CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIAffitti Brevi, Scadenza 18 Maggio 2026: Versamento Ritenute degli IntermediariIl 18 maggio 2026 è una data cruciale per tutti gli intermediari immobiliari e i portali di prenotazione online che gestiscono affitti brevi: entro questa scadenza devono essere versate le ritenute operate nel mese di aprile 2026 sui corrispettivi dei contratti di locazione breve. La data slitta al lunedì 18 maggio perché il 16 maggio cade di sabato. Conoscere questa scadenza e le modalità di versamento è fondamentale per evitare sanzioni e interessi di mora. In questa guida completa analizziamo ogni aspetto della normativa, dal quadro fiscale alle aliquote, dai codici tributo agli esempi pratici di calcolo.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiIl Regime Fiscale degli Affitti Brevi: Quadro NormativoScadenza 18 Maggio 2026: Perché Questa DataChi È Obbligato al Versamento: Intermediari e PortaliAliquote della Cedolare Secca: 21% e 26%Codice Tributo 1919 e Modalità di Versamento F24Come Si Calcola la Ritenuta: Esempi PraticiSanzioni per Omesso o Tardivo VersamentoRavvedimento Operoso: Come RegolarizzareCertificazione Unica (CU) degli IntermediariDichiarazione dei Redditi per i LocatoriDomande FrequentiIl Regime Fiscale degli Affitti Brevi: Quadro NormativoLa disciplina fiscale degli affitti brevi è regolata principalmente dall’articolo 4 del D.L. 50/2017, convertito con modificazioni dalla Legge 96/2017, e successive modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 (Legge 213/2023). Per locazione breve si intende qualsiasi contratto di durata non superiore a 30 giorni, stipulato da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, avente ad oggetto il godimento di immobili a uso abitativo.Il locatore che affitta un immobile tramite piattaforme digitali (come Airbnb, Booking.com, VRBO, Expedia) o tramite agenzie immobiliari può scegliere tra due regimi fiscali:IRPEF ordinaria: i canoni concorrono alla formazione del reddito imponibile complessivo, con possibilità di dedurre il 5% a titolo forfettario di spese di manutenzioneCedolare secca: imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali, senza possibilità di deduzioni ma con aliquota fissa e applicazione automatica da parte dell’intermediarioIl meccanismo delle ritenute operate dagli intermediari è il cuore del sistema fiscale degli affitti brevi: quando il locatore si avvale di un intermediario abilitato, questi è obbligato a operare una ritenuta sui corrispettivi pagati al locatore, versarla all’Erario e rilasciare una Certificazione Unica al termine dell’anno. Scadenza 18 Maggio 2026: Perché Questa DataIl versamento delle ritenute sugli affitti brevi segue le scadenze mensili ordinarie dell’F24. In via generale, le ritenute operate nel mese precedente devono essere versate entro il giorno 16 del mese successivo. Per il mese di aprile 2026, la scadenza ordinaria sarebbe il 16 maggio 2026. Tuttavia, il 16 maggio 2026 cade di sabato: in questo caso, per effetto del principio generale sancito dall’art. 7 del D.L. 70/2011, la scadenza è automaticamente prorogata al primo giorno lavorativo successivo, ossia lunedì 18 maggio 2026.Si tratta quindi di una proroga automatica di legge, non discrezionale: non è necessaria alcuna comunicazione o domanda da parte del contribuente. Il versamento effettuato entro il 18 maggio 2026 si considera tempestivo a tutti gli effetti, senza applicazione di sanzioni o interessi.Mese di competenza ritenuteScadenza ordinaria versamentoNoteGennaio 202616 febbraio 2026LunedìFebbraio 202616 marzo 2026LunedìMarzo 202616 aprile 2026GiovedìAprile 202618 maggio 202616 cade sabato → proroga lunedì 18Maggio 202616 giugno 2026MartedìGiugno 202616 luglio 2026GiovedìPer gli intermediari con grandi volumi di transazioni (ad esempio le OTA – Online Travel Agencies come Airbnb o Booking.com), il calcolo aggregato delle ritenute da versare per aprile 2026 può riguardare migliaia di contratti stipulati in tutto il territorio italiano. La puntualità nel versamento è fondamentale per evitare le sanzioni previste dall’articolo 13 del D.Lgs. 471/1997. Chi È Obbligato al Versamento: Intermediari e PortaliL’obbligo di operare le ritenute sui canoni di locazione breve e di versarle all’Erario grava su tutti i soggetti che intervengono nel pagamento o che incassano i corrispettivi per conto dei locatori. La normativa individua due categorie principali di obbligati:Intermediari Immobiliari TradizionaliLe agenzie immobiliari, i property manager e i gestori di case vacanza che operano come intermediari tra locatore e conduttore sono obbligati a operare la ritenuta quando:Incassano i corrispettivi per conto del locatore (anche se poi li girano)Intervengono nel pagamento, agendo da tramite finanziarioGestiscono le pratiche di prenotazione e riscossione in modo continuativoPortali e OTA (Online Travel Agencies)Le piattaforme digitali di prenotazione sono soggette agli stessi obblighi degli intermediari tradizionali quando incassano i pagamenti. In particolare:Airbnb: opera ritenute del 21% sui canoni per soggetti residenti in Italia che non dichiarano di operare nell’ambito di impresaBooking.com: applica il medesimo meccanismo per le strutture classificate come affitti privati non imprenditorialiVRBO/HomeAway e altre piattaforme internazionali con stabile organizzazione in Italia o che incassano corrispettivi di locatori italianiWimdu, Holiday-lettings e ogni altra OTA che riscuote per conto del locatoreL’obbligo di ritenuta NON sussiste quando il portale si limita a mettere in contatto locatore e conduttore senza intervenire nel pagamento (c.d. “portali che non incassano”). In questo caso, il locatore riceve il corrispettivo direttamente dal conduttore e provvede autonomamente al versamento delle imposte in sede di dichiarazione dei redditi.Importante: la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 88/2017 ha chiarito che sono esonerati dall’obbligo di ritenuta i soggetti che non intervengono nel pagamento, anche se forniscono altri servizi accessori (comunicazione CIN, gestione calendario, etc.). Aliquote della Cedolare Secca: 21% e 26%La Legge di Bilancio 2024 (Legge 30 dicembre 2023, n. 213) ha introdotto una significativa modifica al regime fiscale degli affitti brevi: per i locatori che possiedono più di un immobile destinato alla locazione breve, a partire dal 1° gennaio 2024 si applica un’aliquota differenziata.Il sistema di aliquote vigente nel 2026 è il seguente:Numero di immobili in locazione breveAliquota cedolare seccaAliquota ritenuta operata dall’intermediarioPrimo immobile21%21% (a titolo d’acconto)Secondo immobile e successivi26%21% (a titolo d’acconto)La distinzione è fondamentale: l’intermediario applica sempre la ritenuta del 21% a prescindere dal numero di immobili del locatore, perché non è in grado di conoscere il patrimonio immobiliare complessivo del soggetto. La ritenuta è sempre operata “a titolo di acconto“. Sarà poi il locatore, in sede di dichiarazione dei redditi, a:Indicare tutti gli immobili locati nel quadro dedicatoOptare per la cedolare secca o per l’IRPEF ordinariaCalcolare l’imposta dovuta in base alle aliquote effettive (21% o 26%)Usare la ritenuta subita come credito d’imposta, versando solo l’eventuale differenzaSe il locatore possiede un solo immobile destinato agli affitti brevi, la ritenuta del 21% corrisponde esattamente all’imposta dovuta a cedolare secca, quindi non vi è alcun conguaglio. Se invece possiede due o più immobili in locazione breve, dovrà versare la differenza del 5% (26% – 21%) in sede di dichiarazione dei redditi per il secondo e i successivi immobili.Attenzione: la norma si riferisce agli immobili complessivamente posseduti dal locatore, non ai contratti. Pertanto, chi affitta lo stesso appartamento per 50 settimane all’anno stipulando 50 contratti distinti ha comunque un solo immobile e applica l’aliquota del 21%. Codice Tributo 1919 e Modalità di Versamento F24Il versamento delle ritenute sugli affitti brevi deve essere eseguito tramite modello F24, utilizzando i codici tributo specifici istituiti dall’Agenzia delle Entrate. La Risoluzione n. 88 del 26 giugno 2017 dell’Agenzia delle Entrate ha istituito i seguenti codici:Codice TributoDescrizioneSezione F241919Ritenuta operata dagli intermediari su corrispettivi di locazione breve – cedolare secca (a titolo d’acconto)Erario1920Sanzioni relative alle ritenute di cui al codice 1919Erario1921Interessi relativi alle ritenute di cui al codice 1919ErarioPer la compilazione dell’F24, la sezione da utilizzare è quella dell’Erario. I campi da compilare sono:Codice tributo: 1919Anno di riferimento: 2026 (anno di competenza dei contratti su cui la ritenuta è stata operata)Mese di riferimento: 04 (aprile 2026, mese in cui le ritenute sono state operate)Importo a debito: totale ritenute operate nel mese di aprile 2026Modalità di pagamento: l’F24 con il codice 1919 può essere versato:Tramite servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel) per i soggetti che vi sono abilitatiTramite home banking delle banche aderenti al circuito CBITramite intermediari abilitati (commercialisti, CAF, agenti della riscossione)Allo sportello bancario o postale (solo per F24 con saldo positivo)Compensazione: è possibile compensare il debito per ritenute (codice 1919) con crediti esistenti, sia fiscali (IRPEF, IVA, etc.) sia contributivi (INPS). La compensazione avviene direttamente in F24, portando i crediti nella sezione appropriata con saldo zero. Come Si Calcola la Ritenuta: Esempi PraticiIl calcolo della ritenuta da operare sui canoni di locazione breve segue regole precise stabilite dall’Agenzia delle Entrate. La base imponibile è costituita dal canone lordo percepito dal locatore, al netto delle commissioni dell’intermediario stesse (se trattenute dall’intermediario). Vediamo alcuni esempi pratici.Esempio 1 – Locatore con un solo immobile (Airbnb)Mario Rossi affitta il proprio appartamento tramite Airbnb nel mese di aprile 2026. I dati della transazione sono i seguenti:Canone lordo addebitato al turista: 1.000 euroCommissione Airbnb (3%): 30 euroImporto netto accreditato al locatore: 970 euroRitenuta del 21% sull’importo accreditato (970 euro): 203,70 euroImporto effettivamente pagato da Airbnb a Mario Rossi: 766,30 euroAirbnb verserà entro il 18 maggio 2026 la ritenuta di 203,70 euro all’Erario tramite F24, codice tributo 1919.Esempio 2 – Agenzia immobiliare con più locatoriUn’agenzia immobiliare di Udine gestisce nel mese di aprile 2026 cinque contratti di affitto breve per conto di tre diversi proprietari. Ecco il quadro riepilogativo:ContrattoLocatoreCanone Netto (euro)Ritenuta 21% (euro)Contratto ARossi Mario800,00168,00Contratto BRossi Mario600,00126,00Contratto CBianchi Anna1.200,00252,00Contratto DBianchi Anna950,00199,50Contratto EVerdi Luca700,00147,00TOTALE–4.250,00892,50L’agenzia verserà entro il 18 maggio 2026 la somma complessiva di 892,50 euro con un unico F24, codice tributo 1919, anno 2026, mese 04. Ogni locatore riceverà a fine anno la propria Certificazione Unica con le ritenute subite.Esempio 3 – Locatore con due immobili (calcolo conguaglio)Carla Neri possiede due appartamenti entrambi destinati agli affitti brevi. Nel 2026, i corrispettivi totali sono:Appartamento A (prima casa affittata): corrispettivi annui 8.000 euro → cedolare secca 21% = 1.680 euroAppartamento B (seconda casa affittata): corrispettivi annui 5.000 euro → cedolare secca 26% = 1.300 euroL’intermediario ha operato ritenute al 21% su entrambi gli immobili:Ritenuta su appartamento A: 8.000 × 21% = 1.680 euroRitenuta su appartamento B: 5.000 × 21% = 1.050 euroTotale ritenute subite: 2.730 euroImposta totale dovuta: 1.680 + 1.300 = 2.980 euroConguaglio da versare in dichiarazione dei redditi: 2.980 – 2.730 = 250 euro (corrispondente al 5% sull’appartamento B).Sanzioni per Omesso o Tardivo VersamentoL’omesso o tardivo versamento delle ritenute sugli affitti brevi espone l’intermediario a sanzioni amministrative previste dall’articolo 13 del D.Lgs. 471/1997. Le sanzioni variano in base ai giorni di ritardo:Ritardo nel versamentoSanzioneModalità di calcoloFino a 14 giorni1/15 del 15% per ogni giorno (0,5% al giorno, max 7,5%)Sanzione giornaliera ridottaDa 15 a 90 giorni15% dell’importo non versatoSanzione fissaOltre 90 giorni30% dell’importo non versatoSanzione ordinariaOltre alla sanzione principale, si aggiungono gli interessi legali di mora, calcolati al tasso vigente (nel 2026 pari al 2,5% annuo) per il periodo dal giorno successivo alla scadenza al giorno del pagamento effettivo.Se il versamento omesso supera i 150.000 euro, l’omissione può configurare il reato di omesso versamento di ritenute ai sensi dell’articolo 10-bis del D.Lgs. 74/2000, con conseguente responsabilità penale in capo al legale rappresentante dell’intermediario. La soglia di rilevanza penale è calcolata per ciascun periodo d’imposta, non per singolo mese. Ravvedimento Operoso: Come RegolarizzareSe l’intermediario non ha versato le ritenute entro il 18 maggio 2026, ha la possibilità di regolarizzare la propria posizione avvalendosi del ravvedimento operoso, disciplinato dall’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997. Il ravvedimento consente di versare l’imposta dovuta, le sanzioni ridotte e gli interessi, prima che l’Amministrazione finanziaria avvii un’attività di controllo formale.Le aliquote di sanzione ridotta del ravvedimento operoso dipendono dal momento in cui avviene la regolarizzazione:Tipo di ravvedimentoEntro quandoSanzione ridottaCodice tributo sanzioniSprintEntro 14 giorni dalla scadenza0,1% per ogni giorno (max 1,4%)1920BreveDa 15 a 30 giorni1,5% (1/10 del 15%)1920MedioDa 31 a 90 giorni1,67% (1/9 del 15%)1920LungoEntro 1 anno dalla scadenza3,75% (1/8 del 30%)1920BiennaleEntro 2 anni dalla scadenza4,29% (1/7 del 30%)1920UltrabiennaleOltre 2 anni5% (1/6 del 30%)1920Al versamento con ravvedimento operoso si aggiungono sempre gli interessi legali (codice tributo 1921), calcolati dalla data di scadenza originaria al giorno del pagamento effettivo.Esempio di Ravvedimento OperosoSupponiamo che un’agenzia immobiliare non abbia versato le ritenute di aprile 2026 (scadenza 18 maggio 2026) e voglia regolarizzarsi il 10 giugno 2026 (23 giorni di ritardo):Ritenute non versate: 500,00 euro (codice 1919)Ravvedimento applicabile: “Breve” (da 15 a 30 giorni) → sanzione 1,5%Sanzione: 500,00 × 1,5% = 7,50 euro (codice 1920)Interessi legali (2,5% annuo per 23 giorni): 500,00 × 2,5% × 23/365 = 0,79 euro (codice 1921)Totale da versare: 508,29 euroIl ravvedimento operoso può essere effettuato tramite F24, indicando per ogni importo il relativo codice tributo (1919 per l’imposta, 1920 per le sanzioni, 1921 per gli interessi), l’anno di riferimento 2026 e il mese 04.Certificazione Unica (CU) degli IntermediariOltre al versamento mensile delle ritenute, gli intermediari sono tenuti a rilasciare ai locatori la Certificazione Unica (CU), il documento che attesta i corrispettivi erogati e le ritenute operate nel corso dell’anno. La CU degli affitti brevi ha caratteristiche specifiche rispetto alla CU ordinaria del lavoro dipendente.Le scadenze per la CU degli intermediari di affitti brevi sono:Trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate: entro il 31 marzo dell’anno successivo (per i corrispettivi 2025 entro il 31 marzo 2026)Consegna ai locatori: entro il 31 marzo dell’anno successivo (in formato cartaceo o elettronico)La CU deve contenere i seguenti dati fondamentali:Dati identificativi del locatore (codice fiscale, nome, cognome, data e luogo di nascita)Corrispettivi lordi erogati nel corso dell’annoRitenute operate e versate per conto del locatoreDati dell’immobile locato (se disponibili: indirizzo, tipologia)Numero di contratti stipulati nel corso dell’annoIl locatore utilizzerà la CU ricevuta dall’intermediario per compilare correttamente la propria dichiarazione dei redditi, indicando i corrispettivi e le ritenute subite nel quadro specifico (Quadro B del modello 730 o Quadro RB del modello Redditi Persone Fisiche). Dichiarazione dei Redditi per i LocatoriPer i locatori che percepiscono canoni da affitti brevi, la dichiarazione dei redditi è il momento in cui viene determinata l’imposta definitiva e si effettua il conguaglio con le ritenute già subite. I redditi da affitti brevi vanno dichiarati nel quadro specifico:Modello 730: Quadro B (Redditi da fabbricati) – il 730 2026 può essere presentato tramite sostituto d’imposta, CAF o direttamenteModello Redditi PF: Quadro RB (Redditi dei fabbricati) – obbligatorio per chi non ha sostituto d’imposta o per situazioni più complesseNel quadro dedicato, il locatore deve indicare:I dati catastali dell’immobileIl tipo di utilizzo (codice specifico per affitti brevi)Il numero di giorni di locazione nel periodo d’impostaIl canone percepito (importo lordo prima della ritenuta)L’opzione per la cedolare secca (se non già esercitata all’atto del contratto)Se il locatore opta per la cedolare secca, l’imposta viene calcolata automaticamente dal sistema (21% per il primo immobile, 26% per i successivi) e la ritenuta subita viene utilizzata come credito d’imposta. Se il locatore opta per l’IRPEF ordinaria, i canoni vengono tassati con l’aliquota marginale IRPEF del soggetto (potenzialmente superiore al 21-26%), ma è possibile dedurre il 5% forfettario a titolo di spese.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la dichiarazione dei redditi degli affitti brevi, inclusa la gestione delle CU ricevute dagli intermediari, il calcolo dell’imposta ottimale e la compilazione dei modelli fiscali. Potete contattarci per dichiarare i redditi da affitto nel 730 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti sugli Affitti Brevi e la Scadenza del 18 MaggioPerché la scadenza è il 18 maggio e non il 16 maggio 2026?La scadenza ordinaria per il versamento delle ritenute operate nel mese di aprile 2026 sarebbe il 16 maggio 2026. Tuttavia, il 16 maggio 2026 cade di sabato. Per effetto dell’articolo 7 del D.L. 70/2011, le scadenze fiscali che cadono in giorno festivo o di sabato sono automaticamente prorogate al primo giorno lavorativo successivo, che nel caso specifico è lunedì 18 maggio 2026.Airbnb versa le ritenute al posto del locatore?Sì. Airbnb, quando incassa i corrispettivi per conto del locatore, è obbligata a operare la ritenuta del 21% e a versarla all’Erario entro il 16 del mese successivo (o il primo giorno lavorativo utile). Il locatore non deve preoccuparsi del versamento mensile, ma deve comunque dichiarare i redditi percepiti nella propria dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF), utilizzando la CU rilasciata da Airbnb come documento di riferimento.Cosa succede se ho due appartamenti in affitto breve nel 2026?Se possiedi due immobili destinati agli affitti brevi, l’intermediario applica la ritenuta del 21% su entrambi. Tuttavia, in dichiarazione dei redditi dovrai applicare l’aliquota del 26% sul secondo immobile (quello con i corrispettivi piu elevati, se non coincidente con la dimora principale). Dovrai versare la differenza del 5% in sede di dichiarazione. Per la prima casa in affitto breve l’aliquota rimane al 21%.Quali sono le conseguenze se un’agenzia immobiliare non versa le ritenute entro il 18 maggio?Il mancato versamento entro il 18 maggio 2026 comporta l’applicazione di sanzioni che variano dal 1% al 30% dell’importo non versato, a seconda dei giorni di ritardo, piu gli interessi legali. E tuttavia possibile regolarizzare la situazione tramite ravvedimento operoso, versando l’imposta dovuta con la sanzione ridotta (dal 0,1% al 5%) e gli interessi calcolati al tasso legale. Per importi omessi superiori a 150.000 euro annui puo configurarsi anche una responsabilita penale.Il CAF puo aiutarmi a dichiarare i redditi da affitti brevi?Assolutamente sì. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la dichiarazione dei redditi da affitti brevi: raccolta delle Certificazioni Uniche rilasciate dagli intermediari (Airbnb, agenzie, etc.), verifica delle aliquote applicabili (21% o 26%), calcolo dell’imposta e del conguaglio, compilazione del modello 730 o Redditi PF. Potete contattarci tramite WhatsApp al 366 6018121 o compilare il modulo di prenotazione sul nostro sito.Come faccio a sapere se il portale ha davvero versato le ritenute per me?Puoi verificarlo tramite il Cassetto Fiscale dell’Agenzia delle Entrate (accessibile con SPID, CIE o CNS), dove sono visibili le dichiarazioni e i versamenti effettuati da terzi per tuo conto. Inoltre, a fine anno riceverai la Certificazione Unica dall’intermediario che indica l’importo delle ritenute operate e versate. Se la CU non arriva entro il 31 marzo dell’anno successivo, contatta direttamente la piattaforma o l’agenzia.Hai Bisogno di Assistenza per gli Affitti Brevi?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella dichiarazione dei redditi da affitti brevi, nella gestione delle Certificazioni Uniche degli intermediari e nel calcolo delle imposte dovute con cedolare secca.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640Articoli CorrelatiAffitti Brevi e Cedolare Secca 2026: Aliquota 21% e 26% – Guida completa alla tassazione degli affitti breviRedditi da Affitto nel 730 2026 – Come dichiarare correttamente i canoni percepitiCedolare Secca al 26%: Sublocazione e Comodato – Casi particolari e situazioni specialiIMU Seconda Casa 2026 – Calcolo e scadenze per i proprietari di seconde caseDichiarazione dei Redditi 730 2026 – Tutto quello che devi sapere per presentare il modello 730CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 16, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-16 11:26:452026-05-16 11:53:44Affitti Brevi, Scadenza 18 Maggio 2026: Versamento Ritenute degli Intermediari
