe: 3.900 × 20% = 780 euro

Ma essendo inferiore al minimo, dovrà comunque versare 4.205 euro di contributo soggettivo. A questo si aggiungono:

  • Contributo integrativo: 5.000 × 5% = 250 euro
  • Contributo maternità: circa 200 euro

Totale: 4.655 euro

Questo rappresenta un costo fisso importante da considerare nella valutazione di convenienza dell’apertura della partita IVA geometra.

Agevolazioni contributive under 30

I geometri under 30 che si iscrivono per la prima volta alla CIPAG possono beneficiare di importanti riduzioni contributive:

Primi 2 anni: riduzione al 25% del contributo soggettivo minimo
Contributo dovuto: 4.205 × 25% = 1.051 euro annui

Anni 3-5: riduzione al 50% del contributo soggettivo minimo
Contributo dovuto: 4.205 × 50% = 2.102 euro annui

Questi sconti si applicano solo sul contributo soggettivo minimo, non sul contributo integrativo. Rappresentano un aiuto concreto per i giovani geometri che avviano la professione, riducendo significativamente i costi fissi iniziali.

Modalità e scadenze di versamento

I contributi CIPAG si versano in quattro rate trimestrali con scadenze fisse:

  • 31 maggio: acconto 30% su reddito anno precedente
  • 31 agosto: secondo acconto 30%
  • 30 novembre: terzo acconto 30%
  • 28 febbraio anno successivo: saldo a conguaglio

Il contributo integrativo (5% in fattura) va versato entro il 31 luglio dell’anno successivo a quello di riferimento. I versamenti si effettuano tramite modello F24 con codici tributo specifici CIPAG.

Il mancato pagamento dei contributi comporta l’applicazione di sanzioni e interessi, oltre al rischio di radiazione dalla Cassa con conseguente impossibilità di esercitare la professione. Il CAF Centro Fiscale di Udine calcola automaticamente gli importi dovuti e invia promemoria delle scadenze, evitando dimenticanze e sanzioni.

Come Si Calcola il Guadagno Netto

Calcolare il guadagno netto di un geometra con partita IVA richiede di considerare tutte le voci di costo che incidono sul fatturato lordo. Molti geometri alle prime armi sovrastimano i guadagni perché non considerano l’impatto di imposte, contributi previdenziali e spese professionali.

Vediamo nel dettaglio come si passa dal fatturato al netto in tasca, analizzando un caso concreto di un geometra in regime forfettario che fattura 70.000 euro nel 2026.

Esempio completo: da 70.000 euro di fatturato al netto

ENTRATE

Fatturato lordo annuo: 70.000 euro
Di cui contributo CIPAG 5% (già incluso in fattura): 3.333 euro
Ricavi effettivi: 70.000 euro

Nel regime forfettario il contributo integrativo CIPAG (5%) è incluso nel fatturato perché va addebitato al cliente. Quindi, se hai incassato 70.000 euro totali dalle fatture, circa 3.333 euro sono contributo CIPAG da versare alla Cassa.

CALCOLO REDDITO IMPONIBILE

Ricavi: 70.000 euro
Coefficiente di redditività ATECO 71.12.30: 78%
Reddito imponibile forfettario = 70.000 × 78% = 54.600 euro

CONTRIBUTI PREVIDENZIALI CIPAG

Contributo soggettivo: 54.600 × 20% = 10.920 euro
Contributo integrativo: 3.333 euro (già fatturato)
Contributo maternità: 350 euro (stimato)
Totale contributi CIPAG = 14.603 euro

I contributi soggettivi e di maternità sono deducibili dal reddito imponibile fiscale.

IMPOSTE SUL REDDITO

Reddito imponibile: 54.600 euro
Deduzioni contributi: 10.920 + 350 = 11.270 euro
Reddito imponibile dopo deduzioni = 54.600 – 11.270 = 43.330 euro

Imposta sostitutiva 15%: 43.330 × 15% = 6.500 euro

(Se il geometra è in regime agevolato startup con aliquota 5%, l’imposta sarebbe solo 2.167 euro)

CALCOLO NETTO FINALE

Fatturato totale: 70.000 euro
Meno imposte: -6.500 euro
Meno contributi CIPAG: -14.603 euro
Netto disponibile = 48.897 euro

Questo è l’importo che rimane al geometra prima di pagare le spese professionali effettive (software, carburante, telefono, assicurazione RC, ecc.).

Incidenza percentuale dei costi

Analizzando l’esempio sopra, vediamo l’impatto percentuale di ogni voce sul fatturato:

VoceImporto% su fatturato
Fatturato lordo70.000 €100%
Imposte (15%)6.500 €9,3%
Contributi CIPAG14.603 €20,9%
Netto disponibile48.897 €69,8%

Come si vede, circa il 30% del fatturato va in tasse e contributi. Questo è uno dei motivi per cui il regime forfettario è così conveniente per i geometri: in regime ordinario IRPEF l’incidenza fiscale sarebbe molto più alta.

Tabella riepilogativa per diversi livelli di fatturato

Ecco una sintesi del netto disponibile per diversi livelli di fatturato annuo (regime forfettario aliquota 15%):

FatturatoImposteContributi CIPAGNetto% Netto
30.000 €1.900 €6.105 €21.995 €73,3%
50.000 €4.235 €10.850 €34.915 €69,8%
70.000 €6.500 €14.603 €48.897 €69,8%
85.000 €8.177 €17.853 €58.970 €69,4%

Come si nota, la percentuale di netto sul fatturato rimane abbastanza stabile tra il 69-73%, grazie alla tassazione proporzionale del regime forfettario.

Il CAF Centro Fiscale di Udine fornisce simulazioni personalizzate del guadagno netto, aiutando i geometri a pianificare investimenti, valutare l’opportunità di assumere collaboratori o decidere se accettare determinati incarichi in base alla redditività effettiva.

Fatturazione Elettronica e Adempimenti

La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i geometri con partita IVA, sia in regime forfettario che ordinario. Dal 1° gennaio 2019, tutte le operazioni tra soggetti IVA residenti in Italia devono essere documentate tramite fattura elettronica trasmessa attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate.

Per i geometri in regime forfettario, dal 1° luglio 2022 è scattato l’obbligo di fatturazione elettronica anche verso privati cittadini, completando la digitalizzazione di tutti i documenti fiscali.

Come funziona la fattura elettronica per geometri

Il processo di fatturazione elettronica per un geometra prevede questi passaggi:

1. Creazione della fattura: si utilizza un software di fatturazione che genera il file XML secondo il formato standard previsto dall’Agenzia delle Entrate. Il file contiene tutte le informazioni della fattura: dati del geometra, dati del cliente, descrizione prestazione, importi, contributo CIPAG 5%, eventuali ritenute.

2. Firma digitale (facoltativa): il geometra può apporre una firma digitale qualificata al file XML per garantire l’autenticità del documento. Non è obbligatoria ma è consigliata per prestazioni verso enti pubblici.

3. Trasmissione al Sistema di Interscambio (SdI): il file XML viene inviato al sistema dell’Agenzia delle Entrate tramite PEC o attraverso i canali messi a disposizione dal software di fatturazione. Il SdI verifica la correttezza formale del file.

4. Recapito al cliente: se il cliente è un’impresa o professionista, riceve la fattura sul proprio indirizzo PEC o codice destinatario. Se è un privato cittadino (codice destinatario: 0000000), può scaricare la fattura dalla propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

5. Conservazione sostitutiva: tutte le fatture elettroniche vengono conservate automaticamente dall’Agenzia delle Entrate per 10 anni, sostituendo l’obbligo di archiviazione cartacea.

Elementi essenziali della fattura geometra

Una fattura corretta emessa da un geometra in regime forfettario deve contenere:

Dati del geometra:

  • Denominazione/nome e cognome
  • Partita IVA
  • Indirizzo studio professionale
  • Numero iscrizione all’Albo Geometri

Dati del cliente:

  • Denominazione/nome e cognome
  • Codice fiscale o Partita IVA
  • Indirizzo
  • Codice destinatario o PEC (per soggetti IVA)

Descrizione della prestazione:
Indicare chiaramente il tipo di attività svolta: “Progettazione architettonica villetta unifamiliare”, “Rilievo topografico e frazionamento catastale lotto X”, “Direzione lavori ristrutturazione”, ecc.

Importi:

  • Compenso professionale: 1.500 euro
  • Contributo CIPAG 5%: 75 euro
  • Totale fattura: 1.575 euro

Dicitura regime forfettario:
“Operazione effettuata in regime forfettario ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014. Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 1, comma 58, Legge n. 190/2014.”

Marca da bollo su fatture elettroniche

Le fatture in regime forfettario di importo superiore a 77,47 euro devono riportare l’imposta di bollo di 2 euro. Sulla fattura elettronica si indica “Bollo virtuale assolto ai sensi dell’art. 15 del DPR 642/72” e si versa l’imposta tramite modello F24 entro 120 giorni dalla chiusura dell’anno (quindi entro 30 aprile dell’anno successivo).

Esempio: un geometra emette 200 fatture nel 2026, di cui 180 sopra i 77,47 euro. Dovrà versare:
180 fatture × 2 euro = 360 euro di imposta di bollo entro il 30 aprile 2027.

Il versamento si effettua con modello F24, codice tributo “2501”. La mancata applicazione del bollo comporta sanzioni dal 100% al 500% dell’imposta dovuta.

Altri adempimenti fiscali per geometri

Oltre alla fatturazione elettronica, i geometri con partita IVA devono gestire questi adempimenti:

Dichiarazione dei redditi: il geometra in regime forfettario presenta il modello Redditi PF entro il 30 novembre dell’anno successivo, indicando i ricavi percepiti e versando l’imposta sostitutiva. Il CAF Centro Fiscale si occupa della compilazione e dell’invio telematico.

Certificazione Unica (CU): entro il 16 marzo, il geometra deve inviare la CU ai committenti soggetti a ritenuta (se applicabile) e all’Agenzia delle Entrate. Nel regime forfettario questo adempimento è spesso non necessario perché non si applicano ritenute.

Registri contabili: i geometri in regime forfettario non devono tenere registri IVA né libro giornale. È sufficiente conservare cronologicamente le fatture emesse e ricevute. Obbligatoria invece la numerazione progressiva delle fatture emesse.

Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutti questi adempimenti per i geometri clienti, dalla predisposizione delle fatture elettroniche al calcolo dell’imposta di bollo, fino alla dichiarazione annuale dei redditi, garantendo la piena conformità normativa e la massima tranquillità operativa.

Quanto Costa Mantenere la Partita IVA

Il mantenimento della partita IVA geometra comporta una serie di costi fissi e variabili che vanno considerati attentamente prima di avviare l’attività professionale. Molti geometri neolaureati sottovalutano l’impatto economico di questi costi, rischiando di trovarsi in difficoltà finanziarie nei primi anni.

Costi obbligatori annuali

1. Contributi previdenziali CIPAG – da 4.205 a 20.000+ euro

Il costo più rilevante per un geometra è rappresentato dai contributi CIPAG. Come abbiamo visto, esiste un contributo minimo obbligatorio di 4.205 euro annui nel 2026, che si applica anche con redditi bassi o nulli. Se il reddito cresce, i contributi aumentano proporzionalmente al 20% del reddito.

Esempi:

  • Reddito 20.000 euro → contributi 4.205 euro (minimo)
  • Reddito 40.000 euro → contributi 10.600 euro circa
  • Reddito 60.000 euro → contributi 15.400 euro circa

Per i geometri under 30 al primo anno, il contributo minimo scende a 1.051 euro, rappresentando un notevole risparmio iniziale.

2. Quota iscrizione Albo Geometri – 150-300 euro

Ogni Collegio Provinciale dei Geometri richiede una quota annuale per l’iscrizione all’albo professionale. L’importo varia da provincia a provincia, oscillando generalmente tra 150 e 300 euro.

3. Assicurazione RC professionale – 300-800 euro

L’assicurazione responsabilità civile professionale è tecnicamente facoltativa, ma nella pratica è indispensabile. Copre i danni causati a terzi per errori o omissioni nell’esercizio della professione.

4. Commercialista o CAF – 500-1.500 euro

Anche in regime forfettario, è altamente consigliabile affidarsi a un commercialista o CAF per la gestione fiscale. I servizi tipicamente inclusi sono: dichiarazione dei redditi annuale, calcolo e verifica contributi CIPAG, assistenza nella fatturazione elettronica.

5. Software professionale – 300-1.000 euro

Un geometra moderno non può prescindere da alcuni strumenti software: CAD (AutoCAD, Revit), software topografico (Pregeo, Docfa), gestionale fatturazione elettronica.

6. Marca da bollo fatture – 200-500 euro

Ogni fattura superiore a 77,47 euro richiede l’applicazione di una marca da bollo da 2 euro.

Riepilogo costi annuali totali

GEOMETRA NEOABILITATO (primo anno, under 30, da casa)

VoceCosto annuo
Contributi CIPAG minimi (agevolati)1.051 €
Quota Albo Geometri200 €
Assicurazione RC professionale350 €
Commercialista/CAF600 €
Software base500 €
Marca da bollo (stima 50 fatture)100 €
Spese operative1.000 €
TOTALE COSTI FISSI ANNUI3.801 €

Un geometra neoabilitato under 30 può avviare l’attività con circa 3.800 euro di costi annui fissi, più l’investimento iniziale in attrezzatura (1.500-3.000 euro una tantum).

GEOMETRA AFFERMATO (fatturato 60.000 euro, studio esterno)

VoceCosto annuo
Contributi CIPAG15.400 €
Affitto studio4.800 €
Quota Albo Geometri250 €
Assicurazione RC professionale600 €
Commercialista/CAF1.200 €
Software professionali800 €
Spese operative2.500 €
TOTALE COSTI ANNUI25.550 €

Il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta i geometri a pianificare i costi di gestione della partita IVA, fornendo simulazioni personalizzate e consulenza sulla sostenibilità economica dell’attività professionale nei diversi scenari di fatturato.

Quando Conviene il Regime Forfettario

Il regime forfettario è la scelta fiscale più vantaggiosa per la stragrande maggioranza dei geometri liberi professionisti, ma non è sempre la soluzione ottimale. Esistono situazioni specifiche in cui il regime ordinario IRPEF potrebbe risultare più conveniente, soprattutto quando le spese effettive superano ampiamente la quota forfettizzata del 22%.

Vantaggi del regime forfettario per geometri

Il regime forfettario offre benefici sostanziali che lo rendono attraente per i geometri:

1. Tassazione ridotta: l’aliquota del 15% (o 5% per startup) è enormemente inferiore alle aliquote IRPEF progressive che partono dal 23% e arrivano fino al 43%. Un geometra con reddito di 45.000 euro risparmia circa 10.000-12.000 euro di imposte all’anno scegliendo il forfettario.

2. Nessuna ritenuta d’acconto: il geometra in forfettario incassa immediatamente l’intero importo fatturato, senza subire la trattenuta del 20% tipica dei professionisti. Questo migliora enormemente la liquidità aziendale.

3. Semplificazione amministrativa: non serve tenere registri IVA, prima nota, libro giornale. La contabilità si riduce alla conservazione cronologica delle fatture.

4. Coefficiente di redditività elevato: con il 78% di coefficiente, il forfettario presume che solo il 22% dei ricavi costituisca spese. Nella realtà, molti geometri hanno costi effettivi ben inferiori al 22%, ottenendo un vantaggio fiscale nascosto.

Quando il forfettario è la scelta migliore

Il regime forfettario geometra conviene particolarmente in questi casi:

  • Geometra con basse spese strutturali: se lavori da casa, non hai dipendenti, usi software in abbonamento economici
  • Geometra neoabilitato: i primi cinque anni con aliquota al 5% sono imbattibili
  • Geometra con clientela prevalentemente privata: non addebitare IVA rende i preventivi più competitivi
  • Geometra sotto gli 85.000 euro di ricavi: fino a questa soglia, il forfettario è praticamente sempre conveniente

Quando il forfettario potrebbe NON convenire

Esistono situazioni in cui il regime ordinario potrebbe essere più vantaggioso:

1. Spese molto elevate e documentabili
Se le tue spese effettive superano il 22% forfettizzato (affitto studio elevato, dipendenti, attrezzature costose), il regime ordinario permette di dedurle integralmente.

2. Superamento frequente degli 85.000 euro
Se hai un’attività consolidata con ricavi annui stabilmente sopra gli 85.000 euro, il forfettario non è accessibile.

Esempio comparativo: forfettario vs ordinario

Vediamo un confronto numerico per un geometra con fatturato 60.000 euro e spese effettive di 10.000 euro:

REGIME FORFETTARIO:
Reddito imponibile: 60.000 × 78% = 46.800 euro
Imposta sostitutiva 15%: circa 5.370 euro (dopo deduzioni contributi)
Netto finale: circa 43.630 euro

REGIME ORDINARIO:
Reddito imponibile: 60.000 – 10.000 spese = 50.000 euro
IRPEF + addizionali: circa 11.315 euro
Recupero IVA su spese: 2.200 euro
Netto finale: circa 29.385 euro

Differenza a favore del forfettario: oltre 14.000 euro!

Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua simulazioni comparative personalizzate tra regime forfettario e ordinario, analizzando la tua situazione specifica per indicarti la scelta fiscale più conveniente.

Servizio CAF Centro Fiscale Udine

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo e specializzato per l’apertura e la gestione della partita IVA geometra, accompagnando il professionista in ogni fase del percorso, dalla valutazione iniziale di convenienza fino alla gestione fiscale annuale.

Affidandoti al nostro servizio, potrai concentrarti esclusivamente sull’attività tecnica di geometra, lasciando a noi tutti gli adempimenti burocratici, fiscali e previdenziali.

Cosa include il servizio di apertura partita IVA

Il nostro servizio di apertura partita IVA per geometri comprende:

1. Consulenza preliminare personalizzata
Analizziamo insieme la tua situazione specifica: valutazione della convenienza economica, simulazione del guadagno netto atteso, confronto tra regime forfettario e regime ordinario.

2. Compilazione e invio pratiche amministrative
Ci occupiamo del modello AA9/12 per apertura partita IVA, scelta del codice ATECO corretto (71.12.30), comunicazione regime fiscale prescelto.

3. Iscrizione alla Cassa CIPAG
Gestiamo l’iscrizione obbligatoria alla Cassa dei Geometri entro i termini di legge.

4. Configurazione fatturazione elettronica
Ti aiutiamo a impostare il sistema di fatturazione: attivazione PEC, registrazione al portale Fatture e Corrispettivi, formazione sull’uso del software.

Servizi di gestione annuale partita IVA

Una volta aperta la partita IVA, offriamo un servizio continuativo di assistenza fiscale:

  • Dichiarazione dei redditi annuale (Modello Redditi PF)
  • Calcolo e monitoraggio contributi CIPAG
  • Gestione marca da bollo su fatture elettroniche
  • Consulenza fiscale continuativa

Perché scegliere il CAF Centro Fiscale di Udine

Esperienza specifica con geometri: seguiamo decine di geometri liberi professionisti in Friuli Venezia Giulia e conosciamo perfettamente le peculiarità della professione.

Tariffe trasparenti: i nostri onorari sono chiari fin dall’inizio, senza sorprese. Il costo per l’apertura partita IVA parte da 150 euro.

Assistenza rapida: rispondiamo entro 24 ore a email e messaggi WhatsApp.

Come iniziare

Per aprire la tua partita IVA geometra con il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine, contattaci:

  • Telefono: 0432 504432
  • Email: info@centrofiscale.com
  • Indirizzo: Via Battistig 48, 33100 Udine

Ti risponderemo entro 24 ore per fissare una prima consulenza gratuita, durante la quale analizzeremo la tua situazione e ti forniremo una simulazione personalizzata di costi e guadagni.

Affidati ai professionisti del CAF Centro Fiscale: la tua partita IVA geometra gestita con competenza, trasparenza e attenzione.

Stima del tuo netto annuo in forfettario (geometri)

Cosa potresti portare a casa al netto di tasse e contributi CIPAG, con coefficiente di redditività al 78% e aliquota IRPEF al 15% (scendere al 5% nei primi 5 anni se sei in startup):

Ricavi annuiImponibile (78%)Contributi CIPAGIRPEF 15%Netto stimato
25.000 euro19.500 euro3.900 euro2.340 euro18.760 euro
50.000 euro39.000 euro7.800 euro4.680 euro37.520 euro
80.000 euro62.400 euro12.480 euro7.488 euro60.032 euro
Stime semplificate basate su contributi CIPAG. Valori puramente indicativi: il tuo netto reale dipende da deduzioni, anzianità contributiva, redditi extra e altri fattori. Per una simulazione esatta richiedi un preventivo personalizzato.

Errori comuni nel forfettario per geometri

Dopo aver assistito centinaia di geometri in regime forfettario al CAF Centro Fiscale, ecco gli sbagli che vediamo ripetersi più spesso. Conoscerli ti aiuta a evitarli:

  • Confondere CIPAG (cassa autonoma obbligatoria geometri iscritti Albo) con Gestione Separata INPS
  • Dimenticare il versamento minimo CIPAG anche con fatturato basso (importo annuo fisso)
  • Non applicare correttamente la rivalsa contributo integrativo 5% sul cliente in fattura
  • Errore su soglia 85k: superamento anche per un giorno comporta uscita dal regime l’anno successivo
  • Confondere collaborazione professionale con dipendenza (causa ostativa 35k redditi dipendenti)
  • Non gestire correttamente le anticipazioni per oneri concessori (escluse dal calcolo coefficiente)
  • Trascurare il MePA e fatturazione PA con codice destinatario 6 caratteri ente

Simulazione personalizzata gratuita per geometri

Vuoi sapere esattamente quanto pagheresti di tasse e contributi CIPAG nel tuo caso specifico? Il CAF Centro Fiscale prepara una simulazione personalizzata gratuita sulla base dei tuoi ricavi, della tua situazione previdenziale e dell’anno fiscale corrente — pensata su misura per i geometri in regime forfettario.

Cosa ricevi nella simulazione:

  • Stima del netto annuo nel forfettario applicabile al tuo caso
  • Confronto con il regime ordinario (semplificato + IRAP se applicabile)
  • Calcolo contributi CIPAG sulla tua fascia di reddito reale
  • Verifica cause ostative L. 207/2024 (soglia 35k redditi dipendenti)
  • Indicazioni operative su fatturazione, marche da bollo e Sistema TS (se applicabile)

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Servizio gratuito, senza impegno. Risposta del nostro team entro 1 giorno lavorativo.

Marzo 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-16 09:00:002026-06-29 21:37:10Partita IVA Geometra 2026: Guida Completa Regime Forfettario, CIPAG e Tasse
Geometri

Quanto Guadagna un Geometra con Partita IVA nel 2026

regime forfettario partita iva

Stai pensando di intraprendere la professione di geometra o vuoi valutare se passare dal lavoro dipendente alla libera professione? Una delle domande piu frequenti e: quanto guadagna effettivamente un geometra in Italia nel 2026? La risposta dipende da molti fattori: se lavori come dipendente o libero professionista, il settore (pubblico o privato), l’esperienza accumulata, la zona geografica e le tue specializzazioni.

In questa guida completa analizziamo nel dettaglio stipendi, fatturati, tariffe e redditi netti dei geometri nel 2026, con esempi pratici e calcoli reali per aiutarti a capire le reali opportunita economiche di questa professione.

Indice dei contenuti

  1. Stipendio del Geometra Dipendente: Pubblico vs Privato
  2. Quanto Guadagna un Geometra Libero Professionista
  3. Tariffe Indicative per le Principali Prestazioni
  4. Calcolo del Guadagno Netto in Regime Forfettario
  5. Specializzazioni Piu Redditizie per Geometri
  6. Fattori che Influenzano il Reddito del Geometra
  7. Confronto: Geometra Dipendente vs Libero Professionista
  8. Domande Frequenti

Stipendio del Geometra Dipendente: Pubblico vs Privato

Il geometra dipendente in Italia percepisce uno stipendio che varia significativamente in base all’esperienza, al settore di impiego e alla zona geografica. Secondo i dati aggiornati al 2026, la retribuzione annua lorda (RAL) media si attesta intorno ai 42.500 euro, con una fascia tipica compresa tra 28.500 euro (25 percentile) e 56.500 euro (75 percentile).

Vediamo nel dettaglio le differenze di stipendio in base all’esperienza professionale:

EsperienzaStipendio Netto MensileRAL Annua Indicativa
0-3 anni (junior)1.180 – 1.350 euro28.500 – 32.000 euro
4-9 anni (mid-level)1.410 – 1.650 euro35.000 – 42.000 euro
10-20 anni (senior)1.900 – 2.200 euro45.000 – 52.000 euro
Oltre 20 anni (esperto)2.420 – 2.800 euro52.000 – 56.500 euro

Il settore pubblico offre generalmente stipendi piu bassi rispetto al privato, ma garantisce maggiore stabilita contrattuale e benefit come buonuscita e trattamento pensionistico favorevole. Un geometra comunale guadagna mediamente 25.000-30.000 euro lordi all’anno.

Nel settore privato, invece, un geometra dipendente puo raggiungere stipendi piu elevati, soprattutto lavorando per grandi studi professionali, imprese di costruzioni o societa di ingegneria. In questi contesti, un geometra senior puo arrivare oltre 3.000 euro netti al mese.


Quanto Guadagna un Geometra Libero Professionista

Il geometra libero professionista ha un potenziale di guadagno molto piu variabile rispetto al dipendente. Il fatturato annuo puo oscillare tra i 20.000 euro per chi inizia l’attivita, fino a superare i 70.000-100.000 euro per professionisti affermati con un buon portafoglio clienti.

Ecco una stima realistica dei fatturati tipici in base all’esperienza:

  • Geometra neo-iscritto all’albo (primi 1-2 anni): fatturato 15.000 – 25.000 euro/anno
  • Geometra con esperienza moderata (3-5 anni): fatturato 30.000 – 45.000 euro/anno
  • Geometra affermato (oltre 5 anni, buon network): fatturato 50.000 – 70.000 euro/anno
  • Studio strutturato con collaboratori: fatturato 80.000 – 150.000+ euro/anno

Attenzione: il fatturato NON corrisponde al guadagno netto. Dal fatturato vanno sottratte diverse voci di spesa, tra cui i contributi previdenziali CIPAG, le imposte, le spese di gestione dello studio e gli eventuali costi per collaboratori.

Un geometra con partita IVA in regime forfettario puo beneficiare di una tassazione molto agevolata. Se stai valutando l’apertura della partita IVA, leggi la nostra guida completa all’apertura della partita IVA per geometri nel 2026.


Tariffe Indicative per le Principali Prestazioni

Per capire quanto guadagna un geometra e utile conoscere le tariffe indicative per le prestazioni piu richieste. Questi prezzi sono orientativi e possono variare in base alla complessita, alla zona geografica e all’esperienza del professionista.

Pratiche Edilizie

PraticaTariffa IndicativaNote
CILA (Comunicazione Inizio Lavori)300 – 800 euroManutenzione straordinaria leggera
SCIA (Segnalazione Certificata)400 – 1.000 euroManutenzione straordinaria pesante
Permesso di Costruire1.500 – 3.500 euroNuove costruzioni, ampliamenti
Sanatoria edilizia800 – 2.500 euroRegolarizzazione abusi
Condono edilizio2.000 – 6.000 euroComplessita elevata

Pratiche Catastali

PraticaTariffa IndicativaNote
DOCFA (variazione catastale)250 – 800 euroDipende dal numero di unita
Frazionamento catastale600 – 1.500 euroTerreni o fabbricati
Tipo mappale400 – 1.200 euroNuove costruzioni su terreno
Voltura catastale100 – 300 euroCambio intestazione

Certificazioni e Perizie

PrestazioneTariffa IndicativaNote
APE (Attestato Prestazione Energetica)150 – 300 euroObbligatorio vendita/affitto
Perizia estimativa300 – 1.500 euroDipende dal valore immobile
Perizia CTU tribunale1.000 – 5.000 euroTariffe stabilite dal giudice
Relazione tecnica200 – 600 euroDue diligence, compravendite

Calcolo del Guadagno Netto in Regime Forfettario

Il regime forfettario 2026 e la scelta fiscale piu conveniente per la maggior parte dei geometri liberi professionisti. Vediamo come calcolare il guadagno netto reale partendo dal fatturato.

Parametri del Regime Forfettario per Geometri

  • Coefficiente di redditivita: 78%
  • Aliquota imposta sostitutiva: 5% primi 5 anni (nuove attivita), poi 15%
  • Contributi CIPAG: circa 20% del reddito (minimo 4.205 euro/anno)
  • Nessuna IVA da addebitare ai clienti
  • Nessuna ritenuta d’acconto

Esempio 1: Geometra con fatturato 40.000 euro (primi 5 anni)

  • Fatturato annuo: 40.000 euro
  • Reddito imponibile (78%): 31.200 euro
  • Contributi CIPAG (20%): 6.240 euro
  • Reddito al netto contributi: 24.960 euro
  • Imposta sostitutiva (5%): 1.248 euro
  • Guadagno netto: 32.512 euro (circa 2.710 euro/mese)

Esempio 2: Geometra con fatturato 60.000 euro (dopo 5 anni)

  • Fatturato annuo: 60.000 euro
  • Reddito imponibile (78%): 46.800 euro
  • Contributi CIPAG (20%): 9.360 euro
  • Reddito al netto contributi: 37.440 euro
  • Imposta sostitutiva (15%): 5.616 euro
  • Guadagno netto: 45.024 euro (circa 3.752 euro/mese)

Ricorda che i contributi CIPAG sono interamente deducibili dal reddito, riducendo la base imponibile.


Specializzazioni Piu Redditizie per Geometri

Non tutti i geometri guadagnano allo stesso modo. Le specializzazioni possono fare una grande differenza nel reddito annuale. Ecco le aree piu redditizie nel 2026:

1. CTU e Perito del Tribunale

Diventare Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) presso il tribunale puo generare compensi elevati, soprattutto per cause complesse come divisioni ereditarie, contenziosi immobiliari e stime giudiziarie. I compensi variano da 1.000 a 5.000+ euro per incarico.

2. Coordinatore Sicurezza Cantieri

Con l’abilitazione come Coordinatore per la Sicurezza (CSP/CSE), puoi accedere a incarichi ben remunerati. Per cantieri di medie dimensioni, i compensi vanno da 2.000 a 8.000 euro per progetto.

3. Certificazione Energetica e Superbonus

Gli APE e le pratiche legate all’efficientamento energetico restano molto richiesti. Con le detrazioni fiscali attive, un tecnico specializzato puo fatturare 30.000-50.000 euro/anno solo con questa tipologia di incarichi.

4. BIM Manager

La competenza nel Building Information Modeling (BIM) e sempre piu richiesta, soprattutto per appalti pubblici. I compensi per un BIM specialist partono da 50.000 euro/anno.

5. Amministrazione Condomini

L’amministrazione condominiale garantisce un reddito ricorrente. Gestendo 20-30 condomini, si possono guadagnare 40.000-60.000 euro/anno con compensi stabili.


Fattori che Influenzano il Reddito del Geometra

Il guadagno di un geometra dipende da diversi fattori chiave:

Zona Geografica

Al Nord Italia gli stipendi e le tariffe sono mediamente piu alti del 20-30% rispetto al Sud. Milano, Roma e le grandi citta offrono piu opportunita ma anche maggiore concorrenza.

Network e Passaparola

Un buon network professionale (agenzie immobiliari, notai, avvocati, imprese edili) e fondamentale per avere un flusso costante di incarichi. Il passaparola resta il principale canale di acquisizione clienti.

Digitalizzazione e Marketing

I geometri che investono in presenza online (sito web, Google My Business, social) e strumenti digitali (software CAD avanzati, firma digitale) hanno un vantaggio competitivo significativo.

Formazione Continua

Aggiornarsi costantemente sulle normative (bonus edilizi, codice appalti, catasto) e acquisire nuove competenze (BIM, certificazioni energetiche) permette di offrire servizi a maggior valore aggiunto.


Confronto: Geometra Dipendente vs Libero Professionista

Quale strada conviene? Dipende dai tuoi obiettivi e dalla tua propensione al rischio.

AspettoDipendenteLibero Professionista
Reddito garantitoSi, stipendio fisso mensileNo, dipende dal fatturato
Potenziale guadagnoLimitato (max 56.500 euro/anno)Illimitato (anche oltre 100.000 euro)
Flessibilita orariaBassa (orario fisso)Alta (gestisci tu il tempo)
Ferie e malattiaRetribuiteNon retribuite
Contributi pensioneINPS (piu tutele)CIPAG (gestione separata)
Rischio imprenditorialeNulloPresente
Crescita professionaleLegata all’aziendaDipende da te

Una soluzione intermedia e mantenere un lavoro dipendente part-time mentre avvii l’attivita autonoma, per ridurre il rischio iniziale.


📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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Domande Frequenti

Quanto guadagna un geometra al mese?

Un geometra dipendente guadagna mediamente tra 1.200 e 2.400 euro netti al mese. Un libero professionista con fatturato di 40.000 euro in regime forfettario ottiene circa 2.700 euro netti mensili.

Qual e lo stipendio di un geometra neo-laureato?

Un geometra neo-laureato come dipendente parte da circa 1.100-1.300 euro netti al mese (RAL 24.000-28.000 euro). Come libero professionista, nei primi anni il fatturato si aggira sui 15.000-25.000 euro annui.

Conviene aprire partita IVA come geometra?

Conviene se hai un buon network di potenziali clienti e tolleranza al rischio. Il regime forfettario rende la tassazione molto vantaggiosa, ma servono i primi 2-3 anni per costruire un portafoglio clienti stabile.

Quanto costa aprire la partita IVA come geometra?

L’apertura della partita IVA e gratuita. I costi iniziali includono: iscrizione CIPAG, assicurazione professionale obbligatoria (300-600 euro/anno), eventuali software e attrezzature. Per una guida completa, leggi il nostro articolo sulla partita IVA geometra 2026.

