NOTIZIELuglio 2026, INPS Cambia le Date: NASpI, Assegno Unico, Bonus 100-500 Euro e AdILuglio 2026 porta con sé importanti cambiamenti nel calendario dei pagamenti INPS. Milioni di famiglie italiane aspettano l’accredito di NASpI, Assegno Unico Universale, Assegno di Inclusione (AdI) e dei bonus da 100 e 500 euro: le date di luglio 2026 non coincidono con quelle abituali dei mesi precedenti, e conoscerle con precisione è fondamentale per pianificare il budget familiare.In questo articolo trovi il calendario completo dei pagamenti INPS di luglio 2026, con tabelle riassuntive, importi aggiornati e tutto quello che devi sapere su requisiti e scadenze.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiPerché INPS cambia le date a luglio 2026NASpI luglio 2026: data di pagamento e importiAssegno Unico Universale luglio 2026: quando viene pagatoBonus 100 euro luglio 2026: chi lo riceve e quandoBonus 500 euro luglio 2026: Supporto Formazione Lavoro e altre misureAssegno di Inclusione (AdI) luglio 2026: date e importiCalendario pagamenti INPS luglio 2026: tabella riepilogativaCome verificare i pagamenti INPS onlinePensioni luglio 2026: la quattordicesima e gli aumentiCosa cambia rispetto ai mesi precedenti: le novità’ INPS di luglio 2026FAQConclusione: tieni d’occhio le date INPS di luglio 2026Perché INPS cambia le date a luglio 2026Il calendario dei pagamenti INPS non è fisso: ogni mese l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale definisce le date di accredito in base alla disponibilità di cassa, ai giorni lavorativi bancari e alle festività. Luglio 2026 presenta alcune particolarità che spostano i pagamenti rispetto ai mesi precedenti.In particolare, le cause principali degli spostamenti a luglio 2026 sono:Luglio ha 31 giorni e i pagamenti dei sussidi di disoccupazione (NASpI) vengono erogati verso la fine del mese successivo a quello di competenzaIl calendario bancario di luglio 2026 non presenta festività nazionali che causino slittamenti, ma i sistemi di pagamento dell’INPS seguono un ordine preciso di prioritàAllineamento AdI e SFL: l’Assegno di Inclusione e il Supporto Formazione Lavoro seguono un calendario proprio, diverso da NASpI e Assegno UnicoBonus una tantum: i bonus da 100 e 500 euro hanno date di erogazione legate al raggiungimento dei requisiti e alla domanda presentata NASpI luglio 2026: data di pagamento e importiLa NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro. Il pagamento avviene su base mensile, di norma entro la fine del mese successivo a quello di competenza. Quando viene pagata la NASpI di luglio 2026?La NASpI relativa al mese di giugno 2026 (competenza giugno, pagata a luglio) viene tipicamente accreditata tra il 15 e il 25 luglio 2026. La data precisa dipende dall’ordine di lavorazione delle pratiche da parte dell’INPS e dalla data di presentazione della domanda.Per verificare la propria data di pagamento, è possibile accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNS e consultare l’app INPS Mobile. Il percorso è: MyINPS → Estratto conto delle prestazioni → NASpI.DettaglioInformazioneMese di competenzaGiugno 2026Data indicativa pagamento15-25 luglio 2026Metodo di verificaPortale INPS → MyINPS → Estratto conto prestazioniDurata massima NASpIMetà delle settimane contributive negli ultimi 4 anni (max 24 mesi)Decurtazione mensile3% a partire dal 6° mese (per under 55 anni)Come si calcola l’importo NASpIL’importo della NASpI si calcola sulla base della retribuzione imponibile degli ultimi 4 anni divisa per le settimane contributive. La formula è:Se la retribuzione media mensile è pari o inferiore a 1.480,30 euro (soglia 2026, fonte INPS D.Lgs. 22/2015): la NASpI è pari al 75% della retribuzioneSe la retribuzione supera la soglia: la NASpI è pari al 75% della soglia più il 25% della quota eccedente, con un tetto massimo di 1.575,42 euro mensili (importo massimo 2026)Dal sesto mese in poi, l’indennità si riduce del 3% al mese (per chi non ha compiuto 55 anni). Per gli over 55, la decurtazione parte dal nono mese.Assegno Unico Universale luglio 2026: quando viene pagatoL’Assegno Unico Universale (AUU) è la misura a sostegno delle famiglie con figli a carico fino a 21 anni (o senza limiti di età per figli con disabilità). Viene erogato mensilmente dall’INPS a chi ne ha fatto domanda. Data pagamento Assegno Unico luglio 2026L’INPS eroga l’Assegno Unico Universale con cadenza mensile. Per luglio 2026 i pagamenti seguono questo calendario:Domande con IBAN già noto e invariato: accredito il 20 e 21 luglio 2026 (calendario INPS 2026, messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025, per i beneficiari già in corso senza variazioni)Domande con variazioni (nuovo IBAN, nuovi figli, cambio ISEE): accredito in date successive, comunicate dall’INPS di mese in meseNuove domande presentate entro giugno 2026: primo pagamento atteso entro fine luglio 2026Chi ha già ricevuto il pagamento di giugno troverà anche il rateo di luglio sul proprio conto corrente o libretto postale nelle stesse date. Ricordiamo che l’INPS non invia comunicazioni via SMS o email con il giorno esatto: la verifica si fa solo tramite portale ufficiale.Importi Assegno Unico luglio 2026: la tabellaGli importi dell’Assegno Unico variano in base all’ISEE del nucleo familiare e all’età dei figli. Per il 2026, dopo la rivalutazione ISTAT dell’1,4% in vigore dal 1° gennaio, gli importi base (Circolare INPS n. 7/2026, Allegato 1) sono:ISEE familiareFiglio minorenne (importo base mensile per figlio)Figlio 18-20 anni (importo base)Fino a 17.468,51 euro203,80 euro99,10 euroDa 17.468,52 a 30.000 euroDa 203,80 a 140,90 euro (scala mobile)Da 99,10 a 68,90 euroDa 30.001 a 46.582,71 euroDa 140,90 a 58,30 euro (scala mobile)Da 68,90 a 29,10 euroOltre 46.582,71 euro58,30 euro (importo minimo garantito)29,10 euroISEE non presentato58,30 euro (importo minimo)29,10 euro (importo minimo)Maggiorazioni previste:Figli con disabilità (under 21): maggiorazione di 99,10 euro al mese per disabilità media, 110,60 euro per disabilità grave e 122,30 euro per non autosufficienza (importo fisso, non dipende dall’ISEE)Genitori entrambi lavoratori: fino a 34,90 euro al mese per ogni figlio minorenne con ISEE fino a 17.468,51 euro, poi l’importo scende e si azzera oltre 46.582,71 euro (non spetta per i figli tra 18 e 21 anni)Famiglie numerose (3+ figli): maggiorazione per i figli dal terzo in poi, decrescente con ISEE (da 99,10 a 17,40 euro al mese); con almeno 4 figli si aggiungono 150 euro al mese forfettari per nucleoFiglio sotto 1 anno: l’importo base aumenta del 50% fino al compimento del primo annoMadri under 21: maggiorazione di 23,30 euro per figlio al mesePer verificare l’importo spettante e la data di accredito, accedi a INPS.it con le tue credenziali digitali e cerca la sezione Assegno Unico e Universale per i figli → Consulta i pagamenti.Bonus 100 euro luglio 2026: chi lo riceve e quandoIl bonus 100 euro è una misura introdotta con la Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024) per i lavoratori dipendenti con specifici requisiti di reddito e familiari. Non si tratta di un pagamento diretto INPS ma di un credito d’imposta erogato dal datore di lavoro in busta paga, che poi lo recupera tramite compensazione fiscale. Requisiti per il bonus 100 euroReddito da lavoro dipendente: reddito complessivo 2025 non superiore a 20.000 euroCapienza IRPEF: l’imposta lorda deve essere superiore alle detrazioni spettanti (l’IRPEF deve essere dovuta)Almeno un figlio fiscalmente a carico (condizione familiare)In alternativa: coniuge/convivente fiscalmente a carico con almeno un figlio a caricoNon è richiesta la domanda separata: il datore di lavoro lo riconosce automaticamente su dichiarazione del lavoratoreIl bonus 100 euro viene riconosciuto nella busta paga di luglio 2026 per i lavoratori a tempo determinato che ne hanno diritto nel 2026 e per chi non lo ha ricevuto a dicembre 2025 nella propria busta paga. La verifica avviene in sede di conguaglio fiscale.Bonus 500 euro luglio 2026: Supporto Formazione Lavoro e altre misureNel contesto dei pagamenti INPS di luglio 2026, il riferimento al bonus 500 euro può riguardare diverse misure: 1. Supporto Formazione Lavoro (SFL): 350 euro mensiliIl Supporto Formazione Lavoro (SFL) è la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza per i soggetti occupabili. Eroga 350 euro mensili per un massimo di 12 mesi, condizionati alla partecipazione a programmi di formazione e lavoro.Attenzione: alcune fonti indicano erroneamente importi di 500 euro per l’SFL. L’importo corretto per il 2026 rimane 350 euro mensili, come stabilito dal D.Lgs. 48/2023 e confermato per il 2026.2. Carta Dedicata a te: 500 euro una tantumLa Carta Dedicata a te è un voucher da 500 euro una tantum destinato alle famiglie con ISEE fino a 15.000 euro. È gestita dai Comuni in collaborazione con INPS e Poste Italiane. Per il 2026 è in fase di erogazione: puoi verificare se sei beneficiario consultando il sito del tuo Comune o il portale INPS. Per tutti i dettagli puoi leggere l’articolo dedicato: Carta Dedicata a te 2026: data di pagamento e requisiti.3. Bonus una tantum per lavoratori con figliAlcuni CCNL prevedono erogazioni una tantum di importi variabili (tra 100 e 500 euro) per i lavoratori, che i datori di lavoro erogano in busta paga. Questi non sono pagamenti INPS diretti ma benefit contrattuali.MisuraImportoErogato daLuglio 2026Bonus 100 euro100 euro una tantum (annuale)Datore di lavoro (credito d’imposta)Si, per chi non lo ha ricevutoSupporto Formazione Lavoro350 euro/meseINPS direttoSi, per beneficiari SFL attiviAssegno di InclusioneDa 480 a 760+ euro/meseINPS direttoSi (vedi sezione AdI)Carta Dedicata a te500 euro una tantumComuni/Poste/INPSFase erogazione 2026Assegno di Inclusione (AdI) luglio 2026: date e importiL’Assegno di Inclusione (AdI) è la misura che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza per i nuclei familiari con almeno un componente in condizione di fragilità (minori, over 60, disabili, caregiver). È gestito dall’INPS e richiede rinnovo annuale del contratto di attivazione digitale (patto di inclusione).Data pagamento AdI luglio 2026L’INPS eroga l’Assegno di Inclusione con cadenza mensile su carta di pagamento prepagata (carta AdI). Le date di luglio 2026 seguono questo schema:Beneficiari già attivi (rinnovo automatico): accredito intorno al 25-27 luglio 2026Nuovi beneficiari con patto sottoscritto entro giugno: primo pagamento entro fine luglio 2026Rinnovi con aggiornamento ISEE: accredito posticipato di 5-10 giorni lavorativi rispetto alla data ordinariaImporti AdI luglio 2026L’importo dell’Assegno di Inclusione è composto da due quote principali (D.Lgs. 48/2023):Quota A (sussidio base): calcolata sulla soglia di povertà relativa, pari a 6.000 euro annui (500 euro mensili) per un singolo adulto, moltiplicata per il parametro della scala di equivalenza del nucleo familiareQuota B (contributo affitto): fino a 280 euro al mese per chi vive in affitto (importo ridotto a 150 euro per chi vive in sistemazione non a titolo oneroso)Composizione nucleoParametro scala equiv.Importo mensile max (quota A)Con affitto (quota A + B)1 adulto1,00500 euro780 euro (+ 280)2 adulti1,40700 euro980 euro (+ 280)2 adulti + 1 minore1,67835 euro1.115 euro (+ 280)2 adulti + 2 minori1,93965 euro1.245 euro (+ 280)2 adulti + 3 minori2,171.085 euro1.365 euro (+ 280)Nota importante: l’importo effettivo è ridotto dell’eventuale reddito del nucleo familiare. Se il nucleo ha entrate da lavoro o pensione, l’AdI viene decurtato proporzionalmente. I valori indicati sono i massimali teorici per nuclei senza altri redditi.Cosa fare se l’AdI non arriva a luglioSe il pagamento AdI non risulta accreditato entro il 28 luglio 2026, le cause più comuni sono:Scadenza del patto di attivazione digitale: va rinnovato ogni anno tramite il portale INPS o il patronatoISEE scaduto: la DSU deve essere aggiornata ogni anno; se scaduta, il pagamento si sospendeVariazione della composizione del nucleo familiare: nascite, decessi, matrimoni vanno comunicati entro 30 giorniSegnalazione di incompatibilità: ad esempio, uno dei componenti ha trovato lavoro senza comunicarlo tempestivamentePer chiarimenti sull’AdI puoi rivolgerti a un patronato o CAF abilitato.Calendario pagamenti INPS luglio 2026: tabella riepilogativaDi seguito la tabella riepilogativa con tutte le principali date di pagamento INPS previste per luglio 2026:Prestazione INPSData indicativa luglio 2026Metodo erogazioneNotePensioni (tutte le tipologie)1° luglio 2026Conto corrente / Posta / CassaInclude quattordicesima per aventi dirittoAssegno Unico Universale20-21 luglio 2026IBAN indicatoVariazioni/nuove domande: date comunicate dall’INPSNASpI (comp. giugno 2026)15-25 luglio 2026IBAN indicatoData varia per praticaDIS-COLL (comp. giugno 2026)15-25 luglio 2026IBAN indicatoCome NASpIAssegno di Inclusione (AdI)25-27 luglio 2026Carta AdI prepagataRinnovi: fine luglio/inizio agostoSupporto Formazione Lavoro (SFL)25-27 luglio 2026IBAN indicatoSolo per partecipanti ai percorsi attiviBonus 100 euroCon busta paga luglioDatore di lavoroNon pagamento diretto INPSCassa Integrazione (CIG)Entro 30 luglio 2026IBAN indicatoPer pagamenti diretti INPSIndennita di maternita/paternitaEntro 30 luglio 2026IBAN indicatoPer lavoratrici autonome e iscritte GS Come verificare i pagamenti INPS onlinePer monitorare i pagamenti INPS in tempo reale, hai a disposizione diversi strumenti ufficiali:1. Portale INPS (inps.it)Accedi con SPID, CIE o CNS alla sezione MyINPS. Da qui puoi consultare:Estratto conto previdenzialeEstratto conto delle prestazioni (NASpI, AdI, SFL, Assegno Unico)Calendario dei pagamenti programmatiFascicolo previdenziale del cittadino2. App INPS MobileDisponibile per Android e iOS, l’app INPS Mobile consente di ricevere notifiche push sullo stato dei pagamenti e accedere ai principali servizi in mobilità.3. Call center INPS: 803 164 (da rete fissa) / 06 164164 (da cellulare)Il servizio di assistenza telefonica INPS e’ attivo dal lunedi al venerdi dalle 8:00 alle 20:00 e il sabato dalle 8:00 alle 14:00. Per domande su pagamenti NASpI e AdI e’ il canale più’ rapido in caso di mancato accredito.4. Patronato e CAFPer le pratiche più’ complesse — come il rinnovo del patto AdI, la verifica dell’ISEE aggiornato o la domanda di NASpI anticipata — ti conviene rivolgerti a un patronato o CAF abilitato. Il servizio e’ gratuito per i lavoratori e le famiglie.Puoi consultare anche il nostro articolo sulla pensione luglio 2026: come consultare il cedolino INPS per ulteriori dettagli sull’accesso ai servizi online INPS.Pensioni luglio 2026: la quattordicesima e gli aumentiUn capitolo a parte meritano le pensioni di luglio 2026. Anche se non oggetto principale di questo articolo, e’ importante ricordare che i pensionati a basso reddito percepiscono a luglio la quattordicesima, una somma aggiuntiva erogata una volta l’anno (solitamente con il rateo di luglio).Chi ha diritto alla quattordicesima:Pensionati con almeno 64 anni di eta’Reddito personale non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo INPS (circa 18.000 euro annui nel 2026)Almeno 15 anni di contributi (per lavoratori dipendenti con pensione più’ alta: almeno 25 anni)Per tutti i dettagli sulle pensioni di luglio puoi leggere l’articolo dedicato: Pensioni di luglio più’ ricche con la quattordicesima, a chi spetta: la tabella degli importi. Cosa cambia rispetto ai mesi precedenti: le novità’ INPS di luglio 2026Luglio 2026 porta alcune novità’ specifiche nel sistema dei pagamenti INPS rispetto ai mesi precedenti:Assegno Unico e DSU 2026: a luglio non c’è un nuovo aggiornamento automatico degli importi, perché la rivalutazione annuale decorre dal 1° gennaio (Circolare INPS n. 7/2026). Chi ha presentato la DSU 2026 entro il 30 giugno ottiene il ricalcolo dell’assegno da marzo, con i relativi arretratiNuove domande AdI approvate a giugno: le domande di Assegno di Inclusione approvate a giugno 2026 vengono pagate a partire da luglio, con il primo accredito sulla carta prepagata dopo la sottoscrizione del patto di attivazione digitaleDIS-COLL per co.co.co.: i collaboratori coordinati e continuativi che hanno perso il lavoro tra aprile e maggio 2026 potrebbero ricevere il primo pagamento della DIS-COLL a luglio 2026Rivalutazione NASpI: le NASpI in corso di erogazione da più’ di 5 mesi potrebbero subire la decurtazione mensile del 3%, con importi sensibilmente inferiori rispetto a quanto ricevuto a inizio prestazione📬Resta aggiornato sulle novità’ fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →Niente spam. Cancellati quando vuoi.FontiCircolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale)Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026)FAQ Quando viene pagata la NASpI di luglio 2026?La NASpI di luglio 2026 (relativa alla competenza di giugno 2026) viene accreditata indicativamente tra il 15 e il 25 luglio 2026. La data precisa varia in base all’ordine di lavorazione della pratica da parte dell’INPS. Puoi verificare la data sul portale INPS accedendo con SPID, CIE o CNS alla sezione Estratto conto delle prestazioni.Quando arriva l’Assegno Unico a luglio 2026?L’Assegno Unico Universale di luglio 2026 viene pagato il 20 e 21 luglio, secondo il calendario INPS 2026 (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025), per i beneficiari con IBAN già registrato e senza variazioni. Per chi ha effettuato variazioni (nuovo IBAN, nuovi figli, aggiornamento ISEE), il pagamento può arrivare in date successive.A quanto ammonta il bonus 100 euro e chi lo riceve?Il bonus 100 euro e’ riservato ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo 2025 non superiore a 20.000 euro, che abbiano IRPEF dovuta e almeno un figlio fiscalmente a carico. Viene erogato dal datore di lavoro in busta paga come credito d’imposta, non direttamente dall’INPS.Quando viene pagato l’Assegno di Inclusione a luglio 2026?L’Assegno di Inclusione (AdI) di luglio 2026 viene accreditato sulla carta prepagata AdI intorno al 25-27 luglio per i beneficiari già’ attivi. I nuovi beneficiari con patto sottoscritto entro giugno ricevono il primo pagamento entro fine luglio. Se non arriva, verificare la validità’ del patto di attivazione e l’aggiornamento dell’ISEE.Il bonus 500 euro viene pagato dall’INPS a luglio 2026?Non esiste un unico “bonus 500 euro” erogato direttamente dall’INPS a luglio 2026. Il riferimento può’ riguardare la Carta Dedicata a te 2026 (500 euro una tantum gestita dai Comuni) o il Supporto Formazione Lavoro (350 euro mensili, non 500). Per verificare a quali misure hai diritto, rivolgiti a un CAF o patronato.Come faccio a sapere se ho ricevuto il pagamento INPS?Accedi al portale INPS (inps.it) con SPID, CIE o CNS e vai in MyINPS -> Estratto conto delle prestazioni. Qui trovi tutti i pagamenti ricevuti, con data e importo. In alternativa, usa l’app INPS Mobile o chiama il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164164 (da cellulare).Conclusione: tieni d’occhio le date INPS di luglio 2026Luglio 2026 è un mese di pagamenti importanti per milioni di famiglie italiane. Ricapitolando le date chiave: le pensioni arrivano il 1° luglio (con eventuali quattordicesime), l’Assegno Unico il 20 e 21 luglio (in date successive in caso di variazioni), la NASpI tra il 15 e il 25 luglio e l’Assegno di Inclusione tra il 25 e il 27 luglio.Luglio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-01 23:31:352026-09-30 09:17:10Luglio 2026, INPS Cambia le Date: NASpI, Assegno Unico, Bonus 100-500 Euro e AdI
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOQuanto guadagna un avvocato libero professionista in forfettario nel 2026“Quanto guadagna davvero un avvocato libero professionista in regime forfettario nel 2026?” È una delle domande più cercate da neoabilitati, praticanti avvocati e chiunque stia valutando di intraprendere la carriera forense in autonomia. I dati che circolano online spesso confondono il fatturato lordo con il reddito netto, tralasciano i contributi Cassa Forense o dimenticano l’imposta sostitutiva. In questa guida facciamo chiarezza con numeri reali e tabelle confrontabili. Indice dei contenutiReddito medio avvocato in Italia: fasce bassa, media e altaPrimi 5 anni vs oltre 10 anni: il gap di reddito nella professione forenseSpecialisti vs generalisti: quanto pesa la nicchia di mercatoCalcolo netto forfettario per avvocato: tabella 30k/50k/80kForfettario vs regime ordinario: confronto netto a parità di ricaviVariabili che influenzano il guadagno: città, specializzazione, studioVuoi sapere quanto guadagneresti tu? Simulazione personalizzata CAFReddito medio avvocato in Italia: fasce bassa, media e altaLe statistiche di Cassa Forense (che ogni anno pubblica i dati aggregati sui redditi degli iscritti) mostrano un quadro molto variegato. I dati più recenti disponibili (dichiarati per l’anno d’imposta 2023-2024) evidenziano una distribuzione fortemente disomogenea:Fascia bassa (primi anni, generalisti, Sud Italia): reddito professionale netto tra 15.000 e 30.000 euro annui. In questa fascia rientrano molti neoabilitati e avvocati con studio individuale in fase di avvio.Fascia media (5-10 anni di attività, studio consolidato): reddito tra 35.000 e 65.000 euro. La fascia più popolosa tra i forfettari.Fascia alta (oltre 10 anni, specializzazione forte, grandi città): reddito superiore a 80.000-85.000 euro. A questi livelli si supera spesso la soglia forfettaria e si valuta il passaggio al regime ordinario o a forme societarie.Per un confronto con altri settori e capire come si posiziona il codice ATECO 69.10.10 dell’avvocato, leggi: Coefficienti di redditività forfettario 2026: analisi per settore. Primi 5 anni vs oltre 10 anni: il gap di reddito nella professione forenseLa professione forense ha una curva di apprendimento e di guadagno molto pronunciata. Nei primi 3-5 anni, un avvocato che parte da zero deve costruire la clientela, la reputazione e spesso si affida a studio legali più strutturati come collaboratore. In questa fase i ricavi raramente superano i 25.000-35.000 euro lordi.In questo periodo, però, il regime forfettario offre un vantaggio straordinario: l’aliquota del 5% per i primi 5 anni di nuova attività (cosiddetta “startup forfettaria”). Se nel triennio precedente non hai esercitato attività professionale analoga e non hai redditi da lavoro dipendente sopra i 35.000 euro, puoi pagare solo il 5% di imposta sostitutiva sull’imponibile.Dopo i 10 anni di attività, un avvocato specializzato e con una clientela fidelizzata può arrivare a ricavi nell’ordine dei 70.000-85.000 euro, zona limite della convenienza forfettaria. In questo momento è opportuno fare una valutazione con un esperto per capire se conviene ancora restare nel regime agevolato. Specialisti vs generalisti: quanto pesa la nicchia di mercatoIl reddito di un avvocato dipende enormemente dalla specializzazione. Un avvocato che si occupa di diritto del lavoro, diritto societario o diritto tributario in una grande città può avere parcelle medie significativamente più alte rispetto a un avvocato generalista che gestisce prevalentemente cause civili ordinarie.Diritto del lavoro e societario: alta domanda da parte di aziende, parcelle spesso più strutturate.Diritto di famiglia e successioni: domanda costante, parcelle medie, buona continuità.Diritto penale: alta variabilità, dipende dal tipo di clientela (privati vs aziende).Diritto tributario: in crescita per la complessità normativa, clientela mista privati/imprese.Generalista: ottimo per costruire la clientela iniziale, ma più difficile differenziarsi e aumentare le parcelle nel tempo.Calcolo netto forfettario per avvocato: tabella 30k/50k/80kEcco il cuore di questa guida: una tabella con il calcolo del reddito netto effettivo per un avvocato in regime forfettario, a tre diversi livelli di ricavi. Ricorda che per gli avvocati (ATECO 69.10.10) il coefficiente di redditività è del 78%: l’imponibile fiscale è quindi il 78% dei ricavi lordi. I contributi Cassa Forense (soggettivo) sono indicati in modo orientativo.VoceRicavi 30.000 €Ricavi 50.000 €Ricavi 80.000 €Imponibile fiscale (78%)23.400 €39.000 €62.400 €Imposta sostitutiva 15%3.510 €5.850 €9.360 €Imposta sostitutiva 5% (startup, primi 5 anni)1.170 €1.950 €3.120 €Contributi Cassa Forense soggettivo (stima)~2.800-3.200 €~5.500-6.500 €~9.000-10.500 €Reddito netto stimato (aliquota 15%)~23.300-23.700 €~37.650-38.650 €~60.140-61.140 €Reddito netto stimato (aliquota 5% startup)~23.600-24.030 €~41.550-42.550 €~66.380-67.380 €Attenzione: i contributi Cassa Forense dipendono dall’aliquota soggettiva applicata sul reddito professionale netto, che varia in base alla posizione contributiva e all’anzianità di iscrizione. Gli importi indicati sono stime orientative. Per il calcolo esatto, usa il simulatore Cassa Forense o rivolgiti al CAF.Per la guida completa sulla partita IVA da avvocato, con tutti i dettagli su ATECO, Cassa Forense e RC professionale, consulta: Partita IVA avvocato 2026: guida completa al forfettario, Cassa Forense e RC professionale. Forfettario vs regime ordinario: confronto netto a parità di ricaviUn punto di domanda frequente: vale la pena restare in forfettario o conviene passare al regime ordinario?Il confronto dipende soprattutto dai costi reali dello studio. Nel forfettario, il fisco calcola i costi in modo forfettario (il 22% del fatturato, ossia 100% – 78%): non puoi dedurre le spese reali. Nel regime ordinario puoi dedurre tutto: affitto studio, abbonamenti software, aggiornamento professionale, spese di rappresentanza, ecc.Esempio a 50.000 euro di ricavi:Forfettario: imponibile 39.000 €, imposta 5.850 €, netto ~38.000 € (al netto Cassa Forense)Ordinario con costi reali 12.000 €: reddito imponibile 38.000 €, IRPEF scaglioni ~11.500 €, netto ~26.500 € (al netto Cassa Forense e IRAP)Il forfettario conviene quasi sempre sotto gli 85.000 euro, a meno che i costi reali dello studio non siano molto elevati (sopra il 22% dei ricavi) e il professionista abbia carichi familiari significativi che generano detrazioni IRPEF rilevanti nel regime ordinario.Variabili che influenzano il guadagno: città, specializzazione, studioIl reddito finale di un avvocato dipende da molteplici fattori al di là del regime fiscale:Città: a Milano o Roma le parcelle medie sono superiori del 30-50% rispetto al Sud o alle città medio-piccole. Il mercato legale metropolitano è più competitivo ma anche più redditizio per i profili specializzati.Specializzazione: come visto sopra, la nicchia di mercato incide fortemente sul valore orario percepito.Dipendente di studio vs indipendente: lavorare come collaboratore di uno studio (“avvocato in collaborazione”) porta spesso ricavi più regolari ma inferiori rispetto all’avvocato con clientela propria. La struttura dello studio e il tipo di contratto di collaborazione sono variabili decisive.Digitale e marketing professionale: sempre più avvocati forfettari usano LinkedIn, un sito web professionale e i motori di ricerca per acquisire clienti. Chi investe in visibilità online genera mediamente un 20-30% di clientela in più rispetto alla rete solo offline.Per simulare il tuo calcolo con i dati reali, usa il nostro tool Excel gratuito: Excel Calcolo Tasse Forfettario 2026.Vuoi sapere quanto guadagneresti tu? Simulazione personalizzata CAFI dati di questa guida sono orientativi. Il tuo reddito netto reale dipende dalla tua situazione specifica: contributi Cassa Forense effettivi, eventuali redditi da lavoro dipendente, fasce di anzianità professionale e investimenti dello studio.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenze personalizzate per avvocati e liberi professionisti: calcoliamo insieme il netto previsto, valutiamo la convenienza del forfettario e ti assistiamo negli adempimenti fiscali e previdenziali.Contattaci per un preventivo personalizzato:CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, UdineTel. 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Luglio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-01 14:00:002026-07-03 07:54:20Quanto guadagna un avvocato libero professionista in forfettario nel 2026