CAFIMU Immobili Ereditati 2026: Come Si Paga e Chi DeveQuando si eredita un immobile, oltre agli aspetti legati alla dichiarazione di successione, sorge un obbligo spesso sottovalutato: il pagamento dell’IMU sugli immobili ereditati. Gli eredi diventano soggetti passivi dell’imposta dalla data del decesso del proprietario originario, anche se la successione non e ancora stata formalizzata. In questa guida spieghiamo chi deve pagare, come si calcola la quota e quali esenzioni sono applicabili. Per il calcolo completo dell’imposta, consulta la guida al calcolo IMU 2026. Indice dei contenutiL’obbligo IMU per gli eredi: dalla data del decessoQuota proporzionale tra erediDichiarazione IMU in caso di successioneEsenzione prima casa per l’erede che coabitaImmobile ereditato non ancora divisoCome pagare l’IMU su un immobile ereditatoDomande frequentiL’obbligo IMU per gli eredi: dalla data del decessoL’aspetto fondamentale da comprendere e che l’obbligo di pagamento dell’IMU si trasferisce agli eredi a partire dalla data del decesso del proprietario, non dalla data di presentazione della successione o dalla voltura catastale. Questo significa che se il proprietario decede il 15 marzo, gli eredi devono versare l’IMU dal 15 marzo in poi, in proporzione alla propria quota ereditaria.Per il periodo dal 1 gennaio alla data del decesso, l’imposta resta a carico del de cuius (il defunto). Gli eredi sono comunque tenuti a saldare eventuali debiti tributari del defunto, inclusa l’IMU non pagata prima della morte. Quota proporzionale tra erediQuando ci sono piu eredi, ciascuno e tenuto al pagamento dell’IMU in proporzione alla propria quota di eredita. Ad esempio, se tre figli ereditano in parti uguali un immobile, ognuno pagherà un terzo dell’IMU dovuta dalla data del decesso.Ecco un esempio pratico: supponiamo che Anna e Paolo ereditino in parti uguali (50% ciascuno) un appartamento dal padre deceduto il 1 aprile 2026. L’IMU annuale sull’immobile e di 1.200 euro. Il calcolo sara:Periodo eredi: dal 1 aprile al 31 dicembre = 9 mesi su 12IMU periodo eredi: 1.200 x 9/12 = 900 euroQuota Anna: 900 x 50% = 450 euroQuota Paolo: 900 x 50% = 450 euroOgni erede deve versare la propria quota con un modello F24 separato. Non e possibile fare un unico versamento cumulativo. Dichiarazione IMU in caso di successioneGli eredi sono tenuti a presentare la dichiarazione IMU al Comune dove si trova l’immobile ereditato. La scadenza e il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si e verificato il decesso (o in cui sono intervenute variazioni rilevanti).La dichiarazione IMU serve a comunicare al Comune la variazione di proprieta e le relative quote. Se hai gia presentato la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate con la voltura catastale automatica, in molti casi la dichiarazione IMU non e necessaria. Tuttavia, e sempre consigliabile verificare con il Comune.In Friuli Venezia Giulia, dove vige il sistema tavolare, la situazione richiede attenzione particolare: l’intavolazione non e automatica e deve essere richiesta separatamente al giudice tavolare. Il CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti in entrambe le pratiche. Esenzione prima casa per l’erede che coabitaUna delle domande piu frequenti riguarda la possibilita per l’erede di ottenere l’esenzione prima casa sull’immobile ereditato. La risposta dipende dalla situazione specifica:Erede che risiedeva gia nell’immobile: se l’erede aveva la residenza anagrafica e la dimora abituale nell’immobile del defunto, puo beneficiare dell’esenzione IMU prima casa sulla propria quota. In pratica, il figlio che viveva con il genitore e continua a risiedervi non paga l’IMU sulla sua quotaErede che non risiedeva nell’immobile: deve pagare l’IMU sulla propria quota come seconda casa, applicando l’aliquota deliberata dal Comune (generalmente piu alta)Coniuge superstite con diritto di abitazione: il coniuge che aveva la residenza nella casa coniugale gode del diritto di abitazione ex art. 540 c.c. e paga l’IMU come prima casa (quindi esente) sull’intero immobile, non solo sulla propria quotaQuest’ultimo punto e particolarmente importante: il coniuge superstite con diritto di abitazione e l’unico soggetto passivo IMU per l’intera abitazione, e gli altri eredi non devono pagare nulla su quell’immobile. Immobile ereditato non ancora divisoUna situazione molto comune e quella dell’immobile ereditato che resta in comunione ereditaria, cioe non viene diviso tra gli eredi. Fino a quando non avviene la divisione (che puo richiedere mesi o anni), ogni erede e tenuto a pagare l’IMU sulla propria quota indivisa.Il fatto che l’immobile non sia stato formalmente diviso non esime dal pagamento. Allo stesso modo, il ritardo nella presentazione della dichiarazione di successione non sospende l’obbligo IMU. Gli eredi sono responsabili dal giorno del decesso, indipendentemente dallo stato delle pratiche burocratiche.Se l’immobile e sfitto e nessun erede vi risiede, tutti gli eredi pagheranno l’IMU con l’aliquota per altri immobili (seconda casa), che e generalmente piu alta. Per valutare la convenienza di vendere, affittare o utilizzare l’immobile ereditato, e utile un confronto fiscale che il CAF Centro Fiscale puo effettuare.Come pagare l’IMU su un immobile ereditatoIl pagamento dell’IMU sugli immobili ereditati segue le stesse scadenze ordinarie: acconto entro il 16 giugno e saldo entro il 16 dicembre. Ecco i passaggi pratici:Identificare la propria quota ereditaria (dalla successione o dal testamento)Calcolare la base imponibile: rendita catastale x 1,05 x coefficiente (160 per abitazioni)Applicare la propria quota alla base imponibileApplicare l’aliquota comunale appropriataCompilare il modello F24 con i codici tributo corretti (es. 3918 per altri fabbricati)Per il primo anno di eredita, il calcolo va rapportato ai mesi di effettivo possesso: si conta un mese intero se il possesso supera i 15 giorni del mese. Puoi utilizzare la nostra guida al calcolo IMU 2026 per determinare l’importo esatto. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sull’IMU per immobili ereditatiDa quando devo pagare l’IMU se eredito un immobile?L’obbligo decorre dalla data del decesso del precedente proprietario. Non conta la data della successione o della voltura catastale. Se il decesso avviene a meta mese, il mese si conta come intero se il possesso supera i 15 giorni.Se non ho ancora fatto la successione, devo pagare l’IMU?Si. L’obbligo IMU e indipendente dalla presentazione della dichiarazione di successione. Anche se la pratica e in ritardo, gli eredi devono pagare l’imposta con le scadenze ordinarie.Il coniuge superstite paga l’IMU sulla casa coniugale?Il coniuge superstite con diritto di abitazione (che risiedeva nella casa coniugale) e l’unico soggetto passivo IMU e gode dell’esenzione prima casa sull’intero immobile, a condizione che mantenga la residenza e la dimora abituale.Se l’immobile ereditato e un terreno agricolo?Per i terreni agricoli ereditati valgono le stesse regole dei terreni agricoli ordinari: esenzione se in Comune montano, coefficiente ridotto se l’erede e coltivatore diretto o IAP. La quota viene comunque calcolata in proporzione all’eredita.Posso detrarre l’IMU pagata sugli immobili ereditati?L’IMU sugli immobili diversi dall’abitazione principale non e detraibile dal modello 730. Tuttavia, per gli immobili ad uso produttivo (categoria D), l’IMU versata e deducibile dal reddito d’impresa ai fini IRES/IRPEF nella misura del 100% dal 2022.Hai ereditato un immobile e non sai come gestire l’IMU? Il CAF Centro Fiscale di Udine puo calcolare l’imposta dovuta, verificare le esenzioni applicabili e assisterti nella compilazione del modello F24. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Ci trovi in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine.Maggio 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-16 09:00:002026-05-31 16:31:46IMU Immobili Ereditati 2026: Come Si Paga e Chi Deve
DICHIARAZIONE DEI REDDITIBonus Ristrutturazione 730 2026: Guida Completa alle DetrazioniIl Bonus Ristrutturazione 2026 rappresenta una delle agevolazioni fiscali più importanti per chi intende eseguire lavori sulla propria abitazione. Attraverso il modello 730/2026, è possibile recuperare una parte significativa delle spese sostenute, con detrazioni che vanno dal 50% al 65% a seconda della tipologia di intervento.In questa guida completa scoprirai come funziona il bonus, quali lavori sono ammessi, come compilare correttamente il 730 e quali documenti conservare per non perdere il diritto alla detrazione.Come Funziona il Bonus Ristrutturazione 2026Il Bonus Ristrutturazione consente di detrarre dall’IRPEF una percentuale delle spese sostenute per lavori di ristrutturazione edilizia. La detrazione base è del 50%, mentre per interventi di riqualificazione energetica (Ecobonus) può arrivare fino al 65%. La detrazione viene ripartita in 10 rate annuali di pari importo, da indicare nella dichiarazione dei redditi per dieci anni consecutivi. Ad esempio, se hai speso 20.000 euro per una ristrutturazione con detrazione al 50%, recupererai 10.000 euro totali, ovvero 1.000 euro all’anno per 10 anni.Il massimale di spesa ammissibile è di 96.000 euro per unità immobiliare per anno. Questo significa che la detrazione massima annuale ottenibile è di 48.000 euro (96.000 × 50%), ripartita in 4.800 euro all’anno per 10 anni.Detrazioni al 50% e al 65%: Quali DifferenzeLe percentuali di detrazione variano in base al tipo di intervento:Bonus Ristrutturazione 50%Si applica agli interventi di:Manutenzione straordinaria (solo per unità immobiliari residenziali)Restauro e risanamento conservativoRistrutturazione ediliziaEliminazione barriere architettonichePrevenzione rischio atti illeciti (grate, porte blindate, allarmi)Realizzazione autorimesse e posti auto pertinenzialiInterventi per risparmio energetico non rientranti nell’EcobonusEcobonus 65%La detrazione maggiorata al 65% si applica a specifici interventi di riqualificazione energetica:Isolamento termico (cappotto termico)Sostituzione infissi e serramentiInstallazione pannelli solari termiciSostituzione caldaia con modelli a condensazione o pompe di caloreInstallazione schermature solariBuilding automation (sistemi di controllo domotico)Attenzione: per gli interventi Ecobonus è obbligatorio inviare la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, altrimenti si perde il diritto alla detrazione maggiorata.Il Bonifico Parlante: Requisito FondamentalePer fruire della detrazione è obbligatorio effettuare i pagamenti tramite bonifico bancario o postale parlante. Non sono ammessi altri mezzi di pagamento (contanti, assegni, carte di credito). Il bonifico parlante deve contenere le seguenti informazioni nella causale:Riferimento normativo: art. 16-bis DPR 917/1986 (per ristrutturazioni) o Legge 296/2006 (per Ecobonus)Codice fiscale del beneficiario della detrazione (proprietario o inquilino che sostiene la spesa)Partita IVA o codice fiscale del beneficiario del pagamento (impresa/professionista)Numero e data della fattura a cui si riferisce il bonificoLa banca o la posta applicheranno automaticamente una ritenuta d’acconto del 8% sull’importo del bonifico, che viene versata direttamente all’Agenzia delle Entrate. Questa ritenuta costituisce un acconto sulle imposte che l’impresa dovrà pagare.Esempio di causale corretta:“Bonifico per ristrutturazione edilizia – Art. 16-bis DPR 917/1986 – CF beneficiario detrazione RSSMRA80A01H501Z – P.IVA ditta BNCGPP75L15H501T – Fatt. n. 125/2026 del 15/01/2026”Quali Lavori Sono Ammessi alla DetrazioneNon tutti i lavori edilizi danno diritto al bonus. Ecco una panoramica dettagliata:Lavori AmmessiManutenzione straordinaria: opere come rifacimento di bagni e cucine, consolidamento statico, sostituzione infissi, impiantiRestauro e risanamento conservativo: recupero di edifici storici o di pregioRistrutturazione edilizia: demolizione e ricostruzione, cambio destinazione d’uso, frazionamento o accorpamento unitàInterventi antisismici (con bonus maggiorato Sismabonus)Installazione ascensori e scale di sicurezzaRealizzazione recinzioni, muri di cinta, cancellateBonifica amiantoSpese tecniche (progettazione, direzione lavori, perizie, APE)Lavori NON AmmessiManutenzione ordinaria (tinteggiatura, sostituzione pavimenti esistenti senza modifiche strutturali)Acquisto di mobili e arredi (salvo Bonus Mobili separato)Lavori su immobili non residenziali (uffici, negozi) salvo parti comuni condominialiSpese non documentate o pagate in contantiCome Inserire la Detrazione nel 730/2026La detrazione per ristrutturazione va indicata nel Quadro E – Oneri e spese del modello 730, specificatamente: Sezione III-A: per interventi di recupero patrimonio edilizio (50%)Sezione III-B: per interventi di risparmio energetico (Ecobonus 65%)Per ogni intervento dovrai indicare:Codice intervento (da tabella Agenzia Entrate)Anno di sostenimento della spesaImporto totale della spesaPercentuale di detrazione (50% o 65%)Numero di rate (solitamente 10)Dati catastali dell’immobile oggetto dei lavoriSe i lavori sono stati effettuati su parti comuni condominiali, dovrai riportare anche il codice fiscale del condominio e la tua quota di spesa in base ai millesimi.Importante: per gli interventi iniziati in anni precedenti, continuerai a indicare le rate residue nello stesso quadro E, facendo attenzione a compilare solo la sezione relativa alle rate in corso.Documenti Necessari da ConservareL’Agenzia delle Entrate può richiedere la documentazione giustificativa anche a distanza di anni. È fondamentale conservare:Documentazione ObbligatoriaTitolo edilizio: CILA, SCIA, permesso di costruire (o autocertificazione per interventi in edilizia libera)Fatture delle imprese esecutrici, con descrizione dettagliata dei lavoriBonifici parlanti con causale completa e attestazione della ritenuta 8%Ricevute dei bonifici o estratti conto che provano l’avvenuto pagamentoComunicazione ENEA (per interventi Ecobonus), con ricevuta di avvenuta trasmissioneDelibera assembleare e tabella millesimale (per lavori condominiali)Dichiarazione di consenso del proprietario (se lavori effettuati dall’inquilino)Documentazione ConsigliataProgetto e computo metricoFoto prima e dopo i lavoriCertificazioni di conformità degli impianti (elettrico, idraulico, gas)Attestato di Prestazione Energetica (APE) se richiestoContratto con l’impresa esecutriceConserva tutti i documenti per almeno 10 anni dalla data dell’ultima rata di detrazione.Rateizzazione in 10 Anni: Come FunzionaLa detrazione viene ripartita automaticamente in 10 rate annuali di uguale importo. Questo significa che ogni anno, per 10 anni, recupererai 1/10 della detrazione totale spettante. Esempio pratico:Spesa sostenuta nel 2025: 30.000 euroDetrazione 50%: 15.000 euroRata annuale per 10 anni: 1.500 euro/annoDal 730/2026 al 730/2035 recupererai 1.500 euro ogni annoLa detrazione riduce l’IRPEF dovuta. Se in un anno la detrazione è superiore all’imposta da versare, la quota eccedente non può essere richiesta a rimborso né riportata agli anni successivi: semplicemente si perde.Attenzione: in caso di vendita dell’immobile prima dei 10 anni, le rate residue possono essere trasferite all’acquirente (se previsto nell’atto di compravendita) oppure continuare a essere godute dal venditore, a condizione che mantenga un diritto reale sull’immobile.Scadenze e Novità 2026Il Bonus Ristrutturazione al 50% è prorogato fino al 31 dicembre 2027 per quanto riguarda gli interventi sulle abitazioni principali. Per le altre unità immobiliari (seconde case), dal 2028 la detrazione scenderà al 36% con massimale ridotto a 48.000 euro.Le principali novità per il 2026:Comunicazione ENEA obbligatoria anche per alcuni interventi tradizionali (non solo energetici)Visto di conformità obbligatorio per detrazioni superiori a 10.000 euro annui (verificare eventuali proroghe)Maggiore controllo su cessione del credito e sconto in fattura (modalità fortemente limitate)Nuove regole per interventi su immobili ristrutturati (no doppia detrazione)Per gli interventi Ecobonus al 65%, le scadenze restano confermate fino al 2027, ma con possibile riduzione delle percentuali per interventi meno incisivi (da valutare caso per caso).📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.FAQ: Domande Frequenti sul Bonus Ristrutturazione 730Posso portare in detrazione i lavori sulla seconda casa? Sì, il Bonus Ristrutturazione spetta anche per interventi su seconde case e immobili non locati, ma dal 2028 la percentuale scenderà al 36%. Per il 2026 e 2027 resta confermato il 50%.Se sono in affitto, posso usufruire del bonus?Sì, anche l’inquilino può detrarre le spese di ristrutturazione, a condizione di avere il consenso scritto del proprietario e che i lavori siano regolarmente autorizzati. La detrazione spetta a chi sostiene effettivamente la spesa.Cosa succede se supero il massimale di 96.000 euro?La detrazione viene calcolata solo sui primi 96.000 euro. Se spendi 120.000 euro, la detrazione al 50% sarà di 48.000 euro (96.000 × 50%), non di 60.000 euro. I 24.000 euro eccedenti non danno diritto ad alcun beneficio fiscale.Ho dimenticato di fare il bonifico parlante, posso rimediare?Purtroppo no. Il bonifico parlante è un requisito inderogabile. Se hai pagato con bonifico ordinario, carta di credito o contanti, non hai diritto alla detrazione. L’unico rimedio è effettuare un nuovo bonifico parlante (se l’impresa è d’accordo) e considerare quello come data di sostenimento della spesa.Posso cumulare Bonus Ristrutturazione e Bonus Mobili?Sì, sono cumulabili. Se effettui lavori di ristrutturazione, puoi anche fruire del Bonus Mobili (detrazione 50% su mobili e grandi elettrodomestici fino a 5.000 euro) a condizione che gli acquisti siano effettuati nell’anno dei lavori o nell’anno successivo.Devo comunicare i lavori all’ENEA anche per interventi non energetici?Dal 2026 sì, anche alcuni interventi di ristrutturazione ordinaria richiedono la comunicazione ENEA se comportano modifiche impiantistiche o strutturali rilevanti. Verifica sempre con il tuo tecnico o CAF l’obbligo specifico per il tuo caso.ConclusioniIl Bonus Ristrutturazione 730/2026 rappresenta un’opportunità concreta per recuperare fino al 65% delle spese sostenute per migliorare la propria abitazione. Rispettare tutti i requisiti formali (bonifico parlante, documentazione completa, comunicazioni obbligatorie) è fondamentale per non perdere il diritto alla detrazione.Ricorda che la detrazione viene ripartita in 10 anni, quindi pianifica attentamente i lavori considerando anche la tua capienza fiscale futura. In caso di dubbio su quali interventi sono ammessi o su come compilare correttamente il 730, rivolgiti a un professionista esperto.Hai dubbi su quali documenti servono per il 730 o vuoi verificare se i tuoi lavori rientrano nel bonus? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri consulenti fiscali ti aiuteranno a compilare la dichiarazione dei redditi in modo corretto, massimizzando le detrazioni spettanti e evitando errori che potrebbero costarti caro in caso di controlli.Leggi anche730 Precompilato 2026: Come Accedere, Modificare e Inviare O…Spese Funebri Detraibili 2026: Importo Massimo e Come Detrar…Spese Sanitarie Detraibili 2026: Elenco Completo e Come Inse…Errori Comuni 730 2026 Come EvitarliMaggio 16, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-16 09:00:002026-05-31 16:48:49Bonus Ristrutturazione 730 2026: Guida Completa alle Detrazioni
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIDetassazione lavoro dipendente: altri redditi fuori dalle soglie 2026Nel 2026 il legislatore ha confermato e ampliato il sistema di detassazione del lavoro dipendente, introducendo una serie di misure agevolative sulla busta paga che riguardano premi di risultato, straordinari, lavoro notturno e festivo, fringe benefit e indennita speciali. Ma c’e un aspetto che spesso sfugge ai lavoratori e ai datori di lavoro: non tutti i redditi concorrono al superamento delle soglie di detassazione 2026. Anzi, molte tipologie di altri redditi — da locazione, da capitale, diversi — rimangono completamente fuori dalle soglie e non incidono sul diritto alle agevolazioni. Questa guida spiega nel dettaglio come funzionano le soglie, quali redditi rilevano e quali no, con esempi pratici e tabelle riassuntive aggiornate alle ultime circolari dell’Agenzia delle Entrate e ai chiarimenti dell’INPS.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiIl quadro normativo della detassazione 2026Le misure di detassazione in busta pagaCome si calcolano le soglie di detassazione 2026Quali redditi rilevano ai fini delle soglieAltri redditi fuori dalle soglie: le categorie escluseRedditi da locazione e cedolare seccaRedditi da capitale e redditi diversiFringe benefit 2026 e soglie di esenzioneEsempi pratici di calcoloCome dichiarare nel 730/2026Domande frequenti sulla detassazioneIl quadro normativo della detassazione 2026Il sistema di detassazione del lavoro dipendente in vigore nel 2026 affonda le radici in una pluralita di interventi normativi che si sono sovrapposti negli ultimi anni. Il riferimento principale e la Legge di Bilancio 2024 (L. n. 213/2023), confermata e modificata dalla Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024), che ha prorogato le misure agevolative sulla tassazione agevolata al 5% per i premi di risultato e sulle indennita speciali per il lavoro notturno e festivo.Un ulteriore pilastro normativo e il D.Lgs. n. 216/2023 (Decreto Legislativo di attuazione della riforma fiscale), che ha ridisegnato le aliquote IRPEF portandole da quattro a tre scaglioni, con ricadute dirette sul calcolo delle detrazioni per i lavoratori dipendenti. A questo si aggiunge il D.L. n. 48/2023 (Decreto Lavoro), convertito con modificazioni dalla L. n. 85/2023, che ha disciplinato i fringe benefit elevando le soglie di esenzione per alcune categorie di lavoratori.Per quanto riguarda il 2026 specificamente, la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 4/E del 10 febbraio 2025 ha fornito i chiarimenti operativi sulla tassazione sostitutiva dei premi di risultato, precisando i criteri per determinare il reddito di lavoro dipendente dell’anno precedente rilevante ai fini del limite reddituale di 80.000 euro. L’INPS, con la Circolare n. 40/2025, ha invece precisato le modalita applicative per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata. Le misure di detassazione in busta paga: cosa prevede la leggeNel 2026 il lavoratore dipendente puo beneficiare di diverse forme di agevolazione fiscale in busta paga. Ciascuna ha i propri presupposti, limiti e regole di calcolo. Ecco il quadro completo:1. Tassazione sostitutiva al 5% sui premi di risultatoI premi di risultato erogati in esecuzione di contratti collettivi aziendali o territoriali depositati all’Ispettorato del Lavoro beneficiano di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali pari al 5%, in luogo della tassazione ordinaria. Il limite massimo del premio agevolabile e fissato in 3.000 euro lordi annui (elevabile a 4.000 euro in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro). Il requisito reddituale per accedere all’agevolazione e che il reddito di lavoro dipendente dell’anno precedente non superi 80.000 euro.2. Tassazione sostitutiva al 5% per lavoro notturno e festivo nel turismoLa Legge di Bilancio 2025 rende strutturale per il 2026 una specifica agevolazione per i lavoratori dipendenti nel settore del turismo, pubblici esercizi e termale che effettuano prestazioni di lavoro notturno e nei giorni festivi. Per questi lavoratori e prevista una tassazione sostitutiva al 5% sulle retribuzioni erogate per le ore notturne (dalle 24 alle 6) e nei giorni festivi. Il limite reddituale e di 40.000 euro di reddito da lavoro dipendente conseguito nell’anno precedente.3. Esonero contributivo strutturale sulla busta pagaDal 1 gennaio 2025 e in vigore in via strutturale l’esonero contributivo INPS a carico del lavoratore dipendente, nella misura del 6% sulla quota di retribuzione fino a 35.000 euro annui e del 7% per retribuzioni fino a 25.000 euro annui. Questo non e tecnicamente una “detassazione” ma una decontribuzione, che pero aumenta il netto in busta paga in modo significativo: il risparmio puo arrivare fino a 1.750 euro annui per un lavoratore con retribuzione di 25.000 euro. Questo beneficio, incluso nelle misure della flat tax sul lavoro dipendente 2026, si applica a tutti i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) senza limiti di qualifica. Come si calcolano le soglie di detassazione 2026Comprendere come si calcolano le soglie di reddito rilevanti per accedere alle agevolazioni e fondamentale. La norma di riferimento per i premi di risultato (art. 1, commi 182-190, L. n. 208/2015 e successive modificazioni) stabilisce che il limite reddituale di 80.000 euro si calcola prendendo in considerazione il reddito di lavoro dipendente percepito nell’anno precedente.Il punto cruciale — e spesso frainteso — e che la norma fa riferimento esclusivamente al reddito di lavoro dipendente, non al reddito complessivo del soggetto. Questo significa che:Si conteggia: il reddito da lavoro dipendente (compreso il reddito da collaborazione coordinata e continuativa assimilato), compresi i premi e le indennita tassati ordinariamente nell’anno precedenteNon si conteggia: il reddito da locazione, i redditi da capitale, i redditi diversi, i redditi da lavoro autonomo (se presenti in aggiunta al lavoro dipendente)La Circolare AdE n. 4/E/2025 ha chiarito che nel calcolo del limite di 80.000 euro rientrano anche i redditi da lavoro dipendente assoggettati a tassazione separata o sostitutiva nell’anno precedente (es. TFR, arretrati), mentre restano escluse le somme esenti da IRPEF.Per i lavoratori che nell’anno precedente hanno lavorato part-time o hanno cambiato datore di lavoro, il limite va verificato sommando tutti i redditi da lavoro dipendente percepiti nell’arco dell’anno, anche da piu datori di lavoro diversi. Il datore di lavoro attuale ha pero visibilita solo sui redditi erogati da se stesso: e compito del lavoratore comunicare eventuali altri redditi da lavoro dipendente percepiti presso altri datori, tramite apposita dichiarazione scritta. Quali redditi rilevano ai fini delle sogliePer rispondere alla domanda “quali redditi entrano nel calcolo della soglia di 80.000 euro?”, la norma e la prassi dell’Agenzia delle Entrate indicano chiaramente le seguenti categorie come rilevanti ai fini della verifica:Retribuzione ordinaria da lavoro dipendente (stipendio, paga base, contingenza, EDR)Straordinari e indennita varie tassate ordinariamente (notturno, festivo, turni, trasferte imponibili)Premi di produzione e risultato tassati in via ordinaria nell’anno precedenteMensilita aggiuntive (tredicesima, quattordicesima, premi una tantum)Redditi assimilati a lavoro dipendente (collaborazioni co.co.co., compensi amministratori soggetti a contribuzione INPS)Indennita di malattia, maternita e CIG erogate dall’INPS e transitate in busta pagaFringe benefit tassati (la parte che supera le soglie di esenzione e quindi e confluita nel reddito imponibile)Attenzione: anche i redditi da lavoro dipendente percepiti all’estero che concorrono alla formazione del reddito imponibile in Italia rientrano nel computo. Per i lavoratori che hanno beneficiato del regime degli impatriati, entra nel calcolo solo la quota imponibile (e non quella esente), come chiarito dalla Circolare AdE n. 33/E/2024. Altri redditi fuori dalle soglie: le categorie escluseIl cuore di questo articolo riguarda le categorie di reddito che non rilevano ai fini del superamento della soglia di 80.000 euro. Si tratta di un punto di fondamentale importanza pratica: un lavoratore dipendente che percepisce anche redditi da affitto, dividendi, plusvalenze o attivita occasionali mantiene comunque intatto il diritto all’agevolazione sul premio di risultato, a condizione che il solo reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non superi 80.000 euro.Le categorie di reddito escluse dal calcolo della soglia, confermate dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate, sono:Redditi fondiari (terreni