Quali sono i contributi previdenziali per un geometra?

I geometri liberi professionisti versano i contributi alla CIPAG. L’aliquota e del 20% sul reddito professionale, con un minimo di 4.205 euro/anno. I contributi sono deducibili dal reddito imponibile.

Qual e il codice ATECO per geometra?

Il codice ATECO per i geometri e il 71.12.30 “Attivita tecniche svolte da geometri”. Approfondisci nella nostra guida al codice ATECO geometra 2026.


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Se stai valutando di aprire la partita IVA come geometra o vuoi ottimizzare la gestione fiscale della tua attivita professionale, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per:

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Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Geometra 2026

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Marzo 14, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-14 09:00:002026-08-17 10:14:32Quanto Guadagna un Geometra con Partita IVA nel 2026
Geometri, Guide Fatturazione Elettronica, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Fatturazione Geometra 2026: Guida Completa Regime Forfettario e Ordinario

regime forfettario partita iva

Come si emette una fattura da geometra libero professionista? Se hai appena aperto partita IVA o vuoi chiarire i tuoi dubbi sulla fatturazione geometra, questa guida ti spiega tutto quello che devi sapere nel 2026.

La fatturazione per geometri presenta alcune particolarità rispetto ad altri professionisti: il contributo integrativo CIPAG del 5% (obbligatorio per tutti gli iscritti alla Cassa), la gestione della marca da bollo da 2 euro oltre determinate soglie, e le differenze sostanziali tra regime forfettario e regime ordinario.

In questa guida completa scoprirai come emettere correttamente una fattura geometra regime forfettario, come calcolare il contributo CIPAG, quando applicare la ritenuta d’acconto, e vedrai esempi pratici passo-passo per entrambi i regimi fiscali.

Indice dei contenuti

  1. Come Fatturare in Regime Forfettario
  2. Fatturazione in Regime Ordinario (con IVA)
  3. Contributo Integrativo CIPAG 5% in Fattura
  4. Marca da Bollo: Quando è Obbligatoria
  5. Esempio Fattura Geometra Forfettario
  6. Esempio Fattura Geometra Regime Ordinario
  7. Ritenuta d’Acconto: Quando si Applica
  8. FAQ Fatturazione Geometra

Come Fatturare in Regime Forfettario

Se sei un geometra in regime forfettario, la tua fatturazione è semplificata rispetto al regime ordinario, ma devi rispettare alcune regole precise.

Nel regime forfettario 2026 non applichi l’IVA sulle tue prestazioni (sei esonerato dall’IVA), quindi la fattura non riporta alcuna imposta sul valore aggiunto. Tuttavia, devi obbligatoriamente calcolare e addebitare al cliente il contributo integrativo CIPAG del 5% sul compenso.

Elementi obbligatori nella fattura forfettaria

Una fattura geometra regime forfettario deve contenere:

  • Numerazione progressiva annuale (esempio: 1/2026, 2/2026, etc.)
  • Data di emissione (entro il giorno 12 del mese successivo alla prestazione)
  • Dati del geometra: nome, cognome, partita IVA, indirizzo, iscrizione Collegio Geometri
  • Dati del cliente: denominazione/nome, indirizzo, codice fiscale o P.IVA
  • Descrizione della prestazione professionale resa
  • Compenso professionale (netto)
  • Contributo CIPAG 5% calcolato sul compenso
  • Ritenuta d’acconto 20% (solo se il cliente è sostituto d’imposta)
  • Totale fattura
  • Dicitura regime forfettario: “Operazione senza applicazione IVA ai sensi dell’art. 1, comma 54-89, Legge n. 190/2014 – Regime forfettario”
  • Marca da bollo da 2 euro (se l’importo supera 77,47 euro)

È importante sottolineare che nel regime forfettario non puoi scaricare l’IVA sugli acquisti (è già inclusa nel coefficiente di redditività), quindi quando acquisti materiali o servizi per il tuo studio paghi l’IVA piena.

Fatturazione in Regime Ordinario (con IVA)

Nel regime ordinario, la fatturazione del geometra diventa più articolata perché devi gestire l’IVA, che per le prestazioni professionali dei geometri è al 22%.

A differenza del forfettario, in questo regime puoi detrarre l’IVA pagata sugli acquisti professionali (strumenti tecnici, software, carburante per sopralluoghi, etc.), ma hai obblighi contabili più complessi e devi presentare la dichiarazione IVA annuale e le liquidazioni IVA trimestrali.

Struttura della fattura ordinaria

La fattura geometra in regime ordinario include questi elementi:

  • Compenso professionale (imponibile)
  • Contributo CIPAG 5% (calcolato sul compenso, soggetto anch’esso a IVA)
  • Totale imponibile (compenso + CIPAG)
  • IVA 22% applicata sul totale imponibile
  • Ritenuta d’acconto 20% (applicata solo sul compenso, non sul CIPAG)
  • Totale a pagare

La particolarità della fatturazione ordinaria per geometri è che il contributo CIPAG è soggetto a IVA, quindi concorre a formare la base imponibile sulla quale si applica il 22%. Questo aumenta leggermente l’importo totale della fattura rispetto a un semplice calcolo del 22% sul solo compenso.

Un altro vantaggio del regime ordinario è che se i tuoi acquisti professionali hanno IVA elevata (ad esempio perché hai investito in strumentazione tecnica costosa), puoi trovarti in credito IVA da compensare o richiedere a rimborso.

Contributo Integrativo CIPAG 5% in Fattura

Il contributo integrativo CIPAG del 5% è una voce obbligatoria per tutti i geometri iscritti alla Cassa, sia in regime forfettario che ordinario. Si tratta di una quota che va a finanziare la previdenza integrativa dei geometri.

Come si calcola il contributo CIPAG

Il contributo si calcola applicando il 5% al compenso professionale lordo. Questo importo:

  • Va addebitato al cliente (non lo paghi tu, lo incassi e lo versi alla Cassa)
  • Concorre a formare il reddito imponibile per le tasse
  • È soggetto a IVA nel regime ordinario (mentre in forfettario non c’è IVA)
  • Non è soggetto a ritenuta d’acconto

Esempio pratico: se emetti una fattura per un compenso di 1.000 euro, il contributo CIPAG sarà di 50 euro (5% di 1.000). Questo importo viene sommato al compenso nel totale fattura.

Il contributo CIPAG va versato trimestralmente alla Cassa tramite il modello F24, utilizzando i codici tributo specifici. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella corretta compilazione degli F24 e nel calcolo delle scadenze contributive.

Differenza tra contributo soggettivo e integrativo

Attenzione a non confondere il contributo integrativo del 5% (che addebiti in fattura) con il contributo soggettivo CIPAG (che invece versi tu personalmente in base al tuo reddito annuale). Il contributo integrativo è un costo per il cliente, quello soggettivo è un costo per te come professionista.

Marca da Bollo: Quando è Obbligatoria

La marca da bollo da 2 euro è obbligatoria sulle fatture che superano l’importo di 77,47 euro, quando la fattura è esente IVA (quindi principalmente per chi è in regime forfettario).

Quando si applica la marca da bollo

Nel regime forfettario, se il totale della fattura (compenso + contributo CIPAG) supera 77,47 euro, devi applicare la marca da bollo da 2 euro. Puoi scegliere tra:

  • Marca da bollo cartacea: acquisti la marca fisica e la incolli sulla fattura cartacea
  • Bollo virtuale: paghi il bollo tramite F24 e indichi in fattura “Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014”

Nel regime ordinario, invece, la marca da bollo non serve perché la fattura è soggetta a IVA. L’obbligo di bollo scatta solo per le fatture esenti o escluse da IVA.

Come calcolare l’importo della marca da bollo

Esempio: emetti una fattura da 1.000 euro di compenso + 50 euro CIPAG = totale 1.050 euro. Poiché supera 77,47 euro, applichi la marca da bollo da 2 euro. Nella fattura puoi:

  • Opzione 1: addebitare al cliente i 2 euro del bollo (totale a pagare: 1.050 euro, di cui 2 euro per marca da bollo)
  • Opzione 2: assorbirlo tu nel compenso (totale a pagare: 1.050 euro, bollo a tuo carico)

La scelta è commerciale. Molti geometri preferiscono indicare separatamente il bollo per trasparenza verso il cliente.

Esempio Fattura Geometra Forfettario

Vediamo un esempio pratico di fattura geometra regime forfettario con tutti i calcoli step-by-step.

Scenario

Il geometra Mario Rossi emette fattura per una pratica catastale verso un’azienda cliente (sostituto d’imposta). Compenso pattuito: 800 euro.

Calcolo della fattura

Compenso professionale: 800,00 euro
Contributo CIPAG 5%: 40,00 euro (5% di 800)
Totale fattura: 840,00 euro

Ritenuta d’acconto 20%: -160,00 euro (20% di 800, calcolata solo sul compenso)
Marca da bollo: -2,00 euro (assolta virtualmente)

Netto a pagare: 678,00 euro

Diciture obbligatorie

Nella fattura devi riportare:
“Operazione senza applicazione IVA ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 – Regime forfettario“
“Imposta di bollo da 2,00 euro assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014“

Il cliente ti pagherà 678 euro. Tu incasserai netto 638 euro (perché 40 euro di CIPAG dovrai versarli alla Cassa), e recupererai i 160 euro di ritenuta in dichiarazione dei redditi come credito d’imposta.

Nota importante: la ritenuta d’acconto del 20% viene calcolata solo sul compenso (800 euro), non sul contributo CIPAG. Questa è una regola fondamentale da rispettare.

Esempio Fattura Geometra Regime Ordinario

Vediamo ora un esempio di fatturazione in regime ordinario con IVA, sempre con lo stesso compenso di 800 euro.

Scenario

Geometra Mario Rossi in regime ordinario, stessa prestazione verso azienda cliente.

Calcolo della fattura

Compenso professionale: 800,00 euro
Contributo CIPAG 5%: 40,00 euro
Totale imponibile: 840,00 euro

IVA 22% su 840 euro: 184,80 euro

Totale fattura: 1.024,80 euro

Ritenuta d’acconto 20%: -160,00 euro (20% di 800)
Netto a pagare: 864,80 euro

Differenze rispetto al forfettario

Come puoi notare, la fattura in regime ordinario risulta più alta per il cliente a causa dell’IVA (1.024,80 euro contro 840 euro del forfettario). Tuttavia, se il cliente è un’azienda con partita IVA, può scaricare l’IVA, quindi il costo netto finale è simile.

Per te geometra in regime ordinario, i 184,80 euro di IVA non sono un ricavo: dovrai versarli all’Erario tramite liquidazione IVA trimestrale, ma potrai detrarre l’IVA pagata sui tuoi acquisti professionali (software, strumenti, auto, etc.).

In questo esempio non c’è marca da bollo perché la fattura è soggetta a IVA.

Ritenuta d’Acconto: Quando si Applica

La ritenuta d’acconto del 20% è un meccanismo fiscale che serve ad anticipare parte delle imposte che dovrai pagare sul reddito professionale. Non è una tassa aggiuntiva, ma un acconto sulle tasse finali.

Chi applica la ritenuta

La ritenuta viene applicata dal cliente quando questo è un sostituto d’imposta, ossia:

  • Aziende (società di persone o di capitali)
  • Enti pubblici (Comuni, Province, Regioni)
  • Professionisti con dipendenti o che esercitano in forma associata

Se invece fatturi a un privato cittadino (una persona fisica che non ha partita IVA), non si applica la ritenuta d’acconto e il cliente ti paga l’intero importo della fattura.

Come funziona in pratica

Quando emetti una fattura da 840 euro (compenso + CIPAG) verso un’azienda, indichi in fattura la ritenuta del 20% calcolata sul compenso (800 euro × 20% = 160 euro). L’azienda ti paga 680 euro e trattiene i 160 euro che verserà all’Erario per tuo conto.

A fine anno, quando fai la dichiarazione dei redditi, quei 160 euro trattenuti ti vengono riconosciuti come credito d’imposta e vengono scalati dalle tasse totali da pagare. Se hai avuto molte ritenute durante l’anno, potresti trovarti addirittura in credito e ricevere un rimborso.

Certificazione Unica (CU)

I clienti che hanno applicato ritenute devono rilasciarti entro il 31 marzo di ogni anno la Certificazione Unica (CU), un documento che attesta tutte le ritenute subite nell’anno precedente. Questo documento serve al tuo commercialista o al CAF per compilare correttamente il modello Redditi.

FAQ Fatturazione Geometra

Posso emettere fatture senza partita IVA?

No, per emettere fatture come geometra libero professionista devi obbligatoriamente avere la partita IVA attiva. Se lavori saltuariamente puoi usare la ritenuta d’acconto senza P.IVA, ma solo per prestazioni occasionali (massimo 5.000 euro annui) e non puoi iscriverti all’Albo in questo modo.

Quanto tempo ho per emettere una fattura?

Le fatture vanno emesse entro 12 giorni dalla data di ultimazione della prestazione professionale o dall’incasso del compenso. In caso di acconto, emetti fattura al momento del pagamento dell’acconto, poi saldo a lavoro completato.

Devo emettere fattura elettronica?

Sì, dal 1° gennaio 2024 anche i professionisti in regime forfettario devono emettere fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio (SdI), a meno che non rientrino in esenzioni specifiche. Per il regime ordinario la fattura elettronica è sempre obbligatoria verso clienti B2B e PA.

Il contributo CIPAG è deducibile per il cliente?

Sì, il contributo CIPAG addebitato in fattura è interamente deducibile per il cliente come costo professionale, esattamente come il compenso del geometra.

Posso fatturare senza cassa previdenziale?

No, se sei iscritto all’Albo dei Geometri devi obbligatoriamente iscriverti alla Cassa CIPAG e versare i contributi. L’iscrizione alla Cassa è requisito per l’esercizio della professione.

Come faccio a scegliere tra regime forfettario e ordinario?

La scelta dipende dal tuo volume d’affari previsto, dai costi deducibili e dalla tipologia di clienti. In generale, il regime forfettario conviene se hai ricavi sotto gli 85.000 euro annui e pochi costi da scaricare. Per una valutazione personalizzata, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine.

Cosa succede se sbaglio a emettere una fattura?

Puoi emettere una nota di credito (fattura di storno) per annullare la fattura errata, poi riemetterla corretta. Oppure puoi emettere una nota di variazione se l’errore riguarda solo l’importo. È importante correggere tempestivamente per evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate.

Hai bisogno di assistenza per la fatturazione da geometra?

La corretta gestione della fatturazione professionale è fondamentale per evitare errori fiscali e sanzioni. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza specializzata per geometri liberi professionisti: ti aiutiamo a scegliere il regime fiscale più conveniente, a emettere correttamente le fatture, a calcolare i contributi CIPAG e a gestire tutti gli adempimenti contabili e fiscali.

Il nostro servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza personalizzata.

Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Geometra 2026

Marzo 14, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-14 09:00:002026-05-30 00:08:55Fatturazione Geometra 2026: Guida Completa Regime Forfettario e Ordinario
GESTIONE PARTITA IVA, Revolut Business

Revolut Business Italia 2026: Recensione, Prezzi e IBAN Italiano

regime forfettario partita iva

Indice dei contenuti

  1. Cos’e Revolut Business
  2. Piani e Prezzi 2026
  3. IBAN Italiano e Multivaluta
  4. Commissioni Dettagliate
  5. Funzionalita Principali
  6. Pro e Contro
  7. Confronto con i Competitor
  8. Domande Frequenti

Revolut Business e il conto aziendale della fintech britannica Revolut, disponibile in Italia con IBAN italiano. E una delle soluzioni piu popolari per aziende che operano a livello internazionale, grazie al cambio valuta competitivo e alla gestione multivaluta in oltre 25 divise.

In questa recensione completa analizzeremo i piani e prezzi 2026, le commissioni, le funzionalita per partite IVA e PMI, e quando conviene scegliere Revolut rispetto ad alternative come Tot o Vivid.

Cos’e Revolut Business

Revolut e una fintech fondata nel 2015 a Londra, oggi con oltre 40 milioni di clienti in tutto il mondo. Opera con licenza bancaria europea (Lituania) e offre conti personali e business in tutta l’Unione Europea.

Revolut Business e la soluzione dedicata a:

  • Ditte individuali e partite IVA
  • Startup e PMI
  • Aziende strutturate (SRL, SPA, SAS)
  • Imprese internazionali con clienti esteri

Il conto si gestisce da app mobile e web, offre carte di debito Visa/Mastercard, gestione spese team, e strumenti per incassare pagamenti online.

Revolut Business vs Revolut Pro

Attenzione a non confondere i due prodotti:

  • Revolut Business: conto aziendale completo per societa e team
  • Revolut Pro: funzioni business semplificate all’interno dell’app personale, per freelance individuali

In questa guida ci concentriamo su Revolut Business, la soluzione completa.

Piani e Prezzi Revolut Business 2026

Revolut Business offre 4 piani tariffari, dal Basic all’Enterprise. I prezzi sono stati aggiornati a ottobre 2024.