CONGEDO PARENTALE, MATERNITA', PATRONATOCongedo Parentale Lavoratori Autonomi e Forfettario 2026: Indennita e Procedura INPSCongedo Parentale Lavoratori Autonomi e Forfettario 2026: Indennita INPS, Durata e Come Fare DomandaSe hai la partita IVA o sei in regime forfettario e aspetti un figlio, hai diritto al congedo parentale anche tu. Ma le regole sono diverse rispetto ai dipendenti: l’indennita e’ piu’ bassa, la procedura passa direttamente dall’INPS e bisogna sapere a quale gestione previdenziale si appartiene. In questa guida spieghiamo tutto: chi puo’ richiedere il congedo parentale da autonomo nel 2026, quanto si percepisce, per quanti mesi e come presentare la domanda. Indice dei contenutiChi sono i lavoratori autonomi che hanno diritto al congedo parentaleCongedo parentale Gestione Separata INPS 2026: quanto spettaCongedo parentale artigiani e commercianti 2026Tabella comparativa: dipendente vs autonomo GS vs artigiano/commercianteIndennita’ di maternita’ per autonomi e forfettari: la confusione da evitareCome presentare la domanda di congedo parentale autonomi all’INPSCompatibilita’ e incompatibilita’ del congedo parentale autonomiProfessionisti con cassa previdenziale: il congedo non passa da INPSDomande frequenti sul congedo parentale autonomi 2026Come il CAF e il Patronato ti possono aiutareChi sono i lavoratori autonomi che hanno diritto al congedo parentaleIl diritto al congedo parentale per i lavoratori autonomi e’ disciplinato dall’articolo 33 del D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico Maternita e Paternita), aggiornato dal D.Lgs. 105/2022 che ha recepito la Direttiva UE 2019/1158 sull’equilibrio tra vita professionale e vita privata.I soggetti che possono usufruire del congedo parentale come lavoratori autonomi sono:Lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS: liberi professionisti senza cassa previdenziale, collaboratori coordinati, co.co.co., i professionisti forfettari iscritti alla GSArtigiani: iscritti alla gestione artigiani INPSCommercianti: iscritti alla gestione commercianti INPSColtivatori diretti, coloni e mezzadri: gestione apposita INPSI forfettari non costituiscono una categoria previdenziale a se’: il regime forfettario e’ solo un regime fiscale. La gestione previdenziale dipende dall’attivita’: se sei un professionista senza cassa ordinaria, sei iscritto alla Gestione Separata; se sei artigiano o commerciante in forfettario, sei iscritto alla gestione di categoria. Le regole del congedo parentale seguono la gestione previdenziale, non il regime fiscale. Congedo parentale Gestione Separata INPS 2026: quanto spettaPer i lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (la categoria piu’ numerosa tra i professionisti autonomi e forfettari), il congedo parentale funziona cosi’:DurataComplessivamente tra i due genitori spettano 3 mesi di congedo parentale entro il primo anno di vita del bambino (o entro un anno dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento). Non e’ trasferibile: i 3 mesi si dividono tra madre e padre in base alle loro scelte, ma non si sommano.Indennita’ per Gestione SeparataL’indennita’ e’ pari al 30% del reddito convenzionale stabilito annualmente dall’INPS. Non si tratta del tuo reddito effettivo, ma di un importo di riferimento fissato per legge. Per il 2026, il reddito convenzionale mensile di riferimento e’ calcolato sulla base dei massimali GS INPS vigenti.Attenzione: la misura dell’indennita’ per autonomi GS e’ diversa da quella dei dipendenti, che possono arrivare all’80% per i mesi coperti dalla L. 197/2022 (Legge di Bilancio 2023) e successive modifiche. La misura dell’80% e’ riservata ai lavoratori dipendenti per specifici periodi; per gli iscritti alla GS la misura base resta al 30%.Requisiti per la Gestione SeparataAlmeno 3 mesi di contribuzione accreditata alla Gestione Separata nel periodo tra il 1° gennaio dell’anno precedente a quello del parto e il giorno antecedente l’inizio del congedoNon essere titolare di pensioneNon avere altra copertura assicurativa INPS obbligatoria in contemporaneaNon essere iscritto ad altre casse previdenziali obbligatorie (in quel caso la domanda va a quella cassa, non all’INPS) Congedo parentale artigiani e commercianti 2026Per gli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS il congedo parentale ha caratteristiche leggermente diverse rispetto alla Gestione Separata.DurataAnche qui: 3 mesi complessivi tra i due genitori entro il primo anno di vita del bambino.Indennita’ artigiani e commerciantiL’indennita’ per artigiani e commercianti e’ calcolata sulla base del reddito convenzionale stabilito dall’INPS per la categoria. Il reddito convenzionale utilizzato per il calcolo delle indennita’ di maternita’ e congedo parentale e’ legato ai minimali contributivi della gestione. L’indennita’ giornaliera corrisponde a circa 1/365 del reddito convenzionale annuo, per un massimo di 3 mesi.Requisiti artigiani e commerciantiEssere iscritti alla gestione artigiani o commercianti INPS alla data del parto/adozioneAver versato i contributi per almeno 3 mesi nei 12 mesi precedenti l’inizio del congedoNon percepire altre indennita’ INPS incompatibili Tabella comparativa: dipendente vs autonomo GS vs artigiano/commercianteEcco un confronto diretto per capire le differenze principali:CaratteristicaDipendenteAutonomo GS INPSArtigiano/CommercianteDurata congedo parentaleFino a 9 mesi per madre; 3 mesi per padre (non cedibili); totale 11 mesi tra i due3 mesi tra i due genitori entro 1 anno3 mesi tra i due genitori entro 1 annoIndennita’80% per 1 mese, 60% per 1 mese, 30% per resto (fino a 9 anni del figlio)30% del reddito convenzionaleBasata su reddito convenzionale categoriaBase di calcoloRetribuzione media giornaliera (RMG)Reddito convenzionale GSReddito convenzionale artigiani/commerc.Contributi minimi richiestiIn genere basta essere assicurati3 mesi nell’anno precedente o in corso3 mesi nei 12 mesi precedentiChi erogaDatore + conguaglio INPSINPS direttamenteINPS direttamenteDomandaAl datore + INPSSolo INPS telematicaSolo INPS telematica Indennita’ di maternita’ per autonomi e forfettari: la confusione da evitareSpesso si confondono due prestazioni diverse: l’indennita’ di maternita’ e il congedo parentale. Vediamo la differenza:Indennita’ di maternita’: spetta alla madre durante i 5 mesi obbligatori di astensione (2 mesi prima del parto + 3 mesi dopo, oppure 1+4). Per gli autonomi iscritti alla GS e’ pari all’80% del reddito convenzionale giornaliero per 5 mesi. Per artigiani e commercianti l’importo e’ simile, calcolato sui valori convenzionali di categoria.Congedo parentale: e’ la fase successiva, facoltativa, fruibile dopo la maternita’ obbligatoria. Come descritto sopra, per gli autonomi GS vale il 30% e dura massimo 3 mesi tra entrambi i genitori entro il primo anno.Esempio pratico: una grafica libera professionista iscritta alla Gestione Separata, con reddito convenzionale GS di riferimento pari a 16.243 euro annui per il 2026 (dato orientativo; l’INPS aggiorna i valori con circolare annuale), percepisce:Maternita’ obbligatoria (5 mesi): 80% del reddito convenzionale giornaliero x 153 giorniCongedo parentale (fino a 3 mesi): 30% del reddito convenzionale giornaliero x giorni fruitiCome presentare la domanda di congedo parentale autonomi all’INPSLa domanda di congedo parentale per autonomi si presenta esclusivamente in via telematica. Il datore di lavoro non e’ coinvolto (non esiste): sei tu che rapporti direttamente con l’INPS.Procedura passo per passoAccedi a MyINPS: vai su www.inps.it e accedi con SPID, CIE o CNSCerca il servizio: digita “Congedo parentale” nella barra di ricerca e seleziona il modulo per lavoratori autonomi (diverso da quello per dipendenti)Compila il modulo SR11 (per GS) o il modulo specifico per artigiani/commercianti, inserendo: dati anagrafici, codice fiscale figlio, data di nascita o ingresso in famiglia, periodo di congedo richiesto (date inizio/fine), IBAN per accredito indennita’Allega documentazione: certificato di nascita del figlio o atto di adozione/affidamentoInvia la domanda e conserva la ricevuta con numero di protocolloTempistiche e pagamentoL’INPS ha 30 giorni per liquidare la domanda completa. Il pagamento avviene tramite accredito sul conto corrente indicato. Se la domanda e’ incompleta, l’INPS chiede integrazioni e il termine riparte.La domanda puo’ essere presentata anche tramite Patronato, che la invia all’INPS per conto del lavoratore senza costi aggiuntivi. Il CAF Centro Fiscale con i suoi patronati di riferimento puo’ assisterti in tutto il percorso.Compatibilita’ e incompatibilita’ del congedo parentale autonomiIl congedo parentale per autonomi non e’ compatibile con:Lo svolgimento di attivita’ lavorativa autonoma durante il periodo di congedo (si perdono i giorni di indennita’ per i giorni lavorati)La percezione di altre indennita’ INPS incompatibili per lo stesso periodoLa fruizione contemporanea da parte di entrambi i genitori (non si puo’ prendere il congedo nello stesso giorno se si condividono i 3 mesi)E’ compatibile con:L’Assegno Unico Universale (che spetta comunque per i figli a carico, indipendentemente dal congedo)La percezione di redditi da lavoro dipendente di altro membro del nucleo familiareProfessionisti con cassa previdenziale: il congedo non passa da INPSSe sei un professionista iscritto a una cassa previdenziale privata (CNPADC per commercialisti, EPAP per biologi, CNAPDC per ragionieri, Cassa Forense per avvocati, ENPAM per medici, INARCASSA per architetti/ingegneri, ecc.), il congedo parentale non si richiede all’INPS ma alla tua cassa di appartenenza.Ogni cassa ha regole proprie: alcune riconoscono il congedo parentale in modo analogo alla GS INPS, altre hanno regole piu’ restrittive o importi diversi. Prima di presentare domanda, verifica le regole specifiche della tua cassa professionale.Domande frequenti sul congedo parentale autonomi 2026Un forfettario puo’ prendere il congedo parentale?Si’, ma dipende dalla gestione previdenziale. Il regime forfettario e’ solo un regime fiscale. Se sei un libero professionista senza cassa ordinaria in regime forfettario, sei iscritto alla GS INPS e hai diritto al congedo parentale GS. Se sei un artigiano forfettario, le regole sono quelle della gestione artigiani.Quanto si prende con il congedo parentale in Gestione Separata?L’indennita’ e’ pari al 30% del reddito convenzionale stabilito dall’INPS per la GS. Non e’ il tuo reddito reale ma un importo di riferimento fissato per circolare. L’INPS pubblica ogni anno il valore aggiornato: verifica sul sito INPS o chiedi al patronato per sapere l’importo esatto per il 2026.Il congedo parentale autonomi vale anche per i padri?Si’. Anche il padre lavoratore autonomo o forfettario puo’ fruire del congedo parentale, condividendo i 3 mesi disponibili con la madre. La domanda si presenta separatamente da ciascun genitore per la propria quota.Cosa succede se faccio qualche lavoretto durante il congedo?Se svolgi attivita’ lavorativa autonoma nei giorni di congedo, perdi il diritto all’indennita’ per quei giorni. L’INPS puo’ richiedere la restituzione delle somme percepite per giorni in cui hai lavorato. E’ importante dichiarare correttamente i periodi di effettiva astensione dal lavoro.Posso prendere il congedo parentale anche in caso di adozione?Si’. Per le adozioni nazionali e internazionali, il congedo parentale (e la maternita’ obbligatoria) spettano a decorrere dall’ingresso del minore in famiglia, non dalla nascita. Le regole sono analoghe a quelle per il parto.Come il CAF e il Patronato ti possono aiutarePresentare la domanda di congedo parentale come lavoratore autonomo puo’ essere complicato, soprattutto per la prima volta. Il nostro sportello patronato ti assiste gratuitamente in:Verifica dei requisiti contributivi (3 mesi minimi accreditati)Calcolo indicativo dell’indennita’ spettanteCompilazione e invio telematico della domanda INPSMonitoraggio della pratica e risposta a eventuali richieste di integrazione INPSContattaci per un preventivo personalizzato o prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. Puoi anche scrivere su WhatsApp al 366 6018121 o chiamare lo 0432 1638640.Per approfondire: Congedo Parentale 2026: Durata, Indennita e Domanda INPS | Contributi Volontari INPS 2026 | Regime Forfettario 2026: Guida CompletaLuglio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-01 09:00:002026-07-03 07:54:23Congedo Parentale Lavoratori Autonomi e Forfettario 2026: Indennita e Procedura INPS
NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATONASPI e Nuovo Lavoro 2026: Cosa Succede all’IndennitaNASPI e Nuovo Lavoro 2026: Cosa Succede all’IndennitaSe percepisci la NASPI e trovi un nuovo lavoro, le conseguenze sull’indennita dipendono dal tipo di contratto e dal reddito previsto. In alcuni casi la NASPI si sospende, in altri si riduce, in altri ancora decade definitivamente.E fondamentale conoscere le regole per evitare di perdere i benefici o dover restituire somme percepite indebitamente. Vediamo tutti i casi possibili nel 2026.Indice dei contenutiNuovo lavoro a tempo determinatoNuovo lavoro a tempo indeterminatoLavoro part-time e NASPI ridottaLavoro occasionale e prestazioni sporadicheObbligo di comunicazione NASPI COMCome si calcola la riduzioneDomande frequenti Nuovo Lavoro a Tempo DeterminatoSe trovi un lavoro subordinato a tempo determinato, la NASPI non decade ma si sospende per tutta la durata del contratto.Come funziona la sospensioneLa NASPI viene sospesa dalla data di inizio del nuovo rapportoAlla scadenza del contratto, la NASPI riprende automaticamenteNon devi presentare una nuova domandaLa durata residua resta invariataLimite di durataLa sospensione e possibile solo se il contratto a termine ha durata massima di 6 mesi. Se supera i 6 mesi, la NASPI decade.Esempio praticoMario percepisce NASPI da 3 mesi e gli restano 9 mesi di indennita. Trova un lavoro a termine di 4 mesi:La NASPI si sospende per 4 mesiAlla scadenza del contratto, riprende con 9 mesi residuiNon perde nulla dell’indennita spettante Nuovo Lavoro a Tempo IndeterminatoSe trovi un lavoro subordinato a tempo indeterminato, la NASPI decade definitivamente.Perdita dello stato di disoccupazioneCon un contratto a tempo indeterminato perdi automaticamente lo stato di disoccupazione, requisito essenziale per la NASPI. L’indennita cessa dal giorno di inizio del nuovo lavoro.Se perdi di nuovo il lavoroSe vieni licenziato dal nuovo impiego, puoi presentare una nuova domanda di NASPI, ma dovrai avere nuovamente i requisiti contributivi (13 settimane nei 4 anni precedenti + 30 giornate nei 12 mesi precedenti). Lavoro Part-Time e NASPI RidottaSe trovi un lavoro part-time con reddito annuo inferiore al reddito minimo esente (circa 8.500 euro nel 2026), puoi continuare a percepire la NASPI in forma ridotta.Condizioni per il cumuloReddito annuo presunto inferiore a 8.500 euroComunicazione preventiva all’INPS (NASPI COM)Il datore di lavoro puo essere diverso dal precedenteQuanto viene ridotta la NASPILa NASPI viene ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo di lavoro.Esempio di calcoloSe la tua NASPI e di 1.000 euro/mese e trovi un part-time da 500 euro/mese:Riduzione: 500 x 80% = 400 euroNASPI ridotta: 1.000 – 400 = 600 euro/meseReddito totale: 500 + 600 = 1.100 euro/mese Lavoro Occasionale e Prestazioni SporadicheAnche il lavoro occasionale ha effetti sulla NASPI, ma con regole diverse.Prestazioni occasionali (PrestO)I compensi da prestazioni occasionali (ex voucher) sono cumulabili con la NASPI:Limite annuo: 5.000 euro da tutti i committentiLimite per singolo committente: 2.500 euroLa NASPI viene ridotta dell’80% del compensoLavoro autonomo occasionaleSe svolgi attivita di lavoro autonomo occasionale:Devi comunicarlo all’INPSSe il reddito annuo supera 5.500 euro (circa), decade la NASPISe resta sotto la soglia, la NASPI viene ridotta dell’80% Obbligo di Comunicazione NASPI COMLa NASPI COM e la comunicazione obbligatoria che devi inviare all’INPS quando la tua situazione cambia.Quando devi comunicareInizio di un nuovo lavoro (qualsiasi tipo)Variazione del reddito presuntoFine del rapporto di lavoro durante la sospensioneApertura di partita IVATermini per la comunicazioneEntro 30 giorni dall’inizio della nuova attivitaSe non comunichi, rischi sanzioni e restituzione delle sommeCome inviare la NASPI COMOnline: sito INPS con SPID/CIECAF e Patronati: assistenza gratuitaContact Center INPS: 803 164Come Si Calcola la Riduzione NASPIQuando cumuli NASPI e lavoro, l’indennita viene ridotta secondo regole precise.Formula di riduzioneLa NASPI viene ridotta di un importo pari all’80% del reddito presunto, diviso per i mesi di durata del lavoro.Esempio completoSituazione: NASPI di 900 euro/mese, nuovo lavoro part-time da 6.000 euro/anno per 12 mesi.Reddito mensile presunto: 6.000 / 12 = 500 euroRiduzione mensile: 500 x 80% = 400 euroNASPI ridotta: 900 – 400 = 500 euro/meseConguaglio a fine annoA fine anno l’INPS verifica il reddito effettivo. Se hai guadagnato piu del previsto, dovrai restituire la differenza. Se hai guadagnato meno, ti spetta un conguaglio positivo. Domande Frequenti su NASPI e Nuovo LavoroSe trovo lavoro devo avvisare subito?Si, hai 30 giorni di tempo per comunicare l’inizio di un nuovo lavoro tramite NASPI COM. Ti consigliamo di farlo immediatamente per evitare problemi.Posso rifiutare un’offerta di lavoro?Attenzione: se rifiuti un’offerta di lavoro congrua (adeguata alle tue competenze e con retribuzione almeno pari al 20% dell’ultima), perdi la NASPI.Se il lavoro a termine viene prorogato?Se il contratto a termine viene prorogato e la durata complessiva supera i 6 mesi, la NASPI decade. La sospensione e possibile solo per contratti fino a 6 mesi.Posso fare due lavori part-time?Si, purche il reddito complessivo resti sotto la soglia di esenzione. Devi comunicare entrambi i lavori all’INPS. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra NASPI 2026: Guida Completa per una panoramica completa.Assistenza NASPI a UdineIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con tutte le pratiche NASPI, incluse le comunicazioni di variazione.Verifica della tua situazioneInvio NASPI COMCalcolo della riduzioneAssistenza per casi complessiContattaci:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121 Luglio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-01 09:00:002026-03-17 19:05:54NASPI e Nuovo Lavoro 2026: Cosa Succede all’IndennitaCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, ESTRATTO CONTRIBUTIVO, PATRONATOEstratto contributivo e pensione 2026: come verificare i requisitiEstratto contributivo e pensione 2026: come verificare i requisitiL’estratto contributivo INPS e molto piu di un semplice elenco di versamenti: e lo strumento fondamentale per capire quando potrai andare in pensione e quale importo ti aspetta. In questa guida spieghiamo come leggere l’estratto contributivo per verificare i requisiti pensionistici nel 2026, come calcolare l’anzianita contributiva e come simulare la propria pensione futura usando gli strumenti INPS ufficiali.Per sapere come richiedere l’estratto contributivo e leggerlo, consulta prima la guida completa all’estratto contributivo INPS. Per problemi di errori nell’estratto, leggi invece come correggere gli errori contributivi.Indice dei contenutiCosa dice l’estratto contributivo sulla tua pensioneRequisiti pensionistici 2026: riepilogoCome calcolare la tua anzianita contributiva dall’estrattoCumulo e totalizzazione: quando hai contributi in piu gestioniLa simulazione pensione con il servizio INPSQuota 103 e Quota 41 nel 2026: cosa sapereDomande frequenti (FAQ)Conclusione: pianifica la pensione con il tuo estratto contributivoCosa dice l’estratto contributivo sulla tua pensione L’estratto contributivo contiene le informazioni essenziali per calcolare i tuoi diritti pensionistici:Anzianita contributiva totale: numero di settimane/anni di contributi accreditati (lavoro effettivo + contributi figurativi + riscatti)Retribuzione pensionabile: base su cui viene calcolata la quota retributiva (se hai contributi precedenti al 1996)Montante contributivo: somma dei contributi versati nel sistema contributivo (post-1996 o interamente contributivi)Gestione di appartenenza: FPLD (lavoratori dipendenti), Gestione Separata, artigiani/commercianti, ecc.Combinando questi dati con i requisiti pensionistici vigenti nel 2026, puoi determinare se hai gia maturato il diritto alla pensione o quanti anni ti mancano.Requisiti pensionistici 2026: riepilogo Tipo di pensioneRequisito etaRequisito contributivoNotePensione di vecchiaia67 anni20 anni di contributiRequisito standard per tutti i regimiPensione anticipata ordinariaIndipendente42 anni e 10 mesi (uomini) / 41 anni e 10 mesi (donne)Finestra mobile 3 mesiQuota 10362 anni41 anni di contributiProrogata al 2025; verifica stato 2026Quota 41 (precoci)Indipendente41 anni (di cui 1 ante 19esimo anno di eta)Solo per categorie di lavori gravosi/invalidita/disoccupatiAPE Sociale63 anni e 5 mesi30-36 anni (in base alla categoria)Solo per caregiver, invalidi, gravosi, disoccupatiOpzione Donna61 anni35 anniSolo lavoratrici, con ricalcolo contributivoNota: i requisiti di Quota 103 e APE Sociale per il 2026 sono soggetti a conferma o modifica con la Legge di Bilancio 2026. Verifica lo stato aggiornato sul sito INPS prima di pianificare il pensionamento.Come calcolare la tua anzianita contributiva dall’estratto Nell’estratto contributivo, i contributi sono espressi in settimane. Per convertirli in anni:Somma tutte le settimane accreditate nelle diverse gestioni (se hai contributi in piu gestioni, considera le regole di totalizzazione o cumulo)Dividi per 52 per ottenere gli anni completiAggiungi eventuali periodi da riscatto (laurea, servizio militare, periodi non coperti) se gia pagati o in corso di pagamentoConsidera i contributi figurativi gia accreditati (malattia, maternita, disoccupazione)Esempio pratico: se nell’estratto risultano 2.080 settimane totali, l’anzianita e di circa 40 anni (2.080 / 52 = 40). Con altri 2 anni di riscatto laurea in corso, si arriverebbe a 42 anni.Cumulo e totalizzazione: quando hai contributi in piu gestioniSe nel corso della tua vita lavorativa hai versato contributi in piu gestioni INPS (es. lavoratore dipendente per alcuni anni, poi autonomo iscritto alla Gestione Separata), hai due opzioni per sommare i periodi:Cumulo gratuito (L. 228/2012, art. 1 c. 239-248): permette di sommare periodi contributivi non coincidenti in gestioni diverse INPS e Casse professionali, senza penalizzazioni. Il calcolo della pensione avviene pro-quota per ciascuna gestione secondo il proprio sistema (retributivo/contributivo)Totalizzazione (D.Lgs. 42/2006): alternativa al cumulo, ma con calcolo interamente contributivo su tutto il periodo. Piu svantaggiosa nella maggior parte dei casi se hai periodi pre-1996 significativiLa simulazione pensione con il servizio INPS L’INPS mette a disposizione sul portale myINPS il servizio “La mia pensione futura”, un simulatore che elabora automaticamente i dati del tuo estratto contributivo e ti fornisce:La data stimata di maturazione del diritto alla pensione per ciascuna tipologiaL’importo stimato della pensione in vari scenari (pensionamento anticipato, vecchiaia, diverse ipotesi di crescita retributiva)Il tasso di sostituzione: il rapporto tra la pensione stimata e l’ultimo stipendioPer accedere al simulatore serve SPID, CIE o CNS. Il sistema elabora i dati del tuo estratto contributivo reale, quindi la simulazione e personalizzata sulla tua situazione effettiva.Quota 103 e Quota 41 nel 2026: cosa sapereQuota 103 (62 anni di eta + 41 anni di contributi) e stata prorogata nel 2025. Per il 2026, al momento della redazione di questa guida, la misura e ancora in vigore ma potrebbe subire modifiche con la prossima Legge di Bilancio. Chi matura i requisiti nel 2026 ma non ha ancora presentato domanda dovrebbe verificare la situazione attuale sul portale INPS o tramite patronato.Quota 41 per i lavoratori precoci richiede 41 anni di contributi totali, di cui almeno 1 settimana versata prima del compimento dei 19 anni di eta. E riservata a specifiche categorie: disoccupati (che hanno esaurito la NASPI), invalidi (invalidita >= 74%), caregiver di parenti disabili, addetti a lavori gravosi (list. DM 5 febbraio 2018). Se rientri in una di queste categorie e sei vicino ai 41 anni di contributi, l’estratto contributivo e il documento fondamentale per verificare il requisito del contributo pre-19 anni.Domande frequenti (FAQ)Il riscatto della laurea compare nell’estratto contributivo?Si, ma solo dopo che la pratica di riscatto e stata accettata e (almeno in parte) pagata. I periodi in riscatto appaiono nell’estratto come contributi figurativi da riscatto. Se hai presentato domanda di riscatto ma non hai ancora completato i pagamenti, il periodo potrebbe non essere ancora visibile.Come faccio a sapere se ho contributi in piu gestioni?L’estratto contributivo INPS mostra tutte le gestioni di appartenenza: FPLD (dipendenti privati), Gestione Separata (co.co.co., freelance), artigiani, commercianti. Se hai cambiato tipo di lavoro nel corso della carriera, il tuo estratto riporterra contributi in gestioni diverse. Per le casse professionali (es. CASSA FORENSE per avvocati, ENPAM per medici), i dati non sono presenti nell’estratto INPS ma nei propri sistemi di cassa.Posso aumentare l’anzianita contributiva comprando contributi volontari?Si. I contributi volontari INPS permettono di coprire periodi non lavorati (ad esempio anni di studio, interruzioni dell’attivita) per avvicinarsi prima alla soglia pensionistica. La domanda si presenta all’INPS e il costo varia in base alla retribuzione di riferimento e al regime pensionistico di appartenenza.Conclusione: pianifica la pensione con il tuo estratto contributivoL’estratto contributivo e il punto di partenza per qualsiasi pianificazione pensionistica seria. Conoscere la propria anzianita contributiva effettiva, identificare eventuali buchi da colmare (con riscatti, ricongiunzioni o contributi volontari) e simulare la propria pensione futura sono azioni che si possono fare gia oggi, senza aspettare la soglia dei 60 anni.