e fabbricati) — compresa la rendita catastale dell’abitazione principale (che e esente) e gli affitti attiviRedditi da locazione assoggettati a cedolare secca — anche se producono reddito imponibile, non si sommano al reddito da lavoro dipendente per il calcolo del tettoRedditi da capitali — interessi bancari, dividendi da partecipazioni non qualificate, proventi da OICR, redditi da obbligazioniRedditi diversi — plusvalenze da cessione di partecipazioni non qualificate, vincite, premi, redditi da attivita occasionali (purche non riqualificati come lavoro dipendente)Redditi da lavoro autonomo — anche se percepiti in parallelo al rapporto di lavoro dipendente (es. professionista con regime ordinario o forfettario)Redditi d’impresa — del tutto irrilevanti ai fini del limite reddituale per i premiQuesta distinzione ha una logica precisa: la norma mira a concentrare il beneficio sui lavoratori che dipendono principalmente dal lavoro subordinato per il proprio sostentamento, escludendo chi ha redditi compositi di ammontare elevato. Limitando pero il computo al solo reddito da lavoro dipendente, il legislatore lascia fuori categorie reddituali strutturalmente diverse (capital income, rendite patrimoniali) che non derivano dall’attivita lavorativa in senso stretto.Redditi da locazione e cedolare seccaUno dei casi piu frequenti nella pratica del CAF riguarda i lavoratori dipendenti che affittano un immobile. Molti si chiedono se il canone d’affitto incida sulla possibilita di accedere alla tassazione al 5% sul premio di risultato. La risposta e chiara: i redditi da locazione non rilevano.Che il contratto di locazione sia soggetto a tassazione ordinaria IRPEF oppure a cedolare secca (21% per locazioni libere, 10% per concordato), il canone d’affitto non concorre alla formazione del limite reddituale di 80.000 euro per i premi di risultato. La Circolare AdE n. 4/E/2025 ha esplicitamente confermato questo principio, ribadendo che il riferimento normativo e esclusivamente al “reddito di lavoro dipendente” ai sensi dell’art. 49 del TUIR.Esempio pratico: Mario, 45 anni, impiegato in un’azienda manifatturiera, nel 2025 ha percepito un reddito da lavoro dipendente di 72.000 euro e un canone da affitto di 15.000 euro (assoggettato a cedolare secca al 21%). Il suo reddito complessivo ai fini IRPEF e di 87.000 euro, ma ai fini della verifica del limite per i premi di risultato rilevano solo i 72.000 euro di reddito da lavoro dipendente: l’accesso all’agevolazione al 5% nel 2026 e garantito.Vale lo stesso principio per la locazione breve con piattaforme online: i proventi da locazioni brevi (fino a 30 giorni), assoggettati a cedolare secca (21% per il primo immobile, 26% dal secondo immobile in poi, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2024), non rilevano ai fini delle soglie di detassazione. Si tratta in ogni caso di redditi fondiari (da fabbricati), non di redditi da lavoro dipendente.Tipo di locazioneTassazione applicataRileva per soglia 80.000 euro?Locazione abitativa (canone libero)Cedolare secca 21% o IRPEF ordinariaNOLocazione a canone concordatoCedolare secca 10%NOLocazione breve (fino a 30 giorni)Cedolare secca 21% (primo imm.), 26% (altri)NOLocazione commercialeIRPEF ordinaria (75% del canone)NO Redditi da capitale e redditi diversiI redditi da capitale (Categoria D del TUIR, art. 44 e seguenti) includono interessi e proventi da conti correnti, titoli di Stato, obbligazioni, dividendi da partecipazioni societarie e proventi da fondi comuni d’investimento. Tutti questi redditi sono esclusi dal calcolo della soglia di 80.000 euro per i premi di risultato, per due ragioni principali:Natura categoriale diversa: non sono redditi “da lavoro dipendente” ai sensi dell’art. 49 TUIRRegime fiscale autonomo: la maggior parte dei redditi da capitale e assoggettata a ritenuta a titolo d’imposta o a imposta sostitutiva (26%) direttamente dall’istituto bancario o dal sostituto d’imposta, senza confluire nella dichiarazione dei redditi 730 ordinaria del contribuenteIn pratica, un lavoratore dipendente che ha investimenti in ETF, BTP, fondi comuni o azioni non deve preoccuparsi che i proventi da tali investimenti possano pregiudicare il suo diritto alla tassazione agevolata al 5% sul premio. La Circolare AdE n. 28/E/2016, ancora in vigore, ha confermato questo principio per i premi di risultato, precisando che la verifica del limite reddituale va condotta con esclusivo riferimento ai redditi dell’art. 49 TUIR.Redditi diversi e plusvalenze: esclusi dalle soglieI redditi diversi (art. 67 TUIR) comprendono le plusvalenze da cessione di partecipazioni non qualificate, le plusvalenze da cessione di criptovalute (disciplinate dall’art. 67, comma 1, lett. c-sexies TUIR dal 2023), i redditi da attivita occasionali, le vincite a giochi e premi. Anche questi redditi sono completamente fuori dalla soglia di verifica per i premi di risultato e le altre misure di detassazione.Un caso particolare riguarda le plusvalenze da cessione di criptovalute: il lavoratore dipendente che ha realizzato plusvalenze crypto nel 2025 puo comunque accedere alla tassazione al 5% sul premio di risultato nel 2026, poiche tali plusvalenze non rientrano nel reddito da lavoro dipendente. Queste dovranno pero essere dichiarate separatamente nel quadro RT o nel quadro W della dichiarazione dei redditi, o con l’imposta sostitutiva del 26%. Fringe benefit 2026 e soglie di esenzioneIl capitolo dei fringe benefit merita un’analisi separata, perche il meccanismo e parzialmente diverso rispetto ai premi di risultato. I fringe benefit sono beni e servizi concessi dal datore di lavoro al lavoratore dipendente (auto aziendale, cellulare, buoni pasto, contributi per affitto, ecc.) e la loro disciplina fiscale per il 2026 e la seguente:Soglie di esenzione fringe benefit 2026La Legge di Bilancio 2025 (art. 1, commi 390-391, L. n. 207/2024) ha reso strutturale per il 2026 le seguenti soglie di esenzione fiscale e contributiva per i fringe benefit:Categoria lavoratoreSoglia esenzione 2026Tipologie incluseLavoratori con figli fiscalmente a carico2.000 euroInclude somme per affitto/mutuo prima casa, utenze domestiche, beni e serviziLavoratori senza figli a carico1.000 euroSoglia base, valida per tutti i lavoratoriCome interagiscono i fringe benefit con le soglie di detassazione? Il valore dei fringe benefit ricevuto entro la soglia di esenzione non concorre al reddito da lavoro dipendente e quindi non rileva ne ai fini delle soglie ne ai fini dell’IRPEF ordinaria. Solo la parte eccedente la soglia diventa imponibile e confluisce nel reddito da lavoro dipendente dell’anno, potendo quindi contribuire al superamento del limite di 80.000 euro nell’anno in cui e percepita.Secondo la Circolare INPS n. 40/2025, il datore di lavoro deve tenere una contabilita separata dei fringe benefit erogati e comunicare al lavoratore, entro il 31 gennaio dell’anno successivo, il valore totale fruito nell’anno. Questo dato e poi riportato nella Certificazione Unica (CU) che il datore trasmette all’Agenzia delle Entrate e consegna al lavoratore entro il 31 marzo. La corretta lettura della CU e essenziale per la compilazione del modello 730, operazione per la quale il CAF Centro Fiscale offre assistenza qualificata.Esempi pratici di calcoloPer rendere concreto il funzionamento delle soglie, proponiamo quattro esempi pratici basati su profili tipici di lavoratori, ciascuno con una diversa combinazione di redditi.Caso 1: Il lavoratore con redditi da affittoProfilo: Mario, 45 anni, impiegato in un’azienda manifatturiera con contratto collettivo aziendale che prevede premi di risultato. Nel 2025 ha percepito: reddito da lavoro dipendente di 68.000 euro + canone da affitto di 15.000 euro (cedolare secca 21%) + premio di risultato 2025 tassato ordinariamente di 2.500 euro. Reddito rilevante per la soglia 2026: 68.000 + 2.500 = 70.500 euro. I 15.000 euro di affitto non rilevano. Mario accede alla tassazione al 5% sul premio 2026. Risparmio stimato: su un premio di 2.000 euro, con aliquota marginale al 35%, il risparmio e di circa 600 euro di IRPEF.Caso 2: Il lavoratore con dividendi e investimentiProfilo: Laura, 52 anni, dirigente con portafoglio azionario. Nel 2025 ha percepito: reddito da lavoro dipendente (stipendio + benefit imponibili) di 78.000 euro + dividendi da partecipazione non qualificata di 8.000 euro + interessi su BTP di 3.200 euro. Reddito rilevante per la soglia 2026: 78.000 euro (solo lavoro dipendente). I dividendi e gli interessi sono assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta (26%) e non rilevano. Laura accede alla tassazione al 5% sul premio 2026: il suo reddito da lavoro dipendente e sotto gli 80.000 euro.Caso 3: Il lavoratore che supera la soglia con il solo lavoro dipendenteProfilo: Roberto, 48 anni, manager finanziario. Nel 2025 ha percepito: stipendio base di 75.000 euro + premio di risultato 2025 tassato ordinariamente di 8.000 euro + fringe benefit auto aziendale (quota tassata imponibile) di 3.000 euro. Reddito rilevante per la soglia 2026: 75.000 + 8.000 + 3.000 = 86.000 euro. Roberto supera la soglia di 80.000 euro con il solo reddito da lavoro dipendente e pertanto non ha diritto alla tassazione agevolata al 5% sul premio di risultato nel 2026. Il premio sara tassato con l’aliquota marginale IRPEF ordinaria.Caso 4: Il lavoratore con attivita occasionaleProfilo: Giulia, 38 anni, insegnante di scuola media (lavoro dipendente) con attivita di traduzione occasionale. Nel 2025 ha percepito: reddito da lavoro dipendente (stipendio) di 32.000 euro + redditi da attivita occasionale (redditi diversi, art. 67 TUIR) di 4.500 euro. Reddito rilevante per la soglia 2026: 32.000 euro (solo lavoro dipendente). I 4.500 euro da attivita occasionale sono redditi diversi e non rilevano. Giulia accede senza problemi alla tassazione al 5% sul premio. Attenzione: se l’attivita occasionale fosse qualificata come parasubordinazione (co.co.co.), i compensi potrebbero essere assimilati a redditi da lavoro dipendente e rilevare ai fini della soglia. Come dichiarare nel 730/2026Nella dichiarazione dei redditi 730/2026 (riferita ai redditi 2025), il lavoratore dipendente che ha beneficiato della tassazione sostitutiva al 5% sui premi di risultato trovera questi importi gia esposti nella Certificazione Unica rilasciata dal datore di lavoro, con specifica indicazione dei codici agevolazione e delle imposte gia trattenute.Se il datore ha erroneamente applicato la tassazione ordinaria (ad esempio perche il lavoratore non ha comunicato tempestivamente i dati sul reddito dell’anno precedente), il lavoratore puo recuperare l’imposta in eccesso attraverso la dichiarazione dei redditi 730/2026, indicando nella relativa sezione gli importi assoggettati a tassazione sostitutiva e richiedendo il rimborso della differenza. Il CAF puo assisterti in questa operazione di verifica e conguaglio.Per gli altri redditi non rilevanti ai fini delle soglie, la dichiarazione funziona cosi:Cedolare secca su locazioni: va dichiarata nel quadro B del 730 (o RB del Modello Redditi PF), indicando il regime di tassazione sostitutiva scelto. Non influenza il reddito complessivo IRPEF ordinariaRedditi da capitale con ritenuta definitiva (es. dividendi, interessi bancari): non vanno indicati nel 730 standard, in quanto gia gestiti dall’intermediario finanziario con ritenuta a titolo d’impostaPlusvalenze crypto e redditi diversi: vanno dichiarati nel quadro RT (plusvalenze da partecipazioni e strumenti finanziari) o nel quadro W (attivita finanziarie e patrimoniali estere, incluse le criptovalute) della dichiarazione Redditi PFRedditi da lavoro autonomo occasionale (redditi diversi): confluiscono nel quadro D del 730 o nel quadro RL del Modello Redditi PF, senza interagire con i limiti della detassazioneIl nostro studio CAF e a disposizione per una verifica completa della tua situazione reddituale e per garantire che tutte le agevolazioni a cui hai diritto siano correttamente applicate nella tua dichiarazione. Contattaci per un appuntamento: il recupero della detassazione sul premio di risultato puo valere centinaia di euro e richiede un’analisi accurata della CU e dei documenti reddituali.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il controllo della tua busta paga, verifica contributi INPS, ferie e detrazioni. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Detassazione 2026Il reddito da locazione influisce sulla soglia di 80.000 euro per i premi di risultato?No. I redditi da locazione, che siano assoggettati a tassazione IRPEF ordinaria o a cedolare secca, non rientrano nel computo del limite reddituale di 80.000 euro previsto per la tassazione sostitutiva al 5% sui premi di risultato. La soglia si calcola esclusivamente sul reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente (art. 49 TUIR). Lo ha confermato la Circolare AdE n. 4/E del 10 febbraio 2025.Se ho dividendi e investimenti finanziari, posso ancora avere il premio tassato al 5%?Si. I dividendi, gli interessi bancari, i proventi da fondi comuni e altri redditi da capitale sono esclusi dal calcolo della soglia di detassazione. Solo il reddito da lavoro dipendente rileva ai fini del limite di 80.000 euro. I redditi da capitale sono soggetti a ritenuta a titolo d’imposta (26%) applicata direttamente dall’intermediario finanziario e non interagiscono con la detassazione sul lavoro dipendente.Le plusvalenze da criptovalute entrano nella soglia per la detassazione del premio?No. Le plusvalenze da cessione di criptovalute sono classificate come redditi diversi (art. 67, comma 1, lett. c-sexies TUIR) e non come redditi da lavoro dipendente. Non concorrono al limite reddituale di 80.000 euro per i premi di risultato. Devono pero essere dichiarate separatamente nel quadro RT o W della dichiarazione dei redditi e assoggettate all’imposta sostitutiva del 26%.Cosa succede se ho avuto due datori di lavoro nel 2025?Se nel 2025 hai avuto due datori di lavoro, il reddito da lavoro dipendente rilevante per la soglia e la somma di tutti i redditi percepiti da entrambi i datori nell’anno. Ogni datore conosce solo i redditi da lui erogati: e tuo dovere comunicare al nuovo datore i redditi percepiti presso il precedente, tramite dichiarazione scritta. Il datore puo verificare cosi se superi la soglia di 80.000 euro prima di applicare la tassazione agevolata al 5%.I fringe benefit contribuiscono al superamento della soglia di 80.000 euro?Solo la parte dei fringe benefit che supera la soglia di esenzione (1.000 euro per i lavoratori senza figli a carico, 2.000 euro per quelli con figli a carico) diventa reddito imponibile da lavoro dipendente. Questa quota eccedente rileva ai fini del calcolo della soglia. I benefit entro soglia sono invece completamente esenti e non influiscono sul limite reddituale.Hai bisogno di assistenza per la tua dichiarazione dei redditi?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se hai diritto alla detassazione sui premi di risultato, a controllare la corretta applicazione delle soglie e a recuperare eventuali importi pagati in eccesso attraverso il 730/2026.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 15, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-15 12:33:532026-05-31 17:52:11Detassazione lavoro dipendente: altri redditi fuori dalle soglie 2026
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CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIAPiano Casa 2026: Alloggi per i Dipendenti in Edilizia ConvenzionataIl Piano Casa 2026 rappresenta uno degli interventi più ambiziosi del governo italiano nel settore dell’abitazione, con l’obiettivo di garantire l’accesso alla casa ai lavoratori dipendenti attraverso lo strumento dell’edilizia convenzionata. Introdotto nell’ambito delle misure previste dal Piano Nazionale per l’Edilizia Residenziale e dalle successive integrazioni normative, questo programma consente ai dipendenti con redditi medi di accedere ad alloggi a canone calmierato o a prezzi agevolati, riducendo in modo significativo il peso delle spese abitative sul bilancio familiare.In Italia, il problema dell’accessibilità abitativa riguarda milioni di famiglie. Secondo i dati ISTAT e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), il 30% delle famiglie italiane destina oltre il 40% del reddito disponibile alle spese per l’abitazione, con punte ancora più elevate nelle grandi città come Milano, Roma, Bologna e Firenze. Il Piano Casa 2026 si inserisce in questo contesto come strumento complementare al Fondo Prima Casa, alle detrazioni per ristrutturazione edilizia e ad altri incentivi fiscali, offrendo una soluzione strutturale e non solo agevolativa.Questa guida analizza nel dettaglio il funzionamento del Piano Casa 2026 per i lavoratori dipendenti, i requisiti di accesso, le procedure di domanda, i vantaggi fiscali correlati e le modalità di attuazione nei diversi Comuni italiani, con particolare attenzione alle novità normative introdotte nel corso del 2025 e 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. Indice dei contenutiCos’è il Piano Casa 2026 e il quadro normativoL’edilizia convenzionata: definizione e tipologieRequisiti di accesso per i lavoratori dipendentiSoglie ISEE e criteri di redditoCome fare domanda: procedura step by stepVantaggi fiscali e detrazioni correlateIl canone calmierato: calcolo e durataApplicazione nei Comuni e nelle RegioniOpzione di acquisto agevolato dell’alloggioLe novità del 2026: aggiornamenti normativiDomande frequentiCos’è il Piano Casa 2026 e il quadro normativoIl Piano Casa 2026 è un programma di politica abitativa che trae origine da un insieme articolato di provvedimenti legislativi. Il quadro normativo di riferimento comprende il D.Lgs. 28 gennaio 1977 n. 12 (Legge sull’equo canone), la Legge 457/1978 sull’edilizia residenziale, e più recentemente il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nella sua componente abitativa, che prevede investimenti per circa 2,8 miliardi di euro destinati all’edilizia sociale e convenzionata fino al 2026.La normativa più recente che disciplina il Piano Casa 2026 include:Decreto-Legge n. 47/2014 (Piano casa, convertito nella Legge 80/2014): ha introdotto i programmi di recupero e razionalizzazione del patrimonio edilizio;Decreto MIT del 22 aprile 2022: ha definito i criteri per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica;Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024): ha previsto nuove risorse per il Fondo Nazionale per le Politiche Abitative pari a 300 milioni di euro per il biennio 2025-2026;Decreto interministeriale MIT-MEF del marzo 2025: ha definito le modalità attuative per le convenzioni con i Comuni e gli operatori privati accreditati.Il Piano Casa 2026 si distingue dai programmi precedenti per il suo approccio integrato: non si limita all’edilizia pubblica tradizionale (ERP), ma coinvolge anche operatori privati (costruttori, cooperative edilizie, fondi immobiliari) che, in cambio di agevolazioni e contributi pubblici, si impegnano a destinare una quota degli alloggi a canoni calmierati o prezzi agevolati per determinate categorie di lavoratori. L’edilizia convenzionata: definizione e tipologieL’edilizia convenzionata è una tipologia di edilizia agevolata in cui il costruttore (privato o cooperativa) stipula una convenzione con il Comune, accettando vincoli su prezzi di vendita o canoni di locazione in cambio di agevolazioni urbanistiche (aree edificabili a costo ridotto, deroghe a indici edificatori, contributi pubblici). Si distingue dall’edilizia residenziale pubblica (ERP) perché gli alloggi rimangono di proprietà privata, e dall’edilizia libera per la presenza di vincoli stringenti sui prezzi.Le tipologie principali di edilizia convenzionata nel 2026 sono:TipologiaCaratteristiche principaliDestinatariEdilizia Residenziale Pubblica (ERP)Alloggi di proprietà pubblica, gestiti da ATER/IACP, canone socialeNuclei a basso reddito (ISEE sotto soglia regionale)Edilizia Convenzionata LocazioneAlloggi privati con canone calmierato, convenzione con ComuneLavoratori dipendenti, reddito medioEdilizia Convenzionata VenditaAlloggi a prezzo convenzionato, vincolo decennale di rivenditaPrime case, giovani coppie, lavoratoriHousing SocialeProgrammi integrati, mix sociale, gestiti da fondi immobiliari eticiCategorie fragili, dipendenti con reddito medio-bassoLa convenzione urbanistica è lo strumento cardine: viene stipulata tra il Comune e il costruttore (o la cooperativa), definisce il prezzo massimo di vendita per metro quadro o il canone massimo annuo per metro quadro, stabilisce i requisiti dei futuri assegnatari e fissa la durata del vincolo convenzionale (solitamente 20 anni per la locazione, 10 anni per la vendita). Requisiti di accesso per i lavoratori dipendentiI requisiti di accesso al Piano Casa 2026 per i lavoratori dipendenti variano in base al tipo di alloggio richiesto (locazione agevolata o acquisto convenzionato) e alla normativa regionale e comunale applicabile. Tuttavia, esistono requisiti minimi comuni, stabiliti dalla normativa nazionale, che ogni bando o convenzione deve rispettare.Requisiti generali obbligatoriResidenza o lavoro nel Comune dove si richiede l’alloggio (o in un Comune limitrofo, secondo le indicazioni del bando locale);Cittadinanza italiana o UE, oppure permesso di soggiorno regolare per i cittadini extracomunitari;Assenza di proprietà immobiliare: il richiedente (e il nucleo familiare) non deve essere proprietario di altri immobili idonei al proprio nucleo nel territorio nazionale;Contratto di lavoro dipendente attivo (a tempo indeterminato, determinato, o somministrazione con durata residua sufficiente a coprire il primo anno di locazione);Soglie ISEE e reddito (vedi sezione specifica);Non titolarità di altri alloggi ERP o convenzionati a livello nazionale.Categorie prioritarieIl Piano Casa 2026 prevede punteggi aggiuntivi o corsie preferenziali per determinate categorie di lavoratori dipendenti:Lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni (insegnanti, personale sanitario, forze dell’ordine, impiegati comunali);Lavoratori di primo impiego con contratto a tempo indeterminato stipulato nell’ultimo triennio;Nuclei familiari con figli minori o con componenti disabili (ai sensi della Legge 104/1992);Coppie giovani (almeno un componente under 36) con reddito certificato da contratto di lavoro dipendente;Lavoratori con contratto part-time o a termine che non superano le soglie di reddito, se residenti nel Comune da almeno 2 anni. Soglie ISEE e criteri di redditoL’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è il principale strumento di valutazione economica per l’accesso ai benefici del Piano Casa 2026. La DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) deve essere presentata al CAF o all’INPS per ottenere la certificazione ISEE aggiornata, che ha validità fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione.Le soglie ISEE per il 2026 variano in base alla tipologia di intervento:Tipologia alloggioSoglia ISEE minimaSoglia ISEE massimaNoteLocazione a canone sociale (ERP)–Fino a 15.000 euroDefinita da ogni RegioneLocazione a canone moderato15.001 euroFino a 35.000 euroFascia principale Piano Casa 2026Locazione a canone concordato20.000 euroFino a 45.000 euroAccordi territoriali ex Legge 431/98Acquisto convenzionato–Fino a 40.000 euroVaria per tipologia di bandoOltre all’ISEE, i bandi comunali verificano anche il reddito imponibile IRPEF del nucleo familiare, che non deve superare specifiche soglie annue. Per un nucleo di 2 persone, il reddito imponibile massimo tipicamente richiesto è di 35.000-40.000 euro annui lordi. Per nuclei più numerosi, le soglie vengono adeguate applicando la scala di equivalenza OCSE modificata.Per la fascia di edilizia convenzionata destinata ai lavoratori dipendenti con reddito medio (il target principale del Piano Casa 2026), la soglia ISEE più frequentemente adottata è compresa tra 25.000 e 40.000 euro. Questa fascia include la stragrande maggioranza dei lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato nei settori pubblico e privato. Come fare domanda: procedura step by stepLa procedura di domanda per gli alloggi del Piano Casa 2026 si articola in più fasi e varia leggermente in base al Comune e alla tipologia di intervento. Di seguito la procedura tipo applicabile nella maggior parte dei casi.Fase 1: Verifica dei requisiti e preparazione della documentazionePrima di presentare la domanda, il lavoratore dipendente deve:Verificare la disponibilità di bandi aperti nel proprio Comune (consultare il sito del Comune o dell’ATER/IACP regionale);Ottenere o aggiornare l’attestazione ISEE presso il CAF o tramite portale INPS (il documento deve avere data non anteriore al 1° gennaio dell’anno in corso);Raccogliere la documentazione richiesta: ultima CU (Certificazione Unica) o dichiarazione dei redditi, contratto di lavoro, atto notarile o visura catastale che attestino l’assenza di proprietà immobiliare, documenti d’identità di tutti