PianoCanone MensileCanone AnnualeBonifici SEPA GratisCambio Valuta Gratis
Basic0 euro0 euro10/mese1.000 euro/mese
Grow35 euro25 euro/mese100/mese15.000 euro/mese
Scale90 euro65 euro/mese1.000/mese60.000 euro/mese
EnterpriseSu misuraSu misuraPersonalizzatoPersonalizzato

Nota: Con pagamento annuale si risparmia circa il 28% sui piani Grow e Scale.

Cosa include ogni piano

Basic (ideale per chi inizia):

  • IBAN italiano incluso
  • 10 bonifici SEPA gratuiti al mese
  • Bonifici aggiuntivi: 0,20 euro ciascuno
  • Bonifici internazionali: 3 euro ciascuno
  • Cambio valuta: gratis fino a 1.000 euro, poi 0,6%
  • 1 carta fisica gratuita

Grow (ideale per PMI attive):

  • 100 bonifici SEPA inclusi
  • 5 bonifici internazionali inclusi
  • Cambio valuta gratis fino a 15.000 euro
  • Bonifici massivi disponibili
  • 3 carte gratuite

Scale (per aziende strutturate):

  • 1.000 bonifici SEPA inclusi
  • 25 bonifici internazionali inclusi
  • Cambio valuta gratis fino a 60.000 euro
  • 2 carte Metal gratuite
  • API avanzate

IBAN Italiano e Funzionalita Multivaluta

Una delle novita piu importanti di Revolut Business e la disponibilita dell’IBAN italiano (che inizia per IT). Questo risolve i problemi con fornitori e clienti italiani che rifiutano IBAN esteri.

Vantaggi dell’IBAN italiano

  • Accrediti domestici senza problemi
  • Domiciliazione utenze e abbonamenti
  • Credibilita verso clienti italiani
  • Bonifici SEPA in entrata sempre gratuiti

Conto Multivaluta

Revolut Business permette di detenere e operare in oltre 25 valute:

  • Euro (EUR), Dollaro USA (USD), Sterlina (GBP)
  • Franco svizzero (CHF), Yen giapponese (JPY)
  • Dollaro australiano, canadese, neozelandese
  • Corone scandinave (SEK, NOK, DKK)
  • E molte altre…

Il cambio valuta avviene al tasso interbancario (il piu vantaggioso), con commissione 0,6% oltre i limiti gratuiti del piano.

Commissioni Dettagliate Revolut Business

Bonifici

OperazioneBasicGrowScale
Bonifici SEPA in entrataGratisGratisGratis
Bonifici SEPA in uscita (oltre quota)0,20 euro0,20 euro0,20 euro
Bonifici internazionali (oltre quota)3 euro3 euro3 euro
Pagamenti tra conti RevolutGratisGratisGratis

Carte e Prelievi

  • Carte fisiche: 1-3 incluse nel piano, aggiuntive a 6 euro
  • Carte virtuali: illimitate e gratuite
  • Prelievi ATM: commissione 2% su tutti i piani

Accettazione Pagamenti

  • Carte europee e Revolut Pay: 1% + 0,20 euro
  • Altre carte: 2,8% + 0,20 euro
  • Link di pagamento: inclusi
  • QR Code: incluso

Funzionalita Principali

Gestione Team e Spese

  • Carte per dipendenti con limiti personalizzati
  • Approvazione spese in tempo reale
  • Categorizzazione automatica delle transazioni
  • Accesso commercialista: invita il tuo consulente

Incasso Pagamenti

  • Revolut Reader: POS per pagamenti in presenza
  • Link di pagamento: invia link ai clienti
  • Payment Gateway: integrazione e-commerce
  • QR Code: pagamenti contactless

Analisi e Report

  • Dashboard in tempo reale
  • Report spese per categoria
  • Export dati per contabilita
  • Integrazione con software contabili

Pro e Contro di Revolut Business

PUNTI DI FORZA

  • IBAN italiano disponibile
  • Piano gratuito (Basic)
  • Cambio valuta al tasso interbancario
  • 25+ valute in un unico conto
  • Carte virtuali illimitate
  • Gestione team avanzata
  • App intuitiva e moderna
  • Assistenza 24/7 in italiano

LIMITI

  • No F24: non si possono pagare tasse
  • No bollettini: niente PagoPA, MAV, RAV
  • No deposito contanti: conto 100% digitale
  • No fido/scoperto: nessuna linea di credito
  • Prelievi costosi: 2% di commissione
  • Licenza lituana: non e banca italiana
  • Nessun interesse sulla liquidita

Confronto con i Principali Competitor

CaratteristicaRevolut BusinessTotVivid
Piano GratuitoSi (Basic)No (da 7 euro)Si (Free Start)
IBAN ItalianoSiSiSi
Multivaluta25+ valuteSolo EUR22 valute
F24NoSiNo
Interessi LiquiditaNo4%Fino al 4% promo
CashbackNo1%Fino al 10%
Fatturazione IntegrataNoSiNo

Per chi e meglio Revolut Business?

Scegli Revolut se:

  • Lavori con clienti internazionali e fatturi in piu valute
  • Fai molti pagamenti esteri e vuoi risparmiare sul cambio
  • Hai bisogno di carte per il team con controllo spese
  • Cerchi un conto gratuito per iniziare
  • Non hai bisogno di pagare F24 o bollettini

Scegli Tot se:

  • Devi pagare F24, MAV, RAV
  • Vuoi interessi al 4% sulla liquidita
  • Preferisci una banca italiana

Scegli Vivid se:

  • Vuoi cashback sugli acquisti
  • Investi in advertising (Google Ads, Facebook)

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni.

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Domande Frequenti su Revolut Business

Revolut Business ha l’IBAN italiano?

Si, Revolut Business offre l’IBAN italiano (che inizia per IT) ai clienti con sede in Italia. Questo facilita le operazioni domestiche, la domiciliazione utenze e l’accettazione da parte di fornitori che rifiutano IBAN esteri.

Posso pagare F24 con Revolut Business?

No, Revolut Business non supporta il pagamento di F24, MAV, RAV e bollettini PagoPA. Per pagare le tasse dovrai usare un conto italiano tradizionale. Questa limitazione e comune a quasi tutti i conti fintech internazionali.

Quanto costa Revolut Business al mese?

Revolut Business offre un piano Basic gratuito con 10 bonifici SEPA inclusi. I piani a pagamento partono da 35 euro/mese (Grow) fino a 90 euro/mese (Scale). Con abbonamento annuale si risparmia fino al 28%.

Revolut Business e sicuro?

Si, Revolut opera con licenza bancaria europea rilasciata dalla Banca Centrale Lituana. I depositi sono protetti dal Fondo di Garanzia fino a 100.000 euro. La piattaforma utilizza crittografia avanzata e autenticazione a due fattori.

Che differenza c’e tra Revolut Business e Revolut Pro?

Revolut Business e un conto aziendale completo per societa, con gestione team, carte dipendenti e API. Revolut Pro e una funzionalita semplificata all’interno dell’app personale, pensata per freelance individuali che vogliono separare le finanze personali da quelle professionali senza aprire un conto business dedicato.

Posso depositare contanti su Revolut Business?

No, Revolut Business e un conto 100% digitale. Non e possibile depositare contanti ne incassare assegni. Se la tua attivita richiede frequenti versamenti in contanti, dovrai affiancare Revolut a un conto tradizionale con filiali.

Verdetto Finale: A Chi Conviene Revolut Business?

Revolut Business e la scelta ideale per aziende che operano a livello internazionale. Il cambio valuta al tasso interbancario, i bonifici esteri economici e la gestione in 25+ valute lo rendono imbattibile per chi fattura all’estero.

L’IBAN italiano risolve i problemi di accettazione domestica, e il piano Basic gratuito permette di iniziare senza costi.

I limiti principali restano l’impossibilita di pagare F24 e bollettini e l’assenza di interessi sulla liquidita. Per un’attivita principalmente italiana, valuta Tot Business come alternativa.

Per una panoramica completa, leggi: Miglior Conto Corrente Partita IVA 2026.

Hai bisogno di assistenza per la tua partita IVA?

Se hai dubbi sulla scelta del conto business o sulla gestione fiscale della tua attivita, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione.

Contattaci:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: info@centrofiscale.com

Ultimo aggiornamento: marzo 2026. Prezzi verificati su revolut.com.

Marzo 14, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-14 08:00:002026-08-17 10:15:26Revolut Business Italia 2026: Recensione, Prezzi e IBAN Italiano
PARTITA IVA

Saldo IVA 2025: Scadenza 16 Marzo 2026, Come Pagare e Rateizzazione

regime forfettario partita iva

Il saldo IVA 2026 rappresenta uno degli appuntamenti fiscali più importanti per tutti i titolari di partita IVA. Ogni anno, entro il 16 marzo, chi è soggetto passivo IVA deve versare il conguaglio dell’imposta sul valore aggiunto relativa all’anno precedente. Per il saldo IVA 2025, la scadenza è fissata al 16 marzo 2026, ma esistono possibilità di differimento e rateizzazione del saldo IVA che è fondamentale conoscere per pianificare al meglio i pagamenti.

In questa guida pratica analizziamo nel dettaglio come calcolare il versamento saldo IVA, come pagare con il modello F24 utilizzando il codice tributo 6099, e quali opzioni di rateizzazione o differimento sono disponibili per alleggerire l’impatto finanziario. Se hai dubbi o necessiti di assistenza, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per guidarti in ogni passaggio.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il saldo IVA e chi deve pagarlo
  2. Scadenza: 16 marzo 2026
  3. Come calcolare il saldo IVA
  4. Come pagare: codice tributo 6099 e modello F24
  5. Rateizzazione del saldo IVA
  6. Differimento al 30 giugno o 31 luglio
  7. Compensazione con crediti IVA
  8. Sanzioni per ritardato o omesso versamento
  9. Domande frequenti

Cos’è il saldo IVA e chi deve pagarlo

Il saldo IVA è la differenza tra l’IVA a debito (incassata sulle vendite e prestazioni) e l’IVA a credito (pagata sugli acquisti) che risulta dalla dichiarazione IVA annuale. In pratica, rappresenta il conguaglio finale dell’imposta relativa all’anno precedente.

Sono tenuti al versamento del saldo IVA tutti i soggetti passivi IVA che presentano la dichiarazione annuale con un importo a debito superiore a 10,33 euro (arrotondato a 10 euro). Questo include imprenditori, professionisti, società e chiunque eserciti attività d’impresa, arte o professione. Sono invece esclusi i contribuenti in regime forfettario, poiché non addebitano IVA nelle fatture e non presentano la dichiarazione IVA annuale.

Scadenza saldo IVA 2026: 16 marzo

La scadenza del saldo IVA 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025) è fissata al 16 marzo 2026, che quest’anno cade di lunedì, quindi non ci sono slittamenti. Questa è la data entro cui effettuare il versamento in un’unica soluzione o la prima rata in caso di rateizzazione.

Tuttavia, il contribuente ha la possibilità di differire il pagamento a due scadenze alternative:

  • 30 giugno 2026: versamento con maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successivo al 16 marzo
  • 31 luglio 2026: versamento con un’ulteriore maggiorazione dello 0,40% sull’importo già maggiorato

Queste opzioni sono particolarmente utili per chi presenta il Modello Redditi e preferisce allineare il pagamento dell’IVA con le altre imposte. Per una panoramica completa sugli adempimenti dichiarativi, puoi consultare la nostra guida sulla dichiarazione dei redditi 2026.

Come calcolare il saldo IVA dalla dichiarazione annuale

Il calcolo del saldo IVA parte dalla dichiarazione IVA annuale (Modello IVA 2026 per l’anno 2025). In sintesi, il procedimento è il seguente:

  1. Si determina l’IVA a debito complessiva dell’anno (rigo VL1)
  2. Si determina l’IVA detraibile complessiva (rigo VL2)
  3. Si calcola la differenza: se l’IVA a debito supera quella a credito, si ottiene un saldo a debito
  4. Si sottraggono gli acconti IVA già versati a dicembre (rigo VL36) e le eventuali eccedenze dell’anno precedente
  5. Il risultato finale è il saldo IVA da versare (o il credito da utilizzare in compensazione)

Se l’importo risultante è inferiore a 10,33 euro, il versamento non è dovuto. Se invece il saldo è a credito, il contribuente può scegliere di chiederne il rimborso, utilizzarlo in compensazione oppure riportarlo all’anno successivo. Affidarsi al CAF Centro Fiscale garantisce un calcolo preciso e la scelta dell’opzione più vantaggiosa.

Come pagare il saldo IVA: codice tributo 6099 e modello F24

Il versamento del saldo IVA si effettua tramite il modello F24, utilizzando il codice tributo 6099. Ecco come compilare correttamente il modello:

  • Sezione Erario: indicare il codice tributo 6099
  • Anno di riferimento: 2025 (l’anno d’imposta a cui si riferisce il saldo)
  • Importi a debito versati: l’importo del saldo IVA da pagare
  • Rateazione: indicare il numero di rata (es. 0101 per pagamento in unica soluzione, 0109 per prima rata su 9)

Il pagamento con F24 del saldo IVA può avvenire tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate oppure tramite l’home banking. I titolari di partita IVA sono obbligati a presentare il modello F24 esclusivamente in via telematica. Per evitare errori nella compilazione, il CAF Centro Fiscale offre assistenza completa nella preparazione e nell’invio del modello.

Rateizzazione del saldo IVA 2026: fino a 9 rate mensili

Chi non riesce a versare l’intero importo in un’unica soluzione può optare per la rateizzazione del saldo IVA. La normativa consente di suddividere il pagamento in rate mensili di pari importo, a partire dal 16 marzo fino al 16 novembre 2026, per un massimo di 9 rate.

Su ogni rata successiva alla prima si applica una maggiorazione dello 0,33% mensile a titolo di interessi. Ecco un esempio pratico: supponiamo che il saldo IVA da versare sia di 9.000 euro e si scelga la rateizzazione in 9 rate:

  • 1a rata (16 marzo): 1.000,00 euro (nessuna maggiorazione)
  • 2a rata (16 aprile): 1.003,30 euro (+ 0,33%)
  • 3a rata (16 maggio): 1.006,60 euro (+ 0,66%)
  • 4a rata (16 giugno): 1.009,90 euro (+ 0,99%)
  • E così via fino alla 9a rata (16 novembre): 1.026,40 euro (+ 2,64%)

La scelta della rateizzazione va comunicata direttamente nel modello F24, indicando il numero della rata e il totale delle rate previste nel campo “rateazione”. Ad esempio, per la prima rata su 9, si indica 0109; per la seconda rata su 9, 0209, e così via.

Differimento al 30 giugno o 31 luglio con maggiorazione

In alternativa alla scadenza del 16 marzo, il contribuente può scegliere di differire il versamento del saldo IVA alle scadenze previste per il pagamento delle imposte sui redditi. Questa opzione è valida sia per chi versa in unica soluzione sia per chi sceglie la rateizzazione.

Le due opzioni di differimento prevedono:

  • Entro il 30 giugno 2026: il saldo IVA viene maggiorato dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese dal 16 marzo al 30 giugno. Considerando circa 3 mesi e mezzo, la maggiorazione è pari a circa l’1,60%
  • Entro il 31 luglio 2026: sull’importo già maggiorato al 30 giugno si applica un ulteriore 0,40%. In totale, la maggiorazione complessiva arriva a circa il 2,00%

Anche con il differimento è possibile scegliere la rateizzazione, ma il numero massimo di rate si riduce, dato che l’ultima rata deve comunque essere versata entro il 16 novembre 2026. Il CAF Centro Fiscale ti aiuta a calcolare la soluzione più conveniente tra pagamento immediato, differito o rateizzato.

Compensazione del saldo IVA con crediti IVA

Se dalla dichiarazione IVA annuale emerge un credito IVA, il contribuente può utilizzarlo per compensare altri debiti tributari e contributivi tramite il modello F24. Le regole per la compensazione variano in base all’importo del credito:

  • Fino a 5.000 euro: la compensazione è libera e può avvenire già dal 1° gennaio dell’anno successivo, senza necessità di presentare la dichiarazione IVA
  • Oltre 5.000 euro: la compensazione è consentita solo a partire dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione IVA annuale. Inoltre, è richiesto il visto di conformità sulla dichiarazione
  • Oltre 50.000 euro: oltre al visto di conformità, si applicano ulteriori controlli e adempimenti

La compensazione è uno strumento molto utile per ridurre l’esborso complessivo delle imposte. Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica la correttezza del credito e appone il visto di conformità quando necessario, permettendoti di utilizzare la compensazione in totale sicurezza.

Sanzioni per ritardato o omesso versamento del saldo IVA

Il mancato o tardivo versamento del saldo IVA comporta l’applicazione di sanzioni amministrative. La sanzione base è pari al 30% dell’importo non versato, ma è possibile ridurla significativamente attraverso il ravvedimento operoso:

  • Entro 14 giorni dalla scadenza: sanzione ridotta allo 0,1% per ogni giorno di ritardo (massimo 1,4%)
  • Dal 15° al 30° giorno: sanzione ridotta all’1,5%
  • Dal 31° al 90° giorno: sanzione ridotta all’1,67%
  • Entro 1 anno: sanzione ridotta al 3,75%
  • Entro 2 anni: sanzione ridotta al 4,29%

Oltre alla sanzione, sono dovuti gli interessi legali calcolati giorno per giorno. Il ravvedimento operoso è uno strumento fondamentale per regolarizzare la propria posizione senza attendere l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate. Per calcolare l’importo esatto da versare in ravvedimento, rivolgiti al CAF Centro Fiscale: i nostri esperti calcolano sanzioni e interessi per il tuo caso specifico.