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza previdenziale personalizzata: verifica gratuita dell’estratto contributivo, analisi dei requisiti pensionistici nel tuo caso specifico e supporto per presentare eventuali istanze INPS. Prenota un appuntamento per pianificare insieme il tuo futuro previdenziale.Luglio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-01 08:30:002026-07-03 07:54:25Estratto contributivo e pensione 2026: come verificare i requisitiQontoQonto per E-commerce 2026: Conto Business per Vendite OnlineGestire un e-commerce in Italia richiede un’organizzazione finanziaria diversa rispetto a un’attivita tradizionale. Vendite multi-canale (sito proprietario, marketplace, social commerce), pagamenti che arrivano da Stripe, PayPal, Klarna, Shopify Payments con tempistiche di accredito differenti, gestione dei resi e delle note di credito, fornitori esteri pagati in dollari o yuan, spese di advertising su Meta e Google da categorizzare correttamente per la deducibilita: tutto questo finisce sul conto business e deve essere riconciliato con la contabilita.In questa guida vediamo come Qonto puo semplificare la gestione finanziaria di un e-commerce, con focus su multi-valuta, integrazioni Shopify e WooCommerce, API per developer e categorizzazione spese marketing. La guida e pensata per chi gestisce un e-commerce in regime ordinario o forfettario e vuole capire se Qonto e adatto al proprio modello di business prima di aprire il conto.📢 DISCLOSURE – Trasparenza e onesta intellettualeQuesto articolo contiene link sponsorizzati a Qonto (banca digitale francese autorizzata Banque de France, operante in Italia tramite IBAN italiano IT). Se apri un conto tramite i nostri link, potremmo ricevere una commissione di affiliazione, senza alcun costo aggiuntivo per te. Questo non influenza il contenuto della guida: presentiamo Qonto come una scelta in evidenza per e-commerce, ma indichiamo anche alternative (Hype Business, Revolut Business, Wise Business, banche tradizionali con conti business e-commerce) per casi specifici. CAF Centro Fiscale non e partner ufficiale Qonto e non e responsabile dei rapporti contrattuali tra te e la banca. Verifica sempre condizioni, prezzi e funzionalita aggiornate sul sito ufficiale qonto.com prima di sottoscrivere.⭐ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business pensato per l’e-commerceMulti-valuta EUR/USD/GBP, integrazione diretta con Shopify e WooCommerce, API per developer, categorizzazione automatica spese marketing (Meta Ads, Google Ads). Apri il conto online in pochi minuti, senza appuntamenti in filiale. 👉 Apri Qonto per il tuo e-commerceLink sponsorizzato – verifica condizioni aggiornate su qonto.comIndice dei contenutiTipi di e-commerce in Italia: B2C, marketplace, dropshippingEsigenze finanziarie tipiche di un e-commercePerche Qonto e ottimo per e-commerceConfigurazione iniziale Qonto per e-commerceCasi d’uso reali: fashion dropshipping, Amazon FBA, print-on-demandPagamenti Stripe e PayPal in QontoTasse e-commerce gestite con Qonto + Fatture in CloudCategorizzazione spese Meta Ads e Google AdsFAQ: domande frequenti su Qonto per e-commerceTipi di e-commerce in Italia: B2C, marketplace, dropshippingPrima di scegliere il conto business giusto, e importante inquadrare il proprio modello di e-commerce. In Italia esistono tre macro-categorie, ciascuna con esigenze finanziarie e fiscali differenti, e Qonto si adatta a tutte e tre – ma con configurazioni diverse.1. E-commerce B2C diretto (sito proprietario)E il modello classico: un negozio online proprietario su Shopify, WooCommerce o PrestaShop, dove il venditore gestisce direttamente il magazzino, le spedizioni e il customer service. I pagamenti arrivano via Stripe, Shopify Payments, PayPal, Klarna, Satispay. Tipico per brand fashion, beauty, food, arredamento, design. La fatturazione e elettronica (B2B) o scontrino elettronico/corrispettivi telematici (B2C). Il volume di transazioni e medio-alto, con marginalita controllabile.2. Marketplace seller (Amazon FBA, eBay, Etsy, ePrice)Il venditore non ha un sito proprio ma vende attraverso piattaforme terze. Il caso piu comune e Amazon FBA (Fulfilled by Amazon): il seller spedisce stock ai centri logistici Amazon, la piattaforma gestisce stoccaggio, spedizione e resi. Amazon trattiene fee variabili (15-30%) e accredita il netto ogni 14 giorni. Ci sono quesiti fiscali specifici: vendite Pan-EU richiedono identificazione IVA in altri Paesi UE (Germania, Francia, Spagna), reverse charge OSS per soglia 10.000 euro, gestione bollette doganali per Amazon FBA UK post-Brexit.3. Dropshipping e print-on-demandIl venditore non gestisce magazzino: quando un cliente ordina, l’ordine viene inoltrato a un fornitore (in Cina via AliExpress/Spocket/CJDropshipping, o in UE via servizi premium) che spedisce direttamente al cliente finale. Print-on-demand funziona similmente: il prodotto (t-shirt, mug, poster) viene stampato e spedito on-demand da partner come Printful, Printify, Gelato. Margini bassi (15-30%), alti volumi, pagamenti ai fornitori in dollari/euro, spese pubblicitarie altissime sul fatturato (anche 30-50% per testare creativita su Meta e TikTok Ads). Esigenze finanziarie tipiche di un e-commerceIndipendentemente dal modello, ogni e-commerce ha cinque esigenze ricorrenti sulla gestione del conto business. Vediamole in dettaglio per capire quali strumenti servono.Multi-valuta per vendite UE ed extra-UESe vendi a clienti UE oltre la soglia OSS di 10.000 euro/anno, devi applicare l’IVA del Paese di destinazione (es. 19% Germania, 20% Francia). Stripe, Shopify Payments e PayPal accreditano in valuta locale (EUR, USD, GBP, CHF, SEK, NOK). Senza un conto multi-valuta, ogni accredito viene convertito automaticamente dalla banca in euro, con spread sul cambio dell’1,5-3%. Su un fatturato di 200.000 euro/anno, lo spread costa 3.000-6.000 euro. Un conto multi-valuta come Qonto ti permette di tenere i saldi in valuta originale e convertire solo quando ti conviene.Riconciliazione automatica con piattaforme e-commercePer ogni ordine ricevuto, devi avere visibilita su: importo lordo, fee piattaforma (Shopify 0,25% + 0,25 euro), fee acquirer (Stripe 1,5% + 0,25 euro per UE), netto accreditato. Riconciliare manualmente su Excel e impossibile sopra le 50 transazioni/mese. Qonto ha integrazione diretta con Shopify che importa ogni payout con dettaglio fee, semplificando la riconciliazione contabile. WooCommerce richiede invece API o connettori intermedi (Zapier, Make).Gestione resi, rimborsi e note di creditoUn e-commerce ha tasso di reso medio del 5-15% (fashion fino al 30%). Ogni rimborso genera: addebito sul conto del venditore + necessita di emettere nota di credito elettronica al cliente. Qonto categorizza automaticamente i rimborsi Stripe/PayPal come “rimborso cliente”, separandoli dalle vendite e facilitando il calcolo del fatturato netto effettivo. Per le note di credito, l’integrazione con Fatture in Cloud o Aruba Fatturazione fa il resto.Volumi alti di transazioni e limiti operativiUn e-commerce in crescita puo registrare 500-5.000 transazioni al mese sul conto. Le banche tradizionali spesso applicano commissioni per movimento sopra una soglia (es. 0,50 euro dopo 100 movimenti/mese), che su 2.000 transazioni costano 950 euro/mese. Qonto Smart e Premium offrono movimenti illimitati inclusi, eliminando il rischio di costi a sorpresa.API per integrazioni custom (developer e agenzie)Per e-commerce strutturati con team tecnico interno o agenzie, le API permettono integrazioni custom: dashboard di cassa unificata, alert automatici su soglie di saldo, sincronizzazione con ERP (Sage, Cloud Finance, Fatture in Cloud). Qonto espone API REST documentate con webhook per eventi in tempo reale (nuovo accredito, nuova spesa categorizzata). Perche Qonto e ottimo per e-commerceVediamo le caratteristiche che rendono Qonto particolarmente adatto agli e-commerce, confrontandole quando rilevante con le alternative del mercato.Conti multi-valuta integrati (EUR, USD, GBP e altri)Qonto consente di aprire sotto-conti in EUR, USD, GBP all’interno dello stesso account. Puoi ricevere un payout Shopify Payments USA in dollari, tenerlo in saldo USD, e convertirlo in euro solo quando il cambio EUR/USD ti e favorevole, oppure usarlo per pagare un fornitore Cinese che accetta dollari. La conversione avviene al cambio interbancario con uno spread limitato (intorno all’1%), inferiore alle banche tradizionali (2-3%).Integrazione diretta con ShopifyQonto ha sviluppato un connettore nativo per Shopify che sincronizza automaticamente i payout Shopify Payments con il conto Qonto, importando dettaglio ordini, fee, refund. Nella dashboard vedi ogni accredito con il riferimento all’ordine specifico. Per WooCommerce, PrestaShop e Magento la sincronizzazione passa per Zapier o per le API Qonto, ma e comunque fattibile.API REST per developerLe API Qonto permettono di leggere movimenti, creare bonifici, gestire allegati fattura, generare report. Sono utili per e-commerce con team tecnico che vogliono dashboard personalizzate o integrazioni con software interni. La documentazione API e disponibile pubblicamente e supporta autenticazione OAuth2.Multi-utente per teamUn e-commerce strutturato ha spesso piu collaboratori: un addetto agli acquisti, un marketing manager, un commercialista esterno. Qonto permette di invitare utenti con permessi granulari: solo lettura per il commercialista, possibilita di pagare fornitori per l’ufficio acquisti, accesso completo per il titolare. Ogni azione viene tracciata con audit log.Carte virtuali per acquisti fornitori e pubblicitaPer pagare Meta Ads, Google Ads, TikTok Ads o fornitori online (Alibaba, AliExpress) e prudente usare carte virtuali dedicate, con limite mensile. Se la carta viene compromessa (cosa non rara nel mondo e-commerce), puoi cancellarla dalla dashboard in 10 secondi senza compromettere la carta principale. Qonto Smart include carte virtuali illimitate. Configurazione iniziale Qonto per e-commerceVediamo passo per passo come configurare Qonto per un e-commerce, dalla scelta del piano alla riconciliazione contabile.Step 1: Scegli il piano Smart o superiorePer un e-commerce il piano Basic non e sufficiente. Le funzionalita chiave (multi-valuta avanzato, integrazione Shopify, API illimitate, multi-utente) sono disponibili dal piano Smart o superiore. Verifica i prezzi aggiornati su qonto.com prima di sottoscrivere. In genere, sotto i 50.000 euro di fatturato il piano Smart basta. Sopra, il Premium o il Business sono piu indicati.Step 2: Collega il negozio Shopify o WooCommerceDalla dashboard Qonto, sezione Integrazioni, cerca il connettore Shopify e autorizza l’accesso al tuo store. Per WooCommerce userai l’API Qonto e un plugin connettore (es. Zapier con trigger “new payout in Stripe” → “create transaction in Qonto”). Una volta attiva, ogni payout viene importato automaticamente con dettaglio fee.Step 3: Imposta categorie spese personalizzateCrea categorie dedicate al tuo modello e-commerce: Advertising Meta, Advertising Google, Advertising TikTok, Fornitori dropshipping, Packaging, Spedizioni, Marketplace fee, Software (Shopify, Klaviyo, Recart), Influencer marketing. Qonto impara dalle prime classificazioni e categorizza in automatico le spese ricorrenti. A fine mese vedrai esattamente quanto hai speso per acquisizione clienti vs gestione operativa.Step 4: Configura le carte virtuali per advertisingCrea tre carte virtuali separate: una per Meta Ads, una per Google Ads, una per TikTok Ads. Imposta limite mensile coerente con il budget pubblicitario (es. 5.000 euro/mese per Meta). Se Meta blocca temporaneamente l’account o c’e un’attivita anomala, lo capisci subito perche la spesa si ferma su quella carta specifica senza compromettere il resto.Step 5: Connetti il commercialista in sola letturaInvita il tuo commercialista come utente “Visualizzazione e download”. Avra accesso a movimenti, allegati fattura e potra esportare CSV per il software di contabilita, senza vedere le credenziali del titolare e senza poter operare bonifici. Risparmierai 1-2 ore al mese di scambio file via email.⭐ SponsorPronto a portare il tuo e-commerce al livello successivo?Apri Qonto online in 10 minuti, collega Shopify o WooCommerce e inizia a riconciliare automaticamente ogni payout. Multi-valuta, API, carte virtuali per Meta Ads: tutto incluso. 👉 Apri Qonto per il tuo e-commerceLink sponsorizzato – condizioni aggiornate su qonto.comCasi d’uso reali: fashion dropshipping, Amazon FBA, print-on-demandVediamo tre scenari concreti di e-commerce italiani che usano Qonto, con numeri realistici e configurazioni differenti.Caso 1: Sara, e-commerce fashion con dropshipping da CinaSara gestisce “BoutiqueOnline” su Shopify, vende abbigliamento femminile fast-fashion in dropshipping. Fornitori principali: 3 partner cinesi pagati in USD via AliExpress/Spocket. Fatturato annuo 320.000 euro, margine medio 25%. Spesa pubblicitaria Meta + Google: 95.000 euro/anno (30% del fatturato). Stato: SRL in regime ordinario.Configurazione Qonto:Piano Smart con multi-valuta EUR/USD attivoIntegrazione Shopify con sync automatica payout3 carte virtuali separate: Meta Ads (limite 6.000 euro/mese), Google Ads (limite 2.500 euro/mese), Acquisti fornitori USD (limite 4.000 USD/mese)Categorie spese custom: Advertising Meta, Advertising Google, Fornitori CN, Packaging, Influencer fashionCommercialista invitato in sola lettura per riconciliazione mensileRisultato: tempo di chiusura mensile ridotto da 6 a 2 ore, visibilita immediata su ROAS reale (ricavi vs spesa Ads), nessuno spread inutile sulla conversione USD→EUR perche tiene saldo USD per pagare i fornitori.Caso 2: Marco, marketplace seller Amazon FBA Pan-EUMarco vende accessori per smartphone su Amazon FBA in 5 marketplace UE (IT, DE, FR, ES, IT). Fatturato 480.000 euro/anno, registrato OSS per IVA UE oltre soglia. Stato: SRL semplificata. Stock prodotto da Cina, ricevuto in centro logistico Amazon Polonia, ridistribuito in tutti i centri UE.Configurazione Qonto:Piano Premium con multi-valuta EUR/USD/GBPSub-account dedicato “Amazon Payout” per tracking accrediti settimanali separati per marketplaceCarta virtuale “Amazon Ads” con limite 3.000 euro/meseCarta virtuale “Sourcing Cina” in USD con limite 8.000 USD per ordini stagionaliAPI Qonto integrata con dashboard custom per monitorare cash-flow per SKUIntegrazione con Fatture in Cloud per emissione fatture B2B su richiesta cliente AmazonRisultato: Marco ha visibilita su ogni payout Amazon UE per Paese, controlla il break-even punto per Paese, identifica marketplace meno redditizi (in questo caso Spagna) e riduce stock allocato.Caso 3: Elena, print-on-demand globale con PrintfulElena ha lanciato “PaperLove” su Shopify, e-commerce di poster e illustrazioni in print-on-demand via Printful (USA + UE). Fatturato 65.000 euro/anno, vende in 18 Paesi (Italia 35%, USA 25%, UK 15%, resto UE 25%). Stato: ditta individuale forfettaria coefficiente 67% (codice ATECO 47.91.10).Configurazione Qonto:Piano Smart con multi-valuta EUR/USD/GBPIntegrazione Shopify nativaCarta virtuale per Printful (limite mensile dinamico 800-2.500 euro stagionalita)Carta virtuale “Meta Ads creator” con limite 1.500 euro/meseCasse virtuali Qonto per accantonamento tasse: 25% di ogni payout (forfettario coefficiente 67% con aliquota 5% anni 1-5: imposta sostitutiva ~3,4% del fatturato + GS 26,07%)Risultato: Elena tiene saldo USD/GBP per riconvertire solo quando il cambio le e favorevole, risparmia ~1.200 euro/anno di spread, gestisce in autonomia la contabilita forfettaria con export CSV mensile per il commercialista. Pagamenti Stripe e PayPal in Qonto: come funzionaStripe e PayPal sono i due acquirer piu usati dagli e-commerce italiani. Vediamo come si integrano con Qonto, con tempistiche e fee da considerare.Stripe: payout su Qonto in 2-7 giorniStripe accetta IBAN italiani Qonto come account di payout. Imposti l’IBAN Qonto in Stripe Dashboard → Settings → Payouts. Il primo payout richiede 7 giorni (KYC iniziale), i successivi arrivano in 2 giorni lavorativi. Le fee Stripe per pagamenti UE sono 1,5% + 0,25 euro per carta SEPA, mentre per carte extra-UE salgono al 2,9% + 0,25 euro. Stripe accredita gia in EUR (anche se il pagamento originale e in USD), quindi la conversione la fa Stripe (con spread non trasparente). Per evitarla, valuta Stripe Connect con account multi-valuta.PayPal: prelievo manuale verso QontoPayPal Business non accredita automaticamente sul conto bancario: i pagamenti restano sul saldo PayPal finche non lanci un prelievo manuale. Il prelievo verso IBAN Qonto e gratuito sopra i 100 euro, costa 1 euro sotto, e arriva in 1-3 giorni lavorativi. Per e-commerce con volumi alti, conviene impostare un prelievo settimanale automatico (PayPal lo permette in alcuni Paesi, in Italia con limitazioni). Le fee PayPal sono 3,4% + 0,35 euro per pagamenti italiani: piu alte di Stripe ma con tutela acquirente piu forte.Riconciliazione contabile dei payout aggregatiSia Stripe che PayPal accreditano payout aggregati: un singolo bonifico contiene 50-200 transazioni nette di fee. La riconciliazione contabile richiede di tornare al dettaglio: ogni transazione e una vendita (con IVA), ogni fee e un costo deducibile (commissione bancaria – servizio acquirer). Qonto, grazie all’integrazione Shopify e all’export Stripe, scompone automaticamente i payout nel dettaglio, evitando ore di lavoro al commercialista.Tasse e-commerce gestite con Qonto + Fatture in CloudLa fiscalita di un e-commerce italiano ha alcune specificita rispetto a un’attivita tradizionale. Vediamo come Qonto integrato con Fatture in Cloud o software simili semplifica la gestione.IVA: regime OSS per vendite UE B2CSe vendi oltre 10.000 euro/anno a privati UE, devi iscriverti al regime OSS (One Stop Shop) e applicare l’IVA del Paese del cliente. Trimestralmente, presenti il modello OSS dichiarando le vendite per Paese e versi l’IVA all’Agenzia Entrate, che la ridistribuisce. Qonto, integrato con Fatture in Cloud o Aruba Fatturazione, riconcilia ogni vendita Shopify con l’aliquota corretta automaticamente. Per i forfettari sotto 65k il regime OSS non si applica perche non sei soggetto IVA italiano.Corrispettivi telematici: vendite B2C in ItaliaPer vendite B2C in Italia, l’e-commerce e tenuto a certificare i corrispettivi giornalmente tramite documento commerciale o tramite invio telematico aggregato (per chi ha apposita esenzione corrispettivi telematici). Shopify e WooCommerce hanno plugin certificati che inviano i dati al SDI. La riconciliazione contabile parte dal payout Stripe/Shopify Payments su Qonto e risale al singolo ordine.Imposte sui redditi e cassa virtuale tasseSu Qonto puoi creare una cassa virtuale “Tasse” dove accantonare automaticamente una percentuale di ogni payout. Per una SRL ordinaria ti conviene accantonare il 30-35% (IRES 24% + IRAP 3,9% + cuscino), per una ditta individuale forfettaria il 15% del 67% del fatturato (imposta sostitutiva 5% o 15% sul coefficiente di redditivita) piu i contributi GS al 26,07% sul reddito imponibile.F24 e versamenti tributi via QontoQonto permette di pagare il modello F24 direttamente dalla piattaforma, sia per F24 Ordinario (IRPEF, IVA, contributi) sia per F24 Predeterminato (acconti). Imposti i codici tributo, l’importo, la data di scadenza e Qonto effettua il pagamento. Il quietanza F24 viene archiviato automaticamente come allegato del movimento.Categorizzazione spese Meta Ads e Google Ads su QontoLe spese pubblicitarie sono il primo costo deducibile di un e-commerce. Vediamo come categorizzarle correttamente su Qonto per massimizzare il controllo e la deducibilita fiscale.Meta Ads (Facebook, Instagram, WhatsApp Business)Meta fattura le spese pubblicitarie tramite Meta Platforms Ireland Limited (sede UE). La fattura e in regime di reverse charge intracomunitario: per la SRL ordinaria devi integrare l’IVA con autofattura (codice natura N6.9 – inversione contabile altri casi), per il forfettario versi l’IVA sull’acquisto UE con F24 codice 6099. Crea una categoria Qonto dedicata “Advertising Meta” e associa la carta virtuale specifica.Google Ads (Search, Display, YouTube, Performance Max)Google fattura tramite Google Ireland Limited, stesso regime di reverse charge UE. Le fatture sono mensili. Crea una categoria Qonto “Advertising Google” separata dalle altre piattaforme: in fase di analisi vorrai capire quale canale ti porta piu ROAS. Tipicamente, Search ha ROAS piu alto ma volumi limitati, Performance Max e piu scalabile ma con creativi meno controllabili.TikTok Ads, LinkedIn Ads, Pinterest AdsTikTok Ads (TikTok Information Technologies Ireland), LinkedIn Ads (LinkedIn Ireland) e Pinterest Ads (Pinterest Europe) operano con stessa logica reverse charge UE. Crea categorie Qonto separate per ognuna: il calcolo del ROAS per piattaforma e fondamentale per non sprecare budget. Per e-commerce fashion B2C, TikTok ha spesso ROAS piu basso ma costo per acquisizione piu basso, ottimo per top-of-funnel.Software ricorrente: Shopify, Klaviyo, Recart, YotpoOltre alle Ads, un e-commerce maturo spende 500-3.000 euro/mese in software: piattaforma e-commerce (Shopify), email marketing (Klaviyo, MailChimp), recensioni (Yotpo, Loox), upsell/recart (Recart), CRM (HubSpot, Klaviyo), analytics (Triple Whale). Crea categoria Qonto “SaaS e-commerce” e associa una carta virtuale con limite mensile coerente. Vedrai a colpo d’occhio quanto pesa lo stack tecnologico sul margine.Influencer marketing e UGC creatorPagamenti a influencer e UGC creator richiedono attenzione: se sono italiani con P.IVA, ricevi fattura ordinaria; se sono privati, devi gestire la ritenuta d’acconto 20% (con regime forfettario non si applica); se sono esteri, attenzione alle convenzioni contro doppia imposizione. Crea categoria Qonto “Influencer marketing” separata e archivia ogni fattura come allegato del movimento. Riconciliazione fiscale a fine anno semplificata. ⭐ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per il tuo e-commerceMulti-valuta EUR/USD/GBP, integrazione Shopify nativa, API per developer, carte virtuali illimitate per Meta Ads e Google Ads, categorizzazione spese automatica. Apri online in 10 minuti, nessun appuntamento in filiale. Verifica condizioni e prezzi aggiornati su qonto.com. 