i componenti del nucleo familiare.Fase 2: Presentazione della domandaLa domanda si presenta generalmente:Online tramite il portale del Comune o dell’ATER regionale (previa autenticazione con SPID, CIE o CNS);Allo sportello del Comune o dell’ente gestore, su appuntamento;Tramite CAF abilitati, che possono assistere nella compilazione e nella raccolta della documentazione necessaria.Fase 3: Formazione della graduatoriaIl Comune (o l’ATER) forma una graduatoria in base ai punteggi assegnati a ciascuna domanda secondo i criteri del bando: valore ISEE, composizione del nucleo familiare, presenza di figli minori o disabili, anzianità di residenza, contratto di lavoro. La graduatoria è pubblica e consultabile online.Fase 4: Assegnazione e stipula del contrattoChi risulta in graduatoria entro il numero di alloggi disponibili viene convocato per:La visita dell’alloggio proposto;La verifica finale dei requisiti dichiarati;La stipula del contratto di locazione convenzionata con l’ente gestore o direttamente con il costruttore privato convenzionato;Il pagamento di un deposito cauzionale (generalmente pari a 2-3 mensilità del canone calmierato). Vantaggi fiscali e detrazioni correlateIl Piano Casa 2026 non si esaurisce nell’accesso agli alloggi convenzionati, ma si integra con un sistema di agevolazioni fiscali che possono ulteriormente ridurre il costo della casa per i lavoratori dipendenti. Queste agevolazioni sono disciplinate dal TUIR (DPR 917/1986) e dalle successive leggi di bilancio.Detrazione IRPEF per canoni di locazioneI lavoratori dipendenti che stipulano un contratto di locazione come abitazione principale hanno diritto a una detrazione IRPEF ai sensi dell’art. 16 del TUIR:Detrazione base (art. 16 co. 1 TUIR): per reddito complessivo fino a 15.493,71 euro → detrazione di 300 euro; per reddito tra 15.493,71 e 30.987,41 euro → detrazione di 150 euro; oltre 30.987,41 euro → nessuna detrazione.Detrazione canone concordato (art. 16 co. 1-bis TUIR): per reddito fino a 15.493,71 euro → detrazione di 495,80 euro; tra 15.493,71 e 30.987,41 euro → 247,90 euro. Si applica ai contratti ex Legge 431/1998 a canone concordato.Detrazione under 31 (art. 16 co. 1-ter TUIR): per contribuenti di età compresa tra 20 e 30 anni, reddito complessivo fino a 15.493,71 euro, per i primi 3 anni del contratto → detrazione di 991,60 euro.Detrazioni per interventi sull’abitazione convenzionataSe l’alloggio convenzionato è acquistato (non solo locato), il proprietario può beneficiare delle ordinarie detrazioni previste dalla legge italiana per il patrimonio edilizio, tra cui il bonus barriere architettoniche al 50% e 36% per interventi di adeguamento e accessibilità, le detrazioni per ristrutturazione edilizia, e il sismabonus per gli interventi di consolidamento strutturale.Cedolare secca sui canoni calmieratiI proprietari degli alloggi convenzionati che applicano il canone calmierato possono optare per la cedolare secca sui redditi da locazione, con aliquota del 10% per i contratti a canone concordato (ex art. 9 co. 1 D.Lgs. 23/2011), contro l’aliquota ordinaria del 21% della cedolare secca per i contratti a canone libero. Questa agevolazione è un incentivo per i proprietari privati a aderire ai programmi di edilizia convenzionata, riducendo la loro tassazione a fronte di un canone più basso. Il canone calmierato: calcolo e durataIl canone calmierato è il cuore del Piano Casa 2026 per i lavoratori dipendenti. Viene determinato in base a parametri oggettivi definiti dalla convenzione urbanistica e tiene conto di tre fattori principali: la localizzazione dell’alloggio (zona OMI di riferimento), la superficie commerciale e lo stato di conservazione/classe energetica.Come si calcola il canone convenzionatoIl canone annuo massimo per l’edilizia convenzionata è generalmente pari al 4,5% – 6% del valore convenzionale dell’alloggio, determinato dalla convenzione. Il valore convenzionale si calcola moltiplicando la superficie commerciale per il costo base di costruzione aggiornato dal Ministero delle Infrastrutture (aggiornato annualmente con decreto). Per il 2026, il costo base di costruzione è di circa 1.650-1.850 euro/mq nelle aree urbane principali.Esempio pratico: Per un appartamento di 75 mq (superficie commerciale) in una città di medie dimensioni:Valore convenzionale: 75 mq × 1.700 euro/mq = 127.500 euroCanone annuo massimo al 5%: 127.500 × 5% = 6.375 euro/annoCanone mensile: 6.375 ÷ 12 = 531,25 euro/meseRisparmio rispetto al canone di mercato (es. 850 euro/mese): circa 320 euro al mese, pari a 3.840 euro/anno.Durata del contratto convenzionatoI contratti di locazione nell’ambito dell’edilizia convenzionata hanno generalmente durata minima di 3 anni + 2 anni (con tacito rinnovo) o di 6 anni + 6 anni, analogamente ai contratti a canone concordato ordinari. Al termine del vincolo convenzionale (solitamente 20 anni dall’ultimazione dei lavori), il proprietario può tornare a locare l’alloggio a canone di mercato. Durante il periodo convenzionale, il canone è aggiornato annualmente in base all’indice FOI dell’ISTAT, al netto della componente tabacchi, nella misura del 75% della variazione annua. Applicazione nei Comuni e nelle RegioniL’attuazione del Piano Casa 2026 avviene principalmente a livello regionale e comunale, poiché l’edilizia residenziale è una materia di legislazione concorrente (art. 117 della Costituzione). Ciò significa che le Regioni possono integrare e modificare la normativa nazionale, e i Comuni hanno ampia autonomia nell’individuare le aree di intervento, le categorie prioritarie e i criteri di assegnazione.Le Regioni più attive nel 2026Lombardia: ha attivato il programma “Abitare in Lombardia” con risorse proprie pari a 150 milioni di euro per il biennio 2025-2026, destinato in quota parte ai lavoratori dipendenti delle PMI lombarde;Emilia-Romagna: il Piano Regionale per l’Edilizia Residenziale Pubblica 2025-2030 prevede la costruzione di 4.500 nuovi alloggi convenzionati nelle aree a maggiore tensione abitativa (Bologna, Modena, Ferrara);Toscana: il programma “Casa Toscana” offre canoni calmierati a partire da 300 euro/mese per alloggi di 50-70 mq, destinati ai lavoratori con ISEE fino a 28.000 euro;Lazio: il “Piano Straordinario per la Casa” del Comune di Roma prevede la messa a bando di 1.200 alloggi convenzionati per lavoratori e famiglie con reddito medio entro il 2026;Friuli Venezia Giulia: la Regione FVG ha stanziato 12 milioni di euro per interventi di edilizia convenzionata nei Comuni di Udine, Trieste e Pordenone, con priorità per i lavoratori dipendenti delle istituzioni pubbliche e del settore sanitario.Per verificare la disponibilità di bandi attivi nel proprio Comune, è consigliabile consultare il portale MIT – Infrastrutture Abitative (infrastruttureabitativeenazionale.mit.gov.it) e il sito istituzionale del proprio Comune o ATER/IACP regionale. Opzione di acquisto agevolato dell’alloggioIn alcuni programmi del Piano Casa 2026, i lavoratori dipendenti in locazione possono esercitare un’opzione di acquisto dell’alloggio a prezzo convenzionato dopo un periodo minimo di locazione (solitamente 3-5 anni). Questa formula, nota come “rent to buy” convenzionato o “affitto con riscatto”, consente di trasformare la locazione in un percorso verso la proprietà, con il vantaggio che una quota delle mensilità pagate viene imputata a titolo di acconto sul prezzo di acquisto.Prezzo convenzionato di acquistoIl prezzo massimo di vendita convenzionato è determinato dalla convenzione urbanistica e varia per zona OMI. È calcolato come percentuale del valore di mercato (solitamente il 60-80% del prezzo di mercato) o come multiplo del costo di costruzione stabilito dal MIT. Il prezzo convenzionato è soggetto a un vincolo decennale di rivendita: per i primi 10 anni, l’alloggio può essere rivenduto solo a soggetti aventi i medesimi requisiti o restituendo al Comune la quota di agevolazione ricevuta.Agevolazioni per l’acquisto: il Fondo Prima CasaI lavoratori dipendenti che acquistano un alloggio convenzionato come prima casa possono cumulare l’agevolazione del prezzo convenzionato con il Fondo Prima Casa CONSAP (gestito da Consap Spa per conto del MEF), che garantisce mutui fino al 50% del prezzo di acquisto per under 36 con ISEE non superiore a 40.000 euro. La garanzia statale consente di ottenere mutui fino all’80-100% del valore dell’immobile da istituti di credito convenzionati, a tassi agevolati rispetto a quelli di mercato. Le novità del 2026: aggiornamenti normativiIl 2026 porta significative novità normative per il Piano Casa e l’edilizia convenzionata, frutto di un percorso di riforma avviato con la Legge di Bilancio 2025 e completato con decreti attuativi emanati nei primi mesi del 2026.Principali novità 2026Innalzamento delle soglie ISEE: la Legge di Bilancio 2025 ha aumentato del 5% le soglie ISEE per l’accesso all’edilizia convenzionata, includendo una fascia più ampia di lavoratori dipendenti del ceto medio;Semplificazione delle procedure: il Decreto “Casa” del febbraio 2026 ha introdotto un modello unico nazionale di domanda, riducendo la documentazione richiesta e uniformando le procedure tra i diversi Comuni;Proroga incentivi costruttori: per gli operatori privati che aderiscono ai programmi di edilizia convenzionata, è stata prorogata fino al 2028 l’esenzione dall’ICI/IMU sulle aree edificabili cedute in diritto di superficie ai Comuni per la realizzazione di alloggi convenzionati;Housing sociale digitale: le piattaforme regionali per la gestione delle domande sono state integrate con il fascicolo sanitario elettronico e l’ANPR, eliminando la necessità di autocertificazioni per i dati già disponibili nelle banche dati pubbliche;Nuovi fondi PNRR: una tranche di 400 milioni di euro del PNRR (Missione 5, Componente 2, Investimento 2.3) è stata specificamente destinata all’edilizia convenzionata per lavoratori nelle aree metropolitane ad alta tensione abitativa, con priorità per Milano, Roma, Napoli, Bologna e Firenze.Scadenze importanti nel 2026ScadenzaAdempimentoRiferimento normativo30 giugno 2026Termine per la presentazione delle domande ISEE aggiornate per l’accesso ai bandi regionaliCircolari regionali 202630 settembre 2026Scadenza per le convenzioni con i Comuni nell’ambito dei fondi PNRR edilizia socialeD.M. MIT marzo 202531 dicembre 2026Termine per l’ultimazione lavori degli interventi finanziati con i fondi PNRR abitativoPiano Nazionale di Ripresa e Resilienza Documentazione completa per la domandaPer presentare la domanda di accesso al Piano Casa 2026, il lavoratore dipendente deve predisporre un fascicolo documentale completo. La mancanza anche di un solo documento può comportare l’esclusione dalla graduatoria o la sospensione della pratica.Documenti obbligatoriDocumento d’identità valido del richiedente e di tutti i componenti adulti del nucleo familiare;Codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare;Attestazione ISEE 2026 in corso di validità (rilasciata dal CAF o dall’INPS entro il 31 dicembre 2026);Ultima Certificazione Unica (CU) o il Modello 730/Redditi dell’anno precedente, per tutti i componenti del nucleo con redditi;Contratto di lavoro dipendente o attestazione del datore di lavoro che certifichi la continuità del rapporto lavorativo;Ultime 3 buste paga;Autocertificazione di assenza di proprietà immobiliare nel territorio nazionale (può essere verificata d’ufficio tramite Agenzia delle Entrate);Stato di famiglia (scaricabile gratuitamente tramite ANPR con SPID/CIE);Certificato di residenza o autocertificazione.Documenti aggiuntivi per categorie prioritarieCertificato di invalidità o handicap (Legge 104/1992) per i componenti disabili del nucleo;Certificato di nascita per figli minori;Documentazione sanitaria per patologie gravi che richiedono adeguamento dell’abitazione;Attestato di separazione o divorzio per i nuclei monogenitoriali. Piano Casa 2026 e le detrazioni edilizieUna questione spesso sottovalutata riguarda il rapporto tra il Piano Casa 2026 e il sistema delle detrazioni fiscali edilizie. Per i lavoratori dipendenti che acquistano un alloggio convenzionato, è importante sapere quali incentivi possono essere cumulati e quali sono invece incompatibili.Detrazioni cumulabili con l’acquisto convenzionatoDetrazione per ristrutturazione edilizia (50% o 36%): applicabile sugli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati sull’alloggio acquistato. Nel 2026, l’aliquota del 50% si applica per la prima casa, il 36% per le seconde case (Legge di Bilancio 2025);Bonus barriere architettoniche: la detrazione al 50% (prima casa) o 36% (altri immobili) per interventi di eliminazione delle barriere architettoniche è cumulabile con il prezzo convenzionato di acquisto;Ecobonus 50% o 36%: per gli interventi di riqualificazione energetica non rientranti nel Superbonus;Detrazione IMU prima casa: l’alloggio convenzionato acquistato come prima casa è esente da IMU, analogamente a qualunque prima abitazione non di lusso.Attenzione: Superbonus e alloggi convenzionatiIl Superbonus 110% (ora ridotto per la maggior parte degli interventi) nella sua forma originaria era cumulabile con il prezzo convenzionato, ma le ultime modifiche normative lo hanno reso praticamente inaccessibile per i nuovi interventi avviati dopo il 2023. Tuttavia, per i condomini che includono alloggi convenzionati, possono ancora applicarsi agevolazioni residue del Superbonus per interventi già avviati entro le scadenze previste. Per verificare la situazione specifica del proprio alloggio, è consigliabile rivolgersi a un CAF o a un professionista abilitato. Considerazioni finali: conviene il Piano Casa 2026?Il Piano Casa 2026 per i lavoratori dipendenti rappresenta un’opportunità concreta e significativa per ridurre il peso delle spese abitative. I principali vantaggi sono il risparmio immediato sul canone mensile (mediamente 200-400 euro in meno rispetto al mercato libero nelle principali città), l’accesso a un alloggio di qualità in zone ben servite dai trasporti pubblici (grazie ai criteri di localizzazione imposti dalla convenzione urbanistica), e la possibilità di trasformare la locazione in proprietà attraverso le formule di acquisto agevolato.I limiti del programma sono principalmente legati alla disponibilità effettiva di alloggi (le liste d’attesa nelle grandi città possono essere molto lunghe) e alla necessità di soddisfare simultaneamente più requisiti (ISEE, assenza di proprietà, residenza/lavoro nel Comune). È fondamentale presentare una domanda ISEE aggiornata e accurata, poiché eventuali errori o omissioni possono comportare l’esclusione dalla graduatoria o, peggio, la decadenza dal beneficio già assegnato.Per navigare con successo le procedure del Piano Casa 2026 e ottenere tutti i benefici fiscali disponibili, inclusa la corretta attestazione ISEE e l’analisi delle detrazioni cumulabili, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa e personalizzata.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Piano Casa 2026Qual è la differenza tra edilizia convenzionata ed edilizia residenziale pubblica (ERP)?L’edilizia residenziale pubblica (ERP) riguarda alloggi di proprieta pubblica, gestiti da enti come ATER o IACP, con canoni sociali molto bassi destinati a nuclei in condizioni di grave difficolta economica (ISEE generalmente sotto 15.000 euro). L’edilizia convenzionata, invece, comprende alloggi di proprieta privata (costruttori, cooperative) che, in cambio di agevolazioni urbanistiche, si impegnano a locare o vendere gli alloggi a condizioni di favore per categorie con reddito medio. Il Piano Casa 2026 si concentra principalmente sull’edilizia convenzionata per i lavoratori dipendenti con reddito medio.Posso accedere al Piano Casa 2026 se ho già un mutuo in corso per la prima casa?No. Uno dei requisiti fondamentali per l’accesso agli alloggi di edilizia convenzionata in locazione è l’assenza di proprieta immobiliare nel territorio nazionale. Se si è titolari di un immobile idoneo al proprio nucleo familiare (anche con mutuo in corso), non si può accedere alla locazione convenzionata. Si può invece valutare l’acquisto di un alloggio convenzionato diverso da quello in cui si abita, ma solo se il primo non è idoneo per dimensioni o caratteristiche al nucleo familiare.L’ISEE per il Piano Casa è lo stesso usato per il bonus asilo nido o per l’assegno unico?Si, l’ISEE ordinario è lo stesso documento che si utilizza per tutti i benefici che richiedono la certificazione della situazione economica. Un’unica DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) presentata al CAF genera un’attestazione ISEE valida per tutti gli strumenti che la richiedono: Piano Casa, assegno unico, bonus asilo nido, agevolazioni universitarie, ecc. L’attestazione ISEE ha validita fino al 31 dicembre dell’anno in cui è presentata.Il canone calmierato dell’edilizia convenzionata è detraibile nel 730?Il canone calmierato è detraibile IRPEF esattamente come qualsiasi altro canone di locazione per abitazione principale, nei limiti dell’art. 16 del TUIR. La detrazione varia da 150 a 300 euro per redditi fino a 30.987 euro. Se il contratto è registrato come ‘canone concordato’ ex Legge 431/1998, la detrazione sale a 247-495 euro. Per i giovani tra 20 e 30 anni, nei primi tre anni del contratto, la detrazione può arrivare fino a 991,60 euro.Quanto tempo ci vuole per ottenere un alloggio con il Piano Casa 2026?I tempi variano significativamente in base alla citta e alla disponibilita di alloggi. Nelle grandi citta come Milano, Roma e Bologna le liste di attesa possono durare da 1 a 3 anni. In citta di medie dimensioni (come Udine, Trieste, Brescia, Padova) i tempi possono essere notevolmente piu brevi, da 3 a 12 mesi. È fondamentale presentare la domanda non appena viene pubblicato il bando nel proprio Comune e assicurarsi che la documentazione sia completa e aggiornata per massimizzare il punteggio in graduatoria.Hai bisogno di assistenza per il Piano Casa 2026?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la richiesta dell’attestazione ISEE aggiornata, la verifica dei requisiti di accesso e la compilazione della domanda per l’edilizia convenzionata.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si Recupera Hai sostenuto spese per la ristrutturazione della tua casa nel 2025 e hai diritto alla detrazione fiscale del 50% (36% se l'immobile non è la tua abitazione principale), ma ti sei accorto di non aver inserito la prima rata nel modello 730/2026.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-13 16:00:002026-10-07 17:38:15Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si RecuperaCAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Bonus Casa FVG 2026: PSR Regionale, Ecobonus Nazionale e Cumulo con Bonus FVG Bonus Casa FVG 2026: Contributi Regionali, Ecobonus e Come Cumulare le AgevolazioniPer chi vuole ristrutturare casa o migliorare l'efficienza energetica del proprio immobile in Friuli Venezia Giulia, il 2026 porta una combinazione di agevolazioni… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-25 09:00:002026-08-17 11:03:50Bonus Casa FVG 2026: PSR Regionale, Ecobonus Nazionale e Cumulo con Bonus FVGCAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Cessione Crediti Superbonus e Sismabonus 2026: Cosa Resta e Come FunzionaIndice dei contenutiIl quadro attuale: cosa e' ancora possibile nel 2026 Il blocco della cessione e dello sconto in fattura Le eccezioni ancora valide nel 2026 Sismabonus: regole specifiche per la cessione La detrazione diretta: come… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/11/Progetto-senza-titolo.png 500 2000 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-28 18:00:002026-08-28 10:36:01Cessione Crediti Superbonus e Sismabonus 2026: Cosa Resta e Come FunzionaCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 15, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-15 11:33:532026-05-31 17:52:29Piano Casa 2026: Alloggi per i Dipendenti in Edilizia Convenzionata
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CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Bonus Casa FVG 2026: PSR Regionale, Ecobonus Nazionale e Cumulo con Bonus FVG Bonus Casa FVG 2026: Contributi Regionali, Ecobonus e Come Cumulare le AgevolazioniPer chi vuole ristrutturare casa o migliorare l'efficienza energetica del proprio immobile in Friuli Venezia Giulia, il 2026 porta una combinazione di agevolazioni… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-25 09:00:002026-08-17 11:03:50Bonus Casa FVG 2026: PSR Regionale, Ecobonus Nazionale e Cumulo con Bonus FVG
CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Cessione Crediti Superbonus e Sismabonus 2026: Cosa Resta e Come FunzionaIndice dei contenutiIl quadro attuale: cosa e' ancora possibile nel 2026 Il blocco della cessione e dello sconto in fattura Le eccezioni ancora valide nel 2026 Sismabonus: regole specifiche per la cessione La detrazione diretta: come… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/11/Progetto-senza-titolo.png 500 2000 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-28 18:00:002026-08-28 10:36:01Cessione Crediti Superbonus e Sismabonus 2026: Cosa Resta e Come Funziona
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24Rottamazione Quinquies Estesa ai Comuni: Tutti i Tributi Locali che RientranoLa rottamazione quinquies estesa ai Comuni rappresenta una delle novita piu attese del 2026 per i contribuenti che hanno debiti con gli enti locali. Con la proroga e l’allargamento del perimetro della definizione agevolata dei tributi locali, milioni di italiani possono ora sanare le pendenze con i propri Comuni senza pagare sanzioni e interessi. Ma cosa rientra esattamente in questa misura? IMU, TARI, TASI sono le voci piu note, ma il perimetro e molto piu ampio: imposta sulla pubblicita, diritto sulle pubbliche affissioni, COSAP, canone unico patrimoniale e altri tributi minori. In questa guida completa analizziamo ogni aspetto: quali debiti sono rottamabili, quali sono esclusi, come aderire e quali scadenze rispettare nel 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’e la Rottamazione QuinquiesL’Estensione ai Comuni: Il Quadro Normativo 2026Tributi Locali Rottamabili: IMU, TARI e Molto AltroCosa NON Rientra nella Rottamazione QuinquiesCome Aderire: Procedura e ModalitaScadenze e Rate 2026Esempi Pratici con CalcoliIl Ruolo del CAF: Perche Affidarsi a un EspertoDomande Frequenti sulla Rottamazione Quinquies Comuni Cos’e la Rottamazione QuinquiesLa rottamazione quinquies e la quinta edizione della cosiddetta definizione agevolata delle cartelle esattoriali, introdotta con la legge di bilancio 2025 (Legge n. 207/2024) e successivamente prorogata e ampliata nel corso del 2025-2026. Il meccanismo e semplice: il contribuente che ha debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (o ai concessionari locali della riscossione) puo pagare solo la quota capitale del debito, senza corrispondere sanzioni, interessi di mora e interessi di ritardata iscrizione a ruolo.Rispetto alle precedenti edizioni (rottamazione ter, quater), la quinquies presenta alcune caratteristiche distintive. In primo luogo, l’ambito di applicazione e stato progressivamente allargato: se inizialmente riguardava solo i debiti affidati al Fisco nazionale tramite cartelle dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, le disposizioni del 2025-2026 hanno esteso la misura anche ai Comuni e agli enti locali che hanno optato per aderire allo strumento. In secondo luogo, le condizioni di rateizzazione sono state rese piu favorevoli, con piani di pagamento fino a 120 rate mensili in alcuni casi.Attenzione: la rottamazione quinquies non e automatica. Il contribuente deve presentare domanda entro le scadenze previste e rispettare i termini di pagamento. La decadenza dal beneficio (per esempio in caso di mancato pagamento di una rata) comporta la perdita di tutti i vantaggi e il ripristino del debito originario con sanzioni e interessi. L’Estensione ai Comuni: Il Quadro Normativo 2026L’estensione della rottamazione quinquies ai tributi comunali rappresenta una delle novita piu significative del biennio 2025-2026. Il presupposto normativo e duplice:Legge di bilancio 2025 (L. 207/2024): ha previsto la possibilita per i Comuni di aderire volontariamente alla definizione agevolata per i propri residui di riscossione, affidando la procedura ai concessionari o gestendo direttamente la riscossione interna.Decreto-Legge 2025 (c.d. Decreto Fiscale): ha chiarito le modalita operative per l’estensione ai tributi locali, specificando quali entrate possono rientrare e le procedure di adesione.Circolari IFEL/ANCI 2025-2026: l’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale (IFEL) e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) hanno emanato linee guida operative per i Comuni che vogliono attivare la misura sul proprio territorio.Punto critico: non tutti i Comuni aderiscono. A differenza della rottamazione statale (cartelle dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, obbligatoria per tutti i debiti nazionali), l’estensione ai tributi comunali e facoltativa per ogni singolo Comune. Ogni ente locale decide autonomamente se attivare la misura, per quali tributi, e con quali modalita. Questo significa che:Il Comune A potrebbe aver aderito per IMU e TARI.Il Comune B potrebbe aver aderito solo per l’IMU.Il Comune C potrebbe non aver aderito affatto.Prima di presentare domanda, e quindi indispensabile verificare con il proprio Comune (ufficio tributi o concessionario della riscossione locale) se la misura e attiva e per quali tributi. Il CAF Centro Fiscale di Udine supporta i contribuenti in questa verifica preliminare e nella predisposizione della domanda. Tributi Locali Rottamabili: IMU, TARI e Molto AltroEcco il cuore della questione: quali tributi comunali possono rientrare nella rottamazione quinquies quando il Comune ha aderito? Il perimetro e piu ampio di quanto molti pensino. Analizziamo voce per voce.IMU – Imposta Municipale PropriaL’IMU (Imposta Municipale Propria) e il tributo locale piu diffuso e certamente quello con i maggiori importi in gioco. Istituita con il D.Lgs. 23/2011 e rimodulata dalla Legge 160/2019, l’IMU colpisce il possesso di immobili (fabbricati, aree edificabili, terreni agricoli) esclusa l’abitazione principale (salvo le categorie catastali A/1, A/8, A/9). Le cartelle o avvisi di accertamento IMU non pagati negli anni precedenti possono essere inseriti nella rottamazione quinquies se il Comune ha aderito.Per l’IMU sui terreni agricoli e per l’IMU sulla prima casa esistono regole specifiche di esenzione che rimangono valide indipendentemente dalla rottamazione. Importante: la rottamazione riguarda solo i debiti gia iscritti a ruolo o affidati al concessionario, non le dichiarazioni IMU ancora in corso di accertamento.TARI – Tassa sui RifiutiLa TARI (Tassa sui Rifiuti), istituita con la Legge 147/2013 (Legge di stabilita 2014), finanzia il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. E dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree aperte suscettibili di produrre rifiuti urbani. Le bollette o gli avvisi TARI non pagati, se affidati al concessionario della riscossione, possono rientrare nella rottamazione quinquies.Particolarita TARI: in alcuni Comuni la TARI viene riscossa direttamente dall’ente gestore del servizio rifiuti (es. una societa partecipata), e non dal concessionario del Comune. In questi casi, la rottamazione non si applica automaticamente: occorre verificare se anche il gestore ha aderito alla misura agevolata.TASI – Tributo per i Servizi IndivisibiliLa TASI (Tributo per i Servizi Indivisibili) e stata soppressa dalla Legge 160/2019 a decorrere dal 1° gennaio 2020. Tuttavia, i debiti TASI pregressi (anni 2014-2019) iscritti a ruolo o affidati al concessionario possono essere oggetto di rottamazione quinquies. Si tratta di somme che in molti casi sono ancora aperte e rappresentano un peso non trascurabile per i contribuenti.ICI – Imposta Comunale sugli ImmobiliAnalogamente alla TASI, anche l’ICI (Imposta Comunale sugli Immobili) e stata abolita e sostituita dall’IMU. Ma i debiti ICI degli anni 2000-2011 che risultano ancora aperti e iscritti a ruolo possono rientrare nella rottamazione quinquies. Molti contribuenti non sanno di avere ancora pendenze ICI, soprattutto chi ha posseduto immobili in periodi lontani.Imposta sulla Pubblicita e Diritto sulle Pubbliche AffissioniL’imposta comunale sulla pubblicita (disciplinata dal D.Lgs. 507/1993) e il diritto sulle pubbliche affissioni sono tributi che colpiscono chi espone messaggi pubblicitari su strade e spazi pubblici. Sono tributi che riguardano principalmente le imprese e i professionisti. Anche questi debiti, se affidati al concessionario della riscossione comunale, possono essere oggetto di definizione agevolata tributi comunali.COSAP e Canone Unico Patrimoniale (CUP)Il COSAP (Canone per l’Occupazione di Spazi e Aree Pubbliche), istituito dal D.Lgs. 446/1997, ha poi ceduto il passo al Canone Unico Patrimoniale (CUP) introdotto dalla Legge 160/2019 a partire dal 2021. Il CUP ha incorporato COSAP, imposta sulla pubblicita e diritto sulle affissioni in un unico canone. I debiti pregressi per COSAP o per le singole componenti pre-2021 possono rientrare nella rottamazione quinquies, mentre la situazione del CUP (anni 2021 e successivi) dipende dalle scelte operative del singolo Comune.Altri Tributi e Entrate Patrimoniali MinoriIl perimetro della rottamazione quinquies comunale puo comprendere anche:Imposta di soggiorno: debiti non pagati da gestori di strutture ricettive (alberghi, B&B) possono rientrare se il Comune ha aderito.Addizionale comunale IRPEF: le somme iscritte a ruolo per addizionale comunale non versata possono essere rottamate.Canoni idrici e fognatura: solo se riscossi direttamente dal Comune (non da gestori privati).Sanzioni amministrative comunali: in alcuni casi possono rientrare, ma con regole specifiche (vedi sezione “Cosa NON rientra”).Tributo/EntrataRottamabile?NoteIMUSiSolo se il Comune ha aderitoTARISiSolo debiti affidati al concessionario comunaleTASI (pregressa)SiAnni 2014-2019, se iscritti a ruoloICI (pregressa)SiAnni fino al 2011, se iscritti a ruoloImposta PubblicitaSiD.Lgs. 507/1993, se affidato a concessionarioCOSAPSiDebiti pregressi pre-2021Addizionale comunale IRPEFSiSolo somme iscritte a ruoloImposta di soggiornoCondizionaleSe il Comune ha aderito per questa voceMulte stradaliNo (di norma)Escluse salvo eccezioni specificheIVANoSempre esclusa dalla rottamazione Cosa NON Rientra nella Rottamazione QuinquiesAltrettanto importante sapere cosa e escluso dalla rottamazione quinquies. La normativa prevede alcune esclusioni categoriche, che valgono anche per la componente comunale della misura.Esclusioni Assolute (per Legge)Debiti sorti dopo il 31 dicembre 2023: la rottamazione quinquies riguarda i carichi affidati all’agente della riscossione (nazionale o locale) entro tale data. I debiti piu recenti non sono rottamabili.IVA: l’imposta sul valore aggiunto e esclusa per disposizione comunitaria (la normativa europea impedisce agli Stati membri di rinunciare al recupero dell’IVA).Contributi previdenziali INPS e premi INAIL: anche questi sono esclusi dalla rottamazione delle cartelle esattoriali.Somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato: la normativa europea impone il recupero integrale degli aiuti di Stato incompatibili.Crediti da condanna penale: i debiti derivanti da sentenze penali non sono rottamabili.Sanzioni Amministrative Comunali: Il Caso ParticolareLe sanzioni amministrative comunali (in particolare le multe stradali) meritano un approfondimento specifico. La regola generale e che le sanzioni amministrative non rientrano nella rottamazione quinquies nazionale. Tuttavia, per i debiti affidati ai concessionari locali, alcuni Comuni hanno previsto misure specifiche di riduzione delle sanzioni nell’ambito dei propri regolamenti interni, anche in parallelo con la rottamazione quinquies.Come si comportano le sanzioni nei tributi rottamabili: quando un tributo locale (es. IMU) rientra nella rottamazione quinquies, la misura agevolata consente di pagare solo la quota capitale del tributo, eliminando interessi di mora, sanzioni tributarie e interessi di dilazione. Quindi le sanzioni per omesso versamento IMU (che di norma vanno dal 25% al 30% del tributo non versato) vengono azzerate grazie alla rottamazione.Debiti con Gestori PrivatiUn errore frequente e confondere i debiti con il gestore del servizio idrico integrato o altri gestori privati (es. gestore della rete fognaria, smaltimento rifiuti) con i tributi comunali. Se la TARI e riscossa tramite un soggetto gestore privato (non il concessionario del Comune), quei debiti non rientrano nella rottamazione quinquies, a meno che specifici accordi non lo prevedano. Come Aderire: Procedura e ModalitaLa procedura di adesione alla rottamazione quinquies per tributi comunali e distinta dalla procedura per i debiti nazionali. Vediamo come funziona.Step 1: Verifica l’Adesione del Tuo ComuneIl primo passo, come anticipato, e verificare se il tuo Comune ha aderito alla rottamazione quinquies per i tributi locali. Puoi farlo:Sul sito del Comune: molti Comuni pubblicano avvisi nell’area “Tributi” o “Notizie” del portale istituzionale.Contattando l’ufficio tributi comunale: per iscritto (email istituzionale o PEC) o di persona.Contattando il concessionario della riscossione locale: se il Comune si avvale di un concessionario privato (es. Riscossione Sicilia, Soget, altri), puo fornire informazioni dirette.Tramite il CAF: il CAF Centro Fiscale di Udine verifica per te l’adesione del Comune e ti assiste in tutta la pratica.Step 2: Individua i Debiti da RottamareUna volta confermata l’adesione del Comune, devi identificare con precisione le somme che intendi rottamare. Puoi farlo:Estratto di ruolo: puoi richiedere al concessionario della riscossione l’estratto di ruolo aggiornato, che elenca tutte le cartelle e gli avvisi di accertamento esecutivi a tuo carico.Accesso al portale del concessionario: molti concessionari locali offrono portali online dove puoi verificare i debiti iscritti a tuo nome.Avvisi di accertamento ricevuti: gli avvisi di accertamento IMU, TARI o altri tributi diventati definitivi e affidati al concessionario sono rottamabili.Step 3: Presenta la Domanda di AdesioneLa domanda di adesione alla rottamazione quinquies per tributi comunali si presenta, di norma, tramite:Portale online del Comune o del concessionario locale: compilando il modulo predisposto, allegando documento d’identita e codice fiscale.Sportello fisico: recandosi di persona presso l’ufficio tributi del Comune o del concessionario, con copia dei documenti e delle cartelle/avvisi da rottamare.Tramite CAF: il CAF puo predisporre e trasmettere la domanda per conto del contribuente, riducendo il rischio di errori e omissioni.Cosa indicare nella domanda: numero delle cartelle o degli avvisi da rottamare, tributo di riferimento, periodo d’imposta, importo originario del debito. La domanda deve essere completa e precisa per evitare contestazioni successive. Scadenze e Rate 2026Le scadenze della rottamazione quinquies 2026 variano in funzione di due fattori: il tipo di debito (nazionale vs. comunale) e le specificita del piano di pagamento deliberato dal singolo Comune. Ecco il quadro generale.Rottamazione Quinquies Nazionale: Scadenze ConfermatePer la componente nazionale (cartelle Agenzia delle Entrate-Riscossione), il piano di pagamento della rottamazione quinquies prevede:Acconto iniziale: 20% del debito dovuto (quota capitale), da versare entro la data indicata nell’atto di accoglimento della domanda.Rate successive: il restante 80% spalmato in un massimo di 10 anni (120 rate mensili), con scadenza l’ultimo giorno di ogni mese.Interessi di rateizzazione: pari al 2% annuo sulla quota residua (non sanzioni, non mora).Decadenza per mancato pagamento: il mancato pagamento di una rata entro 5 giorni dalla scadenza comporta la decadenza dal beneficio.Rottamazione Quinquies Comunale: Le Scadenze Variano per ComunePer i tributi comunali, ogni Comune che ha aderito stabilisce autonomamente:La data limite per presentare la domanda: di norma i Comuni fissano una finestra temporale di 30-60 giorni dall’avvio della misura.Il numero di rate: da 1 (pagamento unico) fino a un massimo stabilito dal regolamento comunale.L’acconto minimo: alcuni Comuni richiedono un acconto del 10%, altri del 20%, altri ancora consentono la dilazione integrale.Consiglio pratico: non attendere l’ultimo momento utile. Se il tuo Comune ha aderito alla misura, verifica immediatamente le scadenze attive contattando l’ufficio tributi. La verifica puo essere svolta anche dal CAF.Tipo di DebitoScadenza DomandaRate MaxInteressi RateazioneCartelle Nazionali (AER)Verificare sul portale AER120 rate mensili2% annuoTributi Comunali (IMU, TARI, ecc.)Delibera del ComuneVariabile (1-60 tipicamente)Stabilita dal ComuneEsempi Pratici con CalcoliPer comprendere i vantaggi concreti della rottamazione quinquies sui tributi locali, vediamo alcuni esempi numerici basati su casistiche reali.Esempio 1: Debito IMU di 3.000 euroMario ha ricevuto un avviso di accertamento esecutivo IMU per l’anno 2021 relativo a un immobile di proprieta (non prima casa). Il debito originario era di 2.000 euro di IMU. Con le sanzioni al 30% (600 euro) e gli interessi legali maturati (circa 80 euro), il totale iscritto a ruolo e di 2.680 euro.Con la rottamazione quinquies (se il Comune ha aderito), Mario paga:Quota capitale IMU: 2.000 euroSanzioni: 0 euro (azzerate)Interessi di mora: 0 euro (azzerati)Totale da pagare: 2.000 euroRisparmio: 680 euro (pari al 25,4% del debito totale)Esempio 2: Debito TARI di 1.500 euro piu sanzioniLaura gestisce un piccolo negozio e non ha pagato la TARI per 3 anni (2019, 2020, 2021). Il Comune ha emesso avvisi di accertamento esecutivi per un totale di 900 euro di TARI. Le sanzioni applicate (30%) ammontano a 270 euro, gli interessi a 45 euro: totale 1.215 euro.Con la rottamazione quinquies, Laura paga:Quota capitale TARI: 900 euroSanzioni e interessi: 0 euroRisparmio: 315 euroEsempio 3: Vecchio Debito ICI + IMU (Immobile Ereditato)Paolo ha ereditato un immobile e, nel fare le verifiche per la dichiarazione di successione, ha scoperto che il de cuius aveva debiti pregressi: 500 euro di ICI 2010 e 1.200 euro di IMU 2015, entrambi iscritti a ruolo. Con sanzioni e interessi, il totale arriva a 2.100 euro.Tramite la rottamazione quinquies (se il Comune ha aderito), Paolo, in qualita di erede, puo pagare solo 1.700 euro (la quota capitale di entrambi i tributi), risparmiando 400 euro. Il Ruolo del CAF: Perche Affidarsi a un EspertoLa complessita della rottamazione quinquies per tributi comunali rende il supporto di un esperto non solo utile ma spesso indispensabile. Il quadro normativo e frammentato (ogni Comune decide in autonomia), le scadenze variano, e gli errori nella domanda possono comportare la perdita del beneficio. Ecco perche sempre piu contribuenti si affidano al CAF Centro Fiscale di Udine.Il CAF interviene in ogni fase del processo:Verifica preliminare: accertamento dell’adesione del Comune alla rottamazione quinquies e dei tributi inclusi.Analisi del debito: recupero e analisi dell’estratto di ruolo per individuare tutte le somme rottamabili.Compilazione della domanda: predisposizione e invio dell’istanza di adesione, con la documentazione richiesta.Assistenza nel piano di rateizzazione: scelta del numero di rate ottimale in base alla capacita di pagamento del contribuente.Monitoraggio delle scadenze: il CAF avvisa il cliente delle scadenze delle rate per evitare la decadenza dal beneficio.Ricordiamo che il CAF Centro Fiscale assiste anche in altri ambiti connessi ai tributi locali: dalla presentazione della dichiarazione dei redditi (730) all’ISEE, dalla gestione delle partite IVA in regime forfettario alle pratiche di successione. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Conclusione: Agisci Prima della ScadenzaLa rottamazione quinquies estesa ai Comuni e un’opportunita concreta per chi ha debiti pregressi su IMU, TARI, TASI, ICI, imposta sulla pubblicita, COSAP e altri tributi locali. Il risparmio sulle sanzioni e sugli interessi puo essere significativo, soprattutto per chi ha accumulato anni di insoluto.Il consiglio del CAF Centro Fiscale e di non aspettare: le finestre temporali di adesione sono limitate e ogni Comune fissa le proprie scadenze. La prima cosa da fare e verificare se il tuo Comune ha aderito, poi analizzare i debiti rottamabili, e infine presentare la domanda con la massima cura. Se hai dubbi o vuoi essere affiancato in tutto il processo, il nostro team e a tua disposizione.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti sulla Rottamazione Quinquies ComuniTutti i Comuni hanno aderito alla rottamazione quinquies?No. L’adesione dei Comuni alla rottamazione quinquies e facoltativa. Ogni Comune decide autonomamente se attivare la misura e per quali tributi. Prima di presentare domanda, e indispensabile verificare con il proprio ufficio tributi comunale o con il concessionario della riscossione locale se la misura e attiva nel proprio territorio.L’IMU sulla prima casa puo essere rottamata?L’IMU sulla prima casa (abitazione principale, escluse le categorie di lusso A/1, A/8, A/9) e in genere esente. Tuttavia, se in passato hai ricevuto avvisi di accertamento IMU per periodi in cui l’esenzione non era applicabile o era stata riconosciuta erroneamente, quei debiti potrebbero essere rottamabili se il Comune ha aderito alla misura.Posso rottamare solo una parte dei debiti comunali?Di norma si puo scegliere quali cartelle o avvisi includere nella domanda di rottamazione. Non e obbligatorio inserire tutti i debiti: puoi selezionare le posizioni piu onerose (per sanzioni e interessi elevati) e lasciare fuori quelle piu recenti o meno convenienti. E pero consigliabile una valutazione complessiva con un esperto CAF.Cosa succede se non pago una rata della rottamazione quinquies?Il mancato pagamento di una rata (anche di una sola) entro 5 giorni lavorativi dalla scadenza comporta la decadenza automatica dal beneficio della rottamazione. In questo caso, il debito torna al suo importo originario (con sanzioni e interessi), e il pagamento gia effettuato viene imputato a scomputo del totale. Non e possibile richiedere il rinnovo della stessa rottamazione.La rottamazione quinquies sana anche le ipoteche o i fermi amministrativi?La rottamazione quinquies, di per se, non cancella automaticamente le ipoteche o i fermi amministrativi iscritti per i debiti tributari. Tuttavia, il pagamento integrale (o la prima rata nel caso di rateizzazione) sospende le azioni esecutive e, a completamento del pagamento, il contribuente puo richiedere la cancellazione delle misure conservative. E opportuno verificare caso per caso con un esperto.Richiedi Assistenza per IMU, TARI e RottamazioneIl CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella verifica e nella presentazione della domanda di rottamazione quinquies per i tributi comunali. Verifichiamo per te se il tuo Comune ha aderito, analizziamo i debiti rottamabili e predisponiamo la pratica completa.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, IMU, TASI E MODELLO F24 Imposta di Soggiorno Comuni FVG 2026: Chi Paga, Quanto e Come Versarla Imposta di Soggiorno Comuni FVG 2026: Chi Paga, Quanto Costa e Come Versarla (Turisti e Strutture Ricettive)Se hai soggiornato in un hotel, B&B o casa vacanza in Friuli Venezia Giulia, probabilmente ti è stata addebitata un'imposta di… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-27 09:00:002026-08-17 11:03:53Imposta di Soggiorno Comuni FVG 2026: Chi Paga, Quanto e Come VersarlaCAF, IMU, TASI E MODELLO F24 IMU Seconda Rata 2026: Scadenza 16 Dicembre, Calcolo Saldo e Come Pagare La IMU seconda rata 2026 scade il 16 dicembre 2026 e rappresenta il momento in cui i proprietari di immobili devono versare il saldo dell'Imposta Municipale Unica. 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Dopo la prima rata del 31 luglio 2026, il calendario prosegue tra settembre… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-23 09:00:002026-08-23 09:00:00Rottamazione Quinquies: Rate d’Autunno 2026 e Decadenza se Salti un PagamentoCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 15, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-15 10:33:532026-05-31 17:06:59Rottamazione Quinquies Estesa ai Comuni: Tutti i Tributi Locali che Rientrano
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24 Imposta di Soggiorno Comuni FVG 2026: Chi Paga, Quanto e Come Versarla Imposta di Soggiorno Comuni FVG 2026: Chi Paga, Quanto Costa e Come Versarla (Turisti e Strutture Ricettive)Se hai soggiornato in un hotel, B&B o casa vacanza in Friuli Venezia Giulia, probabilmente ti è stata addebitata un'imposta di… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-27 09:00:002026-08-17 11:03:53Imposta di Soggiorno Comuni FVG 2026: Chi Paga, Quanto e Come Versarla
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24 IMU Seconda Rata 2026: Scadenza 16 Dicembre, Calcolo Saldo e Come Pagare La IMU seconda rata 2026 scade il 16 dicembre 2026 e rappresenta il momento in cui i proprietari di immobili devono versare il saldo dell'Imposta Municipale Unica. A differenza dell'acconto di giugno, il saldo di dicembre potrebbe avere un… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-20 08:00:002026-09-30 09:16:30IMU Seconda Rata 2026: Scadenza 16 Dicembre, Calcolo Saldo e Come Pagare
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24 Rottamazione Quinquies: Rate d’Autunno 2026 e Decadenza se Salti un Pagamento Con l'arrivo dell'autunno, migliaia di contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quinquies devono fare i conti con le prossime scadenze del piano di pagamento. Dopo la prima rata del 31 luglio 2026, il calendario prosegue tra settembre… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-23 09:00:002026-08-23 09:00:00Rottamazione Quinquies: Rate d’Autunno 2026 e Decadenza se Salti un Pagamento
CAFIMU Terreni Agricoli 2026: Chi Paga, Esenzioni e CalcoloL’IMU sui terreni agricoli rappresenta uno degli aspetti meno conosciuti dell’imposta municipale unica. Non tutti i proprietari di terreni sono tenuti al pagamento: la normativa prevede importanti esenzioni per i terreni montani e collinari e agevolazioni per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali (IAP). In questa guida analizziamo chi deve pagare l’IMU sui terreni agricoli nel 2026, come si calcola e quali esenzioni si possono applicare. Per una panoramica completa sull’imposta, consulta la nostra guida al calcolo IMU 2026. Indice dei contenutiChi paga l’IMU sui terreni agricoliEsenzione per terreni montani e collinariAgevolazioni per coltivatori diretti e IAPCome si calcola l’IMU sui terreni agricoliEsempio pratico di calcoloScadenze e modalita di pagamentoDomande frequentiChi paga l’IMU sui terreni agricoliL’IMU sui terreni agricoli è dovuta dal proprietario del terreno o dal titolare di un diritto reale (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie). A differenza degli immobili, per i terreni agricoli non esiste un’esenzione automatica legata alla “prima casa”: il criterio discriminante è la classificazione del Comune dove si trova il terreno e la qualifica del proprietario.Sono soggetti al pagamento dell’IMU i terreni agricoli situati in Comuni classificati come non montani e non collinari secondo la circolare del Ministero delle Finanze. Se il terreno si trova in pianura e il proprietario non è un coltivatore diretto o IAP, l’imposta è dovuta per intero. Esenzione per terreni montani e collinariLa principale esenzione riguarda i terreni agricoli ubicati nei Comuni montani o collinari. L’elenco dei Comuni montani e parzialmente montani è contenuto nella circolare MEF n. 9/1993 e nei successivi aggiornamenti ISTAT. Se il tuo terreno si trova in uno di questi Comuni, sei totalmente esente dal pagamento dell’IMU, indipendentemente dalla tua qualifica professionale.In Friuli Venezia Giulia, molti Comuni della fascia prealpina e montana rientrano nell’elenco delle esenzioni. Per verificare se il tuo Comune è classificato come montano o parzialmente montano, puoi consultare il sito ISTAT o rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine che può effettuare la verifica per te.Attenzione: nei Comuni parzialmente montani, l’esenzione si applica solo ai terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti o IAP. Il criterio di parziale montanità comporta un regime differenziato che richiede una verifica puntuale. Agevolazioni per coltivatori diretti e IAPI coltivatori diretti (CD) e gli imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti alla previdenza agricola godono di un regime agevolato significativo. Queste figure professionali beneficiano di:Esenzione totale per i terreni situati in Comuni montani e parzialmente montaniBase imponibile ridotta: il reddito dominicale viene rivalutato del 25% e moltiplicato per il coefficiente 75 (invece di 135), con un risparmio di circa il 44% rispetto ai proprietari non agricoliEsenzione per i terreni condotti direttamente, a prescindere dal valore, nei Comuni classificati come montaniPer beneficiare di queste agevolazioni, è necessario essere iscritti alla gestione previdenziale agricola INPS e condurre direttamente il fondo. La qualifica deve risultare al 1 gennaio dell’anno di imposta. Se hai dubbi sulla tua situazione, il servizio di assistenza ISEE e fiscale del CAF può aiutarti a verificare i requisiti. Come si calcola l’IMU sui terreni agricoliIl calcolo dell’IMU sui terreni agricoli segue una formula specifica diversa da quella degli immobili. Ecco i passaggi:Partire dal reddito dominicale del terreno (indicato nella visura catastale)Rivalutare del 25%: reddito dominicale x 1,25Applicare il coefficiente moltiplicatore: il risultato si moltiplica per 135 (o 75 per CD e IAP)Applicare l’aliquota comunale: il Comune delibera l’aliquota (generalmente tra il 7,6 per mille e il 10,6 per mille)La formula completa è:IMU = Reddito dominicale x 1,25 x 135 (o 75) x aliquota comunale / 1000Per il calcolo IMU 2026 completo su tutti i tipi di immobile, consulta la nostra guida dedicata. Esempio pratico di calcoloVediamo un esempio concreto. Supponiamo che Marco possieda un terreno agricolo in un Comune di pianura (non montano) con le seguenti caratteristiche:Reddito dominicale catastale: 200 euroAliquota comunale: 7,6 per mille (aliquota base)Marco non è coltivatore diretto né IAPCalcolo:Rivalutazione: 200 x 1,25 = 250 euroBase imponibile: 250 x 135 = 33.750 euroIMU annua: 33.750 x 7,6 / 1000 = 256,50 euroSe Marco fosse un coltivatore diretto, il calcolo cambierebbe:Rivalutazione: 200 x 1,25 = 250 euroBase imponibile: 250 x 75 = 18.750 euroIMU annua: 18.750 x 7,6 / 1000 = 142,50 euroLa differenza è di 114 euro, pari a un risparmio del 44%. Un motivo in più per verificare se si ha diritto al coefficiente ridotto.Scadenze e modalità di pagamentoLe scadenze per il pagamento dell’IMU sui terreni agricoli sono le stesse degli altri immobili:Acconto: entro il 16 giugno 2026 (pari al 50% dell’imposta)Saldo: entro il 16 dicembre 2026 (conguaglio con le aliquote definitive)Pagamento unico: è possibile pagare tutto entro il 16 giugnoIl pagamento avviene tramite modello F24, indicando il codice tributo 3914 (IMU terreni – quota Comune). Per i terreni non è prevista la quota statale. Se hai bisogno di supporto per compilare il modello F24 o per la dichiarazione dei redditi, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sull’IMU terreni agricoliI terreni incolti pagano l’IMU?Sì, i terreni incolti (non coltivati) sono comunque soggetti all’IMU se situati in Comuni non montani. L’esenzione per i terreni montani si applica indipendentemente dalla coltivazione. In pianura, anche un terreno abbandonato è soggetto all’imposta.Come verifico se il mio Comune è montano?Puoi consultare l’elenco ISTAT dei Comuni italiani classificati per grado di montanità. In alternativa, rivolgiti all’ufficio tributi del tuo Comune o al CAF Centro Fiscale di Udine per una verifica immediata.Il comodato gratuito riduce l’IMU sui terreni?La riduzione del 50% per comodato gratuito (prevista per le abitazioni concesse ai parenti in linea retta) non si applica ai terreni agricoli. Questa agevolazione riguarda esclusivamente le unità immobiliari adibite ad abitazione.Cosa succede se non pago l’IMU sui terreni?Il Comune può emettere un avviso di accertamento entro 5 anni dalla scadenza, con sanzioni del 30% e interessi legali. È però possibile ricorrere al ravvedimento operoso per sanare il ritardo con sanzioni ridotte. Scopri di più sulla guida completa al calcolo IMU 2026.I terreni edificabili pagano come i terreni agricoli?No, i terreni edificabili hanno un regime diverso: la base imponibile è il valore venale di mercato al 1 gennaio dell’anno. Tuttavia, se un terreno edificabile è posseduto e condotto da un CD o IAP, può essere tassato come terreno agricolo (con il coefficiente moltiplicatore), a condizione che sia effettivamente coltivato.Hai bisogno di assistenza per il calcolo dell’IMU sui tuoi terreni? Il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare se hai diritto a esenzioni o agevolazioni e assisterti nella compilazione del modello F24. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento. Ci trovi in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine.Maggio 15, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-15 09:00:002026-05-31 17:08:17IMU Terreni Agricoli 2026: Chi Paga, Esenzioni e Calcolo