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Domande frequenti sul saldo IVA 2026

Qual è la scadenza per il saldo IVA 2026?

La scadenza del saldo IVA 2026 (relativo all’anno 2025) è il 16 marzo 2026. È possibile differire il pagamento al 30 giugno 2026 (con maggiorazione dello 0,40% mensile) o al 31 luglio 2026 (con ulteriore 0,40%).

Qual è il codice tributo per il saldo IVA?

Il codice tributo per il versamento del saldo IVA annuale è il 6099, da indicare nella sezione Erario del modello F24 con anno di riferimento 2025.

In quante rate si può rateizzare il saldo IVA?

Il saldo IVA può essere rateizzato in un massimo di 9 rate mensili a partire dal 16 marzo, con scadenza ultima il 16 novembre. Su ogni rata successiva alla prima si applica una maggiorazione dello 0,33% mensile.

I forfettari devono pagare il saldo IVA?

No, i contribuenti in regime forfettario non addebitano IVA e non presentano la dichiarazione IVA annuale, quindi non sono tenuti al versamento del saldo IVA.

Cosa succede se non pago il saldo IVA entro la scadenza?

In caso di omesso versamento, si applica una sanzione del 30% dell’importo dovuto, riducibile tramite ravvedimento operoso. Prima si regolarizza, minore sarà la sanzione: entro 14 giorni si paga solo lo 0,1% al giorno.

Conclusione

Il saldo IVA 2026 è un adempimento che richiede attenzione sia nei calcoli che nelle scadenze. Conoscere le opzioni di rateizzazione, differimento e compensazione permette di gestire al meglio la liquidità aziendale senza incorrere in sanzioni. Che tu scelga il pagamento entro il 16 marzo, il differimento al 30 giugno o la rateizzazione fino a 9 rate, è fondamentale calcolare correttamente ogni importo e compilare il modello F24 senza errori.

Hai bisogno di assistenza per il versamento del saldo IVA o la dichiarazione IVA annuale? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

 

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⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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paolino servidio
03/09/2026
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Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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Lady
01/09/2026
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Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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Giulia Guida
25/08/2026
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Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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Paola Zilli
07/08/2026
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Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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Jacqueline B.
06/08/2026
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Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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Maura Masutto
06/08/2026
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Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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Issam Elhefnawi
31/07/2026
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Molto gentile
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Sibongile Moyana
30/07/2026
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Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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Sabrina Cirina
23/07/2026
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Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
Marzo 13, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-13 09:00:002026-08-17 10:15:38Saldo IVA 2025: Scadenza 16 Marzo 2026, Come Pagare e Rateizzazione
PARTITA IVA

Saldo IVA 2025: Scadenza 16 Marzo, Come Pagare con F24

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il saldo IVA 2025 rappresenta uno degli appuntamenti fiscali più importanti per le partite IVA e i professionisti italiani. Entro il 16 marzo 2026, tutti i contribuenti tenuti al versamento dell’IVA devono effettuare il pagamento del saldo annuale relativo all’anno d’imposta 2025, utilizzando il modello F24. Questa scadenza riguarda chi presenta la dichiarazione IVA annuale e ha un debito residuo da versare dopo aver considerato gli acconti già pagati durante l’anno.

Ma chi deve pagare il saldo IVA? Come si calcola l’importo? Quali sono i codici tributo da utilizzare nel modello F24? E cosa succede se non si paga entro la scadenza? In questa guida completa rispondiamo a tutte queste domande, fornendo esempi pratici, tabelle riassuntive e le informazioni aggiornate per il 2025.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione della dichiarazione IVA, nel calcolo del saldo e nella gestione degli adempimenti fiscali per la tua partita IVA. Scopri come evitare errori e sanzioni con il supporto dei nostri esperti.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Saldo IVA e Chi Deve Pagarlo
  2. Scadenza 16 Marzo 2026: Quando Pagare
  3. Come Calcolare il Saldo IVA 2025
  4. Come Compilare il Modello F24 per il Saldo IVA
  5. Codici Tributo F24 per il Saldo IVA
  6. Regimi Speciali: Forfettario, Agricolo, Esoneri
  7. Sanzioni per Ritardo o Omesso Versamento
  8. Ravvedimento Operoso: Come Regolarizzare
  9. Esempi Pratici di Calcolo
  10. Domande Frequenti

Cos’è il Saldo IVA e Chi Deve Pagarlo

Il saldo IVA è la differenza tra l’IVA a debito (incassata sulle vendite) e l’IVA a credito (pagata sugli acquisti) che emerge dalla dichiarazione IVA annuale. Se questa differenza è positiva, il contribuente deve versare la somma all’Agenzia delle Entrate tramite modello F24.

Devono pagare il saldo IVA 2025 tutti i titolari di partita IVA che:

  • Presentano la dichiarazione IVA annuale (modello IVA/2026 per l’anno 2025)
  • Hanno un debito IVA risultante dalla dichiarazione
  • Non rientrano in regimi speciali esonerati dall’IVA (come il regime forfettario)
  • Effettuano liquidazioni periodiche dell’IVA (mensili o trimestrali)

Chi è escluso dal pagamento del saldo IVA?

  • Regime forfettario: I contribuenti in regime forfettario non applicano l’IVA e quindi non devono versare né acconti né saldo IVA
  • Regime di vantaggio (ex minimi): Anche in questo caso non c’è obbligo di versamento IVA
  • Contribuenti con IVA a credito: Chi ha IVA a credito può richiedere il rimborso o riportare il credito negli anni successivi
  • Operazioni esenti IVA: Alcuni settori (sanità, istruzione, attività finanziarie) possono avere operazioni esenti

La normativa di riferimento è contenuta nel D.P.R. 633/1972 (legge IVA) e nelle successive modifiche, con particolare riferimento all’art. 1 del D.P.R. 435/2001 che disciplina i termini di versamento.

Scadenza 16 Marzo 2026: Quando Pagare

La scadenza per il saldo IVA 2025 è fissata al 16 marzo 2026. Questa data coincide con il termine per la presentazione della dichiarazione IVA annuale in modalità telematica.

Calendario delle scadenze IVA 2025-2026:

ScadenzaAdempimentoChi riguarda
16 marzo 2026Versamento saldo IVA 2025 + presentazione dichiarazione IVA/2026Tutti i contribuenti IVA ordinari
16 aprile 2026Scadenza prorogata per chi paga con maggiorazione 0,40%Contribuenti che scelgono la proroga
16 febbraio 2026Versamento secondo acconto IVA (riferito al 2026)Contribuenti con liquidazioni IVA trimestrali
27 dicembre 2025Versamento secondo acconto IVA (contribuenti mensili)Contribuenti con liquidazioni IVA mensili

Perché il 16 marzo? Questa scadenza è stabilita dall’art. 5-bis del D.P.R. 322/1998, che prevede che il saldo IVA debba essere versato contestualmente alla presentazione della dichiarazione annuale IVA. Il termine ordinario sarebbe il 28 febbraio, ma per chi trasmette telematicamente la dichiarazione (obbligo dal 2017), la scadenza è prorogata al 16 marzo.

Proroga con maggiorazione: È possibile differire il pagamento del saldo IVA di 30 giorni, portando la scadenza al 16 aprile 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi. Questa maggiorazione si calcola sull’importo del saldo da versare.

Differenze tra Contribuenti Mensili e Trimestrali

I contribuenti IVA possono scegliere tra liquidazione mensile o trimestrale:

  • Mensile: Le liquidazioni IVA vanno effettuate entro il 16 del mese successivo. Il saldo annuale si calcola considerando tutti i 12 mesi del 2025.
  • Trimestrale: Le liquidazioni IVA si fanno entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre (es. IVA gennaio-marzo 2025 va versata entro 16 maggio 2025). Il saldo annuale considera i 4 trimestri.

Indipendentemente dalla periodicità, la scadenza del saldo IVA al 16 marzo è uguale per tutti.

Come Calcolare il Saldo IVA 2025

Il calcolo del saldo IVA si basa sulla differenza tra IVA a debito e IVA a credito, considerando anche eventuali acconti già versati durante l’anno.

Formula del calcolo:

Saldo IVA = (IVA a debito 2025) - (IVA a credito 2025) - (Acconti IVA versati nel 2025)

Vediamo nel dettaglio ogni componente:

1. IVA a Debito

L’IVA a debito è l’imposta applicata sulle vendite e prestazioni di servizi effettuate durante l’anno 2025. Si calcola sommando l’IVA fatturata ai clienti in tutte le fatture emesse.

Esempio: Un professionista ha emesso fatture per 50.000 euro + IVA 22% = 11.000 euro di IVA a debito.

2. IVA a Credito

L’IVA a credito è l’imposta pagata sugli acquisti di beni e servizi necessari per l’attività. Include l’IVA sulle fatture ricevute dai fornitori, purché inerenti all’attività professionale.

Esempio: Lo stesso professionista ha acquistato beni/servizi per 20.000 euro + IVA 22% = 4.400 euro di IVA a credito.

3. Acconti IVA Versati

Durante l’anno 2025, i contribuenti IVA hanno già versato due acconti IVA:

  • Primo acconto: Versato entro il 27 dicembre 2024, pari all’88% del debito IVA del periodo ottobre-novembre 2024 (per mensili) o del terzo trimestre 2024 (per trimestrali)
  • Secondo acconto: Versato entro il 27 dicembre 2025 (mensili) o 16 febbraio 2026 (trimestrali)

Esempio: Il professionista ha versato 3.000 euro di acconti IVA nel 2025.

Calcolo Finale

Riprendiamo l’esempio completo:

  • IVA a debito: 11.000 euro
  • IVA a credito: 4.400 euro
  • Acconti versati: 3.000 euro
Saldo IVA = 11.000 - 4.400 - 3.000 = 3.600 euro

Il professionista dovrà versare 3.600 euro entro il 16 marzo 2026.

Attenzione: Se il risultato è negativo, significa che il contribuente ha un credito IVA da riportare negli anni successivi o da chiedere a rimborso (secondo le condizioni previste dall’art. 30 D.P.R. 633/1972).

Come Compilare il Modello F24 per il Saldo IVA

Il pagamento del saldo IVA avviene esclusivamente tramite modello F24, che può essere compilato e trasmesso:

  • Online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel)
  • Tramite home banking del proprio istituto di credito
  • Presso banche, Poste Italiane o intermediari abilitati (commercialisti, CAF)

Guida Passo-Passo alla Compilazione del F24

Sezione da compilare: “Erario” del modello F24

Campi obbligatori:

  1. Codice tributo: 6099 (saldo IVA) – vedi sezione successiva per tutti i codici
  2. Anno di riferimento: 2025 (anno d’imposta cui si riferisce il saldo)
  3. Importi a debito versati: L’importo del saldo IVA da pagare (es. 3.600,00)
  4. Codice ufficio: Lasciare vuoto (non necessario per IVA)
  5. Codice atto: Lasciare vuoto

Esempio di Compilazione F24

CampoValore
Codice tributo6099
Rateazione/regione/prov/mese rif.0101 (non rateizzato)
Anno di riferimento2025
Importi a debito versati3.600,00
Importi a credito compensati0,00 (se non si compensa con altri crediti)
TOTALE A3.600,00

Modalità di pagamento:

  • Versamento diretto: Si paga l’intero importo entro il 16 marzo 2026
  • Compensazione: È possibile compensare il debito IVA con eventuali crediti fiscali (IRPEF, IRES, contributi INPS) utilizzando il modello F24
  • Rateizzazione: NON è possibile rateizzare il saldo IVA (a differenza di imposte sui redditi o contributi)

Attenzione alla compensazione: La compensazione di crediti tributari superiori a 5.000 euro annui richiede l’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione (art. 35 D.Lgs. 241/1997) o la sottoscrizione da parte di un professionista abilitato.

Codici Tributo F24 per il Saldo IVA

L’Agenzia delle Entrate prevede codici tributo specifici per il versamento del saldo IVA, a seconda della tipologia di contribuente e della situazione fiscale.

Tabella completa dei codici tributo IVA:

CodiceDescrizioneQuando si usa
6099Saldo IVA annualeVersamento ordinario del saldo IVA risultante dalla dichiarazione annuale
6001IVA mensile (mese di gennaio)Liquidazione IVA periodica del primo mese
6002IVA mensile (febbraio)Liquidazione IVA mensile di febbraio
6003-6012IVA mensile (altri mesi)Un codice per ogni mese da marzo a dicembre
6031IVA primo trimestreLiquidazione IVA trimestrale gennaio-marzo
6032IVA secondo trimestreLiquidazione IVA trimestrale aprile-giugno
6033IVA terzo trimestreLiquidazione IVA trimestrale luglio-settembre
6034IVA quarto trimestreLiquidazione IVA trimestrale ottobre-dicembre
6035Acconto IVA (metodo storico)Versamento secondo acconto IVA
6036Acconto IVA (metodo previsionale)Versamento acconto con metodo previsionale
6037Acconto IVA (metodo da operazioni effettuate)Versamento acconto calcolato sulle operazioni reali
6098Interessi da saldo IVA dilazionatoInteressi per rateizzazione (NON applicabile al saldo IVA)

Codice 6099: il più utilizzato

Il codice tributo 6099 è quello standard per il versamento del saldo IVA annuale. Va utilizzato quando:

  • Si presenta la dichiarazione IVA annuale
  • Il risultato è un debito IVA da versare
  • Non si tratta di liquidazioni periodiche o acconti

Attenzione: Se stai versando un acconto IVA (secondo acconto per l’anno 2026), devi utilizzare i codici 6035, 6036 o 6037, NON il 6099.

Interessi per Versamento Posticipato (0,40%)

Se decidi di pagare il saldo IVA entro il 16 aprile 2026 invece del 16 marzo, devi applicare una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi. Questa maggiorazione:

  • Si calcola sull’importo del saldo da versare
  • Va indicata nello stesso F24 con il codice tributo 6099
  • Si somma all’importo del saldo

Esempio: Saldo IVA di 3.600 euro con proroga al 16 aprile:

Interessi 0,40% = 3.600 × 0,0040 = 14,40 euro
Totale da versare = 3.600 + 14,40 = 3.614,40 euro

Regimi Speciali: Forfettario, Agricolo, Esoneri

Non tutti i titolari di partita IVA sono tenuti al versamento del saldo IVA. Alcuni regimi fiscali speciali prevedono l’esonero dagli obblighi IVA.

Regime Forfettario

I contribuenti che aderiscono al regime forfettario (Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89) sono esonerati da IVA. Questo significa che:

  • Non addebitano IVA nelle fatture emesse ai clienti
  • Non detraggono IVA sugli acquisti
  • Non presentano la dichiarazione IVA
  • Non versano acconti né saldo IVA

Limiti del regime forfettario 2025:

  • Ricavi/compensi annui fino a 85.000 euro
  • Applicazione di coefficienti di redditività diversi per settore
  • Imposta sostitutiva del 15% o 5% (primi 5 anni di attività)

Attenzione: Se nel corso del 2025 superi il limite di 85.000 euro di ricavi, esci dal regime forfettario e dall’anno successivo (2026) dovrai applicare l’IVA ordinaria e versare acconti/saldo.

Regime di Vantaggio (ex Minimi)

Il regime di vantaggio per i contribuenti minimi (Legge 244/2007) è stato abolito dal 2016, ma chi vi rientrava può continuare fino alla scadenza naturale del quinquennio. Anche questo regime prevede l’esonero da IVA.

Regime Speciale Agricolo

Gli agricoltori in regime speciale IVA (art. 34 D.P.R. 633/1972) applicano percentuali di compensazione IVA forfettarie e possono avere semplificazioni negli adempimenti, ma restano tenuti al versamento del saldo IVA se risultante dalla dichiarazione.

Operazioni Esenti IVA

Alcuni settori effettuano operazioni esenti da IVA (art. 10 D.P.R. 633/1972):

  • Sanità e servizi socio-sanitari
  • Istruzione (scuole, università)
  • Attività finanziarie e assicurative
  • Locazioni immobiliari ad uso abitativo

Chi effettua solo operazioni esenti non versa IVA, ma non può nemmeno detrarla sugli acquisti. Chi ha operazioni miste (esenti e imponibili) deve calcolare la pro-rata di detrazione.

Esonero per Volume d’Affari Ridotto

Non esiste un esonero automatico dal saldo IVA per chi ha un volume d’affari ridotto. Anche con pochi euro di debito IVA, il versamento è obbligatorio. L’unica eccezione è per importi inferiori a 10,33 euro, che non vanno versati (importo minimo di versamento).