👉 Apri Qonto per il tuo e-commerceLink sponsorizzato – CAF Centro Fiscale non e partner Qonto – Verifica condizioni su qonto.comFAQ: domande frequenti su Qonto per e-commerce1. Qonto e adatto a un e-commerce con fatturato sopra i 500.000 euro?Si, ma con il piano Premium o Business. I piani superiori includono limiti operativi piu alti, multi-utente con permessi avanzati, API illimitate, supporto prioritario. Per fatturati sopra il milione, valuta anche il dialogo con un commercialista specializzato e-commerce per stabilire se Qonto da solo basta o se conviene affiancarci una banca tradizionale per finanziamenti dedicati.2. Posso ricevere payout Stripe direttamente su Qonto?Si. L’IBAN Qonto e un IBAN italiano IT che Stripe accetta come account di payout. Lo configuri in Stripe Dashboard → Settings → Payouts. Il primo payout richiede 7 giorni per KYC, i successivi sono in 2 giorni lavorativi. Stesso discorso per Shopify Payments, PayPal, Klarna.3. L’integrazione Shopify e davvero “diretta” o serve Zapier?Per Shopify e nativa: c’e un connettore ufficiale dalla dashboard Qonto, sezione Integrazioni. Per WooCommerce, PrestaShop, Magento, la connessione passa per le API Qonto o per servizi terzi come Zapier, Make, n8n. Funziona altrettanto bene ma richiede configurazione tecnica iniziale (15-30 minuti se sai cosa fare).4. Posso aprire un conto Qonto se sono in regime forfettario con e-commerce?Si, Qonto accetta ditte individuali e SRL in regime forfettario. Se sei sotto i 65.000 euro/anno, il piano Solo Smart e tipicamente sufficiente. Sopra (passaggio a regime ordinario o crescita previsto), valuta Smart Business o superiore. Il regime forfettario non limita le funzionalita Qonto.5. Le carte virtuali Qonto sono accettate da Meta Ads e Google Ads?Si, le carte virtuali Qonto Mastercard sono accettate da Meta Ads, Google Ads, TikTok Ads, LinkedIn Ads, Pinterest Ads. Ti consigliamo di crearne una dedicata per ogni piattaforma con limite mensile coerente con il budget previsto, cosi se l’account viene compromesso la spesa si ferma sulla carta specifica e non sul conto principale.6. Come gestisco i resi e le note di credito su Qonto?Quando emetti un rimborso da Stripe o PayPal, il movimento appare in Qonto con segno negativo categorizzato come “Rimborso cliente”. Parallelamente, sul software di fatturazione (Fatture in Cloud, Aruba) emetti la nota di credito elettronica al cliente con riferimento alla fattura/scontrino originale. Allega la nota di credito al movimento Qonto come documento giustificativo.7. Qonto puo gestire le mie tasse e-commerce o ho bisogno di un commercialista?Qonto e un conto business, non un commercialista. Ti aiuta a riconciliare, categorizzare e archiviare correttamente i movimenti, ma il calcolo delle imposte (IRES, IRAP, IVA OSS, IRPEF, contributi GS) richiede un commercialista, specialmente se vendi in piu Paesi UE. La buona notizia e che invitando il commercialista in Qonto come utente in sola lettura, gli risparmi ore di lavoro al mese.8. Quali alternative a Qonto esistono per e-commerce?Le principali alternative sono Hype Business (piu economico ma meno funzionalita avanzate, no integrazione Shopify nativa), Revolut Business (multi-valuta forte, meno integrazioni e-commerce italiane), Wise Business (ottimo per multi-valuta a costi minimi ma no IBAN italiano IT, no F24, limiti su volumi), banche tradizionali (sicurezza percepita maggiore ma costi alti, integrazioni e-commerce limitate). La scelta dipende dal modello specifico: Qonto si distingue per il mix tra IBAN italiano, integrazioni native Shopify, multi-valuta e API developer-friendly.Conclusione e prossimi passiUn e-commerce moderno richiede strumenti finanziari all’altezza della complessita operativa. Qonto offre la combinazione giusta di multi-valuta, integrazioni native (Shopify), API per developer, carte virtuali per advertising e categorizzazione spese, semplificando la riconciliazione contabile e dando visibilita su ROAS reale per piattaforma.Non e l’unica scelta possibile, ma e una scelta in evidenza per chi vuole un IBAN italiano, integrazioni native con le piattaforme e-commerce piu diffuse, e flessibilita per crescere da forfettario sotto 65k a SRL strutturata. Verifica sempre condizioni e prezzi aggiornati su qonto.com e, in caso di dubbi sulla fiscalita e-commerce italiana (OSS, reverse charge, regime forfettario, F24, dichiarazione redditi e-commerce), il CAF Centro Fiscale di Udine puo aiutarti a strutturare correttamente la tua attivita online.Articoli correlati: Apertura conto Qonto 2026: guida completa · Qonto e fatturazione elettronica 2026 · Conto Qonto per forfettari 2026 · Qonto per freelance 2026Luglio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-01 08:00:002026-05-24 09:36:50Qonto per E-commerce 2026: Conto Business per Vendite OnlineCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTOQuattordicesima Luglio 2026: Arriva Oggi? Importi e Verifica CedolinoOggi, 1° luglio 2026, sul tuo conto arriva la pensione mensile insieme alla quattordicesima per chi ha diritto. Sul cedolino di luglio compare la voce “Somma aggiuntiva pensionati” o la sigla “QU”: ti spieghiamo dove trovarla, come verificare l’importo e cosa fare se non l’hai ricevuta entro 24 ore. Per i pensionati con i requisiti (64 anni + reddito entro 1,5x minimo), l’importo varia da 336 a 655 euro.Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.1 luglio 2026: pensione + quattordicesima Mercoledì 1° luglio 2026 INPS accredita simultaneamente la rata di pensione di luglio e la quattordicesima annuale per chi rispetta i requisiti. La quattordicesima compare come voce a credito separata, sommata alla rata ordinaria. Non c’è bisogno di domanda: l’INPS verifica automaticamente i requisiti.Verifica importo in cedolino luglio (sigla QU) Accedi a inps.it > Cedolino della pensione > luglio 2026.Cerca nelle voci a credito la dicitura “Somma aggiuntiva pensionati” o “QU”.Verifica che l’importo corrisponda alla tua fascia contributiva (336-504 € pieno, fino a 655 € fascia ridotta).Controlla che il netto totale del cedolino includa rata mensile + quattordicesima.Calcolo: 3 esempi reali Esempio 1 – Dipendente con 30 anni contributi, reddito 11.000 €: rata pensione 850 € + quattordicesima 504 € = totale luglio 1.354 €.Esempio 2 – Autonomo con 25 anni contributi, reddito 13.000 €: rata 900 € + quattordicesima ridotta ~390 € = totale luglio 1.290 € (fascia ridotta).Esempio 3 – Dipendente con 12 anni contributi, reddito 10.500 €: rata 750 € + quattordicesima 336 € = totale luglio 1.086 €.Non l’ho ricevuta: cosa fare in 24h Verifica su MyINPS che la quattordicesima sia stata effettivamente erogata.Se non c’è: controlla anno di nascita (64 anni compiuti entro 31/07/2026) e reddito personale aggiornato.Se hai i requisiti ma non l’hai ricevuta: presenta autodichiarazione su MyINPS o vai al patronato.Per importo errato: contatta numero verde 803.164 o apri pratica al CAF.Quattordicesima e reversibilità I titolari di pensione di reversibilità hanno diritto alla quattordicesima alle stesse condizioni (64 anni + soglia reddito). L’importo è calcolato sui contributi versati dal de cuius e proporzionato alla percentuale di reversibilità (60-100%).Effetto su ISEE e altri bonus La quattordicesima concorre al reddito IRPEF dell’anno (CU 2027 per il 730 dell’anno prossimo).Non rileva immediatamente sull’ISEE (l’ISEE 2026 si basa sui redditi 2024); rileverà sull’ISEE 2027.Non incide su bonus collegati a soglie reddituali immediate (Assegno Unico, bonus sociale).Quando arriva se domanda tardivaSe l’autodichiarazione viene presentata dopo luglio, INPS eroga la quattordicesima sulla prima rata utile (es. settembre o ottobre), con gli arretrati maturati dalla data di diritto.Per la guida generale alla quattordicesima 2026 con tabella importi e requisiti completi.FAQ Quattordicesima 2026 in che giorno arriva?Mercoledì 1° luglio 2026, sul cedolino di luglio insieme alla rata ordinaria.Cedolino luglio dove vedo quattordicesima?Nella sezione voci a credito, con dicitura “Somma aggiuntiva pensionati” o sigla “QU”.Quattordicesima conta per ISEE?Sì, ma rileva sull’ISEE dell’anno successivo (ISEE 2027 baserà su redditi 2026). Sull’ISEE 2026 non incide.Posso averla anche con reversibilità?Sì, se rispetti i requisiti (64 anni + soglia reddito). L’importo è calcolato sui contributi del de cuius e proporzionato alla quota di reversibilità.Non l’ho ricevuta: cosa fare?Verifica i requisiti su MyINPS. Se mancano nei dati INPS, presenta autodichiarazione. Per chiarimenti contatta 803.164 o il patronato CAF.Vuoi un controllo personalizzato della tua pensione?Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine Luglio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-01 06:30:002026-07-01 06:30:00Quattordicesima Luglio 2026: Arriva Oggi? Importi e Verifica CedolinoGuide Fatturazione ElettronicaReverse Charge Interno 2026: Guida Fatturazione con IVA al 0% per Edilizia, Rottami e CellulariIl reverse charge interno e’ una procedura IVA che si applica in alcuni settori specifici per evitare frodi fiscali. Nel 2026, le regole sono aggiornate e i codici natura da indicare in fattura elettronica vanno dal N6.1 al N6.9, ognuno per una categoria diversa: rottami, oro, edilizia, cellulari, console, energia. Capire quando applicare il reverse charge e’ fondamentale per chi opera in questi settori, perche’ un errore nel codice puo’ costare sanzioni importanti.In questa guida completa scoprirai cos’e’ il reverse charge interno, in quali settori si applica nel 2026, come compilare correttamente la fattura elettronica con IVA al 0%, quali sono i codici natura corretti e cosa cambia per i forfettari. Trovi anche esempi pratici e XML compilato per non sbagliare.Hai dubbi sull’applicazione del reverse charge alla tua attivita’? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella gestione corretta della fatturazione e dei codici natura.Indice dei contenutiCos’e’ il reverse charge interno e come funzionaDifferenza tra reverse charge interno ed esternoBase normativa: art. 17 DPR 633/1972Settori con reverse charge interno 2026 e codici natura N6Come emettere una fattura con reverse charge internoEsempio pratico di XML compilatoCosa deve fare il committente che riceve la fatturaReverse charge e regime forfettarioEsempi pratici di reverse charge internoCosa succede se sbagli il codice naturaReverse charge solo B2B: attenzione ai privatiDifferenza tra reverse charge e split paymentDomande frequenti sul reverse charge interno★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Cos’e’ il reverse charge interno e come funzionaIl reverse charge interno, chiamato anche inversione contabile, e’ un meccanismo IVA particolare. In una vendita normale, il venditore applica l’IVA sulla fattura, la incassa dal cliente e poi la versa allo Stato. Con il reverse charge, invece, succede l’opposto: il venditore non applica l’IVA sulla fattura, e l’obbligo di gestire l’imposta passa al compratore.In pratica, il cliente che riceve una fattura in reverse charge deve auto-fatturarsi l’IVA: la calcola, la registra nel registro IVA acquisti (per portarla in detrazione) e contemporaneamente nel registro IVA vendite (per versarla in liquidazione). L’operazione e’ neutra sul piano dell’imposta dovuta, ma serve a tracciare il movimento e a evitare frodi.Perche’ lo Stato ha introdotto questo meccanismo? Semplice: in alcuni settori particolarmente esposti a frodi (rottami, edilizia, cellulari) capitava che il venditore incassasse l’IVA dal cliente e poi non la versasse allo Stato, sparendo. Spostando l’obbligo sul compratore – che di solito e’ un’azienda strutturata – il rischio si azzera. Riassunto del meccanismo del reverse chargeVenditore: emette fattura senza IVA con causale specificaCompratore: riceve fattura, integra l’IVA, la versa e la detraeEffetto fiscale netto: zero (operazione neutra)Tracciabilita’: totale, perche’ l’operazione passa due volte nei registriDifferenza tra reverse charge interno ed esternoEsistono due tipi di reverse charge ed e’ importante non confonderli, perche’ si applicano in situazioni diverse e con codici natura diversi.Il reverse charge esterno riguarda le operazioni con soggetti esteri: fornitori UE o extra-UE che vendono beni o prestano servizi a un’azienda italiana. In questo caso, il fornitore estero emette fattura senza IVA e l’azienda italiana deve integrare l’imposta italiana tramite autofattura o integrazione (codici natura N6 generici e N3.X). Per approfondire come funziona quando sei tu a fatturare all’estero, leggi la guida su come fatturare all’estero in regime forfettario.Il reverse charge interno, invece, riguarda operazioni che avvengono tutte in Italia, tra due soggetti italiani con partita IVA. Si applica solo a settori specifici elencati dall’art. 17 commi 5 e 6 del DPR 633/1972, e ognuno ha un codice natura preciso (da N6.1 a N6.9).Tabella riassuntiva delle differenzeCaratteristicaReverse charge internoReverse charge esternoSoggettiEntrambi italianiUno italiano, uno esteroSettoriSolo elencatiGenerale per import servizi/beni UECodice naturaN6.1 – N6.9N6 generico o N3.XNormaArt. 17 c. 5 e 6 DPR 633/72Art. 17 c. 2 DPR 633/72Base normativa: art. 17 DPR 633/1972La normativa di riferimento per il reverse charge interno e’ contenuta nell’articolo 17 commi 5 e 6 del DPR 633/1972, il decreto che disciplina l’IVA in Italia. Negli anni questi commi sono stati ampliati con vari provvedimenti per includere nuovi settori a rischio frode.Art. 17 c. 5: introduce il reverse charge per cessioni di oro da investimentoArt. 17 c. 6 lett. a: subappalto edilizioArt. 17 c. 6 lett. a-bis: cessione di fabbricati strumentaliArt. 17 c. 6 lett. a-ter: prestazioni edili nel settore serviziArt. 17 c. 6 lett. b: cessioni di telefoni cellulari B2BArt. 17 c. 6 lett. c: cessioni di console giochi, PC e laptop B2BArt. 17 c. 6 lett. d-bis, d-ter, d-quater: settore energeticoArt. 74 c. 7-8: rottami e materiali di recuperoUna novita’ importante per il 2026 e’ la conferma dell’estensione del reverse charge ai contratti di appalto e subappalto nel settore della logistica e del trasporto merci, gia’ introdotta nel 2024 dalla Legge di Bilancio (L. 213/2023) e operativa per i committenti che svolgono attivita’ di logistica, movimentazione e trasporto. Settori con reverse charge interno 2026 e codici natura N6Vediamo nel dettaglio i nove settori in cui si applica il reverse charge interno nel 2026, ognuno con il proprio codice natura da indicare nella fattura elettronica.N6.1 – Cessione di rottami e materiali di recuperoDisciplinata dall’art. 74 commi 7 e 8 del DPR 633/72, riguarda la vendita di rottami ferrosi, cascami, sottoprodotti, carta da macero, plastica e altri materiali destinati al riciclo. E’ uno dei settori storicamente piu’ colpiti da frodi IVA, motivo per cui il legislatore ha introdotto il reverse charge gia’ molti anni fa.N6.2 – Cessione di oro da investimentoRiguarda la cessione di oro da investimento (lingotti, monete) ai sensi dell’art. 17 c. 5 del DPR 633/72. Si applica quando il cedente ha optato per il regime di imponibilita’. L’obiettivo e’ contrastare le frodi nel settore dei metalli preziosi.N6.3 – Subappalto edilizioE’ uno dei casi piu’ frequenti di applicazione del reverse charge interno. Si applica quando un subappaltatore emette fattura nei confronti dell’appaltatore principale per lavori edili. Attenzione: il reverse charge si applica solo nel rapporto subappaltatore-appaltatore, non quando l’appaltatore fattura al committente finale.Esempio: un’impresa edile vince l’appalto per costruire un capannone. Affida l’impianto idraulico a un idraulico subappaltatore. L’idraulico fattura all’impresa edile in reverse charge (codice N6.3). L’impresa edile, a sua volta, fattura al committente finale con IVA ordinaria (perche’ tra appaltatore e committente non c’e’ reverse charge).N6.4 – Cessione di fabbricati strumentaliRiguarda la cessione di fabbricati strumentali (capannoni, uffici, negozi) tra soggetti IVA quando il cedente ha optato per l’imponibilita’ IVA. Anche in questo caso, l’acquirente integra la fattura con IVA al 22% (o aliquota applicabile).N6.5 – Cessione di telefoni cellulari B2BSi applica alle cessioni di telefoni cellulari tra soggetti IVA (B2B). Importante: non si applica nelle vendite al consumatore finale. Il reverse charge scatta solo se acquisti cellulari per rivenderli o per uso aziendale.N6.6 – Cessione di console giochi, PC, laptop B2BStessa logica del codice N6.5, ma applicato a console videogiochi, PC desktop, laptop, tablet e microprocessori. Vale solo per cessioni B2B effettuate nelle fasi precedenti la vendita al dettaglio. Quando un negozio vende un PC al consumatore finale, applica IVA ordinaria.N6.7 – Prestazioni edili nel settore serviziRiguarda le prestazioni di servizi di pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento di edifici. Si applica nei rapporti tra imprese del settore edile, anche al di fuori del subappalto. Esempio classico: un’impresa di pulizie che lavora per un’impresa edile durante un cantiere. N6.8 – Cessioni nel settore energeticoSi applica alle cessioni di gas e energia elettrica a un soggetto passivo-rivenditore, ai certificati verdi, ai titoli di efficienza energetica e ai certificati similari (art. 17 c. 6 lett. d-bis, d-ter, d-quater). E’ un settore esposto a frodi carosello, motivo per cui il legislatore ha applicato il reverse charge.N6.9 – Altri casi specificiCodice generico per altri casi specifici di reverse charge interno previsti da normative speciali, come ad esempio il reverse charge applicato in via sperimentale ad alcuni settori particolari o le operazioni introdotte da decreti ministeriali successivi.Tabella riepilogativa codici natura N6CodiceSettoreNormaN6.1Rottami e materiali di recuperoArt. 74 c. 7-8N6.2Oro da investimentoArt. 17 c. 5N6.3Subappalto edilizioArt. 17 c. 6 lett. aN6.4Fabbricati strumentaliArt. 17 c. 6 lett. a-bisN6.5Telefoni cellulari B2BArt. 17 c. 6 lett. bN6.6PC, console, laptop B2BArt. 17 c. 6 lett. cN6.7Servizi edili (pulizia, demolizione)Art. 17 c. 6 lett. a-terN6.8Settore energetico (gas, energia)Art. 17 c. 6 lett. d-bisN6.9Altri casi specificiNorme specialiCome emettere una fattura con reverse charge internoEmettere una fattura con reverse charge interno e’ piu’ semplice di quanto sembri, basta seguire alcuni passaggi precisi e indicare i codici corretti nella fattura elettronica.I 5 passi per la fattura correttaVendi senza IVA: non addebitare IVA al clienteIndica la dicitura in fattura: “Operazione soggetta a reverse charge ex art. 17 c. X DPR 633/72” (sostituisci X con il comma corretto)Inserisci il codice natura: N6.1, N6.2, N6.3… a seconda del settoreImponibile: indica l’importo nettoIVA: 0% (campo aliquota = 0,00)Tutti i principali software di fatturazione elettronica (Aruba, Fattura24, FatturaInCloud, Libero SiStudio) gestiscono automaticamente questi codici: basta selezionare il tipo di operazione e il programma compila correttamente i campi XML.Cosa scrivere nel corpo della fatturaDescrizione operazione: precisa e dettagliataImponibile: importo nettoAliquota IVA: 0%IVA: 0,00 EURRiferimento normativo: in calce o nella descrizioneCodice natura: N6.X (selezionato automaticamente dal software)Esempio pratico di XML compilatoVediamo concretamente come si presenta una fattura elettronica in reverse charge interno a livello di file XML. Supponiamo che un idraulico subappaltatore (Mario Rossi, P.IVA 12345678901) emetta fattura a un’impresa edile (Costruzioni SpA, P.IVA 98765432109) per 5.000 EUR di lavori di subappalto.<DatiBeniServizi> <DettaglioLinee> <NumeroLinea>1</NumeroLinea> <Descrizione>Lavori di subappalto impianto idraulico</Descrizione> <PrezzoUnitario>5000.00</PrezzoUnitario> <PrezzoTotale>5000.00</PrezzoTotale> <AliquotaIVA>0.00</AliquotaIVA> <Natura>N6.3</Natura> <RiferimentoNormativo>Art. 17 c. 6 lett. a) DPR 633/72</RiferimentoNormativo> </DettaglioLinee> <DatiRiepilogo> <AliquotaIVA>0.00</AliquotaIVA> <Natura>N6.3</Natura> <ImponibileImporto>5000.00</ImponibileImporto> <Imposta>0.00</Imposta> <RiferimentoNormativo>Reverse charge ex art. 17 c. 6 lett. a) DPR 633/72</RiferimentoNormativo> </DatiRiepilogo> </DatiBeniServizi>I campi fondamentali sono tre: AliquotaIVA a 0,00 (zero), Natura con il codice corretto (N6.3 in questo caso) e RiferimentoNormativo con la base giuridica precisa. Se uno solo di questi campi e’ compilato male, la fattura risulta scartata dallo SDI o passa controlli successivi dell’Agenzia Entrate. Cosa deve fare il committente che riceve la fatturaQuando ricevi una fattura in reverse charge interno, hai degli obblighi precisi da rispettare entro pochi giorni. Vediamo cosa devi fare passo per passo.Ricevi la fattura dal fornitore tramite SDIAuto-fatturati l’IVA (procedura di integrazione): calcola l’IVA dovuta applicando l’aliquota corretta (di solito 22%) sull’imponibileRegistra la fattura sia nel registro IVA acquisti (per detrarre) sia nel registro IVA vendite (per versare)Versa l’IVA in liquidazione mensile o trimestraleDetrai la stessa IVA nella stessa liquidazione: l’effetto e’ neutroL’integrazione si fa generando un documento di tipo TD16 – Integrazione fattura reverse charge interno, con i dati del fornitore originale e l’aggiunta dell’IVA calcolata. Il documento va trasmesso allo SDI.Tempi per l’integrazioneTermine massimo: entro il mese successivo a quello di ricezioneLiquidazione: nella liquidazione del periodo di registrazioneDetrazione: contestuale, nello stesso periodoReverse charge e regime forfettarioI forfettari hanno regole particolari quando interagiscono con il reverse charge interno. Vediamo i due scenari principali.Forfettario che VENDE in reverse chargeIl regime forfettario prevede normalmente che il forfettario non addebiti IVA in fattura, indicando il codice natura N2.2 (operazione non soggetta – altri casi). Ma cosa succede se il forfettario vende in un settore soggetto a reverse charge interno (es. un idraulico forfettario che subappalta a un’impresa edile)?In questo caso il forfettario emette comunque fattura senza IVA, ma deve usare il codice natura specifico del reverse charge (N6.3 per il subappalto edilizio, N6.7 per i servizi edili) invece di N2.2. La sostanza non cambia (niente IVA in fattura), ma e’ importante per la tracciabilita’ fiscale.Forfettario che RICEVE fattura reverse chargeSe il forfettario riceve una fattura in reverse charge da un fornitore (caso meno comune, ma possibile), NON deve auto-fatturarsi l’IVA nel modo classico, perche’ non ha una posizione IVA aperta da gestire. Tuttavia, deve versare l’IVA dovuta tramite F24 entro il 16 del mese successivo, usando il codice tributo specifico.I forfettari sono esonerati dalla LIPE (Liquidazione Periodica IVA) e dalla dichiarazione IVA annuale, ma il versamento dell’IVA per le operazioni in reverse charge ricevute resta obbligatorio. E’ un punto spesso trascurato che puo’ costare sanzioni.Esempi pratici di reverse charge internoVediamo tre esempi concreti di applicazione del reverse charge interno, con il codice natura corretto da usare in ciascun caso.Esempio 1 – Idraulico subappalta a impresa edileMarco e’ un idraulico in regime forfettario e lavora in subappalto per un’impresa edile (Costruzioni Friuli SpA) che sta ristrutturando una casa privata. Marco fattura 3.500 EUR per i lavori di impianto idraulico.Codice natura corretto: N6.3 (subappalto edile)Norma: Art. 17 c. 6 lett. a) DPR 633/72IVA in fattura: 0% (Marco e’ forfettario E in reverse charge)Cosa fa Costruzioni Friuli: integra fattura, calcola IVA al 22% (770 EUR), la versa in liquidazione e la detraeEsempio 2 – Vendita di cellulari B2BTechShop Srl rivende cellulari business a un’azienda di logistica (Trasporti Veloci Srl) che li distribuira’ ai dipendenti. Importo: 12.000 EUR per 30 smartphone.Codice natura corretto: N6.5 (cellulari B2B)Norma: Art. 17 c. 6 lett. b) DPR 633/72IVA in fattura: 0%Cosa fa Trasporti Veloci: integra fattura con IVA al 22% (2.640 EUR), versa e detraeEsempio 3 – Demolitore vende rottami metalliciUna ditta di demolizione (Demolizioni Udine Srl) vende 8.000 EUR di rottami ferrosi a un’acciaieria (Ferriere Friulane SpA).Codice natura corretto: N6.1 (rottami)Norma: Art. 74 c. 7-8 DPR 633/72IVA in fattura: 0%Cosa fa Ferriere Friulane: integra con IVA al 22% (1.760 EUR), versa e detrae Cosa succede se sbagli il codice naturaSbagliare il codice natura nel reverse charge interno non e’ un errore banale. Le conseguenze possono essere pesanti, sia per chi emette fattura sia per chi la riceve.Possibili contestazioni dell’Agenzia EntrateRecupero dell’IVA non applicata: se l’AdE riqualifica l’operazione come non soggetta a reverse chargeSanzioni amministrative: dal 90% al 180% dell’imposta non applicata correttamenteSanzione fissa per errore formale: da 250 EUR a 2.000 EUR per fatture irregolariIndetraibilita’: il committente potrebbe non poter detrarre l’IVAL’Agenzia Entrate ha intensificato i controlli sulla corretta applicazione dei codici natura grazie ai dati delle fatture elettroniche, che permettono incroci automatici. Un codice natura sbagliato puo’ attivare un alert nei sistemi dell’AdE.Come evitare erroriVerifica sempre il settore della tua attivita’ e quale codice natura si applicaUsa software di fatturazione aggiornati che gestiscono automaticamente i codiciIn caso di dubbio, chiedi al CAF o al commercialista PRIMA di emettere fatturaConserva la documentazione che giustifica l’applicazione del reverse charge (contratto di subappalto, ordine, ecc.)Reverse charge solo B2B: attenzione ai privatiUna regola fondamentale del reverse charge interno: si applica solo nelle operazioni B2B, cioe’ tra due soggetti con partita IVA. Mai con i privati.Esempio: un imbianchino fa lavori di tinteggiatura in un appartamento di un cliente privato. Anche se l’attivita’ e’ “edile”, il reverse charge non si applica perche’ il cliente non ha partita IVA. L’imbianchino emette fattura con IVA ordinaria (10% per ristrutturazione, 22% in altri casi).Stessa cosa per la vendita di cellulari: in un negozio al dettaglio, quando un cliente privato compra un telefono, l’IVA si applica normalmente al 22%. Il codice N6.5 si usa solo nelle vendite B2B nelle fasi precedenti la vendita al consumatore finale.Caso particolare: cliente con partita IVA che compra per uso privatoCosa succede se un imprenditore con partita IVA compra un cellulare per uso personale? Il reverse charge si applica solo se l’acquisto rientra nell’attivita’ d’impresa. Se e’ uso strettamente personale, l’operazione torna a essere assimilata a B2C e si applica IVA ordinaria. La distinzione si basa sull’intestazione della fattura: se intestata alla persona fisica come privato, no reverse charge; se intestata alla P.IVA come imprenditore, si’.Differenza tra reverse charge e split paymentSpesso il reverse charge interno viene confuso con lo split payment, ma sono due meccanismi diversi pensati per situazioni diverse.Lo split payment (scissione dei pagamenti) si applica quando un fornitore privato fattura alla Pubblica Amministrazione o a societa’ a controllo pubblico. Il fornitore emette fattura con IVA addebitata, ma la PA paga al fornitore solo l’imponibile e versa direttamente l’IVA allo Stato. Codice nei dati di pagamento: “S” o “I”.Il reverse charge invece, come abbiamo visto, prevede che il fornitore emetta fattura senza IVA e che il cliente integri l’imposta. Si applica tra privati B2B in settori specifici.Tabella di confronto reverse charge vs split paymentCaratteristicaReverse charge internoSplit paymentSoggettiB2B privatiPrivato vs PAIVA in fattura0% (non addebitata)Addebitata normalmenteChi versa l’IVAIl cliente (in liquidazione)La PA direttamenteEffettoOperazione neutraSolo gestione del pagamentoCodice naturaN6.XN/A (IVA addebitata) Domande frequenti sul reverse charge internoIl reverse charge interno si applica anche tra forfettari?Si’, se il settore rientra tra quelli previsti (subappalto edile, rottami, ecc.) e l’operazione e’ tra due soggetti IVA, anche se entrambi sono forfettari. Il forfettario venditore usa il codice natura specifico (es. N6.3) invece di N2.2. Il forfettario acquirente dovra’ versare l’IVA con F24, anche se non gestisce normalmente la liquidazione.Come si compila la LIPE con operazioni in reverse charge?Le operazioni in reverse charge ricevute vanno indicate nella LIPE sia tra le operazioni passive (per la detrazione) sia tra le attive (per il versamento dell’imposta integrata). Per chi e’ soggetto a LIPE, il software gestionale di solito fa tutto in automatico se i codici natura sono corretti.Cosa rischio se applico il reverse charge in un settore non previsto?Rischi che l’AdE riqualifichi l’operazione come imponibile IVA ordinaria. Devi quindi versare l’IVA non applicata, piu’ sanzioni dal 90% al 180% e interessi. Per evitare il problema, applica il reverse charge solo nei casi tassativamente elencati dall’art. 17 c. 5-6 e art. 74 del DPR 633/72.Posso emettere una nota di credito su una fattura in reverse charge?Si’, con le stesse modalita’ della fattura originaria: nota di credito senza IVA, codice natura N6.X, riferimento normativo all’art. 17 DPR 633/72. Il committente dovra’ rettificare anche l’integrazione IVA effettuata in precedenza.Il reverse charge si applica al noleggio di attrezzature edili?No. Il reverse charge edile (N6.3 e N6.7) si applica alle prestazioni di lavori (subappalto, pulizia, demolizione, installazione impianti), non al semplice noleggio di attrezzature o macchinari. Per il noleggio si applica IVA ordinaria al 22%.Quale codice TipoDocumento usare per l’integrazione?Il codice corretto per l’integrazione di una fattura ricevuta in reverse charge interno e’ TD16 – Integrazione fattura reverse charge interno. Per il reverse charge esterno (UE) si usa TD17 (servizi UE) o TD18 (cessioni intra-UE).Affidati al CAF Centro Fiscale di UdineIl reverse charge interno e’ uno dei meccanismi IVA piu’ tecnici e piu’ soggetti a errori. Tra 9 codici natura diversi, settori specifici, regole speciali per i forfettari e differenze con lo split payment, e’ facile sbagliare. E gli errori, come abbiamo visto, possono costare sanzioni dal 90% al 180% dell’imposta.