CAF, SUCCESSIONICome Funziona la Successione 2026: Guida Step-by-Step dalla Morte alla VolturaHai perso un familiare e ti ritrovi davanti a una montagna di documenti, scadenze e adempimenti che non conosci. La morte di una persona cara comporta, oltre al dolore, una serie di obblighi legali e fiscali che devono essere gestiti nei tempi giusti per evitare sanzioni, blocco dei beni e contenziosi tra eredi.In questa guida step-by-step alla successione 2026 trovi tutto quello che devi fare, dal momento della morte fino alla voltura catastale, con tempi, costi, documenti e soluzioni ai problemi più comuni. Ti accompagneremo mano per mano, passo dopo passo.In Friuli Venezia Giulia, inoltre, vige il sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia che richiede competenze specifiche. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale nella gestione di successioni in questo regime.📄Scarica la Checklist Successione 2026PDF gratuito di 6 pagine: tutti i documenti necessari, le scadenze da rispettare e la guida specifica per il sistema tavolare FVG.✓ Checklist documenti ✓ Franchigie 2026 ✓ 10 errori da evitare ⇓ Scarica PDF gratis ✉ Scrivi una emailTimeline della successione: cosa fare e quandoLe 7 tappe fondamentali della successioneStepCosa fareQuando1Certificato di morte, blocco conti, utenzePrimi 15 giorni2Verifica testamento, eredi, inventario beni15-60 giorni3Decisione degli eredi: accettare o rinunciareEntro 10 anni (meglio subito)4Presentazione dichiarazione di successioneEntro 12 mesi dalla morte5Pagamento imposte (ipotecaria, catastale, successione)Contestuale alla dichiarazione6Voltura catastaleEntro 30 giorni dalla successione7Sblocco conti, PRA auto, gestione beniDopo la dichiarazioneCome vedi, la successione è un percorso lungo che può richiedere dai 3 ai 12 mesi per essere completato. Nelle prossime sezioni analizziamo ogni step nel dettaglio, con tutti gli strumenti pratici per muoverti senza errori. Step 1 – Nell’immediato: cosa fare nei primi 15 giorniI primi 15 giorni dopo la morte di un familiare sono i più delicati. Devi compiere alcune azioni urgenti e obbligatorie per evitare che i beni del defunto vengano movimentati in modo improprio e per iniziare a raccogliere la documentazione necessaria.1.1 Richiedere il certificato di morte all’Ufficio AnagrafeIl certificato di morte è il documento fondamentale da cui parte tutta la pratica di successione. Senza questo certificato non puoi fare nulla: non puoi chiudere i conti, non puoi presentare la successione, non puoi svolgere la voltura.Dove richiederlo: presso l’Ufficio Anagrafe del Comune dove è avvenuto il decesso o dove il defunto era residente.Quanti certificati richiedere: conviene chiederne almeno 5-6 copie originali o estratti per riassunto. Ti serviranno per banche, assicurazioni, INPS, catasto, PRA, utenze. Il costo è di pochi euro (spesso in bollo da 16 euro più diritti fissi, ma molti Comuni lo rilasciano gratuitamente per uso successione).Tempi: il rilascio è immediato o in pochi giorni. Molti Comuni consentono anche la richiesta online tramite SPID.Attenzione: oltre al certificato di morte serve anche l’autocertificazione dello stato di famiglia del defunto alla data della morte, utile per individuare gli eredi legittimi.1.2 Reperire i documenti del defuntoSubito dopo il decesso devi raccogliere e conservare con cura tutti i documenti personali del defunto. Questi documenti ti serviranno per identificare con precisione i beni, i rapporti bancari e le eventuali volontà testamentarie.Documenti essenziali da reperire:Codice fiscale e tessera sanitariaDocumento di identità (carta d’identità, passaporto, patente)Eventuale testamento (olografo, pubblico o segreto)Atti di acquisto di immobili, visure catastali, planimetrieEstratti conto bancari e postali (ultimi 12 mesi)Polizze assicurative e contratti di investimentoLibretto di pensione e ultimo cedolino INPSDocumenti di auto e veicoli (libretto, carta di circolazione)Utenze attive (luce, gas, acqua, telefono, internet)Eventuali debiti (mutui, finanziamenti, cartelle esattoriali)Consiglio pratico: crea una cartellina dedicata alla successione e inserisci subito ogni documento trovato, catalogandolo per tipologia. Ti farà risparmiare settimane di lavoro più avanti.1.3 Bloccare conti correnti e rapporti bancariPer legge, i conti correnti del defunto devono essere bloccati immediatamente dopo la morte. La banca, una volta ricevuta comunicazione del decesso, sospende tutti i movimenti fino alla conclusione della pratica di successione.Come comunicare il decesso alla banca:Recati in filiale o contatta il numero verde con il certificato di mortePorta anche il tuo documento d’identità e il tuo codice fiscaleCompila il modulo di comunicazione del decessoLa banca ti rilascia una ricevuta di avvenuta comunicazioneCosa viene bloccato:Tutti i conti correnti intestati al defunto (anche cointestati, nella quota del defunto)Libretti di deposito a risparmioCassette di sicurezza (apribili solo alla presenza di tutti gli eredi e del funzionario dell’Agenzia delle Entrate)Titoli, obbligazioni, BTP, fondi comuniCarte di credito e bancomat (vengono disattivati)Attenzione – conti cointestati: se il conto è cointestato con firma disgiunta (uno dei più comuni tra coniugi), il cointestatario superstite può continuare a operare solo sulla propria metà. La quota del defunto resta bloccata fino alla successione.Domande frequenti sui conti bloccati:Posso prelevare i soldi per il funerale? Sì, la banca può anticipare fino a 5.000 euro circa per spese funebri, previa presentazione fattura del funeraleContinuano gli addebiti RID? Dipende dalla banca: molte sospendono tutto, alcune permettono di tenere attive le utenze essenzialiQuanto tempo resta bloccato? Fino alla presentazione della dichiarazione di successione e sblocco formale (in media 4-8 mesi)1.4 Sospendere o intestare le utenze condiviseLe utenze domestiche (luce, gas, acqua, telefono, internet) intestate al defunto devono essere volturate o disdette rapidamente per evitare problemi con gli addebiti bancari bloccati e per poter continuare a usufruire dei servizi.Cosa fare con ogni utenza:Casa vuota (il defunto viveva da solo e l’immobile va venduto): disdetta immediata delle utenzeCasa occupata dagli eredi (es. coniuge superstite o figli): voltura dell’utenza al nome di chi occupa l’immobileAffitto del defunto: comunicazione al locatore e risoluzione del contratto di locazioneDocumenti necessari per la voltura: certificato di morte, codice fiscale del defunto, codice fiscale e documento di chi prende in carico l’utenza, numero cliente o POD/PDR.La voltura mortis causa (cioè per morte) è solitamente gratuita o a costo ridotto e si può fare telefonicamente o online. I gestori sono obbligati per legge a rendere la procedura rapida.Possibile problema – Bollette non pagate: se durante la fase di conti bloccati non puoi più pagare le utenze della casa del defunto, contatta subito il gestore per spiegare la situazione. Le normative anti-distacco per decesso prevedono tutele automatiche fino a 90 giorni. Step 2 – Verifiche preliminari (15-60 giorni)Passata la prima fase di urgenze, nei giorni successivi (indicativamente tra il 15° e il 60° giorno) devi svolgere tutte le verifiche preliminari: capire se esiste un testamento, individuare gli eredi, fare l’inventario di tutti i beni e verificare eventuali debiti.Questa fase è decisiva: errori qui si pagano caro più avanti, con contenziosi tra eredi, accertamenti dell’Agenzia delle Entrate o rinunce tardive.2.1 Verificare l’esistenza di un testamentoLa prima cosa da capire è: il defunto ha lasciato un testamento? Esistono tre tipologie di testamento in Italia:Testamento olografo: scritto a mano dal defunto, datato e firmato. Può essere conservato in casa, da un amico o depositato presso un notaioTestamento pubblico: redatto da un notaio alla presenza di due testimoni. Sempre registrato presso il notaioTestamento segreto: scritto dal defunto ma consegnato chiuso a un notaio in busta sigillataCome verificare se esiste un testamento:Controlla tra i documenti personali del defunto (potrebbe esserci un olografo)Contatta il Consiglio Notarile o il Registro Generale dei Testamenti presso il Ministero della Giustizia: puoi richiedere il certificato attestante l’esistenza o meno di un testamento registratoSe il defunto aveva un notaio di fiducia, contattalo direttamentePubblicazione del testamento (olografo e segreto): se trovi un testamento olografo o segreto, non puoi aprirlo da solo. Deve essere pubblicato da un notaio che redige un apposito verbale. Solo da quel momento il testamento ha efficacia legale.Costo pubblicazione: da 200 a 500 euro circa, a seconda del notaio e della complessità.Attenzione – quote legittimarie: anche se esiste un testamento, alcuni familiari stretti (coniuge, figli, genitori) hanno diritto per legge a una quota minima dell’eredità (la “legittima”). Se il testamento li esclude o li danneggia, possono agire in giudizio con l’azione di riduzione.2.2 Individuare gli eredi e le quoteSe non c’è testamento, si applica la successione legittima prevista dal Codice Civile. Gli eredi vengono determinati in base al grado di parentela con il defunto.Ordine di successione legittima (in assenza di testamento):Situazione familiareQuote erediConiuge + 1 figlio50% coniuge, 50% figlioConiuge + 2 o più figli33% coniuge, 67% ai figli in parti ugualiSolo coniuge (no figli, no genitori)100% coniugeConiuge + genitori (no figli)67% coniuge, 33% genitoriSolo figli (no coniuge)100% ai figli in parti ugualiSolo fratelli (no coniuge, figli, genitori)100% ai fratelli in parti ugualiPer approfondire il caso più comune, ti consigliamo la nostra guida dedicata alla successione dei genitori ai figli.Diritto di abitazione del coniuge: il coniuge superstite, anche in presenza di figli, ha diritto di abitare nella casa coniugale fino alla propria morte, oltre alla sua quota di eredità. Un diritto importante da considerare sempre.2.3 Inventario dei beni del defuntoDevi ora fare l’inventario completo di tutto ciò che il defunto possedeva al momento della morte. Questo passaggio è fondamentale perché determina su cosa si calcolano le imposte di successione.Beni da inventariare:Immobili: case, terreni, garage, cantine. Richiedi le visure catastali aggiornate presso l’Agenzia delle Entrate – Territorio (o presso il libro tavolare in FVG)Conti correnti e libretti: chiedi alla banca l’estratto al giorno del decesso con saldoTitoli e investimenti: BTP, azioni, obbligazioni, fondi, ETF, polizze vitaAutovetture e veicoli: richiedi il certificato di proprietà al PRAPartecipazioni societarie: quote di SRL, azioni di SpA, imprese individualiBeni mobili di valore: gioielli, opere d’arte, collezioni (solo se dichiarati)Crediti verso terzi non ancora riscossiTFR e arretrati pensione non ancora percepitiVisure catastali in Friuli Venezia Giulia: in FVG vige il sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia, eredità della storia austro-ungarica della regione. Per gli immobili situati in provincia di Udine, Gorizia, Trieste e parte del Pordenonese devi richiedere le visure tavolari presso il Tribunale competente. Per approfondire, leggi la nostra guida al sistema tavolare di Udine.Valutazione degli immobili ai fini fiscali: il valore ai fini della successione si calcola moltiplicando la rendita catastale rivalutata per specifici coefficienti. Non si usa il valore di mercato ma il valore catastale, che è generalmente molto più basso. Per i dettagli, leggi la guida sulla successione degli immobili.2.4 Verificare i debiti del defuntoEreditare non significa solo ricevere beni: significa anche ereditare i debiti. Prima di accettare l’eredità devi quindi verificare se il defunto aveva passività pendenti, per non trovarti ad ereditare più debiti che beni.Debiti da verificare:Mutui e prestiti bancari: richiedi alla banca la posizione aggiornataFinanziamenti al consumo: controlla contratti e rate in essereCartelle esattoriali: richiedi l’estratto di ruolo presso l’Agenzia delle Entrate – Riscossione (ex Equitalia)Debiti tributari: IRPEF, IMU, TARI non pagatiBollette non pagate e condomini arretratiDebiti personali verso terzi (difficili da accertare)ATTENZIONE: Se accetti l’eredità senza beneficio di inventario, rispondi dei debiti del defunto anche con il tuo patrimonio personale! Se hai dubbi sulla consistenza dei debiti, valuta sempre l’accettazione con beneficio di inventario (vedi Step 3). Step 3 – La decisione degli eredi: accettare o rinunciareDopo aver fatto l’inventario dei beni e dei debiti, ciascun erede deve decidere cosa fare. La legge prevede tre possibilità, ognuna con conseguenze diverse sul patrimonio personale.Termine per decidere: teoricamente hai 10 anni per accettare, ma è sempre meglio decidere entro 12 mesi per non incorrere in problemi con la dichiarazione di successione e le scadenze fiscali.3.1 Accettazione pura e sempliceL’accettazione pura e semplice è la scelta più comune. Accetti l’eredità senza riserve: diventi proprietario di tutti i beni, ma rispondi anche di tutti i debiti del defunto, anche con il tuo patrimonio personale.Come avviene:Espressa: tramite atto notarile o scrittura privataTacita: compiendo atti che presuppongono l’accettazione (ad esempio vendere un bene del defunto, riscuotere crediti, pagare debiti con fondi ereditari)Quando conviene: quando sei sicuro che i beni siano superiori ai debiti e non ci siano sorprese. È la scelta giusta nella maggior parte dei casi “normali”.Rischio principale: se emergono debiti non conosciuti, devi pagarli anche con i tuoi soldi.3.2 Accettazione con beneficio di inventarioL’accettazione con beneficio di inventario è una forma di accettazione “protetta”: accetti l’eredità senza rischiare il tuo patrimonio personale. Rispondi dei debiti del defunto solo fino al valore dei beni ereditati.Come si fa:Vai da un notaio o presso la cancelleria del TribunaleRedigi la dichiarazione di accettazione con beneficio di inventarioEntro 3 mesi devi far redigere l’inventario dei beni del defunto (da notaio o cancelliere)Dal momento della redazione dell’inventario, hai altri 40 giorni per dichiarare se accetti o rinunciCosti: da 500 a 2.000 euro circa (notaio + spese cancelleria + inventario). È più costosa dell’accettazione pura, ma è un’assicurazione contro i debiti nascosti.Quando è obbligatoria:Eredi minorenni (per legge sempre con beneficio di inventario)Eredi interdetti o inabilitatiEnti pubblici, associazioni, fondazioniQuando conviene farla (anche se non obbligatoria):Non conosci bene la situazione patrimoniale del defuntoSai che c’erano prestiti, cartelle esattoriali o contenziosi in corsoL’inventario dei beni è complesso (imprese, partecipazioni, esteri)Rapporti familiari conflittuali tra eredi3.3 Rinuncia all’ereditàLa rinuncia all’eredità è la scelta estrema: non accetti nulla, né beni né debiti. È come se la morte del defunto non ti avesse mai riguardato. La quota che ti sarebbe spettata va ad accrescere quella degli altri eredi (o ai chiamati successivi).Come si fa:Dichiarazione formale presso un notaio o presso la cancelleria del Tribunale del luogo dove si è aperta la successioneLa dichiarazione viene iscritta nel Registro delle SuccessioniCosto: da 250 a 500 euro circa (Tribunale) o superiore dal notaioQuando conviene:I debiti superano i beni (eredità con “passivo”)Non hai interesse economico all’ereditàVuoi che la quota passi ai tuoi figli (ma attenzione: serve analisi specifica)Attenzione – la rinuncia è irrevocabile una volta che altri eredi hanno accettato. Scegli con grande cautela. Per una guida specifica sul tema, leggi come rinunciare all’eredità a Udine.Hai bisogno di una consulenza personalizzata?La decisione tra accettare, accettare con beneficio o rinunciare è spesso complessa e dipende dalla situazione patrimoniale concreta. Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a valutare tutti gli aspetti fiscali e a prendere la decisione giusta.Contattaci per un appuntamento Step 4 – La dichiarazione di successione (entro 12 mesi)La dichiarazione di successione è il documento fiscale obbligatorio con cui comunichi all’Agenzia delle Entrate tutti i beni caduti in successione. Va presentata entro 12 mesi dalla data della morte, pena sanzioni salate.Chi è obbligato a presentarla: gli eredi, i legatari, i rappresentanti legali di eredi minori o incapaci, l’esecutore testamentario. Basta che la presenti uno solo degli eredi per liberare tutti dall’obbligo.4.1 Modalità di presentazioneDal 2019, la dichiarazione di successione si presenta solo telematicamente tramite il software dell’Agenzia delle Entrate. Le modalità possibili sono tre:Autonoma con SPID/CNS: accedi all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate e compili direttamente il modello. Richiede buone competenze fiscaliTramite CAF o professionista abilitato: il CAF compila, trasmette e firma la dichiarazione per tuo conto. È la modalità più diffusa e sicuraTramite notaio: solitamente necessario solo se c’è un atto di divisione o se si vogliono passaggi immobiliari contestuali4.2 Documenti necessari per la dichiarazionePer compilare la dichiarazione di successione servono molti documenti. Ti conviene organizzare una cartellina completa prima di andare dal CAF o dal professionista.Documenti del defunto:Certificato di morteAutocertificazione stato di famiglia alla data del decessoCodice fiscale e documento d’identità del defuntoEventuale testamento pubblicatoDocumenti degli eredi:Codice fiscale di tutti gli erediDocumento di identità di tutti gli erediAtti di nascita / certificati di parentelaDocumenti degli immobili:Atti di provenienza (rogiti, donazioni, precedenti successioni)Visure catastali aggiornate di ogni immobilePlanimetrie catastaliEstremi catastali (foglio, particella, subalterno)Per immobili in FVG: visure tavolariDocumenti dei rapporti bancari:Certificato bancario con saldo al giorno del decesso per ogni rapportoDocumentazione titoli, polizze, fondiDocumenti altri beni:Libretti di circolazione auto/motoVisure camerali società e impreseFatture spese funerarie (detraibili fino a 1.550 euro)4.3 Costi e tempi della dichiarazioneCosti di compilazione (professionale):CAF: da 300 a 800 euro per successioni semplici (solo conti, un immobile). Fino a 1.500-2.500 euro per successioni più complesseNotaio: da 1.500 a 5.000 euro o piùCommercialista: tariffe simili o superiori al CAFPer un approfondimento sui costi a Udine, leggi la guida dedicata ai costi della successione a Udine.Tempi:Raccolta documenti: 1-3 mesiCompilazione e trasmissione: 2-4 settimane dal momento in cui tutti i documenti sono prontiRilascio copia conforme dall’Agenzia: circa 30-60 giorni dopo la trasmissionePer maggiori dettagli, consulta la guida completa ai tempi della successione.Sanzioni per ritardo: se non presenti la dichiarazione entro 12 mesi, paghi sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con minimo 250 euro, oltre agli interessi. La sanzione si riduce se fai ravvedimento operoso nei termini. Step 5 – Il pagamento delle imposteContestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione, gli eredi devono pagare le imposte dovute. Esistono tre principali imposte: imposta di successione, ipotecaria e catastale.5.1 Imposta di successione: franchigie e aliquoteL’imposta di successione è la tassa principale. Si calcola sul valore netto dei beni ereditati (beni meno debiti) e varia in base al grado di parentela con il defunto.ParentelaFranchigiaAliquota sopra franchigiaConiuge e figli1.000.000 euro a persona4%Fratelli e sorelle100.000 euro a persona6%Altri parenti fino al 4° gradoNessuna franchigia6%Altri soggetti (estranei)Nessuna franchigia8%Portatori di handicap grave1.500.000 euroAliquota ordinariaEsempio pratico: Maria eredita dal padre beni per 1.300.000 euro. Ha diritto alla franchigia di 1.000.000 euro, quindi paga l’imposta di successione del 4% solo sui restanti 300.000 euro = 12.000 euro.Per approfondire il calcolo dettagliato, consulta la guida su aliquote e franchigie dell’imposta di successione e la guida completa al calcolo dell’imposta di successione.5.2 Imposta ipotecaria e catastale sugli immobiliSe nella successione ci sono immobili, sul loro valore catastale si pagano due ulteriori imposte:Imposta ipotecaria: 2% del valore catastaleImposta catastale: 1% del valore catastaleTotale 3% sul valore catastale, da versare sempre, anche se l’imposta di successione non è dovuta per via della franchigia.Agevolazione “prima casa” per l’erede: se almeno un erede richiede l’agevolazione prima casa (e ne ha i requisiti), le imposte ipotecaria e catastale si pagano in misura fissa di 200 euro ciascuna (400 euro totali), anziché in proporzione al valore.Requisiti agevolazione prima casa:L’immobile non deve essere di lusso (categorie A/1, A/8, A/9 escluse)L’erede non deve essere titolare di altra “prima casa” nel ComuneL’erede deve trasferire la residenza entro 18 mesi (se non già residente)5.3 Come pagare: F24 e codici tributoIl pagamento delle imposte di successione si effettua tramite modello F24, utilizzando codici tributo specifici.Principali codici tributo:1530: imposta ipotecaria da successione1531: imposta catastale da successione1532: tasse ipotecarie da successione1533: imposta di bollo da successione1537: sanzioni imposte da successioneImposta principale di successione: viene liquidata dall’Agenzia delle Entrate dopo la presentazione della dichiarazione. Ti arriva un avviso di liquidazione con l’importo da pagare entro 60 giorni.Pagamento rateale: se l’imposta supera i 1.000 euro, puoi rateizzare fino a 8 rate trimestrali (12 per importi superiori a 20.000 euro), con interessi. Step 6 – La voltura catastale (entro 30 giorni)La voltura catastale è l’operazione con cui si aggiorna l’intestazione di un immobile al catasto. Dopo la successione, gli immobili risultano ancora intestati al defunto: con la voltura passano ufficialmente agli eredi.Termine: entro 30 giorni dalla registrazione della dichiarazione di successione.6.1 Voltura telematica (resto d’Italia)In tutte le regioni italiane tranne il Friuli Venezia Giulia e alcune aree di confine, la voltura si effettua tramite il Voltura Telematica, piattaforma dell’Agenzia delle Entrate.Buona notizia: dal 2020, se la dichiarazione di successione è stata presentata correttamente con tutti i dati catastali, la voltura avviene in modo automatico. Non devi fare nulla.Costi voltura automatica:Tassa fissa 55 euro per volturaBolli: 90 euro per ogni erede per ogni immobileQuando devi fare la voltura manuale:Se nella dichiarazione di successione c’erano errori sui dati catastaliSe devono essere corrette quote o titolaritàPer immobili in zone a catasto tavolare6.2 Voltura a Udine e in FVG: il sistema tavolareIn Friuli Venezia Giulia il meccanismo è completamente diverso. A causa del sistema tavolare di origine austro-ungarica, non basta aggiornare il catasto: bisogna presentare un’apposita domanda tavolare al Tribunale competente per iscrivere il trasferimento di proprietà nel libro tavolare.Come funziona in FVG:Dopo la dichiarazione di successione, serve la domanda tavolare con la sentenza tavolareLa domanda si presenta al Tribunale del luogo dove si trova l’immobileIl Giudice tavolare emette un decreto di intavolazioneIl decreto viene iscritto nel libro tavolare: solo da questo momento la proprietà è ufficialmente trasferitaCosti voltura tavolare:Bolli e diritti: da 100 a 500 euro per immobileOnorario del professionista (CAF, geometra, notaio): da 200 a 1.000 euroTempi: da 2 a 6 mesi per l’intavolazioneAttenzione: se non fai la domanda tavolare, formalmente l’immobile resta intestato al defunto. Non puoi venderlo, non puoi ipotecarlo, e potresti avere problemi con banche e notai.Perché scegliere il CAF Centro Fiscale di Udine per la successione in FVG?Ci occupiamo di successioni nel sistema tavolare da decenni. Gestiamo tutta la pratica: dalla dichiarazione di successione alla domanda tavolare, con un unico interlocutore e senza rimpallo tra professionisti diversi. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la dichiarazione di successione completa, con gestione del sistema tavolare FVG, voltura catastale e calcolo imposte. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Step 7 – Conclusione: accesso e gestione dei beniCompletata la dichiarazione di successione e (per gli immobili) la voltura, puoi finalmente accedere ai beni ereditati e gestirli liberamente.7.1 Sbloccare il conto correntePer sbloccare i conti correnti del defunto e ripartire le somme tra gli eredi devi presentare alla banca:Copia conforme della dichiarazione di successione rilasciata dall’Agenzia delle EntrateAttestazione di pagamento delle imposte (ricevuta F24)Documenti di identità di tutti gli erediEventuale atto notorio se richiesto dalla bancaAutocertificazione di accettazione dell’eredità (tacita o espressa)Alternativa – Certificato di Eredità: in alcuni casi la banca può richiedere il certificato di eredità, rilasciato dal Tribunale, che attesta ufficialmente chi sono gli eredi e le loro quote. Per saperne di più, leggi la guida sul certificato di eredità.Cosa succede in pratica: la banca chiude il conto del defunto e ripartisce le somme agli eredi secondo le quote di legge o testamentarie. Se gli eredi sono d’accordo, possono anche richiedere il versamento totale su un unico conto.7.2 Trasferimento auto e veicoli (pratica PRA)Le auto e i veicoli del defunto devono essere volturati al PRA (Pubblico Registro Automobilistico) in capo agli eredi.Modalità pratica PRA successione:Attendi la registrazione della dichiarazione di successioneRivolgiti a un’Agenzia automobilistica o STA con tutti i documentiViene predisposta la pratica di voltura per ereditàIl PRA emette il nuovo certificato di proprietà a nome degli erediCosti:Emolumenti PRA: circa 150 euroImposta provinciale di trascrizione (IPT): variabile in base alla regioneServizi agenzia: 80-150 euroTotale orientativo: 250-400 euro per un’auto mediaAgevolazione: la voltura “a seguito di successione” gode di esenzione dall’imposta provinciale se il veicolo viene intestato al coniuge o a parente entro il 2° grado.Termine: entro 60 giorni dalla trascrizione della dichiarazione di successione, per evitare sanzioni.7.3 Gestione degli immobili ereditatiGli immobili ereditati pongono scelte importanti: tenerli, affittarli, venderli o dividerli tra eredi.Opzioni principali:Mantenere in comunione: l’immobile resta indiviso tra gli eredi. Ogni decisione richiede il consenso di tuttiDivisione amichevole: gli eredi si accordano sulla ripartizione (un immobile ciascuno, oppure un erede liquida gli altri)Divisione giudiziale: in caso di disaccordo, ci si rivolge al TribunaleVendita: in comune accordo o per asta giudiziariaAffitto: gli eredi affittano e ripartiscono i canoni secondo le quoteAttenzione – detrazioni edilizie: se il defunto aveva utilizzato bonus edilizi (ristrutturazione, ecobonus, 110%), le rate residue possono trasferirsi all’erede che mantiene il possesso materiale dell’immobile. Per approfondire, leggi cosa succede se eredito una casa con bonus.7.4 IMU per gli erediDal momento del decesso, gli eredi diventano soggetti passivi IMU per gli immobili ereditati (salvo l’abitazione principale, esente se non è di lusso).Regole pratiche:Ogni erede paga l’IMU in proporzione alla propria quota di proprietàLe scadenze restano le solite: 16 giugno (acconto) e 16 dicembre (saldo)Per l’anno del decesso, l’IMU è ripartita pro quota temporale (defunto fino al decesso, eredi dal giorno dopo)Se la casa era prima casa per il defunto, l’esenzione non si trasferisce automaticamente: dipende dall’uso fatto dagli erediDichiarazione IMU per eredi: va presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo al decesso per comunicare al Comune il cambio di proprietà e le nuove percentuali. Problemi comuni e come risolverliDurante una successione possono emergere situazioni complesse che richiedono una gestione specifica. Ecco i più frequenti e come affrontarli.Un erede è irreperibile o non vuole collaborareSe un coerede non si fa trovare o rifiuta di fornire dati/firme, la dichiarazione di successione può essere presentata anche da un solo erede. Ma per sbloccare conti o volturare immobili, potrebbe servire un’azione giudiziale di nomina di un curatore o il ricorso al Tribunale per la divisione ereditaria.Scopri debiti dopo aver accettatoSe hai accettato l’eredità in modo puro e semplice e successivamente emergono debiti, purtroppo sei tenuto a pagarli anche con il tuo patrimonio. Ecco perché è sempre prudente, in casi di incertezza, l’accettazione con beneficio di inventario.L’immobile ereditato presenta abusi ediliziVerifica sempre la regolarità urbanistica degli immobili ereditati. In presenza di abusi, potresti dover fare pratiche di sanatoria prima di poter vendere. La dichiarazione di successione si può fare comunque, ma la vendita futura richiede la regolarizzazione.Il defunto aveva conti o beni all’esteroI beni esteri vanno dichiarati nella successione italiana se il defunto era residente in Italia. Inoltre, potrebbe essere necessaria una seconda procedura nel paese estero. La gestione è complessa e richiede consulenza specializzata.Il defunto possedeva criptovaluteLe criptovalute vanno dichiarate nella successione. La difficoltà principale è l’accesso ai wallet: senza le chiavi private, le crypto possono essere perse per sempre. Prevenzione: il defunto dovrebbe lasciare istruzioni sicure sugli strumenti di accesso. FAQ – Le 10 domande più frequenti sulla successione1. Entro quanto tempo devo presentare la dichiarazione di successione?Entro 12 mesi dalla data del decesso. Oltre questo termine si applicano sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro, oltre agli interessi. Se la dichiarazione è tardiva ma ancora spontanea (ravvedimento operoso), le sanzioni sono ridotte.2. Quanto costa fare la dichiarazione di successione dal CAF?Il costo per la compilazione dipende dalla complessità della pratica: da 300 a 800 euro per successioni semplici (un immobile e conti correnti), da 1.000 a 2.500 euro per successioni complesse con molti immobili, partecipazioni societarie o beni esteri.3. Posso presentare la dichiarazione di successione da solo?Sì, se hai SPID/CNS puoi compilare e trasmettere la dichiarazione autonomamente tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, la procedura è complessa e un errore può costare caro. Per successioni con immobili o rapporti bancari è sempre consigliato affidarsi a un professionista.4. Cosa succede se non faccio la dichiarazione di successione?Oltre alle sanzioni pecuniarie (dal 120% al 240% dell’imposta), non potrai sbloccare i conti correnti, volturare gli immobili, vendere i beni del defunto. L’Agenzia delle Entrate ha 5 anni per accertare l’imposta non dichiarata e altri 5 anni per imposte non pagate.5. Devo pagare l’imposta di successione se eredito da mio padre/madre?Solo se il valore dell’eredità supera la franchigia di 1.000.000 di euro a persona. Sotto questa soglia, non paghi l’imposta di successione. Paghi comunque le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) sul valore degli immobili. Vedi la nostra guida sulla successione genitori-figli.6. Cosa devo fare se scopro che il defunto aveva dei debiti?Se i debiti sono significativi, valuta l’accettazione con beneficio di inventario: rispondi dei debiti solo fino al valore dei beni ereditati, proteggendo il tuo patrimonio personale. In casi estremi, puoi optare per la rinuncia all’eredità.7. Quanto dura una successione a Udine con il sistema tavolare?Mediamente tra 6 e 12 mesi. La dichiarazione di successione vera e propria richiede 2-4 mesi, la domanda tavolare altri 2-6 mesi. Se la pratica è semplice può chiudersi prima. Per i dettagli, consulta la guida sui tempi della successione.8. Devo fare la voltura catastale o si fa in automatico?Nel resto d’Italia la voltura catastale avviene automaticamente se la dichiarazione di successione contiene tutti i dati corretti. In Friuli Venezia Giulia serve invece la domanda tavolare al Tribunale: non è automatica.9. Come si divide un immobile ereditato tra più eredi?Le opzioni sono: mantenerlo in comunione (ogni scelta richiede il consenso di tutti), venderlo e dividere il ricavato, oppure fare una divisione amichevole in cui un erede liquida gli altri e resta proprietario unico. In caso di disaccordo, si ricorre al Tribunale con causa di divisione.10. Quando posso vendere la casa ereditata?Puoi vendere la casa ereditata dopo la registrazione della dichiarazione di successione e il pagamento delle relative imposte (ipotecaria e catastale). Per evitare la plusvalenza del 26%, devi aspettare 5 anni dall’acquisto da parte del defunto o utilizzare l’immobile come abitazione principale. Conclusioni: affronta la successione con serenitàAffrontare una successione non è mai semplice, soprattutto in un momento di dolore per la perdita di una persona cara. Ma seguendo i 7 step di questa guida, con ordine e metodo, puoi gestire l’intera pratica senza commettere errori e senza incorrere in sanzioni.Ricorda i punti fondamentali:Non perdere tempo: i primi 15 giorni sono cruciali per certificati e blocchiInforma ti bene sui beni e sui debiti del defunto prima di accettareRispetta le scadenze: 12 mesi per la dichiarazione, 30 giorni per la volturaProteggi il tuo patrimonio: in caso di dubbio, usa sempre il beneficio di inventarioAffidati a un professionista: la successione è troppo complessa per improvvisareIl CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna nella successioneDa oltre 20 anni ci occupiamo di successioni in Friuli Venezia Giulia, con competenza specifica sul sistema tavolare. Dalla raccolta dei documenti alla voltura finale, seguiamo la pratica passo dopo passo.Richiedi una consulenza gratuita ADAndrea DamianiResponsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscaliIl CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse. 📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →Maggio 15, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-15 08:00:002026-05-31 17:52:38Come Funziona la Successione 2026: Guida Step-by-Step dalla Morte alla Voltura
CAFEsenzione IMU Prima Casa 2026: Quando Non Si PagaL’esenzione IMU prima casa è una delle agevolazioni fiscali più importanti per le famiglie italiane. Nel 2026 la regola generale resta confermata: chi possiede un’unica abitazione e vi risiede stabilmente non deve pagare l’Imposta Municipale Unica. Tuttavia, ci sono condizioni precise da rispettare, eccezioni per le categorie di lusso e novità introdotte dalla Corte Costituzionale che hanno ampliato il diritto all’esenzione. In questa guida ti spieghiamo quando non si paga l’IMU sulla prima casa nel 2026, quali sono i requisiti e come funzionano le pertinenze. Indice dei contenutiEsenzione IMU per abitazione principale: la regola baseRequisiti: residenza anagrafica e dimora abitualeCategorie catastali escluse: A/1, A/8, A/9Pertinenze della prima casa: limiti e categorie ammesseSentenza Corte Costituzionale: coniugi con residenze diverseEsenzione IMU per militari e forze dell’ordineImmobili IACP e edilizia residenziale pubblicaCome ottenere l’esenzione IMU: cosa fare in praticaDomande frequenti sull’esenzione IMU prima casaEsenzione IMU per abitazione principale: la regola baseLa legge prevede che l’abitazione principale sia esente dall’IMU. Ma cosa si intende esattamente per abitazione principale? Secondo la normativa (art. 1, comma 741, lettera b della Legge 160/2019), è l’immobile in cui il possessore e il suo nucleo familiare hanno la residenza anagrafica e la dimora abituale.In parole semplici: se possiedi una casa, ci vivi stabilmente e hai trasferito la residenza in quell’indirizzo, non devi pagare l’IMU su quell’immobile. Questa esenzione si applica automaticamente, senza bisogno di presentare domande specifiche al Comune. Per approfondire il calcolo IMU 2026 e capire quanto si paga sugli altri immobili, consulta la nostra guida dedicata. Requisiti: residenza anagrafica e dimora abitualePer beneficiare dell’esenzione IMU sulla prima casa, devono essere soddisfatti contemporaneamente due requisiti fondamentali:Residenza anagrafica: devi aver iscritto la tua residenza presso l’ufficio anagrafe del Comune in cui si trova l’immobile. Questo è un dato formale verificabile dai registri comunaliDimora abituale: devi vivere effettivamente nell’immobile in modo stabile e continuativo. Non basta avere la residenza “sulla carta”: il Comune può verificare che tu dimori realmente nell’abitazioneSe manca uno dei due requisiti, l’esenzione non spetta. Ad esempio, se hai la residenza in un immobile ma vivi abitualmente altrove, il Comune potrebbe contestare l’esenzione e richiedere il pagamento dell’IMU con sanzioni e interessi. Proprio su questo tema, una recente sentenza della Cassazione ha chiarito che spetta al Comune l’onere di provare l’assenza della dimora abituale. Categorie catastali escluse: A/1, A/8, A/9L’esenzione IMU per l’abitazione principale non si applica agli immobili classificati nelle seguenti categorie catastali considerate “di lusso”:A/1: Abitazioni di tipo signorile – immobili con rifiniture di pregio superiori alla media della zonaA/8: Abitazioni in ville – immobili di pregio con caratteristiche architettoniche di villa, con parco o giardinoA/9: Castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storiciSe la tua abitazione principale rientra in una di queste categorie, dovrai comunque pagare l’IMU, anche se è la tua unica casa e ci risiedi. Tuttavia, per queste categorie è prevista una detrazione fissa di 200 euro sull’imposta dovuta, che riduce parzialmente l’importo da versare.Tutte le altre categorie catastali del gruppo A (A/2 civile abitazione, A/3 economica, A/4 popolare, A/5 ultrapopolare, A/6 rurale, A/7 villini, A/10 uffici, A/11 alloggi tipici) godono dell’esenzione se utilizzate come abitazione principale. Pertinenze della prima casa: limiti e categorie ammesseL’esenzione IMU si estende anche alle pertinenze dell’abitazione principale, cioè quegli immobili accessori destinati al servizio o all’ornamento della casa (come il garage, la cantina o il posto auto). Tuttavia, ci sono dei limiti precisi.Le pertinenze ammesse all’esenzione rientrano nelle seguenti categorie catastali:C/2: Magazzini e locali di deposito (cantine, soffitte)C/6: Stalle, scuderie, rimesse e autorimesse (garage, box auto)C/7: Tettoie chiuse o aperte (posti auto coperti)Limite fondamentale: è ammessa al massimo una pertinenza per ciascuna categoria catastale. Questo significa che puoi avere esenti al massimo 3 pertinenze: una cantina (C/2), un garage (C/6) e un posto auto coperto (C/7).Se possiedi due garage (entrambi C/6), solo uno sarà esente come pertinenza della prima casa. L’altro sarà soggetto all’IMU come seconda casa. La scelta di quale pertinenza considerare esente spetta al contribuente, che naturalmente sceglierà quella con la rendita catastale più alta per massimizzare il risparmio. Sentenza Corte Costituzionale: coniugi con residenze diverseUna svolta importante è arrivata con la sentenza n. 209/2022 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittima la norma che negava l’esenzione IMU ai coniugi con residenze in Comuni diversi.Prima della sentenza, se marito e moglie avevano la residenza in due immobili diversi (anche in Comuni diversi), nessuno dei due poteva beneficiare dell’esenzione prima casa. Questa regola penalizzava fortemente le coppie in cui un coniuge, per motivi di lavoro, viveva in un’altra città.Dopo la sentenza, la situazione è cambiata radicalmente:Ciascun coniuge può ottenere l’esenzione IMU sull’immobile in cui ha effettivamente la residenza e la dimora abitualeL’esenzione si applica a un solo immobile per ciascun componente del nucleo familiareNon è più necessario che entrambi i coniugi risiedano nello stesso immobileLa norma vale anche per i partner di unione civileIn pratica, una coppia sposata dove il marito vive e lavora a Milano e la moglie vive a Udine, entrambi proprietari del rispettivo immobile, possono godere dell’esenzione IMU su entrambe le abitazioni, purché ciascuno vi abbia residenza e dimora abituale.Esenzione IMU per militari e forze dell’ordineUn’eccezione importante ai requisiti di residenza e dimora è prevista per il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia a ordinamento militare (Carabinieri, Guardia di Finanza) e civile (Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Vigili del Fuoco).Per queste categorie, l’esenzione IMU sulla prima casa spetta anche senza i requisiti di residenza anagrafica e dimora abituale, a condizione che:L’immobile sia l’unico posseduto in Italia (non locato e non concesso in comodato)Il soggetto non sia proprietario di altri immobili ad uso abitativoQuesta agevolazione riconosce che militari e forze dell’ordine sono spesso costretti a trasferirsi per servizio, rendendo impossibile mantenere la residenza nell’immobile di proprietà. Se rientri in questa categoria, puoi ottenere l’esenzione anche se non vivi nell’immobile. Immobili IACP e edilizia residenziale pubblicaGli immobili di proprietà degli IACP (Istituti Autonomi Case Popolari) o enti equivalenti, come le ATER (Aziende Territoriali per l’Edilizia Residenziale), godono di un trattamento agevolato ai fini IMU.In particolare:Gli alloggi sociali, come definiti dal Decreto del Ministro delle Infrastrutture del 22 aprile 2008, sono assimilati all’abitazione principale e quindi esenti da IMUGli immobili IACP regolarmente assegnati sono esenti, purché destinati ad abitazione principale dell’assegnatarioPer le unità non ancora assegnate o in fase di ristrutturazione, si applica una detrazione di 200 euroSe sei assegnatario di un alloggio IACP o ATER e vi risiedi stabilmente, non devi preoccuparti dell’IMU: l’esenzione si applica automaticamente all’ente proprietario.Come ottenere l’esenzione IMU: cosa fare in praticaPer beneficiare dell’esenzione IMU prima casa non è necessario presentare una domanda specifica. L’esenzione opera automaticamente se rispetti i requisiti. Ecco cosa devi fare in pratica:Verifica la residenza: assicurati di avere la residenza anagrafica nell’immobile. Se devi trasferirla, recati all’ufficio anagrafe del ComuneAbita effettivamente nell’immobile: la dimora abituale deve essere reale e verificabileControlla la categoria catastale: verifica che il tuo immobile non sia A/1, A/8 o A/9 (consulta la visura catastale)Pertinenze: identifica le pertinenze (cantina, garage) e verifica che non superino il limite di una per categoriaDichiarazione IMU: in caso di variazioni (acquisto, vendita, cambio di destinazione), presenta la dichiarazione IMU al Comune entro il 30 giugno dell’anno successivoSe hai dubbi sulla tua situazione specifica o hai bisogno di verificare la corretta applicazione dell’esenzione, il CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti nella verifica e nella compilazione della dichiarazione IMU. Possiamo anche aiutarti con la dichiarazione dei redditi 730 e con tutte le pratiche fiscali correlate. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sull’esenzione IMU prima casaChi non paga l’IMU sulla prima casa nel 2026?Non paga l’IMU chi possiede un’abitazione principale (escluse categorie A/1, A/8, A/9) in cui ha sia la residenza anagrafica sia la dimora abituale. L’esenzione si estende anche alle pertinenze, nel limite di una per categoria C/2, C/6 e C/7.I coniugi con residenze diverse hanno diritto all’esenzione?Si, dopo la sentenza 209/2022 della Corte Costituzionale, ciascun coniuge puo ottenere l’esenzione IMU sull’immobile in cui risiede e dimora abitualmente, anche se diverso da quello dell’altro coniuge.Il garage di casa e esente dall’IMU?Si, il garage (categoria C/6) e esente come pertinenza dell’abitazione principale, ma solo uno per categoria. Se hai due garage C/6, sul secondo pagherai l’IMU come seconda casa.Un militare trasferito deve pagare l’IMU sulla sua casa?No, per il personale delle Forze armate e di polizia l’esenzione IMU sulla prima casa spetta anche senza i requisiti di residenza e dimora abituale, purche l’immobile sia l’unico posseduto e non sia affittato.Le case popolari IACP pagano l’IMU?Gli alloggi sociali e gli immobili IACP regolarmente assegnati e adibiti ad abitazione principale sono esenti dall’IMU. Per le unita non ancora assegnate si applica una detrazione di 200 euro.Verifica la tua esenzione IMU con il CAFNon sei sicuro di avere diritto all’esenzione IMU? Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica gratuitamente la tua situazione catastale e ti aiuta con la dichiarazione IMU, evitando errori e sanzioni.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640Maggio 14, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-14 09:00:002026-05-31 17:52:47Esenzione IMU Prima Casa 2026: Quando Non Si Paga