Sanzioni per Ritardo o Omesso Versamento

Il mancato o tardivo versamento del saldo IVA comporta l’applicazione di sanzioni amministrative e interessi moratori, come previsto dal D.Lgs. 471/1997.

Sanzioni per Omesso Versamento

Se non versi il saldo IVA entro il 16 marzo 2026, incorri nella sanzione del 30% dell’importo non versato (art. 13 D.Lgs. 471/1997).

Esempio: Saldo IVA di 3.600 euro non versato:

Sanzione = 3.600 × 30% = 1.080 euro

Questa sanzione si somma agli interessi moratori, calcolati al tasso legale (attualmente 2,5% annuo per il 2025) per ogni giorno di ritardo.

Riduzione delle Sanzioni con Ravvedimento Operoso

È possibile ridurre le sanzioni utilizzando il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997), regolarizzando il pagamento spontaneamente prima di eventuali accertamenti. Vedi la sezione successiva per i dettagli.

Interessi Moratori

Gli interessi moratori si calcolano dal giorno successivo alla scadenza (17 marzo 2026) fino al giorno del pagamento effettivo, applicando il tasso legale annuo.

Formula interessi:

Interessi = (Importo dovuto × Tasso legale × Giorni di ritardo) / 36500

Esempio: Pagamento in ritardo di 30 giorni (saldo 3.600 euro, tasso legale 2,5%):

Interessi = (3.600 × 2,5 × 30) / 36500 = 7,40 euro

Conseguenze in Caso di Inadempienza Prolungata

Se il mancato pagamento del saldo IVA si protrae oltre i termini del ravvedimento operoso, l’Agenzia delle Entrate può procedere con:

  • Cartella di pagamento: Notifica dell’importo dovuto (saldo + sanzioni + interessi)
  • Iscrizione a ruolo: Riscossione coattiva tramite Agenzia delle Entrate-Riscossione
  • Fermo amministrativo di veicoli intestati
  • Ipoteca su beni immobili
  • Pignoramento di beni mobili, conti correnti, stipendi

Importante: Le sanzioni per omesso versamento IVA sono penalmente rilevanti se l’importo evaso supera i 250.000 euro per anno d’imposta (art. 10-ter D.Lgs. 74/2000), con pene detentive da 6 mesi a 2 anni.

Ravvedimento Operoso: Come Regolarizzare

Il ravvedimento operoso è lo strumento che consente di regolarizzare spontaneamente il mancato o tardivo versamento del saldo IVA, beneficiando di sanzioni ridotte.

L’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 prevede diverse tipologie di ravvedimento a seconda dei giorni di ritardo:

Tipologie di Ravvedimento e Sanzioni Ridotte

Tipo ravvedimentoEntro quandoSanzione ridotta
SprintEntro 14 giorni dalla scadenza0,1% per ogni giorno di ritardo (max 1,4%)
BreveDal 15° al 30° giorno1,5% dell’importo dovuto
IntermedioDal 31° al 90° giorno1,67% dell’importo dovuto
LungoEntro il termine di presentazione della dichiarazione IVA dell’anno successivo3,75% dell’importo dovuto
LunghissimoOltre il termine dichiarazione, ma entro 2 anni4,29% dell’importo dovuto
Oltre 2 anniOltre 2 anni dalla scadenza5% dell’importo dovuto

Come Calcolare il Ravvedimento

Per regolarizzare il saldo IVA 2025 in ritardo, devi versare con F24:

  1. Importo del saldo IVA originario (codice tributo 6099)
  2. Sanzione ridotta (codice tributo 8904 – sanzioni pecuniarie IVA)
  3. Interessi legali (codice tributo 1991 – interessi sul ravvedimento)

Esempio pratico: Saldo IVA di 3.600 euro pagato con 20 giorni di ritardo (5 aprile 2026).

Si applica il ravvedimento breve (1,5%):

Sanzione ridotta = 3.600 × 1,5% = 54 euro
Interessi (20 gg, tasso 2,5%) = (3.600 × 2,5 × 20) / 36500 = 4,93 euro
Totale da versare = 3.600 + 54 + 4,93 = 3.658,93 euro

Codici Tributo per il Ravvedimento

Nel modello F24 per il ravvedimento operoso del saldo IVA, utilizza:

  • 6099: Importo del saldo IVA
  • 8904: Sanzioni pecuniarie per irregolarità IVA
  • 1991: Interessi sul ravvedimento per liquidazioni periodiche e dichiarazioni IVA

Quando NON è Possibile Ravvedersi

Il ravvedimento operoso non è ammesso se:

  • Hai già ricevuto una comunicazione di irregolarità (PVC, avviso bonario)
  • È stata notificata una cartella di pagamento
  • Sono iniziati accessi, ispezioni o verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate
  • Sono decorsi più di 5 anni dalla violazione (termine prescrizionale)

Consiglio: Se hai dimenticato di pagare il saldo IVA, procedi immediatamente con il ravvedimento operoso per limitare le sanzioni. Più tempo passa, più la sanzione aumenta (fino al 30% se non ti ravvedi).

Esempi Pratici di Calcolo

Vediamo alcuni casi concreti di calcolo e pagamento del saldo IVA 2025, con situazioni tipiche di diversi professionisti e imprese.

Esempio 1: Professionista con Liquidazione Mensile

Situazione: Commercialista con partita IVA in regime ordinario, liquidazione mensile.

  • IVA a debito 2025: 22.000 euro (fatture emesse ai clienti)
  • IVA a credito 2025: 6.500 euro (spese professionali, attrezzature, software)
  • Acconti IVA versati nel 2025: 8.000 euro

Calcolo saldo IVA:

Saldo IVA = 22.000 - 6.500 - 8.000 = 7.500 euro

Scadenza: 16 marzo 2026
Codice tributo F24: 6099
Importo da versare: 7.500 euro

Esempio 2: Piccola Impresa con Liquidazione Trimestrale

Situazione: Negozio di abbigliamento, liquidazione IVA trimestrale.

  • IVA a debito 2025: 55.000 euro (vendite al dettaglio)
  • IVA a credito 2025: 38.000 euro (acquisto merce, utenze, affitto)
  • Acconti IVA versati: 10.000 euro

Calcolo saldo IVA:

Saldo IVA = 55.000 - 38.000 - 10.000 = 7.000 euro

Opzione proroga: L’imprenditore decide di pagare il 16 aprile 2026 con maggiorazione 0,40%:

Interessi proroga = 7.000 × 0,40% = 28 euro
Totale da versare = 7.000 + 28 = 7.028 euro

Esempio 3: Contribuente in Regime Forfettario

Situazione: Grafico freelance in regime forfettario.

  • Ricavi 2025: 45.000 euro
  • Regime: Forfettario (coefficiente redditività 78%, imposta sostitutiva 15%)

Saldo IVA:

NON DOVUTO - Il regime forfettario è esente da IVA.
Non si presenta dichiarazione IVA e non si versa alcun saldo.

Il grafico verserà solo l’imposta sostitutiva sui redditi, ma nessun adempimento IVA.

Esempio 4: Professionista con Credito IVA

Situazione: Ingegnere che ha sostenuto investimenti importanti nel 2025.

  • IVA a debito 2025: 18.000 euro
  • IVA a credito 2025: 25.000 euro (acquisto attrezzature, auto aziendale)
  • Acconti IVA versati: 3.500 euro

Calcolo:

Saldo IVA = 18.000 - 25.000 - 3.500 = -10.500 euro (CREDITO)

Risultato: L’ingegnere ha un credito IVA di 10.500 euro. Può:

  • Riportarlo in compensazione negli anni successivi
  • Chiedere il rimborso se i requisiti sono soddisfatti (attività da almeno 2 anni, credito superiore a 2.582,28 euro)
  • Compensare con altri tributi (IRPEF, INPS) tramite F24

In questo caso NON si versa alcun saldo IVA.

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Domande Frequenti sul Saldo IVA 2025

Entro quando devo pagare il saldo IVA 2025?

Il saldo IVA 2025 deve essere versato entro il 16 marzo 2026. È possibile posticipare il pagamento al 16 aprile 2026 applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi.

Quale codice tributo devo usare per il saldo IVA?

Il codice tributo da utilizzare nel modello F24 per il versamento del saldo IVA annuale è il 6099. Nel campo anno di riferimento va indicato 2025.

Chi è esonerato dal pagamento del saldo IVA?

Sono esonerati dal saldo IVA i contribuenti in regime forfettario e in regime di vantaggio, poiché non applicano l’IVA. Anche chi ha un credito IVA risultante dalla dichiarazione non deve versare alcun saldo.

Cosa succede se pago il saldo IVA in ritardo?

Il mancato o ritardato pagamento comporta sanzioni del 30% dell’importo dovuto più interessi moratori. È possibile ridurre le sanzioni utilizzando il ravvedimento operoso, che prevede sanzioni ridotte dall’1% al 5% a seconda dei giorni di ritardo.

Posso rateizzare il saldo IVA?

No, il saldo IVA non è rateizzabile. Deve essere versato in un’unica soluzione entro il 16 marzo (o 16 aprile con maggiorazione). La rateizzazione è prevista solo per le imposte sui redditi, non per l’IVA.

Come si calcola il saldo IVA?

Il saldo IVA si calcola con la formula: IVA a debito – IVA a credito – Acconti già versati. Se il risultato è positivo, si deve versare quella somma. Se negativo, si ha un credito IVA da compensare o richiedere a rimborso.

Posso compensare il saldo IVA con altri crediti fiscali?

Sì, è possibile compensare il debito da saldo IVA con eventuali crediti fiscali (IRPEF, INPS, altre imposte) utilizzando il modello F24. Per compensazioni superiori a 5.000 euro annui è necessario il visto di conformità.


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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Giulia Guida
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    Paola Zilli
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
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    Issam Elhefnawi
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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    Marzo 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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    Co.Co.Co. Sportivo e Partita IVA Forfettaria 2026: Guida Completa alla Compatibilita

    società sportiva SSD

    Aggiornato a marzo 2026 – Sei un istruttore sportivo con un contratto Co.Co.Co. e stai pensando di aprire partita IVA forfettaria? Oppure hai già una P.IVA e vuoi capire se puoi accettare anche compensi sportivi? La buona notizia è che le due forme sono perfettamente compatibili, ma ci sono regole precise da conoscere per non perdere i benefici fiscali. In questa guida completa analizziamo tutto: soglie, contributi INPS, tassazione e esempi pratici con calcoli reali.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il Contratto Co.Co.Co. Sportivo
    2. Le Soglie di Esenzione Fiscale 2026
    3. Requisiti Regime Forfettario 2026
    4. Compatibilità Co.Co.Co. e Forfettario
    5. Contributi INPS: Come Funzionano
    6. Esempi Pratici con Calcoli Dettagliati
    7. Obblighi Fiscali e Dichiarativi
    8. Quando Conviene Aprire P.IVA
    9. Domande Frequenti

    Cos’è il Contratto Co.Co.Co. Sportivo

    Il contratto di collaborazione coordinata e continuativa sportiva (Co.Co.Co. sportivo) è una forma contrattuale introdotta dal D.Lgs. 36/2021 (Riforma dello Sport), entrata pienamente in vigore dal 1° luglio 2023. Si tratta di una tipologia contrattuale specifica per il settore sportivo dilettantistico che permette alle associazioni e società sportive dilettantistiche (ASD/SSD) di instaurare rapporti di lavoro con istruttori, allenatori, preparatori e altri collaboratori sportivi.

    Le caratteristiche distintive del Co.Co.Co. sportivo sono:

    • Coordinamento con l’ente sportivo: il lavoratore organizza la propria attività seguendo le direttive dell’ASD/SSD
    • Continuità della prestazione: non si tratta di prestazioni occasionali, ma di un rapporto stabile nel tempo
    • Prevalenza personale: il lavoro viene svolto personalmente dal collaboratore
    • Assenza di vincolo di subordinazione: diversamente dal lavoro dipendente, il collaboratore mantiene autonomia organizzativa

    Chi può avere un Co.Co.Co. sportivo? Questo contratto è riservato a figure professionali del mondo sportivo dilettantistico: istruttori di nuoto, fitness, tennis, calcio, pallavolo, preparatori atletici, allenatori di squadre giovanili, direttori tecnici e altre figure previste dai regolamenti delle federazioni sportive.

    Le Soglie di Esenzione Fiscale 2026

    Uno dei principali vantaggi del Co.Co.Co. sportivo è il regime fiscale agevolato. Per il 2026, le soglie di esenzione sono confermate come segue:

    Fascia di CompensoTassazione IRPEFContributi INPS
    0 – 5.000 euroEsenteEsenti
    5.001 – 15.000 euroEsenteDovuti (con riduzione 50%)
    Oltre 15.000 euroTassati (solo parte eccedente)Dovuti

    Soglia 5.000 euro: esenzione totale

    I compensi sportivi fino a 5.000 euro annui lordi sono completamente esenti sia da IRPEF che da contributi INPS. Questa soglia è cumulativa: se lavori per più ASD/SSD, devi sommare tutti i compensi ricevuti. Ad esempio, se ricevi 3.000 euro da un’ASD e 4.000 euro da un’altra, il totale di 7.000 euro supera la soglia dei 5.000 euro.

    Soglia 15.000 euro: esenzione solo IRPEF

    I compensi tra 5.001 e 15.000 euro restano esenti da IRPEF, ma sono soggetti a contributi INPS. La contribuzione si calcola sulla parte eccedente i 5.000 euro, con una riduzione del 50% dell’imponibile contributivo valida fino al 31 dicembre 2027.

    Oltre 15.000 euro: tassazione ordinaria

    Superata la soglia di 15.000 euro, i compensi eccedenti vengono tassati secondo le aliquote IRPEF ordinarie. La tassazione si applica solo sulla parte che supera i 15.000 euro, non sull’intero importo.

    Requisiti Regime Forfettario 2026

    Per comprendere la compatibilità tra Co.Co.Co. sportivo e partita IVA forfettaria, è fondamentale conoscere i requisiti del regime forfettario 2026:

    Limite di ricavi: 85.000 euro

    Il limite principale è quello dei ricavi/compensi: per restare nel regime forfettario, non devi superare 85.000 euro annui di fatturato dalla tua attività con partita IVA. Se superi questa soglia ma resti sotto i 100.000 euro, esci dal regime forfettario dall’anno successivo. Se superi i 100.000 euro, l’uscita è immediata.

    Limite redditi da lavoro dipendente: 35.000 euro

    Attenzione a questo requisito: se nell’anno precedente hai percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 35.000 euro (limite elevato per il 2025-2026, in precedenza era 30.000 euro), non puoi accedere al forfettario. Tuttavia, i compensi sportivi Co.Co.Co. NON rientrano in questo limite, come vedremo nel prossimo paragrafo.

    Altre cause di esclusione

    • Spese per dipendenti: non devi aver sostenuto spese per lavoro dipendente superiori a 20.000 euro lordi
    • Partecipazioni societarie: non puoi possedere quote in società di persone o controllare SRL con attività riconducibile alla tua
    • Ex datore di lavoro: se oltre il 50% dei tuoi compensi deriva dal tuo ex datore di lavoro dei 2 anni precedenti, sei escluso
    • Regimi speciali IVA: non puoi utilizzare contemporaneamente regimi speciali IVA

    Aliquote del regime forfettario

    TipologiaAliquotaRequisiti
    Start-up5%Primi 5 anni, nuova attività
    Ordinaria15%Dal 6° anno o senza requisiti start-up

    Il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi. Per le attività sportive (codice ATECO 85.51 e simili), il coefficiente è del 78%.

    Compatibilità Co.Co.Co. Sportivo e P.IVA Forfettaria

    Arriviamo alla domanda centrale: si può avere contemporaneamente un Co.Co.Co. sportivo e una partita IVA forfettaria? La risposta è sì, sono perfettamente compatibili.

    Perché sono compatibili

    I compensi sportivi percepiti con Co.Co.Co. sono classificati fiscalmente come redditi diversi (art. 67, comma 1, lettera m del TUIR) e non come redditi da lavoro dipendente o assimilati. Questo significa che:

    • Non contano ai fini del limite 35.000 euro di redditi da lavoro dipendente/assimilato
    • Non contano ai fini del limite 85.000 euro di ricavi forfettari (sono redditi separati)
    • Non creano incompatibilità con il regime forfettario

    Questa interpretazione è confermata dalla Circolare Agenzia delle Entrate 10/E del 4 aprile 2016 e dalla Risoluzione 64/E del 2019, che chiariscono la natura dei compensi sportivi e la loro compatibilità con altri regimi fiscali.

    Come si cumulano i redditi

    I due redditi vengono dichiarati separatamente e tassati con regole diverse:

    • Reddito forfettario: tassato con imposta sostitutiva 5% o 15%
    • Compensi sportivi fino a 15.000 euro: esenti IRPEF
    • Compensi sportivi oltre 15.000 euro: tassati con IRPEF ordinaria (solo la parte eccedente)

    Contributi INPS: Come Funzionano

    La gestione contributiva è uno degli aspetti più complessi quando si combinano Co.Co.Co. sportivo e P.IVA forfettaria. Vediamo nel dettaglio come funzionano i contributi INPS 2026.