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta nella corretta applicazione del reverse charge: dalla verifica della tua attivita’ alla compilazione delle fatture, dalla gestione della LIPE alla risoluzione di eventuali contestazioni dell’Agenzia Entrate.Servizi correlati: apertura partita IVA, consulenza regime forfettario, gestione fatturazione elettronica, dichiarazione IVA annuale.Contattaci per una consulenza personalizzata sul tuo settore e sull’applicazione corretta del reverse charge interno.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Giugno 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-30 14:00:002026-05-24 09:54:37Reverse Charge Interno 2026: Guida Fatturazione con IVA al 0% per Edilizia, Rottami e CellulariESTRATTO CONTRIBUTIVO, PATRONATOErrori estratto contributivo INPS: come riconoscerli e correggerli nel 2026Errori estratto contributivo INPS: come riconoscerli e correggerli nel 2026L’estratto contributivo INPS e il documento che riassume tutta la tua storia previdenziale: anni di contributi versati, datori di lavoro, periodi di disoccupazione, contributi volontari. E un documento fondamentale per verificare i requisiti per la pensione e per controllare che i versamenti siano stati correttamente accreditati. Ma cosa fare quando ci sono errori? Questa guida illustra i casi tipici di errore, come riconoscerli e la procedura di correzione passo per passo, incluso il modulo PROVCONTR.Per capire come leggere e richiedere l’estratto contributivo, consulta prima la nostra guida completa all’estratto contributivo INPS.Indice dei contenutiPerche possono esserci errori nell’estratto contributivoI casi tipici di errore: una panoramicaCome correggere gli errori: la procedura passo per passoRicorso INPS: quando e come presentarloPrescrizione dei contributi: attenzione ai tempiDomande frequenti (FAQ)Conclusione: verifica l’estratto contributivo prima che sia troppo tardiPerche possono esserci errori nell’estratto contributivo Gli errori nell’estratto contributivo non sono rari. Le cause piu frequenti sono:Omissioni del datore di lavoro: il datore non ha versato (o ha versato meno del dovuto) i contributi, pur avendoli trattenuti dalla busta pagaEvasione contributiva: lavoro in nero o periodi non dichiarati che non compaiono nell’estrattoErrori di imputazione: contributi versati ma attribuiti a un codice fiscale errato o a un’anagrafica diversaContributi figurativi non accreditati: periodi di malattia, maternita, cassa integrazione o disoccupazione non registrati correttamenteErrori nelle trascrizioni manuali: per periodi molto vecchi (prima degli anni ’80-’90), i dati sono stati inseriti manualmente e possono contenere svisteRiscatti e ricongiunzioni incomplete: pratiche di riscatto laurea o ricongiunzione di contributi da altre casse non completate correttamenteI casi tipici di errore: una panoramica 1. Periodi lavorativi mancantiE il caso piu frequente: nell’estratto mancano settimane o mesi di contributi relativi a un periodo in cui eri regolarmente assunto. Le cause possono essere:Il datore ha omesso il versamento (ma i contributi ti sono stati trattenuti in busta paga)Il datore ha cessato l’attivita prima di versare i contributi (fallimento, liquidazione)Errore nell’inserimento del codice fiscale nella denuncia UNIEMENSIn questo caso, il lavoratore non e responsabile della mancata contribuzione: la giurisprudenza consolidata (tra cui Cass. Civ. Sez. Lav. n. 3461/2020) ha affermato che l’INPS non puo opporre l’omissione del datore al lavoratore che abbia comunque maturato il diritto alla pensione.2. Contributi figurativi non accreditatiI contributi figurativi (o virtualmente accreditati) coprono periodi in cui non si lavora ma si ha diritto alla copertura previdenziale: malattia prolungata, maternita, cassa integrazione guadagni (CIG), disoccupazione, servizio militare. Se questi periodi non compaiono nell’estratto, e necessario presentare apposita istanza all’INPS con la relativa documentazione.3. Contributi versati ma non accreditatiA volte i contributi risultano correttamente versati (verificabile tramite i modelli F24 o le ricevute del datore) ma non compaiono nell’estratto INPS. Questo puo accadere per errori tecnici di imputazione. La soluzione richiede di presentare all’INPS copia delle ricevute di versamento.Come correggere gli errori: la procedura passo per passo Step 1: raccogliere la documentazionePrima di contattare l’INPS, raccogli tutto il materiale disponibile per il periodo contestato:Buste paga o cedolini per il periodo in questioneCU (Certificazione Unica) o ex CUD degli anni interessatiContratti di lavoroEventuali ricevute F24 (se autonomo o per versamenti volontari)Documentazione del datore di lavoro (dichiarazioni UNIEMENS)Per contributi figurativi: certificati medici, attestazioni INPS di CIG, decreti di maternitaStep 2: presentare istanza di verifica con il modulo PROVCONTRIl modulo PROVCONTR (Provvedimento Contributivo) e lo strumento ufficiale dell’INPS per segnalare discrepanze nell’estratto contributivo. Tramite questo modulo puoi chiedere all’INPS di verificare e correggere i dati.Il modulo PROVCONTR si compila e si invia tramite:Portale INPS online (myINPS, con SPID/CIE/CNS)Patronato: il CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti nella presentazione dell’istanza gratuitamenteSede territoriale INPS di competenzaStep 3: l’iter di verifica INPS Dopo la presentazione del PROVCONTR, l’INPS avviera un’istruttoria che puo prevedere:Verifica con il datore di lavoro interessato (tramite UNIEMENS)Richiesta di documentazione integrativa al lavoratoreAccreditamento diretto se l’errore e riconducibile a un disfunzionamento tecnico internoAccreditamento d’ufficio dei contributi omessi dal datore, con contestuale recupero coattivo nei confronti del datore morosoI tempi di istruttoria variano da pochi mesi fino a 1-2 anni per i casi piu complessi. E importante presentare l’istanza con largo anticipo rispetto alla data prevista di pensionamento.Ricorso INPS: quando e come presentarlo Se l’INPS rigetta la tua istanza PROVCONTR o non risponde entro i termini di legge, puoi presentare ricorso amministrativo al Comitato Provinciale INPS entro 90 giorni dalla notifica del rigetto (o dalla scadenza del termine per rispondere).Il ricorso si presenta:Online tramite il portale INPS (sezione Ricorsi Online)Tramite patronato (assistenza gratuita)Tramite avvocato (per ricorsi giudiziali al Tribunale del Lavoro)Se il ricorso amministrativo non da esito positivo, e possibile ricorrere al Giudice del Lavoro (art. 442 c.p.c.), senza necessita di previo tentativo di mediazione per le controversie previdenziali.Prescrizione dei contributi: attenzione ai tempiE importante sapere che i contributi omessi si prescrivono. Il termine ordinario di prescrizione per i contributi INPS e di 5 anni (dalla data di scadenza del versamento), ridotto dal D.Lgs. 241/1997. In presenza di denuncia penale o di omissione dolosa, il termine puo essere sospeso o interrotto.Tuttavia, per il lavoratore che subisce l’omissione del datore, la giurisprudenza tende a tutelare il diritto previdenziale anche oltre il termine di prescrizione, soprattutto quando il lavoratore non poteva conoscere l’omissione. E comunque consigliabile agire il prima possibile.Domande frequenti (FAQ)Se il datore non ha versato i contributi, perdo i miei anni di pensione?No. L’INPS e tenuto ad accreditare i contributi al lavoratore anche se il datore non li ha versati, procedendo poi al recupero coattivo nei confronti del datore moroso. Il lavoratore non puo essere penalizzato dall’inadempimento altrui.Quanto tempo ci vuole per correggere un errore nell’estratto?I tempi variano molto. Per errori semplici (errore tecnico di imputazione, contributi figurativi non accreditati con documentazione chiara) si risolve in 3-6 mesi. Per casi complessi (datore cessato, periodi molto vecchi, controversie con ex datori) possono volerci 1-2 anni o piu.Posso presentare il PROVCONTR da solo o serve un patronato?Puoi presentarlo autonomamente tramite il portale INPS con SPID, CIE o CNS. Tuttavia, per casi complessi o per assicurarti di allegare tutta la documentazione necessaria, e consigliabile rivolgerti a un patronato. Il servizio e gratuito.Cosa succede se trovo errori a pochi anni dalla pensione?E fondamentale agire subito. Presentare il PROVCONTR con largo anticipo (almeno 2-3 anni prima della data prevista di pensionamento) garantisce i tempi tecnici per la verifica e la correzione senza ritardare il riconoscimento della pensione.Conclusione: verifica l’estratto contributivo prima che sia troppo tardiGli errori nell’estratto contributivo sono piu frequenti di quanto si pensi, ma nella maggior parte dei casi sono risolvibili con la giusta procedura e la documentazione adeguata. L’importante e non aspettare la vigilia della pensione per controllare la propria posizione previdenziale.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto gratuito per la verifica dell’estratto contributivo, la presentazione del PROVCONTR e l’assistenza nei ricorsi INPS. Prenota un appuntamento per un controllo preventivo della tua posizione previdenziale.Leggi anche: come usare l’estratto contributivo per verificare i requisiti pensionistici.Giugno 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-30 12:30:002026-07-03 07:54:28Errori estratto contributivo INPS: come riconoscerli e correggerli nel 2026CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIRimborso 730 2026: Quando Viene Accreditato sul Conto e Come Controllare OnlineHai presentato il modello 730/2026 e ti aspetti un rimborso IRPEF? La domanda che tutti i contribuenti si pongono è la stessa: quando viene accreditato il rimborso del 730 sul conto corrente? La risposta dipende da chi sei: lavoratore dipendente con sostituto d’imposta, pensionato o contribuente senza sostituto. In questa guida trovi le date precise, le modalità di accredito e come controllare lo stato del rimborso online, direttamente dall’Agenzia delle Entrate o dall’INPS. Indice dei contenutiCome funziona il rimborso 730: le basiDate accredito rimborso 730/2026: il calendario completoContribuenti senza sostituto d’imposta: rimborso diretto dall’Agenzia delle EntrateCome controllare lo stato del rimborso 730 onlineIl rimborso 730 non è ancora arrivato: cosa fareDomande frequenti sul rimborso 730/2026Articoli correlati sul rimborso 730 e la dichiarazione dei redditiHai dubbi sul rimborso 730? Il CAF Centro Fiscale ti assisteCome funziona il rimborso 730: le basiIl modello 730 è la dichiarazione dei redditi “assistita”: significa che non sei tu a versare o ricevere importi direttamente dall’Erario, ma lo fa per te il tuo sostituto d’imposta, cioè il datore di lavoro (se sei dipendente) o l’INPS (se sei pensionato). In alternativa, se non hai un sostituto d’imposta, l’Agenzia delle Entrate eroga il rimborso direttamente.Se dalla dichiarazione emerge un credito a tuo favore — cioè hai pagato più IRPEF di quanto dovevi — il sistema provvede automaticamente ad accreditartelo. Non devi fare nessuna richiesta aggiuntiva: il rimborso avviene in modo automatico, rispettando il calendario stabilito dalla normativa (DPR n. 322/1998 e istruzioni Agenzia delle Entrate). Date accredito rimborso 730/2026: il calendario completoLe tempistiche del rimborso cambiano in base alla categoria di contribuente. Ecco il calendario aggiornato per l’anno di imposta 2025 (730 presentato nel 2026):Lavoratori dipendenti (sostituto d’imposta privato)Per i lavoratori dipendenti con azienda o ente privato come sostituto d’imposta, il rimborso viene erogato direttamente in busta paga. Le tempistiche dipendono da quando il CAF o il datore di lavoro ha inviato il 730 all’Agenzia delle Entrate:730 inviato entro il 31 maggio 2026: rimborso in busta paga di luglio 2026730 inviato entro il 20 giugno 2026: rimborso in busta paga di luglio 2026 (per la maggior parte dei sostituti)730 inviato entro il 15 luglio 2026: rimborso in busta paga di agosto 2026730 inviato entro il 29 settembre 2026: rimborso in busta paga di settembre/ottobre 2026In pratica: la maggior parte dei lavoratori dipendenti che ha presentato il 730 tramite CAF entro giugno riceverà il rimborso già nella busta paga di luglio 2026. L’importo apparirà come voce separata nella busta paga, solitamente etichettata come “conguaglio IRPEF a credito” o “rimborso IRPEF 730”.Pensionati (sostituto d’imposta INPS)Per i pensionati, il sostituto d’imposta è l’INPS, che eroga il rimborso direttamente sulla pensione. Le date sono leggermente diverse rispetto ai lavoratori dipendenti:730 inviato entro il 31 maggio 2026: rimborso sulla pensione di agosto 2026730 inviato entro il 15 luglio 2026: rimborso sulla pensione di settembre 2026730 inviato entro il 29 settembre 2026: rimborso sulla pensione di ottobre/novembre 2026Questo significa che per i pensionati c’è circa un mese di ritardo rispetto ai dipendenti. È una differenza strutturale legata ai tempi di elaborazione dell’INPS in quanto sostituto d’imposta. Il rimborso comparirà nel cedolino della pensione come voce aggiuntiva.Per approfondire il tema dei rimborsi sui pensionati, puoi consultare la nostra guida dedicata: Rimborso 730 Pensionati 2026: quando arriva sulla pensione. Contribuenti senza sostituto d’imposta: rimborso diretto dall’Agenzia delle EntrateSe sei un lavoratore autonomo, un professionista o un contribuente senza un datore di lavoro (sostituto d’imposta), il rimborso non avviene tramite busta paga ma direttamente dall’Agenzia delle Entrate. In questo caso:Il rimborso viene accreditato sul conto corrente bancario o postale che hai indicato nella dichiarazioneI tempi sono generalmente più lunghi rispetto ai lavoratori dipendenti: di solito da settembre a dicembre 2026, ma possono protrarsi fino all’anno successivo in caso di controlliL’Agenzia delle Entrate può richiedere documentazione aggiuntiva prima di procedere con l’accreditoSe hai diritto a un rimborso da parte dell’Agenzia delle Entrate ma non hai indicato un IBAN al momento della dichiarazione, l’Agenzia ti invierà un vaglia postale o una comunicazione per aggiornare i dati bancari. È fondamentale tenere aggiornate queste informazioni sul cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate. Come controllare lo stato del rimborso 730 onlinePuoi verificare in qualsiasi momento a che punto è il tuo rimborso IRPEF attraverso due strumenti ufficiali: il portale dell’Agenzia delle Entrate e, per i pensionati, MyINPS.Verifica rimborso su Agenzia delle Entrate (per tutti)L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio di verifica dello stato del rimborso accessibile con SPID, CIE o credenziali Fisconline:Vai su agenziaentrate.gov.it e accedi all’area riservata con SPID o CIEClicca su “Il mio cassetto fiscale”Vai alla sezione “Rimborsi”Troverai l’elenco dei rimborsi con lo stato: in lavorazione, liquidato o erogatoIn alternativa, puoi usare il servizio “Controlla il tuo rimborso” direttamente sulla home dell’Agenzia delle Entrate, disponibile senza autenticazione inserendo codice fiscale e anno d’imposta.Verifica rimborso su MyINPS (solo per pensionati)I pensionati che hanno presentato il 730 attraverso l’INPS come sostituto d’imposta possono verificare lo stato del conguaglio sul cedolino della pensione:Accedi a myinps.inps.it con SPID o CIEVai su “Pensione e Previdenza” → “Cedolino della pensione”Seleziona il mese in cui ti aspetti il rimborso (agosto o settembre 2026)Nel cedolino troverai la voce “conguaglio fiscale a credito” o “rimborso IRPEF 730”Per ulteriori dettagli sui conguagli fiscali INPS sulla pensione, leggi: Modello 730 2026 Pensionati: Come Verificare i Conguagli Fiscali INPS. Il rimborso 730 non è ancora arrivato: cosa fareSe la data prevista è passata e il rimborso non è ancora arrivato, prima di allarmarsi è utile verificare alcune situazioni comuni:Il sostituto d’imposta ha liquidità insufficienteIl datore di lavoro (sostituto d’imposta) anticipa il rimborso al dipendente utilizzando le ritenute fiscali che ha già trattenuto agli altri dipendenti. Se la somma delle ritenute è inferiore al rimborso da erogare, il datore di lavoro può non essere in grado di anticiparlo integralmente. In questo caso deve comunicarlo all’Agenzia delle Entrate, che provvederà direttamente all’accredito. I tempi in questo caso si allungano (anche di diversi mesi).Rimborso bloccato per controllo preventivoL’Agenzia delle Entrate può sospendere l’erogazione di rimborsi superiori a determinate soglie per effettuare controlli preventivi sulla dichiarazione. In questi casi riceverai una comunicazione tramite il tuo cassetto fiscale o per posta. Non significa necessariamente che ci sono irregolarità: è una verifica di routine che può richiedere qualche settimana aggiuntiva.IBAN non aggiornato o erratoSe il rimborso deve essere erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate ma l’IBAN comunicato è errato o il conto è stato chiuso, l’accredito non andrà a buon fine. Verifica e aggiorna il tuo IBAN nel cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate prima possibile. Domande frequenti sul rimborso 730/2026Quando arriva esattamente il rimborso 730 sulla busta paga di luglio 2026?Il giorno preciso dipende da quando il tuo datore di lavoro elabora le buste paga. La maggior parte delle aziende liquida lo stipendio di luglio nella seconda o ultima settimana del mese. Il rimborso comparirà nella stessa busta paga come voce separata. Se il tuo datore paga lo stipendio il 27 luglio, troverai il rimborso quel giorno.Il rimborso 730 è tassato?No. Il rimborso del 730 non è un reddito: è la restituzione di imposte che hai pagato in eccesso nel corso dell’anno. Non viene quindi tassato e non devi dichiararti nel 730 dell’anno successivo.Posso chiedere il rimborso in un’unica soluzione anche se ho un debito fiscale?Se dalla dichiarazione emerge sia un credito IRPEF sia un debito (ad esempio addizionali regionali o comunali), il sistema li compensa automaticamente. Riceverai solo la differenza netta. Se il debito è superiore al credito, verrà effettuata una trattenuta mensile sulla tua busta paga o pensione a partire da luglio, spalmata in più rate fino a dicembre 2026.Ho presentato il 730 correttivo: cambia qualcosa per il rimborso?Se hai presentato un 730 correttivo o integrativo, i tempi di lavorazione si allungano rispetto alla dichiarazione originale. Il rimborso verrà ricalcolato sulla base dell’ultima dichiarazione presentata, ma i tempi possono slittare di qualche settimana o mese a seconda della data di presentazione del correttivo.Quanto dura il diritto a ricevere il rimborso IRPEF?Il diritto al rimborso IRPEF si prescrive in 10 anni dalla data in cui si è generato il credito. Non rischi quindi di perdere il rimborso nel breve periodo, ma è comunque consigliabile tenere monitorate le pratiche per non incorrere in disguidi.Posso ricevere il rimborso 730 sul conto di un familiare?Per i dipendenti, il rimborso viene erogato in busta paga e quindi non è possibile reindirizzarlo su un altro conto. Per i rimborsi diretti dall’Agenzia delle Entrate, l’IBAN deve essere intestato al contribuente richiedente: non è possibile indicare l’IBAN di un familiare o di un terzo. Articoli correlati sul rimborso 730 e la dichiarazione dei redditiPer approfondire altri aspetti della dichiarazione dei redditi 2026 e dei rimborsi, ti consigliamo:Rimborso 730 Luglio 2026: chi lo riceve e importoRimborso 730 Pensionati 2026: quando arriva e quanto tempoTrattamento integrativo 2026: chi spetta e calcolo 730Spese mediche detraibili nel 730/2026: pagamento e documentiHai dubbi sul rimborso 730? Il CAF Centro Fiscale ti assisteSe non hai ancora ricevuto il rimborso nei tempi previsti, se vuoi verificare lo stato della pratica o se hai bisogno di aiuto per interpretare le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri operatori ti aiutano a:Verificare lo stato del rimborso 730 sul cassetto fiscaleControllare se la dichiarazione è stata trasmessa correttamentePresentare istanza di rimborso in caso di crediti non erogatiGestire pratiche di 730 correttivo o integrativoAggiornare le coordinate bancarie presso l’Agenzia delle EntratePrenota un appuntamento presso i nostri sportelli: offrire assistenza concreta e accessibile ai cittadini è la nostra missione da oltre 30 anni. Giugno 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-30 12:00:002026-07-03 07:54:30Rimborso 730 2026: Quando Viene Accreditato sul Conto e Come Controllare OnlinePagina 72 di 191«‹7071727374›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, ESTRATTO CONTRIBUTIVO, PATRONATOEstratto contributivo e pensione 2026: come verificare i requisitiEstratto contributivo e pensione 2026: come verificare i requisitiL’estratto contributivo INPS e molto piu di un semplice elenco di versamenti: e lo strumento fondamentale per capire quando potrai andare in pensione e quale importo ti aspetta. In questa guida spieghiamo come leggere l’estratto contributivo per verificare i requisiti pensionistici nel 2026, come calcolare l’anzianita contributiva e come simulare la propria pensione futura usando gli strumenti INPS ufficiali.Per sapere come richiedere l’estratto contributivo e leggerlo, consulta prima la guida completa all’estratto contributivo INPS. Per problemi di errori nell’estratto, leggi invece come correggere gli errori contributivi.Indice dei contenutiCosa dice l’estratto contributivo sulla tua pensioneRequisiti pensionistici 2026: riepilogoCome calcolare la tua anzianita contributiva dall’estrattoCumulo e totalizzazione: quando hai contributi in piu gestioniLa simulazione pensione con il servizio INPSQuota 103 e Quota 41 nel 2026: cosa sapereDomande frequenti (FAQ)Conclusione: pianifica la pensione con il tuo estratto contributivoCosa dice l’estratto contributivo sulla tua pensione L’estratto contributivo contiene le informazioni essenziali per calcolare i tuoi diritti pensionistici:Anzianita contributiva totale: numero di settimane/anni di contributi accreditati (lavoro effettivo + contributi figurativi + riscatti)Retribuzione pensionabile: base su cui viene calcolata la quota retributiva (se hai contributi precedenti al 1996)Montante contributivo: somma dei contributi versati nel sistema contributivo (post-1996 o interamente contributivi)Gestione di appartenenza: FPLD (lavoratori dipendenti), Gestione Separata, artigiani/commercianti, ecc.Combinando questi dati con i requisiti pensionistici vigenti nel 2026, puoi determinare se hai gia maturato il diritto alla pensione o quanti anni ti mancano.Requisiti pensionistici 2026: riepilogo Tipo di pensioneRequisito etaRequisito contributivoNotePensione di vecchiaia67 anni20 anni di contributiRequisito standard per tutti i regimiPensione anticipata ordinariaIndipendente42 anni e 10 mesi (uomini) / 41 anni e 10 mesi (donne)Finestra mobile 3 mesiQuota 10362 anni41 anni di contributiProrogata al 2025; verifica stato 2026Quota 41 (precoci)Indipendente41 anni (di cui 1 ante 19esimo anno di eta)Solo per categorie di lavori gravosi/invalidita/disoccupatiAPE Sociale63 anni e 5 mesi30-36 anni (in base alla categoria)Solo per caregiver, invalidi, gravosi, disoccupatiOpzione Donna61 anni35 anniSolo lavoratrici, con ricalcolo contributivoNota: i requisiti di Quota 103 e APE Sociale per il 2026 sono soggetti a conferma o modifica con la Legge di Bilancio 2026. Verifica lo stato aggiornato sul sito INPS prima di pianificare il pensionamento.Come calcolare la tua anzianita contributiva dall’estratto Nell’estratto contributivo, i contributi sono espressi in settimane. Per convertirli in anni:Somma tutte le settimane accreditate nelle diverse gestioni (se hai contributi in piu gestioni, considera le regole di totalizzazione o cumulo)Dividi per 52 per ottenere gli anni completiAggiungi eventuali periodi da riscatto (laurea, servizio militare, periodi non coperti) se gia pagati o in corso di pagamentoConsidera i contributi figurativi gia accreditati (malattia, maternita, disoccupazione)Esempio pratico: se nell’estratto risultano 2.080 settimane totali, l’anzianita e di circa 40 anni (2.080 / 52 = 40). Con altri 2 anni di riscatto laurea in corso, si arriverebbe a 42 anni.Cumulo e totalizzazione: quando hai contributi in piu gestioniSe nel corso della tua vita lavorativa hai versato contributi in piu gestioni INPS (es. lavoratore dipendente per alcuni anni, poi autonomo iscritto alla Gestione Separata), hai due opzioni per sommare i periodi:Cumulo gratuito (L. 228/2012, art. 1 c. 239-248): permette di sommare periodi contributivi non coincidenti in gestioni diverse INPS e Casse professionali, senza penalizzazioni. Il calcolo della pensione avviene pro-quota per ciascuna gestione secondo il proprio sistema (retributivo/contributivo)Totalizzazione (D.Lgs. 42/2006): alternativa al cumulo, ma con calcolo interamente contributivo su tutto il periodo. Piu svantaggiosa nella maggior parte dei casi se hai periodi pre-1996 significativiLa simulazione pensione con il servizio INPS L’INPS mette a disposizione sul portale myINPS il servizio “La mia pensione futura”, un simulatore che elabora automaticamente i dati del tuo estratto contributivo e ti fornisce:La data stimata di maturazione del diritto alla pensione per ciascuna tipologiaL’importo stimato della pensione in vari scenari (pensionamento anticipato, vecchiaia, diverse ipotesi di crescita retributiva)Il tasso di sostituzione: il rapporto tra la pensione stimata e l’ultimo stipendioPer accedere al simulatore serve SPID, CIE o CNS. Il sistema elabora i dati del tuo estratto contributivo reale, quindi la simulazione e personalizzata sulla tua situazione effettiva.Quota 103 e Quota 41 nel 2026: cosa sapereQuota 103 (62 anni di eta + 41 anni di contributi) e stata prorogata nel 2025. Per il 2026, al momento della redazione di questa guida, la misura e ancora in vigore ma potrebbe subire modifiche con la prossima Legge di Bilancio. Chi matura i requisiti nel 2026 ma non ha ancora presentato domanda dovrebbe verificare la situazione attuale sul portale INPS o tramite patronato.Quota 41 per i lavoratori precoci richiede 41 anni di contributi totali, di cui almeno 1 settimana versata prima del compimento dei 19 anni di eta. E riservata a specifiche categorie: disoccupati (che hanno esaurito la NASPI), invalidi (invalidita >= 74%), caregiver di parenti disabili, addetti a lavori gravosi (list. DM 5 febbraio 2018). Se rientri in una di queste categorie e sei vicino ai 41 anni di contributi, l’estratto contributivo e il documento fondamentale per verificare il requisito del contributo pre-19 anni.Domande frequenti (FAQ)Il riscatto della laurea compare nell’estratto contributivo?Si, ma solo dopo che la pratica di riscatto e stata accettata e (almeno in parte) pagata. I periodi in riscatto appaiono nell’estratto come contributi figurativi da riscatto. Se hai presentato domanda di riscatto ma non hai ancora completato i pagamenti, il periodo potrebbe non essere ancora visibile.Come faccio a sapere se ho contributi in piu gestioni?L’estratto contributivo INPS mostra tutte le gestioni di appartenenza: FPLD (dipendenti privati), Gestione Separata (co.co.co., freelance), artigiani, commercianti. Se hai cambiato tipo di lavoro nel corso della carriera, il tuo estratto riporterra contributi in gestioni diverse. Per le casse professionali (es. CASSA FORENSE per avvocati, ENPAM per medici), i dati non sono presenti nell’estratto INPS ma nei propri sistemi di cassa.Posso aumentare l’anzianita contributiva comprando contributi volontari?Si. I contributi volontari INPS permettono di coprire periodi non lavorati (ad esempio anni di studio, interruzioni dell’attivita) per avvicinarsi prima alla soglia pensionistica. La domanda si presenta all’INPS e il costo varia in base alla retribuzione di riferimento e al regime pensionistico di appartenenza.Conclusione: pianifica la pensione con il tuo estratto contributivoL’estratto contributivo e il punto di partenza per qualsiasi pianificazione pensionistica seria. Conoscere la propria anzianita contributiva effettiva, identificare eventuali buchi da colmare (con riscatti, ricongiunzioni o contributi volontari) e simulare la propria pensione futura sono azioni che si possono fare gia oggi, senza aspettare la soglia dei 60 anni.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza previdenziale personalizzata: verifica gratuita dell’estratto contributivo, analisi dei requisiti pensionistici nel tuo caso specifico e supporto per presentare eventuali istanze INPS. Prenota un appuntamento per pianificare insieme il tuo futuro previdenziale.Luglio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-01 08:30:002026-07-03 07:54:25Estratto contributivo e pensione 2026: come verificare i requisiti
QontoQonto per E-commerce 2026: Conto Business per Vendite OnlineGestire un e-commerce in Italia richiede un’organizzazione finanziaria diversa rispetto a un’attivita tradizionale. Vendite multi-canale (sito proprietario, marketplace, social commerce), pagamenti che arrivano da Stripe, PayPal, Klarna, Shopify Payments con tempistiche di accredito differenti, gestione dei resi e delle note di credito, fornitori esteri pagati in dollari o yuan, spese di advertising su Meta e Google da categorizzare correttamente per la deducibilita: tutto questo finisce sul conto business e deve essere riconciliato con la contabilita.In questa guida vediamo come Qonto puo semplificare la gestione finanziaria di un e-commerce, con focus su multi-valuta, integrazioni Shopify e WooCommerce, API per developer e categorizzazione spese marketing. La guida e pensata per chi gestisce un e-commerce in regime ordinario o forfettario e vuole capire se Qonto e adatto al proprio modello di business prima di aprire il conto.📢 DISCLOSURE – Trasparenza e onesta intellettualeQuesto articolo contiene link sponsorizzati a Qonto (banca digitale francese autorizzata Banque de France, operante in Italia tramite IBAN italiano IT). Se apri un conto tramite i nostri link, potremmo ricevere una commissione di affiliazione, senza alcun costo aggiuntivo per te. Questo non influenza il contenuto della guida: presentiamo Qonto come una scelta in evidenza per e-commerce, ma indichiamo anche alternative (Hype Business, Revolut Business, Wise Business, banche tradizionali con conti business e-commerce) per casi specifici. CAF Centro Fiscale non e partner ufficiale Qonto e non e responsabile dei rapporti contrattuali tra te e la banca. Verifica sempre condizioni, prezzi e funzionalita aggiornate sul sito ufficiale qonto.com prima di sottoscrivere.⭐ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business pensato per l’e-commerceMulti-valuta EUR/USD/GBP, integrazione diretta con Shopify e WooCommerce, API per developer, categorizzazione automatica spese marketing (Meta Ads, Google Ads). Apri il conto online in pochi minuti, senza appuntamenti in filiale. 👉 Apri Qonto per il tuo e-commerceLink sponsorizzato – verifica condizioni aggiornate su qonto.comIndice dei contenutiTipi di e-commerce in Italia: B2C, marketplace, dropshippingEsigenze finanziarie tipiche di un e-commercePerche Qonto e ottimo per e-commerceConfigurazione iniziale Qonto per e-commerceCasi d’uso reali: fashion dropshipping, Amazon FBA, print-on-demandPagamenti Stripe e PayPal in QontoTasse e-commerce gestite con Qonto + Fatture in CloudCategorizzazione spese Meta Ads e Google AdsFAQ: domande frequenti su Qonto per e-commerceTipi di e-commerce in Italia: B2C, marketplace, dropshippingPrima di scegliere il conto business giusto, e importante inquadrare il proprio modello di e-commerce. In Italia esistono tre macro-categorie, ciascuna con esigenze finanziarie e fiscali differenti, e Qonto si adatta a tutte e tre – ma con configurazioni diverse.1. E-commerce B2C diretto (sito proprietario)E il modello classico: un negozio online proprietario su Shopify, WooCommerce o PrestaShop, dove il venditore gestisce direttamente il magazzino, le spedizioni e il customer service. I pagamenti arrivano via Stripe, Shopify Payments, PayPal, Klarna, Satispay. Tipico per brand fashion, beauty, food, arredamento, design. La fatturazione e elettronica (B2B) o scontrino elettronico/corrispettivi telematici (B2C). Il volume di transazioni e medio-alto, con marginalita controllabile.2. Marketplace seller (Amazon FBA, eBay, Etsy, ePrice)Il venditore non ha un sito proprio ma vende attraverso piattaforme terze. Il caso piu comune e Amazon FBA (Fulfilled by Amazon): il seller spedisce stock ai centri logistici Amazon, la piattaforma gestisce stoccaggio, spedizione e resi. Amazon trattiene fee variabili (15-30%) e accredita il netto ogni 14 giorni. Ci sono quesiti fiscali specifici: vendite Pan-EU richiedono identificazione IVA in altri Paesi UE (Germania, Francia, Spagna), reverse charge OSS per soglia 10.000 euro, gestione bollette doganali per Amazon FBA UK post-Brexit.3. Dropshipping e print-on-demandIl venditore non gestisce magazzino: quando un cliente ordina, l’ordine viene inoltrato a un fornitore (in Cina via AliExpress/Spocket/CJDropshipping, o in UE via servizi premium) che spedisce direttamente al cliente finale. Print-on-demand funziona similmente: il prodotto (t-shirt, mug, poster) viene stampato e spedito on-demand da partner come Printful, Printify, Gelato. Margini bassi (15-30%), alti volumi, pagamenti ai fornitori in dollari/euro, spese pubblicitarie altissime sul fatturato (anche 30-50% per testare creativita su Meta e TikTok Ads). Esigenze finanziarie tipiche di un e-commerceIndipendentemente dal modello, ogni e-commerce ha cinque esigenze ricorrenti sulla gestione del conto business. Vediamole in dettaglio per capire quali strumenti servono.Multi-valuta per vendite UE ed extra-UESe vendi a clienti UE oltre la soglia OSS di 10.000 euro/anno, devi applicare l’IVA del Paese di destinazione (es. 19% Germania, 20% Francia). Stripe, Shopify Payments e PayPal accreditano in valuta locale (EUR, USD, GBP, CHF, SEK, NOK). Senza un conto multi-valuta, ogni accredito viene convertito automaticamente dalla banca in euro, con spread sul cambio dell’1,5-3%. Su un fatturato di 200.000 euro/anno, lo spread costa 3.000-6.000 euro. Un conto multi-valuta come Qonto ti permette di tenere i saldi in valuta originale e convertire solo quando ti conviene.Riconciliazione automatica con piattaforme e-commercePer ogni ordine ricevuto, devi avere visibilita su: importo lordo, fee piattaforma (Shopify 0,25% + 0,25 euro), fee acquirer (Stripe 1,5% + 0,25 euro per UE), netto accreditato. Riconciliare manualmente su Excel e impossibile sopra le 50 transazioni/mese. Qonto ha integrazione diretta con Shopify che importa ogni payout con dettaglio fee, semplificando la riconciliazione contabile. WooCommerce richiede invece API o connettori intermedi (Zapier, Make).Gestione resi, rimborsi e note di creditoUn e-commerce ha tasso di reso medio del 5-15% (fashion fino al 30%). Ogni rimborso genera: addebito sul conto del venditore + necessita di emettere nota di credito elettronica al cliente. Qonto categorizza automaticamente i rimborsi Stripe/PayPal come “rimborso cliente”, separandoli dalle vendite e facilitando il calcolo del fatturato netto effettivo. Per le note di credito, l’integrazione con Fatture in Cloud o Aruba Fatturazione fa il resto.Volumi alti di transazioni e limiti operativiUn e-commerce in crescita puo registrare 500-5.000 transazioni al mese sul conto. Le banche tradizionali spesso applicano commissioni per movimento sopra una soglia (es. 0,50 euro dopo 100 movimenti/mese), che su 2.000 transazioni costano 950 euro/mese. Qonto Smart e Premium offrono movimenti illimitati inclusi, eliminando il rischio di costi a sorpresa.API per integrazioni custom (developer e agenzie)Per e-commerce strutturati con team tecnico interno o agenzie, le API permettono integrazioni custom: dashboard di cassa unificata, alert automatici su soglie di saldo, sincronizzazione con ERP (Sage, Cloud Finance, Fatture in Cloud). Qonto espone API REST documentate con webhook per eventi in tempo reale (nuovo accredito, nuova spesa categorizzata). Perche Qonto e ottimo per e-commerceVediamo le caratteristiche che rendono Qonto particolarmente adatto agli e-commerce, confrontandole quando rilevante con le alternative del mercato.Conti multi-valuta integrati (EUR, USD, GBP e altri)Qonto consente di aprire sotto-conti in EUR, USD, GBP all’interno dello stesso account. Puoi ricevere un payout Shopify Payments USA in dollari, tenerlo in saldo USD, e convertirlo in euro solo quando il cambio EUR/USD ti e favorevole, oppure usarlo per pagare un fornitore Cinese che accetta dollari. La conversione avviene al cambio interbancario con uno spread limitato (intorno all’1%), inferiore alle banche tradizionali (2-3%).Integrazione diretta con ShopifyQonto ha sviluppato un connettore nativo per Shopify che sincronizza automaticamente i payout Shopify Payments con il conto Qonto, importando dettaglio ordini, fee, refund. Nella dashboard vedi ogni accredito con il riferimento all’ordine specifico. Per WooCommerce, PrestaShop e Magento la sincronizzazione passa per Zapier o per le API Qonto, ma e comunque fattibile.API REST per developerLe API Qonto permettono di leggere movimenti, creare bonifici, gestire allegati fattura, generare report. Sono utili per e-commerce con team tecnico che vogliono dashboard personalizzate o integrazioni con software interni. La documentazione API e disponibile pubblicamente e supporta autenticazione OAuth2.Multi-utente per teamUn e-commerce strutturato ha spesso piu collaboratori: un addetto agli acquisti, un marketing manager, un commercialista esterno. Qonto permette di invitare utenti con permessi granulari: solo lettura per il commercialista, possibilita di pagare fornitori per l’ufficio acquisti, accesso completo per il titolare. Ogni azione viene tracciata con audit log.Carte virtuali per acquisti fornitori e pubblicitaPer pagare Meta Ads, Google Ads, TikTok Ads o fornitori online (Alibaba, AliExpress) e prudente usare carte virtuali dedicate, con limite mensile. Se la carta viene compromessa (cosa non rara nel mondo e-commerce), puoi cancellarla dalla dashboard in 10 secondi senza compromettere la carta principale. Qonto Smart include carte virtuali illimitate. Configurazione iniziale Qonto per e-commerceVediamo passo per passo come configurare Qonto per un e-commerce, dalla scelta del piano alla riconciliazione contabile.Step 1: Scegli il piano Smart o superiorePer un e-commerce il piano Basic non e sufficiente. Le funzionalita chiave (multi-valuta avanzato, integrazione Shopify, API illimitate, multi-utente) sono disponibili dal piano Smart o superiore. Verifica i prezzi aggiornati su qonto.com prima di sottoscrivere. In genere, sotto i 50.000 euro di fatturato il piano Smart basta. Sopra, il Premium o il Business sono piu indicati.Step 2: Collega il negozio Shopify o WooCommerceDalla dashboard Qonto, sezione Integrazioni, cerca il connettore Shopify e autorizza l’accesso al tuo store. Per WooCommerce userai l’API Qonto e un plugin connettore (es. Zapier con trigger “new payout in Stripe” → “create transaction in Qonto”). Una volta attiva, ogni payout viene importato automaticamente con dettaglio fee.Step 3: Imposta categorie spese personalizzateCrea categorie dedicate al tuo modello e-commerce: Advertising Meta, Advertising Google, Advertising TikTok, Fornitori dropshipping, Packaging, Spedizioni, Marketplace fee, Software (Shopify, Klaviyo, Recart), Influencer marketing. Qonto impara dalle prime classificazioni e categorizza in automatico le spese ricorrenti. A fine mese vedrai esattamente quanto hai speso per acquisizione clienti vs gestione operativa.Step 4: Configura le carte virtuali per advertisingCrea tre carte virtuali separate: una per Meta Ads, una per Google Ads, una per TikTok Ads. Imposta limite mensile coerente con il budget pubblicitario (es. 5.000 euro/mese per Meta). Se Meta blocca temporaneamente l’account o c’e un’attivita anomala, lo capisci subito perche la spesa si ferma su quella carta specifica senza compromettere il resto.Step 5: Connetti il commercialista in sola letturaInvita il tuo commercialista come utente “Visualizzazione e download”. Avra accesso a movimenti, allegati fattura e potra esportare CSV per il software di contabilita, senza vedere le credenziali del titolare e senza poter operare bonifici. Risparmierai 1-2 ore al mese di scambio file via email.⭐ SponsorPronto a portare il tuo e-commerce al livello successivo?Apri Qonto online in 10 minuti, collega Shopify o WooCommerce e inizia a riconciliare automaticamente ogni payout. Multi-valuta, API, carte virtuali per Meta Ads: tutto incluso. 👉 Apri Qonto per il tuo e-commerceLink sponsorizzato – condizioni aggiornate su qonto.comCasi d’uso reali: fashion dropshipping, Amazon FBA, print-on-demandVediamo tre scenari concreti di e-commerce italiani che usano Qonto, con numeri realistici e configurazioni differenti.Caso 1: Sara, e-commerce fashion con dropshipping da CinaSara gestisce “BoutiqueOnline” su Shopify, vende abbigliamento femminile fast-fashion in dropshipping. Fornitori principali: 3 partner cinesi pagati in USD via AliExpress/Spocket. Fatturato annuo 320.000 euro, margine medio 25%. Spesa pubblicitaria Meta + Google: 95.000 euro/anno (30% del fatturato). Stato: SRL in regime ordinario.Configurazione Qonto:Piano Smart con multi-valuta EUR/USD attivoIntegrazione Shopify con sync automatica payout3 carte virtuali separate: Meta Ads (limite 6.000 euro/mese), Google Ads (limite 2.500 euro/mese), Acquisti fornitori USD (limite 4.000 USD/mese)Categorie spese custom: Advertising Meta, Advertising Google, Fornitori CN, Packaging, Influencer fashionCommercialista invitato in sola lettura per riconciliazione mensileRisultato: tempo di chiusura mensile ridotto da 6 a 2 ore, visibilita immediata su ROAS reale (ricavi vs spesa Ads), nessuno spread inutile sulla conversione USD→EUR perche tiene saldo USD per pagare i fornitori.Caso 2: Marco, marketplace seller Amazon FBA Pan-EUMarco vende accessori per smartphone su Amazon FBA in 5 marketplace UE (IT, DE, FR, ES, IT). Fatturato 480.000 euro/anno, registrato OSS per IVA UE oltre soglia. Stato: SRL semplificata. Stock prodotto da Cina, ricevuto in centro logistico Amazon Polonia, ridistribuito in tutti i centri UE.Configurazione Qonto:Piano Premium con multi-valuta EUR/USD/GBPSub-account dedicato “Amazon Payout” per tracking accrediti settimanali separati per marketplaceCarta virtuale “Amazon Ads” con limite 3.000 euro/meseCarta virtuale “Sourcing Cina” in USD con limite 8.000 USD per ordini stagionaliAPI Qonto integrata con dashboard custom per monitorare cash-flow per SKUIntegrazione con Fatture in Cloud per emissione fatture B2B su richiesta cliente AmazonRisultato: Marco ha visibilita su ogni payout Amazon UE per Paese, controlla il break-even punto per Paese, identifica marketplace meno redditizi (in questo caso Spagna) e riduce stock allocato.Caso 3: Elena, print-on-demand globale con PrintfulElena ha lanciato “PaperLove” su Shopify, e-commerce di poster e illustrazioni in print-on-demand via Printful (USA + UE). Fatturato 65.000 euro/anno, vende in 18 Paesi (Italia 35%, USA 25%, UK 15%, resto UE 25%). Stato: ditta individuale forfettaria coefficiente 67% (codice ATECO 47.91.10).Configurazione Qonto:Piano Smart con multi-valuta EUR/USD/GBPIntegrazione Shopify nativaCarta virtuale per Printful (limite mensile dinamico 800-2.500 euro stagionalita)Carta virtuale “Meta Ads creator” con limite 1.500 euro/meseCasse virtuali Qonto per accantonamento tasse: 25% di ogni payout (forfettario coefficiente 67% con aliquota 5% anni 1-5: imposta sostitutiva ~3,4% del fatturato + GS 26,07%)Risultato: Elena tiene saldo USD/GBP per riconvertire solo quando il cambio le e favorevole, risparmia ~1.200 euro/anno di spread, gestisce in autonomia la contabilita forfettaria con export CSV mensile per il commercialista. Pagamenti Stripe e PayPal in Qonto: come funzionaStripe e PayPal sono i due acquirer piu usati dagli e-commerce italiani. Vediamo come si integrano con Qonto, con tempistiche e fee da considerare.Stripe: payout su Qonto in 2-7 giorniStripe accetta IBAN italiani Qonto come account di payout. Imposti l’IBAN Qonto in Stripe Dashboard → Settings → Payouts. Il primo payout richiede 7 giorni (KYC iniziale), i successivi arrivano in 2 giorni lavorativi. Le fee Stripe per pagamenti UE sono 1,5% + 0,25 euro per carta SEPA, mentre per carte extra-UE salgono al 2,9% + 0,25 euro. Stripe accredita gia in EUR (anche se il pagamento originale e in USD), quindi la conversione la fa Stripe (con spread non trasparente). Per evitarla, valuta Stripe Connect con account multi-valuta.PayPal: prelievo manuale verso QontoPayPal Business non accredita automaticamente sul conto bancario: i pagamenti restano sul saldo PayPal finche non lanci un prelievo manuale. Il prelievo verso IBAN Qonto e gratuito sopra i 100 euro, costa 1 euro sotto, e arriva in 1-3 giorni lavorativi. Per e-commerce con volumi alti, conviene impostare un prelievo settimanale automatico (PayPal lo permette in alcuni Paesi, in Italia con limitazioni). Le fee PayPal sono 3,4% + 0,35 euro per pagamenti italiani: piu alte di Stripe ma con tutela acquirente piu forte.Riconciliazione contabile dei payout aggregatiSia Stripe che PayPal accreditano payout aggregati: un singolo bonifico contiene 50-200 transazioni nette di fee. La riconciliazione contabile richiede di tornare al dettaglio: ogni transazione e una vendita (con IVA), ogni fee e un costo deducibile (commissione bancaria – servizio acquirer). Qonto, grazie all’integrazione Shopify e all’export Stripe, scompone automaticamente i payout nel dettaglio, evitando ore di lavoro al commercialista.Tasse e-commerce gestite con Qonto + Fatture in CloudLa fiscalita di un e-commerce italiano ha alcune specificita rispetto a un’attivita tradizionale. Vediamo come Qonto integrato con Fatture in Cloud o software simili semplifica la gestione.IVA: regime OSS per vendite UE B2CSe vendi oltre 10.000 euro/anno a privati UE, devi iscriverti al regime OSS (One Stop Shop) e applicare l’IVA del Paese del cliente. Trimestralmente, presenti il modello OSS dichiarando le vendite per Paese e versi l’IVA all’Agenzia Entrate, che la ridistribuisce. Qonto, integrato con Fatture in Cloud o Aruba Fatturazione, riconcilia ogni vendita Shopify con l’aliquota corretta automaticamente. Per i forfettari sotto 65k il regime OSS non si applica perche non sei soggetto IVA italiano.Corrispettivi telematici: vendite B2C in ItaliaPer vendite B2C in Italia, l’e-commerce e tenuto a certificare i corrispettivi giornalmente tramite documento commerciale o tramite invio telematico aggregato (per chi ha apposita esenzione corrispettivi telematici). Shopify e WooCommerce hanno plugin certificati che inviano i dati al SDI. La riconciliazione contabile parte dal payout Stripe/Shopify Payments su Qonto e risale al singolo ordine.Imposte sui redditi e cassa virtuale tasseSu Qonto puoi creare una cassa virtuale “Tasse” dove accantonare automaticamente una percentuale di ogni payout. Per una SRL ordinaria ti conviene accantonare il 30-35% (IRES 24% + IRAP 3,9% + cuscino), per una ditta individuale forfettaria il 15% del 67% del fatturato (imposta sostitutiva 5% o 15% sul coefficiente di redditivita) piu i contributi GS al 26,07% sul reddito imponibile.F24 e versamenti tributi via QontoQonto permette di pagare il modello F24 direttamente dalla piattaforma, sia per F24 Ordinario (IRPEF, IVA, contributi) sia per F24 Predeterminato (acconti). Imposti i codici tributo, l’importo, la data di scadenza e Qonto effettua il pagamento. Il quietanza F24 viene archiviato automaticamente come allegato del movimento.Categorizzazione spese Meta Ads e Google Ads su QontoLe spese pubblicitarie sono il primo costo deducibile di un e-commerce. Vediamo come categorizzarle correttamente su Qonto per massimizzare il controllo e la deducibilita fiscale.Meta Ads (Facebook, Instagram, WhatsApp Business)Meta fattura le spese pubblicitarie tramite Meta Platforms Ireland Limited (sede UE). La fattura e in regime di reverse charge intracomunitario: per la SRL ordinaria devi integrare l’IVA con autofattura (codice natura N6.9 – inversione contabile altri casi), per il forfettario versi l’IVA sull’acquisto UE con F24 codice 6099. Crea una categoria Qonto dedicata “Advertising Meta” e associa la carta virtuale specifica.Google Ads (Search, Display, YouTube, Performance Max)Google fattura tramite Google Ireland Limited, stesso regime di reverse charge UE. Le fatture sono mensili. Crea una categoria Qonto “Advertising Google” separata dalle altre piattaforme: in fase di analisi vorrai capire quale canale ti porta piu ROAS. Tipicamente, Search ha ROAS piu alto ma volumi limitati, Performance Max e piu scalabile ma con creativi meno controllabili.TikTok Ads, LinkedIn Ads, Pinterest AdsTikTok Ads (TikTok Information Technologies Ireland), LinkedIn Ads (LinkedIn Ireland) e Pinterest Ads (Pinterest Europe) operano con stessa logica reverse charge UE. Crea categorie Qonto separate per ognuna: il calcolo del ROAS per piattaforma e fondamentale per non sprecare budget. Per e-commerce fashion B2C, TikTok ha spesso ROAS piu basso ma costo per acquisizione piu basso, ottimo per top-of-funnel.Software ricorrente: Shopify, Klaviyo, Recart, YotpoOltre alle Ads, un e-commerce maturo spende 500-3.000 euro/mese in software: piattaforma e-commerce (Shopify), email marketing (Klaviyo, MailChimp), recensioni (Yotpo, Loox), upsell/recart (Recart), CRM (HubSpot, Klaviyo), analytics (Triple Whale). Crea categoria Qonto “SaaS e-commerce” e associa una carta virtuale con limite mensile coerente. Vedrai a colpo d’occhio quanto pesa lo stack tecnologico sul margine.Influencer marketing e UGC creatorPagamenti a influencer e UGC creator richiedono attenzione: se sono italiani con P.IVA, ricevi fattura ordinaria; se sono privati, devi gestire la ritenuta d’acconto 20% (con regime forfettario non si applica); se sono esteri, attenzione alle convenzioni contro doppia imposizione. Crea categoria Qonto “Influencer marketing” separata e archivia ogni fattura come allegato del movimento. Riconciliazione fiscale a fine anno semplificata. ⭐ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per il tuo e-commerceMulti-valuta EUR/USD/GBP, integrazione Shopify nativa, API per developer, carte virtuali illimitate per Meta Ads e Google Ads, categorizzazione spese automatica. Apri online in 10 minuti, nessun appuntamento in filiale. Verifica condizioni e prezzi aggiornati su qonto.com. 