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITINel 730/2026 le Spese di Istruzione Detraibili: Limiti, Soglie e Come Calcolare la DetrazioneLa detrazione del 19% per le spese di istruzione nel 730/2026 è uno degli sgravi fiscali più attesi dalle famiglie italiane, ma anche uno dei più complessi da applicare correttamente. La normativa, contenuta nell’articolo 15, comma 1, lettera e-bis del TUIR (DPR 917/1986), distingue in modo netto tra istruzione non universitaria e istruzione universitaria, imponendo soglie massime differenziate che spesso vengono confuse o applicate in modo errato. In particolare, per la scuola non universitaria (dalle materne alle superiori) il limite massimo di spesa detraibile è di 1.000 euro per studente. Per le spese universitarie, invece, i limiti sono determinati annualmente con decreto ministeriale e variano in base al corso di laurea e alla sede universitaria. Questa guida completa analizza ogni tipologia di spesa detraibile, le soglie vigenti per l’anno fiscale 2025 (modello 730/2026), i requisiti soggettivi e oggettivi, e ti mostra come calcolare concretamente il risparmio fiscale.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiNormativa di riferimento: art. 15 TUIR e istruzioni 730/2026Spese istruzione non universitaria: limite 1.000 euroQuali spese scolastiche sono detraibiliSpese universitarie: soglie differenziate per ateneoChi può detrarre: requisiti soggettivi e familiari a caricoIl limite reddituale: come cambia la detrazione con il redditoCome calcolare la detrazione: esempi pratici e simulazioniTabella riepilogativa: tutti i limiti 2025 (730/2026)Obbligo di tracciabilità: come pagare le speseDove inserire le spese nel modello 730/2026Spese di istruzione NON detraibili: gli errori più comuniDomande frequenti sulle spese di istruzione detraibili Normativa di riferimento: art. 15 TUIR e istruzioni 730/2026La normativa che disciplina la detrazione IRPEF del 19% per le spese di istruzione è contenuta nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), DPR 22 dicembre 1986, n. 917, precisamente all’articolo 15, comma 1, lettera e-bis. Questa norma è stata modificata nel corso degli anni e, per l’anno fiscale 2025 (dichiarazione 730/2026), mantiene una struttura che distingue chiaramente tra due categorie principali: le spese per istruzione non universitaria e le spese per istruzione universitaria.Le istruzioni ministeriali al modello 730/2026 pubblicano ogni anno i criteri aggiornati. In particolare, il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che approva il modello 730/2026 specifica nei dettagli:Il tetto di 1.000 euro per studente per le spese scolastiche non universitarie (scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado)I limiti specifici per ateneo e tipo di corso per le spese universitarie, distinti tra atenei statali e non stataliL’obbligo di pagamento tracciabile (bonifico, carta di credito/debito, MAV) introdotto dalla Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019)Le specifiche tipologie di spesa ammesse e quelle escluse dalla detrazioneLa Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E del 2021 e i successivi chiarimenti forniscono interpretazioni ufficiali su casi particolari, come le spese per corsi online, le rette di convitti annessi a istituti scolastici, e il trattamento delle borse di studio. Per una corretta compilazione del modello 730/2026, è fondamentale conoscere queste distinzioni. Spese istruzione non universitaria: limite 1.000 euroIl limite massimo di 1.000 euro per studente per le spese di istruzione non universitaria è fissato direttamente dall’articolo 15, comma 1, lettera e-bis del TUIR. Questo significa che, indipendentemente da quante spese scolastiche vengano effettivamente sostenute, la base imponibile su cui calcolare la detrazione del 19% non può superare tale soglia per ciascun figlio (o familiare a carico) iscritto a un istituto scolastico non universitario.Rientrano nella categoria di istruzione non universitaria tutti i percorsi scolastici previsti dall’ordinamento italiano:Scuole dell’infanzia (dai 3 ai 5 anni, sia statali che paritarie)Scuole primarie (ex elementari, classi 1a-5a)Scuole secondarie di primo grado (ex medie, classi 1a-3a)Scuole secondarie di secondo grado (licei, istituti tecnici, istituti professionali, classi 1a-5a)Istituti tecnici superiori (ITS) che rilasciano diplomi di tecnico superioreLa detrazione effettiva massima per studente in istruzione non universitaria è quindi: 1.000 euro x 19% = 190 euro. Si tratta di una riduzione diretta dell’imposta IRPEF dovuta, non di una deduzione dal reddito. Se il reddito complessivo supera determinati livelli, la detrazione potrebbe essere ridotta o azzerata (vedi la sezione dedicata al reddito complessivo).Importante: il limite di 1.000 euro si applica per studente, non per nucleo familiare. Se in famiglia ci sono due figli entrambi iscritti a scuole non universitarie, il limite complessivo diventa 2.000 euro (1.000 per ciascun figlio). Questa distinzione è fondamentale per le famiglie numerose. Per approfondire tutte le spese scolastiche e universitarie detraibili nel 730/2026, consulta la nostra guida completa. Quali spese scolastiche sono detraibiliNon tutte le spese legate alla scuola sono detraibili: la normativa elenca in modo preciso le tipologie di spesa ammesse. Conoscere questa distinzione evita errori nella compilazione del 730 e possibili contestazioni in sede di controllo fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate.Spese ammesse alla detrazioneSono detraibili le seguenti spese per istruzione non universitaria:Tasse scolastiche: quote di iscrizione, frequenza e contributo ministeriale richieste dagli istituti pubblici o paritariContributi scolastici obbligatori: contributi per l’iscrizione e la frequenza richiesti dalla scuola (es. contributo di laboratorio, assicurazione scolastica se richiesta obbligatoriamente)Rette di scuole paritarie private: le somme pagate alle scuole riconosciute paritarie (non le scuole meramente private non paritarie) per frequenza e iscrizioneMensa scolastica: le quote pagate per il servizio di refezione scolastica (mensa), sia che sia gestita dalla scuola stessa sia da enti locali o cooperative convenzionatePre e post scuola: i servizi di pre-accoglienza e doposcuola organizzati o convenzionati con l’istituto scolasticoGite scolastiche: le quote pagate per viaggi d’istruzione e uscite didattiche organizzate dalla scuolaCorsi di lingua straniera: se organizzati dall’istituto scolastico e parte del programma curriculareSpese NON ammesse alla detrazioneNon sono invece detraibili come spese di istruzione:Libri di testo e materiale scolastico (quaderni, penne, zaini, ecc.)Corsi privati extrascolastici: lezioni private, corsi di recupero presso centri privati non riconosciutiTrasporto scolastico: abbonamenti ai mezzi pubblici o scuolabus (salvo diversa agevolazione)Uniformi e divise scolasticheAttività sportive scolastiche extracurriculari (salvo quelle che rientrano nell’esonero sport)Corsi di musica, danza, arti tenuti da soggetti privati non collegati all’istitutoAttenzione alla mensa scolastica: l’Agenzia delle Entrate ha confermato che la spesa per la mensa è detraibile come spesa di istruzione (rientra nel limite 1.000 euro), non come spesa medica o altro. Questo vale anche quando la mensa è gestita dal Comune tramite appalto a terzi, purché il servizio sia erogato presso l’istituto scolastico. Spese universitarie: soglie differenziate per ateneoPer le spese universitarie, la logica è completamente diversa rispetto alla scuola non universitaria. In questo caso, il limite di spesa detraibile non è fisso a 1.000 euro, ma varia in base a:Tipologia di ateneo: statale o non statale (privato)Facoltà e corso di laurea: le soglie sono differenziate per area disciplinareSede universitaria: il Decreto Ministeriale divide l’Italia in tre aree geografiche (Nord, Centro, Sud e Isole)Atenei statali: spese detraibili senza limite massimoPer le università statali, la detrazione del 19% si applica sull’intero importo delle tasse e contributi versati, senza un tetto massimo definito per legge. Questo significa che se uno studente paga 3.000 euro di tasse universitarie all’anno a un ateneo statale, la detrazione sarà: 3.000 x 19% = 570 euro di risparmio fiscale. Rientrano tra le spese detraibili per atenei statali:Tasse di iscrizione annualeContributi universitari (determinati in base all’ISEE dello studente)Tasse per esami singoli o fuori corsoContributi per servizi universitari obbligatori (es. assicurazione universitaria)Atenei non statali: limite variabile per area e corsoPer le università non statali (private), il limite di spesa detraibile è fissato annualmente con Decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). Per l’anno fiscale 2025 (730/2026), i limiti si basano sul Decreto MUR che individua importi massimi differenziati per area disciplinare e per zona geografica. A titolo esemplificativo, le aree disciplinari sono generalmente:Area medica e sanitaria (medicina, odontoiatria, farmacia, professioni sanitarie)Area tecnico-scientifica (ingegneria, architettura, scienze matematiche, fisiche, naturali)Area umanistica e sociale (giurisprudenza, economia, lettere, scienze politiche, psicologia)Per ciascuna area e zona geografica (Nord, Centro, Sud e Isole), il decreto individua un importo massimo: le spese eccedenti tale soglia non danno diritto alla detrazione. Lo studente iscritto a una università privata deve quindi verificare il proprio importo massimo prima di compilare il 730/2026.Esempio pratico per ateneo non statale: se il limite per la tua area e zona è di 2.500 euro e hai pagato 4.000 euro di retta, la detrazione sarà calcolata solo su 2.500 euro: 2.500 x 19% = 475 euro di detrazione IRPEF.Corsi di specializzazione post-laurea e masterLe spese per corsi di specializzazione, master universitari (I e II livello) e dottorati di ricerca sono detraibili alle stesse condizioni delle spese universitarie, purché i corsi siano organizzati da università statali o non statali riconosciute. Non sono invece detraibili i master erogati da enti privati non universitari, anche se di alta qualità. Chi può detrarre: requisiti soggettivi e familiari a caricoLa detrazione per spese di istruzione può essere fruita sia dal contribuente per le proprie spese sia per le spese sostenute nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico. Questo aspetto è cruciale per le famiglie con figli studenti.Spese per sé stessiIl contribuente può detrarre le spese di istruzione sostenute per la propria formazione, sia che frequenti una scuola superiore (in caso di studenti adulti, corsi serali), sia che sia iscritto a un’università. Non ci sono limiti di età per il contribuente stesso.Spese per familiari a caricoLa normativa permette di detrarre le spese di istruzione per i familiari fiscalmente a carico. Sono considerati a carico i familiari con un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro annui (elevato a 4.000 euro per i figli di età non superiore a 24 anni).I familiari che possono essere considerati a carico includono:Figli (anche adottivi, affidati, naturali riconosciuti)Coniuge non legalmente separatoGenitori e nonniFratelli e sorelleSuoceri, nuore, generiRipartizione tra genitori in caso di figlio a carico al 50%Nel caso più frequente in cui un figlio è considerato a carico di entrambi i genitori al 50%, ciascuno dei due genitori può detrarre la metà delle spese di istruzione sostenute. Il limite di 1.000 euro si applica all’importo totale: quindi ciascun genitore potrà detrarre al massimo 500 euro (ovvero il 19% di 500 euro = 95 euro di detrazione ciascuno).Se invece il figlio è a carico al 100% di uno solo dei genitori (ad esempio in caso di genitore unico o di accordo dichiarato in 730), quel genitore potrà detrarre l’intero importo entro il limite di 1.000 euro. Il limite reddituale: come cambia la detrazione con il redditoLa Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019) ha introdotto una novità significativa per le detrazioni fiscali, inclusa quella per le spese di istruzione: le detrazioni di cui all’articolo 15 del TUIR vengono ridotte progressivamente al crescere del reddito complessivo, fino ad azzerarsi oltre una determinata soglia. Questa modifica ha reso la detrazione per spese di istruzione non più universale, ma income-tested.Scaglioni di reddito e riduzione delle detrazioniPer l’anno fiscale 2025 (modello 730/2026), le regole di riduzione delle detrazioni IRPEF per reddito sono le seguenti:Reddito complessivo fino a 120.000 euro: nessuna riduzione, la detrazione spetta per interoReddito complessivo tra 120.000 e 240.000 euro: la detrazione è ridotta proporzionalmente, calcolando il coefficiente di riduzione come: (reddito complessivo – 120.000) / 120.000Reddito complessivo superiore a 240.000 euro: le detrazioni dell’art. 15 sono azzerate (0 euro di detrazione)Esempio di calcolo con reddito 160.000 euro:Detrazione teorica: 1.000 x 19% = 190 euroCoefficiente di riduzione: (160.000 – 120.000) / 120.000 = 0,333Detrazione spettante: 190 x (1 – 0,333) = 190 x 0,667 = 126,73 euroPer chi ha redditi elevati, è fondamentale effettuare questo calcolo prima di inserire le spese nel 730, per evitare aspettative di rimborso che non si materializzeranno. Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua questo calcolo automaticamente durante la predisposizione del modello 730/2026.Come calcolare la detrazione: esempi pratici e simulazioniVediamo ora come si calcola concretamente la detrazione del 19% per spese di istruzione attraverso esempi pratici che coprono le situazioni più comuni.Caso 1: Figlio alle scuole medie, reddito genitori sotto 120.000 euroSituazione: un genitore ha sostenuto per il figlio alle scuole medie (a carico al 100%) le seguenti spese nel 2025:Contributo iscrizione: 120 euroMensa scolastica: 600 euroGita scolastica: 150 euroPre-scuola: 200 euroTotale spese istruzione: 1.070 euroApplicazione del limite: le spese superano il tetto di 1.000 euro, quindi la base imponibile per la detrazione è 1.000 euro (il limite massimo). Detrazione spettante: 1.000 x 19% = 190 euro.Caso 2: Figlio al liceo, spese totali inferiori al limiteSituazione: genitore con figlio al liceo scientifico, spese 2025:Contributo iscrizione: 80 euroMensa scolastica: 450 euroGita scolastica: 80 euroTotale spese istruzione: 610 euroApplicazione del limite: le spese sono inferiori a 1.000 euro, quindi si detraggono tutte. Detrazione spettante: 610 x 19% = 115,90 euro.Caso 3: Due figli alle scuole superiori, figlio a carico al 50% ciascun genitoreSituazione: due genitori separati, ciascuno ha il figlio a carico al 50%. Spese totali figlio 1 (liceo): 900 euro. Spese totali figlio 2 (istituto tecnico): 1.200 euro.Per ciascun genitore:Figlio 1: spese imputabili 900 / 2 = 450 euro ciascuno → detrazione 450 x 19% = 85,50 euro ciascunoFiglio 2: spese totali 1.200 euro, limite 1.000 euro → spese imputabili 1.000 / 2 = 500 euro ciascuno → detrazione 500 x 19% = 95 euro ciascunoTotale detrazione per genitore: 85,50 + 95 = 180,50 euroCaso 4: Studente universitario in ateneo stataleSituazione: studente iscritto a ingegneria in ateneo statale, tasse universitarie 2025: 2.200 euro. Reddito familiare sotto 120.000 euro. Nessun limite di spesa per atenei statali. Detrazione spettante: 2.200 x 19% = 418 euro.Caso 5: Studente universitario in ateneo privatoSituazione: studente iscritto a psicologia in ateneo privato (area umanistica e sociale), zona Nord Italia. Il decreto MUR fissa il limite massimo per questa combinazione (esempio ipotetico): 2.200 euro. Retta effettiva pagata: 3.500 euro. Spesa detraibile: 2.200 euro (limite decreto). Detrazione spettante: 2.200 x 19% = 418 euro (i restanti 1.300 euro non sono detraibili). Tabella riepilogativa: tutti i limiti 2025 (730/2026)Di seguito una tabella riepilogativa con tutti i limiti e le caratteristiche delle detrazioni per spese di istruzione applicabili nel modello 730/2026 (anno fiscale 2025):TipologiaLimite massimoAliquotaDetrazione maxNoteScuola infanzia / primaria / medie / superiori1.000 euro/studente19%190 euroInclude mensa, pre/post scuola, giteUniversita stataleNessun limite19%19% dell’importo effettivoTutte le tasse e contributiUniversita non statale (privata)Variabile per area e zona19%19% del limite decreto MURVedere decreto MUR annualeMaster universitari I e II livelloCome universita19%Come categoriaSolo atenei riconosciutiITS – Istituti Tecnici Superiori1.000 euro/studente19%190 euroIstruzione non universitariaNota importante: tutti i limiti si applicano prima della riduzione per reddito. Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 120.000 euro, i limiti effettivi saranno inferiori. Per redditi superiori a 240.000 euro, la detrazione e azzerata. Obbligo di tracciabilità: come pagare le speseDal 1° gennaio 2020, per effetto della Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019, art. 1, comma 679), le spese di istruzione sono soggette all’obbligo di pagamento tracciabile per avere diritto alla detrazione del 19%. Questo significa che non è più possibile detrarre spese pagate in contanti, neanche parzialmente.Modalità di pagamento ammesseSono considerate modalità di pagamento tracciabili ammesse per la detrazione:Bonifico bancario o postale (ordinario, online, domiciliato)Carte di credito o debito (Visa, Mastercard, carte prepagate con IBAN)Assegni bancari o circolariMAV (Mav/bollettino bancario) con addebito su conto correnteBollettino postaleAddebito diretto SEPA (RID/SDD)App di pagamento collegate a conto corrente bancario (es. Satispay, se tracciabile)Modalità di pagamento NON ammesseContanti: qualunque pagamento in contanti, anche parziale, esclude la detraibilità dell’intera spesaVoucher o buoni pasto (salvo specifiche eccezioni)Cripto-valute o altre forme di pagamento non tracciateEccezione importante: i pagamenti alla mensa scolastica tramite il sistema regionale di pagamento dedicato (come i bollettini PAGO PA o piattaforme digitali comunali) sono considerati tracciabili anche se non avvengono tramite bonifico diretto. In caso di dubbio, chiedere alla scuola o al Comune una ricevuta con indicazione della modalità di pagamento.In caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente deve essere in grado di esibire i documenti comprovanti:La ricevuta o fattura della spesa sostenuta (con causale, importo, dati scolastici)Il documento di pagamento tracciabile (estratto conto, contabile del bonifico, ricevuta PagoPa) Dove inserire le spese nel modello 730/2026Per la corretta compilazione del modello 730/2026, le spese di istruzione vanno inserite nel Quadro E – Oneri detraibili, alle righe specifiche dedicate a questa tipologia di spesa. Di seguito le indicazioni precise:Spese istruzione non universitaria: Quadro E, Sezione ILe spese per istruzione non universitaria (scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado, ITS) si inseriscono nel Quadro E, rigo E8/E10, utilizzando il codice onere “12” (spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria, universitaria, alta formazione artistica, musicale e coreutica).Attenzione: nelle istruzioni al 730/2026, il codice onere per le spese scolastiche non universitarie potrebbe essere indicato in modo specifico. Si raccomanda di verificare sempre le istruzioni ministeriali ufficiali al modello 730/2026 pubblicati sul sito dell’Agenzia delle Entrate, poiché i codici possono variare di anno in anno.Spese universitarie: Quadro E, Sezione ILe spese universitarie si inseriscono sempre nel Quadro E, rigo E8/E10, con il medesimo codice onere riservato all’istruzione. L’importo da inserire per gli atenei non statali non deve superare il limite previsto dal decreto MUR per l’anno 2025.730 precompilato: le spese già caricate automaticamenteA partire dal 2015, con il 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate carica automaticamente nella dichiarazione alcune tipologie di spese, incluse alcune spese di istruzione comunicate dai soggetti erogatori (scuole, università). Tuttavia, non tutte le spese vengono caricate automaticamente: la mensa scolastica, il pre/post scuola e le gite potrebbero non essere presenti nel precompilato se l’istituto non ha effettuato la comunicazione telematica.Per questo motivo, è fondamentale conservare tutte le ricevute e verificare attentamente il precompilato prima di accettarlo o modificarlo. Il CAF può supportarti nella verifica del precompilato e nell’integrazione delle spese mancanti.Spese di istruzione NON detraibili: gli errori più comuniUno degli errori più frequenti nella compilazione del 730 riguarda il tentativo di detrarre spese che non rientrano tra quelle ammesse dalla normativa. Di seguito gli errori più comuni da evitare:Libri di testo e materiale scolastico: non sono detraibili come spese di istruzione (ne come spese mediche). Anche i libri universitari acquistati in libreria non sono detraibiliCorsi privati di ripetizioni: le lezioni private da insegnanti o centri di recupero privati non sono detraibili, a meno che non siano organizzate dalla scuola stessa come attività di recupero ufficialeTrasporto scolastico: l’abbonamento al trasporto pubblico o lo scuolabus non rientra nelle spese di istruzione detraibiliUniformi e abbigliamento tecnico: anche se obbligatori, non sono detraibili come spese di istruzioneCorsi extrascolastici: musica, danza, sport (salvo esonero sport specifico), lingue straniere tenuti da enti privati non scolasticiCorsi online non universitari: i MOOC e i corsi digitali erogati da piattaforme private (Coursera, Udemy, ecc.) non sono detraibiliPagamenti in contanti: come visto, qualunque spesa pagata in contanti non e detraibile indipendentemente dalla sua naturaSuperamento del limite 1.000 euro: inserire importi superiori al limite per istruzione non universitaria porta a errori che l’Agenzia delle Entrate puo rettificare in sede di liquidazione automatica (art. 36-bis DPR 600/1973)Un caso particolare riguarda i corsi di lingua straniera presso istituti privati: se tenuti da scuole linguistiche certificate (ad esempio con certificazioni MIUR o riconosciute da enti internazionali come British Council, Goethe-Institut), potrebbero non essere detraibili come istruzione, ma potrebbero rientrare in altre categorie di spesa. E opportuno verificare caso per caso con il proprio CAF.Ricorda che le spese per l’istruzione si cumulano con altre detrazioni disponibili nel 730/2026, come quelle per il mutuo o l’affitto, ma ciascuna ha le proprie regole e limiti specifici.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sulle spese di istruzione detraibili nel 730/2026Qual e il limite massimo per detrarre le spese scolastiche nel 730/2026?Il limite massimo di spesa detraibile per l’istruzione non universitaria (dalla scuola dell’infanzia alle superiori) e di 1.000 euro per studente. La detrazione del 19% si calcola su questo importo massimo, quindi la detrazione massima e di 190 euro per studente. Per le spese universitarie presso atenei statali non c’e limite, mentre per gli atenei privati il limite e fissato annualmente dal decreto del Ministero dell’Universita.La mensa scolastica e detraibile nel 730/2026?Si, la mensa scolastica e detraibile come spesa di istruzione. Il costo del servizio mensa rientra nel limite di 1.000 euro per studente per l’istruzione non universitaria. E necessario che il pagamento sia avvenuto con modalita tracciabile (bonifico, carta di credito, PagoPa). L’Agenzia delle Entrate ha confermato la detraibilita anche quando la mensa e gestita dal Comune tramite appalto a terzi, purche il servizio si svolga presso la scuola.Posso detrarre le spese universitarie di mio figlio che frequenta un ateneo privato?Si, ma con un limite. Le spese universitarie presso atenei non statali (privati) sono detraibili al 19%, ma solo entro il limite fissato annualmente dal Decreto del Ministero dell’Universita (MUR). Questo limite varia in base all’area disciplinare (medica, tecnico-scientifica, umanistica) e alla zona geografica dell’ateneo (Nord, Centro, Sud e Isole). La parte di retta che supera questo limite non da diritto alla detrazione.Le spese di istruzione sono detraibili se ho un reddito alto?Le detrazioni per spese di istruzione si riducono progressivamente per redditi superiori a 120.000 euro e si azzerano completamente per redditi superiori a 240.000 euro. Per redditi tra 120.000 e 240.000 euro, la detrazione spettante si calcola con la formula: detrazione teorica x (240.000 – reddito complessivo) / 120.000.Posso detrarre le spese di istruzione pagate in contanti?No. Dal 1 gennaio 2020 (Legge di Bilancio 2020) e obbligatorio pagare le spese di istruzione con modalita tracciabili per poter usufruire della detrazione del 19%. I pagamenti in contanti, anche parziali, escludono la detraibilita dell’intera spesa. Sono ammessi: bonifico, carte di credito/debito, assegni, MAV, bollettino postale, PagoPa.Hai bisogno di assistenza per il 730/2026?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione del modello 730/2026, la verifica delle detrazioni per spese di istruzione e la predisposizione della dichiarazione dei redditi.Verifica del 730 precompilato e integrazione spese mancantiCalcolo delle detrazioni per spese scolastiche e universitarieAssistenza per detrazioni con redditi alti (calcolo riduzione)Supporto per dichiarazioni congiunte e spese di familiari a caricoContattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. Se hai cessato l'attività o stai valutando di farlo, è fondamentale conoscere tutti gli adempimenti necessari per… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-12 09:00:002026-10-07 17:35:09Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come FarlaCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Cosa Fare Entro il 31 Dicembre 2026 per Pagare Meno Tasse nel 730/2027: la Checklist Completa Tutto ciò che paghi entro il 31 dicembre 2026 può trasformarsi in un risparmio concreto sulla dichiarazione dei redditi dell'anno prossimo. 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleMaggio 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-13 12:15:492026-09-28 20:57:39Nel 730/2026 le Spese di Istruzione Detraibili: Limiti, Soglie e Come Calcolare la Detrazione
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