    Contributi sul Co.Co.Co. sportivo

    I collaboratori sportivi sono iscritti alla Gestione Separata INPS. Le aliquote 2026, secondo la Circolare INPS n. 8/2026, sono:

    SituazioneAliquota IVSAliquota totale
    Senza altra copertura previdenziale25%27,03% (+ contributi minori)
    Con altra copertura (es. P.IVA)24%24%

    Riduzione 50% fino al 2027: per i lavoratori sportivi, l’imponibile contributivo è ridotto del 50% sulla parte eccedente i 5.000 euro. Questo significa che su 10.000 euro di compensi sportivi, i contributi si calcolano solo su 2.500 euro (metà di 5.000 euro eccedenti).

    Ripartizione dell’onere: 2/3 a carico dell’ASD/SSD, 1/3 a carico del collaboratore.

    Contributi sulla P.IVA forfettaria

    Se sei iscritto alla Gestione Separata anche per la P.IVA (professionista senza cassa), l’aliquota 2026 è:

    • 26,07% se non hai altra copertura previdenziale
    • 24% se hai già altra copertura (es. dal Co.Co.Co. sportivo)

    In caso di doppia iscrizione, puoi beneficiare dell’aliquota ridotta del 24% sulla P.IVA, poiché risulti già coperto dalla previdenza del Co.Co.Co.

    Esempi Pratici con Calcoli Dettagliati

    Vediamo ora tre esempi pratici con calcoli reali per capire concretamente quanto si paga e quanto resta netto.

    Esempio 1: Istruttore di nuoto con P.IVA personal trainer

    Situazione:

    • Co.Co.Co. sportivo presso piscina comunale: 12.000 euro/anno
    • P.IVA forfettaria come personal trainer: 28.000 euro/anno

    Calcolo imposte e contributi:

    Compensi sportivi (12.000 euro):

    • IRPEF: 0 euro (sotto soglia 15.000 euro, esente)
    • Contributi INPS: base imponibile = (12.000 – 5.000) x 50% = 3.500 euro
    • Contributi dovuti: 3.500 x 24% = 840 euro (di cui 280 euro a carico del lavoratore)

    Reddito forfettario (28.000 euro):

    • Reddito imponibile: 28.000 x 78% = 21.840 euro
    • Imposta sostitutiva (15%): 21.840 x 15% = 3.276 euro
    • Contributi INPS (24%): 21.840 x 24% = 5.242 euro

    Totale imposte e contributi annui:

    • IRPEF/Imposta sostitutiva: 3.276 euro
    • Contributi totali a carico: 280 + 5.242 = 5.522 euro
    • Totale: 8.798 euro

    Reddito netto annuo: 40.000 – 8.798 = 31.202 euro (circa 2.600 euro/mese)

    Esempio 2: Personal trainer con doppia attività intensa

    Situazione:

    • Co.Co.Co. sportivo presso 2 palestre: 8.000 euro/anno
    • P.IVA forfettaria (corsi privati + online): 45.000 euro/anno

    Calcolo imposte e contributi:

    Compensi sportivi (8.000 euro):

    • IRPEF: 0 euro (esente)
    • Contributi INPS: base = (8.000 – 5.000) x 50% = 1.500 euro
    • Contributi dovuti: 1.500 x 24% = 360 euro (120 euro a carico lavoratore)

    Reddito forfettario (45.000 euro):

    • Reddito imponibile: 45.000 x 78% = 35.100 euro
    • Imposta sostitutiva (15%): 35.100 x 15% = 5.265 euro
    • Contributi INPS (24%): 35.100 x 24% = 8.424 euro

    Totale imposte e contributi: 5.265 + 120 + 8.424 = 13.809 euro

    Reddito netto annuo: 53.000 – 13.809 = 39.191 euro (circa 3.266 euro/mese)

    Esempio 3: Fisioterapista sportivo (caso limite)

    Situazione:

    • Co.Co.Co. sportivo presso società calcio: 20.000 euro/anno
    • P.IVA forfettaria come fisioterapista: 60.000 euro/anno

    Verifica compatibilità: OK – il Co.Co.Co. sportivo non conta per il limite 85.000 euro forfettario né per il limite 35.000 euro redditi dipendenti.

    Calcolo imposte e contributi:

    Compensi sportivi (20.000 euro):

    • IRPEF su parte eccedente 15.000: (20.000 – 15.000) x 23% = 1.150 euro
    • Contributi INPS: base = (20.000 – 5.000) x 50% = 7.500 euro
    • Contributi dovuti: 7.500 x 24% = 1.800 euro (600 euro a carico lavoratore)

    Reddito forfettario (60.000 euro):

    • Reddito imponibile: 60.000 x 78% = 46.800 euro
    • Imposta sostitutiva (15%): 46.800 x 15% = 7.020 euro
    • Contributi INPS (24%): 46.800 x 24% = 11.232 euro

    Totale imposte e contributi: 1.150 + 600 + 7.020 + 11.232 = 20.002 euro

    Reddito netto annuo: 80.000 – 20.002 = 59.998 euro (circa 5.000 euro/mese)

    Obblighi Fiscali e Dichiarativi

    Chi ha sia Co.Co.Co. sportivo che P.IVA forfettaria deve presentare il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico). Ecco i quadri da compilare:

    Quadri del Modello Redditi PF

    • Quadro LM: per il reddito forfettario (sezione II per forfettari)
    • Quadro RL: per i compensi sportivi (rigo RL21/RL22 per redditi diversi)
    • Quadro RR: per i contributi INPS Gestione Separata

    Certificazione Unica (CU)

    L’ASD/SSD che ti corrisponde i compensi sportivi deve rilasciarti la Certificazione Unica entro il 16 marzo di ogni anno. Questo documento riporta i compensi erogati e le eventuali ritenute/contributi.

    Scadenze 2026

    AdempimentoScadenza
    Ricezione CU dall’ASD16 marzo 2026
    Dichiarazione Redditi PF30 settembre 2026
    Saldo imposte + 1° acconto30 giugno 2026
    2° acconto imposte30 novembre 2026

    Quando Conviene Aprire Partita IVA

    Non sempre conviene aprire partita IVA se hai già un Co.Co.Co. sportivo. Ecco una checklist decisionale:

    Conviene aprire P.IVA se:

    • Hai clienti privati che vogliono fattura
    • Vuoi offrire servizi a palestre/centri sportivi come fornitore esterno
    • I tuoi compensi sportivi sono stabili e vuoi diversificare
    • Vuoi dedurre costi (nel forfettario solo in modo forfettario)
    • Hai prospettive di crescita oltre i limiti del Co.Co.Co.

    Non conviene aprire P.IVA se:

    • I compensi sportivi sono già sufficienti
    • Non hai clienti esterni all’ASD
    • Vuoi mantenere la semplicità gestionale
    • Rischi di superare i limiti del forfettario

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    Domande Frequenti

    Posso avere Co.Co.Co. sportivo e P.IVA forfettaria insieme?

    Sì, le due forme sono perfettamente compatibili. I compensi sportivi sono classificati come redditi diversi e non interferiscono con i requisiti del regime forfettario.

    I compensi sportivi contano per il limite 85.000 euro del forfettario?

    No, i compensi sportivi da Co.Co.Co. non rientrano nel calcolo dei ricavi/compensi forfettari. Sono redditi di natura diversa e vengono dichiarati separatamente.

    Cosa succede se supero 35.000 euro di compensi sportivi?

    I compensi sportivi non sono redditi da lavoro dipendente, quindi non contano ai fini del limite 35.000 euro per l’accesso al forfettario. Puoi percepire qualsiasi importo di compensi sportivi senza perdere il diritto al regime forfettario.

    Devo emettere fattura per i compensi sportivi?

    No, i compensi sportivi da Co.Co.Co. non richiedono fattura. L’ASD/SSD ti rilascia una ricevuta o un cedolino e ti fornisce la Certificazione Unica a fine anno.

    Posso avere più Co.Co.Co. con diverse ASD?

    Sì, puoi collaborare con più associazioni sportive. Ricorda però che le soglie di esenzione (5.000 e 15.000 euro) sono cumulative: devi sommare tutti i compensi ricevuti da tutte le ASD/SSD.

    Quali contributi pago in totale?

    Se hai entrambe le attività, paghi: contributi sul Co.Co.Co. (24% sulla base ridotta al 50%, di cui 1/3 a tuo carico) + contributi sulla P.IVA (24% sul reddito forfettario, avendo già altra copertura). L’aliquota ridotta del 24% anziché 26,07% si applica perché risulti già coperto previdenzialmente.

    Come dichiaro i redditi delle due attività?

    Devi presentare il Modello Redditi PF, compilando il Quadro LM per il reddito forfettario e il Quadro RL per i compensi sportivi. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella compilazione corretta.

    Conviene aprire P.IVA se ho compensi sportivi stabili?

    Dipende dalla tua situazione. Se hai già compensi sportivi significativi (oltre 10-15.000 euro) e la possibilità di acquisire clienti privati, la P.IVA forfettaria può essere un ottimo complemento. Se invece i compensi sportivi ti bastano e non hai prospettive di clientela esterna, potrebbe non convenire aggiungere gli adempimenti della partita IVA.

    Hai bisogno di assistenza?

    La gestione fiscale di Co.Co.Co. sportivo e partita IVA forfettaria richiede attenzione. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella valutazione della tua situazione, nell’apertura della partita IVA e nella corretta compilazione della dichiarazione dei redditi.

    Contattaci:

    • Telefono: 0432 1638640
    • WhatsApp: 366 6018121
    • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
    Marzo 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/guida-SSD.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-12 12:51:312026-08-17 10:15:51Co.Co.Co. Sportivo e Partita IVA Forfettaria 2026: Guida Completa alla Compatibilita
    Geometri

    Contributi CIPAG 2026: Guida Completa Aliquote e Scadenze per Geometri

    regime forfettario partita iva

    Se sei un geometra iscritto alla CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri), e fondamentale conoscere gli obblighi contributivi per il 2026. Quest’anno porta importanti conferme sulle aliquote e introduce novita che entreranno in vigore dal 2027, con un aumento previsto al 22%.

    In questa guida completa scoprirai quanto devi versare, come si calcolano i contributi, quali scadenze rispettare e quali agevolazioni sono disponibili per i neo-iscritti. Ti spiegheremo anche come gestire correttamente il contributo integrativo in fattura, un aspetto spesso fonte di dubbi.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’e la CIPAG e chi deve iscriversi
    2. Aliquote Contributive 2026
    3. Contributo Minimo 4.205 euro
    4. Come si Calcolano i Contributi CIPAG
    5. Contributo Integrativo in Fattura
    6. Scadenze Versamenti 2026
    7. Agevolazioni per Geometri Under 30
    8. Sanzioni per Mancato Pagamento
    9. Novita: Aumento al 22% dal 2027
    10. Domande Frequenti

    Cos’e la CIPAG e chi deve iscriversi

    La CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri) e l’ente previdenziale obbligatorio per tutti i geometri liberi professionisti iscritti all’Albo. Non si tratta di un’assicurazione facoltativa: l’iscrizione e automatica e obbligatoria dal momento in cui apri partita IVA come geometra e inizi l’attivita professionale.

    La CIPAG gestisce la previdenza (pensione di vecchiaia, invalidita, superstiti) e l’assistenza (indennita di maternita, sussidi per malattia) dei geometri. A differenza dell’INPS, che si occupa dei lavoratori dipendenti, la CIPAG e una cassa privatizzata riservata esclusivamente alla categoria dei geometri.

    Chi deve iscriversi:

    • Geometri con partita IVA individuale iscritti all’Albo professionale
    • Geometri che esercitano in forma di societa tra professionisti (STP)
    • Anche chi opera in regime forfettario e obbligato al versamento

    Chi NON deve iscriversi:

    • Geometri dipendenti a tempo pieno (coperti da INPS)
    • Geometri pensionati che non esercitano piu attivita professionale
    • Chi ha sospeso l’iscrizione all’Albo (ma attenzione: la sospensione non e automatica, va richiesta formalmente)

    L’iscrizione va effettuata entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA. Il mancato rispetto comporta l’applicazione di sanzioni e interessi di mora.


    Aliquote Contributive 2026

    I contributi CIPAG 2026 si compongono di tre voci principali, ciascuna con una propria aliquota. E importante capire la differenza tra queste voci perche si calcolano in modo diverso e hanno finalita distinte.

    1. Contributo Soggettivo (20%)

    Il contributo soggettivo e la componente principale dei versamenti alla CIPAG. Serve per finanziare la tua futura pensione (vecchiaia, invalidita, superstiti). L’aliquota per il 2026 rimane al 20% del reddito professionale netto, confermata rispetto agli anni precedenti.

    Questo significa che, se nel 2026 dichiari un reddito professionale di 30.000 euro, dovrai versare 6.000 euro di contributo soggettivo (20% di 30.000). Il reddito professionale e quello dichiarato nel modello Redditi o nel 730, al netto delle spese deducibili.

    Attenzione: Se il tuo reddito e basso o nullo, sei comunque tenuto a versare il contributo minimo (vedi sezione dedicata), che per il 2026 e pari a 4.205 euro.

    2. Contributo Integrativo (5%)

    Il contributo integrativo ha un’aliquota del 5% e si applica sul volume d’affari, cioe sul totale dei compensi fatturati ai clienti (IVA esclusa). A differenza del contributo soggettivo, che si calcola sul reddito netto, l’integrativo si basa sul fatturato lordo.

    Questo contributo ha una particolarita importante: va addebitato in fattura al cliente, proprio come l’IVA. In pratica, quando emetti una fattura per una prestazione professionale, devi aggiungere il 5% di contributo integrativo che il cliente ti paghera insieme al compenso. Tu poi lo verserai alla CIPAG.

    Esempio di fattura:

    • Compenso professionale: 1.000 euro
    • Contributo integrativo 5%: 50 euro
    • Imponibile totale: 1.050 euro
    • IVA 22% su 1.050: 231 euro
    • Totale fattura: 1.281 euro

    I 50 euro di contributo integrativo li incassi dal cliente, ma dovrai versarli alla CIPAG nelle scadenze previste.

    3. Contributo di Maternita (0,50%)

    Il contributo di maternita e un versamento solidale, obbligatorio per tutti gli iscritti (uomini e donne), e serve a finanziare l’indennita di maternita e l’indennita di paternita. L’aliquota per il 2026 e dello 0,50% del reddito professionale netto.

    Si tratta di un importo relativamente contenuto: su un reddito di 30.000 euro, il contributo di maternita e di 150 euro annui (0,50% di 30.000).

    Riepilogo aliquote 2026:

    • Contributo soggettivo: 20% del reddito netto
    • Contributo integrativo: 5% del fatturato (addebitabile in fattura)
    • Contributo maternita: 0,50% del reddito netto

    Contributo Minimo 4.205 euro

    Anche se il tuo reddito professionale e basso o addirittura nullo, la CIPAG ti richiede il versamento di un contributo minimo. Per il 2026, l’importo del contributo minimo e pari a 4.205 euro, confermato rispetto al 2025.

    Questo significa che, indipendentemente da quanto guadagni, sei tenuto a versare almeno questa somma per mantenere la tua posizione previdenziale attiva e maturare i requisiti per la pensione.

    A chi si applica il contributo minimo

    Il contributo minimo scatta quando il 20% del tuo reddito professionale risulta inferiore a 4.205 euro. In altre parole, se il tuo reddito annuo e inferiore a 21.025 euro, paghi comunque il minimo di 4.205 euro.

    Esempio pratico:

    • Geometra A – Reddito 2026: 15.000 euro – 20% = 3.000 euro – Si applica il minimo di 4.205 euro
    • Geometra B – Reddito 2026: 25.000 euro – 20% = 5.000 euro – Si versa 5.000 euro (sopra il minimo)
    • Geometra C – Reddito 2026: 0 euro (primo anno di attivita) – Si versa comunque 4.205 euro

    Il contributo minimo rappresenta un impegno economico significativo, soprattutto per chi inizia l’attivita o attraversa un periodo di fatturato basso.


    Come si Calcolano i Contributi CIPAG

    Capire come si calcolano i contributi CIPAG 2026 e fondamentale per pianificare correttamente i tuoi versamenti. Vediamo tre esempi pratici con diversi livelli di reddito.

    Esempio 1: Reddito 20.000 euro

    Geometra con reddito professionale di 20.000 euro e fatturato totale di 28.000 euro.

    • Contributo soggettivo: 20.000 x 20% = 4.000 euro – Si applica il minimo di 4.205 euro
    • Contributo maternita: 20.000 x 0,50% = 100 euro
    • Contributo integrativo: 28.000 x 5% = 1.400 euro

    Totale: 4.305 euro (piu 1.400 euro integrativo gia incassati dai clienti)

    Esempio 2: Reddito 40.000 euro

    Geometra con reddito di 40.000 euro e fatturato di 55.000 euro.

    • Contributo soggettivo: 40.000 x 20% = 8.000 euro
    • Contributo maternita: 40.000 x 0,50% = 200 euro
    • Contributo integrativo: 55.000 x 5% = 2.750 euro

    Totale: 8.200 euro (piu 2.750 euro integrativo)

    Esempio 3: Reddito 60.000 euro

    Geometra con reddito di 60.000 euro e fatturato di 80.000 euro.