👉 Apri Qonto per il tuo e-commerceLink sponsorizzato – CAF Centro Fiscale non e partner Qonto – Verifica condizioni su qonto.comFAQ: domande frequenti su Qonto per e-commerce1. Qonto e adatto a un e-commerce con fatturato sopra i 500.000 euro?Si, ma con il piano Premium o Business. I piani superiori includono limiti operativi piu alti, multi-utente con permessi avanzati, API illimitate, supporto prioritario. Per fatturati sopra il milione, valuta anche il dialogo con un commercialista specializzato e-commerce per stabilire se Qonto da solo basta o se conviene affiancarci una banca tradizionale per finanziamenti dedicati.2. Posso ricevere payout Stripe direttamente su Qonto?Si. L’IBAN Qonto e un IBAN italiano IT che Stripe accetta come account di payout. Lo configuri in Stripe Dashboard → Settings → Payouts. Il primo payout richiede 7 giorni per KYC, i successivi sono in 2 giorni lavorativi. Stesso discorso per Shopify Payments, PayPal, Klarna.3. L’integrazione Shopify e davvero “diretta” o serve Zapier?Per Shopify e nativa: c’e un connettore ufficiale dalla dashboard Qonto, sezione Integrazioni. Per WooCommerce, PrestaShop, Magento, la connessione passa per le API Qonto o per servizi terzi come Zapier, Make, n8n. Funziona altrettanto bene ma richiede configurazione tecnica iniziale (15-30 minuti se sai cosa fare).4. Posso aprire un conto Qonto se sono in regime forfettario con e-commerce?Si, Qonto accetta ditte individuali e SRL in regime forfettario. Se sei sotto i 65.000 euro/anno, il piano Solo Smart e tipicamente sufficiente. Sopra (passaggio a regime ordinario o crescita previsto), valuta Smart Business o superiore. Il regime forfettario non limita le funzionalita Qonto.5. Le carte virtuali Qonto sono accettate da Meta Ads e Google Ads?Si, le carte virtuali Qonto Mastercard sono accettate da Meta Ads, Google Ads, TikTok Ads, LinkedIn Ads, Pinterest Ads. Ti consigliamo di crearne una dedicata per ogni piattaforma con limite mensile coerente con il budget previsto, cosi se l’account viene compromesso la spesa si ferma sulla carta specifica e non sul conto principale.6. Come gestisco i resi e le note di credito su Qonto?Quando emetti un rimborso da Stripe o PayPal, il movimento appare in Qonto con segno negativo categorizzato come “Rimborso cliente”. Parallelamente, sul software di fatturazione (Fatture in Cloud, Aruba) emetti la nota di credito elettronica al cliente con riferimento alla fattura/scontrino originale. Allega la nota di credito al movimento Qonto come documento giustificativo.7. Qonto puo gestire le mie tasse e-commerce o ho bisogno di un commercialista?Qonto e un conto business, non un commercialista. Ti aiuta a riconciliare, categorizzare e archiviare correttamente i movimenti, ma il calcolo delle imposte (IRES, IRAP, IVA OSS, IRPEF, contributi GS) richiede un commercialista, specialmente se vendi in piu Paesi UE. La buona notizia e che invitando il commercialista in Qonto come utente in sola lettura, gli risparmi ore di lavoro al mese.8. Quali alternative a Qonto esistono per e-commerce?Le principali alternative sono Hype Business (piu economico ma meno funzionalita avanzate, no integrazione Shopify nativa), Revolut Business (multi-valuta forte, meno integrazioni e-commerce italiane), Wise Business (ottimo per multi-valuta a costi minimi ma no IBAN italiano IT, no F24, limiti su volumi), banche tradizionali (sicurezza percepita maggiore ma costi alti, integrazioni e-commerce limitate). La scelta dipende dal modello specifico: Qonto si distingue per il mix tra IBAN italiano, integrazioni native Shopify, multi-valuta e API developer-friendly.Conclusione e prossimi passiUn e-commerce moderno richiede strumenti finanziari all’altezza della complessita operativa. Qonto offre la combinazione giusta di multi-valuta, integrazioni native (Shopify), API per developer, carte virtuali per advertising e categorizzazione spese, semplificando la riconciliazione contabile e dando visibilita su ROAS reale per piattaforma.Non e l’unica scelta possibile, ma e una scelta in evidenza per chi vuole un IBAN italiano, integrazioni native con le piattaforme e-commerce piu diffuse, e flessibilita per crescere da forfettario sotto 65k a SRL strutturata. Verifica sempre condizioni e prezzi aggiornati su qonto.com e, in caso di dubbi sulla fiscalita e-commerce italiana (OSS, reverse charge, regime forfettario, F24, dichiarazione redditi e-commerce), il CAF Centro Fiscale di Udine puo aiutarti a strutturare correttamente la tua attivita online.Articoli correlati: Apertura conto Qonto 2026: guida completa · Qonto e fatturazione elettronica 2026 · Conto Qonto per forfettari 2026 · Qonto per freelance 2026Luglio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-01 08:00:002026-05-24 09:36:50Qonto per E-commerce 2026: Conto Business per Vendite Online
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTOQuattordicesima Luglio 2026: Arriva Oggi? Importi e Verifica CedolinoOggi, 1° luglio 2026, sul tuo conto arriva la pensione mensile insieme alla quattordicesima per chi ha diritto. Sul cedolino di luglio compare la voce “Somma aggiuntiva pensionati” o la sigla “QU”: ti spieghiamo dove trovarla, come verificare l’importo e cosa fare se non l’hai ricevuta entro 24 ore. Per i pensionati con i requisiti (64 anni + reddito entro 1,5x minimo), l’importo varia da 336 a 655 euro.Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.1 luglio 2026: pensione + quattordicesima Mercoledì 1° luglio 2026 INPS accredita simultaneamente la rata di pensione di luglio e la quattordicesima annuale per chi rispetta i requisiti. La quattordicesima compare come voce a credito separata, sommata alla rata ordinaria. Non c’è bisogno di domanda: l’INPS verifica automaticamente i requisiti.Verifica importo in cedolino luglio (sigla QU) Accedi a inps.it > Cedolino della pensione > luglio 2026.Cerca nelle voci a credito la dicitura “Somma aggiuntiva pensionati” o “QU”.Verifica che l’importo corrisponda alla tua fascia contributiva (336-504 € pieno, fino a 655 € fascia ridotta).Controlla che il netto totale del cedolino includa rata mensile + quattordicesima.Calcolo: 3 esempi reali Esempio 1 – Dipendente con 30 anni contributi, reddito 11.000 €: rata pensione 850 € + quattordicesima 504 € = totale luglio 1.354 €.Esempio 2 – Autonomo con 25 anni contributi, reddito 13.000 €: rata 900 € + quattordicesima ridotta ~390 € = totale luglio 1.290 € (fascia ridotta).Esempio 3 – Dipendente con 12 anni contributi, reddito 10.500 €: rata 750 € + quattordicesima 336 € = totale luglio 1.086 €.Non l’ho ricevuta: cosa fare in 24h Verifica su MyINPS che la quattordicesima sia stata effettivamente erogata.Se non c’è: controlla anno di nascita (64 anni compiuti entro 31/07/2026) e reddito personale aggiornato.Se hai i requisiti ma non l’hai ricevuta: presenta autodichiarazione su MyINPS o vai al patronato.Per importo errato: contatta numero verde 803.164 o apri pratica al CAF.Quattordicesima e reversibilità I titolari di pensione di reversibilità hanno diritto alla quattordicesima alle stesse condizioni (64 anni + soglia reddito). L’importo è calcolato sui contributi versati dal de cuius e proporzionato alla percentuale di reversibilità (60-100%).Effetto su ISEE e altri bonus La quattordicesima concorre al reddito IRPEF dell’anno (CU 2027 per il 730 dell’anno prossimo).Non rileva immediatamente sull’ISEE (l’ISEE 2026 si basa sui redditi 2024); rileverà sull’ISEE 2027.Non incide su bonus collegati a soglie reddituali immediate (Assegno Unico, bonus sociale).Quando arriva se domanda tardivaSe l’autodichiarazione viene presentata dopo luglio, INPS eroga la quattordicesima sulla prima rata utile (es. settembre o ottobre), con gli arretrati maturati dalla data di diritto.Per la guida generale alla quattordicesima 2026 con tabella importi e requisiti completi.FAQ Quattordicesima 2026 in che giorno arriva?Mercoledì 1° luglio 2026, sul cedolino di luglio insieme alla rata ordinaria.Cedolino luglio dove vedo quattordicesima?Nella sezione voci a credito, con dicitura “Somma aggiuntiva pensionati” o sigla “QU”.Quattordicesima conta per ISEE?Sì, ma rileva sull’ISEE dell’anno successivo (ISEE 2027 baserà su redditi 2026). Sull’ISEE 2026 non incide.Posso averla anche con reversibilità?Sì, se rispetti i requisiti (64 anni + soglia reddito). L’importo è calcolato sui contributi del de cuius e proporzionato alla quota di reversibilità.Non l’ho ricevuta: cosa fare?Verifica i requisiti su MyINPS. Se mancano nei dati INPS, presenta autodichiarazione. Per chiarimenti contatta 803.164 o il patronato CAF.Vuoi un controllo personalizzato della tua pensione?Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine Luglio 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-01 06:30:002026-07-01 06:30:00Quattordicesima Luglio 2026: Arriva Oggi? Importi e Verifica Cedolino
Guide Fatturazione ElettronicaReverse Charge Interno 2026: Guida Fatturazione con IVA al 0% per Edilizia, Rottami e CellulariIl reverse charge interno e’ una procedura IVA che si applica in alcuni settori specifici per evitare frodi fiscali. Nel 2026, le regole sono aggiornate e i codici natura da indicare in fattura elettronica vanno dal N6.1 al N6.9, ognuno per una categoria diversa: rottami, oro, edilizia, cellulari, console, energia. Capire quando applicare il reverse charge e’ fondamentale per chi opera in questi settori, perche’ un errore nel codice puo’ costare sanzioni importanti.In questa guida completa scoprirai cos’e’ il reverse charge interno, in quali settori si applica nel 2026, come compilare correttamente la fattura elettronica con IVA al 0%, quali sono i codici natura corretti e cosa cambia per i forfettari. Trovi anche esempi pratici e XML compilato per non sbagliare.Hai dubbi sull’applicazione del reverse charge alla tua attivita’? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella gestione corretta della fatturazione e dei codici natura.Indice dei contenutiCos’e’ il reverse charge interno e come funzionaDifferenza tra reverse charge interno ed esternoBase normativa: art. 17 DPR 633/1972Settori con reverse charge interno 2026 e codici natura N6Come emettere una fattura con reverse charge internoEsempio pratico di XML compilatoCosa deve fare il committente che riceve la fatturaReverse charge e regime forfettarioEsempi pratici di reverse charge internoCosa succede se sbagli il codice naturaReverse charge solo B2B: attenzione ai privatiDifferenza tra reverse charge e split paymentDomande frequenti sul reverse charge interno★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Cos’e’ il reverse charge interno e come funzionaIl reverse charge interno, chiamato anche inversione contabile, e’ un meccanismo IVA particolare. In una vendita normale, il venditore applica l’IVA sulla fattura, la incassa dal cliente e poi la versa allo Stato. Con il reverse charge, invece, succede l’opposto: il venditore non applica l’IVA sulla fattura, e l’obbligo di gestire l’imposta passa al compratore.In pratica, il cliente che riceve una fattura in reverse charge deve auto-fatturarsi l’IVA: la calcola, la registra nel registro IVA acquisti (per portarla in detrazione) e contemporaneamente nel registro IVA vendite (per versarla in liquidazione). L’operazione e’ neutra sul piano dell’imposta dovuta, ma serve a tracciare il movimento e a evitare frodi.Perche’ lo Stato ha introdotto questo meccanismo? Semplice: in alcuni settori particolarmente esposti a frodi (rottami, edilizia, cellulari) capitava che il venditore incassasse l’IVA dal cliente e poi non la versasse allo Stato, sparendo. Spostando l’obbligo sul compratore – che di solito e’ un’azienda strutturata – il rischio si azzera. Riassunto del meccanismo del reverse chargeVenditore: emette fattura senza IVA con causale specificaCompratore: riceve fattura, integra l’IVA, la versa e la detraeEffetto fiscale netto: zero (operazione neutra)Tracciabilita’: totale, perche’ l’operazione passa due volte nei registriDifferenza tra reverse charge interno ed esternoEsistono due tipi di reverse charge ed e’ importante non confonderli, perche’ si applicano in situazioni diverse e con codici natura diversi.Il reverse charge esterno riguarda le operazioni con soggetti esteri: fornitori UE o extra-UE che vendono beni o prestano servizi a un’azienda italiana. In questo caso, il fornitore estero emette fattura senza IVA e l’azienda italiana deve integrare l’imposta italiana tramite autofattura o integrazione (codici natura N6 generici e N3.X). Per approfondire come funziona quando sei tu a fatturare all’estero, leggi la guida su come fatturare all’estero in regime forfettario.Il reverse charge interno, invece, riguarda operazioni che avvengono tutte in Italia, tra due soggetti italiani con partita IVA. Si applica solo a settori specifici elencati dall’art. 17 commi 5 e 6 del DPR 633/1972, e ognuno ha un codice natura preciso (da N6.1 a N6.9).Tabella riassuntiva delle differenzeCaratteristicaReverse charge internoReverse charge esternoSoggettiEntrambi italianiUno italiano, uno esteroSettoriSolo elencatiGenerale per import servizi/beni UECodice naturaN6.1 – N6.9N6 generico o N3.XNormaArt. 17 c. 5 e 6 DPR 633/72Art. 17 c. 2 DPR 633/72Base normativa: art. 17 DPR 633/1972La normativa di riferimento per il reverse charge interno e’ contenuta nell’articolo 17 commi 5 e 6 del DPR 633/1972, il decreto che disciplina l’IVA in Italia. Negli anni questi commi sono stati ampliati con vari provvedimenti per includere nuovi settori a rischio frode.Art. 17 c. 5: introduce il reverse charge per cessioni di oro da investimentoArt. 17 c. 6 lett. a: subappalto edilizioArt. 17 c. 6 lett. a-bis: cessione di fabbricati strumentaliArt. 17 c. 6 lett. a-ter: prestazioni edili nel settore serviziArt. 17 c. 6 lett. b: cessioni di telefoni cellulari B2BArt. 17 c. 6 lett. c: cessioni di console giochi, PC e laptop B2BArt. 17 c. 6 lett. d-bis, d-ter, d-quater: settore energeticoArt. 74 c. 7-8: rottami e materiali di recuperoUna novita’ importante per il 2026 e’ la conferma dell’estensione del reverse charge ai contratti di appalto e subappalto nel settore della logistica e del trasporto merci, gia’ introdotta nel 2024 dalla Legge di Bilancio (L. 213/2023) e operativa per i committenti che svolgono attivita’ di logistica, movimentazione e trasporto. Settori con reverse charge interno 2026 e codici natura N6Vediamo nel dettaglio i nove settori in cui si applica il reverse charge interno nel 2026, ognuno con il proprio codice natura da indicare nella fattura elettronica.N6.1 – Cessione di rottami e materiali di recuperoDisciplinata dall’art. 74 commi 7 e 8 del DPR 633/72, riguarda la vendita di rottami ferrosi, cascami, sottoprodotti, carta da macero, plastica e altri materiali destinati al riciclo. E’ uno dei settori storicamente piu’ colpiti da frodi IVA, motivo per cui il legislatore ha introdotto il reverse charge gia’ molti anni fa.N6.2 – Cessione di oro da investimentoRiguarda la cessione di oro da investimento (lingotti, monete) ai sensi dell’art. 17 c. 5 del DPR 633/72. Si applica quando il cedente ha optato per il regime di imponibilita’. L’obiettivo e’ contrastare le frodi nel settore dei metalli preziosi.N6.3 – Subappalto edilizioE’ uno dei casi piu’ frequenti di applicazione del reverse charge interno. Si applica quando un subappaltatore emette fattura nei confronti dell’appaltatore principale per lavori edili. Attenzione: il reverse charge si applica solo nel rapporto subappaltatore-appaltatore, non quando l’appaltatore fattura al committente finale.Esempio: un’impresa edile vince l’appalto per costruire un capannone. Affida l’impianto idraulico a un idraulico subappaltatore. L’idraulico fattura all’impresa edile in reverse charge (codice N6.3). L’impresa edile, a sua volta, fattura al committente finale con IVA ordinaria (perche’ tra appaltatore e committente non c’e’ reverse charge).N6.4 – Cessione di fabbricati strumentaliRiguarda la cessione di fabbricati strumentali (capannoni, uffici, negozi) tra soggetti IVA quando il cedente ha optato per l’imponibilita’ IVA. Anche in questo caso, l’acquirente integra la fattura con IVA al 22% (o aliquota applicabile).N6.5 – Cessione di telefoni cellulari B2BSi applica alle cessioni di telefoni cellulari tra soggetti IVA (B2B). Importante: non si applica nelle vendite al consumatore finale. Il reverse charge scatta solo se acquisti cellulari per rivenderli o per uso aziendale.N6.6 – Cessione di console giochi, PC, laptop B2BStessa logica del codice N6.5, ma applicato a console videogiochi, PC desktop, laptop, tablet e microprocessori. Vale solo per cessioni B2B effettuate nelle fasi precedenti la vendita al dettaglio. Quando un negozio vende un PC al consumatore finale, applica IVA ordinaria.N6.7 – Prestazioni edili nel settore serviziRiguarda le prestazioni di servizi di pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento di edifici. Si applica nei rapporti tra imprese del settore edile, anche al di fuori del subappalto. Esempio classico: un’impresa di pulizie che lavora per un’impresa edile durante un cantiere. N6.8 – Cessioni nel settore energeticoSi applica alle cessioni di gas e energia elettrica a un soggetto passivo-rivenditore, ai certificati verdi, ai titoli di efficienza energetica e ai certificati similari (art. 17 c. 6 lett. d-bis, d-ter, d-quater). E’ un settore esposto a frodi carosello, motivo per cui il legislatore ha applicato il reverse charge.N6.9 – Altri casi specificiCodice generico per altri casi specifici di reverse charge interno previsti da normative speciali, come ad esempio il reverse charge applicato in via sperimentale ad alcuni settori particolari o le operazioni introdotte da decreti ministeriali successivi.Tabella riepilogativa codici natura N6CodiceSettoreNormaN6.1Rottami e materiali di recuperoArt. 74 c. 7-8N6.2Oro da investimentoArt. 17 c. 5N6.3Subappalto edilizioArt. 17 c. 6 lett. aN6.4Fabbricati strumentaliArt. 17 c. 6 lett. a-bisN6.5Telefoni cellulari B2BArt. 17 c. 6 lett. bN6.6PC, console, laptop B2BArt. 17 c. 6 lett. cN6.7Servizi edili (pulizia, demolizione)Art. 17 c. 6 lett. a-terN6.8Settore energetico (gas, energia)Art. 17 c. 6 lett. d-bisN6.9Altri casi specificiNorme specialiCome emettere una fattura con reverse charge internoEmettere una fattura con reverse charge interno e’ piu’ semplice di quanto sembri, basta seguire alcuni passaggi precisi e indicare i codici corretti nella fattura elettronica.I 5 passi per la fattura correttaVendi senza IVA: non addebitare IVA al clienteIndica la dicitura in fattura: “Operazione soggetta a reverse charge ex art. 17 c. X DPR 633/72” (sostituisci X con il comma corretto)Inserisci il codice natura: N6.1, N6.2, N6.3… a seconda del settoreImponibile: indica l’importo nettoIVA: 0% (campo aliquota = 0,00)Tutti i principali software di fatturazione elettronica (Aruba, Fattura24, FatturaInCloud, Libero SiStudio) gestiscono automaticamente questi codici: basta selezionare il tipo di operazione e il programma compila correttamente i campi XML.Cosa scrivere nel corpo della fatturaDescrizione operazione: precisa e dettagliataImponibile: importo nettoAliquota IVA: 0%IVA: 0,00 EURRiferimento normativo: in calce o nella descrizioneCodice natura: N6.X (selezionato automaticamente dal software)Esempio pratico di XML compilatoVediamo concretamente come si presenta una fattura elettronica in reverse charge interno a livello di file XML. Supponiamo che un idraulico subappaltatore (Mario Rossi, P.IVA 12345678901) emetta fattura a un’impresa edile (Costruzioni SpA, P.IVA 98765432109) per 5.000 EUR di lavori di subappalto.<DatiBeniServizi> <DettaglioLinee> <NumeroLinea>1</NumeroLinea> <Descrizione>Lavori di subappalto impianto idraulico</Descrizione> <PrezzoUnitario>5000.00</PrezzoUnitario> <PrezzoTotale>5000.00</PrezzoTotale> <AliquotaIVA>0.00</AliquotaIVA> <Natura>N6.3</Natura> <RiferimentoNormativo>Art. 17 c. 6 lett. a) DPR 633/72</RiferimentoNormativo> </DettaglioLinee> <DatiRiepilogo> <AliquotaIVA>0.00</AliquotaIVA> <Natura>N6.3</Natura> <ImponibileImporto>5000.00</ImponibileImporto> <Imposta>0.00</Imposta> <RiferimentoNormativo>Reverse charge ex art. 17 c. 6 lett. a) DPR 633/72</RiferimentoNormativo> </DatiRiepilogo> </DatiBeniServizi>I campi fondamentali sono tre: AliquotaIVA a 0,00 (zero), Natura con il codice corretto (N6.3 in questo caso) e RiferimentoNormativo con la base giuridica precisa. Se uno solo di questi campi e’ compilato male, la fattura risulta scartata dallo SDI o passa controlli successivi dell’Agenzia Entrate. Cosa deve fare il committente che riceve la fatturaQuando ricevi una fattura in reverse charge interno, hai degli obblighi precisi da rispettare entro pochi giorni. Vediamo cosa devi fare passo per passo.Ricevi la fattura dal fornitore tramite SDIAuto-fatturati l’IVA (procedura di integrazione): calcola l’IVA dovuta applicando l’aliquota corretta (di solito 22%) sull’imponibileRegistra la fattura sia nel registro IVA acquisti (per detrarre) sia nel registro IVA vendite (per versare)Versa l’IVA in liquidazione mensile o trimestraleDetrai la stessa IVA nella stessa liquidazione: l’effetto e’ neutroL’integrazione si fa generando un documento di tipo TD16 – Integrazione fattura reverse charge interno, con i dati del fornitore originale e l’aggiunta dell’IVA calcolata. Il documento va trasmesso allo SDI.Tempi per l’integrazioneTermine massimo: entro il mese successivo a quello di ricezioneLiquidazione: nella liquidazione del periodo di registrazioneDetrazione: contestuale, nello stesso periodoReverse charge e regime forfettarioI forfettari hanno regole particolari quando interagiscono con il reverse charge interno. Vediamo i due scenari principali.Forfettario che VENDE in reverse chargeIl regime forfettario prevede normalmente che il forfettario non addebiti IVA in fattura, indicando il codice natura N2.2 (operazione non soggetta – altri casi). Ma cosa succede se il forfettario vende in un settore soggetto a reverse charge interno (es. un idraulico forfettario che subappalta a un’impresa edile)?In questo caso il forfettario emette comunque fattura senza IVA, ma deve usare il codice natura specifico del reverse charge (N6.3 per il subappalto edilizio, N6.7 per i servizi edili) invece di N2.2. La sostanza non cambia (niente IVA in fattura), ma e’ importante per la tracciabilita’ fiscale.Forfettario che RICEVE fattura reverse chargeSe il forfettario riceve una fattura in reverse charge da un fornitore (caso meno comune, ma possibile), NON deve auto-fatturarsi l’IVA nel modo classico, perche’ non ha una posizione IVA aperta da gestire. Tuttavia, deve versare l’IVA dovuta tramite F24 entro il 16 del mese successivo, usando il codice tributo specifico.I forfettari sono esonerati dalla LIPE (Liquidazione Periodica IVA) e dalla dichiarazione IVA annuale, ma il versamento dell’IVA per le operazioni in reverse charge ricevute resta obbligatorio. E’ un punto spesso trascurato che puo’ costare sanzioni.Esempi pratici di reverse charge internoVediamo tre esempi concreti di applicazione del reverse charge interno, con il codice natura corretto da usare in ciascun caso.Esempio 1 – Idraulico subappalta a impresa edileMarco e’ un idraulico in regime forfettario e lavora in subappalto per un’impresa edile (Costruzioni Friuli SpA) che sta ristrutturando una casa privata. Marco fattura 3.500 EUR per i lavori di impianto idraulico.Codice natura corretto: N6.3 (subappalto edile)Norma: Art. 17 c. 6 lett. a) DPR 633/72IVA in fattura: 0% (Marco e’ forfettario E in reverse charge)Cosa fa Costruzioni Friuli: integra fattura, calcola IVA al 22% (770 EUR), la versa in liquidazione e la detraeEsempio 2 – Vendita di cellulari B2BTechShop Srl rivende cellulari business a un’azienda di logistica (Trasporti Veloci Srl) che li distribuira’ ai dipendenti. Importo: 12.000 EUR per 30 smartphone.Codice natura corretto: N6.5 (cellulari B2B)Norma: Art. 17 c. 6 lett. b) DPR 633/72IVA in fattura: 0%Cosa fa Trasporti Veloci: integra fattura con IVA al 22% (2.640 EUR), versa e detraeEsempio 3 – Demolitore vende rottami metalliciUna ditta di demolizione (Demolizioni Udine Srl) vende 8.000 EUR di rottami ferrosi a un’acciaieria (Ferriere Friulane SpA).Codice natura corretto: N6.1 (rottami)Norma: Art. 74 c. 7-8 DPR 633/72IVA in fattura: 0%Cosa fa Ferriere Friulane: integra con IVA al 22% (1.760 EUR), versa e detrae Cosa succede se sbagli il codice naturaSbagliare il codice natura nel reverse charge interno non e’ un errore banale. Le conseguenze possono essere pesanti, sia per chi emette fattura sia per chi la riceve.Possibili contestazioni dell’Agenzia EntrateRecupero dell’IVA non applicata: se l’AdE riqualifica l’operazione come non soggetta a reverse