    • Contributo soggettivo: 60.000 x 20% = 12.000 euro
    • Contributo maternita: 60.000 x 0,50% = 300 euro
    • Contributo integrativo: 80.000 x 5% = 4.000 euro

    Totale: 12.300 euro (piu 4.000 euro integrativo)


    Contributo Integrativo in Fattura

    Il contributo integrativo del 5% va addebitato in fattura al cliente. Vediamo come funziona in pratica.

    Struttura di una fattura corretta:

    1. Compenso professionale: 1.500 euro
    2. Contributo integrativo CIPAG 5%: 75 euro
    3. Imponibile IVA: 1.575 euro
    4. IVA 22%: 346,50 euro
    5. Totale fattura: 1.921,50 euro

    Regime forfettario

    Se operi in regime forfettario, devi comunque addebitare il contributo integrativo 5%, ma senza IVA.

    Esempio: Compenso 1.000 euro + Contributo 5% (50 euro) = Totale 1.050 euro


    Scadenze Versamenti 2026

    I contributi CIPAG 2026 vanno versati in quattro rate trimestrali:

    RataScadenzaNote
    Prima rata31 maggio 202625% importo annuo
    Seconda rata31 agosto 202625% importo annuo
    Terza rata30 novembre 202625% importo annuo
    Quarta rata28 febbraio 2027Saldo conguaglio

    E fondamentale rispettare queste scadenze per evitare sanzioni e interessi di mora.


    Agevolazioni per Geometri Under 30

    Se sei un geometra under 30 che si iscrive per la prima volta alla CIPAG, hai diritto a significative agevolazioni contributive nei primi cinque anni.

    Riduzione nei primi 2 anni

    Durante i primi due anni, paghi solo un quarto del contributo soggettivo minimo.

    • Contributo ordinario: 4.205 euro
    • Contributo agevolato: 1.051 euro
    • Risparmio: 3.154 euro/anno

    Risparmio totale 5 anni

    Un geometra under 30 risparmia oltre 12.600 euro nei primi 5 anni grazie alle agevolazioni!


    Sanzioni per Mancato Pagamento

    Non versare i contributi CIPAG comporta interessi di mora al 5,5% annuo e sanzioni amministrative dal 2% al 10% in base ai mesi di ritardo.

    Ravvedimento operoso

    Se regolarizzi spontaneamente, puoi ridurre le sanzioni:

    • Entro 14 giorni: 0,1% per giorno
    • Entro 30 giorni: 1,5%
    • Entro 90 giorni: 1,67%

    Novita: Aumento al 22% dal 2027

    Dal 1 gennaio 2027 l’aliquota del contributo soggettivo aumentera dal 20% al 22%. Questo incremento e necessario per garantire la sostenibilita del sistema previdenziale.

    Quanto pagherai in piu

    • Reddito 30.000 euro: +600 euro/anno
    • Reddito 40.000 euro: +800 euro/anno
    • Reddito 50.000 euro: +1.000 euro/anno
    • Reddito 60.000 euro: +1.200 euro/anno

    E consigliabile pianificare il budget e valutare un eventuale adeguamento delle tariffe professionali.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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    Domande Frequenti sui Contributi CIPAG 2026

    Posso versare i contributi CIPAG in unica soluzione?

    Si, puoi versare l’intero importo annuale in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2026. Tuttavia, non ci sono vantaggi economici nel pagare anticipatamente.

    Se chiudo la partita IVA a meta anno, devo versare i contributi per l’intero anno?

    No, i contributi sono dovuti solo per i mesi di effettiva attivita professionale. Devi comunicare formalmente la cessazione alla CIPAG entro 60 giorni.

    I contributi CIPAG sono deducibili dal reddito?

    Si, i contributi previdenziali CIPAG sono interamente deducibili dal reddito professionale ai fini IRPEF. Questo riduce il reddito imponibile e le tasse da pagare.

    Cosa succede se dimentico di addebitare il contributo integrativo in fattura?

    Perdi definitivamente quel compenso: non puoi emettere una nota integrativa successiva. Inoltre, sei comunque tenuto a versare l’integrativo alla CIPAG, quindi la perdita e a tuo carico.

    Come faccio a sapere se ho diritto alle agevolazioni under 30?

    Hai diritto alle agevolazioni se al momento della prima iscrizione hai meno di 30 anni. L’agevolazione non e automatica: devi presentare domanda formale entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA.

    Posso rateizzare un debito contributivo pregresso?

    Si, puoi richiedere un piano di rateizzazione fino a 72 rate mensili. Devi presentare domanda formale alla CIPAG, che valutera la tua situazione economica.


    Hai bisogno di assistenza per i contributi CIPAG?

    Gestire correttamente i contributi CIPAG 2026 e fondamentale per evitare sanzioni, ottimizzare la tua posizione previdenziale e pianificare con serenita la tua attivita professionale. Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per:

    • Calcolare l’importo esatto dei contributi da versare
    • Verificare se hai diritto alle agevolazioni under 30
    • Compilare correttamente il modello F24 per i versamenti
    • Regolarizzare eventuali debiti contributivi con ravvedimento operoso o rateizzazione
    • Ottimizzare la tua posizione fiscale e previdenziale

    Il nostro servizio e disponibile sia in ufficio a Udine che online, per offrirti assistenza ovunque ti trovi.

    Contattaci al 0432 504432 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

    Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Geometra 2026

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per una consulenza personalizzata. I nostri esperti possono aiutarti con tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali.

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    Marzo 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-12 09:00:002026-08-17 10:14:30Contributi CIPAG 2026: Guida Completa Aliquote e Scadenze per Geometri
    Fatture in Cloud, GESTIONE PARTITA IVA

    TeamSystem 2026: Fatture in Cloud vs Danea Easyfatt – Confronto Completo

    regime forfettario partita iva

    Indice dei contenuti

    1. L’Ecosistema TeamSystem
    2. Fatture in Cloud: Prezzi e Funzionalita 2026
    3. Danea Easyfatt: Prezzi e Funzionalita 2026
    4. Confronto Dettagliato
    5. Quando Scegliere Quale
    6. Alternative a TeamSystem
    7. Domande Frequenti

    Fatture in Cloud e Danea Easyfatt sono entrambi prodotti TeamSystem, il piu grande gruppo italiano di software gestionali. Sebbene facciano parte dello stesso ecosistema, si rivolgono a target diversi e hanno filosofie opposte: cloud vs desktop.

    In questo confronto analizzeremo prezzi, funzionalita e limiti di entrambi nel 2026, per aiutarti a scegliere la soluzione giusta per la tua partita IVA o PMI.

    L’Ecosistema TeamSystem: Una Panoramica

    TeamSystem e il leader italiano dei software gestionali, con oltre 2 milioni di clienti. L’azienda offre soluzioni per ogni dimensione aziendale:

    • Fatture in Cloud: software cloud per micro-imprese, forfettari e liberi professionisti
    • Danea Easyfatt: software desktop per PMI, negozianti e artigiani
    • TeamSystem ERP: piattaforme enterprise per aziende strutturate
    • Contabilita in Cloud: gestione contabile avanzata

    Il vantaggio dell’ecosistema TeamSystem e l’integrazione verticale: puoi partire con Fatture in Cloud e, man mano che cresci, passare a soluzioni piu avanzate mantenendo i dati.

    Fatture in Cloud: Prezzi e Funzionalita 2026

    Fatture in Cloud e la soluzione cloud di TeamSystem pensata per forfettari, micro-imprese e liberi professionisti. Oggi e usato da oltre 580.000 partite IVA in Italia.

    Prezzi Fatture in Cloud 2026

    PianoPrezzo/MesePrezzo/AnnoTarget
    Standard Forfettari4 euro48 euro + IVAForfettari
    Standard12 euro144 euro + IVAP.IVA ordinarie
    Premium21 euro252 euro + IVAPMI con magazzino
    Premium Plus29 euro348 euro + IVAPMI con dipendenti
    Complete51 euro612 euro + IVAAziende strutturate

    Cosa include Fatture in Cloud

    Tutti i piani includono:

    • Fatturazione elettronica (emissione, invio, ricezione)
    • Conservazione sostitutiva a norma
    • App mobile iOS, Android, AppGallery
    • Preventivi e note di credito
    • Prima nota e scadenzario
    • Accesso cloud da qualsiasi dispositivo
    • POS digitale TS Pay (incasso con QR code)

    Piani Premium e superiori aggiungono:

    • Gestione magazzino e giacenze
    • Corrispettivi e vendite al banco
    • Gestione dipendenti (Premium Plus)
    • Listini prezzi avanzati
    • Report IVA dettagliati
    • Multiutente (Complete)

    Punti di forza Fatture in Cloud

    • Semplicita: interfaccia moderna e intuitiva
    • Accessibilita: lavori da PC, tablet o smartphone
    • Prezzo entry-level: 4 euro/mese per forfettari
    • Aggiornamenti automatici: sempre l’ultima versione
    • Nessuna installazione: basta un browser

    Danea Easyfatt: Prezzi e Funzionalita 2026

    Danea Easyfatt e il gestionale desktop di TeamSystem, nato nei primi anni 2000 e acquisito dal gruppo nel 2014. E la scelta classica di artigiani, negozianti e PMI che preferiscono un software installato in locale.

    Prezzi Danea Easyfatt 2026

    VersionePrezzo/AnnoFatture ElettronichePostazioni
    Professional180 euro + IVA400 incluse2 PC (no rete)
    Enterprise One288 euro + IVA800 incluse2 PC (no rete)
    Enterprise420 euro + IVAIllimitate5 PC in rete LAN

    Nota: Esistono anche versioni Cloud di Easyfatt con prezzi simili.

    Cosa include Danea Easyfatt

    Professional include:

    • Fatturazione elettronica (400 documenti/anno)
    • Gestione clienti e fornitori
    • Magazzino e giacenze
    • Stampa etichette con codice a barre
    • Registri IVA e liquidazione
    • Import/export Excel, OpenOffice, XML
    • Installazione su 2 PC (non in rete)

    Enterprise One aggiunge:

    • Vendita al banco con registratore di cassa
    • Modalita touch-screen
    • 800 fatture elettroniche incluse

    Enterprise aggiunge:

    • Multiutenza (5 postazioni in rete LAN)
    • Gestione diritti di accesso utenti
    • Gestione agenti e provvigioni
    • Carte fedelta clienti
    • Integrazione e-commerce
    • Fatture elettroniche illimitate

    Punti di forza Danea Easyfatt

    • Potenza: funzionalita avanzate per PMI
    • Lavoro offline: non serve connessione internet
    • Multiutenza: piu operatori in rete locale
    • Gestione negozio: touch-screen e registratore di cassa
    • Storicita: software collaudato da 20+ anni

    Confronto Dettagliato: Fatture in Cloud vs Danea Easyfatt

    CaratteristicaFatture in CloudDanea Easyfatt
    TipologiaCloud (browser)Desktop (Windows)
    Prezzo minimo48 euro/anno180 euro/anno
    Target principaleForfettari, freelancerPMI, negozianti
    Accesso mobileSi (app)No
    Lavoro offlineNoSi
    MultiutenzaSolo Complete (51 euro/mese)Enterprise (420 euro/anno)
    Vendita al bancoSi (Premium+)Si (touch-screen)
    Gestione agentiNoSi (Enterprise)
    Integrazione e-commerceLimitataSi (Enterprise)
    InterfacciaModernaClassica Windows
    AggiornamentiAutomaticiManuali

    Costo annuale a confronto

    Per capire meglio il risparmio, confrontiamo scenari tipici:

    • Forfettario base: Fatture in Cloud (48 euro) vs Easyfatt Professional (180 euro) = risparmio 132 euro/anno
    • PMI con magazzino: Fatture in Cloud Premium (252 euro) vs Easyfatt Professional (180 euro) = Easyfatt piu conveniente
    • PMI multiutente: Fatture in Cloud Complete (612 euro) vs Easyfatt Enterprise (420 euro) = risparmio 192 euro/anno con Easyfatt

    Quando Scegliere Fatture in Cloud vs Danea Easyfatt

    Scegli Fatture in Cloud se:

    • Sei un forfettario o libero professionista
    • Vuoi lavorare da smartphone e tablet
    • Emetti poche fatture al mese (meno di 30)
    • Non hai bisogno di multiutenza
    • Preferisci un’interfaccia moderna e semplice
    • Cerchi il prezzo piu basso possibile
    • Lavori sempre connesso a internet

    Scegli Danea Easyfatt se:

    • Sei un negoziante con vendita al banco
    • Hai bisogno di multiutenza in rete locale
    • Gestisci agenti e provvigioni
    • Vuoi lavorare anche offline
    • Hai un e-commerce da integrare
    • Emetti centinaia di fatture al mese
    • Preferisci un software installato in locale
    • Hai gia familiarita con gestionali Windows

    Alternative a TeamSystem

    Se l’ecosistema TeamSystem non fa per te, ecco le principali alternative:

    Alternative cloud a Fatture in Cloud

    • Aruba Fatturazione: da 29,90 euro/anno – piu economico ma meno funzionalita
    • Finom: conto business + fatturazione integrata
    • Fattura24: alternativa cloud con prezzi simili

    Alternative desktop a Danea Easyfatt

    • Zucchetti: competitor storico per PMI
    • Buffetti: gestionali per commercialisti
    • Passepartout: soluzioni per studi professionali

    Per un confronto completo, leggi: Miglior Software Fatturazione Elettronica 2026.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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    Domande Frequenti su TeamSystem

    Fatture in Cloud e Danea Easyfatt sono della stessa azienda?

    Si, entrambi sono prodotti TeamSystem, il piu grande gruppo italiano di software gestionali. Danea e stata acquisita da TeamSystem nel 2014. Pur appartenendo allo stesso ecosistema, i due software hanno filosofie diverse: Fatture in Cloud e cloud-based, Danea Easyfatt e un software desktop.

    Posso passare da Fatture in Cloud a Danea Easyfatt?

    Si, e possibile migrare i dati tra i due software. Entrambi offrono funzioni di import/export in formati standard (Excel, XML). Tuttavia, non esiste una migrazione automatica diretta. Dovrai esportare i dati da un software e importarli nell’altro, oppure contattare l’assistenza TeamSystem per supporto.

    Quanto costa Fatture in Cloud per forfettari?

    Il piano Standard Forfettari costa 4 euro al mese (48 euro all’anno + IVA). E il piano piu economico ed e riservato esclusivamente ai titolari di partita IVA in regime forfettario. Include fatturazione elettronica illimitata, conservazione sostitutiva e app mobile.

    Danea Easyfatt funziona su Mac?

    No, Danea Easyfatt e un software solo Windows. Per usarlo su Mac dovresti installare Windows tramite Boot Camp o una macchina virtuale (Parallels, VMware). In alternativa, puoi usare la versione Easyfatt Cloud che funziona via browser su qualsiasi sistema operativo, oppure scegliere Fatture in Cloud.

    Quale software TeamSystem scegliere per un negozio?

    Per un negozio con vendita al banco, la scelta migliore e Danea Easyfatt Enterprise One (288 euro/anno). Include la gestione del registratore di cassa, modalita touch-screen per vendita rapida e corrispettivi. Fatture in Cloud ha funzionalita simili solo nei piani Premium (252 euro/anno) ma con meno opzioni per il retail.

    La conservazione sostitutiva e inclusa?

    Si, sia Fatture in Cloud che Danea Easyfatt includono la conservazione sostitutiva a norma in tutti i piani a pagamento. E un obbligo di legge e viene gestito automaticamente per 10 anni. L’unica eccezione e il periodo di prova gratuita di Fatture in Cloud, che non include la conservazione.

    Conclusioni: Quale Scegliere?

    Fatture in Cloud e la scelta ideale per forfettari e micro-imprese che cercano semplicita, mobilita e costi contenuti. A 48 euro/anno e imbattibile per chi emette poche fatture.

    Danea Easyfatt e perfetto per PMI, negozianti e artigiani che hanno bisogno di funzionalita avanzate: multiutenza, gestione agenti, vendita al banco touch-screen. Costa di piu ma offre strumenti professionali.

    Il bello dell’ecosistema TeamSystem e che puoi iniziare in piccolo e crescere: parti con Fatture in Cloud e, quando la tua attivita si espande, passi a Easyfatt o alle soluzioni ERP enterprise.

    Per approfondire le alternative, leggi anche: Gestionale Partita IVA 2026: Quale Scegliere.

    Hai bisogno di assistenza per la tua partita IVA?

    Se hai dubbi sulla scelta del gestionale o sulla fatturazione elettronica, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione.

    Contattaci:

    • Telefono: 0432 1638640
    • WhatsApp: 366 6018121
    • Email: info@centrofiscale.com

    Ultimo aggiornamento: marzo 2026. Prezzi verificati su fattureincloud.it e danea.it.

    Marzo 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-12 08:00:002026-08-17 10:15:23TeamSystem 2026: Fatture in Cloud vs Danea Easyfatt – Confronto Completo
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