chargeSanzioni amministrative: dal 90% al 180% dell’imposta non applicata correttamenteSanzione fissa per errore formale: da 250 EUR a 2.000 EUR per fatture irregolariIndetraibilita’: il committente potrebbe non poter detrarre l’IVAL’Agenzia Entrate ha intensificato i controlli sulla corretta applicazione dei codici natura grazie ai dati delle fatture elettroniche, che permettono incroci automatici. Un codice natura sbagliato puo’ attivare un alert nei sistemi dell’AdE.Come evitare erroriVerifica sempre il settore della tua attivita’ e quale codice natura si applicaUsa software di fatturazione aggiornati che gestiscono automaticamente i codiciIn caso di dubbio, chiedi al CAF o al commercialista PRIMA di emettere fatturaConserva la documentazione che giustifica l’applicazione del reverse charge (contratto di subappalto, ordine, ecc.)Reverse charge solo B2B: attenzione ai privatiUna regola fondamentale del reverse charge interno: si applica solo nelle operazioni B2B, cioe’ tra due soggetti con partita IVA. Mai con i privati.Esempio: un imbianchino fa lavori di tinteggiatura in un appartamento di un cliente privato. Anche se l’attivita’ e’ “edile”, il reverse charge non si applica perche’ il cliente non ha partita IVA. L’imbianchino emette fattura con IVA ordinaria (10% per ristrutturazione, 22% in altri casi).Stessa cosa per la vendita di cellulari: in un negozio al dettaglio, quando un cliente privato compra un telefono, l’IVA si applica normalmente al 22%. Il codice N6.5 si usa solo nelle vendite B2B nelle fasi precedenti la vendita al consumatore finale.Caso particolare: cliente con partita IVA che compra per uso privatoCosa succede se un imprenditore con partita IVA compra un cellulare per uso personale? Il reverse charge si applica solo se l’acquisto rientra nell’attivita’ d’impresa. Se e’ uso strettamente personale, l’operazione torna a essere assimilata a B2C e si applica IVA ordinaria. La distinzione si basa sull’intestazione della fattura: se intestata alla persona fisica come privato, no reverse charge; se intestata alla P.IVA come imprenditore, si’.Differenza tra reverse charge e split paymentSpesso il reverse charge interno viene confuso con lo split payment, ma sono due meccanismi diversi pensati per situazioni diverse.Lo split payment (scissione dei pagamenti) si applica quando un fornitore privato fattura alla Pubblica Amministrazione o a societa’ a controllo pubblico. Il fornitore emette fattura con IVA addebitata, ma la PA paga al fornitore solo l’imponibile e versa direttamente l’IVA allo Stato. Codice nei dati di pagamento: “S” o “I”.Il reverse charge invece, come abbiamo visto, prevede che il fornitore emetta fattura senza IVA e che il cliente integri l’imposta. Si applica tra privati B2B in settori specifici.Tabella di confronto reverse charge vs split paymentCaratteristicaReverse charge internoSplit paymentSoggettiB2B privatiPrivato vs PAIVA in fattura0% (non addebitata)Addebitata normalmenteChi versa l’IVAIl cliente (in liquidazione)La PA direttamenteEffettoOperazione neutraSolo gestione del pagamentoCodice naturaN6.XN/A (IVA addebitata) Domande frequenti sul reverse charge internoIl reverse charge interno si applica anche tra forfettari?Si’, se il settore rientra tra quelli previsti (subappalto edile, rottami, ecc.) e l’operazione e’ tra due soggetti IVA, anche se entrambi sono forfettari. Il forfettario venditore usa il codice natura specifico (es. N6.3) invece di N2.2. Il forfettario acquirente dovra’ versare l’IVA con F24, anche se non gestisce normalmente la liquidazione.Come si compila la LIPE con operazioni in reverse charge?Le operazioni in reverse charge ricevute vanno indicate nella LIPE sia tra le operazioni passive (per la detrazione) sia tra le attive (per il versamento dell’imposta integrata). Per chi e’ soggetto a LIPE, il software gestionale di solito fa tutto in automatico se i codici natura sono corretti.Cosa rischio se applico il reverse charge in un settore non previsto?Rischi che l’AdE riqualifichi l’operazione come imponibile IVA ordinaria. Devi quindi versare l’IVA non applicata, piu’ sanzioni dal 90% al 180% e interessi. Per evitare il problema, applica il reverse charge solo nei casi tassativamente elencati dall’art. 17 c. 5-6 e art. 74 del DPR 633/72.Posso emettere una nota di credito su una fattura in reverse charge?Si’, con le stesse modalita’ della fattura originaria: nota di credito senza IVA, codice natura N6.X, riferimento normativo all’art. 17 DPR 633/72. Il committente dovra’ rettificare anche l’integrazione IVA effettuata in precedenza.Il reverse charge si applica al noleggio di attrezzature edili?No. Il reverse charge edile (N6.3 e N6.7) si applica alle prestazioni di lavori (subappalto, pulizia, demolizione, installazione impianti), non al semplice noleggio di attrezzature o macchinari. Per il noleggio si applica IVA ordinaria al 22%.Quale codice TipoDocumento usare per l’integrazione?Il codice corretto per l’integrazione di una fattura ricevuta in reverse charge interno e’ TD16 – Integrazione fattura reverse charge interno. Per il reverse charge esterno (UE) si usa TD17 (servizi UE) o TD18 (cessioni intra-UE).Affidati al CAF Centro Fiscale di UdineIl reverse charge interno e’ uno dei meccanismi IVA piu’ tecnici e piu’ soggetti a errori. Tra 9 codici natura diversi, settori specifici, regole speciali per i forfettari e differenze con lo split payment, e’ facile sbagliare. E gli errori, come abbiamo visto, possono costare sanzioni dal 90% al 180% dell’imposta.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta nella corretta applicazione del reverse charge: dalla verifica della tua attivita’ alla compilazione delle fatture, dalla gestione della LIPE alla risoluzione di eventuali contestazioni dell’Agenzia Entrate.Servizi correlati: apertura partita IVA, consulenza regime forfettario, gestione fatturazione elettronica, dichiarazione IVA annuale.Contattaci per una consulenza personalizzata sul tuo settore e sull’applicazione corretta del reverse charge interno.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Giugno 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-30 14:00:002026-05-24 09:54:37Reverse Charge Interno 2026: Guida Fatturazione con IVA al 0% per Edilizia, Rottami e Cellulari
ESTRATTO CONTRIBUTIVO, PATRONATOErrori estratto contributivo INPS: come riconoscerli e correggerli nel 2026Errori estratto contributivo INPS: come riconoscerli e correggerli nel 2026L’estratto contributivo INPS e il documento che riassume tutta la tua storia previdenziale: anni di contributi versati, datori di lavoro, periodi di disoccupazione, contributi volontari. E un documento fondamentale per verificare i requisiti per la pensione e per controllare che i versamenti siano stati correttamente accreditati. Ma cosa fare quando ci sono errori? Questa guida illustra i casi tipici di errore, come riconoscerli e la procedura di correzione passo per passo, incluso il modulo PROVCONTR.Per capire come leggere e richiedere l’estratto contributivo, consulta prima la nostra guida completa all’estratto contributivo INPS.Indice dei contenutiPerche possono esserci errori nell’estratto contributivoI casi tipici di errore: una panoramicaCome correggere gli errori: la procedura passo per passoRicorso INPS: quando e come presentarloPrescrizione dei contributi: attenzione ai tempiDomande frequenti (FAQ)Conclusione: verifica l’estratto contributivo prima che sia troppo tardiPerche possono esserci errori nell’estratto contributivo Gli errori nell’estratto contributivo non sono rari. Le cause piu frequenti sono:Omissioni del datore di lavoro: il datore non ha versato (o ha versato meno del dovuto) i contributi, pur avendoli trattenuti dalla busta pagaEvasione contributiva: lavoro in nero o periodi non dichiarati che non compaiono nell’estrattoErrori di imputazione: contributi versati ma attribuiti a un codice fiscale errato o a un’anagrafica diversaContributi figurativi non accreditati: periodi di malattia, maternita, cassa integrazione o disoccupazione non registrati correttamenteErrori nelle trascrizioni manuali: per periodi molto vecchi (prima degli anni ’80-’90), i dati sono stati inseriti manualmente e possono contenere svisteRiscatti e ricongiunzioni incomplete: pratiche di riscatto laurea o ricongiunzione di contributi da altre casse non completate correttamenteI casi tipici di errore: una panoramica 1. Periodi lavorativi mancantiE il caso piu frequente: nell’estratto mancano settimane o mesi di contributi relativi a un periodo in cui eri regolarmente assunto. Le cause possono essere:Il datore ha omesso il versamento (ma i contributi ti sono stati trattenuti in busta paga)Il datore ha cessato l’attivita prima di versare i contributi (fallimento, liquidazione)Errore nell’inserimento del codice fiscale nella denuncia UNIEMENSIn questo caso, il lavoratore non e responsabile della mancata contribuzione: la giurisprudenza consolidata (tra cui Cass. Civ. Sez. Lav. n. 3461/2020) ha affermato che l’INPS non puo opporre l’omissione del datore al lavoratore che abbia comunque maturato il diritto alla pensione.2. Contributi figurativi non accreditatiI contributi figurativi (o virtualmente accreditati) coprono periodi in cui non si lavora ma si ha diritto alla copertura previdenziale: malattia prolungata, maternita, cassa integrazione guadagni (CIG), disoccupazione, servizio militare. Se questi periodi non compaiono nell’estratto, e necessario presentare apposita istanza all’INPS con la relativa documentazione.3. Contributi versati ma non accreditatiA volte i contributi risultano correttamente versati (verificabile tramite i modelli F24 o le ricevute del datore) ma non compaiono nell’estratto INPS. Questo puo accadere per errori tecnici di imputazione. La soluzione richiede di presentare all’INPS copia delle ricevute di versamento.Come correggere gli errori: la procedura passo per passo Step 1: raccogliere la documentazionePrima di contattare l’INPS, raccogli tutto il materiale disponibile per il periodo contestato:Buste paga o cedolini per il periodo in questioneCU (Certificazione Unica) o ex CUD degli anni interessatiContratti di lavoroEventuali ricevute F24 (se autonomo o per versamenti volontari)Documentazione del datore di lavoro (dichiarazioni UNIEMENS)Per contributi figurativi: certificati medici, attestazioni INPS di CIG, decreti di maternitaStep 2: presentare istanza di verifica con il modulo PROVCONTRIl modulo PROVCONTR (Provvedimento Contributivo) e lo strumento ufficiale dell’INPS per segnalare discrepanze nell’estratto contributivo. Tramite questo modulo puoi chiedere all’INPS di verificare e correggere i dati.Il modulo PROVCONTR si compila e si invia tramite:Portale INPS online (myINPS, con SPID/CIE/CNS)Patronato: il CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti nella presentazione dell’istanza gratuitamenteSede territoriale INPS di competenzaStep 3: l’iter di verifica INPS Dopo la presentazione del PROVCONTR, l’INPS avviera un’istruttoria che puo prevedere:Verifica con il datore di lavoro interessato (tramite UNIEMENS)Richiesta di documentazione integrativa al lavoratoreAccreditamento diretto se l’errore e riconducibile a un disfunzionamento tecnico internoAccreditamento d’ufficio dei contributi omessi dal datore, con contestuale recupero coattivo nei confronti del datore morosoI tempi di istruttoria variano da pochi mesi fino a 1-2 anni per i casi piu complessi. E importante presentare l’istanza con largo anticipo rispetto alla data prevista di pensionamento.Ricorso INPS: quando e come presentarlo Se l’INPS rigetta la tua istanza PROVCONTR o non risponde entro i termini di legge, puoi presentare ricorso amministrativo al Comitato Provinciale INPS entro 90 giorni dalla notifica del rigetto (o dalla scadenza del termine per rispondere).Il ricorso si presenta:Online tramite il portale INPS (sezione Ricorsi Online)Tramite patronato (assistenza gratuita)Tramite avvocato (per ricorsi giudiziali al Tribunale del Lavoro)Se il ricorso amministrativo non da esito positivo, e possibile ricorrere al Giudice del Lavoro (art. 442 c.p.c.), senza necessita di previo tentativo di mediazione per le controversie previdenziali.Prescrizione dei contributi: attenzione ai tempiE importante sapere che i contributi omessi si prescrivono. Il termine ordinario di prescrizione per i contributi INPS e di 5 anni (dalla data di scadenza del versamento), ridotto dal D.Lgs. 241/1997. In presenza di denuncia penale o di omissione dolosa, il termine puo essere sospeso o interrotto.Tuttavia, per il lavoratore che subisce l’omissione del datore, la giurisprudenza tende a tutelare il diritto previdenziale anche oltre il termine di prescrizione, soprattutto quando il lavoratore non poteva conoscere l’omissione. E comunque consigliabile agire il prima possibile.Domande frequenti (FAQ)Se il datore non ha versato i contributi, perdo i miei anni di pensione?No. L’INPS e tenuto ad accreditare i contributi al lavoratore anche se il datore non li ha versati, procedendo poi al recupero coattivo nei confronti del datore moroso. Il lavoratore non puo essere penalizzato dall’inadempimento altrui.Quanto tempo ci vuole per correggere un errore nell’estratto?I tempi variano molto. Per errori semplici (errore tecnico di imputazione, contributi figurativi non accreditati con documentazione chiara) si risolve in 3-6 mesi. Per casi complessi (datore cessato, periodi molto vecchi, controversie con ex datori) possono volerci 1-2 anni o piu.Posso presentare il PROVCONTR da solo o serve un patronato?Puoi presentarlo autonomamente tramite il portale INPS con SPID, CIE o CNS. Tuttavia, per casi complessi o per assicurarti di allegare tutta la documentazione necessaria, e consigliabile rivolgerti a un patronato. Il servizio e gratuito.Cosa succede se trovo errori a pochi anni dalla pensione?E fondamentale agire subito. Presentare il PROVCONTR con largo anticipo (almeno 2-3 anni prima della data prevista di pensionamento) garantisce i tempi tecnici per la verifica e la correzione senza ritardare il riconoscimento della pensione.Conclusione: verifica l’estratto contributivo prima che sia troppo tardiGli errori nell’estratto contributivo sono piu frequenti di quanto si pensi, ma nella maggior parte dei casi sono risolvibili con la giusta procedura e la documentazione adeguata. L’importante e non aspettare la vigilia della pensione per controllare la propria posizione previdenziale.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto gratuito per la verifica dell’estratto contributivo, la presentazione del PROVCONTR e l’assistenza nei ricorsi INPS. Prenota un appuntamento per un controllo preventivo della tua posizione previdenziale.Leggi anche: come usare l’estratto contributivo per verificare i requisiti pensionistici.Giugno 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-30 12:30:002026-07-03 07:54:28Errori estratto contributivo INPS: come riconoscerli e correggerli nel 2026
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIRimborso 730 2026: Quando Viene Accreditato sul Conto e Come Controllare OnlineHai presentato il modello 730/2026 e ti aspetti un rimborso IRPEF? La domanda che tutti i contribuenti si pongono è la stessa: quando viene accreditato il rimborso del 730 sul conto corrente? La risposta dipende da chi sei: lavoratore dipendente con sostituto d’imposta, pensionato o contribuente senza sostituto. In questa guida trovi le date precise, le modalità di accredito e come controllare lo stato del rimborso online, direttamente dall’Agenzia delle Entrate o dall’INPS. Indice dei contenutiCome funziona il rimborso 730: le basiDate accredito rimborso 730/2026: il calendario completoContribuenti senza sostituto d’imposta: rimborso diretto dall’Agenzia delle EntrateCome controllare lo stato del rimborso 730 onlineIl rimborso 730 non è ancora arrivato: cosa fareDomande frequenti sul rimborso 730/2026Articoli correlati sul rimborso 730 e la dichiarazione dei redditiHai dubbi sul rimborso 730? Il CAF Centro Fiscale ti assisteCome funziona il rimborso 730: le basiIl modello 730 è la dichiarazione dei redditi “assistita”: significa che non sei tu a versare o ricevere importi direttamente dall’Erario, ma lo fa per te il tuo sostituto d’imposta, cioè il datore di lavoro (se sei dipendente) o l’INPS (se sei pensionato). In alternativa, se non hai un sostituto d’imposta, l’Agenzia delle Entrate eroga il rimborso direttamente.Se dalla dichiarazione emerge un credito a tuo favore — cioè hai pagato più IRPEF di quanto dovevi — il sistema provvede automaticamente ad accreditartelo. Non devi fare nessuna richiesta aggiuntiva: il rimborso avviene in modo automatico, rispettando il calendario stabilito dalla normativa (DPR n. 322/1998 e istruzioni Agenzia delle Entrate). Date accredito rimborso 730/2026: il calendario completoLe tempistiche del rimborso cambiano in base alla categoria di contribuente. Ecco il calendario aggiornato per l’anno di imposta 2025 (730 presentato nel 2026):Lavoratori dipendenti (sostituto d’imposta privato)Per i lavoratori dipendenti con azienda o ente privato come sostituto d’imposta, il rimborso viene erogato direttamente in busta paga. Le tempistiche dipendono da quando il CAF o il datore di lavoro ha inviato il 730 all’Agenzia delle Entrate:730 inviato entro il 31 maggio 2026: rimborso in busta paga di luglio 2026730 inviato entro il 20 giugno 2026: rimborso in busta paga di luglio 2026 (per la maggior parte dei sostituti)730 inviato entro il 15 luglio 2026: rimborso in busta paga di agosto 2026730 inviato entro il 29 settembre 2026: rimborso in busta paga di settembre/ottobre 2026In pratica: la maggior parte dei lavoratori dipendenti che ha presentato il 730 tramite CAF entro giugno riceverà il rimborso già nella busta paga di luglio 2026. L’importo apparirà come voce separata nella busta paga, solitamente etichettata come “conguaglio IRPEF a credito” o “rimborso IRPEF 730”.Pensionati (sostituto d’imposta INPS)Per i pensionati, il sostituto d’imposta è l’INPS, che eroga il rimborso direttamente sulla pensione. Le date sono leggermente diverse rispetto ai lavoratori dipendenti:730 inviato entro il 31 maggio 2026: rimborso sulla pensione di agosto 2026730 inviato entro il 15 luglio 2026: rimborso sulla pensione di settembre 2026730 inviato entro il 29 settembre 2026: rimborso sulla pensione di ottobre/novembre 2026Questo significa che per i pensionati c’è circa un mese di ritardo rispetto ai dipendenti. È una differenza strutturale legata ai tempi di elaborazione dell’INPS in quanto sostituto d’imposta. Il rimborso comparirà nel cedolino della pensione come voce aggiuntiva.Per approfondire il tema dei rimborsi sui pensionati, puoi consultare la nostra guida dedicata: Rimborso 730 Pensionati 2026: quando arriva sulla pensione. Contribuenti senza sostituto d’imposta: rimborso diretto dall’Agenzia delle EntrateSe sei un lavoratore autonomo, un professionista o un contribuente senza un datore di lavoro (sostituto d’imposta), il rimborso non avviene tramite busta paga ma direttamente dall’Agenzia delle Entrate. In questo caso:Il rimborso viene accreditato sul conto corrente bancario o postale che hai indicato nella dichiarazioneI tempi sono generalmente più lunghi rispetto ai lavoratori dipendenti: di solito da settembre a dicembre 2026, ma possono protrarsi fino all’anno successivo in caso di controlliL’Agenzia delle Entrate può richiedere documentazione aggiuntiva prima di procedere con l’accreditoSe hai diritto a un rimborso da parte dell’Agenzia delle Entrate ma non hai indicato un IBAN al momento della dichiarazione, l’Agenzia ti invierà un vaglia postale o una comunicazione per aggiornare i dati bancari. È fondamentale tenere aggiornate queste informazioni sul cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate. Come controllare lo stato del rimborso 730 onlinePuoi verificare in qualsiasi momento a che punto è il tuo rimborso IRPEF attraverso due strumenti ufficiali: il portale dell’Agenzia delle Entrate e, per i pensionati, MyINPS.Verifica rimborso su Agenzia delle Entrate (per tutti)L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio di verifica dello stato del rimborso accessibile con SPID, CIE o credenziali Fisconline:Vai su agenziaentrate.gov.it e accedi all’area riservata con SPID o CIEClicca su “Il mio cassetto fiscale”Vai alla sezione “Rimborsi”Troverai l’elenco dei rimborsi con lo stato: in lavorazione, liquidato o erogatoIn alternativa, puoi usare il servizio “Controlla il tuo rimborso” direttamente sulla home dell’Agenzia delle Entrate, disponibile senza autenticazione inserendo codice fiscale e anno d’imposta.Verifica rimborso su MyINPS (solo per pensionati)I pensionati che hanno presentato il 730 attraverso l’INPS come sostituto d’imposta possono verificare lo stato del conguaglio sul cedolino della pensione:Accedi a myinps.inps.it con SPID o CIEVai su “Pensione e Previdenza” → “Cedolino della pensione”Seleziona il mese in cui ti aspetti il rimborso (agosto o settembre 2026)Nel cedolino troverai la voce “conguaglio fiscale a credito” o “rimborso IRPEF 730”Per ulteriori dettagli sui conguagli fiscali INPS sulla pensione, leggi: Modello 730 2026 Pensionati: Come Verificare i Conguagli Fiscali INPS. Il rimborso 730 non è ancora arrivato: cosa fareSe la data prevista è passata e il rimborso non è ancora arrivato, prima di allarmarsi è utile verificare alcune situazioni comuni:Il sostituto d’imposta ha liquidità insufficienteIl datore di lavoro (sostituto d’imposta) anticipa il rimborso al dipendente utilizzando le ritenute fiscali che ha già trattenuto agli altri dipendenti. Se la somma delle ritenute è inferiore al rimborso da erogare, il datore di lavoro può non essere in grado di anticiparlo integralmente. In questo caso deve comunicarlo all’Agenzia delle Entrate, che provvederà direttamente all’accredito. I tempi in questo caso si allungano (anche di diversi mesi).Rimborso bloccato per controllo preventivoL’Agenzia delle Entrate può sospendere l’erogazione di rimborsi superiori a determinate soglie per effettuare controlli preventivi sulla dichiarazione. In questi casi riceverai una comunicazione tramite il tuo cassetto fiscale o per posta. Non significa necessariamente che ci sono irregolarità: è una verifica di routine che può richiedere qualche settimana aggiuntiva.IBAN non aggiornato o erratoSe il rimborso deve essere erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate ma l’IBAN comunicato è errato o il conto è stato chiuso, l’accredito non andrà a buon fine. Verifica e aggiorna il tuo IBAN nel cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate prima possibile. Domande frequenti sul rimborso 730/2026Quando arriva esattamente il rimborso 730 sulla busta paga di luglio 2026?Il giorno preciso dipende da quando il tuo datore di lavoro elabora le buste paga. La maggior parte delle aziende liquida lo stipendio di luglio nella seconda o ultima settimana del mese. Il rimborso comparirà nella stessa busta paga come voce separata. Se il tuo datore paga lo stipendio il 27 luglio, troverai il rimborso quel giorno.Il rimborso 730 è tassato?No. Il rimborso del 730 non è un reddito: è la restituzione di imposte che hai pagato in eccesso nel corso dell’anno. Non viene quindi tassato e non devi dichiararti nel 730 dell’anno successivo.Posso chiedere il rimborso in un’unica soluzione anche se ho un debito fiscale?Se dalla dichiarazione emerge sia un credito IRPEF sia un debito (ad esempio addizionali regionali o comunali), il sistema li compensa automaticamente. Riceverai solo la differenza netta. Se il debito è superiore al credito, verrà effettuata una trattenuta mensile sulla tua busta paga o pensione a partire da luglio, spalmata in più rate fino a dicembre 2026.Ho presentato il 730 correttivo: cambia qualcosa per il rimborso?Se hai presentato un 730 correttivo o integrativo, i tempi di lavorazione si allungano rispetto alla dichiarazione originale. Il rimborso verrà ricalcolato sulla base dell’ultima dichiarazione presentata, ma i tempi possono slittare di qualche settimana o mese a seconda della data di presentazione del correttivo.Quanto dura il diritto a ricevere il rimborso IRPEF?Il diritto al rimborso IRPEF si prescrive in 10 anni dalla data in cui si è generato il credito. Non rischi quindi di perdere il rimborso nel breve periodo, ma è comunque consigliabile tenere monitorate le pratiche per non incorrere in disguidi.Posso ricevere il rimborso 730 sul conto di un familiare?Per i dipendenti, il rimborso viene erogato in busta paga e quindi non è possibile reindirizzarlo su un altro conto. Per i rimborsi diretti dall’Agenzia delle Entrate, l’IBAN deve essere intestato al contribuente richiedente: non è possibile indicare l’IBAN di un familiare o di un terzo. Articoli correlati sul rimborso 730 e la dichiarazione dei redditiPer approfondire altri aspetti della dichiarazione dei redditi 2026 e dei rimborsi, ti consigliamo:Rimborso 730 Luglio 2026: chi lo riceve e importoRimborso 730 Pensionati 2026: quando arriva e quanto tempoTrattamento integrativo 2026: chi spetta e calcolo 730Spese mediche detraibili nel 730/2026: pagamento e documentiHai dubbi sul rimborso 730? Il CAF Centro Fiscale ti assisteSe non hai ancora ricevuto il rimborso nei tempi previsti, se vuoi verificare lo stato della pratica o se hai bisogno di aiuto per interpretare le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri operatori ti aiutano a:Verificare lo stato del rimborso 730 sul cassetto fiscaleControllare se la dichiarazione è stata trasmessa correttamentePresentare istanza di rimborso in caso di crediti non erogatiGestire pratiche di 730 correttivo o integrativoAggiornare le coordinate bancarie presso l’Agenzia delle EntratePrenota un appuntamento presso i nostri sportelli: offrire assistenza concreta e accessibile ai cittadini è la nostra missione da oltre 30 anni. Giugno 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-30 12:00:002026-07-03 07:54:30Rimborso 730 2026: Quando Viene Accreditato sul Conto e Come Controllare Online